Il carteggio celeste

Il carteggio celeste

Il carteggio celeste

Atto unico di Francesco Principato

Personaggi:

Virginia Galilei Suor Celeste

Cardinale Piccolomini

Galileo Galilei

Badessa

La verit figlia

del tempo

e non dellautorit

B. Brecht (Vita di Galileo)

La scena una cella di clausura di un convento. Nella cella c un letto, un comodino, un inginocchiatoio e una cassapanca; finestra, coperta da pesante tenda, su un lato. In un proscenio o in un laterale si svolgeranno lazione iniziale di ingresso in scena e lazione del primo richiamo di memoria (Piccolomini e Galileo Galilei). Negli altri flash back sar lilluminazione (diretta, soffusa, diffusa, personale) a raffigurare il salto temporale.

Scena I (cardinale, badessa)

Il proscenio scarsamente illuminato, come da luce di fiamma. Si odono canti gregoriani. La badessa illumina con un cero lingresso del cardinale.

Badessa: (riverendo il prelato) Sia lodato Ges Cristo.

Cardinale: Sempre sia lodato (avanza sicuro fino alla cella, quella che sar la scena)

Badessa: (sopravanza il cardinale e prosegue per qualche passo; poi si ferma, attendendolo) Suor Celeste di sopra

Cardinale: Come sta?

Badessa: (scuote la testa) E spirata poco fa.

Cardinale: (si fa il segno della croce) Pace alla sua anima benedetta.

Badessa: (sospirando mestizia) E giunta al cospetto di Dio. Ha raggiunto la sua meta, il nostro scopo.

Cardinale: (sospirando anchegli) Sia fatta la volont di Dio Ma noi ora abbiamo una missione da compiere, una sacra missione. (spinge la maniglia della porta che non si apre, attende che la monaca gli si avvicini)

Badessa: Suor Celeste non pi qui. (indica sopra) Le sorelle la stanno preparando per lultimo viaggio

Cardinale: Ma la cella questa! Perch non si apre?

Badessa: (imbarazzata) E chiusa a chiave

Cardinale: E allora aprite! (la monaca esita e il cardinale inquieto per il lavversit) Non avete la chiave?

Badessa: (impacciata) La vado a prendere

Cardinale: (nervoso) Non lavete? Ma non siete voi che dovreste tenere le chiavi del monastero? E chi altri allora? Chi ? Voglio sapere a chi stato permesso di entrare nelleremo di Virginia Galilei.

Badessa: ( agitata fino allapprensione e allansia) La sorella vicaria. E lei che

Cardinale: (imperioso) Fate aprire questa porta!

(La badessa esce di scena quasi di corsa; il cardinale attende il ritorno muovendosi sul proscenio, ascolta i canti, biascica qualche salmo)

Badessa: (ritorna mostrando la chiave) Eccola!

Cardinale: (indica lingresso) E aprite allora.

(La suora apre e cede il passo al cardinale)

Cardinale: Non si vede nulla. Come faccio? Come posso trovarle? Come faccio ad esaminare

Badessa: (sporge il cero dentro la cella) Le faccio luce

Cardinale: Non basta! Mi occorre pi luce. Pi luce!

Badessa: Porter altri ceri

Cardinale: Portate piuttosto dei candelabri!

Badessa: Candelabri? Eminenza, questo un convento di clausura, non

Cardinale: Ho bisogno di vedere, scrutare. Leggere!

Badessa: (asservita) S prendo quelli dellaltare. Sono gli unici

Cardinale: E portate anche delle candele di ricambio.

(Il cardinale perlustra la camera alla luce del cero aspettando il ritorno della suora; i salmi e i canti rinforzano; la badessa ritorna con due candelabri e altre candele vergini; tenta di appoggiare i candelieri sulla cassapanca)

Cardinale: L no! No, sono proprio l. Sul comodino, sgombrate il comodino e posate l i candelabri. Legger seduto sul letto. Sorella, voi potete andare.

Badessa: Eminenza, la messa funebre officerete voi?

Cardinale: Padre Faustino non pu?

Badessa: Io credevo che foste venuto per rendere

Cardinale: E il vostro padre spirituale. Tocca a lui. O no? Oppure non

Badessa: Oh s. Per noi va benissimo. Aspettiamo allora.

Cardinale: Aspettare? No. Potete pure celebrare. Io pregher qui.

Badessa: Ma non non dobbiamo aspettare che arrivi suo padre?

Cardinale: No. Suo padre non potr presenziare. Messere Galileo Galilei non pu lasciare il suo penitenziario di Arcetri. Anche se la sua villa ha pur sempre una condanna da scontare. Officiate pure. Io mi chiuder dentro per svolgere il mio solenne mandato.

Badessa: Non c chiusura dallinterno

Cardinale: E allora rinchiudetemi voi. E e speriamo di riuscire a dare pace a questa anima santa. Che Dio labbia in gloria.

Badessa: (uscendo) Che Dio labbia in gloria.

Scena II (cardinale, Galileo Galilei)

Il cardinale accende le candele dei candelabri; comincia a cercare nella cassapanca di Virginia Galilei; la svuota degli abiti e li posa ai piedi del letto; tira fuori dei vecchi libri, controlla fra le pagine

Cardinale: (spazientito) Ci devono essere!

(Sbatte i volumi e li butta nel baule; scuote le stoffe nere e le scaglia sopra i libri; afferra lultima tunica e si blocca: candida, piegata con cura; la svolge sul letto: macchiata di sangue nel mezzo; vi infila la mano e la ritrae; gira lo sguardo e reintroduce la mano dentro la blusa; ritira la mano stringendo un pacco di lettere legate fra loro)

Cardinale: Eccole! Ecco le lettere di Galileo Galilei alla figlia Virginia.

(Ripiega la piccola tonaca; alza lo sguardo al cielo a ricordare)

Cardinale: Povere bambine. Come erano piccole.

(il proscenio illumina Galileo Galilei)

Galilei: Piccole?

Cardinale: ( il cardinale gli si avvicina; perentorio, a rimproverarlo) Piccole! Sono troppo piccole Galileo, troppo giovani. E non possono

Galileo: Non possono prendere i voti prima dei sedici anni. Lo so! E proprio per questo che sono venuto da voi. Va bene, prenderanno i voti a sedici anni. Per come comanda il nostro Santo Diritto Canonico.

Cardinale: Oh! Finalmente capite.

Galileo: Per nulla vieta che vengano accolte in convento fin da ora. E con il vostro patrocinio, la badessa le accetterebbe senza dibattere...

Cardinale: Ma Galileo! Qui non si tratta di qualche mese. Le vostre figlie hanno solo dodici anni.

Galileo: Livia! Virginia ne fa tredici a giorni. Fatelo per la nostra amicizia. Fatelo voi Oppure volete che lo chieda al nostro concittadino, volete che vada a Bologna

Cardinale: (rimproverandolo) Dal nostro legato pontificio? Da Monsignore Maffeo Barberini? Una benevolenza lavete gi richiesta, vi ha gi salvato da una costrizione

Galileo: Costrizione? La denuncia di Bellarmino dettata solo da invidia. E ne consapevole perfino Sua Santit Paolo Quinto che difatti ha bloccato il processo

Cardinale: Perch cos lo convince Monsignore Maffeo

Galileo: Ma questo processo non lo temo comunque. Non lo temo! Perch protestanti e cattolici non sono cosa uguale.

Cardinale: Ma uguale la Scrittura

Galileo: (scacciando i presentimenti del cardinale) Ma la Santa Chiesa Cattolica e Romana non solo scriptura. E interpretazione, gerarchia, governo

Cardinale: E la successione di Pietro! Come Dio ha comandato. La pietra su cui fondata la Chiesa. Ma a proposito di gerarchia: avete un divieto di insegnamento da rispettare. Avete una bolla del SantUffizio

Galileo: Che invalider una volta per tutte! Canceller anche ogni irresolutezza del Papa, ogni avversione dogmatica alla teoria copernicana.

Cardinale: (si allontana da Galileo esplicando scetticismo) Dovrete cancellare quasi tutto il concistoro

Galileo: Tutti i cardinali? Proprio tutti? Anche voi siete un avverso?

Cardinale: Io vi sono amico. Ma io non conosco di astronomia e fisica. Io non so qual la scienza esatta. Io conosco per cosa giusta quel che la fede giusta la fa. Ed ingiusta qualsiasi cosa che ingiusta effigia la fede.

Galileo: E io so di essere nel giusto. Io! E anche di operare per il bene della Chiesa, per il bene della fede..

Cardinale: (voltandosi di scatto) E per le vostre figlie? Siete sicuro che state operando per il loro bene? Che sia questo il loro bene? Il convento?

Galileo: (si appoggia con un gemito, si tiene la testa fra le mani) Le mie povere figlie Povere figlie. Negate di madre, figlie illegittime

Cardinale: (ignorando la finta pena di Galileo) Siete stato voi a negargliela. Potevate sposare la loro mamma

Galileo: (a sua volta ignora il cardinale) Figlie di un padre che ha solo due precetti: la religione e la scienza, le uniche vie per conoscere la mente di Dio. Io! Io io solo questo posso dare in dote alle mie figlie. E loro solo da Dio possono ottenere corredo alle loro caste virt

Cardinale: Oppure proprio lassenza di dote a portarle in convento, ad impedire gli sponsali

Galileo: Ma che dite? Le mie risorse non son copiose vero

Cardinale: Ch dei vostri averi per con i discepoli ne fate prodigalit

Galileo: (cercando di ignorare le allusioni) Loro sono come orfane: cresciute fra parenti che non hanno pi. Sono cresciute con mia madre. E ora che lei non c pi, come faccio? Come faccio io a crescerle fino allet da marito? E poi, loro meritano di andare in convento, di studiare

Cardinale: Meritano?

Galileo: La loro intelligenza! Non dovrebbe andare sprecata per accudire lo sposo e figliare.

Cardinale: Spreco? Attento a quello che dite Galileo: creare la vita non spreco. E la volont di Dio

Galileo: (risoluto a riformulare la richiesta) E io proprio serve di Dio le voglio!

Cardinale: (scuote la testa; esprime tutto il suo scetticismo con linvito ad abbandonare la dolorosa postura; lo solleva in posizione pi eretta) E va bene! Saranno accolte in convento ma Galileo Galilei, non che le state sacrificando alla vostra scienza?

Galileo: (risentito) Sacrificare le mie figlie alla scienza?

Cardinale: (insinuante) Alla scienza piuttosto che alla fede (Galileo viene oscurato)

( il cardinale ritorna nella cella, ripone la tunica e le lettere nella cassapanca)

Scena III (Cardinale, badessa)

Badessa: (rientra nella cella) Eminenza, scusatemi. Abbiamo pregato per lanima di sorella Celeste

Cardinale: Le stata impartita lestrema benedizione?

Badessa: S. La nostra consorella pronta per lultimo viaggio.

Cardinale: (biascica alcune espressioni latine; con le dita traccia la croce nellaria) Sia fatta la volont di Dio. Domani restituir a messere Galileo Galilei sua figlia Virginia. Voi andate. Io raccoglier gli effetti da riconsegnare a suo padre. Andate, andate pure.

Badessa: (non comprendendo linvito) Non volete vedere dove dormirete?

Cardinale: (risoluto indica la stanza) Dormire? Questa notte sar veglia! Veglia di preghiera. Voi non sapete, non immaginate quale servigio alla sacra dottrina abbia reso suor Maria Celeste. Andate e pregate per questa suora, per questa Santa.

Badessa: (confusa) S, preghiamo Pregheremo tutta la notte. (si avvia alluscita accompagnata, quasi sospinta, dal cardinale)

Cardinale: E serrate questa porta.

Badessa: S eminenza. Veglieremo e pregheremo. (esce)

Cardinale: (ritornando) Loro non sanno. Non sanno e non dovranno sapere. (guarda, soppesandolo, il pacchetto delle lettere) Nessuno dovr mai saperlo.

Scena IV (cardinale, Suor Celeste)

Il cardinale continua ad osservare le lettere; siede sul letto, slaccia il nastro e comincia ad esaminare i fogli: li ripone al suo fianco e ogni tanto qualche lettera la pone da parte; il gruppo di una parte lo raccoglie, lo lega nelloriginale sigillo di stoffa e lo butta nella cassapanca; si alza dal letto, lo riassetta e dispone le altre lettere sulla coperta, poi le riprende ordinandole; cambia qualche candela, si rimette a sedere e comincia a leggere la prima lettera.

Cardinale: (leggendo) Carissima Virginia, fin dal primo momento sapevo(continuer come a leggere la lettera)

Galileo: ( evocato in scena dalla lettura della lettera con una illuminazione diretta, sul proscenio; reciter quel che scrive alla figlia) Sapevo che il monastero di San Matteo in Arcetri sarebbe stata la scelta illuminata: mi congratulo sempre e sempre notizie chiedo e mando per mezzo del mio, e tuo, benefattore Sua Eminenza il Cardinale Piccolomini. Perdonami se non posso risponderti con celerit e con il rispetto che meriti. Ma essere in continuo assillo e viaggio mi stanca e poco tempo mi lascia da dedicarvi. Gli studi e i riscontri necessari mi ingaggiano in diatribe interminabili, in contese anche fuori dalla Toscana fino in quel di Roma. Qui finalmente ho potuto incontrare il mio amico Maffeo Barberini, al quale gi da lustri noi tutti devoti cattolici ci rivolgiamo come Santit Urbano Ottavo. Ho potuto parlargli come si parla fra uomini di conoscenza e scienza, fra creature di Dio che hanno in scopo la Sua Gloria. Lui pi del suo predecessore Paolo Quinto, lui non romano. Mi ha espresso i suoi dubbi ma non mi ha negato la licenza preliminare. La pubblicazione del trattato sui massimi sistemi sar possibile appena avr dato risposta al suo dubbio: come fa la terra a girare attorno al sole senza perdersi la luna che gli gira sempre attorno? Come vedi il sue veto di origine scientifica. E io che studio la natura per conoscere la mente di Dio, dimostrer la prova. Dimostrer che il sole ad essere immobile (lilluminazione su Galileo sfuma, esce di scena)

Cardinale: Immobile.. il sole. (Una luce illumina un angolo della cella, illumina Suor Celeste; il cardinale va verso la sorella, terr sempre in mano la lettera) Giosu ordin al sole di fermarsi, non alla terra! Giusto sorella?

Celeste: (risponde a capo chino) E nella Bibbia. E nella Bibbia e voi chiedete a me se giusto?

Cardinale: Al sole! Al sole e no alla terra alla terra. Il mondo percorso da uninquietudine nefanda, dallinquietudine dei loro cervelli e la loro frenesia la trasferiscono alla terra. Che immobile. La terra immobile! (stizzito) Loro loro mettono in dubbio ogni cosa.

Celeste: (timidamente) Loro?

Cardinale: Loro! I copernicani. Non basta la discordia luterana. Anche i cattolici. Anche i cattolici a sconfessare il Dogma. (avvicinandosi alla suora) Noi dobbiamo evitarlo! Noi dobbiamo scampare il sacco della Cristianit, la spoliazione della parola di Dio. Noi possiamo!

Celeste: Noi? Cosa cosa posso fare io?

Cardinale: Noi! Il clero. Gli ecclesiastici. I paladini della cristianit, i soldati di Cristo che la cresima ha armato. I fondatori del cattolicesimo. (incalzando la monaca) Ma possiamo noi fondare la compagine umana sul dubbio? (in crescendo) Che la terra giri intorno al sole? Sul dubbio anzich sulla fede? Sul dubbio anzich sulle sacre scritture? Sul seme di malerba che questo Copernico ha infestato anche nel cervello di ferventi cattolici? Nel cervello di vostro padre!

Celeste: (si copre il viso e scuote la testa) No. No

Cardinale: E allora dovete aiutarmi. Aiutatemi a convincerlo. A riportarlo sulla via della Fede. Aiutatemi a fargli abbandonare questo pericoloso declivio di eresia.

Celeste: (acconsente con rapidi movimenti della testa)

Cardinale: (sempre con vigore) Non mi ascolta pi! Non mi vuole pi parlare. Non sta pi a sentire i preminenti della chiesa, neanche gli amici. Nessuno! Solo voi. Solo voi avete ancora il potere di discutere con lui. Di scrivergli e avere risposta. Di argomentare. Ormai siete il suo unico legame con la ragione. Tocca a voi riportarlo sulla via illuminata del dogma. A voi!

Celeste: (in un lamento) A me? Dite che non ascolta pi nemmeno voi che gli siete stato e siete amico pi di un germano. E e chiedete a me di persuaderlo? A me? A cui scrive se inchiostro e penna e mano gli rimangono dopo aver vergato i suoi postulati. A me che

Cardinale: Siete sua figlia!

Celeste: (si gira a nascondere il viso e per dominare il pianto) Figlia io? Figlia di chi? Se madre ebbi solo per veder la luce divina. Perch Messere Galilei mai volle congiungerla nel sacro matrimonio. Figlia. Figlia di chi? Se il cotanto padre caric il peso della sua progenie allanziana madre. Solo mia nonna Solo lei fu lunica che vecchia piet ebbe il giorno del prematuro distacco. Il giorno che voi (mestamente) Voi acconsentiste.

Cardinale: Quel giorno labbandono era gi deciso e io accolsi la supplica di tutela. Verit dolorose mi esprimete e ricordate, sorella Ma voi siete ancora colei che lo chiamate padre. Voi siete lunica che ancora gli scrivete, siete lunica a cui ancora si degna di risposta. Siete lunica che pu dissuaderlo. Lunica.

Celeste: (cercando di sconfessare la fiducia del monsignore) Sol perch gli scrivo babbo mio una volta al mese? E risposta ne ottengo quando ormai ho perso memoria di quel che avevo vergato

Cardinale: No! Non questo il motivo, non solo questo. Voi siete colei che ne ha ereditato lintelletto, colei che pu discutere di trattati e moti dominanti. Voi siete colei che pu dissertare di teologia e censurare la scienza scorretta dellantagonista familiare. Voi potete fare in modo che vostro padre rifugga da questa sua eterodossia.

Celeste: Troppo potere mi confidate, eminenza. Voi date troppo potere ai miei studi e alle mie conoscenze

Cardinale: Che non sono solo di salmi e erbari. Questo lo so.

Celeste: E troppo contate su una affettivit filiale che in questo convento s ormai consumata. (scoppia in lacrime) Perch ormai solo per il quarto comando delle Sacre Tavole amor dimostro E forse pecco.

Cardinale: (consolante) Non piangete. Voi siete nel giusto e peccato non commettete. Perch disonore al padre non arreca chi a Dio si consacra. Vi siete dedicata al Cristo come mai nessuna novizia. E ora a Lui potete ricondurre anche vostro padre. Voi avete gli strumenti divini: avete la fede, la conoscenza, lamore. (calcando e indicando col dito allins) E su questo che confidiamo per bloccare la terra volubile di Galileo Galilei e tornare a far muovere il sole.

Celeste: (pronunciando con sofferenza) Occorrer prima che smuova il suo cuore

Cardinale: (risoluto) Figlia siete! E pi di Livia e Vincenzo. E voi sapete cos lamore. Avete tutte le insegne per salvare il cattolicesimo.

Celeste: Se questo deve essere il mio cimento

Cardinale: Cos sia.

Celeste: E cos sia.

Cardinale: (esalando soddisfazione) Avete una missione importante, ricordatelo. Una missione per conto di Dio.

(buio su suor Celeste)

Scena V (detti)

Il cardinale torna sullaltro lato della scena; piega la lettera per il verso pi lungo e la brucia sulla fiamma del cero; calpesta i resti cinerei bruciati; svolge unaltra lettera, si avvicina ai candelabri e riprende a leggere.

Cardinale: Devotissima Suor Celeste

Galileo: (come prima) Pia figlia mia. Ho riletto ancora la tua missiva e reputo la tua apprensione ingiustificata, ancorch miope come non sei mai stata. Il tuo intelletto e la tua ragionevolezza non sono mai stati inferiori alla tua, e nostra, Fede. Non dovrai avere mai motivo di adombrarti: in tutte le opere mie, non sar chi trovar possa pur minima ombra di cosa che declini dalla piet e dalla riverenza di Santa Chiesa. E a te dar prova della mia fedelt alla dottrina: ti invier le pagine del trattato che racchiudono i misteri della terra. Leggili e tienimi per mano, se della fede in Dio smarrisco la strada. Io non temo di dover imparare. A temere sono gli Accademici Vaticani della Specola. (infervorandosi) Sono loro a sbarrare la strada della ragione. Ma per gelosia e non per scienza. Solo perch non a loro Dio illumin la verit, ma a cotale Copernico, di cui io sto cercando le prove. Purtroppo non ho ancora risolto il dubbio di Sua Santit Urbano Ottavo. Ma unaltra enunciazione mi permetter la dimostrazione (buio improvviso su Galileo)

Cardinale: (forte) Ma chi si crede di essere? (agita la lettera; sullaltro lato si illumina linginocchiatoio su cui sta pregando suor Celeste; avvicinandosi) Chi? Lunto del Signore? E si permette di offendere i gesuiti della Specola Vaticana.

Celeste: Non offensivo insegnare. Non offensivo imparare. Io ho imparato e insegno a cantare le lodi di Dio

Cardinale: La sua arte del canto Gregoriano opera divina

Celeste: E ho imparato e insegno la farmacologia e luso dellerbario

Cardinale: Ma guarire e lenire il dolore non eresia! Negare le Sacre Scritture s! (batte il pugno sullinginocchiatoio)

Celeste: (sussulta spaventata) Eresia s! (aspetta che le passi il batticuore) S, s indiscutibile.

Cardinale: Larroganza di vostro padre dissennata. O vogliamo considerare ignorante il responsabile del SantUffizio? il Dottore della Chiesa? il docente di astronomia di Lovanio? Vogliamo declinare come ignorante sua eminenza Roberto Bellarmino?

Celeste: No! No (mostra una lettera). Ma lui dice che

Cardinale: Lui dice! (ha la tentazione di allungare la mano verso la lettera) Lui dice che ha la prova? Quale prova? Il formarsi delle maree? Ma finiamola. Voi, sorella, siete figlia di cotanto genitore. La vostra non fu solo la sfortuna di averlo avuto padre illecito. Voi ne avete ereditato la legittima intelligenza. Voi scrivete e leggete. E non solo di canti ed erbe medicinali. Perfino di scienza e matematica Le maree Lo sanno tutti! Che le maree dipendono dalle fasi lunari Lo sappiamo. Lo sapete anche voi. E so dove lo avete letto.

Celeste: (intimorita) Lho letto dopo la riforma di frate Keplero. Dopo, dopo

Cardinale: (mitigando la sua irritazione) Dopo. Va bene, dopo. Dopo la sua abiura di Lutero e delle sue eresie. (muovendosi nervoso nel minimo perimetro della cella) Lui dice (si avvicina alla monaca, indica la lettera in mano alla suora) Lui dice! Ma voi Voi per chi parteggiate?

Celeste: (esitante) Per per il giusto.

Cardinale: Il giusto capisco. Voi lo volete nel giusto? E allora, se volete vostro padre nel giusto siete ancora in tempo. Piegatelo! Voi potete. Oppure volete che per un frate rinnegato, per un Keplero che si riaccosta alla giusta dottrina, perdiamo uno scienziato nobile e timorato di Dio? Che perdiate

Celeste: No! (supplichevole) No.

Cardinale: Che per un momentaneo e insensato convincimento, lo perdiate per sempre. Volete rinunciare a vostro padre per sempre?

Celeste: No Va bene, va bene. (va a posare la sua lettera sul letto, sopra le altre) Gli scriver. Cercher di farlo desistere.

Cardinale: Dovete riuscire! E con laiuto di Dio riuscirete. Non ho dubbi nella vostra fede, nella vostra buona fede

Celeste: Gli scriver ancora, lo avvolger di lettere e di dubbi, di affettuosit e dottrina

Cardinale: (incalzando) Potrebbe non bastare! Potreste essere in difficolt ad argomentarvi con vostro padre. La sua conoscenza dei dogmi degna di un esperto e illuminato teologoPotreste aver bisogno di aiuto.

Celeste: Se lo stesso aiuto di cui ha bisogno mio padre

Cardinale: Laiuto per conoscere la mente di Dio. Per difendere la Fede. Io vi aiuter ad aiutarlo! Leggeremo assieme le pagine che vi ha inviato e che vi farete inviare.

Celeste: (perplessa) Le le pagine?

Cardinale: Leggeremo I due massimi sistemi del mondo. (Il cardinale benedice la clarissa e si allontana; Celeste continua ad acconsentire ciondolando la testa, la luce su di lei si dissolve)

Scena VI (detti)

Cardinale: (stropiccia la lettera che tiene in mano) Dio mio. Fa che sia servito. Fa che tutto questo serva. (fa a brandelli la lettera; fa ardere i piccoli pezzi di carta nella bugia; poi si inginocchia, prega a mani giunte; si china sul letto a raccogliere un altro foglio e comincia a leggere) Amatissima figlia mia, Celeste figlia di Dio

Galileo: Prima di discorrere delle tue apprensioni, cancella presto le mie: come stai? Tu che agli altri presti cura e conforto, non mortificare lalbergo della tua sensibile e votata anima. Guarisci! E dammene lieta novella nella prossima tua. Io vengo a cancellare ogni tua remora, la tua esitazione che freno par voglia frapporsi nelle mie trattazioni. Eppur disputare con te cognizione e apprendimento oltre che gioia e rimpianto. Rimpianto per averti fatto, con la Divina Creazione, femmina. Ch un tal sapere, intelligenza e intuito, se non sono in uomo, vanno sprecati. Per i tuoi conclusivi inviti a licenziare le avversate mie teorie astronomiche, tradiscono i tuoi stessi ragionamenti, non solo il sapere della tua progenie. (il cardinale si alza e comincia ad avvicinarsi verso la luce che illumina nuovamente Celeste) Per questo ti allego i fogli fiorentini del Dialogo, le stampe di cui chieder lassenso. Leggi le pagine che ti scollo, rifletti su queste mie parole: pi aristotelico filosofare dicendo il cielo alterabile, perch cos mi mostra il senso oppure il cielo inalterabile, perch cos persuade il discorso di Aristotele? Io so gi che i tuoi occhi ritorneranno a rileggere il primo postulato. So che pure gli occhi del Santo Padre Urbano Ottavo vi si sono aperti. E ne ho avuto risposta: anche lui convinto che a volte le Scritture oscurano il proprio significato, a volte ci tramandano il mistero. Quindi, figlia mia, non temere: Dio, per mezzo del Suo Massimo Nunzio sulla terra, illuminer il SantUffizio affinch conceda limprimatur (esce)

Cardinale: (rivolgendosi a suor Celeste) Comprendete che significa, sorella? Voi capite? Una iattura! Sarebbe un vero tracollo per la Chiesa Cattolica. La rovina della Chiesa Romana. S. E voi lo sapete!

Celeste: Un libro ( titubante, restia ad ascoltare e a parlare) Per un libro? Per

Cardinale: Un libro? (quasi gridando) Un libro! (respira forte per poi parlare con molta calma)

Sorella Celeste, non arrecate offesa al vostro intelletto. Sapete benissimo quale partita si sta giocando. Voi lavete a coscienza quale mortale duello in corso da Roma alle lande nordiche di Lutero, Calvino e Melantone. E di certo comprendete qual mortale fendente potrebbe essere Il Dialogo per il seggio di Roma.

Celeste: Se questo scritto rappresenta un azzardo, non otterr alcun placet e quindi non ci sar alcun periglio

Cardinale: (batte il pugno contro le mura) Non cos! E gi un pericolo. Non capite? Lo stampato in circolazione.

Celeste: (port le mani a nascondere la faccia) Senza averne lautorizzazione?

Cardinale: E i protestanti gi ne fanno motivo di dissuasione e di adesione alla loro setta. Un nobile cattolico come messere Galileo Galilei che nega la verit delle Sacre Scritture.

Celeste: No! Non vero. Questo non vero.

Cardinale: (sventola la lettera) Non vero? Andate a leggere, (nasconde la lettera dietro la schiena) a leggere cosa scrive: a volte le Sacre Scritture pervertono il loro significato, a volte ci tramandano il falso.

Celeste: E una menzogna! (si avvicina svelta alla cassapanca, cerca fra gli abiti, scava fra i suoi averi, esamina fra le carte senza trovare quel che cerca; sconfortata comincia a piangere) Quel che voi mi riportate una mistificazione. Messer Galileo scrive oscurano e non pervertono. E nella lettera. La lettera (tenta ancora di rimestare) Era qui E scrive ancora che le Scritture ci tramandano il mistero e non il falso. Era cos nella lettera (si arrende nella ricerca) E come vi dico. E vero. (supplicando) Credetemi!

Cardinale: E che cambia? Se vero se io credo. Che conta se la verit sta sepolta in un baule? Ditemelo, a che serve? A chi serve? (si avvicina alla monaca, le prende la mano) Dobbiamo impedire la divulgazione di queste miscredenze. Dobbiamo impedire che lo scisma protestante venga alimentato dalle parole dei migliori cattolici, anche se traviate. Dobbiamo impedire la promulgazione del Discorso. Mi capite, sorella?

Celeste: No. (scuote la testa) Non capisco. Come posso impedirlo io?

Cardinale: Dobbiamo fare in modo che vostro padre non convinca il Papa.

Celeste: Il Papa! (illuminata dallidea) La decisione del Papa sar la rivelazione, la verit. Il Papa infallibile.

Cardinale: S! Infallibile. E proprio questo il rischio. Che la sua infallibilit veda il giusto nelle idee di vostro padre. Che la sua infallibilit segni linizio della fine: la fine della Chiesa. Voi potete capire. Voi capite che

Celeste: Che la veridicit della rivoluzione copernicana

Cardinale: Ora sarebbe

Celeste: (comprendendo la minaccia) La fine di Roma. (singinocchia a terra) Ma cos Cos perder il genitore riconquistato.

Cardinale: (si inginocchia accanto a suor Celeste) No! Riconquisterete il padre perso.

Scena VII (detti)

Il cardinale si allontana dalla suora e si avvicina al candelabro; brucia la lettera; si accosta alla finestra, scansa la tenda di cerata, cerca il cielo, poi sbadigliando si trascina verso il letto, a raccogliere un altra lettera; prende un candelabro e va a leggere vicino alla finestra.

Cardinale: Mia carissima Virginia. E possibile che tu

Galielo: Tu, che le altre sorelle curi e guarisci, non riesca a rimetterti dai tuoi malanni daddome? Pensa alla tua salute e non crucciarti degli affanni miei. Non c rischio per la mia salvezza. Anzi! Leggi le pagine che ti apporto, leggi cosa faccio dire allingenuo disputante, ascolta le parole di Simplicio: Oh che bella dottrina la vostra! Davanti ad essa dobbiamo tacere; ma io lho gi sentita da una somma autorit; da quella autorit che dal nord sferra lattacco a Roma; da quella autorit che stolidamente dichiara che si porrebbe fuori dal cristianesimo chi affermasse che la Terra ha pi di seimila anni. Solo seimila anni! Sono sicuro che comprendi, come comprender Sua Santit Urbano Ottavo. Che abbiamo in mano lo strumento per vincere questa continua guerra, per vincere senza armi sui protestanti e sui loro signori, e sanare questo scisma con la forza della ragione

Cardinale: (rivolgendosi a suor Celeste, in piedi vicino alla sua cassapanca) Suor Celeste, voi lo capite? Capite qual il rischio?

Celeste: (titubante) S e no. (cerca di spiegare i pensieri sovrapposti) Io Non lo so. Non comprendo, non comprendo. Non sarebbe la fine di ogni diatriba? Di questa guerra ormai trentennale.

Cardinale: (posa a terra il candelabro; si avvicina alla clarissa e le tocca una spalla in un gesto di sincero affetto, di sincera comprensione per quella evidente confusione mentale) Ragioniamo. Ragionate suor Celeste.

Celeste: (si morde le dita, tesa) Non facile Non cos facile.

Cardinale: (lascia calmare la monaca, si avvicina alla finestra; spiega con calma) Ditemi, sorella: cosa ci rimproverano i protestanti? Pi di ogni altra cosa.

Celeste: Vi riferite vi riferite alla letteralit

Cardinale: Della Bibbia! Proprio cos. Rimproverano che noi papisti ci allontaniamo dalla letteralit delle Sacre Scritture per imporre ai sudditi la nostra legge, invece che quella di Dio. E allora! Possiamo noi in questo momento di conflitto stravolgere un dogma di cos grande influenza sui fedeli? Possiamo dire che Esa sbaglia? Che le Sacre Scritture hanno sbagliato? Che la terra che gira attorno al sole? (riflette) Capite cosa vorrebbe dire in questo momento? Negare la centralit della Terra significa negare profeti e evangelisti, significa negare la stessa esistenza

Celeste: (interrompendo ansiosa) No! Non la nega. Non lesistenza di Dio che si nega. Lui lui non sta confutando la nostra fede. Lui vuole che sia salda. La vuole rafforzata, la vuole unica per tutti i cristiani. Lui smentir Calvino, Lutero e Melantonio, ch gi Keplero rifugiato a Bologna sotto il soglio di Roma

Cardinale: Vero! La sua intenzione sicura. Lintenzione di Galileo Galilei fedele. E forse, dico forse, veritiera. A tal punto che il Papa ne potrebbe essere convinto. E allora vi rendete conto di cosa potrebbe accadere? (fissa la monaca negli occhi, attende la replica della sorella) Lo sapete! Voi sapete cosa potrebbe accadere.

Celeste: (dolorante e insofferente) Non vorrei sapere

Cardinale: Tutta la Santa Romana Chiesa diventerebbe

Celeste: (gridando) Eretica no!

Cardinale: (aspetta, solenne) Noi dobbiamo evitarlo.

Celeste: (quasi per ultima resistenza prima di acconsentire) Ma perch? Perch, se anche voi dite che la sua teoria potrebbe essere vera E vera!

Cardinale: Perch non provata.

Celeste: Ma se lui la fornisse, la prova lui potrebbe avere la prova.

Cardinale: Quale prova? Le maree? Non una prova e lui lo sa. E senza prove la sua teoria sarebbe un dogma. E pu un uomo, ancor pi se di dottrina, rinnegare il Dogma e di dogmatismo umano, seppur di scienza, discorrere? La scienza deve provare. E a noi occorre una prova semplice, una prova evidente, una prova che tutti i cristiani possano comprendere. E non una prova speciosa adattata ad arte al proprio Sistema. Perch anche se prova ci fosse, prova espressa in greco e dotto latino, prova che gli illuminati possano comprendere Sarebbe inutile. Devono essere tutti a capire. Devono essere tutti a comprendere. E non basterebbe ancora! Perch sarebbe inutile anche se prova ci fosse che tutti gli altri, pure i bambini, comprendessero ma solo domani. Anche solo domani! Perch di oggi lo scontro delle dottrine. E in un domani, quando anche i semplici capissero domani non ci sarebbe pi Papa. N Roma n cattolici. (medita in silenzio, poi riprende risoluto) Dobbiamo impedirlo. So che posso contare sulla vostra saggezza, sulla vostra fede e sullofferta del vostro sentimento ascendente.

Celeste: (si china sullinginocchiatoio, accarezza il suo rosario) Cosa devo fare?

Cardinale: (le si avvicina, le carezza la nuca) Dovete darmi le pagine che vi ha spedito, le pagine del Sistema.

Celeste: Volete travisare il suo Dialogo?

Cardinale: (invita la suora ad alzarsi, lavvicina alla cassapanca, la invita a cercare, tende la mano e prende in pugno le pagine) Dobbiamo solo fare in modo che il Papa non approvi la pubblicazione. (nasconde i fogli sotto la tonaca, ritorna alla finestra; suor Celeste esce di scena)

Scena VIII (detti)

Il cardinale strappa la lettera a strisce e le arde sulle fiammelle; si avvicina alla finestra a guardare fuori; torna alle lettere, ne raccoglie unaltra; prende anche laltro candelabro, lo sistema per terra accanto allaltro, lui siede in mezzo con le spalle appoggiate al muro, sotto la finestra; comincia a leggere.

Cardinale: Mia diletta Virginia, saperti ristabilita nella tua salute lunico mio motivo di compiacimento

Glielo: (irritato, quasi collerico) Ch tutto il resto iattura. Questa attesa a Roma ormai diventata sterile del suo scopo essenziale: Maffeo Barberini non mi ricever pi. Mi ha mandato a dire di non dover rinunciare alla sua ospitalit, comunque. Ho il dubbio che pi che un invito sia un ordine o qualcosa di ancor pi severo. Mi ha scritto e mi rimprovera di aver tradito lantica amicizia, di averlo offeso, di aver oltraggiato la sua umana ragione e la sua Divina Rappresentanza. Io non comprendo cosa sia mutato, cosa abbia alterato la predisposizione del Santo Padre, cosa sia cambiato dopo lultimo nostro incontro... (buio su Galileo)

Celeste: (si avvicina al cardinale, gli si ferma di fronte) Come avete fatto?

Cardinale: Come? (si stropiccia gli occhi) Il riferimento di Simplicio a Lutero e Calvino. Quella allusione ridicola Ho fatto in modo che fosse riferita alla Chiesa Cattolica. E stata rivoltata contro il Papa

Celeste: Mio Dio no! (si percuote il petto)

Cardinale: (si alza lentamente) Non flagellatevi sorella. Sua Santit sa perdonare

Celeste: Ditemi! ( supplica a mani giunte) Sar punito? E prigioniero? Ditemelo, vi prego.

Cardinale: Prigioniero? E stato il suo amico Maffeo a chiamarlo a Roma. Vostro padre soggiorna nei palazzi vaticani, non in una galera.

Celeste: (va ad inginocchiarsi ai piedi del cardinale) Ma cosa gli accadr adesso?

Cardinale: (la solleva lentamente) Non doveva Solamente lui non doveva pubblicare Il Dialogo senza lapprovazione papale. Lui doveva aspettare

Celeste: Aspettare limprimatur che voi che noi non gli faremo ottenere mai?

Cardinale: Aspettare!

Celeste: Rinunciare!

Cardinale: Ragionare! Ragionare e aspettare Ma lui non pu. Non ha voluto ragionare! Le ragioni nostre. Le ragioni della Chiesa. Come avete fatto voi. Ma lui no! Lui Galileo Galilei! (gira attorno a suor Celeste; alza il tono di voce a rimproverare; suor Celeste si tappa le orecchie) Lui il monumento di se stesso. Lui la scienza e la conoscenza. E chi non gli acconsente poco pi di una bestia. Lui larroganza della conoscenza. Lui la sapienza divenuta saccenteria. Lui lunico ispirato da Dio, solo lui Solo lui!

Celeste: (scuote la testa) E cosa cosa avverr ora?

Cardinale:Ora? (blocca il suo passo stretto, riflette) Ora dovr assoggettarsi al giudizio del SantUffizio.

Celeste: (cerca di soffocare lurlo) No! No. (piangendo) No! Tutto per colpa mia. E mia la colpa.

Cardinale: Colpa? (cercando di consolare la suora) Ma cosa dite. Voi avete salvato la Chiesa. E chiamate colpa aver salvato la Chiesa?

Celeste: Ma io ho condannato mio padre pur sempre mio padre!

Cardinale: Vostro padre non avr da temere

Celeste: E la mia anima? La mia anima parricida, chi la salver?

Cardinale: Vi sto dicendo che Galileo Galilei non avr nulla da paventare.

Celeste: Io ho disonorato il padre. E a che vale salvare la Religione se lanima mia non vedr la Luce, se non ho salvato lo spirito mio

Cardinale: Suor Celeste, la vostra anima pura...

Celeste: Chi potr avere piet della mia colpa?

Cardinale: Voi il quarto comandamento non lavete violato

Celeste: Io! Io ho scritto la sua condanna.

Cardinale: Vi sto dicendo che non ci sar alcuna condanna. Volete comprendere? Vostro padre non sar condannato. (riflettendo) Basta labiura. Niente altro che unabiura per salvare la Santa Romana Chiesa. Tocca ancora a voi, sorella, dare la salvezza. Persuadetelo! Labiura. Voi lo potete convincere. (Suor Celeste si allontana nel buio) Voi avete la forza. Voi avete il potere.

Scena IX (detti)

Dalla grata della finestra un bagliore rosa annuncia lalba; il cardinale brucia lepistola e poi spegne tutte le candele; raccoglie lultima lettera, si appressa al chiarore della finestra, muove la lettera per illuminarla al meglio.

Cardinale: Mia amatissima Virginia, sono pronto.

Galileo: Sono pronto a recitare latto di abiura. Ancorch non comprenda quali siano le cagioni del silenzio e del distacco di Sua Santit, ancorch non intuisca il risorgimento di questo processo, io abiuro. Pi che le tue implorazioni sono valsi il tuo affetto e la tua devozione, lamore ritrovato, i sentimenti che non ho meritato, gli impulsi di cui avevo dimenticato la genesi. Salvare la chiesa? Salvare la mia vita? Per una volta il mio pensiero corso a te, a voi figli di illegittimo padre. Rendervi anche figli di eretico sarebbe il torto maggiore che potessi farvi. Posso chiedere di essere perdonato per non avervi dato madre. Posso chiedere di essere perdonato per non avervi conferito dote dignitosa. Posso chiedere di essere perdonato per avervi precocemente abbandonato in convento. Posso chiedere e chiedo perdono per non avervi elargito amore. Ma quantunque ingiusto solo perch non c ancora dimostrazione, non posso chiedervi di perdonarmi il sacrilegio. Non sar io a imprimervi la taccia di empia stirpe. Sono pronto a chiedere perdono e a sopportare la pena. Mia e solo mia pena sopporter, ch qualunque essa, sar minor dolorosa che il divieto a studiare e insegnar scienza. Ma se a repentaglio il primato di Roma, non per il sapere mio dovr cedere agli scismatici sempre pi profani (Galileo esce di scena sulle ultime parole mentre torna Suor Celeste, il cardinale si inginocchia ai suoi piedi)

Celeste: (distoglie lo sguardo dal cardinale per schermare limbarazzo) E alla volont divina che dobbiamo inginocchiarci.

Cardinale: E al vostro senno e lungimiranza. Grazie. Io vi ringrazio a nome di tutta la Santa Romana Chiesa.

Celeste: (invita il cardinale ad alzarsi) E anche il ringraziamento di Sua Santit Papa Urbano?

Cardinale: (si alza) Lui stesso non sarebbe mai riuscito a convincere vostro padre. Ci ha provato sei volte. Per ha avuto lidea di mandarmi qui, da voi. Lilluminazione

Celeste: E cosa sar di mio padre? Quale condanna dovr scontare?

Cardinale: La prigione

Celeste: (in ansia) La prigione?

Cardinale: (allarga le braccia, sorride alla monaca) Rasserenatevi, mia piccola Virginia. Una prigionia solo formale. Sar prigione per tutti ma non per messere Galilei. Tutti sapranno della condanna rigorosa

Celeste: (mostrando limpazienza per le sorti paterne) Rigorosa quanto?

Cardinale: Rigorosa solo nella forma. Sar una reclusione solo apparente. La potr trascorre dove a lui pi gli aggrader. Attualmente ancora ospite nei palazzi vaticani: vostro padre insiste perch incontri il Papa

Celeste: Perch dite che insiste? Non lo pu incontrare? Avete appena detto

Cardinale: Ho appena detto che tutto stato archetipo di Sua Santit Barberini. Ma non pu confessarlo a vostro padre, non pu rivelarlo al suo amico Galileo. E poi rischierebbe di tradire voi e di sciupare questo rinato impulso paterno. Vostro padre potr indugiare nei comodi palazzi vaticani a piacimento. E quando si stancher di aspettare questo colloquio potr decidere di spostare la sua dimora. Io lho gi invitato a soggiornare nella mia residenza fin quando vorr. Oppure potr stabilirsi nella sua stessa villa, nel suo Gioiello di Arcetri. Potr anche continuare a cimentarsi con i suoi esperimenti, con i suoi metodi scientifici. Potr perfino dedicarsi alla ricerca della prova che gli ha chiesto Papa Urbano. Ma fino a che non lavr trovata, (calcando) e sperimentata il suo unico dogma dovr essere quello di Dio, (sorride alla suora) quello Celeste.

Celeste: (ricambia il sorriso di benevolenza) E per mio padre Cosa posso fare? Posso alleviare io il suo peso?

Cardinale: (con divertita ironia) Forse s. Potete sostituirvi a vostro padre nella recita dei sette salmi pontificali. E questo lunico vero castigo che Galileo Galilei dovr scontare. Non certo per leresia. Chiamiamolo piuttosto una espiazione per la superbia.

Celeste: Sar la mia penitenza. Per il mio peccato al quarto comandamento. (si inginocchia, congiunge le mani sotto il mento, chiude gli occhi) Assolvetemi.

Cardinale: (scuote la testa) E va bene. (alza le dita unite a benedire la penitente) Io ti assolvo nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

Celeste: Amen.

Cardinale: Amen. ( si allontana da suor Celeste e ritorna alla finestra; suor Celeste, oscurata, esce di scena)

Scena X (cardinale, badessa)

Il cardinale piega la lettera; cerca, inutilmente, una fiamma su cui bruciarla; straccia la lettera in piccoli pezzi e, facendoli passare dalla grata della finestra, li butta al vento; si avvicina al giaciglio, riassetta coperta e cuscino; sotto il guanciale (nella federe) trova unaltra lettera.

Cardinale: (legge) Padre, voi che padre a me non foste, lo sarete per tutti gli uomini di scienza che tali vorranno chiamarsi nei secoli a venire (gira lo sguardo di scatto, copre gli occhi, sospira) Questo lestremo saluto della figlia dolente. Questo no, non mia missione. (piega la lettera, la reintroduce nella fodera, depone la fodera dentro al baule, chiude il coperchio; va a bussare alla porta della cella; si inginocchia a pregare ai piedi del letto; prostrandosi) Bacio la terra che sorresse Virginia Galilei, suor Celeste che la Chiesa sorresse. (fa il segno della croce; sente aprire la porta e si rialza)

Badessa: (inchinandosi) Eminenza.

Cardinale: (indicando la cassapanca) Questa ritorna a casa. Ritorna con Virginia Galilei, nella casa paterna. (esce; si sente la voce del cardinale che ripete pi volte, a sfumare) Padre, voi che padre a me non foste, lo sarete per tutti gli uomini di scienza che tali vorranno chiamarsi nei secoli a venire Padre che a me non foste, lo sarete per tutti gli uomini di scienza Padre sarete per tutti gli uomini di scienza. Padre sarete

Sipario

Fine

Porto Empedocle 17/11/2004

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