HO PERDUTO MIO MARITO
Commedia in tre atti
di GIOVANNI CENZATO
PERSONAGGI
CONTE GIULIANO ARENZI
DOTT. MATTIA RICCI
ING. CARLO ZANNI
AVV. ALBERTI
RAG. MARIANI
IL DIRETTORE DALBERGO
IL CAMERIERE
VALENTINA
ADELE TORRANI
CECILIA TORRANI, sua figlia
PEPPINA
Il primo e il terzo atto in campagna; il secondo a San Remo.
Commedia formattata da
ATTO PRIMO
La sala a terreno in una villa di campagna. la tipica dimora d'un appassionato amatore dei campi. Signorilit, eleganza, ma non raffinatezza. Buon gusto, semplicit, sano godimento di libert e di quiete. La comune, in fondo, spalancata, come le due finestre laterali, al sole, e grondante di verde. Porte ai lati. Un tavolo, delle poltrone. Un fucile da caccia appoggiato presso la porta. Un carniere e un cappellaccio sul tavolo.
(All'alzarsi della tela la scena vuota, ma entra subito dalla comune Mattia, in abito da turista. un po' stupito di non trovare nessuno e mostra di essere di casa. Dopo un po' si guarda attorno, prende un bastone che in un angolo e batte fragorosamente due o tre colpi sul tavolo).
Peppina - (accorrendo spaventata dalla porta di sinistra) Misericordia!... Cosa succede?... Ah!... Il signor dottore!
Mattia - Oh! Se Dio vuole si vede qualcuno... A momenti prendevo il fucile e mi mettevo a sparare...
Peppina - Ma, io non ho sentito nulla... Ero in cantina... Ci sono gli operai per il calorifero.
Mattia - mezz'ora che vado dentro e fuori chiamando. Dov' Giuliano?
Peppina - Dorme.
Mattia - (stupito) Alle dieci?!
Peppina - Eh? Stamane andato a caccia. tornato un'ora fa. M'ha detto di svegliarlo per la colazione... Adesso si sar svegliato!
Mattia - Eh gi! Cosa voleva? Una cannonata?!
Giuliano - (entra da destra, gioviale a Mattia) Hai finito di fare il terremoto?
Mattia - Ah! Mi hai sentito?
Giuliano - Alla grazia!
Mattia - E non potevi darmi una voce?
Giuliano - Io t'avrei dato una bastonata se mi fossi stato a tiro! Accidenti! Dormivo cos di gusto!
Mattia - Potevi affacciarti... Sarei stato zitto!
Giuliano - No... Invece ho voluto vendicarmi facendoti perdere del fiato, almeno, mentre mi vestivo. (Altro tono) Come stai, caro matto?
Peppina - (esce).
Mattia - Benissimo, e tu?
Giuliano - Lo vedi. Benone! Ti fermi a colazione con me?
Mattia - Grazie, ma devo ripartire subito.
Giuliano - C' qualche cosa di urgente?
Mattia - No: ho comperato un'automobile e l'ho provata facendo una corsa fino da te.
Giuliano - Gentile... E dov' la macchina? L'hai gi fracassata?
Mattia - No. L'ho qui.
Giuliano - Che macchina ?
Mattia - Un'occasione.
Giuliano - L'occasione mia di averti riveduto con tanto piacere.
Mattia - Se aspetto che tu venga in citt!
Giuliano - Ma se non ci torno pi! Te l'ho detto!
Mattia - Non farmi ridere, va l.
Giuliano - E come no? Sto tanto bene qui... I miei libri, la mia caccia...
Mattia - Anche d'inverno avrai la caccia?
Giuliano - Toh! Le anatre!
Mattia - E le oche uso Cecilia, con quel grosso occo maschio di sua madre!
Giuliano - Cecilia un'amabile ragazza, semplice, fresca...
Mattia - Fa piacere! una primitiva, con una educazione tutta da rifare!
Giuliano - Se per quello, le signorine di citt sono da rieducare con maggior urgenza di lei!
Mattia - Ma ne sei innamorato?
Giuliano - Te lo metti in niente tu, questo.
Mattia - No, l'avr in mente lei, e sopratutto sua madre. E questa sar la tragedia. Tu finirai per sposarla e ci deplorevole. Un uomo come te, con un passato brillante e un avvenire che potrebbe essere pi brillante ancora. ..
Giuliano - (giocondo) Eh! quante stupidaggini!
Mattia - Ma via! I tuoi amici non vogliono perderti!
Giuliano - Non hanno che da venir qui! Guarda quanta bella roba c' intorno! Pace, tranquillit, silenzio. E poi ve n'accorgete a-desso? Sono due anni che vivo in questo angolo di paradiso. Guarda: ho fatto fare l'impianto del termosifone per starci comodamente anche l'inverno. Ti avverto che se sei venuto alle volte per convertirmi, hai buttato via il tempo, la benzina, l'olio e le gomme...
Mattia - Insomma, questa tua clausura ridicola. Tu finirai per incretinirti.
Giuliano - Ci assomiglieremo...
Mattia - Finirai per sposare Cecilia. Ed naturale! Non vedi altre donne!
Giuliano - Pfau! Le donne, meno si conoscono, pi si amano. O poi chi ti dice che non veda delle belle donne io? Giusto ieri ne ho vista una di quelle... (Come parlando a se) ... Veramente carina!
Mattia - Sono indiscreto se ti domando chi ?
Giuliano - Eh! La conosci!... Valentina, mia cugina.
Mattia - Ah! Graziosissima! Ma non in viaggio di nozze? S' sposata tre giorni fa, mi pare...
Giuliano - Ebbene?... Tu che dici!.. Fin le sposine di tre giorni vengono a vedermi! E poi neghi il mio stato di grazia!
Mattia - venuta con suo marito?
Giuliano - stato cos: mi sono sentito chiamare al telefono dal Grand Hotel a Firenze. Era lei che mi salutava, di passaggio. Mi ringraziava del dono che le avevo inviato...
Mattia - Veramente bello! L'ho visto!
Giuliano - Duemila lire, fa niente. Meglio un regalo agli altri che le nozze per s... E mi rimproverava di non essere andato alla cerimonia.
Mattia - stata un'altra tua stravaganza.
Giuliano - Stravaganza? Prima di tutto non sapevo nemmeno che fosse fidanzata.
Mattia - Te l'ho detto io due mesi fa...
Giuliano - Ah s? Non vi ho fatto caso... Divento sempre pi...
Mattia - ... Orso...
Giuliano - No... Gi d'esercizio... Arrivare in citt, aprire la casa per vestirsi in etichetta, per dormirvi... Che! Che! Che! Un regalo, un telegramma... E passa la paura...
Mattia - Perch? Hai paura a rivedere il mondo?
Giuliano - Fa piacere!... (Pausa) Ti dicevo... M'ha telefonato... Evviva, auguri, saluti... Poi mi fa: Non senti nemmeno il desiderio di vedermi? Non potresti fare un salto? . Mi capirai... Venti minuti, con la macchina... Non ho saputo dire di no...
Mattia - E ci sei andato?
Giuliano - Gi!... Ma quando sono giunto all'albergo l'ho trovata che pestava i piedi, al solito impaziente... Che so io? Il treno che partiva... Il marito che non arrivava perch aveva dovuto andare per un certo visto ai passaporti. Mi disse che andavano a Parigi per la Riviera...
Mattia - Allora non hai visto lui?
Giuliano - Mentre parlavamo, lui le telefon di raggiungerla subito alla stazione altrimenti avrebbero perduto il treno. Lei mi conged in fretta...
Mattia - Dovevi accompagnarla!... Scusa, ma non sei gentile. Avevi la macchina...
Giuliano - Bravo! Ne aveva una anche lei... O meglio era d'un conte che mi present anche, amico del marito, che so? E fil via...
Mattia - Un'apparizione...
Giuliano - (senza importanza) Gi!
Mattia - Convieni che molto carina.
Giuliano - Oh! Ne convengo.
Mattia - Ma tu finirai per sposare Cecilia, la rustica.
Giuliano - Ma finiscila, sciocco! Che io non mi sposer mai! Sono un pacifista, io!
Mattia - E tu credi che madre e figlia si siano allogate nella villa vicina alla tua, tutto l'anno, per che cosa?
Giuliano - Sono sempre vissute in campagna...
Mattia - Perch non hanno i soldi di vivere in citt.
Giuliano - Fa piacere! Sono di una famiglia distinta... Lei vedova d'un senatore... Ed hanno un ricco zio a Lione presso il quale si recano due o tre volte all'anno... (Pausa) Sono delle vicine cordiali, premurose... Non vorrai mica che prenda Peppina per conversare! E poi io non ho mai pensato a ci che tu dici. Non ne sento parlare che da te. Loro non ne parlano di certo.
Mattia - Ma sperano... (Guardando fuori) Eccole... Vengono qui...
Giuliano - Rincasano, e passando davanti...
Mattia - ... t'insidiano alle spalle...
(I due sono andati sulla soglia).
Giuliano - (verso l'esterno, prima che appaiano le donne) Signore...
Mattia - (saluta anche lui).
Adele - Caro signor Giuliano... (A Mattia) Oh!... Il dottore... La rivedo volentieri...
Mattia - Signora...
Cecilia - Buon giorno, signor dottore... (conversa con Mattia).
Adele - (entrando con una certa confidenza, ma mista a un certo sussiego) Giuliano, ci offrite il solito aperitivo?
Giuliano - Va da s, signora... S'accomodi signorina Cecilia...
Adele - (accomodandosi su di una poltrona) Auff... Siete stato a caccia, nevvero? Buona, ho sentito... E... quando le mangiamo?
Giuliano - Che cosa?
Adele - Le pernici.
Cecilia - (venendo presso Giuliano) Ci siamo informate prima da Peppina. Tredici pernici. Lei un cacciatore meraviglioso!
Adele - Ah! S! Anche il mio povero marito aveva questa passione. E mio padre poi!
Mattia - (a parte, a Giuliano) E tu speri di salvarti da una simile dinastia di cacciatori? Disgraziato! (Torna a discorrere con Cecilia).
Adele - (chiamando a parte Giuliano) Giuliano...
Giuliano - Dica, signora.
Adele - Vi restituisco il libro che avete prestato a mia figlia. Vi avverto per che non mi piaciuto.
Giuliano - No?
Adele - Siete un giovane cos simpatico, gioviale, e avete una biblioteca malinconica...
Giuliano - Malinconico questo libro? Balzac? La donna di trent'anni ?
Adele - Mi riferisco anche ad altri... Voi non sapete dare ad una figliola quello che si dice il libro eloquente...
Giuliano - Eloquente?
Adele - Ma s... Comprendetemi... (Pausa) Gi: voi siete un ostinato nemico delle donne... Ma io vi guarir!
Giuliano - Nemico? No... Le lascio stare... Sono come la Divina Commedia a rovescio: si comincia col Paradiso, il fidanzamento; il Purgatorio, il matrimonio; poi l'Inferno, la vita coniugale...
Adele - Ma via! Questa vostra una posa... Avete avuta qualche delusione?
Giuliano - No... Ma bastano sempre quelle degli altri...
Adele - Sicch non vi sposerete?
Giuliano - Ci penser... Al matrimonio non si pensa mai abbastanza... Vedete Fontanella: si spos a ottant'anni e trov ancora il tempo di pentirsene... (Continuano a bassa voce mentre Mattia e Cecilia che sono venuti frattanto verso il proscenio, discorrono come in appresso).
Cecilia - Ti assicuro che non ho potuto... La mamma volle assolutamente venire anche lei...
Mattia - No... Tu sei cambiata...
Cecilia - Non dirlo, caro!... Piuttosto vorrei che cambiassi tu...
Mattia - Io?
Cecilia - Amandomi di pi.
Mattia - E come?
Cecilia - Perch ron mi porti via? Perch non ci sposiamo?
Mattia - Aspetta...
Cecilia - Aspettare!... Per voialtri uomini aspettare vuol dire godere, per noi donne soffrire...
Mattia - Mia cara... Te l'ho detto: io bisogna che mi abitui un po' alla volta ad amare tua madre... S, voglio dire, a sopportarla... una cosa difficile, sai?... Soltanto quando mi sentir abbastanza forte per pensarla suocera, ti far mia moglie. Ma tu zitta, altrimenti se ella intravede in me una speranza, fa come con quel povero Giuliano che non potrebbe essere pi prigioniero...
Adele - (chiamando) Dottore!...
Mattia - Signora!
Adele - Mi raccomando... Non mi scandalzzi mia figlia... Lo so che lei un volterriano...
Mattia - (ride) Di questi tempi?! Ma oggi un volterriano vale una moneta fuori corso... Buona per i musei...
Giuliano - Peppina! (Va verso la porta di sinistra) Peppina!
Peppina - (comparendo) Comanda?
Giuliano - Il solito vermouth, diamine!
Peppina - Subito! (Va alla dispensa, estrae la bottiglia, il vassoio, dispone sulla tavola tutto, mentre il dialogo prosegue).
Mattia - (rientrando in gruppo con Cecilia) Se le pernici avessi avuto la finezza di ammazzarle tre giorni fa, oggi erano in punto, ed io potevo magari cedere alla tentazione e restare...
Cecilia - (a Mattia) Torni dopo domani...
Adele - (severa, richiamando Cecilia) Cecilia? Vuoi far tu gli inviti?
Giuliano - Oh! Signora! In questo caso ella non che una amabile interprete!
Mattia - (guardando Cecilia di soppiatto) Se i miei affari me lo permettessero, verrei qui tutti i giorni...
Adele - Un medico, gi, non ha mai orari...
Giuliano - (scherzando) Aggiunga che se egli abbandona gli ammalati, quelli guariscono, e allora come vive lui?... (Lo abbraccia) Va l! Fermati oggi a colazione!...
Adele - Ma s... Se il dottore vuol favorire. (A Giuliano) Invitate pure anche lui!...
Giuliano - (come si risovviene una cosa) Ah! Gi!... Che sciocco! Scusate!
Mattia - Sei invitato da loro oggi?
Giuliano - Gi... (Marcando le parole) Non te l'ho detto anche prima?
Mattia - S, s... (Accomiatandosi dalle signore) I miei ossequi... Signorina, arrivederla...
Adele - Buon giorno, dottore...
Cecilia - Arrivederla... Buon viaggio! (Altri saluti scambiati a soggetto).
Giuliano - Ti accompagno fino alla macchina.
Adele - (a Peppina che entra per portar via i bicchierini) Dite un po', Peppina... V' riuscita quella cosa?
Peppina - (soprapensiero) Quale?
Adele - (a Cecilia) Va pur fuori, cara. Non amo che tu ascolti ci che dico a Peppina.
Cecilia - S mamm!... (Esce: la si vedr poi dalla comune in giardino appena fuori, salutare col fazzoletto Mattia).
Adele - Non siete riuscita a sapere chi era quella signora per la quale fece quella scappata, eri sera a Firenze, cos precipitosa?
Peppina - Gliel'ho detto... Una sua cugina... (Marcando le parole) Sposata...
Adele - (sospirando) Alla grazia! Le donne maritate! Buone quelle!
Peppina - Ma se in viaggio di nozze!
Adele - Si semina quando si pu...
Peppina - (ridendo, un po' confidenziale e bonaria) inutile che la signora si faccia delle illusioni... Il mio padrone non si sposer mai!...
Adele - (con sussiego) Vi ho chiesto un favore e voi mi rispondete con una impertinenza! Si sposi o no, a me che importa? Dite per mia figlia? Se volessi, ne avrei!...
Peppina - Vada l che il mio padrone non le spiacerebbe!...
Adele - Chi dice questo? Ma non mi crederete capace di esporre mia figlia ai rischi di una passione... Io mi informo... Mi metto in vedetta... Che male c'? Non dovere di madre? Di buona madre? Lo studio per vedere se... s, insomma, se i suoi costumi, le sue abitudini... Zitta che qui!...
Giuliano - ( apparso sulla porta e s'intrattiene con Cecilia. Le loro parole non s'intendono).
Peppina - (si avvia).
Adele - (indispettita, sottovoce) Rimanete!
Peppina - (non ha sentito, o ha finto di non sentire, e se ne va).
Adele - Che stupida! (Senza voltarsi ne muoversi ella china il capo e finge di dormire).
Giuliano - (seguito da Cecilia) Vuole un altro po' di vermouth?... Ah!... non c' pi... (Accorgendosi di Adele, istintivamente, piano) Toh! Sua madre si addormentata...
Cecilia - (ridendo) Poveretta!...
Giuliano - Non avr mica fatto un colpo, eh?
(Un sussulto di Adele).
Cecilia - (un po' sgomenta dello scherzo) Ma cosa dice?...
Giuliano - Pare impossibile la facilit che ha questa donna di addormentarsi quando siamo noi tre soli...
Cecilia - tanto stanca!... Abbiamo fatto una passeggiata cos lunga stamane...
Giuliano - (prende sul tavolo il libro e lo lascia cadere rumorosamente).
Adele - (si muove appena).
Giuliano - Oh! Pardon!...
Cecilia - Mamma!
Adele - (fingendo di svegliarsi) Che c', cara?
Giuliano - Signora Adele... Io vado un momento a mutarmi d'abito. Con permesso...
Adele - Per noi si cambia?
Giuliano - No, per me... (Fa per avviarsi. In questo momento appare sulla soglia Valentina).
Valentina - (giovane, bellissima, un po' ansante, irrompe quasi, gridando il saluto) Giuliano!
Giuliano - (sorpreso, tornato indietro) Eh? Ma guarda! Tu? Valentina!
Valentina - (avanzando senza curarsi di nessuno e sprofondandosi in una poltrona) Lasciami sedere! Dio mio!
Giuliano - (premurosissimo) Ma che successo?
Adele - (indispettita da quella apparizione, allarmata da quella confidenza, si alza chiamando) Cecilia!
Cecilia - Mamma?... (Le va vicino).
Valentina - (a Giuliano) Ah! Tu sapessi! Tu sapessi! (Gli stringe la mano come invocando).
Giuliano - Ma parla!
Valentina - (altro tono) Chi sono queste signore?
Giuliano - Ah... Scusa... La signora Adele Torrani e sua figlia, mie vicine... (A loro) Mia cugina Valentina... (A lei, piano) Come ti chiami adesso?
Valentina - (con un gesto di sgomento) Ah! (Ella non mostra nemmeno di accorgersi della presentazione. Piano a lui) Non puoi mandar via queste seccature?
Giuliano - (imbarazzato) Ma...
Adele - (livida, ma per dar a credere molta confidenza) Giuliano... Quando crederete che mettiamo in tavola, avvisateci per Peppina. Andiamo, figlia mia...
Valentina - (rapida) No, signora... Mi scusi... Ma a tavola lui oggi non viene!
Adele - L'abbiamo invitato...
Valentina - Tanto piacere...
Giuliano - (esterrefatto) Valentina!
Adele - (quasi sospingendo la figlia, a se) Ho capito! quella di ieri! Quella del telefono!... (Esce senza salutare).
Giuliano - (senza trattenere le signore, a Valentina) Ma cosa successo?
Valentina - Siamo soli?
Giuliano - Mi pare...
Valentina - (di colpo) Ho perduto mio marito! ...
Giuliano - (balzando) gi morto?!
Valentina - Ma no! una cosa inaudita!... L'ho perduto!... Non lo trovo pi!
Giuliano - Eh? Ma come possibile?
Valentina - Ti ricordi ieri, alla stazione, che l'hai visto anche tu?
Giuliano - S... (Correggendosi) Cio, ho, non ho visto nessuno...
Valentina - Come? Non l'hai visto? Ma s!
Giuliano - Ma no, via... Ti confondi... Si capisce che hai la testa sossopra!...
Valentina - Ah! vero.,. Tu ti sei fermato all'albergo. Mi accompagn il conte Salberti... Eppure, guarda, avrei giurato... Fa niente... Dunque... Aspetta... Hai niente da darmi da bere? Sono arsa...
Giuliano - Subito! (Corre alla dispensa, chiama) Peppina!
Valentina - Non chiamare nessuno... Non voglio vedere nessuno...
Giuliano - Non c' nessuno in casa... La serva...
Valentina - Dammi qui... (Vedendo che lui ha preso una bottiglia e la guarda) Dammi! Qualunque cosa sia... Pur di ristorarmi la gola!
Giuliano - Aspetta... E se fosse veleno?
Valentina - Ah! Magari! (Beve a canna un sorso) Ma vermouth!... Meno male!
Giuliano - (interdetto) Ma via, calmati... Racconta...
Valentina - (si siede, ansante) Dunque... Ieri, al terzo giorno di nozze, siamo partiti da Firenze... A proposito: fai un salto fuori, pagami la macchina... a nolo... L'ho presa a Firenze; gi combinato. Cinquanta lire... (Fa per estrarre dalla borsetta il denaro) Prendi...
Giuliano - (ricusando) Ma figurati! (Esce).
Valentina - (rimasta sola, gira un po' guardando curiosa fino al ritorno di Giuliano).
Giuliano - (rientrando) Ebbene?
Valentina - Ieri... terzo giorno di nozze, ti dicevo, siamo partiti da Firenze. Arriviamo alla stazione di Livorno. A Livorno dovevamo aspettare circa mezz'ora il direttissimo per Genova... Andiamo al buffet... Si prende una bibita... Io... (Altro tono) Dammi, ti prego, ancora di quel vermouth!
Giuliano - (sollecito) Pronto!... Ma aspetta... (Vorrebbe darle un bicchierino).
Valentina - No... No... Va' l... (Beve come prima. La bottiglia resta sul tavolo). Io dunque avevo la mia valigetta, e un'altra pi voluminosa... Carlo...
Giuliano - Chi ?
Valentina - Come chi ? mio marito!
Giuliano - Ma ti faccio osservare che io non so nemmeno chi sia...
Valentina - l'ingegnere Carlo Zanni...
Giuliano - Carlo Zanni... Mai sentito nominare... Ma non importa...
Valentina - Carlo, dunque, esce un momento sotto la tettoia... Devi sapere che egli un curioso, un osservatore, che guarda tutto, che tutto lo interessa... S'era distratto a vedere i congegni di una grossa locomotiva ferma...
Giuliano - Cosa c' di interessante?
Valentina - ingegnere, t'ho detto... A un certo momento arriva fragoroso un treno. Si aprono degli sportelli, si chiudono quasi subito. Lo sento gridare: Valentina! Valentina! Presto! Presto! ... La sua voce... Corro fuori con la valigia... Lo vedo sul treno appena arrivato... Comprendo che ci eravamo lasciati sorprendere dall'arrivo: imbranco la valigia e su... Il treno parte... Sono certa di trovarlo nello scompartimento, e invece non lo trovo... Non c' pi... il signore che io avevo visto allo sportello era uno che gli assomigliava...
Giuliano - incredibile!...
Valentina - Ma vero! Pensa a quale velocit andava gi il treno, e a quale distanza ormai io ero quando m'accorsi del fatale equivoco!... (Prende ancora la bottiglia del vermouth e ne tracanna un po').
Giuliano - Ma scusa... Chi ha gridato: Valentina ?
Valentina - Mah!... Sar stato un altro... Viaggiatori che arrivano... Io mi sono sbagliata... Lo so... La colpa tutta mia, si capisce... Ora pensa alla mia situazione! Chiedo disperata al controllore quale la prima fermata: La Spezia, pensa!
Giuliano - E l'anello?... Potevi tirare l'anello!
Valentina - Gi!... E la multa? E il processo? La pubblicit? E poi... Quando ero ben ferma in mezzo alla campagna, di notte, cosa facevo? La prima idea fu quella del telegrafo. Raggiungere La Spezia e telegrafare al capo stazione pregandolo di far ricerche di un viaggiatore cos e cos... L'ho fatto appena arrivata... Ma s!... era passata pi di un'ora... Al primo treno torno a Livorno, vado dal capo stazione... Era montato allora allora in servizio... Non sapeva nulla di nulla... E poi, sai, un uomo che monta di servizio alle cinque di mattina, come lui, per tre ore resta ebete... Fa niente... Insomma nessuno ha saputo dirmi nulla... Allora, dopo una s tragica notte di treni e di fatiche e di ansie, sono corsa da te perch tu mi aiuti a cercarlo...
Giuliano - Io?!... E come?
Valentina - Senti, una sposina come me non pu girar sola tutte le stazioni d'Italia... Tu dovevi essere in treno questa notte! I signori uomini! Cavalieri, s! Ma la croce la sentiamo noi! E poi... Cosa vuoi che faccia? Dove vuoi che vada? Alla Questura? A casa? Io a casa non ci torno a dire alle mie amiche e agli amici che ho perduto mio marito in viaggio come un cagnolino o un ombrello! Tu sai che io non ho pi nessuno, che non ho che una casa con una vecchia serva come te... (Correggendosi) Volevo dire come la tua... Una casa che ora, ammobiliata con un gran gusto da lui - tu vedessi! servir alla nostra vita coniugale... (Beve ancora un po' di vermouth).
Giuliano - Che gran gusto possa avere un uomo che si innamora delle locomotive, non lo so...
Valentina - Poveretto! Tu vedessi!
Giuliano - - Be', dice... Sar andato a casa...
Valentina - Macch! Ho telefonato mezz'ora fa... Nulla! (Pausa). Aspetta... Sono tornata all'albergo a Firenze, quello dove abbiamo pernottato, da dove ti ho chiamato... Nulla!... Ora, se sono con un uomo posso girare pi liberamente... Chiedere, o far chiedere da te... Insomma... Tu eri il pi vicino e sono venuta da te! Aiutami!... Ti supplico!...
(Senza farsi notare, a poco a poco, Giuliano riuscito a mettere la bottiglia fuori tiro).
Giuliano - Volentieri... Ma non vedo cosa potrei fare...
Valentina - Metti la tua automobile a mia disposizione e giriamo...
Giuliano - Il giro d'Italia in automobile? Sei matta?!
Valentina - Allora non vuoi aiutarmi?!
Giuliano - Ma s... Aspetta... Vediamo... Anch'egli ti cercher, girer... meglio che uno dei due sia fermo, perch se girate tutti e due arrischiate di perdervi sempre pi... Immagino che lui avr telefonato o telefoner a casa, precisando dove si trova... Tu avrai detto qualcosa alla tua cameriera, alla vecchia... Le avrai pur telefonato chiedendo di tuo marito...
Valentina - Sei matto? Chiedere a lei se sapeva dove era mio marito? Perch lo andasse a dire a tutti? Ti ho detto che non voglio seminare il ridicolo... Poi gli amici pensano chiss cosa, e interpretano a modo loro... No! No!
Giuliano - Hai detto tu di aver telefonato... Cosa le hai detto?
Valentina - Nulla... Ho dato nostre notizie... Se Carlo avesse telefonato, la prima a dirlo sarebbe stata lei!
Giuliano - Ma da quando in qua, scusa, ci si mette a giocare i quattro cantoni per l'Italia? C' il telegrafo, c' il telefono, ci son dei parenti, degli amici...
Valentina - Per l'appunto... Eccomi dai parenti... Ma se tutti servono come te!...
Giuliano - Ma se sono qui!?!
Valentina - bene perch sei qui, mentre dovresti gi essere pronto per partire...
Giuliano - Ma dove vuoi andare?
Valentina - Lascia fare a me, tu! Con una buona macchina si fa tutto!
Giuliano - Ah, s! Ci si pu rompere anche l'osso del collo, per quello!
Valentina - (con un impeto di rabbia) Ma lo vedi? Lo vedi che brutto destino per una sciocchezza? Egli pu anche pensare che io sia fuggita da lui! E commettere magari qualche sproposito! (Disperandosi) E io a non potergli far sapere che soffro, a non poter gridargli: No, amore! Sono tutta tua! Ti desidero! Voglio volare da te! ...
Giuliano - (al quale queste espressioni danno un certo fastidio) Lascia perdere!...
Valentina - Come, lascia perdere?
Giuliano - Eh! Non offendertene!... Vuoi un consiglio? Torna al buffet di Livorno e piantati l... Sta' sicura che egli ritorner al posto dove t'ha perduta!...
Valentina - Come sei sciocco! E non ci sono tornata? Non ti ho detto tutto quello che ho fatto? Ho parlato turco?
Giuliano - Non riscaldarti, ti prego!...
Valentina - Scusa... Vengo qui a domandarti aiuto in un frangente simile e tu, per tutto conforto, mi spedisci in un buffet di stazione? Ma si pu essere pi cinici di cos?
Giuliano - E se io ti dicessi che a tutta questa storia io non credo una parola?...
Valentina - (balzando nervosa) Eh?!
Giuliano - Ma s! inverosimile, via! Tu ti sarai bisticciata con tuo marito e vuoi punirlo fingendo di fuggire...
Valentina - (veemente) Ma mi obblighi a credere che sei diventato uno stupido! E mi rincresce per la parentela! Ma ti pare che dopo tre giorni di matrimonio, col bene che gli voglio... Ah, senti... (Si alza di scatto) Me ne vado! Addio!
Giuliano - Ma scusa... Vieni qui... Non prendertela cos sul tragico!
Valentina - E tu non prenderla in ridere, sciocco!
Giuliano - Sedi: sei di una insolenza fantastica!
Valentina - Eh?! (Prende la bottiglia del vermouth; egli crede che voglia scaraventargliela addosso e ha un comico balzo. S'accorge invece che ella vuol bere ancora un sorso).
Giuliano - (per impedirglielo) Ma basta! Ti ubriacherai! E allora chiss cosa dirai, se tanto mi d tanto... Sii buona... Sei tanto bella quando sei buona...
Valentina - (piagnucolando) No... Guarda... Vado al buffet della stazione di Livorno, consumer l i miei pasti e la mia vita. Ma se faccio uno sproposito il rimorso tuo!
Giuliano - Ma no... Senti... Comincia coll'andare a casa, a Roma... Ecco: ti prometto di accompagnarti subito... Ma non fare l'insolente e non aggredirmi quando parli...
Valentina - Lo sai che sono ventiquattro, trentasei ore che non dormo? E che se ho i nervi scoperti sono nel mio diritto?!
Giuliano - Facciamo cos... Riposati un po', guarda... Io vado a disimpegnarmi da quelle signore...
Valentina - Chi sono quelle due mummie?
Giuliano - Ti prego di rispettarle.
Valentina - Ah! E quella la tua fidanzata?
Giuliano - Ma fa il piacere! (Pausa). Io vado a disimpegnarmi dal loro invito e tu vai a riposare un po'... Ti faccio accompagnare da Peppina in camera... Qui ce ne sono di camere!... Poi facciamo colazione... Indi ragioneremo...
Valentina - Per dove si va?
Giuliano - Aspetta... (Chiamando) Peppina! (Va alla porta di sinistra) Peppina!
Peppina - (compare).
Giuliano - Accompagna la signora. Vedi se le occorre niente... Presto!
Peppina - (affrettandosi, a Valentina) Eccomi, signora... Venga per di qua... (Esce con lei a destra).
Giuliano - (solo, passeggiando su e gi e fermandosi ogni momento) Ma straordinario! Guarda cosa va a capitare! Il buffet... Il treno... La Spezia... Il capo stazione... (Un momento di meditazione. Lo scuote l'irrompere improvviso di Mattia).
Mattia - Giuliano!
Giuliano - (sorpreso) Toh! Ancora qui?
Mattia - Sono tornato apposta per dirti una cosa sbalorditiva!
Giuliano - Anche tu?!
Mattia - Perch?
Giuliano - Perch io ne ho una pi sbalorditiva della tua!
Mattia - Sentiamola!
Giuliano - No... Raccontami prima la tua... La mia troppo straordinaria... E la tua, qualunque sia, non pu che impallidire...
Mattia - Ma anche la mia straordinaria...
Giuliano - Be'... Parla...
Mattia - Dunque... Parto da qui e riporto la macchina al garage di Firenze... Poi vado alla stazione perch il signore che vuol vendermela il proprietario del buffet...
Giuliano - (interrompendolo) Anche tu hai un buffet di stazione?...
Mattia - (che non capisce) Eh? !
Giuliano - Va avanti... Ce l'ho anch'io un buffet...
Mattia - Hai comperato un buffet?... Sei matto? ...
Giuliano - Ma no... Avanti, ti dico! Quando sentirai la mia, capirai...
Mattia - Al buffet sai chi vedo?... Carlo Zanni.
Giuliano - (col fiato a mezzo) Carlo Zanni? ! L'ingegnere?!...
Mattia - S... L'ingegnere Carlo Zanni... Il marito di tua cugina Valentina.
Giuliano - (con un balzo) Eh? L'hai visto?! Perdio! Aspetta...
Mattia - (interrompendolo) Lascia che ti dica!...
Giuliano - Ma no!
Mattia - Ma vuoi star zitto? (Impedendogli di parlare). Gli scappata Valentina! Dopo tre giorni! Pensa!... (Ride).
Giuliano - (fermato di botto da quella interpretazione) No! No, caro! T'ha detto cos lui? un mascalzone!
Mattia - Come, un mascalzone? Bada che io lo conosco da tempo... Da bambino...
Giuliano - Ebbene... un mascalzone da bambino... Valentina qui, da me... E non scappata!...
Mattia - (con un moto di stupore) Eh?
Giuliano - Gi! Si sono perduti, e per colpa sua di lui! Diglielo a quell'imbecille che guarda le locomotive, e ferme per giunta!... Si sono perduti a Livorno, ieri sera, stanotte... Valentina ha sbagliato a prendere un treno... andata senza volerlo fino a La Spezia. E lo cerca disperata... Ed venuta qui, poverina, perch l'accompagnassi a cercarlo... Ecco tutto!... E lui crede che gli sia scappata? Ah! Ha una bella stima della moglie dopo tre giorni di matrimonio!... Chiss cosa ne penser dopo tre anni!
Mattia - Oh, Dio! Mi gira la testa... Non capisco pi nulla...
Giuliano - Eh! Cosa c' di strano da far venire il capogiro? cos come ti ho detto... Si sono perduti... Non si pu perdersi in viaggio? Ci si trova in viaggio, si pu anche perdersi...
Mattia - Ma senti... Io, lui, l'ho trovato desolato... Mi ha detto che alla stazione di Livorno uscito un momento sotto la tettoia...
Giuliano - S... Per la locomotiva... Lo so... Era solo?
Mattia - Solo.
Giuliano - Ah! Perch, sai... Non vorrei che fosse stato lui a scappare per andar da qualcuna... Gi che afferma certe cose di sua moglie con tanta leggerezza...
Mattia - Ma ti dico che era inebetito...
Giuliano - Ah! Per quello deve essere il suo stato normale... Imbecille! Si lascia una sposina di tre giorni per uscire a guardare una locomotiva, e ferma per giunta!... Deve essere un bell'ingegnere se si incanta come un ragazzino davanti ad uno stantuffo!...
Mattia - Ma, dopo tutto, scusa... Rientra, non la vede pi. La cerca e non la trova... Cosa doveva pensare? Che si fosse volatilizzata?
Giuliano - Poteva pensare che avesse preso un treno...
Mattia - Quale?
Giuliano - Tutti i treni! Si telegrafa a tutte le diecimila stazioni ferroviarie del Regno, ei mette sossopra il mondo, si va sul Gran Sasso d'Italia e si grida per ventiquattro ore di seguito: Valentina! Valentina!.... (Queste parole gridate, come uno che chiami veramente).
Mattia - Invece a lui sar venuta la vergogna, il dispetto, il dolore... L'ha cercata e la sta cercando...
Giuliano - Ma ancora l?
Mattia - Macch! Partiva...
Giuliano - Per dove?
Mattia - Che ne so io?
Giuliano - (scattando) Potevi domandarglielo!... Almeno lo si raggiungeva subito con un telegramma! L'avevamo trovato! Ora tutto daccapo! Potevamo dirci in porto e invece siamo ancora in alto mare!...
Mattia - E chi poteva pensare che Valentina fosse qui?
Valentina - (entrando un po' affannata) Mi hai chiamata?
Giuliano - (stupito) Io no...
Valentina - Ho sentito chiamare: Valentina! ...
Giuliano - (che si risovviene di aver gridato il nome di Valentina) Ah! Ero io dal Gran Sasso d'Italia... (Ride) Senti... Tu devi cambiarti il nome... Perch ogni volta che senti chiamare Valentina non si chiama te.... Io ho gridato perch raccontavo a lui... (Indica Mattia).
Valentina - Buon giorno, dottore.
Mattia - Buon giorno, signora... Gi... Mi diceva...
Valentina - (con accento accorato) Ha sentito, dottore?
Giuliano - Ma tu non sai la novit! L'abbiamo trovato!
Valentina - (con una esplosione di gioia) Eh?!
Mattia - Gliel'ho ritrovato io!
Giuliano - Macch! Tu l'hai trovato e l'hai anche perduto!...
Valentina - (a Mattia) Racconti per carit!
Mattia - Io ero venuto qui stamane per una prova di una macchina che ho acquistata a Firenze... Al buffet di quella stazione, un'ora fa, ho visto suo marito che, disperato, mi raccont che... Mi disse - (Si arresta un po' imbarazzato).
Giuliano - (risoluto a lui) Ma diglielo pure!... (A lei) Lui, insomma, crede che tu gli sia fuggita!
Valentina - (disperata) Ah! Poveretto!
Giuliano - Non ti commuovere tanto, che non lo merita!... Per sospettare cos di te...
Valentina - E che cosa doveva pensare d'altro? L'ho detto, io!... (A Mattia) E adesso dov'?
Mattia - Mah! Partiva....
Valentina - Ma lei non gli ha chiesto dove andava?
Giuliano - (canzonatorio) Che intelligente, no?
Mattia - Non potevo pensare che qui c'era lei...
Valentina - (febbrile a Giuliano) Presto! Presto! La tua macchina...
Giuliano - Eh? Presto! una parola!
Valentina - (a Mattia) La sua allora... Non ce l'ha qui?
Mattia - (impacciato) S, ma... in prova...
Giuliano - Pi bella prova di quella che vuole fare lei! Questa ti fa girare l'Europa!
Mattia - Se io avessi la possibilit che hai tu, signore del tuo tempo, non domanderei di meglio...
Valentina - No... No... (A Giuliano) Devi venire tu... Io guido ottimamente...
Giuliano - Fammi il piacere che se mai guido io... Ma per dove si deve partire?
Valentina - Non ci pensare... Ci penseremo in macchina...
Giuliano - Ah no, cara! Pensiamoci prima...
Valentina - Su, su presto... Potrebbe darsi che lo ritrovassimo ancora a Firenze.
Mattia - Impossibile... Partiva... Mi salut afferrando la valigia e precipitandosi fuori...
Giuliano - Allora si fa presto a vedere per dove partivano alle 11 i treni a Firenze.
Valentina - Non complicare le cose, scusa...
Giuliano - Non complicarle? Mi pare di semplificarle cos!
Valentina - Per te le semplificheresti del tutto mettendoti a dormire su quella poltrona e lasciandomi nella mia disperazione!
Mattia - Ma ora che mi risovvengo... Non usc sotto la tettoia, usc dalla parte della citt...
Giuliano - Gi! Se andava sotto la tettoia lo trovavamo certo, incantato davanti alla prima locomotiva...
Mattia - Deve aver preso una macchina.
Giuliano - Anche lui! Stiamo freschi!... (A Valentina) Domando e dico se possibile pescarlo.
Valentina - Oh! Insomma! il primo piacere che ti domando in vita mia... Dovresti essere lusingato di renderti utile...
Giuliano - il primo piacere s! Ma cominci bene!... Ad andare avanti cos, chiss cosa finirai per domandarmi. Comunque, sono pronto!
Valentina - Presto! Presto! Io corro a prendere la mia valigetta...
Giuliano - Ma sai che un uragano questo?
Mattia - Come si fa a negare un favore a una donnina simile? Io avrei gi fatto tanta strada!...
Giuliano - Fa piacere!... Con le donne tutte le strade conducono alla disperazione! Adesso, ecco qui. Come faccio?
Mattia - Ma ti spaventi per niente... Sta sicuro che lui si far vivo! E intanto non mi lascerei scappare l'occasione di girare un po' con una bella donnina... C' capriccio, novit, seduzione, in una avventura simile...
Giuliano - (contraffacendo la voce) E perch non ci vai tu? Se c' capriccio, novit, seduzione? Non nego che se sapessi dov', mi divertirei a fargliela girare otto giorni sotto il naso prima di lasciargliela ritrovare! Solo per punirlo, citrullo che non altro... Cos imparer... Ma guarda un po'... Avere una moglie cos e perderla per la strada... E poi ha il coraggio di sospettare che lei sia fuggita!...
Mattia - E come lo sospetta! Avessi sentito!
Giuliano - O perch l'ha sposata se la crede capace di un'azione simile? Parola d'onore: meriterebbe di servirglieli al banchetto di nozze. (Pausa) E io ora? Cosa ho di importante, di urgente? (Pausa) Aspetta... Ah! Ci sono gli operai del termosifone...
Mattia - Quelli lavorano per conto loro.
Giuliano - Mi permetterai di far la consegna della casa a Peppina.
Mattia - Vuoi fare testamento anche?
Giuliano - Spero che non ce ne sia di bisogno... Ma... (Cercando) Peppina! Peppina! Dov'? Era qui adesso!
Peppina - (da dentro) Comanda?
Giuliano - Peppina... Senti... Io parto per un giorno, due... Non so... Devo andar via colla signora che venuta a cercare suo marito... (Verso Mattia) Io a Peppina dico sempre tutto... la mia padrona... (L'abbraccia).
Peppina - Oh!
Giuliano - Devo andare con lei perch...
Peppina - Non importa, signor padrone... Mi basta che ritorni... Torner eh?...
Giuliano - Speriamolo! Se non mi romper l'osso del collo!
Peppina - Maria Vergine!
Mattia - Ma cosa dici!
Giuliano - Beh! Che Dio me la mandi buona... Portami gi lo spolverino e la valigetta col ncessaire, un po' di biancheria...
Peppina - Subito... (Esce).
Giuliano - Ah! S! meglio accompagnarla... Se no quella capace di piantarsi qui e allora... Allora potrebbe essere peggio per me! Guarda per che vado poco persuaso!
Mattia - Di che cosa?
Giuliano - Non so... Ho l'impressione di non venire a capo di nulla... Del resto... Colle donne bisogna sempre, se si vuol vincere, dar loro ragione subito... Prima ti fai rimorchiare, poi, quando hanno preso la rincorsa, le guidi tu!
Valentina - Come? Non sei pronto?
Giuliano - Prontissimo. (Corre a sinistra, si incontra con Peppina che gli d la valigia e gli indossa lo spolverino) Eccomi!
Valentina - Presto! ( gi uscita).
Giuliano - (a Peppina) Ti raccomando, eh? Se succede qualcosa telegrafa.
Peppina - Dove?
Giuliano - Dove?... Oh! mio Dio! Dove?... Dove mai andremo? Ti telegrafer io...
Mattia - Ma va l che non succede nulla!
Valentina - (riappare sulla soglia pestando i piedi) Presto! Presto!
Mattia - (corre fuori).
Giuliano - (ritorna sui suoi passi) Peppina... Dimentico qualche cosa?... Eh?... Senti... Dove vado? Dove si va? Senza mta e senza met... (Corre via comicamente precipitoso).
Giuliano - (sulla porta si scontra con Adele e quasi la getta a terra) Accidenti! Cominciamo con gli investimenti! (Ad Adele) Scusi, signora... Devo partire... Peppina le dir... Arrivederla! (Sparisce).
Adele - (rimane sulla soglia a veder partire i tre, poi entra contrariata ed offesa) Che ?
Peppina - Mah!... Non so... Parte...
Adele - Ah! Parte!... Corre dietro a quella donnetta da poco! (Accasciandosi) Dio mio, che scandalo! perduto!
Peppina - Perduto? Ma cosa dice?
Adele - Cara mia, voi non conoscete gli uomini! E le donne, sopratutto! Perch gli uomini sono quelli che vogliono le donne... Andate l! Lasciate che prenda fiato... Dio mio, che colpo!... Datemi da bere qualcosa... Capisco tutto perch ho sentito tutto, prima, l fuori... Cosa volete?... Ho una figlia cos timida, cos all'antica, che se non ci penso io, se non provvedo io... (A Peppina, che le serve da bere un po' d'acqua con del rosolio) Grazie... Andate pure se avete da fare...
Peppina - M'ha detto il mio padrone che andavano a raggiungere il marito...
Adele - Ah, s?! Correndo dall'altra parte... Il marito! Ho capito bene che c' un marito... Ne ho sentito anche il nome, e non lo dimenticher tanto facilmente!... Ingegnere... Un ingegnere che ama le locomotive!... Carlo Zanni!
Peppina - Ma non mica partito per sempre, via!... Torner!...
Adele - Eh! Ritornare ritorner sicuro... Ma con quelle donnette l si parte per sempre anche quando si ritorna! Credete a me!... (Pausa). A voi, cosa ha detto?
Peppina - Nulla... Proprio nulla... Forse mi scriver.
Adele - Forse... Ah, Dio mio! (Accorgendosi che Peppina ferma sulla porta e guarda a destra) Ma si pu sapere cosa fate sulla porta? Che c'?
Peppina - Guardo un signore che vien fuori dalla sua casa...
Adele - (si alza e va anch'ella sulla porta) Dalla mia casa? E chi ?
Peppina - Uhm!... Non l'ho mai visto... Si vede che cerca qualcuno... (Gridando fuori) Per di qui, signore... La strada l chiusa...
Adele - (risale la scena) Che abbia cercato di me?
Peppina - Sentiamo. Adesso vien qui...
Carlo - (appare sulla soglia, un po' titubante, ma cerimonioso) Scusino... Cercavo la villa del conte Giuliano Arenzi.
Peppina - Ma questa, signore...
Carlo - Ah, bene! C' il conte?
Peppina - No... Ma s'accomodi pure... Se ha qualche incombenza...
Carlo - (si avanza, vede Adele e s'inchina) Grazie... E... quando torna?
Peppina - Non lo so.
Carlo - Come? assente dal paese?
Adele - (intervenendo) S... partito poco fa e non sapeva nemmeno lui per dove.
Carlo - (stupito) Eh?
Adele - (dispettosa) E partito con una donna!
Carlo - (di colpo) Con Valentina?
Adele - (anchessa di colpo senza frenarsi) Dio mio! Lei lingegnere Zanni!...
Carlo - (un po sorpreso) Si signora.
Adele - Mi rincresce dirglielo, caro signore sono scappati insieme!
Carlo - (ha un moto di disappunto; a s) Perbacco! Sono arrivato tardi! (forte) E non si sa per dove?
Adele - Se non lo sa lei?
Carlo - (si gratta il capo)
Adele - (ironica) Comprendo benissimo quel suo prurito, caro signore.. mah! (a s) Pare impossibile ogni giorno ne nasce uno!
Carlo - (che non ha prestato attenzione alle parole di Adele, come chi prende una decisione improvvisa) Andr dal dottore! Buon giorno!.... mi scusino. (si inchina ed esce in fretta)
Adele - (ridendogli dietro) Dal dottore? Sciocco! (a Peppina) Cosa vi dicevo io, Peppina? Che vanno a cercare il marito correndo dallaltra parte lo vedeto o no?.... (tornando al pensiero di lui, a Peppina) Dal dottore!... crede che ci sia una medicina per non farli crescere. Ah! Ah! Ah!
Fine del primo atto
ATTO SECONDO
La halle di un grande albergo a San Remo. Vetrate in fondo, su di un giardino, dove la comune. Colonnati ai lati. Tavolini, poltrone, ecc. Il tardo pomeriggio.
A qualcuno dei tavolini sono seduti dei clienti: chi legge, chi scrive. Di essi, ogni tanto, uno si alza ed esce, altri entrano e siedono.
Adele - (entra dalla comune seguita da Cecilia, si guarda attorno e vede un cameriere) Cameriere? Prendete la valigia e fateci fissare una cantera.
Cameriere - (accorrendo) Subito, signora! (Prende la valigia),
Adele - Scusate... qui che alloggia il conte Arenzi?
Cameriere - Sissignora, con la contessa.
Adele - (un colpo di tosse e uno sguardo alla figlia; sottovoce al cameriere) Parlate piano!... Andatevene, grazie!
Cameriere - (via).
Adele - Hai sentito?
Cecilia - No, mamm.
Adele - Meglio cos.
Cecilia - S, mamm.
Direttore - (comparendo) Le signore desiderano una bella camera?
Adele - Brutta no, certamente... Ma tanto non ci fermeremo che stanotte... Siamo di passaggio...
Direttore - Benissimo!
Adele - Come benissimo?
Direttore - Volevo dire... Malissimo... Comunque... Eccole servite: il cinquantaquattro. Due letti, un balcone... Salgono subito?...
Adele - Ma no Non importa... (Volgendosi) Oh! Ecco il dottor Mattia!...
(// Direttore esce).
Mattia - Oh, signora!... Hanno fatto buon viaggio?
Cecilia - (con uno sguardo affettuoso a Mattia) S... Grazie!
Adele - (sottovoce a lui) Il buon viaggio nulla... L'importante vedere se questa sosta sar utile (Lo trae un po' in disparte e so spira) Mah!... Lei un uomo di mondo, di spirito, vero? Soprattutto un uomo di cuore... E comprende... Se possiamo salvarlo dal preci pizio... Purch mia figlia non s'accorga... tanto ingenua!...
Mattia - Ma lo salveremo, s!... Io ho avuto, come le dicevo ieri, una lettera di Valentina che mi raccomandava di essere qui oggi o domani... Immagino che si saranno ritrovati e che staranno per rivedersi, alfine!...
Adele - Non s'illuda, dottore... (A Cecilia) Va' a vedere il salone, cara... (Cecilia si allontana ed esce. Concitata a Mattia) Giuliano qui, con la signora... la si-gno-ra... Intende?... Intende bene?
Mattia - Questo non ha importanza... Viaggiando in due...
Adele - Ah! Non ha importanza? Basta... Vedremo... Io lotto, cerco, e mi tocca fare tutto senza che mia figlia s'accorga... Ottimo, dottore, il suo consiglio di andare a Lione dallo zio Beniamino... Una trovata da stratega!... Il fermarsi qui diventa naturale... La poveretta non sospetta che io voglia incontrarmi e farla incontrare con Giuliano. Non so cosa posso fare io, se s' perso con quella donna, ma sempre un bastone fra le ruote che gli metto... Forse il vedere quell'angelo pu farlo ravvedere... E lei, la mia Cecilia... Cara!... Quando le ho detto: Ti fa niente se ci fermiamo durante il viaggio?, m'ha risposto: S, mamm!... Guai se sospettava che ci fosse lui... Anzi, adesso non so come far a giustificarmi e a prepararla quando vedremo Giuliano... Perch lo vedremo, eh?
Mattia - Diamine!... Facciamo cos... Ci penso io... La lasci qui a me un momento... La preparo io...
Adele - Ottima idea!... Io vado su... La cosa naturale, eh? Io vado su e lei... Bravo, dottore...
Mattia - (altro tono) E dica, signora: vecchio lo zio Beniamino?
Adele - Novantatr anni!
Mattia - Che salute di ferro!
Adele - Macch! Avr dieci malattie. Ma una fa da antidoto all'altra, si vede!... Come un uomo tirato da tutte le parti, finisce per star fermo...
Mattia - E si fermer ancora molto?
Adele - Speriamolo...
Mattia - Ricco, eh?
Adele - Milioni... (Altro tono) Allora io salgo un momento... Con permesso... Mi raccomando... Non faccia il volterriano...
Mattia - Eh, via, con quella parola!...
Adele - Le parli bene... ingenua... Le faccia capire... Senza impertinenze... Mi raccomando!...
Cecilia - (ilare, rientrando) Dov' andata?
Mattia - Sopra... Devo prepararti all'incontro con Giuliano...
Cecilia - (o lui) Caro!...
Mattia - Sei contenta che abbia convinto tua madre ad andare a trovare lo zio Beniamino?
Cecilia - Veramente t'ho pregato io...
Mattia - Ma il piano per il nostro incontro l'ho studiato io...
Cecilia - Sei un tesoro!...
Mattia - Avete avuto il 54 di camera?
Cecilia - S...
Mattia - Ho disposto io... la camera contigua alla mia, e c' un balcone solo, diviso da un'inferriata, vero, ma questa notte tu potrai uscire con la scusa di prendere un po' di fresco... E saremo un po' Giulietta e Romeo... Gi che tua madre si ostina a dirmi volterriano...
Cecilia - Oh! Ma tu mi hai condotta qui per una sorpresa. Parlerai alla mamma...
Mattia - S, appena messo a posto Giuliano.
Cecilia - Che c'entra Giuliano?
Mattia - Voglio dire appena sar disimpegnato da questa tourne forzosa.
Cecilia - Ma io devo aspettare ad aver marito perch quella l ha perduto il suo? E se non lo trova? Che relazione vi sia non lo so...
Mattia - Tu taci... E fai la piccola oca come piace a me... Mi sono innamorato per quello...
Cecilia - Ma finiscila con quell'oca! Che io non la sono affatto!...
Mattia - Lo so... Ma la sai fare... E ci l'importante nella vita... (Guardando a destra) Oh, ecco Giuliano!...
Cecilia - Io vado su dalla mamma... Cos mi orizzonto pel balcone, il genere della serratura della finestra, mi accaparro il letto pi Ticino...
Mattia - Brava!
Cecilia - Addio, amore! (Esce).
Mattia - (si siede a un tavolino in attesa di Giuliano).
Giuliano - (entra da destra, ha la faccia incerottata e muove a fatica il braccio sinistro. Si accorge di Mattia e di scatto gli si avvicina) Tu?! E cosa fai qui?
Mattia - Mi ha scritto Valentina di trovarmi qui!
Giuliano - Valentina?!... T'ha scritto? E come? Perch?
Mattia - S... M'ha pregato di trovarmi a San Remo venerd...
Giuliano - (furioso) Benissimo! Allora sai cosa devi fare? Te la prendi tu e te l'accompagni a girare l'altra met del mondo! La divisione del lavoro, almeno!
Mattia - Ma cosa ti piglia?
Giuliano - Cosa mi piglia? Un accidente! (Cammina su e gi sbuffando). Ah! Ti ha chiamato? Benone!
Mattia - Ma calmati! Sentiamo...
Giuliano - (sedendosi) S, hai ragione... Ascoltami... Arriviamo a Roma... (Altro tono) Che casetta, caro!... Che nido... Beh, non pensiamoci... (Si riprende) Arriviamo a Roma, e di lui non c' traccia. Nessuno sa nulla... Lei dorme nel nido e io all'albergo...
Mattia - Naturale!
Giuliano - S, naturale... (Con impeto) Ma io gliel'avrei voluta fare a quello scimunito... (Pausa). Alla mattina dopo, sveglia alle cinque. Dove si va? Mah! Lo sa lei, e basta! Circuito del Lazio... Alla sera, ritorno a Roma e istessa musica... All'indomani stessa sveglia: circuito della Toscana, con la differenza che si dorme a Firenze... Scherzi da niente, sai? Duemila franchi quasi, a quest'ora, fra alberghi e benzina, olio, gomme, riparazione ai parafanghi per scontri... (Facendo vedere i cerotti e i lividi) Li vedi i timbri postali del mio viaggio? Vuol guidare lei, si sa!... E poi dodici multe... Tutti i vigili d'Italia, io dico, conoscono la targa della mia macchina... Senza contare quello che mi ha fatto questa notte al Casino!
Mattia - Che ha fatto?
Giuliano - Ha voluto rimanere fin tardi, per curiosit, in mezzo a quel vivaio di imbecilli internazionali... Lo dicevo: andiamocene! Pi tardi si fa, lo sai, in certi siti, pi la gente incretinisce... Insomma, ad un certo momento, non so nemmeno bene come sia successo, un giovanetto che era vicino di tavolo le ha rivolto una volgarit... E io ho dovuto schiaffeggiarlo!
Mattia - Naturale!
Giuliano - Eh, gi! Tutto naturale per te! Ma la cosa pi naturale, che era quella, il giorno che l'hai visto a Firenze, di prenderlo e portarlo all'economato o al Monte di Piet, quella non l'hai fatta! (Pausa). Fa niente: sta' a sentire... Altra tappa in due giorni da Firenze a Genova. Telefonate, telegrammi, che lo sa solo lei, cio lo so anch'io perch pagavo...
Mattia - E mai nessun indizio?
Giuliano - Ma cosa vuoi trovare di indizi? A fare come fa lei la gente si perde, non si trova! Ma lei dice che sa, che corre dietro ai presentimenti... Ora le venuto in mente, figurati: San Remo. E meno male che qui, bont sua, si fa una tappa. Siamo fermi da tre giorni. Guarda se non avevo ragione io, del resto, di star fermi. La sua furia, la sua furia dannata! Dopo cinque minuti che eravamo partiti da casa mia, sabato scorso, arrivato lui!... L'ho saputo gioved che da Firenze ho fatto un salto a casa... Provavano il termosifone. Mancava qualche cosa ancora ma quasi finito.
Mattia - Lo so...
Giuliano - Come lo sai?
Mattia - Sono passato anch'io da casa tua ieri e ho parlato con Peppina... Io credevo che tu fossi tornato.
Giuliano - Tornato come?
Mattia - Non so... La lettera di Valentina mi aveva fatto supporre che si fossero trovati.
Giuliano - Uhm! Ma se ti dico che lei corre dietro ai presentimenti... Lo vedi che ha costrutto a correr dietro ai presentimenti?
Mattia - E dov' lei, ora? Fra l'altro io non l'ho ancora vista... Sono arrivato iersera tardi, ed ero tanto stanco...
Giuliano - Mah! Sar in giro! A far compere, a divertirsi!... Il pi bello questo: che per secondarla si passa dappertutto per coniugi, lei la contessa Arenzi, mia moglie! E come si abituata a portare il nome! Con che disinvoltura e con che franchezza si lascia chiamare!
Mattia - Ma tutto ci anche pericoloso...
Giuliano - Sar per lei, spero... Lei ha un marito, io non ho nessuno... Lascio fare... Cosa vuoi? Sono su di una giostra e aspetto che si fermi! Mi capitato un bel terno, va l! (Con un piccolo grido) Ahi!
Mattia - Cos'?
Giuliano - la spalla fuori uso... E questi? (Mostrandogli ancora il volto e i cerotti) Questi sono tutti .ex voto che dovr far attaccare a qualche santuario della Vergine! E se la Madonna mi conserver la sua protezione, sia pure ancora cos incerta, la ringrazier per tutta la vita!
Valentina - (irrompendo giuliva dall'interno) Giuliano! Giuliano! (Vedendo Mattia) Oh, il dottore! arrivato anche lei? Bene! Bene! (A Giuliano, affannata e mostrando un telegramma) Guarda! Arriva!...
Giuliano - (sconcertato) Arriva... Chi?
Valentina - Carlo!... Mio marito!... (Legge) Sar a San Remo alle 18 e 4O . Bacioni. Carlo . Alle 18 e 4O ... Fra poco...
Giuliano - (colpito, dopo un istante di silenzio) Bacioni?...
Mattia - Naturale!
Giuliano - (interdetto) Fa' vedere... (Via via rabbuiandosi sempre pi) Arriva?... (Rigirando il telegramma, dopo averlo letto) Contessa Arenzi? Ma... Chi gli ha dato questo nome? Lo sai che il mio?
Valentina - S... Lo so... Io gliel'ho dato..,
Giuliano - Mi par d'impazzire... (A Mattia) Ti dico... il mondo che mi fa le capriole davanti! ... .
Valentina - Ma semplicissimo... A Roma io ho incaricato un ufficio di informazioni di cercarlo e di trasmettergli ogni giorno, telegraficamente, il mio recapito. L'hanno trovato, gli hanno dato il mio indirizzo di oggi, e lui mi ha fermata.
Giuliano - (a Mattia) matta o no? (Ahi) Allora finita, se Dio vuole... Ma hai visto che bel frutto a girare come trottole per tanti giorni? Dopo cinque minuti lui arrivato! Invece, tremila franchi tra benzina e gomme...
Valentina - (interrompendolo) Ti saranno rimborsate, sta' tranquillo!
Giuliano - ... ferite, fatiche, disagi, figure, emozioni... Ah! Parola d'onore, uno scherzo simile non l'ho sopportato da nessuno. (Pausa. Cammina su e gi accendendosi) E ora viene? E viene qui? E tu cosa gli dirai? Che sei la contessa Arenzi?
Valentina - Ma io non gli dir nulla... O gli dir il meno possibile... Questa era una comodit per noi, che lui deve ignorare... Anzi ora giunto il momento di dirti una cosa... (Verso Mattia) Mi aiuti lei, dottore... Glielo faccia capire al buon Giuliano... Gliene avevo scritto e l'avevo pregata appunto di raggiungermi qui...
Mattia - Gi...
Giuliano - Cosa c'?
Valentina - C' che sarebbe bene che egli non sapesse, almeno subito, che tu m'hai accompagnata...
Giuliano - (scattando) Ah! Ma comodissimo tutto questo! Lui ha goduto, godr e le fatiche del viaggio di nozze le ha accollate a me come si d a un segretario la cura del bagaglio...
Valentina - Ti prego di rispettarmi! Io non sono un bagaglio!
Giuliano - (irato) Se tu non sei un bagaglio io non sono un bagagliaio... E poi, che rispetto! Ne hai avuto tu per me? (A Mattia) Adesso mi tocca, dopo questa tourne da fantoccio, cedere il posto, sparire come un tassi finito il noleggio...
Valentina - Sparire... Chi dice questo? . questione di un primo momento... Di una opportunit... Via!... Sei stato sempre cos gentile con me, remissivo, ubbidiente, premuroso!... Ora che il tuo compito finito e dovresti essere pi contento ancora, ti indispettisci? Si direbbe che godevi di pi a vedermi soffrire che a vedere finito il mio Calvario.
Giuliano - Grazie di quel Calvario! La croce l'ho portata io, per... E poi... Ero remissivo, ubbidiente? Gi! Perch non ci si accorge mai in tempo, al mondo, di essere stupidi!... Io mi accorgo ora quanto lo sono stato... Io dovevo dirti: L'hai perduto? Cercatelo!. Invece ti son corso dietro pi premuroso che un lacch. E adesso tu mi licenzi come un servo! Ah no! Io ti dico che meritavo almeno il compenso di trovartelo io il tuo uomo, la soddisfazione di aver servito a qualcosa di pi di un servo, d'un finto marito...
Mattia - Non bisogna mai mettere i favori a interesse!
Giuliano - Gi! Con degli usurai come voi, no! Hai ragione!
Valentina - Usuraia io?!
Giuliano - Alla grazia! E che cos'altro dovevi pigliarti di questo povero uomo?
Valentina - M'impegno di restituirti tutto. Testimonio il dottore.
Giuliano - Buono quello! Che sembrate d'accordo per farmi disperare! Ma, del resto, inutile continuare a far chiacchiere... Restituzione o non restituzione... L'hai trovato? Ebbene: tientelo!... Io ti far un altro regalo di nozze, guarda: un collare con un guinzaglio. un utensile da viaggio indispensabile per due coniugi del vostro genere... Tientelo!... (Forte) Tientelo! Hai capito?
Valentina - S, ho capito!
Mattia - Non gridare cos, ti prego. In questo albergo penseranno di aver ospitato un pazzo!
Giuliano - S, lo sono pazzo. Ma la pazzia, tu che sei dottore, non una malattia organica, una malattia contagiosa... La si prende a stare coi matti! (Indica Valentina).
Valentina - Sciocco! Ti proibisco di parlare su questo tono!
Giuliano - Sciocco, s! Hai ragione! Si sempre sciocchi a restare indietro con le donne!
Valentina - Non obbligarmi ad essere severa!
Giuliano - Sentila, la Lucrezia che perde i Collatini per le stazioni ferroviarie del Regno!
Mattia - Smettila, Giuliano; diventi insolente!
Un facchino - (annuncia a Giuliano) Signor conte, la sua macchina pronta.
Giuliano - La mia macchina? Per far che?
Facchino - L'ha ordinata la contessa!
Giuliano - Quale contessa?! (Verso Valentina) Ah! Tu!...
Valentina - S... (Al facchino) Va bene! (Il facchino esce). Io vado a prenderlo alla stazione! Viene anche lei, dottore?
Mattia - Volentieri!
Giuliano - (vedendoli andarsene di corsa resta un po' perplesso, poi) Ah! Lui s e io no? E perch io no? Voglio andarci anch'io! A suo dispetto! Sicuro! (Fa per avviarsi, ma si scontra con Adele e Cecilia che entrano in scena e gli sbarrano il passo).
Adele - Oh, il nostro caro Giuliano!
Cecilia - Oh! Buon giorno, signor Giuliano!
Giuliano - (esterrefatto, rimbalzando alla vista) Ma che cosa fanno qui?
Adele - Una sosta: siamo dirette a Lione...
Cecilia - Dallo zio Beniamino...
Giuliano - (scuotendosi) Ah, s?
Adele - Toh! Abbiamo trovato un cavaliere! Siete nostro ospite, Giuliano... La colazione ultima, il nostro ultimo invito, andato in fumo, ed ora noi ve lo ripetiamo.
Giuliano - (furioso) Ah! Un cavaliere! Io non sono un cavaliere! Sono un asino! Di quelli che buttano gi la cavalcatura!
Il cameriere - (entrando) L'avvocato Alberti lo desidera al telefono.
Giuliano - E chi ? Io non lo conosco.
Cameriere - Nemmeno io...
Giuliano - L'avvocato Alberti?!... (Poi, verso Cecilia e Adele) Sono un asino! Sissignore! Un asino! (Fa per avviarsi e ripete al cameriere) Sono un asino!
Cameriere - (senza volerlo) Sissignore! (Si corregge mentre Giuliano esce, e gli va dietro).
Adele - (senza scomporsi, si ritrae in disparte e dice piano alla figlia) Non t'impressionare, figlia mia!... Egli ti ama... il suo carattere... Tutti gli uomini sono irascibili ad un modo... Bisogna addomesticarli al matrimonio... Vedi? Prima del matrimonio faticano le donne e riposano gli uomini... Dopo il contrario: lavorano loro e riposiamo noi... Credilo: stiamo ancora meglio noi...
Direttore - (avvicinandosi ad Adele) Le signore sono rimaste contente della camera?
Adele - Non c' male...
Direttore - Se vogliono favorire le loro generalit... (Consegna loro i foglietti) Con comodo...
Adele - Certamente... Vi daremo le nostre generalit. Siamo conosciute qui... Mia figlia fidanzata al signor conte Arenzi...
Direttore - (imbarazzato) Perbacco!
Adele - Che c'?
Direttore - In questo caso le signore mi scusino... Io non vorrei che nella mia casa succedessero scene disgustose... La mia clientela delle pi distinte...
Adele - Ebbene? Per chi ci prendete? Non sapete che io sono la vedova del senatore Torrani?
Direttore - Benissimo!
Adele - Niente affatto benissimo! Il poveretto poteva restare ancora al mondo.
Direttore - (confuso) S... Non volevo... Volevo dire...
Adele - Volevo e non volevo!... Avanti... Dite...
Direttore - Se la signorina la fidanzata del signor conte, ho il dovere di dirle che qui, almeno qui, il signor conte alloggia con sua moglie, epperci...
Adele - Sua moglie?! Ah! E voi credete che quella sia sua moglie? Che fiuto d'albergatore!
Direttore - (illuminato) In questo caso non ho che da ringraziarla... Ne terr nota nel conto... Comunque, se la signora l'ha raggiunto sapendo che... s, insomma... Sar per fargli delle sorprese, delle scene... Senza che mi si possa accusare d'indiscrezione, mi pare di averne visto l'inizio... Pregherei...
Adele - Non abbiate paura, mio signore... Avete figliole da marito, voi?
Direttore - Due...
Adele - E allora cercate di comprendermi.
Direttore - Ma se la signora permette, voglio darle un consiglio. Quell'uomo sar un marito impossibile: nervoso, irascibile...
Adele - Vi prego di rispettare il mio futuro .genero... Un uomo, del resto, sempre irascibile vicino a una donna... (Il direttore si inchina ed esce e le due donne vanno a sedersi ad un tavolino, mentre Adele continua) Abbi pazienza, figliola, te l'ho pur detto: prima faticano le donne, poi gli uomini... (Continuano a bassa voce).
Giuliano - (entrando, pensieroso, a se) L'avvocato Alberti? E che mai vorr costui per venirmi a parlare? Io non conosco nessuno, qui... (In questo istante rientra Valentina).
Valentina - (andandogli incontro tutta festosa) arrivato, sai? arrivato!
Giuliano - (tornando ad indispettirsi) Ah! arrivato?! E come sta? Benissimo, eh? Ed io sto pi bene di lui! (Agitandosi gli dolorer la spalla) Ahi! E dov'? (Con tono canzonatorio) S' fermato in stazione a guardare le locomotive? E l'hai abbracciato? Chiss quanti baci, eh? Cosa ha detto? E dove andato? Perch non. l'hai portato qui? Che io lo veda almeno... E che lui veda questo mammalucco!
Valentina - Ma cosa dici?... Dobbiamo partire subito... Tu sarai tanto gentile di favorirci la. macchina... Anzi passeremo da casa tua, cos ti accompagneremo!
Giuliano - Ah! Un bel modo di accompagnare a casa! Con la mia macchina! Ma non c' il treno? Non innamorato dei treni, lui? Che bisogno avete della mia macchina?... No!... No!... No!...
Valentina - Devi sapere che sofferente... A girare con tanto orgasmo, un giorno ha finito per cadere e si lussato un ginocchio... Ha dovuto stare in riposo tre giorni, ed ecco il motivo perch l'agenzia non lo trovava... Insomma: un viaggio in treno sarebbe pericoloso...
Giuliano - E d'altro? E quante altre cure? Quali altre premure? Eh? Basta! Basta! Io non accompagno nessuno! Non presto l'automobile a nessuno! Diteglielo! Glielo dir io! Perch non viene qui?
Valentina - Ma insomma, Giuliano! Non farmi inquietare! Vuoi che scenda qui? Dove tutti ci credono...
Giuliano - Ah! naturale! Qui no, perch bisogna salvare la tua reputazione, continuando a far scempio della mia! Qui no, perch tutti crederebbero te una donnina da poco, mentre invece necessario che tutti continuino a credere me un imbecille... (Come illuminato) Ma potrebbe venire, sai? Perch ho gi pensato io a mettere in chiaro le cose! (Additando Adele e Cecilia, e correndo premurosamente verso di esse) arrivata anche Cecilia! La mia Cecilia! La vedi? L'hai salutata? (Egli l'abbraccia smodatamente, sciupandole l'abbigliamento) Il mio tesoro! (Verso Adele, con egual mimica) La mia cara signora! (A Cecilia) Il mio tesoro!
Adele - (a se) Dio mio! Che vuol dire questo furore? (Forte) Ma, Giuliano mio!
Cecilia - (smarrita) Mamma!
Adele - (piano, a Cecilia) Figlia mia, questo un miracolo di Sant'Antonio!
Giuliano - (a Valentina) Ma non le conosci le signore? Non le saluti? (Torna ad abbracciare Cecilia). venuta per me! Il Signore Iddio giusto! Io ho corso mezza Italia a seguire un demonio come te, ed egli mi ha messo alle calcagna l'angelo custode! Con matrice, anche! Eccola! (Fa per abbracciare ancora la vecchia).
Adele - (impedendolo) Ma, Giuliano mio! Le convenienze! Tutti ci guardano! (A Cecilia) Vattene di l, figlia mia! Per carit! Oh, povera creatura!...
Cecilia - (esce a destra).
Valentina - (andandosene) Imbecille!... (Esce).
Giuliano - (illuminato, mentre la guarda allontanarsi) Imbecille? Mi ha detto imbecille! Che mi ami? (Resta perduto col pensiero e lo sguardo).
Adele - (avvicinandosi a Giuliano) Ah, Giuliano! Sentite il mio cuore... (Gli prende la mano e la porta sul suo seno. Egli lascia fare meccanicamente). Voi ci avete fatto passare una grande emozione! Una rivelazione cos improvvisa, piena di una foga cos sincera! Ah! Ma ora non vi parrebbe pi logico che ragionassimo un po' pi pacatamente? Andiamo di l... (Indica a destra). Andiamo da Cecilia, di l...
Giuliano - (come trasognato) Dio mio!... Cosa ho fatto!
Adele - A mia figlia? Oh, caro!?... E che vuol dire? Siete giovane, ecco tutto... Un po' di esuberanza, eh? (Sospirando) Cosa non si perdona alla giovent? Cosa non ho perdonato io ai miei tempi?!...
Giuliano - (rimane sempre assente, guardando spesso dalla parte dove uscita Valentina; poi, come liberandosi da un pensiero) Non pensiamoci pi! (La guarda trasognato. A se) E questa chi ?... Ah! (Forte) Evviva la signora Adele! Volete bere qualcosa? Un whisky? Eh? S? Dello champagne? Brindiamo! Ma s! Brindiamo!
Adele - Ma s! Brindiamo pure se vi fa piacere! (Chiama il cameriere).
Giuliano - E torneremo nella nostra casetta, lontano da tutti...
Adele - Quella la felicit!
Giuliano - S... La felicit l!
Adele - Lo credo io! E vedrete!
Giuliano - (al cameriere che appare) Portateci una bottiglia di Montemery e due bicchieri...
Adele - Tre... E servite di l... (Indica a destra) Dove c' mia figlia... A quel tavolo...
Giuliano - Tre bicchieri, s... Quattro... Berrete anche voi...
Adele - Il cameriere?!
Giuliano - (senza badarle) Gi, la felicit la, perch l il riposo, il silenzio... Ah! Le belle passeggiate... I miei libri, i miei cani, il mio fucile... La mia cara Peppina, sorda, vecchia, ma fedele! Ah, quella una donna!
Adele - Piace anche a me... Potremo tenerla... (Verso destra) Vengo, Cecilia... (Esce a destra).
Mattia - (entrando) Oh! E Valentina?
Giuliano - (a Mattia) E me lo chiedi? andata di sopra a prendere la valigia...
Mattia - Ma quanto tempo ci mette!...
Giuliano - Quello necessario! Che furia avete di portarla via?
Mattia - Sai... Quel benedetto uomo di un umore!... Temo di indovinare una cosa...
Giuliano - Ah, s? Beato te che puoi indovinare qualcosa in questo caos! E cosa hai paura di indovinare?
Mattia - Egli deve essere terribilmente geloso!
Giuliano - Geloso? E di chi?
Mattia - Non so... Magari di te! Adesso che Valentina era qui, friggeva...
Giuliano - Friggeva? L'ho mandato io a farsi friggere! (Ride nervosamente. Altro tono) Ha ragione di essere geloso, del resto, con una moglie cos! Valentina una... (Si trattiene).
Mattia - Valentina non ha che un torto: di non esserti stata cortese di qualche grazia. Probabilmente ora tu non saresti cos lunatico, e saresti andato incontro a Carlo, cordiale e servizievole, come tutti gli amanti delle mogli verso i mariti, allo scopo di assicurare un avvenire, una rendita alla tua fatica galante... Invece, perch lei stata onesta...
Giuliano - Oh, senti... Non ti permetto di proseguire su questo tono da moralista!... Onesta? Ah! onest il correre per il mondo con un uomo facendolo passare per marito?
Mattia - Sar sempre pi onesto che adoperarlo per marito.
Giuliano - Non sar pi onesto, ma sar pi sincero...
Mattia - Ma ti sarebbe piaciuto correre per il mondo con una cocottina? Perch non sarebbe stata di meno.
Giuliano - Auff! Senti: mi sarebbe piaciuto stare a casa mia, non girare... Ecco tutto! Non domandavo un regno, no?
Mattia - Allora possiamo contare sulla tua macchina?
Giuliano - Un corno!
Mattia - Ma perch?
Giuliano - Perch non voglio fare anche il milite di sanit.
Cameriere - (avvicinandosi a Giuliano) Lo champagne pronto, signor conte!
Giuliano - Va bene! Versa da bere alle signore... Di' loro che vengo!
Cameriere - Signor conte, c' poi l'avvocato Alberti!
Giuliano - Ah! Sentiamo anche questa.
Avvocato Alberti - (si avanza col ragionier Mariani; vestiti di nero, secondo il rito che conviene ai padrini) Il conte Giuliano Arenzi?
Giuliano - Sono io!
Alberti - Siamo latori di un cartello di sfida!
Giuliano - (balzando) Per me?
Mariani - Il signor conte deve ricordare la scena di iersera e il suo pugilato col barone De Neri.
Giuliano - Ah! Era un barone, quello? Per fortuna! (Ai due) E va bene!
Alberti - (inchinandosi) Fino alle ventitr attendiamo in Corso Cavour 18, nel mio studio... (/ due escono. Appena hanno varcato la soglia, Giuliano, che li ha seguiti con lo sguardo allucinato, scatta e fa per rincorrerli).
Giuliano - Ma hanno sbagliato! Il marito di Valentina c', ora!
Mattia - (trattenendolo per la giacca) Stupido, cosa fai?... La vuoi compromettere cos?
Giuliano - Ma, scusa... Non lui il marito? Non gli hanno offesa la moglie?
Mattia - Ma gli schiaffi li hai dati tu_
Giuliano - Se per quello li ho anche presi... Conciato cos... (Allude alla spalla dolorante). Ed ora?
Mattia - Ed ora io posso farti da secondo e troveremo un altro... Io ho degli amici, qui...
Giuliano - (esplodendo) Naturale! Non dici, adesso, che tutto ci naturale? Ma come? Io adesso devo farmi bucare la pancia e lui va a godersela! Senti: questo il colmo!... (Dandogli il biglietto) Ti prego di dirgli di rimandare la partenza, e di cominciare a sentire le spine del matrimonio! Tocca a lui!
Mattia - Ma sei pazzo? Tocca a te!
Giuliano - (disperandosi) Ma l'ho detto io che ci rimettevo la pelle? Era impossibile che me la cavassi cos a buon mercato! (Gettandosi su di una poltrona) Ah, Dio mio!...
Mattia - Non fare il bambino!
Giuliano - Lo far lui il bambino... insieme a Valentina!
Cameriere - (a Giuliano) Le signore di l la chiamano!
Giuliano - Hai dato loro da bere?
Cameriere - Sissignore... La seconda bottiglia...
Giuliano - Che cosa vogliono d'altro? Portane una terza... Che continuino a bere alla mia salute! Dillo loro.
Mattia - Vado io da loro... (Esce a destra).
Cameriere - (esce).
Valentina - (con una valigetta da viaggio) Eccomi! Addio, mio buon Giuliano!
Giuliano - (un po' sorpreso dall'affettuosit sua, la guarda a lungo. Poi a se) Dio mio! E se non la vedessi mai pi? (Coti comica commozione) Senti, Valentina... Senti... Ti devo dire che... che... Che forse non ci vedremo mai pi. Io da buon cristiano faccio una croce su tutto... Qua: la pace... Prenditi pure anche la macchina.
Valentina - Gi fatto... Caricano le valige. Egli mi aspetta... Partiamo subito subito... meglio, sai...
Giuliano - E... guidi tu?
Valentina - Certo.
Giuliano - Allora salutami tanto anche la macchina... Fa nulla... Ma, e dove me la porti?
Valentina - A Roma... Poi, te la riporto io...
Giuliano - Tu?... (Lusingato) Eh! Ma chiss se ci rivedremo...
Valentina - Ma perch?
Giuliano - Mi batto!
Valentina - (colpita) Dio mio... No!
Giuliano - - S, cara!... Ti ricordi l'affare di ieri sera?... In certi siti, dove la gente non ha niente da fare, un duello sempre un'ottima occasione per occupare la giornata...
Valentina - (abbandonandosi a lui) Ah, Giuliano! No, no! impossibile!
Giuliano - Lo dico anch'io... Ma anche Mattia ha detto di no! Non possibile rifiutare una partita d'onore! Se fosse una partita a scopa, dove ci si diverte, la puoi rifiutare... Una partita d'onore, dove puoi andare all'altro mondo, no! cos...
Valentina - (disperandosi) Ma no! No...
Giuliano - (lusingato) Cara! Mi vuoi dunque tanto bene? Oh, gioia!... Non puoi credere come questa tua tenerezza compensi il mio infortunio... Ah, mi par d'essere veramente un cavaliere antico che va alla tenzone... Valentina! (Intanto la accarezza) Valentina... Io... Io...
Valentina - Giuliano... Qui ci vedono...
Giuliano - E non siamo marito e moglie, qui? Almeno al pianterreno, se non ai piani superiori! Senti: diamoci un bell'addio da marito e moglie, o da cugini, che infine lo siamo... Un bacio...
Valentina - Ma no!
Giuliano - Come no? Sono un morituro...
Valentina - No... No... Non devi morire
Giuliano - (commovendosi) Perdonami se sono stato un po' nervoso... Ma sai... Tu hai ben capito che ti voglio bene.. (Risoluto) Ma no, cosa dico? Che stupido! Dammi un bacio... (Egli la prende e la bacia senza sapere distaccarsene).
Valentina - (staccandosi scomposta) Cattivo! Cattivo! Ah, pensa! L'ho gi tradito!
Giuliano - Chi?
Valentina - Mio marito!
Giuliano - Per cos poco? Tu non sei una donna moderna! Ah! Sono sempre gli immeritevoli, i pi fortunati!
Valentina - E quando il duello?
Giuliano - Cosa vuoi che sappia io? Un duellante non sa mai niente. Non conosce nemmeno l'avversario... Non sa nemmeno perch si batte! un'ingenuit chiedermelo...
Valentina - Sar domattina, immagino...
Giuliano - Per solito, s... cos...
Valentina - Se potessi trattenerlo sino a domani! Almeno...
Giuliano - Almeno se crepo potresti farmi i funerali senza tornare qui... un'occasione da studiare... Diglielo!
Valentina - (abbandonandosi a lui) No, Giuliano!
Giuliano - (egli cerca di baciarla ancora, ma ella si divincola e fugge. Egli rimane un po' a guardarla. Poi risale la scena gridando) Parto! Parto anch'io!... (Ma ad un tratto resta attratto e come impietrito) Ma che diavolo successo! (Osservando verso l'invetriata all'interno) Che fa Mattia? Oh che dolci conversari con l'oca! E la vecchia? Dorme?!! Ma Mattia giuoca o fa sul serio? (Viene verso la ribalta: il suo pensiero torna a Valentina, e medita a voce alta) Ah! finita, se Dio vuole... Se n' andata... Peccato!... Era il terremoto... Il trambusto permanente... Ma era lei... Era lei... Era... Era... (Un piccolo grido perch la spalla gli dolora) Ahi! Un accidente, era!... (Chiamando) Cameriere!
Cameriere - Comanda, signor conte?
Giuliano - Parto...
Cameriere - A che ora?
Giuliano - Non lo so... Parto... L'importante partire.
Cameriere - Lascia la camera?
Giuliano - (sbuffando) Ma cosa sono queste preziosit? Lascio tutto l'albergo, altro che la camera!...
Cameriere - (esce).
Giuliano - S! Partire... Partire... l'unica! Ne ho abbastanza di questa corv... Ed egli la stringer magari gi fra le sue braccia... (Un balzo) E sulla mia macchina! (Come parlando a lui) Sei stato fortunato per, va l! Avresti potuto... Bastava che avessi voluto... Mah! sempre cos! La fortuna dei mariti non dipende mai dalla loro virt, ma dalla imbecillit degli altri uomini!.. Eppure quando ho baciata Cecilia me l'ha dato di gusto dell'imbecille!... E quando l'ho baciata come cugino, lei ci stava con una parentela pi stretta... Oh! Se ci stava!
Direttore - Il signor conte parte?
Giuliano - Ho detto di s.
Direttore - Se permette: il conto. (Gli d una busta).
Giuliano - Va bene. (Lo osserva e fa una smorfia).
Direttore - Vi sono poi delle piccole note pagate dall'albergo... Fornitori della signora... (Consegnandogli successivamente le buste) Argenteria Bellati: 25O; Profumeria Ai fiori della Riviera: 348! Coiffeur: 21O ...
Giuliano - Avanti! Perch vi fermate?
Direttore - Prendo fiato... Garage, benzina riparazioni: 354; Modisteria De Chambelle: 6O O ; Au dernier cri: 13O O ...
Giuliano - Basta! Che sia l'ultimo grido davvero! Tocca a me ora prendere fiato!
Direttore - Ho finito.
Giuliano - Meno male... Ah! Mi farete un piacere di chiamare un medico. Ho bisogno di un certificato. Dovrei battermi in duello ma non posso muovere la spalla... (A s) (Non m' venuto in mente prima per dirglielo subito a quei due necrofori!).
Direttore - Benissimo!
Giuliano - Macch benissimo! Malissimo!
Direttore - Volevo dire che il signor conte sar esaudito... Allora potremo avere l'onore di averla qui guarita per battersi...
Giuliano - Sicuro! Guarir per poter crepare in buona salute!...
Direttore - (consegnandogli un altro conto) Lo champagne delle signore: 34O lire... In tutto, compreso, l'albergo: 3115.
Giuliano - Va bene. (Con tutti i conti che gli ingombrano le mani e gli cadono continuamente a terra e lo obbligano a raccoglierli, finisce per sedersi su di una poltrona sbuffando. Poi chiama) Mattia! Mattia!
Mattia - (compare alla vetrata) Che vuoi?
Giuliano - Senti: hai danaro tu?
Mattia - Io? No.
Giuliano - Come no? Non hai mille lire da prestarmi?
Mattia - Macch! Sono partito all'improvviso... Non mi sono provvisto...
Giuliano - E il tuo conto, qui?
Mattia - Sapevo che c'eri tu... Ho fatto assegnamento su di te... Dopo ci aggiustiamo...
Giuliano - Anche il tuo conto! Accidenti! Ma io non ho quattrini a sufficienza... Devo telegrafare a Firenze... (Contrariato).
Cameriere - (porge un telegramma a Giuliano) Per lei, signor conte...
Giuliano - (seccato, a Mattia) Apri tu, ti prego...
Mattia - (leggendo) di Pappina...
Giuliano - (stupito) Di Peppina?!
Mattia - (leggendo) Caldaia calorifero scoppiata durante prova. Casa crollata.
Giuliano - (con un balzo ed un urlo) Eh! !? Ah! Dio mio! Fa' vedere! (Legge, salta qua e l gridando) La macchina, subito!... Ah! Non ce l'ho! Senza macchina! Senza soldi! Senza casa!... (Altro tono) E senza Valentina!... (Cade costernato sulla poltrona).
Fine del secondo atto
ATTO TERZO
La stessa scena del primo atto. mattina.
Peppina - (sta riordinando la camera).
Cecilia - (dopo pochi istanti si affaccia alla comune) Peppina?
Peppina - Oh, buongiorno signorina Cecilia...
Cecilia - arrivato il dottor Mattia?
Peppina - No...
Cecilia - E il signor Giuliano dorme ancora?
Peppina - Eh! S' alzato presto... Lo guardi l, in giardino, in fondo... Coglie dei fiori!
Cecilia - Ci vuol poco ad indovinare per chi sono...
Peppina - Mah!
Cecilia - Nemmeno l'ingegner Zanni arrivato?
Peppina - Eh! Quanta gente vuol che arrivi? A quest'ora? Sono le sette del mattino, sa?
Cecilia - Le sette del mattino, in campagna, sono le dieci della citt (Guardando fuori) Oh Dio... Mia madre... Adesso si ferma con Giuliano... (Guardando fuori) No... Non l'ha nemmeno visto... Eccola...
Adele - (a Cecilia) Cosa fai tu qui?
Cecilia - Nulla...
Adele - una buona ragione per andartene. Va in giardino... Devo parlare con Peppina.
Peppina - Buongiorno, signora!
Adele - (a Cecilia) Addio cara...
Cecilia - (saluta ed esce).
Adele - Peppina... Che faccia ho? Un orrore, vero?
Peppina - Non c' male...
Adele - (sedendosi) Dio mio!... Ancora non ho ritrovato la mia pace... Pensate!... Che emozioni!... Che scosse!... Ma era Giuliano che la baciava a quel modo o il dottor Mattia? Io non sono ancora riuscita a saperlo... Ero sulla poltrona... M'ero persa via... Apro gli occhi e vedo... Giuliano dice che non era lui, Mattia lo stesso... Cecilia... Oh! La poverina! Che deve sapere lei? Sapete la storia di Leda che diventata madre con un cigno?... No... Voi non la potete sapere... Lei sarebbe lo stesso... Eppure Giuliano l'ha baciata! E in pubblico... C'ero io... L'ho visto... Anzi l'ho sentito... Perch ha baciato anche me...
Peppina - Che orrore!
Adele - Cosa dite?
Peppina - Dico che orrore baciare in pubblico...
Adele - Ah s!... (Pausa) Vi dico... Io sono stata tanto male... Mi hanno portata a letto... E fino alla mattina dopo non ho saputo pi nulla... La mattina dopo erano spariti tutti... Giuliano, il dottore, quella signora, suo marito... Perch venuto suo marito, sapete? Ce l'ha detto Mattia... Avrei avuto gusto rivederlo!... Ma cosa volete? La mattina dopo Cecilia e il dottore m'hanno consigliato di tornare a casa... Stavo tanto male... (Pausa) Pensate d'altra parte se fosse stato Mattia... Non un cattivo uomo... Tutt'altro... Anzi... Se per quello, meglio di questo... Ma piacer al mio tesoro? E come dirle: Sposerai quest'uomo?... Basta... S, meglio di questo... Cosa vi dicevo, Peppina, io? Anche se tornano, non sono pi nostri quando certe donnette li hanno stregati...
Peppina - Va bene... Per tornato, ed tornato solo...
Adele - S... Ma dopo tre giorni eccola lei... Ero cos contenta di quello scherzo che gli hanno fatto della casa saltata in aria...
Peppina - Bello spirito quello!... Chiss poi chi stato!... Del resto la signora Valentina adesso qui col marito. Gli hanno riportata la macchina...
Adele - No: il marito iersera non venuto.
Peppina - Verr adesso...
Adele - Una notte... Voi non sapete cos' una notte! (Sospirando) Me ne ricordo ben io!... Comunque... Basta!... Ed ora come devo comportarmi? Chiedergli ragione di quello che successo a S. Remo? Un bacio pubblico a quel modo?... E se lo faccio arrabbiare? Bisogna pazientare... (La voce di Valentina che canta dall'interno. Incollerita) Ah! L'usignola spennacchiata! (Come parlando a lei) Me ne vado, s! Ma la partita non chiusa... Io sono pi dura di lei... (Indica la porta dove si sente cantare Valentina. Esce).
Peppina - ( a parte) Lo credo... Alla sua et!...
Giuliano - (si scontra sulla porta con Adele. Con furia) Buongiorno, signora... Ci vediamo dopo...
Adele - (amara) S... A pi tardi!...
Giuliano - (chiamando) Peppina, Peppina! svegliata! Su... Su... Presto! La colazione?
Peppina - Vengo subito! (Esce a sinistra).
Valentina - (entra da destra) Buon giorno Giuliano!
Giuliano - Buongiorno, cara! Hai dormito bene?
Valentina - ( ilare, felice, primaverile) Benissimo! Ah! Come si sta bene in campagna! Pensavo questa notte...
Giuliano - (trepido) A che cosa?
Valentina - A quella sentenza che mi hai detto ieri mentre si andava un po' pei campi, prima di pranzo... appena arrivata Aspetta... Gli uomini fabbricarono le citt... Iddio la campagna! Che bella! E di chi ?
Giuliano - Ma cosa vai a pensare alle sentenze?...
Valentina - Voglio sapere di chi ... Voglio scrivermela...
Giuliano - Non mi ricordo... Ma se ci tieni a far bella figura puoi darle qualunque firma: La Rochefoucauld, Chateaubriand, Leopardi, Goethe...
Valentina - (ride) Gi... Adesso capisco perch non hai mai preso moglie... Sei troppo colto... Troppi libri... Troppo sapere...
Giuliano - Prendimi in giro, va l (Altro tono) E questa colazione? (Chiamando ancora) Ma Peppina!
Peppina - (entrando col vassoio) Eccomi! Eccomi!
Valentina - Oh! Brava Peppina! Ho una fame che non ci vedo.
Peppina - (sorride ed esce).
(Tutto il dialogo prosegue mentre si dispongono a mangiare).
Valentina - Davvero, sai?... Mi ricordo che l'anno scorso in casa Malaspina, a Roma, s' parlato di te come celibatario ostinato.
Giuliano - Ostinato troppo... Diciamo convinto...
Valentina - E a momenti c'era chi voleva bandire una crociata per liberare il sepolcro entro al quale vivevi, e anche dal misogenismo che gli fa da guardia... Qualcuno... (Ride a bocca piena) aveva pensato ch'io dovessi capitanare quella spedizione.
Giuliano - Capitanarla come?
Valentina - Farti capitolare, via!
Giuliano - (ride) Oh! A te non sarebbe mancato il valore per vincermi... un peccato che quella spedizione non si sia realizzata.
Valentina - Bada che questo un po' alzar bandiera bianca.
Giuliano - Non nego... Ma non essendo assediato ci non ha valore n pu avere conseguenze... (Sospira). In fine dei conti io penso una cosa: che l'ateismo non una colpa, una. infermit fisica come la cecit... Se io non credevo all'amore si perch non mi era mai venuto davanti, perch non avevo potuto vederlo...
Valentina - E adesso lo vedi?
Giuliano - (la fissa) S... Ma egli si vendicato del mio disprezzo per lui... Mi si presentato invulnerabile...
Valentina - (accorgendosi che Giuliano non ha toccato cibo) Non mangi?
Giuliano - No... ti guardo...
Valentina - Non vorrai mangiare me, eh?
Giuliano - Potessi! Mi vendicherei a mia volta di questo amore vendicativo! (Con passione) Sei tu, Valentina, quell'amore crudele! Come ti amo!...
Valentina - (alzandosi) Oib! Giuliano! Non ripetiamo quello che successo ieri!... Lasciamo andare... Ieri stato ieri... Quelle corse nei prati come due fanciulli ancora...
Giuliano - Ah! Guai a ritornar fanciulli quando non lo si pi... Hai ragione, Valentina... Non avrei dovuto baciarti...
Valentina - Cattivo! Non farmelo ricordare!...
Giuliano - E dire che per otto giorni ho sempre saputo resistere! Lo puoi dire!... Sono stato o no cavaliere?
Valentina - Perbacco! !
Giuliano - Ma questo tuo ritorno...
Valentina - T' cos spiaciuto?
Giuliano - No, cara!
Valentina - Dovevo pur ringraziarti... Anzi, dovevamo ...
Giuliano - Ebbene... Permettimi una cosa... Gi che dici dovevamo , tu dovresti usarmi una cortesia... Quando< egli arriver, tu gli andrai incontro... Gli dirai che io non c'ero... Che sono partito... Inventerai qualcosa...
Valentina - Perch?
Giuliano - Perch?!... Perch non voglio vederlo, ecco! Che io sappia che c' un uomo che ti possiede gi... gi... Ma vederlo, proprio, non ci tengo... E poi, che bisogno c'? Il piacere di aiutarti a rintracciarlo io l'ho reso a te, non a lui... Se fosse venuto lui a dirmi di cercar te, sta sicura che, trovata, ti tenevo per me...
Valentina - (ride) Ah! Ah! Come sei caro! E che te ne facevi di me?
Giuliano - Gi... vero... Comunque io ti pregherei di questo immenso favore... Non vederlo!
Valentina - un bell'uomo, sai?
Giuliano - Ne ho piacere, ma questo non mi interessa.
Valentina - Toh! Ti sarebbe dunque piaciuto che io rimanessi zitella?
Giuliano - Non l'ho mai pensato...
Valentina - S, va l... L'hai pensato e ne saresti rimasto contento, anche!
Giuliano - Io?!...
Valentina - Gi... Perch ho detto di no a te.
Giuliano - A me bai detto di no? Quando? Non me ne ricordo nemmeno!
Valentina - Vuoi negare, adesso che c' ormai l'irreparabile, che ti sei appartato qui per me?
Giuliano - (ridendo) Se non sono mai stato cos bene come qui... Se fosse vero dovrei ringraziarti... Ma non lo ...
Valentina - Vuoi negare di essere stato innamorato di me? Anch'io m'ero innamorata, sai?... Dopo passato... Perch non essere sinceri?
Giuliano - Senti... Non mi far venire il nervoso!... Tu non sei una bambina e sai benissimo che non sono mica gli uomini che scelgono le donne... Dovrebbe essere cos, ma in realt sono sempre le donne che scelgono gli uomini...
Valentina - Difatti il mio ingegnere me lo sono scelto io...
Giuliano - Bel campione per quello!
Valentina - Tu non lo vuoi vedere, ma ti assicuro che elegante, distintissimo. Colto poi!... Parla quattro lingue!
Giuliano - Anch'io parlo quattro lingue! Gran roba!... Cosa vuol dire parlare quattro lingue? Le parlo anch'io! Vuol dire tradurre in quatto forme diverse le stesse cretinerie che hai nel cervello... (Alzandosi e sbuffando) E poi basta! Basta! Ti diverte cos tanto constatare che mi hai cotto? S, s cotto! meglio dirlo! Non c' altro mezzo per avere un po' di piet dalle donne. Piet, s... Perch... Cosa vuoi che faccia, io, ora? Continuare a essere innamorato di te? No, eh? Bisogna pure che un antidoto lo cerchi... Io non posso sperare di averti... Prima di tutto perch non sei donna di andare a tiro a due... almeno cos presto... E poi perch a me non piace amare le donne degli altri. Amare le donne degli altri non soltanto un peccato, un segno di cattivo gusto. A me la donna piace per me... Tutta per me... E non riesco a capire con che logica due uomini devono accanirsi attorno ad una donna, quando ce ne sono sette per ogni uomo...
Valentina - A sentirti parlare cos non si direbbe che ieri sera mi hai baciata a tradimento e a quel modo...
Giuliano - Hai ragione... Fu un capogiro...
Valentina - Un capogiro, lo chiami? Mi hai tenuta la testa ferma per un quarto d'ora!... (Ride).
Giuliano - Gi... del resto la prima volta che ci siamo baciati... No?... Ricordi nella villa della povera nonna, a San Fermo?... Dieci anni fa?...
Valentina - Di aprile... Alle nove di sera... Me lo ricordo benissimo perch sei stato il primo uomo che ho baciato...
Giuliano - Ah! Come sarebbe meglio se fossi l'ultimo!...
Valentina - L'ultimo lo sei stato... Da ieri non ho baciato pi nessuno...
Giuliano - Valentina! Ti amo! (Fa per baciarla).
Valentina - Ma basta, ho detto!... (Una pausa. Civettuola) Sicch se un anno fa io avessi capitanato quella famosa spedizione di cui ti parlavo, eh?... Forse saremmo marito e moglie.
Giuliano - Sai... Allora saresti venuta da signorina... E una signorina che si presenta a un giovanotto sempre come una trappola aperta...
Valentina - E una donna sposata?
Giuliano - La stessa trappola con dentro un sorcio gi prigioniero... Fa meditare... (Ride) E forse tenta di pi, non nego... Sai cosa si dice del matrimonio? Una fortezza assediata, dove quelli che son dentro vorrebbero essere fuori, e quelli che son fuori vorrebbero essere dentro...
Valentina - Bellissima!... Me la scrivo anche questa... Di chi ? Chateaubriand?
Giuliano - Ma via!... Non vorrai portarti via da me una collana di sentenze!
Valentina - Ma ne hai di gustosissime!
Giuliano - Fammi il piacere... Del resto, compera un etto di cioccolatini, di quelli che han dentro quelle striscioline di carta... Ne hai di sentenze fin che ne vuoi... Col cioccolato in pi... Se tutto quello che ti resta di me sono quattro briciole che cadono dal cervello...
Valentina - Eh! No! Mi resta assai di pi. Ma non te lo dico, perch se vero che mi vuoi bene, potrei sembrarti crudele. Verso un uomo che ci ama tante volte pi crudele il parlare che il tacere...
Giuliano - Quanta saggezza! Indubbiamente costa poco ad essere virtuosi... Questa notte mi era venuta un'idea...
Valentina - Eh, la so!
Giuliano - Come la sai?
Valentina - Ho barricata la porta!
Giuliano - Esagerata!
Valentina - Caro mio, per combattere le esagerazioni, bisogna essere esagerati... (Correndo alla finestra) Oh! Una macchina! -
Giuliano - (turbato) Tuo marito?
Valentina - No: il dottor Ricci... Vado a vestirmi un po' meglio... (Esce).
Mattia - (entrando) Addio, caro!
Giuliano - Ti saluto!
Mattia - qui, Valentina?
Giuliano - S... Da ieri!
Mattia - Da ieri?!
Giuliano - Che male c'?
Mattia - (scrollando il capo) Ma matta, quella donna... Non si preoccupa di suo marito?...
Giuliano - Non deve venire a prenderla lui qui? O sei venuto tu a prenderla? Dio sia lodato! Magari fosse!
Mattia - No... No... Viene lui... Anzi, vuol vederti, conoscerti! E temo di pi...
Giuliano - Cosa?
Mattia - Non so... lersera, dopo che Valentina era partita, m'ha fatto certi discorsi... geloso... L'ha lasciata partire per fare una prova...
Giuliano - Una prova di che?
Mattia - So io? I maritihanno un loro modo di ragionare...
Giuliano - Senti: io non so che modo abbia lui di ragionare, ma ti assicuro che se appena ha il coraggio di dire, non una parola storta, ma di tradire un pensiero che non sia trasparente come merita Valentina, io gli faccio provare il mio modo di ragionare: il bastone. Romanza senza parole...
Mattia - Via!... Ti ho salvato da un primo duello, ma non garantisco di farlo per tutti...
Giuliano - Salvato? Hai redatto un certificato doveroso e sincero in infermit fisica... Non potevo muovere il braccio, no? Ma non parliamone pi... Senti: ormai passata! M' capitata e Dio me l'ha mandata in castigo della mi ostinazione celibataria... stata dura, ma sempre meno di una moglie...
Mattia - A meno che questa moglie fosse del tipo di Valentina.
Giuliano - Di Valentina, purtroppo, ce n' una sola, e, quel che peggio, voi l'avete lasciata sposare a un pitecantropo come quello!... Ma se immaginavo una cosa come quella che tu ora mi hai detta, ti giuro che mancavo ad ogni regola di cavalleria, di misura, di educazione... Gliela prendevo...
Mattia - Bel gusto...
Giuliano - Oh!... Quanto a gusto, ce ne sarebbe stato molto, va l!
Mattia - Volevo dire: bel gusto poi a lasciarla...
Giuliano - Beh, insomma... (Pausa). Si pu sapere cosa sei venuto a fare qui?
Mattia - A darti un consiglio, pel bene di Valentina.
Giuliano - A quale proposito?
Mattia - Senti: oggi, quando lui viene, procura di far trovare qui la signora Adele e Cecilia. E presenta Cecilia come la tua fidanzata.
Giuliano - Eh?! Ma dovr passar tutta la vita a prendere e respingere quelle due disgraziate?...
Mattia - meglio, scusa... Anzi, vado io a prevenirle... (Esce).
Giuliano - (lo guarda allontanarsi, risale la scena mostrando di non capire. Poi chiama) Peppina!
Peppina - (comparendo) Comanda?
Giuliano - Sparecchia qui...
Peppina - Subito... (Eseguisce ed esce).
Giuliano - (gira su e gi nervoso. Ad un tratto corre alla finestra) Unaltra macchina?... lui... Dio mio!... (Attende qualche istante finche sulla soglia appare, composto ed ossequiente, l'ingegner, Carlo Zanni). (Titubante) L'ingegner... Carlo... Zanni...?
Carlo - Appunto... Ma guarda!... Sono contento che mi hai riconosciuto!... Dopo tanti anni! Io non lo speravo nemmeno!... Dicevo venendo qui: Chiss se Giuliano, devo dire, anzi il conte Giuliano Arenzi, miriconoscer. Invece... Ma gi: si ha torto di credere che i compagni di collegio si possano dimenticare...
Giuliano - (appena ha superato il suo stupore) Ah!... Ma gi!... Zanni!... A Zurigo... Ma chi pensava che proprio tu... Oh... Ma che combinazione!... Se Valentina me l'avesse detto! Ma gi, lei non sapeva del collegio... Ma lascia che ti abbracci!... (A se) Dio mio! Un martirio di pi... Ora dovr conservare la relazione, innamorato come sono di lei!... (Forte) Siediti! Per Bacco! Ora chiamo Valentina...
Carlo - qui?
Giuliano - Eh, gi!
Carlo - (fissandolo s che Giuliano resta allarmato) Alla grazia della tua avversione per le donne! Canaglia! Io sono... rovinato! Per colpa tua! Seduttore!
Giuliano - (traballando. A se) (Dio mio! L'Otello!... Me la strozza!) (A lui) Cosa dici? Rovinato? Seduttore?! A me?! Cosa pensi, mio Dio?! Io sono stato per Valentina un fratello... Sopratutto un gentiluomo, come era mio dovere del resto... Ammetto che forse sarebbe stato bene fare altrimenti, ma le cose non nascono sempre come vogliono gli uomini, ma come vogliono le donne! Comandano loro... Noi si ubbidisce cos per... per... Non lo so nemmeno io... (Vedendo comparire Adele e Cecilia) Oh! Ecco! Ecco caro cugino... Sono felice di presentarti la mia fidanzata e sua madre... Cara Cecilia! (L'abbraccia, come sempre, smodato) Ecco l'ingegner Carlo Zanni, il marito di mia cugina...
Carlo - (a se) (Ma cosa dice costui?).
Adele - (a se) (Ma ha una fissazione di essere espansivo solo quando ci sono gli estranei!) (Forte) Ma Giuliano... Ma una fissazione...
Mattia - (la interrompe violentemente, s che ella non pu proseguire e continua a discorrere a bassa voce con lei).
Carlo - Ma Giuliano...
Giuliano - Dicevi, caro? (Alle signore) Ma accomodatevi... (Chiamando) Valentina!
Mattia - Grazie, caro... Noi stiamo qui fuori... (Si vedono fuori, davanti alla comune, parlare lietamente).
Carlo - (trascinando Giuliano in scena) Ma scusami, caro, perch hai detto a queste signore che mia moglie tua cugina?
Giuliano - Eh, la conoscono!
Carlo - (stupito) La conoscono? Come fanno a conoscerla?
Giuliano - Sai pure che Valentina, il giorno che ti ha perso... A proposito... Non ti ho neanche domandato come va la tua gamba... S, la lussazione... Il ginocchio...
Carlo - Io? (Pensa un po', poi ridendo) Ah! Non sono mica io che mi sono fatto male alla gamba... mio figlio!
Giuliano - Tuo figlio?! Allora tuo figlio il marito... Ma scusa quanti anni ha?
Carlo - Otto...
Giuliano - Eh?! Allora... eri... eri... vedovo?
Carlo - Magari!... Ma cosa dici?
Giuliano - Eh?! (Si guarda attorno come allucinato, vede Mattia e lo chiama) Mattia! Mattia!
Mattia - (sulla comune) Che hai?
Giuliano - (scostandosi da Carlo, gli si avvicina, lo guarda fisso) Sei tu? E io sono io? Fammi il piacere: dammi un paio di schiaffi... Un pizzicotto... Fammi constatare che non dormo, che non sogno... Che non ho dormito, che non ho sognato!...
Mattia - Ma perch?
Giuliano - Perch... Perch?! (Si guarda attorno).
Mattia - Disgraziato! Ti prego di lasciarmi tranquillo... Ora ho il mio daffare. (Ritorna verso le due donne).
Giuliano - (sempre trasognato e senza saper bene quel che dice, torna presso Carlo) Otto anni! Dopo otto giorni di matrimonio un figlio di otto anni?...
Carlo - Senti mio caro... Io sono desolato di trovarti in uno stato cos anormale... Mi avevano detto che tu eri un misantropo, affogato negli studi, ma non pensavo davvero di trovarti cos... Chiama il dottore...
Giuliano - (chiamando) Mattia!
Carlo - Ma no quello... Il tuo medico... Il dottore vero?
Giuliano - Perch? falso quello?
Carlo - Ma via!... Senti... Io ti dico in poche parole perch sono venuto da te...
Giuliano - Per Valentina, no?
Carlo - S, per lei... Ma adesso tu taci un momento... Dunque devi sapere che un mese fa, in casa Malaspina a Roma...
Giuliano - No, un mese fa, stato un anno fa...
Carlo - Cosa ne sai tu?
Giuliano - Ma ti dico di s!
Carlo - (a se) (Poveretto! uscito di mente) (Forte) B, insomma: s' fatta una scommessa fra me e Valentina... E cio che ella sarebbe riuscita in un mese a diventare tua moglie...
Giuliano - Ah! Un anno fa, s... Me ne parlava ora anche lei... Invece...
Carlo - Invece niente... Lasciami dire... Io ho scommesso diecimila lire... E siccome non le ho e le cose, secondo le informazioni dell'amico Mattia, sono precipitate, vorrei pregarti, gi che sei un gentiluomo, di ritardare le nozze, affinch io non possa fare brutta figura con lei... Ci tengo... Sai... stata una matteria... Quella delle scommesse sempre un po' il mio debole...
Giuliand - (come chi cerca a tentoni nel buio) Ma... Non tua moglie, Valentina?
Carlo - Magari!
Giuliano - Per Dio! Allora, se non sei tu suo marito, questi deve venire ancora!... Hai perduto la scommessa, caro! Valentina sposata... Da quindici giorni!...
Carlo - Con te?
Giuliano - Magari!... sposata con l'ingegnere Carlo Zanni...
Carlo - Ma sono io l'ingegnere Carlo Zanni!
Giuliano - Ma come fai a essere Zanni e non marito di Valentina?!
Carlo - Semplicissimo! Valentina non sposata!
Giuliano - Non sposata?!...
Carlo - T'ho detto: c' una scommessa fra me e lei!... Ascoltami calmo... Appena ho saputo che Valentina ti trascinava qui, facendosi girare dietro un marito immaginario, e mi sono convinto che tenendoti con lei finiva per innamorarti, mi sono messo alle vostre calcagna: sono corso qui e, sono arrivato che eravate partiti da cinque minuti, poi cosa ne ho fatte! L'avevo anch'io un'agenzia, ma funzion male! Tuttavia vi ho raggiunto a San Remo, ho cercato di farti immobilizzare con un duello... Poi di strapparti da lei col falso telegramma della casa saltata in aria...
Giuliano - (sbalordito) Tu?!!
Carlo - Eh! Gi! Tutto un piano semi diabolico... Perch la scommessa non era tanto su] fatto che Valentina riuscisse a sposarti, perch con una donna come quella ci cade il pi indurito misogino, ma era sulla tua resa entro un mese... E se io ottenevo di metterti fuori uso per un paio di settimane col duello...
Valentina - (a Carlo) Oh! Che fa lei qui, ingegnere?
Carlo - Io?... Vengo a darmi vinto!... Mattia mi ha tenuto al corrente giorno per giorno della... malattia!... Siamo all'Estrema Unzione... Dopo di che, lei lo sa, viene il matrimonio... Sono venuto solo per accordarmi per il pagamento della scommessa!
Valentina - Ma non se ne preoccupi e abbia fiducia nelle amnistie che di solito succedono ai grandi avvenimenti! ...
Carlo - Perbacco! Come sono fortunato!... (Va verso Mattia e fa gruppo in giardino con le donne).
Giuliano - Valentina... Ti prego... Illumina la mia mente... Cerca la ragione fra le macerie del mio cervello...
Valentina - (affettuosa) Mio caro... Non c' che uq errore di data... E l'ho fatto io... Quella famosa spedizione, quella celebre scommessa in casa Malaspina, a Roma, non avvenuta un anno fa, ma appena un mese fa. Quindi la compio ancora da signorina...
Giuliano - Signorina?!
Valentina - Ma s!
Giuliano - Ma tuo marito?
Valentina - Non mai esistito... Ovvero esiste... Eccolo! (Addita lui).
Giuliano - Valentina, mi gira la testa!...
Valentina - Si fermer!
Giuliano - Allora la stazione?... Il buffet?... Lo smarrimento?...
Valentina - Fantasia!
Giuliano - I telegrammi?... L'arrivo a San Remo? La lussazione?...
Valentina - Fantasia... Una piccola congiura fra me e il dottore, ma per uno scopo buono: darti un cuore per tutta la vita!
Giuliano - (estasiato) Tu? Mia?! Proprio mia?! Per sempre?! Ma nooo!... (Si mette a girare incredulo).
Valentina - Ma come? Hai creduto all'invenzione e non vuoi credere alla realt?
Giuliano - Proprio non esiste?
Valentina - Ma no!...
Giuliano - E lui?... L'ingegner Zanni?
Valentina - Abbiamo preso il suo nome come finto marito perch era l'avversario nella scommessa, e perch inventando una persona, bisogna pure darle uno stato civile!
Giuliano - Ah! Valentina! Ah, che felicit! Mia! Mia! Cara! Cara! (L'abbraccia).
Adele - Caro Giuliano! Oggi sono tanto contenta!
Mattia - Siamo tutti contenti...
Valentina - Un momento...
Giuliano - (spaventato) Oh, Dio! Che c'?
Valentina - Tutti contenti, vero... Ma bisogner vedere se sar contento lui...
Giuliano - (terrorizzato) Lui! Ancora lui? Esiste, allora?
Valentina - No, caro.. Volevo dire se sar contento lui... Il pubblico! (Gli attori tutti si inchinano al pubblico, all'antica).
FINE


