Il buio e il silenzio

La vita e lorigine non rappresentabile della rappresentazione

La vita e lorigine non rappresentabile della rappresentazione.

IL BUIO E IL SILENZIO

di Stefano Mecca

Personaggi:

Condannato a morte.

Attore di teatro.

Padre e Madre, bassi di statura.

Signora, insegnante di teatro, appassionata.

La Madre, il Padre e la Signora sono deformati grottescamente dalla memoria.

La scena principale si svolge nel presente (luce fredda) in una stanza sotterranea di un carcere di massima sicurezza, sul proscenio, al centro un piccolo tavolo, due sedie ai lati, la luce di una lampada dallalto circoscrive lo spazio.

Le altre scene (flashbacks) avvengono nella memoria (luce calda).

Le luci, le eventuali musiche o suoni e le disposizioni spaziali dei personaggi creano i diversi piani temporali.

PROLOGO. (Presente)

Buio e silenzio. La lampada illumina dallalto il tavolo e le sedie vuote. Entra lAttore e resta in piedi dietro una sedia. Pausa. Entra il Condannato e resta in piedi dietro laltra sedia. LAttore mette un pacchetto di sigarette sul tavolo, il Condannato ne prende una, laccende. Si siedono, lAttore guarda il Condannato che tiene lo sguardo basso. Il Condannato fumer moltissimo durante tutto lincontro.

Cala lentamente la luce su di loro e si riaccende una luce diversa da unaltra parte.

SCENA 1. (Passato)

Madre con bambino in fasce in braccio, il Padre la guarda. Il Condannato si avvicina a loro restando in disparte e di spalle al pubblico.

MADRE. Nostro figlio

PADRE. Un maschio, per fortuna un maschio.

MAD. E il nostro bambino, labbiamo desiderato tanto. (Al bambino) E sei arrivato alla fine.

PAD. Il nome della mia famiglia continua.

MAD. Il nome, non abbiamo ancora deciso il nome.

PAD. Lo chiameremo come mio padre: Giuseppe.

MAD. Io vorrei dargli il nome di mio nonno: Riccardo.

PAD. Che nome Riccardo? No, deve avere il nome di mio

padre, se fosse vivo vorrebbe cos. Sar Giuseppe.

MAD. Riccardo un bel nome, antico, nobile.

PAD. Io ho voluto un maschio ed nato un maschio, e io decido

il nome: Giuseppe.

MAD. Giuseppe Riccardo, chiamiamolo cos.

PAD. Per me va bene.

MAD. E la prossima una femmina.

PAD. Non voglio altri figli e soprattutto femmine, abbiamo penato

troppo per avere questo e questo ci teniamo.

MAD. Perch non vuoi una bambina?

PAD. Le femmine danno solo rogne e dispiaceri .

MAD. Guarda si addormentato.

PAD. Speriamo che non sia uno di quelli che piange sempre.

MAD. E buono, guardalo, un angelo. (Al bambino) E presto ti

daremo una sorellina.

PAD. Non voglio figlie!

MAD. Non alzare la voce, lascialo dormire.

PAD. E appena nato e gi comanda lui. E chi se ne frega se

dorme, io parlo come voglio!

MAD. Sssh, piano

PAD. Non fare sssh a me! Non darmi ordini! Il Signore ci ha

dato un maschio e dobbiamo ringraziarlo per questo. Basta. Un figlio solo basta.

MAD. Io voglio la femmina!

(Il Padre alza la mano come per darle uno schiaffo, la Madre

mette il neonato davanti al viso.)

Prova solo a toccarmi con un dito e il tuo figlio maschio lo

butto dalla finestra! Tieni! (Gli mette il neonato in mano.) Tieni il tuo maschio, si cagato addosso, cambialo tu.

PAD. (Tende le braccia per tenere il bambino lontano.) E io cosa

ci faccio adesso con questo coso in mano?

Cala la luce sul Padre e sulla Madre. Il Condannato torna a

sedersi al tavolo davanti. Appare da unaltra parte una Signora,

indossa un abito che ricorda una divisa militare.

LAttore si alza e la guarda dando le spalle al pubblico.

SCENA 2. (Passato)

SIGNORA. Voi siete qui per imparare larte del teatro, volete

diventare attori e attrici. Io non so quali stupidaggini e illusioni ci siano nel vostro giovane cervello, ma posso immaginarmele. Non c nessun motivo razionale per fare teatro oggi! Nessuna epoca nella storia del teatro paragonabile a quella che stiamo vivendo noi. Oggi potete scegliere: cinema, televisione, c anche la pubblicit della carta igienica o del sapone!

Potete preparare la scena, rifarla se non viene bene, e una volta fatta rimane per sempre. Milioni di persone possono rivedervi e questo vi dar anche la notoriet e il denaro.

Il teatro non vi dar mai la stessa fama e gli stessi soldi!

Proverete settimane o mesi per uno spettacolo e ogni replica sar unica. Ogni sera avr il suo pubblico, quel pubblico. E saranno decine o anche centinaia di spettatori, non di pi, niente folle da stadio! E della vostra arte, ammesso che ci sia dellarte in quello che farete, non rester niente, il giorno dopo dovrete ripetere. Dopo anni di repliche, tutto quello che rester sar il ricordo deformato di chi vi ha visto, qualche ritaglio di giornale e qualche fotografia.

Dovrete lavorare per non lasciare niente! Quello che il teatro toglie, il teatro compensa: il qui e ora, la vita presente, levento che accade, il teatro non permette la ripetizione dellidentico

Perch farlo allora?

Il cinema unaquila imbalsamata, il teatro unaquila viva che passa davanti ai vostri occhi e poi vola in alto nel cielo

(Cala la luce sulla Signora. LAttore torna a sedersi al tavolo davanti. Pausa.)

SCENA 3. (Presente)

CONDANNATO. Questa luce si spegner e si accender tre volte,

il segnale e il tuo il nostro tempo qui sar scaduto e dovremo andarcene

ATTORE. Quando?

CON. (Allarga le braccia e fa cenno di non sapere.) Niente

taccuino questa volta? Non prendi appunti?

ATT. No. Oggi no. (Dopo una lunga pausa.) A che ora?

CON. A mezzanotte. Oggi mi hanno svegliato cos. Sai, forse

quello che vuoi fare non cos assurdo.

ATT. Non lo so, non posso ancora saperlo.

CON. Io avevo bisogno proprio di questo. Grazie. (Si abbracciano.)

ATT. Non finir qui.

CON. Credevo che non tavrebbero lasciato venire oggi.

ATT. Ho sempre sempre sperato che oggi non venisse mai.

- Pausa

CON. Come procede il lavoro?

ATT. E quasi tutto pronto Domani sera

CON. Ci sar un nuovo finale.

ATT. Non lo volevo e forse non ci sar.

CON. Non farai vedere la fine?

ATT. Credo di no.

CON. Perch?

ATT. Mi fermer un minuto prima e poi

CON. Il buio

ATT. e il silenzio.

CON. Gi Niente applausi?

ATT. Se far bene il mio lavoro non ce ne saranno.

CON. Ma sono per te, per tutto quello che hai fatto.

ATT. Dovrebbero essere per te. (Condannato sorride.) A cosa

pensi?

CON. Era estate, era un pomeriggio caldo e tutto mi sembrava

bello anche quando ho visto aprirsi la grande porta dacciaio. Dieci anni fa

ATT. E quelle ferite?

CON. (Si guarda le braccia, si tocca il viso.) Ieri mi hanno messo

in isolamento

SCENA 4. (Passato, ieri.)

CON. (Solo. Cammina sempre pi agitato, poi urla..) No! No! No!

No! Ascoltatemi! Ascoltatemi! Vi prego! Qualcuno venga qui! Qualcuno venga qui!

(Si getta a terra, sbatte il corpo ovunque, cerca di farsi male in qualunque modo e urla disperatamente.)

Voglio qualcuno! Fatemi parlare con qualcuno! Non lasciatemi solo oggi, non oggi! Perch! Perch! Voglio parlare! Fatemi parlare! Voglio ascoltare! Voglio vedere! Non voglio stare qui! Non voglio stare qui!

(Continua ad urlare e a farsi male, poi si calma allimprovviso e parla sottovoce, ma non si capisce quello che dice, forse prega o parla a se stesso.)

SCENA 5. (Presente)

ATT. Hai mai visto i maghi negli spettacoli di variet?

CON. Dieci anni e ora? Perch? Perch ora? Perch dieci anni?

Perch?! Ho pensato di farla finita da solo. Lho pensato molte volte. Non difficile. Tanti lo fanno qui, non c altra soluzione, certe volte basta solo trovare il modo pi sicuro. La cosa divertente che non ti permettono di farlo da solo, devono farlo solo loro. Uno era riuscito a tagliarsi le vene con i denti, a morsi, di notte una guardia lha scoperto e lhanno tenuto una settimana in infermeria, controllato a vista.

ATT. Non lhai fatto.

CON. Non capisco pi

ATT. Che cosa non capisci?

CON. Se amo ancora la vita oppure sono un vigliacco

ATT. No! Tu non sei un vigliacco! Non pensarlo! Tu non lhai

fatto proprio perch non sei un vigliacco! Non dirlo mai! Mai!

CON. Mi parli come se ci fossero ancora delle possibilit, mi

aspetto che tu mi dica non arrenderti.

(Lunga pausa.)

SCENA 6. (Passato)

Appare la Signora

SIG. Atto terzo, scena prima.

ATT. (Sottovoce) No, basta.

SIG. Hai detto qualcosa?

ATT. Voglio riposare, per oggi basta.

SIG. Atto terzo, scena prima.

Non vorrai prenderti la sua carne. A che ti servirebbe?

ATT. alimenter la mia vendetta.

SIG. Ripeti!

ATT. alimenter la mia vendetta.

SIG.Ancora.

ATT. alimenter la mia vendetta. Egli mi ha vituperato, mi ha

impedito di guadagnar mezzo milione, ha riso delle mie perdite, si burlato dei miei guadagni, ha insultato il mio popolo

SIG. Ricomincia e cambia! Non vorrai prenderti la sua carne. A

che ti servirebbe?

ATT. alimenter la mia vendetta. Egli mi ha vituperato

SIG. Cambia.

ATT. mi ha impedito di guadagnar mezzo milione

SIG. Cambia.

ATT. ha riso delle mie perdite

(Ora la Signora non dice pi cambia ma lo dirige con gesti, come un direttore dorchestra, che stanno a significare:cambia, pi forte, pi lento, pi veloce ecc.)

si burlato dei miei guadagni, ha insultato il mio popolo, osteggiato i miei affari, ha raffreddato i miei amici, riscaldato i miei nemici. E per qual motivo? Sono un ebreo.

SIG. Non credo a nulla di quello che dici e che fai!

ATT. Ma non ha occhi un ebreo?

SIG. Sai solo mentire, si sente, si vede.

ATT. Non ha un ebreo mani, organi, membra, sensi, affetti,

passioni?

SIG. E una perdita di tempo! Con te perdo tempo!

ATT. Non si nutre degli stessi cibi, non ferito dalle stesse

armi, non soggetto alle stesse malattie, non si cura con gli stessi rimedi

SIG. Ritirati, pianta tutto e vattene, il teatro non per te,

dammi un motivo per continuare questo schifo!

ATT. Se ci pungete, non facciamo sangue?

SIG. Cos!? Cos questa cosa? Con chi parli? Perch parli? Che

cosa vuoi? Dove sei? Chi sei!

ATT. Se ci fate il solletico, non ridiamo? Se ci avvelenate, non

moriamo? E se ci oltraggiate, non dobbiamo vendicarci?

SIG. Salta e ricomincia! (Attore salta sul posto.) Non vorrai

prenderti la sua carne. A che ti servirebbe?

ATT. (C.s.) alimenter la mia vendetta. Egli mi ha vituperato

SIG. Pi in alto! Pi in alto! Continua!

ATT. Mi ha impedito di guadagnar mezzo milione

SIG. Pi forte! Pi in alto!

ATT. ha riso delle mie perdite, si burlato dei miei guadagni,

SIG. Di pi! Di pi!

ATT. ha insultato il mio popolo, osteggiato i miei affari, ha

raffreddato i miei amici, riscaldato i miei nemici.

SIG. A terra! (Attore Si sdraia esausto) Va avanti.

ATT. Un po dacqua

SIG. Parla, va avanti.

ATT. Devo bere.

SIG. Sei un vigliacco. Cerchi sempre un modo per scappare. Non

hai il coraggio di restare qui

ATT. (Si alza di scatto) No! Non sono un vigliacco! Non voglio

pi sentire questa parola, per tutta la vita me lhanno ripetuta, ora basta! Io ho pi palle di tutti qui! Puoi farmi saltare e sbraitare tutta la notte, ma io non mollo! Mettitelo in testa, non andr via!

SIG. (Dopo una pausa) Se avessi recitato il monologo adesso,

invece di dire queste cazzate, forse avresti capito.

Qui ti stai preparando per il teatro, e il teatro usare se stessi, corpo voce anima e ripetere, ripetere, ripetere sempre in luoghi diversi e con spettatori diversi.

Non accontentarti mai di una scena fatta bene una sola volta, una sola volta non arte, non niente, solo fortuna. Deve essere fatta bene 200, 300, 400 volte!

Prendi in mano le briglie dello Spazio e del Tempo e come due cavalli non domati portali dove desideri... Io so che adesso non puoi ancora capire quello che ti sto dicendo. Non importa ma ricordatelo.

SCENA 7. (Presente)

CON. Cosa centrano i maghi degli spettacoli di variet?

ATT. Hai mai visto il numero dellacqua versata in un giornale

piegato? Poi lo aprono e lacqua non c pi, lo richiudono e versano lacqua dal giornale in un bicchiere.

CON. E come fanno?

ATT. Nel giornale c una polverina che solidificata lacqua solo

per poco tempo, non so come, e poi ritorna liquida.

Ho partecipato ad uno spettacolo per i detenuti di un carcere, tanti anni fa

Due miei amici attori avevano preparato un atto unico molto divertente, una storia di moglie e marito, il loro modo di recitare era vivace e gli spettatori, di certo non abituati al teatro, seguivano con interesse e ridevano, io ero seduto in platea con loro in attesa del mio turno.

La moglie chiede un bicchiere dacqua, il marito esce di scena, rientra con un bicchiere e lei beve ebbe subito una reazione di disgusto fortissima, sput, cambi colore in viso e grid : Che cosa mi hai fatto bere?. Il suo tono era cambiato. Nel pubblico ci fu un sussulto e un brusio, e quello non era certo un pubblico facile, non bastava una scena comica.

Quello che era accaduto era pi che naturale o ben recitato, aveva unintensit e una forza diverse... Tutti si domandavano:Ma lei fa finta o

CON. Che cosera successo?

ATT. Lui si era dimenticato di preparare il bicchiere e allultimo

momento, da dietro le quinte, quello del mago che si sarebbe esibito dopo: conteneva quella polverina in grado di trasformare lacqua in gelatina e lei laveva bevuta sentendosi subito la bocca e la gola bloccata e impastata.

Fu presto chiaro che quel momento non era recitato ma era accaduto davvero qualcosa.

SCENA 8. (Passato)

SIG. Che cosa accade quando la realt entra nella finzione?

E come un terremoto che scuote gli attori e gli spettatori.

E possibile lavorare affinch la realt non sia solo un incidente di percorso, ma la sostanza stessa dello spettacolo teatrale?

Io vorrei un teatro in cui lattore scompare per lasciare il posto a qualcosa che accade e alluomo che lo vive di fronte a un pubblico. Cercate sempre di creare qualcosa di vivo.

Io non sopporto gli attori! I loro trucchetti, le loro

convenzioni sicure, i toni strascicati, i finti ispirati o finti sofferenti, la voce rauca e forzata per simulare unemozione o una passione che non esiste. Odio essere insultata dalla loro vanit e incapacit! Non ne posso pi! Quando si recita non si tratta mai di recitare, ma di compiere azioni precise. Fare qualcosa e farlo realmente. Non recitate il fare, ma fate.

SCENA 9. (Presente)

ATT. Era una pazza senza ipocrisie, senza mediazioni, qualsiasi

cosa pensasse o provasse la esprimeva. Non so da dove sia venuta e non so dove sia finita. Dicono che fosse unattrice molto famosa e importante ai suoi tempi, ma non ho mai saputo niente della sua vita. Teneva lezioni gratuite tutti i giorni, sempre, in vecchio teatro abbandonato. Lei mi ha formato come attore e credo anche come uomo, mi ha insegnato tutto quello che so sul teatro.

CON. Come lhai scoperta?

ATT. La prima volta che andai a teatro ero un bambino,avevo dieci o undici anni, mi port mia madre

(Appare la Madre in cappotto. Il Condannato la guarda.)

Non sapevo dove mi trovassi, cera tanta gente intorno a me che si affrettava a sedersi su quelle bellissime poltrone rosse. Qualcosa stava per accadere, doveva accadere poi il buio e il silenzio buio

CON. e silenzio

ATT. Una luce dallalto illumina un uomo, in piedi davanti

al sipario chiuso Non era unimmagine, era vero, era l con me, con tutti noi ora lo ricordo bellissimo e alto sei metri, come una divinit con una voce profonda

Annuncia che lo spettacolo dedicato ad unattrice morta il giorno prima che tutti conoscevano e che faceva parte di quella compagnia.

E poi di nuovo: il buio e il silenzio il sipario si apre, il palcoscenico si riempie di luce e persone vere, presenti, incominciano a muoversi e a parlare

Mi sono detto: anchio un giorno sar come loro.

(La Madre scompare.)

CON. E cosa hai fatto?

ATT. Ho iniziato ad andare a teatro a vedere gli spettacoli.

A quel tempo mi sembravano tutti belli, mi sembrava

dessere a casa, non cera un altro luogo in cui mi sentissi cos bene.

Presto la voglia di salire sul palcoscenico divent unossessione. Un giorno, per caso ero un ragazzo, avevo sedici anni e camminavo assorto nelle mie fantasie mi rendo conto dessermi perso, non so dove mi trovo. Non mi ero mai allontanato cos tanto da casa mia.

Sto cercando di capire quale direzione devo prendere quando sento delle urla provenire da un edificio che sembra abbandonato.

Penso:Stanno uccidendo qualcuno.

Mi avvicino piano e spio: la porta socchiusa e vedo una decina di ragazzi e ragazze che saltano, corrono, cantano

SCENA 10. (Passato)

SIG. Adesso fermatevi. Sedetevi e riposate. Questo un viaggio

molto lungo le scoperte avvengono con il tempo; se ottenente risultati subito non esultate troppo, potrebbero non ripetersi mai pi; e non abbattetevi se non arrivate a niente, tutto potrebbe accadere improvvisamente.

Niente di ci che facciamo rimane nel tempo e per questo istante che non torna, noi dedichiamo la nostra vita.

No! Non guardatemi come se stessi dicendo la Verit!

(Guarda Attore).

E tu chi sei? Cosa stai facendo?

SCENA 11. (Presente)

(Presente)

ATT. Tu chi sei? Cosa stai facendo? Ha continuato a ripetermelo

per quattro anni E un giorno mi ha detto di non venire

pi alle lezioni.

SIG. (Passato.) Vattene, non tornare pi. Questa scuola non pu

pi aiutarti, se continui a seguire le mie lezioni rischi di restare in trappola. Vai e cercati un lavoro, crea un tuo gruppo di teatro oppure apri un pub, ma non restare qui, vai avanti da solo adesso, questa lunica lezione che posso darti oggi.

(Nel presente.)

CON. Come sar il tuo spettacolo?

ATT. Suona male questa parola adesso.

CON. Come sar?

ATT. Sarai tu che racconti la tua storia, la tua vita qui e sei

tu

CON. Io che parlo? Solo questo? E basta?

ATT. Dipender da me, da quanto e come sapr essere te. Io

ho cercato di rubarti tutto quello che ho potuto.

CON. Non sei un bravo ladro, ti fai scoprire subito. Il derubato

non deve accorgersi.

SCENA 12. (Passato)

ATT. Vorrei farti alcune domande me lo permetti?

CON. Se ti serve

ATT. Che cosa ti manca di pi?

CON. (Dopo aver riflettuto.) Tutto, tutto quello che tu puoi fare,

tutto quello che per te perfino superfluo. Tutto.

ATT. Avrei voluto filmarti, o registrare la tua voce, ma qui non

lasciano portare niente. Oggi ho potuto prendere una penna e un taccuino.

(Attore piega la testa sul taccuino e scrive senza guardare Condannato.)

Cosa desideri di pi, oltre la libert.

CON. Tutto, desidero tutto. Vorrei passeggiare in una strada

piena di negozi e di gente, mangiare una pizza e fare lamore...andare al cinema, bere una birra, sposarmi, avere figli, vorrei un lavoro, leggere un libro, andare a ballare

ATT. Cosa faresti se tu fossi libero?

(Pausa. Condannato inizia ad irritarsi.)

Cosa faresti se tu fossi libero?

CON. Tu non mi stai ascoltando.

ATT. Quali sono i tuoi sentimenti, cosa provi qui dentro?

CON. Non lo so.

ATT. Se tu dovessi parlare di te stesso, cosa diresti?

CON. Non lo so! Deve durare ancora molto?

ATT. S, devo sapere... Che cosa diresti se ti dessero la

possibilit di parlare in pubblico?

(PAUSA. Attore aspetta una risposta di Condannato senza guardarlo, ma con gli occhi fissi sul taccuino.)

Cosa diresti a chi non ti conosce? Cosa diresti di te, di quello che hai fatto, di quello che hai vissuto?

(Scrive. Condannato gli strappa dalle mani il taccuino e legge. Si guardano.)

SCENA 13. (Presente)

CON. Non rinunciare mai! Io posso dirtelo.

ATT. Non mi sono mai sentito cos ridicolo e stupido! E inutile

quello che facciamo?

CON. E necessaria la musica? O un libro, un quadro? A cosa

serve una statua o un gatto! Se tu fossi realmente al mio posto, non avresti questi dubbi.

SCENA 14. (Passato)

ATT. Nessuno ti conosce... sei stato trasferito da poco, sei stato

in isolamento

CON. Le guardie cambiano quasi ogni giorno, non sono

mai le stesse.

ATT. Se voglio fare quello che voglio fare devo sapere cosa si

prova a stare dalla tua parte.

(Inizia a spogliarsi.) Dammi i tuoi vestiti e tu mettiti i miei. Ti

faccio uscire, per un giorno solo, e poi rientrerai. Fai tu lattore adesso, recita la parte dellavvocato; esci e domani ci rivediamo.

CON. Tu sei pazzo, non puoi fare questo. E troppo pericoloso.

Se domani ti annunciassero che il tuo giorno per morire, io non potrei pi rientrare.

ATT. E un rischio, lo so, ma lunico modo che conosco.

CON. Per recitare la mia parte, devi provare esattamente quello

che provo io? Ma un giorno non vale dieci anni.

ATT. (E rimasto in mutande, ma Condannato ancora vestito.)

S vero ma Dai mettiti i miei vestiti e tu dammi ituoi.

CON. No.

ATT. Di che cosa hai paura? (Pausa.) Tu non scapperai, domani

ritornerai qui e nessuno se ne accorger. Tu ritornerai nel mondo per un giorno e io potr conoscerti di pi!

CON. Come puoi credere che io star al tuo gioco? Come puoi

essere cos sicuro che io ritorner, quando io stesso non lo so... Rivestiti e vattene. (Attore si riveste.)

SCENA 15 (Presente)

CON. Se avessi accettato, se fossi uscito, non sarei maitornato

indietro

ATT. Amleto chiede a Guildenstern di suonare il flauto.

CON. Chi Guildenstern?

ATT. E un suo amico, un compagno duniversit.

Guildenstern non lo sa suonare, non sa mettere le sue dita

sui tasti giusti, ma vorrebbe scoprire i segreti di Amleto, vorrebbe suonare la sua anima.

SCENA 16. (Passato)

SIG. Cos poco mi hai stimato? Vorresti estirpare il mio cuore

dal suo segreto e suonarlo dalle note pi basse a quelle pi alte del suo registro.

E c della buona musica, e una splendida voce... credi che sia pi facile suonare lui che un flauto?

E questa lavventura! La bellezza! La sfida della nostra

arte: scoprire e suonare lanima delluomo.

Come pretendi di conoscere la realt umana se continui a porre davanti a te lattore teatrale, come puoi conoscere la vita se pensi solo alla finzione scenica?

Un copione vita, non sono solo parole!

Se non porti la vita sul palcoscenico, cosa porti? La tecnica? A me non interessa, pu piacere a qualcuno, ma non a me! Quale tecnica? La bella voce, il bel movimento, le pause, gli effetti? E la vita che deve trovare il modo di essere!

Voglio vedere qualcosa che vada oltre labilit. Prendi lattore che c in te e buttalo nel cesso! Voglio vedere che ti fai un culo quadrato, che sputi sangue, ma dammi qualcosa di vivo e di umano, non di teatrale, questo lo fanno tutti. Conquista il personaggio, avvicinati il pi possibile, e non dimenticare mai te stesso...

SCENA 17. (Presente)

CON. Qual la strada e dove ci porta?

ATT. Andai a teatro a vedere uno spettacolo che trattava

del massacro in Rwanda...

Entr in scena una donna e and a sedersi davanti a un microfono. Non era unattrice, era una donna a cui avevano ucciso il marito e i figli e voleva raccontare la sua storia

CON. Io non posso andare davanti a un pubblico potrei forse

scrivere, potrei, forse, chiedere di fare un comunicato in

televisione

ATT. S, forse, ma fra te e la gente ci sarebbe uno schermo.

Se qualcuno potesse vederti e ascoltarti Se potessero

parlare con te Questo il teatro che vorrei fare e fare e

fare...

CON. Se una persona normale risulta sulla scena pi efficace di

un attore professionista... Io sono un uomo dimenticato. Io

non ho niente da perdere io non ho pi niente e non sono niente. Al mondo io non interesso, io sono qui per essere eliminato!

Fai unaltra cosa, vuoi recitare la parte di un condannato a morte? Va bene, ma non perdere tempo con me. Leggi, studia, inventa!

ATT. Io voglio raccontare te.

CON. Aspettare per dieci anni che al mattino ti sveglino

dicendoti:A mezzanotte morirai, preparati.

ATT. Questo voglio raccontare, perch qualsiasi cosa tu abbia

fatto non pi ingiusta e crudele di quello che ti fanno vivere qui. Lo Stato non pu macchiarsi del tuo stesso crimine. Non hai nessun amico qui dentro?

CON. Ho avuto amici, s, sono tre anni che nonriesco non

voglio li ho visti andare tutti ho visto cosa succede quando te lo dicono e ora ho sofferto insieme a loro. E come se fossi gi morto tante volte, e ora che

ATT. Io voglio aiutarti, voglio fare qualcosa di utile per te, non

possibile che il tuo caso venga riesaminato? Io potrei trovarti un bravo avvocato, uno specializzato in casi come il tuo.

CON. Quante volte ne abbiamo parlato! Tu hai ancora una

speranza che io ho perduto dieci anni fa! Io sono colpevole. Io ho confessato. Credevo, allora, che questo potesse aiutarmi in qualche modo La mia confessione ha reso la sentenza irrevocabile nessuno pu fare niente per salvarmi... nessuno!

ATT. Io non posso credere alle tue parole, da qualche parte

qualcuno pu fare qualcosa!

CON. Bisogna ripulire la societ! Ci sono troppi alcolizzati, pazzi,

ladri, stupratori, assassini!

ATT. Uccidiamoli tutti, a che cosa servono? Hanno rovinato il

mondo e continueranno a distruggerlo! E il "potere giardiniere", un potere che deve estirpare le erbacce.

CON. Io ho subito un processo senza regole. Laccusa pu

chiedere o non chiedere, a sua discrezione, che un crimine sia punito con la pena di morte. Ogni procuratore pu fare quello che desidera, ogni processo diverso dallaltro! E se hai dei complici e accetti di testimoniare contro di loro ti riducono la pena. E cos accade che tu puoi stare in carcere qualche anno, e gli altri accusati come te vanno a morire!

ATT. Io so che il tuo avvocato stato una vergogna, non era

per niente qualificato, non aveva mai trattato casi come il tuo, eri condannato fin dallinizio.

CON. Non ho mai detto dessere innocente.

SCENA 18. (Passato)

PADRE. Non sei pronto?

CON. No, pap, io

MAD. Su va a vestirti sei ancora in tempo.

CON. Io non

PAD. Io non cosa?

MADRE. Ti ho preparato la camicia stirata sul letto, c anche la

cravatta.

CON. Io non vengo.

(Il padre gli d un sonoro schiaffo.)

MAD. No!

PAD. E la Santa Messa di Natale e io non intendo andare in

chiesa senza mio figlio!

MAD. C tutto il quartiere, che cosa penserebbero se tu non

venissi

PAD. E cosa devi fare di cos importante? Devi restare in

camera tua a rincoglionirti con quella che tu chiami musica?!

CON. Voi due mi fate vomitare!

PAD. Onora il padre e la madre!

MAD. Non voglio sentirti dire queste cose! Noi siamo i tuoi genitori e facciamo tutto per te, questo il tuo modo di ringraziarci?

(Con. ritorna al centro e si siede, osserva la continuazione del dialogo tra i suoi genitori.)

(Passato)

PAD. Quel ragazzo non pu andare avanti cos.

MAD. Non chiamarlo quel ragazzo, tuo figlio.

PAD. Lo chiamo come voglio. Mio figlio e come stato

educato?

MAD. In fondo un bravo ragazzo.

PAD. Hai sentito come ci parla. Non ha il minimo rispetto.

MAD. Non preoccuparti. Adesso andato a cambiarsi e verr a

Messa con noi. E Natale

PAD. Se fosse per me lo manderei in un collegio militare, cos

imparerebbe un po di disciplina e di educazione, e sarebbe pronto ad affrontare la vita reale.

SCENA 19. (Presente)

CON. Io non ho mai avuto una vita reale Posso solo sognare,

vivo nei miei sogni sono le mie uniche esperienze

ATT. Racconta

CON. Cammino su una corda tesa, vibra, sono molto, molto in

alto, e sotto vedo solo conigli Conigli di tutti i colori: rossi, verdi, blu, gialli... e diventano sempre pi numerosi, sempre di pi. Io cerco di raggiungere il lato opposto della corda, ma non c nessun lato opposto e non c un dietro, e sotto pieno di conigli Mi sono svegliato urlando, poi sono scoppiato a ridere.

(Sospira, guarda in alto, poi guarda Attore sorridendo.)

Costine di maiale sulla brace del camino con le salsicce

ATT. Bistecca di maiale, costolette dagnello al latte

CON. Spaghetti aglio olio e peperoncino.

ATT. Risotto champagne e mirtilli.

CON. E che roba ?

ATT. Buonissimo.Fondue al formaggio, sono in vantaggio di due.

CON. Chinoise e Bourgignone e se non sai cosa sono te lo

scopri da solo.

ATT. Vuoi fare il gioco pesante: quice loirenne.

CON. Sourmont.

ATT. Trofie al pesto.

CON. Stufato con le patate.

ATT. Melanzane alla parmigiana.

CON. Patatine fritte.

ATT. Schwarzwald torte.

CON. Sacher torte.

ATT. Cannoli siciliani.

CON. Proffitterol.

ATT. Carne salata, rucola e scaglie di grana.

CON. Lingua bollita con mostarda.

ATT. Spaghetti allo scoglio.

CON. Strudel di mele.

ATT. Pane e cioccolata. Imbattibile.

CON. Fritto misto di pesce e pizza!

ATT. Quando gareggiamo noi due non vince mai nessuno, ti

ricordi quante botte ti sei preso?

CON. Eri cos rintronato che non ricordi bene.

SCENA 20. (Passato)

ATT. Il tuo corpo si rammollito qui dentro?

(Lo sfida ad un combattimento.) Forza, fatti avanti voglio la

rivincita.

CON. Lotta greco-romana

(Si mettono in posizione e iniziano a lottare alternandosi nel vincere, terminano esausti a terra.)

CON. Teatrante ti manca il fiato? Non parli pi?

ATT. Vedo che ti fa bene la vita allaria aperta

(PAUSA).

CON. Nessuno vuol saperne di me. Nessuno. Perch devo

vivere? Sono solo un numero in una statistica.

Non potr vedere in faccia il dio che ha deciso la mia morte.

Chiudo gli occhi, cerco il buio. Qui c sempre la luce accesa, sempre! E il silenzio ovunque. Anche dentro. Non faccio niente, aspetto. Vivo Non servo a nulla.

Stanotte ne hanno fatto fuori un altro. (Pausa.)

Tu sei bravo? Sei un attore bravo?

ATT. Non lo so. Non lho ancora capito.

CON. Recita qualcosa per me.

ATT. Ora? (Guarda Condannato, sorridono. Si prepara, pensa, visibilmente teso ed emozionato).

CON. Sei un attore vero, un professionista, non ti devo pregare

per fare qualcosa, o vuoi essere pagato prima? (Sorridono).

ATT. (Si concentra, poi con ostentata teatralit.. Appare la figura di Signora che lo osserva con disappunto.)

E un pugnale, questo che vedo davanti a me, con limpugnatura rivolta alla mia mano? Su, lasciati afferrare! Non ti stringo, eppure ti vedo ancora. Non sei percettibile al tatto come alla vista? O sei soltanto un pugnale della mente, una creazione falsa che nasce dal cervello oppresso dalla febbre?

(Signora scompare.)

CON.(E stato attentissimo e ora scosso). Si vede che reciti (PAUSA).Cos?

ATT. Non ti piaciuto.

CON. Non vero, bello.

ATT. Ma se hai appena

CON. Le parole sono belle nonostante te e come lhai declamato.

Che cosera?

ATT. Shakespeare.

CON. Ah s, ne ho sentito parlare, quello di essere o non

essere.

ATT. S, quello che ho recitato ora

CON. Male.

ATT. che ti ho recitato male era Macbeth.

CON. Di che cosa parla?

ATT. Di un uomo che non vuole uccidere, ma costretto a

farlo, o meglio che vorrebbe farlo ma non ne ha il coraggio. In questa scena, in questo momento, vede davanti a s un coltello che lo invita ad uccidere il re. E come se fosse unallucinazione.

CON. Vede un coltello? Lo immagina?

ATT. Ha la visione di un coltello che lo tormenta e lo sprona

allazione.

CON. Tu non hai mai provato questo? Hai mai sognato ad occhi

aperti un coltello per uccidere? (PAUSA.)

(Recita lo stesso brano con unintensit che stupisce Attore).

E un pugnale, questo che vedo davanti ai miei occhi? Lasciati prendere! Non ti stringo, eppure ti vedo ancora. Non sei nella mia mano. O sei solo un pugnale della mente, una creazione falsa che nasce dal mio cervello oppresso dalla febbre?

(PAUSA.)

Non so cosa avrei potuto diventare, non mi pi stato permesso di pensarmi in un altro modo. La mia esistenza si interrotta e da quel momento stata solo attesa.

(PAUSA.)

Tu non hai mai odiato tanto da voler la morte di qualcuno,

o desiderato che non ci fosse pi? (PAUSA.)

SCENA 21. (Passato)

MAD. (Con un cappotto sul braccio va da Condannato lo

abbraccia e lo bacia, poi indossa il cappotto.)

Non preoccuparti, continua a studiare, io non posso pi restare in questa casa, io adesso vado, vado

(Lo abbraccia, poi si stacca da lui sta per andarsene, arriva il Padre, la ferma e cerca di toglierle il cappotto.)

PAD. Tu non vai da nessuna parte.

MAD. (Cade in ginocchio.) No, no!

CON. Mamma cosa fai?

PAD. Sta zitto e vai in camera tua.

MAD. No, io non voglio restare qui.

CON. Mamma

PAD. Basta, smettetela, togliti il cappotto e va a dormire, tu vai

via

(Padre sorregge Madre e si allontanano.)

SCENA 22. (Presente)

CON. Ci sono impiccati troppo leggeri rispetto alla corda, e cos

muoiono poco a poco, soffocati. Ci sono plotoni desecuzione che devono sparare due o tre volte per essere sicuri che il condannato sia morto.

Durante liniezione letale, a certi si sfila lago dal braccio o la miscela che gli iniettano non fa subito effetto e restano l, vivi, senza potersi muovere.

Dopo anni di attesa te lo dicono al mattino per la sera che devi morire, cos come se tutto fosse normale, come se fosse una giornata come le altre Sai, in certi paesi lo annunciano anche pochi minuti prima: tu sei l nella tua cella, e arriva qualcuno a dirti che fra dieci minuti morirai A cosa puoi pensare in queste condizioni? Anche se non vuoi, pensi solo e sempre a quando arriver il momento, cerchi di preparati; come se fosse possibile prepararsi E cos muori prima di morire

Sai cosa succede quando ti siedi sulla sedia elettrica?

Ti legano alla sedia, ti fissano gli elettrodi inumiditi alla testa e alle gambe. Poi: scariche elettriche a brevi intervalli. Muori perch si ferma il cuore. Si fermano i polmoni; lo stomaco, le budella e tutti gli organi interni si ustionano. Ti pisci e ti caghi addosso e vomiti sangue. Puzzi di carne bruciata. Si dovrebbe perdere conoscenza dopo la prima scarica, ma pare che questo non avvenga sempre Si sono inventati la sedia elettrica perch dicevano che era pi umana rispetto allimpiccagione!

Ti ricordi il nostro primo incontro?

SCENE 23. (Passato)

ATT. (A bassa voce, avvicinandosi a Condannato). Io non

sono un avvocato.

(Condannato avvicina la testa come se non avesse sentito bene).

Io ho fatto credere dessere un avvocato per entrare qui e incontrati. Io non sono un avvocato, io sono... Sono qui per chiederti aiuto... lo so che pu sembrarti ma... io...

(Scuote la testa imbarazzato e pensieroso. Condannato resta in silenzio e in attesa).

Siamo molto interessati alla tua storia... a te... e vogliamo

CON. Siamo? Tu e chi?

ATT. (Ha difficolt a trovare le parole giuste).

Vorremmofare... uno spettacolo... no, non uno spettacolo...

CON. Uno spettacolo?!

ATT. (Dopo un lungo momento di nervosismo senza trovare le

parole giuste alla fine abbandona ogni resistenza).

Io sono un attore di teatro... e con un regista, una produzione e altri collaboratori, vorremmo mettere in scena la tua storia. Mi stato chiesto di recitare la tua parte, di essere te, e mi hanno permesso di incontrarti facendomi passare per un avvocato. Vuoi aiutarci? Vuoi aiutarmi? Io non so niente di te.

CON. (Condannato lo guarda, poi con uno scatto improvviso aggredisce Attore che cade a terra).

Non sei un avvocato... non puoi farmi uscire, non puoi...

salvarmi... sei qui per prendermi per il culo? Tu cosa ci guadagni? Io cosa ci guadagno?

ATT. Ho solo bisogno del tuo aiuto!

CON. Nessuno al mondo ha bisogno di me! E tu chi sei? Chiedi

aiuto a Sai cosa significa?

ATT. No, non lo so! Sono qui per questo. Capisci? Vogliamo

parlare di te, raccontare la tua storia in un teatro, io reciter la tua parte, io sar te. (PAUSA).

CON. Tu sei qui per imparare ad essere me? Questa la

cazzata che sei venuto a vendermi?

Ti propongo io un bel gioco scambiamoci il posto. Stai tu qui ad aspettare che ti facciano fuori, fammi uscire e vado io sul palcoscenico a far finta, devessere molto pi divertente.

ATT. Non possibile, se...

CON. Come non possibile che tu possa diventare me! E

nemmeno capire quello che sto provando io!

SCENA 24. (Presente)

CON. Nonostante quello che tutti pensano, io non sono un

assassino

Io so di aver sbagliato, tanto tempo fa

Se guardi negli occhi tutte le persone che sono chiuse qui dentro puoi vederci solo paura

Non c pi niente, non c pi nessuno. Nessuno ti ha mai conosciuto. Sei qui, sei vivo, ma sei gi morto.

Chiuso in una gabbia per 23 ore al giorno. Sei considerato e trattato come merda

ATT. In alcune citt della Cina leggono la sentenza e mostrano i

condannati in pubblico, in piazza, davanti alla folla, tengono la testa bassa, le mani legate dietro la schiena e addosso hanno un cartello con il nome e il crimine che hanno commesso

CON. Ho visto un uomo andarsene da qui dopo 17 anni Non

stato graziato, ma le accuse contro di lui sono cadute, era innocente. Ha sempre gridato la sua innocenza, Io non ho ucciso quel poliziotto! Nessuno gli ha mai creduto. Poi qualcuno si messo ad indagare di nuovo e ha scoperto altre prove A lui andata bene, molti sono stati uccisi e solo dopo hanno scoperto che erano innocenti ma ma questo non il mio caso.

ATT. Hanno paura che un colpevole possa ritornare libero, cos

uccidono, anche se non sono completamente sicuri. Meglio condannare un innocente piuttosto che rischiare di rimettere in libert un colpevole.

Cos sperano di controllare il crimine e fare giustizia.

Un senatore ha detto che lesecuzione di innocenti il prezzo che bisogna pagare per vivere in una societ democratica.

Quale specie di essere umano pu avere questo pensiero, e chi pu essere daccordo?

CON. Forse lunica utilit che pu avere la mia vita adesso,

aiutarti a fare il tuo lavoro.

Non so che valore pu avere quello che facciamo, ma ora sento il bisogno di parlare. Tu sarai la mia voce, e il mio corpo? Voglio essere il pi sincero possibile. La menzogna un cancro che ti mangia dentro.

Io ho perso il diritto di vivere nella societ, ma sento di appartenere ancora allumanit.

Io conosco il valore della vita umana pi di chiunque altro.

Me ne andr via da qui morto, ma come un uomo migliore di quello che entrato da vivo. Devo pagare per quello che ho fatto.

Sto per morire, ma fino allultimo sar un uomo che cerca di migliorarsi

Le guardie ci guardano con repulsione. Per loro noi non meritiamo di continuare a vivere, dovremmo essere gi tutti morti

Il perdono pu migliorare il mondo?

Ci guardano come se fossimo sacchi dimmondizia, non possiamo parlare con loro.

La mia morte migliorer la societ degli uomini civili

Dovrebbero darsi una mossa e ammazzarli tutti, cos non dovremmo perdere tempo a dar loro dei vestiti puliti e da mangiare.

ATT. Far del mio meglio per riscattare la tua immagine agli

occhi del tuo aguzzino: lo Stato. Con il mio lavoro spero di poter dimostrare a quelli che credono che la tua condanna sia giusta, che non sei il mostro che i tribunali hanno fatto creder loro, e non sarai mai il mostro che, per giustificarsi, hanno bisogno che tu diventi.

CON. Raccontami le prove.

ATT. Stiamo lavorando molto, tutto il tempo. Il regista e la

produzione vorrebbero che facessi anche

CON. Io non lo vorrei.

ATT. Lo so

CON. Non voglio che tu lo racconti

ATT. Io ho sempre rispettato la tua scelta di non raccontarmi

cosa accaduto.

SCENA 25. (Passato)

(Madre ha in mano una torta di compleanno con una candelina accesa.)

PAD. Buon compleanno, oggi compi un anno.

MAD. Auguri! Auguri!

PAD. Diventerai un bravo ragazzo!

MAD. Sarai il nostro orgoglio e la nostra gioia.

PAD. Dovremo fare tanti sacrifici per farti crescere.

MAD. Ma tu non sarai un ingrato.

PAD. Crescerai nel rispetto dei comandamenti.

MAD. Non ci deluderai.

PAD. Sarai ubbidiente e non risponderai mai male.

MAD. Auguri.

PAD. Auguri.

(Soffiano entrambi sulla candelina. Mangiano la piccola torta con le mani.)

MAD. (Mangiando.) Di sera non esci.

PAD. (c.s.) Finisci presto di studiare e va a cercarti un lavoro.

MAD. Sai quanto mi costa mantenerti?

PAD. Stai seduto dritto, cos diventi gobbo.

MAD. Quando ti chiamo devi venire subito.

PAD. Finch resti in questa casa devi fare quello che ti dico e

aiuta tuo padre.

MAD. Aiuta tuo padre. Aiuta tua madre.

PAD. Non ne posso pi di te.

MAD. Qui non fai quello che vuoi.

PAD. Alla tua et io

MAD. e PAD. Vai a Messa e non ascoltare pi quella musica!

SCENA 26. (Presente)

CON. Perdevo me stesso nella musica, mi dimenticavo

Volevo andare ai concerti, a qualsiasi concerto, la musica mi piace tutta classica, rock, jazz tutta. Volevo sentirla dal vivo, essere l mentre veniva suonata

(Rivolto a Padre e Madre. Nel passato.)

Voi non me lavete mai permesso!

PAD. Butti via i soldi in quella roba e ti rincoglionisci!

CON. Sei tu il coglione, pap

(Nel presente.)

CON. naturalmente non glielo dicevo

Ascoltavo la musica in camera mia, il volume dava fastidio, ma non mi permettevano di usare le cuffie.

(Passato.)

MAD. Le cuffie fanno male alle orecchie, diventerai sordo, e non

perdere tempo con quella roba!

CON. Sei tu, mamma, che hai perso la tua vita

(Presente.)

CON. Non glielo dicevo

ATT. Anchio non dicevo tutto ai miei, non potevo dire niente,

non credo che avrebbero capito non hanno mai capito

Compravo i libri, commedie, drammi, anche romanzi e leggevo ad alta voce.

(Passato.)

CON. (Al padre.) Non ci sei mai e quando arrivi bisogna sempre

fare come vuoi tu.

PAD. Io sono tuo padre e non puoi dirmi cosa posso o non

Posso fare! Rispetta tuo padre e tua madre!

CON. Dovrei rispettarvidovrei solo perch siete i miei genitori?

MAD. Ma ti ascolti quando parli, tu non sai quello che dici.

PAD. I genitori devono essere rispettati e onorati.

MAD. Solo noi ti vogliamo bene.

(Presente.)

CON. Non sono mai stato libero, la sensazione della libert lho

provata solo quella sera stare a casa con loro o chiuso qui dentro non cos diverso

Dovevo fare sempre tutto di nascosto.

Sapevo che qualsiasi cosa io avessi voluto fare me lavrebbero impedito.

Queste erano le loro regole: impedirmi tutto!

(Passato.)

PAD. La vita non fatta di piaceri.

(Presente.)

ATT. Per loro leggere un libro era una perdita di tempo.

Non potevo andare al cinema con i miei amici.

(Passato.)

MAD. Di giorno non si accende il televisore.

(Presente.)

ATT. Non potevo invitare a casa nessuno.

(Passato.)

PAD. Non fare entrare degli estranei qui dentro.

(Presente.)

CON. Certi miei compagni di scuola avevano formato una band.

Io seguivo un corso per imparare a suonare il basso. Non potevo studiare a casa e non potevo avere uno strumento. Cos facevo tutto di nascosto; tenevo il mio basso in un armadio a scuola.

Quando mi chiedevano dovero stato mentivo. Mentivo sempre, non potevo fare altrimenti, non potevo mai essere sincero con loro.

ATT. Dicevo che ero stato in biblioteca a studiare, ma anche

questo non andava bene. Non andava bene niente.

(Passato.)

MAD. Cosa c qui in casa che non va? Devi proprio andare in

biblioteca? Chiss se ci vai veramente

(Presente.)

CON. Provavamo la sera o nel pomeriggio a casa di uno di noi.

Non credevo che potessero esistere genitori che permettevano ai loro figli di incontrare gli amici e di suonare a casa a casa loro!

ATT. Perch non mi lasciate fare niente?

CON. Di cosa avete paura? Cosa pensate che possa accadermi?

ATT. Ero come un recluso.

CON. Non c differenza tra stare con loro e stare qui. Anche

con loro sarei morto.

Un giorno mio padre incontra la madre del mio amico dal quale suonavamo

PAD. Sempre a casa del tuo amico a suonare! Sai cosa fa tuo

figlio? Va a casa degli altri a suonare!

MAD. A suonare? E che cosa?

PAD. Il basso. Suona il basso, ma che razza di strumento il

basso?

MAD. E vero quello che dice tuo padre?

PAD. Certo che vero! Ma da quando suoni?

MAD. Dove hai imparato a suonare?

PAD. Dove lhai preso?

MAD. Lhai comprato?

PAD. Hai speso i soldi per compare un basso?

MAD. E quanto lhai pagato?

PAD. O lhai rubato?

MAD. E cos che sprechi la tua vita?

PAD. Mentre io lavoro come un cane tutto il giorno, tu fai

lartista!?

MAD. Da quanto va avanti questa storia?

PAD. Chiss cosa fate tutti insieme quando vi incontrate a casa

del tuo amico!

MAD. Dimmi che non ti droghi!

CON. Sono andato in camera mia ad ascoltare la musica

PAD. Abbassa il volume!

MAD. Abbassa!

CON. E io lo alzavo Mia madre entra in camera mia. Urla con

quella sua voce stridula e strozzata e mi rompe i dischi, li butta per terra e li calpesta

MAD. Basta! Basta! Basta con questa roba!

ATT. Non sono mai stato preso sul serio da ragazzo, forse

nessun ragazzo viene preso sul serio Qualsiasi cosa volessi fare o volessi diventare per loro era sempre uno scherzo, qualcosa senza importanza.

PAD e MAD. Passer

ATT. Non sono mai stato aiutato in niente. Anchio dovevo

mentire. Sempre. Anchio mi chiudevo in camera a recitare, leggevo le poesie ad alta voce. Mia madre entrava sempre in camera preoccupata.

MAD. Chi c qui? Con chi parli?

ATT. Con nessuno, mamma, sto recitando.

MAD. Smettila di fare il cretino. Solo i matti parlano da soli.

ATT. Al liceo cera sempre qualche recita e io le facevo tutte.

Sono arrivato a provare tre spettacoli contemporaneamente.

PAD. Non perdere tempo con quelle stupidaggini! Non ti

porteranno da nessuna parte!

ATT. I primi tempi dicevo loro cosa stavo preparando.(Ai

genitori.) Venite a vedermi stasera (A Con.) Non sono mai

venuti.

PAD. Quello che vuoi fare non ti dar un futuro.

CON. Anche quello che fai tu non ti dar un futuro.

MAD. Pensa ad avere uno stipendio sicuro. Non conta

nientaltro nella vita.

PAD. La vita unaltra cosa. Quando incontrerai la realt ti

schiaccer e tutto questo ti apparir per quello che : inutile.

MAD. La realt avere i soldi per vivere, e guadagnarsi la vita

non facile, non un divertimento.

PAD. Non la musica.

MAD. Non il teatro.

PAD. Fare una famiglia, dei figli da mantenere, come abbiamo

fatto noi

MAD. La vita non ascoltare i dischi. Leggere i libri. Andare in

giro a suonare. A recitare. Cosa diventerai? Pensa a farti un futuro. Adesso.

PAD. Cosa credi, anchio avrei voluto fare altro nella vita invece

di alzarmi al mattino alle sei, fare due ore di autostrada per chiudermi in quellufficio. Credi che mi diverta?

CON. Vi odio.

ATT. Vi odio.

CON. Io non posso continuare a vivere cos con voi due!

ATT. Dovete capire! Mi avete sempre detto ordinato quello

che dovevo o non dovevo provare, e vi ho sempre mentito. La menzogna puzza di cadavere. Ero nauseato dalle mie menzogne, non potevo dire altro, solo menzogne, niente era vero, ma per voi la menzogna era la realt.

CON. Dovete pagare!

ATT. Dovete smettere!

CON. Dovete finire (Nel presente racconta.) Nella vetrina di

un negozio cera un coltello bellissimo lo sognavo spesso ad occhi aperti, come il tuo Macbeth io so cosa vuol dire con quello avrei vendicato la mia vita. Cos un giorno mi decisi, entrai e lo comprai.

Tutto avvenuto la notte di Natale, stata una giornata... parenti, zii, nonni, cugini... Mio padre e mia madre che continuavano a comportarsi come se la loro vita fosse eterna... La sera andammo tutti a Messa. Quando tornammo io andai in camera mia.

PAD. Abbassa quella musica!

CON. Non disturbo nessuno!

PAD. Disturbi me! Abbassa quella musica! Abbassa quella musica!

CON.Voglio la mia vita! Voglio la mia vita!

E adesso voi mi state a sentire e non rompete i

coglioni, da questo istante cambia tutto, io voglio vivere la mia vita e voi non dovete dire pi niente.

Io voglio essere libero, non voglio seguire le vostre regole del cazzo! Se voi avete una vita di merda non colpa mia, non mi farete diventare come voi.

Da questo momento decido io!

(Lunga pausa. Madre e Padre scompaiono nel buio. Presente:

lAttore e il Condannato si guardano. LAttore vorrebbe dire

qualcosa, ma non trova le parole.)

La polizia ha contato 79 coltellate...

Dopo ho pulito il coltello, ho fatto la doccia e sono

andato a letto... ero stanco.

Non si facevano mai i cazzi loro... Dovevano sempre intromettersi nella mia vita... Dovevano sempre dirmi qualcosa, volevano sempre decidere per me...

La mia casa sembrava un mattatoio... Volevo andare

ai funerali... non me lhanno permesso... avrei pregato per loro quel giorno qui in carcere ho aperto il rubinetto e ho visto uscire sangue...

Io oggi ora morir per questo...

Vorrei che tutto... che non fosse successo niente. Quante volte mi sono svegliato credendo... sperando, per un secondo, che fosse tutto un incubo... che io non avevo

ATT. C qualcosa che io posso ancora fare...

CON. S

ATT. Cosa?

CON. Continua. Vivi... fammi vivere... Anche per me ogni teatro

dovr essere la mia casa...

ATT. S

CON. Racconta tutto. Tutto! Non tralasciare niente!

ATT. Tu vivrai ancora. Vivrai ancora. Tu non morirai!

CON. Sono un assassino... Sono un mostro... molta gente pensa

che il mondo sar migliore senza di me.

Voglio dirti una cosa che non ho mai... che non ho... io non mi sono mai pentito...

ATT. Tu non sei un mostro.

CON. Allora chi sono?

(La luce si spegne e si accende per tre volte, nel silenzio.

Condannato si toglie la camicia e la d all Attore.)

Indossala quando farai... quando sarai... me.

(Il Condannato si allontana. lAttore indossa la camicia e scompare nel buio.

Il Condannato fermo, la luce su di lui diminuisce lentamente. Buio e silenzio.

Si riaccende lentamente la luce su lAttore.)

ATT. (Nel ruolo del Condannato, accende una sigaretta, parla al

pubblico.)

Ti chiedo di entrare nella mia vita e ti chiedo di poterti

strappare un viaggio nella compassione, perch nessuno pu spiegarti come sono, nessuno pu conoscere la mia storia, nessuno pu raccontarla, posso farlo solo io

Ero un ragazzo come tanti altri, mi piacevano le ragazze, mi piaceva andare in giro con i miei amici, suonavo il basso in una band, mi piaceva la musica, tutta la musica E mi piace ascoltarla con il volume alto...

(Buio e silenzio.)

FINE.

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