I fruscagghiari

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I FRUSCAGGHIARI

Dramma in tre atti

di

Antonio Sapienza



Personaggi:

L'Autore..........................Drammaturgo impegnato;
Prof. Attanasio...................fruscagghiaru;
Mario Pisani......................giovane giornalista;
Madre di Mario....................che non si da pace;
Vincenzo Nicotra..................capocronista;
Iolanda...........................collaboratrice dell'Autore;
Gaetano Francia...................Amministratore dell'Azienda
Guido Marranzano..................Presidente dell'Azienda;
Don Mario Catanzaro...............ex contrabbandiere di
sigarette;
Amedeo Sanguedolce................drammaturgo d'assalto;
Don Orazio........................personaggio misterioso;
Cece`.............................sicario che non parla;
Carmelo Bonanno...................cameriere che non parla.



La vicenda si svolge in una citta` della Sicilia orientale, agli inizi degli anni '70.



Atto I


Sulla nuda scena, a destra, sono state poste una scrivania, una poltroncina, una sedia, e un cestino per la carta straccia. Sul piano della scrivania, ci saranno i soliti suppellettili da scrittoio; al centro ci sara` della carta bianca per scrivere.
Gli effetti luce dovranno essere disposti in modo tale da differenziare le scene in cui operera` l'Autore, da quelle in cui si muoveranno i suoi personaggi.
All'apertura del sipario, seduto sulla poltroncina, intento a scrivere, c'e` l'Autore. Egli e` un uomo sui trentacinque anni, chiaro di capelli e di carnagione, non molto alto, fisico massiccio.
L'uomo scrive su di un foglio. Poi si ferma, legge il contenuto, quindi, insoddisfatto, accartoccia il foglio gettandolo per terra, accanto ad altri fogli accartocciati. L'azione sara` ripetuta. Musica adatta. Luci d'Autore. 
Dopo due minuti, con cambio di luci, da sinistra entra un uomo grande e robusto, sui sessant'anni, capelli brizzolati, barba e baffi corti e incolti. E` il fruscagghiaru Prof. Attanasio, personaggio del dramma che l'Autore sta componendo, il quale, con passo pesante si dirige verso l'uomo seduto alla scrivania. 
Att.- Buon giorno, permettete? Posso parlarvi?-
Aut.- ( alzando il capo sorpreso) Accomodatevi signor.. cosa posso fare per voi? ( intanto si alza ).-
Att.- Ve lo dico subito, in due parole: Voi scrivete. Scrivete storie vere e false; con la vostra fantasia ingarbugliate il presente con il futuro, il vicino con il lontano, il reale con l'irreale.
Voi inventate fatti senza tempo ne` spazio, perche` le distanze e le epoche, cosa sono per voi? Nulla! Voi siete.. siete un immenso crogiolo che bolle, bolle, bolle... Ogni tanto rigurgita qualcosa, poi ribolle, ribolle, ribolle..-
Aut.- Scusate, ma non capisco..- ( lentamente si risiede)-
Att.- Capirete, capirete, abbiate pazienza. Posso sedermi? Grazie. ( si siede sulla sedia accavallando le gambe) Dunque, in uno dei vostri ribollimenti, casualmente, beninteso, mi avete rigurgitato ed ho preso forma, un aspetto, delle sembianze. E quindi ho aspettato, pazientemente, che vi decideste a darmi un nome, una vita, una storia tutta mia. Ma voi mi avete
vergognosamente dimenticato. Ora, lo sapete, la pazienza ha un limite. Poi mi sono deciso, ed eccomi qua`: Ditemi chi sono!-
Aut.- Accidente, mi mettete in crisi. Io non ricordo nulla di voi. Per caso, non stareste sbagliando? Chissa`, forse vi avra` ideato qualche altro autore. Forse...-
Att.- E no! Troppo comodo cosi`! Prima mi tirate fuori, mi date forma e vita, e quando vi chiedo di darmi un nome, una dignita`, una storia, ed ecco che mi ripudiate! Non ci siamo caro il mio autore, non ci siamo.. Ma discutiamone un po': Dunque, voi affermate di non ricordarvi di me. Bene, bene.. Ma allora mi dite, di grazia, cosa fate quando scrivete una storia? Per caso
giocate a briscola pazza?.. Il vostro cervello segue le carte e cerca il compagno,. mentre la vostra mano, a vostra comoda insaputa, verga fatti e inventa personaggi? ( si sporge verso l'Autore).-
Aut.- ( riprendendosi dalla sorpresa) Ditemi un po': Voi sareste un mio personaggio, giusto?-
Att.- Giusto.-
Aut.- Allora, senz'altro, vi avro` dato una storia, forse un'avventura, una vita, uno scopo e, probabilmente, anche una morte. Dunque, cosa volete ancora da me? Vi piaccia, o non vi
piaccia, prendetevi il vostro destino e statevi bene!-
Att.- Ma allora siete scarso di comprendonio, a quanto pare. Vi ripeto che mi avete rigurgitato e poi dimenticato facendomi, quindi, tanto di torto. Ed ora, ovviamente per riparare, fatevi venire un'idea, inventate una scena, rimpolpate un ricordo, stuzzicate la fantasia, ma per carita`, ditemi chi sono.-
Aut.- E` una parola. Anche se lo volessi, cosa credete che ho la bacchetta magica? " Ole`, ecco a voi un personaggio, un fatto, anzi, scusate, una storia. Volete che ve la incarti? "
Ah signor coso...( spazientito)-
Att.- Ecco, l'avete detto! Signor coso. Pure con la lettera minuscola l'avete pronunziato.
Io sarei un signor coso..cioe`, come dire, che se ci sono, o non ci sono, non fa nessuna differenza. Signor coso..Ma bene, benissimo! Che bella schifezza! Ma dico io, con tanti autori, anche piu` bravi di voi, se vogliamo, proprio in voi dovevo incappare?..Signor
coso. Ma signor coso sarete voi, caro il mio..autore. Voi che non sapete incasellare una vostra creatura nel giusto posto; che la lasciate allo sbando, senza un mondo in cui agire, amare, piangere e morire. Ma, ma mi dite qual'e` la vostra etica?-
Aut.- Ehi, ehi, calma, eh? A voi, piuttosto, chi vi da il diritto di giudicarmi?-
Att.- La mia stessa esistenza, perbacco! Ecco chi mi da il diritto. La mia esistenza e anche l'Arte. Sissignore, l'Arte! Quell'Arte che non si posa su tutti, indiscriminatamente, ma sceglie un uomo, se lo cova, lo vaglia e poi s'insinua in lui. Nasce l'Autore! E quell'uomo non e` piu` libero d'agire secondo i suoi intendimenti, ma deve, necessariamente, seguire quelli
che sono propri dell'Arte, e in armonia con quei valori universali che l'Arte stessa proietta nell'eternita`. Ed uno di questi valori e` il rispetto altrui. Ed io, in questo momento, sono il vostro altrui, e mi dovete, quindi, rispetto e considerazione! Allora, per questi duplici motivi, ancora una volta vi chiedo: Datemi il mio destino!-
Aut.- Certo, certo, ma voi dovete capire che, pur volendo, cosi` su due piedi, non mi e` possibile inventare una storia. Vedete? ( prende dei fogli e li mostra) le idee piovono copiose, ma qual'e` quella giusta? Comunque, voi avete ragione, avete il diritto di sapere chi
siete.-
Att.- Prendo atto con piacere del vostro ripensamento, e questo e` buono. Si e` buono.-
Aut.- Bene, bene..Vediamo cosa si puo` fare.. Sentite, io vi penserei professore di storia, vi sta bene?-
Att.- Vada per il professore.-
Aut.- Professore di storia e.. cornuto.. ( pensieroso)-
Att.- Ecco, se si potesse fare a meno..( fa cenno con la mano alle corna)-
Aut.- No? Va bene.. Ecco, ci sono: Professore schizofrenico in crisi d'identita`.- ( prende un fascicolo )-
Att.- Non si potrebbe cercare di meglio..( timidamente)-
Aut.- ( Guardandolo divertito e prendendo un altro fascicolo dal cassetto) Ecco, questa novella e` incompleta, potrei inserirvi qui. Tratta di un marito che angaria la suocera, per vendicarsi della moglie infedele.- 
Att.- E dalle con le corna.. Se proprio moglie dev'essere, la vorrei fedele, buona, affettuosa..-
Aut.- Ammettetelo, avete gusti difficili.- 
Att.- Lo ammetto, lo ammetto. Ma, vedete, in questo momento, essendo io un personaggio, e potendo scegliere, vorrei scegliere la vita che piu` mi aggrada. Voi uomini, potete farlo?
Ma vi prego, continuate.-
Aut.- Per caso insegnate pure filosofia?-
Att.- Voi che ne dite?-
Aut.- Che ne avete tutta l'aria. ( prende alcuni fogli gia` scritti) Allora, ascoltatemi bene. Ci sarebbe ancora questa possibilita`( mostra i fogli) o vi accontentate o dovrete aspettare tempi migliori. Sto scrivendo un dramma e vi potrei inserire come professore di storia e
fruscagghiaru, ci state?-
Att.- Fruscagghiaru? E cosa significa?-
Aut.- E` un termine dialettale e significa venditore di trucioli di legno, buoni solo per fare fumo. Insomma uno che offre fumo e aria, ma nulla di concreto. In altri termini, sta ad indicare un idealista, un amante della liberta`, della pace, della giustizia; un po' filosofo, a meta` strada tra poeta e pensatore. Piu` o meno..-
Att.- Non sara` un'illuso?-
Aut.- Potrebbe esserlo, oppure diventarlo.-
Att.- Rischio. Mi sta bene.-
Aut.- Bene, allora eccovi inserito in questa ennesima storia di fruscagghiari che hanno combattuto, combattono, e spesso perdono le loro battaglie, per l'affermazione della Verita`. Prego, entrate.-
Att.- Grazie, grazie tante. Ah, un'ultima cosa: qual'e` il mio nome?-
Aut.- Gerolamo, Gerolamo Attanasio. 
Durante lo svolgimento dell'ultima parte del dialogo, l'Autore si sara` alzato, e avra` condotto il professore Attanasio al centro della scena. Li' giunti, alla fine dell'ultima battuta dell'A., da
sinistra entrera` in scena un giovane spaurito, che si guardera` attorno per tentare di capire dove si trova. Infine vedra` i due uomini, sta per andare da essi, quando, dalle quinte, si udranno degli spari. Il giovane, sorpreso, si comprimera` l'addome e cadra` a terra, morto.
Att.- Ma, ma l'hanno ammazzato?-
Aut.- Si, l'hanno assassinato. Questo giovane era Mario Pisani, giornalista e aspirante attore.-
Att.- Soccorriamolo, perbacco, puo` darsi che..-
Aut.- E` inutile, e` morto!-
Att.- Anche lui e` un vostro personaggio?-
Aut.- Si, e doveva morire. E` morto come mori` Carlo Farina, giornalista d'istinto
e ottimo amico mio, nonche` ispiratore di questo dramma.-
Att.- Capisco. Ma chi l'ha ucciso?-
Aut.- La malavita. L'ha ammazzato la mafia.-
Mario Pisani, subito dopo, si alza lentamente e punta l'indice verso l'Autore.
Mar.- E tu lo sapevi! Tu lo sapevi e mi hai mandato lo stesso verso il mio massacro. Mi hai fatto muovere come un burattino. Solo, solo contro tutti... Povero don Chisciotte... chi mi hai dato al mio fianco? Solo un informatore traditore, mi hai concesso. Poi mi hai fatto sbattere contro un muro d'omerta`, di silenzi, di complicita`. di paure.
Solo, solo contro un'organizzazione criminale quasi perfetta, che mi ha facilmente vinto.
Vedi? Mi ha orribilmente massacrato. Centoventuno colpi sul mio cadavere, sono il segno della loro potenza e della loro ferocia.
E tu lo sapevi!-
Aut.- Mi dispiace per la tua fine, ma tu sei solo una pedina, e una pedina non puo` giudicare l'autore della mossa.- 
Mar.- Ma lo capisci? Ho subito l'esecuzione di una crudele
condanna, che tu, non loro, hai pronunciato contro di
me.-
Aut.- Sei stato sacrificato, ma non inutilmente. Non
recriminare, ti prego, aspetta la conclusione del
dramma, e vedrai poi la fine che faranno i tuoi
massacratori e i loro mandanti. Essi sono gia` qui, (
si tocca la testa) attorno a noi..-
Mar.- Dimmi chi sono!-
Aut.- Aspetta, non correre. Chi sono, per ovvi motivi, lo
sapremo dopo. Intanto abbi pazienza e fiducia in me.
Ora, ti prego, stenditi per terra, morto!-
Mario facendo col capo cenni affermativi, si stende per
terra.
Att.- Ma che storia e` questa, non capisco..-
Aut.- Capirete, capirete. Intanto ascoltate. ( fa cenno, ad
un personaggio che sta tra le quinte, d'entrare)
Questa donna e` la madre di Mario Pisani,
ascoltiamola.-
Mad.- (Entrando quasi di corsa) Mario, Mariuccio mio!
( vede il corpo del figlio e vi si getta sopra)
Mariuccio mio, amore di mamma tua ( gli prende la testa
e se la porta al petto), anima della mia anima,
consolazione della mia vita, che t'hanno fatto? che
t'hanno fatto, fiato mio! ( dondola dolcemente il corpo
del figlio) Ma come? Ma come? A ventiquattro anni
t'hanno strappato la vita? Ma come, ma come..( piange
sommessamente )-
Att.- ( avvicinandosi ai due) Coraggio signora, si faccia
coraggio> Sono sicuro che suo figlio vorrebbe cosi`..-
Mad.- Certo, certo, mio figlio era un coraggioso. Ha sfidato
la mafia!
Io glielo avevo detto: Mariuccio lascia stare. E`
pericoloso immischiarsi in queste faccende di malavita.
Quello e` compito dei carabinieri, della polizia.
Lascia perdere, senti a me.
Ma lui mi rispondeva che il problema riguarda tutti,
indistintamente, e tutti dobbiamo combattere questo
bubbone della societa`.
Poi, mi diceva, devi stare tranquilla, sono protetto ed
ho un fidato confidente. ( abbassa la voce) M'ha fatto
scoprire un sacco di cose.. collegamenti, tracce
sicure, complicita`, il coinvolgimento della banca di
Sicurta`..tresche con persone altolocate, nomi
importanti... Ed ecco, me l'hanno ucciso. A tradimento
me l'hanno ammazzato. ( riprende a singhiozzare).-
Att.- ( all'A.) Sentite, voi mi state immettendo in una
sporca storia, giusto?-
Aut.- Giusto. Ma col vostro consenso..-
Att.- Certo, certo. Ma allora, vi prego, fatemi capire,
fatemi conoscere qualcosa in piu`sull'argomento.-
Aut.- D'accordo. Vi faccio conoscere il capocronista del
Giornale Meridionale.
Venite avanti, Vincenzo Nicotra!-
Sempre da sinistra entra un ometto piccolo, calvo e magro,
giallo in viso, che si fa subito incontro all'A., aggressivo.
Nic.- Io lo avvisai! ( indica il corpo di Mario) Vi giuro che
lo avvisai. Gli dissi: Mario Pisani, le tue indagini
private e personali sugli " intrallazzisti" in
attivita` e non, non ci interessano. Al giornale, del
contrabbando di sigarette, non gliene frega niente,
perche` non lo ritiene socialmente pericoloso. Tu,
invece, mi farai un servizio-inchiesta sulla
prostituzione giovanile, un triste fenomeno assai piu`
serio e piu` pericoloso di quattro insignificanti
intrallazzisti di sigarette.
Certamente lo depistavo, perche` avevo ricevuto delle
forti pressioni. Volevo farlo smettere di ficcare il
naso in certe faccende.. In fin dei conti, era per il
suo bene.-
Aut.- Tutto qui?-
Nic.- Beh, ricevetti un assegno con... con sei zeri.-
Aut.- Eppoi?-
Nic.- Eppoi? Eppoi quello li` ( fa cenno al cadavere) per
cercare lo soop, il sensazionale, perche` era ambizioso
e caparbio, non va a curiosare nuovamente in affari che
non lo riguardavano?-
Att.- Ah si? E cosa fece?-
Nic.- Chi e` costui?-
Aut.- E` il professore Attanasio. Mario Pisani fu suo
allievo, al liceo.-
Nic.- Posso continuare a parlare davanti a lui?-
Aut.- Certamente! Allora, cosa fece?-
Nic.- Fece troppe domande sulla banca popolare di Sicurta` e
scopri` cose che non doveva sapere.-
Mad.- Scopri` che quella banca apparteneva gli intoccabili:
Don Mario Catanzaro e suo genero, Guido Marranzano.-
Att.- E` cosi`?-
Nic.- E che ne so` io? A me queste cose non interessano. Chi
c'e`, chi non c'e`, questo a me non riguarda.
Cio` che mi interessava era fermare Mario Pisani. Ma
quello, testardamente continuava, allora loro mi
dissero..-
Att.- Loro, chi?-
Nic.- Gli amici, no?
Allora, mi dissero: Vincenzo Nicotra, hai fallito, e
con noi, chi sbaglia paga, e sai pure come.
Ma vogliamo darti un'altra possibilita`. Mandaci quel
comparello ( accenna al cadavere) alle 23 in punto,
alla Disperazione, il quartiere delle puttane, poi
domani passa dalla banca, ci sara` un regaluccio con
sei zeri per te.-
Att.- E voi lo faceste..-
Nic.- E che dovevo fare? Non avevo scelta. Lo mandai alla
disperazione, con la scusa che doveva incontrare una
persona per fare il servizio sulla prostituzione
minorile, alle 23 in punto..-
Aut.- Gli dette anche gli auguri. Gli disse: in bocca al
lupo, giovinotto.-
Mad.- Gli avete dato il bacio di Giuda!-
Nic.- Ma cosa pretendete, che morissi io per lui? Non potevo
rifiutarmi, perddio!-
Att.- Certo che potevate!-
Nic.- No, non potevo!-
Att.- Ci rimettevate l'assegno con sei zeri!-
Nic.- E anche la vita!
Ma, in fin dei conti, non se l'e` voluto lui? Io lo
salvai una prima volta. Dissi a quelli: Lasciate fare a
me, e` giovane, me lo gioco, lo depisto ed e` fatta.
Ma lui no! S'e` messo di nuovo nei guai!
E allora che paghi solo lui, perddio!-
Att.- Ed ha pagato con un'orribile morte!-
Sempre da sinistra, entra in scena un uomo anziano, elegante,
disinvolto, alto, con portamento signorile. Egli attraversa
tutta la scena, in silenzio. Davanti al cadavere si ferma, lo
osserva senza interesse, quindi, lentamente, esce da destra.
I personaggi gia` in scena, resteranno, per tutto il tempo,
immobili. Musica adatta.
Da destra, con cambio di luci solo in quella parte del palco,
entra in scena una giovane donna, alta, ben formata, bruna.
E` Iolanda, collaboratrice dell'Autore. Ella, naturalmente,
non vede i personaggi in scena, ma scorge solo l'A.
Iol.- Ciao autore. allora, Mario e` morto?-
Aut.- ( Avvicinandosi a lei) Si Iolanda, l'hanno gia`
ammazzato.-
Iol.- Chi e` stato?-
La madre riprende a singhiozzare sommessamente.
Aut.- Chi sono stati, dovresti dire, perche` sono stati piu`
d'uno i mandanti, e molti i sicari.-
Iol.- Non badi a sprechi tu.
Quindi, sapeva troppo, no?-
Aut.- Gia`..-
Iol.- E ora?-
Aut.- Ed ora si procede. Siediti e leggi quello che ho gia`
scritto. ( Iolanda si siede e legge, mentre l'A. si
avvicina ai suoi personaggi) Professore, ( a bassa
voce) Professore, andate a trovare Amedeo Sanguedolce,
quel vostro ex allievo che adesso e` diventato
scrittore, egli vi aspetta, scrivera` un dramma sulla
morte di Mario Pisani..-
Att.- Vado immediatamente.. ( esitante) Chi e` quella bella
signora?-
Aut.- E` Iolanda, mi collabora nel mio lavoro. Mi fa le
riletture, mi trova le sviste, discutiamo insieme certe
scene..e..insomma stiamo insieme.-
Att.- Capisco..( agli altri) Signori, usciamo?-
Escono da sinistra, nell'ordine: Nicotra, quasi di corsa; la
madre lentamente e col capo chino; Attanasio, dopo aver
aiutato Mario ad alzarsi, lo prende sottobraccio ed escono
insieme. Fine luci di personaggi.
L'Autore si reca presso la scrivania e guarda Iolanda, la
quale alza gli occhi dai fogli.
Iol.- Non ci siamo ancora, vero?-
Aut.- Gia`, non ci siamo.. proprio non ci siamo. Accidenti,
lo vedi? non esce, non viene fuori, non c'e` il guizzo,
e` molle! ( passeggia sulla scena) Mannaggia a me!
Ecco qual'e` il punto dolente: il capo.-
Iol.- Ti fa male la testa?-
Aut.- Ma no, sciocchina cosa c'entra la testa. Ho detto che
mi manca il capo, cioe` colui che muove le fila, quel
tipo invisibile, quasi nullo... Insomma quello che
manovra e ordina nell'insospettabilita` piu` assoluta.
E non riesco a definirlo bene, mi resta evanescente,
vacuo, inesistente. Ma io so che esiste e, se tocco
giusto, lo costringero` a uscire allo scoperto..-
Iol.- Non potrebbe essere Mario Catanzaro?-
Aut.- No, lui no. Egli e` rude, irruente, sanguigno e
passionale, e` un capoccia non un vero capo..-
Iol.- E se fosse uno staff?-
Aut.- No, non lo credo.. Forse a livello nazionale o
internazionale, ma non qui. Senz'altro no, lo sento.-
Iol.- ( ironica) Allora, sensitivo, come lo sentiresti questo
famoso capo?-
Aut.- Io lo penserei cosi`: Austero, non vecchio, rispettato,
non molto noto, agiato ma non ricco.. saggio, furbo e
prudente; poi ponderato ma non vigliacco.
all'occorrenza deciso..-
Iol.- Ehi, gioia, stai pitturando mio padre!-
Aut.- Tuo padre?-
Iol.- Si, mio padre. Il padre di me.-
Aut.- ( infervorato) Aspetta, aspetta.. forse siamo a
cavallo.
Su, parlami di lui, descrivimelo fisicamente, dimmi di
come si muove, come parla, i gesti caratteristici, di
cosa si occupa, quali sono i suoi hobby, insomma,
tutto.-
Iol.- E bravo! Cosi` il pubblico pensera` che il tuo gran
capo sia mio padre.-
Aut.- Ci mancherebbe. Tuo padre mi servira` solo da modello.
Di lui prendero` solo il tratto, il carattere,
l'atteggiamento, la figura, poi, con la fantasia lo
rimpolpero`.
Dai su, che alla fine, di tipi come lui, in citta` ce
ne saranno decine e decine..-
Iol.- Mi prometti che non mi metterai nei guaio col vecchio?-
Aut.- Te lo prometto. Dai, inizia. ( la fa alzare e si
siede lui, pronto a scrivere).-
Iol.- Beh, alla figura socio-morale-comportamentale che tu
hai gia` tratteggiato, posso aggiungere che mio padre
ha i capelli quasi bianchi, porta i baffetti, veste
elegantemente, ha un portamento signorile, disinvolto.
Ha una bella voce pastosa..ah, quando esce porta il
cappello floscio e il bastone..-
Aut.- Aspetta, aspetta. Fermati un po` ( scrive in fretta).
Mi darai dopo le altre informazioni, te le chiedero`
io, dopo.. All'opera, drammaturgo da strapazzo, ritorna
il filone, ritornano le idee, ecco di nuovo
l'ispirazione.-
L'A. riprende a scrivere concitatamente, mentre Iolanda lo
osserva, all'impiedi, in silenzio.
Frattanto, da sinistra, con luci di personaggi, rientra in
scena quell'uomo anziano che aveva osservato in silenzio il
cadavere di Mario Pisani. E` don Orazio, il personaggio
misterioso, tratteggiato da Iolanda poco prima, descrivendo
il proprio padre. Egli riattraversa lentamente il palco,
guarda quasi con disinteresse l'A., quindi riesce di scena.
Musica adatta. Fine dell'atto.
Atto II


Stessa scenografia dell'atto precedente. All'apertura del
sipario, con luci d'Autore e con una musica adatta, ci sara`
in scena l'A., seduto sulla scrivania, intento a scrivere il
suo dramma. Dopo uno, due minuti, con abbassamento graduale
delle luci, egli si alzera` e uscira` da destra.
Contemporaneamente, dalle quinte di sinistra, con luci di
personaggi, entrera` in scena Gaetano Francia. Egli e` un
uomo sui trentacinque anni, magro, bruno, elegante, che con
passo elastico, si dirige verso la scrivania, dove e` stato
posto un telefono che, in quel momento, squilla.
Gae.- ( prendendo il ricevitore) Pronto? No, sono Gaetano
Francia.. si aspetto... Ciao Salvo, sono Gaetano, no,
Guido e` fuori sede, se vuoi dire a me?.. un ..amico?
Credo che si puo`..si..si, va bene, mandacelo pure..
Ma che dici, niente ringraziamenti, tra di noi..Certo
riportero`..( entra intanto, sempre da sinistra, Guido
Marranzano, coetaneo di Gaetano, fisico massiccio, alto
chiaro di carnagione, capelli chiari, occhi chiari,
vestito anche lui con eleganza. Gaetano a gesti, chiede
se vuole continuare lui la telefonata, ma l'omone fa
cenno di no.) Riportero` anche i tuoi saluti, grazie,
grazie, e salutami Nino Trinca. Ciao, ciao.( posa il
ricevitore, e si rivolge a Guido)
Era Salvo Arculeo, l'avevi capito, no? ( Guido fa cenno
di si, e intanto, pesantemente si siede sulla
poltroncina della sua scrivania.) Indovina cosa ci ha
chiesto?-
Gui.- Di nascondergli un altro uomo..-
Gae.- (sorpreso) Esatto..(poi facendo il verso di Salvo) Sai
abbiamo delle difficolta`, un figlioccio di un amico ha
bisogno di un posto di lavoro, voi laggiu` siete in
espansione, vedete cosa potete fare per sistemare
questo giovane amico..-
Gui.- (interrompendolo) Quello ci ha preso per minchioni. Ma
la cambiale sta maturando, e noi la incasseremo..(
accende un sigaro).-
Gae.- Come sarebbe? Non capisco..-
Gui.- L'amico da nascondere, e` Riccardo Gallinelli!-
Gae.- Quello che e` stato sequestrato a..-
Gui.- Proprio lui. Quei fessi ci piazzano un sequestrato da
un miliardo per la custodia.. gratuita, facendolo
passare per un ricercato qualsiasi... Come se noi
fossimo babbei..-
Gae.- ( emette un fischio di stupore) Un miliardo? un record
per il 1970.
E adesso che facciamo?-
Gui.- Nascondiamo l'amico, poi ci arrivera` una cambiale
tratta: E per me pagate la somma di lire italiane un
miliardo, ai signori Mario Catanzaro e Guido
Marranzano. Firmato: Salvo Arculeo e Nino Trinca.
E una parte sara` per te..
Gae.- Grazie.. ma lo faranno?-
Gui.- Lo faranno. Hanno sgarrato troppo, e ci sono amici che
sono in grado di convincerli. Nino firmera` e poi
sparira`.-
Gae.- E Salvo Arculeo?-
Gui.- Quel tirapiedi ha gia` il passaporto per il sudamerica:
solo andata.-
Gae.- Francamente quello mi sta un po' ..un po'..-
Gui.- E dillo: Sulle palle! Anche a me, amico mio.
Gaetano, senti, quando arriva il nostro gradito...
ospite, pensaci tu per un'adeguata e sicura
sistemazione.-
Gae.- Stai tranquillo, lo sistemero` da Savasta, a
Palazzotto.-
Gui.- Ottima idea. Ed ora siediti, per favore, vorrei
parlarti..-
Gae.- T'ascolto, Guido.-
Gui.- ( Facendo una lunga pausa e mettendosi a sistemare gli
oggetti sulla scrivania) Tu non sei un minchione,
senno`, anche se siamo stati compagni di scuola, non ti
avrei preso come mio amministratore e uomo di fiducia,
no?-
Gae.- Certamente, continua.-
Gui.- Bene. Ora e` arrivato il momento di farti sapere di
certi affari riservati che abbiamo in corso.( accende
di nuovo il sigaro e intanto tiene Gaetano sulle spine)
Caro Gaetano, le cose sono molto cambiate da quando ci
siamo messi in affari con mio suocero..-
Gae.- Ti riferisci all'Azienda? ai supermercati?-
Gui.- No quelli restano dove stanno. Ci servono ancora per
copertura. Mi riferisco al contrabbando di sigarette..
Ti ricordi di quella riunione ad altissimo livello che
si tenne tempo fa a Sorgenti bianche?-
Gae.- Certo, lo ricordo benissimo. Li` c'erano molti pezzi
grossi della nostra provincia. C'erano uomini d'affari,
imprenditori, professionisti, un deputato, un
sindacalista.. se non ricordo male.. insomma i
miliardi.-
Gui.- E sai di cosa si parlo`?-
Gae.- Immagino d'affari, di candidati per le elezioni, di
sovvenzioni, di appalti..-
Gui.- No, si parlo` di droga!-
Gae.- Droga? Ma don Mario, il tuo severissimo suocero, e`
stato sempre contrario.. eppoi, quelli?-
Gui.- Proprio quelli, hanno detti si. E don Mario, o
accettava o restava fuori dal giro dei miliardi.-
Gae.- E lui ha accettato?-
Gui.- Ha accettato, e con lui anch'io..-
Gae.- E` pazzesco, e` pazzesco.. naturalmente mi riferisco al
consenso di don Mario.-
Gui.- Certo, lui e` stato sempre contro questa attivita`. Per
il contrabbando delle sigarette aveva una
giustificazione morale. Diceva: fanno male, pero` lo
Stato le fa vendere e si prende il " pizzo". Allora li
vendo anch'io e faccio il mio bravo guadagno. Io sono
un delinquente, ma lo Stato e` magnaccio, quindi pari e
patta. Certo, ora con la droga..-
Gae.- Accidenti, adesso e` arrivata fino a qui..-
Gui.- Gia`...Allora, Gaetano, ci stai anche tu? Voglio dire,
consenziente?-
Gae.- Ci sto. I vostri soldi mi fanno comodo.-
Gui.- E tu fai comodo a noi. Qua la mano, Gaetano.-
I due uomini si alzano e si stringono la mano. Subito dopo,
da sinistra entra un uomo sui sessant'anni, brizzolato,
massiccio, non molto alto, vestito di scuro, con un cappello
floscio in testa. I lineamenti sono duri, da ex pescatore.
Parla con spiccato accento dialettale. E` don Mario
Catanzaro, suocero di Guido e boss dell'organizzazione.
Al suo apparire, Guido e Gaetano, premurosi gli si fanno
incontro.
Gui.- Buon giorno don Mario..-
Gae.- Sabbenedica don Mario.-
Mar.- Salutiamo picciotti.( si va a sedere nella poltrona. e`
di umore nero)-
Gui.- Don Mario, come mai qui, a quest'ora?-
Mar.- Ho da parlare con voi due.-
Gui.- E anche noi vi dobbiamo dire una cosa: Nino Trinca ci
sta mandando quell'amico.. ( allusivo)-
Mar.- Benissimo. Consideriamo un miliardo gia` in cassa.-
Gui.- Nelle casse della Banca di Sicurta`.-
Mar.- A proposito, Ottaviano Coppa ha bisogno di liquido per
costruire a Pizzo Carrubba, vedi cosa si puo` fare,
Gaetano.-
Gae.- Fra non molto, l'impresa Coppa avra` una sovvenzione a
tasso agevolato di un miliardo, perbacco.- ( i due
giovani ridono, mentre don Mario resta impassibile.
Quando i due se ne accorgono, fanno svanire di colpo
i loro sorrisi.)-
Mar.- ( dopo un lunga pausa, gettando sul tavolo dei fogli)
Sapete nulla di quest'affare?-
Gui.- ( prendendo i fogli e dandogli un'occhiata) Cos'e`?
( Gaetano sbircia alle sue spalle) Sembra una
commedia..-
Mar.- E` il copione di una commedia, anzi di un dramma. Ma
leggi, leggi..-
Gui.- ( leggendo a mente) Accidenti, maledizione.. perdiana!
Ma qui c'e` papale, papale, le storia della morte di
Mario Pisani!-
Mar.- E questo e` nulla! Leggi, leggi ancora. Li ci siamo
tutti. Io, te, il direttore della banca, Ottaviano
Coppa, Nicotra, eccetera. Naturalmente i nomi sono
fittizi, ma siamo senz'altro noi e i nostri amici.-
Gui.- Ma da chi avete avuto questo.. questo copione?-
Mar.- E gli amici, che ci stanno a fare? Qualcuno lo ha
portato al nostro principale e quello mi ha chiamato
e mi ha detto:"Mario Catanzaro. cos'e` questa storia?"
e mi fa vedere questo coso qui. E che ne so, rispondo
io, vossia sa che so leggere a malapena." Non dite
minchiate - mi dice - quello che scrive queste
sciocchezze e` un amico di vostro genero e del suo
amministratore." Cioe` vostro!-
Gui.- Nostro? Ma chi sara` mai? ( rivolto a Gaetano)-
Gae.- ( facendo spallucce) Ma chi e` costui?-
Mar.- Un certo Amedeo Sanguedolce, lo conoscete?-
Gui.- Amedeo?- ( sbalordito)-
Gae.- Sanguedolce?-
Mar.- Esatto!-
Gui.- Perlamiseria! ( riprende subito la lettura).. Amedeo
Sanguedolce, roba da non crederci.. Ma, Gaetano, non
era in continente?-
Gae.- E` tornato, da quasi un mese.-
Gui.- ( sempre leggendo) Guarda Gaetano, c'e` ipotizzata la
faccenda del riciclaggio.. e anche la storia che ti ho
raccontato poco fa..-
Gae.- La droga?-
Gui.- Proprio cosi`.-
Mar.- E fa capire che ha le prove per incastrare proprio me!
Mario Catanzaro in persona!-
Gae.- Sara` vero?-
Gui.- Per me e` impossibile, saranno coincidenze..-
Mar.- Vero o non vero, coincidenze o no, io sono molto
incazzato e cosi` pure il nostro principale. Allora,
picciotti, mezza parola e fate quello che dovete fare.-
Gui.- Subito?-
Mar.- E quando? Quando lo avra` pubblicato? o quando lo
mettera` in scena? Oppure quando scoppiera` il casino!-
Gui.- E se gli parlassi prima io? In fin dei conti siamo
stati compagni di classe e amici di adolescenza. Potrei
tentare .. potrei farlo desistere..-
Gae.- ..Corromperlo..-
Mar.- Oppure tappargli la bocca per sempre..-
Gui.- Dopo, potremmo farlo dopo, prima lasciatemi tentare,
vediamo anche cosa sa di preciso, se e` veramente
informato, se e` pericoloso..-
Mar.- ( riflettendo) E va bene, prova, ma se l'amico e`
tosto.. ci siamo capiti? ( fa cenno con le dita alla
morte)-
Gui.- Mezza parola! ( rivolto a Gaetano) Ma come avra` fatto
a sapere queste..cose? Hai detto che e` qui da solo un
mese..-
Gae.- Sembra che fosse amico di Mario Pisani.
Probabilmente, da lui avra` avuto delle confidenze..-
Mar.- Se e` cosi`, picciotti, non perdete altro tempo, ve lo
consiglio.-
Gui.- Potrebbe essere cosi`, altrimenti non si spiegherebbe..
Ma questo non cambia nulla, don Mario, col vostro
permesso, voglio tentare lo stesso. Meglio un alleato
vivo a un possibile nemico morto, no?-
Mar.- In certi casi si, in altri no. Comunque ormai mi sono
pronunziato. Fai un tentativo.. e poi, dammi buone
notizie, coi fatti, al piu` presto!
Vi saluto, picciotti. ( esce a sinistra)
Gui.- Capito, capito.. Buongiorno.-
Gae.- Sabbenedica. ( poi a Guido) Brutto affare, vero?-
Gui.- Eh, gia`. Ma dico io, quel testone, con tanti argomenti
a disposizione, anche piu` interessanti, proprio questo
doveva scegliere per comporre il dramma? Roba da pazzi!
Perche` per me e` in buona fede.. forse quello che ha
scritto e` del tutto casuale.. Ma certo, in fin dei
conti, non ci vuole mica tanto per descrivere fatti di
malavita; e qualche personaggio puo` rassomigliarci,
casualmente.. Se e` cosi`, la cosa si aggiusto, questo
e` certo!-
Gae.- Guido, non illuderti, quello mostra di sapere molto sui
nostri affari, eppoi non dimenticarti di Pisani..-
Gui.- Lo so, lo so. Ed e` proprio per questo che sono molto
turbato. Che ti debbo dire? Io sono molto affezionato a
quel testone che mi passava le copie..-
Gae.- ..Che ti faceva i temi..-
Gui.- ..Come si possono dimenticare certe cose.. gli anni
dell'infanzia..l'adolescenza, le avventure, gli amori.-
Gae.- Certo a quei tempi eravamo un po' incazzati, ma tutto
sommato, erano anni belli..-
Gui.- E adesso, per un maledetto giornalista ficcanaso da
strapazzo, possiamo trovarci di fronte, da nemico, il
nostro migliore amico del passato, forse l'unico vero
amico.
Quel Pisani, anche da morto, ci sta rompendo le palle!-
Gae.- Che facciamo, allora?-
Gui.- E cosa vogliamo fare? Ci proviamo, no?
Chiamalo, prendi contatto e digli che stiamo
organizzando una rimpatriata tra i vecchi compagni
di classe... Voglio parlargli si, ma prendendola da
lontano.. chissa`.. ( e` pensieroso)-
Gae.- Ho capito. Ma tu ci speri veramente?-
Gui.- Ci spero, anche se sono sicuro che non accettera` mai.-
Gae.- Bene, lo chiamo.-
Cambio di luci. I due uomini escono da sinistra, mentre da
destra, entra l'A., che si siede nella poltroncina e si mette
a scrivere.
Aut.- E adesso Amedeo Sanguedolce deve andare da loro. Ma lo
debbo fare agire in piena sicurezza. Egli non dovra`
temere per la propria vita, si dovra` sentire protetto.
Deve dimostrarsi quasi spavaldo. Ma debbo proteggergli
bene le spalle. Ma come? ( pausa) Forse con Attanasio.
Vediamo un po'..-
Cambio di luci. L'A. esce da destra, da sinistra entra Amedeo
Sanguedolce, alto, magro, bruno, occhiali da miope, che si va
a sedere nella poltroncina e incomincia a scrivere. Poco dopo
entra il professore Attanasio.
Ame.- ( scorgendolo e alzandosi) Buon giorno professore.-
Att.- Buon giorno Amedeo. Cosa c'e` di nuovo? Perche` mi hai
fatto venire?-
Ame.- Mi hanno chiamato.-
Att.- E tu ci vai?-
Ame.- Certo che vado, altrimenti perche` avrei fatto avere
loro, per via traverse, le copie della prima parte del
dramma..-
Att.- Il tuo piano non saprei come definirlo: mi sembra
troppo ingenuo e troppo audace nello stesso tempo.
Al leone si strappano le zanne, non gli si ficca la
testa in bocca.-
Ame.- Professore, e` necessario che io sappia come stanno
veramente le cose.
Mario mi ha fatto le sue confidenze quasi in punto di
morte, ed io gli ho creduto. Egli non era tipo da
seminare zizzania fra vecchi amici, non avrebbe
calunniato gente innocente.
Ma sono anche abituato a toccare con le mie mani, e per
farlo, debbo andare da loro, dopo averli provocati, per
conoscere quello che dicono e quello che non dicono.
E questa chiamata e` significativa, ma non
determinante..-
Att.- E cosa ti aspetti che facciano?-
Ame.- Nulla e tutto.
Guido e Gaetano sono stati miei amici, ma da molto
tempo li ho persi di vista, quindi potrebbero essere
diventati quelli che supponete voi e che affermava
Mario: cioe` dei criminali, ma io voglio verificarlo,
ho bisogno di sicurezza per continuare, per agire
ulteriormente. E per averla debbo andare da loro...
Insomma, professore, sara` per eccessivo scrupolo, ma
voglio certezza!-
Att.- E protezione. Va bene, testone, vai, ma lasciami
prendere delle precauzioni.-
Ame.- Quali?-
Att.- Faremo cosi`: Tu andrai da loro, pero` io ti
accompagnero`, in taxi, a Sorgenti Bianche.
Naturalmente restero` fuori, ad aspettarti. E se dopo
un'ora tu non sarai ritornato, avvisero` il capitano
Grasso..-
Ame.- .. Anche lui vostro ex allievo..-
Att.- .. E meno testone di te, anche se e` nei carabinieri.
Dicevo allora che avvisero` Grasso che avro` allertato
prima, naturalmente..-
Ame.- Professore, dovra` avvenire tutto nella massima
discrezione e ufficiosita`. Questa e` una storia che
per ora riguarda solo me.-
Att.- E anche me. Ma non temere, eroe, avrai lo stesso tu
tutto il merito..-
Ame.- Professore, non scherzate.-
Att.- Non scherzo, Amedeo, non scherzo. Non scherzo con la
morte.-
Ame.- Non correte troppo, professore?-
Dissolvenza di luci, quando riprenderanno, Amedeo e Attanasio
saranno usciti, e in scena ci sara` Guido, seduto alla
scrivania. Subito dopo entra Gaetano seguito da Amedeo.
Gae.- Indovina chi t'ho portato?-
Gui.- Amedeo! Caro Amedeo ( si alza e va ad abbracciarlo)
come stai? E` una vita che non ci vediamo! Saranno,
saranno.. quanti anni saranno Gaetano?-
Ame.- Te lo dico io: quindici anni.-
Gui.- Quindici anni? Perbacco, come passa il tempo. Ma
accomodati, ecco siediti qui ( si siede anche lui)
Prendi qualcosa?-
Ame.- Nulla, grazie.-
Gui.- Ma dai, che fai complimenti con gli amici? Allora,
caffe`? liquore?-
Ame.- Un liquore, grazie.-
Gui.- Bene, benissimo. Gaetano, per favore, pensaci tu.(
Gaetano esce con un sorriso ironico sulle labbra)
Allora come va`? che piacere averti qui, dopo tanto
tempo. Sono proprio contento. Allora, come va?-
Ame.- Se me ne dai il tempo ti diro`: bene.-
Gui.- Hai ragione. Ho sempre il solito difetto, parlo solo
io. Avanti, ti ascolto.-
Ame.- Va`, non mi lamento..-
Gui.- Sei diventato un uomo di poche parole, a quanto pare-
Ame.- E tu, a quanto vedo, sei diventano un pezzo grosso..-
Gui.- Ora sono io che ti dico: Non mi lamento.-
Ame.- Ne avete fatta di strada tu e Gaetano..-
Gui.- E se tu fossi rimasto qui, ne avresti fatta molta anche
tu, insieme a noi..Chiedi a Gaetano cosa ha nel conto
in banca, e gli appartamenti? E le case in campagna e
al mare?
Gae.- ( entrando con bottiglia e bicchieri) Ehi, mica sei un
agente delle tasse? In effetti Guido ha ragione, quando
si lavora per lui non si resta mai scontenti..( riempie
tre bicchieri, ne porge uno a Guido e uno ad Amedeo.)-
Ame.- Se si ha uno stomaco forte..-
Gae.- Cosa intendi dire?-
Gui.- ( interrompendo) All'amicizia. ( beve d'un fiato)-
Gae.- All'amicizia! ( imita Guido)-
Gui.- ( scandalizzato per aver visto Amedeo che non ha
bevuto) Amedeo, ma tu non hai brindato all'amicizia!-
Ame.- A quale amicizia?-
Gui.- Alla nostra, perbacco!-
Ame.- A quella che fu la nostra amicizia, vuoi dire. Sai bene
che adesso non e` piu` la stessa cosa..-
Gae.- Non per colpa nostra, comunque..-
Ame.- ( guardandolo duro) Ne sei sicuro? ( si alza)-
Gae.- ( sbuffando) Sei sempre il solito!-
Gui.- Siediti Amedeo, non ti riscaldare, vorrei parlarti da
amico, con calma.-
Ame.- Certo, pero` sbrigati per favore, giu` c'e` gente che
mi aspetta..-
Gui.- ( fa cenno a Gaetano di accertarsene, Gaetano esegue)
Senti Amedeo ( con pazienza) la vita e` difficile per
tutti. E` un'eterna lotta per sopravvivere, per restare
a galla, mi spiego? E anche io, e Gaetano e tanti altri
nostri amici lottiamo per esistere. Cosa credi che una
volta raggiunta una certa posizione economica e
sociale, poi tutto proceda da se? Nient'affatto!
Bisogna battersi per mantenerla, sconfiggere i nemici,
battere la concorrenza, superare le crisi. Insomma, il
mondo degli affari e` spietato e la concorrenza non so
quanto pagherebbe per vedermi steso, finito.
Pagherebbe qualcuno a peso d'oro, pur di vincermi..
infamarmi, calunniarmi..Vero Gaetano? ( Gaetano e`
entrato e gli ha fatto cenno affermativo).-
Gae.- Vero, vero..-
Ame.- Dove vuoi arrivare con questa tiritera?-
Gui.- Voglio arrivare a questo: Mi risulta che anche un tuo
povero amico.. come si chiamava? Aiutami tu Gaetano..-
Gae.- Mario Pisani.-
Gui.- Ecco, Mario Pisani.. dicevo quel tuo povero amico..
perche` era un tuo amico, vero?-
Ame.- Vero.-
Gui.- Allora la cosa diventa piu` difficile. Ma tra di noi
bisogna essere franchi. Vedi, quel giornalista era
stato pagato dalla concorrenza per calunniarci.-
Ame.- ( ironico ) Roba dell'altro mondo.-
Gui.- ( serio) Proprio cosi`, roba dell'altro mondo. Poi, non
avendo portato ai suoi, -come dire, clienti?- delle
prove plausibili per avvalorare le sue calunnie, quelli
si innervosirono, e , per la verita` poco elegantemente
lo fecero fuori, facendo cadere i sospetti su di noi..-
Ame.- Mario e` stato ucciso per i motivi opposti.-
Gae.- Ma che dici? Se era un ricattatore assetato di soldi!-
Ame.- Gaetano! Quando parli di Mario, prima sciacquati la
bocca! -
Gui.- ( conciliante) Non t'infiammare, calmati. Forse tu non
eri a conoscenza di tutte le sue attivita`, come dire?
secondarie.. lo conoscevi da poco tempo, infine.-
Ame.- Gia`, ma sapevo tutto di lui, ed ero a conoscenza di
tutto.-
Gae.- Di tutto? Ma bravo!-
Gui.- Parliamo d'altro. Questi argomenti sono imbarazzanti.
Parliamo di te. Ho saputo che scrivi. Cosa scrivi?-
Ame.- Romanzi, novelle, drammi..-
Gui.- Drammi? E di che genere?-
Ame.- L'ultimo tratta di malavita. Mafia, per l'esattezza.-
Gui.- Malavita? Mafia? Bell'argomento, si, si. Non nuovo per
la verita`, vero Gaetano? Ma sempre interessante.
Certo, certo. Poi li` si puo` spaziare con la
fantasia..-
Ame.- Non solo con la fantasia.-
Gui.- Ma in massima parte si! Certamente.. Si creano
personaggi, si inventano fatti, s'intrecciano storie.
Bello, veramente bello... Pero` c'e` qualcosa di
negativo, ad esempio si potrebbero inventare
personaggi, naturalmente involontariamente, del tutto
somigliati a delle persone vere, conosciute. Vero
Gaetano? Persone del tutto estranee alla vicenda..
Nella fattispecie, con la malavita.. Non ti pare?-
Ame.- Nel mio caso, no.-
Gui.- No? Strano, vero Gaetano?-
Gae.- Gia`, strano. E` strano perche` ci e` stato riferito
che in uno dei tuoi personaggi del dramma che stai
componendo, si potrebbe identificare una nota
personalita` della citta`.-
Ame.- ( ironico) E voi come lo sapete?-
Gui.- ( deciso) Lo sappiamo e basta! Allora, visto che ci
hanno riferito bene, e che la persona in questione e`
mio suocero, don Mario Catanzaro, sarebbe bello se tu,
per favorire degli amici, cambiassi personaggio. E tu
sai che una mano lava l'altra..-
Ame.- Non capisco..-
Gui.- Mi spiego meglio. Mio suocero, uomo all'antica, molto
suscettibile, ma con un cuore grande cosi`,
desidera vivere in pace e con una vita privata
riservata e tranquilla. Ora, dato il suo passato un po'
turbolento, gradirebbe che, sia pure per una finzione
teatrale, la sua persona venisse lasciata fuori da
storie di malavita.
Quindi se tu facessi sparire quel tizio, non te ne
pentiresti proprio. Lui sa essere generoso, molto
generoso, vero Gaetano?
Eppoi mi faresti un grandissimo favore, e ti resterei
obbligato. Allora che ne dici?-
Ame.- Mi dispiace per tuo suocero, ma non posso. Digli che se
ha la coscienza a posto, puo` stare tranquillo. Tutti
potete stare tranquilli, se avete la coscienza a posto.
Gui.- Ma e` cosi`, e` proprio cosi`. E` con la coscienza a
posto, ma sai la concorrenza..-
Ame.- Guido, mi ha stufato! giochiamo a carte scoperte.-
Gae.- Bene, quanto vuoi?-
Ame.- Vuoi, per cosa?-
Gae.- Per rinunziare al tuo dramma.-
Ame.- Nulla, perche` adesso non rinunzio piu`!-
Gui.- Senti testone ( soppesa le copie) se e` tutto qui
quello che sai, don Mario s'incazzi pure, ma io me ne
frego!
Sono solo congetture e minchiate. Pero` ancora non lo
hai terminato, ma se avessi in mente di scriverne
altre, ti consiglio di chiudere qui questa faccenda che
potrebbe diventare molto, ma molto pericolosa.
Allora, in nome della nostra vecchia amicizia, Amedeo,
come finira` questa storia?-
Ame.- Non lo so. Secondo le ispirazioni e anche secondo le
ulteriori informazioni che mi dovranno pervenire.-
Gui.- Va bene, sei caparbio. Ma almeno accetta questo
consiglio: Non urtare piu` la suscettibilita` della
gente, perche` non potrebbe portarti nulla di buono.
Tieni sempre presente questo consiglio d'amico,
Amedeo.-
Ame.- Me ne ricordero`!
Gui.- Sara` meglio per te. A proposito, mi dispiace per la
tua casa..-
Ame.- La mia casa? E perche` ti dispiace?-
Gui.- Mi e` stato riferito che si e` incendiata, vero
Gaetano?-
Ame.- Sei stato informato male.-
Gui.- Davvero? Meno male. Hai sentito Gaetano, ci hanno preso
in giro, ci hanno fatto uno scherzo. Meglio cosi`. Ma
ci pensi che ti potrebbe sempre accadere? Devi stare
sempre all'erta, caro Amedeo, sperando che il tuo santo
protettore non si distragga mai..-
Ame.- Vegliero` io per lui. Grazie per i consigli. Posso
andare ora?-
Gui.- Ma certo, che discorsi. Accompagnalo Gaetano. Ciao
testone e speriamo che ci ripensi.. qui i soldi
circolano a palate..-
Ame.- Non m'interessa. Addio.- ( esce seguito da Gaetano)-
Amedeo e Gaetano escono da sinistra, Guido passeggia
pensieroso, poco dopo rientra Gaetano.
Gae.- Allora?-
Gui.- Allora diamogli qualche giorno per pensarci, facciamolo
riflettere, poi gli faremo saltare in aria
l'automobile.-
Gae.- D'accordo! Hai visto che sa molto sulle nostre
faccende? E che sicurezza..poi c'e` di mezzo anche
Attanasio..-
Gui.- Attanasio?-
Gae.- Era lui che l'attendeva giu`, in taxi. Guido, la cosa
e` seria.-
Gui.- Forse Gaetano, forse.. Di certo sappiamo che era un
testone e testone e` rimasto.-
Gae.- Tu gli vuoi ancora bene, vero?-
Gui.- Perche`, tu no? Poi, le amicizie adolescenziali sono
quelle che durano di piu`, nel tempo.
Sapessi quanti ricordi mi si sono affacciati alla mente
in questi pochi minuti.. ( scuotendo la testa) illuso,
utopista e fesso.-
Gae.- Guido, la nostra nuova legge non ammette che un
potenziale avversario, sia pure un vecchio amico, possa
ostacolarci.-
Gui.- Lo so, lo so. ( infastidito)
Senti, pensi che se fosse rimasto in citta`, insomma se
non fosse partito, oggi potrebbe, oggi starebbe con
noi?-
Gae.- Puo' darsi, penso di si..-
Gui.- Io penso di no. Era diverso da noi, fin da ragazzo.-
Gae.- Mica tanto. In fin dei conti, chi eravamo noi? Ragazzi
di buona famiglia, figli di lavoratori, come lui.
Ragazzi mormali che in quel periodo, a quell'eta`, con
quella disperazione, se si trovava un appiglio
qualsiasi, ci si aggrappava, senza pensarci due volte.
Lo si prendeva e basta. E spesso era il caso che
decideva!
Tu, all'Universita`, incontrasti la figlia di don Mario
Catanzaro, intrallazzista e uomo di sostanza, la
mettesti incinta, l'hai dovuta sposare, e sei diventato
miliardario. Io, facendoti.. l'amministratore, sono
diventato milionario. Se ci fosse stato, a quel tempo,
anche lui, stai tranquillo che si sarebbe adeguato, non
dubitare!-
Gui.- Non so fino a quanto.. Mah, peccato pero`..-
Sfumano le luci fino al buio. Guido e Gaetano escono. Con
luci d'autore, entra l'A. che si mette nella scrivania.
Aut.- Ecco, ed ora debbo sferrare un forte colpo. Dunque,
ulteriore provocazione:( pausa) Potrei fare pubblicare
il manoscritto per creare confusione e forse per far
uscire qualcuno allo scoperto..Forse qualcuno perde la
testa.. chissa`, forse il direttore della banca, forse
Nicotra.. Vediamo un po.. proviamo con Attanasio..-
Cambio di luci. L'A. esce.
Da sinistra entrano Guido e Mario Catanzaro. Mario che e`
furibondo, si accalora e si toglie la giacca lasciandola
cadere su di una sedia, quasi con rabbia.
Mar.- Imbecille! Sei stato un imbecille. Dovevi liquidarlo
pulitamente. Una bella botta in testa, una pietra al
collo, una gita in motoscafo, ed era fatta. ( pausa )
E bravo il fesso! Ora siamo nei guai..-
Gui.- Ma, don Mario..-
Mar.- Ma don Mario, un corno! Quello scritto non doveva
essere letto da nessuno!-
Gui.- Scusate, ma non ne vedo proprio la gravita`..-
Mar.- Perche` sei fesso! Sei cieco, orbo e guercio, ecco
perche` non la vedi. Hai studiato, ma sei rimasto un
salame.
Io, con neppure la terza elementare, ho capito subito
che quel comemalanovasichiama, aveva visto giusto.-
Gui.- Supposizioni, erano solo supposizioni.-
Mar.- Ma quali supposizioni d'egitto!
Quello ci ha pitturati tutti, e bene.
Sai chi e` quel personaggio senza nome? Indovina?-
Gui.- Proprio quello e` puro parto della sua fantasia.. Quel
presunto capo e` il piu` incredibile!-
Mar.- Imbecille! Quello e` il mio, il tuo , il nostro
principale!-
Gui.- ( impallidendo) Po.. possi..possibile?-
Mar.- Possibile? E` certo! E` lui, da capo a piedi. Quello sa
moltissimo, specialmente sul mio conto.-
Gui.- ( mettendosi le mani ai capelli) Accidenti, che
guaio.-
Mar.- Puoi ben dirlo.-
Entra Gaetano, e` agitato, in mano regge un libricino.
Mar.- Gaetano, allora?-
Gae.- Niente da fare, ci ha fregati, l'ha pubblicato.( mostra
il libro)
Noi abbiamo fatto sorvegliare Amedeo, e Attanasio ha
fatto tutto..-
Mar.- Botta di vileno amaro!-
Gui.- Non possiamo fare niente?-
Gae.- Niente. Guardate, l'ha scritto qui, nella prefazione:
l'ha spedito a mezzo mondo: Procura della Repubblica,
giornali locali e nazionali, sindacati, Pci, Camera dei
deputati, Senato..-
Mar.- Ci manca la Casa Bianca e la Santa Sede, perlamiseria!-
Gui.- ( dando un'occhiata all'opuscolo) Qui c'e` la mano di
Attanasio, e` evidentissimo. Questa lettera
d'accompagnamento puo` averla scritta solo lui: ( legge
ironico) Alleghiamo alla presente copia del dramma-
denuncia, composto dal nostro coraggioso concittadino
Ecc. Ecc.-
Mar.- Fruscagghiaru!-
Gui.- Gia`, fruscagghiaru.. i soli a non fare soldi, a questo
mondo..-
Mar.- E sono ben visti..Ma cosa danno costoro alla gente?
niente, solo fumo di fruscagghi. Invece noi diamo i
maccarruni ca incunu a panza.
La gente non vuole chiacchiere, ma soldi e benessere, e
noi glieli diamo. Glieli diamo in cambio di cosa? Di
niente, di quasi nulla. In cambio dell'obbedienza e..
e ..-
Gae.- .. del rispetto, da luvata da coppola..-
Mar.- Precisamente, bravo Tanino!-
Gui.- E proprio loro, i fruscagghiari, sono quelli che non se
la tolgono mai.-
Mar.- C'e` tempo, c'e` tempo, caleranno le corna anche loro.
Se la toglieranno la coppola, vedrai.-
Gui.- Ho i miei dubbi.-
Gae.- Penso che don Mario abbia ragione. E` una razza in
estinzione, perche` sono contro la storia..-
Mar.- Avanti, va`. Basta con la storia e la filosofia.
Piuttosto, pariamo il colpo e poi, passiamo al
contrattacco..-
Gae.- E nel frattempo i nostri affari ne soffriranno..-
Mar.- Solo per poco, poi recupereremo.. In alto c'e qualcuno
che gia` sta pensando alla faccenda..-
Gui.- Come?-
Mar.- Stanno organizzando un dibattito al Comune.. l'on.
Indelicato se ne sta occupando, con lo scopo di riunire
tutti i fruscagghiari della citta`, per farli parlare
dell'argomento di questo malanova di libro. Ci saranno
ospiti e invitati. Pare che ci siano anche dei
senatori..-
Gae.- Insomma i soliti: politici, uomini di cultura, di
scienza, giornalisti ecc. ecc., per sollevare un
polverone..-
Mar.- Bravo Tanino! E proprio tu dovrai passare voce ai tuoi
circoli culturali e sportivi: tutti con l'autore..
Dobbiamo far si che l'opinione pubblica sia con questo
sanguedigiudaladro.
Piu` casino si fara` e prima la gente si rompera` le
palle e dira`: Abbiamo capito, le solite minchiate, e
finitela!
Quindi tutto ritornera` come prima e noi, caro Gaetano,
riprenderemo indisturbati la nostre attivita`.-
Gae.- Giusto, don Mario.-
Mar.- Ah, dimenticavo, sara` presente anche quello scrittore,
quel sangueavvelenato!-
Gui.- Sanguedolce, don Mario, Sanguedolce.-
Mar.- Sanguedolce, sanguisuga, sanguinaccio, insomma lui.-
Gui.- Ma perche`?-
Mar.- Primo per rendere piu` importante e credibile il
convegno, secondo perche` gli amici hanno pensato di
fargli un regalino, proprio in quell'occasione..(
ammiccante)-
Gui.- Che regalino?-
Mar.- (ignorando la domanda) Gaetano, tu dovresti organizzare
un rinfresco, a meta` dibattito..-
Gae.- Sara` fatto!-
Gui.- Non capisco..-
Mar.- Capirai al momento degli aperitivi..-
Gae.- Succedera` qualcosa..-
Mar.- Mih, Tanino, sei una cannonata..-
Gae.- E voi un genio.-
Gui.- ( sottovoce ) E tu un ruffiano..-
Mar.- E ci serve anche un dottore amico degli amici. Ci
pensate voi?-
Gae.- (pronto) Ci penso io.-
Le luci si abbassano, poi si rialzano. In scena ci saranno
sempre Mario, Guido e Gaetano.
Mar.- Quello non e` un minchione. ( gridando) Quello ci sta
fottendo tutti quanti!
Ma, dico io, che siamo diventati dei rammolliti? Siamo
diventati incapaci?
Ma che ci succede?
In quest'affare ci stiamo perdendo la faccia!
Mannaggia a me, perche` se non fosse per chi so io,
pam, pam, e tanti saluti..-
Gui.- Sono successe troppe coincidenze. Cose assurde. Due
fidatissimi che falliscono..-
Gae.- Certo, sbagliando il primo..-
Gui.- Ma anche l'altro, santoiddio, poteva stare piu`
attento. Non sapeva chi era il suo.. paziente?-
Gae.- Certo che non sapeva. E quando mai, ai nostri sicari,
abbiamo fatto conoscere l'idendita` dei loro clienti?
A Giacomo Manolesta avevo detto: L'aperitivo trattato
va dato a colui che si trova alla destra dell'onorevole
Indelicato. E cosi` stava avvenendo. Indelicato aveva
preso sottobraccio, con la destra, Sanguedolce,
portandoselo verso il buffet, senonche`, quel fesso di
Vincenzo Nicotra non si va a frapporre, fra i due,
mettendosi a braccetto, e prendendo il bicchiere
sbagliato?
No, Giacomino e` fuori discussione.-
Gui.- E Foglia?-
Gae.- Per il dottore Foglia, non c'e` alcun dubbio sulla sua
lealta`. E` un fedelissimo e i suoi morti non hanno mai
destato sospetti. A lui avevo detto: Soccorri colui
che si sentira` male nei pressi del buffet.
Tu devi diagnosticare un collasso, quindi consiglia il
trasporto in ospedale, fai venire un'ambulanza e
accompagnalo personalmente. Durante il viaggio, procedi
come sai fare tu. E cosi, diligentemente, ha fatto.
Purtroppo per Nicotra.-
Gui.- Purproppo? Ma quale purtroppo, Nicotra era diventato
troppo avido di denaro e di minorenni. Ne troveremo un
altro meglio di lui.-
Gae.- E con Sanguedolce cosa si fa?-
Mar.- ( soprappensiero) Se dipendesse da me.. -
Gui.- Lo sappiamo: pam, pam.-
Mar.- Gia`, pam pam. ( intanto prende il telefono e compone
un numero) Pronto? Siete voi? Sapete, il pesce fresco
non posso fornirvelo, purtroppo c'e` stata maretta e le
barche sono ritornate vuote. Ci possiamo riprovare
domani, se volete...No? Cosa? cosa? possibile? ( ai due
giovani) Gaetano, Guido, per favore, lasciatemi solo.
( aspetta che i due escano) Ho capito bene? ma.. siete
sicuro?.. certo voi sapete quello che dite, scusatemi.
Lo debbo.. licenziare?.. subito?.. Ho capito, sara`
fatto, sara` fatto, sabbenedica. ( chiude lentamente la
comunicazione e riflette. Poi risoluto, chiama i due
collaboratori)
Guido, Gaetano! ( aspetta che i due rientrino) Sentite,
dobbiamo andare subito a Sorgenti Bianche. C'e` una
persona che ci aspetta. E` un amico.. E` un affare
importantissimo.. (intanto si avvia ad uscire) Ho
bisogno di voi due.. ( escono tutti da sinistra)..
Le luci, sempre di personaggi, diventano irreali e si
abbassano molto lentamente. Intanto si odono queste voci di
popolani.
I voce:- Ti dico che l'hanno ammazzato!-
2 voce:- L'hanno squarciato dalla vescica al cuore.-
3 voce:- Quelli, sono stati i teppisti.-
Ecc... - Macche`, saranno stati rapinatori.-
- Ma certo, e pure principianti, senza esperienza.-
- Ma no, quello non li avrebbe provocati, quello ai
soldi ci pisciava sopra.-
- Ma era solo?-
- E chi lo sa. Dicono che sia stato ucciso a
tradimento.-
- E se fossero stati gli anarchici?-
- O i sequestratori..-
- Mah, chissacciu!-
Fine dell'atto.

Atto III


Stessa scenografia degli atti precedenti.
In scena c'e` l'A. seduto presso la scrivania, che legge
alcune pagine gia` scritte. Luci d'Autore. Musica adatta.
Poco dopo da destra entra Iolanda.
Iol.- Ciao autore, come va?-
Aut.- ( alzandosi) Ciao Iolanda, si procede..-
Iol.- E le prove del tuo dramma, come vanno?-
Aut.- Questo lo dovresti chiedere a tuo marito. Se non
sbaglio fa parte della compagnia che lo sta mettendo in
scena..-
Iol.- Quello, con me, parla poco.-
Aut.- Come mai?-
Iol.- Diciamo che il nostro matrimonio e` giunto alla famosa
pausa di riflessione.-
Aut.- Mi dispiace.-
Iol.- E a me, no.. Facciamo il caffe`?-
Aut.- Siediti, ci penso io.-
Iol.- Ti aiuto.-
Aut.- No, siediti, lo faccio io. Potresti fidarti, almeno il
caffe` lo so fare bene.-
Iol.- Davvero? ( ironica) Allora vediamo un po'.-
L'autore esce da destra, mentre Iolanda, nell'attesa,
gironzola per il palco.-
Iol.- Perche` non ti sei mai sposato?- ( all'A. tra le
quinte).-
Aut.- ( affacciandosi) Cos'hai detto?-
Iol.- Ho detto: Perche` non ti sei mai sposato.-
Aut.- ( ironico) Questa e` veramente una domanda intelligente
e interessante. Sono contento che ella me l'abbia
fatto.- ( rientra)
Iol.- Dai non scherzare. Io di me, ti ho detto tutto. Cos'e`,
non ti fidi? Guarda che se hai segreti li terro` per me
e ..per la mia migliore amica..-
Aut.- Chi? Gisella? Cosi` li saprebbe tutto il mondo.
Poi, io non ho segreti..- ( affaccia il capo dalle
quinte).-
Iol.- E allora rispondi alla domanda.-
Aut.- ( entrando con le tazzine del caffe`) Beh, sara`
perche` , fin'ora, non ho trovato la compagna giusta.-
Iol.- E come dev'essere, per te, la compagna giusta? Grazie.
( prende una tazzina e beve un sorso di caffe`)-
Aut.- E` difficile da spiegare, perche` non e` chiaro
neanche a me. Ma ti assicuro che, incontrandola diro`:
E` lei! ( sorseggia il caffe`)-
Iol.- Eppoi?-
Aut.- Eppoi quella mi dira`: Senti bello, io sono gia`
sposata, gira al largo.-
Iol.- Tu mi prendi in giro.-
Aut.- No, sono serio, molto serio.( la guarda con occhi pieni
di desiderio)-
Iol.- ( ricambiando lo sguardo) Ti e` gia` capitato?-
Aut.- Qualche volta.. ( posa la tazzina e si avvicina alla
donna)-
Iol.- E.. lei? ( si lascia abbracciare)-
Aut.- Lei non disse nulla, e io non trovai il coraggio di
parlarle.. ( l'abbraccia forte)-
Iol.- Trovalo adesso, ti prego.. ( quasi sussurrato)-
Aut.- Gia` trovato..( la bacia )-
Iol.- ( ricambiando ) Spegni la luce..-
Le luci si abbassano e poi si spengono. Quando la scena
riprende, con luce di personaggi, Iolanda sara` gia` uscita e
l'A. e` in scena che legge e passeggia. Entra da sinistra
Guido. e` pallido, gli abiti sgualciti, e` sofferente, si
comprime l'addome.
Aut.- Guido Marranzano!-
Gui.- Lo sai? m'hanno ammazzato!-
Aut.- Si, lo so`..-
Gui.- E perche` lo hai permesso?-
Aut.- Perche` nella vita non c'e` solo il male, e l'odio
mortale, ma ci sono anche l'amore, e l'amicizia;
sentimenti che possono coesistere in quelle persone
comunemente considerate delinquenti. Tu mi servivi per
metterli in evidenza.-
Gui.- Capisco. E sai com'e` stato?-
Aut.- Dovrei saperlo, l'ho scritto io la tua morte.-
Gui.- Certo, certo..( entrano Amedeo, la Madre di Mario, e il
professore Attanasio) Io sono morto per salvare lui. (
indica Amedeo)-
Ame.- Me?-
Att.- Si, proprio cosi`. E` morto per salvarti.-
Ame.- Ma come sarebbe?-
Att.- Tutte le volte che organizzavano un attentato contro di
te, egli mi avvisava, ma tu non dovevi saperlo. Ed io
ti dirottavo, ti portavo nella parte opposta. Solo per
l'attentato che doveva avvenire durante il rinfresco,
nel corso del dibattito organizzato dal Comune, non
intervenni. In mia vece, ci penso`, molto
volenterosamente Vincenzo Nicotra, che bevve
l'aperitivo destinato a te..-
Mad.- Ha avuto il suo cappio, in cambio dei trenta denari.-
Gui.- Ma il capo l'ha saputo e m'ha fatto ammazzare, laggiu`,
nel garage di Mario Catanzaro, a Sorgenti Bianche.-
Ame.- Guido, chi ti ha ucciso?-
Gui.- Lui! ( indica Cece`, un sicario lungo e allampanato che
e` entrato in quel momento insieme a Mario e Gaetano) E
loro due gli hanno tenuto la candela. ( indica gli
altri due).-
Cambio di luci. Luce solo sulla parte destra del palco.
Guido si rimette in ordine, Mario e Gaetano gli si mettono ai
fianchi, Cece` si mette nell'ombra.-
Mar.- Eccoci arrivati, l'amico che ci attende e` laggiu`.
Cece`, vieni fuori, ti ho portato la persona che
aspettavi.-
Entra in zona luce Cece`. Tende la mano a Catanzaro, gliela
stringe, poi stringe la mano a Gaetano. Quindi si volge a
sinistra e a destra, infine da la mano a Guido. Gliela
stringe forte, poi, lesto come un fulmine, colla sinistra,
conficca un coltello nel ventre di Guido. L'omone, senza un
lamento, lentamente, sempre con la mano stretta da quella di
Cece`, si accascia al suolo, morto. Solo allora il sicario
gli mollera` la mano e si allontanera`.
Tutta la scena dovra` avvenire nel silenzio piu` assoluto.
Mar.- Gaetano, sistema tu sta faccenda. ( indica il cadavere)
Lavora bene e non te ne pentirai.-
Gae.- Don Mario, vi serviro` fedelmente..-
Mar.- Lascia perdere la servitu` e la fedelta`. Tu devi solo
ubbidire ai miei ordini.-
Gae.- Comandatemi, allora.-
Mar.- Fai sparire sta cosa fitusa! ( indica il corpo di
Guido)-
Cambio di luci. Luci d' autore. I personaggi saranno tutti
usciti, L'A. e` alla scrivania e scrive.
Aut.- Ed ora Gaetano Francia diventa Presidente dell'azienda,
al posto di Guido. E mi sembra che sia giunto il
momento di incastrarlo, proprio quando si sente
finalmente realizzato... Vediamo un po'..-
Cambio di luci. Luci di personaggi. Nella scrivania, al posto
dell'A., c'e` Gaetano Francia, presidente soddisfatto. Entra
la madre di Mario Pisani. Illuminare solo a destra.
Mad.- Buon giorno signor Presidente..(beffarda)-
Gae.- (Riconoscendola) Che volete da me? Fate uscire questa
donna!-
Mad.- Gaetano Francia, non avrete paura di una donna vecchia
e debole.. -
Gae.- Io non ho paura di nessuno. Vorrei solo sapere chi vi
ha fatto entrare. Poi, cosa volete da me?-
Mad.- Nulla Gaetano, nulla. Solo la tua morte..-
Gae.- La mia morte? Ma siete impazzita?-
Mad.- E` vero, sono pazza. Il dolore per la morte di mio
figlio, mi ha fatto impazzire!-
Gae.- Chi e` vostro figlio?-
Mad.- Chi fu, vuoi dire. Fu Mario Pisani!-
Gae.- E allora?-
Mad.- E allora adesso vedrai come una vecchia donna
addolorata, stanca e debole, ti fara` tremare.
Mio figlio mi diceva tutto, capisci? tutto!-
Gae.- Non vi capisco, e mi state pure seccando. Uscite da
qui, subito!-
Mad.- Usciro`, certo, usciro`, ma prima voglio far sapere a
questi signori ( la scena si illumina e la donna indica
tutti i personaggi, compreso l'A., che erano gia` in
scena, al buio. Essi sono: Attanasio, Catanzaro, Cece,
Amedeo.) voglio far sapere a questi signori, cosa mi
disse mio figlio il giorno prima che morisse.-
Gae.- Ma insomma, uscite! Fuori da questo ufficio! ( si
scaglia contro la donna spingendola verso le quinte)-
Att.- ( intervenendo e liberando la donna) Fermo Gaetano
Francia! Signora, vi prego, parlate.-
Mad.- Mi disse: Non temere per la mia vita, mamma. Ho un
amico nell'ambiente, si chiama Tanino Francia, ti
ricordi di lui? Io e lui, fino a qualche anno addietro,
a volte, la sera uscivamo insieme. Mi ha avvicinato il
mese scorso, e abbiamo parlato. Vedi mamma, Egli e` un
amico vero, e vuole combattere la malavita, vuole fare
giustizia, ma a modo suo, senza scoprirsi troppo, dal
di dentro dell'organizzazione. Mi fornisce notizie e
informazioni preziose.
Vai tranquillo Mario, mi ha detto, le spalle te li
guardero` io...-
Gae.- Pazza, siete pazza! Io non ho mai conosciuto vostro
figlio!-
Ame.- Lo conoscevi bene. Lo disse anche a me.-
Gae.- Volete incastrarmi?-
Att.- Sei gia` incastrato, Gaetano Francia. Hai scaricato
Mario dopo esserti servito di lui, hai tradito Guido
per prenderne il posto, e, insieme a chi sai tu, volevi
fregare Mario Catanzaro, il tuo boss. Ma qualcosa non
ha funzionato, caro amico. Noi abbiamo saputo tutto.-
Gae.- Non starete a sentire questi dementi, spero. ( A
Mario)-
Mar.- Staro` a sentire te. Cos'e` questa storia?-
Gae.- Ma sono pazzi, vi dico che sono pazzi furiosi!-
Mar.- Signora, vi prego, parlate voi..-
Entra in scena don Orazio, l'uomo anziano con il cappello
floscio e il bastone.
Mar.- Sabbendica don Orazio.-
Ora.- Salute, salute. Cosa succede qui? Ho sentito voci
concitate. Tutto bene?-
Mar.- Questa signora ci stava dicendo..-
Ora.- ( interrompendolo) Dopo, dopo. Prima fatemi conoscere
questi signori. Voi chi siete? (si rivolge all'A.)-
Aut.- Io sono l'autore di questo dramma.-
Ora.- Ah, l'autore? Bene, bene. Mi fa veramente piacere
conoscervi (gli stringe la mano). E voglio
complimentarmi con voi. Sapete, mi avete immaginato
esattamente come volevo essere io. Bravo!-
Aut.- Vi ringrazio per i complimenti, ma adesso, se non vi
dispiace, entriamo nel vivo del dramma. Vi presento una
persona che ha qualcosa d'importante da dirvi. (
accenna ad Attanasio)-
Ora.- ( guardando Attanasio con finta distrazione) E voi chi
sareste?-
Att.- Io sono! E sono colui che vi mandera` in galera, don
Orazio, integerrimo cittadino all'apparenza, ma capo
mafia di fatto!-
Ora.- ( all'A.) Ma chi e` questo matto?-
Aut.- E` il professore Attanasio..-
Ora.- U fruscagghiaru? Ma allora tutto si spiega. E` stato
sempre un visionario.-
Att.- Visionario? Statemi a sentire, nobiluomo, adesso
entrera` una persona che conoscete molto bene e..-
Ora.- Avanti, sentiamo quest'ultima sciocchezza.-
Att.- No, egregio signore, vedrete fatti, fatti nudi e
crudi.-
Ora.- Fatti? Illusioni! Perche` voi siete venditore
d'illusioni!
Per decenni avete illuso e corrotto, con la vostra
utopia, la coscienza di giovani allievi che venivano a
voi per sapere delle vicende umane. Si, li avete
corrotti!
Infatti sapevate benissimo che la vita e` differente
dal vostro modo di vederla e d'interpretarla, e avete
tentato lo stesso di presentarla, caparbiamente,
diversamente da quella che e`: una jungla!
Se questa non e` corruzione, mi dite allora cos'e`?-
Att.- Non parlate di corruzione. Proprio voi non dovete usare
questa parola.
La corruzione e` la vostra regina e attraverso lei vi
siete impossessato della citta`. avete imperversato,
nell'ombra, per piu` di vent'anni. Avete disposto,
comandato, preteso, giudicato e condannato.
Vi siete arricchito e avete arricchito chi vi ha
servito fedelmente. Vero Gaetano Francia? L'avete
indotto a tradire il suo capo, con il denaro, e con la
promessa di una grossa fetta di potere.
Volevate sbarazzarvi di Mario Catanzaro, intrallazzista
vecchia maniera, sanguigno, passionale, violento e
imprevedibile che, grazie ai suoi giovani
collaboratori, Guido e Gaetano, vi stava facendo troppa
ombra. Vero?
Vi dava solo fastidio, o vi stava impaurendo? Eh, don
Orazio?-
Ora.- Quest'uomo e` del tutto partito. ( fa cenno alla testa
che gira)-
Att.- Ma non sono pazzo, per vostra sfortuna.
Avevate architettato un bel piano: Gaetano dalla vostra
parte, Guido Marranzano morto, e Mario Catanzaro,
provocato prima da Mario Pisani e dopo da Amedeo
Sanguedolce, o morto o in galera. E ci stavate
riuscendo. Senonche` questa volta, avete commesso un
grosso errore di valutazione. Infatti, la prima esca,
il Pisani, era solo e ve lo siete giocato facilmente,
mentre Amedeo e` riuscito indigesto anche a voi,
perche`, per vostra sfortuna, aveva vicino a se molti
santi protettori, molti..-
Intanto che si svolge questo dialogo, Mario Catanzaro fa
cenno a Cece`indicandogli Gaetano. Cece` capisce al volo,
prende per un braccio Francia e lo spinge fra le quinte.
Gaetano si guarda attorno impaurito cercando aiuto, poi,
visto che nessuno si muove, segue, rassegnato e docile, il
suo carnefice. I due escono da sinistra.
Ora.- Ma signori miei, debbo ancora ascoltare le sciocchezze
di un'imbecille? -
Att.- Ed ora questo imbecille, vi dira` come ha scardinato la
vostra fortezza.-
Ora.- Mio caro Autore, mi dispiace, ma questo.. signore sta
andando oltre i limiti del vivere civile.
E` da mezz'ora che mi insolentisce, anzi, mi sta
infangando con delle cervellotiche accuse, e voi ve ne
state fermo li`, ad ascoltare, senza intervenire?-
Aut.- Don Orazio, il professore Attanasio e` una persona
degna di fede. Cio` che dice, o e` vero, oppure gli e`
stato dato per vero..-
Ora.- Debbo arguire che anche voi credete a queste
fandonie?-
Aut.- Io personalmente non credo a nulla. E` la trama del
dramma che si svolge sotto i miei occhi. Io sono
impotente spettatore.-
Ora.- Impotente spettatore? Ma lo scrivete voi il dramma,
oppure Pinco Pallino?-
Aut.- Lo scrivo io, gia`.. Pero` appena scritto esso e` gia`
operante e vive di vita propria.
Ma vi prego, ascoltiamo quello che ha da dire Attanasio
Sentiamo le sue accuse, e vediamo insieme se sono vere
o false.
Pazientate ancora un po', vi prego.-
Intanto Cece`, rientrando in scena, fa cenno a Mario
Catanzaro che ha fatto quello che doveva fare. L'A., quando
riprende il dialogo tra Orazio e Attanasio, si portera`
vicino alla scrivania e poi si siedera`sulla poltroncina.
Ora.- Va bene, aspettero`. Ma aspettero` solo pochi minuti,
dopo lascero` questo luogo dove si possono insultare i
galantuomini impunemente.
Allora, pazzoide, pur essendo indignato, sono curioso
di conoscere la vostra fantasiosa storia accusatrice.-
Att.- Niente storia, vi ho gia` detto, ma fatti.
Vi risulta che il vostro cameriere e` stato in galera
dal 1942 al 1943 per furto di generi alimentari? Bene,
io, in quel periodo ero detenuto per motivi politici, e
fui suo compagno di cella. Lo aiutai a superare certe
gravi difficolta` e diventammo ottimi amici. E quando
arrivarono gli alleati, fummo liberati insieme, perche`
lo feci passare per detenuto politico. Egli me ne fu
molto grato. E per disobbligarsi, o forse anche per
scaricare la sua coscienza, da un anno a questa parte,
ha risposto a certe mie domande e mi ha fatto avere
certi documenti..-
Ora.- Che idiozie..-
Att.- Idiozie? Entra Carmelo Bonanno!-
Da sinistra entra un anziano cameriere con delle carte in
mano che porge ad Attanasio.
Ora.- Carmelo? cosa ci fai tu qui`?-
Att.- Non vi agitate, don Orazio, porta solamente le prove
dei fatti con i quali avete circuito Gaetano
Francia..Mario Catanzaro, li volete leggere?-
Mar.- ( strappando i fogli e mettendoseli in tasca e,
contemporaneamente tirando fuori una pistola) Le
leggero` dopo, con calma. Per adesso chi si muove e` un
uomo morto! Cece`, perquisiscili. ( Cece` esegue, poi
fa cenno negativo e si pone dietro Mario) E che
pensavate che Mario Catanzaro fosse un minchione?
Ho riflettuto molto, sapete. Troppe coincidenze sul mio
nome e sui miei uomini, troppe. Mi stavate tagliando
l'erba sotto i piedi, caro don Orazio. Ma io ho preso
le mie brave precauzioni perche` sono un ignorante, ma
ho il naso fino, ed ho sempre avvertito in tempo la
puzza di bruciato.-
Ora.- Catanzaro, ma che cavolo state dicendo?-
Mar.- Dico che il dramma, per tutti voi, finisce qui.
Perche` adesso, non appena saremo usciti, le porte
verranno sbarrate e quindi scoppiera` un incendio che
distruggera` questo locale. Naturalmente sara`
attribuito al solito corto circuito, invece e` stato
prudentemente predisposto da me, Mario Catanzaro, nuovo
capo dei capi.
Siete in trappola, cari nemici. Salutiamo!-
Le luci si abbassano gradatamente, poi buio. Quindi luci d'A.
che e` seduto presso la scrivania ed e` pensoso. Entra
Iolanda.
Iol.- Ciao, a che punto sei?-
Aut.- A buon punto, ho quasi finito. Sto lavorando al colpo
di scena finale.-
Iol.- Sei deciso, quindi, d'andare fino in fondo?-
Aut.- Naturalmente.-
Iol.- Gia`, naturalmente. ( e` contrariata) Passami quei
fogli, per favore. ( si siede)-
Aut.- ( passando dei fogli) Ecco. Intanto leggi questa
battuta, ( indica quale) la vorrei inserire alla fine
del terzo atto.-
Iol.- ( legge ad alta voce) " Voi parlate, parlate, parlate.
Fate conferenze, dibattiti, tavole rotonde, e li`
fuori, intanto, decine, centinaia, forse migliaia di
giovani muoiono spegnendosi come candele. Candele fatte
non con la cera o la stearina, ma fatte di coca ed
eroina."
A chi la fai dire?-
Aut.- Al fruscagghiaru, prima del colpo di scena.-
Iol.- ( sfogliando il copione) Non e` possibile, c'e` gia`
quella del giovane che gli porta in visione il
manoscritto di un suo libro. Te la leggo:" Permettete
professore? sono Enzo Casella, vi ricordate di me? sono
stato vostro alunno al liceo. Sapete, ho scritto questo
libro, s'intitola " Mafiosi e no". Ecco, desidererei
ardentemente che voi lo leggeste, dandomi, poi, un
giudizio spassionato.
Poi, se non vi chiedo troppo, gradirei qualche parola
di prefazione."
Te la stai ricordando adesso?-
Aut.- Si, ricordo...Allora, vediamo un po`: la prima battuta
la potremmo far dire alla madre di Mario Pisani. Che ne
pensi?.-
Iol.- Credo che possa andare bene... Senti amore, ma perche`
non la smetti con questo dramma?
Tu fai ipotesi azzardate e fantasiose, ma loro le
credono vere, e ti hanno ripetutamente minacciato.
Vuoi veramente che passano ai fatti? Bada che quelli
non scherzano. Sono potenti e le loro braccia arrivano
dappertutto..-
Aut.- Chiacchiere!-
Iol.- E le chiami chiacchiere le telefonate anonime? E quella
dinamite trovata nella tua auto, la chiami chiacchiere?
Ma lo sai che secondo loro hai tre soli giorni di
vita?-
Aut.- Tre, quanti ne mancano al giorno del debutto del
dramma. Ma, vedrai, non succedera` nulla, stai
tranquilla.-
Iol.- Come puoi dirmi stai tranquilla se, testardamente, vuoi
andare ancora avanti..-
Aut.- Ma lo capisci che debbo farlo? L'ho promesso a Carlo
Farina, in punto di morte, quando mi rivelo` i suoi
sospetti e mi dette i nomi dei suoi informatori.
Giurai di vendicarlo. Ora non posso tirarmi indietro
per delle stupide minacce.
Eppoi, ci credo anch'io: Bisogna combattere questo
bubbone della societa` che si appresta ad impestare il
mondo con la droga. E per adesso catturano solo ragazzi
biondi, ma sono pronti a prendere nelle loro
strettissime maglie anche i guaglioni, i carusi, i
picciotti bruni e con gli occhi di carbone: i loro
stessi figli!-
Iol.- Anche qui? Ma che dici? E` assurdo!-
Aut.- No, non e` assurdo. La logica della droga e` uguale a
quella capitalistica. Secondo quelle leggi, bisogna
aumentare sempre la produzione affinche` cresca il
profitto. E allora e` vitale l'acquisizione di nuovi
mercati. E vige un imperativo categorico: dove non
c'e` un bisogno, creiamolo. E cosi` la gente,
appagandolo, consuma, consuma sempre, consuma di piu`,
consuma fortemente..si consuma!-
Iol.- Va bene, forse hai ragione tu. Ma tu sei solo uno
scrittore, non il giustiziere celeste. ( con rabbia,
poi con dolcezza) Ti prego, rinunzia, salva la tua
vita..-
Aut.- Non temere, sono protetto, guarda chi c'e` fuori: ci
sono i miei angeli custodi.-
Iol.- Me ne frego! Scorta o non scorta, hai fatto troppo
chiasso con questo lavoro. E se non la smetti, ti
dovranno uccidere per forza.. e lo faranno.
Ma sei ancora in tempo. Non fallo debuttare.-
Aut.- Ma proprio questo e` cio` che debbo fare. Non posso
dirtelo, ma qualcosa di grosso bolle in pentola.
Iol.- Cosa?-
Aut.- T'ho detto che non te lo posso dire.. almeno ora.-
Iol.- Stiamo insieme, debbo sapere.. -
Aut.- E proprio per questo che non te lo voglio dire. Tu devi
restare fuori da questa faccenda.-
Iol.- Voglio starti vicina, voglio aiutarti..-
Aut.- Iolanda, ti prego...( si porta la penna in bocca e
fissa il vuoto) Se tutto va bene, ripuliremo la citta`
dalla malerba..-
Iol.- ( facendo l'offesa) E va bene, non parlare.. e` questa
la fiducia..-
Aut.- Ma non si tratta di fiducia, ma di prudenza..-
Iol.- ( decisa) Me ne frego della tua prudenza!-
Aut.- Va bene, te lo dico. Ma sappi che agiro` da solo.-
Iol.- Okkay.-
Aut.- Il dramma deve andare in scena perche` deve servire per
provocare alcune persone altolocate, insospettabili, ma
che ci sono dentro fino al collo.
il Maggiore Grasso sta predisponendo delle trappole:
intercettazione telefoniche, pedinamenti, appostamenti,
con la speranza che alcuni di loro, spaventati,
facciano dei passi falsi.
Egli sa gia`, ma deve trovare delle prove, dei
riscontri..-
Iol.- E questo attraverso la tua provocazione?-
Aut.- Esatto.. Ma anche attraverso delle prove inconfutabili
per incastrare un pezzo grosso, che il fruscagghiaru
esibira` durante il colpo di scena finale.
Iol.- Hai delle prove certe? E su chi?-
Aut.- Ce li ho. E sono dei documenti che incastreranno,
probabilmente, il gran capo. Sono qui, in una busta
gialla sigillata, nel mio cassetto. ( indica quale)-
Iol.- E chi e` questo gran capo?-
Aut.- Neanch'io lo so. Il confidente che mi ha passato la
busta mi ha fatto promettere di aprirla sulla scena, al
momento del debutto, per avere il tempo di svignarsela
all'estero.-
Iol.- E se fosse un bidone?-
Aut.- Fin'ora non mi ha mai bidonato, ed io sono stato con
lui sempre di parola.-
Iol.- Dalla a Grasso, sara` piu` al sicuro..-
Aut.- Anche qui e` al sicuro, solo io, e adesso tu, sappiamo
della sua esistenza. E meno siamo e meglio e`..-
Iol.- Sospetti che qualche infiltrato, o una talpa..-
Aut.- Tutto e` possibile. L'hai detto tu stessa: Hanno le
braccia lunghe e arrivano dappertutto.
Eppoi e` giusto che agisca anch'io in prima persona,
senza lavarmene le mani.. Lo debbo fare anche in
memoria di Carlo Farina..-
Iol.- Amen.-
Aut.- Gia`, amen.. ( si concentra sul lavoro)-
Iol.- ( passeggiando ) Sai, quando quel nostro comune amico,
ci presento`, qualche mese fa, non potevo mai supporre
che ci saremmo messi insieme.
Ero disposta solo ad aiutarti nel tuo lavoro,
affascinata dalle tue qualita` di scrittore, nulla
piu`.
Poi, pian piano, forse perche` il mio matrimonio era in
crisi, forse perche` avevo bisogno d'affetto, forse
d'amore, forse tutti questi aspetti messi insieme, ed
ecco che quello che non si prevedeva e` accaduto.
Mi sono veramente innamorata di te. E tu di me.
Ora ci amiamo capisci? Ci amiamo!
E non voglio perderti.. Ti prego, viviamo serenamente
questo nostro amore, lascia tutto, inizia un nuovo
lavoro, partiamo insieme lontano. Non voglio esserti
vedova!-
Aut.- Mi dispiace.-
Iol.- Ti dispiace e.. basta?-
Aut.- Si.-
Iol.- D'accordo, d'accordo..d'accordo.. ( pensierosa e quasi
addolorata) -
Squilla il telefono lo prende l'A.
Aut.- Pronto?.. chi?. e` per te.(le passa il telefono)-
Iol.- Pronto? Ah, sei tu..Si, purtroppo ci sono veramente..
si, si non sono chiacchiere.. Ma che dici?..per forza?
Ma non si potrebbe.. non ci sono alternative?.. ma..
io veramente..( lunga pausa) Ho capito. Lo faro`! Ciao.
( chiude il telefono)-
Aut.- Chi era?-
Iol.- ( prima soprappensiero, poi scuotendosi) Era mio padre.
Ah, ti fa tanti saluti.-
Aut.- Grazie, molto gentile; anche se non lo conosco
personalmente, quando lo vedi, ricambia, per favore.
Gentile, veramente gentile..( quasi tra se)-
Iol.- Riportero`.- ( e` fredda)
L'A. si concentra nuovamente sul suo lavoro. Iolanda
gironzola in scena. Poi si avvicina alla scrivania, prende
delle carte, inizia a leggere, ma subito getta tutto su di
una sedia. Quindi accende una sigaretta, inizia a fumare
nervosamente, poi si porta dietro le spalle dell'A. e gli
accarezza la testa. L'A. Le prende una mano e gliela stringe.
Iolanda fa un piccolo starnuto e va a prendere la borsetta
dalla sedia, quindi estrae un fazzoletto e si pulisce il
naso. Infine si riporta dietro le spalle dell'A., prende
dalla borsetta una pistola col silenziatore, accarezza per
l'ultima volta la testa dell'uomo, gli punta l'arma sulla
nuca, e spara.
L'A., senza un lamento si accascia sul piano della scrivania,
(dove sara` stata predisposta una sacca di colorante rosso,
che col peso della testa dell'uomo, si schiaccera`,
macchiandolo di rosso) mentre Iolanda apre il cassetto,
prende la busta rossa e se la mette in borsa. Poi, dando
un'ultima occhiata all'uomo morto, spegne la luce, e a passo
svelto, esce di scena.
Sipario.

Nota: Secondo i casi, e a discrezione della regia, quando il
sipario si riapre per l'applauso, entreranno insieme tutti
gli interpreti del dramma, tranne Iolanda, mentre l'A. sara`
rimasto riverso sulla scrivania. Musica finale.
I personaggi, a turno, e di tanto in tanto, preoccupati, si
volteranno a guardare l'A.
Il sipario si richiudera` lentamente, mentre gli interpreti
si recheranno verso la scrivania e si metteranno attorno ad
essa. A soggetto gli attori faranno gesti di meraviglia, di
disperazione, di commozione. Poi, la madre di Mario urlera`!
Il sipario si chiudera` velocemente.
Alla riapertura, tutti gli attori saranno sul proscenio a
ringraziare il pubblico.
Fine.

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