Due atti commedia
Attori 2
Attrici 1
HO AMATO OBLOMOV
Pice in due tempi
Di Ombretta De Biase
Nella pice, cos come, a mio avviso, appare nel romanzo di Gončarov, ho inteso sottolineare il dialogo fra Oblomov e Zachr, in quanto esprime la verit di un rapporto umano deccellenza che travalica quello fra servo e padrone. Si tratta infatti di un sodalizio, di un legame affettivo profondo e indissolubile che li legher fino alla morte e che trascende ipotetiche affinit elettive, ovvero intellettuali. Di fatto Zachr, ovvero lanima annichilata (cfr. volume II: Lo Specchio delle anime semplici) il vero protagonista in quanto lunico essere umano in grado di offrire un brandello di vita reale allirriducibile Oblomov. Ben diverso apparir, invece, il rapporto fra Filippo e Adele, la sua fedelissima segretaria. E dunque in scena apparir Oblomov come Onegin, Antigone, Werther e come nobile russo dell Ottocento, nonch viziato sibarita, e, accanto a lui, il liceale Filippo Rendi che lo aveva molto amato e credeva fermamente che, come il suo personaggio prediletto, mai avrebbe permesso al suo cuore di corrompersi. Ma ecco che lingegner Filippo Rendi si trova dinanzi allodioso signor Atto Pratico e cos non gli resta altro da fare che, amando sempre meno se stesso, continuare ad amare Oblomov. Semplice, comoda e persino banale soluzione se non gli accadessero dei fenomeni davvero inquietanti
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Pubblicazioni: Edizioni del Leone (Spinea, 1993)
Premio Danilo Chiarugi, Centro Studi Giorgio La Pira, Pisa, 1993
Rappresentazioni: Milano 2003, spazio Celebrity, con Fabrizio Caleffi e Monika Nagy regia dellautrice
Recensioni: Ho amato Oblomov un doveroso omaggio ai grandi autori/romanzieri che hanno saputo scrutare lanimo umano creando personaggi veritieri e indimenticabili. L autrice ce ne offre un ritratto magistrale attraverso le parole dello studente Filippo. Molte persone si riconosceranno in questa figura. Lera tecnologica dunque non incide pi di tanto sul carattere umano.
Rina dal Zilio, La nuova tribuna letteraria 1993
Chi di noi non ha amato Oblomov? La commedia scritta da Ombretta De Biase racconta la storia della catastrofe che si abbatte su unazienda e sulle vite che danno forma a quel microcosmo sociale, allimprovvisa sparizione del manager principale. Lingegner Filippo Rendi pare sia svanito nel nulla.Un incidente, una morte improvvisa, un omicidio? No, si solo perso fra i ricordi forti di una lettura giovanile e nella voglia improvvisa di rompre gli ormeggi e andare alla deriva in un lungo sonno abitato solo da un sogno: fare, essere come Oblomov. M. Rosaria Guacci
Di Ho amato Oblomov si apprezza in particolare il raffinato intento scenico vlto a rappresentare in sincronia due momenti storici molto distanti fra loro. Rilevante inoltre la presenza, nellasciutto dettato linguistico e nelluso dei mezzi simbolici, leco della lezione beckettiana. Fabio Scotto
Oblomov uno dei personaggi pi affascinanti della letteratura, contagiato da quel mal du vivre che ha afflitto tante altre figure. Ma lui, Oblomov, qualcosa di pi: linazione filosofica non laccidia, la consapevolezza che agire nella vita porta alla distruzione dellanima. Lopera scritta da Ombretta De Biase e interpretata da Fabrizio Caleffi mette abilmente in scena questo personaggio affiancandolo al suo esatto opposto, un giovane rampante dei giorni nostri. La Repubblica, 26-2-2003
PERSONAGGI
Oblomov nobile russo dellOttocento, nonch viziato sibarita
Zachr il suo servo
Filippo Rendi un ingegnere rampante
Adele la sua perfetta segretaria
Stefani un suo collega
APPARIZIONI
Lo studente Filippo
La madre
La fidanzata
Linsegnante
Andrej Ivanyc Stolz amico di Oblomov
Nota di regia
La scena divisa in due spazi posti ad altezza diversa. In uno agisce limmortale figura di Oblomov creata da Ivan Aleksandrovič Gončarov (1859), nellaltro aleggia il fantasma dell ingegnere Filippo Rendi, improvvisamente scomparso e creduto vittima di un agguato mortale dai suoi collaboratori. I ruoli di Oblomov e dellingegnere Filippo Rendi dovrebbero essere interpretati dallo stesso attore. Luso del soppalco facoltativo poich le apparizioni possono avvenire da un punto qualsiasi dello spazio teatrale e dipendono dalle scelte della regia.
SCENA I
Luci su un soppalco dove c un giovane immerso nella lettura di un libro.
Contemporaneamente una luce molto intensa illumina il volto di un uomo che sembra dormire, mollemente adagiato su una dormeuse, mentre una v.f.c. recita alcune frasi del libro
V.f.c Il colore della sua pelle non rosso, n bianco, n scuro, indefinito. Assenza di aria o di moto o di ambedue. Lo stare disteso non una necessit o un godimento o un riposo, solo la sua posizione normale. Sul suo viso il pensiero vaga, svolazza dalla bocca agli occhi, si nasconde fra le rughe della fronte e poi scompare. Sul suo viso, a volte, vedi la paura, il dubbio, la tristezza, mai un proponimento. Sul suo viso vedi l'agitazione spegnersi in un sospiro mentre al suo posto si accende l'indolenza che da l si estende, passa al corpo e poi penetra dentro, in fondo... fino all'anima.
Buio sul soppalco
Al centro della scena c la stanza di Il'jia Il'ic Oblomov: polvere e mucchietti di spazzatura ovunque, i resti di una cena su un tavolino e Oblomov stesso che dorme sprofondato mollemente fra i grandi cuscini del suo divano. A sinistra si nota una specie di gruppo "scultoreo" costituito da una stufa e da un vecchio che, seduto su una sedia, la abbraccia dormendo. Il vecchio indossa una livrea grigia piena di buchi e di rammendi, da cui escono lembi di camicia. Oblomov si sta svegliando. Si stiracchia. I suoi gesti sono molli ed eleganti, si avvolge meglio nella sua ampia veste da camera damascata che accarezza lentamente
Oblomov Sciocco di un Volkov, mi ha chiamato viziato sibarita! (imita un tono di voce altezzoso e petulante) Oblomov, viziato sibarita, ma che razza di pigiama avete?, Non usa pi. (riprende il suo tono) Poveretto, non distingue un pigiama da una veste da camera. Che vita insensata la sua. Lui va in dieci posti diversi nello stesso giorno. Dice che si diverte. Ma, caro Volkov, mi dite in quante parti vi perdete? Innamoramenti, feste, ricevimenti... cose piacevoli, lo ammetto, ma tutte in un giorno.. Povero Volkov... (al vecchio abbarbicato alla stufa) Zachar, Zachr! Ti si sono seccate le gambe? Portami la lettera dello strosta. Chiss dove l' hai cacciata. Devo prima leggere la lettera poi mi alzer
Zachr si muove lentamente ma non sembra che abbia intenzioni di muoversi. Borbotta alcune parole fra s.
Zachr Ah, signoreiddio che tormento. Venisse presto la morte!
Luci sul soppalco
Una donna dall'aria molto seria, professionale, grottescamente avvolta da fili del telefono che le passano sul corpo e anche sulla testa. La sua voce caratterizzata dal tono di impersonale, agghiacciante cortesia della perfetta segretaria. I telefoni stanno squillando contemporaneamente.
Adele, la perfetta segretariaPubliest, buongiorno... No, mi spiace... L'ingegnere Filippo Rendi in riunione... no... non saprei... domani... provi domani... (Mette gi mentre gli altri telefoni continuano a squillareincessantemente) ... publiest, buongiorno, no, mi spiace... L'ingegnere fuori sede, capisco, non saprei, riprovi domani, publiest, buongiorno, no, mi spiace, l'ingegnere ad un congresso, non saprei... se vuole pu lasciare un messaggio, ah... bene, riprovi domani... publiest, buongiorno, l'ingegnere fuori sede... non saprei, mi spiace... provi domani... publiest, buongiorno... Ah, Signor Presidente, lei! Sto impazzendo. Scusi se mi permetto, ma, nemmeno sua figlia sa dov'? La situazione insostenibile. Sono gi tre giorni che lingegner Rendi scomparso. Lo cercano tutti, gli agenti di borsa, i clienti, non so pi cosa inventare. S... s... mantenere la calma, certo presidente, mi scusi, calma. Bene. Nessuno deve sapere, capisco. Scusi. Grazie, signor presidente, grazie ma non si disturbi, sto facendo solo il mio dovere
Mette gi mentre i telefoni riprendono a squillare ossessivamente. Lei li guarda per un attimo terrorizzata poi riacquista la sua solita aria professionale e riprende a rispondere con la consueta agghiacciante cortesia
Publiest, buongiorno, no, mi spiace, lingegner Ren
Buio sul soppalco
Oblomov, sempre sdraiato sulla sua dormeuse, si agita
Oblomov Zachr, Zachr, ti si sono seccate le gambe?
Zachr si tira su lentamente. curvo, quasi calvo ma ha due lunghissimi basettoni sale e pepe, molto folti che gli scendono fino all' omero. Anche il suo viso grigio come la livrea. Finalmente si decide ad alzarsi e, trascinando i piedi, si avvicina alla dormeuse
Zachr Ah, signoreiddio che tormento! Btiuska, che desiderate?
Oblomov Dove l'hai messa?
Zachr Che cosa?
Oblomov La lettera dello strosta
Zachr lo? Non so niente. Non so nemmeno leggere
Oblomov Tu non sai mainiente! Cercala, allora. Guarda sotto il divano, sulla scrivania
Zachr comincia a muoversi pigramente fingendo di cercare la lettera. talmente maldestro che rovescia tutto, soprammobili, tavolini..
Oblomov Qui dentro tutto rotto. Guarda questa spalliera, falla aggiustare almeno!!
Zachr Non l'ho rotta io. S' rotta da s. Non eterna
Oblomov L' hai trovata allora?
Zachr Qui ci sono delle lettere
Gli porge un pacco di fogli spiegazzati e unti
Oblomov No, non sono quelle. Va', va', la cerco da me
Zachr torna contento alla stufa. Sta per sedersi quando Oblomov lo chiama di nuovo
OblomovZachr, Zachr!
Zachr Ah, signoreiddio che tormento. Venisse presto la morte. Che volete ancora?
Oblomov Il fazzoletto. Non vedi? Sono senza. Almeno a questo potresti badare, no?
Zachr E dove l'avete messo? Perdete sempre tutto
OblomovCerca bene. Dov'essere qui. Sbrigati
Zachr Eccolo. Ci siete seduto sopra e poi mi chiedete dov'
Oblomov, seccato, tira fuori dai cuscini su cui sdraiato un largo fazzoletto bianco ricamato, si soffia il naso e poi lo appoggia sul divano. Zachr sta per tornarsene alla stufa, ma Oblomov troppo irritato per il proprio errore per lasciarlo andare senza incolparlo di qualcos' altro.
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Guarda che bella pulizia tieni qua dentro! Sporcizia e sudiciume dappertutto! Tu non fai niente! Per forza che... I lo mi ammazzo di fatica. Pulisco quasi tutti i giorni! Ah, s? E la polvere sui muri?.. E le ragnatele? I muri a Natale! Sempre a Natale. Lo sapete! Qui dentro pieno di cimici e di pulci... in camera tua ci sono anche i topi, li sento. Non li ho inventati mica io! E nemmeno le pulci! Se tu pulissi di pi, spazzassi! Deriva dalla sporcizia. Non l'ho inventata io, la sporcizia! E allora perch nelle case degli altri non ci sono le pulci, n le tarme, n le cimici?... In camera mia ce n' molte! Se tu spazzassi, pulissi. Si riformerebbe il giorno dopo. E tu spazzi di nuovo! Ogni giorno? Pulire ogni giorno? E che vita ? Meglio la morte! In casa dei vicini tutto pulito... questa la casa pi sporca di tutta Pietroburgo! Quelli sono tedeschi! Mi dite dove la piglierebbero la sporcizia i tedeschi? Mangiano anche le croste di pane. Eh, sono tedeschi, si sa! Quando cominci con i discorsi! Btjuska, qualche volta la farei anche! Siete voi che non uscite mai! Mica posso pulire di notte! |
Oblomov Zachr Trifimovic, guarda che bella pulizia tieni qua dentro! Sporcizia e sudiciume dappertutto. Tu non fai niente. Per forza che...
Zachr lo mi ammazzo di fatica. Pulisco quasi tutti i giorni
Oblomov Ah, s? E la polvere sui muri? E le ragnatele?
Zachar I muri a Natale. Sempre a Natale. Lo sapete
Oblomov Qui dentro pieno di cimici e di pulci... in camera tua ci sono anche i topi, li sento
Zachar Non li ho inventati io i topi. E nemmeno le pulci
Oblomov Se tu pulissi di pi, spazzassi. Deriva dalla sporcizia
Zachar Non l'ho inventata io, la sporcizia
Oblomov E allora perch nelle case degli altri non ci sono le pulci, n le tarme, n le cimici?...
Zachar In camera mia ce n' molte
Oblomov Se tu spazzassi, pulissi
Zachar Si riformerebbe il giorno dopo
Oblomov E tu spazzi di nuovo
Zachar Btiuska, ogni giorno? Pulire ogni giorno? E che vita ? Meglio la morte
Oblomov In casa dei vicini tutto pulito... questa la casa pi sporca di tutta Pietroburgo
Zachar Quelli sono tedeschi. Mi dite dove la piglierebbero la sporcizia i tedeschi? Mangiano anche le croste di pane. Eh, sono tedeschi, si sa
Oblomov Quando cominci con i discorsi..
Zachar Btjuska, qualche volta pulirei anche. Siete voi che non uscite mai. Mica posso pulire di notte!
Oblomov Lo sapevo! Sono sempre io che disturbo
Zachar Uscite qualche volta
Oblomov Eccone un'altra. Uscire. Vattene, sparisci
Zachr ritorna contento alla sua stufa e Oblomov sprofonda nuovamente fra i cuscini e cade nel suo solito torpore.
In proscenio da destraAppare un uomo vestito da moderno manager e parla al pubblico con aria complice. Il tono sarcastico, arrogante.
Collega di Filippo Pare che il fenomeno sia sparito. Detto fra noi stavolta ha giocato duro. Ha mirato troppo in alto. (Il bip-bip del cellulare che ha in tasca) S? Adele, chi dovrebbe rispondere al mio cellulare, scusi. Mi dica ma in fretta, non ho tempo. Lo chiede a me? Se non lo sa lei che la sua segretaria! Insomma, come devo dirglielo?, non so che fine abbia fatto il suo ingegner Rendi. So solo che forse sarebbe andato a Lubiana per incontrare qualcuno della Vaclav, in via ufficiosa, per. Nessuna traccia, niente. Ho capito. Naturale che il nostro presidente vuole che per ora non trapeli nulla. Ma quale polizia, quale denuncia? Ma no, tranquilla, che va a pensare. Adele, lei legge troppo gialli. Adesso devo andare, lei faccia come le ha detto il presidente e non si preoccupi. (chiude il telefonino) Mmm, qualcosa di grave devessere successo. Non si sparisce cos, allimprovviso. Che sia finito in una colonna di cemento? Detto fra noi, se lo meriterebbe..
Il collega di Filippo esce di scena. Oblomov si sta scuotendo dal suo torpore e guarda verso Zachr
OblomovZachr! Zachr! La lettera dello strosta
Zachr Ah, signoreiddio che tormento. Btjuska, la lettera non si trova
OblomovNon possibile, cercala meglio
Zachr comincia stancamente a muoversi, rovesciando e inciampando in tutto quello che incontra. Si ferma come colto da un'idea.
ZachrAvete guardato fra i cuscini?
Oblomov fa scorrere pigramente la mano fra i cuscini. Ad un tratto sembra che abbia trovato qualcosa. Tira fuori un libro. Zachr continua a guardarlo con aria di sopportazione
OblomovQuel Penkin! Eppure glielo avevo detto che non avrei letto il suo libro. Ha finto di dimenticarsene e me lo ha lasciato qui
Zachr Forse sperava che voi, per curiosit, lavreste letto
Oblomov Figuriamoci! L'amore di un concussionario per una donna perduta. Donne perdute, delinquenti, ladri, corrotti... Ritratti vivi. Cos li chiama. La sua unica preoccupazione fustigare, disprezzare, condannare. "La vita tale e quale" dice, invece no. Manca proprio quella. Nei suoi racconti non c' simpatia, comprensione, umanit. Non c' vita. La vita, caro Penkin, (Si infervora). La vita!
Zachr Il'ja Il'ic, se non avete bisogno...
Oblomov sembra non aver udito. Zachr lo guarda senza capire
Oblomov Le lacrime invisibili! Ecco cosa manca nei suoi racconti.Povero Penkin!, Gliel'ho detto. Nei vostri romanzi non c' l' uomo, Penkin!, datemi l'uomo e vi legger. Colpite, fustigate pure il vizio, ma per amore, Penkin!, per amore, per carit, non per fare letteratura. Solo allora vi legger. Inutile. Lui scrive. Scrive di giorno, di notte, sempre. Vende la propria intelligenza, mente, deforma il proprio pensiero, cambia opinione, si agita, ribolle, forza la propria natura, povero Penkin
Stremato dalla passione con cui aveva parlato, sprofonda nei cuscini e guarda Zachr che non ha capito nulla.
Oblomov Zachr, cosa fai li impalato? Cosa vuoi?
Zachr Non lo so
Oblomov Va'! Va', sono stanco, lasciami riposare
Zachr ubbidisce volentieri e torna ad abbarbicarsi alla sua stufa.
Dalla platea, una giovane donna in eleganti abiti moderni va in proscenio a passi veloci. Sembra molto irritata
La fidanzata di Filippo Adesso basta. Non lo sopporto pi. Ma come si permette? Coma osa? E sparito da tre giorni e nemmeno una telefonata. Ho deciso. Mi ha stufato. Lo mollo. Avvertire, telefonare, e quando mai! "Cara, devi capire. Tuo padre..." Eccolo l! Mio padre! Lui pensa solo a mio padre, alla sua holding, ai suoiaffari, al suoimpero. Ma che sposi lui allora! Con me ha chiuso. (Il bip-bipcellulare). Eccolo. Finalmente si degnato. Ma adesso mi sente. (investe linterlocutore) Ah, ti sei degnato, finalmente! Sei tu, pap? Certo che sono nervosa. Il tuo carissimo Filippo, nonch mio fidanzato ma solo quando se ne ricorda, sparito. Ah, lo sapevi! Pap, vuoi capire che non me ne frega niente che tu lo consideri un genio, che sta trattando affari delicati e il solito bla-bla che mi rifili perch devi sempre giustificarlo ad ogni costo?... Sei preoccupato? B, io no. Anzi ti dico che domani parto. Maldive. Con Alberto, dieci giorni, un mese, non so, dipende. Alberto un cretino, lo so, ma almeno fa la corte a me e non a te. S, sto calma. E non chiamarmi ciccina! (chiude con un gesto secco il telefonino ed esce di scena)
Oblomov si stiracchia. Zachr sempre immobile, abbarbicato alla sua stufa.
Oblomov Zachr, Zachr, dove sei? Ti si sono seccate le gambe?
Zachr Ah, signoreiddio che tormento! Venisse presto la morte (lo guarda di traverso) Che volete ancora?
Oblomov Uno spuntino, Zachr. Per il pranzo c' tempo. Portami il formaggio avanzato di ieri.
Zachr Che formaggio? Non avanzato niente
Oblomov Come? me lo ricordo bene, era un pezzo cos
Zachr No che non avanzato
Oblomov Va' a comprarlo, allora. Che aspetti?
Zachr I soldi, btjuska. Ormai non ci fanno pi credito. Dobbiamo pagare il macellaio, il panettiere, la lavandaia Vogliono tutti essere pagati
Oblomov Ma non si pensa che ai denari!
Zachr Loro vogliono i soldi
Oblomov Domani, glieli daremo domani
Zachr da un mese che gli dico domani
Oblomov Sempre preoccupazioni!
Zachr E poi... ritornato
Oblomov Chi?
Zachr Mentre dormivate tornato l'amministratore per lo sgombero. Gli serve l'appartamento
OblomovE allora? Vuol dire che ce ne andiamo. Perch mi secchi? la terza volta che me lo dici
Zachr Ma loro seccano me
OblomovDi che ce ne andiamo
Zachr Dice che lo diciamo da mesi, ci d una settimana, e poi chiamer la polizia
OblomovChiami chi gli pare. Ce ne andremo con il caldo. E tu non parlarmi pi dell'appartamento. Te l' ho gi proibito ma tu niente, insisti. Ecco come sei
Zachr Ma che debbo fare?
Oblomov E vuoi saperlo da me? Fa' come ti pare. Cosa c'entro io in tutto questo?
Zachr Ma se ti cacciano e la casa non tua, come si fa a non andarsene? Fosse mia, con gran piacere, btjuska
Oblomov Zachr Trifmovic, sei un uomo velenoso
Le scene patetiche di Oblomov sconvolgono sempre Zachr perch non ne capisce le argomentazioni ma sente solo di essere accusato ingiustamente.
Zachrlo velenoso? Non sono velenoso. Non ho mai fatto male a nessuno. Non ho mai ucciso nessuno
OblomovTu mi avveleni la vita
ZachrNon sono velenoso
OblomovE allora, se non sei velenoso, perch mi perseguiti sempre con l'appartamento?
ZachrMa che debbo fare?
OblomovE che debbo fare io?
ZachrAvevate detto che avreste scritto la lettera allo strosta
OblomovVa bene scriver, ma non adesso cos... di colpo
ZachrAdesso, btjuska, adesso. E meglio
Oblomov Va bene, allora portami da scrivere
Zachr comincia a cercare il materiale muovendosi con la solita goffaggine. Rovescia tutto quello che tocca. Finalmente trova un foglio unto e macchiato e lo porge a Oblomov.
Oblomov E ti pare che possa scrivere qui sopra? L'ho usato per coprire il bicchiere, perch non ci cadesse sopra qualcosa di... velenoso
Zachr risentito, tira su il mento e guarda il muro
OblomovLo vedi? Lo vedi che mi fai? Neanche la carta per scrivere. Non pensi a nulla. E non saresti velenoso, eh?! va'. lasciami solo
Zachr va verso la stufa scuro in volto
Zachr Ah, signoreiddio che tormento. Velenoso io?! Sono un cristiano io. Una parola cos. Mai in casa del vecchio padrone. Roba da dannare
Abbraccia di nuovo la stufa e anche Oblomov si lascia cadere fra i cuscini esausto per la discussione avuta con Zachr.
luci sul soppalco
Qui appare un uomoche sembra un insegnante. Ha in mano dei fogli e sembra che si rivolga a un suo studente
L insegnante Bravo, bravo Rendi. L'analisi storica del fenomeno dei servi della gleba e della Russia dell' ottocento precisa, puntuale e articolata. Ottimo lavoro. Hai fatto molto bene a riferirti a Turgenev, a Puskin e soprattutto a Gogol. Bravo. Hai capito che le letture non necessariamente debbono essere tante ma essenziale che siano giuste. Quanto a Gonrov, al suo Oblomov e all' oblomovismo, mmm...
Il professore se ne sta per qualche istante in silenzio e si concentra su una parte dei fogli che ha in mano. Sembra esitante. Poi finalmente si decide a parlare
Vedi, Rendi, la qualit del tuo elaborato ottima, il lessico, l'esposizione, bravo. Quindi forse non dovrei dirtelo e forse non nemmeno giusto ma... Niente, ne parliamo in un secondo momento, per ora ti dico solo di starci attento. Tutta questa passione, questa enfasi! Non conviene, credimi, non conviene
buio sul soppalco
Oblomov ora seduto su una poltroncina sgangherata, sta scrivendo qualcosa su un foglio, altri fogli sono sparsi disordinatamente sulla scrivania ingombra delle pi strane cianfrusaglie. Ad un tratto si ferma con la penna per aria e sorride da solo come se stesse sognando ad occhi aperti.
Oblomov A questo punto non mi sembra di aver tralasciato niente. Il piano di ristrutturazione dell'Oblmovka completo. Con i contadini non sar facile, all'inizio non crederanno ma poi! Avranno un contratto, un salario, scommetto che non scapperanno pi. finita anche la casa. C'era da pensare solo ai tappeti per lo studio, fatto anche quello. In giardino basta sostituire i meli alle acacie. I tigli e le querce resteranno. Bene. Zachr, Zachr, lo spuntino!
Va a distendersi di nuovo sul divano. Zachr si stacca dalla stufa borbottando sempre le stesse parole.
Zachr Ah, signoreiddio che tormento, venisse presto la morte! E adesso perch vi siete coricato di nuovo?
Oblomov Non vedi che sto pensando?Sbrigati, lo spuntino
Zachr prende un vassoio con un panino rinsecchito ma inciampa e rovescia il vassoio
OblomovNon fai un passo senza rompere qualcosa. Raccogli, no?!
Zachr Dove mai s' visto fare uno spuntino prima di pranzare. Se questo il modo.. E dovete ancora lavarvi
OblomovZachr, preparati. Ho risolto tutto. Vedrai. Quando l'Oblomovka sar a posto potr sposare Olga Sergevna. Andrej star spesso con noi e tu sarai promosso maggiordomo! Zachr, te le immagini le serate in giardino, il suono della balalajka, i giochi dei bambini, le feste nei campi, i contadini che tornano felici alle loro case, la tua livrea nuova, bella fiammante..
Zachr ha intanto trovato il panino e lo ha rimesso sul vassoio. Guarda Oblomov preoccupato. Sembra che voglia dirgli qualcosa ma che non osi.
Zachr Btjuska! (Oblomov ancora immerso nei suoi sogni non gli da retta)Lamministratore tornato. Dobbiamo sgomberare subito, rivuole lappartamento.
Oblomov Che uomo velenoso sei, Zachar Trifimovic!
Lannuncio di unennesima scena patetica, per lui incomprensibile, getta Zachr nello sconforto
Zachr Velenoso io? Non sono velenoso, sono un cristiano io
Oblomov E allora perch mi perseguiti sempre con l'appartamento? Ti avevo proibito di parlarmene
Zachr Ma che debbo fare btjuska? La mia vita gi cosi amara. Ho un piede nella fossa
Oblomov Nooo! Sei tu che mi ci vuoi mandare, nella fossa. Dillo che ti sono venuto a noia! Che hai deciso di farmi morire. Che ti ho stufato
Zachr Non io, loro, non io. Vivete sano, per carit. Cento anni
Oblomov Almeno hai pensato a quello che significa sgomberare? Confusione, mucchi di roba ovunque
Zachr Ho pensato che, faccio tutto io. Senza di voi. Voi uscite. Andate a uno spettacolo o altro e io sgombero
Oblomov Ah! questo che mi vuoi fare? Devo uscire. Andare in giro per tutto il giorno. E non ti importa niente che non posso riposare, di cosa mangio... Ti indifferente
Zachr Ma solo una giornata
Oblomov Solo una giornata dici? E l'adattamento alla nuova casa? A quello non pensi? lo non potr dormire almeno per cinque notti
Zachr Ma gli altri lo fanno per. Qualcuno anche spesso. Pensavo che se lo fanno gli altri
Oblomov(lo guarda allibito) Gli altri, eh! Bene, adesso so cosa pensare... Lasciami solo. Gli altri, ecco cos'. Adesso capisco. Io o "gli altri", per te..
ZachrMai, mai btjuska ho pensato di paragonarvi, nella mia vita, mai! Dio m' testimone. Mai!
Zachr torna avvilito alla sua stufa
Oblomov (borbotta fra s, risentito) No. Non ci posso credere. Si sar confuso. Lo interrogher meglio. Devo sapere. Ha detto proprio cos gli altri!, come ha potuto? Ormai la giornata persa, non me la sento pi di mettermi al lavoro. E io che pensavo di rivedere i conti, di scrivere allo strosta... No, ormai non posso pi. Gli altri, eh? Io o gli altri, per lui...
Oblomov si lascia sprofondare nuovamente fra i cuscini e cade nel suo solito torpore semibuio
da sinistra appare in proscenio una signora elegante in abiti moderni e dallatteggiamento compassato e autoritario
La madre di Filippo Pare che mio figlio sia scomparso. E figuriamoci che novit!, come se non lo conoscessi! Detto fra noi, lui non normale. Testa fra le nuvole. Io non mi preoccupo. Lo conosco troppo bene. Lui un eccentrico. Irascibile, un caratteraccio. Buono, quello s. Filippo buono danimo, ma, per il resto... Studioso, s. Sempre promosso. Il suo problema che, mi spiace dirlo perch mio figlio, fin da piccolo, o si metteva a cavillare, a protestare, a litigare per ogni piccola cosa, oppure se ne stava chiuso nella sua stanza per giorni. Lui lo spirito di contraddizione in persona. Io glielho sempre detto, Tesoro, se non cambi carattere non farai mai carriera, tutti ti allontaneranno, ti eviteranno. Con te ci vuole una pazienza infinita e non sempre basta
La madre di Filippoesce di scena. Oblomov sta russando sonoramente. Zachr accanto al letto e lo sta scuotendo energicamente.
Zachr ll'jia ll'ic, alzatevi
Oblomov Mmmm, va' via
Zachr Mi avete ordinato di svegliarvi alle quattro
Oblomov Ritiro l'ordine, vattene
Zachr No, che vergogna questa
Oblomov Va bene, hai fatto il tuo dovere, adesso vattene
Zachr No, poi vi arrabbiate con me perch non vi ho svegliato
Oblomov Ancora due minuti. Che sono due minuti ?! (T orna a ronfare)
Zachr Guardalo! Dorme come un ceppo di legno. Ma perch sei venuto al mondo? Alzati. Ti ho detto, alzati
Oblomov Come?
Zachr Alzatevi. Ho detto alzatevi
OblomovNo. Tu mi hai parlato villanamente. Sento tutto, sai?
ZachrSognavate. Lo giuro. E poi fra poco ritorneranno
OblomovChi? Chi ritorner?
Zachr Il vostro amico, Andrej Ivanyc Stolz. Con lui c' anche...
OblomovChi? Chi c'? Parla Zachr
ZachrOlga Sergevna
Oblomov balza a sedere. Sembra sconvolto
Oblomov Olga? Olga qui? E tu l'hai vista? Dimmi come sta? Sta bene? Olga... Olga..
ZachrBene, mi parso. Loro sono venuti a prendervi. Andrej Ivanyc mi ha detto di prepararvi il bagaglio. Lui ve l'aveva detto che sarebbe venuto a prendervi. Si vede che la signorina non ha voluto aspettare
Oblomov No, non sono degno. Non voglio che mi veda. Non sono degno del suo amore. Va', corri Zachr. Va'...
ZachrBtjuska, Andrej Ivanyc lo conoscete. capace di portarvi via a forza
OblomovAndrej, mio caro amico. Non merito la sua amicizia. Ormai finita. E troppo tardi. Diglielo Zachr, corri da lui. Non voglio che mi vedano. Corri
ZachrBatjuska..
Oblomov Digli che cos mi uccide. E troppo tardi. Sono malato. Sono io stesso la mia malattia. Loro capiranno. Corri
Zachr esce di scena mentre Oblomov colpisce i cuscini con un pugno e nascondendo il viso fra le mani, piange.
luci sul soppalco
riappare il ragazzo con il libro in mano che ora chiuso.
Lo studente Filippo Alla tematica sociale dei servi della gleba si riallaccia uno dei maggiori capolavori della letteratura russa dell' 800, o meglio della letteratura mondiale di tutti i tempi. Infatti ormai universalmente riconosciuto che Oblomov, l'opera immortale scritta da Gonarv, oltrepassa i limiti legati al suo pur altissimo valore sociale. Oblomov sar vivo in eterno. Dall'apparente e tuttavia analiticamente esatta equazione: oblomovismouguale inerzia assoluta, totale e volontario ottundimento, con il conseguente rifiuto del pi piccolo atto che alteri questo stato, salta fuori una energia vitale e una forza morale di rara potenza. L'obiettivo : lasciare incorrotto, incontaminato il cuore. Il prezzo : la totale sconfitta sul reale vissuta e perseguita attimo dopo attimo fino alla morte. Oblomov l'eroe dell'assoluto perch intende che tutto della sua vita resti intatto. Per far questo Oblomov devenecessariamente delegare ogni azione alla dimensione del sogno. Egli consapevole che ogni trasferimento sul reale comporta necessariamente la frantumazione, la contaminazione dell'anima, la degenerazione e la decomposizione dei sentimenti pi nobili come l'amore e l'amicizia. In Oblo
Le luci si spengono di colpo. L'impressione che qualcuno abbia voluto togliere la parola al giovane e appassionato studente.
SCENA II
Un moderno ufficio, un computer, carte varie... Un giovane uomo dallaria risoluta passeggia nervosamente su e gi. Sta leggendo attentamente dei fogli. Entra Adele, la perfetta segretaria, con una pila di carte fra le braccia, lo vede, strabuzza gli occhi e lascia cadere tutto a terra.
Filippo Adele, attenta, ma che fa?
Adele (balbetta) In, in, ingegnere, ma, ma, lei?!
Filippo E chi dovrebbe essere, scusi,sembra che abbia visto un fantasma
Adele No, no, s, che lei, lei
Filippo Io cosa, Adele?
Adele parla in fretta, si agita, si confonde, sembra non connettere
Adele Finalmente! Che felicit!, Sapesse che angoscia! Dappertutto, Parigi, Londra, Lubiana, niente. Dio ti ringrazio!, oramai, sembrava, cera da pensare, troppo a lungo, di tutto, si pensava di tutto
Filippo Adele, si calmi, che le succede? Non sto capendo niente
Adele Ecco si pensava a un rapimento, un incidente, un omi
Filippo Aspetti, Adele, si tranquillizzi e mi racconti tutto. (Le avvicina una sedia) Intanto si sieda, qui, accanto a me
Adele S, s, grazie, accanto a lei. Grazie ingegnere. Dio sia lodato, che angoscia!
Filippo Ricapitoliamo. Mi dica, con calma per
Adele Certamente, con calma. Ah, come sono felice! (lo guarda sorridendo in silenzio)
Filippo Adele, mi dica, per favore!, mi faccia capire
Adele Scusi, scusi, ma che, insomma, lei mi appare allimprovviso e..Non pu nemmeno immaginare la preoccupazione. Si pensava a un incidente, un rapimento, un omic..
Filippo Ho capito, ma di chi? Chi era stato rapito o ucciso?
Adele (seria, risentita)Poteva dirmelo, per. Non lo avrebbe saputo nessuno, poteva fidarsi. Almeno di me!
Filippo Che significa, Adele?, certo che mi fido di lei, di che cosa mi sta rimproverando?
AdeleNo, no, non mi permetterei mai!, ma lei era scomparso e
Filippo Ah!, e dunque lei mi sta dicendo che io ero scomparso e che lei pensava che avessi avuto un incidente o che ero stato rapito o persino ucciso, dico bene?
Adele S, s, ingegnere, unangoscia!, noi
Filippo Noi?, noi chi?
Adele Ma come, ingegnere? Tutti! Stavamo impazzendo tutti. La sua fidanzata, sua madre e soprattutto suo suocero. Ehm... il nostro presidente
Filippo Adele, ora si calmi, si concentri e mi racconti tutto, ma dallinizio
AdeleL'abbiamo cercata ovunque, Parigi, Roma, Londra, Lubiana.. Sembrava essere sparito, volatilizzato
Filippo (cerca di non contraddirla troppo) Ah, cos. E quando sarei sparito?
Adele Ma, ma tre giorni fa, ingegnere, perch?, non lo sa?
Filippo Io sarei sparito tre giorni fa, tre
Adele Esatto, tre. Ma perch me lo sta chiedendo?
Filippo Adele, mi ascolti, ora sono qua, accanto a lei. Mi vede? Mi tocchi, per favore
Adele (intimidita) No, non necessario, la vedo benissimo, davvero, benissimo
Filippo Daccordo, fin qui ci siamo. Sa che facciamo ora io e lei?
Adele(sempre pi intimidita) Io e lei? S, che facciamo ingegnere?
Filippo Chiamiamo il nostro bravo dottor Augelli. Magari stato per la pressione, con questi sbalzi di temperatura, questa maledetta aria condizionata, sempre al massimo
Adele(allarmata)Che pressione?, Che temperatura? Perch?, non si sente bene, ingegnere? Lo sapevo che le era successo qualcosa
Filippo Adele, cara Adele, lei sa quanto le sia affezionato
AdeleEhm, anchio, anchio, glielo giuro! Lei il miglior capo, mai e poi mai potrei tradire la sua fiducia, ehm
Filippo Lo so e la ringrazio per questo, ma ora mi ascolti. Chiamiamo il dottor Augelli che le misurer semplicemente la pressione, solo la pressione
Adele A me? Perch a me? Certo rivederla cos dun tratto, dopo questi terribili giorni..No, no. Grazie ingegnere lei molto gentile, sempre molto gentile con me, ma sto benissimo, mi sento benissimo, grazie. La mia pressione a posto
Filippo Va bene, ma stia calma. Per ora niente dottor Augelli. Cerchiamo allora di capirci qualcosa, io e lei insieme, con molta calma, la prego
Adele S, s, molta calma. A sua disposizione, Filippo, ehm, scusi, ingegnere
Filippo Filippo, Filippo, va benissimo, ci mancherebbe, ricapitoliamo. Lei mi stava dicendo che io sono sparito per tre giorni e che mi cercavate tutti
Adele Tutti, persino il dottor Stefani
Filippo S, s, ma lasci perdere quellindividuo molesto. E dunque, visto che ero sparito, avevate sospettato che io avessi avuto un incidente o che fossi stato rapito o addirittura ucciso. Pi o meno, questo
Adele E questo, ingegnere, ehm, Filippo
Filippo (soddisfatto)Bene, finalmente ci siamo, ora tutto chiaro
Adele (sconcertata)Chiaro. Che cos chiaro?
FilippoMa certo, cara Adele! Mi stia a sentire, le spiego cos successo. Poco fa, per il superlavoro, colpa mia, lei ha avuto un improvviso colpo di sonno e ha fatto un sogno che poi si trasformato in un terribile, spaventoso incubo
Adele (si agita sulla sedia)Che mi sta dicendo ingegnere?
Filippo Ma niente, si sieda, la prego!, stia calma. Ora le spiego. Lei ha solo avuto un banalissimo anche se terribile incubo. In quellincubo lei, giustamente, mi ha tolto di mezzo, ehm, mi ha fatto sparire per tre giorni, cos come le suggeriva il suo desiderio inconscio di riposo, poi per si pentita, si preoccupata, ed ecco che si angosciata e quindi il rapimento, lincidente, addirittura il mio assassinio. Il tutto sar durato qualche minuto o forse solo qualche secondo, non di pi, mi creda. Capisce ora?
Adele (cerca di alzarsi dalla sedia, ma Filippo la costringe a rimanere seduta) Per favore ingegnere, non possibile, non dica questo
Filippo Va bene, non insisto, lasciamo perdere. Vedr che con qualche giorno di meritato riposo andr tutto a posto
Adele (offesa) Se lei pensa che io, allimprovviso, mi sia messa a dare i numeri
Filippo Macch numeri, cara Adele! Le ripeto, il superlavoro, lo stress, lei ha avuto solo un banalissimo incubo
AdeleNon pu essere ingegnere, perch se cos, allora stato un colpo di sonno, un banalissimo incubo, come dice lei, collettivo. Scusi, chiami il dottor Stefani. Ora nel suo ufficio. Lo chiami, la prego!
Filippo Adele, lasciamo perdere quella serpe velenosa di Stefani. Lo dico per lei. Non pubblicizziamo questo piccolo incidente. Quel tipo capace di inventarsi chiss cosa su di lei per danneggiare me. Accusando lei di un momento di, assenza, vogliamo chiamarlo assenza?, potrebbe spargere la voce che lei inaffidabile e tentare di privarmi della sua preziosissima collaborazione, (allusivo) e lei sa bene a cosa mi riferisco
Adele (disperata) Allora chieda a sua madre, alla sua fidanzata
Filippo Ma nooo! Non ingigantiamo la cosa. Voglio che questo piccolo incidente rimanga un segreto fra me e lei. Solo un piccolo segreto, fra me e lei. Ha capito? Lei mi in-di-spen-sa-bile, lavoriamo insieme da molto tempo
Adele Cinque anni e ventidue giorni, esatti
Filippo Esatti, appunto. Ora mi ascolti bene. La realt, al di sopra di ogni possibile dubbio, che io sono-sempre-stato-qui. Sono arrivato stamattina, come al solito alle nove, abbiamo lavorato insieme alla pratica della vaclav, poi lei andata nel suo ufficio e io sono rimasto in studio, prima per ho bevuto il mio solito caff delle dieci, guardi!, la vede la tazzina ancora sulla mia scrivania? Se la tocca, vedr che ancora tiepida
Adele sconcertata. Fissa la tazzina sulla scrivania, allunga la mano quasi per toccarla, poi il suo sguardo oscilla fra la tazzina e Filippo. Le sta venendo il dubbio che davvero pu aver sognato tutto, in effetti la tazzina sulla scrivania sarebbe una prova inconfutabile
Adele Oddio! Lei crede davvero che io?, un incubo, un sogno. Non possibile. Non ci posso credere. Povera me, che mi sta succedendo?
FilippoCalma, mia cara,ci sono io con lei.Sono cose che possono capitare a tutti. In confidenza, anchio una volta, tanto tempo fa. Ero ancora un ragazzo e a un tratto, non so come, stavo leggendo un libro, il mio preferito, e mi sono addormentato, cos, di botto, senza accorgermene, e ho sognato, ho creduto che (pausa, Filippo sta pensando a qualcosa di molto lontano nel tempo, poi si riprende). Niente, niente, pensiamo a lei adesso. Una settimana, no, tre giorni, tre giorni di ferie e andr tutto a posto. Va bene?
Adele Ma, ma, com potuto succedere?, non possibile, non ci posso credere
Filippo La tazzina, Adele
Adele (guarda come ipnotizzata la tazzina sulla scrivania) La tazzina. Io, io non
Filippo Siamo daccordo allora? Adesso vada a casa, qui finisco di sbrigarmela da solo e ci vediamo fra tre giorni. Tre, mi raccomando
Adele (disorientata) Tre, certamente, non si preoccupi. Ehm, grazie ingegnere e, mi scusi, sono davvero mortificata
Filippo (accentua il tono artatamente confidenziale)Non ci pensi pi Adele, stata tutta colpa mia. Noi due siamo stakanovisti, e, a un certo punto, succede che si pu anche crollare, non le pare mia cara? Adesso per vada a casa, si distragga, riposi e ci vediamo fra tre giorni
Adele esce barcollando. Filippo resta solo. Sorride pensando al piccolo incidente e va alla scrivania. Si siede e si stiracchia
Filippo) Uffa!, che pazienza con questi dipendenti! (Scopre, fra le carte, un libro piuttosto malridotto) Toh! Il mio vecchio Oblomov, ma da dove salta fuori? Credevo di averlo perso molto tempo fa. Com finito qui?, Boh?, si vede che oggi il giorno delle apparizioni miracolose
Filippo, rilassato, apre il libro.
luci sul soppalco
appare un uomo vestito come un nobile russo dell ottocento, Andrei Ivanyc Stolz, lamico di Oblomov
Andrei Ivanyc StolzVoi mi chiedete perch io, Andrei Ivanyc Stolz, lo ami ancora. Io lo amo perch Oblomov ha qualcosa di pi prezioso dell'intelligenza: un cuore onesto e fedele. vero, non ha resistito agli urti, si raffreddato e poi addormentato fino ad annientarsi. A morire. Ha perso la forza di vivere ma non ha perduto l'onest e la fedelt. Il suo cuore non ha mai dato una nota falsa. Oblomov non si mai inchinato alla menzogna, alla falsit. Un'anima cristallina, trasparente, incorruttibile. Di lui ci si pu fidare sempre. Gli uomini come lui sono rari. Perle nella folla. Ho conosciuto uomini di grandi qualit ma nessuno semplice e luminoso come lui. Dopo averlo conosciuto, non si potr mai smettere di amarlo
buio sul soppalco
Filippo, sta ancora leggendo. Entra in scena il collega Stefani. Ha latteggiamento di chi sicuro di non trovare nessuno nella stanza e vuole farla da padrone. Sobbalza appena vede Filippo e cerca di darsi un contegno.
Stefani Tu?
Filippo Perch?,chi credevi che ci fosse nel mio ufficio?, tu piuttosto cosa sei venuto a fare con la tua solita aria furtiva e misteriosa
StefaniTi vedo bene, rilassato, disteso
FilippoSto benissimo, grazie, allora?
StefaniEhm, niente, ti cercavo e
Filippo Mi hai trovato. Che vuoi?
StefaniBe io, ehm, passavo di qui e
Filippo E volevi dare una sbirciatina alla pratica vaclav
Stefani Ehm, non per farmi gli affari tuoi ma
Filippo(irritato) Stefani, oggi non sono in vena, dimmi che vuoi e poi sparisci alla svelta
Stefani Ma niente voglio!, che vai a pensare?, ero preoccupato
Filippo Di che?, tranquillo. Laffare vaclav andr in porto, non mi serve il tuo aiuto
Stefani (sibillino) Beh, stavolta hai giocato duro, ammettilo, e sai che con quelli non c da scherzare. Ma, se tu volessi, con le mie vecchie conoscenze, potrei proteggerti le spalle, basterebbe una mia parola e
FilippoE grazie no.Tientele per te le tue vecchie conoscenze, anchio ho le mie e comunque, se permetti, a me penso io. Insomma, mi dici che vuoi, che sei venuto a fare?
Stefani Ma niente, te lho gi detto, solo che se tu ti rendessi conto del grave pericolo che
Filippo Non insistere!, e adesso ti decidi a dirmi che sei venuto a fare nel mio ufficio?
Stefani Rendi, non fare finta di non capire. Tu non ceri ed era logico che io e anche gli altri
Filippo (fra s, allarmato)Ma che storia ?, unepidemia?
Stefani Che epidemia?
Filippo (si controlla, ora vuol sapere)Ehm, niente, niente, parla
StefaniFilippo, a me puoi dirlo, sono tuo amico, ma che hai combinato? Ti abbiamo cercato dappertutto, Parigi, Londra, Lubiana, il nostro presidente, la tua fidanzata, tua madre, ehm, io, senza parlare poi della tua fedelissima Adele che sembrava aver perso la ragione. Si temeva un incidente, un rapimento o persino che, hai capito, no? E tu che fai? Te ne vai senza dire niente e torni dopo tre giorni, dico tre giorni, cos, bello fresco, sereno e, magari, dopo che te la sei spassata, in incognito, chiss dove e (allusivo) con chi. Se tu non fossi il quasi genero del nostro presidente, vorrei proprio vedere!, lavessi fatto io, sarei stato gi licenziato in tronco. ( Con tono complice) Allora, dimmi, sai che sono una tomba e che (si interrompe nel vedere il pallore di Filippo) Ehi Rendi, ehi, Filippo, rispondimi! (gli tocca la fronte) Caspita, gelato. (urla) Adele!, Adele, presto, venga qui!, Anzi no. Chiami subito il dottor Augelli, presto!, il dottor Augelli, ora!
Stefani si allontana per chiamare aiuto, Filippo resta solo, sembra svenuto.
semibuio
Dopo poco si riprende e, come in trance, tira fuori dalla tasca della giacca un fazzoletto e se lo passa sul viso. Vediamo che identico al grande fazzoletto bianco di Oblomov
Buio
luci sul soppalco.
Riappare la sedia dello studente Filippo.
Stavolta vuota.
FINE


