Gli artigiani della Val Clavicola

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GLI ARTIGIANI DELLA VAL CLAVICOLA

di Raimondo Vianello e Ugo Tognazzi

Personaggi:

UOMO

DONNA

MONTANARO

MONTANARA

ATTO UNICO

UOMO - Eccoci nella amena località della Val Clavicola.

DONNA - Questo sito così poetico e quasi incantato, riserva però delle sorprese, qualcosa di molto reale e concreto: gli artigiani di questa Valle, famosi per la loro indefessa laboriosità.

UOMO - Oh, eccone due, che trasportano, credo, uno strumento da lavoro: un bel tronchetto.

DONNA - Buongiorno!

MONTANARO - Buongiorno, buongiorno…

UOMO - Vorremmo rivolgervi qualche domanda sulla vostra attività, si può?

MONTANARO - Comandi!

DONNA - Lei come si chiama?

MONTANARO - Linson Borbottin.

UOMO - Bene, bene… Borbottin Linson.

MONTANARO - No, se sbaglia. Io sono Linson Borbottin, per servirla…

DONNA - È lo stesso, Linson Borbottin o Borbottin Linson!

MONTANARO - Ah no, no che non è vero che l’è lo stesso… Per esempio la mia donna qui, Carla Vadacer, se lei la rovescia…

UOMO - Vadacer Carla!

MONTANARO - La vada, la vada pura, tanto che anche se non la trova l’è quasi come meglio.

UOMO - Gente rude questa della Val Clavicola, ma non priva di un certo humor che taglia come i loro affilati scalpelli…

DONNA - E mi dica, signora Vadacer, anche lei sta lavorando a questo grosso tronco? Che legno è? Abete, quercia?

MONTANARA - No, no, vossignoria a servirla, è ontano.

UOMO - Ah, voi lavorate l’ontano.

MONTANARA - No, no, lavoriamo vicino, qui in una bella casa…

DONNA - Insomma, signor Borbottin, ci vuol dire che cosa trarrà da questo grosso ceppo di legno? Una statua? Un mobile intarsiato? Un vaso scolpito?

MONTANARO - Lo stusicadente.

UOMO - Ho capito: voi fabbricate stuzzicadenti! Non è un lavoro artistico perché, immagino, lavorerà con le macchine?

MONTANARA - No, tutto a mano, con queste mani rudi e calose della Val Clavicola.

DONNA - Interessante questa industria artigiana, nata quassù a più di 3000 metri. Chissà quanti milioni di stuzzicadenti ricavate da questo tronco.

MONTANARO - Uno!

UOMO - Un milione?

MONTANARA - No, uno stusicadente solo!

DONNA - Non è possibile!

MONTANARO - Eppure, l’è così. Sembra difficile per vossignoria, ma l’è così per noi montanari. L’è un segreto che ce lo tramandiamo da padre in figlio e anche da figlio in padre, noi, quali rudi e calosi della Val Clavicola: uno stusicadente per ogni troncio…

UOMO - Ogni tronco.

MONTANARA - No, no! Troncio… si dice troncio.

DONNA - Va bè! E ci dica, signor Borbottin, quanto impiega per fare uno stuzzicadenti?

MONTANARO - Dipende. Se la fortuna la ci dice bene, facciamo presto.

UOMO - Quanto?

MONTANARA - Sei mesi! Ma a starci sotto con olio di gomito e fortuna molta!

DONNA - Perché fortuna?

MONTANARO - Perché certe volte nell’ansia della fretta, quando il troncio l’è piccolo piccolo, scich, se spessa e addio lavoro di sei mesi.

UOMO - Capisco, è un lavoro delicato. Ma che cos’hanno di pregio questi stuzzicadenti?

MONTANARA - Il pregio dello stusicadente della Vai Clavicola l’è quello che quando l’è fatto bene, anca se fatto a mano, sembra uguale a quelli fatti a macchina.

DONNA - Ma allora che differenza c’è?

MONTANARO - Che il nostro stusicadente, che l’è l’anima genuina del troncio, può servire anca per sei persone e se la stagnatura l’è buona anca per dodici.

UOMO - E le vostre donne lavorano anche loro agli stuzzicadenti?

MONTANARO - Certanca! Tutti. Moglie, figlia, cagna, tutti insomma… La mia dona la fa la punta davanti e la mia figliola la punta di dietro.

DONNA - E la cagna?

MONTANARA - La punta le stame.

UOMO - Artigianato familiare, come nelle belle tradizioni dell’Italia lavoratrice. E vendete molti stuzzicadenti in Italia?

MONTANARO - Nessuno. Costano troppo per l’italiano che l’è povero. Li facciamo per la Merica: esportazione!

DONNA - Ah, benissimo, e ne esportate molti?

MONTANARA - Per mo, manca uno… Però, forse, chissà… noi intanto lavoriamo il troncio!

UOMO - Ma dal troncio ricavate solo lo stuzzicadenti?

MONTANARO - Uno stuzzicadenti e molti trucoli.

DONNA - Ah, ecco, ora mi spiego! Che cosa sono questi trucoli? Soprammobili?

MONTANARA - No, no, sottomobili, quelli che stanno in tera…

UOMO - Trucioli!

MONTANARA - No, trucoli! Il troncio fa i trucoli.

DONNA - E, ditemi, vengono molti turisti ad ammirare il vostro lavoro?

MONTANARO - La domenica dalla undece alle dodece.

UOMO - E gli altri giorni, no?

MONTANARO - L’è proibito dal regolamento. L’infermieri non fanno passare nessuno.

DONNA - Capisco, capisco… Allora lasciamo il signor Borbottin e la sua signora al loro lavoro… Grazie di tutto! Bella idea quella degli stuzzicadenti! (Alla donna) Via!

SIPARIO

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