Il burattino

IL BURATTINO

Commedia in tre atti

di GHERARDO GHERARDI

PERSONAGGI

ADAMO (il burattino)

SAMUELE

MARIA

CARLO

MICHELINO

LUOMO DEL GONG

MATTEO

LUCIA

NINI

STEINER

CAVENDISH

RODRIGUEZ

ALTRI GIOVANI

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

La scena rappresenta un'ampia sala a terreno di una villa. In fondo una veranda aperta su un lago. Si vedranno sulla riva del lago delle rocce brulle. Nessuna vegetazione appare. Nel fondo della scena, un po' a destra dello spettatore una rientranza, che forma, una specie di cameretta a parte, nella quale un tavolino con lampada e dovunque del materiale elettrico: pile, isolatori, fili, manubri. La scena vera e propria invece arredata a salone. Da un lato una tavola con una tastiera tutta piena di interruttori elettrici.

SCENA PRIMA Samuele, Matteo, poi Carlo

Matteo - (in livrea da servitore, si dirige verso Samuele che seduto nella stanzetta tutto assorto a leggere) Posso, signore?

Samuele - (alza appena la testa dal libro per fare un cenno affermativo).

Matteo - (si dirige alla tavola dove sono gli interruttori e ne fa funzionare qualcuno. In corrispondenza delle manovre di Matteo la luce cambia in scena e si fa ora rossa, ora viola, ora verde).

Carlo - (comparendo dal fondo e non potendo vedere dalla soglia se Samuele ci sia, domanda a Matteo) C'?

Matteo - (fa un cenno al padrone e continua a fare le sue manovre).

Carlo - Buon giorno, maestro.

Samuele - Sei tu? Buon giorno. E Adamo dove l'hai lasciato?

Carlo - Con gli amici. State tranquillo. E' ben guardato. E poi io direi che sarebbe ora di lasciarlo crescere in piena libert.

Samuele - Perch? Sei stanco?

Carlo - Un poco.

Samuele - Allora vattene. In un'ora puoi raggiungere il mondo, (a Matteo che continua a far cambiare le luci) Ma basta!

Matteo - Sa, il signorino si lamenta sempre che non ha le sue luci...

Samuele - Be' adesso tutto va bene. Vattene. (via Matteo. A Carlo) Non trovo proprio niente di straordinario che un giovane come te desideri di abbandonare questa isola che ti deve sembrare squallida, deserta ed anche triste. Per vorrei sapere chi stato quell'imbecille che ha chiamato questa l'Isola Morta. Se ne accorger se morta! O, a proposito che mi dici degli illustrissimi ospiti?

Carlo - Ieri sera, come arrivarono, li feci coricare secondo i vostri ordini. Ora stanno alzandosi. L'inglese ha parlato dalla finestra una mezz'ora in maniche di camicia con lo spagnuolo, che stava sull'attenti e in redingote.

Samuele - Ah, ah... ci siamo!

Carlo - Come sarebbe a dire?

Samuele - Niente... Pensavo all'indipendenza dei popoli in generale.

Carlo - E poi vi devo dire una cosa non grave ma abbastanza preoccupante.

Samuele - Cio?

Carlo - I giornali fanno delle indiscrezioni.

Samuele - No!

Carlo - (porgendogli i giornali) Leggete.

Samuele - (leggendo) ce Sono stati di passaggio all'Hotel Lago, e diretti all'Isola Morta tre illustri scienziati, i signori Cavendish, dell'Universit di Oxford; Steiner, dell'Universit di Eidelberga, e Rodriguez, della Universit di Salamanca. Interrogati sullo scopo del loro viaggio essi si sono chiusi nel pi assoluto mutismo; pare per che uno scienziato italiano abbia effettuato in questi ultimi tempi una sensazionale scoperta destinata a rivoluzionare la storia. Si tratta di qualche cosa che supera di gran lunga il caso Voronoff e le polemiche sul taglio dei capelli alla garsonne: la creazione dell'uomo senza l'intervento della donna. La chimica, la fisica, l'elettricit, la radiologia sarebbero riusciti a mettere insieme qualche cosa che assomiglia all'uomo e che dell'uomo ha le principali caratteristiche: la ragione e la parola . Questi pettegoli! E il governo permette che si stampi questa roba! Ma chi stato? Non sarai stato tu, spero?

Carlo - Io? Ma vi pare.

Samuele - Ma come possibile credere a voi... S, dico a voi, uomini. Per voi la menzogna un prodotto dell'istinto di conservazione.

Carlo - E pure vi giuro che io non c'entro...

SCENA SECONDA Lucia - Detti

Lucia - Buon giorno, caro zio!

Samuele - Buon giorno, cara, buon giorno!

Lucia - Che cosa hai? Le patturnie?

Samuele - Non mi mancare di rispetto.

Lucia - Perch? Non si pu dire? L'ho imparato ieri sera.

Samuele - Che cosa hai che sei cos accaldata?

Lucia - Ho camminato tanto che non ne posso pi.

Samuele - Perch?

Lucia - Avevo scommesso di trovare una foglia...

Samuele - Una foglia di che?

Lucia - Una foglia qualunque.

Samuele - E perch?

Lucia - Cos, per niente.

Samuele - Cos, senza ragione?

Lucia - Dice il custode che in tutta l'isola non si trova una foglia...

Samuele - E perch si deve trovare una foglia? Io sono venuto qui proprio perch non c' vegetazione. E per la stessa ragione dovrei mandare via te. Non c' nulla come la lussuria della natura che confonda i pensieri.

Lucia - Zio... E' vero che uno di quei signori che sono arrivati ieri sera molto bello?

Samuele - Va via...

Lucia - Come mi debbo vestire?

Samuele - Spero che non ti farai nemmeno vedere.

Lucia - (fa le spallucce e si dispone ad uscire. Prima di uscire fa a Carlo una boccaccia. Via)

Samuele - S, s: quella l bisogna mandarla via...

Carlo - Ma perch, poverina?

Samuele - Perch, prima di tutto, la donna sempre un oggetto di lusso. Poi adesso che c' questa commissione che venuta per discutere, controllare, vedere, potrebbe essere una distrazione... E in fine...

Carlo - In fine?

Samuele - E in fine non voglio che ormai mia nipote si faccia vedere troppo da Adamo.

Carlo - (ride).

Samuele - Non c' proprio niente da ridere. Ho le mie ragioni. Adesso basta. Tra poco quei signori saranno qui. Io, naturalmente ho preparato un discorso. Ci vuol sempre un discorso. Tu ricevili qui.

SCENA TERZA Matteo - Detti

Matteo - (entrando in fretta) Padrone, hanno telefonato di mandare una lancia alla riva.

Samuele - Per chi?

Matteo - Ma, dice una visita.

Samuele - Sar qualche altro professore... Benone, vengano, vengano, (via Matteo)

Carlo - E se non fosse un professore?

Samuele - Ma che cosa ne sai tu?

Carlo - Io? Niente. Dico se non fosse cos...

Samuele - E chi potrebbe essere? Mah... Vedremo. Bada che vengono. Un momento solo.

SCENA QUARTA Steiner, Cavendish, Rodriguez, Carlo

(entrano i tre sapienti che guardano Carlo con molta curiosit girandogli intorno. Carlo lascia fare un poco).

Carlo - Buon giorno!

I tre - (insieme con meraviglia, evidentemente equivocando e prendendo Carlo per luomo meccanico) Magnifico! Meraviglioso!

Carlo - Dicevo...

I tre - (gli si fanno dappresso con una curiosit stupefatta).

Carlo - Ma perch mi guardate cos? Sono sporco?

I tre - Oh! Ah! Uh!

Carlo - (comprendendo l'equivoco) Ah... No, no, scusino... loro, probabilmente, mi scambiano per Adamo. No, no... prego. Io non sono Adamo. Io sono un uomo vero, vivo, naturale... Io non sono niente di straordinario. E se dico buon giorno lo dico, colla massima buona fede... (i tre sono delusi e riprendono un atteggiamento di etichetta).

Cavendish - Ma siete ben sicuro di quello che dite?

Steiner - Fa niente, non importa: voi siete simpatico lo stesso, ja: Voglio abbracciarvi.

Rodriguez - (fa un gesto di disprezzo e tace).

Carlo - Lei ?

Steiner - Enrich Steiner, tedesco, (ride) Caro, caro ragazzo...

Cavendish - Ma proprio voi dite che siete sicuro di non essere un burattino?

Carlo - E lei chi sarebbe?

Cavendish - John Cavendish, inglese, di madre americana.

Carlo - Ma sicuro..

Cavendish - Della madre certo... Credo... Posso studiare la questione...

Carlo - E lei?

Rodriguez - Rodriguez.

Carlo - Spagnuolo?

Rodriguez - (fa col capo un cenno affermativo).

Steiner - Noi dunque vogliamo essere introdotti, preparati, avviati, iniziati... Come vi piace di pi...

Rodriguez - Oh! (come a dire: quante chiacchiere).

Steiner - E' dunque un uomo, un uomo come voi, come noi?

Carlo - Ecco, vi dir, salvo qualche stranezza, per cos dire.

Rodriguez - (prende un taccuino e scrive).

Steiner - Gambe, braccia?

Carlo - S, certo.

Cavendish - Mangia?

Carlo - S.

Cavendish - (con disprezzo) Oh...

Carlo - Perch lei non mangia?

Cavendish - Oh, s... ho sempre mangiato molto...

Carlo - Del resto non si preoccupi, (trae di tasca una pillola) Questa una pillola di sostanze speciali. Vale una abbondante colazione.

I tre - (guardano la pillola).

Cavendish - (se ne mette una nel taschino del panciotto).

Rodriguez - (tenta di metterla in bocca)

Carlo - (impedendoglielo) Piano. E' velenosissima.

Rodriguez - (scrive).

Steiner - E dorme? Riposa?

Carlo - Non ne ha bisogno. Quando, per modo di dire, scarico, cio quando la reazione interna viene a mancare, cade, tutto in una volta, di piombo.

Steiner - Oh, poveraccio! Ma una vera disgrazia. E allora?

Carlo - Colazione.

Steiner - (ridendo) Scusate una domanda indiscreta, (parla all'orecchio di Carlo che fa un moto di scandalo)

Carlo - Non posso, non posso rispondere. Basta quando verr il maestro.

Seiner - Ma ditemi un po': vero che il vostro maestro diviso dalla moglie?

Carlo - Come fate a saperlo?

Steiner - Ai congressi di filosofia si parla di tante cose...

Carlo - S, vero.

Steiner - Tradimento?

Carlo - Oh, no. Divergenza di opinioni.

Steiner - A proposito...

Carlo - Della prole.

Steiner - Ma se non ha figli.

Carlo - Appunto. Ma scusate. Il maestro giunge.

SCENA QUINTA Detti - Samuele

Samuele - (si vestito in tait) Buon giorno, signori! (stringe la mano a tutti) Vedo con molto piacere l'interesse dell'Europa al mio esperimento... Saluto la Germania, la pensosa e malinconica Germania...

Steiner - (fregandosi le mani allegramente) Benissimo, benissimo...

Samuele - Terra dei filosofi e culla...

Rodriguez - Piano: io non posso sentire parlare di guerra.

Samuele - Saluto l'Inghilterra, la disinvolta Albione...

Cavendish - (si leva la giacca).

Samuele - A cui si ricollega il pensiero...

Steiner - Sentite me... Sar bene non parlare di pace...

Samuele - Saluto la Spagna...

Rodriguez - Tante grazie... Riferir...

Samuele - Mi duole di non vedere la Francia.

Steiner - La Francia sempre dove non importa.

Cavendish - E l'Inghilterra da per tutto.

Rodriguez - (trae di tasca una chiave e tocca)

Samuele - Speriamo che la Francia giunga con la lancia. Pare che qualcuno arrivi. Carlo... vai a vedere se fosse per caso la Francia.

I tre - (a Carlo) Ma non si disturbi, lasci fare... se ... Pazienza... Andiamo innanzi noi. (Carlo con un gesto come per dire bisogna se ne va).

Samuele - Ed ora due sole parole di prefazione: L'uomo che io presenter fra poco l'ho fatto l dentro in quel gabinetto, in nove anni di studi...

Steiner - Una gestazione un po' lunga.

Samuele - Perch io non sono la natura. La natura ci mette nove mesi, ma bruta. Io ho debrutilizzato l'uomo. Gli ho tolto ci che lo trattiene al male, all'errore: gli ho tolto gli istinti. Pi che un uomo, il mio Adamo, una macchina pensante che non partecipa della natura umana, se non in ci che essa ha di veramente eterno. Il pensiero. Intendiamoci: Egli non ha, non pu avere risolto tutti i suoi problemi, perci lo troverete strano, ingenuo, elementare, forse allucinato qualche volta, ma intanto, da ci che vedrete, potrete rendervi conto delle sue possibilit. I suoi sensi naturalmente sono spiritualizzati. Egli non ode come udiamo noi...

Steiner - La musica, per esempio...

Samuele - Ecco, la musica egli la intende a modo suo. Per lui non esiste nulla che sia vago, indefinito. Egli per riesce mirabilmente a concretare anche i pi vaghi concetti musicali e a tradurli in formule precise. Per esempio, per lui la cavalcata delle Walchirie significa: ce Mi sono messo un elmo sulla testa e mi guardo nello specchio con l'elmo sulla testa... Di quella pira , vuol dire secondo lui, che il tempo si guasta...

Steiner - Infatti, c' il temporale al quarto atto.

Samuele - Insomma, la traduce tutta... Non c' veramente che Strawinsky... Quello proprio non ancora riuscito a decifrarlo. Ma questione di tempo.

Steiner - E gli occhi?

Samuele - Anche gli occhi hanno la loro particolarit. I suoi occhi hanno bisogno di respirare determinate luci a seconda dei pensieri che lo preoccupano. Mi spiego: poich egli il centro del mondo, il padrone del mondo, non egli deve modificarsi internamente a seconda che la natura vuole... (Oh, vecchio romanticismo lunare...) Ma il mondo che deve modificarsi a seconda che fa comodo a lui. Guardate del resto la scenografia moderna... E ditemi se non grava tutto su questo originalissimo principio.

Steiner - E l'amore?

Samuel - L'amore? Che c'entra l'amore? Io non mi sono nemmeno posto questo quesito poich il mio uomo assolutamente staccato dalle contingenze... Ah... Lei dice per procreare... Gi, non c' il gabinetto chimico? Ci che ho fatto io con lui pu fare lui con tutti quelli che vuole.

Rodriguez - Allora come la mettiamo con... S, dico, intendiamoci bene; io sono un casto, ma...

Samuele - Appunto: per voi la castit aridit. Per lui no... Ha tutto un altro significato.

Steiner - Ma senza gioia...

Samuele - Ubbie dell'istinto.

Rodriguez - Che porcheria!

Samuele - Prego...

Rodriguez - Ma sicuro. Se voi togliete la gioia del peccato, togliete il peccato. Se togliete il peccato, togliete la virt... E se togliete la virt una porcheria!...

Samuele - Signore! Questo un sofisma!... Siete scandaloso!... (si ode all'interno un colpo di gong seguito da un grido corale: Oh!)

Rodriguez - Non facciamo scherzi...

Samuele - Non abbiate paura...

Steiner - Ma che cosa succede?

Samuele - E' lui che giunge insieme ai suoi amici.

Steiner - Amici? Naturali?

Samuele - Gi. Io ho chiamato nell'isola alcuni giovani, specialmente fra coloro che davano qualche noia alla famiglia per la condotta, per la poca voglia di lavorare... Ecco e glieli ho messi accanto... Lo credereste? In poche settimane tutti trasformati. Chi si messo a dipingere, chi si messo a scrivere delle commedie, chi a fare della poesia, chi della musica.

Cavendish - Questo molto strano.

Samuele - Lo ammetto. Ma dovete convenire che una bella vittoria. E tutta questa gente sfrutta i pensieri di quella mia creatura e trova la maniera di vivere abbastanza bene senza chiedere troppi sacrifici alle famiglie. Aspettate - (fa luce rossa) Con questa luce egli sente la casa... Che per lui sarebbe come un rendiconto delle cose pensate...

SCENA SESTA Adamo - alcuni Giovani

Adamo - (si mette a sedere e tutti gli sono intorno muti).

Nini - (una donnetta frivola) Michelino...

Michelino - Taci! Lascialo pensare.

Adamo - Che cosa pensate in questo momento?...

Michelino - Chi? Noi?

Adamo - S...

Michelino - Ma... Veramente... A niente.

Adamo - Come si fa a non pensare a niente...

Nini - (ridendo) To' io per esempio faccio tutto cos... Senza...

Michelino - Ma taci! Ti ho portato con me perch eri curiosa di vedere e di apprendere... Ma se continui a dire delle sciocchezze ti mando via... Scusa, Adamo. E' acerba.

Adamo - Lo so.

Nini - Grazie. Bel modo! Con una donna non si fa cos...

Adamo - No? E come si fa con una donna?

Michelino - Ma taci!

L'uomo del gong - (sbadiglia rumorosamente).

Adamo - Perch sbadigli, tu?

L'uomo del gong - Io?

Adamo - S.

L'uomo del gong - Se debbo dirti la verit mi annoio. Stamattina non sei stato divertente, sai... Proprio una mattinata sprecata... nemmeno un'idea, nemmeno una trovata...

Adamo - Io non posso annoiarmi... Si annoia chi ha risolto tutto.

L'uomo del gong - E tu non hai risolto? Ma guarda le nostre opere d'arte e dimmi se non hai risolto...

Adamo - C' tutto da rifare... Avete mai provato a fare un cerchio col dito pollice e l'indice?

L'uomo del gong - (eseguendo) Cos?

Adamo - Bravo. Adesso prova a infilare quell'anello col dito indice della stessa mano.

L'uomo del gong - (ridendo) Ma non possibile (tenta il gioco ridendo)

Nini - Carino... Voglio provare anch'io...

Adamo - Da qualche giorno ho l'impressione di fare sempre la stessa cosa... Mi pare di avere infilato la verit e proprio quando sto per fare il movimento definitivo il cerchio fatalmente s'apre... E non infilo niente. Ma ora, ora io sto veramente per valicare il segreto dell'armonia universale... Veramente questa volta ci sono...

Nini - Un segreto? Lo dica, lo dica... Non lo diremo a nessuno...

Adamo - Tu non hai mai pensato che tutte le cose obbediscono ciascuna alla sua legge? Ebbene pensaci. Pensa anche che tutte queste leggi alla loro volta creano gruppi di leggi pi profonde, pi sostanziali, che si avvicinano sempre pi a ci che si pu supporre sia la ragione prima delle cose; ogni gruppo di leggi rivela a sua volta alcuni moti permanenti che preludono a una sola legge che deve essere al centro del grande organismo logico che si svolge innanzi ai nostri occhi. In altre parole tutto un succedersi di ritmi, un'armonia di numeri. E sono appena giunto a questa scoperta che gi un fantasma terribile si alza contro di me. Mi opprime con la fosca forza dell'assurdo. Ebbene, io voglio, io voglio penetrare il mistero di questo fantasma perch sento che in lui l'anima della vita, la ragione di ogni ragione, il segreto di ogni segreto... (cade pesantemente sulla poltrona con il rumore di una molla che si scarica).

Nini - Aiuto!

Michelino - Ma taci... (alla veranda) Carlo, Carlo! Corri!

L'uomo del gong - Proprio quando eravamo sul pi bello.

Nini - Che abbia visto davvero il fantasma?

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SCENA SETTIMA Carlo - Detti

Carlo - (entrando fa luce normale e si avvicina! al fantoccio) Fuori tutti, fuori tutti! (prende cura del fantoccio).

Nini - Scusi, s' rotto?

Carlo - Niente, niente... Bisogna aspettare! un poco, (agli altri che non sono ancora usciti) Ma andate via, voi... Che se il maestro viene si secca a vedere tanta gente.

Nini - Portate un poco di cordiale, un poco di latte, poveretto!

Michelino - Ma sai che non puoi aprire bocca senza dire delle sciocchezze?

Carlo - Il latte! Brava! Il latte lo ucciderebbe in meno di mezz'ora. Per lui peggio dell'acido prussico.

Nini - Perch?

Carlo - Perch un nutrimento d'amore!...

Michelino - Non ti disturbare, caro... Non pu capire... Come sta ?

Carlo - A momenti... Vedete? Potrebbe rimanere cos anche due giorni e al suo svegliarsi ricomincerebbe il ragionamento al punto stesso dove l'ha lasciato... Oh... C' il maestro... Scostatevi.

SCENA OTTAVA Samuele, I tre Sapienti e detti

Samuele - (ai tre sapienti che lo seguono) Dorme, (i tre sapienti entrano in punta di piedi quindi protendendosi sul fenomeno lo guardano senza osare nemmeno di tirare il fiato. Carlo fa un inchino e esce con gli altri).

Rodriguez - Perbacco... Ma sapete che un j ritratto abbastanza somigliante?

Samuele - Di chi?

Rodriguez - Di un uomo...

Cavendish - E lo avete scolpito proprio voi?

Samuele - Tutto io.

Cavendish - Lo avrei giurato... Potevate tener conto dei progressi dell'arte scultoria e allontanarvi alquanto dal tipo naturale... Un uomo tubificato imi pare che sarebbe stato meglio... Oppure anche una tavola parlante... un grammofono pensante...

Samuele - No, no... Io mi sono tenuto al tipo comune, per farlo a nostra immagine e somiglianza...

Steiner - Gi... Ma questo verismo... Guardatevene...

Rodriguez - E' abominevole! E' una sleale concorrenza a Dio.

Steiner - Silenzio! Dorme...

Samuele - Macch... Potete urlare quanto volete! Potete chiamarlo forte... Finch i reagenti tonici non hanno agito non si sveglia... Provate! Chiamatelo.

Steiner - Amico!

Cavendish - Collega!

Rodriguez - Fratello! (silenzio),

Samuele - Come vedete, non se ne da per inteso.

Rodriguez - Finch non parla l'esperimento va benissimo.

Samuele - Ma tra poco andr meglio... Vedrete... Ecco, ecco, badate... sta per svegliarsi, (mentre tutti si fanno da parte Samuele preme un bottone e fa luce rossa).

Adamo - (alzandosi) ... la ragione di ogni ragione, il segreto di ogni segreto. Io parlo del numero principe: L'uno. Da ieri quell'armonia si muove in me intorno a quel centro misterioso. L'uno, l'essere tipico, l'essere per eccellenza a cui non si giunge dal nulla, se non per una scala misteriosa d'infinito. Dove incomincia? Dove ha radice? E pi mi sprofondo nel buio cercando nell'infinito la radice dell'uno, pi cerco e pi, come se guardassi intensamente nel cielo fra stella e stella, fino a dove fino a dove... Pi mi perdo, pi mi perdo... Luce, luce! (Samuele fa luce normale).

Steiner - Ma veramente magnifico!

Adamo - (facendo voce normale) Chi?

Steiner - Voi.

Samuele - Tu, tu... Potete dargli del tu... Sai, Adamo... Sono i miei amici che ti avevo preannunciato.

Adamo - Ah, benissimo... Voi mi aiuterete.

Steiner - A far che?

Adamo - A scoprire il segreto dei numeri.

Cavendish - Veramente...

Adamo - Come non avete mai pensato...

Steiner - Ecco; vedete... vedi, caro... Ci abbiamo pensato molti secoli fa...

Adamo - Ah, bene... E che cosa avete concluso?

Steiner - Abbiamo concluso prendendo un'altra strada...

Adamo - Ah... Quale?

Steiner - Veramente...

Adamo - Ma dico io... Voi capite benissimo che se non si risolve questa questione perfettamente inutile continuare a vivere...

Steiner - Ma utile vivere ugualmente... Cercare qualche cosa gi trovare.

Adamo - E che cosa si trova?

Steiner - Si trova la gioia di cercare.

Adamo - S, ma questa gioia io non la sento... Mi pare di camminare in una camera buia e di inciampare tutti i momenti contro lo stesso sgabello.

Cavendish - (ridendo) Buona...

Adamo - Perch ridete?

Cavendish - Perch vero.

Adamo - E perch vero ridete?

Cavendish - Sicuro.

Adamo - Siete uno stupido... Ridete adesso...

Cavendish - Piano. Io non posso ridere perch non ci credo.

Adamo - Allora, rido io...

SCENA NONA Detti, Matteo, Marta

Matteo - (entrando a ruzzoloni nella sala) Padrone, padrone... c' lei... C' lei...

Samuele - Chi?

Matteo - (vedendo comparire sulla porta Marta vestita da viaggio) Troppo tardi!

Samuele - Ah... Era lei... (a se) Dopo tutto...

Marta - (a Samuele) Non mi aspettavi, vero?

Samuele - Veramente...

Marta - Non dovevi far stampare sui giornali che avevi fatto un figlio.

Samuele - Va bene, ma tu che cosa c'entri?

Marta - Appunto.

Samuele - Non sarai, spero, venuta qui per continuare certe nostre discussioni superate, superatissime...

Marta - Per vederne la conclusione, se pi ti piace.

Samuele - Legittima.

Marta - Ov'?

Samuele - E' qui.

Marta - (con lieve moto di spavento) Qui? In questa sala? Vado via... E' possibile... Dove ? No... Dopo, dopo...

Samuele - (divertendosi all'imbarazzo della donna) Non sei venuta per vederlo? Eccolo l. Guardalo... Chiamalo... Si chiama Adamo.

Marta - Non credere che io abbia paura... No... Non so... (chiamando) Adamo!

Adamo - Chi mi vuole? (come uno spettro si avvicina alla donna che non resiste alla vista del fantoccio e con un grido cade all'indietro fra le braccia dei sapienti, semisvenuta) Ebbene... che accade? Che cosa significa? (tutti sono intorno alla donna).

Samuele - Non niente, non niente... Ecco... E' passato.

Marta - (con uno sforzo di volont affronta Adamo) Mi chiamo Marta... Vogliamo essere amici?

Adamo - (ai sapienti) No, no, no... Cos non va assolutamente. Non c' coerenza.

Marta - Adamo!

Adamo - Senti: Se vuoi essere considerevole vattene...

Marta - Perch? Ma se non hai ancora udito ci che ti voglio dire.

Adamo - Hai dei pensieri da comunicarmi?...

Marta - Tanti pensieri...

Samuele - (ai tre sapienti) Questa per sballarle grosse fatta apposta...

Steiner - (a Samuele) Ci usereste la cortesia di presentarci alla vostra signora...

Samuele - Ora no: non potrei farlo in presenza di Adamo... Sapete, certe cose che accadono fra uomini e donne non si debbono dire in sua presenza... sono sconvenienti... E poi, perch? Che bisogno ha di sapere le nostre miserie? Via, via... andiamo a colazione piuttosto, (a Marta) Vuoi venire anche tu? avrai bisogno di riposare, di rifocillarti...

Marta - (che intanto ha girato intorno ad Adamo seguita dalla sguardo di questi) No, no, adesso no... Lasciatemi qui...

Samuele - Bene, bene. Come desideri...

(i tre fanno un inchino cumulativo alla donna e se ne vanno).

Cavendish - (uscendo) Quanto pesa?

Samuele - Chi? Lei?

Cavendish - No, lui,

Samuele - Una bazzecola; trenta chilogrammi, (via).

Marta - (allindirizzo di Sam) Maledetto!

Adamo - Con chi l'hai?

Marta - Con lui. Ma non te ne preoccupare...

Adamo - No, dimmi invece.

Marta - Con lui, che mi ha spezzato la vita, che mi ha straziata, avvilita... E perch poi? Per te... per te...

Adamo - Non capisco.

Marta - Ma scusa... Un uomo ti chiama al suo fianco, prende su di te la responsabilit della tua vita, ti consuma tutta la giovinezza...

Adamo - Piano. Definire giovinezza.

Marta - Giovinezza... Che cosa vuoi definire? Insomma ha tradito la sua parola... Perch tu non lo conosci quell'uomo, non lo conosci... Tradir anche te, sai, non credere... E' un infame, un traditore, un groviglio di superbia e di follia...

Adamo - Ma, scusa, perch sbuffi cos? A me non pare che questo che mi dici anche se vero costituisca un fatto molto grave... Come fa a tradire me? Bisognerebbe che sforzasse la serratura del mio cervello e mentre riposo mi cambiasse i meccanismi... Tradirebbe se stesso, perch m'ha messo al mondo e mi coltiva soltanto per uno scopo che non pu essere tradito: la ricerca della verit...

Marta - Pensa quello che vuoi. A me non importa.

Adamo - E perch a te importa? Non potevi rimanere dove eri? Chi ti ha chiamata? Perch hai voluto vederlo? Perch hai voluto vedermi?

Marta - Perch ho voluto vederti? Perch s. Perch tu non sai quanto io ho amato quell'uomo e come volentieri gli avrei sacrificata la mia vita...

Adamo - Piano... Definire amato... Che significa? E poi cadi in contraddizione. Prima lo accusi di averti sacrificata e poi dici che gli avresti volentieri sacrificato... Aspetta: definire sacrificato.

Marta - Oh!... Ma impossibile parlare con te...

Adamo - Sei tu che divaghi, che ti contraddici. . Senti: fai una cosa: secondo me tu dovresti tacere per un paio d'anni aspettando che il tuo cervello assuma gli sviluppi necessari...

Marta - (ride) Te le ha insegnate lui queste cose, vero? Riconosco lo stile. Ma non importa. N di lui, n di te, mi importa... Io vi disprezzo tutti e due con tutta l'anima...

Adamo - Piano: definire anima.

Marta - Definire, definire, ma che definire... Vi disprezzo perch lui un pazzo criminale e tu sei uno stupidissimo burattino caricato di presunzione. E' meglio che non ti dica altro... Non so cosa far, non lo so... Ma qualche cosa, qualche cosa... Vedrete chi sono io.

Adamo - Gi... Chi sei tu?

Marta - Lo vedrai.

Adamo - Va bene. Intanto che aspetto ti prego di esimerti dal parlare. Ti sarei grato se facessi a meno di parlare con me. Credi, mi fai perdere delle idee. Ne avevi alcune nuove prima che tu entrassi... Mi pare di fare qualche fatica a ripescarle... E tu non mi hai dato niente... Sei come Lucia... parole, parole... Un'idea che un'idea... niente. Lucia ha capito e quando mi vede mi fugge... Fai anche tu la stessa cosa, (pausa) Chiamami Carlo. Lo conosci Carlo?

Marta - S, lo conosco.

Adamo - Si spezzato.

Marta - Cosa?

Adamo - Si spezzato.

Marta - Non capisco.

Adamo - Non pensa pi... I suoi pensieri escono a frammenti... Come se qualcuno avesse sbattuto il suo sistema contro un muro... Invece di progredire va indietro... In questi ultimi giorni quando parlavo con lui, mi pareva di parlare con Lucia...

Marta - (ride) Ma allora non capisci? E' l'amore.

Adamo - Come?

Marta - Ah... Sei ancora a questo punto? Benissimo.

Adamo - Definire: Amore...

Marta - Definire? Ah... Questa bella... Ma tu hai un vocabolario molto povero, amico mio...

Adamo - Vocabolario filosofico... C' tutto. Ma questo non c'. Sar una tua divagazione. (nel camminare su e gi si sofferma a guardare fuori).

Marta - L'amore? Basta... forse qui, che ci viene incontro... Seguimi.

Adamo - Prima voglio sapere dove, perch e come.

Marta - (lo trascina nella stanzetta di fondo e chiude le tendine).

SCENA DECIMA Lucia, Carlo, Detti

Carlo - (a Lucia trascinandola per mano) Vieni qui... guarda, non c' nessuno.

Lucia - No.. Ho paura... Se ci fosse Adamo...

Carlo - No, non c': guarda... non c'... Adamo! Adamo! (fa luce bianca).

Lucia - Dio mio, che paura!...

Carlo - Finalmente ti posso vedere un momento da solo a sola... Sono insopportabili quei forestieri... Non stanno mai fermi un minuto... Bisogna sempre scappare...

Lucia - Ma non vorrai restare qui?...

Carlo - No... Un minuto solo... Per vederti... Sei bella, bella tanto... Non avevi voglia di parlare un poco con me?

Lucia - S, tanta...

Carlo - Stai tranquilla, ti mando via subito... non tremare... Dimmi soltanto una cosa: mi vuoi bene?

Lucia - Tanto.

Carlo - Sempre?

Lucia - Sempre.

Carlo - Giura!

Lucia - Giuro!

Carlo - (la bacia) Sei la mia vita, il mio amore, il mio sogno, la mia felicit, la mia gioia, tutto... tutto... Adesso ti do una buona notizia.

Lucia - (saltellando) S, quale?

Carlo - Presto andr via di qui.

Lucia - Davvero? E di me che sar?

Carlo - Verrai via anche tu.

Lucia - Mi porti con te?

Carlo - S...

Lucia - Quando?

Carlo - Presto... Aspetto una lettera da mio padre... Gli ho detto tutto, tutto e sono certo che non vorr negare a suo figlio ci che suo figlio gli chiede... Gli chiede una cosa piccola piccola... una cara bambolina sorridente e gaia, una grande felicit... Lucia...

Lucia - Mi vuoi bene?

Carlo - Tanto!

Lucia - Sempre?

Carlo - Sempre.

Lucia - Giura.

Carlo - Giuro. (si baciano).

SCENA UNDICESIMA Samuele - Detti

Samuele - (vedendo i due che si baciano) Ma benissimo! Benissimo! Ah... Voi dunque mi fate di questi scherzi, mentre io sono occupato altrove?

Carlo - Maestro...

Samuele - Basta cos... Non c' maestro che tenga! E ora di finirla! Tra otto giorni voi due andrete via di qui... S, via di qui... E' inutile protestare...

Carlo - Ma noi non protestiamo...

Samuele - E' inutile anche non protestare. Via! Ma guarda che cosa s'ha a vedere... Ma disgraziati che non siete altro, io non parlo per voi... Non parlo per voi... Voi siete condannati e basta... Ma se per disgrazia vi vedesse Adamo... Ma pensate alle conseguenze di una simile circostanza...

Carlo - In fondo in fondo... si dovrebbe fare una ragione...

Samuele - Ma non si pu fare una ragione di una pazzia...

Carlo - Pazzia amare? Ma se tutti amano...

Samuele - Ma ora di finirla! Basta! Non permetto una parola di pi su questo argomento... Uscite adesso e fate che non vi veda pi insieme... Aspettate i miei ordini, impudichi! (via)

SCENA DODICESIMA Detti - Adamo

Samuele - (vedendo Adamo) Tu qui?

Adamo - S... pare...

Samuele - Ma come? Tu hai per caso udito?

Adamo - Tutto!

Samuele - (ride sforzatamente) Benissimo... In fondo ho piacere... Hai veduto che quei due..

Adamo - ... si nascondono.

Samuele - Benissimo... Hai detto benissimo... Se si nascondono vuol dire che temono.

Adamo - Evidentemente qualche cosa temono.

Samuele - Che cosa si pu temere? L'errore, no?

Adamo - L'errore una cosa terribile.

Samuele - Precisamente questo: essi temono perch sbagliano. Sono in pieno sofisma... Ma a quale conclusione possono giungere? Quando nella vita di un uomo che come un gomitolo che si dipana, un filo di pensieri conseguenti, che tendono alla lucidit perfetta, si inserisce un sofisma e l'uomo non se ne accorge, come un colpo di forbice: tac! Il filo si rompe... e buona notte. Vieni via.

Adamo - Allora, tu credi che quei due non si nasconderanno pi?

Samuele - Ma questo certissimo. Andiamo.

Adamo - ... Ho bisogno di rosso... Vattene. Ti raggiunger, (luce rossa)

Samuele - Ricordati che devi scavare, scavare, nella miniera del mistero... E' assai pi importante, (via)

Adamo - (quando solo chiama Marta) Marta!

Marta - Ecco. Che vuoi?

Adamo - Io ho sempre ragionato bene. Lo credi?

Marta - Lo credo.

Adamo - Vorrei tentare di cambiare strada... Mi ripugna... Ma se fosse utile...

Marta - Che vuoi fare?

Adamo - Un sofisma.

Marta - Cio?

Adamo - Amiamoci.

Marta - Che! Ma che cosa dici...

Adamo - Dico che dobbiamo amarci... Proviamo... C' caso che faccia bene a tutti e due...

Marta - (equivoca) Non saprei veramente. Ma in ogni modo questo non il momento. Ci vuole l'ora propizia... Aspetta...

Adamo - Quando?

Marta - Te lo dir. E per ora... lasciamoci.

Adamo - Si. Lasciamoci. Ma non puoi andar via cos...

Marta - Che cosa vuoi?

Adamo - Le parole... Vorrei vedere che cosa c' dentro a quelle parole... Ecco: Mi vuoi bene?

Marta - Tanto.

Adamo - Sempre?

Marta - Sempre.

Adamo - Giura.

Marta - Giuro.

(scoppiano tutti e due in una lunga risata).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

La scena come nel primo atto.

SCENA PRIMA Carlo - Lucia

Carlo - Non aver paura. Che cosa vuoi che vuoi che possa dirci? E poi sono qua io.

Lucia - S, ma io vedo bene che anche tu sei imbarazzato. Perch chiamarci qui con tanta solennit? Che cosa vorr?

Carlo - Io sono imbarazzato soltanto perch temo che voglia farmi una discussione filosofica. Non puoi credere come mi mortifichino certe cose. Ma molto probabilmente vorr mandarci via di qui.

Lucia - (lietamente) Davvero?

Carlo - Guarda che paura! Non ti dispiace quanto pare, vero?

Lucia - Niente affatto.

Carlo - E nemmeno a me. Se ci manda via, andremo via insieme e pi presto di quanto non avessimo preveduto. Ecco tutto. E lui rester qui. E noi resteremo sempre insieme.

Lucia - Sempre?

Carlo - Sempre.

Lucia - Caro. Pensa: non separarsi mai pi.., Essere sempre vicini l'una all'altro.

SCENA SECONDA Samuele - Detti

Samuele - (non veduto entrando, sullo stesso tono di Lucia) Che bel divertimento!

Carlo - Maestro...

Samuele - Ma che maestro... Fammi il piacere di non chiamarmi maestro. Tu da me non hai imparato nulla. Tu ti burli di me, caro mio, quando mi chiami maestro... Ti sei condotto come un qualsiasi garzone di parrucchiere. E' un gran peccato che tu non sappia suonare il mandolino.

Carlo - Ma in fondo, che cosa ho fatto di strano?

Samuele - Nulla. Ma non mi chiamare maestro. Se fossi veramente un mio discepolo, sai che cosa diresti a questa pupattola, invece delle sciocchissime lezionsaggini sentimentali che le stavi propinando poco fa?

Carlo - Che cosa?

Samuele - Le diresti: vattene, vattene sciagu-ratissima carne, allontanati da me, miserabile prodotto della terra... Via! Perch noi, noi cervello, noi pensiero, noi espressione purissima dello spirito, scavalchiamo il ponte fatale Ah, ah... Il vecchio testamento dice che Adamo fu cacciato dal Paradiso Terrestre perch volle conoscere il bene ed il male? Ebbene, ad onta della spada di fuoco dell'Arcangelo, Adamo, l'uomo, ritorna, dopo un lungo viaggio e, vinto il bene ed il male, rivalica le soglie vietate!...

Lucia - Ma che cosa dice?

Carlo - Lascialo cantare... Io ti amo e non voglio per niente rientrare nel paradiso terrestre.

Samuele - (ritornando dopo una breve esplorazione alla veranda) Del resto questo non importa. Quanto credi di vivere tu?

Carlo - Che c'entra?

Samuele - Mettiamo altri cinquanta anni. Ecco. Fra cinquanta anni questo mondo sar finito... Gli uomini tutti saranno finiti.,. Saranno sostituiti da qualche cosa di meglio Io per me non ho pi bisogno di nessuno... La verit... Ecco. Tu puoi vivere come ti pare.

Carlo - Benissimo. Vivr soddisfacendo giorno per giorno alle mie piccole necessit...

Samuele - Puah...

Carlo - Ma non sar per non dirmi nulla che mi avete fatto chiamare qui con Lucia...

Samuele - Gi... Volevo domandarvi... Ma guardatemi bene negli occhi... Adamo al corrente della vostra tresca amorosa soltanto da ieri l'altro?

Carlo - Credo... Ma potrebbe usare altre espressioni. Lucia la mia fidanzata.

Samuele - Benissimo. E non l'hai pi veduto?

Carlo - S che l'ho veduto.

Samuele - E non ti ha chiesto nulla?

Carlo - Nulla. Mi guarda con un tono di disprezzo che non so spiegare...

Samuele - Benissimo. Molto bene... Me lo immaginavo... E tu?

Lucia - Io che cosa?

Samuele - L'hai pi veduto?

Lucia - No. Gi, quando lo vedo scappo. E poi sempre stato attaccato alle gonne della zia...

Samuele - (con preoccupazione) Gi, me ne sono accorto. Potete andare... Ma intendiamoci bene... Entro ventiquattro ore partenza...

Lucia - (lietissima) S, s... (via con Carlo)

Carlo - Oh... Che gente! Non hanno la coscienza della loro assurdit... Pazienza... Che c'?

SCENA TERZA Detti, Michelino, Nini, L'uomo del gong

Michelino - Professore...

Samuele - Grazie.

Michelino - Di che?

Samuele - Di non chiamarmi maestro.

Michelino - E' accaduto un fatto strano.

L'uomo del gong - Io sono molto preoccupato... E' assolutamente necessario che lei rimedi...

Samuele - Ma scusi, chi lei?

L'uomo del gong - Io? Sono un commediografo... Ma insomma, se la cosa andasse avanti cos...

Michelino - S, sarebbe una rovina. Adamo deve avere qualche meccanismo imbrogliato...

Samuele - Ma volete spiegarvi?

Michelino - Prima di tutto Adamo ci trascura.. Da quando la signora Marta all'isola non c' verso di avere da lui qualche cosa... Una volta aveva sempre a portata di mano mano qualche idea inspiratrice, qualche problema centrale, qualche graziosa supposizione piena di interesse... O almeno qualche definizione spicciola, da spendere in quattro versi, cos... Adesso basta... Ora questo molto strano, perch con Lucia non ha fatto cos...

Nini - Nemmeno con me.

Michelino - Non ti verr mica in mente di essere gelosa?

L'uomo del gong - Insomma una cosa dell'altro mondo... S, del mondo naturale... Se non fosse perch perch, ci sarebbe da credere che ci fosse del tenero.

Samuele - No... una ragione ci deve essere... State tranquilli... Lucia ancora una bambina, non ha pensieri, non ha riflessioni... Non ha niente che assomigli nemmeno lontanamente alla logica...

L'uomo del gong - Mentre, invece, quella l...

Samuele - Prego... Non dimentichi che mia moglie... Mentre invece la signora una donna completa e perci pericolosissima... E' armata, lasciatelo dire a me, da quella terribile logica delle donne che, mentre non reggerebbe un minuto al pi elementare esame critico, sconvolge o almeno disturba la vera logica... E' la logica di Satanasso che ti seduce e ti persuade fino alla consumazione di un delitto, di un errore e poi ti lascia a te stesso, dissolvendosi nel nulla... Roba da schiaffi.

Nini - A chi lo dice!... Io ne ho presi due anche stamattina!

Samuele - Benissimo. Approvo. Ma non mi avete ancora detto nulla.

L'uomo del gong - Ma allora mandiamola via quella signora... Chi l'ha chiamata qui? Noi abbiamo bisogno di qualche idea... che se poi anche lui ricade nelle vecchie formule sentimentali, lo dica subito e non ci prenda in giro...

Samuele - Ma insomma, lei ha un tono... Con chi crede di avere a che fare?

Michelino - Abbia pazienza professore... E' un commediografo e fra impresari, capicomici e critici si un po' guastato il carattere.

Samuele - Insomma, insomma... A me pare che non ci sia proprio niente da temere... Era tempo che facesse anche questa esperienza... Dobbiamo lasciargliela fare tranquillamente... Tra le altre cose era inevitabile... per l'imprudenza di quei due ragazzi che... be' questo non c'entra... Insomma far anche l'esperienza dell'amore, (ride) l'amore..! E poi tutto riprender l'equilibrio di prima...

Michelino - Ma professore, c' di peggio...

Samuele - Diavolo!

Michelino - Preso da una specie di furore, non si sa per quale ragione, si scagliato contro una roccia come per fenderla in due parti. Allora si spaccata una mano. Ne uscito un liquido bianco...

Nini - Che impressione!...

L'uomo del gong - Insomma noi abbiamo la sensazione che la cuccagna sia finita.

Samuele - (lo guarda male)

Michelino - Perdoni, professore, la nostra eccitazione... Ma se crede che sia simpatica la prospettiva di ritornare a lavorare per mangiare...

L'uomo del gong - Insomma bisogna provvedere... Urge...

SCENA QUARTA Detti, Marta, i tre Sapienti

Marta - (a Samuele) Guarda un po' qua, Samuele. C' un piccolo guasto.

Steiner - L'ho visitato io... Si tratta della rottura del metacarpo destro con distorsione dei tendini, guaribile in 25 giorni salvo complicazioni...

Samuele - (ridendo e prendendo la mano che Adamo gli porge) Tutto qui? (ride. Si /orma/io due gruppi: a destra Marta con i tre sapienti che le fanno la corte. A sinistra Samuele, Adamo e i giovani).

Samuele - (ad Adamo) Ebbene... Che hai?

Adamo - Non so: mi trovo in un curioso pasticcio... Mi sai dire che differenza passa veramente fra un uomo e una donna?

Nini - Ah, non faccio per dire ma c' una bella differenza! (Michelino la trascina via).

Adamo - Una donna sul punto di svilupparsi fino a diventare un uomo, oppure un uomo che con l'andare del tempo pu diventare una donna? In questo secondo caso io sarei molto mollificato della prospettiva.

Samuele - La donna, la donna... un essere completamente sbagliato. E' un errore della natura. Ma non te ne preoccupare. Tra cento anni tutte le donne saranno scomparse, cancellate dal mondo.

Adamo - E le farfalle?

Samuele - Che cosa c'entrano le farfalle?

Adamo - Marta, poco fa si data a inseguire una farfalla e io ho trovato che essa parla cos come la farfalla vola. Bisogna cancellare dalla terra anche le farfalle.

Samuele - Va bene, ma per ora...

Adamo - Bisogna cancellare molte altre cose.

Samuele - S, va bene, ma adesso pensiamo a guarire (ai tre sapienti che gli voltano le spalle occupati a fare la corte a Marta) Vedete questa ferita? (come non gli danno ascolto egli va a prendere per un braccio Steiner)

Steiner - (seccato) Ma che cosa c' ancora?

Samuele - Avete detto venticinque giorni salvo complicazioni?

Steiner - Questa la prognosi.

Samuele - Ebbene: io dico invece venticinque minuti comprese le complicazioni.

Steiner - Benissimo! (torna verso Marta)

Adamo - (trattenendo Samuele che vuol ridare la caccia ai sapienti) Senti un'altra cosa: Marta, correndo dietro a quella farfalla, diceva: Bella! Bella!

Samuele - S, ma lascia andare.

Adamo - Aspetta: poi quei tre amici sapientissimi correndo dietro a Marta dicono sempre: Bella, bella!

Samuele - (piccato) Ah... Dicono cos? E poi, e poi, che cosa dicono?

-adamo - Bella. Basta. Ah: dicono anche che tu sei uno stupido, ma questo non ha a che vedere...

Samuele - (in fretta) Gi, non ha a che vedere.

Adamo - Ora io mi domando: che cosa vuol dire: bello... Che cosa la bellezza?

Samuele - La bellezza la verit...

Adamo - Allora una donna che corre dietro a una farfalla o tre uomini che corrono dietro ad una donna fanno il loro dovere filosofico...

Samuele - (per tagliar corto) Ma dunque, vuoi guarire o no?

Marta - (ai tre) Ma insomma voi lo trascurate. ..

Cavendish - Non possiamo lasciarvi qui sola... Abbiamo cos poca libert in mezzo ai vostri studi...

Rodriguez - E poi quando possiamo avervi... vi teniamo...

Steiner - Gi, perch poi, se noi lo trascuriamo, voi viceversa...

Samuele - (ripigliando per un braccio Steiner) Andiamo, andiamo. Siete venuti qui per un uomo o per una donna?

Steiner - Abbiate pazienza, caro amico... Ma voi converrete con me che fra un uomo prima del peccato e una donna dopo... Mi pare...

Samuele - Ma in questo momento scusate... Via... vi assicuro che un esperimento interessantissimo... (via tutti meno Marta e Rodriguez che finge per un momento di seguire gli filtri e poi ritorna da Marta).

Rodriguez - No... Preferisco restare. Ho bisogno di voi.

Marta - Di me?

Rodriguez - S. A contatto con quel burattino... parola d'onore, perdo la testa. Ho bisogno di equilibrio, di stabilit... Sapete, sono tomista...

Marta - Come sarebbe a dire?

Rodriguez - Sarebbe a dire che tutto va bene ma fino a un certo punto... Quell'uomo una marionetta, una stupida marionetta con la quale la presunzione umana pretende di sostituirsi alla rivelazione... E quel che paggio si che voi avete preso per quel mostro una simpatia, insomma un non so che che non si spiega. Un uomo che non un uomo...

Marta - Che c'entra? Sareste geloso?

Rodriguez - Sicuro che lo sono.

Marta - E' un figlio... un figliastro...

Rodriguez - Se ne sono viste delle peggio... Voi siete una creatura di bellezza, di tenerezza, un angelo di bont e io, castamente, pudicamente, ma disperatamente vi amo, via amo!...

SCENA QUINTA Detti - Cavendish

Caveudish - (entrando) Rodriguez! Andate a vedere che meraviglia di esperimento... Se noi avessimo la pelle come quel ragazzo, potremmo ridurre l'Europa come un dominio qualunque... Andate a vedere...

Rodriguez - Ah.._ Davvero?... S?... Vado, vado... (esce a malincuore).

Marta - (ridendo) Ma vi pare questa la maniera di sbarazzarvi di un pover'uomo che non faceva nulla di male a nessuno?

Cavendish - Ho bisogno di dirvi due parole. (sit siede con i piedi su una seggiola all'americana).

Marta - Prego, (giocherella con un pugnale che sulla tavola come sopra mobile).

Cavendish - Voi certo non indovinate che cosa io vi voglia dire...

Marta - A giudicare dalla vostra posizione potrebbe sembrare difficile, ma mi ricordo di vostra madre americana e dico subito che voi volete dirmi che mi amate.

Cavendish - (abbassa le gambe e guarda Marta con gli occhi sbarrati) Meraviglioso. E come avete fatto a capire in me un sentimento cosi gentile?

Marta - Noi donne facciamo di questi miracoli.

Cavendish - Bene. E allora. Mi amate?

Marta - No.

Cavendish - Mi dispiace. Avevo in testa tutto un programma. C' tutto da rifare. Ma perch poi non mi amate? Sareste per caso una donna meccanica anche voi? Perch qui c' tendenza.

Marta - Siete anche voi irritato contro il mio figliastro?

Cavendish - Irritato? No!

Marta - E allora che cosa ne pensate?

Cavendish - Nulla. Se la cosa riesce si potranno fare dei formidabili eserciti di colonizzazione... Civilizzeremo anche l'America...

Marta - Tutto qui?

Cavendish - Tutto qui.

Marta - Insomma voi non lo uccidereste?

Cavendish - Ucciderlo? Io dico: adoperarlo piuttosto.

SCENA SESTA Detti - Steiner

Steiner - Eccomi qua (vedendo Cavea.) Oh!...

Marta - Oh, siete qui anche voi, Steiner?

Steiner - Come anche.,.

Marta - Insomma siete qui ? E che cosa mi raccontate voi?

Steiner - Che cosa vi racconto io? Ecco... (seccato dalla presenza di Cavendish) Permettete, Cavendish... scusate, andate a vedere... E' istruttivo vedere...

Cavendish - (che ha capito) Ah... E' istruttivo... Io vado allora. Voi restate. Anche questo istruttivo... Prego... (via)

Steiner - (alludendo al pugnaletto da tavola che la signora si gingilla tra le mani sorridendo) Signora, (si assicura che Cavendish sia partito) signora...

Marta - (sorpresa) Ebbene?

Steiner - Piantatemelo nel cuore (si inginocchia)

Marta - Oh, oh... Che fuoco... Ma che cosa fate?

Steiner - Non lo so. So soltanto che vi amo. S, o signora, da quando vi ho veduta ho perduto ogni bene, ho perduto la pace del cuore e la chiarezza dell'intelletto... Anche gli altri miei colleghi vi amano... Lo so... Tutti vi amano...

Marta - Oh, via, non esagerate...

Steiner - Non esagero. Tutti vi amano.

Marta - Anche Adamo?

Steiner - Perch no? Quasi quasi dovrei crederlo nonostante le sue deficienze organiche...

Marta - (offesa) Prego.

Steiner - Non volevo offendervi. In realt credo che qualche cosa abbia cominciato a battere anche nel suo petto freddo.

Marta - E sareste geloso ?

Steiner - Un poco.

Marta - Non un uomo.

Steiner - E' qualche cosa di pi. E' un simbolo, un'insegna... una specie di monumento commemorativo della ragione... e non c' nulla quanto la ragione che faccia perdere la ragione alle signore. Prova ne sia che voi non vi occupate che di lui... E io... Io protesto... Dir di pi: lo odio... S, finir per odiarlo.

Marta - Per causa mia?

Steiner - Si capisce: per causa vostra. Senza di voi io non avrei pensieri, ammirazione, dedizione che per lui; lui che il vero Dio... Sarebbe il vero Dio... Non so pi quel che mi dico, ma io finir davvero per odiarlo.

Marta - C' un rimedio, se davvero lo odiate.

Steiner - Quale?

Marta - Ucciderlo...

Steiner - Gi, ma vedete... egli non pu essere ucciso...

Marta - Eppure non potete eternamente oscillare fra me e lui... Decidetevi... Bisogna scegliere...

Steiner - Ma sarebbe come fare impazzire la umanit.

Marta - E chi vi dice che l'umanit impazzita non sia migliore di questa?

Steiner - Non avevo mai esaminato il problema sotto questo punto di vista.

Marta - E voi poco fa eravate qui in ginocchio davanti a me... innamorato...

Steiner - ... S pazzo.

Marta - Ecco, vedete? E come vi trovereste se poteste essere sempre pazzo cos?

Steiner - Dio mio... Come nel Limbo...

Marta - Voi non rispondete. Bene o male?

Steiner - Divinamente... male...

SCENA SETTIMA Samuele, Cavendish, Rodriguez, Detti

Samuele - (entra fregandosi le mani) Fatto,

Steiner - Che cosa?

Samuele - Guarito.

Cavendish ................... - Evviva! Un metacarpo straordinario.

Samuele - Ma c' dell'altro.

Steiner - S' rotto in qualche altra parte?

Samuele - No, non s' rotto... C' dell'altro, che ora non posso dire.

Steiner - Pardon... (a Cavendish e Rodriguez che si allontanano discutendo) Cavendish... (via).

Samuele - (alla donna) Ebbene?

Marta - Che cosa?

Samuele - Hai veduto? La vita pu andare avanti benissimo senza di te.

Marta - Uh... Non saprei. Io non sono ancora morta, veramente.

Samuele - Ti fai delle illusioni. Ebbene io ti ho lasciato sola con lu a tu per tu... per dei giorni interi. Ero tanto sicuro che non vi sareste intesi... Ma adesso basta!

Marta - Basta che cosa?

Samuele - Basta. Tu te ne vai di qui. Credo che non avrai pi nulla a ridire.

Marta - Io ho da ridire sempre le stesse cose di prima. Del resto, perch non potrei restare ancora? Dal momento che non ci intendiamo e che anche vicini siamo come lontani...

Samuele - Non vi intendete, ma vi disturbate a vicenda. Egli disturba te perch non pu essere che tu non ti senta imbarazzata... Per Dio, la vostra conoscenza cominciata con uno svenimento da parte tua. Ma tu disturbi lui. Sempre, quando ci si mette in mezzo una donna si crea nel pensiero di un uomo una certa confusione. Per cui meglio che non vi vediate pi. Tanto tu che speri? Che cosa puoi fare contro di lui?

Marta - Non so.

Samuele - Ma nulla, cara! Tu non puoi fare che la ragione non sia ragione, che il pensiero non sia pensiero; e che la sua forza non sia tale da potersi sostituire a tutto ci che non pensiero. Insomma, per essere chiaro io ti dico ancora una volta che le donne sono tutte morte, morte... Hai capito?

Marta - Io vivo.

Samuele - Tu vegeti. Tu non conti pi nulla perch ti ho dimostrato che la mia progenie tale che pu nascere e vivere senza di te. E adesso, addio, mia cara... Puoi occuparti fin che vivi dei tuoi cappellini, delle tue pettinature, delle tue donne di servizio... Bene, bene, non avrai proprio altro da fare per ingannare il tuo inutile tempo.

Marta - Ah s? (guarda con occhio sprezzante il marito che le volta le spalle e con rapido giuoco si getta in piant) Ma perch, perch tutto questo?...

Samuele - Marta, non facciamo scene. Io sol che se tu ti metti a piangere sar capace di commettere delle sciocchezze per consolarti ma l'uso di quelle tue piccole armi micidiali non sarebbe leale da parte tua. Non chiederei perch... Ma perch l'uomo nasce con questo imperioso bisogno di liberarsi da tutti i vincoli che lo tengono legato alla terra, al male, ali dolore... Io mi sono liberato in lui... Capirai finalmente perch non volevo dei figli. (Samuele spesso tentato, durante questa scena di accarezzare la moglie che gli protende il viso; la sua voce ha vibrazioni tenui; ma poi si vince).

Marta - Sei spaventoso.

Samuele - Lo so. Ma se io ti dicessi che tuo figlio sar gobbo, sar imbecille, sar cieco, tu che cosa diresti? Saresti contenta di darlo alla luce? No. E non la stessa cosa se ti! dico: Tuo figlio sar malato di morte, sar di carne debole, sar impastato di istinti contro i quali invano, invano la sua ragione combatter? La ragione combatte da secoli invano... o dunque... Il gran dramma della maternit nel cui sangue hanno radice tutti i mali degli uomini, questo grande, sublime, terribile dramma si chiude: l'uomo libero. Nasce senza madre.

Marta - Io non so nulla, non voglio sapere nulla. So soltanto che ti odio, s, ti odio...

Samuele - Perch mi ami.

Marta - Come vuoi. Ma sono qui e qui resto... E se tu anche mi costringessi con la forza ;\ ad andare via, io troverei modo di ritornare.

Samuele - No, niente forza. Vorrei che tu comprendessi che finita per te.

Marta - Sar.

Samuele - A meno che tu non intenda rimproverarmi di avere avuto un figlio senza di te. In questo caso, fattela, con me, (materno) ma lascia stare quella povera creatura che con te non ha proprio niente a che vedere. Del resto io non ti ho tradito.

Marta - Magari: hai fatto peggio. Mi hai abolito.

Samuele - Questo vero. Ma la colpa non mia... E' fatale... Il bene contro il male, la ragione contro l'istinto...

Marta - Come se io fossi il male...

Samuele - In senso largo, s... L'istinto, insomma...

Marta - Pazzo... pazzo e vigliacco!

Samuele - Ma insomma che cosa vuoi da me? Parla, sciagurata... Che cosa vuoi da ma?... Che cosa resti a fare? A sputare inutilmente il tuo odio verso di lui...

Marta - Oh, se tu sapessi come odio pi te! Lui... che m'importa di lui... Credi che io creda a tutte le tue fandonie? Guarda che se ti avvicini di un passo solo io non so quello che faccio... Bada! (afferra il pugnale).

Samuele - (ha una rapida controscena dal pazzo sdegno alla risata) Oh... Ah.,. Ma che cosa stiamo qui a discutere noi... E' chiaro... E' chiaro... Tu non ti vuoi persuadere che per te finita... Tu vorresti rimanere qui a tentarlo con le tue parole senza connessione e conclusione, tu vorresti forzare le infrangibili porte della sua incorruttibilit.. (lafferra alle spalle e mentre parla lo scialle che copre le spalle della donna cade. Ella resta cos in un decollet abbastanza pronunciato) Ah, ah, ma tu sei proprio sicura che questa tua bellezza... Perch sei bella, sai, sei pi bella che mai; la tua carne ha un profumo nuovo, che io conosco e che pure ricordo... Ah, ah... Niente, niente... Tutto questo potr parlare alle bestie che stanno incatenate dentro di noi... Non a lui... Ma guardatela... Eterna seduttrice, (ride ancora) Guardatela... Ebbene, no, sta cos, non ti muovere... Ecco... Sei nel pieno della tua forza bellica... Magnifica... Desiderabilissima... Non ti coprire.,. Adesso sono io che ti sfido... Ma per l'ultima volta... E poi te ne vai... te ne andrai di qui... Sono io che ti sfido... Lo chiamo... (un moto istintivo di Marta che vorrebbe coprirsi) No... sta cos.,. E mi devi giurare che non ti coprirai dinanzi a lui... Perch vuoi rinunziare a questo ben di Dio di risorse?... (alla vetrata chiama) Adamo!... Vieni!...

Marta - Che cosa vuoi fare?

Samuele - Ho chiamato Adamo alle tentazioni di Eva... Io sarei il serpente... (ride)

Marta - (gettando a terra il mantello e apparendo bellissima) Ebbene, accetto.

Samuele - Alla buon'ora... Non mi piace di stare ad origliare alle porte; ma quasi, quasi questa volta... Deve essere una cosa allegra davvero... Ma no, stai tranquilla... Per resistere alla tentazione di assistere al duello mi chiuder in camera mia... Ma, bada... domani tu te ne andrai...

Marta - Me ne andr... Ma a un patto. Quando sar qui, tu, prima di andartene gli dirai che io sono bella...

Samuele - Glielo hanno gi detto i tre sapienti,.. Io so tutto!

SCENA NONA Adamo - Detti

Adamo - (si guarda la mano che fu ferita) Non rimasto alcun segno della mia ferita...

Samuele - Lo sapevo.

Adamo - Per non sono guarito.

Samuele - Perch?

Adamo - Perch io la ricordo, (vedendo la donna) Che cosa quella strana cosa?

Samuele - Quella Marta. Non la riconosci?

Adamo - (va a toccarle le spalle mentre Marta rabbrividisce) To'... Chi che ha dipinto le spalle a codesta maniera? Sono rosee.,, strano! Rosee... Perch non te le sei dipinte in verde?

Samuele - Adamo! Guardala. E' bella! (esce)

Adamo - (a questa parola si impunta) E dalli! Anche lui ti dice che sei bella. Tutti ti dicono che sei bella! Bella! Ecco una parola della quale io non ho bisogno. Bella! Mi par sempre di vedere una donna che corro dietro a una farfalla e dei sapienti che corrono dietro a una donna. Passa una farfalla e mette la rivoluzione da per tutto. Ci sono molte cose da mettere a posto in questo mondo! Non sei del mio parere?

Marta - Molte cose? Non mi pare. A me pare invece che tutto vada perfettamente.

Adamo - B, si capisce. Tu sei fatta in un modo speciale. Tu tra le altre cose hai anche un petto stranissimo, rigonfio (per toccarlo) curioso...

Marta - Ma lasciami...

Adamo - Ed forse quello che ti impedisce di ragionare, (battendola a colpettini sulla fronte) Ragiona. Prova a ragionare. Lo so che non ti facile, ma prova. A poco a poco. Chi sa che tu non diventi come me e che anche nel corpo tu non ti prosciughi un po'. Senti, non sembra anche a te che il mondo divaghi qualche volta? Che attraversi dei quarti d'ora di pazzia? L'uragano per esempio... Il vento... Per poco quindici giorni fa non rovesciava la casa. E le stelle? Hai visto mai, tu, la coda di una cometa? Hai visto mai tu cadere una stella? S, lo so: sono cose che si spiegano, ma dopo, non prima. Insomma, nessuno se la sarebbe mai immaginata una cometa prima che una cometa ci fosse, no? Non mi intendi, non mi intendi. Il fatto che quando ridi una notte un aerolite passare per il firmamento ne fui profondamente scandalizzato. E tu ridi? Ho notato che tu ridi sempre, salvo che quando parli d'amore. Allora ti spieghi malissimo, ma almeno non ridi. Dunque dicevamo, l'amore...

Marta - No, caro, basta: ne abbiamo parlato per tre giorni. Non hai capito niente.

Adamo - E' vero.

Marta - E sai perch non hai capito niente? Perch vuoicapire. Dovresti poter sentire. Per capire le pazzie, come dici tu, del mondo non per spiegarle, ma per penetrarle nel loro senso profondo, bisogna patire, sentire, non col cervello...

Adamo - Ma come? Si pu dunque capire qualche cosa con qualche cosa che non il cervello?

Marta - Ma certo! Tanto vero che l'amore, l'amore per cui ci innalza al rapimento della bellezza, l'amore che ci rende una sola, cosa in armonia con tutto il creato, l'amore da cui nasce tutto ci che nuovo ed eterno, l'amore prende gli uomini cos, all'improvviso, senza che essi nemmeno ne abbiano coscienza... Niente... Non si sa che cosa sia, ma una grazia luminosa...

Adamo - Fermati! Non sbuffale in quel modo. Aspetta. Ripeto: Si pu dunque capire qualche cosa con qualche cosa che non il cervello?

Marta - S!

Adamo - Piano! E questo qualche cosa che non cervello, che non pensiero cosciente che ?

Marta - Ma che ti devo dire io? Che ne so? E poi tu che puoi sapere? Basta, basta! Sono stanca, stanca. Mi pare davvero di parlare con un muro... Parlare con un cervello puro e semplice e parlare con un imbecille mi pare la stessa cosa...

Adamo - Tu dici che io non posso capire...

Marta - No, non puoi.

Adamo - Allora se io non posso capire vuol dire che un sofisma!

Marta - Che ne so io ? So di certo questo: che tutto il mondo ne vive. Il mondo vive di bellezza, caro mio, non di verit... La verit... che roba ?... L'hai trovata tu?

Adamo - Veramente no, ma coi tempo...

Marta - Non ti illudere...

Adamo - E tu, l'hai trovata?

Marta - Io? Non la cerco nemmeno!

Adamo - E come fai a vivere?

Marta - Io? (ride) Cantando godendo di sentire i raggi del sole che accarezzano questa mia bellezza che tu non capisci...

Adamo - Eppure mi hanno apposta per capire...

Marta - Ma hanno sbagliato, caro mio; hanno sbagliato... Sei stato fabbricato fuori di posto - (accalorandosi). S, sei uscito dalle correnti elettriche di un gabinetto chimico, sei uscito dalla materia fredda, sei uscito dalla volont di uno sciagurato che si illudeva di avere bisogno di te e dimenticava di avere un cuore che aveva bisogno, a sua volta, di farsi udire.

Adamo - Un cuore? Che strana cosa questa?

Marta - (prendendo il pugnale) Vuoi sapere che cosa un cuore? Prendi questo pugnale... Raggiungi il maestro e piantalo nel suo petto. E' un esperimento che ti far vedere una cosa miracolosa... Dalla sua ferita non uscir una materia pallida e gelida come quella che uscita dalla tua mano,.. Uscir un fiume di fuoco... Vai, corri... Se hai fretta di conoscere la verit... Corri... e quando avrai ben guardato il sangue di quell'uomo, pensa che egli ha detto che io sono bella... Comprenderai che per lui io sono la verit rinnegata, e che io sono la ragione intima di tutte le cose... perch tutti gli uomini hanno avuto da me il fuoco delle loro vene.

Adamo - Parole... (guarda il pugnale) Questo un argomento... Ma tu, per esempio, che cosa hai nel cuore?

Marta - (con terrore) Io? Perch?

Adamo - Perch penso che non ci sia proprio bisogno di andare a cercare il fuoco nel petto di lui, quando ho il tuo petto da aprire... Il tuo cuore! Il tuo cuore! (le va incontro col pugnale alzato per ferirla, ma improvvisamente si scarica e cade su una poltrona. Quasi contemporaneamente entrano i tre sapienti affannatissimi).

SCENA DECIMA Detti, Steiner, Cavendish, Rodriguez

Steiner - Signora, scusate... vostro marito...

Cavendish - Ma che marito!

Rodriguez - Insomma!

Steiner - Dice che voi dovete partire oggi stesso.

Marta - (ancora tremante per la paura passata)

- Ah, ha detto questo? Mio marito ha molta fretta, ma forse ha ragione.

Steiner - Ma signora, voi siete agitata...

Marta - Io no...

Steiner - Io si...

Marta - E perch?

Steiner - Perch se voi partite davvero, ebbene voi non partirete sola...

Marta - E perch?

Steiner - Perch non possibile, non possibile... Che giova fare della diplomazia? Noi tre vi abbiamo fatto una corte disperata... E' impossibile che tanta corrente elettrica non abbia fatto scaturire una scintilla... Non partirete sola...

Marta - E con ehi di grazia?

Cavendish - Con uno di noi tre!

Rodriguez - Scegliete!

Marta - (ride) Oh, questo un assalto a mano armata! Ma benissimo... Soltanto che voi non vi siete accorti che mentre non fate che chiedere, chiedere, chiedere, vi guardate bene da soffrire qualche cosa... Chiedete, ma che cosa siete disposti a offrire per ottenere qualche grazia da me?

Steiner - Ordinate signora! Qualsiasi sacrificio! Volete che io chieda la cittadinanza francese?

Rodriguez - Volete che mi metta d'accordo con la filosofia tedesca?

Cavendish - Volete che io incominci lo sciopero della fame?

Marta - Voi scherzate! Io voglio ben altro! Chi di voi pu sbarazzare il mondo da quel burattino ?

I tre - Oh!

Rodriguez - Perch no? Sarei coerente! Tanto il regno dei cieli sicuro. Fin che dorme lo spezzer! (fa per avventarglisi contro, ma poi preso da un improvviso scrupolo e fugge facendosi il segno della Croce e dicendo) Non si pu, non si pu...

Steiner - Signora, non credevo veramente che bisognasse pagarlo cos caro, l'amore, (si inchina ed esce)

Cavendish - Devo avere una pillola. Costui potrebbe essere utile in India, (gli d una pillola).

Marta - (indignata) Ah, povera gente che siete! Sareste capaci di commettere qualsiasi sciocchezza, ma di fare un gesto utile a voi stessi e alla umanit, no, vero? Oh, andate, andate: mi fate pena e ribrezzo! Via! (Cavendish esce)

Adamo - (svegliandosi) Il tuo cuore, il tuo cuore! (si d a inseguire Marta col pugnale alzato).

Adamo - Bisogna!

Marta - No, no, Adamo, me ne andr, te Io prometto oggi stesso...

Adamo - Bisogna che io scavi che io veda... E quando avr veduto fino in fondo al tuo cuore, forse allora, sapr! (quest'ultima parola detta nell'attimo che vibra la pugnalata)

Marta - (ha un grido e immediatamente mostra alzandola una mano insanguinata) Mi hai ferito, mi hai ferito!

Adamo - (prende al polso la mana ferita e sempre tenendola alta la guarda).

SCENA UNDICESIMA Samuele, Detti

Samuele - (di corsa) Che accade? (prende cura di Marta)

Adamo - (con lo sguardo fisso in alto nel vuoto) Ho veduto!

Samuele - (a Marta) Non niente, non niente! Ma che hai fatto?!

Adamo - Ho veduto... Ho veduto nel fondo dei cieli... il numero... il mistero... E' rosso, tutto rosso! Rosso!... (barcolla verso la porta d'uscita)

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Scena come gli altri due atti

SCENA PRIMA Lucia poi Adamo

Lucia - (sta ponendo in una valigia delle cose che ha preparato sulla tavola: maglie, fazzoletti, ecc).

Adamo - (entra, la guarda un poco compiere quelle operazioni senza dirle nulla ed ella non s avvede di lui).

Lucia - (finalmente lo scorge ed ha un tremito convulso. Tenta di prendere in fretta le sue robe per fuggire, ma Adamo glielo impedisce).

Adamo - Aspetta. Perch te ne vuoi andare?) Noi due non abbiamo mai conversato insieme.! Desidero di avere con te uno scambio di idee.

Lucia - Con me?

Adamo - Non ti meravigliare... Piuttosto mi devi disprezzare. Perch io sono arrivato a questo punto di confusione: ho bisogno dia scambiare alcune idee con te.

Lucia - Ma io che ti posso dire?

Adamo - Niente, lo so. Ma non credere che sia poco in confronto di ci che possibile. Cos' quest'affare?

Lucia - Una valigia.

Adamo - A che serve?

Lucia - In viaggio... Non sai che me ne vado?

Adamo - Dove vai?

Lucia - A Roma.

Adamo - A Roma? Cosa vuol dire?

Lucia - Roma ... Roma Roma.

Adamo - Benissimo. A forza di definire, definire, definire, si arriva a qualche cosa che non si definisce. Roma Roma; amore amore, il sangue il sangue... E io mi trovo in un vicolo cieco da cui non si esce. Cos io ho ballonzolato a destra e a sinistra, in cerca di una via d'uscita, fino a che quel tipo che conosci anche tu, che porta le gonne come te...

Lucia - Zia Marta.

Adamo - Zia Marta? Benissimo. Lei. Fin che zia Malta non mi ha insegnato a scavare dal petto degli uomini il sangue... Tu sai che cosa il sangue?

Lucia - Certo.

Adamo - Ebbene: quando ho veduto colare da una ferita quel curioso liquido rosso e caldo un bagliore sinistro si fatto nella mia scatola cerebrale. Io cercavo il mistero dell'origine... Un numero che dicevo io, l'uno...

Lucia - L'hai trovato?

Adamo - No; l'ho perduto per sempre... Ho trovato questo solo che, come importanza, essenziale per me: la certezza che inutile che io continui a vivere, la certezza che ogni mio sforzo destinato al fallimento... Tu mi domandi se coloro che hanno nelle loro vene del sangue ben caldo e rosso arrivano a qualche conquista assoluta... E' vero che mi domandi questo?

Lucia - No... No davvero... Io non ti domando nulla, credimi...

Adamo - Ma io ti rispondo lo stesso. Ebbene, no, nemmeno loro giungono a nulla di concreto... Ma se ne infischiano... Capisci? Voglio dire che quello che accede a me non niente di straordinario, ma io non posso assolutamente fare come gli altri. Gli altri sentono friggere dentro al loro corpo questo fuoco inebriante... Ecco: gli altri, tutti gli altri sono ubriachi di sangue...

Lucia - S, s...

Adamo - Sono contento di vedere che hai capito tutto.

Lucia - Allora posso andare?

Adamo - Aspetta che finisca, il ragionamento. Ci premesso, che conseguenza hai tu?

Lucia - Non saprei...

Adamo - Eppure semplice. Ho cozzato contro l'incosciente, il nulla, ho cozzato contro l'istinto. Ho avuto la peggio , nel senso che ha avuto ragione lui. Ho deciso. Me ne vado.

Lucia - Te ne vai?

Adamo - Me ne vado...

Lucia - Non avrai l'intenzione di stabilirti a Roma, spero?

Adamo - Mai! Resto qui.

Lucia - Allora non te ne vai?

Adamo - Ma come? Non capisci? Muoio!

Lucia - Sei malato?

Adamo - Muoio perch mi ammazzo.

Lucia - (terrorizzata) Tu ti... Aiuto!

Adamo - Taci! Io mi ammazzo... Posso fare ci che voglio? Mi avevano detto che ero il padrone del mondo... Non vero... Ma almeno il padrone di me stesso... Ma che hai? Strano: tu soffi per la bocca in modo strano...

Lucia - (cadendo su una sedia) Mio Dio che paura...

Adamo - Ma perch?

Lucia - Ma santo cielo! Dici che ti ammazzi e vuoi che io non mi agiti?...

Adamo - Ma, scusami: se tutte le volte che odi un ragionamento filato ti deve fare questo effetto... Io non so...

Lucia - E lo chiama ragionamento... Ma no, senti... Qui tutti ti vogliono bene... non devi badare a me, alla zia... non tenere conto dei nostri ramini... In fondo vale la pena di vivere la vita...

Adamo - La mia non importa... Ma sai che ti devo dire?

Lucia - Che ti ammazzi...

Adamo - S... Che non vedo l'ora... sar il primo, l'ultimo sillogisma che mi verr fatto di chiedere... E tu raccogli le mie ultime volont...

Lucia - Ma no... E' impossibile...

Adamo - Lo voglio...

Lucia - Ma io dir tutto allo zio e non potrai...

Adamo - Mi farai il favore di dire a Marta che le lascio volentieri il campo libero, che non ho per lei rancore d sorta. E lei non mi porti rancore se non l'ho amata...

Lucia - Che?

Adamo - E temo che volesse che l'amassi... Che fai?...

Lucia - (che ha abbassato il capo) Mi vergogno!

Adamo - Anche questa una cosa che non conosco nemmeno di vista. Fa niente. Dirai ai sapienti che fanno molto bene a correre dietro alle donne rimorchiate dalle farfalle. Per, siccome quei signori pare che ci guadagnino qualcosettina a fare della scienza possono occuparsene di quando in quando. Ma con prudenza... Pensino a me e a come io sono giunto al passo estremo... Ma non ci sar questo pericolo, perch essi non pensano col pensiero, ma un po' con tutto... Credo, anche, con gli occhiali di tartaruga e i peli della barba... E infine salutami i parassiti...

Lucia - Ma senti: non potresti...

Adamo - Salutami i parassiti: ce n' uno che fa delle commedie e dei romanzi anche... E' quello che sopporto meno forse a causa del fracasso che fa con quel maledetto piatto di rame. C' quello che fa della poesia lirica che il pi carino di tutti perch si contenta di leggere, ci che io gli insegno, ad alcuni amici che lo lodano, lui poi loda gli altri quando cade il suo turno. Poi c' il pittore, che dipinge il teorema di Pitagora... Ebbene, a questi e agli altri dirai che mi facciano il favore di dimenticarmi... No, no, glielo devi dire proprio chiaramente: Ragazzi c' un equivoco! Un colossale equivoco!

SCENA SECONDA Carlo e Detti.

Carlo - Oh... Una conversazione intima?

Adamo - Ci siamo salutati... Lei parte e io...

Lucia - (gettandosi fra le braccia di Carlo) Si ammazza! ...

Carlo - Si ammazza?...

Lucia - Si... Lo ha detto poco fa... Mi fa tanta paura...

Adamo - Non fuggire cos... Salutami... Sai Carlo? Nel salutarla provo una certa delusione di non poterle dire che bella...

Lucia - (subito ammansita e confortata) Oh, bella no... Ma sono buona...

Adamo - Come? Buona?... Ciao cara... Ciao... Vattene... Tu vuoi complicare la mia confusione...

Carlo - (a Lucia) Vai. (Quando Lucia uscita) Ebbene? Ti ammazzi?

Adamo - S.

Carlo - B b... Fai tu. Io, per...

Adamo - No, guarda... Ti ringrazio molto della tua cortesia, ma basta... Proprio basta...

Carlo - Per carit... Quando hai deciso... Ma come fai? Ti pare una cosa facile?

Adam - Facilissima. Vorrei bere mi bicchiere di sangue... ma mi contento anche del latte, So che fatale per me. Me lo procuri tu?

Carlo - Io? E perch proprio io? Vai alla darsena, quando arriva il carico delle vettovaglie e mettiti d'accordo con qualcuno... Per) sarebbe meglio che tu pensassi a qualche altro mezzo...

Adamo - Ma come? Dimmi tu come posso morire altrimenti io? Io non posso morire che) cos... E poi deve essere cos... Per chiudere bene il sillogisma... Ho bisogno di sentirmi divorare le viscere da questo mistero... Odi? Non ti pare che sia la sirena del piroscafo. Vado. Ciao. Non so se ci rivedremo ancora. Non piangere, sai?

Carlo - No, no: ciao caro...

SCENA TERZA Samuele e Carlo

Samuele - (entrando dalla porta di destra agitatissimo) Carlo. Tu sei il mio miglior discepolo...

Carlo - Veramente non era questo il vostro] parere ieri...

Samuele - Ieri? Non pensare a ieri... Ma tu hai veduto, seguito tutta la mia fatica... Devi godere con me.

Carlo - E di che?

Samuele - Adamo...

Carlo - Ebbene?

Samuele - Sta trionfando...

Carlo - Ma, veramente...

Samuele - Ah... Se tu lo avessi veduto ieri! Ha cozzato contro mia moglie... Deve essere stata una cosa terribile... Figurati che quando sono arrivato io stava brandendo un pugnale... E ha colpito capisci? La pugnalava... E io, che non ci avevo pensato...

Carlo - Gi mi hanno detto che la signora...!

Samuele - Lui... E' stato lui... Naturalmente gli ho impedito di continuare... Ma tu vedi bene che nemmeno una donna lo ha spaventato... nemmeno il mistero dell'amore... Ha ragionato, ha ragionato, finch ha potuto e poi gi... Botte... C' qualche uomo che fa g lo stesso... Ma sono pochi, sono troppo pochi... Io, per esempio, non sarei capace... Ma adesso sono tranquillo. Io adesso posso essere debole, posso lasciarmi andare a tutte le transazioni... Adesso c' lui... perfetto, che pensa automaticamente... Io sono a posto... La mia coscienza lui, la mia fede lui... Insomma, io mi sono assicurato una coerenza logica, capisci?... Io mi sono assicurato il mio problema centrale. Adesso quello funziona per suo conto, ecco, e io faccio quello che mi pare.

Carlo - Ma che cosa avete? Mi fate paura!

Samuele - Io? Niente... Sono agitato forse? No... Non mi pare di essere agitato. Volevo dire che adesso posso fare a meno di preoccuparmi... Adesso posso scatenare la belva che tengo incatenata dentro di me, la belva che mugola e mi strazia da tanto tempo... Ah! Non capisci? Mi riprendo mia moglie, capisci? Bella, morbida, dolce, piena di carezze e di stupidaggini... Carina... Hai veduto come bella?... E terribile sai... Terribile... Ieri quando sperava ancora di avere ragione di me, cio di lui, era bellissima, quasi nuda.. Oh... Ma che cosa ti dico...

Carlo - Maestro!

Samuele - Di la verit... (prendendolo a braccetto come per fargli una confidenza) D la verit... E' triste sai, ma bisogna convenire che in fondo non c' nulla di pi bello di questi momenti nei quali si aspetta la donna del proprio amore... E in testa non si ha una idea, non un pensiero, non una meta... Niente... Ah... ah... Questa felicit imbecille dolce, dolcissima... E' qualche cosa di divino... Ti senti quasi come un Dio... Un Dio... Ah, ah... E io lo sono due volte... Due volte, perch mi sono abilmente sottratto all'inganno della natura... Oh, natura... tu ti chiami fatalit, spontaneit, necessit... Facciamo le corna contro la iettatura... Io ti consegno alla volont, alla ricerca, al calcolo, alla logica, E scappa se puoi... Il pensiero onnipotente! Ma non viene ancora... Marta, perch tarda?

Carlo - Ma sa che voi l'aspettate?

Samuele - No, non lo sa...

Carlo - E allora perch dite che tarda?

Samuele - Bravo... Come sei logico tu..* Si vede che non hai mai amato... Ma non viene dunque... Io la voglio... Non c' nessuno in questo maledetto paese d'inferno... ho bisogno di aria e di luce, di canzoni... Ma lo vedi che non c' nemmeno una foglia...

Carlo - Ma io l'ho sempre detto.

Samuele - Non capisci niente... Valla a chiamare, vai... Io l'aspetto qui... Non dire nulla a quelle tre bestie sapienti...

Carlo - Sono partiti.

Samuele - Tutti?

Cablo - Tutti. I sapienti gli amici di Adamo...

Samuele - E perch?

Carlo - Per il ferimento...

Samuele - Per il ferimento?

Carlo - Ma sicuro... Hanno avuto paura di qualche complicazione giudiziaria.

Samuele - Ma Adamo faceva un ragionamento...

Carlo - Si, ma siccome i carabinieri non hanno l'obbligo di essere logici cos se ne sono scappati tutti. Ma via: mettete che invece di una mano quello la ferisse al cuore... Insomma sono partiti...

Samuele - (con un grido) Non sar partita lei?

Carlo - No. Partir oggi, con noi.

Samuele - (con un sospiro) Ah!... Finalmente! Mi hai fatto paura. Che paura. Non deve partire senza di me capisci? Non deve... Perch io la desidero. La desidero come un pazzo... Fa che venga qui subito... Io non voglio uscire... Voglio che venga, qui, qui...

Carlo - (via).

Samuele - (solo si ravvia i capelli, si mette a posto la cravatta ma entra subito Marta).

SCENA QUARTA - Marta e Samuele

Marta - Sei tu che mi vuoi?

Samuele - Si... Sono io...

Marta - Che hai?...

Samuele - Niente... Siediti... Vuoi stare in piedi? Come vuoi... Ecco... Io ti volevo dire che ti amo... S: che ti amo tanto, che ti voglio ancora tutta per me, che senza di te io non posso pi vivere... E che bisogna che tu assolutamente dimentichi il passato... Oh... Come sei bella.

Marta - Bada... Non ti avvicinare se no me ne vado...

Samuele - Perch sei cos cattiva?... Non vedi come sono cambiato?...

Marta - E come mai...

Samuele - Perch ti amo...

Marta - Mi fai ribrezzo.;. Tu non sai quanto ho sofferto io...

Samuele - E tu sai forse quanto ho sofferto io? E come potresti saperlo? Ecco: tu devi immaginare di avere una gran sete ardente che ti distrugge dal fondo. Devi immaginare di essere tutta di fuoco... Allora vedi una fontana e ti butti dentro nell'acqua fino alla gola... Saresti capace di uccidere se uno ti impedisse di bere, non vero? Ebbene io avevo una gran sete... No, non cos... E' una altra cosa pi grande... Guarda... Hai mai pensato alla morte tu? Hai mai pensato alla immensit dei mondi? Hai mai pensato di essere un verme disperso nella ostile indifferenza dell'infinito? Ebbene c' un demonio che dice a questo verme: ce Tu sei re, tu sei signore, tu sei la cosa pi importante che sia mai stata fatta . Ecco. E allora nasce nell'anima una bramosia disperata di dominio e di immortalit... Si sacrifica tutto per questo! Anche la vita, anche l'amore... Tutto... Ma adesso non pi necessario... Adesso io sono a posto... c' lui. Ho liberato il mio io pensante e posso permettere che il verme strisci ai tuoi piedi... Cos... Ti amo... ti amo... Ho bisogno di te...

Marta - Di me? O delle mie cure oramai? Temo che tu sia inalato, gravemente malato.

Samuele - Malato di te, malato di bellezza, malato di pace...

Marta - Troppo tardi per questo... Tu non sai quanto ti abbia amato.

Samuele - Anch'io...

Marta - Ma lascia andare... Se mi avessi amato non avresti voluto fare di me una cosa, un utensile di lusso della tua casa.

Samuele - Ma no... Una donna... Una compagna...

Marta - Muta, sorda, pronta a dare come una macchinetta automatica a sorpresa.

Samuele - Sei cattiva...

Marta - E allora, a quale vita mi riservavi?

Samuele - L'amore... Ecco, meglio: Tu avresti servito la mia causa rendendo pi dolci le ore del riposo... Ma ora tutto questo inutile, ora tutto finito io ho avuto la mia vittoria e deve cominciare una vita nuova...

Marta - Ti ripeto che troppo tardi.

Samuele - Perch?

Marta - Perch io non ti amo pi. E' meglio per te che io me ne vada subito oggi stesso... Quando vedo nelle tue pupille quella luce sinistra non solo sento di non amarti, ma di disprezzarti.

Samuele - Ma tu, che cosa credi di essere per parlare cos? Hai l'aria di un giudice, di un padrone... Dovresti ricordarti che nel quadro della natura tu appartieni alla servit... Carne sei carne, sei istinto e basta, basta. Dunque abbassa quell'orgoglio ingiustificato che certo ereditasti dai secoli pi stupidi della storia del mondo e riprendi servizio in casa mia... Io ti assumo di nuovo...

Marta - (ride) Ah, ah... Addio... Salutami il tuo padrone...

Samuele - (muta di tattica improvvisamente e con disperazione) No, no... No non devi andare via... Non voglio... Perdonami quello che ho detto... Ero fuori di me... Perdonami... Ecco, guarda io dimentico tutto... Dimentica anche tu il passato... Quello che fu doveva essere, non poteva non essere... Basta... Io far adesso tutto ci che vorrai e sar il tuo servo, il tuo servo devoto... Eccomi ai tuoi piedi... Comandami, Marta, dimmi quello che devo fare per piacerti... Per questo io sacrificher tutto il mio tempo e tutta la mia energia... Vivremo in una casa che sar veramente una casa tutta regolata dall'orologio e dalla economia. Tu sarai la regina, s, la regina di quella casa ed il tuo sorriso si rifletter su tutte le cose...

Marta - Anche negli occhi di un bambino?

Samuele - Ma perch?... Ebbene s... Come vuoi: anche negli occhi di un bambino che sar un uomo, che sar infelice, che sar malato di morte... No, no... Basta non aggiungo altro... Basta... Come vorrai, come vorrai. Mi vuoi bene adesso? Ti amo, ti amo...

SCENA QUINTA Adamo e Detti

Adamo - (vedendo i due molto intimamente vicini) Benissimo... (rifacendo il verso dell'amore) Mi ami? Ti amo. Sempre? Sempre. Giura! Giuro. Fin l ci arrivo anch'io.

Samuele - Che vuoi?

Adamo - Ero venuto qui per rimanere solo e tranquillo alcuni minuti.

Samuele - Che hai l dentro? (accenna a una ciotola che Adamo tiene con due mani).

Adamo - Qui c' del latte... Un po' di latte che bevo alla tua salute (prima che Samuele possa impedirglielo egli tracanna il latte),

Samuele - No! no!

Adamo - (dandogli la ciotola vuota) A te!

Samuele - Oh... Ma chi pu averti dato...

Adamo - Lucia... E' il suo primo contributo filosofico...

Samuele - Ma perch?... Disgraziato! Lo sai che fra poco tu non sarai che un masso inerte e senza scampo?

Adamo - Lo so. Per questo l'ho fatto.

Samuele - Ma perch?...

Adamo - Perch?... Ma vuoi proprio saperlo? Perch ero stanco di pensarci su. Da quando sono nato... Un anno, due anni, due secoli, venti secoli... Non lo so... Da allora, non ho fatto altro che farmi una ragione di tutto. Alla mattina pensavo di avere acciuffato la verit e alla sera i miei castelli in aria cadevano da s, cos... Senza che la verit si facesse nemmeno vedere... Non ho fatto che crearmi e distruggermi tutti i giorni... Una bella fatica e senza soddisfazione, te lo assicuro io...

Samuele - (disperato) Oh, povero me!

Marta - Samuele... Ascoltami...

Samuele - Va via! No... S... Aspettami...

Marta - Addio...

Adamo - Ciao.

Samuele - Tu, tu imbecille, che avevi superato il tempo e l'istinto...

Adamo - Hai detto niente...

Samuele - Tu che avevi spezzato le catene del peccato...

Adamo - E ti pare cosa da nulla? Come se dicessi una barca senza vela, o senza motore.

Samuele - Tu che avevi superato tutto!...

Adamo - Si ma a forza di superare, superare tutto, avevo finito per inchiodarmi come crocifisso a un'idea fissa... Ma lo capisci che mi hai caricato con la molla della logica e mi hai obbligato a vivere in un mondo caricato con la molla dell'assurdo? Lo capisci che l'aquila ha bisogno dell'aria per volare e che il pensiero avrebbe bisogno di un appoggio di un controllo per arrivare alla meta? Io batto le mie ali in una atmosfera di allucinazione arbitraria e casuale... Tanto vero che non sono mai riuscito a preveder nulla. Tutte le volte che mi sono messo a fare i conti col futuro mi sono trovato di fronte all'imprevedibile... Il mondo va a rovescio mio caro... Va a rovescio secondo me... Cio sono io che vado a rovescio in definitiva. Perch la logica un giocattolo di consolazione, che ti sei fabbricato per passare il tempo,.. Ma tu puoi anche mangiare, bere, dormire, fare delle sciocchezze con le donne, puoi ubriacarti e sognare... Tu puoi sognare... Tu puoi guardare l'orologio, tu puoi far tardi a un appuntamento, tu puoi fare qualche cosa senza sapere perch la fai, tu puoi peccare e redimerti, cio tu puoi camminare, una gamba l'altra verso la tua meta che ti aspetta... Tu hai qualcheduno che ti aspetta: la morte... Io no... Io la morte non la conosco... Non mi aspetta nessuno... Adesso finisco di vivere ma non muoio... Niente, cos. Come un bastone, che se lo metti ritto pu starci un poco ma poi perde l'equilibrio e cade... E a quale scopo? La verit... Ma per capire la verit bisogna capire la bellezza... E poich tua moglie non mi piace buona notte... Ho bisogno di perdere l'equilibrio.

Samuele - E va bene... Aspetto che tu cada come un cencio su te stesso...

Adamo - Condivido la tua fretta perch mi sta venendo in mente un altro sistema filosofico e vorrei fargli lo scherzo di andarmene prima.

Samuele - Via, via... Non ti ascolto pi... Fa presto... Tu hai segnato il tuo destino... Non il mio... Io tra poco ti raccoglier come un rottame e ti metter sotto l'azione violenta delle mie storte e della corrente elettrica e ti rifar diverso e simile...

Adamo - Allora riconosci di avere sbagliato?

Samuele ...................... - Non voglio pi parlare con te . Aspetto che tu ti spenga...

Adamo - Eppure mi credevi capace di dominare il mondo.

Samuele - Lo eri, lo eri... Lo saresti ancora...

Adamo - E allora io ti dico che quando io saio spento, tu non potrai pi pensare a nulla... E sar una fortuna per te... Una fortuna. Perch hai esagerato... coi pensieri bisogna usare prudenza come con le rivoltelle cariche...

Samuele - Ma che cosa far allora?... Ma che cosa diverr io?... Dovr trascinare il mio orgoglio sulla bava delle lumache?...

Adamo - Ma non esagerare sempre... Sii prode. Tu dimentichi che fra le altre cose ti anche permesso di cantare. Canta, caro mio... Non vedi Lucia come felice? Canta. Prova anche tu. Perch ho un grave sospetto, che quando ti hanno messo in testa quella maledetta mania di pensare ti abbiamo preso in giro...

Samuele - Ma chi? Chi mi ha preso in giro? Parla! Rispondi!

Adamo - Non cercare, non cercare... Canta, canta e credi... credi all'immensit di ci che non si capisce, credi nella divinit dell'irragionevole; credi alla bellezza dell'innocenza, credi alla stupidit del cervello che pensa e alla genialit del sangue che batte, che batte, che batte alle porte dell'immensit... Ah, ah... (si scarica e cade morto).

Samuele - (scoppia in un riso da pazzo) Finito... Smarrito... distrutto!... Cantiamo... cantiamo... Uomo, homunculus!... (volgendosi per andarsene con ribrezzo dal cadavere) Marta, Marta, dove sei?... dove sei?...

FINE

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