Guglielmo Hotel

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SAVERIO SICILIANO

GUGLIELMO

HOTEL

Opera tutelata dalla S.I.A.E. numero di posizione 206203

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GUGLIELMO HOTEL

Per informazioni Tel. 3381659061

E-mail: sicilianosa@gmail.com

PERSONAGGI


Guglielmo

Giovanna

Assunta

Valeria

Luigi

Bella donna


Titolare albergo

Sua moglie

Cameriera meridionale

Cameriera sexi.

Cliente (paperino)

Moglie di Luigi


(Paperina)


Riccardo

Signora snob 1

Signora snob 2


Amico di Luigi

Cliente

Cliente


Mendicante


Sig. Villa

Sig.ra Grassi

Ugo

Rodolfo

Pasquale


Agente commercio

Cliente

Trans

Gaga

Facchino


Cameriera bar


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Scena 1: Guglielmo

Tutte le scene si svolgono in una hall di un modesto albergo. A sinistra: un bancone con un telefono, un registro e un campanello di chiamata. Dietro al bancone una rastrelliera con le chiavi appese. A destra: un divano, una poltrona e un tavolino da salotto con riviste e quotidiani, mentre al centro della scena due poltrone, un tavolino con giornali e riviste. Dal lato del bancone s’immagina un corridoio che porta alle stanze, mentre dall’altro lato, s’immagina la porta d’ingresso.

All’apertura del sipario, dietro al bancone c’è Guglielmo intento a scrivere qualcosa. Guglielmo è un uomo di mezza età vestito con pantaloni scuri, camicia bianca, cravatta e maglione a V senza maniche. Dopo qualche minuto alza gli occhi dal registro e sembra che proprio in quel momento si sia accorto della presenza di qualcuno. Smette di scrivere, si porta al centro del palco e si rivolge al pubblico.

Guglielmo: Buona sera e benvenuti nel mio albergo. Io sono il proprietario e gestore diquest’albergo. Quest’albergo è stato fondato da mio nonno Guglielmo, poi è stato gestito da mio padre e ora da me. Io sono la terza generazione. In questa hall ho passato la mia infanzia, adolescenza e ora la mia terza età. Qui ho visto passare tantissime persone, persone di tutti i tipi, di tutte le razze. Sono successe tante storie, tanti episodi. …. Alle volte divertenti, altre volte tristi. Sia

con il personale che con i clienti. Questa sera rappresenteremo alcuni episodi che sono capitati proprio qui, in questa hall. Spero che vi divertiate.

Voce di donna fuori campo: Guglielmo, Guglielmo, dove sei?

Guglielmo: (Sempre rivolto al pubblico)Questa è mia moglie Giovanna.(Rispondendo eriprendendo il suo posto dietro il bancone) Sono qui dove vuoi che vada. Sono trent’anni che sonoqui.

Scena 2: Guglielmo e Giovanna.

Giovanna donna di mezza età, vestita dignitosamente, è la moglie brontolona di Guglielmo. Si lamenta sempre dell’andamento dell’albergo. I due attori si portano al centro della scena.

Giovanna: (Entrando)Tu sei qui sempre a perdere tempo. Chiacchieri, chiacchieri con tutti e ioinvece, devo pensare a tutto. Io devo pensare al personale, alla biancheria, a controllare la pulizia delle stanze. E tu sei qui a fare niente.

Guglielmo: Per te è fare niente quello che faccio? Gestire un albergo richiede: savoir faire, publicrelations … Il mio chiacchierare, come dici tu, è produttivo, serve ad attirare la gente, farla sentire a casa propria. Insomma quando vengono nel mio albergo, è come fossero in famiglia, a casa loro.

Giovanna: Infatti, i nostri clienti sono come i figli, a una certa età vanno fuori di casa e non tornanopiù. Non ti sei accorto che nei prossimi giorni non abbiamo nessuna prenotazione?

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Guglielmo: Lo sai che ci sono dei giorni che piovono prenotazioni e invece dei giorni che nonchiama nessuno.

Giovanna: Tu non sei più un albergatore, ma sei diventato un affitta camere. Ora ti sei messo adaffittare le camere a ore. Devi cambiare insegna, devi scrivere motel al posto di hotel.

Guglielmo: Piuttosto che niente, va bene anche affittare le camere a ore.… Poi che differenza faaffittare le camere a ore o a giorni. L’importante è fare l’incasso alla fine della giornata. ... Senza calcolare che la stessa stanza la puoi affittare anche due volte al giorno. (accentuando le parole tecnologiche) Poi adesso ho fatto fare il nostro sitoInternet, ho la miaE-mail, sono suFace book.Ho fatto la pubblicità virtuale.

Giovanna: Infatti, abbiamo i clienti virtuali, ci sono ma non li vediamo. … Fammi vedere ilregistro delle prenotazioni! … (dopo aver dato un’occhiata) ecco abbiamo il cliente che è arrivato ieri e un’altra prenotazione. Abbiamo occupato solo due stanze.

Nel frattempo suona il telefono. Guglielmo risponde professionalmente.

Guglielmo: Guglielmo hotel. Come posso essere utile? … Yes Sir il mio nome è Guglielmo. Parliitaliano? … Ah! bene perché io parlare poco inglese. (Togliendosi la cornetta dall’orecchio e rivolgendosi alla moglie) Hai visto? Donna di poca fede, incominciano ad arrivare le prenotazionidall’Inghilterra. (Tornando a rispondere al telefono, ma scandendo le parole) Quante persone siete voi? … Tanti, ma quanti? … Quante camere ho? Io avere venti camere con quarantotto posti letto, se skisciare un pochettino arrivare a cinquantotto posti letto. …. (Rivolgendosi ancora alla moglie)

questo mi prenota tutto l’albergo, è un bel gruppo. … (Riprendendo la telefonata) Quando volere tutte le camere? … Prossimo mese? Aspettare io controllare.

Giovanna: Che cosa controlli a fare? Sai che abbiamo le camere libere da adesso ai prossimi diecianni.

Guglielmo: Ecco questo dimostra che tu non sei capace di fare questo lavoro. Bisogna creare lasuspence. Ora dall’altra parte del filo quello sta pregando che ci siano le stanze, altrimenti gli tocca fare un’altra ricerca. (Riprendendo la telefonata) Sorry. …You are very lucky. Essere fortunato avere tutte camere libere. … Prendere prenotazione? … Yes? Quale nome avere you? … Yes qui è Guglielmo hotel … (cambiando completamente espressione) STRONZO!!! (chiude con violenza il telefono).

Giovanna: Il tuo savoir faire, le tue public relations ecc. dove sono andati a finire?E’il modo ditrattare i clienti. … Chi era?

Guglielmo: Robin Hood.

Giovanna: (Scoppia in una grassa risata)Questo è l’amico di quella che ha telefonato la scorsasettimana, che voleva prenotare per lei e i suoi sette amici e si chiamava Biancaneve. (Schernendolo) Ecco qui il grande manager. Internet, e-mail, face book (Ridendo esce di scena).

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Scena 3: Guglielmo e Assunta. Breve apparizione di Giovanna.

Mentre Guglielmo riprende il suo posto, entra Assunta. Assunta è una donna tipica meridionale. Veste con abiti che hanno visto giorni migliori. Gonna un po’ larga, maglione a girocollo sormontato da un altro maglione con bottonatura centrale, grembiule da cucina, il foulard sulla testa che raccoglie i capelli, calze spesse, ciabatte e guanti di gomma gialla. Da una mano porta un secchio e dall’altra un spazzolone.

Assunta: (Entra borbottando).Io a faticare, faticare, faticare e quell’altra a scopare. Nonfa altroche scopare, scopare.

Guglielmo: Assunta cos’hai da borbottare? È possibile chehai sempre da lamentarti.

Assunta: Io sono Assuntadi nome e non di fatto. D’ora in poi chiamamiprecaria. Quando miassumerai a tempo indeterminato, allora puoi chiamarmi Assunta.

Guglielmo: Uffa! Sempre la stessa storia. Precaria o non precaria il lavoro cel’hai e ti deviaccontentare. Vedrai che prima o poi ti assumerò definitivamente.

Assunta: Intanto io devo fare i letti, devo ordinare le camere, devo lavare i pavimenti e quell’altrascopa soltanto. L’hai assunta, solo perché sculetta un po’ più di me. (Fa una mossa molto goffa).

Guglielmo: Se ci sono i clienti che tornano in questo albergo è perché apprezzano la pulizia chec’è. E poi, diciamo la verità, Valeria scopa bene. È pignola su questo.

Assunta: In che senso dici che scopa bene?(Alludendo)So io come scopa bene.…A questoproposito, dimmi, tua moglie sa che fai il giro delle camere con Valeria per vedere se “scopa” bene?

Guglielmo: (Quasi arrossendo)Ma cosa vai insinuando? Sul posto di lavoro sono una personaseria. Il mio personale non lo tocco nemmeno con un dito. … Dimmi, a te ti ho mai toccato?

Assunta: (Indignata e impugnando lo scopone come una mazza da golf)Se ti azzardi a toccarmi, tido un colpo sulla testa, così forte, ma così forte, da fare buca da 200 metri. (Con lo spazzolone tira un colpo a vuoto).

Guglielmo: (Al pensiero si pulisce le mani sul pantalone)Toccare te? Non mi passerebbe nemmenoper l’anticamera del cervello. Ma nemmeno sfiorarti.

Assunta: (Offesa)Che cosa voi dire con questo, che sono brutta? … Quand’ero giovane, ero unfiore.

Guglielmo: Sei ancora un fiore, ma appassito.

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Assunta: Se è così, èarrivata l’ora di assumere a tempo indeterminatoanche questo fiore appassito.

Altrimenti ...

Guglielmo: (Con tono di sfida)Altrimenti cosa?

Assunta: (Ancora più minacciosa)Altrimenti spiffero tutto a tua moglie delle tue ispezioni conValeria.

Guglielmo: Allora mi stai minacciando?

Assunta: (Sarcastica)Non mi permetterei mai di minacciarti, ma ti sto solo avvertendo. …Di cosahai paura, se lo dico o no? Tanto tu, non hai nulla da nascondere.

Da fuori campo Giovanna chiama e entra in scena.

Giovanna: Guglielmo, Guglielmo dove sei?

Guglielmo: Dove vuoi che vada. Sono sempre qui a dare le direttive al personale.

Assunta: Ah, ecco Signora Giovanna, ho bisogno proprio di parlare con lei.

Guglielmo: (Immediatamente interviene)Assunta …assunta.

Assunta: (Si avvicina a un palmo di naso da Guglielmo)Ho capito bene? assunta, assunta.

Guglielmo: Si, si assunta, assunta.

Giovanna: Che cosa sta succedendo qui?

Assunta: No, niente Signora. Io e il Signor Guglielmo ci siamo messi in sintonia, ora ci capiamomeglio. Bastano poche parole per capirci.

Giovanna: Meglio per voi. Io invece non riesco a capirvi quando parlate voi due. … Guglielmo lalavanderia è venuta a prendersi la biancheria?

Guglielmo: (Detergendosi la fronte per il mancato pericolo)Si è già venuta, è venuta.

Giovanna indaffarata esce di scena.

Guglielmo: Adesso sarai contenta?

Assunta: Certamente che sono contenta. … Vedi che quando vuoi, prendi delle sagge decisioni?

Vedrai che alla tua … predi… Si dice prediletto o prediletta?

Guglielmo: Non è la mia prediletta è una dipendente come te.

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Assunta: Con un occhio di riguardo. … Dicevo chealla tua prediletta, prima o poi può avere unincedente sul lavoro. … Poi, vallo a spiegare a tua moglie.

Scena 4: Guglielmo, Assunta e Valeria

Entra Valeria. Valeria è una bella ragazza. È alta, veste un mini abito da cameriera di raso nero con maniche corte, sormontato da un colletto bianco e un minuscolo grembiulino in pizzo San Gallo. Nei capelli una crinolina bianca. Guanti di raso lunghi fino al gomito e calza scarpe con tacco altissimo. Entra in scena come se fosse su una passerella e cammina con l’andatura di una mannequin. Fa il giro del palco e si ferma vicinissima ad Assunta.

Valeria: (Sfilandosi lentamente un guanto)No mia cara a me non può succedere nessun incidente.

Io prendo le mie precauzioni. Io adopero i guanti.

Assunta: Anch’io adopero i guanti e qualche volta si bucano e mi bagno le mani.

Valeria: Tu adoperi dei guanti di gomma di scarsa qualità. Io, invece, adopero guanti di raso diseta. Sui guanti di raso di seta, la polvere scivola via. Alla fine del lavoro, basta una scrollatina e il guanto torna ancora come nuovo.

Assunta: Come mai fai pulizie quando i clienti sono ancora in camera?

Valeria: Questi sono affari che non ti riguardano. Se proprio lo voi sapere: Il qui presente Sig.Guglielmo, mi ha insegnato di avere rapporti …

Assunta: (interrompendo)… Aaah, questo lo sai fare bene!

Valeria: Che cosa?

Assunta: Avere rapporti con i clienti.

Valeria: (Indignata)Ma come sei ignorante. Rapporti è inteso come contatti.

Assunta: E’ vero anche su questo sei bravissima. Appena tocchi un uomo sirizzano anche i capelli.

Valeria: (Scuotendo la testa e guardandola dall’alto in basso)Non c’è più niente da fare,un’ignorante come te, è irrecuperabile.

Assunta: (Quasi scagliandosi contro)A me ignorante? Tu sei intelligente perché sai sculettare. Latua intelligenza è racchiusa tutta nel tuo sedere …

Guglielmo: (Interviene con autorità)Adesso basta! State esagerando e perdendo troppo tempo.

Andate subito a lavorare. Questo è un albergo serio. Le vostre questioni le risolvete fuori di qui.

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Le due donne escono di scena.

Scena 5: Guglielmo e Luigi

Entra Luigi. Luigi, di circa 40 anni, vestito con un completo molto elegante. Entra guardandosi in giro con una certa cautela, quasi volesse essere invisibile. Si avvicina al bancone di Guglielmo.

Guglielmo: Buon giorno signore. In cosa posso essere utile.

Luigi: (Fa segno a Guglielmo di avvicinarsi, e quasi sottovoce)Ho prenotato una camera e stoaspettando una signora che non conosco personalmente. … Sa l’ho conosciuta tramite internet. (chiedendo la complicità) Lei mi capisce.

Guglielmo: (Accettando la complicità) Capisco benissimo. … Siamo tra uominie tra uomini cicapiamo. … Che cosa posso fare per lei?

Luigi: Io non ho mai visto questa Signora, non socom’è fatta. Non vorrei incontrare una cozza.Vorrei fare in questo modo: io pago in anticipo la camera, (Prende subito il portafogli e consegna una banconota da 100€) mi siedo lì nel salotto, quando arriverà la Signora e chiederà di paperino …Guglielmo: (Sogghignando)Paperino?

Luigi: Si, paperino è il nicknameche mi sono dato per rimanere nell’anonimato. Mentre il suonickname è paperina.

Guglielmo: (Molto divertito)Mi scusi l’indiscrezione, lei si chiama paperino, la Signora si chiamapaperina e siete qui, per fare quo, qua? (Ride sfacciatamente)

Luigi: (Contrariato)Che cosa fa? Mi prende in giro?

Guglielmo: Mi scusi, non volevo. Sa paperino, paperina. La battuta è venuta spontanea. …(Ridivenendo serio) Comunque non si preoccupi, quando verrà, le farò un cenno.

Scena 6: Guglielmo, Luigi e Riccardo

A metà della battuta precedente, entra Riccardo. Quando Luigi si gira per andare a sedersi, s’incontra faccia, a faccia con Riccardo. Riccardo, anche lui di 40 anni circa, è giovanile, molto elegante, porta una valigetta ventiquattrore.

Luigi: (Sorpreso)Riccardo che cosa ci fai qui? Non abiti e lavori a Torino?

Riccardo: Ciao Luigi. Che sorpresa! Non ci vediamo da tantissimo tempo. … Esattamente daquando mi sono trasferito a Torino.

Luigi: Come mai qui a Milano?

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Riccardo: Per un mese ho un lavoro da seguire a Milano. Per non fare il pendolare, alloggio inquest’albergo e il venerdì torno a casa per il week-end. … Più tosto, tu non abiti qui a Milano? Che cosa fai in quest’albergo?

Luigi: Vieni, andiamo a sederci che ti spiego tutto.

Scena 7: Guglielmo, Luigi, Riccardo,due donne snob, cameriera e mendicante.

I due si siedono in salottino e incominciano a mimare una conversazione. Nello stesso tempo entrano due donne elegante, un po’snob che stanno continuando una conversazione cominciata molto prima. Le due donne camminano molto lentamente verso il bancone. A ogni frase si fermano per mettersi una di fronte all’altra per parlare. È come se non riuscissero a camminare e parlare contemporaneamente. In scena ci sarà anche una cameriera addetta al bar che si aggirerà nell’ambiente, chiedendo ordinazioni, portando tazzine di caffè, ritirarle, e così via.

Donna 1: …Il capottino non se lo vuole proprio mettere. Non lo posso portare fuori senza cappottoquando fa freddo.

Donna 2: Io gli ho comprato un cappotto reversibile. … Sai quelli che da una parte è impermeabilee dell’altra è di lana. Beh! Non ci crederai, c’è l’ho ancora nuovo, nuovo, nell’armadio perche si rifiuta di metterlo.

Donna 1: (Cambiando argomento)….Pensa che l’altro giorno, gli ho preparatouna bistecca. …

Non l’ha nemmeno toccata!

Donna 2: Non parliamo del mangiare. Il mio quando s’impunta che non vuol mangiare una cosa,non c’è nulla da fare. Non la mangia!

Entra una mendicante si mette a una certa distanza fra le due e ascolta, non notata dalle due donne. La medicante è giovane, veste abiti usati di due taglie in più, gli abiti sono sporchi, calza ciabatte di plastica infradito. Ha i capelli arruffati è molto magra e ha un disperato bisogno di mangiare. Ogni volta che si nomina un commestibile, le brillano gli occhi.

Donna 1: Tu lo sai quanto mangiare mi fa buttare via?…Se gli do il prosciutto crudo, non fastorie. Ma se gli do la verdura, non c’è niente da fare. … Non può mica mangiare solo quello che vuole lui un po’ di verdura ci vuole nella dieta.

Donna 2: La verdura il mio non vuol sentire nemmeno l’odore. … L’altro giornogli ho preparato ipiselli con carote e spinaci cotti al vapore e insieme gli ho messo dei pezzettini di pollo. Gli ho preparato il piatto, l’ho chiamato. … sai cosa ha fatto? Si è scelto tutti i pezzettini di pollo, la verdura l’ha lasciata nel piatto. … Che cosa ho dovuto fare? … Buttare via tutto. Quando invece gli preparo le polpette, arriva come un razzo.

Donna 1: Per fortuna che di notte dorme. La sera si mette al suo posto e al mattino non si alza finoa che non mi sveglio.

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Donna 2: Invece il mio no. Ogni piccolo rumore si alza, fa il giro della casa e poi si rimette adormire.

Donna 1: Però, diciamo la verità danno delle soddisfazioni. Ti riempiono la casa, non ti fannosentire mai soli. Fanno compagnia.

La medicante si avvicina con molta speranza di ricavare qualche spicciolo.

Mendicante: Signore per favore mi potete dare qualche centesimo? Ho fame.

Donna 1: Ma che sfacciataggine, venire fino in albergo a chiedere l’elemosina.Non si può staretranquilli in nessun posto.

Donna 2: Sei giovane vai a lavorare.

Mendicante: Non voglio soldi, a me basterebbe quello che buttate via. Quello che non mangiano ivostri figli.

Donna 1: Ma cosa dici? Noi non abbiamo figli. Stiamo parlando dei nostri cani. Che cosa vuoimangiare gli avanzi dei cani?

Mendicante: Per me vanno bene anche gli avanzi dei cani. Piuttosto che niente mangio anchequello.

Donna 2: Ma per chi ci hai preso? Noi siamo delle persone sensibili, siamo umani. Figuriamoci setrattiamo anche una come te, da animale. Va bene tutto, ma un po’ di coscienza l’abbiamo anche noi. Non ti possiamo dare il cibo che rifiutano i nostri cani. … Segui il mio consiglio vai a lavorare. Non abbiamo spiccioli da darti.

Donna 1: (Ormai arrivate al bancone di Guglielmo)Guglielmo per favore ci dia le nostre chiavi enon faccia entrare in albergo certi personaggi.

Le  due  donne  escono  di  scena,  mentre  la  mendicante  sconsolata  e  umiliata  sta  per  uscire.

Guglielmo, che ha seguito tutta la scena si commuove.

Guglielmo: (La chiama)Ehi, tu, aspetta un poco.(esce rientra poco dopo con un piatto e unpanino ben imbottito) Alle volte i cani sono più fortunati delle persone. (Allungando il piatto con il panino) Tieni, prendi, questo è tuo.

La mendicante, incredula, guarda vogliosamente il panino. Guglielmo vedendo la sua esitazione, la incita a prenderlo.

Guglielmo: Dai, non aver paura, è tuo. Prendi!

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La mendicante si avvicina con un certo timore. Come se quel panino fosse una trappola. Guglielmo la incita ancora a prenderlo. La ragazza lo afferra e come una belva che ha catturato la sua preda, si allontana guardandosi intorno decisa a difendere il suo trofeo da altri predatori. Ringraziando esce di scena.

Ora le voci di Luigi e Riccardo si sentono.

Scena 8: Luigi, Riccardo, moglie di Luigi e Guglielmo.

Luigi: …Ormai, mia moglie non la sopporto più. Ha sempre qualcosa da dire. Quello che faccionon gli va mai bene. Non ne posso più. Prima o poi la pianto e me ne vado. … Scappo con un’altra.

Riccardo: Come hai fatto a conoscere quella che incontrerai oggi?

Luigi: Chattando in internet. Lei confidava le sue cose, io confidavo le mie. Magari aggiungendoqualche cosa di fantasia. … Sai come vanno queste cose! … e così alla fine abbiamo deciso d’incontrarci.

Riccardo: Ma è sposata?

Luigi: Si è sposata e il marito dovrebbe essere un cretino a non accorgersi di avere una donna pienadi sentimenti, piena d’amore. Fa bene se gli mette le corna, se lo merita. Con un marito così dovrebbe fare le corna dalla mattina alla sera.

Riccardo: Ma almeno l’hai vista com’è fatta? Sai il suo nome?

Luigi: No! Volutamente non abbiamo voluto rivelare né i nostri nomi e nemmeno le nostresembianze. Ci siamo dati dei nomi fittizi.

Riccardo: Ma come vi chiamate?

Luigi: Io paperino e lei paperina.

Riccardo: (Scoppia a ridere)Paperino e paperina. Molto divertente. Devi sperare che non siaun’oca.

Luigi: Abbiamo cominciato per scherzo. È stato un gioco. Abbiamo scelto di non descriverci o farvedere le nostre sembianze, in nessun modo. … Ecco, è come se questo fosse un appuntamento al buio. Non so chi incontrerò.

Riccardo: E’ proprio come la pesca di beneficenza, ti può arrivare di tutto. …E se è una racchiacosa farai? La incontrerai lo stesso?

Luigi: Ho già preso le mie precauzioni. Ho detto al portiere di farmi un cenno quando arriva. Sesarà passabile, mi presento. Altrimenti, mi defilo.

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In quel momento entra una bella donna (la moglie di Luigi) Luigi è in una posizione che porge le spalle all’ingresso, mentre Riccardo ha una buona visuale. La donna è piacente, elegante, entra con passo deciso guardando davanti a se, senza degnare di uno sguardo a quello che la circonda. Si avvicina a Guglielmo. Riccardo non può fare a meno di seguirla e fare il suo commento.

Riccardo: Ammazzete che bella donna! Questa è una donna su cui farei volentieri un pensierino.

Mai visto una donna così bella.

Luigi incuriosito, si volta e immediatamente prende un quotidiano dal tavolino e se lo spiega davanti al suo viso per nascondersi.

Luigi: Porca miseria è mia moglie che ci fa qui? Se mi scopre qui sono fritto.

Donna: Senta. Per favore non rida su quello che sto per dirle.

Guglielmo: Non mi permetterei mai! Signora.

Donna: E’ arrivato paperino?

Guglielmo: (Con un sorrisino sulle labbra)Lei è paperina?

Donna: Si sono io.

Guglielmo: (Indicando la parte opposta)Si è arrivato, è li che l’aspetta.

La donna vede Riccardo che tutto sorridente gli va incontro.

Riccardo: (Protettivo)Luigi, non ti preoccupare, ci penso io a risolvere la questione. Tu non fartivedere.

Mentre Luigi si fa ancora più piccolo dietro il giornale, Riccardo va incontro alla donna.

Riccardo: (Sorridendo)Paperina?(la donna fa un cenno affermativo)io sono paperino. Seiveramente una splendida donna. Ti immaginavo bella, ma questo è molto al disopra delle mie aspettative. Vieni che ci togliamo dagli sguardi indiscreti.

Donna: Anche tu non sei male.Oltre ad essere intelligente, sensibile e pieno d’amore, sei anchemolto carino.

Si avviano abbracciati verso le camere. Luigi vede sparire la moglie e il suo amico, si alza, morde il giornale e lo butta via. Infuriato, esce di scena.

Scena 9: Sig. Villa, Sig.ra Grassi, Guglielmo

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Entra il Signor Villa, uomo di mezza età ed è agente di commercio. E’ grassoccio, brizzolato, veste un abito leggermente sgualcito, camicia, cravatta e una valigetta. Come quasi tutti gli agenti di commercio, racconta barzellette e ha la battuta pronta.

Villa: Buon giorno Guglielmo, come va?

Guglielmo: Buon giorno Sigor Villa è un pezzo che non si fa vedere. Ha cambiato per casoalbergo?

Villa: Ma no, cosa dice Guglielmo? Io qui mi trovo come se fossi a casa. È solo che per qualchetempo ho dovuto avviare una nuova zona. Ma adesso, ho ripreso a visitare i miei clienti di Milano.

…Senta Guglielmo lei che sa tutto, mi dica: la madre perla ha il figlio pirla?

Guglielmo: Lei ha sempre voglia di scherzare, Sig. Villa. Il buon umore gli è sempre rimasto.

Villa: …E sì caro mio. Nel mio lavoro devo essere sempre allegro e spiritoso per conquistare lesimpatie dei clienti. I guai e dispiaceri li devo lasciare fuori dal mio lavoro. … Senta, senta quest’altra: lo sgombro fa i traslochi?

Guglielmo: (Ridendo)Lei è sempre divertente. … Quanti giorni si ferma questa volta?

Nel frattempo entra la Signora Grassi. Donna di mezza età, il suo abbigliamento non è ricercato ma dignitoso. Per migliorare il suo aspetto si trucca pesantemente.

Villa: Solo tre giorni, poi devo tornare in sede.

Guglielmo: (Rivolgendosi alla Signora Grassi)Buona sera Signora, le do subito la sua chiave.

Grassi: (Prendendo la chiave)Grazie Guglielmo. … Mi faccia la cortesia, la profumeria quiaccanto …

Villa la guarda per la prima volta.

Villa: Ah ecco dove l’ho vista. Mi stavo chiedendo, dove l’avevo vista.Ora ricordo, in profumeria.

Io uscivo e lei entrava.

Grassi: (Continuando il suo discorso)…Come le dicevo, prima che il signore mi interrompesse,ho acquistato un prodotto dalla profumeria, lo hanno ordinato al loro fornitore, più tardi lo consegneranno. Quando arriva, per favore, me lo mandi su in camera.

Villa: (Galante)Una bella come lei, non ha bisogno di ritocchi.

Grassi: (Sferzante)Non serve per diventare più bella, ma serve per mantenere la mia bellezza.(Guardandolo dalla testa ai piedi) Invece lei ha bisogno di molti ritocchi. (Prende la sua chiave e va in camera)

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Villa: (A Guglielmo)Maguarda un po’! Chi si crede di essere quella lì,miss Italia? Brutta com’è,gli ho fatto un complimento e se la tira pure! …

Prende la sua chiave ed esce per tornare immediatamente indietro.

Villa: Ah! Guglielmo, dimenticavo, anche a me la profumeria deve portare quello che ho comprato.Quando arriverà, mandalo su, per favore. … Sa ho comprato una tintura per capelli per coprire qualche capello bianco.

Esce di scena.

Scena 10: Guglielmo, Ugo, Mario.

Ugo (detto anche Silvana), è un travestito, giovane, ha un seno quasi esagerato. Veste un abito aderentissimo corto. Ha capelli lunghi bruni che gli scendono sempre sugli occhi. I capelli gli servono anche per coprire parzialmente il suo viso mascolino. Il trucco è eccessivo. Non può essere non notato. È un conoscente da molto tempo, di Guglielmo e ogni tanto va in albergo per adescare qualche cliente.

Silvana: (Entrando, saluta amichevolmente)Ciao Guglielmo. Come stai?

Guglielmo: Ciao Ugo.

Silvana: Per favore Guglielmo chiamami Silvana. Va bene che mi conosci da ragazzino, ma adessoil mio nome è Silvana.

Guglielmo: Ah già. Scusami è l’abitudine. …(Rispondendo alla prima domanda)… sìcome salutebene, ma come lavoro è un momento di morta.

Ugo: Non dirlo a me oggigiorno c’è una concorrenza spietata. …Non vedi alla televisione? Tuttifanno outing. Come dire: “Sono gay e anch’io sono sul mercato”. Capisci si fanno pubblicità in televisione. In più ci sono anche le brasiliane che vengono qui a portarci via il lavoro.

Guglielmo: Dai adesso non dirmi che ti lamenti anche tu. È vero che c’è gente nuova sul mercato,ma è altrettanto vero che ci sono nuovi clienti. Vedo anch’io la televisione e ho visto anche, che ci sono alcuni politici che sono degli assidui frequentatori di trans. … e pagano anche bene! A te basta un cliente per farti la giornata. Io invece, devo riempire metà albergo per andare alla pari con le spese.

Silvana: Buoni i politici…quelli vanno solo con le brasiliane. Queste brasiliane, vengono in Italiastanno tre o quattro anni, si fanno un casino di soldi e poi vanno al loro paese a fare la bella vita.

Guglielmo: Dai, dai non devi lamentarti. Che cosa devo dire io? Che incomincio a lavorare allecinque del mattino e vado a dormire a mezzanotte.

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Silvana: (Continua ad esprimere il suo pensiero)… Senzaparlare delle ragazzine che la dannofacilmente. … Pensa, ho conosciuto una ragazza. Che avrà avuto … diciamo venti, a dir tanto ventidue anni ? mi ha fatto vedere che sul braccio aveva tatuato degli ometti.

Guglielmo: E perché aveva tatuato gli ometti?

Silvana: Fa come il barone rosso che ad ogni aereo abbattuto, ne disegnava uno sul suo. E cosìquesta ragazza. Per ogni ragazzo che gli va assieme, ne fa tatuare uno sul braccio.

I due sono interrotti dall’ingresso della commessa della profumeria.

Commessa: Buon giorno.

Guglielmo: Buon Giorno.(Rivolgendosi a Silvana)Dai siediti e fatti portare qualcosa.(Allacommessa) Mi dica signorina.

Nel frattempo che Guglielmo e la commessa parlano, Silvana si siede in poltrona, l’addetta al bar si avvicina, prende l’ordinazione. (Il tutto mimato).

Commessa: Ho portato questi due preparati che hanno ordinato due vostri clienti.

Guglielmo: Mi hanno già avvisato che dovevate portare qualcosa.

Commessa: Questo flacone è per il Signor Villa e quest’altro per la Signora Grassi. … Miraccomando non si sbagli. Questo flacone è per la Signora Grassi che contiene un prodotto per la depilazione. Mentre quest’altro per il Signor Villa che contiene una tintura per capelli.

Guglielmo: Non si preoccupi, li mando subito in camera.(Chiamando verso le quinte)Pasquale perfavore, vuoi venire?

Pasquale, è una persona prossima al pensionamento. È da tanti anni che fa il facchino in quest’albergo. Indossa la classica giacca a righe dei facchini con i bottoni in ottone. La mano destra è tremolante e cammina lentamente e con difficoltà.

Guglielmo: Pasquale arrivi o no?

Pasquale: (Arriva lentamente trascinando i piedi)Arrivo, arrivo! Quanta impazienza.

Guglielmo: Ci metti sempre una vita ad arrivare! Ti devo chiamare sempre mezz’ora prima peraverti qui in tempo.

Pasquale: Che cosa vuoi, io ci metto il mio tempo.… Una volta eroSpeedy Gonzales, ma ora sonodiventato gatto Silvestro e arrivo quatto, quatto. … Comunque, al più presto toglierò il fastidio. Il prossimo mese vado in pensione e non avrai più questo problema. Così ti prendi uno più scattante di me.

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Guglielmo: (Comprensivo)Hai ragione anche tu. Ormai sono tantissimi anni che lavori qui.…Fammi il piacere di portare questi due flaconi in camera ai Signori Villa e Grassi. Questo, è per il Sigor Villa, camera 102. Quest’altra, alla Signora Grassi camera 108. Mi raccomando non sbagliare.

Pasquale prende in mano i due flaconi e ripete. Prima alzando la mano sinistra e poi la destra.

Pasquale: Questa è per il Signor Villa, e questa è per la Signora Grassi.

Guglielmo vede la mano tremolante di Pasquale e gli viene un’idea.

Guglielmo: Aspetta un attimo,che mi è venuta un’idea. Su questo flacone c’è scritto di agitareprima dell’uso. Cambi mano questa la porti con la mano destra, così nel frattempo che vai, agiti il flacone e quando arrivi, è già pronto per l’uso. Quest’altro flacone va bene con l’altra mano. Non c’è bisogno di agitare. Mi raccomando il flacone nella mano destra a Villa Camera 102 e quello nella mano sinistra a Grassi camera108 ... Adesso, vai! Cerca di arrivare prima di Natale.

Pasquale: Vado, vado.(Parlando tra sè)Mi tratta ancora come un ragazzino. Non sono micarimbambito! (Si avvia verso le camere ripetendo, ma scambiando i flaconi) Camera 102 Villa (Alza la mano sinistra). Mentre questa camera 108 Gassi. Va bene che sono vecchio, ma non rimbambito.

Guglielmo: (Rivolgendosi a Silvana)Con il personale bisogna avere tanta pazienza. Poi quandoarrivano a una certa età, sono ingestibili. Per fortuna che fra qualche mese va in pensione.

Scena 11: Guglielmo, Silvana e Rodolfo.

Entra in scena Rodolfo. Giovane uomo, tutto impettito, impomatato, ben vestito, scarpe lucidissime, continua ad accarezzarsi i capelli, si guarda continuamente in giro per controllare se c’è qualcuno che lo sta’ ammirando. Questo personaggio deve ricordare il tipico “gagà” napoletano.

Rodolfo: (Entrando guardando davanti a, sé senza accorgersi della presenza di Silvana).Buongiorno a tutti, belli e brutti.

Guglielmo: Buon giorno Signor Rodolfo.

Rodolfo: Ah caro Guglielmo, uno come me non può andare in giro senza che sia importunato. ..Tutti che mi guardano, gente che al mio passaggio sussurra. È tutto un brusio. Le ragazze che mi mandano baci, che ammiccano. Tu capisci che non si può vivere in queste condizioni. Anch’io ho bisogno di vivere, devo uscire, devo prendere un po’ d’aria, devo fare le mie cose. Io vorrei camminare per strada come tutti gli altri, senza che sia additato. Senza che facciano commenti. Voglio essere una persona normale. Come te.

Guglielmo: Scusate Signor Rodolfo se mi permetto, ma lei quando va per strada sembra che simetta in vetrina per farsi guardare. … Magari se si vestisse meno eccentricamente, avesse

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un’andatura più modesta, forse la guarderebbero meno. Ad esempio a me non succede. La gente non mi guarda nemmeno.

Rodolfo: Ah già, dimenticavo. Tu non puoi capire. Tu non sei bello come me. Nonc’è paragone. Ioho il mio stile, il mio nobile portamento, la mia bellezza. … Mia madre, santa donna, quando sono nato aveva previsto tutto. Aveva già previsto che sarei diventato un grande conquistatore di donne. Non è a caso che mi ha chiamato Rodolfo. Mi ha voluto chiamare come il grande Valentino.

Nel frattempo, come sua consuetudine, Rodolfo si guarda in giro e si accorge della presenza di Silvana. Silvana incrociando lo sguardo di Rodolfo, stringe le labbra e li manda un bacio.

Rodolfo: Ad esempio vedi quella che è seduta nel salotto? … Mi ha già mandato un bacio, mi hagià invitato. Secondo te cosa dovrei fare adesso?

Guglielmo: (Si vuole vendicare e lo incoraggia)…Una bella ragazza così non bisogna lasciarlaandare. … (Con complicità) Se poi ha fatto un invito, non si può negarlo. Mi hanno detto che è una ragazza con tante sorprese.

Rodolfo: Se accetto so già il finale di questa storia. … E’ una storia che ho già letto. … Ecco la

parola giusta: “letto”. Tutti i film, i romanzi finiscono con la parola “fine” invece le mie storie finiscono con la parola “letto”.

Guglielmo: Beato lei. Ai miei tempi quando si riusciva ad abbordare una ragazza, ti faceva pagarela cena, si faceva accompagnare a casa in taxi, ti dava la buona notte e tornavo a casa con le pive nel sacco.

Rodolfo: Senti Guglielmo, tu conosci quella lì?

Guglielmo: Sì, ma…non molto. Ogni tanto viene qua, qualche cliente leparla e poi … e poi sonoaffari loro.

Rodolfo: Dì bella, è bella.(Come se fosse costretto a fare una cosa che non desidera fare)Che cosavuoi fare, mi toccherà fare gli straordinari questa sera.

Guglielmo: (Parlando quasi tra sè)Vai, vai, vedrai alla fine che bella sorpresa.

Scena 12: Guglielmo, Silvana, Rodolfo, Giovanna, Pasquale, Signora Grassi e Villa

Si sente un urlo terrificante della Sig.ra Grassi seguito subito dopo dall’urlo di Villa. Rodolfo e Silvana, incuranti di quello che succede intorno a loro, parlano mimando per un periodo, poi si alzano e vanno verso le camere.

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La Signora Grassi entra urlando vestita con una vestaglia. Ha al disopra delle labbra tutto nero, anche le gambe sono colorate in nero.

Grassi: Ma guarda cosa mi avete combinato, che cosa mi avete mandato? Guardate come mi aveteconciato!

Guglielmo: Veramente, Signora anche prima non era meglio.

Grassi: Lei non faccia lo spiritoso. Io la denuncio per quello che ha fatto.

Guglielmo: Io non ho fatto niente, ho solo mandato i flaconi che mi hanno dato.

Anche Villa entra gridando vestito con i pantaloni del pigiama, la canottiera e su tutto un telo per non sporcarsi durante la tintura dei capelli. È completamente calvo ed ha in mano qualche ciocca di capelli.

Villa: Guardate i miei capelli! Che cosa mi avete mandato al posto della tintura? Chi è stato a farequesto stupido scherzo? Io lo ammazzo, lo mando in galera. Come faccio a presentarmi dai clienti, così conciato. … Ah, Ah, mi faccio pagare i danni.

Grassi: Guardate me, come mi hanno conciato. Sono diventata la donna barbuta. Chi ha fattoquesto scherzo le costerà caro, ma molto caro.

Villa: (Capisce tutto)Forse qualcuno ha scambiato i flaconi. … E’ stato lui a scambiarcii flaconi.

(Indicando Guglielmo).

Guglielmo: No, non sono stato io, è stato Pasquale che si è sbagliato.

Rientra Rodolfo. Anche lui, gridando e reggendosi i calzoni, scapigliato, con la camicia tutta sbottonata.

Rodolfo: Tu Guglielmo, tu lo sapevi? Lo sapevi che era un travestito! Disgraziato.(ImitandoGuglielmo) “E’ una ragazza piena di sorprese” e che sorpresa ho trovato.Io che sono il re delledonne mi mandi con un travestito! Sei un farabutto.

Oramai, Guglielmo è circondato, cerca di difendersi come può cercando di sottrarsi alle percosse dei clienti. Rientra Silvana tutta indignata che attraversa tutta la scena ed esce, rimettendosi a posto il vestito.

Silvana: Che gente cafona. Chi si crede di essere quello! Rodolfo Valentino? Invece sei Rodolfolavandino!! Gente che non sa apprezzare le mie virtù i miei sentimenti, la mia bellezza.

Gina, sente il trambusto ed entra in scena e anche lei inveisce contro il marito.

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Gina: Guglielmo cosa hai combinato! Ecco sei il solito. Non sei capace di fare niente. Crede diessere il grande manager, invece sei un gran casinista. Tu farai andare in malora l’albergo.

Mentre il gruppetto continua a inveire contro Guglielmo, con parole: Incapace, inetto, rimbambito, non sei capace di fare il tuo lavoro, e altre parole a scelta dell’attore. Guglielmo si difende dicendo: non sono stato io è stato Pasquale, non so niente, non vado a guardare sotto le sottane delle signore, non sono stato io a scambiare i flaconi, ecc, ecc. (Gridando) E’ stato Pasquale. Pasquale, entra con il suo solito passo molto flemmatico, si porta al centro della scena, si gira verso il pubblico, e. ….

Pasquale: Mi avete chiamato?

Chiusura sipario.

FINE

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