Gradinata sud

Stampa questo copione

                               GRADINATA SUD

                             (Commedia brillante in tre atti di Giovanni De Moliner)

Atti – 3

Attori - 11 – (6 M + 5 F)

Durata – 1h e 45’

                  Povero Giuanin Ferrari, Sampdoriano senza pari, costretto a vivere la pro-

pria fede calcistica sotto il gioco feroce della moglie Marilena e della figlia Chiara, Genoane convinte e sfegatate, che, come del resto anche lui, non lasciano molto spa-

zio alla sportività. Preferendo il tifo viscerale e un po’ fanatico.

                  E che dire di Fortunato, fidanzato di Chiara, costretto a nascondere il suo sentimento per la squadra Blucerchiata per quieto vivere…!!

                  Quando poi la Sampdoria può arrivare a vincere lo scudetto spedendo con

temporaneamente in serie “B” l’odiato avversario cittadino proprio in occasione del derby e Giuanin si è già procurato a salatissimo prezzo un biglietto di gradinata sud, quella occupata a Genova dai tifosi Sampdoriani, e a guastargli la festa arriva la suo-

cera Osvalda, utto gli sembre poter essere lecito pur di non perdere l’avvenimento.

                  Saranno poi l’arrivo della nuova vicina di casa Beatrice, proveniente da Catania, e l’assidua, costante presenza di Serafin, suo amico e vicino di casa, a procu-

rare nuove complicazioni che tenterà inutilmente di risolvere con la collaborazione di 3 squinternati ultras della sua squadra.

                  E alla fine, gli unici che ci guadagneranno qualcosa saranno proprio Bea-

trice e Serafin, a cui del calcio non gliene importa proprio nulla…!! 


(bandadeimisci@libero.it)                                                                            1                                                             

                                  GRADINATA SUD

                             (Commedia brillante in tre atti di Giovanni De Moliner)

GIUANIN FERRARI -               (Sampdoriano senza pari)

Sua Moglie MARILENA -         (Genoana in pena)

Sau figlia CHIARA -                  (Genoana…amara)

Il suo ragazzo FORTUNATO -  (Sampdoriano…in anonimato)

Sua Suocera OSVALDA -          (Presidente della confraternita di Santa Benarda)

SUOR LEONICE -                     (Madre postulatrice)

SERAFIN -                                 (Amico e vexin)

BEATRICE -                              (vicina “gabibba” e sognatrice)

LEONARDO INVASATO -      (Responsabile del tifo blucerchiato organizzato)

TIGROTTO DUE –

TIGROTTO TRE –

                                       LA SCENA

Un giorno di metà settimana nel mese di giugno di un anno vicino a noi.

E’ il soggiorno della casa d Giuanin Ferrari.

C’è un tavolo sul fondo al centro  con quattro sedie intorno, un divanetto e/o 2 poltrone nell’angolo di sinistra della scena verso la platea,  con davanti un tavolinetto piccolo sul quale sono poggiati giornali sportivi di ogni tipo, un attaccapanni  nell’angolo di destra verso la platea.

Ci sono due entrate: una a destra che da verso l’esterno e una a sinistra che da verso le altre stan-

ze della casa.

Ovunque, ai muri, stemmi, sciarpe e emblemi del Genoa, fatta eccezione per un microbico gagliar-

detto della Sampdoria quasi nascosto in un angolo.

All’apertura del sipario, Serafin è seduto su una delle due poltrone vicino al tavolino, mentre Giuanin è in piedi di fronte a lui con un biglietto in mano. Sul tavolino c’è un bicchiere pieno e Se-

rafin ne ha un altro in mano.

 

                                    PRIMO ATTO

1 – GIUANIN – (E’ un uomo sulla sessantina. Agitatissimo, sventola con foga il biglietto che ha in mano) “Gradinata sud…!!!” (Grida esaltandosi a Serafin ) “Gradinata sud…!!!!” (Ripete ancora quasi con furia. Si sporge verso l’amico) “Capiscime, Serafin…” (Lo apostrofa: poi, agitando con-

vulsamente le braccia con una smorfia di esultanza eccessiva) “U l’è ou….!!!!!!”

2 – SERAFIN – (E’ più o meno suo coetaneo. E’ seduto sulla poltrona più defilata con in mano un bicchiere di vino bianco. Solleva disincantato lo sguardo verso Giuanin) “Giuanin…” (Lo apostro-

fa: con sconsolata ovvietà) “A mi u me paa sulu in toccu de papee…!”

3 – GIUANIN – (Trasale: con enfasi) “In toccu de papee…?!?!?” (Lo apostrofa in malo modo: si sporge verso di lui) “Amilu ben…amilu…” (Sbraita sventolandogli ancora il biglietto sotto il naso) “E stu chi…” (Si rialza: indicandogli il biglietto) “…a ti…u te paa sulu in toccu de papee…?!?!?”

4 – SERAFIN – (Lo guarda di sghimbescio: sornione, fissa per un lungo istante il biglietto. Serio)

                                                                                                        2

“Tie raxiun…!!” (Lo apostrofa. Poi, mentre Giuanin si illumina in un largo sorriso, sentenzia con falsa serietà) “U l’è in toccu de papee culurou…!!”

5 – GIUANIN – (Trasale ancora, gli muore il sorriso sulle labbra) “Nu ti capisci ninte, eccu…!!” (Sentenzia stizzito, scattando nervoso verso il centro scena. Si blocca: impettito e solenne) “Serafin.

…” (Indica nuovamente il biglietto) “U l’è u bigettu pe u derby de dumenega…!!” (Si avvicina len-

tamente al tavolino) “U derby cu sentensiaa u mumentu solenne du SECUNDU…” (Scandisce le parole, sotolinenadole alzando il tono della voce) “…SCUDETTUUUU….” (Rimarca ancora di più la parola portando il tono della voce al diapason) “…da storia blucerchiata e SUVIATUTTU

….” (Alza ancora la voce per sottolineare la parola, gesticolando come un forsennato, poi, con aria solenne) “….a retrucesiun de quel’atra rumenta ca se definisce squaddra in ta serie che ghe cumpete..” (Fa una pausa: con aria marziale) “A serie B…!!!”

6 – SERAFIN – (E’ rimasto a guardarlo interdetto. Fa una smorfia: con stupore) “Ostia…!!!” (Commenta fra se ma a voce sufficientemente alta perché Giuanin lo senta) “Pezu che ‘n preve d’en sciu purpitu…!!”

7 – GIUANIN – (Non lo considera: prosegue imperterrito il suo delirio calcistico) “E a nostra miti-

ca….unica…grande Sandoia….” (Si infervora) “Prunta a riafaciase au prosceniu da Champions Lea

gue…” (Rabbioso, scatta nel gesto dell’ombrello) “A-a faccia de quelli marsummi che sceuppen de bile…!!!!”

8 – SERAFIN – (Sorseggia il suo bianco, osservando con scarsa partecipazione le evoluzioni di Giuanin) “Scusa in po. …” (Obbietta poco convinto) “Ma se sun tutte due squadre de Zena, nu saiei

va bellu che fissen tutte due in serie A…?!?!?” (Prova ad argomentare) “Almenu…”

9 – GIUANIN – (Trasecola) “NU…!!!!” (Lo interrompe categorico) “A Zena gh’è ‘na sula…gran-

de…unica…mittica squadra…” (Ripete con aria mistica: si avvicina alla parete dov’è appeso il pic

colo gagliardetto blucerchiato) “A Sandoia …!!!” (Sentenzia drastico. Bacia il gagliardetto: anco-

ra categorico, girandosi di scatto verso Serafin) “A rumenta….” (Fa un gesto tassativo con le brac

cia) “…a nu cunta…!!”

10 – SERAFIN – (Manda giù un altro sorso di vino bianco: sogghigna sornione) “Viamenti…” (In-

dica le pareti drappeggiate con i colori del Genoa) “Me paa ca cunte e cumme…!!”

11 – GIUANIN – (Si porta una mano al viso) “Nu stamme a dii ninte…!!” (Ripete affranto) “Nu stamme a dii ninte…!!!!” (Stizzito, sena dar tempo a Serafin di replicare) “Se n’aprufitten perché sun in magiuransa…” (Poi, contando con le dita) “Mugee e figgia…” (Fa una smorfia di profondo disgusto) “…venduti al nemico…!!!” (Fa una pausa, scuote affranto la testa. Poi si riprende) “Ma dumenega seia….” (Tronfio) “…scatta a reiza di cunti….!!!!”

12 – SERAFIN – (Finisce il suo Bianco, posa il bicchiere sul tavolino) “Ma mi…” (Obbietta. Fa una smorfia: poco convinto) “Se tiu dixi ti….” (Allarga leggermente le braccia) “…saià..!!”

13 – GIUANIN – (Sempre più accanito) “Nu l’è…” (Scimmiotta l’amico) “…saià…!!” (Tassativo) “A l’è cuscì….” (Sentenzia: indicandosi, categorico) “Tou diggu mi…!!!” (Si infervora: senza la-

sciare il tempo a Serafin di ribattere, in trance calcistica) “E quande dumenega seia…” (in estasi, volgendo lo sguardo al cielo) “…sciortiemu da Marasci cun u scudettu in ta stacca…” (Si gira di scatto verso Giuanin: feroce) “…doppu avei suterou quelle rossue sutta na valanga de gol…” (Si gira nuovamente: ancora in estasi) “Poriemu criaa finalmente a tutta vuxe…” (Fa una breve pausa: con rabbia, agitando un pugno verso il malcapitato Serafin) “SERIE “B”….SERIE “B”….!!!”

Serafin, sconcertato, si passa una mano sul viso scuotendo mestamente la testa con un sorriso di tri

ste compatimento.

In quel momento, sull’urlo di Giuanin, fanno il loro ingresso da destra Marilena, la moglie di Giua

nin, e la loro figlia Chiara. Entrambe sono fasciate nei vessilli del Genoa.

                                                                                                         2

14 – MARILENA – (Entra per prima da destra: è fasciata in una vistosa bandiera rossoblu che le copre le spalle. Sente l’urlo belluino di Giuanin: si blocca a centro scena. Decisa e autoritaria, al-

le spalle del marito) “Amia, frenguellu…” (Lo apostrofa malamente) “…che a partia a zeughen du-

menega…!!!” (Tassativa, piazzandosi quasi sull’attenti, mani sui fianchi) “Pou mumentu…” (Si gi-

ra su un fianco: indicandogli l’uscita di destra agitando una mano) “Vanni in poo a cantaa in sce n’atra carassa…!!”

15 – GIUANIN – (Si è girato lentamente verso di loro non appena sono entrate in scena) “Tou chi, mia…!!” (Commenta con insofferenza) “Serafin…” (Apostrofa l’amico) “Danni in poo na telefunaa in Scarpin…” (Indicando con sdegno moglie e figlia) “Che chi gh’è da rumenta da portaa via…!!!”

16 – CHIARA – (E’ entrata alle spalle della madre e si è fermata subito dietro di lei: stizzita) “O papà…” (Apostrofa Giuanin: sopravanza Marilena avvicinandosi al padre) “Guarda che qui di ru-

menta da portar via…” (Feroce, agitandogli vorticosamente un dito sotto il naso) “…c’è quella blu-

cerchiata e basta, sai…!!!”

17 – GIUANIN – (Le rivolge un sorriso ironico) “Chiara…” (La apostrofa quasi mellifluo) “Tie mee figgia…” (Gli fa una tenera carezza su una guancia) “Tie a luxe di mee euggi…” (Fa una bre-

ve pausa: cambia di colpo atteggiamento. Feroce) “Ma se nu ti te levvi ‘stu strasun de dossu…” (A

gita malamente la sciarpa che Chiara ha al collo: tassativo) “…zu-u che t’amassu…!!!”

18 – MARILENA – (Ostentando preoccupazione) “Giuanin…!!!”

19 – GIUANIN – (Distrattamente, volgendo lo sguardo verso di lei) “Ouh…!!”

20 – MARILENA – (Sempre con falsa preoccupazione) “Ti te l’ee disinfetee e man primma de tucaa teu figgia…?!?!?”

21 – GIUANIN – (Incassa il colpo. Esita un attimo poi, ancora feroce) “Marilena…” (Ribatte sibil-

lino) “Ti se nu ti fisci a mue de mee figgia t’avieva za amassou d’an toccu…!!” (Fa una breve pau-

sa, poi, senza dare a Marilena il tempo di ribattere) “In quante a disinfetta…” (Sentenzia) “…viatri Genoani biseurieiva mettive a baggnu in tu DDT e lasciaveghe trei dì…!!” 

22 – CHIARA – (S’infervora a sua volta) “Guarda. eh…!!” (Lo apostrofa alzando nuovamente in alto il dito accusatore) “Che il Genoa è stato la squadra di Levratto…di De Vecchi…di Verdeal….

di Abbadie…!!”

23 – GIUANIN – (Si gira verso di lei) “De Mazzini…de Garibaldi…” (La scimmiotta imitandone il tono perentorio della voce e alzando un dito accusatorio) “De Cavour…de l’ommu de caverne…!!”

(Con una scrollata di spalle, ilare) “L’urtimu scudette che ei guagnu…” (Le deride: spalancando platealmente le braccia) “Zeugaven ancun cun u balun de pria…!!”

24 – MARILENA – (Trasale: risentita) “Sci…sci…” (Ribatte acida) “Megiu viatri che ve sei missi insemme in ta due pe faa na loffa…!!”

25 – GIUANIN – (Trasale a sua volta) “Donna…” (Esplode: avanza minaccioso verso Marilena) “Pe teu norma e regula…” (Gli ringhia sul naso) “…u nostru scudettu u l’è datou millenovecentono

vantantadue….” (Sottolinea la parola pronunciandola in Italiano e sillabandola quasi) “…e nu milleeutusentunovantedui…” (Rincara con aria dispregiativa) “E l’emmu guagnu…”

26 – CHIARA – (Lo interrompe: con un ghigno beffardo) “Perdendo di brutto il derby…!!” (Con un sorriso di beffarda soddisfazione) “Papino…te lo ricordi Branco….?!?!?”

27 – GIUANIN – (Scrolla le spalle: perentorio, sentenzia) “Parigi val bene una messa…!!”

In quel momento, da sinistra si ode lo squillo del telefono

28 – SERAFIN – (Che si sta godendo la scena comodamente seduto accanto al tavolino, con voce moderata, alzando timidamente una mano) “Giuanin…telefunu…!!”

29 – MARILENA – (Non lo considera: a Giuanin, con rabbia) “E duman ghe n’è un-a pe viatri de messa…” (Strepita a tutta voce: poi, allungandosi verso di lui ed abbaiandogli quasi in faccia) “Fu

nebre…!!!!”

Il telefono continua imperterrito a suonare

                                                                                                        4

30 – SERAFN – (Alza desolato gli occhi al cielo: a voce più alta, portandosi una mano aperta a lato della faccia a mo di amplificatore) “Telefunuuuu….!!!!!!”

Nessuno lo considera: la diatriba calcistica è ormai avvampata.

31 – GIUANIN – (Sempre più infervorato) “Marilena…” (Apostrofa in malo modo la moglie) “Fin-a a preua cuntraia finoua a cascia da mortu ve l’emmu feta a viatri…” (Fa una breve pausa: senza 

dare tempo alle due donne di ribattere, d’impeto) “Perché a Zena gh’è sulu  ‘n’unica grande squad-

dra….” (Si avvicina al gagliardetto della Sampdoria, gli da un bacio veloce quanto appassionato) “Quella blucerchiata…!!!!”

Il telefono continua a suonare imperterrito.

32 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente: scattando in piedi come una molla e mettendosi entrambe le mani ai lati della bocca come amplificatore, con quanta voce ha in corpo) “TELEFUNUUUUU

UUUUUU……!!!!!!!!!”

Questa volta il richiamo di Serafin giunge a segno: Giuanin, Marilena e Chiara si bloccano e zitti-

scono tendendo tutti l’orecchio verso sinistra da dove continua ad arrivare il suono del telefono.

E’ Giuanin a muovere per primo

33 – GIUANIN – (Sbuffa pesantemente) “E cosu l’eu ‘stu chi….” (Sbotta. Muove verso sinistra: prima di uscire) “Scumettu cu l’è in Genoano…!!!”

34 – CHIARA – (Scatta a sua volta verso sinistra. Inseguendo Giuanin con la voce, prima di uscire a sua volta gesticolando nervosamente) “E non può essere altro di sicuro…” (Urla a piena voce)  “...perché Genova…è solo rosso blu…!!!!”

35 – MARILENA – (Perentoria, a Chiara) “Oua ben…!!!!” (Scattando a sua volta verso sinistra, prima di uscire) “Digghelu in poo a quellu gabibbu de teu pue…!!!”

36 – SERAFIN – (A Marilena che non lo considera minimamente, intanto che esce da sinistra) “Ma

rilena…” (Prende il bicchiere vuoto dal tavolino: allungandolo disperatamente verso l’uscita di si-

nistra, quasi ad inseguirla).”….ti ghe l’avieisci miga ancun in gusin de giancu…??!?”

Il suono del telefono cessa all’improvviso.

La scena rimane ferma per alcuni istanti con Serafin a guardare desolato verso l’uscita di sinistra.

Poi Giuanin si scuote.

37 – SERAFIN – (Si scuote) “Boh…!!” (Bofonchia fra se: guarda desolato il bicchiere vuoto che ha in mano, fa spallucce) “Oriaa dii che me servioo da sulu…” (Allargando le braccia, con desola-

zione) “Cumme sempre…!!!” (Muove un passo verso sinistra, si ferma. Rimane un attimo medita-

bondo, reggendosi il mento con la mano. Poi, perplesso, alla platea) “Na cosa nu resciu a capii…”

(Si chiede: allargando le braccia, desolato, prima di  uscire a sua volta da sinistra) “Cumme se fa a esse cuscì scemmi deree a vintidui cugiuin che curen apreu a ‘na balla…!!!!”

La scena rimane vuota per qualche attimo, poi, da destra fa il suo ingresso in scena Fortunato, il fi

danzato di Chiara.

38 – FORTUNATO – (DA FUORI A DESTRA) “L’è permissu…?!?!?” Gh’è nisciun in casa…?!?”

(Entra in scena lentamente, guardandosi in giro con fare circospetto) “Marilena…Chiara…ghe sei..…?!?!?” (Chiama a tutta voce, fermandosi poco oltre l’entrata. Aspetta qualche attimo una rispo

                                                                                                         5

sta che non arriva, poi fa una smorfia) “Boh…!!” (Commenta fra se a mezza voce) “Chissà unde sun anete a sbatte, quelle due…!!” (Avanza a piccoli passi fino a centro scena: si ferma, si guarda in giro. Fa una smorfia sofferta, di profondo disgusto) “Beuh….!!!!” (Poi, stizzito) “Tutte e otte che intru chi dentru…” (Allarga le braccia indicando l’ambiente circostante) “….me s’agruppa e bele !

!” (Va verso la parete tappezzata di insegne rossoblu: con odio) “Mia in poo se me tucca veddime in giu tutte ‘ste pitue de guera…” (Volta lo sguardo verso l’angolo dove c’è il minuscolo gagliardet

to blucerchiato: s’illumina) “E a mee Sandoia infiaa in te n’angulin…” (Si incammina verso il ga-

gliardetto appeso) “Perennemente in castigu…!” (Si ferma davanti al gagliardetto: la sua espres-

sione da suadente si fa feroce) “Nu l’è giustu…!!!” (Sbotta. Bacia il gagliardetto: deciso) “Ma nui semmu forti…” (Declama quasi. Bacia di nuovo il gagliardetto: solenne, a voce alta, alzando un pugno in aria) “E vinceremo….!!!!!”

In quel momento, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena Serafin.

39 – SERAFIN – (Rientra da sinistra: ha in mano il bicchiere nuovamente pieno: Vede Fortunato in contemplazione davanti al muro del tifo, scrolla le spalle) “Teh…!!!” (Lo apostrofa) “Tou chi l’atru bezugu…!!!”

40 – FORTUNATO – (Trasale: si gira di scatto trafelato) “Ohimè mi…!!!” (Geme quasi: indivi-

dua Serafin, si rilassa) “Se…Serafin…” (Emette un lungo respiro rilassante) “Bungiurnu…!!”

41 – SERAFIN – (Si avvia verso il tavolino: lo saluta) “Ciao, Fortunato…!! Nu stame a dii…” (Lo canzona) “…che tie n’atru de quelli invexendee in tu balun, eh…!!”

42 – FORTUNATO – (Di getto, perentorio, senza pensare) “Sci…!!!” (Vede l’espressione canzona

toria che si dipinge sul viso di Serafin: si corregge) “Nu…!!!” (Serafin lo guarda interdetto: alzan.

do gli occhi al cielo, dolente, avvicinandosi a sua volta al tavolino) “Orieiva…!!!!”

43 – SERAFIN – (Si è seduto: sorseggiando il suo bianco, interdetto) “Cumme saieiva a dii, scusa..

…??”

44 – FORTUNATO – (Si avvicina al tavolino) “Saieiva a dii…” (Allarga leggermente le braccia: in imbarazzo, sedendosi a sua volta al tavolino) “Saieiva a dii che qualche otta me saieiva cau an-

che a mi anaa a vedde ‘na partia, ma….”

45 – SERAFIN – (Lo interrompe) “E alantun…” (Allarga leggermente le braccia: con scontata ov-

vietà) “…vanighe, nu…?!?!?”

46 – FORTUNATO – (China la testa: affranto, con un filo di voce) “Nu possu…!!”

47 – SERAFIN – (Sconcertato) “E perché mai, scuza….?!?!?” (Fa una breve pausa, aspettando una risposta che non arriva) “Dumenega gh’è u derby….” (Insiste) “Zena – Doia…!!!” (Si acca-

lora) “Mi in paa de otte ghe sun anetu…” (Racconta infervorato) “U l’è in spetaculu…gh’è de co-

reografie de due gradinate che sun ecessiunali…!!!”

48 – FORTUNATO – (Mogio, con un filo di voce) “E u so ben cu gh’è, vanni…!!” (Alza gli occhi verso l’interdetto Serafin) “Chi…” (Fa un giro circolare del braccio ad indicare l’ambiente circo-

stante) “…ghe va tutta a famiggia…!!!”

49 – SERAFIN – (Non capisce: stupito) “Apuntu…!!!” (Rimarca) “Vanighe anche ti, nu…?!?!?” (Convinto) “Tantu ciù che a Chiara….”

50 – FORTUNATO – (Lo interrompe) “Serafiiiinnn….!!!!!” (Con veemenza) “A Chiara….” (Agi-

tando convulsamente le mani) “….a l’è da l’atra parte…!!!!!!”

51 – SERAFIN – (Capisce) “Aaaahhhh….!!!!!” (Si illumina) “Perché ti nu tie….”

52 – FORTUNATO – (L’interrompe: categorico) “NU…!!!!!”

53 – SERAFIN – (Cerca di ribadire) “Alantun tie….”

54 – FORTUNATO – (L’interrompe nuovamente: drastico) “SCI….!!!!!”

55 – SERAFIN – (Non vede dove sia il dramma) “E ben…?!?!?” (Obbietta) “E udii che gh’anei in-

semme….” (Prova a proporre) “Un u s’infia da na parte….” (Spiega mimando con le mani) “…un da l’atra…” (Allarga le braccia: con scontata ovvietà) “E ve vedei feua doppu a partia, nu….?!?!?”

                                                                                                         6

56 – FORTUNATO – (Scatta come una molla) “Ma figurite…!!!!” (Spara a tutta voce: si alza di scatto) “In discursu du genere cun a Chiara….?!?!?” (Obbietta muovendosi a larghi passi lungo la scena) “Nu l’è mancu da pensalu….!!!!” (Si blocca, si gira verso Serafin: agitando convulsamente le braccia) “A primma cosa ca m’ha dumandou a primma otta che semmu sciortii insemme l’è pe chi fava u tifu…” (Alza le braccia e il viso al cielo: agitandosi ancora) “E menu male che m’aiven avisou e g’ho ditu che u balun u nu m’interessa ciù de tantu…!!!!” (Ricomincia a passeggiare) “In-

vasaa cumma l’è …” (Si riavvicina al tavolino) “Attru che donne e champagne doppu a partia…” (Risedendosi, drastico) “Sun pippe e gazeu pe u restu di mee giurni…!!!!”

57 – SERAFIN – (Dolente) “Ou beleu, Fortunato….aggi pasiensa…!!” (Si scusa) “Nu credeivu ca fisse persa fin-a a stu puntu…!!” (Fa spallucce) “E poi…” (Prosegue) “…pensavu ti fisci genoano ti a scì…!!!”

58 – FORTUNATO – (Sobbalza) “NU…!!!” (Obbietta piccato) “Mi sun tifusu du Ssssss….”

In quel preciso momento, da sinistra, rifà il suo ingresso in scena Chiara.

59 – CHIARA – (Rientra da sinistra: vede Fortunato che discute con Serafin e si ferma sull’ingres-

so, interessata ai loro discorsi)

60 – FORTUNATO – (Vede Chiara, si blocca) “Du Ssssss…” (Riprende imbarazzatissimo, consa-

pevole di essere stato sentito da Chiara fino a quel punto. Deglutisce pesantemente: quasi come se si costringesse a parlare) “Savun-a…..”

61 – CHIARA – (Ha sentito le sue precedenti parole: lo guarda interdetta prima e feroce poi. Si ri-

lassa: stupitissima) “E che novità è questa…?!?!?” (Si avvicina a Fortunato, gli schiocca un bacio su una guancia) “E perché non me lo hai mai detto…?!?!?”

62 – FORTUNATO – (Ricambia il bacio. Con un sorriso ebete) “O, ninte Chiara…” (Cerca una

spiegazione plausibile) “A l’è…” (Cerca una scusa plausibile) “A l’eeeeeee….” (S’illumina) “Na tradisiun de famiggia….!!” (Butta li: convinto) “Mee nonnu u l’ea originariu de Noli…!!”

63 – CHIARA – (Fa spallucce) “Oddio…” (Commenta greve) “Non è che con i ciccioli ci siano quei grandi rapporti, eh…!!!” (Agita il dito con aria di rimprovero) “Però…” (Conclude decisa) “Sempre meglio il Savona che quell’altra squadra di gabibbi di mio padre…!!”

64 – FORTUNATO – (Si alza) “Chiara….” (Le cinge amorevolmente le spalle) “…tiu see che mi u balun nu l’è che….”

65 – CHIARA – (Si appoggia ammiccante su di lui) “Lo so…lo so che non hai mai visto una partita

…” (Trasale: si stacca, lo guarda malissimo. Truce) “Ouh, però quando saremo sposati, l’abbona-

mento e le trasferte più importanti del Genoa…. bisogna farli, eh…!!!”

66 – SERAFIN – (Sobbalza trattenendo a stento una fragorosa risata. Poi, allungando il bicchiere verso Chiara e Fortunato, ilare) “Salute…!!!!!” (Beve un lungo sorso: poi, alla platea, sornione, a mezza voce) “Tantu perché segge ceu chi l’è che porta e braghe…!!!!”

In quel momento, da sinistra, rifanno il loro ingresso in scena Giuanin e Marilena: stanno litigan-

do furiosamente.

67 – GIUANIN – (Rientra per primo a larghi passi ed è decisamente inferocito: voltandosi verso Marilena, che lo segue da vicino, deciso, a tutta voce) “Ma nu ghe pensu mancu, se…!!”

68 – MARILENA – (Lo segue a breve: Si blocca un passo oltre l’ingresso: a muso duro e braccia conserte) “Cumme saieiva a dii….” (Abbaia quasi: lo scimmiotta) “…nu ghe pensu mancu…?!?!?”

69 – GIUANIN – (Si blocca di colpo a centro scena: a Marilena, girandosi di scatto) “Saieiva a dii che nu me vegne mancu in mente de perde…” (Solenne, alzando un dito al cielo) “U DERBY…” (Sottolinea le parole alzando il tono della voce. Perentorio, mulinando il dito ) “E CHE derby…” (Enfatizza ancora. Poi, con lieve disprezzo nella voce) “…sulu che pe duvei reze u panee….” (Cam

bia tono: venefico) “…a l’Osvalda…prescidente da cunfraternita de Santa Benarda…!!!”

                                                                                                                                                             7

70 – MARILENA – (Avanzando con passo lento ma deciso verso di lui) “Amia. Meza cicca…” (Fe

rocissima, agitandogli contro un dito accusatore) “Che a mamma quella carrega a se l’ha guagnaa cun u su-u da seu frunte, se…!!!!”

71 – CHIARA – (Che è rimasta a braccetto ad un desolato Fortunato) “La  nonna…” (Interviene decisa) “…è una santa donna…!!”     

71 – GIUANIN – (Di getto, a Chiara) “Euh…” (La rimbrotta secco) “…a l’ha l’aureola !!” (Poi, a Marilena, con falso stupore) “A sci…?!?!?” (La canzona) “A l’ha guagna cun u su-u da seu frunte….?!?!?” (Si batte platealmente una mano sulla fronte) “Tou li perché l’annu pasou a l’ha

fetu a bruncupulmunite…!!!!” (Sbotta con esagerata enfasi: dissacrante, sentenzia) “L’ha fetu reasiun u su-u cun l’aia freida ca g’ha in tu servellu…!!”

72 – MARILENA – (Con esagerata sorpresa) “Bellu San Pee…” (Comincia a implorare giungen-

do le mani e alzando anche lei platealmente lo sguardo al cielo) “Gieuxepin beneitu….!!”

73 – CHIARA – (Si stacca da Fortunato, fa un passo avanti: da man forte a Marilena) “Signore onnipotente…!!!”

74 – SERAFIN – (Si alza dal tavolino: con falsa enfasi) “Madonna a bun pattu e Santi de badda...!”

(Sbotta: si avvicina a Fortunato) “Nemmu mia…” (Lo apostrofa prendendolo sottobraccio) “..che chi me paa che aggen da dii u rusaiu…!!!”

75 – MARILENA – (Si gira verso Serafin, nota la presenza di Fortunato. Con enfasi ed un largo sorriso) “Ciao Fortunato…!!!”

76 – GIUANIN – (Si gira a sua volta verso Serafin e vede anche lui Fortunato: desolato, scuotendo la testa e indicando Chiara con un rapido cenno) “Ciau, desgrasiou…!!!”

77 – CHIARA – (Fa spallucce: a Giuanin, ponendosi impettita davanti a lui) “Papà, la mamma ha ragione…!!” (Sentenzia) “Non puoi lasciare sola la nonna in un giorno così importante per lei….!”

78 – MARILENA – (Riprende vigore) “A cunfraternita de Santa Benarda a l’è na cosa seria, se...!”

(Rampogna severamente Giuanin) “E u fetu che a mamma…dumenega…a l’agge l’investitua uffici

ale a prescidente u deve impine de orgogliu…!!”

79 – SERAFIN – (Si è fermato sempre con Fortunato sottobraccio ad un passo dall’uscita di destra

Scuote tristemente la testa, alza leggermente lo sguardo al cielo imprecando a messa voce, poi, a Chiara e Marilena) “Scuzei n’attimu, eh…!!” (Richiama la loro attenzione) “Ma se nu peu cumpa-

gnala Giuanin…a seuxua…” (Con scontata ovvietà) “Perché nu ghe l’acumpagnei viatri a ‘sta ceri-

monia, dumenega…?!?!”

80 – CHIARA e MARILENA – (Si girano di scatto verso Serafin: contemporaneamente) “E si…” (Sbottano decise: allungando ancora contemporaneamente un braccio verso di lui) “C’è il derby

…!!!”

81 – GIUANIN – (Canzonandole) “E u so ben che gh’è u derby, vanni…!!”

82 – SERAFIN – (Con assoluto stupore) “E ben…” (Obbietta) “…se gh’è u derby…?!?!?”

83 – MARILENA – (Trasale) “Serafin, foscia nu tie capiu…” (Scatta feroce verso di lui) “Niatre...”

(Si indica) “…au zena…” (Solenne, con immenso orgoglio) “…gh’emmu l’abunamentu…!!”

84 – GIUANIN – (Drastico) “Tutte palanche cacee via…!!!” (Sentenzia: poi a Serafin, serio) “Sera

fin…” (Ne richiama l’attenzione) “…a ‘ste due chi bezeugna che ghe tagge i fundi…” (Categorico) “Catten de belinate…!!!”

85 – CHIARA – (Scrolla le spalle) “Oh…” (Replica acida a Giuanin) “Sei furbo tu che sei andato a farti cavare un litro di sangue…” (Imita il gesto di tagliarsi platealmente le vene di un polso)  “..per comprare un biglietto per i cessi pubblici…!!”

86 – GIUANIN – (A Chiara, agitando convulsamente le mani) “Amia beroda…” (La apostrofa ma-

lamente) “..che a gradinata sud u l’è in cheu cu batte, attru che micce…!!!” (Sbotta con enfasi ) “E se te interessa…” (Aggiunge con fervore) “…u bigettu me l’ha procurou u mee amigu Leonardo In-

vasato…responsabile du tifu organizzato blucerchiato…!!!”

87 – MARILENA – (Venefica, con una smorfia di profondo disgusto) “Che da bravu blucerchiato u l’è de Taranto…!!”

                                                                                                                                                            8

88 – GIUANIN – (Non la degna) “Indi per cui e onde per la quale…” (Prosegue imperterrito) “Se-

mai ghe l’acumpagnee viatre l’Osvalda a resise a Benarda….” (Sbotta) “MI…” (Si indica, sottoli-

neando la parola alzando il tono della voce: categorico, partendo poi e uscendo a grandi passi da destra, con un gesto perentorio) “…nu sens’atru…!!!!”

89 – MARILENA – (Trasale nuovamente) “A bruttu mustaciollu…!!!!” (Sbotta a sua volta: parten

do di gran carriera e uscendo a sua volta da destra agitando minacciosamente un braccio) “Cum-

me ti te permetti de insultaa teu seuxua ca t’ha permissu de spuzaa ‘na donna cumme mie….!!!!!”

90 – CHIARA – (A sua volta, perentoria) “Giusto…!!!!” (Sbotta: partendo anche lei di gran carrie

ra verso l’uscita di destra) “E come ti permetti di insultare una squadra come il Genoa che ha fatto più di cent’anni di…” (Si blocca : torna sui suoi passi. Ancora perentoria, a Fortunato) “Tu…” (Lo apostrofa categorica) “Stai fermo qui…che poi arrivo…!!” (Riprendendo la sua marcia e u-

scendo a sua volta da sinistra) “’Una squadra che ha fatto più di cent’anni di storia del calcio in Ita-

lia….!!!!”

La scena rimane ferma qualche istante con Fortunato che guarda allibito uno sconsolato Serafin. Poi è proprio Fortunato a riprendersi per primo.

91 – FORTUNATO – (A Serafin, desolato) “Eccu…tie vistu…?!?!?” (Poi, concitato) “Cumme fas-

su mi a dichiarame cumme tifusu de….”

92 – SERAFIN – (Lo interrompe) “Fortunato…!”

93 – FORTUNATO – (Si blocca a sua volta: a Serafin, sorpreso) “Sci…?!?!?”

94 – SERAFIN – (Sornione, riprendendolo sottobraccio) “Tie segu-u che quande teu pue u t’ha de-

nunsiou a l’anagrafe…” (Fa una breve pausa: con espressione di vago sospetto) “Nu t’aggen sba-

gliou u numme ….?!?!?”

95 – FORTUNATO – (Non capisce: con stupore) “Cumme scuza…?!?!?”

96 – SERAFIN – (Con noncuranza) “Ooooo….ninte, ninte…!!” (Poi, muovendo verso l’uscita di destra e portando con se Fortunato) “Nemmu va…” (Lo esorta bonariamente: prima di uscire da destra, sconsolato) “….che l’e meggiu…!!!”

La scena rimane vuota per alcuni istanti, poi, da destra rifà il suo ingresso in scena Giuanin in compagnia di Beatrice.

97 – GIUANIN – (Rientra da destra SORREGGENDO Beatrice) “Curaggiu, scignua…” (Cerca di confortarla) “…che anemmu a setase, eh…!!”

98 – BEATRICE – (Entra da destra SORRETTA da GIUANIN: è una donna sulla quarantina, anco

ra decisamente piacente. E’ completamente vestita di nero, con una lunga gonna che le arriva qua-

si fino ai piedi e un fazzoletto nero in testa. Zoppica vistosamente e si lamenta con voce stridula e tono sofferente) “Che dolore….” (Ansima quasi con marcato accento siciliano) “Che doloooore…!!

99 – GIUANIN – (Avanza sorreggendola fino a centro scena) “Sciu….sciu…” (La esorta: l’accom

pagna al tavolino, l’aiuta a sedersi su una delle due poltrone) “Che oua passa tuttu, eh…!!”

100 – BEATRICE – (Si siede: con voce tranquilla e un timido sorriso) “Grazie assai…!!” (Ripren-

de immediatamente l’espressione sofferente di prima) “Che dolore…” (Ulula quasi nuovamente) “Che doloooore….!!!!”

101 – GIUANIN – (Non riesce a celare un qual certo imbarazzo) “Va ben, ma….” (Non sa che dire) “…cose puemmu faa…?!?!?” (Non riceve risposta, solo smorfie di sofferenza. Si guarda in giro: in ambasce) “Ghe daggu quarcosa…??” (Chiede chinandosi leggermente verso Beatrice) “Nu so….” (Prova a offrire) “In cogna…in rapin…” (S’illumina) “In gottu d’egua…?!?!”

102 – BEATRICE – (Solleva appena lo sguardo verso di lui) “Se non è troppo disturbo…” (Repli-

ca con sofferenza) “…un goccio d’acqua, grazie…!!!”

103 – GIUANIN – (S’illumina nuovamente: con un largo sorriso) “Ma pe caitee…!!!” (Muove ver-

                                                                                                         9

so l’uscita di sinistra) “Nisciun disturbu…” (La rassicura prima di uscire) “Ghe manchieiva…!!!”

104 – BEATRICE – (Lo guarda uscire: cambia espressione. Fa una smorfia di soddisfazione, poi, riprendendo l’espressione sofferta di prima, allungandosi all’indietro e mettendosi un braccio sulla fronte, a gran voce per essere sentita) “Che dolore….” (Ripete ancora) “Che dolooooore…..!!!!”

105 – GIUANIN – (Rientra un attimo dopo da sinistra con un bicchiere d’acqua in mano) “Sun chi

scignua…” (La rassicura: va al tavolino, le porge il bicchiere) “Ca beive in poo che poi a vedia ca và meggiu…!!”                                                                                                                                                           106 – BEATRICE – (Prende il bicchiere rivolgendogli ancora un timido sorriso) “Grazie…grazie assai…” (Beve un piccolo sorso: posando il bicchiere) “Gentilissimo ….!!”

107 – GIUANIN – (Le rivolge un sorriso compiaciuto. Poi, serio) “Ma cumme l’è sucessu….??” (Chiede) “Cumma l’ha fetu a cazze….?!?!?”

108 – BEATRICE – (Compunta) “Le scale salivo…” (Spiega) “Sul gradino scivolai….” (Si porta la mano sul ginocchio) “Il ginocchio battei….” (Riassume di colpo l’espressione di sofferenza di prima) “Che dolore….” (Ricomincia la litania) “Che doloooooreeee…..!!!!”

109 – GIUANIN – (Fa a sua volta una vistosa smorfia di sofferenza) “Aaahhhh….!!” (Geme appe-

na. Poi cerca di soccorrerla) “Ma sciu…a saià a botta….” (Prova a rassicurarla) “Ca me fasse in poo vei….” (Allunga le mani verso il ginocchio di Beatrice) “Se mai ghe metemmu in poo de gias-

su...”

110 – BEATRICE – (S’irrigidisce) “NO….!!!!” (Spara a tutta voce ritraendosi e bloccando Giua-

nin con le mani) “Le mie parti intime….solo il mio povero Calogero le vide…!!!”

111 – GIUANIN – (Trasale, si ritrae di scatto) “Parti intime….?!?!?” (Chiede meravigliato) “Beleu

ma…” (Obbietta: indicando il ginocchio) “U l’è sulu in zenuggiu, eh…!!”

112 – BEATRICE – (Categorica) “Sempre parte coperta iè…” (Si indica la gonna) “Solo il mio po-

vero Calogero la potè scoprire…!!”

113 – GIUANIN – (Realizza) “Povero Calo…” (Stupito) “Scignua, scia nu me digghe che scia l’è…

114 – BEATRICE – (Fa un cenno affermativo scostando all’indietro la testa) “Vedova sono…!!”

115 – GIUANIN – (Sorpreso e allibito) “O mue caa…!!!” (geme quasi: si siede sull’altra poltrona) “Cuscì zuena….!!” (Affranto, sporgendosi appena verso di lei) “E da quande…?!?!?”

116 – BEATRICE – (Afflitta, con voce bassa) “Sono ormai più di dieci anni che il mio povero Calo

gero…” (Tira di naso, scuote leggermente la testa: con un flebile gemito) “…non è più…!!!”

117 – GIUANIN - (Decisamente dispiaciuto) “Mamma mia…” (Mormora appena) “…cuscì zueni..

..!!” (Poi, a Beatrice, fatalista) “Quarche bruttu maa, imaginu…”

118 – BEATRICE – (Fa spallucce: secca) “No…” (Replica) “…lupara…!!”

119 – GIUANIN – (Trasale) “Lup…!!!” (Scatta in piedi) “L’han amasou…!!!” (Spara incredulo) “N’omicidiu…!!!!!”

120 – BEATRICE – (Decisa) “Noooo….!!!” (Lo corregge immediatamente) “…disgrazia fu…!!”

121 – GIUANIN – (Incredulo) “Disgrasia….?!?!?”

122 – BEATRICE – (Con un pallido sorriso) “Siiiii….!!!” (Spiega) “Correva in macchina sulla tan-

genziale Catania – Palermo…” (Allarga leggermente le braccia: con rassegnazione) “Si scontrò con un proiettile che viaggiava in senso contrario…!!!”

123 – GIUANIN – (Resta impietrito: con voce metallica e occhi sbarrati) “Ah…!!!”

124 – BEATRICE – (Con voce flebile e sguardo abbassato, prosegue il suo racconto) “Da allora…

mai più nessun uomo osò sfiorarmi nemmeno con un dito…!!”

125 – GIUANIN – (Allibito, alla platea, a mezza voce) “E te creddu….” (Commenta con sarcastica ovvietà) “Vistu a fin che l’ha fetu u primmu…!!!”

126 – BEATRICE – (Imperturbabile, continua il racconto) “Da allora, chiusa nel mio dolore rima-

si…” (Alza ancora leggermente lo sguardo su Giuanin) “Tant’è vero…” (Si indica) “…che ancora il lutto porto..”

127 – GIUANIN – (Si rianima) “Ma nu, ma…” (Prova ancora a consolarla) “Scia l’è zuena….” (Si siede nuovamente sulla poltrona accanto) “Scia g’ha ancun na vitta davanti…!!”

                                                                                                                                                          10

128 – BEATRICE – (Lo guarda serissima) “Anche questo….” (Fa spallucce) “…vero iè…” (Assu-

me un’espressione intensa) “Io…donna mediterranea sono…” (Si mette una mano sul petto: allun-

gandosi verso Giuanin CHE SI RITRAE D’ISTINTO) “Il fuoco dentro tengo…!” (Si ricompone: con voce sofferta) “Ma se un uomo ancora mi dovesse guardare…” (Fissa intensamente Giuanin negli occhi) “Forte…dolce….e deciso come il mio Calogero dovrà essere…!!!”

129 – GIUANIN – (A mezza voce, ancora alla platea) “E specialmente…” (Commenta di nuovo sarcastico) “…armou fin-a ai denti, me sa…!!!”

In quel momento, da destra, rifà il suo ingresso in scena Serafin.

130 – SERAFIN – (Rifà il suo ingresso in scena da destra: vede Beatrice, trasale) “O Segnuu…!!!” (Spara a tutta voce commentandone l’abbigliamento) “Mortisia Adams….!!!!!”

131 – GIUANIN – (Vede Serafin, s’illumina) “Serafin…!!!!” (Scatta verso di lui) “Vegni che te pre

sentu a scignua…!!!” (Lo prende per un braccio, lo porta verso il tavolino) “Questa a l’è a scignua..

….” (Non sa il suo nome. Rimane un attimo interdetto: si riprende subito. Indicandola a Serafin) “A vexin-a du cian de datu…!!!”

132 – SERAFIN – (Con un largo sorriso) “Piaxei, scignua…!!!” (Si presenta) “Mi sun Serafin….” (Allunga la mano verso di lei) “U vexin du cian de sutta…!!”

133 – BEATRICE – (Alza appena lo sguardo) “Piacere…Beatrice…” (Gli stringe fulmineamente la mano) “La vicina del piano di sotto…”

134 – GIUANIN – (Rimane un attimo imbambolato) “Oooohhh…Beatrice…!!” (Sospira) “Come la musa di Dante…!!!!”

135 – SERAFIN – (Fraintende) “A mus…?!?!?” (Biascica interdetto. Agguanta Giuanin per un braccio: con aria severa) “Giuanin, amia cu l’ea n’ommu …!!” (Lo rimbrotta a mezza voce. Poi, sempre serio) “E poi, insumma…” (Indica Beatrice) “…gh’è na scignua…!!!”

136 – GIUANIN – (Ha un’espressione dolente: a Serafin) “Pe piaxei…” (Lo rimbrotta a sua volta con aria desolata) “…lascia perde…!!” (Si stacca da Serafin: a Beatrice, con un largo sorriso, ten-

dendo a sua volta la mano) “E mi sun Giuanin…” (Si presenta a sua volta: cerca una battuta scon-

tata) “U vexin du cian de mezzu…!! »

137 – BEATRICE – (Solleva appena lo sguardo : interdetta)  “Prego…?!?!?”

138 – GIUANIN – (Afferra al volo che non ha capito) “Giovannino…” (Traduce) “…in italian…”

139 – BEATRICE – (Solleva lo sguardo verso Giuanin: sognante) “Ooooohhh….Giovannino….” (Sospira) “Come il defunto fratello del mio povero Calogero…!!!”

140 – GIUANIN – (Trasale) “Mo…mortu anche le….?!?!?”

141 – BEATRICE – (Fatalista, allargando leggermente le braccia) “Eeeehhh…!!!”

142 – GIUANIN – (D’istinto) “E de cos…” (Trasale nuovamente. Si blocca: allungando una mano verso Beatrice) “Nu…!!!!” (Spara categorico) “Nu l’euggiu savei…nu m’interessa…!!!”

143 – SERAFIN – (Agguanta Giuanin per un braccio, tirandolo leggermente in disparte: a mezza voce, preoccupato) “Senti in poo…” (Lo apostrofa) “Tie diventou tuttu scemmu….????”

144 – GIUANIN – (Drastico) “Nu….” (Sentenzia: staccandosi da Serafin) “Ma rischiu de diventa-

lu fitu …!!”

145 – SERAFIN – (Fra se, perplesso) “Boh…chi g’acapisce l’è brau…!!!”

Giuanin rivolge nuovamente le sue attenzioni a Beatrice che, in quel momento, si alza.

146 – BEATRICE – (Si alza dalla poltroncina: a Giovanni) “Grazie, signor Giovannino…!!” (Lo apostrofa con fare sornione. Avvicinandosi) “Un poco meglio mi sento…” (Gli dispensa un pallido sorriso) “Adesso….penso che posso rientrare…” (Con fare pudico, alzando appena una mano verso le labbra) “Troppo disturbo vi diedi…!”

                                                                                                                                                          11

147 – GIUANIN – (La guarda fisso: riesce appena a mormorare) “Maaaa….” (Si guarda in giro imbarazzatissimo per un breve momento, poi si riprende) “Ma nuuuu….!!!” (Replica con ostentata

 ovvietà) “Ma ghe manchieiva….!!!!” (Sottolinea a gran voce. Serio) “Se nu se demmu na man fra vexin…” (Rivolto a Serafin, con un sorriso esagerato) “Nu è vea…?!?!?”

148 – SERAFIN – (Abbozza: con falsa convinzione) “Euhhh…!!!” (Sarcastico) “De otte anche due.

…!!!!”

149 – BEATRICE – (Si avvia lentamente, sempre leggermente claudicante, verso l’uscita di destra

) “Arrivederci, signor Giovannino…” (Gli rivolge un sorriso sornione) “E grazie nuovamente per tutto il disturbo che vi siete dato per me….!!”

150 – GIUANIN – (Inorgoglito) “Ma figuremuse….ca nuu digghe mancu…!!!” (Si lancia in profer

te) “Ansi…” (Aggiunge) “Se scia l’ha de bezeugnu de quarcosa….” (Si indica: con fare rassicuran-

te) “…mi sun chi, eh…!!!!”

151 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oooohhhh…..grazie….” (Ribatte) “Grazie mille…!!!” (Si av-

via verso l’uscita di destra con passo lento e un po’ incerto. Si ferma, si volta nuovamente verso Giuanin che la guarda imbambolato) “Troppo gentile…troppo gentile….” (Ribadisce con un inchi-

no appena accennato. Poi, uscendo da destra, a voce alta ma quasi parlando a se stessa) “Buono…

gentile…forte…deciso…il mio povero Calogero mi ricorda…!!!”

Giuanin rimane fermo a guardarla uscire  con un sorriso ebete sulle labbra, Serafin invece la osserva sornione con una smorfia di dubbio sul viso.

Poi, dopo un attimo, è Serafin che rompe il ghiaccio.

152 – GIUANIN – (Si volta verso l’amico) “Beleu, Giuanin…” (Lo apostrofa ilare) “…femmu cunquiste, eh….!!!” (Non ottiene risposta: nota che l’amico è rimasto fermo, bloccato, con un sorri

so ebete dipinto sul viso. Gli si avvicina: preoccupato) “Giuanin…” (Chiede) “…ti te senti ben…?!

153 – GIUANIN – (Gli elargisce un sorriso ebete) “Signor Giovannino….” (Mormora appena con voce sognante) “Signor Giovannino….!!”

154 – SERAFIN – (Trasale) “O Segnuu cau….” (Commenta fra se ad alta voce: indicando Giuani

n) “U l’è anetu feua de boccia…!!”

155 – GIUANIN – (Si rianima: aggredisce quasi Serafin) “Tie capiu…?!?!?” (Lo scuote quasi con violenza: a gran voce) “TIE CAPIU….?!?!?”

156 – SERAFIN – (Si stacca da Giuanin) “Sci…va ben…” (Continua ad ondeggiare avanti – indie

tro ancora qualche attimo) “Ma carmite…!!!!!” (Spara a sua volta a gran voce: allarga le braccia, desolato) “Nu sun n’eu da zabaiun…!!!!”

157 – GIUANIN – (Decisamente estasiato) “A m’ha ciamou….signor Giovannino…!!!” (Spara en-

tusiasta. Allarga le braccia: estasiato) “L’ea na vitta che nisciun me ciamava ciù Signor Giovanni-

no…!!!”

158 – SERAFIN – (Si ricompone) “Va ben, ma cau…” (Apostrofa Giuanin) “…nu stattene a faa iluxiuin…” (Muove pollice e indice della mano come per dire – non c’è più niente da fare -) “….

che ormai…!!”

159 – GIUANIN – (Non lo considera) “U l’è in seunnu…” (Sospira mistico) “…u l’è in seunnu…!”

160 – SERAFIN – (Caustico) “Apuntu..!!” (Prova a richiamarlo alla realtà) “Atentu che poi ti t’a-

desci suou…!!” (Poi, perplesso) “A prupoxitu…” (Chiede) “Cosa l’è quella storia du defuntu free du poviu Calogeru…?!?!?”

161 – GIUANIN – (Gli sorride sornione) “Tsè…” (Fa spallucce) “Se taa cuntu…nu ti ghe creddi…

…!!” (Si avvicina a Serafin, lo, prende sottobraccio) “Ti devi savei che…” (Si blocca tornando bru

scadente alla realtà) “Nu…!” (Sentenzia guardando l’espressione incredula di Serafin) “L’è megiu che nu ti ne sacci ninte, mia…!!!” (Si stacca da Serafin , ritorna verso il tavolino) “Comunque, cred

dime….” (Ribadisce sospirante) “U l’è in seunnu, Serafin….u l’è in seunnu…!!!”

                                                                                                                                                         12

In quel momento, da fuori a destra, si sentono le voci di Marilena e Chiara che stanno per rientrare in scena)

 

162 – MARILENA e CHIARA – (DA FUORI A DESTRA, cantando a squarciagola) “Aprite…le porte…che passano…che passano….!!!”

163 – SERAFIN – (Desolato) “E stu chi…” (Muove a sua volta verso il tavolino: indicando l’uscita di destra) “…è il triste richiamo alla realtà…!!!!”

Serafin fa appena in tempo ad arrivare al tavolino quando, da destra, sempre cantando a squarcia-

gola, rifanno il loro ingresso in scena Marilena e Chiara

164 – MARILENA e CHIARA – (Rientrano in scena da destra, ancora bardate di vessilli rosso

blù. Tenendosi a braccetto e cantando a squarciagola) “Aprite…le porte…che passano…che passa

no..”(Marciano fino al tavolino: si fermano di fronte a Giuanin, si staccano l’ una dall’altra. Con aria trionfale) “I rossoblù…..!!!!”

165 – GIUANIN – (Le guarda mestamente, ha un moto di schifo) “Serafin…” (Si rivolge all’amico

) “Pecou che i rossoblu nu passen mai l’unica cosa che duvieiven…!!”

166 – CHIARA – (Piccata, a Giuanin) “E cosa sarebbe…?!?!?”

167 – GIUANIN – (Categorico) “A porta…!!!” (Spara a gran voce: poi, sornione) “Definitivamen-

te…!!!”

168 – MARILENA – (Fa spallucce) “Figurite in poo da che purpitu ariva a predica…!!” (Lo apo-

strofa acida. Poi, senza dargli il tempo di ribattere) “Alua l’è decisu…!!” (Lo apostrofa perentoria

) !L’apuntamentu u l’è pe dumenega a due e meza….” (Comincia a dettare ordini al trafelato Giua

nin che la guarda sbigottito) “…davanti au dommu de Caignan…!” (Fa una brevissima pausa: Poi, ancora anticipando il povero Giuanin che vorrebbe replicare) “Da lì a-a Giexa da confraternita de Santa Benarda g’hè ciù o menu mez’ua de straa….l’apuntamentu u l’è pe tree e meza…” (Perento-

ria) “Duvieisci arivaghe cun largu anticipu…!” (Giuanin vorrebbe ancora replicare ma Marilena non gliene lascia il tempo) “Me racumandu de esse puntuale perché a tree ue gh’è a partia e ee stree diventen in casottu….” (Altra brevissima pausa e altro tentativo di replica di Giuanin immediata-

mente frustrato da Marilena) “E stanni atentu che a mamma a nu pigge troppu suu perché ti see che de ‘sta stagiun u ghe fa maa…” (Fa spallucce) “Nu orieiva che pe curpa teu…” (Lo apostrofa con vago disprezzo) “….lunedì a fisse in lettu cun a freve…!!!” (Ancora un a breve pausa. Marilena questa volta Marilena aspetta un intervento di Giuanin che però rimane basito, senza la forza di controbattere.) “Alua….” (Gli ringhia quasi addosso) “…tie capiu…?!?!?!”

169 – GIUANIN – (Si riprende) “Eeeeeuuuuhhhhh…..!!!!!!” (Ribatte ilare con un ampio gesto del braccio) “Sulu che…” (Questa volta è Giuanin che batte sul tempo Marilena che vorrebbe replica-

re: gli mette sorninone due dita a mo di scatola sotto il naso) “…gh’è in piculiscimu particolare..!!”

(Veeemente, quasi sillabando le parole) “MI….DUMENEGA…A TREE UE…” (Mima quasi le pa

role con ampi gesti delle mani e delle braccia) “….SUN AU STADIU…!!!!!” (Fa una breve pausa

Mimando ancora la parola con gesti delle mani, a tutta voce) “GRADINATA SUD….!!!!!!!”

170 – MARILENA – (Lo guarda sornione: con un sorriso beffardo) “E nu, bellu u mee gabibbu...!”

(Lo apostrofa feroce) “Nu ne saieiva miga cuscì segu-u, se…!!”

171 – GIUANIN – (Piccato, a muso duro) “E perché mai….sentimmu in poo…?!?!?”

172 – MARILENA – (Con falsa noncuranza) “Dumenega l’atra, poi…gh’è a festa di alpini, vea…?

173 – GIUANIN – (Trasale: feroce) “E ben…?!?!?”

174 – MARILENA – (Sorniona) “E u bigettu du trenu pe anaghe te l’ho pigiou mi…” (Rafforzando le parole alzando il tono della voce) “E GHE L’HO ANCUN MI….VEA….?!?!?!?”

175 – GIUANIN – (Desolato) “O San Pee cau…!!!”

176 – MARILENA – (Venefica) “Ti te l’aivi ascordou, vea…?!?!?” (Fa una pausa senza che Giua-

                                                                                                                                                         13

nin riesca a profferire verbo) “Oua ben…!!” (Riprende decisa) “Oriaa di che se ti nu ti acumpagni a mamma ‘sta dumenaga chi a l’insediamentu a Santa Benarda…” (Muove verso di lui: acidissima quasi soffiandogli in faccia) “….u bigettu u finisce in te tanti menissi…” (Mima con le dita un co-

 riandolo) “…picin…picin…picin…picin…” (Poi, ancora ringhiando) “E ti a-a festa di Alpini…” (Lo scimmiotta mimando con le braccia in maniera scomposta le parole) “…nu ti…ghe vee…!!!”

177 – GIUANIN – (Rimane un lungo attimo in silenzio) “Ma porca…!!!” (Sacramenta fra se. Poi, a Marilena) “Ma nu possu acumpagnaghela….” (Prova a obbiettare) “….sun senza machina…” (Allarga le braccia) “Tiu see ben che nu guiddu…” (Con scontata ovvietà) “…nu g’ho mancu a patente…!!”

178 – CHIARA – (Che ha seguito sorniona tutta la scena, prontamente) “O beh…semmai prendete 

l’autobus…” (Spalanca le braccia: con scontata ovvietà) “Passa proprio di li…!!”

179 – GIUANIN – (Prontamente) “E braa…!!” (Ribatte con forza) “Ancia cumma l'è…” (Apostro

fa Chiara dirigendosi verso di lei) “Sa me cazze…pe isala gh’eu Vernassa cun a grù...”

180 – MARILENA – (Alle sue spalle, con altrettanta ovvietà) “Ve pigei in tassì…!!”

181 – GIUANIN – (Si gira di scatto: come morso da una tarantola) “E braa…!!!!” (Scatta verso Marilena) “Pigheuggia cumme l’è teu mue me tucca ancun pagalu MI…” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “…e me sentu ancun dii che cacciu via e palanche…!!” (Si volta, muovendo verso il tavolino e facendo ampi cenni di diniego con un dito e con la testa) “Nu…nu…

nu…nu….!!”

182 – SERAFIN – (Candidamente, per cercare di mettere pace, a Giuanin) “Nu ti peu fateghe a-

cumpagnaa….?!?!?”

183 – GIUANIN – (Scatta verso di lui. Furente, invitandolo a tacere) “Ssssccccctttttt…..!!!!!!!!!”

184 – MARILENA – (Concorda con Serafin) “Giustu…!!”

185 – CHIARA – (Ribadisce il concetto) “Eeehh…!!!”

186 – GIUANIN – (Rimane un attimo a pensare, guardando torvo Giuanin. Poi s’illumina: giran-

dosi di scatto, con un sorriso beffardo) “E da chi….?!?!?”

187 – MARILENA – (E’ colta in contropiede) “Eeeeee….”

188 – CHIARA – (anche lei non sa cosa rispondere) “Daaaaa….”

In quel mentre, da destra, fa il suo ingresso in scena Fortunato.

189 – FORTUNATO – (Fa il suo ingresso in scena da destra: angelico) “Bungiurnu a tutti, eh…!!”

190 – CHIARA – (Lo vede, si illumina.  A tutta voce, indicandolo) “Da lui….!!!!!”

191 – FORTUNATO – (Trasale) “Da mi…” (Con preoccupata meraviglia) “…cose…?!?!?!”

192 – CHIARA – (Scatta su Fortunato) “Ooooo…niente niente…!!!” (Lo rassicura con un largo sorriso. Lo prende sottobraccio) “Solo un favore….” (Lo rabbonisce) “…un piccolo favore…!!!”

193 – MARILENA – (Si avvicina a sua volta) “Sci…sci…” (Lo ammansisce: lo prende sottobrac-

cio a sua volta dall’altra parte) “Fortunato….puemmu prufitaa de ti, vea…?!?!?”

194 – FORTUNATO – (In sommo imbarazzo) “Marilena, mi….” (Riesce a dire a malapena) “Scia u sa che….”

195 – CHIARA – (Lo stoppa) “Oooooo, Fortunato…” (Si stringe a lui) “Sei tanto caro…!!!” (Gli schiocca un bacio su una guancia: poi, voltandosi per uscire a sinistra) “Vieni di la che io e la mamma ti spieghiamo…!!”

196 – CHIARA e MARILENA – (Partono trascinando con loro quasi a forza un trafelato Fortuna

to: uscendo a sinistra, cantando a squarciagola) “Coi pantaloni rossi….e la maglietta blu…è il sim

bolo del Genoa….la nostra gioventù…!!!!”

197 – GIUANIN – (Li guarda uscire: a Fortunato, livido di rabbia) “Vendu-u au nemigu…!!!!” (Poi, a Serafin, con ira) “E ti nu rie, se…” (Lo minaccia quasi) “Tie ti che ti gh’ee detu l’idea…!!” (Poi, avvicinandosi a Serafin che non riesce ne a replicare ne a trattenere moti di ilarità) “Uei a

                                                                                                       14

guera….?!?!?” (Esclama feroce) “E guerra sia….!!!!” (Poi, agitando furioso un dito sotto il naso di un sempre più ridanciano Serafin) “Mi…dumenega a tree ue…” (Grida con forza) “…sun au stadiu

….te l’asegu-u…!!”

198 – SERAFIN – (ha perso ogni ritegno) “Giuanin…” (Lo apostrofa ormai in preda al riso) “…se nu ti t’acarmi dumenega tie a San Martin cun n’infartu…!!!” (Perentorio) “E primma de tree ue…” (Lo canzona) “Te l’assegu-u….!!!!”

199 – GIUANIN – (Non lo considera: imperterrito) “Au stadiu a vedde a mittica Sandoia ca gua

gna u scudettu e a butta in serie B quella manega de macaruin da broddu…!!!” (Con stizza, a Giua

nin) “Gradinata Sud….!!!!!!” (Partendo poi a sua volta e uscendo da destra, lasciando Serafin a ridere sguaiatamente e a riservargli ampi cenni di commiserazione, cantando a squarciagola) “O mama mama mama…o mama mama mama…sai…perché…me batte il corason…Ho visto la Sampdoria…ho visto la Sampdoria…e…mammà…innamorato son…!!!!!”

                            -  S  I  P  A  R  I  O  -

   

 

   

 

        

    

  

  

 

 


(bandadeimisci@libero.it)                                                                                            15

                                  SECONDO ATTO

La scena è rimasta pressoché invariata. Solo qualche piccolo dettaglio nell’abbigliamento degli at-

tori (una camicia diversa, un paio di pantaloni di diversa foggia o colore) fa capire che sono trasc

orse 24 ore di tempo.

All’apertura del sipario la scena è vuota e solo dopo qualche secondo, da destra, fanno il loro in-

gresso in scena Giuanin e Serafin.

1 – GIUANIN – (Entra in scena da destra: è infervorato in spiegazioni a Serafin che è subito dietro di lui) “Mee cau Serafin…” (Lo apostrofa) “Quande l’è troppu…l’è troppu…!!” (Sentenzia categorico. Si avvia alle poltrone d’angolo: perentorio, prima di sedersi) “A tuttu….gh’è in limite

…!!”

2 – SERAFIN – (E’ subito dietro di lui: lo ascolta scettico. Seguendolo fino alle poltrone) “Va ben, ma chi…” (Obbietta sconcertato) “Me paa che sa pigemmu in poo troppu ata, eh…!!”

3 – GIUANIN – (Drastico) “Propriu pe ninte, se…!!” (Ribatte agro) “Chi sun i atri…” (Indica una delle uscite con un ampio gesto del braccio) “…che han de preteize che nu existen…!!!”

4 – SERAFIN – (Drastico a sua volta) “O ben…” (Commenta agro) “Me paa che fra tutti ve batei a pua, se…!!”

5 – GIUANIN – (Si alza di scatto) “Serafin…” (Lo apostrofa: imperioso) “Chi nu se tratta de pigia-

sela erta o bassa…” (Sentenzia) “Chi se tratta de sabotaggiu…!!!” (Fa una breve pausa: anticipan-

do Serafin che vorrebbe ribattere) “E pe bun peizu…” (Si infervora) “G’azunzemmu u ricattu …!!”

6 – SERAFIN – (Trasale, strabuzza gli occhi) “Pe na partia de balun…?!?!?” (Domanda incredulo) “E semmu ben pigee, vanni…!!!”

7 – GIUANIN – (Che si era riseduto, scatta in piedi come morso da una tarantola) “Na partia de ba

lun….?!?!?!” (Apostrofa malamente Serafin: scatta verso l’amico) “Questa a nu l’è…” (Con aria di sufficienza) “…na partia…” (Lo scimmiotta) “A l’è….” (Sottolineando la parola alzando il tono del

la voce) “…A…PARTIA…!!!” (Spara a gran voce, sillabando quasi le parole. Comincia a passeg-

giare avanti e indietro, nervosamente, per la scena) “U l’è in giurnu che niatri tifusi da mittica Sandoia spetemmu da ciù de dex’anni…” (Si gura di scatto verso Serafin) “DEX’ANNI…!!!!!” (Ribadisce con forza, agitando le mani) “E pe de ciù quel’atra squadra de rumente sensa sensu se le

vian da daa fastiddiu in tu campiunatu ciù bellu du mundu…” (Fa una breve pausa: scattando verso Serafin, con veemenza) “E TI ti pensi che me posse perde na giurnaa cuscì perché l’Osvalda a deve anaa a Santa Benarda…?!?!?” (Fa un’altra breve pausa: ancora anticipando Serafin che tenta inutilmente di intervenire, a gran voce) “MANCU….MORTU…!!!!” (Sbraita con furia. Riprende a camminare furiosamente lungo la scena) “A quelle due bezughe che g’ho in cà a ghe bruxa….” (Si gira nuovamente di scatto: agitando una mano) “E cumme sa ghe bruxa…!!!!” (Si ributta di scatto su Serafin) “E alua se sun organizee in moddu tale de famela perde pe forsa….” (Si blocca: con un ghigno sinistro) “Ma se l’ascorden…!!”

8 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente) “Giuanin…” (Cerca di farlo ragionare) “Nu so cose ti aggi in mente, però ricordite che…”

9 – GIUANIN – (Lo interrompe: di getto) “Cose ho in mente….?!?!?” (Allarga le braccia) “Sem-

plice….” (Con una smorfia di cattiveria) “Eliminazione fisica….!!” (Sibila) “Almenu fin-a doppu u derby….!!”

10 – SERAFIN – (Trasale) “Ma de chi….?!?!?” (Chiede stupefatto. Con ansia) “Senti in poo…” (Lo apostrofa malamente) “…ma ti ciocchi….?!?!?”

Giuanin sta per rispondere ma è interrotto dall’ingresso da destra di Fortunato.

                                                                                                                                                          16

11 – FORTUNATO – (Entra da destra) “Permesso…?!?!?” (Vede Giuanin e Serafin) “Bungiurnu, eh….” (Saluta tentennante fermandosi subito dopo l’entrata) “…bungiurnu…!!”

12 – SERAFIN – (Risponde al saluto con un largo sorriso) “Ciao Fortunato, cumme…”

13 – GIUANIN – (Lo interrompe malamente: balza sul povero Fortunato aggredendolo quasi. Con veemenza) “Ti l’ee treuou…?!?!?”

14 – FORTUNATO  - (Esitante) “Sssssssci, Giuanin…” (Indicata l’entrata dietro di lui) “Sun zu..

..” (Tergiversa) “Ma nu so se….”

15 – GIUANIN – (Trasecola) “Nu ti see….?!?!?” (L’afferra per un braccio) “NU TI SEE….?!?!?!”

(Gli abbaia quasi in faccia con quanto fiato ha in corpo) “Senti in poo, frenguellu…” (Lo apostro-

fa cominciando a passeggiare con lui per la scena tenendolo sottobraccio) “Tiu see che ti-u n’han zeugou quelle due pe ruinane tutti i nostri prugetti, vea…?!?!?” (Non ottiene risposta: si blocca. Drammatico) “A menu che a ti du nostru Doia…” (Lo apostrofa) “…nu te ne freghe ciù ninte…!” (Fa una breve pausa: senza dare tempo a Fortunato di rispondere con un’espressione drammatica) “O pezu…!!!!!”

16 – FORTUNATO – (E’ punto sull’orgoglio: si rianima) “Nuuuu….!!!” (Si affretta a smentire) “Figurite in poo questa, poi…!!!” (Poi, stizzito) “Fatte cuntu che….” (Indica una delle uscite, sor-

nione) “…nu puendu anaa au staddiu pe cause de forsa maggiore, cumme se dixe… » (Allarga leg-

germente le braccia) “M’ea zà prenotou au Sandoia Club da Menn-a pe anamela a vedde in sce Sky …a partia…!!” (S’immalinconisce: fa spallucce. A mezza voce) “Sulu che….”

17 – GIUANIN – (Lo incalza) “Sulu che….?!?!?”

18 – FORTUNATO – (Desolato, con un filo di voce) “Me rincresce pe a Chiara….!”

19 – GIUANIN – (Scatta) “Te rincresce pe a Chiara…?!?!?” (Inviperito) “Amia, tarluccu, che a-a Chiara nu gh’è miga rincresciu anasene a vedde u derby e lasciane a faa e baby sitter a mee seuxua ca l’è n’autentica perla…!!” (Allarga le braccia. Sconsolato) “Va ben che tia ciù in pei deeee….” (Fa una breve pausa: poi, sottolineando la parola alzando il tono della voce) “…QUELLA…” (Lo rimbrotta feroce) “…che na cubbia de beu…” (Drammatico) “Ma in poo de dignitee, porca miseia “

20 – SERAFIN – (Fra se, sarcastico, a mezza voce, rivolto alla platea) “U merlu cu dixe au crou…

cumme tie neigru…!!!”

21 – FORTUNATO – (Nicchia ancora qualche attimo, affatto convinto. Poi si decide) “E va ben...”

(Allarga leggermente le braccia: rassegnato) “Eu dii che alua ….i fassu vegnii sciù…!”

22 – GIUANIN – (S’illumina in un largo sorriso) “Brau…!!!!” (Gli assesta una violenta pacca sul-

le spalle) “Cuscì che ti me piaxi…!!” (Indicandogli l’uscita di destra e spingendolo fuori quasi a forza) “Vanni…” (Lo esorta) “…e fanni u teu duvei de veru tifusu blucerchiato…!!”

Giuanin attenda che il davvero poco entusiasta Fortunato esca da destra, poi, libera la sua conten-

tezza.

23 – GIUANIN – (Aspetta che Fortunato sia uscito, poi esplode in un urlo di gioia) “Aahhaaaaa...!”(Spara a tutta voce) “Oua che ghe semmu…!!” (Non sta più nella pelle: si dirige verso Serafin fredandosi le mani dalla contentezza) “E oua…” (Esclama solenne fermandosi davan

ti a lui impettito) “…i tigrotti blucerchiati daian ‘na bella lesiun de strategia a quella banda de casou

le sensa manegu de quali fan parte anche mee mugee e mee figgia…!!!”

24 – SERAFIN – (Muove verso Giuanin, si gratta la testa, decisamente preoccupato) “Giuanin, aggi pasiensa…” (Cerca di mediare) “Nu so cose ti euggi faa de precisu…ma ti tee pensou ben in sciu caxu…?!?!?”

25 – GIUANIN – (Solenne, fermo impettito a braccia conserte) “Sci…!!!”

26 – SERAFIN – (Alza leggermente gli occhi al cielo) “Amia che…” (Prova a insistere) “…da quel

lu che ti mee cuntou vei seia chi in ta scaa ghe n’emmu za un-a ca vive periculusamente…” (Allar-

ga nuovamente le braccia: con ansiosa ovvietà) “Me paa che baste e avanse…!!”

27 – GIUANIN – (Fa una smorfia di soddisfazione: con ostentata ovvietà) “Ma Serafin…” (Obbiet

                                                                                                                                                          17

ta con voce forzatamente pietosa) “Se impedimmu a quelli dui ravatti che g’ho in cà de anaa au sta-

diu, nu femmu miga ninte de maa, se…. » (Si difende ineffabile. Poi, cambiando espressione, deci-

 so) “Ghe impedimmo de tribulaa…!!!!” (Con convinzione assoluta) “Perché duman quella banda de salache cun a divisa de dui culuri…” (Indica le insegne rossoblu appese alla parete) “…vegnan pigee a casci in ti denti pe novanta menuti e spedii de gran cariera in serie B..!!!”

28 – SERAFIN – (Fa spallucce: amaro, per niente convinto) “Beatu ti che ti ghe creddi…!!”

In quel momento, da fuori a destra, si sente la voce di Fortunato.

29 – FORTUNATO – (DA FUORI A DESTRA) “Giuanin…Giuanin…” (Chiama a gran voce) “L’è permessu…?!?!? Puemmu intraa…?!?!?”

30 – SERAFIN – (Si gira di scatto verso l’uscita di destra) “SCI….!!!!” (Spara a gran voce. Fero-

ce) “E derbechelite anche…!!”

 

Un attimo dopo, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Fortunato e Leonardo Invasato, respon

sabile del tifo organizzato blucerchiato, accompagnato da due supporters.

31 – FORTUNATO – (Entra per primo. Timidamente, a Giuanin) “Eccu chi…” (Si volta verso Leo

nardo Invasato che lo segue a breve) “…gh’è u Leonardo…e i seu tigrotti!!”

Un attimo dopo fanno il loro ingresso in scena Leonardo Invasato e due altri supporter della Samp

doria: sono completamente avvolto da simboli blucerchiati ( una bandiera, una sciarpa, un berretto

32 – LEONARDO INVASATO – (Entra subito dietro a Fortunato. E’ una persona sui 4O / 5O an-

ni, che cammina con passo veloce e piglio deciso. Si rivolge a Giuanin con un ampio sorriso) “Ciao

, Giuanin…” (Lo apostrofa: allunga la mano verso di lui) “…cumme ti stee…?!?!?” (Lo sguardo gli cade sul muro agghindato coi colori del Genoa: ritira la mano lasciando Giuanin con la sua inutilmente tesa in avanti emettendo uno straziante urlo quasi di dolore) “Aaaaaahhhh….!!!!!” (Al

za in rapida sucessione prima una mano e poi l’altra nel gesto delle corna) “CORNA, BICORNA

…!!!!” (Urla a gran voce) “TESTICULA TACTA….!!!!” (Spara ancora volgendo le spalle alla platea e portando una mano al basso ventre: girandosi nuovamente, alza entrambi le mani al cielo) “UTERUSQUE MALIS FUGIT….!!!!” (Continua il suo soliloquio scaramantico: incrociando il dito indice delle due mani a mò di croce, ancora a tutta voce) “VADE RETRO SATANAAAA…!”

33 – I DUE TIGROTTI – (Si agitano convulsamente ripetendo a loro volta i gesti scaramantici di Leonardo in una sorta di rito tribale)

34 – SERAFIN – (E’ rimasto ad osservare Leonardo trafelato. Si avvicina a Giuanin) “Senti in poo

….” (Chiede stupefatto) “Ma ciocchen…?!?!?”

35 – GIUANIN – (Di getto) “Nu…” (Ribatte) “…sun Sandorien…!”

36 – SERAFIN – (Fa una smorfia interdetta) “Boh…!!” (Commenta rivolto alla platea) “U saià in sinonimu…!!!”

37 – GIUANIN – (Va verso Leonardo) “Leonardo, ma vegni…” (Lo esorta) “…vegnive a setaa !!” (Lo prende per un braccio, lo accompagna verso il tavolino ,sempre con i due Tigrotti che lo seguo

no a breve) “Nu te preocupaa pe quellu scempiu che gh’è ataccu a-a miaggia…” (Lo tranquillizza) “Ti see che mee mugee e mee figgia sun de que l’atra brutta parte…” (Lo fa sedere) “A questu mun

du, purtroppu….” (Si siede a sua volta: allargando sconsolato le braccia) “…nisciun l’è perfettu !”

38 – LEONARDO – (Ancora piuttosto agitato) “Sci ma….” (Indica il muro alle sue spalle senza voltarsi e facendo una smorfia di immenso dolore) “…ti me puevi avisaa, eh…!!” (Lo rimprovera: allargando a sua volta leggermente le braccia, con enfasi) “Ho rischiou l’infartu…!!”

39 – TIGROTTO DUE – (Si è seduto vicino a Leonardo. Conferma convinto) “Euuuhhhh….!!”

                                                                                                                                                          18

40 – TIGROTTO TRE – (E’ seduto vicino a lui: di rimando, anch’egli convinto) “Uuuuhhhh…!!!”

41 – GIUANIN – (Gli riserva un altro largo sorriso) “Cose ti gh’eu faa, Leonardo…” (Minimizza) “Se nu se piggen quella de pituaa e miagge de sudisfasiun….!!” (Poi, anticipando la risposta di Leonardo che gli riserva a sua volta un sorriso stentato) “Ciutostu…!!” (Spara deciso, poggiando

gli la mano su un ginocchio e facendolo saltare sulla sedia. Con aria sorniona) “U Fortunato…” (Lo indica con un cenno del capo) “…u t’ha spiegou cose sta sucedendu pe duman…??”

40 – LEONARDO – (Scostando prudentemente la gamba, un po’ preoccupato) “Sci,sci…” (Repli-

ca convinto) “U me l’ha ditu….u me l’ha ditu…!!”

41 – TIGROTTO DUE – (Convinto) “Euuuhhhhh….!!!”

42 – TIGROTTO TRE – (Deciso) “Uuuuuhhhh….!!!!”

43 – GIUANIN – (Rincara la dose) “Ti capisci ben cu l’è n’afruntu de prupursuin…” (Fa una bre-

ve pausa, come cercando le parole: poi esclama con ampi gesti delle braccia) “Inusitate…!!!!”                                                                                                       

44 – LEONARDO – (Ancora più convinto) “Segu-u, Giuanin…” (Conviene) “Segu-u…!!!”

45 – TIGROTTO DUE – (Categorico) “Euuuuhhhh….!!!”

46 – TIGROTTO TRE – (Decisissimo) “Uuuuhhhh….!!!”

47 – GIUANIN – (Assume un’espressione di sdegno) “Anche perché se tratta de n’attu de sabotag-

giu che quella manegha d’embreghi…” (Si alza e comincia a passeggiare a piccoli passi per la sce-

na reggendosi il mento con una mano, con aria meditabonda) “…eue mette in attu perché sun verdi de bile che a maggica Sandoia a guagne u seu secundu scudettu da seu storia cacianduli cuntempura

neamente in ta serie che meriten…” (Conclude perentorio) “A serie B…!!”

48 – LEONARDO – (Con cipiglio sempre più fiero) “L’è vea, Giuanin…” (Conferma) “…l’è vea.”

49 – TIGROTTO DUE – (Perentorio) “Euuuuhhhh…..!!!”

50 – TIGROTTO TRE – (Assoluto) “Uuuuhhhh….!!!!”

51 – SERAFIN – (Desolato, coprendosi il viso con una mano) “Bellu Segnuu cau…” (Smoccola fra se ad alta voce: rivolgendo lo sguardo al cielo) “Cose me tucca vedde…!!”

52 – GIUANIN – (fa un attimo di pausa, aspettando una prosecuzione del discorso da parte di Leo

nardo che non avviene. Poi sbotta: guardandolo torvo, chiede feroce) “E ben…?!?!?”

53 – LEONARDO – (fa spallucce: replica  indifferente) “E ben…?!?!?”

54 – GIUANIN – (Spazientito) “E nu ti me dumandi mancu cose orieiva faa….?!?!?”

55 – LEONARDO – (Riassume l’aspetto serio di prima) “Giustu, Giuanin…giustu…!!” (Con uno sguardo ebete) “Cose ti oriesci faa…?!?!?”

56 – GIUANIN – (Deciso) “Eliminaa a funte du problema…” (Sentenzia: indicando Fortunato) “A seuxua…!!!!”

57 – LEONARDO – (Salta sulla poltrona) “Ehi…ehi…!!!” (Spara trafelato) “Semmu i Tigrotti Blu

cerchiati…miga Cosa Nostra…!!!”

58 – SERAFIN – (Caustico) “Giustu…!!” (Interviene) “Pe quella bezeugna che ti te rivolgi….” (In-

dica il soffitto) “…au cian de datu…!!!”

59 – FORTUNATO – (Che fino a quel momento era rimasto ad ascoltare in disparte, interviene) “Ma nu, Leonardo…” (Gli si rivolge con veemenza) “Cose tie capiu…!!!” (Risoluto) “Mi nu perme-

tieiva mai che vegnisse fetu du maa a qualche dun da famiggia de Chiara…!!” (Si allarga in un sorriso) “Tantu ciù che a Chiara a gh’è tantu afesiunaa…!!!”

60 – LEONARDO – (Lo guarda interdetto: con ovvietà) “E oriei ben vedde…!!” (Poi, perplesso)

“Ma alua…”

61 – FORTUNATO – (Lo interrompe) “Ma ninte…” (Si affretta a spiegare) “Se tratieiva sulu de portala via e tegnila da qualche parte pe tuttu u tempu da partia e molala subetu doppu….” (Sorride sornione) “Tantu ciù che a Chiara a quellu puntu a faieiva u mattu a quattru pe anala a sercaa e nia-

tri…” (Con naturale ovvietà) “…avieiscimu dui de menu infiee in te l’atra gradinata ….!!!”

62 - LEONARDO – (Si illumina) “Ho capiu…!!!!” (Spara a gran voce) “A saiee na goliardata...”

63 – TIGROTTO DUE – (S’illumina) “Na goliardata…!!!”

64 – TIGROTTO TRE – (Di rimando, spalancando di colpo le braccia, a tutta voce e con un sorri-

                                                                                                       19

so esagerato ed ebete) “Na goliardata….!!!!!”

65 – GIUANIN – (Interviene a sua volta) “Ma sciiii….!!!!” (Spara deciso) “Na goliardata…!!!” (Si risiede) “Tantu pe rende pan pe figassa a quelle due trumbun-e che ueiven faa perde a partia a mi...”

(Indica Fortunato) “…e au Fortunato…!!”

66 – LEONARDO – (Fa spallucce) “Se l’è sulu pe pigiase…” (Indica Fortunato) “…a seuxua e tegnisela in paa d’ue a cua e euve…” (Conclude perentorio) “…cunsciderilu zà fetu, Giuanin…!!!” (Si rivolge ai Tigrotti: con aria complice) “Vea, tigrotti…??”

67 – TIGROTTO DUE – (Esageratamente convinto) “Euuuuhhhhh….!!!!!”

68 – TIGROTTO TRE – (Di rimando, con la stessa convinzione) “Uuuuuuhhhhh…..!!!!!!”

69 – GIUANIN – (Si allarga in un ampio sorriso di soddisfazione) “Grasie, Leonardo…grasie figeu

!!!” (Li ammansisce) “Seiva de puei cuntaa i sce di amixi veri…!!!!”

70 – LEONARDO – (Alza le mani) “Per caitee, Giuanin…” (Si schernisce) “Pe ‘n veru Doriano...

questu e atru…!!!” (Si alza) “Ben…” (Comincia ad accomiatarsi SEMPRE SEGUITO DAI TI-

GROTTI) “Se staseia duvemmu mettise in muvimentu, bezeugna che cuminsemmu a organizase…!!

71 – GIUANIN – (Sorpreso) “Ma…” (Gli chiede) “…nu tie bezeugnu de savei l’indirissu…u nu-

me….”

72 – LEONARDO – (Lo blocca) “Tranquillu…!!” (Lo tranquillizza) “So zà tuttu quellu che basta

…!!!”

73 – FORTUNATO –  (Si avvicina a Leonardo) “Scuza in poo…” (Chiede perplesso) “Ma cumme fei aaaaa….” (Si interrompe, non trova le parole. Fa alcuni gesti con le mani, poi, di getto) “Portala via, insumma…!!”

74 – LEONARDO – (Avviandosi a destra) “Semplice…!!” (Spiega con assoluta naturalezza)“Aspe

temmu ca sege sula in cà…ghe metemmu in saccu in testa….l’imbraghemmu ben….e a femmu pasaa dau barcun…!!”

75 – SERAFIN – (Venefico, si inserisce al volo) “E chi…” (Con una smorfia di scherno provocato                                                                                          rio) “…t’oriee propriu in poo vedde, se…!!” (Deciso) “A granfigna cumme in gattu....!!!!”

76 – LEONARDO – (Ai tigrotti, con convincimento) “Vea tigrotti…??”

77 – TIGROTTO DUE – (Assolutamente convinto) “Euuuuuhhhh….!!!!”

78 – TIGROTTO TRE -  (Di rimando, assolutamente esagerato) “Uuuuuuhhhhh…..!!!!!”

79 – SERAFIN – (Trafelato, alla platea) “Ho capiu…” (Sentenzia cercando di autoconvincersi) “Sun i sce schersci a parte….!!!”

80 – LEONARDO – (E’ già sull’uscita di destra: si ferma) “Ciutostu…” (Si volta e chiede a Giua-

nin) “Duve ti veu che taa femmu treua….. ?!?!? »

81 – GIUANIN – (Ci pensa un attimo) “A Brignule…” (S’illumina) “In ti cessi pubblici…” (Con un ghigno sadico) “Dentru….” (Mima il gesto con le mani) “Cun a testa in zù…!!!!”

82 – LEONARDO – (Ai tigrotti, imperativo) “Tigrotti, se parte…!!” (Poi, muovendo per uscire a destra, seguito dai tigrotti e cantando tutti ad alta voce) “O mamma…mamma….mamma….!!!!!”

83 – GIUANIN – (Scatta come una molla, li blocca) “Sssscccccttttt…..!!!!!” (Gli intima mettendosi un dito davanti al naso per imporre silenzio) “Silenzio…!!” (Si impone: indica le pareti drappeg-

giate di vessilli rosso blu) “Il nemico ci ascolta…!!!”

84 – LEONARDO – (Lo guarda per un breve istante, poi, con l’aria di chi ha capito tutto) “Aaahh!

85 – TIGROTTO DUE – (Conferma) “Euuuuhhhh…!!”

86 – TIGROTTO TRE – (Di rimando) “Uuuuuhhhh….!!!!”

87 – LEONARDO – (Riorganizza il coro: sottovoce, imitato dai tigrotti) “Sai…perché…me batte el corason….”

88 – GIUANIN – (Gigioneggia ondeggiando al ritmo della canzone)

89 – LEONARDO E I TIGROTTI – (Sempre sottovoce) “Ho visto la Sampdoria….ho visto la Samp

doria….” (Poi, a squarciagola, avviandosi e uscendo da destra seguito in fila indiana dai tigrotti) “E…mammà….innamorato son….!!!!!”

 

                                                                                                       20

 GIUANIN li guarda uscire, sporgendosi oltre l’uscita per essere ben certo che siano realmente andati e smoccolando per le loro intemperanze.

Nel frattempo, SERAFIN guarda Fortunato con aria esterrefatta, muovendo le mani a pigna e battendosi la mano sulla fronte con il taglio nel senso di dire: “Siamo matti”

FORTUNATO non sa cosa fare e risponde allargando le braccia con una smorfia di desolazione.

90 – GIUANIN – (Rimane per un lungo istante sporto oltre l’uscita di destra ad accertarsi che Leo

nardo sia realmente andato, poi, si gira di scatto emettendo un sordo grido di soddisfazione) “Aha-

haaaaaa….!!!!!” (Torna verso il centro scena fregandosi le mani) “E oua t’euggiu propriu in poo

vedde cumma va a finii…!!!!” (Si ferma davanti a Serafin: con espressione trionfale) “Te gaa dag-

gu mi a Santa Benarda…!!!!”

91 – SERAFIN – (Si avvicina  a Giuanin: decisamente affranto) “Senti in poo…” (Lo apostrofa in-

redulo) “…ma tie diventou tuttu luccu….?!?!?”

92 – GIUANIN – (Trasale) “E nu…!!” (Replica indispettito) “Propriu nu, se…!!” (Tronfio) “Ai de-

speti…” (Allarga le braccia: con ostentata naturalezza) “…rispundemmu cun i despeti…!!”

93 – SERAFIN – (Non riesce a capacitarsi) “Pe ‘na partia de balun….?!?!?” (Indispettito, prenden-

do e uscendo da destra con passo svelto) “Giuanin…” (Lo apostrofa agro) “…viatri gh’ei e pigne in tu servellu….!!!!”

94 – GIUANIN – (Lo guarda uscire con un cenno di sorpresa) “Beleu…!!” (Scrolla le spalle) “Oh, quante micce…!!” (Conclude tassativo) “A l’è mee seuxiua….miga ‘na donna…!!!” (Si volta verso Fortunato) “E duman, mi e ti…” (Lo apostrofa: si  avvicina a lui, scuotendolo) “Gradinata Sud….” (Spara a gran voce: lo lascia, alza i pugni al cielo. Trionfante) “Gradinata Sud….!!!!!”

95 – FORTUNATO – (Non è convinto) “Zà….!” (Risponde senza entusiasmo accennando un palli-

do sorriso) “Gradinata sud….”

96 – GIUANIN – (Rimane sorpreso dallo scarso entusiasmo di Fortunato) “E ben…??” (Gli si

spegne l’entusiasmo) “Nu tie cuntentu….?!?!?”

97 – FORTUNATO -  (Esitante) “Sci…sci…ma…” (Risponde mogio) “Me rincresce pe a Chiara !”

98 – GIUANIN – (Sbuffa) “E dagghe turna…!!!” (Poi, stizzito) “Euggiu vedde quande saiaa trent’a

nni che ti a rezi se te rincrescià ancun pe a Chiara…!!!”

In quel momento, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Marilena e Chiara accompagnate da Serafin: stanno discutendo animatamente.

99 – (Rientra per prima da destra, seguita da Serafin e Chiara) “L’è inutile che ti inscisti…” (Spara tassativa voltandosi verso Serafin che la segue da vicino) “Nu se ne parla propriu !

100 – SERAFIN – (Cerca di ammansirla) “Ma aggi pasiensa, Marilena…” (Si ferma a centro scena seguendo Marilena che si dirige ad ampi passi verso l’uscita di sinistra) “Viatre due…” (Indica pri

ma Marilena e poi si volge ad indicare Chiara che lo segue a breve) “…gh’ei l’abunamentu e g’a-

nei tutte e dumeneghe…” (Indica un sorpreso Giuanin) “Le u l’ha treuou u bigettu pe furtun-a…” (Allarga le braccia: con scontata ovvietà) “Pe n’otta puei anche fane a menu nu…??”

101 – CHIARA – (Si è fermata dietro di lui: è rimasta ad ascoltare scuotendo mestamente la testa)

“Serafin…” (Interviene prendendolo delicatamente per un braccio) “Tu …di calcio…” (Gli riserva un sorriso quasi di commiserazione) “Non ne capisci niente….!” (Indica Fortunato) “Sei come quel

tarlucco là….” (Lo apostrofa benevolmente) “Che tifa Savona…!!”

102 – GIUANIN – (Insiste) “Va ben ma Chiara….” (Perora la sua causa) “Pe na partia nu pensu che cazià u mundu…!!!”

103 – CHIARA – (Gli stringe il braccio con benevolenza) “Te l’ho detto…” (Spiega nuovamente con l’aria di chi si rivolge ad un bambino piccolo che non capisce) “Non è tanto la partita in sé…” (Con scontata ovvietà) “E’ l’occasione…!!!”

                                                                                                       21

104 – MARILENA – (Interviene decisa) “E segu-u…!!” (Spara a tutta voce) “L’ocaxiun de fa-a chi

naa a cresta a ‘sta manega de ardiciocche…” (Indica Giuanin) “…faxenduche perde u scudettu che nu meriten de segu-u a capita ‘na otta in ta vitta e MI….” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “….nu maa perdu sens’atru…!!”

105 – GIUANIN – (Interviene di getto) “E braa…!!!” (La apostrofa con rabbia) “Te saieiva cau, eh..!!!”

106 – CHIARA – (Sibillina) “Papà…” (Con un ghigno di scherno) “…ne saremo entusiaste…!!”

107 – GIUANIN – (Scatta verso Chiara: con veemenza) “ E a mi me saiaa caiscimu vedive ruba

tave in ta bratta da dunde ne sei vegnui…!!!”

108 – MARILENA – (Con furia) “Ti te l’ascordi…!!!” (Spara verso Giuanin) “Perché duman…

Gramigno…u ve fa due pere…” (Alza indice e medio della mano: scuotendoli sotto il naso di Giuanin, a tutta voce) “DUE…!!!!!”

109 – SERAFIN – (Trasale) “Gramigno….?!?!?” (Chiede a Chiara) “E chi u l’è stu chi…?!?!?”

110 – CHIARA – (Con foga, a Giuanin) “Come chi è….” (Replica) “E’ il centravanti brasiliano del Genoa…” (Perentoria, con esagerato orgoglio) “Inserito dal commissario tecnico del Brasile nella selezione Carioca per i prossimi mondiali….!!!!”

111 – SERAFIN – (Con espressione incredula) “E u l’è u ciù bun da squadra…?!?!?”

112 – MARILENA – (Con ovvietà) “E sci, eh….!!”

113 – SERAFIN – (Desolato) “Segnuu…” (Alza leggermente gli occhi al cielo) “….stei freschi…!”

114 – GIUANIN – (Interviene di botto) “Gramigno n’ assidente…!!!” (Sbotta con furia) “Ghe pen-

sa Broccovitz a mettighe u bavagliu…!!!!”

115 – SERAFIN – (Trasale) Broccovitz…?!?!?”

116 – FORTUNATO – (Timidamente, spiega) “U l’è u stopper du Sandoia…”

117 – GIUANIN – (decisamente incredulo) “Ma stei in poo a sentii…” (Sbotta piccato) “Tutti chi a Zena deven vegnii a cazze ‘sti campiuin …?!?!?”

C’è un attimo di imbarazzato  silenzio, interrotto solo dal riso soffocato di Fortunato, poi è Giua-

nin a rompere il ghiaccio.

118 – GIUANIN – (Con modo melenso e aria di compatimento) “Cumunque, belle fuente….” (Si ri

volge a Chiara e Marilena) “A mi me saià caiscimu…” (Si avvicina a Chiara) “…duman seia…” (La prende sottobraccio) “…sciugave e lagrime amae che cianziei dopo che aviei sentiu….” (La

scia Chiara: fa un ampio gesto concentrico con le mani) “…tutta Marasci criave…” (Solenne,alzan

do il pugno al cielo) “Serie B….serie B…!!!!”

119 – MARILENA – (Trasale: acidissima) “Ti cumunque…” (Fulmina Giuanin) “Nu ti l’aviee sen

tiu sens’atru….!!” (Feroce, piazzandosi con aria solenne di fronte a Giuanin) “Ricordite che duman a due e meza ti gh’ee l’apuntamentu in Caignan….” (Lo incalza) “E mia ben che…” (Si gira di scat

to indicando Fortunato che trasecola) “…stu macacu u se ricorde ben quellu che mi e a Chiara gh’emmu ditu de fa…!!” (Con rabbia, a tutta voce) “Tie capiu, berodu…?!?!?”

120 – GIUANIN – (Le riserva un ghigno sardonico) “Mue caa, che puia…!!!” (La canzona) “Tran-

quilla Marilena…” (Prosegue poi, falsamente accomodante) “…che duman cun quella savatta de l’Osvalda nu ghe saiaa propriu…” (Tassativo, sillabando quasi le parole e accompagnandole con

ampi gesti delle mani, a tutta voce) “….NISCIUN….PRUBLEMA …!!!”

121 – MARILENA – (Ferocissima, sporgendosi verso di lui, mani sui fianchi) “U speru pe ti….

sizuegia…!!”

122 – GIUANIN – (Muovendo verso destra, prima di uscire canticchiando allegramente) “T’asegu-u che duman, l’Osvalda a vivia n’esperiensa indimenticabile…!!!”

123 – MARILENA – (Lo guarda uscire: poi, partendo a sua volta e uscendo dietro di lui, quasi rin

correndolo) “E me sa tantu ca nu saià l’unica…!!!” (Urla a tutta voce) “Oua vaggu in tu Genoa

                                                                                                       22 Club a organizame e duman ti vedie che rie….!!!!”

124 – SERAFIN – (Muovendo anch’egli verso l’uscita di destra) “E mi vaggu a pigiame in gusin de giancu, che l’è megiu…!!!”

In scena restano Chiara e Fortunato.

Chiara continua a passeggiare nervosamente per la scena schiumando rabbia, Fortunato rimane immobile nel suo angolo con espressione desolata.

125 – CHIARA – (Passeggia nervosamente, a grandi falcate, lungo la scena) “Ma puoi capire….” (Continua a ripetere a gran voce) “Puoi capre se per colpa di un gabibbo velenoso bisogna rischiare di perderci il derby…!!!!”

126 – FORTUNATO – (Sospira profondamente, guarda un attimo verso l’alto scuotendo legger-

mente la testa) “Chiara, scuza se….” (Prova a intervenire timidamente) “Ma nu te paa che ti e teu mue agei n’atimin esagerou…?!?!” (Con aria di giustificazione) “In fundu…n’otta ogni tanto…”

 (Prova ad azzardare) “…anche teu papà u l’avieiva dirittu de anase a vei ‘na partia , e propriu oua che….”

127 – CHIARA – (Si blocca, si gira di scatto) “Per avere la soddisfazione di gioire delle nostre

disgrazie…?! (Lo apostrofa schiumante rabbia) “Piuttosto…” (Ribadisce perentoria) “…mi faccio

venire la scarlattina…!!!”

128 – FORTUNATO – (Trasecola) “Pe l’amuu de Diu…!!!” (Avanza verso di lei: trafelato) “Che quande ti l’ee avua in sciu seriu…tie aneta in puntu de morte…!!”

129 – CHIARA – (Conferma) “Appunto…!!” (Con un ghigno feroce) “Vorrei proprio vedere se mio padre lascia…” (Ostentatamente drammatica) “…il cappezzale della figlia morente…” (Anco

ra feroce) “...per andare a Marassi a vedere quella manica di scappati de casa….!!!!” 

130 – FORTUNATO – (Sospira nuovamente) “Chiara….” (Le si avvicina) “Capisciu ben che a teu pe u Zena a l’è na grandiscima pasciun…” (Le cinge le spalle con un braccio) “…cu l’è l’unicu sva-

gu che ti gh’ee…” (Prova ad ammansirla) “Che doppu na lunga e dua setiman-a de travaggiu, a du-

denega…”

131 – CHIARA – (Lo blocca: guardandolo interdetta) “Lavoro….?!?!?” (Fa spallucce) “Ma se so-  no disoccupata…!!”

132 – FORTUNATO – (Alza lievemente gli occhi al cielo) “Apuntu…” (Commenta desolato. Dolente) “….me tuchià mantegnite anche i vissi…!!!” (Poi, con noncuranza, cercando di indurre Chiara alla ragione) “Ma in ta vitta….oltre au balun….” (Allarga desolatamente le braccia) “…gh’è anche de atre cose…!!!”

133 – CHIARA – (Lo guarda stupita) “Altre cose….?!?!?” (Interdetta) “E quali….?!?!?”

134 – FORTUNATO – (Trasale leggermente: piccato) “MI…” (Si indica, rafforzando la parola al-

zando il tono della voce) “…pe esempiu…!!!!”

135 – CHIARA – (Lo guarda un attimo interdetta) “Tu…?!?!?” (Si illumina) “Giusto…!!!”

136 – FORTUNATO – (S’illumina a sua volta: con un moto di soddisfazione) “Ooooohhhh….!!!!!” (Sospira a gran voce: con un largo sorriso) “Oua che ghe semmu….!!!!”

137 – CHIARA – (Meditabonda) “Effettivamente…” (Comincia a girare avanti e indietro per la scena reggendosi il mento con una mano) “…non è mica giusto che la domenica quando vado a

vedere il Genoa tu rimanga tutto il giorno a gironzolare qua e là senza fare niente…”

138 – FORTUNATO – (Rimarca la veridicità delle sue parole) “Eh…!!!!”

139 – CHIARA – (Continua a passeggiare rimuginando fra se) “Dopo tutto….troppa lontananza  rischia anche di rovinare il nostro rapporto….!”

140 – FORTUNATO – (Ancora a tutta voce e ancora più convinto) “Eeeehhhh….!!!!!!”

141 – CHIARA – (Si blocca) “Ho deciso…!!” (Spara solenne: si gira di scatto verso Fortunato) “Da domenica….” (Lo indica col dito) “…vieni anche tu…!!!”

                                                                                                       23

142 – FORTUNATO – (S’irrigidisce: il sorriso si trasforma in una smorfia) “Ah…!!” (Geme dolen

te. Desolato) “E a me paiva na foa…!!”

143 – CHIARA – (Gli si avvicina: squittendo) “Dopo tutto…” (Lo prende sottobraccio) “Tu una squadra non ce l’hai…!!!”

144 – FORTUNATO – (Si morde le labbra alzando appena lo sguardo e lanciando un impropero silezioso verso l’alto) “Chiara…” (Spiega dolente) “…a mi, u balun…” (Scuote leggermente la te-

sta: con un sorriso sforzatissimo) “…u nu m’interessa….!!” (Poi, mentre Chiara si allontana con una smorfia di delusione, fra se, a mezza voce, alla platea) “Se nu atru…” (Allarga mestamente le braccia) “….pe quetu vive…!!!!”

145 – CHIARA – (Ha ricominciato a girovagare per la scena) “Tu….” (Lo apostrofa dolente) “...non capisci quale enorme fortuna hai per le mani….” (Gli si ferma davanti: solenne) “Tu…” (Co

mincia a declamare) “…di origine ciciolla….” (Si infervora) “…diventare tifoso dell’unica….” (Veemente) “…vera…grande squadra della capitale…” (Perentoria, a gran voce) “IL GENOA…!!”

146 – FORTUNATO – (Dolente) “E ti nu ti capisci…” (Replica con una punta di esasperazione) “..

che mi tifusu du zena u sun zà….” (S’infervora) “Pe forsa de cose…!!!!”

147 – CHIARA – (Non si aspetta la sua reazione: interdetta) “Eh…?!?!?”

148 – FORTUNATO – (La vede incerta: approfitta dell’occasione) “Se u zena u guagna nu te se peu parlaa pe quexi tutta a settiman-a perché ti devi riveddite e cumentaa sentu viaggi u nastru regi-

strou da grande vittoria….” (Comincia ad elencare con fervore, contando sulle dita) “Se u zena u perde nu te se peu parlaa propriu pe tutta a settiman-a perché ti devi ripassa sentumilla viaggi l’elen

cu di eruri tecnici…valutasiuin sbagliee….sviste de l’arbitru che an causou a scunfitta…” (Conti-

nua di getto) “Se poi u pareggia sun in poo ciù afurtunou perché pe maa ca segge aneta armenu in puntu u gh’è sciortiu….” (Allarga le braccia) “Chiara…” (Esasperato, a tutta voce) “…nu puemmu cuntinuaa cuscì…!!!!”

149 – CHIARA – (Piccata) “Appunto…!!” (Ribatte tassativa lasciando Fortunato di stucco) “Non possiamo continuare così…!!!” (Fa una breve pausa: poi, perentoria) “E’ per questo che ti do la possibilità di condividere la magica atmosfera della gradinata Nord…” (Quasi mistica) “Di respirar

ne il profumo e sentirne il calore….” (A Fortunato, con un largo sorriso angelico) “Vedrai…” (Al

larga le braccia) “Non potrai fare a meno di volerle bene…!!!!!”

150 – FORTUNATO – (La guarda un lungo istante con uno sguardo carico d’odio) “Chiara…” (Ri

nghia quasi) “A-a gradinata Nord nu possu ueighe ben…” (La apostrofa sibillino) “Perché MI….” (Si indica, rafforzando la parola alzando il tono della voce: sillabando quasi le parole) “…U ZE-

NA….” (Spara a gran voce: girando sui tacchi e dirigendosi a uscire da destra) “…L’ODIU…!!!”

151 – CHIARA – (Rimane unnlungo attimo ferma immobile ad osservarlo uscire, allibita. Poi, con un filo di voce) “Ma…Fortunato…” (Geme appena: uscendo anche lei da destra, implorando quasi

, con rabbia) “…non mi puoi parlare così…!!!!”         

 

La scena rimane vuota qualche istante, poi, da destra rientrano Giuanin e Serafin.

152 – GIUANIN – (Rientra per primo: è decisamente alterato e sembra proprio avecercela con Se-

rafin) “Ma cose t’è vegnu-u in mente….” (Lo apostrofa precedendolo verso il tavolino) “…de anaa a rumesciaa u casoulin a quelle due anghese la….” (Indica l’uscita di destra: perentorio) “Se peu sa

vei cose ti credeivi de faa…??”

153 – SERAFIN – (Lo precede a pochi passi: ha in mano una bottiglia e due bicchieri. Sornione e

tranquillo) “Oh, ninte de stranu…” (Posa i bicchieri e comincia a vuotare il vino bianco) “Sulu evi-

tate de faa na belinata…!!”

154 – GIUANIN – (Scrolla le spalle) “Tsè…” (Ringhia stizzito) “Na belinata…!!” (Si avvicina a Se

rafin: a muso duro) “Amia cau che a belinata l’ho feta trent’anni fa…quande me l’ho spuzaa…!!”

155 – SERAFIN – (S’è seduto) “Un-a..!!” (Comincia a sorseggiare il vino bianco) “E oua tie a preu

                                                                                                       24

 a cumbinane n’atra…!!”

156 – GIUANIN – (Lo manda platealmente a quel paese con un gestaccio del braccio) “Ma figurite in poo…!!!” (Comincia a passeggiare nervosamente per la scena) “A secunda….” (Sbotta poi, pic-

catissimo) “…semai a l’è steta quella de nu estirpaa d’en tu servellu moutu de Marilena a pasciun perversa pe quella squadra de morti de famme…!!”

157 – SERAFIN – (Categorico) “O ben…” (Ribatte sornione) “….scumettu che vint’anni fa ti a pensavi a n’atru moddu…!!!”

158 – GIUANIN – (Si gira di scatto) “E grasie…!!!” (Sbotta inviperito) “Vint’anni fa…” (Fa un gesto inequivocabile) “…gh’ea na donna…!!!” (Desolato) “Oua invece…” (Fa un altro gesto ine-

equivocabile) “…gh’è n’armaiu a quattro ante…!!”

159 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Cose tieu faa…” (Allarga leggermente le braccia: fatalista) “U tempu u passa pe tutti…!!”

160 – GIUANIN – (Si blocca. Sibillino) “Serafin…” (Con un sorrisetto sornione) “Miga vea, se !!”

161 – SERAFIN – (Non capisce) “Saieiva a dii…?!?!?”

162 – GIUANIN – (Si volta verso Serafin: con un’espressione di lussuria dipinta sul viso) “Saieiva a dii che ghe n’emmu n’esempiu in te schee che nu l’è vea…!!”

163 – SERAFIN – (Realizza) “O Segnuu…!!!” (Trasale) “A cliente de pumpe funebri…” (Indica verso l’altro) “Cosa Nostra, sciù…!!!”

164 – GIUANIN – (Scatta verso Serafin) “Ma ti te rendi cuntu, di…” (Si siede accanto a lui: con enfasi) “Ciù o menu a l’ha l’etee da Marilena…” (Con rabbia) “E te paa che seggen uguali…?!?!?”

165 – SERAFIN – (Perplesso) “E via…” (Fa una breve pausa, valutando ciò che sta per dire) “Ciù o menu…” (Commenta poi molto diplomaticamente) “…ciù o menu…!!”

166 – GIUANIN – (Sbuffa) “Sci…” (Lo scimmiotta stizzito) “…ciù o menu…!!”

167 – SERAFIN – (Sornione) “Ouh…” (Convinto) “…na cosa a gh’è da dii, però, eh…!!”

168 – GIUANIN – (Interrogativo) “Saieiva…??”

169 – SERAFIN – (Con un sorriso beffardo) “Che nonostante tuttu a staa cun a Marilena….” (Pe-

rentorio) “….ti vivi ciù tranquillu…” (Con un perentorio gesto della mano) “Sens’atru…!!”

170 – GIUANIN – (Lo manda platealmente a quel paese) “Ma vanni via….!!!!”

Un attimo dopo, da fuori a destra, si sente la voce di Beatrice.

171 – BEATRICE – (DA FUORI A DESTRA) “E’ pemmesso…?!?!? Si può…?!?!?”

172 – SERAFIN – (Beffardo) “Taa chi, mia….!!!!” (Serioso, a Giuanin) “Se v’è ca t’ha sentiu…!!”

173 – GIUANIN – (Cambia totalmente atteggiamento: in estasi, lo sguardo perso nel vuoto) “Bea-

trice…!!!!” (A Serafin, con un sorriso ebete) “Serafin…u nostru….” (Con sguardo sognante) “U l’è in reciammu onirico…!!!”

174 – SERAFIN – (Fra se, a mezza voce) “Sci, cumme Jack London…” (Commenta acido) “Il ri-

chiamo della foresta…!!” (Poi, a Serafin) “E so ben anche de che tipu de….” (Fa un gesto con le mani) “…FURESTA…” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…se tratta…!!”

Un attimo dopo, da destra, fa il suo ingresso in scena Beatrice.

175 – BEATRICE – (Entra da destra. Non ha più il fazzoletto in testa a nascondere la chiomaneris

sima e indossa un lungo cappotto/soprabito che le arriva quasi fino ai piedi. Ha un pacchetto in ma

no) “E’ pemmesso…?!?”(Chiede ancora fermandosi subito dopo l’ingresso. Vede Giuanin: si illu-

mina) “Signor Giovannino.….” (Lo saluta con calore) “….buongionno…!!!!”

176 – GIUANIN – (Completamente in bambola) “Ooooo…scia…sci…sciu….” (Deglutisce pesante

mente) “Scia s’acumodde…!!!!”

177 – SERAFIN – (Formale, si alza e tende la mano) “Bungiurnu, sciaaa….” (Prova a salutare:

                                                                                                       25

Beatrice non lo considera. Alla platea) “Sciu Serafino, Ti ti peu anche anaa…” (Commenta amaro) “…che nu ti servi…!!”

178 – BEATRICE – (Si dirige con passo apparentemente incerto ma senza esitazioni verso Giua

nin) “Signor Giovannino…” (Fa lo sguardo da cerbiatta) “…scusate se mi pemmetto di venire nuovamente a distubbavi…” (Abbassa leggermente lo sguardo) “…ma siete stato così buono e cottese con me e io….” (Alza e abbassa fulmineamente lo sguardo verso Giuanin) “…un grosso debbito nei vostri confronti, ho….!!!”

179 – GIUANIN – (E’ completamente in trance: riesce appena a farfugliare) “Ma maaa…ma  maaaa….ma maaaaaa…”

180 – SERAFIN – (Che nel frattempo si è alzato, ha preso bicchiere e bottiglia e si sta vuotando un altro giro di vino bianco) “Amia Giuanin…” (Lo apostrofa venefico) “…che nu so miga sou cunu-

sce l’alfabetu morse…!!”

181 – GIUANIN – (E’ ancora in tilt) “Ma maaaa….” (Ripete ancora. Poi si scuote: deglutisce pe-

santamente) “Ma pe cuscì pocu scignu….” (S’interruppe: guarda intensamente Beatrice che si schernisce girando leggermente lo sguardo. Con un sorriso sornione e voce melensa) “Beatrice…!”

182 – SERAFIN – (Lo guarda esterrefatto) “O bellu San Pee…!!” (Esclama fra se) “U l’è bellu che anetu…!!”

183 – GIUANIN – (Ha superato lo choc: si fa più intraprendente) “Ma ca se vegne a setaa, Beatri-

ce…” (Le indica il tavolinetto) “…ca se vegne a setaa…!!”

184 – BEATRICE – (Si avvicina al tavolino) “Grazie….Giovannino…” (Lo apostrofa con ostenta

ta pudicizia: sedendosi) “…grazie assai…!!”

185 – GIUANIN – (Si siede a sua volta) “Prego…!!!!” (Replica con enfasi: avvicina la poltrona a quella su cui è seduta Beatrice) “Prego….!!!!!”

186 – SERAFIN – (Caustico, a mezza voce) “Tentu, Giuanin…che ti ghe finisci in scosu…!!”

187 – GIUANIN – (Sorride imbarazzato a Beatrice) “Possu…” (Si guarda in giro con ansia, non sa che dire. Vede il suo bicchiere ancora pieno sul tavolino) “Ofrighe quarcosa da beive…?!?!?” (S’illumina. Sposta il bicchiere ancora pieno verso di lei) “In gusin de giancu…?!?!?”

188 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oh…grazie, grazie…!!” (Prende il bicchiere) “Solo una lacri-

ma però, eh…” (Puntualizza) “Sapete….a me il vino subbito alla testa da…” (Contrita) “Non vorrei dire…” (Si ferma: gli lancia una rapidissima occhiata di fuoco) “…o FARE…” (Sottolinea la paro

la) “…cose di cui dovemmi veggognare…!!”

189 – GIUANIN – (E’ il deliquio: lancia un profondissimo sospiro) “Aaahhaahhhaahhaaa….!!!!”

190 – SERAFIN – (Con una smorfia di profondo disgusto) “Segnuu….” (Esclama) “…tou li cu se derlengua…!!”

191 – BEATRICE – (Ha il bicchiere sollevato in mano) “Ma…Giovannino…” (Lo apostrofa: rias-

sume lo sguardo da cerbiatta) “…voi non mi fate compagnia….?!?!?”

192 – GIUANIN – (In bambola, non realizza) “Eeeeehhhh….?!?!?”

193 – SERAFIN – (Sbuffa pesantemente, alzando gli occhi al cielo) “Giuanin…” (Cerca di ripor-

tarlo alla realtà) “…a l’ha dumandou se ti nu ti beivi…!!”

194 – GIUANIN – (Ancora in bambola) “Ah…!!!” (Sillaba appena, scuotendo la testa in senso af-

fermativo. Realizza: si rianima) “Ah…” (Trasecola) “Euhhh….!!!” (Spara con enfasi: cerca inutil-

mente l’altro bicchiere con lo sguardo) “Sci che…” (Inquadra Giuanin con il bicchiere in mano: feroce, folgorandolo con gli occhi) “….beivu…!!!”

195 – SERAFIN – (Sbuffa nuovamente: si avvicina al tavolino e vi posa sopra il suo bicchiere or-

mai vuoto. Con fastidio) “Tè….!!”

196 – GIUANIN – (Guarda il bicchiere vuoto, poi Serafin che gira sui tacchi con la bottiglia anco-

ra in mano) “Ansi…” (Esclama a tutta voce rivolto all’amico) “….bevieiva….!!!!”

197 – SEARFIN – (Sbuffa ancora, per la terza volta. Si gira, ritorna sui suoi passi: posando la bot-

tiglai sul tavolino, con evidente fastidio) “Ou beleu che tenagiun…!!!”

198 – GIUANIN – (Piccato) “Ouh….” (Indicando la bottiglia) “U l’è u mee, se…!!!!”

                                                                                                       26

199 – SERAFIN – (Girandogli le spalle, mentre torna verso la sua posizione iniziale) “Sci…u l’è u teu….” (Commenta infastidito) “Sulu perché l’emmu pigiou in ta teu cantin-a….” (Arriva vicino al-

l’attaccapanni: si ferma vicino ad esso: voltandosi e mettendosi a braccia conserte) “….u l’è u teu..

…!!!!”

200. GIUANIN – (Si agita sulla poltrona) “Nu…” (Commenta acidissimo) “…u l’è du Paregu da Guardia cu l’è pasou de chi e u la lasciou pe caxu in ta mee cantin-a…!!!!”

201 – BEATRICE – (Timidamente) “Scusasse, Giovannino…” (Allunga il pacchetto verso Giuanin

“Un piccolo presente vi pottai…!!”

202 – GIUANIN – (Visibilmente in imbarazzo) “Euh ma….” (Farfuglia appena) “Ma nu l’ea u ca-

xu, eh…ca se distturbesse…” (Prende il pacchetto dalle mani di Beatrice con ostentata delicatezza) “Nu l’ea proipriu u caxu…!!”

203 – BEATRICE – (Si schernisce) “Oh, per carità…” (Si allunga leggermente verso di lui) “Sono dolo due cannoli siciliani di produzione propria…” (Con un timido sorriso) “Li fa nella sua pasticce

ria di Corso Italia il figlio del mio povero cugino Salvatore….”

204 – GIUANIN – (Trasale) “Mortu anche lee….?!?!?”

205 – BEATRICE – (Trasale a sua volta) “Di cause naturali…” (Si affretta a precisare) “Indigestio

ne…”

206 – SERAFIN – (Maligno, a tutta voce, a Giuanin) “Saiaa megiu nu indagaa de cose…!!”

207 – GIUANIN – (E’ sempre più imbarazzato) “E ma sun….” (Non sa che dire: deglutisce ancora pesantemente) “Sun cose che capiten…”

208 – SERAFIN – (Ancora maligno) “Sci…” (Puntualizza drastico) “Quella de mui me paa na cosa ca capite anche troppu de spessu…!!!!”

209 – BEATRICE – (Si rivolge a Giuanin) “Ci voleva un omaggio dolce…” (Lo lusinga: abbassa ed alza lentamente lo sguardo, sbatte le ciglia) “….per un uomo così dolce…!!!”

210 – GIUANIN – (Va in brodo di giuggiole: estatico) “Amor c’ ha nullo amato….” (Comincia a declamare con sguardo vacuo) “…amar perdona…!!”

211 – SERAFIN – (Velenosissimo) “E te salu-u Majn…” (Lo scimmiotta) “…ti e i teu dinee…!!”

C’è una breve pausa, durante la quale Beatrice rimane con lo sguardo estatico perso nel vuoto e Giuanin rimane ad osservarla con sguardo vacuo e sorriso ebete. Poi Beatrice sembra scuotersi

212 – BEATRICE – (Sospira profondamente) “Aaaaahhhhh……!!!!!”

213 – GIUANIN – (Sospira a sua volta:  con sguardo speranzoso) “Eeeeeehhhh…..!!!!”

214 – SERAFIN – (Con stizza, coprendosi il viso con una mano) “Bellu Segnuu cuscì cau…cose me tucca vedde…!!!”

215 – BEATRICE – (Si guarda intorno come rapita) “Mi piace la vostra casa, Giovannino…” (So-

spira. Il suo sguardo si sofferma sul muro dipinto con i colori del Genoa) “Soprattutto….mi piaccio

no i colori…!” (Rivolge il suo sguardo verso Giuanin che è trasecolato e la guarda interrogativo) “Assomigliano a quelli della squadra del mio povero Calogero…il Catania…!!!”

216 – GIUANIN – (Si rilassa: sospira profondamente, con convinzione) “Aaaahhhh….!!”

217 – BEATRICE – (Con ovvietà) “Sono quelli della squadra di Genova, vero…” (Chiede. Convin-

ta) “…il Genoa…!!”

218 – GIUANIN – (Trasale) “NU….!!!!” (Spara a tutta voce) “En quelli de na squadretta de mente

catti che sun sempre steti in serie B e che quest’annu ghe riturnen…” (Posa il pacchetto sul tavoli-

no: categorico) “A squadra de Zena….” (Comincia solenne) “L’UNICA….” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…squadra de Zena…” (Si alza di scatto: categorico) “…a l’è a Sando-

ia…!!”

219 – BEATRICE – (Lo guarda stranita) “Saponaria…?!?!” (Chiede stupita) “Mai sentita…!!” (Poi, interdetta) “Ma la saponaria non è quella specie di detersivo che si usava per fare il bucato ??”

220 – GIUANIN – (Scatta come una molla) “Faa a bugaa…?!?!?” (Trasecola) “Ma cumme ti te per

                                                                                                                                                          27

metti, analfabeta….!!!!” (La apostrofa malamente) “A Sandoia a l’è l’unica…vera…grande…inimi

tabile squadra de Zena….” (La rintuzza con veemenza) “E da duman…anche d’Italia…!!!” (Conclu

de perentorio. Poi) “Se ti nu ti l’ee mai sentia…” (Prosegue: con aria di commiserazione) “Foscia l’è perché u Catania u l’ha sempre navegou in ta mexima bratta….” (Indica il muro dipinto di rosso

blù) “…dunde l’è sempre stetu quei atri balurdi…!” (Spara) “E infeti….” (Sentenzia alla fine) “…..

g’han i meximi culuri…!!!” (Poi, avviandosi a destra e prima di uscire) “ E oua leviten d’en ti pee, ravattu…” (L’apostrofa malamente) “…che ho d’aname a preparaa che duman m’aspeta a Gradina-

ta Sud…!!!”

221 – SERAFIN – (Ilare, lo insegue con la voce) “Giuanin, tie vistu c’aiva raxiun…” (Lo canzona. Si sposta verso il centro scena: usando il taglio della mano come amplificatore) “L’è megiu staa cun a Marilena….!!!!!!!”

C’è una breve pausa, durante la quale Serafin sghignazza ferocemente e Beatrice rimane ferma con lo sguardo perso nel vuoto. Poi è Beatrice a rompere gli indugi)

222 – BEATRICE – (A Giuanin, con un filo di voce) “Miii….offeso si è…!!!”

223 – SERAFIN – (Beffardo, a Beatrice) “Oooooh…nu te preocupaa….!!” (Si avvicina al tavolino, comincia a versarsi il vino bianco) “Ti vediè che doppu a partia u riturna a-a carrega…!!!”

224 – BEATRICE – (Smarrita) “Si, ma intanto….” (Chiede preoccupata) “…che facciamo ...?!?!?”

225 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Ma mi…” (Si siede) “Vistu che u vin giancu ghe l’emmu….” (Mostra il bicchiere a Beatrice prima di posarlo sul tavolino. Comincia a sfasciare il pacchetto dei cannoli. Ilare) “Se mangemmu i cannoli….!!!!!”

                                -  S  I  P  A  R  I  O  -    

   

    


(bandadeimisci@libero.it)                                                                                        28

                                      TERZO ATTO

La scena è rimasta pressoché invariata.

All’attaccapanni sul lato destro della scena, però, sono appesi un cappello ed un lungo soprabito da donna. All’apertura del sipario, la scena è vuota.

Qualche attimo dopo, da destra, entra Leonardo. Indossa una maglia blucerchiata con davanti la scritta “Tigre Uno”

1 – LEONARDO – (Entra da destra: ha un cappuccio nero che gli copre completamente la faccia lasciando spazio solo agli occhi ed una radio in mano, . Si muove con fare circospetto, guardando-

si furtivamente attorno: si ferma a centro scena e comincia a parlare alla radio) “Tigre uno a tigrot

ti..…tigre uno a tigrotti…” (Ripete a mezza voce con fare circospetto) “Mi sentite…?!?!?”

2 – TIGROTTO DUE – (Risponde DA FUORI SCENA, a mezza voce) “Forte e chiaro, tigre uno…”

3 – LEONARDO – (Non da segni di aver ricevuto. Rimane qualche istante in attesa poi riprova) “Tigre uno a tigrotti…tigre uno a tigrotti…” (Ripropone a voce più alta) “Mi sentite…?!?!?”

4 – TIGROTTO DUE – (A voce più alta) “Si, tigre uno…” (Ripete) “…forte e chiaro…!!”

5 – LEONARDO – (Non da ancora segni di aver ricevuto. Rimane ancora qualche istante in attesa

poi, a voce alta) “Tigre uno a tigrotti….” (Ringhia quasi) “….nu ve sentu…!!!!”

6 – TIGROTTO TRE – (A tutta voce, DA FUORI SCENA) “E levite e pesse d’en sce uege, insensou

…!!!”

7 – LEONARDO – (Trasale: stacca la radio dall’orecchio e la guarda un lungo istante. Poi si to-

glie il cappuccio, riguarda la radio, si apre in un sorriso beffardo e riprova a chiamare) “Tigre uno a tigrotti…tigre uno a tigrotti…” (Ripropone nuovamente) “…pronti all’azione…!!!”

8 – TIGROTTO TRE – (Ancora a tutto volume) “E derbechelite alua, che chi sutta ghe stemmu

faxendu i funzi…!!!!”

9 – LEONARDO – (Sbuffa pesantemente, ripone la radio) “Ma porca…!!!!” (Sacramenta fra se ri-

mettendosi il cappuccio. Poi, avviandosi e uscendo a sinistra, fra se) “All’attaccu…!!!”

Passano diversi istanti, poi, da sinistra si sente un grido lancinante di donna.

Dopo alcuni istanti, Leonardo riappare in scena da sinistra.

10 – LEONARDO – (Riappare in scena da sinistra: si dirige con passo svelto fino a centro scena, poi si blocca. Prende la radio, si toglie il cappuccio e chiama) “Tigre uno a tigre capo…tigre uno a tigre capo…” (Propone ancora una volta) “Giuanin …ti me senti…?!?!?”

11 – GIUANIN – (DA FUORI SCENA A DESTRA, A TUTTA VOCE, decisamente in ansia) “E te sentu sci, Leonardo…!!” (Replica. Poi, con enfasi) “Alua….?!?!?”

12 – LEONARDO – (Con fare circospetto, a mezza voce) “U paccu u l'è stetu spediu….!!” (Ripete con enfasi) “U paccu u l'è stetu spediu…!!!!!”

13 – GIUANIN – (DA FUORI SCENA A DESTRA, ENTUSIASTA) “E bun viaggiu…!!!!” (Spara a tutta voce) “Passo e chiudo…!!”

14 – LEONARDO – (Chiude a sua volta la comunicazione) “Bene…!!!” (Commenta fra se con una smorfia di profonda soddisfazione) “Missione compiuta….!!!!” (Si rimette il cappuccio) “E oua…

via de cursa…primma che arive quarche d’un !!” (Commenta ancora avviandosi verso l’uscita di destra) “Anche se cunciou cuscì…” (Si indica il cappuccio) “Euggiu propriu vei chi me cunusce…!

In quel momento, da destra, fa il suo ingresso in scena Serafin.

15 – SERAFIN – (Entra da destra: vede Leonardo che, incappucciato, gli viene incontro per uscire

Si blocca) “Ciau, Leonardo….” (Lo apostrofa interdetto) “Unde ti vee cunciou cuscì….?!?!?”

                                                                                                       29

16 – LEONARDO – (Rimane di pietra: togliendosi il cappuccio con un gesto di rabbia, a tutta vo

ce, uscendo da destra ) “Ma porca quella porcaccia miseiaccia ladra brutta e maledetta….!!!!”

Serafin rimane fermo a centro scena guardando con ilare stupore Leonardo uscire decisamente stiz

zito. Poi si muove.

17 – SERAFIN – (Fa spallucce, guardando Leonardo uscire) “Boh…!!” (Commenta fra se. Poi, av

viandosi e uscendo a sinistra) “Famme anaa in poo a vei se a Marilena a g’ha in gusin de giancu...!”

La scena rimane vuota qualche istante, poi da destra, fanno il loro ingresso Giuanin e Chiara: stan

no discutendo animatamente.

18 – CHIARA – (Rientra per prima: è visibilmente alterata. Volgendosi verso Guanin che la segue a breve) “E’ Sampdoriano….” (Ripete affranta. Si blocca a centro scena: disperata) “E’ Sampdoria

no….!!!!!!”

19 – GIUANIN – (La segue a breve:indossa un giaccone con ampie tasche. Ssornione) “Chiara….” (La apostrofa: con un ghigno di sinistra soddisfazione) “Chiunque u segge….u l’è na persun-a intel

ligente…!!!!”

20 – CHIARA – (Si gira di scatto verso Giuanin) “’Una persona intelligente….?!?!?” (Lo apostrofa malamente. Si dirige verso di lui) “Sei tu che lo hai messo sulla cattiva strada…” (Lo accusa: con veemenza) “E’ tutta colpa tua…!!!!”

21 – GIUANIN – (Gongolante) “Veramente a l’è curpa vostra….” (La canzona) “…che sei na squa

ddra de rossue…!!”

22 – CHIARA – (Con rabbia, ringhiando quasi in faccia a Giuanin) “Non capisci niente….” (Urla con quanta voce ha in corpo) “NIENTEEEEEE…..!!!!!!!”

23 – GIUANIN – (Trasale: si ripara istintivamente il volto con le braccia) “Va ben…va ben…” (Prova ad ammansirla) “Ma acarmite…!!”

24 – CHIARA – (Per niente tranquillizzata) “Fortunato….” (Comincia a passeggiare con rabbia in scena con ampi passi) “E’ Sampdoriano….!!!!!”

25 – GIUANIN – (Con esagerata contentezza) “Bene….!!!!!” (Perentorio) “Ti e teu muee ei finiu de detaa leze….” (Spara deciso) “Semmu dui a dui…!!” (Indica con le dita delle mani) “Da duman, a miagia…” (Indica il muro con i colori del Genoa) “…a se divide a meitee…!!”

26 – CHIARA – (Lo guarda incredula) “Ma come puoi essere così…” (Fa una breve pausa cercan

do le parole) “…così meschino…!!!!” (Sbotta poi) “Mi ha tradito, capisci….?!?!?” (Esplode con veemenza) “Mi ha tradito….!!!!!!!”

27 – GIUANIN – (Gaudente) “U l’è rinsaviu, ti capisci…?!?!?” (La scimmiotta) “U l’è rinsaviu…!!

28 – CHIARA – (Lo manda platealmente a quel paese con un gestaccio del braccio) “Ma vai via con il tuo spirito di patata….!!!!” (Ringhia feroce) “La mamma….!!!!” (Trasale: assume un’espres-

sione contrita) “Quando lo viene a sapere la mamma…che guaio….!!!”

29 – GIUANIN – (Sornione) “Bizeugniaa ca se g’abitue, se…!!”

30 – CHIARA – (Trasale) “E no, eh….!!” (Sibila con voce sottile: si gira verso Giuanin) “E NO EH….!!!!!” (Spara a tutta voce) “Qualsiasi cosa sarei disposta a perdonare per amore a Fortunato...

(Declama quasi convinta: poi, tassativa) “Ma il tradimento NO….” (Spara decisa, sottolineando la parola alzando il tono della voce) “Quello MAI….!!!!!!!”

31 – GIUANIN – (Gode a rivoltare il coltello nella piaga) “E mi alua…” (Ironizza) “…cose duviei

va dii che a ti e a teu mue v’ho perdunou anche….” (Indica la parete con i colori del Genoa) “…u beliniximu….?!?!?”

32 – CHIARA – (Ha un gesto di stizza) “Sei un mostro….” (Apostrofa agra Giuanin) “Sei senza cuore….!!!!!” (Poi, partendo e uscendo a passo svelto da sinistra) “Mamma…mamma….!!!!” (Invoca a gran voce) “Fortunato mi ha tradito…!!!!!!”

                                                                                                       30

La scena rimane ferma per qualche istante, con Giuanin che gironzola con l’espressione gaudente e soddisfatta di un gatto che ha appena ingurgitato un grosso topo. Poi Giuanin comincia a parlare fra se.

33 – GIUANIN – (Passeggia trionfante lungo la scena) “Però…” (Commenta fra se) “…quante bel

le sudisfasuin ca peu daa a vitta…!!!” (Si avvicina all’attaccapanni sul quale fanno bella mostra il cappello ed il soprabito) “Pe esse ciù comodi…” (Scimmiotta Marilena) “…ho fetu vegnii a mam-

ma direttamente chi da niatri…!!” (Con un ghigno sinistro) “A l’ha mandaa in bucca au luu…!!!” (Fa una smorfia compiaciuta) “Però…” (Commenta) “…organizee i tigrotti, eh…!!!”(Positivamen-

te meravigliato) “L’han saciu-u subetu ca l’ea chi…” (Fa un gesto perentorio con la mano) “Sensa bezeugnu de dighe mancu meza parola…!!!” (Si inchina verso l’attaccapanni) “Scignuria, scia Os-

valda…” (La sberleffa) “…a ti…” (Fa il gesto dell’ombrello) “…e a Santa Benarda…!!!!” (Si avvia verso il tavolino) “Quellu berodu de Fortunato u s’è ricordou de esse n’ommu e de avei na dignitee..

…” (Rimugina ancora fra se visibilmente soddisfatto) “Quelle due aucche avian da sercaa a seuxua e se perdian u derby…” (Si siede spaparanzato in poltrona) “..e da chi an poo…” (Fa un gesto em-

blematico con le mani) “…gradinata Sud…!!!!!” (Spara a tutta voce) “A vedde u Doia cu guagna u scudettu e quel’atru insemme de rumente che s’arubatten de sutta…!!” (Con un ampio sospiro di soddisfazione) “Aaaaaaahhhhh……” (Si allunga mettendosi le braccia dietro la testa a mo di cusci

no) “…che bella cosa ca l’è a vitta….!!!!!!”

Un attimo dopo, da sinistra, fa il suo ingresso in scena Serafin.

34 – SERAFIN – (Rientra da sinistra con in mano l’immancabile bicchiere di vino bianco. E’ per-

plesso, si guarda indietro interdetto. Nota Giuanin) “Ah…tie chì…!!”

35 – GIUANIN – (Leggermente seccato) “Anche ti veddu che tie chi…” (Risponde sibillino) “…tan

tu pe cangiaa…!”

36 – SERAFIN – (Non lo considera) “Ma dimme in poo…” (Chiede ancora interdetto avvicinando

si al tavolino) “….cose gh’è sucessu a-a Chiara….?!?!?”

37 – GIUANIN – (Fa il finto tonto) “Perché….??”

38 – SERAFIN – (Comincia a spiegare) “Ma mi…” (Si siede accanto a Giuanin) “A l’è arivaa de là…” (Indica l’uscita di sinistra) “…sparaa in t’en canun ca criavva cumme na bellua…” (Scimmiot

ta vagamente Chiara) “Fortunato u m’ha tradiu…Fortunato u m’ha tradiu …!!!!” (Con un sorriso sornione) “Nu stamme a dii cu l’ha incuntrou anche le a vexin-a de datu, eh…!!”

39 – GIUANIN – (Evasivo) “Nu…nu…” (Minimizza. Poi, serio) “U l’ha tradia cun a Sandoia…!!”

40 – SERAFIN – (Categorico) “Alua u l’è scemmu…!!”

41 – GIUANIN – (Piccato) “NU…!!” (Ribatte secco) “U l’è rinsaviu…!” (Poi, indagatore) “Ti ciu-

tostu…” (Apostrofa Giuanin) “…cose ti gh’ee cumbinou cun a vexin-a de datu…??”

42 – SERAFIN – (Con somma ovvietà) “G’ho mangiou i canoli…!!”

43 – GIUANIN – (Piuttosto seccato) “Amia, se….” (Replica a muso duro) “…che pe serti canoli…

a l’è riserva de caccia…!!”

44 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Giuanin…” (Replica ilare) “….ma se a-a nostra etee pe faa serti descursci ne gh’eu sei meixi de preavisu…!!!!”

45 – GIUANIN – (Scatta sulla sedia) “A ti, magari…” (Ribatte visibilmente seccato) “…che nu ti gh’ee mai stetu abituou…!!”

46 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Se tiu dixi ti…” (Si siede accanto a lui) “Cumunque…” (Comin-

cia a sorseggiare il suo bianco) “…cun quella anghesa de datu nu ei ratelou pe via du zena…du do-

ia…da partia…”

47 – GIUANIN - /Lo interrompe) “Ratelou…” (prorompe) “A l’è na parolla grossa, eh…!”

48 – SERAFIN – (Si indica) “A mi…” (Posa il bicchiere sul tavolino) “… me paa che ti gh’aggi ditu de tuttu comme an can…!!!”

                                                                                                       31

49 – GIUANIN – (Stizzito) “E dai…!!!” (Sacramenta fra se all’indirizzo di Serafin) “De tuttu…” (Minimizza poi schernendosi) “Emmu in poo ticugnou pe via di coluri du Catania e….” (Fa una bre

ve pausa) “…de quel’atra specie de squadrra…” (Poi, risentito) “Ma nu pueiva che esse, se…!” (Ac

corato) “Nu ti peu cunfunde a MEE Sandoia….” (Rafforza la parola alzando il tono della voce) “…

cun a saponaria da lavaa a bugaa…!!!” (Fa una breve pausa: Poi, senza lasciare a Serafin tempo di replicare) “Comunque, a l’è da scuzaa, eh…!!”

50 – SERAFIN – (Con un sorriso sornione e falso stupore) “A sci…?!?!?!?”

51 – GIUANIN – (Ostentando comprensione) “E sci, eh…!!” (Rafforza il senso delle sue parole con ampi gesti della mani) “A ne vegne da distante…” (Con aria pensosa) “Atru ambiente…” (Al-

larga leggermente le braccia) “…atra mentalitee…” (Con ostentata ovvietà) “Cose tieu che ghe seg

ge de bun, lazù a Catania….?!?!?”

52 – SERAFIN – (Salace, con naturale ovvietà) “I canoli…!!!!”

53 – GIUANIN – (Scatta in piedi: piccato) “Ma dai, sciu…!!!!” (Fa due passi verso il centro scena

Si blocca, si gira di scatto verso Serafin) “Nu stanni a esse cuscì limitou…” (Lo rimbrotta) “Cuscì picin de pensieru…!!”

54 – SERAFIN – (Deciso) “Ho capiu…” (Sentenzia) “Eiva raxun mi…!!”

55 – GIUANIN – (Interdetto) “Saieiva a dii….?!?!?”

56 – SERAFIN – (Prende il bicchiere dal tavolino, lo alza come a voler brindare) “Doppu a partia..

…” (Beve un sorso: ancora con il bicchiere in alto) “Ti riturni a-a carega…!!”

57 – GIUANIN – (Seccato) “E ben….?!?! Se anche fisse….?!?!?”

58 – SERAFIN – (Fa spallucce) “E nu, ti vei….” (Posa il bicchiere con gesto lento e controllato) “Nu orieiva che poi ghe succedesse cumme a-a Chiara….”

59 – GIUANIN – (Lo guarda interdetto) “Eh…?!?!?”

60 – SERAFIN – (Indica verso l’alto: con un sorriso beffardo) “Tradia cun a Sandoia…!!!”

61 – GIUANIN – (Lo manda a quel paese con un plateale gesta del braccio) “Ma dai, sciu…!!!” (Fa ancora qualche passo verso il centro scena. Si ferma, rimane un attimo pensoso. Poi, deciso) “A-a Chiara a ghe stà ben…!!” (Sentenzia convinto. Torna lentamente verso il tavolino) “Cuscì a l’impara a faa u tifu pe quella streuppa de ‘mbreghi…!!” (Fa una breve pausa: un sorriso beffardo gli illumina il viso) “E ti vediè quande u-u sa a Marilena che Fortunato u l’è sandorian che bella gue

ra che te scieuppa…!!”

62 – SERAFIN – (Fa una smorfia: con ovvietà) “Se nu uei che sceuppe nisciun-a guera…” (Allar-

ga leggermente le braccia) “…basta nu dighelu, se…!!” (Poi, scuotendo mestamente la testa) “Sulu che fra tutti dui nu vedei l’ua che au sacce, vea…?!?!?”

63 – GIUANIN – (Convintissimo) “E oriei vedde ti, cose ti ne pensieisci…!!” (Indica l’uscita di si-

nistra) “Stranu ca nu se segge ancun sentia luaa cumme na bellua…!!!”

64 – SERAFIN – (Ancora con naturale ovvietà) “A nu gh’è…!!”

65 – GIUANIN – (Trasecola leggermente) “Cumme a nu gh’è…?!?!?” (Deciso) “Quande sun scior-

tiu mez’ua fa…” (Indica l’uscita di sinistra) “…a l’ea de la ca trafegava…!!”

66 – SERAFIN – (Di rimando) “E oua che ea anetu a sercaghe in gusin de giancu…” (Allarga leg-

germente le braccia) “…a nu gh’ea…!!”

67 – GIUANIN – (Scrolla le spalle: categorico) “Impuscibile…!!”

68 – SERAFIN – (Fa una smorfia poco convinta) “Magari a l’è aneta a pigiaa teu seuxua…” (Butta li) “A nu l’aiva cangiou idea e a nu duveiva fala vegnii chi…??”

69 – GIUANIN – (Con una espressione di sommo disgusto) “Serafin…” (Indica l’attaccapanni) “A gh’è za…!!” (Fa spallucce) “L’è impuscibile sbagliase…” (Si avvicina al tavolino) “A g’ha a cuerta adossu tuttu l’annu…” (Indica nuovamente l’attaccapanni) “…cumme i cavalli…!!”

70 – SERAFIN – (Sbuffa. Fa spallucce a sua volta) “E alua a saià aneta a fase in giu…!!!”

71 – GIUANIN – (S’illumina: schernendola) “Sci, magari in tu club….” (La scimmiotta: poi, peren

torio) “A preparaa i canti funebri pe staseia doppu u derby quande tutta marasci u ghe criià…”

(Scuotendo un pugno al cielo, a gran voce) “Serie B….serie B….!!!!”

                                                                                                       32

In quel momento, da sinistra, rientra in scena Chiara   

72 – CHIARA – (Rientra da sinistra. Si ferma poco oltre l’ingresso) “Grazie eh….grazie…!!” (Di-

ce entusiasta volgendosi all’indietro. Riprendendo la marcia) “Sapevo di poter contare su di te…!”

73 – GIUANIN – (A Serafin) “Vistu che aiva raxiun…??” (Con un sorriso compiaciuto) “A gh’è…!

(Poi, a Chiara, canzonatorio) “Chiara, tiee detu a ferale nutisia…?!?!?”

74 – CHIARA – (Si ferma: volgendosi verso Giuanin, interdetta) “Quale…?!?!?”

75 – GIUANIN – (Gongolante) “Che quellu sfigou de Fortunato u s’è ricordou de esse n’ommu e de avei in servellu…?!?!?”

76 – CHIARA – (Con ostentata tranquillità) “Si…!!” (Ribatte trattenendo a stento la rabbia) “E ho ricevuto in cambio un consiglio prezioso….!!!”

77 – GIUANIN – (Vuole rigirare il coltello nella piaga) “Stranu, però…” (Con ostentata meravi-

glia) “Nu ho mancu sentiu teu mue criaa cumme n’aquila…” (Con un ghigno beffardo) “Primma de dighelu ti gh’ee detu a dormia o ti gh’ee missu u bavagliu…?!?!?”

78 – CHIARA – (Piccata) “Non l’hai sentita di sicuro…” (Ribatte a muso duro) “… non c’è…!!”

79 – GIUANIN – (Trasale) “A nu gh…” (Gli si intorcinano le parole in bocca) “Chi te l’ha detu alua u cunsigliu…” (Sbraita a tutta voce) “…a Madonna de meie cheutte…?!?!?”

80 – CHIARA – (Con assoluta ovvietà) “Ma la nonna…!!”

81 – GIUANIN – (Trasecola) “A non…!!!!” (Non riesce a finire la frase) “Chiara…” (Si precipita verso Chiara, l’afferra per un braccio: trafelato) “Quale nonnaaaa…..?!?!?!”

82 – CHIARA – (Ha un moto di stizza) “Papà…” (Ringhia quasi in faccia a Giuanin) “Non ho fatto sedute spiritiche….” (Si divincola dal suo braccio) “Nonna Osvalda…” (Precisa con rabbia prima di uscire velocemente a destra) “….l’unica che ho ancora viva…!!!”

Giuanin rimane fermo impietrito ad osservare Chiara uscire.

Per alcuni attimi il suo sguardo passa velocemente dall’attaccapanni, all’uscita di sinistra e a quella di destra.

Poi si muove.

83 – GIUANIN – (Parte a razzo verso l’attaccapanni: guarda con sguardo terrorizzato il cappello e il soprabito. Li palpa, li accarezza, li annusa. Poi, categorico, conclude) “Sun i seu…!!!”

Poi parte deciso verso l’uscita di sinistra ma Serafin lo ferma.

84 – SERAFIN – (Ha assistito interdetto a tutta la manfrina: vede Giuanin scattare verso sinistra, lo ferma) “Giuanin, ma t’ha mordu-u ‘na tanqua….?!?!?”

85 – GIUANIN – (Gli si ferma davanti) “Ma nu t’ie sentiu cosa l’ha ditu a Chiara…?!?!?” (Lo apo-

strofa trafelato) “Che de là…” (Indica l’uscita di sinistra) “…gh’è l’Osvalda…” (A tutta voce, muli

nando le braccia) “…MEE SEUXUA…!!!!!!”

86 – SERAFIN – (Ancora più stupito) “E ben….?!?!?” (Ribatte: con ovvietà) “U saivimu, nu…?!?”

87 – GIUANIN – (Partendo di scatto e uscendo di corsa da sinistra, urla a squarciagola) “A NU GHE DEV’ESEEEEEEE…..!!!!!!!!”

88 – SERAFIN – (Lo guarda uscire trafelato. Poi, stranito) “Segnuu cau….” (Esclama a tutta voce

:rivolto alla platea) “U ciocca cumme ‘na casoula veua….!!!!!!”

Serafin rimane immobile alcuni istanti poi si rianima: scrolla violentemente il capo, si guarda un at

timo intorno poi parte  anch’egli verso l’uscita  di sinistra.

Sta per uscire quando incoccia in  uno stralunato Giuaniin: ritorna in scena da sinistra a marcia indietro.

                                                                                                                                                                                                             

                                                                                                       33

89 – GIUANIN – (Ritorna in scena da sinistra BLOCCANDO UN TRAFELATO SERAFIN  CHE POI PROCEDE A MARCIA INDIETRO: è stralunato, cammina a scatti come un robot con le braccia che si muovono lungo i fianchi ad ogni passo e lo sguardo fisso nel vuoto davanti a se e ripete con voce metallica) “A gh’è…a gh’è….a gh’è…!!”

90 – SERAFIN – (Retrocede fin quasi a centro scena quasi meccanicamente, poi riesce a reagire. Si blocca e blocca Giuanin) “GIUANIN ….!!!!!!!!” (Lo chiama a gran voce. Scuotendolo vivace-

mente) “Tie tuttu nesciu, mia…!!!!!”

91 – GIUANIN – (Si rianima solo vagamente: gli riserva un sorriso ebete) “De là…” (Spiega con voce meccanica indicando a scatto con il braccio l’uscita di sinistra) “Mee seuxua…” (Ancora con uno scatto riporta il braccio lungo il corpo) “…a gh’è…!!!” (Poi, ebete) “E gh’è anche in pinguino

…!!”

92 – SERAFIN – (Sobbalza) “In ping…!?!?” (Alza appena gli occhi al cielo) “Bella muee caa…!!”

(Sacramenta fra se vivamente preoccupato) “A ‘stu chi gh’è anetu u servellu in ficcu…!!!!” (Prova a rianimarlo) “Giuanin.…” (Lo prende sottobraccio) “Vegnite a setaa, dai…” (Lo accompagna al tavolino, lo fa sedere) “…e spieghime cun calma…”

93 – GIUANIN – (Si siede come un automa, tutto d’un pezzo come uno stoccafisso. Guarda per un lungo attimo Serafin negli occhi, poi, allargandosi in un meccanico sorriso ebete, gorgoglia appe-

na) “N’gheeeeeeee….!!!!”

94 – SERAFIN – (Trasale, si copre gli occhi con una mano) “Muee caaaa….!!!!” (Rantola quasi. Si fa coraggio: si guarda intorno, non sa cosa fare) “Dai, dai, Giuanin….” (Dice a lui per farsi forza a sua volta) “Qualunque cosa segge….” (Continua a guardarsi in giro alla disperata ricerca di un qualcosa che non sa nemmeno lui cosa sia) “…ti vediè che u pezu u l’è pasou…!!” (Lo sguar

do gli cade sul bicchiere di bianco ancora pieno per due terzi: s’illumina) “Tieu beive quarcosa…

?!?!?” (Chiede prendendolo e porgendolo a Giuanin) “In gusin de giancu, eh…!!”

95 – GIUANIN – (Con gesti meccanici, prende il bicchiere, lo alza, lo svuota tutto d’un fiato e lo ri

porge a Serafin)

96 – SERAFIN – (Prende il bicchiere, lo guarda esterrefatto) “Beleu chi….” (Posandolo sul tavoli

no) “…che gardigiun…!!!!”

97 – GIUANIN – (Lentamente, comincia a riprendersi) “Serafin…” (Comincia con voce meccani-

ca) “L’Osvalda…mee seuxua…” (Con un’espressione di autentico terrore ed uno scatto meccanico del braccio indicando l’uscita di sinistra, questa volta a tutta voce) “A L’E’ DE LAAAAA….!!!!!”

(Ansima, deglutisce pesantemente: ancora a tutta voce) “INSEMME A’N PINGUINO….!!!!!”

98 – SERAFIN – (Allarga le braccia: continua a non capire) “Va ben…va ben…!!” (Poi, più rassi

curante possibile) “Ma u saimu zà…” (Indica l’attaccapanni) “Ti m’ee fetu vedde a roba quande...”

99 – GIUANIN – (Risponde con un vacuo sorriso ebete) “L’Osvalda a l’è de la….” (Ripete a mo di cantilena) “Insemme a’n pinguino…!!!”

100 – SERAFIN – (Scuote la testa: rassegnato) “Ninte da faa…” (Conclude) “U l’è partiu du tuttu..

…!!” (Si scuote) “Ma ti peu capì…!!” (Redarguisce Giuanin: si alza di scatto) “A seuxua va ben...”

(Commenta incredulo partendo a passa veloce e uscendo da sinistra. E’ già fuori scena) “…ma in pingui…”

Serafin, già fuori scena, s’interrompe di scatto. C’è un attimo di silenzio, poi Serafin ritorna in sce-

na da sinistra trafelato.

101 – SERAFIN – (Rientra da sinistra: si muove a scatti tipo robot. Procedendo verso il centro sce

na, con un sorriso ebete) “L’Osvalda a l’è de là…” (Si ferma a centro scena: guardando la platea e indicando l’uscita di sinistra, con sguardo stralunato) “E gh’è anche u pinguino…!!!”

                                                                                                      

                                                                                                       34

In quel momento, da sinistra, fanno il loro ingresso in scena Osvalda e Suor Leonice, madre postu-

latrice.

102 – SUOR LEONICE – (Entra per prima, precedendo Osvalda. Piccola, minuta, in abito talare, tiene le braccia conserte in grembo camminando a cassettini veloci e andatura leggermente curva. Ha voce flebile e pigolante ed è la portavoce anche di Osvalda che apre bocca solo per rispondere ai suoi salmi. Si ferma a centro scena, non capisce ciò che sta accadendo. Scuote leggermente le te

sta e poi, con un largo sorriso un po’ stentato, a Serafin, che si ritrova di fronte, esclama) “Sia loda

to Gesù Cristo…!!!”

103 – OSVALDA – (E’ una donna che ha passato la settantina da un pezzo, di corporatura massic

cia e che cammina ancora ben dritta, vestita di scuro, che non guarda in faccia nessuno e interlo-

quisce a gesti e a grugniti, senza mai profferire verbo se non per rispondere ai salmi di suor Leoni-ice. Si ferma anch’essa a centro scena e, di rimando a Suor Leonice, con voce ferma e potente) “Sempre sia lodato…!!!”

104 – SERAFIN – (E’ colto di sorpresa, non sa che dire) “Euhhhh…!!” (Butta li sommamente imbarazzato) “Tutti i giurni…!!!”

105 – GIUANIN – (Le vede: in panico totale) “E NUUUU….!!!!!” (Spara a tutta voce) “A roba scì…” (si rivolge all’attaccapanni) “Ma lee…” (Indica Osvalda) “…chi….” (Indica l’orologio che ha al polso) “….a ‘stua…” (Con quanta voce ha in corpo, agitando convulsamente le braccia) “A NU G’AIVA CIU’ DA ESSE….!!!!!!!!!!” (Poi, ridandosi un contegno) “E u pinguinu…” (Tassati-

vo, indicando Suor Leonice) “…u nu l’ea previstu…!!”

106 – SERAFIN – (Capisce: trasecola) “Ah…!!”

107 – GIUANIN – (Deciso) “Eh…!!!”

108 – OSVALDA – (Grugnisce. Poi si rivolge a Suor Leonice indicandogli Serafin, che gli è vicino

con aria di sufficienza)

109 – SUOR LEONICE – (Fa un rapido cenno d’intesa a Osvalda. Poi a Serafin) “Lei permette…?

!?!” (Tende la mano come per stringergliela, ma prima che Serafin riesca a farlo la capovolge rapi

damente mettendo il palmo aperto sotto il naso di Serafin) “Suor Leonice…” (Si affretta a spiegare

“…madre postulatrice…!!”

110 – SERAFIN – (Rimane stupefatto dal gioco della mano: tira avanti e indietro la sua fermando-

la poi, alla fine, con l’altra) “Postul…” (Confuso, a Giuanin) “Ma de cose, scuza…?!?!?”

111 – GIUANIN – (Con livore) “Da cunfraternita da Benarda, auccu..!!” (Apostrofa Serafin. Po, a- gitandosi) “A ‘stua…” (Indica Osvalda) “…a duvieiva zà esse in ti cessi a Brignule ….!!!!!”

112 – SERAFIN – (Interdetto) “Orca pippa…!!” (Poi s’ illumina) “Tou li cosu ghe fava chi u Leo-

nardo cun in scapussu neigru in testa quande sun arivou…!!!!!”

113 – GIUANIN – (Strabuzza gli occhi incredulo) “Ti l’ee ricunusciu-u….?!?!?”

114 – SERAFIN – (Con ovvietà) “Sutta au giachee u g’aiva a maggia du Sandoia cun a scrita….” (Si indica il petto) “… “Tigre uno”…chi davanti…!!” (Scrolla le spalle) “Mancava sulu cu me mustresse a carta d’identitee….!!!!”

115 – GIUANIN – (Tassativo) “U le scemmu…!!!”

116 – SERAFIN – (Venefico) “Pensava u fisse sulu Sandorian…!!”

118 – OSVALDA – (Sbuffa pesantemente, emette un altro grugnito indicando Serafin a Suor Leoni

ce)

119 – SUOR LEONICE – (Ricambia lo sguardo di Osvalda con un largo sorriso, poi, a Serafin, tendendo nuovamente la mano, con voce soave) “Sia lodato Gesù Cristo…!!”

120 – SERAFIN – (Assorto in altri pensieri) “Sci, va ben…” (Replica distrattamente) “Ho capiu..!”

121 – OSVALDA – (Con voce sonora) “Scuxi e palanche…” (Impone a Serafin, baritonale) “Stra-

sun da lavaa in tera…!!”

122 – SERAFIN – (Sbuffa pesante. Mettendo mano al portafoglio, prendendo qualche moneta e de-

                                                                                                       35

positandola nel palmo aperto di Suor Leonice, vagamente insofferente) “E tou li che me tucca anche questa…!!”

123 – SUOR LEONICE – (Intasca l’obolo. Dispensandogli un largo sorriso) “Grazie, buon uomo...

…” (Lo apostrofa. Poi, muovendo verso destra, prima di uscire) “Il signore le renderà merito della sua buona azione…!”

124 – OSVALDA – (Muove a sua volta per uscire da destra. Si ferma davanti a Serafin e, prima di riprendere il cammino a passo spedito e uscire dietro a Suor Leonice, con una smorfia di sommo di

sgusto) “Pigheuggiu…!!”

125 – SERAFIN – (Rimane impietrito. Poi, piccato, rivolto a Giuanin) “Ciappà li…” (Commenta) “…e vattela a spende…!!!”

126 – GIUANIN – (Lo manda a quel paese con un plateale gesto della mano. Si alza di scatto) “Ma alua….” (Comincia a rimuginare fra se ad alta voce passeggiando nervosamente per la scena) “Co

se u m’ha cuntou quel’anghesu…?!?!?” (Si blocca: rivolto all’interdetto Serafin) “Il pacco è stato

spedito…!!” (Spara a gran voce) “Spediu n’asidente…!!!!!” (Rincara la dose senza dare a Serafin il tempo di profferire verbo. Si gira di scatto: infilando di gran carriera l’uscita di destra) “Ma oua te g’ou daggu mi u risu cun a natta….!!!!”

Mentre Giuanin sta per uscire da destra, dalla stessa parte rientrano Suor Leonice e Osvalda.

127 – SUOR LEONICE – (Rientra da destra SEGUITA DA OSVALDA. Incoccia praticamente den-

tro a Giuanin che sta uscendo con passo spedito, si ferma FERMANDOLO A SUA VOLTA. Gli di-

spensa un largo sorriso: tendendo la mano) “Sia lodato Gesù Cristo…!!!”

128 – GIUANIN – (La guarda un attimo con stupore, poi realizza. Feroce, prima di riprendere la marcia ed uscire da destra con passo spedito, mandandola al diavolo con un gestaccio del braccio)

“Ma va a cagaa in te l’ortu…!!!!”

129 – SUOR LEONICE – (Ci resta di sale: il sorriso gli muore sulle labbra, ritira lentamente la

mano. Poi si rivolge a Osvalda con sguardo interrogatore)

130 – OSVALDA – (Emette un altro grugnito, poi indica con un gesto secco e rapido del capo il

povero Serafin)

131 – SUOR LEONICE – (Si allarga nuovamente in un sorriso: muove con passo spedito verso Se-

rafin)

132 – SERAFIN – (Si accorge della manovra) “Ou balette chi…!!” (Commenta fra se ad alta voce. Si muove a sua volta a passo spedito verso centro scena)

133 – SUOR LEONICE – (Lo incrocia a centro scena. Si ferma: sempre con un largo sorriso, ten-

dendo la mano) “Sia lod…”

134 – SERAFIN – (Senza fermarsi, prima di arrivare di fronte al muro con i simboli del Genoa do-

ve si ferma fischiettando distrattamente e fingendo ostentatamente di interessarsi ai vari drappo che vi sono esposti, incrociandola) “Scignuria, scignurin-a….scignuria…!!!”

135 – SUOR LEONICE – (Rimane nuovamente di sasso. Ritraendo la mano mentre il sorriso le scompare ancora una volta dalla bocca, rivolge uno sguardo interdetto a Osvalda)

136 – OSVALDA – (fa spallucce. Prima di muovere ed uscire da sinistra seguita come un’ombra da Suor Leonice, con una smorfia di sommo disgusto, verso Serafin) “Repesuin da caciaa via…!!!”

Serafin rimane in scena da solo un lungo istante senza muoversi dalla sua posizione. Poi si scuote.

137 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Boh….!” (Commenta fra se. Scuotendo mestamente la testa) “Chi g’acapisce l’è brau…!!” (Si alza: prende il bicchiere sul tavolino) “Però…” (Commenta fra se guardando il bicchiere mestamente vuoto in controluce) “Menu male che Giuanin u l’è astemiu….” (Poi, muovendosi verso l’uscita di sinistra con il bicchiere in mano) “Lascime anaa a faa rifurnimen

tu…che l’è megiu…!!”

                                                                                                       36

La scena rimane vuota qualche attimo, poi, da destra, fa il suo ingresso Chiara.

138 – CHIARA – (Rientra da destra: è piuttosto nervosa ma visibilmente soddisfatta) “Bene…!!” (Esclama fra se fermandosi a centro scena) “La vendetta è consumata…!!!” (E’ di fronte alla pla-

tea: si mette a braccia conserte. Categorica) “Così impara…!!!!” (Rimane ferma a braccia con

serte qualche attimo, impettita, poi, lentamente, si rilassa. Abbassa le braccia e lo sguardo) “Però...

…” (Riflette fra se a voce bassa gironzolando per la scena) “Un po’ mi rincresce…!” (Si stringe nelle spalle) “In fondo a Fortunato…” (Con voce un po’ appannata dall’emozione) “…gli voglio bene  sul serio…!” (Gironzola ancora qualche istante silenziosa) “Ma gli sta bene…!!” (Conclude poi) “Mi ha preso in giro per anni, eh…!!!” (Riprende a gironzolare. S’allarga in un pallido sorri-

so) “E poi….” (Commenta divertita) “…qualche ora nei cessi pubblici de Brignole prigioniero dei giovani leoni rossoblu non l’ammazza senz’altro…!!” (Si ferma: meditabonda, reggendosi il mento con una mano) “Giusto il tempo della partita….!!” (Conclude. Si rilassa: con un’espressione sor-

niona) “E poi arrivo io, a liberarlo…!!!!” (Rimane qualche attimo ferma, in solluchero con i suoi pensieri. Poi si scuote) “Ma devo dirlo alla mamma….!!” (Uscendo da sinistra a passo svelto) “Chissà se è arrivata…”

La scena rimane vuota qualche attimo, poi, da sinistra, rientrano Leonardo e Giuanin in compagni

a dei tigrotti.

139 – GIUANIN – (Rientra per primo. E’ decisamente contrariato. A Leonardo, che lo segue da vi-

cino, a muso duro) “Ma se peu savei cose tie imbechelou…” (Si blocca di colpo) “…inciastru…!!!”

140 – LEONARDO – (Lo segue da vicino) “Ma Giuanin…” (Cerca disperatamente di spiegare: frena di colpo al brusco stop di Giuanin rischiando di investirlo) “…ho fetu sulu quellu che ti m’ee ditu…!!” (Poi, con più calma) “Ho pigiou u paccu…” (Mina le azioni con ampi gesti delle mani) “….l’ho imbragou…” (Indica l’uscita di sinistra) “…e l’ho portoo via…!!!” (Allarga leggermente le braccia: con ovvietà) “Pruntu pe esse ricunsegnou doppu a partia…!!!”

141 – TIGROTTO DUE – (Con ovvietà) “Eeeeeeuuuuhhhhh…..!!!!”

142 – TIGROTTO TRE – (Convintissimo) “Uuuuuuhhhhhhh….!!!!”

143 – GIUANIN – (Furibondo) “Ma cose tie pigiou…” (Sbraita ringhiandogli quasi in faccia) “…

che mee seuxua…” (Indica l’uscita di destra) “…a l’è ancun de la….?!?!?”

143 – LEONARDO – (Lo guarda interdetto) “Teu seuxua….?!?!?” (Chiede) “Ma cose gh’intra teu seuxua, scuza…???”

144 – GIUANIN – (Sorpresissimo) “Cumme cosa gh’intra….” (Spara furibondo) “A l’ea lee u pac-

cu da portaa via…!!!!”

145 – LEONARDO – (Si blocca: con voce strozzata) “Ah…!!”

146 – TIGROTTO DUE – (Interdetto) “Euh…!!”

147 – TIGROTTO TRE – (Stupidissimo) “Uuuhh…!!”

148 – GIUANIN – (Esasperato) “Ehhhh….!!!!!”

148 – LEONARDO – (Con naturale ovvietà) “Mia che mi ho capiu ca fisse a seuxua de Fortunato u paccu da portaa via…!”

149 – GIUANIN – (Trasecola) “A seuxua du Fort…” (Farfuglia appena) “MARILENA….!!!!!!!”

 (Spara a gran voce strabuzzando gli occhi. Senza dar tempo a Leonardo di rispondere) “Tie portou via Marilena….”

150 – LEONARDO – (Riesce solo a fare un cenno di assenso con la testa) “Eeeee…..”

151 – TIGROTTO DUE – (Deciso, assentendo) “Euh…!!”

152 – TIGROTTO TRE – (Secco, conferma) “Uuhh…!!”

153 – GIUANIN – (Secco) “A Brignule….”

154 – LEONARDO – (Vorrebbe ancora replicare ma è ancora anticipato) “Eeeeeeeeeee……”

155 – TIGROTTO DUE – (Secco e veloce) “Euh…!!

                                                                                                       37

156 – TIGROTTO TRE – (Con altrettanta rapidità) “Uuhh…!!”

157 – GIUANIN – (Desolato) “In ti cessi pubblici….”

158 – LEONARDO – (Ancora una volta la sua reazione è tarpata) “Eeeeeeeeeeeeeee……”

159 – TIGROTTO DUE – (Ancora rapidissimo) “Euh…!!”

160 – TIGROTTO TRE – (Si associa) “Uuhh…!!”

161 – GIUANIN – (Con veemenza) “Cun a testa in zù….!!!!!!”

162 – LEONARDO – (Riesce finalmente a proferire verbo: con decisione) “E sci, eh….!!!!”

163 – GIUANIN – (Trafelato) “San Pee cau e Madonna beneita….!!!!!” (Comincia a girare come morso da una tarantola per la scena sacramentando: si blocca poi di fronte ad un imbarazzatissi-

mo Leonardo) “Leonardo….A M’AMASSA….!!!!!!!” (Spara a tutta voce. Disperato, agitandogli le mani sul viso) “A me tia u collu cumme a ‘n bibin sutta ae feste de Natale….!!!!!!!”

164 – LEONARDO – (Al colmo dell’imbarazzo) “Ma Giuanin….” (Pigola quasi con un filo di vo-

ce) “Nu ghe l’emmu miga ditu che tie steto ti a…..”

165 – GIUANIN – (Lo interrompe) “Fa ninte….!!!!” (Categorico) “Intanto le a m’amassa….” (Con un vago gesto della mano) “…poi se mai a l’indaga…!!!”

166 – LEONARDO – (Al culmine dell’imbarazzo) “Sci ma….” (Allarga desolato le braccia) “…oua cose puemmu faa….?!?!?”

167 – GIUANIN – (Feroce) “Anemmu a recuperala subetu…” (Li spinge a forza verso l’uscita di

destra) “…e de cursa anche…!!!!”

168 – LEONARDO – (Si blocca poco prima dell’uscita) “Sci ma….” (Prova a protestare) “…ne

speten a Marasci pe a partia….!!!”

169 – GIUANIN – (Spingendoli fuori a forza) “Mescite, sacranun….” (Sbraita feroce. Uscendo a sua volta da destra) “O a Marasci ghe finimmo in galea a zeugaa ae garicce…!!!!”

La scena rimane vuota alcuni attimi, poi, da destra, rifanno il loro ingresso in scena Chiara e Sera-

fin.

170 – SERAFIN – (Rientra per primo: volgendosi verso Chiara che lo segue a breve, decisamente contrariato) “Chiara, in te ‘sta cà devi essive vendui u servellu tutti quanti….!!!!”

171 – CHIARA – (Segue Serafin a breve) “Ma Serafin….” (Allarga le braccia) “…è solo uno scher

zo…!!!” (Si ferma: impettita, braccia conserte, quasi offesa) “I giovani leoni rossoblu non farebbe- ro male a una mosca…!!”

172 – SERAFIN – (Si ferma a sua volta) “A na musca nu….” (Ribatte deciso) “…ma a ‘n sandoria-

no sci, eh…!!!” (Si avvicina a Chiara) “Ti veddi, se da u caxu….” (Spiega sostenuto) “…che pe nu fave vedde a partia a viatri genoani teu pue e i tigrotti sandoriani aggen avua e mexima idea e che oua in mani avverse…” (Mima la frase con ampi gesti delle mani) “…ghe segge finiu a Marilena...!

173 – CHIARA – (Trasecola) “La mamma…..?!?!?!?”

174 – SERAFIN – (Sconsolato) “Vistu ca duveiva esse de la….” (Indica l’uscita di sinistra) “…e che duveiva mancaa l’Osvalda e che invece teu nonna a l’è de la….” (Indica nuovamente l’uscita di sinistra) “…e che le a manca….” (Con un’espressione di somma ovvietà) “….fanni in poo ti…!!”

175 – CHIARA – (Preoccupatissimo) “E dov’è adesso…?!?!?”

176 – SERAFIN – (Desolato) “A Brignule….in ti cessi pubblici….” (Indicando il pavimento con un dito di entrambe le mani) “…a testa in zù…!!!”

177 – CHIARA – (Trafelata) “Anche lei….?!?!?!?”

178 – SERAFIN – (Trasale) “A ma…perché anche Fortunato…”

179 – CHIARA – (Mogia, con un filo di voce) “E si, eh…!!”

180 – SERAFIN – (Allarga le braccia sconsolato) “Figgeu….” (Prorompe) “…che fantasia fra tutti

….!!!!!”

181 – CHIARA – (Disperata) “Serafin…Serafin…” (Corre verso di lui, lo afferra per un braccio) “

                                                                                                       38

….cosa possiamo fare….?!?!?”

182 – SERAFIN – (Con ovvietà) “Semplice…” (Allarga le braccia) “Ti vee a Brignule e ti desbaras

si i leughi….!!!”

183 – CHIARA – (Interdetta) “Ma così…” (Sconsolata) “….perdo la partita…!!”

184 – SERAFIN – (La prende per un braccio) “E semai….” (La accompagna all’uscita di destra)

“….tie in bun-a compagnia…!!!” (Prima che Chiara esca, con sguardo bonariamente severo) “Fiite….!!!”

Serafin rimane fermo alcuni istanti a guardare Chiara uscire, poi si muove.

185 – SERAFIN – (Batte le mani) “Bellu Segnuu cau che afare….!!!!” (Smoccola fra se) “E tuttu a preu a ‘n balun…!!” (Si avvia a sinistra) “Portemmu a ferale nutisia all’ Osvalda….” (Si ferma: pri

ma di uscire) “Pe ach’eu…” (Commenta perplesso. Muovendo le dita in segno di diniego) “…ninte

Santa Benarda…!!”

La scena resta vuota per alcuni istanti, poi, da destra si sente la voce di Beatrice.

185 – BEATRICE – (DA FUORI A DESTRA) “E’ pemesso…?!?!? Pozzo entrare….?!?!?”

Passano alcuni istanti, poi, Beatrice fa il suo ingresso in scena.

186 – BEATRICE – (Entra in scena da destra. Indossa solo un soprabito lungo quasi fino ai piedi ma molto più leggero di quello che ha portato finora. Si guarda attorno, avanza circospetta) “Moh.

….!” (Commenta fra se. Si ferma a centro scena) “Ca…tutti a schifio finirono…!!”

Passa solo qualche istante, poi, da sinistra, fa il suo rientro in scena Serafin.

187 – SERAFIN – (Rientra in scena da sinistra con in mano l’immancabile bicchiere di vino bian-

co) “E anche l’Osvalda….” (Commenta fra se) “…a l’è scistemaa…!!” (Vede Beatrice) “Oh…” (S’illumina) “…Beatrice bungiurnu…!!!” (Posa lo sguardo sul bicchiere che ha in mano) “Se saiva ca l’ea chi…” (Commenta sornione alzandolo leggermente) “…ne portava dui…!!!”

188 – BEATRICE – (Si schernisce leggermente) “Ma io stavolta….” (Scuote appena la testa) “….i cannoli non li pottai…!!”

189 – SERAFIN – (Fa spallucce) “E se mai robemmu dui canestrelli a Marilena…!!”

190 – BEATRICE – (Risponde con un tiepido sorriso) “No, no, grazie…” (Lo guarda fisso) “Me-

glio di no…!” (Poi, interdetta) “Maaaa….” (Chiede) “…il signor Giovannino…” (Scuote legger-

mente la testa) “…non è in casa….??”

191 – SERAFIN – (Sornione) “E nu…e nu…” (Invita Beatrice a raggiungere il tavolino e a seders-

si) “U l’ha avu-u qualche problema cun mugee e zenne….” (Si siede a sua volta) “Prublemi de

desbarassu di cessi pubblici, creddu…!!”

192 – BEATRICE – (Toccata) “Ah…!!” (Poi) “Perché il signor Giovannino….” (Chiede indagatri-

ce) “…sposato je…!!!”

193 – SERAFIN – (Con ostentata ovvietà) “E sci…” (La scimmiotta vagamente) “…sposato è…!!”

194 – BEATRICE – (Seria) “E figlia e genero tiene…!”

195 – SERAFIN – (Conferma) “Sci…sci…” (Poi, ilare) “E ‘na seuxua tiene…” (Indica l’uscita di sinistra) “A l’è de là…!!”

196 – BEATRICE – (Con noncuranza) “Ah…!!” (Poi, con aria sussiegosa) “Perché sapete…” (Spi

ega) “…io vedova sono…” (Decisa) “Da più di dieci anni…!!”

197 – SERAFIN – (Ancora ostentando ovvietà) “E u so ben, vanni…!!”

198 – BEATRICE – (Incuriosita) “Voi piuttosto…” (Chiede a Serafin) “….sposato siete..??”

                                                                                                       39

199 – SERAFIN – (Trasale) “Nu…nu…” (Si affretta a spiegare) “…mi sun fantin…!!” (Poi ag-

giunge) “Da ciù de dex’anni…!!” (Si corregge) “Da na vitta…!!” (Vede lo sguardo interdetto di Beatrice: si corregge ancora) “Da sempre…!!!”

200 – BEATRICE – (Realizza) “Aaaaaaahhhh….!!!” (S’illumina) “Signorino siete…!!!!”

201 – SERAFIN – (Non senza imbarazzo) “Eccu, sci….apuntu…” (Alza il bicchiere e lo vuota di colpo) “Signorino…!!!”

202 – BEATRICE – (Sempre con aria circospetta) “Pecchè sapete…” (Si avvicina a Giuanin che comincia ad avere qualche problema) “Da quando il mio povero Calogero mi lasciò….” (Si avvici-

na ancora) “…più di dieci anni fa…” (Lo guarda intensamente negli occhi: melodrammatica) “Più nessuno osò guaddammi come una fimmina…” (Accavalla le gambe scoprendole sotto il naso di Se

rafin che strabuzza gli occhi) “E se un uomo dovesse nuovamente guadammi come una fimmina io come voi lo vorrei…” (Conclude) “Signorino…!!”

203 – SERAFIN – (Non sa che dire) “Sempre….” (Farfuglia appena. Poi, drastico) “Sempre cu nu te ricorde atri parenti morti, eh…!!!”

204 – BEATRICE – (Si alza di scatto) “In tutti questi anni…” (Comincia a dire passeggiando avan

ti e indietro per la scena ad ampie falcate) “…chiusa nel mio dolore…il lutto più stretto osservai...”

(Si regge la fronte con una mano continuando a passeggiare) “Anche pecchè in tutta Catania non ci fu uomo che osò proporsi per lenire le mie sofferenze…!”

205 – SERAFIN – (Caustico, alzandosi in piedi) “E te creddu…lazu sparen, eh…!!”

206 – BEATRICE – (Si blocca davanti a Serafin) “Ma io….” (Si toglie di colpo il soprabito sfog-

girando un abbigliamento mozzafiato: top con reggiseno a vista, minigonna inguinale, gambe nude lasciando allibito il povero Serafin) “Donna mediterranea sono…” (Spingendo la testa leggermen-

te all’indietro e il busto verso Serafin) “Il fuoco dentro tengo…!!”

207 – SERAFIN – (Rimane quasi senza fiato: gli cade il bicchiere di mano) “Belandi…!!!!” (Mor-

mora appena strabuzzando gli occhi stranito. Si riprende subito: a bruciapelo) “U feugu…?!?!?”

208 – BEATRICE – (Decisa) “Si, il fuoco…!!!”

209 – SERAFIN – (L’agguanta per mano) “Vegni cun mi, alua…” (Trascinandola quasi fuori da si

nistra) “…che bruxemmu insemme…!!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da destra, fanno il loro ingresso in scena Fortunato e Chiara.

209 – FORTUNATO – (Entra per primo da destra: non è ridotto affatto bene. Gli abiti sono stazzo

nati e infradiciati, i capelli umidi e arruffati, ha la camicia fuori dai calzoni e tiene una scarpa in

mano) “Ohimemì…!!” (Rantola quasi trascinandosi fino al tavolino e stramazzando quasi a sedere in poltrona) “Ohimemì…!!!!”

210 – CHIARA – (Lo segue a breve, preoccupatissima) “Fortunato….” (Lo implora quasi. Lo rag-

giunge al tavolino) “Fortunato…” (Si siede accanto a lui: cercando di ravvivargli i capelli con una mano) “…come stai…?!?!?”

211 – FORTUNATO – (Ansima pesantemente) “Chiara…” (Con un filo di voce) “Pe esse un cu l’è stetu inseguiu pe meza Zena da meza duzen-a de belue cun a scerpa russa e bleu in giu au collu…

agguantou de peizu…portou a Brignule e infiou a bagnu in ti leughi a testa in zu…” (Drastico, con un segno inequivocabile della mano) “….beniscimu…!!”

212 – CHIARA – (Gli fa gli occhioni languidi) “Ma caro….” (Gli passa una carezza su una guan

cia) “…era solo uno scherzo….!!!“

213 – FORTUNATO – (Tutt’altro che convinto) “Schersu da preve, dieiva…!!” (Si corregge) “Ansi nu….” (Categorico) “Schersu da genoano…!!!!”

214 – CHIARA – (Si schernisce) “Se ti puo’ consolare…” (Abbassa lo sguardo) “…anche alla mamma è toccata la stessa penitenza…!!”

215 – FORTUNATO – (Trasale) “A-a mamma….?!?!?”

                                                                                                       40

216 – CHIARA – (Risponde muovendo il capo in senso affermativo)

217 – FORTUNATO – (Incredulo) “Marilena….?!?!?”

218 – CHIARA – (Ripete lo stesso gesto in maniera più accentuata)

219 – FORTUNATO – (Trasecola) “E chi l’è stetu….?!?!?”

220 – CHIARA – (Sempre a voce bassa) “I tigrotti blucerchiati….” (Alza lo sguardo verso Fortuna

to) “Nel cesso di fronte a quello dove ti ho trovato…”

221 – FORTUNATO – (Desolato, alzandosi in piedi) “Beleu ma alua nu l’è sulu i genoani a esse scemmi…!!!!!”

222 – CHIARA – (Cerca di ammansirlo) “Fortunato….” (Un sorriso di soddisfazione le si dipinge improvvisamente in faccia) “Non vuoi sapere com’è finito il derby….??”

223 – FORTUNATO – (Trasecola nuovamente) “NU….!!!!!” (Esplode a tutta voce) “Nu m’interes-

sa n’asidente du derby…du Doia…du Zena o de quant’atru… !!! » (Feroce) « Ti vatte pure a vei tut

te e partie che te vegne megiu ma sacci che MI…” (Si indica rafforzando la parola alzando il tono della voce) “…d’oua in poi….a-a dumenega…” (Partendo e uscendo a passo spedito da sinistra) “.

….me ne vaggu in ta Catolica a zeugaa ae carte….!!!!”

224 – CHIARA – (Si alza anche lei di scatto: inseguendolo fuori a sinistra, agitatissima) “Fortuna-

to….Fortunatooooo….!!!!!!”

La scena rimane vuota alcuni istanti, poi, da sinistra rifà il suo ingresso in scena Serafin.

225 – SERAFIN – (Rientra in scena da sinistra: ha in una mano il solito bicchiere di bianco, nell’a

ltra due canestrelli, è in maniche di camicia ed ha un’espressione di massima soddisfazione dipinta in viso. Va al tavolino, si siede: sorseggia il vino bianco, addenta un canestrello) “Oua ben…!!!!” (Commenta con aria giuliva) “Oua sci che ghe semmu….!!!!”

Serafin rimane solo qualche attimo a sbocconcellare i suoi dolci e a sorseggiare il suo bianco, poi, da destra, fanno il loro ingresso in scena Giuanin e Marilena seguiti da Leonardo ed i tigrotti e, quasi contemporaneamente, da sinistra, Osvalda e Suor Leonice.

226 – MARILENA – (Entra SUBITO DIETRO A GIUANIN che tenta inutilmente di allungare il passo. Gli urla dietro inferocia) “Cuscì ti impari a mette sciù serti burdelli a spezie de na povia don

na indifeisa….!!!!”

227 – OSVALDA e SUOR LEONICE – (Guardano prima sbigottite Marilena e Giuanin, poi si

guardano fra di loro sbigottite e infine, serie, si scambiano ampi cenni di disapprovazione)

228 – GIUANIN – (HA UN VISTOSO CEROTTO IN FRONTE. Si ferma, si gira) “Insumma….”

(Biascica sconsolato) “…indifeisa miga guei me paa…!!”

229 – LEONARDO – (Li segue a ruota tenendosi a debita distanza da Marilena. HA UN BRACCI

O AL COLLO) “Indifesa mancu in poo” (Commenta amaro massaggiandosi una guancia) “…diei-

va…!”

230 – MARILENA – (Si gira di scatto verso Leonardo) “E ti cose t’ieu…” (Gli abbaia in faccia) “.….rezuggia …!!!”

231 – LEONARDO – (Trasecola) “Ninte…ninte…” (Scatta all’indietro come una molla, si difende il viso con le mani) “…mi nu gh’intru……pasava de chi pe caxu….!!”

232– MARILENA – (A Giuanin, con rabbia) “Cumunque…” (Con un ghigno beffardo) “..giustisia  a l’è feta…!!!!”

233 – GIUANIN – (Fa spallucce) “Eventi sfurtunee…” (Glissa) “….circustanse sfavurevuli…”

234 – MARILENA – (Con un ghigno beffardo) “(Con un ghigno beffardo) “E quattro pere in sciu gropun…!!!!” (Gli sventola quattro dita sotto il naso) “Quattru a un…!!!” (Ribadisce poi a tutta voce) “QUATTRU A UN…!!”

                                                                                                       41

(Rigira il coltello nella piaga) “U Milan cu ve fa ciao ciao…” (Impettita, scimmiottandolo) “E tutta Marasci che a-a fin da partia a ve cria…” (Levando i pugni al cielo) “MA…CA…RUIN…!!!!”(Spa

ra a tutta voce sillabando le parole) “MA…CA…RUIN…!!!!”

235 – GIUANIN – (Cerca di minimizzare) “Comunque….” (Ribatte in imbarazzo totale) “…l’even-

tu u l’è sulu rimandou de n’annu… ! »

236 – SERAFIN – (Ha seguito fino ad allora in silenzio tutta la pantomima) “Euilallà…!!!” (Escla-

ma a gran voce) “Veddu che ve sei treue, eh…!!!” (Riprendendo a sbocconcellare canestrelli e sor-

saggiare il vino bianco) “Sun cuntentu…!!!”

237 – GIUANIN – (Incrocia il suo sguardo: lo vede sornione e gaudente) “Serafin, ma…” (Chiede interdetto. Nota il soprabito abbandonato da Beatrice, lo raccoglie) “Ma cose l’è successu….?!?!?”

238 – SERAFIN – (Fa spallucce) “Oooooo….ninte de stranu…!!” (Replica con noncuranza) “Sulu che….”

Viene interrotto dall’ingresso in scena di Beatrice da sinistra.

239 – BEATRICE – (Entra in scena da sinistra: si sta ancora aggiustando la gonna. Passa accan-

to a Serafin, gli sfiora la guancia con un bacio) “Grazie, Serafino…” (Bisbiglia appena) “Grazie assai…!!!”

240 – SERAFIN – (Ricambia il sorriso a tutta bocca) “De ninte, caa…” (Risponde con voce flauta-

ta) “G’amanchieiva…!!”

Beatrice si avvia poi verso destra, passa accanto a Giuanin, gli strappa di mano il suo soprabito con uno sguardo di sommo disprezzo.

Poi passa davanti ai Tigrotti che la guardano estasiati e concupiscenti.

241 – TIGROTTO DUE – (Divorandola con gli occhi) “Eeeeuuuhhhhh…..!!!!!!”

242 – TIGROTTO TRE - (Seguendone estasiato l’andatura) “Uuuuuuhhhhhh……!!!!!!!!!”

Poi passa davanti ad Osvalda che non la degna di uno sguardo e infine a Suor Leonice che, pronta

mente, scatta all’azione.

243 – SUOR LEONICE – (Tendendo velocemente la mano a Beatrice che gli sta passando davanti) “Sia Lodato Gesù Cristo…!!!

244 – BEATRICE – (Senza fermarsi, con uno sguardo di somma indifferenza, prima di uscire da destra con incedere signorile seguita dagli sguardi sorpresi e increduli di Marilena, Giuanin e Leo

nardo e da quello interdetto di Suor Leonice, sibilando quasi fra i denti, a tutta voce.) “A sorate….

!!!”

Appena fuori, è Serafin che rompe gli indugi

245 – SERAFIN – (A Giuanin) “Aggi pasiensa, se….” (Con falsa rassegnazione) “ma TI ti eivi da faa cun a Sandoia e alua….”

246 – GIUANIN – (Stupefatto, indicando a più riprese Giuanin e l’uscita di destra in rapida suces-sione) “Nu stamme a dii che…”

247 – SERAFIN – (Categorico) “Comunque t’aivi raxun…” (Sentenzia rivolto a Giuanin) “L’è su-

lu questiun de abituase…!!!”

248 – GIUANIN – (Realizza) “O porca….!!!!” (Comincia a smoccolare: a tutta voce) “O PORCAA
AAAA….!!!!!!” (Scatta verso Serafin, gli si blocca davanti) “Maledetiscimu TI…” (Inveisce pesan

temente. Poi, partendo a tutta velocità e uscendo furibondo da sinistra) “….u balun…a Sandoia  !!”

                                                                                                       42

249 – MARILENA – (Esterrefatta dalla reazione di Giuanin) “O mue caa….!!!!!” (Si gira di scatto verso Leonardo: agitatissima, partendo poi a gran carriera verso sinistra) “Fitu…” (A tutta voce, uscendo da sinistra) “CIAMMA U MEGUUUU…..!!!!!!!!”

250 – SERAFIN – (Osserva la scena con un sorriso sornione, beatamente spaparanzato in poltro-

na) “Sci…quellu di matti…!!!” (Grida dietro a Marilena  che sta uscendo precipitosamente da si-

nistra. Poi, beffardo, alla platea) “Che me sa che chi ghe n’è de bezeugnu…!!!”

                                  -  F   I   N   E  -      

    Questo copione è stato visto
  • 0 volte nelle ultime 48 ore
  • 0 volte nell' ultima settimana
  • 1 volte nell' ultimo mese
  • 18 volte nell' arco di un'anno