Il buon ladrone

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IL BUON LADRONE

Commedia in tre atti

di UGO FALENA

PERSONAGGI

KIRBY

IL BANCHIERE

IL COMM. LODI

L’ING. STULZ

IL SIGNOR PEREGO

IL SEGRETARIO

IMPIEGATI

L’AMANTE

LA MOGLIE

VICE PULL

LA MANICU

IMPIEGATE

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

Lo studio privato del banchiere. A destra, due porte. La prima, a bussola, conduce negli uffici; la seconda, nelle anticamere. A sinistra, porta che conduce nell'ap­partamentino dei forestieri. Dallo stesso lato, verso il fondo, in una sporgenza della parete, porta che conduce nell'appartamento del banchiere. Nel fondo, di faccia, finestra   che  s'apre  sul   giardino della  palazzina.

A sinistra, scrivania con telefono portatile. A de­stra,    tra    le   due   porte,   cassaforte. Mobilia   ricca   e   di   buon   gusto. È  sera.   Tutte  le  lampade sono  accese.

Il Segretario                  - (passeggia in lungo e in largo, nervoso, impaziente. Alla signorina che entra a destra, ansioso) Ebbene?

la Signorina                    - (carina,  giovanissima) Non c'è.

Il  Segretario                 -    Ha   telefonato   a   casa   della signorina  Lia?

l° Signorina                   -    Neanche  lì c'è.

Il   Segretario                -  (a   un   impiegato   che   entra   in fretta) Lo ha pescato almeno lei?

1° Impiegato                 -  Il commendatore è stato ve­duto nelle prime ore del pomeriggio, al Bar dell’ «Excelsior».   Poi:    nessuna   traccia   più.

Il  Segretario                 -   Chi  le ha  dato  la notizia?

1°   Impiegato               -    Il   « barman ».

Il Segretario                  -  Le ha detto che aspetto avesse?

1°   Impiegato               - -Sì:   cupo,  nervoso.

Il Segretario                  -  Non vorrei... (gesto sfiduciato)

1°   Impiegato               -    Ma,   dunque,  è  la  rovina?

Il Segretario                  -  Lo avevo pregato, scongiu­rato: non comperi senza referenze. Nossignori! Egli è sempre di una temerità! (alla signo­rina:)   Vada   di   là.   Non  lasci   l'ufficio   solo.

la   Signorina                  -    C'è   l'altra   signorina.

Il Segretario                  -  Ah! (a tutti:) Mi dispiace trattenerli così tardi. Ma se il commendatore torna, può darsi ci sia qualcosa d'urgente da sbrigare. (A un altro impiegato che entra, anch'esso in fretta, dalla stessa porta) La Banca?

2° Impiegato                 -  Rifiuta ogni sovvenzione, (mormorio   di   sgomento).

Il Segretario                  -  Me l'aspettavo!... (più che mai nervoso)   E adesso, adesso?...

2a Signorina                   - (brutta, per quanto graziosa la prima. Né segni di età, né di sesso; occhiali a stanghette) Come debbo regolarmi? C'è un mucchio di gente, di là!

Il Segretario                  -  Ma è questa l'ora di pre­sentarsi negli uffici? Dica che il Banco è chiuso.

2a Signorina                   -  Nessuno vuole andarsene. Vo­gliono aspettare il signor banchiere. Specialmente il commendator Lodi, l'ingegner Stiilz e  il   signor  Pérego.

Il Segretario                  - (al primo impiegato) Vada lei. Trovi una scusa. Mandi via più gente che può. Io non posso ricevere alcuno. Non saprei che dire   senza   aver   parlato   col  commendatore.

1° Impiegato                 -  Subito, (esce dalla prima porta a   destra).

Il Cameriere                  - (marsina « stylé ») La signora.

Il Segretario                  -   Che  signora?

Il   Cameriere                -    Del   commendatore.

Il Segretario                  - (stupefatto) Lei! Qui? Peggio che parlare coi creditori!!... Ma chi sa non sappia...  Fate passare.

II.

La moglie del banchiere         - (circa trent'anni. Veste di scuro, con una semplicità che la fa apparire priva di ogni eleganza. Nessun segno di « coquetterie ». Pettinatura tirata, liscia. Veletta fitta da cui s'intravede appena un viso pallido. Anche lei è quanto mai nervosa, perché        -  uscito il cameriere che l'ha introdotta bruscamente interroga il segretario. Parla rapida,   tagliente) Vera   la  notizia?

Il Segretario                  - (che ha appena il tempo d'inchi­narla) Quale?

La   Moglie                   -    Mio   marito   rovinato.

Il Segretario                  -  Quante volte, signora, non ha  udito  correre  voci  simili?

La Moglie                     -  Ah, sì... Ma oggi, oggi... Tutti sanno che alla Borsa ha giuocato l'ultima carta, sperando nel ribasso. La sola differenza: cifra enorme! Non più un soldo, o quasi. Banche chiuse. Creditori implacabili. Crede non sia informata? (s'ode, frattanto, squillare il telefono   negli   uffici).

Il Segretario                  -  Un uomo d'affari ha sempre alti e bassi. Suo marito è un lottatore. Vin­cerà.

la Signorina                    - (affacciandosi) Scusi. Il tele­fono.

Il   Segretario                -    Chi   è?

la Signorina                    -   L'avv.  Garucci. (si ritira).

Il Segretario                  - (gesto di fastidio. Alla signora:)    Pardon!

La   Moglie                   -    Faccia.   Faccia.

Il Segretario                  - (al telefono) Pronto! Pron­to!... Io... Sì.... No. Il commendatore non è ancora rientrato... Sì, sì. Dica!... Conceda la proroga! Faccia uno sforzo! Mister John Randwall   non   tarderà   ad   arrivare...

La Moglie                     - (che ha sorriso al nome di Randwall, ironica) Sperate ancora nel socio d'Ame­rica? A ogni minaccia di crak, ecco il socio americano pronto a intervenire. Quanto a farsi vivo, poi!... Ascolti me, adesso. Non sono qui come moglie, ma come... quel signore al telefono. Come creditrice, (martellando le pa­role) Riferisca bene. Ho condisceso a sepa­rarmi bonnement da mio marito -  anzi, ho pre-te-so: che lui avrebbe preferito tenersi moglie e amanti per... la vetrina -  a una condizione   netta.   Che   nulla   mi  mancasse.

Il Segretario                  -  Mi permetto fare osservare alla signora che il commendatore ha sempre largamente soddisfatti gl'impegni assunti con lei. Non più tardi di ieri l'altro, puntualmente, io  stesso le ho portato il  trimestre convenuto.

La Moglie                     -  Sì, sì. Ma ogni volta che le viene a portarmi il convenuto, mi domando. tornerà nel prossimo trimestre? Convenga: non   è   piacevole.

Il  Segretario                 -   Ella  è di  un pessimismo!...

La Moglie                     -  No, no. Conosco mio marito meglio di me. Egli fa d'ogni cosa materia di giuoco. E io non voglio essere compresa... nella materia. Glie Io dica! Sperperi, pre­cipiti, è il suo destino -: si serva; ma provveda a salvar me. Anche perché (pungente) se, fino ad oggi, ha avuto un socio d'America, questo... sono soltanto io. Se non erro, di danaro        (sottolineando la parola) nel  passato qui, nelle casse del Banco, non c'è stata che la mia dote... Glie lo dica bene,  eh?  Chiaro...  Non intendo spostare di un mil­limetro, il mio tenore di vita.  Ci pensi! (Con un sorriso  che  nasconde  una minaccia)   E  mi eviti  di  divenire,   a  mia volta,   un...   un  uomo d'affari.    Sarei   un   uomo   d'affari    fastidioso. Ora la lascio. Non s'incomodi. Non ho ancora perduta  la  memoria   della   pianta  della  casa.

Il Segretario                  - (s'inchina) Signora...

La Moglie                     - (esce dalla seconda porta a destra). (Delle Voci si avvicinano sempre più   concitate  alla  prima  porta a destra. Appariscono sulla so­glia,   tumultuando,   cappello   in testa, il commendator Lodi, l'in­gegner Stulz,  il signor Pérego, ai   quali   i   due   impiegati   ten­tano contendere il passo).

III.

Il  comm.   Lodi            - (grasso,   apoplettico,   asmatico)

                                      -   Perdio!   Anche   anticamera,   no!..,

1° Impiegato                 -    Ma   se  le  dico   che  il  commendatore non c’è!

L’ing. Strulz                  - (tipo e accento tedesco) Fetere!

Il comm. Lodi               - (s’accorge del segretario) C’è il suo segretario. Parleremo con lui! (dà uno strappone ai due impiegati: si precipita furioso vicino al segretario che s’è fermato, imbarazzato, davanti alla scrivania; e, quasi impossibilitato a parlare per la collera:) Quat­trocentomila!...   Quattrocentomila!...   Truffate!

Il Segretario                  -   Prego!   Si  calmi!

L'ing. Stulz                   - (che ha seguito l'esempio di Lodi) Sociedà protezione ardifigiale oche Strasburgo a New York... Soohdosgrifa! ... An­gora!... Gento, tuegento, tregento... Neanghe veduto  un pulgino!   Ingredibile!

Il comm. Lodi               - (a Stulz) Lei, almeno, signor mio, ha arrischiato per un affare. Che debbo dire io che ho versato il mio sangue per nul­la? Dodici rinnovi.

Il Segretario                  -   Prego!   Prego!   Si  calmi!

Il comm. Lodi               -  Calmarsi? Calmarsi? Quando per tutta Roma si conosce il bel risultato dell’operazione di stamani? (a Pérego che, ap­pena penetrato nella stanza, si è lasciato ca­dere di peso sopra una sedia, pallido e anni­chilito; più che mai furente:) E parli anche lei! Lei che ha vociato per venti, sino a un minuto fa! Dica come investe i nostri danari, il   signor...   banchiere! (soffocato)    Ieri...   Un “collier” Per la sua …. (gesto di disprezzo)

Il sig. Perego                 - (balza dalla sedia, si precipita anche lui vicino al tavolo, vi batte sopra un pugno formidabile con la foga impulsiva dei caratteri biliosi; e, puntando minaccioso gli sguardi sul segretario:) Io dico, io dico... (ma la voce di una creditrice che litiga sulla porta con l'impiegata dagli occhiali a stanghette, lo sopraffa).

La Creditrice                 - (cinquant'anni, tipo maschile, ca­pelli grigi cortissimi, « tailleur » e feltro caratteristici, bastone e busta di pelle) La­sciatemi passare! Lasciatemi passare! (si slan­cia anche lei vicino al segretario, non meno degli altri furibonda)  Dov'è il commendatore?

Il sig. Perego                 -  Ma non vede? !  Siamo pri­ma di lei!   Lasci parlare!

La Creditrice                 - Io rappresento la ditta Pulì!

Il comm. Lodi               -  Noi rappresentiamo le no­stre  persone!   Qualcosa più  di una ditta!

La Creditrice                 - (ribattendo alla violenza con pari violenza) Lei potrà, un giorno, anche incassare gl'interessi degli interessi. La ditta Pulì  non può  aspettare.

Il sig. Perego                 - (spolmonandosi) Lasci par­lare me! (al segretario) Dica che domani chiederemo   la   presentazione   dei   libri   in   tribunale!

Gli   altri   creditori       - (subito  d'accordo) Sì!

II Segretario                  -  Si calmino!  Si calmino!

I   creditori                    -    Basta!...   Basta!...

Il Segretario                  -  Sanno pure che il commen­datore aspetta, da un momento all'altro, da New York, 1' arrivo di mister John Randwall, il suo socio   d America.

I creditori                      - (con   una   sghignazzata) Ah!...

II sig. Perego                -  C'è forse lo sciopero dei transatlantici   che   non   sbarca  mai?

Il comm. Lodi               -  La posta internazionale si rifiuta di  far rimesse?

Il sig. Perego                 - (al colmo della bile) Libri, libri!...   Domani!    In   tribunale!

Il  comm.   Lodi            -   Denuncia!   Denuncia!

(Ma mentre i quattro creditori s'aggirano vociando, eccitatissi­mi, per la stanza, e il segre­tario e i due impiegati, la si­gnorina dagli occhiali e la sua compagna che fa capolino dall'ufficio, ristanno pallidi e tur­bati ad osservare, senza fia­tare, il Banchiere appare dalla prima   porta   a   destra).

IV.

 

 

 il banchiere                   - (quanrant’anni circa: sbarbato, elegante, un poco più pallido di quel che debba essere d'abitudine. Si ferma sulla soglia aggrottando le sopracciglia e masticando il suo «trabucos». I quattro creditori lo vedono: ammutoliscono e si fermano ammusoniti. E, poiché i tre uomini stanno col cappello in testa, il banchiere si copre. Al gesto, i tre si scoprono. Il banchiere torna a scoprirsi, e, assumendo   un   tono   disinvolto,   agl'impiegati:) L'ufficio ancora aperto a quest'ora? Co­mitato   di   salute   pubblica?   Vadano.   Vadano.

I due   Impiegati   e  le Signorine      - (s'inchinano) Commendatore...  (escono).

II Banchiere                  - (inoltrandosi, a Lodi) Qual buon vento?   Venuto per accordare il rinnovo?

Il Comm. Lodi              -  Ah, no! Cominciare la nuova dozzina: no!   Lei ha voglia di scherzare!

Il Banchiere                  -  Peccato! Caro Lodi, ella ha la basse dell'uomo d'affari, e se ci fossimo potuti intendere a tempo, chi sa che avremmo concluso  insieme!   Ma  lei manca di tatto.

Il comm. Lodi               - (frenandosi a stento) Di tatto, di   tutto...

Il Banchiere                  -  Scommetto che il signor Pérego  è  più   ragionevole.

L'ing. Stulz                   - (intervenendo, pronto) Tomandi suo secretano ghe tighiarare nome duddi zignor Berìgo!

Il Banchiere                  - (al segretario) Che vogliono essere pagati? (commiserandoli con un sarca­stico  sorriso) Come  dei piccoli fornitori...

Il sig. Perego                 - (scattando) Ah, senta: che faccia anche dello spirito, questo no! Abbiamo dichiarato...  (al   segretario)   Dica!   Dica!

La Creditrice                 - (felice di poter .prevenire il segretario) Che, domattina, invocheremo dal tribunale   la  presentazione   dei   suoi  libri!

Il Banchiere                  - (facendosi livido) I miei li­bri?!

I creditori                      -  Questo!   Questo!

II Banchiere                  -  Questo? !  (e poiché il segre­tario ha un gesto rammaricato di conferma, subito domina sbigottimento e collera. A Lodi:) Il suo effetto scade?

Il comm.  Lodi              -  Il quindici.

Il   Banchiere                -   Oggi  ne abbiamo tredici, (a Stùlz,   senza   dare  tempo  a  Lodi  di  ribattere) Lei   ha  preso   visione   del  bilancio?...   No?... Ne   chiegga   copia.   Ha   due   mesi   di   tempo per   fare   i   suoi  rilievi. L'ing.   Stulz  - (spaventato) Tue   mesi!!

Il Banchiere                  - (a Perego) Lei? Da quando in qua,  gli  agenti  di cambio non  aspettano la fine mese per reclamare i rimborsi delle dif­ferenze?

Il   sig.   Perego             -    Ma...

Il Banchiere                  - (alla creditrice) E lei, si­gnor... vice Pulì, ignora che in commercio le grosse  partite   si   saldano   nei  trenta  giorni?

I creditori                      - (in coro) Ah, no! Storie! Vuol giuocarci   ancora!

II Banchiere                  - (offeso, scatta:) Giuocar?!... E, allora, giacché gridano, ingiuriano, minac­ciano, favoriscano passare domani, a ora op­portuna, negli uffici. Questo è il mio appar­tamento, non l'ufficio... (al segretario:) E lei, domattina, li ascolti, li spicci... Pagare! Pa­ gare! Pagare! (il segretario sgrana gli occhi, sbalordito).

I creditori                      - (increduli, sghignazzanti)       Pagare?!

II Banchiere                  -  E, adesso   - (mostra la porta) mi facciano la grazia. Devo partire fra un'ora.

I creditori e il Segretario        - (quest'ultimo con intonazione ben diversa) Partire?!... Parte?

II comm.   Lodi            -   Oserebbe  andarsene?...

Il sig. Perego                 -  Oserebbe lasciarci negli im­picci?

I creditori                      - ( in coro) Enorme!   Inaudito!

II Banchiere                  - (soverchiando le voci) Oso! Oso!   Oso!...   Parto  per  il vantaggio  di tutti.

I creditori                      - (in coro) Ah, sì! Bel vantaggio! A  chi  lo  conta?

II Banchiere                  - (tornando a soverchiare le Voci) Per il vantaggio di tutti! Sicuro... Vado ad incontrare una persona che interessa me quanto  loro.

I creditori                      -? ?

II Banchiere                  -    Mister   John  Randwall.

Creditori e Segretario   - (con un balzo per la sorpresa) John  Randwall? ! !

Il Banchiere                  -  John Randwall. Il mio socio d'America. Che sbarca domattina a Genova e che  dovrò  condurre  io   stesso  a  Roma.

I creditori                      - (si guardano. Guardano trasecolati il banchiere. Poi, tra di loro) Allora la cosa è diversa! Perché non dircelo subito? Fandasdigo!

II Banchiere                  - E, ora: soddisfatti del... pro­nunciamento? Persuasi che verranno pagati? Mi permettono di far le valigie?

Il comm. Lodi               - (rabbonito, ma contegnoso) Lei è un uomo d'affari e ben sa che -  tal­volta -  la nostra posizione implica doveri penosi.

Il Banchiere                  -  Per carità! Mi risparmi una concione. (ironico)    Specialmente    sui    doveri. Siamo, piuttosto, veramente uomini d'affari. Laconici, (con un piccolo gesto di commiato) A posdomani.

I creditori                      - (salutano)   A  posdomani.

II Banchiere                  - (al segretario) Li accompagni.

Il Segretario                  - (ai creditori che s'avviano, par­lottando, Verso la prima porta a sinistra) L'ufficio   è   chiuso.   Escano    di    qua.

(Appena rimasto solo, il ban­chiere toma a rabbuiarsi. Spez­za e getta nervosamente il si­garo. S'avvicina a un mobilet­to: prende un flaconcino d'ac­qua di Colonia: lo stura; si bagna   le   tempie).

Il Segretario                  - (rientrando) Ah, commenda­tore... La notizia dell'arrivo di mister Randwall, che sollievo! Era tempo! Questa volta la   situazione   non   si   superava.

Il Banchiere                  -    Crede   anche  lei?

Il Segretario                  -  Impossibile. Il cerchio si è stretto...! Non le nascondo che non vederla per tante ore   - dopo quel malaugurato colpo alla Borsa -  mi ha fatto stare in appren­sione   sino   a   sera.

Il Banchiere                  -    In   apprensione?

Il Segretario                  -  Eh, sì! Ho temuto... (reti­cente) Sa -  tante volte -  un attimo di scoraggiamento...  (un   silenzio).

Il Banchiere                  -  Certo, il colpo è stato terribile.

Il Segretario                  -  Grazie al cielo, l'arrivo prov­videnziale   del   suo   socio...   Lei   è   fortunata!

Il Banchiere                  - (con un impercettibile sorriso ama­ro) Ah sì, fortunato... (dopo un nuovo silenzio)  Occorre  per  sanare  la situazione?

Il Segretario                  -  Soli contanti: un milione seicentomila   lire.

Il Banchiere                  -  Abbastanza. E abbiamo in cassa?

Il  Segretario                 -    Milleduecento   lire.

Il Banchiere                  -  Pochine. Sia cortese di pren­derle. Ho in tasca, si e no, cinquecento lire. Serviranno pel viaggio, (gli consegna le chiavi della cassaforte. Poi, preme il bottone di un campanello. Al cameriere che appare dalla seconda porta a destra:) Preparatemi una va­ligia. Poca roba.  Quanto basta per una corsa.

Il Segretario                  - (che frattanto,  ha aperto  la  cas­saforte, preso il danaro e richiuso)  A lei. (gli  consegna   danaro   e   chiavi).

 Il  Banchiere                - (intascando   l'uno   e   l'altre) Venuta molta  gente?

 Il   Segretario               -    Immagini!

Il Banchiere                  - (accigliato)  Mi risparmi l'e­lenco.

Il  Segretario                 -   Anche...  la sua signora.

Il Banchiere                  -  Oh! Come si propagano le notizie quando uno... (gesto di chi ruzzola) Naturalmente:  minacce?

Il   Segretario                -     Minacce.

Il Banchiere                  - (con un sorriso amaro) Mi aspetta al varco. Capace di assestarmi il colpo di grazia. Il solo fatto che sia riapparsa qui...!   Conosco   mia  moglie  meglio  di  me.

Il Segretario                  -   Le stesse parole che ha dette la sua signora: Conosco mio marito me­glio  di  me.

Il Banchiere                  -  Non ha tutti i torti. Cono­sciamo meglio gli altri che noi stessi. Non me ne sono accorto mai quanto oggi. Vede? Ritenevo che noi uomini d'affari fossimo gente fredda, pratica... Frasi fatte... Non esiste per­sona più impulsiva, più fantastica, più illogica di un uomo d'affari. Creda! (un silenzio) Lei dev'essere   stanco.   Vada.   Vada.

Il Segretario                  -  Vorrei terminare di scrivere la   situazione.   Mancano   poche   voci.

Il Banchiere                  -  Non si disturbi.

Il   Segretario                -    Potrà   servirle   a   Genova.

Il Banchiere                  -  Due minuti... «Pardon! »  - (en­tra   nella   prima   porta   a  destra).

Il Banchiere                  - (mentre s'avvia verso il suo ap­partamento squilla il campanello in anticamera. Stizzito:) Suonano! (chiama:) Enrico? (il cameriere appare) Hanno suonato. Andate ad aprire. Non ci sono per alcuno, eh? Dite magari   che   sono  partito.

VI.

(L'amante del Banchiere e il cameriere entrano dalla seconda porta   a   destra).

Il cameriere                   - Le ho detto, signorina: visi­bile   per   nessuno.

L'Amante                      - (giovane, fresca, elegante).  Sono io   forse   nessuno? Annunciatemi!   

Il cameriere                   -  Ma il signore non c'è. Par­tito!

L'amante                       -  Partitooo? !  (vede la tuba lasciata dal banchiere sopra un divano) E questa? (d'un balzo, si siede sulla scrivania, e, impe­rativa) Annunciatemi! (calca la tuba sulle Ven­titré; torna ad incrociare le braccia) Ditegli che   c'è   un   azionista.

Il  cameriere                  - (Proprio il caso!...)  (al banchiere   che   rientra:)   Scusi, ha voluto...

L amante                       -    Clausura   anche   per   me?

Il Banchiere                  -  Non potevo immaginare che voi...  (congeda  il cameriere).

L amante                       - (balzando a terra e togliendosi e gettando lontano la tuba) Parti, eh? E non  mi  dicevi   nulla?

Il   Banchiere                -    T'avrei   telefonato.

L amante                       -  Ah, per telefono?!... Grazie. Grazie. Divieni d'una delicatezza!... È una cosa irritante. Sai pure che non m'è più ac­consentito d'arrabbiarmi dacché ho deciso di darmi   alle   danze   classiche!

Il Banchiere                  -  Idea allegra di darti alle danze   classiche!

L amante                       -  Dovresti andarne orgoglioso. Tu che tieni tanto alla « reclame »!  Quando si dirà che la tua amante è divenuta... qualcuno...!  (mutando Volubilmente di tono) Dunque, il si­gnore   parte?

Il   Banchiere                -    Stasera   stessa.

L amante                       -    E   dove  va,  se è  lecito?

Il   Banchiere                -    A...   Genova.

L amante -                     -  E non poteva condurre anche me?

Il   Banchiere                -    Impossibile...   Affari..,.

L'amante                       -    Quali   affari?

Il Banchiere                  - (tentando mascherare l'impazienza con un sorriso) Sei implacabile, Lia... Vado...   a  incontrare   il  mio  socio...

L'amante                       -  Il tanto decantato mister John Randwall?

Il Banchiere                  -  ...Sì.

L amante                       -  Il miliardario?  (subito gli si av­vicina, gli dà un buffetto alla guancia) Caro!... E  lo  condurrai  a Roma?

Il   Banchiere                - (macchinalmente) Sì.

Lamante                        -  Caro!... Una vera fortuna per te, eh? Perché, sì, ho inteso dire che hai fatto   una   piccola   perdita,   oggi?

Il Banchiere                  - (con una leggera punta d'ironia) Sì...  piccola...

L'amante                       -  Sai?  Il « collier » che m'hai re­galato l'altro giorno... Un successone! Adesso che gli affari ti vanno bene (pallido sor­riso del banchiere) ci vuole un altro...' regalino. Niente più gioielli. Miss Menders, la mia maestra, dice che una danzatrice clas­sica deve tenere una... una... una linea sobria, severa,...   quasi  triste.

Il  Banchiere                 -   Come  ti adatterà!

L'amante                       - (piccata) Non ho, forse, l'aria d'una signora?

Il Banchiere                  -  Non dico... Ma sai di linee... sobrie e severe, io ne ho fatta tale una cura in   famiglia! (gesto   di   fastidio).

L amante                       -  Vorresti paragonarmi a tua mo­glie?

(Il Banchiere                 -  No...

L'amante                       -    Non   mi   chiedi   che   regalino...?

Il  Banchiere                 -   Di'.

L'amante                       -    Un  cavallo.

Il  Banchiere                 -   !

L amante                       -  La maestra pretende che io fac­cia dello « sport » per rendere i muscoli più... più... come si dice?..- più «souples». Non ti nascondo che mi seduce possedere an­che un cavallo... Quanto allo « sport »... ho un così gran debole per vivere sdraiata! Ma oqme si fa?

Il   Banchiere                - (attirandola  a  sé) Bambina!

L'amante                       -  Dire che tutti ti trovano intrat­tabile, duro. Invece: così « bon enfant»!  (lo guarda in viso) Eppoi, oggi... non so... hai una cera  stanca, un aspetto romantico... Quasi,

Il   Banchiere                -    Come?   Oggi   soltanto?

L'amante                       -  Gli è che    -  vedi?  dacché mi sono decisa al gran passo, non sogno... non sogno... (gesto Vago di qualcosa d'inafferra­bile) che di stendermi sopra un letto di belle parole, (con la Volubilità di dianzi) Allora buon viaggio, (porge le labbra a baciare) Ap­pena torni: telefona. E portami dei « bon-bons ». (raccatta  il  cappellino:  lo calca).

Il Banchiere                  -  A7!! dispiace che ho riman­data  l'automobile.

L'amante                       -  Ho da basso la mia. (mentre s'avviano) Ritorna presto! La settimana ven­tura:   debutto! (escono).

VII.

(//  banchiere   rientra.  Di nuo­vo:   aspetto   cupo).

Il Segretario                  - (dalla prima porta a destra) Ecco, (porge al banchiere un foglio).

Il   Banchiere                -    Grazie.

Il   Segretario                -    Vuole   che   l'accompagni?

Il Banchiere                  -   Grazie, (stringendogli la ma­no, leggermente commosso) Lei è la sola per­sona che mi sia veramente affezionata, (al cameriere   che   riappare)   Pronto?

Il   Cameriere                -    Pronto.

Il Banchiere                  -  Prendete la valigia. Recatevi subito alla stazione, (cava e gli dà due biglietti di   Banca)   Direttissimo.   Genova.

Il Segretario                  -  Scusi. Il signor Randwall abiterà  qui o  all'albergo?

Il Banchiere                  -  Ah... già... qui. (al came­riere)  Bisogna  preparare  l'appartamentino.

Il Cameriere                  -  E sempre in ordine.

Il Banchiere                  -  Bene. Allora, spicciatevi. Ser­vitevi di un « taxi », che se non trovate uno « sleeping », bisogna almeno procurarmi un posto d'angolo, (il cameriere rientra a sinistra).

Il Segretario                  -   Profitto  del  « taxi »...

Il Banchiere                  -  Raccomando: cerchi di te­nere  tutti  a  bada   sino  a posdomani.

Il Segretario                  -  Non dubiti, (il cameriere riappare con la Valigia e il « plaid » del banchiere) Per ogni caso, lei scende, al so­lito:   al   «Savoia»?

Il Banchiere                  -  ...Sì. Buona sera.

Il Segretario                  -  Buon viaggio.

(il segretario   e   il   cameriere escono).

Il Banchiere                  - (indugia un istante, immobile; poi, ripone qualche carta in una busta di cuoio che sta sulla scrivania. Apre un tiretto: prende una rivoltella, s'assicura che sia carica: l'intasca) E  adesso,   andiamo!

VIII

(Dopo qualche istante, uno dei Vetri della finestra di fondo cade: una mano s'introduce nel Vano, gira la maniglia. Le im­poste, garbatamente sospinte, si aprono. Uno strano individuo si solleva, dall'esterno, sul da­vanzale, e, dopo avere aguz­zato lo sguardo e teso l'orec­chio, scavalca e agilmente salta nella   stanza.

Lo    strano    personaggio   -  Kirby -  male in arnese, barba non    rasa,    Dio   sa   da  quanti giorni,   in  soli  calzini  per non far  rumore,   cava  di tasca una lanternina    cieca,   ne    apre   lo sportellino, e sventaglia in giro il   raggio   di   luce).

 Kirby                            - (vede    la    cassaforte   A   portata   di mano! (vi si avvicina a piccoli passi. Depone la  lanternetta.   Cava   di   tasca  gli  utensili  del mestiere;  una  minuscola  scatola  da cui estrae una  sega  attorcigliata   e   sottile  come   un   ca­pello. La osserva controluce da uomo esperto) Ultimo modello, (poi con le nocche delle dita bussa  sulla   cassaforte)   Soprabito   e   sottabito. Ce ne vorrà a  spogliarla!   Eppoi,  si dica che non si ama il lavoro! (s'accinge ad operare).  

kiOSil

Il Banchiere                  - (rientra in abito da viaggio, pa­strano, cappello floscio. Vede il ladro: ha un balzo istintivo) Ohi? !  (caca di tasca e   punta   la   rivoltella).

Kirby                             - (si volge sbigottito;    alza le mani).

Il Banchiere                  - (dà tutta la luce alla stanza) Da dove siete entrato?

Kirby                             - (balbettante, mostra la finestra) Di là.

Il Banchiere                  - (guarda la finestra, quasi incre­dulo) Un   « tour   de  force »!

Kirby                             - (cercando di ammansirlo con un sorriso compunto) Inutile...

Il Banchiere                  - (rassicurato alquanto dall' atteg­giamento   del  ladro) Inutile davvero.

Kirby                             -  Il signore passa sempre le serate fuori!

Il   Banchiere                -    Invece...

Kirby                             -  Stasera...

Il Banchiere                  -  Niente fuori.

Kirby                             -  Spero che il signore non vorrà farmi acciuffare.   Se   non   altro   per  il   risultato...

Il   Banchiere                -    Negativo...

Kirby                             - (con un risolino) Appunto.

Il Banchiere                  -  E non vi siete preoccupato del   servo   che   pernotta   qui,   a   guardia...?

Kirby                             -  Esce ogni sera, appena uscito lei... Bisogna compatirlo.  È giovane.

Il Banchiere                  - (stizzito, e forse più per l'appresa trasgressione del cameriere) Ma abbassate quelle mani! (depone la rivoltella sulla scriva­nia, e quasi a se stesso:) La rivoltella è un'arma che non si adopera sempre che ne­cessita.

Kirby                             - (cavando e deponendo, a sua Volta, la propria rivoltella) Vedo che lei è un gentiluomo.

Il  Banchiere                 -   Anche armato?

Kirby                             -    Odio  il   sangue, ma amo  la pelle.

Il Banchiere                  - (suo malgrado, divertito dalla buffa impudenza del ladro) Dunque: vo­ levate    svaligiarmi?  

Kirby                             -  Dio mio... non esageri... Soltanto un piccolo salasso. Lei ne ha tanti...! (gesto di chi conta  danari).

Il Banchiere                  - (ironico) Mi duole che vi siate incomodato per nulla.

Kirby                             - (ormai rassicurato del tutto) Ripasserò.

Il Banchiere                  -  Potete risparmiarvi il di­sturbo. Restereste disilluso. Come lo sareste rimasto   s'io   non   fossi   stato   in   casa.

Kirby                             - (risolino   incredulo) Questo  poi...!

Il Banchiere                  -   La cassa è vuota.

Kirby                             - (come rammaricandosi di non aver pen­sato   a   una   possibilità   consimile) Non   si è mai abbastanza previggenti! Avrei dovuto immaginare che un uomo d'affari deposita ogni   giorno   i   valori   alle   Banche.

Il Banchiere                  -  Non ne avreste trovati né qui,  né  alle  Banche.

Kirby                             -   ? !

Il   Banchiere                -    Non   ho  più   un   soldo.

Kirby                             -   Eh?!

Il  Banchiere                 -   Così.

Kirby                             -  Lei mi dà un colpo al cuore. Ca­pirà: avevo investito quasi tutte le mie pic­cole  economie  nel   suo  Banco!

Il Banchiere -                -  Possedete delle economie e continuate  a  rubare?

Kirby                             -  Lei sa per esperienza, come sono gli   affari...   Quando   vi   pigliano...'!

Il   Banchiere                -   Avete  famiglia?

Kirby                             -    No.

Il Banchiere                  -  Allora a che debbono ser­vire   le   vostre...   cosiddette   economie?

Kirby                             -  A comperarmi un pezzo di terra e una casetta per fare alla luce del sole, quel che talvolta,   ora,   sono   costretto   a fare  all'ombra.

Il Banchiere                  -  ?

Kirby                             -  Il  signore!

Il   Banchiere                -   ! ?

Kirby                             -  Ma non il signore che intende lei!... Automobili...? Donne...? Niente. Niente... Il signore che... che...  ah, non sapersi spie­gare! ...il signore che può permettersi il lusso di far felice qualcuno: ecco. Se lo im­magina -  per esempio -  incontrare, adesso, un povero diavolo -   giù, lungo il fiume -  che rasenta il muraglione con una voglia matta di buttarsi di sotto a capofitto, e domandargli a bruciapelo:        «Scusi, signore, che ore?  » « Ma   che   signore!     Lei   insulta   la   miseria! Ah,   lei   non   è   un signore di questi...? »      -  e, sì dicendo, fingere di ca­vargli dalle tasche due bei bigliettoni di Banca e squinternarglieli sul muso, e vedere i suoi occhi riaccendersi, le sue guance rianimarsi... (con un'esaltazione buffa quanto la sua ar­guzia) Perché non creda, sa? Chi si am­mazza, non lo fa perché odia la vita. S'am­mazza perché l'ama, più degli altri: con fre­nesia!... (quasi richiamato alla realtà) A pro­posito: se posso esserle utile, (fa l'atto di portare la mano nella tasca interna della giacca) Tanto io rimedio sempre. Il Banchiere          - (che ha ascoltato corrugando la fronte, ha un piccolo gesto di rifiuto e un sorriso) Grazie, (e con un altro gesto Vago   d'indefinito)   Quel   che   m'occorre...

Kirby                             - - E con la sua abilità non l'è riuscito a   trovare   un  mezzo...?

Il Banchiere                  -   Mi sarebbero bastati quindici giorni.   In   affari,   tutto   è  questione   di   tempo.

Kirby                             -   Lo  dica a me!

Il Banchiere                  -  I miei creditori non mi hanno accordato che una dilazione irrisoria. Sino a posdomani:   all'arrivo del mio socio d'America.

Kirby                             - (rassicurato) Allora...!

Il   Banchiere                -    Ma  il mio  socio  non arriva.

Kirby                             -     Indisposto?

Il Banchiere                  -  Non è mai esistito.

Kirby                             - (sbalordito) Mai? !

Il   Banchiere                -    Mai. (un  silenzio).

Kirby                             -    Capisco...   E grave...

Il Banchiere                  - (guarda l'orologio) Mi di­spiace   dovervi  congedare.   Devo  partire.

Kirby                             -    Parte?

Il   Banchiere                -    Sì.   Vado  io...   in   America

Kirby                             - (lo fissa come per scrutarne le intenzioni) Comunque: buona fortuna. Il caso... chi sa!... Io ho sempre avuto fiducia nel caso. (frattanto, ha rimesso in tasca la rivoltella e il lanternino) Nuovamente: tante scuse, (fa per avviarsi Verso  la finestra. Si ferma)  Ah!

Il  Banchiere                 -   Ma uscite dalle scale!

Kirby                             -  No, no. Preferisco. Eppoi, in giar­dino, m'aspettano le scarpe. Buon viaggio, (fa per scavalcare  la finestra).

Il Banchiere                  - (s'accorge che Kirby ha lasciato gli utensili sul pavimento)  Vi   chiamate?

Kirby                             - Kirby.

Il  Banchiere                 - (mostrandogli il mazzo d'utensili)

          -  Dimenticate...

Kirby                             -  Ah, la biblioteca! (corre a riprendere gli oggetti).

Il   Banchiere                -     Kirby  è il  vostro  nome?

Kirby                             -  Soprannome.

Il  Banchiere                 -     Inglese?:

Kirby                             -     Americano.

Il   Banchiere                -    Siete   stato   in   America?

Kirby                             -  Eeeh! Moltissimi anni. Si può dire che  v'abbia  percorso  tutti...   gli  studi.

Il   Banchiere                -    Parlate   inglese?

Kirby                             -  Parlo il vero « slang » come uno « yankee ». (con accento spiccatamente ame­ricano:)   «I   talk   english   fluently! ».

Il  Banchiere                 -  Voi sii sembrate intelligente...

Kirby                             -  Dio mio... a giudicare dall'esito della..» spedizione   di   stasera   non   parrebbe.

Il Banchiere                  -  Se vi proponessi un patto che vi farebbe guadagnare la casetta e il pezzo di   terra   che   vagheggiate,   accettereste?

Kirby                             - (con   entusiasmo) Eeeh!

Il Banchiere                  -  Vi ho detto che se avessi due sole settimane di tempo, risolverei la crisi... Voi   sarete   il   mio   sacco   d'ossigeno.

Kirby                             -    Non   capisco.

Il Banchiere                  -  Il mio socio d'America.

Kirby                             -   Io? !

Il Banchiere                  -  Dovrei vederlo domattina a Genova, dove -  per tutti -  mi reco ad incontrarlo. Nulla di strano che egli abbia an­ticipato d'un giorno l'arrivo e m'abbia pre­ceduto.

Kirby                             -   Piano.   L'affare  mi pare  complicato.

Il Banchiere                  -  Sarebbe complicato viceversa: se non arrivasse alcuno. Qui tutti vi aspettano. Persino  le  vostre   stanze   sono  pronte.

Kirby                             -   Già...

Il Banchiere                  -  Non avete che a entrare nel mio gabinetto da toletta (indica la seconda porta a sinistra), lì, e trasformarvi. Su per giù, la vostra figura è come la mia... Saprete darvi della distinzione?

Kirby                             -  Eh!!  Anzitutto, da ragazzo, ho com­piuto qualche studio... anche regolare. Eppoi, se voglio indossare una marsina, so come si porta. Mio padre era uno dei primi camerieri, al  « Waldorf   Astor   Hotel »   di  New   York.

Il Banchiere                  -  Meglio. Naturalmente: par­lare italiano con difficoltà. Ciò vi permet­terà di riflettere alle risposte. E, accento: spiccatamente americano.

Kirby                             -   Aòh!    « Yes,   sir »!

Il Banchiere                  -  Allora: sbrigatevi, trasformatevi. (nuova occhiata all'orologio) Bisogna che scap­pi. Prendete una valigia. Uscite. Ritornate in taxi. Farò in modo che il cameriere rientri a  tempo   per   ricevervi  (s'avvia).

Kirby                             -  Scusi, ma non mi ha detto come debbo regolarmi...?

Il Banchiere                  -   Poche  parole con tutti.   Sor­riso gioviale...  con  una punta di...  di..-

Kirby                             -   Capito.   Al   selz.

Il Banchiere                  -    Ecco.  Con i  creditori:   tem­poreggiare...  Ah!   Poiché  siete  miliardario....

 Kirby                            -    Chi  me  lo  avesse  detto!

Il Banchiere                  -  Qualcuno v'offrirà a forza del   denaro.   Prendere!

Kirby                             -  Stia tranquillo! E se mi proponessero affari?

Il Banchiere                  - • Considerare ogni proposta di affari come una mano che voglia introdursi nelle vostre  tasche.

Kirby                             -  Fare il contrario, allora? Figurarmi di   dover   essere   io   a  introdurre   la   mano?

Il  Banchiere                 -   Appunto!   E se mia moglie...

Kirby                             -   Ammogliato?

Il Banchiere                  -  Pur troppo! Ma viviamo se­parati... Mia moglie è una donna poco al­legra...   che  vede   sempre  nero.

Kirby                             -   Non mi pare che abbia tutti i torti!

Il Banchiere                  -  Se v'interrogasse, vi prego di...

Kirby                             -    ...tenere   alto   il  morale.   Sta  bene.

Il Banchiere                  -  Un ultimo servigio. Ho una piccola amica...

Lei                                 -  all'opposto di mia mo­glie    -     vede   tutto   rosa.    Ma,    sapete:    le donne... quando c'è di mezzo il cuore..., Ras­sicuratela  sul  mio  sollecito ritorno.

Kirby                             -  Dorma fra due guanciali. Ah!... E come giustificherò con gli altri, il fatto che non salta sul primo treno per corrermi ap­presso?

Il Banchiere                  -  Già... (attimo di riflessione) Telegrafatemi domattina stessa all' «Hotel Savoia » di aspettare il vostro procuratore di Parigi.

Kirby                             -  Benissimo.

Il Banchiere                  -  Intanto, escogiterò, vi scri­verò.   A   rivederci.

Kirby                             - (passando dal lei al Voi, con tono con­fidenziale) Caro socio, che vi dicevo?  Bisogna aver fiducia nel caso! Ma fuori, adesso, cercate di non concludere affari sbal­lati! Giacché sono arrivato io, lasciatevi regolare! (indicando la cassaforte) In due, la riempiremo!    « Good bye!  ».

ATTO SECONDO

Salottino   del   piccoloappartamento   dei   forestieri   in casa   del   banchiere.   Siha  la  sensazione   di   penetrare nel   « boudoir »   di   unasignora  elegante.   Due   porte  a destra,   due   a   sinistra,munite  di   ricche   portiere. Mattino   inoltrato.

 (Kirby,  in pigiama da camera, sprofondato in una poltrona ricoperta di marocchino, di spalla, in modo  che si scorga soltanto   la   sua   nuca,   abbandona la   destra   tra   le   mani  di  una « manicure ».    Questa,   seduta! sopra un seggiolino, adempie la funzione con uno zelo religioso. In  piedi,  ai  lati,   le due  si­gnorine   e   uno   degl'impiegati).

2a  Signorina       - (quella  dagli occhiali, che ha ter­minato   di   leggere   una   lettera) Non   c'è altro    d'importante.   Ah!  (nuova   occhiata  al foglio)  La  ditta consiglia di accogliere la do­manda.   Risponde?  

Kirby                             - (fa   ripetutamente   cenno   di  no   con   la sinistra.   Poi,    bruscamente,    ritira    la   destra dalle  mani della  «manicure»). La   « manicure »   Nulla!    Nulla!    Non abbia timore,  mister Randwall..

1° Signorina                  - (quella carina) La Banca Durga propone di  non  sottoscrivere alla «S.A.F.I. ». ; Risponde?

Kirby                             - (fa   cenno   di  sì  con   la   sinistra).

L'Impiegato                  - (prende nota) Sottoscrivere. (a Kirby) Ha altri ordini?

Kirby                             - (lo congeda col gesto).

La « manicure »            -  Ecco fatto.

Kirby                             - (s'alza, si volge. Elegantissimo nel suo pigiama da camera, mostra una faccia beata e irriconoscibile: rasata, fresca; capelli im­pomatati. Parla con difficoltà e accento spic­catamente americano. Si guarda le mani, sod­disfatto) Oh!    «Very   well! ».

La « manicure »            - (rimettendo a posto il suo armamentario) Il signore ha una mano di una leggerezza...!

Kirby                             -   Allenata. Allenata.

La « manicure »            -  Peccato ch'io non riesca ancora a togliere quelle due durezze ai pol­pastrelli del pollice e dell'indice della mano destra. Ma fra qualche giorno...

Kirby                             - (guardandosi, preoccupato i polpastrelli delle due dita) Ah, già... Voi sa: in ore del ozio in New York, io divertimento... perforare.   «Well»!   piccoli   lavori   legno...

La « manicure »            -  Tutti gli uomini celebri si   rassomigliano.

Kirby                             -  Ah!... Debutto miss Lie mandato letto tanta tardi.

La « manicure »            -   Servo anche lei, ma pos­siede   una   mano   poco   obbediente...

Kirby                             -  Oh! ma il resto!... Molto ghiusto, molto   ghiusto,   mio   socio.   Oh,   « fine »!

La « manicure »            -  La prego, parli inglese li­beramente.   Io   l'intendo   a   perfezione.

Kirby                             -  Oh, nòu, nòu... Quando io viaggia, parla sempre lingua... lingua ospite, (ogni volta che riesce a completare un pensiero, sorride soddisfatto) Voi conosce lingue straniere?

La « manicure »            -  Parecchie. Era la mia antica professione quella di insegnare le lingue.

Kirby                             -   Ahò!

La« manicure »            -  Ma poi ho preferito... C'è più...

Kirby                             -    ...convenienza.

La « manicure »            -  Senza contare che lo stu­dio della mano è di tale interesse! A me basta osservare una mano per capire subito chi  mi   è   davanti.

Kirby                             - (preoccupato) Nòu?

La « manicure »            -  Sì. Sì. Io potrei dirle...

Kirby                             -   Prego.  Prego.

La « manicure »            -  Oh!  Le farà piacere sa­pere... Lei è un uomo d affari che fa gli affari per filantropia.

Kirby                             - (risolino soddisfatto) « Yes »!  (la congeda)   « Good   bye,   madam ».

La « manicure »            - (s'inchina,  esce).

Kirby                             - (nel volgersi, si trova viso a viso con l'impiegata   dagli   occhiali  a   stanghette).

2" Signorina                  -    Debbo   restare per   scrivere?

Kirby                             -  Ah, sì... Resta... (giravolta, e all'impiegata carina:) voi. (la signorina occhia­luta, esce prima porta a destra, mortificata).

la Signorina                    - (indicando un fascio voluminoso di note sopra un mobiletto) Vuole cominciare il controllo  di  quei  famosi conti?

Kirby                             -  Nòu. A dormire ancora, (la guarda. Sorride)   Voi  in  una  mese  guadagna  quanto?

La  Signorina                -   Settecento lire.

Kirby                             -     Miserevole!

La Signorina                 -  Anche la mia collega che è impiegata  da più  anni,  percepisce lo  stesso.

Kirby                             -  Ma vostra collega miope. Miope cinquesimo grado. Meno... convenienza officio. Io fa  voi  augmentare.

La  Signorina                -   Oh,   signore...

Kirby                             -  Nòu grazie. Io ama gente « beautiful » officio. Eppoi io non è miope. Io apprezza... (dimenticando accento e difficoltà di parlare) Voi siete carina, deliziosamente carina. Spre­cata per la vita che conducete. Ve lo assi­curo  io! (l'impiegata  ride)  Perché ridete?

La Signorina                 -  Perché il signore quando non ci   pensa,   parla   italiano   correntemente.

Kirby                             - (riprendendosi subito) Veduto? Mi­racolo vostro! Per questo, meritevole augmento. Allora, adesso mattina, voi anda... (fa segno che   esca).

La Signorina                 - (lietamente sorpresa) Anche oggi?

Kirby                             -  Molto benissimo, ieri, compra calzini, fazzoletti... Oggi voi compra per io, pàrfumo...   Parfumo   ch'io   sente   mia camera.

La  Signorina                -    Ah!   «Maja».

Kirby                             -    Come  voi  conosce...?

La Signorina                 -  Perché l'appartamentino che abita il signore, era occupato dalla signora del commendatore sino a pochi mesi fa.

Kirby                             -  Bella, signora socio?

La Signorina                 -  Dio... sì... ma lei non io sa!

Kirby                             -   Come?

La Signorina                 -  Si figuri... una buona bot­tiglia di « champagne » senza una buona eti­chetta.

Kirby                             - (quasi complimentandola per l'arguta si­militudine) Aòh! Ma allora come è che tutto   eligante   qui?

La Signorina                 -  Era il marito che dava il tono!

Kirby                             -  Ah!... Basta, voi anda. Compera due dozzine di « Maja ».

La Signorina                 - (sorride) E che dico al se­gretario  se mi vede uscire?

Kirby                             -   Io ha mandato prenda... listino del Borsa. «Good bye! » (la signorina esce prima porta a destra. Accento naturale) Uf! Se non trovo qualche straniero col quale parlare ita­liano,   crepo!

Il Cameriere ................ - (entra dalla seconda porta a de­stra   col   Vassoio   del   «petit  dejeuner»).

Kirby                             - (riprende  l'accento americano) Bravo!

(si  siede   davanti  al  tavolo e  comincia  a  far colazione).

(Appare   il   segretario   con   un pacco   di   biglietti   di   Banca).

II.

Il   Segretario                -    Ancora   un  deposito.

Kirby                             -  Quanto?

Il  Segretario                 -    Cinquantamila.

Kirby                             -    Miserevole!

Il Segretario                  -  Sa: i correntisti riacquistano fiducia a gradi. E, in dodici giorni dal suo arrivo, mister Randwall, se n è fatto di cam­mino! Ella, col suo tatto, è stato il salvatore.. Oh, il commendatore, al suo ritorno, non dimenticherà...! (mostrando il danaro) Debbo riporle  in  cassaforte?

Kirby                             -    Nòu.   Cassaforte,   mai.   Imprudente!

Il Segretario                  -  Oh! La cassaforte è al si­curo. Lo studio del banchiere è cosi in alto...!

Kirby                             -  Con la diffusione « sport »... mai troppo alto! (invitandolo col gesto a consegnare il   danaro)   Dà   a   io.   Dà   a   io.   Più   securi.

Il Segretario                  -  A proposito: ha poi impar­tite disposizioni al nostro agente signor Pérego?

Kirby                             -  Ha date. Ha date. Per telefono. Io ancora stare dormiente, (indicando la seconda porta a sinistra) Nel quel letto non può ad­dormentare che in mattina!... Telefono-   «dam! » -: miusica! miusica! Io svegliato... nel colpo! «Allò!... Allò!... »       -  «Agente cambio Pirego ».  «Oh! Hella, signor Pi-rego! » -  « Niente miutamento ordini? » -  « Nòu. Compra azioni miniere... ». E egli, io non sa che vuole consigliare. Io: -  «Com­pra! » Lui: contrario! E siccome egli con­tinua conversazione per forza, io ha risposto... riussando           - (ride) Chiurioso! Uomo affari non capisce affari, deve tratta con due sole parole: « Nòu. Sì »!  Se voi, giovane uomo, vuole trova... convenienza nel vita, regola sempre: « Nòu.   Si ».

Il   Segretario                -    Sono   lieto   che   ella   abbia dato   istruzioni.   La   notizia,   riservatissima,  che ho   avuto   da   un   addetto   al   Ministero,   sulle -miniere   di   Costarosa,   assicura   un   utile   rile­vante.

Kirby                             -  Ministero  interessato?

Il Segretario                  -  Veramente... interessato l'ad­detto.

Kirby                             - « Well!  »   - (frattanto ha terminato la colazione, s'è alzato, e congeda col gesto il segretario)   « Bye,   bye! ».

Il Segretario                  -  Mi duole tediarla ancora. Le ricordo che oggi ha dato convegno ai creditori. (indicando il fascio di note sul mobiletto) Controllato?

Kirby                             - (che non ha invece fatto nulla) Oh!... controllato,   controllato.   Rimesse   di   America?

Il Segretario                  -  Nulla arrivato.

Kirby                             -  Voi vedrà che ancora tarda. Io co­nosce...   miccanismo.  Venuto   già  creditori?

Il Segretario                  -  Per ora, il commendator Lodi e l'ingegner Stulz.

Kirby                             -  Piccato! Io ha dato appuntamento piccola..,   piccola   ditirambica.

Il  Segretario                 -   ?

Kirby                             -    Miss   Lie.

Il   Segretario                -    Ah!

Kirby                             -     E   non   ancora- vestito.

Il Segretario                  -  Quei signori nutrono ormai una così cieca fiducia in lei! Li pregherò di ritornare.

Kirby                             -  Oh, nòu! Affari sempre precedenza. Introduce. Introduce e... Due minute, ogni uno. Ritardatari, domani, (ad Enrico che riappare, ia un gesto, alzando un dito, mentre il se­gretario   esce   dalla   prima   porta  a   destra).

Il Cameriere                  - (che ormai conosce l'ordine con­tenuto in quel gesto) Subito, (entra nel gabinetto   da   toletta:   prima  porta a  sinistra).

III.

(Appare il commendator Lo­di,  sorridente,  mellifluo).

Il comm.  Lodi              -  Mister Randwall...

Kirby                             -   Mister  Lodi...  (strette di mano).

(Riappare il cameriere che reca una specie di piccola rastrelliera contenente sette pipe di tipo inglese, con un'etichetta su cia­scun   scomparto).

Kirby                             - (fa un gesto a Lodi -  che guarda stu­pito -  come a dire: « Un momento] ». S'avvi­cina ad Enrico, e, a Lodi, indicando la ra­strelliera) Veduto? Ordine sempre, (mo­stra le pipe) Liunedì, martedì, mercolediv.. tutte giorni settimana, (cercando) Oggi giovedì. (prende   una   delle   pipe)   Adesso,   parla!

Il   comm.   Lodi           -    Ero venuto  per   sapere  se ha  effettuato  il   controllo...

Kirby                             -  Vede lì. (indica il fascio di note) Controllato!   Regolare... centesimo. Oh, «yes»!

Il comm.  Lodi              -  Allora vuole regolare?

Kirby                             -  Versamento?... Uno momento!... Per io,  voi è molto  simpatètico.

Il  comm.   Lodi            -  Signore...

Kirby                             -    Oh!    Io   molto   difficile   simpatia... Ma   quando   ha   prendata!...  (con   un   brusco atteggiamento da uomo d'affari di grande linea) Voi   risponde:   « Nòu.   Si».   Voi   vuole   fare grande   affare   con   io? (indicando   il   fascio)

Il comm.  Lodi              -   Ma...

Kirby                             -   Sì?   Nòu?

Il  comm.   Lodi            -    Sì...   vorrei...

Kirby                             -    Avere   fiducia   in  io?

Il comm. Lodi               -  Mister Randwall!

Kirby                             -  Avuto  notizia  segreta, repubblica Co­starosa proclama re principe Stefanio Woiss.

Il comm. Lodi               -  Ma non voleva proclamarlo re,  anche  la  vicina   repubblica  di   Costanera?

Kirby                             -    Nòu.   E  io  ha  avuto   piccola  ottima idea... afferrare in mercato tutte azioni carbone fossile   miniere   dormienti   Costarosa.

Il comm. Lodi               - (stupefatto) Oh!

Kirby                             -  In poche ore moltiplicato valore.

Il comm. Lodi               -  Ma è proprio  sicuro...?

Kirby                             -  «Surely! ».

Il  comm.   Lodi            - (persuaso) Allora...?

Kirby                             - (puntando  il dito  in direzione del  fascio di note)  Credito?

Il comm.  Lodi              -    Disponga.  Disponga.

Kirby                             -  Voi capisce nel volo, affari.

Il comm.   Lodi             - (sorrisetto   timido) Non   si potrebbe   partecipare   più   largamente?...

Kirby                             -  Oh, nòu... Non sarebbe... convenienza. (indica  se   stesso   puntando   l'indice  sul  petto) Fatto piccolo... piccolo  « present », ma io non può defraudare io.

Il comm. Lodi               - (nell’accomiatarsi, vede apparire dalla prima porta a destra l'ingegnere Stulz, e, sottovoce) Sss!   Non  propaghi  la  notizia.

Kirby                             - (sottovoce,   rassicurandolo) Ahò!   Io conosce   mestiere. L'Ing. Stulz - (che ha tratto il migliore auspicio dall'aspetto soddisfatto di Lodi) Zignor Ran-tuall pertonare mio troppo grante artire, ma lei oomprentere   affari   e   folere   compatire...

Kirby                             -  Voi parla inglese?

Stulz                              -  No.

Kirby                             -  Non capisce... manche un parola?... Nòu?

Stulz                              -   « Nain ».

Kirby                             - (respiro di sollievo) Oh! (accento naturale) Parli pure. Si spicci. Ho i minuti contati, (un   silenzio)   Ebbene?

Stulz                              -   Aspettare  tire  lei.

Kirby                             -   Io? !

Stulz                              -    Sì.   Risposda   affare  ingubatura.

Kirby                             -  Eh?!

Stulz                              -   Lei  afere  tante cose  nel   testa.   Timenticare!...   Tifitenti    sogietà    del   protezione artificiale   oche   ti   Sc'trac'burgo.

Kirby                             -    Ah!...  (Ma  guarda che  t'ha  pescato quel   manigoldo  del   mio   socio!).

Stulz                              -   Io  afere  sottosgrifato trezentomila!

Kirby                             -    Affare   miserevole.

Stulz                              -   (spaventato) Eeh?!  

Kirby                             -    Miserevole   in   confronto   degli   altri affari   più...   colossali.   Per   questo,   dimentica­vo...  Ma la società va bene. Molto bene.

Stulz                              -   (felice) Pene?

Kirby                             -    Strasburgo   a   terra.   Me   ne   dispiace pel   suo  patriottismo.

Stulz                              -   Oh!    Nostra   padriottismo   sottisfatto sempre  che nome nostro passare frontiere.

Kirby                             -    Si   consoli,   allora.   Duemila  oche   di Strasburgo  al   giorno   a  New York.

Stulz                              -     Ooh!

KirBy                            - -   Dividendi:    cinquanta   per   cento.

Stulz                              -   «Jawahl! (ride.   Poi  pronto)   Foler far pacare  sùbito tivitenti? Kirby           - (alquanto sconcertato)  Ah... già... sì... (poi,   pronto,   contraffacendolo)   Folere   rattoppiarli?  Stulz          -  Sì, ma...

Kirby                             - (rapidissimamente) Sono stato infor­mato che la repubblica di Costarosa proclama oggi re il principe Stefanio Woiss. (fulminea occhiata all'orologio) A quest'ora dev'essere già incoronato...

Stulz                              -  Non fetóre...

Kirby                             -  Fatto sùbito rastrellare tutte le azioni carbonifere delle miniere di Costarosa che gia­cevano   infruttifere   sul   mercato...   Fetóre?

Stulz                              -   (che   non   capisce   ancora  bene) Non ancora. Aspettare... (porta una mano sulla fron­te   come  per  concentrarsi).

Kirby                             -  Rivoluzione Costarosa sedata. Miniere riattivate.   Valore    azioni    moltiplicato...     Fe-tuto?

Stulz                              - (entusiasmato) Fetuto!   Fantastico!

Kirby                             -    Vuole,   allora,   riserbarsi   un   piccolo stock con i  suoi dividendi?

Stulz                              -   Tisponca.   Tisponca. (Kirby  gli  por­ge subito  la mano per congedarlo) E non po­tere partecipare più larcamente?...

Kirby                             - (riprendendo l'accento americano) Oh, non... Io non può defraudare mio socio.

Stulz                              - (salutando) «Auf wiedersehen! ».

Kirby                             - (accento naturale) Ciào! (Stulz esce dalla prima porta a destra) Temporeggiare più di così! E adesso: tregua degli affari! (s'acco­sta al gabinetto da toletta; chiama, ripren­dendo  l'accento  naturale)   «Henry?», (il cameriere appare. Accennandogli che vuol Vestir­si) Prego: prepara per congresso, affari... partichiulari.

IV.

Il Segretario                  - (entra) Permesso, mister Randwall?... Non c'è... Dev'essere a vestir­si. (S'avvicina alla prima porta a sinistra) Mi­ster   Randwall?   È   arrivata  la  signorina   Lia.

La voce di Kirby           -   Di già?!... Prega aspet­ta... Io viene subito.

Il Segretario                  -  È negli uffici.

La  voce   di   Kirby      -   Bene.   Falla  passa...

V.

 (// Segretario  conduce  l'Amante. Lia è completamente tra­sformata. Vestito e incesso da tragica del silenzio. Elegan­za squisita; ma linea semplice: colori neri, nessun gioiello., Il suo visino birichino e roseo del prim'atto, ha ora segni evi­denti   di   pallore   artificiale).

Kirby                             - (s'inchina, non senza una certa emozione goffa per trovarsi a contatto di una donnina ga­lante   di   gran   classe) Signorina...

L'Amante                      - (si siede) Mylord...

Kirby                             -  Non. (invitandola a tralasciare i com­plimenti)

Joho Randwall              - (galante) Anzi: Johnny. (consueta risatina d'interpunzione) Io ha gradito molto vostra visita. Oh! Non sente parlare  uno  minuto  affari!

L'Amante                      - (con un sorriso) Ma io, mister Randwall, ho accolto il suo gentile invito pro­prio... per affari.

Kirby                             -  Oh!   Chiurioso!

L'Amante                      -  So che ella dispone di un gran­de ascendente su...  sul suo socio.

Kirby                             -   Mio...  « and » vostro socio.

L'Amante                      - (sorride) La mia nuova carriera impone obblighi tali! Bisognerebbe che ella lo convincesse   a...   Le   spese  son tante!

Kirby                             -    Piccolo   augmento  mensile?

L'Amante                      -   Appunto.

Kirby                             -    Schiusa!    Stipendia   mese,   quanto?

L'Amante                      -  Diecimila.

Kikby                            -   Oh, miserevole!

L'Amante                      - (gesto  di  soddisfatta approvazione).

Kirby                             -  Obbligherò diuplicare.

L'Amante                      - (s'alza di scatto e gli stringe con ef­fusione la mano) Mister Randwall!...

Kirby                             -  Meritato. Meritato. Ieri sera debut­to...   oh!...   siuperba!   Grande   «satisfaction »!

L'Amante                      -    Sì,   sì...   Ma  sono   così   stanca!

Kirby                             -  Io capisce. Vostra danza greca...

L'Amante                      - Ma no, no: non stanca di... fa­tica. Stanca per troppo concentrarmi... (si tocca la fronte) La danza classica vi trasporta come in un sogno, e il cervello...

Kirby                             -  Faccia assicurare piedi. (Lia lo guar­da senza capire) Necessario. Vostro capitale. (consueta risatina) Anche io, ieri sera, ho faticato concentrare cervello ammirare voi. (av­vicinandosi, galante)   Cervello...   cuore...

L'Amante                      - (contegnosa) Mister Randwall!

Kirby                             -  Oh! Nòu! Io conosce doveri. Donne di amici, sacre come loro casseforti. Ma noi amerecani non considera tradimento piccolo in­nocente   «flirt».   E  voi...  vorrà condiscendere.

L'Amante                      -    Impossibile.

Kirby                             -    Oh!?

L'Amante                      -  S'io mi risolvessi a un « flirt », occorrerebbe che l'uomo a cui lo concedessi, Io affo gasse...

Kirby                             -    Affogasse?!

L'Amante                      -    ...di   parole   dolci  e   poetiche.

Kirby                             -    Oh!

L'Amante                      -  E lei non può!

Kirby                             - (messo sul punto, l'invita subito a Voltar­gli le spalle) Prego: volta! (Lia lo guarda stupita) Volta! (Lia gli Volge le spalle. Con l'accento naturale) Se non è che questo!.,, A parole, sono anche più miliardario! (sof­fiandole quasi le parole all'orecchio) Lia, voi siete   la...   la   decima   musa!

L'Amante                      -    Oh! (dolcemente   sorpresa).

Kirby                             -  I vostri piedini sono minuscoli aero­plani che trasportano il mio povero cuore lon­tano... nel sogno... ove si vive d'aria con contorno   di   stelle!

L'Amante                      - (volgendosi) Oh,  Johnny!

Kirby                             - (riprendendo subito il tono americano e tornando ad invitarla a volgergli le spalle) Prego! Se vede, io smonta. (Lia si gira.  Accento naturale) E questo sole nulla vi dice? Non parla anche lui?... Una colazione in campagna...  Come  due  pastorelli...

L'Amante                      -   Sì.   Sì.

Kirby                             -   Lungo il cammino, io v'offrirò un piccolo   ricordo...

L'Amante                      -  Sì,   sì...  Ma:  una sciocchezza!

Kirby                             -  Una sciocchezza, una sciocchezza... Ah,   poter   indovinare   il   vostro  desiderio?

L'Amante                      - - La mia maestra vuole che non porti  più   gioielli.

Kirby                             -    Donna  sapiente!

L'Amante                      -    Tutt'al   più,   una  tenuissima  catenina di platino, {indica il collo, si Volge) con appeso un piccolo smeraldo, {accenna col pollice e l'indice un cerchietto di dimensioni alquanto...   preoccupanti).

Kirby                             - (riprende l'accento americano e ripete il gesto del cerchietto con le dita) Piccolo... cosi? (gesto affermativo di Lia) Voi ha scelto?

L'Amante                      - (con   birichina   timidezza) Sì.

Kirby                             -    Costa   quanto   molto?

L'Amante  -                   -    Cinquantamila.

Kirby                             -    Io   prende.   Io  prende.

L'Amante                      -    Oh,   Johnny,   chi  avrebbe  potuto supporre.

Kirby                             -  Voi veda seguito! (prende la tuba, ma mentre s'accinge ad avviarsi Verso la se­conda porta a destra con Lia, s'ode picchiare con discrezione sulla stessa porta. Stizzito:) «Devili» (forte) «Comein». (al cameriere che appare, con malgarbo:) Io ha comandato... (ma il cameriere ha un gesto così compunto che   Kirby   subito   gli   si  accosta   incuriosito).

Il Cameriere                  - (sottovoce) La signora del commendatore.

Kirby                                        -     Chiesto   io?

Il Cameriere                  -    Di   lei.  Di  lei.

Kirby                             - (sconcertato) Ahò! (attimo d'indeci­sione. Poi s'avvicina a Lia) Piccolo inconve­niente. Affare uno minuto. Prego aspetta gabi­netto   toletta.

                                      - (Appare    la   moglie   del   ban­chiere.   È  vestita   di   scuro).

VI.

Kirby                             -    Signora...

La Moglie                     -   « Mister Randwall. Iam sorry to   disturby   you... ».

Kirby                             - (preoccupato, ancora più che con la « ma­nicure » che la signora possa Valutare nella giusta misura il suo inglese imparaticcio) Oh, nòu, nòu... Prego! Quando io viaggia, parla   sempre  lingua...   ospite.

La Moglie                     - (si siede) Strano! (osservan­dolo) Ella è così diverso dal ritratto che me ne aveva fatto mio marito... quando non era­vamo ancora separati! Perché -  lo saprà -  mio marito  ed  io  viviamo  separati.

Kirby                             -  Conosce, (galante) Inexchiusabele er­rore  di  mio   socio.

La Moglie                     -  « Bien aimable!  »   (tornando ad osservarlo) Me l'aveva descritta... che so?.., più « agée ». (con una punta d'ironia) Vero che non era sempre d'accordo sul colore dei capelli.

Kirby                             -  Forse causa distanza. Tante miglia!...

 La Moglie                    -  Basta. Tutto ciò... « n'a pas d'importance ». Quel che preme è che lei   -  da buon americano          -   sia preciso e leale, (pun­tandogli gli occhi in faccia) La situazione di mio   marito?

Kirby                             - (un  poco  sconcertato) Oh!   Buona.

La Moglie                     -  Non lo dice per tener... alto il   morale?

Kirby                             - (che ricorda l'esortazione del banchiere, protesta 🙂 Ooh!

La Moglie                     -  Perché, se non erro, dodici giorni   or   sono,   era   sull'orlo   del   precipizio.

Kirby                             -  Oh! (gesto di chi salva qualcuno) Ma io... preso bavero! (solita risatina) E può assicurare situazione... (nuovo gesto ampolloso tranquillizzante) Oh, « yes »!  Se voi aspetta poche  minuti,  notizia   sensazionevole.

La Moglie                     -  Qualche affare di Borsa?

Kirby                             -   «Yes».

La Moglie                     - (piccolo cenno di sfiducia) Oh!

Kirby                             -  Ma io esperto del materia... Voi vede troppo nero. Ragione vostro fu marito. Fortuna di lui, questo medesimo in istante diventa cer­tamente più ricchi di « Italy ». (la signora s'alza. Lo guarda increspando la fronte) Voi dispiace? (la signora non risponde, china gli occhi) Ahò! Voi preferisce precipizio?... Sen­za moneta manca convenienza. Oh! Voi pos­siede piccolo cuore perfido!

La Moglie                     - (sincera) No. Posseggo sempli­cemente  un  cuore.   Piccolo,   sì.  Ma  un  cuore.

Kirby                             - Non   capito.

La Moglie                     -  Mister Randwall, debbo farle una   confessione   che   non   oserei   ad   alcuno.

Kirby                             -  ?

La   Moglie                   -     Io   amo  mio   marito!

Kirby                             -     Voi...?   Oh!   Non è eligante!

La Moglie                     -  Lo so, lo so... Così giudica il nostro mondo... Ma mi lusingavo che lei, che viene da un mondo tanto diverso... Eppure ba­sta guardarla negli occhi per comprendere su­bito  che  lei...  lei  è buono, molto  buono...

Kirby                             - (gesto  di  cortese protesta) Dio...,

La Moglie                     -   Lei non mi avrebbe posposta alla  figlia di...  di  una portinaia!

Kirby                             - (occhiata tra preoccupato e sbalordito, alla   prima   porta   a   sinistra) Portinaia?!

La Moglie                     -  Una danzatrice che con le sue... capriole farà ridere tutta Roma!

Kirby                             - (occhiata come dianzi) Prego! Prego!...

La Moglie                     -  Preferisco la rovina. Oh, sì! Almeno, lui sarà costretto ad accettare il soc­corso dalla sola mano amica!... Perché io ho fatto   delle   economie   sa?    durante   la separazione. Le mie esigenze non miravano che a questo!... Ah, tornare a vivere come nei primi tempi, quando la febbre degli affari non  gli   aveva  ancora  montata la  testa!   Lontano...   In  campagna...

Kirby                             - (naturale) Anche lei?

La   Moglie                   -    Una  vita  quieta,   serena...

Kirby                             -    Sotto   i   salici   piangenti...

La   Moglie                   - Ma   non   sarà   più   possibile! (s'abbandona   sopra   una   sedia.   Piange).

Kirby                             - (si commuove. Accento americano) Ma trovare io piccola gentile moniera rista­bilire...   ditta   coniugalo.

La Moglie                     - (alzandosi, trepidante di fiducia) Ah,   sì?

Kirby                             -  « Yes ».

La Moglie                     -  Ma lei come troverà la ma­niera?

Kirby                             -  Se voi aspetta uno solo minuto, voi conosce exito extraordinario di grando ultimo affare che... accomoda strada, (s'ode picchiare dalla prima porta a destra. Con comico at­teggiamento di taumaturgo, sicuro e soddisfatto) Ecco.   Arrivato...   Aspetta!

La Moglie                     -  No, no. Non voglio essere ve­duta da alcuno. Attenderò nel gabinetto da toletta, (avvia  verso   sinistra).

Kirby                             - (spaventato, le sbarra la strada) Nòu... Finito appena toletta... Disordine improprio... sconveniente. Preferibile dentro di lì. (indica la seconda porta, stesso lato).

La Moglie                     - (con un moto di retrosia) La mia stanza da letto ove ho passato tante notti!

VII.

Kirby                             - (al segretario che entra dalla prima porta a destra, bianco come un morto, non accor­gendosi   dell'emozione   di   lui) Incoronati?

Il Segretario                  - (s'abbatte sopra una seggiola, con Voce rotta:) Mister Randwall, io sono l'uomo  più   sventurato   della  terra!

Kirby                             -    Ahò?!

Il  Segretario                 -   Stefanio...

on  più   re

Il Segretario                  -  Sì. Sì... Ma non della re­pubblica  di  Costarosa!

Kirby                             -  Eeh? !

Il Segretario                  -  Proclamato re della repub­blica di Costanera! Sono stato male informato!

Kirby                             -    Azioni   Costarosa,   allora?...

Il Segretario                  -  Zero! Zero!

Pérego                           -  die­tro il suo ordine - comprato! Comprato! Differenza    di    milioni!    Concluso    un   affare colossale   soltanto  chi  ha accaparrato le azioni di   Costanera!...   Rovinati,   per colpa mia!

Kirby                             -    Oh,   «very»...   miserevole!

(Furiosi e congestionati, il com­mendatore   Lodi   e   l'ingegnere Stulz irrompono da destra).

Il comm. Lodi               - (slanciandosi vicino a Kirby) Mister   Randwall! !  

L Ing. Stulz                   - (seguendo l'esempio del compagno) Suo   afare   Costarosa...

Lodi                              - Un'infamia!    Un'infamia!

Kirby                             - (cercando   d'imporsi) Prego!   Io   ha rifiutato vostre più maggiore richiesto: ricorda! Affari   sempre   rischi.

Lodi                              -    Rischi   lei   che  è  miliardario!

Stulz                              -    Patrone   rofinarsi!

(Ma    ecco    irrompere,   a    sua volta,   la   creditrice,   non   meno furiosa dei compagni).

La Creditrice                 - (puntando  l'indice contro Kirby) Giacché   m'accorgo   che   capisce   l'italiano, sappia  che  lei  è  un...

Lodi                              - (più   che   mai    furioso,    l'interrompe) Lasci parlare a noi!

(Ed ecco                        -  ancora -  ir­rompere il signor Perego tra­felato e convulso per ben diversa ragione).

Il sig. Perego                 - (si slancia nel gruppo, e, a Kirby, la voce malferma:) Vittoria! Vit­toria! Lei è un genio! È un genio!... (tutti ammutoliscono, lo guardano trasecolati) Mi perdoni se stamattina al telefono... Credevo che alla mia domanda: « Compero allora Co­starosa? », lei rispondesse: «Costanera», per distrazione, perché in letto ancora assonnato... Come aveva visto giusto! (segni ancor più ma­nifesti di sbalordimento. Anche il segretario sembra uscire dal torpore) Non può credere con quale animo sia andato in giro a eseguire il suo ordine che giudicavo pazzesco! I pos­sessori di azioni Costanera me le offrivano ridendomi sul muso. Quasi me le regalavano. Sono entrato alla Borsa, facendomi piccino, piccino. Ma quando ho udito: Stefanio re di Costanera, miniere riattivate; allora... allora... (mormorio  di  meraviglia e  di sollievo).

Kirby                             - (quasi non credendo a se stesso, con una pallida intonazione interrogativa: Io ha detto... Costanera...? (a Perego) E... voi ha... accaparrato...? (Pérego mostra un enorme pacco che ha sottobraccio. Sono azioni, e azioni  delle miniere  di Costanera.  Un  «oh!» prolungato accoglie T esibizione. Ma subito Kirby ritrova se stesso. Fulmina con lo sguar­do gli astanti. Crolla il capo commiserandoli. Napoleone alle Piramidi, non doveva avere un atteggiamento dissimile) Oh, miserevoli uomini affari... crede possibile io ha perduto mia testa? (passando senz'accorgersene, al tono e all'accento naturali) Non sono nato oggi! Ne ho eseguite di scalate... agli affari, io! Nell'uno e nell'altro continente. Nel mio ge­nere: eroe dei due mondi, anch'io! E, lor signori, invece di immaginare, di supporre... Là: sgolarsi, strepitare, minacciare, conside­rarmi un tagliaborse! (e poiché tutti lo guar­dano andare e venire, attoniti per quella par­lantina inconsueta:) E che hanno adesso da guardarmi   con   quegli   occhi   da   spiritati?

La Creditrice                 -  Ma signor Randvvall, lei parla italiano   come   un   professore!

Kirby                             - (riprendendosi subito) Veduto? Ve­duto? (risolino abituale) Io ha andato in cal­iere e niente più preocchiupazione per parla. Io  non   porta   rancore   per  questo.

Lodi                              - (mortificato) Mister   Randwall...

Kirby                             - - Prego! Io è uomo affari. Capisce. Compatisce, (nuovo cenno della mano) « Good bye! » (tatti s'inchinano ed escono dalla prima porta a destra.  Naturale;) Se quando quel bestione mi ha telefonato, non dormivo, gli af­fari del mio socio: accomodati! (indicando la seconda porta a sinistra) Indubbiamente, quel letto col suo profumo... (gesto di chi ha il capo che svapora) Giusto che la sua legit­tima proprietaria partecipi subito della fortuna. (s'avvicina alla porta, apre, chiama. Accento americano)   Signora?

VIII.

(La signora appare. È turbata).

Kirby                             -  « Ali tight!  » (solito gesto di chi salva qualcuno) Vostro marito... preso ancora bavero!

Fortuna                         - (contraffacendo Stùlz) fandasdiga! (s'accorge che la signora è turbata) Cosa sentire  adesso?

La  Moglie                    -    Sa...   Quella   camera...

Kirby                             -  Voi torna abitare dentro di quella camera.

La Moglie                     -  No, no. Non è possibile.

Kirby                             -  Prego! Voi lascia guidare! Padrone io del situazione! Prepara siubito vostro ba­gaglio  e   viene   qui   appena   io   avverte.

La Moglie                     -   Ma lei dove andrà  ad abitare?

Kirby                             -    Oh,   io...  (occhiata  verso   la   prima stanza a  sinistra ove nascosta Lia) io  trova.

La Moglie                     - (riconoscente) Oh, mister Rand­wall!...

Kirby                             -  Prego!   Dovere!   Voi ha fatto vedere a   io   affari,   veramente   rosa! (s'inchina). (La  signora esce).

Kirby                             - (accento naturale:) E ora: dalla figlia della portinaia, (s'avvicina alla prima porta a sinistra. Apre. Chiama) Miss. (L'amante del banchiere entra. Kirby s'accorge che è un poco   nervosa)   Anche   voi   tiurbamento?

L'Amante                      -  Non ne potevo più. Soffocavo! Quello stanzino è così ancora impregnato di un profumo che detesto!

Kirby                             -  Non fare caso. Andiamo...

L'Amante                      -  Sì. Sì. Se no, corriamo il rischio di trovare il gioielliere chiuso.

Kirby                             -  Compera due ciondolo, (ma mentre s'av­viano di nuovo Verso la seconda porta a destra, s'ode picchiare sulla prima porta dallo stesso lato. Stizzito) Ahò! (A Lia, invitandola a rien­trare nel gabinetto di toletta) Schiusa!

L'Amante                      -  Non mi tenga in prigione un'altra mezz'ora!   Non resisterei.

Kirby                             -  Uno minuto, (la spinge, invece, nella stanza da letto: seconda porta a sinistra) Dentro di qui.  E più ventilazione, (richiude),

IX.

La prima Signorina       - (quella carina. Anch'essa è pallida, agitata, come in preda a un grande do­lore).

Kirby                             -  Oh! Brava! Portato parfiumi? (s'ac­corge del pallore della fanciulla) Anche voi...? Occhi rossi? Oggi io vuole vedere intorno di io, gente contenta.

La Signorina                 - (desolata) Mister Randwall!

Kirby                             -  Parla! Che succeduto? (le toglie di mano il pacco che depone sopra un mobile insieme  alla  tuba e  al bastone).

La Signorina                 -  Ha saputo il colpo di oggi alla   Borsa?

Kirby                             -  Oh!   Magnifico!

La Signorina                 -   Non posso dire altrettanto io!

Kirby                             -   Ahò?!

La Signorina                 - (con la voce rotta dall'emozione) Il mio povero papà... Sa: noi viviamo di la­voro... Preoccupato del domani, lusingato dalla voci che correvano, aveva investito tutte le no­stre   economie   nelle   azioni   di   Costarosa...

La  Signorina                -    Soldi  messi  insieme  da   anni,

Kirby                             -   Oh! giorno per giorno, stando su pure la notte... Un disastro! Un disastro! (s'abbatte sopra una seggiola) L'ho veduto adesso. Sembra un pazzo. Ed io che dovevo sposare!...

Kirby                             - (commosso, la lascia alquanto sfogare; poi) Vostro  fidanzato?

La Signorina                 -  Lavora come me. Ma non abbiamo di che mettere su casa... Si sperava...! che la signorina porta al collo).  Regalato vostro   fidanzato   questa   catenina?

La Signorina                 -  Sì.

Kirby                             -  Porta...  ciondolo?

La   Signorina               -    Oh!   Una medaglina..,

Kirby                             - (occhiata rapida in direzione della stanza da letto, mano nella tasca interna) Mette io... ciondolo, (cava il grosso pacco di bi­glietti di banca:   lo accosta alla medaglina).

La Signorina                 - (spalanca gli occhi, balza in pie­di, non osa credere) Oh! Mister Randwall!

Kirby                             -  Prende. Prende. Oggi io ha fatto grando  affare.

La Signorina                 - (prende, esitante; Vuol parlare: non può) Oh!

Kirby                             - (esortandola a tacere) Voi dice niente!

La Signorina                 - (sorridendo tra le lacrime) Co­me   contraccambiare?

Kirby                             -  Dicendo vostra franca opinione su af­fari.

La Signorina                 -  Oh!

Kirby                             -    Io   ama  opinione  di   giovani.   Dioe!

La Signorina                 - (vergognosa, vorrebbe rifiutarsi) Ma...

Kirby                             -  Dice!  Dice!... Se no, ritiro ciondolo!

La Signorina                 - (timidamente) Penso che gli affari,  sì,  siano  spesso una necessità...

Kirby                             - (sodisfatto di sentir ripetere il suo pa­rere) «Verywell! ».

La Signorina                 -  Ma più spesso un mezzo di ...  di...

Kirby                             -  Dice!

La Signorina                 - (imbarazzata) E difficile a spiegare... Di vestirsi...  spogliando gli altri.

Kirby                             -  Ahò! (messo sempre più di buon umore) E, allora, secondo voi, uomo af­fari?

La Signorina                 -  Lei è un'eccezione. A lei posso dirlo, (birichina) Un uomo d'affari, se­condo me, molte volte, nulla ha da invidiare a un borsaiuolo.

Kirby                             -  « Thank you!  »    - (le stringe con effu­sione la mano. Poi, allegrissimo) Voi ha sug­gerito a io piccola grande aidea!... Adesso, intanto... corre siùbito a casa di signora di vo­stro padrone banchiere, (scrive due righe con la matita sopra un foglio che chiude in una busta)   Dà   questa   lettera   signora.

La Signorina                 -   Corro.

Kirby                             -  Prende « taxi ». (la spinge verso la seconda porta a destra) Di qui: voi fa prima.

La Signorina                 -  Oh!   Mister Randwall!

Kirby                             -   Anda. Anda. (appena uscita, corre Verso la prima porta dallo stesso lato. Chiama) Se­gretario?...  Tutti?...  Qui!.-.   Qui!

X.

(Il segretario,  la signorina oc­chialuta, i due impiegati entra­no dalla prima porta a destra).

Kirby                             -    Voi   bilancia   siùbito   conti!   Liquida tutti debito!  Mia socio non ha più necessita vi­vere   affari:   chiude  banco, (gl'impiegati hanno un   moto   di   costernazione)   Io  pensa  avvenire di  tutti, (moto  di sollievo. Il cameriere appare dalla seconda porta a destra) Voi « Henry » prepara bagaglio. Io... sloggia. Voi riordina ap­partamento.   Presto  arriva  nuova inquilino.

Il Cameriere                  -  Chi?

Kirby                             -   Non importa conosce.

L'Amante del banchiere         - (appare dalla came­ra da letto, seconda porta a sinistra. È fuori di sé).  Mister Randwall?

Il Cameriere e gl'impiegati     - (supponendo che il nuovo inquilino sia Lia) (Oh! Lei?!).

L'Amante                      -  Ne ho abbastanza di star tappata!

Kirby                             -  Adesso, noi anda. (riprende tuba e bastone).

L'Amante                      -  Sì, ma -  intanto -  il gioiel­liere   sarà  andato  a  colazione.

Kirby                             -  Non fa importanza. Io ha pensato appendere catenina, ciondolo più... convenienza.

L'Amante                      -   Che cosa?

Kirby                             - (strizzando l'occhio) Io. (sottovoce) Nostra socio rovinato, (solito gesto di chi salva qualcuno)   Adesso   io   prendere   voi...   bavero!

L'Amante                      - (prendendo il braccio dì lui con ef­fusione) Oh, Johnny!

Kirby                             - (calca la tuba, saluta tutti) « Good bye »!  (sbircia Lia, e, con accento naturale, tra sé) (Ecco un furto che non avevo commesso mai), (s'avvia pomposo, con la donna sotto­braccio, Verso la seconda porta a destra, men­tre gl'impiegati, la cameriera, la signorina, l’ossequiano   trasecolati).

Fine del secondo tempo

ATTO TERZO

 Lo studio del primo atto, Le  imposte  della  finestra sono ancora socchiuse.  Pe­nombra.

Il Segretario                  - (appare dagli uffici, prima porta a destra) Ancora si poltrisce qui dentro? (chiama)   Enrico?

Il Cameriere                  - (appare dalla seconda porta a destra, in fretta, confuso. È in marsina, pa­strano nero, tuba, grosso sigaro alle labbra).  Signore...

Il Segretario                  - (stupito) Rientrate adesso?!...

Il Cameriere                  -  Sa... iersera, ero uscito per spedire un telegramma al padrone, che mister Randwall mi aveva consegnato, e...

Il Segretario                  - (ironico) E ci avete impie­gato sino alle dieci del mattino?

Il Cameriere                  - (togliendosi il pastrano) Co­me passa il tempo!

Il Segretario                  - (squadrandolo) Corbezzoli! ci andate in marsina,  al telegrafo,  voi?

Il Cameriere                  -  Capirà: ho i miei piccoli im­pegni anch'io. Eppoi, quando mister Randwall mi ha consegnato il telegramma, capito il latino: (ilare!

 Il Segretario                 -  Filare, perché?

Il Cameriere                  -  Perché era giunto il... nuovo inquilino.

Il Segretario                  -  La signorina Lia?

Il Cameriere                  -  E chi?! Arrivata tutta imba­cuccata per non farsi riconoscere. Come se non l'avessimo veduta uscire, già, nella matti­nata, dalla stanza da letto...! (Fruttando, par­lando, s'è tolto la marsina: rapidamente ha por­tato gl'indumenti nella seconda stanza a destra: è rientrato con una giacca da fatica).

Il   Segretario                -    E  ora?

Il Cameriere                  -  Dorme.

Il   Segretario                -    Mister   Randwall?

Il Cameriere                  -  Idem.

Il Segretario                  - (quanto mai sorpreso) Eh?!...

Il Cameriere                  - (ironico) Aveva pur diritto a una percentuale!

Il Segretario                  -  Ma non aveva annunciato che sloggiava?

Il  Cameriere                 -   Cose che si dicono per prepararsi  un alibi.  Le valigie sono ancora qui...

Il  Segretario                 -    Comunque,   bisognerà destar­lo...   Il   Banco   sta  per aprirsi...

Il   Cameriere                -     Ah,   non  posso!...   La   sve­glia,  in certi  casi,  mai prima di  mezzogiorno.

II.

(Kirby appare dalla seconda porta a destra, Vestito come al finale del secondo atto: pa­strano, tuba. È accigliatissimo).

Kirby                             - (accento  americano) Aòh?

Il Segretario e il Cameriere    - (si volgono, han­no un balzo per la sorpresa, s'inchinano) Mi­ster   Randwall...

Il Segretario                  - (sottovoce al cameriere, accen­nando con lo sguardo la prima porta a sinistra) Ma,   allora,   non   era   dentro?

Il  Cameriere                 - (sottovoce) Alibi!

Kirby                             - (che, frattanto, s'è levato pastrano e tuba, al cameriere, brusco) Prepara doccia nel bagno di... mia socio... Fredda...

Il Cameriere e il Segretario    - (scambiano una occhiata espressiva).

Kirby                             - (al cameriere) Signora?

Il  Cameriere                 -   Dorme.

Kirby                             -  Beata lei!  (soffoca uno sbadiglio) Nien­te  succediuto  notte?

Il Cameriere                  -  Nulla... come il signore avrà constatato.

Kirby                             - (adirandosi) Che voi vuole io con­stata?...   Non   veduto,   io  non  dormito  qui?

Il Cameriere                  - (sottovoce al segretario) Ali­bi!    Alibi! (entra   seconda   porta  a   sinistra).

Kirby                             -  Stiùpido! (al segretario) Gente mol­ta, già, banco?

Il Segretario                  -  Sì... appunto volevo sape­re   se   lei   conferma  gli ordini  di   ieri.

Kirby                             - (impaziente) Liquida! Liquida!... Io richiamato mia socio. Io vuole domani matti­no,   suo   arrivo,   trova   tutta   sistemato.

Il Cameriere                  - (riapparendo) La doccia è pronta.   Ma  c'è  un  guasto al  bagno.

Kirby                             - (furioso; accento americano) E che voi vuole faccia io? Chiama uno stagnino! (Poi preso da un'idea, mentre il cameriere s'avvia)   Voi   sa   chi   è  signora   dentro   di  lì?

Il Cameriere                  - (con un gesto esagerato di ne­gazione) No,   signore.

Kirby                             -    Allora  voi   continua non  sapere,

III.

Kirby                             - (porta la mano allo stomaco e al ca­po;   poi,  guarda in direzione della prima porta  a  sinistra.  Accento  naturale)   Possi che  dorma  ancora?...   Ne  aveva di  sonno  ar­retrato! (S'accosta   alla   porta.   Orecchia.   Dà due o tre colpetti) Ah! Sveglia!

(ha  porta  s'apre.  Appare  tra i   battenti,   la  moglie   del ban­chiere in elegante vestaglia, al­quanto succinta. È completamen­te   trasformata.   Rosea.   Squisi­tamente   pettinata).

Kirby                             - (cerimonioso) « Madam »! ...

La  Moglie   del  banchiere   -  Solo?

Kirby                             -    Solo, (ammirandola)   Oh!   Champagne   già   trovato   etichetta!

La  Moglie                    -   Come?

Kirby                             -   Non bada!

La  Moglie                    -  (inoltrandosi) Scusi se sono un poco   « deshabillée »...

Kirby                             -   Oh!   In ore di  affari...   io non vede,

La   Moglie                   -    Che  cosa mi  ha  fatto  fare?

Kirby                             -    Non   dica!...   Vostro  viso   già   ripo­sato... Non più preoccupata?

La   Moglie                   -    (con   un   improvviso   senso   di  timore) Non sarà così domattina?

Kirby                             -    Oh!   Sta  tranquilla.  Portato  tolette?

La   Moglie                   -    Sì,  sì... Ma... e  quella donna?

Kirby                             -    Quale?...   Ah!...   Miss   Lie?

La   Moglie                   -     Non vorrei...

Kirby                             -    Oh!   Niente  più  pericolo.

La   Moglie                   -    Eh?!

Kirby                             -    Liquidata!...    Sedotta    da...    uno...

La   Moglie                   -    Chi?   Chi?

Kirby                             -   Uno...  uno mia giovane amico...

La   Moglie                   -     Siete   sicuro?...

Kirby                             -   Come?   Sì mia giovane amico  è... io.

La   Moglie                   -     (in  un  impeto  di  riconoscenza,  si  stringe  a   lui;   la  Vestaglia  le  si  apre  un  po' di   più) Oh,   mister   Randwall,   lei   è  di  una  bontà!...

Kirby                             -    Prego!    Voi   fatto  dimenticare  affari. E   io...   vede! (solita   risatina).

La   Moglie                   -     (s'accorge   della   vestaglia   rimasta f aperta   sul   petto,   sorride,   la   chiude,   scappa nella   prima   stanza   a   sinistra).

Kirby                             - (le   corre   dietro   e  le   grida   dalla  porti, \ facendo grandi inchini) Raccomando... Stiudia...   Prepara...   Noi   ha  tutto  comodo!

(// banchiere irrompe dalla seconda   porta  a  destra.   È sconvolto   e   in    disordine:   baven I del pastrano  alzato,   spettinato. Porta    con   sé   la   valigia  che  lascia cadere, disfatto).

Kirby                             - (dando    un    sobbalzo   e   richiudendo la porta dietro di sé:) Chi è? (lo riconosce) Eh!?...  Lei!?

IV.

Il Banchiere                  - (agitatissimo) Io!  Io!

Kirby                             -  E capita proprio adesso? E in quello stato?...  Poteva aspettare il mio telegramma!

Il Banchiere                  - (vacillando) Perché... quella lolla... fuori del Banco...?  forse...?

Kirby                             -  Si...  liquida.  Si liquida.

Il Banchiere                  - (si abbandona sopra una seggiola) Dovevo aspettarmelo... Ma si spera sem­pre, non si sa in che... Certo...

Kirby                             -  Cosa?

Il Banchiere                  -  Ah!... Voi non potrete mai farvi un'idea della vita d'un uomo d'affari. Vivere  sempre  in  agitazione...

Kirby                             -    Come   attorno   a  un  tappeto   verde...

Il Banchiere                  -  Senza sapere che vi possa capitare  domani...

Kirby                             -  E dove si possa andare a finire!

Il Banchiere                  -  Qualunque condizione, piut­tosto.   Il  vostro  programma.   In campagna!

Kirby                             - (cogliendo subito la palla al balzo) E se le avessero detto: in campagna, sì; ma... con sua moglie?

Il Banchiere                  -  Con mia moglie! Sì!

Kirby                             - -   Allora...   si   faccia  forza...

Il  Banchiere                 -   Che c'è di peggio...?

Kirby                             -  Non le avevo detto tutto. Si liquida... per  cessazione   di   commercio.

Il Banchiere                  -  ? !

Kirby                             -  La situazione, salva!

Il Banchiere                  - (sobbalzando) Eh?!

Kirby                             -   Abbiamo  un piccolo margine.

Il   Banchiere                - (sgrana  gli   occhi).

Kirby                             -    Cinque...   milioni.

Il Banchiere                  - (balzando in piedi) Cinque...?

Kirby                             -  E rotti.

Il Banchiere                  -  Rubati?

Kirby                             -   Guadagnati,  come dite voi,  finanzieri.

Il Banchiere                  - (quasi balbettando, ripete) Cinque...  Non lo direte per illudermi?

Kirby                             -  Un colpo ieri, alla Borsa. Seguito il   suo  consiglio:   fatto   al contrario  degli  altri

Il Banchiere                  -  Ma, allora, non si tratta di un  piccolo   margine?

Kirby                             -  Dio mio... pagati tutti, le resta ap­pena un milioncino.

Il  Banchiere                 -    Grazie.   Grazie.

Kirby                             -    Inteso,   dunque?   In campagna!

Il  Banchiere                 -    In  campagna!

Kirby                             -   Con  sua  moglie?

Il  Banchiere                 -    Con  mia moglie!

Kirby                             -  Adesso, vada a rimettersi in ordine...

Il Banchiere                  -  Ah, mi basta bagnare la faccia... Amico mio, bisogna proprio essersi trovato sull'orlo del precipizio per capire che esiste una sola vita possibile. Quella tran­quilla,  normale          - (esce).

Kirby                             - (gongolante) Ah, più spiccia di così!.., (corre alla porta a sinistra, picchia e apre. Chiama discretamente, con accento naturale:) Signora? (come colpito da amnesia) Ho per­duto l'accento americano!  (come se d'im­provviso lo ritrovasse, torna a chiamare:) « Madami »?

V.

La Moglie                     - (appare) Mio marito?

Kirby                             -  Arrivato!

La Moglie                     -   Ah! (quasi per fuggire).

Kirby                             -    Stia  calma! (trattenendola).

La   Moglie                   -     Sa   che   io   sono   qui?

Kirby                             -    Nòu...   Ma   pronto   conciliamento.

La   Moglie                   -        Oh! (vacilla).

Kirby                             - (sostenendola) « Madam »!

La Moglie                     - (prendendogli la mano) Senta il mio cuore...

Kirby                             - (si lascia portare la mano sul petto di lei, ma subito la ritira come per un contatto... pericoloso) Schiusa... Non posso... Anda. Anda! (la spinge dentro la prima porta a sinistra che rinchiude, tornando a sovrapporre le portiere; poi, corre alla prima porta a destra:   la   apre:   chiama:)   Segretario?

Il  Segretario                 - (appare).

Kirby                             -  Dà ordine che nissuno entri dentro di  qui,   fino  che  io suona...

VI.

Il Banchiere                  - (senza pastrano, rimesso « à point», sorridente) Ah! Una buona tuffata della   testa   nell'acqua,   e   ci   si   ritrova!

Kirby                             -    Non   si   riconosce!

 Il Banchiere                 - (cercando un sigaro e accenden­dolo) Devo avervi fatto un'impressione pe­nosa   con    quelle    mie    idee   di   dianzi?...

Kirby                             - (scolorendo) Perché...?  Lei...?

Il Banchiere                  -  Vi pare che si possa vivere con un solo milioncino?

Kirby                             -  Scusi... e prima che non ne posse­deva   neanche   mezzo?

Il Banchiere                  -  Oh, bella! C'erano i milioni degli altri!...

Kirby                             -   Ah,  già...  Sicché...?

Il  Banchiere   --------- -    Tutto   sommato...  resto uomo d'affari.   Che  volete?    Si  nasce uomini  d’af­fari,   come  si  nasce poeti.  

Kirby                             - (preoccupato) Non avrà mica inten­zione  di   non  pagar più i  suoi   creditori?

Il Banchiere                  -  Diamine! Saldati, non chie­deranno di meglio che di tornar, presto,...

Kirby                             - (che ha guardato, più volte, ammalinco­nito, la prima porta a sinistra) Peccato! M ero già abituato a vederla ritirata in una piccola proprietà campestre, beata, tranquilla... (con un sorrisetto forzato) Avrebbe potuto fare quante   raccolte   d'oche   voleva,   e  al   naturale!

Il Banchiere                  - (battendogli sulla spalla) In campagna, ci andrete voi... Mi pare fosse il vostro sogno... Anzi, ditemi subito quel che vi   debbo   per   la   vostra  prestazione   d'opera...

Kirby                             -  Che vuole? Le resta un solo milioncino...   Avrei   rimorso...

Il   Banchiere                -    Non  potrei permettere...

Kirby                             -    Mi   contento   di un  piccolo   favore.

Il Banchiere                  -  ? !

Kirby                             -  E con sua moglie non intende?...

Il  Banchiere                 -   Cosa?

Kirby                             -    ...Di   riconciliarsi...

Il Banchiere                  -  Lasciamo simili malinconie!... Qual'è   il   piccolo   favore   che  mi   chiedete?

Kirby                             -   Appunto:   di  riconciliarsi con...

Il Banchiere                  -  Eh?!... Siete intelligente, ma...

Kirbv                             -  Che vuol farci?... Ma senta... L'ho servita   a   dovere?

Il Banchiere                  -  Oh, sì!

Kirby                             -  Allora, si lasci servire anche in que­sta faccenda. Finga di essere un vedovo che si   riammogli.

Il Banchiere                  -  Già... Ma un vedovo non ri­sposa   la   propria   moglie!

Kirby                             -  D'accordo. Se sua moglie... fosse an­cora   sua   moglie.   Invece...!   Se   la   vedesse?!

Il   Banchiere                -    Come?

Kirby                             -  Miracoli dell'amore!... Perché la sua signora -   posso garantirglielo -   è seriamente innamorata  di  lèi...

Il Banchiere                  -  Sentite... Chiedetemi quello che volete, ma non insistete...

Kirby                             -  Mi dispiace di dover insistere, ma... la   signora...   sta  per  arrivare...

Il Banchiere                  -  Ebbene, penserete voi a spic-ciarvela.  Io non voglio vederla... Me ne vado.

Kirby                             - (afferrandolo e  trattenendolo) No!

Il   Banchiere                -    Lasciatemi!

Kirby                             - (spinge il banchiere verso la scrivania. Il campanello squilla. E, apparisce la mo­glie   -  in un'elegantissima e provocante toletta).

Il   Banchiere                - (Lei!...).

                                      VII.

Kirby                             - (mentre il banchiere e la moglie stanno fra loro distanti, s'avvicina al banchiere, e, sottovoce, con accento naturale:) Visto, eh?    Trasformata! ...

La Moglie                     - (stupita) Me ne vado!

Kirby                             - (sottovoce) Se voi fa una solo passo, io riparte siubito per America!... Ah! Voi resta?... (Come se la invitasse a mostrargli il viso) Voi, pure, ha detto: io ama mio ma­rito... (come se ne avesse letto la conferma sul viso) Ah!  Voi ama?  (la costringe a se­dere) Voi piange? !  (sottovoce) (Si sforza pian­ge!) (Costringendola piegare il capo sul pet­to e consegnandole il proprio fazzoletto) Piange, piange,   senza  vergogna...   Oh!

Il Banchiere                  - (che ha seguito tutta la scena sen­za osare di guardare, ma passando gradata­mente dal broncio a una certa emozione, s'accin­ge  a  intervenire,   commosso).

Kirby                             - (pronto e brusco l'arresta, coprendo agli sguardi di lui la signora) Sss! Lascia!... Lascia che sfoga!... Non è momento! (ra­pidi cenni con la mano dietro al dorso, alla signora perché si alzi. La signora si alza, non osando guardare il marito. Kirby la sco­pre, la mostra a quest'ultimo) Ecco. Ora, cal­ma (al banchiere) Dà mano, (gliela prende) (alla signora) Dà, anche voi. (prende anche la mano di lei. Le avvicina) Senza parlare. Parlare guasta, (unisce le due mani) Adesso prende  pure  possesso   definitivo,   appartamento.

Il Banchiere                  - (interrompendolo) Vi prego! Non è possibile, ora. Capirete: si ha un bell'essere forti, ma  si ha sempre un cuore.

Kirby                             -   Giusto.  Giusto. (La signora esce).

Il Banchiere                  -  Però... avevate ragione... Un'al­tra! Un'altra!... È proprio il caso di dire che la separazione...

Kirby                             - (con un risolino) ...riunisce.

Il Banchiere                  - (sorridendo anche lui) - Già. Ma   abbiamo  dimenticato  il   più importante!

Kirby                             -  ?

Il   Banchiere                -    Lia!   L'avete  veduta?

Kirby                             - (gesto  di vaga affermazione).

Il Banchiere                  -  Poverina... una rottura brusca... Sapete?    Così  attaccata!

Kirby                             - (ironico) (Eh!).

Il Banchiere                  -  Così disinteressata!

Kirby                             - (ironico) (Eh!).

Il   Banchiere                -     Non   vorrei...

Kirby                             - (prendendo il coraggio a due mani) Sappia allora che la signorina Lia...

Il  Banchiere                 - (inarcando  le sopracciglia) ?

Kirby                             -   Si  faccia forza.

 

 Il Banchiere                 - (scostando  la seggiola) Che?

Kirby                             - Sa... la lontananza... l'idea del suo di­sastro...   La  signorina  Lia lo ha tradito.

Il Banchiere                  -  Con chi?

Kirby                             -   Con un mio giovane amico... amerecano.

Il Banchiere                  -  Come? Voi avete un...? (pre­so da un subitaneo sospetto, e squadrandolo) Ah! non avevo avuto tempo di ammirarvi... Sa­reste voi,  per  caso,  il giovane amico...?

Kirby                             - (con un sorrisetto attenuatore) Sa... la   figlia   d'una   portinaia...

Il Banchiere                  - (incollerito) Ah!  Voi?!...

Kirby                             -  Creda: se non ero io, sarebbe stato un altro. Ho pensato fosse meglio che la cosa rimanesse nella ditta... Adesso, su: non ci pen­si   più.   Si   faccia   vedere   al   Banco.

(Appaiono   il   comm.   Lodi  e il segretario).

Vili.

Lodi                              - (sbandierando un giornale) Questo gior­nale, col ritratto... Finalmente sappiamo chi sia   Mister   Randwall...

Kirby e il Banchiere      - (si fanno smorti).

Lodi                              - (con commossa dignità a Kirby che non osa fiatare) Che ella fosse un grande uomo d'affari, nessun dubbio. Ma che potesse divenire candidato alla vice-presidenza degli Stati Uniti, non potevamo indovinarlo!

Il Banchiere                  - (come sollevato da un incubo, corre a guardare il giornale).

Kirby                             - (pietrificato) - Giornale?...

Lodi                              -  Questo! Questo!

Kirby                             -  E pubblicato mia fotografio?

Lodi                              -  Somigliantissima! Un poco più grasso... Dev'essere un ritratto di qualche anno fa. (al banchiere) Vede? Meno capelli. Ma la stessa fronte aperta...

Kirby                             - (ancora sbalordito, prende il giornale, os­serva) Questo?!... Aòh!... Preso quando io ha  avuto   flussione! (si tocca  la  guancia).

Lodi                              - (a Kirby, con benevolo rimprovero) E lei che nulla ci diceva!

Kirby                             -  Io niente fatto per diventare!

Il Segretario                  -  Il merito si fa strada da sé.

Kirby                             - (traendo in disparte il Banchiere) Ma come mai   lei   è  andato a  pescare  proprio?...

Il Banchiere                  -  Quando dovetti fabbricarmi un socio, mi capitò sott'occhi, in un annuario di New   York,   il   nome   di   un   awocatucolo...

Il Cameriere                  - (appare da destra) Posso far passare lo  stagnino?

Il Banchiere                  -  Sì. Sì. (i7 cameriere l'introduce).

Lodi                              - (a Kirby, assumendo il contegno di chi sta  per cominciare un discorso) - Non ho parole per esternare...

Kirby                             -  Prego!... Piccola cosa...

Il Banchiere                  -  ...non divulgare...

Kirby                             -  « Well »!  Non divulgare notizia. Per questo, io ha stabilito partenza siubito. Io desi­dera   impedire   riperchiussioni...

Il Banchiere                  -  ...Politiche.

Kirby                             -  Politiche.

Lodi e il Segretario       - (gesto rassicurante) Oh!

Lodi                              - (a Kirby) La sua partenza conturba il nostro giubilo. Contavo averla partecipe in un affare. Ho deciso dedicarmi alla cinemato­grafia.

Kirby                             -    Kinèma?   Voi  ha prima  donna?

Lodi                              -  Non ancora.

Kirby                             -  Io manda a voi. Genero piacimento America. Convenienza. Ventimila lire per mese»

Lodi                              - (con effusione) Grazie.

Kirby                             -  Adesso... (fa l'atto di chi stringa ener­gicamente  una  mano)   E   senza commovimento.

IX.

Kirby                             - (al banchiere; accento naturale) Lei è nata con la camicia. La mia candidatura mi co­stringe a prendere... naturalmente il largo.

Il Cameriere                  - (da destra) La signorina Lia.

Il Banchiere                  -  Eh? Che ne facciamo adesso?...

Kirby                             -   Kinéma!   Napoli!

Il Banchiere                  -  Ah!   Non voglio vederla!   Le direte... che sono tornato da mia moglie, (esce). X.

Lia                                 -    Cattivo!   Scapparsene   così,  stamattina!

Kirby                             - - Voi addormentata, dopo...

Lia                                 -  Perdonatemi se gli occhi mi si sono chiusi d'un tratto! Ma io odio il sole. Vorrei vegliare e vivere  soltanto la notte.

Kirby                             -  Come io deve fare presto!

Lia                                 -  Fissare il cielo pieno di  stelle...

Kirby                             -    Come   fossero   tanti   dollari   da...

Lia                                 - (appoggiando la testa sulla spalla di lui) Sì, così: poesia, poesia... Parlatemi come questa notte,  quando vi dimenticavate.

Kirby                             -     Impossibele.   Proebito   commovimento.

Lia                                 - (scostandosi) Perché?

Kirby                             - (come chi si accinga a una risoluzione penosa) Voi   capace  di  grando  sacrificio?

Lia                                 - (rassicurandolo) Oh!

Kirby                             -  Voi è forte.

Lia                                 - (preoccupatissima) Gli affari vanno ma­le anche a voi?

Kirby                             -    Nòu.   Nòu.   Ma  obbligato   partenza.

Lia                                 - - Oh!... Portatemi con voi!

Kirby                             -    Impossibele.   Triste:   ma impossibele.

 

Lia                                 -    Rimarrò   sola.   Nemmeno il   banchiere!

Kirby                             -  Oh! Rovinato! Quanto resta, baste­vole manche per lui. Ma io ha pensato anche per   vostro   grando   destino.

Lia                                 -  Ah, sì?

Kirby                             -  Kinematografo. Mary Pickford niumero  due.

Lia                                 -  Credete che riuscirei?

Kirby                             -  Oh! Voi potrà così dire quante pa­role volontà. Tanto non riprendute -fotografia. Voi anda immediata per commendatore Lodi. Ventimila   mese,   incominciamenbo.

Lia                                 -    Viaggi,   soggiorni   compresi?

Kirby                             -   « Yes »   E ora addio!

Lia                                 -  Addio, Johnny.

Kirby                             -  Voi piange?  Piccola lagrima per io?  Oh!  ...Aspetta! (cava il fazzoletto. Le asciuga la lagrima) Io conserva. Va essere... mia cion­dolo.  Addio!!

Lia                                 - (s'avvia commossa; ma, giunta sulla seconda porta a destra, si ferma, si Volge) Non si po­trebbe  salire a venticinquemila?

Kirby                             -  Dice lei, nel mio nome, Lodi.

Lia                                 -  Addio, Johnny      - (fugge).

Kirby                             - (accento naturale) Attaccata... Disin­teressata... Sistemata! (s'avvicina alla prima porta a sinistra,  chiama)  Caro socio?

Il Banchiere                  -  Ebbene?

Kirby                             - (mostrando il fazzoletto) La sua ul­tima lagrima!... Faccia preparare l'automobile... E indispensabile che il vice presidente esca con tutti   gli  onori.

Il Banchiere                  - (ancora imbronciato) Dove vi recherete?

Kirby                             -  Anzitutto a curarmi la raucedine. Sa?..!. con   tanti   gargarismi   linguistici...!

Il Banchiere                  - (sorridendo) Siete un bel tipo!  Peccato   che   vi   siate   scelto  un  mestiere...

Kirby                             -  Più difficile del suo... Perché, vede, a lei, per farseli prendere, glie li portano. A me,   invece...  (S'ode   di   nuovo   Vociare).

Kjrby                             -  Ohi?   Che glie ne portino ancora?

XI.

(Da destra riappariscono Lodi, Stùlz,    Perego.   gli   impiegati).

Lodi                              -  Scusino se torniamo a disturbare... Ma l'ufficio è preso d'assalto da una folla di giorna­listi  che  vogliono  intervistare mister Randwall.

Kirby                             - (accento americano) Aòh!  « Very » fastidioso!   Come fa io uscire senza fa vedere?

Lodi                              -   Si  può  telefonare in  questura.

Kirby                             - (spaventato) Nòu! (ha un lampo) Trovato  modo   uscire! (s'avvia).

Il Banchiere                  - (fermandolo) Che fate?

Kirby                             - (sottovoce) Nessuno mi riconoscerà! (esce).

Lodi                              -   Straordinario!...

Il Banchiere                  - (riuscendo a celare il nervosismo) Ci mancherebbe che i giornalisti venissero qui!

Lodi                              -  Però, a pensarci bene, l'uomo politico si  sentiva...

Perego                           -  Quel suo non far mai capire una de­cisione presa...

Lodi                              -  L'abitudine a riflettere!

Il Banchiere                  - (alla 2a signorina) Cosa fanno i   giornalisti?

La 2a Signorina             -  Stanno ad ascoltare la pro­curatrice della ditta Pulì. Racconta degli aned­doti su mister Randwall.

(Kirby,   seguito   dal   cameriere, riappare   Vestito   come   al   suo primo apparire  nell'atto  primo, con  in  più   la  cassetta da stagnino appesa alla spalla).

Kirby                             - (accento americano) Aòh!

Lodi                              - (ridendo) Vestito da stagnino? !

Kirby                             -    Ora   io   può  esce  liberamente.

Tutti                              -   Magnifico!   Straordinario!   Inautito!

Lodi                              - (a Kirby) Ma guardi di calcarsi bene il   berretto!    Il   gentiluomo   si  vede   sempre.

La la Signorina              - (mentre Kirby saluta tatti con i   suoi   « bye-bye »,   si  stacca  dal  collo  e  ( porge la catenina con la medaglietta) Se non E si  offende...   Un  ricordino...

Kirby                             - (prende la catenina: la riconosce; sorride) Oh! Ciondolo... anche voi?... Questo!  commuove...

Lodi                              -  Eh! Deve riuscire penoso separarsi da...

Kirby                             - (con un risolino ironico) Non esagera...

Il Banchiere                  - (sottovoce) Ma codesto non è I il vestito dello stagnino. È quello che indossa­vate la sera che vi sorpresi qui!

Kirby                             - (sottovoce) Sì. Così, appena al sicuro, butto via questa (indica la cassetta), e mi ritrovo in forma.

Il Banchiere                  -  Che intendete fare?

Kirby                             -  Seguire il suo esempio, (occhiatine alla cassaforte) Ridarmi...  agli affari.

Il Banchiere                  -  Ah, no! Io debbo assoluta- E mente regolarvi...

Kirby                             -    Lasci!...  Qualcosa,  in questi giorni... lei lo capisce... m’è pur rimasta in tasca... Se, poi,  avrò bisogno... (occhiatina alla cassaforte) tanto conosco la strada... (a tutti) «Bye-bye»! (esce  di  corsa).

FINE

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