Il battistrada


IL BATTISTRADA

Commedia in tre atti

di GIANNINO ANTONA-TRAVERSI GRISMONDI

PERSONAGGI

Maurizio De Villa

Fausta Gardeni

Giulio, suo marito

Riccarda Sestini

Lorenzo Denori

Luisa Pezzini, modista

Amelia Vaghi, sarta

Mr. James Burton

Rosa, serva di casa Gardeni

Antonio, cameriere d'albergo

Pietro, autista di Lorenzo

Stefanina, commessa di Luisa

Un forestiere.

A Milano, Al tempo nostro.

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Salotto, che anche sala da pranzo, di una modesta casa borghese, ma che pure, in certi particolari, rivela il buon gusto della padrona. A mezzo della parete del fondo, un uscio, aperto, che la comune, d sopra il corridoio, dal quale, a destra, si accede alla camera da letto, e, a sinistra, a quelle di servizio e all'ingresso. A destra e a sinistra della comune, armadi con stoviglie. A mezzo della parete di destra, una finestra. Nel centro del salotto, una tavola. Sull avanscena, a destra, una scrivania; a sinistra, un divano, con un tavolinetto davanti, e due poltroncine ai lati.

Giulio - (in giacca d'Orleans, seduto alla scrivania, in atto di scorrere un foglio, su cui sono vane annotazioni).

Fausta - (entra dalla sinistra, portando una tazza di caff sopra un piccolo vassoio di legno, che depone sulla scrivania) Per che ora hai fissato con il tuo amico?

Giulio - Per le diciotto e mezzo... (d un'occhiata all'orologio, che appeso alla parete del fondo, e segna le diciotto e cinque) C' tutto il tempo!... (dopo avere sorseggiato il caff) Migliore di quello di ieri!

Fausta - di un'altra qualit.

Giulio - E allora, attenti a questa, sempre.

Fausta - Sta bene!... (accennando al foglio) Fatto il conto?

Giulio - S!

Fausta - Hai preso nota di tutto?

Giulio - Tutto!

Fausta - Anche il conticino del profumiere?

Giulio - Anche questo!... A proposito: mi avevi detto che si trattava di un'inezia, e invece... (le d il conto) guarda!

Fausta - Tanto?... Davvero 1 credevo.

Giulio - Riscontra, a ogni buon fine, se esatto... Dei fornitori non c' mai da fidarsi!

Fausta - Esattissimo! (rida il conto a Giulio). ..Dunque, a quanto ammontano i debiti?

Giulio - A ottomila lire circa... E li salderemo subito... Dalla mediazione, che guadagner oggi, avanzeranno, dunque, diecimila lire.

Fausta - Bene!... Settemila le metti in serbo per ogni caso...

Giulio - Inteso!

Fausta - E il resto, a me.

Giulio - Adagio!... Lascia che ci ripensi.

Fausta - Vorresti dire?

Giulio - Che tremila son troppe!

Fausta - (scattando) Me le hai promesse, formalmente.

Giulio - Proprio?

Fausta - Se non me le dai...

Giulio - (interrompendo) Ebbene?

Fausta - Ci guastiamo sul serio.

Giulio - Niente meno!

Fausta - Sai che devo rifornire la mia guardaroba... Oramai mi vergogno a uscire con lo stesso abito e con lo stesso cappello.

Giulio - O che credi che tutti ti guardino?

Fausta - (sorridendo) Se non tutti, molti certamente... Del resto, non per gli altri, ma per me stessa mi piace essere elegante... Dunque, tremila!

Giulio - Sia pure!... Bada per: una volta tanto!. .. Fin che mi dovr contentare del mio stipendio, bisogner che ti rassegni anche tu.

Fausta - Naturalmente!... Ma vuoi che te lo dica? Ho un presentimento.

Giulio - E sarebbe?

Fausta - Che finirai col trovare un posto migliore... e presto anche.

Giulio - Va' l, con la fortuna che ho sempre, io!

Fausta - Per oggi intanto puoi essere sicuro... Le carte non sbagliano!

Giulio - E lo specchio, che quella balorda della Rosa ha rotto questa mattina?

Fausta - Non importa! Il mio solitario l'ho fatto dopo, e mi riuscito subito... Che gioia, stasera!... Tornando a casa, porta una bottiglia di champagne... La berremo insieme.

Giulio - E poi?

Fausta - Che cosa?

Giulio - (guardando Fausta, concupiscente) Ci sar un'altra partita da saldare, fra noi due... Mi sembra di essere in credito da parecchio tempo... Perch non vorrai che io metta in conto le volte... in cui tu hai l'aria di non accorgertene quasi.

Fausta - (tediata) Che devo farci?

Giulio - Gi, tu hai sempre sonno!... Ma questa sera penser io a tenerti sveglia.

Fausta - (brusca) Non essere volgare, come al solito!

Riccarda - (dal di fuori, a sinistra) La signora in casa?

Rosa - S, signora!

Fausta - Oh, Riccarda!... Cos star allegra, aspettando!

Riccarda - (entra).

Fausta - (va incontro a Riccarda, e la bacia) Cara!

Riccarda - Signor Gardeni!... (gli porge la mano).

Giulio - Signora Sestini!

Riccarda - (scherzosa) Ho disturbato il vostro idillio?

Fausta - Figurati!

Giulio - Idillio... a regime secco!

Fausta - (accennando a Giulio) per uscire.

Riccarda - Meglio, allora!... (riprendendosi) Intendiamoci: per tenere compagnia a Fausta... Sempre sola, poveretta!

Giulio - Siamo qui da due settimane appena... Col tempo potr fare conoscenze anche lei.

Riccarda - Ma il diritto di precedenza a me!... Siamo amiche di collegio, noi.

Giulio - Lo so.

Riccarda - (a Fausta) Che gioia di averti ritrovata!

Fausta - E io, pensa!

Riccarda - (a Giulio) Erano quasi sei anni che non ci vedevamo.

Fausta - Gi!

Riccarda - (a Giulio) Dica la verit, signor Gardeni: si sta meglio a Milano, che non a Como?

Giulio - Oh, per me, con la vita che meno!... L'unico mio svago il cinematografo... e di questi ce n'erano anche l.

Fausta - (a Riccarda, con un gesto di tedio) Tutte le sere, sai?

Riccarda - Qui c' di meglio: teatri a volont!... Ti ci condurr io qualche volta.

Fausta - Con gran piacere!

Riccarda - (a Giulio) E lasceremo lei, tranquillamente, ai suoi cinema.

Giulio - Adagio!... adagio!

Riccarda - Oh, oh!... Avrebbe timore, forse, di affidarla a me?

Giulio - Non dico questo...

Riccarda - Badi che, oggi, non usa pi che i mariti accompagnino le proprie mogli... Quelle degli altri, piuttosto!

Giulio - Per sua norma, io la penso diversamente.

Riccarda - Tutto mutato,, e bisogner che muti anche lei... Oramai abbiamo conquistata la nostra libert... e nessuno ce la toglie pi.

Giulio - Se suo marito contento, buon per lui!... Quanto a me...

Fausta - (dopo aver guardato l'orologio, e a troncare il discorso) Lascia stare!... E bada che l'ora.

Giulio - Cambio giacca, e vado... (prende un pacchetto d sigarette sulla scrivania, lo mette in tasca, ed esce).

Fausta - Oh, quella maledetta giacca d'Orleans, se tu sapessi come mi urta!

Riccarda - Lo credo... Ma tuo marito io non me lo vedo, sai, in morning-dress!

Fausta - (sorridendo) Nep-pur io!

Riccarda - Di', piuttosto... (accennando al suo abito) Ti piace?

Fausta - Moltissimo!

Riccarda - Merito mio... a dispetto della sarta!... Gi, anche per lei la moda dovrebbe essere inviolabile... Ma una donna intelligente deve seguire la moda come il cane segue il suo padrone, e non come il cieco segue il suo cane... Mi capisci? Bisogna adattare la moda alla propria persona, approfittando di tutto ci che la natura ci ha dato, per piacere di pi... Oggi vorrebbero le gonne lunghe, e io me ne infischio... Grazie a Dio, le mie gambe non hanno paura di restare in mostra!

Fausta - Infatti!

Riccarda - Guarda la Rachele, invece, com' sciocca!... Si ostina a portare quelle scollature cos basse... e quando si piega (facendo il gesto), agli uomini viene la voglia di metterci dentro il loro biglietto di visita... perch non c' nessuno in casa.

Fausta - Anche questo di moda.

Riccarda - Lo era, fino a ieri... Oggi si preferisce di nuovo... trovar le padrone!

Giulio - (dalla destra, si affaccia alla soglia dell'uscio) Signora Sestini, le chiedo scusa... ma un impegno...

Riccarda - Faccia pure!

Fausta - In bocca al lupo!

Giulio - Speriamo bene!... (se ne va).

Riccarda - Che c'entra il lupo?

Fausta - C'entra... che, tra un'ora, avremo parecchi biglietti da mille.

Riccarad - Davvero?... Ma donde vi pioveranno?

Fausta - Giulio ha concluso un affare per conto suo.

Riccarda - Ah!

Fausta - Il primo che gli riesce!

Riccarda - Bravo!

Fausta - Cos respireremo un poco!

Riccarda - Me ne compiaccio molto per te... Povera Fausta, eri nata per un'altra vita, tu!

Fausta - (ha un gesto triste di assenso).

Riccarda - Credi che mi fa pena vederti fra queste pareti... E dovere attendere tu stessa ad ogni cosa!

Fausta - Pur troppo!

Riccarda - Quando penso a quello che eri in casa tua, da ragazza...

Fausta - Chi avrebbe previsto, allora, il rovescio improvviso del babbo? Che tristezza!

Riccarda - Come lo ricordo tuo padre!... Era cos fine!

Fausta - Ah, s!... E come gli piaceva vedermi bene acconciata!

Riccarda - Hai avuto troppa fretta di prendere marito.

Fausta - Morta anche la mia povera mamma, che cosa volevi che facessi?... Vivere alle spalle della zia... e in quel piccolo paese?

Riccarda - Cos sperduta, capisco... Ma potevi dire di s, prima, al signor Varzi.

Fausta - Ah, no! Era troppo brutto!

Riccarda - Meglio un marito brutto, mia cara, che uno squattrinato!

Fausta - ( andata alla scrivania) Le mie sigarette?... Le avr prese Giulio, al solito.

Riccarda - Ti servo io... (dalla borsetta, che ha appesa al polso, toglie il portasigarette e lo apre).

Fausta - Grazie!... {prende una sigaretta e l'accende).

Riccarda - (dopo averne accesa una per s, vede alla parete, in elegante cornice, una fotografia di uomo, e vi si accosta per osservarla) Novit?

Fausta - S!

Riccarda - E chi ?

Fausta - De Villa.

Riccarda - Maurizio De Villa?

Fausta - Proprio lui!

Riccarda - Che onore!... E come mai?

Fausta - De Villa e Giulio sono dello stesso paese, e si erano conosciuti molti anni fa... Poi, come capita, si erano perduti di vista... Il mese scorso, quando eravamo a Como, s'incontrarono per caso... De Villa fu cortesissimo con Giulio, perch ricordava che mio suocero era amico della sua famiglia... Ci invit a pranzo... e poi ci siamo riveduti altre volte.

Riccarda - Ti fa la corte?

Fausta - Ecco, tu pensi subito...

Riccarda - La cosa pi naturale del mondo!... Non credo che egli verr in casa vostra, solo per i begli occhi di tuo marito.

Fausta - (sorridendo) No!... Un pochino anche per me.

Riccarda - E allora, ne riparleremo... anche un bell'uomo... almeno a giudicare dalla fotografia.

Fausta - Somigliantissima!... E non si direbbe, vero, che ha gi quarantasei anni?

Riccarda - Certo non li dimostra... Del resto, gli uomini maturi valgono molto pi dei giovani... Si legano meglio a noi!

Fausta - De Villa veramente simpatico... e ha una conversazione affascinante.

Riccarda - Questi scrittori pensano sempre al pubblico, quando parlano.

Fausta - tornato, ieri, da Roma, dove era stato a mettere in iscena la sua nuova commedia.

Si sente lo squillo di un campanello elettrico.

Fausta - Forse, lui!

Riccarda - Il titolo della commedia?

Fausta - Il conto saldato .

Riccarda - Gli far piacere ch'io mostri di saperlo.

Rosa - (entra) Signora, venuta la modista.

Fausta - (stupita) La modista? Falla entrare.

Rosa - (esce).

Riccarda - Quello, invece, sar un conto da saldare!

Fausta - Pur troppo!

Luisa - (entra).

Stefanina - (segue Luisa, portando uno scatolone e una scatola di cartone).

Luisa - Buon giorno, signora!

Fausta - Buon giorno!

Luisa - (saluta Riccarda con un cenno del capo).

Fausta - Il mio cappello nuovo?

Luisa - S, signora!... E anche l'abito nuovo.

Fausta - Ma avevo detto a sua sorella che avrei mandato io a ritirarlo.

Luisa - Scusi, signora!... Ero andata a prenderlo, perch desideravo vedere se il cappello fosse proprio intonato... e cos ho creduto bene di fare un viaggio solo e due servizi... (ha aperto la scatola, e ne ha tolto un cappello) Vuole provarlo?

Fausta - Volentieri!

Luisa - (aggiusta il cappello in testa a Fausta, e la guarda, come estasiata) Un amore!

Fausta - (a Riccarda) Ti piace?

Riccarda - Ti sta veramente bene!

Fausta - Vedrai l'abito!

Luisa - (apre lo scatolone, e ne toglie un abito da passeggio).

Fausta - (prende l'abito dalle mani di Luisa, e lo mostra a Riccarda) Bella stoffa, non ti pare?

Riccarda - Bellissima!

Luisa - Per il taglio poi, non faccio per dire, ma ci sono poche sarte a Milano come mia sorella.

Fausta - Lo so!... Torno subito (esce).

Luisa - (a Stefanina) Te ne puoi andare, tu.

Stefanina - (prende lo scatolone e la scatola, ed esce).

Riccarda - (toglie dalla borsetta tutto l'occorrente, e si ritocca il viso).

Luisa - (dopo un silenzio) Non oso sperare di avere, un giorno, anche la signora fra le mie clienti.

Riccarda - (senza convinzione) E perch no?... Ho visto dal cappello della mia amica...

Luisa - Ci ho anche di meglio in negozio... Tutto sta a non lesinare sui prezzi!

Riccarda - Naturalmente!

Luisa - (discorrendo, ha dato uno sguardo tutt'intorno, ed palese la sua meraviglia per la modestia dell' abitazione) Ce ne vuole a venire sin qua!... Siamo quasi in campagna.

Riccarda - Oggi bisogna contentarsi, se non si vuole essere presi per il collo dai padroni di casa.

Luisa - Lo dica a me, che sto quasi nel centro!... (dopo una pausa) La signora Gardeni abita qui da molto tempo?

Riccarda - No, da pochi giorni.

Luisa - Allora mi sembra proprio di esserci gi venuta l'anno scorso, per un'altra cliente.

Fausta - (rientra).

Riccarda - Sai chi stava qui, prima di voi?

Fausta - Un vedovo, pensionato... E perch?

Riccarda - Perch la signora crede di conoscere questo quar-tierino.

Luisa - (accennando al di fuori) Di l ci deve essere un altro salotto.

Fausta - No!... (accennando a destra) Non c' che la camera da letto... (accennando a sinistra) e le stanze di servizio, da quella parte... (come pentita della confessione) Speriamo per di trovare presto di meglio.

Luisa - (con una smorfia significativa) segno che mi sono ingannata!... (dopo una pausa, cava di tasca una busta e la d a Fausta) Scusi, signora!... Spero che non se l'avr per male... l'uso della casa.

Fausta - (deponendo la busta sulla tavola) Non dubiti: domani passer da lei.

Luisa - Grazie!... Le sar molto grata... (si inchina ed esce).

Riccarda - Che fretta hai avuto di portar via abito e cappello?

Fausta - Perch Giulio non li veda.

Riccarda - (con una certa aria di sospetto) Ah!

Fausta - Egli mi ha promesso tremila lire sulla sua mediazione... Non voglio che mi rimproveri di avere ordinato, prima del tempo... Li metter fra due o tre giorni.

Riccarda - Anche domani... Per l'abito baster che tu gli faccia credere ch' un modello.

Fausta - Gi!

Riccarda - Dimmi, piuttosto... La visita della modista... quella storia dell'altra cliente... il conto, che ti ha dato subito... A proposito, nascondi anche quello, perch non caschi sotto agli occhi di tuo marito.

Fausta - Giusto!... (prende la busta e la mette in tasca).

Riccarda - Ebbene, non ci hai visto sotto nulla, tu?

Fausta - Io, noi

Riccarda - Quella brava signora venuta, lei in persona, anche per sua sorella, a farsi un'idea del tuo alloggio e delle tue possibilit finanziarie... e giudicare se sia il caso o no, per loro, di aprirti un credito.

Fausta - Pu essere!

Riccarda - vero che sarebbe bastato guardare te.

Fausta - (non avendo capito) Che vorresti dire?

Riccarda - Sei giovane, bella...

Fausta - Che c'entra?

Riccarda - Ingenua!... La bellezza pu avere un modesto oggi, ma sicurezza di uno splendido domani... E le case di moda sono molto... avveniriste, e sempre bene informate... Credi tu che mi servirebbero cos largamente, se non sapessero che alle mie spalle c' un protettore?

Fausta - (sorpresa) Per i tuoi conti?

Riccarda - Ti stupisce?... (vedendo Fausta pensosa) Credevo che lo sapessi gi!... Via, non mi vorrai togliere il saluto per questo, spero!

Fausta - No!... Ma...

Riccarda - Del resto, apri gli occhi intorno, e vedrai che non sono la sola... Ed naturale! I nostri mariti ci vogliono eleganti... ma, in fatto di conti, sono rimasti all'anteguerra.

Fausta - orribile!

Riccarda - Meno di quel che pare, se ci rifletti... Un uomo che ama, oggi, quali modi ha per dimostrarlo?,.. Un tempo, l'amante era il cavaliere dell'onore di una donna: doveva avere la virt del silenzio, per difenderla... e difendersi... Oggi siamo noi le prime a farlo apparire!. .. E pericoli egli non ne corre pi... Delitti di passione, nel nostro mondo, sono rarissimi... mariti, che si battono in duello, mosche bianche, oramai!... E allora, se un uomo ci vuole provare veramente il suo amore...

Fausta - No, no!... Io non capisco come si possa avere il coraggio...

Riccarda - Di chiedere?

Fausta - Appunto! Quale vergogna!

Riccarda - Ma nel chiedere c' un'arte, ch' quella di farsi offrire... Tutto sta nel recitare bene la nostra commedia... Divertentissima, sai?

Fausta - Ti pare?

Riccarda - E anche molto facile! Gli uomini sono cos sciocchi!.. Basta lasciare alla loro vanit l'illusione di essere amati per se stessi.

Fausta - Ma non vorrai negare, scusa... (dopo una certa esitazione) che, infine, sempre un farsi pagare.

Riccarda - E che cosa non si paga quaggi, pur troppo?... I mariti stessi non pagano le mogli... e per tutta la vita anche?

Fausta - La cosa ben diversa!... Un marito ha dei doveri.

Riccarda - E l'altro non ne ha?... Molti di pi, anzi!

Fausta - (a troncare il cinismo di Riccarda) Ma tu gli vuoi bene, almeno, al tuo dottore?

Riccarda - Quanto basta... perch lo crediamo insieme!

Fausta - Come?

Riccarda - Indagini romantiche!... Gli voglio bene, credo... mi piace, pare... tanto gentile!... Un uomo di et, che ha molto da fare... e perci mi occupa poco.

Fausta - Fosse una vera passione, si potrebbe anche scusare... Ma cos!

Riccarda - Gi, il sentimento!... Bellissima cosa, nei romanzi!... Ma oggi non si ha nemmeno il tempo di leggerli... Non per nulla c' la crisi del libro!... Certo, l'ideale sarebbe di conciliare il cuore col resto... ma poich ci non sempre possibile, non c' da esitare nella scelta... Se poi desideri cavarti un capriccio, ci vuol poco.

Fausta - Ma la gente sa le tue condizioni di famiglia... e col lusso che fai, sospetter bene...

Riccarda - Nessuno chiede a una bella donna chi paghi i suoi abiti e i suoi gioielli, pur che gli occhi siano contenti.

Fausta - E tuo marito?

Riccarda - Oh, un marito d'oro!... Sempre distratto!... Non bada per nulla alle cose mie... E poi io sono una moglie molto saggia... e faccio del mio meglio per evitargli ogni sospetto... Sono d'accordo con i miei fornitori che preparino sempre due conti: uno, bassissimo, che mostro a lui, e l'altro, il vero, che passo al dottore... E cos metto in tasca anche il denaro, che mio marito mi d.

Fausta - Non c' che dire, hai accomodato bene le cose!

Riccarda - E la Rachele, sai come se la cava?... Diede ad intendere al marito che sua madre, la quale molto ricca, non le nega mai nulla... Naturalmente, fece nascere subito una questione gravissima fra suocera e genero, e perci essi non si vedono pi... e lei non corre il rischio che la mamma la tradisca... Del resto, i mariti. non sanno come fornita la nostra guardaroba... Pensa che al mio ho fatto credere persino che un abito nuovissimo era un mio vecchio, ritinto!... (ridendo) E era vorrebbe che li facessi ritingere tutti!... (vedendo che Fausta sorride) Di' la verit: non avresti mai pensato ch'io sarei divenuta cos intelligente?... Ti ricordi, in collegio? Mi credevate tutte una stupida.

Fausta - Certo, non promettevi tanto.

Riccarda - La vita, mia cara!... Imparerai anche tu.

Rosa - (entra) Il signor De Villa.

Fausta - Fallo passare.

Rosa - (esce).

Riccarda - Oh, come t'illumini subito!

Fausta - Via, Riccarda!

Maurizio - (entra).

Fausta - (andandogli incontro) Oh, De Villa!... Che piacere di rivederla!

Maurizio - Il piacere tutto mio, signora!... (le bacia la mano).

Fausta - Riccarda?... (presentando) Maurizio De Villa... la signora Sestini.

Maurizio - (s'inchina).

Riccarda - (porgendo la mano a Maurizio) Felicissima!

Maurizio - Altrettanto!... ( Fausta) Grazie del suo dispaccio cos cortese, che ha fatto pi lieto il mio successo!

Fausta - Un vero trionfo?

Maurizio - Pi di quanto non mi aspettassi.

Fausta - Credevo che si sarebbe trattenuto a Roma, per le repliche.

Maurizio - (sorridendo) Dopo aver saldato i conti... anche col pubblico, non mi premeva pi.

Riccarda - (fra s) Ahi, non sono pi in tempo col titolo!

Maurizio - (con intenzione) E poi la nostalgia della mia casa... La vita d'albergo mi insofferibile.

Fausta - Le sono veramente grata di aver dedicata a me una delle sue prime visite.

Maurizio - Dica addirittura, la prima.

Fausta - Ma devo proprio crederlo?

Maurizio - E perch non crederlo?

Fausta - Io mi domando come mai una persona come lei, avvezza a frequentare i grandi salotti, non disdegni di passare una soglia borghese, come la nostra.

Maurizio - Signora, lei non pensa che io sono un artista, prima che un uomo di mondo... E un artista non bada tanto alla cornice, quanto, e ben pi, all'opera d'arte, ch'essa contiene... E oggi questo salotto ha la fortuna di accoglierne due ad un tempo.

Riccarda - Il complimento era doveroso... ma mi lusinga ugualmente, detto da lei... Sono proprio lieta di averla conosciuto di persona... pur sapendo di correre un brutto rischio.

Maurizio - Quale?

Riccarda - I commediografi, si sa, avvicinano noi signore per farne oggetto di studio, e poi metterle in qualche loro lavoro.

Fausta - (ha un gesto, come ad attenuare laffermazione di Riccarda).

Riccarda - Non dico per te, che sei ancora cosi... (come cercando la parola) cos semplice, e perci non saresti soggetto molto adatto a una commedia moderna.

Maurizio - Protesto!

Riccarda - naturale!... Le assicuro per che, con me, a-vrebbe da buttar gi qualche scenetta pi gustosa.

Maurizio - Non ne dubito... Ma bisognerebbe che io la potessi studiare... pi da vicino.

Riccarda - E perch no?

Fausta - Brava Riccarda! Vuoi essere applaudita sul palcoscenico.

Riccarda - Potrei anche essere fischiata!

Fausta - Con lui, no, certo!

Maurizio - Grazie, signora, del lieto presagio per il mio avvenire!... Ma non tolga ai miei colleghi una cos dolce speranza.

Riccarda - Che bella vita deve essere la loro!

Maurizio - Crede proprio, signora?

Riccarda - Sia sincero!... Applausi, quattrini, piaceri, amori.

Maurizio - Molto pi nel desiderio, che non nella realt.

Fausta - Non faccia il modesto... Sappiamo, sappiamo delle sue conquiste!

Maurizio - Ad ogni modo, signora, non bisogna fermarsi a ci che appare... Il mantello del successo teatrale splendido, veramente teatrale... ma sapesse che cilicio aspro c' sotto!

Fausta - Davvero?

Maurizio - Le lunghe veglie, il tormento per dare una forma definitiva, una vera espressione d'arte ai nostri sogni... le molte incertezze, gli improvvisi abbattimenti... E dopo, per noi scrittori di teatro, altre ansie... per noi, che dobbiamo consegnare l'opera nostra ad altre creature, che la interpretino... E, con loro, di nuovo fatiche, fino alla sera della battaglia... E il pubblico? Questo terribile giudice... senza appello, che ci pu distruggere in un attimo il lavoro di tanti mesi!.. E quando, infine, si riusciti alla vittoria, ecco ancora io amarezze della criticai

Fausta - Questa volta non mi sembra che lei si possa lagnare... Ho letto i giornali.

Maurizio - Io non mi lagno mai, signora... Riconosco alla critica tutti i suoi diritti... Solo mi rammarico se, talvolta, non giustamente considerata la mia coscienza d'artista.

Riccarda - E avremo presto il piacere di applaudirla qui?

Maurizio - Il mese prossimo, credo.

Riccarda - (a Fausta) Ci andremo insieme.

Fausta - Benissimo!

Riccarda - (si alza e porge la mano a Maurizio) Spero di rivederla presto!

Maurizio - Io pure!

Riccarda - (bacia Fausta) Domani c' un t danzante al Cova ... Perch non verresti anche tu... con il tuo bel vestito nuovo?... Quale occasione migliore per inaugurarlo?

Fausta - Se Giulio mi permetter di uscire... lo hai ben sentito.

Riccarda - Ma non hai nessun bisogno di dirglielo... Baster che tu ti trovi in casa al suo ritorno.

Fausta - Vedr!

Riccarda - Ti aspetter sino alle diciassette... (esce).

Fausta - (accennando a Maurizio...d sedere accanto a lei) S accomodi!

Maurizio - (eseguisce).

Fausta - Come le parsa la mia amica?

Maurizio - La conoscevo di vista... e di fama... Anzi, ne riparleremo... Intelligente, del resto!... E lo ha dimostrato, non prolungando troppo la sua visita.... Desideravo stare un poco con lei, sola... Avrei tante cose da dirle!

Fausta - Dica, dica!

Maurizio - Tante almeno ne pensavo, quando ero in via per venire qua.

Fausta - E ora?

Maurizio - Ora, come sempre avviene con le persone che ci sono care, mi sembra di non sapere pi dir nulla.

Fausta - (sorridendo) Devo suggerirle io gli argomenti?

Maurizio - (scrollando il capo, come a sviare il discorso) E come va Giulio?

Fausta - Sempre tra la casa e l'ufficio.

Maur. - Intendevo, di umore.

Fausta - Come al solito!... Si lagna di lavorare molto, per guadagnare poco... Vorrebbe trovare un posto migliore... Ma senza forti raccomandazioni, difficile... E noi...

Maurizio - Senta: io ho tante conoscenze, e potr tentare.

Fausta - Davvero?... Gliene saremmo molto grati.

Maurizio - Ma si figuri!... Me ne occuper subito, e con piacere.

Fausta - Un posto a Milano, s'in fendei

Maurizio - (supponendo in Fausta un desiderio, che concorda col suo) Naturalmente!

Fausta - Capir, un nuovo trasloco sarebbe una rovina per noi.

Maurizio - (come deluso) Capisco!

Fausta - E poi... qui mi parr di avere in lei una persona, dalla quale aspettarmi un consiglio, occorrendo.

Maurizio - (lieto) Dica pure, un'assistenza... un appoggio, sempre.

Fausta - Grazie!

Maurizio - Sar una gioia per me!

Fausta - (dopo un silenzio) Ah, la mia vita non punto allegra!

Maurizio - L'avevo gi intuito.

Fausta - Non difficile a lei.

Maurizio - S, ma l'intuizione non basta... Vi sono ombre domestiche, che un estraneo non pu diradare... Le anime femminili poi hanno segreti, che anche l'indagine pi acuta non riesce a penetrare... Mi aiuti, dunque, lei... Mi parli, come ad un vero amico.

Fausta - S, lei mi ispira molta fiducia.

Maurizio - E allora, mi permette qualche domanda intima... da confessore?

Fausta - (sorridendo) Da confessore addirittura?

Maurizio - Oh, lei non ha nulla da temere!

Fausta - (scherzosa) Chi sa!

Maurizio - (a voce bassa) Giulio le vuol bene?

Fausta - A modo suo, s.

Maurizio - Ma l'ha sposata per amore?

Fausta - Certo, gli piacevo molto.

Maurizio - Non c' da meravigliarsi!... E ora?

Fausta - Ora... (con impaccio) gli piaccio, s, a sbalzi... E lo urta di non trovare in me quella rispondenza che vorrebbe.

Maurizio - Il solito dissidio!

Fausta - No!... Piuttosto egli non ha capito che io ho bisogno soprattutto di tenerezza.

Maurizio - Certo, lei donna, che avrebbe saputo ben ricambiarla.

Fausta - (ha un sorriso di assenso).

Maurizio - (dopo una pausa) geloso?

Fausta - Era gelosissimo... tanto, che non ha mai voluto che qualche suo amico, giovane, venisse per casa.

Maurizio - (a quell'involontaria allusione alla sua et, si oscura in viso).

Fausta - (dopo un silenzio) Ma, forse, ho torto di lagnarmi... Se mi guardo attorno, le mie a-miche non mi sembrano pi contente di me.

Maurizio - Fatalit della vita!... Il matrimonio aggioga insieme due anime e due corpi... Fin che questi conservano un certo mistero, le anime riescono a creare un accordo, e vanno, lievi e facili, insieme... Ma quando il mistero si dissolve, e la carne non ha pi segreti, le anime, non pi attirate dall'ignoto, si disgiungono... e non rimane allora che un urto insofferente di corpi, costretti allo stesso giogo... I caratteri mettono fuori le loro punte, i contrasti si acuiscono, le realt premono d'intorno ad ogni passo... i sogni svaniscono, e non affiorano che i disinganni.

Fausta - Ah, com' vero!... com' vero!

Maurizio - E, fra i due, le vittime sono pi spesso le donne, perch gli uomini non comprendono che, non ostante tutto, il matrimonio sempre il miglior legame... Cessata la passione, rimane l'affetto, la stima... e la forza dei figli, in cui rinasce la vita.

Fausta - (tristemente) Io non ho nemmeno questo conforto!

Maurizio - (non raccogliendo le parole di Fausta, come preso dal suo pensiero) Lo comprendono, pur troppo, coloro che non si sono fatti una famiglia... (abbassando la voce) ma una comprensione che viene troppo tardi, quando non c' pi rimedio... Ecco il nostro tormento! Il tempo incomincia a pesare, i capelli si fanno grigi, ma il cuore... (accalorandosi) questo burattino, che ci percuote dentro e ci numera i giorni, non si rassegna a invecchiare... vuole sentirsi vicino il caldo di un altro cuore, da cui ricevere conforto, in cui sentire un riposo... E si affanna a cercarlo... Ma dove? ma come?... A quali delusioni, terribili... e ridicole anche, va incontro?. .. La giovinezza crudele: vorrebbe l'amore unicamente per s... e non ammette che si possa scendere in campo con lei, di l da un certo numero di anni... Ah, la tristezza dei ritorni alla propria casa, senza un viso di donna che ci sorrida!... (ripigliandosi) Scusi, signora! Io mi sono lasciato trascinare dalla mia confessione, le ho scordato il suo dramma, per rappresentarle il mio.

Fausta - Mi stata una cara pena l'ascoltarla... Ma ella ha esagerato... molto esagerato... Le sue parole sono andate oltre la sua persona... Lei non ha ancora ragione di disperare, tutt'altro!

Maurizio - Lo crede?

Fausta - Lo sento!... E poi... conosco i suoi anni.

Maurizio - Ah!

Fausta - Sono su tutti gli almanacchi teatrali.

Maurizio - (sorridendo) Noi non li possiamo nascondere, pur troppo!

Fausta - Del resto, gli anni contano diversamente, secondo le persone.

Maurizio - (con una certa ironia) Gi!... Lo diceva anche un grande scrittore francese a una signora, che gli chiedeva la sua et: Il n'y a pas d'age, madame: il n'y a que des forces!... SI, si! Bella frase, per gli altri!... Ma le forze restano dentro di noi. e, fuori, non si vedono che i capelli grigi... E allora certe cose, che si osavano dire un tempo, ora si teme di pronunciarle.

Fausta - Un uomo come lei non pu avere di questi timori!

Maurizio - No, per la scena, dove posso far dire alle mie persone quello che voglio... In un dialogo della vita, io non arriscliierei una domanda, quando non fossi certo che la risposta sia proprio quella che desidero.

Fausta - ( per rispondere, ma si trattiene, vedendo Giulio entrare).

Giulio - (entra, sconvolto, arrabbiato) Te lo dicevo io... (vedendo Maurizio) Oh, Maurizio!... Ben tornato!

Maurizio - Carissimo!... (gli d la mano).

Giulio - Scusa, sai... ma sono fuori di me.

Maurizio - Che c' stato?

Fausta - (ansiosa) L'affare?

Giulio - Sfumato!

Fausta - (sgomenta) Sfumato?... Ma possibile?... Dici sul serio?

Giulio - Ho proprio voglia di scherzare!

Fausta - (accoralissima) Se ne eri certo!... Come mai?

Giulio - Quel farabutto di Sturli!... Giura e spergiura che stato ingannato anche lui... Ma Che! La collezione, il venditore, il compratore, la mediazione, tutta una trappola sua, lo scommetto.

Fausta - Ma non gli avevi anche anticipate mille lire?

Giulio - Sfumate pure quelle, naturalmente!

Fausta - Ti avevo ben avvisato di non fidarti tanto!

Giulio - (a Maurizio) La senti?... Se stata lei la prima a incitarmi!... (a Fausta) Altro che il solitario di questa mattina!... Lo specchio rotto piuttosto!

Fausta - (fra se stessa, come perduta) E ora?

Rosa - (affacciandosi alla soglia dell'uscio) Signora...

Fausta - (seccata) Che cosa c'?

Rosa - Vuol venire a dare una occhiata...?

Fausta - Vengo subito.

Rosa - (esce).

Fausta - (a Maurizio) Scusi!

Maurizio - Prego!

Fausta - (ha un gesto di tedio, come per quel richiamo alle sue faccende domestiche, e si avvia per uscire).

Giulio - Bada che l'appetito io non lo perdo ugualmente!

Fausta - (esce).

Maurizio ..................... - Tanto meglio! Calmati, dunque!

Giulio - Oh, per me!,.. Io mi so contentare... per lei, piuttosto.

Maurizio - Mi sembrata, difatti, quasi pi accorata di te.

Giulio - Naturalmente!.... Le avevo promesso una bella sommetta, perch rifornisse la sua guardaroba.

Maurizio - Capisco, allora.

Giulio - Pensa che muso per qualche giorno!

Maurizio - Bisogna compatirla.

Giulio - presto detto!

Mauriziq - Piccole vanit femminili!

Giulio - E come faccio io a soddisfarle?... Pi che sgobbare tutto il giorno non posso... O perch non ha sposato un milionario?

Maurizio - (sorridendo) Sperava, forse, che tu lo divenissi.

Giulio - Gi, proprio io, con la disdetta che ho sempre! Una vera maledizione!

Maurizio - Ma non sar sempre cosi!

Fausta - (rientra).

Maurizio - Mi rincresce, signora, di non averci pensato subito... Le avrei detto che non si scomodasse ad andare di l... Piaccia pure spegnere i fuochi in cucina... Stasera, loro due pranzano con me, non vero?... E staremo di buon umore.

Fausta - Volentieri!

Giulio - Mi rincresce, ma non possibile.

Fausta - (rammaricata) E perch?

Giulio - Sai bene che ho un lavoro da finire... (a Maurizio). L'ho lasciato a mezzo, per quel maledetto affare, che mi ha fatto correre su e gi tante volte... Lo devo consegnare domattina, e non c' santi!... Non verrei correre il rischio di perdere anche l'impiego.

Maurizio - Come sei catastrofico!

Giulio - Mi conosco bene... (va alla scrivania, ne apre il cassetto e vi fruga dentro) Dove sono le carte?... Le ho portate con me, ieri sera.

Fausta - No, non avevi nulla in mano, quando sei tornato.

Giulio - (spazientito) Ma si!... (fruga di nuovo nel cassetto).

Fausta - Ti assicuro di no... Avevi il giornale soltanto.

Giulio - Le avr lasciate in ufficio... Ci vuole pazienza!.... Vado a prenderle... (a Maurizio) Scusa, sai!

Maurizio - Figurati!

Giulio - Ti ritrovo?

Maurizio - Forse!... Ad ogni modo, per domani sera, siamo intesi?

Giulio - Grazie!... (stringe la mano a Maurizio, ed esce).

Maurizio - (stende una mano verso Fausta).

Fausta - (accorata) Se ne va?

Maurizio - Ma no!... (le prende le mani) Volevo stringere queste mani, che devono umiliarsi alle necessit domestiche... cos belle, cos fini!

Fausta - (tristemente) Bisogna!

Maurizio - (carezzandole) Oh, come vorrei risparmiarle io, se mi fosse consentito!

Fausta - (come se si fosse accorta appena allora di aver lasciato le sue mani in quelle di Maurizio, le ritira) Un bel sogno!... (si guarda attorno, e si pone una mano sulla fronte) Ma la realt questa!

Maurizio - Sa che cosa penso, guardandola? A una rosa, in un brutto vaso... E sarebbe degna di una splendida coppa di Murano.

Fausta ......................... - Immagine vana! Lei trova sempre le parole belle...

Maurizio - Ma che vorrebbero essere buone insieme, e ridarle un sorriso.

Fausta - Ha ragione... Infatti, ecco, sorrido!... (si sforza a sorridere, ma invece gli occhi le si inumidiscono e il petto le sussulta).

Maurizio - Ma signora, per carit!

Fausta - No, no... non mi dica pi nulla... (s alza e fa per avviarsi verso l'uscita).

Maurizio - (raggiungendola) Non cos!... (la prende lievemente alle braccia).

Fausta - (svincolandosi, cade su una sedia, come presa da un singulto di pianto).

Maurizio - (turbato, incerto, la guarda qualche istante, tacendo).

Fausta - (senza alzare il capo) Scusi, scusi... vada... mi lasci!

Maurizio - (con rammarico sincero) Dunque, non mi crede un amico?... uri vero amico?

Fausta - (levando il viso lacrimoso) S, s!

Maurizio - E allora, perch scusarsi di questo pianto?... [le prende una mano) Sediamo l... (la trae verso il divano, dove erano prima).

Fausta - (si lascia trarre docilmente, pur tra i singulti) inutile!... inutile!

Maurizio - (facendola sedere con lui) Ecco, inutile il pianto, se non come uno sfogo dell'anima, che aspetta un consiglio.

Fausta - (disperatamente) Sono una disgraziata!

Maurizio - Non dica queste grosse parole, che accrescono l'affanno... Vediamone la ragione piuttosto... Quasi sempre le cose, che a una donna, come lei, paiono grandi disgrazie, poi, discorrendone quietamente, si riducono a piccoli contrattempi.

Fausta - (scrolla la testa in silenzio).

Maurizio - Via, si pu sapere?

Fausta - (continua a diniegare col capo).

Maurizio - Davvero si vede che non vuole avere confidenza in me (correggendo) nella mia esperienza.

Fausta - Non questo!

Maurizio - (senza raccogliere la interruzione) Poc'anzi, a cielo sereno, eravamo gi buoni amici, e ora?... E pure non mi pare, lei, donna da promettere con le labbra quello che non venga dal cuore.

Fausta - (in un impeto)Ah, no!

Maurizio - Dunque, coraggio!. ..Vuole che l'aiuti io?

Fausta - (risoluta) "Ebbene. s!... Mi aiuti a trovare un'occupazione... un lavoro per me.. Lavorare, lavorare, mio Dio!

Maurizio - (incredulo) Un'occupazione per lei?

Fausta - S... un posto qualsiasi... ma subito, subito... Guadagnare qualche cosa... non essere pi di peso agli altri!

Maurizio - (la guarda fissamente, come a indagare la sua sincerit).

Fausta - Non pu consigliarmi?

Maurizio - (ancora in dubbio) Sto pensando.

Fausta - Ci sono tante donne occupate, che non valgono pi di me, certo.

Maurizio - (fingendo d secondarla) Che cosa vorrebbe fare?... Sa battere a macchina?

Fausta - No!.., Ma posso imparare.

Maurizio - Ci vuole del tempo!... E lei diceva di volersi occupare subito, subito.

Fausta - Infatti!

Maurizio - Lei ha bisogno, di guadagnare subito, non vero?, una piccola somma... per rifornire la sua guardaroba.

F'austa - (scattando) Giulio! e ha detto?

Maurizio - S!

Fausta - Che le ha detto?.... Giulio non sa... (si arresta).

Maurizio - Che cosa?

Fausta - (trattenendosi) Ah, nulla!

Maurizio - Quello che non sa Giulio... lo so io.

Fausta - (stupita) Lei?

Maurizio - molto semplice... La somma, che Giulio le aveva promessa, sfumata... ma il vestito gi in casa.

Fausta - (debolmente) Lei si inganna!

Maurizio - Non quello l'abito, che deve mettere domani, per andare al t, con la sua amica?

Fausta - (abbassa il capo, confusa).

Maurizio - Vede se non avevo ragione io, quando ho chiamato la sua disgrazia un piccolo contrattempo... che non meritava tante lacrime?

Fausta - (dopo una pausa) Ma Giulio?... Lei non pensa a Giulio! Egli si ammazza a lavorare... Ha gi fatto tanti sacrifici per me... Come avr il coraggio di confessargli?... farmi perdonare la mia leggerezza?

Maurizio - A Giulio non bisogna dire nulla... per non dargli un dispiacere.

Fausta - E come rimediare altrimenti?

Maurizio - Non ci vuole molto... Potr fare un prestito.

Fausta - Ma da chi?

Maurizio - Mi permette di darle una prova... la prima, della mia amicizia?

Fausta - (guardandolo, come avendo compreso di colpo) Lei?... (risolutamente) No, no!... Da lei non voglio nulla... nulla!... Che cosa ha creduto?

Maurizio - Cara creatura, mi lasci proseguire... Chi ha parlato di me?... Io conosco molte persone di affari.

Fausta - (scrollando il capo) Ma nessuno conosce me!

Maurizio - Cercher io chi...

Fausta - Ma lei dovrebbe garantire... la stessa cosa.

Maurizio - Ben diversa!... Per me si tratta di una semplice parola.

Fausta - (fermamente ancora) No, no... non voglio, non voglio... (poi subito, avvilita) Come ha potuto sospettare che io?.... (perdutamente) Dica?

Maurizio - Signora, la prego...

Fausta - S, sospettare che io giocassi una commedia indegna!

Maurizio - Ma lei travede!

Fausta - Non sono Riccarda, io!

Maurizio - Che c'entra?... (come risentito) Lei mi offende.... Dietro la signora Sestini c' un amante... e davanti a lei non c' che un amico.

Fausta - (lo fissa, come se volesse la conferma delle sue parole).

Maurizio - Un amico, e nulla di altro... Per quello che di pi puro, di pi sano pu avere, una amicizia, io le ripeto: Vuole affidarsi a me?

Fausta - (incerta) Non so... non so... La mia povera testa si perde!

Maurizio - Non si tormenti pi per una miseria... Pensi di avere camminato da se sola, un poco avventatamente, come della giovinezza, per una via, piena di pericoli... e che, al primo ostacolo, una mano di uomo esperimentato... una mano di amico le si offra, per aiutarla a superarlo... Tutto qui!

Fausta - Mai poi... Come far?

Maurizio - Quando avremo trovato per Giulio... e presto, un posto migliore, allora gli potr anche confessare...

Fausta - Ma intanto?

Maurizio - Se chiedesse, potr dire che la sarta non ha nessuna premura.

Fausta - (piega il capo, come persuasa).

Maurizio - Ecco, tutto passato... e non se ne parli pi!... (chinandosi su di lei) Domattina lei potr uscire?... Ci potremo incontrare verso le undici?... Alla pasticceria Margherita? ... Va bene?

Fausta - (alza il capo, e vorrebbe parlare).

Maurizio - (facendole segno di tacere) Zitta!... (le bacia la mano) A domani!... (si avvia rapido, ed esce).

Fausta - (rimane qualche istante pensosa; tutto ad un tratto, balza in piedi, chiamando) De Villa?... De Villa?... (si avvia verso l'uscio).

Rosa - (apparsa sull'uscio, con una tovaglia in mano) Signora...

Fausta - (riscossa e seccata) Che c'?

Rosa - Non l'ora di preparare la tavola?

Fausta - SU... (va alla finestra, e guarda fuori, con le mani appoggiate alla tenda).

Rosa - (depone la tovaglia sulla tavola, e si avvia per uscire).

Fausta - (accorgendosene) Ma perch te ne vai?

Rosa - Non la prepara la signora?

Fausta - No!... Oggi non ne ho voglia.... Spicciati, dunque!

(continua a guardar fuori).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

Salotto di un albergo di montagna. A mezzo della parete del fondo una grande vetrata, da cui si accede a una terrazza, oltre la quale si vedono boschi d pini e monti, avvolti di nebbia. Nelle pareti laterali, usci in primo e in secondo termine. A destra e a sinistra della vetrata, scrivanie, addossate alle pareti. Sulla terrazza, tavolinetti e sedie di vimini, e poltroncine a sdraio.

All'alzarsi del sipario, James sulla terrazza, a gambe larghe, in atto di guardare la montagna con un grosso binocolo.

Riccarda - (entra dalla sinistra in secondo termine).

Fausta - (segue Riccarda).

Riccarda - Prendiamo il caff sulla terrazza?

Fausta - Come vuoi!

Antonio - (entra dalla destra in secondo termine con una lettera e alcuni giornali).

Riccarda - (pronta) Lettere per me?

Antonio - Niente posta per la signora!

Riccarda - (contrariata) Nemmeno oggi?

Antonio - Una lettera, invece, per la signora Gardeni (accennando a Fausta).

Fausta - (prende la lettera).

Antonio - E i soliti giornali dell'albergo... (li depone sopra un tavolino).

Riccarda - Due caff, fuori!

Antonio - Subito, signora! (esce).

Fausta - (leggendo la lettera) Giulio mi scrive che ha trovato il nuovo alloggi per noi.

Riccarda - (sopra pensiero) Ah, s?

Fausta - Che gioia avere una casa nuova, comoda, con una bella sala, da ricevere gli amici!... (vedendo Riccarda assorta) A che pensi?

Riccarda - Non mi spiego il silenzio del dottore... Gi due lettere, senza risposta!... Se domani non ricevo nulla, faccio una corsa a Milano.

Fausta - E tu hai il coraggio di insistere cos?

Riccarda - Figurati! Non voglio trovarmi alle strette.

Fausta - Ti ammiro, ma non saprei imitarti... Pensa che io ho persino ritegno a chiedere denari a mio marito!

Riccarda - A un marito, si capisce... Sono cos restii, sempre!. ..Ma a un amico!

Fausta - Ancor peggio!

Riccarda - Ah, tu sei una gran sentimentale!... Mi fai paura!

Fausta - Paura?

Riccarda - Eh!, mia cara, col sentimento si arriva qualche volta molto pi in l che col cinismo.

Fausta - (a sviare il discorso) A proposito di cinismo: quel signor Denori (accennando a sinistra) vai sembra che passi il segno.

Riccarda - ( andata a sedere alla scrivania, a sinistra della vetrata) Denori? Il cinismo l'unico vestito, che possa mettere sulla Sua bruttezza.

Fausta - Sai che brutto per davvero?

Riccarda - (mentre scrive una cartolina) Ma che importa? La bellezza necessaria a noi donne... come una vetrina!... Per gli uomini, invece, tutto sta nel vedere... quello che c' nel negozio.

Antonio - (apparso sulla terrazza, dalla destra, portando un vassoio, su cui sono due tazze d caff, dopo averle deposte sopra un tavolino, si affaccia alla soglia della vetrata) Le signore sono servite!... (ritorna sopra i suoi passi).

Fausta - Hai finito?

Riccarda - Una cartolina al tenente... Doveva venire domani a farmi visita, ma, pur troppo, non pu... partito per le manovre.

Fausta - Ti sar molto grato del tuo saluto quotidiano.

Riccarda - Come De Villa a te, quando siete lontani.

Fausta - La cosa diversa!

Riccarda - Sotto un certo aspetto, s!

Fausta - Che intendi?

Riccarda - Tira via!... Tanto, tu non saresti sincera lo stesso.

Fausta - (a troncare il discorso, si accosta alla terrazza).

Riccarda - (alzandosi) Fatto!. (prende le due cartoline, e raggiunge Fausta).

James - (avanzato dalla terrazza, s incontra sulla soglia della vetrata con Fausta e Riccarda, e s trae da parte per lasciarle passare, facendo un piccolo inchino).

Fausta e Riccarda - (rispondono con un cenno del capo, ed escono).

James - (attraversa la sala, ed esce dalla destra in primo termine).

Maurizio - (contemporaneamente entra dalla sinistra in secondo termine).

Lorenzo - (segue Maurizio) Ricordo benissimo la nostra discussione di quel giorno.

Maurizio - Ma lei mi sembra divenuto ancora pi scettico.

Lorenzo - ( andato a premere il campanello elettrico alla parete del fondo) E lei, scusi, rimasto... (si arresta).

Maurizio - Dica pure: lo stesso ingenuo... Colpa della mia natura!... Sono un grande sentimentale, io.

Lorenzo - E lo si vede dalle sue commedie.

Maurizio - Le quali per, modestia a parte, non dispiacciono al pubblico.

Lorenzo - Non per sminuirla, sa... ma provi a fare l'apologia del furto davanti a una platea, composta di ladri, e sia pur sicuro che la fischierebbero in massa... peggio che se fossero tutti galantuomini.

Maurizio - Non ne dubito... Eppure il sentimento , nella vita, ci che lo zucchero nel caff: ne corregge l'amarezza.

Lorenzo - Passi per una zolletta, ma non tutta una zuccheriera!

Antonio - (entra dalla destra).

Lorenzo - Un caff!

Antonio - Senza zucchero per il signore, so gi.

Maurizio - (sorridendo) Naturalmente!... E uno, con molto zucchero, per me.

Antonio - Sar servito, maestro!

Maurizio - Ma che maestro!... Nemmeno di scuola!

Antonio - (con grande ossequio) A ciascuno ci che gli spetta!... Conosco il mio dovere... Due caff per i signori!... (esce).

Lorenzo - Creda a me, De Villa: se si compilasse regolarmente il bollettino degli adulteri, come s fa per i matrimoni, le cifre si pareggerebbero quasi... E ne vuole una prova? Le cocottes seno sparite dalla circolazione... Accrescevano il numero dei disoccupati!... E le donne maritate hanno preso il loro posto.

Maurizio - Non bisogna esagerare poi!

Lorenzo - Le parole sembrano sempre esagerate, ma i fatti le superano... Oramai il contagio si diffuso da per tutto... Un tempo l'infedelt coniugale era un privilegio delle alte classi.

Maurizio - Gran galeotto, l'ozio!

Lorenzo - Ma la piccola borghesia era rimasta sana... Faceva una vita, semplice, pi chiusa... Mancavano le occasioni.

Maurizio - Non credo che si debba addossare tutta la colpa alla dea occasione... Via! C'erano ieri, e ci sono ancor oggi, donne che vogliono bene al marito... (a un cenno d'incredulit di Lorenzo) E se il bene se ne andato, sentono almeno la bellezza di accettare, cristianamente, il proprio dovere di mogli e di madri.

Lorenzo - Per qualcheduna non nego... La maggior parte per... La vanit, il piacere dell'eleganza, l'esempio sono pi forti... e allora, per vestirsi... si spogliano!... Oramai l'amore, come lo intende lei, un povero re in esilio.

Maurizio - Ritorner sul trono, ne sono certo.

Lorenzo - Le rivoluzioni non si fanno dagli imbecilli!... Perch la colpa iniziale stata del nostro sesso... Crede lei che Adamo, per ottenere le grazie di Eva, abbia dovuto mettere mano; al portafogli?

Maurizio - Non aveva tasche, lui!

Lorenzo - Ebbene, bisognava che i posteri seguissero il suo esempio, e non ammettessero l'altro sesso... che al patrocinio gratuito.

Maurizio - E non avrebbero protestato nemmeno gli avvocati.

Lorenzo - E cos, trovi un uomo, uno solo... nelle nostre condizioni s'intende... il quale abbia un'amante, che non gli costi... E non parlo delle donne a prezzi convenuti: parlo delle signore, cosiddette per bene.

Maurizio - Ce ne sono pure di. ..cos fatte!

Lorenzo - Ammetto: quelle poche, privilegiate dalla fortuna, le quali possono concedersi il lusso di darsi per amore soltanto... Ma anche per queste? Fiori, dolci, doni per l'onomastico... quar-tierini segreti... gite ai bagni e in montagna... dover perdere al poker col marito... mance per complicit, stipendi per silenzi... Tiri le somme, e mi dir che gusto alla fine dell'anno!

Maurizio - La cosa ben diversa, mi sembra.

Lorenzo - Al redde rationem non muta... E per le altre? Si passa dai conti da saldare al danaro alla mano... E non vanno nemmeno per il sottile nella scelta,.. Si direbbe che vedono buio anche di giorno!... (volgendosi verso la terrazza) Per non andare lontano, la signora Sestini... (si arresta, vedendo entrare Antonio).

Antonio - (entra dalla destra, portando un vassoio con due tazze di caff, e lo depone sul tavolino, accennando successivamente) Con zucchero per il maestro... senza zucchero per il signor ingegnere!... (esce).

Maurizio - (sorseggiando il caff) Diceva, dunque, della signora Sestini...

Lorenzo - Non sa che l'alante del dottore Merighi?

Maurizio - Cosa notissima!

Lorenzo - Ha trovato anche H modo di far curare gratis suo marito!... E non le mette un poco schifo? Lei, bella, giovane... lui, vicino alla cinquantina... Ah, i tempi sono diventati propizi agli uomini maturi!

Maurizio - (con un impaccio disinvolto) Le pare?

Lorenzo - (come ricordandosi dell'et di Maurizio) Non parlo per lei, che ha tante attrattive da piacere ancora alle donne.

Maurizio - Si figuri!

Lorenzo - Ma i suoi coetanei?. ..Mietono in ogni campo, e assai pi dei giovani di vent'anni... purch siano molto larghi di mano, naturalmente... Il Dio Cupido si trasformato in ministro delle finanze... e i negozi delle sarte e delle modiste sono divenuti... la Corte dei Conti... Vada da loro, se vuole risparmiarsi la noia delle prime schermaglie galanti... lasci che aprano i loro libri mastri, e avr subito i recapiti esatti per presentarsi a colpo sicuro.

Maurizio - Sa che cosa io penso, piuttosto? Che si abbia il torto di considerare il danaro soltanto come un mezzo di corruzione.

Lorenzo - I biglietti di banca sono cos sporchi!

Maurizio - Ma non l'unica moneta in corso... E i mezzi di offrire sono molti... Ad esempio, io mi guarderei bene dal regalare a una signora un gioiello di grande valore, acquistato in un negozio.

Lorenzo - Io non ho tali scrupoli.

Maurizio - Ma se, per caso, avessi attitudini di palombaro, e, un bel giorno, mi calassi in mare, pescassi un'ostrica, entro cui fosse una magnifica perla, e poi, tornato a galla, la offrissi alla signora... e davanti al marito, crede lei che non l'accetterebbe?

Lorenzo - Ma certo!... E il marito sarebbe felicissimo di farla... incastonare.

Maurizio - Vede, dunque, che tutto sta nelle forme... Dir di pi. A me sembra un pregiudizio che l'aiutare una donna sia un avvilirla... Non per noi un dovere e insieme una grande compiacenza, se te vogliamo bene, e ne abbiamo il ricambio?

Lorenzo - Adagio!... Generalmente, l'aiuto lo chiedono prima di ricambiare... o, meglio, di darne l'illusione.

Maurizio - (pensoso) Ma non tutto, forse, illusione?... Perch deluderci da noi stessi?

Lorenzo - In amore io non mi sono illuso, mai... E non me ne vanto, sa... Caso di forza maggiore! Stimmate di nascita!... (a un moto di Maurizio) Non se ne dia pensiero!... Dacch mi sono guardato allo specchio, ho subito capito la mia sorte... Mi vede, lei, ai piedi di una donna, a belarle la mia dichiarazione sentimentale? Riderebbero anche le pecore!... (con ira mal contenuta) Ah, non piacevole, certo!... E le assicuro che avrei maledetto di essere venuto al mondo, se mio padre non mi avesse lasciato in compenso quanto mi occorre per godere anch'io una parte almeno di ci che riservato al resto dell'umanit... E al danaro non chiedo pi di ci che pu darmi... Lascio agli altri le dolcezze dell'anima... A me le basse soddisfazioni dei sensi!... E sono soprattutto pratico, sempre. Le donne non mi si offrono? E io offro loro... Sar volgare, brutale anche, ma non importa... Anzi, della umiliazione che la natura mi ha inflitta, mi vendico, umiliando quelle che mi schernirebbero, se non avessero bisogno di me.

Maurizio - un parlar chiaro, mi sembra.

Lorenzo - Non amo gli eufemismi, io... Del resto, la mia persona quasi non c'entra... Io rimango in disparte, ad assistere allo spettacolo... Il vero primo attore il mio portafogli... lui che s'impone, non io... Io le lascio anche libere di negarmi quello che domando... E qualcheduna me lo ha negato.

Maurizio - Meno male... scusi!

Lorenzo - S, perch ho avuto troppa fretta nel farmi avanti... e non c'era urgenza... Ora ho imparato a temporeggiare... Sono come le grandi celebrit mediche: accorro nei casi disperati soltanto!

Riccarda - (entra dalla vetrata).

Fausta - (segue Riccarda).

Riccarda - Di che discorrevate, con tanto calore?

Lorenzo - Dell'onest delle donne.

Riccarda - Quanto a lei, so gi quel che ne pensa: la conosco abbastanza... Ma lei, De Villa?

Maurizio - Per me, signora, tutte le donne sono oneste.

Riccarda - Tutte, proprio?

Maurizio - Tutte!... E mi spiego... Le poche, anzi le pochissime, che mi hanno concesso i loro favori, dovere di gentiluomo mi costringe a negarlo, recisamente.

Riccarda - E quelle, che non hanno avuto tale debolezza, chiamiamola cos, per salvare la morale?

Maurizio - Per loro, il mio orgoglio maschile non mi consente di ammettere che altri possa essere stato pi fortunato di me.

Riccarda - Ve la siete cavata a meraviglia!

Fausta - E se mutassimo discorso?

Maurizio - Molto meglio!... Si potrebbe anche fare due passi.

Fausta - Sta per piovere di nuovo.

Lorenzo - La montagna ci vuol mandar via!

Maurizio - Infatti, l'albergo quasi vuoto.

Fausta - Sarai l'ultima tu a far le valige.

Riccarda - Io, no!... L'ultimo sar quel signore inglese... (a Maurizio) Pensi: qui da tre settimane, ad aspettare un mattino ben sereno, per vedere dal pizzo bianco quella vista, che il Baedecker annota con le stellette... Ogni mattina, immancabilmente, si fa svegliare, per arrampicarsi lass... ma poich nuvole ce ne sono sempre, ridiscende, insoddisfatto, per ritornare a letto... e aspettare un'alba migliore.

Maurizio - Bel tipo!... (a Lorenzo) E lei conta di trattenersi ancora un poco?

Lorenzo - (ha tenuto sempre gli occhi fissi su Fausta, palesando il desiderio acre, ch'ella gli ispira) Vedr.

Maurizio - lo dovr scendere a Milano domattina.

Riccarda - Come mai cos presto?

Maurizio - Aspetto mio fratello, che viene in licenza da Oslo... Non ci vediamo da un anno.

Riccarda - (a Fausta) Tu per rimani?

Fausta - Certo!

Riccarda - Ti voglio ospite mia per qualche giorno ancora.

Maurizio - (rimane stupito dalle parole di Riccarda).

Fausta - Con gran piacere, cara!... Tanto pi che Giulio mi scrive che a Milano sempre caldo... Povero Giulio! Tutta l'estate al lavoro!

Maurizio - Ma soddisfatto del nuovo posto?

Fausta - (volgendo a Maurizio uno sguardo, come di riconoscenza) Soddisfattissimo!

Riccarda - Mi fate ricordare che devo scrivere a mio marito... Da una settimana me ne mancato il tempo.

Lorenzo - Nessuna nuova, buona nuova! , dice il proverbio.

Riccarda - Io gliene suggerirei un altro: Chi sta bene, non si muove! ... Non vorrei che gli saltasse di venirmi a raggiungere... A poi!... (esce dalla destra in primo termine).

Lorenzo - Un terzo proverbio, appropriato al caso: Dio li fa, e poi li accoppia! ... Quel signor Sestini veramente straordinario nella sua cecit... se non piuttosto nella sua complicit silenziosa.

Fausta - (ingenuamente) Riccarda sicura che suo marito all'oscuro di tutto.

Maurizio - (appare urtato dalle parole di Fausta).

Pietro - (si affaccia alla soglia della vetrata).

Lorenzo - (vedendo Pietro) Che c'?

Pietro - Scusi, signore... Vorrei chiederle per la macchina...

Lorenzo - Vengo subito... (a Fausta) Con permesso, signora!

Fausta - Faccia pure!

Lorenzo - (esce dalla vetrata, e scompare dalla destra).

Pietro - (segue Lorenzo).

Fausta - Hai visto che bella macchina?

Maurizio - (con un gesto di noncuranza) Bellissima!... Dimmi, piuttosto: tu sei qui, ospite della signora Sestini?

Fausta - S!... Mi ha invitata a passare un paio di settimane con lei.

Maurizio - (severo) Ma noi hai pensato come pagher... anche il tuo conto? Con i danari, non certo di suo marito.

Fausta - (piega il capo, confusa).

Maurizio - Mi meraviglia molto che tu abbia accettato.

Fausta - Non mi rimproverare, Maurizio, te ne prego... Mi vuoi guastare la gioia di averti con me, queste poche ore?

Maurizio - Devo rimproverarti di non voler comprendere che non quella un'amicizia che ti convenga... Te l'ho gi detto pi di una volta... Io me ne sgomento per te... Tu non mi sembri pi la stessa.

Fausta - Oh, Maurizio!

Maurizio - Giudichi certe cose con una leggerezza, che non ti conoscevo... Anche poc'anzi, a proposito signor Sestini... (dopo una pausa) No, no! Bisogna che tu tronchi assolutamente.

Fausta - Non facile!

Maurizio - Un pretesto si trova sempre.

Fausta - Ma lei penserebbe certo che sei stato tu a volerlo.

Maurizio - E perch?... Le hai detto, forse, qualche cosa?

Fausta - Nulla, figurati!... Ma io sono sicura, per alcuni suoi accenni, che lo sospetta... Non vorrei poi che si urtasse... e ci facesse del male.

Maurizio - (richiamato a se stesso) Gi, non siamo sulla giusta via... Dobbiamo andare cauti, anche noi!... (vedendo Fausta pensosa, e temendo di averla offesa) Non mi fraintendere, Fausta... Il nostro caso molto diverso!... Tu mi vuoi bene, non vero?

Fausta - E me lo chiedi?

Maurizio - Mi fa piacere sentirmelo ripetere!

Fausta - Tanto te ne voglio!... {dopo una pausa) Tu, invece!

Maurizio - Io?... Che cosa?

Fausta - Sono quasi tre mesi che non ci vediamo... tre mesi, pensa!

Maurizio - Pi di due mesi all'estero, lo sai.

Fausta - Per quelle tue maledette conferenze.

Maurizio - Non mi posso lagnare dell'esito.

Fausta - Ma sei tornato da vari giorni... E non saresti nemmeno venuto a farmi questa visitina, se non te ne avessi pregato io, con tanta insistenza.

Maurizio - Ti attendevo presto a Milano.

Fausta - Ma io desideravo passare almeno una giornata intera con te... (a voce bassa, quasi esitante) Abbiamo tante cose da dirci!

James - (entrato dalia destra in primo termine, va con grande flemma a guardare sopra un tavolino, su cui sono alcuni giornali).

Maurizio - L'inglese... del Pizzo bianco?

Fausta - Appunto!

James - (si accosta al tavolino, presso cui sono Fausta e Maurizio) Excuse me!... (accennando a una rassegna) May y take this Magazine?

Maurizio - Faccia pure!

James - (prende la rassegna, e fa un piccolo inchino) I thank you very muchi

Maurizio - Non c' di che!

James - (si avvia verso la terrazza).

Fausta - Gli hai risposto in italiano?

Maurizio - S, per insegnarglielo!

Antonio - (entrato dalla terrazza, dove aveva servito un forestiere, comparso dalla destra, si incontra con James, e accennando ai monti) Niente anche oggi, Milord?

James - (con una smorfia) Nothingl... Foggy bad weather!

Antonio - Allora, domattina, sveglia... (stendendo tutte le dita di una mano) alle cinque?

James - Yes!

Antonio - Non dubiti, Milord!

James - Bring me a wisky and soda, please!

Antonio - Subito, Milord!... (esce dalla sinistra).

James - (l sulla terrazza, siede a un tavolinetto, e si mette a leggere).

Maurizio - Dunque, volevi dirmi?

Fausta - Dimmi, prima, tu... Mi hai pensata sempre... e dovunque, come io ho pensato a te?

Maurizio - (teneramente) Sempre, e dovunque!... E come avrei potuto dimenticarti un istante solo... dopo quelle ore?... Le avevo sospirate cos lungamente!

Fausta - Ma io, da tempo, ero gi cosa tua!

Maurizio - Ne ero certo, cara... e pure ne dubitavo ancora... Ah, io devo sempre torturare me stesso!... il mio male!... E poi, alla mia et, non ci si getta in un'avventura come a vent'anni, all'abbandono... Si va innanzi timorosamente.

Fausta - Ma perch?... Mi avevi ben letto nell'anima!

Maurizio - Ah, s!... Io la sentivo la tua anima, di giorno in giorno, farsi pi vicina alla mia, e pi chiara... rivelarsi anche a te stessa... E ne godevo, come se fosse tutta opera mia... Perch questa la gioia pi grande dell'amore: sollevare nella propria luce un'altra anima, darle vita col nostro desiderio, farla come nuova... Ho sognato cos di ricrearti, non figura della mia arte, ma creatura vera e viva del mio amore... Tu credi che sia la tua bellezza esteriore ad attirarmi.

Fausta - (sorridendo) Mi pare che conti un poco anche questa!

Maurizio - Hai ragione!... Tu mi richiami, femminilmente, a una realt pi concreta... Ma io volevo farti comprendere che tu non hai incontrato in me un uomo, cui bastano i facili amori, dai quali ho sempre aborrito... Anche nella mia giovinezza, con tutti i suoi impeti, uno sguardo, un indugio della mano mi potevano far tremare... e mi lasciavano dolcezze di giorni e giorni... Pi la conquista era lenta, e pi mi inebriava.

Fausta - Ti sembrata tanto difficile la mia?

Maurizio - S, perch io non ero venuto a te per solo bisogno di tenerezza... e tanto meno per chiederti l'ultima elemosina del vizio... No! Ti desideravo, come nessuna donna, forse, ho mai desiderata... Ma bisognava, prima, che fosse mio anche questo tuo corpo divino... bisognava che tu lo volessi, che il tuo desiderio mi chiamasse.

Fausta - Dopo tante carezze!

Maurizio - Non ne ero mai sazio!... Sono il fiore del senso, l dove esso non ha ancor nulla di torbido!... Si rinnovano, si rinnovano.., e, dopo, ci si pu fissare negli occhi, senza l'amara ombra della stanchezza.

B"austa - Ma le carezze non ti bastavano!

Maurizio - Le carezze sono nate gemelle coi baci... E quando le mie labbra ebbero conquistato le tue, ti giuro che mi sembr di non doverti chiedere pi nulla.

Fausta - (sorridendo) E invece?... Ma fui io a volerlo!... Ti dovevo la prova del mio amore, la vera... E avevo capito ogni tuo timore.

Maurizio - Cara!

Fausta - Ma ora li hai superati tutti... e puoi essere quieto.

Maurizio - S... fin che ti sono vicino.

Fausta - No, anche lontano, devi.

Maurizio - Oh, la lontananza mi fa tremare di perderti!

Fausta - Ma che brutti pensieri!... Io non potrei essere pi felice di quello che sono... Tu sei cos buono con me! Me no dai tante prove!... Tante, che... (si arresta, esitante).

Maurizio - (come di subito richiamato alla realt del suo legame con Fausta, si alza di scatto) No, non lo dire!

Fausta - (percossa) E perch?

Maurizio - Mi urta che tu lo ricordi!

Lorenzo - (affacciandosi, dalla destra, alla soglia della vetrata) Scusi, De Villa... La mia macchina deve avere un guasto al magnete... Il mio autista nuovo, e non la conosce bene ancora... Non le rincresce che il suo venga a darvi un'occhiata?

Maurizio - Si figuri! Lo chiami pure.

Lorenzo - Grazie!

Maurizio - Non c' di che!

Lorenzo - (scompare).

Fausta - tuo amico?

Maurizio - Semplice conoscente!

Fausta - Gi!... Siete troppo diversi di sentimenti voi due, da potervi legare... Per lui tutte! e donne si somigliano!

Maurizio - (come ricordando le affermazioni di Lorenzo, e riallacciandole alle parole di poc'anzi di Fausta, si oscura).

Fausta - (accorgendosene, e dopo averlo fissato qualche istante in silenzio) Maurizio, che ti ha preso, tutto ad un tratto?

Maurizio - (infingendosi) Nulla!

Fausta - Sii sincero!... Ti leggo in viso.

Maurizio - (in un impeto) Cos potessi io leggerti sin nel profendo!

Fausta - (ha un gesto di grande scoramento).

Antonio - (entra dalla destra, con in mano un dispaccio) Un dispaccio per il maestro!... (lo porge a Maurizio).

Maurizio - (prende il dispaccio, e lo apre).

Antonio - (esce).

Maurizio - (legge il dispaccio, e palesa dal viso un forte turbamento).

Fausta - (ansiosa) Una cattiva notizia?

Maurizio - Mio fratello, gravemente ammalato!

Fausta - Davvero?

Maurizio - (guardando ancora il dispaccio) Viene da Stoccolma... Dunque, era gi partito da Oslo?. ..Che gli sar capitato, da un giorno all'altro?... (dopo un istante commosso di riflessione) Bisogna che io parta.

Fausta - S, Maurizio!

Maurizio - (si affretta alla soglia dell'uscio d sinistra) Cameriere? . ..L'orario delle ferrovie, per piacere... Ma subito!

Antonio - (dal di dentro) Subito, maestro!

Maurizio - Mi facevo tanta festa di rivederlo domani!

Fausta - Ma non ti turbare cos!... Speriamo in Dio!

Antonio - (entra, con l'orario, che porge a Maurizio).

Maurizio - Favorite aspettare... (scorre febbrilmente l'orano) Per Stoccolma, la via di Basilea... (come avendo trovato la pagina) C' un diretto a Milano, alle quattordici e mezzo... (guarda l'orologio) Posso essere in tempo... (ad Antonio) Dite che salgano in camera mia, e portino gi la valigia.

Antonio - Subito, maestro!... (esce).

Fausta - Povero Maurizio!

Maurizio - la vita, pur troppo!

Fausta - Che tristezza anche per me!... Cos lontano... e chi sa per quanti giorni!

Maurizio - (fissa Fausta, supponendo in lei un riposto pensiero) Senti!

Fausta - Che vuoi?

Maurizio - (a voce bassa) Ti occorre... qualche cosa?

Fausta - (ire un impeto) No, no, Maurizio!... Che cosa pensi, in questo momento?

Lorenzo - (entra dalla vetrata) Stanno riparando... Il cielo si rischiarato... Si potrebbe fare una piccola gita, tutti insieme.

Maurizio - Ci vuol altro!... Ne devo fare una io, solo... e ben diversa!

Lorenzo - Oh!

Maurizio - A rivederla, Denori!

Lorenzo - (molto sorpreso) A rivederla!

Fausta - L'accompagno, De Villa. E chiamo Riccarda, perch possa salutare lei pure.

Maurizio - Grazie, signora!

Fausta - (esce dalla destra).

Maurizio - (segue Fausta).

Antonio - (entrato dalla terrazza, dove era andato a prendere il vassoio, portato per James, va a prendere anche quello che aveva portato per Maurizio e per Lorenzo, e s avvia verso destra).

Lorenzo - Cameriere?

Antonio - (si ferma e si volge).

Lorenzo - Vorrei da voi qualche informazione.

Antonio - Forestieri in arrivo?. ..Vado a sentire dal portiere?

Lorenzo - Intendevo, forestieri che sono gi all'albergo... Il signor De Villa...

Antonio - (mostrando di avere gi capito dove miri Lorenzo) Chiamo la cameriera del secondo piano?

Lorenzo - No, vorrei sapere soltanto... se stato qui altre volte.

Antonio - Chiamo la signorina del bureau?

Lorenzo - (incominciando a infastidirsi) Ma no!... Se non l'avete visto, segno che non c' stato... (dopo una pausa) E la signora Gardeni?

Antonio - Chiamo la cameriera Bel primo piano?

Lorenzo - Gi tutto il personale dell'albergo!... (dopo una pausa, fra s) Ho capito!... (trae d tasca il portafogli).

Antonio - (pronto) Non s'incomodi, signor ingegnere... (accennando) Vede che ho le mani impegnate!

Lorenzo - (avendo cavato dal portafogli un biglietto da cinquanta, fa per deporlo sul vassoio).

Antonio - (scostandosi) Prego!. ..Lei non mi conosce... Povero si, ma galantuomo!... C' anche di mezzo l'onore del Sindacato!... (esce).

Amelia - (comparsa, dalla destra, sulla terrazza, entra).

Lorenzo - (scorgendola, stupito) Oh, signora Amelia!

Amelia - Ingegnere carissimo!

Lorenzo - Come mai a Belvedere?... Qualche abito da provare, anche quass?

Amelia - Volesse Iddio!.., per altro, pur troppo!... Ma non speravo davvero d'incontrare il signor ingegnere: il migliore dei nostri clienti.

Lorenzo - Per interposte persone!... Ma loro, sarte moderne, sono un poco... ermafrodite: servono donne e uomini insieme.

Amelia - Che vuole! Bisogna aiutarsi in tutti i modi.

Lorenzo - E come vanno gli affari?

Amelia - Non c' male, grazie a Dio!... Ma lei sa la massima di mio marito: Poche clienti, ma sicure! .

Lorenzo - E di lui c' da fidarsi... un ottimo agente investigativo.

Amelia - Fa del suo meglio, poveretto!... Nonostante tutto per...

Lorenzo - Qualche... scottatura non manca?

Amelia - No!... Si finisce col prenderli... ma ce ne vuole oggi giorno!

S sente una tromba di automobile.

Amelia - Nuovi arrivi?

Lorenzo - Partenze, piuttosto.

Amelia - (sollecita) Non sar per caso la signora Garden:?

Lorenzo - No!... Lei rimane!... in indagare) Se ne andato... l'altro, invece.

Amelia - Il signor De Villa, lo scrittore?

Lorenzo - Proprio lui!

Amelia - Sa anche lei?

Lorenzo - Ho indovinato a volo, come sempre... Per informazioni pi precise, rivolgersi a suo marito.

Amelia - Senta: sin che lui va in casa di lei, non ci pu essere nulla da dire... ma se accertato che lei va in casa di lui...

Lorenzo - Ci pu essere qualche cosa da fare... Speriamolo almeno, per tutti e due!

Amelia - Tanto cara signora!... E proprio mi rincresce di doverla importunare.

Lorenzo - (sempre a indagare) Per uno di quei conti, di cui diceva poc'anzi?

Amelia - Appunto!

Lorenzo - (con visibile compiacimento) Ah!

Amelia - Ma abbiamo le nostre necessit anche noi.

Lorenzo - Capisco!

Amelia - (dopo un istante d riflessione) Se per il signor De Villa era qui, penso che avr provveduto.

Lorenzo - Con gli autori drammatici non c' mai da essere sicuri... I loro guadagni sono come gli ascensori: salgono e scendono.

Amelia - Ma il signor De Villa anche ricco del suo.

Lorenzo - E il signor Gardeni, che lei sappia, di quei mariti, che...?

Amelia - No, ci giurerei!... La signora ha sempre tante paure!

Lorenzo - Ci sono stati conti precedenti... non saldati da lui?

Amelia - Pi d'uno.

Lorenzo - (con perfida intenzione) Allora, il guaio potrebbe essere molto serio per la signora, se lui venisse a saperlo!

Amelia - (avendo intuito) Gi!.. Ad ogni modo, sentir, prima, da lei stessa.

Lorenzo - (ironicamente) Speriamo!

Amelia - (dopo una pausa, come presa da un pensiero) E lei si ferma, ingegnere?

Lorenzo - (avendo intuito) Ma certo!

Amelia - Bene!

Lorenzo - (avendo lo sguardo rivolto al di fuori) Badi, qui!... {Subito si ritrae) Ci rivediamo!... (esce rapidamente dalla destra).

Fausta - (entra)

Amelia - Signora Gardeni!

Fausta - (stupita, seccata e impacciala) Signora Amelia!

Amelia - Come mi fa piacere di trovarla al fresco!... A Milano si soffoca, quasi come in piena estate.

Fausta - Me l'hanno scritto.

Amelia - E che bel luogo poi!

Fausta - Bello veramente!

Amelia - Non lo conoscevo io... Gi, non mi posso muovere mai... Sempre a quel maledetto negozio!... Oggi per mi sono dovuta assentare per forza... Ero andata, questa mattina, a casa sua..,

Fausta - (ha un moto di sbigottimento).

Amelia - (pronta, a rassicurarla) Per parlare con lei, unicamente... Dalla portinaia ho saputo che la signora era quass, e mi sono fatta coraggio... Lei mi vorr scusare... Nella sua lettera del mese scorso mi aveva assicurato che, entro pochi giorni...

Fausta - (come richiamata improvvisamente al pensiero del suo impegno, e sgomenta) vero... ma...

Amelia - Noi abbiamo sempre aspettato... Ma ora non ci pi possibile, assolutamente... Se non fosse per questo, io mi sarei guardata bene...

Fausta - (con grande vergogna, e quasi stentando a trovare le parole) Mi rincresce moltissimo... ma io non avevo pensato che mio marito... per il momento... E vorrei pregarla... s... di un grande favore... Non pu pazientare qualche poco ancora?

Amelia - (vivamente) Impossibile, impossibile, signora!

F'austa - (quasi supplice) Quattro o cinque giorni, al massimo... E le d la mia parola...

Amelia - Si figuri, signora, se io non vorrei favorirla!... Una cos buona cliente!... Ma il danaro ci occorre per luned mattina, a qualsiasi costo.

Fausta - (fra s) Dio, come far?

Amelia - Abbiamo un impegno gravissimo: una cambiale, che sta per andare in, protesto... Un fornitore, che non ci d respiro... Ci ha anche minacciati di farci fallire, se non paghiamo in tempo... Pensi, sarebbe una rovina per noi, che siamo in commercio!

F"austa - (mentre Amelia parlava, ha pensato affannosamente a una via d scampo) Capisco... ma...

Amelia - Io le ho usato tutti i riguardi, cara signora... Ieri, mio marito voleva andare dal signor Gardeni.

Fausta - (ha un molo di forte sgomento).

Amelia - Sono stata io a dissuaderlo... Con i mariti, non si sa mai!... Ma alle strette in cui siamo, bisogner pure... E il signor Gardeni trover certo il modo di provvedere... stato sempre cos puntuale con noi... (come per una minaccia) e vedr che quest'ultimo conto anche meno grosso degli altri.

Fausta - (dopo aver quasi tremato alle parole d Amelia, tutto ad un tratto ha come un lampo di speranza sul viso) Ah, Riccarda!... (dopo una pausa) Lei non ha fretta di andarsene?

Amelia - Nessuna fretta!... Tanto, la giornata d'oggi perduta per me... Domani poi testa... Io mi potr trattenere qui... sin che le far comodo.

Fausta - Non occorre tanto!... Ci rivedremo fra un'ora.

Amelia - Ai suoi. ordini, signora!... E gliene sar proprio grata.

Fausta - Si figuri!

Amelia - (s inchina, esce dalla vetrata, raggiunge Lorenzo, il quale passeggia sulla terrazza, e scambia qualche parola con lui).

Fausta - (dopo un silenzio, risollevandosi) S, Riccarda!... Lei mi pu salvare!.., (volgendosi, come per andarsene, vede Lorenzo staccarsi da Amelia e venire avanti, e ha un moto di dispetto) Ah! gli avr detto...

Lorenzo - (entra dalla vetrata) Scusi, signora... lo non ho ardito chiedere a De Villa la ragione della sua partenza improvvisa.

Fausta - (facendo un grande sforzo per dominarsi) Un caso molto doloroso... Suo fratello gravemente ammalato, a Stoccolma.

Lorenzo - Oh!... Mi rincresce assai... (dopo una pausa, con intenzione) Triste viaggio... e cosi lungo.,. Non potr essere l che fra tre o quattro giorni.

Fausta - Gi!

Lorenzo - (dopo un' esitazione, accostandosi a lei) Signora, io ho avuto da poco la fortuna di conoscerla... ma la vedo cos turbata, che...

Fausta - S'inganna!

Lorenzo - Non lo dica, signora!... Sento che le trema persino la voce.

Fausta - (secca) Fosse pure! Che cosa deve importarne a lei.

Lorenzo - Pi che non creda... E volevo dirle...

Fausta - (interrompendo) Ci che le avr detto la sarta, poc'anzi?

Lorenzo - Pu darsi!

Fausta - (fiera) Eallora, non occorre che me lo ripeta!

Lorenzo - Non si alteri, signora... Io devo aggiungere una cosa soltanto: che non ha motivo di disperarsi... A tutto c' rimedio, a questo mondo!

Fausta - (avendo intuito le intenzioni di Lorenzo, e fissandolo) Che cosa intende?

Lorenzo - Lascio che lo intenda lei.

Fausta - Per chi mi ha presa?... (quasi fra s) Vigliacco!

Lorenzo - ( per rispondere, ma si trattiene, vedendo Riccarda entrare dalla destra in primo termine).

Riccarda - (entra, tutta sconvolta, e con una lettera in mano).

Lorenzo - (esce dalla destra).

Riccarda - (accennando alla lettera) Un espresso del dottore!... Altro che il solito vaglia!... Ha saputo del tenente... e mi d il benservito.

Fausta - Ah!

Riccarda - Ma lascia fare a me... Sono molto pi furba di lui, io!... E tu mi potrai giovare moltissimo.

Fausta - (ansimante) Io?... Sono perduta... perduta!

Riccarda - (sorpresa) Che cosa dici?

Fausta - Maurizio partito...

Riccarda - Partito?

Fausta - S, poco fa.

Riccarda - Vedi? Me l'hai sempre negato... Ma io ne ero sicura, sicurissima... Questa volta gli avrai chiesto troppo, e ti ha piantata!

Fausta - ( per parlare).

Riccarda - Ma non ti angosciare! Ti insegno io il modo di riprenderlo.

Fausta - (come disfatta) No, non questo!... non questo!

Riccarda - E allora?

Fausta - Ti dir... (si abbatte sopra una poltrona, e fa cenno a Riccarda di sederle vicino).

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Lo stesso salotto del primo atto, ma con qualche quadro alle pareti, qualche oggetto d'arte, una stoffa elegante sul divano, e un certo studio di raffinatezza nei particolari.

Riccarda - (seduta vicino a Fausta) Cinque giorni sai, mi ci sono voluti... e per questo non sono venuta da te... Ma credi che sono stata meravigliosa... Sono riuscita a distruggere a una a una tutte le prove contro di me... E ce n'erano, se ce n'erano!... Ah, che avvocato sarei io!... Ramo speciale: infedelt femminili!... Non ci sarebbero pi condanne per noi, te l'assicuro.

Fausta - (molto triste, abbattuta, sembra come fissa in un pensiero) E cos siete tornati in pace?

Riccarda - Non subito per... Mi sono fatta sentire io, dopo! O che ti pare?... Vorrei che tu fossi stata presente alla scena... Ah, tu mi hai offesa con i tuoi sospetti, mi hai fatta piangere anche! E ora riconosci di avere avuto torto! Troppo tardi! E peggio per te! Io vado per la mia strada, e tu per la tua. Trovane un'altra, se ti riesce, che valga quanto me! Figurati! Preghiere, suppliche da parte sua... Sembrava un bambino!... S'era dimenticato persino di avere un consulto!... (mostrando un anello, che ha al dito) Ed ecco il suggello della pace!... Bellissimo, non vero?

Fausta - (guarda distrattamente).

Riccarda - Gi!... A te i gioielli non piacciono... Non li potresti nemmeno portare... Sono prove troppo evidenti!

Fausta - Certo!

Riccarda - Dimmi, invece, come hai rimediato?

Fausta - (infingendosi) La sarta mi concesse una dilazione... e Maurizio, al suo ritorno...

Riccarda - Naturalmente!... Mi rincrebbe tanto, sai, di non poterti aiutare io!

Fausta - Non ne dubito.

Riccarda - Ma bisognava che aggiustassi le cose mie col dottore... prima di dargli un altro salasso.

Rosa - (affacciandosi alla soglia dell'uscio) Scusi, signora: posso scendere, per quella commissione?

Fausta - No, pi tardi!... Aspetto gente.

Rosa - Sta bene, signora!... (esce).

Riccarda - Ma devo insegnarti proprio tutto io?

Fausta - Che cosa?

Riccarda - Togli alla tua donna quel brutto vizio di entrare in salotto, senza domandare permesso, prima... Non si sa mai quel che pu capitare...

Fausta - Hai ragione.

Riccarda - Vuoi un altro buon consiglio? Pianta la tua sarta, e serviti da una gran casa invece... Queste non hanno paura delle cambiali che scadono, e non ci danno molestie.

Fausta - Gi!

Riccarda - Ad ogni modo, sii pi accorta in avvenire... Non aspettare a chiedere il salvagente, quando hai gi l'acqua alla gola... Ad affogare, cara mia, si fa presto!

Fausta - (con un senso profondo di avvilimento) Oh, per me!... Quando ripenso a ci che ho passato in questi giorni, credi che rimpiango amaramente la mia vita di prima.

Riccarda - Nel guscio domestico? Bel gusto!... Ma che! Vivere bisogna!... Godere, godere in tutti i modi!... Per il guscio c' la vecchiaia.

Fausta - (in un impeto) No, no!... Basta, basta!

Riccarda - (stupita) Che ti ha preso?

Fausta - Nulla!... Ma se anche io la pensassi come te, dovrei andare molto pi guardinga... Mio marito non cieco, come il tuo.

Riccarda - Lascia stare!... Cieco, lui?... Sai che m' capitato, ieri l'altro? Egli viene'in camera mia, e mi chiede il conto della modista... Ha la mania di conservare tutte le carte... per l'archivio, dice... Io ero ancora sopra pensiero per le noie col dottore, e, sbadatamente, invece del conto ridotto, gli d l'altro: pi del triplo!

Fausta - Dio!

Riccarda - Aspetta!... Vedo che d un'occhiata alla cifra, e poi lo mette in tasca, tranquillamente... Un'ora dopo mi cade sottomano il primo conto... Figurati come sono rimasta!

Fausta - Me l'immagino!

Riccarda - Ma, oramai, sono passati due giorni, e non me ne ha fatto parola... non solo, ma di ottimo umore, come sempre.

Fausta - Dunque, puoi vivere tranquilla?

Riccarda - Tranquillissima!. .. Pensa per! Ero certa che fosse all'oscuro di tutto... Che delusione per me!... Oh, te lo assicuro: gli ho tolto la mia stima, interamente!

Si sente lo squillo del campanello.

Fausta - Maurizio!... Lasciami subito, te ne prego.

Riccarda - E avevi bisogno di dirmelo?

Fausta - (ansiosa, andata sulla soglia dell'uscio, e guarda verso sinistra; ha un moto di stupore, e arretra, sbigottita, scolorata in viso).

Riccarda - (accorgendosene) Che hai?

Fausta - (facendosi gran forza) Nulla!... (si passa una mano sulla fronte).

Lorenzo - (entra e s'inchina) Signora!

Fausta - (abbassa il capo, conte se le ripugnasse d guardare in viso Lorenzo).

Riccarda - (molto stupita, ma dissimulando) Oh, Denori!

Lorenzo - (si inchina a Riccarda; poi a Fausta) Le chiedo scusa, se vengo a disturbarla... Ma sono stato in cerca di suo marito, e non l'ho trovato... Mi premeva avere un'informazione da lui... Ella vorr essere cos cortese da...

Riccarda - Io ti lascio, cara... Voglio andare al Reale ... C' un film bellissimo, dicono: Purezza !... Non lo conosco!... (bacia Fausta) A presto!

Fausta - (a voce fioca) S!

Riccarda - (a Lorenzo) A rivederci!

Lorenzo - Lo spero!

Riccarda - (esce).

Lorenzo - (subito andando verso Fausta, e con voce tremante, appassionata) Signora...

Fausta - (ritraendosi prontamente, e con violenza) Che cosa volete?... Perch siete venuto?... Chi vi ha dato il diritto?

Lorenzo - Mi lasci parlare, signora... Mi ascolti!

Fausta - (sempre incalzando) Non ho nulla da ascoltare... Non vi conosco... Non so nemmeno chi siate!

Lorenzo - La prego!

Fausta - Andate, andate via! (quasi gli si avventa contro, con i pugni alzati, in un. accesso d'ira, che la fa singultare, come di pianto),

Lorenzo - (non si muove, e_ la guarda con aria supplichevole).

Fausta - (con voce pi bassa) Andate via!

Lorenzo - Se fossi venuto \ chiedere un perdono?

Fausta - (rialzando il capo di scatto) Perdono!... (disperata) a me che non so perdonare!... (quasi senza voce, con orrore) Oh, potessi almeno non ricordare pi!

Lorenzo - Ma io devo ricordare... (come parlando a se stesso) Quell'ora non me la posso svellere dal sangue!

Fausta - (ha un gesto di ribrezzo).

Lorenzo - Oh, sono stato punito... terribilmente punito!... Mi siete entrata nell'anima, nei sensi, come una spina rovente, che mi brucia dentro!... (guardando intorno, circospetto, e come senza voce) Siete stata mia...

Fausta - (ribellandosi, e coprendogli le parole) No, non sono stata vostra!... Non avete avuto che un corpo inerte...

Lorenzo - Non so, non so... Ma ora tutto mutato in me... Ora vi prego, vi supplico... Far quello che vorrete...

Fausta - Non vedervi pi, altro non voglio!... (ripresa da un impeto violento) Andate via... o chiamo!... ( per avviarsi verso l'uscio).

Lorenzo - (come avendo sentito rumore d passi nel corridoio) Badi, signora!

Fausta - (sbigottita, si arresta).

Maurizio - (entra, e, vedendo Lorenzo, si ferma, fortemente sorpreso).

Fausta - (facendo un grande sforzo per dominarsi, va incontro a Maurizio e gli porge la mano) Oh, De Villa!

Maurizio - (freddamente) Signora... (volgendosi verso Lorenzo, e abbozzando un sorriso) Ho incontrato, or ora, per via la signora Sestini... Se avessi anticipato di poco, avrei trovato qui tutta la comitiva di Belvedere.

Lorenzo - Si sciolse, subito dopo la sua partenza.

Maurizio - Ah!

Lorenzo - (dopo un silenzio, a Fausta) E allora ripasser in ufficio, da suo marito... e spero trovarlo, questa volta... Di nuovo, mi scusi - (si inchina). ..A rivederla, De Villa!

Maurizio - (abbozza un saluto).

Lorenzo - (esce).

Fausta - (si precipita verso Maurizio e gli si avvinghia) Sei qui, sei qui, finalmente!... Come ti ho atteso!... Desideravo tanto di rivederti!

Maurizio - Ma perch tremi cos?... Che cosa hai?

Fausta - Nulla... nulla!

Maurizio - E allora, sii calma!

Fausta - S, s... ora che mi sei vicino... (febbrilmente, come ad evitare che Maurizio le chieda di Lorenzo) Dimmi, dimmi di tuo fratello!

Maurizio - (staccandosi da Fausta, e secco) Mio fratello? Sta bene!

Fausta - (impulsivamente) Non immagini le mie ansie?

Maurizio - (scrollando i} capo) Le tue ansie?... (di colpo, fissandola acutamente) Che cosa voleva Denori?... (con ironia) se non sono indiscreto.

Fausta - (sgomenta, ma sforzandosi a naturalezza) Un'informazione... da Giulio.

Maurizio - Ed venuto a chiederla a te... qui, in casa?

Fausta - Ma era stato da lui, prima... non hai sentito?

Maurizio - Lo avevi invitato tu... a farti visita?

Fausta - Io? (ha un gesto di ripugnanza).

Maurizio - E allora, come venuto?

Fausta - Ha stupito anche me.

Maurizio - Lo avevi rivisto, al tuo ritorno in citt?

Fausta - No!... (riprendendosi) Ah! una volta, per via... Ero con Riccarda.., Un semplice saluto!

Maurizio - (sempre indagando) E a Belvedere, dopo la mia partenza?... Sarete stati molto insieme, immagino.

Fausta - Pochissimo!... Rimasi quasi sempre sola... Ero tanto inquieta!

Maurizio - Ti ho telegrafato subito, da Stoccolma.

Fausta - (impulsivamente) Cos tardi!... cos tardi!

Maurizio - Ma tu sai chi Denori... Ricordo la tua impressione, lass... Perch lo hai ricevuto?

Fausta - Non fui in tempo, dalla sorpresa, a fargli dire che ero fuori di casa.

Maurizio - Ma egli cercava di Giulio... Perch non lo hai licenziato subito?

Fausta - Come volevi che facessi, con Riccarda?

Maurizio - Siete rimasti soli, poi.

Fausta - Un attimo!

Maurizio - Perch sono arrivato io... (ironico) Ma se avessi dato ascolto alla tua amica...

Fausta - Non capisco.

Maurizio - Voleva, ad ogni costo, che io l'accompagnassi a casa... (scolpendo la parola) Evi... den...temente, per lasciare il tempo a Denori di andarsene, senza che io lo incontrassi qui.

Fausta - Ma che cosa credi?

Maurizio - Eravate d'intesa.

Fausta - (in atto di protesta) Maurizio!

Maurizio - (incalzando) Perch non dirmi subito, spontaneamente, la ragione... vera per cui venuto?

Fausta - (sempre pi turbata anche dagli occhi di Maurizio, che la esplorano) La ragione?... Ma...

Maurizio - (sordamente, violento) La ragione... sei tu... tu scia!

Fausta - No, Maurizio, no!

Maurizio - Ecco, basta guardarti!... La verit sulla tua faccia.

Fausta - (smarrita) Ma che cosa dici?... Che cosa pensi?

Maurizio - (come riallacciando suoi ricordi) Denori non si presenta, se non a colpo sicuro... nei casi disperati soltanto... Sono sue parole!

Fausta - (per togliersi allo sguardo di Maurizio, cerca di nascondere il volto, smarrita) Perch mi fai cos?... (con voce di bimba piangente) Tu?

Maurizio - (dall' atteggiamento di Fausta sentendo sempre pi divenire certezza il suo primo sospetto) mutile che tu neghi... So tutto!

Fausta - (levando il capo atterrita) Che cosa sai?

Maurizio - Tutto!... Le tue preghiere insistenti per una mia visita a Belvedere...

Fausta - Erano tre mesi che non ti rivedevo!

Maurizio - Non per questo solo!... Confessa! Avevi qualche cosa da confidarmi... da chiedermi. ..Io l'avevo sentito, nonostante il tuo diniego... Tanto che, appena a Stoccolma, mi sono ricordato... Troppo tardi, non vero?. ..L'hai detto tu stessa: troppo tardi!... (sempre pi investigando, e conquistando la verit di parola in parola, ma con disperazione, quasi ansando) Ora capisco!... semplice... molto semplice!... Si trattava di un impegno urgentissimo... Bisognava provvedere,,, evitare che Giulio sapesse... (incidendole le parole sulla faccia) E tu... hai provveduto, con Denori... Non cos?

Fausta - (come volendo ancora rifiutarsi alla certezza di Maurizio) Ah!... possibile che tu...?

Maurizio - (l'afferra alle braccia, fremente) Nega, nega, se puoi, che sei stata...

Fausta - (cercando d svincolarsi) Mi fai male... Lasciami!

Maurizio - (irridente) S, ti lascio... (le soffia all'orecchio una parola, che un insulto; poi la ricaccia indietro violentemente, cos che ella cade sul divano, piegata sopra se stessa).

Fausta - (come in un sospiro di angoscia) Ah, ah!... che male!

Maurizio - (resta nel mezzo della scena, eretto, con la faccia stravolta, gli occhi fissi nel vuoto, come: uno che guarda crollato tutto un suo sogno; sembra quasi che stia per prorompere in pianto; dopo un silenzio, come in un singulto, rapidamente, senza guardare Fausta, s precipita verso l'uscio).

Fausta - (svelta di colpo dalla sua immobilit, in un grido lacerante) Maurizio!... (si avvia a rattenerlo, gli si afferra alle braccia, gli si rivolge sul petto) No, no... non andar via... non lasciarmi cos... Senti!

Maurizio - (cercando di svincolarsi dalla stretta di Fausta, con accento di desolazione profonda) A che serve?

Fausta - Non ho che te!

Maurizio - (con impeto sordo) Ora te ne accorgi?... Dovevi ricordartene , quando...

Fausta - (mettendogli prontamente una mano sulla bocca) No, Maurizio!

Maurizio - Ah, ti sembra facile che io possa...?

Fausta - Abbi piet!... Ti giuro che avrei avuto il coraggio di ricorrere a Giulio... ma sapevo che egli non avrebbe potuto... E mi avevano minacciata di andare da lui... e dirgli di te... Ti avrei perduto, Maurizio!

Maurizio - Meglio, meglio che perdermi cos!

Fausta - (affannosamente) Non lo dire, Maurizio!... Conoscerai una creatura nuova...

"Maurizio - (scuote il capo a negare, evitando di guardarla).

Fausta - (sempre sul suo petto) Questi giorni hanno bruciato in me ogni cosa vana... Guardami! (lo costringe a guardarla, sollevandogli con una mano il capo) stato un turbine, che non ha travolto che il male di me... Ho tanto sofferto!... Esco dalla mia angoscia verso te con tutta la mia anima implorante.

Maurizio - (scorato) inutile, oramai!

Fausta - (quasi esitando) Ma se tu mi ami ancora...

Maurizio - Non so... Non mi voglio guardare di dentro!

Fausta - Perch? perch?... L'amore luce, che illumina ogni pena!... (gli ha presa una mano e la tormenta nervosamente, adagio, adagio, con una carezza, tenendo reclino il capo sul suo petto).

Maurizio - (vinto da un improvviso impulso d tenerezza, le sfiora, ma appena appena con laltra mano i capelli).

Fausta - (sentendo la tenerezza di Maurizio, leva il capo improvvisamente, come ad avvincerlo in un bacio) Aiutami!

Maurizio - facendosi gran forza per vincersi, e staccandosi) Non ti potrei pi credere!

Fausta - Sapr ridarti ogni fede!

Maurizio - (con un sorriso triste) Per attimi!... E poi?... (quasi disperato) E finita... finita!

Sono entrambi di fronte come all'irreparabile; entrambi in piedi, col viso chino, con le braccia pendenti lungo la persona.

Maurizio - (tutto ad un tratto, dando un passo per andarsene) Ti ho voluto tanto bene!... Addio!... (si avvia verso l'uscio).

Fausta - (rialzando il capo m un impeto) Non giusto!... non giusto!

Maurizio - (gi quasi sulla soglia, si arresta e si volge) E tu parli di giustizia?

Fausta - (fiera) S, io!

Maurizio - (ritrovando una sicurezza ironica) Ti atteggeresti a vittima, forse?

Fausta - S!

Maurizio - Vittima della tua vanit... del tuo...

Fausta - (interrompendo) Vi tutto quello che c' d'istintivo in una donna... (energica) ma, prima ancora, vittima di te!

Maurizio - E hai il coraggio?...

Fausta - (andandogli vicino, come subitamente trasfigurata, illuminata) Un coraggio, disperato, di verit!... Chi mi ha insegnato la strada?... Chi, se non tu?

Maurizio - (percosso) Io?

Fausta - Tu, tu!... Chi venuto nella mia casa, mascherando d'amicizia il desiderio?

Maurizio - (prorompendo) Non vero!. .. Io non mi sono infinto. Io non avevo che un sentimento...

Fausta - (irridendo) Gi, un sentimento, che non sarebbe esistito, se non ti fossi piaciuta!... Chi stato ad offrirmi un aiuto, a persuadermi... a volere che io lo accettassi?... Io non volevo, non volevo... ricordati!... Ero una donna semplice, ingenua, allora... (si copre gli occhi con le mani) Che lontananza!... Che cosa entrato con te nella mia casa? Il denaro... questo contagio terribile!... Chi mi ha avviata a una facilit... a una materialit, che, prima, non mi bisognavano... e che, a poco a poco, tu mi hai fatto diventare indispensabili?

Maurizio - (ancora ironico) Ah, tu non aspiravi a un'esistenza diversa?

Fausta - S, confusamente... Ma, senza di te, quel giorno avrei affrontato la collera di Giulio per la mia leggerezza, la prima... e poi mi sarei rassegnata al mio destino.

Maurizio - Ora ti vorresti fare irresponsabile?

Fausta - No, accetto la mia responsabilit, in pieno... ma dopo la tua... Ed ben diversa, sai!... Io non ti ho chiesto nulla, mai... Eri tu ad offrirmi, spontaneamente, sempre... Era come se mi dicessi: Prendi, va'! Sii pi bella, pi elegante, per piacermi di pi!

Maurizio - S, ero io ad offrirti, per evitare che tu mi chiedessi... per potermi illudere, sempre... Perch ti amavo, ti amavo!

Fausta - Ma, prima ancora che io sentissi di amarti, tu avevi confuso in me sensi di amicizia e di amore... avevi oscurato la mia coscienza... Un giorno fui tua, interamente... e allora ho capito quale vergogna sarebbe stata per me!... A Belvedere... (ansimante) Ah, non ti avevo chiamato per questo!... S, mi occorreva quel maledetto danaro.., ma non so come avrei trovato la forza di chiedere.

Maurizio - (riassalito da quel ricordo) E, invece, hai avuto la forza...?

Fausta - Ah, altra cosa!... (andandogli incontro, come pazza) Vuoi saperlo?... vuoi saperlo?. ..Ebbene, dopo quell'ora... ebbene io, nell'orrore, tanto che mi sarei discarnata... s, devo dirtelo... comprendimi... ho provato come un senso oscuro di liberazione... quasi una gioia selvaggia di non aver avuto bisogno di te!

Maurizio - Ah, atroce!... Ma che donna sei?

Fausta - Sono quella che tu mi hai fatta!... (come in un parossismo) Se io mi sono venduta a lui, mi ero venduta a te, prima!

Maurizio - (percosso) Che parole sono le tue?

Fausta - Sono le parole della mia miseria alla tua miseria!

Maurizio - Cos ti difendi?

Fausta - No!... Mi chiarisco!

Maurizio - La colpa mia, dunque?

Fausta - Di tutti e due!... (dopo un silenzio, vedendo Maurizio a capo chino, in uno stato di avvilimento profondo, come subitamente riaddolcita) Sii giusto, Maurizio... Mia unica ricchezza poteva essere l'amore, il tuo amore... Tu non l'hai voluto... Sei venuto a me con i tuoi anni, carichi di esperienza... a me, bambina...

Maurizio - (prorompendo) Finalmente!... Ecco ci che pesava tra noi: i miei anni!

Fausta - La tua ossessione!... Ma essi non contavano per me, e te lo avevo pur detto... Ti mancata la fede in te stesso... Ti sembrato impossibile che io ti potessi amare per te, per te solo. ..e non hai saputo volermi bene, semplicemente... Hai creduto di legarmi con altri vincoli, pi...

Maurizio - (insorgendo) Non cos, non cos!... Nulla era di torbido in me... Era solo la gioia di dare gioia alla tua vita!

Fausta - Ma speravi nella mia riconoscenza!

Maurizio - S, come nel primo volto della tua tenerezza... Ero assetato di tenerezza!... Vedevo in te la luce della mia solitudine... l'ultimo riposo del mio cammino... Avrei dato anche tutta la mia arte per il tuo amore!

Fausta - (desolatamente) Ah, il nostro amore!... Lo abbiamo distrutto noi stessi!

Maurizio - (come richiamata a s interamente)-^ vero! vero!... (dopo una pausa, con amarezza) Ma sono io il primo... il solo a scontarne la pen;a!... Tu, domani...

Fausta - (fieramente) Non sono Riccarda, io!... Domani... (sospira) dimenticher... Torner quella che ero, nella mia casa... Il mio breve passato di amante non mi parr pi mio... Sar la donna, che non vuole pi nulla, nulla... da nessuno... La mia strada chiusa per sempre!

Maurizio - Illusioni!

Fausta - Immagino ci che pensi... Quando si incominciato, si continua.

Maurizio - (assente col capo).

Fausta - No!... Ci sono forze in noi...

Maurizio - Che non riusciamo a vincere.

Fausta - Mi aggrapper a te.

Maurizio - Se sono io che ti ho perduta! '

Fausta - Mi salverai!

Maurizio - Chiedi una cosa sovrumana!

Fausta - (con un gesto desolato di rassegnazione, piega il capo).

Maurizio - (in piedi verso il fondo della scena, tra s) Povera creatura!... (con accento di accorata dolcezza) Fausta!

Fausta - (sul davanti della scena, rialza il capo e lo fissa) Maurizio!

Maurizio - (avanzando di qualche passo) Ti ho nel cuore... ma non possibile ch'io rimanga, lo senti... Come vivremmo noi, ora?

Fausta - (desolatamente) Come tanti!

Maurizio - No, no... non possibile!... Pensami come un amico... che ti sar vicino, sempre.

Fausta - (con violenza) Non voglio amicizia!

Maurizio - Sei crudele anche con te!

Fausta - Non mi resta altro... Va'!... (abbatte il viso, chiudendo gli occhi).

Maurizio - (vorrebbe andare verso Fausta, ma esita; dopo qualche istante, come risoluto, china il capo sul petto, e si avvia lento, curve le spalle, come se gliele piegasse un peso enorme).

Fausta - (rimane come annientata).

FINE

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