I PASSI DELLE COLOMBE
LO SAI CHE NON TI SENTO
QUANDO SCORRE LACQUA
Titolo originale You Know I cant Hear You
Commedia in un atto unico
di ROBERT ANDERSON
Versione italiana di Garinei e Giovannini
PERSONAGGI
IL PADRONE DEL NEGOZIO
GEORGE
HARRIET, sua MOGLIE
JILL
Commedia formattata da
La scena rappresenta il seminterrato di un magazzino che vende solamente letti, materassi, sommiers elastici, testiere, insomma tutto quel che occorre per una camera da letto. In mostra, il solito letto matrimoniale a una piazza e mezzo. Dall'altra parte, due singoli letti gemelli. Entra il padrone del negozio insieme ad Harriet e George. Il padrone un tipo asciutto, neutro. George e Harriet formano una riuscita coppia di mezza et. Lei indossa un bel tailleur, cappellino classico, guanti bianchi, lui un completo di flanella grigia, camicia azzurra, cappello di feltro marrone. Lui ha bevuto un bicchierino di dry Martini.
Padrone - (mentre entrano) In questo reparto abbiamo i nostri migliori materassi e sommiers. Tutti i tipi, tutte le dimensioni, pi duri, meno duri.
Harriet - (passa davanti al letto matrimoniale, diretta ai due singoli) Noi cerchiamo due letti gemelli. (George si ferma davanti al letto matrimoniale a una piazza e mezzo, e lo guarda).
Padrone - (non eccessivamente interessato) Naturalmente la vecchia classificazione superata. Un tempo i gemelli misuravano 90x1,95, ma ora si possono avere in tutte le dimensioni, secondo i gusti personali. Tutto dipende dal prezzo, dalle dimensioni, dal grado di solidit... Il letto di gomma piuma o a molle...
Harriet - (guardando i letti) Dicono che la gomma piuma d'estate sia troppo calda...
Padrone - Effettivamente c' chi la trova calda... Ma tutta questione di natura: chi pi freddo, chi pi caldo. (A George, che si seduto sul letto matrimoniale) Questo largo un metro e quaranta...
George - Il buon vecchio un metro e quaranta!
Padrone - Non molto richiesto, al giorno d'oggi.
George - A noi ha funzionato magnificamente per venticinque anni. (// padrone imbarazzato. Guarda Harriet, la quale ignora George e continuer a ignorarlo deliberatamente)
Harriet - Quanto lungo questo?
Padrone - Quello il nostro modello ondulato... Come vede, i bottoni formano delle fossette... (George si appoggiato alla testiera del letto doppio, chinandosi)
Harriet - Quanto lungo?
Padrone - Uno e novantacinque per novanta.
Harriet - (sedendosi sul letto) A me piace il letto piuttosto duro... George invece... il signor Porter lo preferisce morbido.
George - Il signor Porter sarei io.
Harriet - Per venticinque anni abbiamo fatto un compromesso per il letto, e nessuno dei due stato contento.
George - Io s, sono stato contento.
Harriet - George, per te abbastanza lungo? (George ancora chino sul letto a una piazza e mezzo) George!
George - Come dici?
Harriet - Guarda se per te abbastanza lungo. (George prova il letto, senza alcun interesse) Salici su.
Padrone - Si distenda... (George si stende sul letto)
Harriet - Pare abbastanza lungo... Ci stai comodo? (George si stringe nelle spalle) Avremmo dovuto misurare la lunghezza del nostro vecchio letto. 64
Padrone - Se l'hanno comprato venticinque anni fa probabilmente lungo un metro e ottantotto. (Mentre Harriet siede sul letto) L'unico modo di essere sicuri provarlo... (Harriet imbarazzata) Non occorre che si tolga le scarpe... i nostri modelli hanno le foderine di plastica... (Harriet sempre pi imbarazzata, si stende sul letto, a fianco di George. costretto a rimpicciolirsi)
Harriet - George... (George si scosta. Entrambi rimangono cosi, supini e rigidi)
George - Con due assi laterali e un coperchio siamo pronti per la sepoltura!
Harriet - (si tira su) Questo quanto largo?
Padrone - Novanta centimetri. Adesso li fanno anche di novantotto, ma naturalmente non un letto adatto per due persone, se non in circostanze particolari
George - (si alza) Ecco quello che m'interessa: le circostanze particolari... (Si dirige verso il letto a una piazza e mezza, ci siede su, gli da una pacca) Mio padre e mia madre hanno sempre dormito in un letto matrimoniale, come questo... Ci hanno dormito per tutta la vita e sono morti tutti e due in un letto come questo.
Harriet - (con indifferenza) Tuo padre prima, se ben ricordo.
Padrone - A quei tempi, uomini e donne erano pi piccoli...
George - E pi affettuosi. Adesso sono distaccati, uomini e donne. Ballano lontani l'uno dall'altra, vogliono dormire lontanissimi l'uno dall'altro... Certo, per chi vuol starsene un po' tranquillo, per conto suo, il buon vecchio uno e quaranta troppo piccolo... Ma non questa l'idea... L'idea di addormentarsi stretti stretti... Mai visti i gatti come dormono insieme? (Mimica dimostrativa. Harriet lo ignora, continua a leggere i cartellini, a guardare campioni di traliccio eccetera) Oppure i cuccioli, e gli orsacchiotti... Uno si muove, l'altro si muove... un dolce, lento facile adattarsi uno all'altra... Ma rimangono uniti, un solo blocco... Per darsi reciprocamente sicurezza, conforto... Tutta la giornata ci si scontra con fatti duri, spigoli taglienti, corpi freddi... Il buon vecchio "uno e quaranta" ti riconcilia con qualcosa di caldo, di tondo, di morbido... (Guarda Harriet. La quale guarda altrove. Rivolgendosi al padrone) Lei sposato?
Padrone - No.
George - Allora mi permetta che le parli dei letti gemelli... La pi lunga distanza del mondo quella fra due letti gemelli... Mezzometro o cinque metri non ha importanza. una distanza psicologica... Quando entri in un buon vecchio uno e quaranta... da principio non sai bene-di che umore sei... Poi, fai un movimento... ti trovi abbracciato... e lo sai... Nei letti gemelli, no. Li devi decidere tutto da te. Prima, a freddo. E poi, attraversare quel maledetto abisso per sapere se l'altro letto d'accordo... E se, poi, quando ci arrivi, ti accorgi che avevi male interpretato i tuoi... sentimenti... beh, la ritirata diventa piuttosto imbarazzante... E se per caso l'altro letto non d'accordo? Bella figura che ci fai... e che bella mortificazione... Nel buon vecchio uno e quaranta tu stai li, fermo, non fai una mossa finch non sei sicuro del fatto tuo... Non solo, ma ti facilissimo capire se lei ne ha voglia... E se non va, pazienza... Vi addormentate abbracciati, e buona notte.
Harriet - (ignorandolo deliberatamente) Il prezzo comprende solo il materasso a molle?
Padrone - Sono prezzi di concorrenza. Lo dico perch spesso la gente viene qui, ci fa ammattire, e poi va a comprare alle liquidazioni!
Harriet - Cosa c' dentro, crine, kapok, cotone, o cosa?
Padrone - Questo materasso il modello Sonni Sereni... Cinquanta per cento di crine animale.
Harriet - Mi sembra comodissimo.
Padrone - L'uso anch'io! Solo che le mie fodere sono color ciclamino... Ci dormo da anni come un bambino.
Harriet - Lei lo riprende il letto vecchio quando consegna quelli nuovi?
Padrone - No. La legge federale vieta la vendita di letti usati. La cosa migliore sar regalarlo a un Istituto di beneficenza, e chiedere cosi una detrazione delle tasse.
George - Lo metteremo in soffitta.
Harriet - (lo guida) In soffitta non c' posto.
George - Il posto lo trover io. Tu hai conservato il tuo velo da sposa? Io potr conservare il nostro letto matrimoniale.
Harriet - (irritala, ma sorridente) Butter via molto volentieri il mio velo da sposa.
George - Ma io non butter via il nostro letto matrimoniale.
Harriet - Non mi sembra il caso di discuterne qui, no? (Harriet terribilmente imbarazzata)
Padrone - Non si preoccupi, signora... Assistiamo continuamente a... (Si dirige verso la scala) Forse preferiscono parlarne da soli... Per qualunque chiarimento mi trovano di sopra... una decisione importante... La settimana scorsa, una coppia ha rotto il fidanzamento proprio qui... (Comincia a salire) Chiss perch la gente qui perde la testa. (Scompare)
Harriet - (girandosi verso George) Sei ubriaco!
George - Due Martini prima di pranzo; e il secondo l'hai scolato quasi tutto tu.
Harriet - Ti stai comportando come un lattante... Anzi, come un pagliaccio... Mettermi in imbarazzo cosi, davanti a quell'uomo...
George - Non m'importa un accidente di quell'uomo che dorme con le foderine color ciclamino. M'importa del mio matrimonio, e della mia vita sessuale!
Harriet - Oramai, tutto il negozio al corrente della tua vita sessuale... con tanto di particolari grafici!
George - Io mi sto battendo per salvare il nostro matrimonio, Harriet. Pu darsi che tu non mi prenda sul serio, ma cosi. Nietzche ha scritto che le grandi crisi della vita non si fanno precedere da lampi e tuoni, ma arrivano improvvisamente, zitte zitte, come i passi delle colombe...
Harriet - Ti rendi conto di quello che dici?
George - Un uomo di 47 anni... un'et pericolosa. In un letto matrimoniale ha sempre la moglie accanto; solo a toccarla, il calore del contatto eccitante. Dopo venticinque anni, l'immagine dell'adorata moglie non sempre sessualmente stimolante, in s e per s. Ma il calore del contatto, si, sempre.
Harriet - Nemmeno l'immagine dell'adorato marito sempre stimolante.
George - Pienamente d'accordo. Apposta dico che stiamo correndo un grosso rischio. Solo, nel suo letto gemello, un uomo pu rimanere in silenzio, una notte dopo l'altra, a chiedersi: "Ma ne ho proprio voglia? Fa pure freddo ad alzarsi". Cosi ci pensa sempre meno, e a poco a poco la distanza fra i due letti diventa come il Golfo Persico. E lui alla fine decide che non gli va di strisciare i piedi freddi da un letto all'altro... e tutto perduto. Moglie e marito che dormono insieme, muoiono insieme!
Harriet - (tenta di far ragionare il marito, supplicandolo) George, ne abbiamo gi discusso, ti prego...
George - Anche del divorzio abbiamo discusso... Tre volte. Ma quando si arriva al punto, non ce la facciamo! E cosi, io non posso accettare quelli li... (Indica i due letti gemelli)
Harriet - Ma per la mia schiena necessario... Dice il dottore...
George - Un ciarlatano! Un mediconzolo da strapazzo, che ti ha detto che devi dormire in un lettino, da sola.
Harriet - un bravissimo medico.
George - un cretino, e un idiota... Uno che giudica disgustoso il fatto che tu dorma insieme a me! Ma che ne sa lui? Avanti, che fai quando in piena notte ti alzi per andare al bagno?
Harriet - Per amor di Dio, George!
George - Lo sai benissimo, cosa fai... Torni di corsa a Ietto, ti rannicchi contro di me, e mi dici: "Scaldami, George." E metti sopra la tua spalla il mio braccio a mo' di coperta. (Mimica)
Harriet - George, tutto vero... stato tutto bello... Non mi pento di nulla... Ma i tempi cambiano, cambiano le persone...
George - Si, lo so, la gente cambia... E io cerco di essere comprensivo... So che adesso tu ti senti... insomma, hai voglia di star sola. Ma, Harriet, si tratta di un fatto passeggero, dammi retta. (Siedono tutti e due ai piedi del letto a una piazza e mezzo)
Harriet - (con aria cupa) Come lo sai, che cosa ne sai tu?
George - (con molto tatto e delicatezza) In seguito, una donna ritorna con desideri normali. Anzi...
Harriet - (divertita, ridendo) Chi te l'ha detto?
George - L'ho letto. Sul Giornale della Donna... (In tono di difesa) Gi, leggo i giornali femminili... Voglio sapere certe cose... Essere informato di quello che succede dentro la tua testa... In parecchie occasioni mi stato molto utile.
Harriet - George, ti prego. Atteniamoci ai fatti. Primo, io ho la schiena a pezzi. Secondo, ho i nervi scossi a causa dellinsonnia... Terzo, tu sei una natura diurna, ed io notturna. A me piace leggere a letto la sera e dormire sino a tardi la mattina. Tu preferisci addormentarti presto e alzarti presto. Per tanti anni, ho spento la luce per non disturbarti. E poi... a parte tutto, tu continui a considerare la cosa soltanto dal tuo punto di vista... Due orsacchiotti rannicchiati sotto una coperta... la solita notte-notte... Un quadretto molto romantico, all'insegna del "sempre pronti"... Nel subcosciente forse io mi ribello proprio a questo quadretto. Forse desidero proprio quel tale spazio per costringerti a fare quel tale piccolo sforzo... Comodo, decidere di colpo, "Stasera, si!" quando non devi nemmeno fare un passo e gi sei arrivato. Eh, no, signorino, fallo quel piccolo sforzo. Freddati, i piedini santi. Attraversalo, il Golfo Persico.
George - Questo sleale da parte tua. Non ti ho mai considerata a portata di mano, lo sai... Mi sono sempre preoccupato dei tuoi umori, delle tue preferenze, delle tue reazioni... Avrei potuto fare come certi mariti che si contentano di usare la moglie cosi: ... bang-bang, una botta e via... E tante grazie per l'ospitalit! Cosi fanno tutti i mariti, nel caso t'interessi saperlo.
Harriet - Non nel nostro ambiente. I giornali che leggi tu, li leggo anch'io; perci smettila di vantarti.
George - A starti a sentire, pare che ti abbia fatto passare momenti terribili...
Harriet - Ma no, lo sai benissimo... Smettila di fare il martire.
George - Martire... lattante... pagliaccio. Io mi conosco bene... Sar un miracolo se d'ora in poi riuscir a funzionare...
Harriet - George!
George - Sdraiato su un lettino... col Golfo Persico tra di noi... "Stasera come mi sento? Quasi... quasi... Ma lei sta nel suo letto, mi giudica un lattante, un pagliaccio, un martire... Io non mi muovo. Meglio non rischiare!"
Harriet - Per favore, decidi che materasso vuoi... Vorrei ordinare i letti, farla finita con questa storia, e ritornare al nostro buon senso.
George - Harriet, che succeder fra qualche mese quando tornerai a provare tutti i tuoi legittimi desideri femminili? Che io non sar pi buono a nulla, dato il disuso... Atrofia muscolare, la chiamano.
Harriet - Ti sentono tutti.
George - Che mi sentano. L'importante che mi senta tu.
Harriet - Io ti sento.
George - Mi senti, ma non mi ascolti.
Harriet - (a bassa voce) Prenderemo due letti larghi ciascuno 98 centimetri... Se insisti, andremo a letto insieme, appiccicati... e poi, quando avrai deciso se vuoi giocare a marito e moglie o no, potrai rimanere o tornare nel tuo letto.
George - Ma lo trover freddo, il mio letto.
Harriet - Allora mi trasferir io nel tuo. Va bene?
George - E quanto tempo mi darai per decidermi, ogni sera? Mettiamo un orologio contaminuti, e ci mettiamo un cronometrista ufficiale.
Harriet - Io vado a guardare le spalliere. Tu decidi per il materasso se lo vuoi pi o meno duro. (Si avvia verso un'altra sala di esposizione)
George - Harriet, ti avverto: siamo sulla sponda del Rubicone!
Harriet - Ma non era il Golfo Persico?...
George - Sento il passo delle colombe. (Ma Harriet se ne andata. George, sconsolato, si aggira per la sala guardando i vari letti. Poi prende il cappello, d un calcetto a uno dei letti gemelli, ed esce di scena nella direzione opposta a quella presa dalla moglie. Dopo un momento, entra Jill. una incantevole, affascinante giovane donna. Indossa pantaloni attillati. Guarda il letto a una piazza e mezzo e sorride. Poi si gira distrattamente intorno, crede di essere sola. Siede sul letto grande, molleggia parecchie volte, posa la borsa, si sfila la giacca rimanendo in golf e calzoni. Si sfila le scarpe e si sdraia sul letto... George rientra, guarda l'uscio da cui uscita Harriet: irritato, si volta, siede su un lettino e vede Jill. Si alza subito. Jill molleggia ancora un paio di volte sul letto a una piazza e mezzo, si mette bocconi, poi riprende varie posizioni da sonno. Si alza a met puntandosi su un gomito, e guarda un suo immaginario compagno. Sorride, quasi in risposta a una frase detta da lui, e delicatamente rimuove dal viso immaginario di lui una ciocca dei suoi capelli. Poi continua a provare il letto. A questo punto si accorge della presenza di George) Buongiorno... Dormito bene? (Jill si tira su a sedere, lisciandosi il maglioncino)
Jill - Poteva anche tossire...
George - A voler essere sincero, era molto piacevole guardarla. Tanto pi che a quanto pare, lei apprezza il buon vecchio "un metro e quaranta"!
Jill - Cosa?
George - L'uno e quaranta... la larghezza...
Jill - Ah! Vede, io ho sempre dormito in un letto a una piazza...
George - (riferendosi alla mimica di lei, sul letto) Ah... E adesso sta per sposare?
Jill - No, ho appena divorziato.
George - Logico. A furia di dormire insieme in un letto a una piazza...
Jill - Noi veramente dormivamo in due letti a una piazza...
George - Ah!
Jill - (prova la consistenza del letto, dandogli dei colpetti in un certo suo modo che George trova misterioso) Mio marito era uno scapolo nato... Credo che uscire dal mio letto per tornarsene a dormire nel suo, gli desse la confortante sensazione di non essere sposato.
George - Se avesse avuto il "buon vecchio uno e quaranta", le cose sarebbero andate diversamente.
Jill - Sa, che mi sarebbe piaciuto? Uno di quei vecchi letti col baldacchino e le tendine tutto intorno, o meglio ancora un grande letto matrimoniale di ottone... Sono nata in un letto di ottone, e anche concepita in un letto di ottone.
George - Sono sicuro che questo le piacer... Glielo consiglio proprio. Mia moglie ed io abbiamo dormito per venticinque anni in un letto d'ottone.
Jill - sposato da venticinque anni?
George - Si.
Jill - Proprio vero. Gli uomini si mantengono in forma meglio delle donne!
George - (compiaciuto) Si... io, ecco, cerco di andare in palestra tre volte la settimana... faccio un po' di tennis, sa, per via della pancia...
Jill - Secondo me, gli uomini migliorano con gli anni... Le donne, invece... le donne conquistano i loro uomini, fanno il nido, e poi si lasciano andare. Naturalmente, non parlo per sua moglie.
George - Oh, no, mia moglie ancora in gamba.
Jill - (si mette sul letto) Dovrei star zitta, ma secondo me sua moglie corre brutti rischi... Un uomo simpatico come lei, che gioca a tennis...
George - Cosa vuole... oramai un uomo come me...
Jill - No, no, no. Nella societ moderna si molto ingiusti verso gli uomini... Cominciano prestissimo a sentire certi impulsi, certi desideri... gi a dodici, tredici anni...
George - (recisamente) Dodici.
Jill - E, invece, sono costretti a reprimerli per anni... A un certo momento dovranno pure esplodere... Certo, sarebbe meglio un letto pi grande, ma in casa non ho abbastanza spazio...
George - Abita in uno di quegli appartamenti moderni, in cui tutto piccolo?
Jill - Noooo. Una vecchia casa... All'ultimo piano. E non c' nemmeno l'ascensore.
George - Scomoda sistemazione per una ragazza che apprezza gli uomini d'et...
Jill - Non ci starei nemmeno morta in una di quelle case moderne. Le camere da letto sono cosi lucide, sterilizzate, che un uomo non sa mai bene se deve farci l'amore o un'operazione chirurgica!
George - Sa che a sentirla parlare, le mie speranze sulle nuove generazioni aumentano di minuto in minuto... Un tempo abitavo anch'io in una vecchia casa... Nella 50a Strada Est.
Jill - (senza guardarlo) Io abito nella 51a Est.
George - Le mie finestre davano sul fiume...
Jill - Le mie no.
George - Ah... Io ho un amico che abita nella 51a Strada... Al 242...
Jill - (in tono sbrigativo) 226.
George - No al 226, al 242.
Jill - Io, abito al 226. (Esaminando il materasso) Io sono abituata al materasso duro. 66
George - Anch'io.
Jill - Questo le sembra abbastanza duro?
George - Pi o meno...
Jill - Lei quanto alto?
George - Un metro... e settantotto.
Jill - Pesa?
George - Novanta... quattro.
Jill - Mmmmm... (Si sdraia sul letto) Mi manda al diavolo, se le chiedo di stendersi qui?
George - (indugia a fianco del letto su cui Jill si stesa... imbarazzato) Qui... io...
Jill - Cosa c'?
George - Io... di solito... io dormo da questa parte. (Jill si sposta sull'altro lato del letto. George guarda in direzione delle varie porte, nel palese timore che entri Harriet; poi si stende, tenendosi prudentemente lontano da Jill)
Jill - Si sente a disagio?
George - No, no!
Jill - Non mi pare che si affondi troppo, vero?
George - No...
Jill - Non rotolo verso di lei, vero?
George - No, purtroppo... (Risatina)
Jill - Quanto spazio rimane, dalla parte sua, fra lei e il bordo? (Si tira su e si china su di lui, per controllare la distanza... La misura con la mano). Parecchio. (George soffre dolcemente per la voluttuosa vicinanza di lei)
George - (tirandosi su) Attualmente, peso un po' pi del solito... Dovrei dimagrire due o tre chili... Ma negli ultimi tempi mi stato impossibile giocare a tennis.
Jill - Come mai?
George - Un'operazione al ginocchio.
Jill - Uno strappo della cartilagine?
George - Si...
Jill - Anch'io ho qualcosa a un ginocchio... Il dottore insiste per operarmi, ma io non voglio un ginocchio pieno di cicatrici... Lascia una brutta cicatrice, vero?
George - Bah, non tanto. (Si arrotola i calzoni sulla gamba per far vedere il ginocchio)
Jill - stata fatta molto bene... E poi le cicatrici su un uomo sono piuttosto affascinanti... Che quella piccola cicatrice sul labbro superiore... La guerra?
George - (la guarda un momento, poi) No, mi ha morsicato un cane. (Jill si sdraia di nuovo, George rimane seduto) Naturalmente la tecnica migliore, dormendo in un letto a una piazza e mezzo, non quella di starsene allungati come due mummie, ma... ma pi raccolti, pi accostati...
Jill - Gi... addirittura rannicchiati l'uno con l'altro... Mi piace moltissimo! Io tengo abbracciato tutto: perfino gatti, cani, bambole, animali di pezza...
George - Lei una natura notturna o diurna?
Jill - Non lo so. Che vuol dire?
George - Alcune persone al mattino, appena sveglie, sono gi completamente vispe e piene di vigore. Altre, stanno meglio la sera.
Jill - Allora direi che sono una natura diurna... Ma abbastanza adattabile.
George - Anch'io sono una natura diurna.
Jill - Veramente? (Salta in piedi) Comunque sia, sono tutti sogni ad occhi aperti... (Comincia a infilarsi scarpe e giacca) Eh, si, ancora non posso permettermi di comprare un letto d'ottone, come vorrei... Se va avanti cosi, dovr aspettare la morte dei miei genitori per ereditare il letto di ottone dove sono nata... Ora debbo tornare al lavoro.
George - Che lavoro fa?
Jill - Ho intenzione di dedicarmi al disegno... Ma per il momento lavoro in casa... copio a macchina manoscritti, novelle, romanzi...
George - Ah... Quand'ero all'Universit, avevo cominciato a scrivere un romanzo...
Jill - Dice davvero?
George - Non l'ho mai finito...
Jill - Ha fatto male.
George - Sa che adesso m' venuta voglia di terminarlo?
Jill - E allora, se vuole che glielo copi a macchina, ha gi il mio indirizzo.
George - (ancora in ginocchio sul letto) Come?... Ah, si... 242.
Jill - 226. Mi chiamo Jill Hammonds. (Si stringono la mano) Molte grazie per il suo interessamento... Lei come si chiama?
George - Porter... George... George Porter!
Jill - Arrivederci, signor Porter... Auguri per il suo romanzo, lo finisca... (Gli sorride teneramente ed esce a passo svelto, George rimane ai piedi della scala, riflettendo su quanto avvenuto... Una smorfia idiota sulla faccia)
Harriet - (entrando) Ho scelto le -spalliere... Le pi semplici che c'erano...
George - (scuotendosi dai suoi sogni) Bene... bene...
Harriet - Tu hai scelto il materasso?
George - (avvicinandosi al letto a una piazza) Beh, si... Questo va benissimo.
Harriet - (avvicinandosi al letto a una piazza e mezzo) Senti, George...
George - Si.
Harriet - Lo sai, io preferisco i letti gemelli, ma se a te dispiace proprio tanto... se pu veramente portare conseguenze cosi disastrose... ancora per un po' di tempo... se vuoi... continuer a sopportare il nostro vecchio letto...
George - (la guarda un momento, sinceramente commosso, ma pieno anche di idee nuove) Grazie. molto carino da parte tua, Harriet... Ma ci ho pensato meglio anch'io. E forse hai ragione tu... Andr benissimo questo... (Batte con la mano sopra uno dei due letti gemelli).
Harriet - (seduta sul letto a una piazza e mezzo) Altrimenti potrei mettere una tavola sotto il materasso dalla mia parte, in modo da non...
George - (interrompendola, serio) Sei molto generosa, Harriet... generosissima... Ma non parliamone pi... Viva i letti gemelli. (In piedi fra i due letti gemelli, batte con la mano su ognuno di essi)
Harriet - Non sar poi la fine del mondo, vedrai...
George - Lo so, lo so...
Harriet - Per venticinque meravigliosi anni siamo stati abbracciati insieme... Ma adesso non siamo pi giovani, George... Per lo meno io. (Va a sedersi accanto al marito sul letto
a una piazza) Vedrai... Sar molto meglio. Io potr leggere sino a tardi, e la luce non ti dar fastidio... E tu potrai tornare a casa a qualsiasi ora, dopo il tuo pokerino, senza disturbarmi...
George - Questo vero...
Harriet - Potrai giocare fin quando ti piacer...
George - Giusto.
Harriet - E ci divertiremo.
George - Ah, si; sicuramente. (Si baciano)
Harriet - Allora andiamo a ordinare i letti gemelli! (Si alza) George, se vuoi conservare in soffitta il nostro vecchio letto di ottone...
George - No, no, hai ragione tu, non c' proprio posto! Sai che facciamo? Lo regalo... Si per beneficienza...
Harriet - Ma d'ottone. Perch non provi a farti dare qualcosa in cambio?
George - Ci prover.
Harriet - (guardando il letto a una piazza e mezzo) Eppure... mi mancher... (Sorride) In caso di nostalgie, potremo sempre fare una scappatina in un motel, come due ragazzi. (Un attimo di silenzio, poi Harriet si avvia verso la scala)
George - (muove un passo verso il letto) Addio, vecchio amico. (Si dirige verso la scala. Poi si volta) Anzi, arrivederci !
(Harriet ride, fa un gesto con la mano, e scompaiono tutti e due su per la scala, le luci si affievoliscono: l'ultima cosa che rimane in luce il letto a una piazza e mezzo)
FINE
- Questo copione è stato visto:


