Gli eredi di papà

Stampa questo copione

L’EREDE DI PAPA’

GLI EREDI DI PAPA’

PERSONAGGI                    E                           TIPI

Il Dott. Enea Santoro......................................... Il Notaio

Ferdinando Palazzo........................................... Un “ erede ” Bancario

Pupetta Palazzo................................................. Sua moglie

Isabella Aruta....................................................Una “erede” bella di giorno

Donatello Palazzo..............................................Un’ Erede  Play - boy

Rutilio Trafila.................................................... Giovane di studio

Pasquale Farfalla............................................... Un “ erede ” proletario

Addolorata Mazzarò.........................................  La madre di Ciccillo

Ciccillo Mazzarò............................................... Un “ erede ” malatino

Il ragioniere Macario......................................... Un “ cliente ” assatanato

Il Professore Sparacio......................................  Un “ cliente ” luminare

Filuccio Frungillo.............................................. Un Guardamacchine

L’Avv. Belladonna............................................ Un “ Paglietta ”

GLI EREDI DI PAPA’

I ° ATTO

La scena rappresenta la sala comune di un antico studio notarile, quello del Dott. Enea Santoro. L’arredamento è classico e pesante: al centro, in fondo, la comune con ingresso ove si intravede una saletta di entrata; a destra la massiccia scrivania del notaio con due poltroncine davanti; a sinistra un salottino con divano lungo, due poltrone laterali e tavolinetto basso centrale. Al sipario, in scena Rutilio Trafila, il così detto giovane di studio (di circa 70 anni) secco e polveroso come le vecchie pratiche notarili che spulcia da sempre, batte ai tasti di una macchina da scrivere. Sul divanetto,seduti i coniugi Palazzo: lui Ferdinando è un elegante, corposo bancario, tipo ombroso e perentorio, lei Pupetta una elegante e fatua signora della Napoli bene in tailleur giallo e camicetta di seta che fuma nervosamente. In una delle poltroncine è accomodata Isabella Aruta una bella fanciulla di circa 24 anni che si ripassa placidamente il trucco.

FERDINANDO:   Ma che maniere sono queste ?! E’ un’ora e un

                             quarto che stiamo quà dentro e nessuno tiene la

                             creanza di spiegarci il perché.... Io mo’ mi alzo e me

                             ne vado.....

PUPE:                  Stai calmo Ferdinà !... Se ci hanno convocati ci deve

                             essere una ragione importante...Forse ci conviene far

                             buon viso a cattivo gioco ed aspettare il nostro turno....

                             Piuttosto, a voi, bell’uomo... si può sapere quali

                             grazie dobbiamo ancora attendere ?....

RUTILIO:             [Battendo a macchina senza guardare] ..... e che ne

                             posso sapere io... io song’ ‘o giovane ‘e studio......

                             Il Notaio non mi mette mai a parte dei suoi impegni.....

                             Io devo solo lavorare... cecare sopra alle pratiche 

                             ed aggobbare la schiena... So cinquanta anni che so’

                             ‘o giovane di studio quà sopra.....!

ISABELLA:        Ma perché, il Notaio sta aperto da più di 50 anni ?....

                             Sarà un vecchio Bacucco....

RUTILIO:           Nooo, macchè.... quello gira sopra alla cinquantina.....

                             Io sto già inchiodato quà da mano al padre... N’ata

                             bella palla....N’aggio buttato sangue e mangiato

                             polvere a prò della famiglia Santoro....

FERDINANDO:  Seh...Seh..., va buò... Comunque a noi dei problemi

                             vostri nun ce passa manco p’a capa... Già teniamo i

                             sasicci nostri... Pertanto, fatemi la cortesia.... Alzate

                             le chiappe e andate ad informarvi...se ce ancora da

                             aspettare.....Adesso...Subito!

RUTILIO:           ( ironico ma ossequioso) Visto che lo chiedete con tanta maniera......  Obbedisco [Esce]

PUPA:                  Ferdinà e nunn essere pesante.... Quello è un

                             dipendente... nun conta niente... nun sape niente....

ISAB.:                 Ha ragione la Signora....poverino... anche lui avrà

                             passato un guaio quà dentro... come me.... come

                             voi....

FERD.:                 Piccerè....quà guaio? E come vi permettete... State

                             al posto vostro... Chi vi conosce... ‘O guaio... nun ‘o

                             guaio..... ma chi ve lo fa fare di intrigarvi nei fatti                         

                             miei.........

ISAB.:                  E scusate tanto... io parlavo così... per buona

                             creanza.... per passare il tempo... Se voi state

                             intossicato.... scusatemi....

FERD.:                 Io, per vostra norma non sto affatto intossicato....

                             Tengo i miei affari che aspettano... Io sono un

                             BROKER !

ISABELLA:          Davvero....Complimenti.... Così giovane.... Auguri !

FERD.:                 Pupè.... a me me pare ca chesta vo sfottere !!....

La moglie lo placa a gesti come dire: non dare importanza. In quel momento entra Rutilio.

RUTILIO:            Ha detto il Notaio che dovete aspettare.....

PUPETTA:           D’accordo... ma aspettare..... cosa ?

RUTILIO:             Che vengono gli altri interessati... poi saprete....

ISABELLA:          Il mistero si infittisce... Che bello.... io adoro i

                             gialli pieni di suspance.... Già mi immagino la

                             trama.... Tre persone si incontrano da un Notaio....

                             All’apparenza niente li accomuna.... tranne che due

                             sono sposati... ma a volte anche gli sposati hanno

                             poco in comune....

PUPETTA:           Signorì.... e come vi permettete ? Mo devo dare

                             ragione a mio marito.... Statevi al posto vostro....!

PASQUALE:        [Entrando dalla comune] E’ permesso....Buongiorno

                             a tutti ! [E un bel giovane sulla trentina, robusto,

                             moro. Reca in spalla una cassetta di attrezzi da

                             lavoro]

RUTILIO:             Accomodatevi.... voi siete?

PASQUALE:         Pasquale Farfalla... sono l’operaio tubista...... Ho

                             avuto una lettera di convocazione... Eccola quà... Vi

                             perde qualche tubo...? Dove sta? Fatemi vedere.... io

                             riparo e me ne vado che tengo il magazzino solo....

RUTILIO:            Guagliò... e statte nu poco zitto.... Quale riparazione

                             e riparazione... Se sei stato convocato qui c’è un

                             motivo notarile....

PASQ.:                 E che significa?

FERD.:                 Che vi dovete sedere.... cioncare llà sopra e stare

                             zitto per più di un’ora... come stiamo facendo noi

                             aspettando le grazie di Cesare....

PASQ.:                 Ma io tengo ‘o magazzino sulo e ‘sta “ Crazia De

                             Cesare ” nun ‘a cunosco....

PUPETTA:           [Sottovoce ad Isabella] Madonna, che barbaro... che

                             ignorantaccio.....

ISAB.:                  Sarà barbaro ed ignorante... però è un bel ragazzo...

                             Avete visto che occhi neri, profondi...e che

                             muscoli !!

PUPETTA:           Piccerè.... tu tiene ‘a capa fresca....

DONATELLO:     [Dalla comune] Hallo Boys.... How are you?!

                             Here’s the best Donatello !!!

FERDINANDO:   Smettila di fare il buffone e vieni dentro!.... Siediti !

DONAT.:              Eilà, fratellone !! Anche tu per queste terre paludose....

                             What’s the matter?! Qual’è il problema...?! Cosa può

                             smuovere il grande Dottor Ferdinando Palazzo dai suoi

                             “ AFFARI URGENTISSIMI, INDEROGABILI ED

                             ULTRA INTERNAZIONALI ??.....

FERD.:                 Mentecatto ! Idiota ! Taci, che sei uno stupido !!

DONAT.:             Sono tuo fratello ! Stessi cromosomi ! Caspita, che

                             vedono i miei occhi profondi , sognanti ed

                             ammaliatori: la cognatina adorabile ed affettuosa !

                             Che piacere sublime !

PUPETTA:           Che fossi un cretino in privato lo sapevo... che ti

                             esibissi anche in pubblico e una pessima scoperta !

DONAT.:              Signori e Signore.... Scusate, i toni e le pause... ma

                             gli attori di questa squallida farsa familiare sono dei

                             cani.......

PASQUALE:        [Ad Isabella] Io non ho capito niente... Ma chisto

                             chi è ? A me me pare ‘nu pazzo scatenato... voi che

                             dite ?

ISABELLA:          Hai ragione, fustaccione... normali non sono... Ma

                             che ci importa del mondo ? Prendiamo a noleggio

                             una nuvola e partiamo  insieme per l’Isola che non

                             c’è......

PASQUALE:        Signorì....io non ho capito....

ISABELLA:         E’ naturale... Se eri bello ed intelligente poi era

                             troppo per un uomo solo... Pazienza !.... Mi

                             accontenterò....degli occhi profondi.....

Squillo del citofono interno, Rutilio risponde ossequioso.

RUTILIO:             [Parlando al citofono sulla scrivania] Si, signor

                             Notaio....certo Signor Notaio...Ci sono tutti...Si, Signor

                             Notaio.... Agli Ordini... Signor Notaio come

                             desiderate... Signor Notaio.... vi aspettano.... Grazie....!

DONAT.:             Neh, schiavetto.... ma con chi parlavi ? Che c’era il

                             Padreterno al citofono.......  Insetto ! Mi repelli.....

RUTILIO:             [Ingoiando amaro] Come volete voi, Signorino... Il

                             fatto che quando mancano i fiori, anche gli insetti

                             devono partire....

Si apre la porta del Sancta Sanctorum del Notaio e viene fuori lui, Enea Santoro: il passo è lento ed incisivo, lo sguardo severo e distaccato. Ha 50 anni, ma brizzolato, occhialuto, scostante com’è ne dimostra molti di più. Rutilio si alza e servizievole gli va in contro, facendogli strada, poi pulisce col fazzoletto la seggiola, la scosta e fa sedere il suo principale.

NOTAIO:             Grazie Rutilio... Signori, buongiorno e ben trovati...

                             Scusate l’attesa ma era inutile e non professionale

                             iniziare la seduta senza la presenza di tutti i

                             convocati la cui disponibilità odierna ha dovuto

                             sinergizzare a fatica......

PASQ.:                 Cominciamo bene....[A Ferdinando] Io non c’ho

                             capito un tubo!.... E’ carina la battuta....?! “ Capito un

                             tubo ...” Io sono tubista !

FERD.:                 [Grido] Stia zitto lei !....

DONAT.:             Non ti preoccupare, proletario.... Mio fratello non ha

                             humor.... spirito... L’unico spirito che possiede è

                             quello delle innumerevoli bottiglie che beve per

                             dimenticare le “corna” che tiene....

FERD.:                 Io ti spacco la faccia ! Bastardo !

DONAT.:              Cornuto !....

Tutti si frapongono tra i due fratelli. Rutilio malandato com’è becca qualche pestone e sganassone. A soggetto.

NOTAIO:             Fermatevi immediatamente altrimenti non esplicherò

                             le mie funzioni e vi assicuro che in tal caso ve ne

                             potreste pentire amaramente....

FERD.:                 Se vuole che io e mia moglie si resti ancora, dovrà

                             allontanare questo magnaccia del mio fratello

                             minore !

DONAT.:             Magnaccia a me ?... a me magnaccia ?!

PUPETTA:           Si, magnaccia e lenone... ti fai mantenere dalle

                             vecchie....schifoso ! Di al nostro notaio come ti sei

                             fatto la Maserati.... Avanti dillo !

DONAT.:             Puttana ! E mio fratello che ti tiene in casa invece di

                             mandarti a battere come sai !

FERD.:                 Carogna !

Altra zuffa. Rutilio che cerca di dividere come sempre viene travolto da contendenti e pacieri. Il notaio suona disperatamente il campanello.

NOTAIO:             Adesso basta ! Il primo che fiata viene escluso dalla

                             riunione ed il testamento di Don Mariano Palazzo se

                             lo va a  leggere alla Conservatoria.... Capito...? Zitti...!

                             Seduti ! Immobili !....

ISABELLA:         Notaio, scusate.... con tutto il rispetto, non capisco...

                             che c’entro io con il defunto...Io mi chiamo Isabella

                             Aruta....  che cosa tengo da vedere con questi signori

                             che non ho mai veduto  prima.....?!?

PASQ.:                 E’ quello che dico pure io... Io sono Pasquale

                             Farfalla..... faccio il tubista....Se non c’è niente da

                             riparare... io andrei.....tengo il magazzino solo....!

NOTAIO:             Fermo là...! Rutilio chiudi le porte... sè nò...

                             quà non ce ne usciamo più... Allora... ricominciamo:

                             se mi fate parlare, forse, si chiarisce l’enigma.

                             Dunque.....Signori... il 12 ultimo scorso.... Mariano

                             Palazzo, ci ha definitivamente lasciati ed ha lasciato in

                             particolare dietro di se una famiglia regolamentare, i

                             fratelli Ferdinando e Donatello Palazzo, suoi figli

                             legittimi,  nonchè.....

PUPETTA:           Nonchè ?!! [Alzandosi minacciosa]

RUTILIO:            Signò.... e vi ho pregato.... Accomodatevi.....

NOTAIO:             Due figli illeggittimi: Isabella Aruta e Pasquale

                             Farfalla !

ISABELLA:          Cosa !?! Ma che dite ?... E’ assurdo !

PASQUALE:        Ma che fusseve pazzo, notà...Io figlio a stù

                             Palazzo ??

FERD.:                 Notaio, ma non scherzate... Mio padre....

DONAT.:             ......Nostro padre.....

PUPETTA:           .....Mio suocero... non può... non avrebbe mai osato....

                             non avrebbe mai potuto.... o no ?.... Si ??!

RUTILIO:            Si.... Ha potuto !!

ISABELLA:         Ma come sarebbe successo.... mia madre non mi ha

                             detto mai niente, pace all’anima sua.....

PASQ.:                 E a me... nessuno ha detto nulla... è vero che sono

                             stato cresciuto all’Orfanotrofio della Pietà dei

                             Turchini.... ma avrei saputo.... avrei capito... e che

                             Madonna ! [sconvolto]

DONAT.:             Ferdinà.... ma tu capisce.... noi teniamo due fratelli...

                             e che fratelli... na palummella e nu tubista.... j che

                             famiglia nobile !!

PASQ.:                 Guè.... Titò.... e quanta cunferenza... ma chi to fa fà?

                             Vì quant’onore... io po’ ero frate a ijsso... Notà...

                             mò vi dovete spiegare....

NOTAIO:             Se me lo fate fare.... Dunque... Don Mariano che era

                             diciamo così... nu poco gallucciello...nella sua...lunga

                             e turbolenta esistenza ebbe diverse avventure... Due

                             delle quali.... bene o male... lasciarono il segno.... La

                             prima con Luisella Aruta, una sua segretaria

                             sull’Ufficio della Impresa Edile.... e nacque Isabella...

                             La seconda con una cameriera di Nusco, una certa

                             Celeste Borzacchia, morta di parto... e Pasquale è il

                             frutto del peccato !

PASQ.:                 Mammà ! [Si abbandona tra le braccia di Rutilio che

                             lo conforta] Povera mamma mia ! Mammà, morta di

                             parto....!

FERD.:                 E va bene... Notaio... ci sono due bastardi in più....

                             e allora?... Chi sono? Che vogliono ? Che credono di

                             fare e di avere ?

PUPETTA:           Giusto ! Il patrimonio dei Palazzo è nostro ! Solo

                             nostro ! Degli eredi legittimi ! Ferdinà, fai l’uomo !

                             Fai valere i nostri diritti !

DONAT.:             Ah..... Ah... Ah.... Guarda che furia la Signorona

                             “ bene ” ...... Se ne sta scappanno ‘a purpetta d’ò

                             piatto, e’ vero Donna Pupè !

NOTAIO:             Signori.... contegno.... volessimo ricominciare con le

                             mazzate ? Orbene... Isabella e Pasquale, sono figli

                             illeggittimi....              

PUPETTA:           Ecco... come dicevo io...

NOTAIO:             Si, ma stanno pure loro nel testamento...

FERD.:                 Cosa ?.. Mi oppongo.... vi denuncio !....

NOTAIO:             E non potete perchè i due sono stati riconosciuti

                             dal “ de cuius ” il quale, vita natural durante, non si

                             era fatto mai vivo come padre ma aveva... che

                             grande cuore!.... sempre provveduto alle loro

                             esigenze... Anche riconoscendo “ in estremis ” la

                             paternità !!

DONAT.:             Che pazzo !.... Che idiota di padre tenevo e non lo

                             sapevo ! Vuoi scoparti le serve, dico io.... ma che

                             diavolo riconosci.... Idiota !!

PASQUALE:        Guè, ‘mbrellino ‘e seta.... Vuò vedè comme te scasso

                             tutte le ossa ! Serva sarà quella vajassa di tua madre !

ISABELLA:          Confermo ed appoggio ?!!

Altro principio di zuffa. Stavolta il notaio e Rutilio faticano non poco a sedare gli animi.

RUTILIO:            Uffa zitti.... fermi... Se vi state fermi capite quello

                             che vostro padre vi ha lasciato... Un’enormità !!

TUTTI:                 Eh ??

NOTAIO:             [Guardando storto Rutilio] ..... Si.... si può dire così

                             un’enormità..... Se adesso state un po' immobili e

                             zitti vediamo di che si tratta.... Dunque... ecco qua la

                             busta col testamento olografo....

PASQUALE:        Fotografo ?... ce sto pure ‘nu fotografo ?

ISABELLA:          Guè... ma si proprio ignorante... Quale fotografo?

                             Olografo..... O...lo gra... fo... significa scritto di

                             proprio pugno....!

NOTAIO:             Silenzio.... Dunque.... [lacera la busta] Ecco qua....

                             Io sottoscritto... etc...etc... nel pieno possesso...etc...

                             etc.... alla presenza di Dio etc... etc... e di due

                             testimoni di provata moralità...etc... etc... Omissisi...

                             Omissis... Dunque... ecco il succo... Dispongo che

                             restino loro le case dove abitano a Ferdinando e

                             Donatello, in modo che sia soddisfatta la legittima.....

                             ..... Omissis... Lascio poi tutte le mie sostanze, nella

                             quota disponibile ovvero:

                             1 villa ad Anacapri dal valore di 4 miliardi,

                             2 appartamenti a Via Aniello Falcone valore 2

                             miliardi... La villetta a Roccaraso.... valore 500 Milioni

                             Oro e gioielli per... per lire 1 miliardo circa.....

                             Quadri e Mobili antichi per lire 1 miliardo.....

                             Totale... ehm...ehm... dunque di 8.500.000.000

                             a colui il quale....

TUTTI:                 Il quale ? [Rosi dalla curiosità]

NOTAIO:             “... con soddisfazione.... impegno... amore...

                             dedizione e carità... si farà carico a vita di....

TUTTI:                 .....di....?

NOTAIO:             Ciccillo ??

FERD.:                 Ciccillo ?.... E chi cacchio e ‘stu Ciccillo? Nu cane ?

                             Nu pappagallo...? Nel qual caso.... lo prendo io....

DONAT.:             Cretino... non hai capito ancora... Ciccillo è un altro

                             figlio illeggittimo...’n’atu bastardo comm’ a chisti

                             duje cca ! E’ vero Notaio ?!?

NOTAIO:             E’ vero... Francesco Mazzarò detto “ Ciccillo ”...

                             L’ultimo peccato della carne del povero Don

                             Mariano....

ISABELLA:         Neh, ma chistu papà mio era un latin lover overo !

PASQUALE:       Pur’io....volendo... me la cavassi come amatore.....

RUTILIO:            Signori, tacete, vi prego... ca mo’ vene ‘o meglio !

PUPETTA:          ‘O meglio.... E pecchè fino a mo che so state,

                             samente e lupini ? Io stò ascenna pazza ! Tre figli

                             illeggittimi....?

FERD.:                 Alle corte, Notaio Santoro...... cacciate ‘stu.....

                             criaturo... tiratelo fuori... me lo prendo io...e

                             finisce la storia... E subito mi accreditate pure il

                             patrimonio descritto... Jammo... tirate fore ‘o

                             guaglione !

NOTAIO:             E’ troppo giusto... Ora ve lo presento... poi, però, e

                             prima che facciate altri debiti con la bocca e la

                             coscienza... dovrò aprire una seconda busta con una

                             postilla “ condizio sine qua non ” come dicevano i

                             latini....

              TUTTI SI GUARDANO CON OCCHI INTERROGATIVI

NOTAIO:             Rutì, introduci i nostri due graditi ospiti......

RUTILIO:            Subito... Agli ordini... [Apre una porta laterale, entra

                             e subito dopo esce presentando] Francesco Mazzarò

                             e sua madre Addolorata.... Avanti trasite....!

                             Non abbiate paura... trasite... Per cortesia fate

                             accomodare il ragazzino... che non sta bene...

                             abbiate bontà....liberate una seggiola....

Entra Addolorata Mazzarò sorreggendo Ciccillo. Lei è una sfiorita donnetta siciliana sui quaranta anni vestita di nero, triste, segnata dal tempo e dalle prove. Lui è un fanciullo sui quattordici anni, esile come una cannuccia con grandissimi occhi neri spiritati, carnagione esangue, passo malfermo per evidenti carenze fisiche.

ADDOLORATA: Baciamo le mani alle voscenze ! C’abbenedicano e

                             perdonassero Signori, questa povera donna e chistu

                             picciriddu....

CICCILLO:          C’abbenedicano....

FERD.:                 Notaio, mò basta...! Mò ci dovete spiegare tutto per

                             bene. Chi so sti dduje....? Mo’ so’ arrivate pure ‘e

                             Malavoglia !

NOTAIO:             E’ troppo giusto.... Io, dalle carte rilievo che il

                             bambino è figlio riconosciuto di Don Mariano... il

                             resto... i particolari ce li potrà fornire la signora

                             Mazzarò, se lo vuole....

PUPETTA:           Signò... parlate.... spiegate tutto... adesso, subito !!

ISABELLA:          [Caritatevole] Stia calma, lei.... tu... la signora non

                             va aggredita... con calma e cortesia... ci dirà tutto,

                             vero Signora ?....

ADDOLO.:           Poco ho da dire... La nostra storia piccola e amara

                             è, come una prunedda contratempo... Tutto

                             accominciò venti anni fa, quando Don Mariano [si fa

                             la croce] venne a Calatafimi con l’Impresa di

                             Costruzioni per l’appalto della diga....

DONAT.:             Me lo ricordo quel periodo... io ero un ragazzo...

                             papà per cinque o sei anni fece avanti e indietro tra

                             Napoli e la Sicilia... Quando tornava ogni paio di

                             mesi portava certi cannoli !

PASQUALE:        [Facendo chiarezza fra i ricordi] Ecco... Ecco

                             perchè.... allo Orfanotrofio... ogni tanto... arrivavano

                             certe guantiere enormi di cannoli siciliani... Erano gli

                             unici giorni di felicità per noi ragazzi rinchiusi.... Mi

                             ricordo che ‘e cape ‘e pezza mangiavano ‘e cannoli,

                             me guardavano e ridevano... mò capisco ’e cannoli !

ADDOLO.:           Si.... Don Mariano quando capitò ‘o paese da

                             noialtri era ancora giovane, bello, ricco... Io allora

                             avevo 18 anni... operaia ero per il suo cantiere...

                             lavabiancheria... La mala ciorte fu che chiuddu

                             Signiruni pusasse l’occhi su di mia che graziosa ero e

                             senza malizia... Dopo poco ero gravida di lui... e ‘o

                             picciriddo nacque... meschineddu... comme lu

                             vedite... Don Mariano i primi tempi aiuto ce

                             diede...poi... il travaglio finì... la famiglia vera lo

                             chiamava... e lui... andò via.... in Continente... Ci

                             abbandonò.... soli... svergognati... per tutto il

                             paese... I primi tempi mandò qualche picciolo... poi

                             più nulla......

ISABELLA:         Poveretti ! Quanto dovete aver sofferto anche voi...

FERD.:                 Va bene.... va bene... d’accordo.... Adesso però,

                             risolviamo: il ragazzino viene da me ! .... La madre

                             potrà fare la serva per noi..... la casa è grande... Una

                             mano lava l’altra... Il patrimonio poi....

DONAT.:             Lo accreditate a me perchè il bambino me lo prendo

                             io.... la casa mia è pure grande.... sempre vuota....

                             disponibile.....

ISABELLA:          Ma cosa vuoi capire tu di bambini tu che sei un play

                             boy.... un farfallone... Ciccillo può venire a casa mia....

PUPETTA:           A casa di una entreneuse.... di una prostituta !?....

                             Mai !! Il bambino viene da noi... Va salvaguardata la

                             sua moralità....

NOTAIO:             Bene.... bravi.... vedo che siete tutti disponibili a

                             farvi carico “ a vita “.... ripeto... “ a vita “ del

                             bambino e di sua madre. Bravi ! Questo vi fa

                             onore.... Però adesso fatemi concludere le

                             operazioni testamentarie... Dunque... solo per

                             completare quanto detto dalla Signora Mazzarò

                             devo aggiungere che il povero don Mariano negli

                             ultimi anni, preda del rimorso... fece ricercare i due

                             Mazzarò .... e conosciutene le condizioni.....

                             eseguì una postilla testamentaria... Che adesso

                             andiamo a leggere... Dunque.... Allora [Lacera

                             una seconda busta].... Ecco.... quà.... “ Io sottoscritto...

                             etc... etc... ommissis.... nel pieno possesso... etc...

                             etc...ecco: “ Avendo saputo per certo che mio figlio

                             Francesco Mazzarò vive nella più assoluta miseria,

                             non solo, ma patisce una gravissima malattia renale

                             che lo consuma giorno per giorno... per la qual cosa

                             solo un totale trapianto potrebbe salvargli la

                             vita....ecco... ecco... il punto... “ Io Mariano Palazzo,

                             lascio tutte le mie sostanze nella quota disponibile

                             valutata in circa 8.500.000.000 a quello dei miei figli

                             che.....

TUTTI:                 Che ??

NOTAIO:             Che donnerà al fratello Ciccillo i suoi due reni,

                             atteso che per una rarissima e curiosa

                             incompatibilità sanguigna e cellulare,... il donatore

                             può essere solo uno dei miei altri quattro figli,

                             ovvero: Ferdinando, Donatello, Isabella e Pasquale.

                             Così ho deciso e così voglio. In fede... etc... etc....

RUTILIO:             Mamma d’ò Carmene !! Che situazione ! Che nureco

                             arravugliato....!

DONAT.:             Notaio, ma questa disposizione è un ricatto... si deve

                             rigettare....

FERD.:                 E’ vero... è assurda... iniqua.... criminale...

NOTAIO:             E’ perfettamente legittima... dal punto di vista

                             notarile... s’intende... Da quello morale... è un

                             problema delle vostre coscienze... Decidete voi...

                             Sappiate solo che se nelle “ more ” dalle decisione

                             definita in giorni cento da oggi, il bambino muore....

ADDOLO.:           Figghiu... figghiu mio beddu !! Core de mamma soja!

NOTAIO:             .....Dicevo...se muore o comunque se non vi decidete....

                             tutto il patrimonio passa all’Orfanotrofio della Pietà

                             dei Turchini, così come da postilla testamentaria

                             capo c, rigo ventitrè, pag, 12 dell’atto di cui testè....

FERD.:                 Notà, io ricorrerò in tribunale, in Appello... in

                             Cassazione... alla Sacra Rota... dovunque, pur di far

                             annullare questa stronzata... E si, perchè non si può

                             legare un lascito ad una condizione che leda

                             gravemente l’integrità fisica di un erede....

DONAT.:             Si capisce... Mo’ mio fratello Ferdinando tiene

                             ragione... Dottor Santoro... cedere due.... dico due

                             reni... significa dialisi perenne... se non addiritura la

                             morte ! Ma che scherziamo...?!?

RUTILEO:           C’è una soluzione....rinunciate all’eredità... e

                             tenetevi i reni... d’altra parte non mi pare che

                             abbiate proprio questo grande bisogno....

PUPETTA:           Hei, scrivano, stia al posto suo e taccia ! Ferdinà,

                             andiamo via da questa gabbia di matti... E sai che

                             facciamo... scendiamo di quà e andiamo di corsa da

                             mio cugino... l’avv. Belladonna.... quello è un

                             luminare del Diritto... Preparerà subito le carte per la

                             denuncia... l’impugnativa del testamento !

DONAT.:             Si.... vengo anch’io con voi... io so’ parte lesa... quale

                             figlio legittimo. E si !....mo’ spartimmo ‘e proprietà

                             ‘e papà cu ‘nu tubista... na’ capallerta e

                             n’handiccapato... Jammo. Ja..jammo addu

                             l’avvocato !

PASQ.:                 No, mo a chisto l’aggio struppià pe forza....

Viene trattenuto da volenterosi, mentre i fratelli Palazzo escono con sussiego.

NOTAIO:             Signori.... il mio compito finisce qui... Tra cento

                             giorni da oggi, verificheremo l’evoluzione della

                             situazione e se Ciccillo sarà ancora vivo....

ISABELLA:          [Facendo scongiuri] Notà, e che maniere... ma che

                             dite....?

NOTAIO:             Va bene.... come volete... ma questa è la sostanza...

                             Dicevo verificata l’evoluzione del caso, si passerà

                             all’accredito dei beni. Signori, buona giornata a tutti

                             e condoglianze vivissime !!

Rutilio lo accompagna alla porta dello studiolo con fare servile. Gli altri rimasti soli si guardano in faccia, dubbiosi, incerti....

PASQUALE:        E mò ? E mò che facciamo ? Che ne sarà di questi

                             due poveracci.... ?

RUTILIO:             Non mi guardate a me... io Dio lo sa e la Madonna

                             lo vede a seicentomila lire al mese... vedovo con

                             suocera a carico...

ISABELLA:          Beh.... certo qua non li possiamo lasciare...e neppure

                             li possiamo abbandonare in una città che non

                             conoscono.... In fondo, stu guaglione è sempre

                             nostro fratello....

ADDOL.:             S’abbenedica... ‘Na Santa è vossia ! ‘Na Santa

                             coronata....!

CICCILLO:          ‘Na Santa !! Io pure lo dissi... na santa è...!

                             S’abbenedica !!

ISABELLA:          Niente cerimonie... che qua tra i guai miei ed i vostri

                             possiamo scrivere “ I miserabili ”. Comunque,

                             Signora Addolorata se volete, ve ne venite da me...

                             la casa non è grande, me se vi accontentate....

                             Ci arrangiamo... E domani che è Domenica viene

                             pure Pasquale a mangiare con noi... Che ne dici,

                             fratellone ?

PASQUALE:        Caspita ! Io vengo di corsa... Sono secoli che non

                             mangio in una casa cristiana... Però, io porto i

                             babà e le sfogliate... festeggiamo la famiglia che si

                             riunisce....

ADDOLO.:           Se voscenze gradiscono e permettono vi faccio io la

                             pasta alla siciliana... con le melenzane... e la ricotta

                             infornata.....

PASQUALE:        Caspita ! Io già me lo sento in bocca... Bene... e

                             dopo mangiato stu giovinotto viene con me alla

                             partita....Guagliò, sei andato mai al Campo sportivo?

CICCILLO:          ..A vedere lu futte - balle ?! A squadra d’ò Palemmo?

PASQUALE:        Ma quale Palermo ? Guagliò, cca ce sta ‘o Napule...

                             capito ? Maradona... Careca... No dico... scusate se

                             è poco !!

ISABELLA:          Pasquà, neanche per sogno...il bambino deve

                             riposare... stare calmo... è convalescente... gli faccio

                             vedere i filmini di Totò... ti piace Totò ?

CICCILLO:          Assai... Mi sbellicai una volta al cinematografo...

                             al paese mio...

ISABELLA:          Bene.... allora andiamo... Per il problema del

                             trapianto... poi ne parliamo... facciamo ancora

                             analisi... io tra i miei clienti... pardon... tra i miei

                             amici... ho diversi papaveri della medicina... può

                             darsi....

ADDOLO.:           Signorina.... magari ...! Ma pè quanto ne sacciu...

                             sulo un miracolo.... sulo un miracolo.....

RUTILIO:             E va bene.... qua a Napoli i Santi fanno cento

                             miracoli al giorno... E mò jatevenne... che dobbiamo

                             chiudere... su jate... jate... A Madonna

                             v’accumpagna....!

ISABELLA:          Di nuovo....

ADDOLOR:          Baciano le mani....

CICCILLO:           S’abbenedica pure a vossia.....

                                                             [I 4 ESCONO A SOGGETTO]

CALA LA TELA

GLI EREDI DI PAPA’

                                                 II ATTO°

La scena è cambiata. Ci troviamo nella casetta di Isabella, un appartamentino alla Salita Due Porte al Vomero. L’ambiente è un ampio tinello arredato in maniera moderna e civettuola. Sulla estrema sinistra un angolo cottura a parete; al centro tavolo tondo  “ inglese “ con le sedie; a sinistra divano poltroncine e tavolino basso. Alle spalle del divano una porta finestra che da sul balcone. La comune è al centro e lascia intravedere una saletta d’ingresso. Il sipario, in scena c’è Addolorata che, rimesta qualcosa sul fornello. Dopo qualche attimo arriveranno Isabella ed un “ cliente “, il Ragioniere Macario.

Addolorata [assagiando da un pentolino]: Ecco....ora va bene.....

                             sciapo al punto giusto...! O duttore s’arraccumannaie

                             “ Niente sale !... niente grassi... niente zuccheri! “

                             Chedda criatura mia nessun gusto tiene a pruvari....

                             anima de mamma soja.....

Dalla comune Isabella, in vestaglietta corta cinese, pantofole col puff e capelli alzati. La segue il Ragioniere Oreste Macario, un ometto grigio e occhialuto, vecchio ed affezionato “ cliente”.

RAG.:                   Ma insomma, Isabè... quando mi hai telefonato ed

                             hai detto che volevi vedermi subito... con

                             impazienza... “ impellententemente ” ho creduto ...

                             sperato... immaginato un ritorno di passione... un

                             desiderio irrefrenabile della mia...ben nota sensualità....!

Addolorata lo squadra da capo a piedi ironicamente commetando con lo sguardo e gesti misurati l’inadeguatezza del personaggio....

ISABELLA:          Beh.... certo....vederti mi fa sempre tanto piacere...

                             Sei così carino ! [Sguardo di Addolorata]... Però....

                             la passione magari.... dopo... eh....? Ora ... da te....

                             mi serve un consiglio... privato.... riservato....

                             intimo!

RAG.:                   E si capisce... io nell’intimità sono un maestro !

                             [Altro sguardo di Addolorata]... Però... dopo...Adesso

                             spegni la mia furia... su... “ Isabè levate ‘o Kimono !....

                             e ghià “ levate ‘o Kimono ” !!

ADDOLO.:           Se voscenze vogliono... io mi arritiro ... facessero con

                             comodità!

ISABELLA:          Ma no.... no... Addolorata... resta pure... Con il

                             Ragioniere... Macario c’è tempo.... a proposito... la

                             signora Addolorata Mazzarò....

RAG.:                   Lietissimo Macario !

ADDOLO.:           S’abbenedica !....

ISAB.:                  Col Ragioniere, adesso, si deve parlare di affari...

                             mi deve solo dare un consiglio professionale... di

                             finanza ed economia....

RAG.:                   E va bene !... Freniamo il barbaro ed impetuoso

                             destriero che scalpita... ! [Altro sguardo di

                             Addolorata] Sentiamo... Che è stato...? Che

                             vuoi capire... ICI, ISI, TOSAP... ILOR...

                             IRPEF....740.. 730.... Tassa sulla salute....?

                             Basta che parli....

ISABELLA:          Ecco... Si.... C’entra la salute... e c’entra un

                             testamento... come... dire... curioso... particolare...

                             in poche parole... una successione... !

RAG.:                  Guè... e io sono il mago delle successioni... ‘E cliente

                             morono apposta pe se fa cunsiglià ‘o testamento a

                             me....

ADDOLO.:           E nce pari ca lu Signuri have  la capa fina....!

ISABELLA:          Dunque... Oreste... il fatto è questo.... salto i dettagli

                             ed i nomi per brevità e discrezione...Dimmi una

                             cosa... Il beneficiario di un testamento .... può

                             donare ad altri l’oggetto del lascito.... intendo....

                             in vita....?

RAG.:                  Uh, Gesù... e se capisce... nel momento che entra in

                             possesso del lascito... ne può fare cio che vuole...

                             Gesù...!!

ISABELLA:          Ecco... è questo il punto... il lascito è soggetto ad

                             una condizione... come si dice... “ sine qua nonna “....

RAG.:                  “ Sine qua non “!

ISABELLA:         Ecco...! come hai detto tu... la condizione è che

                             l’eredità comprende una persona... da accudire...

                             curare... salvare da certa agonia....

Addolorata geme lievemente a ciascuno dei tre verbi all’infinito.

RAG.:                   Certo... se capisce ... se il rogito è legale... il

                             testante è nelle piene condizioni di salute mentale....

                             e la condizione stessa non obbliga alcuno “ ad

                             delictum “... al delitto.... alla violenza.... il

                             testamento è regolare e bisogna rispettarlo....

                             [mentre spiega la sua teoria il Ragioniere va

                             lentamente spogliandosi del cappello, cappotto,

                             sciarpa, giacca... alla cravatta Isabella interviene]....

ISABELLA:         Ho capito... Bene.... e io questo dovevo sapere....

RAG.:                   O.K.....il consiglio l’ho dato.... io mi spoglio...! ....

                             Isabè e lievate ‘o Kimono....! Ghià e... Levate ‘o

                             Kimono !!

ISABELLA:         Un’altra volta, Orè... Mo te ne devi andare......

                             non è possibile fare niente.... aspetto il medico....

                             mò mò .... su pigliate ‘a roba e vattenne....

RAG.:                   Ma io sto comme o’nu pazzo !

ISABELLA:         E vedè comme sto io.... Jammo Orè... vattenne.....

                             Addolorà.... pe’ favore accompagnate sta furia

                             sessuale alla porta....

ADDOLO.:           Subito, signorina Isabella..... Vossia.....

                             s’accomodasse.... e camminasse avanti a mia... non

                             si sape mai... su camminasse... Sciò... Sciò....

RAG.:                   Vado.... Ma non sai quello che ti perdi Isabella...!

                             Ciao boccuccia di fragole.... ci vediamo domani...

                             Guè...! Isabbè... E levate ‘o Kimono....!!

Isabella apre il Kimono e lo chiude subito mostrando per qualche attimo il bellissimo corpo in grepiere... Poi saluta con bacini soffiati il ragioniere che esce svuotato e deluso. Dopo qualche istante Addolorata rientra accompagnato da Pasquale.

ADDOLO.:           Chista casa... porto de mare è... uno esce...

                             n’ato trasè....Ca manco fosse ‘nu posto dè

                             appuntamenti!....

PASQUALE:        Nooo.... quando maje... E’ un’impressione ottica !!

                             Isabbè.... Nu poco d’acqua... fammi sedere un

                             attimo.... sto senza fiato... Madonna, e che corsa....!

ISABELLA:          Ma che è stato, Pasqualì ? Tu staje tutto sudato....

                             na spugna d’acqua... Addolorà... pè favore... datece

                             ‘nu poco d’acqua e mettite pure a fà ‘o cafè pè mio

                             fratello !

ADDOLO.:           Ecco l’acqua.... Servito ! Il caffè... dopo... mo devo

                             dare la pastina al picciriddo.. E’ sciapa al punto

                             giusto.... Con permesso...

PASQ.:                 E va bè... ‘o cafè nc’’o pigliammo dopo... Pazienza...

                             Allora, sosò... aggio fatto ‘na corsa pè arrivà prima

                             ‘e lloro... ‘E caine... stanno venenno cca...

                             Ferdinando e consorte, il bel Donatello e

                             un’avvocato.... certamente ce stanno facenno ‘o

                             cuoppo...... stanno troppo agguerriete !!

ISABELLA:          Pasqualì, non temere... Se loro suonano le loro campane,

                             noi suoneremo le nostre trombe,... come disse Piero

                             Piccioni a Domenica In... loro teneno l’avvocato e

                             noi abbiamo il Ragioniere Macario... Chillu coso

                             curiuso che hai incontrato sulla porta... è una mente

                             sopraffina, volpesca... esperto di testamenti e

                             finanze varie....

PASQUALE:        Si, ma qua non dobbiamo fare il 740... ce stanno

                             problemi di salute, medicina....

ISABELLA:          E qui ti volevo... Tra poco sai chi arriva qui...? Il

                             Professore Raffaele Sparacio... comme ! ‘O

                             Primario dell’Ascalesi... al reparto di chirurgia

                             renale... L’ho chiamato e sta venenno.... E’ un amico

                             mio per la pelle !!

PASQUALE:        Per la pelle ? Ho capito...un’altro affezionato

                             cliente ! Neh, ma vuje puttane, site peggio da P2,

                             tenite amicizie pe’ tutte parte !!

ISABELLA:         Che vuò fà.... sono le uniche soddisfazioni.... i ritorni del

                             nostro mestiere !

A questo punto campanello della porta. Drin... Drin... !! Addolorata che è andata ad aprire ritorna introducendo Ferdinando e Pupetta Palazzo, Donatello e l’avv. Belladonna. I quattro ospiti si inoltrano con fare prepotente ed atteggiamento truce.

ADDOLO.:          I Signori Palazzo sono... s’accomodassero....

FERD.:                 Si, si, va bene... non è il caso di fare convenevoli....

                             non siamo in visita di cortesia.... Avvocato... fate

                             quanto dovete ed usciamo da questa casa !

PUPETTA:           Si... presto... l’atmosfera di degrado morale e di

                             perversione mi stà già nauseando... Sento già dei conati

                             di vomito......

ISABELLA:          Addolorà, dateci un sacchetto da N.U. alla Signora

                             ca c’avota ‘o stommaco... forse questa casa non è a

                             livello delle “ case “ che frequentava da

                             “ signorina “ [con intenzione] !!

PUPETTA:           Io frequentavo “ case “....? Ferdinà, hai sentito ?

                             Ma come si permette ?

PASQUALE:        Signora, scusate quest’ignorante di mia sorella....

                             voi certamente llà sopra non c’eravate...! Pure lla

                             ce vuleva na certa presenza !!

PUPETTA:           Ferdinà, hai sentito ? Donatè, hai sentito....?

                             Avvocà, avete sentito... Mettete a verbale !!

AVVOCATO:      Ho registrato tutto... Signora... e negli atti giudiziari

                             peserà anche questo.... Ma per il momento, lo scopo

                             della nostra visita è un altro... Consentitemi di

                             esperire il mio mandato.... Dunque... Siete voi la

                             Signorina Isabella Aruta, di Aruta Luisella e di

                             n.n., poi, dichiarata figlia naturale di tale Mariano

                             Palazzo ?!?

ISABELLA:          Sissignore, sono io... e allora...

DONATE.:           Avvocato, chiedete alla signorina come vive...

                             che lavoro fa....

AVVOCATO:       Al tempo... consentitemi... Dunque... Signorina, fatto

                             che sia il riconoscimento... Ecco qua... a voi... Vi

                             notifico “ brevi manu “ una citazione presentata testè

                             alla Autorità Giudiziaria nella quale vi si addebitano

                             i reati di circonvenzione di incapace, plagio,

                             associazione a delinquere, minacce ed altro.....

                             nonchè, causa esercizio continuato della

                             prostituzione, vi si contesta l’affidamento del

                             piccolo Francesco Mazzarò per indegnità, e vi si

                             intima di consegnarlo “ nelle mani “ pardon, alle

                             cure, dei qui presenti Signori Palazzo !

PASQUALE:        Io non ho capito niente... Ma che sta diceno stu

                             pappavallo ?!?

ISABELLA:          Pasquà... ‘o pappavallo... scusate... l’avvocato

                             se vo piglia ‘o piccirillo per consegnarlo ai “Signori”

                             qua perchè io so’ indegna !....

ADDOLO.:           [Gemendo] Ah... Vergine Incoronata...! Ah....

                             Madonna Nera di Tindari succurre ! Indegna...?

                             E che fici ? Disonorata fu ?

DONAT.:              Signò, ma voi siete stupida o fate la gnorri ? A

                             signorina quà, Isabella, fa la “ puttana “.... ‘a

                             puttanazza come dite voi in Sicilia e, pertanto,

                             non può aver affidato un minore.... capito ?

PASQUALE:        Guè bel Cecè... ‘o saje ca mo io t’arapo ‘o fronte

                             a botte ‘e cazzotti e cu ‘a pella toja me faccio ‘nu

                             scendiletto !

Si lancia verso il fratellastro a stento trattenuto da Isabella ed Addolorata.

PUPETTA:           Avvocato.... scrivete... annotate... mazzate e

                             minacce di morte...! Quest’ energumeno va arrestato

                             subito perchè è un pazzo pericoloso !!

PASQUALE:        Per il momento, avvocà, arrestate stu pare ‘e

                             pacchere....!!!

Parapiglia generale con spintoni, strattoni, strilli, calci, tirate di capelli. L’Avvocato cerca di sottrarsi alla violenza con saltelli comici ed inadeguati ed ogni volta viene ripreso nel vortice della colluttazione.

Quando la confusione è all’ acme, una vocina risuona:

CICCILLO:          E’ permesso?... Disturbo ?!

Tutti si fermano all’istante sentendo la voce del piccolo malato che sulle sue grucce si è trascinato sulla porta del salottino. Il malatino viene faticosamente avanti, prontamente soccorso dalla mamma :

ADDOLO.:           Ciccio.... figghiu mio... che facisti...? Ti alzasti sulo dal

                             letto... Picciriddu mio... core de mamma, tu male

                             staj... vieni appoggiati... torniamo al lettuzzo....

CICCILLO:          [Con voce sommessa ed aspetto sofferente] Si.....

                             mamma... ma abbi pazienza un attimo... Rumore, strilli

                             sentii... Cù fu ? Litigavate ?

PASQUALE:        [Ricomponendosi per non spaventarlo] Ma quando

                             mai....Niente,..... guagliò... una discussione amichevole

                             tra parenti stretti.... tutto bene... torna a letto... và !

CICCILLO:          Scusassero.... perdonassero se importuno i Signori

                             Grandi che discutono di cose importanti... Ma il

                             il mio nome sentii... posso esservi utile ?

FERD.:                 Ma che vuoi essere utile tu ? Fila a letto e restaci in

                             attesa che tua madre prepari il vostro bagaglio...

                             L’ambulanza sta già sotto il palazzo... Voi....

                             Addolorata.... raccogliete i vostri stracci... vi

                             trasferite da noi....! Subito...!

PUPETTA:            Avanti... poche storie... a casa nostra starete meglio

                             c’è la servitù... starete come pascià... altro che

                             questa stamberga miserabile in mezzo a satiri

                             e donne di malaffare....

ISABELLA:          Non potete portar via il bambino.....questo è un’abuso !!

AVVO.:                Non fate resistenza... non aggravate la vostra

                             posizione giudiziaria... Sono già gravi i vostri reati...

                             la legge è inflessibile... Signora Mazzarò... voi,

                             preparate il ragazzino per il trasferimento... Su...

                             obbedite...!

ADDOLO.:           Ma io... meschina... nun saccio.... che fari...la

                             Legge... l’Avvocato... Sti Signuri... Che ho da fare...

                             Isabella...??....Santa Rosalia... Ciccillo !?!

CICCILLO:          Avvocato.... mi scusi l’ignoranza... sa io un povero

                             picciotto senza istruzione sono... Avvocato.. mi

                             spieghi.... Vossia... con la sua legge.... mi può... mi

                             deve portare via di qui a forza, anche contro la mia

                             volontà ??

AVVO.:                Beh che c’entra... a forza no... per il tuo bene....

                             bisogna che tu vada via di qui.... la legge giudica il

                             comportamento giuridico dei grandi... tu sei piccolo

                             non sei contemplato....

CICCILLO:          Ossia, il mio parere non conta ...? Mi impacchettate

                             e portate via.....

AVVO.:                No.. non è così.... è l’ambiente che... è questa

                             signorina che... è atmosfera non confacente che....

FERD.:                 Avvocà, ma che state farfugliando ? Pigliamo il

                             ragazzino e andiamo. Forza, Donatè, dammi una

                             mano... Afferralo !

PASQUALE:        Chesta è ‘a vota che ve ciacco a tutte ‘e quattro !

ISABELLA:         Ma, insomma, basta...! Il bambino ha compiuto 14

                             anni... non è un lattante..... vuol dire il suo pensiero e

                             se vuole andare via... io non mi opporrò... Ciccì,

                             parla....

CICCILLO:          Ebbene... Avvocato... Signori... Zii...Eccellenze.....Se

                             posso dire... dico che...: Voglio stare qui...! qui con

                             Isabella che sarà pure una “ puttanazza “, però è buona è

                             mi  vuole bene con o senza l’eredità... e poi voglio

                             vedere vicino a me Pasqualino, che non sape bene

                             parlare italiano ma mi faci ridere e mi porta cose

                             buone che non ebbi mai...

FERD.:                 Che significa... a casa mia potrai avere una montagna

                             di giocattoli... Stereo... Videogiochi, tutto...

DONAT.:             .....Ed anche un computer.... tutto quello che vuoi....

CICCILLO:          Tutto ? Proprio tutto...? Anche le favole che mi

                             racconta Isabella la sera? Anche i baci che  mi da

                             quando mi cambia i panni sudati lei perchè mamma si

                             addormenta per la stanchezza. Anche i racconti dei goals

                             di Maradona  che face Pasquale per distrarmi quando

                             vede che soffro troppo... Perchè vi guardate ? Forse

                             l’affetto non è compreso nel servizio, non è vero ...?

                             Allora, Avvocato, se posso decidere... io voglio restare

                             qui! Capito....? qui.... capito...qui !! Ah [viene colto da

                             una crisi epilettica e dopo un po' di convulsioni sviene.

                             Addolorata ed Isabella lo soccorono e dolcemente

                             lo portano via, verso il suo lettino. I 4 ospiti sono

                             interdetti ed impauriti dall’evolversi della situazione]

PASQUALE:        Avete sentito ?..... Avete capito quello che ha detto

                             Ciccillo ? Vo sta ccà !! E pirciò.... jatevenne... mò,

                             subito! E senza fiatà... jatevenne... fuori.... avvoltoi

                             .....caini....!

PUPPETTA:         Si andiamo, ma torneremo con un decreto del

                             Tribunale.

DONAT.:              ...... E con la forza Pubblica...

PASQUALE:        E nuje ccà stammo !!

I 4 indesiderati escono. Pasquale si siede svuotato, asciugandosi la fronte. Dopo qualche istante rientra Isabella. Anch’ella è sconvolta ma cerca di mantenere calma e lucidità.

PASQUALE:        Come sta ?

ISABELLA:          Si è assopito....! A mamma le sta vicino.. Ci abbiamo

                             dato le gocce calmanti e fatto la puntura per le

                             convulsioni..... Speriamo che dorma fino a domani

                             mattina....

PASQUALE:        Isabè, io me ne scendo, tanto per oggi quei quattro

                             fetenti non tornano... Aggio lasciato un lavoro a

                             miezo pè correre ccà... Comunque, qualsiasi cosa,,,

                             una telefonata....

ISABELLA:          Va buò... ci vediamo domani... Ah... Pasqualì...

                             grazie...!

Pasquale si schernisce, fa un cenno di saluto ed esce. Isabella si mette a sfaccenatare. Prepara qualcosa da mangiare ma si intuisce che più che altro rimurgina tra se gli eventi della giornata. E’ rivolta verso la cucina quando dalla comune entra con passo felpato un uomo sulla cinquantina, elegante, signorile. E’ il Professore Sparacio, vecchio cliente ed amante di Isabella. Si avvicina furtivo ad Isabella e l’abbraccia appassionatamente dalle spalle.

PROF.:                 ‘E che mappata ‘e curve ! Tiè, Tiè... cascià ‘e

                             brillante !!

ISABELLA:          Fefè, si tu.... Madonna e che paura mi hai fatto

                             mettere... Io stavo sopra pensiero... non lo fare più...

PROF.:                 E come faccio? Tu sei una calamita, un’attrazione fatale

                             sessuale... io dove ti vedo, la ti devo mettere le mani

                             addosso... Ciaciona !

ISABELLA:          Fefè, e tu pensi sempre ad una cosa... Mamma mia...

                             Io ti ho chiamato per un problema di salute e tu....

PROF.:                  Salute? Tu si ‘na guantiera china ‘e salute.... cu’ sti

                             carne toste ‘e miedice possono chiudere ospedale ed

                             ambulatorio....

ISABELLA:          Tieni sempre la battuta pronta... Grazie... Comunque

                             non è per me che ti ho chiamato... è po criaturo....

PROF.:                 ‘O criaturo? Guè, quale criaturo.... non sapevo che

                             avevi un figlio.....

ISABELLA:          E difatti, non è mio figlio... è un mio fratello, come

                             si dice.... naturale.... mio padre l’ebbe da una donna

                             siciliana in tarda età....

PROF.:                 E’ allora.... che tiene ?

ISABELLA:          Una grave malattia ai reni... una cosa terribile, per la

                             quale ha bisogno del trapianto dei due reni da un

                             donatore che gli sia parente...

PROF.:                 Cioè da te....

ISABELLA:          O da uno degli altri tre fratellastri che come me sono i

                             soli compatibili per il trapianto... Ed insieme a

                             questo c’è anche una questione di eredità... Pensa

                             che chi dona i due reni al bambino, avrà il

                             patrimonio di papà.... otto miliardi e più !!

PROF.:                 Caspita ! Però, bella mia, chi si becca i soldi avrà

                             una vita breve ed infelice... Senza i due propri reni

                             si va in dialisi perenne... Polmone d’acciaio a vita....

                             che te ne fai dei soldi ?

ISABELLA:          E questo è il grande problema... In tutto questo, i

                             figli legittimi di mio padre stanno facendo fuoco e

                             fiamme per prendersi bambino ed eredità...

PROF.:                 E che casino ! Comunque.... si può vedere questa

                             creatura, avete le analisi, le lastre....l’anamnesi ?...

ISABELLA:          Abbiamo tutto.... aspetta... Io per questo ti ho

                             chiamato... Sapevo di poter contare sul tuo aiuto...

                             Aspetta [Chiama] Addolorata ! Addolorata !

Esce per tornare poco dopo con Addolorata ed una cartella piena di fogli, ricette, analisi, radiografie che il prof.  prende a consultare.

PROF.:                 Uhm... Uhm.... Mah... E già.... Si....! Uhm....!

                             Sentite.... questo bambino lo voglio vedere bene....

                             devo capire..... mah... c’è qualcosa di poco chiaro

                             in queste carte... non mi vorrei sbagliare... lo devo

                             visitare come dico io.... devo fare altri accertamenti.....

ISABELLA:          Fefè..... ma che c’è?

ADDOLO.:           Professore..... mi dica la verità... a tutto sono ormai

                             pronta... che ‘o picciriddo piano piano se ne sta

                             volando in Cielo.... io già lo so.....

PROF.:                  Si, il quadro clinico è disperato... Però....però

                             Sentite.... Fate così... domani mattina me lo portate

                             all’Ascalesi, alle 8:00, digiuno...: e voglio ripetere

                             alcune analisi.....

ADDOLO.:          Professore, Grazie, buono come un Santo siete... datemi

                             la mano da baciare... date quà....!

PROF.:                 No, no... quale mano.... e che m’avete preso per il

                             Vescovo ? Piuttosto, adesso me ne vado... Tanto

                             qua, tra ricette ed analisi, mi è passata ogni

                             velleità....Speravo in un tete a tete di fuoco.... e

                             invece, pure qua parlo di lavoro... Va bè... bella mia

                             io vado... ci vediamo domani all’Ascalesi alle 8:00

                             in punto... il bambino digiuno....[Bacia Isabella sulla

                             fronte] Ciao, cascià ‘e brillante ! [Esce]

ADDOLO.:           Che bravo uomo... si vede professore è.....

                             Professore e Santo....! S’abbenedica... se faci

                             qualche cosa per il mio Ciccillo....

ISABELLA:          ‘O fatto ‘e chesto, Fefè è una bravissima persona....

                             e nel suo lavoro, a detta di tutti, è un mago....

                             Speriamo bene.....

ADDOLO.:          .....E preghiamo assaje... accussi s’ajuta la sua magia

                             medicosa... S.Agata e S. Rosalia assistono e San

                             Giuseppe poi...

ISABELLA:           Fa ‘e radiografia! Addolorata.... non esagerare....

                             E’ vero che senza la mano di Dio e dei Santi non si

                             fa nulla, ma qua servono apparechiature scientifiche

                             e grande testa....

ADDOLO.:           Come dice vossia... però, nel frattempo io prego....

                             è l’unica cosa che so e che posso fare per il mio

                             picciriddo.... e la faccio... Se in Paradiso non mi

                             sentono vuol dire che non hanno bisogno delle

                             preghiere mie....

ISABELLA:         E, va buò... prega pure... che pure questo è un

                             conforto... Mah... adesso però, andiamocene a letto..

                             che non ne posso più... sono stanca morta....

                             [Parlando si stiracchia e poi massaggia le membre

                             intorpitide e nel compiere questi gesti mostra il bel

                             corpo sericamente inguainato]....

ADDOLO.:           Signorina...[Guardandola con ammirazione

                             femminile] Signorina Isabella... e quanto site bedda..

                             Che belli carni... e che eleganza avite....

ISABELLA:          Grazie.... Addolorata...sei gentile.... davvero vi vedi

                             bella ?...

ADDOLO.:           Beddissima e sensualica. Capisco a chilli poveri

                             masculi che quando vi vedono s’abbruciano li

                             cervelle... Pazzi diventano... vidi... cosa feci....

                             il Ragioniere e per non dire poi ‘o Prufessure....

ISABELLA:          Si... mi stimano.... sono buoni amici... però, anche

                             tu Addolorata.... qualche annetto fa dovevi essere

                             una gran bella donna... per far perdere la testa a papà

                             che di femmine ne doveva capire.....

ADDOLO.:           Non saprei... io non fui mai pratica assaj di

                             queste cose... certo da giovane caruccia ero... i

                             masculi alla piazza del paese mi guardavano cu

                             certi occhi di pazzaria... ma zotici erano...animali...

                             Vostro padre, invece... un Signore !! Quando mi

                             tolse dalla lavanderia e mi volle a servizio da lui....

                             una regina mi sentivo... “Addolorata, mettimi le

                             lenzuola di bucato ! ”... “ Addolorata che buona la tua

                             caponata...!” “ Grazie Addolorata...!” “ Come sei cara

                             Addolorata !” ... Insomma, Signorina quando un

                             giorno mi mise le mani addosso... io mi sentii

                             felice e tutta onorata di piacere a un tale Signuruni....

                             e poi ... le gentilezze... i regali...

ISABELLA:           Ah... Papà ti faceva molti regali ?

ADDOLO.:            .....Caspita !... Me ne fici tre !! E come reliquie li tengo:

                             dunque... la sera dopo la prima volta.. mi donò un

                             abito giallo a fiori blu che mai mi misi per non

                             consumarlo... Quando sgravai al picerriddo... ecco,

                             mi regalò questa catenina d’oro col cammeo di

                             corallo: la testa di Medusa che porta bene... mi

                             spiegò... Quanto infine partì... e che dulure che

                             n’edi... Don Mariano mi donò la baracca degli

                             attrezzi nel cantiere dove vivemmo comodamente

                             questi anni....

ISABELLA:          Caspita !! Un vestito, una collanina ed una baracca!

                             E don Mariano Palazzo si è voluto sprecare ! Si è

                             voluto dissanguare... Caspita, che gran signore! Che

                             generosità con te che in cambio gli avevi dato il tuo

                             amore, la tua giovinezza ed un figlio !! E nel

                             frattempo qui a Napoli quei farenella dei figli

                             legittimi sguazzavano tra Ferrari, Champagne e

                             Casinò....

ADDOLO.:           Ma loro famiglia legittima erano.... famiglia vera !

ISABELLA:          .....E tu e Ciccillo che eravate finti ? Di cartapesta?

                             Di gesso come le statue delle vostre processioni?

                             O piuttosto eravate di carne, sangue e sentimenti

                             pure voi... bisognosi di cure.... di amore... di

                             presenza... [Piange].... di tenerezza....

ADDOLO.:           Signurina.... Voscenza piange.... perchè ? Che dissi?

ISABELLA:          Tu ?...Niente,... piango per me.... Perchè anch’io

                             non ero di gesso.... Piango per quello che non ho

                             avuto... Per quel bastardo schifoso di padre... che mi

                             ha messo al mondo e dimenticato... Si... è vero...

                             mandava i soldi per crescermi, per mantenermi

                             “ decorosamente “ ... ma che sono i soldi per una

                             bambina di cinque, sei anni che aspetta la sera il

                             papà per.... una carezza... un bacio... aspetta due

                             braccia forti che ti stringono e proteggono... due

                             mani grandi e robuste che ti asciugano una lacrima o

                             che ti sculacciano quando serve per il tuo bene....

                             Invece, niente... Mia madre poveraccia pure lei,

                             quando le domandavo di mio padre, prima piangeva

                             poi cambiava discorso, sorvolava... Solo una volta,

                             alle mie insistenze disse che mio padre era stato

                             marinaio... un Capitano di lungocorso imbarcato

                             su mari lontani e disperso, per un naufragio....

                             prima che io nascessi....

ADDOLO.:           Povera figghia... Che meschina....!

ISABELLA:          Si come dici tu.... che meschina ! Io allora...

                             avevo circa dodici anni, cominciai a venerare

                            questa figura di illustre ed eroico navigatore che

                             intrepido, solcava i mari al timone del suo veliero....

                             Pensa che mi feci compare un modellino di nave...

                             sai quelli di legno, con le vele ed i cannoni e lo

                             cullavo...lo accarezzavo...lo baciavo... Come se

                             coccolassi il mio papà.... Che stupida ! Che stupida

                             infantile cretina...! L’eroico navigatore, nel

                             frattempo navigava nei letti di mezza Italia,

                             lasciando figli in giro come valigie smarrite....!

ADDOLO.:           Ma lui doveva lavorare... travagliare per la sua

                             famiglia... di quà... Doveva difendere la sua

                             posizione .... il suo onore.....

ISABELLA:          Quale onore...? L’onore lo avrebbe difeso meglio

                             riconoscendo i suoi sbagli.... affrontando il giudizio

                             severo della moglie legittima, dei figli, del mondo...

                             Sai Addolorata... se oggi sono quella che sono.... se

                             mi imbratto sempre di più con questo schifo di vita...

                             non è solo per necessità... no... E anche per odio,

                             nausea, repulsione verso questa figura maschile che

                             ci doveva essere quando ne avevo bisogno e non

                             c’era... E poi è comparsa, in mille altre luride forme

                             sbavanti quando mi sono fatta donna.... Insomma...

                             Addolorà.... io faccio la puttana per sputtanare

                             l’unico uomo che avevo veramente amato! Hai

                             capito ?....

ADDOLO.:           No...non proprio tutto....

ISABELLA:          E non fa niente.... Mah, basta ora.... andiamocene

                             a letto che siamo sfinite tutte e due e domani ci

                             aspetta una giornata pesante... Buonanotte,

                             Addolorà... e spegni le luci [Escono]

Dopo qualche attimo nella penombra si materializza l’evanescente figura di Ciccillo che avanza sulle sue gruccette. Si siede faticosamente su di una seggiola, ripone le stampelle ed, presa una caraffa di cristallo dal tavolo, inizia ad osservarla, ad accarezarla.....

CICCILLO:          Sono andate a letto.... finalmente faccio chiddu ca

                             me piace...da solo... L’autri dormono perchè devono

                             riposare... io no.... io non devo dormire.... io non voglio

                             perdere tempo... ne ho così poco... e chiddu poco mi

                             serve.... mi serve per vedere le cose... per vedere bene le

                             cose.... per ricordarle bene dove andrò.... Ecco quà....

                             chista  caraffa; per esempio...beddissima!.... Cristallo...!

                             Com’è trasparente!... Liggera..! Perfetta...! Guarda

                             che lavorazione... quante intagli precisi nel vetro...

                             fiori... figure... curve...foglie...E i riflessi...! Che

                             meraviglia... Se la metto accussì vedo l’arcobaleno !

                             La luce si fa di mille colori... che beddo...! Quanta

                              perfezione e quanta vita c’è in una cosa tanto

                             piccola.... fragile ed umile ! [La stringe a se]

CALA LA TELA

                            

GLI EREDI DI PAPA’

ATTO 3°

La scena è ancora quella del II Atto: il tinello cucina della casa di Isabella. E’ pieno giorno: una luce trasparente e luminosa penetra dalle finestre. Al centro scena, seduto sul tavolo c’è Filuccio, un giovane sulla trentina, magrissimo, scavato, vestito medestamente che giocherella con la ceneriera.... accanto alla cucina, Pasquale, di spalle, che sorseggia un poco di caffè avanzato.

PASQUALE:        Madonna, e che ciofeca !... Guè, non c’è niente da

                             fare... il caffè per essere buono lo deve fare un

                             napoletano.... Sarà la mano... l’amore che ci mette.....

                             .... la partecipazione... viene un’altra cosa... Questo

                             quà, invece, lo ha fatto di certo Donna Addolorata....

                             Puah ! Una schifezza... E già, quella è siciliana.....

                             Per carità.... una santa donna, una fata in cucina.....

                             certi maccheroni con le melezane che non c’è

                             paragone.... Ma il caffè no... il caffè non è arte sua...

                             So due mesi che in questa casa il caffè lo fa lei e non

                             si può bere più... Che so? acquiccio.... senz’ anima.....

                             cu ‘nu retrogusto ‘e varrecchina.....

FILUCCIO:          Pascà, e che sperpetuo pe’ ‘nu surzo ‘e cafè.....

                             Si nun te piace, lass’ò sta che nemmeno ti è stato

                             offerto.... Piuttosto.... vieni qua e parliamo di cose

                             serie... Tu mi hai accennato ad un’affare... una cosa

                             importante... Io, tu lo sai, pur di guadambiare

                             qualche cosa di soldi, posso fare di tutto....

PASQUALE:        Shccc.....! Parla piano...! La cosa è delicata.....

                             Stamattina mi sono fatto dare le chiavi di casa da

                             mia sorella perchè solo qui possiamo parlare senza

                             orecchie indiscrete... Dunque, Filù... io tengo una

                             occasione ed ho pensato a te.... prima perchè sei una

                             persona seria e poi perchè hai bisogno....

FILUCCIO:          ...Cinque figli ed il sesto in arrivo ! Io disoccupato....

                             mi arrangio facendo il guardamachine abusivo avventizio

                             fuori all’Ascalesi... Però...non guadagno quasi niente.....

PASQUALE:        Lo sò... perchè quelli i guardamachine abusivi

                             regolari, sò cammuriste e quando ti incocciano,

                             te vattano e se pigliano pure ‘e solde d’è mazzette...

                             Più volte ti ho dovuto medicare nella mia puteca,....

                             llà a fianco al parcheggio... Filù, ma adesso  se ci

                             mettiamo d’accordo i guai tuoi sono finiti.... Ti faccio

                             lavorare io e guadagnare a soddisfazione....

FILUCCIO:          Fosse ‘a Madonna, Pascà ! Ma di che si tratta ?....

                             Mica dobbiamo andare a rubare... io non lo potrei mai

                             fare e poi... lo vedi... non tengo il fisico...

PASQUALE:        Ma quale rubare ?! e non te lo proporrei .......

                             Piuttosto... Filù... ascoltami: tu sai bene la situazione

                             che stiamo  vivendo... Qua con mio fratello malato...

                             non si vive più...! Non ti dico che casino e che

                             calvario tra ospedali, medici, avvocati, notai,

                             strascinafacenne.... ma ora basta !! Filù, io ho preso la

                             decisione definitiva, irrevocabile: i reni li offro io.....!!!!

                             Zac...Zac.. due taglietti e via. Salvo mio fratello e

                             divento ricco, ricchissimo !!

FILUCCIO:          Si, Pasquà, ricchissimo ma invalido.... infelice....

PASQUALE:        E pecchè, mo so’ valido e felice ? Filù... io in

                             trentadue anni di vita ho preso solo calci in faccia !

                             Senza genitori, allevato da monache manesche e

                             disonorate... Mi ammazzo di lavoro da quando mi

                             ricordo per una centomila lire che dopo se la fotte il

                             padrone di casa ed il Governo... Filù.., ci ho pensato

                             bene... Basta ! Io mi opero e dopo faccio l’invalido.....

                             Invalido si ma in mezzo ai miliardi, in mezzo alle

                             femmine che adesso vedo solo sui giornaletti, insomma

                             nel benessere....

FILUCCIO:          Ho capito... e tanto torto non hai... Però, scusa....

                             in questo io che c’entro ?

PASQUALE:        C’entri, Filù pecchè se te la senti... io ti assumo a vita

                             come cameriere, segretario, infermiere personale,

                             guardia del corpo.... Tre milioni al mese, vitto e

                             alloggio a te e a tutta la tua famiglia ! Che dici ?

                             Accetti?....

Filuccio cade in ginocchio abbagliato dalla visione di tale prospettiva fortunata.

FILUCCIO:          Pascà,... mi sento male...! Damme nu poco d’acqua....

PASQUALE:        Tè.... pigliate ‘nu surzo ‘e cafè....[Sorbisce]

FILUCCIO:          Puà... che schifezza...! Comunque... Pasquà.....

                             accetto... accetto senza condizioni... e ti benedico

                             a nome della famiglia mia..... Grazie... Grazie....

                             Pascà... A Madonna ti benedica pure lei.... Grazie !!

PASQUALE:        Prego ! Non c’è di che !

I due si stringono affettuosamente le mani. In quel mentre, campanello della porta. Drinn... Drinn... Filuccio e Pasquale  sussultano e tornano alla realtà interrompendo i convenevoli cerimoniosi che si stavano scambiando.

PASQUALE:        Filù.... comincia il servizio... sei in prova... Avanti...

                             vai ad aprire....

Filuccio esegue e dopo poco rientra seguito da Donatello Palazzo... Questi e, come sempre, elegante e vanesio, ma appare in preda ad una viva agitazione.

FILUCCIO:          Il signorino Palazzo, chiede udienza e sua

                             eccellenza...

Pasquale fa cenno di non esagerare con l’ossequioso cerimoniale mentre Donatello guarda i due perplesso.

PASQUALE:        Guè..... e qua ci sta il caro fratellino Donatello....

                             A che devo l’onore.... Guarda che se vuoi la lite

                             dillo subito che ti faccio scassare una seggia in

                             faccia dalla mia guardia del corpo..... [Filuccio

                             assume una ridicola posa da kareteka]

DONATELLO:     No...no... quale lite ?... Quale seggia ‘nfaccia.....

                             io sono venuto a trovare te ed Isabella... per pura

                             cortesia...come dire....per amore fraterno...! A proposito

                             dove è la nostra cara sorellina...?

PASQUALE:        Donatè... ma ti senti bene ? A cortesia...’a cara

                             sorellina.... Tu mi sembri nu poco strano... Comunque,

                             Isabella sta all’ Ascalesi vicino a Ciccillo......

                             Che sò ? Altre analisi... l’ecografia... Tu piuttosto

                             che vuò ?.. Come mai questo cambiamento di modi

                             verso i tuoi parenti “ bastardi e pezzenti ”  ?!?

DONAT.:             E’ vero... Pasquale... sei troppo intelligente e non

                             posso fingere con te.... Ammetto che non sono qui per

                             sola cortesia, ma anche per affari... Pasquà...

                             fratello mio... ascoltami e, se puoi aiutami... so’ tuo

                             fratello !

FILUCCIO:          Io, me ne andrei... so’ cose di famiglia... tengo ‘o

                             parcheggio solo....

PASQUALE:        Cioncà llà ! Tu sei il mio assistente...devi assistere !

DONAT.:              Pasqualino... Io sono rovinato ed in pericolo di vita !

                             ‘A settimana passata... come altre volte, andai a

                             giocare a Baccarat in una Bisca di certi “ amici”..... ,

                             una serata storta, nerissima... Ogni puntata, un tracollo...

                             E più giocavo più perdevo... Un demonio... un demonio

                             mi aveva  preso e mi costringeva a giocare e a perdere...

                             In poche parole, in due ore me so’ perso duecento

                             milioni, ‘a Maserati e ‘o Motoscafo d’altura....

FILUCCIO:          Cape ‘e sacicce !

PASQUALE:        .....Ed hai pagato ?

DONAT.:             ‘A macchina e ‘o motoscafo se li sono presi subito

                             con le buone....Per i duecento milioni ho tempo sino

                             a fine mese... e dopo mi fanno la pelle ! So gente che

                             non perdona !....

PASQUALE:        Ho capito... Ma. con tutta la comprensione.... come

                             ti possimo aiutare..... io ed Isabella che non teniamo

                             una lira ?....

DONAT.:             Non voi... Ciccillo !! Ci ho pensato e ripensato....è

                             l’unica soluzione... Un rene lo metto io... uno lo

                             metti tu.... e dividiamo l’eredità... Sò quattro miliardi

                             per ciascuno....!

PASQUALE:        Ma il donatore deve essere uno !

DONAT.:              Non è detto, mi so’informato... Io e te siamo fratelli

                             e coetanei... stesso fisico... stesso gruppo

                             sanguigno... stesso D.N.A.... facciamo l’operazione:

                             Ciccillo vivrà ed io pure salvo la vita...! Che ne dici ?

PASQUALE:        Filù, tu che dici ??

FILU:                   Il lavoro mio resta comunque ??...

PASQUALE:       Si capisce.... sempre quattro miliardi sono....

FILU:                   Ed allora, accetta... Si può fare l’affare... Datevi la

                             mano !

I due fratelli si stringono la mano e poi, spinti dalla commozione si abbracciano.

PASQUALE:        Donatè !....

DONAT.:              Pasquà !.... Grazie, fratello mio... tu mi hai ridato

                             la speranza... Pensa che quel fetente di Ferdinando...

                             “ il fratello legittimo ”.... quando gli ho chiesto aiuto

                             mi ha buttato fuori... “ Arrangiati ! ” .... Ha detto....

                             capisci...? “ arrangiati ! ”..... a me ... a suo fratello...

                             Se era per lui i camorristi mi potevano fare pezzullo

                             pezzullo !

PASQUALE:        Va buò, Donatè... mo’ non ci pensare più che il fatto

                             è risolto...Piuttosto, vieni.... scendiamo... al bar qua

                             sotto... ci prendiamo un caffè vero per festeggiare

                             l’affare e se permetti... la fratellanza ritrovata !

                             Filù, piglia a borsa e seguici... cammina !

FILUCCIO:          Come vostra Signoria comanda.... jammucenno !

                                        [Seguiti da Filuccio escono sotto braccio]

Dopo pochi istanti entrano nel tinello Isabella, Addolorata e Ciccillo, dietro di loro sulle sue gruccette. Isabella, meccanicamente, mentre parla, si sfila la giacca del tailleur e sulla cortissima gonna, indossa il Kimono di seta.

ISABELLA:         Cose ‘e pazze ! Pasqualino e Donatello giù al

                             palazzo che camminavano sotto al braccio ! ‘O cane

                             e ‘a gatta se so’ fatte pariente.... Va vide che sarrà

                             succieso... Io ho pure domandato... “ Neh, ma dove

                             andate tutti ‘e due ?....

ADDOLO:            “....A prendere un caffè...” risposero... “al Bar....”

                             Ma pecchè qua cafè non ne trovarono ? Una

                             cuccuma fresca fresca feci ieri e la lasciai sul

                             fornello della cucina, a disposizione....

CICCILLO:          .....E quelli perciò se lo vanno a prendere al bar....

ADDOLO:           Giovani guadenti e dissipatori... Al Bar senza motivo !!

CICCILLO:          [Sedendosi faticosamente e riponendo con cura le

                             grucce] Però, com’è bello vedere i fratelli miei cà

                             d’accordo vanno... si sono affratellati... Donatello

                             pure una busta di mentine mi donò....

ADDOLO.:           .....Dammela subito! Niente puoi mangiare fuori la

                             dieta medicosa....

ISABELLA:          Addolorà, uffa ‘e lascialo stare a stu puveriello!.....

                             Che le possono fare due mentine ?.... Piuttosto....

                             Donatello e Pasqualino.... cosa da non credere.....

                             Ridevano...” Grandi Nuove !! “ Ultimissime

                             Importanti ! ” “ Dopo veniamo su a riferire grosse

                             novità ”... Che avranno combinato?... Quei due

                             tanto giusti non sono, per non parlare di quell’altro

                             franfellicco di Filuccio, il guardamacchine, che

                             saltava e ballava come un pulcinella.... Mah ?!

ADDOLO.:           Follie di giovani sono....Uora, però, pensiamo al

                             picciriddo.... Ci faccio nu poco di pastina con l’olio

                             d’oliva.... e la spigoletta in bianco avanzata di jeri...

CICCILLO:          Ma io haju fame !

ADDOLO.:           No.... tu malato sei e non puoi mangiare altro !

ISABELLA:          .....Però, pure questo altra cosa è strana ! ‘Stu

                             guaglione, da quando sta in osservazione dal

                             Professore Sparacio, lo vedo diverso... più colorito...

                             tiene fame... Certo Fefè è stato chiaro e non ci ha

                             voluto dare nessuna speranza.... Però so’ quindici

                             giorni che studia e analizza... ripete analisi... fa

                             radiografie.... prelievi... Ciccì... ma tu come ti senti ?

CICCILLO:          Male stò... sono debole e mi duole tutto.... però....

                             come dire... una sensazione nuova provai... In

                             Sicilia,se pensavo a me, mi immaginavo come una

                             pietra buttata nel mare profondo che affonda........

                             affonda... nel buio... Uora... male stò... ma non sono

                             più sasso... piuttosto, piuma... piuma che svolazza al

                             soffio del vento...

ADDOLO.:           Stu povero picciriddo pure il cervello perse...

                             Meschino, non ragiona più...! La fine vicina è....

                             vaneggia....!......

DRIN...DRIN... Campanello della porta.

ISABELLA:         Saranno quei due bei mobili.... Addolorà, vuoi aprire

                             tu ?

Addolorata va e dopo qualche attimo rientra introducendo il Sig. Rutilio Trafila, il giovane di studio del notaio Santoro.

ADDOLO.:           S’accomodasse.... Il signore è chiddu lavorante che

                             stava a travagliare dal Notaio Santoro....

                             s’accomodasse..., signor “ lavorante ”.......

RUTILIO:            Rutilio Trafila... “ giovane di studio “.... col vostro

                             permesso.... Madonna e che stanchezza... tre piani a

                             piedi alla mia età... non tenevo la moneta.... sto tutto

                             sudato...

ISABELLA:          Accomodatevi...mo vi do’ un poco d’acqua...? volete

                             un bicchierino...? un caffè ?....

RUTILIO:             Grazie...no.... basta la sedia... e poi... non sono qui

                             in visita di cortesia, bensì per lavoro... il Notaio mi

                             ordinò di venire per una comunicazione urgente....

ISABELLA:          Si capisce... E come mai...? Che c’è di nuovo...

                             Un’altro testamento...? Qualche altro figlio di papà...

                             scoperto negli ultimi giorni...? Con il povero Papà

                             mio le soprese non finiscono mai.... [Ride]

RUTILIO:            Nooo... macchè.... quale figlio... nooo.... non credo...

                             Il Notaio mi diede questa busta da consegnarvi....

                             sigillata con notizie “ importanti “.... “fondamentali”

                             disse.... Prego... a voi... Buste simili le dovetti già

                             recapitare alle abitazioni degli altri fratellastri vostri

                             Un giro  di Napoli che non vi dico... Sto tutto

                             sudato!

ISABELLA:          Ma che d’è ? [Lacera la busta...Legge] “ Procura

                             della Repubblica di Napoli ” Ordinanza....Visto...

                             considerato... “ Dispone “... Ma che significa...?

                             Io non ci capisco niente... Signor Trafila, voi di certe

                             pratiche ve ne intendete.... che d’è sta cosa ?

RUTILIO:             [Inforca gli occhiali, legge, impallidisce balbetta]

                             Madonna Mia ! Cosa da non credere... roba da

                             morire di infarto....

ADDOLO.:           Allora ? Si volesse spiegare....

RUTILIO:             Ecco qua.... Madonna... come ve lo dico..? Ecco...

                             Signore mie... Questo è un’Ordinanza del

                             Procuratore della Repubblica che... che... che....

ISABELLA:         Che? Neh... parlate don coso... che ?

RUTILIO:             .... Che.... “ avendo riscontrato ”... leggo: “ con prove

                             testimoniali, verifiche bancarie, quietanze depositate

                             e documentazione giacente etc etc.... che i beni del

                             nominato e defunto Palazzo Mariano sono di

                             provenienza illegale perchè accumulati con la frode

                             e la corruttela, come confessato a verbale dai correi

                             Onorevole Gavetta Mario ed ex Assessore Sciuto

                             Calogero... riconosciuti referenti della Mafia Siciliana...

                             etc... etc... con il presente sequestra tutto il

                             patrimonio del suddetto Palazzo Mariano... sino

                             ad ulteriori accertamenti utili per la sentenza di

                             confisca che vorrà emettere la Magistratura Italiana!                 

                             ... Mamma mia bella ....!

ISABELLA:          Neh... ma ho capito bene ? L’eredità di Papà è

                             confiscata, perduta ?

RUTILIO:             Perduta non so... certamente non disponibile sino a

                             sentenza... ossia almeno per i prossimi dieci anni...!

ADDOLO.:           Vergine nera di Tindari ! S. Agata martire ! E’ la

                             fine....! .... Noi meschini...! E’ la fine di ogni

                             speranza !

CICCILLO:          Ma insomma ?! Il mio papà era un brigante mafioso?

RUTILIO:             No.... questo non possiamo dirlo... Però faceva,

                             come dice questa carta, affari con la Mafia, con la

                             Politica sporca... la chiamano “ Tangentopoli ”...E’

                             una malapianta che sta corrodendo tutta l’Italia da

                             cinquanta anni...

ISABELLA:         Vabbè.... ma noi siamo onesti... che c’entriamo con

                             gli  intrallazzi di papà ?

RUTILIO:            Niente... niente si capisce...! Però, ugualmente, non

                             potete entrare in possesso del patrimonio che è di

                             provenienza... diciamo così.... truffaldina... E’ chiaro?

ADDOLO.:          Chiaro e orribile è !! Senza i piccioli dell’eredità...

                             sta creatura non tiene speranza... Se spegne come

                             una candela senza più sego... Ah.. Sciagura...

                             disgrazia... disgrazia sulla nostra casa !!

Piange disperata stringendo a se il piccolo Ciccio che è restato anch’egli impietrito dalla terribile novità.

RUTILIO:            Beh... Sono desolato... mortificato... dispiaciuto

                             tantissimo di essere stato il latore di tanta infelice

                             notizia... Mi dispiace veramente... anch’io sono un

                             povero disgraziato pieno di guai... vi capisco e vi

                             sono vicino... se avete bisogno... non mi

                             risparmiate... insomma... nel mio piccolo... Beh..

                             comunque.... ancora ossequi.. devo andare...

                             permettete... conosco la strada .... buongiorno.... Sia

                             fatta la volontà di Dio...! Managgià Bubbà...! Addio....!

Rutilio esce compunto e compreso del dispiacere che involontariamente ha arrecato.

ISABELLA:          Addolorà, per i soldi perduti sono dispiaciuta....

                             anche se poco ci ho mai contato... però, credimi,

                             sono disperata perchè senza i miliardi, chi vorrà

                             dare i reni per salvare questa creatura ? Chi darà

                             i reni ?..... Chi darà i reni ?

In quell’istante entrano dalla comune Donatello e Pasquale i quali, hanno ascoltato senza volere solo le ultime frasi di Isabella e gesticolano tra loro indicandosi quali eroici donatori

PASQUALE:        Noi...! Chi altro, se no ?

DONAT.:              I reni li diamo noi che siamo i fratelli.... si capisce !

                             L’amore per il fratello debole impone qualche piccolo

                             sacrificio... o nò, Pasquà ?

PASQUALE:        E ci mancherebbe... Che vuoi che sia un misero

                             insignificante rene... uno da me e uno da te,

                             ovviamente, a fronte del sorriso splendente di questo

                             piccerillo innocente ?!?

DONAT.:             Abbiamo deciso, sapete... un rene ciascuno e

                             salviamo il bambino... Il richiamo del sangue è stato

                             più forte di ogni egoismo !! .... Abbiamo ritrovato

                             l’amore fraterno !!

Durante questo dialogo le donne guardano alternativamente i due giovani, scetticamente, perchè sicuri che essi non sanno tutta ed l’attuale amara realtà .

PASQUALE:       Insomma.... noi offriamo i reni....

DONAT.:             .....E ci pigliamo l’eredità....

ISABELLA:         Non credo proprio...

PASQUALE:        Perchè ? Il testamento è chiaro... chi salva il

                             bambino si prende i soldi... So quattro miliardi per

                             uno... Ci accontentiamo !

ADDOLO.:           Vi dovete accontentare di qualcosa in meno....

ISABELLA:          Di molto di meno....

DONAT.:              Non capisco.... Ci sfugge qualcosa ?

ISABELLA:          Si.... vi sfugge l’eredità ! Tutta l’eredità è perduta....

                             confiscata... sfumata... perchè quel fetente di nostro

                             padre era un tangetista...un  mafioso...! I soldi so stati

                             fatti con il crimine e la Magistratura se li prende !!

PASQUALE:        Madonna d’ò Carmene !! Siamo fottuti ! Rovinati !!

                             Abbiamo perso i danari.... l’onore e...

DONAT.:              .....E pure la vita....!!

ADDOLO.:           Si, la vita di Ciccillo....!

DONAT.:              .....E la mia! Devo dare duecento milioni a certi

                             camorristi e quando non censegnerò i soldi quelli mi

                             faranno pezzullo pezzullo !! E’ la fine...! E’ la fine...

                             Sono un uomo morto !!

I due fratelli sono crollati ciascuno su di una sedia... Distrutti dalla ferale notizia. Pasquale però è in preda ad una crisi morale: medita, borbotta, cogita... Poi, d’improvviso, balza in piedi e, solennemente proclama:

PASQUALE:        No... non può finire così..! Almeno per Ciccillo....

                             Donatè, l’amore fraterno non è un sentimento a

                             pile... che si carica e si scarica. Donatè... io ormai

                             ho deciso... con o senza compenso il mio rene è a

                             disposizione ! Io lo dò....

DONAT.:             [Tristemente] .... Il mio ve lo potete prendere dopo

                             che i camorristi mi avranno sparato ! Espianto degli

                             organi, si chiama ! E vi trovate facendo pigliate pure

                             cuore e polmoni...

ISABELLA:          E’ encomiabile la tua generosità, ma fuori di luogo...

                             tu non morirai perchè noi ti salveremo... noi ti

                             nasconderemo

ADDOLO.:           Voscenza, stesse tranquillo che alla scomparsa sua

                             ci penso io... in questo artisti siamo in Sicilia... anzi

                             s’accomodasse in camera mia che ci voglio provare un

                             travestimento.... venisse... senza paura....

Addolorata prende Donatello per la mano e dolcemente lo trascina di la, verso la sua camera. Campanello interno: Isabella va ad aprire e torna dopo pochi attimi seguita da Ferdinando e Pupetta Palazzo che entrano con malagrazia quanto mai....

PASQUALE:        Guè.... e qua ci stanno i quartieri nobili... che c’è:

                             siete in visita di cortesia o avete qualche altra

                             notifica?

PUPETTA:           Lei, zoticone, stia al posto suo... se no, come sto

                             adesso, le scippo tutt’à faccia !

FERD.:                 Pupè, tu levate a miezo che se mai le corna gliele

                             rompo io che sono l’uomo di casa....

PASQUALE:        Basta che vi decidete a chi mi deve stroppiare...e a

                             cose fatte poi mi spiegate il perchè....

FERD.:                 Il perchè ? Grandissimo disgraziato... carognone....

                             assassino! Chiede pure perchè, l’ingenua creatura....

                             Cretino! E’ chiaro che se non c’eravate voi tre

                             bastardi con i vostri casini, l’eredità erà già

                             incassata da un pezzo... e tangentopoli o no... i soldi

                             già stavano in Svizzera, alla faccia dei magistrati e

                             del fisco !

PUPETTA:           Io, poi, sicura dei soldi già ho fatto a credito il lifting

                             totale, la liposuzione [Si tocca i fianchi] e comprato

                             sette pellicce taglia 44.... e mo’ ?

ISABELLA:          Mi dispiace tantissimo, ma pure noi siamo rimasti

                             con una mano avanti ed un’altra indietro....

FERD.:                 Per te la situazione è abituale!... e poi tu col mestiere

                             che fai non puoi fallire perchè l’azienda te la porti

                             addosso, dentro le mutande...!

PASQUALE:        Isabè, vuoi vedere come al Dottore Palazzo gli

                             rompo il naso e poi gli faccio ingoiare i denti

                             insieme agli insulti ?!?

FERD.:                 Fermo ! [Spianando una piccola pistola contro

                             Pasquale] Fermo ! Non ti avvicinare... che ti sparo !

                             Avevo previsto la violenza... E adesso sentitemi

                             bene... tutti e tre: l’eredità è sparita, e con essa tutte

                             le sue clausole, le postille e i codicelli... A voi, non

                             vi voglio vedere più, mai più... e specialmente a

                             questo ranocchio siciliano... per me non esistete più !

PASQUALE:        E si capisce... E’ morta ‘a criatura e nun simme cchiù

                             cumpare...! Ad ogni modo, su voi non si era mai

                             contato... pertanto:... Fuori...! Jatevenne...! Aria...!

DONAT.:              Un momento ! [Donatello è rientrato nella stanza

                             trasformato sapientemente da Addolorata : e’

                             vestito da anziana donna siciliana: gonna e camicetta

                             neri, scialle sui capelli, peluria sotto il naso e neo

                             posticcio sulla guancia] Un momento... le voscenze

                             avessero pazienza un attimino...

PUPETTA:           [A bocca aperta] Ma chi è ? Un’altra vajassa

                             siciliana?

DONAT.:             Sconsolata sono...! Sconsolata...la cugina di

                             Addolorata... in visita a Napoli per aiutare il povero

                             nipotino malato... Questo per il mondo... Per voi

                             due, bastardo di un fratello e grandissima cagna di

                             una cognata... sono quello che vi sputtana...

                             Pasquà.... a pistola ‘a saccio, è ‘na scacciacani !

                             Dalle ‘ncuollo !

PASQUALE:        Overo ....? E’ un piacere immenso ! Tiè, beccate di 

                             doie sapunette ! [paf, paf, due sonori ceffoni a

                             Ferdinando]

DONAT.:             Con la cognatina me la voglio vedere io... che sono

                             una signora... Tiè [Bungte,.... Bangte, altri ceffoni]

I due poveri Palazzo vengono girati di spalle ed accompagnati alla porta a calci nel didietro...” E non vi fate vedere più “ “ Scordatevi le facce nostre “ “ Addio per sempre, cognatina !”

CICCILLO:          [Ridendo di gusto per la scena cui ha assistito] 

                             Mizzeca, meglio di Braccio di Ferro !... E che

                             schiaffettuni... Che paliatuni !... Che risate...mi feci...

                             mai riso così....!

Addolorata ed Isabella lo abbracciano amorevolmente....In quel momento mentre rientrano Donatello e Pasquale, seguiti dal Professore Sparacio, quasi coinvolto nella zuffa.

PROF.:                 Neh, ma che sta succedendo quà...? Nientemeno

                             cca fore pareva ‘o Madison Square Garden ! E

                             specialmente la signora....

DONAT.:              [Schermendosi].... Solo qualche scappellotto...diedi....

                             Permettesse... Sconsolata Mazzarò.... “ zio ”....

                             pardon, “ zia ” di Ciccillo...

ADDOLO.:           .....Mia cugina è ... uora...uora... arrivò dall’isola in

                             Continente....

PROF.:                 Piacere... Onoratissimo... Ben lieto ! [A Pasquale

                             sottovoce] Bella donna... interessante.... ricca di

                             temperamento.... certamente passionale !! [con

                             intenzione].....!

ISABELLA:         Le donne siciliane sono focose dappertutto !...

ADDOLO.:          Professore... prego... scusasse la confusione e

                             l’accoglienza... ma ci dovemmo liberare di due

                             malandrini...

CICCILLO:          ....Due vampiri... due ladri....! Due jene!.....

PASQUALE:        Si, due jene... Sapete professò quelle sporche

                             canaglie che si introducono nelle case, con una scusa....

                             per derubarvi ? Che sò... la polizza assicurativa....una

                             nuova setta  religiosa... un guasto al telefono... Ecco...

                             Professò, due falsi... Per un poco vi sembrano

                             amichevoli, fraterni.... “ fra.... ter....ni ” e poi rivelano il

                             loro vero volto... Vermi... serpenti... vampiri... ladri....!

PROF.:                 Ho capito.... Allora avete fatto bene a cacciarli via...

                             sono pericolosissimi.... Bene.... Adesso... calmatevi..

                             assettatevi e lasciatemi parlare... ho da dirvi una cosa

                             importante.... Importantissima... Una notizia che vi

                             farà sbalordire....

[Tutti si accostano incuriositi e trepidanti]

PROF.:                 Signori e Signore... il piccolo Mazzarò....ossia

                             Ciccillo nostro... insomma... questa creatura... può

                             guarire..! Può guarire di suo... quasi certamente,

                             senza alcun trapianto !!!!

Tutti si guardano attoniti speranzosi, stringendosi vicini:

PASQUALE:        Professò, che dite ? I certificati medici parlavano

                             chiaro... I reni uguali... Il donatore speciale... Che è

                             stato, un miracolo ?!?

ADDOLO.:           Si, si.... miracolo !... miracolo fu !

PROF.:                 Ma quale miracolo ! Con tutto il rispetto per il

                             Padreterno, il miracolo si chiama scienza... Scienza!

                             Per intenderci.... quattro anni fa, quando a Ciccillo

                             fu diagnosticato il male, l’unica speranza era il

                             trapianto totale come dicevano i certificati... Ma

                             oggi... oggi,solo oggi, dopo l’ultimo congresso a

                             Stoccolma... c’è una terapia “ I Raggi  P.X.P.K.

                             laser ” Una scoperta eccezionale del Prof Bjorn

                             Gustafson dell’Università di Uppsola ! Una mente

                             superiore ! Ecco perchè io ho tempereggiato... fatto

                             altre analisi... insomma guadagnato tempo: ho

                             dovuto mandare la cartella clinica del ragazzo a

                             Gustafson... E qua ci sta la risposta... “ Dear Doctor

                             Sparacio etc... etc... saluti....no questo non interessa

                             ecco qua “ il bambino si può curare... Lo mandi qui

                             da me al Policlinico di Uppsala.... dove sarà

                             ricoverato e con l’aiuto di Dio.. lo salveremo, senza

                             trapianto....Suo etc.... etc....

ISABELLA:         [Piangendo] Fefè.... sei un Dio.... Grazie.... grazie....

                             a nome mio e di mio fratello Ciccillo....

ADDOLO.:          Prufessuri grazie... si facesse baciare la mano...

                             Un Santo è .... un Santo...! A Sua Santità haju a scrivere

                             per chiedere la sua beatificazione...

PROF.:                 E non esageriamo... Ho fatto il mio dovere di medico...

                             Il giuramento di Ippocrate me lo impose.....

PASQUALE:        Professore Sparacio... io non sono nessuno e non

                             tengo niente, perchè l’eredità è andata in fumo....

                             però vi posso assicurare che in me avete sempre un

                             amico premuroso ed un tubista a disposizione !

ISABELLA:          Fefè... anch’io [annuendo] mi saprò dissobligare...

                             te lo giuro... Questa è casa tua... per te la porta sarà

                             sempre aperta....

RAG.:                   .... E per me, sta chiusa ?

E’ il Ragioniere Macario che avendo trovato la porta aperta, si è introdotto, insieme a Filuccio.

DONAT.:             Ma in questa casa la porta non la chiudete mai....

                             Altro che case chiuse !! Chesta veramente casa

                             aperta è !!

ISABELLA:          Pure per te....pure per te la porta è aperta....

                             Un sorriso ed una carezza qui li troverete sempre....!

RAG.:                   No.... Isabè.... sai com’è... Io è da alcuni giorni che

                             sto studiando il tuo caso fiscale... e più lo studio... e

                             più ti vedo davanti agli occhi bella e desiderabile...

                             Ghesha voluttuosa.... Dolcissima... Musmè...

                             Isabè.... E lievate ‘o Kimono....!

ISABELLA:          Ma che sei pazzo ?.... Adesso...? Poi ne parliamo...

RAG.:                   Si, poi... domani ne parliamo... Ma adesso.... col

                             permesso degli amici: lievate ‘o Kimono !

PASQUALE:        Guè ragioniè.... e parlate pulito... ca quà senza

                             offesa stanno i fratelli presenti, notoriamente gelosi

                             e maneschi...

RAG.:                  Scusate... non potevo sapere... mi dovete perdonare....

PASQUALE:        No... Ragioniè.... io scherzavo... pare che non lo so

                             il mestiere che fa mia sorella... La puttana !! E, però,

                             d’altra parte, è na femmena buona, seria e soprattutto

                             onesta... che si fa uccidere per la famiglia... vero

                             Ciccì...?

CICCILLO:          Vero è... E’ la donna chhiù buona della terra... le

                             voglio bene come a mamma mia...!

ISABELLA:          E mo mi fate arrossire con tutti questi complimenti...

                             Comunque.... Cari amici... L’azienda chiude per

                             qualche settimana: domani mattina... io, Ciccillo,

                             Addolorata e sua cugina Sconsolata partiamo per

                             Stoccolma....

PROF.:                 Anche lei, bella stangona focosa ci lascia ....?!

DONAT.:             Cause di forza maggiore...!! Ma torno... vossia

                             aspettasse che prima o poi.... torno... Quando sono

                             passati tutti i guai....

FILUCCIO:          ....A proposito di guai... Scusate tanto se mi

                             intrometto nelle cose di famiglia vostra... ma anch’io

                             in quanto a guai sono un’esperto... Aggio scalato ‘na

                             montagna ‘e guaie a che so nato... Perciò... parlo

                             solo per pura necessità... per urgenza... Pasquà...

                             quel posticino di segretario... c’è sempre ?

PASQUALE:        Filù, quà segretario...?? E’ sfumata ogni possibilità...

                             L’eredità è volata via.. che sò imbrogli di Papà...

                             schifezze e corruzione..... Insomma, Filù, io resto povero

                             e tu devi fare ancora il guardamacchine....

FILUCCIO:          E io ‘o sapevo... Maje che facesse “ ‘na culata e

                             ascesse ‘o sole ! ” E’ ‘o destino mio... cinche figlie e

                             dissocupato !

PROF.:                 Guagliò... ma tu la macchina la sai portare...? La

                             patente la tieni ?

FILUCCIO:          Si capisce.... Patente A, B e C e D.... porto pure ‘e

                             Carre Armate !!

PROF.:                 E allora ti prendo io come autista... Autista personale

                             per mia moglie, si capisce... così essa va facendo o

                             shopping ed io tengo più tempo per le mie.....

                             “ pazienti ”! [Guardando Sconsolata con intenzione

                             che pudicamente si schernisce]

TUTTI:                 Bravo il Professore. Evviva... “ Hai

                             Capito a Filuccio ?! “ Chaffeur ! ” 

                             “ Complimenti ”....!!

RAG.:                   Isabè....!

ISABELLA:          Si ???!

RAG.:                   [Portando Isabella verso il proscenio]....e, levate ‘o

                             Kimono !!

              

CALA LA TELA

                           

LA SCENA RAPPRESENTA LA SALA COMUNE DI UN ANTICO STUDIO NOTORILE QUELLO DEL DOTT. SUPPLI FARCITI. ARREDAMENTO CLASSICO E PESANTE: AL CENTRO, IN FONDO, LA COMUNE CON INGRESSO OVE SI INTRAVEDE UNA SALETTA DI ENTRATA; A DESTRA LA MASSICCIA SCRIVANIA DEL NOTAIO CON DUE POLTRONCINE DAVANTI; A SINISTRA UN SALOTTINO CON DIVANO LUNGO, DUE POLTRONE LATERALI E TAVOLINETTO BASSO CENTRALE. AL SIPARIO, IN SCENA RUTILIO TRAFILA, GIOVANE DI STUDIO DI CIRCA 70 ANNI, SECCO E POLVEROSO COME LE VECCHIE PRATICHE NOTORILI CHE SPULCIA DA SEMPRE, BATTE A TASTI DI UNA MACCHINA DA SCRIVERE. SUL DIVANETTO, SEDUTI I CONIUGI PALAZZO: LUI E’ UN ELEGANTE, CORPOSO BANACRIO, TIPO OMBROSO E PERENTORIO, LEI UNA ELEGANTE, FATUA SIGNORA DELLA NAPOLI BENE IN TAILLEUR GIALLO E CAMICETTA DI SETA

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 0 volte nell' ultimo mese
  • 17 volte nell' arco di un'anno