I confcc
co la mandola amara
Commedia brillante in due atti in dialetto bresciano
di
Velise Bonfante
Scena - Estate, tardo pomeriggio, il tempo minaccia temporale. La vicenda, che si concluder la sera stessa, si svolge in un giardino con tavolino e sedie, panchina o dondolo se c posto, vasi e fiori vari (o in una piccola veranda o gazebo con accesso ad un giardino) porta dingresso allabitazione e cancellino dentrata alla propriet. I genitori di Lionella sono stati invitati per un caff e conoscere cos la famiglia del fidanzato.
Personaggi - Pur essendo in dialetto bresciano la commedia si presta allinserimento di dialetti diversi: Gelsomina potrebbe essere originaria di qualunque citt italiana (Venezia, Bologna, Firenze ecc. in questo testo stata utilizzata Venezia). Anche i due agenti di polizia (come il ragioniere) potrebbero provenire da qualunque provincia italiana. Il ladro, oltre che bresciano potrebbe essere ad esempio bergamasco (ovviamente, in questo caso, la rapina sar avvenuta a Bergamo). I due agenti parleranno in italiano con marcato loro accento dialettale.
1)Bartolomeo Meo il marito
2)Reginalda Alda la moglie
3)Giacinto Cinto il figlio
4)Isidora Dora la figlia
5)Leopoldo Poldo padre di Lionella
6)Gelsomina Mina madre di Lionella
7)Lionella Nella fidanzata con Giacinto
8)Ferdinando Nando il ladro
9)Primo agente di polizia/Carabinieri
10)Secondo agente di polizia
11)Il ragioniere
ATTO PRIMO
Scena 1 la radio
(Estate, tardo pomeriggio, il tempo minaccia un acquazzone estivo. Acquazzone preannunciato da qualche tuono lontano che, partendo in sordina, andr sempre pi in crescendo fino a scoppiare fragorosamente al termine del primo atto. Lo stesso vale per la luce intermittente della polizia che, avvicinandosi sempre pi, lampegger infine davanti a casa. La sirena della polizia invece si udr, ogni tanto e solo allinizio, con stridio di gomme, mentre stanno braccando il ladro.
Da una radiolina a transistor appoggiata sul tavolo esce una musichetta allegra che accompagner laprirsi del sipario, sar interrotta dopo qualche secondo dalla voce di uno speaker:
Interrompiamo le trasmissioni per unedizione straordinaria del giornale radio:
Ancora nessuna traccia dellaudace rapinatore che questa mattina, da solo e a viso coperto ha rapinato un ufficio postale alla periferia di Brescia. Entrato come fosse un normale cliente, ha minacciato la cassiera con un coltello, si fatto consegnare i soldi - 250mila euro pari a 500 milioni delle vecchie lire - e si dato poi alla fuga. Nonostante il pronto e massiccio intervento delle forze dellordine, lastuto malvivente riuscito a far perdere le proprie tracce.
Si presume che abbia lasciato la tangenziale allaltezza di Desenzano est e che si sia poi rifugiato nella zona di Rivoltella del Garda. Nonostante la vasta battuta per il momento non c traccia di questo ladro spericolato. Si allerta la popolazione del basso Garda affinch stia in guardia. armato, temerario e molto, molto pericoloso. Si raccomanda la massima prudenza.
Riprendiamo ora le trasmissioni di musica leggera.
Scena 2 il ladro
(La musichetta continua ed ecco comparire il ladro Ferdinando. Si guarda attorno con fare circospetto poi decide di nascondersi nel giardino dei nostri eroi. Scosta le foglie e si acquatta. Fra i fiori per terra vedr qualcosa luccicare, si china: una bottiglia vuota, ce n unaltra e unaltra ancora. Le osserver perplesso, con lindice indicher altre bottiglie attorno, nascoste vicino a quelle. Si apre la porta della casa e Nando si nasconde velocemente fra le foglie, tentando poi di occultare il pacchetto del bottino. Arriva da lontano il brontolio di un tuono.)
Scena 3 Meo con le bottiglie
(Meo, professore di botanica, esce dalla casa fischiettando il motivetto della radio. Avr nascosto sotto la camicia un paio di bottiglie vuote, mentre si avvicina guardingo al suo cimitero personale controller la porta dentrata. Constatato che la moglie non c, estrae le bottiglie, ne rovescia una per far vedere che vuota e con fare furbo le sotterra insieme con le altre. Nando, imboscato fra le foglie osserver scettico il comportamento delluomo. Sempre fischiettando Meo rientra in casa.)
Scena 4 Dora e il ragioniere
(Dopo qualche secondo ancora di musica, comparir sulla porta Dora con un telefonino, parler con fare circospetto, accertandosi ogni tanto di non essere sentita. Il nostro ladro, non visto, la terr docchio ascoltando. Mentre Dora parla si abbasser fin quasi a spegnersi il volume della musica, per poi riprendere allegramente quando lei rientra in casa.)
Dora) E n caro el me ragionier, gna parln. El s a m che j- foto che scta. Prpe per chl le tgne b strte e le mle mia.
Ragioniere) (Affacciandosi sulla scena con un telefonino in mano ed avvicinandosi lentamente.) La se contente. S rit a faga cambi uficio, el mia as?
Dora) No, l mia as. Vi ap pas de lil. L el me fa pas e me ghe d endr le s foto.
Ragioniere) Per pas de lil se gha de fa en concorso. Pde mia fa carte false. Se i se nencors i sindacati, ris-ce la galera.
Dora) Macch galera. Gh mia bisgn da e n a dil en giro. Se l la fa en p de frbo sa gnnt ns. En fin dei cncc, se trata apena de n bris de aumento en busta paga, me par mia de domandaga na rba fra de c.
Ragioniere) Ater fat che rba fra de c! La sala chl che l dr a fa l, signorina? El s el se ciama ricatto (ribadisce) ricatto. E se ghes de n a la pulizia?
Dora) (Non si accorta di lui, al telefono.) L el naghe a la pulizia e me pase le foto a s mor. Me par z de idla con chla s bla facia de lna piena entant che la j-a fa pas con chle s d ble manse de mradr. Magari, ap a l, a vidila en foto, la pl cat simpatica la nsa bla centralinista bionda.
Ragioniere) (Interrompendola prendendola per la spalla, faccia a faccia.) E l, la gars chsto coragio? La vl prpe la me ruina. Ghe lhala mia na cosiensa signorina?
Dora) Da che plpit ve la predica! A vard le foto gna l el me par mia en stinch de sant.
Ragioniere) Gho de pensaga sura, (angustiato) pas de lil! Srte rbe no j-ho mai fade. S semper stat en galantm m.
Dora) Galantm? El me faghe mia rder (decisa) ragionier, basta ciciar endren. Va b, el ghe pnse sura am en bris, ma vi na risposta entro stasera.
Ragioniere) Entro stasera?
Dora) S, entro stasera o ghe d le foto a s moer. El varde p l chl che l vl fa.
Ragioniere) A comports is la na far mia tanta de strada en de la vita Signorina.
Dora) El ghe pnse mia a la me strada e a la me vita. El pnse per la s se l vl mia vidisela ruinada per dle foto (entra in casa).
Ragioniere) Chela iena l l ble buna de ruinamela de bu la vita. E sensa sta l a pensaga sura en momnt. Che embecile che s stat, (dandosi un paio di schiaffi) come gi fat a fam freg is de stpit da na cargna compagn (scuote la testa e se ne va pensieroso).
Scena 5 - Il cuscino
(Giacinto entra con un bel cuscino ricamato che sistema nel mezzo della panchina. Si allontana poi di due passi per osservarne leffetto. Annuisce tutto soddisfatto.)
Dora) (Entrando come una furia, prende, spegne la radio e si riprende anche il cuscino) Tamaro dun tamaro! Chi tha dit de t s le me rbe snsa gna domandmele Cinto?
Cinto) Perch lt smorsada Isidora? Lsela empisa la radiulina, i suna is b.
Dora) Dpra le t de radio e mia dopr la rba dej lter.
Cinto) La mia la gha le pile scariche. E lasa l ap (tentando di riprenderlo) sto laur, el staa is b s la panchina (lo rimette sulla panchina).
Dora) (Lo riprende.) Chsto l mio e te tel tchet mia. Te lho dit snto lte de dpra la t de rba.
Cinto) (Rispondendo a tono) Ap se te me lemprstet te l maje mia Isidora.
Dora) Mt emprestt i slcc quan te j-ho domandcc: n! E alura gna me te mprste gnnt.
Cinto) Se ghe j-ere te empreste can de lostrega. Tel st che chsto l en momnt de che magre.
(Alda si affaccia sulla porta con spugnetta e bacinella per le ultime pulizie. Li sente litigare.)
Dora) Magre o n te pudet aidm. Spta che te mpreste am vergt, me a te, (dandogli uno spintone) gna se te pinzet en cins.
Cinto) (Restituendole lo spintone.) Che modi signorina Gentilessa.
Dora) Oh, gha parlt el sir beneducato. Me sar mia gentile Giacinto, ma gna t l mia che te spet na buna anima, smper sgarbt e malmusts.
Cinto) Mai cmpagn de t, mala-grasia e sensa garbo (canzonatorio) cara Isidora-da la pansa mla, ghe n vl per rit!
Dora) (Infuriata) Mama el mha ciamat am Isidora-da la pansa mla.
Alda) (Avanzando verso i figli.) Muchla l tuss de sighit a tac bga come du gnarli, me fi vgner el c gros compagn de na mina. L perch sif grand seden ve dars en cupin per .
(Alda fa bonariamente il gesto di dare uno scapaccione, Cinto rientra in casa offeso.)
Alda) Lsel d che quan l stf el pta l. (Riprendendo il cuscino e risistemandolo sulla panchina.) Che te n faa se t frdel el dopra el t cus, el te la majar mia. (Allontanandosi di due passi per osservare leffetto.) Varda come che l sta b s la panchina.
Dora) (Ancora pi infuriata si riprende il cuscino dalla panchina.) Chsto l mio e mia suo. Te difndel smper mama.
Alda) Varda Isidora che me ghe tgne la part a ns, vi apena le rbe giste.
Dora) Giste! El sm che l l el t cucul. Te ghe d smper rez a l e mai a me.
Alda) (Le toglie il cuscino di mano e lo rimette sulla panchina) Quan te ghe l te, te la d a te la rez, se l ghe lha l, ghe la d a l. Ghe d rez a chi ghe lha.
Dora) L mia vera. Crdet mama che l spe mia che te pnset che l el sape p brao de me?
Alda) Fin che t, te te comprtet is, cara Isidora, ghe vl mia tant a ser p brai de te.
Dora) El mha tt s la me rba sensa domandamela e m, gars duzt fa sito secondo te!?
Alda) Ap se el lha met s la panchina el te la maja mia.
Dora) Ah s, el me la maja mia e alura th. (Con un moto di rabbia prende il cuscino e lo butta lontano, esce piangendo.) Per te m cnte mai gnnt.
Alda) Come ft a d is? (andando a raccoglierlo) Che la tza l quan che la taca a stfa l bra fis de fa sta z le glorie. (Rimette il cuscino della figlia sulla panchina.)
Cinto) (Rientra con un altro cuscino pi brutto) Gho catt chsto en del caset, che n dizt mama?
Alda) Ormai lasa s la panchina chl de t sorla.
Cinto) E se la ve fra a tsel quan gh ch j-alter, che figra ghe fm?
Alda) L mia is stpida de fa na stpidada cmpagn.
Cinto) (Mentre parla con la madre prover a mettere un cuscino accanto allaltro studiandone leffetto.) El set che la culpa l t, mama, se me sorla la se comporta is?
Alda) Culpa me Giacinto?
Cinto) Certo, perch a lasaga smper fa chl che la nha ja, te lt leda s mal.
Alda) (Ironica) Ha dzet!
Cinto) Ghet vist mama cosa scet a contentla smper en tt e per tt, a daga smper rz? Ghet vist che bl risultato?
Alda) Tas Giacinto. E mochela l che chsto l mia el momnt de d ocade. (Al figlio seccata) Ns gh nast genitr. Sempara is nat. E l mia vera che l stada smper contentada en tt e per tt. L apena che l la vl mia che se tche le s rbe sensa dghel. Tel st che l fada is. La gha mia tcc i trcc. Ghiet pra a domandaghl stiss a t?
Cinto) Alura, secondo te la gha rez me sorla? Visto che te ghe d smper rez a l?
Alda) Gho mia dit che la gha rez t sorela, gho dit apena che la gha mia tcc i trcc. Te ghet de domandaghel prim de tl s. Che te costa domandghel prima?
Cinto) Prima vardae se l staa b e po dopo ghe lares domandt. Ap l la tl s le me rbe sensa dmel, per me mte mia z en caz compgn.
Alda) Sta sto al che quan te ne encorzt te mtet z de ps. N gh de tmen e dmen a ns dei du. Ap a te con de nint te cipet fch.
Cinto) (Agitato riprende il cuscino) Alura per t chsto l s e per te la gha fat b a vgner a tsel? El set che te dze? (lo getta lontano) El vi p gna me (esce furibondo con il cuscino brutto).
Scena 6 - Reginalda e Bartolomeo
(Alda va a raccattare il cuscino, lo pulisce e lo rimetter ancora sulla panchina.)
Meo) (Entra con due bicchierini ed una bottiglia.) Veggio l meglio ed al peggior mappiglio (Petrarca)[1]Chsta l prpe sgnpa-sgnpa, narala b ai siri per zontga nel caf?
Alda) A me te mel domandt? Te se t lesperto.
Meo) (Studiando letichetta della bottiglia). L' gina de le marche p bune. (Toglie il tappo e annusa il contenuto con grande soddisfazione.)
Alda) Nasa, nasa (esaminandolo) Te me pghet mia lcc Bartolomeo. Cosla chla facia l?
Meo) Quale facia? Gho la me facia de tcc i d. Perch, gi pdel mia ser contnt per na olta? (Soddisfatto) Enc me snte prpe algher-alegrnt.
Alda) Te sar algher perch te gar za slongt z en qualch gto de chi gis-cc.
Meo) (Rigira la bottiglia fra le mani) Macch gto Reginalda, l da gr sera che no n taste gna n gs. (Al pubblico.) E s che stamatina la st lera tanta (alla moglie) per camela gho bit na carafa de acqua. Vi mia f brta figra prpe enc. Per chi me cipet?
Alda) (Sistemando) Te cipe per chl che te s. De acqua, se al cntemela gista.
Meo) Varda che me s mia en ciancol. Non pi serti di rose Ma stupido papavero, grondante Di crassa onda leta (Parini)[2].Ghe tgne ap a m a fa bla figra coi ns futuri consuoceri.
Alda) A la f te far la figra de pirla come al slit. I s de la Lionella i ve che aposta per cunusgn e varda chl che i cata. En che cundisi i te cata.
Meo) (Seccato) En che cundisi ghai de catm? Perch, vi mia b is?
Alda) Bartolomeo: te spset de v lont en chilometro.
Meo) Come fi a sps de v se chsta l sgnapa. Te dze che stamatina nho tastt gna en gos. Me crdet mia? Vt che me mte s na gamba sula? Perch set smper is malfidenta- malfidenta, smper is cata-catinta con tcc Reginalda?
Alda) Cata apena con de te, perch a olte me verggne finamai de vit spuzt.
Meo) Te te te verggnet de me? Te garset gna de parl con tte le brte-brtnte figre che te me fet fa en giro per culpa de le t ma sbze. Spnder e spnder compagn de na principessa e oltre tt fa marc. Come pnset che me snte me quan pase en pisa e n boteghr el me ciama e l me dis: Alura sir Bartolomeo, quandel che sistemm el cnt de la s sira?.
Alda) L capitt na olta sula.
Meo) L capitat tre olte, tant vero che me v p en piaza per culpa t.
Alda) No, en piaza te te ghe ve p de quan che i tha catt embrich mars a fa la pip deanti a la porta del municipio.
Meo) Cosa vt a cass a m, l na storia cia. Gh past agn. L stat a la sna de la clas e t a mnt che ghie domandt scsa al sndich? E l el ghia capt (al pubblico) lera stat a sna con de nter, figrs se no el capa (alla moglie) e gh nat tt en p e acqua am de alura.
Alda) S, p e acqua spurca. Gh fint tt, s, ma dopo ser fincc sl giornal. E (imitando il sarcastico ricorda del marito) t a mnt che la lstrada a la porta del municipio la gn costada de p de snto euro. Dai, dam na m a port fra le scagne.
Scena 7 - Gelsomina e Leopoldo, poi la figlia Nella
(Alda e Meo escono lasciando la bottiglia e i bicchieri della grappa sul tavolo. La scena resta vuota alcuni attimi. Mina e Poldo arrivano litigando. Poldo sar un ex-collonnello. Si fermano davanti al cancello ad aspettare la figlia. Mina avr un trucco molto pesante, orecchini appariscenti e si far aria con un ventaglio.)
Poldo) Quant te dize de fa na rba te ghe de fala sensa discter. Ghet capt! E p: ricrdet te st la mer den ex-colonl de lesercito. Me par de viga parlt ciar. Ghet capt s o no?
Mina) Gho capt Cocco-bello, gho capit per vi mia fal.
Poldo) Ah s! Te vlet mia fal? Alura, sicome m ghe tgne a fa bla figra Gelsomina fom dietrofront e turnom a casa (si avvia per tornare da dove venuto).
Mina) (Lo rincorre, lo prende per la giacca e lo riporta al cancello) Sta mia fa is Leopoldo, mel tre via, set contnt! Per capse mia che fastide pde dt el me rosto. Se l se ciama rosto el gha de ser rs, per forsa el gha de ser rs.
Poldo) Chl l l trp ros! En rs compgn le la dpra apena srte fmne. Te l set che vi mia che te me pret gina de chle Gelsomina. Te set vardada a le spcc?
Mina) Certo che me so vista a le spcc. E prpe per chl lho ms, perch gho p la belsa de lzegn[3] Leopoldo. Gho bisgn de tignim s.
Poldo) Per tigns s ocr mia dopr en rost compagn Gelsomina.
Mina) Na olta l el rost, na olta j- i calzcc, na olta le nge mptrade, na olta l l vistt. Te set mai contnt de me Leopoldo.
Poldo) Te ghe de scultam quan parle. Vi apena che te nghet en giro vistida come Dio comanda.
Mina) Me, me vste come Dio comanda, l a te Cocco-bello che te va mai b gnnt.
Poldo) Se te fo oservasi Gelsomina l per el t b. Dopo tt chl che gho fat per te, te me set gna en po riconoscente. Se te gh cambit vita Gelsomina l stat apena per merito me. Te garset de sintit obligada envrs de me. M, al t post, me sentars en debit. Te gareset de baz la tra end che pste per ringraziam, cara mia.
Mina) L 23 agn che pieghe la schena (prende il fazzoletto dalla borsetta si toglie il rossetto) l 23 agn che so dr a pagt sto debit Leopoldo; 23 gn che f chl che te dzet, 23 agn che n mai fra de ls se n te gho en banda. L 23 agn che vve serada s ps de na suora de clausura.
Poldo) Sta mia mitila z spsa. D ptost che l 23 agn che te fe la vita de sira. E se te ft la sira l per mrit m. Varda che m, apena m, gho vit el coragio de salvt da la strada.
Mina) Oh, chl coragio l podar mai desmentegl, l 23 agn che ogne mint second te me l spit en de le rce e che te me st ads fin quasi a stofegm Leopoldo.
Poldo) El f per el t b. So stat semper en soldt, el f per protigt.
Mina) No, Cocco-bello, tel ft apena perch te st gelus compagn de n ca. (Mostrandogli la bocca) Va b is o set gnam contnt.
Poldo) Za che te s dr, cet ap i uric che i me par chi che dpra le africane en ms a la giungla.
Mina) (Togliendoli) E cam ap j-uric. E ads che fi? Ghoi ap de mitm en fasl sl c e (battendosi il petto) sighit a d: mea culpa, mea culpa, mea mazima culpa.
Poldo) Sars el minimo che te pdet fa. Te a mnt che se te gh cambit laur l stat per mrit me.
Mina) Grasie Leopoldo, grasie, grasie, grasie, grasie, te ringrasie fis. Ghoi de bazt ap i p ?
Poldo) (Molto, molto seccato) Gh mia bisgn che te me bzet i p, l as che te te cet j-uric che te stet en mal de c. (Malcontento) En tcc chsti gn te set gna en p cambiada!
Mina) (Esasperata) So gna en p cambiada!? Gho cambiat vita, gho cambit cit, gho cambit nmGiacomina en Gelsomina (al pubblico) pch ma l cambit. Gho cambit casa, gho cambiat modo de vistim e de camin, gho cambit petenadra, gho cambit culur ai cai, gho cambt parlada el gnam as? Ma cosa vt am de p de me! El sanch?
Poldo) (Fa il gesto di gonfiare la bicicletta.) S, pompa pompa che me sbrfe! Esagerada!
Mina) De p de chl che gho fat, cosa ghoi de fa per cambi: trasformam en de n pinguino?
Poldo) Che spirit de patata! Te me fe gna en p rder, Gelsomina. E se varg te ricons? Vt vser ricunusda? Secondo te, se varg dei t vcc clincc i te ricons, m, che figra ghe fi?
Mina) Macch clincc e clincc. Chi vt che me conse consada is e dopo 23 agn.
Poldo) 23 agn pascc per gnnt. Chla camizta l l trop scolacida, srela s en brs.
Mina) (Chiudendo con le mani il colletto) Me stofghe is Cocco-bello.
Nella) (Raggiungendo i genitori col fiatone) Che cursa che gho fat.
Mina) Lera ura che te riet.
Nella) (Alla madre) Perch te set cada i ric mama che te stat is b?
Mina) L perch t pader
Poldo) (Interrompendola, alla figlia rudemente) Perch ghet ms is tant? Semper la solita embranada, buna de fa gnnt.
Nella) Ma bub, l perch
Scena 8 lincontro
(Alda e Meo scuri in volto, rientrano con le sedie. Nellintravedere gli ospiti per, i loro visi subiranno una trasformazione totale: si distenderanno, saranno sorridenti ed innamorati.)
Alda) (Agli ospiti) Buongiorno, salve, dnter, ghere prpe ja de cunusf. (Va verso la porta a chiamare il figlio) Cinto, Cinto varda che j- ricc.
(Si presenteranno a vicenda - Salve salve - professore colonnello - prego prego. Si siedono.)
Meo) (Questa battuta va persa nella confusione.) cioa le Ipoma triclor (campanelle rosa)[4]
Cinto) (Entra e abbraccia Nella.) Oh yes. Ciao, criz stralznt - prsch de velt my baby
Nella) Ciao, lder de cr - Sospir de lna sweetheart
Cinto) Buchina dlsa de mel mostas darznt angelic smile
Nella) Angil sensa le tezr del parads - my beloved
Cinto) Honey - Farfala culurada - Rsa profumada
Poldo) S, rsa mistica, muchila l tuss che f vgner engsa a le prede.
Mina) Tas z e lsei fa, Cocco-bello, st envidis perch lur j- zugn?
Meo) Nihil sub sole novum[5] niente di nuovo sotto il sole.El j-a lase fa, (ammiccando fra uomini) se ricrdel mia noalter de zugn a che lta l? (A Mina) Le mia che nolter se som za cunuscc de na qualche banda siora? Me ve mia en mnt ende. (Alla moglie che si alza per andare a fare il caff) Stla, sta ch sintada z, bla comoda-comodnta, che v m a mter s el caf e a t le chicherine. Caf per tcc? Du biscut? Na bibita?
(Annuiscono tutti: - grazie grasie va b tt el staghe mia a distrbas.)
Mina) Per me en gos de acqua grazie.
Cinto) (Affettuoso al padre) Sta ch te bub che vo m. Ghe pense m al caf, m co la me Nla.
(Cinto prende Nella a braccetto ed escono guardandosi innamorati. Mina li segue con lo sguardo sorridendo. Poi, mentre chiacchierano Meo studier ancora Mina, inoltre, ogni tanto tenter pure di versarsi da bere ma la moglie glielo impedir spostandogli il bicchiere.)
Poldo) (Lo guarda sorpreso) Sar che me s s a comanda e a fam srver ma, el me scze, de bu l sir Bartolomeo el sars nt a mter s l caf e a prepar le chicherine al pst de la so fmna?
Meo) Certo. El me ciame Meo, sir Poldo. Cosa ghal idea, che sape mia bu de fa l caf? (Guardando la moglie innamorato.) De slit el prepare smper me el caf en chesta casa, vi mia- mia che la me fmna la trible, m quan che ps: ghe ide.
Poldo) El la ida?
Meo) Certo, cosa gh de strano. Per me l na roba normal-normalnta na a mter s el caf o aidla. Quan se vl b a na persuna se la ida e se serca de fala contenta-contenta. Ve dizar de p, me tte le matine ghe porte el caf en del let a la me Stla dora.
Poldo) De bu?
Alda) (Ritrosa) S, el me ria tte le matine con de en vasojt, con de ensima na brioss e l caf e p na rsa o en fiur.
Meo) Ma s, en ramt deConvallria majals (mughetto)[6] o de Lthyrus odortus (pisello odoroso) o de Hppeastrum hbrida (amarillide)a seconda de la stagi.
Mina) (Sorpresa e con una punta di invidia) Come che l frtnada sira Reginalda.
Alda) La me ciame Alda siora Gelsomina (guarda il marito scherzosa) S mia se l na frtuna o na condana. El fato l che el me porta el caf a le ss de matina, quan che l el lia s.
Meo) Me lie smper s bunura. Me pias lia s bunura-bunurnt. L la matina che la ida el d
Alda) Envece a me, me pias drmer. E ghe dize smper Lsem drmer Meo, el vi mia el caf a le ss de matina. Spta almen le st a portmel. Ma l gnente. Tte le matine, a le ss en pca, el me porta el caf en del lt.
Meo) Bel cald e bl frt, che daghe la scosa eletrica a la me Stla, (guardando innamorato la moglie) a le ghe pis el caf bl ngher-negrnt.
Mina) (Sorpresa) Stla? Cridie che la se ciames Reginalda, tt al p Alda.
Meo) (Abbracciando la moglie) S, la se ciama Reginalda e l Alda per j-amici, ma me la ciame Stla perch l na stla-stlnta de mer. N ghe n unaltra compgn de l. S stat frtnat fis-fis a ctala e am p frtunt a spuzala la me Stlasa dora.
Alda) (Al marito, ritrosa e timida) Sta mia fam deent rssa Bonbon.
Poldo e Mina) Bonbon?
Alda) (Coprendosi la bocca come se le fosse scappata la parola, poi spiega) Bonbon l en sctm che gho dat me, is per schrs, perch, de slit, l duls compagn de n conft, (sorridendo) ap se a olte la mndola de dnter l en bris amara.
Mina) En bris amara? Almen la gha entren el scher, pensa a chi che, poarcc, i gha gna la scrsa dulsa i gha de sgagn apena la mandola amara. (Agli sguardi incuriositi degli altri due ribatte) l mia el ns caso n Cocco-bello? Fae is per d.
Poldo) Se fa is per d, de sicr l mia el ns caso, m e la me Mina, ap se gh past tanti agn, se vlom am en b de lanima.
Meo) LAmor che move il Sole e l'altre stelle (Dante).
Scena 9 il caff
(Cinto e Nella portano caff. Lo servono, vanno e vengono con biscotti e acqua minerale. Infine rientreranno in casa abbracciandosi.)
Cinto) Oh yes, ec el caf.
Alda) Giacinto, ciama de ch ap t sorela che lha presentom a j-ospiti.
Cinto) La ra sbit, sich mincc, l dr a finser de telefon e la ria. (Agli ospiti spiegando) I lha ciamada al telefono. Me sorla la ghe d de mnt a tcc. Le l smper gentile e disponibil e se la pl fa en piazr la se tira mia ndr (esce).
Meo) (Sottovoce alla moglie.) Perch vgnela mia ch con nter?
Alda) (Sottovoce al marito.) La ve mia perch l encasca con s fradl. Ssttt.
Mina) (Ad Alda) Parars che la gabe du brai fii.
Alda) No parars, (affermativa) ghe j-ho. (Guardando con affetto il figlio) Gho du fii che j- du gioielli. Gi p brao de lalter, el vera o n Meo?
Meo) Certo che l vera. I va a gara tra de lur per contentgn. Ghe n mia tancc al d de nc de fii come i nster. Som du genitur frtnacc- frtundncc.
Mina) Du genitr en gamba. Che bla fama! L frtnada me fila a vgner a fa parte de na fama compagn. Tcc che se vl b, tcc che se aida. El sif che quasi quasi ve envidie, nel senso bu sentend.
Poldo) (Seccato) Che set dr a di Gelsomina, envidi perch rba, a te cosa te manca?
Mina) A me gnnt, dize is per d, vulie apena faga en compliment. (Qualche tuono lontano - cambia discorso.) Sperm che vgne mia el temporl stasera. (Guardandosi attorno) Che bl che l ch. Che bl giard!
Alda) (Guardando il marito con affetto.) Come se dr a diga prima, l el me m che ghe va dr al giard. E guai se varg lter ghe mt le m. El vl fa tt l. A olte me vegnars ja de taja lerba o empiant en qualche fiur ma l el vl mia. Gna parlan.
(Mentre Alda parla il ladro agiter una bottiglia vuota.)
Meo) (Prendendo una mano alla moglie e accarezzandogliela) Perch vt spurcat chle ble-belnte manine ch Stela cara! Lsem fa a me, Stla dora.
Alda) Grazie Bonbon, come te set gentile. (Agli altri) Per la verit l l so mster, pins che l l cons el nm de tte le piante.
Mina) De bu? (Mettendolo alla prova.) S, el me dize come se ciamela chla l.
Poldo) S, chsta pianta come se cimela? El me la dize che so curis.
Meo) Veramente (A Poldo, indicando prima una poi le altre) chesta l: Trachycrpus fortuni (palma), Taxdium disticm (cipresso) Pittosprum tobra (siepe di pitosporo) Crylus maxima (nocciolo) Mspilus germanica (nespolo)[7] e po chla l l
Alda) (Al marito sorridendo gli fa cenno di tagliare) Bonbon am caf? E le siura Mina?
Mina) No, grasie, a bin trp gho pra de mia drmer dopo.
Alda) (Curiosa) Ma l, siura Mina, ghe lhala mia en sctm? El s m come la ciamela?
Mina) Mina e basta. S mia se se pl ciamal sctm? Me ciame Gelsomina per de smper i me ciama Mina. (Sorridendo fra s compiaciuta) Mina perch i dizia che sie na bomba en tt e ghe garantse che de zuina en sl me laur ghera ns che me batia.
Alda) Ads laurela p?
Poldo) (Allungando un calcio sotto il tavolo alla moglie) L da quan che se som spuzcc che la gha pett l de laur. (Vedendo Alda e Meo che si sorridono cambia discorso.) Ma ch, se catom denti du spuz am n lna de ml. Quant tmp el che sif maridcc, (canzonatorio) volter du, spuzi?
Alda) (Sorridendo al marito) J- quasi 30, pensa quan tmp che gh past, ap se me par gr quan se sm cunuscc.
Poldo) Nalter j- 23. Spetm che rie i 25 e p farm na bla festa. Na festa de chle grande, i smea gna pascc tcc chsti agn. Se no fos perch gom na fila za granda me par gr quand gho cunust la me Mina.
Alda) Come ve sif cunuscc?
Mina) (Imbarazzata, fa per raccontare, guarda il marito che parla al suo posto.) Veramente
Poldo) Veramente, i mia trafert a Venesia (o Brescia o Milano, ecc). A chl tmp sie am tennt. L stat a Venesia che s pasat prim capitano e dopo colonl. (Sognante) Bei tempi la vita de caserma, tcc che ubids sensa discuter. Tcc s lantenti. Tocc pronti. Bi agn!
Meo) Marciate, o della patria ncliti figli (Carducci)[8] Sal che ap m gho fat el soldt a Venesia, per sie en marinae mia ne lesercito. (A Mina) Ma noalter du l mia che se conosm za? Me gho prpe limpresi de la vista am. L mia che
(Qualche tuono lontano)
Mina) (Interrompendolo) L mia ch v a pier? Che scr che s fat l n fnd.
Poldo) Ghet sert el finistr de la machina de la t banda Gelsomina?
Mina) Oh Cocco-bello, me ricrde mia, sar mei na a vder (si avvia) sczim siri, v e vgne en de na cursa (esce).
Poldo) (Guardandosi in tasca) Le ciaf de la machina Gelsomina, spta, come ft a drver, sczim siri, turnm sbit (la rincorre. Sul cancello si scambiano un paio di battute acide).
Mina) Ghet idea che me prde a n de sula?
Poldo) (Facendole vedere le chiavi) Sars mia la prima olta
(Escono. Alda Raccoglie le tazzine.)
Scena 10 Meo e Alda rimasti soli riprendono a litigare di brutto
Meo) (Versandosi un goccetto) Chis perch i gha mia parchegit che deanti. End i nacc a parchegi?
Alda) (Sgarbata) Che te frga a te end i gha parchegit. (Sarcastica gli toglie il bicchiere) S, va avanti a ber. Sghita a ber e te vedar che f che te f. Dopo v mia de me a pinzer quand te s-ciopar el figt.
Meo) S gnam a chei punti l Reginalda. Pde pet l de ber quan che nho ja, ap sbit-sbit.
Alda) E alura pta l.
Meo) Petar l quan che l sar el moment. Petar l quan che el decidar me.
Alda) S, quan che sar trp tarde e te vedar vul le bestie negre per el delirium tremens.
Meo) (Facendo dei segni con le dita per scaramanzia) Tih tih tih.
Alda) S mia me chla che te porta scalgna, l t che te set dr a ruint c le t stse m.
Meo) Ohh, che tcio. Smper chla menada, smper dr a caam el fi per nint-nient.Gutta cavat lapidem la goccia scava la pietra Cambia disco per na olta Reginalda. L ura che te la mchet l de fa listerica e de rmper le scatole.
Alda) Ah, sares me chla isterica e rompiscatole! Ma vrdet t ptst come te st const.
Meo) Sicr che me varde, mia compagn de te che te vdet la paja en de i me cc e mia la t trav. Na trav che mha ruint-ruinadnt la vita, va b is?
Alda) M tares ruint la vita a te! L te che te me l ruinada a me per chel t brt vse de ber (esce col vassoio).
Meo) (La segue) Gho mia el vise de ber. E ricordt che en chesta casa s me che porte le braghe (esce).
Scena 11 Mina e Poldo ritornano e litigano sul cancelletto
(Mina e Poldo ritornano. Riappaiono le luci intermittenti della polizia ma senza sirena. Stanno circondando la casa, stridio di freni e sgommate.)
Poldo) Lere dit me che lera na scsa chla del finistr.
Mina) Mach scsa, Cocco-bello vdet mia che l en fojt de publicit? Vrdel b.
Poldo) S, publicit! Ti aspetto alle 5 allinaugurazione della mostra in via. L gi che tha dat en apuntament.
Mina) Apuntament en corno. Cocco-bello vdet mia che l en biglit scrit col compiter?
Poldo) Compiuter o n, de end vgnel sto biglit Gelsomina?
Mina) El so mia cosa che l e da nd che l v. El so mia chi lha scrit. El so mia chi gh stat a mitil sta el tergi-cristal. Vt capila s o no.
(Nel rivedersi ecco di nuovo la trasformazione automatica, tutti diverranno sorridenti e felici.)
Meo) Alura, rel sert el finistr?
Mina) No, gm fat b a na a vder.
Poldo) N finistr n machina ghera sert. Tutto ai quattro venti , menomal che chsta l na zona tranquila.
Meo) Tranquila-tranquilnta, ch ghe n mia de lder. Ch, no i gha mai robt gnnt a ns. Ap m tante olte lse la machina dervrta e no gh mai scs gnnt.
Poldo) Me par de viga sintit na gsa.
Mina) Aga d gse. Par prpe che tche a pier.
Meo ) L mei che nme en casa, prim de cipala sl c, (guarda il cielo) quan che el temporal el v de Lun gh miga de schers.
Scena 12 Dora e il ladro
(Rientrano in casa. Ancora le luci intermittenti della polizia ma senza sirena. Stridio di freni. Il ladro non sa che fare, guarda il cielo. Esce dal suo nascondiglio. Pensa, poi con fare circospetto esce dal giardino e va avanti ed indietro di corsa davanti al cancelletto sbirciando ogni tanto la casa e lanciando occhiate preoccupate alle luci. Dora esce di corsa per riprendersi il cuscino sulla panchina. Il ladro la chiama continuando a correre pur restando fermo.)
Nando) Signorina, signorina.
Dora) (Fermandosi e osservandolo) S?
Nando) Scusi signorina, sie dr a fa en p de footing ma par che vgne a pier, ghe en fa gnnt se me ripare sta la s gronda entant che pasa el temporal?
Dora) (Simpatizzando) Ma certo, gho sintt ap me na gsa (andandogli incontro sorridente, lo fa accomodare) el vgne, el vgne ch is el se bagna mia.
Nando) (Galante) Grasie, grasie, com gentile. Signorina?
Dora) Dora, veramente el me nm l Isidora, ma tcc i me amici i me ciama Dora.
Nando) Pde ciamala ap me Dora compagn che fa i so amici?
Dora) Ma certo
Nando) Come che l gentile signorina Dora
Dora) L el minimo che se pl fa quan che ambia a pier. E l, come se cimel?
Nando) Nando (le porge e le stringe la mano trattenendola pi del necessario) piacere Nando. Veramente el me nom l Ferdinando, ma tcc i me amici i me ciama Nando. (Annusando laria) Mmmm che bu udr che la gha ends. Mmmmm che profumo delicat, inebriante. Sala che m gho en debol per le fmne profumade. Le me fa gir l c, le me sinsga la fantasia.
Dora) (Sorridendo) De bu?
Nando) E che bel sorriso che la gha signorina Dora. Quan che la tira la bca en rder che se mpisa j-cc. Sala che i s cc i par d perle? J- sterlzncc come d perle.
Dora) (Civettuola) Come che l gentile sir Nando. E za che ghe sm, podm mia das del te nolter du?
Nando) Ma certo signorina Dora. (Sternutisce) Me sares mai spett che enc vignis a pier.
Dora) Chl temp ch l mat compagn de n cal.
Nando) Temp e siori i fa chl che i vl lori. (Sternutisce ancora.) L perch s tt sdat.
Dora) El vgne dnter en casa alura, de n ciap s vergt (si avvia) se fa talmente a la svelta a ciap s vergt con de en temp compgn.
(Nando la osserva ma non si muove, sternutisce di nuovo.)
Dora) Nm , el vgne, el staghe mia a viga pra. Ch gh ns che la mangia.
Nando) Ma e i s e i t grai vergt de d se me garai vergt en contrare se me
(Si sente fuori scena labbaiare del cane poliziotto inizier anche un poco di vento.)
Alda) (Esce a chiamare la figlia) Che set dr a fa Dora? (Vedendo Nando) Ohh, buonasera sior.
Dora) Mama, te presente Nando, ansi Ferdinando, l Nando per gli amici
Nando) (Porge la mano ma gira il capo e sternutisce) La me scze sira.
Dora) Poart, lera dr a fa footing e l tt sdat. Con chl temp ch l en mint ciap s vergt.
Alda) Enfati, sti mia sta ch s la porta tss, (aprendo la porta) vgni dnter prim de malav.
Nando) Vlares mia distrb (sternuto).
Dora) Ns disturbo. Prego, prego.
(Nel girare il capo allultimo starnuto Nando vede uno o due poliziotti che si avvicinano frugando fra i cespugli. Non se lo fa dire due volte ed entra precipitosamente. Dora e Alda che girano le spalle non notano niente. Entrano anche loro in casa. La polizia si guarda attorno cercando delle impronte. Esce Meo.)
Scena 13 la polizia
Meo) Buonasera. Desidera?
1 agente) Buonasera a lei. (Cercando di sbirciare oltre la porta) Tutto bene in casa?
Meo) Certo, tt a posto. Perch gh en qualch problema?
1 agente) (Gli fa cenno di avvicinarsi) Venga, venga avanti verso di noi molto lentamente.
(Meo lentamente e perplesso va a sentire cosa vogliono)
1 agente) (Gli gira attorno) Controllavamo che la sua risposta fosse stada data liberamente e non sotto la minaccia delle armi.
Meo) De le armi? Armi? Cosa el dr a d?
1 agente) (Indicando la porta) Dentro tutto bene? sicuro?
Meo) P che sicr-sicrnt. Ostis, s el padr de casa, vlel che sape mia chl che sm dr a fa dnter en casa me.
2 agente) E cosa state facendo di bello?
Meo) Gm apena tirt el cl a na bsa de chle tghe. De chle speciaj-speciaj, gista per locazi. Sm dr a festegi i ns tuss. En vulf en gs? Dnter-dnter, prim che pie.
1 agente) No grazie, siamo in servizio.
Meo) Se ghsef de sa chl che ve pird. Per na lta fi finta de gnnt, m giurato canla, dize gnnt a ns. cio a le Tagtes patla [9](garofoline).
2 agente) (Molto ma molto sospettoso) Fermo! cio a che cosa?
Meo) A le garufuline. Nom che d che e n po ve z lacqua a sedelade (si avvia).
2 agente) (Senza muoversi) Un momento: c solo la sua famiglia o ci sono altri estranei in casa?
Meo) (Tornando sui suoi passi) Estranei? No, ghe n mia de estranei en casa. Ghe sm apena nter (elencando): m, la me fmna, i me du fii, la murusa de me fil, la mama e l bub de la murusa de me fil e n amico de me fila. Ma, de che se trata?
1 agente) Siamo sulle tracce di un ladro pericoloso, molto pericoloso che si aggira in questi paraggi. Lo stiamo braccando. Il fiuto dei cani poliziotto ci ha condotto fino a questa casa.
Meo) Siri, ve garantese che ghe n mia de lder en casa mia. La nsa l na zona tranquila-tranquilenta. Ghe n mai stat de lder. (Facendo lo spiritoso) Noalter de lder gm apna chi de la luce, ah ah ah.
2 agente) Non faccia tanto lo spiritoso, non proprio il momento di scherzare.
1 agente) Non ha sentito cosha detto il mio collega? Si tratta di un ladro molto pericoloso. La preghiamo di non intralciare le indagini.
Meo) Entralci le indagini? Me entralce prpe gnnt. Vi sul n dnter en casa. Siri, o dnter o fra, dech e n p ria el finimond. Vard che scr che s fat z en fnt.
Quan che l tuna en verse Veruna ciapa la sapa e va sapna
Quan che l tuna en vers Lun (Lonato) ciapa la sapa e va a c.
2 agente) Lo sappiamo, lo sappiamo,
Quandu arriva da Lunatu riempie lu fussatu
(Spiega ad un Meo stupefatto) Noi della polizia sappiamo sempre tutto.
Meo) Quan che l riva de Lunatu?! No, l: quan che el ria de Lun gh miga de schers.
1 agente) La smetta, neppure col ladro c da scherzare caro Signore.
(Sulla porta si affaccia Dora con lamico-ladro alle spalle.)
Dora) Bub, la dis la mama come mai che te set am ch de fra col temporl che (le muoiono le parole in bocca pensando che siano venuti per lei) la polizia? (Si aggrappa allamico.) S mia el perch ma quan che vde gi en divisa me ve smper ads na pora.
(Il ladro,senza toccarca di modo che lei non se ne accorga, furbescamente metter il braccio attorno alle spalle di Dora. La polizia fa loro cenno di scendere. Fulminato poi da una sua occhiata far finta di niente e la prender sottobraccio.)
2 agente) Avanti, avanti voi due. Avvicinatevi molto lentamente prego.
Meo) Sti atenti a le me Tagtes patla (garofoline) e a le Ipoma triclor (campanelle rosa).
Dora) Cosa gh scs bub? Come mai la pulisia? Per chi i vigncc? Per te?
Meo) Ma n, smea che ghe sap en giro en lder periculs-periculusnt Ve nsa, s svlta. (Alla polizia presentandola) Chsta l Dora, me fila (e indica il ladro) e chsto l el s amico.
(La polizia capir amico come probabile fidanzato gira loro attorno e li osserva attentamente poi fa loro segno di andare vicino a Meo. Il ladro impassibile sorrider dolcemente a Dora.)
2 agente) (A Meo) Allora questa sua figlia e questo un suo amico? sicuro di quello che dice?
Meo) Certo, vlel che conse mia me fila? Me fila, per el so amico l
(Poldo si affaccia proprio in quel momento sulla porta per vedere perch non rientrano e impedisce cos a Meo ulteriori commenti. La Polizia scatta puntandogli contro le pistole.)
Poldo) (Alza le mani istintivamente) Che sct? Come se permtel, el varde che me so en ex- colonl de lesercito.
1 agente) Colonnello o n, fermo e non si muova.
Meo) Ehi capo, vard che chsto l mia l lder. Chsto l el sir Leopoldo, el pder de la mursa de me fil. E lera de bu en colonl, de lesercito, e de chi toghi-toghi. L ch con s mer, j- vigncc per
1 agente) (Facendo cenno a Poldo di avvicinarsi lentamente. A Meo) Zitto lei che le domande le facciamo noi.
Mina) (Sulla porta dietro le spalle di Poldo) Che scet Cocco-bello? Che stet a fa ch de fra col ris-cio de ciap el fridr. Varda che vnt, turna dnter. (Vedr la polizia con le armi spianate) Che sct (alza le mani, al marito) Leopoldo cosa ght cumbint sta lta?
Poldo) Sta sito e sta calma Mina, stam de dr a me. So n soldt. S s a fa la gura e gho pra de ns.
Meo) (Alla polizia) El sbse chla pistola. Chsti siri j- i me futuri consuoceri. I genitr de la murusa de me fil. Me cridf mia? Vul vder la carta didentit?
(Poldo fa per prendere la carta didentit e subito la polizia lo immobilizza e gli fa alzare ancora le mani. La polizia fa cenno a Poldo e a Mina di scendere lentamente. Poldo, con suo grande disappunto, perquisito. E poi invitato ad unirsi agli altri e a restare in silenzio. La polizia, molto professionalmente punter di nuovo la pistola verso la porta.)
Poldo) (A Meo) Che sct?
Meo) Soma che en lader periculs-periculusnt el se sape scundt prpe denter casa nsa. Atento a lAdintum raddinum [10](capelvenere).
Poldo) (Indicandola) En chsta casa? Come ghal fat a n dnter?
2 agente) I cani poliziotto hanno annusato il suo odore fino a quel muretto (indicando il giardino) di sicuro il ladro qui, in questa casa. Il fiuto dei cani poliziotto non sbaglia.
Meo) E siccome en del zard el gh mia, per frsa el se sar scundt en casa.
2 agente) I nostri cani si sono rifiutati di proseguire oltre. Si sono fermati dietro il muretto di questa casa e non si sono pi mossi. Il ladro certamente in questa casa.
Mina) En chsta casa gh en lder periculs. Denter en casa? Ma dnter gh me fiola (chiamando ad alta voce.) Nla, Nla (preoccupata) la me Nla l l dnter.
Poldo) Sta calma Mina, sta ch al sicr che v m a tla, m gho pora de ns (si avvia deciso).
1 agente) (Fermandolo) Lei resti qui fermo e non si muova per favore. Ci pensiamo noi.
Poldo) Non mi muovo? Come se permtel di dare degli ordini a me! Lei non sa chi sono io. Si metta sullattenti davanti a me. Io sono un colonnello. Io ho dato ordini per trentanni e nessuno si mai permesso di contraddirmi. Lei a me di ordini non de d. Chiaro! (Riparte deciso fermato dalla polizia che gli fa cenno di tornare al suo posto.) Io non prendo ordini da nessuno. Non ci sono n ladri ne poliziotti che mi possono fermare.
Mina) (Stupita e orgogliosa) Come che l coragis el me Cocco-bello.
Scena 14 Cinto e Nella
(Meo e la moglie cercano di calmarlo. Nella si affaccia sulla porta. Cinto subito dopo di lei.)
Nella) Mt ciamt mama? Che sct?
(La scena si svolge velocemente. La madre, concitata, le fa cenno di avvicinarsi e Nella esce per andare da lei. Cinto, incuriosito, fa per seguirla. La polizia, armi in mani lo bloccher e Cinto automaticamente alzer le mani. Nella si rifugia dalla madre e nel vedere il suo Cinto arrestato inizier a piangere sconsolatamente. Se possibile, il vento nel frattempo si sar fatto pi forte. Lo scoppio del temporale imminente.)
Cinto) Va b va b, lho mia fat aposta. Ensoma m vignt istintv faga el sgn col bras.
Meo) Che sgn ghet fat col bras. A chi ghe lt fat?
Cinto) Schersegn bub! Laltra nt, fra del stadio dopo ser stat a la partida Brsa- Atalanta (Batte la mano destra nellincavo del gomito di quella sinistra che terr tesa) el si mia che j-era carabinier en borghs.
1 agente) Non ci interessa n dove n a chi lha fatto quel gesto (marcando la parola) irriverente. Noi siamo qui per cose molto pi gravi.(L a polizia lo perquisisce.)
Meo) El varde che chsto l me fil capo.
2 agente) Anche questo suo figlio? Quanti figli ha lei.
Meo) Due. Chsto e Dora (indicandola).
2 agente) sicuro che
Meo) (Interrompendolo) Certo che s sicr de viga du fii. (Risentito) Ma cosl dr a d?
1 agente) (Facendo cenno a Cinto di unirsi agli altri) Si sposti e ci lasci lavorare(A Meo) Abbiamo tutti i nervi a fior di pelle, la prego di non complicarci la vita. Si metta tranquillo che ora vedremo di stanare il ladro (Prende un megafono) Allora sicuro che in casa non ci sia pi nessun figlio? Non che fra qualche minuto esce qualcun altro, vero?
Meo) (Seccato) Cosa crdel che sape rimbambt. Gho du fii e j- ch tcc du con de me.
Dora) E la mama? (Guardandosi attorno.) End la la mama.?
Scena 15 Alda in pericolo
Meo) (Agitandosi) Gh restat la me fmna l dnter. La me Alda l l dnter. La me Stela l l de sula-sulnta con del lder periculus-periculus. (A Dora) End rela lltima lta che te le vista la t mma ?
Dora) La na z en cantna a t en pr de bse de acqua mineral.
Nella) No, me lho vista en cuzna a resent le chichere.
Cinto) Lera en del ripostiglio a t la scua.
Dora) Poarina la mama bub. La mama la gira per casa de sula e la sa mia che gh dnter en lder periculus. (Agli agenti) Ghal la pistola?
2 agente) Non si sa se ha la pistola, o fucile, o un semplice coltello da macellaio. Sappiamo solo che armato.
Dora) (Agitantosi) La me mama l en pericol. Poera la me mama, poarina (Slanciandosi verso la porta) Bisogna n a salvala.
Meo) (Fermandola) Sta calma Dora. Te sta ch al sicr che v m a tla la t mama, m gho pora de ns (si avvia deciso) ghe d na tca de chle giste-giste sl c a chl lder l, che ghe f pas la ja de fa el lder fin che l scampa.
(Gli agenti cercheranno di fermare tutti i disobbedienti. Alda appare sulla porta, nessuno la nota.)
Meo) (Allagente che lo blocca) Gho de n a salv la me fmna. L me mor, per me mor, me sbtares ap en del fch.
Cinto) Oh yes, vgne con te per aidt bub.
Meo) Brao Cinto, nolter du ensma gm pora de ns.
Poldo) Vgne a m con de vter. En soldat el gha pora de ns.
Ladro) E me me tire mia endr. Vgne ap m per aidf.
1 agente) (Finalmente fermandoli) Voi non andate proprio da nessuna parte. (A Meo che quello pi agitato.) E lei resti qui fermo e non si muova per favore.
Meo) Non mi muovo? A me nemporta gnnt se dnter gh en lder periculs-periculusnt. Me fmna l en pericol, en casa de sula con den individuo compagn. Schrsel! Gh n mia de lder o de pulizicc che me ferma. El me lase n: l me mor, la me fmna vulf capila s o n!
1 agente) Le ho detto che ci pensiamo noi a sua moglie. Stia calmo e ci lasci lavorare.
Poldo) (Fa finta di ubbidire poi si divincola e tenta di avviarsi di nuovo verso la porta.) La me fmna l n pericl e volter vlif tignm ch fermo. Gna parln. Me s el s m e gho de salvala.
Alda) Perch vt salvam Meo? De ch vt salvam?
(Alle sue parole tutti la guardano, la polizia si gira impugnando la pistola contro di lei. Alda lancia un grido. Meo parte alla carica, prende sua moglie e la trascina con se dove si trovano ammassati tutti gli altri.)
1 agente) (Furibondo) Le avevo detto di non muoversi perdincibacco.
2 agente) E se qualcuno le avesso sparato. Ci sarebbe scappato anche il morto per colpa sua.
Meo) Lae fmna lera en pericol e m gho duzt salvala.
Alda) Pericol perch Meo? Che sct?
(Mentre la polizia parla col megafono Meo le racconta sottovoce quello che successo. Mentre poi preparano i lacrimogeni si sente miagolare un gatto.)
1 agente) (Parlando nel megafono) Qui la polizia che parla. Si arrenda. La casa circondata. Per lei non c pi scampo. (Dopo qualche minuto, visto che nessuno risponde, passa allattacco.) Lanciamo i lacrimogeni. lunico modo per stanarlo.
Scena 16 il gatto
Dora) Fermi fermi. El me gat. Dnter en casa gh restat el me gat. Me l f mrer con chi lar l (trattiene il braccio del poliziotto).
Nella) (Agisce anche lei trattenendo laltro braccio del poliziotto) Per en stpit de en lder, volar mia cop en por gat che ghe centra gnnt.
1 agente) Signorine lasciatemi le braccia per favore. Per stanare il ladro bisogna sacrificare il gatto. Non c alternativa.
(Tuoni, lampi e vento forte. Dora e Nella, insieme, iniziano a piangere disperatamente. Cinto, avanzando deciso, coglie tutti di sorpresa ed entra in casa. Tutti trattengono il fiato. La polizia punta larma verso la porta. Dopo qualche attimo riemerge col gattino e lo consegna a Dora che lo abbraccia e lo ringrazia. Tutti fanno festa a Cinto quasi fosse un eroe. Lui si schermisce.)
Polizia) (Parlando ancora nel megafono) Qui la polizia che parla. Si arrenda. La casa circondata. Per lei non c pi scampo. (Dopo qualche minuto, visto che nessuno risponde, passa allattacco.) Lanciamo i lacrimogeni. lunico modo per stanarlo.
(Riappare sulla scena il ragioniere che sbircia incuriosito. Si far in modo che Dora, dietro agli altri, non riesca a vederlo. Nando invece lo vede, ne approfitta ed inizia a gridare indicandolo: Al ladro al ladro. Il ragioniere preso alla sprovvista scappa. La polizia lo rincorre e tutti gli altri dietro come pecore. La scena si vuota.)
cala il sipario
ATTO II
Scena 1 Dora e Nando alla ricerca del gatto
(Stessa scena del primo atto. Il temporale passato - bello sarebbe vedere un arcobaleno sullo sfondo e se si vuol rendere ancor pi realistica la scena i personaggi entreranno con le spalle e i capelli umidi - si sentono gli uccellini cantare. La scena vuota. Dora avr due bei graffi sulle mani o forse anche uno in viso. Entra prima lei poi Nando.)
Dora) Micio micio(cercandolo) poar el me mic chis se l s salvt de la tompesta. Ghet vist che gr!? I paria f de galina.
Nando) I gacc i gha st vite. Sta mia preocupat per l che el la mia ciapada sl c de sicr.
Dora) I gacc i gha pora de lacqua e varda quanta n vignt. Sta mia n a pestaga le piante a me pder che dopo el sma come en mat.
Nando) El t gat el sar nat a scunds sta na qualch machina o na qual panchina.
Dora) (Fa vedere le mani.) El mha piantat na sgrafignada chl disgrasit quan che el gha vist tcc chi ca pulizicc.
Nando) El ghia j-cc fra de c. Ghet vist come che l scapt falt micio micio
(Nando con indifferenza cercher di avvicinarsi al suo nascondiglio ma Dora, ogni volta lo fermer, sempre prendendolo per un lembo della giacca e tirandolo indietro.)
Dora) Per i ca i seghita a baja lo sts ap dopo che el gat lera scapt. Ghe n vult ai puliziocc per fai fa sito. Paria finamai che i ghe les a morte con de te.
Nando) Se vt che ghe sie mia simpatich. A dit la verit, a me me pis mia tant i ca, i me fa en bris de pra.
Dora) Lur i lha sent distinto quan che gi el gha pora micio micio micio
Nando) I c j- smper ca. Quan che i vt en gat i caps p gnnt micio
Dora) Chl scr p: lera chl p cativ de tcc Se te ghe net sota le spaste el tares sbrant. Ghet vist come i ringhiaa? Frtna che idis che i pastr tedsch i ve adestrcc.
Nando) Chi l j- stacc adestrcc mal. Me paria che i scultaes mia tant el padrmicio micio
Dora) Menomal che j-era ligacc.
Nando) E ligacc b. Micio micio micio
Scena 2 passata la tempesta
(Nando e Dora cercano il gatto. Entrano Meo e Alda e si scambiano 3 battute sul cancello. Entrambi avranno le mani graffiate dal gatto.)
Meo) Passata la tempesta, odo augelli far festa e sulla viail gallo e la gallina me la ricrde p.
Alda) L arteriosclerosi che avansa Bartolomeo, i ramil che se sca. Con tt el ber che te f per forsa te gh p memoria.
Meo) (La guarda torvo ma non si scoraggia.) Il gallo no La gallina sulla via pens che na olta la sie is b.
Alda) (Vede Dora e Nando) L mia ch l t gat. Lhom vist nolter sch mincc fa de l banda de l de la strada (fa vedere le mani graffiate).
Dora) Ende de precis de l de la strada?
Meo) Lera s de en ram de la Cryptomria japonica[11] che gh prpe sl cant.
Alda) El vl d che lera s de en ram del p de la siura Cecilia.
Meo) I ram che i d s la strada. Lera mis-misnt come en cic, gho tentat de ciapl (facendo vedere le mani) ma l l scapt compagn de na bala de s-ciop.
Alda) (Fa vedere anche lei le mani.) Chl l l mia en gat, chl l l ps na tigre de la Malesia.
Meo) Gna Sandokan el sars sta bu de ciapl lle, te l garantse m.
Dora) Lera randagio, lera s a difinds. Poar, l am spaentt per tcc chi brcc ca pulizicc che ghe baja dr.
Alda) Spaentt? Strit! En du som mia rit a brincl, magari a snter la t us, Dora, el se calma e el se lsa ciap. Pra a n a vder te.
Dora) (Prende ancora una volta Nando per la giaccia) Nm, v che te me aidet a ciapal. (Escono.)
Scena 3 Meo e Alda
Meo) (Raccoglie un fiore sciupato.) Por por el me Pelargonim hortrum[12] (geranio)
Alda) (Strappandoglielo di mano e buttandolo via) Poart l? poarta me. Gho i p mis misncc, (si siede e tira il marito per la giacca per farlo sedere accanto).
Meo) (Sbirciando il suo angolo.) Le me scarpe le fa ciffete-ciaffete.
Alda) Cosa t vignt en mnt de curiga dr al lder Bartolomeo (entra a prendere le ciabatte o delle scarpe di ricambio per lei e per il marito e ritorna in scena a cambiarsele).
Meo) El m mia vignt en mnt mia apena a me. Soma che tcc gme vit la stsa idea Reginalda. L stat distinto. Lur i gha ambiat a crer e nalter dr come tante-tante pegore.
Alda) Ghet vist che tompesta? Menomal che la pulizia la gha dervit le portiere de le machine e la gna fat na dnter, a che lura ch seden saresgn tcc miss compagn de puzi.
Meo) Che stpcc-stpicc che sm stacc, se l sia che ria el temporal. Se puda crer en casa envece che curiga dr a st lder. Ghera za i pulizicc che ghe curia dr.
Alda) Me vulie vder se i la ciapaa. L mia na rba de tcc i d vder en inseguiment. De slit se l vt apena en televizi o al cine.
Meo) Pect che prpe en chl momnt, gabe ambit a tompest.Con quel furore e con quella tempesta Ch'escono i cani a dosso al poverello (Dante).
Alda) Ghet vist chl por lder come che l scapaa co le ma sl c? El me rincrsia finamai. Te, Meo, pensa che gars vult ciaml e diga de vgner a riparas con de nolter ma come s faa. Sign tcc denter na machina de la polizia.
Meo) Dnter 3 machine de la polizia, nolter en de gina, el sir Poldo e s mor en de naltra e i tss en de naltra am.
Alda) Ghe sar stat na trentina de machine de la polizia en giro. Ghet vist che mster de pulizia.
Meo) Se vt che lle l en lder grs mia de schrs.
Alda) Per, che gentili che j- stacc con de nter i polizicc.
Meo) Gentili e professionali.
Alda) De p am de professionali: i mola mia ls. I gha prat a curga dr ap se se ghe vida lunt gna a n mter.
Meo) Ghet vist che fm che l faa lasfalt Alda? Me gho mai vist na rba compgn.
Alda) El paria el diluvio universal. Por lder sta chla tempesta.
Meo) Por lder en corno, smea che el sape rit a scap.
Alda) S, ma ghe sar vignt en ms is (fa il gesto con le mani) ghera i gr che i paria grs come f de galina.
Meo) Sta mia esager, f de pis se mai (colpito da unidea va verso la porta dentrata).
Alda) f de galina te dize.
Meo) El st che se nalter gm vinst ne la bataglia de San Mart e Sufr (San Martino e Solferino) l stat mert de na tmpesta come chsta?
Alda) Ma va, smper a cntale grse. Sta mia d bestialit!
Meo) No, l vera. L stat alura che re Vittorio Emanuele 2 el gha dit. Fii o ciapm San Mart o i gne fa fa sanmart. J-era le quter del dopo mesd. Gh ambit a tompest contro j-austriaci e
Alda) Quant tompsta, tompsta s tcc.
Meo) Giusto. E sicome la vignia z is (fa il gesto con la mano) ads a lr. I puda mia p n en avanti e i gha duzt n endr. I gha duzt ritirs. E nolter gm vinst (sulla porta) El set che som nacc vi co lss dervrt?
Alda) Ma s, chsta l na zona tranquila, ghe n mia de lder.
Meo) Lera na zona tranquila-tranquilnta. Dopo chl che gh scs enc so mia se se pl am ciamala tranquila-tranquilnta.
Alda) Te Meo. El set che te gh ris-ciat de fat spar.
Meo) S mia stat me che gha ris-ciat. L stat el Cinto quan che l nat a salv el gat de la Dora.
Alda) Dize de prima. Sie s la porta e gho vist quan t te vulet vgner a salvm e te ghe dit a la Dora: V m a tla, m gho pora de ns. La salve m la t mama.
Meo) El m vignt is, el s gna m el perch. L come se me fs scatt na mla dnter-dnter.
Alda) Se ls mia sintt m co le me rcie ghe credars mia. Te gh dit prpe: L me mor caro el me sir, e per me mor me sbtares ap en del fch.
Meo) Me ricrde mia de viga dit is. Gi prpe-prpe dit is? Che coragis che so stat! il coraggio uno non se lo pu dare (Manzoni).
Alda) S. (Ricordando.) Te ghe dit prpe-prpe is e le t parole le me s postade ch (si tocca il cuore) e le me lha sgarit dnter. Le gha sopit ensima a de le brase den fgar che crdie za mrt den ps.
Meo) En chl momnt, quan gho vist che te sit en pericol, gho capt che me la sars p perdunada se te capita vergt de brt-brtnt.
Alda) Che en dizt Bonbon. Forse l mia vera che se sm ruinacc la vita a vicenda.
Meo) Forse se la sm empienida a vicenda Stela dora.
Alda) (Pensierosa) El st Bonbon che vuls b costa gnnt e che ns gne empeds de vuls b.
Meo) E alura prm Stela dora.
Alda) A fa?
Meo) A fa come i confcc. A la mandola amara ghe metmentren el scher.
Alda) Varda che sensa sal, ghe lm smper ms enturen el scher a la nsa mandola amara. Certo, se te vulet btat nel fch per me, lter che scher!
Meo) L stat en chl momnt che gho capt che te vule am b. Gho capit che podars p viver sensa te Stela dora.
Alda) El set che f Bonbon, v a t le d fitine de turta che gh restt. E se le mangm ch, nolter du, de sui. Festegim. Festegim s mia che rba, ma gho ja de festegi.
Meo) Bra, festegim. Porta ap de ber.
Alda) (Titubante) Acqua?
Meo) Acqua, va b Stla dora (sospiro coraggioso): acqua. Le Romane antiche, per lor bere, Contente furon d'acqua (Dante).
Scena 4 Meo nel suo cimitero personale.
(Alda rientra in casa e Meo va a controllare il suo cimitero personale. preoccupato che lacqua non abbia dissotterrato qualche bottiglia. Tutto a posto, intravede qualcosa e trova il pacchetto che il ladro ha nascosto tra le foglie e che il forte temporale ha fatto cadere. Meo lo osserva perplesso. Si appoggia al tavolo per scartalo. Toglie un involucro,ovviamente impermeabile, poi un altro, un altro ancora, ed infine ecco comparire un pacchetto di soldi di grosso taglio, mazzette da 500 euro. senza parole. Si guarda attorno, non visto, ne sfila prima una e poi, non resistendo alla tentazione, ne prende una seconda e se le mette in tasca.)
Scena 5 una banconota per Alda
Meo) Audces furtuna ivat -la fortuna sorride agli audaci.
Alda) (Esce con un vassoio con torta e bicchieri, appoggia il tutto sul tavolo.) Te set spurct am le scarpe?! Che te vgne mia en mnt de n en casa cn chle scarpe l. (Curiosa) Cosa ght en ma?
Meo) Gho catt chsto Stela?
Alda) Cosl? Fam vder. End lt catt?
Meo) En dl giard. Sie nat a vder come che la tompsta la ghia const le me Ipoma triclor e l Adintum raddinum che gho empiantt stimana pasada.
(Alda si avvia verso il giardino. Lui, stringendo il pacchetto la ferma e la riporta indietro.)
Meo) End set dr a n. Varda che palta che gh.
Alda) (Guardandosi le scarpe.) E alura? Cosa gh en sto pacht?
Meo) Slcc. Euro Reginalda, en mcc-mcnt de euro. J- maste de euro.
Alda) Set dr a schers Bartolomeo?
(Meo le mostra il contenuto, Alda lancia un grido e Meo la zittisce con la mano sulla bocca.)
Alda) Ma ma j- tanti fs. i vri o falsi Bonbon?
Meo) (Guardandoli e annusandoli.) I par veri-veri Stla cara.
Alda) (Stupefatta.) Varda quanti che j-. De end vgnei?
Meo) Gho idea che i spe chi de la rapina. Se vt che l vera che sera scundt ch el lder!
Alda) (Furbescamente) Per j-m catacc en del ns giard. E se ghsem de tigni e d gnnt a ns?
Meo) No, gm de n sbit a la pulizia. J- mia nster, garm de dghei endr. Nolter som persune oneste Stla cara.
Alda) Se pl mia fan spar gi?
Meo) No, no, gna parln. (Scuote il capo in segno di diniego.) Se onesta cagione avesse potuto avere (Boccaccio). Tho dit che nolter som mia lder, sm persune oneste-onestente. De unr, rispettabili.
Alda) Varda quanti che j-. Chi vt che se ne encorze se n manca gi.
Meo) La tentasi l granda: Abssus abssum invcat [13](labisso chiama labisso) salmo XLI di David ma l mia chsta la questi. E se per caso i se nencors che en manca en pr che figra ghe fm.
Alda) Come en pr. A me me n basta gi.
Meo) Gna e gna du e gna tre. Tho dit de n. Nolter, som galantm, persune de unr.
Alda) Varda quanti che j-! Fal per me Bonbon. Paghe tcc i dbicc e nfar p. Ansi, far lagopuntura.
Meo) Lagopuntura?
Alda) S, argta gho de fa. I mha dit che la mia l na specie de malatia e che se pl crala co lagopuntura. I mha dit de pra con chla.
Meo) Lagopuntura? Chla end i te spns co le ce?
Alda) Te nencorzet gna quan che i te spns. Somea che la faghe mia b apena per i dulr e i mal de pansa, i mha dit che la va b per dimagr o per chi che se mangia le nge o chi come m che ghe pias spnder e spnder.
Meo) Farala b ap per chi come m che ghe pias bin en gto de p?
Alda) Pl das, per so che per chi gh j-alcolisti anonimi che ghe pensa. J- lur i specialisti. Te ghe per forsa de n de lur se te vt guar per smper.
Meo) Dagli alcolisti anonimi?
Alda) Certo. Dai, fmei almen toc.
(Nando Sternutisce e Bonbon si gira, mentre lui si volta Alda ne sfila una e la mette velocemente in seno. Meo vede arrivare Dora e Nando e si riprende i soldi. Mentre i ragazzi parlano Alda discuter ancora un poco col marito e poi rientra in casa. Nando sul cancello cercher gli occhiali in tasca senza trovarli, anche lui avr le mani graffiate.)
Scena 6 - una banconota per Dora
Nando) Gho prs i me ciai.
Dora) L mia che te j-e lascc deanti a la panchina quan te te set enzencit per fal vgner fra?
Nando) Per vgner fra l vignt fra, (fa vedere i graffi alle mani) ma no ghe sar p pericol che tnte de ciapl, chl diol de n gat.
Dora) Poar el me mic. L perch te le spaentt am de p, con chl brt bast.
Nando) Se ghie mia el bast el me caa j-cc. Sptem ch che rie sbit. Vo a vder se i cate am, j-era de marca, (esce velocemente) f na cursa e vgne.
Dora) (Ha la vista lunga, avvicinandosi curiosa, al padre) Che pacht el chel l buba?
Meo) Gnnt, gnnt Dora, mia fa la curisa. Pi curiosi delle parole che dei pensieri (Foscolo)
Dora) Dai fam vder. E alura bub? Che pachl l? Cosa gh en sto pacht?
Meo) S gna m se pde dtel. (Con fare molto circospetto) J- solcc Dora. Slcc.
Dora) Slcc?
Meo) Slcc. Euro, en mcc de euro-euri.
Dora) Set dr a schers bub?
(Meo le mostra i soldi, Dora lancia un grido e Meo la zittisce con la mano sulla bocca.)
Dora) Ma, ma j- tanti fs. Oh (stupefatta) varda quanti che j-. De end vgnei? End j-t catcc?
Meo) L en ms a l Ipoma triclor e l lAdintum raddinum che gho empiantat stimana pasada, sta el Taxdium disticm en de chl cant l. Gho idea che i spe chi de la rapina.
(Dora si avvia verso il cimitero del padre ma lui la ferma e la riporta indietro.)
Meo) Sta ch, che te sprcht tte le scarpe.
Dora) Alura lera vra che gh vignt dnter en lder. (Furbescamente.) Per j-m catacc en del ns giard. E se ghsem de tigni e dga gnnt a ns bub?
Meo) No, gm de n sbit a la pulizia. J- mia nster, garm de di endr. Nolter som persune oneste-onestente Dora.
Dora) Se pl mia fan spar gi?
Meo) No, no, gna parln. (Scuote il capo in segno di diniego.) E se dopo i se nencrz che i manca che figra ghe fom. Tho dit che nolter sm persune oneste-onestente. Persune de unr
Dora) Chi vt che se nencorze se n manca gi. (Bramosa) Famei almen toc. Gho mai vist tncc slcc ensma.
(Dora prende le banconote. Si avvicina Nando con un bello sternuto, mentre Meo si gira per guardarlo e fa cenno al padre di girarsi, mentre lui si volta ne sfila una e la mette velocemente in seno. Meo vede arrivare Nando e si riprende il pacchetto i soldi.)
Nando) (Riconosce il suo pacchetto, si allarma, sbircia il suo nascondiglio, fa finta di niente ma non pu trattenersi dal dire sottovoce quasi incomprensibile) el gha catat i slcc.
Meo) (Capisce solo la parola solcc. Sospettoso) Cosa ghal dit Ferdinando? Cosa ghal dit che gh dnter en sto pacht? Ghal dit per caso la parola: slcc.
Nando) Solcc? Quai solcc?
Meo) Sal gnnt l de chl pacht ch?
Nando) Me n. L la prima lta che l vde. Cosa gh dnter?
Dora) Slcc, euro. I gha de ser chi de la rapina perch j- prpe tanti fis.
Meo) Ghie dt de d gnnt a ns Dora. Di aver parlato mi pentii qualche volta, di aver taciuto, mai, (Ludovico il Moro).
Dora) Tanto el gha vist el pacht.
Meo) Cosa vl d se l gha vist el pacht. Te ghret de tzer. Ads telefone a la polizia.
Nando) No, el spte en momnt che
Meo) Noalter som persune oneste-onestente. S costrt a telefon (entra deciso in casa).
Scena 7 Nando si confessa
(Meo esce, Dora lo segue e Nando la ferma.)
Nando) Spta Dora, (imbarazzato) ve ch, sintt z che gho de dit na rba. Te conse da poche ure ma snte che pde fidam de te. El set perch i c i seghita a bajm dr?
Dora) Perch a te te pis miga i c, te gh pora de lur e lr i la snt.
Nando) No, i me baja dr perch i mha cunust de ludr.
Dora) (Annusandolo) Va b che lur i gha el nas f, ma l mia che te spset fis. Apena apena de sdr. Daltronde, quan che gi el fa footing el sda. En brs de spsa l normale.
Nando) I sinta mia ludur de sdr.
Dora) No?
Nando) No. Lur i la sia chi se. Aidem Dora. Gho fat na stpidata, tcc se fa na stpidada ogne tant. Se ghes de turn endr la fars p. idem, so mia catf come tus.
Dora) Che set dr a d?
Nando) So dr a d che stamatian en del n a laur me s fermat a n uficio postal perch ghie de empost na bsta. N dnter, fo la cua. Ghera du gnarli che i me vardaa e me ghe fae bubu-cettete con capil, j-cai e la mascherina.
Dora) Quale mascherina?
Nando) (Togliendola dalla tasca) Chsta, chla che mte quan v en bici per via dei gas de scarich de le machine. E lur i ridia. Entant sie rit deanti al sportl. P me so encurzt che ghie vargot tact a le scarpe. La culpa de tt l de chi spurchign che porta a spas el c sensa cat s le mance che i prd per strada. E is gho tirat fra el me curtil
Dora) Quan v al casont no te dize cosa gh entren. Va b, e l curtil?
Nando) S, (togliendo da unaltra tasca un coltellino a serramanico) me viage smper con del me curtli, no se sa mai che l pde ocrer. Me ccie, en chl momnt gi dei gnareli el fa s-ciopa en sacht de carta. Le s en p, smper col curtil en ma
Dora) (Interrompendolo) Alura i tha vist en facia?
Nando) N perch ghie j-ciai e l capil e la mascherina.
Dora) Ho capit. Te se let s en p e dopo?
Nando) Dopo gh s-ciopat el finimondo. Tcc che uzaa Una rapina una rapina. Chi se bata en tra, chi contra el mr. Ed co che limpiegada la me psa en pach de slcc e la me dis spaentada: Tenga, Tenga Tenga e me j-ho ciapaccc.
Dora) Te j-e ciapcc?
Nando) El s gna me el perch. Ns mha fermat e s nat fra coi slcc. P i gha ambiat a curim a dr e me so scapt. Lur i curia e me scapae. Scapa che t che scapa m scapa, ads s ch.
Dora) (Con gli occhi fuori dalla testa) Ma alura te set en lder!?
Nando) Lder per caso. Volars vder te al me posto, i te d i slcc e te che ft? I lset l? Scomte che te j-arest ciapcc ap te.
Dora) No, me n j-ares mai ciapcc, me s na persuna onesta.
Nando) Tcc som onesti fin che no capita locazi. Aidem Dora a vgner fra de sto pasts.
Dora) Te ide Nando. Gh dizm tt a me pder, sentm chl che l ds l.
Nando) E se l me denuncia.
Dora) Ma no, sta mia preocupt, te vedar che l capir e l te aider. El dizar che te st ap a te en conft co la mandola amara.
Nando) Che vl d?
Dora) Che mia tcc i salmi i fins en gloria.
Scena 8 la linea interrotta. Che fare?
Meo) (Uscendo.) En casa ghe manca la luce e funsiuna gna l telefono. Me d finamai limpresi che n ghe sape la linea. Co la tompsta che gh stat, l facil che na pianta la sape cascada e la gabe sbregt en qual fil.
Dora) L mia la prima olta che dopo i temporai funziuna p el telefono. E is che ft?
Meo) V de persuna a portaghei e ghe spieghe end j-ho catcc.
Dora) Te pdet mia n de sul bub. E se i te j-ha rba? (Lo prende sotto braccio per accompagnarlo in casa). J- tanti fis
Meo) J- tanti fis-fis, ma
Dora) (Lo interrompe.) Nom, v dnter che ghom de dit na rba e dopo decidm cosa fa.
(Entrano tutti e tre. La scena resta vuota poi arrivano Poldo e Mina, la loro macchina non riparte e vengono a chiedere aiuto. Dopo un poco entra il ragioniere, non visto si guarda attorno cercando Dora, prova a telefonarle ma capito che non ancora il momento se ne va.)
Scena 9 - Poldo e Mina
Mina) Gho i p mis misncc.Cosa t vignt en mnt de curiga dr al lder Cocco-bello?
Poldo) El m mia vignt en mnt mia apena a me. Soma che tcc gme vt la stsa idea. I polisicc i gha ambit a crer e nalter dr come pegore.
Mina) L mia na rba de tcc i d vder en inseguimento. De slit se l vt apena en televizi o al cine. Pect che gabe ambit a tompest.
(Si sente gridare dalla casa. Mina e Poldo si guardano perplessi.)
Meo) No, no e no. Gho dit de no e quan che dze no l no.
Alda) Tcc se sbaglia, almen na olta en de la vita
Mina) Ghera i gr che i paria grs come f de galina.
Poldo) Sta mia esager, f de pis se mai.
Mina) f de galina te dize.
Scena 10 Cinto e Nella e tutti vanno a far ripartire la macchina
(Entrano Cinto e Nella. Si sente miagolare il gatto.)
Nella) (Sul cancelletto a Cinto) Senti? Chsto l el gat de t sorela, darling spta che varde se rie a ciapl.
(Nella esce di scena e Cinto si avvicina ai genitori di Nella.)
Poldo) End la nda me fila?
Cinto) La gha sitnt miagol el gat de me sorla e l nada a vder se la riaa a ciapl. E valter? Come mai sif am ch?
Poldo) La me pera machina l piena de brigncole. La soma ciapada a martelde. Con tta chla tompesta la riparti p, crde che sape le candele. Ghe lht mia en stras de emprestm per piazr che...
(Si sente ancora una volta gridare dalla casa.)
Meo) Porcas de en dial bals-balosnt gho dit de n. Mai.
Mina) Ma -j i t genitur chsti?
Meo) Ch comande m! So me chl che porta le braghe!
Cinto) Sti mia faga bado. I sar dr a discter. L mia che i tache bga, l che ogne tant i se scalda per nient. (A Poldo) Che rel dr a d de la machina sior Leopoldo?
Poldo) Che la parti mia. Che me cor en stras per sga le candele.
Cinto) V a tghel sbit e p vgne ap me a daga na m (entra a prendere lo straccio).
(Si sente ancora gridare dalla casa. Mina e Poldo si guardano sempre pi perplessi.)
Alda) Ns gh perft, gna te.
Meo) S, per me srte rbe j-ho mai fade.
Mina) Come che l gha sbast la temperadra chl temporl l, gho quasi frd.
Poldo) Per forsa te ght frd, te st l tta scolacida Gelsomina.
Mina) Taca mia am a stf Leopoldo.
Poldo) Ah, so m chel che stfa! Ghet fat bado a come che te varda chl pulizt en machina?
Mina) Qual? Chl venezian compagn de mi?
Poldo) S, chl che gha dit che l tha vist am. Chl che el gha dit (imitandolo) No l che noltri due s smo z conosdi sira?
Mina) A ditela prpe ciara e tonda Cocco-bello, l empusibl che m gabe cunuscc tcc i veneziani de Venezia.
Poldo) Ma el polizit el gha nomint el quartier end che te stet te.
Mina) Cosa vl d? Che se me nomine San Pietro sto de casa en banda al Papa?
Poldo) El st che te gh de fa? Dora en avanti sta p d che te st de Venezia. D che te st originaria de Brghem.
Mina) Brao, secondo te m pde pas per na bergamasca? Ma sta mia fam vgner de rder.
Poldo) Gh mia tant de rder. Gh de pianzer. Ricrdet che m s en ex-colonl de lesercito, pensa se chl pulisit el te ricunusia, che figra ghe fe.
(Si sente ancora gridare dalla casa.)
Meo) Vacca dghel bals-balosnt. Varda che me s mia en pirla.
Mina) E s che i para du spuz en lna de ml. En lna de fel.
Meo) Gho dit de n. Dmega en tja e che la sape finida-finida.
Poldo) Sta mia cambi discorso Gelsomina. E ch lalter polizit che tha dervt la portiera?
Mina) El mha dervt la portiera perch tompesta. El gha vult apena ser gentile.
Poldo) Ap chl dnter la machina el vulia apena ser gentile? Para che ghe casces j-cc fra del c a forsa de vard en de la scoladra. E chl lter en banda? che te tcaa el gal.
Mina) Sign en ss s chla machina. S-chiscc come sardine en scatola. Secondo t end ghel de postal el s bras?
Poldo) En s la s gamba el ghia de postl, e mia s la t.
Mina) Ma ghet mia vist che s le gambe el ghia le s rbe, (elencando) el megafono, la palta, el telefono, dei ntes e tcc chi mster l che i dpra lur.
(Nella rientra guardandosi le mani graffiate.)
Mina) Che t scs Nla?
Nella) L stat el gat de la Dora. E oltrett s mia stada buna de ciapal.
Poldo) Per forsa, te st embranda.
Cinto) (Esce dalla casa molto soddisfatto piegando una banconota e mettendosela in tasca, ha un paio di strofinacci sotto braccio.) Oh yes, nm che ve ide a fa riprte la machina. (Nellavviarsi a Nella.) My baby. Scomte che l stat el gat de me sorela ?
Nella) S, vule ciapl ma el s mia last ciap de me, my darling
(Escono e tutti e quattro se ne vanno ad aggiustare la macchina. Dopo qualche attimo si apre la porta di casa e Meo si affaccia con fare circospetto, esce seguito da Alda, Dora e Nando.)
Scena 11 Meo nasconde i soldi in giardino
Meo) Chle rbe ch de solt i galantm compgn de me, j-a fa mia.
Alda) (Brusca.) Va anti nm, sta mia prder tmp. Ghom decidt che fm is? E alura fa is.
Dora) Bub, ap i comandamenti i dis de aid le persune en dificolt
Meo) S, per gh scrit da nsna banda che se gha de aid en lder a rob.
Dora) Lder per caso, lder per sbaglio. E p: che lder el se l vl za daghei endr!?
Nando) Ve sar en dbit fin che scampe per vim aidt a vgner fra de sto pastis.
Meo) Vter sti fermi-fermi che e m v a mter el pacht end che lho troat.
Alda) En bris en vista se te vt che la pulisia el la cate.
Meo) (Va nasconderlo fra le foglie.) Lsem fa a me. Va b ch tra le foje del Pittosprum tobra o l mi fra chle del Crylus mxima?
Alda) En brs p sta. Fal vans fra apena apena, seden come fai a vidl.
Nando) En bris p alt.
Dora) En bris p fra.
Nando) En bris p z.
Meo) Ch? (Ai loro cenni affermativi lascia il pacchetto ed esce dal giardino) bene, lsomel l.
(Tutti soddisfatti rientrano in casa. Dopo poco tornano gli altri quattro. Si sente miagolare il gatto. E si inizieranno a vedere le luci intermittenti della polizia.)
Scena 12 Tornano gli altri 4 e trovano i soldi
Cinto) (Pulendosi le mani nello straccio.) Oh yes, la machina l sistemada (A Poldo) El vgne dnter a las le ma, (ascoltando) chsto l el gat de me sorla. Fo a la svelta. Sti ch en moment che varde a m se rie a ciapl. Turne sbit (esce).
Mina) Nom a casa nsa a lat le m Leopoldo.
Poldo) L mi ch, (fa vedere le mani sporche) con chste m ontars tt el volnt.
Nella) (Che nel frattempo osservava curiosa il giardino) Cos gh che strals l, bub? (Si avvia verso il cimitero di Meo). L en font, varda.
Poldo) L ende? (si avvia, trova e alza una bottiglia, ne trova un'altra e il sorriso si fa pi marcato) E brao el nos Bartolomeo, ghe desquacim j-altar al nos profesr.
Mina) Magari el fa apena la raccolta differensiata.
Poldo) Ch? En chsto modo? (trova il pacchetto) E chsto cosl? (Lo scarta) slcc (esce dal giardino elettrizzato.) Gho mai vist tancc slcc tcc ensma en vita mai.
Mina) I sar chei de la rapina, chi che dizia i pulsicc.
Poldo) El st che fm? (Guardandosi attorno circospetto.) El rimetm end che lm trot che no ghe sape dei gioed.
Nella) Ti s bub. Con tcc chei slcc ch som a posto fin che scampm.
Poldo) Se j- chei de la rapina sarm perseguitcc fin che scampm cara la me tuza. E p: en ex colonl de lesercito el pl mia fa srte rbe.
Nella) Ns i sa che j-m tcc s nolter.
Mina) (Sfilando una banconota) Set sicr che pde mia tn s gina? Gina apena.
Poldo) no! N ex colonl el fa mia srte rbe. Lsela z che a lzl engurd ghe se crpa l gs.
Mina) A tn s giona crpa prpe gnnt a ns, e p, chi vt che se nencorse, varda quante che j-!
Nella) Alura en vi gina ap a me (prende la banconota).
Poldo) Care le me fmne, gho idea che som dr a fa na gran stpidada (prende anche lui una banconota, poi sente dei rumori, incarta velocemente il pacchetto e lo rimette al suo posto.)
(Rientra Cinto con le mani graffiate. Vede le bottiglie e Poldo che esce dal giardino. Si sente in lontananza una sirena della polizia e si vedranno avvicinare le luci lampeggianti.)
Cinto) L me pder che l fa la raccolta differenziata, el te separt el fr, el lgn, el vder. Sar stat el temporl a port tt en giro.
Poldo) (A Cinto, vede i graffi.) El sicr che chl gat l, l el gat de s sorela e mia n alter gat?
Cinto) Oh yes, l prpe chl de me sorla, (al pubblico) i dis che bstie e padr a la f i se nnsoma.
Nella) Chl l l mia en gat, chl l l na tigre del Bengala.
Cinto) (Avviandosi) Nm, nm dnter, se lam le m e me me disinfte.
Mina) Volm mia distrba.
Cinto) Sti mia fa riguardo. Ns distrbo. Dnter, dnter.
(Entrano tutti in casa. Sulla scena irrompe la polizia armi in pugno. Sono allerta, poi uno di loro usa il telefonino e l'altro prende il megafono. Si avvicina il ragioniere.)
Scena 13 la polizia col megafono
1 agente) (Nel vederlo, molto seccato) Ancora Lei! Ancora qui tra i piedi. Se ne vada per favore.
Ragioniere) El me scze capo. Gars apena de parl en mint co la singorina Dora.
1 agente) Se ne vada, per favore, prima che perda la pazienza. Aria, circolare prego.
Ragioniere) El varde che per me l na rba urgente e importante.
1 agente) Ci sono altre cose pi urgenti e importanti, ora gambe in spalle e se ne vada. Questo non il momento di discutere o vuole forse essere incriminato per intralcio alle indagini?
Ragioniere) El varde che me
2 agente) Ancora qui? Aria aria che noi dobbiamo lavorare.
(Il ragioniere se ne va e i poliziotti si appostano.)
2 agente) (Alla casa col megafono) Arrendetevi. Siete circondati non avete via di scampo.
(Dalla casa nessun cenno. I due agenti confabulano un po tra di loro. Poi ancora col megafono.)
2 agente) Attenzione, siamo pronti a usare i gas lacrimogeni. Non tolleriamo discussioni. Uscite da quella casa lentamente. Ripeto lentamente e con le mani in alto.
Scena 14 Bandiera bianca
(Meo sar il primo ad uscire agitando una bandiera bianca. Lo seguiranno ad uno ad uno gli altri in fila indiana. Saranno disposti: Dora Cinto Nella Poldo Mina Alda - Meo penultimo e Nando ultimo. Sar Meo a fare da portavoce con la polizia.)
Meo) Non sparate. Non sparate. Ci arrendiamo
Scena 15 La polizia finalmente trova i soldi.
(Mentre il 1 agente parla il 2 si guarder attorno incuriosito e vedr qualcosa luccicare; andr poi a vedere. Finalmente trova il pacchetto.)
1 agente) Cari signori le tracce del ladro conducono ancora qui. A questa casa. Ci dispiace, ma tra di voi siamo certi che ci sia un ladro.
Meo) Ch gh n mia de lder. Sm stacc tcc ensma. Sm en 8 e ghm 8 alibi.
1 agente) Siete in 8 e tutti e 8 vi credete furbi. E io vi porto tutti e 8 in caserma cos sono sicuro di non sbagliare. Che sono tutti questi graffi. Avete litigato per spartirvi la refurtiva?
Meo) Quale refurtiva?
1 agente) Non faccia lo gnorri caro signore.
Meo) El varde sior agente che se tratta de en malinteso. Nter sm mia dei lder. Ns de nter l en lder. El gne varde b-b en facia. Or drizza il viso a quel ch'r si ragiona (Dante)[14]
1 agente) Potrei anche scrutarvi con una lente dingrandimento ma, purtroppo, non c scritto sul viso di nessuno se uno onesto o no.
(Il 2 agente fa vedere al collega il pacchetto, lo scartano e mentre quello conta i soldi il 2 agente ritelefona. Gli altri saranno sempre tutti in fila e con le mani in alto.)
2 agente) (Al telefonino) Ho capito: erano 500 banconote da 500 euro pari a 250mila euro pari a 500 milioni delle vecchie lire.
1 agente) (Finito di contare i soldi) Le banconote sono 492 (guarda la fila) ne mancano 8. Voi siete in otto. lapalissiano.
Alda) (Al marito sottovoce) Che vl d lapalissiano Bonbon?
Meo) L come d: El sir de La Paliss - prim de mrer lera am viv-viv.
Alda) L come d: du p du fa quter.
Meo) Presapch. Sssttt che stm a vder chl che i vl de precs-precisnt.
Alda) Cosa vt che i vle, i vl endr i slcc.
1 agente) Dovete sapere, cari signori, che il sottoscritto, prima di fare il poliziotto ha studiato psicologia.
Meo) (Polemico.) Alura caro el me sir, el varde che me f el profesr.
2 agente) Professore o no, voi siete in 8 e qui mancano 8 banconote.
1 agente) Dunque signori. Per noi importante recuperare tutta la refurtiva. In quanto al ladro ci ha gi fatto perdere un sacco di tempo. Se lo prendiamo bene, altrimenti pazienza, tanto con un buon avvocato dopo due giorni sarebbe gi fuori.
Meo) Chsta l la gistizia en Italia. Atenti a le me Ipoma triclor (campanelle rosa).
1 agente) Zitto lei. Dicevo: fuori i soldi che mancano.
(Tutti in fila si scambiano occhiate, nessuno parla, a poco a poco abbassano le mani.)
1 agente) Ripeto ancora una volta per chi non ha ben capito: noi dobbiamo recuperare tutta la refurtiva. O saltano fuori le banconote mancanti o vi porto tutti in caserma per complicit.
(Sempre in fila Dora sar la prima a consegnare, con un gran sospiro i soldi ai poliziotti, poi tutti gli altri. Quando sar la volta di Meo, questo con grande imbarazzo tirer fuori una banconota, tutti lo guarderanno stupefatti. Nando invece non tira fuori niente. lunico che non ha preso i soldi.)
2 agente) Ne manca ancora uno
(Lagente ripassa e Meo tirer fuori, sotto lo sguardo scandalizzato di tutti la 2a banconota.)
1 agente) (Indicando prima Nando) Lei di sicuro non il ladro. Meno lei (e poi tutti gli altri) tutti voi sareste da arrestare (risponde al telefonino).
Meo) Nolter som persune oneste-onestente e rispettabili. Cosa ghrem de fa. J-m catcc.
2 agente) Ma non erano soldi vostri. (Che aveva ricontato i soldi) Ci sono tutti capo.
1 agente) (Chiudendo la comunicazione.) C stata una lite al Roxi Bar una sparatoria in un parcheggio stato trovato un pacco bomba in un cassonetto a questo punto, visto che la refurtiva stata tutta recuperata io direi che possiamo tornare in caserma.
2 agente) E il ladro?
1 agente) (Squadra a uno a uno tutti i presenti) Abbiamo perso fin troppo tempo con quello, per il momento uccel di bosco, ma alla prossima rapina, tranquillo, lo becchiamo. Andiamo.
Scena 16 due alla volta rientrano in casa
(La polizia se ne va con rumorose accelerate e sgommate. Tutti i personaggi si uniscono in coppie e iniziano a commentare quanto accaduto. Meo e Alda prendono a litigare sfacciatamente. A poco a poco richiamano lattenzione di tutti gli altri che zittiscono e li osservano perplessi. Dopo la 4a battuta Alda e Meo si accorgono che sono al centro dellattenzione ed avranno un voltafaccia ancor pi sfacciato. Alda spinger Meo in casa e usciranno di scena.)
Alda) (Imitandolo) Nolter, som persune oneste Stla cara. (Strattonando violentemente il marito, con voce irosa.) Per dmen gina en mcc de storie e te d adiritra te nt tt s Bartolomeo.
Meo) Sta ferma-fermnta con chle m, mochla de tir.
Alda) Tanti bi discorsi s lonest e varda come te set comportt. Vergogna! Che figra gm fat deanti a tcc. Te set smper el slit.
Meo) Tcc ghom pescat en de j solcc, e tcc sign che j-era mia noster. Som stacc tcc dei lder Reginalda, ap te.
Alda) S, ma t, te st stat lder d olte e per de p, te se stat empustr. E p te ghet la facia tosta de vgner a fagn la predica a nolter, vergogna.
Meo) Calmt Reginalda. J- dr tcc a vardagn. Quella calma era la vera scienza della vita (Svevo)
Alda) (A questo punto, nel sentirsi osservata, prende affettuosamente il marito sottobraccio) Sczim, l el sistema nervs che quan se trata de slcc el me zga dei brcc schrs.
Meo) Ma crto cara la me Stla dora, el som-el som: la tensi. L mia rba de tcc i d viga a che fa co la pulizia.
Alda) Nom, caro Bonbon nm en casa, fam sints z, dopo chsto spant s p buna de sta en p.
Meo) Stelsa, pstet a m che te aide, te fo de bast Stla cara.
Alda) Grasie, grasie Bonbonb, grasie (guardandosi attorno) ah, gh za dr a fa scr.
Meo) gi lora che volge al desio, e ai naviganti intenerisce il core(a Poldo e Mina) Nm, dnter s, vign denter ap volter che l stada na zornada de chle mia de schrs!
(Entrano in casa. Nellavviarsi verso la casa Poldo e Mina commentano laccaduto.)
Mina) Che bra che l la siura Reginalda a sbter la polver en de j-cc. (Imitandoli) Caro Bonbon, cara stla dora i para am spuz en viagio de nze. E me j-envidiae perch nolter sighitm semper a taca bga.
Poldo) Dopo tancc agn, el tac bega l en mdo de vuls b.
Mina) Te ghe rez Cocco-bello, el la dis ap el prorbe Lamore non bello se non litigarello.
(Poldo e Mina entrano in casa. il turno di Cinto e Nella.)
Cinto) Oh yes. L stat mi is cris dor, e se trata mia de ua zrba. My baby so convinto che l smper mei prter col p gist.
Nella) Te gh rez my darling, buchina dulsa de ml, partm col p gist is farom mia la f dei ns genitur.
Cinto) Nolter se volm trp b per fa chla f l - mostas darznt - my beloved
Nella) I ns genitur j- semper dr a tac bega per nient.
Cinto) I la sa mia, che is, i se ruina la vita -tezr del parads - sweetheart.
Nella) Angelic smile - Noater no farm mai come i gha fat lur.
(Cinto e Nella entrano in casa.)
Scena 17 Nando, Dora e il ragioniere
Nando) S contnt che la sape finida. Ap sta lta la m nada b.
Dora) La t nada b, per te convi cambia vita Nando.
Nando) Me cambie vita se te la cambit ap te Dora.
Dora) Che volarest di?
Nando) (Al pubblico) Chesto l el trionfo de lipocrisia. La fera dei mss de tla. (A Dora) Con tt el vs perbenismo provincil siv tcc fals compagn de na palanca mata. S, tcc onesti, tcc brai e tcc con de j-altar scundcc.
Dora) De che altar prlet?
Nando) Lsa prder chl poer dial co le foto. Daghele endr sensa domandaga gnnt en cambe.
Dora) Come fet a sa de le foto?
Nando) El s perch prim, quan sie scundt en giard, tho sintit telefon. L per chl che tho domandat de aidm, te se fada de la me stesa pasta (ironico) cara Dora.
Dora) So mia fada de la t stesa pasta (ironica) caro Nando. Sbagli se pl sbagli, limportante l cap de viga sbaglit.
(Mentre parlano sar comparso il ragioniere.)
Ragioniere) Signorina, finalmente rie a parlaga ensema. (Indicando Nando) E l sior?
Dora) El sior ch el sa tt, el staghe tranquilo. Alura?
Ragioniere) Gho pensat sura signorina. Le, la faghe pr chl che la nha ja. Vlela daga le foto a me fmna? La ghe j-a daghe. Pasiensa, portar la crus, ma me gho decidt che de carte false en fo mia. S en galantm, m.
Dora) Gh mia p bisogn che l faghe carte false, ragionier. El staghe tranquilo, el gar nsna crus de port. (Guardando significativamente Nando) Gho decidt de brz foto e negativi.
Ragioniere) (Sbalordito) La brza foto e negativi!? Is? Sensa domand gnnt en cambe?
Dora) S, enc gho capit che s mia tajada per fa srte rbe. So stada leda con dei principi sani (guarda Nando sfidandolo.) m. (Al ragioniere) Quan gho vist la pulisia, gho penst che l el mes denunciat e gho ciapt na pora mia de schrs. L stat chl che mha fat decder.
Ragioniere) L mia tant bl viga a che fa co la pulisia. Se la ghes de sa ap me che pra quan che i mha scambit per el lder.
Nando) Se lera mia el lder perch el scapt?
Ragioniere) El s gna m perch so scapt. Lur i gha ambiat a curm dr e me gho ambit a scap. L stat distinto.
Dora) L stada la mandola che gm dnter a fal scap.
Ragioniere) De che mandola prlela?
Dora) El dis me pder che som come dei confcc, gm entren el scher ma la mandola che gm dnter la pl vser amara e se sa mia el perch. Me pder l profesr el j-a sa le rbe.
Ragioniere) Me s apena che so smper stat disfrtnat en de la me vita.
Dora) Se gho dit che brze le foto e negativi, el gnam contnt ragionier?
(Si sentir il miagolio di un gatto. Piano piano inizieranno i grilli a cantare.)
Ragioniere) Certo che s contnt, e la ringrasie fis. Se la ghes de sa che grasia che la mha fat.
Alda) (Dalla casa) Dora che st dr a fa? V dnter che gh pront de sna (rientra).
Scena 18 finale
Ragioniere) Grasie signorina. La vedar che co la grinta che la gha la pasaer de lil sensa bisgn de fa gabole. (Sente il miagolio, si guarda attorno, lo cerca.)Poer mic micio micio...
(Dora si avvia orgogliosa e rientra in casa sotto lo sguardo ironico di Nando. Il ragioniere nel cercare il gatto perde il portafoglio.)
Nando) Ragionier nm, el vgne, el lase prder el gat.
Ragioniere) Poar, el gar fam.
Nando) El staghe mia a preocupas per l, el gha la s padrona.
Ragioniere) Micio... micio...
Nando) El lase prder, nom nom ragionier (lo prende sottobraccio) me s mia profesr ma sal che ghe dze: ap la vita l come en conft, la pl vser dra, la pl vser amara, ma la gha smper entren el scher.
(Escono, Nando, furbescamente, rientra velocemente, raccoglie il portafoglio ed esce.)
Cala il sipario
Fine
I confetti con la mandorla amara
Commedia brillante in due atti, in dialetto bresciano, di Velise Bonfante
TRADUZIONE LETTERALE
Nella traduzione, la scelta stata quella di non attenersi ad un italiano corretto ma di rispettare le forme dialettali. Esempio: vo zo per le scale = vado gi per le scale (anzich scendo le scale).
I proverbi e le parole intraducibili sono scritti in maiuscoletto.
ATTO PRIMO
Scena 1 la radio
(Estate, tardo pomeriggio, il tempo minaccia un acquazzone estivo. Acquazzone preannunciato da qualche tuono lontano che, partendo in sordina, andr sempre pi in crescendo fino a scoppiare fragorosamente al termine del primo atto. Lo stesso vale per la luce intermittente della polizia che, avvicinandosi sempre pi, lampegger infine davanti a casa. La sirena della polizia invece si udr, ogni tanto e solo allinizio, con stridio di gomme, mentre stanno braccando il ladro.
Da una radiolina a transistor appoggiata sul tavolo esce una musichetta allegra che accompagner laprirsi del sipario, sar interrotta dopo qualche secondo dalla voce di uno speaker:
Interrompiamo le trasmissioni per unedizione straordinaria del giornale radio:
Ancora nessuna traccia dellaudace rapinatore che questa mattina, da solo e a viso coperto ha rapinato un ufficio postale alla periferia di Brescia. Entrato come fosse un normale cliente, ha minacciato la cassiera con un coltello, si fatto consegnare i soldi - 250mila euro pari a 500 milioni delle vecchie lire - e si dato poi alla fuga. Nonostante il pronto e massiccio intervento delle forze dellordine, lastuto malvivente riuscito a far perdere le proprie tracce.
Si presume che abbia lasciato la tangenziale allaltezza di Desenzano est e che si sia poi rifugiato nella zona di Rivoltella del Garda. Nonostante la vasta battuta per il momento non c traccia di questo ladro spericolato. Si allerta la popolazione del basso Garda affinch stia in guardia. armato, temerario e molto, molto pericoloso. Si raccomanda la massima prudenza.
Riprendiamo ora le trasmissioni di musica leggera.
Scena 2 il ladro
(La musichetta continua ed ecco comparire il ladro Ferdinando. Si guarda attorno con fare circospetto poi decide di nascondersi nel giardino dei nostri eroi. Scosta le foglie e si acquatta. Fra i fiori per terra vedr qualcosa luccicare, si china: una bottiglia vuota, ce n unaltra e unaltra ancora. Le osserver perplesso, con lindice indicher altre bottiglie attorno, nascoste vicino a quelle. Si apre la porta della casa e Nando si nasconde velocemente fra le foglie, tentando poi di occultare il pacchetto del bottino. Arriva da lontano il brontolio di un tuono.)
Scena 3 Meo con le bottiglie
(Meo, professore di botanica, esce dalla casa fischiettando il motivetto della radio. Avr nascosto sotto la camicia un paio di bottiglie vuote, mentre si avvicina guardingo al suo cimitero personale controller la porta dentrata. Constatato che la moglie non c, estrae le bottiglie, ne rovescia una per far vedere che vuota e con fare furbo le sotterra insieme con le altre. Nando, imboscato fra le foglie osserver scettico il comportamento delluomo. Sempre fischiettando Meo rientra in casa.)
Scena 4 Dora e il ragioniere
(Dopo qualche secondo ancora di musica, comparir sulla porta Dora con un telefonino, parler con fare circospetto, accertandosi ogni tanto di non essere sentita. Il nostro ladro, non visto, la terr docchio ascoltando. Mentre Dora parla si abbasser fin quasi a spegnersi il volume della musica, per poi riprendere allegramente quando lei rientra in casa.)
Dora) E no caro il mio ragioniere, nemmeno a parlarne. Lo so anchio che sono foto che scottano. Proprio per quello le tengo ben strette e non le mollo.
Ragioniere) (Affacciandosi sulla scena con un telefonino in mano ed avvicinandosi lentamente.) Si accontenti. Sono riuscito a farle cambiare ufficio. Non abbastanza?
Dora) No, non abbastanza. Voglio anche passare di livello. Lei mi fa passare e io le do indietro le sue foto.
Ragioniere) Per passare di livello si deve fare un concorso. Non posso fare carte false. Se se ne accorgono i sindacati, rischio la galera.
Dora) Macch galera. Non c bisogno di andare a dirlo in giro. Se lei lo fa da furbo non sapr mai nulla nessuno. In fin dei conti, si tratta solamente di un piccolo aumento in busta paga, non mi sembra di chiederle una cosa fuori di testa.
Ragioniere) Altro che fuori di testa! Lo sa lei cosa sta facendo signorina? Il suo si chiama ricatto (ribadisce) ricatto. E se andassi alla polizia?
Dora) (Non si accorta di lui, al telefono.) Lei vada pure alla polizia e io passo le fotografie a sua moglie. Mi pare gi di vederla con quella sua bella faccia di luna piena mentre le fa passare con quelle sue belle manone da muratore. Magari, anche lei, a vederla in foto, pu trovare simpatica la nostra bella centralinista bionda.
Ragioniere) (Interrompendola prendendola per la spalla, faccia a faccia.) E lei, avrebbe questo coraggio? Lei vuole proprio la mia rovina. Non ce lha una coscienza signorina?
Dora) Da che pulpito viene la predica! A guardare le foto nemmeno lei mi sembra uno stinco di santo.
Ragioniere) Devo pensarci sopra (angustiato) passare di livello! Certe cose io non le ho mai fatte. Sono sempre stato un galantuomo io.
Dora) Galantuomo? Non mi faccia ridere (decisa) ragioniere, basta chiacchierare per niente. Va bene, ci pensi sopra ancora un poco, ma voglio una risposta entro stasera.
Ragioniere) Entro stasera?
Dora) Si, entro stasera o do le foto a sua moglie. Guardi un po lei quello che vuol fare.
Ragioniere) A comportarsi cos non ne far molta di strada nella vita signorina.
Dora) Lei non ci pensi alla mia strada nella mia vita. Pensi per la sua se non vuole vedersela rovinata per delle foto (entra in casa).
Ragioniere) Quella iena capacissima di rovinarmela per davvero la vita. E senza star l a pensarci un momento. Che imbecille che sono stato, (dandosi un paio di schiaffi) come ho fatto a farmi fregare cos da stupido da una carogna simile (scuote la testa e se ne va pensieroso).
Scena 5 - Il cuscino
(Giacinto entra con un bel cuscino ricamato che sistema nel mezzo della panchina. Si allontana poi di due passi per osservarne leffetto. Annuisce tutto soddisfatto.)
Dora) (Entrando come una furia, prende, spegne la radio e si riprende anche il cuscino) Tamaro di un tamaro! Chi ti ha detto di prendere le mie cose senza nemmeno domandarmele Cinto?
Cinto) Perch lhai spenta Isidora? Lasciala accesa la radiolina, suonavano cos bene.
Dora) Usa le tue di radio e non usare la roba degli altri.
Cinto) La mia ha le pile scariche. E lascia stare anche (tentando di riprenderlo) questo coso, stava cos bene sulla panchina (lo rimette sulla panchina).
Dora) (Lo riprende.) Questo mio e tu non lo tocchi. Te lho detto cento volte di usare la tua di roba.
Cinto) (Rispondendo a tono) Anche se me lo impresti, non te lo mangio mica Isidora.
Dora) Mi hai imprestato i soldi quando io te li ho chiesti. No! E allora nemmeno io non ti impresto niente.
Cinto) Se li avessi avuti te li avrei prestati, can de lostrega. Lo sai anche tu che questo un momento di vacche magre.
(Alda si affaccia sulla porta con spugnetta e bacinella per le ultime pulizie. Li sente litigare.)
Dora) Magre o no avresti potuto aiutarmi. Aspetta che io timpresti ancora qualche cosa, io a te (dandogli uno spintone) nemmeno se piangi in cinese.
Cinto) (Restituendole lo spintone.) Che modi signorina Gentilezza.
Dora) Oh, ha parlato il signor beneducato. Io non sar gentile Giacinto, ma nemmeno tu sei una buona anima, sempre sgarbato e malmostoso.
Cinto) Mai come lo sei tu, mala-grazia e senza garbo (canzonatorio) cara Isidora-dalla pancia molla, ce ne vuole per arrivarti!
Dora) (Infuriata) Mamma mi ha chiamato ancora Isidora-dalla pancia molla.
Alda) (Avanzando verso i figli.) Smettetela ragazzi di continuare a litigare come due bambini, mi fate venire la testa grossa come una mina. perch siete grandi altrimenti vi darei uno scapaccione.
(Alda fa bonariamente il gesto di dare uno scapaccione, Cinto rientra in casa offeso.)
Alda) Lascialo dire, quando stufo la smette. (Riprendendo il cuscino e risistemandolo sulla panchina.) Che te ne importa se tuo fratello usava il tuo cuscino, non te lo avrebbe mica mangiato. (Allontanandosi di due passi per osservare leffetto.) Guarda come stava bene sulla panchina.
Dora) (Ancora pi infuriata si riprende il cuscino dalla panchina.) Questo mio e non suo. Difendilo sempre, tu, mamma.
Alda) Guarda Isidora che io non tengo la parte a nessuno, voglio solo le cose giuste.
Dora) Giuste! Lo sappiamo che lui il tuo coccolino. Dai sempre ragione a lui e mai a me.
Alda) (Le toglie il cuscino di mano e lo rimette sulla panchina) Quando ce lhai tu la do a te, quando ce lha lui la do a lui. Io do ragione a chi ce lha.
Dora) Non vero. Credi mamma che io non sappia che tu pensi che lui sia pi bravo di me?
Alda) Fino a quando tu, ti comporterai cos, cara Isidora, non ci vuole molto ad essere pi bravi di te.
Dora) Ha preso la mia roba senza chiedermela ed io avrei dovuto stare zitta secondo te?
Alda) Anche se lo mette sulla panchina non te lo mangia mica.
Dora) Ah s, non me lo mangia e allora prendi. (Con un moto di rabbia prende il cuscino e lo butta lontano, esce piangendo.) Per te io non conto mai nulla.
Alda) Come fai a dire cos? (andando a raccoglierlo) Quella ragazza quando inizia a stufare molto brava a far star gi le glorie. (Rimette il cuscino della figlia sulla panchina.)
Cinto) (Rientra con un altro cuscino pi brutto) Ho trovato questo nel cassettone, che ne dici mamma?
Alda) Ormai lascia sulla panchina quello di tua sorella.
Cinto) E se viene fuori a riprenderselo quando ci sono qui gli altri, che figura facciamo?
Alda) Non cos stupida da fare una stupidata simile.
Cinto) (Mentre parla con la madre prover a mettere un cuscino accanto allaltro studiandone leffetto.) Lo sai che colpa tua mamma se mia sorella si comporta cos?
Alda) Colpa mia Giacinto?
Cinto) Certo, perch a lasciarle sempre fare quello che vuole, tu lhai allevata male.
Alda) (Ironica) Ha, dici.
Cinto) Sto dicendo che stata allevata male. Hai visto mamma che cosa succede ad accontentarla sempre in tutto e per tutto, a darle sempre ragione? Hai visto che bel risultato?
Alda) Taci Giacinto. E smettila che questo non il momento di dire sciocchezze. (Al figlio seccata) Nessuno nato genitore. Simpara strada facendo. E non vero che stata sempre accontentata in tutto e per tutto. solo che lei non vuole che si tocchino le sue cose senza chiederglielo. Sai che fatta cos. Non ha tutti i torti. Anche tu, avevi paura a chiederglielo?
Cinto) Allora, secondo te ha ragione mia sorella? Visto che dai sempre ragione a lei?
Alda) Non ho detto che ha ragione tua sorella, ho solo detto che non ha tutti i tordi. Avresti dovuto chiederglielo prima di prenderlo. Cosa ti costava domandarglielo prima?
Cinto) Prima guardavo se stava bene e poi glielo avrei domandato. Anche lei prende le mie cose senza dirmelo, per io non metto gi un casino simile
Alda) Sta zitto, va l, che quando te ne accorgi metti gi di peggio. Non c da prenderne e darmene a nessuno dei due. Anche tu, con un nonnulla prendi fuoco.
Cinto) (Agitato riprende il cuscino) Allora per te questo suo e ha fatto bene a venire a riprenderselo? Lo sai che ti dico? (lo getta lontano) Non lo voglio pi nemmeno io (esce furibondo con il cuscino brutto).
Scena 6 - Reginalda e Bartolomeo
(Alda va a raccattare il cuscino, lo pulisce e lo rimetter ancora sulla panchina.)
Meo) (Entra con due bicchierini ed una bottiglia.) Veggio l meglio ed al peggior mappiglio (Petrarca)[15]Questa propriograppa- grappa, andr bene ai signori per aggiungerla al caff?
Alda) A me lo chiedi? Sei tu lesperto.
Meo) (Studiando letichetta della bottiglia). una delle marche pi buone. (Toglie il tappo e annusa il contenuto con grande soddisfazione.)
Alda) Annusa, annusa (esaminandolo) cos quella faccia?
Meo) Quale faccia? Ho la mia faccia di tutti i giorni. Perch, uno non pu essere contento per una volta? (Soddisfatto) Oggi mi sento proprio allegro-allegrissimo.
Alda) Sarai allegro perch hai gi allungato gi un qualche goto di quelli giusti.
Meo) (Rigira la bottiglia fra le mani) Macch goto Reginalda, da ieri sena che non ne assaggio nemmeno un goccio. (Al pubblico.) E s che questa mattina la sete era tanta (alla moglie) per togliermela ho bevuto una bella caraffa di acqua. Non voglio fare brutta figura proprio oggi. Per chi mi prendi?
Alda) (Sistemando) Ti prendo per quello che sei. Di acqua, s va l raccontamela giusta.
Meo) Guarda che io non sono un quaqquaraqu. Non pi serti di rose Ma stupido papavero, grondante Di crassa onda leta (Parini).Ci tengo anchio a fare bella figura con i nostri futuri consuoceri.
Alda) Ci tieni a fare bella figura!? Alla fine farai la figura del pirla come al solito. I suoi della Lionella vengono apposta per conoscerci e guarda quello che trovano. In che condizioni ti trovano.
Meo) (Seccato) In che condizioni devono trovarmi? Perch, non vado bene cos?
Alda) Bartolomeo: tu puzzi di vino lontano un chilometro.
Meo) Come faccio a puzzare di vino se questa grappa. Ti dico che questa mattina non ne ho assaggiato neppure un goccetto. Non mi credi? Vuoi che mi metta su di una gamba sola? Perch sei sempre cos malfidente-malfidente, sempre cos cattiva-cattivissima con tutti Reginalda?
Alda) Cattiva solo con te, perch a volte mi vergogno perfino di averti sposato.
Meo) Tu ti vergogni di me? Tu non dovresti nemmeno parlare con tutte le brutte-bruttissime figure che mi fai fare in giro per colpa delle tue mani bucate. Spendere e spandere come una principessa e oltre tutto fare segnare. Come pensi che io mi senta quando passo in piazza ed un negoziante mi chiama e mi dice: Allora signor Bartolomeo, quand' che sistemiamo il conto della sua signora?
Alda) capitato una sola volta.
Meo) capitato tre volte, tant vero che io non vado pi in piazza per colpa tua.
Alda) No, in piazza tu non ci vai pi da quando ti hanno beccato ubriaco marcio a fare la pip davanti alla porta del municipio.
Meo) Cosa vai a rivangare, una storia vecchia quella. Sono passati anni. stato alla cena della classe e ricordati che avevo chiesto scusa al sindaco. E lui mi aveva capito (al pubblico) era stato a cena con noi, figurarsi se non capiva (alla moglie) ed andato tutto a finire in pane ed acqua ancora da allora.
Alda) S, pane ed acqua sporca. finito tutto, s, ma dopo essere finiti sul giornale. E (imitando il sarcastico ricorda del marito) ricordati che la lucidata alla porta del municipio ci costata pi di 100 euro. Dai, dammi una mano a portare fuori le sedie.
Scena 7 - Gelsomina e Leopoldo, poi la figlia Nella
(Alda e Meo escono lasciando la bottiglia e i bicchieri della grappa sul tavolo. La scena resta vuota alcuni attimi. Mina e Poldo arrivano litigando. Poldo sar un ex-colonnello. Si fermano davanti al cancello ad aspettare la figlia. Mina avr un trucco molto pesante, orecchini appariscenti e si far aria con un ventaglio.)
Poldo) Quando ti dico di fare una cosa devi farla e basta senza discutere. Hai capito! Inoltre, non dimenticare che sei la moglie di un ex-colonnello dellesercito. Mi pare di aver parlato chiaro. Hai capito s o no?
Mina) Ho capito Cocco-bello, ho capito per non voglio farlo.
Poldo) Ah s! Non vuoi farlo? Allora, siccome io ci tengo a fare bella figura Gelsomina facciamo dietrofront e torniamo a casa (si avvia per tornare da dove venuto).
Mina) (Lo rincorre, lo prende per la giacca e lo riporta al cancello) Non fare cos Leopoldo, me lo tiro via, sei contento! Per non capisco che fastidio ti possa dare il mio rossetto. Se si chiama rossetto deve essere rossa. Per forza deve essere rosso.
Poldo) Quello l troppo rosso. Un rosso simile lo usano solo certe donne. Lo sai che non voglio che mi sembri una di quelle Gelsomina. Ti sei guardata allo specchio?
Mina) Certo che mi sono vista nello specchio. E proprio per quello lho messo, perch non ho pi la bellezza dellasino Leopoldo. Ho bisogno di tenermi su.
Poldo) Per tenersi su non serve usare un rossetto simile Gelsomina.
Mina) Una volta il rossetto, una volta sono le calze, una volta le unghie dipinte, unaltra volta il vestito. Non sei mai contento di me Leopoldo.
Poldo) Tu devi ascoltarmi quando parlo. Voglio solo che tu vada in giro vestita come Dio comanda.
Mina) Io mi vesto come Dio comanda, a te Cocco-bello che non ti va mai bene niente.
Poldo) Se ti faccio osservazione Gelsomina per il tuo bene. Dopo tutto quello che ho fatto per te, tu non mi sei nemmeno riconoscente. Se hai cambiato vita Gelsomina stato solo per merito mio. Tu dovresti sentirti obbligata verso di me. Io, al tuo posto, mi sentirei in debito. Dovresti baciare la terra dove pesto per ringraziarmi cara mia.
Mina) Sono 23 anni che piego la schiena (prende il fazzoletto dalla borsetta si toglie il rossetto) sono 23 anni che sto pagandoti questo debito Leopoldo; 23 anni che faccio quello che tu mi dici, 23 anni che non vado fuori di casa se non ti ho vicino. Sono 23 anni che vivo chiusa peggio di una suora di clausura,
Poldo) Non metterla gi spessa. D piuttosto che sono 23 anni che fai la vita della signora. E se tu fai la vita della signora per merito mio. Guarda che io, solo io, ho avuto il coraggio di salvarti dalla strada.
Mina) Oh, quel coraggio non lo potr mai dimenticare. Sono 23 anni che ogni minuto secondo me lo soffi nelle orecchie e che mi stai addosso fino quasi a soffocarmi Leopoldo.
Poldo) Lo faccio per il tuo bene, Sono sempre stato un soldato, lo faccio per proteggerti.
Mina) No, Cocco-bello, tu fai cos solamente perch sei geloso come un cane. (Mostrandogli la bocca) Va bene cos o non sei ancora contento.
Poldo) Gi che ci sei, togliti anche gli orecchini che mi paiono quelli che usano le africane in mezzo alla giungla.
Mina) (Togliendoli) E togliamo anche gli orecchini. E ora cosa devo fare? Devo mettermi anche un fazzoletto sulla testa e (battendosi il petto) continuare a dire: mea culpa mea culpa, mia maxima culpa.
Poldo) Sarebbe il minimo che potresti fare. Ricorda che se hai cambiato lavoro stato per merito mio.
Mina) Grazie Leopoldo, grazie, grazie, grazie, grazie, ti ringrazio molto. Devo anche baciarti i piedi?
Poldo) (Molto, molto seccato) Non c bisogno che tu mi baci i piedi, basta che ti tolga quegli orecchini che stai malissimo. (Malcontento) In tutti questi anni non sei per nulla cambiata.
Mina) (Esasperata) Non sono per nulla cambiata!? Ho cambiato vita, ho cambiato citt, ho cambiato nomeGiacomina en Gelsomina (al pubblico) poco ma cambiato. Ho cambiato casa, ho cambiato modo di vestirmi e di camminare, ho cambiato pettinatura, ho cambiato colore ai capelli, ho cambiato parlata non ti basta? Ma cosa vuoi ancora di pi da me. Il sangue?
Poldo) (Fa il gesto di gonfiare la bicicletta.) S, pompa pompa che io annaffio. Esagerata!
Mina) Di pi di quello che ho fatto, cosa devo fare ancora per cambiare: trasformarmi in un pinguino?
Poldo) Che spirito di patata! Non mi fai ridere nemmeno un po Gelsomina. E se qualcuno ti riconosce? Vuoi essere riconosciuta? Secondo te, se qualcuno dei tuoi vecchi clienti ti riconosce, io, che figura ci faccio?
Mina) Macch clienti e clienti. Chi vuoi che mi riconosca conciata cos e dopo 23 anni.
Poldo) 23 anni passati per niente. Quella camicetta l troppo scollacciata, chiudila un pochino.
Mina) (Chiudendo con le mani il colletto) Mi soffoco cos Cocco-bello.
Nella) (Raggiungendo i genitori col fiatone) Che corsa che ho fatto
Mina) Era ora che arrivassi.
Nella) (Alla madre) Perch ti sei tolta gli orecchini, mamma, che stavi cos bene?
Mina) perch tuo padre
Poldo) (Interrompendola, alla figlia rudemente) Era ora che arrivassi. Perch hai impiegato cos tanto? Sempre la solita imbranata, buona a nulla.
Nella) Ma babbo, perch
Scena 8 lincontro
(Alda e Meo scuri in volto, rientrano con le sedie. Nellintravedere gli ospiti per, i loro visi subiranno una trasformazione totale: si distenderanno, saranno sorridenti ed innamorati.)
Alda) (Agli ospiti) Buongiorno, salve, dentro, avevo proprio voglia di conoscervi. (Va verso la porta a chiamare il figlio) Cinto, Cinto guarda che sono arrivati.
(Si presenteranno a vicenda - Salve salve - professore colonnello - prego prego. Si siedono.)
Meo) (Questa battuta va persa nella confusione)Attenti a le Ipoma triclor (campanelle rosa)
Cinto) (Entra e abbraccia Nella.) Oh yes. Ciao, cuoricino luccicante pesca di velluto my baby
Nella) Ciao, ladro di cuori sospiro di luna sweetheart
Cinto) Bocchina dolce di miele visetto dargento angelic smile
Nella) Angioletto senza ali tesoro del paradiso - my beloved
Cinto) Honey Farfalla colorata rosa profumata
Poldo) S, rosa mistica, smettetela ragazzi che fate venire la nausea anche alle pietre.
Mina) Zitto e lasciali fare, Cocco-bello, sei invidioso perch loro sono giovani?
Meo) Nihil sub sole novum niente di nuovo sotto il sole.Li lasci fare, li lasci fare,(ammiccando fra uomini) si ricorda da giovani quando noi avevamo la loro et? (A Mina) Non che noi ci siamo gi conosciuti da qualche altra parte signora? Non mi ricordo dove. (Alla moglie) Stella, falli sedere e poi sta qui seduta anche tu con noi , bella comoda-comodissima, che vado io a mettere su il caff e a prendere le tazzine. Caff per tutti? Due biscottini? Una bibita?
(Annuiscono tutti: - grazie grazie va bene tutto non stia a disturbarsi.)
Mina) Per me un goccio dacqua, grazie.
Cinto) (Affettuoso al padre) Sta qui tu babbo che vado io. Ci penso io al caff, io e la mia Nella.
(Cinto prende Nella a braccetto ed escono guardandosi innamorati. Mina li segue con lo sguardo sorridendo. Poi, mentre chiacchierano Meo studier ancora Mina, inoltre, ogni tanto tenter pure di versarsi da bere ma la moglie glielo impedir spostandogli il bicchiere.)
Poldo) (Lo guarda sorpreso) Sar che io sono uso a comandare e a farmi servire ma, mi scusi, davvero lei signor Bartolomeo sarebbe andato a mettere su il caff e a preparare le tazzine al posto di sua moglie?
Meo) Certo. E mi chiami Meo, signor Poldo. Cosa ha idea, che io non sia capace di fare il caff? (Guardando la moglie innamorato.) Di solito lo preparo sempre io il caff in questa casa, non voglio mica- mica che mia moglie triboli, io quando posso laiuto.
Poldo) Laiuta?
Meo) Certo, cosa c di strano. Per me una cosa normale-normalissima andare a mettere su il caff o aiutarla. Quando si vuol bene ad una persona la si aiuta e si cerca di farla contenta-contentissima. Le dir di pi, io tutte le mattine porto il caff a letto alla mia Stella doro.
Poldo) Per davvero?
Alda) (Ritrosa) S, mi arriva tutte le mattine con un vassoietto con sopra una brioche e il caff e anche una rosa o un fiore.
Meo) Ma s, un rametto di Convallria majals (mughetto) o de Lthyrus odortus (pisello odoroso) o de Hppeastrum hbrida (amarillide) a secondo delle stagioni.
Mina) (Sorpresa e con una punta di invidia) Come che fortunata signora Reginalda.
Alda) Mi chiami Alda signora Gelsomina (guarda il marito scherzosa) Non so se una fortuna o una condanna. Il fatto che mi porta il caff alle sei del mattino, quando lui si alza.
Meo) Mi alzo sempre molto presto. Mi piace alzarmi presto-prestissimo. il mattino che aiuta il giorno.
Alda) Invece a me, piacerebbe dormire. E glielo dico sempre: Lasciami dormire Meo, non voglio il caff alle sei del mattino. Aspetta almeno le sette a portarmelo. Ma lui niente. Tutte le mattine alle sei precise, mi porta il caff nel letto.
Meo) E bello caldo e bello forte, che dia la scossa elettrica alla mia Stella, (guardando innamorato la moglie) a lei piace il caff bel nero-nerissimo.
Mina) (Sorpresa) Stella? Credevo che si chiamasse Reginalda, tutt'al pi Alda.
Meo) (Abbracciando la moglie) S, si chiama Reginalda ed Alda per gli amici, ma io la chiamo Stella perch una stella-stella di moglie. Non ce n unaltea come lei. Sono stato fortunato molto-molto a trovarla e ancora pi fortunato a sposare la mia Stellona doro.
Alda) (Al marito, ritrosa e timida) Non farmi diventare rossa Bonbon.
Poldo e Mina) Bonbon?
Alda) (Coprendosi la bocca come se le fosse scappata la parola, poi spiega) Bonbon un soprannome che gli ho dato io, cos per scherzo, perch di solito dolce come un confetto (sorridendo) anche se a volte si trova dentro la mandorla un poco amara.
Mina) En poco amara? Almeno ha attorno lo zucchero, pensa a quelli poveretti, che, non hanno nemmeno la scorza dolce e devono solo masticare la mandorla amara. (Agli sguardi incuriositi deidue ribatte) Non il nostro caso vero Cocco-bello? Facevo cos per dire.
Poldo) Certo, si fa cos per dire, di sicuro non il nostro caso, io e la mia Mina, anche se sono passati tanti anni, ci vogliamo ancora un bene dellanima.
Meo) LAmor che move il Sole e l'altre stelle (Dante).
Scena 9 il caff
(Cinto e Nella portano caff. Lo servono, vanno e vengono con biscotti e acqua minerale. Infine rientreranno in casa abbracciandosi.)
Cinto) Oh yes, ecco il caff.
Alda) Giacinto, chiama qui anche tua sorella che la presentiamo agli ospiti.
Cinto) Arriva subito, cinque minuti, finisce di telefonare e arriva. (Agli ospiti spiegando) Lhanno chiamata al telefono. Mia sorella ascolta tutti. sempre gentile e disponibile e se pu fare un piacere non si tira indietro (esce).
Meo) (Sottovoce alla moglie.) Perch non viene qui con noi?
Alda) (Sottovoce al marito.) Non viene perch arrabbiata con suo fratello. Ssttt.
Mina) (Ad Alda) Parrebbe che abbia due bravi figli.
Alda) Non parrebbe, (affermativa) li ho. (Guardando con affetto il figlio) Ho due figli che sono due gioielli. Uno pi bravo dellaltro, non forse vero Meo?
Meo) Certo che vero. Vanno a gara fra di loro per accontentarci. Non ce ne sono molti ai giorni nostri dei figlioli come i nostri. Siamo due genitori fortunati- fortunatissimi.
Mina) Due genitori in gamba. Che bella famiglia! fortunata mia figlia a venire a far parte di una famiglia simile. Tutti che si vogliono bene, tutti che si aiutano. Lo sapete che quasi quasi vi invidio, nel senso buono si intende.
Poldo) (Seccato) Che stai dicendo Gelsomina, invidia per che cosa, a te cosa te manca?
Mina) A me nulla, dicevo cos per dire, volevo solo fare un complimento. (Qualche tuono lontano - cambia discorso.) Speriamo che non venga il temporale stasera. (Guardandosi attorno) Che bello che stare qui in questo luogo. Che bel giardino.
Alda) (Guardando il marito con affetto.) Come stavo dicendo prima, mio marito che va dietro al giardino. E guai se qualcun altro vi mette le mani. Vuole fare tutto lui. A volte mi verrebbe voglia di tagliare lerba o piantare qualche fiorellino ma lui non vuole. Neanche parlarne.
(Mentre Alda parla il ladro agiter una bottiglia vuota.)
Meo) (Prendendo una mano alla moglie e accarezzandogliela) Perch vuoi sporcarti queste belle-bellissime manine Stella cara! Lasciare fare a me, Stella doro.
Alda) Grazie Bonbon, come sei gentile. (Agli altri) Per la verit il suo lavoro, pensate che lui conosce il nome di tutte le piante.
Mina) Davvero? (Mettendolo alla prova.) Su, mi dica, come si chiama quella l?
Poldo) S, questa pianta come si chiama? Me lo dica che sono curioso.
Meo) Veramente (A Poldo, indicando prima una poi le altre) questa : Trachycrpus fortuni (palma), Taxdium disticm (cipresso) Pittosprum tobra (siepe di pitosporo) Crylus maxima (nocciolo) Mspilus germanica (nespolo) e poi quella
Alda) (Al marito sorridendo gli fa cenno di tagliare) Bonbon ancora caff? E lei signora Mina?
Mina) No, grazie, a berne troppo poi ho paura di non dormire dopo.
Alda) (Curiosa) Ma lei, signora Mina, non ce lha un soprannome? Suo marito come la chiama?
Mina) Mina e basta. Non so se si pu chiamare soprannome. Io mi chiamo Gelsomina per da sempre mi chiamano Mina. (Sorridendo fra s compiaciuta) Mina perch dicevano che ero una bomba in tutto e vi garantisco che da giovane nel mio lavoro non avevo nessuno che mi battesse.
Alda) Ora non lavora pi?
Poldo) (Allungando un calcio sotto il tavolo alla moglie) da quando siamo sposarti che ha smesso di lavorare. (Vedendo Alda e Meo che si sorridono cambia discorso.) Ma qui, ci troviamo davanti a due sposini in luna di miele. Quanto tempo che siete sposati, (canzonatorio) voi due, sposini?
Alda) (Sorridendo al marito) Sono quasi 30, pensate quanto tempo gi passato, anche se mi pare ieri quando ci siamo conosciuti.
Poldo) I nostri sono 23. Aspettiamo che arrivino i 25 e poi faremo una bella festa. Una festa di quelle grandi, non sembrano nemmeno passati tutti questi anni. Se non fosse perch abbiamo gi una figlia grande mi pare ieri quando ho conosciuto la mia Mina.
Alda) Come vi siete conosciuti?
Mina) (Imbarazzata, fa per raccontare, guarda il marito che parla al suo posto.) Veramente
Poldo) Veramente, mi avevano trasferito a Venezia (o Brescia o Milano, ecc). A quel tempo ero ancora tenente. stato a Venezia che sono passato prima capitano e poi colonnello. (Sognante) Bei tempi la vita di caserma, tutti che ubbidiscono senza discutere. Tutti sullattenti. Tutti pronti. Begli anni.
Meo) Marciate, o della patria ncliti figli (Carducci) Sa che anchio ho fatto il soldato a Venezia, per ero in marina e non nellesercito. (A Mina) Ma noi due non che ci siamo gi conosciuti? Ho proprio limpressione di averla vista ancora. Non che
(Qualche tuono lontano)
Mina) (Interrompendolo) Non che viene a piovere? Che scuro che si fatto l in fondo.
Poldo) Hai chiuso il finestrino della macchina dalla tua parte Gelsomina?
Mina) Oh Cocco-bello, non mi ricordo, sar meglio andare a vedere (si avvia) scusate signori, vado e vengo in una corsa (esce).
Poldo) (Guardandosi in tasca) Le chiavi della macchina Gelsomina, aspetta, come fai ad aprire, scusate signori, torniamo subito (la rincorre. Sul cancello si scambiano un paio di battute acide).
Mina) Coshai idea, che mi perda ad andare da sola?
Poldo) (Facendole vedere le chiavi) Non sarebbe la prima volta
(Escono. Alda Raccoglie le tazzine.)
Scena 10 Meo e Alda rimasti soli riprendono a litigare di brutto
Meo) (Versandosi un goccetto) Chiss perch non hanno parcheggiato qui davanti. Dove sono andati a parcheggiare?
Alda) (Sgarbata) Che te ne importa dove hanno parcheggiato (Sarcastica gli toglie il bicchiere) S, vai pure avanti a bere. Continua a bere e vedrai che fine che farai. Dopo vieni da me a piangere quando ti scoppier il fegato.
Meo) Non sono a quel punto Reginalda. Posso smettere di bere quando voglio, anche subito-subitissimo.
Alda) E allora smetti.
Meo) Smetter quando sar il momento. Smetter quando lo decider io.
Alda) S, quando sar troppo tardi e vedrai volare le bestie nere per il delirium tremens.
Meo) (Facendo dei segni con le dita per scaramanzia) Tih tih tih.
Alda) Non sono mica io quella che ti porta scalogna, sei tu che ti sei rovinato con le tue stesse mani.
Meo) Oh, sempre quella storia, sempre dietro a togliermi il fiato per niente-niente.Gutta cavat lapidem la goccia scava la pietra Cambia disco per una volta Reginalda. ora che tu la finisca di fare listerica e di rompere le scatole.
Alda) Ah, sarei io quella isterica e rompiscatole! Ma guardati te, piuttosto, come sei conciato.
Meo) Sicuro che mi guardo, non come te che vedi la pagliuzza nei miei occhi e non vedi la tua trave. Una trave che mia rovinato-rovinato la vita, Va bene cos?
Alda) Io avrei rovinato la vita a te! Sei tu che lhai rovinata a me per quel tuo brutto vizio di bere (esce col vassoio).
Meo) (La segue) Non ho il vizio di bere. E ricordati che in questa casa sono io che porto i pantaloni (esce).
Scena 11 Mina e Poldo ritornano e litigano sul cancelletto
(Mina e Poldo ritornano. Riappaiono le luci intermittenti della polizia ma senza sirena. Stanno circondando la casa, stridio di freni e sgommate.)
Poldo) Lavevo detto io che era una scusa quella del finestrino.
Mina) Macch scusa, Cocco-bello non vedi che un foglietto di pubblicit? Guardalo bene.
Poldo) S, pubblicit! Ti aspetto alle 5 allinaugurazione della mostra in via. uno che ti ha dato appuntamento.
Mina) Appuntamento un corno. Cocco-bello non vedi che un biglietto scritto col computer?
Poldo) Computer o no, da dove viene questo biglietto Gelsomina?
Mina) Non so che cosa e da dove viene. Non so chi lha scritto. E non so nemmeno chi stato a metterlo sul tergicristallo. Vuoi capirlo s o No.
(Nel rivedersi ecco di nuovo la trasformazione automatica, tutti diverranno sorridenti e felici.)
Meo) Allora, era chiuso il finestrino?
Mina) No, abbiamo fatto bene ad andare a vedere.
Poldo) N finestrino n macchina erano chiusi. Tutto ai quattro venti , menomale che questa una zona tranquilla.
Meo) Tranquilla-tranquillissima, qui non ce ne sono di ladri. Qui non hanno mai rubato nulla a nessuno, qui non ce ne sono di ladri. Anchio tante volte lascio la macchina aperta e non mai successo niente.
Poldo) Me pare di aver sentito una goccia.
Mina) Anche due gocce. Pare proprio che inizi a piovere.
Meo ) meglio che andiamo in casa, prima di prenderla sulla testa, (guarda il cielo) quando che il temporale viene da Lonato non c da scherzare.
Scena 12 Dora e il ladro
(Rientrano in casa. Ancora le luci intermittenti della polizia ma senza sirena. Stridio di freni. Il ladro non sa che fare, guarda il cielo. Esce dal suo nascondiglio. Pensa, poi con fare circospetto esce dal giardino e va avanti ed indietro di corsa davanti al cancelletto sbirciando ogni tanto la casa e lanciando occhiate preoccupate alle luci. Dora esce di corsa per riprendersi il cuscino sulla panchina. Il ladro la chiama continuando a correre pur restando fermo.)
Nando) Signorina, signorina.
Dora) (Fermandosi e osservandolo) S?
Nando) Scusi signorina, stavo facendo un po di footing ma pare che venga a piovere, non le fa niente se mi riparo sotto la gronda mentre passa il temporale?
Dora) (Simpatizzando) Ma certo, ho sentito anchio una goccia (andandogli incontro sorridente, lo fa accomodare) venga, venga qui cos non si bagna.
Nando) (Galante) Grazie, grazie, com gentile. Signorina?
Dora) Dora, veramente il mio nome Isidora, ma tutti i miei amici mi chiamano Dora.
Nando) Posso chiamarla anchio Dora come fanno i suoi amici?
Dora) Ma certo
Nando) Come che gentile signorina Dora
Dora) il minimo che si pu fare quando incomincia a piovere. E lei, come si chiama?
Nando) Nando (le porge e le stringe la mano trattenendola pi del necessario) piacere Nando. Veramente il mio nome Ferdinando, ma tutti i miei amici mi chiamano Nando. (Annusando laria) Mmmm che buon profumo che ha addosso. Mmmmm che profumo delicato, inebriante. Sa che io ho un debole per le donne profumate, Mi fanno girare la testa, stuzzicano la mia fantasia.
Dora) (Sorridendo) Davvero?
Nando) E che bel sorriso che ha signorina Dora. Quando sorride le si accendono gli occhi. Sa che i suoi occhi sembrano due perle? Sono luccicanti come due perle.
Dora) (Civettuola) Come gentile signor Nando. E gi che ci siamo, possiamo darci del tu noi due?
Nando) Ma certo signorina Dora. (Starnutisce) Non mi sarei mai aspettato che oggi venisse a piovere.
Dora) Questo tempo matto come un cavallo.
Nando) Tempo e signori fanno quello che vogliono loro. (Starnutisce ancora.) perch sono tutto sudato.
Dora) Venga dentro in casa allora, da non prendere qualcosa, (si avvia) si fa talmente alla svelta a prendere qualcosa con un tempo simile.
(Nando la osserva ma non si muove, starnutisce di nuovo.)
Dora) Andiamo, venga, non abbia paura. Qui non c nessuno che la mangia.
Nando) Ma i suoi, e i tuoi avranno qualcosa da ridire se io avranno qualcosa in contrario se io.
(Si sente fuori scena labbaiare del cane poliziotto inizier anche un poco di vento.)
Alda) (Esce a chiamare la figlia) Che stai facendo Dora? (Vedendo Nando) Oh, buonasera signore.
Dora) Mamma, ti presento Nando, anzi Ferdinando, Nando per gli amici
Nando) (Porge la mano ma gira il capo e starnutisce) Mi scusi signora.
Dora) Poveretto, stava facendo footing ed tutto sudato. Con questo tempo un minuto prendersi qualcosa.
Alda) Infatti, non state sulla porta ragazzi, (aprendo la porta) venite dentro prima di ammalarvi.
Nando) Non vorrei mica disturbare (starnuto).
Dora) Nessun disturbo. Prego, prego.
(Nel girare il capo allultimo starnuto Nando vede uno o due poliziotti che si avvicinano frugando fra i cespugli. Non se lo fa dire due volte ed entra precipitosamente. Dora e Alda che girano le spalle non notano niente. Entrano anche loro in casa. La polizia si guarda attorno cercando delle impronte. Esce Meo.)
Scena 13 la polizia
Meo) Buonasera. Desidera?
1 agente) Buonasera a lei. (Cercando di sbirciare oltre la porta) Tutto bene in casa?
Meo) Certo, tutto a posto. Perch c un qualche problema?
1 agente) (Gli fa cenno di avvicinarsi) Venga, venga avanti verso di noi molto lentamente.
(Meo lentamente e perplesso va a sentire cosa vogliono)
1 agente) (Gli gira attorno) Controllavamo che la sua risposta fosse stata data liberamente e non sotto la minaccia delle armi.
Meo) Delle armi? Armi? Cosa sta dicendo signore?
1 agente) (Indicando la porta) Dentro tutto bene? sicuro?
Meo) Pi che sicuro-sicurissimo. Perbacco, sono il padrone di casa, non vuole che sappia quello che stiamo facendo dentro casa mia.
2 agente) E cosa state facendo di bello?
Meo) Abbiamo appena tirato il collo ad una bottiglia di quelle toste. Di quelle speciali-specialissime, giusta per loccasione. Stiamo festeggiando i nostri ragazzi. Ne volete un goccio? Dentro-dentro, prima che piova.
1 agente) No grazie, siamo in servizio.
Meo) Se sapeste quello che vi perdete. Per una volta fate finta di niente, vi giuro e stragiuro che io non dir niente a nessuno. Occhio a le Tagtes patla (garofoline).
2 agente) (Molto ma molto sospettoso) Fermo! Occhio a che cosa?
Meo) Alle garofoline. Andiamo che fra poco viene gi lacqua a secchi (si avvia).
2 agente) (Senza muoversi) Un momento: c solo la sua famiglia o ci sono altri estranei in casa?
Meo) (Tornando sui suoi passi) Estranei? No, non ce ne sono di estranei in casa. Ci siamo solo noi (elencando): io, mia moglie, i miei due figli, la fidanzata di mio figlio, la madre e il padre della fidanzata di mio figlio e un amico di mia figlia. Ma di che si tratta?
1 agente) Siamo sulle tracce di un ladro pericoloso, molto pericoloso che si aggira in questi paraggi. Lo stiamo braccando. Il fiuto dei cani poliziotto ci ha condotto fino a questa casa.
Meo) Signori, vi garantisco che non ci sono ladri in casa mia. La nostra una zona tranquilla-tranquillissima. Non ce ne sono mai stati di ladro. (Facendo lo spiritoso) Noi di ladro abbiamo solo quello della luce.
2 agente) Non faccia tanto lo spiritoso, non proprio il momento di scherzare.
1 agente) Non ha sentito cosha detto il mio collega? Si tratta di un ladro molto pericoloso. La preghiamo di non intralciare le indagini.
Meo) Intralciare le indagini? Io non intralcio proprio nulla. Voglio solo andare dentro casa. Signori, o dentro o fuori, fra poco arriva il finimondo. Guardate che scuro che si fatto laggi in fondo.
Quando tuona verso Verona prendi la zappa e vai a zappare
Quando tuona verso Lonato prendi la zappa e vai a casa
2 agente) Lo sappiamo, lo sappiamo,
Quando arriva da Lonato riempie il fossato
(Spiega ad un Meo stupefatto) Noi della polizia sappiamo sempre tutto.
Meo) Quando arriva da Lonato non c da scherzare.
1 agente) La smetta, neppure col ladro c da scherzare caro Signore.
(Sulla porta si affaccia Dora con lamico-ladro alle spalle.)
Dora) Babbo, dice la mamma come mai sei ancora l fuori col temporale che (le muoiono le parole in bocca pensando che siano venuti per lei) la polizia? (Si aggrappa allamico.) Non so il perch ma quando vedo una divisa mi viene sempre addosso una gran paura.
(Il ladro, senza toccarla di modo che lei non se ne accorga, furbescamente metter il braccio attorno alle spalle di Dora. La polizia fa loro cenno di scendere. Fulminato poi da una sua occhiata far finta di niente e la prender sottobraccio.)
2 agente) Avanti, avanti voi due. Avvicinatevi molto lentamente prego.
Meo) State attenti alle mie Tagtes patla (garofoline) e a le Ipoma triclor (campanelle rosa).
Dora) Cosa successo babbo? Come mai la polizia? Per chi sono venuti? Per te?
Meo) Ma no, sembra che ci sia in giro un ladro pericoloso-pericolosissimo. Vieni qui svelta. (Alla polizia presentandola) Questa Dora, mia figlia (e indica il ladro) e questo il suo amico.
(La polizia capir amico come probabile fidanzato gira loro attorno e li osserva attentamente poi fa loro segno di andare vicino a Meo. Il ladro impassibile sorrider dolcemente a Dora.)
2 agente) (A Meo) Allora questa sua figlia e questo un suo amico? sicuro di quello che dice?
Meo) Certo, vuole che non conosca mia figlia? Mia figlia, per il suo amico
(Poldo si affaccia proprio in quel momento sulla porta per vedere perch non rientrano e impedisce cos a Meo ulteriori commenti. La Polizia scatta puntandogli contro le pistole.)
Poldo) (Alza le mani istintivamente) Che succede? Come si permette, guardi che io sono un ex-colonnello dellesercito.
1 agente) Colonnello o no, fermo e non si muova.
Meo) Ehi capo, guardate che questo non un ladro. Questo il signor Leopoldo, il padre della fidanzata di mio figlio. Ed era davvero un colonnello dellesercito, e di quelli tosti-tosti. qui con sua moglie, sono venuti per
1 agente) (Facendo cenno a Poldo di avvicinarsi lentamente. A Meo) Zitto lei che le domande le facciamo noi.
Mina) (Sulla porta dietro le spalle di Poldo) Che succede Cocco-bello? Che state facendo l fuori col rischio di prendere il raffreddore. Guarda che vento, ritorna dentro. (Vedr la polizia con le armi spianate) Che succede (alza le mani, al marito) Leopoldo cosa hai combinato questa volta?
Poldo) Sta zitta e sta calma Mina, stai dietro a me. Non aver paura che ti difendo io. Sono un soldato. Sono abituato a fare la guerra e non ho paura di nessuno.
Meo) (Alla polizia) Abbassi quella pistola. Questi signori sono i miei futuri consuoceri. I genitori della fidanzata di mio figlio. Non mi credete? Volete vedere la carta didentit?
(Poldo fa per prendere la carta didentit e subito la polizia lo immobilizza e gli fa alzare ancora le mani. La polizia fa cenno a Poldo e a Mina di scendere lentamente. Poldo, con suo grande disappunto, perquisito. E poi invitato ad unirsi agli altri e a restare in silenzio. La polizia, molto professionalmente punter di nuovo la pistola verso la porta.)
Poldo) (A Meo) Che succede?
Meo) Sembra che un ladro pericoloso-pericoloso si sia nascosto proprio dentro casa nostra. Attendo a lAdintum raddinum (capelvenere).
Poldo) (Indicandola) In questa casa? Come ha fatto ad entrare?
2 agente) I cani poliziotto hanno annusato il suo odore fino a quel muretto (indicando il giardino) di sicuro il ladro qui, in questa casa. Il fiuto dei cani poliziotto non sbaglia.
Meo) E siccome nel giardino non c, per forza si nascosto in casa.
2 agente) I nostri cani si sono rifiutati di proseguire oltre. Si sono fermati dietro il muretto di questa casa e non si sono pi mossi. Il ladro certamente in questa casa.
Mina) In questa casa c un ladro pericoloso. Dentro in casa? Ma dentro c mia figlia (chiamando ad alta voce.) Nella, Nella (preoccupata) la mia Nella l dentro.
Poldo) Sta calma Mina, sta qui al sicuro, vado io a prenderla, io non ho paura di nessuno (si avvia deciso).
1 agente) (Fermandolo) Lei resti qui fermo e non si muova per favore. Ci pensiamo noi.
Poldo) Non mi muovo? Come si permette di dare degli ordini a me! Lei non sa chi sono io. Si metta sullattenti davanti a me. Io sono un colonnello. Io ho dato ordini per trentanni e nessuno si mai permesso di contraddirmi. Lei a me di ordini non de d. Chiaro! (Riparte deciso fermato dalla polizia che gli fa cenno di tornare al suo posto.) Io non prendo ordini da nessuno. Non ci sono n ladri ne poliziotti che mi possono fermare.
Mina) (Stupita e orgogliosa) Come che coraggioso il mio Cocco-bello.
Scena 14 Cinto e Nella
(Meo e la moglie cercano di calmarlo. Nella si affaccia sulla porta. Cinto subito dopo di lei.)
Nella) Mi hai chiamato mamma? Che succede?
(La scena si svolge velocemente. La madre, concitata, le fa cenno di avvicinarsi e Nella esce per andare da lei. Cinto, incuriosito, fa per seguirla. La polizia, armi in mani lo bloccher e Cinto automaticamente alzer le mani. Nella si rifugia dalla madre e nel vedere il suo Cinto arrestato inizier a piangere sconsolatamente. Se possibile, il vento nel frattempo si sar fatto pi forte. Lo scoppio del temporale imminente.)
Cinto) Va bene, va bene, non lho fatto apposta. Insomma mi venuto istintivo fare cos col braccio.
Meo) Che segno hai fatto col braccio. A chi lo hai fatto?
Cinto) Scherzavamo babbo. Laltra notte, fuori dallo stadio dopo essere stati alla partita Brescia - Atalanta (Batte la mano destra nellincavo del gomito di quella sinistra che terr tesa) non lo sapevo che fossero dei carabinieri in borghese.
1 agente) Non ci interessa n dove n a chi lha fatto quel gesto (marcando la parola) irriverente. Noi siamo qui per cose molto pi gravi.(L a polizia lo perquisisce.)
Meo) Guardi che questo mio figlio, capo.
2 agente) Anche questo suo figlio? Quanti figli ha lei.
Meo) Due. Questo e Dora (indicandola).
2 agente) sicuro che
Meo) (Interrompendolo) Certo che sono sicuro di avere due figli. (Risentito) Cosa sta dicendo?
1 agente) (Facendo cenno a Cinto di unirsi agli altri) Si sposti e ci lasci lavorare(A Meo) Abbiamo tutti i nervi a fior di pelle, la prego di non complicarci la vita. Si metta tranquillo che ora vedremo di stanare il ladro (Prende un megafono) Allora sicuro che in casa non ci sia pi nessun figlio? Non che fra qualche minuto esce qualcun altro, vero?
Meo) (Seccato) Cosa crede, che sia rimbambito. Ho due figli e sono tutti e due qui con me.
Dora) E la mamma? (Guardandosi attorno.) Dov la mamma.?
Scena 15 Alda in pericolo
Meo) (Agitandosi) rimasta mia moglie l dentro. La mia Alda l dntro. La mia Stella l da sola-sola con un ladro pericoloso-pericoloso. (A Dora) Dovera lultima volta che hai visto la mamma?
Dora) Andava gi in cantina per prendere un paio di bottiglie di acqua minerale.
Nella) No, io lho vista en cucina a risciacquare le tazzine.
Cinto) Era andata nel ripostiglio a prendere la scopa.
Dora) Poverina la mamma, babbo. La mamma gira per casa da sola e non sa che dentro con lei c un ladro pericoloso. (Agli agenti) Ha la pistola?
2 agente) Non si sa se ha la pistola, o fucile, o un semplice coltello da macellaio. Sappiamo solo che armato.
Dora) (Agitandosi) La mia mamma in pericolo. Povera la mia mamma, poverina (Slanciandosi verso la porta) Bisogna andare a salvarla.
Meo) (Fermandola) Sta calma Dora. Tu resta qui al sicuro che vado io a prendere la tua mamma, io non ho paura di nessuno (si avvia deciso) gli do una botta di quelle giuste-giuste sulla tesa di quel ladro che gli faccio passare la voglia di fare il ladro fin che scampa.
(Gli agenti cercheranno di fermare tutti i disobbedienti. Alda appare sulla porta, nessuno la nota.)
Meo) (Allagente che lo blocca) Devo andare a salvare mia moglie. mia moglie ed io per lei mi butterei anche nel fuoco.
Cinto) Oh yes, vengo con te per aiutarti babbo.
Meo) Bravo Cinto, noi due insieme non abbiamo paura di nessuno.
Poldo) Vengo anchio con voi. Un soldato non ha paura di nessuno.
Ladro) Ed io non mi tiro indietro. Vengo anchio per aiutarvi.
1 agente) (Finalmente fermandoli) Voi non andate proprio da nessuna parte. (A Meo che quello pi agitato.) E lei resti qui fermo e non si muova per favore.
Meo) Non mi muovo? A me non importa nulla se dentro c un ladro pericoloso-pericoloso. Mia moglie e in casa da sola con un individuo simile. Sta scherzando! Non ce ne sono di ladri o poliziotti che mi fermano. Mi lasci andare: mia moglie, mia moglie, vuole capirla si o no.
1 agente) Le ho detto che ci pensiamo noi a sua moglie. Stia calmo e ci lasci lavorare.
Meo) (Fa finta di ubbidire poi si divincola e tenta di avviarsi di nuovo verso la porta.) Mia moglie in pericolo e voi volete tenermi qui fermo. Nemmeno parlarne. Io sono suo marito e devo salvarla.
Alda) Perch vuoi salvarmi Meo? Da chi vuoi salvarmi ?
(Alle sue parole tutti la guardano, la polizia si gira impugnando la pistola contro di lei. Alda lancia un grido. Meo parte alla carica, prende sua moglie e la trascina con se dove si trovano ammassati tutti gli altri.)
1 agente) (Furibondo) Le avevo detto di non muoversi perdincibacco.
2 agente) E se qualcuno le avesse sparato. Ci sarebbe scappato anche il morto per colpa sua.
Meo) Mia moglie era in pericolo e io dovevo salvarla.
Alda) Pericolo, perch Meo? Che succede?
(Mentre la polizia parla col megafono Meo le racconta sottovoce quello che successo. Mentre poi preparano i lacrimogeni si sente miagolare un gatto.)
1 agente) (Parlando nel megafono) Qui la polizia che parla. Si arrenda. La casa circondata. Per lei non c pi scampo. (Dopo qualche minuto, visto che nessuno risponde, passa allattacco.) Lanciamo i lacrimogeni. lunico modo per stanarlo.
Scena 16 il gatto
Dora) Fermi fermi. Il mio gattino. Dentro in casa c rimasto il mio gattino. Me lo farete morire con quei cosi l (trattiene il braccio del poliziotto).
Nella) (Agisce anche lei trattenendo laltro braccio del poliziotto) Per uno stupido di ladro, non vorrete ammazzare un povero gattino che non centra niente.
1 agente) Signorine lasciatemi le braccia per favore. Per stanare il ladro bisogna sacrificare il gatto. Non c alternativa.
(Tuoni, lampi e vento forte. Dora e Nella, insieme, iniziano a piangere disperatamente. Cinto, avanzando deciso, coglie tutti di sorpresa ed entra in casa. Tutti trattengono il fiato. La polizia punta larma verso la porta. Dopo qualche attimo riemerge col gattino e lo consegna a Dora che lo abbraccia e lo ringrazia. Tutti fanno festa a Cinto quasi fosse un eroe. Lui si schermisce.)
Polizia) (Parlando ancora nel megafono) Qui la polizia che parla. Si arrenda. La casa circondata. Per lei non c pi scampo. (Dopo qualche minuto, visto che nessuno risponde, passa allattacco.) Lanciamo i lacrimogeni. lunico modo per stanarlo.
(Riappare sulla scena il ragioniere che sbircia incuriosito. Si far in modo che Dora, dietro agli altri, non riesca a vederlo. Nando invece lo vede, ne approfitta ed inizia a gridare indicandolo: Al ladro al ladro. Il ragioniere preso alla sprovvista scappa. La polizia lo rincorre e tutti gli altri dietro come pecore. La scena si vuota.)
cala il sipario
ATTO II
Scena 1 Dora e Nando alla ricerca del gatto
(Stessa scena del primo atto. Il temporale passato - bello sarebbe vedere un arcobaleno sullo sfondo e se si vuol rendere ancor pi realistica la scena i personaggi entreranno con le spalle e i capelli umidi - si sentono gli uccellini cantare. La scena vuota. Dora avr due bei graffi sulle mani o forse anche uno in viso. Entra prima lei poi Nando.)
Dora) Micio micio(cercandolo) poverino il mio micetto chiss se si salvato dalla grandine. Hai visto che chicchi?! Sembravano uova di gallina.
Nando) I gatti hanno sette vite. Non preoccuparti per lui che non lavr presa sulla testa di sicuro.
Dora) I gatti hanno paura dellacqua e guarda quanta ne venuta. Non andare a calpestare le piante a mio padre che poi d fuori di matto.
Nando) Il tuo gatto sar andato a nascondersi sotto una qualche macchina o una qualche panchina.
Dora) (Fa vedere le mani.) Mi ha piantato una graffiata quel disgraziato quando ha visto tutti qui cani poliziotti.
Nando) Aveva gli occhi fuori dalla testa. Hai visto com scappato fallito micio micio
(Nando con indifferenza cercher di avvicinarsi al suo nascondiglio ma Dora, ogni volta lo fermer, sempre prendendolo per un lembo della giacca e tirandolo indietro.)
Dora) Per i cani continuavano lo stesso ad abbaiare anche dopo che il gatto era scappato. I poliziotti non riuscivano a farli stare zitti. Pareva perfino che ce lavessero a morte con te.
Nando) Se vede che non gli ero molto simpatico. A dire la verit, a me non piacciono molto i cani mi fanno un poco di paura.
Dora) Loro lo sentono distinto quando uno ha paura micio micio micio
Nando) I cani sono sempre cani. Quando vedono un gatto non capiscono pi nulla micio
Dora) Quello scuro poi: era quello pi cattivo di tutti. Se gli andavi sotto le sgrinfie ti avrebbe sbranato. Hai visto come ringhiavano. Fortuna che dicono che i pastori tedeschi sono cani intelligenti e che i cani poliziotti vengono addestrati.
Nando) Quelli sono stati addestrati male. Mi pareva che non ascoltassero molto il padrone micio micio
Dora) Menomale che erano legati.
Nando) E legati bene. Micio micio micio
Scena 2 passata la tempesta
(Nando e Dora cercano il gatto. Entrano Meo e Alda e si scambiano 3 battute sul cancello. Entrambi avranno le mani graffiate dal gatto.)
Meo) Passata la tempesta, odo augelli far festa e sulla viail gallo e la gallina non me la ricordo pi.
Alda) larteriosclerosi che avanza Bartolomeo, i rametti che si seccano. Con tutto il bere che fai per forza non hai pi memoria.
Meo) (La guarda torvo ma non si scoraggia.) Il gallo no La gallina sulla via pensare che una volta la sapevo cos bene.
Alda) (Vede Dora e Nando) Non qui il tuo gatto. Lo abbiamo visto noi cinque minuti fa dallaltra parte della via (fa vedere le mani graffiate).
Dora) Dove di preciso dallaltra parte della via?
Meo) Era sul ramo della Cryptomria japonica quella che c proprio sullangolo.
Alda) Vuol dire che era sopra un ramo del pino della signora Cecilia.
Meo) I rami che dnno sulla strada. Era bagnato-bagnatissimo peggio di un pulcino, ho tentato di prenderlo (facendo vedere le mani) ma lui scappato via veloce come i pallini del fucile.
Alda) (Fa vedere anche lei le mani.) Quello non un gatto, quello l peggio di una tigre della Malesia.
Meo) Nemmeno Sandokan sarebbe capace di prendere quello l, te lo garantisco io.
Dora) Era randagio, era abituato a difendersi. Poverino, ancora spaventato per tutti quei brutti cani poliziotto che gli abbaiavano dietro.
Alda) Spaventato? Stregato! In due non siamo riusciti a prenderlo, magari se sente la tua voce, Dora, si calma e si lascia prendere. Prova tu ad andare a vedere.
Dora) (Prende ancora una volta Nando per la giaccia) Andiamo, vieni che ti aiuto a prenderlo. (Escono.)
Scena 3 Meo e Alda
Meo) (Raccoglie un fiore sciupato.) Povero povero il mio Pelargonim hortrum (geranio)
Alda) (Strappandoglielo di mano e buttandolo via) Povero lui? povera me. Ho i piedi tutti bagnati, zuppi (si siede e tira il marito per la giacca per farlo sedere accanto).
Meo) (Sbirciando il suo angolo.) Le mie scarpe fanno ciffete-ciaffete.
Alda) Cosa ti venuto in mente di correre dietro al ladro Bartolomeo.
Meo) Non venuto in mente solo a me. Sembra che tutti abbiamo avuto la stessa idea Reginalda. stato distinto. Loro hanno iniziato a correre e noi dietro come tante-tante pecore.
Alda) Hai visto che grandinata? Menomale che la polizia ci ha aperto le portiere delle macchine e ci ha fatto entrare, altrimenti a questora saremmo tutti bagnati come pulcini.
Meo) Che stupidi-stupidi siamo stati, si sapeva che arrivava il temporale. Si poteva correre in casa invece che correre dietro a questo ladro. Cerano gi i poliziotti che gli correvano dietro.
Alda) Io volevo vedere se lo prendevano. Non una cosa di tutti i giorni vedere un inseguimento. Di solito si vede solo in televisione o al cinema.
Meo) Peccato che proprio in quel momento abbia iniziato a grandinare. Con quel furore e con quella tempesta Ch'escono i cani a dosso al poverello (Dante).
Alda) Hai visto quel povero ladro come scappava con le mani sulla testa? Mi dispiaceva perfino. Tu, Meo, pensa che avrei voluto chiamarlo e dirgli di venire a ripararsi con noi, ma come si poteva fare. Eravamo tutti dentro una macchina della polizia.
Meo) Dentro 3 macchine della polizia, il signor Poldo e sua moglie in un'altra e i ragazzi in un'altra ancora.
Alda) Ci saranno state una trentina di macchine della polizia in giro. Hai visto che esagerazione di polizia.
Meo) Se vede che quello l un ladro grosso per davvero.
Alda) Per, che gentili che sono stati con noi i poliziotti.
Meo) Gentili e professionali.
Alda) pi ancora di professionali: non mollavano losso. Hanno provato a corrergli dietro anche se non ci si vedeva niente a un metro di distanza.
Meo) Hai visto che fumo faceva lasfalto Alda? Io non ho mai visto una cosa simile.
Alda) Sembrava il diluvio universale. Povero ladro sotto quella grandine.
Meo) Povero ladro un corno, sembra che sia riuscito a scappare.
Alda) S, ma gli sar venuta una faccia cos (fa il gesto con le mani) cerano i chicchi che parevano grossi come uova di gallina.
Meo) Non esagerare, uova di piccione caso mai (colpito da unidea va verso la porta dentrata).
Alda) Uova di gallina ti dico.
Meo) Lo sai che se noi abbiamo vinto la battaglia di San Martino e Solferino stato per merito di una grandinata come questa?
Alda) Ma va, sempre a raccontarle grosse. Non dire bestialit.
Meo) No, vero. Erano le 4 del pomeriggio. Ha iniziato a grandinare contro gli austriaci e
Alda) Quando grandina: grandina su tutti.
Meo) Giusto. E siccome veniva gi cos (fa il gesto con la mano) addosso a loro. Non potevano pi andare avanti e hanno dovuto andare in dietro. Hanno dovuto ritirarsi. E noi abbiamo vinto. (sulla porta) lo sai che siamo andati via con luscio aperto?
Alda) Ma s, questa una zona tranquilla, qui non ce ne sono di ladri.
Meo) Era una zona tranquilla-tranquillissima. Dopo quello che successo oggi non so se si pu ancora chiamare tranquilla-tranquillissima.
Alda) Te Meo. Lo sai che hai rischiato di farti sparare.
Meo) Non sono io quello che ha rischiato. stato Cinto quando che andato a salvare il gattino della Dora.
Alda) Dicevo di prima. Ero sulla porta quando ho visto che tu volevi venire dentro a salvarmi e tu hai detto alla Dora: Vado io a prenderla, io non ho paura di nessuno. La salvo io la tua mamma.
Meo) M venuto cos, non so nemmeno io il perch. come se mi fosse scattato una molla dentro-dentro.
Alda) Se non lavessi sentito con le mie orecchie non ci crederei. Tu hai detto proprio: mia moglie caro il mio signore, e per mia moglie mi butterei anche nel fuoco.
Meo) Non mi ricordo di avere detto cos. Ho proprio-proprio detto cos? Che coraggioso che sono stato! il coraggio uno non se lo pu dare (Manzoni).
Alda) S. (Ricordando.) Hai proprio-proprio detto cos e le tue parole mi si sono appoggiate qui (si tocca il cuore) e mi hanno smosso dentro. Hanno soffiato sopra le braci di un focherello che credevo gi morto da un pezzo.
Meo) In quel momento, quando ho visto che eri in pericolo, ho capito che non me la sarei mai perdonata se ti fosse capitato qualcosa di brutto-brutto.
Alda) Che ne dici Bonbon. Forse non vero che ci siamo rovinati la vita a vicenda.
Meo) Forse ce labbiamo riempita a vicenda Stella doro.
Alda) (Pensierosa) Lo sai Bonbon che volersi bene non costa niente e che nessuno ce lo impedisce di volerci bene.
Meo) E allora proviamo Stella doro.
Alda) A fare?
Meo) A fare come i confetti. Alla mandorla amara ci mettiamo attorno lo zucchero.
Alda) Guarda che senza saperlo ce lo abbiamo sempre messo attorno lo zucchero alla nostra mandorla amara. Certo, se volevi gettarti nel fuoco per me, altro che zucchero!
Meo) stato in quel momento che ho capito che ti volevo ancora bene. Ho capito che non potrei pi vivere senza di te, Stella doro.
Alda) Lo sai cosa facciamo ora Bonbon, vado a prendere le due fettine di torta che sono rimaste. E ce le mangiamo qui, noi due, da soli. Festeggiamo. Festeggiamo non so che cosa, ma ho voglia di festeggiare.
Meo) Brava, festeggiamo. Porta anche da bere.
Alda) (Titubante) Acqua?
Meo) Acqua, va bene Stella doro (sospiro coraggioso): acqua. Le Romane antiche, per lor bere, Contente furon d'acqua (Dante).
Scena 4 Meo nel suo cimitero personale.
(Alda rientra in casa e Meo va a controllare il suo cimitero personale. preoccupato che lacqua non abbia dissotterrato qualche bottiglia. Tutto a posto, intravede qualcosa e trova il pacchetto che il ladro ha nascosto tra le foglie e che il forte temporale ha fatto cadere. Meo lo osserva perplesso. Si appoggia al tavolo per scartalo. Toglie un involucro,ovviamente impermeabile, poi un altro, un altro ancora, ed infine ecco comparire un pacchetto di soldi di grosso taglio, mazzette da 500 euro. senza parole. Si guarda attorno, non visto, ne sfila prima una e poi, non resistendo alla tentazione, ne prende una seconda e se le mette in tasca.)
Scena 5 una banconota per Alda
Meo) Audces furtuna ivat -la fortuna sorride agli audaci.
Alda) (Esce con un vassoio con torta e bicchieri, appoggia il tutto sul tavolo.) Che non ti venga in mente di entrare in casa con quelle scarpe. (Curiosa) Cosa hai in mano?
Meo) Ho trovato questo Stella?
Alda) Cos? Fammi vedere. Dove lo hai trovato?
Meo) Nel giardino. Ero andato a vedere come la grandine aveva conciato le mie Ipoma triclor e l Adintum raddinum che ho piantato settimana passata.
(Alda si avvia verso il giardino. Lui, stringendo il pacchetto la ferma e la riporta indietro.)
Meo) Dove stai andando. Guarda che poltiglia che c.
Alda) (Guardandosi le scarpe.) E allora? Cosa c in questo pacchetto?
Meo) Soldi. Euro Reginalda, un mucchio-mucchissimo di euro. Sono mazzette di euro.
Alda) Stai scherzando Bartolomeo?
(Meo le mostra il contenuto, Alda lancia un grido e Meo la zittisce con la mano sulla bocca.)
Alda) Ma ma sono moltissimi. Sono veri o sono falsi Bonbon?
Meo) (Guardandoli e annusandoli.) Sembrano veri-veri Stella cara.
Alda) (Stupefatta.) Guarda quanti sono. Da dove vengono?
Meo) Ho idea che siano quelli della rapina. Si vede che vero che il ladro si era nascosto qui.
Alda) (Furbescamente) Per gli abbiamo trovati nel nostro giardino. E se li tenessimo senza dire nulla a nessuno?
Meo) No, dobbiamo andare subito alla polizia. Non sono nostri, dobbiamo restituirglieli. Noi siamo persone oneste Stella cara.
Alda) Non si potrebbe farne sparire uno?
Meo) No, no, nemmeno parlarne. (Scuote il capo in segno di diniego.) Se onesta cagione avesse potuto avere (Boccaccio). Ti ho detto che noi non siamo dei ladri, siamo persone oneste-onestissime. Donore, rispettabili.
Alda) Guarda quanti sono. Chi vuoi che se ne accorga se ne manca uno.
Meo) La tentazione grande: Abssum abssum invcat (labisso chiama labisso) salmo XLI di David ma non questa la questione. E se per caso si accorgono che ne mancano un paio, che figura ci facciamo.
Alda) Come un paio. A me ne baserebbe uno.
Meo) N uno n due n tre. Ti ho detto di no. Noi, siamo dei galantuomini, persone di onore.
Alda) Guarda quanti sono. Fallo per me Bonbon. Pago tutti i debiti e non ne far pi anzi, far lagopuntura.
Meo) Lagopuntura?
Alda) S, qualcosa dovr ben fare. Mi hanno detto che la mia una specie di malattia e che si pu curarla con lagopuntura. Mi stato detto di provare con quella.
Meo) Lagopuntura? Quella dove ti pungono con gli aghi?
Alda) Non te ne accorgi quando ti pungono. Sembra che non faccia bene solo per i dolori o i mal di pancia, mi hanno detto che fa bene per dimagrire o per quelli che si mangiano le unghie o quelli, come me, a cui piace spendere e spandere.
Meo) Far bene anche a quelli come me a cui piace berne un bicchiere di pi?
Alda) Pu darsi. Per so che per quelli ci sono gli alcolisti anonimi che ci pensano. Sono loro gli specialisti. Tu devi per forza andare da loro se vuoi guarire per sempre.
Meo) Dagli alcolisti anonimi?
Alda) Certo. Dai, fammeli almeno toccare.
(Alda prende le banconote. Nando si preannuncia con uno sternuto mentre Bonbon si volta lei ne sfila una e la mette velocemente in seno. Meo vede arrivare Dora e Nando e si riprende i soldi. Mentre i ragazzi parlano Alda discuter ancora un poco col marito e poi rientra in casa. Nando sul cancello cercher gli occhiali in tasca senza trovarli, anche lui avr le mani graffiate.)
Scena 6 - una banconota per Dora
Nando) Ho perso i miei occhiali.
Dora) Non che li hai lasciati davanti alla panchina quando ti se inginocchiato per farlo venire fuori?
Nando) Per venire fuori venuto fuori, (fa vedere i graffi alle mani) ma non ci sar pi pericolo che tenti di prenderlo, quel diavolo di un gatto.
Dora) Povero il mio micetto. perch lo hai spaventato ancora di pi con quel brutto bastone.
Nando) Se non avessi avuto il bastone mi cavava gli occhi. Aspettami qui che arrivo subito. Vado a vedere se li trovo ancora, erano di marca, (esce velocemente) faccio una corsa e vengo.
Dora) (Ha la vista lunga, avvicinandosi curiosa, al padre) Che pacchetto quello l babbo?
Meo) Niente, niente Dora, non fare la curiosa. Pi curiosi delle parole che dei pensieri (Foscolo)
Dora) Dai fammi vedere. E allora babbo? Che pacchetto ? Cosa c in questo pacchetto?
Meo) Non so nemmeno io se posso dirtelo. (Con fare molto circospetto) Sono soldi Dora. Soldi.
Dora) Soldi?
Meo) Soldi. Euro, un sacco di euro-euro.
Dora) Stai scherzando babbo?
(Meo le mostra i soldi, Dora lancia un grido e Meo la zittisce con la mano sulla bocca.)
Dora) Ma, ma sono tantissimi. Oh (stupefatta) guarda quanti sono. Da dove vengono? Dove li hai trovati?
Meo) In mezzo alla Ipoma triclor e lAdintum raddinum che ho piantato la settimana passata, sotto il Taxdium disticm in quellangolo. Ho idea che siano quelli della rapina.
(Dora si avvia verso il cimitero del padre ma lui la ferma e la riporta indietro.)
Meo) Resta qui che ti sporchi tutte le scarpe.
Dora) Allora vero che venuto dentro un ladro. (Furbescamente.) Per li abbiamo trovati nel nostro giardino. E se dovessimo tenerli e non dire niente a nessuno babbo?
Meo) No, dobbiamo andare subito alla polizia. Non sono nostri, dovremmo ridarli indietro. Noi, purtroppo, siamo persone oneste-onestissime Dora.
Dora) Non si potrebbe farne sparire uno?
Meo) No, no, nemmeno parlarne. (Scuote il capo in segno di diniego.) E se dopo se ne accorgono che ne mancano, che figura facciamo. Ti ho detto che noi siamo persone oneste-onestissime. Persone di onore.
Dora) Chi vuoi che se ne accorga se ne manca uno. Fammeli almeno toccare. (Bramosa) Non ho mai visto tanti soldi insieme.
(Dora prende le banconote, arriva Nando con un grande sternuto, mentreMeo si volta Dora ne sfila una e la mette velocemente in seno. Meo vede arrivare Nando e si riprende il pacchetto i soldi.)
Nando) (Riconosce il suo pacchetto, si allarma, sbircia il suo nascondiglio, fa finta di niente ma non pu trattenersi dal dire sottovoce quasi incomprensibile) ha trovato i soldi.
Meo) (Capisce solo la parola soldi. Sospettoso) Cosa ha detto Ferdinando? Cosa ha detto che c dentro questo pacchetto? Ha detto per caso la parola: soldi?
Nando) Soldi? Quali soldi?
Meo) Non sa niente lei di questo pacchetto qui ?
Nando) Io no. la prima volta che lo vedo. Cosa c dentro?
Dora) Soldi, euro. Dovrebbero essere quelli della rapina perch sono proprio tanti tanti.
Meo) Avevo detto di non dir niente a nessuno Dora. Di aver parlato mi pentii qualche volta, di aver taciuto, mai, (Ludovico il Moro).
Dora) Tanto ha visto il pacchetto.
Meo) Cosa vuol dire se ha visto il pacchetto. Dovevi tacere. Adesso telefono alla polizia.
Nando) No, aspetti un momento che
Meo) Noi siamo persone oneste-onestissime. Sono costretto a telefonare (entra deciso in casa).
Scena 7 Nando si confessa
(Meo esce, Dora lo segue e Nando la ferma.)
Nando) Aspetta Dora, (imbarazzato) vieni qui, siediti che ho una cosa da dirti. Ti conosco da poche ore ma sento che posso fidarmi di te. Lo sai perch i cani continuavano ad abbaiarmi dietro?
Dora) Perch a te non piacciono mica i cani, tu hai paura e loro lo sentono.
Nando) No, mi abbaiavano dietro perch mi avevano conosciuto dallodore.
Dora) (Annusandolo) Va bene che loro hanno il naso fine, ma non che tu puzzi molto. Appena appena di sudore. Daltronde, quando uno fa footing suda. Un poco di puzza normale.
Nando) Non sentivano lodore del sudore.
Dora) No?
Nando) No. Loro avevano capito chi fossi. Aiutami Dora. Ho fatto una stupidata, tutti si fa una stupidata ogni tanto. Se dovessi tornare indietro non la farei pi. Aiutami, non sono un cattivo ragazzo.
Dora) Cosa stai dicendo?
Nando) Sto dicendo che stamattina nellandare a lavorare mi sono fermato in un ufficio postale perch dovevo imbucare una busta. Vado dentro, faccio la coda. Cerano due bimbetti che mi guardavano e io gli facevo bubu-cettete col cappellino, gli occhiali e mascherina.
Dora) Quale mascherina?
Nando) (Togliendola dalla tasca) Questa, quella che metto quando vado in bici per via dei gas di scarico delle macchine. E loro ridevano. Intanto ero arrivato davanti allo sportello. Poi mi sono accorto che avevo qualcosa attaccato alle scarpe e cos ho tirato fuori il mio coltellino. La colpa tutta di quegli sporcaccioni che portano a spasso il cane senza raccogliere le mance che perdono per strada.
Dora) Quando vado al cassonetto non ti dico cosa c attorno. Va bene, e il coltellino?
Nando) S, (togliendo da unaltra tasca un coltellino a serramanico) io viaggio sempre col mio coltellino, non si sa mai che possa occorrere. Mi chino, in quel momento uno dei bambini fa scoppiare un sacchetto di carta. Mi alzo in piedi, sempre col coltellino in mano
Dora) (Interrompendolo) Allora ti hanno visto in faccia?
Nando) No perch avevo gli occhiali e il cappellino e la mascherina.
Dora) Ho capito. Ti sei alzato in piedi e dopo?
Nando) Dopo scoppiato il finimondo. Tutti che gridavano: Una rapina una rapina. Chi si buttava per terra, chi contro il muro. Ed ecco che limpiegata mi passa un pacchetto di soldi e mi dice spaventata: Tenga, Tenga Tenga e io li ho presi.
Dora) Tu li hai presi?
Nando) Non so nemmeno io il perch. Nessuno mi ha fermato e sono andato fuori coi soldi. Poi hanno incominciato a corrermi dietro e io sono scappato. Loro correvano e io scappavo. Scappa che tu che scappo io, ora sono qui.
Dora) (Con gli occhi fuori dalla testa) Ma allora, tu sei un ladro?
Nando) Ladro per caso. Vorrei vedere tu al mio posto, ti danno i soldi e tu che fai? Li lasci li? Ci scommetto che li avresti presi anche tu.
Dora) No, io non li avrei mai presi, io sono una persona onesta.
Nando) Tutti siamo onesti fino a che non capita loccasione. Aiutami Dora a uscire da questo pasticcio.
Dora) Ti aiuto Nando. Gli diciamo tutto a mio padre, sentiamo quello che dice lui.
Nando) E se mi denuncia.
Dora) Ma no, non stare mica a preoccuparti, vedrai che capir e ti aiuter. Dir che sei anche tu un confetto con la mandorla amara.
Nando) Che vuol dire?
Dora) Che non tutti i salmi finiscono in gloria.
Scena 8 la linea interrotta. Che fare?
Meo) (Uscendo.) In casa manca la luce e non funziona neppure il telefono. Ho perfino limpressione che non ci sia la linea. Con la grandinata che c stato, facile che una pianta sia caduta e che abbia rotto un qualche filo.
Dora) Non sarebbe la prima volta che dopo i temporali non funziona pi il telefono. E cos che fai?
Meo) Vado di persona a portarglieli e gli spiego dove li ho trovati.
Dora) Non puoi andare da solo babbo, e se te li rubano? (Lo prende sotto braccio per accompagnarlo in casa). Sono tantissimi
Meo) Sono proprio tanti-tantissimi, ma
Dora) (Lo interrompe.) Andiamo, vieni dentro che dobbiamo dirti una cosa e dopo decideremo cosa fare.
(Entrano tutti e tre. La scena resta vuota poi arrivano Poldo e Mina, la loro macchina non riparte e vengono a chiedere aiuto. Dopo un poco entra il ragioniere, non visto si guarda attorno cercando Dora, prova a telefonarle ma capito che non ancora il momento se ne va.)
Scena 9 - Poldo e Mina
Mina) Ho i piedi zuppi dacqua. Cosa ti venuto in mente di correre dietro al ladro Cocco-bello?
Poldo) Non venuto in mente solo a me. Sembra che tutti abbiamo avuto la stessa idea. I poliziotti hanno iniziato a correre e noi dietro come pecore.
Mina) Non una cosa da tutti i giorni vedere un inseguimento. Di solito si vede solo in televisione o al cinema. Peccato che abbia iniziato a grandinare.
(Si sente gridare dalla casa. Mina e Poldo si guardano perplessi.)
Meo) No, no e no. Ho detto di no e quando dico di no no.
Alda) Tutti si sbaglia almeno una volta nella vita.
Mina) Cerano i chicchi che sembravano grossi come uova di gallina.
Poldo) Non esagerare, uova di piccione caso mai.
Mina) Uova di gallina ti dico.
Scena 10 Cinto e Nella e tutti vanno a far ripartire la macchina
(Entrano Cinto e Nella. Si sente miagolare il gatto.)
Nella) (Sul cancelletto a Cinto) Senti? Questo il gattino di tua sorella, darling aspetta che guardo se riesco a prenderlo.
(Nella esce di scena e Cinto si avvicina ai genitori di Nella.)
Poldo) Dov andata mia figlia?
Cinto) Ha sentito miagolare il gattino di mia sorella ed andata a vedere se riusciva a prenderlo. E voi? Come mai siete ancora qui?
Poldo) La mia povera macchina piena di bernoccoli. Sembra che sia stata presa a martellate. Con tutta quella grandine non riparte pi, credo che siano le candele. Ce lhai uno strofinaccio da prestami per favore che
(Si sente ancora una volta gridare dalla casa.)
Meo) Porcaccio di un diavolo imbroglione-imbroglione ho detto di no, mai.
Mina) Ma, sono i tuoi genitori questi?
Meo) Qui comando io! Sono io quello che porta i pantaloni!
Cinto) Non badateci. Staranno discutendo. Non che litigano, che ogni tanto si scaldano per nulla. (A Poldo) Che stava dicendo della macchina signor Leopoldo?
Poldo) Che non parte pi. Che mi servirebbe uno strofinaccio per asciugare le candele.
Cinto) Vado a prenderglielo subito e poi vengo anchio a darle una mano (entra a prendere lo straccio).
(Si sente ancora gridare dalla casa. Mina e Poldo si guardano sempre pi perplessi.)
Alda) Nessuno perfetto, nemmeno tu.
Meo) S, per io certe cose non le ho mai fatte.
Mina) Come che si abbassata la temperatura con quel temporale l, ho quasi freddo.
Poldo) Per forza hai freddo, sei tutta scollacciata Gelsomina.
Mina) Non ricominciare a stufare Leopoldo.
Poldo) Ah, sono io quello che stufa! Non hai badato a come ti guardava quel poliziotto in macchina?
Mina) Quale? Quel veneziano come me?
Poldo) S, quello che ha detto che ti ha vista ancora. Quello che ha detto (imitandolo) Non che noi due ci siamo gi conosciuti signora?
Mina) A dirtela proprio chiaro e tondo Cocco-bello, impossibile che io abbia conosciuto tutti i veneziani di Venezia.
Poldo) Ma il poliziotto ho nominato il quartiere dove stavi di casa tu.
Mina) Cosa vuol dire? Che se io nomino San Pietro sto di casa vicino al Papa?
Poldo) Lo sai che cosa devi fare? Dora in avanti non dire pi che sei di Venezia. D che sei originaria di Bergamo.
Mina) Bravo, secondo te io posso passare per una bergamasca? Non farmi venire da ridere.
Poldo) Non c molto da ridere. C da piangere. Ricorda che io sono un ex-colonnello dellesercito, pensa se quel poliziotto ti riconosceva, che figura ci facevo.
(Si sente ancora gridare dalla casa.)
Meo) Vacco cane imbroglione-imbroglione. Guarda che io non sono un pirla.
Mina) E s che sembravano due sposini in luna di miele. In luna di fiele.
Meo) Ho detto di no, diamogli un taglio e che sia finita-finita.
Poldo) Non cambiare discorso Gelsomina. E quellaltro poliziotto che ti ha aperto la portiera?
Mina) Mi ha aperto la portiera perch grandinava. E ha voluto solo essere gentile.
Poldo) Anche quello dentro la macchina voleva solo essere gentile con te? Pareva che gli cascassero gli occhi fuori dalla testa a forza di guardare nella scollatura. E quellaltro vicino? Che ti toccava la gamba.
Mina) Eravamo in sei su quella macchina. Schiacciati come sardine in scatola. Secondo te dove doveva appoggiarlo il suo braccio?
Poldo) Sulla sua gamba doveva appoggiarlo e non sulla tua.
Mina) Ma non hai visto che sulle sue gambe aveva le sue cose, (elencando) il megafono, la paletta, il telefono, dei notes e tutte quelle cose che usano loro.
(Nella rientra guardandosi le mani graffiate.)
Mina) Che ti successo Nella?
Nella) stato il gattino della Dora. E oltretutto non sono stata capace di prenderlo.
Poldo) per forza, sei unimbranata.
Cinto) (Esce dalla casa molto soddisfatto piegando una banconota e mettendosela in tasca, ha un paio di strofinacci sotto braccio.) Oh yes, andiamo che vi aiuto a far ripartire la macchina. (Nellavviarsi a Nella.) My baby. Scommetto che stato il gattino di mia sorella.
Nella) S, volevo prenderlo ma non si lasciato prendere da me, my darling
(Escono e tutti e quattro se ne vanno ad aggiustare la macchina. Dopo qualche attimo si apre la porta di casa e Meo si affaccia con fare circospetto, esce seguito da Alda, Dora e Nando.)
Scena 11 Meo nasconde i soldi in giardino
Meo) Queste cose qui di solito i galantuomini come me non le fanno.
Alda) (Brusca.) Va avanti su, non perdere tempo. Abbiamo deciso di fare cos? E allora facciamo cos.
Dora) Babbo, anche i comandamenti dicono di aiutare le persone in difficolt.
Meo) S, per non c scritto da nessuna parte che si deve aiutare un ladro a rubare.
Dora) Ladro per caso, ladro per sbaglio. E poi: che ladro se vuole gi restituirglieli?!
Nando) Sar in debito con voi fin che scampo per avermi aiutato ad uscire da questo pasticcio.
Meo) Voi state qui fermi-fermi che io vado a mettere il pacchetto dove lho trovato.
Alda) En po pi in vista se vuoi che la polizia lo trovi.
Meo) (Va nasconderlo fra le foglie.) Lasciate fare a me. Va bene qui tra le foglie del Pittosprum tobra o meglio fra quelle del Crylus mxima?
Alda) Un poco pi sotto. Fallo avanzare fuori appena appena, altrimenti come fanno a vederlo.
Nando) Un po pi alto.
Dora) Un po pi in fuori.
Nando) Un po pi gi.
Meo) Qui? (Ai loro cenni affermativi lascia il pacchetto ed esce dal giardino) bene, lasciamolo qui.
(Tutti soddisfatti rientrano in casa. Dopo poco tornano gli altri quattro. Si sente miagolare il gatto. E si inizieranno a vedere le luci intermittenti della polizia.)
Scena 12 Tornano gli altri 4 e trovano i soldi
Cinto) (Pulendosi le mani nello straccio.) Oh yes, la macchina stata sistemata. (A Poldo) Venga dentro a lavarsi le mani, (ascoltando) questo il gattino di mia sorella. Faccio alla svelta. Restate qui un momento che guardo se riesco a prenderlo. Torno subito (esce).
Mina) Andiamo a casa nostra a lavarti le mani Leopoldo.
Poldo) meglio farlo qui, (fa vedere le mani sporche) con queste mani ungerei tutto il volante.
Nella) (Che nel frattempo osservava curiosa il giardino) Cosa c che luccica l, babbo? (Si avvia verso il cimitero di Meo). L in fondo, guarda.
Poldo) L dove? (si avvia, trova e alza una bottiglia, ne trova un'altra e il sorriso si fa pi marcato) E bravo il nostro Bartolomeo, qui scopriamo gli altarini del nostro professore.
Mina) Magari fa solamente la raccolta differenziata.
Poldo) Qui? In questo modo? (trova il pacchetto) E questo cos? (Lo scarta) soldi (esce dal giardino elettrizzato.) Non ho mai visto tanti soldi tutti insieme in vita mia.
Mina) Saranno quelli della rapina, quelli che dicevano i poliziotti.
Poldo) Lo sai che facciamo? (Guardandosi attorno circospetto.) Lo rimettiamo dove lo abbiamo trovato, che non ci siano poi delle storie.
Nella) Prendili tutti babbo. Con tutti questi soldi qui, siamo a posto fin che campiamo.
Poldo) Se sono quelli della rapina saremmo perseguitati fino che camperemo cara la mia ragazza. Inoltre: un ex-colonnello dellesercito non pu fare certe cose.
Nella) Nessuno sapr che li abbiamo presi noi.
Mina) (Sfilando una banconota) Sei sicuro che non posso prenderne su una? Una sola?
Poldo) No! Un ex colonnello non fa certe cose. Lasciala gi che alluccello ingordo gli scoppia il gozzo.
Mina) A prenderne una non scoppia proprio niente a nessuno, e inoltre, chi vuoi che se ne accorga, guarda quante sono.
Nella) Allora ne voglio una anchio (prende la banconota).
Poldo) Care le mie donne, ho idea che stiamo facendo una grande sciocchezza (prende anche lui una banconota, poi sente dei rumori, incarta velocemente il pacchetto e lo rimette al suo posto.)
(Rientra Cinto con le mani graffiate. Vede le bottiglie e Poldo che esce dal giardino. Si sente in lontananza una sirena della polizia e si vedranno avvicinare le luci lampeggianti.)
Cinto) mio padre che fa la raccolta differenziata, tiene separato il ferro, il legno, il vetro. Sar stato il temporale a portare tutto in giro.
Poldo) (A Cinto, vede i graffi.) sicuro che quel gatto l sia il gattino di sua sorella e non un altro gatto?
Cinto) Oh yes, proprio quello di mia sorella, (al pubblico) dicono che bestie e padroni alla fine si assomiglino.
Nella) Quello l non un gatto, quello l una tigre del Bengala.
Cinto) (Avviandosi) Andiamo, andiamo dentro, ci laviamo le mani ed io mi disinfetto.
Mina) Non vorremmo disturbare.
Cinto) Non state a farvi riguardo. Nessun disturbo, dentro, dentro.
(Entrano tutti in casa. Sulla scena irrompe la polizia armi in pugno. Sono allerta, poi uno di loro usa il telefonino e l'altro prende il megafono. Si avvicina il ragioniere.)
Scena 13 la polizia col megafono
1 agente) (Nel vederlo, molto seccato) Ancora Lei! Ancora qui tra i piedi. Se ne vada per favore.
Ragioniere) Mi scusi capo. Dovrei solamente parlare un minuto con la signorina Dora.
1 agente) Se ne vada, per favore, prima che perda la pazienza. Aria, circolare prego.
Ragioniere) Guardi che per me una cosa urgente e importante.
1 agente) Ci sono altre cose pi urgenti e importanti, ora gambe in spalle e se ne vada. Questo non il momento di discutere o vuole forse essere incriminato per intralcio alle indagini?
Ragioniere) Guardi che io
2 agente) Ancora qui? Aria aria che noi dobbiamo lavorare.
(Il ragioniere se ne va e i poliziotti si appostano.)
2 agente) (Alla casa col megafono) Arrendetevi. Siete circondati non avete via di scampo.
(Dalla casa nessun cenno. I due agenti confabulano un po tra di loro. Poi ancora col megafono.)
2 agente) Attenzione, siamo pronti a usare i gas lacrimogeni. Non tolleriamo discussioni. Uscite da quella casa lentamente. Ripeto lentamente e con le mani in alto.
Scena 14 Bandiera bianca
(Meo sar il primo ad uscire agitando una bandiera bianca. Lo seguiranno ad uno ad uno gli altri in fila indiana. Saranno disposti: Dora Cinto Nella Poldo Mina Alda - Meo penultimo e Nando ultimo. Sar Meo a fare da portavoce con la polizia.)
Meo) Non sparate. Non sparate. Ci arrendiamo
Scena 15 La polizia finalmente trova i soldi.
(Mentre il 1 agente parla il 2 si guarder attorno incuriosito e vedr qualcosa luccicare; andr poi a vedere. Finalmente trova il pacchetto.)
1 agente) Cari signori le tracce del ladro conducono ancora qui. A questa casa. Ci dispiace, ma tra di voi siamo certi che ci sia un ladro.
Meo) Qui non ce ne sono di ladri. Siamo stati sempre tutti insieme. Siamo in 8 e abbiamo 8 alibi.
1 agente) Siete in 8 e tutti e 8 vi credete furbi. E io vi porto tutti e 8 in caserma cos sono sicuro di non sbagliare. Che sono tutti questi graffi. Avete litigato per spartirvi la refurtiva?
Meo) Quale refurtiva?
1 agente) Non faccia lo gnorri caro signore.
Meo) Guardi signor agente che si tratta di un malinteso. Noi non siamo dei ladri. Nessuno di noi ladro. Ci guardi bene-bene in faccia. Or drizza il viso a quel ch'or si ragiona (Dante)
1 agente) Potrei anche scrutarvi con una lente dingrandimento ma, purtroppo, non c scritto sul viso di nessuno se uno onesto o no.
(Il 2 agente fa vedere al collega il pacchetto, lo scartano e mentre quello conta i soldi il 2 agente ritelefona. Gli altri saranno sempre tutti in fila e con le mani in alto.)
2 agente) (Al telefonino) Ho capito: erano 500 banconote da 500 euro pari a 250mila euro pari a circa 500 milioni delle vecchie lire.
1 agente) (Finito di contare i soldi) Le banconote sono 492 (guarda la fila) ne mancano 8. Voi siete in otto. lapalissiano.
Alda) (Al marito sottovoce) Che vuole dire lapalissiano Bonbon?
Meo) come dire: Monsieur de La Paliss che prima di morire era ancora viv-viv.
Alda) come dire: due pi due fa quattro.
Meo) Pressappoco. Sssttt stiamo a vedere quello che vogliono di preciso-preciso.
Alda) Cosa vuoi che vogliano, vogliono indietro i soldi.
1 agente) Dovete sapere, cari signori, che il sottoscritto, prima di fare il poliziotto hastudiato psicologia.
Meo) (Polemico.) Allora caro il mio signore, guardi che io faccio il professore.
2 agente) Professore o no, voi siete in 8 e qui mancano 8 banconote.
1 agente) Dunque signori. Per noi importante recuperare tutta la refurtiva. In quanto al ladro ci ha gi fatto perdere un sacco di tempo. Se lo prendiamo bene, altrimenti pazienza, tanto con un buon avvocato dopo due giorni sarebbe gi fuori.
Meo) questa la giustizia in Italia. Attenti alle mie Ipoma triclor (campanelle rosa).
1 agente) Zitto lei. Dicevo: fuori i soldi che mancano.
(Tutti in fila si scambiano occhiate, nessuno parla, a poco a poco abbassano le mani.)
1 agente) Ripeto ancora una volta per chi non ha ben capito: noi dobbiamo recuperare tutta la refurtiva. O saltano fuori le banconote mancanti o vi porto tutti in caserma per complicit.
(Sempre in fila Dora sar la prima a consegnare, con un gran sospiro i soldi ai poliziotti, poi tutti gli altri. Quando sar la volta di Meo, questo con grande imbarazzo tirer fuori 2 banconote, tutti lo guarderanno stupefatti. Nando invece non tira fuori niente. lunico che non ha preso i soldi.)
1 agente) (Indicando prima Nando) Lei di sicuro non il ladro. Meno lei (e poi tutti gli altri) tutti voi sareste da arrestare (risponde al telefonino).
Meo) Noi siamo persone oneste-onestissime e rispettabili. Cosa avremmo dovuto fare, li abbiamo trovati.
2 agente) Ma non erano soldi vostri. (Che aveva ricontato i soldi) Ci sono tutti capo.
1 agente) (Chiudendo la comunicazione.) C stata una lite al Roxi Bar una sparatoria in un parcheggio stato trovato un pacco bomba in un cassonetto a questo punto, visto che la refurtiva stata tutta recuperata io direi che possiamo tornare in caserma.
2 agente) E il ladro?
1 agente) (Squadra a uno a uno tutti i presenti) Abbiamo perso fin troppo tempo con quello, per il momento uccel di bosco, ma alla prossima rapina, tranquillo, lo becchiamo. Andiamo.
Scena 16 due alla volta rientrano in casa
(La polizia se ne va con rumorose accelerate e sgommate. Tutti i personaggi si uniscono in coppie e iniziano a commentare quanto accaduto. Meo e Alda prendono a litigare sfacciatamente. A poco a poco richiamano lattenzione di tutti gli altri che zittiscono e li osservano perplessi. Dopo la 4a battuta Alda e Meo si accorgono che sono al centro dellattenzione ed avranno un voltafaccia ancor pi sfacciato. Alda spinger Meo in casa e usciranno di scena.)
Alda) (Imitandolo) Noi siamo persone oneste Stella cara. (Strattonando violentemente il marito, con voce irosa.) Per darmene una un sacco di storie e tu addirittura ne hai prese su due Bartolomeo.
Meo) Sta ferma-ferma con quelle mani, smettila di tirare.
Alda) Tanti bei discorsi sullonest e guarda come ti sei comportato. Vergogna! Che figura abbiamo fatto davanti a tutti. Tu sei sempre il solito.
Meo) Tutti abbiamo pescato nei soldi, e tutti sapevamo che non erano soldi nostri. Siamo stati tutti dei ladri Reginalda, anche tu.
Alda) S, ma tu, tu sei stato ladro due volte e per di pi sei stato ipocrita. Inoltre hai la faccia tosta di venire a fare la predica a noi, vergogna.
Meo) Calmati Reginalda. Stanno tutti guardandoci. Quella calma era la vera scienza della vita (Svevo)
Alda) (A questo punto, nel sentirsi osservata, prende affettuosamente il marito sottobraccio) Scusatemi, il sistema nervoso che quando si tratta di soldi mi gioca dei brutti scherzi.
Meo) Ma certo cara la me Stella doro, lo sappiamo-lo sappiamo: la tensione. Non una cosa di tutti i giorni aver a che fare con la polizia.
Alda) Andiamo, caro Bonbon, andiamo in casa, fammi sedere, dopo questo spavento non sono pi capace di restare in piedi.
Meo) Stellona, appoggiati a me che ti aiuto, ti faccio da bastone Stella cara.
Alda) Grazie, grazie Bonbon, grazie (guardandosi attorno) ah, sta gi facendo scuro.
Meo) gi lora che volge al desio, e ai naviganti intenerisce il core (a Poldo e Mina) Andiamo, dentro su, venite dentro anche voi che stata una giornata incredibile.
(Entrano in casa. Nellavviarsi verso la casa Poldo e Mina commentano laccaduto.)
Mina) Che brava che la signora Reginalda a buttare la polvere negli occhi agli altri. (Imitandoli) Caro Bonbon, cara Stella doro sembravano ancora due sposini in viaggio di nozze. Ed io che li invidiavo perch noi continuiamo a litigare.
Poldo) Dopo tanti anni, il litigare un modo come un altro di volersi bene.
Mina) Hai ragione Cocco-bello, lo dice anche il proverbio Lamore non bello se non litigarello.
(Poldo e Mina entrano in casa. il turno di Cinto e Nella.)
Cinto) Oh yes. stato meglio cos cuoricino doro, e non si tratta di uva acerba. My baby sono convinto che sempre meglio partire col piede giusto.
Nella) Hai ragione my darling, bocchina dolce di miele, partiamo col piede giusto cos non faremo la fine dei nostri genitori.
Cinto) Noi ci vogliamo troppo bene per fare quella fine l musetto dargento my beloved
Nella) I nostri genitori stanno sempre a litigare per niente.
Cinto) Non lo sanno che cos si rovinano la vita tesoro del paradiso- sweetheart.
Nella) Angelic smile Noi non faremo mai come hanno fatto loro.
(Cinto e Nella entrano in casa.)
Scena 17 Nando, Dora e il ragioniere
Nando) Sono contento che sia finita. Anche questa volta andata bene.
Dora) Ti andata bene, per ti conviene cambiare vita Nando.
Nando) Io cambio vita se cambi anche tu Dora.
Dora) Cosa vorresti dire?
Nando) (Al pubblico) Questo il trionfo dellipocrisia. La fiera delle facce di tolla. (A Dora) Con tutto il vostro perbenismo provinciale siete tutti falsi come una moneta falsa. S, tutti bravi e tutti con degli altarini da nascondere.
Dora) Di quali altarini parli?
Nando) Lascia perdere quel povero diavolo con le foto. Dalle indietro senza chiedere niente in cambio.
Dora) Come fai a sapere delle foto?
Nando) Lo so perch prima, quando ero nascosto in giardino, ti ho sentito telefonare. per quello che ti ho domandato di aiutarmi, tu sei fatta della mia stessa pasta (ironico) cara Dora.
Dora) Non sono fatta della tua stessa pasta (ironica) caro Nando. Sbagliare si pu sbagliare. Limportante capire di avere sbagliato.
(Mentre parlano sar comparso il ragioniere.)
Ragioniere) Signorina, finalmente riesco a parlare insieme a lei. (Indicando Nando) E il signore?
Dora) Questo signore qui sa tutto, stia tranquillo. Allora?
Ragioniere) Cho pensato sopra signorina. Lei, faccia pure quello che vuole. Vuole dare le foto a mia moglie? Gliele dia. Pazienza, porter la croce, ma io deciso che carte false io non ne faccio. Sono un galantuomo io.
Dora) Non c pi bisogno di fare carte false, ragioniere, Stia tranquillo, non avr nessuna croce da portare. (Guardando significativamente Nando) Ho deciso di bruciare le foto e anche i negativi.
Ragioniere) (Sbalordito) Brucia foto e negativi!? Cos? Senza domandare nulla in cambio?
Dora) S, oggi ho capito che non sono tagliata per fare certe cose. Sono stata allevata con dei principi sani (guarda Nando sfidandolo.) io. (Al ragioniere) Quando ho visto la polizia, ho pensato che lei mi avesse denunciato e ho preso paura, una paura incredibile. stata quella che mi ha fatto decidere.
Ragioniere) Non molto belle avere a che fare con la polizia. Se anche lei sapesse che paura ho preso io quando mi hanno scambiato per un ladro.
Nando) Se non era lei il ladro, perch scappato?
Ragioniere) Non lo so nemmeno io perch sono scappato. Loro hanno iniziato a corrermi dietro ed io ho iniziato a scappare. stato listinto.
Dora) stata la mandorla che abbiamo dentro a farlo scappare.
Ragioniere) Di quale mandorla parla?
Dora) Dice mio padre che noi siamo come dei confetti, abbiamo attorno lo zucchero ma la mandorla che abbiamo dentro pu essere amara e non si sa il perch. Mio padre professore e lui le sa le cose.
Ragioniere) Io so solamente che sono sempre stato sfortunato nella mia vita.
Dora) Se ho detto che brucio le foto e negativi, non ancora contento ragioniere?
(Si sentir il miagolio di un gatto. Piano piano inizieranno i grilli a cantare.)
Ragioniere) Certo che sono contento, e la ringrazio molto. Se sapesse la grazia che mi ha fatto
Alda) (Dalla casa) Dora che stai facendo? Vieni dentro che c pronta la cena (rientra).
Scena 18 finale
Ragioniere) Grazie signorina. Vedr che con la grinta che si ritrova passer di livello anche senza fare degli imbrogli. (Sente il miagolio, si guarda attorno, lo cerca.)Povero micetto micio micio...
(Dora si avvia orgogliosa e rientra in casa sotto lo sguardo ironico di Nando. Il ragioniere nel cercare il gatto perde il portafoglio.)
Nando) Ragioniere andiamo, venga, lasci perdere il gatto.
Ragioniere) Poverino, avr fame micio, micio vieni qui bello
Nando) Non stia a preoccuparsi per lui, ce lha la sua padrona.
Ragioniere) Micio... micio...
Nando) Lasci perdere, andiamo... andiamo ragioniere (lo prende sottobraccio) io non sono professore ma sa cosa le dico: anche la vita come un confetto, pu essere dura, pu essere amara, ma ha sempre attorno lo zucchero.
(Escono, Nando, furbescamente, rientra velocemente, raccoglie il portafoglio ed esce.)
Cala il sipario
Fine
[1] Verso usato anche da Ugo Foscolo nel sonetto Di se stesso. Petrarca tradusse Ovidio Video meliora proboque, deteriora sequor (Metam.,VII,21)
[2] Si pronuncia Leta accento acutocon suono chiuso sulla seconda .
Leta da Lete, fiume della mitologia classica le cui acque facevano dimenticare la vita terrena
[3] Non ho pi la bellezza dellasino. Modo di dire: non sono pi giovane. Sembra che gli asini quando nascono siano molto belli e assomiglino ai cavallini, tanto da non distinguere un asinello da un puledrino. solo dopo crescendo che diventano asini.
[4] Ipomea tricolor si pronuncia: Ipoma accento acuto con suono chiuso sulla
triclor (tricolore) accento grave con suono aperto sulla seconda
[5] Nihil sub sole nvum[5] sotto il sole niente cose nuove (cose nuove nominativo)
oppure: Nihil sub sole nvi Niente di nuovo sotto il sole (con di nuovo genitivo)
[6] Convallria accentata la seconda a - majlis laccento cade sulla a
Lthyrus accentata la prima a - Odortus laccento cade sulla a
Hppeastrum hbrida in entrambe le parole laccento cade sulla prima i
Hppeastrum In latino ea si pronuncia come scritto, cio tutte due le vocali.
[7] Trachycrpus: accentata la seconda a - fortuni: accento grave con suono aperto sulla
Taxdium accentato la accento grave con suono aperto - dsticum accentata la prima
Pittosprum accentato la seconda con accento acuto e suono chiuso tobra laccento cade sulla i
Crylus: accentata la di crilus accento acutocon suono chiuso sulla .
Mspilus germanica accentata la di Mspilus accento acutocon suono chiuso sulla prima .
[8] ncliti: laccento si trova sulla prima i ( ncliti = valorosi)
[9] Tagtes: accento acutocon suono chiuso sulla prima . - patla: accento sulla
[10] Adintum: accentare la seconda - raddinum: accentare la
[11] Cryptomria: accento acutocon suono chiuso sulla
[12] pelagornim: accentare la - hortrum accento grave con suono aperto
[13] (Abssus = nominativo soggetto) invcat (abssum =complemento oggetto accusativo) - salmo 41 di David
[14] r ... chr = Ora drizza il viso a quello che ora si ragiona
[15] Verso usato anche da Ugo Foscolo nel sonetto Di se stesso. Petrarca tradusse Ovidio Video meliora proboque, deteriora sequor (Metam.,VII,21)
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