IL BOCCASCENA DELLA VITA
di Soatto Gabriele
PERSONAGGI:
Direttore di Scena [DS]
Attore 1 [A1]
Attrice 2 [A2]
Sceneggiatore [Scg]
Tecnico delle Luci [TL]
Gobbo [Gb]
Costumista [Cst]
Truccatrice [Trc]
Comparsa [Cmp]
Psicologo [Psg]
Amico [Amc]
Attore 3 [A3]
Pensieri
Atto I
Scena 1
Entra, dal fondo della sala, il Direttore di Scena, che si dirige frettolosamente verso il palco, salendo poi da una scaletta laterale.
DS (camminando): Da mezzora! Da mezzora li aspetto! Ogni volta si dice chiaramente di non ritardare, ed ecco che sono le undici e nessuno ancora arrivato...
Salito sul palco, posa le sue robe, su una sedia, sbuffando. Poi, come accorgendosi solo in quel momento della platea, parla al pubblico.
DS: Ah, almeno voi non siete in ritardo... Oppure lo siete? Vabb... Il fatto questo: le prove dello spettacolo erano oggi alle undici, non un minuto di pi, non uno di meno. Peccato che siamo solo noi... E sono gi le undici e sette! Cosa devo fare? Andare a prendere gli attori a casa loro? Perch, ecco, voi vedete solo il risultato finale, sorprendente o deludente che sia, ma dietro c molto di pi! Non immaginate quanto ci si diverta a provare, sbagliare, ricercare i pi piccoli aspetti di un personaggio per migliorarli! Poi... S, esiste anche lo stress pre-spettacolo, la preparazione delle locandine, i costumi da ricucire, le prove che saltano gettando tutti nel panico pi totale, il primo attore che perde il copione dopo due giorni, quello che lo dimentica sempre, chi si lamenta di come recitano gli altri, chi pensa di essere negato per fare teatro... Insomma, stare di qua e stare dove siete voi, belli comodi e seduti, completamente diverso.
Rumori dalle quinte, voce dellAttore 1.
A1: Direttore! Finalmente!
DS: Finalmente?! Finalmente?!?! da pi di unora che aspetto!
A1: Eeeh, unora! Ma se poco fa ha detto mezzora.
DS: Ho detto mezzora?
A1: S, quando parlava col pubblico. (facendo il verso) Quello che perde il copione, chi lo dimentica, chi insulta gli altri, chi come me il migliore e pu permettersi di dire di un attore e dellaltro.
DS: Ehi! Ehi! Io sono il Direttore, vediamo di non essere irrispettosi! (tono marziale) Attore 1!
A1: Chi ?
DS: Mostriamo al pubblico il mestiere dellattore!
A1: Che comunque, io avrei la parte di Lord Harry...
DS: Attore 1, vada in proscenio!
A1 va in proscenio.
DS: Un attore deve essere in grado di giocare e sfruttare molti elementi. Ad esempio: il portamento. Un gobbo.
A1 fa il gobbo storpio.
DS: Un angelo.
A1 impersona un angelo.
A1: Angelici voci salutant publicum...
DS: Un grasso e laido...
A1: Angelicum gridum dicit directore scenae est horridus
DS: Va bene, grazie! (pausa) Un grasso e laido signore.
A1 imita un grasso signore.
A1: Blah, bleah, bluoahp!
DS: Che cos?
A1: Il budrione che cammina.
DS: E mentre cammina fa questi versi? Un attore deve prendere spunto dalla realt e innalzarla a verit! Tu hai mai visto un signore molto grosso fare di questi versi mentre cammina?
A1: Cos il pubblico capisce meglio...
DS (ritornando alla platea): Oltre al portamento, si modifica anche...
A1: Bluoap, bluosh, blash!
DS: Ancora? Basta cos! Attore 1 vada in proscenio. Dicevo: anche la voce ha una sua importanza. Forte.
A1: BUONGIORNO!
DS: Debole.
A1 (voce soffiata): Buongiorno.
DS: Acuta.
A1 (voce acuta): Buongiorno!
DS: Profonda.
A1 (voce profonda) : Buongiorno.
DS: Ora, la voce...
Esce il Gobbo da dietro le tende della prima uscita di sicurezza.
Gb: Salve, signor Direttore!
Gb si posiziona tranquillamente alla sua postazione.
DS: Scusi, Gobbo, ma come ha fatto ad entrare dalle uscite di sicurezza?
Dal bagno della sala, esce la Comparsa, sbattendo la porta.
DS: Comparsa, stata in bagno tutto questo tempo?
Dal fondo della sala arriva Attrice 2.
A2: Scusi il ritardo Direttore, che abbiamo sbagliato teatro!
DS: Come si fa a sbagliare teatro?! Mi sono messo a fare lezione di recitazione per ingannare il tempo... Veloci, sul palco, che iniziamo.
A1 dispone sedie, come per preparare una scena.
DS: Scena 1: il protagonista inizia con...
A2: Il protagonista non con noi.
DS: Come no?
A2: Ha deciso di iscriversi ad un corso di danze tribali.
DS: Danze tribali?! Cosa fai a danze tribali?!
A1: Aaaaauhaaahuhuhaaaa!
DS: Attore 1, cosa succede?
A1: Lei ha chiesto cosa si fa ad un corso di danza tribale.
DS: Va bene, dai: faccio io la sua parte. Tutti ai propri posti.
Gb, con i suoi fogli, si posiziona davanti al palco; Cmp cammina sullo sfondo della scena; A2 si siede; A1 affianca una quinta, DS quella opposta. A1 si avvicina a DS, in maniera circospetta.
A1 (come fosse un malavitoso): Hey!
DS (c.s.): Harry, dimmi.
A1 (c.s.): Loperazione andata a buon fine.
DS (c.s.): Certo, Harry, lo so. Come poteva fallire?
A1 (c.s.): Franco, siamo i migliori...
DS (uscendo dalla parte): Franco?! Ma davvero si chiama cos? Gobbo, Suggeritore, dove sei? corretto?
Gb: S, s, Harry e Franco!
DS: Harry e Franco?! (sospira) Daccordo andiamo avanti. Ridammi la battuta.
A1 (come fosse un malavitoso): Siamo i migliori malavitosi di tutta la citt! Uh! Sai cos successo a Bestione?
DS (c.s.): Cos successo a Bestione? (abbandonando la parte) No, fermi: che nome Bestione?
Gb: scritto qui!
DS: Cos successo a... Bestione?
A1 (come fosse un malavitoso): Un colpo di pistola in testa! Quasi ci restava secco!
DS (c.s.): Come quella volta alla International Bank...
A1 fa smorfie esagerate.
DS: Coshai?
A1: la mia battuta...
DS: Gobbo, cos?
Gb: cos. Qui scritto: punto di domanda, punto di domanda, punto di domanda.
DS: Allora bisogna essere perplessi, ma allo stesso tempo interrogativi. Non quella roba l, sembra che Harry abbia mangiato un limone. Senti, proseguiamo. Io ti rispondo: non ricordi, il furto alla International Bank?
A1 prende fiato, poi si spegne e sospira. Di nuovo. Lo fa per varie volte, sempre pi forte.
DS: Cos adesso?
A1: E non ricordo la battuta...
DS: E ma allora: cosa sta facendo il Suggeritore? Si guarda le unghie?!
Gb: No, Direttore! Il copione termina qui!
DS: Termina qui?! Tre minuti scarsi di spettacolo?! Allora quello l (indica Cmp) cosa sta facendo? Perch cammina avanti e indietro se non c un seguito?
Gb: Non saprei. Io sono solo il Gobbo, non lo Sceneggiatore.
A2: E io perch sono seduta qui?
DS: paradossale che i personaggi si chiedano cosa stiano facendo! Gobbo: dammi carta e penna. Sapete dov lo Sceneggiatore?
A2: Ha lasciato la moglie al canile, poi si accorto che il suo cane era ancora in macchina. Allora ritornato indietro e ha ripreso la sua donna. Peccato che quella non fosse molto felice, e gli ha proibito di uscire di casa per un mese.
DS: Adesso funziona che i mariti vanno anche in punizione... Chiss che cane aveva poi...
A2: Un Rotweiller.
DS: Mi scusi, Attrice 2, lei sa tutto di tutti?
A2: Lei domanda, io rispondo.
Cmp: Direttore?
DS: Comparsa, la smetta di camminare!
Cmp: Grazie! Non ce la facevo pi... Comunque, ho unidea!
DS: Mi dica.
Cmp: Si potrebbe improvvisare tra noi, mentre qualcuno prende nota.
DS: Bella idea! E il Suggeritore potrebbe segnare le battute.
Cmp: Gi siamo in pochi... Qualcuno in platea potrebbe...
DS: Giusto! Gobbo, ci pensi lei a trovare qualcuno in platea in grado di sostituirla.
Gb vaga per la platea con carta e penna in mano.
Gb: Allora... Questo signore... No! Quella... Nonono. Quello in quarta fila! No, forse no... Il signore laggi, assolutamente no! Ecco! Lei perfetto! Mi perdoni se la disturbo: lei sa stenografare? Perch dovrebbe segnare le nostre battute, mentre giochiamo sul palcoscenico. La ringrazio, e mi raccomando stia attento e non perda una parola!
DS: Molto bene! Continuiamo: si riprenda da capo!
Tutti ritornano alle proprie postazioni precedenti; Gb sale sul palco e affianca A2.
A1 (come fosse un malavitoso): Hey!
DS (c.s.): Harry, dimmi.
A1 (c.s.): Loperazione andata a buon fine.
DS (c.s.): Certo, Harry, lo so. Come poteva fallire?
A1 (c.s.): Franco, siamo i migliori malavitosi di tutta la citt! Uh! Sai cos successo a Bestione?
A2: Buongiorno! Come va?
A1 e DS si voltano stupiti. Silenzio.
A2: Come va?
DS: Bene...
A1: S, molto bene... Dicevo: Sai il colpo alla Internation...
DS: Shhhh! Non ora, che la signora pu ascoltare tutto.
A2: Cosa? Ascoltare cosa?
A1: Niente, niente. Scusi, solo un attimo... Franco, quindi non devo parlare del furto alla banca, giusto?
A2: Furto?! Signori, voi siete alquanto sospetti.
DS: Ma no, signora, voleva dire... Voleva dire... Harry, cosa volevi dire? Dellurto, giusto? Non furto... Urto.
A1: S... Anzi, ne ho una migliore: volevo dire granchio!
Silenzio.
DS: Granchio?
Silenzio.
A2: C una bella differenza tra furto e granchio, sa?!
Cmp: Ueil! Hai sentito? Furto... Bella roba!
Gb: Eh, s, eh! Furto... Guarda che faccia ha questo qua, proprio da ladro...
DS: Non accusiamo senza prove!
Cmp: Ce lho io la prova! (Tira fuori una collana dalla tasca di A1) Cos mai?
A1: Ma come...?! Direttore, io non avevo collane in tasca!
Gb: Ed ecco qua! (Tira fuori qualcosa di prezioso dalla tasca di DS)
DS: Ma cos...?! Dove le avete prese?
A2: Ce lo chiediamo anche noi, sa!
Cmp: Non faccia quella faccia stupita, la conosco mascherina!
DS: Io non ho mai avuto oggetti nella giacca. O voi siete maghi, oppure...
Cmp: magia! La magia del teatro!
A1: Magia del teatro...
DS: Avanti, la magia del teatro non crea oggetti dal nulla!
Gb: Assolutamente s! Direttore...?
Tutti si allontanano da DS.
DS: S?
Gb: Lei ha perso il vero spirito teatrale, ecco perch tutti i suoi attori lhanno abbandonata...
DS: Dite che io sia obsoleto?
Gb: No, solo... Deve ritrovare il suo Io teatrale... Venga con noi.
Tutti assieme spingono un DS triste e sconsolato verso le quinte.
Atto II
Scena 1
Entra A2.
A2: Molti fra voi pensano che non tutto sia possibile. Se affermo: Tutto possibile, ecco che il ragazzo in terza fila storce il naso, lanziana signora qua sotto strabuzza gli occhi, quel tipo l in fondo si drizza sul sedile... Questa sera vi dimostrer che tutto possibile. E non per finta, oppure con i soliti trucchi illusionistici o addirittura metaforici. No. Vivremo esperienze incredibili e memorabili, noi, assieme, stasera. Probabilmente, anzi sicuramente, ora non mi starete capendo, ma fidatevi di me. Comprenderete poi. Innanzitutto, dobbiamo aiutare il Direttore. Direttore, entri pure.
DS incuriosito e imbronciato entra in scena.
A2: Signor Direttore, come le dicevo poco prima, lei ha perso il suo Io teatrale. Cio: non crede pi in quello che fa. Ma, badi bene, neanche loro (indica il pubblico). Credono tutti di vivere veramente, invece, proprio come lei Direttore, fanno finta di vivere. Cosa peggiore: senza neanche saperlo! E non saper vivere, significa non saper recitare, significa, quindi, non saper prendere in giro la realt, significa non saper giocare con ci che sempre vero, rendendolo incredibile. Ma proprio perch stiamo recitando, lincredibile diventa credibile. Direttore, sa dove si trova adesso?
DS: In un teatro.
A2: Se le dicessi che questa in verit la sua mente?
DS: Come?
A2: Se le dicessi che ora ci troviamo dentro la sua testa... Che ne direbbe?
DS: Direi che vorrei andarmene a casa e concludere questa giornata che stata, fino ad ora, inutile! Lo spettacolo andato a rotoli e, ad ascoltare voi tutti, non so pi cosa sia il teatro. Senta, Attrice 2... Io me ne vado. Buona serata.
Nel frattempo sono entrati i Pensieri, tutti vestiti uguale, monocromatici. Vagano in maniera stolida e lenta, avvicinandosi a DS e seguendolo. Durante tutto il dialogo infastidiranno DS, che comunque tenter invano di scacciarli.
DS: E questi?! Sono le comparse?
A2: No, sono i suoi pensieri!
DS: Innanzitutto, lei mi delude perch non affatto credibile! Come deludente pure questa messa in scena! Che poi, mi permetta, ma le comparse scegliete meglio: dai, (indica una Comparsa) questo brutto come la fame!
A2: Sar un brutto pensiero... Effettivamente, sembra che lei abbia solo brutti pensieri.
DS: Andatevene! Anzi, io me ne vado!
A2: E loro la seguiranno, perch i pensieri la assillano sempre, e loro sempre le saranno a fianco.
DS: Ora basta! Pensa veramente di poter convincermi di questa sua stramba idea! NON POSSIBILE ENTRARE NELLA MENTE ALTRUI!
A2: Non per un attore. Non per noi due. Vede: non importante che sia vero. Limportante che le ci creda!
Pausa. Qualche comparsa fa versi strani.
DS: Vero... Ma bisogna pur prendere spunto da qualcosa di reale.
A2: Se lo immagina potenzialmente reale.
DS: Potenzialmente! Non esiste potenzialmente nella vita come nel teatro! Si quel che si fa, non altro.
A2: Molto bene... Non volevo farlo... Ma lei mi costringe!
DS: Buonasera. Vado a casa.
TecnicodelleLuci (dalle quinte): Ehm! Ehm!
DS: Chi stato?
A2: Vada a vedere...
DS: No, io vado a casa! E mi tolga di torno sti pensieri!
TL: Non c bisogno, ci penso io a toglierle i Pensieri!
Entra in scena TL. Al suo arrivo, i Pensieri si sparpagliano.
DS: Non... Non ci credo! Avete messo in mezzo anche il Tecnico delle Luci! A proposito: i suoi occhi di bue non illuminano per nulla!
TL: Non conosco Tecnico delle Luci... una divinit?
DS: No... Veramente... Lei il Tecnico delle Luci!
TL: Mi danno molti nomi, ma mai nessuno mi aveva chiamato Tecnico delle Luci. Io sono la coscienza.
DS: Oh, signor... Perch state prendendovi gioco di me?!
A2: Vi lascio soli
TL: S, s, daccordo.
A2 esce di scena.
TL (camminando, per poi sedersi): Parler io con il nostro caro Direttore Lei crede che tutti noi ci siamo messi di comune accordo per prendersi gioco di lei, o mi sto sbagliando?
DS: Per favore Sono stanco e ne ho fin
TL: Mettiamo sia cos. Mettiamo che questa sia davvero un messa in scena, che io sia Tecnico delle Luci, e questo un teatro
DS: Questo un teatro e lei il Tecnico delle Luci!
TL: Quello che ho detto.
DS (visibilmente stanco): Daccordo, prosegua.
TL: Se anche tutto questo fosse finto, se anche questa non fosse la sua testa, cosa cambierebbe? Tanto la giornata non ha concluso nulla di buono e le vostre prove sono andate male, senza contare che lo spettacolo a rotoli, lei ha perso il suo senso della finzione e anche la sua compagnia lha abbandonata se non quelle poche persone che sono ancora qui a mettere su questa messa in scena.
DS: Grazie per la sintesi
TL: Visto che non ha nulla da fare, ora che non ha pi il suo progetto teatrale, allora stia pure a divertirsi qua con noi Cosa le cambia, no? Si diverta, dopotutto, questa la sua mente!
DS: Va bene Tanto non ci perdo nulla a Giocare, no? Perch vi ho capito: questo un gioco, una giocosa finzione, giusto?
TL: Se la vuole vedere cos
DS: Cosa si trova nella mia testa?
TL (alzandosi): Mi dica lei.
DS: Nella testa ci stanno i pensieri, certo, ma anche... Non so... Le idee. Quando devo predisporre una scena, frugo nella mia testa e trovo le idee.
TL: Perfetto! Allora creiamo qualcosa, non si sa mai che le possa servire per un nuovo copione.
DS: Signor Tecnico, come posso fare a creare una scena solo con me, te e un paio di sedie. Qualcosa si potrebbe creare in effetti, ma io voglio qualcosa di pi interessante, con pi persone, pi personaggi, pi attori.
TL: Mmmmmh Ora capisco perch ha perso il suo talento Lei restringe troppo il suo campo visivo. Non si ponga limiti, vada oltre! Guardi bene, guardi davanti a lei: cosa vede?
DS e TL vanno in proscenio, aguzzando la vista.
DS: Non dovrei dirlo
TL: Lo dica, lo dica.
DS: Io vedo
TL: S?
DS: Ecco
TL: Avanti!
DS: Io vedo il pubblico.
TL: Esatto. Ora ha tutti i personaggi che vuole. (scendendo lateralmente dal palco) Anzichen: cosa le serve?
DS: Per cosa?
TL (girando tra il pubblico): Per la sua scena, ovviamente.
DS: Ah! Caspita Facciamo.... Facciamo una fiaba! Innanzitutto Un mago!
TL: Un mago, eh? Allora, vediamo qui Questo spettatore potrebbe... Trovato! Poi?
DS: Una porta...
TL (c.s.): Una porta... Non credo sia difficile da trovare Ecco, lei, si alzi. (rivolto a DS) Solo una?
DS: S, quanto viene?
TL: Non lo so (rivolgendosi allo spettatore) Di cosa fatto lei? Una porta in legno di...? (rivolgendosi a DS) Non capisce
DS: Sar gi nella parte. Le porte mica parlano, no?
TL: Sar Comunque, mi sa che ne ho presa una di seconda mano, per risparmiare Le va bene comunque?
DS: S, perfetta.
TL: Altro?
DS: Un tavolo.
TL (indicando uno spettatore): Questo pu andare?
DS: No, quello troppo semplice. Preferirei stile liberty, se lo trova.
TL: Lart nouveau non si trova pi di questi tempi... No, ecco, lei fa al caso nostro, mi segua.
TL sale sul palco con i tre.
DS: Disponetevi uno a fianco allaltro. Esatto, cooos Facciamo in questo modo:
I tre personaggi del pubblico seguono le indicazioni.
DS: Il mago bussa alla porta, che si apre. S, la porta si fa da parte, esatto. Il mago entra in casa e poi si va a sedere al tavolo
TL: E come ci si siede?
DS (facendo gesti, avvicinandosi alla scena): Ci si Si mette Cio: si siede A presente? Come quando.... Mettendo un Passando da questa parte Allargando Stringendo Andando verso... No, effettivamente non si riesce. Grazie signor mago, vada pure, e anche lei tavolo e naturalmente anche la porta Grazie ancora, eh.
I tre personaggi del pubblico vanno a sedersi in platea.
DS: Oh, bravi, eh. Tutti bravi, solo un po troppo chiusa la porta Intendo: chiusa La porta Lha capita, no? Una persona estroversa Una chiusa La porta era chiusa...
TL: Lho capita, Direttore, lho capita
DS: Ah! Ecco Lha capita Bene! Ora posso andare via, giusto? Vi ringrazio per il momento di spensieratezza, devo urgentemente andarmene.
TL: Ma come? Nella sua testa si trova ben altro Pensieri.
DS: Gi incontrati. Devo andare.
TL: Idee.
DS: Appena conosciute.
TL: Ricordi.
DS: Ricordi?
TL: Gi A volte ci catturano, ci prendono, ci torturano, ci rendono nostalgici oppure orgogliosi delle nostre scelte passate.
TL si allontana lentamente.
DS: E come avete scelto di trasportare un ricordo nel mondo teatrale?
TL: Vedr
TL esce di scena.
DS: Tecnico delle Luci? Coscienza? Abbiamo terminato tutta questa faccenda?
Solo luci soffuse sul palco. Entra Psicologo, si siede su una sedia. DS seduto. Voci con eco. Luci.
Psg: Mi dica.
DS: Non saprei da cosa iniziare... La scorsa seduta cosabbiamo detto?
Psg (voltando pagine appunti, pigramente): Di lei. Abbiamo parlato di lei.
DS: Giusto, giusto, di me... Ecco... Ora io sento che... Sento come un vuotodentro... Come se avessi tutto, ma mancasse comunque qualcosa.
Psg: Mancasse qualcosa...
DS: S, esatto, manca qualcosa. Eppure ho tutto: una casa, un lavoro, una moglie, mia figlia.
Psg: Sua figlia... Giusto...
DS: Eppure... Vorrei andare oltre al solito, superare la routine, sperimentarmi! Ma ho paura. Ho paura di cambiare troppo nella mia vita. Perch se una cosa perfetta...
Psg: Perfetta...
DS: Perfetta, s. Se ti rende felice, perch cambiarla?
Entra Amico, parlando, poi si siede dalla parte opposta di Psg, a gambe incrociate a fianco a DS. Luce su DS e Amc, buio su Psg.
Amc: Ma la tua vita davvero perfetta?
DS: Certo! Lo , ma davvero, eh. Sereno, tranquillo, solo... Questo... Questo vuoto dentro di me... Come una malattia.
Amc: Allora non tutto perfetto... E poi va da s! Non potrai mai raggiungere una felicit piena, avanti. Tentare, sperimentare, provare! Fai una lista di desideri, anche i pi pazzi e remoti, e inseguili! Cos non avrai tempo di pensare se sei sereno oppure no.
Luce su DS e Psg, buio su Amc.
DS: Definiscimi cambiamento...
Psg: Cambiamento... Condizione per la quale...
Amc: Tentare, sperimentare, provare.
Psg: ...una situazione o un essere vivente non rimane inalterato, ma anzi muta, cambia ed evolve.
Amc: Non avrai tempo di pensare se sei sereno oppure no.
DS: Non mi molto chiaro, cosa significa?
Psg: Cambiamento significa non essere pi come prima. Un cambiamento pu essere radicale, oppure solo superficiale. In ogni caso, riguarda qualcosa che era e che ora non pi.
Luce su DS e Amc, buio su Psg.
Amc: Un cambiamento qualcosa che era e che ora pi o meno importante di prima. Dimmi un desiderio.
DS: Ehm... Vacanza al mare?
Amc: Poi?
DS: Un... Un altro figlio...
Amc: Come segnato, ora un altro!
DS: Un... Avere una villa.
Amc: S!
DS (si alza, seguito da Amc): Ricontattare tutti i vecchi amici. Vedersi ogni tre giorni!
Amc: Bravo!
DS salta gi dal palco, seguito da Amc.
DS: E... Fare lamore due volte al giorno!
Amc: Di pi!
DS: Tre volte al giorno.
Amc: Di pi, di pi!
DS: Prima e dopo i pasti!
Amc: Bravo! Poi, poi?
DS: Portare la mia compagnia al Piccolo, fare il pienone! Sold out!
Amc: Verr anche io a veder...
DS: Inventare una macchina che riaggiusta tutte le scelte sbagliate! Salvaguardare il pianeta! Inventare, creare, per noi, per gli altri, per non annoiarsi e per migliorare il mondo! Non fantastico?! Signora, signora mi guardi! Cosa ne pensa, non fantastico?!
Psg (dal palco): Quindi, lei vuole cambiare qualcosa?
DS (ovunque si trovi, mogio ritorna sul palco; triste, sconsolato): Vorrei, ma non ho la forza, lo so... Non lo sapessi, potrei tentare, ma lo so che non ho abbastanza voglia di cambiare... Avrei bisogno di qualcuno. Gi... Qualcuno, che mi facesse sognare, che mi inculcasse la pazza idea di inseguire i propri sogni.
Psg: Ci vorrebbe qualcuno
DS: Gi. Ci vorrebbe, ma non c. Ci sarebbe voluto, ma non c stato.
Buio.
Atto II
Scena 2
Entrano in scena da una quinta A1, A2, Costumista e Truccatrice.
A2: Da questa parte, su!
Cst: No! Basta! Mi sono promessa che non metter pi piede in questo teatro!
A1: Ma ora il Direttore sta cambiando, non pi scorbutico e noioso come prima, e poi abbiamo bisogno di voi due: senza la Costumista e la Truccatrice non possiamo dare quel tocco di trucco che impreziosisce, quel costume o accessorio che identifica un attore...
Trc: Grazie, ma il fatto che
A1: Quel quid che rende sublime un persoanaggio e lo innalza a opera darte definita ed elaborata...
Trc: Ci fa piacere ricevere tali complim
A1: Quella rifinitura che suggerisce ponderata bellezza e quindi perfezione del singolo aspetto.
A2: Va bene, grazie! Ora, falle parlare!
A1: Scusate
Cst: Il problema che non vogliamo, e parlo anche a nome della Truccatrice, pi avere a che fare con il Direttore. Ci tratta sempre con fare superiore, oppure si arrabbia per ogni minima cosa! No, abbiamo preso una decisione.
A2: E infatti abbiamo bisogno del vostro aiuto per riavere il nostro Direttore felice e gioviale e simpatico. Siamo tutti disposti a metterci in gioco per fargli comprendere che lui ha smesso di vivere. Sopravvive ormai, capite? Ha perso il senso della vita, per lui ogni momento uguale allaltro, ogni spettacolo identico a quello precedente.
A1: Ma adesso abbiamo deciso di contattare tutti e mettere su la vecchia compagnia. Il Gobbo, le Comparse, Attore 3 e Attore 4, il Tecnico delle Luci, lo Sceneggiatore e lOrchestra ci stanno gi aiutando. Mancate solo voi due...
Trc: E cosa dovremmo fare?
A2: Semplicemente aiutarci a metter su uno spettacolo improvvisato. Ad esempio, siamo riusciti a far improvvisare il Direttore mettendo su una scena e facendo finta di trovarsi nella sua testa. Solo che poi lui si realmente perso nei suoi ricordi, ed ora sicuramente pi consapevole di quello che fa e che vuole fare...
Trc: Veramente Noi, davvero Parlo anche a nome della Costumista Il fatto che noi non vogliamo prendere parte a questa
A2: Molto bene. Non avremmo voluto dover essere costretti anche con voi, ma dobbiamo farlo, dobbiamo convincervi. Lei, Truccatrice e anche lei, Costumista, avete perso la voglia di fare, la voglia di distinguere un momento da quello successivo. Tutto uguale, monotono.
A1 (al pubblico): Grazie a noi ritroverete il senso della vita. Riuscirete a carpire ogni attimo e percepirlo davvero. Sarete davvero presenti.
A2 (affiancandosi ad A1): Avete presente quando vedete un film che vi prende?
A1: Una storia avvincente.
A2: Un libro intrigante.
A1: Una musica avvolgente.
A2: Un paesaggio mozzafiato.
A1: Un profumo suadente.
Trc: Una risata con gli amici!
A1: Esatto, Truccatrice! Oppure uno sguardo.
Trc: O un abbraccio.
A2: O una carezza.
Cst: O un bacio.
A1: Oppure una Una... (impacciato)
A2: Una?
A1: Niente. Una serata assieme. Baci, abbracci Basta. Nientaltro
A2: Vabb, avete capito. Truccatrice, Costumista siete pronte?
Cst e Trc: Per cosa?!
A1: Per un viaggio nel tempo. Non lhanno avvisata?
Trc: Non si pu Non si pu viaggiare nel tempo, da che mondo mondo.
A1: Ah, s? Ma qui siamo su un palco e se lo si vuole, ripeto, se lo si vuole, tutto pu accadere. Non basta tanto crederci, quanto perdersi in quella che viene chiamata finzione. Semplicemente, cascare dentro un altro mondo e vagarci allinterno.
A2: Ora batter le mani e ci ritroveremo tutti indietro nel tempo, pi o meno di
Cst: Ma per favore! (fa per scendere dalle scalette)
A2: ...tre quarti dora! (batte le mani)
Si zittiscono tutti, Cst si ferma dallandarsene e risale sul palco.
Cst: Be...?!
Silenzio.
Trc: Siamo tornati Siamo tornati indietro nel tempo?
A2: Ehm S S, credo proprio di s
Trc: Ma... Attrice... Attrice 2 ne sei sicura?
A2: Certo.
Pausa.
Trc: Ma tutto uguale a prima!
A2: Lhai detto! Uguale a prima, non uguale ad adesso.
Trc: Ah, giusto Uguale a prima...
Cst: Daccordo, buon viaggio nel tempo. Salutatemi il Direttore e buona serata.
A1: Fossi in lei starei attenta ad uscire.
Cst va verso luscita della sala.
Cst: Va bene, perfetto! E tu non stare con quei due, buon Dio! Credi pure a tutta questa farsa?! Non ho parole! Vi pare che io debba perdere tempo? Ho un sacco di cose da fare!
A1: Ad esempio?
Cst: Ad esempio... Tornare a casa, e... E... E fare le solite robe.
A2: Ecco: le solite robe! Non le va di fare qualcosa daltro? Qualcosa di diverso dal solito? Le robe solite le pu fare domani, no?
Cst: Non mai successo che si rimandassero le solite robe!
A2: Ah, ecco...
Entra, dal fondo della sala, DS, che si dirige frettolosamente verso il palco, salendo poi da una scaletta laterale. Tutti immobili lo guardano straniti.
DS (camminando): Da mezzora! Da mezzora li aspetto! Ogni volta si dice chiaramente di non ritardare, ed ecco che sono le undici e nessuno ancora arrivato...
Salito sul palco, posa le sue robe, sbuffando, su una sedia, e, come accorgendosi solo in quel momento della platea, parla al pubblico.
DS: Ah, almeno voi non siete in ritardo... Oppure lo siete? Vabb... Il fatto questo...
[DS ripropone il discorso iniziale]
Cst risale in fretta sul palco e tutti, in punta di piedi, zittendosi a vicenda, tentano di uscire di scena, allultimo, DS intercetta Cst.
DS: Costumista, alla buonora!
Cst: Ehm... Eh, gi...
DS: Come scusi?!
A1 (da dietro la quinta): Direttore! Finalmente!
Cst: Direttore! Ehm... Finalmente arrivato!
DS: Finalmente?! Finalmente?!?! da pi di unora che aspetto!
A1 (c.s.): Eeeh, unora! Ma se poco fa ha detto mezzora.
Cst: Eeeeheheheheh, unora! Unora... Pensa un po... Unora dice lui... Un... Unora...
DS: Costumista, tutto bene?
Cst: Maaa certo!
A1 (c.s.): Devi dire che lui ha appena detto mezzora, non unora!
Cst: Direttore, ma lei ha appena detto mezzora! Non ricorda?
DS: Ho detto mezzora?
A1 (c.s.): S, quando parlava col pubblico. Quello che perde il copione, chi lo dimentica, chi insulta gli altri, chi come me il migliore e pu permettersi di dire di un attore e dellaltro
Cst (disperata): S, quando... Quando il copione parlava con quello che lo perde e che si permette di... Scusi, solo un attimo...
Cst prende A1 e lo porta in scena. DS si avvicina lentamente ai due, sbalordito.
Cst (rivolta ad A1): Diglielo te! Io non so le battute! E se sbaglio le battute, il flusso del tempo verr modificato, e... E moriremo tutti!! (scoppia a piangere)
A1: Ma no, non credo... Cio: non succeder! Non... Non succeder, ci penso io.
DS: Attore 1 mi spiega cosa sta succedendo? Perch lei in scena? Dovrebbe esserci solo la Costumista.
A1: E da quando una Costumista recita?
Cst: Gi, da quando?!
DS: Da quando? Da... Da quando... Costumista lei cosa ci fa in scena?
Cst. Ecco Il fatto che lAttrice 2 ci ha portati indietro nel tempo e quindi ora le stiamo parlando, Direttore, quando in verit non dovremmo, capisce? So che incredibile, ma mi deve credere! Io sono venuta qui per annunciare il mio autolicenziamento, se cos pu essere chiamato, e prendere le mie ultime cose, poi si unita a me anche la Truccatrice e allora ci siamo dirette assieme verso il teatro. Una volta arrivate, siamo incappate in alcuni della Compagnia che ci hanno riferito che lei, signor Direttore, aveva perso il suo spirito vivo e che erano intenzionati a farla tornare come un tempo con degli stratagemmi teatrali, o almeno credo E da quel che ho capito ci sono riusciti facendola perdere nei suoi ricordi. Hanno quindi voluto adescarmi e fare lo stesso con me e la Truccatrice, che, lei non ci creder, Direttore, ma si trova qui assieme a noi, in questo teatro, e per essere precisi dietro la seconda quinta di sinistra. E con lei ci sono anche altri della compagnia. Direttore, la prego, mi creda, non mi guardi cos, io non sono pazza, sa? Questa la verit! Siamo tornati indietro nel tempo.
Pausa.
DS (a parte, rivolto ad A1): Credo avremo bisogno di una nuova costumista, o almeno fino a che non si rimette la nostra.
DS sorride forzatamente alla Costumista, come a renderla partecipe.
A1: Giusto, lo segno. Ora come facciamo a proseguire lo spettacolo, con Con la Costumista intorno, rischia di andare tutto a rotoli
DS e A1 osservano Cst, che si rigira le mani e incuriosita guarda i due parlottare.
DS: So io che cosa fare! Come nella vita: Prepari e organizzi e poi, ecco!, qualcosa di troppo, qualcuno che manda allaria i piani Qui, uguale. Mi ascolti Attore 1: guardi la Costumista
A1 si volta.
DS: No, non la guardi!
A1: Lo ha detto lei.
DS: Mass, nel copione Lo dico perch scritto, non perch abbia senso, e lei deve agire di conseguenza, senza farsi domande, ma seguire la massa, ecco
A1: Ah, quindi lei mi sta dicendo
Cst: Scusate se disturbo, ma di che diavolo state parlando?
DS: Mia cara, qui in corso una scena, lei non pu intromettersi, se non sta scritto da qualche parte. E tecnicamente lei non dovrebbe neanche esistere in questo momento. Quindi, faccia un altro viaggio nel tempo e ritorni a qualche decennio fa, grazie mille. (rivolgendosi a A1) Attore 1, che dicevo? Si sistema tutto a seguire il copione. Ora che la Costumista fuori dai piani possiamo proseguir
Cst: Aaaaaah!
DS: Cosa succede?!
Cst: Io Io lho detto che il Direttore era diventato una bestia! Una belva! Una belva vera e propria che tratta come belve chi non gli sta a genio!
DS: Costumista mi permetta di
A2 (entrando in scena, seguita da Trc): La Costumista ha pienamente ragione! Lei si comporta in maniera arrogante e prepotente!
Trc: Vero! A noi ci tratta sempre come pezze da piedi, invece con lAttrice 2 Tutto moine e salamelecchi. Posso accompagnarla a casa?, Posso offrirle qualcosa da bere?...
DS: Io sono il primo a trattarla come tutti gli altri della compagnia, non faccio differenze! Truccatrice, lei ha la mente contorta e deformata dalla gelosia!
Trc: Come osa?!
A2: Effettivamente, sei sempre scorbutica con me
Cst: Verissimo! Con me si lamenta sempre dei privilegi degli attori
A1: Privilegi Orari indecenti per provare e riprovare la stessa cosa ogni sera E se poi al pubblico non piace, a nessuno interessa del nostro impegno, si ritorna a casa a becco asciutto
A2: Voi non potete saperlo, perch siete sempre dietro le quinte, in tutti i sensi Noi ci becchiamo i pesci in faccia, cos come gli applausi
Cst: E cosa ci vuole a dire due battute in croce, con un po di smorfie?! Piuttosto stare a cucire, pettinare, truccare e rifinire, quello s che un lavoraccio! Eppure abbiamo meno meriti di voi.
A2: Naturale: chi pi rischia, pi avr.
A1: Poi c chi ha culo, e non rischia nulla, ma ha tutto comunque
Silenzio. Tutti lo osservano storto.
A1: Cos , nessuno pu negarlo.
DS: Riassumendo, voi lo vivete malissimo questo mestiere Perch lo fate?
Cst: Per lo stesso motivo per qui lei prima era brillante e socievole e ora ipocrita e borioso. Noia. Il passare del tempo crea noia E ci che prima era divertente e significativo, diventa superfluo e pure noioso.
A1: Non sempre
Cst: Spesso, molto spesso. E nel nostro caso, cos. Ma non vedete?! Litighiamo tutti, ci trattiamo male, siamo in-sof-fe-ren-ti. E sapete come si combatte la noia? Agendo, facendo qualcosa.
A1: Ne sei sicura?
Cst: Ma certo! Direttore, veda di mettere su qualche spettacolo, e vedrete che costumi, altroch se ne vedrete: pizzi, merletti, ricami e svolazzi vari.
Trc: Per me vale lo stesso! Voglio tornare ad impegnarmi per qualcosa che ha un senso!
A2: Come cambiate idea allimprovviso. Poco fa volevate andarvene a tutti i costi...
Entra TL in scena (nessuno lo nota), dalla stessa quinta e con lo stesso atteggiamento di quando era entrato nella scena precedente. Si accorge poi della quantit di persone sul palco, e segue il discorso, come a vedere dove termina.
Cst: Capita a tutti. Prendete il Tecnico delle Luci, ad esempio...
DS: Costumista, mi fa piacere rivederla cos attiva, ma non posso credere che abbia qualcosa da ridire su tutti. Perch mettere in mezzo anche il Tecnico delle Luci?! Anche se Anche se Devo dire che i suoi occhi di bue non illuminano per nulla!
A2: Questo cosa centra?!
TL: Non conosco Tecnico delle Luci... una divinit?
Tutti si voltano, straniti e stupiti.
Tutti: Come?
TL: Chiedo scusa, ma Voi tre cosa ci fate qua sul palco? Dovrebbero esserci solo loro due.
A1: Davvero?
TL. Ma come davvero?
DS: Aah, non guardi me. Io ormai me ne sono lavato le mani di come va avanti qui.
Trc: Sono sicuro di aver gi sentito una frase simile, di qualcuno che se ne lavava le mani Credo di averlo letto in un libro piuttosto famoso
A1: Ma s, giusto qualche miliardo di copie vendute
DS: Per favore! Non ci interessa nulla della frase. Io vorrei solo capire dove diavolo siamo andati a finire. Ora cosa si fa?
TL: Secondo me, dovremmo andare avanti.
DS: E come?! Con questo marasma che si creato Prima dobbiamo risolverlo.
TL: Non ha importanza. Se si deve risolvere, si risolver. Per me, ripeto, credo sia opportuno proseguire.
DS: E come pensa di proseguire?
TL: Suoner ovvio, ma mi verrebbe da dire: andando avanti. Non importa come.
DS: Sa che... Sa che forse ha ragione? Io direi, uscita tattica di scena. Ognuno da dove vuole. Attrice 2 distrai il pubblico.
A2: Subito.
A2 distrae il pubblico, con gesti.
DS: Tutti attorno a me.
Eseguono.
A1: Secondo me, ci noteranno comunque.
TL: Dice?
A1: Siamo un pochino al centro dellattenzione
TL: Ma no Neanche tanto. Tolga il palco; tolga il fatto che tutti ci stiano guardando; ed elimini anche la convinzione che ovunque sia buio pesto, fuorch dove siamo noi ora.
A1: Se lo dice lei
DS: Attore 1, dalla quinta di destra; Costumista, lei quella di sinistra; Truccatrice, dal fondo; Tecnico Tecnico, lei esca lateralmente, io la seguo. Al mio dieci. Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette
A1: Direttore
DS: Via tutti!
Furtivamente, tutti escono come detto sopra. Attrice 2 segue qualcuno, mentre distrae il pubblico. Usciti tutti, rientrano, da dove sono usciti, DS, A1 A2 e TL. Guardandosi intorno salgono sul palco, laddove A1 vi gi e quindi d loro il via libera.
A2: La messa in scena ha funzionato: ora anche la Costumista e la Truccatrice sono dei nostri.
DS: Bravi! Complimenti a tutti! E mi sono pure divertito! Avete visto la faccia della Truccatrice? Non sapeva pi a cosa credere!
A1: Naturalmente, lidea stata mia
A2: Lhai copiata dalla mia, solo che la mia riguardava il Direttore Sai che inventiva
DS: Basta! Non il momento di litigare. Raduniamo tutti e vediamo il da farsi. Ora via, via.
A1, A2 e DS escono. Rimane TL che va in proscenio.
TL: Di una cosa sono sicuro: dora in poi, ci sar da divertirsi.
Esce. Buio.
Atto II
Scena 3
Entra in scena DS e A1, parlando, si dirigono in proscenio.
DS: Guardate, oggi mi sono divertito proprio tanto con voi e grazie a voi, ma ora sono davvero stanco. Posso tornare a casa?
A1: Promette che ci diriger come un tempo?
DS: Io... S, s... Lo prometto. Tenter, davvero.
A1: Capisco... Quindi vuole andarsene sul pi bello... O sbaglio?
DS: Sul pi bello? Attore 1, si spieghi.
A1: Promette di restare ancora un poco?
DS: Questo giocare sporco, sappilo.
A1: Risponda: va o resta?
DS: Non lo so... Sembra...
A1: Va o resta?!
DS: Credo...
A1: Resta!
DS: Resto.
A1: Perfetto! Perch... Lei sta per conoscere... Si avvicini.
DS: Chi sto per conoscere?
A1: Mi dica il nome di qualcuno di molto conosciuto.
DS: Ehm... Vediamo... Pfff... Regina dInghilterra...?
A1: Di pi, di pi...
DS: Famoso... Ah! Il Presidente della Repubblica!
A1: Neanche lontanamente...
DS: Il mio professore di Scienze...
A1: No.
DS: Steve Jobs.
A1: Non si pu.
DS: Abramo Lincoln.
A1: Neanche.
DS: Giulio Cesare.
A1: Acqua.
DS: Il Papa.
A1: Ecco!
DS: Il Papa?
A1: Sopra di lui!
DS: Eehm... La papalina?!
A1: Pi sopra!
DS: Ancora pi sopra...? (Si illumina) Lui?!
A1 annuisce.
A1: Lui.
DS: Davvero?
A1: Davvero.
DS: E... E come?
A1: E come?
DS: Attore 1, la finisce di ripetere quello che dico io?
A1: Oh, scusi, ha ragione. Non me ne ero neanche accorto Comunque, ha capito chi intendo, no? Lui.
DS: Il... LAltissimo? Il Creatore?
A1: Lui. Anzi, vi lascio da soli. E poi io, non so Forse meglio se sta solo con lei
DS: Va Va bene. Se vuoi restare
A1: No, no, no. Vado.
A1 esce.
DS (camminando sul palco): E ora Aspettiamo Dio... Mi ricorda unaltra opera teatrale
Entra in scena Sceneggiatore, ascolta sorridendo DS.
DS: Aspetto Dio Chi lavrebbe mai detto? Posso dire di essere tra quelli che hanno parlato con Lui Sempre se arriva, eh. Magari bidona No Non fa molto ridere Chiss quanti prima di me ci avranno parlato? Voi direte: nessuno. Io vi dico che secondo me anche qualcuno tra voi ci ha chiacchierato, qualche volta. Per chiedere un consiglio, oppure un aiuto, o semplicemente come compagnia serale
Scg: Gi!
DS (voltandosi): Sceneggiatore, anche lei qua?
Scg: Io non sono lo Sceneggiatore.
DS: Ah, no?
Scg: Sono Dio.
DS: Cos Come?! (pausa) Va bene. Ehm
Scg va a prendere delle sedie.
DS: Non saprei come iniziare, sinceramente Dio non si incontra tutti i giorni, no?
Scg: Quando hai finito di dire banalit, puoi sederti con me e chiacchierare. Prego.
DS si siede, intimorito.
DS: Non Non erano banalit, solo non sapevo come Come iniziare.
Scg: Mmmmh A proposito di banalit, sono estremamente curioso di conoscere la tua risposta a questa domanda: la tua vita banale?
DS: Oh Ehm No. Potrebbe essere meno noiosa, forse pi viva, pi sentita.
Scg: Pi vera.
DS: Gi Pi vera.
Scg: Tu vuoi vivere veramente, giusto?
DS: Certo Credo.
Scg: Il fatto questo. Tu non vivi. O in ogni caso, credi di vivere e invece sopravvivi. Molti, quasi tutti, passano parecchi momenti della propria esistenza a pensare. Pensare Pensare al futuro, a quello che verr dopo, a come riscattarsi, e perdono il proprio turno. Poi toccher ad altri E ormai noi siamo scivolati via
DS: Scusate Scusi Scusa, ma questo lo dicono tutti, si dice sempre. Vivi ora, non lasciarti prendere dal passato o dal futuro...
Scg: Ed questa la faccenda che pi mi preoccupa. Tutti lhanno capito, ma nessuno davvero esegue. Eppure non ci si perderebbe nulla Ci ho riflettuto parecchio, e credo che voi, la gente, abbiate come il timore di vivere realmente. Avete paura di perdere il controllo sulla vita e sul tempo se iniziate a cogliere lattimo, senza indagare su ci che passato o ci che sar. Beh, io vi dico che non cos.
DS: La prego, mi spieghi meglio.
Scg: Immagina: due persone. Una che tenta di dare un senso alla propria vita, organizzando, preparando, riflettendo su cosa vuole e non vuole; laltra semplicemente fa quello che vuole e non fa quello che non vuole. La prima, quella che pensava al futuro, alla fine avr, forse, trovato un senso, ma non si sentir completamente compiuto, perch pensava ad altro, mentre la vita lo accarezzava e lo seduceva; la seconda persona invece trover il vero senso solo e semplicemente rianalizzando ci che ha fatto, e non ci che avrebbe potuto o voluto fare. Questo non significa che non bisogni pensare. No, di certo. Solo non bisogna avere pensieri di troppo, quei pensieri che ci distraggono dalla vita, ecco.
DS: Se uno fa quello che vuole Insomma Sarebbe uno scempio.
Scg: Infatti, come si dice, e come ovvio, Ama il prossimo tuo come te stesso. Magari ti ritroverai a mentire, per fare una sorpresa o per celare un dolore; a rubare, per poi riconsegnare dieci volte tanto
DS: Ad uccidere?
Scg: NO! Uccidere abominio, e chi dice il contrario mente a se stesso oppure non ha la mente sana. Uccidere non porta mai il bene. E sappi che per vivere davvero necessario perseguire la luce, e non abbandonarsi e farsi distrarre dalloscurit. Il male ci pu lambire, lo possiamo sottomettere, sfruttare, ma mai ci far da padrone.
DS: Certo Una domanda.
Scg: Chiedi pure.
DS: Ama il prossimo tuo come te stesso. Se io volessi del male a me stesso?
Scg: Aah, le parole Una delle mie pi grandi invenzioni Nominare rende univoci ed unici
DS: Questo cosa Cosa centra?
Scg: Ecco, vedi. La frase stata sempre letta nel modo sbagliato. Ama il prossimo tuo, cos come te stesso. Ama il prossimo, cos come devi amare te stesso. Ora comprendi? Non devi amare gli altri in misura dellamore per te, nei tuoi confronti. Devi amare s chi ti a fianco, ma bisogna inequivocabilmente anche amare se stessi.
DS: Posso Posso fare unaltra domanda?
Scg: Lhai appena fatta, ma te ne concedo unaltra ancora.
DS: Se tutti iniziassimo a vivere come A vivere seguendo quello che vogliamo, seguendo il bene e senza pensieri superflui, cosa accadrebbe?
Scg: Chi lo sa? Forse, e ripeto, forse, sembrerebbe di stare in paradiso. Oppure, chi lo sa? Diverrebbe davvero il paradiso. Cos per te il paradiso?
DS: Un posto sereno. Semplicemente sereno, felice. Senza preoccupazioni o pensieri. No. Si pensa, si riflette anche l, ma in maniera disinteressata.
Scg: Mmmh S, quello dipende Se una buonanima si diverte a riflettere, perch no? La mia domanda era diversa: cos per te, per te, il paradiso?
DS: Io non mi diverto a pensare, quindi un luogo in cui non si hanno pensieri di troppo...
Scg: Certo. Continua, ti ascolto.
DS: Non saprei cosaltro
Scg: Com fatto? Chi ci vive? Che cosa si fa?
DS: Ehm Si Ci si beatifica nella visione di Dio.
Pausa. Scg guarda storto DS.
DS: No?
Scg: Evidentemente.
DS: Io pensavo che
Scg: Pensi troppo per una descrizione su due piedi. Tu hai paura del mio giudizio e e quindi, se ne hai loccasione, dici quello che pensi possa farmi piacere sentire. No, io voglio una tua ipotesi sincera. Cosa faresti nel luogo pi felice su questa Terra?
DS: Mi divertirei. Passerei il mio tempo a fare solo che mi piace.
Scg: Esatto. Quindi potresti farlo anche qui. In vita. Eppure non lo fai. Passerei il mio tempo a fare solo ci che mi piace. Cosa te lo impedisce?
DS: Impegn
Scg: Li scegli te, i tuoi impegni.
DS: Non tutti.
Scg: Quei pochi, decidi te come viverli.
DS: E il caso, le sfortune.
Scg: Spetta sempre a te come superarle. Con chi superarle. Sono sicuro che hai gi qualche persona in mente con la quale vorresti condividere i tuoi problemi molto volentieri
DS: Va bene! Hai ragione! Spetta a me!
Scg: A te soltanto. Cosa fare della tua vita, con chi farlo.
Scg si alza.
Scg: stato piacevole. Spero verrai a chieder altri consigli, se mai non ti fosse ancora ben chiara la faccenda. Buona giornata e buona vita.
DS: Aspetta. Ma allora com il paradiso? Se posso ottenere tutto, ma proprio tutto, su questa Terra, a cosa serve un paradiso?
Scg: Diciamo che ho delle belle sorprese in serbo per voi Mi diverte non annoiarvi mai. Buon proseguimento.
Scg esce. DS pensoso.
DS (urlando in direzione delle quinte): Se tutti possono tutto, allora tutti sono uguali.
Scg (dalla quinta): Si quel che si , non quello che si ha, o che si potrebbe avere.
DS (urlando in direzione delle quinte): Come?!
Scg (dalla quinta): C chi pi idiota, c chi pi brillante.
Buio.
Atto III
Scena 1
Entra DS dal fondo, questa volta calmo. Cammina fino al palco, in silenzio. Arrivato, parla.
DS: Ogni volta che giungo a questo punto dello spettacolo non so mai come continuare. Non perch non abbia idee, ma perch, anzi, ci sono ora tantissime alternative. Dopo tutto questo parlare di vita, di esperienze, di avventura, di osare, di non adagiarsi mai, beh La mia mente decide di osare assieme a me. Potrei... Mettere una musica di sottofondo
Parte musica.
DS: Far entrare tutti gli attori
Entrano, DS prosegue.
DS: Spegnere le luci sul palco.
Luci si spengono.
DS: Riaccendere tutte le luci.
Si accendono tutte le luci.
DS: Spegnere solo quelle della sala.
Si spengono luci in sala.
DS: Far cantare un attore.
Qualcuno canta.
DS: Far vagare gli attori per la platea.
Cmp e A3 scendono dal palco ed eseguono.
DS: Far cantare due attori.
Qualcun altro si unisce al solista.
DS: Farli smettere.
Smettono.
DS: Iniziare una scena del tutto nuova.
Cmp: Buonasera a tutti! Arrivo da un viaggio molto lungo e faticoso. Qualcuno pu ospitarmi?
A3: Io! Io! Venti scudi a notte
Cmp: Venti scudi?! un furto!
DS: Potrei dare le redini dello spettacolo a qualcun altro.
A1 : Potrei far star zitto il Direttore.
DS: Potr... (si ferma, per poi zittirsi)
A1: Potrei chiedere a tutti di parlare tra loro.
Chi non sul palco risale, tutti parlano tra loro.
A1: Di ridere
Eseguono.
A1: Di disperarsi.
C.s.
A1: Di litigare.
C.s.
A1: Di stare immobili.
C.s.
A1: Ecco. Fermiamoci ad osservare la nostra vita. Quante volte ci capitato di essere presente in una scena del genere? Immaginiamo di poter fermare tutto e guardare.
A1 gira tra loro.
A1: Lui sta per urlare. Lui invece sta per tirare una sberla. Lei non sopporta pi i litigi e probabilmente se ne andr. Se noi potessimo pensare di essere realmente presenti nella nostra vita, di metterci in gioco, di guardare... Loro. Potremmo capire e fare le scelte migliori. Per noi (si indica), per laltro (li indica). Essere padroni degli avvenimenti...
A1 sposta un litigante.
A1: ...capire come comportarsi
A1 sposta laltro.
A1: ...divertirci, perch no?, ad essere superiori
A1 fa abbracciare una tipa al litigante.
A1: ...modificare ci che ...
A1 allontana uno arrabbiato.
A1: ...in ci che vogliamo.
A1 scolpisce un sorriso al tipo con le dita.
A1: Andare oltre
Salta gi dal palco.
A1: Ma chi vive per davvero ha un grande onere
Parlando, invita uno del pubblico ad alzarsi. Cammina con questi.
A1: ...aiutare gli altri a osare, a divertirsi.
Parlando, A1 prende un altro e scambia i posti dei due del pubblico.
A1: Ma chi vive davvero ha un grande onore
Parlando, prende altri due dal pubblico.
A1: ...saper costruire ed ottenere tutto ci che desidera.
Fa stringere le mani ai due.
A1: Ed qui, che diventa chiaro, ovvio.
A1 risale sul palco.
A1: Noi, ognuno di noi pu ci che vuole. E qui sta la differenza: non tanto ci che potremmo fare che vale, ma ci che decidiamo di fare. Spetta a voi. A voi solamente.
Buio. Sipario.
- Questo copione è stato visto:


