GLI ENIGMI DI TURANDOT
Commedia in tre atti, un prologo e un epilogo
Rivisitazione in chiave umoristica dellopera lirica Turandot musicata da Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Adami e Renato Simoni,
Personaggi: Il principe Calef, limperatore Altoum suo padre, la schiava Li.
La principessa Turandot, limperatore Timur, suo padre
I mandarini Ping, Pang, Pong al servizio di Timur
Il boia
La scena si svolge sulla piazza di Pechino, dov issato il palco delle esecuzioni capitali
ATTO PRIMO
Scena Prima
Il rifugio di Calef.
Il riflettore inquadra il principe Calef, il quale accovacciato per terra circondato da pile di libri e giornali di enigmistica e immerso nella soluzione di un cruciverba. Sentendosi inquadrato, alza il capo e fissa la platea facendosi schermo con una mano contro la luce del riflettore.
Calef: Eh?!? Parlate di me? (spazientito) E abbassate quel riflettore, accidenti! Volete proprio che mi scoprano? (il riflettore continua ad inquadrarlo) Spegnete quel coso, ho detto! (al pubblico) Niente! Duri come i sassi! (supplichevole, guardando in direzione della fonte luminosa) Ehi, lass, mi sentite? Spegnete quella luce! (fra s) Gi ho fatto una fatica incredibile a procurarmi questo posto. Non lo sa nessuno che vengo qui a lavorare. Questo il mio sancta sanctorum! (contando sulle dita) S-a-n-c-t-a s-a-n-c-t-o-r-u-m: quindici lettere. Perfetto! (trascrive le due parole sul cruciverba) Se mio padre si accorge che sono quaggi a fare le parole crociate, sto fresco! Lui pensa che gli indovinelli siano uninutile perdita di tempo e invece non sa che lenigmistica una ginnastica formidabile per il cervello. Il mio motto : ragionare per non sragionare! Bello, eh? Non vi chiaro? (fuori scena si sentono urla ed ordini concitati. Fra s) Cosa succede? (ritorna il silenzio) Dove eravamo rimasti? Ah s(fissando di nuovo il riflettore) Ah, ma siete duri, eh! (lentamente il riflettore si abbassa di intensit) Finalmente! Non stato mica facile espugnare questo nascondiglio! La vita di un principe non cos comoda come ci si immagina! Quanto poi alla libert di fare quello che si vuole, questa proprio una pia illusione. Non ci credete? (nuovi rumori fuori scena, stavolta pi attutiti) Cosa diavolo sta succedendo? (va ad origliare alla porta. Fra s) C forse una spia l fuori. (sospira) Qui pieno di spie, di gente pronta a ficcare il naso nei tuoi affari e a dirti quello che devi o non devi fare, come ti devi vestire, come devi parlare, camminare, mangiare e via discorrendo. Per non parlare dei ministri! Quelli sono davvero i pi inaffidabili! Mio padre si fida di loro ciecamente. Dice che lo consigliano per il meglio. Ed infatti lo consigliano per il meglio, ma delle loro tasche! Comunque, la vita da principe una vera rottura. Non c divertimento, non c privacy, anzi non c proprio vita! Purtroppo sei un uomo pubblico! Secondo i miei ministri, io dovrei dar loro conto persino delle mutande che indosso. S, stanno freschi! Io mi sono trovato questo nascondiglio escovatemi se vi riesce!
Scena Seconda
Li: (chiamando Calef da fuori scena) Principe Calef! Principe Calef! Dove vi siete cacciato?
Calef: (fra s) Figuriamoci! Lo vado a dire proprio a lei! Ssstt! Non facciamoci sentire. (si raggomitola tutto in se stesso)
Li: (bussando energicamente alla porta) Principe Calef, siete qui?
Calef: (esterrefatto) Questo palazzo un nido di spie! (si affretta a ripiegare la rivista ed a nasconderla in una tasca interna della vestaglia. Intanto Li continua a bussare sempre pi forte)
Li: Principe, rispondete, vi prego!
Calef: (fra s) Fossi matto! (continua a nascondere i giornali nelle tasche, sotto il tappeto etc.) Figuriamoci se le lascio scoprire il mio rifugio segreto! Meno male che limperatore a consiglio con il capo di gabinetto(perplesso) O al gabinetto con il capo del consiglio? (riprendendosi) No, no, non pu essere! (Fuori scena si odono spari, urla, rumori di barricate, schianti etc. Sempre fra s) Sta succedendo qualcosa!
Timur: (imprecando fuori scena) Calef, figlio degenere! Si pu sapere dove ti sei cacciato?
Calef: (apprestandosi a svignarsela alla chetichella) Non era n in consiglio n al gabinetto!
Scena Terza
Li: (entrando proprio mentre Calef sta uscendo dalla parte opposta alla sua) Principe!
Calef: Sono fregato!
Li: Meno male che vi ho trovato! (entra. Sulluscio, dietro di lei, si affaccia Timur)
Calef: (acido) Un bel fiuto! Alla prossima battuta di caccia useremo te al posto dei cani!
Li: (ammonendolo) Principe, non proprio il momento di scherzare!
Calef: Perch? Che momento ?
Timur: (entrando senza fiato) Il momento di fare le valigie. Muoviti! Non c un minuto da perdere!
Calef: (illuminandosi) Si parte? Dove si va?
Timur: (adirandosi) Allinferno! (a Li) Ma ti pare che questo imbecille non sappia mai cosa stia succedendo?
Li: (a Calef, con partecipazione) Principe, dobbiamo fuggire!
Timur: Liao Chen Pung e la sua banda stanno marciando sul palazzo!
Li: (timorosa) C la rivoluzione!
Calef: Ma va?
Timur: (fuori di s) Bisogna andarcene! Non c un minuto da perdere! (fuori scena si sentono voci concitate, ordini, spari, fragore di oggetti infranti etc.) Li senti? Fra poco saranno qui.
Calef: Ma non possiamo scappare cos! Che figura ci facciamo con i nostri sudditi? Dov il ministro dellInterno? Perch non qui a respingere i ribelli? E il ministro della difesa che fine ha fatto?
Timur: Buono quello! Ma se stato proprio lui ad organizzare il colpo di stato! (digrignando i denti) Se un giorno arrivo a mettere le mani su quel collo! (rivolgendo lo sguardo al cielo, in tono di commiserazione) Se tu ti fossi occupato delle questioni di stato, anzich startene quaggi a trastullarti con i tuoi giochetti!
Calef: (sostenuto) Io non mi trastullo! Io studio, mi esercito, rifletto! (fuori scena si odono nuovi fragori)
Li: Ragazzi, meglio andare!
Calef: (al padre, ostentando superiorit) Comunque, io ti avevo avvertito: non ti dovevi fidare di quei due loschi figuri. Lo sapevano tutti che erano dei delinquenti. E tu li hai fatti addirittura ministro!
Timur: Non il momento delle rivendicazioni, questo! Io me la batto! Se tu hai un po di sale in zucca, ti conviene fare le valigie e seguire il mio esempio. A minuti, qui ci sar una strage!
Calef: (esultante estrae la rivista di enigmistica e comincia a scrivere) S-t-r-a-g-e! Sei lettere! Lavevo qui sulla punta della lingua.
Timur: (uscendo frettolosamente) Ti infilzeranno sulla punta della loro spada, se non ti muovi!
Li: O della baionetta! (accingendosi a seguirlo)
Timur: (sulla porta) Se mi avessero detto che avrei avuto un figlio cos, non ci avrei creduto! (esce velocemente)
Li: (fissando un attimo estatica Calef) Non poi tanto male! (sospira crollando il capo)
Timur: (fuori scena, urlando) Li, muoviti! (Li fa un cenno di saluto a Calef, che la ignora, poi esce velocemente anche lei)
Scena Quarta
Calef: (completando il cruciverba) Quattro orizzontale: visione fantastica, illusione, desiderio. Cinque lettere. (contando sulle dita) S-o-g-n-o. (nuove urla e spari fuori scena. Gettando unocchiata alla finestra) Bisogna che mi affretti! (riprendendo il cruciverba) Sette verticale: sentimento profondo e disinteressato. Questo facile: a-m-o-r-e! (scrive, mentre il fragore fuori scena va aumentando) Il rosso fluido della vita
Voce cavernosa: (fuori scena) Sangue!
(Calef fissa la platea attonito. Buio in scena)
Scena Quinta
La piazza di Pechino al tramonto.
Su un palco troneggia il boia, in nero, con cappuccio e bipenne. I tre mandarini declamano ad alta voce il testo della legge, scritto su un grosso rotolo di carta.
Ping Pang Pong: Popolo di Pechino! La legge questa: Turandot, la Pura, sposa sar di chi, di sangue regio, spieghi i tre enigmi chella proporr. Ma chi affronta il cimento e vinto resta, porga alla scure la superba testa. Il principe di Persia avversa ebbe fortuna: al sorger della luna, per man del boia muoia! (mentre Pang e Pong riavvolgono il rotolo e lo portano fuori scena, Ping comincia a giocherellare con una palla sulla quale dipinto un teschio. Intanto il boia affila la lama. Gli altri due rientrano in scena condividendo il gioco di Ping)
Scena Sesta
Altoum: (entrando e scontrandosi coi tre mandarini) Smettetela immediatamente! Ma non vi vergognate a prendervi gioco in questo modo della vita umana?
Ping: Noi? Forse il figlio del cielo non ha le idee chiare: TUA figlia che gioca con la vita dei suoi innamorati. NOI ci limitiamo ad eseguire i suoi ordini.
Altoum: (acre) Con molta partecipazione mi pare!
Pang: (canzonatorio) Far contenta la principessa il nostro motto!
Ping: La nostra parola dordine.
Pong: La nostra ragionedi vita!
Altoum: Assecondando fino in fondo la sua crudelt, che anche la vostra!
Pong: Non mi pare che ci siano molte alternative
Pang: La nostra testa in cambio della loro.
Altoum: Non mi pare neppure che le cerchiate!
Ping: Se non ci sei riuscito tu, che sei suo padre
Altoum: Ma se voi vi sforzaste di dissuaderla, anzich assecondarla, o almeno di dissuadere quegli sciagurati che aspirano alla sua mano, chissuna parola oggi, una parola domani.
Pong: Eh, hai voglia!
Altoum: Prima o poi finirebbe leccidio!
Pang: E addio divertimento! (riprendono a giocare a palla)
Altoum: Appunto, che vi dicevo?
- Questo copione è stato visto:


