I miei migliori amici

I MIEI MIGLIORI AMICI

di Gianluca Fiorentini


PERSONAGGI

Saverio

Dante

Cirano

Shakespeare

Antonio

Samantha

Brighini

Giulia


ATTO I

SCENA 1

Saverio da solo in scena a sipario chiuso. Cadenza napoletana.

Saverio: Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ch la diritta via era smarrita. Ahi quanto a dir qual era cosa dura esta selva selvaggia e aspra e forte che nel pensier rinova la paura!

oppure:

Essere o non essere; questo il problema: se sia pi nobile d'animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi delliniqua fortuna, o prender l'armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli.

o altrimenti si potrebbe dire:

Ma poi che cos un bacio? Un giuramento fatto un poco pi da presso, un pi preciso patto, un traguardo che insieme un avvio, un apostrofo rosa messo tra le parole tamo.

Bello eh questa poesia nella sua massima espressione il pi bello? E come si fa, impossibile a dirsi. E come chiedere ad una mamma, qual il figlio che preferisce non cosa larte cos: pu dipendere anche dai momenti, dal tuo stato danimo no, non voglio ammazzarvi con una disquisizione dotta sulla letteratura e neanche recitarvi la compilation il meglio della letteratura mondiale degli ultimo 20 secoli no, no niente di tutto questo ho visto la signora l che diceva al marito, u ma abbiamo sbagliato spettacolo e il signore che aveva gi la palpebra a mezzasta non voglio parlare di letteratura anche se la letteratura, la poesia la vera passione della mia vita, io non lascio passare neanche un giorno senza aver letto almeno una pagina di un bel libro. Di qualunque epoca, di qualunque genere certo ho le mie preferenze: i grandi sono sempre i grandi, si contano sulle dita di una mano ma limportante leggere: io quando leggo mi calo completamente in quel mondo e mi dimentico di tutto il resto. E oltre che a leggere, mi diletto anche a scrivere, piccole cose, qualche poesiola, qualche racconto breve, niente di che anche se il mio grande sogno scrivere un romanzo eh chiss per la cosa importante che solo quando leggo o scrivo mi sento veramente soddisfatto cos e forse proprio per questo, in un certo senso, proprio lo scrivere il fulcro di questa storia o forse lamore la vita stessa a pensarci non so bene di cosa parli questa storia incasinata assai, ve ne accorgerete. difficile da raccontare sempre la signora l mi guarda come dire ma allora che siamo venuti a fare?, no signora, non si allarmi, che questa storia cos difficile da raccontare a parole, che secondo me il modo migliore farla raccontare a questo gruppo di guitti da baraccone che sta qua dietro e del quale mi onoro di fare parte.

Giulia: (da dietro le quinte) Vogliamo cominciare s o no?

Saverio: Eccola, e questa Giulia: milanese purosangue si fa per dire ora meglio che vada senn so mazzate! Ci vediamo fra un po cos ci facciamo altre due chiacchiere. A dopo. E buon divertimento

Buio. Musica.


SCENA 2

Sipario. Ufficio della SVP. Seduti, sorseggiando una tazzina di caff, Saverio e Antonio fanno due chiacchiere prima di iniziare il loro turno di lavoro.

Antonio: E fai presto tu. Con la moglie che fa la presidentessa della Peroni!

Saverio: S la presidentessa!

Antonio: Comunque mi vuoi dire quello che mi volevi dire, s o no? E fai presto che fra un po arriva Brighini che quello gi ce lha con noi

Saverio: Ma tu mi vuoi fare andare di traverso lunico caff della giornata che mi bevo in grazia di Dio. Adesso me lo vuoi spiegare che centra quel figlio di buona donna di Brighini col discorso che stavamo facendo?

Antonio: Sshh parla piano che quello ti sente!

Saverio: Ma se non ancora arrivato

Antonio: Chi?

Saverio: Brighini.

Antonio: Brighini non ancora arrivato? Vieni qua.

Saverio: Che c?

Antonio: Vieni qua.

Saverio: Ma che vuoi?

Antonio: Ti vuoi avvicinare o no?

Saverio: (Saverio si avvicina) Oh, ecco qua! E allora? (Antonio colpisce Saverio con un coppino sulla nuca) Ma ti sei impazzito?

Antonio: Lho fatto per il tuo bene.

Saverio: Ma che bene e bene. Mi hai fatto rovesciare tutto il caff si vede che stamattina sto benedetto caff proprio non me lo devo bere.

Antonio: Sappi che Brighini, anzi il Brighini arriva sempre per primo, praticamente apre lui lazienda.

Saverio: Eh vabbu

Antonio: E soprattutto sente tutto e sa tutto di tutti.

Saverio: Anto ma non sar il caso di avvertirlo, il Brighini, che le intercettazioni non si possono pi fare?

Antonio: Tu ci scherzi ma sappi che se ha fatto carriera e oggi il responsabile di tutto lufficio spedizioni della SVP dico: tutto lufficio spedizioni della SVP, proprio per questo motivo.

Saverio: Anto, tutto lufficio spedizione della SVP consta di ben tre persone, noi compresi. Tu ne parli come se fosse la Coca Cola! E intanto il caff stamattina praticamente non me lo sono ancora preso.

Antonio: Save, il caff di quel aggeggio infernale che c la fuori, se non lo prendiamo proprio tutti i giorni, meglio, dai retta a me.

Saverio: Lo so, ma il rito senza la tazzulella di caff non riesco ad iniziare la giornata una cosa psicologica.

Antonio: Io questo lo capisco ma qui pi che una cosa psicologica una cosa fisica, anzi gastrica: questo liquame che ci ostiniamo a bere tutte le mattine una raro caso di brodo primordiale sopravvissuto al passare delle ere geologiche! Un bolo alimentare di origine chimica e meccanica che continua a fermentare

Saverio: E per piacere, ma che successo ieri sera? Hai dormito male? Hai passato un brutto fine settimana? Gi oggi luned, poi tu mi fai i racconti di Dario Argento, il brodo primordiale, il bolo alimentare e che fetenzia!

Antonio: E vabb ma poi di che stavamo parlando?

Saverio: Quando?

Antonio: Prima

Saverio: Prima quando?

Antonio: Prima, prima!

Saverio: Ah, prima prima del caff.

Antonio: Il caff?

Saverio: Il caff.

Antonio: Non mi pare

Saverio: Ma come no il brodo primordiale, il bolo alimentare

Antonio: No, dicevo prima ancora!

Saverio: Prima del caff?

Antonio: Eh!

Saverio: Di Brighini.

Antonio: Di Brighini?

Saverio: Di Brighini.

Antonio: Non mi pare

Saverio: Tu dicevi che sa sempre tutto e che ha fatto carriera

Antonio: S, quello s ma prima

Saverio: Eh, prima qui arriviamo alla preistoria

Antonio: Madonna quando non mi ricordo le cose

Saverio: Quelle lo fanno.

Antonio: Chi?

Saverio: Le cose, lo fanno.

Antonio: Che fanno?

Saverio: Chi?

Antonio: Le cose.

Saverio: Quali cose?

Antonio: Come quali cose? Quelle che lo fanno

Saverio: E che fanno?

Antonio: Ah vabb, oggi siamo partiti male. Tu mi farai uscire pazzo. Cho le orecchie che mi fischiano e ancora devo iniziare al lavorare!

Saverio: Eh quelle lo fanno (Antonio lo guarda con fare minaccioso poi allimprovviso:)

Antonio: Ecco! (gli venuto in mente che parlavano di Giulia)

Saverio: (voltandosi dallaltra parte come se fosse entrato qualcuno) Chi ?

Antonio: Chi c? (guardando nella stessa direzione)

Saverio: Non lo so!

Antonio: E arrivato Brighini?

Saverio: Ma non era gi arrivato?

Antonio: Dovrebbe. Magari oggi ha fatto tardi a casa, con la moglie.

Saverio: La moglie di Brighini? Ma se quello single.

Antonio: Che ?

Saverio: Single!

Antonio: Brighini

Saverio: Single.

Antonio: Non lavrei mai detto sembrava cos mascolino, virile, autoritario invece

Saverio: Perch i single non possono essere mascolini, virili e autoritari?

Antonio: S e chi dice niente... per in genere

Saverio: Anto, ma che hai capito: single un termine inglese. Letteralmente vuol dire singolo, in pratica sta da solo, scapolo!

Antonio: Scapolo! E d le cose come stanno. Mi dici single, io che ne so

Saverio: Sei un pozzo di San Patrizio dignoranza.

Antonio: Ha parlato la tregatti!

Saverio: Chi ha parlato?

Antonio: La tregatti, lenciclopedia. E sei un pozzo di San Patrignano dignoranza pure tu per eh!

Saverio: Antonio, io non ce la faccio a starti dietro. Sei troppo per me.

Antonio: Non ti preoccupare, ti aiuto io.

Saverio: Mi sa che meglio di no.

Antonio: Comunque che stavamo dicendo?

Saverio: Unaltra volta? Figlio mio, ma tu sempre al passato devi guardare? Sei giovane, pensa al presente, al futuro!

Antonio: Ma quale futuro ah s stavamo parlando di Giulia: la presidentessa della Peroni!

Saverio: Appunto, primo non presidentessa.

Antonio: Poco ci manca.

Saverio: Secondo non lavora alla Peroni.

Antonio: Ah no?

Saverio: Lavora alla Carlsberg.

Antonio: Com?

Saverio: Carlsberg.

Antonio: E quando lha lasciata la Peroni?

Saverio: Anto, Giulia alla Peroni non cha mai lavorato.

Antonio: Sei sicuro?

Saverio: Sissignore. Vuoi che non sappia dove lavora la mia fidanzata!?

Antonio: Se sei sicuro comunque, devessere duro lavorare coi tedeschi

Saverio: Danesi.

Antonio: Ah danesi sei sicuro?

Saverio: Sono sicuro.

Antonio: Carlsberg mi sembrava pi un nome tedesco: Ja Carlsberg comunque lorigine sar tedesca

Saverio: Vabbu ma dobbiamo parlare della birra o ci possiamo concentrare su miei problemi, no perch io dovrei anche andare a fare un po di consegne eh

Antonio: Con calma

Saverio: S con calma, per io te ne avevo accennato per un consiglio senn qua

Antonio: Hai ragione, senn gli amici che ci stanno a fare raccontami tutto (si mette una sciarpetta viola intorno alle spalle)

Saverio: S, io ti racconto tutto ma levati questa cosa che mi sembra di confessarmi.

Antonio: E quello per la cervicale, in questufficio ci stanno certi spifferi

Saverio: Comunque, non stiamo passando un bel periodo, io e Giulia. Io sono contento che le cose le vadano bene al lavoro: in poco pi di un anno ha avuto: la promozione, il cellulare, laumento di stipendio, linquadramento, il bonus di produzione, la macchina

Antonio: Oh ma vuoi vedere che la tua fidanzata invece che alla Carlsberg, lavora al Superenalotto?

Saverio: S tu ci scherzi. Ma non sono tutte rose e fiori.

Antonio: E dove sarebbero le spine? Non ti piace il colore della macchina?

Saverio: No, non mi piace che arrivi sempre pi tardi a casa la sera, che mi tocca cenare quasi sempre da solo, che quando arriva si fa una doccia e vuole andare a dormire perch stanca eh Anto tu capisci, ormai non si trova pi il tempo per niente dico niente!

Antonio: Eh per quello al limite c il fine settimana.

Saverio: Ma qua fine settimana: negli ultimi due mesi avremo passato insieme s e no una paio di domeniche. O c da preparare una riunione, o ci sono le fiere o arriva qualche danese dalla Danimarca

Antonio: I danesi sempre dalla Danimarca arrivano vabb comunque secondo me devi portare pazienza: quella adesso ha avuto la promozione e per forza si deve far vedere volenterosa, si deve mettere in evidenza, le grandi aziende funzionano cos, mica sta alle poste e poi vedrai che quando verr (fa il gesto di cullare un neonato) si dar una calmata. E naturale.

Saverio: Eh io proprio a quello penso. Prima ne parlavamo, facevamo progetti, pensavamo di andare in affitto in una casa pi grande, addirittura di comprarla

Antonio: Emb?

Saverio: Emb, da quando diventata dirigente, fine della discussione. Non se ne parla pi.

Antonio: Ma gliene hai parlato?

Saverio: Di cosa?

Antonio: Del fatto che non parlate.

Saverio: E come no?! Dice che in questo momento ha altre priorit.

Antonio: Ha altre?

Saverio: Priorit.

Antonio: Priorit e allora la faccenda grave

Saverio: Lo so.

Antonio: Quando le donne hanno le loro priorit

Saverio: E non finita: adesso non le vado pi bene neanche io. Dice che mi devo dare una mossa, che non siamo pi ad Afragola, che mi devo adeguare alla nuova realt metropolitana, alla locomotiva dItalia. Dice che ci vuole pi grinta, pi energia. Devo essere pi ambizioso. Pensa che una volta mi diceva che si era innamorata di me perch scrivevo poesie. Adesso ogni volte che mi vede al tavolo intento a scrivere o a leggere, sai che mi dice? (Antonio fa cenno di no con il capo).

Saverio: Ma hai proprio tempo da buttare via tu eh!?

Antonio: E grave grave gravissimo

Saverio: Lo so non ce la faccio pi ma stasera c la prova del nove: sai che giorno oggi?

Antonio: Purtroppo luned.

Saverio: S, per un luned particolare: oggi il nostro anniversario e invece di uscire, abbiamo concordato che le avrei cucinato una super cenetta come solo io so fare con tutte le cose che le piacciono: pasta alla norma, fritto di paranza, melanzane alla parmigiana, crocchette di patate, mozzarelline di bufala, tiramis al limoncello

Antonio: Questo non una cena, una dichiarazione di guerra!

Saverio: Quando finisco il turno, passo allEsselunga a fare la spesa e poi tutto il pomeriggio ai fornelli. Hai capito? Se anche stasera arriva tardi

Antonio: Se posso dire la mia (entra Brighini).

Brighini: (parlata tipicamente meneghina) Eccoli qui: Tot e Peppino in trasferta in Padania.

Antonio: E meglio che non la dico

Brighini: U Cutolo, guarda che sono le 9 e 07 e il turno iniziato. Siam mica qui a pagarti lo stipendio per berti la tua tazzulella e caf. Capito? E lo stesso vale per Lino Banfi dei poveri. Scattare, su! Che le raccomandate non aspettano e qui a Milano le raccomandate sono mica le donne che hanno un aiutino per farsi assumere! Capita la battuta?

Saverio: Capita la battuta?

Antonio: Bella

Saverio: Divertente bravo. Mai pensato di fare cabaret?

Brighini: Prendi meno in giro e comunque sappi che io allo Zelig farei la mia porca figura!

Saverio: Pi che una porca figura, una figura e merd (Antonio tappa la bocca a Saverio).

Brighini: Senti Peppino De Filippo, tu mi stai sullo stomaco da quando ti conosco. Sappi che sto solo aspettando loccasione per buttarti fuori. Fai solo, non dico una cavolata, ma una piccola distrazione, un ritardino magari, che te vai ancora col fuso orario di laggi, e mi rendi luomo pi felice del mondo. Un bel calcio nel culo non te lo leva nessuno. Capito? E ora andare, andare, andare. Che il lavoro lavoro. Anche se capisco che questo termine vi suoni un po strano

Antonio: Non si preoccupi principale, bevendo il caff, si faceva solo due chiacchiere per iniziare la giornata in grazia di Dio. I pacchi sono pronti e gi caricati sui furgoni. Ora andiamo, stia tranquillo che i sette minuti, li recuperiamo a fine turno.

Brighini: Bravo ciccio, ci vediamo dopo allora. (Brighini esce).

Antonio: (Saverio guarda Antonio) Che c!?

Saverio: Tu mi fai arrabbiare pi di lui.

Antonio: Perch?

Saverio: Ma come perch! Io non capisco perch devi star l a cercare di mettere a posto la situazione, a calmarlo, a dargli ragione. Tanto quello non cambia: stronzo e stronzo rimane. Ce lha con noi a prescindere da quello che facciamo. E io lo so che prima o poi mi manda a casa. Non vede lora, lha anche ammesso. Da quando abbiamo litigato la prima volta se l legata al dito.

Antonio: E lo so, quello carattere: vendicativo invece a me litigare non mi va, non mi piace. Preferisco che restiamo tutti in grazia di Dio.

Saverio: In grazia di Dio, in grazia di Dio... ma fammi il piacere.

Antonio: Vabb. Ci vediamo a fine turno. Buona giornata e attento ai cani.

Saverio: E tu vai piano col furgone.

Antonio: Chi, io? Ma se mi chiamano il fulmine della vigevanese.

Saverio: Come ti chiamano?

Antonio: Il fulmine della vigevanese!

Saverio: Ma fammi il piacere! (Si abbracciano ridendo ed escono di scena).

Buio. Musica.


SCENA 3

Saverio sta allegramente apparecchiando una tavola vestito da cuoco con tanto di cappello. Buio. Saverio guarda la tavola apparecchiata con aria sconsolata/impaziente. Buio. Saverio seduto. Buio. Saverio addormentato con la testa sulla tavola. Rumore di una porta che si apre: Giulia tornata. Saverio si sveglia; prende un cucchiaio di legno che sulla tavola e batte tre colpi come una maestro di cerimonie che annuncia lentrata di un sovrano ad una ballo.

Saverio: Sua maest la regina Margherita anche se mi sa che questa volta pi che una margherita una capricciosa!

Giulia: (Entra in scena Giulia. Anche lei cadenza napoletana ma meno accentuata rispetto a Saverio) No guarda Saverio, inutile che fai della facile ironia: da stamattina alle sette che corro senza fermarmi un attimo, sono stanca morta e lultima cosa di cui ho bisogno di sentire te che mi fai la ramanzina, fra laltro anche senza motivo.

Saverio: No, no per carit, io non ti voglio fare nessuna ramanzina senza motivo.

Giulia: Ah meno male.

Saverio: Perch il motivo c ed pure grosso come una casa.

Giulia: E sarebbe?

Saverio: Sarebbe? Giulia, vuoi vedere che tu stai veramente uscendo pazza. Ges, Giuseppe e Maria: sono le 11 e 23, tutta la sera che taspetto e questa bella bella mi dice E sarebbe?.

Giulia: Saverio ma te lho detto che questo un periodo cos: ho una riunione dietro laltra, poi oggi sono arrivati i danesi e ci hanno comunicato che resteranno a Milano per tutta la settimana. La riunione finita giusto mezzora fa. Vogliono controllare tutto per filo e per segno: marketing plan, media plan, communication strategy, commercial, promotion, fair and event, competitors e capisci che...

Saverio: Io veramente non ho capito niente, ma il punto non questo, il punto che a questo povero straccio duomo una telefonatina gliela vogliamo fare s o no, mica per raccontargli di marketing plan, media plan, communication strategy, no per carit io sono un animo semplice, pensa che oggi un collega in ufficio mi ha detto se facevamo un coff break e gli ho detto che sono contrario alle droghe leggere. Si telefona per dire che si ritarda. Tu al telefono non rispondi e io sono qui a casa che mi preoccupo.

Giulia: Lo sai che cos questa?

Saverio: Lo so certo che lo so una segreteria telefonica, la nostra segreteria telefonica, lho comprata lhai comprata tu. (Giulia preme un tasto sulla segreteria. Si ascolta la voce di Giulia che avverte Saverio del ritardo).E vabbu, lo sai che con questi aggeggi non mi ci trovo, non ho mai capito come funziona quella scatola, io non capisco che me li lasci a fare i messaggi l dentro per me come metterli in cassaforte: sono inaccessibili. E poi a parte questo, stasera non accetto scuse, stasera dovevi venire e basta.

Giulia: Ma perch che succede stasera oddio oggi luned!

Saverio: Eh!

Giulia: Luned 24.

Saverio: Eh!

Giulia: E hai ragione mi dispiace per te lo detto: un periodo cos. Sono sotto pressione e vabbu che fa? Festeggiamo domani. No domani no festeggiamo sabato, domenica luned prossimo ecco!

Saverio: Potremmo fare a Natale o magari a capodanno cos primo ci facciamo un regalo solo e secondo forse i danesi se ne stanno in Danimarca a festeggiare per i fatti loro e noi non corriamo rischi.

Giulia: Io credo tu sia profondamente ingiusto.

Saverio: Niente di meno?

Giulia: Profondamente, s.

Saverio: E sentiamo questa profonda ingiustizia che staresti subendo

Giulia: Io sono stanca di tornare tutte le sere a casa tardi, distrutta dal lavoro e trovare te che mi rinfacci ogni giorno qualcosa.

Saverio: E tu prova a tornare a casa, non dico tanto, un paio dorette prima e vedrai che mi trovi con un sorriso a trentadue denti.

Giulia: Io sono molto fiera di quello che sono riuscita a fare: sono passata dal rispondere ad un centralino alla dirigenza in pochissimi anni e ci sono riuscita solo grazie alle mie forze, grazie a me e a nessun altro. Nessuno ci credeva, nessuno credeva che ce lavrei fatta. Neanche tu.

Saverio: Questo non vero.

Giulia: Certo che vero! E c di pi: tu non volevi che ce la facessi.

Saverio: Ma che stai dicendo?

Giulia: E cos non negarlo. Per te eravamo felici solo prima che ci trasferissimo.

Saverio: Ma perch non stavamo bene a casa nostra?

Giulia: Tu stavi bene. A me sempre mancata laria. Ma si pu essere contenti di fare il postino ad Afragola.

Saverio: E che c di male.

Giulia: Niente. Non c niente di male. E infatti tu quello sei rimasto. Sei lunico al mondo che fa 700 chilometri per fare lo stesso lavoro.

Saverio: A me mi piace

Giulia: Non cos, a te piace non avere responsabilit, ti piace lavorare poco, ti piace non avere problemi da risolvere. Problemi pi importanti dal decidere se la sera vedere un film con Troisi o con Massimo Boldi.

Saverio: Giulia, io credo che tu sia ingiusta.

Giulia: S

Saverio: Profondamente ingiusta.

Giulia: E non mi prendere in giro che non il caso.

Saverio: Ma chi ti prende in giro, io penso che tu sia ingiusta veramente.

Giulia: Ah davvero?

Saverio: Sissignore! Primo: non assolutamente vero che io non credessi in te. Secondo: non assolutissimamente vero che io non volevo che tu ce la facessi. Terzo: ma secondo te io posso avere qualche dubbio tra un film di Troisi e uno di Massimo Boldi? Non scherziamo con le cose serie, per cortesia.

Giulia: Senti Saverio, sai che c? Che io mi sono scocciata: sono distrutta, ho bisogno di dormire: domani mattina alle sette e mezza in punto devo esse in ufficio

Saverio: E ti pareva

Giulia: Mi pareva s!

Saverio: Per voglio dirti una cosa. (Giulia lo guarda con fare interrogativo) Sissignore. Io sar pure un modesto autista di furgoni, contento di lavorare persino ad Afragola per per te ci sono sempre stato e invece tu (Saverio si ferma, incerto se dire quello che ha in testa).

Giulia: No, no continua.

Saverio: E meglio se lasciamo perdere.

Giulia: No, meglio se continui. Devi continuare.

Saverio: Lasciamo perdere che qui finisce a quarantotto.

Giulia: E facciamola finire a quarantotto. Basta che mi dici cosa pensi.

Saverio: E va bene: Giulia, tu sei diventata unaltra persona. Ma non perch sei stanca o sei sotto pressione. Io faccio proprio fatica a riconoscerti. Sei diventata, fredda, insensibile vuoi saperla tutta? Pure un poco antipatica. Non ti si sopporta pi! Forse non eri pronta, non avevi la maturit per gestire tutti questi cambiamenti che ti sono successi in cos poco tempo.

Giulia: Immatura? Immatura io? Ma se io sono la persona pi matura che tu conosca! Save, la sai qual la novit? Che io ora me ne vado a dormire e con te non ci parlo pi per il resto della mia vita. Capito?! (esce di scena).

Saverio: E questa la tipica reazione di una persona matura. (Saverio sta per raggiungerla fuori scena ma prima gli arriva in faccia un cuscino e poi una coperta).

Giulia: (voce fuori scena) E non tazzardare ad entrare in camera da letto!

Saverio: Ecco qua il modo migliore per festeggiare un anniversario e mo chi se la mangia tutta sta robba. La porter a Antonio (si sdraia sul divano) A da passa a nuttata (si mette la coperta sulla testa)

Buio. Musica.


SCENA 4

Saverio: (Un cellulare sveglia Saverio dal suo sonno sul divano. Saverio fa una fatica immensa a svegliarsi e finalmente riesce a prendere il cellulare rimanendo sdraiato e a occhi chiusi) Pronto SVP buongiorno. Cosa desidera? U Anto che succede? (si mette seduto ma rimane con gli occhi chiusi) Io sono a letto, appena suonata la sveglia. Tu piuttosto dove sei? Gi in ufficio, addirittura e come mai? E certo sono le 8.30 e tu sei in ufficio come tutte le mattine bravo anchio sono in ufficio tutte le mattine alle 8.30, senn quella carogna di Brighini chi lo sente? (Saverio si rende conto e finalmente spalanca gli occhi) Anto ma che veramente sono le 8.30 Ges, Giuseppe e Maria: non ho sentito la sveglia. Stanotte non ho dormito in camera mia ma che hai capito? Ho dormito sul divano. Anzi, non ho dormito sul divano una notte insonne poi ti spiego. Sto arrivando. Brighini arrivato? Non ancora! Fantastico: cinque minuti e sono l. Se arriva inventati qualcosa Anto Anto Antonio, se gli dici che sono rimasto a casa a dormire non che ti sei inventato granch, giusto? Vabb, arrivo arrivo Ges, Giuseppe e Maria, sono un uomo finito!

Buio. Musica.


SCENA 5

Siamo nello studio di una medium. Suona il campanello della porta.

Samantha: (voce fuori scena; accento romagnolo) Eccomi, arrivo, arrivo. (entra in scena Samantha che va ad aprire la porta)

Saverio: (voce fuori scena) Buonasera, c un pacco per la signora Cantalamessa Concetta Carmelina presso lo studio Pink Future (lo pronuncia in inglese maccheronico).

Samantha: Ma guardi che si pronuncia Pink Future: inglese mica riminese. Vuol dire futuro rosa ma prego saccomodi.

Saverio: (entrano in scena entrambi) Scusate, che io con le lingue non cazzecco niente comunque voi siete la signora Cantalamessa Concetta Carmelina?

Samantha: Ma la smetta di chiamarmi con quel nome l. Certo che sono io ma mi chiami pure Samantha, con lacca in mezzo.

Saverio: In mezzo dove?

Samantha: Ma in mezzo, sorbole! Tra la T e la A; fa molto esotico e misterioso vero? Ma saccomodi non stia l come un baccal. Si tolga il cappotto e si sieda qui al tavolo del contatto

Saverio: Il tavolo?

Samantha: Del contatto! Con (fa un cenno col la testa come a dire con laldil. Saverio le rif il verso e lei lo ripete).

Saverio: Ah ho capito niente di meno il tavolo del contatto con (e ripete il verso con la testa). Va buo comunque signora Cantalamessa Concetta Carmelina se mi mettete due firme: una qui e una qui, io vi lascerei il vostro pacco e

Samantha: Ma se le ho detto che mi chiamo Samantha. Ma secondo lei io potrei mai chiamarmi Concetta Carmelina? Ma mi ha visto bene?

Saverio: Ma veramente

Samantha: Il fatto che il babbo era di origine siciliana e volle mettermi il nome della bisnonna. Ma io son di Bologna. Vuole che le faccia due turtelen per farle vedere che non scherzo?

Saverio: No grazie: i tortellini a met mattinata poi mi si ripropongono signora: le firme.

Samantha: Ma certo gliele metto subito, ma che fretta c? Per i tortellini scherzavo sa, ma un caffettino lo prende volentieri vero?

Saverio: Non vorrei approfittare

Samantha: Ma approfittare di che?

Saverio: Signora, se mi offrite un caffettino, io non vi posso dire di no.

Samantha: Bravo! Tanto pi che lho appena fatto per me e il caff se si prende in compagnia e pi buono: da solo da acidit e fa male al cuore.

Saverio: Il fatto che io in genere di caff me ne prendo due.

Samantha: Addirittura.

Saverio: E s: uno a casa, ancora prima di aprile gli occhi e laltro in ufficio insieme al mio collega Antonio che poi pi che collega un amico. E un pugliese di Nola e allora fra terroni ci si capisce no. E una specie di rito e averli saltati tutte due mi sta facendo uscire pazzo: sono tutto scombussolato, tutto sotto sopra, capite?

Samantha: Ma certo. Ma adesso la rimetto in sesto io. Ma se mi posso permettere come mai ha saltato i suoi due caff mattutini?

Saverio: E quello per via del fatto che sono arrivato tardi in ufficio. Non mi era mai successo, veramente. Alla faccia del luogo comune che i napoletani non sono puntuali, io in ufficio ci arrivo sempre alle 8.30 spaccate, n un minuto prima n un minuto dopo. Che poi il turno inizia alle 9, per, come vi dicevo io e Antonio ci vediamo mezzora prima per prendere il caff e farci due chiacchiere, tanto per iniziare la giornata in grazia di Dio, capite?

Samantha: Mi pare giusto.

Saverio: Che poi il caff dellufficio a dire la verit e una vera fetenzia. Antonio lo chiama il brodo primordiale. Lui esagera per in effetti una vero schifo. Ma come vi dicevo, un rito e ce lo prendiamo lo stesso tutte le mattine e tutte le mattine ci lamentiamo per la schifezza.

Samantha: E come mai ha fatto tardi stamattina?

Saverio: Cosa volete che vi dica che stanotte non ho chiuso occhio: avr dormito s e no una mezzoretta

Samantha: Brutti pensieri? (Samantha comincia a girare sul tavolo le carte prese da un mazzo che tiene in mano)

Saverio: Brutti pensieri? Bruttissimi direi

Samantha: C di mezzo una donna.

Saverio: E come lo sapete?

Samantha: Me lo dicono le carte. E loro non mentono mai.

Saverio: Le carte? No guardate signora Samantha, non per voi eh e che io a queste cose non cho mai creduto, sono scettico di natura.

Samantha: Davvero?

Saverio: Come no! Io sono un napoletano atipico.

Samantha: In che senso atipico?

Saverio: Eh in che senso per farvi capire: io non gioco al lotto, non tifo per il Napoli, non mi piace la pizza e soprattutto, e qui veniamo al suo campo, non sono per niente superstizioso.

Samantha: Mi prende in giro?

Saverio: Specchi rotti, gatti neri e venerd 17 a me mi fanno un baffo.

Samantha: S ma cosa centra questo con le carte?

Saverio: E come cosa centra? Sempre con tutto il rispetto signora Samantha, ma chi crede che ci sia qualcuno che possa leggere il futuro delle persone fra i tre di coppe e gli otto a bastoni o un illuso, o un ignorante o un superstizioso che un po tutte due le cose senza offesa eh

Samantha: Oh ma io mica moffendo, ci mancherebbe altro non ha idea di quante volte mi sono sentita ripetere le stesse parole che mi ha appena detto lei. Persone molto sicure di s in cui lo scetticismo e la diffidenza la facevano da padrone. E sa una cosa? Sono tutte diventate miei clienti affezionati.

Saverio: Non voglio contraddirvi signora Samantha, per il fatto che

Samantha: Lei non sposato ma fidanzato da molto anni, direi pi di 6 ma meno di dieci

Saverio: Come dite?

Samantha: Vi conoscete da quando eravate ragazzini.

Saverio: In effetti

Samantha: E la sua fidanzata pi giovane di lei, ma non di molto

Saverio: Un anno.

Samantha: Appunto. Qualche tempo fa c stato un grosso cambiamento nella vostra vita direi un paio di anni fa al massimo

Saverio: Ci siamo trasferiti proprio due anni fa da Afragola ma dove lavete visto scusate?

Samantha: Due di bastoni, due anni! (gli mostra la carta sollevandola dal tavolo).

Saverio: E certo, due di bastoni e il cambiamento?

Samantha: Sotto cera il re di denari: un bel cambiamento rispetto al due di bastoni, no?

Saverio: E logico

Samantha: Allora caro il mio signor scettico, vuole che continuiamo o la finiamo l, che tanto son cose solo per ignoranti e superstiziosi?

Saverio: Signora Samantha, voi volete pazziare: se a questo punto vi fermate cos, come se lasciaste uno che si perso nel deserto, con una sola goccia dacqua nella borraccia. Sarebbe vera cattiveria. Andate avanti, andate avanti, per carit! Diamo da bere agli assetati!

Samantha: Ma volevo ben dire allora: vediamo un po cosa ci dicono le carte, perch a volte sono capricciose: dicono qualcosa e poi si fermano l e non c verso di cavar fuori un ragno dal buco

Saverio: Ah ho capito e quanto costerebbe fargli passare il capriccio alle carte?

Samantha: Giovanotto, sappia che io accetto solo regali, qua non ci sono tariffe o listini, per chi mi ha preso? Per il parcheggiatore di Piazza Wagner? Facciamo cos: andiamo avanti con la nostra indagine e se sar soddisfatto di quello che le carte le diranno mi dar quanto il suon buon cuore le consiglia, altrimenti, amici come prima. Che gliene pare?

Saverio: Niente di meno una chiromante con unetica professionale impeccabile: soddisfatti o rimborsati.

Samantha: Cosa vuole che le dica sono una sensitiva atipica

Saverio: E questo giusto allora, andiamo avanti. Vediamo se fra due di coppe e re di spade, riusciamo a tirarci fuori qualcosa dinteressante.

Samantha: Con calma giovanotto e soprattutto si metta con la giusta predisposizione: cuore aperto e fiducia anche in quello che non si conosce, nellignoto. Che altrimenti come cercare di svuotare il mare con lo scolapasta: tutto tempo sprecato. Siam mica qui a pettinar le bambole. Capito?

Saverio: Ho capito, ho capito. Adesso la vogliamo continuare questa partita a briscola o no?

Samantha: Che caratteraccio dunque vediamo (riprende a girare le carte) e qui la soluzione complicata

Saverio: E o vero?

Samantha: Molto complicata.

Saverio: Madonna del Carmine!

Samantha: Sempre sia lodata!

Saverio: Siete devota?

Samantha: Assai!

Saverio: Ma non eravate bolognese?

Samantha: Atipica, molto atipica.

Saverio: Capisco ma dove lo vedete che la situazione complicata, dove lo vedete?

Samantha: Beh ma facile, guardi qui: in rapida successione, due di denari, fante di spade, cinque di coppe, cavallo di bastoni. le sembra normale che quattro carte cos diverse, in quattro semi diversi, che non si legano una con laltra neanche ad attaccarle col chewing gum escano uno dietro laltra eh non ci si capisce proprio un bel niente

Saverio: E allora? Ma se fossero uscite

Samantha: E allora stia un po zitto e mi lasci lavorare! Ma chi la cartomante, lei o io! Senn piantiamo tutto e la finiamo qui! Oh perbacco!

Saverio: Va bene donna Samatha, non vi alterate.. e che io qui friggo come una totano nella padella voi capite, la mia fidanzata

Samantha: Innanzitutto sarebbe utile sapere come si chiama questa benedetta fidanzata.

Saverio: Giulia.

Samantha: Lo so, non vi ho gi detto di star zitto!

Saverio: Scusate, ma siete voi che mi avete chiesto il nome della mia fidanzata.

Samantha: Ho detto che sarebbe utile saperlo, ma devono essere le carte a dirmelo mica voi, senn che cartomante sono? E infatti eccola qui: Giulia, chiaro come il sole!

Saverio: (prende la carte in mano) Il tre di coppe?

Samantha: Ma naturalmente, il tre di coppe! Che fa ricomincia?

Saverio: No, no per carit di Dio: il tre di coppe sta per Giulia, lo sanno tutti, pi chiaro di cos anzi scusate se vi ho interrotto ancora una volta: ora mi metto qua buono buono e mi cucio la bocca. Andate avanti donna Samantha ve ne prego.

Samantha: Bravo, cos va bene oh dunque vediamo (Samatha con tutta calma comincia a girare le carte come se stesse facendo un solitario).

Saverio: Quella la metterei l, cos si libera il posto per il sette di denari.

Samantha: Giusto, bravo. Non mi riesce mai di finirne uno, non mi riesce ma cosa mi fa dire, non sto mica facendo un solitario sa qui tutto chiaro!

Saverio: Adesso tutto chiaro?

Samantha: Certamente, una lampo di sereno in questo mare tempestoso se mi concede la licenza poetica.

Saverio: Concessa.

Samantha: Perch lei poeta vero?

Saverio: Dilettante diciamo

Samantha: Dilettante o professionista sempre poeta ! Le carte non mentono.

Saverio: E si capisce

Samantha: Oh dunque le cose con la nostra Giulia non vanno affatto bene caro il mio Romeo.

Saverio: Saverio.

Samantha: Chi ?

Saverio: Chi chi?

Samantha: Questo Saverio!

Saverio: Io sono Saverio!

Samantha: Ma lo so!

Saverio: E voi mi chiamate Romeo.

Samantha: Ma era un modo di dire: Romeo come linnamorato di Giulietta, capisce!

Saverio: Ah Romeo e Giulietta

Samantha: Ma s, si fa per sdrammatizzare comunque tornando a noi: le cose con Giulia sembra che per il momento non si aggiusteranno.

Saverio: No?

Samantha: Proprio per niente, anzi: vedo nubi fosche allorizzonte.

Saverio: Azz

Samantha: La strada da percorrere ancora lunga ma alla fine del tunnel la luce, c.

Saverio: Sia lodato il Signore.

Samantha: Sempre sia lodato. (Saverio la guarda con fare interrogativo). Glielho detto che sono devota. Ma come le dicevo la strada lunga e piena di insidie per arrivare allagognata meta.

Saverio: Niente di meno

Samantha: Da solo non ce la far mai. Avr bisogno di aiuto.

Saverio: Di aiuto, e chi me lo da laiuto a me?

Samantha: Ma sa una cosa? E ben questa la cosa strana, c qualcosa che non capisco

Saverio: Cio?

Samantha: Questo aiuto di cui le parlavo

Saverio: Beh?

Samantha: Arriver, ma non si capisce da che parte arrivi insomma chi ve la dar questa benedetta mano

Saverio: E chi me la dar. io qui conosco solo Antonio.

Samantha: Chi?

Saverio: Antonio, il collega di cui vi ho parlato.

Samantha: Il pugliese?

Saverio: Eh!

Samantha: Ma va, ma quale pugliese, ma se vi ho detto che c qualcosa che non capisco non ci sarebbe niente di strano se laiuto venisse da lui: sarei stata capace di darvi anche lindirizzo e il numero di telefono, di quello l! No, qui diverso qualcuno di pi vicino ma al contempo di pi lontano

Saverio: Pi vicino e pi lontano

Samantha: S ma c di pi: che non sembra mica uno solo

Saverio: Uno solo?

Samantha: S una persona sola, un solo aiuto insomma

Saverio: E di quanti aiuti ho bisogno?

Samantha: Questo le carte non lo dicono.

Saverio: A no?

Samantha: No, sul suo problema amoroso tutto quello che hanno da dire.

Saverio: Cio che ho litigato con Giulia, e questo lo sapevo da me, che mi dovr fare un mazzo tanto per fare la pace, che ci metter una sacco di tempo e di fatica, che siccome non ce la potr fare da solo, mi aiuter qualcuno anzi pi di uno.

Samantha: Le pare poco?

Saverio: No per carit che pensavo a qualcosa di preciso.

Samantha: Senta un po, non che qui siamo alle previsioni del tempo, che anche quelle poi, cazzeccano quando pare a loro io quello che cera da dire glielho detto.

Saverio: E io vi ringrazio donna Samantha per carit adesso se mi dite quanto vi devo, ora che tolga il disturbo, mi sono fermato pure troppo.

Samantha: Sullamore le ho detto tutto quello che potevo ma sul lavoro le posso dire ancora qualcosina

Saverio: Sul lavoro? E che c da dire sul lavoro, hanno cambiato la macchinetta del caff?

Samantha: Mi diceva che stamattina ha fatto tardi, non vero?

Saverio: E certo la notte insonne e non ho sentito la sveglia

Samantha: Appunto. Ma lei al lavoro ci sta bene? Voglio dire: va daccordo con tutti.

Saverio: Io? Ma ci mancherebbe. E tutta brava gente

Samantha: Proprio tutti tutti?

Saverio: Beh veramente ci sarebbe uno che quel fetente di Brighini proprio non lo posso vedere

Samantha: Eccolo qua. Lui: il re di bastoni!

Saverio: C Brighini dentro al mazzo?

Samantha: C, c e gioca pure una parte importante

Saverio: E si capisce: quello il responsabile dellufficio il mio capo.

Samantha: Appunto.

Saverio: Donna Samantha, che volete dire per carit, non mi fate stare in pensiero

Samantha: Stamattina si accorto del fatto che siete arrivato in ritardo?

Saverio: Credo di no.

Samantha: Sicuro, sicuro?

Saverio: Quello vede sempre tutto

Samantha: E allora sa insomma gliela faccio breve secondo me le do unanteprima: lei il lavoro non ce lha pi stavolta le carte sono precise precise!

Saverio: Ah, stavolta sono precise precise: quando si tratta di dare cattive notizie, arriviamo ai particolari!

Samantha: Ma non si angusti cos!

Saverio: Chi, io? Ma per carit di Dio: amore, uno schifo, lavoro, non ce lho pi perch dovrei angustiarmi

Samantha: Ma perch non deve vedere il bicchiere mezzo vuoto: laiuto di cui le parlavo prima

Saverio: Quello che mi verr dato da queste entit non meglio precisate a me vicine ma al contempo assai lontane

Samantha: Esatto, proprio quello: con quel aiuto l, lei si risollever dalle sue grane sia di lavoro che di amore. Glielo dico io!

Saverio: Allora sto tranquillo!

Samantha: Vogliamo parlare della salute

Saverio: No.

Samantha: Ma guardi che

Saverio: No. Donna Samantha, fatemi il piacere, se devo morire sotto un carro armato appena esco da questa casa, preferisco almeno avere la sorpresa.

Samantha: Ma quello che c da dire

Saverio: Per piacere donna Samantha non insistete: io sono un inguaribile ottimista, magari vi siete sbagliata su tutta la linea: io torno a casa e scopro che Giulia vuole fare la pace e al lavoro mi hanno dato un aumento e pure una promozione e io mi faccio una bella risata alla faccia del tre di bastoni e del fante di spade. Anzi sapete che vi dico: per me andr proprio a finire cos: una bella risata, mi viene gi da ridere adesso, una sana bella e grassa risata. (risata di Saverio)

Musica. Buio.


SCENA 6

La scena si apre con il signor Brighini che ride come un matto. Di fronte a lui Saverio e Antonio.

Brighini: Hai capito Peppino? Sei stato un fenomeno! Io che ieri ti dico che mi basterebbe un ritardino per sbatterti fuori e tu che oggi mi arrivi con 1 ora e 22 minuti di ritardo. Facendo saltare non una, non due, bens tre consegne tassative. Non c neanche bisogno di sprecare i soldi per la raccomandata per la lettera di licenziamento. Firmetta? (gli porge un foglio e una penna; Saverio firma) Per ricevuta grazie. E il prossimo sei te Tot, tanto non scappi mica. Ve saludi (Brighini esce di scena)

Antonio: Potevi almeno prenderti la soddisfazione di non firmare.

Saverio: Sai che soddisfazione ma a me lo sai qual la cosa che mi da pi fastidio?

Antonio: Me lo posso immaginare

Saverio: Tu pensi a quel lestofante di Brighini, scommetto.

Antonio: E si capisce: quello non solo ti licenzia, ma ti ride pure in faccia!

Saverio: E invece no. Quello figlio dandrocchia nellanima. Non c niente da fare. E la sua natura: sarebbe come chiedere a un pescecane di diventare vegetariano e mangiare solo alghe. Non si pu fare. Sarebbe contro natura. Lo stesso per Brighini: quello stronzo e lo stronzo deve fare, non colpa sua

Antonio: Sar

Saverio: No, a me quello che mi fa andare fuori dai gangheri che la maga Samantha caveva ragione!

Antonio: Chi ?

Saverio: La maga Samantha.

Antonio: La maga Samantha?

Saverio: La maga Samantha. E una signora alla quale stamattina ho recapitato un pacco.

Antonio: Mb?

Saverio: Mb non so come, mi sono ritrovato seduto al tavolo del contatto mentre la maga Samantha mi faceva le carte.

Antonio: Interessante

Saverio: Interessante s, questa mi ha detto per filo e per segno tutto il mio passato, presente e futuro e proprio prima di andarmene mi ha detto che in quel momento io il lavoro, non ce lavevo gi pi! Capisci?

Antonio: (Scrive su un foglietto) Hai detto che si chiama Samantha lindirizzo?

Saverio: Save, ma tu stia parlando con me o mi hai preso per l892424? Vuoi andare da una cartomante per farti predire il futuro?

Antonio: Save, io a queste cose ci credo, cho sempre creduto. Con tutti guai che tengo, trovare una cartomante che cazzecca una manna dal cielo.

Saverio: A me m stata utilissima: mha cambiato la vita! Anto mavafangulo a te e alla maga Samantha!

Buoi. Musica.


SCENA 7

Saverio passa una notte molto agitata: incubi frenetici in cui straparla e nomina Giulia ma anche alcuni versi di scrittori molto noti. Poi parla del licenziamento. Alla fine Saverio si sveglia, si alza e sincammina per andare fuori scena come se volesse andare in bagno. Passa davanti alla tavola ancora apparecchiata e vede Cirano che mangia i suoi fusilli alla norma.

Saverio: Buongiorno.

Cirano: Giorno

Poi Saverio si ferma e si rende improvvisamente conto che c qualcuno vestito da moschettiere che sta mangiando nella sua cucina. Piano piano si volta, si avvicina allintruso, il cui volto e coperto da un ampio cappello piumato, e preso coraggio, allunga una mano fino a toccarlo. Cirano reagisce solo con un grugnito e continua a mangiare. Saverio ripete il gesto con la stessa reazione. Al terzo tentativo, finalmente Cirano reagisce. La sua parlata caratterizzato da un forte accento francese.

Cirano: E allor!!

Saverio: Ue Ges, Giuseppe e Maria ma voi chi siete?

Cirano: Lhai fatta tu questa pasta?

Saverio: Che cosa?

Cirano: Questa pasta, lhai fatta tu?

Saverio: La pasta s, lho fatta io

Cirano: Fa schifo.

Saverio: Fa schifo?

Cirano: Schifo s.

Saverio: E quello perch lho fatta due giorni fa, ieri sera lho riscaldata ma poi non avevo pi fame e allora ma poi voi dite il sugo o la pasta? Perch se il sugo vi sembra che manchi un poco di sale perch Giulia, la mia fidanzata, mangia sciapo, cha la pressione alta se invece la pasta perch appunto l da due giorni anche se riscaldata la pasta pi buona secondo me eh, per carit

Cirano: Fa schifo e basta. Le melanzane fanno schifo!

Saverio: E vabb, se le melanzane vi fanno schifo, scusate se mi permetto, ma i fusilli alla Norma non li dovete mangiare per forza non vi piace (guardando come continua a mangiare) per non sembra che non vi piace

Cirano prende in mano un bicchiere dal tavolo. Lo guarda un po, poi lo butta in aria e lo prende al volo Saverio. Poi si guarda intorno come a cercare qualcosa. Alla fine vede un bicchiere molto grosso. Si alza, lo prende e versa il vino a riempirlo fino allorlo.

Cirano: Vien ici.

Saverio: Come

Cirano: Vien ici. Vieni qua. (porge un bicchiere anche a Saverio e lo riempie fino allorlo di vino) Bere vino da soli porta scalogna. Salute. (fa ber bere ma poi si accorge che Saverio non lo segue). Allor. Bevi!

Saverio: Scusate ma il vino di prima mattina

Cirano: Ma se tho detto che porta scalogna bere vino da soli mi vuoi male?

Saverio: Io? Per carit di Dio. E che come vi dicevo, il vino di mattina se vuole magari facciamo un brindisi con una bella tezzulella e caf. Che dite?

Cirano: Il caff fa schifo per gli smidollati. Bevi o (si alza e porta la meno sullelmo della spada).

Saverio: Salute! (Saverio beve velocemente tutto il suo vino. Cirano fa altrettanto e poi rutta rumorosamente).

Saverio: Salute

Cirano: Merci.

Saverio: De rien scusate se mi permetto ma voi chi siete?

Cirano: Cirano Ercole Savignano signore di Bergerac.

Saverio: Ercole Savignano signore di

Cirano: Bergerac.

Saverio: Bergerac.

Cirano: Oui, sa va.

Saverio: Sa va oh e signore di Bergerac

Cirano: Cirano. Chiamami Cirano.

Saverio: Cirano, che ci fate a casa mia e soprattutto fuori dal libro?

Cirano: Sempre la solita storia eh?

Saverio: Non vi arrabbiate, per carit.

Cirano: Tutti pensano che Cirano sia solo un personaggio di una patetica opera teatrale scritta da quel marsigliese.

Saverio: Rostand.

Cirano: Quello.

Saverio: Beh mica tanto patetica.

Cirano: Comunque unopera ispirata totalmente alla mia vita, scritta duecento anni dopo la mia prematura dipartita. Mai sentito parlare dei miei impareggiabili scritti? Gli stati e gli imperi della Luna?

Saverio: No.

Cirano: Gli stati e gli imperi del Sole?

Saverio: Neanche.

Cirano: La morte di Agrippina?

Saverio: Mmm nemmeno.

Cirano: Caprone! Ignorante! (alzandosi, Cirano inciampa sulla sua spada e cade rovinosamente per terra. Si rialza in modo goffo) Quelle sono opere darte. Io sono il precursore di quello che oggi voi chiamate romanzo di fantascienza. Quattrocento anni prima che luomo andasse veramente sulla Luna. Rostand e comunque non ha scritto niente di suo, non ha inventato niente, tutto quello che c scritto vero. E la mia vita. Ha scritto una biografia, non un romanzo.

Saverio: Con un mare di poesia per (Cirano fa un gesto, come per fare una piccola concessione). Comunque, io non so se prendermi a sberle per svegliarmi da questo sogno ma forse meglio se chiamo il 118 per farvi portare via in camicia di forza.

Cirano: Non so di che parli, comunque io sono qui perch ci hai chiamato.

Saverio: Io vi ho chiamato? E come vi ho chiamato? E quando?

Cirano: Ma stanotte. Non ti ricordi il sogno?

Saverio: Il sogno?

Cirano: Il sogno che hai fatto stanotte.

Saverio: Io veramente non me li ricordo mai i sogni stato un sogno strano per

Cirano: Bien sur.

Saverio: Vabbu e che successo in questo sogno?

Cirano: Chiedevi aiuto.

Saverio: Aiuto

Cirano: Oui. Ai tuoi colleghi poeti. Cos ci hai chiamato. Coshai scritto tu?

Saverio: Io? Niente.

Cirano: Niente? Impossibile. Io non sarei qui.

Saverio: Ma s, qualche poesiola, qualche racconto breve non li ha letti nessuno.

Cirano: Meglio cos: il successo commerciale distrugge lanima del poeta (In quel momento entra in scena William Shakespeare. Parla con un forte accento inglese).

William: Dici cos perch i tuoi libri non li ha letti nessuno e sei morto povero in canna.

Saverio: Chi ?

William: Ciao caro. Non dar retta alle nefandezze che questo rozzo individuo va blaterando. Il mio nome e William ma puoi chiamarmi Willy.

Saverio: William Shakespeare! Ges, Giuseppe e Maria. Non ci posso credere!

William: Yes my dear but Sir William Shakespeare se proprio vogliamo usare il nome per esteso

Cirano: Ma non dovevi restartene a casa tu, stavolta?

William: Per lasciarti combinare guai in giro per il mondo? Never! Mai.

Cirano: Quali guai? Io non combino guai.

William: (rivolto a Saverio) Ti ha gi rotto qualcosa? Lo immaginavo. E questo niente vedrai pi avanti.

Cirano: Queste case sono troppo piccole per me. Non ci si muove. Non ci sta la spada.

Saverio: Oh scusate signori ma io qua rischio veramente di uscire pazzo. Anzi forse sono gi pazzo e ancora non lo so (Entra Dante Alighieri. Parla con forte accento toscano).

Dante: E ci credo un tu chai capito nulla. Co sti due grulli qui anche il pi savio fra i savi rischierebbe di farsi ricoverare in sanatorio.

Saverio: Un altro! Ma quanti siete? (poi riconosce Dante) ma lei (Dante annuisce) Maestro quale onore

William: Sempre la solita istoria, quando arriva lui, sembra perdano tutti il senno

Dante: Ciccio, te lho gi spiegato una volta come funzionano ste cosine, ma tu mi sembri pi duro dun mulo. In terra italica, gioco in casa quando sera da quel meschinetto di Liverpool, un ti ricordi? Unaveva occhi che per te. A me si vergognava di dirmi che quasi un sapeva chi fossi. Lo stesso per Cirano quando sand in missione a Lione. Quindi stai tranquillino co ste gelosie infantili e vediamo di lavorare per benino, daccordo?

Cirano: E perch invertito.

Saverio: Che ?

Cirano: Invertito! Non gli piacciono le donne!

Saverio: Shakespeare gay?!

William: Ci mancava il commento di quello zotico di francese! Mai che si faccia gli affari suoi!

Cirano: E isterico come una femmina. Comunque meglio zotico che invertito!

William: Bestia. E una bestia. Ma perch ce le dobbiamo portare sempre dietro, questo villano.

Cirano: Cirano non sta dietro a nessuno. Men che meno a tu! Ti piacerebbe capito?

Dante: Boni, boni. Non vedete che sto povero ragazzo non ci si raccapezza punto? E ci credo: gli arrivano in casa tre brutti ceffi che il pi giovane l morto da 350 anni!

Cirano: 354 anni per lesattezza.

Dante: Per lappunto. Oh ragazzi, ricordatevi che s nel 21 secolo: per questi tempi siamo vestiti come se si fosse a carnevale e si parla come dei disadattati.

William: Soprattutto lui. (indicando Cirano)

Cirano: Pensa per te tu!

Saverio: Scusate signori se vi interrompo: ma veramente vorreste farmi credere che voi tre siete i tre maestri della letteratura mondiale e non tre pazzi scapparti dal manicomio o al massimo tre delinquenti sicuramente un po bizzarri venuti qui dentro per svaligiarmi la casa e magari prendermi pure a mazzate (i tre si guardano attorno).

Dante: Oh di grazia, caro il mio diffidente, detto senza ombra di offesa alcuna

Cirano: Che cazzo c da rubare qui?!

William: Exactly

Dante: S, ora la si poteva dire anche con termini un po pi gentili per carit, per il concetto resta quello l in effetti

William: Potresti anche coricarti la sera lasciando porta e imposte aperte: questa casa un invito allonest.

Cirano: Linglesina ha ragione, par bleu.

Saverio: Questo ve lo devo concedere per rimane sempre in piedi laltra ipotesi.

Dante: Quella dei matti scappati dal manicomio

Saverio: Maestro, voi mi scuserete ma sembra pi plausibile di quella che siete tre fantasmi, o no?

Dante: Effettivamente per c un modo per palesarti la verit e cio per dimostrarti che siamo davvero chi safferma dessere e soprattutto per vedere al fine la tua fiducia concessaci, condizione questa necessaria e sufficiente per adempiere alla nostra missione, nevvero messeri?

William: Yes my dear, per il nostro amico from Naples se non sbaglio napulitano is very come si dice diffidente, molto diffidente, anche troppo direi non credete anche voi? Prima ci da dei ladri, poi dei matti sono molto vicino a lasciare che cuocia nel suo brodo di guai e andare altrove.

Cirano: Oui, stavolta Willy ha ragione. Questo italiano una vera testa di cazzo. Ma chi ce lo fa fare di romperci le ossa per aiutare uno cos: mandiamolo a fanculo e torniamocene e casa, sa va?

Dante: No! Un sa va una sega! Volevo dire: un si pole mandallo a stendere i panni in Arno e andassene cos: l contrario alla nostra etica, suvvia, vu lo sapete meglio di me, non la prima volta che sincontra difficolt al principiare della nostra missione: vi ricordate gli altri.

William: Thats right! E proprio per questo: mi sono un po stancato di questa mancanza di fiducia, il bicchiere colmo the glass is over

Cirano: Je suis daccord!

Saverio: Scusate signori, io non volevo farvi arrabbiare ma io sono un napoletano atipico: assai scettico per natura, i fantasmi io a queste cose non ci credo lo dicevo pure ieri alla maga Samantha la maga Samantha laiuto pi di uno, vicino e lontano (Saverio si perde nei suoi pensieri)

Dante: Se mi faceste finire di parlare vi spiegherei che c un modo molto semplice per farci credere da messer Saverio: fra qualche attimo arriver in questa casa un tuo caro e fidato amico.

Cirano: (dando uno spintone a Saverio) Parla con te!

Saverio: Come dite?

Dante: Grazie mille Cirano.

Cirano: De rien Maestro.

Dante: Dicevo che fra qualche istante annuncer il suo arrivo in questa modesta magione un tuo caro amico.

Saverio: Maestro con tutto il rispetto credo vi stiate sbagliando: a questora qui non arriva nessuno per il semplice motivo che io normalmente sarei al lavoro e nessuno sa che oggi me ne sono rimasto a casa per via del fatto che quel fetente di Brighini (mentre Saverio parla William con una mano fa il conto alla rovescia da cinque a zero. Arrivati allo zero suona il campanello. Saverio rimane un po senza parole). E chi pu essere sar la portiera

William: Its your friend il tuo amico, Antonio.

Saverio: Antonio?

Cirano: Ma oui Antonio: quellimbranato che lavora con te.

Saverio: E voi come le sapete tutte queste cose?

William: Crazy people: devono essere le visioni tipiche dei pazzi

Dante: Sir William vuole celiare: lo si sa, perch siamo quello che vi s detto dessere. Lasciate che aggiunga un particolare: se noi si fosse dei semplici dementi come vu asserite, pensate la sorpresa del vostro amico nel rimiraci qui insieme a voi. Giusto? Suvvia aprite la porta e fatelo entrare coraggio.

Saverio: (Saverio va verso la porta fuori scena e parla al citofono) Antonio sei tu? Vieni, sali (torna in scena). E Antonio

Cirano: Ma va?!

Antonio: (fuori scena) E permesso? (entra Antonio) Save, tu mi devi spiegare una cosa: come facevi a sapere che ero io (Saverio guarda Antonio come per capire se vede o no i tre intrusi. Si sposta di qua e di l con Antonio che lo guarda come se fosse matto). Io lo sapevo, vedi che ho fatto bene a passare: questo stress da trauma per licenziamento, sei esaurito

Saverio: Anto ma quale esaurito!

Antonio: Non sei esaurito?

Saverio: Ma nossignore!

Antonio: E allora perch ti metti a ballare la break dance nel salotto di casa tua, alle nove di mattina, senza musica e soprattutto quando ti vengo a trovare io?

Saverio: Ma quale break dance ma insomma tu non noti niente di strano?

Antonio: A parte te?

Saverio: A parte me

Antonio: No, niente. (Saverio si mette perfettamente dietro a Dante).

Saverio: Anto guardami dritto negli occhi e dimmi che non vedi niente di strano.

Antonio: Save, vuoi la verit?

Saverio: Assolutamente!

Antonio: Qualcosa di strano c.

Saverio: Ooh sia ringraziato il Signore! E allora che ne pensi?

Antonio: Che ne penso? Che se le malattie del cervello sono le pi difficili da curare, qui che si vedono gli amici: io ti sar vicino, sar sempre la tuo fianco!

Saverio: Anto ma allora si scemo!

Antonio: Ah, sono io lo scemo?!

Saverio: (Saverio prende Antonio e lo porta davanti ai tre intrusi, uno dopo laltro) Ma insomma tu mi vuoi far credere che non vedi nessuno qui dentro? Uno vestito da William Shakespeare non lo vedi?

Antonio: Da chi?

Saverio: E questo vestito da Dante Alighieri, neanche?

Antonio: Dante Alighieri?

Saverio: E neanche questaltro vestito da Cirano? (Cirano fa le linguacce proprio davanti alla faccia di Antonio che non lo vede). Allora?! (Saverio si mette con la faccia proprio di fronte a quella di Antonio che sente lodore del suo alito)

Antonio: Save ma hai bevuto vino di prima mattina. Allora sei ubriaco e hai voglia di scherzare! Ma questo scherzo, primo non lo capisco, secondo non mi fa ridere e terzo mi hai anche un po stancato. Io sono passato qui perch stavo in pensiero per te volevo vedere come avevi preso il licenziamento. Ma siccome io un lavoro ancora ce lho e non ho tempo da perdere con i tuoi scherzi, ti saluto e ci rivediamo quando ti sar passato la sbronza! (Antonio se ne va)

Saverio: (i tre lo guardano come a dire: Te lavevamo detto) Ges , Giuseppe e Maria: So uscito pazzo! (e sviene sul divano).

Buio. Musica.

FINE ATTO I


ATTO II

SCENA 1

La scena si apre con Willy che fa aria a Saverio col suo fazzoletto per cercare inutilmente di rianimarlo.

Cirano: E allor! E svenuto o morto? Sono due ore che gli fai aria col fazzoletto. Ora ci penso io! (Cirano si avvicina e comincia a schiaffeggiare Saverio). Coraggio ragazzo, torna tra noi.

Dante: Eh ma cos se un era morto prima, tu lammazzi ora: co quei ceffoni!

Saverio: Che succede

Cirano: Visto: gli uomini vanno trattati da uomini!

William: O da bestie

Cirano: Non c differenza la maggior parte delle volte.

Saverio: (a s stesso) Ges, Giuseppe e Maria che sogno strampalato che ho fatto: Dante, Shakespeare e Cirano che invece che poeta era no zoticone (Cirano fa per lanciarsi su Saverio ma viene trattenuto da Dante. A questo punto William passa una tazzina di caff a Saverio). Una bella tazzulella e caf, dopo una nottata cos proprio quello che mi ci vuole (William si avvicina con la zuccheriera e il cucchiaino) tre grazie: la vita gi abbastanza amara (fa per bere il caff ma si blocca: si reso conto della situazione. Guarda Cirano, Dante che lo saluta e infine William)

William: Bevi prima che si raffreddi. Butta gi che ti fa bene.

Saverio: (verso il pubblico) E o vero?!

Dante: S ma figliolo caro un mi svenire unaltra volta che senn qui si fa notte senza ave combinato nulla!

Saverio: E voi la fate semplice maestro: io sono qui nel salotto di casa mia che parlo tranquillamente con i fantasmi di Cirano, Shakespeare e nientedimeno che Dante Alighieri e voi dite di mantenere la calma.

Dante: La situazione presenta, for di dubbio, aspetti decisamente nsoliti, tuttavia ci che conta l il motivo della nostra presenza qui.

Saverio: E quale sarebbe?

Cirano: Siamo qui per aiutarti.

William: Potremo definirla una sorta di solidariet fra poeti.

Cirano: Giusto, fra poeti!

Saverio: Cio fatemi capire, tutte le volte che nel mondo c qualcuno in difficolt arrivate voi ad aiutarlo?

Dante: Beh in realt le cose le sono un pochinino pi complicate di cos. Magari se si principia dallinizio la cosa l pi semplice da capire. Dunque vediamo prima di tutto non che sia sufficiente che ci sia un meschino qualunque in difficolt per fa arrivare uno di noi sarebbe una bella confusione e un basterebbe un esercito di trapassati pe fa tutto quel lavoro. No, prima di tutto si deve trattare di una persona meritevole, di buon cuore

William: Generosa, altruista

Cirano: Un po un coglione insomma

Dante: E poi i guai in cui esso si trova coinvolto devono da esser veramente di difficile solutio.

Saverio: Ho capito e una volta che ci sono queste caratteristiche, voi intervenite.

Dante: Mica sempre noi tre.

William: Di poeti nel mondo negli ultime tremila anni ce ne sono stati tanti.

Cirano: Di poeti veri pochissimi.

William: Thats right my dear, sono totalmente daccordo.

Saverio: E allora io, per avere tre pezzi da novanta come voi o sono molto fortunato o sono un caso disperato.

Dante: Un po tutte due le cose in verit. Ma quello che c da aggiungere che se tu fossi stato un omo per esempio dedito alla scienza, al posto nostro qui ci sarebbe magari quel bischero di Leonardo.

William: Charles Darwin.

Cirano: Louis Pasteur.

Dante: Oppure se fossi stato un omo darmi, un condottiero avresti qui davanti a te che so un Giulio Cesare.

William: Lammiraglio Nelson.

Cirano: Quel nanetto di Napolion!!

Dante: O ancora se fossi stato un uomo di pensiero, al posto mio ci sarebbe Seneca

William: Francis Bacon.

Cirano: De Toqueville!! E ora basta per: mi sono rotto le palle di parlare di questi defunti.

Saverio: S, s, io ho capito ma qua parlate solo di persone che fanno lavori un po particolari: letterati, condottieri, filosofi. Ma di operai metalmeccanici o impiegati statali, non ce ne stanno. Che poi stranamente i guai vanno a capitare quasi sempre a loro

William: Off course my dear. Noi aiutiamo tutti quelli che lo meritano. La professione non conta.

Dante: Gli proprio cos. Un operaio metalmeccanico, come lo chiami tu, sar aiutato da qualcuno che nel passato ha fatto il suo stesso mestiere o qualcosa che gli sappressa.

Saverio: E ma allora qua ci sta qualcosa che non torna: ammesso e non concesso che io sia questa bella persona che voi dite, da me ci dovevano venire tre portantini, tre messaggeri, insomma tre persone il cui lavoro era qualcosa di simile a quello che faccio io che porto i pacchi a casa della gente o no?!

William: Il tuo ragionamento non farebbe un piega dear Saverio se non per un piccolo e alquanto insignificante particolare.

Saverio: E sarebbe?

Dante: Sarebbe che noi s spiriti che hanno lasciato il corpo aim da qualche secolo. Ci soccupa danime mica di professioni.

Cirano: Ci hai preso per agenti delle tasse?

Saverio: Non capisco

Dante: Io invece credo di s: al di l di quello che la vita ti ha portato a fare per guadagnarti pane e companatico, ci che sei veramente, quello che c in fondo al tuo cuore uno scrittore, un letterato, un poeta insomma.

William: La vita spesso dura e tante volte, in ogni epoca, ci capitato di trovare anime di poeti racchiuse nel corpo di un minatore, di un cameriere, di un senzatetto.

Cirano: Qualunque sia il lavoro che stai facendo o magari che farai per tutta la vita, al destino non si sfugge, non si pu ingannare. Potrai fare il postino o limpiegato ma sarai solo un mediocre postino o un mediocre impiegato. Se hai lanimo di un poeta: passerai tutta la vita a cercare di tenere in silenzio, chiusa dentro di te, la voce di quel poeta allor quella la tua strada, la poesia ci che devi fare, anche se una scelta difficle, anche a costo di vivere di stenti e fare la fame.

Saverio: Eh, la fate facile voi Dante, Shakespeare e Cirano ma io sono Saverio Scapuozzo e altro che fame farei se vivessi delle mie poesie.

Dante: Nessuno di noi ha visto la luce in questo mondo accompagnato da fama e notoriet.

William: Thats right. E pi facile trovare mille sterline sotto un mattone che un poeta che non ha fatto la fame. La fame la migliore di tutte le muse.

Cirano: La pi vera delle ispirazioni.

Dante: Il carburante del vero talento.

Saverio: Il talento ma come si fa a sapere se uno ha talento.

Dante: Se nessuno legge i tuoi scritti, un tu lo saprai mai. Che tu abbia bisogno di avere un solido tetto sulla testa e di mettere del buon cibo nella pancia gli giusto e comprensibile; ma chi timpedisce nel contempo di fare ogni sforzo possibile per far leggere le opere tue. Un si sa mai che ti pole offrire la vita di certo se un tu provi mai, i tuoi ricordi saranno tutti destinati a divenir nullaltro che rimpianti (attimo di silenzio).

Cirano: Capito?! Per questo lo chiamano il sommo poeta

Dante: Comunque bando alle ciance: noi s qui per darti una mano da un punto di vista anche molto pratico mica solo per fare dei gran discorsi e filosofeggiare.

Saverio: Cio?

Dante: Cio in questo momento tu hai due problemi urgenti.

William: Cuore e mestiere.

Dante: Principieremo con laffrontare questultimo.

Saverio: Il lavoro?

Cirano: Exactement!

Saverio: Eh allora stiamo freschi: io da ieri sono ufficialmente disoccupato. E essere napoletano, disoccupato, immigrato, a Milano ci vuole del vero talento eh! Questo almeno me lo riconosco.

Dante: Bene, comincia col raccontare tutto dallinizio per filo e per segno. Un tralasciare nessun particolare, financo quelli che tappaiono privi di significato alcuno. Ntesi?

Cirano: S ma fa in fretta che io cho fame

Saverio: Come no, hai vostri ordini: allora se proprio dobbiamo principiare dallinizio vi devo dire che io nacqui ad Afragola, ridente cittadina di circa 60.000 abitanti sita nel cuore di quella regione anticamente denominata dai latini Campania Felix. Mio padre, pace allanima sua (la musica copre le parole di Saverio).

Buio.


SCENA 2

Dante: Insomma, un tu sei convinto

Saverio: Maestro, qui non si tratta di essere o non essere convinti, perch, scusate se ve lo dico eh, ma il vostro piano non mi pare che sia questo grande colpo di genio.

Cirano: No?

Saverio: E no andare dal mio boss

William: Mister Brighini.

Saverio: Mister Brighini, e andargli a dire che il ritardo era dovuto ad accadimenti personali gravi

Dante: Molto gravi

Cirano: Gravissimi

William: Hearts matters, problemi di cuore

Saverio: Eh, problemi di cuore, sai quanto gliene f sai quanto gliene cale a Mister Brighini dei miei affari di cuore quello se ne fa un baffo qui, se veramente vogliamo fare in modo che io possa avere una qualche possibilit di avere il mio posto di vice sostituto autista di terzo livello ad interim del furgoncino porta consegne della SVP ci vuole unidea di quelle geniali

Cirano: (A William) Cos che ha detto?

William: Vice sostituto qualcosa

Cirano: Mah

Dante: O Saverio, fammi capire per benino cosa tu ntendi per idea geniale

Saverio: Maestro, se fossi in grado di produrre idee geniali, il genio sarei io e magari qualcosa di simile alla vostra commedia divina, lavrei scritto anche io, e invece io sono un disgraziato che in questo momento farebbe di tutto per riprendersi un umile posto di vice sostituto autista di terzo livello ad interim

Cirano: (A William) Hai sentito? Lha detto di nuovo!

William: Yes my dear

Saverio: Insomma, detto sempre senza offesa, ma io maspettavo che vinventaste una storia di quelle assurde, tipo un invasione della cavallette, un sequestro di persona, un attentato, una morte improvvisa, lo straripamento del naviglio

Dante: Ho capito, ho capito: te tu volevi che ti sinventasse una bugia di quelle micidiali

Saverio: Micidiali nel senso che avrebbero fatto abboccare quel fetente di Brighini e mavrebbero fatto avere il mio bel posto di

Cirano: Vice sostituto autista di terzo livello ad interim ti!

Dante: Sta bene, mio caro Saverio, se questo che tu voi, noi tre s venuti fin qui per risolverti i problemi, mica pe fa chiacchiere da cortile. Quindi tu suggeriresti un approccio pi diciamo creativo nevvero

Saverio: Creativo, bravo maestro, per carit

Dante: (rivolto a William e Cirano) Allora esimi colleghi, un vorrete mica che in giro si dica che quando il compito arduo e la lotta si fa dura, noi tre ci si tira indietro vero?

William: Giammai Sir!

Cirano: Chi si estranea dalla lotta un gran figlio di una mignotta!

Dante: Ecco, sera in pensiero

William: Ci mancava il tuo eloquio sagace!

Cirano: Il che?

William: O magari in questo caso si trattava di un pensiero di quello scapestrato di Oscar Wilde che ha innalzato laforisma ad una vera e propria forma darte no, decisamente non credo

Cirano: (a Dante) Una volta su due io questo non capisco quello che dice

Dante: (a Saverio) Ci scuserai per un momento: ci si riunisce in concistoro

Saverio: Prego, ci mancherebbe

Musica. I tre confabulano in certi momenti anche in modo animato. Saverio cerca invano di capire cosa si dicono. Poi, continuando a confabulare fanno avvicinare anche Saverio. La musica aumenta di volume. Si sente solo il brusio delle voci dei quattro. Poi la voce di Saverio che dice ad alta voce La maga Samantha! e dopo un po Voi intendete Antonio.

Musica. Buio.


SCENA 3

Siamo nella casa della maga. Scena deserta. Rumore di un campanello.

Samantha: Eccomi arrivo!

Brighini: Buona sera signora.

Samantha: Prego si accomodi.

Brighini: Ben gentile. Mi permetta di presentarmi: sono il geometra Ernesto Brighini della premiata ditta SVP di Trezzano sul Naviglio.

Samantha: Molto lieta di far la sua conoscenza geometra.

Brighini: Mi scusi se mi permetto ma per motivi professionali: lei la signora Cantalamessa Concetta Carmelina? Allora questo pacchettino l per lei. Un paio di firmettine prego, qui e qui.

Samantha: Comunque quello il nome che mi dette il mio babbo ma ora per tutti e anche per lei sono Samantha.

Brighini: Vada per Samantha allora. Anche perch per dire per intero tutto il suo nome anagrafico bisogna che uno prenda le ferie, eh non finisce pi! Che poi se non sbaglio non un nome proprio delle nostre parti. Mi sembra piuttosto meridionale, cos, di Pavia?

Samantha: Lei ha proprio ragione: che il nonno era siciliano ma io son di Bologna. Ma si accomodi, cosa fa l in piedi come un soldatino. Si tolga il giubbotto, si metta seduto che ci faccio un bel caffettino, cosa dice?

Brighini: Ma cosa vuole che le dica. Motivi di regolamento disciplinare interno della SVP, non mi consentirebbero un tale comportamento confidenziale con una cliente ma in questo caso, per una cliente come lei, uneccezione si pu anche fare.

Samantha: Ma bravo, che una tazza di caff e due chiacchiere in amicizia non hanno mai fatto male a nessuno.

Brighini: Visto che lei cos gentile, mi consenta unaltra domanda, che cos mi tolgo una curiosit: ho letto diciamo la ragione sociale della sua azienda sulla bolla di consegna: Pink Future. Insomma, qual lattivit, di cosa si occuperebbe questo studio Pink Future (pronunciato in inglese maccheronico come Saverio).

Samantha: (tra s e s) Tutti madrelingua li assumono eh (gli porge la tazzina di caff) ah ma ce lo dico subito: il tavolino sul quale appoggiato, non mica un tavolino qualsiasi sa?

Brighini: A no?

Samantha: No caro il mio geometra.

Brighini: Mi chiami pure Ernesto, lasciam perdere i titoli nobiliari che io son democratico e non ci faccio caso.

Samantha: Bravo Ernesto.

Brighini: E che tavolino ? Bello robusto, comprato alla Casa del Mobile di Lissone? Ha fatto bene che quei mobili l dellIkea son buoni solo per una stagione.

Samantha: Ma lasci perdere lIkea e la Casa del Mobile di Lissone! Questo tavolino importante perch il mio principale strumento di lavoro.

Brighini: Fa la cameriera?

Samantha: S buonanotte. Ma quale cameriera dEgitto. La cartomante!!

Brighini: Ah, ho capito!

Samantha: Era ora!

Brighini: Lei di quelle che legge il futuro nei fondi del caff, nei palmi della mani o con le carte.

Samantha: Bravo. Le carte sono la mia specialit. Vuole provare?

Brighini: Ma sa che queste cose mi hanno sempre incuriosito? E senta un po sel custa? Cio quanto mi costerebbe diciamo farmi leggere le carte?

Samantha: Beh, in genere ai miei clienti ci chiedo trenta euro ma per lei, posso fare uneccezione e accontentarmi di quindici

Brighini: Ecco qui dieci eurini in contanti e non ne parliamo pi.

Samantha: In contanti, ma pensi che in genere somme di questo genere me le danno a rate semestrali.

Brighini: Coraggio, allora cosa dicono le carte eh?

Samantha: (Comincia a mischiare il mazzo) Tagli. (gira le carte sul tavolo). Dunque vediamo lei non sposato

Brighini: Sono uno scapolone doro

Samantha: Di platino direi!

Brighini: Come dice?

Samantha: Dico che dalle carte risulta che lei ha una vita professionale ricca di successi.

Brighini: Beh modestamente

Samantha: Oh addirittura sembra che lei sia il responsabile di un intero ufficio!

Brighini: Ah cos nel dettaglio vanno queste cartine?

Samantha: Anche di pi: lei comanda addirittura due persone no aspetti una sola

Brighini: Eh s, una sola, per fortuna laltra me la sono tolta dalle balle

Samantha: S ma questa improvvisa dipartita del suo valido collaboratore

Brighini: Valido quello l?

Samantha: Valido, validissimo direi infatti la sua mancanza le causer dei disagi

Brighini: E infatti lei ha perfettamente ragione, deve sapere che laltro mio sottoposto, che io chiamo confidenzialmente Lino Banfi, mezzora fa non era in ufficio e non sono riuscito a contattarlo sul cellulare e cos sono dovuto venire io a fare questa consegna perch le consegne, da quando sono capufficio, non le faccio mica pi sa.

Samantha: Ma certo, lo dicevano le carte che una persona importante ma mi lasci continuare eh, addirittura (gli mostra lasso di bastoni). Lo sa che carta questa?

Brighini: Un asso di bastoni.

Samantha: Bravo. E sa cosa vuol dire?

Brighini: Cosa vuol dire?

Samantha: Sventura.

Brighini: Sventura?

Samantha: Sventura nera. La peggiore!

Brighini: Sventura nera? Perch ho licenziato quel babbeo dello Scapuozzo? Ma com possibile?

Samantha: Le carte non mentono: quando torner in ufficio, trover una brutta sorpresa ad accoglierlo.

Brighini: Addirittura!

Samantha: Malasorte: sventura nel lavoro e anche nella salute. Lamore

Brighini: Lamore?

Samantha: Non c. Ma quello non cera neanche prima e quindi siamo tranquilli. C solo una cosa che pu fare per uscire da questo tunnel di energia negativa.

Brighini: E sarebbe?

Samantha: Riassumere il licenziato!

Brighini: Lo Scapuozzo?

Samantha: Lo Scapuozzo!

Brighini: Mai! E poi cosa centra lo Scapuozzo con i miei guai?

Samantha: Ha mai sentito parlare dei parafulmini?

Brighini: E allora?

Samantha: E una questione di energie mistiche, di campi elettromagnetici umani: evidentemente questo Scapuozzo attirava su di s tutte le energie negative lasciando a lei solo quelle positive. Sa qualcosa dello Scapuozzo? Come gli andava la vita?

Brighini: Ma non lo so, ero il suo capufficio mica il suo confessore per adesso che mi ci fa pensare, mi era giunto allorecchio che era in crisi con la sua fidanzata

Samantha: Lo vede? E al lavoro?

Brighini: Un disastro!

Samantha: Appunto. Lui catalizzava tutto il negativo che cera in zona Trezzano sul Naviglio, lasciando libero lei. Ora si sbrighi a tornare in ufficio che, come le ho detto, il bello o meglio, il brutto deve ancora arrivare. Vada, si sbrighi, prima che sia troppo tardi!

Brighini: Eh vado s son proprio curioso di vedere cos successo lo Scapuozzo, il mio parafulmini ma pensa te. Arrivederci eh e mi stia bene (Brighini esce. Samantha guarda nella sua direzione per assicurarsi che sia uscito e poi comincia a ridacchiare). Allora, come sono andata? Neanche la Sophia Loren ci faceva uninterpretazione cos.

Saverio: (escono Saverio e i tre fantasmi) Donna Samantha, voi mia avete lasciato letteralmente senza parole. Il vostro talento assoluto!

Samantha: Beh ma io ci sono abituata ad inventarmi le frottole voglio dire, ad usare quel minimo dimmaginazione per decodificare quello che le carte mi dicono ma quello che ho fatto io niente se paragonato a lei

Saverio: Io? Che intendete dire?

Samantha: Ma come cosa intendo dire: quella storia dei tre tenori che le girano intorno dovrebbe scriverci un libro!

Saverio: Quindi voi non mi credete? (si volta verso i tre) Non mi crede.

Dante: O un ti sera gi detto che solo a te e concesso di godere della nostra compagnia? (Cirano si avvicina a Samantha)

Saverio: E certo ma pensavo che lei, essendo maga

William: S maga una ciarlatana vorrai dire

Saverio: Guardate che stata lei a dirmi che laiuto, anzi gli aiuti, mi sarebbero venuti da vicino ma anche da lontano e adesso ho capito che vicini voleva dire la vicinanza artistica e lontano beh venite proprio da un altro mondo eh

Samantha: Ma con chi sta parlando? Non mi vorr mica far spaventare eh?! S bevuto il cervello?

Saverio: Pu darsi che voi abbiate ragione ma Shakespeare dice che siete una ciarlatana.

Samantha: Ah, Shakespeare dice cos?

Cirano: Sar anche ciarlatana ma anche una femmina meravigliosa guardate che occhi, che pelle e poi cha due poppe tres fantastique!! (Cirano le tocca i seni).

Saverio: E Cirano dice che che

Cirano: Le poppe!

Saverio: Che siete una gran bella donna ecco

Cirano: S bellissima

William: Disgusting!

Samantha: Galante questo Cirano gli dica che venga a farmi visita che non si sa mai mi son sempre piaciuti gli uomini con il naso grosso. Intendo un bel contatto ravvicinato

Cirano: Mi sto portando avanti col lavoro pi ravvicinato di cos?!

Dante: Ora si deve andare, che il nostro piano ancora gli lungi dal terminare.

Cirano: No, restiamo un altro po

Saverio: Il maestro dice che dobbiamo andare

Samantha: Il maestro sarebbe

Saverio: Dante Alighieri.

Samantha: Ma certo, come no andate, andate, lei e i tre moschettieri che mi devo andare a fare una bella doccia che questa camicetta con sto caldo mi s appiccicata addosso

Saverio: S, il caldo

William: Lets go. (tutti escono tranne Cirano che rimasto tutto il tempo con la testa fra i seni di Samantha).

Saverio: (fa capolino) Allora ti decidi?!

Samantha: Cosa devo decidere? Ma ancora qui? E se ne vada!

Cirano: Adieu mon amour che femmina e che poppe!

Musica. Buio.


SCENA 4

Ufficio della SVP. Antonio seduto al desk. Sta lavorando al PC. Entra di corsa Brighini.

Brighini: U, Lino Banfi, finalmente ti si trova. Che fine avevi fatto?

Antonio: Signor Brighini, meno male che tornato.

Brighini: Perch, cos successo?

Antonio: Cos successo? Il finimondo! Qua non funziona pi niente! Il furgone mi ha lasciato in mezzo alla strada, il mio cellulare andato

Brighini: Eh, non mi dire niente, al furgone che avevo io si son bucate due gomme, dico: due gomme! Mica una, non s mai vista una cosa del genere

Antonio: Appunto! E una volta arrivato in ufficioancora peggio! Il computer in tilt, non c Internet e non c linea telefonica praticamente siamo isolati dal mondo.

Brighini: Questa l proprio bella ma vuoi vedere che la Samantha aveva ragione?

Antonio: Chi?

Brighini: Lascia perdere te, che tanto non capisci proprio un bel niente! Cosa vuoi capire te di energie negative e campi elettromagnetici umani

Antonio: Comunque qui bisogna intervenire al pi presto: ci sono tutte le consegne del pomeriggio da fare per non parlare di quelle del resto della settimana e non riusciamo neanche ad avvertire i clienti!

Brighini: Boia vacca che guaio! Cos che posso fare adesso alla fine qua c solo una persona che pu salvarci dal disastro! (in quel momento entra in scena Saverio seguito dai tre fantasmi)

Saverio: E permesso?

Brighini: Eh, tel chi: parli di disastro e spunta il terun!

Saverio: Anche per me un piacere rivederla, geometra Brighini.

Antonio: Saverio, che ci fai da queste parti.

Saverio: Che ci faccio sono venuto a prendere quello che mi spetta: due settimane di lavoro, mica bruscolini

Antonio: Hai scelto proprio la giornata giusta!

Saverio: Perch, ch successo?

Brighini: Ma non successo niente, cosa vuoi che sia successo? Dar retta a quello l (Brighini prende amichevolmente sottobraccio Saverio) allora caro Saverio, come andiamo? Ma lo sai che mi fa molto piacere rivederti qui?

Saverio: Niente di meno

Brighini: Beh, hai sempre saputo che io gestisco questo ufficio praticamente come una grande famiglia

Saverio: S, parenti serpenti

Brighini: E come ogni capo famiglia che si rispetti, ogni tanto devo fare la voce grossa, devo farmi sentire altrimenti qui va tutto a ramengo, capisci?

Saverio: E come no?

Brighini: Ma questo non vuol dire che uno non sia affezionato ai propri dipendenti, cos come i dipendenti sono affezionati allazienda.

Saverio: Bene.

Brighini: Quello che voglio dire che io dei miei dipendenti so tutto, anche quello che faccio finta di non sapere perch sono una persona educata e discreta.

Saverio: E certo

Brighini: Quindi so benissimo che per te non un momento facile per problemi diciamo intimi, familiari insomma. Ma quello che voglio dire te lhai gi capito perch sei un ragazzo sveglio. Se rivuoi il tuo posto, la SVP pronta ad accoglierti a braccia aperte come un figliol prodigo. In tuo onore uccideremo anche il vitello grasso (indica Antonio e ride forzatamente). Capito la battuta?

Antonio: Grazie geometra.

Brighini: Non c di che. (poi rivolto a Saverio). Io lo so che te sei venuto qui perch non ti rassegni allidea di non lavorare pi in SVP: questa azienda ti entra nel cuore. Ma io ti ho gi capito e senza bisogno che tu chieda perdono ti allargo le braccia e ti accolgo di nuovo nella nostra famiglia. Certo in questo caso, necessario che tu faccia un piccolo sacrifizio e comprenda le esigenze dellazienda che ha fatto cos tanto per te.

Saverio: E cio?

Brighini: Beh, ma mi pare ovvio: non puoi pensare di ritornare alle stesse condizioni di prima. Un piccolo sacrifizio a testimonianza della buona volont e del tuo ravvedimento, ci deve essere, capisci?

Cirano: (Che ha seguito da vicino lavanti e indietro di Saverio e Brighini. Rivolto a Dante) Ora basta: posso infilzarlo? (Dante fa un cenno di diniego).

William: S ma questo viscido ometto lo meriterebbe alquanto. Concordo col cinghiale.

Cirano: A chi hai detto cinghiale?

Saverio: Oh caro geometra, visto che sei un padre di famiglia ti do del tu. Permetti vero?

Brighini: Altroch!

Saverio: Adesso ti dico papale papale come la pensa il sottoscritto sui sacrifizi: primo, io, come ho detto pocanzi, non sono venuto qui a chiedere perdono a nessuno. Secondo: se permetti una famiglia gi la tengo e mi basta e mi avanza. Terzo: di sacrifizi, come dici tu, per questa azienda mi sembra di averne gi fatti abbastanza e quarto: lasciamo stare il vitello grasso che non mi sembra proprio il caso (indica Antonio). Quindi, se proprio vuoi che io torni a lavorare alle tue dipendenze, di seguito vado ad elencare le mie richieste

Cirano: Bravo! Il ragazzo ha il cuore di un guascone!

Dante: Ganzo s

William: Very cool

Saverio: Vado bene eh?

Brighini: Dov che vai?

Saverio: Lascia perdere allora, parlavamo delle mie richieste: aumento di stipendio del 20% per il sottoscritto e diciamo del 15 per il vitello grasso

Antonio: Oh ma la facciamo finita co sta storia del vitello grasso?

Saverio: Lo vuoi laumento?

Antonio: E si capisce!

Brighini: Ma quale aumento

Saverio: E allora beccati il vitello grasso. Ma andiamo avanti.

Brighini: Non ancora finita?

Saverio: No ma ci siamo quasi.

Brighini: Meno male

Saverio: Furgoni nuovi con aria condizionata per lestate, riscaldamento per linverno funzionanti e servosterzo.

Cirano: Cosa centra la servit?

Dante: Questa un lho capita neanche io

Saverio: Navigatori satellitari e cellulari aziendali da usare quando si in consegna e infine last but not least (guarda William)

William: Molto bene ragazzo!

Saverio: Macchinetta nuova del caff!

Antonio: Dio ti ringrazio!

Brighini: Cosa ringrazi tu.

Saverio: Allora, che ne dice?

Brighini: Ma ma ma questo un ricatto bello e buono, una follia, sono pretese assurde ma ti rendi conto?

Saverio: Perfettamente.

Brighini: Io non mi faccio ricattare da nessuno. Fuori eri e fuori rimani! (in quel momento scoppia il PC davanti ad Antonio).

Saverio: Arrivederci.

Brighini: Aspetta un momento e va beh hai detto che laumento lo vuoi del 10%, vero?

Saverio: 20!

Brighini: 15!

Cirano: 40!

Saverio: 20!

Cirano: 50!

Brighini: 18!

Saverio: E vada per il 18, netto!

Cirano: Ma io avevo detto 50

Brighini: Si ma cosa centra anche il Lino Banfi? Cos una vertenza collettiva?

Antonio: Ma quale collettiva che siamo in due!

Brighini: Zitto te che non centri niente!

Antonio: Come non centro niente!

Saverio: Se per me il 18 per il vitello almeno il 12

Antonio: Almeno

Cirano: Ma 12 che?!

William: Ah che stress questo qui (rivolto a Dante) ma qualcuno di meno scemo non cera?

Cirano: Scemo a chi? Ti affetto come una gallina (cerca inutilmente di sguainare la spada)

Dante: State bonini per piacere che senn un vi ci porto pi fatemi sentire che la trattativa ancora un ancora finita

Brighini: E vada per il 12 anche per quello l

Saverio: Allora fatta!

Brighini: E fatta s, ricattatore!

Saverio: Stringiamoci la mano e domattina alle 8.30 in punto sto al mio posto di lavoro.

Brighini: Non cominci subito?

Saverio: Domattina dopo la firma del nuovo contratto che tu provvederai a scrivere stasera, siamo daccordo.

Brighini: Daccordo (si stringono la mano).

Antonio: (si avvicinato per stringere la mano a Brighini) Daccordo!

Brighini: Ma va a cagher e mettiti a lavorare che altrimenti altro che 12% ti do! (Brighini se ne va)

Antonio: Eh, che maniere!

Saverio: Allora che dici?

Antonio: Del 12%? Si poteva fare meglio

Saverio: Ma sentitelo!

Antonio: Scherzo! Torniamo a lavorare insieme: sono la persona pi contenta al mondo, che ti credi?! Tu no?

Saverio: Ma certamente! (Saverio e Antonio parlano tra loro)

Cirano: (a Dante) Vedi? E contento. Ce labbiamo fatta.

William: Really?

Cirano: Ma certo!

Dante: Caro il mio guascone, un vorrei che il nostro amico inglese stavolta abbia ragione: credo che il nostro lavoro qui sia lungi dallesser finito.

Cirano: Parlate della sua dama!

Dante: Della sua dama di sicuro ma non solo. Non vero caro William?

William: Of course my dear, of course

Cirano: Io questi due non li capisco quasi mai.

Buio. Musica.


SCENA 5

A casa di Saverio.

Saverio: B che dire siete stati bravissimi: avete combinato dei disastri a ripetizione: le gomme del furgone, le linee telefoniche, i cellulari, internet alla fine se n scoppiato pure il computer!

Cirano: Quello stato il mio colpo da maestro.

William: Anche bucare le ruote gommate al furgone non stato male

Saverio: E va bu ma quello ci riuscivo pure io, quandero piccolo ad Afragola era uno dei miei passatempi preferiti.

William: Davvero? E lo facevi con le auto in corsa?

Saverio: Lavete fatto con lauto in corsa?

William: Oh yes my dear

Dante: E stando bene attenti che a quel grullo del Brighini un succedesse nulla un si pole mica fa del male alla gente, noaltri!

Saverio: E questo lo capisco.

Cirano: Poi per il telefono, il cellulare e quellaltra cosa come si chiama?

William: Internet!

Cirano: Bravo, quello! E stato facilissimo: per le cose che camminano nellaria non ci sono problemi!

Dante: Comunque c ancora molto da lavorare, amici miei: la questione del lavoro in fin dei conti lera la pi facile. Le note dolenti cominciano ora

William: Hearts matter problemi di cuore

Cirano: Cherchez la femme

Saverio: Eh cherchez la femme la fate facile voi mo voglio proprio vedere cosa vinventate con Brighini stato semplice ma Giulia un pit bull!

Cirano: Cos?

Saverio: Un pit bull un mastino insomma

Cirano: Morde?

Saverio: Macch.

Cirano: Sbava?

Saverio: Ma nonsignore!

Cirano: Piscia in casa?

Saverio: S e ulula alla luna ma tu vuoi pazziare!

Cirano: E allora perch dici che un mastino la tua donna?

Saverio: Ma una metafora: volevo dire che una donna forte, tenace, di carattere insomma.

Cirano: Era una metafora di merda. (rivolto agli altri due) Ma come parla? Mi sa che questo qui cha lanima del caprone altro che poeta!

Dante: (a Cirano) Sta bonino te: questo il linguaggio moderno. Son cose lontane dai nostri tempi ed estranee al nostro sentire. Per questo suonano incomprensibili alle nostre orecchie di poeti.

William: Thats right. Hai ragione amico mio ma stavolta concordo anche con Cirano: paragonare la donna che si ama ad un mastino neanche il peggiore degli scribacchini

Saverio: Hii come la fate lunga: era solo un modo di dire voi che fate, create poesie ogni volta che aprite bocca?

I 3 insieme: S!

Saverio: E tengono pure ragione vabbu, ritorniamo sul nostro problema e finiamola con queste divagazioni, ok?

Dante: Il ragazzo lha ragione, amici miei, diamoci da fare allora: chiariamo la situazione

Cirano: C niente da chiarire: il mastino se lo prende gli stacca la testa al nostro amichetto

Saverio: Eh la testa!

William: Ma ancora con questo mastino?

Dante: Io unidea ce lavrei

William: Really?

Cirano: E allor che aspetti? Svuota il sacco parbl!!

Dante: Ma un so se vi piacer n a te n a voi si tratta di una soluzione estrema.

Saverio: U, addirittura e che dobbiamo fare, un esorcismo?

Dante: Tu ci sei andato vicino bischerone: la parola l transustanziazione

Saverio: Che ?

William: Ma una procedura assai rara my dear e anche un po pericolosa

Dante: Gli vero, ma credo che la situazione possa giustificare un nostro intervento di codesto tipo

Cirano: Per me ha ragione lui si ma chi la fa?

William: Credo che dovrei essere io: visto largomento la mia arte particolarmente indicata non trovate anche voi?

Cirano: Ma che cazzo dici. Sono io quello che deve intervenire. So come si fa: lho gi fatto!

William: Non sono assolutamente daccordo: la persona adatta proprio sotto il tuo naso e non faccio per fare della facile ironia

Cirano: Coshai da dire sul mio naso? Vuoi che dica qualcosa sul tuo

Dante: (Interviene dante mettendo una mano davanti alla bocca di Cirano) O ragazzi state bonini per cortesia. Un mi pare proprio i caso di far chiasso come dei fanciulletti che si leticano la merenda un po di dignit, un po di maturit, ricordiamoci chi siamo, cosa si rappresenta per il mondo intiero, per la cultura, per larte (guarda gli altri due che lo osservano con aria interrogativa come a dire dove vuole arrivare questo qui) Si fa la conta!

Cirano: Brav!

William: Thats right!

Dante: Pe me, pe me, pe me verso Willy tre + uno quattro + due sei. 1 2 3 4 5 6. eh tocca a William.

William: Sar divertente.

Cirano: Non sar divertente per un bel niente invece: tocca a me.

Dante: O vien via Ciranino: la conta gli la conta e a chi tocca un singrugni, eh.

William: Impara a perdere!

Cirano: Impara tu a perdere: la conta sbagliata!

Dante: O perch, di grazia?

William: Gi, perch?

Cirano: Perch questo grullo (fa il verso a Dante) ha sbagliato il giro: ha contato al rovescio.

William: Al rovescio?

Dante: I che tu dici Ciranino, ti sei ringrullito?

Cirano: Tu hai detto: Pe me, pe me, pe me verso Willy (ancora fa il verso a Dante) quindi, sei partendo da te verso Willy fa: 1 2 3 4 5 6 e quindi tocca a me.

William: Cos questo puerile inganno?!

Dante: Ridimmi un pochinino cos che avrei detto io?

Cirano: Pe me, pe me, pe me verso Willy; quindi 1 2 3 4 5 6 e tocca a me.

Dante: Eh mi sar distratto un attimino ma, stando cos le cose, William mi dispiace ma

William: Not at all my dear, sono quisquiglie da cortile, non minteressano, ho ben altre cose per la testa mi dispiace solo per il ragazzo

Cirano: Ora ruba il mestiere a Esopo: la volpe e luva

Saverio: Oh signori miei, scusate se interrompo tre mostri della cultura mondiale mentre giocano alla conta ma si pu sapere di che state parlando?

Tutti e 3: Transustanziazione!

Saverio: E questo lavevo capito pure prima ma di che si tratta? Che si deve fare? Che devo fare.

Dante: Dunque vediamo in realt gli molto semplice ragazzo mio diciamo cos: tu in questo momento hai qualche difficolt nel dialogo con la tua dolce met, giusto?

Saverio: Non ci parliamo proprio.

Dante: Bravo e qui entra in campo la transustanziazione: uno di noi prester la sua arte di poeta per parlare con la tua amata al posto tuo l chiaro?

Saverio: Per niente

Cirano: Amico mio ti ricordi la mia storia? Quella che ha scritto quel caprone di Rostand?

Saverio: E si capisce.

Cirano: La scena del balcone? Con quel coglione di Cristiano?

Saverio: (recitando) Ma poi che cos un bacio? Un giuramento fatto un poco pi da presso, un pi preciso patto, un traguardo che insieme un avvio, un apostrofo rosa messo tra le parole tamo. Bello eh?!

Cirano: Bella merda s: roba da farti cariare tutti i denti allistante.

Saverio: S, intanto a Rossana le era piaciuta per sul balcone il coglione cera salito o no?

Cirano: Tutte balle! E smettila di tirarmi le gomitate o tinfilzo come uno spiedo

William: Allora: vogliamo concludere? Se permettete provo io a spiegare la cosa: in pratica il destino che cinico e baro ha scelto il qui presente Cirano come tua voce per cercare di ristabilire i contatti con Giulia, come mezzo per riconsegnarti il cuore della tua amata. Larte, si fa per dire, di Cirano sar la chiave per riaprire una porta che al momento chiusa a doppia mandata. Dar voce al sentimento che alberga nel tuo cuore. In pratica, tradurr in parole quello che tu, solo perch troppo coinvolto in questa storia, non saresti in grado di dire. In questo modo la conquista della donna amata non potr sfuggirti. Chiaro?

Saverio: Scusate maestri io sono anche onorato del vostro interessamento ma questa transust transustan

William: Transustanziazione.

Saverio: Eh quella mi sembra una cosa insomma: ma non gli posso parlare io a Giulia?

Dante: Certo tu poi! Per questo nostro intervento l diciamo una scorciatoia per di molto pi sicura della strada principale: aldil della capacit di poetare di Cirano, il nostro status di anime ci consente di toccare le corde sensibili dellomini e delle donne in maniera che a voi esistenti un consentita hai capito ora?

Saverio: Io avrei anche capito ma c ancora una cosa che mi sfugge: se solo io vi posso vedere, come far Cirano a parlare con Giulia per cercare di fare la pace?

Dante: Ma gli proprio questa lessenza stessa della transustanziazione benedetto figliolo. Anche se tu ci vedi cos, te tu ti dimentichi che in realt noaltri tre s oramai solo anime, puri spiriti. I nostri corpi sono andati dal quel d! Che voi che la sia per uno spirito entrare in un corpo. Come bere un bicchier dacqua!

Cirano: Vino.

Dante: Che tu dici?

Cirano: Vino, rosso: mi piace di pi: lacqua mi fa vomitare.

Dante: Facile come bere un calice di vino rosso

Cirano: Un bordeaux, del 64 possibilmente 1564 naturalmant.

Dante: O allora! La si fa finita!

Cirano: Pardon pardon: mi ero lasciato trasportare

Saverio: Cio fatemi capire: Giulia vedr me ma in realt sar solo un involucro: i gesti e le parole saranno quelle di Cirano?!

William: Thats right!

Saverio: Una specie di playback!

Dante: Bellino eh!?

Saverio: E insomma che vi devo dire se pensate che sia la strada migliore da percorrere facciamolo questa volta la parte di Cristiano toccher recitarla a me per ricordatevi che la prima volta non and a finire tanto bene n per Cristiano, n per Cirano, n per Rossana

Cirano: E allor la finiamo di portare sfiga! Cirano non ha mai fallito un colpo! So gi quale sar il primo passo verso la riconquista della mastina: datemi carta, penna e calamaio che mi venuta una come si dice traspirazione!

Dante: Ispirazione Cirano, ispirazione!

William: S per la traspirazione gli si addice di pi

Saverio: Ges, Giuseppe e Maria cominciamo bene, cominciamo

Buio. Musica


SCENA 6

Musica. In scena si vede Giulia che attraversa il palcoscenico in varie situazioni della giornata, in giornate diverse. Saltellando mentre cerca di infilarsi una scarpa; mentre si infila il soprabito ed esce; mentre torna a casa getta tutto per terra per andarsi a fare una doccia; mentre mangia e infine mentre se ne sta tranquillamente sul divano a leggere un giornale. Tutte azioni che interrompe perch la sua attenzione viene catturata da fogli di filigrana sul quale Cirano a scritto i suoi versi. Il primo foglio viene praticamente ignorato, poi via via le lettere acquistano sempre di pi la sua attenzione, finch nellultimo lo sguardo di Giulia decisamente conquistato. Proprio mentre Giulia ha appena finito di leggere lultima lettera entra in scena Saverio. Giulia si ricompone.

Saverio: Buonasera. (Saverio fa un gesto come dire: Come al solito non risponde. I tre fantasmi sono dietro di lui. Durante tutta la scena i tre commentano con gesti ed espressioni)

Giulia: Buonasera.

Saverio: (Saverio rimane molto stupito da questa risposta: si guarda intorno come se Giulia avesse parlato con qualcun altro. Poi si avvicina e ripete, quasi a sincerarsi che Giulia abbia capito bene). Buonasera

Giulia: Ciao Saverio.

Saverio: Ciao Giulia no che volevo essere sicuro che parlassi proprio con me.

Giulia: E con chi altri dovrei parlare? Non ci sono altre persone qui dentro.

Saverio: Si fa per dire

Giulia: Come?

Saverio: No dicevo e chi altro ci dovrebbe essere qui, a parte noi due

Giulia: Appunto.

Saverio: E che io mi stupivo del fatto che mi rispondessi; ormai non so quanto tempo che non mi rivolgi pi la parola e

Giulia: Neanche tu.

Saverio: E vabb ma quello per forza: tutte le volte che ho provato a parlarti, sentivo leco

Giulia: Hai ragione per devo dire che sei stato bravo a trovare un canale alternativo

Saverio: Un canale alternativo?

Giulia: Di comunicazione insomma un modo diverso per parlare con me, per ristabilire un contatto.

Saverio: Un contatto certo io sono stato sempre molto bravo a stabilire un contatto una mia specialit il contatto. (guarda con aria preoccupata i tre fantasmi e questi annuiscono come chi la sa lunga)

Giulia: Queste lettere cos belle, cos romantiche, toccanti, profonde, dolci anche e cos numerose: una al giorno qualche volta anche due, tutti i giorni per questo mi sono decisa a riparlare con te mi sembrato di vedere in te un persona nuova, diversa un Saverio che non conoscevo con un linguaggio cos delicato e forbito, quasi daltri tempi mi chiedo perch non mi hai mai parlato in questo modo

Saverio: E na parola!

Giulia: Come?

Saverio: No dicevo che lo sai: parlare non mi mai riuscito bene come scrivere e

Cirano: Adesso tocca a me!

Dante: Un attimino, un l ancora il momento!

Cirano: Ma certo invece. E proprio ora: non vedi che sta facendo la figura del coglione!

William: In questo bisogna riconoscere al ragazzo un vero talento

Saverio: scrivere pi facile (a questo punto con un gioco di buio e luce Cirano prende il posto di Saverio e comincia il suo forbito eloquio).

Cirano: ... o forse meglio sarebbe dire: pi facile per chi ha nellanimo suo il poetare come estrema ragion di vita

Giulia: Addirittura

Cirano: ... e gli occhi dellamata sua come musa, come linfa di vita e fondamento dellanimo, senza il quale poca cosa sarebbe il vagar senza meta alcuna su questo spoglio mondo

Giulia: Save ti senti bene?!

Cirano: Bene bene s o forse forse male a volte dolce amore mio, basta un alito di vento a cambiare il mio mondo, quando cagione di questo vento un vostro batter di ciglia o un semplice volger di spalle senza che il vostro sorriso vada a rallegrar lo core mio

Giulia: Save mi sa che io e te dobbiamo litigare un poco pi spesso

Cirano: No mia signora non celiate con il cuore di un cadetto di guascogn di uno spedizioniere che dietro questa scorza di guerriero (fa un gesto verso Dante, William e Saverio come a dire guerrierosi fa per dire) si nasconde lanimo di un semplice innamorato il cui cuore batte solo per voi ed a voi ha da dedicare la sua (guarda Saverio) miserabile esistenza. (Giulia sta per replicare ma Cirano la blocca mettendogli il dito indice sulla bocca) No tacetevi, vi prego ancor resister non potrei a un vostro diniego, a un vostro appunto o ancor peggio al legger negli occhi vostri belli un vuoto dove pria io solea legger solo amore. Che questo vorrebbe dir per il servo vostro il tramonto di ogni speranza di felicit terrena, la sconfitta di ogni poesia: oh tacete stelle, nasconditi luna, volate altrove brezze delle notti destate che tutto quello che di pi bello alberga in questo mondo scompare se la radice stessa di tutte le beltadi, terrene ma financo spirituali, cessasse di rimirar questo indegno uomo. (a questo punto Cirano rimane in posa plastica in attesa di un segno da parte di Giulia la quale invece totalmente inebriata e inebetita dalle parole del guascone. Allora Cirano abbandona leloquio e le movenze auliche e goffamente come ha sempre fatto fino ad ora, si gira, la guarda, le passa una mano davanti senza alcun cenno di reazione di Giulia che rimane con aria sognante. A quel punto Cirano cammina con aria da fighetto e poi rivolgendosi ai tre esclama con aria compiaciuta). Spero tu abbia preso appunti tutta tua: la mastina diventata una barboncina.

Buio. Musica.


SCENA 7

In cucina Saverio sta inzuppando un biscotto nella sua tezzulella di caff. Entra in scena Giulia.

Giulia: Ciao tesoro, io scappo che sono gi in ritardo.

Saverio: Niente colazione?

Giulia: La faccio dopo e poi non ho fame. Ciao ci vediamo stasera spero di uscire presto ciao ciao (e se ne va. Escono fuori i tre fantasmi che squadrano Saverio da qualche metro).

Cirano: Ma cosa cazzo cha questo qui!? Aveva perso il lavoro, glielo abbiamo ridato. Aveva perso la donna, ritornata con lui. E cha sempre quella faccia de merd, da cane bastonato.

William: Non ride pi.

Dante: E soprattutto un scrive pi nulla.

William: Questa lunica cosa positiva della faccenda.

Cirano: (Dopo un attimo di perplessit, scoppia in una fragorosa risata e tirata una manata sulla spalla a William) Buona questa; cho messo un attimo a capirla ma buona! E bravo il nostro inglesino!

William: La prossima volta meglio se tengo la bocca chiusa.

Dante: Ora ci vo a parlare. (A Saverio) Buongiorno amico mio.

Saverio: (Saverio lo degna appena di uno sguardo) Giorno.

Dante: Cari colleghi, la situazione gl pi complicata di quello che si pensava.

William: Il ragazzo proprio gi di corda.

Cirano: Ora gli tiro due sberle e vediamo se si riprende.

D.&W.: Noo!!

Dante: Si cercher piuttosto di usare la parola e vediamo se si pole aiutallo ancora una volta. (a Saverio) O Saverio, l oramai qualche settimana che ti si vede in condizioni diciamo non proprio belline

William: Molto poco belline in verit. Il termine sconfortanti direi

Dante: Opache

William: Tristi

Dante: Deleterie

William: Obnubilanti

Dante: Umorali

Cirano: (William sta per dire la sua ma viene interrotto da Cirano che ha seguito il dialogo dei due con la testa come fosse una partita di ping pong) Ma che cazzo dite! Cos, vi s bruciato il cervello? E quanto a te, lo hai capito o no che se la tua situazione non si risolve noi non possiamo tornare a casa? Io mi sono rotto i coglioni di stare qui con te che guardi il caff e questi due rimbambiti che giocano a farsi leco. Hai capito?! Ma che coshai? Si pu sapere? (attimo di silenzio. Suonano alla porta). Chiunque sia lo infilzo!

Dante: Bono, bono (Saverio va ad aprire ed entra con Antonio)

Antonio: Come che ci faccio e che io sono preoccupato per te.

Saverio: Pure tu.

Antonio: Allora c pure qualcunaltro che si preoccupa.

Saverio: Oh, quanti ne vuoi!

Antonio: Ma evidente che c qualcosa che non va. Anche al lavoro sei uno straccio se n accorto pure Birighini.

Saverio: Brighini

Antonio: Brighini Brighini

Cirano: Alor, ti decidi a parlare?

Saverio: E va bu ragazzi

Antonio: Ragazzi a chi?

Saverio: Come?

Antonio: Hai detto ragazzi: mi pare che qua ci siamo solo io e te

Saverio: S lo credi tu.

Antonio: Hai ospiti c qualcuno di l.

Saverio: No, no: sono dellaldil ma sono di qua, proprio l per la precisione.

Antonio: Save io gi sono preoccupato se tu mi fai questi discorsi le cose si mettono male davvero. Che stai dicendo? Laldil che sta di qua, fammi capire.

Dante: Lascia stare figliolo, l inutile.

William: Non ti creder.

Saverio: Dite? E io ci provo lo stesso. Al limite mi prende per matto.

Cirano: S, bravo diglielo, cos ci facciamo due risate.

Antonio: Save ma tu mi stai prendendo per i fondelli. Ma con chi stai parlando.

Saverio: Tu vuoi sapere con chi sto parlando?

Antonio: No ho cambiato idea. Non lo voglio sapere con chi stai parlando. Non dirmi niente.

Saverio: Con gli spiriti.

Antonio: Lo sapevo.

Saverio: Ma non spiriti qualunque.

Antonio: Spiriti speciali.

Saverio: Vuoi sapere chi sono?

Antonio: No, ma tu dimmelo lo stesso.

Saverio: Alla tua destra c Monsieur Cyrano de Bergerac, l a sinistra Sir William Shakespeare e pi in l, udite udite, il Maestro con la M maiuscola: il divino Dante Alighieri.

Antonio: Cirano, Shakespeare e

Saverio: Il divino Dante Alighieri.

Antonio: Il divino

Saverio: Hai capito?

Antonio: Ssss ho capito, ho capito ho capito che la situazione pi grave di quello che credevo. Gi una volta mi hai fatto questi discorsi strambi. Ma almeno eri ubriaco. Invece ora sei sobrio ma completamente fuori di testa. Esaurimento nervoso totale. E qua ci vuole un ricovero durgenza. Aspetta che chiamo la neuro (prende il cellulare).

William: Ora ti sei sistemato davvero.

Dante: Sar bene tu tinventi in fretta qualcosa da dire al tuo amico senn finisce in tragedia.

Cirano: Coglione!

Saverio: Anto, Antonio?

Antonio: Sono in attesa

Saverio: Ma chi stai chiamando, si pu sapere?

Antonio: Lospedale.

Saverio: E perch?

Antonio: Perch? Perch cho un amico che parla con i fantasmi di Cirano, Shakespeare e del divino Dante Alighieri. Ecco perch!

Saverio: Ma non ti crederanno. Penseranno a uno scherzo e anche se mandassero qualcuno io negherei tutto: pazzo forse ma scemo no di sicuro. Lascia stare va stavo scherzando

Antonio: Ma perch fai cos?

Saverio: Cos come?

Antonio: Parli coi fantasmi e non parli pi con me, sei sempre triste

Cirano: Bravo dillo anche a noi.

Saverio: Ragazzi

Antonio: Ragazzi...

Saverio: Anto (spazientito)

Antonio: Per carit... ragazzi Cirano, Shakespeare e Dante il divino Dante Alighiero (indica col dito tre immaginarie posizioni sul palco)

Cirano: Ne avesse azzeccato uno ora lo infilzo questo gallinaccio.

Saverio: Comunque che volete che vi dica io sono il primo ad essere sorpreso della situazione, di quello che mi sta succedendo lo so che solo grazie al vostro aiuto, al vostro intervento(guarda Antonio)

Antonio: Sempre i tre caballeros

Cirano: Cos un caballeros!!??

Saverio: E grazie a voi che la mia vita si rimessa in carreggiata tornata quella di prima: il lavoro, Brighini, Antonio qui che ormai penser di me che sono irrimediabilmente andato

Antonio: Chi io? Per carit anzi sia che ti dico? Ora devo proprio andare: ho a casa Leonardo da Vinci, Michelangelo e Nicola Arigliano che mi aspettano.

Saverio: Nicola Arigliano? E mica morto poveretto

Cirano: Chi Nicola Arigliano?

Saverio: Dopo vi spiego

Dante: Comunque Leo e Micky a casa sua un ci sono di sicuro

Antonio: Ognuno cha i fantasmi suoi. Che non ce lo posso avere io Nicola Arigliano a casa che maspetta? Se non morto mi aspetter da vivo fatti gli affari tuoi!

Saverio: Ciao Anto, ci vediamo oggi pomeriggio in ufficio. Poi ti spiego.

Antonio: S s ci vediamo in ufficio ma lascia stare le spiegazioni: non voglio sapere niente vedi solo di farti passare la stupidera per che io a farmi prendere in giro mi diverto poco

Saverio: E tiene ragione

Dante: Poco ma sicuro.

Saverio: Anchio al posto suo mi sarei sentito preso per i fondelli: Cirano, Shakespeare e Dante ma va

William: Allora, ci vuoi dire o no che ti gira nella testa.

Saverio: Che mi gira eh pare facile

Dante: Tu prova: magari ti si stupisce per capacit di comprendonio: in fin de conti, siamo o non siamo dei geni riconosciuti dalluniverso tutto?

Saverio: Il fatto che il primo a non avere chiara la situazione sono io comunque prima di conoscere voi io ero una persona non dico felice ma di sicuro serena, soddisfatta di quello che avevo: anche del mio lavoro non ero certo un manager, non era certo una professione ricca di grandi soddisfazioni per mi permetteva di gestirmi il mio tempo, di fare quello che volevo nel tempo libero soprattutto mi permetteva di scrivere era proprio quello che volevo: da una parte uno stipendio di certo non altissimo ma sicuro e dallaltra la possibilit di dedicarmi alla mia passione che si pu volere di pi? Poi cera Giulia: a casa, gi dalle nostre parti intendo era tutto perfetto, le cose andavano a meraviglia qui ho scoperto una persona completamente diversa. Ma non Milano che lha cambiata no lei ad Afragola sempre stata un uccello in gabbia e qui ha preso il volo, io questo non lo capivo allora, vedevo solo la mia felicit, non pensavo a lei, la sua presenza era ormai diventata scontata ringrazio il cielo che la vita mi ha portato qui, nel profondo Nord, cos Giulia ha potuto scoprire la sua strada, mettere a frutto il suo talento, diventare qualcuno ad Afragola dove andava? E comunque ora lavoro di nuovo alla SVP, tutte le mattine prima di cominciare il nostro giro, io e il mio amico ci prendiamo di nuovo o caff che sempre una fetenzia ma soprattutto tutte le mattine ho la fortuna di svegliarmi di fianco a quella magnifica donna di Giulia altro che mastino per io dentro questa vita non mi ci sento pi non fa pi per me io voglio scrivere ma non come hobby, la sera o nei fine settimana voglio che sia il modo di guadagnarmi da vivere soprattutto non voglio arrivare fra qualche tempo a rimpiangere di non averci neanche provato quanto a Giulia, ci sono tante cose che ci uniscono, anche del sincero affetto, ma la nostre vite stanno prendendo strade diverse siamo arrivati ad un bivio bisogna che ognuno prenda la sua strada, per conto suo e lo abbiamo capito entrambi anche se ancora non ce lo siamo confessato glielo leggo negli occhi oh, ma non colpa vostra eh, voi non centrate niente sono io che ho rovinato tutto con questa testaccia che mi ritrovo. (i tre fantasmi si guardano gli uno con gli altri con laria soddisfatta di chi la sa lunga)

Dante: Ragazzo mio, tu hai detto una sacco e una sporta di cose sagge e assennate: solo lepilogo un era allaltezza.

Saverio: Lepilogo?

Dante: Lepilogo s. Tu hai detto che noi tre un ci sentrava punto con quello che t successo.

Saverio: Ma no, io volevo dire che

William: Sappiamo bene quello che volevi dire ma noi abbiamo sempre saputo che la tua strada ti avrebbe portato esattamente dove sei ora, soprattutto dopo il nostro intervento.

Saverio: Lo sapevate?

Dante: Sapere pi che altro simmaginava: il futuro lo sa soltanto il capo.

Saverio: Beh me lo potevate pure dire mi sarebbe stato utile saperlo, magari avrei agito diversamente

Dante: Proprio per quello un ti s detto. E comunque non ci sarebbe stato concesso sha delle regole ferree anche noi. Comunque direi che questa tua toccante confessione lha sentenziato che il nostro lavoro gli bello che finito e si pole con tutta tranquillit tornare a casa.

Saverio: A casa? Volete dire che non vi vedr pi?

Dante: Sar senzombra di dubbio difficoltoso assai ma un si pole mai dire cosa ci riserva il fato.

Saverio: Amici miei chi vi devo dire lasciate almeno che vi ringrazi, che vi saluti certo che aver conosciuto voi tre e non poterlo dire a nessuno senza essere preso per folle un bel dramma, eh!

William: Chiss che questo non ti faccia venire in mente qualcosa

Saverio: Che volete dire Sir William a meno che voi non intendiate (un buio improvviso)

William: Goodbye

Dante: Addio figliolo, che la buona sorte e il senno illuminino sempre lo cammino tuo.

Cirano: E non fare il coglione! Adieu mon ami (luce: Saverio si ritrova da solo in casa).

Saverio: Andati che storia che storia

Buio. Musica.


SCENA 8

Saverio seduto sul divano che sfoglia un libro quando suonano alla porta.

Saverio: Arrivo! U Anto, proprio a te appena arrivato.

Antonio: Davvero?

Saverio: Come no. Come mi avevano detto: un pacco con le prime 20 copie uscite fresche fresche dallo stampatore. Ti, beccati la tua copia.

Antonio: Moh, che emozione!

Saverio: Bella eh?!

Antonio: Bellissima con tutte le pagine numerate eh

Saverio: Eh Anto un libro: le pagine le volevi senza numero

Antonio: S per questa la voglio con dedica autografata su su qui dopo il titolo.

Saverio: E vabbu (Saverio prende il libro e scrive con la penna, poi restituisce il libro ad Antonio).

Antonio: Al mio amico Antonio con affetto per che originalit si vede che sei uno scrittore eh!

Saverio: Quello si scrive sulle dediche Anto.

Antonio: E pensare che mi hai fatto passare dei momenti che mi ero preoccupato veramente.

Saverio: Quando?

Antonio: Quando? Quando vedevi i fantasmi, parlavi con gli spiriti dei grandi scrittori vai a sapere che avevi voglia di prendermi in giro e che mi stavi raccontando la trama del tuo primo romanzo io cero cascato con tutte le scarpe ero pure in pensiero.

Saverio: Avevi chiamato la neuro

Antonio: E che dovevo fare comunque sono orgoglioso di aver letto il romanzo in anteprima e devo dire m pure piaciuto.

Saverio: Sia ringraziato il cielo

Antonio: E poi, anche se hai mischiato un po le carte in tavola, per chi ti conosce davvero, non difficile leggerci la tua storia

Saverio: Anche perch qua ci sta scritto: biografia semiseria di Saverio Capuozzo direi che qualche indizio lho dato anche a quelli che non mi conoscono

Antonio: S per questa chicca dei tre fantasmi che ti devo dire stato veramente un colpo da maestro ma chi se laspettava che qua dentro ci fosse tutta questa fantasia, ma come t venuto in mente dinventarti tutto sto circo: e Dante e Cirano e Shakespeare veramente originale e pure divertente. Vedrei che il libro vender milioni di copie.

Saverio: Volesse a Maronna!

Antonio: S s, me lo sento e ne faranno addirittura un film

Saverio: Mah per il momento, sono gi contento che me labbiano pubblicato.

Antonio: E fai bene a rimanere coi piedi per terra. Ma quando diventerai ricco e famoso, ricordati degli amici. Ora ti devo lasciare. Ero venuto solo per prendere questo.

Saverio: Per il momento sono solo ricco di debiti.

Antonio: Ah, quasi dimenticavo: e Giulia lhai sentita? Che ne pensa del libro?

Saverio: Lho sentita stanotte: mi ha telefonato da New York. Dice che il libro lha divorato in tre ore e s fatta un sacco di risate. E contenta per me e mi ha augurato buona fortuna.

Antonio: Da New York quella s che ha fatto i soldi

Saverio: S, lei s, quelli veri. Ma se li merita tutti

Antonio: Alla fine, da buona partenopea, dovuta emigrare in America, ma a diventare presidente c riuscita eh!

Saverio: Si vede che era destino

Antonio: Ma ormai da quanto tempo vive l?

Saverio: Quasi un anno.

Antonio: Eh, come passa il tempo vabbu, stammi bene. Ci vediamo dopo.

Saverio: Ciao Anto. E s come passa il tempo (Saverio si mette seduto sul divano e alle sua spalle appaiono i tre fantasmi) per un anno fa chi lavrebbe detto che mi sarei trovato qui, in questa casa da solo e con una copia del mio primo romanzo in mano che poi, signora mia, alla fine secondo me le cose capitano sempre per una serie di circostanze fortuite che sincastrano una con laltra chiaro che la voglia di scrivere ce la devi avere dentro e devi essere disposto a rischiare e a soffrire per devo anche ammettere che mi sento di dire grazie a tutte le persone che mi sono state vicino e hanno influenzato, in una maniera o nellaltra le mie scelte Giulia naturalmente, Antonio che mi sempre incoraggiato (mentre conta i tre fantasmi dietro fanno dei cenni di assenso in attesa che Saverio citi anche loro), la magnifica maga Samantha e per ultimo persino Brighini a modo suo, ha dato il suo contributo affinch arrivassi a decidere di cambiare radicalmente la mia vita (siccome la citazione non arriva, Cirano offeso, fa per estrarre la spada ma viene fermato dagli altri due) e questo spiega il motivo del titolo che ho dato al mio libro: I miei migliori amici perch ognuno di loro ha contribuito per la sua parte a farmi trovare la mia strada e quindi in questo senso si comportato da vero amico e per questo mi sento di dovere della gratitudine a tutti loro stato un cammino difficile, lungo, doloroso anche ma alla fine, cara signora che ha avuto la pazienza di stare seduta su quella poltrona fino ad ora, io due cose ho imparato da questa storia: primo, per quanto casino tu faccia nella tua vita, al proprio destino non ci si pu sottrarre e secondo (si alza dal divano e va ad abbracciare i tre fantasmi) , se nella vita non hai gli amici giusti, non vai da nessuna parte.

FINE

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