Gog e Magog

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                                  GOG E MAGOG

                                                    Tre atti di Gabriel Arout

                                                     da Mac Douglas e Allan

PERSONAGGI:

GIULIANO FANSHAW

EDITH

ELSA FANSHAW

ERNESTO FANSHAW

L’ISPETTORE GORDON

                                                        

                                                          ATTO PRIMO

La porta dell’ingresso si apre ed entrano due signore in abito da pomeriggio: Elsa Fanshaw e sua madre. Edith Billingsley.

QUADRO PRIMO

EDITH             Auff sono morta! Sia maledetto lo spirito maligno che ha inventato le vetrine per attirare  la gente come me…niente di più noioso, di più massacrante..che trascinarsi pe ri negozi quando non si ha bisogno di comprare nulla. Mi sai dire da chi abbiamo preso questo vizio, Elsa?

ELSA                Non lo so, mamma.

EDITH             Nemmeno io! Fammi una tazza di tè se non vuoi che cada morta stecchita.

ELSA                Fa pure!

EDITH             Lo so! Imbevuta come sei di romanzi gialli, un cadavere in più o in meno non ti fa impressione! (indica la libreria rigurgitante di romanzi gialli) Ricordati però che sono tua madre!

ELSA                Va bene, mi trascinerò in cucina. Ti avverto che potrei crollare morta anch’io…Non mi rimane che un soffio di vita!

EDITH             Non l’ho detto che un cadavere in più o in meno non ti fa paura!? Comunque sta’ tranquilla, ti farò fare dei funerali meravigliosi, con tanti fiori e tutta la nobiltà londinese dietro il carro…Il corteo lo aprirò io interamente vestita di nero!

ELSA                (tra il serio e il faceto) Al braccio di Giuliano.

EDITH             (come punta da un serpente) Ah no! Questo non puoi pretenderlo!

ELSA                (inflessibile) E’ la mia ultima volontà….

EDITH             E va bene. Dal momento che ci tieni, aprirò il corteo al braccio di Giuliano. Mamma mia, sarà un funerale di una tristezza infinita! (Elsa ride) A proposito di morti. Parliamo un po’ di tuo marito.

ELSA                Lascia in pace Giuliano. Io filo in cucina. (esce verso la cucina)

EDITH             Non chiudere la porta. (Sbatte la porta) Elsa!

ELSA                Mamma?

EDITH             Sbrigati. Sai che odio la solitudine! (cava fuori da un sacchetto di carta una stoffa dai colori sgargianti che spiega e guarda con aria costernata) Che obbrobrio! Dove avevo la testa, Buon Dio? Sembra un quadro di tuo marito! (Elsa appare sulla soglia e si ferma) Perché si acquista sempre la roba che piace di meno?

ELSA                Oh, troverai il modo di farci qualcosa.

EDITH             Ancora una volta non ho saputo resistere al fascino del commesso.

ELSA                (maliziosa) Al fascino del commesso o all’attrattiva di una occasione?

EDITH             Proprio così! La parola “occasione” è una terribile trappola. Però passato il primo momento di

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                         entusiasmo ci sentiamo depresse…..

ELSA                Vado a vedere se l’acqua bolle. Son certa che una buona tazza di tè caldo ci renderà più ottimiste. (Esce. Entra un uomo venendo dalla camera)

EDITH             Oh, Giuliano! Eri in casa? Elsa credeva che fossi dal tuo editore musicale. (Giuliano non risponde ma sorride e la guarda come se non l’avesse mai vista prima)  Be’? che cosa c’è, mi guardi come se mi vedessi per la prima volta.

GIULIANO    E’ vero…Oh Dio!

EDITH             Cosa vuoi dire?

GIULIANO    Che mi pare di scoprirti con occhio nuovo.

EDITH             (alza le spalle) Fammi il favore di chiudere quella finestra. L’aria fredda non giova alla mia tracheite.

GILIANO        (mentre va a chiudere la finestra) Non è una malattia mortale.

EDITH             Peccato, eh?

GILIANO        (indignato) ma bonario) Peccato, perché?

EDITH             (appare sorpresa dal tono brioso e simpatico dell’ultima battuta) difatti essa è ai ferri corti col genero, e pur rimanendo nei limiti della cortesia i loro colloqui sono altrettanti scontri armati) Giuliano, vorrei approfittare del fatto che siamo soli per parlarti un po’ di Elsa.

GIULIANO    E naturalmente, quando sei sola con Elsa ne approfitti per “parlare un po’ di me?”…

EDITH             (sorvolando) Tu non mi vuoi bene, lo so…e neanche io ne voglio a te. (Prende una sigaretta dalla borsetta) Dopo una simile dichiarazione è un po’ difficile iniziare una discussione amicheviole, ma pazienza..mi butto! (Giuliano venendo alle spalle di lei le offre l’accendisigari acceso)

GIULINA        Buttati almeno con la sigaretta accesa!

EDITH             (sorpresa dall’inconsueta attenzione di Giuliano) Oh, grazie! Elsa è molto infelice…la vostra unione non può essere considerata delle più riuscite…Mi segui?

GIULIANO    (che si era allontanato un po’ torna presso di lei con un portacenere il che la sorprende di nuovo) Parola per parola col più grande interesse.

EDITH             Grazie (pausa) Giuliano ti senti bene?

GIULIANO    Ottimamente.  Perché?

EDITH             Meglio così! (Giuliano osserva il tessuto)

GIULIANO    Cosa pensi di farne?

EDITH             Non so…forse una camicetta..un po’ scollata..da mezza sera…

GIULIANO    Perfetto!

EDITH             (chiedendosi se si burla di lei) Ti pare? Più guardo questo tessuto e più lo trovo orrendo!

GIULIANO    (senza ironia) No no…è un po’ chiassoso, un po’ azzardato..ma una volta superato lochoch, ne può venir fuori una cosa molto spiritosa.

EDITH             Ma ne sei convinto?

GIULIANO    Convintissimo…

EDITH             Non ti pare che… che starebbe meglio ad una persona più giovane?

GIULIANO    Appunto sta bene a te, cara suocera. Però dovresti sorridere più spesso. Hai dei denti meravigliosi. (Edith lo guarda esterrefatta non sapendo cosa rispondere)

ELSA                (entra) Giuliano, non avrai dimenticato l’appuntamento con Woldenstein, spero?

GIULIANO    (si batte la fronte) Oh Dio! (E senza aggiungere parola esce in fretta senza prendere il cappello ma infilandosi i guanti)

ELSA                (sconcertata) Ma che ha?

EDITH             Lo trovi strano non è vero? Anch’io. Figurati che si è comportato con me come non aveva mai fatto finora!

ELSA                (ironica) Ha tentato forse di baciarti, mamma?

EDITH             Quasi..E’ stato di una gentilezza, di una premura…

ELSA                Quel che mi stupisce è che abbia potuto dimenticare l’appuntamento con Woldenstein, dopo aver brigato tanto per ottenerlo. (Guarda il proprio orologio) E’ molto in ritardo. Non lo riceverà.

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EDITH             E’ inutile, Woldenstein non s’interesserà mai alle sue canzoni.

ELSA                Perché?

EDITH             Comunque sarà il settimo a rifiutarle.

ELSA                E sarà un imbecille di più. Il settimo imbecille!

EDITH             Scusa, Woldenstein è un fine intenditore. Mi puoi credere…

ELSA                Anche Giuliano, la pensa così. (Scorge il cappello) Tho! Ha dimenticato il cappello.

EDITH             E tu dimentichi il mio tè.

ELSA                Sarà pronto fra un minuto. Vado a togliermi questa roba..(Entra in camera lasciando la porta aperta)

EDITH             (verso la camera) Elsa!

ELSA                Mamma?

EDITH             Se Woldenstein rifiuta le sue nuove canzoni..credi che Giuliano riconoscerà che sbaglia sarebbe preferibile cercare un’occupazione forse più prosaica. Ma certo più idonea alla sua assoluta mancanza di talento?

ELSA                (fuori) Giuliano è un artista. Cerca la propria strada ed ha ragione.

EDITH             8che esamina senza benevolenza un quadro futurista appeso alla parete) Sarebbe capace di tornare alla pittura! Un cattivo musicista, un cattivo pittore..non li sopporterei.

ELSA                Schubert ha impiegato vent’anni per farsi conoscere e Modigliani è morto di fame!

EDITH             E Picasso? Comunque, finchè Giuliano scriveva musica seria, poteva passare per un incompreso; ma fallire scrivendo canzonette, è il colmo!

ELSA                (torna in scena) Giuliano ha lasciato la camera in un disordine spaventosi. Ha messo sottosopra tutti i cassetti. Chi sa cosa cercava…

EDITH             Un po’ di talento.

ELSA                Oh mamma! Quando reciti la parte della suocera non sei nemmeno più spiritosa.

EDITH             Purtroppo “sono” una suocera! E una madre che si preoccupa della felicità di sua figlia.

ELSA                Denigrandone il marito? Povero Giuliano! Ha già abbastanza seccature dallo zio Ernesto.

EDITH             Ernesto ha ragione.

ELSA                Ti pare che faccia bene a passarci un misero mensile col contagocce e criticando ogni minima spesa?  (esce verso la cucina)

EDITH             Fu il padre di Giuliano a volerlo! Conosceva bene suo figlio. Giuliano ha le mani bucate, e in un anno avrebbe dato fondo a tutto. In quel modo potete almeno sperare…

ELSA                (torna col vassoio) Sperare che muoia lo zio Ernesto? (Comincia a servire il tè)

EDITH             Il più tardi possibile, per il vostro bene. Ernesto è un eccellente amministratore.

ELSA                Giuliano è ancora giovane. Ha tutto il tempo di diventare qualcuno, e io ho piena fiducia in lui.

EDITH             Brava! Sei un piccolo soldato coraggioso!

ELSA                Sfido, tu non sei mai stata contrariata da nessuno! Hai sempre fatto ciò che hai voluto!

EDITH             Ma io avevo le doti per riuscire: la voce, il talento, il temperamento…insomma tutto quello che occorre ad una cantante. E sono riuscita….

ELSA                …ad avere una figlia a diciassette anni!

EDITH             E’ sempre un successo, no? Il tuo matrimonio è stato un fiasco: l’ho capito fin da principio. Avrei dovuto impedirlo..ma non è ancora troppo tardi. Non è mai troppo tardi per riparare ad una bestialità. (Giuliano apparso un po’ prima sulla porta d’ingresso ha sentito quest’ultima battuta. Non ha nulla della disinvoltura conquistatrice manifestata nella scena precedente. Ha il cappello in testa e rimane fermo sulla soglia curvo e imbronciato)

GIULIANO    Se non esistesse nel nostro vocabolario un termine piuttosto forte per descrivere una suocere, giuro che lo inventerei io.

ELSA                Giuliano! Ti prego…

GIULIANO    (ad Elsa) Non si può dire che tu mi abbia difeso con troppo calore!

ELSA                Mi hai interrotta…

GILIANO        Perché non hai fatto la stessa cosa con tua madre?

EDITH             Le rimprovereresti di essere ben educata? Almeno togliti il cappello! (Ad Elsa) E pensare che lo hai scelto fra tanti partiti! Povera figliuola mia, da chi hai ereditato un tal cattivo gusto?

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GIULIANO    (indicando il tessuto poggiato sul divano) Di chi è questa stoffa?

EDITH             (sorpresa) Mia.

GIULIANO    Allora non v’è dubbio: il cattivo gusto lo ha preso da te.

EDITH             (non ancora ripresa dalla sorpresa) Sei una vera banderuola!

GIULIANO    (senza darle retta) Sai, Elsa…a Wondestein sono molto piaciute le mie canzoni, specialmente “Piano piano2..Mi ha chiesto solo di sviluppare un po’ il tema centrale…(Canticchia il motivo. Si toglie il cappello e va ad attaccarlo nell’ingresso. Edith ed Elsa si scambiano un’occhiata poi il loro sguardo si posa sull’altro cappello poggiato su un mobile. Giuliano torna)

ELSA                Dimmi, Giuliano, di qui alla casa di Wondestein c’è almeno mezz’ora di strada, vero?

GIULIANO    (garbato) Sì…all’incirca.

ELSA                Mezz’ora per andare..mezz’ora per tornare…ti sarai trattenuto quindici minuto, no?

GIULIANO    (sempre garbato) Ma certo!

ELSA                Allora non capisco.. a meno che non stia diventando pazza…

EDITH             La cosa non mi stupirebbe..(Giuliano fa una mezza smorfia che vorrebbe essere un sorriso)

ELSA                Vuoi prendermi in giro?

GIULIANO    (calmo) Senza diventar matto, non ci capisco niente neanche io.

ELSA                Salvo che non vi siate incontrati in qualche caffè qui sotto!...

GIULIANO    Un caffè? Quale caffè? Sai benissimo che ho orrore dei caffè.

ELSA                Sei stato proprio da Wondestein?

GIULIANO    Sì.

ELSA                Nel suo ufficio?

GIULIANO    Sì.

EDITH             Non è possibile!

GIULIANO    Senti, cara suocerina, sono piuttosto paziente, ma avresti torto ad abusare. (E voltandole le spalle si avvia verso lo studio)

ELSA                Ma no, Giuliano, si tratta certamente di un malinteso.

GIULIANO    E allora chiari telo fra voi. (Entra nello studio sbattendo la porta. Si sente girare la chiave nella serratura. Le due donne si guardano stupite.)

EDITH             (alzandosi e prendendo il cappello di Giuliano) Bisogna ad ogni costo mettere in chiaro la faccenda. E cominciamo da questo cappello.

ELSA                In fin dei conti, potrebbe aver comprato un altro cappello…(Si sente Giuliano suonare al piano la canzone accennata prima. Si ferma, ricomincia..Prova a sviluppare il tema. Poi batte con violenza sulla tastiera) Povero pianoforte!

EDITH             Non è il pianoforte che sta assassinando ma me!...(Si sente Giuliano emettere dei grugniti di furore. Poi canticchiare un motivo che tenta di riprendere al pianoforte. Lo si sente gridare: “No, non è così! accidenti!” Ricomincia a suonare. Si ferma. Ricomincia ancora. Fa delle variazioni sul tema iniziale. Campanello fra le quinte) Aspetti qualcuno?

ELSA                No.

EDITH             Allora sarà il postino.  (Elsa va ad aprire mentre Edith continua ad esaminare il cappello di Giuliano. Pensierosa) Nessuno mi toglierà dalla mente che c’è qualcosa di losco….

ELSA                (fuori) Oh, buongiorno, zio Ernesto!

ERNESTO       (fuori) Buongiorno, Elsa. Attraverso le pareti si sentono gli esercizi di Giuliano al pianoforte) E’ in casa. Buongiorno, carissima Edith. (Le bacia la mano)

EDITH             Buongiorno, Ernesto. Qual buon vento ti conduce qui a quest’ora…Come nai hai abbandonato il lavoro?

ERNESTO       Mi ha condotto qui un vento maligno. Vorrei parlare con mio nipote. (Si ferma ad ascoltare di  nuovo la musica) Non ha ancora rinunziato alla musica, a quanto pare.

EDITH             Nessuna speranza!

ERNESTO       Vedremo…Quando sarà con l’ acqua alla gola, bisognerà pure che si metta a lavorare, come tutti.

ELSA                Una tazza di tè, zio Ernesto?

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ERNESTO       Un whisky. Voglio avere una spiegazione con Giuliano. Vi dispiace chiamarlo? (Vedendo che Elsa esita) Che c’è?

ELSA                Giuliano non vuole che lo si disturbi, quando compone.

ERNESTO       Perché, secondo voi compone? Del resto è forse meglio che parli prima con voi…Non avete notato, per caso negli ultimi giorni, qualcosa di anormale nel suo comportamento? (Le due donne si guardano)

EDITH             Fa un gioco di prestigio coi cappelli!

ERNESTO       Quali cappelli?

ELSA                Francamente, zio, Giuliano è stato molto strano, oggi…come se avesse delle amnesie, delle assenze.

EDITH             Assenze troppo brevi per le varie cose che pretende di aver fatto nel frattempo.

ERNESTO       Figuratevi che l’ho incontrato verso mezzogiorno…ero con Flanagan..e mi è passato dinanzi senza salutarmi come se non esistessi.

ELSA                E’ distratto, cammina sognando….

ERNESTO       No. Gli ho fatto segno e mi ha squadrato un attimo come se mi vedesse per la prima volta in vita sua, con un sorrisetto beffardo e insonne. Sono cose che non tollero! Esigo una spiegazione! 8La porta dello studio si apre bruscamente e compare Giuliano)

GIULIANO    (scendendo gli scalini) Non ho concluso nulla…Ho voglia di maltrattare quel povero pianoforte.

EDITH             Lo abbiamo compatito…

GILIANO        8senza darle ascolto, a Elsa) Eppure io sento dentro una piccola idea che si agita, che non chiede che di sbocciare..e poi (Si accorge di Ernesto) Oh, zio Ernesto! Ma come? Abbandoni gli uffici delle Edizioni Mondiali così in pieno giorno? Dimentichi che tutta la nostra fortuna riposa sulle tue spalle!

ERNESTO       Non lo dimentico, sta’ tranquillo..Come ti senti?

GIULIANO    Malissimo! A terra addirittura..se penso a quel che soffro per creare una semplice melodia, mi domando cosa debbono patire i geni…

EDITH             I geni..hanno..il genio! (Ha sempre in  mano il cappello di Giuliano)

GIULIANO    Speri forse di farne uscire dei piccioni?

ELSA                Giuliano..hai due cappelli?

GIULIANO    Io?!  No!

EDITH             (indicando il cappello) E questo?

GIULIANO    E’ il mio!

ELSA                (va a prendere l’atro cappello all’ingresso) E questo?

GIULIANO E un altro cappello! Forse tua madre ha imparato a moltiplicarli.

EDITH             Smettila con le sciocchezze! Che significa tutto questo?

GIULIANO    Tutto che?

EDITH             Uscire di casa senza cappello e rientrare dieci minuti dopo con un altro cappello. Uscire coi guanti e rientrare senza. Trovare di proprio gusto una stoffa e criticarla dieci minuti dopo…Che vuol dire?

ELSA                E perché, poi, hai spalancato tutti i cassetti? Che cosa cercavi? (Lo guardano entrambe con aria interrogativa) E come sei riuscito ad andare e tornare da Woldenstein in un quarto d’ora?

GIULIANO    Un quarto d’ora?

ELSA                Appunto. Sei uscito precisamente quindici minuti fa. La mamma è testimone.

GIULIANO    Senti, Elsa…ragioniamo con calma. Io sono uscito esattamente (guarda l’orologio) un’ora e quarantacinque minuti fa. Mi sono fermato Woldenstein una mezz’oretta circa  esono rientrato da una decina di minuti…

EDITH             Impossibile1

GIULIANO    Vi siete messe a chiacchierare e si sa: quando due donne chiacchierano per loro il tempo vola..un’ora o dieci minuti fa lo stesso!

ERNESTO       E il cappello?

GIULIANO    Probabilmente l’ho preso da Woldenstein credendo che fosse mio…

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ERNESTO       E i guanti? Nemmeno i guanti significano nulla?...Io, che non li perdo mai, in questa settimana ne ho perduto due paia! Un paio neri foderati di lana e un paio di…

EDITH             (impaziente voltandogli le spalle) Non ha importanza.

ERNESTO       (sconcertato) Tutto ha importanza!

ELSA                E i cassetti?

ERNESTO       E il nostro incontro oggi? Era mezzogiorno…

GIULIANO    Ci siamo incontrati oggi? Posso assicurarti che non ti ho visto.

ERNESTO       Se mi hai anche guardato!

GIULIANO    Accade spesso di essere distratti e guardare senza vedere.

ERNESTO       Mi hai squadrato da capo a piedi con un tono insolente!

ELSA                Un momento zio! Hai detto a mezzogiorno? Non è possibile! Giuliano non si è mosso di casa per tutta la mattinata.

ERNESTO       Come?

GIULIANO    Verissimo! Stamani non sono uscito.

ERNESTO       Se ti ho incontrato!

ELSA                Non era lui, zio…oppure era un altro giorno.

EDITH             Potrebbe anche essere uscito senza che te ne fossi accorta.

ELSA                E perché? Perché dovrebbe uscire di nascosto?

EDITH             Se si è proposto di prenderci in giro…

GIULIANO    Come mi diverto!

ERNESTO       Se si tratta di una burla, diccelo. Ci sforzeremo di riderne, sebbene, per quanto mi riguarda, non la trovi affatto divertente.

GIULIANO    Neanche io.

Ernesto          Devi riconoscere che esiste una serie di coincidenze piuttosto strane.

EDITH             Strane? Le trovate soltanto strane? Io le trovo fantastiche, fantasmagoriche anzi, e assolutamente incredibili! Non ci credo! Giuliano, allora avrebbe il dono dell’ubiquità? Ai nostri tempi?..Fra parentesi, sarebbe molto utile che avesse un dono qualsiasi, ma purtroppo…

ELSA                (graziosamente) Confessa che hai voluto solo burlarti un po’ di noi…

GIULIANO    No, cara! Non sono di umore così gaio da inventare una burla del genere! E siccome so che anche tu ne saresti incapace, ti confesso che sono alquanto perplesso…

ERNESTO       Anch’io..

EDITH             (con un grido) Ho trovato! Giuliano ha un sosia!

ELSA                Un sosia!?

ERNESTO       Ne ho sentito parlare spesso, ma non ne ho mai visti!

GIULIANO    Questo non vorrebbe dir nulla!

EDITH             Tu ci credi?

GIULIANO    Affatto. Sono persuaso che, se ci sforzassimo di riesaminare, una per una, le varie coincidenze, troveremo una spiegazione del tutto logica e naturale.

ERNESTO       Per conto mio, non ne ho né il tempo né la voglia!

GIULIANO    La saggezza è senza dubbio dalla tua parte. Tanto che ti riverisco e torno a martirizzare il mio povero piano. (Prende il cappello portato da Elsa, fa un saluto scherzoso e se lo calca in testa. Si vede con evidenza che il cappello è troppo grande o troppo piccolo per lui. Le due donne lanciano un gridolino di sorpresa. Giuliano seccato) Ma non è il mio cappello! (Un lungo silenzio)

EDITH             (trionfante) Ora siete costretti a crederci!

ERNESTO       A che?

EDITH             Al sosia.

ELSA                (a Edith) Un sosia che porta gli stessi vestiti di Giuliano!

EDITH             Se quel sosia ha un’idea per la testa…e tutto fa pensare che sia così…la spiegazione non è difficile! Era lui che si trovava qui poco fa..era lui che parlava con tanto garbo…

GIULIANO    E mi somiglierebbe a tal punto che anche mia moglie si sarebbe confusa!

7

ELSA                Oh..se era lui prima, l’ho appena intravisto..e quando gli ho rivolto la parola, è uscito senza rispondere.

ERNESTO       Non credo che riuscirete a farmi bere una simile fandonia! (Campanello. Elsa esce in silenzio)

GIULIANO    (pensieroso) Dunque è venuto qui…ha frugato nei miei cassetti…Cosa cercava?

EDITH             (nervosa) La cosa più seccante è che solo tu puoi sapere se è vero o no!

GIULIANO    Mi pare che parli senza troppo riflettere.

EDITH             Piano piano, a tentoni, riusciamo ad avvicinarci alla verità.

ERNESTO       Secondo me, non andiamo a tentoni. Ci impantaniamo semplicemente, e non c’è nulla che odio di più dell’incertezza. Amo le situazioni nette, io,le situazioni alle quali si possa far fronte e…

ELSA                (rientra con una fattura in mano) E’ il fattorino di Harrod, con una fattura di sessanta sterline..(A Giuliano) Ti sei fatto un abito nuovo?

GIULIANO    Nemmeno per sogno! Sai benissimo che non sarebbe proprio il momento, visto che anche tu hai rinunziato al mantello da sera….

ELSA                (indicando la fattura) Ma qui c’è scritto: Per un vestito consegnato al signor Fanshaw…..”

GIULIANO    Be’, è uno sbaglio. Se avessi un vestito nuovo, te ne saresti accorta, no?

ELSA                Eppure tutti ti conoscono, da Harrod! Non si sono potuti sbagliare! E poi, un vestito bisogna pur provarlo…

ERNESTO       E la mistificazione che continua….ma ora basta! (A Giuliano) Non ti sei divertito abbastanza? Cosa significa questo scherzo di cattivo gusto?

GIULIANO    Ma zio! Vorrei proprio sapere che cosa c’è di buffo a pagare sessanta sterline per un vestito che non ho mai visto! Se c’è una vittima di questo…diciamo, scherzo…sono io, mi pare!

EDITH             Ha ragione. E’ il sosia che si diverte! Si è accorto della straordinaria somiglianza con Giuliano, e ha deciso di offrirsi qualche distrazione. Divertente , vero?

GIULIANO    Tanto divertente, che ne informo subito la polizia!

EDITH             Ma che brutto carattere! Per un piccolo scherzo…

GIULIANO    Direi piuttosto: una piccola truffa.

ERNESTO       Giuliano ha ragione. E’ una truffa. E bisogna agire subito. Denunziarla.

ELSA                (stupita) Allora zio, ci credi anche tu, al sosia?

ERNESTO       (preso alla sprovvista) Sosia o non sosia, Giuliano non può farsi turlupinare da quell’imbroglione che, tra l’altro, sembra avere le chiavi  del vostro appartamento.

GIULIANO    Ma è vero! Quel mazzo di chiavi che ho perso due settimane fa…me l’ha rubato lui, invece!

ERNESTO       Un ladro, un ladro, ve l’ho detto!

EDITH             Un imbroglione…un ladro…Come correte! Io lo trovo solo un modo un po’..originale di prendere contatto…Quell’uomo deve essere simpatico e pieno di fantasia…Ma ora che ci penso…E’ molto cortese, del tutto diverso da Giuliano…sì, sì…disinvolto, simpatico e cortese…Oh, di una estrema simpatia.

GIULIANO    Un momento! Allora lo conosci?

EDITH             Certo! Era qui poco fa.

GIULIANO    Già, è vero…Era molto, molto più simpatico di me?

EDITH             Molto, mi spiace dirtelo, Giuliano ma è così.

GIULIANO    Ti dispiace proprio?

EDITH             Sicuro, mio caro. E la prova è che, avendolo scambiato per te, ero rimasta gradevolmente sorpresa e assai soddisfatta. Purtroppo devo dedurre che non eri tu. E mi secca molto che quel perfetto gentiluomo rischi di avere dei grattacapi dalla polizia per causa tua.

ERNESTO       MIA CARA Edith, per una volta sono costretto a  prendere le parti di Giuliano. La cortesia del vostro scroccone non m’incanta.

GIULIANO    Ti ringrazio per la solidarietà, zio…e poiché ti vedo così ben disposto, desidererei scambiare quattro parole con te, nel mio studio..(Si avvia verso lo studio)

ERNESTO       E’ facilissimo indovinarlo: tu non conosci che un solo argomento di conversazione.

GIULIANO    Come vuoi che saldi quella fattura….

ERNESTO       Saldarla?! Non penserai, spero, di pagare il vestito di quel..quel…

8

ELSA                Già fatto

ERNESTO       Ma benone! Pagate così sessanta sterline senza sapere di che si tratta!

GIULIANO    Dove le hai trovate le 60 sterline?

ELSA                Mamma mi aveva dato 150 sterline, stamani…(Un attimo di imbarazzo)

EDITH             Per il tuo mantello…

ERNESTO       (a Giuliano) Ma allora bisogna sporgere denunzia1 farsi rimborsare…

GIULIANO    Scusate ma ritengo inutile immischiare i nostri fornitori in questa faccenda di sosia..Non ci tengo a coprirmi pubblicamente di ridicolo! Ti prego, dunque, di anticiparmi…

ERNESTO       No, no. Inutile parlarne! Dimentichi troppo facilmente, mi pare, che mi devi già un mucchio di quattrini.

GIULIANO    Oh, se non ci fossi tu per ricordarmelo!

ERNESTO       E per ricordarti anche che posso farti mettere in prigione per debiti, il giorno in cui lo deciderò.

GIULIANO    E’ stato forse a questo scopo che mi hai prestato del denaro?

ERNESTO       Appunto per tenerti in pugno.

GIULIANO    (senza violenza) E’ la tua ultima parola?

ERNESTO       Sì.

ELSA                Ma è ingiusto! Sono sicura che il padre di Giuliano non avrebbe mai immaginato che tu sapessi trattare suo figlio in questo modo!

ERNESTO       Mi attengo esattamente alle sue istruzioni!

ELSA                Un po’ troppo alla lettera! Ci metti troppo zelo!

ERNESTO       Se ha bisogno di denaro, se lo guadagni! Gli uffici sono qui dirimpetto!...(AGiuliano) Figliuolo mio, se certi geni erano dei fannulloni…un fannullone non è obbligatoriamente un genio!

GIULIANO    Rifiutami il danaro, ma risparmiami le prediche, per favore!

ERNESTO       Allora non chiedermi nulla. Sai benissimo che è tempo perso!

GIULIANO    Aspetterò tempi migliori..

ERNESTO       (sarcastico) Se alludi ad una mia prossima morte, devo disilluderti. Sono appena stato dal dottore. Sostiene che potrò vivere cent’anni, col cuore che ho! Una brutta notizia, eh? AH! AH! AH!

QUADRO SECONDO

 

La mattina dopo. L’ufficio di Ernesto Fanshaw. Ambiente piccolo con due porte. Una che dà nell’anticamere

E l’altra che comunica col resto degli uffici. Una finestra dalla quale si domina la città. Questa scena deve e

essere abbastanza piccola per consentire di illuminare simultaneamente la parte della scena principale nel-

la quale sta il telefono. Quando il sipario si alza Ernesto è seduto sulla poltrona direttoriale e sembra essersi

assopito mentre leggeva una rivista. A un tratto il telefono squilla. Ernesto sobbalza.

ERNESTO       (premendo un bottone) Pronto!...(Non ottenendo risposta preme successivamente sugli altri bottoni) Dannato strumento!..Pronto!...Pronto!...(Nessuna risposta) Accidenti!...(La porta si apre ed appare Thwaites il segretario) Questo maledetto trabiccolo si è di nuovo guastato! (Thwaites rimette a posto diversi tasti) Se occorre fare un corso di maccanica per servirvi di di questo ordigno infernale, inventato, si dice, per risparmiare tempo, preferisco gettarlo dalla finestra!

THWAITES    (cortesemente) E’ molto semplice Signor Fanshaw. Quando squilla, basta premere il bottone rosso..

ERNESTO       (ironico) Rosso?! Non è rosso, è marrone..La vostra passione per le corride vi fa dunque veder rosso dappertutto?

THWAITES    Il rosso è soltanto una convenzione. Il toro si getta contro tutto ciò che si muove. I competenti lo hanno riconosciuto.

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ERNESTO       (sprezzante) Competenti? Ma se non avete mai messo piede in Spagna!

THW                (tenace e discreto) Si può assistere ad una corrida e non veder nulla, e si può rimanere nella propria camera, a Londra, e vedere…(Sognando) Si può fare il giro del mondo, nella propria camera, a Londra…

ERNESTO       Chi sogna è un imbecille! Un imbecille pericoloso! (indica il telefono) Funziona, adesso?

THW                Sì, signore.

ERNESTO       (ironico9 Siete un meccanico specializzato…in camera?

THW                No, signor Fanshaw.

ERNESTO       Mi stupisce…Be’, che cosa volevate?

THW                La signora Elsa desidera parlarvi.

ERNESTO       Perché non lo avete detto subito? Vi manca proprio qualche rotellina, mio povero Thwaites!

THW                Eppure…

ERNESTO       Non siete del mio parere?

THW                Certo, signor Fanshaw…assolutamente! (Si avvia per uscire)

ERNESTO       Così va bene! Fate entrare la Signora. (A Elsa) Avanti, avanti cara Elsa. Se hai aspettato, la colpa è sua..(Indica il teleono) Un ordigno di tortura!

ELSA                Buongiorno, zio. Non vorrei disturbarti…

ERNESTO       Non mi disturbi mai. Siediti, cara..(Preme su un tasto del telefono)

VOCE THW   Pronto, Signor Fanshaw…

ERNESTO       Vi siete sbagliato di nuovo, Thwaites. E’ l’ultimo bottone che bisogna premere..(Riattacca il ricevitore) Una macchina infernale funziona solo quando non serve! Allora, a che debbo il piacere di questa visitina? Sebbene siamo così vicini, onorate di rado questo povero ufficio della vostra presenza. (Sorridendo) Quale nuova catastrofe è avvenuta da ieri?

ELSA                Sono venuta ad informarti che quella persona…sì, il sosia di Giuliano, ha comprato da Asprey un braccialetto da 150 sterline facendo segnare sul tuo conto.

ERNESTO       (scattando) Come?!

ELSA                A meno che non sia un regalo che tu abbia voluto farmi…

ERNESTO       (impulsivo) Ma no! Ma no! Figurati se io..(Riprendendosi) Non  è davvero il momento..

ELSA                (un tantino ironica) Lo avevo pensato subito..ed ecco la fattura. Vi è scritto ben chiaro, guarda: Addebitare al conto del signor Ernesto Fanshaw.

ERNESTO       Questo passa tutti i limiti. Avvertirò subito la polizia!

ELSA                Probabilmente lo ha già fatto Giuliano che si trova lì in questo momento. La faccenda del braccialetto ci ha decisi…Tieni, (gli consegna la fattura) e scusami se devo scappar via subito…Ma volevo informarti senza indugio…

ERNESTO       Hai fatto bene. Arrivederci, cara Elsa..(Elsa va via. Ernesto torna al telefono e si accanisce per farlo funzionare. Contemporaneamente grida verso fuori) Thwaites! Non sentite? Venite qui immediatamente! (Thwaites entra subito, ma Ernesto sempre indaffarato col telfono non se ne accorge. Dopo un po’ Thwaites per richiamarela sua attenzione si decide di toccarlo sulla spalla. Ernesto sobbalza) Non mi toccare, perdinci!

THW                Chiedo scusa..ma continuavate a chiamarmi mentre ero qui…

ERNESTO       Non parlate! Chiamate subito tutti i fornitori presso i quali ho un conto corrente e avvertili che mi rifiuterò di pagare qualsiasi acquisto fatto a mio nome da mio nipote o da qualsiasi persona che gli somigli. Andate!

THW                Da qualsiasi persona che gli somigli…(Si avvia in fretta ma un grido di Ernesto lo ferma)

ERNESTO       No! Sopprimete la frase “qualsiasi persona che gli somigli”. Tanto non capirebbero nulla! Su, svelto 8thwaites esce. Ernesto torna al telefono e rimette a posto i bottoni. Si odono piccoli scatti e rumori secchi) non mi bastava un nipote fannullone! Adesso me ne offrono un duplicato!

VOCE THW   (fuori) Il signor Fanshaw vuole che tutti siano annunziati. Abbiate la cortesia di attendere un minuto….

VOCE GIUL.  Sbrigatevi, per favore..non mi piace aspettare…(Dopo un momento entra nello studio di Ernesto)

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ERNESTO       Hai fretta, a quanto pare?

GIULIANO    (disinvolto) Non son sicuro di vivere cento anni, e perciò mi sbrigo.

ERNESTO       (alza le spalle) Sei andato alla polizia?

GIULIANO    No.

ERNESTO       Perché no? Hai forse cambiato idea?

GIULIANO    Non ho mai avuto l’idea di andarci.

ERNESTO       Elsa mi ha assicurato, poco fa, che eri andato a denunciare…

GIULIANO    Questo dimostra che la mia adorata sposa crede ciecamente a ciò che le dico!

ERNESTO       E la truffa del braccialetto? Non crederai che mi lasci spogliare da quell’individuo, sosia o matto che sia, oltre che truffatore se non andrai alla polizia..

GIULIANO    (calmo) Non ci andrò.

ERNESTO       Cosa conti di fare, allora?

GIULIANO    Nulla, aspettare gli eventi.

ERNESTO       Ah, è così’ e allora, mentre tu aspetti, la denuncia la farò io.

GIULIANO    No.

ERNESTO       Come no?

GIULIANO    (sempre calmo) Il braccialetto l’ho comperato io.

ERNESTO       (non comprende subito) Tu’..Allora..(si rende conto furioso) Come? Sei stato tu a…? E osi dirmelo in faccia? Fissandomi negli occhi? Nel bianco degli occhi?

GIULIANO    (ironico) Non ho più l’età in cui una confessione si fa con gli occhi bassi..E del resto, il tuo bianco è piuttosto giallastro…(Ernesto riesce ancora a contenersi)

ERNESTO       Sicchè sei stato tu a montare tutta questa allegra storiella del sosia?

GIULIANO    (come un sibilo prolungato) Sssssssìiii…

ERNESTO       Sei stati tu  inizio a ordinare il vestito da Harrod?

GIULIANO    …Sì…

ERNESTO       E quell’insolente maleducato incontrato eri tu’

GIULIANO    ,,,Sì…

ERNESTO       Ah! E sei convinto di ottenere del denaro, con codeste tue spiritose invenzioni?

GIULIANO    …Sì…

ERNESTO       Mentendo e truffando?

GIULIANO    …Sì…

ERNESTO       (con la schiuma alla bocca) Osi anche sfidarmi, canaglia! Io ti…io ti…(E’ sul punto di scoppiare dalla rabbia, ma bruscamente si ferma) Aspetta…(Cava di tasca una scatoletta, l’apre, prende una pillola, la inghiottisce, si versa un bicchiere d’acqua, lo beve lentamente, poi rimane un istante immobile. Con voce calma) Va bene. Puoi tenerti il braccialetto..

GIULIANO    (guarda la scatola delle pillole) Sono davvero miracolose, queste pillole..

ENESTO         (con rabbia) Ma me la pagherai! Hai capito? Me la pagherai! Lo tratterrò  ogni mese aul tuo assegno..vedrai come rideremo!

GIULIANO    Peccato che l’effetto duri poco…

ERNESTO       Thwaites! (Il segretario accorre. Assaporando la propria vendetta) Fate subito un assegno  di cinquanta sterline a nome del signor Giuliano.

THW                Come anticipo?

ERNESTO       No, a saldo della sua mensilità. Il signor Giuliano, quindi da ora in poi e fino a nuovo ordine, riceverà solo cinquanta sterline al mese.

THW                (ripete borbottando) …cinquanta sterline al mese….

ERNESTO       E perdete l’abitudine di ripetere tutto quello che vi dico.

THW                (c.s.)…tutto quello che vo dico…(Si accorge di avere ancora ripetuto) Oh, pardon…(Imbarazzato, va a prendere un libretto di assegni ne riempie uno con grande sveltezza e lo porge ad Ernesto per la firma. Ernesto firma e poi getta l’assegno sulla scrivania in direzione di Giuliano che lo prende e lo intasca con un sorrisetto. Thwaites rimane a contemplare la scena)

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ERNESTO       Be’, cosa aspettate, Thwites?

THW                (sobbalza confuSo) Chiedo scusa…(Ernesto contempla la sua figura meschina con disprezzo e ironia)

ERNESTO       DITEMI, Thwaites, conoscete Elpenore.

THW                (balbettando) Non ho avuto l’onore, signor Fanshaw…

ERNESTO       Lo credo bene! Era un compagno di Ulisse. Omero ne parla così, nell’Odissea: “In questa circostanza perì il marinaio Elpenore, unica occasione per menzionare il suo nome, giacchè non si distinse mai, né per la sua saggezza, né per il suo coraggio:” Che pensate? Thwaites?

THW                (timido) Penso che fosse poco lusinghiero per Elpenore…

ERNESTO       E’ anche la mia opinione Thwaines. Potete disporre…(Thwaines esce)

GIULIANO    (sarcastico) Non ti accorgi  che ti odia e che, col cuore, ti ha già ucciso?

ERNESTO       8gioviale) E’ la sola cosa che possa fare. È uno degli uomini dei quali i giornali parlano solo se vanno sotto una macchina!

GIULIANO    Ti piace calpestare i deboli, eh?

ERNESTO       E in qualche caso anche quelli che si credono forti. Povero Giuliano, tu che non riuscivi a cavartela con cento sterline al mese, come te la caverai adesso con cinquanta?

GIULIANO    Non ti preoccupare per me, zio. Ricaverò facilmente cento sterline dal braccialetto…inoltre mi hai dato…chi sa poi perché? Cinquanta sterline sulle quali oggi non contavo affatto. Non siamo che al 25!

ERNESTO       (sussultando) E’ vero, ridammi l’assegno!

GIULIANO    Nemmeno per sogno. Sapessi che piacere per me vederti sudar freddo per questo danaro che è l’unica ragione della tua vita, e per il quale mi auguro tu crepi al più presto!

ERNESTO       (dominandosi) Non mi sorprende…Ho sempre saputo che mi odiavi.

GIULIANO    Sentimento ricambiatissimo, no?

ERNESTO       Sì, e da molto tempo, lo sai. Ti ho odiato quando eri bambino e ti credevi tutto permesso, facendoti forte della debolezza di tuo padre; e assaporo ora lo spettacolo dei tuoi miserabili sforzi per lottare contro la tua mediocrità, la tua incapacità e la tua nullità.

GIULIANO    Una dichiarazione che fa veramente piacere. Ti soffocava, questo segreto, che nascondevi così accuratamente, per pura ipocrisia.

ERNESTO       (fissandolo bene in faccia) E’ vero. Del resto è vicino il giorno in cui ti vedrò fare, qui, un lavoro subalterno, degno di te. Ma non avrai scelta: quello, o la prigione. Ah, respiro meglio, adesso, mi sento più sollevato…(Pausa) Credo che non abbiamo altro da dirci, vero?

GIULIANO    Per il momento, no. Ma tornerò.

ERNESTO       (si alza) Non ti riceverò. Ricordatene.

GIULIANO    (con un sorriso supremamente insolente) Non essere ridicolo, con le tue profezie!

ERNESTO       Va al diavolo, truffatore, losco individuo! (Fuori di sé, alza la mano per prendere a schiaffi Giuliano).

GIULIANO    (afferra il polso di Ernesto e lo fa risedere garbatamente ma fermamente. Ernesto fa una smorfia di dolore) Le grosse parole non hanno mai fatto i grandi uomini, fatta eccezione per un generale francese. (Esce lasciando il cappello sull’attaccapanni)

ERNESTO       (senza toccare l’apparecchio telefonico) Twhaites! (il segretario entra) Chiamate al telefono mia nipote.

THW                Chiamate l’appartamento della signora Fanshaw junior e passate la comunicazione qui.

ERNESTO       Thwaites?

THW                Signor Fanshaw?

ERNESTO       Perché credete che vi abbia raccontata la storia di Elpenore?

THW                (garbato ma non sciocco) Suppongo che lo abbiate fatto per colmare una lacuna nella mia cultura.

ERNESTO       Mio nipote sostiene che volevo offendervi…

THW                (sempre freddo ed educato) Oh, Signore! Un gentiluomo come voi non offenderebbe mai un uomo che non può rispondere..(Telefono) Ecco la comunicazione, Signore…(Passa il telefono ad Ernesto ed esce. Ernesto lo segue con gli occhi sorridendo. Ad un tratto colto da un

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                         pensiero muta espressione. Lancia un’occhiata alla porta dalla quale Thwailes è uscito poi avvicina il ricevitore alla bocca)

ERNESTO       Pronto! (Un angolo della stanza di soggiorno dei Fanschaw in cui è il telefono si illumina. Elsa, con lo stesso vestito di prima parla al telefono. In tal modo si vedono simultaneamente separati da zona d’ombra i due interlocutori)

ELSA                Sei tu, zio?

ERNESTO       Elsa, preparati a ricevere un colpo. Poco fa ho visto Giuliano…

ELSA                Ah, la polizia ha forse scoperto una traccia?

ERNESTO       No. Giuliano non è andato alla polizia. Era inutile visto che ha riconosciuto freddamente di aver comprato lui il braccialetto.

ELSA                Non è possibile!

ERNESTO       Ha anche riconosciuto la faccenda Harrod e le altre facezie. Tutte mistificazioni create al solo scopo di estorcermi danaro…

ELSA                Non comprendo…Tutto ciò è talmente al di fuori del carattere di Giuliano…così lontano…

ERNESTO       Si vede che comincia ad avvicinarsi..pericolosamente. ma ho messo un freno, stai tranquilla. Prima di tutto mi rimborserà il presso del bracciale fino all’ultima sterlina..

ELSA                Ma è naturale! A poco a poco..

EENESTO       Mi rincresce per te, ma lo tratterò sulla mensilità dovutegli! Così, fino al saldo del suo debito, non potrete disporre che di cinquanta sterline al mese.

ELSA                Tutto questo mi giunge inatteso (Edith compare sulla soglia della camera lavorando a maglia)

ERNESTO       E non è ancora finito: Giuliano, invece di mostrarsi pentito, o, per lo meno, un po’ confuso, ha adottato verso di me un tono così arrogante che sono stato costretto a metterlo alla porta come l’ultimo dei lestofanti, ma senza avergli detto tutto quel che meritava.  Non voglio più vederlo! E voi due, credetemi, non avete proprio nulla da guadagnare a rimanere con lui.

ELSA                ( a Edith) E’ lo zio Ernesto.

EDITH             (a bassa voce) Riattacca!

ERNESTO       Dai retta a tua madre che è una donna di buon senso. Divorzia al più presto.

ELSA                Non ne parliamo nemmeno, zio!

ERNESTO       Io ti ho avvertito. Comunque auguri. Per conto mio, sono ben felice di essermi sbarazzato, una volta per sempre, di quell’animale. (Riattaccano)

ELSA                (alla madre) E’ furibondo, contro Giuliano…(Dopo una pausa) Andiamo dalla zio Ernesto. Debbo parlargli.

EDITH             Se gli hai parlato adesso!

ELSA                (nervosa) Sbrigati, mamma!

EDITH             Non posso uscire così. debbo riporre il lavoro, mettermi un cappello, un soprabito, i guanti…(Parlando si avvia verso la camera seguita da Elsa. La luce del soggiorno si spegne. Nell’ufficio di Ernesto la porta si apre e Thwaites compare con un viso che esprime stupore)

THW                Signor Fanshaw! Signor Fanshaw!

ERNESTO       Be’, cosa c’è! Avanti! Parlate!

THW                C’è il signor Giuliano…

ERNESTO       Come?!! (Entra Giuliano, Ernesto  fuori di sé) Vattene via immediatamente!

GIULIANO    Ma zio…

ERNESTO       Non sono più tuo zio! Come osi tornare, dopo…

GIULIANO    Insomma, si può sapere che succede? Anche Thwaites mi ha guardato con una faccia.

THW                (a Ernesto) Il signor Giuliano mi ha detto che non mi vedeva da secoli!

ERNESTO       Bugiardo! Ti ho cacciato via cinque minuti fa e definitivamente!

GIULIANO    Comincio a preoccuparmi!

ERNESTO       Vorresti forse farci credere che non eri tu?!!!

GIULIANO    Non ho messo piede qui da varie settimane…

ERNESTO       Oh! Oh! 8Si ripete la cerimonia delle pillole) Calmiamoci!

GIULIANO    Ma sono calmissimo, zio.

ERNESTO       Ti avverto che non ho voglia di scherzare. E che, tanto meno, mi faccio prendere in giro da te.

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GIULIANO    Direi di sì….

ERNESTO       Insolente! Tu stesso hai riconosciuto di aver comperato il braccialetto da Asprey!

GIULIANO    Vengo dalla polizia, zio….

ERNESTO       Dalla polizia? Hai fatto la denuncia?

GIULIANO    Certamente. Non eravamo d’accordo?

ERNESTO       Come posso crederti? Poco fa hai confessato!

GIULIANO    Non ero io, zio.

ERNESTO       Hai confessato tutto! Hai confessato che non esiste nessun sosia. E Thwaites è testimone che ti ho dato un assegno di 50 sterline. Cinque minuti fa e…(Si sente mancare all’improvviso) Oh Di!

GIULIANO    Bisogna telefonare subito alla banca e dar disposizioni…

ERNESTO       (a Thwaites) Chiamatemi Henderson.

THW                (al telefono) La Stockbank, per favore…

GIULIANO    (sinceramente addolorato) Ti avevo pure messo sull’avviso, zio!

ERNESTO       Non eri tu! Ed io che ho telefonato ad Elsa.

GIULIANO    E cosa le hai detto?

ERNESTO       La verità! Che sei un farabutto!

GIULIANO    Ah?!!

ERNESTO       Mettiti al mio posto mio!

THW                (al telefono) Il signor Henderson? Un mmento prego…(Passa il ricevitore ad Ernesto)

ERNESTO       Henderson, sono Fanschaw. Ho firmato poco fa, a nome di mio nipote, un assengo di 50 sterline, che purtroppo è andato smarrito. Mettete il fermo, subito, vi prego…Grazie. Ci vedremo stasera al Circolo…(Riattacca) Questa è fatta.!

GIULIANO    Zio, ero venuto a chiederti di anticiparmi di qualche giorno il pagamento della mia mensilità..mi trovo in un brutto momento e…

ERNESTO       (commosso a Thwaites) Fate subito un assegno di 100 sterline per il signor Giuliano. (Thwailes esegue. Il telefono squilla) Pronto!...Sì…Come dite?...Lui stesso..ha…. grazie. (Riattacca) L’assegno è stato riscosso un momento fa dal signor Giuliano Fanshaw in persona. (Sta per firmare l’assegno datogli da Thwaites. Poi si ferma e alza gli occhi su Giuliano) La Banca è abbastanza vicina perché tu abbia avuto il tempo di attraversare la strada, incassare l’assegno e tornare….

GIULIANO    (indignato) Allora tu non mi credi?

ERNESTO       Mi domando se….

GIULIANO    Frugami, zio, frugami dappertutto! Mi troverai addosso sì e no dieci scellini!

ERNESTO       Va bene, va bene…(Firma l’assegno)

GIULIANO    Insisto, zio! (Rovescia le tasche e vuota il portafogli) Fammi frugare da Thwaite!

ERNESTO       Ma no, ma no…(Gli dà l’assegno)

GIULIANO    (senza prenderlo) Non voglio che ti rimanga il minimo dubbio. Voglio essere frugato.

ERNESTO       Se è vero che sei andato alla Polizia, non puoi essere andato in Banca.

Giuliano         Giusto! Allora telefona al sergente Rollin. Ti dirà che l’ho lasciato da cinque minuti.

ERNESTO       Va bene, ti credo. (Porgendogli di nuovo l’assegno) Insomma, lo prendi, sì o no?

GIULIANO    (calmo ma mostrandosi molto offeso) Grazie. (Si sente bussare alla porta. Entra Elsa)

ELSA                Come vedi son corsa subito da te, zio. (Vedendo Giuliano) Sono proprio sconvolta, Giuliano, con tutte queste storie, una più brutta dell’altra. La mamma viene subito. Sale a piedi…sai che odia l’ascensore.

GIULIANO    Hai fatto bene a venire, cara. Tutto si è chiarito. (Thwaites esce con discrezione)

ELSA                (contenta) Ne ero certa! Non potevi essere tu! (A Ernesto) Dopo la telefonata ho capito subito che doveva trattarsi dell’altro. Giuliano sarebbe incapace di agire in modo così scorretto..e son venuta di corsa per cercare di convincerti…

ERNESTO       Già fatto! Mi è costato cinquanta sterline, ma sono convinto.

GIULIANO    Ammetti che è una multa meritata!....Ti compiaci un po’ troppo a scambiarmi con quel farabutto! (A Elsa) Ho faticato molto per fargli capire che ero io…

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ERNESTO       Ma no, ora esageri. Non sapevo più cosa pensare, ecco..(Telefono. Ernesto comincia a premere su tasti vari, si innervosisce. Thwaites torna in punta di piedi preme sul bottone giusto ed esce di nuovo. Poco dopo si sente la sua voce al telefono)

VOCE  THW  C’è la signora Billingley, signor Fanshaw.

ERNESTO       Fatela passare. (Verso gli altri) Ha volato.

VOCE THW   Se volete parlare, schiacciate il bottone rosso.

ERNESTO       Marrone, toreador!

VOCE THW   Matador, matador. Toreador è un termine inesatto.

ERNESTO Andate all’inferno! (Entra Edith) Cara Edith! Hai fatto di nuovo le scale a piedi, eh? (Edith ansima leggermente)

EDITH             Buongiorno, Ernesto. Un po’ di esercizio, alla nostra età fa bene! Consiglio di famiglia..Che è successo? ardo dalla curiosità di sapere. Elsa mi ha trascinata qui senza dirmi nulla. Scommetto che si tratta di un’altra trovata del nostro avventuriero..Che uomo! Ieri un vestito, oggi un braccialetto…domani, chi sa?...una lussuosa automobile…

ERNESTO       Domani un corno! Abbiamo preso le nostre misure e quell’impostore cesserà di nuocere.

EDITH             Che brontolone, Ernesto!

GIULIANO    Lo zio non è molto contento. Il tuo brillante avventuriero è venuto qui di persona, stamani, a portargli via cinquanta sterline.

EGITH             (ridendo) Ah! ah! ah! Ma no, è riuscito a portarti via 50 sterline! Ah! ah!

ERNESTO       Fate  ameno di canzonarmi. Chiunque altro, al mio posto, ci sarebbe cascato. Gli rassomiglia come un fratello gemello!

EDITH             (di colpo) Un fratello gemello? Ma allora è Davide! Sicuro! Come non averci pensato prima?

ERNESTO       Davide? Quale Davide?

EDITH             Il suo gemello!

GIULIANO    Ma cosa dici suocerina? Ho sempre saputo che il mio gemello morì quattro ore dopo la nascita.

EDITH             Già, già…lo dissero…

ERNESTO       Come “lo dissero”? C’ero io!

GIULIANO    E c’ero anch’io!

ERNESTO       Ma tu avevi quattro ore, e non potevi renderti conto, mentre io…

EDITH             Dove?

ERNESTO       Nella clinica. Ero accanto a mio fratello quando vennero ad annunziargli la morte ufficiale del piccolo Davide….

EDITH             Ve la annunziarono…allora avevo ragione io…

ERNESTO       Mia cara Edith, mio fratello ed io abbiamo visto il bimbo morto. Non vi sono dubbi quindi.

EDITH             Come se un uomo fosse capace di distinguere un neonato dall’altro! La madre lo vide, forse?

ERNESTO       No. Quella poverina era molto debole, credemmo opportuno risparmiarle tanto dolore.

EDITH             Le rimaneva Giuliano, per consolarsi, mentre l’altra….

ELSA                Quale altra?

EDITH             L’altra madre….quella il cui figlio era morto, l’unico figlio…Le dettero Davide, è chiaro!...

ELSA                Ma son cose che non si fanno, mamma!

EDITH             Non si fanno..o si fanno…chi lo sa? Basta una buona mancia…un’infermiera discreta, dal cuore tenero..mettetevi voi al posto di una donna che ha partorito,,,(Si volge verso Ernesto che alza le braccia al cielo) Io, dinanzi ad una tale ingiustizia, avrei agito come quella infermiera..

ELSA                Quale ingiustizia mamma?

EDITH             Una madre ha due figli e un’altra non ne ha nessuno. Allora si divide il male a metà…Bisogna essere umani diavolo…Del resto tutti i giorni si legge sui giornali di sostituzioni di bambini.

ELSA                Si tratta sempre di errori, mamma. Errori involontari…casi rarissimi, eccezionali….

EDITH             Comunque, sarebbe una spiegazione valida. Se ne avete una migliore son qui ad ascoltarvi. Il mio istinto non si sbaglia mai.

GIULIANO    Per forza, ha le antenne.

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ERNESTO       Se ammettiamo l’esistenza di questo sosia, e siamo costretti ad ammetterla, non  può trattarsi che di un gemello. (A Giuliano) Bisognerebbe fare un’accurata indagine alla clinica dove sei nato, ritrovare il dottore…

EDITH             O l’infermiera…

GIULIANO    Dopo trentacinque anni e una guerra mondiale, non abbiamo molte possibilità!

ELSA                Insomma, se è proprio Davide, perché avrebbe tardato tanto a farsi vivo?

EDITH             Pperchè ignorava di aver eun gemello! E’ tanto semplice! Si è accorto della sua somiglianza con Giuliano per un puro caso e solo di recente. Ha preso allora le sue informazioni, ha fatto una discreta indagine…Immaginate non so, che la sua famiglia adottiva sia povera, che lui, da piccolo, sia stato privato di tutte le guioie della vita…Giunto in età matura sempre scopre di essere l’erede legittimo delle “Edizioni mondiali”….

GIULIANO    Ma che fantasia, cara suocerina.

ELSA                Ma allora faccia valere i suoi diritti invece di fare il lestofante e il pagliaccio!

EDITH             Che ne sa, lui delle nostre intenzioni? Tenta forse di impressionarci.

ERNESTO       Forse ci crede al corrente della sostituzione..e forse vuol vendicarsi..

GIULIANO    In ogni modo, la polizia non tarderà a prenderlo…Ma intanto, per l’amor di Dio, siate cauti! Non vi lasciate infinocchiare!

EDITH             Oh, per me stai tranquillo che non ci cascherò più. Lo riconoscerò subito.

GIULIANO    Dalla sua cortesia?

EDITH             Certamente. In generale, i modi cortesi che adopera sono assai diversi dai tuoi…Ha qualcosa di più di te, e al tempo stesso, di meno,… la voce sì, è la stessa…ma vi sono certi particolari che non sfuggono alla sensibilità di una donna..E’ naturale che il povero Ernesto ci sia cascato…(A Giuliano senza riflettere) Ci saresti cascato anche tu….

GIULIANO    (ridendo)  Non vi sembra buffo che possa scambiarlo per me stesso? (Tutti ridono)

EDITH             (ridendo) Già, già…

GIULIANO    Non è che mi manchi la voglia di prendere in giro quel tipo, ma capisco che cerchi di evitarmi…

ERNESTO       (consultando il proprio orologio) Non per mandarti via, Giuliano, ma se vuoi riscuotere l’assegno prima di Lunedì, devi andar subito in Banca.

GIULIANO    (balza in piedi) E’ vero, perbacco! Grazie, zio! (Alle donne) Ci vediamo a casa! (Esce in fretta)

EDITH             Mi rallegro, Ernesto! Con un secondo nipote la stirpe dei Fanshaw si moltiplicherà! A proposito: sarai costretto a pagare doppie mensilità…senza contare gli arretrati.

ERNESTO       No, no! Visto che non è stato nominato nel testamento..Sebbene, naturalmente, possa fa causa…Non vi nascondo che un processo farebbe scandalo..pettegolezzi, chiacchiere…Sarebbe forse meglio mettersi d’accordo…un bel guaio!

ELSA                E intanto nessuno pensa a Giuliano! E’ lui che avrà le noie maggiori…c’è pericolo che quell’individuo lo comprometta un po’ dappertutto…e anche fra noi, ogni volta che apparità, rischierà di essere scambiato per Davide e non vedrà che volti diffidenti…E’ molto triste, per lui…

ERNESTO       E’ vero, povero Giuliano! Anche un momento fa è stato accolto come un cane in chiesa!

EDITH             Dovremo sforzarci di essere molto buoni con lui.

VOCE GIU.    (a Thwaites) E’ inutile! Entro ed esco subito! (Entra con la sigaretta in bocca)

GIULIANO    Giuliano     Scusatemi, avevo dimenticato il cappello! (Lo prende. Era quello lasciato prima dal falso Giuliano)

ERNESTO       (ricordando le raccomandazioni di Edith) Non ci disturbi, carissimo. A presto!

EDITH             (soave) By by, Giulianino mio….

GIULIANO    (sorridendo) By by…(Esce. Edith si accorge dell’aria strana di Elsa)

EDITH             Come vedi, ci siamo sforzati…(Guardandola)

ELSA                (che era rimasta sbalordita) Hai mai visto fumare Giuliano?

EDITH             Ma hai ragione! Giuliano non fuma!

ERNESTO       Aspettate…è l’altro che si era scordato il cappello!...Giuliano era venuto senza…(Tocca tutti i tasti del telefono) Thwaites! (Si innervosisce e grida) Thwaites! (Entra Thwaites) Correte dietro all’uomo che sta uscendo! Fermatelo!

16

THW                Ma era il signor Giuliano!

ERNESTO       No, no, non è lui!

THW                (stupito) Come, non è lui?

ERNESTO       E’ l’altro. (Thwaites esce in fretta)

ELSA                Temo che sia troppo tardi, zio!

ERNESTO       (accasciato) Forse avete ragione…(Batte il pugno sulla scrivania) Detesto essere sconfitto.

QUADRO TERZO

Il pomeriggio dello stesso giorno. La stanza di soggiorno dei Fanshaw, Elsa, Ernesto e Thwaites sono seduti.

L’ispettore Gordon va  e viene per la scena.

GORDON      Insomma, lo avete visto tutti e quattro?

I QUATTRO   (successivamente) Sì..Sì…Sì…Sì….

GORDON      E siete convinti che si tratti di un fratello gemello di Giuliano Fanshaw, Davide, dato per morto il giorno stesso della sua nascita…dopo quattro ore?  

ELSA                Una tale somiglianza ci sembra addirittura assurda, fino a quando non abbiamo pensato a Davide. E’ l’ipotesi più plausibile.

GORDON      Affermate che la somiglianza è tale da non potersi distinguere l’uno dall’altro? Voi stessi siete rimasti ingannati?

ERNESTO       Tutti.

GORDON      Non v’è qualche particolare che abbia colpito qualcuno di voi..e che forse potreste ricordare ripensansandoci? (A Thwaites) Voi, per esempio?

THW                (riflettendo) Gli occhi, forse…

GORDON      Vi ha colpito il colore?

THW                No, non il colore…gli occhi di Davide sono più piccoli…e, come dire, più birichini di quelli del signor Giuliano.

GORDON      Altro?

THW                La bocca..più piccola..e anche più biricchina.

GORDON      (prende nota) E voi, signora Billingsley?

EDITH             Io considero che è una persona del tutto diversa da Giuliano..Niente in comune con lui…

GORDON      Come: niente in comune?

EDITH             Gli stessi lineamenti, ma tutt’altra espressione..un’altra educazione, anche, e se mi ha tratta in inganno stamani, è perché non ha fatto che entrare ed uscire, l’ho guardato appena, convinta che fosse Giuliano, che veniva a riprendere il cappello…Datemi retta, Ispettore. Non perdete tempo con questa faccenda che non è affatto seria. Davide si presenterà certo al più presto, nel modo più cordiale, dopo essersi divertito alle nostre spalle.

GORDON      Il signor Giuliano Fanshaw ha sporto denunzia per truffa. (A Elsa) E voi, signora Fanshaw, avete notato nulla di speciale?

ELSA                O Dio, nulla…a parte il fatto che quell’uomo stamani aveva una sigaretta fra le labbra, mentre Giuliano non fuma.

GORDON      (prende nota). A Ernesto) E voi?

ERNESTO       Io, caro Ispettore, ci sono cascato tre volte in pochi minuti, e mi è costato molto caro. Dunque, che volete che vi dica? Tutt’al più quel Davide, se un Davide esiste, è gonfio di boria e di arroganza.

EDITH             Ma che gonfio. E’ un uomo che ci sa fare.

THW                Senza voler imporre la mia opinione, aggiungerei che il suo volto è, come dire?...

GORDON      Più birichino…

THW                Appunto! Biricchino…

GORDON      E più piccolo?

THW                Più piccolo. Esattamente!

17

GORDON      Grazie. (A Elsa) Permettete che dia una occhiata nelle altre stanze del vostro appartamento?

ELSA                Certamente, Ispettore. Volete che vi accompagni?

GORDON      Preferirei che non vi incomodaste. Me la caverò benissimo da solo. (Entra in camera)

ELSA                (stupita) Che bisogno ha di andare a frugare nella nostra camera!

ENESTO         Non spererà di trovare Davide sotto il letto?

EDITH             Ha i metodi del suo mestiere…

THW                Senza voler imporre la mia opinione, trovo che è un uomo un po’..

EDITH             Piccolo..

THW                Piccolo, sì, piccolo di cervello.

ERNESTO       (furioso) E birichino! Tacete, Elpènore!

THW                Scusate, signor Fanshaw, forse mi confondete con quell’antico eroe…

ERNESTO       Non era un eroe, era un cretino!

THW                Ah già, lo avevo dimenticato. Grazie, signor Fanshaw!

ERNESTO       Quello che v’è di noioso, con la Polizia, è che la si chiama affinchè ci aiuti e Dio solo sa come si va a finire! (Ironico) Mi sento diventare sospetto, se non colpevole. Immagino quali domande indiscrete finiranno per rivolgermi!

GORDON      (rientra) Temete le domande indiscrete, signor Fanshaw? (Ernesto appare turbato. A Elsa) E questa porta è…

ELSA                Lo studio di mio marito…(Gordon attraversa la scena ed entra nello studio)

THWAITES    Non oso impotte la mioa opinione, ma che mandino uno così importante per un affare talmente piccolo…

EDITH             Thwaites ha ragione. Per una piccola truffa…Molto rumore per nulla!

THW                A meno che non sia stato degradato…per qualche errore commesso…A volte succede.

GORDON      (mette fuori la testa) No, signor Thwaites, non mi hanno degradato!

ERNESTO       8ridendo forte) Avete perduto una buona occasione per tacere, Thwaites! Forse non avete più bisogno di me , Ispettore’ sono un uomo molto occupato…insomma non ho tempo da perdere!

GORDON      (entrando) Ehm…in verità avete indovinato. Dovrei chiedervi ancora qualcosa, ma non voglio approfittare..Passerò fra poco dal vostro ufficio…

ERNESTO       Ah no! Fuori le domande e che non se ne parli più!

GORDON      Bene, tutto considerato, preferisco venire in ufficio. Potrò così verificare sul posto…

ERNESTO       (seccato) Verificare che?

GORDON      Vorrei qualche precisazione sullo statuto della vostra società, conoscere le esatte condizioni della successione di vostro fratello e….

ERNESTO       Ma quale rapporto può avere questo con…

GORDON      Attualmente non lo so; ma non dobbiamo trascurar nulla, vero?

ERNESTO       (severo) Vi si chiede di ricercare un uomo. La sua segnalazione non vi basta? Non si tratta, in fin dei conti, di Jack lo sventratore!

GORDON      Caro Signore, forse mi piace occuparmi di un caso nel quale, per una volta tanto, il personaggio principale è ancora vivo.

ERNESTO       Quale personaggio principale?

GORDON      La vittima.

ERNESTO       (trasalendo) La vittima?!

EDITH             (con interesse) Secondo voi, Ispettore, chi sarebbe la vittima? Giuliano?

ELSA                (con rimprovero) Mamma!

GORDON      Per il momento lo ignoro. Potreste essere benissimo voi…o il signor Fanshaw.

ERNESTO       Io?!

GORDON      Chi sa? Ma… avete fretta, credo…non voglio trattenervi. A fra poco…

ERNESTO       (secco) E va bene. Lascio a voi tutta la responsabilità. (Esce furioso senza rivolgere la parola a nessuno. Si limita a gridare: Thwaites! Thwaites lo segue dopo aver salutato a destra e a sinistra)

GORDON      (dopo averli seguiti con lo sguardo) Signora Fanshaw, potrei domandarvi quali sono le esatte risorse di vostro marito?

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ELSA                Ve l’ho già detto: una somma di cento sterline che lo zio Ernesto gli versa ogni mese…

GORDON      Vostro marito non è musicista?

ELSA                Sì, compositore…compone musica..

ELSA                (sarcastica) Musica!!

ELSA                (imbarazzata) Canzoni..ma finora non è riuscito a farle pubblicare..nè a farsi eseguire. Non lo conosce nessuno. Tuttavia, un editore, il signor Woldenstein pare interessarsi alle sue ultime canzoni.

EDITH             Molto buono! Se volete la mia opinione, una opinione di artista, artista lirica..(Gordon fa un cortese cenno col capo) è meglio non parlare della musica di mio genero. E’ un pianista esecrabile..e quanto al compositore..8Giuliano è entrato senza far rumore durante quest’ultima battuta. Edith bruscamente si accorge della sua presenza. Giuliano con le braccia cariche sta sulla soglia, con un piccolo sigaro fra le labbra. Stupore generale)

GORDON      E’ straordinario come certi individui possano riuscire insopportabili al loro prossimo.

GIULIANO    (tossendo e liberandosi del sigaro) Ho incontrato Allan sul pianerottolo. Mi ha costretto ad accettare un sigaro. Gli ho detto e ripetuto che non fumo…se la prendeva per un’offesa personale.

ELSA                Giuliano, L’Ispettore Gordon, di Scotland Yard, venuto su tua richiesta.

GIULIANO    (si inchina sorpreso) Ispettore? Hanno scomodato un Ispettore per questa robetta? E anche un Ispettore capo..quale onore!

GORDON      Dovrò rivolgervi qualche domanda, signor Fanshaw.

GIULIANO    Prego. Sono a vostra completaq disposizione.

GORDON      (a Elsa) Permettete? Credo che vi sia ancora una stanza, di là..(Indicando il vestibolo)

ELSA                Sì, la cucina….

GORDON      Vorrei dare un’occhiata..(esce)

EDITH             Ispettore, dal momento che andate in cucina, se vi riesce di scoprire una Coca-Cola, portatemela.

GIULIANO    (punteggiando ogni frase con uno sguardo a Edith) Carissima suocerina, figuratevi che Woldenstein mi ha invitato a casa sua per il pomeriggio di domani. Offre un cocktail. Vuole farmi suonare dinanzi ad un produttore importante. Vi saranno degli artisti…dei critici…Molte cose potranno dipendere da quella riunione.

EDITH             Oh, sì? Oh, sì?

GIULIANO    Naturalmente siete invitate anche voi due. Conto principalmente su te, suocerina.

EDITH             Ci sarò!

ELSA                Ma è meraviglioso, Giuliano! Woldenstein è un gran personaggio! Tutti dicono che ha molto fiuto, e se le canzoni gli piacciono…

GIULIANO    C’è di meglio! Si interessa della mia musica…Quella vera…Vuole che suoni i miei quattrodici preludi. La mia sola composizione edita….

EDITH             Edita a spese dell’autore..e mai venduta…

ELSA                Se abbiamo anche incassato dei diritti!

GIULIANO    Sette scellini circa…

EDITH             Un pazzo, un collezionista….

GIULIANO    Un intenditore, forse…(Entra Gordon)

GORDON      Ho esplorato tutto. Potreste accordarmi qualche minuto, signor Fanshaw? 8Piccolo cenno di scusa verso le signore)

ELSA                (conducendo Edith in camera) Vieni mamma. Vorrei mostrarti l’abito che metterò domani.

EDITH             (resistendo) Più tardi, Elsa. Davide mi interessa moltissimo. Vorrei ascoltare…(Ma dinanzi all’aria impassibile di Gordon) Oh, scusate. Avevo dimenticato che i testimoni di un delitto si interrogano a quattr’occhi. (Via con Elsa)

GIULIANO    Però sono il solo che non possa testimoniare….il solo che non abbia mai visto Davide…

GORDON      Signor Fanshaw, potreste indicarmi, con molta precisione, come avete impiegato il vostro tempo dal momento in cui…Davide è apparso ai diversi membri della vostra famiglia?

GIULIANO    Ah! Credete che…Non credete all’esistenza di Davide?

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GORDON      Vi ho fatto una domanda, signor Fanshaw.

GIULIANO    Il difficile sta evidentemente nella vostra richiesta di precisione.

GORDON      Quando lo zio Ernesto ha incontrato il vostro gemello, dove eravate?

GIULIANO    Qui, nello studio. Componevo.

GORDON      Potete provarmelo?

GIULIANO    Solo con la testimonianza di mia moglie e mia suocera…Basterà?

GORDON      Me ne contenterò

GIULIANO    Mia moglie era in casa e potrà dirvi che non sono uscito.

GORDON      E quando Davide è venuto qui la prima volta, dimenticano il cappello?

GIULIANO    Probabilmente ero in istrada diretto allo studio di Woldenstein…Sicuro…interrogando Woldenstein potremo stabilire con precisione a che ora l’ho lasciato, ma non mi piacerebbe immischiarlo in questa faccenda…scabrosa, proprio nel momento in cui comincia ad interessarsi di me….

GORDON      Non insisto…Capisco benissimo le vostre ragioni. (Pausa) Bene. E quando Davide è andato a far visita allo zio Ernesto?

GIULIANO    Ero alla Polizia. Il sergente Robin potrà confermarlo.

GORDON      Vostro zio ha preso nota dell’ora precisa del passaggio di Davide e di quella del vostro arrivo nel suo studio?

GIULIANO    Lo ignoro..ma ne dubito. Forse molto approssimativamente. Ma perché mi fate tante domande? Cosa credete, Ispettore?

GORDON      (molto serio) Credo che dovreste rinunziarvi, signor Fanshaw.

GIULIANO    Rinunziarvi?! Rinunziare a che?

GORDON      Al delitto che state premeditando. Non ve la caverete, ve lo dico io! (Esce mentre Giuliano stupefatto, lo segue con lo sguardo e cala il sipario)

                                            ATTO SECONDO

Le sette di sera del giorno seguente. Si apre la porta del vestibolo. Elsa entra canticchiando ed accende il

Lampadario e le appliques.

ELSA                La,la, la, la….ta, la, la, la…(Entra nella camera mentre Edith, che la seguiva, si accomoda in una poltrona. Di fuori) E così, mamma, non dici nulla? (Entra anche lei)

EDITH             Cosa vuoi che ti dica?

ELSA                (seccata) Non ti credevo capace di arrivare fino all’ingiustizia. Ti so prevenuta contro Giuliano…ma tutti sono stati d’accordo ne dichiarare che è stato meraviglioso!

EDITH             Sì..è stato un concerto meraviglioso..Ne convengo.

ELSA                Di mala voglia…Forse che Giuliano non ha suonato divinamente?

EDITH             Divinamente, è la parola…

ELSA                Non sei convinta?

EDITH             Figliola mia, sono abbastanza competente per giudicare la qualità di una musica e di un interprete…Inoltre, il successo di Giuliano e la tua felicità mi sembrano legati strettamente..e la tua felicità è ciò che più importa.

ELSA                E allora?

EDITH             E allora…Allora sono di fronte a un mistero.

ELSA                Cioè?

EDITH             E’ impossibile che un pianista esacerbato come Giuliano abbia potuto suonare come un Dio. Soprattutto è impossibile che abbia potuto improvvisare quelle tre deliziose suonatine che ci ha offerto come supplemento.

20

ELSA                Come sai che le ha improvvisate?

EDITH             Ma è evidente, mia cara…Del resto, le avevi mai sentite, tu, quelle tre suonatine?

ELSA                No, forse Giuliano voleva farmi una sorpresa…

EDITH             (si alza e va su e giù per la scena) La sorpresa è altrove ed è appunto quello che mi sconvolge; Elsa, piccola mia, non è stato Giuliano, ma Davide che ha suonato stasera.

ELSA                (sussultando) Che dici?...Ma è  impossibile. Che ne avrebbe fatto di Giuliano?

EDITH             Vedi? Anche tu ci hai pensato….

ELSA                Ma no, è impossibile, mamma…Perché non ammettere che Giuliano si trovasse in stato di grazia. Accade, talvolta.

EDITH             (va verso il divano ed accende una lampada) Mia cara, un artista è un artista e uno strimpellatore è uno strimpellatore. Non v’è il minimo dubbio quel Davide è pieno di risorse, è lui che ha suonato, drogato o accoccato Giuliano, e l’ha rinchiuso in armadio. (Parlando siede sul divano, e meccanicamente comincia a giocherellare con qualcosa finchè non si accorge che quel qualcosa è una mano) Oh!

ELSA                (sussultando) Oh!

EDITH             Oh!

ELSA                (si vede Giuliano, seduto in terra, tutto intontito, con gli abiti in disordine e lo sguardo torvo) Oh!

GIULIANO    (incerto) Che succede? (Fa uno sforzo per rialzars, senza riuscirvi. Le due donne lo aiutano a sedersi sul divano dove Giuliano crolla addirittura)

ELSA                (scuotendolo) Giuliano! Giuliano! Ma cosa ti è accaduto?

GIULIANO    (piano) Un momento…un momento…(Riesce finalmente a sedersi. Elsa scruta il suo volto)

ELSA                Hai battuto contro un mobile….o ti hanno bastonato..

GIULIANO    (parla con maggiore facilità) Non credo..Ricordo di essermi seduto su questo divano..ho qualcosa qui..ero seduto…Forse ho urtato cadendo…(Balza in piedi) Perdinci! Il mio concerto! Sbrighiamoci, saremo certamente in ritardo. (Le due donne si guardano angosciate)

EDITH             Il concerto è già stato dato, Giuliano..e a tuo vantaggio…

ELSA                E’ stato Davide a suonare al tuo posto.

GIULIANO    Come? E voi lo avete lasciato fare?!

ELSA                Ma no, Giuliano…non lo sapevamo. Cerca di ricordare: la signora Hebbelton è venuta a prenderci e tu sei rimasto qui per aspettare Woldenstein che ti avrebbe accompagnato.

GIULIANO    E’ vero…E poi cosa è accaduto?

EDITH             Hai bevuto, forse?

GIULIANO    Sai benissimo che non bevo mai.

ELSA                Forse hanno messo qualche polverina nell’acqua minerale.

GIULIANO    Non ricordo di aver bevuto acqua minerale. (Elsa va nello studio e torna con una bottiglia vuota)

ELSA                La bottiglia è vuota.

GIULIANO    Che significa? Forse era già vuota stamani. E del resto, come sarebbe stato possibile che qualcuno mettesse una polverina nella mia acqua? E quando, poi? No, no, forse ho avuto un semplice malessere…

EDITH             Sii logico, Giuliano. Dal momento che Davide aveva deciso di sostituirti come concertista, bisognava bene che si sbarazzasse di te in un modo o nell’altro.

GIULIANO    Hai ragione..Ha suonato lui. E che cosa ha suonato?

ELSA                (con ingenuo entusiasmo9 I tuoi preludi, caro…i tuoi quattordici preludi!

EDITH             E per di più ha improvvisato tre suonatine assolutamente deliziose!

GIULIANO    (furibondo) Ma è pazzesco. C’è sotto un imbroglio!

EDITH             Dai retta a me. Ci hai guadagnato. Il pubblico era entusiasta…Woldenstein, poi, pareva al settimo cielo! E tutti hanno applaudito il grande musicista Giuliano Fanshaw.

GIULIANO    Farabutto! Usurpa la mia gloria!

EDITH             Sei ingrato, Giuliano. Si è fatto applaudire sotto il tuo falso nome, è vero, ma il merito era tutto suo…E siccome nessuno di quegli imbecilli si è reso conto della differenza..

21

GIULIANO    Tranne te, naturalmente!

EDITH             Tranne io, appunto.

ELSA                Perché non hai detto nulla, mamma?

EDITH             Che volevi che dicessi? “Fermatevi! Suonate troppo bene! Non siete Giuliano Fanshaw!” Rifletti cara….

GIULIANO    Ma alla fine avreste dovuto seguirlo, chiamare la polizia…(Campanello fra le quinte)

EDITH             E’ Davide, ne sono certa. (Va ad aprire. A Giuliano) Chiamare la polizia?! Io?! Fare arrestare un artista di quel merito?! Mi conosci male! (Edith torna con l’ispettore Gordon)

GORDON      Buona sera, Signora. Buona sera, signor Fanshaw.

EDITH             (delusa) E’ l’ispettore.

GORDON      Forse non è un’ora troppo indicata per una visita. Vi prego di scusarmi! Ma vi ho visti rientrare e…

EDITH             (senza dare importanza) Ci avete viste rientrare! Che coincidenza.

GORDON      Nessuna coincidenza, cara signora. Sorvegliamo l’appartamento del signor Fanshaw.

GIULIANO    Un uomo importante come voi esplicare una mansione da subalterno!

GORDON      Mi trovo in una situazione piuttosto delicata, signor Fanshaw. Avete sporto denunzia per truffa. Naturalmente l’ufficio competenze ne ha preso atto e se ne occupa. La pratica va a vanti…

EDITH             Naturale…

GORDON      Tuttavia ho avuto l’impressione che la faccenda assai semplice in apparenza, avesse degli addentellati..preoccupanti…l’ho già detto…

GIULIANO    Intuizione?

GORDON      Esattamente. Sembra, ora, che alcuni fatti ed alcune deduzioni lo confermino, ma poiché le mie ipotesi non impegnano che l’avvenire, non posso occuparmi della faccenda che a titolo strettamente personale e privato…senza l’aiuto della polizia. E questo vi spiega perché debbo fare tutto da me.

EDITH             E’ un compito improbo, Ispettore, Ispettore.

GORDON      Mi ci dedicherò con tutte le mie forze…(Pausa) Non vi ho chiesto com’è andato il vostro concerto.

GIULIANO    Male!

EDITH             E’ stato un trionfo!

GORDON      A chi devo credere?

ELSA                Siamo molto perplessi, Ispettore…E’ vero che il concerto è stato un trionfo…ma….

EDITH             …ma il trionfatore è stato Davide.

ELSA                Ha messo Giuliano in una situazione molto imbarazzante!

GORDON      Chiedo scusa, signore…ma devo mettervi in guardia. Mi pare che quel Davide abbia assunto, nel vostro animo, una sorprendente realtà..Ne parlate come di una persona reale.

ELSA                Che volete, Ispettore…

EDITH             Certo che esiste!

GORDON      (a Giuliano) Signor Fanshaw, voi affermate di non esservi recato in casa Woldenstein?

GIULIANO    Non affermo niente…

ELSA                Quando siamo rientrate la mamma ha scoperto Giuliano dietro questo divano dov’era crollato, a quanto pare…

EDITH             Era stato certamente drogato…o bastonato.

GORDON      Drogato o bastonato? Sono due cose ben diverse!

EDITH             Sembrava piuttosto drogato….

ELSA                Eppure ha in testa un segno di un colpo…

GORDON      ( si avvicina e osserva la testa di Giuliano) E voi signor Fanshaw, cosa ne pensate?

GIULIANO    Non mi ricordo di niente! Stavo preparandomi per andare al concerto…ma sentendomi un po’ stanco mi sono seduto qui e..non so altro.

GORDON      Però io vi ho visto uscire di casa, salire sulla macchina del signor Weldenstein e andar via con lui….

22

GIULIANO    Non metto in dubbio le vostte parole…

EDITH             Allora Davide sei tu?

GIULIANO    Tranquillizzati, suocerina: hai dinanzi Giuliano.

EDITH             Oh, Davide non mi fa paura!...Ma sono pazza! Certo che sei Giuliano…ed è Davide che ha suonato. È venuto qui per sbarazzarsi di te e se n’è andato via con Woldenstein. È chiaro come la luce del giorno.

GORDON      Non ho visto nessuno entrare nella casa.

EDITH             Ci vedete bene?

GORDON      A volte supplisce la riflessione…Permettetemi di dirvi che, contrariamente a voi, mi sono fatto la convinzione che quel “doppione”, sosia o gemello, poco importa come lo si chiami, non esiste. quel personaggio è un frutto della fantasia del signor Fanshaw, che ha architettato tutta questa commedia per uno scopo che ignoro, o, meglio, che temo di indovinare. Glielo ho anche detto.

ELSA                Perdonatemi, Ispettore, ma la vostra convinzione mette in dubbio la parola di mio marito. Potrei sapere almeno su che cosa è fondata?

GORDON      Su un’infinità di piccoli fatti. Davide si incontra con tutti tranne che col signor Giuliano.

ELSA                E voi credete, Ispettore, che sarebbe difficile a Giuliano farvi un racconto immaginario di due o tre incontri con Davide….

GORDON      …dei quali nessuno potrebbe controllare la realtà…Non dico che sarebbe difficile tanto più che vostro marito non è in grado di fornire nessuna precisazione sull’impiego del suo tempo…durante le pretese apparizioni  di Davide.

EDITH             Credete forse che io potrei fornire dettagli precisi di come ha impiegato il tempo in questi ultimi giorni? E del resto, chi potrebbe farlo se non qualcuno che avesse ragioni particolari pre crearsi un alibi? E non è tutto! Cosa ne fate, del talento? Si possono organizzare due o tre incontri e rappresentare un personaggio diverso…ma il talento è un’altra cosa: si ha o non si ha..e tra Davide e Giuliano…scusami caro…v’è una tale differenza che è impossibile sbagliarsi…

GORDON      Può capitare a tutti di apparire un genio, a volte..

EDITH             Ma la tecnica? Credete forse che la padronanza di uno strumento si acquisti in una serata? Occorre un lungo lavoro, caro Ispettore, un lunghissimo lavoro! Lo sapete, voi, cos’è il lavoro.

ELSA                (ingenuamente per prendere le difese di Giuliano) Ma Giuliano lavora molto, mamma…lui…(Si interrompe di colpo rendendosi conto che accredita la tesi di Gordon) Giuliano! Di’ qualcosa! Difenditi!

GIULIANO    (che si è tenuto in disparte , un po’ ironico) Oh, l’Ispettore è troppo sicuro di sé. Deve essere difficile fargli mutar parere! Non è vero, Ispettore? Il vostro mestiere vi ha insegnato a smontare, fino alla più piccola rotellina, il congegno delle anime! Vi ha insegnato ogni sottigliezza..Ma non dimenticate una cosa: voi conoscete le anime dei criminali. E’ pericoloso chiamare un poliziotto quando nessun delitto è stato commesso. Perché lui lo inventa, lo suscita..per lui ogni uomo onesto è potenzialmente un assassino.

GORDON      Sì…sembra ridicolo e presuntuoso condurre un’inchiesta a rovescio…Ma non credete che prevenire un delitto sarebbe assai più vantaggioso per la società…

EDITH             …e per la vittima?

GORDON      E per il criminale? Spesso si rimprovera alla polizia di intervenire quando il delitto è già stato commesso!

GIULIANO    Prevenire…sì! È una buona idea…Dosgraziatamente le buone idee hanno spesso un rovescio. Ogni uomo è, infatti, potenzialmente un assassino, ma la sua educazione, la sua istruzione gli consentono di mantenersi in equilibrio, un equilibrio che i vostri pronostici possono benissimo distruggere…Non temete di provocare un delitto a forza di evocarlo?..IL poeta Francois Villon ha detto: “Si invoca tanto il Natale che, alla fine, arriva”.

GORDON      Mi rincresce di intendermi pochissimo di poesia. 8Guarda il proprio taccuini) Temo che su queste pagine non sia mai apparso un bel verso…Fra le domande che mi sono rivolto…questa, per esempio: “ Il signor Fanshaw ha informato queste signore che il giorno della prima apparizione di “Davide” il suo appuntamento con Woldenstein è stato anticipato di un’ora?”

23

ELSA                (preoccupata) Non mi ricordo, Giuliano.

EDITH             Sono dettagli trascurabili.

GIULIANO    (calmissimo) Io, invece, posso dire con assoluta certezza di non aver informato nessuno di quel cambiamento di orario…(Sorpresa e preoccupazione delle due donne).

GORDON      (rimette in tasca il taccuino e si alza) Vi ringrazio. Tutto è a posto…Non mi rimane che congedarmi. (A Edith) Se posso offrirvi un passaggio, la mia macchina è a vostra disposizione.

EDITH             Accetto con piacere, nonostante la vostra spiacevole mania di contraddirmi. (Bacia Elsa) Buona sera, figliola. Buona sera, Giuliano. Non so perché non torni alla pittura. 8Getta un’occhiata alla tela, sembra ricredersi ed esce seguita dall’Ispettore. Giuliano rimane immobile, forse urtato dall’ultima freccia scoccatagli da Edith o forse preoccupato dalle domande insidiose di Gordon. Elsa si avvicina alla poltrona sulla quale lui siede e lo abbraccia)

ELSA                (con un fondo di sincerità e insieme molta buona volontà) Giuliano…(Giuliano le carezza dolcemente le braccia. Una pausa) Dimmi, Giuliano, perché hai confessato all’Ispettore di non averci mai informato di quel cambiamento di orario? Dal momento che io e la mamma non ce ne ricordavamo?...

GIULIANO    (la guarda un po’ sorpreso. Lei è confusa da quello sguardo) Ho forse detto di averlo “nascosto”? No. Semplicemente che non mi era venuto in mente di dirvelo. E poi che interesse avrei avuto a nascondervelo? Avrei avuto interesse a “nasconderlo” solo se ne avessi avuto motivo…Sospetti di me, Elsa?

ELSA                (si rende conto e protesta vivacemente) Oh no! Nemmeno per sogno! Lo sai benissimo! Pensavo soltanto che così accreditavi i sospetti di Gordon.

GIULIANO    (sorridendo teneramente) Rassicurati, angelo mio! Gordon fa parte di quella categoria di anglosassoni irriducibili che credono soltanto a ciò che hanno voglia di credere. (Pausa) In verità mi fa paura…Dio mio…com’è faticoso, tutto questo! (Si stringe la testa fra le mani con un gesto quasi doloroso. Elsa lo osserva preoccupata poi si decide)

ELSA                Giuliano…

GIULIANO    Dimmi..

ELSA                E’ vero che, materialmente parlando, non è impossibile che tu abbia recitato la parte di Davide. (Impedisce a Giuliano di interromperla con un gesto) Ma, al contrario dell’Ispettore, io credo che tu lo abbia fatto.

GIULIANO    Grazie per la fiducia!

ELSA                Non ti arrabbiare. Volevo dire che è impossibile che tu lo abbia fatto senza sapere!

GIULIANO    Grazioso!

ELSA                Ascoltami. Se è sì, sei il primo tu ad ignorarlo: non appena ridiventi Giuliano, dimentichi quanto hai fatto come Davide.

GIULIANO    Ho capito…il dottor Jekyil e Mr Hyde!

ELSA                Però è l’unica soluzione che non sia ancora stata considerata..

GIULIANO    Perché è grottesca, inverosimile…

ELSA                Non più di quella storia del fratello gemello resuscitato!  Non ci crederò mai!

GIULIANO    Lo dici oggi!

ELSA                No, Giuliano. Confesso che, a volte sono rimasta turbata, sconcertata, ma più vi penso e meno vi credo. Del resto è evidente che se Davide esiste, l’ho appena intravisto…

GIULIANO    Appena…

ELSA                Mentre se tu accetti la mia ipotesi, vedrai che è logica, tanto più che mi son sempre rifiutata di dubitare della tua buona fede..

GIULIANO    (tenero) So che sei la mia alleata.

ELSA                Ma certo, la tua responsabilità non è in causa. In tutti i casi del genere, il malato agisce in stato di incoscienza del quale non si rende assolutamente conto…

GIULIANO    Ma di che genere..

ELSA                Scusami, ma bisogna chiamare le cose col loro nome.

GIULIANO    Ammettiamo…

ELSA                Se sei d’accordo bisogna agire al più presto e prima che accadano eventi più gravi.

24

GIULIANO    Più gravi?

ELSA                Sì, quel poliziotto mi fa venire la pelle d’oca.

GIULIANO    Che vuoi che faccia, amor mio, per rassicurarti?

ELSA                V’è una sola cosa da fare. Consultare d’urgenza uno specialista. Tu stesso mi hai parlato con entusiasmo dei lavori del dottor Basque. Andiamoci insieme.

GIULIANO    Il dottor Basque? Ma è uno psichiatra!

ELSA                Sì…se permetti lo chiamo subito. (Fa un gesto verso il telefono)

GIULIANO    (preso alla sprovvista) Come, subito?

ELSA                Subito. Bisogna approfittare dei momenti in cui sei Giuliano…

GIULIANO    (esplodendo) Questa è bella! Lo zio Ernesto mi ritiene un truffatore, tua madre una nullità, l’Ispettore un criminale e tu, col tuo grande cuore, preferisci prendermi per un matto. Non so quale sia più lusinghiero.

ELSA                Se bisogna curarti…

GIULIANO    Curarmi? E di che, Dio santo? Sono in piena forma. Non sai che quei farabutti di psichiatri sono capaci di rinchiudere in un manicomio per un sì o per un no?

ELSA                Ma si tratta solo di una supposizione, forse del tutto falsa. Il dottor Basque ti esaminerà, punto e basta. (Reazione di Giuliano) Se mi sbaglio, se ne accorgerà: che cosa rischi?

GIULIANO    (nervosissimo) Che cosa rischio? Ma con quelli lì più si è normali e più si sembra sospetti. Sotto l’occhio scrutatore e sospettoso di uno psichiatra, chiunque si sente male, anche un altro psichiatra. Proprio per questo fra di loro non si consultano mai. Lo sanno tutti!…Pensa un po’ a quell’occhio…a quelle lampade. Ah, no! non ho nessuna voglia di fare da cavia.

ELSA                Lo so che non è facile accettare l’idea di non essere sani di mente…

GIULIANO    ….e anche che la propria moglie abbia qualche dubbio in proposito.

ELSA                Ma devi convenire che è difficile ammettere la miracolosa ressurezione di Davide morto e sepolto da trent’anni…e poi, anche ammettendola, perché un modo di fare così strano, così misterioso? Ricompare in modo che si possa dubitare della sua esistenza…decide, agisce e, in fondo, realizza i tuoi più segreti desideri. Carpisce denaro allo zio Ernesto, ottiene un successone come concertista….

GIULIANO    Tutto questo non vuol dire nulla!

ELSA                Vorrei che comprendessi che ho bisogno di andare in fondo a questa faccenda. E desidero farlo d’accordo con te.

GIULIANO    D’accordo con me è accettabile.

ELSA                Ma se non vuoi?

GIULIANO    No. Riconosco che la tua preoccupazione è giustificata. Come vedi sono obiettivo.

ELSA                Tutto potrebbe spiegarsi ammettendo che hai delle lacune nella memoria.

GIULIANO    Infatti…Per esempio, non ricordo assolutamente quel che ho fatto durante il concerto. Avevo l’impressione di aver dormito! Ma è strano che mi sia addormentato nello stato di paura nel quale ero. D’altra parte, è poco probabile che mi sia drogato o accoppato da me stesso.

ELSA                (ridendo) Del tutto inverosimile!

GIULIANO    E quel che è successo da Woldenstein non è inverosimile, forse?

ELSA                Perché? Se ti trovavi in condizioni speciali, come liberato..E’ molto plausibile..E come sarebbe meraviglioso!...

GIULIANO    Vero, eh? Sarebbe meraviglioso! 

ELSA                Vedi? Quasi desideri che il dottor Basque sia della mia opinione.

GIULIANO    (senza convinzione) Forse….

ELSA                Allora telefono al dottore? Sei d’accordo?

GIULIANO    (preoccupato) Come? Subito subito?

ELSA                Perché no? Perché non subito?

GIULIANO    E va bene! (Lei si avvia verso il telefono) Un momento! Non ci siamo.

ELSA                Perché?

GIULIANO    La tua spiegazione non sta in piedi.

ELSA                (gridando quasi) Ma perché, insomma?

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GIULIANO    Non gridare, per favore.

ELSA                Scusami. Anch’io sono nervosa.

GIULIANO    E io no? Ascoltami Elsa, anch’io darei qualsiasi cosa per una logica spiegazione di tutta questa buffonata. Purtroppo mi son ricordato adesso, di una cosa che ci riporta al punto di partenza.

ELSA                Che cosa?

GIULIANO    Un incontro fatto stamani…Nel metrò, un uomo mi si è rivolto sostenendo di aver passato con me tutto il pomeriggio di ieri  a Brighton, alle corse…

ELSA                Il pomeriggio di ieri?

GIULIANO    Naturalmente ho pensato subito che si trattasse di Davide, come le altre volte….

ELSA                Certo…

GIULIANO    Ma questa volta ho un alibi. Non ti ho mai lasciata, ieri.

ELSA                Come si chiama quell’uomo?

GIULIANO    Chi lo sa. Lì per lì non vi ho dato importanza, ma ora mi accorgo che è il mio solo testimone utile per convincere l’Ispettore e convincere anche te.

ELSA                Oh, per me basta che lo dica tu, Giuliano! Del resto non ero troppo convinta della mia idea. Un’ipotesi fra le tante.

GIULIANO    Elsa! Bisogna assolutamente che ritrovi quell’uomo. Per l’Ispettore, per te, per me stesso….E’ indispensabile che quell’uomo ripeta dinanzi a testimoni, che mi ha visto a Brighton ieri. Tu non mi hai mai lasciato e Gordon mi ha sorvegliato durante l’intera giornata. Abbiamo una prova. Parto per Brighton!

ELSA                Per Brigthon? E dove vai a cercarlo, a Brigthon!

GIULIANO    (continuando a parlare esce nel vestibolo e torna con una valigetta, poi entra in camera) E’ un habituè, ci va certamente tutti i giorni. Lo cercherò al campo delle corse, nei caffè, dovunque. Se sarà necessario passerò la notte laggiù. Non tornerò senza averlo trovato. (Rientra, mette qualcosa nella valigetta, la chiude)

ELSA                Come? Parti subito subito?

GIULIANO    Perché no? Ci tieni quanto me ad avere una prova, no?

ELSA                Mi telefonerai, mi terrai informata.

GIULIANO    Ma certo! Addio, tesoro. Abbi fiducia: vedrai che tutto si accomoderà, grazie a lui.

ELSA                Arrivederci, Giuliano. (Giuliano esce. Rimasta sola Elsa appare un momento pensierosa poi, prende un disco e lo mette sul giradischi e passeggia su e giù mentre comincia a sbottonarsi l’abito. Campanello fra le quinte. Elsa si rassetta, ferma il disco e va ad aprire, appare Ernesto)

ERNESTO       C’è Giuliano?

ELSA                Volevi parlargli?

ERNESTO       Può darsi.

ELSA                E’ partito per Brighton, zio.

ERNESTO       Ah? E’ sotto sorveglianza della polizia?

ELSA                Non so…

ERNESTO       Come, non lo sai? Non si può lasciare in giro un assassino senza sorvegliarlo. Del resto vorrei sapere perché non lo arrestano….

ELSA                (sorpresa ridendo) Ma zio, Giuliano non è un assassino!

ERNESTO       L’ Ispettore Gordon non la pensa così: mi ha messo seriamente in guardia.

ELSA                Come?

ERNESTO       E’ convinto che Giuliano ha montata tutta questa storia al solo scopo di uccidermi. Capisci? Uccidermi! Uccidere me!

ELSA                (seccata) E va bene! Ma non sei ancora morto!

ERNESTO       Ma non vivo più!

ELSA                L’Ispettore Gordon è un idiota. Giuliano è incapace di uccidere. Del resto, adesso ha una prova dell’esistenza di Davide. E’ una prova che è andato a cercare a Brighton.

ERNESTO       Per me non v’è alcuna differenza essere ucciso da Giuliano o da Davide.

ELSA                Ma andiamo! Se Davide esiste non ha nessun interesse ad ucciderti!

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ERNESTO       E l’eredità?

ELSA                Per approfittare dell’eredità, sarebbe costretto a presentarsi, smascherarsi, lasciarsi prendere.

ERNESTO       Lo vedi?

ELSA                E’ logico, no?

ERNESTO       Eppure non sono tranquillo.

ELSA                Zio, perché non consegni a Giuliano la parte che gli spetta? Nessuno avrebbe interesse ad ucciderti e saresti tranquillo! E siccome Woldenstein in questo momento gli porge una mano, sarebbe naturale che anche tu lo aiutassi.

ERNESTO       Non tentare di rabbonirmi, Elsa. Ho sempre avuto per te molta simpatia, ma non quando difendi la causa di quella canaglia. (Reazione di Elsa) diciamo di quel fanullone…Secondo me, gli rendete un pessimo servigio, incoraggiandolo.

ELSA                Preferiresti che lo spingessi alla disperazione?

ERNESTO       Per conto mio ho sempre messo un freno ai suoi tentativi artistici. Sì, non ti nascondo di essere intervenuto, a suo tempo, presso Spears e Brantt, come mi propongo di fare con Woldenstein.

ELSA                Non lo farai, zio.

ERNESTO       Perché’ i suoi vagabondaggi artistici lo hanno rovinato. Sarebbe tempo che tornasse un essere normale.

ELSA                (con forza) Se la faccenda Woldenstein va a monte, Giuliano è maturo per un esaurimento nervoso. Siine certo!

ERNESTO       (calmo) ne sono più che certo.

ELSA                Perché?

ERNESTO       Anche tu hai notato che Giuliano è più che strano, in questi ultimi tempi. Instabile, nervoso, irritabile e…secondo l’Ispettore Gordon, in preda ad una pericolosa idea fissa…Ma le idee fisse si curano…

ELSA                Dove vuoi arrivare?

ERNESTO       Ti piacerebbe che Giuliano diventasse un assassino? Ti piacerebbe che io fossi la sua prima vittima? No, vero? E allora bisogna agire…

ELSA                Agire?

ERNESTO       ….E, se sarà necessario, metterlo in una casa di salute.

ELSA                (col fiato mozzo) Cosa? Vorresti farlo ricoverare?

ERNESTO       Perché no? In attesa che le sue idee omicide gli svaniscano dalla mente…

ELSA                In un manicomio?

ERNESTO       Non bisogna avere paura delle parole, Elsa. È il suo posto, nello stato in cui si trova. Bisogna farlo internare.

ELSA                (ancora incredula) Pensi seriamente a ciò che dici?

ERNESTO       8convinto) Sono un uomo serio, io. Il professor Basque è un amico. Sarà facilissimo. E naturalmente provvederò io a tutto.

ELSA                (scoppia) Sei davvero molto generoso! (Esce sbattendo la porta!

ERNESTO       (stupito) Com’è difficile fare del bene. (Alza le spalle poi cava fuori il taccuino, lo consulta e va al telfono) Pronto Thwaites! Dormivate?...No? che facevate, allora? Ah, leggevate…i vostri trattati di tauromachia?...Come?! L’Odissea?!...Be’, lasciamo andare! Domattina andate dall’armaiolo e comperate una pistola. Sì, sì, una, sì sto bene, anzi due: una per voi e una per me..Non sapete usarla? Imparate! Giacchè dobbiamo difenderci,  ci difenderemo..Contro chi?...Contro il mio assassino, si capisce! Ah! non dimenticate di farvi fare la fattura, per le tasse. (Riattacca. Fa qualche passo verso la camera di Elsa) Elsa! (Nessuna risposta) Quando avrai riflettuto, mi richiamerai. (Prendendo  il mondo a testimone) Dio! Com’è difficile fare del bene! (Esce. Elsa torna, rimette in moto il disco e si allunga sul divano. Il disco termina. Entra Giuliano, posa la sua valigetta e appende l’impermeabile all’attaccapanni. Elsa lo sente e sussulta).

ELSA                Che c’è non sei andato a Brighton?

GIULIANO    No. Sono andato soltanto fino alla stazione e lì ci ho ripensato.

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ELSA                Eppure sembravi ben deciso. Veramente se ritrovassi quell’uomo sarebbe un’ottima cosa. Giuliano….

GIULIANO    Non ne parliamo più, per favore. Per l’appunto ho pensato che ci lasciamo trascinare troppo da fatti di nessuna importanza. Laggiù alla stazione, aspettando il treno, ho avuto quasi una improvvisa rivelazione.

ELSA                Una rivelazione?

GIULIANO    Ho avuto la precisa sensazione di comportarmi come un idiota e che quindi dovevo tornare indietro subito, prima che fosse troppo tardi, per dirti che ti amo e chiederti se, anche tu, non hai dimenticato di amarmi? 

ELSA                E’ già parecchio tempo che non coniughiamo più il verbo amare, Giuliano.

GIULIANO    Lo so. Non osavo più farlo…Ho combinato un tremendo pasticcio con la nostra vita non è vero?

ELSA                No, l’ho combinato io.

GIULIANO    Cosa ci è accaduto?

ELSA                Non so…Una volta…

GIULIANO    E’ appunto questo, che mi è venuto in mente alla stazione. Quando ho commesso l’errore, quando l’ho commesso io? Quando lo abbiamo commesso? Non lo so. Tu non sei cambiata. Io, invece,,,,

ELSA                Siamo cambiati. Eravamo tutti e due…come dire? Più limpidi. Tu eri un uomo felice, Giuliano. Ed io ero spensierata. Come ci divertivamo una volta!

GIULIANO    Tu ne parli come se fosse tutto finito! Vedrai: saremo di nuovo allegri; nulla è perduto. Sono tornato in tempo. (Le prende la mano) Il tuo ditino è guarito. 8Glielo bacia)

ELSA                8ridendo) E’ guarito da diversi giorni e tu non te ne sei accorto.

GIULIANO    (brioso) Ora ricomincerò a osservare le cose. Da quanto tempo non mi accorgo più del tuo profumo?

ELSA                Da molto tempo….

GIULIANO    E’ come se fossi stato ammalato. E’ come se mi avessero tolto una nebbia dagli occhi…Come se mi fossi liberato da un peso. È difficile spiegare…So soltanto cosa provo…so soltanto che ho una gran voglia di stringerti fra le braccia. (L’attira teneramente a sé) Sono come un uomo che sta per perdere tutto quello che ha importanza per lui. Non voglio perderti. Elsa! Cambierò, vedrai…Sono già cambiato…Che idiota sono stato, tesoro! Quasi non so più dirti che ti voglio bene.

ELSA                (turbata con le lacrime agli occhi) Giuliano!

GIULIANO    (la lascia e la guarda) Sei bella, amore mio…ti vedo…ti vedo di nuovo…(Le carezza la guancia come se fosse la prima volta; qualcosa di magico accade in loro)

ELSA                (briosa) Ci eravamo come assopiti.

GIULIANO    Mi sono svegliato, Elsa e ti bacerò come il Principe azzurro bacia la bella addormentata nel bosco…e anche tu ti sveglierai. (Le prende le mani e gliele bacia una dopo l’altra. Poi va al giradischi: vi è già posato un disco) Lo hai suonato poco fa, mentre eri sola? Ti piace ancora, la mia canzone?

ELSA                L’avevi scritta per me, no?

GIULIANO    Esclusivamente. Ho fatto male? (Mette in moto il disco, le si avvicina, la fa alzare, la bacia e comincia a ballare)

ELSA                Giuliano…

GIULIANO    (si ferma) Dimmi…

ELSA                Non so…ho fame! (Giuliano ride e la bacia di nuovo) Vorrei qualche biscotto alla cannella e del cioccolato ben caldo! 8Lui la bacia e continua a ballare) Potrei anche fare a meno dei biscotti…(Lui la bacia)…e del cioccolato..(Lui la bacia con passione. Lei si allontana un po’ da lui) Oh, Giuliano..quanto poco occorre…certe volte…(Ballano davvero al ritmo della musica) Giuliano…Non hai mai ballato così bene..(Lui la bacia ancora) E non hai mai baciato così bene..8Ballando lui spegne le lampade una dopo l’altra).

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GIULIANO    Non abbiamo bisogno di luce. Non abbiamo bisogno  di musica..(Ferma il disco) Abbiamo bisogno l’una dell’altro…Non è vero? (Entrano ballando in camera e Giuliano richiude la porta con un calcio. Sulla scena si fa buio assoluto. Giuliano rientra venendo dalla camera. Va ad aprire la tenda. Un’occhiata intorno poi torna alla porta della camera per assicurarsi che Elsa dorma) Avete visto, ci sono cascati tutti, come un sol uomo! Anche le donne..Soprattutto le donne…Non voi, beninteso! Per credere  a questa storia dei gemelli ci voleva proprio molta buona volontà. Su questo  contavo…Sullo spirito bizzarro di mia suocera, sulla sua feconda immaginazione…Sono sempre stato sul punto di innamorarmi di quella donna…un punto che le è bastato per scavare un abisso tra noi. Comunque sia, essa ha abboccato e gli altri l’hanno seguita docilmente…In verità, non avrei l’intenzione di confidarmi con voi…Meglio assai condurre la faccenda da solo, fino in fondo…con la faccia tosta! Ma la facccia tosta non è nel mio carattere…Sono un uomo con delle idee io…Per esempio, darmi una martellata in testa per farmi un autentico bernoccolo…era doloroso, ma era un’idea. Rivolgermi alla polizia, era anche una buona idea…conferisce subito un’impronta di serietà, dà credito…Ma perché diavolo mi hanno mandato un Ispettore Capo? E stranamente intelligente per di più? Non mancano certo di agenti…Non è prudente contare troppe frottole a quel Gordon…Complica subito tutto..parla di delitti…Notate bene che io poi, non sono del tutto contrario al delitto…Ogni tanto qualcuno, ci vuole…tanto per mettere le cose a posto…Certa gente sta meglio all’altro mondo…Un farabutto come zio Ernesto, per esempio…Gliel’ho saputa fare, però, eh? Il braccialetto e i due assegni, centocinquanta sterline..E come firmava..lo avete visto anche voi…Ma Gordon mi preoccupa..è proprio duro…Ecco perché sono ricorso a voi. Ho bisogno del vostro sostegno morale, del vostro affetto….Mi direte: perché vi siete cacciato in un tale ginepraio?....Perchè tante buffonate?...Non mi giudicate un burlone, vi prego….c’è un certo lato umano…Lotto ed è perciò che il vostro aiuto non lo chiedo, lo esigo! Potrebbe darsi benissimo che lavorassi per voi…Oh, lo so…siete per lo più gente che sa quel che vuole e sa ottenerlo. Avete volontà, coraggio…imponete il vostro carattere; vi fate rispettare…ma faccio conto di trovare ugualmente fra voi qualche campione della mia specie, che mi comprenderà come un fratello…Se così posso dire…E’ a lui che mi rivolgo spespialmente…alle vittime dellla “piega”. Quale piega? Una brutta piega, naturalmente. Falsa come su un paio di pantaloni…una brutta piega fatta dalla vita, dalla nostra educazione fin dall’infanzia, dalle vicissitudini dell’esistenza, dalle persone che ci hanno trattati male, dominati, a volte scacciati, e soprattutto dal modo in cui gli altri ci hanno sempre “visti”. Ne volete uno stupido esempio? Siete docile, comprensivo, accomodante…Vi hanno classificato fra coloro che sono sempre d’accordo…Andiamo a ballare? Andiamo a ballare! Andiamo a dormire? Andiamo a dormire! Andiamo a giocare a boccie? Si va subito a prendere i birilli…Andiamo a fare un bagno? Si va a fare un bagno tutti i giorni…Ma un bel giorno il sole brilla, il mare è calmo, e voi non avete voglia di fare il bagno…Guai a voi se osate dirlo! Sarete subito circondato da venti persone che vi spingono vi fanno domande, vogliono trascinarvi a qualunque costo…e vi sarà forse qualcuno, più suscettibile degli altri che vedrà nel vostro rifiuto il proposito deliberato di offenderlo. Allora non protestate più, vi gettate in mare e, qualche volta, annegate…per non contrariare nessuno…La piega! Per la piega dei pantaloni, basta un colpo di ferro da stiro…ma per quella piega lì?...Naturalmente si può andar via…ritrovarsi tra persone che non conoscono la vostra piega, possono farvi credito, vedervi con occhio diverso. Solo che, per partire bisogna abbandonare tutto. Ed io amo Elsa! Sicchè devo restare e lottare. Capirete: sento in me delle forze, dei doni che non chiedono di meglio che sbocciare, ma occorre che mi credano, altrimenti non sono capace di far niente. Avete visto come mi trattano? In qual modo mi considerano? Per essere precisi: dall’alto in basso. Lei no…lei mi guarda con occhio dolce e indulgente, sempre più indulgente…E’ inspiegabile…E bisognava trovare qualcosa per venirne fuori..a qualsiasi costo! Avete notato che perfino i più timidi sono capaci di fare per gli altri quello che non farebbero mai per se stessi? E’ questa, la mia idea! Quel che io non posso fare, lo farà il mio fratellino morto quando aveva quattro ore! Avete afferrato? E’ tanto più facile agire per conto di un altro! Non sono io:

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è lui! Tutto è permesso: le idee più pazze, i desideri più stravaganti; i gesti più audaci…(Indicando la porta) Ecco per esempio..la nostra notte d’amore è stata deliziosa….in fondo poi, tutto dipende dallo stato d’animo…mi basta dirmi che sono Davide e tutto cambia. Divento un altro uomo…del resto su questo punto ho la mia teoria: la teoria dello “scatto”…Già…le donne attendono molto dall’amore, più di noi, senza dubbio…e, naturalmente rimangono più o meno deluse alla loro prima esperienza, e anche un po’ disincantate…Il marito, lui, non se ne rende conto, nonostante il suo tatto…persevera con amore e ostinazione…Poi arriva il giorno in cui la donna non chiede che di sbocciare, di schiudersi…Non le manca che lo “scatto”…Appunto: due soldi di romanticismo, qualcosa di nuovo: un amante…l’amante si presenta e raccoglie i benefici dell’oscuro lavoro di un marito meritevole. Ecco! Un’ingiustizia di più al mondo! Perché, siatene certi. Sarebbe perfettamente la stessa cosa se l’amante fosse il marito ed il marito l’amante…Del resto è ciò che succede: colui che è marito in casa propria, diventa amante in case d’altri, per fortuna! (Esce. Va in cucina, torna con un biscotto e si siede) Insomma, fino ad ora si può dire che l’esperimento è conclusivo…S’intende che non è ancora finito…ho un po’ l’impressione di aver precorso gli eventi…tanto peggio! Andrò fino in fondo! Però non lo dimenticate ho bisogno di tutta la vostra simpatia…scusate, mangio qualcosa. (Sgranocchia il biscotto) Scusate se parlo con la bocca piena, ma le emozioni danno il languore  di stomaco; d’altra parte, se non parlassi, come faremmo? (Viene interrotto dal cigolio della porta che si apre. Fa un gesto d’intesa al pubblico e assume un contegno ad uso di Elsa che entra)

ELSA            (venendo dalla camera) Oh! Volevo portarti la prima colazione a letto.

GIULIANO (che è già vestito) Devo andarmi a ricoricare?

ELSA            Sì! (Ridono) Vuoi una tazza di tè?

GIULIANO (accennando a muoversi) Vado a prendere il sugo d’arancia.

ELSA            Sta fermo! Vado a prendertelo io! 8Balza verso la cucina, allagre e piena di buona volontà)

GIULIANO (rimane pensieroso. Al pubblico ) Di solito glielo portavo io, il sugo d’arancia..però, per essere sincero, non mi piace troppo questo nuovo modo di fare..

ELSA            (torna col sugo d’arancia. E’ molto carezzevole) V’è un articolo sul Times a proposito di due gemelli, nel Canada, i quali si somigliano talmente che neamche la loro madre riesce a distinguerli.

GIULIANO (insidioso) Mi pare che ti preoccupi un po’ questa faccenda dei gemelli?

ELSA            (un po’ turbata) Ma no..è la coincidenza che mi ha divertita

GIULIANO Non ne parliamo più. Che ore sono?

ELSA            L’una.

GIULIANO L’una?! Abbiamo dormito tutta la mattinata?

ELSA            (maliziosa) Bisogna pur dormire un’oretta…

GIULIANO (sorride) E tu non mangi nulla?

ELSA            Dopo. Adesso vorrei mettere un po’ d’ordine..(Raccatta le scarpe dimenticate la sera prima e va a prendere la valigetta posata da Giuliano in qualche posto) Giuliano! Non è la tua valigetta!

GIULIANO Come, non è la mia valigetta?

ELSA            (aprendola) E questa non è la tua roba!

GIULIANO Che seccatura! Certo mi sono sbagliato, e alla stazione ho preso quella di un altro..ma sì, dinanzi allo sportello dei biglietti…Avevo posata la mia per prendere il danaro e poi ripresa questa senza farci caso..

ELSA            Giuliano!

GIULIANO Dimmi…

ELSA            Cantami il motivo della tua ultima canzone.

GIULIANO 8nervoso e agitato) Non è questo il momento! Come faccio, ora, con questa disgraziata valigetta?

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ELSA            (guarda fisso Giuliano, poi richiude la vestaglia un po’ aperta e ripete) Cantami il motivo della tua ultima canzone. 

GIULIANO Cosa significa questo stupido gioco.

ELSA            Canta, Giuliano!

GIULIANO Non ti capisco davvero, Elsa! Come puoi parlarmi con quel tono e propormi degli indovinelli dopo la notte che abbiamo passata insieme?

ELSA            Appunto! Perché ti rifiuti di cantare quella canzone!

GIULIANO Per una delle due ragioni che ora ti dirò. O non sono tuo marito, e allora non conosco la canzone; o sono tuo marito e non mi spiego perché dovrei cnatarla. Rifletti bene, Elsa.

ELSA            Hai ragione Giuliano. (Sorride rassicurata. Giuliano le dà un bacio sulla punta del naso e si avvia verso la porta)

GIULIANO Esco un momento. Sono rimasto senza sigarette. (Esce. Elsa lo segue con lo sguardo)

ELSA            (all’improvviso, rendendosi conto, getta un grido) Mamma! 8Corre al telefono con le scarpe in mano) Pronto, mamma!...Mi è accaduta una cosa terribile…incredibile…Certo che vi sono novità! E quali novità?...Sì, Davide…No, non posso dirlo per telefono…Vieni, viueni subito, ti spiegherò. (Riattacca. Giuliano compare sulla soglia) Giuliano…(E’ sul punto di svenire, comicamente)

GIULIANO (molto allegro) Buongiorno cara! Non sono andato a Brighton per niente. Ho scoperto qualcosa di ben più prezioso…un indirizzo..l’indirizzo di quel tizio…ma cos’hai? (Mentre parla posa il proprio impermeabile sul mobile)

ELSA            Nulla.

GIULIANO Dì un po’..hai ricevuto visite?

ELSA            No.  Perché?

GIULIANO Mi sono incontrato per le scale con un individuo strano…che cercava visibilmente di nascondersi il viso..come se avesse commesso una birbonata..(Brioso) Insomma; dal momento che non usciva di qui…

ELSA            (turbata) Torni da Brighton? (Cerca di nascondere la valigetta di Davide)

GIULIANO Già! Non ti avevo detto che ci sarei andato?

ELSA            (Con voce debole) E che cosa hai scoperto laggiù?

GIULIANO Be’, ho incontrato un brav’uomo che mi ha rivolto la parola come se mi conoscesse. Non ricordava in che giorno mi aveva visto; però ricorda benissimo che ero con un suo amico..Me lo ha descritto. E’ il nostro famoso individuo, e mi ha dato il suo indirizzo…Capisci? Anche se non ritroviamo Davide, abbiamo una prova tangibile della sua esistenza. Maledetto Davide! Un giorno o l’altro finirà bene per cascarci nelle braccia! Ma che hai? Mi prendi ancora per matto? Mia cara Elsa, vorrei che la smettessi di fissarmi a quel modo! Forse non ti senti bene?

ELSA            (sentendosi debole va a sedersi) No, non mi sento troppo bene.

GIULIANO Vuoi un bicchier d’acqua? O devo telefonare al dottor Basque?

ELSA            Un bicchier d’acqua se non ti dispiace. (Giuliano si precipita verso la cucina e improvvisamente urta contro la valigetta lasciata da Davide)

GIULIANO Mi pare che abbiamo molti bagagli in casa…(inquisitore) Elsa, di dove viene questa valigetta? Mi senti? Di dove viene questa valigetta! 8Elsa lo guarda annientata dall’angoscia e dalla confusione. Giuliano si precipita in camera e ne torna con una veste da camera e una giacca di pigiama. Esasperato) Belle cose si vedono! Chi ha usato la mia veste da camera e il mio pigiama’ lui, eh? E’ venuto durante la mia assenza. Ha passato la notte qui. Era lui l’uomo delle scale. Santo Dio! Mi hai ingannato con Davide!

ELSA            (debole) No, Giuliano, te lo giuro..non ti ho ingannato..Mi sono ingannata.

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GIULIANO (capisce) Che porco! Mi ha fatto questo, a me! A suo fratello! (Riflettendo) Ma dimmi un po’…hai passato una notte con lui, un’intera notte…e non ti sei accorta di niente? Non è possibile! Che vuoi farmi credere? No. Eri sua complice. Ti sei prestata con piacere. Ti eccitava ingannare tuo marito con un così meraviglioso alibi! 8Elsa sviene, si raddrizza e improvvisamente ricasca svenuta) E’ inutile che ti nascondi! (Si precipita verso di lei. La prende in braccio e la porta in camera. Poco dopo ne viene fuori, corre verso la cucina e torna con un bicchiere d’acqua. Verso il pubblico) Sì, lo so, è una crudeltà, ma è per il suo bene…(Rientra in camera. Si sentono le due voci) Come ti senti?

VOCE ELSA               (piangente) Mio Dio! Mio Dio!

VOCE GIU  Calmati, su…non è nulla…sistemeremo tutto, tesoro mio!

VOCE ELSA               Mai! Mai! E’ orribile!

VOCE GIU  Sta tranquilla. Vado a prenderti qualcosa. (Campanello fra le quinte)

GIULIANO (si precipita nel vestibolo. Poco dopo torna con Edith) Elsa è svenuta. Per colpa mia. Sono stato un po’ violento. Non è mai piacevole sapere che si è stati ingannati!

EDITH          Spiegati chiaramente. Elsa è svenuta perché l’hai ingannata o l’hai ingannata perché lei era svenuta’

GIULIANO Ma no, è stata lei.

EDITH          A far che?

GIULIANO E’ svenuta quando ha scoperto che mi aveva ingannato, per di più con quel bandito di Davide.

EDITH          Doveva finire così. e’ chiaro.

GIULIANO E’ tutto quello che hai da dire’ parto per Brighton per cercare una prova dell’esistenza di Davide e frattanto lui mi fa fesso nella mia stessa casa e con mia moglie!

EDITH          Be, di che ti lamenti?

GIULIANO Come?

EDITH          Ce l’hai.

GIULIANO Che cos’ho?

EDITH          Le prove. Le prove della sua esistenza1 non potevi avere prova migliore! Non sei mai contento!

GIULIANO Sentire una cosa simile e restare in piedi non è possibile! 8Piomba in una poltrona)

EDITH          Vuoi i Sali? (Cava fuori dalla borsetta un flaconcino9 Togli il tappo…! (Si avvia verso la camera) Dunque, bambina mia..No, no, non parlare. Chiudi gli occhi, penserò io a te…

GIULIANO (al pubblico) E’ meravigliosa! Parte sempre in quarta…(Edith torna nella stanza di soggiorno nel momento in cui Giuliano, con passo strascicato, finisce di salire i gradini che portano al suo studio. Giuliano entra nella studio e lo si sente chiudere a chiave la porta. Edith alza le spalle con commiserazione.

EDITH          Che mania di chiudersi a chiave! Di che ha paura’ esce verso la cucina. La si sente muovere con gran rumore di casseruole. Mentre torna in scena per riempire un bicchiere di liquore si vede dalla finestra Giuliano strisciare lungo il cornicione. Edith torna in cucina. Mentre esce portando un vassoio, Giuliano rientra dalla porta del vestibolo. Edith, sorpresa, sussulta e inghiottisce il contenuto del bicchiere) Oh Dio! Siete voi?

GIULIANO Come vedete!

EDITH          Davide!

GIULIANO Che posso fare per voi? (Si avvia verso la camera ma Edith gli sbarra il passo)

EDITH          No! No! quella povera ragazza ne ha già viste troppe, per oggi!

GIULIANO Come credete…(Si sente la voce di Elsa chiamare)

VOCE ELSA               Mamma!

32

EDITH          Un momento! (A Giuliano) Aspettatemi qui. Non ve ne andate, mi raccomando. (Entra in camera. Giuliano, rimasto solo,  siede comodamente in una poltrona, si versa un bicchiere di scotch e accende una sigaretta)

GIULIANO (in parte a se stesso in parte al pubblico) Bene, è   divertente lavorare con lei. (Guarda l’etichetta della bottiglia. Entra Edith)

EDITH          Eccomi, sono vostra. (Guarda Giuliano con ammirazione) Che personaggio singolare siete, Davide. Non avete paura di nulla! Siete lì, tranquillo, tutto “disteso”, mentre Giuliano può spuntare da un momento all’altro.

GIULIANO Ah? E’ nel suo studio? Be’, gli voglio dire due parolette, al mio fratellino. (Con aria decisa, fa con un agile salto i pochi gradini della scala. Afferra la maniglia della porta e poi picchia senza ottenere risposta)

EDITH          No, no, lasciatelo stare…

GIULIANO (dopo aver tentato di aprire la porta) Si è chiuso a chiave…Vigliacco!

EDITH          Piange, forse…ha un grave dispiacere, sapete…(Sorridendo) Via, siate generoso…

GIULIANO (si allontana) per farvi piacere…(Edith lo compensa con un sorriso)

EDITH          (va alla porta dello studio) Sono io, Giuliano, non avere paura..(Nessuna risposta) Non risponderà, ne sono certa. Col timore che ha…(Guardando Giuliano con ammirazione) Per quanto vostro fratello, è un uomo ben diverso da voi….

GIULIANO Vi piaccio un poco?

EDITH          …Sì…

GIULIANO Davvero?

EDITH          Davvero. Siete un seduttore…

GIULIANO Come mai quell’idiota ha potuto vivere accanto ad una creatura come voi senza rendersene conto?

EDITH          (indulgente) Giuliano manca un po’ di esperienza, di gusto…E’ un timido….

GIULIANO Non ha mai saputo prendervi….sono qua io a riparare…Vorrei tanto essere vostro amico!

EDITH          Ma lo siete! Lo siete!

GIULIANO Grazie, suocerina…No, no, debbo trovarvi un altro nome…Siete così briosa, così piena di temperamento, di vitalità! Un’amica preziosa, una consigliera preziosa…

EDITH          Davide! Davide! Attenzione!

GIULIANO Chi sa quante volte Giuliano si è morso le mani per non aver saputo chiedervi aiuto.

EDITH          Forse non ha osato. (Civettuola) Non è come voi, brillante, spiritoso, audace…

GIULIANO (ringalluzzito) Siete deliziosa…(Torna all’assalto) Certo non vedeva in voi che la suocera,  mai la donna…

EDITH          Come è giusto! Appunto. Vedeva la suocera e non la donna…

GIULIANO (perfido) Che imbecille! Sono certo che non chiedevate altro che di volergli bene!

EDITH          Oh!, io si!

GIULIANO (prendendole le mani) Che belle mani!

EDITH          Oh!

GIULIANO Perché poi parlo al passato…

EDITH          Davide! Davide!

GIULIANO Sono certo che il vostro telefono squilla tutta la giornata…e anche la notte.

EDITH          Adulatore!

GIULIANO Vi giuro che sono sincero!

EDITH          Vi credo! Vi credo!

GIULIANO Didì! Mi permettete di chiamarvi Didì?

EDITH          (turbata) Non so cosa dire..io vi chiamerò Dodò.

GIULIANO (quasi geloso) Qualcuno vi ha mai chiamata Didì?

EDITH          No…

VOCE ELSA(imperiosa e lamentevole) Mamma!

EDITH          Un momento.

33

VOCE ELSA               (ora capricciosa) Mamma!

EDITH          (torna in sé) E non ci scocciare. (Riprendendosi) Va bene…(Verso la camera di Elsa) Eccomi.

GIULIANO Ci rivedremo?

EDITH          Sì, ve lo prometto…(Prende dalla borsetta il proprio biglietto da visita) Eccovi il mio indirizzo. Telefonatemi (Giuliano esce) Gog e Magog…

ELSA            (Elsa entra in vestaglia dolente) Mamma! Che succede?

EDITH          Era lui, Davide.

ELSA            E’ tornato. Oh mio Dio! E Giuliano?

EDITH          Si è rinchiuso nel suo studio.

ELSA            Si sono visti?

EDITH          No.

ELSA            (gettandosi nelle braccia della madre) Mamma…non sai cosa mi è accaduto..

EDITH          Ma sì, ma sì…Davide è rimasto qui tutta la notte.

ELSA            Sì, mamma.

EDITH          E tu hai passato una notte..come non ne avessi mai passate…

ELSA            Sì, mamma!

EDITH          E ti ha amata come un Dio!

ELSA            Sì, mamma!

EDIT             E adesso sei pazza di lui?

EDITH          Sì, mamma. Che devo fare?

EDITH          Divorzi e sposi Davide! 8In questo momento si sente Giuliano suonare al pianoforte un motivo eroico. Buio assoluto. Musica che, gradatamente si attenua e poi tace, mentre si illumina lo studio di Ernesto. Ernesto è alla sua scrivania con Thwaites e l’ispettore Gordon che è in procinto di andarsene)

GORDON   Signor Fanshaw, non vi sarebbe modo di dar soddisfazione a vostro nipote raddoppiando la sua mensilità, per esempio?

ERNESTO   Ma è un complotto! Una volta per tutte: non è neanche il caso parlarne!

GORDON   Temo assai che la vostra ostinazione vi costerà cara, signor Fanshaw

ERNESTO   Mi consigliate di cedere al ricatto?

GORDON   Vostro nipote ha i suoi bravi diritti su quel danaro. Suo padre aveva previsto un aumento della mensilità e si è rimesso a voi per fissarne l’ammontare, ma voi non lo avete mai fatto!

ERNESTO   Giuliano non lo merita…E il suo modo di procedere è inqualificabile. Se fosse venuto a chiedermelo gentilmente.

GORDON   Non ve lo ha chiesti gentilmente per anni e anni?

ERNESTO   E’ un mendicante nato! Del resto, tutte queste storie sono forse completamente false. Pare che Giuliano abbia ora una prova dell’esistenza di Davide.

GORDON   E’ pericoloso mettere un uomo con le spalle al muro, signor Fanshaw!

ERNESTO   Siete veramente ostinato! Egli asserisce di avere una prova e voi non ci credete!.

GORDON   No, non ci credo! E adesso vi lascio. Per conto mio, non posso fare di più. Mio Dio, com’è difficile evitare un delitto! La vittima è decisa quanto l’assassino! Pare che entrambi siano attirati verso il delitto e che nulla possa fermarli…Una vera collaborazione! (A Thwates) Vegliate bene sul signor Fanshaw! (Esce)

ERNESTO   Maledetto somaro irlandese! (A Thwaites) Dunque, avete sentito? Vegliate su di me! (Una grassa risata)

GIULIANO (entrando dalla porta del corridoio) Buona sera, zio! (I due uomini trasaliscono)

ERNESTO   Perché non entri da quella parte?

GIULIANO Perché non volevo farmi vedere. E ho sentito tutta la tua conversazione con Gordon. Un uomo di molto buon senso….E’ divertente spiare un poliziotto, assai più divertente che essere spiati.

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ERNESTO   Cosa vuoi? E poi, chi sei? E’ ora di smetterla con gli equivoci: Giuliano o Davide?..O entrambi? Ho una gran voglia di telefonare a…

GIULIANO C’è un articolo nel “Times” a proposito di gemelli perfettamente identici. Si scambiano le mogli senza che esse se ne accorgano.

ERNESTO   E’ disgustoso! Chi sei?

GIULIANO Volevi telefonare. Perché non lo fai?

ERNESTO   (a Thwaites) Chiamate la casa di mio nipote, per favore. (Thwaite forma un numero) Frattanto dimmi chi pretendi di essere e cosa vuoi?

GIULIANO E’ un giochetto divertente, no?  Una volta è lui e una volta non è lui! Indovina, (La stanza di soggiorno dei Fanshaw si illumina. Elsa è al telefono. Si sente il piano suonare nello studio di Giuliano e anche la sua voce: “pum..pum..pum..No, no e no!” Edith è accanto a Elsa. Thwaites passa il ricevitore a Ernesto)

THW            C’è vostra nipote al telefono.

ERNESTO   Elsa? C’è Giuliano’ vorrei parlargli. (Si sente Giuliano, nel suo studio, che grida: “Maledizione! Non ci arriverò mai!”)

ELSA            Sì, zio; ma tu lo conosci. Guai a disturbarlo mentre lavora!

ERNESTO   Lo so…Del resto, lo sento. Elsa! Avevi ragione tu! E l’ispettore Gordon è un somaro! (Riattacca. A Giuliano) Ecco fatto! Ora ne sono certo! So che sei Davide! Giuliano è in casa. L’ho sentito suonare! (Sogghigna)

GIULIANO Suona male, vero? (Campanello fra le quinte. Edith va ad aprire. Entra Gordon)

EDITH          Buon giorno, ispettore. E’ molto tempo che non vi vedevamo.

GORDON   Buon giorno, signore.

ELSA            (dolente) Buon giorno, ispettore.

EDITH          Vogliate scusare mia figlia..ha trascorso una nottata piuttosto…. Faticosa.

GORDON   Faticosa?

EDITH          Ha dormito poco…Dunque: a che punto siete con la vostra inchiesta?

GORDON   Pare che vostro genero abbia una prova dell’esistenza del suo gemello.

EDITH          Ah! cominciate a non essere più tanto scettico?

GORDON   Il mio mestiere mi costringe a prender tutto in considerazione e a verificare.

ELSA            Giuliano ha un indirizzo, l’indirizzo di un uomo che potrebbe testimoniare. (Squilla il telefono. Elsa va a rispondere)  Pronto? Sì…Come?!...Mio Dio! Ma non è possibile!...(Posa la mano sul ricevitore. A Gordon) E’ Thwaites. Hanno assassinato lo zio Ernesto!

GORDON   8prende il ricevitore) Pronto! Thwaites?...Qui l’ispettore Gordon…sì…sì…sì…Va bene! Non toccate niente…e non fat entrare nessuno…Vi mando subito il sergente Robin. 8Riattacca. Giuliano entra dal vestibolo, col cappello in testa e i guanti infilati. Va alla porta dello studio e pare che la sfondi. Entra e richiude la porta alle sue spalle, gridando: Ma fratellino mio! Il piano smette di suonare, scoppi di voce. Gordon non si è mosso nonostante lo spavento delle due donne.  Incrocia le braccia e ride a squarciagola)

GORDON   Questo sì che si chiama coraggio! (Nello studio un colpo di pistola. Gordon si precipita verso la porta. Questa si apre e Giuliano, senza cappello né guanti, gli cade letteralmente fra le braccia).

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                      ATTO TERZO

L’ispettore  Gordon è al telefono. Giuliano, ferito, bendato, è sdraiato sul divano. Elsa è curva

Su di lui, che fa un lieve movimento.

GORDON   Mi manderete qui   Thwaites con gli incartamenti delle “Edizioni Mondiali” non appena avrete terminato. Grazie, Robin. (Riattacca)

ELSA            Torna in sé…

GIULIANO (con voce debole) Dov’è il mio aggressore? Lo hanno arrestato?

GORDON   Se ne stanno occupando…Io ho preferito non lasciarvi…

GIULIANO Grazie.

GORDON   E’ una vera fortuna, che ve la siate cavata. Mi sento quasi responsabile per la mia ostinazione a non volervi credere..8Giuliano sorride dolorosamente)

EDITH          Avete agito secondo la vostra coscienza.

GORDON   E’ vero che avevo pochi mezzi..Ora che il delitto è stato compiuto, posso agire liberamente e disporre, grazie a Dio, delle forze della polizia!

GIULIANO Il delitto? Ma non sono morto!

GORDON   Voi no, ma vostro zio è morto assassinato!

GIULIANO Oh! Come mai…Poveretto! Un uomo fatto per vivere cento anni!

Gordon      Comunque sia, avrei impiegato meglio il mio tempo proteggendovi piuttosto che sospettandovi.

GIULIANO Non ho niente da rimproverarvi, ispettore. Nemmeno i vostri sospetti…Avete sempre avuto il tatto di non farli pesare troppo.

ELSA            Chi poteva supporre che Davide avrebbe attaccato Giuliano!

GORDON   Vero, eh? Anche adesso devo dire che non vedo nessun movente ragionevole nelle azioni di quel sosia..o gemello…insomma, di Davide.

EDITH          Oh, Davide non è certo un uomo ragionevole, ispettore!

GORDON   Perché, insomma, se vi avesse ucciso, non poteva cavar profitto dai suoi due delitti senza accusarsi…

GIULIANO Chi sa quali idee gli frullano per il capo!

EDITH          Ma certo! La sua idea di prendere il posto di Giuliano, asserendo di essere Giuliano e di avere ucciso Davide per legittima difesa. E’ un uomo pieno di risorse!

GIULIANO Comunque, è un colpo mancato!

GORDON   Sì..fortunatamente la vostra ferita è lieve e fra qualche giorno non si vedrà più nulla…Vostro zio, invece, ci ha rimesso la vita!

GIULIANO Povero vecchio!...Eh sì, l’ho scampata bella…ma che coraggio! Attaccarmi quasi sotto i vostri occhi! Ma forse è proprio questo che mi ha salvato. Aveva troppa fretta!

GORDON   Giusto…ed è anche filato via con una fretta stupefacente.

GIULIANO Aveva già scavalcato la ringhiera quando mi ha sparato.

GORDON   Per circolare su quel cornicione bisogna che sia un acrobata.

EDITH          Ma no! E’ facilissimo. Il cornicione è largo. Ti ricordi, Giuliano, di quel giorno in cui avevi perduto le chiavi?  Ti suggerii appunto di passare di lì…(A Gordon) Naturalmente non bisogna soffrire di vertigini. E invece mio genero ne soffre. Stava per svenire dalla paura alla sola idea…Eppure vi sono delle ottime “prese” per le mani, e siamo appena al quarto piano.

GORDON   Acrobata o no, devo afferrarlo e al più presto possibile! Se qualcuno di voi trovasse il minimo indizio, o si ricordasse di qualche particolare (Pausa)

ELSA            C’è quell’indirizzo, Giuliano.

GIULIANO Già, è vero.

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GORDON   Quale indirizzo?

ELSA            Giuliano ha incontrato ieri, nel metrò, un uomo che sosteneva di aver passato, il giorno prima, diverse ore con lui alle corse di Brigthon, mentre noi non ci eravamo mai lasciati…

GORDON   (prende nota) Interessante!

ELSA            Stanotte Giuliano è partito per Brighton alla ricerca di quell’uomo.

GORDON   E ha scoperto qualche pista a Brigthon.

ELSA            Appunto! E’ stato fortunato. Figuratevi che ha incontrato…

GORDON   Davide?

ELSA            No. (Senza riflettere) Dovete sapere che mentre lui era fuori, Davide è venuto qui…e ha passato la notte con…(correggendosi) a casa…(Vivace reazione di Edith. Imbarazzo generale)..a casa….

GORDON   ….Allora…è l’uomo del metrò che il signor Fanshaw ha incontrato a Brighton?

ELSA            No. Un terzo personaggio che gli ha dato l’indirizzo di quell’uomo.

GORDON   Signor Fanshaw volete dirmi in quale albergo avete pernottato stanotte a Brigthon?

GIULIANO Non sono andato a Brigthon stanotte.

ELSA            Come?!

GIULIANO Ho cambiato idea e sono tornato qua subito.

ELSA            Giuliano! Eri tu?

GIULIANO Certo che ero io..(A Gordon) Mi sono un po’ divertito a sye spese, Ispettore..(Siccome Edith e Elsa pare che vogliano intervenire continua in tono quasi sgarbato) Ma mi sembra che abbiamo già parlato abbastanza di quel piccolo incidente di ordine assolutamente privato.

GORDON   Peccato! L’indirizzo di quell’uomo ci sarebbe prezioso…

GIULIANO Ma l’ho, l’indirizzo. L’ho ottenuto alla stazione e perciò ho rinunciato al viaggio…

GORDON   Potete darmelo?

GIULIANO Certamente. Elsa, per favore, prendi quel mio taccuino rilegato in cuoio. Nella tasca destra dell’impermeabile.

ELSA            (si alza, va nello studio e poi torna) Non c’è…(Esce nel vestibolo)

GIULIANO Tesoro, guarda anche nelle altre tasche, sebbene sia sicuro che si trovi nella destra..

ELSA            (torna) Non c’è.

GIULIANO Hai guardato bene?

ELSA            E’ l’impermeabile che non c’è.

EDITH          8soddisfattissima) Un altro colpo di Davide. 8Ricordando) Ma naturale! Gliel’ho visto portar via!

GORDON   Peccato! Insomma…se lo ritroverete, penserete a me. Intanto, col vostro permesso, vorrei esaminare di nuovo lo studio più minuziosamente.

GIULIANO Fate come se foste in casa vostra, Ispettore. (Gordon va nello studio)

ELSA            Giuliano, sono desolata di averti fatto arrabbiare, ma…avevo creduto di far bene..E’ stato soltanto per buona volontà…

GIULIANO Non ne dubito. Sei piena di buona volontà, tu! Lo hai provato abbastanza la notte scorsa…

ELSA            Oh, Giuliano!

EDITH          Mi pare che sei sconveniente….

GIULIANO Permettimi, cara suocera, di non condividere la tua euforia al pensiero che mia moglie ha passato la notte con un altro.

ELSA            Dal momento che eri tu!

GIULIANO Io?

ELSA            Lo hai detto in presenza dell’ispettore!

GIULIANO E che vuol dire? Che altro potevo fare, in presenza di un estraneo? Gridare sui tetti il mio infortunio coniugale?

ELSA            Oh, Giuliano, sai benissimo che la mia buona fede è stata sorpresa…..

37

GIULIANO Può darsi, per quanto sia sorprendente. Ma vi compiacete veramente troppo a tornare su quell’incidente; tutte e due. Vero è che ci avete goduto, ciascuna a suo modo!

EDITH          Sei geloso, Giuliano?

GIULIANO Perché non dovrei esserlo? Lo so che per te sono meno di zero. Tuttavia ciò che mi  impedisce di respirare, mangiare, digerire e soffrire come tutti gli altri…

ELSA            Senti, Giuliano…come mai Davidde poteva essere al corrente di tutte le nostre cose…

GIULIANO Sei proprio sicura di non avergliele dette tu stessa? Con la tua ben nota buona volontà? Bastano pochi elementi per un uomo perspicace..e per poco che mi somigli….

ELSA            E come mai eri sempre così tranquillo come se fosse sicurissimo di non correre nessun rischio di essere sorpreso, quasi conoscesse l’ora del tuo ritorno?

GIULIANO (senza riflettere) Anche tu eri tranquilla…

ELSA            E’ vero…(Reagisce) Come lo sai? Ti ha fatto forse qualche confidenza?

GIULIANO (molto calmo fa cenno di no col capo) Perché se è vero che la tua buona fede è stata sorpresa, non avevi nessun motivo di essere preoccupata trovandoti tra le mie braccia.

EDITH          Qui ha ragione!

ELSA            Mi ha anche parlato della mia bruciatura al mignolo..e non v’era rimasta traccia da vari giorni…come poteva saperlo?

GIULIANO (alza le spalle) Semplice trucco…cosa rischiava? Le donne hanno sempre qualche male alle dita..e intanto fermava la tua attenzione.

ELSA            Ma ha precisato: “il ditino”

GIULIANO Tutte le dita di una donna sono ditine quando le si vuole fare la corte…Insomma dopo quanto è accaduto spero che non vorrai più dubitare dell’esistenza di Davide e rimandarmi dal tuo dottor Basque, eh?

ELSA            Non dubito di nulla….mi chiedo soltanto se Davide...(si ferma)

GIULIANO Be’. Continua. Davide?...

ELSA            …Se Davide e tu non siete complici. Scusami, Giuliano, ma questo spiegherebbe tante cose…

GIULIANO Per esempio, quell’attentato alla mia persona?

EDITH          Non è raro che due complici si divorino fra loro…

GIULIANO Per quale ragione?

EDITH          Ve ne sono sempre. La divisione del bottino, per esempio…Però non dono della tua opinione Elsa. Davide è troppo…indipendente per legarsi a un complice…no, no. Agisce solo, lui! E su questo punto che è straordinario. Ha trovato il modo di non far parte della società! E’…come dire?..”in più”! Un duplicato..inafferrabile. può sentire, rubare, subornare, procreare, abbandonare, uccidere anche, senza nessuna responsabilità! E’ Giuliano che risponde di tutte le sue azioni verso la società e verso la legge!

GIULIANO (offeso) Aspetta soltanto che lo acchiappino! E vedrai se risponderà o no del suo delitto dinanzi alla giustizia!

EDITH          Caro Giuliano, mi rincresce per te, ma son certa che se lo acchiappano –come dici- lui si arrangerà in modo da mandare te alla forca!

GIULIANO E come?

EDITH          Dirà che Giuliano è lui, e tu potrai gridare quanto vorrai. Nessuno ti crederà. Ha tanto più cervello di te!

GIULIANO E’ ben inteso, voi altre due lo aiuterete come meglio potrete nella sua impresa, ben felici di sbarazzarvi di me!

ELSA            Giuliano, come puoi credere…

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GIULIANO (serio) Mia cara ti conosco abbastanza bene per poter discernere in codesto “grido del cuore” pochissima convinzione! La notte passata con lui ti ha turbata..e da allora non sei più la stessa…

ELSA            Ti giuro, Giuliano….

GIULIANO Risparmiami la vergogna di sentirti spergiurare! (Un lungo silenzio. Le donne sono molto imbarazzate. Giuliano, accasciato si prende la testa fra le mani. Poi si scuote, si siede comodamente, disteso, rilassato. Si fruga in tasca. Ne cava un pacchetto di sigarette, ne prende una, l’accende e aspira voluttuosamente una boccata di fumo)

ELSA            (senza avere il coraggio di guardarlo) Giuliano, tesoro mio, ti comprendo benissimo…ma se volessi credermi…..(Lo guarda e getta un grido) Oh!

EDITH          (sussulta) Che hai, figliola mia? (La guarda e segue lo sguardo di lei) Ah! (Serve un scoth a Giuliano)

GIULIANO (molto a suo agio ringalluzzendosi) Nonostante tutto, la vita di famiglia ha dei lati buoni. Vi ho fatto paura?

EDITH          A me? Nemmeno per sogno! Dirò di più: ho indovinato subito chi eravate..

GIULIANO Ah? Avevi indovinato?

EDITH          Ma  tutto vi tradiva! La vostra maniera di parlare…quel nervosismo di razza che si nota nei vostri gesti e nelle vostre intonazioni…Non avevo il minimo dubbio!

GIULIANO (minacciandola col dito) Didì! E tu, Elsa?

Elsa              Confesso che c’ero cascata! Non ho più la testa a posto dopo quella…faccenda..Oh, non ni guardate così, vi prego!

GIULIANO Vi turbo?

ELSA            Ve ne prego! (Si svincola)

EDITH          Bisogna comprenderla. Ciò che le accade non è davvero banale!

GIULIANO Voi, però, non avete affatto l’aria turbata, suocerina!

EDITH          Preferivo Didì. Sapete, noi artiste liriche, ne abbiamo viste di tutti i colori. Come si diceva in teatro. Non bisogna essere smorfiose!

GIULIANO Ammiro la vostra superiorità. Mi dispiace di aver messo Elsa in imbarazzo.

EDITH          Oh, passerà, non dubitate. E’ pazza di voi…(chiamando Elsa) Elsa! (Elsa si avvicina) Capisco il tuo pudore, piccina mia, ma non vorrai ribellarti ai tuoi stessi sentimenti!

ELSA            Non avete agito troppo bene, signore!

GIULIANO Come potevo fare diversamente? E’ tanto che vi amo!

EDITH          Traditore!

ELSA            Mi avete messo in una situazione orribile!

GIULIANO Sinceramente: me ne volete? 

ELSA            Dite un po’: è per questo che Giuliano voleva uccidervi?

GIULIANO Probabilmente.

ELSA            E dov’è adesso?

EDITH          Cosa te ne importa? Non vorrai preoccuparti di un assassino, spero!

ELSA            Già, è vero! Sicchè è stato lui che…

GIULIANO Non sentirete più parlare di Giuliano. In questo momento dev’essere all’ aeroporto  in procinto di prendere il volo per il continente.

ELSA            Come lo sapete?

GIULIANO Avete indovinato. Siamo complici.

EDITH          (trionfante) E voi avete finito per trionfare!

GIULIANO (a Elsa) Per amor vostro. (Le Bacia la mano)

GORDON   (torna dallo studio e scende lentamente i gradini. Porta una valigetta che posa sul tavolo al centro della scena. Le donne guardano la valigetta con vaga sorpresa. Giuliano schiaccia e rapidamente la propria sigaretta nella ceneriera e nasconde il bicchiere. Poi strizza l’occhio alle donne con aria di connivenza. Gordon apre la valigetta) E’ vostro questo apparecchio?

GIULIANO Sì, è un magnetofono. Me ne servo spesso quando improvviso…E’ molto comodo.

39

Gordon      Certamente..la scienza facilita molte cose…Mi permettete di farlo funzionare? Mi piacerebbe ascoltare le vostre ultime creazioni.

GIULIANO Qh, sarete molto deluso! Non sentirete che delle note strane.

EDITH          (terrorizzata) Come? Vorreste farci sentire la musica di Giuliano? 8Gordon mette in moto l’apparecchio)

GIULIANO Aspettate! Bisogna prima regolare l’intensità. (Si alza si avvicina al magnetofono, gira dei bottoni e subito si sente un suono stridente e scordato9

EDITH          Oh Dio! (A Gordon) Lo avete voluto voi! (Lungo silenzio durante il quale Giuliano appare assai disinvolto mentre Gordon lo guarda con un sorrisetto strano)

ELSA            Ma credo che tu ti sia sbagliato, Giuliano…lo hai messo sulla cancellazione.

GIULIANO Come?...Oh! Perbacco , hai ragione! (La guarda contrariato) Adesso è cancellato tutto!

GORDON   Come volevate, vero?

GIULIANO Che dita?

GORDON   Dico che ci tenevate molto a cancellare quello che era registrato nel magnetofono. Era la sola prova compromettente e vi è mancato il tempo di distruggerla.

GIULIANO Non vi capisco troppo bene: ma quel che è fatto è fatto, purtroppo!

GORDON   Peccato! Una testimonianza autentica e obiettiva, l’unica che possedevamo!

ELSA            Insomma, che intendete dire, Ispettore?

EDITH          Per me parla cinese!

GORDON   Avete ragione, signore. E’ tempo di parlare chiaramente. Togliamoci la maschera, signor Fanshaw. (Con un sorriso) So che, momentaneamente, siete divenuto Davide per queste signore. (Indica il bicchiere di scotch e la sigaretta) Ma siccome io non ho mai creduto all’esistenza di quel personaggio, limitiamoci a parlare di Giuliano Fanshaw. Questo apparecchio conteneva la prova irrefutabile  del vostro inganno: la registrazione dei vostri sforzi di compositore. Quindi vi bastava chiudere a chiave la porta, mettere in moto l’apparecchio, ed eravamo in tre, qui, a testimoniare, in buona fede, che non avevate lasciato lo studio, mentre ve l’eravate svignata allegramente per il cornicione

EDITH          Impossibile! Giuliano soffre di vertigini!

GORDON   Che ne dite, signor Fanshaw?

GIULIANO (calmissimo) Che è spiacevole che la registrazione si sia cancellata. Altrimenti vi sareste reso conto del vostro errore ed il vostro ultimo sospetto sarebbe svanito.

GORDON   Signor Fanshaw, ho ascoltato in sordina la registrazione, nel vostro studio. Magistrale! Le voci, le imprecazioni, l’assassinio del piano, la melodia perduta…poi ritrovata…poi ripetuta..Un’illusione completa. Siete un asso, signor Fanshaw!

GIULIANO (modesto) Ma no! Non ho nessun merito! L’apparecchio ha registrato semplicemente quel che si può sentire nel momento in cui lavoro. Quella bobina non prova niente!

GORGON   (assaporando la propria risposta) Appunto perciò non vi annettevo nessuna importanza..Tanto che ve l’ho lasciata cancellare! Il vostro gesto vi accusa molto di più. Temevate che avessimo potuto riconoscere quello che abbiamo sentito nell’ora del…delitto?

ELSA            E’…esatto, Giuliano?

GIULIANO (rilassato) Rigorosamente esatto!

EDITH          Come?!

GIULIANO Si. Avete visto chiaro, Ispettore. Ho commesso un errore. Vedete, mi ero ripromesso di abbandonare il gioco al primo errore. Un errore per essere riparato, ne porta con sé altri che bisogna a loro volta riparare, ed ecco che si diventa schiavi di un gioco che non è per nulla divertente se non lo si conduce a modo proprio. Cancellando quella bobina ho fatto una falsa manovra che non è sfuggita alla vostra perspicacia, ispettore, o meglio, che voi avete saputo provocare!

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GORDON   Tengo del resto a darvi atto della vostra estrema abilità…avete condotto tutto questo affare con la padronanza e l’audacia di uno spirito superiore. Tutto quel che poteva essere previsto era rigorosamente combinato, senza uno sbaglio, e avete affrontato gli incidenti dovuti al caso con un sangue freddo, una presenza di spirito, una rapidità cui mi compiaccio di rendere omaggio.

GIULIANO Tutti questi omaggi tornano a voi, di diritto.

GORDON   Grazie.

EDITH          Che squisita cortesia! Par di essere alla Camera dei Lord!

GORDON   E’ stato anche abilissimo, da parte vostra, di suscitare, e di combattere poi le diverse ipotesi, delle quali ogni membro della famiglia si faceva il campione: il sosia, il fratello gemello superiore e disinvolto, caro a vostra suocera, lo sdoppiamento della personalità a cui ha creduto vostra moglie, che ha anche consultato uno psichiatra prima di aderire alla tesi del gemello complice. Quanto a me, ho sempre creduto ad un gioco della vostra feconda immaginazione. Far sorgere un personaggio che si sarebbe accollato il delitto che premeditavate, e ferirvi da voi stesso per dargli maggiore realtà: questa sarà la mia conclusione.

EDITH          Io…in verità…mi sento girar la testa! Mai avrei creduto Giuliano capace di tanta…..

GIULIANO Intelligenza?

EDITH          No, di tanta audacia.

GIULIANO La devo a te, suocera cara. Alle tue punzecchiature, alle tue insinuazioni, ai tuoi sarcasmi. Incassavo, sì, ma non ne potevo più! E si è scatenato tutto, il giorno in cui ti sei burlata di me in presenza del portiere, in presenza dell’inquilino di fronte…..in presenza di Elsa, perchè non osavo arrischiarmi sul cornicione. Mi hai umiliato, cara suocera, una volta di più, una volta di troppo.

EDITH          (un po’ confusa) Era per stimolarti un po’…

GORDON   (posando la mano sul braccio di Edith, a Giuliano) Dicevate di sentirvi umiliato, e poi…

GIULIANO Mi sono chiuso nel mio studio e mi son gettato sul divano. Non pensavo che a quel dannato cornicione. Mi pareva di impazzire. Mi vedevo alzare, uscire sul balcone, scavalcare la ringhiera e avventurarmi sul cornicione….e, ad un tratto, mi son ritrovato su quel cornicione, sono scivolato fino alla finestra della scala di servizio…e l’ho scavalcata…davvero. (A Edith) E’ alto, un quarto piano, ve lo dico io! Sono sceso nella strada…Non bevo, non fumo, ma allora ho sentito che era il momento giusto..Mi son seduto in un bar, ho bevuto ed ho pensato…E mi son ricordato che, quando ero piccolo, mi arrampicavo sugli alberi, passeggiavo sui parapetti dei ponti…senza la minima vertigine…Allora mi è venuto il desiderio di ritrovare quel ragazzetto ardito e disinvolto, di farlo rivivere da uomo e prendermi, in grazia sua, tutte le mie rivincite. Tutto ciò che non osavo io lo avrebbe osato lui. Il piccolo Davide di queste ore. La sera stessa passeggiavo allegramente sul cornicione…solo che…provatevi un po’ a lottare contro l’idea che la gente si fa di voi! Sicchè ho deciso di montare tutta questa mistificazione dalla quale solo l’ispettore non si è lasciato prendere! Ahimè! Per deformazione professionale lui ha subito pensato ad un delitto, mentre io ero le mille miglia lontano da quell’idea…

GORDON   E’ una maniera  molto ingegnosa di difendervi!

GIULIANO Perché’ confesso che l’idea mi è apparsa come una soluzione eccellente. Voi non avevate, per odiare zio Ernesto, le mie stesse ragioni e tuttavia lo avete subito condannato.

GORDON   State rovesciando le parti!

GIULIANO Credete? Non siete forse andato voi stesso a incoraggiarlo affinché si mostrasse più generoso nei miei riguardi? Lui ha rifiutato e, secondo voi, ha firmato così la sua condanna a morte. Comunque sia, l’assassinio di Ernesto dal giorno in cui me lo

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                      avete consigliato…(Gordon fa un balzo) Diciamo suggerito, è diventato per me lo scopo preciso, definitivo di tutte le mie precedenti mistificazioni. Fino a quel momento, mi divertivo con la fantasia, mi rilassavo…ora dovevo sfociare in un risultato.

GORDON   …E oggi, alle due e trenta, vi siete introdotto nello studio di vostro zio, avete aspettato che il segretario uscisse…

GIULIANO Ho preso la mia rivoltella..(cava rapidamente di tasca una rivoltella) l’ho puntata freddamente su quella canaglia…(Punta la rivoltella contro Gordon)

ELSA            (spaventata) Giuliano! Che fai! Mio Dio!

EDITH          E’ pazzo!

GIULIANO Aveva una paura..schifosa…Confesso sinceramente che in nessun momento ho provato per lui la minima pietà….

GORDON   (con sangue freddo ammirevole) Veniamo al fatto…Avete appoggiato il dito sul grilletto…

GIULIANO E invece no: non l’ho appoggiato . (Gettando la rivoltella sul divano) Strano, eh?..Proprio all’ultimo momento..un nulla imponderabile…mi ha impedito di varcare la frontiera che separa un assassino da un uomo normale…Sono disperatamente normale…Né Davide, né Giuliano sono capaci di uccidere..

EDITH          Non lo avete ucciso?

GIULIANO Purtroppo!

EDITH          (a Gordon) Dunque, non è morto!

GORDON   Oh, sì, signora!

GIULIANO Fortunatamente!

GORDON   Suppongo che non speriate di farmi bere la vostra storiella, signor Fanshaw…Se non siete stato voi..

EDITH          Se non è stato lui, è stato suo fratello!

GIULIANO Né l’uno, mè l’altro.

GORDON   (piano) Non vi ostinate a negare l’evidenza.

ELSA            (fuori di sé) Ma se vi ha detto che non è stato lui!

GIULIANO Grazie, amor mio…Sono desolato di deludervi, ispettore, ma l’assassino non sono io.

GORDON   E chi, allora?

GIULIANO Non lo so. Il poliziotto siete voi. Io sono un musicista.

GORDON   Nessun altro aveva interesse a compiere quel delitto.

GIULIANO (con foga Scusate! Chiunque altro aveva già l’immenso vantaggio dell’impunità! Sicuro! Siete andato a strombazzare dappertutto che avrei ucciso mio zio! Cosa rischiava, l’assassino? L’accusato era designato prima de3l delitto..per le vostre competenti cure!

GORDON   E’ questo il vostro sistema di difesa? Accollare tutto a me!

GIULIANO E perché no? Perché non avreste fatto nascere l’idea in un altro cervello? L’avete pur fatta nascere nel mio! 

GORDON   Ora basta! Thwaites vi ha indicato al sergente Robin come l’ultimo visitatore prenetrasto nello studio di vostro zio.

GIULIANO Thwaites! Be’, potrebbe essere stato lui! 8Ride dell’enormità del suo sospetto)

EDITH          (ride e così pure Elsa) Thwaites! Siete impagabile!

GORDON   Fate ridere vostra suocera.

GIULIANO Per la prima volta! (La porta si apre. Compare Thwaites con una grossa cartella, il che fa raddoppiare l’ilarità di Edith)

THW            Chiedo scusa. Il poliziotto lì fuori ha fatto qualche difficoltà prima di lasciarmi entrare. Qui ho riunito tutti i documenti riguardanti le “Edizioni Mondiali”. Tutto è in ordine e classificato…Ma stavate ridendo ed io vi ho disturbati…

GORDON   Sapete perché rideva la signora Edith, Thwaites?

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EDITH          Perché mio genero vi accusava di avere ucciso lo zio Ernesto.

ELSA            (durante il dialogo che segue,  Twhaites cerca invano di parlare) State tranquillo, non ne abbiamo creduto una parola!

EDITH          E neanche l’ispettore che si trova, del resto, davanti a un enigma…Credo, Ispettore, che dovrete sudar molto prima di scoprire l’assassino.

GORDON   La mia convinzione è fatta, cara signora. Non crediate che io sia stato scosso dall’abile diversione di vostro genero. Sono vari giorni che lo osservo e so di che è capace.

ELSA            Non certo di uccidere!

THW            (con calore) Errore! Il signor Fanshaw è perfettamente capace di uccidere.

ELSA            Di che vi immischiate, Thwaites? E perché codesta malvagità’ giuliano è sempre stato carino con voi. E voi lo accusate senza motivo.

GORDON   Forse v’è un motivo.

EDITH          (esplodendo) Che parli, allora, che parli! Da quando è entrato non ha detto una parola…si è limitato a pronunciare un’accusa orribile…un’accusa bisogna dettagliarla. Dite quel che dovete dire,  ragazzo mio. Non abbiate paura: non rischiate nulla. Vi ascoltiamo. (Thwaites si accinge a parlare) Perché, in fin dei conti, non è un uomo discreto, riservato, lo conosciamo bene. E’ nella ditta da…da quando? Insomma da molto tempo. Mi ricordo che era un ragazzo uno sbarbatello..

THW            (interrompendo con forza) Silenzio! (Va verso Giuliano e gli stringe le mani con effusione) Grazie, signor Fanshaw , grazie per la vostra fiducia e la vostra stima. So di dovervi tutto.

ELSA            E lo accusate di assassinio?

THW            Ho detto solo  che il signor Fanshaw ne era capace. Ma lui è stato più nobile. Come un grande matador che cede il passo dinanzi a un novizio, lui mi ha ceduto il suo toro. Ha fatto tutto lui, lasciandomi l’onore della stoccata. E’ lui che merita le due orecchie..e la coda.

EDITH          Di che sta parlando? Ma è completamente pazzo!

THW            Zitte! (A Giuliano) Ho seguito il vostro gioco fin dal principio, le vostre piroette, le vostre finte…Siete stato meraviglioso…e, con me, generoso!

GORDON   Non potreste parlare con maggiore chiarezza?

THW            (a Giuliano) So che non sarà facile farmi capire da questi signori della polizia.

GORDON   Vorreste insinuare che l’assassino siete voi.

THW            Sì, Signore, e lo proverò.

GORDON   (tono ufficiale) Pretendete essere l’autore dell’assassinio del signor Ernesto Fanshaw?

THW            Precisamente.

ELSA            Caro Thwaites, conosciamo la vostra devozione, ma…

EDITH          …ma nessuno vi chiede tanto.

ELSA            Non dovete accusarvi di un delitto che non avete commesso!

THW            L’ho commesso, signora.

ELSA            (sconvolta) Ma perché’ perché? Chi vi ha messo in testa una simile idea?

THW            (come se rendesse omaggio ad un inventore) L’ispettore Gordon, signora.

GORDON   (con voce di tuono) Ancora?

THW            (come se raccontasse una profezia) Ma sì, il signor Ispettore. Voi siete venuto subito ad annunciarci l’oracolo: la Parca avrebbe reciso il filo della vita del signor Ernesto! Voi avete messo in cammino la fatalità! Il signor Ernesto è in guardia, mi fa comperare una pistola, mi costringe a imparare a servirmene…Io imparo…tutto si lega magnificamente…

GORDON   (interdetto, indignato) Come? Mi attribuite la responsabilità di quel delitto?

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THW            (quasi con dolcezza) L’idea, soltanto l’idea…ma l’avete lanciata con una veemenza così profetica che eravamo tutti imbarazzati di veder rinviato il delitto…Fortunatamente il signor Giuliano ha iniziato l’azione e benissimo! Io seguivo febbrilmente le peripezie, e quando, ad un tratto, il signor Giuliano si è scansato per offrirmi una possibilità, ho capito subito che il destino mi aveva designato…E per quanto riguarda la responsabilità, la rivendico io…(Cava di tasca la rivoltella in un fazzoletto e la posa sul tavolo) Ecco l’arma del delitto, vi troverete le mie impronte. Manca una pallottola…sapete dove trovarla…

GORDON   (prende la rivoltella che esamina) Questa poi…

EDITH          (energica) Permettetemi di dirvi, Thwaites, che siete un uomo onesto…

ELSA            Mamma….

EDITH          Siete anche un perfetto imbecille! Nessuno avrebbe pensato a voi: tutto indicava Giuliano. E voi siete venuto a gettarvi in bocca al lupo!

THW            Fortunatamente il signor Giuliano è troppo gentiluomo per usurpare i meriti altrui.

GIULIANO (a Edith) Thwaites non ha paura del lupo, lo sfida…

THW            (a Gordon) Non oso imporvi la mia opinione ma fareste bene a mettermi le manette…

GORDON   Ma il movente, Thwaites? Quale movente avevate?

THW            Se Elpènore si fosse sbarazzato di Polifemo, il “poeta” non parlerebbe di lui in modo così sdegnoso. Molti nostri atti attingono alle sorgenti della mitologia greca…

GIULIANO (a Gordon istupidito) Fareste bene a rileggere l’Odissea, ispettore…

EDITH          Non capisco niente di tutte queste chiacchiere.

THW            (garbato ma severo) Mi spiegherò meglio solo dinanzi al mio tribunale. Se permettete, signora, vi invito al mio processo…(Solenne) Fate il vostro dovere, ispettore..Io farò il mio quando sarà il momento. (Porge le mani)

GORDON   Brutto affare!

THW            (ottimista) Perché brutto? Glorioso! Il signor Giuliano ed io siamo diventati degli uomini che non hanno paura di nulla. Con la sola magia del suo spirito, lui ha suscitato un uomo nuovo, un suo duplicato. Ha conquistato sua suocera, riconquistato sua moglie, neutralizzato lo zio….E ha messo in cammino me. Ora mi sento in condizioni di affrontare tutti i mostri della terra…Sono un uomo libero! (A Gordon) Seguitemi, ispettore. 8Si avvia verso la porta. Gordon si prepara a seguirlo)

GIULIANO Sapete, ispettore, credo che, decisamente, la polizia faccia bene ad occuparsi di un delitto soltanto quando è già stato commesso.

GORDON   Perché? Il mio metodo trionfa. Ho previsto un delitto: lo hanno commesso. Ho in mano l’assassino. Che cosa ci può essere di meglio? (Bruscamente si accorge che Thwaites è già uscito e gli corre dietro a precipizio)

ELSA            Povero Thwaites! Che stupido!

EDITH          Che imbecille!

GIULIANO E’ un uomo felice. Si parlerà di lui nei giornali e nella rubrica dei cani schiacciati!

EDITH          E’ un pazzo!

GIULIANO Spero che i giurati ne terranno conto.

EDITH          Assisterò al processo. Voglio capire…

GIULIANO Assisterai alla sua ora trionfale. Per la prima volta in vita sua parlerà e sarà ascoltato. E capirai di cosa un uomo possa essere capace pur di uscire dalla mediocrità e guadagnarsi un posto al sole.

EDITH          Sei stato magnifico, Giuliano. Hai portato avanti tutto questo intrigo con sangue freddo..e faccia tosta…

ELSA            Quasi quasi ho un po’ paura di lui, adesso.

GIULIANO Sta’ tranquilla. Non ricomincerò. Te  lo prometto.

ELSA            Lo giuri?

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GIULIANO Lo giuro. E farò tutto il possibile affinchè anche Davide se ne stia fermo…

ELSA            (turbata) Come?!

GIULIANO Posso rispondere di me, ma non di lui.

EDITH          Ricominci, Giuliano?

GIULIANO Non Giuliano, ma Davide!

EDITH          Non ne verremo mai a capo!

ELSA            Mamma! Non vedi che scherza?

EDITH          E’ vero?...Scherzate?

GIULIANO Chi lo sà, didì’

                                FINE

                        

                        

                          

                        

 

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