Il boia di Siviglia

IL BOIA DI SIVIGLIA

Commedia brillante in tre atti

Di E. GARCIA ALVAREZ e P. MUNOZ SECA

PERSONAGGI

BONILLAS BONIFACIO

ISMAELE, AVVOCATO

SEVILLANITO, TORERO

SANSONI, ATLETA

TALMILLAS, ATTORE

VALENZUELA, STROZZINO

TRESSOLS, AFFARISTA

FRASQUITO, ALBERGATORE

MR. JAMES, INDUSTRIALE

PIETRO, CAMERIERE

RIVERA, GUARDIA

ROSENDO, ARISTOCRATICO

MURENA, PESCIVENDOLO

JACOPO, STUDENTE

UN CICERONE

NEVE, LOCANDIERA

ASSUNZIONE, SUA FIGLIA

ROSA, CAMERIERA

M.ME PERRIN, ARTISTA

ANTONIETTA, POPOLANA

MODESTA, DOMESTICA

Tratto dalla rivista Il Dramma n. 2 del gennaio 1926

ATTO PRIMO

Salotto da pranzo della modesta pensione La Locomotiva . Una tavola da otto persone, nel centro, sedie e qualche poltrona, una credenza fra le due porte di fondo, un mobile fra le due laterali di deetra, ed un orologio a muro all'antica, fra quelle di sinistra. La porta di fondo, a sinistra, mette nel vestibolo. Siamo a Madrid, in aprile, all'ora di pranzo.

All'alzarsi della tela, si trovano seduti a tavola e terminano di mangiare. SEVILLANITO, torero andaluso, calvo; TRESSOLS, un catalogo ben portante di 40 anni; ISMAELE giovine avvocato; JACOPO, studente in medicina. Serve a tavola MODESTA, ragazza piacente e appettitosa.

Tressols - (stizzito, dando un pugno sulla tavola) Perbacco! Questo non si pu pi tollerare! E un mese e mezzo che non mangiamo altro che riso con petonciani e minestre di semola, come se fossimo un branco di suini!... E questi filetti! Si potrebbero mandare ad un amico, in busta chiusa, come una lettera, certi che non passerebbero il peso e arriverebbero a destinazione!...

Ismaele - (con un filetto infilato in una forchetta) A prima vista sembrano di linoleum, ma son pi duri del cemento armato! Guardate! (batte il filetto sulla tavola e sembra che batta le nocche).

Modesta - Signorino, ma lei romper la tavola!

Ismaele - Prendi, portalo a donna Neve e dille che questi filetti sarebbero adatti per risolare le scarpe!...

Jacopo - Ben fatto! (tutti restituiscono i piatti).

Sevillanito - Che pensione!... E a me avevano detto che qui si mangiava meglio che al Palace Hotel !

Tressols - E lei non pu lamentarsi, perch se non mangia, almeno dorme, ma io che sono stato messo nella camera accanto a quella signora del Circo equestre che ha con s i suoi cani ammaestrati!-... Quando dormo, sa? russo forte, ebbene quelle bestie si spaventano e si mettono ad abbaiare.

Sevillanito - Stia zitto che l'altra notte ci manc poco che non mi alzassi e cominciassi a tirar bastonate! Quegli animali debbono avere sbagliata stanza e due di essi si misero davanti alla mia porta e per pi di due ore non fecero che guaire. Una nottata proprio da cani!

Jacopo - E meno male che con se, quella signora non ne tiene che tre.

Ismaele - S, ma tutto si pu sopportare meno che il mangiare.

Sevillanito - Sapete che cosa mi accadde gioved scorso?

Jacopo - Gioved?

Sevillanito - S, quando ci dettero a desinare il rognone in gratella.

Tressols - Ma come? Quei pezzi di antracite erano rognoni?

Sevillanito - Cos mi disse donna Neve; ebbene, un'ora e mezzo dopo mi prese un dolore qui all'esofago, e dovetti correre dal me dico. Vi potete immaginare la sorpresa di quell'uomo, quando entro e gli dico; Signor dottore, ho i rognoni qui (si tocca la gola) che sar mai? (risa dei commensali). (L'orologio a muro comincia a sonare e non finisce pi).

Jacopo - E quest'orologio?! (Ismaele, apre la cassa dell'orologio, fruga dentro e l'orologio cessa di suonare).

Tressols - E cos, Sevillanito, lei va ora a Siviglia per la corrida di domenica?

Sevillanito - Non per la corrida e me ne dispiace. L'avvocato Ismaele ne sa qualcosa...

Jacopo - Di che si tratta?

Sevillanito - Cosa da poco: tre parenti miei che si erano dati al contrabband, un anno fa ebbero una rissa con quelli del dazio e ne ammazzarono cinque.

Tressols - Che orrore!

Sevillanito - Ora c' stata la causa, e siccome la cosa si presenta molto male pu essere che siano condannati a morte... E non voglio trovarmi a Siviglia il giorno della catastrofe, perch in fin de conti sono di famiglia...

Ismaele - Questo il giornale che riporta i ritratti degli imputati, (prende il giornale) Eccoli qui. Gian Giuseppe Conigli Perez, Giuseppe Luigi Conigli Garcia, Gian Antonio Molina Conigli. Questi Conigli debbono essere cugini, no?

Sevillanito - Sono cugini, ma vi sarei grato se parlassimo di altre cose, perch, bench poco, ho finito di mangiare ora...

Jacopo - A proposito, Tressols, vero che il simpatico Bonillas parte per l'Andalusia stasera, per conto di lei?

Tressols - (Dopo aver fatto una risata) S, s.

Ismaele - Allora facciamo il viaggio insieme.

Tressols - (Ride di nuovo) Con Bonillas! Che bel tipo! lunica persona che mi ha fatto ridere in questo mondo!

Ismaele - Ieri mi ha detto che stava inventando, per incarico di un calzolaio, una suoletta speciale contro i geloni. (Tressols ride).

Jacopo - un uomo fantastico! Da che seppe che io studio medicina, non fa altro che parlarmi di un laringoscopio grammofonico, un apparecchio che appena introdotto in gola dovrebbe dire: Angina, Bronchite, ecc. secondo i casi. (Nuove risa di Tressols).

Ismaele - La cosa pi meravigliosa di Bonillas l'anestetico per pescar balene. (Risa).

Sevillanito - L'altro giorno mi spieg quest'invenzione e mi fece scoppiare dalle risa. Si tratta - egli mi diceva - di una siringa gigantesca a pressione. Si vede in alto mare il cetaceo, lo si siringa e, passato un quarto d'ora, la balena rimane addormentata e allora la barca si avvicina tranquillamente e la cattura . (Risa).

Tressols - lo rido, ma non posso fare a meno di riconoscere che il signor Bonillas possiede un genio inventivo di prim'ordine. Io credo che ha trovato infine il suo filone, e che diverremo tutti milionari. (Confidenziale) Ora lo mando in Andalusia per sfruttare alcune polveri atte a distruggere i roditori: un affare favoloso!

Ismaele - Sul serio?

Jacopo - Perbacco!

Tressols - Siccome io arrivo pi in l di Bonillas, quando ho appreso dalle sue labbra la scoperta, mi balenato un idea luminosa che fra qualche giorno sar messa in pratica.

Ismaele - E di che si tratta, se non sono indiscreto?

Tressols - Sentir: un'idea degna di Diogene! Informato dalla stampa che negli orti del Guadalquivir e per un'estensione di molti chilometri, una gran quantit di lepri e di conigli...

Sevillanito - E dagli coi conigli!

Tressols - ...nuova piaga d'Egitto, mangia o manomette gli ortaggi, e non si sa come fare a sterminare queste bestie, nel sapere da Bonillas che quelle polveri uccidono i roditori, ma non sono nocive ali organismo umano, mi sono detto: Benissimo, mando Bonillas a Siviglia provvisto di sacchi di quella polvere prodigiosa, egli si mette d'accordo con gli ortolani, riscuote una bella somma per l'estinzione dei roditori, impolvera i campi, i conigli muoiono a mucchi e alcuni uomini salariati per la raccolta s'incaricano poi di imballarli e mandarli sui mercati pi importane. Che ne dite?

Ismaele - Codesto sar un affare d'oro.

Tressols - Una vera cascata di pesetas!

Jacopo - Le mie congratulazioni. Guardiamo se il povero Bonillas pu uscire cos dalla sua situazione precaria.

Neve - (Dalla prima porta di destra, seguita da Modesta. Neve, padrona del- La Locomotiva , una donna di una quarantina d'anni, molto ben conservata, simpatica e vivace. Modesta sparecchia e mette il tappeto) Non credo affatto a quello che mi ha detto Modesta... Loro mi hanno rimandato indietro i filetti postali... perch dopo il riso coi petonciani, non potevano mangiare altro!...

Tressols - che...

Neve - Sono pratica di certe cose! Tutte le volte che ho fatto questo riso, i miei pensionati mi hanno confessato di essersi dovuti allentare la cinghia dei calzoni... tanto sono abbondanti le porzioni! Quando c' nel men questo piatto...

Sevillanito - Tutti i giorni! (Risa degli amici, l'orologio comincia a sonare come prima).

Neve - Questo Sevillanito mi ha fatto perdere il filo del discorso!

Sevillanito - E questo maledetto orologio dove lo mette?

Neve - Stanotte mi ha fatto alzare quattro volte! E meno male. che non viene fuori il cucc, (fa tacere l'orologio) Perch qui vedono, c' il cuculo. (Lo indica).

Sevillanito - E cos, amici, chi viene verso. il centro?...

Tressols - Andiamo a prendere un caff.

Jacopo - Vengo anch'io.

(Tutti e tre prendono i cappelli, salutano la padrona ed escono).

Ismaele - (a Neve) Debbo andarmene pure io, ho alcune commissioni da fare, prima di partire per Siviglia.

Neve - Se ne va stasera, avvocato?

Ismaele - S, signora, mi ha mandato a chiamare Mister Hames, un inglese, direttore della Casa Hames Koles della quale sono consulente legale a Madrid. andato a Siviglia a passare la settimana santa e desidera vedermi.

Neve - Io vorrei parlare con lei un momentino. Una consultazione di cliente.

Ismaele - Con piacere, (consulta l'orologio). Mi rimane un po' di tempo, (si siede) Mi dica, donna Neve.

Neve - Non so come cominciare, signore, perch la rivelazione che sto per fare di una gravit e di una delicatezza tale, che pi per un confessore che per un avvocato.

Ismaele - M'interessa.

Neve - Non avrei mai creduto di dover essere obbligata a fare questa confessione...

Ismaele - Parli senza timore. Io sar muto come una tomba.

Neve - Le parr di assistere a un melodramma, signor Ismaelino.

Ismaele - Mi fa venir la pelle d'oca.

Neve - Lei sa, avvocato, che ho una figlia.

Ismaele - S, Assunzione, una ragazza bella sotto tutti gli aspetti...

Neve - Grazie. Ebbene, mi ha chiesto la Assunzione il signor Rosendo Perez per suo figlio Rosendino, primogenito della famiglia, che oltre possedere un'immensa fortuna ha terminato ora brillantemente i suoi studi di perito mercantile.

Ismaele - Le mie congratulazioni.

Neve - La ringrazio. Ma... ora comincia il dramma, signor Ismaele.

Ismaele - Cospetto!

Neve - Signor Ismaele, vent'anni or sono, ne avevo venti di meno...

Ismaele - La matematica non un'opinione.

Neve - Volevo dirle che allora non avevo l'esperienza di ora...

Ismaele - Logicissimo.

Neve - (vergognosa) Ebbene... la mia, avvocato, la solita storia, di oltre quattro milioni di giovinette inesperte e pi o meno abbandonate... Io conobbi un artista di Circo equestre, un atleta che bisognava applaudine per forza. Lo vidi lavorare la sera della sua serata d onore e coi suoi muscoli m'impression... perch negarlo? Feci poi in modo che egli posasse su di me la sua attenzione. Quattordici mesi dopo... egli partiva par Washington, giurandomi che sarebbe ritornato per sposarmi e dicendomi con le lacrime agli occhi: Veglia per il nascituro . (Si copre la faccia piena di vergogna).

Ismaele - Ho capito.

Neve - Rimanemmo in corrispondenza e quando dopo cinque mesi, gli comunicai che era padre di una bellissima bambina, mi rispose per lui un altro artista, amico suo, dicendomi che il povero Sansoni, cos si chiamava l'atleta, nel sollevare una sera due pianoforti Pleyel ed uno a mezza coda era rimasto sotto... Si figuri!

Ismaele - Pover'uomo!

Neve - lo rimasi fra la vita e la morte, al solo pensiero che mia figlia non avrebbe avuto un padre davanti alla legge. Quando un giorno mi si presenta un vicino, un povero diavolo che aveva saputo della mia disgrazia e baciando teneramente la mia piccina, mi dice: Signorina Neve, asciughi le sue lacrime: so che ancora non ha denunziato sua figlia allo Stato Civile, e ci per vergogna. Io sar suo padre di fronte alla legge umana e sua figlia avr due cognomi . Baciai in fronte quel sant'uomo e quella stessa sera la bambina fu denunziata come figlia sua e mia.

Ismaele - Ha ragione; quelluomo doveva essere un santo!

Neve - E lo seguita ad essere e lo sar finch vive. Un santo che la sventura e il destino avverso perseguitano, un vero martire.

Ismaele '- - E chi quest'uomo, si pu sapere?

Neve - Bonifacio Bonillas.

Ismaele - Dovevo supporlo. Solo un cuore nobile come il suo...

Neve - Poi seppi che non era la prima volta che faceva un atto simile, e che solo per bont aveva riconosciuto altri due figli.

Ismaele - unico al mondo! Ma non vedo il dramma!

Neve - Il dramma orribile. Non rividi Bonillas per molto tempo; perch part per il Senegal in compagnia di due Missionari. E sono solo due anni che mi si present di nuovo, ma in uno stato compassionevole. Io gli offersi la mia casa con tutto il cuore, egli accett, e da allora si dedicato alle sue invenzioni per non essermi a carico.

Ismaele - Il suo nome passer al martirologio, non e dubbio.

Neve - E cos si erano potute preparare le nozze di mia figlia Assunzione con il signor Rosendino; Bonillas avrebbe dato con gran piacere il suo consenso, come padre adottivo, ma... Eccoci al dramma, signor Ismaele, si prepari... Sansoni, l'atleta, non morto, il pianoforte, a quanto pare, non lo schiacci.

Ismaele - La scamp bella!

Neve - E ieri, dopo 21 anno, quando gi l'avevo dimenticato del tutto e la fortuna mi sorrideva, ho ricevuto questo lungo telegramma. (glielo porge) Legga.

Ismaele - Vediamo, (legge) Barcellona... -Sbarcato - proveniente - California. Domani stringerotti - mie - braccia - ancora - erculee. Stanco - fatiche - anelo - pace - focolare -dove - finire - miei - giorni. - Nostra figlia bellissima - avr - padre - tu - marito. -Diriger - pensione. - Perdona - silenzio 20 anni. - Preparati I esser - felice;. - Sansoni . (restituisce telegramma) Lei si trova in un bel pasticcio, signora!

Neve - Comincia a capire il melodramma??... Quando arriva quest'uomo e s'imbatte nella figlia, che pur essendo sua figlia, non pu essere mai sua figlia, perch figlia di un altro, di cui non figlia...

Ismaele - Mefistofelico!

Neve - C' di'peggio che io non posso sposare Sansoni. Perch proprio da pochi giorni i genitori del signor Rosendino mi hanno proposto di sposare Bonillas, acciocch Assunzione da figlia naturale diventi legittima.

Ismaele - Cosa legittima e naturale!... E lei?

Neve - Io ho giurato sulla tomba dei miei genitori che, prima del matrimonio di mia figlia col loro figlio, si effettuerebbe il mio con Bonillas.

Ismaele - E lo sa Bonillas?

Neve - Non c'era motivo di dirglielo. L'affare del matrimonio gli sembrer una cosa bellissima, perch un santo.

Ismaele - vero che i santi non hanno mai preso moglie... ma lui differente.

Neve - E neppure dell'affare Sansoni gli ho detto nulla per evitargli preoccupazioni, abbastanza perseguitato...

Ismaele - Cara signora, lei si messa in un beli' intrigo!

Neve - Che mi consiglia di fare?

Ismaele - Aspetti un momento, non creda che il consiglio sia facile. Ecco sua figlia figlia di Sansoni, ma risulta figlia di Bonillas...

Neve - S, signore.

Ismaele - E Sansoni che il padre vuole sposare lei per riconoscere la figlia che gi riconosciuta da suo padre che non suo padre....

Neve - Precisamente.

Ismaele - Ma i genitori del fidanzato vogliono che lei sposi Bonillas, che il padre, bench non sia il padre, perch ignorano ck Sansoni, che il padre, ha deciso di sposare lei, credendo, che, come padre di sua figlia, potr riconoscere sua figlia come padre.

Neve - Infatti. Che cosa crede che io detta fare? Che cosa mi consiglia?

Ismaele - Io non so che cosa le consiglierebbe Papiniano, se fosse ancora vivo. Pei conto mio... la prego di volermi dare almeno cinque mesi per studiare la cosa e dipanare questa matassa. In meno tempo ci sarebbe da andare a finire in manicomio!

Neve - Signor Ismaele, mi raccomando, ne. va la mia tranquillit e forse la vita del povero Bonillas!

Ismaele - Crede?

Neve - S, temo per lui. Sansoni, venti anni fa, era molto forte, si figuri ora dopo venti anni di ginnastica come sar divenuto brutale!

Ismaele - Sono le conseguenze dell'educazione fisica.

Assunzione - (dentro) Mamm!

Neve - Zitto, c' mia figlia.

Assunzione - (dalla prima porta di destra entra in scena, graziosissima creatura di vent'anni) Mamm... Buona sera, signor Ismaele.

Ismaele - Complimenti, signorina.

Neve - Che cosa vuoi?

Assunzione - Dice Modesta... Con permesso, signor avvocato...

Ismaele - Prego...

Assunzione - Modesta desidera sapere qual' il Men della sera.

Neve - Il menu?...; Minestra di semola... bisogna battere quei filetti... e farne polpette,,. contorno di petonciani... e frutta cotta, sai quella...

Assunzione - Va benissimo. Ah!... C' in cucina il moro di Madame Perrin e ha detto che l'impresario del Circo ha licenziato la sua padrona.

Neve - Sono cose che non ci riguardano.

Assunzione - Gi, ma il moro, che divento pi nero del solito, deve portar quitutti gli altri cani, che sono nel Circo e desidera sapere dove li pu mettere!

Neve - Non ci mancherebbe altro! Io a quel signora non ho dato il permesso che per tre cani. Non uno di pi! (si alza) Si starebbe freschi, dovesse portarne qui venti!

Assunzione - Parla tu col moro.

Neve - Subito. Con permesso, avvocato. Deve aver preso la mia pensione per l'Arca di No! (esce con la figlia dalla prima porta d destra).

Ismaele - (immedesimato) E poi si dice dei romanzi!

(Dal fondo di sinistra, entra Valenzuela, un uomo sui quaranta, ben vestito ed ingioiato).

Valenzuela - Si pu?...

Ismaele - (fra se) (Che cosa vuole questo tipaccio?) Signor Valenzuela, lei qui? Ci ha voluto fare una sorpresa?

Valenzuela - Vengo in cerca del signor Bonillas; ho urgenza di vederlo.

Ismaele - Egli deve star poco a venire; si accomodi.

Valenzuela - (sedendosi) Grazie. Ebbene, s, io ho nelle mani il destino di quel disgraziato e vengo a portarglielo.

Ismaele - Lei? Mi permetta di non crederci.

Valenzuela - Ho un posto, un impiego per lui, capisce, ma lo stipendio me lo prendo io...

Ismaele - Ora capisco!

Valenzuela - Ben inteso, lino a che non mi sar indennizzato delle quattordicimila pesetas che io ho anticipato... pi i frutti.

Ismaele - Bonillas le deve codesta somma? Lei mi spaventa!

Valenzuela - Non furono per lu quelle quattordicimila pesetas, ma lo stesso, perch rimase garante del pagamento... Furono per un ingegnere, amico di Bonillas, e precisamente per la costruzione di un apparecchio elettrico meraviglioso, a giudicare dai piani.

Ismaele - E non ha dato alcun risultato, in pratica?

Valenzuela - Stia zitto! Dopo due mesi, ne Bonillas n io abbiamo saputo pi nulla di quell'individuo, che non era ingegnere e neppur meccanico, bens un farabutto matricolato!

Ismaele - Povero Bonillas!

Valenzuela - Ma quella canaglia non la passer liscia. Lei mi conosce! D altra parte, bisognava che io realizzassi quelle quantit, non potevo rassegnarmi a perdere quattordicimila pesete e tanto meno mi sentivo di far gli atti a Bonillas... Ci pensai sopra e mi venne la soluzione. Andai dal Sottosegretario del Ministro di Grazia e Giustizia, una persona influentissima che per me si butterebbe nel fuoco, gli esposi il caso e chiesi le credenziali per il signor Bonillas. Il Sottosegretario promise di soddisfarmi appena ci fosse un posto vacante e ieri mi ha mandato a chiamare e mi ha consegnato questo plico, dicendomi: Questo il migliore impiego che po9sa darle. Faccia firmare su questo foglio la presa di possesso e lei pu cominciare a riscuotere subito. L'ordine Reale di nomina uscir domani nella Gazzetta . Infatti, oggi, uscito... E sa, si tratta di lavorare pochissimo. Tutt' al pi un giorno ogni tre anni!

Ismaele - Perbacco! Che lavoro agiato! Ma che specie d impiego ?

Valenzuela - Esecutore di giustizia.

Ismaele - (facendo un salto dalla sorpresa) Ma lei vaneggia, signor Valenzuela!

Valenzuela - Parlo sul serio. Esecutore d giustizia con destinazione a Siviglia. Mi dispiace che non l'abbiano nominato direttore delle Carceri, ma non c'era altro posto disponibile ed io dovevo pur esser rimborsato.

Ismaele - Ma lei crede che il signor Bonillas accetti codesto ignominioso ufficio?

Valenzuela - Ma lei crede che io sia un imbecille?... Io gli dico che gli ho trovato un posto con un mensile di duemila pesetas e lui che cos buono e non vede l'ora di pagarmi, firma la presa di possesso e la lettera di credito, acciocch io possa riscuotere fino a completo rimborso. E naturale! Se mi domanda che specie d'impiego , gli dico che legga la Gazzetta Ufficiale.

Ismaele - Ma non comprende che questo volere uccidere il signor Bonillas?... Quando verr a sapere che deve fare il boia capace di svenire, data la sua timidezza!...

Valenzuela - Purch io riabbia la somma che ho messo fuori!

Ismaele - (guardando il suo orologio) Passa il tempo senza accorgersene, perbacco! (Incontrassi almeno Bonillas per la strada l'avvertirei. In ogni modo cercher di vederlo.) Buona sera.

Valenzuela - Buona sera. (Ismaele esce dal fondo a sinistra) Io non mi muovo di qui fino a che non mi ha firmata la presa di possesso.

Neve - (da destra) Mi scusi, signor Ismaelino, voglia perdonarmi se...

Valenzuela - (alzandosi) Il signor Ismaelino uscito. Io sono qui ad aspettare il signor Bonillas a cui porto una bella notizia.

Neve - Che notizia, scusi?

Valenzuela - Gli ho trovato un posto.

Neve - Un impiego? Che felicit! Si accomodi. Desidera prendere qualche cosa: un bicchierino, dei biscotti?...

Valenzuela - Grazie, io sono molto parco.

Neve - Chiss come sar contento Bonillas! Lui non ha mai avuto una soddisfazione in vita sua e questa sar la prima. cos la vita: quando crediamo di essere sullorlo del precipizio una mano benevola ci afferra e tutto cambia... Sar un modesto stipendio, suppongo...

Valenzuela - Duemila.

Neve - Duemila?... un bel prendere! Chi avrebbe detto che Bonillas dovesse essere un uomo cos fortunato... Silenzio! Hanno bussato... E lui.

Valenzuela - Io non ho udito nulla.

Neve - Lui abituato a toccare appena appena il bottone elettrico, per non far rumore. Perfino nei pi piccoli particolari rivela la sua delicatezza e la sua bont.

Valenzuela - E vero, signora. buono come una maionese, lo riconosco... Bisogna dare a Cesare quel che di Cesare.

Neve - Eccolo, (infatti sulla porta di fondo, a sinistra, appare Bonillas. B un uomo sulla cinquantina, di un'educazione, di una bont e di una affabilit incantevoli. Ha faccia di giusto, sorriso di buono, voce di santo e splendore di martire. Il suo aspetto ispira la pi profonda simpatia. Veste abbastanza male. Tutto gli grande: il cappello, il Vestito e perfino le scarpe).

Bonillas - Si pu?...

Neve - Avanti, Bonillas.

Bonillas - (entrando) Con permesso. Buona sera. Caspita! Lei qui, signor Valenzuela?

Valenzuela ; - Sono venuto in cerca di lei.

Bonillas - Ma santo Dio! perch si disturbato?... Un colpo di telefono od un espresso, ed io sarei corso a casa sua,, vertiginosamente. Non doveva scomodarsi!... Oh cara Neve! Come state da un'ora e mezzo fa?

Neve - Benissimo, Bonifacio.

Bonillas - Si accomodi, signor Valenzuela. (si seggono).

Neve - (a Bonillas) E la patente?

Bonillas - Sono desolatissimo! In fatto d invenzioni mi perseguita la guigne. (a Valenzuela) Dopo trenta anni passati in veglie potei scoprire una trappola fonografica che credevo dovesse darmi eccellenti risultati e non ho potuto prendere il brevetto, perch esisteva un altro apparecchio simile.

Valenzuela - Ma cosa mi dice!

Bonillas - Proprio cos. La mia moderna trappola meccanica, parlante oonsiste in una pccola cassa grammofonica, alla quale si d la corda; la si mette in cucina e tutta la notte non fa che miagolare in tre toni diversi: miau in Sol, miau in Si e miau in Mi. naturale che non acchiappa i topi, ma le assicuro che non ne viene fuori uno: ci scommetto il collo!

Neve - E c'era un altro apparecchio simile?

Bonillas - S, cara, pi pratico. Una serratura di sicurezza, pure grammofonica. Nell'introdurre in questa serratura un grimaldello o una chiave - anche se non quella dell'apparecchio - comincia a gridare: canaglie, ladri, porcaccioni! . Non basta: comincia ad abbaiare accanitamente. Una meraviglia!

Valenzuela - Cosa non si scopre!

Bonillas - Dica piuttosto quanto poco denaro si conia!... Del resto io sono abituato alle delusioni della fortuna e le pi grandi catastrofi le ricevo col sorriso sulle labbra.

Neve - Ma oggi, mio caro, la fortuna vi viene incontro a braccia aperte!

Bonillas - Eh! Come? Che intendete dire? Spiegatevi!

Valenzuela - La signora vuol dire che Bonifacio Bonillas nasce oggi alla vita burocratica del probo impiegato: cos ha voluto il destino

Bonillas - Non capisco una parola.

Valenzuela - E chiarissimo, io ho avuto per lei un impiego.

Bonillas - (alzandosi, congiungendo le mani ed elevando gli occhi al cielo) Dio giusto!

Neve - Con un mensile di duemila pesetas.

Bonillas - (c. s.) Dio infinito!

Valenzuela - Ed ho qui la presa di possesso, perch me la firmi.

Bonillas - (c. s.) Dio un angelo!.... volevo dire... Dio un santo! Bestia che sono, non so quel che mi dico. Dio Dio!

Neve - Vedete, caro Bonillas, come la bont ha sempre un premio?

Bonillas - La mia era pagata anche con un diploma! Grazie, signor Valenzuela!

Valenzuela - Ebbene ora lei sia cos gentile di firmare la presa di possesso e questa letterina di credito perch io possa riscuotere il suo stipendio fino a completo rimborso di quella piccolezza... (estrae la carta).

Bonillas - Ma con gran piacere, signor Valenzuela! Disponga pure.

Valenzuela - Ecco qui la mia stilografica. (gli porge la penna).

Bonillas - Un milione di ringraziamenti. Dove debbo firmare?

Valenzuela - Qui.

Bonillas - Dalla commozione non ci vede. (firma).

Valenzuela - Ed ora la lettera. (Bonillas firma di nuovo) Benissimo!

Bonillas - E di che specie d'impiego si tratta?

Valenzuela - Non lo so esattamente. Se ne render conto per mezzo della Gazzetta Ufficiale , dove si riporta l'Ordine Reale di nomina. So per che fa parte del Ministero di Grazia e Giustizia e che il suo ufficio sar a Siviglia.

Bonillas - A Siviglia? Oh che bella combinazione! Proprio stasera debbo partire per Siviglia.

Neve - Voi?...

Bonillas - Si. Vado a sfruttare una mia invenzione, quella polvere contro i roditori del signor Tressols. Credevo di dover stare l solo qualche giorno, mentre dovr stabilirmi definitivamente a Siviglia.

Neve - (Che contrattempo)!

Bonillas - E quando crede che dovr entrare in funzione? Perch mi dispiacerebbe arrivare in ritardo.

Valenzuela - Sar avvertito in tempo debito. Lei intanto vada a Siviglia, chieda la Gazzetta Ufficiale , con essa e la tessera di riconoscimento si presenti al Tribunale e si rivolga in questi termini al Presidente: Sono qui ai suoi ordini, mi dica ci che debbo fare .

Bonillas - Molto bene, perfettissimamente.

Valenzuela - Non c' altro da dire, (accomiatandosi) Signora, Diocleziano Valenzuela - largitore di anticipi su pensioni vitalizie, di prestiti su ipoteca con buone garanzie - a sua disposizione. Il mio studio in via Edoardo Dato, 22, mezzanino.

Neve - Signore, Neve Canizo, qui nella sua pensione La Locomotiva , via Alvarez, 21, sempre ai suoi ordini.

Valenzuela - Molte grazie. Amico Bonillas, i pi cordiali...

Bonillas - Signor Valenzuela, sei generazioni di ringraziamenti, (si abbracciano).

Valenzuela - (a Neve) Non si disturbi, signora.

Neve - Ma le pare, l'accompagno, (esce con lui dal fondo).

Bonillas - (in atto di pregare) Grazie, mio Dio! Io ti prometto di disimpegnare le mie funzioni con tutto il mio entusiasmo, coscienziosamente, perch quel buon uomo rise fino all ultimo centesimo tutto il denaro io gli debbo, essendo rimasto io garante. C vuole la giustizia. Tu, che sei dappertutto, hai procurato anche l'affare di andare ad amazzar conigli con le mie polveri, perch possa vivere mentre lui riscuote il mio stipendio.

Neve - (rientra molto soddisfatta) Caro Bonifacio...

Bonillas - Neve mia!

Neve - Per quanto mi contrari, e non poi la vostra improvvisa partenza per ragioni che ora non posso spiegarmi, vi annunzio che i pochi giorni io e mia figlia verremo a Siviglia per definire un affare di somma importanza.

Bonillas - Veramente!

Neve - Si tratta della felicit di Assunzione

Bonillas - Voi sapete che io per voi sono pronto a tutto!

Neve - Io son ben lieta della vostra migliorata posizione sociale, non solo per voi, ma perch d'ora in poi Assunzione non pi figlia di un uomo qualunque, bens di un alto funzionario del Ministero di Grazia e Giustizia. Vado a dire che vi servano subito un consumm con un paio di torli d'uovo e un bicchierino di Jerez.

Bonillas - No, cara Neve, datemi la mia solita pappina con l'aglio ed il mio bicchiere d'acqua.

Neve - Questo poi no! Poi mander la domestica a prepararvi un cestino assortito per il viaggio.

Bonillas - Questo troppo!...

Neve - A fra poco. (Esce da destra).

Bonillas - (guardando in alto) Tu mi colmi di ogni felicit, mio Dio! Io non sono meritevole di tanta grazia e di tanta giustizia! (rimane a pregare guardando il soffitto).

Sevillanito - (dal fondo, stizzito e pensieroso) (Maledetto denaro!.,. Non erano infondati i miei timori... Me li mandano al supplizio!... Non c' dubbio! Poveretti!...) (Vedendo Bonillas) Ma che fa, amico Bonillas? Prega o sta scoprendo qualche cosa per trapassare i tetti?

Bonillas - Ringrazio il Sommo Fattore per la sua infinita bont verso di me, caro Sevillanito. Sono esultante! Ho un grosso affare in vista, e come se questo fosse poco mi danno un mensile di duemila... e non le dico, pesetas.

Sevillanito - Questo mi la piacere, perch onesti come lei ce ne sono pochi in questo mondo. Onesto quanto disgraziato, questo s.

Bonillas - Fino ad ora sono stato disgraziato; ma da oggi tutto cambier.

Sevillanito - Glielo auguro con tutto il cuore.

Bonillas - Eh s, oggi infine la fortuna mi sorride.

Sevillanito - Invece io attraverso uno dei momenti pi tristi della mia vita.

Bonillas - Che le accade?

Sevillanito - Un dispiacere in famiglia...

Bonillas - Tutto si accomoder, amico mio.

Sevillanito - Lo so anch'io; la settimana ventura tutto sar finito...

Bonillas - Vede dunque?... Saranno piccolezze di famiglia... Suppongo si tratter di qualche questioncella, no?...

Sevillanito - Si tratta di questo... un mio zio e due miei cugini sono stati condannati a morte!...

Bonillas - (vacillando) Sono stati?!

Sevillanito - S. Fra qualche giorno.... (azione di stringere il collo).

Bonillas - (lasciandosi cadere su di una sedia) Madre mia!...

Sevillanito - Signor Bonillas!

Bonillas - (asciugandosi il sudore) Santissima Vergine!

Sevillanito - Ma che cosa ha? Si sente male?

Bonillas - Niente, niente, ma il fatto di... (azione di stringere il collo) Quello che mi ha detto mi ha impressionato...

Sevillanito - Ma via/ non bisogna esser cos sensibili.

Bonillas - Non posso farne a meno... per certe cose sono molto delicato... questione di carattere... non ho forza d'animo..!. Sono una persona incapace di far del male... Si figuri, se mi d un morso una pulce, fino a che non salta via, non mi gratto!...

Sevillanito - Perch lei il campione della mansuetudine; ma, creda, con codesto carattere non si pu campare.

Bonillas - Lo so, caro Sevillanito.

Sevillanito - Bisogna essere tutto il contrario, d pi risultato. Vede, da che ho saputo di questa condanna, un'idea mi frulla per la testa, e se mi riesce di metterla in pratica, le assicuro che quei disgraziati non li ammazzano pi!

Bonillas - M'interessa, poveretti! E quale sarebbe il mezzo per salvarli?

Sevillanito - Lo vedr. Domani vado a Siviglia, cerco del boia, e in qualunque parte lo intoppi, gli assesto una legnata da farlo stare tre mesi a letto. Cos durante questo tempo si pu ottenere la grazia... Che ne dice?

Bonillas - la prima volta in vita mia che sento parlare di queste cose e sorrido, tanto mi sembrano impossibili, (sorride),

Sevillanito - Vede, se lei stesse con me, in quattro giorni lo farei divenire sanguinario.

Bonillas - Sanguinario no; ma il fatto di tirare una legnata al boia, mi piaciuto!

Ismaele - (entra dal fondo, ansante) Buona sera!

Bonillas - (contentissimo) Amico mio!

Ismaele - Signor Bonillas!... Sono in cerca di lei.

Bonillas - Di me?

Ismaele - Proprio di lei. Ha visto Valenzuela?

Bonillas - Ma era per questo? Per dirmi... (dandogli un abbraccio) Grazie, signor Ismaele. Ci sono ancora amici, nel mondo.

Ismaele - Ed ha firmata la presa di possesso?

Bonillas - Con una calligrafia rotondina che non debbono aver mai visto al Ministero.

Ismaele - (sedendo privo di forze) Ha firmato? Mio Dio!

Bonillas - (a Sevillanito) Che cuore generoso! un vero amico! (a Ismaele) La sua commozione m'intenerisce. Grazie!

Modesta - (dentro) Signor Bonillas! Il consomm !

Bonillas - Vengo. Con permesso, vado a prendere un cordiale ed a preparare la valigia.

Sevillanito - Non faccia complimenti.

Bonillas - Grazie.

Ismaele - Ha firmato?!

Bonillas - (per Ismaele) Che buon uomo! (esce dalla prima porta di destra).

Sevillanito - Vado a preparare la mia roba anch'io, perch domani me la svigno per Siviglia.

Ismaele - Ma lei non ha letto il giornale del pomeriggio. I Conigli, i suoi parenti, sono stati condannati a morte, (guardando verso la porta da cui uscito Bonillas) E quell'uomo!... Che orrore!

Sevillanito - So della condanna, avvocato, e perci vado; perch mi son messo in testa che li grazino.

Ismaele - Che li grazino?

Sevillanito - Ho parlato di questo con Bonillas, e mi ha dato ragione. Sa che cosa faccio: vado a Siviglia, cerco del boia e lo distendo al suolo a forza di legnate... Si vedr allora chi li giustiziera. Eh?

Ismaele - E a Bonillas sembrata una cosa fatta bene?

Sevillanito - Ci ha riso persino sopra! Di modo che... Ma di questo non una parola a nessuno, eh?

Ismaele - Non abbia timore. (Sevillanito esce dalla porta di sinistra) Povero Bonillas! Perch ci sono in questo mondo esseri tanto disgraziati?...

(Sansoni, un uomo sulla quarantina, molto erculeo, con una faccia poco conciliante, si presenta sulla porta di fondo. Ha aspetto d'artista, accento forestiero).

Sansoni - Buona sera!

Ismaele - Buona sera!

Sansoni - E un pensionante, lei?

Ismaele - Per servirla.

Sansoni - Avrebbe la squisita amabilit di annunziare alla padrona di questa maison che attesa da un vecchio amico?

Ismaele - Con piacere.

Sansoni - Obrait (fa una flessione di gambe). .

Ismaele - Che tipo strano!

Sansoni - Se le domanda il mio nome voglia dirle che qui Angelino Sansoni (fa una flessione di braccia).

Ismaele - (Povera Donna Neve! ) Di modo che lei il signor Sansoni, l'atleta?

Sansoni - Yes. Ha sentito parlare di me? (nuove flessioni).

Ismaele - (Accidempoli!...) S, signore, Donna Neve mi ha fatto qualche confidenza...

Sansoni - Ah! Neve! Villana femmina!...

Ismaele - Come?

Sansoni - Se vero quello che mi ha detto il facchino di questa casa alla stazione... (nuove flessioni di braccia) Se vero che un apa-che spudorato ha riconosciuto mia figlia come sua... Oh mon Dieu ! lo afferro per il collo e lo spremo come un limone!

Ismaele - (Povero Bonillas! lo vedo spremuto!) Signore, la prego, si calmi. A donna Neve fu scritto da un artista che lei era rimasto vittima di un pianoforte... Capir. Lei signor Sansoni al camposanto, la signora Neve disonorata, sua figlia senza nome...

Sansoni - Neve fece trs bien ; ma quel miserabile tirolese che dette il proprio nome alla figlia di un altro monsi (dando un pugno sulla tavola) Ah. Ravachol!

Ismaele - (spaventato) Povero Bonillas! Non parte pi da Madrid!

Sansoni - (seccamente e facendo una nuova flessione) Signore, La prego di avvertire Neve della mia presenza.

Ismaele - (spaventatissimo) Con piacere. (Esce).

Sansoni - (esaminando la stanza) Mi hanno ingannato. Questa pensione, a giudicare dall'apparenza di terzo ordine... In ogni modo taster il terreno... e se c' denaroda spillare.... Quanto a sposar Neve non posso... bench mia moglie sia fuggita con quel moro maledetto. Ma se mi capita sotto!... (nuove flessioni).

Ismaele - (rientrando) Donna Neve dice che abbia la bont di passare nel salotto di ricevimento.

Sansoni - Obrait molto bene, trs bien , Grazie.

Ismaele - (indicandogli la seconda porta di destra) Di qui. Tutto diritto. La porta di faccia.

Sansoni - Merci .

Ismaele - L accompagno, debbo andare in camera mia a fare la valigia (escono).

Bonillas - (dalla prima porta di destra) inutile, non bisogna che io esca dal mio passo nel mangiare, la carne anche spremuta in consomm mi rimane sullo stomaco, non sono un carnivoro. (Si avvicina alla credenza prende un sifone e un bicchiere, e mentre sta per bere entra come un fulmine dal fondo a sinistra M.me Perrin, donna giovine, vestita con una certa eleganza stravagante. Ha in mano una frusta, e nell'altra una piccola rivoltella; irritatissima e nervosa. Parla con un accento straniero).

M. Perrin - Miserabile, canaglia, imbroglione!

Bonillas - Eh? (rimane come di sasso).

M. Perrin - Cosa ne dice, lei?

Bonillas - Ma con chi l'ha, scusi?

M. Perrin - Col mio impresario! Fissa duecento franchi per sera e poi non me ne d che venticinque. A me ed ai miei cani, premiati in tutte le esposizioni! Ma non finita qui! Io l'ammazzo! (Gli mette la rivoltellina sotto il naso. Bonillas spaventato all'estremo, nervosissimo, stringe lo sifone e d un grido, M. Perrin che ha ricevuto lo schizzo d un altro grido).

Bonillas - Per il Santissimo Sacramento metta in qualche parte codesto gingillino e rappacifichi i suoi nervi... Niente ammazzare, rifletta. Finirebbe per andare in galera e questa, tanto per lei che per i suoi cani sarebbe una Esposizione nella quale non guadagnerebbe nulla.

M. Perrin - Il peggio che sono licenziata.

Bonillas - Ha fatto bene.

M. Perrin - Ha fatto male, perch quel cerbero d impresario, mi mette fuori dal Circo gli altri 17 cani. Vedr d'intendermi con donna Neve.

Bonillas - Vorrebbe portarli qui?

M. Perrin - Vuole che li lasci in mezzo ad una strada?

Bonillas - Un'idea: prenda in affitto una rimessa.

M. Perrin - Un corno!..... (esce da destra sempre stizzita).

Bonillas - Povere bestie!

Tressols - (dal fondo) Ecco qui lo spolverizzatore e le duecento pesetas convenute. I sacchi di polvere sono stati caricati.

Bonillas - Grazie, amico mio e consocio.

Tressols - Ha gi pronto il suo bagaglio?

Bonillas - Ancora no.

Tressols - Perbacco, faccia presto, benedetto uomo; sono le tre e un quarto e il treno parte alle quattro in punto.

Bonillas - vero, vado subito.

Tressols - Verr anch'io ad aiutarlo. (Escono da sinistra).

(Si odono Voci dentro ed entrano da destra Neve e Sansoni).

Neve - Vattene, Angelino, vattene!

Sansoni - No, voglio vedere mia figlia, che per colpa tua porta il nome di quel tirolese a cui schiaccer la testa come se fosse una nocciola!

Neve - Ma non un tirolese, della nostra provincia ed un uomo molto per bene. Non come te, che ti sei ricordato di me dopo venti anni!...

Sansoni - Ti giuro che io ho avuto sempre intenzione di ritornare... ma una spudorata americana stata causa della mia sventura.

Neve - Una donna?...

Sansoni - S, ma ti giuro che la strangoler!

Neve - Basta! Vattene! Non hai pi nulla da fare qui. Prima di un mese sposer l'uomo che di fronte alla Legge il padre di mia figlia. Un uomo che non ha i tuoi muscoli, ma che buono come un santo, perch incapace di ammazzare una mosca.

Sansoni - Ti giuro che non lo sposerai. (Si morde le mani).

RoSENdo - (anziano, energico e ben portante, in fondo) Buona sera.

Neve - (preoccupatissima) (Il futuro suocero di mia figlia!) Signor Rosendo.

Rosendo - Signora: nel mio volto, specchio dell'anima, lei legger l'ira che inonda di bile tutto il mio essere.

Neve - Ma come, signor Rosendo?

Rosendo - Signora! Il mio primogenito, proprietario di un ingente fortuna, pose gli occhi su sua figlia Assunzione.

Neve - Una giovine modesta, ma buona ed onorata.

Rosendo - Per ci tollerammo la relazione, e quando lei s'impegn sotto giuramento di regolarizzare davanti al mondo la sua posizione col Sig. Bonillas per legittimare cos sua figlia, accedemmo alle nozze.

Neve - Ebbene?

Rosendo - Questo matrimonio non si far!...

Neve - Non si far?...

Rosendo - No, Signora; la nostra famigli) non pu cadere cos in basso. Lei non sa che ufficio hanno dato al padre adottivo di Assunzione!

Neve - Forse portiere?

Rosendo - qui nella Gazzetta Ufficiale! l'hanno nominato Boia di Siviglia!

Neve - (accasciandosi) Ah!

Sansoni - (sostenendola) Carnefice il padre adottivo di mia figlia?... Maledizione!..;. E questo disgraziato diceva che era un uomo incapace di ammazzare una mosca!...

Modesta - (da sinistra) Che accaduto? Ah la signora svenuta! (accorrendo verso Neve e gridando) Signorina!... Signorina Assunzione!

Sansoni - Oh! Dopo vent'anni la rivedr fine! Rivedr mia figlia. (Rosendo esce disgustato dal fondo).

Modesta - (di nuovo chiamando) Signorina

Assunzione - (da destra) Che succede? (Nel veder Neve) Mamma!

Sansoni - (andandole incontro) Figlia mia!!

Assunzione - (spaventata) Signore!

Sansoni - (abbracciandola) Figlia mia! Come sei bella!

Assunzione - (in preda ad orrore) Aiuto! Soccorso!

(Lorologio comincia a suonare, entra in funzione anche il cuc)

Sevillanito - (da sinistra) Che succede in questa casa?

Tressols - (dal fondo a destra) Accade qualche cosa? Donna Neve!

Ismaele - (da sinistra) cominciato il conflitto europeo! (accorrono tutti e tre verso Donna Neve) Presto acqua, sali!...

(Dentro cominciano ad abbaiare i cani).

Sevillanito - Ma cos' questa cagnara?!

Modesta - Sono arrivati dal Circo i diciassette cani di M.mc Perrin.

Sevillanito - Vengono a pernottare qui?

Assunzione - S, signore.

Sevillanito - Come ha detto? (Prende il bastone che aveva lasciato su di una seggiola ed esce dal fondo a sinistra).

Assunzione - Mamm!

(Neve emette qualche grido gutturale, l'orologio continua a far cucii e nell'interno si ode un fracasso infernale, sono i cani che latrano e guaiscono sotto i colpi del Sevillanito).

Modesta - Mio Dio!

Ismaele - Dagli!

Tressols - Madonna Santa!

Sansoni - La casa tranquilla!...

M. Perrin - (da destra) Che succede alle mie bestiole?

Sansoni - (nel vedere M. Perrin e nel riconoscere sua moglie) Ah! tu! Maledetta!

M. Perrin - Sansoni!! Aiuto!! (fugge da destra seguita da Sansoni).

Ismaele - Che scandalo! (esce dietro a loro).

Assunzione - Portiamo la mamma in camera.

Tressols - S.

Modesta - Andiamo. (In tre portano via Donna Neve).

Sevillanito - (dal fondo) Non c' rimasto pi un cane! (d una bastonata all'orologio e questo smette di suonare; esce).

Bonillas - (da sinistra. Ha in mano una decrepita valigia di cartone, e nell'altra un bel cestino per la merenda) Ho lasciato due lettere di congedo, non mi piacciono le lacrime. Ed ora a Siviglia a fare il mio dovere. A Siviglia! A Siviglia!

Usciere - (del Tribunale, dal fondo) Buona sera!

Bonillas - Buona sera. (Posa valigia e cestino).

Usciere - Il Signor Bonillas?...

Bonillas - Servo Suo. Ha da dirmi qualche cosa?

Usciere - Vengo a dirle che parta quanto prima per Siviglia, perch la settimana ventura dovr ammazzare i conigli.

Bonillas - Vado ora alla stazione.

Usciere - Allora posso riferire...

Bonillas - Che sto per montare in treno e che

domani sar a Siviglia.

Usciere - Benissimo. Buona sera.

Bonillas - In buona salute. (Usciere esce dal fondo). Perfino l'Autorit si occupa della mia invenzione! (Bonillas prendendo di nuovo la Valigia e il cestino dice con aria rassegnata:) Mi dispiace moltissimo, ma non posso farne a meno. Non voglio lasciare un coniglio vivo!

(Telone).

ATTO SECONDO

Patio o hall dell' Hotel Abderraman . Questo Albergo si trovai a Siviglia, di modo che il patio di forma rotonda, ha le pareti bianche con zoccolo di maioliche o mattonelle di vari colori, ed ha la sua ottima copertura di cristallo, alle pareti sono cartelloni annunzianti la Piera d'Aprile, e la Prima corrida di tori; non debbono mancare i quadri di colori vivaci con figure reclamistiche .

Poltrone a dondolo, una tavola di vimini con giornali, alquante sedie, pure di vimini, un mobilino con casellario per la corrispondenza ecc. apparecchio telefonico a sinistra. L'azione a Siviglia, come stato detto, un Venerd Santo a mezzogiorno.

All'alzarsi del sipario sono in scena FRASQUITO - il padrone dell'Albergo, un tipo di quarant'anni - e MURENA, un pescivendolo.

Murena - Troverebbe a ridire di questi ghiozzi, signor Frasquito? Guardi come saltano (agita il canestro).

Frasquito - Se dai una pedata alla cesta volano addirittura!

Murena - Ma lei mi prende in giro?

Frasquito - Meno chiacchiere! Quanto me li metti?

Murena - Le pare di molto dieci pesatine il chilo? Capir,Signor Frasquito, oggi il Venerd Santo e il pesce salito ai sette cieli.

Frasquito - Facciamo cinque pesetas e non se ne parli pi.

Murena - La met? Non potrei... ma a un vecchio cliente non so dir di no... Da qui avanti dovr chiederle il doppio, per... Alla Pensione della Guercia mi volevano dare sei pesetas al chilo sa? e le ho rifiutate.

Frasquito - Hai fatto male! (chiamando)Rosa!

Rosa - (da destra) Comandi.

(Rosa una giovane domestica).

Frasquito - Prendi; pesa tutto il pesce che c nella cesta.

Murena - Perch vuole incomodarsi: sono tre chili netti.

Frasquito - (a Rosa) Puoi andare. (Rosa esci con la cesta). (A Murena) E di' un po' ci molta gente alloggiata in casa della Guercia?

Murena - Nove forestieri e un basco - (ride) La Guercia era accaloratissima. Si figuri che ha messo tre candele alla Madonna!

Frasquito - Che diavolo le accaduto?

Murena - Niente. Alle otto di stamani le si presentato un signore che le dava nientemeno che dieci pesetas per una camera... Pu immaginarsi la sua contentezza! Ebbene, mezzora dopo arriva Currito, quello della locanda delle Cinque stagioni e le dice: Ma non lo sai, Guerci, chi hai preso in casa tua? Un individuo che ho messo fuori dalla mia alle sette, e che avevan messo fuori alle sei dall'Hotel Cosmopolita! E chi questo individuo? domanda lei. E Currito le dice nell'orecchio: - il boia di Siviglia!

Frasquito - Caspita!

Murena - Si figuri la Guercia, superstiziosa com'! salita in camera di quell'uomo con cinque domestiche, gli ha buttato la valigia dal balcone e a forza di spinte l'ha cacciato fuori. Sei donne contro un uomo, capir!

Frasquito - Ha fatto bene! Chi ha un albergo, o una locanda e vive del pubblico non pu ammettere nel suo locale un individuo che , come si direbbe, la cancrena dell'umanit... Se viene qui... tu mi conosci... invece di buttar la valigia dal balcone ci scaravento lui!.... E dimmi, ti sei informato come si chiama?

Murena - Il giornale di stamani riporta il suo nome: Bonifacio Bonillas.

Frasquito - Voglio annotarlo per non dimentic armene

(scrive).

Rosa - (rientrando) Ecco la cesta; ma sono due chili soli.

Murena - Come due chili!

Frasquito - Vuoi saltare anche tu dalla finestra? Prendi queste dieci pesetas e march! (Gli d il denaro).

Murena - A rivederla, signoria (esce).

Frasquito - (a Rosa) tornato Pietro?

Rosa - Nossignore.

Frasquito - Dov' andato?

Rosa - Prima a vestirsi e poi a casa del sor Giuseppe, l'antiquario, per vedere se gli d a nolo uno di quegli elmi antichi che ha in bottega perch dice che quello che gli ha fatto lo stagnino, puzza talmente di petrolio che gli fa rivoltare lo stomaco.

Frasquito - Ma che gli saltato in testa?

Rosa - Capir: vuole andare oggi alla processione vestito da capitano dei Centurioni...

Frasquito - Che idea! Sa che anche gli altri due camerieri debbono uscire, perch fanno parte di non so quale compagnia religiosa!... Siete una massa di vagabondi, ecco!...

Ismaele - (dalla prima porta di sinistra) Ma non risponde nessuno in questalbergo quando si chiama? E mezz'ora che premo il bottone del campanello elettrico di camera mia!

Rosa - (ridendo) Ah!... Ah!... Bella questa!

Ismaele - Io non so che cosa ci sia da ridere.

Rosa - Ma come vuole che suoni, signorino, se la pila secca da due mesi e l'elettricista dice tutti i giorni di venire e non viene mai?

Ismaele - E allora come si fa a chiamare?

Rosa - Questo a seconda del temperamento. Gli andalusi battono le mani; gli inglesi aspettano che uno entri in camera; i tedeschi cominciano a tirar colpi; e gli altri fanno a loro talento.

Ismaele - Ma dove sono i camerieri?

Rosa - Oggi il Venerd Santo e due di essi, che sono zio e nipote, debbono uscire con la Compagnia, della quale sono fratelli, in processione; e l'altro, Pietro, che pure fratello, deve vestirsi da romano...

Ismaele - Ho capito.

Frasquito - (da destra) Rosa!

Rosa - Comandi?

Frasquito - L'inglese in cucina e ha messo dell'acqua calda in una caffettiera...

Rosa - Vorr farsi la barba. Vado subito.

(esce dalla seconda porta di destra).

Ismaele - Allora vuol dire che si gi alzato Mister Hames.

Frasquito - S, signore, mi ha detto che alzato fino dalle nove, ma vedendo che a mezzogiorno nessuno era entrato ancora in camera sua, si deciso a venire a prendere lacqua.

Ismaele - (Che razza d'albergo...!).

Frasquito - Del resto, sa, qui il primo giorno tutti trovano a ridire, ma, dopo una settimana tutti si abituano alle usanze del paese. che qui a Siviglia, sa, si ha un trattamento speciale verso il forestiere.

Ismaele - Me ne sono accorto subito! Mi sono bastati due giorni per convincermene.

Frasquito - Qui c' tutta buona gente: e mi dica: quell'inglese amico suo deve essere molto ricco eh?

Ismaele - Hames Koles? Ricchissimo. Ha una gran fabbrica di denti artificiali di marmo compresso...

Frasquito - Ma perch si lascia prendere in giro da quel Cicerone?

Ismaele - Stia zitto che mi va il sangue alla testa, gliel'ho detto tante volte, ma come parlare al muro. Un'altra cosa, Frasquito. Niente di nuovo, riguardo a quei condannati a morte?

Frasquito - Poveri disgraziati! C' chi dice che verranno graziati, c' chi dice tutto il contrario. Ma il fatto , non lo dica a nessuno per, che venuto gi il boia.

Ismaele - Bonillas!

Frasquito - Si chiama proprio cos. Un uomo pi sanguinario di una iena. Dicono che quando vede un carro pieno di carne da macello gli va dietro come un cane...

Ismaele - Saranno venti anni che quello l non sente l'odore della carne!...

Frasquito - (incredulo) S, s!... Io credo a ci che mi stato riferito dai miei paesani.

Ismaele - (Come si esagera in questi paesi! Povero Bonillas!) Be', io vado a scrivere due lettere prima che mi chiami mister Hames. A fra poco. Ah! Un'altra cosa. Dov' che vendono trombe?

Frasquito - Per automobile?

Ismaele - Per chiamare i camerieri!

Frasquito - Ma perch vuole stare a disturbarsi? Con una battuta di mani vengono subito.

Ismaele - Se crede che vengano con questo mezzo, applaudir. (Risuona un fischio nell'interno. Ismaele che stava per andar via si sofferma).

Frasquito - (urlando) Rosa! Chiama il signore del n. 19!

Ismaele - Qui almeno ognuno fa ci che gli pare: io devo applaudire e quello fischia! (Esce da sinistra).

(Rosario attraversa la scena e si sente salire una scala, a sinistra).

Talmillas - (attore di una cinquantina d'anni, da destra. un uomo amareggiatissimo. Parla in tono aspro) Oh, Frasquito!

Frasquito - Buon giorno, signor Talmillas, avete riposato bene?

Talmillas - Cosa volete ch'io riposi! Con questa vitaccia che conduco. Ieri notte sono stato a provare fino alle quattro del mattino ed oggi ho dovuto alzarmi alle otto per provare di nuovo. E tutto per colpa di Canessi, l'amoroso...

Frasquito - Ma perch tenete in compagnia certi cani... scusate il termine.

Talmillas - Perch lo pago poco e questa la ragione, e non ne trovo uno migliore a quel prezzo.

Frasquito - Fino a quando si tratterr qui la compagnia?

Talmillas - Fino a luned, poi andremo in provincia. Qui, di questa stagione, la gente preferisce andare al circo equestre.

Frasquito - In questo albergo alloggiato un artista del circo; quella dei pappagalli ammaestrati. Ne ha tre anche in camera.

Talmillas - Non so come al pubblico piacciano certe cose. Debbo uscire.

Frasquito - Ed io debbo dare alcuni ordini.

(esceda destra).

Rosa - (attraversando la scena da sinistra a destra e andando dietro a Frasquito) Non avevano chiamato al n. 19. Deve essere stato uno di quei maledetti pappagalli della signora del n. 4 che ha berciato.

(Apparisce al cancello Rivera, guardia municipale che ha il cappello su di una parte ed una faccia da ubriaco).

Rivera - L'Hotel Abderraman. questo. (Chiamando qualcuno che si suppone lontano) Pss! Signore! Si alzi! qui. Pover'uomo! Quanto stanco! Si seduto gi dieci volte sulla valigia; l'ha ridotta che sembra un organino!... Meno male che da questo albergo non lo cacceranno, perch ci ho un'ordinanza del Governatore. Certo che si spopoler. Ma cosa! quest uomo! Ehi! Signore!

Bonillas - (dentro) Vengo, vengo... (Entrando, stanchissimo, con la sua valigia alla quale legato il cestino gi vuoto) E lei crede, caritatevole guardia, che di qui non mi cacceranno?

Rivera - Ma lei accompagnato da me! E rimane qui perch cos ordina l'autorit.

Bonillas - (lasciandosi cadere sa di una poltrona a dondolo e quasi stando per cadere) Sia lodato Iddio!

Rivera - Perbacco, credevo che facesse un capitombolo!

Bonillas - Ah mio buon vigile dell'ordine! Se lei sapesse che cos' una poltrona a dondolo dopo tre giorni di peregrinazione!

Rivera - Si attaccato a codesti braccioli come un naufrago alla tavola di salvezza. Col suo permesso vado a dire a poco a poco padrone della locanda che lei qui.

Bonillas - Gliene sar grato perfino in paradiso! (Rivera esce da destra) Mi avevi detto di Siviglia cose sorprendenti, ma mi accorgo che per ora non ne ho avuto che un pallido riflesso... Rassegnamoci, in ogni dove, alla volont di Dio. (Qualcuno applaude nell'interno). Meno male; pare che qui si stia allegri! (Risuona dentro un fischio). Applausi e fischi... di ci fatta la vita!...

Ismaele - (da sinistra) Ci vuol altro!... (Vedendo Bonillas). (Il signor Bonillas! appare soddisfatto. Non deve sapere ancora che carnefice. Possibile?) Signor Bonillas!

Bonillas - Signor Ismaele! (lo abbraccia). Quale felice combinazione! Tutt'e due nello stesso albergo!

Ismaele - E dov' stato questi tre giorni?

Bonillas - Di qua e di l... Non so.

Ismaele - Ma come?

Bonillas - Amico caro, il mio passaggio per le vie di Siviglia, solo paragonabile a quello d Nostro Signore per le vie di Gerusalemme!... In nessun albergo mi volevano ospitare, neppur fossi un coleroso, appena sapevano il mio nome.

Ismaele - E perch?

Bonillas - Non so ancora spiegarmi. In alcuni, ho avuto il tempo di lasciare il mio biglietto da visita non senza dire prima che mi procurassero la Gazzetta Ufficiale del giorno 11 e mi chiamassero alla tal ora, perch dovevo recarmi in Tribunale. E dopo pochi minuti mi chiamavano per mettermi fuori. In vista di ci mi venuta l'idea di ricorrere al Presidente del Tribunale.

Ismaele - Ben fatto!

Bonillas - E mi sono recato da lui; ma sono stato accolto molto freddamente... Gli ho esposto ci che mi succedeva, e mi -.ha detto che riteneva ci naturale, cosa che mi ha sorpreso... Ha parlato per telefono al Governatore, ha chiamato una guardia e le ha detto: Accompagnate il signor Bonillas all' Hotel Abderraman , e se si rifiutano di ospitarlo, paghino duemila pesetas di multa . multa .

Ismaele - (ridendo) E dico poco!

Bonillas - Da principio ho pensato che si trattasse di una burla, ma poi ho riflettuto che per farmi una burla non poteva mettersi d accordo tutta una popolazione.

Ismaele - Certo!

Bonillas - Le assicuro, avvocato, che sono rimasto perplesso. Ma ci che pi mi sorprende che il Presidente di Tribunale abbia trovato tutto ci molto naturale... Chi sa che cosa sar avvenuto a lui la prima volta che venne a Siviglia!

Ismaele - Venga in camera mia, ho una bottiglia di vin bianco e un po' di pesce fritto che mi avanzato ieri sera.

Bonillas - Ne approfitter volentieri, grazie. Ma non mi porteranno via la valigia, eh?

Ismaele - Non c' pericolo. Di qui; passi. (Escono da sinistra).

Rosa - (da destra seconda porta, con un vassoio e un bicchierino di liquore) Vorrei avere a che fare con tutti, fuori che con inglesi! Non farebbe altro che bere, ora vuole il wisky. Il Signore servito.

Hames - (da destra. un inglese, elegantissimo, sui 35 anni) Thankiu. Essere venuto, Cicerone?

Rosa - No, signore. Desidera prendere altro?

Hames - Gustarmi prendere Sivigliana... (Rosa /ugge via). Non comprendere mai!... Peccato!... (Siede volgendo le spalle al fondo).

Cicerone - (entra dal fondo con un involtino in mano) Ol Gut moni Mister Hames.

Hames - Gut moni .

Cicerone - Come brucia il sole (si asciuga il sudore). Ho fatto pi giri di una ruota per sodisfare il suo desiderio. Ed ecco qui. (Gli d un involtino).

Hames - (estraendo una ciocca di capelli) Un ciuffo di peli di barba?...

Cicerone - Di Wilfredo, il Velloso!

Hames - Ah!

Cicerone - Li ho dovuti rubare da un reli quiario.!

Hames - Essere santo questo Velloso?

Cicerone - Martire. Lo ammazz suo padre, un tal Barbarossa che era un pirata. Li conservi ma non li faccia vedere a nessuno, mi raccomando!...

Hames - Yes. (li mette nel portafoglio) Ecco cinquanta pesetas per la reliquia. Bene?

Cicerone - Benissimo! (Si ritirano in disparte, Vedendo che da destra entrano discutendo la guardia, Rivera e Frasquito).

Frasquito - Vi dico di no, vi dico di no! Anche se me l'ordinasse il Sommo Pontefice.

Rivera - Signor Frasquito, le coster duemila pesetas di multa.

Frasquito - Anche se mi costasse la vita!

Rivera - Signor Frasquito, lei calpesta un ordine governativo.

Frasquito - (chiamando forte) Rosa!

Rosa - Comandi?

Frasquito - Getta nel pozzo un pugno di sale e alcune foglie d'alloro.

Cicerone - (avvicinandosi) Madonna Santa, che diavolo accade, signor Frasquito, che fa gettare sale nel pozzo, contro la jettatura?

Frasquito - L'Autorit vuole che alloggi in casa mia il boia.

Cicerone - Porco Giuda! Ed gi qui l'uomo?

Frasquito - L'ha condotto il vigile urbano.

Cicerone - (a Rivera) Tu, anima dannata?

Rivera - Sono stato comandato.

Hames - (avvicinandosi al gruppo) Cosa gridare?

Cicerone - (allude a Rivera) Rampone ha accompagnato qui....

Frasquito - (gli tappa la bocca) Stai zitto, animale! Mi fai scappare tutta la clientela,!

Hames - Chi ha accompagnato qui il signor Rampone?

Cicerone - II... (a Frasquito) Bisogna che glielo dica, mio cliente, (ad Hames) Il boia.

Hames - (consultando un piccolo dizionario) Boia? Oh! molto interessante! E chi venire ad ammazzare a Siviglia?

Cicerone - Quei disgraziati che vedemmo in Tribunale, la settimana scorsa.

Hames - Oh Yes. I Coniglieli.

Cicerone - S, i Conigli.

Hames - Io volere conoscere signore boia.

Rivera - Vede? Per causa del boia, c' caso che si riempia l'albergo!

Frasquito - Non mi fate stizzire, Rampone!

Rivera - E dagli col Rampone! In ogni modo io ho compiuto il mio dovere, ora tocca a lei.

Frasquito - Ma...

Rivera - Ecco il boia.

Frasquito - Maledizione! (tutti guardano verso la porta di sinistra con grandissima curiosit).

Bonillas - Felice giorno (Nessuno gli risponde).

Rivera - (accomiatandosi) Buone cose.

Hames - Good by signor Rampone.

Bonillas - (chiamando la guardia) Pss!

Rivera - (gi al cancello) Cosa c'?

Bonillas - Arrivederla e tante grazie, signor Rampone.

Rivera - Ma io mi chiamo Rivera.

Bonillas - Sarebbero loro cos gentili di dirmi chi il padrone di questo elegante e finissimo albergo?

Cicerone - (per Frasquito) Quel signore.

Bonillas - Avr molto piacere di mettermi ai suoi ordini. (Non gli rispondono. L'inglese gli si avvicina e lo guarda da capo a piedi) Potrebbero indicarmi, se non loro di incomodo il numero della camera che mi si destina? (nessuno gli fa caso) O s, Siviglia molto bella. (Frasquito irritatissimo esce) Io sono stato nel Senegal, e Siviglia...

Cicerone - Buon giorno mister, (inciampai in un mobile e quasi sta per cadere).

Bonillas - (per Hames che non gli toglie $ occhi da dosso) Io credo che se dal pianeta Saturno fosse disceso in terra un Saturniano sarebbe stato meno osservato. :

Hames - Perdoni, signore.

Bonillas - Non c' di che.

Hames - Bench non essere stato presentato, desidererei parlare con lei una... conversazione . Mia cartolina (gli d il biglietto).

Bonillas - (leggendo) Hames Koles, London.

Hames - (offrendogli una sedia) Stare comodo.

Bonillas - Grazie, milord - (si seggono).

Hames - Come essere, signore, suo cognomine ?

Bonillas - Il mio... Ah... Bonifacio Bonillas, per servirla.

Hames - Oh! (appunta nel suo taccuino) Mio signor Bonillas, interessarmi lei, perch me interessa tutto lo spaventoso.

Bonillas - Ah! (Questo inglese confonde cos le parole che fa ridere).

Hames - E nell'apprendere che lei stare qui, sentire curiosit conoscerla.

Bonillas - Onoratissimo.

Hames - E sentir vivo desiderio di stringe: questa mano che ha tolto tanti colli...

Bonillas - Infatti io porto sempre colli staccati.

Hames - Eh?

Bonillas - Niente, niente... (Non vorrei offendere questo inglese, ma scemo!).

Hames - Mi dia le mani (gliele stringe a gliele guarda poi a lungo).

Bonillas - (Qui ci vogliono le manette o la camicia di forza).

Hames - Than kiu .

Bonillas - Altrettanto.

Hames - Di modo che lei venire a.Siviglia ad ammazzare Coniglieli.

Bonillas - S, Signore, (Lo sanno gi anche gli Inglesi della mia scoperta!).

Hames - Verr lei... pieno di forze.

Bonillas - Pu immaginarsi!... Oh fra giorni non ne rimane uno vivo.

Hames - Oh!... Credo che siano tre, vero

Bonillas - (ridendo) Tre? Ma lei crede ci io faccia un viaggio a Siviglia per ammazze tre conigli? Io mi scomodo per ammazzarne almeno quattromila.

Hames - (sbalordito) Quattromila ha detto?

Bonillas - Come minimum .

Hames - Ci vorranno molti istrumenti...

Bonillas - (ridendo) ( un vero idiota!) Se ne pu fare anche a meno.

Hames - Oh! S?

Bonillas - S signore, perch io ammazzo questi poveri conigli con delle polveri che ho inventato.

Hames - Oh!

Bonillas - Gli infelici non devono soffrire nulla, perch odorare le polveri e morire tuttuna.

Hames - (stringendogli la mano con effusione) Umanitaria cosa! Le famiglie ve ne saranno molto riconoscenti.

Bonillas - Ps!... Siccome ho intenzione di sterminare tutte le famiglie(Hames lo guarda ancor pi sbalordito) Non ne voglio lasciare uno! Grandi e piccoli. Tutti.

Hames - (Quest'uomo peggio di Caino!... (alzandosi) Io ammirare molto). Signor Bonillas, io avere avuto un'allegria moltissimo grande nel conoscerlo.

Bonillas - Il piacere stato mio.

Hames - Avere qui una fotografia?

Bonillas - No, signore; ma se le interessa, pu trovare il mio ritratto nella collezione del Nuevo Mundo di quest'anno, nel n. 27, mi pare.

Hames - Yes .

Bonillas - Me lo pubblicarono quando inventai il berretto antinevralgico, mediante il quale il paziente ha l'impressione che la sua testa sia sostituita di netto da un'altra.

Hames - (Orribili impressioni! Sempre sanguinario!) (inchinandosi) I miei rispetti.

Bonillas - Servitor suo.

Hames - (uscendo da sinistra) (Lo fotografer io. Molto interessante!).

Bonillas - (Questo scemo del tutto!).

Rosa - (entrando da destra, seconda porta) Lei, signore, ha la camera n. 13.

Bonillas - Benissimo.

Rosa - Ha detto il padrone che i pasti le siano serviti in camera.

Bonillas - Perfettamente. (Rosa lo guarda con ripugnanza). (A Rosa) Voi mi direte dove...

Rosa - Tutto diritto, l'ultima porta.

Bonillas - Con suo permesso, vado a ripulirmi un poco.

Rosa - Per me, si pu gettare anche nel pozzo!

Bonillas - (uscendo) (Educatissima questa Sivigliana!).

Sevillanito - (al cancello con un bastone da far paura) questo l'Hotel del... romano come si chiama?

Rosa - S, signore.

Sevillanito - Mi fa il favore, bella ragazza, di chiamare il padrone?

Rosa - Con piacere. Ges mio, che canna da pescar balene!...

Sevillanito - (per il bastone) Le ha dato nell'occhio la mia stilografica?... L'ho portata per scriver due righe ad un amico...

Rosa - Quando gli arrivino!... (fa atto di uscire). Abbia la bont di aspettare. Pu leggere intanto un giornale se vuole annoiarsi... (Esce).

Pietro - (Al cancello. un cameriere di trenta anni ed vestito da capitano dei centurioni per la processione; l'elmo gli un po' largo) Debbo far colpo!

Sevillanito - Ehi! Carlo Magno!

Pietro - Toh! Il Sevillanito!

Sevillanito - Vestito da Centurione?

Pietro - S, per la processione. Come ti pare che io stia?

Sevillanito - - Se ti mettono in vetrina, ti comperano subito!

Pietro - un abito autentico, sai? Chi diresti che se lo sia messo?

Sevillanito - Il padrone.

Pietro - Ma che padrone! se lo mise Bruto.

Sevillanito - Non lo conosco.

Pietro - Quello che ammazz Cesare.

Sevillanito - Cesare chi?

Pietro - Perbacco, ma non hai fatto neppur la prima elementare! insomma ti pare che io faccia colpo? (Si ode battere le mani dentro).

Sevillanito - Senti? Ti battono persin le mani!

Pietro - il signore del n. 22 che chiama.

Sevillanito - Gli far prendere una paura a quel signore! (Rumore di cristalli rotti). Tombola!

Frasquito - (dentro) Che stato?

Rosa - (id.) caduto gi lo specchio della sala da pranzo.

Frasquito - (da destra) Maledizione! E tutto per causa del boia!

Sevillanito - Signore, come sta?

Frasquito - Cos, cos, che cosa desidera?

Sevillanito - Farle una confidenza (Nuovo rumore di cristalli che si rompono).

Frasquito - (gridando verso l'interno) Che succede?

Rosa - (dentro) Stavo raccogliendo i cristalli rotti e mi sono caduti di nuovo.

Frasquito - (a Sevillanito) Parli.

Sevillanito - Mi hanno detto in Tribunale che il boia alloggiato qui.

Frasquito - Non mi parli del boia.. la mia rovina!...

Sevillanito - (sottovoce) Cosa mi d lei se stanotte mando quel criminale a dormire in un letto di ospedale?

Frasquito - (sottovoce) Tutto quello che vuole.

Sevillanito - Poca cosa: tutte le volte che vengo a Siviglia per le corride lei mi ospiter gratis. contento?

Frasquito - Una camera con balcone sulla strada a sua disposizione.

Sevillanito - Qua la mano (si stringono la mano) Antonio Jaquete detto il Sevillanito.

Frasquito - Lei il padrone di quest'albergo.

Sevillanito - Ma il padrone lei. In che camera alloggialo quell'uomo?

Frasquito - Al n. 13.

Sevillanito - Se ha qualche cosa da fare non si disturbi per me, signor Frasquito.

Frasquito - Ne approfitto. Corro a vedere come andato l'affare dello specchio. Siamo d'accordo per stanotte.

Sevillanito - (inalberando il randello) Siamo d accordo (si stringono la mano. Frasquito esce a destra). Il n. 13. Entro quando lui non in stanza, chiudo le imposte, mi nascondo dietro la porta, e quando vedo spuntar una testa patapum ! poi me la svigno di nascosto e va a ripescar chi stato, li graziano, li graziano!

Bonillas - (da sinistra seconda porta) Niente: premo il bottone del campanello ed come se ne premessi uno della mia giacca.

Sevillanito - Caspita! il signor Bonillas!

Bonillas - Che sorpresa! Lei qui?

Sevillanito - Non si ricorda di quello di cui parlammo a Madrid?

Bonillas - Stia zitto mi raccomando... (ride) Lei viene per il boia...

Sevillanito - Abbassi la voce!

Bonillas -. Eh? Perch?

Sevillanito - Perch il boia alloggiato qui.

Bonillas - Qui? Che diavolo! Se non fosse per la difficolt di trovare alloggi, me ne andrei subito.

Sevillanito - Non si disturbi, perch tanto quel vampiro non la passa qui la nottata glielo garantisco. Guardi. (Gli mostra il bastone).

Bonillas - Che razza di randello!

Sevillanito - Ho gi ideato il mio piano, (dando con un dito sulla testa di Bonillas) Qui dove lei sente questa pressione gli scaricher la prima legnata.

Bonillas - Che Dio l'accolga nel suo seno.

Sevillanito - A fra poco. Vado a maturare il mio piano.

Bonillas - Non si comprometta; Sevillanito!

Sevillanito - Li graziano, glielo assicuro! (Esce da sinistra dicendo) Vado a vedere sei non in camera.

Bonillas - Chi sar questo disgraziato carnefice?... Che idea riprovevole dedicarsi ad ammazzare i propri simili per poche pesetas! Questi uomini debbono esser amareggiatissimi nella loro vita. (Si siede e prende un giornale),

Talmillas - (dal cancello) Che vitaccia! (Chiama al telefono, Bonillas lo guarda con diffidenza) 405. Eh? S, Signorina! Quattro zero, cinque. sorda?... (// campanello suona) Parlo col 405? Ascolti. pronto il palco per do-j mani? (Bonillas rimane sorpreso). Non sono venuti ancora a fare le riparazioni? Li solleciti. Nessuna risposta di provincia?... Su quella piazza faremo solo una Morte ... civile, capisce?

Bonillas - (Il palco... la piazza... la morte??? Che sia?...)

Talmillas - (all'apparecchio) C' cost Ca nessi?... S... Ascoltate, Canessi, mi raccon do anche a voi, voglio che l'esecuzione di mani faccia epoca.

Bonillas - (terrorizzato) (S: il boia. Che orrore!).

Talmillas - (rivolto a Bonillas) Mi ha levato la comunicazione! (Lascia lapparecchio Sono amareggiatissimo... Vediamo se possibile scriver due righe... (Si avvicina al tavolino, Bonillas si alza). No, signore, non disturbi. Continui a star seduto.

Bonillas - No, le pare...

Talmillas - La prego, non si alzi, me avrei a male.

Bonillas - (sedendosi di nuovo) In tal caso..

Talmillas - N inchiostro, n penna, n buste: una vergogna. Questo non un albergo, una stalla! (Gridando) Camerier Cameriere! Vedr che non viene nessuno.

Bonillas - Ma com' che qui...

Talmillas - Qui ognuno fa ci che gli pare e piace, e siccome il padrone un fantoccio ogni servitore si crede un Cesare.

Bonillas - Io non sono riuscito ancora a vedere un cameriere.

Pietro - (da sinistra) Hanno chiamato?

Bonillas - Che livrea!

Talmillas - Non glielo dicevo? Un Cesare!... (a Pietro) Caio Gracco, portatemi il necessario per scrivere.

Pietro - Subito (mentre esce da destra, dice:) (Debbo aver fatto colpo!).

Bonillas - (Non l'avrei creduto un albergo cos di lusso. Spender un sacco di denari!).

Talmllas - A questa gente bisognerebbe dare una buona lezione (Bonillas si alza) Meno male che io me ne vado via presto.

Bonillas - Se ne va presto?

Talmllas - S, signore; non appena abbia fatto quelle tre Morti annunziate, andr in provincia a farne un'altra.

Bonillas - (Lo dice come se dicesse: vado a mangiare tre pasticcini).

Talmllas - Creda, io sono stanco di andare di qua e di l a dare spettacolo!

Bonillas - Certo non deve essere molto piacevole. Bench lei debba esserci abituato.

Talmllas - Quante volte avrei lasciato questo ignobile mestiere che non pu chiamarsi un'arte...

Bonillas - Lo credo bene!

Talmllas - Ma tanto il mio amore per l'arte.

Bonillas - (correggendo) Per il mestiere.

Talmllas - Gi... Che non possibile! Vengo di famiglia, capisce?

Bonillas - (Una famiglia di carnefici! Nondimeno, in coscienza, debbo dirgli) Senta: Lei potrebbe evitarlo... stia in guardia.

Talmllas - Ma che cosa dice! Che c' di nuovo?

Bonillas - Niente... O meglio... c' gente che vuol darle una legnata.

Talmllas - Ne ho avute tante di legnate tra capo e collo in vita mia!... Mi hanno tirato dietro ogni sorta di oggetti... Specie nella parte che debbo far domani... Pubblici mal disposti... si capisce... Ci sono abituato. Se mi dessero un bel banchetto, le farei vedere che Morte farei ...civile si sottintende!

Bonillas - ( questione di gusti!).

Pietro - (rientrando) Fa lo stesso, signore, se carta da lutto? (gliela d).

Talmllas - Fa lo stesso, in ogni modo oggi il Venerd Santo.

Bonillas - (Vado a raccontare al signor Ismaele il colloquio che ho avuto col Boia) (A Talmllas) Le bacio la mano. (Gli fa ribrezzo dopo averlo fatto).

Talmllas - Sempre ai suoi ordini.

Bonillas - Dio me ne scampi e liberi! (esce).

Talmllas - (a Pietro) E l'inchiostro?

Pietro - Questo non c', sa? Stamani per far il conto del pesce ho dovuto bagnare la penna in un calamaro di mare...

Talmllas - Scriver in camera. L'ho sempre detto: questo l'albergo pi detestabile di Siviglia! (esce).

Pietro - Qui grida molto, ma in teatro, dal loggione, si ode appena la sua voce! (dal cancello entra in scena Donna Neve ed Assunzione).

Neve - Vieni, figlia mia, deve essere alloggiato qui, a quanto mi ha detto l'usciere.

Assunzione - (per Pietro) Mamm, una maschera!

Neve - No; vestito cos per la processione d'oggi.

Pietro - - Le signore desiderano?

Neve - Il padrone dell'albergo.

Pietro - Per due camere?

Neve - Una camera per due, siamo madre e figlia. Io sono la madre.

Pietro - Bene, benissimo (chiama applaudendo).

Assunzione - Che entusiasmo, mamm!

Neve - Qui tutto allegria.

Frasquito - (da destra) Chi chiama?, (s'inchina).

Pietro - Queste signore desiderano alloggio

(esce da destra).

Frasquito - Perfettamente.

Neve - Prima di tutto una domanda. alloggiato qui il boia?

Frasquito - Chi le ha raccontato certe frottole, signora?

Neve - - Me l'hanno detto in Tribunale.

Frasquito - Avranno detto cos per dire.

Neve - Non vedo la ragione...

Frasquito - Ed io dovrei prendere in casa mia certe persone!...

Neve - Allora mi scusi, perch noi venivamo in quest'albergo, supponendo che egli fosse alloggiato qui.

Frasquito - (Che sia vero che quest'uomo mi faccia reclame al locale?) Aspetti, signora, come si chiama codesto boia?

Neve - Bonifacio Bonillas.

Frasquito - Ma s, questo signore alloggiato qui. Io credevo che loro mi chiedessero dell'altro... Ho la testa cos confusa, mi scusino.

Neve - Respiro!

Frasquito - Desiderano due camere?

Neve - Una sola. Siamo madre e figlia. Io sono la madre.

Frasquito - Perfettamente (fischia).

Neve - Io sono sulle spine, perch non so se sar arrivato quella bestia di Sansoni... potrebbe buttare all'aria tutto, capisci?...

Assunzione - Mamm, non lo chiamare bestia, perch mio padre.

Neve - Anzi bestione! Non ricordi la botta che assest a M.me Perrin, e che la lasci impedita?...

Assunzione - La lasci impedita?...

Neve - Insomma che le imped di tornare a casa, e cos and via senza pagare il conto, questo il peggio!

Assunzione - Che scandalo!

Neve - Che scandalo, vero. Venir a scoprire che tuo padre ammogliato con quella dei cani e che quella dei cani in relazione con uno che ammaestra i pappagalli.

Assunzione - E tu credi, mammina, che potremmo sistemare il nostro affare? Perch se non dovessi sposare Rosendino, io mi tolgo la vita, te lo giuro!

Neve - Sta tranquilla, che io far tutto il possibile per conseguire la tua felicit, dovessi rimetterci La locomotiva.

Rosa - Possono accomodarsi, signore. Per di qua. (Neve, Assunzione e Rosa escono per la scala).

Frasquito - (da destra) Un granchio alla lancetta dell'orologio! (applica l'orologio all'orecchio) Non va, neppure a prenderlo a spintoni! (lo rimette in tasca) Da che quel dannato di boia entrato in questa casa, accadono tutte! Quando il Sevillanito gli avr dato il colpo di grazia e lo porteranno via di qui, voglio mettere un cero alla Madonna e tenerlo acceso quattro giorni.

Sansoni - (dal cancello) Buona sera! (ha un sacco in mano).

Frasquito - Per servirla. (Sansoni posa il sacco e fa due flessioni) Mi dica...

Sansoni - Il padrone di questo Hotel?

Frasquito - Ai suoi ordini.

Sansoni - C' una stanza per servit?

Frasquito - Ce ne sono per servi e per signori.

Sansoni - Va bene. Ma prima una parola: mi hanno informato che in questa casa alloggiato l'esecutore della giustizia il sig. Boia.

Frasquito - L'hanno informato male.

Sansoni - Non alloggiato qui?

Frasquito - No, signore, per mia fortuna.

Sansoni - (riprendendo il sacco) Buona sera. (Fa atto di andarsene).

Frasquito - (Se ne va?) Signore!

Sansoni - Desidera?

Frasquito - Quel boia a cui lei si riferisca tira il collo?

Sansoni - Certamente!

Frasquito - Ho capito. Io credevo che mi domandasse di un signor Boia di cognome. Ma s, quello che tira il collo sta qui.

Sansoni - Oh quanto sono felice! (posa d sacco e fa una nuova flessione).

Frasquito - (Mi ci voleva il Boia per riem-pire l'albergo! Ed io mi lamentavo! ) Vuole una camera?

Sansoni - Subito.

Frasquito - Passi di qui (per la scafa gridando) Questo signore al n. 26!...

Sansoni - Grazie, monsu (esce).

Frasquito - Non sarebbe forse un affare, annunziare sui giornali che nel mio albergo ospitato il boia?

Tressols - (dal cancello, pure con valigetta) Buona sera.

Frasquito - (Un altro forestiero! ) Sia il benvenuto.

Tressols - questo l'Hotel Abderraman vero?

Frasquito - S, signore, desidera una stanza?

Tressols - Prima desidererei sapere una cosa...

Frasquito - Se alloggiato qui il Boia di Siviglia.

Tressols - Perbacco, lei ha dato nel segno!

Frasquito - (indicando la scala) Di qui, signore... (gridando verso l'interno) Questo signore al n. 19. (Tressols esce). E poi vengono a parlare di jettatura (fa le corna). Io dovr al Boia un ampliamento di locale (esce da destra seconda porta). (Da sinistra, rientrano Bonillas ed Ismaele; quest'ultimo ha una lettera in mano).

Ismaele - Ma chi dice che sia il carnefice?

Bonillas - Un signore molto maldicente che era qui al telefono e parlava di palchi, di esecuzioni, di piazze e di morti.

Ismaele - (Io credo che a costui sia dato di volta il cervello!).

Bonillas - Lo convinca lei di non prendere in burla il fatto della legnata,, perch sono sicuro che il Sevillanito gli rompe la testa.

Ismaele - S, s. (Come faccio a dire che) il carnefice lui?...) Io vado a impostare questa lettera qui all'angolo. Torno subito.

Bonillas - L'accompagno.

Sansoni - (dalla scala al Vedere Ismaele) Perbacco! Il giovine del La Locomotiva !

Ismaele - (Ci mancava anche l'atleta!) Lei a Siviglia?

Sansoni - Son venuto per avere il piacere di scambiare due paroline (fa una flessione) col boia della citt!...

Ismaele - Mio Dio!

Talmillas - (da destra) Maledizione! Dov' l'orario delle ferrovie (cerca sulla tavola).

Bonillas - (a Sansoni indicando Talmillas) Eccolo l, il Boia!

Ismaele - (tirando Bonillas verso il cancello) Chi sa che cosa succede! (Esce con lui).

Sansoni - Ora tocca a me! (Flessione).

Talmillas - (con un giornale in mano) Meno male! A qualche cosa mi servir anche questo.

Sansoni - (Va dietro Talmillas togliendosi i polsi della camicia) L'accomodo io!

Hames - (da sinistra con una macchina fotografica) Volere fotografare quell'uomo carnivoro (chiamando) Frasquite ! Signor Frasquite !

Frasquito - (da destra) Comandi?

Hames - Sa dove essere Boia?

Frasquito - Credo sia in camera sua.

Hames - Voglio vederlo.

Frasquito - Aspetti. (Chiamando) Pietro!

Pietro - Comandi?

Frasquito - Arriva un momento al n. 13 e di' al.... al signore che la occupa che ce qui una persona che lo desidera.

Pietro - S, signore.

Frasquito - Pu essere che dorma, di modo che apri piano piano la porta, sporgi la testa e chiamalo, sai il sistema.

Pietro - Sissignore (esce da sinistra).

Hames - Essere molto straordinario quell'uomo. Voler ammazzare tutta la famiglia dei condannati!

Frasquito - Ma e proprio vero?

Hames - Dice che non sar contento fino che non avr ammazzato quattromila persone.

Frasquito - Vergine Santa! (risuona un colpo nell'interno).

Pietro - (dentro, gridando) Aiuto, mi ammazzano!...

Hames - Rebuding ! (nuovo grido di Pietro nell'interno).

Frasquito - Corra anche lei che ammazzano Pietro! (esce correndo da sinistra).

Rosa - (dalla scala) Che stato? Mi parso che Pietro chiedesse aiuto! (Nuovo colpo dentro) Eh?

Talmillas - (dentro gridando) Aiuto!...

Rosa - Mio Dio! il signor Talmillas! (esce correndo da destra).

(Dalla scala entrano Neve, Assunzione e Tressols).

Neve - Chiedevano aiuto?

Tressols - S, signora.

Assunzione - Che sar avvenuto?

Sevillanito - (da sinistra, con mezzo randello in mano) Li graziano!

Neve - Sevillanito!

Tressols - Cosa successo?

Sevillanito - Ho tirato una legnata al Boia di Siviglia, e due mesi di letto glie li ho assicurati.

Neve - Mio Dio!

Assunzione - Mamm!

Tressols - Addio affare!

Sansoni - (destra) Vendicato!

Neve - Sansoni!!

Sansoni - Ridi, madama. Ho cominciato i miei pourparlers col boia.

Neve - Eh?

Sansoni - Gli ho tirato in pieno naso... con tutte le mie forze.

Neve - Al boia?

Sansoni - Quanto sangue!...

(Da sinistra entrano Hames e Frasquito, conducendo Pietro. Questi ha l'elmo calcato).

Frasquito - Di qui.

Hames - Animo!

Pietro - Mi levino l'elmo che soffoco.

Sevillanito - (turbato) Ma chi ho picchiato? (a fatica levano l'elmo a Pietro che resta sbalordito). (Da destra entrano Rosa e Talmillas, questi ha un fazzoletto al naso)!

Rosa - Chi lo ha conciato cos, signor Talmillas?

Sansoni - Talmillas!?

Talmillas - Deve essere stato il critico della Voce di Siviglia, ma le giuro che La Voce mi sentir!

Frasquito - Calma, calma.

Sansoni - (a Frasquito per Talmillas) Ma quel signore non Bonillas, il boia?

Frasquito - No, signore.

Bonillas - (dal cancello con Ismaele) Oh che gioia! Voi qui?

Neve - Bonillas!

Frasquito - Finalmente!

Sansoni - Diavolo cane! (a Frasquito) E quello il boia?

Frasquito - S, signore.

Sansoni - (a Bonillas) Tirolese! (gli d una spallata che lo fa andare su Talmillas).

Bonillas - Aiuto!

Ismaele - Ora comincia il bello!

Hames - (frapponendosi fra Sansoni e Bonillas in difesa di quest'ultimo) Non essere gentiluomo chi picchia un uomo indifeso.

Sansoni - Io ne prendo anche due alla volta! (assesta a Bonillas un'altra spallata che lo fa rigirare due Volte).

Hames - Voi avere a farla con me! Vi sfido!

Sansoni - (ad Hames) Lei mi lasci in pace! (per Bonillas) Io voglio ammazzare questo brigante. Il Boia di Siviglia!

Bonillas - Eh? Io il boia?...

Sevillanito - Cosa dice quel forza...iolo!

Hames - (a Sansoni) Io, perch il carnefice lo difendere !

Bonillas - Io il carnefice?.... Neve!... signor Ismaele! Io il boia?...

Frasquito - S, s. Le pare una cosa nuova?... Non sa che l'ho ammesso in casa mia perch me lo ha ordinato il Governatore?

Bonillas - No! No! Io il boia no!...

Neve - S, Bonillas, s.

Sevillanito - Li graziano!! (d una botta al Bonillas che cade svenuto).

Hames - Vigliacco! (Si avvinghia a Sevillanito e lotta con lui).

Talmillas - (a Rosa per Sansoni) stato lui? Mascalzone! (si avvinghia a Sansoni e lotta con lui).

Frasquito - Per favore!

Assunzione - Mamm!

Neve - Questa una carneficina!!!

(Telone rapido).

ATTO TERZO

Lo stesso scenario dell'atto precedente, alle dieci di sera.

Il patio dell' Hotel ' Abderraman splendidamente illuminato.

All'alzarsi della tela non c' nessuno in scena. Alcuni pappagalli schiamazzano nell'interno.

Frasquto - (da sinistre, fischiando, applaudendo e chiamando) Rosa!... Rosa!...

Rosa - (dal fondo) Comandi.

Frasquto - Ma questi pappagalli!... Non ti avevo detto di spegnere la lampada del cordolo, perch non vedano la luce?

Rosa - Ma io l'avevo spenta; che i signori per risparmiarsi la noia di andare a tasto la riaccendono.

Frasquto - Dio tenga conto del Venerd Santo che sto passando! Va' a spegnerla, perch altrimenti quei maledetti pappagalli mi manderanno in rovina. (Rosa esce da destra e ritorna).

Rosa - Ecco fatto.

Frasquto - Io dovr dire a madame Perrin che la sua compagnia di pappagalli non pu seguitare a stare alloggiata in questo albergo, perch si lamentano tutti i clienti. Avevamo fissato per tre soli pappagalli una peseta a testa di pensione; e mi ha invaso l'albergo! Ma se non me li leva di casa, metto in ogni gabbia un gatto e vedremo quel che succede... Va' a vedere cosa vuole il n. 19; ha chiamato ora che poco.

Rosa - S, signore, (esce da destra e Frasquto la segue). (Da sinistra entrano Hames ed Ismaele).

Ismaele - Io credo, mister Hames, che lei abbia preso troppo a cuore quellincidente senza importanza.

Hames - Oh io volermi misurare con Sansoni, in duello all'americana! La prego comunicare a quell'uomo mia decisione. Intanto io andar in camera per mandare al Console mio testamento, (esce da sinistra).

Talmillas - (da destra; ha il naso rosso come un pomodoro) Accidenti a chi mi ha ridotto in questo stato!

Ismaele - (Il burattinaio!).

Talmillas - In quest'albergo pare di assister ad una continua farsa!

Ismaele - Come sta, signore?

Talmillas - Come vuole che stia?... Noa fanno che battermi le ciglia... ho dei rumori sordi, dei ronzii nelle orecchie che mi sembra di aver dentro il cranio un grammofono che suoni la Walkiria.

Ismaele - Tanto forte fu il colpo?

Talmillas - Non ho pi odorato, ci crede?... Non sento neppur pi l'ammoniaca. Nulla! (applaudisce) Ma cosa fa questa gente?... Ho chiesto a Rosa un senapismo per mettermelo sulla nuca e vedere se mi passa la congestione ed come se le avessi chiesto cinque scudi!

Rosa - (sulla scala) Mi chiamavano?

Talmillas - un'ora che chiamo!

Rosa - Mi scusi.

Talmillas - E il senapismo?

Rosa - Mio Dio, che testa!

Talmillas - Andate a prenderlo subito, (i pappagalli schiamazzano come al principio dellatto) Siano maledetti i pappagalli! Rosa!

Rosa - Comandi?

Talmillas - (mette la mano in tasca). Prendete, andate a comprarmi un chilo di prezzemolo.

Rosa - Un chilo?!

Talmillas - S. (Per farla finita con questi pappagalli). E portatemelo in camera mia;. (esce da destra).

Rosa - Vado a prendere lo scialle, (esce).

Ismaele - Dio voglia che Sansoni la prenda bene, perch l'ambasciata che ho da fargli grave, (esce dalla scala).

Neve - (dal cancello entra applaudendo) Cameriera?

Rosa - (da destra, con lo scialle sul braccio) Chiamava, signora?

Neve - Sapete se uscito il signor Sansoni?

Rosa - in camera che fa ginnastica.

Neve - E il Sevillanito, l'avete visto?

Rosa - stato qui mezz'ora fa. Ha domandato del boia e quando gli ho detto che stava meglio e che era uscito, ha detto, mordendosi le dita: Non l'ho preso in pieno, sar per un'altra volta! Ed andato via.

Neve - (Mia figlia rimarr presto orfana).

Grazie. Rosa - Ah!... Un signore ha lasciato per lei questo biglietto, (prende dal casellario un biglietto e glielo d. Esce dal cancello).

Neve - (leggendo) Il signor Rosend a Siviglia? (legge) Sono alloggiato all'Hotel Caracas. Desidero parlare con lei stasera. Dio mio, si complica l'affare del matrimonio di mia figlia! Vado a chiamare Bonillas. Mi ha detto che mi aspettava dietro il chiosco (si affaccia al cancello). Non c'... Bonifacio!... Bonifacio! Eccolo!... Potete venire...

Bonillas - (sporgendo la testa) Posso passare?

Neve - Ma s... Dove eravate entrato?

Bonillas - Ero sotto il portico del fotografo, qui di faccia. Credevo che avreste ritardato e mi son detto: Passer il tempo a guardar ritratti ; ma s, ce ne sono pi di cinquanta e tutti della stessa persona!

Neve - Bonillas, non c' altro rimedio che decidere e subito.

Bonillas - Ve lo ripeto, Neve, decidete ed io metto subito la mia firma.

Neve - Ora pi che mai urge una soluzione. Il futuro suocero di mia figlia a Siviglia. venuto qua per romperla definitivamente, non e dubbio, e ci non deve accadere,.perch se non si facessero queste nozze mia 1 figlia si avvelenerebbe, io soccomberei di dolore e voi che avete il cuore fatto a spugna morireste dal rimorso...

Bonillas - Neve mia!

Neve - Bonillas, voi non potete seguitare ad esser boia un'ora di pi.

Bonillas - Un'ora troppo, neppure quattro j minuti dovete dire! Ma come fare? Non veniamo dal Tribunale senza aver potuto vedere il Presidente?

Neve - verissimo.

Bonillas - Non ci ha detto l'usciere che io debbo strangolare, per forza o per amore, quei disgraziati, perch le dimissioni da questa mia carica non si ammettono alla vigilia di una esecuzione?

Neve - L'ha detto.

Bonillas - Non ho giurato che queste mani peccatrici non ammazzeranno mai nessuno?

Neve - Certo!

Bonillas - Ebbene, lo sapete che cosa faccio io, Neve? Siccome questo problema non te lo risolve neppur Archimede... confesso la mia imbecillit cerebrale.

Neve - Bonillas, siete un uomo d'onore?

Bonillas - Lo sar fino all'ultimo respiro.

Neve - Ebbene, se volete lavare la macchia che caduta su di voi e sulla mia figliuola innocente, non vi rimane che un mezzo.

Bonillas - Indicatemelo ed io l'adotter senza esitare.

Neve - La morte...

Bonillas - Nespole!!

Neve - Tutte le nespole che volete, ma un soldato valoroso a cui stata presa una fortezza si suicida, piuttosto che darsi prigioniero; il capitano di mare, che per una fatale distrazione perde la sua nave, si fa saltare le cervella.

Bonillas - Un solo esempio mi sarebbe bastato. Ma qui non si tratta di distrazioni, n penso a distrarmi. Nella teoria del Cristianesimo molti sono i martiri ed io sar uno di quelli; morir per non fare l'infelicit di quella figlia di cui non sono padre...

Neve - (asciugandosi una lacrima) Voi siete un santo e sarete un martire. L'aureola che circonder il vostro cranio avr le dimensioni di un arcobaleno, che dico? di un anello di Saturno.

Bonillas - Morir, s, ma non di propria mano. Il suicidio non azione degna di un giusto. Far in modo che mi uccidano: offender, insulter, sputer in faccia fino a che non avr trovato l'uomo che mi rompa la testa.

Neve - Codesta idea v'innalza, Bonillas!

Bonillas - Far di pi. Per non compromettere il mio innocente assassino, scriver una lettera, perch non si incolpi nessuno della mia morte. Vado a scriverla. Se voi frattanto potete inimicarmi con qualcuno e prepararmi un colpo sicuro, ve ne sar grato in eterno.

Neve - Addio, San Bonifacio, (esce Bonillas, da sinistra) un apostolo; fra un anno la giacca che egli porta si conserver come una preziosa reliquia, ed io andr devotamente a baciarne la fodera.

Talmillas - (da destra) Quella ragazza mi prende in giro! Non mi ha ancora portato il senapismo! (chiamando) Rosa! (a Neve) Buona sera, signora.

Neve - Buona sera. Sta meglio il suo naso?

Talmillas - Non mi parli del mio naso, che se avessi tra le mani chi mi tir quel pugno lo farei a pezzetti.

Neve - Pu ringraziare il signor Bonillas!

Talmillas - Possibile?

Neve - Naturale, siccome aveva detto all'atleta che lei diffondeva la voce che i pesi che Sansoni sollevava nel circo erano di alluminio!

Talmillas - Che io avevo diffuso la voce?... Ma se io non conosco neppure quell'atleta!; Che interesse aveva quel criminale?

Neve - Lo ignoro, ma il signor Bonillas deve conoscerlo molto bene, perch ci raccontava che lei si dedic al teatro quando usc dal bagno penale, dove era stato rinchiuso venti anni per matricidio...

Talmillas - Porco demonio!... Sta bene; prima voglio andare a stringer la mano a Sansoni, perch debbo essergli grato se si contentato di darmi un pugno solo, dopo quanto... e poi andr in cerca del boia e... e lei domani, signora, legger su tutti i giornali l'annunzio funebre della morte del Boia di Siviglia. Ai suoi ordini. Riconoscentissimo.

Neve - Questo ne fa trippa da gatti!... Andr ad annunziare a Bonillas che fra pop egli salir al cielo, (esce).

Frasquito - (dentro) S, signora; nella sua stanza, (entra in scena con Hames da sinistra) Mister , aspetti almeno che scenda il signor avvocato Ismaele?

Hames - No.

Frasquito - Ma perch vuol vedere l'atleta?

Hames - Per farne puree di patate.

Frasquito - Questo potr avvenire a trenta chilometri di distanza, ma non qui, perch in casa mia non voglio pi scandali.

Hames - Lei fare imbasciata e rapidamente.

Frasquito - Sta bene. Mi chiuderanno l'albergo!... Tra un mese mi ridurr a fare il cicerone, (esce dalla scala).

Hames - Aspetter freddamente l'arrivo di quel burattino facendo flessioni per allenarmi. (comincia a far flessioni con braccia e gambe, e sembra che stia ballando flemmaticamente una danza sivigliana).

Neve - (da sinistra, seconda porta) (Poverino! Gli ho dato la notizia che gli avrebbero rotto la testa ed ha sorriso come i cristiani nel Colosseo...) Com' allegro quest'inglese! (chiamando verso la scala) Assunzione! Dobbiamo andare dal signor Rosendo, si fa tardi.

Assunzione - (dentro) Scendo subito, mamm.

Hames - Ora poter ammazzare atleto con un pugno. Qui non c' altro atleta all'infuori di me.

Frasquito - (dalla scala) Mister Hames. L'atleta dice che lo aspetti alle dieci e mezzo in una barchetta sotto il ponte di Triana.

Hames - Oh! Un duello acquatico? Piacermi molto. Mai accaduto. Porto rivoltello e molto denaro. Lo vincer. (Sorride). Essere molto nuovo ammazzare un uomo in barchetta.

Frasquito - Buona fortuna!... Signori, ma quanti drammi si sono svolti in quest'albergo, nello spazio di poche ore! (cantano di nuovo, dentro, i pappagalli). Sia benedetto il prezzemolo!... Chi ha acceso la luce del corridoio? (esce da destra).

(Dalla scala entrano Ismaele, Sansoni e Talmillas).

Ismaele - Le assicuro che il Signor Bonillas un angelo del paradiso.

Sansoni - vero; poco fa ho avuto un colloquio con mia figlia e me ne sono convinto. La storia di Bonillas una specie di monografia di San Giovanni di Dio, povero signore!

Talmillas - Perch allora quella signora mi ha messo la pulce nell'orecchio?

Ismaele - Indovino la causa, signor Talmillas. Mezz'ora la donna Neve mi ha detto che avrebbe proposto al signor Bonillas il suicidio; quel povero e buon diavolo non avr il coraggio di ammazzarsi: e andr in cerca di qualcuno che gli dia una mano per fare il gran passo.

Sansoni - Evidentissimo.

Talmillas - Ma non, sar certo. io che...

Sansoni - Poveruomo!

Ismaele - E cos, signor Sansoni? Sono le dieci e un quarto. Mi permetto ricordarle che lei ha dato un appuntamento ali inglese per le dieci e mezzo sotto il ponte di Triana.

Sansoni - Ora non posso andare. Gli mander un espresso dicendogli che mi aspetti in barca fino a domani mattina. Ora debbo avere una intervista pacifica con mia moglie. Con permesso (esce da destra).

Ismaele - Si accomodi. Avvertir io Mister Hames, perch se passa tutta la notte nel fiume capace di pescarci un reuma, (esce).

Talmillas - Buona sera. Povero signor Bonillas! proprio vero che in questo mondo non c' peggior cosa che essere buoni! Ma, percento mio, bench io abbia un caratteraccio, non gli torcer un capello... E quella che non mi ha ancora portato nulla!... Bisogna farsi sentire. Rosa! (da una pedata ad una sedia e la fa rotolare, nel momento in cui si presenta Bonillas).

Bonillas - (Lui! Arrivo in un momento propizio. Che Dio mi faccia soffrir poco!) (Si siede davanti alla tavola).

Talmillas - (vedendo Bonillas) (La povera vittima immolata!).

Bonillas - (Metter delle legna sul fuoco).

Talmillas - (Ci ha il tipo di un evangelista).

Bonillas - (guardandolo sfacciatamente) Che dice l'istrione?

Talmillas - L'istrione?... (Ah capisco! Vuole provocarmi) (offrendogli un sigaro e sedendosi di faccia a lui. Desidera fumare?

Bonillas - No, signore. Fumare una stupidaggine ed io non faccio stupidaggini.

Talmillas - Come crede (fuma).

Bonillas - Ebbene, s; pu ringraziar me se ha avuto la lezione che si merita...

Talmillas - Me la meritavo...

Bonillas - Dico che se la meritava, perch lei come attore un cane e come uomo un essere spregevole e un criminale. Mi fa schifo! (estrae la lettera che si suppone abbia gi scritto a favore dell'innocenza del suo uccisore, appoggia la fronte sulla tavola in attesa che gli venga rotta la testa e dice commosso:) (che Dio mi accolga sul suo seno).

Talmillas - Poveretto! Come lotta!

Bcmllas - (sollevando un po' la testa) (Non so spiegarmi).

Talmillas - Signor Bonillas.

Bonillas - (Gli salta la mosca al naso!) E siccome la faccia lo specchio dellanima quando l'ho visto ho pensato: questo criminale peri cinque centesimi sarebbe capace di ammazzare suo padre! (torna ad appoggiare la testa sulla tavola pregando) (Padre nostro che sei ne' Cieli...).

Talmillas - Mi ha commosso... (si alza e si asciuga una lacrima tra la grande sorpresa di Bonillas). Fra tre giorni qualche chiesa porter il suo nome. - (Gli bacia la testa pelata, ed esceda destra per la prima porta).

Bonillas - Io credevo che avesse almeno un briciolo di decoro ma a quanto pare pi mansueto di un agnello... Santo Dio! Ecco l'atleta. Questo mi fa la pelle di sicuro.

Sansoni - (da destra prima porta) (Credo di averla convinta. una moglie ideale... Se non facesse tante scappatelle...) (A Bonillas) Buonasera

(si dirige verso la scala).

Bonillas - (chiamando) Psss!... Funambolo! (Sansoni si ferma sorpreso) S : lei! ( Credo in Dio Padre Onnipotente! ).

Sansoni - Cosa vuole?

Bonillas - Un momento. Stasera lei mi ha tirato un colpo da far rinfronare un elefante!

Sansoni - La prego, mi perdoni.

Bonillas - Io invece voglio farle notare che non ho reagito a quella selvaggia aggressione perch non sono abituato a picchiare fanciulle anemiche, come lei.

Sansoni - (facendo una flessione) Per Paolo e Virginia!

Bonillas - (Volo sul tuo Seno, mio Dio!)

Sansoni - (Capisco: vuol morire. Povero San Giovan Battista!) (ponendogli una mano sulla spalla) Signor Bonillas, io le sono riconoscentissimo per il bene che ha fatto a mia figlia.

Bonillas - No! Lei non suo padre, perch quella giovane un angelo e lei un demonio!

Sansoni - Signor Bonillas!

Bonillas - (sempre pi eccitato) E suo padre pi spudorato di lei! (Piega la testa e mostra la lettera).

Sansoni - Signor Bonillas!!

Bonillas - E lei ha meno forza di una gazzosa! (S inginocchia e piega la testa).

Sansoni - (dirigendosi verso la scala) Questo poveruomo lo sotterrano in Vaticano (esce).

Bonillas - Per Dio benedetto, quest'umiliazione non la sopporto! peggio cento volte della morte (voci dentro) Eh!

M. Perrin - (dentro) Mascalzone!

Frasquito - (dentro) Ma signora!

(Entrano dalla prima porta di destra M.ma Perrin furibonda ed ha in mano la sua solita rivoltellina).

M. Perrin - Avere l'ardire di gettare i miei pappagalli dalla finestra, ma io lo freddo con una revolverata. Mascalzone!

Bonillas - (con slancio) La mascalzona lei! (Apre le braccia in croce in attesa della revolverata).

M. Perrin - Signor Bonillas!

Bonillas - S, Bonillas, che ha per lei il pi profondo disprezzo. S, perch lei non un'artista e non capace di addomesticare neppure un micio, e poi pi vecchia del pi giovane pappagallo che lei abbia.

M. Perrin - Se lei pazzo vada in manicomio. Io non discuto con imbecilli! (esce).

Bonillas - (disanimato) troppo... Dio Santo!... (rianimandosi) Non ho pensato al mio socio Tressols, questo s che mi scuoier!... Tressols, Tressols, vengo su da lei. (Esce dalla scala).

(Dal cancello entra Antonietta, una bella popolana con mantn di Manilla. Ha un biglietto in mano).

Antonietta - (chiamando) Padrone!... Padrone!...

Frasquito - Cosa c'?

Antonietta - Un bigliettio per lei, sor Frasquito, me l'ha dato un inglese che in casa di mio padre.

Frasquito - (prende il biglietto e legge) Consegnate, per favore, cinquanta pesetas a questa ragazza, mancia di un abito fantasia che mi ha prestato. Riconoscente Hames Koles . Non capisco.

Antonietta - Eravamo nel patio di casa, quando abbiamo visto apparire un inglese in camiciola e mutande.

Frasquito - Lo hanno spogliato!

Antonietta - S, signore. Ci ha raccontato alla peggio che si trovava in barca sotto un ponte, quando fu assalito da quattro scalmanati. Mio padre allora gli ha prestato un suo vestito, e l'inglese, tanto gentile, non vuole muoversi di casa mia fino a che non avr avuto la mancia.

Frasquito - Ecco il tuo avere (le d cinquanta pesetas). Ne accadono di tutte a questo inglese.

Antonietta - Ah! M'ha detto che per quando arriva ci sia qualcuno per fargli il massaggio.

Frasqnito - Sar servito.

Antonietta - A rivederla - (esce dal cancello).

Frasquito - Quando l'inglese s'imbatta nell'ercole ne far farina di Nstle...

Rosa - (dal cancello con un gran fascio di prezzemolo) Ha chiamato nessuno?

Frasquito - Da dove vieni tu?

Rosa - Sono andata a fare acquisti per il comico. Ah!... Il Sevillanito e il Cicerone portano a casa Pietro.

Frasquito - Che gli avvenuto? L'hanno ribastonato ?

Rosa - Ha preso una sbornia da banchetti ufficiali!... Si sono fermati a parlare con una ragazza che uscita di qui e che conosce il Cicerone - (esce da destra).

Frasquito - Non voglio neppur vederlo, se no mi compromette. (Esce da destra seconda porta).

(Sansoni e M.ma Perrin, e braccetto entrano dalla scala).

Sansoni - S, cara, sono pieno di quattrini, figurati che la padrona della Locomotiva la madre di mia figlia, mi ha dato ora che poco duemila pesetas perch la lasci in pace.

M. Perrin - 01 rait . Come sei carino, Sansoni!

Sansoni - La vita ci sorride. (Escono sempre a braccetto, ma ancora pi stretti).

(Dal cancello vengono il Sevillanito e il Cicerone portando Pietro, vestito ancora da Romano e ubbriaco).

Sevillanito - Alza il piede, Pietro.

Pietro - C' qualche ostacolo?

Sevillanito - No, ma se non alzi il piede, come vuoi fare a camminare?

Cicerone - Forza! (lo fanno sedere).

Pietro - (dondolandosi) Fermatevi che mi viene il mal di mare (a poco a poco rimane assopito).

Cicerone - Vado di corsa a casa di quella ragazza a vedere come sta l'inglese. Congratulazioni per la grazia dei Conigli.

Sevillanito - Poveretti! Se tu sapessi il peso che mi ha levato di dosso questa bella notizia. Poi andr a fare un telegramma alle Loro Maest per ringraziarle. E bene rimanere in buoni rapporti con certe persone...

Cicerone - A fra poco (esce dal cancello).

Sevillanito - Voglio andare dal buon amico Bonillas per dargli un abbraccio e dirgli che mi perdoni. Poverino! cos buono. Andiamo a vedere se nella sua stanza (esce).

Bonillas - (dalla scala) La vita piena di cose inverosimili. Ho detto a Tressols che quelle polveri insetticide erano innocue per i roditori e che lo avevo gabbato come se fosse stato un figlio del Celeste Impero ed egli ha saputo rispondermi Lei ha un cuore come un abside . Io credo che se oggi mi cade addosso un fulmine, tutt'al pi mi potr accendere la sigaretta! (Vedendo il Sevillanito che entra in scena) Finalmente!... Dio ti ringrazio. Accoglimi sul tuo seno.

Sevillanito - Vengo in cerca di lei.

Bonillas - Sta bene; sono qui in attesa del colpo definitivo. La mia testa pende dalle sue mani. Gi, forza!

Neve - (dal cancello con Assunzione e il Signor Rosendo) Bonillas!

Bonillas - (al Sevillanito) Fa' presto, mascalzone!

Neve - Lasciate andare! il giornale della sera?

Bonillas - Io no.

Assunzione - Non sa della grazia che hanno avuto i Conigli?

Bonillas - Eh? Come?

Sevillanito - Ma s.

Bonillas - (tremando) Cosa mi dite?

Neve - Oggi era il Venerd Santo e le Loro Maest hanno voluto graziare i Conigli.

Bonillas - (congiungendo le mani ed alzando gli occhi al cielo) Tu sei infinito!

Neve - Un'altra sorpresa, il signor Rosendo... a cui dovremo eterna gratitudine, andato dal Presidente del Tribunale, che amico suo, e siete stato dimesso.

Bonillas - (gettandosi nelle braccia di Rosendo)

- Signor Rosendo!

M. Perrin - (da destra, prima porta e come passa, seguita da Sansoni) Chi stato quella canaglia che ha avvelenato i miei pappagalli?

Sansoni - Sta tranquilla; questo un affare che non ti riguarda (Fa una flessione e chiama) Signor Albergatore! Signor Albergatore! Tutti qui!

Rosa - (da destra) Che succede?

Frasquito - (da destra) Ma quando finiranno le questioni in quest'albergo?

Sansoni - Un piccolo momento. Chi stato il criminale che ha dato il prezzemolo ai no stri animali parlanti?

Rosa - E stato il signor Talmillas, perch gli ho comprato un chilo di prezzemolo.

Sansoni - Madonna Santa! hanno mangiato un chilo di prezzemolo? Non si possono salvare. Ma dove quel comico dei miei stivali? Ora lo accomodo io! (Esce facendo flessioni da destra, seguito da Madama Perrin).

Frasquito - Un altro scandalo!

Cicerone - (dal cancello) Signori resuscitato il famoso Toreador PepeHillo. Ole ! (Entrano Hames ed Ismaele. Hames indossa una giacchettina cortissima mollo da torero e calzoni strettissimi. Ha il suo colletto ed il suo cappello inglesi).

Assunzione - Ges!

Rosa - Mio Dio!

Rosendo - Che tipo!

Sevillanito - Ole !

Hames - Vuoi dirmi dove essere quella canaglia di atleto .

Frasquito - Ora verr. andato a picchiare uno.

Hames - Vado a cercarlo (esce zoppicando). da destra).

Frasquito - Un altro scandalino! (esce dietro l'inglese).

Neve - Siamo felici, Bonillas. L'affare delle nozze sistemato, l'affare Sansoni sistemato, e cos pure quello della boieria ... Io credo, Bonifacio...

Bonillas - Dammi del tu.

Neve - Io credo, Bonifacino, che la tua sorte cambiata - (dentro si ode un rumore di lotta).

Pietro - (dietro Bonillas) (Il Boia!... E sono stato picchiato per colpa sua!).

Bonillas - S, senza dubbio la mia sorte cambiata. La ruota della fortuna gira in mio favore. Lo vedi? l si danno botte da orbi ed io me ne sto qui tranquillo, fuori di ogni pericolo. Grazie, Onnipotente! Tante grazie!

Pietro - (che si andato avvicinando assesta a Bonllas una botta che quasi lo fa cadere) Prendi!

Assunzione - Bestia!

Neve - Animale

Sevillanito - Asino!

Ismaele - Ignorante!

Bonllas - (rassegnato) Sar sempre una vittima... Il Sommo Fattore tinse la mia cattiva, stella con inchiostro di China.

(Telone).

FINE