I beni di famiglia

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I BENI DI FAMIGLIA

Commedia in tre atti

di

Angelo Alfieri

Personaggi


Anna:

Angelo:

Marina:

Paolo:

Saverio:

Sala:

Perla:

Edo:

Martino:

Willy:

Delbò:


Giovane sposa

Il marito

Vicina di casa

Marito di Marina

Mercante d’arte

Venditore porta a porta

Amica di Anna

Fratello di Anna

Amico di tutti

Parente di Paolo

Il nuovo inquilino


1


Milano: primi anni ottanta.

Non prestate mai niente a nessuno, soprattutto la casa, perché, alla fine, come si suole dire, gli oggetti in essa contenuti prendono il volo e così, non solo avrete perso un ricordo della mamma o il regalo di nozze che avete tanto desiderato, ma farete la figuraccia di quelli che dicono, dopo svariati anni dal fatto s’intende, quando qualcuno si presenterà con gli stessi oggetti che pensavate ormai perduti: “ma questo

èil mio, perché è finito in mano tua”. Nell’attesa di questo momento avrete già ricomprato le “cose”, che non vi servivano, per sostituire le tanto preziose e sospirate amenità ad un prezzo spropositato, naturalmente non saranno mai dello stesso valore affettivo delle altre ma la loro bella figura è garantita. Così, per riaverle, sarete costretti a mettere mano al portafogli. Allora qualcuno vi dirà: “come puoi essere certo che è proprio il tuo”. Potrebbe anche capitare che, qualcuno, mosso da magnanimità, vi restituisca il tutto gratuitamente pretendendo in cambio una sorta di confessione chiarificatrice riguardo ai beni, per pura curiosità. Vi renderete conto solo allora quanto sia sgradevole raccontare particolari che non rivelereste nemmeno in punto di morte. (Questa introduzione potrebbe essere letta da una voce fuori scena a discrezione della regia).

La scena: una porta d’ingresso ampia, tre porte che danno in altri locali, un mobilio elegante, un grande scaffale pieno di libri e oggetti di varia natura. Nota per la regia: i personaggi di Sala e Delbò possono essere interpretati da un solo attore.

ATTO PRIMO

Scena prima

Anna:               Mi chiedo, in verità lo faccio da molto. Com’è possibile che questi vicini

non abbiano a disposizione delle stoviglie decenti. Quando ti sposi qualcuno un po’, diciamo benestante, nella cerchia degli invitati lo trovi , in genere è proprio a quello che vai a chiedere un certo regalo. Un minimo di furbizia … Ogni volta che hanno un ospite di riguardo vengono qui in cerca di un “servizio”, come dice lei, di alta fattura per non sfigurare davanti agli ospiti … chi frequentano? (Smorfiosa).

2


Angelo: (Sta finendo di vestirsi). Non tutti hanno a disposizione oggetti antichi come i nostri … bisogna capirli … fanno gola. Non dovevi farglieli vedere. Come si dice: “occhio non vede …” Cosa ti ha chiesto stavolta?

Anna:               Il servizio da cioccolata degli Asburgo … mi secca … lo tengo come

oro, non lo uso mai per non danneggiarlo e mi tocca darlo a loro. La prima cosa che fa mia mamma quando viene è andare a guardare nell’armadio per accertarsi che non manchi niente. … anche su questo ci sarebbe da dire … me li ha dati ma li rivorrebbe indietro. … a suo tempo abbiamo discusso per ore con mio fratello ma, niente, ha la testa dura e continua a fare pressione per averle … se non avesse niente lo capirei, ma alla fine si ritroverà con tutto il resto del patrimonio, che è il triplo di questo. Ma chi se ne frega! Vada al diavolo … Sai cos’è che mi indigna: la mancanza di fiducia. Ha paura che gliele rompo.


Angelo:


Chi, tua madre o tuo fratello?


Anna:               Mio fratello! Perché viene qui? Per tenere sotto controllo. Il solo


parlarne mi urta … (Sbatte il libro che stava sfogliando sul tavolo). Inoltre c’è questa “fittavola” che mi ossessiona. Non sopporto che mi si chiedano le cose che amo di più con questa leggerezza.


Angelo:

più.


Noleggiamoglieli … diecimila lire a pezzo … vedi che non te li cerca


Anna:               Mi stavo chiedendo come mai non l’avessi ancora detto. Tu noleggeresti


anche me! ...  Beh! Faccio per dire … (Pensa). Potrebbe funzionare.

Angelo: Però non dirlo … sei il bene più prezioso che ho! Lo sai che per me sei come una divinità. Se potessi ti metterei su di un piedistallo … e di notte di metterei in una scatola per non sciuparti.


Anna.


Esagerato! Mettimi in un sarcofago già che ci sei!


Angelo:          È un’idea! (Ridono entrambi). Certo che sono strani questi … in genere i


vicini ti vengono a cercare le verdure, al limite qualche chilo di sale, non certo i bicchieri di Baccarat o che so io. A me non è mai capitato di andare questuando oggetti da amici per darmi un tono così da … “Parvenue” , perché, credimi, è questo che pensa la gente che ti conosce … andiamo. Pensaci bene: un oggetto prestigioso in mano a due così … è palese la totale estraneità al gusto, al bello! Non è questione di ricchezza, dell’avere o no certe cose: è questione di cultura! … Bene! … Ci stiamo afflosciando su ovvietà da bar dello sport. Anna, vado, sono in ritardo! Adorata!

3


Anna: Scommetti che come ti vede uscire di casa si precipita qui. Sta appiccicata allo spioncino. Un giorno è arrivata con un cerchio intorno all’occhio … si è sciolto il mascara … che ridere. A stasera!

Angelo: Dalle quegli oggetti di plastica che teniamo gelosamente custoditi in fondo all’armadio. Anzi dille che senza il mio consenso non si fa nulla!

Anna:               È come dare lo zucchero all’asino ma … tenterò! Ciao! Che frasi stupide

mi fa dire! (Angelo esce).

Anna: (Guarda l’orologio, si siede in totale relax e sfoglia una rivista). Godiamoci questi momenti di libertà fintanto che non abbiamo figli … chissà che cosa ci riserverà il futuro … può anche darsi che non ne abbia e mi ritroverò vecchia o forse precocemente vedova e senza sostegno. Che squallore … fortunatamente sono una donna ottimista e su certe questioni non rimugino più di tanto perché altrimenti ci sarebbe da spararsi. È possibile che sia soltanto io a pormi di queste domande! Il sapere ti porta a fare considerazioni a trecento sessanta gradi, se non altro a valutare. La maggior parte della gente se ne infischia altamente e prende la vita così come viene. Discoteche, locali notturni, feste … viaggi inutili nei mari del sud alla ricerca dell’esotico a tutti i costi … edonisti puri … adeguarsi significa smentire i propri ideali, la propria capacità di discernimento. Non mi livellerò mai! Sarò anche antica, di vedute ristrette, di mentalità borghese … piena di retaggi religiosi … mah! Forse aveva ragione mio padre: “mai studiare dai religiosi. Ti condizionano per sempre”. Siamo tutti condizionati! Ognuno è vittima delle propri idee … del resto o si è coerenti o non lo si è! (Campanello).

Sala: (È piuttosto baldanzoso). Permesso? Signora buongiorno, sono Sala venditore a domicilio. Il mio incarico è innanzitutto quello di diffondere cultura attraverso la vendita di queste favolose …

Anna:               Mi creda, non abbiamo bisogno di niente, soprattutto di libri, anzi, se ne

vuole un po’ non deve fare altro che scegliere. Quanti ne vuole? Le posso dare quel pacco là … è un regalo di un rappresentante … è l’enciclopedia americana.

Sala: Non mi dica (La va a vedere) … è quella che Woody Allen tenta di vendere in quel film …

Anna:               “Prendi i soldi e scappa”!

Sala:                  Già! Non l’avevo mai vista dal vivo … in Italia siamo un po’

provincialotti. Abbiamo le nostre cosette da scartabellare e non alziamo mai lo sguardo.


Anna.


Sa che cosa manca a questo paese? Il respiro del mondo!


4


Sala. Già! Mi ha messo in imbarazzo … mi scusi … volevo venderle un’enciclopedia ma … tra l’altro mi ha mandato qui la sua vicina ... me ne stavo già andando … ha suonato lei il campanello insistendo.


Anna:


La mia vicina ha comprato qualcosa?


Sala:


No! Ha detto che quando avrà dei bambini provvederà.


Anna:


Non è questione di bambini mi creda … è ben altro il discorso.


Sala:


Visto che lei ne ha tanti verrà a cercarli qui.


Anna:


Lei è un genio! Faccia il mago!


Sala:                  Abbia pietà: devo pur mangiare anch’io! Non ho ancora venduto niente


questa settimana. Se avrà bisogno di me chiami … prego … (Le dà un biglietto da visita). Mi conviene cambiare mestiere … le enciclopedie sono al tramonto: unanuova era si sta facendo largo!

Anna: È vero … ancora qualche anno e saremo invasi dai computer e i libri di carta li terranno solo le biblioteche pubbliche. Inoltre sta dilagando una sotto cultura favorita dall’avvento di queste televisioni private che porterà la popolazione verso l’adorazione del nulla in modo massiccio … caro signore: venda magliette a strisce con dei grandi numeri stampati sopra.

Sala: (Sorride). Già! Questi anni ottanta stanno portando alla faciloneria e alla goduria a tutti i costi … Che cosa fa lei per avere così tanti volumi?

Anna: Molti li abbiamo ereditati, molti sono nostri … siamo insegnanti universitari.

Sala: Sono un cretino … e sì … do retta a tutti e poi … mi perdoni ma, a volte la gente … (Sorride). La signora qui accanto lo sa che siete docenti?

Anna: Quello che sa questa è un mistero mi creda … (Campanello). Scommettiamo che è lei? Avanti!

Marina: Anna … hai visite? Torno dopo! Ah è lei (Falsa) … glieli venda a questa i suoi libri … guardi che schifezze ha … tutta roba vecchia … piena di polvere … butta via ‘sta cartaccia! È vero o no?

Sala: (Guarda Anna un po’ basito). Dipende. La cartaccia non è tutta uguale … c’è quella di valore e … sì, ho capito! Signora, ripasso … pensateci!


Anna:


Vedremo! Aspetti, che enciclopedie ha?


Sala:


La Britannica, La Treccani e la Motta, la Utet …


5


Anna: Senta, facciamo così: ne parlo a scuola, può darsi che qualche studente gliela compra. Spargo la voce.


Sala:


Bene! La ringrazio. (Esce).


Marina:           Lo sai quanto costa? Dieci milioni … ma dico … devo lavorare dieci


anni per pagarla … se ne ho bisogno per risolvere le parole crociate me la faccio prestare.

Anna:               Fai bene … tenere libri in casa a che serve? A spolverarli!

Marina: Vedo che te ne rendi conto. Perdonami se avanzo una richiesta un po’ insolita … tra un paio di giorni mi vengono dei parenti dall’Australia, gente di livello, sono partiti da qui in mutande ed ora sono milionari con tanto di industria e compagnia bella … senti … (esita un po’) non mi presteresti quel mobile antico tanto per far scena.

Anna:               Ma dico … finché sono le posate d’argento è un conto ma i mobili … è

pieno di roba … solo il pensiero di toglierla mi mette in agitazione … mi spiace: non se ne fa niente!

Marina:           E se li facessi venire qui a casa tua?

Anna: Non è un albergo a ore … Angelo non vuole gente per casa figurati se la dà a noleggio a te …

Marina:           Avresti il coraggio di farmi pagare? Che amiche siamo?

Anna: (Si sta preparando per uscire). Lascia stare … è una questione di principio … devo uscire dai … vai a casa a leggere Topolino. Toh! Leggi questa edizione di Pinocchio, non è proprio la stessa cosa ma va bene.

Marina:           Mi hai offesa! Lo dirò a tuo marito!

Anna:               Meglio … andiamo! (Marina esce, pensa). Se mi offre un milione al

giorno vado in vacanza gratis … è un’idea! Come si dice: “non tutti i mali vengono per nuocere”! Che banalità … che banalità … se mi sentono i miei studenti sai che figure. Mi fa dire delle frasi che odio. Che persona irritante! Andiamo a guadagnarci il misero tozzo di pane. … Un’altra! (Esce).

Scena seconda

Angelo: (Rientra con la moglie). E così vuole la casa per farsi vedere dagli australiani … chi mai saranno poi … ti risulta che abbiano parenti laggiù?

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Anna: Che ne so! Ci conosciamo da poco, da quando ci siamo sposati. Pensavo che se le dessimo l’appartamento a un milione al giorno ci potremmo togliere qualche sfizio no!

Angelo:          Ne vale la pena? Ti mancano forse i soldi per campare dignitosamente?

Anna:               No! Ma … se ci rompono qualcosa ce la ripagano è ovvio!

Perla: Si può? Ciao tesoro. Dolce la vita senza figli eh! Fate come noi: “procrastinate” ... tanto … Pieni di schifezze come siamo li generiamo già malati. Quando saranno grandi vivranno in un mondo completamente intossicato.

Angelo: Perla … vivranno nel loro mondo … comincia a farli, dopo si vedrà. Pensa che quando saranno adulti faranno dei mestieri che non sono ancora stati inventati … bisogna fare affidamento sull’innovazione … un po’ d’ottimismo per Diana.

Perla: Vedremo! (Si accomoda sul divano). Che bella casa … piena di storia, di cultura: di libri! Non mi dire che vagabondi per mercatini alla ricerca di “tomi” pseudo antichi?

Angelo:          Quali mercatini! È tutta roba originale. Quel libro che hai in mano ha

quattrocento anni.

Perla: (Sfoglia il libro). Vedo, vedo! Io ho altre passioni (Allusiva). La tua vicina ti assedia ancora per qualche stoviglia?

Anna: Se fosse solo quello … adesso vuole tutto l’appartamento perché gli vengono i parenti dall’estero e non se la sente di ospitarli a casa sua.


Perla:


Non glielo dare, sei matta! Fatti pagare almeno.


Angelo:


Se mi da un milione al giorno si può trattare. A meno: niente!


Martino:          (Campanello). Banda di gaglioffi aprite (Martino è un burlone) o butto

giù la porta? Sposini? Piantatela di strofinarvi! Sono già passati tre anni: è tempo di divorzio!

Angelo:          Lascialo bussare … (Alterando la voce). Non c’è nessuno!

Martino: Scemo: apri! C’è la polizia che ti cerca. Ti sei spaventato, ti trema il codino di topo (Gesto di Angelo)… Guarda che faccia slavata, mi sembri in fin di vita! … Non ci si deve mai sposare! Abbiamo ospiti vedo … piacere Martino, non sono ancora santo ma sento già alle porte odore di beatificazione per meriti speciali.


Perla:


A sì? E quali?


Martino:


Oh! Sapesse! Non posso parlare! Non mi è consentito! (Fa il misterioso).


7


Anna: Non ascoltarlo, perderesti un sacco di tempo inutilmente. Questo qui è capace di portarti in America senza che te ne accorgi.

Perla: Capisco … vorrà dire che gli starò alla larga … (Ride). Molto lieta sono Perla … un’amica sua nonché collega … abito nella casa qui accanto con mio marito.

Martino: Ha un marito … peccato, pensavo ne avesse due … alle volte uno potrebbe sbagliarsi e commettere qualche marachella.

Angelo: Martino è un innovativo! Accomodati … fate conoscenza senza troppo trasporto … mi riferisco a te, don Giovanni dei poveri.


Martino:


Corteggiare una donna non è reato, lo diventa se non lo fai!


Anna:


Hai capito con chi hai a che fare … come mai sei qui?


Martino:         Ero da queste parti, mi aggiravo solo con le mie angosce quando d’un


tratto una scia profumata mi ha trascinato su per le scale e una voce mi diceva: “Sono Perla sali”. A questo punto trovandomi davanti alla porta non ho potuto fare a meno di bussare … senza impegno eh, se vuoi me ne vado … tu ti trattieni o … magari ti posso accompagnare dal macellaio o in farmacia … voi donne avete sempre qualche “test” da fare.


Perla:


È vero: facciamo un sacco di test per colpa vostra …


Martino:         Per colpa nostra? Insomma: colpe … diciamo atteggiamenti a


responsabilità limitata ecco!

Anna: Ecco! … Martino è un incallito sognatore … prende le cose alla larga, arzigogola, è un poeta. Te l’ho detto … lascialo perdere!


Angelo:


Anna metti su il caffè …


Martino:


Per carità, piuttosto vado! Fanno il caffè con l’olandese … non sai cos’è?


Perla:


Non sono così vecchia per sapere di questi metodi …


Martino: Nemmeno io ma … è una sorta di liquirizia amara: surrogato! Erbacce! Retaggio della guerra. Porcherie da “pidocchiosi”. Devi sapere che questi piuttosto che spendere in cibarie si mangiano anche quello che tu getti nella pattumiera.

Anna: Hai finito? Piuttosto, visto che sei qui … hai bisogno di qualche enciclopedia?

Martino:         No! Ne ho appena comprata una da un tale … ogni tanto mi piace

sfogliarla sbirciando qua e là tra le figure … sono appassionato di didascalie:

essendo ignorante cerco almeno di tenermi aggiornato.


Perla:


Sei ignorante?


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Angelo: Non hai idea … il significato della maggior parte delle parole che dice gli è totalmente sconosciuto. Parla per sentito dire. Soffre di ecolalia. (Infatti, per dimostrare che è vero, ripete qualche parola confondendo Perla).

Perla:                 Non mi pare così messo male … anzi, lo facevo un intellettuale

impegnato … non si preoccupi: la cultura non è tutto.


Martino:


Ma certo … preferisco essere anonimo che esposto a …


Anna:               È così anonimo che quando passeggia per strada non si vede nemmeno.


Sta attaccato al muro rasentandolo tanto che il colore degli edifici gli rimane sulla giacca.

Perla: Non mi dica! … Diamoci del tu dai. È simpatico almeno … (È perplessa). Lo sapevo,non ricordo il motivo per cui sono passata … tu un potere cel’hai: mi hai mandato in confusione.

Martino: Faccio quest’effetto sulle donne, soprattutto quelle belle. Visto che non devi andare da nessun a parte mi incammino verso casa tristemente così come sono venuto.

Anna: Perla è una donna sposata … non insistere. Giacché sei qui, cosa ne diresti se andassimo in centro alla ricerca di qualche abitino alla moda tanto per sperperare il misero stipendio che abbiamo a disposizione?

Martino: Misero … dico … non è poi così … eh! Voi insegnanti vi lamentate sempre. Per la fatica che fai è anche troppo! (Continua il gioco).

Perla: (Lo guarda sempre più perplessa). Sì! Vada per l’abitino! Sperperiamo il denaro che lo stato tanto magnanimamente elargisce. Ci vediamo allora? (Martino allarga le braccia in segno di sconforto).

Martino: Come si fa a saperlo? Domani potrei cadere nell’oblio totale e finire chissà dove o cadere in qualche cassapanca rimanendo sepolto vivo.


Perla:


Che tragico!


Angelo:          Ne ha tante … volevo dire … di cassapanche ... a iosa! Senti,


commediante, cosa ne diresti si ci mettessimo a ripassare il discorso di domani, visto che sei qui e non hai impegni di sorta?


Perla :


Non sei ignorante? (Ironica).


Angelo: Lui ascolta, non prende parte alla stesura … guardalo, vedi , apre la bocca senza proferire, è ignorante! (Martino sta sempre al gioco).


Perla:


Sei un birbante Martino! Andiamo!


9


Martino: Peccato, una bella ragazza così … già sposata … mah! Mi domando come sia possibile. E pensare che siamo negli anni ottanta.

Angelo: Le prime a sposarsi sono quelle belle … poi via via tocca alle altre fino alle cozze, quest’ultime raggiungono il matrimonio in tarda età se il partner è già stato colpito da cataratta altrimenti …


Martino:


Vuoi dire? Vale anche per gli uomini?


Angelo:


Certo! (Guarda l’amico).


Martino:


È inutile che mi guardi di sottecchi. La mia è una libera scelta.


Angelo:            Non la conosci? Già, dimenticavo che tu vivi sulla Luna. È una nuova


collega di Anna … si è trasferita qui da Roma quindici giorni fa. Insegna qui. Gente agiata … non adatta allo scopo caro “ignorantone” … (Ride). Se scopre che cosa fai ti mette le nani al collo. Andiamo di là!

Martino: Se l’avessi conosciuta non l’avrei corteggiata , corteggio soltanto quelle che vedo per la prima volta.


Angelo:


Certo … perché al secondo tentativo rischi la legnata.


Martino:


Finora di bastonate non ne ho ancora prese.


Angelo:


Sei stato fortunato.


Martino:          Dici? Dai, prendi sto discorso del cavolo. Domani parli tu, io posso


intervenire se vai in difficoltà. (Ridono, escono). Perché le hai detto che sono ignorante?

Angelo: L’ho fatto nel tuo interesse. Dici sempre che sei stanco di essere coinvolto in discussioni senza fine … che preferisci travestirti per non essere riconosciuto.

Martino: Capisco! Sì! Meglio. Vorrà dire che non mancherò di sminuirti alla prima occasione. Domani per esempio. Ti presenterò come un mio alunno ripetente … da anni.

Scena terza

Edo:                  (Entra). Mia sorella? (Angelo sta sfogliando dei libri).

Angelo: Anna, c’è tuo fratello … è preoccupata … la vicina qui di fronte la sta assillando con pretese assurde … vuole l’appartamento.

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Edo:                  L’appartamento?

Anna: In prestito … per dei parenti stranieri … partiti in mutande e tornati ricchi.

Edo:                  Però, per il semplice fatto di essersi spostati sono diventati ricchi. E

allora? Non avrai il coraggio di “noleggiare” la casa a estranei? Se lo viene a sapere la mamma ti espropria dei beni di famiglia.

Anna:               Che tu raccoglieresti immediatamente. Di la verità: li vuoi tu? Quello

che c’è qua dentro è mio: chiaro! Sono anni che ne parliamo. Non ti basta tutto il resto che c’è a casa?

Angelo: Incomincia la battaglia … e basta … sono tre anni che la meni … cosa vuoi? Le posate d’argento di nonna papera? … Dagliele così mangia meglio!

Anna: Nemmeno per sogno! Torna da dove sei venuto. Con te un discorso intelligente non si può fare!

Edo: Logico … sei intelligente solo tu … non sono qui per futilità da mercato rionale … sono venuto perché ho saputo che si aggira un lestofante a caccia di oggetti antichi … e siccome vi conosco … ma sì, tanto, parlare con voi … ringraziami invece di sentenziare!

Angelo:          Cosa vorresti dire? Che se “vendessimo” qualche oggetto tu rimarresti a

bocca asciutta? Senti … non so come dirtelo: piantala di provarci! Questa è roba mia!


Edo:


Sì, sì … guarda caso è la più pregiata (Campanello). È già qui!


Anna:


Avanti! Paolo, qual nuove …


Paolo:


Marina è stata qui? È da stamattina che è in giro e non è ancora tornata.


Edo: (Ride sommessamente, tra sé). Sarà alla ricerca di qualche tesoro da mettere in mostra. … Le manca quel oggettino scemo da bazar … Bene, vi ho avvisati … visto che non mi offrite nemmeno un caffè, me ne vado.

Paolo: Per me rimani pure … vado io! (Campanello). Che sia lei? Sarebbe ora. (Entra Marina). Eccola! Beh?

Marina: Che c’è? Ho incontrato Martino … tre ore mi ha tenuta … non ne posso più. Impeditegli di girovagare. Ci credete che me lo sono trovato di fianco senza che me ne accorgessi? Era appiccicato al muro.

Paolo: Parli del pluri laureato direttore del museo? Che soggetto! Trovategli una moglie che lo metta in riga.


Angelo:


Come se fosse facile … non gliene va bene una!


11


Anna: E fa il cretino con tutte. “Tentar non nuoce è il suo motto”. Qualche giorno, se favorito dalla fortuna, lo vedremo appeso a qualche albero del parco implorante aiuto.


Marina:


Con me è serio … non ha mai avanzato proposte “osé”, anzi: è buono.


Paolo:


Gli hai chiesto dell’appartamento? … Se per caso l’avessimo bisogno …


Angelo:          Vogliamo un milione al giorno … e una cauzione di tre milioni che vi


sarà restituita qualora non si verificassero incidenti di percorso. Vale a dire: “Rotture di oggetti”!

Marina:           Che amici siete? Quando avrete bisogno voi vi ripagheremo con la stessa

moneta. (Angelo scuote il capo).

Anna:               Quando sarà ne parleremo! … Prendere o lasciare!

Marina: (Pausa di riflessione). Dai Paolo … per due giorni … facciamo una bella figura con quelli … che tra l’altro sono parenti tuoi.

Paolo: Cinque milioni … (Si capisce che la faccenda lo irrita ma per il quieto vivere accetta “Ob torto collo”). E sia!

Edo:                  Non fate prima a comprarli i mobili? Perché buttare il denaro dalla

finestra così tanto per farsi vedere … se vi chiedono la provenienza di qualche oggetto e non sapete rispondere che credibilità pensate di ottenere ?


Marina:

pietà).


Cercheremo di essere evasivi. È solo per questa volta. (Implorante


Edo: Vi posso vendere dei mobili di pregio ad un prezzo da fiera dell’usato se ci tenete tanto all’apparenza!


Paolo:


Quelli che abbiamo sono nuovi …


Anna:


Ma inadatti! I suoi sono vecchi e marci … che affare!


Edo:                  Ecco: appunto! Non mi resta che andare … mi sembrate un po’ insicuri


…ad ogni modo sapete dove abito! Se vi va di gettare al vento un po’ di soldi dateli a me. Addio! (Esce).


Marina:


Addio? Se ne va?


Angelo:


È un suo modo di dire, non farci caso. Pensateci! A domani!


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Scena quarta

Qualche giorno dopo

Marina: Bella casa eh? Guarda che oggetti … Grecia … Mesopotamia … Cina. Alcuni sono veramente orribili. Il solo sapere che durante la notte sei osservata da questi mostriciattoli mi impedirebbe di dormire … Chissà che valore hanno? Come fanno ad averli … boh! Siamo dei poveracci o sono loro a nuotare nell’oro?

Paolo:               Non ti porre domande inutili … non ci interessa! Scendiamo per la spesa.

Saverio:          (Entra all’improvviso). Signori: buongiorno! Siete di fretta? Ripasso!

Marina:           Che modi sono? Lei chi è? Abbiamo premura, se si sbriga bene

altrimenti torni! Niente libri: si guardi attorno. Ne ho un milione!

Saverio: Due minuti. Sono un mercante d’arte molto famoso: prego! (Estrae un biglietto da visita) …ho saputo dei tesori che avete e mi sono permesso di farvi visita

…si può sbirciare?

Marina:           Saputo da chi?

Paolo: Beh … insomma … tesori poi … qualche oggetto sì … medioevo, risorgimento … ciarpame! (Lo segue passo passo, prende una sciarpa). Questa era di Garibaldi.

Saverio: (Getta la sciarpa sulla poltrona con un certo disprezzo). Le va di scherzare … questo oggetto vale un centinaio di milioni … ciarpame. Lei si sottovaluta … veniamo al dunque: mi venderebbe qualcosa? Sono disposto a pagare, non dico il doppio ma, bene!

Marina:           Il doppio di quanto? Lei giunge qui come una meteora e pretende

disponibilità immediata … Ci dobbiamo pensare … è tutta roba ereditata … i genitori … se manca qualcosa ci sparano. Diciamo che è in prestito … è nostra ma in prestito!

Saverio: Capisco! I genitori sono tutti così: danno e rivogliono! Ripasso allora! Sappiate che pago bene! (Sta per andare). Accidenti questo è il Van Gogh … ma guarda! È una rarità assoluta. Si pensava perduto …


Paolo:


Dicono! Sarà falso! (Abbozza una risposta).


Saverio: Sì eh? Bene: vado per ora! Fissatemi un appuntamento … diciamo dopo domani a quest’ora?

Marina:             Forse è meglio nel pomeriggio. (Timidamente). Sa, abbiamo molti


impegni fuori città e … se c’è da concludere è meglio farlo subito.

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Saverio:          Vada per oggi pomeriggio. Arrivederci!

Marina: Hai sentito … la Madonna! Paolo … ( Va a guardare il quadro, gli sussurra qualcosa all’orecchio. Pensa di concludere un affare). È capitato a fagiolo?

Paolo:              Sei matta! Scendiamo che è meglio. Non stai bene! Tu non stai bene!

Anna:               (Ha bisogno di entrare in casa sua). Siete ancora qui?  Quando arrivano

gli australiani? Devo prendere i cuscini … dove dormite voi: sui sassi? (Va in camera

ed esce subito). Mi raccomando: non rompete niente altrimenti i tre milioni ve liscordate.

Marina:           Non essere severa … non usiamo nulla di pregiato: fidati!

Anna: Se avete bisogno chiamatemi, fingete di aver dimenticato il burro e venite di la. Portate anche i parenti così si rendono conto di come vivono i vicini. (Molto ironica).

Paolo: Non temere, non accadrà nulla di sconveniente. Anna, quest’armadio non si apre …

Anna:               Quello rimane chiuso: tabù! Ci sono i nostri documenti importanti. Mi

raccomando … discrezione, niente discorsi inutili sugli oggetti, non li fate toccare e usate le stoviglie della cucina … se proprio volete strafare ci sono nell’armadio li delle porcherie di plastica: usate quelle! Sono ancora imballate e di grande effetto visivo.


Paolo:


Non siamo bambini!


Anna:


Ecco appunto! A domani!


Marina: Grande effetto visivo … (Le fa il verso). Pensiamo al menù … vado in cucina, cerco qualcosa di buono, ho visto delle spigole, delle aragoste … compra solo la verdura.

Paolo:              Non strafare.  Non rovistare. Non spostare. Scendo io!

Marina:           Non respirare! Va’ giù!

Scena quinta

Poco dopo

Martino: (Entra senza bussare come al solito). Ehilà … mangiatori di stracchino … sono scomparsi? (Entra Marina, era in cucina). La mia amica del cuore … perché

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ti sei sposata, dovevi rimanere sola in attesa che un direttore di museo ti portasse in terre lontane a rovistare tra le macerie del passato alla ricerca di qualche gioiello adatto a te … Anna dov’è?


Marina:

casa mia.


Sei un sognatore incallito. Oggi non ci sono … si sono trasferiti di la a


Martino:         State organizzando un gioco di società all’avanguardia? Non sono al


passo coi tempi … mi devo mettere in testa che il mondo sta cambiando e anche in fretta.(Bussano). Cosa facciamo? Chi sarà? Avanti!

Perla:                Anna? (Arriva Paolo).

Paolo: Eccoci qua … se cercate i padroni di casa oggi non li trovate, si sono trasferiti di la … Ci sei anche tu. La signora?

Perla.                Non ci conosciamo … abito nella casa accanto … sono amica di Anna.

Martino: (Non sa che pesci prendere). Andiamo di la allora … potevano anche dirlo che si mettevamo a fare i giochetti … ho urgenza di vederli!


Marina:


Stai attento a non distruggermi tutto: la casa è mia!


Perla:

Parole sue!


Ciao Martino, quasi santo … Lo sapete che è ignorante come un bue?


Angelo: (Rientra e per abitudine entra a casa propria) Ho dimenticato le … Beh? Dimenticavo lo scambio … Venite di la voi due … oggi e domani abito nell’appartamento dei vicini che vogliono “apparire” … prego!


Perla:


Siete i vicini, quelli che si fanno prestare tutto da loro!


Angelo:          Perla, non aggravare la situazione: ci pagano bene! E siccome gli viene a

costare non lo faranno più: vero?


Marina:


Vero!


Paolo: Stanno per arrivare i nostri ospiti e non sappiamo ancora cosa cucinare, vi prego lasciateci …

Angelo:          Ma pensa te se devo andarmene da casa mia per ordine altrui. Caro


Martino sei fortunato, abitando fuori città in un tugurio non hai di questi problemi.

Martino: Modestamente me la cavo lo stesso. Non ho bisogno di niente … qualche ciottolo concavo per attingere l’acqua dalla fonte, qualche pezzo di legno per il fuoco

…Sono le ragnatele a darmi fastidio!

Perla:                Vita beata! Bucolica!

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Martino: Da buoi! (Ridono). Bando alle ciance: andiamo nella reggia di questi signori … Avete qualcosa che vale la pena di essere trafugato? Peccato! Marina, ossequi! Paolo: buon divertimento … e mi raccomando: cucina bene! In frigo troverai delle ottime Ara … (Escono tutti).

Marina: Non sono i pappagalli? Forza, diamoci da fare! Quando arrivano vorranno vedere la città e poi … (Vanno in cucina).

Edo: (Entra senza suonare). Quei due fessi sono di là, gli altri due (ascolta). Sono in cucina … (Rovista negli armadi). Ecco qui il servizio bello … è già impacchettato, che fortuna … gli faremo credere che l’hanno rubato loro … chi sospetterebbe mai del fratello. (Edo non si rende conto che sta rubando delle stoviglie di plastica che, per via della loro inutilità, sono rimaste imballate fin dal giorno del matrimonio di Anna). Mi rifaccio di tutti i torti subiti cara sorella. Tifaccio vedere io … hai voluto sposarti prima di me … ecco! Quando mai la sorella minore si sposa per prima. Toccava a me convolare … e ereditare quello che volevo. Non avrei esitato a mandarla in convento così avrebbe avuto “l’eredità” spirituale della zia. (Si guarda attorno e se ne va).

Scena sesta

Nel pomeriggio

Marina:           Fortunatamente sono usciti per conto loro, abbiamo tempo da dedicare a

quel tale mercante. (Campanello). Però, che precisione! Avanti.

Saverio: (Entra trafelato). Signori … ho bisogno di voi … ho il vernissage di una mostra fra tre ore e non trovo un pezzo antico come questo … qualcuno l’ha sottratto

…vi chiedo di prestarmelo per pochi giorni … sono disposto a pagarvi bene … vi supplico: aiutatemi. Fortunatamente sono passato da qui stamattina e ho visto la statua altrimenti non saprei che fare. A volte il destino è meno beffardo di quello che si pensa. (Si inginocchia).


Marina.


Veda, noi … mi rilasci un certificato come garanzia.


Saverio:


Tutto quello che volete. Vi anticipo un assegno. Ecco! Cinque milioni!


Paolo:


Va bene!


Saverio:


Ve ne sono grato … (Se ne va di corsa farfugliando).


Paolo:


Ti rendi conto in che guaio ci siamo cacciati?


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Marina: Ti preoccupi per niente … se non lo restituisce daremo la colpa agli australiani … una volta partiti chi li rintraccia.


Edo:


(Entra). Mia sorella è ancora di là? Ti dispiace chiamarla?


Marina:


Vado io!


Paolo:                 Bella roba eh? Dove abiti esattamente? Mi interessa il discorso che hai


fatto l’altro giorno … i mobili, le cose … mi piacerebbe arricchire l’arredamento.

Edo: Faresti un affare … che stile preferisci? Rococò, barocco, impero? Ho di tutto! Nel limite del possibile naturalmente. Non sono marci, fidati.


Paolo:


Ci credo. (Arriva Marina con Anna). Eccole!


Anna: Che c’è? Marina non hai sotto mano una mezza donna un po’ scalcinata o psicopatica da offrire a lui in matrimonio quale vittima sacrificale.


Marina:


Ne ho, ne ho! Rossa di capelli pure.


Edo:                  Quella te la tieni tu, ho già avuto un’esperienza disastrosa … Al diavolo


le donne … non si è visto per caso un tipo alla ricerca di preziosi … un antiquario, dice lui, particolarmente interessato ad oggetti orientali.


Paolo:


No! Marina?


Marina:


Finora no! Se passa ti avviso.


Anna:               È una sua invenzione, non esiste alcun antiquario … so quello che dico.


Vieni di la nella mia casa nuova, se hai qualcosa da dire: bene, sennò fila!

Edo:                  Avete sentito in che modo mi tratta? Cerco di proteggerla e lei …

Anna: Cerchi di proteggere te stesso … andiamo, non disturbare i signori che stanno aspettando il rientro dei loro cari “milionari” ... (Ironica). A domani!


Marina:


Non si è accorta della mancanza dell’oggetto …


Paolo:              Non sa nemmeno di averlo. Mettiamoci sotto per la cena … arriveranno


affamati e stanchi … speriamo che non facciano troppe domande … non saprei che dire … Marina: siamo proprio ignoranti?

Marina:           Siamo poveri, rispetto a loro s’intende, ma non siamo ignoranti.

Paolo:              Hai ragione … vieni … secondo te li avranno letti tutti questi libri?

Marina: Ma nemmeno un quarto … la maggior parte cade a pezzi. Lo senti questo odore … è la carta vecchia. Spruzzo un po’ di questo. Non aprono mai.

Paolo:              Sembra quasi l’odore delle mummie del museo di quel Martino.

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Marina: Tutto cartonaccio! Non li spolvera mai perché si ritroverebbe con la metà dei volumi. Libri psst! … Hai notato che non hanno la televisione? Sono loro gli ignoranti!


Paolo:


Sei sicura?


Marina:           Come vieni a sapere se esce qualche prodotto nuovo se non guardi la


televisione? È indispensabile. Mia mamma mi ha detto che guarda solo la pubblicità per stare aggiornata! (Gesto di Paolo).


Paolo:


Sì, eh! Noi ne abbiamo tre, siamo a posto! (Scuote il capo).


Marina: La televisione sta diventando uno strumento indispensabile per la crescita culturale.


Paolo:


Ti rendi conto di cosa dici?


Marina:


Questi due pensano di essere i migliori di tutti. Sono degli “snob”!


La sera

Anna: (Ha bisogno di alcuni fogli). Marina … (sussurra). Paolo … sono già a letto … dove avrò messo quel plico … dove me l’hanno messo … ma pensa te se è possibile … devo rubare in casa mia. Ho lasciato la chiave di là … eccolo!

Willy: (Entra in pigiama con in sigaro enorme osserva la scena, cerca di capire). Al ladro … Venite presto. (Arrivano i due). Ferma lì eh …

Paolo:              (Non sa più che cosa fare, se far arrestare Anna o inventarsi qualcosa).

Cosa cerchi? Fermati! Che abitudine … non è una ladra: è una matta che pensa di essere a casa sua … abita di là … alzati, finiscila di girovagare … Marina, chiama il marito … digli di portare delle corde … lascia quelle carte dove sono … gli scappa appena vede aperto. Vive sotto chiave! Che gente! (Willy prende il plico e legge ad alta voce). Proprio qui doveva venire ad abitare.

Willy: Università di Milano, dipartimento di filosofia della morale, saggio di Anna Goffi … bozza di stampa. Chi è?

Anna: (Intuisce il daffarsi). È mio, lo voglio … maledetti avete sottratto il malloppo dal mio armadio.


Paolo:

insomma.


Lasciateglielo tanto poi lo riporta … Cerca di tenerla a bada …


Angelo:


Che succede qui?


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Willy:               È un poliziotto? Questa donna ha tentato di rubare questo documento

riservato .. l’arresti! Da noi sarebbe già in carcere.

Angelo: Qui da noi ci si finisce dopo morti … se tutto va bene. (Intuisce pure lui). Alzati Anna. Non so che dire, mi spiace, è sicuramente l’ultima volta cheaccade: ne sono certissimo!

Willy:               Da noi la proprietà è sacra. Siete troppo buoni voi, lasciate correre

troppo. (Willy parla con un lieve accento inglese).

Marina:           Non è questione di bontà … via … incidente chiuso! A nanna!

Willy:               Che sistemi avete … vi stava rubando un saggio importante e ve ne

fregate altamente: contenti voi … Marina, studi saggi di filosofia?


Marina:


Li leggo più che altro!


Willy:


Ma ci capisci o lo fai per passare il tempo?


Paolo:


Se non salta troppe righe … ci capisce.


Anna:


Oh!


Willy: (Si siede). Comunque, aldilà di quello che leggi hai una casa favolosa … io che sono un industriale questi oggetti me li sogno, a dire il vero non immaginavo nemmeno che esistessero … hanno un valore enorme. Questo ad esempio da dove viene?

Angelo:          Dalla Mesopotamia … credo …

Willy: Mi chiedo come mai avete un così alto numero di oggetti costosi … siete degli evasori fiscali forse? Se si venisse a sapere laggiù ne andrebbe del prestigio della nostra famiglia.

Anna:               Non sono evasori. (Paolo abbozza un colpo di tosse).

Paolo: Zio Willy … ti dirò, noi, ecco … come dire … in questa casa siamo … (Marina tenta di far tacere il marito con un colpetto di tosse).

Willy:               Non mi interessa, non mi dovete spiegazioni … con permesso.

Angelo:          Siete dei cretini … vieni Anna … lo metto in conto questo incidente.

Marina:           Non ce ne va una dritta … cosa gli raccontiamo?

Paolo:              Eh! Mi inventerò qualcosa di credibile. Spero solo che non gli passi per

la testa di trattenersi altri giorni … vedrai quando si accorgerà della mancanza di quel coso.

Marina:           Ha detto che lo riporta …

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Paolo:              Tra qualche giorno noi qui non ci saremo. (Si mette le mani nei capelli).

Martino: (La porta è aperta) . Fate un solo appartamento? Immagino che sono di la nel nuovo nido accovacciati sul divanetto ostrogoto di pelle di muflone oppure adagiati sullo splendido tappeto di pelle di mucca. … vado! Mi sbaglio o manca qualcosa … mah! L’avranno nascosto … hanno fatto bene! Quando sloggiate?

Marina:           Domani, credo!

Martino: (Willy fa capolino dalla porta della camera). Il vostro congiunto “oceanico” vi cerca … Hallo!

Willy:               Parla la mia lingua?

Martino:         Non tutti i giorni … oggi e domani no! In genere parlo solo lingue morte.

Scusate, vado di la dagli amici.


Willy:


Sono dei ladri … lei è pazza. L’ho sorpresa a rovistare nel loro armadio.


Martino: Nel loro armadio? È venuta a frugare qui da … voi … Lei è australiano d’origine o è emigrato?


Willy:


I miei nonni erano emigrati.


Martino:


Capisco! Sì!


Willy: È la prima volta che vengo in Italia e quello che ho visto finora non mi è piaciuto tanto.


Martino:


Non piace nemmeno a noi si figuri. Con permesso …


Willy:               Lei è amico loro? Dei ladri! Non si immischi … certamente la donna va


tenuta lontana, quella è capace di tutto.


Paolo:


Zio … lascia il signore, che è molto impegnato, ai suoi affari.


Willy:


È un industriale?


Marina:


In un certo qual modo sì. Si occupa di cassapanche!


Willy:


Oggetti di poco conto!


Martino:

disturbo!


Legname vario. Rottami. Cose da museo. Forse è meglio se tolgo il


Angelo:


Ti sto aspettando … Marina non avresti delle cipolle? (Ironico).


Willy: No! Per lei no! Uscite da casa loro … ci dobbiamo coricare: ci aspettano altri giorni di massacranti itinerari …


Paolo:


Come altri giorni zio? Non te ne vai domani?


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Willy:


Assolutamente no!


Angelo:          Marina, Paolo, venite di là, voglio indire una conferenza stampa


d’urgenza riguardo la presenza immotivata dei condomini di questo palazzo.

Paolo: Zio, questa tua decisione è un po’ spiazzante … vado a negoziare gli accordi da loro … cose di palazzo … qui siamo abituati così. (Non sa che dire). Quando arriva un ospite un po’ imprevisto ci organizziamo in qualche modo per non farlo sentire a disagio.

Willy:               Disagio? Siete messi male … non ti far mettere i piedi in testa caro

pronipote. L’umiliazione non è prevista nella nostra famiglia.

Martino.         Non si preoccupi ci umiliamo noi … Va sempre a finire che la spunta lui.

(Escono tutti).

Willy:               Che strano modo di comportarsi hanno! (Sembra felice, si aggira). Oh!

Che meraviglia … quest’oggetto è su tutti i libri di storia … sarà falso! Adesso capisco: sono copie … mi sembrava strano che questi … Lo voglio dire a Selly! Più che altro sembra una casa di … nobili decaduti, di collezionisti , non so che pensare

…non li facevo così raffinati. È vero che la vita riserva sorprese ma qui è tutto sorprendente! (Va in camera).

Scena settima

Il mattino dopo

Marina:           Fino a stasera non tornano … sono andati sulle alpi.

Sala: (Arriva inaspettato). È permesso? La signora … ma … avete cambiato appartamento? Scambio alla pari … insomma … Vado di la allora? (Esce).

Paolo:              Provi! E adesso?

Edo: Anna … ci sei? (Entra con Sala). Per la miseria … lei per caso è un antiquario? Apra la valigia … vagabondo che non è altro … non la pesto perché sono un gentiluomo …

Marina: Vende enciclopedie … me l’ha portata? La stavo aspettando! (Da un’occhiata a Paolo). Non faccia caso … si è sbagliato!

Sala: Ma veramente … Sì, ce l’ho qui. (Capisce che sta facendo un affare inaspettato). La Treccani giusto? È fortunata, glielo fatta ad un prezzo speciale.

Edo:                  Immagino!

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Martino: (Arriva con Perla). Siete ancora qui? Oh! Signor Sala che sorpresa … Strano … la Treccani, quante ne compra …


Edo:


Fa la raccolta!


Sala:                  È per … la signora … (Non sa che dire. La deve consegnare ad Anna per


uno studente). Non è meglio se andassimo nel suo appartamento per concludere.Martino: Perché … stiamo qui, non c’è nessun impedimento! Vero Edo?

Edo:                  Di impedimenti no, ma di impediti … Hai voglia.

Perla: Si è decisa a comprarla finalmente … guardi che a lungo andare le serve. Pensi che l’ha acquistata anche lui che è notoriamente un …

Martino:         Perla … non è il caso … andiamo di là a discuterne.

Sala: La ringrazio professore per quell’acquisto … sa, non tutti hanno la possibilità di …

Martino: Non mi attribuisca titoli che non ho … sono un modesto cittadino al servizio della comunità con scarsi mezzi di sostentamento.


Edo:


Oh!


Perla:


I nostri amici sono in vacanza?


Marina:


Stanno arrivando … deve durare ancora qualche giorno “l’inghippo”.


Sala:


L’inghippo? Mi devo preoccupare?


Martino:


Assolutamente no!


Edo:


Si faccia firmare un assegno intanto che il ferro è caldo …


Paolo:


Perché non pensi per te?


Martino: In fin dei conti sono solo una decina di milioni. Per gente come voi abituata a trasferimenti improvvisi cosa sono.


Edo:


Ti riferisci agli australiani? Le mutande … le cose …


Marina: (Ormai non può più tirarsi indietro). E sia … gettiamo dieci milioni dalla finestra … vorrà dire che mi toccherà leggerli.

Edo: La puoi sempre rivendere fra mille anni: potrebbe essere l’unica rimasta, non è vero signore? (A Sala).


Paolo:


Lo terrò presente!


Martino:         Scappo! A … domani! Perdonami Perla, sono contento di averti


accompagnata su. … ho gli imbianchini nel mus … beh …

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Perla:                Bofonchia? Che tipo!

Saverio: (Si precipita dentro). Dove sono i miei salvatori … quanto vi adoro! Grazie, grazie! Mi avete tolto le castagne dal fuoco. (Attimo di smarrimento tra i presenti). Ho passato attimi di terrore.


Perla:


Accidenti che poteri!


Edo:

vende?


(Capisce che potrebbe essere lui l’impostore). Oltre alle castagne cosa


Saverio: Era una metafora: io compro! Per quella faccenda ripasso. C’è troppa gente! Salvatori! Non sono una meteora! (Esce).


Marina:


Paolo chi è?


Paolo:


È la prima volta che lo vedo!


Edo: (Intuisce che l’intervento del tale potrebbe tornargli utile). Questa casa sta diventando un punto di smistamento di venditori d’ogni sorta … lo dirò a mia madre.

Perla :               Oltre alle castagne fuori stagione che altro tratta?

Marina:           Sarà un ortolano ambulante …

Sala:                  Sì, ha il banchetto in piazza. (Sentendosi soddisfatto per la vendita si

lascia andare ed improvvisa). Ne ho acquistato un cartoccio… Credo.Signori devoandare. Quando rientra la signora fatele sapere che sono passato.


Perla:


Con le castagne.


Marina:


Vi prego smobilitate che abbiamo da fare … arrivano i parenti.


Edo:                   Mi raccomando: le caldarroste, belle bruciate. (A parte). Che sia lui il


mercante… bene … (Si sfrega la mani ridacchiando).  Meteora! (Ridacchia).

FINE PRIMO ATTO

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SECONDO ATTO

Scena prima

Willy: (Sta cercando di sistemarsi alla meglio, non è per niente elegante, anzi, la mise lascia a desiderare. Pensa che, essendo in Italia, l’abito che indossa sia confacente con il buongusto locale ma ahimè ne è ben lontano). Stamattina vado avisitare Milano … Sally, sei pronta … Come sto vestito all’italiana? Cosa se ne faranno mai di tutti questi libri … si sono arricchiti in fretta questi due nipoti … Sally? … Sono artigiani, che reddito avranno mai a diposizione? Qui è diverso: evadono le tasse e investono i guadagni in titoli di stato … che paga gli interessi senza incassare tributi … e il debito cresce e si troveranno con un pugno di mosche

…Sally? Andiamo! (Entra Marina seguita da Paolo). Marina, io scendo … quando ha finito il restauro mandala giù.

Marina: È già scesa! Quando partite? (Lo guarda allibita, cerca nel marito una conferma riguardo il modo di vestirsi dello zio ma Paolo ride non visto).


Willy:


Quando si mette a piovere!


Paolo:


Stiamo freschi!


Willy:


Mi state cacciando?


Marina:


No! È solo che non abbiamo tanto tempo da dedicarvi ecco …


Willy:               Sappiamo badare a noi stessi, viviamo in una grande città: non corriamo


pericoli vero?

Paolo:              Quali pericoli … siamo in Italia, zio!

Willy: Appunto! I nostri telegiornali riferiscono di quelle cose … avete tolto la televisione per non farci vedere le porcherie che succedono? Birbanti! Scendo!


Anna:


(Si incrociano sulla porta). Vival’Australia!


Willy:


Si faccia curare! Cleptomane! Attenti a questa pazza.  Sally! (Esce).


Anna:


È già carnevale? Allora, quando se ne vanno? Di chi è?


Marina: È mia! Me l’hanno fatta comprare, questa mi mancava: accidenti agli australiani! … Paolo, se la sbolognassimo allo zio?


Paolo:


Non ci avevo pensato. È un’idea.


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Angelo:          Anna, dai è tardi. Dormito bene? Domani se ne vanno tra i loro canguri:

chiaro! Restituiscigli l’assegno, non li vogliamo i vostri soldi. Oggi rimanete in casa!

Marina:           Dobbiamo proprio?

Anna: Avremo bisogno di svariate cose che ci sono in quell’armadio. Non voglio finire in carcere per aver cercato nei miei mobili.

Angelo: Se “Kangaroo Dandy” si lamenta inventatevi una bella scusa. Ditegli che in Italia si tengono i documenti segreti a casa degli estranei. Sono più sicuri!

Paolo:              Allora avete lo scheletro nell’armadio, eh?

Angelo:          Più d’uno! … La Treccani … l’ha lasciata qui?

Anna:               È loro!

Angelo: Loro? Aspetta un po’ … vi siete comperati dei libri … Ma guarda, Anna, che sia la nostra vicinanza o si sta avvicinando il periodo del risveglio dopo il lungo letargo?


Anna:

culturale?


Lo stavo pensando anch’io! A cosa si deve questa improvvisa svolta


Paolo:


Siamo stati obbligati a farla … per colpa di quei cretini dei vostri amici.


Angelo: Ahhhh! Vi costa il soggiorno obbligato, eh? Il lupo perde il pelo … eccetera … hai ragione tu: ci fanno dire frasi banali. Ragazzi, entro domani sera sgombrate l’aula … andiamo.


Marina:


Quando arrivano gli facciamo un discorsetto a quei due …


Paolo:              Che cosa gli racconti, che non è casa nostra, che siamo dei cretini che si


spacciano per quello che non sono e stanno sperperando i guadagni tanto per darsi un tono …

Marina:           Diciamogli che dobbiamo partire per un impegno improvviso di lavoro.

Paolo:              Magari all’estero! (Rumori all’esterno). Chi c’è?

Saverio:          È permesso? Sono io … vi ho portato l’oggetto! Hanno rinvenuto quello

trafugato … era rimasto nella cassa, la fretta: ancora grazie. Non si è accorto nessuno della sostituzione: sono identici! … E unici! Bene! Sono più tranquillo … amici, mi raccomando, se avete intenzione di vendere qualcosa sapete a chi rivolgervi. Siete dei signori.

Paolo:              Anche lei. Le ridò l’assegno …

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Saverio: Per carità, ci mancherebbe: quello è vostro! Per il contrattempo! A presto! Di gente come voi non se ne trova più! (Si rivolge in tono confidenziale). Quel Van Gogh mi fa tanto gola: sapeste!

Marina: È un falso molto raro. (Esce Saverio). Cinque milioni … ne abbiamo guadagnati tre … a te i soldi fanno schifo?


Paolo:


Ne abbiamo persi dieci … maledetti parenti! Vediamo di sbrigarci.


Marina: Per fortuna sono i tuoi! Non mi far parlare … bel guadagno abbiamo avuto! Porto di la i “mattoni” … dove li mettiamo?

Paolo:               Nel cesso! (Marina esce). Vai al diavolo … un anno di risparmi buttati


via così. Che stupidi! (Esce pure lui).

Scena seconda

Edo: Ehi, di casa, lasciano la porta aperta … danno l’appartamento ad estranei per quattro soldi e poi si lamentano se gli chiedono le posate … questa statuina è mia di diritto e la mettiamo qua dentro … (È la statua che ha riportato il tale). Mettiamo le cose a posto. Potrei venderla a quel tale che si aggira … Tanto … si assomigliano tutte. Non mi hanno visto … meglio … quale miglior occasione mi può capitare: nessuna! Questi hanno le spalle larghe: dieci milioni per dei libri … che rivenderanno al primo cretino che passa … riequilibrio si chiama. Cara sorella, hai voluto sposare questo scemo: tienitelo! … Alla prossima! (Esce).

Martino: (Bussa). Voi due … Anna … è aperto … non ci sono! Se entra un ladro un po’ esperto se ne va con un malloppo da far invidia ad una banca … che diamine, dov’è la statua Ming … non facciamo scherzi eh … (La cerca. Paolo si affaccia alla porta).

Paolo:              Stai cercando qualcosa?

Martino:         La Ming che c’èra qui!…

Marina: Cos’è? Ah la statua … l’ha appena ripor … perché c’era una statua? Per me sono tutte uguali, l’una vale l’altra.


Martino:


Per te! Non è entrato nessuno? (Si siede affranto). Sono morto! Morto!


Paolo:


Era tua?


Martino:         No! Il non vederla al suo posto mi sconvolge. È il mio mestiere


proteggere le antichità … e come se l’avessero rubata a me. Mi basta uno sguardo per

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capire se manca qualcosa. È questione di abitudine. Le opere che ho nel museo è come se fossero mie, mi vengono date in affido e le devo custodire … non precipitiamo, potrebbero averla spostata altrove.

Marina: (Guarda Paolo che allarga le braccia). Prima c’era! Ho portato di là i libri e ti posso assicurare che c’era.


Martino:


Se non le distingui nemmeno!


Paolo:


È vero! E so quello che dico. Era li sul mobile perché …


Anna:


(Arriva col marito). Quando partono? Col primo volo utile?


Martino:


Dove avete messo la Ming?


Angelo:


Al suo posto! L’avete rubata?


Marina:

arrestati.


Noi siamo scemi ... rubiamo le statue e stiamo qui ad aspettare di essere Dieci minuti fa stava lì … (Entra Perla inaspettatamente).


Anna:


Mio fratello dice che si aggira un lestofante pseudo antiquario …


Martino:         Per la miseria Anna … potrebbe avere ragione. Ma dai … non diciamo


eresie … uno entra così passando inosservato e a colpo sicuro prende la Ming senza sapere niente … ma via!

Perla: Qualche giorno fa c’è stato qui un tipo che vi ha ringraziato per qualcosa che … anzi, mi sono meravigliata che vi abbia definiti “suoi salvatori”. Da che cosa l’avete salvato?


Paolo:


Avrà sbagliato indirizzo … ha parlato di castagne …


Marina:


Mentre sono uscita coi libri è entrato qualcuno.


Anna:


Hai lasciato la porta aperta … per forza!


Martino:


Se non salta fuori vi potere considerare orfani. Non so se vi è chiaro.


Marina:

esperto.


Chiunque l’ha rubata sapeva quello che faceva … è perlomeno un


Martino: Ha ragione … è un esperto! Gente abituata a maneggiare opere d’arte orientale. Ma non è un avventizio!


Anna:


Vuoi vedere che stavolta ha ragione …


Angelo:


Tuo fratello dici? Lo ha fatto senza interesse?


Martino:         Cosa facciamo? Attendiamo un altro po’ di tempo? Non precipitiamo …


fate tutti uno sforzo di memoria.

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Perla:


Certe cose devono stare in cassaforte non alle mercé di tutti!


Anna:                Se non prestavamo la casa a loro non succedeva niente … che cos’è


questo assegno di cinque milioni? (Pensa che sia quello che ha restituito). È il vostro!

Paolo: Riprendilo … tienili … (Capisce). Questo è … niente! Un pagamento di un cliente!

Angelo: Ne riparliamo dopo … facciamo una denuncia contro ignoti … furto generico.

Anna:               Con degli estranei in casa, sai che bella storia …

Willy: (Arriva improvvisamente). Buongiorno! È una di quelle riunioni che fate voi nei palazzi? Sono dovuto rientrare perché mi hanno rubato l’auto noleggiata. Incredibile! Anche quelle rubano!


Paolo:


Zio Willy ti posso presentare alcuni amici?


Willy:


Anche lei?


Angelo:


Lei è pazza … molto pazza.


Willy:


Non c’è bisogno che lo ripete: si sa!


Martino:


Lei non ha notato qualcosa di strano, gente sospetta?


Willy: Insomma … qui è tutto strano, a partire da questa casa … mi sembra troppo ricca per essere di due artigiani.

Perla:                Senti Anna ci vediamo quando gli stati generali sono finiti.

Willy: Fanno riunioni improvvise … ma prego c’è posto anche per lei. È amica di mia nipote?


Perla:


Sono collega di Anna!


Willy:


Collega? Non pensavo che lavorasse: è pazza! Parole del marito.


Angelo:


La pazza non è solo lei mi creda!


Willy:


Lo vedo! Noi li teniamo ben chiusi … ci mancherebbe.


Perla:


(Capisce). Lei è quel parente australiano che dovrebbe essere già partito?


Marina:


Invece è ancora qui …


Martino:


Stavo dicendo se per caso non ha notato qualche sospetto introdursi qui.


Willy:               Intende: ladri! No, a parte lei che stava frugando ed è stata graziata da


mia nipote … no!

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Angelo:


È stata sottratta una statua di grande valore storico.


Willy:               Quella orientale? Infatti non c’è! Non mi accuserete di … ci mancava


anche questa … quanto mai mi è passata per la testa l’idea di venire in Italia … che stupido! E pensare che me lo avevano detto di stare attento ai truffatori … che stupido! Certo uno straniero … chi volete che sia il ladro … (Pensa). Che valore ha?

Angelo e Martino: Oltre i cento milioni!

Willy:               Come lo sa lei? (Colpo di tosse di Paolo).

Perla:                (Gesto di Anna ). Che manicomio!

Willy:               Lo può ben dire! Con permesso … o mi devo considerare in arresto …

dimenticavo che voi venite incarcerati dopo il trapasso. Meglio! (Esce).

Sala:                  (Campanello). Signora Goffi?

Anna: Entri! Me l’ha portata, che bravo! Sarà contento: gliene ho fatto vendere tre in pochi giorni.


Sala:


A dire il vero quattro. L’hanno presa anche loro!


Paolo:


Già … ne avevamo tanto bisogno.


Perla:


Per la cultura sì fa quello ed altro.


Angelo:


Loro fanno altro! Martino sporgiamo denuncia?


Martino: (Arriva Edo). Riunione allargata? Ti dobbiamo chiedere cosa sai riguardo ad un tale che asserisci essere un antiquario che si aggira nei dintorni.

Edo: Sì … va cercando suppellettili pregiate da “sgraffignare” agli sprovveduti come loro! Si spaccia per storico dell’arte e intanto arraffa!

Sala: Ma sì … quel “caldarrostaio” che è passato tre giorni fa? C’ero anch’io presente. Che sia lui?


Anna:


Chi? Avevi ragione stavolta. Sarebbe la prima!


Edo:


Ma dico, per chi mi avete preso, per uno scemo?


Angelo:


Sorvoliamo! Chiamo io?


Edo:                  Cosa è successo? Vi ha fregato per bene, eh? Chiedete a loro chi è quel


tale che si è presentato chiamandoli “miei salvatori” …

Marina: (Capisce che il cerchio si stringe attorno a loro). Sì, l’abbiamo salvato da un incidente alcuni giorni fa.

Anna:               E invece di entrare da voi è passato qui … a casa mia!

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Edo: Sono i miracoli dei condomini … date, date in affitto l’appartamento … questi sono i risultati. A voi piace giocare a mosca cieca … porte aperte, parenti stranieri … bravi!

Anna:               Siamo stati degli stupidi … Marina ti ritengo risposabile dell’accaduto.

Martino, Perla, venite di là. Edo, non dire niente alla mamma! (Escono tutti).

Edo: Andate pure … Il prossimo regalo che mi faccio sarà il servizietto di maiolica degli Asburgo … mi piacerebbe anche quel mobile, ma asportarlo è troppo faticoso. Ti sistemo io … Già che ci sono perché non approfittare? (Va a prendere un libro. Si tratta di un’edizione della Divina Commedia molto antica, poi, non contento, prende uno scatolone e lo riempie con le tazzine). La rivendoimmediatamente. … Nessun libro, nessun furto! Il servizio l’ha prestato a loro. Vuole tutto lei … eccoti servita!

Scena terza

Il giorno dopo

Saverio:          (Campanello). Di casa!

Willy: Prego entri … chi è? Cerca mia nipote … è momentaneamente assente, dica a me!

Saverio: Non so se posso … ho un accordo coi signori per un affare. Hanno promesso di vendermi qualche oggetto della loro collezione … (Si accorge della mancanza della statuina). Accidentidov’è finita la Ming? … Qui c’era una … strano,l’hanno spostata?


Willy:


È stata rubata … non ne sa niente …


Saverio:


Rubata? Da chi?


Willy:


Da un ladro! Si sieda … tra un po’ arrivano … le spiegheranno!


Saverio: Senta, dica così ai signori che ripasso … (Teme di essere incolpato). Tra l’altro ho anche fretta … arrivederla!

Willy: Ecco trovato il “ladro” … quando arrivo io le cose si chiariscono subito. Ho sempre pensato di essere un investigatore mancato. Un colpo d’occhio è sufficiente a … In che paese vivono questi? … Chiamo i miei nipoti, li metto al corrente. (Rimane con la cornetta in mano).

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Sala:                  Lasciate la porta aperta … con tutti malintenzionati che ci sono … salve

…La signora è ancora di là o … a quanto pare … scusi ma … comincio a dubitare della mia integrità mentale … lei che ci fa qui?


Willy:


Sono lo zio di Marina e Paolo … i proprietari di questa casa …


Sala:                  Ah! Lo zio! Sono passato cercando la professoressa pensando di trovarla


qui ma è ancora presto …

Willy:               Sì, in effetti … La professoressa?

Sala:                  Io vendo enciclopedie di prestigio e un suo studente ne ha ordinata una.

(Sta rovistando nella borsa e non presta attenzione a Willy).

Willy:               Uno studente di mia nipote ha … o bella! Marina ha degli studenti?

Cosa insegnerebbe?


Sala:


Filosofia! (Willy si gratta il capo).


Willy:


Stiamo parlando di quelli che abitano qui giusto?


Sala:


(Tentenna). Sì! (Continua a frugare nella borsa).


Willy:


La vuole aspettare?


Sala:


Se non arriva presto … sa, ho da fare.


Willy:               Guardi, quella che deve vendere a quello studente la compro io. Me la


porto in Australia … mi dica quanto costa, le faccio un assegno in dollari americani.


Sala:


(Sempre più sbalordito). Sono otto milioni di lire, in dollari fanno …


Willy:


Facciamo quattromila?


Sala:


Va bene! È un prezzo speciale eh!


Willy:


Il denaro va e viene. E così mia nipote è diventata insegnante …


Sala:

l’assegno).


Sono anni ormai … anche il marito è docente! (Sistema accuratamente


Willy: Il marito? Lo sa che a volte mi sembra di aver sbagliato indirizzo? Più rimango e più mi sorprendo!

Sala:                  Beh! Meglio sorprendersi che morire! Signore, la saluto e ancora grazie!

(Tra se mentre esce). Saranno al tramonto ma dove c’è cultura si vende!

Willy:               Li informerò dopo quando torno … bene … la Ming: perché rubare una


statuina, c’è quella lì che è più bella, mah! … vediamo un po’ cosa c’è qua dentro … (Apre gli armadi). Non è nemmeno questione di curiosità… Oggetti meravigliosi …

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Questo non si apre: sarà la cassaforte. Molto curioso … cosa ci nascondete? (Va in camera).

Marina: (Arriva con la spesa). Paolo, convinciamolo ad andarsene prima che sia troppo tardi. Quando arriva la polizia è meglio se non ci facciamo trovare di qui!

Paolo:              Verremo interrogati comunque, prepariamoci a brutte sorprese. Ci

incolperanno e non abbiamo alcun alibi: c’eravamo noi.

Marina: Anna non è scema … avrà capito che non centriamo niente. È stata una fatalità. Se non si fidava non ci avrebbe mai affittato la casa.

Paolo: Se stavamo a casa nostra era meglio! Quanto mai ti ho dato retta. Invece di buttare i soldi per quei libri ci potevamo comprare dei mobili come questi. Se lo scopre sai che figura … diventeremo lo zimbello di tutti gli australiani.

Marina: Sei tragico! Il problema è tenere fuori portata quel tale che pur non avendo colpe ci potrebbe mettere in difficoltà.

Paolo:              Cerchiamo di incontrarlo in privato. Guarda l’indirizzo.

Marina: Lo chiamo? “Pronto signor … Saverio … no, aspetti … ci potremmo vedere … mi ha riconosciuta? “Che tipo! “È successo un fatto eclatante qui da noi … come lo sa? “Lo sa già! Venga qui al più presto … salve”. Ha parlato con lo zio poco fa. (Entra Willy).

Willy: Ragazzi, ho scoperto il ladro. È stato qui, sapeva tutto della statua … è stato un ingenuo.


Marina:


Sei sicuro? Chi è?


Paolo:


Lo conosci?


Willy:


No! Ha una faccia da malvivente però.


Marina:           Zio … tra un po’ arriva un signore … tu mettiti in camera, cerca di

capire se per caso è lui quello che è venuto … così per curiosità: non è lui il ladro, ma è meglio controllare.

Willy:               Ok! Vado di là!

Paolo:              Che impiccione … mandiamolo via oggi! (Gesto di Marina).

Martino: (Entra con gli altri). Allora? Vi siete spaventati eh? Lo immagino vedersi sparire un gioiello del genere da sotto il naso senza capire … tranquilli: non crediamo che siete stati voi … non dite niente a nessuno perché il furto è stato commesso e bisogna indagare.

Marina:           Mi sento meglio … chi sarà stato?

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Anna:


Se mio fratello dice la verità si tratta di un falso mercante.


Perla:


Perché dovrebbe mentire?


Angelo:


Perché non lo conosci!


Paolo: Quando sono andato di là con i “libri” mi è parso di intravederlo con la coda dell’occhio salire le scale … forse era seguito da quel tale.


Martino:


Se non sbaglio ci dovrebbe essere un segno sotto il piedistallo.


Angelo:          Certo! Non sono uno sprovveduto totale. (Apre l’armadio chiuso). Glielo


fatto apposta per distinguerla dall’originale: la tengo dentro il mobile. (Guarda). Non c’è! Vedi? Hanno preso la copia. La lascio apposta! Nessun furto! Vi ho fatto spaventare di proposito per veder la reazione … dai, dopotutto siete amici.


Marina:


Mah, dico … siamo scemi per caso?


Parla:


Non vi conviene denunciare il furto per un falso da ventimila lire.


Martino:         Questo è l’originale … un originale … ce ne sono tre in totale compreso


il trafugato, ora: chi ha rubato l’oggetto non può essere un esperto: ha preso per buono un pezzo di gesso.

Marina: (Pensa a quel tale, che, a quanto pare un esperto non è. A parte). Ma cosa ha preso quello? Il falso senza saperlo … vuoi vedere che …

Paolo:              Anna, non penserai che noi abbiamo a che vedere con il furto?

Angelo:          Interroghiamo l’australiano.

Willy:               (Ha sentito tutto). So chi è il ladro! Sta arrivando! (Tutti si guardano in

cerca di risposte). È venuto per chissà cosa e ha detto: “perbacco la Ming!”. Èstatolui indubbiamente!

Anna:               È quel tale! (Nel frattempo ha riaperto il mobile chiuso). Qui manca quel

pacco di schifezze … Angelo … mancano le plastiche … (Apre un altro armadio).


Marina:


Quali plastiche?


Angelo:


Appunto! Ah! Niente di grave!


Perla: Non mi intrometto perché non ne ho titolo ma … siete degli ingenui! Sono certa della loro estraneità ma l’andirivieni ha giocato un ruolo importante.


Martino:


Non ci resta che attendere il tizio. (Campanello). Nascondiamoci presto!


Marina:


Avanti! Falso allarme è il libraio!


Sala:                  Vi piace fare i giochetti vedo? Signora ho qui le altre. Sto facendo la


spola . Mi creda: non so più in che appartamento entrare.

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Anna:


Lei sta facendo affari d’oro eh?


Angelo:


Sono gli ultimi …. Scherzo. Conoscete: il signor Sala!


Martino:


Chi non lo conosce … salve Sala.


Perla:


Per essere un ignorantone ne sai di cose. Martino tu non la conti giusta!


Marina:


Ignorantone? È il direttore del museo archeologico! (Ingenua).


Perla:                Maledetto imbroglione mi ha fatto credere di … ma ti dico io questo … ti


strozzerei. (Lo va ad abbracciare). Simpaticone! … Non penserai che ci sono cascata?


Martino:


Figurati … non penserai che creda che sei sposata?


Perla:


(Ridono tutti). Quello è vero!


Martino:

che stava lì.


Purtroppo! Caro Sala, siamo vittime di un ladro. Ha trafugato una Ming


Sala:

salvatori.


Sarà certamente quel caldarrostaio che è venuto in cerca dei suoi


Willy: Permettetemi di parlare … innanzitutto vi devo dire che non sono indifferente alla cultura e per questo ho comprato dal signore la Treccani e poi sono certo sull’identità del ladro che stiamo aspettando da un momento all’altro, inoltre mi chiedo cosa centrate voi con questo appartamento … sembra quasi che il furto l’abbiate subito voi …

Anna.               Ha ragione … ci siamo intromessi … l’abbiamo fatto per pura amicizia.

Angelo:          Venga di là, a casa nostra, è piccola ma accogliente … le posso offrire

un caffè. Non faccia caso all’arredamento: è tipico di questi anni. Pensi che abbiamo un mobile bar invece del solito ingombrante armadio pieno di libri schifosi!


Willy:


Non sarete degli ubriaconi?


Anna:

Paolo).


Noi no ma il palazzo è frequentato da beoni. (Marina tossisce e guarda


Martino:


Vada pure ma il caffè non lo prenda … è orribile!


Marina:


Vai, vai …


(Escono tutti). Il ladro non si è visto!


Paolo:              Se è lui non sarà così cretino da tornare qui … io non lo farei. Vediamo


di sbolognare zio … sarebbe già un successo … andiamo di là dai … che idea ti sei fatto dell’accaduto? Per me c’è qualcuno che sta facendo il furbo approfittando della situazione … ecco! Non so chi possa essere!

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Marina: Vuoi vedere che quello la ha scambiato le statue riportando quella vera lasciando il falso nella cassa e poi è tornato a prenderlo perché ha capito … Quando torna, se torna, prima di darlo in pasto a tutti chiariamo i fatti tra noi …

Paolo:              Sì, facciamo così!

Scena quarta

Edo: Non c’è nessuno come al solito. Lasciano la porta aperta e si lamentano. (Si aggira, vede la statua). Bella … falsa ma bella … (Arriva Saverio). Ancora lei …ha finito le castagne? Mi vuole spiegare chi è?

Saverio:          Lei chi è … è la seconda volta che vengo per affari e la trovo tra i piedi.

Èper caso il portiere o un nullafacente che si aggira negli appartamenti per tentare qualche furtarello?

Edo:                  Io sono il fratello dei signori qui … e li sto attendendo.

Saverio: (Arriva Anna). Buongiorno signora, che piacere vederla … sono anni che l’ho persa di vista … come sono contento … abita in questo palazzo?


Anna:


Da quando mi sono sposata. Tu che ci fai qui?


Saverio:


Dice che è il fratello dei signori che vivono qui.


Anna: A sì? Sì, lo conosciamo bene il “fratello” dei signori … lei piuttosto come mai da queste parti?

Saverio:          Ho saputo da persone fidate che i signori hanno dei tesori e mi sono

permesso di contattarli per tentare qualche affaruccio: vorrei comprare qualcosa.

Edo:                  Ne hanno da buttare … visto che non ci sono i “signori” me ne vado.

Sappia che non le venderanno mai niente: parola mia!


Anna:


Non l’ascolti: ha la febbre!


Saverio:


Lo tratta male: sembra quasi il suo di fratello!


Anna:               Sì, eh! Proviamo a chiamarli! Ho giusto bisogno. Marina, Paolo …


Lasciano tutto aperto.

Saverio: Qui ci vogliono allarmi sofisticati … se lo lasci dire: sono degli imbecilli! Lui poi è totalmente spaesato. Non sa nemmeno quello che dice! Più che altro sono inconsapevoli.

Anna:               Purtroppo non solo loro!

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Saverio:


Bisognerà dirglielo! Lo faccia lei se gli è amica!


Marina:


Ero sul terrazzo … che bella vista avete …


Saverio:


È la prima volta che ci va?


Paolo:


Noooo! Ci meravigliamo sempre! Desidera?


Saverio:


Beh! (Farfuglia qualche parola).


Anna:


È in cerca di valori da acquistare … vero Saverio?


Marina: Vi conoscete? (Si siede di colpo). Per la miseria come è piccolo il mondo. Più di quello che pensavo!

Anna:               Non pensavo che il fatto ti sconvolgesse tanto! È il più grande


conoscitore d’arte che abbiamo in Italia: lo conoscono tutti!

Saverio: Tutti quelli che amano l’arte. Mi stavo giusto chiedendo perché i signori, così facoltosi, non mi abbiano mai contattato, anche semplicemente per una stima.

Anna: A volte non si apprezza appieno il valore … Come ha saputo dei “tesori” di questa casa?

Saverio:          Casualmente, ascoltando le chiacchiere della gente. Una mattina entrai al

bar Centrale … premetto che è difficilissimo che entro in un bar … e sentii7 un avventore che stava raccontando ad un suo compare che, appunto, conosceva una famiglia con questi oggetti … Si chiama … aspetti … D’Enrico! Lo so perché in quell’attimo un tale lo ha chiamato a gran voce da fuori costringendo gli astanti a voltarsi … detto fra noi è un comportamento da ciarlatani. Ne intuii subito la pochezza intellettuale.


Marina:

confida).


D’Enrico? Non lo conosco! (Mente, è un suo parente col quale si


Anna:


E le ha dato questo indirizzo!


Saverio:


Esatto! Sa, non rimango indifferente a queste notizie.


Anna: Ci credo … non lo rimarrei nemmeno io. Così, questo tipo, va raccontando che i “signori” hanno delle antichità …

Saverio: Se fossi in voi certe cose non le sbandiererei a cuor leggero. Come l’ho saputo io, che sono un onest’ uomo lo potrebbe veni …

Edo: A proposito di voci! Mi hanno detto che lei non è proprio quel santino che dice di essere.


Saverio:


Come si permette? Razza di mascalzone … cosa va dicendo costui?


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Anna: Non lo ascolti … vuol mettere zizzania! Venga di là a “casa mia”, si occuperà dopo dei “tesori” di questi ricchi signori.


Marina:


Sono dei falsi …


Saverio:


Insiste … mi crede un imbecille forse?


Anna: Forse non ha ben afferrato il concetto di arte … sa questi “arricchiti” dal miracolo economico si ritrovano con degli oggetti di prestigio senza saperlo e li ostentano agli amici magari un po’ ignoranti …


Paolo:


È vero! Siamo ignoranti …


Saverio:


Lo ammette. (Sorride).


Anna:


Venga!


Saverio:          Con piacere … mi raccomando non scappate! Torno! E lei, prima di


sparare fesserie conti fino al milione. Signora, suo fratello è un mascalzone. Ha osato darmi del “santino”! Si vergogni!


Marina:


Mio fratello? (Gesto di Paolo).


Scena quinta


Paolo:


Allora, zio Willy, ti trattieni ancora per molto?


Willy:               Finché non acciufferete il ladro. A quanto pare si guarda bene dal tornare


…(Sta leggendo un quotidiano). Eccolo, è lui! L’hanno preso, c’è la foto.Si fachiamare professore!


Marina.


Guarda Paolo: è lui! Glielo spieghi tu chi è! (A parte).


Martino:


(Entra). Siete ancora qui? Lo zio Hippieè di casa ormai …


Paolo:


E … si diverte a fare il poliziotto … Ha scoperto il ladro …


Willy:


Già!


Martino: Capisco! Bravo! I signori della casa a fianco sono emigrati definitivamente?

Willy: Passano più tempo qui che a casa loro … sono due matti … e invadenti, se lo lasci dire..


Martino:


Lo so, lo so! Li attendo qui o di là?


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Perla: Permesso? … Ho capito: sono ancora di là! Vado. Ciao Martino … il colpevole si è trovato?

Paolo:              Lo stiamo attendendo, ma …

Marina:           (Con imbarazzo). Lo zio se ne va presto … vero?

Willy:               Domani … ho deciso! Ecco il ladro! (Gli mostra la foto).

Martino: Saverio Bontempelli! Ladro? Ma … Lo chiamo io, gli dico di venire … “Saverio … Sono io … come chi? Io no”! … Non ha memoria fonica. “C’è gente qui che la prende per un ladro di statue … qui … a casa di Anna Goffi”…

Willy:               Prego: abitano nell’appartamento di fronte.

Martino:         “In questo palazzo … non c’è mai stato … senta, venga in via Riccioli

…ah, si ricorda … a dopo” Arriva! Sono proprio curioso. E così Bontempelli ruba le statue? Mi tolga una curiosità: dove abita lei opere d’arte ce ne sono o avete tappezzato i musei con dei poster?

Willy:               Pensa forse che vivo nella foresta?

Paolo: (Guarda la moglie preoccupato). Zio Willy … cosa ne dici se andassimo in centro a prenotare il volo di ritorno?


Willy:


Come faccio ad identificare il ladro?


Marina:


Ci pensano loro. Andiamo! Non tocca a te giudicare.


Willy:

(Escono).


Lasci la casa a loro così dopo quello che è successo? Che fiducia!


Marina:


Sono come fratelli! Non toccate niente …


Perla: Anna è un’ingenua … dai … fortunatamente Angelo è furbo sennò … quanto varrà? Venti, trenta milioni …

Martino: Sicuramente più di cento … Vedi, per sapere cosa rubare bisogna conoscere il valore dei pezzi … io non ruberei mai un oggetto così tanto per farlo: prenderei quel Van Gogh là, se fossi a conoscenza dell’esistenza, altrimenti entrando butterei a soqquadro … sinceramente questi non sanno nemmeno se i fiori che portano al cimitero sono veri o finti!


Parla:


Come sei esperto! Per essere un ignorante … hai un occhio …


Saverio: Eccomi … questa non è la casa di Anna: è di due ricchi signori … mah! E’ li! L’altro giorno quando sono passato non c’era. L’ho riportata intatta.


Perla:


Come sarebbe a dire?


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Saverio: Me l’hanno prestata … per il vernissage … qui c’era un tale che mi ha detto che era stata rubata … Martino, per cosa mi ha chiamato?

Angelo: (Entra). Anna, se ne sono andati! Ci stavate aspettando? Saverio, qual buon vento?

Anna:               Fermatevi un attimo dai … vi preparo una cioccolata … (Tutti

acconsentono). Ve la servo in tazzine che appartennero agli Asburgo: siete contenti?


Saverio:


Per la miseria … vediamole … (Si agita).


Martino:


A lei basta sentire certe parole per andare in un brodo delle cosiddette.


Angelo: Non mi sembra vero: andati! … Una sciocchezza così non la facciamo più … per carità!


Saverio:


Scusate … qui abitano altre persone …


Anna:


Infatti: è casa mia!


Saverio:


(Si siede). Oh, signore!


Sala:


(Campanello). Signora sono Sala …di là è chiuso!


Anna:


Entri!


Sala: Le ho portato La Motta … è in macchina! Buongiorno … aspetti un po’ … lei è quello delle castagne? “Il salvatore” di questi qui che abitano di là!

Perla:                Mi sbaglio o ci sono sfuggiti alcuni passaggi?

Anna: (Nel frattempo ha cercato le tazzine). Non le trovo … Angelo, le abbiamo prestate a loro?

Angelo: So che te le ha cercate … forse sì … guarda di là! (Esegue). Veda Saverio, questa è casa nostra … l’abbiamo prestata ai vicini perché … lasciamo perdere … lasciamo perdere per carità … spero di dimenticare presto l’accaduto perché ne ho già le tasche piene.


Saverio:


(Si asciuga il sudore). Oh signore!


Anna:


Non ci sono!


Angelo:


E beh, allora sono loro … e negheranno!


Martino:


Bravi! Mi sembrate scemi …


Perla:


Stai perdendo il patrimonio per un paio di milioni di affitto?


Sala:                   Denunciateli! Lei esattamente chi è? Non che me ne importi ma è la


seconda volta che la trovo qui!

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Anna e Angelo:      La seconda volta?


Anna:


Si spieghi!


Saverio:          Devo aver fatto un casino senza volerlo! Vi giuro che sto cascando dalle


nuvole. (Racconta la faccenda, musica di sottofondo). Ecco, è tutto!

Martino: Saverio … non c’è bisogno che si giustifichi: la sua integrità morale è nota. Anzi, se non ci fosse stato lei il mio museo sarebbe molto più scarno di contenuti.


Angelo:


Non ti allargare: il tuo museo! Il museo che dirigi.


Perla:


Sei un personaggio Martino! E simpatico per giunta. Pazienza!


Martino:         È andata così … basta non ricascarci.


(Non intuisce che Perla si sta


innamorando di lui).

Anna:               La colpa è solamente nostra … della nostra ingenuità. Chi accusiamo?

Angelo:          (Nel frattempo ha cercato un dipinto di Picasso che tiene in

quell’armadio ). Manca anche quel…pacco di schifezze … Anna: ci stannodepredando! (Anna capisce).

Perla:                Non credo, abitano di la … no! Basterebbe guardare nei loro armadi.

Anna: (Si appoggia ad uno scaffale). Perché è vuoto … Angelo: la Divina Commedia … l’hai persa tu?

Angelo:          No! Anche quella … non sanno nemmeno leggere, cosa se ne fanno?

Saverio:          La vendono!

Martino: Per me non sono loro! Cercate altrove. Angelo, non sono loro … dai … hanno voluto strafare per darsi un tono ma ladri … no!

Marina:           (Entra). Chepalle … Siete ancora qui? Dove s’è cacciato … zio!È

pesante ragazzi. Ho i biglietti: se ne va!


Willy:


Che bella combriccola … eccolo, è lui il ladro … chiudi!


Paolo: Signore, torni in un altro momento: c’è troppa gente, certi affari delicati richiedono calma!


Anna:


Sappiamo tutto! È innocente … lui!


Angelo:


Quali affari?


Saverio:          È colpa mia … sono salito sulla scorta di voci da bar e non sapendo del


vostro inghippo li ho indotti in tentazione … scusate. Sono io il peccatore! Non mi hanno venduto nulla! Parola mia.

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Anna:


Se le avessero venduto qualcosa?


Marina:


Ma non abbiamo venduto niente. Avremmo chiarito le cose prima!


Willy:               Lo ammette di essere un po’ mascalzone lei! In questa casa di vostro non


c’è niente quindi se adesso ve ne andate ve ne sarò grato. Prego! Come fai a sopportarli.

Angelo: Potete venire di la per l’ultima volta? Abbiamo un’altra riunione. Urgente!

Willy: Siete tutti matti! Menomale che me ne vado … Eccola! Non l’avevano rubata? Chi li capisce questi italiani è bravo! (Vede solo ora la statua). Sono venuto spensierato e me ne vado perplesso, molto perplesso!

FINE SECONDO ATTO

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TERZO ATTO

Scena prima

Vent’anni dopo

Anna: Stanno arrivando i nuovi vicini, speriamo che siano diversi da quelli. Come si può dire … meno evanescenti!

Angelo: Speriamo! Dopo tutto quello che abbiamo perso a causa della nostra ingenuità … quanto abbiamo speso per ricomprare il tutto?

Anna:               Troppo! E non sono nemmeno identiche … belle ma non sono loro.

Intanto la Divina Commedia se né andata per sempre, le tazzine pure, il Picasso sarà finito all’estero … e poi cosa ho dimenticato?

Angelo: I bicchieri di cristallo di Boemia dei Romanov. Abbiamo commesso una leggerezza. A volte la fiducia cieca nel prossimo porta alla rovina.


Anna:


Fiducia che ci è costata l’ira dia mia madre e la furia di mio fratello.


Angelo: Assilleranno qualcun’altro con le loro manie da “parvenue”. Quanti anni solo passati da allora?


Anna:

previdente.


Una ventina! L’unica che è rimasta è questa. Ma solo perché sei stato


Angelo:           Non sapremo mai effettivamente chi le ha sottratte. Quando andammo a


denunciare il furto il poliziotto mi rise in faccia … “Certe cose non si fanno. Dovevate mettere tutto in cassaforte” … se l’avessimo avuta … credo che quei due non abbiano mai sfiorato l’idea di impadronirsi delle nostre cose … non distinguono la plastica dal marmo … volevano apparire ma rubare non era una loro prerogativa.

Anna: E intanto la figura degli scemi l’abbiamo fatta noi. E mio fratello se la ride tutt’ora! Non si deve prestare mai niente a nessuno. Soprattutto se si hanno dei beni da tenere nascosti. Scriviamo un trattato sull’argomento … Lo scambio reciproco di beni, il “prestare” dico, riguarda solo quella categoria di persone che non ha niente da perdere con il prestito. Quando c’è di mezzo il capitale il fatto assume i tratti della follia.


Angelo:


Già! Perdere gli oggetti più “cari” per puro altruismo è demenziale!


Anna:


Quei due non si fanno vivi?


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Angelo: Sballati come sono … (Campanello). Eccoli! Lupus in. Basta con queste banalità! Andrà a finire che parlerò solo con frasi fatte. Avanti!

Martino:         Che razza di baccano fanno questi … vi state accollando un’altra coppia

di squattrinati: hanno certi mobili.

Perla: Non fatevi trovare quando suoneranno il campanello … fatevi passare per indigenti totali. “Una tantum”. Sapete chi è morto? Il signor Sala, quel venditore di libri.

Anna:               Gliene ho fatte vendere di enciclopedie! … Da anni ormai si scrivono

sui dischi. Angelo guarda nella mia borsa ce n’è un pacchetto. La nuova edizione della Treccani … omaggio … Martino te le regalo!

Angelo: Non sei contenta? L’epoca di arrampicarsi sugli scaffali è finita da un pezzo. Se devi cercare qualcosa che non sai basta far girare una rotellina et voilà!

Martino: (Mette i dischi in tasca). Grazie! Allora si mangia o siamo passati per cambiare aria?

Perla: Calmati … da quando ci siamo sposati è diventato aggressivo. Hai perso quella giovialità che avevi da scapolo … quell’entusiasmo. Non farmi pentire di aver divorziato …


Anna:


Dopo dieci anni ti penti ancora?


Martino:

tradire …


Fa apposta, mi vuole costantemente sulla corda perché teme che la possa


Angelo: Se c’è al mondo una persona leale è proprio lui … che botta, hanno fracassato tutti i bicchieri … Anna, non ricomincerà la storia un’altra volta.


Anna:


Gli diremo che noi beviamo direttamente dal rubinetto con le mani.


Martino:         Bravi cavernicoli! Tuo fratello che fine ha fatto poi? Non è mai più


passato? Sono anni che non lo vedo!

Anna: Ha sposato una sociopatica … non ha il coraggio di divorziare per via dei pettegolezzi della gente, essendo cattolico teme le dicerie dei parrocchiani … fa una vita d’inferno … è praticamente dominato da una povera scema. Dice che lo tratta come un bambino dell’asilo.

Perla:                Mi spiace … non se lo meritava.

Angelo: Non dico niente perché … ha fatto morire sua mamma di crepacuore. Non ha fatto altro che pretendere … un po’ perché è già di carattere possessivo e un

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po’ per le pressioni di quella matta che passa più tempo dallo psichiatra che con suo marito. (Ride). Quando la vedo mi sembra di stare in campagna!

Martino:         Perché?

Anna:               Assomiglia ad uno spaventapasseri!

Perla: È vero: l’ho intravisto fuori da un cinema con questa capellona! Mi è parsa altezzosa. Non mi ha nemmeno salutato. Poveraccio … si è trovato una sociopatica …


Anna:


Gli sta bene! È pronto!


Martino:


Cosa ci hai preparato?


Angelo:

vermicelli!


Oggi vermicelli in brodo … non è un tipo di pasta: sono proprio


Perla:


E di secondo?


Angelo:

finisce li.


A secondo di quanto riesci a mangiare del primo … se subentra la nausea


Martino:          Che amici abbiamo? Sei tornata dell’ oriente completamente trasformata.

Perla, andiamo al ristorante … Alt! Voglio bere il caffè nelle chicchere di quei tali

Asburgo. Caffè … si fa per dire … acqua nera.


Anna:


Hai sempre voglia di scherzare tu!


Perla:


Non rivangare nella memoria di questi poveri ingenui.


Scena seconda

Delbò: (Bussa, Anna e Angelo sono impegnasti nei loro studi). Signore … sono il nuovo vicino.


Anna:


Non ha ancora finito il trasloco ed è già qui. Avanti è aperto.


Delbò:


Non chiudete a chiave? Noi: sprangato tutto! È pieno di ladri.


Angelo:


A parte i suoi consigli preziosi a cosa dobbiamo …


Delbò:                Non mi giudichi male, così al secondo giorno, venire a chiedere dello


zucchero … col marasma che c’è di là … mi capisca: volevamo farci un caffè.

Anna:               (Da un’occhiata al marito). Si ricomincia?

Delbò:             Sono Delbò … (Soliti convenevoli). Con chi ho l’onore?

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Angelo: Angelo e lei è Anna, mia moglie. Insegniamo all’università: abitiamo qui dal millenovecentottantatre, l’anno del nostro matrimonio.

Delbò:             E siete ancora insieme … Bravi! Pensate che sono già al terzo

matrimonio. (Si guarda attorno). Pensavo di aver trovato la donna ideale al primo colpo e invece ce ne sono voluti tre. Per la miseria, mi sembra di stare in un museo!

…Ma? (Si precipita fuori).

Anna: Sarà matto … dove è sparito? Che palle, uno peggio dell’altro … ma non potevano lasciarlo sfitto? È vuoto da quindici anni.

Angelo: Tutti a noi ci capitano … gira gira tutti in via Riccioli vengono! Si vede che abbiamo commesso dei peccati gravi e veniamo puniti a nostra insaputa.

Anna:               Il peccato grave è un altro … ma cosa mi fai dire … tutte ste frasi fatte.

Delbò:             Guardate: sono identiche! Che combinazione: due statue identiche. E

pensare che chi me l’ha venduta mi aveva detto che era un pezzo unico. Maledetto imbroglione … (Angelo si alza di scatto).


Angelo:


Me la faccia vedere … (Ha il famoso segno). Chi gliela venduta?


Delbò:

pagata?


Un tale … tanti anni fa! L’ho pagata due milioni … lei quanto l’ha


Anna:


L’abbiamo da tanto è un … regalo di un … beh … è lì da sempre!


Angelo:          Comunque il valore si aggira intorno ai … (Si trattiene dal dire


l’effettivo valore). Non sono un esperto ma …Su per giù un migliaio di euro.


Delbò:

moglie.


Pensavo di più. Sa, l’ho avuta così di straforo. Corro a dirlo a mia


Anna:


Chi glielo dice a questo che è un pezzo di gesso?


Angelo:          Che giro ha fatto? Chi è quel tale soprattutto. Anna il furto di questa


giada non ci ha danneggiati per cui, chiunque l’ha rubata o era un cretino o un disperato … E sono convinto che quei due non centrano affatto. Ora l’importante è non parlare inutilmente con questi a riguardo degli oggetti … sii evasiva.


Anna:


Mica sono scema …


Delbò:


(Bussa). E così abbiamo un oggetto identico … certo che …


Anna:               Lo devo dire a onor del vero: ce ne sono tre di queste giade. L’altra è di

proprietà del professor Saverio Bontempelli: un collezionista d’arte!


Delbò:


Ah! Ce n’è un’altra? Mi disse che era un pezzo unico!


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Angelo:          Mi descriva quel tale … ne conosce il nome?

Delbò:             No! Assieme alla giada mi vendette anche … Vado a prenderle.

Anna:               Cos’è, il giorno delle sorprese? (Arriva Martino con perla).

Martino: C’è movimento di là! Fervono i lavori di montaggio mobili. Ho intravisto un secretaire … se lo vede Saverio fa di tutto per accalappiarselo. (Vede la giada). L’hai ritrovata?


Perla:


Hai visto piano piano torna a casa tutto.


Anna:


Zitta! Aspetta.


Delbò: Ecco qua … (Porta il servizio degli Asburgo). Bello eh? (Martino ha un sobbalzo). L’ho acquistato per poco sempre dal tipo …


Martino:


Angelo, abbiamo trovato il ladro? Si sieda …


Perla:


Ma questo è il tuo? … Sei sicura ? Certo! È lui! (Anna lo osserva).


Anna:


È il mio! Senta, quanto vuole, glielo compro …


Angelo:           Anna, lascia perdere … ne abbiamo un altro simile … pagato l’ira di Dio

… abbiamo già pagata cara la leggerezza: rassegnati.

Martino:         Lei è in possesso di un bene rubato in questa casa una ventina di anni fa

da un imprecisato ladro … venne fatta un’indagine allora che purtroppo non ebbe alcun esito. Pertanto l’oggetto è da considerarsi una refurtiva.


Delbò:


Io l’ho pagato regolarmente.


Anna:


Come?


Delbò:


In nero! È ovvio! Anche la giada allora? (Martino annuisce).


Angelo:          Quella se la può tenere: è un falso! Guardi c’è un segno sotto … vede, è


per distinguerla da quella buona. Gliel’ho fatto io! (Ha un dubbio, guarda verso il pubblico).

Delbò:             (Si siede affranto). Mi ha fottuto! Avevo da parte un gruzzoletto da

investire … mia moglie mi disse: “perché non ci compriamo qualche piccola opera d’arte invece di metterlo in banca”. Questo è il risultato … Un momento, come faccio ad essere sicuro che dite la verità?

Anna:               (Gli mostra delle foto dettagliate e la denuncia). È convinto?

Delbò: Che ne sapevo io del furto … si è presentato a casa con la roba … avrei dovuto capire che era con l’acqua alla gola ma sul momento non badai. Pensai di aver

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fatto un affare pagandola poco! Mi sembrò un tipo affidabile, viste le referenze che esibì. Aveva un catalogo di una galleria famosa qui di Milano!

Angelo:          Ci descriva il soggetto!

Delbò:             Diceva di avere a disposizione un sacco di cose …

Martino:         Saverio? Non mi dire che …

Saverio: (Campanello). Permesso … Menomale che vi trovo … Anna non mi dica di no la prego … mi presti quel Van Gogh … voglio fare un figurone coi critici che non credono all’esistenza del pezzo.


Martino:


Si sieda un attimo … Signore, è lui per caso?


Delbò:


No! Non è lui!


Saverio: Mi creda sono proprio io … in persona. (Scorge l’altra statua). Le avete tutte e due allora? Non era stata rubata? …


Anna:


Quale delle due prese?


Saverio:


(Le osserva). Non saprei: sono identiche!


Angelo:


No, una è di gesso!


Delbò:


Di gesso?


Saverio: Come gesso, andiamo … l’ho presa e riportata perché la mia era rimasta nella cassa … Vede, il segno … l’ho fatto per non confonderle … la mia dalla sua voglio dire. (Angelo capisce che quelle che ha davanti sono entrambe autentiche in quanto il segno è diverso da quello fatto da lui).


Angelo:


Capisco … senta Delbò, la venda a me … le do … mille euro!


Saverio:


Martino cosa ne pensa?


Martino: È il suo prezzo. La venda! Le giade sono in declino, più la si tiene e meno vale. (Mente spudoratamente, guarda il pubblico).


Perla:


Fate un affare tutti e due.


Delbò: Sento mia moglie! (Pensa). Se è un pezzo di gesso perché la vuole comprare a mille?

Angelo:          Per fare la coppia. E poi anche se fosse autentica il prezzo sarebbe


quello. (Con imbarazzo).

Saverio:           Se è come dice lei, di gesso, è anche troppo … ma per amore si fa questo

ed altro: la capisco!

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Delbò:


Allora facciamo mille euro? Perlomeno non ci perdo niente. Arrivo!


Martino:


Perfetto! Cosa deve farne del Van Gogh?


Saverio:


Per bacco: mi prendono per matto! Dicono che non esiste.


Anna:


Lo prenda … che non faccia la fine degli altri oggetti volanti!


Saverio: Lo espongo alla mostra: appena chiudo lo riporto avvolto in un poster di qualche squadra di calcio per passare inosservato. Siete i miei salvatori. Vi lascio un assegno in bianco … prego! (Esce).


Perla:


Un’altra volta!


Martino:

euro.


Tu mi devi dire perché lo paghi mille … il pezzo di gesso vale cento


Angelo:


(A parte). Lo fatto per Anna … dai …


Martino: Non ho ben capito se l’ingenuo sei tu o è lui! Non mi voglio intromettere ma sento che stai facendo il furbo. Da buon direttore di museo posso dire che …


Perla:


Cosa confabuli?


Martino: La senti? Mi tiene sotto sorveglianza continua. Come stavo bene quando ero solo … sciagurato quel giorno che le ho detto di sì!

Angelo: Non sono le mogli il nostro problema, è la mancanza di figli che ci ha messo in difficoltà!


Martino:


Davvero? Le chiederò di adottarne uno.


Perla:


Senti bambinone raccogli le idee prima di andare …


Martino: Cosa vuoi adottare … ma cosa me ne frega … Vengo! Siamo appena arrivati … ne riparliamo …

Angelo:          Non ce n’è bisogno!

Scena terza

Qualche mese dopo

Angelo:          Anna … te lo devo dire … sono mesi che ho qui un rospo che mi …

Saverio ha scambiato le statue … questa è autentica: guarda il segno … vedi, io l’ho fatto di traverso rispetto al braccio … il gesso è rimasto a lui.

Anna:               Dai, a Saverio non si può fare uno scherzo simile … Sei sicuro?

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Angelo:


Siamo stati depredati o no?


Anna:


Rifarsi su di lui è di una scorrettezza inaccettabile.


Angelo: Non ci rifacciamo su di lui, le vendiamo a qualche facoltoso industriale straniero che vive molto lontano da qui!


Anna:

niente!


Lo zio di quei due! … E no! Già, è autentica. Trecentomila eh! A meno:


Delbò:


È permesso?


Anna:               Si accomodi ... le metto su un caffè? E così lei si è trovato in mano degli


oggetti rubati che un avventuriero le ha venduto? E non sappiamo nemmeno se il ladro si identifica col venditore.

Delbò: A quanto pare … quelle tazze degli Asburgo … come sono finite da voi? Voglio dire chi ve le ha date? Poco tempo fa ho pensato di rivenderle, visto che le abbiamo comprate per niente … non le usiamo mai … mia moglie si pavoneggia con le amiche ostentandole, ma poi le ripone … dico così perché l’antiquario si è rifiutato di stabilire un prezzo. Disse che lui non disponeva di una cifra così elevata per far fronte all’acquisto e non garantiva che ci potessero essere clienti interessati a oggetti simili. Praticamente sono invendibili! Quello che le ha trafugate ne era all’oscuro. E non si può dire che io sia stato fortunato a prenderle perché, non avendo mercato, ho degli oggetti senza valore. Fortunatamente mi sono costati poco. Quanto vi sono costate?

Anna:               Niente … erano di mia madre … e prima ancora di mio nonno …

Martino: (Arriva con Perla). Vi trovo! Il signor? Delbò! Che memoria! Mia moglie! La professoressa Perla Debello … vi siete già visti … che stupido! Leggo sul tuo volto una certa tensione o mi sbaglio?

Angelo: Tensione? La duecentoventi! Stavamo spiegando al signore come siamo venuti in possesso di quelle famose tazze che ora ha lui.

Delbò:             Ma non l’avete ancora detto.

Perla: (Cerca di sviare il discorso). Io penso che una famiglia abbia tutto il diritto di conservare i ricordi e di non dover andare in giro a spifferare i segreti a tutti. Sappia che hanno subìto una serie di furti incredibili e il colpevole non si è mai trovato … hanno pagato troppo per la loro ingenuità. (Lo dice tanto per dirlo).

Delbò: Ho saputo … bene! Se mi dovesse capitare sotto gli occhi quel tale farò in modo di portarlo qui con qualche scusa.

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Martino: Lei è un signore! Veda … sono passati vent’anni e ahimè i volti cambiano. Se ci avesse visti da giovani stenterebbe a riconoscerci, soprattutto lui.

Delbò:             Beh … io sono molto fisionomista.

Saverio:          Signora Goffi, sono Bontempelli …

Anna: Entri! Ha il Van Gogh … lo lasci lì … figurone eh? Spero che abbia avuto il buon senso di non dire a chi appartiene! Angelo restituisci l’assegno!


Saverio:


Anonimato totale! Non volete nulla per il prestito?


Anna:


Ci mancherebbe, Saverio! Non vogliamo speculare.


Saverio:          Mi sento in colpa. (Pensa). Però ho avuto la sensazione che qualcuno lo


stesse osservando con particolare interesse … come se lo conoscesse oserei dire! Un tipo con una barba fluente … A parte voi della famiglia chi mai sa dell’esistenza del quadro?

Angelo: Pochi altri! Si contano sulla punta delle dita di una mano. A parte noi presenti … mio cognato e basta!


Anna:


Quelli che abitavano qui prima di lui.


Saverio:          Li avrei riconosciuti … (Sorride). Sapete che … due anni fa … sì …


vennero da me per un oggetto che avevano intravisto e lo presero! Ne fui così meravigliato che li per li stentai a crederlo!

Angelo: Ma pensa! Non è da loro avventurarsi nel mondo dell’arte! Non li abbiamo più rivisti …

Perla: Si sentiranno ancora in colpa per le vicende di vent’anni fa e si sottraggono all’eventuale scontro.


Martino:


Sono degli emuli, non apprezzano.


Saverio:


Non sia sommario: hanno speso ben sessantamila euro!


Delbò:             Va bene … vado! Se mi dite come avete avuto quel servizio ve lo regalo

…tanto è invendibile. Diciamo che è un mio sfizio.

Angelo:Glielo diremo …


Martino:


È vero! Come li avete avuti tutti questi tesori?


Anna: Tu come hai avuto i tuoi? Che domande fai! (Campanello). Chi sarà? Avanti! … Stavamo giusto parlando di voi … Marina, Paolo … che sorpresa!


Marina:


È arrivata gente nuova di là … avete già fatto amicizia? (Convenevoli).


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Angelo: Sai com’è .. adesso andiamo coi piedi di piombo. Non siete nemmeno invecchiati … pensavamo che foste amareggiati per quell’incidente di tanti anni fa e

…Quel famoso zio, non si è più rivisto?

Paolo: È deceduto un po’ di anni fa … non aveva figli e pertanto ci ha lasciato un’eredità favolosa … non sappiamo nemmeno cosa farcene.

Marina: Se avessimo avuto la disponibilità a quel tempo non vi avremmo seccato con le varie pretese … voi .. tutto bene ... figli … noi ne abbiamo due. Le avete ritrovate le statuine … sono contenta.

Anna: Il signor Delbò: il nuovo vicino. (Convenevoli). Gli oggetti scomparsi li ha lui … un tale glieli ha venduti.


Marina:


Si sa chi è? Se li vuole vendere a noi … li regalo ad Anna: li meriti!


Delbò:             Se ne può parlare. Venite di là … dimenticavo … il tale mi vendette una


copia prestigiosa della Divina Commedia che, tra l’altro, essendo digiuni in fatto di

letteratura medievale è rimasta chiusa nell’armadio: è così difficile da leggere. La cederei ad un prezzo ragionevole.


Anna:


Dica!


Delbò:


Trecentomila … prezzo di mercato! (Anna ed Angelo hanno un malore).


Marina: Signor Saverio … prima o poi vengo a trovarla di nuovo … ho visto un oggettino grazioso. (Saverio fa una specie di inchino).


Angelo:


Quel libro è nostro!


Delbò:             Pure quello? Ragazzi siete stati dei fessacchiotti, abbiate pazienza. Un


bibliotecario di un’importante istituzione mi ha assicurato che il valore si aggira attorno a quella cifra e pare sia più unica che rara. Arrivederci!

Perla:                Quando si dice ingenuità … Anch’io ho acquistato un quadretto di un

famoso pittore a poco. L’antiquario è stato un ingenuo: ha frainteso un particolare. A proposito di libri. Marina, ti ricordi di quell’enciclopedia che comprasti contro la tua volontà?

Paolo:              La rivendemmo a suo fratello qualche tempo dopo il trasloco … disse

che aveva sotto mano un acquirente, che gli serviva … a me parve un tantino

disperato, disse che la moglie lo faceva dannare, che voleva divorziare e che stava racimolando denaro per comperasi delle cose che la moglie gli proibiva di … Tra l’altro non mi pagò nemmeno il pattuito, mi diede un anticipo … scomparve!

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Saverio: Bene! Anna, quell’offerta è sempre valida: se vuole vendere io ci sono! Signori, “Ad Majora”! Ve lo dico ora in tutta confidenza visto che quel tipo se n’è andato: questi signori hanno comprato la giada … la mia!

Tutti in coro:             Hai capito!

Angelo:          Avete fatto un grande affare, non c’è che dire! Bravi!

Scena quarta

Una settimana dopo

Angelo:          Anna, bisogna avvisarli. Saverio gli ha venduto il gesso senza sapere.

Non se lo meritano!


Anna:


Beh … a quanto pare gli ingenui non siamo solo noi.


Angelo:


Via Anna … non ti riconosco più!


Anna:


Lo vuoi sapere? Non me ne frega niente!


Angelo:          Piuttosto cosa ci inventiamo con quello? Perché vuole sapere da dove


provengono? Anna, lasciamogliele che è meglio … non mettiamo a repentaglio la nostra reputazione per delle tazzine di dubbia provenienza.

Anna: Le rivoglio, va bene? Sono sicura che le hanno prese loro e non ce le hanno più ridate … se proprio lo vuoi sapere. Se allora non abbiamo insistito è perché siamo dei signori … li avremmo potuti denunciare.

Angelo: Cosa dici … le hanno rubate per rivenderle e adesso se le ricomprano … Saranno anche diventati ricchi ma non mi sembrano ancora scemi.

Anna: Se si scoprisse il colpevole … sai che bella festa organizzo? Coi fuochi d’artificio! (Campanello). Avanti!

Marina: Ciao Anna … (Ha un pacco vistoso). Sta salendo anche Paolo … pesa accidenti …


Angelo:


Ti stai portando avanti coi regali di Natale?


Marina:


Ma quale Natale … non lo passiamo a casa da almeno tre anni.


Anna:


Vai in Australia?


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Paolo: (Entra). Già … siamo diventati industriali nostro malgrado … tra qualche anno ci penseranno i miei figli a mandare avanti la baracca. Non mi piace svolazzare in giro per il mondo.


Angelo:


Quando si eredita … Bisogna … c’è sempre l’incognita. Vero Anna?


Anna:


Sì, le eredità a volte fanno paura.


Marina: Ci siamo dovuti rimboccare le maniche ma ora funziona … Il tuo vicino non ti ha detto niente?


Anna:


Di che?


Marina:


Delle tazzine … sono qui dentro … te le ho promesse e te le regalo …


Anna: Mi metti in imbarazzo … guarda che non ti deve sentire in colpa, lo sappiamo che tu non centravi col furto.


Paolo:

costate …


Marina, se non le vuole ce le teniamo noi … per quello che ci sono


Angelo:           Hai fatto del gran lamentarti in tutti questi anni per ste tazzine, abbiamo


girato tutta l’Italia per trovarne di simili per non angosciare tua madre per “l’ingente perdita” e ora che ti vengono offerte, tergiversi?

Marina:           Ad un patto: vogliamo sapere perché valgono così tanto!

Anna: Beh! … Non lo so! Sono state portate assieme ad altri oggetti da Vienna dopo la caduta dell’impero asburgico da un nostro antenato … Le avrà comprate da qualcuno che era al servizio dei regnanti. Nel caos di quei momenti …

Paolo:              Magari rubati … dico così per dire … Delbò lo vuole sapere a tutti i

costi, anche se, devo dire, me le ha quasi regalate, senza per altro dirne il motivo … ho perfin pensato che fosse un benefattore o uno che non vedeva l’ora di sbarazzarsene. Le ho prese per te.


Angelo:


Lo sa che hai intenzione di darle a noi?


Marina:           No! Vedete, noi stiamo cercando di liberarci la coscienza da quello che


crediamo essere un sospetto, una mancanza, una responsabilità nei vostri confronti. In qualche modo ci stiamo redimendo da peccati mai commessi ma che all’apparenza sembravano gravi.

Anna: Di che peccati parli? Della mia ingenuità? Adesso ti comporti così perché hai disponibilità ma allora tentasti di svendere a Saverio quello che non era tuo.


Paolo:


Sai che non è vero! Sei ingiusta!


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Angelo: Penso che sia giunto il momento di soprassedere … Marina, nessuno ti obbliga, se vuoi lasciale qui ti saremo grati, altrimenti disponi in altro modo.

Marina: Sagge parole … Paolo: ce le teniamo noi! Non ci accusate di chissà che poi! Addio! (Se ne vanno entrambi).

Angelo: Guarda che questi non li vedi più! Inventati qualche scusa e fattele lasciare … finché la cosa rimane tra noi e loro, che conosciamo, nessuno verrà mai a chiedere. Pensa invece se dovessero rivenderle a qualche antiquario e dopo un po’ di tempo le vedi esposte e le vuoi ricomprare ad un prezzo astronomico … l’antiquario potrebbe essere a conoscenza di qualche particolare, per esempio potrebbe sapere chi le aveva avute in passato e soprattutto da dove vengono … che spiegazioni saresti costretta a dare se per caso ti lasciassi scappare qualche parola oppure se Marina candidamente gli avesse confessato che erano appartenute alla tua famiglia, che è notoriamente oggetto di visite da parte di vari antiquari e da storici dell’arte! Offriamole una cifra accomodante e mettiamo tutto a tacere.

Anna: Tentiamo! Che stupida … non sono stata capace di conservare i miei beni senza dover incappare in assurde spiegazioni per riaverli.

Angelo:          Lo sai che tutto questo ben di dio non è frutto di leciti acquisti, ma di

qualche manipolazione dei tuoi antenati … il tempo non legalizza, cara Anna!

Anna:               Quello che le ha rubate lo sapeva? No!

Angelo: Ecco … bella domanda! Il motivo per cui le ha rivendute ad un privato forse è indice di qualche tentativo di fallita contrattazione con un addetto ai “lavori”.

Anna: Perché non le ha tenute? Non si svende un oggetto di grande valore a uno qualsiasi.

Angelo:          Ho sempre pensato che alla base di questi furti ci sia stata una sorte di

vendetta, uno sgarbo … sembra quasi che te l’abbiano fatta pagare per un delitto commesso da altri … semmai!

Scena quinta

Un mese dopo

Delbò:             Sono proprio contento che le “nostre” tanto celebri tazzine siano finite

nella mani di quell’antiquario … (Entra con Anna ed Angelo). Alla fine abbiamo guadagnato tutti qualcosa. Personalmente esattamente il doppio di quello che le avevo pagate, i signori le hanno vendute al doppio di quello che hanno dato a me e

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l’antiquario le rivenderà al doppio di quello che le ha pagate. Mi sembra che gli unici che hanno perso siete voi e quello sprovveduto di un ladro … perché alla fine non le avete volute? Ve le regalava disse … per riparare il favore che gli faceste … dal punto di vista morale sono stati impeccabili!

Angelo: Alle volte si commettono delle ingenuità e per timore della reputazione se ne commettono altre ben più gravi.

Delbò: Se lo dice lei … io le avrei accettate, capisco se fossero state di dubbia provenienza ma erano vostre.

Anna: Non abbiamo perso proprio tutto quello che ci hanno rubato, quella giada, almeno l’abbiamo riavuta.


Delbò:


È un gesso signora …


Angelo:


Lei diceva a livello affettivo!


Delbò:


Ah beh allora!


Martino:


Professore posso entrare?


Anna:


Vieni! Vede signor Delbò, l’unico che vive beatamente è questo signore.


Delbò:


Non capisco!


Angelo: Non tutto è lecito dire … nel mondo dell’arte, diciamo così, le cantonate sono dietro l’angolo. Anche il più esperto conoscitore può cadere in trappola.

Martino:         Già! Non è il mio caso. C’è chi vende e rivende oggetti prestigiosi


pagandoli fior di quattrini e poi si accorge che sono delle autentiche patacche! Oppure, al contrario, c’è chi vende capolavori pensando che siano patacche. È il mondo dell’arte caro signore! Devo dire che finora mi è andata bene. Non parlo a livello personale, mi riferisco al museo!


Delbò:


È un discorso in generale o si riferisce alle tazzine?


Martino:         Quelle sono autentiche, stavo pensando al altro, ad altri! Mi sono sempre


chiesto se un “parvenue” rimanga tale per sempre o è possibile che si riscatti dopo qualche avvenimento straordinario.

Angelo:          “Parvenue” si nasce!

Anna: (Colpo di tosse di Anna che invita Martino a tacere). Certi argomenti è meglio lasciarli discutere ai posteri, non trovate?

Delbò: Bene! Non capisco quello che state dicendo ma … La Divina Commedia è sempre nel cassetto, se un giorno la vorrete … possiamo trattare sul prezzo. (Sta

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per andarsene). Al di là di tutto mipiacerebbe sapere chi era quel tipo …disperato eignorante per altro.

Angelo:          Sono vent’anni che cerchiamo di scoprirlo.

Perla: Si può? Anna, guarda un po’ chi sono riuscita a portarti su! (Entra Edo). Tuo fratello! È stata una faticata … non voleva salire …

Angelo:            Eccolo! È il caso che dica una di quelle frasi fatte o lasciamo perdere?

Anna:               Le presento mio fratello … il signor Delbò: il mio vicino di casa!

Delbò: (Lo osserva bene, gli gira attorno). Difficilmente dimentico un volto. Ci conosciamo?


Edo:


Non credo proprio.


Delbò:


Eppure la sua fisionomia mi dice qualcosa … aspetti un attimo …


Martino:         Non si scervelli, glielo detto: i volti cambiano e si finisce per confondere


tutto. Con questa barba non l’avrei riconosciuto nemmeno io … hai finito i rasoi?

Edo:                  Ogni tanto … come dice il proverbio: “semel in anno licet insanire”.

Perla: Non capisco il motivo di questa resistenza Edo … è pur sempre tua sorella … tutti abbiamo degli attriti, ma alla fine si superano.


Delbò:


Sì, ci sono! È lei quell’individuo che mi ha venduto quelle tazzine!


Edo:


Quali tazzine? Anna, voglio una spiegazione!


Anna:               Da quando hai la barba? … È forse un’imposizione della tua adorata


moglie? (Si avvicina e per porre fine agli antichi rancori, gli tira fraternamente la barba). È finta!


Delbò:


È lui! (Edo scappa).


Perla:


Ho sbagliato tutto?


Angelo: (Si siede). Ti dobbiamo ringraziare Perla. Le nostre disavventure hanno un nome finalmente! (Affranto).

Anna: Non ci posso credere … con tutto quello che ha avuto dai miei … maledetto! Mi ha odiata fin dal giorno del matrimonio solo per il fatto che mi sono sposata prima di lui.


Martino:

(Bussano).


Forse pensava di ereditare tutto e invece lo hai spiazzato. Signori …


Anna:


Hai ragione! … Avanti! Non mi dica che vuole qualche altro quadro?


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Saverio: Ho visto il fratello di quei signori vostri amici precipitarsi giù a rotta di collo! L’ho riconosciuto perché tempo addietro mi ha venduto un Picasso per pochi soldi. Fortunatamente mi è andata bene: era un falso! L’ho rifilato ad un collega un tantino credulone. Prima o poi lo prenderò! Vi vedo preoccupati o mi sbaglio?


Anna:


Preoccupati? No! (Guarda il marito).


Angelo:


Falso? (Ad Anna). È sicuro? Voglio dire … di che Picasso parla?


Saverio:


Quello con le donne seminude …


Anna:


Ah!


Delbò:


Non mi dica che pure quello?


Perla:


Come falso? Sta parlando di “quel Picasso”? Che stupida! (A parte).


Martino: (Capisce tutto). Sarebbe opportuno che dicessi alcune cose, ma so che l’orgoglio di qualcuno verrebbe sottoposto ad uno stress eccessivo e allora preferisco tacere caro Saverio … ha visto? Dopo tanti anni abbiamo scoperto il ladro che trafugò i beni di famiglia di questi ingenui amici … e quando dico ingenui sto pensando anche ad altri, che non lo dovrebbero essere ma …

Saverio:          È stato lui, il fratello della signora Marina, appena si fa viva glielo dirò!

Martino:         Ecco appunto!

FINE

Ogni riferimento a persone, luoghi e fatti è puramente casuale

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