I tre pellegrini

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“Itre Pellegrini”

(Commedia in tre atti di Bruna Ferrero)

Registrazione S.I.A.E. N. 2018000897

Personaggi:7 maschi 5 donne

Pellegrini Battista detto Tista taxista

Francesca detta Cescamoglie Battista

Pellegrini Gianmario figlio gemello detto Gian  (hippy)

Pellegrini Gianmaria figlio gemello

Renata  fidanzata Gianmaria

Borlotti Severinomarito Tea

Galateadetta Tea sorella Cesca, moglie Severino

Pellegrini Gianmarinodetto Marino.  nipote orfano  portinaiotuttofare

Madama Valeria moglie del morto

Misson Christian notaio francese

Travail Fabienne segretaria notaio

Dottor BarberaDirettore ufficio postale

Pellegrini Francesco: il defunto

Trama:

anno 1972 il signor Pellegrini Francesconato a Bene Vagienna (CN)muore improvvisamente nella sua casa a Bordeaux dove vive ormai da tantissimi anni con la moglie Valeria anche lei di origini italiane. Francesco viene colpito da infarto mentre scrive il suo testamento e riesce a malapena a nominare l’erede e a fare la propria firma. Nomina erede Pellegrini Gianmari (omettendo, o forse no, l’ultima vocale e/o sillaba del nome) creando non pochi problemi in quanto in Italia ci sono  3 cugini che si chiamano: Pellegrini Gianmaria – Pellegrini Gianmario – Pellegrini Gianmarino.

Tutti gli atti si svolgono nel salotto della casa di Tista e Cesca in Bene Vagienna.

Questa commedia è stata scritta in italiano immaginandola recitata in dialetto piemontese.

1^ atto

Si apre il sipario, in salotto c’è Cesca ed entra Tista.

Tista:Cesca, sbaglio o …. fa caldo oggi?!

Cesca: sì fa caldo, fa caldo, fa caldo. Sono 3 giorni che fa caldo …. Rassegnati non sono io che comando, è quello lassù che decide …. FA CALDOOOOOOO!

DRIN DRIN DRIN (telefono)

Tista:che carattere!!! Rispondi al telefono.

Cesca: Pronto… Battista l’autista è in ascolto ditemi tutto. ….Sì….sì…..quando?....adesso? aspetti un momento che chiedo a Battista….io sono solo la segretaria, solo un momento (coprendo la cornetta con la mano) Tista…qua ci sono due in Piazza Castello di Fossano che vogliono andare a Vicoforte.

Tista: e allora? Cosa vuoi chiedermi? Muoviti che se li fai stare ancora un po’ al telefono quasi che fanno prima ad andare a piedi.

Cesca: Vogliono sapere se puoi andare subito, quanto tempo ci vuole e quanto costa.

Tista:Oh!!! quante cose vogliono sapere! .. bè digli che se non hanno tanti bagagli …quanti sono?

Cesca:Oh adesso quante domande che fai tu. Sono in due e poi cosa te ne frega dei bagagli!

Tista:Eh si vede mia cara che non hai la patente, che non sei competente, più la macchina è carica, più consuma benzina e se consuma tanta benzina devo fare pagare di più, a meno che… vado da qui a Vicoforte ai 60, allora riesco a stare nei consumi di conseguenza ci metto più tempo quindi ……magari……….

Cesca:Basta, basta  ma fatti furbo ..Pronto? ci siete ancora? Scusate avete detto che siete in due giusto? Bene Battista è già in pista 20.000 lire e viene subito da voi; sta già uscendo dal garage (intanto fa segno a Tista di muoversi),10 minuti è li da voi in Piazza Castello, sì, sì tranquilli lo riconoscete: alto, pelato,bruttino,se lo chiamaterisponde al nome di Battista. Come? Ah se riconoscete la macchina? Sì 128azzurrocielo. Ok, va bene, grazie. Buongiorno, 8 minuti è lì da voi.

Tista:(impietrito per le storie che racconta la moglie al telefono) ma come? 8 minuti sono lì ? ma se devo ancora cambiarmi .. e poi cosa ti è girato di chiedere 20.000 lire, ma lo sai quanti soldi sono?

Cesca: muoviti non perdere tempo, se ti chiedono del ritardo gli dici che si è bucata una gomma e per i soldi, ci ho provato era gente che parlava italiano così bene che mi sembrava gente importante con tanti soldi. L’economia Tista … l’economia è così che si fa girare l’economia!

Tista:ah ecco tu la gente la riconosci dalla voce al telefono? Eh tu fai girare l’economia? Speriamo che quelli lì quando mi devono pagare non mi facciano girare le balle.

Esca: Quante storie, Muoviti che hai solo più 3 minuti per andare a Fossano.

Tista:Vado ma non aspettarmi fino a tardi che tra andare a Fossano poi a Vicoforte e poi di nuovo a Bene Vagienna tempo ne passa.

DRIIN DRIIN DRIIN suona il telefono

Cesca: Pronto… Battista l’autista è in ascolto ditemi tutto… ah buongiorno siete quelli di prima? Sì …. No…non è più qua. (Fa segno a Tista di stare zitto) Cosa? Volevate chiedere se per strada può fare una piccola deviazione a Piozzo a prendere un parente? ….penso di sì …dipende dal peso … ma….  dite un po’ questo parente è grosso? Voglio dire …di corporatura …ah è un prete? Oh allora  di sicuro si, i preti sono sempre grossi hanno sempre una bella pancia. Bè diciamo che problemi non ce ne sono a parte il peso….oh scusi volevo dire a parte il costo che purtroppo per voi aumenta… ah non ci sono problemi? Bene allora fatemi un po’ fare due conti …………ehm….. aggiungiamo 10.000 lire e  portiamo ancheil prete a Vicoforte. Perfetto. Pochi minuti e Battista arriva. Dite che avete già parlato con la sua segretaria.Buongiorno e grazie.

Tista: (che intanto ha ascoltato la telefonata) Questa volta le hai sparate grosse. Se prima ti ho detto che facevo tardi adesso ti dico di non aspettarmi perché conil conto che gli hai fatto possono pretendere di andare fino a Roma altro che Fossano, Vicoforte e piccola deviazione a Piozzo.

Cesca:Muoviti o si cercano un altro taxista.

Tista:: Se non mi vedi sai già che sono andato a Roma. (esce)

Cesca:  Non ci fossi io in questa casa.

Fuori scena si sente Marino con Galatea e Severino

Marino: venite, venite,zio Tista è appena uscito, ma zia Cesca c’è.

Entrano tutti

Tea: tranquillo Marino va pure a finire il tuo lavoro grazie non perdere tempo per noi, e tu Severino tirati un po’ su non vedi che a forza di camminare con le spalle curve sembri già ad Andreotti?!? … hai la gobba!

Severino:sì, sì, Andreotti comanda tutta l’Italia, io non comando nemmeno a casa mia! E poi scusa Galatea, con questa storia di risparmiare mi fai sempre le maniche corte e strette per forza cammino gobbo quando mi muovo tutto che tira.

Marino: figurati non perdo tempo per voi. Volete una fetta di torta?

Cesca: non allargarti troppo Marino e poi come fai a sapere che ho fatto una torta?

Marino Ma ho sentito il profumo fino sotto e in questa casa sei solo tu che fai le torte di notte.

Cesca: Per forza le faccio che non mi veda Tista altrimenti mi sgrida … o che metto troppo zucchero o che metto troppa farina …ha sempre qualcosa da dire ma quando ce l’ha nel piatto non dice mai di no.

Tea:Sembra proprio a suo cognato… sempre qualcosa da ridire: lo hai sentito? dice che gli faccio le giacche con le maniche strette e corte. Ma guarda com’è sempre ben messo … se non fosse per me…

Cesca:  (Guardando il cognato) Comunque Galatea un centimetro in più di stoffa non guasterebbe però eh!Marino tu cosa fai lì impalato, non hai da fare?

Marino:Zia Cesca se vuoi ti aiuto a servire la torta.

Tea: Ma non è il caso che ci dai  la torta.

Severino:A me piacciono le torte. Per me 2 fette grazie.

Tea:Severino per piacere.  Dopo ti lamenti delle maniche strette, per forza mangi sempre. Usassi le braccia come usi la bocca sta tranquillo che lavoro ne faresti tanto durante il giorno.

Severino:(intimorito dalla moglie) Va bè una fetta sola basta …. ma bella grossa……

Marino: allora una fetta a te e due a me.

Cesca: Marino, per piacere, una fetta basta e avanza ricordati che l’ho fatta per i miei piccoli e poi smettila di venire in casa tutte le volte che abbiamo ospiti il tuo lavoro lo sai che è quello di custode tuttofare. Tu devi entrare nelle case solo se ti chiamano.

Marino:E io cos’ho fatto? Magna Tea mi ha chiamato… Mi ha proprio chiamato Marinoooooo, io ero in cantina che davo una pulita.

Cesca: Solo se ti chiamano nel senso di chiamarti per entrare.

Marino: è proprio così che è andata. Tea mi ha chiamato prima di entrare.

Tea: per forza volevo sapere se potevo entrare c’era il pavimento ancora bagnato non volevo sporcare senza prima chiedere.

Cesca: Va bè lasciamo perdere vado a prendere sta torta tanto Marino lo sappiamo com’è …  se si mette in testa qualcosa non glielo togli più. E’ da qualche giorno che si è messo in testa che vuole sposarsi e a tutte quelle che vede gli chiede se lo vogliono come marito. (esce in cucina)

Severino:(rivolto a Cesca)a me bella grossa!… Ma come …. Marino ti vuoi sposare?

Marino: sì  Gianmaria si vuole sposare con Renata allora anche io devo farlo abbiamo la stessa età. Abbiamo sempre fatto tutto insieme siamo andati a scuola insieme, abbiamo giocato insieme abbiamo fatto la comunione e anche la Cresima insieme allora se si sposa lui devo sposarmi anche io. Lo so che Gianmario anche se è suo gemello non si sposa ancora ma io vado più d’accordo con  Gianmaria e allora cosa fa lui devo fare anche io. Comunque mi sto dando da fare. Ho già chiesto alla figlia del macellaio a sua cugina e alla figlia del maestro Rossi che però mi ha già risposto di no.

Severino:Ma dai… Gianmaria si sposa? Quando?

Marino:Sì, ho sentito zia e zio che ne parlavano e zia ha detto “non diciamo ancora niente…  tempo al tempo”. Non so, forse aspettano che arrivi il tempo bello per dare la notizia … sono già due giorni che piove. Comunque dopo il tempo brutto è sempre arrivato il tempo bello quindi ….. E poi zia Cesca ha anche detto “ la madrina deve fare un bel regalo non basta un pensierino ci vuole un bel servizio di porcellana o i bicchieri di cristallo”; sì sì ha proprio detto così però io di queste cose non sono tanto pratico

Severino: Tea guarda che devi comprare i piatti o i bicchieri la madrina di Gianmaria sei tu.

Entra Cesca con vassoio con fette di torta

Tea: ma che bello si sposa Gianmaria e cosa aspettavi a dirlo alla madrina?

Severino:che domanda Tea, Marino  ti ha appena detto che aspettava il tempo bello per dirtelo.

Tea:Ma sta un po’ zitto Severino possibile che sei sempre più scemo.

Severino:No guarda che ho sentito bene. Non è vero Marino che hai detto che Tista e Cesca aspettavano il tempo bello per dirci che si sposa Gianmaria?

Marino:Sì sì proprio così.

Cesca: Cosa cosa? Marino cosa ne sai tu di queste cose? Scommetto che ti sei di nuovo nascosto dietro qualche tenda per origliare.

Marino: Penso sia l’ora di andare a finire il lavoro che stavo finendo. Ciao a tutti. Venite poi di nuovo. (Prende la fetta di torta edesce)

Cesca:Vai di corsa! Un giorno o l’altro te lo tolgo sto vizio. Sembra scemo ma ….  un po’ lo è ma a ficcare il naso dove non deve è un fenomeno. Sempre lì ad ascoltare poi se lo chiami perché hai bisogno non lo vedi. Comunque per tornare a Gianmaria sìha menzionato l’idea di sposarsi ma non sappiamo ancora esattamente quando ma sta tranquilla che appena sappiamo qualcosa di più io e suo papà te lo diciamo.

Tea:mi raccomando sono la madrina devo fare un bel regalo non voglio fare brutta figura.

Cesca: oh è vero non ci avevo proprio pensato. Già è vero che sei la madrina, sai … con la scusa di due gemellinon ricordo mai chi è il padrino di uno chi è la madrina dell’altro. Comunque stai tranquilla non pensare al regalo … un pensierino è sufficiente.

Severino: Pensierino? Chiamalo pensierino un servizio di tazze costerà …. Non so ma costerà …. Non è vero Tea. Anche i bicchieri costano. … cosa costeranno? 100.000 200.000 lire?

Tea: Per piacere Severino mangia la torta e stai zitto.

Severino:Ma … hai cambiato idea? Adesso devo mangiare un’altra fetta di torta? Ne ho appenamangiata una. Ma se è per farti contenta ne mangio ancora una.

Tea:(rivolta a Cesca) Ma certo,non ci avevi proprio pensato in fin dei conti non sai ancora nemmeno quando si sposa.

Severino:Sì lo sa ma lo dice solo quando esce il sole. Ma sei dura oggi di comprendonio Tea. L’ha detto prima Marino.

Tea:Stai zitto per favore?Possibile che prima di parlare non puoi contare fino a dieci?

Cesca: Non state a sentire tutto cosa dice Marino lui tante cose se le sogna. Vado a prendere il caffè. (esce)

Severino: 1    2   3   4.

Tea:Ma cosa stai facendo?

Severino:Sto contando fino a dieci me l’hai appena detto tu di contare fino a 10 prima di parlare, ed io volevo dire che …

Tea:Sta zitto per piacere sta zitto che mi fai solo venire il nervoso.

Severino:Deciditi, se parlo senza contare dovevo contare se conto devo stare zitto ma Tea sei mal capire oggi. Sicura di star bene?

(entra Cesca con il caffè)

Cesca: Severino, sai da dove arriva questo caffè? Dalla Colombia

Severino: però … tutta questa strada ed è ancora caldo!

Entra Gianmaria assonnato

Gianmaria:Ciao zio, ciao zia

Tea: Guarda qua il mio figlioccio, ciao scommetto che ti sei appena svegliato?

Severino:1   2   3    4      5

Gianmaria:Cosa fai zio, dai i numeri?

Severino:No èche non so più come fare volevo salutarti ma prima devo contare … se conto devo stare zitto.

Gianmaria:Ma…. Non sta bene zio? Dai numeri.

Tea:Lascia perdere,tuo zio è nato scemo e muore scemo.

Cesca:Allora, Tea stai un momento tranquilla lascia perdere Severino, Gianmariavuoi una fetta di torta?

Severino:1  2    3 4  5

GianmariaNo zio una basta non 5. Come faccio a mangiare 5 fette di torta appena sveglio?

Severino:No! Stavo contando prima di parlare! Volevo dire che una fetta la mangerei ancora io.

Cesca: ma non eri a dieta?

Severino: Certo, anzi ne faccio due, perché con una si mangia troppo poco!

Tea: Lo vedi Cesca che è proprio scemo. Con tutti gli uomini che ci sono in Piemonte io ho fatto tanti chilometri per prendermelo scemo.

Cesca:Tieni Severino mangia che poi vado io con tua moglie a comprare la stoffa per le camicie. Ne compriamo 10 cm in più non sarà la morte di nessuno.

Tea:Dagli sempre ragione tu, non vedi che il mio non è magro come il tuo?

Cesca: E smettilaTea!!! Cosa vuoi che succede se mangia una fetta di torta in più.

Entra Gianmario

Cesca: Oh ed ecco qui l’altro mio gemello. Dormito bene Gian?

Gian:Non fosse per mio fratello che viene a coricarsi tardi, sveglia tutti, grossolano com’è. E poi nel sonno parla … parla …. parla di continuo.

Gianmaria: Eh va bè, non è colpa mia se hai lasciato la chitarrain mezzo alla camera e mi sono inciampato.

Gian:E vada per la chitarra, ma è sentirti parlare tutta la notte che mi fa prendere il nervoso, possibile che non riesci a dire tutto a Renata quando siete insieme. Devi ancora rompere le scatolenel sonno?

Gianmaria:E tu come fai a dire che parlavo con Renata.

Gian: Immagino stessi parlando con lei quando stanotte hai preso il cuscino e ti sei messo a baciarlo.

Gianmaria: Per piacere Gian sta zitto e poi figurati se baciavo il cuscino (e cerca di tappare la bocca al fratello)

Gian: E invece è proprio così

Gianmaria:Ma fatti furbo non mi piace parlare di giorno figurati se parlo di notte.

Gian:Restassi secco qui se conto delle storie. Parlavi, eccome che parlavi. Vuoi che ti dico cosa dicevi ?… (mima il fratello abbracciandoil cuscino della sedia) Dai solo più uno,solo più uno Renata .

Gianmaria: (imbarazzato) Fatti furbo  cosa vai a pensare sicuramente sognavo quei biscottini che ieri sera abbiamo mangiato da Orlando  il pasticciere.

Gian: Ah sì? E allora cosa volevi vedere quando dicevi “sotto sotto fammi vedere sotto” volevi vederela scadenza?  (viene interrotto dal fratello)

Gianmaria: Sta zitto per piacere non continuare. Hai ragione. Parlo ma che non ti venga più in mente di ripetere cosa dico nel sonno. Davanti a mamma per di più.

Gian: E mi sembra di aver perfino sentito dire sotto sotto il golf.

Gianmaria: Ma vuoi stare zitto si o no? Dici solo delle stupidaggini.

Cesca:Faccio finta di non aver sentito. Orecchio non sente cuore non duole.

Gian: Veramente il proverbio dice occhio non vede cuore non duole.

Tea: Uhm, si è fatto tardi, andiamo veloci Severino. Fra un quarto d’ora passa don Giovanni a benedire la casa e noi siamo ancora qua. Su di corsa, muoviti Severino.

Severino:1   2 3 

Tea:(innervosita) Ma smettila di fare lo scemo. Ho detto di contare prima di parlare non prima di camminare. “Balengo”.

Gianmaria:Che fretta che hai sempre zia!

Severino:Sposati poi vedi che ti tocca contare anche a te.

Tea:(strattonando Severino) E muoviti!Ciao Cesca saluta Tista. Ciao ragazzi.

Gianmaria e Gianmario: Ciao.

Cesca:(rivolta ai gemelli) Sentite gioie di mamma …

Gianmaria e Gianmario: (in coro)Sìììì?

Cesca: E’ rimasta solo più una fetta di torta. Qua i casi sono due: o la mettiamo da parte per vostro padre oppure la mangiate e non gli dite niente. E tu Gianmaria mi raccomando comportati bene con Renata non darmi dei dispiaceri.

Gianmaria:Io non ne ho più voglia lasciamola a nostro padre.

Gian: Sicuro, …  vedi di non mangiare troppi dolci ... con quelli che hai già mangiato ieri sera… ti viene ancora il diabete,hai ragione lasciamola a nostro padre (e scimmiotta il fratello ancora con il cuscino)

Gianmaria:Se non la smetti te le prendi.

Escono litigando intanto suona il telefono DRIN DRIN DRIN

Cesca: Pronto, Battista l’autista è in ascolto, ditemi tutto

Voce: Pronto, è il taxi?

Cesca: si

Voce: domani mi porta a Trinità alle 9, ho il treno alle 10:00

Cesca: da dove?

Voce: da casa mia a Lequio Tanaro

Cesca: Bene

Voce: No Bene. Lequio

Cesca: certo. Facessimo alle 8?

Voce: sarebbe meglio alle 9, ma se non può

Cesca: quanti siete?

Voce: io e mio fratello

Cesca: bene

Voce: No Bene, Lequio, mio fratello vive con me

Cesca: d’accordo, allora tenetevi pronti alle 8. Sono poi 20.000 lire

Voce: nessun problema, i soldi per pagare ce li ho ancora

Cesca: Bene

Voce: No Bene. Lequio, Pian della Canà, 418

Cesca: ho capito, stia tranquillo, domani alle 8 Battista è li con la 128 azzurro cielo.

Voce: Arrivederci

Cesca: Buongiorno

Entra Renata

Renata: Permesso? Permesso?

Cesca:Oh ciao Renata. Vieni, vieni avanti. Come mai da queste parti sei venuta a trovare Gianmaria?

Renata:Veramente sono venuta a vedere se trovavo il mio golf di lana. Non lo trovo magari l’ho dimenticato qua ieri sera prima di uscire con Gianmaria.

Cesca:Non l’ho visto e pensare che è dalle cinque di questa mattina che sono alzata….non che magari l’hai lasciato dal pasticcere?

Renata: Dal pasticciere?

Cesca:Lasciamo perdere.(tra se) Cesca fatti gli affari tuoi. Comunque la lana vicino al fuoco brucia.

Renata:Veramente era la paglia.

Cesca: Cerca pure cara io intanto vado in cucina semmai chiedi a Gianmaria … eccoli tutti e due prova a chiedere a loro (esce)

Entrano i gemelli

Gianmaria:Ciao Renata come mai sei qua?

Gian:Ciao Renata erano buoni ieri sera i pasticcini di Orlando il pasticcere?

Renata:Ma cos’è sta storia dei pasticcini già tua mamma mi ha nominato il pasticcere.

Gianmaria:Oh niente cara è solo che mamma oggi ha fatto una torta come il pasticcere e … e …. Io ne ho presa solo una fetta perché non avevo fame.

Gian:Per forza (in tono canzonatorio) ieri sera ne aveva già fatto una bella indigestione.

Gianmaria:Comunque Renata come mai sei venuta fin qua di mattina?

Renata:Questa mattina non ho trovato il mio golf di lana e visto che ieri sera ce l’avevo pensavo di averlo lasciato qua prima di uscire.

Gian: (Canzonatorio a Gianmaria) te l’avevo detto che ho sentito parlare di un golf e di cosa c’era sotto.

Gianmaria:Ma vuoi farti i fatti tuoi una volta per sempre.

Gian:Sono fatti miei dal momento che hai interrotto il mio sonno.

Renata:  Ma allora il golf l’ho proprio lasciato qua. E cosa c’era sotto? Cosa dicevi Gianmario?

Gian:Ah Renata se non lo sai tu. Io guarderei sotto ma non sia mai che faccio una cosa così a mio fratello gemello. Comunque sicuramente lo saprà il nostro sognatore parlante … non è vero? Cosa c’è sotto?

Gianmaria: Giuro che se non esci di qua ti salto addosso. (corre da Gianmario che esce)

Renata:Ma voi stamattina siete tutti strani.

Gianmaria: Anche  te Renata cosa vieni a cercare il golf di lana.

Renata:Ma questa mattina mi serviva e  non l’ho trovato allora …

Gianmaria: Vabbè dai … lo sai ieri sera ….

Renata: Ieri sera?

Gianmaria: Ieri sera …..

Renata: Ieri sera?

Gianmaria: Ieri sera ….. Tu e io,  bau bau,  micio micio ….su e giù e tric e traca.

Renata: (faccia da tonta) Ma allora è lì che ho perso il golf?

Gianmaria:Proprio perso no ….. quando sono tornato a casa mi sono accorto che intorno al collo invece della mia sciarpa avevo il tuo golf.

Entra Gianmario con addosso il golf rosa confetto di Renata.

Gian: Guarda un po’ cos’ho trovato in camera? E’ questo il golf che cercavi  Renata? Perché l’ho trovato sul letto del sognatore parlante.

Gianmaria: Brutto stupido che non sei altro.  Giuro che se non ti togli subito ….

Gian: Cosa fai lo dici a mamma? (e sfila facendo il cretino con il golf)

Entra Cesca guardando Gian stralunata.

Cesca:Ma .. ma Giancosa fai? No dico ….. stai bene? Ma perché stai andando su e giù come … come …. Vestito come … una donna. Cosa fai con sto golf rosa? Ma dico … stai bene? Non ti è mai piaciuto il rosa. E cos’è che devi dirmi tu Gianmaria? Non fatemi stare in pena.

Gianmaria: Niente, niente mamma è solo che Gian fa lo scemo con il golf di Renata e gli ho detto che se non lo posa subito te l’avrei detto così potevi dirgliene due.

Cesca:Come sarebbe con il golf di Renata? Ancora la storia del golf? Ma Renata l’hai trovato si o no sto golf?

Renata:No, cioè si, l’ha trovato Gianmaria sul …let…

Gianmaria: (interrompendo Renata)Sì, sul puf che c’è nella nostra camera. L’ho trovato sul sofà ieri sera, allora l’avevo messo in camera. Non è vero Gian che l’hai trovato sul puf nella nostra camera?

Gian:Sì si certo, te lo do subito Renata (se lo toglie e lo sporge a Renata)

Cesca:Spero non mi stiate nascondendo niente ragazzi. Questa storia non mi piace. Dimmi tu se devo vedere mio figlio vestito da donna che sfila nella mia casa.

Gianmaria:Tranquilla mamma non abbiamo niente da nascondere. Gian lo sai che fa sempre lo scemo e stamattina lo è più del solito non è vero Renata?

Renata:sì proprio così, tranquilla signora Cesca.

Gian: Ok  ciao  a tutti io esco a fare una commissione.

Cesca:Non dimentichi niente?

Gian:Ah già (corre a dare un bacio alla mamma) mi dimenticavo.Ti ho scritto anche una canzone: (intona piccola Cesca e poi esce)

Cesca:Non mi piaci per niente oggi Gian, stasera dobbiamo parlaretu, io e tuo padre.

Gianmaria:Bene Renata, adesso che hai il tuo golf sarai contenta non è vero?

Renata: Si,ma devo proprio scappare perché si è fatto tardi. Buongiorno signora Cesca a presto.

Cesca:Ciao cara torna presto (esce)

Gianmaria: (accompagnandolaall’uscita) Ciao bella, ci vediamo stasera?

(Renata e Gianmaria stanno uscendo, aprono la porta e trovano Tea)

Gianmaria:Ciao zia

Renata:Buongiorno signora Tea.

Tea:Ciao cari …. E tu Renata chiamami pure zia …. Tanto non tardiamo a diventare parenti non è così?

Renata:(imbarazzata) Sì   no  boh forse  un giorno o l’altro.

Gianmaria:Bene, ciao zia noi usciamo siamo di fretta. Mamma … mamma c’è zia!

Cesca:(entra)Oh Tea come mai di nuovo qua? Dimenticato qualcosa? Non doveva venire il don Abbondio a benedire casa?

Tea: Ho mandato Severino a casa prende lui anche la mia benedizione …. Fosse la volta buona che assistiamo a un miracolo e diventa furbo. Comunque sono tornata indietro per dirti una notizia che ho sentito in paese. Per la precisione me l’ha detta Rita la moglie di Gino il macellaio.

Cesca:Da come sei agitata si direbbe che ti fermi un po’ . Allora facciamo che sedersi tanto è dalle cinque di stamattina che sono in piedi così mi riposo un pochino. Di che notizia si tratta?

Tea: E’ morto il francese.

Cesca:Chi? Il francese? E chi sarebbe il francese?

Tea:Ma come non lo sai? Il francese, quel cugino di tuo marito che abita in Francia

Cesca:Ah …. Ma vuoi dire Fransuà?

Tea: Ah si chiamava così? Io l’ho sempre chiamato Francesco.

Cesca:è la stessa cosa Tea. In francese Francesco si dice Fransuà, con l’accento sulla a, veramente? Quando è morto?

Tea:Rita mi ha detto che saranno già 10 15 giorni, ma non sapete niente? In fin dei conti è vostro parente.

Cesca:Sai che non sapevamo niente? D’altronde Fransuà si scriveva una volta o due l’anno con mio cognato Ugo, ma dopo l’incidente non l’abbiamo più sentito.

Tea:Dici Ugo il papà di Marino?

Cesca:Certo che dico il papà di Marino avevo solo quello di cognato che sichiamava Ugo.Comunque da quando sono morti lui e Susanna nell’incidente con l’ape, non abbiamo più avuto contatti con la Francia.

Tea: Mamma mia non farmi pensare ai tuoi cognati. Certo che hanno avuto una bella sfortuna. …  prendere in pieno con la moto una scrofa con i maialini.

Cesca:Puoi ben dirlo e pensare che  non si è fatta niente:

Tea: La scrofa?

Cesca:No l’ape. Neanche un graffio.

Tea: Poverino anche Marino già non è dei più . come dire dei più furbi … fortuna di te e Cista vi occupate un po’ di lui e gli avete trovato questo lavoretto di tuttofare nel condominio altrimenti come avrebbe fatto?

Cesca: che Marino?

Galatea:No il condominio….. era tanto che cercavate un custode tuttofare.

Cesca:Torniamo alla notizia Tea, e come fa Rita a sapere che è morto Fransuà?

Tea: Non lo so. Mi sembra da sua sorella che abita a Salmour vicino alla cugina della sorella del cognato ….

Cesca:Fa niente fermati non farla tanto lunga.

Tea: Lasciami finire, della sorella del cognato del cugino di Valeria.

Cesca:La vedova?

Tea:No la moglie del morto.

Cesca:Quindi la vedova. Valeria, … me la ricordo bene. Brutta antipatica vanitosa come una …. Non farmi dire tutto.

Tea: Non ho aperto bocca. Dicevi? Antipatica, brutta vanitosa e poi?

Cesca:Sì. Si chiama Valeria perché è nata in Italia dall’altra parte di Stura quindi una come noi, ma si fa chiamare Valerì

Tea:Con l’accento sulla i?

Cesca:Sicuro come la a di Fransuà. La vedessi, crede di essere chissachi solo perché da giovane ha lavorato tanti a anni a Londra. Pensa che non ha smesso di portare quei cappellini ridicoli che portano in Inghilterra.

Tea: Quindi tu l’hai già vista?

Cesca:Tanti, tanti anni fa. Io e Tista eravamo appena sposati. Erano venuti giù in villeggiatura, sai loro potevano perché lui …. Non lei … lui era ricco. Lei dovevi vedere quante arie che si dava. E poi parlava mezzo italiano, mezzo piemontese, mezzo francese. Era ridicola e stupida e oltretutto si diceva che ….

Tea: Che?

Cesca:Che…. Si diceva che…non fosse poi così tanto seria.

Tea:Lui … lo sapeva che lei? … tra l’altro hanno figli?

Cesca:No, cosa vuoi si sono sposati lui era già anzianotto?

Tea: E con questo?

Cesca:Oh ma quante storie che fai Tea. Che ne so perché non hanno avuto figli, non saranno arrivati.

Tea: Oppure visto che lui era già anzianotto come dici tu.

Cesca:Ecco vedi che se vuoi arrivi alle mie conclusioni, comunque non sono cose che ci interessano

Tea:Cosa fai, non gli mandi un biglietto di condoglianze?

Cesca: Non saprei,chiedo a Tista, in fin dei conti era lui suo cugino, alla lontana, ma un suo parente. Oh, è tardi!!(di corsa andando in cucina) scusa ma mi sono persa in chiacchiere e sono molto in ritardo. Oh ma com’è tardi.

Tea: Nessun problema la strada la so, mi metto la giacca e vado. Fai le tue cose, ciao.

Cesca: (da dietro le quinte)Ciao, Chiudi la porta ciao.

Entra Tista.

Tista:Oh guarda chi c’è ciao Tea. Come mai da sola non c’è nessuno in questa casa?

Tea:Figurati. Ho parlato con tua moglie fino adesso, ora però stavo uscendo. Senti un po’ lo sai che è morto tuo cugino?

Tista:Mio cugino? Quale cugino? Non dirmi che è morto Antonio, sono andato a trovarlo ieri e sinceramente l’ho trovato abbastanza giù.

Tista:Ah quella pettegola e lei come fa a saperlo? Anzi non dirmelo,lo sogià, le notizie prima passano da lei poi le dicono alla radio.

Tea: L’ha saputo tramite sua sorella, comunque è morto.

Tista.Mi dispiace. Era un brav’uomo.

Tea: Non come Valerì, antipatica, brutta, vanitosa e un po’ farfallina.

Tista:Farfallina? Cosa vuol dire farfallina?

Tea: Dai Tista non farti spiegare tutto. Farfallina …. Le farfalline sono sempre in movimento.

Tista:E allora?

Tea:Oh ma non capisci proprio niente. Le farfalline sono sempre in cerca di un fiore nuovo su cui fermarsi.

Tista:Mai saputo se a Valerì piacessero i fiori oppure no,comunque se lo dici tu. Te l’ha detto Rita?

Tea: No, Cesca tua moglie.

Tista:Mia moglie? Cosa ne sa lei di Valerì e quali sono i fiori che le piacciono. Comunquedi cosa è morto poverino?

Tea: Povero mica tanto Cesca mi ha detto che era ricco. Comunque Rita non lo sa con precisione ma si pensa un colpo. Sembra sia stato lì secco da un momento all’altro. Capita …

Tista:Purtroppo è vero Capita.

Tea:Tante volte succede che gli uomini se ne vanno così da un momento all’altro.

Tista:Eh sì. Mio cugino Renzo ha fatto la stessa fine. Sua moglie l’ha trovato morto mentre faceva colazione una mattina.

Tea:Mi ricordo….  Comunque più o meno dalla tua età in su …  Succede spesso.

Tista (toccandosi in mezzo alle gambe) Comunque  non è detto che tutti facciamo quella fine lì.

Tea: Purtroppo no.

Tista: Ma Tea cosa dici.

Tea: Niente, niente dico. Fammi un po’ fare due conti. Mio marito come età … siamo lì è qualche anno più giovane di te.

Tista:Ma cosa dici Tea? Cosa vai pensando.

Tea:Oh Tista non fare tante storie lo vedi anche tu com’è Severino e ti garantisco che dopo 35 anni di matrimonio.

Tista:Ma Tea vergognati  dire queste cose.

Tea: Hai ragione mi vergogno ma di non averle pensate prima. Ciao Tista adesso devo proprio andare altrimenti quello scemo è capace di invitare il prete e tutta la curia a pranzo.

Tista:Ciao salutami Severino.(poi tra se) Se parliamo di pover’uomo uno è proprio Severino con una bestia così in casa.

DRIN DRIN DRIN (suona il telefono) Tista si guarda intorno

DRIN DRIN DRIN (suona il telefono)

(Barbera voce fuori campo)

Tista:Pronto?

Barbera: Buongiorno Signor Pellegrini sono il dott. Barbera.

Tista: Oh dott. Barbera, mi dica, ha bisogno di un passaggio con il taxi?

Barbera: No, dovrei consegnarle un telegramma.

Tista: un telegramma?

Barbera: si un telegramma, pensavo di portarglielo fra un attimo mentre vado a fare pranzo.

Tista: grazie, passi pure, adesso non c’è nessuno, ma per pranzo arrivano tutti.

Barbera: molto bene, chiudo l’ufficio e passo di lì.

Tista: va bene, grazie. Ci vediamo dopo

Entra Gianmario con un disco in mano

Gian: ciao pa.

Tista: ciao Gian ma in questa casa non c’è nessuno?

Gian: non so arrivo adesso ero da Nicola.

Tista:Nicola? A fare cosa da Nicola?

Gian:mi ha prestato questo disco super figo.

Tista: un disco. Super figo ma vedi un po’ di parlare meglio.  Senti un po’ Gian ma come vanno gli studi? Voglio dire tuo fratello lavora ormai da un pezzo, si guadagna qualche soldino, adesso poi sembra che con questa Renata faccia seriamente. Ho persino sentito parlare di matrimonio. Tu invece… insomma quando pensi di finire gli studi iniziare a lavorare?

Gian:Tranquillo papà, stai tranquillo presto finisco vedrai presto finisco. A proposito di soldini … sabato sera c’è un concerto a Torino dei Pink Floyd.

Tista:A Torino? Tu puoi andare a vedere solo il concerto dei ‘Pi Foi’.

Gian:Sì a Torino è un gruppo famoso. Mi piacerebbe andare con i miei amici non è che puoi anticiparmi 50.000 lire?

Tista:Anticipare anticipare. Gianmario qui io anticipo sempre, ma quand’è che inizi a fare qualcosa e a restituire? Non possiamo sempre anticipare i soldi a te, e tuo fratello? Lui non chiede mai.

Gian: Dai pa, lo sai che prima o poi te li rendo.

Tista: Poi … hai detto bene me li rendi poi! Perché fino adesso non è ancora ritornato indietro niente di cosa ti ho anticipato. E poi visto che ci siamo senti un pò ma che modo hai di vestirti? Ma non puoi vestirti come tutti gli altri giovani della tua età?

Gian: Ma, pa è la moda.

Tista: Sarà la moda ma è una bella moda delle balle lasciamelo dire. Tutte queste camicie colorate questi pantaloni larghi in fondo. Meno male che non vai in bicicletta altrimenti ti vanno a finire nei raggi.

Gian:Dai pa…… lascia stare i miei pantaloni che poi si dicono a zampa d’elefante. Mi puoi fare un anticipo si o no?

Tista:Senti un po’ visto che siamo in argomento, anche questi capelli lunghi da zingaro non mi piacciono mica tanto sai. Ma non vedi come va bene tuo fratello con i capelli ben aggiustati e vestito come tutti gli altri senza tutte queste camicie fiorate che ti vedono lontano un chilometro.

Gian: Ma pa io e Gianmaria siamo diversi lo sai.

Tista: Eppure siete gemelli.

Gian: sì ma io sono nato prima

Tista: 2 minuti prima non due anni prima. Siete gemelli.

Gian: Non vuol dire niente siamo diversi nello spirito.

Tista: Hai detto bene lo spirito. Tu sei uno spirito libero. Tieni ti do ancora questi soldi ma ricordati che sono gli ultimi. Dovrai pure metterti prima o poi a fare qualcosa.

Gian: Sta tranquillo te li rendo e poi pa … ricordati facciamo l’amore non facciamo la guerra.

Tista:Sì, sì, va bè, tutte le volte mi dici questa frase ma a proposito di amore, quando ti decidi a farti una fidanzata?

Gian: C’è tempo pa … tranquillo, ho tante amiche stai tranquillo. Grazie per i soldi vai tranquillo sono ben spesi.

Tista: Speriamo. Riesci sempre a convincermi tu. Vai vai a vedere se in questa casa c’è qualcuno perché io è da un pò che sono arrivato e non ho ancora visto nessuno.

Gian:Vado.  Esce in cucina

Tista(parlando  tra sé): mi preoccupa sto ragazzo. È strano. Sempre con sti vestiti  a fiori sti capelli lunghi. Mah  devo parlarne con Cesca prima o poi. Mi preoccupa. Mai visto una fidanzata. Boh vattelo a capire. Speriamo in bene.

Entra Cesca

Cesca: Oh Tista ma quando sei arrivato? Non ti ho sentito.

Tista: Lo so che non mi hai sentito, è da un’ora che sono entrato. Ho già le gambe paralizzate

Cesca:anche quelle?

Tista: No,ho risposto al telefono, poi è arrivato Gian e abbiamo fatto quattro chiacchiere

Cesca:Ecco proprio di Gian volevo parlarti stasera. Non mi convince questo giovane, oggi ha avuto atteggiamenti strani. Pensa che sono entrata qua e lui stava fingendo di fare una sfilata con un golf di Renata?

Tista: Renata?

Cesca:Si,Renata, la fidanzata di suo fratello.

Tista:Ma come sarebbe a dire? Cioè aveva addosso un golf da ragazza?

Cesca: Tista è inutile che ci giri tanto intorno era vestito da donna. E faceva il cretino

Tista: Santo cielo! Io ho appena parlato con lui adesso del modo che ha di vestire ma mi riferivo a tutte queste robe a fiori che si mette, ai pantaloni a zampa di elefante. Non sapevo che si mettesse le robe di Renata. Ma sei sicura?

Cesca:(ironica) No ho deciso di dirti delle stupidaggini. Certo che sono sicura Tista certo anzi facciamo una cosa quando arriva Gianmaria chiedilo a lui e tidirà la stessa cosa.

Tista:Comunque oggi mi ha dinuovo detto facciamo l’amore non facciamo la guerra. Tutte le volte mi dice quello e io pensavo … insomma  pensavo che anche se non ha una fidanzata come suo fratello  però ….

Cesca: Però pensavi che lo facesse con tante.

Tista:Infatti. Veramente sì.

Cesca:Allora per te era tutto a posto, non è così Tista?  Maiale!!!!

Tista:Veramente …. Mi dice sempre così.

Cesca: Comunque d’ora in poi voglio stare con le orecchie ben dritte.

Tista:Hai ragione facciamo più attenzione a come si comporta, sai qui la gente comincia già a parlare con questi capelli lunghi.Cento volte gli ho detto di tagliarseli,ma lui niente. Adesso vado un momento in bagno, devo lavarmi le mani, a proposito nessuna chiamata per il taxi?

Cesca:Giusto.Non te l’ho detto guarda li sopra al mobile ho scritto tutto.

Tista: Sissignora.

Cesca: Non fare tante storie, guarda che tu guidi la macchina ma io a casa faccio tutto il resto, eh! Mica solo tu lavori. E’ dalle 5,00 di questa mattina che sono sveglia io. (e va in cucina)

Entra Marino con il dr. Barbera.

Marino: Venga, venga avanti chiamo subito mia zia

Barbera: Va bene, va bene. Grazie Marino.

Marino: Oh, ciao zio, senti ho accompagnato quassù il dr. Dolcetto

Barbera:Barbera,Marino.Barbera.

Marino:Come?

Barbera: Signor Barbera non Dolcetto. Va bene che in questi anni mi è cresciuta un po’ la pancia ma sono ancora Barbera.

Marino:Dr. Nebbiolo qua c’è mio zio,la zia sarà in cucina.Va bene lo stesso?

Tista: Oh dr. Barbera, venga, venga avanti. Non faccia caso a cosa dice Marino ogni tanto fa un po’ di confusione con i nomi, ma solo quando ha davanti delle persone importanti come lei, non è vero Marino?

Marino: Non so, se lo dici tu. E’importante il signor Grignolino ?

Tista: Guarda Marino va a finire il tuo lavoro, parlo io con il dr. Barbera, e se non basto, chiamo anche zia Cesca.

Marino: Va bene, vado di sotto (rivolto al dr.) arrivederci (esce)

Barbera:Arrivederci e grazie per la gentilezza. Sa Tista che suo nipote Gianmarino è proprio gentile, scusi se lo chiamo con il nome intero ma sa, io ero tanto amico dei suoi genitori e mi ricordo che lo chiamavano sempre Gianmarino.

Tista: Eh sì lo so lo so! Marino, come lo chiamiamo noi, è un po’ … un po’  …. Come dire … un pò sempliciotto ma buono,ingenuo, ma molto buono, ha preso da mio fratello.

Barbera:Davvero un peccato che i suoi abbiamo fatto quella triste fine.

Tista: Eh sì.

Barbera: Non vorrei disturbare. (e intanto si siede)

Tista:Ma no che non disturba, anzi chiamo subito Cesca così se le fa piacere un Cinzanino. Cesca, Cesca.

Entra Cesca(con una forchetta e la pasta):Cosa c’è da urlare così tanto, assaggia la pasta se è cotta .. ma … oh buongiorno dr. Barbera come mai qua? (e poi rivolto a Tista piano) non vorrà mica scroccare pranzo, questo qui lo sappiamo che è uno scroccone.

Tista:la pasta la assaggia il dott. Barbera. Stavo proprio dicendo che magari potevi portare un Cinzanino, cosa dice dottore?

Barbera (assaggia la pasta):Non vorrei essere scortese quindi …  si grazie lo prendo proprio volentieri; e la pasta è cotta, può toglierla.

Cesca:Ci avrei scommesso …. Ma certo vado subito a prenderlo. (esce)

Tista:Allora dr. Barbera, come sta tutto bene?

Barbera: Ringraziando non mi posso lamentare e voi? Tutto bene? Vedo ogni tanto i suoi ragazzi. Anzi vedo sovente quello … quello

Tista: Quello?

Barbera:Quello più colorato, come dire …  quello che porta sempre quegli abiti a fiori

Tista:Ah Gian, e sì a lui piacciono questi indumenti colorati cosa vuole sono giovani seguono la moda a lui piace.

Barbera:Certo lui e i suoi amici si notano sempre sulla piazza sono i più … come dire … i più vistosi.

Tista: Ah, lo vede con i suoi amici?

Barbera:Sì, quasi tutti i giorni quando chiudo l’ufficio. Sono lì in piazza suonano.

Tista:E mi dica questi amici sono … tanti … e …  maschi e femmine?

Barbera: 3 o 4 tutti i giorni, però tutti maschi sinceramente non vedo mai donne a quell’ora in piazza.

Tista: Ah.

Entra Cesca:

Cesca:Ecco il suo Cinzanino dr.Barbera.

Barbera:Grazie, lo bevo proprio volentieri.

Cesca:Come mai da queste parti?

Barbera:Bè, non gliel’ha detto suo marito?

Cesca:Detto cosa? Cosa dovevi dirmi Tista?

Barbera:E’ arrivato un telegramma e per non farvi disturbare a venirlo a ritirare in posta ho telefonato prima dicendo che sarei passato di persona mentre andavo a fare pranzo

Cesca:(parlando piano) Per forza, caso mai riuscisse a scroccare anche quello. Comunque Tista, come mai non mi hai detto niente ?

Tista:Non sono riuscito a dirtelo, è passato poco tempo da quando ha telefonato il dottore Barbera, comunque visto che ci siamo tutti e due, dica Dr. da dove arriva questo telegramma.

Barbera: (tirando fuori dalla valigetta il telegramma) Da oltralpe miei cari.

Tista:Porca miseria, e dove si trova questo paese in provincia di Torino?

Cesca:Ma va, cosa dici  Oltralpe non l’ho mai sentito sicuramente è un paese del sud dobbiamo poi chiedere bene a nostro cognato Severino

Barbera:Piano, piano, Oltralpe nel senso di oltre le Alpi.

Cesca:Un paese di montagna allora sarà in Trentino.

Barbera:Un momento signora mi lasci finire di parlare, oltralpe nel senso di al di là delle Alpi, insomma volevo dire dalla Francia.

Tista e Cesca:Dalla Francia?

Tista:E chi ci avrà mai scritto dalla Francia?

Barbera:Non so, è indirizzato a Pellegrini Battista e consorte …

Tista:Si, sì siamo noi

Cesca:Certo che siamo noi altrimenti mica veniva a consegnarlo qua.

Barbera:Giusto.

Tista: E cosa dice?

Barbera:Allora lo leggo:

Miei cari Tista e Cesca

Purtroppo il mio caro e adorato marito mi ha lasciato

Ho deciso di venire in  Italia.

Sarò da voi lunedì 10 maggio.

A bientot Vostra cugina Valerì

Cesca: Valeria? Valeria che ci scrive? Ah già Tista non lo sai ma suo marito è morto

Tista: lo so mi ha raccontato tutto tua sorella Tea quando sono arrivato

Cesca: Bene così non perdo tempo a spiegarti tutto. Ma come mai Valeria viene a trovare noi?

Tista:Poverina è rimasta vedova avrà bisogno di stare con i suoi parenti … i parenti di suo marito.

Cesca:Ma se ha sempre disprezzato l’Italia e tutti noi che ci abitavamo! Come mai questo desiderio impellente di venirci a trovare. E dopo così poco tempo che è morto Fransuà.

Tista:Chi lo sà non riuscirà a superare il magone da sola.

Cesca: Ma non farmi ridere che da sola quella lì non è mai stata. Bastava che passassero un paio di pantaloni e lei subito a corrergli dietro. Tista non essere troppo buono che tante volte si rischia di essere scemi. Non mi quadra questa storia e poi perché da noi e non dai suoi parenti crederà mica di fermarsi qui?

Tista: Figurati. Comunque dottor Barbera grazie che si è disturbato a consegnarci a mano il telegramma. Possiamo chiederle di fermarsi a pranzo con noi?

Barbera: Non vorrei disturbare ma grazie molto volentieri.

Cesca: (furibonda sottovoce rivolta a Tista) Te l’ho appena detto che a essere troppo bravi si è scemi e (va in cucina) quando è pronto vi chiamo

Fine primo atto

2^ atto

Si apre il sipario, in salotto ci sono Tista e Cescache stanno parlando.

Cesca:Tista, ricordati che la prima volta che vai a Fossano, dobbiamo comprare una tenda per il bagno, altrimenti i vicini di casa tutte le volte che mi spoglio mi vedono.

Tista: Cesca…. Ascolta …. Non sprecare soldi. I vicini di casa, la prima volta che ti vedono nuda, la tenda la comprano loro!

Cesca: Dopo 35 anni di matrimonio, non me lo aspettavo proprio! Vergognati!! (esce)

(entra Gianmaria)

Tista:Gianmaria dove vai?

Gianmaria: Visto che oggi la bottega è chiusa pensavo di andare in comune.

Tista: In Comune? A fare cosa?

Gianmaria:Sai papà ormai sono diversi anni che lavoro da Renzino in bottega, ho imparato a fare il barbiere e visto che lui vuole andare in pensione pensavo di rilevare io il negozio. Volevo andare in Comune a chiedere due o tre cose sulla licenza.

Tista:Oh che sorpresa bravo Gianmaria!Ma sei sicuro di avere imparato bene il mestiere perché ho visto Meo il sarto  e porta ancora il parrucchino da quest’autunno. Dice che è per colpa tua se porta il  parrucchino.

Gianmaria:Papà non fare caso a Meo, è lui che non si è spiegato bene. E’ venuto in bottega dicendo che era stufo di andare sempre dal barbiere, mi ha chiesto di fargli un bel lavoretto che durasse un pò di più allora io l’ho accontentato. L’ho rasato.

Tista: Poverino erano 10 anni che faceva crescere il riporto, ci credo che adessodeve portare il parrucchino. Comunque stavi dicendo della bottega …… ?!

Gianmaria:Visto che io e Renata vogliamo sposarci ho pensato di rilevare la bottega. Solo che ci andranno un bel po’ di soldi e se vogliamo sposarci mi sa che dovrò chiederti un prestito.

Tista: Oh non sei l’unico in questa casa comunque vediamo cosa possiamo fare, vai informati e poi ne parliamo anche con tua madre.

Si sente Marino con madama Valeria (vestita in lutto ma molto vistosa con cappello) che stanno per entrare

Marino: “ Venghi  venghi “ guardi qua c’è già mio zio Tista. Zio è arrivata madama Valeria l’ho accompagnata su come mi avevi detto.

Valeria:  (con fare altezzoso porge la mano parlando un po’ italiano e un po’ francese):Oh mio cherì Tista.

Tista: oh Valeria! Che piacere come stai? Abbiamo ricevuto il telegramma ti stavamo proprio aspettando con piacere, parlo piemontese lo capisci ancora?

Valeria: Ma certo che lo capisco. Oh cherì sono distrutta.

Tista:Eh ci credo il viaggio sarà stato lungo, dimmi un po’ sei venuta in treno?

Valeria: Ma no!!! Sono distrutta dalla terribile disgrazia che ha colpito il mio cherì.

Gianmaria: Cher  di qua cherì di là, ma cosa sono tutti questi cherì?

Tista: Ecco sì. Cosa sarebbero questi cherì scusaci Valeria ma sai noi non capiamo tutto quello che dici. Noi … noi …..

Marino: Noi siamo di campagna.

Tista:Esatto bravo Marino. Prego Valeria accomodati. Allora non so se ti ricordi lui è mio nipote Marino e lui è mio figlio Gianmaria. È passato tanto tempo dall’ultima volta che li hai visti.

Valeria: Ma certo che mi ricordo e (rivolta a Gianmariacon sguardo avvenente)come potrei dimenticarmi un bel giovanotto così?

Gianmaria: (tutto contento) Grazie,grazie cherì

Marino:Ci sono anche io. Ti ricordi di me vero?

Valeria: oh cherì. (rivolta a Gianmarianon considerando Marino)

Marino:No, non sono cherì sono Marino. Tutti mi chiamano Marino quindi anche per te Valeria sono Marino. Ci diamo del tu vero?

Tista:Va bene Marino adesso va di sotto che mi sembra che ti hanno chiamato.

Gianmaria:Prego madama Cherì ….oh scusi che sbadato Valeria ma si accomodi. Preferisce qua sulla sedia oppure lì sul sofà?

Marino: Noi lo chiamiamo “sislunga” ma anche se non si allunga può stare seduta va bene ugualmente vero Gianmaria?

Valeria:Qua sulla cheslongue vicino a te Gianmaria direi che va proprio bene.

Gianmaria: Prego prego sediamoci qua allora.

Tista: Marino mentre vai sotto passa in cucina e chiama zia Cesca

Marino: Va bene allora ci vediamo dopo cherì sulla cheslongue.

Tista: Marino non fare lo scemo torna  al tuo  lavoro.

Marino esce

Valeria: Ma Gianmarì non vorrai mica darmi del Lei. Ci siamo visti si e no un due volte ma siamo pur sempre parenti non è vero Tista?

Tista: Certo Valeria. Senti vado io a chiamare Cesca perché Marino non l’ ha fatto. Intanto voi chiacchierate un momento io vado e torno. Gianmaria devi andare subito in Comune o puoi andare più tardi?

Gianmaria: Ma che Comune, Comune.

Tista:Ma…  non mi hai appena detto che devi andare in Comune? Per la licenza?

Gianmaria: Ma nooo, sta tranquillo papà c’è tempo, niente di urgente vorrai mica lasciare sola Cher … Valeria mentre vai in cucina a chiamare mamma?

Tista: No infatti volevo chiederti di fermarti ancora un attimino.

Gianmaria:Tutto può aspettare …. (facendo il cascamorto con Valeria) davanti a una bella signora così!

Tista: (ironico) Si vabbè ma .. non esageriamo. Comunque hai ragione  una signora distrutta dal dolore non si lascia sola.

Valeria:Hai detto bene Tista distrutta dal dolore.

Tista: Si vede, si vede, allora io vado a chiamare Cesca (esce)

Valeria: Ma allora tu sei Gianmarì (e intanto si avvicina a Gianmariasul divano)

Gianmaria:Proprio così ( e si sposta imbarazzato)

Valeria:Lo sai che sei proprio un bel giovanotto e dimmi avrai certamente una fidanzata immagino. Come potrebbe essere diversamente un bel ragazzo così con questi bellissimi occhi verdi proprio come il mio Fransuà, con questi capelli biondi proprio come il mio Fransuà … e con questi muscoli ..pro…

Gianmaria: (imbarazzato) Proprio come Fransuà. Bè … si ho una fidanzata. Renata.

Entrano Cesca e Tista

Tista: Cesca, ecco finalmente è arrivata Valeria e come vedi è affranta dal dolore.

Valeria: Oh cherì

Cesca: (guarda Tista) Cherì ???

Tista: Caro, cara  …. Cherì vuol dire cara. Valeria dopo tutti questi anni parla un po’ italiano, un po’ francese e un po’ piemontese.

Cesca: Oh cherì. Ma come mai in Italia?

Valeria:E dove dovrei andare per sentirmi come a casa se non dai miei parenti in Italia? Non è vero caro Gianmaria? Devo dire che Vostro figlio è très gentile.

Gianmaria: Oh Dio, gentile. Non ho fatto ancora niente per essere gentile.

Cesca: Abbiamo saputo della disgrazia  improvvisa. Ci dispiace tanto stavamo proprio pensando di venirti a fare visita.

Tista:(sbigottito) Visita?

Cesca: Sì visita, (rivolta piano a Tista) non fare sempre il tonto facciamo bella figura. Comunque Valeria cosa possiamo offrirti?Dai non vorrai mica andartene senza prendere almeno un buon caffè ristretto come sappiamo fare solo noi in Italia?

Intanto entra Marino stracarico di valigie di Valeria

Marino: Mamma mia come sono pensanti queste valigie. E quante ce ne sono. Pensa Gianmaria ce ne sono di tutte le misure piccole grandi con le ruote senza ruote e persino rotonde. Cosa c’è dentro a questa rotonda la testa di Fransuà?

Valeria: Oh stupidino! Cappelli. Come vedi io abbino sempre un cappello al mio vestito. Le vere signore lo devono fare.

Cesca sbigottita rimane a bocca aperta.

Marino:Dai Gianmaria vienimi insieme facciamo un altro giro sotto ci sono ancora delle valigie.

Gianmaria:Ok vengo e ti do una mano. (escono)

Cesca:Ma … ma…. Come mai tutte queste valigie Valeria? Non dirmi che adesso che sei rimasta sola vuoi di nuovo trasferirti in Italia?

Valeria:Certamente no Cesca è solo che  non posso mica mettermi sempre lo stesso vestito in tutti questi giorni che mi fermo qui.

Cesca: Qui … qui … nel senso di qui in Italia?

Valeria:Sì nel senso qui in Italia da voi non l’ho scritto sul telegramma che mi sarei fermata qualche giorno?

Cesca:Qua… qua … qualche giorno? No non c’era scritto vero Tista? Tista non c’era scritto sul telegramma vero?

Tista:No, Cesca, ma non importa! certo! Hai fatto bene! Non è vero Cesca? Siamo contenti se possiamo aiutarti ad alleviare il dolore. Non è vero Cesca?

Cesca: Co … co …  Come no? Quando riparti?

Valeria: Non lo so ancora dovrò sbrigare due o tre cosette prima.

Cesca:Due o tre cosette dici? Eh immagino che queste cosette le devi sbrigare rimanendo qui da noi vero?

Valeria: Ma certo altrimenti dove?

Cesca: Ma non hai una sorella qui vicino? A Salmour per esempio?

Valeria: Ah si, certo Ernesta. Sarei andata da lei ma non mi sembrava il caso di disturbare così tanto, lo sapete che vive con la suocera anziana, malata.

Tista:Certo, certo, hai fatto bene a non disturbarla.

Cesca: (arrabbiata) Ma certo invece venire qui da noi con tutti questi bagagli non è un disturbo vero Tista? Se non ci sta tutto qua possiamo sempre chiedere in affitto una stanza al nostro vicino. Non è vero Tista?

Tista:Ma dai Cesca cosa vuoi che siano due o tre giorni.

Entrano Marinoe Gianmaria

Marino: Visto Gianmaria quante? E sotto c’è ancora un borsone adesso vado a prenderlo. Zio dove le mettiamo? Qui non ci stanno più.

Cesca: (sarcastica) Gianmaria, Marino, se non sapete dove mettere le valigie ricordate che c’è sempre la 128 di tuo padre, non è vero Tista? Altrimenti suonate al vicino dicasa.

Tista: Veramente… la 128 mi servirebbe.

Cesca:Ma cosa vuoi che siano due o tre giorni Tista! Passano in un baleno (parlandotra sé) vado a fare il caffè (esce)

Tista:Gianmaria fa una cosa accompagna Valerì nella camera degli ospiti l’aiuti a sistemare le valigie intanto vado un momento a parlare con mamma.

Gianmaria: Vieni Valerì ti accompagno

Valeria: (prima di uscire con Gianmaria) Oh cherì tu si che sei un uomo forte a portare tutte queste valige.

Tista: Marino cosa fai lì imbambolato? Aiuta tuo fratello a portare le valige.

Marino: oh, ma io sono già stanco come un asino(esce con le valige)

Entra Cesca con i caffè

Cesca: E dov’è andata adesso quella racchia?

Tista: Cesca calmati non sarà poi la morte di nessuno se Valeria si ferma qualche giorno qui da noi in fin dei conti è appena rimasta vedova e suo marito era mio cugino

Cesca: Per favore Tista svegliati. A quella del marito non gliene è mai importato nulla. Lo sanno tutti che era un povero cornuto. Svegliati Tista. E poi in tutti questi anni non si è mai fatta vedere mai fatta sentire neanche una cartolina e adesso tutto

d’un tratto se ne arriva qua da noi. E per di più ha i parenti poco lontano da qui. Questa storia non mi quadra.

Tista: Cesca quante storie non hai proprio nessun sentimento. Lasciati andare non essere sempre troppo permalosa. Cosa vuoi che siano pochi giorni.

Cesca:Cosa vuoi che siano pochi giorni? Io quella che gira per casa non la voglio. Le poche volte che l’ho vista non ha fatto altro che rendersi antipatica con quel modo altezzoso e vanitoso, ma non vedi come si comporta con Gianmaria?

DRIN DRIN DRIN

Cesca: Pronto, Battista l’autista è in ascolto ditemi tutto.Mi dica, dove deve andare? A Fossano all’ospedale e quando? Ah subito, sì, sì certo, ha una gamba rotta? mi dispiace comunque certo che può immediatamente. Quanto costa? Oh bè vediamo oggi niente .

Tista: Niente? Come niente?

Cesca:(al telefono) No oggi Battista è generoso altruista. Stia tranquillo mi dia nome e l’indirizzo e un quarto d’ora Battista è lì. Tornavacca Via Torino 15, Piozzo; come? Ma sì certo stia tranquillo Battista lui sì che ha sentimento l’aspetta e poi la riporta a casa. Grazie. Di niente buongiorno

Tista: Chiera?

Cesca: Tornavacca

Tista:  Tornavacca chi?

Cesca:E io che ne so.

Tista:Come che ne so, gli hai appena detto che vado gratis.

Cesca:Certo oggi sei particolarmente bravo? Oh quante storie non hai proprio nessun sentimento in fin dei conti ha una gamba rotta. Come vedi le disgrazie non arrivano mai da sole.

Tista: E io cosa ne posso?

Cesca:E io che ne so. Anch’io non ne posso niente che è morto Fransuà eppure quella là mi gira per la cà!

Tista: Ma Cesca!!!!

Cesca: Buon viaggio, Tista (esce)

Tista: (tra se) Boh … vatti a capire le donne. Ormai le ha detto che andavo a prenderlo devo andare. Gratis per di più.

Entra Renata

Renata:Permesso

Tista: Ciao Renata avanti, avanti, vieni avanti

Renata: Buongiorno Tista, per caso Gianmaria è in casa?

Tista: Si guarda un po’ dev’essere in camera con Valerì

Renata: con chi?

Tista: Valeria

Renata: Valeria chi?

Tista:Ah già tu non sai ancora niente. Bè comunque abbiamo un ospite Gianmaria è andato ad accompagnarla nella sua camera

Renata:Nella sua camera? Ma  Gianmarianon dorme con Gian?

Tista: Non nella sua nel senso di sua,  ma nella sua nel senso  nella camera di Valeria!

Renata:Gianmaria è in camera con una donna?

Tista:Sì Valeria. Oh Renata sta tranquilla è una nostra parente va di là dovrebbero essere nella camera degli ospiti.

Renata: Va bene vado a cercarlo, grazie Tista (esce)

Tista:(parlando tra se) Che confusione Valeria è appena arrivata quanti  disguidi che ci sono già!Intanto prendo l’indirizzo di questo Tornavacca, ormai Cesca gli ha detto che andavo. Dimmi tu se doveva dirgli che andavo gratis. Valle a capire queste donne. Adesso cosa mi invento per farmi pagare? (esce)

Entra Renata correndo con dietro Gianmaria

Gianmaria: Renata per piacere fermati che ti spiego

Renata:Non hai niente da spiegarmi ho visto tutto

Gianmaria:Ma non è come pensi Renata!  per piacere fermati che ti spiego.

Renata:Cosa vuoi spiegare ho visto benissimo

Gianmaria: Ma non è come pensi Renata. Lascia che ti spiego tutta colpa di una vespa. Renata non scappare

Renata:Una vespa? Cosa c’entra una vespa?

Gianmaria: Lascia che ti spiego. Quella che hai visto è Valeria una nostra parente che è appena rimasta vedova, è venuta a trascorrere qualche giorno con noi per riprendersi dal dolore della morte di suo marito Fransuà.

Renata:A me non sembrava tanto preoccupata per la morte di suo marito mi sembrava piuttosto preoccupata a farti vedere...  Oh Gianmaria non oso neppure dirlo…  Come hai potuto?

Gianmaria:Lasciami spiegare Renata!  Intanto che Le mostravo la sua camera è entrata una vespa dalla finestra e si è infilata subito sotto la sua camicetta Valeria si è messa ad urlare dicendo di essere allergica così cercavo di aiutarla a togliersi la camicia velocemente.

Renata:E tu non vedevi l’ora vero Gianmaria? Ma non farmi ridere una vedova non porta certe … certe …

Gianmaria:Cosa vuoi dire Renata? Certe?

Renata: Non indossa certe sottane così … così …. Sconce ecco sconce.

Gianmaria: Insomma …  tanto sconce non erano a me sembravano abbastanza …fosse un po’ che la prossima volta che vai al mercato ti comprassi …

Renata:Gianmaria! (urlando)

Gianmaria: Giusto sconce, hai ragione Renata. Comunque  cosa vuoi che ti dica mi ha detto che una puntura di vespa potrebbe farla morire. Continuava a dirmi  di aiutarla a spogliarsi e io … io ….

Renata:E tu cosa?

Gianmaria. E io … mi sono sentito in dovere di aiutarla. .. Non capita mica tutti i giorni che una donna ti chiede di spogliarla io … io ero.

Renata:Tu eri imbambolato. Ti ho visto benissimoGianmaria avevi la bava alla bocca.

Gianmaria: Addirittura? Ma dai  non esagerare non sono mica … non sono mica….

Renata: Un maiale? Sì sei proprio un maiale. Me ne vado Gianmaria e tuvai pure dalla tua amica Valeria. Gianmaria non me l’aspettavo da te,  che schifo(esce di corsa)

Gianmaria: Renata. Renata. (poi tra se) Schifo … proprio schifo non direi

Entra Valeria:

Valeria: Cherì cos’è successo? Sei scappato di corsa. Chi era quella ragazza la tua fidanzata?

Gianmaria: Sì. Cioè no. Non lo so.

Valeria:Come, non sai chi è la tua fidanzata? Ma Gianmaria come mai sei così confuso? Davanti ad una povera vedova affranta dal dolore. Non so come farò senza il mio uomo. Tu che dici mio cherì? Come farò senza un uomo? Come potrò fare senza un uomo accanto? Dimmi Gianmaria sono o non sono ancora una bella donna?

Gianmaria:Certo Valeria non preoccuparti quando il dolore sarà passato magari trovi un altro.

Valeria:Dici Gianmaria? Sei sicuro?

Gianmaria (confuso) Stai tranquilla, ci andrà del tempo ma poi …

Valeria: Del tempo? Quanto tempo?

Gianmaria:Non so volevo dire che prima o poi …

Valeria: (sempre facendo finta di essere affranta dal dolore) Dimmelo Gianmaria credi che potrò ancora farmi un’altra vita con un uomo? Sono ancora attraente guardami.

Entra Renata di spalle a Gianmaria

Gianmaria: Certo Valeria che sei una bella donna. Anzi bellissima donna molto attraente, affascinante e …

Renata: Cosa? Bellissima attraente affascinante! E tu mi racconti la storia della vespa?

Gianmaria: Renata? Ma da dove spunti?

Renata:dalla porta! Ho dimenticato la borsetta, ma stai tranquillo, me ne vado subito ti lascio stare con la tua amica. Vergognati!

Gianmaria:Ma Renata? Non è come pensi.

Renata:A no? E non le hai appena detto che è bellissima e attraente?

Gianmaria: No non sul serio

Valeria:A no? Ma Gianmarì!!!

Gianmaria: Ma sì.

Renata:A sì?

Gianmaria:Ma no Renata

Valeria:No? Come sarebbe a dire sono o non sono una bella donna?

Gianmaria Ma certo.

Renata: Cosaaaaaa?

Gianmaria: Ma no.

Renata:Deciditi si o no?

Valeria:Ma come …  si o no?

Gianmaria:Si cioè no. O meglio Valeria sìsei una bella donna,  Renata no volevo dire…

Renata:Basta Gianmaria ho sentito e visto troppo per oggi addio

Gianmaria: (correndole dietro mentre esce) Renata non fare così! Torna indietro.

Come faccio adesso senza Renata.

Valeria:Tranquillo cherì vedrai che torna.

Gianmaria:Dici?

Valeria:Certo cherì le donne tornano sempre quando capiscono cos’hanno perso.

Gianmaria:Sarà come dici tu ma bisogna vedere se ha perso qualcosa. E se non ha perso niente? Guarda che Renata può anche dimenticare qualcosa ma di solito non perde niente è molto ordinata. Faccio un salto sotto magari ha detto qualcosa a Marino. Scusa Valeria voglio andare un momento sotto. (esce)

Valeria guarda delle foto intanto entra Gian con la chitarra.

Gian: Quelli sono i miei zii. Sono morti ormai da anni lui era il fratello di mio padre.

Valeria:Buongiorno io sono Valerì sono ospite in questa casa guardi che non so se c’è qualcuno in casa se vuole vado a vedere.

Gian:Piacere io sono Gian

Valeria:  Gian?

Gian:Si io sono il figlio di Tista e Cesca. E scommetto che  tu sei  la vedova che ha mandato il telegramma.

Valeria: Si cherì. Allora tu sei ilfratello di Gianmaria.

Gian:Esattamente il fratello più vecchio.

Valeria: Non sapevo Cesca e Tista avessero tre figli, io sapevo che Gianmaria aveva un gemello.

Gian: Esatto sono io, ma comunque sono il fratello più vecchio, sono nato prima io

Valeria:Oh che spiritoso.

Gian:Ok ragazza, io devo andare ci vediamo. (esce)

Valeria:Oh grazie per la ragazza. Aurevoir

Entrano Tea e Severino. Rumore della moto in sottofondo.

Severino: vieni Tea, che bel giro in moto. Ho visto come mi abbracciavi, ti piace eh?

Tea: certo che ti abbracciavo, hai preso quella rotonda e c’è mancato poco che mi capotti. Io sono tutta rotta. Ti ricordi cosa ha detto il medico: dobbiamo andare un mese in montagna e due al mare. Dove mi porti prima?

Severino: da un altro dottore. Quello lì non mi piace per niente. Comunque sono contento perché finalmente hai aperto il portafoglio e mi hai fatto cambiare look. Guarda come si vestono bene questi giovani. Però hai esagerato: hai speso 5000 lire per un reggiseno. Tu sei piatta, a cosa ti serve?

Tea: e tu allora che hai speso 7000 lire per un paio di mutande, cosa ci metti dentro? Mi raccomando Severino cerca di non farmi fare brutte figure, tu cerca di stare sempre zitto.  Marino ha detto che è arrivata Valeria voglio proprio vederla.

Severino: Sta tranquilla Tea non sono mica scemo non gli dico di sicuro che hai detto che è una  brutta pettegola   ridicola con i suoi cappellini.

Tea:Bravo non aprire bocca.

Severino:E  tanto meno gli vado a dire che è una poco di buono che ha sempre fatto portare le corna al marito e che gli stava insieme solo per questi (fa segno con la mano ad indicare i soldi)

Tea: (che si accorge di Valeria tossisce) Ehm ehm.

Severino:Tossisci tossisci non fare finta di niente l’hai detto chiaro e tondo che Valeria è una poco di buono.

Tea: Ma cosa dici Severino!

Severino: Come cosa dico ripeto solo cosa dici sempre tu.

Tea:Toh guarda chi si vede…. Valeria… ma che sorpresa cosa ci fai da mia sorella? Siamo saliti senza suonare Marino ci ha detto di salire.

Severino:Come che sorpresa Tea. Non siamo venuti apposta a vedere se era già arrivata? Volevi vedere se era cambiata se era ingrassata eccetera, eccetera, sono diversi giorni che parli di lei.

Tea: (piano) La vuoi smettere Severino.

Valeria: Oh Tea, eccomi qui dopo tanti anni, questa volta sola purtroppo.

Tea: Sola? Come sarebbe a dire? Sei venuta senza marito?

Severino:Come faceva a venire col marito se è morto.

Valeria: Eh sì purtroppo ha ragione tuo marito, il mio caro Fransuà è morto.

Tea:Oh come mi dispiace ma dimmi com’è successo? Quando?

Valeria:Sono poche settimane. Cosa volete il mio povero Fransuà se n’è andato così all’improvviso senza dire niente.

Severino: Capisco e cosa avrebbe potuto dire? Un morto.

Tea:Ma la vuoi smettere Severino? Scusalo Valeria è che ogni tanto davanti a certe notizie non sa cosa dire….

Valeria:Sai tranquilla tu almeno hai ancora un marito con cui parlare io invece

Tea:Eh sì hai ragione. Anche se il mio stesse un po’ più zitto sarebbe meglio.  Chissà come ti mancherà tanto il tuo Fransuà. Eravate così uniti, così carini insieme, così … inseparabili

Severino: (che intanto si è spostato un po’  dice tra se)  Se hai sempre detto che lei gli stava insieme solo per i soldi.

Valeria:Hai ragione Tea, ma è  morto il mio Fransuà….  mi ha lasciato…

Tea:Ti ha lasciato? Giustamente ti ha lasciato? (facendo segno dei soldi)

Valeria:Ah in quel senso. Ecco sì …  mi ha lasciato tutto.E con tutto intendo tutto, la casa a Bordeaux,la casa al mare, la fabbrica di cioccolato.

Severino: Cioccolato? Dov’è che ne mangio un pezzo.

Tea: Severino stai zitto. Ma che cioccolato, cioccolato.

Severino:Ho sentito bene ha detto cioccolato

Tea: Si, ma parlava di una fabbrica. Prenditi una rivista dal porta giornali leggi e non disturbare

Severino:Va bene, ma se si mangia qualcosa chiamatemi

Tea:Dicevi Valeria? Fabbrica di cioccolato?

Valeria:Si negli ultimi anni è diventato unico proprietario della fabbrica di cui era stato per tanti anni socio

Tea:Caspita,hai sentito Severino?

Severino: Cosa? Cioccolatini? Ci sono dei cioccolatini?

Tea:Niente, fa niente leggi che è meglio tanto tu scemo sei e scemo rimani. Dicevi Valeria e poi?

Valeria:La collezione di orologi antichi

Tea:Orologi antichi? Da polso?

Valeria: No quegli orologi che si appendono al muro e ogni ora esce l’uccellino

Severino:I cucu?

Entra Cesca

Cesca:Oh Tea, Severino, è tanto che siete arrivati: come mai Marino non mi ha avvisata?

Severino:Ciao Cesca, cosa vuoi che Marino ti avvisasse che tua sorella Tea era talmente curiosa di vedere Valeria che faceva i gradini 4x4. Sembrava una Fiat Panda

Cesca: Ma Tea e così volevi incontrare Valeria, bene vedo che state già parlando

Valeria:Ma certo stavo proprio raccontando a tua sorella come mi sento sola e addolorata dopo la morte di Fransuà

Tea:Esatto, Cesca dev’essere terribile.

Cesca: (ironica)Immagino. un po’ come capitasse a te non è vero Tea?

Tea:Sai Cesca con Valeria stavamo proprio parlando che il suo caro Fransuà le ha lasciato tutto.

Valeria: Certo! A chi lasciare i propri spiccioli se non alla moglie che ti è sempre stata accanto in tutti questi anni?

Cesca: Come no? Sempre accanto a Fransuà…. e ai suoi amici…soprattutto agli amici!

Entra Gianmaria

Gianmaria: Ciao zia, ciao zio.

Tea:Ciao Gianmaria.

Severino:Ciao Gianmaria

Gianmaria: Valerì  guarda che Renata non ha perso niente, ho controllato dappertutto

Cesca: Perso? E cosa dovrebbe aver perso Renata?

Gianmaria:Non lo so ma Valerì dice che quando si accorge di cos’ha perso sicuramente torna.

Tea:Sicuro che torna!

Gianmaria:Ma come fai a dirlo? tu zia hai visto Renata?

Tea:No,ma sicuro che è così!Quando si accorge cos’ha perso torna a riprenderselo.

Gianmaria: Allora se siete tutte d’accordo sarà sicuramente così.  Bene Valeria vuoi che finiamo di sistemare tutto nella tua camera prima siamo stati interrotti?

Valeria: Oh cherì!

Gianmaria: (rivolto a Tea) Cherì vuol dire caro.

Valeria: Andiamo.

Gianmaria:Andiamo. Mamma se Renata viene a prendersi cos’ha perso chiamami.

Cesca: Ma dove andate?

Gianmaria:A finire di sistemare la sua camera. L’ha detto papà di accompagnare Valeria nella sua camera. (escono)

Cesca:Non mi convince questa storia. Quella lì vuol farmi credere di essere distrutta dal dolore. Ma non mi faccia ridere. Quella lì si è tolta una palla al piede.

Tea:Non esagerare Cesca. Non hai proprio sentimenti!

Cesca:E dagliela anche tu con questa storia dei sentimenti.

Tea:Comunque sia almeno lei è ricca.

Cesca: Solo per quello lo era anche prima. Ha sempre fatto la bella vita non ha mai lavorato. Stai tranquilla che non si è rovinata le mani dal lavoro quella lì.

Tea:Mi ha detto che suo marito le ha lasciato persino la fabbrica di cioccolato.

Severino:Cioccolato? Ci sono dei cioccolatini da mangiare?

Cesca:Scusa Severino non ti ho ancora offerto niente. Ascolta va in cucina nel primo pensile sopra il gas c’è un sacchetto che mi ha portato Pinuccia la mia vicina dovrebbero essere dei dolci del paese di suo marito

Severino: Vado subito (esce)

Tea:Guardalo  sembra che non abbia mai mangiato dolci!

Cesca:E lascialo stare che noia ti da? Dicevi che Fransuà aveva una fabbrica di cioccolato? Mai saputo. Piove sempre sul bagnato, Valeria non ha mai lavorato e guarda, adesso che è rimasta vedova prende tutta l’eredità ed è a posto per tutta la vita. Figurati se è disperata dal dolore come ci vuole far credere. Quella lì senza uomini non sta. E poi hai notato come si comporta con i miei figli soprattutto hai visto come fa l’oca con Gianmaria?

Tea: Sìproprio una mangia uomini, Gianmaria sembrava inebetito capisce più niente.

Cesca: Io continuo a pensare che è molto strano che sia venuta in Italia e poi perchè da noi quando poteva andare da sua sorella.

Tea:Gliel’hai chiesto?

Cesca:Dice che non voleva disturbare Ernestaperchè ha la suocera malata in casa.

Tea:Quello è vero dicono che ha i giorni contati.

Cesca:Eppure in questa storia c’è qualcosa che non mi quadra. E poi con tutti i soldi che si ritrova non poteva andare in albergo?

Entra Severino massaggiandosi  la pancia

Severino: Tea guarda  che dobbiamo andare a casa

Cesca:E perché state ancora un po’ fra un attimo arriva Tista

Severino: No dobbiamo andare Tea alzati. Ho mal di pancia.

Tea: Ah già che è vero. Oggi è il giorno della purga.

Cesca: Della purga?

Tea: Si Severino un giorno la settimana deve prendere la purga ed è proprio oggi. Meglio che andiamo. Ciao ci sentiamo al telefono altrimenti passo di qua.

Cesca: Va bene ciao. Ciao Severino.

Severino: Ciao Cesca. Buoni i dolci di Pinuccia.

Cesca: Ma li avrai mica mangiati tutti?

Severino:Andiamo Tea che oggi può darsi che la purga non la prendo. Ho un male alla pancia. Ciao Cesca (escono)

DRIN DRIN DRIN(telefono) (Barbera, voce fuori campo)

Cesca: Pronto? Battista l’autista è in ascolto ditemi tutto.

Barbera: Buongiorno Cesca, sono il dottor Barbera, volevo avvisarla che è arrivato un altro telegramma. Chiudo l’ufficio e passo a consegnarlo mentre vado a far pranzo.

Cesca: prima di pranzo ha detto …. Va bene, passi l’aspettiamo. Buongiorno

Barbera: a dopo. Buongiorno Cesca.

Entra Tista

Tista: CiaoCesca, sola?

Cesca:Si,ma per poco, ha appena telefonato il dr. Barbera dicendo che chiudeva l’ufficio e poi passava di qua.

Tista: Il dr. Barbera? Ma cosa vuole? Un altro telegramma?

Cesca:Hai proprio ragione è arrivato un altro telegramma speriamo non sia morto qualcun altro altrimenti la nostra casa diventa una casa di accoglienza.

Tista:Dai Cesca non esagerare sempre. 2 o 3 giorni e poi anche Valeria  se ne va. E poi che fastidio ti da? Non nuoce a nessuno.

Cesca:No, no hai detto bene non nuoce a nessuno chiedilo a Gianmaria. Da quando è arrivata quella stupida non capisce più niente. Sembra scemo e Renata?

(si sente Marino che arriva parlando con Barbera)

Marino:  Venga, venga,Dolcetto. Che fortuna che ha guardi ci sono tutti e due zia e zio. Zio qua c’è il Nebbiolo che vi cerca.

Tista:Dai  Marino non fare sempre il buffone.Barbera e non Dolcetto o Nebbiolo.

Barbera:Permesso, permesso. Buongiorno a tutti e due, lasci stare Tista non importa ci siamo capiti ugualmente non è vero Marino?

Marino: Certo che ci capiamo.

Tista:Abbia pazienza, prego si accomodi dr. Barbera. Gradisce qualcosa?

Cesca:(rivolta al pubblico) Che domanda quando mai il dottore rifiuta qualcosa

Barbera:Non vorrei disturbare, ma un cinzanino volentieri grazie.

Tista: Cesca!

Cesca: Si caro?

Tista:Porta un po’ un Cinzanino al dottore.

Cesca:Ma dai. Il dottore prende un cinzanino? Non l’avrei proprio detto.(ironica)

Tista: Dai Cesca non fare la stupida vai a prendere un cinzanino

Cesca:Vado, vado. (esce).

Barbera:Scusi l’ora Tista, lo so che è quasi l’ora di pranzo, ma sa com’è dagli uffici si esce quando tutto è finito e in ordine.  E io ho finito solo ora altrimenti non mi permetterei mai di passare adesso, e poi visto che ho ricevuto questo telegramma ho pensato di portarlo subito.

Tista:Capisco, capisco. Ma da dove arriva il telegramma questa volta?

Barbera: Oh guardi vediamo un pò, da Pessac

Tista: Pessac? E dove si trova?

Barbera: Non sono curioso ma devo essere sincero che non conoscendo il posto sono andato a verificare e le dico che è un paese della Francia.

Tista? Di nuovo? E chi è questa volta? Non abbiamo mai ricevuto un telegramma in tutta la vita adesso nel giro di pochi giorni ne riceviamo due e tutti dalla Francia.

Barbera: Veramente il telegramma è per lei Pellegrini Gianmari

Tista:Gianmarì? Faccia un po’ vedere…. Ma qui c’è scritto Gianmari senza accento.

Barbera:Sì, ma è un errore, vuol dire Gianmaria perché io che ho studiato il francese so bene che Maria in francese si scrive  Marì con l’accento sulla i.

Tista:Certo, certo, lei ha studiato dottorBarbera… sicuramente lo saprà D'altronde se non lo sa lei che ha studiato … Dunque  il telegramma è per Gianmaria.

Barbera: è a casa?

Tista: chi?

Entra Cesca con un cinzanino

Barbera :E’ a casaGianmaria?

Tista: Non so, Cesca è a casa Gianmaria?

Cesca:No è uscito. È andato a fare il buon samaritano con la vedova disperata.

Tista:E smettila Cesca di fare la stupida. È uscito con  Valeri?

Cesca: Si perché?

Barbera: Perché è arrivato un telegramma per lui ma… anche se non c’è, visto che vi conosco bene, posso anche lasciarlo a voi che sicuramente lo darete a lui al suo rientro

Cesca: Un telegramma per nostro figlio? Da dove?

Barbera:Da un certo Misson. Il telegrama viene dalla Francia, comunque posso lasciarlo a voi non è un problema ci conosciamo.

Tista:Allora faccia così.

Cesca:Dai non perdiamo tempo datemi qua. (prende telegramma e legge)

“Buongiorno, lunedì sarò da lei per comunicazione importante.  

 Cordialement”

                                                                       Misson C.

Barbera: Vuol dire cordialmente.

Tista: Certo (rivolto a Cesca) il dottore ha studiato il francese

Cesca: Ma chi sarà mai questo qua?

Tista:Da Pessac. Mai sentito sto paese. Boh chiediamo a Gianmaria quando arriva.

Cesca:Hai detto bene …… quando arriva.

Entra Gianmaria

Cesca: Proprio di te parlavamo.

Barbera:C’è un telegramma per te

Gianmaria: Per me?

Tista:Si, per te, arriva da Pessac (porge telegramma)

Gianmaria:(legge)E chiè questo qua?

Cesca:Non sappiamo pensavamo lo sapessi tu? Sarà forse qualche cliente della bottega? Avete qualche cliente francese che viene a farsi tagliare i capelli quando sono in vacanza a Piozzo

Gianmaria:Si ma questo nome non mi dice niente. Va bè ha scritto che passerà di qua. Quando passa lo vedremo.

Tista: Giusto

Barbera: Bene adesso tolgo il disturbo siamo quasi all’ora di pranzo e quindi …. Insomma (imbarazzato) all’ora di pranzo si mangia.

Cesca: (sottovoce a Tista) Non ci provare …. Non ci provare

Tista: Giusto. Vuole fermarsi a pranzo con noi?

Cesca: Ti ammazzo.

Barbera: Non vorrei disturbare ma se insiste  grazie accetto volentieri.

Cesca: (rivolta al pubblico)Giuro questa volta lo ammazzo!

Fine secondo atto

3^ atto

Si apre il sipario, in salotto ci sono Tea seduta che legge, Severino che stira e Marino che fa da attaccapanni

Severino: ma … non capisco perché siamo qua a fare da domestici a tua sorella.

Tea: (sempre leggendo il giornale)stira Severino, stira e stai zitto. Per una volta che mia sorella mi chiede un favore, poverina si è slogata il polso. Questione di qualche giorno e guarisce. E poi va giusto bene, lo sai cosa ti ha detto il medico

Severino: certo che lo so ‘cura a base di ferro’. Sei sicura che per ferro intendeva questo?

Tea: io non sono scema come te … io capisco cosa dice il medico

Severino: se lo dici tu

Marino: (con in mano le mutande di Valeria) Guarda, guarda che belle, ma zia Cesca ci sta qua dentro? E queste cosa sono? (finge di fare una fionda con autoreggenti). Mamma mia andrebbero bene per una fionda

Severino: piantala, fammi un po’ vedere …. Tea guarda qua che robe …. Altro che le tue calze spesse. Queste sono come quelle che hanno le donne alla tele … però tua sorella non la facevo così …. così ….

Tea: chiacchiera sempre … Così cosa? (intanto alza lo sguardo) Severino! (urlando)

Severino:così. E basta guarda qua.

Entra Cesca

Cesca: Ma cosa state facendo? Marino cosa …. Cosa …. Dove hai preso quella roba?

Marino: Da fuori! Zia Tea ha detto di stirare tutto anche le robe stese se erano asciutte

Severino: dovresti essere contenta, abbiamo anche ritirato la tua roba. (fa vedere mutande)

Marino: anche le fionde

Cesca: per l’amor di Dio. Marino sono le robe di Valeria, valle subito a mettere dove le hai prese.

Marino: ma le abbiamo stirate ormai

Cesca: (urla) Muoviti Marino!! Anche tu Tea cosa fai lì, fai qualcosa.

Severino: ma allora non sono tue queste cose.

Tea: scusa non ho visto. Muovetevi andiamo a stendere. E poi andiamo Severino si è fatto tardi. (escono tutti e cadono le mutande)

Intanto entra Tista

Tista: ma dove andate così di corsa? … Cesca, ma sono tue? (raccoglie le mutande che sono cadute a Marino dalla bacinella)

Cesca: Noooooo!!!

Tista: Peccato!!

Cesca: per piacere Tista sta zitto e posa ste cose! (Tista si mette le mutande in tasca)

Tista: Cesca si è ricordato Gianmaria che oggi doveva stare a casa perché dovrebbe arrivare quel francese del telegramma?

Cesca: Certo per fortuna Gianmaria ha preso da me e le cose se le ricorda. E’ andato un momento in paese con la vedova allegra ma torna subito … speriamo. A proposito l’hai ancora vista Renata negli ultimi giorni?

Tista:No perché?

Cesca:Non so c’è qualcosa che non mi quadra fino a qualche giorno fa era qua tutti i momenti adesso da quando c’è madame Valerì non l’ho più vista.

Tista:Avrà da fare in fin dei conti hanno parlato di sposarsi dovrà occuparsi del corredo. Non capisco perché ti preoccupi tanto.

Cesca:Non è di lei che mi preoccupo è fin troppo una brava ragazza è di nostro figlio Gianmaria che mi preoccupo.

Tista: Gianmaria? Cos’hai da preoccuparti per Gianmaria. Non l’ho mai visto così contento … sarà l’aria del matrimonio.

Cesca: Oppure sarà l’aria che fa la vedova allegra quando le gira intorno. Tutto il giorno per di più.

Tista: Ma Cesca cosa vai a pensare, certo che hai una bella fantasia tu …. Ma non farmi ridere, ma guarda che sei poi già maliziosa …. Gianmaria …. Valeria….. ma dai ….

Intanto entrano chiacchierando molto in confidenza Valeria e Gianmaria

Valeria: Come ti dicevo cherì vedessi che bei paesaggi, panorami incantevoli, clima stupendo non come qui un po’ caldo un po’ freddo.

Gianmaria:Hai ragione. Ma ci andiamo, sì, sì, un giorno o l’altro ci andiamo come dici tu. Bel clima non come qui un po’ caldo un po’ freddo per esempio adesso fa caldo prima faceva freddo. Fa caldo fa caldo togliamo qualcosa.

Valeria:Non sopporto più questa giacca non vedo l’ora di toglierla.

Gianmaria:Si, si, toglierla …. Hai ragione,togliere, togliere tutto (cascamorto)

Gianmaria e Valeria si ritirano lasciando il palco

Cesca:(a Gianmaria che è già uscito) Per carità Gianmaria non toglierti la maglia della salute che poi ti raffreddi. (A Tista)esagerata …. Maliziosa ….. ah certo che ho proprio una bella fantasia …. Sarà, ma uno di quei due cretini che son passati, quello con i pantaloni, mi sembrava tuo figlio o mi vuoi far credere che tuo cugino Fransuà è ritornato tra i vivi!!!! (esce)

Tista: Porca miseria!Forse Cesca questa volta ha ragione. Gianmaria sembra scemo. Fa caldo, fa freddo (scimmiotta Gianmaria) è rincretinito sto ragazzo. Con tutta questa lingeria che gira per casa … come dargli torto.

DRIN  DRIN  DRIN

Tista: Cesca hanno suonato! Cesca corri sarà quello là

Cesca (entrando) E cosa urli, le gambe sono ancora paralizzate?

Tista:bè ultimamente una si è svegliata …. Apri sarà quello là dalla Francia e io … io

Cesca:E tu cosa? Basta aprire la porta ho detto a Marino di farli salire su quando fossero arrivati.

Entrano notaio e segretaria

Cesca: Buongiorno! Prego avanti.

Notaio: Misson Christian

Tista: Oh anche noi venga venga anche noi siamo cristiani. E mi fa piacere che lo specifica subito. La stavamo aspettando.

Segretaria: Fabienne Travaille

Tista:Oh buongiorno. Ma ci credo ci credo. Ci crediamo che fa bene il lavoro, vero Cesca?. Toh guarda che simpatici. Si vede che in Francia si presentano in un’altra maniera comunque siamo fortunati parlano anche un po’ di piemontese, … non tanto ben,e comunque ho capito benissimo uno dice che è cristiano e l’altra che fa bene il suo lavoro. Partiamo bene.

Cesca: Non farla tanto lunga Tista per una volta che capisci al volo qualcosa. Prego accomodatevi allora io sono Cesca e lui è mio marito Battista voi?

Notaio: Misson Christian e Fabienne Travaille. Noi parlare non troppo bene italiano

Tista:Non si preoccupi vedo che se la cava con il piemontese vada avanti così se vuole per noi ancora meglio. Dunque lei è un buon cristiano, come d’altronde anche noi, sa tutte le domeniche andiamo a messa, e la signora fa bene il suo lavoro ma non ne avevamo dubbi,vero Cesca?

Notaio: No, no, lei non ha capito: mio nome Misson Christian come dite voi Cristiano?

Tista:Ma … ma.

Cesca: (che intanto è andata a prendere il telegramma) Per favore Tista sta zitto non dire più scemenze, capisci tutto vero? Parlano piemontese. Fatti furbo guarda qui sul telegramma: Misson è il suo nome.

Tista:Oh Cesca, che figura sono i nomi. Cominciamo bene mezz’ora per capire i loro nomi chissà quanto ci mettiamo a capire tutto il resto.

Cesca: Sedetevi prego. Intanto vado a prendere qualcosa da bere.

Segretaria: Se lei è Tista, e lei Cesca, chi è Gianmarì?

Tista:Nostro figlio. lo chiamo subito è vero che voi volete Gianmaria l’ha detto il dottor Barbera: lui è uno che ha studiato e sà.

Cesca: Lui sa fin troppo a volte! Vado a chiamarlo io.

Notaio:Bene mentre aspettiamo vostro figlio comincio a tirare fuori le mie carte. Fabienne per favore tira fuori il testamento

Tista: Testamento?

Entra Gianmaria

Tista: Oh ecco mio figlio Gianmaria.

Notaio: Buongiorno io sono Misson Christian e lei la mia segretaria Fabienne Travaille

Gianmaria: Buongiorno ma noi non ci conosciamo vero?

Notaio:No in effetti non sono mai venuto da queste parti. Allora nella mia veste di notaio rappresento il defunto nonché caro amico Francois.

Segretaria: Pellegrini Francois.

Entra Cesca con vassoio e bicchieri

Notaio: Giusto Fabienne… Pellegrini Francois. Come vi stavo dicendo io e Francois eravamo molto amici e proprio il 2 aprile Francois mi ha telefonato  chiedendomi di passare da lui per il caffè …  voleva lasciarmi un documento.

Gianmaria:Vada avanti interessante.

Notaio: Quando sono arrivato madame Valerì mi ha detto che mi stava aspettando nel suo studio così sono andato da lui ma quando sono entrato ….. (piange)

Cesca: Quando è entrato?

Segretaria:Quando entrato trovato Pellegrini caput,ko … come dite voi? Schiattato.

Cesca:Oh mamma mia, morto, noi diciamo morto.

Segretaria: Ecco trovato morto.

Tista:Porca miseria.  Povero Fransuà.

Gianmaria:E poi?

Cesca:Giusto e poi? Tenga beva un po’ d’acqua poi continua.

Notaio:Grazie. Allora come vi stavo dicendo sono entrato nello studio e il mio caro amico era …come dite voi caduto morto sulla scrivania…. Aveva ancora la penna in mano.

Segretaria:una triste storia.

Gianmaria:Avanti, vada avanti.

Notaio: Abbiamo chiamato subito i soccorsi ma non c’è stato più niente da fare per il mio amico. E solo quando sono arrivati i gendarmi .. come dite voi carabinieri?

Gianmaria:Si carabinieri, piedipiatti fa lo stesso.

Notaio:Quando sono arrivati i carabinieri e hanno tirato su Francois ci siamo accorti che stava scrivendoil testamento e per fortuna ha fatto in tempo a scrivere l’erede.

Gianmaria:Che sarebbe?

Notaio:Adesso ve lo legge Fabienne, io sono addolorato ho perso un caro amico oltre che un grande uomo,  prego.

Segretaria:(legge testamento)

Io sottoscritto Pellegrini Francesco nato a Bene Vagienna in provincia di Cuneo Italiail 31 gennaio 1911 residente a Bordeaux Route Paris 561 elenco qui di seguito i miei averi:

n. 1 appartamento in Bordeaux Route Paris 561c,

n. 1 villa mq 900 in Cannes Route Nice 238 con piscina e dependance

n. 1 appartamento di mq 160 a Madonna di Campiglio Italia

fabbrica “Le Chocolat Pellegrini” in Bordeaux Rue Paradise 457 (326 dipendenti)

n. 1 FERRARI Testarossa

Gianmaria: Ferrari? Aveva la Ferrari?

Tista:Zitto Gianmaria lascia finire.

Gianmaria:Giusto avanti avanti

Segretaria:

n. 1 collezione orologi antichi a Cucu’ del valore di £200.000.000

c/c n. 778655467889/990 a me intestato presso BNP PARIBAS di Bordeaux

n. 1 HARLEY Davidson nera tipo 883 anno 1971 acquistata per i  miei 60 anni

Gianmaria: 883? Ha detto 883?

Segretaria: si 883 ma la prego di lasciarmi finire la lettura.

Cesca: Gianmaria sta zitto.

oggi 2  aprile 11972 nomino erede universale mio cugino …

                                                                      

Cesca: mio cugino?

Tista: Mio cugino?

Notaio:Ecco, il povero amico mio proprio in questo punto dev’essersi sentito male infatti è riuscito a scrivere, anche se con mano ormai tremante il nome Pellegrini Gianmari.

Tista: Gianmarì che sarebbe Gianmaria perché in Francia Maria si scrive Marì con l’accento sulla i.

Notaio:No.Sarebbe Gianmaria perché in Francia Maria si pronuncia Marì con l’accento sulla i e il mio povero amico, essendo italiano,ha fatto confusione con le lingue e deduco volesse scrivere Gianmarì anche se poveretto ha omesso l’accento.

Segretaria:Finisco di leggere. Oggi 2 aprile 1972nomino erede universale mio cugino Pellegrini Gianmari

Poi poveretto ha trascinato la sua mano scrivendo

                                                                                  no       Pellegrini Francesco

Notaio:E’ proprio in questo momento che Francois deve essersi accorto che stava per morire, con la mano tremante è riuscito a fare la sua firma e poverino prima di morire ha ancora scrittoil suo ultimo pensiero “NO”. Ha preceduto la firma con un no proprio come dire no sto per morire. Povero amico Francois con quel no ha voluto salutarci. Ma signor Gianmaria si sente bene?

Gianmaria:No. No scusi, cioè si mi sento bene un po’ confuso ma benissimo, quindi l’erede …. Cioè l’erede …. La Ferrari …. La moto … i cucù ….

Segretaria:Tutto suo l’erede di questa intera fortuna è Lei.

Tista e Cesca rimangono senza parole continuano a guardarsi a bocca aperta

e Gianmaria casca dalla sedia semisvenuto

Cesca: Gianmaria alzati su forza.

Tista: Alzati Gianmaria non vorrai mica morire proprio adesso che siamo ricchi.

Gianmaria si rialza stordito

Segretaria:Bene per oggi può bastare .

Notaio:Hai detto giusto Fabienne per oggi può bastare. Signor Gianmaria come ha appena sentito lei è ricco molto ricco. Direi che per oggi abbiamo finito passeremo domani per le formalità intanto lei mi prepari una copia dei documenti. (Si alzano)

Cesca: Grazie grazie!  Tista saluta grazie a domani.

Tista: Grazie notaio grazie torni quando vuole domani stasera quando vuole Gianmaria prepara subito i documenti

Escono notaio e segretaria

Cesca: Oh Tista è vero siamo ricchi. Se Gianmaria è ricco siamo ricchi anche noi non è vero Gianmaria?

Gianmaria: Si sì  fatemi riprendere Ferrari Harley Devidson …cucù 200 milioni!!!

DRIN DRIN DRIN

Cesca: Pronto? Battista l’autista è all’ascolto ditemi tutto. Si   si   dove? In Liguria Imperia? Cosa? È disposto a pagare qualsiasi cifra, è una cosa urgente? Aspetti che chiedo a Battista

(tappando la cornetta con la mano) Tista qua c’è uno che deve andare in Liguria adesso. Cosa fa fa, non importa il prezzo ma vuole partire subito

Tista: Bè, se non guarda il prezzo potrei … vediamo un po’… andata e ritorno potrei …

Gianmaria (si alza) Ma papà mamma siamo ricchi cosa ve ne frega dammi qua il telefono – pronto? No non sono Battista sono il dottor Gianmarìcon l’accento sulla i. ex barbiere attuale miliardario. Cosa vuole andare in Liguria? a Imperia? è urgente? Ah guardi, questa sera in questa casa non si lavora, si festeggia, altro che Liguria Imperia, qua siamo a Bene Vagienna e facciamo festa. Se proprio ha tanta fretta faccia una cosa: vada da solo, come? è senza  macchina? Nessun problema  gliela diamo noi 128 verde pisello passi pure a ritirarla. Sa cosa le dico gliela regalo la 128.Pronto?! Pronto. …… ha staccato. Ma che Imperia Imperia!!!!! Adesso vado a comprare una bottiglia di champagne dovrò abituarmi .

Tista:Piano, piano, Gianmaria sono 5 minuti che sei ricco hai già regalato una macchina perso un lavoro, calma che te fai presto a mangiarti tutto se vai avanti così

Cesca:  ha ragione tuo padre.

Intanto entra Gianmario

Gian:Che fortuna tutti qua. Papà senti volevo chiederti unfavore un  piccolo prestito

per questa sera, sai c’è un concerto a            Torino eh, ma poi te li restituisco

Gianmaria: Tranquillo Gian quanto vuoi 50.000 ? 100.000? ah facciamo 500.000 vieni andiamo in banca a prenderli

Gian:Ma,ma sei stupido? Cosa succede? Ma che facce che avete. E poi Gianmaria si vede che non sai de che parte sei girato le banche a quest’ora sono chiuse

Gianmaria:(guarda l’orologio)E’ vero che stupido. Papà dai presta 500.000 a Gian cosa vuoi che siano poi te li restituisco.

Tista: Quindi non è cambiato niente chi presta sono sempre io.

Cesca: Oh che giornata non capisco più niente.

Gian:Ma cosa succede siete strani:

Gianmaria:Niente, niente, vieni con me a comprare da bere qui si festeggia e intanto ti spiego. Mamma fa una cosa vai dal parrucchiere, papà vatti a comprare un vestito nuovo,stasera tutti a cena fuori pago io.

Tista:Per adesso con i miei soldi andiamo Cesca (escono)

Da dietro si sente Marino con Tea e Severino

Marino: Avanti, avanti. Toh non ci sono zia e zio ma ci sono i gemelli

Tea: Oh cari,passavamo per caso qua davanti e ….

Severino:Ma cosa dici, siamo partiti apposta da casa a venire a vedere chi era il francese.

Gianmaria: Si, il notaio Misson. Insomma ve la farò breve, sedetevi tutti così la racconto solo una volta: è una storia complicata. Complicata, ma a lieto fine.

Allora, sapete tutti della morte del cugino di papà, Fransuà

Sembra che abbia preso un colpo proprio mentre stava scrivendo il testamento.

Questo francese è il notaio amico del morto, è venuto a dirmi che il morto ha lasciato tutto a me.

Tea:Ate? E cosa ti ha lasciato?

Gianmaria:Esattamente non lo so.

Tea:Come non lo so. È appena andato via il notaio e te lo sei già dimenticato?

Gianmaria:Esattamente non lo so, comunque una Ferrari, una Harley, una collezione di orologi.

Tea:Orologi a cucù?

Gianmaria: Si, come fai a saperlo?

Tea: Guarda che ti sbagli quelli li ha lasciati a Valeria con la fabbrica.

Gianmaria: E invece no ha lasciato a me anche quella?

Marino:Una fabbrica?

Gian:Sei proprio sicuro una fabbrica?

Gianmaria:Si una fabbrica di cioccolato con 326 dipendenti.

Marino:Ma, allora Gianmaria sei miliardario!

Gianmaria:Penso proprio di sì.

Severino:Guarda Tea che fortuna che abbiamo! avanziamo di comprargli il servizio di bicchieri quando si sposa.

Tea: Emia sorella?

Gianmaria:Niente ha lasciato tutto a me

Tea:No dico e mia sorella dov’è? Immagino sia rimasta senza parole.

Gianmaria:L’ho mandata dal parrucchiere questa sera si festeggia andiamo a cena fuori. Anzi fate una cosa andate tutti a prepararvi stasera andiamo tutti a cena fuori pago io.

Gian: Con i soldi di papà.

Gianmaria: Bè certo tanto poi glieli restituisco.

Tea(si alza veloce e chiama Severino): Forza andiamo vado anche io dal parrucchiere Severino muoviti dobbiamo andare a prepararci per stasera.

Severino: Gianmaria a proposito della fabbrica di cioccolato mi piacerebbe andare poi un giorno a visitarla.

Tea:Muoviti Severino!

Gianmaria: Tranquillo zio appena vado a verificare di persona tutti  i miei averi ti porterò.

Severino: Grazie. Arrivo Tea andiamo (escono)

Marino:Mamma mia che fortuna però Gianmaria prometti di farmi fare un giro sulla moto?

Gianmaria: Certo sta tranquillo.

Gian: Bene mi stavo cercando un lavoretto ma può anche!

Gianmaria: Certo sarai il mio segretario e tu Marino sarai il mio assistente personale.

Entra Valeria

Valeria:Ma che cos’è tutto questo trambusto?

Gianmaria: Oh Valeria, ma che dico oh cherì, vieni, vieni ci sono novità.

Valeria:Dimmi cherì. Cos’ha da dirmi un bel giovanotto come te a quest’ora?

Gianmaria: (rincretinito) Senti Valeria a proposito di quei bei posti ai Caraibi che mi raccontavi,

Valeria: Siiiiiii ……

Gianmaria:Bè …..

Valeria: Siiiiiiiiiiiiiii

Gianmaria: Bè potremmo se tu vuoi ….

Valeria:Siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii cher

Gianmaria:Potremmo andare insieme se ti fa piacere sai io … non so come dirtelo … io … insomma io sono l’unico erede di tuo marito, è appena andato via il notaio Misson

Valeria:  Ah Christian. E’ venuto fin qui per dirtelo? Che bisogno c’era esistono i telefoni. Comunque cherì sapevo di questa piccola modifica al testamento a tuo favore.

Gian:Chiamala piccola

Valeria: Mi parlava sempre di te il mio Fransuà, mi diceva di quanto eri maturo responsabile per non parlare della tua bellezza

Gianmaria: Non sapevo che papà avesse parlato tanto di me con Fransuà, non ti offendere Gian (gongolandosi) per te c’è sempre il posto di segretario.

Valeria: Mi diceva sempre il mio Fransuà: “Cherì se dovesse succedermi qualcosa mi sentirei tranquillo solo sapendoti accanto ad un uomo come Gianmarì”.

Gianmaria: Davvero? Diceva proprio così?

Valeria: Si cherì.

DRIN  DRIN  DRIN

Marino: Vado io, sarà Barbera che mi porta la raccomandata (apre entrano Notaio e segretaria) ah siete voi!!! Prego, prego entrate. Ragazzi, cisono i francesi!

Notaio:Grazie entra Fabienne buongiorno signor Gianmarì  mi scusi ma ci siamo appena accorti che … oh buongiorno Valerì come mai qua?

Valeria: (turbata) Bonjour Christian che piacere non pensavo di vederti qua. Bè io sono venuta a trovare i miei parenti italiani.

Segretaria:E noi siamo venuti ad informare il signor Gianmarì dell’eredità

Valeria: (acida) Che gentili.

Segretaria: Allora Signor Gianmarì come le stavo dicendo abbiamo dimenticato di farle firmare un foglio della presa visione del testamento. Sa come sono le leggi noi in Francia …

Gianmaria:Nessun problema, firmo, firmo tutto accomodatevi

Notaio: Vedo che ha già invitato un po’ di gente, immaginoper dare la lieta notizia.

Gianmaria: No guardi è tutta gente di famiglia: lui è mio fratello Pellegrini Gianmario detto Gian non ci assomigliamo per niente, ma siamo gemelli.

Notaio: Gemelli? Gianmario ha detto?

Gian:Sì, io sono il più vecchio.Gianmario ma per tutti Gian.

Segretaria: Notaio scusi

Notaio: Un momento cara

Segretaria: Scusi notaio, ma ha sentito come si chiama?

Notaio: Fabienne per favore un momento. Gianmarì non ero a conoscenza di un fratello gemello con un nome molto simile al suo.

Gian:E’ proprio così. Che fantasia i nostri genitori lui Gianmaria io Gianmario solo una vocale. Una sola vocale cambia il nostro nome.

Marino:Per quello che lo chiamiamo Gian

Gianmaria:Sapesse notaio quante volte sorgono problemi con la posta.

Segretaria: Immagino!!!

Notaio:Scusate possiamo sederci un momento e … per favore Fabienne puoi tirare fuori nuovamente il testamento

Gianmaria:Prego, prego, accomodatevi prendo la penna e firmo tutto quello che volete. 1 2 3 faccio tutte le firme che volete. Cherì(rivolto a Valeria) siediti non stare in piedi che ti stanchi.

Valeria:(imbarazzata)Caro fai tutto con comodo, io vado in camera a cambiarmi abbiamo tanto tempo per stare insieme.

Gianmaria:Hai ragione Caraibi Maldive New York … vai vai in camera cher ti accompagno intanto che vado a prendere i documenti(escono)

Notaio:Signor Gianmario.

Gian: Gian mi chiami pure Gian ormai rispondo solo più se mi chiamano Gian.

Notaio: Mi scusi Gian, giusto per fare chiarezza,  quindi il suo nome è come quello di suo fratello tranne per la o finale

Gian:Esatto tranne per la o.

Notaio: Fabienne fa vedere il testamento … come dite voi? Olografo?

Gianmaria: olo? Cosa?

Gian: Olografo vuol dire scritto dal morto.

Marino:Ma come fa a scrivere uno se è morto

Gian:No dal morto! Dal morto quando era ancora vivo, ti spiego dopo

Segretaria: Pellegrini Gianmari

Notaio:Allora cercherò di essere il più chiaro possibile. Francois ha nominato erede Pellegrini Gianmari omettendo l’ultima vocale.

Quindi, a questo punto, vostro cugino potrebbe avere voluto scrivere Gianmario oppure Gianmaria non lo sappiamo.

Ciò significa che, se non saremo in grado di capire esattamente quale dei due nomi volesse scrivere l’eredità dovrà essere divisa esattamente a metà

Gianmaria:A metà?

Segretaria: Si, a metà 50% a lei e 50% a suo fratello

Gian:Porca miseria che culo. Sarà la volta che restituisco i soldi a papà.

DRIN DRIN DRIN

Marino: Vado io, questa volta è di sicuro Barbera per la raccomandata (apre) oh Barbera, venga, venga.

Barbera:Buongiorno a tutti. Faccio solo firmare questa raccomandata a Marino.

Marino:Ah già aspetti un momento che prendo una penna. Chi è che la manda?

Allora dove firmo?

Barbera:Qua .. data e firma. Ah, mi raccomando, firma per esteso il tuo nome, non mettere solo Marino che poi devo ritornare a farti fare la firma giusta. Firma PELLEGRINI Gianmarino.

Marino: Pellegrini Gianmarino!

Segretaria: Un altro Pellegrini. Qua sono tutti Pellegrini!

Marino:Aspetti Barbera che l’accompagno sotto. Andiamo in cantina …. E apriamo una bottiglia! (Escono)

Segretaria: Notaio ha sentito?

Notaio:Spiegatemi bene la parentela, sarebbe vostro cugino che però …. Era anche parente con il mio amico Fransuà?

Gianmaria: Il morto? Certo, esattamente come noi .

Segretaria:Ah.

Notaio:Hai detto bene Fabienne, ah!

Gian:Il papà di Marino, cioè Gianmarino, era il fratello di nostro padre. Purtroppo però lui e la moglie sono morti, allora Gianmarino è sempre rimasto con noi. Siamo tre, tutti della stessa leva e tutti con il nome simile: io sono Gian, lui è Gianmaria e Gianmarino è Marino. Ci chiamano i Tre Pellegrini!!

Notaio: Credo a questo punto che il povero Francois avrebbe potuto anche voler scrivere Gianmarino.

Segretaria:Esatto perché sulla i  manca l’accento. Se solo avesse messo l’accento allora era sottointeso volesse scrivere Gianmaria ma a questo punto …

Notaio: A questo punto andate a chiamare vostro cugino che l’eredità bisogna dividerla in tre.

Gianmaria: Porca miseria nel giro di mezz’ora ho perso più soldi io che la borsa di Milano. Vado a chiamarlo io (esce)

Entrano Tista e Esca ben vestiti

Tista:Buongiorno, non è domani che Gianmaria doveva farsi trovare con i documenti?

Notaio:Si signori ma per fortuna avevamo dimenticato di far firmare un foglio a Gianmarì e siamo tornati indietro. Per fortuna perché sono sorti un paio di problemini.

Cesca: Problemini?

Gian:Non proprio problemini ma fate che sedervi adesso tornano Gianmaria e Marino così andiamo avanti

Tista: Marino? Cosa c’entra Marino?

Segretaria:C’entra c’entra signor Battista, ha ragione suo figlio. Accomodatevi vi conviene.

Intanto entrano Gianmaria e Marino

Marino:Uff che barba!!!! Non capisco perché devo sentire anch’io. Cosa me ne frega dei vostri accenti delle vostre vocali l’importante che mi fai poi fare un giro in moto.

Notaio:E invece le conviene ascoltare signor Gianmarino.

Marino: Marino, chiamatemi Marino che è talmente tanto che non mi chiamano con il mio nome per lungo che quando succede non rispondo più

Notaio: Allora come ho già spiegato prima avendo il mio amico Francois scritto Gianmari omettendo l’ultima vocale e/o sillaba ed essendo i signori Gianmaria Gianmario e Gianmarino tre cugini entrambi legati al defunto con lo stesso grado di parentela, non essendo in grado di stabilire esattamente il nome dell’erede, nella mia qualità di notaio mi sento di nominare eredi i suddetti in percentuale uguale.

Cesca: Mamma mia che pasticcio. Anche Marino erede chi l’avrebbe detto? Proprio lui che …. Che …. Insomma che non sa cosa farsene di tutti questi soldi.

Gianmaria:sono un po’ meno ricco di prima, ma che bello, finalmente posso andare con Valeria ai Caraibi, a Parigi, a New York.

Tista: Valeria? Ma cosa dici e Renata?

Gianmaria: Ma cosa me ne frega di Renata!!! Le vere donne non sono come Renata, sono come Valeria, lei si che sa come far contento un uomo. E poi si è visto subito che è innamorata di me, lei si che è una donna che ama profondamente, lei ti capisce fino in fondo.

Ma certo Valerì. Altro che Renata. Lei ….  lei (guardando Marino) lei andrebbe bene per te Marino che hai tanto piacere di sposarti, in fin dei conti con Renata sarebbe più semplice la conosci già.

Segretaria: Scusate. (nessuno la considera)

Marino: Non so se mi vuole come marito.

Segretaria: Un momento fermi tutti … notaio guardi bene il testamento.

Notaio: Dimmi cara cosa c’è che ancora non abbiamo visto in questo testamento.

Segretaria: Guardi bene, guardate tutti il testamento olografo. Dove c’è scritto Oggi 2 aprile 1972  nomino erede universale mio cugino Pellegrini Gianmari la scrittura si fa più leggera e una riga sottilissima collega Gianmari con la sillaba no e la firma Pellegrini Francesco.

Notaio:Mi faccia vedere Fabienne. Ma certo è quel famoso NO che abbiamo sempre pensato fosse un’esclamazione di Francois prima della morte. Proprio come dire no …. Sto per morire.

Segretaria: Molto probabilmente Francois è stato colto da malore in quel preciso istante quindi ha trascinato la mano con cui teneva la penna e poi è riuscito con fatica a terminare il nome dell’erede e a fare la sua firma.

Notaio: mi faccia vedere bene, è proprio come sta dicendo lei Fabienne. Sentite tutti a questo punto l’erede dell’intero patrimonio è uno solo

Gianmaria:sono io!

Gian: Sono io!

Notaio: Pellegrini Francesco voleva scrivere: Oggi 2 aprile 1972 nomino erede universale mio cugino Pellegrini Gianmarino.

Tutti insieme: Cosaaaaaaaaa?????!!!?????

Marino sviene in mezzo alla scena e si chiude il sipario

Si riapre il sipario, a lato Gianmaria che fa la barba al dott. Barbera.

Entrano Marino e Valeria abbracciati

Valeria: Marino caro, ho sempre pensato fossi l’uomo della mia vita

Marino: Ma, ma Valeria chiamami cherì, mi piace così tanto

Valeria: Ma sicuro cherì! Sento proprio che sei l’uomo per me.

Marino: Ma …  e Gianmaria?

Valeria: Ma Gianmaria è nessuno confronto a te. Tu si che sai come fare felice una donna tu sei unico cherì. Ascoltami, andiamo ai Caraibi per conoscerci meglio.

Marino:Certo, certo, cherì andiamo sì, sì, ai Caraibi … Maldive (e si butta su Valeria abbracciandola comicamente)

Gianmaria continuando a lavorare e guardando la scena dice: Caraibi!

Entrano Gian e Renata

Gian: (cantando) Renata, voglio per me tutte le tue carezze … e tu (rivolto aGianmaria) tagliagli bene quelle basette!

Gianmaria continua a lavorare e guarda la scena

Entrano Severino con il mal di pancia e Tea

Tea: Severino, ne avessi mangiati ancora un po’ di quei cioccolatini!!! Gadan!!!

Entrano Notaio e Segretaria

Notaio:me la facciavedere Fabienne, me la faccia vedere

Fabienne: (imbarazzata) Ma Misson cosa dice?

Misson: mi faccia vedere quella delega!

Entrano Tista e Cesca con in mano una torta

Cesca: giù le mani dalla torna, l’ho fatta per Marino!

Gianmaria: (al pubblico)avete visto che fin …. Sti 3 Pellegrini? Due si sono sistemati e uno … è stato un bel cretino!!!

fine

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