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Giambattista Spampinato

“IL BIVIO”

Commedia in tre atti


“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

PERSONAGGI

IL VECCHIO

LA RAGAZZA

IL GIOVANE

LA MONDANA

IL CONFERENZIERE

L’OSTE

L’AVVENTORE UBRIACO

AVVENTORI E VIAGGIATORI


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

ATTO PRIMO

La scena rappresenta l’ interno della “Locanda del Bivio”. Alla parete centrale, porta a vetri in cui, alla rovescia, si legge il nome della locanda. A destra, un bancone da bar con scaffali per bibite e liquori e una porta che immette nella cucina. A sinistra, in fondo, alcuni gradini di una scala che porta al piano superiore, dove, s’ immagina, siano ubicate le camere da letto della locanda. Quasi al proscenio, un juke-box che, all’ inizio dell’ atto, diffonde una musica triste. Tavoli e sedie sparsi un po’ dovunque.

SCENA PRIMA

Il Vecchio, la Ragazza, la Mondana, l’ Oste e l’ Avventore.

L’ Oste è dietro il bancone, intento a riempire il bicchiere del Vecchio che è appollaiato su uno sgabello. La Mondana è occupata a rifarsi il trucco, mentre il suo compagno di tavolo, l’ Avventore, dorme beatamente. La Ragazza sta mettendo un po’ d’ ordine in giro prima della chiusura del locale. Sono le ore 23.

OSTE –(Al Vecchio)Amico, questo è l’ ultimo whisky che vi dò. Siete sbronzo.(Il Vecchio,con la mente al liquore, non lo ascolta e, dopo aver scolato d’ un fiato l’ alcool, gli fa segno di mescerne ancora) Non ve ne dò più.

VECCHIO –(Che ha la caratteristica voce impastata degli ubriachi)Il cliente ha sempreragione!… Io pago, perciò ho ragione!

OSTE – Avete ragione, ma non voglio che mi chiudano il locale se vi trovano sbronzo.

VECCHIO – Vi pagherò io le spese: ho abbastanza denaro!

MONDANA – (All’ Oste)Pensi che terminerà lo sciopero a mezzanotte?

OSTE – (Non le presta ascolto)E va bene, ma che sia l’ ultimo!(Gli riempie il bicchiere)

MONDANA – (C. s.)Cocco, parlavo con te. Sei sordo ‘sta sera?

OSTE –(Seccato)– Ma che vuoi?

MONDANA – Quante arie! Lo sciopero ha dato alla testa anche a te?

OSTE – A me ha rotto le scatole!

MONDANA – Perché, a me non le ha rotte?… L’ unica speranza l’ avevo riposta in costui(Indica l’ Avventore), che è già partito per il mondo dei sogni!

VECCHIO – (Ridacchiando ironicamente)Ha preferito il riposo alla fatica: è un saggio!

MONDANA – E’ un balordo!

VECCHIO – Non vi arrabbiate!… La vita bisogna prenderla per come viene!

MONDANA – Che ne sapete voi della vita se siete sempre sbronzo? E’ felice lui(Indical’Oste) che non fa che lamentarsi?


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – A modo suo lo è.

MONDANA – E’ felice la Ragazza che per vivere è costretta a fare la sguattera, quandopotrebbe fare la signora con quel corpo vergine che ha?

RAGAZZA –(Non le garba il discorso e se ne va)Se avete bisogno, mi chiamate.(Via)

MONDANA – Vedete? Non le garba il discorso!… Stupida!… Se avessi la sua età e il suocorpo, non mi troverei qui!

OSTE – E non hai avuto anche tu la sua età? Ricordo che eri anche belloccia.

MONDANA – Altro che, sangue di Giuda! Ne ho fatto girare teste, io!

VECCHIO – E non avete scelto quella giusta, vero?(Ride)

MONDANA – Già, ho sbagliato, sissignore… Ho sposato un uomo onesto e stupido che èfinito oltre il “Bivio”, nella strada sbagliata.

VECCHIO – Era infelice?

MONDANA – Al contrario, era felice. Almeno così diceva.

OSTE – Ed ha preso la strada sbagliata?

VECCHIO – Se affermava di esser felice, ha scelto quella giusta.

MONDANA – Ma che giusta, è andato in malora, il fesso!

VECCHIO – Una cosa è giusta non perché tutti affermano che lo sia, ma perché unocrede fermamente che lo è.

MONDANA – Belle parole le vostre, ma le parole non fanno i fatti.

OSTE – E’ proprio vero. Con le parole non si vincono le battaglie!

VECCHIO – Padrone, riempitemi il bicchiere.(L’ Oste glielo riempie, senza badare cheprima aveva promesso di non versargliene più. Il Vecchio prende il bicchiere in mano) Nonsi vincono le battaglie, ma si vincono le guerre! Ed io ho vinto la guerra della sete contro di voi! (Ride)

OSTE – (Ridendo anche lui)Siete un mattacchione!… Quasi quasi vi offro un altro whisky!Ve lo siete meritato. (Gli riempie il bicchiere)

MONDANA – Perché non ne offri uno anche a me, cocco?

OSTE –(Risentito)E non chiamarmi cocco, hai capito? A te non darò più whisky se nonprima l’ avrai pagato. Ti ho fatto abbastanza credito.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

MONDANA – Vai all’ inferno!

VECCHIO – Ve lo offro io un bicchierino.

MONDANA – Da voi non voglio nulla.

VECCHIO – Temete che vi chieda qualcosa in cambio? Non voglio nulla. La vita mi hainsegnato che ci sono cose che non si comprano a nessun prezzo. L’ amore, la gioia, la felicità non si acquistano, si conquistano; e non basta poterli conquistare, occorre saperli conservare; e se non si possiede una grande dose di umiltà, che è l’ unico farmaco per la conservazione delle virtù, queste ci sfuggono di mano e non è più possibile possederle!

OSTE – E, allora, si comincia a bere per dimenticare, eh?

VECCHIO – No, amico, l’ alcool non serve a far dimenticare. “In vino vèritas!”,ricordatelo! Le disgrazie con l’ alcool appaiono accentuate, specialmente quando interviene l’ autocommiserazione. Solo che, pensare ad esse, non fa male. E’ come quando si guarda attraverso i vetri di una finestra chiusa: si vede chiaramente l’ immagine di chi vi sta dietro, ma non si sente la voce. L’ alcool è una medicina che serve a lenire i dolori, non ad eliminarli.

MONDANA – Avete ragione. Quando bevete, dite delle cose sensate e giuste. Il whiskynon vi fa l’ effetto di un sonnifero.

VECCHIO – Mia cara, il whisky è come un insetticida che ha il pregio di sterminare gliinsetti dell’ ipocrisia.

OSTE – Glielo puoi accettare il bicchierino: te l’ ha offerto sinceramente.

MONDANA – E va bene.(L’ Oste riempie i due bicchieri e chiama la Ragazza)

RAGAZZA –(Appare sull’ uscio della cucina)Comandate?

OSTE – Servi al tavolo.(Al Vecchio)Voi volete essere servito al tavolo?

VECCHIO – Se la signora permette, le faccio un po’ di compagnia.

MONDANA – Fate pure.

OSTE – (Alla Ragazza)Hai sentito? Che aspetti?(La Ragazza esegue)

MONDANA – (Dopo aver bevuto)E, allora, colombella, vuoi che finisca codesta tuamiserabile vita? (La Ragazza non le presta ascolto) Dico a te, sai? Non fare la smorfiosa!

RAGAZZA – Perché non mi lasciate in pace?

MONDANA – Guardate un po’ come si è ricambiate quando si vuol fare del bene!

RAGAZZA – Ma quale bene? Vi ringrazio, non ho bisogno di codesto vostro bene!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

MONDANA – Perché vuoi dare un calcio alla buona sorte? Perché vuoi rinunziare ad unavvenire sicuro? Forse codesta tua vita di lurida sguattera può darti più soddisfazioni di quello che può dare il lusso e la ricchezza? Basterebbe che tu fossi d’ accordo ed io ti presenterei…

RAGAZZA –(Interrompendola)Vi ho già detto che mi accontento di vivere a modo mio.Non sono tagliata per la vita che mi proponete; e poi, non mi fermerò a lungo qui. Anch’ io seguirò la mia strada.

MONDANA – E dove vuoi andare? Con la tua mentalità non arriverai certo lontano. RAGAZZA – Non mi serve arrivare lontano: mi basta arrivare!

OSTE – Anche lei vuol passare il “Bivio”!(Improvvisamente si sente intonare un cantolento come una preghiera ed armonioso come uno spiritual. Nella locanda, per un momento, si fa silenzio. Il Vecchio diventa triste; la Ragazza sembra andare in estasi: i suoi occhi si illuminano e brillano pieni di speranza; la Mondana si alza nervosa, va alla porta e la apre; il canto si sente più distinto)

MONDANA – Danno ai nervi quei bastardi ogni sera con i loro fottutissimi canti! Voglionolasciare intendere di essere felici nella loro miseria! (Richiude la porta e il canto si attutisce. Torna al tavolo e scorge la luminosità della Ragazza e scoppia in una sguaiata risata) Non mi dire, cocca, che te ne vuoi andare da loro!… Ma sì. anche lui, mio marito,ragionava come te, aveva gli stessi occhi spiritati e se n’ è andato da loro!… Ditelo voi, che felicità può aver trovato in un posto come quello, dove si lavora anche di notte e non si guadagna neanche il necessario per vivere? Solo un pazzo o un illuso sceglie quella strada, ma tu no! Tu sei giovane, sei bella, meriti un’ altra vita! Dai retta a me: quella non è una strada, e se non lo è, non può portare lontano!

RAGAZZA – E’ stato scritto: “Anche un sentiero può portare lontano!” E quando si èpreparati e lieti di percorrerlo, esso condurrà alla meta.

VECCHIO – Tu, figliola, ragioni così perché sei ancora giovane; e i giovani possiedonoquell’ inesauribile ricchezza potenziale che è l’ entusiasmo, mescolato ad una forte dose di speranza, ma l’ esperienza, che è madre di vita, ha sempre insegnato che l’ entusiasmo resta in potenza e che la sola speranza difficilmente lo può trasformare in realtà. Occorre ben altro perché i castelli fantastici, costruiti dai giovani, abbiano delle solide fondazioni che le sostengano efficacemente e le aiutino a sfidare i secoli.

RAGAZZA – Ma le fondazioni dei nostri castelli, come le chiamate voi, sono la nostra fedetanto grande che ci dà la consapevolezza di ciò a cui crediamo e la coscienza di quello che facciamo.

VECCHIO – Anch’ io, tanti anni fa, parlavo e ragionavo come te e non ero il solo. Moltialtri la pensavano come me e tanti altri ancora si sono convertiti in seguito al nostro “credo”. Ci incontravamo, ci riunivamo e si parlava, si discuteva… e poi, si discuteva e si parlava ancora; si parlava sempre, senza mai poter arrivare ad un punto d’ intesa. Parole, parole e poi, ancora parole. I nostri incontri si riducevano a parole d’ ogni misura: parole roboanti, parole altisonanti, parole di speranza, parole di certezza, ma sempre parole!…


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

Ecco, i giovani hanno proprio questo gran difetto: parlare sempre, agire mai! E una fede, formata solamente da parole, non può che far diventare d’ argilla i fondamenti dell’ edificio della vita!

MONDANA –(Con ironia)Li rammollirà come l’ alcool ha rammollito voi!

VECCHIO – Appunto, nello stesso modo in cui sono diventato io e qualche volta anchepeggio. Perché, almeno io non faccio male che a me stesso, ma altri, imbevuti di parole grosse, possono far male all’ umanità.

RAGAZZA – Tutto questo, però, accadeva alla vostra generazione, romantica edesagerata in ogni espressione dei sentimenti, abbarbicata alle tradizioni conservatrici e radicata alle vecchie abitudini e ai soliti pregiudizi. Noi, invece, che siamo cresciuti in tempi più pratici e meno romantici, noi che siamo stati educati alla crudezza della vita, non troviamo il tempo per discutere, perché oggi il tempo scorre velocemente.

VECCHIO – Non credere, fanciulla, che solo la mia generazione sia stata romantica; ognigenerazione lo è. Essa, priva di questo dono della natura, non ha senso, non esisterebbe nemmeno. E non voglio credere che la moderna generazione passi di colpo dall’ adolescenza alla maturità.

RAGAZZA – Ma ci passiamo anche noi. Non possiamo negare di possedere questameravigliosa prerogativa. Solo che siamo più coerenti alla realtà; non ci attacchiamo al sentimentalismo ed ai sogni. Andiamo diritti per la strada che ci siamo prefissi di percorrere, senza deviare e senza venir meno al desiderio che ci spinge a raggiungere la meta.

MONDANA – Ma quale meta, cocca?… La meta delle sofferenze e del dolore, quando inquesta vita c’ è anche la gioia e il piacere? Quella, la chiami meta, tu? Io te lo posso dire per esperienza personale che voi giovani moderni siete degli illusi perché, inseguendo una chimera, non vi accorgete che intorno a voi la vita pullula animatamente in tutte le sue manifestazioni e quando, finalmente, aprite gli occhi alla vera realtà e non potrete più tornare indietro, vi accorgerete di possedere soltanto un pugno di mosche!

RAGAZZA – E’ questione di convinzione ed ognuno ha la propria!

MONDANA – Ma che convinzioe d’ Egitto: è esperienza, cocca!(Pausa)Anch’ io nella miavita ho sbagliato, in modo diverso s’ intende, ma ho sbagliato sempre. Chi sono diventata ora? Una che non è rispettata neanche da un cane, una che si compera e si può avere a poco prezzo! Se avessi preso la strada opposta a quella di mio marito, quando mi lasciò per raggiungere il suo destino, anziché fermarmi in questo maledetto posto, avrei trovato certamente il benessere, come l’ hanno trovato tutti quelli che sono andati di là. Ed ora non starei più qui a farmi mancare di rispetto da tutti e ad inghiottire rospi di amarezza e di delusione o a mendicare un bicchierino per farmi dimenticare la miseria della vita!

RAGAZZA – Voi avete commesso lo stesso banalissimo errore in cui cade la maggiorparte di quelle persone che non hanno fiducia nella vita: vi siete arresa alla vostra disgrazia. Se, invece, aveste avuto fede, la vita non sarebbe stata triste e amara perché avreste risolto tutti i vostri problemi.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

MONDANA – Ma fammi il piacere!… Avrei voluto vedere te nelle mie condizioni!

RAGAZZA – Io avrei reagito e avrei ricominciato d’ accapo!

MONDANA – Non si può ricominciare d’ accapo a trent’ anni e quando si è rimaste poveree pazze!

RAGAZZA – Si può ricominciare a qualsiasi età.

MONDANA – Che ne sai tu della vita e delle sue miserie!… Quando proverai qualchedelusione, mi darai ragione!

VECCHIO – (Ridendo)La discussione comincia a riscaldarsi!

MONDANA – Giudicate voi, se ho ragione. Voi che siete vecchio e saggio!

VECCHIO – Avete torto tutte e due!(Alla Mondana)Voi avete torto nel credere che non cifosse un rimedio alla vostra disgrazia… Il rimedio esiste per ogni male; solo alla morte non c’ è scampo! Quando “Essa” arriva, viene a bussare alla nostra porta, bisogna rassegnarsi e seguirla! (Alla Ragazza) Tu hai torto affermando che i giovani d’ oggi non sono romantici o sognatori. La gioventù è stata sempre romantica e lo sarà sempre. Infatti, volere arrivare a delle mete irraggiungibili è da romantici. Sì, mia cara, i romantici sono dei sognatori che si creano delle illusioni, facendo prevalere il sentimento alla ragione.

RAGAZZA – Noi non ci poniamo codesti problemi quando ci prefiggiamo di raggiungereuna meta.

VECCHIO – I giovani non se li sono posti mai, non ci fanno nemmeno caso, e ciò è bello,perché dimostra che la gioventù è l’ età dell’ entusiasmo e dell’ incoscienza. Col senno di poi, si farà caso alla mancanza della ragione e alle pazzie di gioventù.

RAGAZZA – Non possiamo intenderci. Viviamo in mondi diversi e, pur essendo vicini,siamo molto lontani gli uni dagli altri.

VECCHIO – Hai ragione, non parliamo la stessa lingua. Occorrerebbe che avessimoalmeno la stessa età per poterci intendere. La nostra differente età ci fa ragionare con le più disparate esperienze. Ma io rispetto le tue idee, perché sono profonde e perché tu credi fermamente in esse. Fai bene a seguire la tua strada sino in fondo. E se, alla fine, non troverai quello che hai cercato, avrai almeno la soddisfazione di aver tentato.

RAGAZZA – Se approvate le mie idee perché non venite con me? Forse troverete ciò chenon potrete mai trovare in un bicchiere di whisky.

VECCHIO – Non ho detto di approvarle, ma di rispettarle. Ti ringrazio, comunque, per l’invito, ma non ho ancora deciso di partire.

OSTE – A proposito, non è per volermi ficcare nei vostri affari, ma è da una settimana chesiete qui, prima ancora che fosse iniziato lo sciopero, e non vi siete ancora deciso?


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VECCHIO – (Ridendo ironicamente)La vostra buona cucina e il vostro ottimo whiskyhanno rimandato la mia decisione.

OSTE – Grazie, ma desidero saperlo per la camera che avete affittato. Appena alzerannola sbarra, qui ci sarà folla ed io dovrò regolarmi per le camere a disposizione.

VECCHIO – Sono stato forse un cattivo cliente? Non ho forse pagato profumatamente eanticipatamente? Dove lo troverete mai un buon cliente come me?

MONDANA – Date retta a me: non fatevi più pelare da quell’ avaraccio. A mezzanotte,quando alzeranno la sbarra, passate dall’ altra parte e salvate il vostro portafogli. E se volete salvare anche la vostra salute, andate nel paese dei “fessi”, subito. Quella sbarra sta sempre alzata; non scioperano mai “loro”. Così non ingurgiterete più codesto schifosissimo whisky!

VECCHIO – Invece vado a farmi una bella dormita. “Il sonno porta consiglio!”… Domani,poi, ci penserò. (Si alza e si avvia malfermo sulle gambe verso le scale) Figliuola, vuoi essere tanto gentile da aiutarmi? (La Ragazza lo prende sottobraccio e lo accompagna su per le scale) Buona notte a tutti!… A domani!… Domani ci penseremo! (Scompare)

SCENA SECONDA

L’ Oste, la Mondana e l’ Avventore.

MONDANA –(Dopo che il Vecchio è andato via)Che gran matto!

OSTE – E’ un uomo strano. Credi che la Ragazza lo convincerà ad andare con lei a“Poigodi”?

MONDANA – Io sono convinta che andrà a “Godior”. Li conosco gli uomini come lui.

(Pausa) Beh, s’è fatto tardi. Devo svegliare il mio uomo, se voglio guadagnare qualcosa.

OSTE – Fai bene.

MONDANA – (Scuotendo l’ Avventore)Sveglia, bello… Andiamo a nanna! Su, coraggio,svegliati… Andiamo che ti farò divertire! (L’ Avventore continua a russare)

OSTE – Non ne vuol sapere.

MONDANA –(Cerca di alzarlo di peso)E’ pesante, figlio di un cane!…(Rinunzia econtinua a scuoterlo) Su, bello, svegliati!… Ohè, dico a te, sai? Andiamo a nanna, cocco!

AVVENTORE – (Finalmente alza il capo e farfuglia)Di qui non mi muovo! Lasciatemi inpace!

MONDANA – Ce l’ hai fatta a svegliarti!… Andiamo a nanna!

AVVENTORE – E tu, chi sei?

MONDANA – La tua mammetta, bello. Andiamo che la tua mammetta ti porta a letto.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

AVVENTORE – Vai all’ inferno!… Padrone, portatemi un goccetto di quello buono! OSTE – Non si può. E’ chiuso, ormai. Su, andatevene a casa! MONDANA – Andiamo…

AVVENTORE –(Alzandosi e respingendola)Forse non ve lo pago il vostro schifosowhisky? (Tira dalla tasca una moneta e la posa sul bancone) Ecco i soldi e servitemi subito!

OSTE – Vi ho già detto che ho chiuso!(Alla Mondana)Lèvamelo di mezzo; pòrtatelo via!

MONDANA –(Prende per il braccio l’ Avventore e cerca di trascinarlo via)Andiamo,cocco!

AVVENTORE –(Svincolandosi)E lasciami tu, brutta sgualdrina!… Non ho bisogno dicompagnia; la strada la so trovare da me! (Apre la porta e si avvia con passo incerto)

SCENA TERZA

L’ Oste, la Mondana, e poi la Ragazza.

MONDANA – (Gridando dietro all’ Avventore che è uscito)Vai in malora, pezzo difetente!… Una serata appresso a lui e lui ti pianta in asso e se ne va… Mi avesse almeno pagato il disturbo e il tempo che ho perso!

OSTE – (Versandole da bere)To’, bevi e consolati! Non durerà a lungo questa magra.

Bevi e vattene anche tu a letto per rimetterti in forze per quando terminerà lo sciopero.

MONDANA – (Trangugia il liquido d’ un fiato)Voglio attendere la mezzanotte per vederecome va a finire. Ti faccio compagnia. (Intanto la Ragazza ritorna in scena)

OSTE – (Alla Ragazza)Ha fatto storie il Vecchio?

RAGAZZA – No, si è messo a letto buono buono e si è addormentato come un bambino.(Intanto si spalanca la comune ed appare il Giovane. Ha circa trent’ anni. E’ vestito semplicemente: un paio di blue-jeanz, una camicia a quadri e un giubotto di pelle. Porta in spalla un sacco da viaggio)

SCENA QUARTA

L’ Oste, la Mondana, la Ragazza e il Giovane.

GIOVANE – (Dirigendosi verso il bancone)Versatemi un brandy.

OSTE –(Curioso, porgendogli il liquore)Siete di queste parti?

GIOVANE – Che v’ importa?(E beve)

OSTE – Niente, tanto per chiacchierare.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – Non sono affari vostri. Comunque, vengo dal Sud e devo andare a “Godior”.Soddisfatta la vostra curiosità?

MONDANA – Sciopero permettendolo.

GIOVANE – Come sarebbe?

OSTE – Non sapete che c’ è lo sciopero?

GIOVANE – Dove?

MONDANA – Non hai visto che c’ è la sbarra abbassata? Non fanno passare nessuno finoa quando durerà questo maledetto sciopero.

GIOVANE – Dovete passare anche voi?

MONDANA – No, io sono qui per intrattenere i bei giovani come te.

GIOVANE – (Ironicamente)E siete pagata apposta dal Governo?

OSTE – (Sfottente)Lo fa spontaneamente per amore del prossimo.

MONDANA – Già, è la crociata della bontà.

GIOVANE – E cosa vi rende codesta missione?

MONDANA – Offrimi da bere che te lo dico.

GIOVANE – Andate subito al sodo!(Alla Ragazza)Hai sentito, bellezza? Porta subito unabottiglia e due bicchieri. Permettete? (Siede al tavolo della Mondana) Sono pronto a ricevere la vostra bontà.

RAGAZZA –(Va al bancone, prende una bottiglia piena e due bicchieri e li porta al tavolodei due) Va bene brandy?

GIOVANE – Va bene. Prendi un bicchiere e siedi anche tu, pupa.

RAGAZZA – Grazie, io non bevo.(Si allontana)

GIOVANE – Tu non fai la crociata della bontà?

MONDANA – Lascia perdere. Non è pane per i tuoi denti.

GIOVANE – A me piace la frutta acerba.

MONDANA – E’ troppo acerba per te: ti farà indigestione.

GIOVANE – Non dirmi che è vergine!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

MONDANA – Lo è. E’ una fissata, quella!

GIOVANE –(Riempie i bicchieri e brinda)Alla bontà!

MONDANA –(Brindando a sua volta)Alla tua!(Pausa)Parti subito, appena termina losciopero? Non ti vuoi fermare da me?

GIOVANE – Termina, allora, lo sciopero!

MONDANA – A mezzanotte, dicono. Ma tu resterai, vero?

GIOVANE – Vedremo come si metterà la serta.

OSTE – Andate a tentare la fortuna?

GIOVANE – Lo spero. Mi piacerebbe tornare al mio paese ricco per sbattere la ricchezzain faccia a chi dico io!

MONDANA – Vuoi toglierti qualche bella soddisfazione, vero?

GIOVANE – Vorrei vedere finalmente aperte quelle porte che mi sono state chiuse infaccia!

MONDANA – Sei stato maltrattato dai tuoi compaesani, vero cocco?

GIOVANE – Sono dei bastardi e dei fetenti!

OSTE – (Richiamandolo alla realtà)Ma per fare fortuna, figliuolo, ci vogliono delle basi edelle premesse, senza le quali si resta pezzenti anche a “Godior”. Non credere che la fortuna e la ricchezza la troverai per la strada!

GIOVANE – Lo so. Non sono un visionario. Ho racimolato un gruzzoletto che mipermetterà di cominciare la mia strada verso la ricchezza. (Pausa) Non vedo l’ora di essere già di là!

MONDANA – (Che ha teso le orecchie a sentire del gruzzoletto)Oh, perché tanta furia?…“Chi va piano, va sano e va lontano!”… Questa notte ti fermerai da me… ed io ti farò scordare le pene che ti hanno fatto soffrire al tuo paese. Domani, quando sarai ben “rifocillato”, passerai il confine. Vuoi, cocco?

GIOVANE – Se alzeranno le sbarre a mezzanotte, passerò subito.

MONDANA –(Accarezzandolo)Se resti, sarò dolce con te… Non ti farò pentire.

RAGAZZA –(Alla Mondana)Ma non vedete che vuole andarsene subito? Lasciatelo inpace!

MONDANA – (Inviperita)Di che t’ impicci, tu? Sei forse gelosa?


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA – Mi ripugna quello che dite e fate per adescare la vostra preda!

MONDANA – Piccola cagna, credi che tutti gli uomini debbano strisciare ai tuoi piedi? Tidà fastidio, vero, quando non ti si degna di uno sguardo?

RAGAZZA – Voi siete fissata!

MONDANA – Ma sentitela la santarellina! Avevi forse progettato di portartelo a letto tu eti rodi dalla rabbia e dalla gelosia perché lui preferisce me?

OSTE – (Imperioso)Basta, ora! Non una parola di più!(Alla Ragazza)Lascia perdere!…Vattene a letto; a chiudere penso io. (La Ragazza ubbidisce e si allontana per la scala)

MONDANA –(Al Giovane)Versami da bere chè mi si è seccata la gola.

GIOVANE – (Esegue)Fate sempre così, voi due?

MONDANA – No, per fortuna. C’ è quando non mi rivolge la parola per delle settimane e,perciò, mi lascia in pace. ‘Sta sera, non so che cosa le è preso.

OSTE – La colpa è tua che l’ hai punzecchiata per tutta la sera. Lo sai che non le garbanoi tuoi discorsi sfottenti! Ha il suo modo di vivere e le sue idee e non vuole cambiarle.

MONDANA – E chi gliele tocca! Se le tenga pure strette le sue idee!… Ma se ficca il nasonei miei affari, le faccio passare il “Bivio” prima del tempo!

OSTE – A proposito, vado a sentire che cosa si dice dello sciopero.(Via)

GIOVANE – (Dopo che l’ Oste è uscito)Aspetta anche lui che alzino le sbarre?

MONDANA – Da quando c’ è lo sciopero la locanda è in crisi.

GIOVANE – E la ragazza aspetta che alzino le sbarre per passare anche lei?

MONDANA – No, lei andrà dalla parte opposta a dove vuoi andare tu.(Pausa)E, allora,cocco, vogliamo andare?

GIOVANE – Voglio essere sicuro che alzino le sbarre.

MONDANA – Ma che t’ importa? Lo saprai domani.

GIOVANE – Voglio saperlo ora.

MONDANA – Che differenza fa se lo saprai domani? Resta con me, ora.

GIOVANE – Ti ho detto che se lo sciopero termina, io passo subito.

MONDANA – Come vuoi. Versami da bere intanto.(Il Giovane riempie i due bicchieri ebevono in silenzio. Nel frattempo rientra l’Oste)


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – Allora? Finirà codesto benedetto sciopero? OSTE – No, mondo boia! E’ stato rinviato di ventiquattro ore.

MONDANA – (Alzandosi e tirandosi dietro il Giovane che non fa più resistenza)Vieni,cocco… Andiamo a casa mia!…

S I P A R I O


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ATTO SECONDO

La stessa scena del primo atto. E’ l’ alba del giorno successivo. La locanda ha lo stesso aspetto della sera precedente. Le sedie capovolte sono, però, sui tavoli e le serrande della porta abbassate, ma lasciano penetrare qualche raggio di sole che illumina la scena di un colore rossastro. Si ode ancora la nenia della sera precedente, accompagnata dal cinguettìo degli uccelli.

SCENA PRIMA

La Ragazza sola e poi il Vecchio.

RAGAZZA –(Sta eseguendo l’ abituale pulizia, prima dell’ apertura del locale, ma, allenote di quella musica quasi irreale, interrompe il suo lavoro e rimane con lo sguardo fisso, come se volesse vedere attraverso le serrande abbassate. E’ molto triste)

VECCHIO –(Appare dalle scale dopo qualche istante. Alla Ragazza)Figliuola, di già allavoro?

RAGAZZA –(Scuotendosi da quella muta contemplazione)Ben alzato. Avete dormitobene?

VECCHIO – Magnificamente, tanto che sono in vena di augurare il buon giorno a tutti, maprima d’ ogni altro a te, figliuola.

RAGAZZA – Grazie, spero che lo sia.

VECCHIO – Hai dei dubbi?… La tua fede forse vacilla?

RAGAZZA – Spero di no, ma a volte può capitare qualcosa che scuote il nostro animo e cifa apparire diverso ciò che un momento prima ci sembrava giusto.

VECCHIO – E a te è successo questo?

RAGAZZA – Non so… E’ come se, svegliandomi questa mattina, le cose mi siano apparsedifferenti. Mi guardo attorno e mi sembra che ci sia qualcosa di cambiato che non riesco a percepire.

VECCHIO – Che ti è successo, figliuola?

RAGAZZA – Non so… Qualcosa, che io ignoro, mi ha sconvolto nell’ intimo del mio animo.Fino ad ieri, ad esempio, mi piaceva ascoltare a letto il canto continuo ed incessante dei grilli che fanno la loro serenata al buio della notte o il cinguettìo allegro degli uccelli che si svegliano e cantano felici al nuovo giorno, mentre tutt’ intorno è silenzio. Questa mattina, quando mi sono svegliata, non ho sentito l’ allegro cinguettìo; temendo di aver fatto tardi, sono saltata dal letto e ho aperto la finestra. Gli uccellini erano là, sugli alberi, che cantavano, capite? C’ erano da sempre ed io non li avevo uditi! Il loro canto, però, non mi ha commossa come tutte le mattine… E’ questa la mia perplessità! Mi ha commosso, invece, un esile fiorellino, sbocciato sul davanzale della finestra. Un delicato fiorellino che si affacciava alla vita!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – E’ normale, figliuola. Il fatto nuovo ha impressionato maggiormente il tuosubconscio sì da cancellare l’ altra percezione emotiva.

RAGAZZA – Non solo questo mi ha turbato; anche gli oggetti della mia camera mi sonosembrati differenti; la stessa mia camera mi è sembrata un’ altra ed io stessa ho avuto la senzazione di essere un’ estranea in quella camera.

VECCHIO – Vedi, figliuola, spesso di fronte alla vita che nasce o alla natura che sirinnova, si rimane scossi e turbati, non potendo dare una degna e precisa spiegazione al perché di tutte le cose. E’, appunto, questo continuo interrogare se stessi, alla ricerca della verità, che suggestiona tutto ciò a cui noi abbiamo sempre creduto, facendolo apparire in una luce più opaca, meno brillante.

RAGAZZA – Ma può scuotere e far vacillare la nostra fede?

VECCHIO – No, quando si ha una visione aperta del presente e del futuro o quando nonrestiamo lì a lambiccarci il cervello, ponendoci tante domande che non possono avere alcuna risposta.

RAGAZZA –(Reticente)Non sono tante le domande che vorrei pormi. Una sola martellacontinuamente la mia mente da ieri sera e, per quanto mi sembri assurda, desidero poter avere una risposta chiarificatrice.

VECCHIO – Di che si tratta, sentiamo?

RAGAZZA – Non mi giudicherete superficiale?

VECCHIO – Tu sei una brava ragazza. Non te lo dico per farti un complimento, ma seavessi potuto avere una figlia, avrei voluto che fosse come te!

RAGAZZA –(Commossa)Siete buono con me.

VECCHIO – Ora dimmi della domanda.

RAGAZZA –(Ancora con reticenza, dopo una pausa)Si può essere gelosi per una personache si conosce appena?

VECCHIO – Non so risponderti perché non ho mai provato né conosciuto codestosentimento. Ma, penso, che la gelosia debba essere in stretto rapporto con l’ altro sentimento più nobile e più puro che è l’ amore.

RAGAZZA – Non è possibile ciò che voi dite, almeno nel mio caso.

VECCHIO – L’ amore e la gelosia sono un binomio inscindibile. L’ amore è la somma dellefacoltà umane che si esaltano nello slancio dei nostri sentimenti; è tanta parte della vita; è, anzi, fonte della vita stessa; è tutto ciò che di bello e di sublime sia uscito dallo spirito dell’ uomo. La gelosia, invece, è la passione e la sofferenza di chi teme di vedersi tolto un bene che possiede o a cui aspira. Come tu stessa puoi osservare, l’ uno è in rigorosa relazione con l’ altra.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA –(Piena di angoscia)E’ veramente come voi avete detto? Non esiste un’ altraspiegazione?

VECCHIO – Ma che ti succede? C’ è qualcosa che io possa fare per te?

RAGAZZA – Sì, ancora un’ altra domanda. La stizza, a volte, può somigliare alla gelosia?

VECCHIO – Sì, lo può.

RAGAZZA – E, allora, credo che ciò che a me, a prima vista, può essermi sembratagelosia, non è altro che rabbia o dispetto. Meno male!

VECCHIO – Ma perché codeste domande? Che ti succede, figliuola?

RAGAZZA – Per un momento ho avuto paura che mi fosse capitato qualcosa che, fino adora, sono riuscita ad evitare.

VECCHIO – E questa “qualcosa”, di cui tu non osi pronunziare il nome, è forse l’ amore?(La Ragazza abbassa il capo restando in silenzio) Bambina, come conosci poco la vita,malgrado le tue ostentate arie di saccente!… L’ amore, quando arriva, porta la felicità, dà la gioia di vivere, innalza, illumina, purifica!… Ed hai paura che ciò avvenga anche per te?

RAGAZZA – Fa anche soffrire tanto!

VECCHIO – E’ vero, ma le sofferenze d’ amore sono le pene che si sopportano semprevolentieri perché dopo di esse torna nuovamente la gioia e la felicità!

RAGAZZA – In questo momento la mia meta è un’ altra; non posso permettermideviazioni o divagazioni se voglio raggiungerla. Non voglio, comunque, pormi codesti problemi perché non è stato ciò che per un momento ho temuto… La mia è stata solo stizza.

VECCHIO – Non vuoi dirmi di che cosa si tratta? Non mi reputi degno dei tuoi segreti?

RAGAZZA – Non si tratta di questo. Non volevo dar peso ad un avvenimento che, allaluce del sole, ha ripreso le sue normali dimensioni ed è tornato ad essere banale, mentre ieri sera e tutta questa notte, a causa del mio risentimento, appariva, invece, di una certa importanza, almeno per me. Ma giudicherete voi stesso: ieri sera, dopo che voi siete andato a dormire, è giunto alla locanda un giovane che avrebbe dovuto passare il “Bivio”. Nel suo sguardo c’era tanta amarezza e forse molto odio per l’ umanità che non gli sarà stata benigna. Il suo animo traboccava di sofferenze, che egli cercava di non palesare, ma uno sguardo attento e indagatore avrebbe messo a nudo tutti i suoi sentimenti, trattenuti da una troppo ostentata sicurezza di sé. Tutto ciò mi ha sinceramente colpita ed egli stesso mi ha fatto tanta pena. Avrei voluto che fossimo soli nella locanda per conoscere di più di lui ed aiutarlo a ritrovare se stesso, ma c’ era ancora quella donna, con tutta la sua rabbia per non aver potuto trattenere la sua vittima e, vedendo giungere un’ altra preda, bisognosa di attenzioni per il suo particolare stato d’ animo, ha cominciato a circuirla e ad adescarla con quella volgare e indisponente arte di cui lei è maestra. Tutto ciò mi ha fatto rabbia ed ho reagito contro di lei. Ecco tutto.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – Dovresti essere abituata a simili scene, però! Avrai assistito altre volte ai suoiadescamenti.

RAGAZZA –(Con disgusto)Quasi ogni sera, ma non ho mai provato il disgusto che hoprovato ieri sera.

VECCHIO – Ed è riuscita a conquistare la sua preda?(La Ragazza abbassa il capo e nonrisponde) Se l’ è portato via, vero? (Ancora a capo chino, fa cenno di sì) E, allora, tu ti seiarrabbiata e le hai fatto una scenata. E’ così?

RAGAZZA –(Con voce tremula, ma decisa)Non c’ ero quando sono andati via, ma dasopra li ho sentiti uscire e dalla finestra li ho visti avviarsi verso la casa di quella laida e sconcia femmina. (Scoppia) Tutti gli uomini sono uguali! Alla vista di un sorriso sdolcinato e volgare diventano dei galli fagiani e cominciano ad agitare la coda e ad alzare la cresta. Se poi scorgono un ginocchio o parte di un seno i loro occhi diventano di brace e la bava gli esce dalla bocca. Non hanno rispetto neanche per se stessi!

VECCHIO – (Accostandosi alla Ragazza e mettendole un braccio sulle spalle, mentre leiscoppia in pianto) Figliuola, non ti riconosco più!

RAGAZZA – (Cercando di riprendersi)Scusatemi, ma mi fa tanta rabbia!

VECCHIO – Perché vuoi mentire ancora con te stessa? Pensi sempre che codesta tuareazione sia causata dalla rabbia? Non credi che possa essere la gelosia a farti perdere il controllo di te stessa? (La Ragazza, di fronte all’ evidenza dei fatti, quasi ammutolisce, facendosi accorgere dal Vecchio) Che c’ è di tanto orribile o di anormale se finalmente haiconosciuto l’ amore? Al contrario, invece! E’ meraviglioso perché ora sei completamente donna! Ora, per te, le gioie e le sofferenze avranno un senso; ciò che prima ti sembrava lontano, ora ti apparirà vicino; le cose che tu credevi fossero assurde, ora saranno normalissime; quello che prima ti appariva scuro, ora sarà chiaro; tutte le tue domande avranno una risposta e la tua meta sarà prossima!

RAGAZZA –(Disperata)Ma io sono tanto infelice!

VECCHIO – Non dirlo… hai l’ amore!

RAGAZZA – Ma lui non sa che io l’ amo!

VECCHIO – Lascia fare al destino. Lo saprà e ti amerà anche lui!

RAGAZZA – E quella donna?

VECCHIO – Non pensarci. Lei è come il vento d’ estate, che oggi soffia irruento eimpetuoso, scuotendo tutte le cose al suo passaggio, e domani scompare, portando seco le brutture e lasciando tutto pulito.

RAGAZZA – (Accostandoglisi)Grazie, le vostre parole mi hanno fatto tanto bene. Voisiete tanto buono con me. Io non ho mai conosciuto mio padre, che è morto prima che io nascessi… Permettetemi di abbracciarvi come potrei abbracciare lui. (Lo abbraccia)


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – (Per nascondere la sua commozione)Lo sai, figliuola, che la tua tenerezza miha fatto seccare la gola?… Su, da brava, versa da bere a questo vecchio rudere!

RAGAZZA –(Guardandolo con molta commiserazione, va al banco, prende una bottigliadi whisky, riempie un bicchiere che porge al Vecchio) Perché volete farvi uccidere dall’alcool? Voi lo sapete che prima o poi vi distruggerà!

VECCHIO – Macchè, figliuola, il whisky è una medicina per me!

RAGAZZA – Perché bevete?

VECCHIO – Quante domande, figliuola!… Non ti pare che ora te ne debba fare una io?

RAGAZZA – Che volete sapere?

VECCHIO – Che ci fai tu in questa locanda? Non mi sembri essere nata per questo generedi vita!

RAGAZZA – Oh, ma non è un mistero questo! Lo sanno tutti. Non sono nata, infatti, perquesta vita, ma bisogna adattarsi a tutto, quando la si pensa come me, purchè ci si mantenga integri e sani!

VECCHIO – Lo fai, dunque, per saggiare il tuo carettere?

RAGAZZA – Io sono sola al mondo; non ho più nessuno; ho solo le mie idee e un diplomadi insegnante. E, poiché desidero svolgere la mia attività a “Poigodi”, dove hanno bisogno di gente come me, sono giunta al “Bivio”, ma le mie carte non erano in regola; ho dovuto così accettare questo lavoro, in attesa che mi dessero l’ autorizzazione a passare.

VECCHIO – Così, passerai anche tu!

RAGAZZA – Perché non venite con me? Avrò cura di voi!

VECCHIO – No, figliuola, tu sei giovane ed hai bisogno di essere circondata da giovani. Iosarei un fardello troppo pesante per le tue giovani spalle. (Dalle scale appare l’ Oste)

SCENA SECONDA

Il Vecchio, la Ragazza e l’ Oste.

OSTE – (Alla Ragazza, con una nota di rimprovero)Ti sei messa a chiacchierare? Ti ho giàdetto mille volte che a quest’ ora il locale deve essere aperto. (Si reca all’ ingresso, toglie le serrande ed apre. La scena si illumina di una luce chiara)

RAGAZZA – (Giustificandosi)Stavo per farlo.

VECCHIO – Non prendetevela con lei. Sono stato io a farle perdere del tempo.

OSTE – Lei non ha diritto di perdere tempo in chiacchiere con nessuno perché sono io chela pago non voi.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – Uh, quante storie per niente!

RAGAZZA – Scusate, avete ragione.(Scende, intanto, dai tavoli le sedie, sistemandole alloro posto e mettendo ordine in giro)

OSTE – Qui, caro amico, dobbiamo lavorare per vivere. Non siamo come voi.

VECCHIO – Già, non siete come me… Voi vi affannate intensamente ad accumulare ildenaro che guadagnate, mentre io mi affanno a spendere quello che possiedo per essere libero da ogni preoccupazione.

OSTE – Sperando di ritrovare quello che avete smarrito durante la vostra vana ricerca?

VECCHIO – Già, chissà!…

OSTE – E sperate di ritrovarlo per il mondo o in fondo ad un bicchiere di whisky?

VECCHIO – Chi lo sa? Può darsi!

RAGAZZA – (Al Vecchio)Posso farvi un’ ultima domanda?

VECCHIO – Dimmi.

RAGAZZA – Chi siete veramente?

VECCHIO – (Con un sorriso ironico)Uno che ha bisogno di un altro bicchiere di whiskyper alleviare la sua povera e insaziabile sete!

OSTE – (Alla Ragazza)Speravi che ti desse una risposta? Lui ha sempre pronta una scusaper sfuggire alla verità!… Va’, figliuola, non pretendere di conoscere quello che, forse, neanche lui sa!

VECCHIO – Per l’appunto! Non è facile poter dire chi siamo, perché “l’ essere” ha dueverità, due facce come una medaglia. Non “siamo” allo stesso modo per noi stessi che per gli altri. Noi ci vediamo in un modo, credendo di essre perfetti giacchè non notiamo i nostri difetti, ma chi sta al di fuori di noi e può vederci integralmente nella nostra vera realtà, ci giudica quasi sempre all’opposto!

OSTE – (Alla Ragazza)Che ti dicevo? E’ inutile con lui cavar le castagne dal fuoco senzabruciarsi le mani. Con un giro di parole ti porta dolcemente le mani sulla brace e te ne fa accorgere quando ormai ti sei scottata. Va’ a preparare la colazione, chè le parole non saziano, neanche quelle più belle. (La Ragazza esce per la porta della cucina, non senza aver rivolto prima al Vecchio uno sguardo pieno di pietà) Che volete ‘sta mattina percolazione? Al solito o il vostro stomaco oggi preferisce qualcosa di diverso?

VECCHIO – Credete che un differente cibo possa far rallegrare lo stomaco? Lo stomaco èmateria e si accontenta di tutto. E’ lo spirito che è esigente e spinge i sensi a fare i capricci.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

OSTE – Per carità, basta con la vostra filosofia, di buon mattino!( A questo punto apparealla comune il Giovane che torna dalla casa della Mondana. Ha gli occhi infossati e stanchi)

SCENA TERZA

Il Vecchio, l’ Oste e il Giovane.

GIOVANE – (Entrando)Buon giorno.

OSTE – Buon giorno a voi. L’ avete fatta trascorrere tutta la notte.

VECCHIO – Voi sareste il Giovane arrivato ieri sera per passare il “Bivio”?

GIOVANE – La mia fama vola!

VECCHIO – L’ ho saputo dalla Ragazza che vi ha visto arrivare e, poi, andare via con laMondana.

GIOVANE – Ha notato anche questo?

VECCHIO – Sì, ed anche che voi soffrite per un male che vi hanno fatto.

GIOVANE – Ditele che s’ impicci degli affari suoi!

VECCHIO – Non è proibito soffrire quando i propri simili soffrono; e lei questa notte hasofferto per voi!

GIOVANE – Ha sprecato il suo tempo perché io, invece, ho goduto!

VECCHIO – Figliuolo, non è codesto il vero godimento. I piaceri corporei sonomomentanei e vacui, mentre quelli dello spirito lasciano una traccia indelebile!

GIOVANE – (Punto sul vivo)Chi siete voi che vi atteggiate a predicatore e moralista sulpulpito traballante delle vostre tremolanti gambe? Siete, forse, un prete travestito o un emerito ficcanaso? Sappiate che con me non attacca!

VECCHIO – Come conosci male la vita! Ti compatisco!

GIOVANE – (Infuriato)Ma andate al diavolo!(Pausa, durante la quale il Giovane scaricaparte della sua rabbia) Che v’ importa di me e della mia vita? Lasciatemi in pace!

VECCHIO – Hai ragione, scusa.(Offeso, si allontana per la comune strascicando i piedi)

SCENA QUARTA

L’ Oste, il Giovane e poi la Ragazza.

GIOVANE – Ma chi è?

OSTE – E chi lo sa? Uno che sa certamente tante cose e ha letto tanti libri, ma non saancora quello che cerca.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – Peggio per lui. Sentite, vorrei mangiare qualcosa.Devo aspettare molto?

OSTE – Vi faccio servire subito.(Va in cucina ad ordinare, rientrando subito dopo)Sareteservito a momenti. (Lungo silenzio)

RAGAZZA – (Entra, recando un vassoio con la colazione che serve al Giovane)Ecco. Vioccorre altro?

GIOVANE – Per il momento niente.(La Ragazza fa per andaresene, ma l’ Oste la ferma)

OSTE – Resta al banco.(Via per la porta della cucina)

GIOVANE – (Dopo che l’ Oste è uscito, mentre con voracità divora la sua colazione)Mihanno detto che t’ interessi a me. E’ vero? (La Ragazza non gli dà retta, dandosi da fare al banco) Se mi avessi fatto capire che t’ interessavo, avrei preferito te a quella donna.

RAGAZZA – Per chi mi avete presa?

GIOVANE –(Senza scomporsi)Tu mi piaci, sai?

RAGAZZA – (Rossa di vergogna e di furore)Se dite ancora una sola parola con codestotono, vi rompo questa bottiglia in testa!

GIOVANE – Calma, calma, pupa! Che male c’ è se mi piaci e te lo dico spassionatamente?

RAGAZZA – (Con lo stesso tono di prima)Siete tutti uguali voi uomini, giovani e vecchi!Appena vedete una ragazza sola e indifesa, credete che muoia dalla voglia di ricevere conforto e protezione o, peggio ancora, pensate che appartenga a quella certa categoria per la quale andate in sollucchero!

GIOVANE – (Sconcertato)Ma io credevo…

RAGAZZA – Che credevate? Che una ragazza, sol perché lavori o viva in un posto comequesto, sia una poco di buono? O che la presenza di una donna come la Mondana possa contagiare fino alla contaminazione una ragazza sola come me? O che io aspetti a braccia aperte il primo venuto per darmi a lui, grata e riconoscente per aver accettato la mia purezza senza storcere il muso?

GIOVANE – Credevo che il tuo interessamento nei miei confronti fosse di altra natura.

RAGAZZA – Ma quale interessamento? Aver pena e compassione di una persona che hasofferto, significa voler spartire il proprio letto? Ma come avete potuto pensare una cosa simile?

GIOVANE – (Umiliato, cambia tono)Scusatemi, mi sono sbagliato.

RAGAZZA – Mi fa rabbia solo a pensarci! Ma come avete potuto concepire una cosa delgenere? Ho forse l’aspetto della donna di malaffare?


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – Sono stato uno sciocco a non capire che siete una brava ragazza. Non trovole parole per farmi perdonare.

RAGAZZA – Non ne parliamo più.

GIOVANE – (Dopo una pausa)Sapete, l’ avevo capito che non eravate come le altre.

RAGAZZA – Eppure mi avete ingiuriata. Perché?

GIOVANE – Reagisco sempre così con chi è migliore di me. Sono nato male.

RAGAZZA – Nessuno nasce male. Quando si nasce, si è tutti uguali. Solo che con noinascono i nostri istinti: quelli buoni e quelli malvagi. Sta a noi, poi, di tener frenati gli istinti malvagi.

GIOVANE – Quando non si sono conosciute le sofferenze della solitudine e tutto è andatosempre liscio come l’ olio, è facile dire: bisogna far questo o bisogna far quell’ altro! Ma quando non c’ è stato mai nessuno ad insegnarti a vivere, si ha voglia di combattere per frenare gli istinti malvagi. Non si può, perché si è vissuti sempre al margine della Società, peggio delle bestie, che trovano comunque un padrone che le accoglie, le sfama, le accarezza!… Chi può avere pietà o affetto per noi, rifiuti di questa corrotta Società, se non ne ha avuto nostro padre, non volendoci riconoscere o nostra madre che, pur generandoci, ci ha abbandonati al nostro destino?

RAGAZZA – (Addolorata per aver involontariamente provocato dei brutti ricordi nelGiovane) Mi dispiace, non sapevo…

GIOVANE –(Amaro)Ci sono abituato. E’ una storia che si ripete di continuo. Tutti, dopoaver saputo, dicono di essere dispiaciuti. Formalità, parole!

RAGAZZA – Io vi capisco perché la mia vita somiglia molto alla vostra. Anch’ io sono sola;anch’ io ho sofferto la solitudine ed ho combattuto contro l’ avverso destino, ma in condizioni di svantaggio rispetto a voi, perché io sono una povera ragazza indifesa, mentre voi siete un uomo.

GIOVANE – Non parliamone più, e spero che non mi porterete rancore!

RAGAZZA – La vita ha inizio con l’ amore che odiare suona anacronistico.

GIOVANE – Potreste, allora, essermi amica?

RAGAZZA – Puoi darmi del “tu”, se ti fa piacere.

GIOVANE – Grazie, sei una brava ragazza.

SCENA QUINTA

Il Giovane, La Ragazza, l’ Oste e poi il Vecchio.

GIOVANE –(All’ Oste che arriva dalla cucina)Terminerà lo sciopero a mezzanotte?


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

OSTE – Non si sa mai con quella gente. Più sta bene e più vuol stare meglio!

GIOVANE – Ma credete che lo rinvieranno ancora?

OSTE – Spero di no.

VECCHIO – (Entrando dalla comune)Finirà, non temete. A mezzanotte alzeranno lasbarra.

OSTE – Come fate ad esserne così sicuro?

VECCHIO – Vengo proprio di là e mi hanno assicurato che a mezzanotte si concluderà.

OSTE – Meno male.(Il Vecchio intanto va a sedersi ad un tavolo vicino alle scale ecomincia a leggere il giornale)

GIOVANE – Benissimo. Finalmente domani sarò oltre il “Bivio”!(Nella locanda si fasilenzio. Un silenzio greve e lungo. Il Giovane rincorre i suoi irraggiungibili sogni, con una espressione estatica; la Ragazza con lo sguardo alla beatitudine del Giovane, si fa triste; il Vecchio, concentrato nella lettura del suo giornale, resta estraneo alla manifestazione dei sentimenti dei giovani)

SCENA SESTA

Il Conferenziere e detti.

CONFERENZIERE –(Appare alla comune, rompendo il silenzio della scena e facendosussultare i tre che si volgono insieme a guardarlo) Buon giorno. (Si reca verso il banco) Potrei avere qualcosa di fresco e dissetante?

RAGAZZA – (Si porta dietro il banco)Un “martini” ghiacciato?

CONFERENZIERE – Niente alcoolici. Una bibita fresca o dell’acqua minerale.

RAGAZZA – Una “coca”, va bene?

CONFERENZIERE – Vada per la “coca”, ma con del limone, prego.(La Ragazza preparala bibita e gliela porge) Grazie. (Beve avidamente)

VECCHIO – (Che non si era accorto del nuovo arrivato, alzando il giornale, lo scorge e loriconosce. In tutta fretta si alza, volgendogli le spalle, e scompare su per le scale)

CONFERENZIERE – (Lo scorge e lo riconosce; si avvicina alle scale e lo chiama)Professore, professore!… Siete voi? (Ma il Vecchio è già scomparso. Il Conferenziere torna indietro ed interroga la ragazza) Chi è quel vecchio che è appena uscito?

RAGAZZA – Un cliente.

CONFERENZIERE – Il nome? Ditemi il suo nome!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA – Lo ignoro.

CONFERENZIERE – Abita qui? Quando è arrivato?

RAGAZZA – Non posso dare informazioni sui nostri clienti.

CONFERENZIERE – Potete parlare, non temete. Lo conosco da tanto tempo; è stato ilmio maestro.

RAGAZZA – Chiedete al padrone.

OSTE – E’ inutile. Scusare, ma non posso informarvi.

CONFERENZIERE – Va bene, va bene… Potrete almeno dirmi dove posso rintracciare lapersona a cui è indirizzata questa busta?

OSTE –(Indicando la Ragazza)E’ lei.

CONFERENZIERE – (Quasi incredulo)Siete proprio voi?… Scusate… Al Centro,approfittando del mio passaggio per il “Bivio”, mi hanno incaricato di consegnarvi questi documenti. (Glieli porge)

RAGAZZA – (Aprendo la busta)Oh, grazie… Il mio lasciapassare, finalmente!… Voiandate a “Poigodi”?

CONFERENZIERE – Sì, per un ciclo di conferenze.

RAGAZZA – Posso venire con voi?

CONFERENZIERE – Con piacere, ma questa sera. Prima ho bisogno di riposarmi.

RAGAZZA – Grazie, vi aspetterò.

GIOVANE – (Avvicinandosi alla Ragazza)Passerai il “Bivio” anche tu?

RAGAZZA – Ma non dalla tua parte.

GIOVANE – Staremo insieme oggi? Mi piacerebbe parlare con te.

RAGAZZA – Se lo vuoi.

SCENA SETTIMA

La Mondana e detti.

MONDANA – (Arriva spavalda e allegra)Salve, gente! Tutto bene? Chi mi offre da bere?(Silenzio) Nessuno ha pietà della mia sete? (Scorge il Conferenziere) Vedo che ci sononuovi arrivi. (Gli si avvicina) Mi offri da bere, cocco?

S I P A R I O


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

ATTO TERZO

E’ notte. Una calda notte di primavera. Si attende la fine dello sciopero. L’ azione si svolge all’ esterno della locanda. Sulla sinistra della scena si affaccia l’ ingresso della locanda, davanti al quale sono disposti opportunamente dei tavoli con sedie. Sui vetri dell’ ingresso si legge, finalmente nel giusto verso, il nome della locanda. Sulla destra, fiancheggiata da un alto muro, la strada che si dirama al “Bivio”. In fondo a destra, s’ intravede il posto di frontiera di “Poigodi” con la sbarra a strisce bianche e rosse alzata; a sinistra, ancora abbassata, quella di “Godior”; al centro, tra le due frontiere, saranno sistemati i due posti di guardia. Una luce intensa deve provenire dal fondo di “Poigodi”, mentre “Godior” sarà piuttosto al buio.

SCENA PRIMA

L’ Oste, la Mondana, il Conferenziere ed altri Avventori.

OSTE – (Mentre passa da un tavolo all’ altro, servendo)In un momento simile e conquesta confusione, si licenzia in tronco, senza darmi gli otto giorni. (Al Conferenziere) Capite fino a che punto può arrivare l’ ingratitudine umana?

CONFERENZIERE – E’ comprensibile, caro amico.

OSTE – Ma dico io, dopo aver atteso per cinque mesi, non poteva aspettare ancora perqualche giorno in modo che io potessi provvedere alla sostituzione?

MONDANA – (Che sta seduta al tavolo del Conferenziere)Non lo sapevi che lei erarimasta qui perché le conveniva?… Fin quando tu le sei servito è rimasta, ora che non le servi più se ne va, infischiandosi di te e della tua baracca che va in malora!

CONFERENZIERE – Non si tratterà di questo, ne sono certo. E’ che, dopo aver atteso percinque mesi di passare il “Bivio”, non vuole rimandare a domani quello che può fare oggi. E’ comprensibile.

OSTE – Almeno fermarsi fino a domattina!… Mah, ingratitudine umana!(Entra nellalocanda)

CONFERENZIERE – (Alla Mondana)Anche tu verrai con me a “Poigodi” e ricominceraiuna nuova vita.

MONDANA – Tu sei pazzo!

CONFERENZIERE – Andremo a trovare tuo marito e farete la pace.

MONDANA – (Con una risata sguaiata)E poi ce ne andremo a letto tutti e tre insieme!

CONFERENZIERE – Non scherzare!

MONDANA – A te l’ amore con me piace farlo da solo, vero?… Se vuoi stare con me, cene andremo, invece, a “Godior” e ci divertiremo un mondo.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

CONFERENZIERE – Non parlare forte! Vuoi che lo sentano tutti?…(Pausa)Ti porteròcon me e ti redimerò.

MONDANA – Come conosci poco noi donne! Specialmente quelle come me!… Credi chenon lo sappia fino a che punto sia sprofondata nel fango?

CONFERENZIERE – Verrai con me e ti purificherai.

MONDANA – Ma dove, cocco?… Dove vuoi andare tu, non ci verrei neanche in catene.Non c’ è riuscito a portarmici mio marito e vuoi riuscirci tu? Sto bene dove sono, ma se proprio dovessi andare via da questo posto, me ne andrei dove si sta meglio e la vita è più facile.

CONFERENZIERE – Parli così perché sei rimasta sola, senza una protezione.

MONDANA – L’ ho avuta, purtroppo, ma mi costava un po’ troppo, più di quanto potessiguadagnare. Ci ho rimediato un occhio nero e il corpo pieno di lividi per liberarmene. Non voglio più sentirne parlare di protettori!

CONFERENZIERE – Non intendevo quel genere di protezione. A te occorre una guidache ti aiuti a ritrovare la giusta via.

MONDANA – E vuoi essere tu la mia guida, vero cocco? Però quando mi hai guidato aletto, non mi hai parlato in codesto tono. Sei andato subito al sodo, come tutti gli altri.

CONFERENZIERE – (Abbassando il tono della voce)Perché vuoi farlo sapere a tutti?…Parla piano!

MONDANA – (Sconcertata)Mi danno ai nervi gli uomini come te che, in pubblico, fanno isantarellini, mentre in privato sono dei porci come tutti gli altri!

CONFERENZIERE – Perché rimproveri un mio momento di debolezza e lo vuoi renderepubblico?

MONDANA – Ma credi che la gente sia ingenua?

CONFERENZIERE – Perché dici questo? Io ti ho avvicinata in presenza di tutti per potertifare del bene.

MONDANA – E’ vero, poi te ne sei venuto a casa mia e il bene l’ hai ricevuto tu!… Crediche la gente abbia pensato che sei venuto a vedere la mia collezione di vasi cinesi?

CONFERENZIERE – E va bene. Sono venuto con te, mi sono lasciato sopraffare daisensi. Avevo bevuto ed è stato facile lasciarmi andare, ma, ti giuro che ti volevo aiutare!

MONDANA – Pagando la mia prestazione?

CONFERENZIERE – (Vorrebbe scoppiare, ma riesce a dominarsi)Mi fai pentire per unatto di altruismo, fatto con tutta sincerità!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

MONDANA – Mio caro, tutti sono altruisti con me, dopo che lo sono stata con loro. E’vero, tu lo sei stato in modo particolare: nessuno mi aveva mai scucito due carte da 50 mila in una sola volta, ma queste non bastano per cambiare o capovolgere la vita!

CONFERENZIERE – Hai ragione, e non basterebbero neppure altre cento o mille diquelle carte se manca la convinzione e la ferma volontà di cambiare e una parola di conforto o l’ appoggio sincero a far vincere la riluttanza del primo momento e la tentazione di tornare indietro. E’ così che volevo aiutarti!

MONDANA –(Indifferente)Non te la prendere, cocco! Non mi serve più quel genere diaiuto che volevi darmi tu!… Credi a me, la vita va vissuta intensamente, con tutti i sensi, alla ricerca di ogni piacere perché dopo si diventa polvere e fango!

SCENA SECONDA

Il Vecchio e detti.

VECCHIO- (Arriva da destra. Scorgendo il Conferenziere, vorrebbe sfuggirgli ancora,entrando in fretta nella locanda, ma questi lo scorge e lo blocca) Ah, sei tu?

CONFERENZIERE – Professore, finalmente vi ho ritrovato!

VECCHIO – Già, lo vedo!

CONFERENZIERE – Perché siete scomparso?

VECCHIO – Mi sono ritirato a vita privata.

CONFERENZIERE – Accomodatevi, prego… Posso avere ancora il piacere di stare convoi? (Siedono) Conoscete la signora?

VECCHIO – E chi non conosce la signora al “Bivio”?

CONFERENZIERE –(Alla Mondana)E’ stato il mio maestro per tanti anni. Devo a lui seoggi sono quello che sono.

VECCHIO – Visto che sei in debito con me, versami da bere e riempi anche il bicchieredella signora. (Il Conferenziere riempie il bicchiere al Vecchio e fa per riempire quello della Mondana che lo ferma)

MONDANA – A me no, grazie. Vado un attimo dentro. Vi lascio ai vostri ricordi.

CONFERENZIERE – Ti raggiungerò dopo per continuare la nostra discussione.

MONDANA – Prendetevela con comodo. A più tardi, cocco!(Via ancheggiando)

VECCHIO – Non ha perso tempo neanche con te, la “signora”!

CONFERENZIERE – Non è come pensate, professore. Quella donna è stufa della vita checonduce… Non ne può più e vorrebbe uscirne fuori ad ogni costo. Ne sono certo.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

VECCHIO – Non puoi essere certo di uno stato d’animo che riguarda altri perché la tuacertezza è un fatto completamente soggettivo, che al massimo potrà ispirarti una profonda convinzione, ma non può trasformarlo nel modo voluto dalla tua convinzione stessa.

CONFERENZIERE – Ho sempre da imparare da voi… Non si deve essere presuntuosineanche quando si crede di essere “arrivati”… Una donna come lei, però, non può essere soddisfatta della vita che conduce.

VECCHIO – E con quali argomentazioni vorresti convincerla a passare dalla tua parte?

CONFERENZIERE – La porterò con me e la riabiliterò.

VECCHIO – Credi di poterci riuscire?

CONFERENZIERE – Questa volta posso affermarlo: ne sono certo!

VECCHIO – Beato te che hai ancora tanta fiducia nella vita e tanta certezza del futuro!

CONFERENZIERE – Ne dubitate? Voi, che mi avete insegnato a credere, a sperare, avivere?

VECCHIO – Pensi che io ti abbia insegnato a credere, a sperare, a vivere? Ahimè, cheinsegnamenti avrò potuto darti, quando neanch’ io conoscevo la sostanza delle lezioni?

CONFERENZIERE – Ma…

VECCHIO – Sì, figliuolo… da me hai ricevuto insegnamenti non sperimentati, esistentisolo nella teoria, non corrispondenti, cioè, alla realtà. Noi ci atteggiamo a maestri di vita, ma è la vita la nostra vera maestra! Trascorriamo il nostro tempo ad imparare a vivere e quando, finalmente, crediamo di averlo fatto, tristemente ci accorgiamo di essere arrivati alla fine. A che ci serve, dunque, la lezione se non facciamo più in tempo a servircene?

CONFERENZIERE – E’ per questo che ve ne siete andato?

VECCHIO – Per questo e per altro ancora… Che importa? Non ricordo più. E’ passatotanto tempo ed ho le idee annebbiate. Che importanza può avere ormai?

CONFERENZIERE – Voi, professore, non siete più credente, vero?

VECCHIO –(Sincero)Non so, figliuolo… Non so più niente! Ho una tale confusione intesta, che non mi ci raccapezzo più!

CONFERENZIERE –(Man mano accalorandosi)Confusione, voi? Dopo tutto quello che ciavete insegnato? Con tuttii libri che avete letto?

VECCHIO – I libri!… Ecco ciò che fa diventare sapiente un ignorante ed ignorante unsapiente: i libri!… I libri sono come il vino che, mescolandone diverse qualità, ubriaca! Può sembrare anacronistico che sia capitato a me, che vedevate su di un piedistallo ad


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

indicarvi la strada da seguire. Ahimè, quel piedistallo era d’argilla e, alle prime acque, si è disciolto come le nubi al vento, facendomi cadere giù, allo stesso livello di tutti gli altri!

CONFERENZIERE – E’ sconcertante tutto ciò!

VECCHIO – La verità scomoda è sempre sconcertante!

CONFERENZIERE – Ed ora, che intenzione avete?

VECCHIO – Non lo so… Ci penserò domani!… Va’, figliuolo, che la “signora” ti attende…Va’! (Riempe ancora il suo bicchiere e beve, mentre il Conferenziere si alza e, mogio mogio, si allontana scomparendo all’ interno della locanda)

SCENA TERZA

L’ Oste, il Vecchio, il Giovane e la Ragazza.

OSTE – (Rientra in scena e si avvicina al tavolo del Vecchio)Sapete che quelli di “Godior”hanno ottenuto quello che desideravano?

VECCHIO – E voi perché non scioperate? Chissà che non otteniate anche voi qualcosa! OSTE – Avete voglia di scherzare? Che cosa volete che ottenga: la fame?

VECCHIO – Potreste ottenere qualche giorno di libertà e di riposo per capire quanto siapiù bello vivere senza pensieri e senza preoccupazioni.

OSTE – Siete fissato! Lo volete capire che io non vivo di rendita come voi e che, persbarcare il lunario, devo affannarmi a lavorare e a sgobbare dall’ alba a mezzanotte?

VECCHIO – Voi, caro amico, soffrite di “vittimismo” perchè godete solo in funzione dellesofferenze che provate. Maggiori sono le sofferenze, più grande è il vostro godimento!

OSTE – Vorrei vedere voi al mio posto!(Entrano in scena il Giovane e la Ragazza. Leiindossa un vestito nuovo, ma semplice ed ha con sé una valigia. Lui è vestito come negli atti precedenti e porta in spalla il suo sacco da viaggio) Eccola, l’ ingrata! E’ pronta apartire e a lasciarmi nei guai!

RAGAZZA – (Depone la valigia su una sedia vicino al tavolo dove è andato a sedersi ilGiovane e si avvicina al Vecchio) E da questa mattina che vi cerco. Mi sarei rammaricatase non vi avessi salutato.

VECCHIO – Anch’ io, figliuola.(Indicando il Giovane)Mi fa piacere che siete diventatiamici. (Ammiccando) Che ti dicevo? Solo due vie parallele non s’ incontrano mai!

RAGAZZA – (Lo guarda tristemente)A mezzanotte ci separeremo.

VECCHIO – Non ti scoraggiare. Non è ancora detta l’ ultima parola!…(Pausa)Beh, orascusami, ma devo andare un momento in camera. Ci vedremo dopo.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA – Verrete a salutarmi?

VECCHIO – Certamente. A più tardi.(Via per l’ ingresso della locanda)

RAGAZZA – (Siede al tavolo del Giovane. E’ triste)Abbiamo poco tempo ormai…

GIOVANE – Già, è quasi mezzanotte.

RAGAZZA – Che farai a “Godior”?

GIOVANE – Non lo so ancora.

RAGAZZA – Non hai una meta precisa?

GIOVANE – No, ma qualcosa la farò di certo. E tu?

RAGAZZA – Andrò ad insegnare in una scuola. Mi aspettano da tempo e mi hannoconservato il posto.

GIOVANE – Perché non ti hanno fatto passare subito?

RAGAZZA – Non è facile entrare a “Poigodi”. Chiunque vi si rechi, deve fornire le garanziedi restare.

GIOVANE – E’ una specie di prigione a vita?

RAGAZZA – Che dici? Si può tornare indietro quando si vuole, se non si è convinti di volerrestare. Naturalmente, sono preferiti quelli che restano. Ecco perché fanno tante difficoltà quando si entra.

GIOVANE – Insomma, fanno una specie di selezione.

RAGAZZA – In un certo senso, sì. “Poigodi” è un Paese con un tenore di vita modesto,ma sufficiente, perché la vita è basata sul lavoro; tutti devono concorrere, in ugual misura, al benessere del Paese. Il Governo, in compenso, assicura a tutti la certezza di lavorare, la serenità e, soprattutto, la pace.

GIOVANE – Non ci sono, perciò, guerre o altre calamità?

RAGAZZA – Solo quelle naturali. “Ognuno basti a se stesso e tutti cooperino per ilbenessere del Paese!”, questa è la politica di “Poigodi”.

GIOVANE – Non può esistere un Paese cosiffatto!

RAGAZZA – E’ a portata di mano.

GIOVANE – Ma in un Paese così, i più intelligenti e geniali possono emergere dalla massadegli altri individui?


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA – Sì, ma per il bene della collettività.

GIOVANE – Sicchè, non si diventa mai ricchi?

RAGAZZA – L’ uomo diventa ricco perché sfrutta le disgrazie altrui e tanto sale nella scaladei valori, tanto più in basso, invece, scendono gli altri.

GIOVANE – Non è un posto che fa per me.

RAGAZZA – Lo so. Per questo non ti ho proposto di venirci.

GIOVANE – (Guarda l’ orologio)Mancano appena dieci minuti a mezzanotte; ed hoancora tante cose da dirti.

RAGAZZA – Il tempo è implacabile: se lo si vuole far trascorrere in fretta, si fa lungocome l’eternità; quando, invece, lo si vorrebbe fermare, ti sfugge via senza che te ne accorga.

GIOVANE –(Prendendo una mano alla Ragazza e fissandola negli occhi)Perché ti hoconosciuta ora che dobbiamo separarci?

RAGAZZA – Così era segnato.

GIOVANE – Tu che sai farlo, prega perché il tempo si fermi in questo stesso istante. Nonm’ importa se non ci sarà il domani, purchè l’ oggi duri per l’ eternità!

RAGAZZA – Ma tu che hai aspettato a lungo e nell’attesa hai tanto sofferto, ora che sei adue passi dalla meta e che un breve spazio di tempo ti separa da essa, perché vuoi fermare il tempo e prolungare l’ attesa all’ infinito?

GIOVANE – Ho paura del domani, ora che ho scoperto quanto sia importante l’ oggi!

RAGAZZA – Il domani contiene tutti i nostri progetti, i sogni che abbiamo accarezzatoansiosamente nel passato, per cui abbiamo tanto sofferto e che vorremmo che si realizzassero. Il domani è speranza!

GIOVANE – Ma l’ oggi è certezza!

RAGAZZA – Non si può sempre vivere per il presente, senza pensare al domani. La nostravita dobbiamo organizzarla, soprattutto, in funzione del futuro perché il presente è momentaneo: incomincia e termina nello stesso istante. Sappiamo di viverlo perché ne cogliamo tutte le sfumature, mentre del domani abbiamo la sola speranza che venga, portandoci quanto abbiamo desiderato.

GIOVANE – Ma ci sarà un domani anche per noi? E se c’ è, sarà generoso e prodigo digioia e di felicità o sarà avaro come il passato?

RAGAZZA – Non potrà essere avaro perché ci farà vivere un giorno di più nell’ attesafiduciosa del bene e dei mezzi per conseguirlo.


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – Già, l’ attesa di un bene che, forse, non godremo mai!… Noi viviamoaspettando codesto bene e sperando in esso sin da quando siamo nell’ età della ragione, ma quanto tempo, intanto, perdiamo in questa lunga attesa? E quando, finalmente, potremo conseguirlo, sarà sufficiente a compensare il tempo perduto? Non sarebbe meglio vivere alla giornata, sfruttando tutte le possibilità che, via via, la vita ci concede e cogliendo tutti i frutti che il presente ci offre senza quell’ ansia dell’ attesa di un bene che, forse, non giungerà mai?

RAGAZZA – La felicità consiste proprio nell’ attesa più che nel conseguimento!

GIOVANE – E nell’ attesa, intanto, noi invecchiamo senza poter conoscere quali siano levere gioie della vita e senza poter incontrare codesto agognato bene!

RAGAZZA – Chissà quante volte tu l’ abbia incontrato senza volerlo! Chissà che non lopossieda ora, senza che te ne accorga!

GIOVANE – Vuoi che non sappia o non mi accorga di una cosa così evidente chesalterebbe subito agli occhi?

RAGAZZA – Non è facile scorgerlo perché non è visibile; non è possibile toccarlo perchénon è materia!… Lo si può solo sentire perché scuote tutti i nostri sensi. Cerca dentro te stesso; scruta nell’ intimo del tuo animo; guarda fino in fondo! Se c’ è, verrà a galla e potrai finalmente conoscerlo!

GIOVANE – No, non lo possiedo!(Pausa)Potrei, forse, incontrarlo, ma da solo non potreiriconoscerlo. Io sono come un cieco, che procede a tentoni in un labirinto, senza riuscirne a venir fuori e come il cieco ho bisogno dell’ aiuto di una mano amorevole che mi guidi nella ricerca della mia strada. Quella mano potrebbe essere l’ àncora della mia salvezza. Per un momento, ho creduto di aggrapparmici, ma, ahimè, essa è rivolta a guidare altri ciechi che vedono più e meglio di me!

RAGAZZA – (Comprendendo l’ allusione, con tenerezza, ma con tanta tristezza)Oh, caro!

GIOVANE – (Implorante)Perché non vieni co me? Mi lascerò condurre per mano comeun bambino perché ho tanto bisogno del tuo aiuto!

RAGAZZA – Non serve un appiglio a cui aggrapparsi per farsi trascinare nel lungocammino della vita; non basta, neppure, l’ aiuto di una guida se manca la convinzione o la volontà di raggiungere la meta!

GIOVANE – La troverò la convinzione… Ti prometto di trovarla lungo la via.

RAGAZZA – Mi dispiace, non potrò esserti d’ aiuto. La mia strada non è la tua e nonposso abbandonarla ora che sono al traguardo.

GIOVANE – (Convincente)Ma ne inizierai un’ altra al mio fianco! Non puoi abbandonarmia me stesso: ho bisogno di te!


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

RAGAZZA – Tu hai bisogno di ritrovare te stesso e la fiducia nelle tue forze. E quandoavrai trovato tutto questo, avrai trovato anche la tua vera strada!

GIOVANE – (Quasi con un grido)Non posso fare a meno di te!… Io ti amo!

RAGAZZA – Anch’ io caro, dal primo momento che t’ ho visto, pur sapendo di perdertinello stesso istante in cui t’ ho incontrato!

GIOVANE – (Con disperazione)Se è vero quello che dici, se credi veramente in un Dioche è amore, non puoi lasciarmi per seguire un ideale chimerico e fantastico che nega il significato della vita pratica e che è al di fuori della realtà comune!

RAGAZZA –(Con calma)Il mio ideale non nega il significato della vita; lo avvalora ed è aldi sopra della comune realtà, non al di fuori. (Pausa) Vedi, appunto perché noi vediamo le cose da un punto di vista differente, le nostre strade si diramano al “Bivio”.

GIOVANE – Dovrò perderti sol perché la mia ignoranza non mi permette di capire il verosignificato delle cose?

RAGAZZA – Non c’ entra il modo di capire. E’ il modo di vedere che ci allontana.Salutiamoci, a momenti è mezzanotte. (A questo punto si ode l’ urlo della sirena di “Godior” che annunzia la fine dello sciopero. La sbarra, infatti, si alza lentamente. I due restano immobili con le mani nelle mani e con lo sguardo nei loro occhi. Dalla locanda, ad uno ad uno, appaiono gli altri)

SCENA QUARTA

L’ Oste, il Vecchio, la Mondana, il Conferenziere e detti.

OSTE – Finalmente, era ora!

MONDANA – (Trascinando verso “Godior” il Conferenziere che non ha più la volontà diopporsi) Andiamo, cocco!… Vedrai che ci divertiremo noi due!

GIOVANE – (Finalmente scosso dalla realtà)Addio e buona fortuna!

RAGAZZA –(Con le lacrime agli occhi)Addio!… Buona fortuna anche a te!(Il Giovane simette il sacco in spalla e si avvia lentamente dietro al Conferenziere e alla Mondana, volgendosi di tanto in tanto con uno sguardo triste e sconsolato)

VECCHIO –(Commosso, abbraccia la Ragazza)Che tu sia benedetta, figliuola!… Sii felice!

RAGAZZA – Addio, professore! Grazie di tutto!(All’ Oste)Addio, padrone! Grazie anche avoi!

OSTE – Buona fortuna!(La Ragazza prende la valigia e si avvia verso “Poigodi”, mentre ilVecchio, per mascherare la sua commozione, si riempie il bicchiere e beve)


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“IL BIVIO” – Commedia in tre atti di Giambattista Spampinato

GIOVANE – (Giunto alla sbarra di “Godior”, ha un ripensamento, si ferma, resta aguardare la Ragazza per qualche istante, poi torna indietro andandole incontro, la prende per mano e si avvia con lei) Vengo con te!

RAGAZZA – (Gli passa un braccio attorno alla vita)Grazie, lo speravo tanto, ma no volevoforzarti. Desideravo che fossi tu e soltanto tu a decidere. Vedrai, non te ne pentirai perché è questa la tua vera strada, insieme a me, per tutta la vita!

MONDANA – (Giunta alla sbarra, si volge indieto e chiama)Professore, venite!… I piacerici attendono!

RAGAZZA –(Anche lei si volge indietro e chiama)No, professore, venite con noi, avremocura di voi!… Non restate solo!

VECCHIO – (Alzando il bicchiere colmo)Non resto solo: c’ è chi mi farà compagnia!…Domani ci penserò!

S I P A R I O

Giambattista Spampinato

Via Orto Limoni n° 60 – 95125 – CATANIA

Tel. O95.436657 – Cell. 338.6374574

Sito Internet: www.giambattistaspampinato.it


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