GUARDIANO ALLA TOMBA
Scena
di FRANZ KAFKA
Versione italiana di Laura Pandolfi.
PERSONAGGI
PRINCIPE
CIAMBELLANO
Guardiano
cerimoniere
servo
Commedia formattata da
Un piccolo studio, una finestra alta, davanti alla finestra la cima spoglia d un albero. Il principe allo scrittoio, appoggiato alla spalliera di una sedia, guarda dalla finestra. Il ciambellano, con la barba, bianca, in una giacchetta bianca attillata, giovanile, alla parete, vicino alla porta di centro. (Pausa).
Principe - (voltandosi) E allora? Ciambellano - Non lo potrei consigliare, Altezza.
Principe - Perch ?
Ciambellano - Per ora non riesco a formulare esattamente il mio pensiero. Sarei ben lontano dall'esprimere quello che voglio dire se mi limitassi a citare un comune detto umano: bisogna lasciar riposare i morti.
Principe - Questo anche il mio punto di vista.
Ciambellano - Allora non l'ho capito bene.
Principe - Cos pare. (Pausa) Quello che la turba forse che io insolitamente non abbia approvato senz'altro l'ordine, ma ne abbia prima informato lei.
Ciambellano - L'esserne informato mi d una maggiore responsabilit e quindi mi dovr impegnare molto.
Principe - Non si tratta di responsabilit! (Pausa) Allora, ancora una volta. Finora la tomba nel Friedriehspark stata custodita da un. guardiano che ha una casetta all'ingresso del parco in cui abita. C' niente da osservare?
Ciambellano - Niente. La tomba data da pi di quattrocento anni, ed sempre stata custodita cos.
Principe - Potrebbe essere un abuso. Ma lo realmente?
Ciambellano - E' una disposizione necessaria.
Principe - Dunque una disposizione necessaria. Da quando sono al castello mi sto accorgendo di particolari che finora erano affidati ad estranei . bene o male restano immutati- e ho trovato: il guardiano nel parco non basta. Ne occorre uno anche nella tomba. Non sar forse piacevole, ma in pratica si possono trovare persone adatte e di buona volont per qualsiasi impiego.
Ciambellano - Naturalmente tutto quello che Sua Altezza ordina sar eseguito anche se non si riesce a comprendere la ragione dell'ordine.
Principe - (irritato) La ragione! Ma proprio necessaria la guardia alla porta del parco? Il Friedrichspark una parte del parco del Castello che lo circonda completamente, e il parco del Castello custodito rigorosamente,, anzi militarmente. A che scopo allora una particolare sorveglianza del Friedrichspark? Non una pura formalit? Una pietosa sinecura per quel misero vecchio che fa la guardia?
Ciambellano - E' una formalit, ma necessaria. Atto di profondo rispetto per i grandi morti.
Principe - E la sorveglianza anche nella tomba?
Ciambellano - Avrebbe secondo me un secondo senso poliziesco: sarebbe una sorveglianza reale a cose irreali, sottratte ai sensi umani.
Principe - Nella mia famiglia quella tomba la frontiera tra l'umano e il resto, e a questa frontiera voglio porre una sorveglianza. Sulla necessit poliziesca di questo, come lei si esprime, noi possiamo consultare lo stesso guardiano. L'ho fatto venire. (Suona).
Ciambellano - Se mi posso permettere l'osservazione, un vecchio svanito, insensato.
Principe - Ecco, secondo me, la migliore conferma della necessit di rinforzare la sorveglianza. (Entra il servitore) Il guardiano della tomba! (Il servitore introduce il guardiano, lo sostiene per un braccio, altrimenti cadrebbe. Il guardiano indossa una vecchia livrea da cerimonia rossa che gli si affloscia addosso, con bottoni d'argento lucidissimi e varie insegne onorifiche. Cappello in mano. Sotto lo sguardo del signore trema) Sul divano! (Il servitore lo depone ed esce. Pausa. Si ode soltanto il lieve rantolo del guardiano. Il principe, appoggiandosi di nuovo alla poltrona) Senti? Guardiano - (si sforza d rispondere, ma non riesce, troppo spossato, ricade indietro).
Principe - Cerca di riprenderti. Aspettiamo.
Ciambellano - (chinandosi verso il principe) Ma quest'uomo su che cosa potrebbe dare informazioni credibili o importanti? Lo si dovrebbe portare subito a letto.
Guardiano - Non a letto, sono ancora robusto: in proporzione, faccio ancora la mia figura.
Principe - Dovrebbe essere cos. Hai appena sessant'anni. Per hai un aspetto molto debole. Guardiano - Mi riprendo subito... subito.
Principe - Non era un rimprovero. Mi rincresce soltanto che tu stia cos male. Hai da lamentarti di qualcosa?
Guardiano - Servizio pesante... servizio pesante... non mi lamento... ma molto gi di forze... lotte ogni notte.
Principe - Che dici?
Guardiano - Servizio pesante.
Principe - Stavi dicendo qualche altra cosa.
Guardiano - Lotte.
Principe - Lotte? Che lotte?
Guardiano - Con le sante anime degli antenati.
Principe - Non riesco a capire. Hai degli incubi?
Guardiano - Non incubi... non dormo mai.
Principe - Allora parla; racconta di queste lotte.
Guardiano - (tace).
Principe - (al ciambellano) Perch tace?
Ciambellano - (si affretta verso il guardiano) Pu morire da un momento all'altro.
Principe - ( in piedi vicino al tavolo).
Guardiano - (appena il ciambellano lo tocca)Via, via, via! (Lotta con le dita del ciambellano e poi s accascia piangendo).
Principe - Lo stiamo tormentando.
Ciambellano - In che modo?
Principe - Non so.
Ciambellano - La strada del Castello, essere condotto qui alla presenza, la vista di Vostra Altezza, le domande... la sua mente non regge pi.
Principe - (rivolgendosi sempre al guardiano) Non per questo. (Va verso il divano, si china sul guardiano e ne prende il piccolo cranio fra le mani) Non piangere. Perch piangi? Siamo bene intenzionati. Anch'io non credo facile il tuo lavoro. Hai acquistato certamente dei grandi meriti verso la mia casa. Dunque non piangere pi e racconta.
Guardiano - Ho tanta paura di quel signore. (Guarda il ciambellano con espressione di minaccia e non di paura).
Principe - (al ciambellano) 'Se ne vada quando racconta.
Ciambellano - Ma lo guardi, Altezza, ha la bava alla bocca, molto malato.
Principe - (distrattamente) S, vada, non durer molto. (Il ciambellano esce. Il principe si siede sull'orlo del sof. Pausa) Perch ti fa paura?
Guardiano - (rannicchiandosi) Non ho paura. Paura di un servo?
Principe - Non un servo. E' un conte, libero e ricco.
Guardiano - Ma sempre un servo. Tu sei il signore.
Principe - Come vuoi. Ma tu stesso hai confessato di avere avuto paura.
Guardiano - Devo raccontare davanti a lui delle cose che devi sapere tu solo? Non ho parlato gi troppo davanti a lui?
Principe - Ci conosciamo bene e ti vedo oggi per la prima volta.
Guardiano - Per la prima volta, ma da molto tempo sai (alzando l'indice) che io ho il pi importante incarico a corte. Lo hai anche riconosciuto apertamente quando mi hai dato la medaglia Feuerrot. Eccola! (Alza la medaglia sulla giacca).
Principe - No, una medaglia per il venticinquesimo anno di servizio. Te l'ha data mio nonno. Ma anch'io ti dar un'onorificenza.
Guardiano - Fa come vuoi e come merita il mio servizio. Ti servo da trent'anni come guardiano della tomba.
Principe - Non me, io governo solo da un anno.
Guardiano - (soprapensiero) Trent'anni. (Pausa. Riprendendosi in parte alle osservazioni del principe) Le notti durano anni.
Principe - Non ho avuto ancora rapporti sul tuo incarico. Come il servizio?
Guardiano - Tutte le notti uguale. Ogni notte mi fa scoppiare le vene del collo.
Principe - E' un lavoro notturno? Un lavoro notturno per te cos vecchio?
Guardiano - Proprio cos, Altezza. E' un lavoro diurno. Un posto da poltroni. Si sta seduti davanti alla porta di casa con la bocca aperta, al sole. Qualche volta il cane da guardia con le zampe davanti batte sulle ginocchia e poi si rimette a cuccia. Questa l'unica variante.
Principe - Dunque!
Guardiano - (annuendo) Per stato trasformato in servizio notturno.
Principe - Da chi?
Guardiano - Dai signori delle tombe.
Principe - Li conosci?
Guardiano - S.
Principe - Vengono da te?
Guardiano - S.
Principe - Anche questa notte?
Guardiano - Anche.
Principe - Come erano?
Guardiano - (s raddrizza) . Come sempre.
Principe - (si alza).
Guardiano - Come sempre. Fino a mezzanotte tutto calmo. Io, chiedo scusa, sto a letto e fumo la pipa. Nel letto vicino dorme mia nipote. A mezzanotte bussano per la prima volta alla finestra. Guardo l'ora. Sempre puntuali. Bussano una seconda volta. Si confonde con i rintocchi dell'orologio della torre e non pi debole. Non sono nocche umane. Ma io sono pratico e non mi muovo. Poi fuori cominciano a schiarirsi la gola e si meravigliano che io non apra nonostante quei colpi alla finestra. Come si stupirebbe Sua Altezza. Ma il vecchio guardiano sempre l. (Mostra il pugno).
Principe - Mi minacci?
Guardiano - (non capisce subito) Non te. Quello alla finestra!
Principe - Chi ?
Guardiano - Si mostra subito. Con un colpo si spalancano finestra e imposte. Ho a mala pena il tempo di gettare sul viso di mia nipote la coperta. Il vento entra soffiando, spegne la luce in un attimo. Il duca Federico! La sua faccia con la barba e i capelli occupa tutta la mia povera finestra. Come si ingigantito nei secoli. Quando apre la bocca per parlare il vento manda la vecchia barba fra i denti ed egli la morde.
Principe - Aspetta. Hai detto duca Federico. Quale Federico?
Guardiano - Duca Federico, soltanto duca Federico.
Principe - Dice che questo il suo nome?
Guardiano - (impaurito) No, non lo dice.
Principe - E ci nonostante tu sai... (interrompendosi) Continua!
Guardiano - Devo continuare?
Principe - Naturalmente. Mi interessa molto. C' uno sbaglio nella divisione del lavoro. Tu eri sovraccarico.
Guardiano - (inginocchiandosi) Non mi portare via il mio posto, Altezza. Se ho vissuto tanto per te, adesso lasciami morire per te! Non far murare davanti a me la tomba cui aspiro. Servo volentieri e sono ancora capace di servire. L'udienza di oggi, questo riposo dal mio signore, mi danno forza per dieci anni.
Principe - (lo fa sedere di nuovo sul sof) Nessuno ti prende il posto. Come potrei fare a meno della tua esperienza! Ma ordiner di mettere un altro guardiano e tu diventerai guardiano in capo.
Guardiano - Non basto io solo? Ho mai lasciato passare qualcuno?
Principe - Nel Friedrichspark?
Guardiano - No, fuori del parco. Chi vuole entrare? Se qualcuno a volta si ferma davanti alle inferriate, faccio un cenno con la mano e fugge. Ma fuori, tutti vogliono andare fuori. Dopo mezzanotte puoi vedere riunite intorno alla mia casa tutte le voci della tomba. Credo che non riescano ad entrare dalla piccola fessura della finestra soltanto perch si affollano troppo una sull'altra con tutto il loro essere. Se poi diventano troppo prepotenti prendo la lanterna sotto il letto, la agito in alto e si staccano, presenze assurde, uno dall'altro, fra risa e gemiti; li sento ancora far rumore negli ultimi cespugli in fondo al parco. Ma ben presto si riuniscono di nuovo.
Principe - Ed esprimono' i loro desideri?
Guardiano - Da prima comandano. H duca Federico avanti a tutti. Nessun vivente cos fiducioso. Da trent'anni ogni notte aspetta che io finalmente ceda.
Principe - Se viene da trent'anni non pu essere il duca Federico che morto quindici anni fa. Egli l'unico di questo nome nella tomba.
Guardiano - (troppo preso dal suo racconto) Non so, Altezza, non ho studiato. So soltanto come comincia. Vcchio cainet comincia a dire vicino alla finestra, i signori bussano e tu resti nel tuo sporco letto . Sono sempre rabbiosi contro i letti. E poi, tutte le sere, diciamo quasi le stesse cose. Lui fuori, io di fronte a lui, con le spalle appoggiate alla porta. Io dico : Faccio servizio solo di giorno . Il signore si gira e grida nel parco : Fa servizio solo di giorno. Allora si sente la risata generale di tutti i nobili riuniti. Il duca, rivolto di nuovo verso di me dice : Allora giorno . Lei si sbaglia, gli rispondo seccamente. Il duca : Giorno o notte, apri il portone . Io : E' contro gli ordini . E col manico della pipa mostro un foglio attaccato alla parete. Il duca: Ma tu sei il nostro guardiano . Io : Il vostro guardiano, ma al servizio dell'attuale principe . Lui : Nostro guardiano, questa la cosa pi importante. Dunque apri, e subito . Io : No . Lui : Pazzo, perderai il posto. Il duca Leo ci ha invitati per oggi .
Principe - (rapidamente) Io?
Guardiano - Tu. (Pausa) Quando sento fare il tuo nome perdo la mia sicurezza. E per prudenza mi appoggio alla porta che adesso mi sostiene quasi da s. Fuori tutti cantano il tuo nome. Dov' l'invito chiedo debolmente. Poltrone, grida lui, dubiti della mia ducale parola ?. Io dico : Non ho ordini e per questo non apro, non apro, non apro . Non .apre , avverte il duca fuori allora avanti, tutta la dinastia contro la porta, apriremo da soli . E in un attimo si fa vuoto davanti alla finestra. (Pausa).
Principe - Questo tutto?
Guardiano - Come? Adesso comincia il servizio vero e proprio. Fuori della porta, intorno alla casa, mi scontro violentemente col duca e gi ci scuotiamo nella lotta. Lui cos grande, io cos piccolo, lui cos largo, io cos sottile. Lotto soltanto con i suoi piedi ma lui ogni tanto mi solleva e allora lotto sospeso in alto. Attorno a noi stanno i suoi compagni in cerchio e mi deridono. Uno, per esempio, mi fa uno spacco dietro, nei pantaloni e ora tutti scherzano col lembo della mia camicia mentre lotto. Non si capisce perch ridano. Finora ho sempre vinto io.
Principe - Ma come puoi vincere. Hai armi?
Guardiano - Mi sono armato soltanto nei primi anni. Ma a cosa servivano le armi? Mi appesantivano e basta. Noi lottiamo soltanto con i pugni, o, per essere pi precisi, con la forza del respiro. E nel mio pensiero sei sempre tu. (Pausa) Ma non dubito mai della vittoria. Solo a volte ho paura che il duca possa perdermi fra le sue dita e non sapere pi perch combatte.
Principe - Quand' che vinci?
Guardiano - Quando si fa giorno. Mi getta via e mi sputa addosso; questo il suo modo di riconoscere la disfatta. Ma ho bisogno di stare ancora sdraiato per un'ora prima di riprendere il respiro. (Pausa).
Principe - Ma dimmi, cosa vogliono in realt?
Guardiano - Uscire dal parco.
Principe - Perch ?
Guardiano - Non so.
Principe - Glie lo hai chiesto?
Guardiano - No.
Principe - Perch ?
Guardiano - Ho soggezione. Ma se vuoi oggi glie lo chieder.
Principe - (spaventato, ad alta voce) Oggi!
Guardiano - (esperto) S, oggi.
Principe - E tu non immagini cosa vogliano?
Guardiano - (riflettendo) _ No. (Pausa) Debbo dire anche questo; qualche volta, mentre sto cos senza respiro e sono troppo debole perfino per aprire gli occhi, viene verso di me un essere delicato, umido, di cui si sentono i capelli, una ritardataria, la contessa Isabella. Mi tocca dappertutto, mi afferra per la barba, aderisce con tutta se stessa al mio collo sotto il mento e dice sempre: Gli altri no, ma me, me, lasciami uscire. Io. scuoto la testa come posso. Dal principe Leo per porgergli la mano. Continuo a scuotere la testa. Ma me s, me s sento ancora. Poi se ne gi andata. Arriva mia nipote, mi avvolge nelle coperte, aspetta vicino a me che io possa muovermi. Una ragazza molto buona.-
Principe - Isabella, un nome sconosciuto. (Pausa) Per darmi la mano. (Si avvicina alla finestra e guarda fuori. Entra un servitore dalla porta di messo).
Servitore - Sua Altezza, la principessa la fa chiamare.
Principe - (guarda distrattamente il servitore. Al guardiano) Aspettami finch torno. (Esce da sinistra. Immediatamente dalla porta di mezzo entra il ciambellano e dalla porta di destra il cerimoniere, piuttosto giovane, in uniforme da ufficiale).
Guardiano - (si accovaccia dietro il sof come se ci fossero gli spettri e agita le mani). Cerimoniere - Il principe uscito?
Principe - (entra con passo rapido; dietro a lui la principessa giovane, bruna, resta vicino alla porta a denti stretti) Cosa successo?
Cerimoniere - Il guardiano si sentito male, volevo farlo portar via.
Principe - Bisognava avvertirmi. E' stato chiamato il medico?
Ciambellano - Lo faccio chiamare. (Esce rapidamente dalla porta di mezzo, torna subito).
Principe - (inginocchiato vicino al guardiano) Preparategli un letto! Portate una barella! Arriva il medico? Quanto tempo resta senza conoscenza! Il polso cos debole. Il cuore non si sente. Che misero torace. Com' consunto. (S alza di scatto, prende un bicchiere d'acqua, mentre si guarda attorno) Perch si resta cos immobili? (Si inginocchia di nuovo e bagna il volto del guardiano) Respira gi meglio. Non va tanto male, buona razza, anche all'estrema consunzione. Non viene meno. Ma il medico, il medico! (Mentre guarda la porta il guardiano alza la mano e accarezza per una volta la guancia del principe).
Principessa - (stacca lo sguardo dalla finestra. Entra il servitore con barella. Il principe aiuta a sollevarlo).
Principe - Prendetelo dolcemente. Ah; con quelle zampe! Alzate un po' la testa. Avvicinate la barella. Il cuscino pi gi, sotto le spalle, n braccio! Il braccio! Siete dei cattivi infermieri. Anche voi, prima o poi, sarete stanchi come lui sulla barella. Cos, e ora un passo pi lento, pi lento. Soprattutto uniforme. Io vi vengo dietro. (Sulla porta alla principessa) Questo il guardiano della tomba.
Principessa - (annuisce).
Principe - Pensavo di fartelo vedere diversamente. (Dopo un altro passo) Vuoi venire con me? Principessa - .Sono cos stanca.
Principe - Appena avr parlato col medico torner. E loro, signori, mi vogliano riferire. Mi aspettino. (Esce).
Cerimoniere - (alla principessa) Sua Altezza ha bisogno dei miei servizi?
Principessa - Sempre. La ringrazio della sua vigilanza. Non la interrompa, anche se oggi stata inutile. Ne va di mezzo tutto. Lei vede pi di me. Io resto nelle mie camere. Ma so che tutto diventa pi torbido, pi torbido. Questa volta l'autunno triste oltre ogni limite.
FINE
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