SCENA I

I LUPI

(Antonio Pittani)

PERSONAGGI

NICOLA VARASDINE

ULINKA, sua moglie

IVAN, loro figlio

MARIUNKA URBANOFF

MICHELE LUWINSKJ

PIETRO FADEJEFF

LUCA PEREVICH

UN ISPETTORE DELLE GUARDIE

Epoca nostra Lazione si svolge in una misera casetta in un desolato paese della Russia asiatica.

SCENA I

NICOLA e ULINKA

NICOLA (si trover presso la porta di fondo e origlier. Poi si volger verso il pubblico e, dopo una breve pausa) Ulinka il lume si spegne.

ULINKA (si trover sul suo giaciglio, con dolore) Tutto, tutto si spegne, qui dentro: la speranza, come gi si spense ogni gioia, la vita stessa a poco a poco, con una straziante agonia. (si alza)

N!COLA (si lascia cadere con disperazione su una delle panche a destra)

ULINKA (prende presso la stufa un vaso e ne versa il contenuto nel lume. Poi, scuotendo il vaso) Domani non ne avremo pi.

NICOLA (con disperazione) Domani! Domani non avremo pi nulla, forse Ulinka, e forse (con lo sguardo al cielo) Ah, no: la fede non si spenta ancora.

ULINKA (si sieder nuovamente sul giaciglio, e dopo una. breve pausa) Verranno!

NICOLA Me lo assicurarono. Il pi restio, naturalmente, il pi facoltoso: Michele Luwinskj.

ULINKA (ha un sogghigno feroce) Michele LuwinskjMa!

NICOLA Gli altri, Pietro Fadejeff e Luca Perevich, mi assicurarono che faranno di tutto per indurlo a scendere nella nostra misera spelonca e ad accogliete con benevolenza la nostra domanda.

ULINKA (commentando dolorosamente) Michele Luwinskj, si degner di scendere fino a noi?

NICOLA (con sconforto) Ilnostro servo!

ULINKA Il nostroservo, colui che non vide mai alba senza poter dire: ieri non ho rubato(si morde una mano con rabbia) Ah, no Dio, no, non sei giusto.

NICOLA (leva il berretto e, rabbrividendo) Non bestemmiare, Ulinka, non bestemmiare: E il fato, Il fato.

ULINKA (continuando) Edora siamo noi, isuoi padroni. I suoi benefattori,coloro che lostrapparono dal fango in cui si avvoltolava, siamo noi che dobbiamo implorare da luiun aiuto.... per non morire difame, per evitar dl morire sulla strada come cani randagi (con un urlo) Ah, no, Dio: tu ci hai dato la vita, hai diritto di riprendercela, ma nonquello di farci soffrire: ma quali, quali peccati ci fai scontare!

NICOLA (si alza) Calmati, creatura, calmati, non inveire contro lapotenza celeste. Le nostre sciagure saranno laconseguenza d colpe che noi stessi ignoriamo davercommesso.

ULINKA Ma allora perch ci lagniamo! Perch non accettiamo la disavventura con rassegnazione! Perch tentiamo dalzare il capo contro il volere della provvidenza? Pure questa una colpa.

NICOLA (taliparole lo scuotono tutto, cerca una risposta e non la trova. Va a sedersi presso la stufa e pone la testa fra le mani)

ULINKA (commentando) Michele Luwinski!(stringe nervosamente le mani come se stesse strangolando qualcuno. - dopo una pausa) Ivan?(pi forte) Nicola?

NICOLA (comesvegliandosi) Eh, che vuoi?

ULINKA Dov nostro figlio Ivan?

NICOLA E andato da Dimitri Nikic il nostro padrone di casa, per tentare un accomodamento. Se non riesce, domani non avremo pi neanche questo tugurio.

ULINKA Non riuscir a nulla. Torner a noi pi sconfortato di prima e forse (sinterrompe, sbarra gli occhi e si scuote nervosamente)

NICOLA (in tono di rimprovero) Ulinka.

ULINKA Deve passare la forestai lupi, i lupi famelici, il loro latrato rauco lho qui nelle orecchie, mi par di vedere i loro occhi incandescenti, le ingorde fauci(ha un sussulto, porta le mani agli occhi e mormora dolorosamente) Ivan, lvan

NICOLA Riposati, Ulinka, riposati. Lavvilimento e la fame ti fanno delirare, ti uccidonoSii forte Ulinka: che San Pietro e San Michele ci diano la forza per resistere. (silascia cadere su,, di una panca ma subito tende lorecchio, si consola e, dopo un momento, con un grido di gioia) Ulinka qui, viene

ULINKA (si leva a sedere)

NICOLA (Va verso la porta e quando sta per poggiare la mano sulla maniglia, la porta si apre, entra Ivan)

SCENA II

Detti e IVAN

NICOLA E lui, sei tu!sei tu! (gli apre lebraccia e lo accoglie amorosamente)

IVAN (con passione) Padre mio! (si svincola, corre presso la madre)

ULINKA Mi ridoni la vita, lvan

IVAN Madre mia!

NICOLA (lo guarda e tentenna il capo con sconforto) In quale stato ridotto, povero figliuolo

ULINKA Temevo per te,Ivan, temevo che nellattraversare la foresta, avresti incontrato i lupi

IVAN E cos avvenne, madre mia: fu una lotta terribile.

ULINKA (rabbrividendo) Tremo al solo pensarci.

IVAN Ma anche questa volta sono riuscito vincitore.

NICOLA (guardando a terra) Ma sei ferito.

ULINKA (con spavento) Ferito?

IVAN No, non sono ferito.

NICOLA Ma sma non vedi queste gocce di sangue? (mostra limpiantito)

ULINKA Figlio mio

IVAN Questo strano.

NICOLA La gamba, la gamba.

IVAN (meravigliato) Gi, la gamba.

ULINKA (si leva con angoscia) E tu ce lo volevi nascondere. Bisogna fasciarelevati quelli stracci.

IVAN Non me nesono accorto affatto.

NICOLA Sei di bronzo: non hai avvertito nessun dolore.

IVAN (con passione) Come, padre mio, come posso sentire altri dolori all infuori di quello che mi domina tutto per gli indicibili sofferenze dei miei cari (leva gli stracci che tiene intorno alla gamba)

ULINKA (spaventata) Dio mio: e taceva, non diceva nulla.(gli fascia la ferita)

IVAN Erail meno che potesse capitarmi, madre mia. Sono stato assalito presso il margine della foresta di Klepedo, a circa venti verste da qui.

NICOLA Un eroe, figlio mio, sei un eroe

IVAN (sarcastico) Eroismo alimentato dalla paura, padre mio.

ULINKA (fasciandoli la gamba) Bestie infami.

IVAN Infami?Ma ragioniamo un poco, madre cara. Perchilupi, assalgono il temerario che azzarda sfidare la loro voracit o che,per una forzosa necessit della vita, costretto ad entrare nei loro domini? Perch sono dilaniati dagli stimoli della fame. Ma noi uomini non facciamo altrettanto forse?Oh noi siamo talvolta molto pi feroci, molto pifamelici dei lupi? La lotta per lesistenza ci rende malvagi, il desiderio ossessionante del possesso, lidea tormentosa della conquista ci rende bruti e ci sbraniamo vicendevolmente bevendo con avidit inumana il sangue dei nostri simili.

ULINKA (con ammirazione) giusto, giusto! (rimane pensierosa)

NICOLA Sante parole!

IVAN Chiperde e chi vince, chi trionfa e chi cade, tutto sta nel saper esser lupi e non vittime.

NICOLA S: la voracit degli uomini, talvolta pi terribile di quella dei lupi. Ecco: tu, grazie alla tua forza, alla tua energia, sei riuscito a difenderti e a sfuggire lorda famelica, mentre noi nella lotta che da anni combattiamo contro i nostri simili, non siamo riusciti mai a vincere. Sono persuaso che la lotta combattuta con i mostri dagli occhi fiammeggianti, sar stata meno aspra di quella combattuta con DimitriNikic, linumano nostro padrone di casa.

IVAN (con sconforto) Eccovi un esempio!

ULINKA (con disperazione) Nulla?, non acconsente?

IVAN (abbassa il capo e tace) -

NICOLA (fremente) Assassino!

IVAN Fu irremovibile: la notte di domani ci trover sulla strada. Ecco i veri lupi, madre mia.

ULINKA (silascia cadere sul giaciglio)

NICOLA (dopo una pausa, agitato) Per trenta rubli!Ma come, come avremmo potuto guadagnarceli? Si sono impossessati a poco a poco di ogni nostro avere, si sono coalizzati per rifiutarci lavoro, poich noi non abbiamo mai chiesto lelemosina a nessuno, volevamo lavorare, guadagnarci il pane con Il sudore della nostra fronte (con uno scatto desasperazione) Cristo

LUCA (Internamente) Nicola Varasdine.

NICOLA (ha un sussulto) Sono qui.Dio voglia chesiate apportatori dilietanovella, o uomini.

IVAN (fa per sedersi presso la stufa, ma si pente) No: il caldoper i signori (si sdraia presso la madre)

NICOLA (apre la porta)

SCENA III

Detti, Luca, Pietro, Michele

LUCA (entrando, piano a Nicola) Equi.

PIETROBuona sera, Nicola Varasdine.

NICOLA Siate i benvenuti. (chiude la porta)

MICHELE (guardandosi d intorno) Non si deve startroppo bene qui dentro.

ULINKA (frenandosi a stento) Anche loscherno, vigliacco.

IVAN (piano) Calma, madre mia, calma.

NICOLA (parla piano a Pietro)

PIETRO (aMichele) Mettiti vicino alla stufa.Michele Luwinski.

MICHELE (poggia le mani sulla stufa, poi con sarcasmo) Stufa?: questo un refrigeratore.

ULINKA (sussulta e si morde le mani per tacere)

MICHELE (siede presso la stufa).

LUCA(a Nicola) Neanche per accorrere presso mio padre morente, mi sarei posto in viaggio questa notte.

NICOLA (con calore) Grazie a te, Luca Perevich.

PIETRO In quanto a me, unaltra cosa, NicolaVarasdine: dopo unabbondante pasto ho assoluto bisogno di un po dimoto, diversamente faccio una cattiva digestione.

LUCA E dopoil moto, sarebbefelice di tornar a mangiare, io no: ionon posso mangiar molto e questa la mia infelicit.

NICOLA Sarebbe peggio se tu, potendo, non avessi da mangiare, Luca Perevich.

MICHELE (stizzito) Dunque? Non sono venuto qui al solo scopo di respirare laria malsana di questa spelonca.

PIETRO Parla, Nicola Varasdine.

LUCA Michele Luwinskjha gi appreso da noi quanto stai per dirgli, ma egli vuole che tu stesso gli dica

MICHELE E presto.

NICOLA (imbarazzato) Edal momento che sa

MICHELE (si alza di scatto) Andiamo.

LUCA e PIETRO Un momento.

MICHELE (brusco) La mia cavalla soffre sulla strada.

NICOLA (implorando) Un momento solo.

MICHELE E dunque parla.

LUCA e PIETRO Parla, parla Nicola Varasdine, parla.

ULINKA (con uno scatto) Parler io.

MICHELE (rude) Non confondo il mio alito con quello delle femmine.

IVAN Ma(fa per alzarsi)

NICOLA (impone alla moglie ed al figlio di tacere) Parler io, Michele Luwinskj, parler io.

MICHELE (siede) Sbrigati.

NICOLATu sei tanto ricco quanto noi siamo poveri e non ti deve meravigliare se, non potendo pi tirare innanzi, ci rivolgiamo a te per chiederti un aiuto.

MICHELE Quanto ti abbisogna?

LUCA e PIETRO (con calore) Parla, Nicola, parla.

NICOLA (imbarazzata) Almeno duecento rubli. Con questi si pagherebbero Dimitri Nikic, e si riscatterebbe parte delle nostre terre.

MICHELE Bene. E quale garanzia mi offri?

NICOLA (sbalordito). Garanzia? Te lho detto, noi non abbiamo pi nulla.

MICHELE (adirato) E dove vuoi trovare uno sciocco disposto a prestarti denarosulla parola? Mifai ridere ?

NICOLA Ma venendo qui, tu, Michele Luwinskj... sapevi benissimo

IVAN (salza)

MICHELE (ridendo) Certamente

NICOLA E allora perch sei venuto?

MICHELE Per sollazzo, per umiliarti, per riderti in faccia, Nicola Varasdine, mio ex padrone.

IVAN (con uno scatto) Ah, canaglia! (fa per lanciarsi su di lui)

MICHELE (pronto, lo respinge e, con una risata): Indietro, affamato,

ULINKA (si sar levata e, si lancer contro Michele nello stesso momento che Ivanricever da Michele una scudisciata) Ladro, non insultare le tue vittime!

NICOLA (si porr dinanzi al figlio e alla moglie, e col massimo disprezzo) Esci da casa mia, figlio di bagascia

MICHELE (fa per avventarsi su di lui, ma Pietro e Luca lo trattengono)

NICOLA (continuando) Dopo averci assassinati, dissanguati, sei venuto qui a gettarci in faccia lestremo insulto, ed io lo accolgo a fronte alta, vigliacco, figlio di

MICHELE Non insultare mia madre, miserabile,

NICOLA Tua madre? E tuo padre! di, chi fu?Lo conobbe tua madre? sei fango, sei fango

LUCA e PIETRO (a Michele)Andiamo, Michele Luwinskj.

MICHELE Ah, no, prima voglio...

IVAN Che vuoi, bastardo!

NICOLA (trattiene Ivan) No, Ivan ti farebbe imprigionare, a questo, a questo tende la sua perfidia.

IVAN (a Michele) Va, via.

MICHELE (scoppiando in una risata) Vado, Ivan Varasdine, ma ci rivedremo.

IVAN Via.(fa per lanciarsi su di lui, ma Nicola lo trattiene)

LUCA e PIETRO (spingono Michele verso luscio)

MICHELE (sulla soglia) A domani miserabili. (via)

SCENA IV

IVAN, NICOLA e ULINKA

IVAN (si lascia cadere su di una panca e scoppia in lacrime)

ULINKA (a Nicola) Ma perch non gli hai spaccato il cuore!

NICOLA Per te, Ulinka, per te. Mentre la mia mano veniva spinta dal furore in cerca del pugnale, avevo la tua immagine nelle pupille, ti vedevo abbandonata, senza appoggio, sfinitae con uno sforzo supremo, riuscii a dominarmi. (verso la porta) Prega per lei, Michele Luwiunskj

ULINKA Lodicevo io che sarebbe venuto nonspinto da unsentimento di piet, ma per deriderciper insultarci

NICOLA (fa un atto di rabbia e siede)

IVAN Padre mio, madre: questo non il momento di darsi alla disperazione.

NICOLA E che ci rimane da fare, a chi vuoi ricorrere?

ULINKA (lugrubemente) Alla morte!

IVAN (con terrore) No, no!

ULINKA Ah no, tu no, Ivan, tu puoi, tu devi vivere, hai innanzi a te una intera esistenza e forse, quando noi non saremo pi, tu libero finalmente di pensare ai casi tuoi, riuscirai ad importi. Se non ci fossimo stati noi, tu, cinque anni fa, ti saresti recato in Francia, comera tuo desiderio e forse col avresti trovato la tua strada.

IVAN (con dolore) Non dir di pi, madre mia, non dir di pi. (scoppia in lacrime)

ULINKA (lo bacia commossa) Ivan, mio Ivan.

IVAN Ma perch dichiararci vinti. (con entusiasmo) Ah, no, continuiamo a lottare e quanto pi aspra sar la lotta

NICOLA (interrompendolo) Contro chi, Ivan! contro chi vuoi lottare ?

IVAN Contro tutto e contro tutti. (pausa)

NICOLA (tentennando il capo) Per lottare indispensabile essere vivi, e noi non siamo pi che dei morti. Domani allalba dovremo abbandonare questo tugurio che conobbe tutte le nostre sofferenze; dove andremo? abbandonare il paese, forse? ma con quali mezzi? Chi ci aiuter! Il tentabile, lo abbiamo tentato! Lunica cosa clic ci aspetta la fame, forse la deportazione come vagabondi e

ULINKA (come fra se) Morte, Morte!

Tutti e tre abbandonano il capo con sconforto)

(Si udr in lontananza il tintinnio argenteo di una sonagliera. Questo avanzer gradatamente fino a farsi distinto come se il cavallo che reca la sonagliera, si avvicinasse alla casa. Il suono cesser e, un momento dopo, si busser alla porta)

IVAN (con uno scatto) Hanno picchiato.

NICOLA Chi pu essere?..... Che Michele Luwinskj? (con spavento) La polizia forse?

IVAN (con un doloroso respiro) E ben venga: col non ci lasceranno morire dalla fame.

(si ode bussare)

IVAN Apri, padre, apri.

NICOLA (presso alla porta) Chi , che a questora bussa alla casa del dolore?

MARINKA(internamente) Per piet, aprite.

NICOLA (ad Ivan, meravigliato) Una donna? (apre)

SCENA V

MARINKA e Detti

MARINKA Cristiani non mi rifiutate ricetto. Sono giunta qui con una troica ma le cavalle sono stanche e non si sostengono pi sulle gambe: come potrei avventurarmi in tali condizioni ad attraversare la foresta?

NICOLA Sorella noi non possiamo offrirti che il riparo in questa squallida spelonca: non abbiamo letti perch tu possa riposare le stanche membra, la nostra dispensa vuota e non potremmo sfamare neanche un uccellino.

MARINKA Non ho bisogno di nulla, fratello in Dio; lascia chio passi la notte accovacciata presso la stufa: domani allalba una troica verr a prendermi, e partir. (con dolore) Mi respingi!

NICOLA No, rimani: nella casa di Nicola Varasdine nessuno stato mai discacciato: rimani!

MARINKA (con calore) Grazie a te e alla beata Vergine Santissima (presso la panca): Mi accomoder su questa panca!

NICOLA Fu lungo il tuo viaggio?

MARINKA Abbiamo percorso senza posa pi di 50 verste.

NICOLA E in una troica: devi aver le membra indolenzite. (chiama) lvan.

IVAN (alzandosi) Ho compreso padre mio. (esce dalla sinistra)

MARINKA Il mio nome

NICOLA (interrompendola) Non te lo chiedo, sorella. Chi tu sia a me non preme di sapere.

MARINKA Ma il tuo si, me lo devi dire onde io possa benedirlo.

NICOLA (fa un gesto con la mano come per dire: no, grazie non occorre)

ULINKA (si agita gemendo dolorosamente)

NICOLA (accorre presso di lei) Calmati, Ulinka, calmati per lamor del cielo che i tuoi dolorosi lamenti mi straziano il cuore.

ULINKA (con uno spasimo) Ho fame.

MARINKA(con dolorosa meraviglia) Ha fame?

NICOLA (con un urlo) Muore dalla fame!

MARINKA Creatura di Dio! (depone sulla panca la sua valigia) Tu generosamente mi accogliesti in casa tua, permetti fratello che io toffra parte delle mie provviste da viaggio.

NICOLA Fu Dio a mandarti!

MARINKA (leva dalla valigia un grosso pezzo di pane e un pezzo di carne e lo da premurosamente ad Ulinka) A te, a te, mangia (si siede sul giaciglio)

ULINKA (afferra il cibo e addenta il pane con voracit)

IVAN (rientra con un saccone di paglia e lo depone sulla panca; poi la ricopre con una coltre)

NICOLA (che si sar seduto, commenter lugubremente) I lupi sbranano per satollarsi

MARINKA (rialzandosi) Povera creatura. (a Nicola) E tu? tu pure avrai bisogno

ULINKA (chiama) Ivan

IVAN (accorre e, vedendo la madre che mangia, si rivolge alla Marinka e, commosso) Grazie.

ULINKA Ivan

IVAN Sono qui, madre mia.

ULINKA (gli offre un po di cibo) Mangia.

IVAN No, non privartene non ho fame, io!

ULINKA Mangia.

IVAN (prende il cibo) grazie (piano al padre) A voi padre, a voi.

NICOLA (rifiuta energicamente)

MARINKA (offre a Nicola un po di cibo)

NICOLA (lo rifiuta) No, grazienon voglio privartene.

MARINKA Te ne prego, accetta.

NICOLA (la prende di scatto e mangia con avidit)

MARINKA (presso il saccone) Ah; no, questo no. Fratello fa che si corichi qui quella povera creatura. Io andr al suo posto.

NICOLA Riposa, riposa; non pensare a noi, che ormai siamo abituati. Riposa.

MARINKA Ma

ISPETTORE (internamente) Nicola Varasdine.

IVAN e NICOLA (sussultano)

ISPETTORE Apri, cane.

IVAN (apre)

ISPETTORE (sulla soglia) Finalmente. E venuta in casa vostra una forestiera.

MARINKA (premurosamente) Sono io.

ISPETTORE Chi sei, da dove vieni, dove vai? Hai i documenti in regola?

MARINKA Tutto in regola. Sono rimpatriata dallAmerica dopo dieci anni dassenza. (apre la valigia)

ISPETTORE Viaggi sola?

MARINKA Sono vedova. (gli porge un libretto e alcune carte)

ISPETTORE (consultando i documenti) Hai fatto bene a fermarti: nelle vicinanze stan cacciando torme spaventevoli di lupi, E te ne vai?

MARINKA Allalba.

ISPETTORE Ora lasciami esaminare il contenuto della tua valigia.

MARINKA (contrariata) Ma

ISPETTORE Andiamo: non ho tempo da perdere, io. (caccia le mani nella valigia e, oltre ad alcuni capi di vestiario, alcune scatole ecc. ecc., leva un portafogli lo apre con avidit) Per san Sergio, quanto danaro!

MARINKA La sostanza di mio marito.

ISPETTORE Beata te, riponi, riponi pure (andandosene) E attenta ai lupi, Marinka Urbanoff: con tanto danaro sarebbe un peccato finire nelle loro famelicbe gole! (via)

(Nicola e Ivan avranno seguito col massimo interesse il dialogo fra llspettore e Marinka, e si saranno scambiati impercettibili sguardi. Quando Marinka riporr la valigia sotto la panca che le serve da letto, la seguiranno con lo sguardo).

MARINKA Amici miei; fate che quella poveretta si metta al posto destinatomi.

NICOLA Coricati, e riposa in pace.

MARINKA Come volete. (si corica e si ricopre. Prima si fa il segno della croce)

IVAN Mamma, alzati, mettiti presso la stufa.

NICOLA Ulinka, qui geleresti. (aiutato da Ivan la sollever)

IVAN (quanto sua madre in piedi, solleva il giaciglio e lo depone alla parte destra della stufa)

NICOLA (conduce la moglie presso il giaciglio, ve ladagia e la ricopre. Poi si scosta dal figlio, da unocchiata al letto di Marinka e quindi volge lo sguardo verso Ivan ch molto preoccupato.Lo raggiunge piano, piano e, sottovoce) Quel tuo sguardo, Ivan.

IVAN Silenzio, padre mio.

NICOLA Ho letto sai,il tuo pensiero.

IVAN (piano) Partirebbe domani mattina allalba e

NICOLA (dopo un momento di pausa, stringendosi paurosamente presso li figlio) Fu il demonio, Ivan, a suggerirti tale mostruosa idea.

IVAN La fame, la fame

NICOLA (con molto orgasmo) Ma tu credi che

IVAN Andiamodi l, padre.

NICOLA Non so che cosa sia, sento un ronzio nelle orecchie

IVAN (abbassa la fiamma del lume, poi prende il padre per un braccio) Non faremmo che riprenderci quello che, ci hanno rubato

NICOLA (c. s.) Le tempie mi martellano.

IVAN (gli impone silenzio. - Prende il piccone che si trova presso la porta, quindi afferra il padre per un braccio, e se lo trascina dietro. Presso la porta di destra) Nellorto, nellorto (via)

SCENA VI

ULINKA e MARINKA

ULINKA (dopo una pausa. Si leva di scatto a sedere grida convulsivamente) No, Ivan, Nicola, no .. (ansa, geme affannosamente)

MARINKA (sollevandosi a sedere) Che succede?

ULINKA (c. s.) Fermateviinsensati(con un urlo) Noooo(si leva in piedi)

MARINKA (balza in piedi, con spavento) Chi , chi grida? (vede Ulinka, le accorre dappresso) Sorella!

ULINKA (si scuote, sbarra gli occhi e con terrore) Tu, tu! (la afferra per le braccia)

MARINKA (amorosamente) Hai sognato?

ULINKA Un brutto sogno.

MARINKA Calmati, sorella. calmati. (la conduce presso il suo letto e la f sedere) E la debolezza, lo sfinimento(siede sai letto)

ULINKA (sotto il dominio del sogno) Te ne andrai prestoda questa casa?

MARINKA (con dolore) La mia presenza ti dispiace tanto?

ULINKA (con trasporto) No. (si rovescia sul letto e, angosciosamente) Questa la casa del dolore, la casa del martirio... Soffro tanto, sorella

MARINKA Tutto ha un fine, a questo mondo, come le gioie anche i doloririposa, riposa. (le solleva le gambe e la depone sul letto, poi la ricopre) Povera infelice!

ULINKA (delirando) Si guazzava nelloroCanaglia: sei tu che ci hai privato di tutto I lupi!

MARINKA (volge gli occhi al cielo, tentenna il capo, si guarda dattorno e poi si sdraia sul giaciglio di Ulinka) Comesono stanca. (sbadiglia, rabbrividisce dal freddo e sospira forte)

ULINKA (sognando) Tu, tu fosti senza piet... Venne ancora. .. ma verr il giorno... Assassino... (continua a mormorare parole incomprensibili)

SCENA VII

Dette NICOLA e IVAN

NICOLA e IVAN(entrano piano, piano si sorreggono vicendevolmente, si guardano dattorno, si consultano con lo sguardo)

IVAN (piano) E la nostra volta, padre mio.

NICOLA (come fuori di s) Gi, gli altri

IVAN (gl impone silenzio)

NICOLA (estrae un coltello, si avvicina piano, piano al letto sul quale crede riposi sempre Marinka, solleva la mano armata, fa per abbassarla, si pente, gestisce per dimostrare il suo orrore)

IVAN (piano) Andiamo, nessuno sapr nulla.

NICOLA La nostra coscienza?!

IVAN Io nonla ho pi.

NICOLA Ma

IVAN Presto,giDomani si parte!

NICOLA (guarda ossessionato il corpo di Ulinka)

IVAN (fa per torgliergli larma) A me, a me

NICOLA No, tu no

IVAN Presto.

NICOLA (solleva nuovamente larma, mena un terribile colpo sul corpo di Ulinka)

ULINKA (emette un gemito doloroso) Ah!

NICOLA (si lascia cadere ginocchioni e spia se Ulinka si muove)

IVAN (dopo una breve pausa) Efinita!

NICOLA (come impazzito) E il principio!

IVAN Presto, su, presto, padre mio.

NICOLA (c. s.) S presto, presto, la finitala fossa pronta

IVAN (nervosamente) Prestoooo.

NICOLA Qui, qui, sono qui(dopo un momento di nervosa titubanza, afferra Ulimka per le spalle. Ivan la prende per i piedi ed entrambi la sollevano)

IVAN (con un filo di voce) Piano, piano

NICOLA (ripetendo inconsciamente) Piano, piano (escono dalla destra)

SCENA ULTIMA

MARINKA e poi NICOLA

MARINKA (sospira forte. - Si volge sullaltro fianco - molto agitata, solleva il capo: si guarda dattorno) Questa agitazione. .. (commentando) Povera gente La fame?Quante sofferenzeIn questa casa sperduta fuori dellabitatoQuesto silenzio mi mette i brividiE quella povera creatura? (si leva, si passa le mani sugli occhi)

NICOLA (entra rinculando, chiude la porta) La valigia

MARINKA (fra s vedendolo) Povero disgraziato!

NICOLA (si volge, vede Marinka, emette un urlo, indietreggia terrorizzato)

MARINKA Ma perch ?

NICOLA (cade ginocchioni) Tu, tuno, non avvicinartifantasma

MARINKA (alzandosi) Fantasma?

NICOLA (con un urlo) No,no. (si sente stringere la gola) Perdono! (si strappa il collare) Indietro

MARINKA(sbalordita) Fratello

NICOLA Sono un assassino (esce correndo dalla comune) Sono un assassino (fuori) Sono un assassino!

MARINKA (sgomenta, da unocchiata al letto di Ulinka; emette unesclamazione e indietreggia terrorizzata) Dio mio!

    Questo copione è stato visto: