HOME AND DRY
Un'indagine da incubo
di
Matteo Tibiletti
Titolo |Home and dry - Un'indagine da incubo -
Autore | Matteo Tibiletti
Numero Siae| 213623
Email address | tibilettimatteo@gmail.com
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Personaggi
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Capitano Boyle |
Anziano capitano di polizia |
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Agente Johnson |
Giovane attendente del capitano Boyle |
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Bob MacLachlan |
Ex poliziotto dal passato torbido |
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Paul Wise |
Proprietario di una lavanderia a gettoni |
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Theresa Lipton |
Medium, meglio nota come Madame Lodge |
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Suzanne Nance |
Una bionda svampita di facile conquista |
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Philip Zabriskie |
Dandy, sosia perfetto di Philip Seymour Hoffman |
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Gli uomini in nero (X e Y) |
Strambi avventori della lavanderia a getton |
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Il vecchio Devon |
Un anziano paralitico, sulla sedia a rotelle |
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Una donna cinese |
Una misteriosa clochard |
Sinossi
Il detective Bob Maclachlan un uomo dal passato torbido e misterioso; cacciato dalla polizia anni addietro, viene ora rintracciato e ingaggiato proprio dal suo ex principale, il Capitano Boyle per un caso molto scottante di duplice omicidio, avvenuto in una lavanderia a gettoni di San Francisco. Sar proprio in questo luogo che il detective avr a che fare con l'irrazionalit di una citt perennemente immersa nella nebbia, nonch con i suoi abitanti, la cui indole apparente quella di confondere il prossimo, per il puro gusto di farlo. " L'immaginazione l'unica chiave di lettura del mondo moderno" dice il Capitano Boyle durante l'introduzione: sar proprio l'immaginazione e le rivelazioni oniriche di una citt da incubo, a far emergere il colpevole del caso, denominato "Home and dry".
ATTO I
Scena 1
Le luci si alzano lentamente. Lambiente saturo di fumo. Siamo allinterno di un ufficio arredato con pochi elementi. Una scrivania con due sedie sulla sinistra del palco, una pianta in un vaso appoggiata accanto allappendiabiti e al portaombrelli. Dietro la scrivania, una lavagna in legno con i gessetti. Sulla scrivania sono appoggiate ordinatamente alcune penne, unagenda aperta, un telefono nero a disco, una scatola di sigari. In piedi, sul fondo della scena, illuminato solo in parte e girato di spalle, c un uomo sulla sessantina che sta fumando un sigaro. Dopo un lungo istante di silenzio, qualcuno bussa alla porta. Luomo sembra immerso nei propri pensieri e non reagisce. Bussano di nuovo, questa volta con maggiore insistenza. Luomo si volta appena verso la porta, ma di nuovo,non parla. Dalla quinta a destra vediamo entrare, mestamente, un uomo in divisa, di circa trentacinque anni: lagente Johnson.
AGENTE JOHNSON - Capitano Boyle, mi scusi?
Luomo sulla sessantina ora si volta verso il giovane e ancora senza parlare gli si avvicina con fare solenne. Lagente Johnson deglutisce, si leva il cappello e, intimorito, abbassa appena il capo.
AGENTE JOHNSON - Capitano Boyle, mi perdoni, ma la porta era aperta ... ho provato a bussare ma forse non mi ha sentito.
CAPITANO BOYLE - La porta era aperta?
Il capitano si avvicina ancora
AGENTE JOHNSON - S, capitano ... io ho provato ...
CAPITANO BOYLE - E tu hai provato a bussare?
Il capitano sempre pi vicino
AGENTE JOHNSON - S, capitano ...
CAPITANO BOYLE - Ma forse io non ho sentito?
Il capitano ormai a mezzo metro dallagente Johnson
AGENTE JOHNSON - Esattamente, capitano...
CAPITANO BOYLE - Capisco.
Ad un palmo dal naso, il Capitano Boyle guarda fisso negli occhi lagente Johnson. Silenzio. Lagente Johnson abbassa lo sguardo e fa un passo indietro. Il capitano Boyle tira una lunga boccata dal sigaro e sbuffa una grossa nube di fumo sulla faccia del subordinato.
CAPITANO BOYLE - E arrivato?
Lagente Johnson tossisce, poi, abbozzando un sorriso annuisce.
AGENTE JOHNSON - S, capitano. Il detective Bob MacLachlan qui fuori che aspetta di essere ricevuto.
CAPITANO BOYLE - Lui aspetta di essere ricevuto.
Il capitano si volta e torna verso la scrivania
AGENTE JOHNSON - S, capitano ...
CAPITANO BOYLE - E io aspetto di ricevere ... lui.
AGENTE JOHNSON - Immagino di s, capitano. Posso farlo passare?
Il capitano si volta di scatto.
CAPITANO BOYLE - Limmaginazione, agente Johnson quella che serve in questi casi. Limmaginazione la chiave della vita moderna, non ne conviene?
Il capitano Boyle, dopo aver parlato, si volta nuovamente e va a prendere posto dietro la scrivania. Lagente Johnson rimasto un po confuso dalla precedente affermazione del capitano.
CAPITANO BOYLE - Ho detto ...
Accomodandosi sulla sedia girevole.
CAPITANO BOYLE- Ne conviene anche lei? Limmaginazione non forse la chiave della vita moderna?
AGENTE JOHNSON - (Soprassalendo) Immagino di s, signore.
CAPITANO BOYLE - (Battendo la mano sul tavolo e dilatando le labbra in un enorme sorriso) Esatto!
Il sigaro gli casca di bocca e finisce sui pantaloni.
CAPITANO BOYLE - Porca di quella... Accidenti agente, faccia qualcosa, non vede che mi sto bruciando i calzoni?
Lagente Johnson corre verso il capitano ma questi, prima che lagente riesca a sopraggiungere, recupera il sigaro e lo mostra, con fare sbruffone, tra lindice e il pollice.
CAPITANO BOYLE - Eccolo qua!
AGENTE JOHNSON - Per fortuna!
CAPITANO BOYLE - Gi. Per fortuna che i miei riflessi sono ancora quelli di un ventenne! Perch se fosse stato per lei, a questora mi sarei bruciato i coglioni, non le pare?
AGENTE JOHNSON- Le chiedo scusa, capitano.
CAPITANO BOYLE- Con le scuse non si trapiantano palle nuove di zecca ad un capitano di polizia, lo sai?
AGENTE JOHNSON - Immagino di no, capitano.
CAPITANO BOYLE- Tu immagini! Gi! E cos torniamo al discorso principale. Limmaginazione fa andare avanti il
mondo. La vita moderna si basa sulla forte dose di immaginazione. E giusto, dunque?
AGENTE JOHNSON - S, assolutamente.
CAPITANO BOYLE- Quindi riesci anche ad immaginare cosa sarebbe potuto succedere se io non fossi stato cos rapido nel recuperare il mozzicone che mi stava lacerando i pantaloni, vero?
AGENTE JOHNSON - Be ...
CAPITANO BOYLE - Tu pensa, pensa .... anzi, immagina! Immagina cosa sarebbe successo se il mozzicone fosse penetrato fino alle mie mutande e se, perforate anche quelle, fosse arrivato alla pi sacra delle mie "stanze"! Cosa sarebbe successo, dimmi?
AGENTE JOHNSON - Avrebbe provato dolore, capitano ... molto dolore, credo!
CAPITANO BOYLE - Mi avrebbe fatto urlare come una verginella al battesimo del fuoco! Probabilmente avrei cominciato a correre in giro per la stanza sollevando le ginocchia fino al mento ... pressa poco cos, guarda:
Si alza e comincia a correre per la stanza alzando le ginocchia quasi fino a toccare il mento.
CAPITANO BOYLE - Probabilmente le mie urla avrebbero raggiunto la segreteria e gli altri uffici ... forse anche lamministrazione!
AGENTE JOHNSON - Certo ...
Non riesce a trattenere un sorriso che poi malamente maschera sotto una mano, con cui si copre il viso.
CAPITANO BOYLE - E durante la mia agonia, mentre tu te ne stavi immobile a guardar bruciare i miei gioiellini, tutta la centrale avrebbe immaginato ...
Si ferma allimprovviso, ad un palmo dal naso di Johnson.
CAPITANO BOYLE - (Serio) Che al capitano Boyle mancano i coglioni.
AGENTE JOHNSON- (Ricomponendosi e tornando ad aver paura) Gi.
Il capitano Boyle tira unaltra boccata e sbuffa di nuovo in faccia allagente Johnson
CAPITANO BOYLE - Fai passare il detective MacLachlan.
AGENTE JOHNSON - S, capitano.
Si gira e fa per andarsene ma Boyle lo ferma.
CAPITANO BOYLE - Agente Johnson?
AGENTE JOHNSON - (Deglutisce pesantemente) S, capitano?
Il capitano Boyle gli porge il sigaro.
CAPITANO BOYLE - Si faccia una fumata, alla mia salute.
Silenzio. Con lo sguardo, il capitano Boyle insiste, porgendo di nuovo il sigaro. Lagente Johnson, dopo una breve esitazione, prende il sigaro e fa di nuovo per andarsene, ma il Capitano lo ferma di nuovo. Con un gesto, lo invita ad aspirare dal sigaro. Lagente Johnson esegue e tossisce con forza. Soddisfatto, il capitano gli fa ora cenno di andare. Lagente Johnson esce dalla stanza continuando a tossire. Il capitano torna verso la propria scrivania. Da un cassetto prende un plico e lo sfoglia. Dalla quinta di destra entra il detective MacLachlan, un uomo sulla quarantina. Indossa un lungo cappotto grigio fumo e porta dei grossi occhiali da vista. Il capitano Boyle alza appena lo sguardo e fa cenno al detective di sedersi. Il detective, guardandosi attorno, avanza e raggiunge la sedia girevole. Si siede. Silenzio.
BOB MACLACHLAN - Capitano, se mi ha fatto chiamare perch...
Il capitano, ancora intento a leggere il plico, gli fa cenno con la mano di fermarsi. MacLachlan si zittisce. Silenzio. Terminata la lettura, il capitano appoggia sul tavolo il plico. MacLachlan si accorge del contenuto e prende il plico, senza nemmeno chiedere il permesso al capitano, che, infatti, ne rimane infastidito. MacLachlan, pur avvedendosene, non si scusa.
BOB MACLACHLAN - Capitano Boyle, posso chiedere come mai sta esaminando il mio fascicolo?
CAPITANO BOYLE - Provi ad immaginare ...
BOB MACLACHLAN - Sinceramente non ho tempo per immaginare, preferisco sempre sapere.
CAPITANO BOYLE - Grosso errore, detective! Limmaginazione la chiave di lettura della vita moderna, non ne conviene?
BOB MACLACHLAN - No.
Il capitano sgrana gli occhi.
CAPITANO BOYLE - Come ha detto, detective?
BOB MACLACHLAN - Ho detto di no. Limmaginazione interessante quando le cose non le si pu in nessun modo sapere. E affascinante poter immaginare il colore delle sue mutande, ma sinceramente non ho interesse a chiederle di darmi prova di ci, per due ragioni.
CAPITANO BOYLE - (nervosissimo) E quali sarebbero, detective?
BOB MACLACHLAN - La prima, perch non mi piacciono gli uomini. La seconda, perch non mi piacciono gli slip. Indosso solo boxer e, sar anche solo un caso, ma molto spesso nella vita mi sono trovato a mio agio e daccordo con chi la pensava come me. Lei indossa slip, non vero?
CAPITANO BOYLE - (Furibondo) Ma come si permette, MacLachlan?!
BOB MACLACHLAN - (Alzando la voce) E lei come si permette di sventolare il mio fascicolo, come se fosse un fazzoletto sporco?!
CAPITANO BOYLE - Ho le mie ragioni, MacLachlan!
BOB MACLACHLAN - Anche io, per chiederle dei suoi slip!
CAPITANO BOYLE - Non sia ridicolo!
BOB MACLACHLAN - Ah no? Allora la saluto capitano! Ci rivedremo in tribunale, se avr voglia di portarmici e di accusarmi pubblicamente di qualcosa che non sia la mia mancanza di volont nellimmaginare i motivi per i quali a questora della mattina mi ha voluto trascinare da lei!
Fa per andarsene. Il capitano distende i muscoli del viso e si siede.
CAPITANO BOYLE - Per favore, MacLachlan ...
MacLachlan si ferma. Si volta, guarda con aria di sfida il capitano che ora abbassa la testa.
BOB MACLACHLAN - Per favore, cosa?
CAPITANO BOYLE - Abbiamo bisogno di te.
BOB MACLACHLAN - Ma davvero?
CAPITANO BOYLE - Non ho uomini allaltezza e...
BOB MACLACHLAN - E...?
CAPITANO BOYLE - E... la risposta s, porto gli slip, va bene?
BOB MACLACHLAN - Questo lo sapevo gi.
CAPITANO BOYLE - Che altro vuoi sapere?
BOB MACLACHLAN - Per quale motivo ha qui il mio fascicolo? Io mi sono dimesso tre anni fa e con voi non ho pi nulla a che fare.
CAPITANO BOYLE - Mi hanno costretto, MacLachlan. Rischio il posto e non so cosa fare.
BOB MACLACHLAN - E con questo genere di affermazioni che diventato capitano, non vero?
CAPITANO BOYLE - Possiamo mettere da parte per un momento i vecchi rancori, per cortesia? Posso chiamarti Bob?
BOB MACLACHLAN - No.
CAPITANO BOYLE - Oh, insomma, smettila di fare tanto il prezioso, Bob!
BOB MACLACHLAN - MacLachlan, detective MacLachlan. Bob mi chiama chi mi amico e parente.
CAPITANO BOYLE - Be', io potrei essere tuo padre.
BOB MACLACHLAN - A giudicare dalle frequentazioni che aveva mia madre ... no, direi di no. Non mi risulta che lei, capitano, abbia mai avuto problemi con la legge.
CAPITANO BOYLE - Mi dispiace...
BOB MACLACHLAN - A me no, vogliamo arrivare al punto?
CAPITANO BOYLE - Ho bisogno del tuo aiuto.
BOB MACLACHLAN - E questo lho capito.
CAPITANO BOYLE - Devo risolvere il caso "Home and dry", altrimenti mi manderanno a spasso e ... mia figlia, vedi ... sta male e...
BOB MACLACHLAN - "Home and dry"? E una canzone dei Pet Shop boys. Abbiamo risolto il caso?
CAPITANO BOYLE - Per favore, non fare lo spiritoso. Sono gi morte due ragazze di diciotto anni!
BOB MACLACHLAN - Non facevano della cattiva musica i Pet Shop boys, non credo siano stati loro.
CAPITANO BOYLE - (Urlando) Adesso basta, MacLachlan! Santo cielo, ti sembra che io stia scherzando? Sto parlando della lavanderia, del negozio di lavanderia a gettoni denominato "Home and dry" di San Francisco!
BOB MACLACHLAN - (Annuendo) Ho presente. Posso avere un sigaro?
CAPITANO BOYLE - Prima ascoltami, poi ti dar un sigaro.
BOB MACLACHLAN - Sono degli Havana quelli, giusto?
CAPITANO BOYLE - S, sono Havana. Te ne regalo una scatola intera, ma prima ti prego: ascoltami!
Silenzio.
BOB MACLACHLAN - Ok, la ascolto.
Si mette a sedere.
CAPITANO BOYLE - Bene. E cominciato tutto tre mesi fa: la prima vittima Christine Fenn di diciotto anni stata trovata senza vita, allinterno della lavanderia. Nessun segno di violenza. Pare sia morta di arresto cardiaco, ma qualcosa fa pensare che linfarto sia stato indotto.
BOB MACLACHLAN - Cosa lo farebbe pensare?
CAPITANO BOYLE - La ragazza stata ritrovata rigida come una pietra, con le mani protese in avanti,quasi a proteggersi il volto, cos:
Mima la posizione.
BOB MACLACHLAN - Chi cera con lei?
CAPITANO BOYLE - Oh e chi lo sa! Quella lavanderia un porto di mare ... ogni giorno entrano ed escono decine e decine di persone.
BOB MACLACHLAN - Mi sono sempre chiesto chi frequenti le lavanderie a gettoni. Tutti hanno una lavatrice ormai, no?
CAPITANO BOYLE - No, non tutti. Molti preferiscono le lavanderie a gettoni. La lavatrice costa, occupa spazio e porta via un sacco di tempo. Con le lavanderie a gettoni metti a lavare quel che ti serve con pochi spiccioli, leggi un libro o sfogli una rivista. Ti puoi anche bere un caff, mentre aspetti e quando hai finito puoi buttare tutto nellasciugatrice. Con circa cinque dollari fai tutto con il massimo del risparmio.
BOB MACLACHLAN- Lei un habitu delle lavanderie a gettoni?
CAPITANO BOYLE - No. Mia moglie ha voluto a tutti i costi una lavatrice, ma prima che mi sposassi, dieci anni fa...
BOB MACLACHLAN - Si sposato molto tardi ...
CAPITANO BOYLE - Non c unet per sposarsi e non c unet per morire.
BOB MACLACHLAN- Mi sta dicendo che le due cose sono paragonabili?
CAPITANO BOYLE - A volte lo sono. Sai che una volta le donne si vestivano di nero, al matrimonio? Perch per la famiglia era un po come una prima morte ... la figlia si allontanava dal nido...
Silenzio
BOB MACLACHLAN - Interessante digressione. Dunque Christine Fenn stata ritrovata in un rigor mortis "forzato"?
CAPITANO BOYLE - Non lo so. So che hanno dovuto usare il martello per spezzarle la spina dorsale e metterla supina, nella bara.
BOB MACLACHLAN - Mmmm...
CAPITANO BOYLE - La seconda vittima, Catherine Lee, della stessa et, stata ritrovata accanto al distributore dei detersivi una settimana fa. Stesse modalit, stessa posizione...
BOB MACLACHLAN - Stesse martellate?
CAPITANO BOYLE - Tutto uguale.
BOB MACLACHLAN - Posso chiedere una cosa?
CAPITANO BOYLE - Prego
BOB MACLACHLAN - Per quale motivo la lavanderia non ancora stata chiusa?
CAPITANO BOYLE - E rimasta chiusa per un mese! Il vecchio proprietario ha venduto lattivit dopo il ritrovamento della prima vittima. E andato a vivere in Europa.
BOB MACLACHLAN - Lo avete lasciato andare via?
CAPITANO BOYLE - Era pulito.
BOB MACLACHLAN - Certo, dirigeva una lavanderia!
CAPITANO BOYLE - Non fare lidiota, MacLachlan ... sai a cosa alludo!
BOB MACLACHLAN - Era pulito o siete stati voi a non trovare nulla?
CAPITANO BOYLE - Non fa alcuna differenza, MacLachlan!
BOB MACLACHLAN - E perch?
CAPITANO BOYLE - Lo hanno trovato nel suo appartamento di Tolosa, in Francia. Si impiccato nel salotto. Lo ha rinvenuto la padrona di casa che per poco non ci ha rimesso le penne per lo spavento.
BOB MACLACHLAN - E chi ha rilevato ora lattivit?
CAPITANO BOYLE - Paul Wise. Un giovane molto intraprendente. Nato e cresciuto a San Francisco. Pare non abbia mai avuto a che fare con nessuna delle vittime, abbiamo gi esaminato a fondo il suo fascicolo.
BOB MACLACHLAN - Ma davvero?
CAPITANO BOYLE - Lo abbiamo fatto pedinare per due settimane!Abbiamo studiato tutte le sue mosse e abbiamo chiesto con sufficiente discrezione ai conoscenti ed agli amici se fossero in qualche modo anche solo a conoscenza dellaccaduto.
BOB MACLACHLAN - E perch non lo avete chiesto a lui?
CAPITANO BOYLE - Ho pensato fosse meglio non stuzzicarlo...
BOB MACLACHLAN - Stuzzicarlo?
CAPITANO BOYLE - S, voglio dire ... se fosse stato lui, meglio non tirarlo in ballo subito, potrebbe reagire in maniera imprevedibile.
BOB MACLACHLAN - Ma seriamente voi conducete le vostre indagini in questo modo?
CAPITANO BOYLE - Mi sembrata la maniera pi adatta ad intervenire.
BOB MACLACHLAN - E per questo motivo che i suoi superiori lhanno minacciata che avrebbe perso il lavoro se non avesse risolto in fretta il caso?
CAPITANO BOYLE - Hanno giudicato lindagine fin qui intrapresa superficiale e i risultati ottenuti, del tutto inconsistenti.
BOB MACLACHLAN - Gi ...
Silenzio.
CAPITANO BOYLE- Ed eccoci qui.
BOB MACLACHLAN - Eccoci qui.
CAPITANO BOYLE- Ci aiuterai?
BOB MACLACHLAN- Mi faccia riflettere, capitano: lei, che tre anni fa mi ha cacciato da questo ufficio, giudicando le mie iniziative e il mio "stile" inadeguati e poco professionali, ora mi sta pregando di darle una mano in un caso di omicidio?
CAPITANO BOYLE- Duplice omicidio.
BOB MACLACHLAN- Possibile serial killer.
CAPITANO BOYLE - Gi.
BOB MACLACHLAN - Quindi lei mi sta pregando di prendere in mano il caso e risolverlo, per poi sparire nellombra e lasciare a lei tutti gli onori e la possibilit di mantenere il posto in questo merdaio?
CAPITANO BOYLE - Be ... s.
Silenzio.
BOB MACLACHLAN- Va bene, accetto.
Si alza. Il capitano sorride e si asciuga il sudore dalla fronte. Si alza anche lui e fa per stringergli la mano. MacLachlan lo blocca con un repentino gesto della mano.
BOB MACLACHLAN - Voglio essere reintegrato in questo ufficio.
CAPITANO BOYLE- Va bene!
BOB MACLACHLAN- Vice capitano.
CAPITANO BOYLE- Ma... Bob... il vice Steve ...
MacLachlan si volta e fa per andarsene. Il capitano lo ferma.
CAPITANO BOYLE - Va bene!
BOB MACLACHLAN- (voltandosi e sorridendo stringe la mano al capitano) Cinquemila dollari.
CAPITANO BOYLE- Che cosa?!
BOB MACLACHLAN- Anche in due tranches, se preferisce. Ma la prima la vorrei trovare domattina nella mia cassetta delle lettere.
CAPITANO BOYLE- Ma...
BOB MACLACHLAN- Abito sempre l, dove si ricorda bene anche lei. Ah, Paul Wise una mia vecchia conoscenza!
MacLachlan sorride ancora una volta, si volta ed esce. Il commissario si lascia cadere sulla sedia e sospira. Buio.
ATTO II
Scena 1
Lentamente, uno dopo laltro, sullo sfondo di una musica blues, si accendono gli obl delle lavatrici a gettoni. Decine di lavatrici che si delineano su tutto il fondale. La luce che proviene dalle lavatrici di origine misteriosa e varia di colore, dal blu al rosso. Gli obl cominciano a girare. La musica di sottofondo si mischia al rumore proveniente dai macchinari. Il rumore si fa sempre pi intenso, fino ad offuscare la musica. Dimprovviso si spengono le luci degli obl, la musica e i ruomori si bloccano e si alzano le luci sul palco. Siamo allinterno della "Home and dry". Oltre alle lavatrici sullo sfondo, posizionate sulla destra ci sono dei lunghi tavoli per la piegatura, due macchinette distributrici di detersivi e un cestino per limmondizia. Sulla sinistra c un telefono a gettoni, una macchinetta distributrice di caff e una fila di sedie, accanto alle quali c un tavolino colmo di riviste. Sul fondale, a destra, una porta con linsegna "RESTROOM". Sulla destra della porta del bagno c un obl, isolato, recante la scritta "OUT OF SERVICE" Dalla destra entrano Paul Wise e MacLachlan. Hanno entrambi in mano un caff in tazze di cartone. Mentre prosegue il dialogo, Paul accende i generatori delle macchine e controlla i contatori.
PAUL WISE - Scuro.
BOB MACLACHLAN- Scuro?
PAUL WISE- S, esatto.
BOB MACLACHLAN- Ma di che cosa stai parlando?
PAUL WISE- Come sarebbe a dire?
BOB MACLACHLAN- Paul, perdonami, ma da quando iniziato questo discorso?
PAUL WISE- Quale discorso?
BOB MACLACHLAN - Appunto, quale discorso?
PAUL WISE-( Fermandosi e guardando in faccia MacLachlan) Mi sa che non ti seguo pi.
BOB MACLACHLAN- Ma come sarebbe a dire?! Oh, insomma, tu mi hai detto "Scuro", giusto?
PAUL WISE- Riprende a fare il controllo delle macchine. Apre gli obl uno per uno. Non so, non ricordo.
Aprendo un obl estrae un calzino rotto.
PAUL WISE- Ecco, altro giro, altro regalo... Ah scusa MacLachlan, mi stavi dicendo che io ho detto "Nero", giusto?
BOB MACLACHLAN - No, mi hai detto "Scuro" ma non ho capito a cosa Alludessi; puoi per cortesia ricominciare il discorso dallinizio?
PAUL WISE- (Aprendo un altro obl trova un paio di mutandine nere, in pizzo) Wow, queste credo di sapere a chi appartengano!... Senti MacLachlan non so di cosa stavamo parlando e se ti ho detto "scuro", segno che centrava qualcosa con il discorso che stavamo... (Apre un altro obl, ci trova una buccia di banana) ...stronzi!... affrontando, di cui per ora non ricordo assolutamente nulla.
BOB MACLACHLAN- Va bene, ma perch?!
Paul apre un altro obl, ci trova un portafogli, lo apre, ne estrae due biglietti da dieci dollari, poi getta il portafogli su uno dei tavoli per lo stiraggio.
PAUL WISE - Almeno una volta ogni tanto qualcosa va per il verso giusto! Sai quanti si dimenticano il portafogli nei pantaloni? Ma non solo quello! banconote, carte di credito, foto porno, foto di bambini, donne eccetera... la gente tiene sempre tutto nelle tasche e poi si dimentica di svuotarle prima di mettere a lavare il tutto!
Si ferma, chiude lultimo obl e si volta verso MacLachlan. In quel momento entrano dalla destra due uomini in completo nero e occhiali neri. Li chiameremo X e Y. X porta una valigetta. Y, nella mano sinistra stringe una piccola sacca di stoffa. Con passo spedito, nel silenzio totale, i due si avviano ad uno dei tavoli e appoggiano la valigetta e la piccola sacca di stoffa. Y prende in mano il portafogli abbandonato da Paul, guarda in faccia X, abbozza un sorriso e glielo passa con un rapido lancio. X apre il portafogli, si accorge della mancanza dei biglietti da dieci dollari, volge lo sguardo verso Y e poi verso Paul. Anche Y, volge lo sguardo verso Paul. Allunisono, X e Y, alzano il dito indice della mano destra verso di lui. Schioccano le dita e poi voltano i palmi verso lalto facendogli cenno di restituire il maltolto. Lui, sbuffando, si fruga nelle tasche, estrae le banconote e le restituisce. X e Y abbozzano un sorriso, poi abbassano allunisono le mani e tornano con lo sguardo alla valigetta. X la apre, estrae due camicie perfettamente stirate e piegate, Y apre uno degli obl a centro scena. X estrae una moneta. Y apre la piccola sacca di stoffa. X inserisce la moneta nellapposita feritoia. Y estrae un flaconcino trasparente dalla piccola sacca di stoffa. X apre lo sportello del dosatore di detersivo. Y apre il flaconcino e lo passa a X. Mentre X versa il contenuto del flaconcino trasparente nel contenitore, Y prende le due camicie e le getta in malamente nella lavatrice. X chiude il contenitore dei detersivi, Y chiude lobl. Entrambi portano il dito verso il pulsante di inizio lavaggio, si guardano in faccia, sembrano essere indecisi su chi debba premere. Segue una breve battaglia silenziosa, nella quale X scaccia, con il dito indice, il dito indice di Y. Y alla fine cede. X, trionfante, preme il pulsante. Y si volta e chiude la valigetta. Y sorride trionfante. X prende la piccola sacca di stoffa e la chiude con un rapido gesto. X sorride trionfante. I due si fanno improvvisamente seri in volto e, cos come sono entrati, ignorando totalmente Paul e Bob, escono con passo spedito dalla quinta di destra. Bob e Paul si guardano per un lungo istante. Poi, Paul riprende il discorso interrotto poco prima.
PAUL WISE - In poche parole la gente si dimentica di avere qualcosa addosso, capisci MacLachlan?! Qualcosa, che talmente importante da dover essere tenuto a stretto contatto con noi, viene dimenticato proprio mentre laviamo i panni sporchi... mi capisci?
BOB MACLACHLAN- Non proprio...
PAUL WISE- Io lavo i panni sporchi... e mi dimentico di avere in tasca qualcosa di importante. Ci arrivi?
BOB MACLACHLAN- Io sono ancora a "Scuro"... tronchi tutti i discorsi a met, figurati se ti sto seguendo anche adesso!
PAUL WISE - (Andando a sedersi su uno dei tavoli e accavallando le gambe) Vuol dire che questo posto come una sorta di purgatorio, dove le anime vengono a purificarsi!
BOB MACLACHLAN- Con il detersivo in polvere?
PAUL WISE- Non essere faceto, MacLachlan! Io sto parlando ad un livello pi profondo! La gente vuole che sia io a trovare i loro effetti personali!
BOB MACLACHLAN- E la buccia di banana?
PAUL WISE - Lascia stare, quello un coglione che mi fa gli scherzi... Io sto parlando della maggior parte dei miei clienti! La gente passa di qui, ci sta al massimo un paio dore e non fa altro che guardare gli obl girare.
BOB MACLACHLAN - Meno male che hai messo le riviste!
PAUL WISE - E dopo che han passato due ore a guardar girare gli obl, quasi fossero ipnotizzati, una voce dice loro di scappare via...capisci? Di non tornare indietro, di non controllare, di non voltarsi mai pi verso il passato.
BOB MACLACHLAN- Ma quelli dei due biglietti da dieci si sono accorti di averli dimenticati, sono tornati e tu glieli hai ridati. E per quel che riguarda le carte di credito?
PAUL WISE - E successo solo una volta e quando il tizio s accorto daverla persa, lha semplicemente bloccata...ho fatto in tempo a pagarmi una cena al Royale, qui allangolo.
BOB MACLACHLAN - Al Royale?! Il cinque stelle?!
PAUL WISE- S, frequentavo una ragazza allepoca e ho pensato che una cena per due di gran classe avrebbe fatto un certo effetto...
BOB MACLACHLAN- Hai usato la carta di credito di un tuo cliente per pagare la cena in un ristorante cinque stelle a te e a una puttana portoricana?
PAUL WISE- Come sai che era...
Silenzio
PAUL WISE - ...portoricana?
BOB MACLACHLAN - Me lo hai detto tu, il giorno dopo.
PAUL WISE- Gi, allora te lo ricordi!
BOB MACLACHLAN - S, mi ricordo... certo non sapevo della carta di credito!
PAUL WISE- Oh, quanto sei bacchettone! Che importa! Certo il tizio a cui lho presa in prestito non morto di fame per questo e comunque ci ho pagato una cena per due, non uno Yacht a Miami!
BOB MACLACHLAN - Questo, solo perch non hai la patente nautica!
PAUL WISE - In realt un amico mi ha fatto avere un documento falso, per cui a tutti gli effetti, potrei guidare imbarcazioni di media grandezza.
BOB MACLACHLAN - Ma porca miseria, Paul! Ma ti fermi mai a pensare che io sono uno sbirro e che tu non puoi sbandierare la tua allegra disonest in questo modo? Io potrei arrestarti!
PAUL WISE - Lo faresti davvero?
Silenzio
PAUL WISE - Vuoi un altro caff?
MacLachlan scuote il bicchiere di cartone. E vuoto. Paul protende la mano. MacLachlan gli porge il bicchiere. Paul va al cestino e butta anche il suo.
BOB MACLACHLAN- No, grazie.
PAUL WISE - Io invece faccio il bis. Per lo prendo qui, alla macchinetta. Costa meno, e fa pi schifo, ma se non altro non devo attraversare la strada.
Inserisce delle monetine nella macchinetta e preme il pulsante per lerogazione.
BOB MACLACHLAN -( Sedendosi su una delle sedie) Cos tu ti sentiresti un semi-dio perch la gente viene da te a portare i panni sporchi da lavare?
PAUL WISE- Scherzaci pure, se vuoi, ma a chi daresti in custodia le tue mutande sporche, se non a uno che, se non altro, non va in giro a mostrarle ai tuoi amici?
BOB MACLACHLAN - Eh, gi...
PAUL WISE - (Sorridono. Paul sorseggia il caff. Fa una smorfia di disgusto) Ma tornando a noi, spiegami: per quale motivo ti hanno spedito qui? E una vita che non vieni da queste parti.
BOB MACLACHLAN- E una storia lunga, ma se sono tornato, ti posso assicurare che non per nostalgia, ma solo per interessi personali.
PAUL WISE- Ti pagano bene?
BOB MACLACHLAN- La paga da schifo, al solito, ma hanno dovuto scendere a patti perch accettassi questo caso.
PAUL WISE- Capisco.
Silenzio. MacLachlan prende una rivista e comincia a sfogliarla.
PAUL WISE - E ... la storia della cocaina nel tuo armadietto?
BOB MACLACHLAN- Roba vecchia, ammuffita, nessuno se ne mai accorto e il mio responsabile di allora promise di non dire nulla.
PAUL WISE- Chi? Quello che han trovato morto per overdose un anno e mezzo fa?
BOB MACLACHLAN - Lui.
PAUL WISE- Certo, ora non parler.
BOB MACLACHLAN- Non avrebbe parlato nemmeno allora. Era un uomo di parola.
Silenzio. Paul butta via il bicchierino di caff, sospira e si va a sedere accanto a MacLachlan.
PAUL WISE- E per quella storia delle due ragazze trovate morte qui dentro?
BOB MACLACHLAN- Certo che per questo. Hai altre storie per le quali temere?
PAUL WISE- No...
Silenzio. MacLachlan guarda Paul con un ghigno.
PAUL WISE- No, MacLachlan! Ti assicuro, sono pulito da pi di un anno!
BOB MACLACHLAN- Non parlo della tua biancheria intima! MacLachlan sorride compiaciuto. Paul lo guarda con disprezzo.
PAUL WISE- Scommetto che hai fatto questa battuta di merda anche al tuo capo...
BOB MACLACHLAN- E pi forte di me. E che, insomma, in un posto come (aggiunto spazio) questo, parlare di affari sporchi... mi fa ridere!
PAUL WISE- Invece non c proprio nulla da ridere. Qui davvero pi religioso di quanto tu possa immaginare. E anche attraverso questattivit che mi sono ravveduto.
BOB MACLACHLAN - Ti sei, che cosa?
PAUL WISE- Mi sono ravveduto, s! Ho smesso di andarci pesante, insomma!
BOB MACLACHLAN- E le portoricane?
PAUL WISE - Macch! Ho chiuso anche con quelle! Tutto finito, amico!
BOB MACLACHLAN - Vorresti dirmi che non gira neanche un po di cocaina, qui? Paul, Paul Wise, cosa mi vorresti far credere? Che il lupo, tutta un tratto, si trasformato in un tenero agnellino?! E com successo?
MacLachlan ride, ma Paul rimane serio. Si alza, va a chiudere la porta dingresso e torna da MacLachlan. Si accovaccia davanti a lui e lo guarda dritto negli occhi.
PAUL WISE- Te lo giuro, MacLachlan. Devi credermi. Da quando sto qui, le cose sono cambiate! Non so per quale motivo! Davvero, nemmeno io mi so spiegare quello che mi sta succedendo!
BOB MACLACHLAN- Non necessario fartela addosso da subito, non sospetto di te... non ancora almeno!
Ride. Paul va su tutte le furie.
PAUL WISE - Non scherzare, cazzo! Guardami negli occhi, Bob! Guardami bene, come non hai mai fatto fino ad ora! Non sono pi quello che hai conosciuto! Non so se sia un bene o un male, ma cos! Ho chiuso, chiuso con il passato, le prostitute e il resto! Stampatelo a fuoco nel cervello! E' come se vivessi su un altro pianeta, ora!
BOB MACLACHLAN- Tutto il resto?
PAUL WISE- (Sottovoce) S, Bob! "tutto il resto"! Proprio cos! C molto di pi oltre alle due ragazzine! Qui gira gente strana, ogni giorno vedo delle facce poco raccomandabili, ma quello quasi normale, questa San Francisco, non Lourdes! Siamo abituati ai delinquenti, vero Bob? Io e te ci siamo nati da queste parti, lo sappiamo come funziona... basta farsi i fatti propri e le cose filano via lisce, quasi sempre. I cinesi li lasciamo stare per conto proprio, i sudamericani anche e noi ... noi ci facciamo sempre i fatti nostri, giusto?
Bob ammutolito.
PAUL WISE - In questi giorni ho visto cose strane accadere in questo posto! C della gente che non viene qui a lavare i propri panni sporchi!
BOB MACLACHLAN - E che cosa fa?
PAUL WISE - Non lo so!
Bob Sorride.
BOB MACLACHLAN - Come sarebbe a dire che non lo sai?
PAUL WISE- Non ridere, cazzo!
BOB MACLACHLAN - Ok...scusa.
PAUL WISE - Entrano qui dentro, si piazzano davanti alla porta del bagno e aspettano!
BOB MACLACHLAN - Aspettano? che cosa?
PAUL WISE - Non ne ho idea, Bob! E questo che mi terrorizza! Si piantano l davanti, cos: Paul va davanti alla porta del bagno, dando le spalle al pubblico. La schiena tesa e le braccia lungo i fianchi.
BOB MACLACHLAN E poi?
PAUL WISE - E poi niente!
Si volta e va ad appoggiarsi ad uno dei tavoli.
PAUL WISE - Stanno l per una mezzora, poi se ne vanno.
BOB MACLACHLAN - Ma sempre occupato, il bagno?
PAUL WISE - No, idiota! E questa la cosa assurda, quel bagno non lo usa mai nessuno! Tutte le mattine lo pulisco e potrei anche farne a meno! E come se non fosse mai stato usato!
BOB MACLACHLAN - Tu lo usi mai?
PAUL WISE - No, io per lo pi passo di qui la mattina, dopo la colazione, per pulire, rassettare e fare il pieno alle macchinette distributrici... tranne quella del caff, per quella c il ragazzo della ditta che viene a fare il pieno quando lo chiamo.
Silenzio
PAUL WISE - No, non lo uso mai.
Bob si alza, appoggia la rivista sul tavolino e si dirige verso Paul, evidentemente scosso.
BOB MACLACHLAN - Pensi che questo abbia a che fare con gli omicidi?
PAUL WISE - Non ne ho idea, io penso solo che...
In quel momento entra una signora sulla cinquantina, vestita di colori molto accesi. Indossa svariati anelli e bracciali e ad ogni suo movimento, si sente il loro sferragliare. Entrata, rivolge appena uno sguardo ai due, quindi si dirige con un grosso borsone, verso le sedie.
SIGNORA LIPTON - Ho trovato la porta chiusa, ma non a chiave: suppongo che il negozio sia aperto.
Appoggia il borsone sulle sedie.
PAUL WISE - Signora Lipton, buongiorno. Come sta? Certo, il negozio aperto. Stavo parlando con questo mio amico e mi sono dimenticato di accendere linsegna.
SIGNORA LIPTON - Daltro canto sono gi le 9.25.
PAUL WISE - E noi apriamo alle 9.30.
SIGNORA LIPTON - A me piace lavare i panni al mattino.
PAUL WISE - Questo lo so.
SIGNORA LIPTON - Se lo sa, anche inutile protrarre questa conversazione.
PAUL WISE - Non intendevo...
SIGNORA LIPTON - (Freddamente) Io s.
Silenzio. Bob e Paul si guardano con imbarazzo. Paul fa cenno a Bob di seguirlo. I due escono di scena. In quel momento entra Suzanne Nance, una donna sulla trentina, affascinante, dai lunghi capelli biondi sciolti sulle spalle. Porta con s una grossa sacca di stoffa. Entrata nel negozio, si dirige alla macchinetta distributrice di detersivi, inserisce delle monetine e pigia il pulsante per lerogazione. La singora Lipton, nel frattempo, ha aperto il proprio borsone e iniziato a ficcare con forza i propri panni nella lavatrice, la prima sulla sinistra. Suzanne e la Lipton incrociano lo sguardo di tanto in tanto senza salutarsi. Suzanne raggiunge la prima lavatrice a destra, apre la sacca ed estrae unintera collezione di slip, perizoma, brasiliane, culottes, sottovesti di cotone e reggiseni dogni foggia. La Lipton le getta uno sguardo indignato, lei, di rimando sorride beffarda. Le due richiudono contemporaneamente i rispettivi obl, per poi andarsi a sedere sulle sedie a sinistra.
Silenzio.
SUZANNE NANCE - Come stai Theresa?
SIGNORA LIPTON - Sto bene, Suzanne e tu?
SUZANNE NANCE - Non c male.
SIGNORA LIPTON - Per fortuna.
SUZANNE NANCE - Gi.
Silenzio.
SUZANNE NANCE - Novit, al lavoro?
Sorride.
SIGNORA LIPTON - No, e tu?
SUZANNE NANCE - Che vuoi, si tira avanti.
SIGNORA LIPTON - Gi.
Silenzio.
SUZANNE NANCE - Tuo marito si fatto ancora sentire?
Sogghigna. La Lipton si alza in piedi e le punta contro il dito.
SIGNORA LIPTON - Ascoltami bene, ragazzina! Io non mi faccio gli affari tuoi, quindi impara a fare altrettanto e a stare zitta una buona volta!
SUZANNE NANCE - No, deduco che tuo marito non si fatto ancora sentire!
SIGNORA LIPTON - Brutta sgualdrina, adesso ti faccio vedere io!
La Lipton le si fa incontro minacciosa, sta per scoppiare una lite ma dalla destra rientrano Bob e Paul che fermano le due, prima che possano venire alle mani.
PAUL WISE - Ma che state facendo, ferme!
BOB MACLACHLAN - State buone, su!
La Lipton guarda Bob e alza un sopracciglio, con diffidenza.
SIGNORA LIPTON - E lei chi sarebbe?
SUZANNE NANCE - Gi, chi questo, Paul?
PAUL WISE - Lui ...
Bob lo interrompe.
BOB MACLACHLAN - Permetti Paul?
Porge la mano alla Lipton
BOB MACLACHLAN - Sono Bob MacLachlan, un vecchio amico di Paul
La Lipton gli guarda la mano, poi la prende tra le sue e comincia ad esaminarla con ansia. Il respiro della donna si fa affannoso. Bob in imbarazzo, guarda lamico e con lo sguardo gli chiede aiuto. Suzanne osserva il tutto con fare curioso, dalla borsetta estrae un pacchetto di gomme, ne scarta una, la mette in bocca e comincia a masticare rumorosamente. Intanto, la Lipton ha cominciato a far roteare la testa e ad ansimare. Le luci si abbassano, gli obl si illuminano come ad apertura spettacolo; I rumori delle macchine fanno da sfondo alle parole della Lipton, pronunciate come in preda ad una convulsione.
SIGNORA LIPTON - Le labbra, le labbra sono la fuga. Nelloscurit del giorno si trova il segreto e quando il passato sar noto, allora pagherai lo scotto desser rimasto fermo al semaforo rosso.
Le luci si alzano improvvisamente. La Lipton lascia andare la mano di Bob, che per il contraccolpo rischia di cadere a terra.
SIGNORA LIPTON - Scusate, scusate, vi prego!. Quando accade, la luce bianca non mi abbandona se non quando ha detto quel che aveva da dire.
BOB MACLACHLAN La luce?
PAUL WISE - Stai bene...ehm, sta bene, signora Lipton?
SIGNORA LIPTON - Sto molto meglio, grazie.
PAUL WISE - Vuole una tazza di th?
SIGNORA LIPTON - S, grazie
Paul si dirige alle macchinette.
SUZANNE NANCE - Anche io!
SIGNORA LIPTON- Zitta tu!
SUZANNE NANCE- Paul! Se regali una tazza di th a questa ciarlatana e a me non offri neanche un caff, giuro che te la faccio pagare!
SIGNORA LIPTON- Come se di norma non presentassi il conto ai tuoi clienti!
Ride di gusto
SUZANNE NANCE- Strega!
Sta per ricominciare la lite, ma Bob le divide nuovamente.
BOB MACLACHLAN - Aspetti un minuto signora! Per favore, si sieda!
Bob accompagna la Lipton a sedersi.
SUZANNE NANCE - Signora! Puah! Hai sentito Paul? Lha chiamata signora!
PAUL WISE - Piantala Suzanne!
Paul porge a Suzanne un bicchiere di caff, poi si dirige dalla Lipton e le porge il th.
SIGNORA LIPTON - Grazie, Paul. Sei molto gentile.
PAUL WISE - Dovere...
Silenzio. La Lipton Beve.
BOB MACLACHLAN - Signora?
SIGNORA LIPTON - Mi dica, giovanotto.
BOB MACLACHLAN - Che cosa intendeva dire, poco fa? Di che luce stava parlando?
SIGNORA LIPTON - Fanno trenta.
BOB MACLACHLAN - Fanno trenta?
PAUL WISE - Bob, la signora una veggente. Dice che per il significato della predizione devi darle trenta
dollari.
SUZANNE NANCE - Non ti fare prendere in giro, bello! Quella una pezzente!
PAUL WISE- Sta zitta Suzy!
SIGNORA LIPTON - Io sono Madame Lodge.
PAUL WISE - E il suo nome darte... la signora Lipton una veggente molto conosciuta da queste parti.
SUZANNE NANCE - Soprattutto come adultera e ubriacona!
La Lipton accenna un moto di disprezzo e poi guarda con compassione Suzanne, che per contro, prende dalla borsetta una sigaretta ed esce di scena, accendendola. Bob, nel frattempo ha preso il portafogli ed estratto i trenta dollari. La donna, intascato il denaro, finisce di bere il the, quindi porge il bicchiere a Paul, sospira, socchiude gli occhi e poi parla.
SIGNORA LIPTON - Quello che la luce mi ha comunicato una proiezione di quel che accadr.
Silenzio. Bob e Paul sono ammutoliti.
SIGNORA LIPTON - Ho bisogno di prendere un po daria fresca, vi dispiace se mi allontano per qualche istante?
Bob fa cenno di no, con la testa.
PAUL WISE - Prego, signora Lipton. Laccompagno.
Bob rimane da solo. si guarda perplesso la mano. Alza lo sguardo. Si volta verso la destra, guarda in direzione del bagno, sul fondo. Cammina fino alla porta. D le spalle al pubblico, immobile, davanti al bagno. In quel mentre rientra Paul.
PAUL WISE - Bob! Bob, che fai l?
Bob non risponde.
PAUL WISE - Ehi, Bob?!
Bob si volta lentamente verso lamico.
BOB MACLACHLAN - Che c, Paul?
PAUL WISE - Tutto bene?
Silenzio.
PAUL WISE- Bob, stai bene?!
BOB MACLACHLAN - Ho bisogno di uscire anche io, ti dispiace se mi allontano per qualche istante?
Senza che Paul abbia il tempo di rispondere, Bob esce sulla destra. Buio.
Scena 2
Le luci degli obl danzano a ritmo di una musica misteriosa. Al centro della scena c Bob, come ipnotizzato, seduto sul tavolo, con lo sguardo rivolto verso il pubblico. Lentamente la musica svanisce e si alzano le luci sul palco. Dalla destra entra un uomo grassoccio, biondo, sulla quarantina. Dallaspetto si direbbe il sosia di Philip Seymour Hoffman. Latteggiamento effeminato. Indossa un paio di bermuda, una camicia a maniche corte e un paio di mocassini beige. Porta con s una grossa valigia. Giunto al tavolo da stiro, accanto a quello su cui seduto Bob, appoggia la grossa valigia e la apre. Ne segue un lungo silenzio. I due si guardano in faccia. Luomo grassoccio fa capire a Bob che deve spostarsi di l per potergli permettere di svuotare la valigia. Bob capisce e si sposta senza dir nulla. Sceso dal tavolo, va verso la macchinetta e prende del caff. Luomo grassoccio sistema delle lenzuola leopardate sul grosso tavolo. Estrae dalla valigia anche un copriletto e copri cuscini leopardati. Bob lo sta ancora fissando. Luomo grassoccio si accorge di essere osservato, ricambia lo sguardo con un sorriso molto accogliente. Bob, accortosi di essere stato scoperto scoppia a ridere.
BOB MACLACHLAN - Mi perdoni.
PHIL ZABRISKIE - E di cosa?
BOB MACLACHLAN -Non molto educato fissare le persone.
PHIL ZABRISKIE - Oh...non si preoccupi.
Silenzio
PHIL ZABRISKIE - Lei non di qui, vero?
BOB MACLACHLAN - Come lo sa?
PHIL ZABRISKIE - Si vede. E teso. Ha addosso la tensione di chi a San Francisco da un paio di giorni. Da quanto tempo qui? Una settimana?
BOB MACLACHLAN - (Sorpreso) No, due giorni!
PHIL ZABRISKIE - Davvero?
BOB MACLACHLAN - Ma siete tutti veggenti, qui?
PHIL ZABRISKIE - (Ride) No, non me lo dica, ha gi conosciuto Madame Lodge?
BOB MACLACHLAN - S, la conosce?
PHIL ZABRISKIE - Il difficile non notarla! Le ha spillato trenta dollari con la storia della luce bianca?
BOB MACLACHLAN - S e, a dire la verit, non ho capito cosa abbia voluto dire!
PHIL ZABRISKIE - Ci faccia labitudine! Le spiegazioni non sono adatte a questa citt!
BOB MACLACHLAN - Davvero?
PHIL ZABRISKIE - Certo, lei si faccia spiegare come mai hanno costruito una citt come questa su un territorio del genere. Le ha viste le strade? Ha sentito che freschino fa da queste parti?
BOB MACLACHLAN - Non si direbbe che lei soffra il freddo, per.
PHIL ZABRISKIE - Caro mio, io non vivo qui. Sono di passaggio. Mi piace viaggiare.
BOB MACLACHLAN - Per lavoro?
PHIL ZABRISKIE - No, per il piacere stesso di viaggiare.
BOB MACLACHLAN - Beato lei.
PHIL ZABRISKIE - (Avvicinandosi alla macchina distributrice di detersivi.) Lo direbbe anche se le dicessi che per problemi di cuore sono costretto a viaggiare sempre in compagnia?
BOB MACLACHLAN - Be, in questo modo ha la possibilit di vedere tanti posti straordinari in compagnia di qualcuno. Direi che doppiamente fortunato!
PHIL ZABRISKIE - Certo, lo sarei se le persone pensassero a me come ad un buon compagno di viaggio. Vivo solo, caro signore.
BOB MACLACHLAN - Mi dispiace.
PHIL ZABRISKIE - A me, no. O meglio, non posso dispiacermene. Questo il mio carattere e sto bene con me stesso, dunque perch dovrei scendere a patti con il prossimo, solo perch rischio di lasciarci la pelle. Tanto, quando si muore, si muore soli.
BOB MACLACHLAN - Quindi lei non crede nemmeno nellamore?
PHIL ZABRISKIE - (Gli si avvicina) Non esiste, lamore! Lamore un bisogno che ci creiamo per egoismo! E triste, a dirsi, ma proprio cos. Siamo incapaci di stare al mondo da soli e quindi ci creiamo il bisogno di amare per poter condividere il dolore stesso di vivere.
Silenzio.
PHIL ZABRISKIE - Lei ha mai amato qualcuno, signor...?
BOB MACLACHLAN - MacLachlan, Bob MacLachlan
PHIL ZABRISKIE - (Sorride) Sembra il nome di uno sbirro.
Silenzio
PHIL ZABRISKIE -Comunque, lei ha mai amato signor MacLachlan?
BOB MACLACHLAN - Non so. A dire il vero non ne sono sicuro.
PHIL ZABRISKIE - Ma stato sposato per, vero?
MacLachlan rimane di sasso.
BOB MACLACHLAN - Come fa a saperlo?
PHIL ZABRISKIE -Sono tanti gli indizi che portano a pensarlo: per prima cosa il suo anulare arrossato. Ci vuol dire che qualcosa lo teneva costretto fino a non molto tempo fa. In secondo luogo lei, come me e come molti altri solitari, qui, in una lavanderia a gettoni.
BOB MACLACHLAN - Pu essere una scelta, il non voler acquistare una lavatrice, non crede?
PHIL ZABRISKIE - S, certo, la scelta di una donna che vuol prendersi cura del proprio uomo e mostrargli ogni giorno la propria devozione.
BOB MACLACHLAN - Crede?
PHIL ZABRISKIE - Ne sono anzi convinto. Gli uomini e le donne che bazzicano questo luogo sono persone estremamente sole o che sono rimaste sole. Abbandonate dalla vita o da chi entrato a farne parte solo per un breve tratto. Le donne fuggono qui in cerca di compassione, gli uomini in cerca daiuto...
BOB MACLACHLAN - E lei?
Phil sorride e torna alle sue lenzuola leopardate.
PHIL ZABRISKIE - La mia storia non ha niente a che vedere con la solitudine di uomini e donne. La mia una solitudine che non riguarda nessun altro. Vengo qui perch, come le ho detto, mi piace molto viaggiare; una cosa che faccio per il puro piacere di farlo.
BOB MACLACHLAN - E i suoi disturbi di cuore?
Phil spinge tutto il bucato nella lavatrice al centro scena e richiude lobl.
PHIL ZABRISKIE - Oh, quelli? A quelli ci penso solo quando si fanno sentire loro.
BOB MACLACHLAN - Loro?
PHIL ZABRISKIE - I disturbi.
BOB MACLACHLAN - Ah, i disturbi.
Phil si va a sedere su una delle sedie. Bob rimane a guardarlo dalla macchinetta del caff. In quel momento entra dalla destra una donna orientale, anziana ma di et indefinita. Zoppica. E bassa di statura, veste abiti logori e sporchi. Nella mano destra stringe un sacchetto di plastica. Non guarda in faccia n Bob, n Phil, che, invece, alza appena lo sguardo al suo ingresso per poi gettarsi di nuovo nella lettura della sua rivista. La donna, avvicinatasi ad una delle lavatrici libere, apre uno degli obl, si sfila la maglietta, rimanendo in canottiera e con la stessa, comincia a raschiare il fondo del contenitore in cerca di un po di sapone. Bob rimane in silenzio a guardare la scena. Phil abbassa il giornale e inizia a guardare con interesse i gesti della donna che, nel frattempo, ha aperto altri obl liberi per cercare altro sapone.
PHIL ZABRISKIE - Hai bisogno di sapone?
La donna orientale non risponde
PHIL ZABRISKIE - Hai bisogno di sapone?
Nessuna risposta. La donna non lo guarda nemmeno, intenta com nella sua ricerca.
PHIL ZABRISKIE - Allora, dico a te! Hai bisogno di sapone?
Silenzio. Phil si alza e va verso la donna che continua ad ignorarlo.
PHIL ZABRISKIE - Hai bisogno di spiccioli per il sapone?
Silenzio.
PHIL ZABRISKIE - Perch non rispondi, sto dicendo a te! Hai bisogno di sapone?
La donna mugugna qualcosa e senza guardarlo continua la sua ricerca che diventa sempre pi nervosa. Phil estrae dalla tasca il portafogli, ne tira fuori due banconote da un dollaro e le appoggia su uno dei tavoli.
PHIL ZABRISKIE- Eccoti gli spiccioli per il sapone!
Phil fa' per allontanarsi. La donna, dopo aver lanciato unocchiataccia di sdegno alle banconote torna alle proprie occupazioni. Phil, sbuffando torna al tavolo, prende le banconote e si dirige alla macchinetta distributrice dei detersivi. Guarda Bob.
PHIL ZABRISKIE- E matta.
Bob sorride stranito.
PHIL ZABRISKIE - E proprio matta, quella l.
Sorride. Il ditributore eroga il detersivo. Phil prende la confezione e la appoggia sul tavolo.
PHIL ZABRISKIE- Eccoti il sapone.
Per la prima volta la donna si ferma a guardare la confezione di detersivo. Lancia unocchiataccia a Phil che di rimando le sorride con dolcezza.
PHIL ZABRISKIE - Sapone...
La donna, senza staccare gli occhi da Phil, sempre con la stessa espressione di diffidenza, prende la confezione, la apre, la annusa. Le scappa un rapido sorriso che muta subito in espressione severa. Silenzio. Phil e la donna si guardano. La donna versa il contenuto nellapposito contenitore, quindi dal sacchetto di plastica estrae pochi indumenti ingialliti e li ricaccia con rapidit nel cestello. Farfuglia ancora qualcosa. Chiude lobl e pigia il pulsante per il lavaggio. Lancia ancora unocchiata sospettosa a Phil e Bob, poi esce sulla destra.
PHIL ZABRISKIE - Poveretta. Abita nello stesso palazzo in cui mi fermo io quando torno da queste parti. Ogni volta la stessa storia. Ormai ci sono abituato.
BOB MACLACHLAN - E lei che non sembra essere abituata a ricevere aiuti.
PHIL ZABRISKIE - Gli orientali sono molto orgogliosi e riservati. La povert, loro, non la fanno pesare agli altri. E una sfida personale. Sono loro che mettono se stessi a confronto con una sfida pi grande di loro. A volte ne escono vivi, altre volte no. E nella maggior parte dei casi gli occidentali non si accorgono della loro assenza.
BOB MACLACHLAN - E perch no?
PHIL ZABRISKIE- Perch? Lei riuscirebbe a distinguere un cinese da un altro?
BOB MACLACHLAN - No, in effetti no...
PHIL ZABRISKIE - Quindi come potrebbe ricordarsi dellassenza di qualcuno di loro?
Bob sorride.
PHIL ZABRISKIE - Ci ha mai fatto caso? I cinesi hanno una vita lunghissima.
BOB MACLACHLAN - Davvero?
PHIL ZABRISKIE- Altroch! E sa perch?
BOB MACLACHLAN - No.
PHIL ZABRISKIE - Perch quando ne muore uno gli stessi documenti passano ad un altro. Zin Miao, tanto per dire un nome, diventa quello che fino a ieri era un immigrato clandestino. Ergo Zin Miao un clandestino con passaporto regolare.
BOB MACLACHLAN - Questo presupporrebbe occultamento di cadavere.
PHIL ZABRISKIE - E chi ha parlato di occultamento? Lei ha mai mangiato in uno dei loro ristoranti? Dicono che la carne sia buonissima!
Ride.
BOB MACLACHLAN - Credo che questo sia un po eccessivo
PHIL ZABRISKIE - Ma io scherzo, detective ... io scherzo!
Bob soprassale.
BOB MACLACHLAN - Come sa che io sono un detective?
Phil comincia a ridere. La risata si fa sempre pi forte. le luci sul palco calano, si accendono gli obl, torna la musica ipnotica. Buio.
Scena 3
Al riaccendersi delle luci Suzanne e Bob si stanno baciando al centro del palco.
BOB MACLACHLAN - Tesoro, non vorrei che Paul ci scoprisse. E un amico e io sono qui da solo due settimane.
SUZANNE NANCE - Ma Bob, Paul solo un caro amico. Gli ho tenuto compagnia quando la moglie lo ha mollato sei mesi fa, ma non c nientaltro che ci tenga legati.
Silenzio.
SUZANNE NANCE - Con te per diverso.
BOB MACLACHLAN - Ah, s?
SUZANNE NANCE - Altro che. Con te sento che potrei lasciare questo posto.
BOB MACLACHLAN - Per andare dove, Suzanne?
SUZANNE NANCE - Non so, a casa tua, immagino.
BOB MACLACHLAN - Limmaginazione...
Sorride.
SUZANNE NANCE - Che intendi?
BOB MACLACHLAN - Limmaginazione la chiave della vita moderna...
SUZANNE NANCE - Dici?
BOB MACLACHLAN- No. Non lo so. Me lo ha detto qualche tempo fa un tizio.
SUZANNE NANCE - Chiss che voleva dire?
Silenzio.
BOB MACLACHLAN - Suzanne, tu cosa sai delle due ragazze trovate morte in questo posto?
SUZANNE NANCE - Cosa? Ma di che parli?
BOB MACLACHLAN - Ne avrai sentito parlare, no?
SUZANNE NANCE - S, certo, era su tutti i giornali e allora?
BOB MACLACHLAN - Le conoscevi?
SUZANNE NANCE - S. Conoscevo meglio Christine. Catherine lho vista soltanto un paio di volte. E venuta qui a portare i copriletti. Christine, invece, faceva il carico grosso, portava tutto, abiti, lenzuola e copriletti. Era difficile che ci si incontrasse, per successo, due o tre volte. D'altra parte io sono qui una volta ogni due o tre giorni...
BOB MACLACHLAN - Avete mai parlato assieme?
SUZANNE NANCE - S. Mi ha raccontato del suo ex. Un violento che voleva trascinarla via dalla California e portarla a
SUZANNE NANCE - New York. Un tizio di San Diego, se non sbaglio. Una volta venuta qui ed era piena di lividi. Quel bastardo gliele aveva date la sera prima. Se non ricordo male, solo perch si era rifiutata di... insomma di andare a letto con lui.
BOB MACLACHLAN - E perch si era rifiutata?
SUZANNE NANCE - Diceva che lui aveva strane abitudini, a letto.
BOB MACLACHLAN - Di che tipo?
SUZANNE NANCE - Ma che domande sono, queste? Bob, mi sembri quasi uno sbirro quando fai cos
Sorride
BOB MACLACHLAN - Rispondi, per favore!
Suzanne si fa seria.
SUZANNE NANCE- Si faceva disegnare con la cera delle candele strani simboli sul petto e poi pretendeva che lei leccasse la cera. Voglio dire, quella roba fa male!
BOB MACLACHLAN- Lo hai mai fatto?
SUZANNE NANCE- Cosa?
BOB MACLACHLAN -Ti sei mai prestata a giochi del genere con qualcuno?
SUZANNE NANCE- Ma come ti permetti?
Gli tira uno schiaffo ed esce, indignata. In quel momento entra Paul con due tazze in cartone di caff.
PAUL WISE -Mai chiedere ad una donna con cui ancora non si andati a letto, se abbia mai fatto qualcosa di perverso con qualcun altro! E il modo migliore per impedirti di godere di quelle stesse perversioni ! Vuoi un caff? Non ce la faccio pi a bere quella schifezza alla macchinetta. Ho pensato che anche tu avessi avuto la mia stessa necessit.
BOB MACLACHLAN - Ti ringrazio, s lo bevo volentieri e, no: non mi interessano le perversioni. Le ho posto quella domanda per sapere se avesse gi avuto esperienze simili... questo avrebbe potuto significare un contatto con il potenziale assassino delle due ragazze.
PAUL WISE - Mmm... no, non credo. Suzy sta con me da sei mesi. Il fatto che ora tu te la stia sbattendo potrebbe offendermi, ma sei un caro amico e so che lo stai facendo in nome della legge, quindi non mi offendo...ma se finisse tra le braccia di qualche losco individuo certamente lo verrei a sapere e impedirei qualsiasi rischio, (oppure "cercherei di prevenire qualsiasi rischio") di questo puoi starne certo!
BOB MACLACHLAN - Oh, Paul io non...
PAUL WISE - Ti ho gi detto che non fa nulla! Mi casa es tu casa!
Silenzio.
PAUL WISE - Piuttosto, ti devo parlare di una cosa che successa ieri sera, dopo che te ne sei andato. (spazio)
Si siedono.
BOB MACLACHLAN- Dimmi.
PAUL WISE - Quando sono rientrato con il carico di detersivi per la macchinetta, ho trovato una vecchia stracciona, unorientale, che recuperava da uno dei cestelli i suoi quattro cenci e fin qui, nulla da dire, se non fosse che poi, quando se n andata, ho trovato nel cestello, una chiave dorata!
BOB MACLACHLAN - Una chiave dorata?
PAUL WISE - Proprio cos! Ora te la mostro!
Paul corre verso la quinta di sinistra, rientra con una chiave dorata in mano.
PAUL WISE- Eccola qui!
BOB MACLACHLAN - Gi.
Silenzio.
BOB MACLACHLAN- Ovviamente tu non hai idea...?
Paul fa spallucce. In quel momento entra dalla destra un uomo di colore, molto basso di statura, stempiato, dai movimenti energici e a scatti. Veste un giubbotto di jeans e ha sulle spalle un grosso zaino.
TOM ZANE - Ehil gente!
Silenzio.
TOM ZANE - E qui che si puliscono i panni sporchi? E tutto il giorno che cerco una lavanderia a gettoni! Devo partire domattina con il primo aereo per lIrlanda ma non posso, la mia biancheria sporca. Io non intendo salire su di un aereo con lo zaino pieno di panni sporchi. Ho bisogno, cazzo, ho proprio bisogno di dare a tutto una bella sciacquata.
PAUL WISE- Benvenuto alla "Home and dry"
TOM ZANE - "Home and dry"? Cazzo, ma una canzone dei Pet Shop Boys! la ricordo ancora!
Comincia a cantare la canzone davanti allo sconcerto di Bob e Paul.
TOM ZANE - Non ditemi che non la conoscete! E stato un cazzutissimo successo, il loro. Oh, accidenti, ma che ore sono? Guarda qui, notte fonda!
Bob e Paul rimangono di sasso.
PAUL WISE - Notte fonda?
BOB MACLACHLAN - (guardando lorologio) Paul, sono le tre del mattino!
TOM ZANE - Certo, cazzo! Sono in giro da questa mattina alle sei e non ho trovato neanche una lavanderia cinese! Ma si laveranno poi i cinesi? Ah ah ah! dicono tanto di noi fratelli neri, ma alla fine credo che loro siano molto pi sporchi di noi, non ne convenite anche voi?
BOB MACLACHLAN - Come ha detto, scusi?
TOM ZANE - Non ne conviene, detective Maclachlan?
PAUL WISE - Oh Ges!
TOM ZANE - Gi, c che mi dice che gli somiglio! s, perch un errore pensare che Cristo fosse biondo con gli occhi azzurri, sapete? E un mito razzista... ma dico, andiamo, in Palestina vi sembra che qualcuno possa nascere con i tratti di un fottuto tedesco? E chiaro che anche Ges era un fratello nero, tale e quale a me!
Silenzio.
TOM ZANE - Forse aveva qualche capello in pi al piano attico, questo lo ammetto, ma non datemi da bere la cazzata che era bianco come il latte e aveva i capelli gialli come il fieno, perch allora comincio a bestemmiare fino a quando tutti i preti non si saranno dichiarati froci e pedofili.
PAUL WISE - Non tutti i preti...
TOM ZANE - Padre, lei una voce fuori dal coro? Evviva, ne abbiamo uno che vuol confessarsi.
Tom si toglie in fretta lo zaino e si mette a sedere sul tavolo, guardando fisso negli occhi Paul.
TOM ZANE - Parla fratello, posso fare il possibile per farti diventare nero come me. Forse non come salire alla destra del padre, ma gi un buon inizio, non ti pare?
PAUL WISE - Bob, credo che questo qui abbia qualche rotella fuori posto.
BOB MACLACHLAN - Chi lei e come fa a sapere il mio nome?
TOM ZANE - Oh, no detective Maclachlan! Non in questo modo che arriveremo da qualche parte. La domanda non "chi sono io", ma piuttosto "cosa ci fai ancora qui"?
PAUL WISE - Ma di cosa sta parlando, Bob?
TOM ZANE - Bob! Gi, perch ti chiami cos!
BOB MACLACHLAN - S, mi chiamo cos. Io sono Bob Maclachlan.
Tom Zane comincia ad applaudire e a ridere di gusto. Poco dopo alle risate di Tom, si uniscono quelle di Paul. Le luci si abbassano. Gli obl si illuminano. La musica e il rumore dei macchinari si fa pi forte. Buio.
Scena 4
Al riaccendersi delle luci mattino. La luce che proviene dallesterno del negozio fioca. Maclachlan sdraiato su uno dei tavoli, le braccia conserte sugli occhi. Sulla destra Paul sta ricaricando i detersivi nel distributore.
PAUL WISE - Che c, Bob? Non stai bene?
Bob si rialza a fatica e si mette a sedere. Si stropiccia gli occhi, poi rivolge un mezzo sorriso allamico.
BOB MACLACHLAN - Lo sai a cosa stavo pensando, Paul?
PAUL WISE - No, a cosa?
BOB MACLACHLAN - Al fatto che il capo che mi aveva licenziato, mi ha assunto nuovamente per risolvere un caso. Mi ha pregato di farlo. Lho praticamente ricattato per poter ottenere il posto in cambio del mio aiuto.
PAUL WISE- E allora?
BOB MACLACHLAN - Be, sono a San Francisco da due mesi e ancora non sono riuscito a capire assolutamente nulla. Nulla!
PAUL WISE - Equesta citt!
BOB MACLACHLAN - Cosa?
PAUL WISE - Questa citt. San Francisco ti fa uscire pazzo! Dicano quello che vogliono i cittadini delle altre citt, ma qui perdi proprio la bussola, non c niente da fare.
BOB MACLACHLAN - Cosa intendi dire?
PAUL WISE - Tu sei nato e cresciuto a San Diego, non puoi sapere! L la vita diversa, il clima diverso... la gente, diversa. Qui sempre buio. C il sole dalle due alle quattro del pomeriggio e poi cala la nebbia.
BOB MACLACHLAN - Be famosa per questo, questa citt.
PAUL WISE- S, ma viverci non la stessa cosa! Sai, non tutti siamo turisti, qui. Io ci vivo da quando sono nato e devo ringraziare il cielo se sono ancora relativamente normale! In questa citt accadono cose strane. La nebbia ce labbiamo piantata nel cervello! Siamo offuscati e a volte la violenza si insinua come una nebbia nei nostri occhi... non ci vediamo pi, letteralmente e... commettiamo degli errori.
BOB MACLACHLAN - Qui si parla di un duplice omicidio.
PAUL WISE - ...commettiamo errori.
BOB MACLACHLAN - Stai giustificando lomicidio, Paul?
Paul si ferma, si volta di scatto e cammina verso lamico agitando una confezione di detersivo.
PAUL WISE - Niente affatto, cazzo! Non mi prendere per il culo, Bob! Lo conosci il mio passato, no? Sai quanta merda ho dovuto sopportare prima di arrivare, oggi, a farmi una posizione....
Si guarda intorno.
PAUL WISE - ... decente, se non altro! Sono stato molto male e tu lo sai! Ma adesso ho chiuso con quel mondo l! Ora sono il proprietario di una lavanderia a gettoni. Una lavanderia a gettoni che rifornisco ogni giorno e che tengo pulita come uno specchio! Che colpa ne ho se qualche idiota si ferma davanti alla porta del cesso per mezzora! Che me ne frega? Cosa cambia questo, se alla fine del mese riesco a mangiare qualcosa? E non colpa mia se, forse gli stessi che stanno a fissare il vuoto per ore, hanno ucciso due ragazze! Io non cero! Io non ho visto! Io non ero ancora il proprietario di questo posto! Lo sono diventato dopo questa sciagura! Vuoi darmi dellopportunista?! E sia! sono un approfittatore! Non mi sono fatto scrupolo ad acquistare questo buco, per il quale ho un mutuo aperto che mi terr "pulito" per almeno ventanni! Ora tu vieni qui, con il tuo bel distintivo, dimenticando quante volte ti ho salvato il culo per i tuoi problemi e mi fai la morale "Tu giustifichi lomicidio?". Niente affatto! Sono contento che tu sia venuto qui perch spero che tu faccia pulizia in questo posto, perch non voglio avere pi niente a che fare con la merda che mi sfiora ogni giorno, quando cammino sui marciapiede di questa assurda citt!
Silenzio. Paul tira su con il naso, nascondendo un filo demozione e poi torna alla macchinetta distributrice.
BOB MACLACHLAN - Mi dispiace, Paul. Non intendevo...
PAUL WISE - Non fa nulla.
Silenzio.
PAUL WISE - Senti, piuttosto, come va con Suzanne? E da un po che non si fa vedere.
BOB MACLACHLAN - E stata con me, ieri notte.
PAUL WISE - Con te? E dove?
BOB MACLACHLAN - Dove? Oh, be a casa sua, chiaro.
PAUL WISE - Ah, ecco. Da lei.
Silenzio.
PAUL WISE - E una brava ragazza, Suzanne. Trattala bene.
BOB MACLACHLAN - Certo!
PAUL WISE - E un po matta... come tanta gente da queste parti, ma una brava ragazza.
BOB MACLACHLAN - Non ti preoccupare.
Paul finisce di ricaricare la macchinetta. Si volta verso Bob, si strofina le mani e sorride.
PAUL WISE - No, non mi preoccupo, ma tu trattala bene lo stesso.
Sorridono.
PAUL WISE - Vuoi un caff?
BOB MACLACHLAN - Dalla macchinetta? Lho gi bevuto, grazie.
PAUL WISE - No, non quella merda. Vado al bar a prendere un signor caff: ne vuoi una tazza?
BOB MACLACHLAN - Oh, in tal caso, s, grazie tante!
Paul sorride ed esce. Poco dopo entra la signora Lipton, pare molto agitata.
SIGNORA LIPTON - Bob, oh Bob! meno male che sei qui!
BOB MACLACHLAN - Che cosa c, signora Lipton?
Maclachlan scende dal tavolo e le va incontro.
SIGNORA LIPTON - Oh, santo cielo! non so come dirtelo!
BOB MACLACHLAN - Cosa, dirmi cosa, signora Lipton?
SIGNORA LIPTON - Ho avuto una visione, stanotte!
BOB MACLACHLAN - Ha sognato qualcosa che riguardava me?
SIGNORA LIPTON - No, non ho sognato! Ho avuto una visione!
BOB MACLACHLAN - Ah, capisco. Me ne vuole parlare?
SIGNORA LIPTON - Certo, che diavolo sarei venuta a fare di corsa qui, con il fiatone, secondo te?
BOB MACLACHLAN - Ha ragione, sediamoci.
La invita a sedersi, ma lei rifiuta e rimane in piedi, di fronte a Bob che si mette a sedere su una delle sedie.
BOB MACLACHLAN - Bene, perch non mi parla di questa visione?
SIGNORA LIPTON - C una chiave.
BOB MACLACHLAN - Una chiave?
SIGNORA LIPTON - S, una chiave. Una chiave che apre...
BOB MACLACHLAN - Una porta?
SIGNORA LIPTON - No, niente affatto! Non apre una porta! Non so cosa apra, ma non apre una porta. Ho visto la chiave entrare in una serratura, dopodich la scena cambiata. Mi sono ritrovata in questa lavanderia, era la stessa! Anche se le luci erano diverse. Era tutto pi cupo...
BOB MACLACHLAN - Cupo?
SIGNORA LIPTON - Scuro.
BOB MACLACHLAN - Come?
SIGNORA LIPTON Era tutto scuro!Tutto intorno! Non cera luce! Ma io riuscivo a vedere te, Bob!
BOB MACLACHLAN - Me?
SIGNORA LIPTON - S! Eri tu, proprio tu! davanti a quellobl!
Si volta e indica lobl con il cartello "Out of service".
SIGNORA LIPTON - Eri l! In piedi, immobile, terrorizzato da qualcosa, anche se non sono riuscita a capire cosa ti terrorizzasse. Mi sono avvicinata, ma tu mi hai sorriso, mordendoti le labbra e sei entrato l dentro!
BOB MACLACHLAN - Dove?
SIGNORA LIPTON - Nellobl.
BOB MACLACHLAN - Io sarei entrato nellobl? In quello fuori servizio?
SIGNORA LIPTON - S!
Maclachlan sorride, la Lipton si altera.
SIGNORA LIPTON - Stupido!
Gli tira uno schiaffo.
SIGNORA LIPTON - Non sto scherzando! E a te conviene tenere aperti gli occhi!
BOB MACLACHLAN - Signora, ma che cosa vuole che faccia? Che entri in quellobl perch lei ha avuto una visione? E per fare cosa?
La signora Lipton sbuffa e, borbottando qualcosa, se ne va. Bob rimane incredulo, a met tra lo stordito e il divertito. Poco dopo entra Phil Zabriskie con il suo solito borsone, dal quale si intravede un carico di lenzuola zebrate. Durante il dialogo, Zabriskie proceder con tutte le consuete operazioni per il lavaggio dei panni.
PHIL ZABRISKIE - Che c da ridere, Bob?
BOB MACLACHLAN - Niente, signor Zabriskie. C gente strana per, da queste parti...
PHIL ZABRISKIE - Finalmente te ne sei accorto!
BOB MACLACHLAN - Forse dovrei pensare anche io ad un viaggio.
PHIL ZABRISKIE - Gran bellidea! Come sai, io non posso viaggiare da solo...
BOB MACLACHLAN - Lo so, certo...
PHIL ZABRISKIE - Sono sicuro che saresti un gran buon compagno di viaggio.
BOB MACLACHLAN - Grazie.
PHIL ZABRISKIE - Potremmo divertirci.
Silenzio.
PHIL ZABRISKIE - Potremmo...divertirci!
Silenzio. I due si guardano a lungo, poi Zabriskie pigia il pulsante sulla lavatrice e il rumore prende il sopravvento sul silenzio circostante. Buio.
Scena 5
Maclachlan compare allinterno di un cono di luce al centro del palco. Tiene in mano la chiave trovata da Paul nella lavatrice della donna orientale. Dun tratto, alle sue spalle, dal buio, vediamo comparire lanziana cinese che gli fa cenno di restituirle la chiave. Bob gliela restituisce, lei gli fa cenno di seguirla. La luce si sposta con loro fino allobl "out of service".
DONNA CINESE - Tu, aspettale che semafolo velde. Poi, camminale fino alla fine.
BOB MACLACHLAN - Alla fine di cosa?
La donna cinese sorride, si avvicina allobl, scosta lo sportello di caricamento del detersivo e scopre una serratura. Inserisce la chiave e la gira. Le luci si spengono. Si accende lobl di una luce rossa intensa. La donna gli fa cenno di aspettare. Poco dopo, il rosso si muta in verde. Lobl si apre di scatto, accompagnato da un suono di campanello. La donna cinese lo invita ad entrare.
BOB MACLACHLAN - Devo entrare qui dentro?
DONNA CINESE - Fino in fondo...
Bob guarda a lungo la donna cinese e lobl aperto, quindi tutte le luci si spengono, allimprovviso. Si sente un grido. Al riaccendersi delle luci, Bob sdraiato sul tavolo, sta urlando, in preda ad un incubo. In suo soccorso entra Suzanne.
SUZANNE NANCE - Bob?! Bob ma che ti prende?!
Bob si sveglia, intontito e terrorizzato.
BOB MACLACHLAN - Suzy!
SUZANNE NANCE - Bob, ma che ti prende?! Ti ho sentito urlare da fuori! Stavo fumando una sigaretta e...
Entra Paul.
PAUL WISE - Bob, stai bene? Ti ho sentito urlare! Ero al bar per prenderti il caff...
Gli porge il caff, Bob lo prende e, ancora tremante, comincia a sorseggiare.
PAUL WISE - ... quando ho sentito urlare, nemmeno fosse stata dichiarata aperta la caccia al cervo!
BOB MACLACHLAN - Devo essermi appisolato e...
PAUL WISE - Un brutto sogno, eh?
SUZANNE NANCE - Direi di s!
PAUL WISE - Non sar per quel che ti ha detto Madame Lodge!
SUZANNE NANCE - Cosa?
PAUL WISE - Ma s, ieri la signora Lipton entrata e gli ha rivelato una delle sue visioni! Mi ha detto di non aver dormito, stanotte!
SUZANNE NANCE - Oh, davvero? Io non mi sono accorta di nulla, avevo preso un sonnifero! Non hai dormito, caro?
BOB MACLACHLAN - No, non molto in effetti...
SUZANNE NANCE - Quella strega! Solo perch suo marito lha lasciata sola! Ora sfoga le sue frustrazioni con i nuovi arrivati! Se la vedo, la affetto come un prosciutto, giuro!
BOB MACLACHLAN - Cosa ha fatto, suo marito?
PAUL WISE - Il signor Lipton? Se ne andato via, pare in Europa e da allora non si sono pi avute notizie...ma lei non ne parla volentieri...
SUZANNE NANCE - Parla volentieri solo dei fatti degli altri!
BOB MACLACHLAN - Che lavoro faceva, il signor Lipton?
PAUL WISE - Non ne ho idea, perch?
BOB MACLACHLAN - Non sapete dove se ne and, in Europa? In quale citt?
SUZANNE NANCE - No. La strega non lo ha mai voluto dire! Secondo me scappato con una pi giovane!
PAUL WISE - Smettila, Suzy!
Silenzio. Bob sorseggia il caff. Si dirige verso la quinta di destra. Guarda fuori, in lontananza.
PAUL WISE - Tutto ok, Bob?
Silenzio.
SUZANNE NANCE - Bob?
BOB MACLACHLAN - Tolosa...
Buio.
Scena 6
Al riaccendersi delle luci, Suzanne e la signora Lipton stanno litigando. Si tirano i capelli, si prendono a borsettate, schiaffi e calci. Poco dopo, entrano di corsa Bob e Paul che, a fatica, le dividono.
PAUL WISE - Ma si pu sapere che vi prende?!
SUZANNE NANCE - (scalciando) Te lo dico io cosa mi prende! Quella strega ha fatto perdere il sonno a Bob! E io amo Bob!
BOB MACLACHLAN - Piantala, Suzanne!
SIGNORA LIPTON - Non date ascolto a quella cretina! Fino a un mese fa, amava Paul! Guai a chi glielo toccava, il suo Paul! E adesso mi aggredisce per Bob! Al mio paese, quelle come lei hanno un nome ben preciso: sgualdrine!
Suzanne riesce a sfuggire alla presa di Paul e ad aggredire la Lipton che a sua volta (tolte due virgole) si libera da Bob e tira un pugno in piena faccia a Suzanne. Suzanne cade, priva di sensi, (inserito spazio) tra le braccia di Paul. Paul e Bob si guardano attoniti, poi distendono Suzanne a terra e cercano di farla riprendere. La Lipton, nel frattempo, va a sedersi su una delle sedie sulla sinistra, prende una rivista e comincia a sfogliarla, mal mascherando il nervosismo derivante dallo scontro.
PAUL WISE - Suzy? Ehi, Suzy?
BOB MACLACHLAN - Suzanne, mi senti? Sono Bob!
SIGNORA LIPTON - Vi sente, vi sente!
Bob e Paul guardano ancora pi allibiti in direzione della donna, poi tornano con lo sguardo a Suzanne, che si sta riprendendo.
SUZANNE NANCE - Cosa?...Cosa successo? Bob? Paul? Che carini che siete. Sarebbe bello stare tutti e tre assieme, no?
SIGNORA LIPTON - Lo dicevo io... al mio paese c un nome preciso per quelle come lei...
Bob e Paul la interrompono con un gesto della mano.
BOB MACLACHLAN - Signora!
PAUL WISE - Theresa, per favore!
SUZANNE NANCE - Che vuole quella l? Se non la pianta di spaventare i miei due amori, io...
SIGNORA LIPTON - Vieni, vieni... non vedo lora di farmi dare una lezione!
Bob e Paul la guardano con severit, lei risponde facendo spallucce e sogghignando, poi riprende a leggere nervosamente la sua rivista.
PAUL WISE - Andiamo, alzati Suzanne.
BOB MACLACHLAN - Vieni, forse il caso di disinfettarti.
SUZANNE NANCE - Disinfettarmi? Cosa? Cosa dovrei...?
Paul laiuta ad alzarsi in piedi. Nel frattempo lei, passandosi una mano sul labbro, si accorge del sangue che le sta scendendo dal naso.
SUZANNE NANCE - E questo cos?
PAUL WISE - Non niente, Suzanne, andiamo, forza.
Suzanne, immobile, guarda i due e poi si guarda la mano.
SUZANNE NANCE - E......sangue? Oh!
Sviene. Paul riesce a prenderla di nuovo prima che cada a terra.
PAUL WISE - Lo sapevo io! Presto Bob dammi una mano!
BOB MACLACHLAN - Ma cosha?
PAUL WISE - Non sopporta la vista del sangue. E molto sensibile...
SIGNORA LIPTON - Lo so io cos!
PAUL WISE - Basta! (volgendo lo sguardo verso Bob) Forza, portiamola in bagno, ho la cassetta del pronto soccorso nuova di zecca! Se non altro avr il piacere di utilizzare qualcosa l dentro!
Bob annuisce e fa per aiutarlo, prende Suzanne per le gambe. Ad un tratto per, giunto in corrispondenza della porta del bagno si ferma. Rimane immobile a pensare.
PAUL WISE - Allora? Dico, che diavolo ti prende adesso?
BOB MACLACHLAN (tra s) - Fuori servizio...
PAUL WISE - Di che stai parlando? Ti dai una mossa, per favore? Non cos leggera, Suzy!
SIGNORA LIPTON - Perch non glielo dici quando sveglia?!
Paul guarda in cagnesco la Lipton. Bob torna in s e aiuta Paul a portare in bagno Suzy, subito dopo per (tolta virgola) esce e torna a guardare lobl che sta accanto alla porta del bagno.
BOB MACLACHLAN (tra s) - Ma certo! Nessuno guarda la porta del cesso!
La Lipton alza lo sguardo verso Bob
SIGNORA LIPTON - Prego?
PAUL WISE - (dal bagno) Bob! Che fai?! Vieni qui a darmi una mano! Da solo non ce la faccio a tenerla seduta!
BOB MACLACHLAN - Lobl fuori servizio! Sta qui la chiave di tutto! E la chiave... la chiave era in uno degli obl! La gente lascia a noi quello che non vuole pi! I propri peccati! Li lascia qui dentro affinch qualcun altro li trovi e li faccia propri!
SIGNORA LIPTON - Peccati? Credevo che quella con le rotelle fuori posto fosse la tua donna, sei sicuro di star bene, Bob?
BOB MACLACHLAN - Oh s, ora s!
Paul esce di corsa dal bagno.
PAUL WISE - Bob per favore, vieni di l! Non ce la faccio da solo, ora lho lasciata in bilico nellangolo ma non credo che...
Si sente un rumore.
PAUL WISE - Ecco, caduta! Bob... ti prego!
Bob e Paul entrano nel bagno. La Lipton torna a leggere la sua rivista. Buio.
Scena 7
Bob e Paul sono seduti ad uno dei tavoli, luno di fronte allaltro. Bob sta sfogliando un fascicolo e mentre parla, gesticola nervosamente.
PAUL WISE - La donna cinese? Quella della chiave dorata?
BOB MACLACHLAN - S, Paul! La clochard. Quella che viene qui a lavare i panni e ogni volta gratta il fondo dei contenitori per trovare un po di detersivo.
PAUL WISE - S, s, me la ricordo bene!
BOB MACLACHLAN - Ecco. Era lei.
PAUL WISE - Tu hai sognato la donna cinese? Ma avr settantanni! Pensavo che con Suzy le cose andassero alla grande!
BOB MACLACHLAN - Non sto parlando di sogni erotici, Paul!
PAUL WISE - E meno male!
BOB MACLACHLAN - Quella donna era dietro di me, io avevo in mano la chiave dorata poi lei mi ha detto di dirigermi verso lobl, quellobl.
Lo indica.
PAUL WISE - Quello fuori servizio?
BOB MACLACHLAN - Quello!
PAUL WISE - Va avanti!
BOB MACLACHLAN - Mi ha invitato ad aprire il contenitore dei detersivi, e l...proprio l, cera una serratura! La donna cinese mi ha guardato e mi ha detto ( imitandone la voce )" Tu, aspettale che semafolo velde. Poi, camminale fino alla fine."
Paul scoppia a ridere. Bob lo zittisce subito.
PAUL WISE - Perdonami, ma davvero assurdo! Secondo me laria di San Francisco! Stai diventando matto pure tu!
BOB MACLACHLAN - Non lo escludo, Paul. Seriamente. Non lo escludo.
Silenzio.
BOB MACLACHLAN - Ad ogni modo, ha girato la chiave nella serratura. Tutto attorno allobl si formata una luce fortissima, di colore rosso intenso, poi la luce diventata verde e lobl si aperto!
PAUL WISE - E dopo, che successo?
BOB MACLACHLAN - La donna cinese mi ha invitato ad entrare e proprio mentre lo stavo facendo...mi sono svegliato, urlando.
Silenzio.
PAUL WISE - Forse dovresti prenderti una vacanza, Bob.
BOB MACLACHLAN - Non scherzare, Paul!
PAUL WISE - Non sto scherzando. Perch non prendi Suzy e te la porti da qualche parte? Ve ne andate via per un bel viaggio...cambiate aria, tutti e due! Andate...che ne so, a New York!
Silenzio. Bob soprassale.
BOB MACLACHLAN - New York?
PAUL WISE - S, New York! Portala per negozi a Manhattan, falle girare un po il mondo!
BOB MACLACHLAN - Paul, perch proprio New York?
PAUL WISE - Be, perch una gran bella citt, non trovi? Ci sei mai stato tu?
BOB MACLACHLAN - (Massaggiandosi nervosamente la fronte) Io... io non lo so, Paul.
PAUL WISE - Non sai se sei mai stato a New York?
BOB MACLACHLAN - No, Paul... non sono mai stato a New York ma in questa storia c qualcosa che non va.
Paul sbuffa, si alza, prende una scopa, dalla quinta di destra e comincia a spazzare a terra.
PAUL WISE - Bob, io lo ripeto: tu non stai bene. Ecco cosa non va!
BOB MACLACHLAN - Christine... lei non voleva andare a New York...
PAUL WISE - Christine, chi?
BOB MACLACHLAN - La vittima, Christine Fenn! Parlando con Suzanne sono venuto a sapere che prima di morire, stava con un uomo violento, uno di San Diego che voleva portarla via...a New York!
PAUL WISE - E allora?
BOB MACLACHLAN - E allora? Io sono di San Diego! e tu mi stai dicendo di portare Suzy a New York!
PAUL WISE - Ma tu non sei un violento, Bob! E soprattutto Christine Fenn morta, mentre Suzy, anche se completamente matta, viva e sotto le coperte mi risulta che ci sappia fare!
Ride. Bob rimane serio. In preda alla confusione si appoggia ad uno degli obl con la fronte, dando le spalle al pubblico.
PAUL WISE - Bob, stai diventando paranoico. Forse dovresti farti un bel riposino! Quando ti svegli, vedrai che sarai pi lucido e capirai che il caso di prenderti una bella vacanza... e se non vuoi andare a New York, te ne puoi andare in Europa...
BOB MACLACHLAN - In Francia, magari?
PAUL WISE - Perch, ora non va bene nemmeno la Francia?
BOB MACLACHLAN - No, non va bene la Francia!
Ancora pi confuso, Bob esce di corsa dalla quinta di destra.
PAUL WISE - E allora lAfrica!...Bob! Il mio era solo un consiglio! LAsia, va meglio?
Nessuna risposta. Paul sbuffa e riprende a spazzare per terra. Buio.
ATTO III
Scena 1
Si alza un cono di luce su Bob, seduto sul tavolo, con le gambe incrociate e gli occhi chiusi.
BOB MACLACHLAN - Devo, devo tornare nel sogno e farmi dire dalla donna cinese qualcosa di pi... devo scoprire cosa c oltre quellobl.
Il cono di luce si abbassa, si accendono le luci degli obl alle sue spalle. La porta del bagno si apre, compare la donna cinese che gli si avvicina. Lo tocca sulla spalla, lui trasale. Si guardano. Lei sorride. Lui spaventato da quel ghigno, quasi deforme. Lei gli porge il pugno chiuso. Lui con cautela apre il pugno di lei. Dal suo palmo prende la chiave dorata. Lei lo invita nuovamente verso lobl fuori servizio. Ripetono le operazioni gi viste in precedenza. Lui inserisce la chiave, Si accende la luce rossa, poi scatta il verde e lobl si apre.
DONNA CINESE - Fuoli selvizio.
Lo indica e ride
DONNA CINESE - Tu, fuoli selvizio
Ride e se ne va, uscendo dalla porta del bagno da cui era entrata. Lui sosta ancora un attimo davanti allobl, poi si fa coraggio ed entra, richiudendosi lo sportello alle spalle. La luce verde scompare. Buio. Lentamente si levano nellaria le note di "Milord" di E. Piaf. Le luci virano sui toni del giallo e si alzano dolcemente, mantenendo un atmosfera "soffice" su tutto il palcoscenico. In piedi, in proscenio, (inserito spazio) sul lato destro, c Phil Zabriskie. Indossa un completo zebrato, una sciarpa in tinta con il completo avvolta attorno al collo e un panama bianco calcato in testa. Luomo ondeggia al ritmo della musica e segue le parole della canzone cantando in playback. Dalla porta del bagno, entra Bob. Raggiunge il centro del palco come se camminasse su tizzoni accesi e guarda con curiosa sorpresa latteggiamento di Phil Zabriskie che, accortosi della sua presenza, si volta e gli si avvicina cercando di coinvolgerlo in una danza. Bob, spaventato, lo allontana con la mano. Phil sorride, allarga le braccia in segno di resa, quindi si volta verso il proscenio per tornare a cantare. Bob si guarda indietro, torna alla porta del bagno, prova ad aprirla, ma chiusa. Si guarda intorno. Phil continua a cantare, volgendo di tanto in tanto lo sguardo a Bob. Dun tratto alza lindice e indica lobl fuori servizio. Bob, allora comprendendo il meccanismo, si fruga nervosamente nelle tasche, estrae la chiave dorata. Phil sorride e annuisce con il capo, poi torna a cantare rivolto al pubblico. Bob inserisce la chiave nel contenitore del detersivo, la luce rossa, quindi la luce verde. Lolb si apre. Bob ci si infila e richiude lobl. La musica si dissolve. Buio.
Scena 2
Le luci virano sullazzurro intenso, sono basse e "soffocanti". Davanti alla porta del bagno, sono posizionati i due uomini in nero, X e Y. Bob esce dalla porta del bagno e rimane impietrito dalla vista dei due uomini in nero che, allunisono, alzano lindice della mano destra e lo indicano. Da lontano si odono di nuovo le note di "Milord", ma sono solo un'eco della scena precedente e si dissolvono immediatamente. Bob, strisciando terrorizzato contro le pareti, si ritrova allangolo destro della scena. X e Y gli si stanno avvicinando con lindice puntato. Bob, ancora contro la parete, riesce a girare loro attorno, senza che questi riescano a raggiungerlo. Dando le spalle alla quinta sinistra per, indietreggiando, Bob inciampa in uno dei tavoli e cade a terra. Alle sue spalle, intanto avanza una carrozzella, spinta dalla Signora Lipton. X e Y si fermano alla vista della carrozzella e, allunisono, abbassano lindice. Sulla carrozzella c un uomo molto anziano, quasi completamente calvo e avvolto in una logora vestaglia di lana. La bocca spalancata in una smorfia. Di tanto in tanto (tolta virgola) la signora Lipton, durante il dialogo che segue, avr cura di asciugare con un fazzoletto la bocca delluomo. La donna sorride, tendendo oltremodo le guance.
SIGNORA LIPTON - Bob, che piacere averti a casa nostra!
BOB MACLACHLAN - Casa...vostra?!
SIGNORA LIPTON - S, a casa mia e di mio marito, Devon. Devon, saluta il signor Maclachlan
DEVON - Daaaah...baaahh...daaaaah
BOB MACLACHLAN - Ma cosa...?
SIGNORA LIPTON - Oh, Bob, ti chiedo scusa...Devon ha qualche problema. Come vedi su una sedia a rotelle.
DEVON - Baaaahhh....Gaaaaahh...Gnaaaaah!
SIGNORA LIPTON - Certo, Devon! Lui non sa! Lasciami spiegare!
DEVON - Graaaah!...Shhhhhaaaahhh!
SIGNORA LIPTON - Devon, piantala o giuro che finisce come lultima volta! Ricordi, Devon? Poi se lo faccio, non dormi per una settimana di fila!
Devon abbassa la testa, sembra essersi arreso.
SIGNORA LIPTON - Oh, bene.
La signora Lipton si avvicina a Bob.
SIGNORA LIPTON - Bene, caro Bob! Ora possiamo parlare, ma ti prego, accomodati...
Gli fa cenno di sedersi per terra. Bob si guarda attorno. X e Y gli si avvicinano e con il palmo della mano destra rivolto verso il basso, allunisono, lo invitano a sedersi per terra. Lui, a disagio, esegue.
SIGNORA LIPTON - Sei comodo, Bob?
BOB MACLACHLAN - S... direi di s.
SIGNORA LIPTON - (sostando in piedi, davanti a lui) Mio marito Devon ha avuto qualche problema. Come vedi su una sedia a rotelle. (Scatta, con rabbia ) Lo hai visto, vero, Bob?! Vedi la sedia a rotelle su cui seduto, vero Bob?! Non stata colpa sua! Ha avuto un gran mal di gola!
Il vecchio annuisce, con la bocca spalancata e lo sguardo fisso su Bob. Silenzio.
SIGNORA LIPTON - (Con rinnovata tranquillit) Mio marito un poeta, sai?
BOB MACLACHLAN - (Sempre pi a disagio) Davvero?
SIGNORA LIPTON - Certo! Non vero, Devon, che sei un poeta?
Devon sorride e mugugna qualcosa. X e Y sollevano allunisono il pollice della mano destra, verso lalto e sorridono tendendo con forza le guance. Bob sempre pi confuso e terrorizzato dalla situazione.
SIGNORA LIPTON - Ora Devon, perch non leggi a Bob il tuo ultimo componimento? Bob sa apprezzare le cose belle, non vero, Bob?
BOB MACLACHLAN - Certo...
SIGNORA LIPTON - (sottovoce, a Bob) E una poesia che ha dedicato a suo figlio, quello sciagurato! Devi sapere Bob che...
Devon comincia a urlare, con impazienza. I due uomini in nero, allunisono, abbassano il pollice della mano destra e rilasciano i muscoli della bocca, fino a tornare con lo sguardo serio sul vecchio che batte con rabbia i pugni sui braccioli della sua carrozzella.
SIGNORA LIPTON - Ma s, ma s, Devon! Ora leggiamo la tua poesia! (a Bob, sottovoce) Perdonalo, Bob, come un bambino capriccioso, a volte.
La signora Lipton si avvicina a Devon e dopo averlo consolato, estrae dalla tasca della sua vestaglia di lana un pezzo di carta stropicciato e umido. Con un moto di disgusto, la donna apre il biglietto e poi volge con rimprovero lo sguardo a Devon.
SIGNORA LIPTON - Lo hai fatto di nuovo! Ti sei sbrodolato ancora! E adesso? Guarda cosa hai fatto alla tua bellissima poesia!
Con rabbia, la donna, tira uno spintone sulla spalla del vecchio. Bob fa per alzarsi, ma i due uomini in nero, allunisono, lo abbassano ponendo, ognuno, una mano sulle spalle di Bob. Devon sbraita e piange.
SIGNORA LIPTON - Basta, basta Devon! Ora gliela leggiamo!
Devon si calma, smette di piangere e sorride, compiaciuto. La signora Lipton gli mette davanti agli occhi il pezzo di carta e Devon comincia a leggere.
DEVON - Daaah... Saaah...gruuuuuuh....maaaahhghhh.
SIGNORA LIPTON - (traducendo) Di indizi colma la luna.
(X e Y mimano, con gesti grotteschi, le parole della poesia)
DEVON - Braaaah...greeeeh...fraaaahhh...
SIGNORA LIPTON - Di luce pieno il sole.
DEVON - Sruuuuhhh...friiiii....sbloooooh.
SIGNORA LIPTON - Ma quando nero, allora vero.
DEVON - Mmmmmmh...bruuuuh...sraaaaah.
SIGNORA LIPTON - La voce sua, tace.
DEVON - Zraaaah...nruuuuh...preeeh.
SIGNORA LIPTON - e il cuore di donna...
DEVON - Graahh...brahhh.
SIGNORA LIPTON - ...riposa in pace.
Silenzio. I due uomini in nero cominciano, allunisono, ad applaudire. Devon, felice ed eccitato, ride di gusto, battendo i pugni sui braccioli. La signora Lipton evidentemente commossa. Il biglietto umidiccio cade a terra. Bob lo raccoglie e lo mette in tasca.
SIGNORA LIPTON- E bella, vero Bob?
BOB MACLACHLAN - S...molto...
Improvvisamente si abbassano le luci. Tutto diventa pi cupo. Compare la donna cinese dalla quinta di destra. Su di lei si accende un cono di luce. E ancora lei a indicargli lobl fuori servizio. Bob, terrorizzato, si morde il labbro. Lo vediamo toccarsi la bocca con espressione di dolore. Si alza e, titubante, inserisce la chiave. Luce rossa, luce verde. Esce. Buio.
Scena 3
Le luci virano sul rosso, questa volta. Sono per fredde, sporcate, di tanto in tanto, da lampi di luce bianca. Bob entra dalla porta del bagno. Sulla destra, chino sul tavolo, c Paul che sta tagliando una striscia di cocaina con una tessera. Paul alza lo sguardo verso Bob. Sorride, tendendo le guance. Alza lindice della mano destra verso lamico.
PAUL WISE - Eccolo!
BOB MACLACHLAN - Paul!
PAUL WISE - Bob!
Abbassando lindice e distendendo i muscoli della bocca. Paul estrae dalla tasca una banconota arrotolata, la infila nel naso e poi tira con forza la striscia di cocaina.
PAUL WISE - Ahhhhhh! Bob! Bob!...Bob, Bob...Bob...Bob...
Silenzio.
PAUL WISE - Ne vuoi, Bob? Ne ho quanta ne vuoi, Bob! Ti ricordi i bei tempi, Bob? Quanti anni sono passati, Bob?
BOB MACLACHLAN - Smettila, Paul!
Paul si alza. ha ancora il naso sporco di cocaina.
PAUL WISE - Di indizi piena la luna, di luce pieno il sole...ma quando nero, allora vero e il cuore di donna, riposa in pace!
BOB MACLACHLAN - Ma cosa...
Da due obl sul lato sinistro della scena, escono due donne in abiti succinti, bionde, entrambe truccate in maniera molto pesante. Il trucco colato sotto gli occhi delle donne. Le osserviamo avanzare verso Bob che indietreggia fino ad andare a sbattere contro Paul, alle sue spalle.
PAUL WISE - Che ne dici, Bob? Ti piacciono le mie sorelline? Sono bionde, come piacciono a noi, non vero? Si chiamano Christine e Catherine! C gente che dice in giro siano la stessa persona, ma io non lo credo e tu, fratellino?
Paul scoppia a ridere. Si alzano le note di "Milord", le due donne cominciano a danzare. Il loro sguardo triste. il rossetto sbavato sul lato destro di entrambe. Paul tiene il tempo con le mani, mentre a sinistra compare Phil Zabriskie, in completo leopardato, sciarpa in tinta con il completo e cappello giallo calcato a forza sulla testa. Phil, come nella scena precedente, canta in playback, ondeggiando insieme alle ragazze. Una fortissima luce bianca avvolge la scena, poi, buio improvviso.
Scena 4
Le luci si alzano. Bob seduto ad occhi chiusi, con le gambe incrociate, cos come lo avevamo lasciato prima del sogno. Apre gli occhi. Sulla sinistra, seduto su una sedia e intento a leggere una rivista, c Tom Zane.
TOM ZANE - (Senza alzare lo sguardo dalla rivista) Amico, che trip ti sei fatto?
BOB MACLACHLAN - Un sonno molto illuminante!
TOM ZANE - Hai visto la luce bianca, non vero?
BOB MACLACHLAN - S, ho visto la luce bianca e tu come lo sai?
Tom Zane si alza dalla sedia e getta alle proprie spalle la rivista. Si avvicina a Bob, fino a stargli accanto, appoggiando le mani sul tavolo.
TOM ZANE - Io so, perch quel che dico vero, cazzo! Tu hai visto la luce bianca, la luce della luna e ora, alla luce del sole, vedi le cose come dovrebbero essere, dico bene? Prima avevi le idee confuse, ora invece potresti ammansire il cuore di qualsiasi donna! Voglio dire, potresti scoparti il mondo intero se il mondo intero soltanto te lo lasciasse fare! Questo il mondo reale! Immagina, hai mai provato ad immaginare un mondo senza immaginazione? Limmaginazione luce, vita...ed morte. Senza immaginazione si muore, dico bene, amico? E con limmaginazione posso uccidere chi mi pare, tanto poi nessuno potr giustiziarmi se nella mia testa ci ho tirato dentro qualcuno che non centrava nulla con me, ma che a me stava sulle palle, dico bene amico? Ascolta questo negro! Questo negro quello che sa le cose, che vede le cose, che dice le cose, soprattutto.
BOB MACLACHLAN - ...Ma quando nero, allora vero...
TOM ZANE - Che?
BOB MACLACHLAN - Niente Tom! Ti ringrazio!
TOM ZANE - Di che cosa, amico, io son qui per dare una mano al prossimo, no? se non ci si aiuta tra morti di fame!... A proposito, hai dieci dollari, per caso?
Bob apre il portafogli e gli allunga un biglietto da cento dollari. Tom rimane a bocca aperta.
TOM ZANE - Accidenti, amico! Devo averti proprio aperto gli occhi! Ma che avr mai fatto? Se uno dorme e gli apro gli occhi, lho soltanto svegliato, dico bene?
BOB MACLACHLAN - Fidati, mi hai dato un aiuto ben pi grande, tu!
Bob esce di corsa. Tom guarda ancora incredulo il biglietto da cento dollari.
TOM ZANE - Devessersi fatto un trip niente male!
Buio.
Scena 11
Si alzano le luci. Bob entra in scena dalla destra con il Capitano Boyle e lagente Johnson.
CAPITANO BOYLE - Perdonami Maclachlan, ma proprio non capisco! Io ti ho mandato qui per risolvere un duplice omicidio e tu mi risolvi un caso di spaccio di droga?
BOB MACLACHLAN - Gi.
CAPITANO BOYLE - I patti non erano questi, per!
BOB MACLACHLAN - Si fidi, Capitano, in cella ci finito luomo giusto!
CAPITANO BOYLE - Paul Wise? Non nemmeno un pesce grosso nel suo ambito! Tra un paio danni sar fuori di nuovo e se, come dici tu, luomo giusto, saremo da capo, non credi?
BOB MACLACHLAN - I suoi incubi lo stanno circondando. Non riuscir a sopravvivere fuori di qui.
CAPITANO BOYLE - Io continuo a non capire! Vuoi spiegarmi per favore? Io devo fare rapporto! Che cosa scrivo nel rapporto?!
BOB MACLACHLAN - Agente Johnson, ci pu fare una cortesia?
AGENTE JOHNSON - Dica, detective...
BOB MACLACHLAN - Qui di fronte, c un bar. Prenda tre caff forti. Dica che la mando io e faccia mettere tutto sul mio conto...sono cliente abituale, qui.
CAPITANO BOYLE - Che cosa diavolo stai facendo, ti metti a dare ordini ai miei uomini?!
Silenzio.
CAPITANO BOYLE - Johnson, va a prendere quei maledetti caff, che aspetti?!
AGENTE JOHNSON - Subito, signore!
Lagente Johnson esce di corsa dalla quinta a destra. Bob invita il capitano a sedersi ad una delle sedie. Sedutisi uno accanto allaltro, Bob guarda il capitano e sorride.
CAPITANO BOYLE - Maledizione, che cazzo sorridi?! Mi vuoi tenere sulle spine tanto a lungo Maclachlan?!
BOB MACLACHLAN - Ora le spiegher, ma non credo che lei potr mai capire...
CAPITANO BOYLE - Be provaci almeno! Mi sforzer!
BOB MACLACHLAN - Vede capitano, la gente che viene in questo posto, lascia nei cestelli un sacco di cose ... monetine, biglietti, scontrini fiscali, portafogli, bracciali e qualsiasi cosa si siano "apparentemente" dimenticati nelle tasche. La verit che spesso vogliono che qualcuno scovi questi segreti, che li faccia sparire...
CAPITANO BOYLE - E allora? I due cadaveri non sono stati trovati nei cestelli.
BOB MACLACHLAN - I cadaveri no, ma la cocaina s. Due chili di cocaina nel cestello fuori servizio, chiuso a chiave. Questa chiave.
Estrae la chiave dorata.
CAPITANO BOYLE - Va bene, va bene! Hai trovato la droga, ma le due ragazze?
BOB MACLACHLAN - Ora ci arrivo! Paul Wise, il proprietario di questo posto, nonch mio carissimo amico era figlio di Devon Lipton, marito della signora Lipton, meglio nota come Madame Lodge. Una medium molto famosa da queste parti nonch frequentatrice assidua del negozio del marito. Alla scomparsa delle due ragazze, il vecchio si rifugiato in Francia, a Tolosa e l si tolto la vita per far s che le indagini finissero su di lui e non sul figlio, che stava proprio di recente, tentando la via della riabilitazione. La polizia, in effetti, non trovando nessuna traccia ed avendo saputo della morte di Devon, ha abbandonato le ricerche. Anche per questo motivo Paul aveva acquistato questo posto nel tentativo di sviare i sospetti sul padre che, scoperto laccaduto, ha deciso di fuggire altrove. La signora Lipton ha cercato a lungo di difendere il figlio, fingendo di non conoscerlo, ma le sue doti da medium lhanno tradita. Quando mi ha conosciuto, leggendomi la mano ha detto " Le labbra, le labbra sono la fuga. Nelloscurit del giorno si trova il segreto e quando il passato sar noto, allora pagherai lo scotto desser rimasto fermo al semaforo rosso." Lobl fuori servizio era provvisto di un meccanismo. Inserendo questa chiave nella serratura, prima sarebbe scattata una luce rossa, alla quale io non avrei dovuto mai fermarmi... subito dopo infatti, si sarebbe accesa una luce verde e lobl si sarebbe aperto. E cos stato.
CAPITANO BOYLE - S, daccordo...ma le due...
BOB MACLACHLAN - ...le due ragazze, certo ... Questo pi difficile da spiegare.
Estrae dalla tasca un biglietto umidiccio e rovinato.
BOB MACLACHLAN - Lo vede, questo?
CAPITANO BOYLE - Che schifo, cos?
Bob apre il biglietto e legge
BOB MACLACHLAN - Di indizi piena la luna, di luce pieno il sole...ma quando nero, allora vero e il cuore di donna, riposa in pace!
CAPITANO BOYLE - E questo che vuol dire?
BOB MACLACHLAN - Legga la firma, in basso a destra
CAPITANO BOYLE - Devon Lipton.
Silenzio.
CAPITANO BOYLE - E allora?
BOB MACLACHLAN -Cosa direbbe se ho ricevuto questa poesia in sogno, dal defunto signor Lipton, alla presenza della signora Lipton e di due avventori della lavanderia, vestiti di nero?
CAPITANO BOYLE - Direi che dovresti cambiare spacciatore!
BOB MACLACHLAN - E allora anche inutile che le racconti questa storia.
CAPITANO BOYLE - No! Prosegui! Voglio sapere delle due ragazze.
BOB MACLACHLAN - Sono state uccise, ma non qui. Anzi s, qui, ma non qui... o meglio, qui, ma non proprio "qui". Qui, dove siamo io e lei ora, stato portato, anzi trasportato il corpo morto...
CAPITANO BOYLE - Ma lassenza di impronte, la morte anomala? Il rigor mortis?
BOB MACLACHLAN - Lei mi ha chiesto di risolvere il caso. Io le sto dicendo che in galera ci finito luomo giusto e che c un incubo ben peggiore che lo aspetta ora che non pi in questo luogo, del quale possedeva tutte le chiavi!
CAPITANO BOYLE - Incubo peggiore?! Lincubo peggiore che grazie a questa tua spiegazione finir in mezzo alla strada!
BOB MACLACHLAN - Allora andr fino in fondo in questa storia: La signora Lipton, Theresa Wise Lipton..
CAPITANO BOYLE - Wise Lipton?
BOB MACLACHLAN - Gi, Paul ha sempre portato il cognome da nubile di sua madre ... non ha mai avuto un buon rapporto con suo padre. Anche per questo il povero Devon ha cercato di salvare il salvabile quando lo ha visto in serie difficolt ... o meglio, in difficolt pi serie del solito.
CAPITANO BOYLE - Mmm... continua.
BOB MACLACHLAN - Dicevo, Theresa Wise Lipton, meglio nota come Madame Lodge, una vera medium! Forse nemmeno lei consapevole del proprio potere! Ha predetto, credo senza capire la reale portata del suo messaggio, le modalit con cui avrei scoperto lassassino delle due ragazze. Paul Wise invece, suo figlio, un manipolatore...
CAPITANO BOYLE - Un...cosa?
BOB MACLACHLAN - Un manipolatore! Ha ereditato il potere di sua madre, ma ne ha ingigantito gli effetti! Paul Wise in grado di trascinare chi vuole, nei suoi sogni e l, solo l, in grado di fare quel che vuole!
CAPITANO BOYLE - Nel...sogno?
BOB MACLACHLAN - Esatto! Ha trascinato nel sogno due ragazze, probabilmente due passanti che hanno visitato questa lavanderia, due studentesse, molto simili nellaspetto e vagamente somiglianti nel nome...
CAPITANO BOYLE - Christine e Catherine...
BOB MACLACHLAN - Esatto! Christine quella di cui ho saputo di pi. Viveva da queste parti, ma aveva un fidanzato geloso che la picchiava spesso. Questo tizio la voleva trascinare a New York, per chiss quale motivo. Probabilmente, Christine ha chiesto aiuto a Paul, dopo averlo conosciuto qui, come figlio del proprietario: Devon Lipton.
CAPITANO BOYLE - Devon Lipton?
BOB MACLACHLAN - Esatto, il poeta. Frugando nel fascicolo, ho scoperto che le due ragazze hanno vissuto nello stesso appartamento per lungo tempo. Paul sempre stato un donnaiolo e di sicuro per un certo periodo ha frequentato Christine. Quando Christine stata uccisa, Catherine ha chiesto aiuto a Paul, e probabilmente ha sospettato di lui, e del suo passato non proprio cristallino. Capisce? Lui le ha trascinate nel proprio sogno in due momenti diversi, ha abusato di loro - poich il desiderio sessuale e di riscatto sociale che trainava Paul Wise - ma Loro hanno opposto resistenza, quindi lui, accecato dalla rabbia le ha uccise. Per insabbiare il caso come insoluto, le ha riportate qui, attraverso la porta dellobl fuori servizio e le ha abbandonate nella realt, prima di risvegliarsi, fingere di non capire laccaduto e chiamare la polizia. Per questo la morte apparentemente inspiegabile e sui corpi non ci sono tracce di impronte digitali: nel sogno, le regole, le decidi tu!
CAPITANO BOYLE - Maclachlan, ne ho sentite di cazzate nella mia vita, ma questa...
BOB MACLACHLAN - Pur essendo un manipolatore, per, Paul Wise sempre stato un debole e il duplice omicidio ha maturato in lui un rimorso molto radicato. E per questo che ha fatto s che lei chiamasse proprio me per questo caso! Lui sosteneva che in posti come questo, la gente abbandona i propri peccati: lui mi ha fatto trovare la chiave dorata!
CAPITANO BOYLE - La chiave dorata... e cos quel deficiente cocainomane, avrebbe manipolato anche me? Non farmi ridere!
BOB MACLACHLAN - Proprio cos! Ha fatto s che mi occupassi io di questo caso; qua e l ha cercato di depistarmi con indizi falsi, ma quando ha visto che stavo dando alla sua donna, Suzanne, una vita damore vero, caduto in depressione. Dopo aver ucciso due ragazze ed aver provocato il suicidio del padre a Tolosa, stato travolto dalla disperazione e mi ha trascinato nel suo delirante sogno, dove, attraverso mille altri indizi, ha creato un rebus, la cui soluzione mi ha riportato alla realt. Dopodich lho subito chiamata, capitano.
Silenzio.
CAPITANO BOYLE - Secondo te, io dovrei presentare questa testimonianza per dare lergastolo ad un assassino?
BOB MACLACHLAN - E limmaginazione, la chiave di lettura del mondo moderno, non forse cos, capitano Boyle?
Silenzio. Il capitano Boyle scuote la testa e si copre il viso con le mani.
BOB MACLACHLAN - Senta capitano, c una cosa che pu fare... pu cercare lex fidanzato della prima vittima, Christine Fenn. Ho una testimone pronta a giurare che ha subito minacce e percosse da un uomo di San Diego che voleva portarla a tutti i costi a New York.
CAPITANO BOYLE - E perch cazzo voleva portarla proprio a New York?!
BOB MACLACHLAN - Perch in questa citt... c una nebbia che ti fa diventare matto...
AGENTE JOHNSON - (Entra trafelato, con tre caff in mano) Capitano, qui fuori c la signora Lipton! Dice di voler parlare con suo figlio Paul...cosa devo fare? Sta dando di matto!
BOB MACLACHLAN - Ha visto, capitano? Qui sono tutti matti!
Entra anche Suzanne.
CAPITANO BOYLE - (Alazndosi e dirigendosi verso luscita.) Ci sono tante cose che ancora non quadrano. Ci vediamo luned in centrale per continuare il discorso.
BOB MACLACHLAN - (Avvicinandosi a Suzanne e cingendole la vita con il braccio) Niente da fare, capitano. Sono fuori.
CAPITANO BOYLE - Che diavolo stai dicendo?! Ho detto che ti avrei fatto reintegrare! Ho gi fatto dare una ripulita al tuo fascicolo, se capisci ci che intendo!
BOB MACLACHLAN - Capisco e la ringrazio. Siamo pari, direi. Io rimango qui. Ho qualche soldo da parte e penso che questa attivit ora, potrei rilevarla io.
CAPITANO BOYLE - Oh cielo! Ma dico, sei diventato matto?!
AGENTE JOHNSON - (fuori campo) Capitano! Per favore, non riesco pi a trattenerla!
BOB MACLACHLAN - Questa una citt di matti, infatti. Io sto benissimo qui!
Alza la mano e saluta il capitano, che di rimando lo maledice ed esce.
SUZANNE NANCE - Amore, seriamente vuoi rilevare questa attivit?
BOB MACLACHLAN - Perch no?
SUZANNE NANCE - Che bello! Allora potrei diventare la tua socia, che ne dici?
BOB MACLACHLAN - Perch invece non ci pensi su e oltre a diventare mia socia, non diventi mia moglie?
Suzanne sgrana gli occhi, incredula.
SUZANNE NANCE - Oh...dici...dici seriamente?
BOB MACLACHLAN - Ti d tempo cinque secondi per pensarci
Suzanne fa per pensare, ma Bob la interrompe
BOB MACLACHLAN - Troppo tardi!
Bob la bacia con passione. In quel momento entra Phil Zabriskie con il solito sacco di lenzuola naif.
PHIL ZABRISKIE - Oh santo cielo cosa tocca vedere ai miei stanchi occhi! Ve lho detto che sono debole di cuore, no?
Bob e Suzanne ridono.
BOB MACLACHLAN - (A Suzanne) E un s?
SUZANNE NANCE - S.
BOB MACLACHLAN - Ha sentito, Phil? Suzy mi sposa!
PHIL ZABRISKIE - Che volete che vi dica? siate felici... lamore solo questione degoismo... se siete tanto egoisti da voler risultare cos importanti luno per laltra, be...non potete fare altro che bruciare la candela fino a quando ci sar la fiamma accesa.
BOB MACLACHLAN - Per! mi sembra pi ottimista del solito.
PHIL ZABRISKIE - E la nebbia, la nebbia che si diradata...lo vedi?
Indica lorologio.
PHIL ZABRISKIE - Sono le due del pomeriggio..abbiamo ancora un paio dore di ottimismo, prima che cali ancora la nebbia e l'oscurit.
BOB MACLACHLAN - Gi, hai ragione
SUZANNE NANCE - Che tipo, per!
Dalla destra entra la donna cinese. Bob la saluta, ma lei borbotta qualcosa, senza rispondere.
PHIL ZABRISKIE - Ci risiamo!
La donna comincia a raschiare il fondo dei contenitori di detersivo.
PHIL ZABRISKIE - Hai bisogno di sapone?
La donna non risponde.
PHIL ZABRISKIE - Sapone?
La donna mugugna qualcosa senza rispondere.
PHIL ZABRISKIE - E matta, che volete farci? e completamente matta.
Bob e Suzanne ridono. Phil va alla macchinetta distributrice, prende una confezione di detersivo e lo appoggia sul tavolo. La donna cinese prende la confezione, guarda storto Phil e poi versa il contenuto nellapposito spazio. Le luci si abbassano. Di lontano ancora uneco delle note di "Milord". Le luci degli obl prendono a lampeggiare. Luce rossa, Luce verde. Buio. Si sente il rumore lo sportello dellobl fuori servizio che si apre.
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