HANNO SEQUESTRATO MIA MOGLIE
di Franco Roberto
Personaggi:
PAOLO FERRANDI, industriale
GIANNI CRIVELLI, avvocato
ANNA OLIVIERI, suocera di Paolo
SABINA VOLPE, ragazza misteriosa
LISETTA SCOTTI, colf
LUIGI CAVALLI, industriale
AMLETO, suo figlio
Scene:
Oggi, nella villa Ferrandi, alla periferia di una citt. Un soggiorno. Apparecchio telefonico sopra un tavolino.
ATTO PRIMO
Sono le dodici e trenta di una giornata estiva. In scena allalzarsi del sipario, c Lisetta al telefono.
LISETTA - (giovane e sprovveduta Colf, urla nella cornetta) No! No! Se ti sposassi, dovrei passare il resto della mia vita a pascolare le tue pecore su di un picco. E non voglio! Per questo, sono venuta in citt a fare la Colf, la collaboratrice familiare. La serva di una volta, insomma. Oggi, per, siamo quasi pi importanti delle cosiddette padrone Non insistere. tutto inutile. (teatrale) Addio per sempre, Mario. (Riattacca, resta un attimo pensierosa, si scuote, sentendo suonare di nuovo il telefono) Pronto? (Esclamazione di sorpresa) Tina, sei tu? Proprio tu? Sono mesi che non ci sentiamo. Ti trovi bene, l? Mi fa piacere Come vanno le cose, qui? Stamane siamo in piena tragedia familiare. La signora sparita dalla circolazione Dov andata? Qui casca lasino. E chi lo sa? Vediamoci domenica. Vuoi? Ora ti lascio. Anche perch la faccenda di stamane, qui, mi ha piuttosto scombussolata. Ciao! (Riattacca, rimane ancora assorto per qualche istante, mentre il campanello esterno suona ripetutamente. Alla fine lo sente, si precipita fuori, per riapparire quasi subito seguita da Gianni)
GIANNI - (simpatico scapolo sulla trentina. Avvocato) Ho suonato tre volte. Doveri? Fra le nuvole?
LISETTA - No, al telefono.
GIANNI - Chi c in casa?
LISETTA - Nessuno!
GIANNI - (stupito) Nessuno, a questora? E dove sono andati a finire?
LISETTA - (cincischiando lorlo del grembiule) Io non lo so, avvocato.
GIANNI - Sbaglio, o sei nera, stamane? Che t successo? Con chi hai bisticciato?
LISETTA - (scoppia allimprovviso in piccoli e buffi singhiozzi) Io non centro. Non so nulla. (Si nasconde il viso con le mani)
GIANNI - Non pensarci. Su, racconta.
LISETTA - Lei mi promette che
GIANNI - Ma certamente. Tu parli con una tomba.
LISETTA - Ecco scoppiato tutto dun tratto. I signori parlavano della cerimonia di ieri sera, fra amici. Una cena coi fiocchi, pare. Sentivo parlare di donne bellissime, altre brutte, qualcuna ochetta. Poi entrato in scena lui. Un nome che non ricordo, ma che ha mandato in bestia il signor Paolo. Loretta, dopo, piangeva come unisterica, mentre la signora Patrizia stava zitta come una morta.
GIANNI - (ridendo) C stato un litigio, uno dei tanti. Succede anche nelle migliori famiglie.
LISETTA - (buffa, passando dal pianto al riso) vero! Accidenti, non ci avevo pensato. Si vede che sono peggio di una carota. Dura di comprendonio, voglio dire.
GIANNI - Ma schietta e simpatica. Via, non pensiamo pi allaccaduto. Tutto torner come prima.
LISETTA - Io non ne sono tanto sicura.
PAOLO - (dallesterno) Ehi! Gente!
LISETTA - (sussulta) il signore che rientra. Batto in ritirata! (Esce svelta, mentre dalla parte opposta entra Paolo, un industriale quarantenne di bellaspetto. Un tipo, per, sempre agitato, nervoso)
PAOLO - (Butta la borsa stilla sedia, si asciuga la fronte col fazzoletto, poi scorge Gianni) Ah, sei gi qui.
GIANNI - (ironico) Pare di s. Evidentemente o io sono in anticipo, oppure tu sei in ritardo.
PAOLO - C nessuno in casa?
GIANNI - Solo Lisetta.
PAOLO - Che sole! Che afa! Che traffico per la strada. Vengo dallazienda. Ho avuto una mattinata infernale. Questo caldo, poi, mi snerva, mi stanca.
GIANNI - La verit che fai una vita da forsennato.
PAOLO - Dove vuoi arrivare?
GIANNI - In nessun posto. Faccio una semplice deduzione. Ebbene, che c di tanto importante? Al telefono, unora fa, mhai detto che volevi parlarmi daffari.
PAOLO - Infatti! (Toglie alcuni fogli dalla borsa, glieli porge) Dai unocchiata. Si tratta di quei terreni darea fabbricabili, vicino alla fabbrica. Vorrei comperarli.
GIANNI - Per che farne?
PAOLO - Per evitare che altri concorrenti se ne impadroniscano. Pura strategia. Un giorno, forse, potrei servirmene per fabbricare nuovi capannoni. Ho bisogno, per, del tuo aiuto, dei tuoi consigli. In questi giorni ho le idee troppo confuse. Tu no. Sei un giovane avvocato. In gamba, dicono. (Scorge la nota vicino al telefono, la prende, la scorre con lo sguardo, scuote il capo) Chiss chi mi ha cercato. Qui come leggere sopra una pagina bianca. (Chiama a voce alta) Lisetta! Lisetta!
LISETTA - (appare sulla porta) Eccomi, signore! Desidera?
PAOLO - (mostrandole il foglio) Vorrei sapere cosa c scritto qui. Leggi!
LISETTA - Subito, signore. (Legge sul foglio che Paolo tiene in mano) Pesci per la cena di domani. Ci saranno anche le scarpe.
PAOLO - (con rabbia) Chi mai pu aver detto simili banalit?
LISETTA - Un tizio che ha telefonato, e che parla cos in fretta da mangiare quasi tutte le parole. Quello che ho segnato tutto quello che ho capito.
PAOLO - (nervosissimo) Possibile che tu, qui, non impari mai niente? Che tu non sappia fare niente? Cosa facevi al paese? Menavi il can per laia?
LISETTA - Nossignore! Fischiavo!
GIANNI - (stupito e divertito) Fischiavi? E a chi?
LISETTA - Io so fischiare in modo da far scendere gli uccelli dai rami e richiamare anche le galline; un intero pollaio.
PAOLO - (brusco) Quand cos, tornatene al tuo pollaio.
LISETTA - Per ora, col suo permesso, torno in cucina. (Via svelta)
PAOLO - Darei chiss che cosa per sapere chi mi ha cercato, anche per non dover poi rimediare a qualche brutta figura. (Sillumina) Ci sono. Capisco tutto, ora, anche se pu sembrare un rebus. Deve aver telefonato lindustriale Pesci per ricordarmi la cena di domani sera. Probabilmente, ci sar anche Scarpitti. Anche a lui, quei terreni fanno gola.
GIANNI - Un tuo concorrente, allora. Un tuo nemico.
PAOLO - Io non ho nemici.
GIANNI - (ridendo) Tu hai pi nemici di quanti pidocchi abbia un porcospino. E adesso, vogliamo andare a pranzo? A stomaco vuoto non riesco a riflettere come dovrei.
PAOLO - Mangiare! Tu non pensi che a questo.
GIANNI - Sono o non sono stato invitato a pranzo?
PAOLO - Certo! E, come al solito, ti abbufferai a dovere. Per potresti prima dare unocchiata alle mie carte.
GIANNI - Prenditi una vacanza. Riposati! Di che giovamento potresti essere per la tua famiglia, una volta morto di esaurimento?
PAOLO - Ho degli impegni! Dei contratti. Delle ordinazioni!
GIANNI - (ironico) E tutto per fare dellaltro denaro.
PAOLO - Forse! Ma senza questo potrebbero le mie donne condurre una vita cos?
GIANNI - E se loro non la desiderassero una vita cos?
PAOLO - Comodit e benessere piacciono a tutti, credimi.
GIANNI - Lo so. Ma ci sono cose che valgono pi del denaro.
PAOLO - Per esempio?
GIANNI - Uno slancio di comprensione, di umanit, verso le persone che ci stanno vicine.
PAOLO - Mi stai facendo la morale?
GIANNI - No! Per, se tinteressassi un po pi alla famiglia, e un po meno agli affari, le cose andrebbero meglio. Non ti pare?
PAOLO - (fissandolo, cupo) Che ne sai, tu? Chi ti ha detto qualcosa?
GIANNI - Nessuno! Ma ti conosco da tanto tempo che ho quasi imparato a leggerti nel pensiero.
PAOLO - (alzando la voce, irritato) Ebbene, s! Ho avuto un litigio con Patrizia, se questo che desideri sapere. La causa, stata mia figlia.
GIANNI - (allarmato) Che ha fatto? Si messa nei pasticci?
PAOLO - Niente di quello che pensi. Si solo innamorata e vorrebbe sposarsi presto.
GIANNI - Beh tutto normale, mi sembra. O c qualcosa nella faccenda che non va?
PAOLO - (con rabbia repressa male) Lui! Nemmeno lo conosco. Non so cosa fa. Come vive.
GIANNI - Avr un lavoro, suppongo. Qualsiasi. A questo mondo, non tutti possono essere avvocati, industriali, commendatori e via di seguito. Ci sono centinaia e centinaia di persone che fanno altri svariati lavori, e che sono persone per bene.
PAOLO - Non dico di no, ma vorrei conoscere qualcosa di pi di questo mio presunto genero. Ed per questo che stamane, io e mia moglie, ce ne siamo dette di tutti i colori.
GIANNI - Tu, le avrai dette. Non Patrizia, sempre buona, conciliante e tollerante con tutti.
PAOLO - Non la santa donna che credevamo. Ci sono in lei, due Patrizie, totalmente diverse, da farmi sentire bigamo. Patrizia, numero uno, una signora mite e tranquilla; Pat, numero due, pantera. (Perplesso) Quali, delle due, la vera Patrizia?
GIANNI - Se non lo sai tu! E ora parlami un po di quel giovanotto che piace a Loretta.
PAOLO - Non voglio parlarne. Sono sicuro che mia figlia ha preso solo uninfatuazione. Quando questa sar passata, si lascer consigliare in meglio, nella scelta.
GIANNI - (pungente) Certo! Certo! Scommetto che tu hai gi pronto un marito che fa per lei. Uno del tuo stesso ambiente, magari. Ma non pensi che tua figlia sia stufa desser trattata come unidiota sotto tutela, con tutte le conseguenze che ne derivano, solo perch tu sollevi un sopracciglio?
PAOLO - (con rabbia) A mia figlia, se possibile, voglio dare un avvenire sicuro. Tutto qui! (Lisetta entra portando lettere, buste pi grandi, giornali, riviste)
GIANNI - (a Lisetta) Bimba! Quando si mangia, in questa casa?
LISETTA - Pazienti ancora un poco. (A Paolo) La posta. (Paolo prende tutto) Deve assolutamente leggerla.
PAOLO - Come ti permetti di darmi degli ordini?
LISETTA - (candida) Ho detto qualcosa che non va? Chiedo scusa. Non faccio che riferire quanto mi aveva detto sua moglie: Dagli la posta, quando rientra, e fa in modo che la legga. Allora lo vedrai saltare come una pulce su un fornello acceso.
PAOLO - (Stupito) Che vai dicendo? Mia mo moglie ti ti avrebbe detto di (Apre una lettera, la rigira fra le mano) la sua calligrafia, non c alcun dubbio. (Legge) Caro Paolo, torno dai miei. Al paese, Loretta ritrover quellequilibrio di spirito che le era venuto a mancare. Inoltre, fra tre mesi sar maggiorenne e potr sposare il suo ragazzo, col mio consenso. inutile che tu venga a cercarmi. Le tue crudeli parole di stamane mi hanno profondamente ferita e passer del tempo prima che io possa dimenticare. Addio, per sempre. Patrizia.
GIANNI - Il signore servito!
PAOLO - (che non sembra averlo udito, vaga per la stanza come un ebete) Addio per sempre?! No, no, non pu essere vero!
LISETTA - (che esterrefatta aveva ascoltato la lettura della lettera) La bella signora ha preso il volo sul serio? Mi dispiace tanto. (Quasi bellicosa, verso Paolo) A lei, per, ben le sta.
PAOLO - (alzando la voce) Chi diavolo sei, tu, per parlarmi cos? Vattene, torna in cucina e bada al pranzo. Perch si mangia anche senza di loro. Hai capito?
LISETTA - (col mento che le trema, nello sforzo di trattenere le lacrime) Sissignore! Si mangia, anche se qui tutto va a ramengo. (Esce)
PAOLO - Hai sentito? Mha piantato.
GIANNI - Telefonale! Dille tre sole parole: Sono pentito. Ritorna.
PAOLO - (furente) Mai! Mai! Non cercher pi mia moglie nemmeno fra centanni. Ora sono libero e scapolo. (Con una risata stridula e amara) Non soffro, se questo che tu pensi. Oggi, digerir la bistecca. Voglio un pasto abbondante. Il passato non c pi. Dora in poi voglio darmi ai bagordi, sperperare tutto quello che posseggo, e non far trovare nemmeno il necessario per farmi il funerale.
GIANNI - Non credi di essere ingiusto verso di loro?
PAOLO - No! Per voglio togliermi una curiosit, e sentire se veramente Loretta e Patrizia si sono recate da mia suocera. (Va al telefono, compone un numero, resta un attimo in attesa) Pronto! Sei tu, (maligno) cara mamma? No. Non successo niente. Ti telefono per sapere come stai (Ipocrita) Ah, bene. Mi fa tanto piacere saperti in perfetta salute S, anchio sono in forma. Ora senti Le mie donne sono l da te? No?! Non le hai proprio viste? No! Per carit, non accaduto niente. (Gradualmente sempre pi agitato e confuso) Ma-siccome-poich-per sembra che siano partite tre ore fa Con tutte le disgrazie che succedono nelle strade No-no Figurati! Non mi preoccupo. Comunque Daccordo, cara mamma. Ti ritelefoner pi tardi. Saluta pap. (Riattacca, cupo e pensieroso) Hai capito?
GIANNI - S. Ho capito che tua moglie e tua figlia non sono andate dove ti hanno scritto.
PAOLO - Si direbbe che Che sono sparite.
GIANNI - (soprappensiero) Speriamo soltanto che (E non prosegue)
PAOLO - (ansioso) Co-co Co-cosa?
GIANNI - (a disagio) Beh Capirai Al giorno doggi (e non prosegue)
PAOLO - (irritato) Insomma, Gianni! Non parlare a rate.
GIANNI - (c.s) Con la tua posizione economica Sei un industriale Un manager molto in vista (Una pausa, poi con una certa preoccupazione) E se le avessero sequestrate?
PAOLO - (colpito, impressionato) Se Se-se Se-sequestrate?! (Gianni allarga le braccia e annuisce. Paolo indica la lettera che ha posato sul tavolino) Ma in questa lettera (la prende) mia moglie dice (Legge) Torno dai miei. Ed evidentemente con Loretta.
GIANNI - Era la sua intenzione, daccordo, quando stava per uscire da casa. Ma poi? Poi?. Chiss da quanto tempo qualcuno sorvegliava le abitudini tue e delle due donne. Stamane quel qualcuno ha visto la buona occasione e
PAOLO - (sinceramente disperato) Oh, povero me! (Squillo del telefono. Paolo sussulta, spaventato, e guarda lapparecchio che continua a squillare) Chi sar?
GIANNI - Magari Patrizia. Dai, rispondi! Perch se non fosse tua moglie, potrebbero essere i sequestratori.
PAOLO - (dopo una certa esitazione, si decide a rispondere) Pronto Pronto! Sono sicuro che lei mi ascolta Pronto! Parli, chiunque sia, e qualunque cosa voglia Parli! (Un momento; poi, tremante, posa lentamente il ricevitore e sussurra) Nessuno. Eppure, da quella specie di vuoto che si sente, direi che chi ha composto questo numero (indica lapparecchio) stava ad ascoltare. (Spaventato) Saranno loro?
GIANNI - (anchegli impressionato) Forse s. Le telefonate mute sono abitualmente le prime che fanno i sequestratori per impressionare, terrorizzare i parenti. Poi (e non prosegue)
PAOLO - (sempre pi agitato) Smettila con i poi senza seguito!
GIANNI - Poi, chiss quando, ti telefoneranno per dirti qual la cifra del riscatto.
PAOLO - (terrorizzato) Oh, che disgrazia! Hanno sequestrato mia moglie!
GIANNI - (precisa, timido) e tua figlia.
PAOLO - (c.s., come se facesse una scoperta) Gi! Pure lei! (Crolla a sedere) E io?
GIANNI - Tu Tu sei qui. Ma non dovrai perdere tempo, e decidere che vuoi fare.
PAOLO - Tu, avvocato, cosa mi consigli?
GIANNI - Molto semplice Ti consiglio di informare subito la Polizia o i Carabinieri.
PAOLO - Subito no, per carit Prima spero che Insomma, voglio aspettare il primo contatto, la prima mossa dei sequestratori. Comprendi, Gianni? Ho sempre tempo per mettermi in piazza con linvasione di giornalisti, radio e televisione.
GIANNI - (amaro) Ti preoccupa soprattutto lAzienda, eh?
PAOLO - Anche, s! Daltronde, se mi occorreranno tanti soldi per liberarle, lAzienda avr la sua grande importanza.
LISETTA - (entra) Scusino Nellentrata c una signorina che chiede di essere ricevuta. Glielho detto che lei (indica Paolo), loro (indica tutte due), sono molto occupati, ma quella signorina insiste energicamente.
PAOLO - Dille che venga a trovarmi in ufficio, e
GIANNI - (lo interrompe, afferrandogli un braccio) Un momento! (A Lisetta, sottovoce) Che tipo quella signorina?
LISETTA - ( sorpresa del tono di Gianni, ma lo imita, parlando sottovoce) Un bel tipo, ma molto curiosa.
GIANNI - (rivolto a Paolo) Lo immaginavo.
PAOLO - Perch?
GIANNI - Potrebbe essere la persona mandata in osservazione da da quelli (in dica il telefono, con intenzione) che non hanno risposto.
LISETTA - Io scommetto che quella signorina dellufficio delle tasse. Eh s, perch si guarda intorno, come se volesse fotografare ogni cosa. Ha pure detto: Accipicchia, che casa! Che lusso! Tutta questa roba devessere costata un occhio della testa.
GIANNI - (a Paolo, annuendo con intenzione) Senti, senti Sar proprio chi sospetto.
PAOLO - (sempre pi ansioso, a Lisetta) Fai entrare. (Lisetta annuisce ed esce) Tu, mi raccomando, stammi vicino. E se dico qualche sciocchezza, fermami.
GIANNI - Daccordo. Ma non agitarti. Anzi dimostrati sereno, tranquillo. Magari allegro.
PAOLO - Figurati! (A denti stretti) Sono felicissimo, io! Mi metto addirittura a ballare. (Nervosissimo, saltella qua e l mentre)
LISETTA - (entra e lo guarda a bocca aperta) Si-si Si-signore, ecco la signorina. (Indica alle sue spalle, dove appare Sabina che entra, sorridente. una simpatica e bella sbarazzina sui ventanni. Parla spesso a raffica, senza dare agli altri il tempo di rispondere. Porta una grossa borsa a tracolla)
SABINA - Prego di scusarmi se disturbo a questora di colazione. Comunque, salve! Come va?
GIANNI - (che la osserva curioso) Bene. (A Lisetta) Tu puoi andare. (Lisetta annuisce ed esce di malavoglia)
SABINA - (a Gianni) lei il commendatore Paolo Ferrandi?
GIANNI - No. lui. (indica Paolo)
PAOLO - (ansioso e confuso) S, s Il commendatore sono io. (A denti stretti) E ho tanta voglia di ridere! (Ride)
SABINA - (ironica) Si raccontato una barzelletta che non conosceva?
PAOLO - S. Cio! No. Insomma, lei che cosa desidera?
SABINA - (quasi solenne) Fare felici le sue due donne.
PAOLO - (colpito) Ah!
GIANNI - (a Sabina) Vuole forse parlare con il commendatore a quattrocchi?
SABINA - No, no. Lo non ho soggezione di alcuno. Lei chi ?
GIANNI - Gianni Crivelli, amico di famiglia, e (indica Paolo) suo avvocato.
SABINA - Meglio! In questi tempi un avvocato al fianco pu sempre essere utile. (Si guarda in torno) Tutto bello, qui Tutto ricco. Di l (indica fuori scena) ho anche ammirato il bagno Splendido, e grande grande.
PAOLO - (ironico) S! Per bagno, io, ho le terme di Caracalla.
SABINA - Lei, commendatore, sempre cos arguto anche con la sua gentile consorte?
PAOLO - (sospettoso) E lei che cosa sa della mia gentile consorte?
SABINA - (solenne) Tutto. (Paolo sta per dire qualcosa, ma Sabina riprende) Certo! La Ditta che mi manda in giro sempre perfettamente informata. Quindi sono al corrente che in questa casa c pure una bella e giovane signorina, ovvero sua figlia. (Squilla il telefono. Paolo sussulta e fissa lapparecchio, timoroso di rispondere)
SABINA - (sarcastica, indicando lapparecchio che continua a squillare) A loro piace questa musica? Io preferisco il jazz.
PAOLO - (a Gianni) Rispondi tu.
GIANNI - Neanche per sogno! Il telefono tuo, dunque cercano te.
PAOLO - (rassegnato) Hai ragione. (Al telefono) Pronto Pronto! Parlate, diamine! (Dopo un momento) Nessuno. (E posa il ricevitore)
SABINA - (con un certo tono equivoco) Certe volte, queste curiose telefonate di gente che non parla, dicono pi cose con il silenzio che con mille parole. Lo so, io.
GIANNI - (sorpreso) Lei lo sa? (Sabina annuisce) Come fa a saperlo?
SABINA - (dopo lieve esitazione) In discoteca un ragazzo si era innamorato di me. Per, essendo molto timido, non aveva il coraggio di dirmelo, di dichiararsi. Quindi mi telefonava diverse volte al giorno, e anche di notte. Ma rimaneva zitto, quel cretino!
GIANNI - Interessante. Allora che cosa ha fatto, lei, per sapere chi era che le faceva squillare il telefono?
SABINA - Dubitavo che fosse un ragazzo della discoteca. Perci ho incaricato alcune amiche di far girare la voce che Sabina sono io si era pazzamente innamorata di chi le telefonava rimanendo muto. Morale! Il sabato della settimana seguente mi vedo di fronte un bel ragazzo, tutto rosso in viso, che rimane un momento incantato a guardarmi, e poi sussurra: Il muto sono io.
PAOLO - E lei?
SABINA - Gli ho mollato una sberla che gli ha fatto girare la testa dallaltra parte.
PAOLO - (sempre pi interessato) E lui?
SABINA - (si stringe nelle spalle e sospira, sorridente) Forse finiremo davanti al parroco. Comprende, commendatore?
PAOLO - Perfettamente. Ma per sapere chi fa squillare il mio telefono non posso mica far girare la voce che Ferrandi sono io si pazzamente innamorato di chi gli telefona rimanendo muto.
SABINA - (ride) Chiss cosa direbbe sua moglie.
GIANNI - Si fa tardi, signorina. Dunque, ci dica gentilmente per quale motivo venuta in questa casa.
SABINA - Subito. In giro mi manda lAnonima
PAOLO - (prosegue tempestivamente, allarmato) Sequestri?
SABINA - Che io sappia, no. Quella per cui lavoro io lAnonima RA.SE., cio RA-punto SE-punto, che ha per suo slogan Giovani a tutte le et, dedicato alle donne. (Con aria delusa) Ma qui, purtroppo, non vedo donne in circolazione.
LISETTA - (entra di slancio) Io! Io sono una donna!
PAOLO - (a Lisetta) Ti ho proibito cento volte di ascoltare dietro le porte.
LISETTA - Abbia pazienza, commendatore.
SABINA - (Afferra il viso di Lisetta e glielo osserva da ogni parte) Si vede subito che lei non ha mai usato una crema per il viso. (A Paolo) Adesso abbia la cortesia di chiamare la sua consorte.
PAOLO - Non in casa.
SABINA - Possibile? A questora tutte le signore sono in casa.
PAOLO - (seccato) La mia, no!
SABINA - E sua figlia?
PAOLO - Nemmeno.
GIANNI - (interviene, con evidente intenzione) Tuttavia lei, signorina O meglio lAnonima RA.SE., dovrebbe sapere che la moglie e la figlia del commendatore si sono diciamo allontanate. Per (annusa laria) Sento puzza di bruciato.
LISETTA - (sussulta) Larrosto! (Ed esce di corsa)
SABINA - (indica la propria borsa) Qui ho i prodotti di bellezza pi famosi ed efficaci del mondo. (A Gianni) Almeno lei, avvocato, faccia un regalo alla sua consorte.
GIANNI - Sono scapolo.
SABINA - Alla sua fidanzata.
GIANNI - Non mi sono ancora fidanzato.
SABINA - A sua madre.
GIANNI - (scrolla la testa) Allergica a tutte le creme.
SABINA - (ironica) Ho capito. Peccato, per Perch le mie creme sono miracolose. Per esempio, la mamma del presidente dellAnonima ha usato le creme per un paio di mesi. E adesso Adesso
GIANNI e PAOLO - (insieme) Adesso?
SABINA - La madre del presidente viene scambiata per la sorella della figlia. La nonna del presidente, invece, viene scambiata per la figlia della nipote. Ma non basta.
PAOLO - (irritato) Invece s! E si decida a dire ci che veramente vuole.
SAIBINA - Credevo che lavesse Anzi, che lavessero capito. Tuttavia una cosa certa: che torner! Eccome che torner! Ma per adesso Bai! Bai! (Sorride ed esce)
LISETTA - (saffaccia alla porta) La tavola pronta!
GIANNI - (contento, fregandosi le mani) E il vitto sano, abbondante?
PAOLO - (a Gianni) Ma tu pensi solo a mangiare?
GIANNI - Anche, anche.
LISETTA - Spero che si accontenteranno di ci che riuscir a rimediare.
GIANNI - (preoccupato) Cio?
LISETTA - Be Larrosto diventato un pezzo di carbone. E gli spaghetti mi sono scivolati nel lavandino.
GIANNI - (c.s.) Ma allora?
LISETTA - Tutto sotto controllo! Patatine fritte e bistecche.
GIANNI - Almeno cotte a regola darte, eh?
LISETTA - Eccome! Io sono unartista dei fornelli! (esce)
PAOLO - (pensieroso, preoccupato) E mentre tu mi costringi a mettermi a tavola, chiss la fame che soffrono quelle mie povere donne.
GIANNI - Mica vero. Siccome i sequestrati, per i sequestratori, sono un valore, un capitale, non li fanno certamente morire di fame.
PAOLO - Speriamo. Ma chiss perch, quella tipa se n andata senza dire la cifra del riscatto? E se fosse davvero una propagandista di prodotti di bellezza?
GIANNI - (ironico) S, dellAnonima RA.SE., che forse significher RApimenti, SEquestri.
PAOLO - (impressionato) E vero! RA.SE., RApimenti, SEquestri. E quella stata mandata per valutare, magari alla lira, le mie possibilit.
GIANNI - (annuisce) Ha perfino notato il bagno.
PAOLO - (esita un attimo, poi si agita) Ma io S! Avverto la Polizia! (Si lancia verso il telefono, ma mentre sta per afferrare il ricevitore, lapparecchio squilla. Paolo sussulta e ritrae la mano, come se fosse stato scottato, e fissa il telefono)
GIANNI - (dopo qualche squillo) Devi rispondere.
PAOLO - (rassegnato, annuisce e risponde al telefono) Pronto Pronto! (Sussulta) Ah, scusi se urlo. Piuttosto mi dica quanto vuole Nulla? Ah, ho capito. Glielo dir. Buongiorno. (Posa il ricevitore) il dentista che conferma lappuntamento con mia moglie.
LISETTA - (saffaccia alla porta, mogia mogia. I due la guardano con aria interrogativa. Borbotta) Le bistecche Le bistecche Non ci sono pi.
GIANNI - Dove sono andate a finite?
LISETTA - Nella radio
GIANNI - (interrompe) Cooosaa?! Le bistecche sono finite nella radio?
LISETTA - No. Ho sentito dire alla radio che le bistecche, messe sul viso, tengono lontano le rughe.
GIANNI - E allora?
LISETTA - Avevo dimenticato che io, con quelle bistecche, ho fatto la cura di bellezza (indica il proprio viso)
GIANNI e PAOLO - (si lanciano verso Lisetta, che scompare, e le urlano dietro) Cose da pazzi! Sei diventata scema? (Mentre il sipario si chiude)
SIPARIO
ATTO SECONDO
Il giorno dopo gli avvenimenti del primo atto. Sono circa le otto del mattino. Allapertura del sipario, in scena c solamente Paolo che, seduto sopra una poltrona o col capo appoggiato al tavolo, dorme profondamente.
LISETTA - (entra con cautela, savvicina a Paolo e lo chiama) Commendatore Commendatore
PAOLO - (sussulta e apre gli occhi) Chi ? Cosa c?
LISETTA - Questa notte non andato a dormire nel suo letto. Stia attento alla salute.
PAOLO - (balza in piedi, irritato) La salute mia!
LISETTA - Ha ragione. Ma per calmarsi prenda almeno un caff.
PAOLO - (sarcastico) Sarebbe la prima volta che un caff produce effetto calmante.
LISETTA - Dalla finestra ho visto arrivare la macchina dellavvocato. Ho gi premuto il pulsante per aprirgli la porta.
GIANNI - (entra) Ehi! Adesso lasciate le porte aperte?
PAOLO - Lha aperta lei (indica Lisetta) quando ti ha visto.
GIANNI - (a Paolo) arrivata la telefonata con la richiesta del? Tu mi capisci, vero?
PAOLO - Ti capisco, ma dopo una ventina di telefonate mute di ieri, lultima intorno alla mezzanotte quello (indica il telefono) non ha pi squillato. Vero, Lisetta?
LISETTA -Verissimo.
PAOLO - Piuttosto (Estrae di tasca un foglietto e lo d a Gianni) Guarda questo. Lho trovato stamane, frugando nelle tasche della vestaglia di mia moglie. Leggilo.
GIANNI - (legge sul foglietto) Mez - vit - mo - sa - det. Non c dubbio che scritto in codice.
LISETTA - Ma no! (Indica il foglietto) solamente la lista della spesa che la signora ha scritto per me. (A Gianni) Mi dica cosa c scritto.
GIANNI - (consultando il foglietto) Mez - vit.
LISETTA - Mezzo chilo vitello.
GIANNI - Mo - sa.
LISETTA - Mostarda e salsiccia.
GIANNI - Det.
LISETTA - Detersivo. (Ironica) Dopo aver decifrato il codice, posso andare?
PAOLO - Vai, vai. (Lisetta scrolla le spalle, ed esce mentre Gianni posa il foglietto sul tavolo) La faccenda si complica.
GIANNI - Comunque si faranno vivi presto per sparare.
PAOLO - (terrorizzato) Spararmi?!
GIANNI - Per modo di dire, ovvero per comunicarti brutalmente qual la cifra del riscatto di tua moglie e di tua figlia.
PAOLO - Per tu puoi aiutarmi.
GIANNI - Come amico, o come avvocato?
PAOLO - Come uno e laltro. Vedi Stanotte ho telefonato diverse volte ai miei suoceri.
GIANNI - (sarcastico) Chiss quanto saranno stati contenti
PAOLO - Una cosa certa: quella che sino alle cinque di questa mattina non le hanno viste. (Sospira) E c un altro guaio.
GIANNI - Quale?
PAOLO - Fra poco arriva qui mia suocera, allarmata dalle mie telefonate.
GIANNI - Ebbene In certe circostanze fa piacere avere accanto qualcuno della famiglia.
PAOLO - Quando lavrai conosciuta cambierai opinione. una specie di Rambo, testarda come un mulo. Per giunta ha una grande passione per i gialli, e si immagina di essere una Maigret-Derrick, pi tutti gli altri ispettori del cinema e della televisione. Per questo conto su di te.
GIANNI - Cosa dovrei fare?
PAOLO - Aiutarmi a tenerla tranquilla.
GIANNI - Far il possibile, anche se lei potrebbe dirmi di pensare agli affari miei.
PAOLO - Parliamoci chiaro, Gianni. Io, anche dopo quelle misteriose telefonate mute, e quella magari finta propagandista di creme, spero che mia moglie e mia figlia abbiano solamente fatto un colpo di testa. Un capriccio, insomma, e che presto tornino a casa.
GIANNI - Temo che tu sia un illuso.
PAOLO - Invece no! Secondo me, visto che non sono dai miei suoceri, saranno in un albergo. E guarda (Sincero) Se tornassero entro oggi, o domani, perdonerei tutto, proprio tutto. Ma devono assolutamente ritornare entro domani mattina.
GIANNI - (sorpreso) Perch? Cosa succede domani pomeriggio?
PAOLO - (emozionato) Avremo una visita straordinaria. Arrivano i Cavalli.
GIANNI - (ironico) Per correre il Derby?
PAOLO - Non scherzare. Cavalli il cognome dellindustriale che potrebbe essermi utile per fare tanti buoni affari. E verr qui con suo figlio, quello che vorrei per genero.
GIANNI - Lavevo sospettato che tu avevi gi pronto un marito per Loretta.
PAOLO - Capirai Se mia figlia sposa il figlio di Cavalli, di due industrie ne facciamo una sola, tanto forte e potente da far tremare tutta lEuropa!
GIANNI - (sarcastico) Mentre tua figlia tremer con un marito che non le piace, eh? Vergognati! (Squillo di campanello esterno)
PAOLO - (sussulta) E mia suocera!
LISETTA - (dallesterno) Vado ad aprire!
PAOLO - (ansioso) Stammi vicino.
GIANNI - (ironico) Come se dovesse arrivare una belva!
ANNA - (entra energicamente, seguita da Lisetta. una signora sessantenne, ma giovanile, decisa, simpatica, anche se appare sempre sospettosa, misteriosa) Siamo tutti qui?
PAOLO - (mentre le si fa incontro, per abbracciarla) Purtroppo s. (La abbraccia. Ipocrita, fra i denti) Grazie dessere venuta.
ANNA - (guarda Lisetta da capo a piedi, scrupolosamente) E questa da dove viene? Chi ?
PAOLO - La nuova Colf.
ANNA - (a Lisetta) E, oltre la Colf, che cosa fa?
LISETTA - (confusa) Fi-fi Fi-fischio.
ANNA - (maligna) Bel lavoro! Vada. (Lisetta savvia per uscire) Ma non ad ascoltare dietro la porta! (Lisetta, confusa, annuisce ed esce)
ANNA - Questa Colf deve avere un nasino che (Sinterrompe, perch nota la presenza di Gianni. Quindi lo osserva dalla testa ai piedi) E lei chi ? Perch qui? Cosa vuole?
GIANNI - (sorride) Accipicchia, signora! Lei fatta di domande, pi di un avvocato. Per le rispondo. Sono un amico di casa.
PAOLO - e legale della mia Azienda. (Presentando luno allaltra) Lavvocato Gianni Crivelli La signora Anna Olivieri, mia suocera.
ANNA - (stringendo la mano che Gianni le porge) Ah! Mi piacciono, gli avvocati. Perry Mason, poi ne vado matta!
PAOLO - Siediti. Sarai stanca.
ANNA - Io? Mai! Siedi tu, piuttosto, e fai il possibile di rimanere calmo, poich la situazione grave. Gravissima.
PAOLO - Eh s Patrizia e Loretta sono sparite da quasi ventiquattro ore Per giunta da ieri che arrivano certe telefonate
ANNA - Che ti dicono?
PAOLO - Niente. Evidentemente vogliono spaventarmi, snervarmi.
GIANNI - In breve, signora, suo genero e io sospettiamo un sequestro.
PAOLO - E da un momento allaltro potrebbe arrivare la richiesta del riscatto. Io, ovviamente, sono pronto a farmi anche dei debiti per
ANNA - (interrompe) Stop! Siediti! Stai zitto! Rispondi alle mie domande.
PAOLO - (siede, ironico) Sarebbe la prima volta, in vita mia, che rispondo stando zitto
ANNA - (siede di fronte a Paolo) Esaminiamo gli avvenimenti, come fa Nero Wolf. Chi al corrente?
GIANNI - (interviene, gentilmente) Solo io, signora. Oltre la colf, che probabilmente ha capito ogni cosa.
ANNA - Vediamo un po Patrizia potrebbe essere andata allestero?
PAOLO - (sorpreso) Perch?
ANNA - Non so, ma oggigiorno la gente cos matta Anche i nostri figli, s! Quindi non mi stupirei se mia figlia e mia nipote fossero partite per per la Luna! Avvocato, sieda anche lei.
GIANNI - (sorride) La Legge, gentile signora, sempre in piedi.
ANNA - (ironica) Ecco per quale motivo, in certi casi, appare stanca. Ma Un momento! (Rivolta a Paolo) Patrizia non sar mica diciamo sparita, perch tu vuoi che Loretta sposi quel giovanotto che non le piace?
PAOLO - (imbarazzato) Oh, insomma In fin dei conti io penso appena al
ANNA - (interrompe) Pensa invece a quando sei venuto a chiedermi la mano di Patrizia. Eri proprietario di una fabbrichetta da quattro soldi, mentre noi, al tuo confronto, eravamo dei molto benestanti. Chiaro? (Paolo annuisce) Ma senza la minima esitazione ti abbiamo detto: Sposala, e siate felici. Eppure, caro mio, mi eri antipatico.
PAOLO - Grazie! (Si alza in piedi)
ANNA - Oh, non offenderti. E mettiti al passo con i tempi. Pensa che una Regina pu sposare il Re della gelatina o della carne in scatola. E pochissimi si scandalizzano. (Si alza in piedi e si rivolge a Gianni) Comunque, avvocato, lei testimone di quanto dico a questo bel tipo di mio genero. (Solenne, a Paolo) Se a mia figlia e a mia nipote dovesse accadere qualcosa, ti considero lunico responsabile.
PAOLO - (impressionato) Responsabile, io?! (Anna annuisce) Di che?
ANNA - Della loro morte, tanto per farti un esempio.
PAOLO - (c.s) E pe-pe Pe-perch dovrebbero morire?
ANNA - (sprezzante) Disinformato! Basta leggere i libri che leggo io, vedere i film e i telefilm che guardo io, e poi Pensa che un ispettore americano, in un giallo, bench fosse convinto dellinnocenza di un uomo accusato davere ucciso la moglie, non riuscito a provarla.
PAOLO - E co-co Co-come finito?
ANNA - Sulla sedia elettrica.
PAOLO - (implora) Ma la mia situazione diversa.
GIANNI - Puoi provarlo?
PAOLO - Eccome! Tu testimonierai la verit, cio che io, ieri alle dodici e trenta ero qui con te, e che non sapevo ancora nulla della scomparsa di mia moglie e di mia figlia.
GIANNI - Mi spiace, Paolo, ma appena si sapr che io, oltre che tuo amico, sono pure il legale della tua Azienda, la mia testimonianza non avr alcun valore.
PAOLO - (sempre pi agitato) Lisetta! La colf dovr dire a quale ora sono rientrato.
GIANNI - (scrolla la testa) Neppure lei, perch dubiteranno che lhai istruita tu.
PAOLO - (ad Anna) Tu! Tu non potrai negare che da ieri dopo pranzo, e anche per tutta la notte sino a stamane, ho cercato Patrizia e Loretta.
ANNA - Non lo negherei. Ma chi potrebbe giurare che tu non abbia fatto la commedia per crearti un alibi?
PAOLO - (sbotta) il colmo! (squilla il telefono. Paolo sussulta ed esita a rispondere)
GIANNI - (indica lapparecchio) Dai! Non puoi nasconderti.
PAOLO - (al telefono) Pronto Pronto! Sono pronto a pagare tutto quanto posso! Ma parlate, per favore! (Un momento. Poi posa il ricevitore) Niente, come al solito.
GIANNI - Adesso, al tuo posto, io non perderei altro tempo e denuncerei la scomparsa delle due donne alla Polizia o ai Carabinieri.
ANNA - No, avvocato! Su questo non sono daccordo.
PAOLO - Per oggi neppure io. Altrimenti, domani, alla televisione, alla radio, e (inorridito) sui giornali (Come se leggesse veramente ci che dice) Due donne misteriosamente scomparse. Sono la moglie e la figlia dellindustriale Paolo Ferrandi.
ANNA - (continua con il medesimo tono di Paolo) E sotto: Sequestro o delitto? Paolo Ferrandi coinvolto nel fattaccio? (Paolo, spaventatissimo, si copre gli occhi con le mani)
GIANNI - Io ti vedo in Corte dAssise. (Si comporta con la dovuta solennit) La parola al Pubblico Ministero. E lui: (Solenne, impettito) Signori delle Corte, signori Giurati, i fatti che laccusa ha ampiamente provato circa le intenzioni criminali dellimputato (indica Paolo, che si rannicchia, si fa piccolo) mi suggeriscono di chiedere per questo essere spregevole il massimo della pena.
ANNA - (prosegue col tono solenne di un Giudice, facendo il pi possibile una voce maschile) Questa Corte, spiacente che non esista pi la pena di morte, si limita a condannare lindustriale Paolo Ferrandi allergastolo.
GIANNI - (indica Paolo) Ergastolo!
PAOLO - (disperato, ripete meccanicamente) Ergastolo! (Si scuote, cambia tono) Un corno! Per fortuna viviamo in un Paese civile e certi errori non dovrebbero capitare. Voi due, per, invece di buttare benzina sul fuoco, dovreste aiutarmi.
ANNA - Per darti valido aiuto ci vorrebbe uno di quei detective privati americani.
PAOLO - (ansioso) Daccordo, ma dove lo trovo?
ANNA - Beh (Decisa) Di me ti fidi?
PAOLO - Tu leggi troppa roba gialla.
ANNA - Appunto. Mi sono fatta unesperienza, imparando la tecnica e le astuzie dei pi grandi detective. Insomma, Paolo Mettimi alla prova, e chiss che oggi stesso non ti salvi dal pasticcio.
PAOLO - (implora) Anna, per favore Quello che tu chiami pasticcio, per me una cosa seria.
ANNA - E tu, al posto del cervello, hai semi di zucca? Il grande Maigret, per esempio, consiglia: Non perdete tempo. Se non avete una traccia, fabbricatevela. Cercate delle situazioni per cui coloro che stanno tentando di nascondere qualcosa si spaventino e facciano un passo falso. Giustissimo! Esco immediatamente e mi metto in azione!
PAOLO - (rassegnato) Se qui ci fossero novit, dove posso trovarti?
ANNA - Nessuno pu trovarmi! Nemmeno io. Cio Ti informer tempestivamente di tutti gli sviluppi delle mie indagini.
GIANNI - Buona fortuna, signora.
ANNA - Ne ho bisogno. Arrivederci! (Simpettisce ed esce, altera e dignitosa)
PAOLO - Cosa ne pensi di quella? (Indica la parte dove uscita Anna)
GIANNI - una donna in gamba, energica e perch no, simpatica.
PAOLO - una pazza! (Squilla il telefono. Sussulta. Si guarda intorno, smarrito)
GIANNI - Devi rispondere.
PAOLO - S, ma (Maligno) Questa volta, con piacere! (Afferra il ricevitore e gli urla dentro) Delinquente, farabutto, idiota! Parla! (Rimane ammutolito ad ascoltare, quindi balbetta) No, no Ha sbagliato numero. (E posa il ricevitore con aria disorientata)
GIANNI - Mi pare che, finalmente, qualcuno abbia parlato.
PAOLO - (disperato) Ho dato del delinquente, del farabutto e dellidiota al (indica lapparecchio telefonico) direttore della Banca che dovrebbe concedermi un importante finanziamento. Quando si qualificato gli ho detto che ha sbagliato numero. (Squillo del telefono) lui che ha rifatto il numero. (Al telefono) Pronto Pronto! Sono Paolo Ferrandi e vi invito a dire qualcosa (Borbotta) Macch. (Posa il ricevitore) Adesso erano gli altri.
LISETTA - (entra precipitosamente, portando un telegramma che porge a Paolo) Un te-te Te-telegramma arrivato un attimo fa.
PAOLO - (glielo strappa di mano) Sono loro! (Mentre apre il telegramma) Chiederanno piet, vedrai! (Legge il telegramma, poi cade a sedere con aria afflitta, Sconcertato)
GIANNI - (gli prende il telegramma e legge) Anche se pagherai tutto quello che vogliono non ci vedrai pi. Stop. Andremo lontano lontano. Stop. Patrizia e Loretta.
LISETTA - (disperata) Che disgrazia! Che tragedia! A casa mia, in campagna, dove siamo gente semplice, e magari un po ignorante, ma ci vogliamo un bene dellanima, queste robe non succedono. (Esce, borbottando verso Paolo) Brutta razza, i commendatori.
SABINA - (appare sulla soglia della porta) Scusino, ma ho trovato tutte le porte aperte, e
PAOLO - (interrompe irritato, balzando in piedi) Quella stupida, agitata dal telegramma, ha lasciato le porte aperte.
SABINA - Le ho chiuse io. (Sorridente, come sempre) Allora? Posso parlare con la sua gentile consorte?
PAOLO - Non in casa.
SABINA - Neppure oggi? (Paolo allarga le braccia e annuisce) Ma lei non la lascia andare troppo in giro? Non la lascia troppo tempo sola?
PAOLO - (seccato, rifacendo il verso a Sabina) E lei, non pensa mai agli affari suoi?
SABLNA - Sempre. Infatti, tra i miei affari, c anche quello di trovare in casa le signore e le signorine che hanno assoluto bisogno delle mie creme.
GIANNI - La signorina ha ragione.
PAOLO - (indispettito) Anche tu? Volete farmi impazzire?
SABINA - No, per carit! (Sorride) Altrimenti chi le paga le creme di moglie e figlia? Lei troppo agitato. Rischia il fegato, eccetera eccetera. Ebbene, io potrei consigliarle un decotto derbe miracolose, che rimette tutto a nuovo. Lo beve anche mio nonno.
PAOLO - Continui a darlo a lui!
GIANNI - Invece sentiamo com questo decotto miracoloso. Del resto le cure con le erbe sono ormai considerate anche dalla medicina ufficiale. (A Sabina) Dica, signorina.
SABINA - Foglie di menta, lauro, basilico, prezzemolo, salvia; uno spicchio daglio e un quarto di cipolla. Il tutto pestato in tre dita dolio doliva. Dopo una settimana, tutte le mattine, se ne prende un cucchiaino a digiuno. Ebbene, dopo appena tre giorni (rivolta a Paolo) lei si sentir pieno denergia, con ventanni di meno. Pensi che mio nonno, al paese, lo d anche ai maiali.
PAOLO - (ironico) Grazie! (Gianni ride) C da piangere, altro che da ridere!
SABINA - La signora, allora, quando potr incontrarla?
PAOLO - Non lo so!
SABINA - Se ripasso nel pomeriggio, la trovo?
PAOLO - No!
SABINA - Domattina?
PAOLO - Neppure.
SABINA - Lei non avr mica una moglie fantasma?
PAOLO - Peggio!
SABINA - (a Gianni) Lei, che trovo sempre qui, pu darmi un consiglio?
GIANNI - Beh La signora, forse, non ci sar per qualche giorno. andata andata andata a trovare la mamma.
SABINA - Evviva! Mi diano lindirizzo della mamma, cos vado a trovarle tutte tre insieme.
PAOLO - (sbotta) Noooo! (Minaccioso) Piuttosto, signorina, stia bene attenta a quanto le dico.
SABINA - Sono a bocca aperta.
PAOLO - (con intenzione) Se lei non magari una inviata di chi sospettiamo io e il mio avvocato, sa che le dico?
SABINA - (sorridente, infantile) Io sono sempre una inviata delle creme, e purtroppo non so che cosa mi dir.
PAOLO - Le dico (Urla) Via! Vada via! Se no la strozzo! (Ed esce agitatissimo, seguito da Gianni)
GIANNI - (uscendo) Calmati, Paolo! Calmati.
SABINA - (sorride arguta) La Sabina (indica se stessa) altro che far girare la testa agli uomini! Quello (indica la parte dove uscito Paolo, seguito da Gianni) addirittura impazzito! (Strizza locchio al pubblico ed esce, mentre il sipario si chiude)
SIPARIO
ATTO TERZO
Mattino presto del giorno seguente gli avvenimenti del secondo atto. Lisetta, in ginocchio vicino a qualche mobile, sta raccogliendo pezzetti di carta per terra. Un attimo dopo, furtiva, entra Anna, immersa nella lettura di un libro giallo.
ANNA - (solleva lo sguardo dal libro, vede Lisetta e le si avvicina in punta di piedi, quindi urla) Ti ho presa! (Da sotto il libro estrae rapidamente una rivoltella) Mani in alto!
LISETTA - (sussulta, poi si alza con espressione atterrita. Si gira lentamente, tenendo le mani allaltezza della testa. Balbetta) Oh, povera me! diventata matta anche questa.
ANNA - (ride) Ma cosa fa in quella posizione? Ho fatto per finta.
LISETTA - (sempre tenendo le mani alzate, con movimenti della testa indica la rivoltella) S, ma quella non finta.
ANNA - Dice bene. Io lho trovata nel cassetto del cruscotto dellauto di mio genero. Lei non laveva mai vista in giro per casa?
LISETTA - (c.s) Ma-ma Ma-mai.
ANNA - Gi le mani! (Lisetta abbassa le mani) La metto in questo cassetto. (Ripone la rivoltella nel cassetto di un mobile in scena)
LISETTA - Per mi ha spaventata, eccome! Tremo ancora come un tacchino quando fa la ruota. Ma lei legge sempre quella roba (indica il libro giallo) anche la mattina presto?
ANNA - Mattina-pomeriggio-sera-notte I gialli rilassano, distendono i nervi. A lei non piacciono?
LISETTA - (scrolla il capo) Ci sono troppi morti.
ANNA - (ironica) Brava, furba! dei vivi che deve avere paura. Soprattutto di quelli che si agitano continuamente. (Attimo di pausa) Comunque Ha sorvegliato, ieri sera?
LISETTA - S, signora. Come mi ha ordinato, ho spiato tutti i movimenti del commendatore, suo genero. Ebbene, lui ha bevuto diversi bicchierini di whisky Poi lamico avvocato gli ha messo la testa dentro il lavandino pieno dacqua fredda Ma visto che, appena tirava la testa fuori dallacqua, il commendatore riprendeva a lamentarsi come un bambino che ha mal di pancia, lavvocato lha portato fuori a fare una passeggiata.
ANNA - Speriamo che laria fresca gli abbia schiarito le idee. (Fa una carezza al viso di Lisetta) Grazie, Lisetta! Ritorni pure in cucina.
LISETTA - (annuisce) E se ha di nuovo bisogno di me fischi! (Esce)
ANNA - (si accerta a tutte le porte che nessuno stia arrivando, poi va al telefono e compone un numero. Sottovoce) Pronto, sono io Tutto bene, s Non muoverti Basta cos, perch non voglio correre il rischio che mi vedano telefonare. (Posa il ricevitore, siede ed apre il libro)
GIANNI - (entra, tenendo in mano un giornale che posa sul tavolo) Buongiorno, signora.
ANNA - Oh, buongiorno, avvocato. (Maligna) Lei ha le chiavi di casa?
GIANNI - No, ma Lisetta mi ha visto dalla finestra e si precipitata ad aprire. Lei ha gi fatto colazione?
ANNA - S, e abbondante! Mio genero non lho ancora visto.
GIANNI - Ieri sera sono riuscito, con molta fatica, a farlo andare a letto verso luna. Stamane mi ha gi telefonato, per dirmi che non c nulla di nuovo e che avr dormito solamente unora, soprattutto per smaltire il whisky bevuto contro i dispiaceri.
ANNA - (dispettosa) Sono contenta che non abbia dormito bene.
GIANNI - (ironico) Si direbbe, signora, che lei non provi molto affetto per Paolo, anche se il marito di sua figlia.
ANNA - Laffetto, caro avvocato, una cosa La stima unaltra. Io, infatti, lo stimo poco.
GIANNI - Perch?
ANNA - Oh, senza dubbio un manager in gamba. Per un mediocre marito e padre. E per me, che sono la mamma della moglie, la parte mediocre di Paolo molto pi importante della parte in gamba. Mi comprende, avvocato?
GIANNI - Certamente.
ANNA - (maliziosa) Comunque, finalmente, direi che il Commendator Paolo Ferrandi ha trovato qualcuno che lo metter a posto. E per sempre!
GIANNI - Non la preoccupa il pensiero che Patrizia e Loretta siano in pericolo?
ANNA - Vedremo! Lei, piuttosto, mi dica Da quale parte sta? Posso considerarla un amico, o un nemico?
GIANNI - Mi consideri un asino che si lasciato mettere in questo pasticcio.
PAOLO - (entra. Ha laria stanca e mogia) Buongiorno a tutte due.
GIANNI e ANNA - Ciao.
ANNA - (ironica, a Paolo) Hai dormito bene?
PAOLO - (scrolla le spalle) Beu! (Sospira) Ah, se potessi mettere fine a questa faccenda entro la mattina! Potessi averle entrambe qui almeno oggi pomeriggio
ANNA - Perch proprio oggi pomeriggio?
PAOLO - Perch verranno i Cavalli, padre e figlio. E dovr inventare qualche storia, per giustificare lassenza di Patrizia, e soprattutto di Loretta.
ANNA - (sarcastica) E magari dovrai rimangiarti la parola data. (Paolo allarga le braccia e annuisce) Stupido!
PAOLO - (sussulta) No, eh? Dimmi qualunque cosa, ma non insultarmi!
ANNA - Sissignore! Stupido-stupido-stupido! Perch hai ancora la spudoratezza di pensare daffibbiare a tua figlia quel bamboccio, invece di agitarti per ritrovare lei e tua moglie. Invece sei solo preoccupato di combinare un buon affare con un accoppiamento allantica. Ma siamo nellanno duemila, caro mio!
PAOLO - E tu? Tu, poliziotta da strapazzo, che cosa hai fatto? Che cosa hai scoperto?
ANNA - (si precipita ad estrarre la rivoltella dal cassetto e la fa vedere a Paolo, il quale, spaventato, fa un balzo indietro) Questa! La conosci? E tua?
PAOLO - (annuisce) Con regolare porto darmi. Per stai attenta ch carica. Potrebbe partire un colpo, ferirmi, o uccidermi. (Con molta cautela gliela prende, e la ripone nel solito cassetto, dicendo) Mi spiacerebbe, perch di me ce n uno solo.
ANNA - (maligna) Uno di troppo!
GIANNI - Non sapevo che tu avessi una rivoltella.
PAOLO - Lho comprata, approvato da Patrizia, da quando abitiamo in questa villa piuttosto isolata, alla periferia della citt.
ANNA - (minacciosa) Oppure lhai usata per Confessa! Dove lhai nascosto il cadavere di tua moglie?
PAOLO - (ironico) E quello di mia figlia? Lavrei venduto? (Squilla il telefono. Anna si lancia verso lapparecchio, e fa latto di afferrare il ricevitore. Paolo posa tempestivamente, ed energicamente, una mano sopra quella di Anna, per impedirle di afferrare e sollevare il ricevitore) Perch vuoi rispondere tu?
ANNA - (evasiva) Cos Per collaborare.
PAOLO - Grazie, ma faccio da solo. (Anna, rassegnata, si allontana. Paolo prende il ricevitore) Pronto Sento, s No. Qui non il Bar Sport. Qui il manicomio! (E posa bruscamente il ricevitore. Ad Anna) Non esci, stamane?
ANNA - Penso, medito
PAOLO - (ironico) Ma tuo marito, al paese, non si sente solo?
ANNA - Anzi! Quando manco da casa tutto il giorno, contento.
PAOLO - (c.s) Lavrei giurato!
ANNA -(dispettosa) Non per ci che credi tu! Solo perch pu andare a giocare alle carte o alle bocce anche la mattina.
GIANNI - (che si era isolato, sfogliando il giornale posato sul tavolo, sussulta e indica un articolo) Accidenti!
ANNA - (gli toglie bruscamente il giornale da sotto gli occhi) Cos accaduto? (Legge, allibisce) orribile! Tremendo. (Legge) Un rapido ha deragliato stanotte nei pressi di. (Impressionata solleva gli occhi e dice) A una decina di chilometri da qui. (Riprende a leggere) Non si conoscono ancora le cause del disastro ferroviario. Il bilancio attuale delle vittime di quattro morti e una cinquantina di feriti. Due donne, che si presumono madre e figlia, sono state ricoverate al Centro Grandi Ustionati.
PAOLO - (sinceramente disperato) Potrebbero essere loro!
GIANNI - Non perdiamo la testa. Nulla fa sospettare che quella madre e figlia siano proprio Patrizia e Loretta.
PAOLO - (agitatissimo) Invece tutto chiaro! I sequestratori, magari per paura dei blocchi stradali nel caso che io avessi denunciato il rapimento, facevano viaggiare Patrizia e Loretta in un treno. Certamente con una rivoltella puntata ai fianchi, per evitare la loro reazione. Poi, chiss dove, le avrebbero fatte scendere dal convoglio, salire sopra una macchina, e (Deciso) Vado subito al Centro Grandi Ustionati. (A Gianni) Tu mi accompagni, vero? (Gianni, annuisce. Ad Anna) Tu stai qui, per rispondere a eventuali telefonate di Polizia o Carabinieri. Chiaro?
ANNA - S, ma (Affettuosa) Paolo
PAOLO - Dimmi, svelta!
ANNA - Fai una promessa.
PAOLO - Quale?
ANNA - Prometti che se Loretta vivr potr sposare liberamente il giovane di cui innamorata.
PAOLO - (dopo un momento di esitazione, sincero) Sta bene! Lo prometto. Vado a tirare fuori la macchina dal box. (Esce)
GIANNI - Signora (e non prosegue)
ANNA - S?
GIANNI - La sua indifferenza alla notizia che figlia e nipote potrebbero essere state ricoverate in brutte condizioni Direi che lei gioca dastuzia.
ANNA - (guarda un momento Gianni, poi accenna un sorriso) Gli avvocati, come si dice, ne sanno proprio una pi del diavolo.
GIANNI - (sorride) Comunque non vorrei che trascinasse Paolo in acque troppo profonde.
ANNA - (sorride) Stia tranquillo, avvocato. Al momento giusto gli getter un salvagente. Vada, avvocato.
GIANNI - (annuisce, sorridendo) Per fortuna a fare un viaggio inutile. (Esce)
ANNA - (si accerta che Gianni sia ormai lontano, poi va al telefono e compone un numero. Sottovoce) Pronto, sei tu, Matteo? Ritorno presto, s Ti spiegher poi tutto a voce. Ciao! (Posa il ricevitore)
LISETTA - (entra) Signora Il commendatore e lavvocato sono appena partiti, quando sono arrivati i signori Cavalli.
ANNA - (sarcastica) Va be Immaginiamo dessere allippodromo e avanti i Cavalli! Sono almeno da corsa?
LISETTA - Mah! Il giovane deve essere quello con laria un po come dire ritardata, ma piena di soldi, che il commendatore avrebbe scelto per Loretta.
ANNA - E quello che certamente il padre?
LISETTA - Un tipo come quelli che sono passati dalla campagna alla citt, buttandosi nellindustria.
ANNA - Avevo capito che i Cavalli venivano nel pomeriggio. (Arguta) Ma direi che sono arrivati proprio al momento giusto. Faccia entrare.
LISETTA - (esce, per riapparire dopo un attimo, annunciando con voce tonante e ironica) Il signor Cavalli, con il cavallino
CAVALLI - (il padre, entra trascinando e tenendo per mano Amleto, il figlio. Cavalli un tipo pacchiano che ha da poco superato la quarantina, indossa un abito vistoso, parla, gesticola e afferra bruscamente una mano di Anna, per stringergliela energicamente) Lei la mamma?
ANNA - No. Sono la nonna.
CAVALLI - Molto piacere di conoscerla! (Si rivolge ad Amleto) Saluta, Tino!
AMLETO - (giovane sui ventanni, impacciato, goffo, con laria un po ebete, tiene fra le mani un mazzo di fiori che passa continuamente come per giocare da una mano allaltra. Spronato dal padre, si rivolge ad Anna) Buongiorno. (Poi indica Lisetta, la quale curiosa e divertita s fermata sulla soglia della porta a guardare) questa la signorina che devo sposare?
CAVALLI - No, bambino! Questa la serva.
LISETTA - (risentita) Colf, prego
CAVALLI - Che come dire serva in maiuscolo. (Ride della sua spiritosaggine)
ANNA - (a Lisetta) Lei pu andare.
LISETTA - Si, signora. (Esce)
AMLETO - (a Cavalli impacciato, indicando i fiori) A chi devo darlo, questo mazzo di fiori?
CAVALLI - Glielo darai alla signorina appena la vedrai.
ANNA - Gi, vero? Perch questo (indica Amleto) sarebbe...?
CAVALLI - (Con orgoglio) Il futuro sposo di Loretta Ferrandi. Ma lei, signora Non immaginavodi incontrare una nonna cos giovane e pimpante.
ANNA - La ringrazio del complimento.
CAVALLI - Tino, abbraccia la nonna.
AMLETO - (sussulta come se si svegliasse scaraventa il mazzo di fiori sopra una sedia e fa latto di abbracciare Anna, la quale fa un balzo indietro cos Amleto compie un abbraccio a vuoto, urlando) Viva la nonna! Posso baciarti?
ANNA - Non adesso (Ironica) piccolo. Piuttosto, saccomodino. (Cavalli e Amleto siedono luno accanto allaltro)
CAVALLI - Che cosa ne pensa, signora, del mio bambino? Le piace?
ANNA - (sarcastica) Oh, s Con lui la vita di Loretta sar un continuo, eterno bicchiere di latte. bene educato, forse in un collegio svizzero molto severo. (Cavalli annuisce energicamente) Scommetto che le chiede il permesso anche per soffiarsi il naso. (Fa latto di sedere sulla sedia dove Amleto ha gettato il mazzo di fiori. Amleto lancia un urlo di raccapriccio. Anna sussulta e rimane piegata a met) Cos accaduto?
AMLETO - (indica) I miei fiori.
ANNA - (d il mazzo ad Amleto) Mi scusi. (Siede) Mio genero li aspettava nel dopopranzo.
CAVALLI - S. Dovevamo venire verso le quattro, ma siccome oggi abbiamo altri impegni, siamo qui. (Ride) Coraggio, Tino! Ridi! Ridi anche tu.
AMLETO - (ride ebete) Che bello!
ANNA - Il (indica Amleto) bambino si chiama Tino?
CAVALLI - Nooo Diglielo tu, gioia, come ti chiami.
AMLETO - (infantile) Cavalli Amleto. Amleto, come il principe di Danimarca che che non sapeva mai cosa fare.
ANNA - (ironica) Tale e quale, insomma.
AMLETO - (implora) Papino!
CAVALLI - Dimmi, caro.
AMLETO - Dov la signorina?
CAVALLI - (ad Anna) Spero che la signorina sia in casa.
ANNA - Purtroppo no.
CAVALLI - Ah, forse ci aspettava nel pomeriggio e
ANNA - (interrompe) No no
CAVALLI - Allora uscita un momento per
ANNA - (c.s) No no (Maligna, come lo sar dora in poi) Sono due giorni che non la vediamo.
CAVALLI - (enormemente stupito scandalizzato) Co-co Co-cosa?Da du-du du-due giorni e du-due notti?
ANNA - Sparita! Con la mamma.
CAVALLI - (Tranquillizzato) Oh, ma allora tutto normale.
ANNA - Mica tanto.
CAVALLI - Perch?
ANNA - Perch madre e figlia sono fuggite.
AMLETO - (triste) Anche Fuffi, il mio cane, fuggito.
CAVALLI - (Piuttosto sorpreso) Lei, signora, vuol dire che che sia la madre sia la figlia sono sparite senza dire dove andavano?
ANNA - Eh s, perch se lavessero detto, non sarebbero sparite.
AMLETO - Anche Fuffi il mio cane, sparito senza dire dove andava. (Implora) A chi glieli do i fiori?
CAVALLI - Non saprei Comunque, visto che la signorina e la mamma non ci sono, li puoi dare alla nonna. (Indica Anna)
AMLETO - (balza in piedi) Dico anche la poesia! (E prima che Cavalli lo faccia tacere, attacca con tono cantilenante, infantile) Con un palpito del cuore mia promessa sposa, ti offro questo fiore. (E scaraventa il mazzo di verso Anna, la quale lo afferra a fatica, e poi lo posa sul tavolo)
CAVALLI - (indica Amleto) Quanto carino, vero?
ANNA - Euh! Peccato che io non sia la sua promessa sposa.
CAVALLI - mio figlio unico.
ANNA - Meno male!
CAVALLI - Come dice?
ANNA - Meno male che sia lunico. Cos pu dedicargli tutte le sue attenzioni, tutto il suo amore.
CAVALLI - Certo! tutta la gioia mia e di mia moglie.
ANNA - (borbotta) Chi si contenta, gode.
AMLETO - (implora) Papino! Posso di nuovo sedermi?
CAVALLI - S s Riposati. (Amleto siede)
ANNA - (indica Amleto) Quanti anni ha?
CAVALLI - Venti. Ma mangia gi da solo e non gli manca neppure un dente.
AMLETO - implora) Papino! Io voglio vedere la signorina.
CAVALLI - Lo sente, signora? Ne gi innamorato.
AMLETO - (infantile) Mi piacerebbe tanto abbracciarla.
CAVALLI - (orgoglioso dello spirito diniziativa del figlio, lo sprona) E poi?
AMLETO - Stringerla forte forte.
CAVALLI - E poi?
AMLETO - Dirle: Perbacco, che caldo fa!.
CAVALLI - E poi? E poi?
AMLETO - Dirle: Siccome fa tanto caldo, signorina, svestiamoci.
CAVALLI - E poi? E poi? (E proseguirebbe a dire E poi?, ma interviene tempestivamente)
ANNA - E poi basta! O meglio, mi dica signor Cavalli sicuro daverlo fatto studiare ed educare in un collegio svizzero?
CAVALLI - Il pi famoso!
ANNA - (ironica) Sar Ma suo figlio agli E poi? E poi? ha risposto in un modo che Non so Si direbbe che quel collegio svizzero sia a luci rosse. Comunque, parliamoci chiaro. Lei sillude che mia nipote sposi questo bamboccio? (indica Amleto)
CAVALLI - (balza in piedi, indignato) Bamboccio al mio erede?!
ANNA - Si calmi e prenda nota che Loretta sposer il giovanotto che adora.
CAVALLI - (sconcertato) Ma allora Il matrimonio dei nostri figli La fusione delle Aziende
ANNA - Tutto a monte! Quale rispetto per lamore e la felicit?
CAVALLI - (urla ad Amleto) Bambocc (Si riprende) Cio! Gioia, in piedi!
AMLETO - (si alza in piedi) S, papino.
CAVALLI - (lo afferra per mano e urlando) Andiamo via! (lo trascina)
AMLETO - (fa resistenza) I miei fiori! (Trascina Cavalli sino al tavolo, dove afferra il mazzo di fiori. Quindi)
CAVALLI - (trascina di nuovo Amleto verso luscita, urlando) Mille donne prenderebbero al volo questi fiori! (Ed esce con Amleto)
LISETTA - (entra, ridendo) Ho sentito tutto. E certamente in questa casa la vita sarebbe meno allegra, senza di lei.
ANNA - Grazie. (e ridono)
PAOLO - (entra, agitato, seguito da Gianni, e investe verbalmente Anna) Coshai detto ai Cavalli? (Lisetta, preoccupata per ci che risponder Anna, esce)
ANNA - La verit.
PAOLO - Cio?
ANNA - Che Loretta non sposer mai il suo bamboccio!
PAOLO - (a Gianni) Ecco perch il signor Cavalli, appena mi ha visto, fuggito come una lepre, tirandosi appresso il figlio.
ANNA - (ironica) Il bambino, vorrai dire. E adesso dimmi: cosa hai saputo, allospedale?
PAOLO - (disorientato, sfinito, si lascia cadere sopra una sedia, borbottando a Gianni) Dillo tu.
GIANNI - Per fortuna non si trattava n di Patrizia, n di Loretta.
LISETTA - (entra, affannata) Scusi, commendatore. vero che lei mi aveva detto di non lasciarla pi entrare in casa Per (indica alle sue spalle, dove appare sulla soglia della porta, sorridente)
SABINA - Buongiorno a tutta la bella compagnia!
PAOLO - (balza in piedi, minaccioso) La denuncio per violazione di domicilio! (Lisetta, mettendosi le mani sulla testa, esce)
SABINA - (gentile e umile, a Paolo, con un comportamento che prima non aveva) Mi perdoni, la prego. Ieri mi sono comportata in un modo veramente inqualificabile.
PAOLO - (sospira) Capisco sempre di meno.
ANNA - (sorride a Sabina) Puoi dire ogni cosa, cara Sabina.
SABINA - (rivolta a Paolo) Io non vendo creme di bellezza LAnonima RA-punto, SE-punto non esiste.
GIANNI - (a Paolo) Ci penso io! (A Sabina) Se lei non quella che voleva apparire, senza dubbio unaltra.
ANNA - (ironica) Bella scoperta!
GIANNI - E se unaltra potrebbe essere la staffetta, la corriera dei sequestratori.
ANNA - Avvocato, non dica sciocchezze.
SABINA - Io sono unamica di Loretta.
PAOLO - Allora dica subito dov Loretta! (Sabina fa latto di parlare, ma Anna la precede)
ANNA - Rispondo io. (A Paolo) Tua moglie e tua figlia sono in casa mia, e non si sono mai mosse da casa mia. Finalmente, anche loro due, si sono convinte che era giunta lora di darti una lezione. Per il tuo bene, ovviamente. (Orgogliosa) Lidea stata mia!
PAOLO - (fremente, sta per sbottare insulti, poi si controlla e sibila fra i denti) Bellissima. Roba da farmi venire un infarto.
ANNA - Ho fatto i conti sulla tua pelle da rinoceronte.
PAOLO - (turbato, disorientato) E tuo marito-mio suocero?
ANNA - alloscuro di tutto, naturalmente. Quindi convinto che sua figlia, e la nipote, siano venute da noi, come altre volte, per trascorrere qualche giorno insieme, in campagna, cio respirando aria fresca e pulita.
PAOLO - (c.s) E (indica Sabina) la signorina?
ANNA - (orgogliosa) Lho utilizzata come mio Agente 007, mandandola in missione qui, per scoprire qual era il tuo umore, il tuo morale. Poi, ovviamente, mi faceva rapporto. Insomma, mi riferiva le sue impressioni.
PAOLO - (c.s) E le telefonate mute?
ANNA - (ride) Ah, quelle le faceva tua moglie da casa mia. Sono grande, eh? Sono una perfetta, autentica, giallista. (Rivolta a Gianni) Che ne dice, avvocato?
GIANNI - (ironico) Capisco perch non mi sono ancora sposato.
ANNA - Gi! Perch scapolo?
GIANNI - Senza dubbio per il terrore davere una suocera come lei. (Ride con Anna)
PAOLO - E io, che ce lho la strozzerei! (Ride con Gianni e Anna, poi si rivolge a Sabina) Rida anche lei!
SABINA - Con piacere, poich ho aiutato Loretta a realizzare il suo bel sogno damore.
PAOLO - (maligno) sicura che sar bello?
SABINA - S! Giacch conosco bene sia Loretta sia il giovane che le piace.
ANNA - Lo conosco anchio, e piace anche a me! Pensa che ha tanta voglia di lavorare, sincero e leale, e e pure bello!
PAOLO - (c.s) Beh, se ha tutte queste qualit, ne avr senzaltro anche unaltra.
ANNA - Quale?
PAOLO - Di non avere una lira!
SABINA - Ha indovinato, commendatore. Ebbene, non perda loccasione di dimostrare a noi, a tutti, che non sono i soldi che fanno la felicit.
PAOLO - (sorride a Sabina) un bel tipo, lei. (Malizioso, a Gianni) Che ne diresti, avvocato, di dedicarti un po a lei (indica Sabina) per conoscerla meglio? A meno che la signorina non sia gi impegnata.
SABINA - (evidentemente colpita ed emozionata) No No no Sono libera
GIANNI - (sincero) Bene. Visto che libera lei, visto che sono libero io Che ne dice di parlarne stasera a cena?
SABINA - (c.s) S S s Stasera a cena.
ANNA - Congratulazioni, Paolo! Comunque, adesso, devi fare una cosa.
PAOLO - Unaltra?
ANNA - Eccome! Le tue due donne arrivano con il treno di mezzogiorno alla Stazione Centrale.
GIANNI - Devi andare ad aspettarle.
PAOLO - Ma no! Prendano un taxi.
ANNA - (severa) Paolo!
PAOLO - (rassegnato) Ho capito. (Si pone scherzosamente sullattenti) Ai suoi ordini, ispettore Derr suocera!
ANNA - Allora, incontro a tua moglie e a tua figlia, vola!
PAOLO - (ironico, rivolto agli altri, ma anche agli spettatori) Capito, cara gente, com la vita? Io sono stato preso in giro, ho magari rischiato linfarto, ho fatto la figura del cretino e E adesso? (Rif il verso ad Anna) Incontro a tua moglie e a tua figlia, vola!. (Sospira) Quindi divento un cretino-jet. (Ride ed esce, mentre sulla risata degli altri si chiude il sipario)
SIPARIO
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