Ì posto fisso gl’è monotono

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Luca Madiai

Ì posto fisso gl’è monotono

Trovare lavoro ai tempi della crisi

Versione 2.0

Personaggi U4 D4 + una comparsa (magari da riservare al regista):

-Barista = Gino Topponi

-Moglie barista = Franca Topponi

-Ragazzo in cerca di lavoro = Simone Stanchi

-Amico di Simone = Mattia Matti

-Vecchia compagna di classe di Simone = Alessia Maffei

-Segretaria = Virginia Pieraccioni

-Responsabile risorse umane: Dott./ssa Angelica Retta

-Senegalese = Pippo

Commedia in 4 atti

Firenze ai giorni nostri

Maggio - Agosto 2014

Contatto autore: info@lucamadiai.it

Questo testo non è protetto da diritto d'autore, gradire in ogni caso essere contattato qualora se ne utilizzo in una rappresentazione. Grazie, Luca


Atto I

Un bar della periferia di Firenze. Bancone del bar, porta sul retro per la cucina e magazzino.

Porta di lato di ingresso e porta di lato per il bagno. Tavolini con sedie, slot machine con sgabello.

Scena 1 (Gino e Franca)

Al mattino, Gino e Franca aprono il bar. Franca entra per prima. Gino la segue con una pila di giornali. Iniziano a sistemare il bar. Siamo in estate, fa molto caldo.

Franca: Oh Gino, ma che ti muovi un po’ ? Già che non vien nessuno in questo bar, se poi si stadietro ai tuoi ritmi, e si apre a mezzogiorno!

Gino: Arrivo, arrivo, un attimo.(entra con i giornali)Ho preso i giornali all’edicola.

Franca: Ancora con questi giornali?? Ma chi li legge più i giornali oggi? Restano lì a prendere lapolvere e basta

Gino: Li leggo io! Scusami. E poi un bar senza la gazzetta a Firenze un s’è mai visto.

Franca: Con tutto quello che costano poi, come se di conti da pagare non ne avessimo giàabbastanza

Gino: Oh Franchina, finché il bar lo dirigo io si fa come voglio io

Franca: Bellino, veramente il bar non è tuo, l’è di famiglia, e visto che purtroppo sono io la tuamoglie e non abbiamo figli, sono io la tua famiglia e il bar l’è mio, proprio come l’è tuo. Anche se è vero che tu vuoi fare sempre di testa tua, mai che tu dessi retta a quello che dico io.

Gino: Oh come?? Ma se fin dall’inizio quando s’aprì il bar trent’anni fa, si è sempre fatto come

volevi te. A cominciare dal nome del bar: “Bar La fuga”, t’immagini??

Franca: Lascia fare il nome, che l’è proprio bello, l’unica cosa azzeccata qui dentro. Un nome cosìromantico. Un bar per innamorati, in fuga d’amore.

Gino: Fuga d’amore?? A me mi sa che s’è fatto ma la fuga dei clienti, altro che d’amore eromanticismo.

Franca: Bè sempre meglio del nome che volevi mettere te: “Topponi Bar”

Gino: Che cosa hai contro il nome di famiglia: i Topponi sono baristi e lattai da generazioni sai ? Eì mi nonno quando aprì il primo negozio lo chiamò semplicemente Latteria Topponi, capito?

Franca: Per carità, nulla contro i tuoi antenati (prende in giro) … ma se fosse stato un bel nomealmeno , ma Topponi, dai !

Gino:L’è inutile comunque pensare al passato. Non è certo il nome che cambia le cose. Fino aqualche anno fa i clienti c’erano e come, anche troppi. Le cose andavano proprio bene. È da quattro cinque anni oramai che questa crisi globale, con questo spread che s’impenna, questa borsa che cala. L’è un casino di nulla. Chi ci capisce qualcosa con questa economia ballerina?!

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Gino:(verso il pubblico)Il fatto gl’è che fino a qualche anno fa, la gente veniva a fa colazione, aprendere il caffè, due tre quattro anche cinque volte al giorno, poi si fermava, a mangiare, a bere, con gli amici, a vedere la partita, a giocare a carte, a giocare a biliardo. Ma ora… con la crisi nera che c’è, con internet e le partite sul digitale, qua non si vede più un’anima viva. Gl’è come se la gente fosse proprio sparita. E i pochi che vengono non hanno due lire per fa due. E tutto un segnare e mai riscuotere …

Franca:Io te l’avevo detto di far pagare tutto subito a tutti. Ma te nulla. I tempi son cambiati Gino,e non è più come quando si era giovani. Non ci sono più i galantuomini di una volta che rispettano i debiti e mantengono la parola. I giovani di oggi son tutti scansafatiche, mammoni e viziati.

Gino: La realtà Franca è che oggi le cose corrono velocemente, le mode passano alla svelta e lenuove tecnologie cambiano in continuazione. Noi siamo troppo vecchi per stare al passo coi tempi

Franca: Parla per te , io troppo vecchia non sono, e poi io c’ho il mio passo e mi trovo propriobene, perché dovrei mettere al passo coi tempi. Io con questi tempi meno c’ho a che fare e meglio è. Non sono mica come te che ti sforzi di capirci qualche cosa e ogni tanto ti piglia la voglia di modernizzarti con queste tecnologie. Come la tua idea di mettere qui coso, … ì vifi ! (pronunciato come si scrive)

Gino: Icchè??!

Franca: Il vifi, dai, quel coso sbrilluccicante con tutte le antennine sopra, quel trabiccolo perinternet, ora voglio vedere quanto ci costerà quel coso

Gino: Ma tutti i bar oggi hanno il wifi, via Franchina, questo l’è il minimo che si possa fare permodernizzarsi un po’…

Franca: Bisognerebbe ma chiudere e fa festa, sai

Gino: Tu lo sai che finché non si arriva alla pensione non si può chiudere, se no di cosa si campanoi? d’aria?

Franca: Per forza con tutti gli investimenti del cavolo che t’ha fatto in quest’anni.

Gino: Via Franchina, basta litigare, tanto non si arriva a nulla a fare così

Franca: Infatti, tu hai ragione, non si arriva neanche alla fin del mese.

Gino: Piuttosto, vai a preparare i panini se no e si fa tardi

Franca: Vado vado, ma voglio vedere proprio quanti se ne vende anche oggi(esce sul retro)

Scena 2 (Gino, Pippo e Franca)

Gino: Ma chi me l’ha fatto fare di sposarla quella?! Non si cheta mai un secondo. A volte mi chiedocon chi stia parlando, sarebbe capace di parlare anche da sola.

Pippo:(entra con euforia)Gino! My friend, come stai?

Gino: Buongiorno Pippo, che c’è?

Pippo:(porgendogli la mano)Fammi un caffè Gino

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Gino: E lo paghi?

Pippo: Gino!! My friend, te lo ho detto, te li pago tutti insieme a fine mese, dai

Gino: A fine mese?? Non lavori mica alle poste, non hai mica da riscuotere a fine mese. Vendicalzini e accendini qui davanti al bar.

Pippo: Gino, my friend, ma a fine mese faccio tutti i miei pagamenti, fornitori, ricettatori …

Gino: Sì, .. fatture, ricevute, bolle di consegna … vien via Pippo! Per questa volta te lo do il caffè,te lo segno qua insieme agli altri, ma a fine mese si fa i conti? Guarda siamo già a più di dieci euro qua …

Pippo: Tranquillo, Gino. Tu ti puoi fidare di me dai

Gino: Eccome, figuriamoci. (gli serve il caffè)Senti, ma il lavoro a te come ti va?

Pippo: Dipende, alti e bassi. Ma ultimamente si vede meno gente a giro

Gino:(verso il pubblico)Certo che anche lui si è scelto proprio un bel posto. Non c’è mai un animain questo bar e i pochi che vengono non spendano mai una lira. Figuriamoci se comprano qualcosa da lui.

Pippo: Comunque non si guadagna male. Anche se, lo sai, la maggior parte di quello che guadagnolo mando a casa, in Senegal.

Gino: Ah, quindi hai una famiglia in Senegal??

Pippo: Certo. Una moglie e quattro figli, due maschi e due femmine. Tutti da sfamare.

Gino: Accidenti!Ti sei dato da fare. Una bella famigliola …Scusami, toglimi una curiosità: maPippo che è veramente il tuo nome??

Pippo: No, no, no. Il mio nome è Babatunde Mohamadou Diop Ndiaye. Ma qui in Italia michiamano tutti Pippo. Perché è più semplice.

Gino: E ci credo vai, per ricordarsi il tuo nome e saperlo pronunciare a modino ci vorrebbe un corsodi una settimana. Quindi il tuo è un buon lavoro eh, … anche se è a nero però

Pippo: Come a nero? Io sono nero ma il lavoro è come gli altri.

Franca:(entrando col vassoio di panini)Nero o non nero, per me può essere di che colore vuole.

Ma in questo bar i conti si devono pagare. Se no piglio e chiamo i carabinieri.

Gino: Oh Franchina, che hai belle fatto di là?

Franca: Ho fatto sì, non sono mica una lumaca come te (Pippo fa per andarsene). Biondino in dovetu credi di andare? Che l’hai pagato il caffè?

Gino:Franca, ci penso io alla cassa. Non ti preoccupare, ci siamo già messi d’accordo. Mi pagatutto a fine mese.

Franca: S’andà bene !!!

Pippo: A dopo Gino, grazie(esce)

Franca: Chi glielo ha dato poi il permesso di mettersi davanti al nostro bar a vendere calziniaccendini e trabiccoli, eh? (guarda Gino con aria minacciosa)

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Gino: Il marciapiede non è mica nostro. Lui è libero di starci come chiunque altro.

Franca: Sì, per te sono tutti liberi e beati. E tu vivi in un mondo di favole, e la gente ti rigira comeun calzino. Dovrei ma starci io alla cassa, vedresti come pagherebbero tutti e subito.

Gino: No davvero, così sì che non verrebbe più nessuno sul serio. Nemmeno quei due o tredisperati che vengano tutti i giorni.

Scena 3 (Simone, Franca, Gino)

Simone: (entra con una borsa da computer) Buongiorno, ciao Gino

Franca:(a Gino)Eccone uno, tu l’hai chiamato. Non c’ha mai il becco di un quattrino, che cosaviene a fare dico io.

Gino: Buongiorno Simone, come va?

Simone: Bene, bene. Sempre lo stesso tram-tram

Franca:(tra sé e sé)O che tram tram?? Se non fa mai nulla dalla mattina alla sera?? Forseintendeva dire gnam-gnam

Simone: Sto ancora cercando lavoro, oramai è quasi due anni che mi sono laureato. Avrò mandatocome minimo un centinaio di curriculum. Ma ancora nulla.

Franca:(verso il pubblico)Aspetta e spera!!

Gino: Mi dispiace, ma d’altronde sono tempi duri un po’ per tutti, con questa crisi che non vuolpassare. In cosa ti sei laureato ?

Simone: Ho una laurea triennale in lettere e filosofia e una laurea specialistica in scienze dellacomunicazione, indirizzo media e marketing. Poi ho fatto anche un master di secondo livello sul social business.

Gino: Aaah,(fingendo di aver capito)capisco. Insomma, sei parecchio qualificato.

Franca:(fa dei cenni verso il marito)Ma di che sta parlando ??

Simone: Sto aspettando Mattia, che l’avete visto per caso? È passato stamani?

Franca: Eccolo un altro, buono anche lui

Gino: No, non si è visto per ora. Vedrai che arriverà.

Simone: Senti, ho portato il computer portatile, che mi posso mettere qua a navigare? Che c’è il wi-fi?

Gino:(con orgoglio)C’è c’è, e l’ho fatto mettere proprio ieri l’altro.È venuto il tecnico a montarlo.

Simone: Bene, allora mi sistemo qui, devo vedere delle cose su internet.

Franca:(si avvicina al marito)Sì, ma se non consuma e può anche sistemarsi a casa sua a vederedelle cose. Non siamo mica in biblioteca.

Simone: Sai, a casa mia c’è sempre la mia mamma nel mezzo, mi dàfastidio. Qua c’è piùtranquillità.

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Franca:(a Gino)E c’avrà più di trent’anni e dice che la sua mamma è sempre nel mezzo?? Sarà malui ad essere sempre nel mezzo alla sua mamma!

Gino: Tu lo sai Simone, qua tu puoi fare come fossi a casa tua

Franca:(al marito)Macché casa tua? Digli di consumare sai ! Se no lo fo io e a modo mio!

Gino: E glielo dico, ma sta calmina su. … Simone, che prendi qualcosada bere?

Simone: No, grazie

Franca: (guarda il marito in cagnesco, agitandosi) Come no? Digli qualcosa!

Simone: Anzi, dammi la solita spuma vai. Anzi no … (guarda il menù sul tavolo) facciamo unacamomilla oggi, vai.

Franca: (verso il pubblico) La camomilla la devo prendere ma io! Di solito prende la spuma da dueeuro. Invece oggi, c’ha ripensato, meglio la camomilla da un euro e venti, perché se no spende troppo!

Gino: Franchina, vai di là a sistemare la cucina. C’è anche questa roba da lavare.

Franca: Sarò meglio che vada. E portala anche a me la camomilla per vedere se mi calmo unpochino per davvero. (esce)

Scena 4 (Simone, Gino e poi Mattia)

Simone: (inzia a scrivere al computer velocissimamente)

Gino: Ecco qua la camomilla

Simone: Grazie

Gino: Sono un euro e venti

Simone: Gino, te li do a fine settimana insieme a quelli per la spuma e il panino di ieri

Gino:(tra sé e sé, tornando al bancone)Lo sapevo, è inutile che ci provi. Ce ne fosse uno che paga.E poi lui, poverino, mi fa quasi pena. A trent’anni suonati ci sta che ancora prenda la paghetta settimanale dai genitori.

Simone: Gino, ma internet non funziona, non mi si connette. Che l’hai installato bene il modemwireless?

Gino: Che cosa ? Uairlé che?

Simone: Il modem per internet

Gino: Ah, internet. È venuto il tecnico a montarlo. Che ti devo dire. Io non ci capisco nulla. Certoche se devo pagare per qualcosa che non funziona nemmeno.

Mattia:(entra)Buongiorno a tutti

Simone: Oh, Mattia non funziona la connessione , che mi dai un occhio te al modem, se è collegatobene.

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Mattia: Calmino, intanto non mi hai neanche salutato e già tu chiedi favori, e poi quello con diecilauree e tre master sei te, perché ci dovrei pensare io? (tira fuori lo smartphone)

Simone: Due lauree e un master veramente

Mattia: No, hai ragione, non si connette neanche a me. Gino, che hai messo un wi-fi che nonfunziona? Che arriva dalla Cina?

Gino: O che lo so io, (si avvicina al modem sotto al bancone) wi-fai perché non tu fai ?? Guarda unpo’ se ci capisci qualcosa te, qui sotto, perché io non so che fagli

Mattia: Vediamo un po’. Vediamo se a riavviarlo funziona … Ecco fatto. Ora aspettiamo unattimoe poi si vede se funziona.

Simone: Cosa mi stavi dicendo prima su whatapp? Hai trovato lavoro?

Mattia:Sì, mi hanno richiamato all’ippodromo. Mi hanno fatto un contratto per altri tre mesi.

Simone: Che culo! Chiamalo lavoro quello. Reggere un cartello con scritto dei numeri a mano.

Chissà che soddisfazione. L’uomo-insegna, avrai una carriera assicurata con quel posto.

Mattia: Intanto io ho un lavoro, con la mia licenza di scuola media. Te invece che sei puremasterizzato sei a spasso da un bel po’ e non hai trovato mai nulla.

Simone: Te non ti preoccupare che qualcosa troverò. Sto proprio guardando alcuni annunci suinternet, ora funziona!! Meno male.

Mattia: Cerca cerca, ma cerca bene eh! E non ti perdere.

Gino: (si avvicina al tavolo) Mattia, che ti porto qualcosa ?

Mattia: Sì, un caffè … in tazza grande, grazie

Gino:(tra sé e sé)Anche in tazza grande lo vuole ora. Le pretesa aumentano ma i soldi no.

Simone: Senti, ma poi con quella ragazza dell’altra sera che hai conosciuto su facebook come èandata ? Ci sei uscito ? Combinato qualcosa? La foto ha fatto effetto?

Mattia: Eeh, bene, bene. Ha funzionato tutto a meraviglia, sono stato a dormire da lei. Te lo avevodetto che avrebbe funzionato. Da quando ho messo la nuova foto sul profilo di facebook non fanno altro che scrivermi ragazze che mi vogliono incontrare. E se anche loro hanno foto carine, gli rispondo e fissiamo un appuntamento. Semplice, funzionale e veloce.

Simone: Ci credo hai messo una tua foto di profilo di quando eri molto più giovane, più biondo, esoprattutto più magro.

Mattia: Comunque funziona, dovresti farlo anche tu. Anche se a te probabilmente ci vorrebbePhotoshop per migliorare la situazione, e anche qualcuno che lo sa usare parecchio bene.

Simone: Ah ah, come sei spiritoso…

Mattia: Te invece, donne?Zero come sempre ? … Zero come con il lavoro del resto. Che l’haimandato qualche curriculum a qualche biondina? Guarda che se non ti proponi a modino non trovi né lavoro né donne. Dai, fammi vedere il tuo curriculum che ce l’hai? (X)

Simone: Non rompere Mattia … sto lavorando …

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Mattia: Sì, magari! Ti piacerebbe lavorare. Diciamo piuttosto che lo stai disperatamente cercandoda diversi mesi.

Gino: Ecco il caffè in tazza grande come richiesto

Mattia: Grazie Gino

Gino: Sono ottanta centesimi

Mattia: Gino ti pago domani, non ce l’ho ora spiccioli.

Gino: Oh come ? Qua non vuole pagare mai nessuno, guarda che a me vanno bene anche lebanconote di grosso taglio

Mattia: Via, Gino, per ottanta centesimi … che mi vuoi far cambiare un pezzo da cinquanta perottanta centesimi. Te li do domani. Tranquillo.

Gino: Tranquillo? Più tranquillo di così

Mattia: (guarda nel portafoglio) Guarda ho solo pochi euri, ma me li voglio giocare alle slotmachine. Così magari vinco e ti offro pure da bere. Eh??

Gino:(tra sé e sé)Accidenti … E la Franca mi dice che sono troppo buono. Mi sa che mi toccheràdarle anche ragione. Mannaggia a me.

Mattia:(va a giocare alle slot machine)Tentiamo la sorte , che sennò da questa situazione non sene sorte

Scena 5 (Alessia, Gino e Simone)

Alessia: (entra con aria nervosa e uno smartphone in mano) Scusate, permesso. Buongiorno

Gino: Buongiorno, prego.(tra sé e sé)Finalmente una faccia nuova in questo bar

Alessia: Mi scusi , ma io non sono di queste parti. Sono capitata qui per caso

Gino:(verso il pubblico)Ah ecco, mi pareva strano che qualcuno entrasse in questo bar di suainiziativa e non per puro caso

Alessia: Mi si è fermata la smart proprio qui davanti. Non so cosa sia successo ma non parte più.Ho già chiamato il carro attrezzi e dovrebbe essere qui a momenti. Nel frattempo posso aspettare qui?

Gino: Ah, certo signorina. Si figuri. Prego, si accomodi.

Alessia: Grazie, sa, fuori c’è un caldo. Non avete l’aria condizionata qui?

Gino:(tra sé e sé)Ora anche questa, a stare dietro a tutto non si finirebbe mai di aggiungerebollette. (verso di lei) No, mi dispiace, ma se vuole le porto qualcosa di fresco da bere?

Alessia: Sì, mi porti un succo di frutta al mango e kiwi

Gino:(tra sé e sé)Mango e kiwi , o dove crede di essere questa alle canarie? Signoria mi dispiacema non ce l’abbiamo

Alessia: Ah, allora facciamo una Lemon schweppescon un po’ di ghiaccio

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Gino: Ohioi , che cos’èquestasciups?!?(a lei)Come scusi?

Alessia: Una Lemon schweppes

Gino: Non facciamo cocktail esotici signorina.

Alessia: Come? Non avete dell’acqua tonica? Con del limone?

Gino: Ah! Certo, vuole dell’acqua tonica, sì certo ce l’abbiamo. Con una fettina di limone e delghiaccio. Gliela porto subito. (tra sé e sé tornando al bancone) E lo dicevo io alla Franca siamo troppo vecchi per questo mondo, con questa tecnologia, queste parole straniere, non si capisce più nulla. Anche le cose semplici e sono diventate incomprensibili

Alessia:(continua a guardare il suo smartphone e a spippolarlo, poi nota Simone al tavolo accantopreso a lavorare al pc) Ehi, ma guarda chi si vede! Lo Stanchi, come stai? Non mi riconosci ? SonoAlessia, Alessia Maffei , quinta B. Non ti ricordi?

Simone: Ah, sì, mi ricordo, certo. Adesso mi ricordo. Eravamo in classe insieme al liceo. Ne èpassato di tempo. Quasi non ti riconoscevo. Sei cambiata molto. Eravamo dei ragazzini a quei tempi

Alessia: Tu invece non sei cambiato per niente. Uguale uguale uguale. Come va? Che cosacombini?

Simone: Eeh …

Alessia: È veramente tanto che non ci vediamo quanto tempo sarà? Otto anni ? nove o forse dieci?

Simone: Eeh…

Alessia: Comunque è stata una bella sorpresa, sai io non vengo spesso in questa parte della città. Cipasso solamente in macchina. E per l’appunto oggi mi si è fermata proprio qui davanti inaspettatamente. Quindi, che mi racconti?

Simone: Eeh… Sediamoci , ti va?

Alessia: Ah sì certo. Raccontami che combini di bello nella vita? Avrai fatto tante cose dopo la finedel liceo ? A dire il vero non sapevo molto di te neanche quando eravamo in classe insieme e ci vedevamo tutti i giorni. Raccontami, dai. Che fai di bello ?

Simone: Sì, bè , sai …

Alessia: Io mi sono iscritta subito ad economia. Mi sono laureata in tre anni e poi sono trasferita aMilano dove ho fatto la specialistica e … (suono di cellulare, messaggio) Scusami un attimo … (spippola sullo smartphone)

Gino:(si avvicina con l’ordinazione)Ecco signorina(fa gesti verso Simone , come a dire questa ègrulla)

Alessia: Dicevo, mi sono trasferita a Milano due anni fa. Milano sì che è una città. Non comeFirenze, così provinciale, così piccola, con le solite facce, le solite cose … Milano offre molte più opportunità.

Simone: Quindi abiti a Milano adesso?

Alessia: No, adesso no. Sono a Firenze, lavoro da Ferragnamo, oramai da un anno. La conosci, no?Una grandissima azienda di alta moda. Vendiamo in tutto il mondo. Un’azienda offre tantissime

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opportunità di crescita professionale, sai. In ambito internazionale ovviamente. Un lavoro che dà molte soddisfazioni, anche perché sei a contatto con i manager più importanti dell’azienda multinazionale.

Simone: Ah, accipicchia. Che posizione ricopri?

Alessia: Sono di supporto all’assistente dell’assistente delvice-responsabile dell’ufficio marketing.

Un ruolo di prestigio.

Simone: Aah, capisco

Gino:(fa gesti di incomprensione verso Simone)

Simone: Ma sei assunta a tempo indeterminato?

Alessia: No, per adesso è solo uno stage, non retribuito. Ma rinnovabile però.(squillo di cellulare,spippola lo smartphone)

Gino:(tra sé e sé)E meno male che è rinnovabile, almeno così può sperare di continuare a lavoraregratis

Alessia: Sono certa che farò una bellissima esperienza formativa in questa azienda … Te che faiinvece? Lavori ?

Simone: Io ho una laurea in scienze della comunicazione, ma ancora sto cercando lavoro.

Alessia: Ah, ti sei laureato! Bravo. Non hai trovato ancora nulla? Strano. Magari posso darti unaiuto io.

Simone: Magari! Sarebbe carino da parte tua

Alessia: Guarda, proprio ieri una mia carissima amica mi ha parlato di una posizione che hannoaperto nell’azienda dove lei lavora, la Logotec. Una grossa azienda di telecomunicazioni. Cercano una figura giovane, motivata e soprattutto altamente qualificata, che sappia l’inglese e che abbiamo ottime capacità di relazione. Se ti interessa posso darti più dettagli. (spippola lo smartphone)

Simone:(entusiasta)Ah , sì sì, certo mandami pure.

Alessia: Questa ragazza la conosco molto bene, siamo amiche da diversi anni e usciamo spessoinsieme. Lei lavora proprio nell’ufficio risorse umane dell’azienda quindi potrà essere molto utile per te. Vedrai che lei assisterà a tutte le fasi di selezione dei candidati, dallo screening dei curriculum fino al colloquio vero e proprio.

Simone: Grazie, Alessia. Sarebbe un’ottima occasione.

Alessia: Bene allora ti mando subito i dettagli per e-mail adesso(spippola sullo smartphone)Qual èil tuo indirizzo?

(continuano a parlare , scena muta, Mattia di spalle ascolta tutta la conversazione e prende appunti su un foglietto di carta)

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Scena 6 (Pippo, Gino e Simone e Alessia)

Pippo:(entra con foga, parlando ad alta voce)Gino! My friend! Che ce l’hai da cambiarmi questopezzo da cinquanta?

Gino:Oh, che fai piano! Non siamo mica a casa tua. Non lo vedi che c’è gente poi.

Pippo: Scusa Gino, non avevo visto. Non c’è mai nessuno qui di solito.

Gino: Invece ora c’è gente e devi vedere di parlare a bassa voce e con cortesia.

Pippo: Gino cambiami questo pezzo da cinquanta che se no non posso dare il resto a questa signoraqui fuori.

Gino: I soldi tu li hai allora. Ma a me per pagare i conti non me li dai , per cambiarli sì. Eh ma ionon sono mica una banca?

Pippo: Dai Gino, ti ho detto. I conti si fanno a fine mese. No?

Gino: Via via, si passerà da bischeri anche questa volta. Ecco, ti vanno bene due pezzi da venti euno da dieci e vuoi anche un taglio personalizzato?

Pippo: Va bene Gino, grazie. Ma questa morettina che parla con Simone chi è? Non ho mai vistoSimone parlare con una ragazza? Finalmente si è dato da fare

Gino: Ah, non lo so chi sia, ha detto che è qui per caso, perché gli si è fermata la macchina quadavanti. Ma non deve essere del tutto normale. Non so ancora se parla con il telefono cellulare o con lui. È sempre china su quel trabiccolo, a spulciarlo manco fosse un gatto pidocchioso.

Pippo: Che ci capisci te di donne Gino, non vedi che stanno parlando in modo così interessato. Sisaranno incontrati per caso, ma sta già nascendo un po’ di amore.

Gino: In do tu lo vedi l’amore te?!? Mha!

Pippo: Tranquillo. Ora ci penso io.(esce)

Scena 7 (Alessia, Simone, Gino e Pippo)

Alessia: L’inglese lo sai?

Simone: Sì, sì, me la cavo piuttosto bene.

Alessia: Èfondamentale oggi l’inglese. Soprattutto per una azienda come questa che lavora semprecon i paesi stranieri e manda i suoi dipendenti spesso in viaggi di lavoro in Asia, in America, ovunque. È un’azienda che paga bene, gli stipendi più bassi sono comunque ben sopra la media. Un’esperienza in questa azienda ti fa curriculum. Vedrai.

Simone: Speriamo.

Alessia: Deve farti vedere determinato e motivato mi raccomando. Io parlerò a questa mia amica egli dirò che tu hai mandato il curriculum e che sei un mio amico di scuola, che ti conosco bene, che

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sei in gamba e affidabile. Poi il resto, ovviamente, lo devi fare te. Mi raccomando, preparati bene e fammi fare una bella figura

Pippo:(entra in scena con un mazzo di rose rosse, e le mostra a Simone)

Simone: No, no. Farò del mio meglio(guardando Pippo e facendogli cenno di no)

Pippo:(fa cenno di comprarne cinque , poi tre, poi almeno una)

Alessia: Come no?

Simone: No, no, dicevo … Sì, sì … vedrai non ti deluderò. Mi preparo per bene e sarò all’altezza.(continuando a fare cenni a Pippo)

Alessia: Ma con chi ce l’hai ?(si volta verso Pippo)Lo conosci lui? Dice a te?

Simone: No, no, lo mandavo via.(Pippo esce, insoddisfatto)

Alessia: Allora, manda subito curriculum e lettera di presentazione. Se non ce l’hai scrivila perché èindispensabile. Io contatterò la mia amica all’ora di pranzo e ti farò sapere stasera.

Simone: Perfetto. Grazie ancora Alessia.

Alessia: Figurati. Se posso aiutarti, è un piacere. Ah, c’è un’altra cosa che ti devo dire. Riguardo aquesta mia amica, Virginia. Vedi, lei è un po’ particolare.

Simone: In che senso?

Alessia: Nel senso che a lei piace molto …

Simone: Cosa?

Alessia: A lei piacemolto … non so come dire ..

Simone: Non capisco, a lei piace molto cosa?

Alessia: A lei piacciono molto i ragazzi, ecco.

Simone: E che c’è di strano. È una ragazza, gli piaceranno i ragazzi, come a tutte le ragazze.

Alessia: Sì, certo. Ma lei è particolarmente attratta dai ragazzi. Non da tutti. Ma in generale è moltofacile che prenda una fittonata per qualcuno, e se le capita può diventare anche un po’ aggressiva.

Simone: Ah, capisco. Mi devo preoccupare?

Alessia: Ah no no, volevo solo avvertirti. Comunque in ogni caso se si invaghisse di te, potrebbeessere anche utile, e tornare a tuo vantaggio, qualora riuscisse a favorire la tua assunzione.

Simone: Bene, sfrutterò ogni possibilità che mi si presenterà. Sta tranquilla.

Scena 8 (Pippo, Alessia, Gino, Simone e poi Mattia)

Pippo:(entra urlando)Signorina(guarda Gino che lo guarda in cagnesco, poi abbassa la voce)Signorina, è arrivato il carro attrezzi

Alessia: Ah, grazie. Allora ciao Simone. Ci sentiamo stasera. Casomai per il colloquio ti possoaccompagnare anche io e darti delle dritte. Mi raccomando, qualora ti chiamassero al colloquio,

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arriva puntuale e vestiti elegante, giacca e cravatta come minimo. È importante che tu abbia una bella presenza, curata.

Simone: Saresti davvero carina. Grazie di tutto Alessia.

Alessia🙁 va verso la cassa per pagare)Quant’è?

Simone: Alessia permetti? Offro io, è il minimo che possa fare per ringraziarti.

Alessia: Grazie Simone, ci sentiamo stasera(si baciano sulla guancia)e in bocca a lupo(esce)

Simone: Crepi, Ciao, grazie ancora

Pippo: Arrivederci signorina, passi presto a trovarci(sorridendo)

Gino: Ma come? Una volta che entra qualcuno di nuovo in questo bar, e che viene alla cassa perpagare. Tu devi intervenire te? Ora tu me lo paghi te il suo conto e subito

Simone: Dai Gino , te l’ho detto. Ti pago a fine settimana. Fidati.

Gino: Fidati una semplice. Qui non si fa altro che dire pagherò pagherò ..quest’altro vende calzini emutande davanti al bar e mi viene a chiedere di cambiargli un pezzo da cinquanta. Te non solo non paghi i tuoi conti ma tu fai in modo che neanche gli altri paghino i loro ... Fammi mettere apposto questa roba e non fammici pensare (mette a posto le tazze e i bicchieri dal tavolo)

Pippo: Chi era quella, Simone? L’hai imbroccata? Eh?

Simone: No no, è una vecchia amica. Che imbroccata! Abbiamo parlato di cose serie. Non tipreoccupare. Cose personali. Importanti.

Pippo: Sei sicuro? Anche le donne sono importanti. E lei è molto carina. Quando vi vedete laprossima volta? Stasera la porti a cena fuori eh?? Secondo me ti piace e non vedi l’ora di provarci, le hai anche offerto da bere.

Gino: Sei stato proprio galante a offrirgli dabere. Anche se in verità gliel’ho offerto io da bere.Comunque, fa come dice Pippo, provaci. Quando ti ricapita una ragazza carina così a te

Simone: Siete completamente fuori rotta. Vi ho detto che non ci ho provato minimamente. Ma poi,scusa, che vi fate gli affari vostri. Te con quei fiori mi hai fatto fare una figura! E te, con tutti quei gesti e quei versi prima, manca poco che ti facevi scoprire da lei

Pippo: Va bene, va bene, my friend. Dammi qua(schiaccia il cinque ed esce)Torno a lavoro

Simone:(tornando verso il computer)Mi devo mettere a lavoro ora, rivedere tutto il mio CV escrivere una bella lettera di presentazione. Devo fare il meglio che posso. Questa occasione la devo saper sfruttare , chissà quando mi ricapita. Allora, vediamo …

Mattia:(ne frattempo si era defilato di soppiatto per andarsene)

Simone: Oh , Mattia. Che mi dai una mano per scrivere una lettera di presentazione per un lavoro?

Mattia:(impacciato)Io? No, ho da fare devo andare, ho un impegno ora.

Simone: Dai, solo cinque minuti. Mi aiuti almeno a decidere cosa scrivere, poi la butto giù da solo.

Mattia: No, non posso. E poi sei te quello con la laurea e il master, che ti servo io ? Farai beneanche da solo. Devo andare ora… devo fare delle commissioni. Ciao (esce)

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Simone:O dove corre quell’altro. Ma se di solito non ha mai nulla da fare. Ora corre a fare lecommissioni, ma quando mai ne ha fatta una. Gino, dammi una mano te?

Gino: Che cosa? A fare che ? A scrivere una lettera per un lavoro? Ma se non ho mai scritto nulla invita mia. Che aiuto ti do io

Simone: Almeno dammi un aiuto di sostegno morale, dai

Gino: No, no , e poi c’ho da fare … c’ho da sistemare di là, di là in magazzino c’è una confusione,un monte di cose nel mezzo da mettere a posto. Vado di là in magazzino. (esce, va sul retro)

Simone: Sempre così. Si fanno tutti gli affari tuoi. Ma appenac’è bisogno di un minimo d’aiuto sidileguano tutti come mosche.

Scena 9 (Simone, Franca e Gino)

Simone: (si sistema davanti al computer, si mette comodo per lavorare)Oh, via. Se non altro sonorimasto solo e c’è una gran pace, così posso concentrarmi su cosa scrivere in questa lettera di presentazione. Certo c’è talmente silenzio qui che pare di essere in biblioteca invece che in un bar. Vediamo. Come iniziare … vediamo … mmh … potrei iniziare … Ah, ecco come …

Franca:(entrando con il grembiule da cucina)Che sei ancora qui te?

Simone: Ecco … mi hai fatto dimenticare a cosa stavo pensando!

Franca: Non siamo mica in biblioteca qui, non è mica un salotto di studio questo. Questo è un bar,capito? Qui si consuma, si beve, si mangia, si spendono soldi, capito?

Simone: Ho belle preso da bere, Franca. Ora stavo concentrandomi per scrivere una lettera.

Franca: Ho visto che ti concentravi vai, ma con me non ti concentri più. Io non sono come ì mìmarito. Con me si fa i conti subito, oppure si va a casa. E bene intendersi, chiaro?

Simone: chiaro, chiaro, Franca. Me ne vo a casa sarà meglio.

Franca: Eh naccherino, prima pagare però. Subitaneamente. Fori ì lesso!

Simone: E quanto ti devo? Non so mica se ce li ho ora?

Franca: Ora si guarda, si prende il quaderno e si guarda, non ti preoccupare. Ecco qui, sono undicieuro.

Simone: Non ce l’ho mica. Ho solocinque euro.

Franca: E si prende ì che tu c’hai, non è un problema. Intanto si pigliano questicinque euro, e laprossima volta il resto, intesi.

Simone: Sì , sì Franca, come vuoi. Ci si vede nei prossimi giorni. Salutami Gino.

Franca: A proposito ma in dove è andato quel rintronato del mì marito ?

Simone: Ha detto che andava di là in magazzino a sistemare delle cose

Franca: A sistemare cosa? Ma se il magazzino l’è completamente vuoto. L’è dà un po’ che siordina solo lo stretto necessario. Che cosa deve sistemare? Il vuoto ?

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Simone: Non sono affari mia questi, arrivederci Franca

Franca: Arrivederci. Va in magazzino a non far nulla e lascia il barre incustodito, così se entra percaso qualcuno e fa ì su comodi e poi va via. Ora lo sistemo io, altro che magazzino. (si avvicina all’uscita) Oh Gino! Vieni qua subito!

Gino: Che c’è Franca?

Franca: Che sei andato a fare di là ? Che lasci il banco deserto?

Gino: Franchina, c’era Simone, aveva bisogno di concentrarsi. Io sono andato di là un momento perlasciarlo in pace.

Franca: Non lo sapevo che questo bar fosse un posto per concentrarsi. Pensavo si venisse a bere emangiare qua, no a farsi gli affari propri. Piuttosto è quasi il tocco e qui non s’è visto nessuno. Gino, non viene più nessuno neanche a pranzo. Nessuno a colazione, nessuno a pranzo. Ma dove si andrà a finire di questo passo??

Gino: Troveremo il modo, vedrai che ne usciremo da questa situazione

Franca: Con il tuo atteggiamento da buon samaritano, no di certo!

Gino: Ancora insisti, ti ho detto che la clientela la tengo io, non ti devi preoccupare a fine mese tuttii conti torneranno.

Franca: Intanto son tornata io di qua e ho fatto pagare il conto a quello sfaticato di Simone.

Gino: Oh Franchina, non mi dire che tull’hai costretto a pagare coi tuoi modi. Che l’hai trattatobene?

Franca: I miei modi? Perché come sono i miei modi? L’ho trattato come doveva essere trattato,punto e basta.

Gino: Perfetto, almeno così e si perde i pochi clienti fissi che ci sanno, esi va a gambe all’aria perdavvero.

Franca: Oramai tanto non conviene che chiudere, pagare i debiti e crepare di fame, sai. Non c’èrimasto altro che questo.

Gino: Vedrai che andrà tutto bene

Franca: Se va tutto bene, come dici te, siamo rovinati

Gino: Franca, non drammatizzare. Dobbiamo rimetterci in sesto un attimino. Ci si devemodernizzare, trovare nuove idee, qualcosa che attiri giovani. Perché non iniziamo a fare l’aperitivo, come fanno tanti bar del centro. Un po’ di stuzzichini, qualche piatto di pasta e di verdure. Facciamo cocktail come fanno i baristi del centro. Posso imparare a fare delle bevute moderne e personalizzare i drinks come uno vuole.

Franca: Aperitivo? Te ti sei bevuto il cervello. Che posso sta dietro a queste cose? Così ci toccalavorare fino a tarda sera. Alle sette io chiudo e vo a casa e chi l’ha bevuto l’ha bevuto.

Gino: Certo che con te non si cambierà nulla.

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Franca: Gino, te lo ripeto, siamo troppo vecchi per queste cose. Non si può cambiare atteggiamentidi decenni e decenni in qualche giorno, l’è come volere … Bisogna ammettere che siamo finiti, dobbiamo chiudere e far festa. E quel che sarà, sarà. (si dispera)

Gino: Franchina mia,(si avvicina per abbracciarla con voce dolce), non ti preoccupare finché cisarò io troveremo il modo per risolverla non temere. Qualcosa inventeremo. Basta che siamo uniti e abbiamo fiducia.

Franca: Hai ragione Gino, abbiamo tirato avanti fino ad ora, in un modo o nell’altro si continuerà afarlo … (cambiando tono di voce in modo brusco) Sì, ma spiccicati di dosso e inzia a pulire per terra!

Gino:(rimane abbracciato alla scopa con aria scocciata)

Fine primo atto

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Atto II

Scena ufficio di azienda, due giorni dopo. La scena è divisa in due parti, una parte rappresenta la sala d’attesa e l’altra parte rappresenta l’ufficio risorse umane. Al centro una porta che dà sul bagno.

Scena 10 (Alessia, Simone, Comparsa, Mattia, Dottoressa, Virginia)

All’apertura del sipario Mattia al tavolo del colloquio con il responsabile e la segretaria parlano, scena muta. Un signore è seduto in sala di aspetto che spippola su di un tablet.

Alessia:(entrando)Vieni, ecco è qui la sala d’attesa dell’ufficio del personale. Simone?

Simone:(entra vestito con un completo di giacca e cravatta palesemente di taglia troppo piccolaper lui) Questo posto è un labirinto! E fa un freddo cane qua dentro. Ci saranno dodici gradi conl’aria condizionata a palla. Dovevo portarti il cappotto.

Alessia: Dai su, smettila di lamentarti. Si sta proprio bene con l’aria condizionata.A proposito, favedere la camicia

Simone:(apre la giacca e alza la cravatta mostrando una grossa macchia sulla camicia)Che sivede??

Alessia: Abbastanza direi

Simone: Te l’avevo detto che non volevo fare colazione col vestito. Avevogià mangiato duebanane a casa. E poi il caffè mi ha messo un’agitazione addosso.

Alessia: Ma veramente il caffè te lo sei versato tutto addosso.

Simone: Per forza, mi hai portato in quel bar tutto fighetto che era talmente pieno di gente chequalcuno da dietro mi ha tirato una gomitata e m’ha fatto rovesciare la tazzina proprio sulla camicia.

Alessia: Guarda che la Loggia è il caffè più chic di tutta Firenze, lì ci vanno solo le persone in egiuste

Simone: Si vede allora che io sono sbagliato.

(il tizio nella sala d’aspetto si volta per guardarli in modo strano)

Simone: Salve(sorride, ma l’uomo non risponde e torna a guardare il tablet)

Simone: Alessia, comunque in questo posto sono tutti vestiti casual, anche sportivi, nessuno è ingiacca e cravatta come avevi detto te .. Vestito così, sembro ridicolo

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Alessia: Sta tranquillo, oggi è venerdì, e il venerdì si vestono tutti casual perché dopo lavoropartono per il weekend. Non sei ridicolo in giacca e cravatta. Magari potevi metterti un vestito di una o due taglie più grande.

Simone: E lo so, e mi sono dovuto mettere l’unico completo che avevo che risale ancora ai tempi incui ho fatto la cresima.

Alessia: Accipicchia. Un po’ datato, non vai spesso a fare shopping.

Simone: Eh no, ma che mi sta male??

Alessia: No no, stai bene, tranquillo(assecondando e volendo cambiare discorso). Quindi, come tiho detto io tra un po’ devo andare a lavoro, comunque cerca di rilassarti e fai una bella performance. Ricordati tutti i consigli che ti ho dato.

Simone: Sì, sì. Allora: primo, fondamentale un tono della voce sicuro, calmo ma deciso. Secondo,importantissimo guardare sempre negli occhi la persona con cui si parla, mai e poi mai abbassare lo sguardo o guardare da altre parti … Giusto? Poi, terzo, dimostrare sempre interesse, a prescindere di cosa si stia parlando, farsi vedere interessato all’argomento e coinvolto. Quarto: mai stare zitti, anche se non si sa cosa rispondere, non farfugliare, ma rispondere con frasi brevi e scandendo ogni singola parola, sorridendo di tanto in tanto ma non troppo. Giusto? Poi … basta mi sembra. Mi avevi detto altro?

Alessia: La postura. È fondamentale, non lo dimenticare.

Simone: Ah giusto. La postura, l’ultimo punto era questo. Quindi, quinto: una postura corretta,schiena dritta, spalle indietro, pancia in dentro, non gesticolare troppo, non fare strani gesti o giocherellare con le mani con qualcosa. Giusto?

Alessia: Esatto, e mai accavallare le gambe, ricordatelo.

Simone: Vero, anche questo mi hai detto. Io di solito non le accavallo mai. Ma non ho capitoperché non dovrei farlo comunque?

Alessia: Perché daresti una brutta immagine di te. Dammi retta, segui i miei consigli e tiprenderanno. E mi raccomando alla cravatta

Simone: La cravatta cosa? Me la devo togliere? È brutta?

Alessia: No no, anzi. La cravatta è fondamentale, serve per coprire quella brutta macchia di caffè.

Devi stare attento che non ti si sposti lasciando intravedere la macchia.

Simone: Giusto, non ci pensavo già più. Grazie.(comincia a giocherellare con la cravatta)

Alessia: Mi raccomando, non ti irrigidire, stai sciolto, rilassato, ma sicuro di te.

Simone: È una parola, ho già la salivazione azzerata e le mani che mi sudano come fontane. Più chele asciugo e più che sudano.

Alessia: Calmati Simone, rilassati. Fai un bel respiro.

Simone:(fa un respiro profondo)No, non funziona, non riesco a calmarmi. L’emozione per ilcolloquio è più forte di me. Non dovevo prenderlo il caffè. Così mi sarei risparmiato anche la macchia sulla camicia.

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Alessia: Devi assolutamente calmarti, altrimenti farai una figuraccia. Ti si legge in faccia che seiteso come una corda di violino. Allentati.

Simone: Che allentati! Come faccio ad allentarmi, in questo posto, con questo vestito e con questatemperatura polare.

Alessia: Aspetta, vedo se ho qualcosa che può darti una mano. Credo di avere con me degliansiolitici. (fruga nella borsa, tira fuori della roba e la mette in mano a Simone, la comparsa li guarda insospettito)

Simone: Non mi dare troiai

Alessia: Tranquillo Simone, vedrai che un ansiolitico ti farà bene, ti rilasserà e ti farà fare un belcolloquio.

Simone: Speriamo, se lo dici te.

Alessia: Certo. Ti puoi fidare. E non dire speriamo, parti già prevenuto, così parlano i perdenti.

Devi dire, sicuro! Sarà così! … Ecco prendi questa pillola.

Simone: E come la prendo, senz’acqua?

Alessia:Sei peggio di un bimbo …Aspettati vado a prendere un bicchiere d’acqua.

Simone:(Simone scambia delle occhiate con la comparsa, che diffidente torna a lavorare al suotablet)

Alessia:(prende un bicchiere d’acqua dal distributore a boccia)Ecco vai, mandala giù. Vedrai tifarà subito effetto e ti sentirai subito meglio. Rilassato, calmo, tranquillo, ma determinato.

Simone: Ok, grazie(manda giù la pasticca con il bicchiere d’acqua)

Alessia: Ora vado, perché sono già in ritardo. In bocca al lupo, allora.

Simone: Crepi!(urla, la comparsa si volta)

Alessia: Piano, parla piano, spaventi la gente così.

Simone: Scusa ma mi hai detto determinato, ho fatto del mio meglio.

Alessia: Ci sentiamo stasera per sapere come è andata. Ciao

Simone: Ciao, e grazie ancora per tutto

Alessia: Figurati(esce)

Scena 11 (Simone, Comparsa e Mattia, Virginia, Dottoressa)

Simone:(tra sé e sé)Speriamo bene. Questa azienda dev’essere davvero grande. Non ho mai fattoun colloquio in una multinazionale, e mi mette quasi soggezione. Ma devo essere sicuro e determinato come ha detto Alessia. Devo seguire per filo e per segno tutti i suoi consigli. Lei sembra proprio un tipo che se ne intende di queste cose. (si guarda attorno) Speriamo solo di non dover aspettare troppo, perché l’attesa mi mette ansia. (guarda il cellulare) Devo trovare qualcosa da fare per passare il tempo. Vediamo se con questo tizio si può fare due chiacchiere.

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Simone:(si rivolge alla comparsa)Salve

(la comparsa si volta, nessuna risposta, torna con gli occhi sul tablet)

Simone: Giornata calda oggi, eh? Ci saranno sì e no trentacinque-trentasei gradi … fuoriovviamente, perché qui, come minimo sono quindici.

(la comparsa si volta, nessuna risposta, torna con gli occhi sul tablet)

Simone: Io sono qui per un colloquio, lei? Per un colloquio anche lei ?

(la comparsa si volta, nessuna risposta, torna con gli occhi sul tablet)

Simone: Certo, una bella azienda questa. Tutto così opulento, moderno, elegante. Deve essere bellolavorare in un’azienda del genere, chissà quante soddisfazioni, no?

(la comparsa si volta, nessuna risposta, torna con gli occhi sul tablet)

Simone: (tra sé e sé) Ma questo che problemac’ha? Neanche mi avesse degnato di una parola. Mapoi è un po’ che guarda quel tablet fisso, chissà mai che c’avrà da guardare. Io aspetto, ma se non si fa vivo nessuno? … Che si siano dimenticati di me? All’ingresso avevano detto che avvisavano loro. Mha ... una cosa è certa, qui a sedere ancora dell’altro non posso stare e visto che non si può fare nemmeno due chiacchiere e meglio che mi alzi e faccia due passi. (si alza e inizia a camminare in su e giù in modo sempre più nervoso)

Simone: A essere sinceri però, quella pasticca di Alessia, quell’ansiolitico, come dice lei, non misembra stia facendo un granché effetto. Anzi, a me mi pare che non faccia proprio per niente effetto. Anzi, a me mi pare di essere più nervoso che prima (comincia a innervosirsi, tic nervoso). E sì, effettivamente l’effetto non l’ha fatto, mi sento decisamente più nervoso di prima. Non riesco a stare nemmeno fermo, ho bisogno di muovermi, camminare sempre più veloce, ho bisogno di prendere qualcosa in mano (afferra la borsa con la quale è entrato). Mi sento tutto teso, tutto tirato, proprio come una corda di violino, tanto teso da spezzarmi quasi.

(squillo di cellulare)

Simone: E adesso chi è? Pronto.

Alessia:(al telefono)Simone sono io

Simone: Ciao Alessia, dimmi tutto

Simone: Simone, come va? Stai bene?

Simone: Eh sì, tutto bene, sicuro e determinato. Sto ancora aspettando di entrare, che volevi dirmi?

Ti sei dimenticata l’ultimo consiglio?

Alessia: Ehm, non esattamente. Volevo dirti, che c’è stata una svista prima.

Simone: Svista? Che svista?(riprende il tic nervoso)

Alessia: Bè, non so come dirtelo. Nella confusione della mia borsa ho preso le pillole sbagliate

Simone: Come? Le pillole sbagliate? Che significa? Che pillole mi hai dato?

Alessia: Ho fatto confusione ho invertito le scatole. La scatola era quella giusta ma le pillole no

Simone: Le pillole non sono giuste, ma che pillola mi hai dato scusa?

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Alessia: Ho scambiato le pillole degli ansiolitici con quelle degli eccitanti che usavo per studiare lanotte e restare sveglia fino all’alba

Simone: O cavolo! Ecco perché mi sembra di sentirmi più nervoso che prima

Alessia: Sei nervoso?

Simone: Ci credo che sono nervoso, già lo ero prima, ora poi sotto effetto degli eccitanti, sonocarico come una molla. Se qualcuno mi tocca schizzo via come un elastico.

Alessia: Stai calmo e rilassati. Se no diventi nervoso.

Simone: Ma sono già nervoso, più nervoso di così

Alessia: Allora fai quegli esercizi che ti ho insegnato stamattina per mantenere la concentrazione erilassarsi.

Simone: Ma quali, le tecniche di respirazione e meditazione?

Alessia: Sì, quelle. Falle, vedrai che ti faranno bene. E in bocca al lupo ancora.

Simone: Ricrepi, speriamo

Alessia: Devo andare, ci sentiamo poi, baci.

Simone:(tra sé e sé)E ti pareva. Che fortuna che ho. Gli eccitanti mi ha dato. T’immagini. Vuoleche faccia anche gli esercizi di respirazione. O come faccio qui. Mi prendano per matto. Mammamia. O come erano? Vediamo. (si rimette a sedere, la comparsa lo guarda stranito) Ispirare ed espirare solo col naso. Lentamente ad occhi chiusi. Pensare all’aria che entra nelle narici, concentrarsi sul punto esatto in cui l’aria scorre. (comincia a singhiozzare vistosamente)

Simone: Ecco, lo sape … vo. Ci mancava solo il singhio …. zzo. Comeda piccino, quando mi

prendeva gli atta … cchi di singhiozzo dovuto al nervoso, quando dovevo fare cose che non avevo voglia … di fare. E mi durava anche delle ore senza inter … ruzione. E ora come faccio, tra poco devo fare il colloquio e non rie .. esco neanche a finire una fra … se. Me lo devo far passare in tutte le ma … niere. (si guarda attorno). Vediamo se bevendo un po’. (prende il bicchiere e va a bere al dispenser dell’acqua)

(un bicchiere intero)

Simone: Ahh .. aah, macché nulla, proviamo con un altro bicchiere. Niente. O come faccio? Qualisono i modi per far passare il singhio…zzo, vediamo. Lo spavento! Se qualcuno mi spa…venta mi passerà il singhiozzo. Posso chie … dere a questo signore magari. Mi scusi, sa, mi è preso un singhiozzo così fort ..e che non riesco a farlo andare via bevendo. Che mi po … trebbe per caso farmi spavento per ve … dere se mi passa?

(la comparsa lo guarda scandalizzato e non dice nulla)

Simone: Ho provato a bere, ma niente. Proverò a bere ancora. Tappandosi il naso, sì, così si facevaper far pass… are il singhiozzo. Bere tappandosi il naso. Proviamo. (beve un altro bicchiere, ma nulla). Mannaggia, come faccio? Ho anche dei tic nervosi alle spalle che non riesco a controllare.

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Scena 12 (Simone, Comparsa, Mattia, Dottoressa, Virginia)

Dottoressa: Bene, allora il colloquio è terminato, signor Matti. La ringrazio per la sua disponibilità.

Abbiamo tutto quello che ci occorre. Le faremo sapere quanto prima.

Mattia: Perfetto, grazie a lei(si alzano e si danno la mano)

Dottoressa: Arrivederci e auguri

Mattia: Arrivederci, e grazie anche a lei(stringe la mano anche alla segretaria che sorride)

Virginia: Arrivederci, è stato un piacere. Prego la accompagno.

Mattia: Grazie(si avviano verso la sala d’attesa)

Mattia:(vede e riconosce Simone che è ancora intento a bere, tra sé e sé)O mio Dio! C’è ancheSimone, e adesso? Non posso farmi vedere da lui, così scopre che ho fatto domanda anche io per la posizione su cui puntava.

Virginia: Che cosa è successo? Tutto bene?

Mattia: Sì, sì. Certo … No. Anzi, no.

Virginia: Cosa c’è?

Mattia: E che mi è preso un po’ male a …(non sa quale parte del corpo toccarsi)alla pancia. Houn disturbo alla pancia.

Virginia: Vuole che le chiami qualcuno? O che l’accompagni in infermeria?

Mattia: No, no, ho solo bisogno di andare in bagno alla svelta.

Virginia: Certo, da quella parte guardi

Mattia: Grazie, mi scusi ancora, ma a volte mi succede… sarà l’emozione

Virginia: Capisco, vada pure, ci risentiremo. Arrivederci

Mattia: Arrivederci e grazie ancora(si chiude in bagno)

Scena 13 (Virginia, Simone, Comparsa, Dottoressa, Mattia)

Virginia:(rivolta alla comparsa)Buongiorno, il signor Raspanti? Prego si accomodi

Simone: Buongiorno

Virginia: Salve, lei deve essere…Simone Stanchi? È qui per il colloquio

Simone: Sì, sono io

Virginia: Bene, riceviamo adesso il nostro collaboratore e poi siamo da lei. È questione di pochiminuti (sorride)

Simone: Sì, certo … non c’è problema. Io aspet … to qua.

Virginia: Va tutto bene? Si sente bene?

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Simone: Sì, sì. Mai sta … to meglio. Grazie.

Virginia: Bene, a tra poco allora.(Si avvia nell’ufficio con la comparsa)

Simone: Per fortuna ho ancora qualche mi….nuto vediamo se riesco a farmi passare questo

singhiozzo maledetto. Guardiamo su inter … net se c’è qualche suggerimento utile. (tira fuori lo smartphone) Qui c’è il wi-fi sicuramente … Ecco connesso. Vediamo: “consigli per far passar e ilsinghizzo”. Cerca. Ecco, su yahoo answer c’è qual … cosa. Allora. “Un rimedio semplice ed efficace è quello di inspirare molto velocemente e poi trattenere il fiato per almeno mezzo minuto” ho già provato prima. “Altri metodi sono: bere il succo di almeno mezzo limone senza aggiunta di acqua, zucchero o altro, bere vari sorsi d'acqua, velocemente” il limone dove lo trovo? E con l’acqua ho già provato abbastanza. “Respira dentro un sacchetto di carta per un po’ “ questo mi vuol fare ammazzare …

“Un metodo assolutamente non scientifico di far passare il singhiozzo e quello di recitare la seguente filastrocca:

Singhiozzo mio singhiozzo/

vai nell'acqua vai nel pozzo/

vai nel cuor di chi mi ama/

se mi ama se lo tenga/

e se no che mi rivenga"

Questi son matti proprio!

Ecco qua: “un metodo certo per far passare il singhiozzo è bere con le braccia alzate lateralmente”

Mha! Proviamo questo poi mi arrendo. (prende il bicchiere e cerca di bere con le mani alzate ma non sa come fare)

Mattia:(si affaccia dalla porta del bagno)Che è ancora qui? Ma che fa? Povero Simone è propriodisperato per la ricerca del lavoro. Bisogna comunque che trovi un modo per andarmene senza farmi vedere. Non posso rischiare che mi scopra adesso. Per lui sarebbe davvero un colpo basso. Devo trovare un modo per non farmi notare. (richiude la porta)

Simone:(continua i suoi goffi tentativi di bere con le braccia alzate)

Virginia:(sopraggiunge per accompagnare la comparsa e chiamare Simone)Arrivederci signorRaspanti. Che cosa sta facendo?

Simone: Ah, niente. Esercizi di … yoga. Stavo facendo un po’ di yoga.

Virginia: Adesso??(perplessa e stupita). Comunque, piacere Virginia Pieraccioni

Simone: Ah, come l’attore!

Virginia:(scocciata)Sì, come l’attore. Prego si accomodi per il colloquio.Mi segua

Simone: Grazie(recupera la borsa)

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Scena 14 (Simone, Dottoressa, Mattia, Virginia)

Simone: Salve, Simone …. Stanchi(le stringe la mano ostentando una sforzata sicurezza)

Dottoressa: Salve, piacere. Dottoressa Angelica Retta

Simone: Ah Retta ! .. come … come una retta …

Dottoressa: Come scusi?

Simone: Ah niente.

Dottoressa: Dunque, lei conosce la nostra azienda? Sa di cosa di occupa?

Simone: Sì certo, so tutto … di voi. Vi conosco, certo, una … azienda molto interessante(accavallale gambe). (Tra sé e sé ma ad alta voce) Ah, già niente gambe accaval … late

Dottoressa: Come scusi?

Simone: No nie…nte(guarda in basso)Ah importante guardare sempre in faccia

Dottoressa: Ma parla con me?

Simone: Eh … no no. Pensavo tra me e me. (toccandosi la cravatta e continuando a singhiozzare)

Dottoressa: Allora, visto che ci conosce bene, eviterei di farle la presentazione dell’azienda epasserei direttamente a parlare di lei. Abbiamo ricevuto il suo curriculum (la segretaria glielo porge) Ecco qua. Dunque, ci parli un po’ di lei.

(nel frattempo Simone si dimena perché gli scappa da pisciare in modo impellente)

Simone: Non dovevo bere tut…ta quell’acqua.Ohi Ohi.Ora mi scappa da morire, devo an…dare inbagno in tutti i modi. Non la reg…go. (stringe le gambe le accavalla e poi le discavalla)

Dottoressa: Prego ci parli di lei, delle sue esperienze e delle sue aspettative.

Simone : Bene, sì. Allora… Quindi …(tra sé e sé)Come faccio a par…lare senza interrompermi.

Devo fare frasi brevi e veloci.

Dottoressa: Dica pure

Simone: Sì, mi sono laureato due anni fa.(pausa singhiozzo)In scienza della comunicazione(pausa) indirizzo media e marketing (pausa) e ho conseguito un master di secondo livello (pausa) in social business.

Dottoressa: Si sente bene? Haun po’ disinghiozzo. Vuole un bicchiered’acqua?

Simone: No, no, grazie acqua no. Basta. Sto bene. Grazie.

Dottoressa: Bene, dunque, ci racconti un po’ delle sue esperienze di lavoro

Simone: Sì. Le mie esperienze di la…voro? Esperienze di lavoro, pro…prio, non ne ho avuteancora.

Dottoressa: Qui nel curriculum ha scritto: Supporto e assistenza tecnica presso azienda edile ad altaspecializzazione. Cosa significa esattamente? Quale era la sua mansione?

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Simone:La mia mansione … esattamente? Si tratta della dit…ta di mio zio Antonio. In pratica iofacevo … Lo supportavo nel suo lavoro. (smaniando dalla voglia di andare a pisciare)

Dottoressa: Sì, ma in praticain cosa consisteva la sua “assistenza tecnica”?

Simone: In pratica … in praticafacevo il muratore. Anzi, no. Per essere precisi, l’aiuto mura…tore.

Dottoressa: Capisco, ha aiutato suo zio nella sua ditta di muratore. Poteva essere più chiaro però.

Simone: Scusi le devo chiedere una cortesia, avrei bisogno del bagno

Dottoressa: Prego, si figuri. La porta nel corridoio. Appena esce a destra.

Simone: Bene, grazie. Faccio in un…attimo.(Si dirige verso la porta del bagno)Non ce la facciopiù. Tra singhiozzo, tic ner…voso e voglia di andare in bagno sono comple…tamente distrutto. Almeno ora posso libe…rarmi di uno di questi fastidi. Non vedo l’ora di poter … (la porta non si apre, è chiusa a chiave, bussa alla porta) c’è qualcuno? No, ti prego, non resisto più.

Mattia: Sì, è occupato!

Simone: La mia è un’emergenza. La prego di farealla svelta, per favore.

Mattia: Anche la mia è un’emergenza. Può cercarsi un altro bagno

Simone: Ma … questa voce io la cono…sco. Mi suona familiare.Aspet…ta un secondo: come hadetto scusi?

Mattia:(camuffando la voce)Dicevo che io ho da fare ancora per un po’, sarà meglio che si troviun altro bagno

Simone: Oh mammamia che gio…rnata oggi. Non me ne andata bene una. Pri…ma il caffè sullacamicia, poi la pasticca di ecci…tanti e il tic nervoso, poi ancora il singhi…ozzo che non vuol passare, e come se non bastasse questa vo…glia di pisciare che non riesco a togliermela di dosso, e il ba…gno che è occupato da uno con problemi seri. Ma io in qualche modo devo liberarmi da questa a…gonia. (si guarda attorno, vede in un angolo un vaso con una pianta, toglie la pianta e si rivolge verso il muro con il vaso tra le mani)

Virginia: (sopraggiunge dall’ufficio)Ma cosa sta facendo?

Simone: Aaah! (spaventato, gli passa il singhiozzo), nulla, nulla. Controllavo … il muro.(casca ilvaso a terra) Ci sono delle crepe qua vede … avendo fatto un po’ il muratore, sa. Ho ladeformazione professionale.

Virginia: Guardi, la dottoressa la sta aspettando per farle ancora delle domande.

Simone: Sarò subito da lei, non dubiti.

Virginia:(esce di scena)

Simone: Mi ha spaventato e di colpomi è passato il singhiozzo, finalmente un po’ di fortuna(finisce di pisciare dentro il vaso e torna nell’ufficio) Eccomi. Tutto sistemato. Sono pronto.

Dottoressa: Bene, allora devo farle ancora qualche domanda di carattere generale.

Simone: Mi dica, sono tutto suo.

Dottoressa: Dunque, adesso le farò delle domande per delineare il suo profilo psicologico-attitudinale. D’accordo?

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Simone: Benissimo, sono pronto.

Dottoressa: Risponda senza pensarci troppo, dica pure ciò che le viene in mente.L’importante èche sia estremamente sincero

Simone: Bene

Dottoressa: Prima domanda: un pinguino cammina attraverso quella porta in questo momento,indossando un sombrero. Che cosa dice e perché è qui?

Simone: Eh ???

Dottoressa: Non ha capito la domanda? Vuole che gliela rilegga?

Simone: No, no. Ho capito

Dottoressa: Bene, allora risponda, ma senza pensarci troppo su

Simone:Emmh …(sorpreso e scioccato)Un pinguino alla porta?….Sta facendo le vacanze, sì.

Giusto, lui vive in Antartide e fa le vacanze nei posti caldi, è appena arrivato dal Messico e adesso sta visitando l’Italia. È venuto ad accompagnarmi al colloquio perché siamo vecchi amici. Mi sta chiedendo quanto manca alla fine del colloquio perché vuole fare un giro in centro prima di ripartire. Ora gli dico di aspettare qualche minuto ancora, se no ….

Dottoressa:Va bene così, non c’è bisogno che continui, grazie.Bene(scrive tutto su un foglio).

Seconda domanda: che cosa pensa quando è sotto la doccia?

Simone: Sotto la doccia, io canto sempre, di solito l’ultima canzone che ho sentito alla radio epenso … penso … a pulirmi bene. Sì, a pulirmi bene ogni parte del corpo, perché …

Dottoressa: Bene, è sufficiente grazie.(scrive tutto sul foglio)Terza domanda: se lei fosse unanimale, che animale sarebbe?

Simone: Animale, animale, … che animale sarei? La rana! Sì, mi sono sempre piaciute le rane e poiuna mia vecchia amica mi diceva sempre che assomigliava a un ranocchio, mi chiamava “la rana dalla bocca larga”.

Dottoressa: Bene, un’ultima domanda e abbiamo finito(scrivendo). È capace di lavorare sottopressione?

Simone: Ma, di solito mi trovo bene a lavorare alla pressione ambiente ma sicuramente possoprovare anche sotto pressione, non credo di avere problemi di resistenza a sbalzi di pressione.

Dottoressa:La pressione atmosferica non c’entra niente. Intendevodire in situazione di forte stresse pressione psicologica

Simone: Ah giusto. Certo, sì sì, io con lo stress ci convivo ogni giorno, quindi sarà facile per melavorare sotto stress, non dubiti.

Dottoressa: Bene, signor Stanchi. Abbiamo finito. Grazie per la sua disponibilità. Le faremo saperequanto prima i risultati della selezione. L’avvertiremo direttamente per telefono, abbiamo i suoi contatti.

Simone: Bene, grazie a lei. È stato un piacere.

Dottoressa: Arrivederci

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Simone: Arrivederci(si avvia all’uscita)

Scena 15 (Mattia, Simone, Virginia, Dottoressa)

(Simone mentre attraversa il corridoio si imbatte in Mattia che esce dal bagno con un travestimento improvvisato con la roba trovata nel bagno)

Mattia: Salve

Simone:(ha perso il senso dell’orientamento)Salve.Mi sa dire l’uscita dove è?

Mattia:(con voce camuffata)Di là tutto dritto, poi chiede

Simone: Grazie(esce)

Mattia: L’ho scampata per un pelo, speriamo che non mi abbia riconosciuto. Mi ero stancato distare chiuso in bagno, ho dovuto provare a uscire.

Virginia:(entra camminando spedita verso l’ufficio)Salve, lei è qui per il colloquio?

Mattia:No, no … l’ho già fatto … volevo dire non lo devo fare. Sono qui venuto ad accompagnareuna persona, ora vado.

Virginia: Ci conosciamo noi? Ci siamo già visti di recente?

Mattia: No, non credo. Se ci siamo visti comunque non di recente.

Virginia: Mi pareva. Mi sbaglierò, arrivederci allora.(va in bagno)

Mattia: Arrivederci, tante cose… Vediamo se mi riesce uscire da questo posto(si leva le cose didosso). È stata dura ma ce l’ho fatta. (si avvia all’uscita). Cavolo, sta tornando indietro, e ora? Chefo? Mi vede di sicuro. Dove mi nascondo? (si guarda attorno) Ecco qua dietro. (si mette dietro al mobile con il vaso, nel sistemarsi l’acqua gli casca addosso).

Simone:(entra va all’ufficio)Mi scusi, ma mi ero dimenticato la borsa.

Dottoressa: Prego, eccola lì.

Simone: Arrivederci e grazie ancora

Dottoressa: A lei, arrivederci

Virginia: Arrivederci

Simone:(esce di scena)

Mattia: Che fortuna, non mi ha visto nemmeno stavolta. È andata bene via. Giusto un po’ di acquasui pantaloni. Un po’ calda però. (guarda bene e si annusa) Ma questa non è acqua!! Che schifo!!

Fine secondo atto

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Atto III

Stessa scena del primo atto, la sera stessa del colloquio

Scena 16 (Gino e Franca)

Gino: Giorno di magra come oggi non s’era mai visto. Sono già le sei passate e non è venuta animaviva. Neanche una persona … Nemmeno Simone è venuto oggi, figuriamoci. … Chissà poi perché eh? Franchina?

Franca:(seduta a un tavolo legge un giornale)Chissà … magari ha trovato qualcosa di meglio dafare. Magari un lavoro.

Gino: No, dai, figurati. Ti pare che se avesse trovato un lavoro non sarebbe fiondato qua a dircelo?E lo so io perché non s’è visto più Simone. L’altro giorno qualcuno l’ha costretto a pagare tutti gli arretrati, ecco … così ci siamo giocati anche uno dei pochi clienti fissi che ci s’aveva.

Franca: Capirai che disgrazia! E poi tu lo sai meglio di me che senza la forza qui non si rimedia unquattrino

Gino: Lo so, lo so. Ma meglio avere la speranza di rimediare qualcosa che la certezza di nonrimediare più nulla d’ora in avanti

Franca: Ovvia Gino, come la fai lunga per pochi euro.

Gino: Va bene, ma la prossima volta lascia fare a me

Franca: No, no, per diamine da ora in poi ci penso io alla cassa

Gino: Allora, perlomeno, cerca di farlo con più grazia

Franca: Cosa? Vorresti dirmi che non c’ho grazia io ??

Gino: Eccome, lasciamo stare vai

Franca:Hai letto qui, in prima pagina? Cosa dice il presidente del consiglio: “Il posto fisso èmonotono”, “C’è urgente necessità di una politica economica per rilanciare crescita e sviluppo”, “Flessibilità è la parola d’ordine”. Il posto fisso monotono? O come sarebbe scusa? E poi flessibilità. O che c’entra la flessibilità con la crescita e lo sviluppo? Non ho capito mica, te Gino che hai capito che vuol dire flessibilità?

Gino: E l’ho capito da un pezzo io.

Franca: E che vuol dire?

Gino: Vuol dire che bisogna essere flessibili, bisogna flettersi

Franca: Flettersi?

Gino: Sì, bisogna flettersi … a novanta, sai

Franca: Via, Gino ma che tu dici! Fai poco lo spiritoso, che non fai ridere nessuno qui.

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Gino:E t’hai ragione, c’è poco da ridere qui. Lo vuoi vedere comesono le politiche che intendanoloro? Quelle per rilanciare la crescita e lo sviluppo? Per la flessibilità?

Franca: O come sono ?

Gino: Aspetta, te lo fo vedere. Niente di più semplice

Franca: O poerini, e ora ì che fa?

Gino:(esce dal bancone e prende uno sgabello)Lo vedi questo sgabello.

Franca: E lo vedo sì, ma ì che c’entra, non mi fare ingrullire Gino, per favore

Gino: No, no, vedrai che è molto più chiaro se te lo spiego così. Chiaro e veloce. Lo vedi questosgabello, questo sgabello è un posto fisso. Poi che succede? Si applicano le politiche per la crescita e lo sviluppo che favoriscono la flessibilità, e che succede?

Franca: Che succede?

Gino: Zac!(ribalta lo sgabello sotto sopra, con le quattro gambe per aria)Ecco, bell’e fatto! Da unposto fisso, a tempo indeterminato, a quattro posti precari a tempo determinato. Più semplice di così si muore.

Franca: Ma lo sai che… effettivamente è molto chiaro così. C’hai ragione Gino. Non fa unagrinza.

Gino: Te l’avevo detto che era più complicato a dirtelo che a fartelo vedere

Franca: Però onestamente….il posto fisso mi pare parecchio più comodo

Gino:(rimettendo a posto lo sgabello)E sì! Che ci vuoi fare. Proprio comodi i posti precari nonsono. Ma dopotutto da un solo posto ne sono stati ricavati quattro, sai quanta occupazione si crea così!

Franca: Allora hanno ragione, è proprio il metodo che ci vuole per creare nuovi posti di lavoro perfar crescere l’economia. Certo che se è scritto sul giornale deve essere sicuramente una cosa ragionata

Gino:Sarà Franchina, ma io c’ho i miei dubbi e me li tengo.(si avvicina all’ingresso)Eccolo, staper arrivare Simone proprio ora, sta attraversando la strada … Te l’è meglio se tu vai di là

Franca: Di là? A fare che?

Gino: Vaidi là in cucina e … sistema e preparati a cucinare, se magari volesse mangiare qualcosa

Franca: E vado, sta tranquillo, almeno fo due passi. Gl’ètutto il giorno che sono a sedere, così misgranchisco un po’. (esce)

Scena 17 (Simone, Gino, Alessia e poi Pippo)

Simone:(entra esausto con aria sconfortata)Ciao Gino

Gino: Ciao Simone, come va?

Simone: Insomma …

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Gino: Che è successo? Ti senti poco bene?

Simone: No, macché. Stamattina ho fatto un colloquio e…

Gino: E non è andato tanto bene?

Simone: Non saprei dirti, guarda. Ho avuto tanta sfortuna tra l’altro. L’unica cosa certa è chepoteva andare meglio, questo sì.

Gino: Domande difficili?

Simone: Ma più che difficili, strane! Ma parecchio strane! Domande che non ti aspetteresti mai a uncolloquio di lavoro.

Gino: Per esempio?

Simone: Per esempio: se tu fossi un animale che animale saresti?

Gino: E te? Che gli hai detto?

Simone: La rana! È il mio animale preferito fin da quando son piccolo.

Gino: La rana? O che si risponde così a una domanda del genere?

Simone: O come si deve rispondere? Te che avresti risposto?

Gino: Dai, lo capisco anche io che c’ho la quinta elementare, uno come te, laureato, queste cose ledeve capire al volo. Queste domande sono domande a trabocchetto, pissicologiche. Uno deve rispondere nel modo giusto.

Simone: E quale sarebbe il modo giusto in questo caso?

Gino: Un animale bello, forte, coraggioso … il leone, la pantera, il giaguaro, arrivo a dirti persino ilcavallo … ma la rana no, dai … ti immagini? Il ranocchio, che idee ti suggerisce il ranocchio?

Simone: Ma è così che mi chiamavano gli amici

Gino: Fa come credi, ma io avrei risposto diversamente.

Simone: Comunque sia, non è andata bene per tutta una serie di motivi che ora non posso starti araccontarteli tutti. Sono stato parecchio sfortunato, altro che.

Gino: Ma non disperare prima ancora di aver avuto una risposta. Non è mai detto

Simone: È inutile, tanto non mi chiameranno mai

Gino: E invece devi essere fiducioso, secondo me ti chiameranno presto…nel momento in cuimeno te lo aspetti

(squillo del cellulare di Simone, posato sul bancone del bar, si guardano negli occhi per qualche istante)

Simone:(con apprensione)Pronto?

Alessia: Pronto Simone, sono Alessia. Come è andata?

Simone: Bene, insomma, abbastanza bene

Alessia: Come sarebbe? Come è andata? Bene, insomma o abbastanza bene?

Simone: Lascia stare, ti racconto con calma poi

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Alessia: In ogni caso, io ho grandi novità! Ascolta. Ho sentito adesso per telefono Virginia, la miaamica segretaria. Mi ha detto che è stata ottimamente impressionata da te e che metterà una buona parola su di te con la responsabile risorse umane.

Simone: Ah sì ?!(euforico)Bene, benissimo, fantastico.

Alessia: Ci sei riuscito, non ho capito come, ma ci sei riuscito. Mi sa che Virginia ha preso unacotta per te. Ti avevo detto che lei era … insomma … era …

Simone: Era come?

Alessia:Come dire …. facilmente impressionabile, diciamo … Perciò ho già fissato per stasera

stessa con lei, anzi tra venti minuti … Non c’è tempo da perdere, dobbiamo battere sul ferro finché è caldo!

Simone: Il ferro caldo?

Alessia: Dove ti trovi adesso?

Simone: Sono al bar, al solito bar dove ci siamo incontratil’altro giorno.

Alessia: Ok, allora non muoverti che le dico di incontrarci lì. Ovviamente tu devi far finta di niente,il nostro incontro con te sarà del tutto fortuito. Lei non deve sapere che ci siamo accordati. Quindi fingi di essere sorpreso quando la vedi. Capito?

Simone: Insomma, mica tanto(guarda Gino)

Gino: Leone, pantera, giaguaro(fa il verso del leone)

Simone: … sì ho capito

Alessia: È molto probabile che lei arrivi prima di me perché io sono ancora a Prato, in ogni casosono già per strada, arrivo, non ti preoccupare. A dopo, allora.

Simone: Va bene, a dopo, ciao(riattacca la chiamata)

Simone: Dai che questa volta ci siamo

Gino: Che ti avevo detto!

Simone: Eh sì ma ora … che faccio? Ora arriva quella e io … mi devo preparare. Senti Gino, oraarriva una ragazza che conosco e … dobbiamo farle la miglior accoglienza possibile

Gino: Ah, bene. Allora sarà meglio che vada a legare la Franchina al guinzaglio, che dici?

Simone: Vediamo … posso offrirle da bere … Gino, che c’hai da bere di speciale?

Gino: Mha … il solito

Simone: Cioè nulla. Devo far colpo su di lei … devo essere carino e accomodante … vediamo cosaposso fare? Per farmi ancora più ben volere … se è vero che gli piaccio … ma certo! (va verso l’ingresso) Pippo! Vieni qua un momento!

Gino: Bono quello! Che chiama i rinforzi?

Pippo:(entrando)Che c’è Simone?

Simone: Pippo, mi devi fare un favore. Che ce li hai anche oggi le rose rosse?

Pippo: Sì, sì. Certo che ce le ho. Sono lì al sole

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Gino:Immagino che splendore di rose fresche, ci saranno quaranta gradi all’ombra!

Simone: Allora, tra poco arriva una ragazza. Noi ci fermeremo a chiacchierare al tavolo, te congentilezza e educazione, piano piano ti avvicini con le rose, senza importunare, va bene. Guarda, ti do due euro per il favore che mi fai.

Pippo: Due euro? O che mancia è due euro?

Simone: Per ora piglia queste, va bene?

Pippo: Va bene, my friend! Ma com’è che l’altro giorno non le volevi le rose e ora le vuoi?

Cambiato idea?

Simone: No,cambiato ragazza, e ora le rose mi servono proprio … Vediamo … Come sto Gino, stobene, mi vedi bene?

Gino: Come ti vedo? Come sempre

Simone: La maglietta, la faccia, i capelli? Devo andare in bagno a darmi una sistemata e unarinfrescata prima che arrivi. (va in bagno agitato)

Pippo: Se le ragazze gli fanno questo effetto, è bene che smetta subito eh?

Gino: Mi sa anche a me, sta combinando un casino di quelli, che per venirne fuori si fa prima arestarci incastrati.

Pippo: A dopo Gino, vado a dare un po’ di acqua alle rose(va verso l’entrata)

Gino: Sì, bravo prima che svengano

Scena 18 (Mattia, Pippo, Franca, Gino)

Mattia:(entra tutto allegro)Ciao a tutti!

Pippo: Mattia! My friend! Accendini, calzini, mutande? Tutto buono, tutto a poco prezzo

Mattia: Non cominciare Pippo, lo sai che non ho bisogno di nulla

Pippo: Dai, dai Mattia. E te lo sai c’è crisi anche per me, aiutami un pochino, te che hai un lavoro

Mattia: Ho capito, ma io ho le mie cose da pagare …

Franca:(entrando con foga)Come gli arretrati del bar! Per esempio. Vieni naccherino, vieni epaga!

Gino: Franchina, ti avevo detto di stare di là a preparare.

Franca: Vieni preparare, e ci son belle stata di molto di là. Pagare sull’unghia, subitaneamente.(andando verso Mattia). Anche te ambulante di calzini e mutande!

Pippo:(scappa, fuori scena)

Franca: Questo non è il banco dei pegni, è un barre, e qui la roba si paga non si regala, capito?

Mattia: Va bene, va bene. Quanto vi devo?

Franca:(senza guardare il foglio)Trentasette euro e cinquanta centesimi

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Gino: Accidenti Franchina(guardando il quaderno dei conti)ti ricordi tutti i numeri a memoria,non ti facevo così perspicace

Franca: Me ne ricordo sì, sarò vecchia ma non ce l’ho ancora lo zaime!

Gino: Checosa non hai? Lo …?

Franca: Lo zaime! Non ce l’ho micaio

Gino: Lo zaime?! E cos’è?

Franca: Lo zaime, la malattia della mente che viene a vecchi

Gino:Ah! L’Alzheimer vorrai dire?

Franca: Eeeeh, gl’èuguale, basta intendersi.

Mattia: Ecco qua, precisi. Trentasette euro e cinquanta centesimi.

Franca: Sarà bene

Gino: Via, Franchina, ora tu puoi tornare anche di là a cuccia

Franca: Fai poco lo spiritoso te!(alzando la voce)Che poi si fa i conti anche io e te, vedrai tu paghianche te (esce)

Gino:(guardando Mattia)Abbaia tanto, ma non morde non ti preoccupare

Mattia: Guarda, stasera sono così stanco che non ho voglia di mettermi a discutere, né con laFranca né con chiunque altro. Ho bisogno di rilassarmi. Oggi è stata una giornata intensa: stamattina ho avuto un impegno importante e poi sono stato tutto il pomeriggio a lavoro.

Gino: Immagino che fatica

Mattia: Ho proprio voglia di una birretta, Gino.

Gino: Te la prendo subito … E come andata alla fine questa giornata?? Sarai stanco, ma ti vedoparecchio bene

Mattia: Eh sì, ora si che mi vedi bene sono riuscito a venir fuori da una situazione che non c’avreimai creduto. Mi è andata di lusso, a ripensarci … A proposito, oggi che s’è visto Simone per caso? È passato di qua?

Gino:Ah, sì. Sarà arrivato un quarto d’ora fa

Mattia: E ora dov’è?

Gino: L’è in bagno, quel rincretinito. È a farsi bello perché dice che aspetta una ragazza.

Mattia: Aspetta una ragazza qui al bar? Quando? Ora?…E chi è ?

Gino: Che ne so io chi è

Mattia: Sarà quella dell’altro giorno, che ha incontrato qui, quella sua compagna di scuola

Gino: No, no, non credo proprio. Questa è un’altra. Era tutto eccitato. È andato a pettinarsiappostaper lei, sarà una con cui c’ha una tresca, che dici?

Mattia:(tutto d’un colpo si fa pensieroso e dubbioso, beve la birra)O chi può essere? Simoneragazze non ne conosce punte …

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Scena 19 (Virginia, Mattia, Gino e poi Franca)

Virginia:(entrando)Buonasera

Mattia:(sputando la birra per terra si accovaccia facendo finta di cercare qualcosa a terra)

Gino: Buonasera signorina, prego

Virginia: Salve, ho un appuntamento con una mia amica in questo bar, ma si vede che ancora non èarrivata

Gino: No, signorina. Ma si accomodi pure a un tavolo, si figuri. Prego.

(Nel frattempo Mattia striscia dietro il bancone, dove c’è il wifi)

Gino: Che fai per terra te?

Mattia: Devo vedere un attimo il modem del wifi

Virginia: Grazie, l’aspetto qua. Molto gentile(tira subito fuori il cellulare)

Gino: Se intanto vuole ordinare qualcosa da bere mentre attende

Virginia: Sì, prendo un Bellini con ghiaccio, grazie

Gino: Bellini icché? Icchè sono bellini scusi?

Virginia: Non avete il Bellini? Allora facciamo uno Spritz

Gino: Sprixxe? Scusi non parlo tedesco, me lo dica in italiano, per favore

Virginia: Ma non avete aperitivi di nessun genere? Possibile? Guardi, allora mi porti un vinobianco, qualsiasi, purché sia bello fresco e frizzante

Gino: Certo, un vino bianco frizzante, glielo porto subito(si avvia verso il banco)

Virginia: Scusi ma avete il wifi per caso? Perché non rilevo nessuna rete qui dentro.

Gino: Sì, certo, signorina che ce lo abbiamo il wi-fi. Un wi-fi come il nostro non ce l’hanessuno,vero? (rivolto in basso verso Mattia) Che ti vuoi levare di costì che devo passare? Che ci fai chinato in codesto modo, ci vuoi star dell’altro?

Mattia: Gino, devo restare qui, non mi posso far vedere. Sto qui, zitto e bono. Sta tranquillo

Gino: Ecco, allora visto che sei costì, sistema il modem che la signorina non prende ì segnale,capito?

Mattia: Sì, sì, ci penso io al modem

Virginia: Che dice a me?(si gira, Mattia si riabbassa sotto il bancone)

Gino: No, no … stavo ragionando tra me e me signorina, vado subito a prenderle il vino.(a Mattia)Vedi di fare pochi casini, che già non ci viene anima viva in questo bar, se poi mi fate fare anche brutte figure con quelle poche che ci vengono s’andare di nidio. (prepara il vino) Signorina, che vuole anche qualche stuzzichino da mangiare?

Virginia: Sì,se c’è sì, grazie(con sufficienza, mentre continua a spippolare il telefono)

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Gino: Glielo porto subito(avvicinandosi alla porta della cucina)Franca! Vieni qua un secondo.

Franca:(si affaccia)Che c’è ?

Gino: Franca, prepara qualcosa da mangiare, qualche stuzzichino, tartina, salatino da offrire allasignorina

Franca: Offrire? Io non ho nulla da offrire, diglielo alla signorina che se vuole qualcosa damangiare in questo posto si paga! (esce)

Gino: Franchina, per favore. Torno subito col suo vino signorina(esce)Franca!

Virginia:(si stupisce, scuote la testa in segno di disapprovazione e sdegno)

Scena 20 (Simone, Virginia, Gino)

Simone: (esce dal bagno tutto ripicchiato e comincia ad atteggiarsi andando verso il bancone,esordisce forzando lo stupore) Ciao, come stai? Virginia giusto? Non ti ho mai visto da queste parti

Virginia:(gelida)E mi sa che non mi ci vedrai tanto spesso

Simone: Mi riconosci, sono il ragazzo che ha fatto oggi il colloquio, Simone

Virginia: Ah, sì sì. Mi ricordo(dubbiosa e disinteressata)

Simone: Posso offrirti qualcosa da bere?

Virginia:(distaccata)No, grazie. Ho già ordinato da bere. Anche se penso che faccio prima aservirmi da sola qua dentro.

Simone: Non ti preoccupare ci penso io(va verso il bancone, atteggiandosi). Ragazzo … Ragazzo… Barista … Gino!!!

Gino: Che c’è!? Che urli e sono qui. Ero andato di là a prendere qualcosa per la signorina(in manoha un vassoio di tartine)

Simone: Alla signorina ci penso io. Portaci una bottiglia di Champagne

Gino: Sie e chi ce l’ha

Simone: Allora di Spumante, ma di marca bona

Gino:E c’ho il vino bianco frizzantino della casa, che ti va bene?!

Simone: Ok, allora dammi due calici, ce li hai ?

Gino: Tieni

Simone: E questi sarebbero dei calici?

Gino: Senti, e c’ho questi e basta

Simone:(va al tavolo con bottiglia e bicchieri)Ecco, se permetti(le versa da bere e si siede)

Virginia:(Non da confidenza)

Simone: Che caldo oggi eh?

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Gino:(fa dei gesti per capire meglio poi guarda verso Mattia che è nascosto)

Simone: È da tanto che lavori in quell’azienda?

Virginia: Da due anni

Simone: E come va? Ti trovi bene immagino? Mi ha dato l’impressione di essere un bell’ambientedi lavoro

Virginia: Sì, benissimo

Simone: Lo sai che abbiamo un’amica in comune? Alessia mi ha parlato di te, è stata lei hasuggerirmi di mandare il curriculum all’azienda in cui lavori e mi ha anche accompagnato al colloquio, è stata così gentile.

Virginia: Sì lo so. La sto giusto aspettando. Dovrebbe arrivare a momenti

Simone:(con toni sforzati, palesemente ipocriti)Ah sì? Ma che bellissima coincidenza. Così potròrivederla tra poco

Virginia: Che bello(sarcastica)

Simone:(Simone e Gino si scambiano degli sguardi di stupore)Non ingrana qui …(si avvicinaverso Gino) Questa non mi si fila per nulla … e meno male che dovevo piacergli a questa, chesarebbe dovuta saltarmi addosso.

Gino: Devi essere più deciso, non fare discorsi banali. Sii più interessante

Simone: Più interessante? È una parola, cosa gli dico?(ritorna al tavolo)Qualcosa di interessante

…Ma lo sai che da quando ti ho visto mi sei sembrata subito un tipo interessante … sì perché vedi

Virginia: Scusa, ma sto cercando di mandare delle e-mail importanti, puoi per favore nondisturbarmi. Non riesco a concentrarmi … Grazie

Simone: Sì, figurati … Mannaggia a me e a quando do ascolto ai suggerimenti degli altri.(rivoltoverso Gino) Questa è talmente acida che non mi stupirei non gli piacesse nessuno

(squillo di messaggio su whatapp)

Simone:(guardando lo smartphone)Ti pareva, Alessia è in un ritardo spaventoso, è in coda

sull’autostrada e mi scrive: “Mi raccomando trattienila tu Virginia, ma non vi appartate subito” e mi fa lo smile con l’occhiolino. Ora gli rispondo io … “altro che trattenere, altro che piacere … questa è ma una gran … “.

Scena 21 (Pippo, Gino, Simone e Virginia)

Pippo: Simone! My friend! Ecco i fiori

Simone: Eccoci… l’ho fatta la mia, adesso.(fa dei gesti per dire di andarsene)

Pippo: Come? Ti ho portato i fiori, come mi avevi chiesto. Gli ho dato anche una rinfrescatina sottola fontanella. …. Salve signorina

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Simone:(continua a fare gesti)

Virginia: Parla con te? Hai richiesto dei fiori?

Simone: No, no. Che fiori, non lo conosco nemmeno

Virginia: Ma se ti ha chiamato per nome prima

Simone: Ah, sì. Deve avere sentito qualcuno chiamarmi. Sai, è sempre qui davanti al bar.

Virginia: Capisco

Pippo: Guarda che belle rose, ti do tutto il mazzo per cinque euro, dai.

Simone: Scusami, ma non ci interessano le rose grazie.(cenni con la testa)

Virginia: Tutto bene?

Simone: Sì, sì, stavo solo cercando di liberarmi di questo venditore di rose. Sono così insistenticerte volte.

Pippo: Simone, me lo hai detto te di venire qui con le rose, per offrirle alla signorina. Ora me leprendi, e zitto

Virginia: Ma ti fai trattare così da uno sconosciuto? Sei sicuro di non conoscerlo? E poi perché diceche glielo hai chiesto te?

Simone: Scusa Virginia, si deve essere inventato tutto. Ora ci penso io. Un attimo(si alza e vaverso Pippo)

Virginia: Fai pure, per quanto mi interessa. Basta che mi lasciate in pace.(nel frattempo inizia aparlare al telefono)

Simone: La vuoi smettere, non capisci nulla?

Pippo: No, non capisco nulla. Mi hai chiamato apposta per i fiori e ora non li vuoi? Ma sei di fuoriper caso?

Gino: Effettivamente Simone non c’ho capito nulla nemmeno io. Ma questa chi è? E i fiori che tiservono?

Simone:Fatevi gli affare vostri … non c’è bisogno che capiate, basta che mi date una mano però.

Pippo: Ma i fiori io …?

Simone: E lasciamo stare questi fiori!(li prende e li sbatte sul banco del bar, innervosendosi)

Gino: Non dobbiamo capire, ma vuoi che ti diamo una mano, ma almeno dicci che dobbiamo fare,se no come si fa a darti una mano

Simone: Ma che ne so … non so cosa fare con questa, finché non arriva Alessia. Non ci capisco piùnulla neanche io, sono ridotto di nulla.

Pippo: E Mattia, dov’è Mattia? Fatti aiutare da lui …

Simone: Mattia? Non c’è mica Mattia. Gino, hai visto Mattia ?

Gino:No … non c’è, non si è visto oggi

Pippo: Ma come? Èentrato prima, l’ho visto io …

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Gino: Ah sì, vero. Sta sistemando il wi-fi … non funzionava quindi …

Simone: Ma se l’housato ora per scrivere su whatapp, cosa dici?

Mattia:(fa capolino)Simone, sono qui, c’è stato un problema, sto sistemando dei … cavetti qui almodem

Simone: Cavetti? Ma che cosa dici? Fammi vedere a me …

Scena 22 (Alessia, Gino, Virginia, Simone, Pippo e poi Mattia)

Alessia: Mammamia che casino per le strade … una coda di sette chilometri sull’autostrada

Virginia: Finalmente, Alessia

Alessia: Scusa il ritardo, ma è stato veramente straziante, più di mezz’ora di coda

Virginia: Non fa niente

Pippo: Ciao, bella. Vuoi dei fiori? Rose rosse fresche, appena colte solo dieci euro

Alessia: Ancora te, sempre con i fiori, no grazie

Simone: Alessia! Che coincidenza!

Alessia: Come che coincidenza ti ho detto io che ci saremmo incon… Ah, sì … davvero una stranacoincidenza incontrarsi qui per caso. Conosci già la mia amica Virginia, quella ragazza dell’azienda in cui hai fatto il colloquio?

Simone: Sì, la conosco

Alessia: Bene, ci fermiamo un po’ per bere qualcosa. Virginia che ne dici? Ti va bene?

Virginia: Ho già bevuto. Andiamo in un altro posto, preferisco. C’è un aperitivo in centro, sullungarno Acciaioli. Un bel locale, elegante. Ho degli amici che sono già lì.

Gino: Signorina, se vuole l’aperitivo glielo prepariamo anche qui. Un aperitivo come il nostro nonsi è mai visto, glielo garantisco. Chiamo la mì moglie e ve lo faccio preparare subito. Vi faccio fare quello che volete.

Virginia: Immagino che aperitivo facciate qua, no grazie.

Alessia: Ah, va bene. Possiamo andare in centro, se preferisci. Tu Simone che fai? Vieni anche te?(invitandolo a dire di sì)

Simone: Ma no, andate pure. Io resto qui

Alessia: Dai, vieni Simone, non farti pregare. Lo sai che ci fa piacere se vieni. Ci fa molto piacere

Simone: No credimi, non ho voglia, andate voi

Virginia: Hai sentito, Alessia. Non ha voglia di venire con noi. Andiamo, che altrimenti facciamotardi per l’happy hour.

Alessia: Va bene, ciao Simone, ci sentiamo.

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Pippo: Simone, com’è che lasci andare due belle ragazze così. Mi meraviglio, un’occasione cosìquando ti ricapita. Hai visto che insistevano anche. Perché noi sei andato?

Simone: Pippo, lascia perdere, è una storia lunga. Non c’ho voglia di raccontartela. Sono esausto.

Oggi è stata una giornata da metterci una pietra sopra. Da dimenticare.

Gino: Che snob però queste signorine di oggi. Ecco perché in questo bar non si vede mai unaragazza. Certo, anche te Simone, che bischero tu sei stato a non accettare l’invito. Io al tuo posto mi sarei fiondato di corsa.

Simone: Fatevi gli affari vostri, non potete capire.

Gino: Che ci sarà da capire! Due ragazze così che ti invitano a uscire. Quando ti ricapita

Simone:Basta. Lasciatemi in pace … Voglio berci su … Gino, dammi un whisky doppio

Gino: Sì e chi me lo paga un doppio whisky, te?

Simone: A proposito… Mattia che sei ancora lì?

Mattia: Sì, ho finito. Che se ne sono andate?

Simone: Mi spieghi che ci facevi lì dietro? Da quant’è che se lì?

Mattia: Sistemavo,ti ho detto … avevo da sistemare delle cose …Se ne sono andate le ragazze?

Simone: Sì, non le volevi conoscere? Potevi venire fuori che te le presentavo

Mattia: Non fa niente, ora vado. Devo andare. Ci sentiamo nei prossimi giorni. Ok? Ciao

Pippo: Te che mi chiami perché vuoi le rose e poi non le prendi, poi rifiuti l’invito di quelledueragazze, Mattia che invece è nascosto dietro al bancone e se ne va senza spiegare nulla. Siete tutti impazziti per caso? … Io torno a lavoro, prima che mi veda la Franca … Saluti my friends! (esce)

Scena 23 (Gino, Simone e Franca)

Gino: Simone, si è fatto tardi. Inizio a chiudere. Vuoi qualcosa prima che arrivi la Franca?

Simone: Sì, ti ho detto. Un doppio whisky, mi voglio ubriacare. Così mi dimentico di questagiornataccia e non ci penso più.

Gino: Io te lo do, ma non venirmi poi a chiedere di accompagnarti a casa. Ti lascio sdraiato perterra.

Simone: Vieni vieni, dammi direttamente la bottiglia.(strappa di mano la bottiglia e inizia a bere)

Gino: Per qualsiasi cosa tu ti stia disperando, non la prendere troppo sul serio Simone, te lo dico ioche ho qualche anno in più di te. Si ripara a tutto, prima o poi. Ci vuole pazienza, ecco che ci vuole. Voi ragazzi, d’oggi siete abituati male, ad avere tutto e subito.

Simone: Gino, non incominciare con la solita lagna, per favore. Non è il caso.

Gino: Come non detto, come non detto(comincia a mettere a posto il bar). Franca! Sistema tutto dicostà che tra poco si chiude.

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Franca: Belle fatto tutto. Chiudiamo la cassa e si va … O te che sei sempre qui?Che muso a ciucobastonato tu hai ?

Gino: Franchina, pianino. Non lo vedi che è un po’ provato. Ha avuto una giornata pesante.Lascialo in pace. (inizia a spazzare)

Franca: Figuriamoci. Per me si starebbe tutti sempre in pace. Io non auguro il male a nessuno.

Soltanto che bersi tutto quel whisky non penso che serva ad alleggerire la giornata.

Simone: Oggi non me ne è andata dritta una. Era meglio se restavo a casa sotto le coperte. Almenonon peggioravo la situazione, che già l’era messa piuttosto male.

Franca: Su, reagisci. Che giovane sei sennò. Non ti piangere addosso. Quello che è successo èsuccesso, farai meglio domani, sarai più fortunato. Domani, d’altronde, gl’è un altro giorno.

Simone: Basta che non sia un altro giorno come oggi, poi va bene tutto.

Franca: Sta tranquillo ti dico, domani andrà meglio, di sicuro! Bisogna essere ottimisti, perdiamine!

Gino: Ohi ohi che gufata!(verso il pubblico)Povero Simone

Franca: Cosa hai da borbottare te costaggiù?

Gino: Nulla nulla Franchina, tutto apposto. E canticchiavo tra me e me

Simone:(si alza dallo sgabello)Sono veramente stanco. Non mi reggo quasi in piedi.

Franca: Te lo avevo detto, il whisky non alleggerisce per nulla

Gino: Dai Simone, vai a casa a riposare, e non pensarci su alle cose storte di oggi.

Simone: Gino, non ce la fo, che mi accompagnate voi a casa? Per favore

Franca: Falla poco lunga, andiamo(lo prende e lo accompagna fuori a forza)

Gino: Franchina, certo però tu potresti anche essere un pochino più gentile, ti ricordi che ti avevodetto? Poi, tu lo sai, Simone l’è oramai un cliente fisso e potrebbe essere anche ì nostro figliolo.

Franca: Un figliolo come quello? Sai che passatempo! Vieni andiamo, pena pocoche l’è bellel’otto passate. Vo a preparare la cena, se tu vuoi mangiare vieni se no ti lascio a secco (prende borsa e esce)

Gino: Una moglie come questa?…Non so chi sia messo peggio

Fine terzo atto

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Atto IV

Scena come il precedente atto, la mattina di due giorni dopo, un sabato

Scena 24 (Gino, Alessia e Simone)

Gino è in scena al bancone, Alessia è in scena a sedere a un tavolino.

Gino: Signorina, che è sicura di non prendere nulla?

Alessia: Grazie, gliel’ho detto, sto aspettando una persona. Ordino dopo cheè arrivata.

Gino: Ah, ma non aspetterà mica per caso Simone? Lei non è la sua amica di scuola?

Alessia: E lei come lo sa?

Gino: Io da qui capto tutto dei miei clienti, senza volerlos’intende, deviazione professionale.(siavvicina al tavolo) E poi Simone oramail’è come un mio figliolo, e gli voglio quasi bene. Ma nonsempre mi racconta tutto, anzi spesso non mi racconta nulla e vengo a sapere le cose per vie traverse ... Insomma, proprio come se fosse ì mì figliolo.

Alessia: Capisco

Gino: Ma lei quindi, se mi posso permettere, …ha una storia con Simone?

Alessia: No, ma figuriamoci

Gino: Mi pareva … comunque da quando lei è stata qui la prima volta giorni fa, Simone non è piùlo stesso. E non sono riuscito a capire un’acca di quello che sta combinando. Magari lei ne sa qualcosa più di me?

Alessia: Scusi ma sono cose un po’ delicate. Non ne posso parlare in giro. Sono venuta apposta quioggi per chiarirmi con lui

Gino: Bene, mi fa piacere, vediamo poi se la cosa si fa più chiara anche per me.

Simone:(entrando con aria sonnolente)Buongiorno

Gino: Buongiorno Simone!

Alessia: Ce l’hai fatta … sono venti minuti che ti aspetto.

Simone: Ciao Alessia, scusa ma non mi è suonata la sveglia

Alessia: E te hai bisogno della sveglia per alzarti per un appuntamento alle undici e mezzo dimattina?

Simone: Sì, sai com’è, la mattina, certe volte, non ce la faccio ad alzarmi

Gino: Certe volte però …le altre invece!

Simone: Hai notizie che mi riguardano, mi hai detto. Spero siano buone notizie. Ne ho tantobisogno.

Alessia: Sì, siediti che ti devo dire delle cose importanti.

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Simone: Ok, aspetta un attimo che prendo un caffè, per vedere se mi sveglio, te? Lo prendi anchete?

Alessia: Sì, un macchiato, grazie

Simone:(va al bancone)Gino, fammi due caffè: uno macchiato e uno corretto con il cognac

Gino: Caffè corretto la mattina appena sveglio, si inizia bene la giornata così

Simone: Tu lo sai Gino, se non prendo il caffè che mi sveglia e unpo’ di cognac che mi dà la caricanon riesco a reggere la giornata

Gino:Una giornata come le tue … chissà che faticaccia farai

Simone: Senti, i caffè te li pago la prossima settimana

Gino: Sei fortunato che oggi ho mandato la Franca a comprare della roba per la cucina. Se no, eragià qui a riscuotere. (gli porge i caffè)

Simone: Grazie Gino, te sì che sei un amico

Gino: E sì, sono ma un bischero sai

Simone: Ecco qua. Allora, Alessia, dimmi tutto.

Gino:(si avvicina per origliare)

Alessia: Bene Simone, le cose stanno così …(si volta verso Gino)

Simone: Gino! Per favore , è gradita un po’ di privacy

Gino: Sì, sì … per carità. Non sia mai che mi faccio gli affari tua. Vado di là a sistemare delle cose.Se mi volete sono di là

Simone: Dimmi Alessia

Alessia: Le cose stanno così …sappi comunque che io ho sempre agito nel tuo interesse e se maiho fatto degli errori, l’ho fatto involontariamente perché …

Simone:Dai Alessia arriva al dunque … che è successo? qualche guaio?

Alessia: No, soltanto che … insomma volevo dirti che …

Simone: Volevi dirmi che? Che cosa?

Alessia: Che non sei stato selezionato per quella posizione. Non hai ottenuto il lavoro. Mi dispiace,so che ci tenevi.

Simone: Ah … Bè, più che altroeri stata te a dirmi che gli avevo fatto una buona impressione.Perciò pensavo che … insomma, pensavo di avere buone probabilità. Con quella tua amica poi, mi avevi detto che le interessavo, che avevo fatto colpo su di lei, ma a me non pareva affatto così.

Alessia: Infatti, è proprio questo il punto.

Simone: Ah sì? Cioè? Che cosa vuoi dire? Spiegami

Alessia: Vedi, poco dopo il tuo colloquio, quello stesso pomeriggio, ho chiamato Virginia, persentire un po’ la sua impressione su di te. Il telefono però in quel momento non mi prendeva un granché e non riuscivo a sentire proprio bene. Non c’era una buona ricezione nel posto dove mi trovavo e ho sentito a sprazzi quello che mi ha detto.

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Simone: A sprazzi? E che ti ha detto, a sprazzi?

Alessia: Praticamente mi ha detto che era stata colpita da un ragazzo e io credevo si riferisse a te …ero convinta fossi tu … ma …

Simone: Ma?

Alessia: Mapoi l’altra sera, quando ci siamo incontrate, ci ho parlato per bene e … equel ragazzodi cui si era invaghita, a quanto pare, non eri te, avevo capito male.

Simone: Come hai fatto a capire male?

Alessia:Lei non si ricordava il nome … mi ha fatto una descrizione e io ho creduto che fossi te … epoi c’era confusione, e si vede che mi sono confusa

Simone: Perciò lei si sarebbe invaghita di un altro ragazzo? Bene, perfetto. Perciò, immagino, chequest’altro ragazzo è quello che poi ha ottenuto anche il lavoro.

Alessia: Mi duole dirlo, ma è così

Simone: Possibile che ci sia sempre qualcuno che mi passa davanti, con le donne, così come con illavoro. Mai un po’ di fortuna.

Alessia: Mi dispiace davvero. Mi dispiace averti dato l’illusione di esserci riuscito.

Simone: Hai detto proprio bene, l’illusionedi esserci riuscito. Che amarezza!

Alessia: Ma non disperare Simone, vedrai qualcosa si sbloccherà prima o poi.

Simone: Macché vuoi sbloccare? Oramai sono finito, non mi ripiglio più

Alessia: Dai, Simone! Devi reagire! Lo sai che conosco tante persone, che posso darti una mano.C’è un mio amico che lavora in un’azienda di call center, posso sentire lui se può aiutarti ad ottenere un colloquio.

Simone: No, no. Grazie Alessia per la tua premura. Apprezzo molto i tuoi tentativi di aiutarmi, macredimi adesso non ho proprio voglia di andarmi ad impelagare in un’altra situazione aggrovigliata. Meglio che faccia da solo. Anzi, meglio che mi prenda una pausa di riflessione e che pensi a come cambiare strategia per cercarmi un lavoro, uno qualsiasi.

Alessia: Capisco. Io devo andare adesso, ma mi raccomando, se ci ripensi, hai il mio numero.

Simone: Grazie di tutto, e scusami se reagisco così

Alessia: Buona giornata Simone e in bocca al lupo per tutto(Alessia esce)

Simone: Eh sì, … ma speriamo moia!

Scena 25 (Simone, Gino, Mattia)

Simone: Tutta questa fatica per nulla. Anche stavolta non ho rimediato niente. E poi è stato ancheun colloquio estenuate, a ripensarci … mammamia, che spreco di energia inutile

Gino:(entrando)Allora? Ci sono novità?

Simone: Sì,sì. Sentissi che novità … niente di buono purtroppo

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Gino: Mi dispiace. Non è andato bene il colloquio?…Dai, che andrà bene la prossima volta. Non tiscoraggiare subito.

Simone: Subito? Ma se è più di un anno che mando curriculum e faccio colloqui senza ottenerenulla. Mi verrebbe voglia di smettere del tutto e lasciar perdere. Andrò a chiedere elemosina. Sicuramente è un modo più produttivo di impiegare il tempo.

Gino:Se è per questo son quasi due anni che cerchi lavoro … comunque sono tempi difficiliun po’per tutti, dai. Siamo un po’ tutti alla frutta

Mattia:(entrando e avvicinandosi, viene ignorato dai due)Buongiorno a tutti!

Gino:Se va avanti così … sarà sempre peggio vedrai

Simone: Proprio stamani ho letto su internet che gli economisti parlano di una ripresa entro la finedell’anno

Gino: Sì, lo so io di che ripresa parlano, la ripresa per ì sedere, altro che! Qua stiamo ma arrivandoal fondo del baratro

Mattia: Ottimismo di prima mattina, a colazione proprio!

Gino: Che concetto avete voi di “prima mattina”? Sono le undici passate

Mattia: Dicevo così per dire

Simone: Comunque la cosa che mi dà fastidio non è solo il fatto di non aver ottenuto il lavoro, maanche e soprattutto che la ragazza su cui dovevo fare colpo in realtà si è invaghita di un altro. Perché questa ragazza era una che gli garba … capisci … gli garba … e gli garba …

Gino: Ì che gli garba?

Simone: Gli uomini,…insomma.Capito? Capisci adesso perché le rose l’altro giorno?

Gino: Ah, capisco. Volevi fare colpo sulla ragazza per ottenere il lavoro. E questo qui che ha fattocolpo sulla ragazza ti ha fregato anche il lavoro?

Mattia:(comincia a insospettirsi)

Simone: Proprio così

Gino: Sarà stato il solito ragazzo arrogante e presuntuoso, con un modo di fare superficiale estrafottente.

Mattia: Perché dici così scusa?

Gino: Perché di solito sono questi i tipi di ragazzi che fanno colpo alla prima. Sarà uno tuttomuscoli e palestra … E poi scusa, te che ne sai?

Mattia: Nulla, ma non farei così presto a elargire giudizi facili … Potrebbe essere anche un bravoragazzo, intelligente e premuroso … Quindi Simone, hai detto che questo ragazzo è stato preso per la posizione che cercavano?

Simone: Sì, hanno preso lui. Ti rendi conto

Mattia: E chi è questo?… che lo conosci?

Simone: No, no non lo conosco

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Mattia: E non sai come è fatto? Come si chiama?

Simone: No, no. Non so nulla, purtroppo o per fortuna non so chi sia

Mattia: Capisco, quindi potrebbe essere chiunque.

Simone: Sì, chiunque… chiunquedi quelli che hanno fatto il colloquio per quella posizione. Ma ate che interessa?

Mattia: Ah, niente. Figurati. Così tanto per sapere.

Simone: Bene, oramai è andata così. Meglio non pensarci più, tanto è inutile arrovellarsi su questecose.

Gino: Bravo Simone, gettati indietro le cose passate e pensa al domani

Simone: A domani, ci penso domani. Intanto vado in bagno a darmi una sciacquata che c’ho ancorale cispe agli occhi.

Scena 26 (Mattia, Gino, Virginia e Simone)

Mattia:(verso il pubblico, parlando tra sé e sé)Perciò è possibile che possa essere io quello adessere stato preso. Ancora non mi hanno comunicato nulla. Né che mi hanno preso né che non mi hanno preso. Una minima possibilità c’è. E se fossi io? Sicuramente dovrei poi inventarmi qualcosa per Simone, a quel punto sarei costretto a dirglielo. Va bè, ci penserò in caso. Comunque la probabilità che sia io il prescelto è scarsa, chissà quante persone hanno fatto il colloquio per quella posizione.

Gino: Che dici a me? O chiacchieri da solo?

Mattia: Niente niente, ragionavo tra me e me

Virginia (entra dall’ingresso, felice): Mattia? Ciao Mattia, ti ho trovato finalmente.

Mattia: Ancora lei! Ma te, che ci fai qui te?

Virginia: Virginia, sono Virginia, ti ricordi di me?

Mattia: Sì, certo. Ci siamo visti al colloquio e …

Virginia: Esatto. Ti ho cercato dappertutto. Poi ti ho visto per strada vicino casa tua e ti hoinseguito. Mattia, scusami ma non ho resistito, avevo così tanta voglia di vederti che ho cercato il tuo indirizzo nel curriculum.

Mattia: Perché volevi vedermi? E perché sei venuta proprio qui?

Virginia: Mi piaci tantissimo, Mattia. Non potevo aspettare di dirtelo.

Mattia: Ah bene …

Virginia: Non sei contento? Non ti fa piacere vedermi?

Mattia: Certo, certo. È che ora sono un po’ impegnato. Magari ci possiamo vedere da un’altraparte, un altro giorno.

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Virginia: Sai che da quando ti ho visto non ho fatto altro che pensarti giorno e notte … soprattuttola notte (si avvicina a Mattia in modo sensuale)

Mattia: Immagino. Ma … ora non posso, ti ho detto che devo …

Virginia: Cosa devi fare adesso? Ti faccio compagnia, posso?

Mattia: No, adesso. Non posso proprio …

Virginia: Allora aspetto qui. Mi metto qui e aspetto che tu abbia finito, qualsiasi cosa tu debba fare.(fa per mettersi a sedere)

Mattia: No, no qui no. Non puoi stare qui. Perché non …(tra sé e sé)Dove la posso nascondereperché non la veda Simone. Che situazione! (si guarda a giro)

Gino: Che vuoi combinare?

Mattia: Senti Virginia, perché non vai di là, c’è una stanza di là … io devo sbrigare una cosaimportante e te puoi aspettarmi di là. (indica il magazzino)

Virginia: Ah, ho capito. Vuoi che ti aspetti di là? Anche io ho voglia di fare l’amore con te … nonsapevo che anche tu fossi così desideroso e passionale …

Mattia: Cosa???

Virginia: Ti aspetto di là, non tardare. Sarò tutta per te.(va nel magazzino)

Gino: Ma cosa gli hai detto?

Mattia: Cosa gli ho detto? Cosa mi ha detto lei ? Non so se hai sentito.

Gino: Chiamala subito, falla uscire dal magazzino e di corsa, che se torna la Franca e se ne accorgeci sbrana vivi tutt’e due. Dille di tornare di qua …

Mattia: Sì … ma …

Simone:(uscendo dal bagno)Ci voleva proprio una rinfrescatina. Mattia, mi offri qualcosa dabere? Con tutti i soldi che fai giù all’ippodromo. Dai, che mi devo risollevare un po’.

Mattia: Ehm, sì. Via … oggi offro io. Che beviamo?

Simone: Due birre, Gino!

Mattia: Ma non è neanche mezzogiorno, e io non ho neanche fatto colazione

Simone: E che sarà mai! Ora ci vuole un po’ di birra, non fare storie. Per il caffèlatte poi ètroppotardi.

Gino: Due birre allora? Sicuri, perché una volta aperte le dovete pagare … o meglio me le dovretepagare.

Simone: Birra birra. Offre tutto Mattia. Fattene anche una te, Gino.

Gino: No, per carità, grazie ma è un po’ presto per bere … per i miei gusti

Simone: Brindiamo alla nostra, Mattia

Mattia: Alla nostra che?

Simone: Alla nostra amicizia, e alla nostra buona fortuna

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Mattia: Ce ne vorrebbe sempre tanta di quella

Simone: Salute

Mattia: Cin cin

Scena 27 (Franca, Simone, Gino, Mattia)

Franca:(entrando dall’ingresso con due sacchetti della spesa)Eccoli i due perdigiorno, ma semprequi siete?

Simone: Franca, potresti almenosalutarci prima di passare all’attacco. Bel modo di trattare i clienti.

Franca: Ah, perché voi sareste dei clienti del bar? Non lo sapevo mica. Allora chiedo perdonosignori. Posso rimediare? Al loro servizio … vieni via clienti!

(Gino e Mattia intanto si scambiano sguardi di terrore)

Gino: Franca, ma che sei già tornata? Sicura di non esserti dimenticata nulla.

Franca:E son tornata, non mi vedi. Se non ero tornato non mi avresti visto. E poi te l’ho detto, nonce l’ho lo zaime … e mi ricordo di tutto, sicché non mi sono dimenticata di nulla, tranquillo.

Gino: Magari … magari … devi fare altro fuori, no ?Altre commissioni?

Franca: O che mi vuoi mandare via per forza? E c’ho da fare ora. Devo andare di là in magazzino aposare questa roba e poi c’ho ancora da pulire la cucina. (va verso la porta)

Gino: Lascia fare a me, che pensano troppo queste borse. Le porto io di là, te riposati pure che saraistanca.

Franca: Oh Gino e l’ho portate piene io dal coppé a qui. E ora c’avrei bisogno del tuo aiuto perportarle da qui a lì. Ma che t’hai bevuto per caso stamani?

Gino: No, Franca. Dico sul serio. Non c’è bisogno che tu vada di là, la porto io la roba inmagazzino.

Franca: Come come … da dove viene fuori tutta questa gentilezza, tutta questa cavallerezza?

Gino: Cavalleria si dice Franca …

Franca: Mi stai nascondendo qualcosa per caso?

Gino: No , macché, nulla. Ma guarda un po’ se non si può neanche essere gentili e si deve subitoessere accusati. Dammi faccio io. (cerca di prendergli le borse)

Franca: Sta fermo costì, sai. E non mi toccare.

Mattia: Signora Franca, si riposi un pochino, si sarà sicuramente stancata parecchio. Lasci fare alsuo marito.

Franca: Ora anche te? Ci vo ma io di là. Sta a vedere che non posso fare come voglio io a casa mia

…(va in magazzino)

Gino: Eccoci

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Mattia: Speriamo bene

Simone: Ma che c’è di là ? C’è qualcosa che non va?

Mattia: No, niente …

Franca:(rientrando sconvolta)Oh Gesù mio! Per tutti i santi che c’è in cielo! Gino! Ma hai vistoche c’è di là?

Gino: Che c’è di là? C’è qualcosa?

Franca:(si addossa a Gino con fare minaccioso e urlando)Non c’è qualcosa, c’è qualcuno! E nonfare finta di nulla … c’è una ragazza tutta ignuda, sdraiata sullo scaffale. Mi spieghi che cosa ci fa? Gino, mi nascondi l’amante tra le conserve di pomodoro e la pastasciutta? Che sconcezze Gino, hai l’amante nascosta in magazzino, chissà da quanto tempo. Ecco perché ogni tanto sparivi in magazzino anche se non c’era nulla da fare. Sei un porco! Uno sporcaccione! Mi fai schifo!

Gino: Franca, calmati, non è come dici te. Ti posso spiegare.

Franca: Non mi toccare sai! Non provare nemmeno a sfiorarmi più con un dito. Maniacodepravato!

Gino: Ma Franca ti dico che non è come dici te, credimi. Ti spiego tutto se ti calmi un po’.

Franca: Se non smetti di toccarmi ti comincio a menare con questa(prende una bottiglia dallavetrina) e se non basta inizio a mordere

Gino: Ecco lo sapevo

Mattia: Fermi, fermi. Fermatevi. Posso spiegare tutto io.

Simone: O te che c’entri ?

Mattia: Franca, non ècolpa di Gino. La ragazza che è di là è una mia amica. L’ho fatta andare ionel magazzino …

Franca: E perché avresti dovuto nascondere una tua amica nel nostro magazzino? Questa cosa nonmi convince. Secondo me quella è l’amante del mì marito, la cosa mi pare evidente.

Mattia: No, no. Ti ho detto è una mia amica, non c’entra niente Gino. Lui stava soloassecondandomi.

Franca: Ma perché l’hai fatta andare di là la tua amica? Ancora non l’hai spiegato.

Simone: Giusto, perché l’hai nascosta? Non capisco

Mattia: Eh … L’ho nascosta di là perché ….

Simone: Perché?

Mattia: Perché …

Franca: Perché?

Mattia: Perché… Simone, perché non volevo che Simone la vedesse.

Simone: Io? E chi sarebbe questa?

Mattia: L’è arrivato il momento che ti confessi tutto, Simone…Vedi, quel giorno che Alessia, latua amica di scuola ti ha parlato di quel possibile colloquio, io ero qui è ho sentito tutto. Così il

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giorno dopo ho mandato anche io il curriculum. Ti giuro non avrei mai pensato che m’avessero chiamato e invece m’hanno chiamato subito. Ho fatto anche io il colloquio. Lo stesso giorno in cui l’hai fatto te. Ti ho tenuto tutto nascosto perché mi sembrava inutile dirtelo visto che pensavo di non avere possibilità. E poi invece … a quanto pare … bè insomma, a quanto pare sono io quello che ha fatto colpo sulla segretaria e che si è preso il posto.

Simone: Non sono sicuro di aver capito bene …

Franca: Mi sa che invece hai capito fin troppo bene

Gino: Simone, non è nulla. Vedrai quante altre occasioni ti ricapiteranno. Non te la prendere.

Simone: Te avresti fatto tutto di nascosto … perché pensavi di non avere nessuna possibilità … epoi invece mi hai fregato sia la ragazza che il posto di lavoro?

Mattia: Sì … ma ti ho detto … non avrei mai pensato che …

Simone: E io dovrei pure stare calmo, fare l’ottimista che pensa alla prossima occasione, e non mela dovrei prendere …

Gino: Giusto

Simone:Infatti, io non me la prendo, figuriamoci …Ma se ti prendo…ti massacro di botte!!(rincorre Mattia che scappa)

(dopo aver fatto un breve giro del palco escono dall’ingresso del bar)

Franca: Ovvia, meno male che sono usciti … così sistemano le cose tra di loro, senza sfasciarci illocale

Gino: Speriamo solo che non si facciano male.

Franca: Non ti preoccupare i giovani di oggi c’hanno lapelle dura. Non si fa nulla.

Gino: Se non sbaglio, quindi, qualcuno mi deve delle scuse. Delle belle scuse, vero Franchina?

Franca: Ah, io non mi scuso con nessuno. E non ti perdono per niente. Visto che te hai permesso aMattia di nascondere quella ragazza in magazzino. A proposito, ma che è sempre di là tutta ignuda?

Gino: Non, so. Magari si è rivestita … vado a vedere

Franca: Cosa fai ? Stai bonino … vado io di là

Gino: Ok, ma trattala per benino, mi raccomando

Franca: Sicuro(fa per andare)

Virginia: Eccomi, tutto bene non si preoccupi per me

Franca: Io non mi preoccupavo mica per lei, io mi preoccupavo per me. E per questo bar che sevuole vedere ancora qualche cliente sarebbe bene che certe persone non ci venissero proprio …

Gino: Franchina lascia stare, la signorina non ha fatto nulla.

Franca: Non ha fatto nulla? Ti sarebbe piaciuto invece farci qualcosa, a te? Vero?

Virginia: Mattia dove è andato?

Franca: È di fuori … in tutti i sensi … è di fuori a …

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Gino: A discutere con Simone, vedrà che tra poco torneranno

Franca: Ah sì, torneranno, la non si preoccupi, bisogna vedere in che condizioni però

Scena 28 (Pippo, Simone, Mattia, Virginia, Franca e Gino)

Pippo:(entra con Simone e Mattia da una parte, trattenendoli. Simone ha un occhio nero)Boni,boni … fermi ho detto. Calmatevi un pochino … abbassate le mani

Simone: Io non ti ho nemmeno sfiorato e te invece … mi hai preso in pieno

Gino: Quello che voleva darle … alla fine le ha prese

Mattia: E la maglietta chi me l’ha strappata .., guarda. Era anche nuova. Tu m’hai fatto cadereanche per terra e mi sono sporcato i pantaloni … nuovi anche quelli

Gino: Accidenti s’è rifattotutto il guardaroba proprio oggi, che sfortuna però

Simone: Bell’amico che sei Mattia! Davvero!

Mattia:Simone, te l’hodetto,è stato un caso … non volevo

Simone: Macché caso, te hai programmato tutto. Mi hai ingannato … hai tradito la mia amicizia e tisei approfittato di me

Gino: Simone, non esageriamo. Mattia non si è comportato molto bene, è stato sleale con te,d’accordo. Ma dopotutto non è la fine del mondo.

Mattia: Infatti

Pippo: Io non ci ho capito nulla. Non mi interessa neanche sapere tutti i casini che fate, mal’importante è che non ricorrete alla violenza, my friends. Con la violenza non si risolve mai nulla. Allora, peace?

Franca: Peace and Love!! Di sicuro, come a vederli

Mattia: Simone, probabilmente se tu fossi stato al mio posto avresti fatto lo stesso, no?

Simone: Non credo proprio, io le trame di nascosto non le faccio. A un amico poi …

Mattia: Ti chiedo scusa, per averti tenuto nascosto tutto. Mi perdoni?

Gino: Perdonalo Simone, non l’ha fatto con cattiveria

Pippo:(gli dà una pesante pacca sulla schiena)Dai Simone! Perdonalo!

Simone: Mi hai quasi smontato una spalla, che male… va bene lo perdono. Quindi Mattia haiottenuto il lavoro? Hai avuto conferme?

Virginia: Sì, è stato selezionato lui. Vi posso confermare io. Lunedì mattina riceverai una telefonatadal nostro ufficio.

Simone: Bene, sono contento per te. Sei stato molto fortunato. Sarà una bella opportunità di lavoroe di guadagno.

Virginia: Veramente non è proprio un lavoro. Sarà un contratto per un tirocinio.

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Simone: Ah, solo un tirocinio. Per quanto?

Virginia: Inizialmente per tre mesi, poic’è la possibilità di prorogarlo per altri tre mesi.

Simone:Ah, solo tre mesi, prorogabili …Ma è un tirocinio retribuito?

Virginia: No, non è retribuito.

Simone: Ah, non è retribuito, neanche un piccolo rimborso spese.

Virginia: No, non è previsto nulla.

Simone: Ma è un tirocinio con prospettivadi un’assunzione?

Virginia: No, non è prevista assunzione di nessun tipo. Almeno per ora.

Franca: Hai visto? Tanto puzzo e tanto macello per nulla

Simone: Ah, e quindi ma perché uno dovrebbe farlo questo tirocinio?

Virginia: Ma perché fa curriculum.

Franca: Eh certo! T’immagini che curriculum(fa il gesto del culo)che ti fai !? A gratisse!

Virginia: Avere un’esperienza, anche breve, nella nostra azienda è molto ben spendibile per laricerca di un impiego. Vero Mattia? Sei d’accordo?

Mattia: Sì, sì, certo. Senza dubbio(non troppo convinto)

Virginia: Bene allora andiamo. Sono stanca di stare in questo posto. Andiamo a fare un giro incentro Mattia. Voglio vedere un po’ di vetrine. C’è una borsa che volevo prendere.

Mattia: Ok, andiamo. Ciao a tutti. Scusa ancora Simone.

Simone: Vai vai. Ci sentiamo poi.

Scena 29 (Gino, Simone, Franca e Pippo)

Gino: Hai visto ? Te che ti disperavi tanto per aver perso un’occasione che pareva l’occasione dellavita. E invece …

Simone: Invece?

Gino: Invece è una fregatura. Lavorare gratis per sei mesi solo per farsi un curriculum, ma te seimatto?

Simone: Ma oggi funziona così che ci vuoi fare. Se non hai curriculum non lavori e se non lavorinon hai curriculum.

Gino: Ai miei tempi, non contava il curriculum ma la voglia di lavorare.

Pippo: Gino ha ragione, Simone. Comunque sia andata, non ti sei perso nulla.

Simone: E va bene. Ma ora che faccio?

Gino: Come“cosa faccio?”Fai quello che hai sempre fatto. Continui a cercare lavoro.

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Simone: Ti paresemplice … ma nell’ultimo mese avrò mandato quaranta curriculum e nulla,nessuna risposta. Nulla di nulla. Ho perso motivazione, ho perso speranza. (si dispera)

Gino: Dai che le vie del signore sono infinite … giusto?(verso la Franca)

Franca: Eh! Eccome, peccato che portano tutte nello stesso posto…prima o poi

Gino: Franca ! Sto cercando di incoraggiarlo

Franca: E io no?

Pippo: La situazione è difficile per tutti, non devi sentirti solo. Cerca di fare unità con le personeche si trovano nella tua condizione.

Gino: Bravo Pippo! Questa sì che è una cosa intelligente da fare. Vedrai che se condividi questa tuadifficoltà con altri vi potrete aiutare a vicenda

Simone: Ma se tra tutti i miei amici, io sono l’unico laureato e di fatto sono anche l’unico che èsenza lavoro!

Pippo: E allora non mettercelo sul curriculum che sei laureato, non scrivercelo.

Gino: Ma come? Dopo anni di fatiche e spese per laurearsi, dovresti pure far finta di non esserelaureato? Che senso ha?

Simone: Gino, c’ha ragione Pippo. È così, oggi è meglio non averla la laurea per trovare un lavoro.

È il colmo ma è così.

Franca: Tanto ce n’è pochi di colmi in questo mondo!

Gino: Andare all’estero acercare lavoro?

Simone: Sì, sarebbe una possibilità. Molte persone laureate che conosco sono andate all’estero.

Peccato però che fanno tutti i lavapiatti o i camerieri e vengono trattati come degli schiavi.

Gino: Caspita

Simone: No, no … la verità è che uno come me … alla mia età, non ha più possibilità. Non lotroverò mai un lavoro. Non avrò modo di farmi una vita mia. Una vita che valga la pena di essere vissuta. Tanto vale togliersi di torno … sai cosa? Ora vado in bagno e m’affogo dentro il water.

Franca: Sta bono che tu mi intasi ogni cosa

Gino: Simone non le devi pensare queste cose. Ora sei un po’ giù e hai solo pensieri negativi,vedrai che ti risolleverai in qualche modo … e poi … io avrei una cosa da dirti …

Simone: Cosa?

Gino: Ho una proposta da farti. O meglio abbiamo una proposta. Vero Franca?

Franca: Ah, sì.Una nostra proposta …

Gino: Che riguarda anche te, Pippo. Vieni qua.

Pippo: Io? Che c’entro io?

Gino: Ora vi spiego. Siccome io e la Franca stiamo diventando vecchi e siamo stanchi di tirareavanti da soli il bar e tra poco andremo in pensione. Siccome voi siete giovani e pieni di energie e creatività. E siccome noi non abbiamo figli e nell’ultimi periodo ci siamo affezionati a voi. E visto

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che siete entrambi senza lavoro e senza prospettive. Insomma, pensavamo se siete d’accordo di lasciare a voi la gestione di questo bar. Così lo potrete risollevare un po’ e fare un po’ di soldini.

Simone: Io e Pippo gestire questo bar per voi??

Gino: Sì, che ne dite? Vi piace questa proposta?

Simone: Ma è una proposta fantastica! Non ci posso credere

Pippo: Sarebbe bellissimo Gino, un gesto veramente nobile

Simone: Ma, Franca, tu saresti d’accordo?

Pippo: Andrebbe bene per te, Franca? Lasciarci il bar a noi?

Franca:(sguardo torvo)

Gino:Bè, in realtà, se devo essere onesto. Questa idea non è partita da me. È un’idea della Franca,io l’ho solo assecondata.

Simone: Davvero??? Non ci credo

Pippo: Un’idea della Franca!?!?

Franca: Perché? Non posso avere delle idee anche io? Non sono mica stupida io

Simone: Figurati, è un’idea così piena di affetto e generosità.

Gino: Ma la Franca è arcigna e burbera solo all’esterno, dentro è ricolma di dolcezza. Vero?

Franca: Prendi poco per il culo te. Ad ogni modo, ho pensato che dei giovani come voi, senzaopportunità, possono essere una grande risorsa per dei vecchi come noi, che non hanno più energie e idee per tirare avanti un’attività. Voi potete portare i cambiamenti e le soluzioni che ci vogliono per risollevare questo posto oramai deserto. Te Simone in particolare che hai anche studiato tanto puoi utilizzare qualche tecnica di marting che hai imparato a scuola, no?

Gino: Che cosa??? Martin?

Franca: Marting! Ho detto tecniche di marting

Gino: Marketing, Franca! Si dice marketing!

Franca:E l’è la stessa. Comunque avrete autonomia di prendere le decisioni come meglio credete,tanto noi da un po’ di tempo a questa parte non si fa altro che danni nella gestione del bar.

Simone: Grazie Franca, è stato un pensiero bellissimo. Sono emozionato. Lo apprezzo tantissimo.

Pippo: Grazie davvero. Non lo dimenticherò mai questo gesto d’affetto nei nostri confronti.Nonme lo sarei mai aspettato. Ci hai fatto davvero una bella sorpresa.

Franca: Via! Come vù siete mielosi e mi fate venire il diabete ...Vo di là che è meglio …(esce difretta, trattenendo l’emozione)

Simone: Perché fa sempre così la scorbutica, anche quando la si ringrazia?

Gino: Ma non vedi che si stava per commuovere ed è andata di là per non farsi vedere. Perché sivergogna.

Pippo: La Franca che si vergogna??

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Gino: Difficile a credersi, ma c’ha un cuore anche lei

Simone: Ad ogni modo, la prima cosa che dobbiamo fare è cambiare il nome del bar

Pippo: Sono d’accordo. Perché non proviamo con un nome Africano, o comunque un nome cherichiami l’Africa in qualche modo. Secondo me funzionerebbe. Che ne dici di “Caffè Dakar” ?

Simone: No, no. Ci vuole un nome accattivante e moderno. Magari in lingua inglese. Qualcosa difashion, che attiri le persone giuste: quelle con i soldi. Un nome che resti impresso. Tipo: “Cool bar” , “Glamour bar” oppure “Trendy bar”

Pippo: Nomi inglesi no, che hanno fatto gli inglesi per noi?

Simone: Ti dico che il nome è una cosa fondamentale e deve essere in inglese perché è una linguache richiama la modernità e la tecnologia più avanzata. E poi te cosa vuoi capirci di queste cose, che non hai neanche fatto le elementari

Pippo: Cosa hai detto? Mi hai dato dello stupido per caso, guarda che io non mi faccio mettere ipiedi in testa da te (si fa addosso a Simone, come per menarlo)

Gino: Ragazzi, non vi metterete subito a litigare. Vedrete che se ne parlate per benino e con calmainsieme un accordo sul nome lo trovate. Se volete vi do una mano anche io a trovare dei possibili nomi, qualche idea ce l’ho.

Franca:(si affaccia dalla porta della cucina)Boni tutti! Il nome non si cambia, si fa come dico io!

Fine commedia

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