I burosauri

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I BUROSAURI

I BUROSAURI

Commedia in due tempi

diSilvano Ambrogi

PERSONAGGI

Il caposezione dottor Altamura

Il capo del personale

La funzionaria

Il cavalier Massara

Il ragionier Terenzi

Martini

Fisichella

La dattilografa

Maria, commessa

Il medico

Il commesso

Il segretario del capo del personale

La signorina del bar


"Lentezza, dilazione, incapacità di avvertire i problemi che si trattano, riduzione di ognicosa ad un rituale di maniaci, ad un gergo grottesco, ecco i tratti del burocrate, che tratta con futilità le cose serie e con serietà le futili, vive tra divinità ripugnanti al modo degli gnomi nordici nelle loro caverne: c'è per lui il dio scrivania, con la disposizione sacra di oggetti sovresso, il dio foglio di carta consacrata e in genere le ordinate cristallizzazioni del disordine".

Ellemire Zolla, Volgarità e dolore, ed. Bompiani

La scena rappresenta lo spaccato di un ufficio di un ministero romano. A destra lo stanzone degli impiegati, piuttosto squallido, con due piccole scrivanie da un lato, due dal lato opposto e nel mezzo il tavolino della dattilografa, quasi attaccato alla parete gremita di

fascicoli accatastati in impalcature rudimentali. Basta muovere uno di essi che subito si leva una fitta polvere. A sinistra la stanza del caposezione, non priva di un certo decoro, con una scrivania massiccia, due poltrone, un divano e un armadio.

La finestra sullo sfondo inquadra una serie di tetti e uno spicchio di deh fulgente.          

Mentre agiscono e parlano i personaggi di uno dei due ambienti, gli altri lavorano o proseguono, comunque, le proprie occupazioni.

Primo tempo

                   

Sono le ore della mattina. Entra nella stanza il dottor Altamura, caposezione e direttore dell'ufficio. E' un uomo di una cinquantina d'anni; abbastanza distinto. Si aggira per la stanza eseguendo le sue abituali operazioni di ambientamento. Si affaccia alla finestra e guarda in alto.

CAPOSEZIONE    San Benedetto la rondine sotto il tetto (fa qualche passo, canterella, fischietta, poi torna alla finestra e guarda di nuovo in alto). Hirundo hirundinis, terza declinazione (procede per la stanza come se volesse contare gli arredi e comincia ad annusare con tirate di naso sempre più fitte). Ilaria! Ilaria!!! Ilaria!!!

Entra Ilaria, una commessa grassa e anziana.

ILARIA                    Dottò, m'ha chiamato?          

CAPOSEZIONE    Ilaria, quante volte ti ho pregata di pulire il telefono e il resto con poco alcool, senti che odore o che puzza, come la vuoi chiamare... sembra di essere all'ospedale, tocchiamo ferro.

ILARIA                    Dottò, e che ci posso fare?

CAPOSEZIONE    Come che ci puoi fare?! Adopera meno alcool perdiana! (Apre l'armadio e tira fuori una bottiglia di alcool a metà). Guarda qua, una settimana fa era piena! Ma che fai, te lo bevi? Ah, te ne infischi tu, tanto paga l'Amministrazione!

Ilaria si abbandona sbuffando sul divano. In quel momento entrano Martini e Fisichella, due impiegati di mezza età.

MARTINI                (firmando affrettatamente il foglio di presenza). Ci scusi dottore, ma eravamo sullo stesso tram io e Fisichella e abbiamo trovato un ingorgo...

CAPOSEZIONE    Dov'era l'ingorgo?

MARTINI                A San Giovanni.

CAPOSEZIONE    More solito.

MARTINI                Secondo me, dovrebbero dare dieci minuti in più di tolleranza a quelli che passano di là.

CAPOSEZIONE    Va bene Martini, non vi preoccupate, con voi è lecito indulgere, "una tantum" s'intende, perché solitamente arrivate puntuali; è con chi ha fatto della mancanza di osservazione all'ora-   rio una norma di vita che bisogna  essere inflessibili e stangare, e io stango (osserva nervosamente l’orologio).

Martini e Fisichella escono dalla stanza del caposezione e raggiun­gono il loro posto, mettendosi subito a lavorare, fianco a fianco.

(Notando Ilaria sprofondala sul divano).

                                 Ma Ilaria, io ti faccio un rimprovero e  tu ti adagi... ti sbrachi sul divano come  niente fosse... ci conosciamo da anni e ti ho trattata sempre, e forse ho errato, forse ho errato, eh! con estrema benevolenza, ma a volte, ti assicuro, mi fai pentire della benevolenza usata nei tuoi riguardi (si avvicina od Ilaria). Lo sai che potrei farti rapporta lo sai?!

ILARIA                    Dottò, me fa rapporto perché me so' messa a sedere?! (Esce).

Il caposezione crolla il capo minacciosamente e torna al suo posto. Entra la dattilografa, una bella ragazza sportivamente elegante.

                  

DATTILOGRAFA    Dottore, dottore, mi scusi.

CAPOSEZIONE    Mi scusi... ma lei signorina sa meglio di me che l'orario non l'ho inventato io.

La dattilografa firma precipitosamente ed entra nello stanzone degli impiegati, salutando Martini e Fisichella che rispondono con vaghi mugolii.

DATTILOGRAFA    C'è lavoro per me?

MARTINI                Quando c'è lavoro glielo manderemo.

DATTILOGRAFA    No, perché lo so come fate, me lo sbattete addosso tutt'insieme ed io dalla rabbia non riesco più a combinare un accidente.

MARTINI                Lei non si preoccupi; lei faccia il suo lavoro di dattilografa che noi facciamo il nostro lavoro di impiegati.

Martini dà un'occhiata a Fisichella cercando consensi, ma il col­lega è immerso nelle sue carte e non lo nota affatto. Lo dattilo­grafa ha un gesto di noncuranza e si mette a leggere un foglio attaccato alla parete dei fascicoli, a volte ad alta voce, a volte in un sussurro, attenta a scandire distintamente le sillabe.

DATTILOGRAFA    Bauscia, brioscia, besciamella...

La dattilografa prosegue con analoghi esercizi, mentre nella stanza del caposezione entra il cavalier Massara, un anziano e malmesso impiegato, prossimo allo pensione.

MASSARA             Dottore, mi scusi, ma sono rimasto bloccato.

CAPOSEZIONE   Dove bloccato?

MASSARA             Veramente dovevo passare prima io, ma c'era quel ragioniere della divisione sesta, il D'Aquino, lo conosce? Lei cosa dice, doveva passare prima di me?

CAPOSEZIONE   Ignoro il grado del D'Aquino.

MASSARA            Siamo colleghi, questo sì, ma io sono entrato prima in servizio e ci ho più anzianità.

CAPOSEZIONE   Beh, se ha più anzianità doveva entrare prima lei.  

MASSARA             Intanto stava per entrare prima lui.

CAPOSEZIONE   Ma è entrato prima lei?

MASSARA             No.

CAPOSEZIONE   E' entrato il D'Aquino allora.

MASSARA             No, no...

CAPOSEZIONE    Sia chiaro, la prego, chi e entrato prima?!

MASSARA             Nessuno, perché l'ascensore era guasto, ma intanto lui s'era avviato, e sono sicuro che se l'ascensore andava bene sarebbe entrato prima lui.   

CAPOSEZIONE   Capisco. Ma ormai, caro cavaliere, viviamo in un mondo dove tutti i valori sono sovvertiti; e se le dicessi che un gruppo B, pur conoscendomi benissimo e ben sapendo chi ero io, è passato proprio davanti a me, saranno... due o tre giorni fa...                      

MASSARA            Davvero?!

CAPOSEZIONE    E le dirò anche il nome, io non dimentico, è il ragionier Zollini del servizio quinto.

MASSARA      Niente di meno, il ragionier Zollini, mi pareva tanto una brava persona.

CAPOSEZIONE    Le persone non si conoscono mai abbastanza.

Pausa. Il cavalier Massara vorrebbe dire qualche altra cosa, ma resta in silenzio, imbarazzato.  

Vada, vada pure Massara.

Il cavalier Massara esce e raggiunge il suo posto; saluta gli altri che gli rispondono appena. Tira fuori un giornale sportivo e lo consulta meticolosomente.

DATTILOGRAFA    Assente, assessorato, assassino...

MASSARA             Assassina è lei signorina, con quegli occhi!

DATTILOGRAFA    La prego cavaliere, non mi concupisca...

MASSARA             (ridacchia). Concupisca? E cos'è, una parolaccia?

DATTILOGRAFA E' un verbo che ho imparato in questi giorni, anzi lo voglio imparare bene, io concupisco, tu concupisci, egli concupisce, noi...

(si arresta improvvisamente).

MASSARA             Ma dica un po' signorina, bisogna proprio fare quegli esercizi per entrare alla televisione?

DATTlLOGRAFA    Certo, sono esercizi di dizione, mi hanno bocciata al primo provino proprio per la dizione.     

MARTINI               Signorina, la prego! Un po' di silenzio, noi dobbiamo lavorare.

MASSARA             Eh come siete! Già vi volete mettere sotto.

MARTINI                Noi abbiamo da lavorare, io e Fisichella almeno; se voi non avete niente da fare, almeno parlate piano.         

MASSARA             Eh mamma mia, vedrai che ti rovini la carriera.                                

La dattilografa, a bocca appena aperta, sillaba silenziosamente i suoi esercizi.

Se lo vuoi sapere anch'io avrei da fare, tutti abbiamo da fare qui.

MARTINI                Insomma Massara, o stai zitto o sennò lo vado a dire al caposezione.

Massara ammutolisce di colpo. Il caposezione, nella sua stanza, appare in preda ad una viva inquietudine, afferra ad un tratto il telefono, fa due numeri, ascolta un attimo e riabbassa di colpo. Poi prende il foglio delle presenze e con la matita rossa sbarra due volte una casella, con un impegno puntiglioso che lo costringe a tirar fuori la lingua. Osserva il foglio ed ha un gesto di stizza; scuote il capo dispiaciuto. Entra un giovane vestito con maglione e pantaloni, piuttosto trascurato.

CAPOSEZIONE    Ed ecco il nostro esimio ragionier Terenzi; mi dispiace ragioniere ma proprio.ora sono stato costretto a sbarrare: la sua casella, previo, naturalmente, controllo telefonico dell'ora esatta. Sono le 8,40 ed io avrei già potuto sbarrare alle 8,30 a stare al regolamento, ma ho voluto essere clemente una volta di più... tuttavia anche lei capirà, non si può tollerare, tollerare, terollare... (si ferma sconcertato, sorpreso dalla sua pronuncia bislacca).

TERENZI               Dottore, le confesserò: quando ho sentito la sveglia avevo ancora tanto sonno che credevo di sognare.

CAPOSEZIONE    (lo guarda sbalordito). Beh! Roba da pazzi.

Terenzi spalanca le braccia rassegnato e un po' ironico.

Lei, vero, sa meglio di me che questo mese ha preso già tre sbarre, un'altra sbarra e il richiamo diventa inevitabile. Faccia lei: siamo al 21 marzo, ha solo una decina di giorni, e in questa decina di giorni deve, marciare sul filo del rasoio, altrimenti richiamo.

Terenzi spalanca di nuovo le braccia in silenzio.

Un richiamo lo ha già avuto l'altro mese, lei sa meglio di me, non è una cosa tanto allegra, la carriera potrebbe risentirne. Oggi o domani uno scatto, una promozione qualsiasi e le mende vengono a galla, tanto più che lei non è mica un commesso qualunque, lei è della carriera di concetto...

TERENZI              Per favore dottore, mi risparmi la tiritera.

CAPOSEZIONE   Come ha detto?!

TERENZI               Mi risparmi la tiritera.

CAPOSEZIONE    Ma ragioniere?! Ohei! Terenzi! Giovanotto... qui si sta perdendo completamente il senso delle distanze: tiritera tiritera, quale tiritera...

TERENZI              Dottore, lei mi può mettere tutte le sbarre che vuole, io me ne vado

capisce, do le dimissioni...

CAPOSEZIONE    Le dimissioni? Le dimissioni... un momento, un momento, riflettiamo con calma, per intanto finché lei si trova materialmente in questo ufficio è sottoposto al vincolo della subordinazione gerarchica e come tale...

TERENZI          Dottore, dica quello che gli pare, io sono venuto oggi per l'ultimo giorno, questo è certo.              

CAPOSEZIONE    Allora il 124 non conta proprio più niente?!                               

TERENZI               E chi è il 124?        

CAPOSEZIONE    Ecco qua: (prende un libriccino e legge) "L'impiegato che ha presentato le dimissioni deve proseguire nell'adempimento dei lavori d'ufficio finché non gli venga comunicata l'accettazione delle dimissioni..." delle dimissioni medesime io avrei detto... comunque... chiaro, no?                             

TERENZI               Va bene, evviva il 124. Ma lei dottore mi deve spiegare che cosa succede se io domani non mi presento in ufficio.

CAPOSEZIONE    Succede che sarà considerata assenza arbitraria.

TERENZI              E se non vengo neppure dopodomani?

CAPOSEZIONE   Doppia assenza arbitraria.

TERENZI              E se non vengo neppure, dopodomani in là?

CAPOSEZIONE   Tripla assenza arbitraria.

TERENZI               E se non vengo neppure dopodomani di dopodomani di dopodomani?

CAPOSEZIONE   Allora la costringeremo a venire in ufficio e la sua burbanza sarà rintuzzata.

TERENZI              E io scappo.

CAPOSEZIONE   E io la faccio fermare dall'usciere.

TERENZI              E io scappo dalla finestra.

CAPOSEZIONE    (con sarcasmo) Ah, ah! Si vuole buttare dal sesto piano?

TERENZI              Perché non potrei? Prendo tutte le carte veline dell'ufficio, le incollo per bene, faccio un paracadutino e mi butto dalia finestra.

CAPOSEZIONE   Basta!!! La richiamo all'ordine!

TERENZI               Ma scusi, è lei che non mi vuol fare scappare.

CAPOSEZIONE    Lei ha il dovere di proseguire nell'adempimento dei doveri d'ufficio,

finché non vengano accettare le sue dimissioni

TERENZI               Ma mi spieghi un po', ho rubato, ho rapinato, ho ammazzato qualcuno che devo restare qui come in galera?

CAPOSEZIONE    Lei andrà via quando sopraggiungerà il suo sostituto.

TERENZI              Già! lo ho trovato un altro lavoro, potrei cominciare in questi giorni e invece no, devo aspettare il sostituto.

Pausa. Il caposezione appare turbato e incuriosito.

CAPOSEZIONE   Posso conoscere il suo nuovo lavoro, se è lecito?

TERENZI              Una ditta, rappresentante di una ditta.

CAPOSEZIONE   Ci sono tante ditte.

TERENZI               Latticini.

CAPOSEZIONE   Alias "formaggi".

TERENZI               Va be', alias.

Pausa: il caposezione ha una smorfia di disgusto.

CAPOSEZIONE   E lei non hapensato al Ministero?

TERENZI              No... non so, quando ci dovevo pensare?

CAPOSEZIONE    Uno che è stato due anni, tre anni al Ministero, di colpo fa questo voltafaccia, sceglie i formaggini.

TERENZI              I soldi, dottore, la grana, lo stipendio non mi bastava.

CAPOSEZIONE    Ma lei non ha pensato che tra un po' di tempo poteva essere qualcuno nella carriera di concetto? Con gli scatti, le nuove leggi... poteva arrivare addirittura a dirigere una sezione come gruppo A... ma sì, perché no, lei è un ragazzo intelligente e se dà il prossimo concorso, pur senza laurea, con le agevolazioni concesse ai gruppi B in ruolo da almeno due anni, potrebbe farcela benissimo, e così diventeremmo colleghi, io e lei colleghi, come no... quale interno lei avrebbe molte possibilità di farcela, poi conosco io... non le prometto nulla, ma insomma avrebbe buone, che dico? ottime, possibilità...

TERENZI              La ringrazio dottore, ma io...

CAPOSEZIONE    Potremmo diventare colleghi, oddio, per allora spero di aver fatto pure io un po' di carriera, di essere diventato per lo meno capodivisione, ma intanto apparterremmo alla stessa categoria, saremmo già colleghi.

TERENZI               Dottore, ormai ho deciso; penso che anche lei se dovesse scegliere un lavoro che le piace di più e dove ci guadagna di più, non avrebbe dubbi.

CAPOSEZIONE    Non è vero, ci sono, delle soddisfazioni che non hanno prezzo, e quando su di lei si sarà addensato il peso crudele degli anni...

TERENZI              Per me il peso dell'ufficio pesa più di tutto.

CAPOSEZIONE    (improvvisamente umile) Comunque la prego Terenzi, lei la conosce meglio di me la situazione dei presente ufficio, basta una singola assenza e crolla tutto, siamo troppo pochi, la prego... cerchi di restare finché può.

TERENZI              Va bene... se è possibile.

Terenzi esce e raggiunge il suo posto, mentre il caposezione si mette a cancellare, con cura da scolaro, il foglio delle presenze.

MASSARA             (ripiega il giornale ridacchiando). Ah ah, il ragioniere è venuto tardi anche oggi; ci scommetto che ha preso la sbarra.  

TERENZI              Indovinato.

MASSARA             Quante ne ha già prese?  

TERENZI              Quarantacinque.    

MASSARA             lo una sola (risovvenendosi improvvisamente). Ah, ah, quarantacinque, è impossibile in un mese!

TERENZI              Comunque me ne infischio di tutte le sbarre, me ne vado, tanto.

MASSARA             E dove va?

TERENZI               Vado via, taglio la corda, do' le dimissioni e voi sgobbate, sgobbate, schiavi!

MASSARA             Ma allora come faccio per la schedina?

TERENZI              Mi telefoni in ditta.

MASSARA             In ditta?

// caposezione intanto ha finito di cancellare il foglio e lo guarda controluce, soddisfatto.

CAPOSEZIONE   Ecco qua; che lavoraccio m'è toccato fare, ero entrato con la sbarra nella casella di Martini, figuriamoci quello permaloso com'è... no no, così non si vede di certo... mi sentirà il caro Terenzi, se si presenta nuovamente in ritardo, altra sbarra e richiamo alla fine del mese.

Terenzi si alza dal suo posto e si avvicina alla dattilografa.

TERENZI              Giuggiola, giaggiolo, gengivite...

DATTILOGRAFA    Cretino.

TERENZI               Ma mi spieghi un poco, non ho capito bene, deve fare un provino per recitare in prosa o per entrare come presentatrice?

DATTILOGRAFA    Per ora come presentatrice.

TERENZI              Glielo dico perché deve stare attenta agli sbagli.

DATTILOGRAFA    In che senso?

TERENZI              Nel senso che se va a letto con il regista degli spettacoli di prosa e poi la prendono come presentatrice, ha fatto una fatica inutile.

DATTILOGRAFA    Quanto è fine, vero? E io che lo sto pure a sentire! (Riprende a battere a macchina).

TERENZI               Me ne vado, è finita per i nonni, la va a pochi... come si diceva sotto la naja.  

MARTINI                Mi scusi, lei sa già a chi ha affidato il suo carico il dottore?

TERENZI               Il dottore veramente non vorrebbe neppure farmi andar via; in ogni modo farò testamento e le mie pratiche le lascerò... a chi le lascerò... (Si guarda intorno). Al cavalier Massara!  

MASSARA             (dapprima sussulta spaventato, poi scoppia a ridere). Ah ah! Tanto tra poco vado in pensione!

TERENZI               Allora no, le lascio a Fisichella, a condizione però che rinunci alla tabella "elle".                           .

FISICHELLA        (cupo) C'è poco da sfottere.

MASSARA             A proposito, a proposito... mi sono ricordato una cosa... (si alza, prende le misure a occhio davanti a Martini, per poi rifiatargli sulla faccia) ora tu, Martini, mi devi dire la verità, si sente l'aglio?

MARTINI                Come?

MASSARA          L'aglio, l'aglio... mi piaceva tanto la pastasciutta aglio e olio e mia moglie non me la vuole più fare, perché dice che mi puzza il fiato anche il giorno dopo a tre metri di distanza, tu che ne dici, mi puzza?    

MARTINI                Ma che discorsi!

MASSARA             Senti, senti, dimmi la verità, ho il fiato che sa di aglio?

MARTINI                Che ne so... no, io almeno non sento niente.

MASSARA             Potrei ancora avvicinarmi.

MARTINI                Ti dico che non sento niente!!

MASSARA             Ci sarà un metro di distanza, no? Ora se non si sente a un metro, come fanno a sentirmi a tre metri... "Chissà cosa penserà di te il capo ufficio se ti puzza il fiato di aglio", dice mia moglie; ma io dico che non si è mai accorto di niente (ripete l’operazione precedente davanti a Fisichella). Tu che dici, Fisichella, si sente niente?

FISICHELLA        No.

MASSARA             Oh, avete visto! Ora vediamo cosa ne pensa lei signorina, senza complimenti, mi dica pure la verità... (si avvicina molto alla dattilografa).

DATTILOGRAFA    Lei ha detto a un metro, perché deve venire più vicino, stia a un metro come con gli altri!

MASSARA             (fa qualche passetto indietro). Va bene così? Senta (rifiata di nuovo).

DATTILOGRAFA    Sento puzza di tabacco.

MASSARA             Tabacco però, non aglio. Ed allora a lei ragionier Terenzi, mi scusi se l'ho lasciata per ultimo.

TERENZI              Veramente cavaliere mi sono quasi offeso; "Quando verrà da me?" pensavo, perché mi ha lasciato in fondo...

Massara esegue dopo aver calcolato la distanza e Terenzi, buffonescamente ed enfaticamente, si butta giù dalla sedia.

Aiuto... quell'aglio! Mi ha ucciso!

Massara lo guarda stupito, e così pure Martini e Fisichella, la dattilografa invece soffoca a stento le risate, finché Terenzi si alza, si dà una rassettata e torna nella posizione di prima, come niente fosse.

MASSARA             (ridendo rasserenato). Eh, eh, il ragioniere ha sempre voglia di scherzare.

TERENZI               A parte gli scherzi, cavaliere, lei non puzza affatto di aglio, puzza solo di vecchio, ma per questo non c'è niente da fare; comunque ora le rilascio una dichiarazione: (prende un foglio leggendo quanto scrive) "Il cavalier Giuseppe Massara può ingurgitare la pastasciutta aglio e olio, non producendo la suddetta pastasciutta conseguenze apprezzabili, per cui il cavaliere medesimo risulta innocuo a sé e agli altri" (consegna il foglio a Massara). Tenga, lo faccia vedere oggi stesso a sua moglie.

MASSARA             Eh, il ragioniere ha sempre voglia di scherzare.

MARTINI                Quaggiù mi sembra che avete tutti voglia di scherzare... (suona il campanello con rabbia).

MASSARA             Eh vedrai che ora ti rovini la carriera!

MARTINI                Che c'entra sempre la carriera!

TERENZI              Secondo me è la primavera che non fa lavorare.

DATTILOGRAFA    Vero? Anch'io ci ho pensato.

Entra un commesso con un grembiale grigiastro.    

COMMESSO        Chi m'ha chiamato?

MARTINI                Mi porti il quattromilaseicentoquattro.

DATTILOGRAFA    No, no!

MARTINI                Signorina, il lavoro è lavoro.

DATTILOGRAFA    Ma ora mi casca tutta la polvere in testa!

MARTINI                Non so che farci.

// commesso intanto ha perso una scala e si è arrampicato con rapidità per tirare fuori il fascicolo; cade una pioggia di polvere sulla dattilografa.

DATTILOGRAFA Ecco, avete visto... siete contenti ora? Mi sono tutta impolverata... (si spazzola rabbiosamente i capelli).

COMMESSO        (la guarda ammirato e un po' dispiaciuto di quanto è successo; parla con marcato accento romanesco) Ahò, nun lo so sti' fascicoli... più si smucinano e più aumenta la polvere; ce deve esse' quarcuno che la vie' a mette' de notte.

MARTINI                Avanti, mi porti questo fascicolo.

COMMESSO        Subbito.

Il commesso porta il fascicolo a Martini e Fisichella lo ferma con un gesto.     

FISICHELLA         A me porti il tremilacentouno.

Il commesso esegue, mentre, quasi fossero colti d una improvvisa smania, Martini e Fisichella intensificano le richieste, pronunciando solo i numeri e il commesso si precipita a prendere i fascicoli e a sbatterli sul tavolo dei due impiegati, sollevando un polverone che, mano a mano oscura tutta la scena, finché non si distingue quasi più niente.

DATTILOGRAFA    Basta! Basta! Non si respira più qui!

Lungo silenzio. La polvere si dirada lentamente e si scorgono Martini e Fisichella quasi nascosti dai fascicoli ammonticchiati sui loro tavoli.

TERENZI               Oh finalmente! Ci si rivede!

DATTILOGRAFA    Poi dite che mi vengono gli errori, non combino un corno in questo modo!

Entra la signorina del bar con la colazione per Martini. Fisichella e il cavalier Massara. Il commesso ne approfitta per uscire. Martini e Fisichella, con quasi assoluta sincronia di gesti, dopo aver messo i fascicoli da parte, cominciano a mangiare, mentre Massara osserva invece con diffidenza la propria colazione.

MASSARA             Signorina, oggi è arrivata in ritardo e non mi ha portato il cornetto.

SIGNORINA           Ha ragione cavaliere, ma erano esauriti i cornetti.

MASSARA             Esauriti, i cornetti esauriti. Com'è possibile?!

SIGNORINA           Non so, forse ne avranno fatti di meno stamane, o ci sono stati più clienti; che li hanno esauriti però glielo garantisco.

MASSARA             Strano, hanno esaurito i cornetti.

SIGNORINA           Del resto le ho portato il maritozzo.

MASSARA             Eh lo so, ma il maritozzo non è il cornetto. Altrimenti si chiamerebbe cornetto.

SIGNORINA           Se non le va il maritozzo, posso tornare giù a prendere delle paste.

MASSARA             Allora se può scendere giù invece delle paste mi porti il cornetto.

SIGNORINA           Cavaliere! i cornetti sono esauriti, come glielo devo dire?! Sono esauriti, finiti, non ci sono più!

MASSARA             Sono anni che mi porta il cornetto.

SIGNORINA           Beh, cavaliere io devo andare, ripasso più tardi a prendere i bicchieri.

MASSARA             Dove vuole andare signorina, resti qua...(allunga le mani per toccarla) resti ancora un poco...

La signorina gli sfugge ed esce.

TERENZI               Cavaliere, ma perché ci tiene tanto al cornetto?      

MASSARA             Ha visto, mi ha portato il maritozzo invece del cornetto.

TERENZI              Perché, c'è molta differenza?

MASSARA             Che dice, avrà detto la verità? Potrebbe essere anche uno scherzo, perdio, arrivo fino al capo del personale.

TERENZI               Ma chi vuole che le abbia fatto uno scherzo... piuttosto mi spieghi perché le piace tanto il cornetto.  

MASSARA             Ha visto com'è fatto il cornetto? Con due puntine più dure alle estremità... io stacco la prima puntina e la inzuppo nel cappuccino, poi stacco la seconda puntina e pure la inzuppo, per ammorbidirla anche lei, si capisce; poi prendo la parte di mezzo, che è più molle e dove c'è sempre un po’ di marmellata, e me la mangio cosi, asciutta, e infine mi bevo il resto del cappuccino... ma con questo maritozzo come faccio... (fa il gesto di scagliarlo via).

TERENZI              No no, fermo cavaliere, casomai lo mangio io.

MASSARA             Tenga, tenga il maritozzo, e pure il cappuccino (si alza e porta tutto a Terenzi) tanto ormai mi è passata la voglia; ma se so che è stato uno scherzo perdio...

Entra il caposezione nello stanzone degli impiegati. Ha un foglio in mano e si dirige deciso verso la dattilografa.

CAPOSEZIONE    Signorina, quanti anni sono che lavora in quest'ufficio?

DATTILOGRAFA    Due anni e mezzo.

CAPOSEZIONE    E quante volte ha scritto la sigla del nostro ufficio?

DATTILOGRAFA    Non so, come faccio a saperlo...

CAPOSEZIONE    Faccia il calcolo, tante lettere al giorno, sempre in via di approssimazione s'intende, e moltiplichi per i giorni...

TERENZI               Vado a prendere la calcolatrice?

DATTILOGRAFA    Non so, l'avrà scritta qualche migliaio di volte.

CAPOSEZIONE    Ecco, facciamo qualche migliaio di volte, per quanto non sarebbe inesatto parlare di qualche decina di migliaia di volte; pensi un poco, uno scrive per migliaia di volte UAS., UAS., UAS... Ufficio Assegni Speciali, Ufficio Assegni Speciali, Ufficio Assegni Speciali e poi...

DATTILOGRAFA    Poi?

CAPOSEZIONE   Sa come ha scritto questa volta?

DATTILOGRAFA    Oddio, come ho scritto?!

CAPOSEZIONE    U.S.A. (pausa) U.S.A. ha scritto. Magari fossimo gli Stati Uniti, saremmo un po' più organizzati.

DATTILOGRAFA    E va bene, ho invertito le lettere, può succedere; dia qua il foglio che cancello.

CAPOSEZIONE    Eh no! Eh no! Troppo facile sarebbe; lei vede che le lettere dell'UAS. sono tutte puntate, ora lo sa cosa succede se lei cancella la parola?... Che dove c'è il punto ci viene un buchetto, un buchetto piccolo quanto si vuole, ma c'è.

TERENZI              Dottore, ma vuole che il capo del personale si abbassi a guardare i buchetti?

CAPOSEZIONE    Lui no magari, ma saranno i suoi collaboratori; ne ha tanti di collaboratori, non è mica come me che devo fare tutto da solo.

DATTILOGRAFA Va bene, vuol dire che la riscrivo.

CAPOSEZIONE    Oh! Ha visto che ha capito? E anche lei Terenzi, collazioni meglio le pratiche prima di mandarmele per la firma, la pratica era la sua.

TERENZI              Un lapsus.

Il caposezione torna nella sua stanza, mentre la dattilografa sbuffa furiosamente.                          

DATTILOGRAFA Mi fa una rabbia che non ti dice subito come stanno le cose, quando deve fare un rimprovero, gira gira intorno...

TERENZI              E' il sistema delle "human relations."

DATTILOGRAFA Non vedo l'ora di finirla con questo mestiere cane, quando sarò ricca mi voglio fare un'automobile lunga di qui a là (picchia con rabbia sui tasti).

TERENZI               E quando sarà ricca?     

DATTILOGRAFA    Lo so io.                               

TERENZI              Beata lei che lo sa (sbadiglia rumorosamente).                           

MASSARA             Quando sarà ricca la signorina si dimenticherà di noi.

DATTILOGRAFA    Non è vero cavaliere, quando sarò ricca verrò a prenderla qui in ufficio, la sera sa, dopo lo straordinario, e andremo insieme a ballare nei locali di lusso.                                

TERENZI               Tutta vita, cavaliere!                              

MASSARA             Ballare, saranno trent'anni che non ballo più.

DATTILOGRAFA    Eh, se ballasse con me in poco tempo le farei riprendere il ritmo.

TERENZI              Perché non provate?     

MASSARA             lo ci sto, se la signorina è d'accordo...

MARTINI                Insomma, almeno un po’ di pudore!  

TERENZI              Perché pudore, mica ballano nudi.

MARTINI                Anche tu Fisichella, almeno di' qualcosa!

FISICHELLA         E che devo dire io? Sei tu che hai raggiunto la tabella "elle" e sei superiore in grado.                 

MARTINI                Che c'entra la tabella "elle"?

FISICHELLA         Voi trentanovisti prima volete la tabella "elle" poi però non volete le responsabilità.         

MARTINI                Se vuoi saperlo noi trentanovisti la tabella "elle" l'abbiamo raggiunta per merito.       

FISICHELLA         Ah, perché c'è un merito per la tabella "elle".                           

MARTINI                Certo, merito comparato, se non ti fa schifo.

FISICHELLA        Merito comparato... merito del compare vorrai dire.

MARTINI                Dillo almeno che la tabella "elle" ti è rimasta in gola, sempre.

FISICHELLA         lo della tabella "elle"... (quasi scoppia a piangere)

TERENZI               Alt! Fatelo voi l'accompagnamento al ballo del cavaliere: tango, maestro... “ta-bel-la el-le, ta-bel-la el-le, ta-bel-la...” (accenna sul motivo di un tango celebre).

MARTINI                Lei Terenzi la finisca di fare il buffone, e tu, Massara, se non ti metti a lavorare lo vado a dire al caposezione.

MASSARA             Eh per un attimo di riposo!

MARTINI                Quale riposo, è da stamattina che non stai facendo niente.

MASSARA             Eh mamma mia, vedrai che ti rovini la carriera.

MARTINI                lo me ne infischierei se non dovessi subirne personalmente le conseguenze. Lo sai che la Sicilia dovrebbe essere tua, lo sai?

MASSARA             Se il dottore non me l'ha data è segno che ha ritenuto opportuno così.

MARTINI                Tu non ti ricordi, ma dieci anni fa, quando cominciò la divisione del lavoro in regioni, la Sicilia la dette a te, poi siccome eri sempre a lamentarti o non lavoravi abbastanza... allora m'è toccata a me, belle soddisfazioni!

MASSARA             Del resto io devo andare in pensione tra poco, non ce la faccio più col carico, l'ho detto al dottore, e se del caso andrò pure dal capo del personale. Ci sono quelli della mia età che stanno tutto il giorno a leggere il giornale o a fare le schedine, e io invece...

MARTINI                Che c'entra questo...

MASSARA             E poi del resto mi mancano i fascicoli per lavorare.

MARTINI                Se è per questo non ti devi preoccupare... (suona il campanello) c'è il commesso apposta.

MASSARA             Che ti credi, lo potevo chiamare anch'io.

MARTINI                Sì, ma siccome non ti decidevi.

Fisichella sbuffa.

Non ti preoccupare, ora stiamo zitti.

Entra il commesso.

Senta cosa desidera il cavalier Massara.

COMMESSO        (rivolto a Massara.) Che vòle cavalie'?

MASSARA             Mi porti il cinquemilatrecentoquarantuno.

COMMESSO        Mannaggia la miseria.

Pausa.

MARTINI                Beh, che aspetta a portarglielo?

COMMESSO         Proprio quello devo da porta'?

MASSARA             Allora mi può portare...

MARTINI                Ha sentito?! Gli porti il numero richiesto, mica possiamo sceglierlo a casaccio, dipende dalla pratica da trattare.

COMMESSO         Va be', perché sta proprio su eh, proprio su in cima.

// commesso si arrampica sulla scala faticando a raggiungere il fascicolo che si trova sotto il soffitto. Discende soffiando e un po' per la rabbia della complicata manovra, un po' per la stanchezza derivatane, lascia cadere il fascicolo, con violenza, sul tavolo di Massara. Immediatamente, al colpo del fascicolo, segue una nuvola di polvere, come per un'esplosione.

MASSARA             Quanta polvere! (Starnutisce tre volte, poi comincia a tossire.)

DATTILOGRAFA    Oddio, cosa gli è preso?     

Massara tossisce sempre, Interrompendosi appena a riprender fiato.

TERENZI              Cavaliere, provi a guardare l'uccellino.

DATTILOGRAFA    Respiri profondamente, respiri profondamente...

Massara sembra non vedere e non sentire nessuno, squassato dai convulsi accessi. Entra il caposezione richiamato dai colpi di tosse.

                            

CAPOSEZIONE   Che è successo?

MARTINI                E' mezz'ora che si è messo a tossire, non si può neppure lavorare così.

TERENZI               Ma che è proibito pure tossire?

Entra Ilaria e si mette dapprima a ridere, poi osserva Massara incuriosita.               

ILARIA                    Bisognerebbe mettergli spavento...

CAPOSEZIONE    Macché, macché, tra poco sarà finito tutto... lavorate, lavorate voi, non perdiamo tempo...

ILARIA                    Per me bisognerebbe mettergli spavento. (Esce)

Il caposezione rientra nella sua stanza. Massara tossisce ancora un poco mentre gli altri lo guardano sempre più stupiti, finché, dopo un sussulto violentissimo; si abbatte di schianto con la testa sul tavolo e le braccia raccolte come se dormisse. Lunga pausa terrorizzata.                          

DATTILOGRAFA    Mamma mia, che sarà successo?

TERENZI              E' strano, così all'improvviso.

Terenzi si alza dal suo posto e va ad esaminare Massara da vicino.

TERENZI              Boooooh... non sarà mica morto?

La dattilografa dà un urlo ed esce precipitosamente. Pausa. Fisichella, non vedendo la dattilografa, prende un foglio e va a bat­terio a macchina lui stesso. Per qualche attimo si sente solo il ticchettio stentato di Fisichella.

Bisognerebbe avvertire il caposezione.

MARTINI               lo non ci vado, ci va chi l'ha visto prima.

TERENZI               Ancora stiamo a fare queste distinzioni!

Pausa. Fisichella batte ancora a macchina, come non si fosse accorto di nulla. Entra il caposezione.

CAPOSEZIONE    Martini, per quella famosa pratica, famosa e annosa pratica di Tavolaro... (si ferma scoprendo il corpo di Massara abbattuto sul tavolo)Ma che, si è addormentato?!

TERENZI              Ho paura che sia morto, dottore.

CAPOSEZIONE   Morto?! Qui in ufficio?!

TERENZI              Bisognerà fare qualcosa comunque.

CAPOSEZIONE    Calma, prima cosa calma; valutiamo la situazione in tutte le sue sfumature.

MARTINI                Si potrebbe chiamare il medico.

CAPOSEZIONE    Ecco, il medico, giusto il medico volevo chiamare, telefoniamo al medico del nostro ambulatorio, così la cosa rimane nell'ambito, non vorrei uscisse fuori qualche grana. E voi state calmi ai vostri posti, non toccate il cavaliere per nessuna ragione (torna nella sua

stanza e afferra il telefono)Ecco qua, il numero dell'ambulatorio... mettiamoci  subito con le spalle al muro... (fa il numero) Pronto? Ambulatorio del Ministero? Sono il dottor Altamura, funzionario della carriera direttiva, caposezione e direttore dell'UAS. Ufficio Assegni Speciali... datemi il medico principale...  fuori posto, anche lui? e va bene, ve lo dico a voi, comunque, prendete appunti se lo ritenete opportuno: dunque, nel nostro ufficio dobbiamo registrare un increscioso caso di avvenuto decesso, presumibile decesso diciamo, per questo si ritiene indispensabile l'intervento del medico... come, dove stiamo? Lo conoscono tutti il nostro ufficio...  si sale con l'ascensore fino all'ultimo piano, poi appena scesi si procede per un corridoio lunghissimo e buio, anzi attenzione perché non pochi vi hanno inciampato... poi si trova un cartello...no, non c'è scritto il nome del nostro ufficio... ma di un altro, comunque può servire benissimo da riferimento, eh! mi lasci concludere! Si va ancora avanti fino a una specie di salottino... poi ancora a destra, a sinistra... come? Sì, fate come ritenete più opportuno... Va bene allora, appena usciti dall'ascensore domandatelo al primo commesso che incontrate... ma presto, mi raccomando! (Riabbassa il ricevitore) "Intelligenti pauca," ah sì è proprio il caso di dirlo...(esce dalla sua stanza e si reca nello stanzone degli impiegati.) Allora, come sta il cavaliere?

TERENZI              Dottore, non può mica risuscitare se è morto.

CAPOSEZIONE    Se è morto lo deve dire l'organo competente, per noi è un corpo disteso sul tavolo che non produce per l'Amministrazione, questo è il fatto che si evidenzia. Bisogna essere razionalisti, cari ragazzi.

MARTINI                Per assicurarsi se è morto bisognerebbe...                                               

CAPOSEZIONE   Niente, non bisognerebbe niente. Finché non arriva il dottore non dobbiamo toccarlo, ignoriamo le possibili conseguenze di un simile gesto; potrebbero-dire: "Ma voi con quale competenza l'avete toccato; dovevate lasciarlo come stava"... e di qui seccature, interrogatori e grane, grane a non finire... ma la dattilografa dov'è andata?

TERENZI               Appena si è accorta di Massara è uscita fuori; devo richiamarla?           

CAPOSEZIONE (pensieroso) Certo qualora si trattasse di cadavere andrebbe coperto, è la prassi. Terenzi, nell'ultimo cassetto della mia scrivania ci deve essere un manifesto, sa di quei manifesti grossi della filodrammatica del nostro dopolavoro, dovevo metterlo in ufficio, ma me ne dimenticai a suo tempo; comunque l'avevo tenuto da parte, vedete, tutto serve un giorno o l'altro.

Terenzi va a prendere il manifesto. Il caposezione, come colto da un sospetto improvviso, lo segue con lo sguardo.

(Ponendo il manifesto sul corpo di Massara)Mi sembra che faccia proprio alla bisogna, ecco qua... così, oltretutto la signorina non si impressiona, sennò quella non mi fa niente per tutta la mattinata... (osserva compiaciuto il lavoro eseguito) è strano però, è la prima volta che assisto a un decesso verificatosi in locali di ufficio, e sì che ne ho di anni di servizio alle spalle... proprio non riesco a' ricordare i precedenti in proposito; ma come è successo?

MARTINI                Dopo aver preso il cappuccino si voleva mettere a lavorare, anzi io glielo avevo già detto da prima di lavorare... ha chiesto un fascicolo e la polvere...

CAPOSEZIONE    Vi avevo detto che non mi piace che facciate venire la colazione su in ufficio; acquistate una pagnottella, un frutto, portatevi la colazione da casa magari, o fate un salto al Bar del Ministero, previo permesso, s'intende... Mi è sempre seccata la colazione in ufficio, occhi estranei che possono prendere visione delle pratiche...

MARTINI                Per la verità è stata la polvere che gli ha fatto male.

CAPOSEZIONE    La polvere? Eh già, la polvere, anche questo è d'uopo far presente al signor capo del personale, una volta o l'altra; sarebbe auspicabile, indispensabile direi, uno schedario moderno, di quelli tutti in acciaio, come ne ho visto l'altro giorno da un mio collega.

Entra la signorina del bar conun cornetto incartato.

     

SIGNORINA           Cavaliere, le ho portato il cornetto.

CAPOSEZIONE    Purtroppo, paventiamo che difficilmente il cavaliere potrà usufruirne.

La signorina sembra capire. Raccoglie rapidamente i bicchieri sui tavoli di Martini e Fisichella, si ferma davanti a Massara, lascia cadere i due bicchieri e fugge.Pausa.

Bah, povero Massara, stava per andare in pensione...

MARTINI                Dottore, quanto avrebbe dovuto prendere di buonuscita?

CAPOSEZIONE    Parecchiuccio, parecchiuccio davvero. Mi faccia fare il calcolo mentalmente... vediamo, ottavo C, tanti anni di servizio eh un milioncino e mezzo forse... Chissà come gli sarebbe dispiaciuto rinunciare alla buonuscita, purtroppo... beh, niente da scoraggiarsi comunque, finché non perviene il medico e ne constata il decesso il cavaliere Massara è ancora in forza al nostro ufficio, Ufficio Assegni Speciali, ma certo.

Entra Ilaria e vedendo il corpo di Massara sotto il manifesto scoppia a ridere.

ILARIA                    Ah ah, avete fatto uno scherzo al cavaliere, così quando si sveglia si trova sotto il manifesto...

CAPOSEZIONE    Ilaria, le faccio notare che le circostanze non sono di tal genere da incoraggiare l'ilarità... e scusate il bisticcio.

Lunga pausa. Ilaria si avvicina a Massara con movimenti furtivi e un pò goffi, da animale.

ILARIA                    Ma che è morto?

CAPOSEZIONE    Ufficialmente no. Abbiamo fondati motivi per crederlo, comunque.

ILARIA                    Allora io me ne vado dottò, io mi impressiono troppo.

CAPOSEZIONE   Ma dove va?

ILARIA                    A casa, io in un ufficio dove ci sta un morto non ci posso restare.

CAPOSEZIONE    Prima di tutto lei non si trova nel locale dove risiede il morto "strictu sensu," lei deve stare nell'anticamera.

ILARIA                    Sì, ma quando mi chiamano devo venire qui.

CAPOSEZIONE    Lei mi fa il santo piacere di permanere nell'anticamera, a disposizione come è suo dovere.      

ILARIA                    Ah mi dispiace dottò, ma io me ne vado; ci ho la pressione alta, che si crede.

CAPOSEZIONE    Posso indulgere, momentaneamente, esca un momento a prendere una boccata d'aria sul terrazzo e poi torni a disposizione.

ILARIA                    Quale boccata d'aria, io me ne vado dottò!                     

CAPOSEZIONE    Lei mi fa il sacrosanto piacere di restarsene a disposizione nell'anticamera!         

ILARIA                    E che so' scema! (con un cenno che non ammette repliche) Arrivederla dottò! (esce)

CAPOSEZIONE    Questa volta le faccio rapporto, quanto è vero Iddio.

Pausa. Il caposezione passeggia in su e in giù, particolarmente cogitabondo.                            

Che carico aveva Massara?

MARTINI                Calabria, Puglie e Lucania; aveva anche la Sicilia, ma poi lei dottore la passò a me.      

CAPOSEZIONE    Lei Fisichella, che ne pensa della Calabria e delle Puglie?

FISICHELLA         La Calabria forse sì.

CAPOSEZIONE    Le Puglie a lei Martini, allora.

MARTINI                Dottore, io sono già oberato.

CAPOSEZIONE    Oberato oberato... oberato! Ma certo, chi non è oberato in quest'ufficio, io sono oberato, lei e oberato, Fisichella, è oberato...

TERENZI               Io "ero" oberato, perché si ricordi dottore che do le dimissioni.

CAPOSEZIONE    Ma mettetevi un po' nei miei panni, che cosa dovrei fare, ditelo voi, vi chiamo democraticamente a consulto. Il personale dovrebbe essere il doppio, il triplo anzi in quest'ufficio, voi lo avete vissuto con me l'angoscioso travaglio.

MARTINI                Forse dottore, se avesse fatto rilevare subito la situazione al signor capo del personale...

CAPOSEZIONE    Già, ma anch'io ho le mie esigenze da salvaguardare, una carriera importante da tutelare; ammetterete che non potevo andare tutti i giorni dal capo del personale a chiedere nuove unità. lo lo so come sono fatti questi capoccioni, meno si scocciano e meglio è. Sì, lì per lì ti stanno a sentire, fanno vedere che si immedesimano... poi, in sede di promozioni: "ma chi è quell'Altamura, ah quel rompiscatole che ogni poco si presentava a chiede­re, a impetrare nuovo personale, segno che non era in grado di svolgere i suoi compiti con il personale di cui era dotato, indietro, indietro allora (fa gesti recisi con le mani) lo promuoveremola prossima volta".      

MARTINI                Dottore, ma ora almeno con il fatto di Massara e di Terenzi che deve dare le dimissioni sarebbe più giustificata una richiesta di personale.

CAPOSEZIONE    Non è inesatta, non è inesatta la sua osservazione. E' indubbbio che allo stato dei fatti avremmo validi motivi a sostegno di un'azione eventuale.

MARTINI                Anzi, se non diciamo niente neppure ora, il capo del personale si potrebbe pure arrabbiare.

CAPOSEZIONE    Eh già, perché lui potrebbe obiettare: "ma voi avevate il dovere di prospettarmi lo stato di fatto," non è inesatto, non è inesatto quello che mi ha fatto notare Martini... anzi, bisognerebbe compilare un bel promemoria, un bel rapporto elaborato al signor capo del personale, ma svelti eh, a tambur battente, magari Martini conferirei a lei il compito di consegnarlo "brevi manu" al capo del personale in persona... in due minuti lo facciamo battere a macchina... ma dov'è la dattilografa... ah già, è uscita, Terenzi la vada a chiamare lei, mi faccia il piacere, la cosa riveste una certa urgenza.

Terenzi esce; il caposezione sì mette a girare per la stanza come se inseguisse con lo sguardo qualcosa di visibile.

In questo promemoria ci mettiamo tutto, a partire dalla morte di Massara. (con un'involontaria punta di rincrescimento)Già, ma sarà morto davvero Massara?

MARTINI                Potremmo dire comunque che non è più adatto al lavoro...      

CAPOSEZIONE    In che senso?

MARTINI                Nel senso che se le condizioni di salute non gli permettono di assolvere le sue funzioni, deve essere sostituito.

CAPOSEZIONE    E certo! La sostituzione si impone comunque; gli direi al capo del personale: "mi scusi dottore, mica posso tenere in ufficio un individuo che ogni poco, patatrac! crolla giù come una pera cotta"... per quanto bisogna riconoscere che con la morte effettiva la cosa acquisterebbe maggior risalto... d'altro canto, se tra un quarto d'ora Massara non dà segni di vita lo possiamo considerare morto, che ne dite voi?

MARTINI                lo penso che in ogni modo il capo del personale andrebbe avvertito.

CAPOSEZIONE    Opino anch'io, è;vero.... così cogliamo il destro per portare alla ribalta tutti i nostri problemi,(appare animato da un entusiasmo irrefrenabile)forse questo è proprio un segno della Provvidenza che non ha voluto abbandonare il nostro ufficio, e devo ringraziarla formalmente Martini per le delucidazioni fornitemi, a volte ci sono delle soluzioni che ad una persona, pure intelligente, non vengono in mente...

MARTINI                lo faccio quanto è in mio potere...

CAPOSEZIONE    E bravo Martini, (fa quasi per abbracciarlo) la voglio nominare mio braccio destro, sul campo! Ma via, al lavoro, stamane tra una sciocchezza e l'altra abbiamo perso un sacco di tempo ed io non ho neppure,avuto la possibilità di esaminare la posta in arrivo... Martini, mi avverta, appena arriva la dattilografa, così dettiamo subito quel pro-memoria.     

Ognuno torna al proprio posto; il caposezione comincia a scorrere la corrispondenza. Martini e Fisichella si mettono a lavorare con impegno.

FISICHELLA         Senti un po' Martini, ma ora la roba di Massara chi se la prende?

MARTINI                Quale roba?

FISICHELLA         Ci ha un tampone per timbri nuovo, alcuni timbri nuovi meglio dei nostri, e quel calendario da tavolo, ti ricordi, ci mettemmo d'accordo di darlo a lui perché era il più vecchio e ci teneva... e poi mi pare anche diversa cancelleria, matite, le biro rosse che non si trovano più, e poi quei fogli celestini in carta velina che fanno tanto comodo e che non ci hanno più mandato.

MARTINI                Che vuoi che ne sappia io a chi tocca la roba... probabilmente chi prende le sue pratiche prende pure la roba.

FISICHELLA         Allora se io prendo la Calabria mi dovrebbe toccare pure il tampone, i timbri nuovi, il calendario da tavolo, i fogli celestini...

MARTINI                Piano, piano... quante cose vuoi per la Calabria... e poi bisogna sempre aspettare il medico.

FISICHELLA         Perché, a lui, che bisogna dargli?

MARTINI                Sì... gli diamo il tampone per timbri! Che hai capito?! Il medico deve solo constatare il decesso... (osservando una pratica) Accidenti, devo conferire!

Martini va dal caposezione, che proprio in quel momento sta esaminando con attenzione e disappunto una lettera.

CAPOSEZIONE   E bravo Martini, "lupus in fabula".

Pausa.

                                          

MARTINI                Veramente non so in cosa posso aver errato.                      .

CAPOSEZIONE    No no, non ha errato affatto. L'ha azzeccata anzi. Non stava bene, vero, alle mie dipendenze?             

MARTINI.               Su di lei magari non c'era niente da dire. 

CAPOSEZIONE    Sull'ufficio sì però, eh?

MARTINI                Veramente qui il lavoro è molto e non dà soddisfazioni. 

CAPOSEZIONE    Ed essendoci da dire sull'ufficio c'è da dire anche su di me, che sono parte integrante e, modestamente, preminente di esso.

MARTINI                Che c'entra questo...

CAPOSEZIONE    Non sapevo che lei fosse tanto raccomandato. E bravo Martini, lo nomino braccio destro e lui, zitto zitto e buono buono, intanto si fa gli affari suoi. Lei immagina, vero, di cosa sto parlando?

MARTINI                Credo di immaginarlo.

CAPOSEZIONE    E così ha ottenuto il trasferimento; presumo agognato da lungo tempo, anche se lei ha fatto di tutto per nascondermi le sue intenzioni. Capirà, la lettera è firmata dal sottosegretario del Ministro. Possiamo sottrarci ai "desiderata" del sottosegretario del Ministro? (aspetta la risposta) Mi risponda, possiamo sottrarci ai "desiderata" del sottosegretario del Ministro?

MARTINI                Non so... sì, possiamo sottrarci.

CAPOSEZIONE No invece. Non possiamo sottrarci ai "desiderata" del sottosegretario del Ministro.

MARTINI                Come dice lei.

CAPOSEZIONE    Lei io sa meglio di me, non possiamo sottrarci ai "desiderata" del sottosegretario del Ministro.

MARTINI                Va bene dottore, mi scusi, io avevo risposto così, senza pensarci.

CAPOSEZIONE    Ma quello che soprattutto mi ha ferito, sì, ferito proprio, è che lei non ha ritenuto necessario farmi partecipe delle sue intenzioni. 

MARTINI                Dottore, se glielo avessi detto lei si sarebbe inquietato.

CAPOSEZIONE    Non è inesatto, non è inesatto che mi sarei inquietato; contento non potevo essere dopo dieci anni che lavoriamo insieme; mi sembra con un certo accordo, o sbaglio?

MARTINI                No, no, l'accordo c'è sempre stato.

CAPOSEZIONE    Mi deve rispondere sinceramente: le ho fatto pesare la distanza gerarchica che ci separa o l'ho trattata piuttosto come un collega e un amico?

MARTINI No, per quello...

CAPOSEZIONE    Dica, dica, dia una risposta, qualsiasi risposta.

MARTINI                No, per la verità...

CAPOSEZIONE    Risponda, risponda specificamente a quanto le ho chiesto, la prego.

MARTINI                (riluttante) Beh, sì, mi ha trattato come un collega e un amico.

CAPOSEZIONE    E ad uno che ci ha trattato come un collega e un amico si fa questo scherzo; di punto in bianco si dice: "arrivederci, tanti saluti, ho trovato un posto migliore e me ne vado".

MARTINI                Dottore, il fatto è che nell'ufficio in cui  andrò ci sono più possibilità di guadagnare, le missioni, i premi speciali...

CAPOSEZIONE    Ah, se la mettiamo su questo piano allora mi inchino. Mi inchino dinanzi alla potenza bieca del denaro, anche se confidavo che certi impulsi ideali avessero ancora presa su noi della vecchia generazione; certo è pur vero, questo è un ufficio dove si prende solo lo stipendio e si lavora indefessamente, ah guardi, non mi prenda per un idealista allo stato puro, non è che non condivida, sia pure in linea teorica, le sue considerazioni.

MARTINI                Poi c'è il fatto, dottore, che da un po' di tempo in quest'ufficio si lavorava troppo.

CAPOSEZIONE   Ecco vede, questo mi fa specie a sentirmelo dire da lei che non mi è mai apparso impiegato timoroso del lavoro, anzi, l'ho sempre ritenuta di una buona volontà superiore alla media, il che non ho mancato di segnalare nelle apposite note di qualifica.

MARTINI                 (sbotta improvvisamente) Se lo vuol proprio sapere me ne vado via anche per questo, se nelle note di qualifica mi avesse trattato un po' meglio, forse ci sarei pure restato.

CAPOSEZIONE    Qui Martini lei ha preso un abbaglio, o è stato inadeguatamente informato, a quanto rammento le ho dato il massimo pure nelle crocette.

MARTINI                Giusto le crocette; non quest'anno, ma due anni fa ho saputo che mi ha messo due crocette in meno che a Fisichella.

CAPOSEZIONE    Non rammento con esattezza, può darsi che sia pure in misura infinitesimale abbia ritenuto Fisichella ancor più meritevole...

Martini esce dissimulando a malapena il suo turbamento, e per qualche secondo tenta invano di rimettersi al lavoro.

Le crocette, le crocette... eh sì, può essere, d'altro canto bisogna pur fare una graduatoria e lo zelo assolutamente eccezionale di Fisichella, merita pure uno speciale riconoscimento... (sospira) Bah, valli a contentare tutti quanti. (Pausa) Ah, ma ora mi sente il signor capo del personale, voglio vedere se con un decesso, un trasferimento e una dimissione, ha ancora il coraggio di negarmi nuove unità... quasi quasi gli telefono subito...

(prende il ricevitore e lo riabbassa immediatamente, terrorizzato) No no, che faccio... sono matto forse, che sciocchezza stavo per fare; così quello mi stanga! (Ancora in preda all'agitazione cava fuori dal taschino un fazzoletto bianchissimo e se lo passa più volte sul viso) Bisogna avere ben chiaro quello che si vuol dire, poche parole, niente pappardelle di discorsi, sintetico e rapido, ma ci deve essere tutto, ora butto giù il discorsetto...

// caposezione scrive alcune cose, poi strappa il foglio, infine riscrive, sempre insoddisfatto. Ai loro posti intanto Martini e Fisichella lavorano intensamente. Passano così alcuni minuti, finché entra Terenzi con la dattilografa.

TERENZI               Ma ancora non l'hanno portato via?!

MARTINI                Se non è venuto il medico, come si faceva?

DATTILOGRAFA    AIIora io me ne vado.

TERENZI               Uffa! Aspetti almeno un secondo, che vado ad avvertire il caposezione.

Terenzi bussa alla stanza del caposezione ed entra senza aspettare risposta.

Dottore, le ho portato la dattilografa.

CAPOSEZIONE    Ah, benissimo, andiamo, non ho ancora finito ma intanto può cominciare a battere. (entra con Terenzi nello stanzone degli impiegati)

DATTILOGRAFA    Dottore, io non scriverò neppure una riga finché non portano via il cavaliere.

CAPOSEZIONE    Ma benedetta figliola, aspettiamo il medico, l'abbiamo detto, no? Del resto a lei che interessa del cavaliere, non vede che c'è il manifesto che lo copre?

DATTILOGRAFA    Io non batto neppure una riga.

CAPOSEZIONE    E se provassimo a spostare la macchina? In modo che il cavaliere esca dalla visuale...

DATTILOGRAFA    Non si può, c'è una sola presa d'elettricità.

CAPOSEZIONE    Ah già, maledizione, la macchina va a elettricità, ecco i benefizi del progresso! Prima c'erano quelle macchinette, titic-titoc, andavano piano, ma almeno si potevano strapazzare e si portavano dappertutto... ma lei signorina, mi spieghi perché le produce un siffatto turbamentoil povero cavaliere.

DATTILOGRAFA    Mi vede le gambe.

CAPOSEZIONE    Le gambe? Impossibile; vada vada al suo posto, facciamo un esperimento, non abbia paura, in via sperimentale.

La dattilografa, lentamente, si mette a sedere al suo posto, aggiustandosi bene la gonna. Il caposezione si abbassa fino al volto di Massara e occhieggia verso la dattilografa.

Non può vedere, le assicuro che non può vedere.

DATTILOGRAFA    A me invece mi pare proprio che mi stia guardando.

CAPOSEZIONE    Oh, benedettissimo Iddio! Anche questa ci voleva, quasi quasi me lo batto da me... uno di voi non se la sentirebbe di battere a macchina il promemoria, lei Terenzi?

TERENZI               Si può provare, ma poi non si arrabbi se la "q" mi viene sopra la "a," c'è una battuta difettosa, solo la dattilografa ci riesce.

CAPOSEZIONE    Va bene, va bene ho capito, vi ringrazio del vostro aiuto... (si avvia verso la sua stanza, e prima di entrarvi ha un gesto di melodrammatica esasperazione) Mi avete tutti tradito! Ma non importa, combatterò da solo!

TERENZI               Però anche lei signorina...

DATTILOGRAFA    lo mi sono stufata, se lo volete sapere. (esce)

Il caposezione nella sua stanza appare innervosito e indeciso. Afferra più volte il ricevitore e lo riabbassa, senza fare il numero, infine si decide.

CAPOSEZIONE Pronto? Segretaria del capo del personale? Io sono il dottor Alta... prego? E' lei il capo del personale? Mi scusi dottore, commendatore... non volevo disturbarla, volevo solo ottenere un abboccamento attraverso la di lei segreteria... Prego? Sì, sono il direttore dell'Ufficio Assegni Speciali, nella mia qualità di caposezione e... no, non dipendiamo da nessun ufficio, da nessun servizio, siamo autonomi per così dire... le ho telefonato, e mi scuso di nuovo, per renderle presente la situazione precaria del nostro ufficio, venutasi a verificare per una serie di circo stanze, alcune delle quali, indubbiamente, incresciose... sì, si dottore, sintetizzo, nella mattinata ho avuto: una dimissione, un decesso e un trasferimento (pausa.) Sì, tutte queste circostanze, come ho sopra accennato si sona verificate nel corso della mattinata stessa e hanno aggravato la situazione del personale, già di per sé deficitaria... le basti sapere dottore, che ancora stiamo pagando le conseguenze di quella epidemia di influenza scoppiata qualche anno fa e che colpì gran parte del personale di questo Ministero... quell'influenza cosiddetta "asiatica"... dica... la denominazione esatta sarebbe Ufficio Assegni Speciali, istituito e così denominato dal vecchio capo del personale suo predecessore, il compianto commendator De Michelis... sì, ah sì, le funzioni consistono nell'esame e nel controllo degli assegni concessi con la 309, la legge 31 maggio 1905... sì, abbiamo avuto sempre questa legge come esclusiva ispiratrice... come? Come? Ma certo, benissimo, lei ci vuole troppo onorare... non ne siamo degni... saremmo onoratissimi di una sua visita, questo pomeriggio stesso? Ma bene, benissimo, provvederò acché non manchi nessuno dei miei impiegati, sì, tanto devono venire a fare lo straordinario, stia...

(si capisce che dall'altra parte il capo del personale ha riattaccato; il caposezione scuote il ricevitore come per far cadere la voce, poi lo riabbassadi colpo) Incredibile ma vero. (si precipita nella stanza degli impiegati)

 Ragazzi vi annuncio una grande notizia: il capo del personale ci onorerà di una visita, questa sera stessa.

TERENZI               Accidenti, allora bisognerà andare a comprare le paste.

CAPOSEZIONE    Perciò mi raccomando a voi: contegno, disciplina, distinzione e... e abbigliamento, certo, anche l'abbigliamento ha la sua importanza, lei per esempio Terenzi una volta tanto metta una bella camicia, una bella cravatta e una giacca...

TERENZI               Così dopo chiamano dottore anche me.

CAPOSEZIONE    Piuttosto di portare la solita maglia da scaricatore di porto, che non le si confà e non è neppure conforme al decoro delle funzioni, come del resto ho già avuto modo di farle notare... e lei, lei Martini, dimentichiamo il lieve screzio precedente, vuole? Poi "inter nos" le spiegherò tutto su quell'affare delle crocette... (gli dà la mano e Martini la stringe più che altro sorpreso) si metta un bel vestito stasera, quantunque questo non sarebbe poi da disprezzare... (osserva il bavero della giacchetta di Martini.) Eh eh eh! Qui c'è una patacchetta, il vestito non sarebbe male ma qui c'è una patacchetta, e invece bisogna essere inappuntabili, il prestigio dell'impiegato statale si appalesa anche da queste cose.

MARTINI                Potrei mettermi il vestito del matrimonio.

CAPOSEZIONE    (ride divertito ed eccitato come un ragazzo)Ci ha ancora il vestito del matrimonio e le sta ancora bene? Ah Martini, Martini... (lo minaccia scherzosamente) piuttosto non mi faccia il torto di non venire stasera, col fatto che lo straordinario è pur sempre facoltativo.

MARTINI                lo almeno le garantisco la mia venuta.

CAPOSEZIONE    Oh ecco, ci siamo subito capiti; sapevo che avrei potuto contare ciecamente su di lei. E anche lei Fisichella, la prego, si mostri all'altezza della eccezionale circostanza, va bene lo zelo, la costanza, l'impegno, ma ci sono delle occasioni in cui un po' di brio, di vitalità, di allegria... (arriva a fare ganascino a Fisichella che lo guarda stupito) un po' di verve insomma, non guasta mai.

Il caposezione gira per la stanza in silenzio, preso da una auten­tica ebbrezza.

Ah gliele dirò io diverse cosette al signor capo del personale, mi dovrà stare a sentire per forza, e dove scappa?! Potremo avere finalmente uno schedario moderno, tutto d'acciaio, via questa polvere indecente... so io che discorsetti fargli... eh il capo del personale! L'ultima volta che l'ho visto è stato l'anno scorso al convegno dei funzionari, me lo presentarono.era in vena quel giorno, mi disse: "Ah lei è Altamura, mica quello dei formaggini?" "Magari dottore," risposi io subito; si fece una risata... eh, è ancora un bell'uomo, li porta bene i suoi anni, altro che... sa anche scherzare, quando è il caso; però è implacabile eh,non ammette errori... (queste ultime parole sono pronunciate con una sfumatura di preoccupazione, si gira intorno pensieroso, si fissa su Massara ed esplode in un urlo) Ah, e il morto?!!!

TERENZI               Dottore, l'ha detto lei di aspettare il medico.                                    

CAPOSEZIONE    Via via via! Bisogna subito farlo portare via, e che siamo matti, questo pomeriggio arriva il capo dei personale e noi lo teniamo ancora qui, bella figura davvero... (corre nella sua stanza e si attacca al telefono.) Ora mi sentono quelli dell'ambulatorio, ora li sistemo io... (fa il numero più volte ) niente, ancora occupato (torna nello stanzone degli impiegati) sempre e sempiternamente occupato.        

TERENZI               Per forza, lì vicino ci sono le signorine del centro meccanografico ed è un continuo andirivieni di persone che vanno a telefonare.                   

CAPOSEZIONE    Ah, allora tutto si spiega, ciu-ciu-ciù, ciu-ciu-ciù, ciu-ciu-ciù, me le immagino quelle pettegole al telefono; sentite cosa vi dico: se lo Stato potesse far pagare una percentuale anche piccolissima per tutte le telefonate eseguite in ufficio per motivi personali, non ci sarebbe da rompersi la testa col bilancio, per dare gli aumenti agli statali.

TERENZI               Già, ma se le telefonate le pagassero chi ci proverebbe più? Tutti darebbero le dimissioni come ho fatto io.

CAPOSEZIONE   L'osservazione non è inesatta, ma il sistema ci sarebbe lo stesso: a tradimento.

TERENZI               Mi spieghi un po' il sistema a tradimento, dottore, mi interessa.

CAPOSEZIONE    A tradimento nel senso che del fatto non verrebbe data comunicazione agli interessati, uno fa le telefonate che vuole, poi alla fine del mese... no meglio, alla fine dell'anno, zac! Le telefonate extra-ufficio vengono trattenute sul doppio stipendio di Natale.

TERENZI               Ma questo sarebbe crudele!

CAPOSEZIONE    Eh, io le avrei le idee per risanare l'Amministrazione! Basterebbe che mi lasciassero mano libera per un mesetto.

Entra un tipo di mezza età con una borsa voluminosa sotto il braccio; si guarda intorno spaesato.

Ah, ecco il medico, perché lei è il medico, vero? Non mi dica di no!

MEDICO                 Sì, sono il medico, ma dov'è il ferito?

CAPOSEZIONE    Quale ferito? Purtroppo dottore...

// medico si avvicina al corpo di Massara e ne esamina il volto.

MEDICO                 Ma questo è morto!

CAPOSEZIONE    E' tutta la manina che stiamo telefonando per dire che è morto, mi scusi!!!

MEDICO                 Ma questa non è la divisione quinta, ufficio pensioni speciali?   

CAPOSEZIONE    Macché pensioni speciali, questo è l'ufficio assegni speciali!

MEDICO                 Ma il ferito alla mano dov'è allora?

CAPOSEZIONE    Ma quale ferito alla mano, non lo vede?! Lo ha già capito che è morto, no?!

MEDICO                 Eppure mi hanno chiamato per un ferito alla mano, vado via allora.

Prima che il medico faccia una mossa il caposezione gli piomba addosso, trattenendolo saldamente.

CAPOSEZIONE    Eh no! Ora non se ne va, anche se è capitato qui per caso lei deve constatare il decesso e stendere il relativo verbale.

MEDICO                 Ma io non sono il titolare, sono il sostituto, non posso firmare e stende re verbali, servo solo per l'ordinaria amministrazione.

CAPOSEZIONE    E quando dovrebbe tornare il titolare?

MEDICO                 Fra tre giorni.

CAPOSEZIONE    E noi allora ci dovremmo sorbire per tre giorni questo cadavere?!

MEDICO                 Ah non so, nel caso specifico non sono competente.

CAPOSEZIONE    E chi è competente!

MEDICO                 lo non sono competente.

CAPOSEZIONE    Sono io competente...

MEDICO                 E' lei competente?

CAPOSEZIONE    No, dicevo: "sono io competente", domanda retorica per dire che non sono io competente.

MEDICO                 Neppure io allora (si svincola dalla presa del caposezione ed esce)

CAPOSEZIONE    Terenzi, insegua quel medico!

TERENZI               Non sono competente.

Pausa. Il caposezione quasi si mette a correre per la stanza fuori di sé.

CAPOSEZIONE    Eppure è tardi, tra un quarto d'ora bisogna uscire dall'ufficio, aiutatemi, aiutatemi voi ragazzi, se il capo del personale trova ancora il morto qui sono grane, grane grosse.

MARTINI                (suonando il campanello.) Possiamo provare col commesso.

CAPOSEZIONE    Ah bravo, il commesso! Chi meglio di lui, personale ausiliario...

Entra il commesso.

Molto bene, lei dunque deve prendere il qui defunto cavalier Massara e portarlo giù.

COMMESSO         Ah questo nun è compito mio.

CAPOSEZIONE    Devo farlo io allora? Andiamo, si faccia aiutare da qualcuno dei suoi colleghi...

COMMESSO         E poi quando l'abbiamo portato giù?

CAPOSEZIONE    (irritato, perché non sa quale indicazione dare) Per intanto obbedisca, poi vedremo!                                   

COMMESSO         Ah io nun lo smovo; so' commesso de seconda classe e pija' li morti nun rientra ne le mansioni, e che so' un beccamorto?          

CAPOSEZIONE    Lasciamo perdere cos'è lei... vada, vada.

// commesso esce.                                          

Bisogna fare qualcosa, bisogna fare qualcosa... Martini mi aiuti lei...

MARTINI                Non so...

CAPOSEZIONE    Questo succede a non essere organizzati, in ogni Ministero ci dovrebbe essere una camera ardente per certi casi, ne succederanno uno su diecimila di decessi in ufficio, ma intanto per queste eventualità tutto sarebbe predisposto.

MARTINI                Dottore, per stasera casomai lo potremmo nascondere nello stanzino buio.

CAPOSEZIONE    Già, il capo del personale vuol vedere tutti i buchi e se lo scopre, come la mettiamo?                

MARTINI                Ma se lo nascondiamo bene...

CAPOSEZIONE    No no, bisogna spedirlo via subito, qui ci vuole una soluzione drastica, ormai non possiamo più indugiare... (consulta febbrilmente l'elenco telefonico e fa un numero) Pronto? Venite subito in via della Bignatella, al palazzo del Ministero, ultimo piano, sono il dottor Altamura... (riabbassa il ricevitore) hanno capito tutto, meglio così.

MARTINI                A chi ha telefonato?

CAPOSEZIONE    (fra sé) A stretto rigore non si tratta di una prassi ortodossa, ma d'altro canto...

Gira nervosamente per la stanza mentre Martìrii lo guarda incuriosito. A un tratto si sente, fortissimo, l'urlo di un sirena.

(Slanciandosi nello stanzone degli impiegati seguito da Martini) Eccoli eccoli, sono loro! Che organizzazione, altro che noi del Ministero! Sono già arrivati, capite!

TERENZI               Ma chi?

CAPOSEZIONE    Sono loro, sono loro!

La sirena urla sempre forte. Entrano la dattilografa, il commesso e magari altri individui completamente estranei alla vicenda, finché la scena diventa affollatissima e tutti corrono a vuoto, freneticamente; infine il caposezione va atta finestra della sua stanza, tira fuori il fazzoletto e io agita confusamente chiamando tutti gli altri.

Venite! Venite tutti alla finestra facciamo vedere ai pompieri dove stiamo!!!


Secondo tempo

Stessa scena del primo tempo; sì nota soltanto un maggior ordine nella stanza del caposezione e in quella degli impiegati. Il tavolo di Massara, completamente spoglio, è relegato in un angolo; il caposezione ha un bel doppiopetto scuro e anche Martini e Fisichella sono vestiti meglio che nel primo tempo. Sono le ore del pomeriggio, si sentono ogni tanto le strida delle rondini.

CAPOSEZIONE    Mancano soltanto la dattilografa e Terenzi.

MARTINI                Eppure lo sanno bene, dottore.

CAPOSEZIONE    Lo credo, lo credo che lo sanno bene, l'ho sottolineata esplicitamente no? L'importanza di questa visita... (vaga in qua e in là spostando alcuni oggetti sui tavoli) Ecco, vedete, stasera non sono capace di combinare nulla, tanto lo so, mi conosco... lei cosa dice Martini, tra quanto arriverà?                                 

MARTINI                Tra un quarto d'ora, mezz'ora al massimo, perché poi anche lui avrà da fare.  

CAPOSEZIONE    Tra un quarto d'ora eh... e quei manigoldi ancora non si vedono, capite perché ci tengo, voglio presentargli l'ufficio al completo, meno Massara s'intende... povero Massara, chissà come sarebbe stato contento di trovarsi qui tra noi, lui non l'aveva mai visto da vicino il capo del personale!  

MARTINI                Davvero non l'aveva mai visto?          

CAPOSEZIONE    Macché! Una volta gli sembrò... ma poi capii dalla descrizione che me ne fece che non si trattava del capo del personale, era un capo servizio (ride sommessamente) ma Massara era tutto contento, convinto addirittura che avesse risposto al suo saluto... lei è tanto che non vede il capo del personale, Martini?                              

MARTINI                Saranno due o tre anni.                   

CAPOSEZIONE    lo è molto meno, l'ultima volta che l'ho visto è stato l'anno scorso, al convegno dei funzionari; me lo presentarono, era in vena quel giorno, mi disse: "Ah lei non è mica Altamura, quello dei formaggini?" "Magari dottore!" risposi subito io; si fece una risata...

MARTINI                Chissà che cosa dirà del nostro ufficio...

CAPOSEZIONE    E che dirà?! Non c'è niente da dire sul nostro ufficio, solo che è maltenuto, è trascurato dai superiori.

MARTINI                Ma questo non glielo potrà dire.

CAPOSEZIONE    Ah no certo, almeno non "ex abrupto," e che scherziamo, suscettibile com'è, a quanto si dice... ma glielo diremo, glielo diremo senz'altro, attraverso circospette perifrasi, sussidiati dalla stessa evidenza della realtà, non credo che non capisca l'antifona.     

Pausa.

                                                           

MARTINI                Dottore, che vuol dire l'"antifona"? 

CAPOSEZIONE    L'antifona? L'antifona... l'antifona a rigore dovrebbe venire dal greco... ma com'è che le vengono certe curiosità?

MARTINI               Così... sento dire sempre l'"antifona"...

CAPOSEZIONE    (lo guarda con affetto) Eh Martini Martini, se non ci fosse stato lei in quest'ufficio... lei e Fisichella s'intende, se non fosse stato per voi... e proprio voi, anzi lei Martini, mi tradisce, abbandona questo ufficio al suo ingrato destino.

MARTINI                Dottore, le ho spiegato perché.

CAPOSEZIONE    Ah non creda che non abbia compreso, ho compreso benissimo invece, se uno conosce un pezzo grosso perché non lo deve sfruttare? Poiché certamente in questi casi di pezzi grossi si tratta...

MARTINI                Uhmm, così, niente di eccezionale, un amico di famiglia che conosceva!..

CAPOSEZIONE    No no, non mi interessa in fondo, non voglio sapere niente! (pausa) Andrà a finire che resteremo io e Fisichella soltanto in quest'ufficio, ah ma oggi mi sente il signor capo del personale.

FISICHELLA         Dottore, ma gli potrà dire pure del tabella "elle", dovevo essere già promosso da diversi anni...

CAPOSEZIONE    E perché no, e perché no... già che vie' ne cogliamo il destro, anzi, me lo ricordi pure Fisichella, casomai nell'empito dell'esposizione mi passasse di mente.   

FISICHELLA         Glielo posso ricordare allora?

CAPOSEZIONE    Certo, certo, si ritenga autorizzato.

MARTINI                Dottore, ma lei pensa che a parlarci sia meglio?

CAPOSEZIONE    Sicuro! A scrivere e a telefonare non si combina nulla, bisogna arrivare al contatto diretto con le persone, per combinare qualcosa. Solo attraverso il contatto diretto si può nutrire la speranza di rafforzare la struttura dell'ufficio, di evidenziarne i problemi, di accrescerne il prestigio.

MARTINI                Ma quanti impiegati ha intenzione di chiedere?   

CAPOSEZIONE    Beh, ce ne volevano già cinque in condizioni normali, più tre per rimpiazzare i partenti, lei, Terenzi e Massara e fanno otto, ma io non ne chiederò otto soli.

MARTINI                E quanti allora?   

CAPOSEZIONE    Sì, fossi scemo a chiedergli otto impiegati, così me ne manda quattro e le cose stanno come prima; io ne chiederò sedici, in modo che anche se me né concede la metà, cioè otto, ho realizzato il voluto... "quod erat in votis"... eh ci vuole un po' di furbizia, un po' di machiavellismo, in tanti anni di servizio qualcosetta l'ho imparata anch'io.

Entra Terenzi.

Ah, bravo Terenzi, sempre in ritardo, "more solito".

TERENZI               Sono andato a fare un pisolino.

CAPOSEZIONE    Non ho nessuna difficoltà a crederlo, la sera dolce vita é il giorno dopo il pisolino è di prammatica, però caro Terenzi lei sa meglio di me l'importanza di certe cose!

TERENZI               Quali cose?

CAPOSEZIONE    Le avevo detto, l'avevo pregata di togliersi il maglione una volta tanto, e di presentarsi in camicia e cravatta, come le persone per bene, invece niente, neanche questa soddisfazione ha voluto dare al suo vecchio caposezione.

TERENZI               Ah, ma ora ho capito... lei dice del capo del personale; a dire la verità non ci ho pensato.                        

CAPOSEZIONE    Non ci ha pensato?! Ma come, noi qua siamo tutti in agitazione e lei... io oggi ho persino abbreviato il pasto per far prima, tanto che se n'è accorta persino mia moglie che c'era nell'aria qualche evento straordinario...

TERENZI               Ma che gli frega al capo del personale di come sono vestito?!

CAPOSEZIONE    Interessa, interessa eccome, altro che! Perché dall'aspetto degli impiegati si  può subito avere idea della consistenza, dello stile di un ufficio.

TERENZI               Appunto, e siccome quest'ufficio è polveroso e fa schifo, meglio di così non potevo venire.   

CAPOSEZIONE    Polveroso... eh già, ma lei che dice Martini, sarà opportuno dare una spolveratina ai fascicoli acciocché il capo del personale non resti troppo turbato?

MARTINI                Ma dottore, l'ha detto lei stesso che bisogna fargli vederèi fascicoli polverosi perché si decida a farci dare uno schedario moderno.

CAPOSEZIONE    Ah già, bisogna stare attenti agli effetti controproducenti... quantunque potrebbe pure obiettare: "qui c'è tanta polvere perché siete dei lavativi e non vi preoccupate di fare le pulizie". Non si può escludere una considerazione di tal genere.

MARTINI                E la crepa nel muro gliela facciamo vedere?

CAPOSEZIONE    Ahhah! La crepa nel muro, importantissima, dov'era...

// caposezione cerca a tentoni nella parete colma di fascicoli. Entra la dattilografa. £' vestita senza una particolare eleganza, molto sobriamente.

Ah la signorina, a buon'ora anche lei! Ammetta che se fosse già arrivato il capo del personale la sua venuta a quest'ora non sarebbe stata certo propizia. Non l'hanno avvertita stamane? (la osserva lungamente) Anche lei non si sa valorizzare, ecco cosa c'è; lei di natura sarebbe avvenente...

DATTILOGRAFA    Grazie.

CAPOSEZIONE    Ed elegante.

DATTILOGRAFA    Grazie ancora.

CAPOSEZIONE    Ed anche oggi, come sempre del resto, non la possiamo considerare priva di leggiadria.

DATTILOGRAFA    (ride divertita) Stasera mi vuol proprio confondere!

CAPOSEZIONE    Ma data l'occasione eccezionale, dato che difficilmente nel corso della nostra esistenza ci sarà concesso di vedere il capo del personale a un metro di distanza, come, se Dio vuole, accadrà tra pochissimo, poteva pure indossare qualcosa di più singolare, di più carino, dì più chic.come posso esprimermi... di particolarmente elegante, ecco.

DATTILOGRAFA Dottore, io veramente ci avrei un bel vestito da sera, ma per essere sinceri l'avevo riservato al provino per la tivù.

CAPOSEZIONE    Ci scherzi, ci scherzi lei, non si rende conto delle facoltà, dei poteri, delle influenze di un capo del personale; del nostro capo del personale poi, quello è un drittone di niente...

DATTILOGRAFA A me interesserebbe solo se conoscesse qualcuno della televisione.

CAPOSEZIONE    Eh eh eh! Chi lo sa! Questi capoccioni si conoscono tutti tra loro, e basterebbe una telefonatina, un biglietto, un colpetto sulla spalla, e chissà quante strade, si potrebbero aprire anche per lei.

DATTILOGRAFA    Davvero dottore mi potrebbe aiutare?

CAPOSEZIONE    Se vuole può tutto, stia tranquilla.

DATTILOGRAFA    (batte le mani con entusiasmo) Che bellezza! Che bellezza!

TERENZI               E io cosa posso chiedere al capo del personale?

CAPOSEZIONE    Ha visto?! Le sta bene; se non avesse voluto dare le dimissioni anche lei poteva chiedere qualcosa al capo del personale. Insomma in gamba ragazzi, che stasera, come diceva il mio capitano quando dovevamo ramazzare la caserma, c'è gloria per tutti.

Ridono. La dattilografa si ravvia i capelli e controlla il trucco.

DATTILOGRAFA    Mmm... ho paura che il capo del personale sia una persona come tutte le altre.

CAPOSEZIONE    Eh no signorina! Il suo ragionamento si appalesa viziato nel fondo. Se il capo del personale fosse una persona come tutte le altre, tutti gli altri potrebbero diventare capi dei personale.

MARTINI                Ma io dico che se tutti quanti fossero capi del personale, ci vorrebbe un capo del personale che fosse più capo del personale di tutti, per comandare sugli altri.                                                         

CAPOSEZIONE   E in questo caso sarebbe allora un supercapo del personale e gli altri diventerebbero, automaticamente, dei subordinati, e altrettanto automatica­mente sarebbero sollevati dalle loro funzioni di capi del personale. (Fa un : gesto per dimostrare l'esattezza del suo ragionamento, mentre la dattilografa lo guarda stupita)

(Pausa)

MARTINI                Ci potrebbero essere due capi del personale.                                                   

CAPOSEZIONE    Questo è inconcepibile, caro Martini. Io arrivo ad ammettere due direttori generali, due ministri persine ma due capi del personali no: "ubi maior minor cessat" e il capo del personale proprio per questo suo installarsi al vertice della piramide, per questo suo dominio del "corpus" impiegatizio, questa unicità di funzioni, il suo presiedere alla nascita e allo svolgimento delle più svariate iniziative, il suo inserirsi come parte dell'Amministrazione... il suo... inserirsi appunto... il... dov'ero rimasto?

MARTINI                Al capo del personale.                            

CAPOSEZIONE No.                                                       

TERENZI               Ma voi che ne parlate tanto, e se arrivasse all'improvviso?                             

CAPOSEZIONE    Ragioniere, ragioniere... ma che dormiamo da piedi come si dice qui a Roma... ho fatto appostare il commesso in un punto nevralgico, in modo che possa agevolmente avvistare il capo del personale e tempestivamente avvertirci.

TERENZI               Sì, figuriamoci se quello ci avverte!

CAPOSEZIONE    Dovrebbe provarsi! Lo farei espellere da tutti gli uffici del regno, pardon! Della repubblica.

TERENZI               E' monarchico, dottore?

CAPOSEZIONE    Lasciamo perdere la politica; piuttosto... (dà un'occhiata all'orologio) qui stiamo facendo tardi...

MARTINI                Forse se l'è scordato.

CAPOSEZIONE    Per carità, non dica eresie Martini, lo escludo nel modo più assoluto,

MARTINI                Può darsi che non trovi l'ufficio, ha visto anche stamani il medico...

CAPOSEZIONE    Ma andiamo! Non facciamo accostamenti blasfemi! Il medico col capo del personale! Pare che il nostro capo del personale conosca a menadito il nome di tutti i funzionari del Ministero e l'ubicazione dei rispettivi uffici, che scherziamo! Non ci sono dubbi in merito alla sua venuta... bisognerebbe scrivere qualcosa piuttosto, perché alle nostre parole segua una documentazione che permanga, un appunto breve, un abbozzo di promemoria magari; signorina, scriva!

DATTILOGRAFA    Un momento dottore, metto il foglio. (esegue)

CAPOSEZIONE    Scriva: "Promemoria per il Signor Capo del Personale", mi raccomando, Signore, Capo e Personale maiuscolo.

Dalla porta sbuca la testa del commesso.

COMMESSO         Ariva er capo. (scompare subito)

CAPOSEZIONE    Alt! Calma e sangue freddo! Tutti ai vostri posti! Fatevi cogliere nell'esercizio delle funzioni... anche lei signorina si metta a battere qualcosa.

DATTILOGRAFA    Ma cosa?

CAPOSEZIONE    Qualcosa qualsiasi.... a fantasia!

DATTlLOGRAFA    (leggendo i fogli alla parete)  Bauscia, brioscia, besciamella...

CAPOSEZIONE   lo mi metto qui sulla porta, cosi appena entra lo vedo, ma tu cosa dici Martini, sarà più opportuno che vada ad attenderlo nella mia stanza?

MARTINI                Penso di sì, perché altrimenti può avere l'impressione che ci siamo preparati per lui.

CAPOSEZIONE    Non é inesatto... tutto deve avere il carattere delia massima spontaneità invece... e poi a voler sottilizzare anch'io sono un funzionario ed ho la mia dignità... (passa da uno spunto di altezzosità a un'umiltà estrema) mi raccomando, mi raccomando a voi ragazzi!

(si chiude nella sua stanza fingendosi immerso nelle pratiche)

Anche gli impiegati stanno composti e attenti. Lunga pausa.

TERENZI               lo dico che...

In quel momento entra il capo del personale, un uomo atto, grassoccio, imponente, con tutti i capelli bianchi. Un giovane, il segretario, lo segue molto ossequioso, a breve distanza. Appena lo vedono tutti si alzano in piedi, meno la dattilografa.

C. PERSONALE   Comodi, comodi; buonasera a tutti (dà un'occhiata intorno) Il direttore dell'uffìcio dove sta?               

MARTINI                (muovendosi premurosamente) E' qui, dottore, proprio nella stanza accanto.

Martini lo accompagna fino alla porta, mentre il caposezione, inorecchito, si finge occupato con te sue corte. Appena entra il capo del personale mostra grande sorpresa, andandogli incontro cordialmente.

CAPOSEZIONE    Oh quale onore ci ha voluto conferire! Benvenuto in questo modesto ufficio; sono il dottor Altamura, settimo A.    

C. PERSONALE   Ah, é lei il responsabile dell'ufficio?  

CAPOSEZIONE    Esattamente. Lo dirigo da dieci anni ormai, anzi, per il mio grado sarei già dovuto andare a dirigere una sezione, ma un po' non mi si é offerta la opportunità favorevole, un po' sa com'é, uno finisce che si affeziona...

// capo del personale lo ascolta distrattamente: mani in tasca e testa eretta ha l'abitudine di dondolarsi sulle punte dei piedi e sui talloni. Pausa. Il caposezione per vincere l'imbarazzo si presenta al segretario.

Dottor Altamura, molto piacere.

SEGRETARIO      Onorato.

C. PERSONALE   Purtroppo, c'è da registrare un fatto spiacevole.                                          

CAPOSEZIONE    Eh già, il povero Massara... 

C. PERSONALE   Come?! (Si capisce che stava pensando a tutt'altra cosa)                                 

CAPOSEZIONE    Intendevo quell'impiegato deceduto stamane.                                             

C. PERSONALE   Ah già, l'impiegato morto... quanti anni aveva?                                               

CAPOSEZIONE    Era ancora giovane, relativamente s'intende... gli mancava un solo anno alla pensione.                               

C. PERSONALE   Va bene, ma quanti anni aveva effettivi?

CAPOSEZIONE    Ah sì... sessantaquattro mi sembra, era della stessa età...          

C. PERSONALE   Avete pensato alla vedova o ai famigliari che siano?                     

CAPOSEZIONE   Alla vedova? Prego, in che senso?

C. PERSONALE   Dovevate farle assegnare un sussidio, seppure non cospicuo, qualcosa di simbolico.

CAPOSEZIONE    No, veramente non abbiamo avuto il tempo, é stato un incalzarsi di avvenimenti per cui é risultato impossibile pensarci.

C. PERSONALE   Pensateci, pensateci.

CAPOSEZIONE    Non mancherò, senz'altro... le dicevo, é stato un incalzarsi di avvenimenti per lo meno singolare, certo raramente accadibile, pensi che nella stessa mattinata si é registrato...

C. PERSONALE   So so... me l'ha detto stamane.

CAPOSEZIONE    Appunto, lei mi capisce dottore, non si può andare avanti con il personale decimato...

C. PERSONALE  Uh là là, decimato é una parola grossa.

CAPOSEZIONE     Ah... beh sì... metaforicamente intendevo, metaforicamente...

Pausa.

                                             

C. PERSONALE   E come mai queste defezioni, sia pure forzose talune, si sono verificate tutte nella stessa mattinata?

CAPOSEZIONE    II destino dottore, il destino che tiene le fila... stamattina ha cominciato Terenzi, un giovane impiegato di gruppo B che mi ha partecipato la sua intenzione di presentare le dimissioni; io mi sono subito premurato di lumeggiargli il disposto del 124...

C. PERSONALE   L'organico di questo ufficio quanti impiegati contempla?

CAPOSEZIONE    Dunque... sì, l'organico è stato dapprima fissato in dieci unità, anzi no... prima erano quindici, poi dieci, in seguito a successive defezioni sono rimasti, erano rimasti, mi correggo, in quattro soltanto: Martini, Fisichella, Massara e Terenzi, più la dattilografa la quale però dipende amministrativamente dalla sezione copia... ora venendo a mancare ben tre elementi, residuerebbe uno solo, il pur valente Fisichella, e lei mi capisce, il funzionamento dell'ufficio non può non risentirne...

C. PERSONALE   Di cosa é morto quell'impiegato?

CAPOSEZIONE    Eh?! Ah, il povero Massara, é morto... (cerca a vuoto tra le carte) il medico avrebbe dovuto stendere il verbale, ma poi...

C. PERSONALE   (sorridendo ironicamente) Non mi direte che avete avuto bisogno del medico per capire che era morto.

CAPOSEZIONE    No, veramente... certo é stato un fatto strano, anche esso ricollegabile allo stato di incuria in cui si é lasciato esistere il nostro ufficio, stato che lei sicuramente sconosceva.

C. PERSONALE  Conoscevo?

CAPOSEZIONE    No no, avevo detto "sconosceva" scosco, "esse impura," lei ignorava sicuramente, intendevo dire.

C. PERSONALE   Ah.

CAPOSEZIONE    E appunto allora, considerata quest'incuria, per cui i fascicoli fanno polvere non appena li si muove, nel manovrare un fascicolo si é alzata una nube di polvere che ha investito il povero Massara, provocandone inusitati accessi di tosse...

C. PERSONALE  Ma come é accaduto?

CAPOSEZIONE    Eh... si é messo appunto a tossire, a tossire finché si e abbattuto esanime.

C. PERSONALE   Infarto immagino.      

CAPOSEZIONE    Infarto, immagino anch'io.

C. PERSONALE   (appare sinceramente preoccupato) Quest'infarto miete più vittime, lui... sa mica se aveva avuto in precedenza altri attacchi e l'entità di tali attacchi?

CAPOSEZIONE    No... veramente... possiamo telefonare ai familiari se vuole...

C. PERSONALE (seccato) Lasci perdere, lasci perdere. Cosi lei mi costringe a pensare che ogni volta che gli impiegati maneggiano un fascicolo rischiano la vita.       

CAPOSEZIONE    Beh... non esattamente, nel caso di Massara, hanno concorso molteplici fattori, tra i quali l'età stessa, non più verde, e il cuore che da accertamenti svolti in precedenza non era apparso in buone condizioni.

C. PERSONALE   E mi scusi chi ha fatto gli accertamenti sul cuore di questo Marassa o Massara come si chiama?

CAPOSEZIONE    Beh sa, con il contatto quotidiano col personale.. uno finisce coll'apprendere le affezioni di ciascuno...

// capo de/ personale lo scruta ora con una punta di commiserazione e guarda interrogativamente il segretario. Pausa.

C. PERSONALE   Senta un po', dottor Altamura; questo ufficio a quale scopo é stato costituito?

CAPOSEZIONE    E' stato costituito per il controllo e l'esame degli assegni previsti dalla 339.

C. PERSONALE   (rivolgendosi al segretario.) Questo malvezzo di chiamare le leggi con i numeri mi dà un fastidio fisico... per forza poi parlano dell'aridità della burocrazia; la prego, mi dia per esteso i connotati di questa legge, dottor Altamura.

CAPOSEZIONE    La 339 sarebbe la legge sul personale fuori ruolo promulgata il 31 maggio 1905.

C. PERSONALE   E mi dica, non hanno mai tenuto conto di altre leggi?

CAPOSEZIONE    No assolutamente, ci siamo sempre basati sulla 339.

C. PERSONALE   E mi dica... mi scusi tutte queste domande, poi. vedrà che sono funzionali... chi é stato il primo che ha avuto l'idea di creare questo ufficio?

CAPOSEZIONE    II commendator De Michelis, l'allora capo del personale, il compianto commendator De Michelis, ricorderà anche lei, è morto in pensione pochi anni fa...

C. PERSONALE   (in tono vagamente spregiativo) Ah, De Michelis...

CAPOSEZIONE    lo presi subito le redini dell'ufficio, "ex novo" diciamo, e da dieci anni a questa parte lo dirigo, scusi l'immodestia, senza dar luogo a rilievi di sorta.

C. PERSONALE   Tuttavia non é stata presa in considerazione l'esistenza della legge 12 dicembre 1913, numero 740.

CAPOSEZIONE    Veramente... non la conoscevo... non ne ho mai avuto nozione...

C. PERSONALE   La telefonata di stamane é stata provvidenziale perciò.

CAPOSEZIONE    Provvidenziale...

C. PERSONALE   Sì, perché ha permesso di riesaminare un po' tutta la materia, io difatti avevo intuito subito che c'era una certa inutilità nel suo lavoro.

CAPOSEZIONE    Inutilità? Veramente il compianto commendator De Michelis, che resse brillantemente per molti anni la carica di capo del personale, aveva giudicato questo ufficio uno dei cardini del Ministero...

C. PERSONALE   Ma lasci stare De Michelis! Qui parlano i fatti, i fatti soprattutto, cioè le leggi; il mio segretario si é premurato di rivedere tutta la materia, e in breve tempo, bisogna dirlo a suo onore, é arrivato al bandolo della matassa.

CAPOSEZIONE    Bandolo... matassa...

C. PERSONALE   Appunto la legge del 12 dicembre 1913, numero 740, prevede delle indennità nelle quali vengono incorporati gli assegni della legge precedente, e quindi la loro amministrazione da  parte di quest'ufficio risulta automaticamente superflua.

CAPOSEZIONE    Veramente nessuno mi aveva detto niente.

C. PERSONALE   (ride) Nessuno le aveva detto niente! Certo del male non ne avete fatto, avete solo fatto un lavoro superfluo.

CAPOSEZIONE    Eppure gli uffici provinciali ai quali ci rivolgiamo da anni non ci avevano mai segnalato...

C. PERSONALE   Ma lei mi insegna, caro dottore, che non devono essere gli uffici provinciali a segnalare eventuali incongruenze ai Ministero, ma l'esatto contrario.

CAPOSEZIONE    Eppure tutto si è svolto regolarmente, mai una resipiscenza.

C. PERSONALE   Gli faccia vedere la legge.

// segretario tira fuori un incartamento e lo pone sotto gli occhi del caposezione che sembra non vedere niente. Le mani cominciano a tremargli. Lunga pausa.

(tossisce intenzionalmente) Come vede, è tutto chiaro. Molto chiaro.

CAPOSEZIONE    Forse non abbiamo ottenuto le delucidazioni che sarebbero state indispensabili... è passato molto tempo dalla legge del 1913...

C. PERSONALE   Questo è vero, è passato molto tempo, pensi un po' il 1913! Si stava per chiudere, o si era già chiusa? Un'epoca splendida: "la belle epoque"; quanti anni aveva, dottore, nel 1913?

CAPOSEZIONE    Pochi anni, ero ancora un bambino, non potevo sapere niente di questa legge...

C. PERSONALE   Eh anch'io ero un ragazzo allora, peccato, peccato perché quelli erano tempi da vivere intensamente altro che questi!        

CAPOSEZIONE    Mi scusi, dottore, ma ora cambierà qualcosa nel nostro ufficio?

C. PERSONALE Ah, ma lei ci è proprio attaccato a quest'ufficio! Ma certo che cambierà qualcosa, tutto direi, se il lavoro svolto per dieci anni ha dato questi risultati, la soluzione mi pare una sola.              

CAPOSEZIONE    Aumentare il personale!

C. PERSONALE   Non precisamente; (si rivolge sorridendo al segretario) io direi piuttosto: sopprimere l'ufficio.

CAPOSEZIONE    Sopprimere l'ufficio?

C. PERSONALE   Purtroppo; non mi sembra che emerga una diversa alternativa.

CAPOSEZIONE    Ma allora tutto questo lavoro di dieci anni...

C. PERSONALE   L'abbiamo detto, no? Inutile, completamente inutile; lei per primo e i suoi impiegati di conseguenza, avrebbero potuto fare qualche bella passeggiata ai Castelli, specie in queste prime giornate di primavera: non se ne sarebbe accorto nessuno, mi creda.

CAPOSEZIONE    Ma allora è finita, sono spacciato.

C. PERSONALE   (bruscamente) Andiamo, adesso non ecceda, se si comporta così mi fa pensare che non possiede doti di fondo, di recupero, il che per un funzionario è grave.

CAPOSEZIONE    Sono rovinato.

C. PERSONALE   (con forzata dolcezza.) Via, lei mi insegna, gli uffici passano e gli uomini restano.

CAPOSEZIONE    La mia sorte è indissolubilmente legata a quella dell'ufficio.

C. PERSONALE   Uh là là, non le sembra un po' troppo? Andiamo, lei non si trova mica incorporato all'ufficio... dovrebbe essere lieto, ed essermi grato, altresì, che attraverso un fatto accidentale, si sia giunti comunque ad una decisiva chiarificazione... pensi un po' se non mi avesse fatto quella telefonata stamattina, chissà quanto tempo sarebbe andato ancora avanti a lavorare a vuoto; comprenderà bene che io ho troppi impegni per potermi permettere di riesaminare la posizione dei singoli uffici, e cosi lei avrebbe proceduto per "saecula saeculorum"; sprecando energie e sottraendole ad occupazioni veramente proficue, anzi (con durezza, rivolto al segretario) prenda appunti, perché sarà il caso, a tempo debito, di esperire un'inchiesta onde accertare le responsabilità degli "inventori" di questo ufficio fantasma.

Pausa, li caposezione resta impietrito fissando un punto nel vuoto, mentre il capo del personale accentua nervosamente il dondolio dolio punta-tallone. Intanto gli impiegati danno segni di inquietudine, Martini dà un'occhiata attraverso il buco della serratura, e comunica a gesti agli altri che non si capisce che cosa succeda.

Ma lei dottore, mi scusi, non si era mai preoccupato di indagare a fondo, per giustificare l'esistenza dell'ufficio che ha diretto per tanti anni?

CAPOSEZIONE    lo veramente ho avuto ordini dal compianto commendator De Michelis, l'allora capo del personale, e sulla base di tali ordini e delle sue direttive generali ho organizzato il servizio... un lavoro duro e diuturno.

C. PERSONALE   Ho capito, è la solita teoria di attaccare l'asino dove vuole il padrone, soltanto che anche l'asino, a volte,, si accorge che lo stanno conducendo su una strada sbagliata.                        

CAPOSEZIONE    lo veramente non potevo supporre, era passato tanto tempo dalla legge del 1913...                                   

C. PERSONALE   E' vero, ma l'abbiamo detto no, siamo ancora governati dalle vecchie leggi, segno che non sono stati capaci di inventarne delle nuove migliori, ma se non sbaglio la 309 è del 1905, quindi ancora più vecchia, pertanto il ragionamento del tempo trascorso non regge, anzi, si può ritorcere, non è vero?

SEGRETARIO      Verissimo.

CAPOSEZIONE    Allora dovrei arguirne che mi sarà impossibile pretendere nuovo personale per il mio ufficio?

C. PERSONALE   (molto seccato, fa fatica a contenersi) Forse non sono stato abbastanza chiaro, ma vede, il mio segretario sorride, tanto questa mancanza di chiarezza appare assurda; lei mi parla di nuovo personale, ma sarebbe come chiedere mattoni per una casa che deve essere distrutta dalle fondamenta.

CAPOSEZIONE    Allora anch'io dovrò essere distrutto?

C. PERSONALE Non perda la testa, per carità, e che facciamo, distruggiamo i funzionari come niente... per fortuna non siamo ancora arrivati alla disintegrazione nucleare; lei ha vinto a suo tempo un concorso, è un laureato, è in carriera da anni, non potrà che essere utilizzato in maniera diversa.

CAPOSEZIONE    E cioè?

C. PERSONALE   Questo lo vedremo; intanto lei si tenga a disposizione, anche per un eventuale interrogatorio, sono deciso ad arrivare fino in fondo per acclarare le responsabilità. Cercherò comunque di non fa giungere la cosa alle orecchie del Signor Ministro, perché non so davvero come la prenderebbe, capirà... un ufficio che è stato tenuto in pieno assetto e in pieno esercizio per anni e anni, inutilmente, guardi che è grossa Altamura, me lo lasci dire!

CAPOSEZIONE    Ma la colpa, la colpa mi sembra...

C. PERSONALE Eh caro Altamura, la colpa rese l'anima in tenera età, ovverossia: morì fanciulla...

CAPOSEZIONE    E il personale attualmente applicato presso questo, ufficio?

C. PERSONALE   II personale... quello che rimane, perché mi pare che quaggiù se ne siano andati tutti, intuendo forse (sorride rivolto al segretario) la catastrofe finale, resterà anch'esso a disposizione, per essere distribuito, in un secondo tempo, in altri uffici... dove ce n'è veramente bisogno; lei comunque si tenga in contatto in questi giorni, anzi, sarò io stesso a telefonarle... ora dobbiamo andare, ho già perso troppo tempo... lei è un laureato, penso perciò che debba aver capito tutto.

CAPOSEZIONE    Ma in questi giorni intanto che faremo?

C. PERSONALE   (sempre più gelido) Prego?

CAPOSEZIONE    Dicevo, come disporre del nostro tempo in questi giorni di attesa, quale incombenza ci verrà affidata?

C. PERSONALE   Sa giocare a dama? Si metta a giocare a dama con i suoi impiegati.

CAPOSEZIONE    Ma i carteggi, i carteggi... tutti i carteggi...        

C. PERSONALE   I carteggi... (rivolto al segretario) lei che ne dice? Potrebbero farci dei piccoli aeroplani di carta... (si affaccia alla finestra) ma sì, siete così in alto, chissà quanti avrebbero certe tentazioni, come quando eravamo a scuola, ricordate date? Poi, gettarli dalla finestra, divertente no?... e osservarli che volano, volano, girano, volteggiano... (con le mani accenna a degli oggetti in volo) si posano sul filobus, sulle borse delle massaie, sui cappelli di distinti signori, sui guanti dei metropolitani... interessante, molto interessante, sarebbe una scenetta degna di quegli umoristi... quelli di prima della guerra, non so se lo ricordate... naturalmente sto parlando in via paradossale, perché nella realtà c'è ben poco da scherzare... ah, ma sarebbe proprio una scenetta degna...

Sempre chiacchierando il capo del personale entra nello stanzone degli impiegati. Fisichella si sbraccia subito verso il caposezione ne per ricordargli la tabella "elle," ma naturalmente il caposezione non lo vede nemmeno.

Quegli umoristi sa... di quel giornale ora scomparso.

SEGRETARIO      II Marc'Aurelio.

C. PERSONALE   Ecco vede, lei benché giovane se ne ricorda ancora, a quei tempi si sapeva "anche" ridere.

CAPOSEZIONE    Dottore vede, volevo pure mostrarle questi fascicoli che sono in uno stato di abbandono... (li colpisce con forza e si solleva la polvere) La colpa è del muro che si sgretola sa, non è per mancanza di pulizie.

Fisichella seguita o sbracciarsi e poiché il caposezione non lo nota, disegna su un grosso foglio di carta bianca un'enorme "L" e la gira e la solleva, sforzandosi di farla scorgere dal caposezione.

C. PERSONALE (mettendo una mano sulla spalla del caposezione, con quella delicatezza che si usa con i pazzi o coi bambini) Altamura, non si preoccupi più dell'ufficio, né di niente; casomai se proprio si vuol preoccupare, di qualcosa pensi alle giustificazioni da fornire quando sarà chiamato a rispondere dell'indebita esistenza del suo ufficio... (addolcendo il tono) ma per quello non si preoccupi, accomoderemo tutto.

CAPOSEZIONE    E per il lavoro, per il lavoro da svolgere in questo lasso...

C. PERSONALE   Beh, ripensi alla faccenda degli aeroplanini, non è da trascurare.

Il capo del personale sorride amabilmente, gli batte una mano sulla spalla ed esce col segretario. Lunga pausa.

DATTILOGRAFA    Dottore che è successo?

CAPOSEZIONE    E' successo che abbiamo lavorato a vuoto per dieci anni, per nulla... e ora potete andare tutti...

MARTINI                Dobbiamo aspettare la fine dello straordinario.

CAPOSEZIONE    Subito potete andarvene, subito, immediatamente, in questo momento, avete capito?!

Lo guardano un po' intimoriti. Pausa.

Allora non ci siamo capiti, non mi sono spiegato con chiarezza, lei Te......renzi se ne vada, è già intenzionalmente te dimissionario, e quindi in potenza è già uscito dalla sfera dell'Amministrazione, e lei signorina può pure andare, Martini, via via via... andate via tutti... Ah, ma lei Fisichella è inguaribile davvero, non ha ancora capito che il suo lavoro è totalmente superfluo... (prende alcune carte dal tavolo di Fisichella) ecco qua, possiamo pure strapparle.

// caposezione comincia a strappare le carte e le butta, volta per volta, nel cestino. Fisichella lo guarda dapprima sbalordito, poi gli si getta addosso colpendolo con goffi e innocui pugni. Il caposezione subisce immobile, finché Terenzi e Martini si precipitano a sottrarlo alla furia di Fisichella; che si abbatte sul tavolo colto da una crisi di pianto.

FISICHELLA         II mio lavoro... il mio lavoro...

CAPOSEZIONE    II suo lavoro, il nostro lavoro, è stato tutto inutile caro Fisichella, era meglio fare qualche gita ai Castelli.   

MARTINI                Ma allora, dottore, non verrà personale?

CAPOSEZIONE    Altro personale? Mi fa ridere Martini, sarebbe come portare mattoni per una casa che deve essere distrutta dalle fondamenta.

MARTINI                E noi?

CAPOSEZIONE    A disposizione, tutti a disposizione.

MARTINI                Anche lei dottore?

CAPOSEZIONE    Certo, io come direttore dell'ufficio più a disposizione di tutti.

MARTINI                Allora potrei passare subito al mio nuovo ufficio?

CAPOSEZIONE    Certo, da domani stesso, se vuole anche da ora.

MARTINI                Beh, allora dottore mi scusi se approfitto, posso uscire un po' prima, dovrei fare alcune cose...

CAPOSEZIONE     Vada, vada Martini, le ho detto no? Anche subito.

MARTINI                Beh, allora dottore mi scusi se approfitto delta sua gentilezza... la saluto allora... vedrà che poi... sicuramente le troveranno un buon posto..

CAPOSEZIONE     Vada, vada Martini.

Martini esce in fretta senza salutare gli altri.

E voi che aspettate, andate anche voi... Fisichella è inutile, le ho già detto è i-nu-ti-le.

FISICHELLA         Sì, ma intanto finisco per stasera.

CAPOSEZIONE    (scuote il capo con affettuosa comprensione) Eh, Fisichella... è impareggiabile. E voi?! Terenzi, signorina... potete andarvene.

DATTILOGRAFA    Che vuole, ormai la serata è rovinata.

CAPOSEZIONE    Anche questo non è inesatto. La serata è rovinata. (torna nella sua stanza e si sprofonda nella poltrona)

TERENZI               Allora che facciamo? Possiamo andar via no?

DATTILOGRAFA    Ha sentito cosa ha detto il dottore? Se vuole può andarsene anche subito.

TERENZI               Già, ma lo ha detto anche a lei... e poi che ci faccio solo per la strada...

DATTILOGRAFA    Se intende accompagnarmi ha sbagliato.

TERENZI               E chi la vuole accompagnare, io voglio solo uscire insieme a lei.

DATTILOGRAFA    Spiritoso...

TERENZI               Allora?

DATTILOGRAFA    Poveraccio il dottore, gliel'hanno fatta grossa, ci teneva tanto a quest'ufficio.

TERENZI               A me non fa compassione, è gente fuori del mondo, non merita nulla.

DATTILOGRAFA    Bisognerebbe fare qualcosa per lui... consolarlo.

TERENZI               Provi un po' ad andarci a letto, vedrà come si consola.

DATTILOGRAFA    Lei è sempre tremendamente volgare, però... (si dirige verso la stanza del caposezione)

TERENZI               Che cosa vuol fare ora?! (scoppia in una risata)

La dattilografa bussa più volte alla porta del caposezione, il quale, immerso nei suoi pensieri, dapprima non se ne accorge.

CAPOSEZIONE    Avanti!

DATTILOGRAFA    Mi scusi, dottore, non ho capito bene di cosa si tratta, ma a me è dispiaciuto molto di quanto le è successo.

CAPOSEZIONE    Che ci vuoi fare, sono cose che succedono... per la verità sono cose che non dovrebbero succedere.

DATTILOGRAFA    Ora io cosa debbo fare, torno qui domattina?

CAPOSEZIONE    No no, non c'è bisogno, si metta a disposizione della sezione copia, sapranno loro dove destinarla.

Pausa. Il caposezione pare si sia dimenticato della dattilografa.

DATTILOGRAFA    Dottore, che cosa posso fare per lei?

CAPOSEZIONE    Che cosa vuol fare, non ha fatto niente il capo del personale...

DATTILOGRAFA    Posso darle un bacio, va bene?

CAPOSEZIONE    Un bacio? E a quale titolo?

DATTILOGRAFA    Così, a titolo di addio.

CAPOSEZIONE    Ma non le pare sconveniente?

DATTILOGRAFA    No.

CAPOSEZIONE    Lei è una giovane fanciulla ed io sono un funzionario di una certa età, posato eper quanto mi riguarda... (le ultime parole gli muoiono in un gorgoglìo perché la dattilografa lo prende per le spalle -lei in piedi e lui è seduto-  e lo bacia con forza)

DATTILOGRAFA    Arrivederla, dottore,e non se la prenda!

// caposezione rimane appena turbato ma dopo poco pare non risenta più dell'episodio; trascinato dalle sue riflessioni. La dattilografa raggiunge il suo posto, stacca dalla parete tutti i fogli che le servivano, per gli esercizi di dizione, raccoglie velocemente le sue cose e si avvia ad uscire.

Arrivederla signor Fisichella, mi stia bene.

FISICHELLA         Arrivederla a lei.

TERENZI               Che è andata a fare?

DATTILOGRAFA    Sono andata a baciare il caposezione.

TERENZI               (sogghignando ) Non ci credo neppure se l'avessi vista con i miei occhi.

DATTILOGRAFA    Va bene, non ci creda pure... io me ne vado.

TERENZI               No, aspetti! L'accompagno.          

DATTILOGRAFA    Le ho detto...

Escono entrambi. Si sentono, ancora per un poco, fuori scena, le loro voci. Poi nell'ufficio scende un silenzio grave. Fuori è buio ormai; si avverte solo il fruscio di Fisichella che sfoglia carteggi. Il caposezione sta fissando, a turno vari punti della stanza, finché si riscuote di colpo e afferra il telefono.

CAPOSEZIONE   Pronto? C'è la dottoressa Calandra? Ah sei tu? come va?... sono Altamura, non mi riconosci, eh... beh, non è colpa mia se non ti ho più telefonato, so che voi del servizio terzo siete sempre estremamente indaffarati... Ma sì, ma sì... (ride un poco scuotendo il capo) ma no, tu lo sai che non cerco che le occasioni per venirti ad ossequiare... eh, purtroppo "sic stantibus rebus"... ma no, andiamo! Conosco la tua influenza nell'ambito dell'Amministrazione, "non si muove foglia che la dottoressa Calandra non voglia". Beh, non è che l'abbia sentito da altri, l'ho inventata io su due piedi (ride soddisfatto)... avrei bisogno del tuo consiglio illuminato, di una tua acuta imbeccata... ma no, lo sai, l'adulazione non rientra nella mia "forma mentis"... sì, sì... un tuo consiglio "toto corde"... ti aspetto allora? Ero sicuro che non avresti eluso il mio appello... a presto igitur!

(I/ caposezione abbassa il ricevitore e appare tranquillizzato. Vaga un po' per la stanza, poi va da Fisichella)

 Fisichella, lei mi scuserà,  per quanto è accaduto poc'anzi, non soglio comportarmi con sprovvedutezza, ma lei capirà il mio stato d'animo non era dei più distesi... lei non si deve preoccupare però, quale che sia lo sviluppo della situazione... gli uffici passano e gli uomini restano, e lei si è battuto con grande coraggio e abnegazione per la difesa e la conservazione dell'ufficio, sfidando le fatiche... (si interrompe soffocato dalla commozione)

FISICHELLA         Dottore, ma potrò entrare nella tabella "elle"?

CAPOSEZIONE    Come?! Certo... non deve assolutamente escludere un suo inserimento nella tabella"elle."

FISICHELLA         Ho un po' di paura per il fatto del nostro ufficio, sa...

CAPOSEZIONE    E che c'entra il nostro ufficio, forse lei è incorporato all'ufficio? Non esageriamo... in sede di scrutinio emergerà il lavoro svolto, non dubiti.

FISICHELLA         Appunto siccome mi hanno detto che per la tabella "elle" conta pure il coefficiente "mansioni svolte," non vorrei che...

CAPOSEZIONE    Per quanto mi concerne lei non deve nutrire preoccupazioni, non mancherò di segnalare il suo zelo, a dir poco eccezionale.

FISICHELLA         Perché mi hanno detto che per la tabella "elle" contano molto certe cose.

CAPOSEZIONE    Ma lei quant'è che aspetta la tabella "elle"?

FISICHELLA         Da quando sono entrato in quest'ufficio, dieci anni dottore.

CAPOSEZIONE    Allora non foss'altro per anzianità...

FISICHELLA         Eh lo so, come anzianità sarei dovuto entrare già cinque o sei volte nella "elle," ma poi lei sa come succede, arrivano i raccomandati.

CAPOSEZIONE    Eh purtroppo, un'altra piaga della nostra Amministrazione.

FISICHELLA         E anch'io ho diritto a un po' di riposo, appena raggiungo la tabella "elle"...

Entra la collega del caposezione, un funzionaria di mezza età, ben portante e piena di energia.

FUNZIONARIA      Buonasera; che squallore quest'ufficio.

CAPOSEZIONE    Oh, carissima. Mi compiaccio, non ti sei fatta attendere come le tue colleghe di sesso... non puoi immaginare con quanto piacere ti riveda, era un bel pezzo che non ci incontravamo più, vero?

FUNZIONARIA      Che dici, ci siamo visti di recente proprio sull'ascensore.

CAPOSEZIONE    Ah, ma quello non conta, io dicevo che non scambiavamo più quattro chiacchiere vere e proprie, era dall'ultimo congresso dei funzionari... Con il tuo intervento sulla 212 li mettesti a posto tutti...                                

FUNZIONARIA      Oh, io non volevo parlare, fu il commendator Patierno che quasi mi obbligò con la forza.

CAPOSEZIONE    Maggior merito quindi, l'intervento era improvvisato... mi ricordo De Giovanni che tu attaccasti con molta eleganza, ma pure con fermezza, era diventato rosso come un peperone...

FUNZIONARIA      (con compatimento) Oh, De Giovanni...

CAPOSEZIONE    (ride) Ti assicuro che credevo gli si incendiassero le orecchie... ma andiamo di là, ho da intrattenerti su questioni di estrema importanza. (introduce la collega nella sua stanza e la fa sedere davanti alla scrivania) Accomodati. Sai, il nostro ufficio non è all'altezza del servizio terzo.

FUNZIONARIA      Oh, non mi parlare del servizio terzo, sono anni che voglio uscire da lì e non mi riesce mai.

CAPOSEZIONE    E lo credo, bene, dove la trovano una funzionaria come te?       

FUNZIONARIA      Oh, non è per quello, è che a un certo punto diventi indispensabile, senza che tu neppure te ne accorga, e allora non ti mollano più.

CAPOSEZIONE    E il dottor Scillitano, il dottor Scillitano che dice?

FUNZIONARIA      (sempre con quel tono di compatimento, lievemente sprezzante) Oh il dottor Scillitano...

Pausa.

CAPOSEZIONE   Purtroppo cara Lina, permetti veroche ti chiami Lina come ai tempi del corso di perfezionamento?... purtroppo cara Lina, dicevo, mi è capitato un fatto spiacevole, sostanzialmente spiacevole... oggi è venuto il capo del personale...

FUNZIONARIA      (improvvisamente interessata) E che è venuto a fare il capo del personale?

CAPOSEZIONE    Il motivo in se stesso è banale, era morto un mio impiegato stamane, e siccome altre due unità mi erano venute a mancare per cause diverse dal semplice decesso, avevo ritenuto opportuno chiedere un aumento del personale.

FUNZIONARIA      (storce il naso) Uhuhm! Mai chiedere aumenti dei personale.           

CAPOSEZIONE    Ma scusa, tu m'insegni, quando ti trovi, scusa l'espressione, col sedere per terra, quali soluzioni si offrono?

FUNZIONARIA      Capisco capisco... comunque mai chiedere direttamente.                     

CAPOSEZIONE    Ah, ma questo è nulla, il punto cruciale è costituito dalla rivelazione, del capo del personale... sai che cosà mi ha detto, così, come niente fosse?! Mi ha comunicato che questo ufficio non ha ragione di esitere, è inutile, tutto inutile.                                    

FUNZIONARIA      Se non ti spieghi meglio però, non posso capire perché il tuo ufficio sia diventato inutile.

CAPOSEZIONE    Te lo spiego subito, pare che gii assegni da noi amministrati sulla base di una vecchia legge, siano stati assimilati da una legge successiva, per cui l'azione svolta in proposito da questo ufficio era completamente superflua... un bel colpo ammetterai, lavorare a vuoto per dieci anni... e per me che avevo riposto in questo ufficio tutta la mia soddisfazione e il mio orgoglio.

FUNZIONARIA      Ma come avete fatto a non accorgervi di applicare una legge sbagliata?!

CAPOSEZIONE    E che ne so io?! lo attacco sempre l'asino dove vuole il padrone, questo è un ufficio voluto e potenziato dal commendator De Michelis, l'allora capo del personale.

FUNZIONARIA      Ah, De Michelis...

CAPOSEZIONE    Anche tu "Ah De Michelis"... ma insomma era o non era lui che comandava a quel tempo?! Poi, appena è andato in pensione tutti si sono accorti che era un fesso, ma allora a me non mi aveva avvertito nessuno!

FUNZIONARIA      Ti confesso che a me non sarebbe accaduto. Si può dire che ogni giorno controllo le leggi da applicare.

CAPOSEZIONE    Eh, si fa presto a dire, ma tu non consideri il fatto acquisito.

FUNZIONARIA      II fatto diventa sempre acquisito, quando c'è l'acquiescenza.

Pausa.

                      

CAPOSEZIONE    Questa giornata è stata angosciosa, mi è apparsa lunga come un anno... tutto, tutto è avvenuto oggi.

FUNZIONARIA      Questo è il nostro ambiente, caro, per anni non accade nulla di rilevante e in un giorno...

CAPOSEZIONE    Poi ci mancava pure l'inchiesta...

FUNZIONARIA      Un'inchiesta? Ah, ahi ahi ahi!    

CAPOSEZIONE    Ma nonè questo che mi preoccupa, la mia coscienza è adamantina.

FUNZIONARIA      Un'inchiesta a carico è sempre una seccatura, a prescindere dalle conclusioni dell'inquirente.

CAPOSEZIONE    Ah lo so,come diranno: "facciamo  un'inchiesta, troviamo i responsabili", ma chi sono i responsabili?

FUNZIONARIA      Ma caro mio, tu m'insegni, se li vogliono trovare, i responsabili, li trovano.

CAPOSEZIONE    Allora io cosa dovrei fare?

FUNZIONARIA      Ma benedetto figliolo, lo sai meglio di me quali misure prendere in certe circostanze; se conosci qualche personalità in grado di spalleggiarti, sei salvo.

CAPOSEZIONE    Veramente non mi sono mai curato di andare in cerca di personalità protettrici, credevo che bastasse il mio lavoro a farmi ben meritare e a mettermi al sicuro dalle brutte sorprese.

FUNZIONARIA      Come vedi non è bastato.

Pausa.                                     

CAPOSEZIONE   Conosco il cugino di un onorevole...

FUNZIONARIA      (ride) Ah, ma caro Altamura, vivi proprio fuori dal mondo: che vuoi che conti il cugino di un onorevole,  la piccola raccomandazione la trovano tutti ormai, qui ci vogliono fior di ministri, fior di sottosegretari, fior di arcivescovi, e conosciuti direttamente, se si vuole la certezza di un appoggio fattivo.

CAPOSEZIONE    Ma io non temo gli insulti della sorte! Ho avuto solo il torto di fidarmi dei lumi dei miei superiori, col rispetto della subordinazione gerarchica.

FUNZIONARIA      Mi sembri fuori strada, proprio fuori strada... ma dimmi un po', quanti anni hai di servizio?

CAPOSEZIONE    Trentacinque, trentacinque precisi... anzi no, venticinque, dappoiché dieci anni pare li abbia perduci a dirigere quest'ufficio.

FUNZIONARIA      Su, non fare il bambino! Con trentacinque anni di servizio ti impressioni? Potrebbe essere la tua fortuna.

CAPOSEZIONE    Non ti capisco.

FUNZIONARIA      Scusa, tu m'insegni che tra le figure di cessazione del rapporto di impiego ci sono pure le dimissioni...

CAPOSEZIONE    Dimissioni?

FUNZIONARIA      Certo; non mi pare che sia nulla di infamante, anzi, ti confesso che sul piano umano ritengo sia molto più con­veniente scegliere noi stessi il momento di andarcene, senza aspettare che sia l'Amministrazione a buttarci fuori a calci per anzianità di servizio.

CAPOSEZIONE    Dimissioni...

FUNZIONARIA      Sì, dimissioni dimissioni... prova a ripetere la parola e vedrai che non ti farà più alcun effetto.

CAPOSEZIONE    Dimissioni...

FUNZIONARIA      Oltretutto, visto che sei così sensibile ed hai canto senso del dovere, ti risparmieresti pure molte fatiche e molte umiliazioni.    

CAPOSEZIONE    Ma lo sai che significano le dimissioni? Significa non venire più in ufficio.

FUNZIONARIA      A quanto mi è dato di capire non mi sembra che tu abbia più un ufficio.

CAPOSEZIONE    Già, anche questo non è inesatto, io non ho più un ufficio.              

FUNZIONARIA      Che ti ha detto il capo del personale, ti tengono a disposizione?

CAPOSEZIONE    Sì... a disposizione.

FUNZIONARIA      Non è una cosa allegra, a disposizione possono tenerti anche dei mesi.

CAPOSEZIONE    Dei mesi?

FUNZIONARIA      Mesi ad ammuffire in una stanza del Ministero.

CAPOSEZIONE    Mesi... ammuffire?

FUNZIONARIA      Oppure no, decidono di rimbalzarti da un ufficio all'altro, per anni questo, ricordo proprio un caso analogo, senza che tu possa realmente impratichirti di una branca della nostra Ammini-strazione, con conseguenze psicologiche e con riflessi sulla stessa carriera che lascio a te immaginare.

CAPOSEZIONE    Ma allora io me ne vado dall'Amministrazione, io do le dimissioni!

FUNZIONARIA      Vedi che piano piano sei arrivato a condividere la mia idea? Senza considerare che con le tue dimissioni dài anche uno schiaffo morale al capo del personale.

CAPOSEZIONE     Dici?

FUNZIONARIA      Dico?! Ne sono arcisicura... così inoltre dimostri di essere un signore.

CAPOSEZIONE    Dici che si offenderebbe il capo del personale se io dessi le dimissioni?

FUNZIONARIA      Si offenderebbe a morte.

CAPOSEZIONE    E la mia decisione in quale luce mi porrebbe?

FUNZIONARIA      Tu, con la tua decisione, dimostreresti di avere una tua dignità e una tua personalità spiccata; in un certo senso lui

ti ha offeso, devi ammetterlo, insinuando che tutta la colpa del lavoro sbagliato sia la tua.

CAPOSEZIONE    Per l'esattezza non ha affermato esplicitamente questo.

FUNZIONARIA      Ma caro Altamura, tu m'insegni, da noi non si dice niente esplicitamente.

CAPOSEZIONE    Non è inesatto quanto mi hai fatto notare, lui mi ha offeso.

FUNZIONARIA      Ha offeso pur sempre un funzionario che ha alle sue spalle una carriera onorata ed un'attività sollecita e intelligente.

CAPOSEZIONE    Dici che se la prenderebbe?

FUNZIONARIA      Se la prenderebbe?! Per lui sarebbe un autentico schiaffo morale.

CAPOSEZIONE    Ah certo, un bello schiaffo morale (fa il gesto di tirare uno schiaffo) glielo darei volentieri!

FUNZIONARIA      Lo so io come se la prende per certe cose, lui pensa sempre che i funzionari siano estasiati di stare alle sue dipendenze e che non se ne andrebbero per tutto l'oro, del mondo... ora capirai, un funzionario del tuo grado e del tuo prestigio che da le dimissioni, non può certo fargli piacere.

CAPOSEZIONE    Ci sono stati precedenti?

FUNZIONARIA      Quali precedenti?

CAPOSEZIONE    Dicevo precedenti di capisezione che hanno, dato le dimissioni prima del previsto?

FUNZIONARIA      Sì... forse, non ricordo bene... no no, a mia conoscenza non ci sono stati casi simili.

CAPOSEZIONE    Allora io sarei il primo caposezione del Ministero che giunge a una simile determinazione?

FUNZIONARIA      Puoi giurarci.

CAPOSEZIONE    Certo anche questa è una bella soddisfazione.

FUNZIONARIA      Ti comprendo benissimo.

CAPOSEZIONE    Ma sì! Tanto come buonuscita quanto verrei a perdere?

FUNZIONARIA      Una sciocchezza.

CAPOSEZIONE    Una sciocchezza appunto.

FUNZIONARIA      E per una sciocchezza vorresti stare a penare ancora per anni ed anni?

CAPOSEZIONE    Tanto più che un po' di terra al paese ce l'ho ancora.

FUNZIONARIA      Ti ritiri come Cincinnato.

CAPOSEZIONE    Brava, mi ritiro come Cincinnato a godermi i campi e a riprendere le mie occupazioni giovanili.

FUNZIONARIA      (ride molto cordiale) Spero che si tratti di occupazioni lecite!

CAPOSEZIONE    (ride pure lui.) Ah, ma cosa hai pensato! Le mie occupazioni giovanili consistevano nel dipingere quadri e scrivere poesie... eh, avevo delle tendenze artistiche, poi la vita, l'impiego... ma qualche quadro e qualche poesia ce l'ho ancora, quando mi vorrai onorare di una tua visita a casa mia li sottoporrò al tuo esame.

FUNZIONARIA      Volentieri.

Pausa.

CAPOSEZIONE    Ma lo sai, cara Lina, che devo esserti grato per il tuo intervento?

FUNZIONARIA      Oh, io ho indicato quanto mi sembrava più vantaggioso per te.

CAPOSEZIONE    Eh, magari ti avessi chiamata prima, forse avrei risolto anche l'affare dell'ufficio.

FUNZIONARIA      Ora non esagerare, io sono l'ultima ruota del carro ministeriale.

CAPOSEZIONE    Andiamo andiamo, lo sanno tutti che tieni ambo le chiavi del cor di Federico.

FUNZIONARIA      Quale Federico?

CAPOSEZIONE    Così, per dire dantescamente... il dottor Sandulli, il capo del vostro servizio... dicono che non prende una decisione senza ricorrrere ai tuo parere preventivo.

FUNZIONARIA      Beh beh, non esageriamo, il dottor Sandulli in via amichevole si avvale talvolta delle mie osservazioni...

CAPOSEZIONE    Non c'è mica del tenero tra voi due?

FUNZIONARIA      Che cretinate dici, Altamura!

CAPOSEZIONE    Che c'entra, dicevo così... sai Lina che ho sempre pensato al perché non ti sei mai sposata, con la tua intelligenza, la tua grazia, la tua eleganza.

FUNZIONARIA      (si sforza di ridere) Ora non ti sobbarcare anche questi pensieri...

CAPOSEZIONE    Insomma hai deciso di sposarti con l'Amministrazione.

FUNZIONARIA      Un matrimonio di interesse.

CAPOSEZIONE    A un certo punto sono convinto anch'io che sopravvenga l'interesse personale... ormai sei abbastanza avanti in carriera, per quanto entrata dopo di me nell'Amministrazione... poi ci saranno quelle promozioni a ruolo aperto per capodivisione...

FUNZIONARIA      Oh, pochi posti.

CAPOSEZIONE    Pochi posti... a me hanno detto una  decina, anzi: dieci precisi.

FUNZIONARIA      Beh, è tutto cosi aleatorio.

CAPOSEZIONE    Non tanto direi... tu mi insegni che quando fanno le promozioni a ruolo aperto, fissando tassativamente il numero dei posti disponibili, è l'unica volta in cui l'imbroglio viene automaticamente escluso.

FUNZIONARIA      Oh, il sistema per agevolare i raccomandati lo scoprono sempre!

CAPOSEZIONE    Voglio proprio vedere, per curiosità, mica per altro, in fondo la mia posizione in ruolo non è poi tanto "accia" e prima di accingersi al gran passo non sarebbe male valutare le mie possibilità, non ti pare?

FUNZIONARIA      Più che giusto.

Il caposezione afferra un volumetto e lo consulta attentamente.

CAPOSEZIONE    Oh oh oh! Questa è bella davvero.

FUNZIONARIA      Che cosa?

CAPOSEZIONE    E' strano.

FUNZIONARIA      Ma cosa?

CAPOSEZIONE    Eh sì, si fa presto a vedere, uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto, - nove e dieci; il conto torna.

FUNZIONARIA      (frenando l'irritazione) Scusa, ma se non mi dici di cosa si tratta io non ci capisco niente!

CAPOSEZIONE    Pensa, non ci avevo mai fatto caso, io sono il decimo e tu l'undicesjma nella graduatoria dei capisezione.

FUNZIONARIA      Oh questa è buffa!

CAPOSEZIONE    Buffa vero?

FUNZIONARIA      Buffissima.

Cominciano a ridacchiare, dapprima forzatamente, poi finiscono per scoppiare in risate piene, seppure nervose.

CAPOSEZIONE    Proprio buffa, uno dietro all'altro.

FUNZIONARIA      Non ci avevo mai fatto caso.

CAPOSEZIONE    lo credevo di starti dietro.

FUNZIONARIA      E invece mi stavi davanti.

CAPOSEZIONE    A volte, vedi, le cose si scoprono casualmente.

Pausa. Il caposezione smette improvvisamente di ridere e diventa serissimo, quasi torvo.

Perciò le mie dimissioni ti farebbero comodo vero? Parte il dieci ed entra l'undici, logico no?

FUNZIONARIA      Ora non penserai mica che ti abbia consigliato le dimissioni per approfittarne io stessa?!

CAPOSEZIONE    Noooo!! Per carità, non mi permetterei mai di pensare una cosa simile, e che siamo tra cannibali?!

FUNZIONARIA      Appunto.

CAPOSEZIONE    Però se dessi le dimissioni ti troveresti bene, di' la verità...

FUNZIONARIA      Se seguiti così sono costretta ad andarmene, tanto più che è l'ora ormai.

CAPOSEZIONE No, aspetta... discutiamo da buoni amici.

Si affaccia Fisichella alla porta.

FISICHELLA         Dottore, posso andare? E' l'orario.

CAPOSEZIONE    Vai, vai pure Fisichella.

Fisichella esce definitivamente. Si coagula un silenzio pesante sulla scena. Si spengono improvvisamente tutte le luci, proviene soltanto un lieve chiarore dalla finestra. II caposezione si alza dal suo posto e va vicinissimo alla funzionaria. Sono ora al centro della, stanza e si fronteggiano nella penombra come se stessero per aggredirsi da un momento all'altro. D'ora in avanti si muoveranno a brevi passi, come in un bizzarro balletto.

Sai che ti dico? Non le do più le dimissioni.

FUNZIONARIA      Fai come ti pare, per quello che mi interessa.

CAPOSEZIONE    Di' la verità, hai saputo qualcosa.

FUNZIONARIA      Che cosa dovrei aver saputo?

CAPOSEZIONE    Che gli scrutini sono vicini.

FUNZIONARIA      Non ho saputo niente.

CAPOSEZIONE    Tanto è inutile sai, domani telefono ad Albertini e lui mi dirà tutto.

FUNZIONARIA      Se speri di essere promosso ti fai delle illusioni.

CAPOSEZIONE    Ah ah! Ho calcolato tutto cara mia, se gli scrutini sono vicini non faranno in tempo a danneggiarmi.

FUNZIONARIA      Non credo che promuoveranno a capodivisione uno che ha lavorato inutilmente per dieci anni.

CAPOSEZIONE    Di' la verità, tutti voi del servizio terzo siete invidiosi della mia promozione.

FUNZIONARIA      Sei un po' troppo presuntuoso per il mio carattere.

CAPOSEZIONE    Intanto sarò promosso prima di te.

FUNZIONARIA      Se ti promuoveranno vuol dire proprio che sei nato col fiore al sedere.

CAPOSEZIONE    Anche questa è una dote, cara mia.

FUNZIONARIA      Ma fammi andar via, mi hai fatto perdere mezzo pomeriggio per stare a sentire le tue cretinate.

CAPOSEZIONE    Ah ah! Ma se ti riusciva la manovra valeva la pena di perdere il pomeriggio, no?

FUNZIONARIA      Se non sono promossa ora, sarò promossa ai prossimi scrutini.

CAPOSEZIONE    Intanto aspetta un bel po'.

FUNZIONARIA      Sei così cretino che mi fai schifo.

CAPOSEZIONE    Intanto sono un cretino che diventa capodivisione prima di te.

FUNZIONARIA      Questo bisogna vederlo.

CAPOSEZIONE    E poi non insultarmi, come ti permetti... nel mio ufficio... Violazione di domicilio... (la spinge)

FUNZIONARIA      E tu levami le mani di dosso, cafone tornatene in campagna.

CAPOSEZIONE    E tu vattene dal mio ufficio.

FUNZIONARIA      Se è per questo me ne vado subito!

La accompagna bruscamente attraverso lo stanzone degli impie­gati fino alla porta d'uscita.

(facendogli uno sberleffo)Arrivederci, signor capodivisione! (chiude con violenza la porta dietro le sue spalle)

Il caposezione osserva iroso la porta chiusa, come se volesse colpirla.

CAPOSEZIONE    Vai vai! Lo sa Iddio cosa fai tu col Sandulli! (gira per lo stanzone buio degli impiegati, finché tende il pugno verso la direzione d'uscita della funzionarla.) Zozzona!!!

// caposezione fa due o tre giravolte gioiose e comincia a librarsi in una sua personalissima danza. Prende un pezzo di carta dalla scrivania e lo prova sulla porta della sua stanza, poi ne taglia un pezzo e lo prova ancora, in alto, come se dovesse formare una targa. Esegue questa operazione più volte, ballettando e canterellando, finché appare soddisfatto.

(leggendo un'ipotetica scritta)  Dottor Gaetano Altamura, trattino:Capodivisione.(Gonfia il petto e si mette a camminare, a passo militaresco, per le stanze ormai completamente buie)

F i n e

Novembre 1961-Maggio 1962

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