IL CARILLON
Radiocommedia in due tempi
di ALFREDO VANNI
PERSONAGGI
IL PADRE
LA MADRE
ANNETTA
PORFIRIO ASMOLOFF
Una bottega d'antiquario in una vecchia e suggestiva via di Roma. Pomeriggio d'autunno.
Commedia formattata da
PRIMO TEMPO
La madre - Sbadigli?
Il padre - Mi annoio.
La madre - Da' la luce.
Il padre - Perch? Ci si vede ancora benissimo.
La madre - Tutt'altro. E poi quest'ombra mette una tale tristezza nell'anima...
Il padre - Vuoi sapere perch sei triste?... Perch invecchi.
La madre - E tu vuoi sapere perch sei acido?
Il padre - Acido?
La madre - Perch gli affari non vanno bene.
Il padre - Di' che vanno malissimo. Da stamattina non ho venduto che quell'oriolo d'oro di Maria Antonietta. E il compratore pretendeva pure che glie lo mettessi in iscritto, che ha appartenuto a Maria Antonietta! Prima, oh, prima...! Ti ricordi com'era sempre piena di forestieri la bottega? E compravano e pagavano senza preoccuparsi troppo se una crosta era o no un Raffaello o un Perugino.
La madre - Ssss! (Abbassa la voce). Una signora s' fermata davanti alla vetrina.
Il padre - La vedi, di l?
La madre - S...
Il padre - Che fa, che fa?...
La madre - Esamina con attenzione la collana d'argento ossidato... Piano piano si avvicina alla porta...
Il padre - Entra?
La madre - Mette il piede su lo scalino...
Il padre - Entra?... Entra?...
La madre - No... si tira su la calza... in fretta... Se ne va...
Il padre - Accidenti! Non aveva altro posto?... Proprio cos! Nemmeno pi un affare!
La madre - Ma non te la pigliar tanto. In fin dei conti, in trent'anni di lavoro, qualche soldarello da parte l'abbiamo messo.
Il padre - Di' pure qualche centinaio di migliaia di lire.
La madre - Sss!
Il padre - Che c'?
La madre - Parla piano. Se passa qualche male intenzionato, potrebbe tirarci il collo.
Il padre - Hai ragione. Fammi dare la luce. Anzi, crepi l'avarizia, voglio accendere anche le tre lampadine del candelabro. Aaah! Ecco... Cos. proprio vero: quando c' luce... ci si vede di pi.
La madre - Bella scoperta!
Il padre - No: voglio dire che ci si sente pi in intimit, pi in famiglia. Guarda Venere Anadiomne sul suo piedistallo come ci sorride e fa la smorfiosa! E guarda il Gentiluomo di Velasquez se non par che muova baffi e pizzo per dirmi: Ehi, maestro Alessandro, non ce la facciamo oggi una pipatina? Sicuro che ce la facciamo, illustre hidalgo, e proprio con tabacco caporale, come quello che fuma Toto Pan-crazi, il pittore di Trastevere che vi ha dipinto...
La madre - Di', Alessandro: perch non ci ritiriamo dal commercio?
Il padre - (Il fumo gli va in gola per lo stupore. Tossisce e sputa prima di rispondere. Poi, con voce strozzata) Che dici?
La madre - Che sarebbe meglio se chiudessimo bottega. Ormai non si coprono pi nemmeno le spese: fitto, luce, tasse...
Il padre - (indignato) Vendere la bottega, vendere la bottega?
La madre - Sicuro. E vivere in pace, senza preoccupazioni, n palpitazioni.
Il padre - (con una risata sarcastica) Di rendita? Vivere di rendita?
La madre - Sicuro: di rendita.
Il padre - (solenne) Lo sai da quanti anni respiro in questa bottega?
La madre - Da quando eri ragazzino.
Il padre - No: da duecento anni. Prima di me, mio padre, mio nonno e il mio bisnonno. Anzi, mio nonno morto proprio in bottega, d'un accidente, l, al posto dove ora sei tu.
La madre - Grazie tante.
Il padre - Niente grazie! storia! E la storia storia. Da Filippo Pertichelli ad Alessandro Pertichelli, duecento anni di storia e di gloria. Gi: anche di gloria. Perch l, davanti a questa porta, a questa bottega, passato anche Pio IX. Non s' fermato, vero, ma c' passato. Tutta Roma c' passata! Garibaldi, Vittorio Emanuele II, Crispi, Re Umberto I, la Regina Margherita, Guglielmone... Vendere la bottega, vendere la bottega!
La madre - Mi lasci parlare?
Il padre - Parla pure... (A tutto vapore) E non ti dico poi di tutte le chiacchiere e di tutte le discussioni a cui hanno assistito queste quattro mura! Bisognava sentire mio padre! Io allora ero ragazzino... Ma tutti i primi storici, antiquari, archeologi, anticagliari d'Europa hanno chiacchierato qui, qui, in bottega! E le discussioni se gli antichi Romani fumavano o no! E il grande Martino Spangenberg che sosteneva di no e mio padre che gli present una pipa trovata negli scavi di Frascati su cui era scritto: Nerone al suo amico Martino... . E il tedesco prese un cappello, un cappello!
La madre - Sss! Zitto un momento!
Il padre - Che c'?
La madre - Si fermato davanti alla vetrina quel solito forestiero.
Il padre - Quello che guarda guarda e non compra mai?
La madre - Aspetta... Non ti muovere... Hai visto? Ti sei alzato e lui se n' andato.
Il padre - Tutti cos. Hanno paura di comprare. (Rintocchi netti e argentini di una pendola di Sassonia) Le sette. E Annetta che fa? Perch non torna?
La madre - Sai, quando va dalla zia si mette a chiacchierare, e allora...
Il padre - Gi: non ci son che le donne per attaccar bottoni.
La madre - E gli uomini, no? Toh, eccola. Buona sera, Annetta.
Annetta - (poco accessibile) Buona sera, mamma. Buona sera, pap.
Il padre - Be', come sta la zia?
Annetta - (sorpresa) Quale zia?
Il padre - Come, non sei stata dalla zia Emma?
Annetta - Ci mancherebbe altro! Tutto il giorno chiusa qui dentro e poi uscire per andarmi a rinchiudere ancora?
Il padre - E dove sei stata?
Annetta - Oh, bella! Al cinema.
La madre - Volevo dire! E che cosa hai visto al cinema?
Annetta - Il solito: amore, amore, amore.
Il padre - Ma senti con che disprezzo la giovent d'oggi parla dell'amore!
Annetta - Per carit, pap: non m'intronare la testa (leziosamente) con le dolcezze dei tuoi anni pi, belli.
Il padre - Gli anni pi belli io li ho passati qui dentro.
Annetta - E io non faccio altrettanto?
Il padre - Ma tu sei ragazza...
Annetta - Oh, s: ragazza!
Il padre - Non sei una ragazza? Anzi una signorina da marito?
Annetta - Oh, s: il marito!
La madre - Questa sciocchina si messa in testa di essere gi vecchia.
Il padre - Vecchia? E che dovrei dire io? E poi, non c' et per il matrimonio. Capita quando meno si aspetta. Vero, Caterina?
La madre - Gi: a me capit che avevo 28 anni. Non eri bello, ma la mamma mi disse: In fin dei conti ha due braccia, due gambe e i calzoni. Non lasciartelo scappare.
Annetta - Sentite: con questi vostri discorsi mi fate sbadigliare.
La madre - Ohi, ohi. Tempo nuvolo? 0 effetto del cinema?
Il padre - Gi: le scene d'amore scuotono i nervi. E per questo io preferisco Charlot.
La madre - Ed io Topolino. Diverte di pi. Sss!
Il padre - Che c'?
La madre - Il forestiero di prima.
Il padre - Gi: eccolo l. A forza di guardare, consumer la vetrina.
Annetta - Dove vai? Fermati. Rimani a sedere. Per una straordinaria combinazione capita un forestiero e tu vuoi farlo scappare?
Il padre - Scappare? Ma se nemmeno entrato!
Annetta - Ragione di pi. La psicologia degli amatori delle belle arti va studiata. Ci son quelli che entrano subito, e quelli, timidi e indecisi, che vogliono pensarci.
Il padre - Be', intanto che lui pensa, io salgo su in casa. Se mai si decidesse, chiamatemi. La psicologia, questa bella!... La psicologia! (Via).
Annetta - (in orgasmo) Mamma, non hai visto che il babbo fuma la pipa? Che aspetti?
La madre - Come, che aspetto?
Annetta - Ma s! A levargliela di bocca! E anche a preparargli una tazza di camomilla! Fra cinque minuti avr l'acidit di stomaco e sar di un umore esecrabile!
La madre - (impressionata) Credi?
Annetta - Non senti come tosse? Addio polmoni, gola e trachea! Va', va'! Corri!
La madre - Volo! (Breve pausa, poi la voce di Porfirio Asmolojf. Voce dolce, con lieve accento straniero e un poco di erre grassa).
Porfirio - Pardon, signorina... Si pu entrare?...
Annetta - (alquanto sostenuta) Prego. Ingresso libero.
Porfirio - Grazie. Un vero museo di rarit! Ninnoli rari, preziosi... Quadri di autori illustri... Gentiluomo... Velasquez...
Annetta - Autentico.
Porfirio - Non dubito... Venere Anadiomne... Una copia, vero?
Annetta - Ah, certo.
Porfirio - Per... Che pastosit, che luminosit di carni!... Si pu toccare?... Squisita, squisita, squisita. Tutta la seduzione femminile in una mossa estremamente pudica.
Annetta - Il signore artista?
Porfirio - Oh, amateur, soltanto amateur.
Annetta - Francese?...
Porfirio - Russo. Permette?... (Presentandosi) Porfirio Asmoloff, gi capitano dell'Esercito Imperiale e da otto anni in Italia.
Annetta - Il signore ha una galleria di quadri?
Porfirio - L'avevo. (Ridendo) Ora devo contentarmi della galleria del mio principale.
Annetta - Come dice?
Porfirio - Sono precettore in una nobile famiglia romana.
Annetta - (un po' delusa) Ah.
Porfirio - E questa danza di amorini?...
Annetta - Un Fragonard.
Porfirio - E questa tabacchiera?
Annetta - Fu di Napoleone.
Porfirio - Oh, quante tabacchiere aveva Napoleone!... E questa piccola scatola...
Annetta - Un carillon. Vuol sentirlo? Non fa che una sonata, sempre la stessa.
Porfirio - (con slancio) Signorina...
Annetta - Aspetti. Stia a sentire. (Il carillon sgrana le sue note delicate e fragili in una musichetta che par di tempi lontani).
Porfirio - (finito il carillon, con altra voce, quasi pregando) Signorina, una parola! Una sola parola!
Annetta - (con un riso un po' convulso) Ora lei come il carillon!
Porfirio - Signorina, il suo nome! mi dica il suo nome!...
Annetta - Ecco, vede? Sempre lo stesso motivo! Lei passa e ripassa davanti alla mia bottega, si ferma a guardare la vetrina, mi segue per la strada, entra qui dentro per finire col dirmi... sempre le stesse cose... Ah, ah! Una macchinetta che si carica! Ecco l'amore! Ecco gli uomini!
Porfirio - Signorina Giulia, mi permetta almeno...
Annetta - Ma che Giulia! Annetta.
Porfirio - Grazie... Ora so il suo nome: Aniuta!
Annetta - Aniuta?
Porfirio - S, in russo: Annetta, Aniuta!... E ora che so, me ne vado!... E grazie per Velasquez, per Venere, per Fragonard e per la tabacchiera... Sento il suo riverito padre che scende la scala di legno seguito dalla sua riverita madre... Vado. Ma mi rivedr. Addio! Arrivederci, Annetta... Aniuta!... (Breve pausa).
Il padre - Be'? Che ha, quello?... matto?
La madre - Ha comprato almeno qualche cosa?
Annetta - Voleva il carillon.
Il padre - Glie l'hai dato?
Annetta - Non ci siamo messi d'accordo. (Ricaricando il carillon) Per gli piace. E torner... Vedrete che torner!...
SECONDO TEMPO
Qualche giorno dopo. - Mattina.
Il padre - Di', Caterina: ne vuoi sentire una bella?... Ma dove ti sei cacciata?
La madre - Son qui, dietro Venere.
Il padre - Ho trovato nella cassetta delle lettere questo bigliettino di Porfirio Salamoff.
La madre - Salamoff?
Il padre - S... Ostroloff... Strogoff... Fammi veder bene... Gi: Porfirio Asmoloff.
La madre - Il forestiero che venne giorni fa?
Il padre - S, il russo... Mi scrive se posso tenergli in bottega un suo ritratto a olio nella speranza che qualcuno lo compri.
La madre - Un ritratto a olio, di lui?
Il padre - Gi. Dice eh' d'un celebre pittore russo. Bravo merlo! Io cerco di vendere la roba mia e lui vorrebbe ingombrarmi la bottega con la sua!
La madre - matto!
Il padre - Ma pi matta di lui Annetta, la quale spera sempre che Salamoff torni per comprare il carillon.
La madre - (ironica) Ma che Annetta! Aniuta!
Il padre - Gi. Da quando si messa a leggere romanzi russi vuol essere chiamata Aniuta! Ma che fissazione?
La madre - Forse saranno i romanzi; ma mi pare che Annetta non abbia pi il pensiero fisso a quel delinquente che l'anno scorso la fece innamorare e poi la piant.
Il padre - Farabutto! far girare il boccino a una ragazza onesta e poi lasciarla dopo sei mesi! Che avresti detto tu, eh, se io, dopo sei mesi, t'avessi piantata?
La madre - Tu non avresti avuto il coraggio di farlo.
Il padre - Perch ero troppo buono, vero?
La madre - No: perch avevo quattro fratelli e imo pi gagliardo dell'altro. Ma non si sar un po' incapriccita del russo?
Il padre - Un Salamoff per marito?
La madre - Perch?
Il padre - Ma, prima di tutto, perch... moglie e buoi dei paesi tuoi.
La madre - E i buoi dei paesi altrui non sono forse di carne e d'ossa e corna come i nostri?
Il padre - Ma no, ma no. E poi perch Salamoff i quarant'anni sonati non li deve andare a cercare davvero.
La madre - Certo che un po' pelatello. Per: che finezza, che distinzione!
Il padre - S: ma pi della distinzione valgono i quattrini. Ci pensi? Annetta ha duecentomila lire di dote. E avr il resto alla nostra morte. Tocca ferro.
La madre - Lo tocco. Per, se aspetti per genero un principe, stai fresco!
Il padre - E perch no? Un principe, o, magari, un barone, un conte, un marchese...
La madre - Zitto! Eccolo l!
Il padre - Il principe?
La madre - Porfirio... Porfirio Salamoff. Passa dall'altro marciapiede. Sorride... saluta...
Il padre - Te?
La madre - Ma che me! Una persona che al primo piano...
Il padre - Civettona! Adesso salgo su in casa e se l'acchiappo alla finestra...
La madre - Il russo se ne va... Ecco, lemme lemme...
Il padre - E lei, senti come canta! Ora scende la scala... Aspetta, aspetta... (Ad Annetta che entra canticchiando) Ma che bel motivetto! E dove l'hai imparato?
Annetta - Non Io riconosci? quello del carillon.
Il padre - Gi, vero. Per un motivetto con la barba. E che barba!
Annetta - Pap, non ti capisco.
Il padre - E allora ti dir che la potresti piantare... con quello spiantato di Porfirio.
Annetta - Asmoloff.
Il padre - Ascoloff, Sbrodoloff, come ti pare... Perch, sar che io non me ne intendo di psicologia, ma quello non per te.
Annetta - - Pap, ti faccio osservare che ho venticinque anni.
Il padre - E hai aspettato venticinque anni per civettare con un disperato?
Annetta - Disperato?
Il padre - Sicuro. Mi ha scritto per pregarmi di tenergli in bottega il ritratto a olio che gli ha fatto un pittore russo.
Annetta - Il suo ritratto? Possibile?!...
Il padre - Il suo ritratto, il suo ritratto.
La madre - Forse lo vende per farsi un po' di corredo.
Il padre - (ironico) Gi: si prepara al matrimonio.
Annetta - (furiosa) Volete smetterla?
Il padre - Eh, non ti arrabbiare. Quando arriva il quadro, lo rimandiamo indietro.
La madre - Allora puoi farlo subito. Ecco. Porfirio che rispunta alla cantonata.
Il padre - Lui? Ancora?...
La madre - E questa volta col quadro avvolto nei giornali.
Il padre - E come mai avr fatto cos presto?
La madre - Forse lo teneva in deposito dallaltro antiquario alla voltata.
Il padre - E ora vorrebbe affibbiarlo a me?
La madre - Zitto! Attraversa la strada...
Il padre - (a Porfirio, in tono canzonatorio) Uh, lei?... Si accomodi, favorisca. Vedo che suda come un cavallo. Per, se venuto per quell'affare, non se ne fa niente.
Porfirio - (un po' ansimante) Permetta che deponga sopra questo cavalletto...
Il padre - Deponga quanto vuole.
Porfirio - Ha un paio di forbici per tagliare lo spago?
Il padre - Tagli quanto vuole. Per, poi dovr rifare la fatica d'incartarlo.
Porfirio - Aspetti che abbia tolto la carta... (Lacera e toglie i giornali) Ecco... cos. (Oooh!.. prolungato di stupore e d'ammirazione del padre, della madre e di Annetta).
Il padre - Ma questo giovane ufficiale...
La madre - lei?...
Annetta - lei?... Dica, lei?...
Porfirio - (con ironia velata di malinconia) Io... qualche anno fa.
Il padre - E questa brillante uniforme?
Porfirio - (c. s.) Io... Alfiere nella Guardia Imperiale.
La madre - (ingenuamente) Come bella!
Porfirio - Lasci la bellezza... Guardi la firma del pittore.
Il padre - (ancora sorpreso) Ma lei, scusi, non , come ci ha detto Annetta, precettore in una famiglia patrizia?
Porfirio - (sorridendo) Ora, s. Necessit, povert! Ma guardi, osservi la firma.
Il padre - Ma io guardo il ritratto! E mi pare impossibile che questo ufficiale...
Annetta - (ridendo) Ohi, pap! Non vorrai mica dire che il signor Porfirio ha cambiato faccia, o che vecchio?...
Il padre - (protestando) No, no, no. E poi, il mondo fatto cos. Chi scende e chi sale.
Porfirio - Io sono sceso.
Il padre - Ma che dice mai!
Porfirio - Precettore.
Il padre - Ma che precettore! Lei un gentiluomo. Mi occuper con piacere del suo quadro.
Porfirio - Grazie. Infinite grazie. E potr passare qualche volta per aver notizie?
Il padre - Del quadro?... Ma penser io.
Porfirio - Le lascio a ogni modo il mio biglietto di visita con l'indirizzo.
Il padre - Grazie. (Stupefatto) Una corona di conte?... Lei ...?
Porfirio - Malinconie dei giorni che non tornano pi.
Il padre - Ma no! Quando si conte, si conte per tutta la vita! Doveva dirlo, che diamine! Annetta, una sedia al signor conte! E tu, Caterina, non stare l impalata! Muoviti! Togli lo spago di mano al signor conte!
Porfirio - Grazie. Allora, posso sperare che il mio ritratto...
Il padre - Ma certo! Me ne occuper subito! E lei passi pure tutti i giorni a chiedere notizie. Se non trover me, trover mia moglie, o magari Annetta. (Sorridendo) Anzi, Aniuta!
- (Cordiale) A proposito, come si dice Caterina in russo?
Pokfikio - Katia. E il vezzeggiativo Katuscia.
Il padre - (alla moglie) Oh, Katuscia! (A Porfirio) E Alessandro? Ma Alessandro gi nome russo: Alessandro, Alessandroff!
Porfirio - No: Alessandro, in russo, Sascia.
Il padre - Aniuta, Sascia e Katuscia! Ah, i Russi! Troike, vodka, cosacchi, Tolstoi, Nicola, Lenin, samovar, caviale, petrolio... Che nazione, che popolo, che confederazione!... (La pendola di Sassonia batte undici colpi) Le undici? (Alla moglie) Su, Katuscia: va' a dare un'occhiata alla domestica e alla cucina. E lei, conte, favorisca a pranzo con noi.
Porfirio - Non vorrei disturbare...
Il padre - Niente disturbo.
Annetta - Se il signor Porfirio vuol farci questo regalo...
Il padre - Ma che signor Porfirio! Conte Porfirio Asmoloff alfiere della Guardia Imperiale di Sua Maest lo Czar! Ecco l il ritratto. (Breve pausa) Dica un po', conte: non le pare un sacrilegio vendere quel quadro?
Porfirio - Oh, e perch?
Il padre - La sua effige pi tosto la compro io.
Porfirio - Lei?
Il padre - Per metterla nel nostro salotto. Cos potr sempre venire ad ammirarla.
La madre - Non mica una brutta idea. Che ne dici, Aniuta?
Annetta - un'idea bellissima.
Porfirio - E allora, se bellissima, io mi permetto di offrire il quadro alla signorina.
Il padre - A lei?...
La madre - Ad Aniuta?...
Annetta - A me?...
Porfirio - In ricordo dell'ora dolce trascorsa in questa dolcissima terra d'esilio.
La madre - Quale ora?
Porfirio - Quando la signorina mi fece sentire il grazioso motivetto del carillon.
Il padre - Glie lo faccio sentire io.
Annetta - No, no, pap. (Caricando il carillon) Questo riguarda me.
Il padre - Come credi. (Il carillon comincia a sonare). Conte, arrivederci fra poco. E venga ogni giorno, per il quadro, per il carillon e un pochino anche per noi. Su, Katuscia, andiamo...
La madre - (con un sospir) S: sar sempre la stessa, sempre la solita... Ma tanto bella!... Tanto bella!... (Il carillon continua...).
FINE
- Questo copione è stato visto:


