I ragatti della vecchia

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Quella degli struffoli

TEATRO PER RAGAZZI

I ragatti della vecchia

di

Anna Mauro


TITOLO DELL'OPERA      I RAGATTI DELLA VECCHIA

AUTORE                               ANNA MAURO

ANNO DI STESURA            2006

GENERE                               TEATRO PER RAGAZZI

ATTI                                      1

DURATA                               80'

LINGUA                                ITALIANO

AMBIENTAZIONE              CUCINA

PERS.  MASCHILI               2

PERS.  FEMMINILI            2

DEPOSITATO S.I.A.E.                SI

TRAMA DELL'OPERA       Un’anziana pensionata mette in moto la sua furbizia per evitare che i suoi adorati gatti possano essere uccisi dalla malvagità del vicino di casa.
Personaggi

La vecchia

Circe - gatto

Sciuscià-gatta

Il tizio

SIPARIO

Una splendida giornata di sole. La vecchietta, sbadigliando, si aggira nella sua cucina.

Vecchia

Ah! Un altro giorno è arrivato. Buongiorno ragatti. Dove siete? Vi siete nascosti? (entrano i gatti) Ciao Circe, ciao Sciuscià!

Circe

Miao.

Sciuscià

Miao.

Vecchia

Non capisco perché per salutarci dobbiamo avere una consonante diversa d’inizio. Ciao, miao. Dai, provate a dire ciao.

I ragatti

Miao

Vecchia

A me verrebbe anche più facile, ma non sono molto amata in questo condominio. Telefonerebbero al manicomio se mi sentissero miagolare. Facciamo un’altra cosa. Proviamo a fare precedere Ao da una vocale. Per esempio…Uao!

I ragatti in coro

Uao!

Vecchia

Bravissimi. E adesso il caffè per me, il patè per Circe e i bocconcini per Sciuscià. (monta una caffettiera e prepara il cibo per i gatti, versandolo nelle ciotole) Ahi, che mal di schiena! Ogni giorno un acciacco nuovo. Un giorno la sciatica, un giorno il colpo della strega…

I ragatti

(ringraziano) Miao

Vecchia

Meno male che voi siete cresciutelli…Non ho più l’età per stare dietro ai cuccioli (siede, sorseggiando il caffè). Anche se, per la verità, vi vorrei meno indipendenti, più coccoloni. Ogni tanto scambiate questa casa per un albergo.

I ragatti

Miao.

Vecchia

Quando vi gira, uscite di casa e tornate per il pranzo. Bah! Tali e quali i figli umani.

I ragatti

Miao.

Vecchia

Che cosa sarà di voi, ragatti, quando io morirò? Potessi essere ricca…Vi lascerei un vitalizio e guai a chi oserebbe torcervi un capello, pardon, un ca-pelo!

I ragatti

Miao?

Vecchia

Non meravigliatevi, ragatti. Anche il cardinale Richelieu lasciò ai suoi quattordici gatti buona parte del suo patrimonio. Vado a rifare il letto. Aspettatemi.

I ragatti

Miao!

Sciuscià

Questa marca di scatolette fa proprio schifo! Miao. Il cibo è immangiabile.

Circe

Non darti troppe arie, ragattetta mia! La fame è fame.

Sciuscià

Non credi di stare ingrassando un po’ troppo?

Circe

Mio?

Sciuscià

Sì, ricordati che sei il mio ragatto e non voglio che ti lasci andare in questo modo.

Vecchia

(La vecchia entra in cucina, reggendo delle lenzuola da lavare) Ma siete proprio dannosi, ragatti miei! Guardate un po’…il copriletto  pieno di peli. Quante volte vi ho detto di utilizzare i vostri cuscini? Non mi ubbidite mai. Quando vi chiedo qualcosa, è come fosse aria fritta.

I ragatti

Miao.

Vecchia

E guardate la trama…quanti fili tirati.

I ragatti

Miao.

Vecchia

E’ inutile mortificarsi se poi la cosa la si rifà. Sciuscià! Non hai fame?

Sciuscià!

Nao

Vecchia

Ho capito, non ti piace la marca delle scatolette. Non sarai mica di  di sangue blu, ragatta mia? Una nobilgatta, magari. Sappiate allora che io sono una povera maestra in pensione. Devo pagare l’affitto, le bollette e quant’altro. Datevi una regolata in fatti di gusto perché posso permettermi soltanto i preparati in offerta speciale.

Sciuscià!

Mao

Vecchia

(inizia l’addobbo dell’albero di Natale) Quest’albero, con i dolori che mi ritrovo in più quest’anno, lo devo addobbare a rate. Le palle oggi, i fili domani, le luci dopodomani. Circe! Non mangiare la pappa di Sciuscià. Sei incontenibile. Hai uno stomaco senza fondo.

Circe

Mio.

Vecchia

Sì, tu, proprio tu. Sarà perché hai sofferto la fame quand’eri piccolo… Quando ti ho tirato fuori da quel cassonetto…non vedevi l’ora di ciucciare qualcosa. Il mio pollice te lo stavi infilando in gola.

Circe

Meo

Vecchia

E tu, povera piccola…ti avevano rotto una zampa quei terribili ragazzacci.

Sciuscià!

(piagnucola) Meo, meo!

Vecchia

Su, non pensarci più. Ormai sei qui con me. Dovevano nascere nell’antico Egitto quei mascalzoni! Avrebbero avuto una punizione esemplare. Sapete che gli uomini che uccidevano i gatti venivano condannati a morte, perché il gatto era considerato un animale sacro?

I ragatti

Miao?

Vecchia

Sì, sì. In più, quando un gatto moriva, anche di morte naturale, riceveva tutti gli onori del caso. Veniva imbalsamato e nella sua tomba venivano poste delle mummie di topi per permettergli la caccia anche nell’aldilà.

I ragatti

(sognanti) Uao!!

Vecchia

Ma nel tredicesimo secolo…(con aria misteriosa) con lo sviluppo della superstizione…(con aspetto spaventoso) il gatto fu considerato un animale demoniaco…

I ragatti

Miao!

Vecchia

Fu considerato nemico della Chiesa!

I ragatti

Meo!

Vecchia

Fu perseguitato, sacrificato, impiccato o torturato proprio come un eretico. E spesso bruciato sul rogo insieme alle streghe.

I ragatti miagolano impauriti e cercano riparo, ma inutilmente.

Vecchia

E sapete quale fu la salvezza dei gatti?

I ragatti

(rianimati) Nao.

Vecchia

I topi!

I ragatti

(increduli) Mao!

Vecchia

Si propagarono in tutte le città in una misura tale da far riprendere in considerazione la necessità del gatto come animale domestico indispensabile.

I ragatti

Mio!

(suonano alla porta, la vecchia va ad aprire. Entra un tizio dai modi sgarbati)

Tizio

Allora, come la mettiamo?

Vecchia

Buongiorno.

Tizio

Questi luridi gattacci spelacchiati non devono permettersi di attraversare il reticolato del suo terrazzino per venire nel mio giardino.

Vecchia

Ma non fanno nulla di male. Si sdraiano al sole. Sa? Casa mia è così umida. Sa come sono i gatti…

Tizio

No, non so come sono e non lo voglio sapere. Io odio i gatti. Io detesto i gatti. Io li eliminerei dalla faccia della terra. Tutti!

I ragatti

(spaventati a morte) Meo.

Tizio

Signora, l’avverto. Non gli permetta più una cosa del genere o…o…o qui finisce male. Me ne vado!

Vecchia

Faccia quello che vuole. Maleducato e screanzato e...e…e villanzone. Ecco! (il tizio va via sbattendo la porta) Che tipaccio. Questo è uno che doveva nascere nell’Antico Egitto.

I ragatti

Miao.

Vecchia

Voi due non fate finta di niente... Vi cacciate sempre nei pasticci. Fatemi una promessa.

I ragatti

Miao.

Vecchia

Non andate più nel giardino accanto. Quello è un tipo pericoloso.

Quando avrete bisogno di un po’ di calore, accenderò il forno, va bene?

I ragatti

Mio mio miao.

Vecchia

Promesso? (i ragatti le porgono la zampa. La vecchia gliela stringe e li abbraccia). Cosa farei senza di voi…la solitudine mi ucciderebbe. Vi prego, fatemi stare tranquilla. (fra sè) Non posso rischiare di perdervi (siede in poltrona e scivola nel sonno. I ragatti si accucciano ai suoi piedi) (si sveglia) Oddio, che incubo! Ragatti, dove siete? Ragatti! (disperata) Ragatti!

I ragatti

Miao

Vecchia

Grazie a Dio siete qui. Ho fatto un sogno terribile (li abbraccia e li bacia) Ho sognato Sant’Antonio abate, il protettore degli animali, che mi diceva…”Bada al tuo vicino di casa. Ha intenzione di uccidere i ragatti”.

I ragatti

Meooooo!

Vecchia

E io non riuscivo a svegliarmi e avevo paura. E quando sono riuscita ad aprire gli occhi, voi non c’eravate più. (li abbraccia e piange) Non potrei vivere senza di voi…siete i miei unici affetti. Comunque…ho paura. Cercherò di riparare quel benedetto reticolato. Non l’ho mai fatto, ma statene certi. Ci riuscirò. Mi dispiace soltanto per voi. Come farete a prendere un po’ di sole?

I ragatti

Meo.

Vecchia

Potessimo abitare l’appartamento attiguo…

I ragatti

(sognanti) Miao!

Vecchia

Accendo il forno, così vi riscaldate. Vado in balcone.

Circe

Povera mamma. Quanto ci vuole bene.

Sciuscià

Dovremmo starle un po’ più vicini. E ubbidirle soprattutto.

Circe

E soprattutto non oltrepassare il reticolato. Quello non scherza.

Sciuscià

Questo qui dev’essere la reincarnazione di qualche pretonzolo che perseguitava i gatti.

Circe

Già.

Sciuscià

Ma poi io non sono affatto spelacchiata. Villanzone!

La vecchia rientra trafelata e regge un piatto fra le mani.

Vecchia

Oh, mio Dio! Guardate. (Mostra le polpette contenute nel piatto)

Circe

(sognante) Miao!

Vecchia

Che buone e buone, Circe. Sant’Antonio aveva ragione (le odora e passa il piatto ai ragatti). Hanno un odore nauseabondo. Per me sono avvelenate. Vigliacco essere, putrido e nauseabondo. Giuro che gliela faccio pagare. Volevi uccidere i miei ragatti? Adesso ti faccio vedere io. (Circe si avvicina alle polpette, la vecchia lo caccia) Devi stare alla larga, testa di ciuccio. A quest’ora potresti essere in preda a dolori lancinanti. Adesso fingo di mangiare le polpette…un finto morso qui (ne spezza una parte)…e un altro qui (ne spezza un’altra) (inizia a parlare ad alta voce per farsi sentire dal vicino). Ragatti, vi prego! Fatemi assaggiare una polpettina…sembrano così appetitose. Ragatti!

Tizio

(urlando dalla quinta) No, signora, non lo faccia. Le polpette no! Sono avvelenate.

Vecchia

Avvelenate? Brutto mascalzone, vigliacco, putrido animale immondo. Adesso chiamo la polizia.

Tizio

No, la polizia no, la prego. Farò tutto quello che mi chiederà. Non mi rovini, ho famiglia, io!

Vecchia

Anch’io! Questa è la mia famiglia, questi sono i miei affetti, i ragatti e lei voleva uccidere loro e me.

Tizio

No, non lei, soltanto loro.

Vecchia

Anche se non avessi mangiato le polpette sarei morta insieme a loro per il dispiacere. Non intendo discutere oltre. Chiamo la polizia.

Tizio

No, la prego, sono disposto a tutto per rimediare. Ora capisco la sua posizione. Sono pentito per quello che ho fatto.

Vecchia

Miao (si strusciano)

Tizio

Signora, la prego, non telefoni, farò tutto quello che vuole.

Vecchia

Tutto, proprio tutto?

Tizio

Sì, tutto quello che vuole.

Vecchia

Bene, metta per iscritto allora quello che le chiederò.

Tizio

Sì, lo faccio, lo faccio subito.

Vecchia

(detta) I ragatti che abitano l’appartamento adiacente al mio, potranno visitare il mio giardino quando vorranno. Potranno stiracchiarsi al sole senza rischio alcuno per la loro incolumità e…e potranno fare anche i loro bisogni, se lo vorranno.

Tizio

No, questo no.

Vecchia

Le dirò che i miei ragatti sono molto puliti. Ricoprirebbero i loro bisogni con la terra e in più tutto questo servirà a concimare il terreno.

Tizio

No, la prego, non posso accettare.

Vecchia

Telefono alla polizia?

Tizio

No, no, lo scrivo, lo scrivo…

Vecchia

…e in più m’impegno ad eliminare quel maledetto reticolato che sa tanto di campo di concentramento per favorire l’accesso alla loro mamma adottiva quando sentirà il bisogno di un po’ di calore. Punto e basta. Dia qua la lettera. (afferra la lettera trionfante) Adesso può entrare (apre la porta, il tizio è cadaverico). Sono certa del suo pentimento.

I ragatti

(impauriti) Miao, miao, miao.

Tizio

I gatti no, la prego!

Vecchia

Ma cos’ha lei contro i gatti?

Tizio

(battendo i denti dal terrore) Ho paura!

Vecchia

Ma lei sa che Dio ha creato i gatti per dare all’uomo la possibilità di accarezzare la tigre? Su, coraggio, li accarezzi.

Tizio

Che pelo morbido! E’ la prima volta che tocco un gatto.

Circe

Miao

Tizio

Questa si struscia sulle mie scarpe. Com’è carina!

Vecchia

Si chiama Sciuscià per questo: è una lustrascarpe.

Sciuscià

(offesa) Miao.

Vecchia

Più precisamente una nobilgatta lustrascarpe. Devo dirle un’ultima cosa. Si ha paura di quel che non si conosce. Ma lei sa che una leggenda dice che Dio ha creato il gatto attraverso lo starnuto di un leone su richiesta di Noè per combattere i topi presenti sull’Arca? E che Roma deve ai gatti l’essersi salvata dalla peste trasmessa dai topi?

Tizio

I topi? Oddio, che schifo! Mi fanno schifo, mi fanno ribrezzo!

Vecchia

Bene, meglio i gatti che i topi, non crede?

Tizio

Sì, sì, sono bellissimi. Saranno i benvenuti nel mio giardino.

Vecchia

Le preparo un caffè. Il caffè per lei e per me, il patè per te…

Circe

Miao

Vecchia

…E i croccantini per te.

Sciuscià

Miao.

Tutti insieme

Uaoooo!

Sipario

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