I’ vulesse fa’ ‘mmore co’ Dioniso!

"I vulesse fa mmore co Dioniso

"I vulesse fa mmore co Dioniso!"

di

Renata Ciaravino

Di notte, mentre vegliavo sotto le stelle, le citt dellOccidente mi parevano tristi e aliene e le pretese del mondo dellarte assolutamente idiote.

Bruce Chatwin

Io vorrei che mi si aiutasse a restaurare lincanto delle Foles Bergre, a riportare il senso di pericolo del circo, la sensualit del rocknroll e la cerimonia della Morte.

Lindsay Kemp

Mohamed e Danilo sono amici. Mohamed egiziano. Danilo napoletano. Si sono appena svegliati. Mohamed accende la radio, Danilo alza il volume e si mette a ballare nudo sul balcone.

Mohamed gli dice: "Abbi un po di vergogna, torna in casa!"

Danilo gli risponde: "Io sono libero e ballo dove mi pare. Saranno quello che mi vedranno che torneranno in casa perch si vergognano."

Leggenda Metropolitana

Dioniso parl per bocca di Michelangelo:

"Fuggite, amanti, amor, fuggite l fuoco;

lincendio aspro e la piaga mortale;

ch oltr a limpeto primo pi non vale

n forza, n ragion, n mutar loco.

Fuggite, or che lesemplo non poco

Dun fiero braccio e dun acuto strale;

leggete in me qual sar il vostro male;

qual sar limpio e dispietato gioco.

Fuggite, e non tardate al primo sguardo;

ch i pensa dogni tempo avere accordo,

or sento, e voi l vedete, comio ardo".

_________________________________________________________

Personaggi

Messaggero

Madonna

Pagliaccio

Maddalena

Pittore

Poeta

Filosofo

Cuoca

Dioniso

(Special Guest!)

PROLOGO

Messaggero

Senorini e senorine, buena ziornata!

Lestoriella che andr cominziando m venuta in mente a m che cho lali e un ziorno sono impazzuto pi del ziorno prima e ogne ziorno ca passa empazzisco sempre meglio.

Per questa estoriella ho voluto de zircondarmi de zerti figuri che me li ero retruvati intra li piedi in del lungo del mio soziorno nella zitt, in del lungo dei ziorni, dei merizzi e le matine, delli notti e delli seri, delli minuti et li ori, i secundi, li frammenti et in ultemo in degli istanti.

De la zitt avremo modo oltremodo de parlarne pi avanti.

Per ora ve posso d che sti figuri me serano impegati in delle nicchie del zervello che mai ho potuto de scrolarli come che inveze se fa col pissio: un colpo de destra, un colpo de sinistra e chi s visto s visto e ziao.

Questi qui me serano enterati in del zircolo sangugno, inchiavardati in dei gangli stomecali, in delli alluzi, in delli sogni orifizi e cos zi pensavo zi pensavo et dimagrevo et dimagrevo, e manco na trasfusione poeteca sha potuto de far qualche mioramento.

Alora, li ho mettuti in una storia, in un posto che non se laspetavano: nessun prevertimento e nesura mesura de controllo, li uni in del contatto con gli alteri sconosiuti senza de poter scapar, come inveze se po far noi altri quando an sen po pi!

Dunque.

Io sarei per manzare i pastizzini prima che se comenzi uno spetachelo, per combaziare lu spirito cun le papille, ma i pastizzini, canazzio di un mondo ladro!, custavan tropp e se anca li avessemo comperati qualcheun de nosalteri li avrebbe securamente rubberati. Mah.

Naltra cosa che me piazeria che una storia possa de cominziare con un rito, ca ze unisca tutti in della medesima vibrazione. Ma anca il rito la custava tropp.

E alora ho scavato con la zappa dellintellighenzia e ho tirato fuori naltra idea da la bombetta e ho infine oppetato per un incominziamento classeco, zio che io ve dico il titolo de lo spetachelo.

Il titolo della storia che andr a cominziare IVULESSE FA MMORE CO DIONISO!".

Senorine e senorine, non me resta che augurarvi na buona visione. VISIONE, che parola straordinaria!

Una citt.

Una donna cammina veloce e gira gli angoli delle strade cambiando continuamente traiettoria come fosse inseguita ma dietro di lei non c nessuno.

Su un tram, un eritreo canta una canzone damore.

3 auto fanno una gara contromano per una via del centro e un vecchio, che vede tutto, tira il cane nel portone e scappa in casa.

In casa ad aspettarlo c una donna. Mentre aspetta sta seduta ad un tavolo.

Sul tavolo c limmaginetta di un Cristo Crocefisso. La donna sta pregando per tutti gli uomini e chiede scusa al posto loro.

Nellinsieme, il rumore che fa la citt uno solo: un fischio continuo che ormai nessuno sente pi.

Solo i cani, che da tempo sono irrequieti e sbattono di qua e di l contro i muri delle case, senza pace.

Dal centro della citt parte un lungo stelo che regge una piattaforma. Un fuoco arde lungo lo stelo e lentamente sale verso lalto...

La piattaforma un disco piatto senza recinzione.

Ovunque notte.

SCENA PRIMA

22 C

(Cuoca, Pagliaccio, Madonna, Pittore, Maddalena, Poeta, Filosofo)

Il Banchetto

Della Notte

Cuoca sta facendo gli ultimi preparativi per il Banchetto della Notte.

Cuoca

Lardellare: trapassare carni per renderle pi morbide e gustose con un ago speciale in cui si infilano sottili bastoncini di lardo.

Il lardo viene generalmente passato prima in un miscuglio di sale e pepe.

Incidere: praticare nel senso contrario al filo della carne dei tagli profondi destinati a raccogliere aromi e lardelli.

Steccare: fare delle incisioni nella carne mettendovi sale, pepe, rosmarino, pezzetti di aglio o altra erba aromatica.

Crogiolare: cuocere a fiamma molto bassa e a recipiente coperto con poco liquido un alimento che va molto sorvegliato e spesso mescolato.

Amalgamare: mescolare elementi diversi finch formino un composto ben omogeneo.

Si sente una musica. Una folata di vento leggero. Entrano Pagliaccio, Madonna, Pittore, Maddalena, Poeta, Filosofo.

E una di quelle notti dove non servono le parole. Serve il corpo, il cibo, occhi da guardare, bocche da baciare, vino.

Brindano. Mangiano. Si passano il cibo di bocca in bocca. Tutto lento. Unorgia leggera.

Poi qualcosa cambia e il gioco prende tutto lo spazio. Ridere. Saltare. Ballare. Momenti di felicit.

Pagliaccio

Visto che tenimmo poco tempo, che facciamo?

Poeta

Secondo me avimmo fa na pazzia!

Filosofo

Facimmo nu mare in burrasca!

Madonna

Facimmo nu burdello ca se arrevotano pure e prievete!

Cuoca

Facimmo na mangiata ca ce scoppia a panza ncoppa o munno!

Maddalena

Personalmente tengo na voglia e fa niente!

Tutti cantando

Tengo na voglia,

na voglia,

na voglia e fa niente!

Riprende la festa. Ebbra, vorticosa, damore.

SCENA SECONDA

24 C

(Madonna, Pagliaccio)

Desiderare

Pagliaccio

Mar, te lo puozzo ricere nu segreto?

Madonna

Sentiamo.

Pagliaccio

Per tu non lave a riscere a nisciuno.

Madonna

E a chi laggia ricere che acc ci stiamo sulo noi?

Pagliaccio

Vabbu nun si sa mai.

Madonna

Pagli parla!

Pagliaccio

E tu giura.

Madonna

E ncoppa a chi aggia giur?

Pagliaccio

Ncoppa a uno e santi ca tieni tu.

Madonna

Nunn bbuono giur spergiuro.

Pagliaccio

Eddai

Madonna

Ce fulminano!

Pagliaccio

Acc lu fatto serio, e poi i songo nu devoto.

Madonna

Speriamo.

A mme cchi e tutti me piace san Vincienzo.

Pagliaccio

E pecch proprio esso?

Madonna

Pecch riservato.

Pagliaccio

Pecch riservato E che ci dicimmo a san Vincienzo?

Madonna

Dimmelo tu.

Pagliaccio

Dicci ca ci prutegge.

Madonna

Veneme addereto.

San Vincienzo pruteggece.

San Vincienzo pruteggece.

San Vincienzo pruteggece.

San Vincienzo pruteggece

San Vincienzo pruteggece

Pagliaccio

Mar, me pare ca basta!

Madonna

Volevo essere sicura.

Pagliaccio

Vabb, allora ti dico

Madonna

Dici!

Pagliaccio

Tengo scuorno!

Madonna

Comme ssi delicato.

Pagliaccio

Chiudi luocchi.

Madonna

E pecch aggia chiudere luocchi?

Pagliaccio

Pecch si ascolti con luocchi chiusi, non ti distrai e capisci meglio.

Madonna chiude gli occhi.

Madonna

U nun fa scherzi

Pagliaccio

Dammi la mano.

Strignela.

Damme nu vaso.

Madonna

Pagli, mhai stunato.

Pagliaccio

Chai raggione chai raggioneso chiusi luocchi?

Madonna

Me sta venenno a cataratta.

Pagliaccio

Mi vuoi bene?

Madonna

Pagli, te sto a vas, te voglio bbene, ma mo parla!

Pagliaccio

I vulesse fa mmore co Dioniso! Me songo nnammurato.

Madonna

E Dioniso?

Pagliaccio

E esso.

Madonna

Tu evidentemente sfotti.

Pagliaccio

Nunn 'o vero, nun sfotto.

Madonna

Tu sfotti

Pagliaccio

Nun sfotto.

Madonna

Tu sfotti, tu sfotti, tu sfotti, tu sfotti

Pagliaccio

Scimmunita!

Madonna

Tu me vulesse fa credere ca tieni ancora o prurito dessere nnammurato?

Pagliaccio

Nunn ninnamuramento nurmale.

Madonna

E che r?

Pagliaccio

Neclissi.

Madonna

Ah!

Pagliaccio

Eh!

Madonna

Co tutto chello che sta succerenno tu che fai? t' innamori E manco e me, e Dioniso!, che schifo!, nu dio invasato pazzo e masculo e poi a scema songh io!

Pagliaccio

A verit che tu ssi gretta e sti cose nunn e capisci. Comunque

Me so fatto portare questo vestito dalla citt. Paro bbuono?

Madonna

Apollo. Nudo. Che face e vasche in piscina.

Pagliaccio

Aggio anche deciso che glaggia scrivere, 'na poesia glaggia scrivere.

Madonna

E a poesia a scriveresti tu?

Pagliaccio

A scrivo io naturalmente. Sulo io saccio che r stu turmiento.

Madonna

E di che parler questa poesia?

Pagliaccio

Innanzitutto parler dammore. Poi si inoltrer propetamente in esso e lo descriver nella minuzia dei particolari della sua bellezza, e manco nu pezzo e coscia tralascer.

Madonna

Ma che te ne fotte e cosce?

Pagliaccio

Me ne fotte, me ne fotte, pure e cosce so nu pezzo e anima.

Madonna

E come no? Pure o culo.

Pagliaccio

Gli scrivo ca me sta facenno asc pazzo, pazzo, pazzo, pazzo!

Madonna

Statte bbuono Pagli!

Pagliaccio

E che io me laggia spus!

Mar, facimmo nu matrimonio universale!

SCENA TERZA

26 C

(Maddalena, Pittore)

Fare lamore

Stanno facendo lamore.

Pittore

Come fa il cavallo?

E il toro?

E lasino?

E il serpente?

Maddalena

Il serpente fa le cose pi terribili. Prima ti sta a guardare che sembra che non gli interessi: ogni tanto tira fuori la lingua e muove un po la coda. Ma poi, quando meno te l aspetti, ti stringe le caviglie, una la tiene ferma con la bocca e laltra con la coda, col veleno ti immobilizza e poi ti apre le gambe. Allora sattorciglia, lungo la gamba che preferisce lui, in spire strette, da fermarti il sangue, e sale, sale, sale al punto di arrivare a guardarti in faccia. E mentre tu pensi che ti stia solo guardando, ecco che lascia una caviglia e ti infila la coda nei posti pi strani, in uno entra e nellaltro esce, e cos via fino a che tutte le porte non vengono spalancate

Pittore scansa Maddalena.

Cosa succede laggi?

Pittore

Niente.

Le russe stanno al telefono con un amante che lavora in unAssicurazione e dietro di lei fanno la fila le sudamericane che chiamano la famiglia per rassicurarle che stanno bene: sto bene mamita, ciao.

La signora dei cessi pubblici sta dietro ai marchettari e si fa dare il pizzo sui pompini. Le ragazze si chiamano sempre pi spesso Natascia o Katiuscia e sedute nelle piazze del mondo urlano che nessuno gli deve rompere i coglioni.

Non succede niente.

Ragazze incinte stanno sedute sui marciapiedi.

Maddalena

E cosa si dicono?

Pittore

"Quando mio figlio nascer ci sar da ridere. Ma se anche lui non ride un casino. Il bello che sappia a poco a poco quello che lo aspetta. Se sa tutto subito non si diverte, e non ci divertiamo neanche noi.

"Il mio maschio e si chiamer Giuda, cos vediamo chi gli crede quando dice di aver bisogno daiuto.

Maddalena

E cosaltro c?

Pittore

Mariti, che vendono fiori nelle piazze fuori dei cimiteri.

Immagina che io sia un gatto. Sto qui, immobile, sul ciglio della strada e guardo. Non so esattamente cosa guardo. Questo il bello. Poi accade qualcosa. Faccio un salto e mi butto in mezzo alla strada e se mi va bene: bene, se no mi ritrovi steso lungo per terra. Immobile. Come prima. E tutto questo anche bello, non vero?

Maddalena

Io che mangio e mangiando faccio un rumore infernale,

io che bevo per poi ridere o io che bevo e perdo la coscienza e mi faccio un viaggio in centomila universi paralleli,

io che fumo prima, durante, dopo aver mangiato,

io che fumo per la prima volta e vedo che sto proprio bene con la sigaretta in bocca,

io che faccio lamore e scopro che facendo pratica miglioro,

io che cammino di notte in strade che mi hanno sempre fatto paura,

io che ballo e perdo lequilibrio oppure io che ballo e maggrappo a qualcuno, non importa chi,

io che mi fido di qualcuno,

io che canto quando mi sento sola,

io che guardo la valle dalla vetta, la riva dalla nave, la terra da una mongolfiera,

io che volo,

io che sogno

e sogno di essere su un altro pianeta

e sogno di essere giovane, atletica, spensierata e immortale

questo veramente bello!

Pittore

Se io mi sento solo, tu stai con me?

E se non sento pi niente, tu canti per me?

Maddalena

Ma se io canto tu resti?

Pittore

Cantami una canzone.

Maddalena canta.

SCENA QUARTA

27C

(Messaggero)

La citt

Messaggero

Voi ve siete mai chiesti che cos che l una zitt?

La zitt x un posto in do te metti al ciio del so intreco de strade e gardi le machine pasare, col faro in del bianco o in del verde o in dellaranzione puntato in dellocchio, e l cumprendi ca sei capitolato in dellinferno e che niuno taveva vertuto.

La zitt x un posto in do te metti fermo e quieto come il pessie in della vasca del vetro e spti naltero pessie, poi ve mettete l ansieme, ansambl, e ve fate na qualchesia promessa che ora in due se sofrir n p meno.

La zitt x anca no scolapasta de penzieri in dove ognuno se sta impegolato in del suo apposeto forellino del scolamento, ca manco na gittata de aqua zelida se po de far niente per liberarze.

Ma soprailtutto la zitt x il ritmo de un tamburo pesante, ca ze urta, ze sbatacchia in del qua e in del l, ma nun ze move.

Qualcheun per dize che la zitt x anca na ziostra de piazeri sottili che se te sei bravo e sei atento e delicato e lento, te po de dar de ridere e zoire per tutta ma tutta la vita ca te manca.

SCENA QUINTA

30 C

(Poeta, Filosofo)

Giocare

Si sentono fuori campo le voci di Poeta e Filosofo.

Filosofo

Allora, se non capiamo, se tu non capisci, se io non capisco

Poeta

se loro non capiscono

Filosofo

se loro non capiscono, noi ridiamo e cantiamo.

Poeta

Ridiamo e cantiamo, va bene, come abbiamo sempre fatto

Filosofo

Facciamo una prova.

Ridono e cantano.

Poeta

Mi sembra che siamo pronti.

Filosofo

Esco prima io.

Poeta

Perch?

Filosofo

Perch sono pi bello.

Poeta

Si, ma io faccio pi simpatia.

Filosofo

Allora usciamo insieme.

Poeta

Cos pi ragionevole. Per noi ci vogliono cose ragionevoli!

Filosofo

1, 2.

Poeta

Aspetta! Hai tutto?

Filosofo

Non abbiamo bisogno di niente, io e te.

Poeta

A volte me lo dimentico.

Filosofo

Allora, 1, 2

Poeta

Aspetta!

Filosofo

Che c?

Poeta

Perch non abbiamo bisogno di niente?

Filosofo

Perch abbiamo gi tutto.

Poeta

Cosa abbiamo?

Filosofo

Ridiamo e cantiamo. Non te lo dimenticare mai. Bisogna stare allegri. Ridere e cantare roba per gente seria.

Poeta

Giusto. Noi siamo due persone serie.

Filosofo

Molto serie.

Poeta

Serissime.

Filosofo

Allora, 1, 2, 3!

Escono.

Un cartello.

NON SOLDI CERCASI

SORRISI CERCASI

EVENTUALMENTE AMORE

EVENTUALMENTE

AL PIU PRESTO

Poeta

A che gioco giochiamo adesso che siamo qui?

Filosofo

Balliamo. Maestro, samba!

Poeta

Tango!

Filosofo

Struscio!

Poeta

Cos lo struscio?

Filosofo

Tutti mi chiedono sempre cos lo struscio

Filosofo mostra a Poeta come si balla lo struscio.

Filosofo

Mi sembra che ci siamo scaldati abbastanza.

Poeta

Adesso facciamo sul serio.

Filosofo

Le persone serie giocano fino in fondo

Poeta

Esatto!

Filosofo

E non si fanno pregare!

Poeta

Esatto!

Filosofo

E non barano.

Poeta

Esatto! E se perdono

Filosofo

Perdere?

Poeta

Perdere?

Filosofo

Chi ha detto perdere?

Poeta

Qualcuno ha detto perdere?

Filosofo

Tu hai detto perdere!

Poeta

Io no! Lha detto lui! Indica nel vuoto.

Filosofo

Va bene, cominciamo. Primo gioco: gioco del Sub specie divinitatis!: dal punto di vista di dio!

Si preparano per il gioco.

Filosofo

In questo gioco mi chiamo Bruno. Bruno Avvitale. Suona bene: Bruno Avvitale.

Poeta

Io mi chiamo Anna. Anna Canesi. Non suona benissimo ma non mi viene in mente nientaltro.

Filosofo

Siamo su una macchina nera, con le bande laterali gialle.

Poeta

Cerchioni bianco metallizzato. Sedili in pelle.

Filosofo

Una strada lunga e vuota.

Poeta

Non vedo linizio e non vedo la fine.

Filosofo

Corriamo.

Poeta

Ad un certo punto dalla radio arriva una musica.

Filosofo

Si, ma non una musica qualsiasi.

Poeta

No. Una di quelle che si possono ascoltare solo di notte.

Filosofo

Una di quelle con la voce bassa.

Poeta

Una di quelle col ritmo lento.

Filosofo

Sentiamo questa musica e inchiodiamo.

Poeta

Le porte della macchina si aprono da sole.

Filosofo

Io mi butto da una parte.

Poeta

io dallaltra.

Filosofo

E balliamo!

Poeta

Ma poi ci ricordiamo della nostra missione.

Filosofo

E allora ci ricomponiamo.

Poeta

Dobbiamo scegliere chi tenere sulla torre pi alta del mondo.

Filosofo

E chi buttare gi!

Poeta

No. Solo chi tenere.

Saliamo di corsa le scale della torre. 100. 200, 300, 1000 scalini.

Filosofo

Su ci stanno aspettando.

Poeta

Manchiamo solo noi.

Filosofo

PRONTI PER CHI SALTA?

Poeta

PRONTI PER CHI RESTA?

Poeta e Filosofo

Abbiamo deciso di tenere: .i migliori!

Poeta

Quelli che vanno a mangiare la pizza in tangenziale, a cento metri dal casello.

Filosofo

Quelli che per essere eleganti si mettono la camicia Hawaiana.

Poeta

Quelli che si dipingono il tetto della macchina come la bandiera americana.

Filosofo

Quelli che la donna la chiamano la figa.

Poeta

Quelli che in spiaggia si portano le lasagne, sotto il sole.

Filosofo

Quelli che vanno a ballare allApollo Dancin, vedono una donna, le si avvicinano, si sputano nelle mani, si sistemano i capelli, offrono un whisky e per il Motel "A mezza?"

Poeta

Quelli che nei Motel prenotano la camera Modello Brasil!

Filosofo e Poeta

Quelli che la mattina si guardano allo specchio e si dicono: Tu si che vai forte, baby!

Filosofo

E dopo cosa succede?

Poeta

Riscendiamo di corsa gli scalini, ancora pi velocemente di come li abbiamo saliti.

1000, 500, 200, 100.

Filosofo

E risaliamo in macchina. Le porte della macchina si aprono da sole.

Poeta

Con quelli l in alto che ci guardano fino alla fine.

Filosofo

Fino alla fine di che cosa?

Poeta

Fino alla fine del nostro sogno.

SCENA SESTA

32 C

(Madonna, Pagliaccio, Messaggero)

Gli insulti

Pagliaccio

Ammore, ammore, ammore

No, meglio Ammore, ammore, ammore, signor Dioniso!

I avesse na boccuccia e rose e sciure

ca se vulesse pus ncoppa a mano soja.

No, meglio I avesse na boccuccia comme na polpa e cerase

ca se vulesse spalm ncoppa a pancia soja.

A pancia soja i nun laggio mai vista

ma crero ca fusse comme na cascata e lampone,

ca se spanne ncoppa o munno,

ca cazzecca i piedi a terra

e nun ce fa cchi mur

ca cazzecca i piedi a terra e nun ce fa cchi mur!

Accuss me pare bbuona

Mar! Mar, a do stai?

Mar!

Madonna

Sto acca.

Pagliaccio

E nun tavevo vista.

Madonna

E mo mi vedi.

Pagliaccio

Ave sentuta a poesia?

Madonna

Laggio sentuta.

Pagliaccio

Che te pare?

Madonna

Pagli, a tte Eduardo te cuce e toppe!

Pagliaccio

Mar, chello Dioniso particulare, nunn comme laltri, chello tene o bisogno dessere accarezzato co parole poetiche, ca sulo io saccio comporre accuss poetiche

Madonna

Pagli levame na curiosit: ma tu comm che o sape accuss precisamente comm fatto stu Dioniso?

Pagliaccio

O saccio, o saccio pecch songo sensibbile eppoi nu ddio.

Madonna

E cumm nu dio?

Pagliaccio

Splende.

Madonna

Splende. E ssi nun splende ed brutto?

Pagliaccio

Brutto a chi? Ma vattene Chello o rre a musica, o vino, o ballo ma comme facesse o rre e tutti sti cose a essere brutto?

Madonna

Purio saccio ball, cant, m mbriaco: non sono brutta, ma non ca fossi neanche tutta sta bellezza.

Pagliaccio

Ma che cazzecchi tu?

Madonna

Cazzecco, cazzecco, io cazzecco sempre E poi magari stu Dioniso nun tene e gambe.

Pagliaccio

E sentiamo: come facesse a ball?

Madonna

Magari guarda sulamente oppure tene lali!

Pagliaccio

Ma vattene! Chello comme a mme, sulo ca cchi bello.

Madonna

Cchi bello e te nunn difficile!

Pagliaccio

Mar, comme te puozzo spieg a tte ca ssi na populana Verimmo Dioniso cchi bello e nu paro e mutanne, cchi bello e nu stendibiancheria, cchi bello r a pummarola, cchi bello r o mare, ch bello r o sole hai intiso bbuono?

Madonna

Certo, certo, ho capito. Dioniso cchi bello e nu paro e mutanne. Tu, comm nurmale, te ssi nnammurato e esso, gli scrivi na poesia e comm nurmale te risponner. Poi comm ancora cchi nurmale vincontrerete I songo Pagliaccio, piacere. Ah, Pagliaccio I songo Dioniso, o piacere o mio E poi tu, dicimmo proprio come nu finale classeco, rimarrai incinto e esso e nascer na criatura e famme cap: comme se chiammer o figlio vuostro.

Pagliaccio

Statte zitta!

Madonna

Urano! Settebbello! Acchiappasorci!

Pagliaccio

Che fai, sfotti?

Madonna

Lassame parl. Me piacerebbe tanto fa a testimone co nu tair fucsia. E add a facimmo a cerimonia? Ncoppa allUlimpo?

Pagliaccio

Lassame perdere

Madonna

E chi invitiamo? O papa ricette ca viene o no?

Pagliaccio

E chai raggione, ca non mi posso abbassare cu tte, ca ssi na lavannara!

Madonna

Uh, nun te permettere, o ssa, vocca e zucchero!

Pagliaccio

Vocca e zucchero a mme? Effettivamente

Madonna

Vocca e zucchero e ricuttaro, ca se vulesse strusci comme nanguilla ncoppa a Dioniso!

Mhai scucciato, te saluto anguill! Me vaco a cucc. Buona fortuna.

Pagliaccio

Mar, levame na curiosit: ma tu te ssi mmai 'nnammurata?

Madonna

C ha ritto?

Pagliaccio

Aggio ditto ssi tu te ssi mai nnammurata?

Madonna

E chesto che cazzecca?

Pagliaccio

Cazzecca, cazzecca. Pecch secondo me tu nun te si mmai nnammurata e ssi mmeriusa!

Entra Messaggero.

Messaggero

Mmeriusa significa invidiosa!

Madonna

Invidiosa a chi?

Messaggero

A tte!

Madonna

A me?

Messaggero e Pagliaccio

A tte!

Madonna

Grazie.

Messaggero

Prego.

Madonna

Pagli, levame na curiosit, ma a tte, chi tha imparato a enchiere a vocca e mmerda?

Pagliaccio

Me lha mparato mammeta!

Messaggero

A mamma sempre a mamma!

Madonna

U, scorfanello, abbara a comme parli, ssi no chesto te lo faccio trasire pe bocca!

Pagliaccio

Chai raggione, chai raggione scigna!

Madonna

Scigna a cchi?

Pagliaccio

A tte e a chello muzzecato e patata!

Messaggero

Muzzecato significa morsicato!

Madonna

Ssi i songo na scigna e patama nu muzzecato, allora tu ssi lu culo spropositato e na balena chiena e mmerda!

Pagliaccio

Balena chiena e merda a mme?

Messaggero

Chesto a te!

Pagliaccio

Ha ritto chieto a mme?

Madonna e Messaggero

Chesto a tte!

Pagliaccio

Sfelenzia!

Madonna

Cha ritto?

Messaggero

Ha ritto sfelenzia!

Madonna

Chiattillo!

Pagliaccio

Cha ritto?

Messaggero

Ha ritto piattola!

Pagliaccio

Arrape e recchie, smappina! I songo nu chiattillo fetente, vummecoso e locco, tu, e chiattille

Messaggero

Le piattole

Madonna

Messagg, mhai stunato!

Pagliaccio

Dicevo tu e chiattille nun e puoi ten pecch feti accuss tanto ma accuss tanto che nfronte a tte na latrina e cinchecento ommene ca tengono a cacarella a roje settemane pare nu giardino e rose e sciure, fetentona!

Madonna

Poich simmo rimasti ca tu si nu culo chieno e mmerda, spero ca te puozzono spar na palla e cannone, e rint o culo te laveno a spar, accuss verimmo na bella funtana e merda toja spaparanzata ncoppa o munno, ol!

Messaggero

Che flamenco!

Pagliaccio

E mo te faccio sentire o cia cia ccia!

Ssi i vengo a ro' ssi tu ca lu stuommaco nun me se scumpiglia pe lu fetore ca tieni, te paccareo chella faccia e lavannara, te tuzzuleo chello culo e scigna, te mpuzzo e mazzate, te spilo o sanghe a rint e vene, te sfilo a parrucca e ppoi tarrapo cc mmiezzo! Doppio ol!

Madonna

E io m, pe sfil la maglia cumme se cumpete, avarria a ten a stessa vocca ca tieni tu, ma siccome a vocca mia addora e rose e sciure me duvessi risparmi e dicere chello ca tutti pienzano e te ca ssi na papera guallarosa, cacciammunnezza, annettalatrine, stappagliosa, lavamappine, stappamucchine, citralloso, catarroso, putteglioso e nu secchio sfunnato! Achant!

Messaggero

Che vocca chiena e fiori!

Pagliaccio

Sti parole toje me trasono esatte esatte rint a stu culo ca tengo sulo per ricacartele nata vota ncoppa a stu cannarone fraceco ca tiene, mannagia a tte e a chi te muorto! Centomila achant! Vaiassa!

Madonna

C HA RITTO?

Messaggero

Ha ritto Populana!

Madonna

Populana a mme?

Messaggero

Proprio a te!

Madonna

Vene acca chiazzer, ca te faccio pruv o scuorno dessere nato!

Pagliaccio

A cchi fa pruv scuorno?

Madonna

A tte!

Pagliaccio

A mme?

Madonna

A tte!

Messaggero

Scuorno sta per vergogna!

Pagliaccio

Avanti pulecen, fatte sotto che comincia la mmuina!

Messaggero

La rissa! Si vada con la tarantella!

Madonna

Fieto e mmerda!

Pagliaccio

Trammera!

Madonna

Camionne sfunnato!

Pagliaccio

Zandraglia!

Madonna

Sorchiamucco!

Pagliaccio

Caiotola!

Madonna

Schiattamuorto!

Pagliaccio

Schifo della societ!

Madonna

Camurrista!

Pagliaccio

Ascelle abitate!

Madonna

Mulo asciutto!

Pagliaccio

Culo cadente!

e cos via!

SCENA SETTIMA

34 C

(Cuoca)

Ricordare

Cuoca

A me pi di tutti i mesi m sempre piaciuto Agosto.

Quando scattano le 00:00 del primo di Agosto, tutte le persone sane se ne vanno al mare mentre in citt restano solo i tipi strani, quelli che piangono guardando le maniglie degli autobus, oppure quelli che ridono aggrappati ai vigili, oppure quelli che rubano i piccioni e se li portano a casa per un po di compagnia.

E poi, sempre in Agosto, vanno via anche i cani normali, e nei giardini rimangono solo quelli deformi, quelli microbi, o senza un orecchio o senza una gamba, cani deformi, ma felici, Agosto li mette di buon umore, come a me, che in Agosto farei di tutto, anche morire mi piacerebbe farlo in Agosto, perch la citt vuota e il rumore che fa la morte si sente molto di pi.

Anchio sono sempre stata sola come un cane: il cane deforme.

Mi dovevo inventare io i giochi per stare in allegria.

Il mio gioco preferito era il programma degli sfortunati. Al gioco ci giocano quelli che sono rimasti in citt perch qualcuno se li dimenticati.

Per esempio, spintonavo i ciechi, oppure gli davo delle indicazioni sbagliate e poi mi mettevo a guardare se andavano a sbattere, e se ridevano, o piangevano per quello che gli avevo fatto.

Oppure, un altro punto erano i bambini. Salivo sugli autobus e davo delle sberle ai bambini di nascosto dai genitori, e poi mi mettevo a guardare i bambini che piangevano e i genitori che gli davano altre sberle per farli smettere.

Non lo facevo per cattiveria ma lidea di fondo del mio programma era che poich ci andavo sempre di mezzo io nella vita, in questo modo dimostravo che se volevo anche di me si doveva avere paura.

Veramente qualcosa di buono lho fatto anchio. Io, da sola.

Un giorno cammino per una strada. A un certo punto vedo una donna, in piedi su uno sgabello, con una corda al collo. Le chiedo: "Cosa fai signora, in piedi, con la corda al collo?"

"Mi uccido perch non cho pi i figli e non cho pi nessuno".

Mi dispiaciuto tanto che allora glie lho tolto io lo sgabello da sotto i piedi. Non ha fatto neanche in tempo a ringraziarmi, ma non me la sono presa che se uno soffre non ha mica tempo di stare l a ringraziare.

In tutto questo non cavevo neanche gli uomini per consolarmi, non perch sono brutta, sono solo sfortunata: quelli che incontro o sono brutti o non sono gentili o sono nani. Una volta ho conosciuto uno, era nano, si chiamava Piero, era simpatico, ma era pur sempre nano, allora lho lasciato, che io credo che non ci si debba far ridere dietro. E poi, meglio che sto sola, che se mi va di cambiare aria non cho nessun rimpianto.

Se poi devo dire il sentimento che sempre provo, la malinconia, e per la malinconia non c nessun motivo, ti metti stesa e aspetti che passi, ma forse esagero che a volte confondo la malinconia con la pressione bassa. Una volta avevo la massima a 60. Ci credo che poi uno malinconico, ti vengono i tremori, il sangue va nei piedi, i piedi si gonfiano, la testa allora diventa piccola, tutta bianca, con degli occhiali di dolore, qui intorno agli occhi.

Comunque io preferisco cos che quelli che sono felici, che channo uno strano colore in faccia e sembra che devono esplodere da un momento allaltro come una bomba, boom!

Ma se io avr un figlio non gli racconter tutto questo,

se avr un figlio nascer qui, nascere qui sar bello,

la citt lontana, senza rumori,

peccato per lAgosto che non sapr cos

e peccato per settembre e gennaio e marzo,

i tipi strani, quelli sani, i cani deformi,

peccato per la musica che non sapr cos, la signora con la corda al collo, gli autobus, la pressione alta, quella bassa, il mare, la citt, la montagna,

peccato per i nani,

e peccato anche per lamore

che se lo trovi,

bello.

SCENA OTTAVA

37 C

(Maddalena, Pittore)

Che cos importante?

Pittore

Questo mio padre. E morto anche lui.

Scriveva poesie, ma nessuno glie le ha mai volute pubblicare perch dicevano che erano incomprensibili ma a lui non importava e diceva che tanto le poesie non erano fatte per la carta ma fatte perch lui le potesse urlare per la strada quando ne aveva voglia, era morto cos, niente di meglio che cos urlando una poesia che parlava del bisogno di avere un luogo la notte dove poter andare a dormire perch era contrario al fatto che bisognava tornare a casa per forza.

E morto di freddo perch questa poesia lha urlata tutta la notte e faceva freddo quella notte e lui era vecchio ma morto felice perch era il suo lavoro la poesia.

Questa invece mia madre, non parlava mai e se parlava diceva che sfortuna sposarsi un poeta che sempre su un altro giro di idee e non ti guarda e pensa a urlare e tu sei qui che lo aspetti e un bel giorno ti telefona uno e ti dice che morto, sulle rotaie del tram, mezzo nudo, mentre urlava qualcosa sul bisogno di avere un posto in citt dove andare a dormire quando di tornare da te proprio non ti va.

Guarda quella signora laggi. Sta prendendo a calci i passanti, tira calci e canta, tira calci e canta, nessuno la pu fermare. I pazzi, se non si ammazzano prima, si tirano un colpo loro.

Maddalena

Guarda su! Cosa vedi?

Pittore

Niente.

Maddalena

E l? Non vedi niente l?

Pittore

No.

Maddalena

E me mi vedi?

Se tu vuoi noi siamo ancora in tempo ad onorare tuo padre.

Pittore

Mio padre urlava perch aveva coraggio.

Maddalena

E noi urleremo perch il suo coraggio sia valso a qualcosa.

Pittore

Mio padre aveva stabilito che cosa veniva prima e che cosa veniva dopo: per questo che poteva urlare liberamente.

Maddalena

E noi urleremo perch abbiamo capito tardi cos importante.

Pittore

E che cos importante?

Maddalena lo prende per mano. Urla. Pittore si aggiunge allurlo.

SCENA NONA

40 C

(Messaggero, Poeta, Filosofo)

Il mitra

Messaggero

Et ora senorine e senorini, semo lietissimi de presentarve el renomatissimo et pluridecoratissio Zioco del Mitra!

Il zioco tene orizini antechissime. Zi era in uso in del parlamento de Atene. Quando che un debatteto se inarcava nella sclerosi e nun ze se capiva pi and stava la mazza, ecco ca lor sior deputates daveno encomenzio al zioco.

Il zioco teneva lo bramato effettazzo de slentar la tension, aprir li omini at elli istinti pi enfugnati et reprobi et in ultemo ultematis, autoleghitemarse in de quel che un pensava veramente, al de qua al de l al de su al de z de ogni formalit della tormentosa democrzia.

Il zioco consiste in della vera et propria smitragliata de convinzimenti riguardanti un siddato argomento senza de minimamentissimamente curarsi della dezienza, della dialetteca e de tutto quel superfluo ca se pensa sia iusto dire in della deplomazia.

Non esiste el deritto confutazionis ot/ut replicandi, manco el publeco se po de far niente per stopare il zioco.

Se x posibile de insultar, esagerar, infierir, sentenziar, volgarizzar, dir el fals, dir mieze verit, far liperbola e far la rota.

Largomento ca ozzi amo sielto per vosalteri x lo sessamento!

Sesso, dal latino Sexus Sexus, dal grs Sesss, in franz Sex, in zpagnolo sexo, in angl Sex, in zermanico non lo sapevo allora me lo sono inventato Gheslecht, in finnico invece lo sapevo Graf, in cinese Uh e in Giapponese Ah!

I du cuncerrenti ca ozzi se disputeranno in della gara sono alla mia destra el Filosofo, el Dotor Fridric Nicce. Alla mia sinistra, il poeta, il professor All Ghinsb.

Vinze chi nun se fa scompigliar dalle aserzioni dellaltero ma soprattutto non se lasia spaventar dale proprie.

Se vosalteri in del pubbleco siete pronti, siam pronti anca nu!

Uno dos tres: se comenzi!

Filosofo

Io sono pi daccordo per una bella botta e via: ti sta bene? Daccordo! E poi via prima ancora che lei si metta a parlare, se no ti dice tutto quello che una pu dire per buttarti gi il morale, e allora preferisco dare una bella botta e via: intesi? Ok!, e del resto una bella botta basta e avanza per sapere tutto quello che c da sapere, tutto quello che c da conoscere.

Poeta

Le migliori menti della mia generazione chiavavano la mattina la sera in giardini di rosa e sullerba di parchi pubblici e cimiteri spargendo il loro seme ovunque e su chiunque capitasse.

Filosofo

Come puoi farti unidea su qualcuno senza scoparci? passa centomila anni con una senza scoparci e non saprai nulla oltre ai bei discorsi che ti fanno uscire pazzo, cosa puoi sapere di lei coi discorsi se non sai com prima, come si muove, come respira, se parla e la fa troppo lunga, o se invece al contrario le piaci sul serio e non dice nulla, si trattiene, tiene tutto nascosto, proprio per te e per lei, cosa vuoi sapere di una se non sai come respira dopo aver scopato.

Poeta

Copulavano estatici e insaziati con una bottiglia di birra lamante un pacchetto di sigarette una candela e cadevano dal letto, e continuavano sul pavimento e gi per il corridoio svenuti contro il muro con una visione di figa suprema e sperma eludendo lultima sborrata della coscienza.

Filosofo

La predica alla castit un pubblico incitamento alla contronatura. Ogni disprezzo della vita sessuale, ogni inzozzamento della medesima, mediante il concetto di impuro, il vero e proprio peccato contro la spirito santo della vita.

Poeta

Mordevano i poliziotti sul collo per non avere commesso altro delitto che la loro intossicazione e pederastia pazza fra amici.

Filosofo

Il Kamasutra regola lattivit dei sensi in ogni loro manifestazione. Afferma che la conoscenza della sfera sessuale amplia lorizzonte mentale del cittadino poich il piacere desiderio e diritto di ogni uomo.

Poeta

Addolcivano le fighe di milioni di ragazze al tramonto e avevano gli occhi rossi la mattina ma pronti ad addolcire la figa dellalba, natiche lampeggianti sotto i granai e nude nel lago.

Filosofo

Il buco del culo. Si potrebbe chiamarlo in un altro modo per esempio come Guillamme Apollinaire, la nona porta del corpo: la vulva viene retrocessa allottavo posto e il buco del culo, che si apre tra due montagne perlacee, diventa la nona porta. Pi misteriosa ancora delle altre. Porta di sortilegi che neanche si osa nominare. Porta suprema. E il buco del culo il punto in cui si concentra tutta lenergia nucleare della nudit.

Poeta

La biancheria intima col pizzo deve essere abolita perch essa un surrogato delleccitamento. I corpi devono ritrovare la stima di s aldil dei feticci che la nostra societ produce per colmare i vuoti che essa stessa crea.

Filosofo

Si disponga che i genitori lascino la casa libera a giorni alterni, di modo che i figli possano conoscere il sesso senza assurde complicazione dorario.

Poeta

Ogni citt deve predisporre un luogo dove gli amanti possano andare ad amarsi e dove possano trovare ogni tipo di conforto. Lentrata deve essere libera e aperta ad ogni tipo di avventore.

Filosofo

Si moltiplichino i vespasiani e si crei una speciale carta di credito al posto delle scomode duecentolire in modo che tutti gli amanti del sesso nel cesso possano accedervi comodamente senza il rischio di rimanere fuori perch la macchinetta non prende le duecentolire nuove.

Poeta

Si spieghi finalmente una volta per tutte ai bambini il significato delle parole: fellatio, 69, posizione della monaca, cunnilingus, posizione del somaro, posizione dellairone, posizione del coyote, smorzacandela, spagnola, 66, 99, brasiliana, posizione del bonzo, 11, sri lanka, fist, guanto, amazzone, satiro, ninfomane, 25, 44, 6699 e tutte le variazioni: 699, 969, 999, 666, 966, 696, di modo che i bambini sappiamo tutto quello che c da fare una volta diventati grandi.

Filosofo

Si dia la possibilit nei bar, nei caff, nei ristoranti, di potere, qualora occorra, fare lamore sui tavoli o sui lavandini dei bagni, cercando in ogni modo di assecondare i tempi delleccitazione che troppo spesso si consuma in sordina durante le cene a lume di candela.

Poeta

Si eseguano infine busti in oro da collocare nelle piazze principali di ogni citt. I busti saranno quelli di: mia madre, mio zio, Apollo, il marchese De Sade, mia nonna nuda, Ercole, Saffo, Achille, il mio, Fellini, Pasolini, linsegnante delle medie prof. Zanetti, Mercuzio, Orazio, il Discobolo, Marco Valerio Marziale, il suo soprattutto deve essere enorme!

Rientra Messaggero.

Messaggero

Signori et signore questo x dezisamente un ex-ecuo. I signori concorrenti possono andare a ritirare il premio alla cassa. Il premio consiste in un soziorno immaginifico nel tropico del cielo con degustazio immaghenifica de ogni complicanza sessual. Bene, andate, andate

Poeta

E poi io voglio che tutti si mettano il rossetto prima di fare lamore cosicche possano costruire la mappa di tutti i baci che danno al corpo del proprio amante.

Filosofo

E io pure voglio i busti mio padre 66 cravatta voglio che i pompini siano gratuiti 69 88 65 433 2 e non il prezzo di un baratto 1 5 la gonna anche leccare la figa deve passare per decreto 54 monaca airone lairone deve volare

Poeta

Io voglio che durante lorgasmo nelle strade di tutto il mondo risuoni contemporaneamente la Nona di Beethoven, anche il busto della Nona si deve fare

Messaggero si unisce alla gioia.

SCENA DECIMA

42 C

(Messaggero, Poeta, Filosofo, Maddalena, Pittore, Madonna, Pagliaccio, Cuoca)

Il terremoto

Messaggero

La citt un combattimento di boxe.

La piattaforma un fiore.

Loro si chiamano Pagliaccio, Madonna, Pittore, Maddalena, Poeta, Filosofo, Cuoca.

Prima il fuoco era lontano e si sentiva solo un leggero calore sotto i piedi. Ora, leffetto che il fuoco fa sulla piattaforma come quello di un terremoto.

Un terremoto quando le persone si guardano le gambe per vedere se sono ancora l a tenerle in piedi,

oppure quando nella stanza che trema si cercano gli occhi delle persone a cui si vuole bene per vedere se sono ancora l con te,

quando capisci in un istante quali sono le cose pi importanti da mettere in un sacchetto del supermercato e portarle via,

un terremoto quando scappi.

Qui per non si pu scappare.

Qui si deve stare.

Se vogliono vivere ancora un po, qualcuno se ne deve andare. Pesano troppo tutti insieme e la piattaforma non li regge pi.

A volte capita che qualcuno muoia per far vivere qualcun altro a volte

Estrae una pistola.

Questa ha 6 possibilit e un solo colpo in canna.

Il proiettile sempre doro in occasioni cos importanti.

Lascia a terra la pistola e se ne va.

SCENA UNDICESIMA

43 C

(Madonna, Pagliaccio, Pittore, Maddalena, Poeta, Filosofo, Cuoca)

Il funerale

Poeta

6 possibilit e un solo colpo in canna.

Il proiettile sempre doro in occasioni cos importanti. E un gioco. Ci siamo spinti oltre per poi seguirti tra qualche ora. Avremmo potuto risparmiarci tutto questo ma due, tre, quattro ore, non si buttano via cos, no, non si buttano, pensi che puoi ancora trovare qualcuno che ti stringa come non ti mai capitato.

E poi quando un gioco comincia bisogna conoscere le regole, dopo non si pu scappare, non si pu dire: e che ne sapevo io, se lo sapevo non ci venivo.

Piango ma non tristezza la mia.

Guarda le cose nel modo giusto: ci hai dato la possibilit che ci accada qualcosa di straordinario. E forse quanto di meglio ti sia mai capitato nella vita.

Ma tu lo sapevi e forse per questo che lhai fatto. In fondo se mai qualcuno ti ricorder in futuro lo far per questo gesto clamoroso a cui ti capitato di partecipare. Non da tutti fare del clamore nella propria vita, ma a te capitato, mancava poco ma alla fine ce lhai fatta.

Pensa: probabilmente a noi non capiter niente di cos straordinario e moriremo tutti insieme, nello stesso modo, e il fuoco confonder i nostri visi e legher i nostri corpi, non potremo essere compianti neanche uno ad uno, pensa a te che fortuna, poter morire in un modo che sia soltanto il tuo e avere un funerale che parli solo di te.

E tutto per te questo, la foto la tua, gli invitati sono per te, i fiori, la commozione e il pianto. Avere un pianto con la dedica non da tutti.

Al nostro funerale gli invitati si mescoleranno, nessuno sapr che ha visto chi, qualcuno sar l per sbaglio e noi, tutti insieme, una sfilata di bare dello stesso colore.

Questa dedicata a te:

Magnifica, profumata,

io chiedo alla Morte di morderti con dolcezza,

cielo aperto in attesa di te,

io chiedo alla Morte la pace e i lunghi sonni,

un mare da guardare,

una citt che la mattina ti tenga stretta e ti protegga se cammini

e giri in cerca di qualcosa,

io chiedo alla Morte di sdraiarti leggera

perch tu possa ricustodire

le parole di tutta una vita,

e lamore

e gli abbracci,

io chiedo alla Morte di restituirti il riposo

e la saggezza degli angeli

come tu fosti

come lo fummo tutti una volta,

io chiedo alla Morte di essere vasta e magnanima

con te

arcangelo stagliato nel cielo,

io chiedo alla Morte,

che m nemica,

di farti bella.

Silenzio grave la Morte,

misura delle nostre ragioni,

e il nostro amare

e il nostro distruggere.

Ho peccato, lo so,

ma la Bellezza, io, lho sempre servita.

SCENA DODICESIMA

44C

(Pagliaccio, Dioniso)

Dioniso

Perch mi cerchi?

Perch vuoi incontrarmi?

Perch io dovrei incontrare te?

Perch mi scrivi delle poesie?

Perch la notte pensi a me?

Cosa dovrebbe portarmi a te?

Cosa dovrebbe convincermi che stare qui meglio che stare altrove?

Pagliaccio

A ddo stai? Stai qua vicino, o vero?

Io io nun taggio mai visto, no, e chi o sape che te rico ssi te vedo i songo nnammurato, nnammurato rico, chesto avarria a essere abbastanza Chesto lultimo momento della vita mia e io nun ce riesco a pens Poteva accar con naltro, ma succiesso cu tte. Taggio scritto na poesia ma forse nun fosse bbella a leggere. O calore nun o siento pecch o mio cchi forte.

I nun te chiero molto, te chiero sulo na notte. Na notte cu mme e poi niente cchi.

Ssi tu me dicessi e no, chesto sarebbe o dulore cchi grande e tutta a vita mia, pecch fosse lultimo, e o finale la cosa ca ce se ricorda e cchi quanno o spettacolo fernesce, quanno tutto fernesce.

Chesta a sola cosa ca te puozzo d io, io ca nun tengo niente: na firma ncoppa nu finale bbuono, o ncoppa uno malamente.

Dioniso appare e rapisce Pagliaccio.

SCENA TREDICESIMA

47 C

(Maddalena, Pittore)

Pittore

Mi sono sempre chiesto che cosa accadr a Pechino in questo momento mentre io sono qui e a Toronto che cosa succede? Esiste veramente Toronto o me lhanno raccontata?

Dov Pechino? E che ci faccio io lontano da Pechino, lontano da tutto quello che forse pi importante,

io volevo stare da unaltra parte.

Maddalena

Non esiste unaltra parte.

Pittore

Guarda quella piazza, vista da qui sembra una vasca, le formiche ci si fanno il bagno e poi piove, meglio se piove, io voglio tornare,

io voglio costruire una casa che mi faccia star bene.

Maddalena

Te la do io una casa.

Pittore

Io voglio parlare a mia madre e dirle che era importante che mio padre scrivesse le poesie e le dicesse nudo per strada la notte le rotaie lei aspettava a casa ma lei non doveva aspettare doveva scrivere anche lei una poesia e andare fuori per la citt di notte una stazione tutti noi dobbiamo scrivere almeno una poesia.

Maddalena

Io dir le poesie al posto di tua madre.

Pittore

Mi piace il sole, mi piace il sole! E proprio perch mi piace il sole.

e la pioggia

non so se capisci quando uno sente che in un altro posto che deve stare.

Maddalena

Non esiste un altro posto. Vengo con te.

Pittore

Quella donna ecco io vorrei scendere da lei abbracciarla andare con lei per le strade

le strade che scegliamo non dobbiamo averle viste prima

Abbracciami signora,

diciamoci delle cose che ci facciano star bene.

Dora in poi io voglio dire solo cose scontate che fanno piacere non un problema, bello sentire le cose che ci si aspetta di sentire.

Maddalena

Tu devi stare con me, non prima non dopo, adesso, e non importa se hai paura e non importa niente, tu ora devi stare con me.

Pittore

Purtroppo signori io non vengo con voi mi dispiace mi mancherete certo vi mancher ma meglio cos dobbiamo deciderlo noi quando vogliamo che finisca, quando uno ha fatto tutto quello che doveva fare

E non lascia tutto cos i binari la pioggia una donna che ti pu cambiare la vita.

Maddalena

Io

Pittore

Stai zitta. Tu sei una di quelle che se qualcuno gli chiede che rimpianti ha tu rispondi nessuno.

Nessuno. Ho fatto tutto.

Io, Maddalena, non ho fatto niente.

Avrei voluto essere una persona in grado di amare con passione tutti gli esseri umani e che tutti mi attraessero,

avrei voluto capire il linguaggio degli animali e che con ognuno di loro fosse stato possibile avere un rapporto paragonabile a quello con un essere umani,

avrei voluto conoscere Mozart e Michelangelo mentre componevano il Dongiovanni o mentre dipingevano la cappella Sistina, di pi: avrei voluto essere il loro miglior amico e che loro proclamassero di avere compiuto insieme a me la loro opera migliore.

Avrei voluto un angelo che mi tenesse vicino immezzo a tutto questo casino!

Maddalena

Io sono langelo.

Pittore

Tu non sei niente.

Un angelo un angelo un angelo.

Pittore si suicida.

Maddalena

SCENA QUATTORDICESIMA

48C

(Poeta e Filosofo)

Filosofo

C qualcuno che vuole giocare con noi?

Poeta

C qualcuno che vuole giocare con noi?

Filosofo

Nessuno vuole giocare.

Poeta

Mi sa anche a me.

Filosofo

E come mai nessuno vuol giocare?

Poeta

Forse perch tardi.

Filosofo

Tardi per cosa?

Poeta

Forse non hanno sentito.

Filosofo

CE QUALCUNO CHE VUOLE GIOCARE CON NOI?

Poeta

Non urlare.

Giochiamo da soli.

Filosofo

Ma da soli non la stessa cosa.

Poeta

Ma non siamo soli, siamo in due.

Filosofo

E in due pu bastare?

Poeta

In due gi qualcosa.

Filosofo

A che gioco giochiamo adesso?

Poeta

E strano.

Filosofo

Cosa?

Poeta

Noi due che giochiamo per lultima volta.

Filosofo

Ma non lultima volta.

Poeta

Vieni qui.

Ascolta.

Fa ascoltare a Filosofo il ritmo del suo cuore.

E un bel ritmo no?

Filosofo gli fa sentire il suo.

Anche il tuo non male.

Mentre se ne vanno

Filosofo

Come hai detto che ti chiami?

Poeta

Poeta.

Filosofo

Poeta suona bene. Breve. Coinciso.

Per Filosofo meglio: Filosofo

Escono.

SCENA QUINDICESIMA

50 C

(Madonna)

Madonna

Pagliaccio non c pi e nessuno saprebbe dire dove sia.

Ma una cosa ve la voglio raccontare: la notte che Pagliaccio aspettava da tanto tempo.

Il loro incontro ebbe luogo di notte, nellora pi solenne dellamore.

Quando Dioniso sorprese Pagliaccio, Pagliaccio si stava guardando i piedi.

Sono abbastanza belli i miei piedi? Abbastanza leggeri forti veloci forti i miei piedi tanto da tenerlo su non appena mi sar addosso, il dio, che forse ha le ali ed come me ma molto pi bello.

E poi la bocca? E abbastanza grande, grande da tenerne tutto il corpo e le mani e le gambe

E la lingua? La mia lingua abbastanza generosa e sottile tanto da entrare in ogni punto del mio amore e toccarlo dentro,

oppure schiva avara e se ne sta nascosta e non vuole scambiarsi con nessuno

E il mio amore ce lha un dentro? E lo potr toccare? Cosa toccher del mio amore se entro per tutte le porte?

E se lui mi parla cosa risponder che possa sorprenderlo e farlo restare, restarmi vicino per tutto il tempo che resta?

E se non parla? Se sta zitto e mi guarda e vuole che sia io a cominciare, che cosa gli dico?

E poi perch il mio amore che tanto grande, tanto grande da potersi salvare, rimasto con me?

ma lasciate che resti! Comunque, lasciate che resti per stanotte e che mi ami!

e vi prego, vi prego fate che il mio amore abbia tutto quello che si deve avere per potermi amare.

Quando Dioniso vide Pagliaccio, Pagliaccio era gi nudo.

Le mani i piedi la lingua le orecchie il collo le gambe le spalle le braccia, le braccia soprattutto erano nude e le dita libere, le dita libere per infilarle ovunque servisse e dove capitasse, e le mani, le mani per tenerlo davanti e dietro e sopra e sotto, e i piedi, per tenersi su dritto mentre tutte le porte venivano spalancate, e il cazzo, un cazzo allucinogeno perch da l passava tutta la vita, e poi gli veniva da piangere e la pancia, libera, la pancia che avrebbe partorito tutti i figli suoi e del dio, e la bocca stava aperta, spalancata, sembrava un urlo ma era un piacere, e poi il culo, il culo soprattutto era morbido vasto aperto e generoso, il culo doveva essere generoso se voleva competere con lamore.

E fu proprio in quel momento che Dioniso da dietro lo avvicina e lo stringe, e al primo tocco Pagliaccio si svuota come che non servisse pi niente oltre che quellattimo,

e non ce la faccio a raccontare cosa accade dopo, come il dio lo rovescia e lo apre e come Pagliaccio lo accoglie e rotola su se stesso,

posso solo dirvi

che Zeus, il padre di lui che lo partor da una coscia, arrossisce e mette la testa sotto un monte,

che Giunone, moglie del padre, vuole anche lei la sua parte damore e si prende il ragazzo pi bello,

che Afrodite festeggia e piange per la grande vittoria finale,

che Achille, in quellesatto momento, ritrova Patroclo, il suo sposo, che glie lavevano rubato,

che Ulisse rimolla tutto, saluta e ciao,

che Narciso non ce la fa pi, si beve dun sorso tutto il lago e si viene addosso,

che Cuoca ritrova nel cielo Pietro, il nano,

che Pittore viene raccolto dal suo angelo,

che tralicci di viti si inerpicano sui letti di tutto il mondo,

che nelle case esplodono le caldaie,

nelle strade esplodono le fontane,

nelle chiese esplodono gli altari,

ma soprattutto

quello che accade

che tutta intorno

in quellesatto momento

la terra ride.

La piattaforma salta in aria.

E la fine!

Note

Nel testo sono presenti citazioni dirette o indirette. In particolare B.M.Kolts da "La notte poco prima della foresta", A. Ginsberg da "Urlo", R.De Simone da "La gatta cenerentola".

I primi due nella scena del Mitra. Lultimo nella scena degli Insulti.

R.C.