Il caso e la provvidenza
opera teatrale
di Roberto Antonucci (via madonna pellegrina,69,Bareggio-Mi- 3208437744)
1 atto
La sala quella di una normale famiglia. Non eccessivamente arredata, non brilla niente di particolare. Sulla scena marito e moglie. Lui seduto al tavolo scrive, fa dei conti. Lei apparecchia per la cena.
Moglie: e non dirgli pi che forse gli compreremo questo benedetto scooter. Se i conti sono quello che sono si va ad aggiustare la vecchia bicicletta . Cos fa motofisicoquello fisico, no moto vruuu vruuuu.
Marito: che stai preparando?
Moglie: pasta, pasta e ho scongelato una bistecca. Con questi chiari di luna ancora un lusso mangiare la carne.(brevissima pausa). Ma Narcisi te lha fatto poi quel bonifico?
(silenzio)Il marito fa una faccia di disapprovazione.
Ma insomma un ladro. Lo sapevo io, come tutti quelli che ci devono un sacco di soldi.
Marito: ma lo sai che non sono quei quattro soldi che dobbiamo avere che risolverebbero la crisi. Viene sempre meno gente, sar la crisi, la recessione o santo Iddio non lo so che sarnon viene pi nessuno.(pausa) oggi ho fatto un nuovo contratto di pubblicit. Su una rivista. La leggono in tanti.
Moglie: ma tu sei pazzo! Che rivista ? La pubblicit si fa quando ci sono i soldi.
Marito: la rivista del prete. E venuto lui in negozio con Alfonsino Caritti, quello che giornalista. Ho comprato uno spazio piccolo. Quaranta euro al mese. un mensile. Nel quartiere la leggono in tanti, la distribuiscono condominio per condominio. Spero serva da traino per il negoziopassa sempre meno gente
Moglie: ma va, vaE dove le va a comprare le scarpe il caro don Lallo? E questo Caritti dove le va, dove le vanno a comprare le scarpe? Vengono da te, forse? Te lo dico io dove vanno. Vanno da Bonaiuti! S, da Bonaiuti, altro che. Perch non vanno da Bonaiuti a prendersi i soldi per la pubblicit? Quello gli tira un calcio nel culo al prete e al suo giornalista se si presentano, ma le scarpe se le vanno a comprare l per. Che strano questo mondo di merda. Domani lo chiamo io Narcisi. Domani vedi che lo fa il bonifico. Glielo faccio fare in diretta, al telefono. Con una mano tiene il telefono e con laltra chiama la sua banca e ti fa il bonifico. Vedrai, vedrai, domani vedrai. Non possibile che questo ordina, prende(fa un gesto di presa) dieci paia di scarpe per i suoi operai, se le mette sotto il braccio, esce(la donna fa diverse smorfie ironiche) e se ne esce promettendo il bonifico. Un mese passato, santo Iddio, un mese e tu? Tu dormi! Imbecille dormi, dormi pure.
Si sente aprire la porta dellappartamento. E il figlio che rincasa.
Marito: basta adesso, non voglio che Carlo ascolti le tue prediche.
La moglie sta zitta, ma con le mani trasmette aria scocciata.
Figlio: Ciaooo
Marito/moglie: ciao
Marito: Allora? Visto Giulia?
Figlio: S, mi ha detto che sua madre venuta in negozio a prendere le scarpe per la sorellina
Marito: si, si vero. StamattinaNo, ma non le ha prese poinon le piacevano.
Figlio:ah, non le ha prese?
Marito: No, va b, non le saranno piaciute.
Figlio: sar andata da Bonaiuti allora. A me ha detto che le ha prese.
Marito: magari prima venuta, poi andata da Bonaiuti.
Moglie: E pronto.
Figlio: Juri lha preso!
Silenzio
Figlio: lha preso da sotto i portici, da Scanzani.
Moglie: Scanzano. (Sottolineando la o finale)
Figlio: non sapevo che vendesse anche quelli di seconda mano
Marito: ah, perch ti andrebbe bene anche quello di seconda mano?
La moglie guarda il marito con aria terribilmente arrabbiata.
Figlio:La nonna mi ha detto che mi ha messo da parte settecento euro.
Ancora silenzio
Marito: adesso vediamo. Facciamo un po di conti. Abbiamo detto che per il compleanno.mancano due mesi.
Silenzio
Marito: in negozio purtroppo non passa pi la gente di una volta
Figlio(interrompendo il padre): ma papdevi aggiornartivendi scarpe troppo eleganti. La gente oggi pi casualpi ginnasticavendi ancora i mocassini
Marito: ma vanon abbiamo pi questa roba. Le aziende che ci forniscono sono le migliori, sono le pi aggiornate.
Moglie: non che non vogliamo comprarti lo scooter! Non periodo! C crisi e lo sai. Non scordarti che la scuola dove vai ci costa novecento euro al mese caro Carlo e che vai a giocare a tennis due volte la settimana, che le robe che hai addosso non mi sembrano quelle del mercato e che ogni fine settimane ti fai fuori almeno sessanta euro.
Figlio: e ci risiamo. Ma che cazzo ogni sera sti discorsi. Che palle! Ma che cazzooo.
Si alza e se ne va in camera sua.
Moglie e marito finiscono la cena in silenzio.
Marito: potrei parlarne con il Cazzaniga. Mi ha detto che trentamila euro me li fa avere senza problemi. Ci conosciamo da una vita. Non vuole nemmeno cud o dichiarazione dei redditi. Me li d cos, con interessi da amico.
Moglie: Tu di soldi non capisci un accidenti. Tu ti fai fregare anche da un barbone.
Marito:Sei sempre l a fare la criticona. Insomma, che colpa ne ho se non gira pi una liraE che cazzo, vedi di non scordarti i tempi in cui i soldi te li portavo a sacchi.
Moglie: e te li andavi a giocare o a sbattere con quella sguattera
Marito: ancora? E basta con questa storia. Non ti mancato mai nulla. E poi non ti scordare che anche te per un periodo flirtavi con quel tipo.
Moglie: quello era solo un amico. E basta. Non aprire pi il discorso perch te la faccio pagare
Marito: ma va,va
Silenzio
Moglie: e togli via quelle carte che hai in giro che tra un po arrivano i Righetti.
Marito: oddio, che palle questicome cazzo fanno a bere il caff a questora.
Moglie: sono tuoi amici.
Il figlio riappare.
Figlio: Esco. Prendo le chiavi.
Marito: Ciao, saluta Giulia
Moglie: questo studia sempre di meno. Altro motivo per non avere lo scooter.
Suonano. Entrano i Righetti.
Lei: ciao Lidia
Lui: ciao, buonasera
Si scambiano quattro confidenziali convenevoli. Le due coppie sono in confidenza.
Si siedono sul divano. La moglie prepara il caff e mette sul tavolo dei pasticcini portati dai Righetti.
Moglie: come sta la Francesca?
Lei: bene, oggi ha fatto un esame. Ha preso ventotto.
Marito: brava Francesca. Tra un poinsomma avremo un super ingegnere. Che soddisfazione.
La conversazione per qualche minuto molto tranquilla. Si beve il caff,si mangiano i dolci e si chiacchiera su Francesca ormai prossima alla laurea in ingegneria che sta per conseguire presso una sede universitaria lontana dalla citt in cui si svolgono fatti.
Nel culmine della conversazione squilla il telefono. Si alza il marito. Risponde serenamente,ma allimprovviso la sua voce si spezza. Sta male. Chiude il telefono. Lo guardano tutti estraniati ed impauriti.
Moglie: cosa c?
Le voci dei quattro sulla scena si intrecciano. Il marito seduto sul divano. Lamico gli versa un cognac. Domande veloci e nel contempo lenti al marito. Confusione. Aria tragica. Non si comprende bene quello che successo.
Sipario
Si cambia scena
Moglie insieme ad unamica. Bevono un the conversando( moglie in piedi, amica seduta)
Amica: Non vedo da tempo la Nicoletta. Prima ci vedevamo pi spesso
Moglie: il tempo. Cattura ogni cosa. Porta via abitudini, sogni, progetti, speranze, uomini,donne,figli Brucia tutto come fuoco destate che arde le steppe e lascia odore di bruciato e unasfissiaunasfissiase ti avvicini troppo.
Amica: ma il tempo rigenera, riapre porte, lascia dietro rancori, le tristi emozioni, ti fa respirare, ti ossigena quando ti senti perso..
Moglie:oggi sono andata al cimitero. Non ci andavo da qualche giorno.
Il tempo inganna. Lunica cosa che lascia intatte sono le fotografie, al massimo le ingiallisce. Quella di mio figlio ancora nuova, brillante. Perdere un figlio di sedici anni perdersifinire in un labirinto, non ritrovare pi un pezzo di strada percorsa, cadere in un vuoto, in un precipizio.
Amica: fatti aiutare Lidia. Conosco una brava psicologa. Ti aiuter ad elaborare. S, lo so, facile parlare se non si vivono certe esperienze, ma se superi linerzia iniziale poi ritrovi la serenit. Insomma sono gi passati sei mesi da quella tragica sera. E Osvaldo? Come sta reagendo?
Moglie: Mahlui passa l, in negozio, la maggior parte della giornata, vede genteper lui pi facile, credo forse
Non tocchiamo mai largomento.
Amica: mi ha domandato di te il don Lallo. Voleva sapere come te la passi, stato carino da parte suainsomma son preti, che vuoi, fanno il loro lavoro. Magari, se ti va, gli dico di passare
La moglie scuote la testa, non sa se dire si o no . Si chiude nel suo doloroso silenzio.
Amica: Esci Lidia. C una bella conferenza gioved. Sai, quelle che organizza la mia collega.
Questa si intitola.(breve pausa). Combattere senza armi. Unalternativa ai disagi.
Viene un professore della Cattolica. Mi pare Scalpellidai, insomma c anche Mirella e penso anche di convincere la Nicoletta
Moglie: vedremo. Ti telefono. Per il don Lallovedi tese vuol venire
Arriva il marito. Si saluta con lamica della moglie, la quale va via salutando con un grande abbraccio Lidia
La moglie in silenzio prepara la cena. Il marito apre una ventiquattrore tirando fuori le solite carte, i soliti conti. Cenano. Nel frattempo squilla il telefono, ma nella pi totale indifferenza i due lo lasciano squillare.
Marito: sta succedendo una cosa strana. Non ci posso credere. Non so se esserne contento, se disperarmi, se mandare tutto al diavolo, se val la pena di parlarne, se un caso , magari una maledizione, forse una benedizione, un anatema, un dono, un disastro, una provvidenza oppureoppure unaltra tragedia.
La moglie lo guarda e mangia.
Sono sei mesi, esattamente sei mesi, da quella terribile sera. Gi dallindomani, oddio, non proprio dallindomaniinsomma il tempo di riaprire il negozio dopo il lutto
No, no, non riesco a capacitarmi. Mi sembra cos strano, cos imprevedibile, cos incontrollabile
Devo parlarne con qualcuno Lidia, per forza, non riesco a tenermi pi dentro tutto questo caos.
E ingiusto, s ingiusto che accada. Non lo sopporto, non lo digerisco, non lo..
Perch mai a me, a noi succede questa sventura. Non era sufficiente la perdita di mio figlio(pi sottovoce) di nostro figlio.
Ho paura, comincio ad aver paura quando li vedo fermarsi vicino alla vetrina, guardare e poientrare, essere gentili, salutare, chiedermi le scarpe,provarle, chiacchierare, comprare, s comprare.
LidiaLidiada quando morto Carlo non faccio in tempo ad ordinare le scarpe che si esauriscono. Non ho pi tempo per andare a prendere un caff. Ho dovuto assumere due commessi. In tre facciamo fatica a stare dietro alla gente,
Moltimolti non vogliono nemmeno lo sconto. Entrano, provano, comprano. Felici. Abbiamo guadagnato pi in questi sei mesi di quanto abbiamo guadagnato negli ultimi dieci anni. Vado in banca a depositare almeno tre volte al giorno, senza contare quelli che pagano con la carta di credito. E tuttitutti sono del quartiere, sono nostri vicini. Nessuno che si fermi a comprare che venga da unaltra zona della citt.
Noooooo (gridando) sono tutti questi ebeti che primaprimaprima quando cera mio figlio non si degnavano di guardare nemmeno la vetrina. Non si degnavano di fermarsi nemmeno a guardare se cerano novit, se i prezzi potevano essere concorrenziali. Solo qualche anima ai saldi
Moglie: non esagerare. Fino adesso come abbiamo tirato avanti, vendendo cipolle? Ci sar qualche cliente in pi. E normale. Sono dispiaciuti che siamo rimasti senza figlio, senza prole, senza eredi, senza il cuore, senza lanima, senza fortuna, senza futuroe allora vengono, comprano, colmano il nostro vuoto, pensano di colmarlo, di riempirlo, di ovattarlo. Con i soldi vorrebbero comprare il nostro dolore. Alla gente non piace la gente che soffree allora compra tutto, le coscienze, la sofferenza. Tappa, o almeno prova a tappare, il nostro grido.
La gente pensa che riempiendoci di soldi lenisce la nostra pena. Vedendo soffrire meno noi soffre meno anche lei, che vuoi che sia Guarda che succede anche a Nataletutti si danno da fare per dar da mangiare a barboni e poveracci. La gente vuol fare le feste in santa pace, vuol mangiare sicuro che anche gli altri stiano mangiando e cos mangia pi serena, con la coscienza calma, con il cuore pienodi cioccolato.
Vedraitra un po torneranno comprar le scarpe dagli altri, si dimenticheranno del fresco dolore di questa casa e tutto sar come prima, come sempre stato.
Pausa
Ma quanto abbiamo in banca? Ci sono i soldi per una cappella privata al cimitero?
Marito(con aria sofferta) ci sono soldi per rifare lintero cimitero.
Moglie: potremmo pensarci. Lo abbiamo privato in vita di un mucchio di cose, rimediamo in morte.
Marito: forse il nostro modo questo di lavarci la coscienza?
Moglie: Non siamo mica colpevoli della morte di nostro figlio
Marito: neanche la gente che affolla il nostro negozio colpevole. Che colpa avrebbe da lavare?
Moglie: no, non colpa. Non sono e non siamo colpevoli. Mail meccanismo sociale che fuoriesce in questi casi aiuta a sopportare meglio.
Marito: cosa?
Moglie:il peso di essere in vita
Marito: se vuoi domani ne parlo con larchitetto Bruni. Questi soldi mi pesano. vengono dalla morte di mio figlio. Comprano per mio figlio.
Moglie: domani?
Marito: si, domani lo chiamo. Domani ne parlo anche con il don Lallo.
Moglie: e che centra il prete?
Marito:Voglio dare una bella somma alla parrocchia. Ne hanno sempre bisogno. E poi Carloinsomma qualche volta ci passava dalloratorio.
Moglie: a proposito di oratorio e di preti. Maddalena mi ha detto che vuol venire qui
Marito: Chi? Maddalena?
Moglie: Maddalena mi ha detto che il prete vuol venire qui.
Marito: Buono. Mi sembra una cosa buona. Magari rimane anche a cena
Moglie: non risponde, ma fa una smorfia di scarso consenso.
Moglie:Maquanti sonoquesti soldiche abbiamo?
Marito: tantitanti che non so pi dove metterli.
Moglie: Adesso la smetteranno, vedraidi venire a comprare. Te lho detto come se fossero presi da un senso di colpa. Loro continuano ad avere i loro figlinoi, noi ce labbiamo in un cimitero.
Marito: ho i miei dubbi che ci possa succedere. Proprio stamattina ho firmato un contratto con una grossa azienda che fornisce scarpe ai suoi dipendenti. Un contratto di dieci anni. Lanno voluto loro eh. Io dicevo facciamo per un anno, per due. Loro insistevano. No,no ragioniere, facciamo per dieci anni. Ci hanno parlato tanto bene del suo negozio. Noi ci fidiamo. Ma perch non andate direttamente in fabbrica gli ho dettoe quelli ma no, siamo qui su Milano, preferiamo spendere qualcosa in pi, ma avere rapporti con lei ragioniere,si, si, preferiamo cos. E toh. Staccato assegno per anticipone. Pazzesco. Solo a fornire questi per dieci anni stiamo bene per venti.
Moglie: ehperstrano.
Marito: ci stiamo vergognosamente arricchendo sulla morte di nostro figlio. E una maledizione. Ora che abbiamo i soldi non abbiamo pi nostro figlio. Ora che avremmo potuto comprarglitutto, ora che potevamo goderceli con lui, e lui che avrebbe potuto goderseli con Giulia,con gli amici.(quasi piange)
Moglie: povera Giulia. Mi ha telefonato ieri.
Marito: ecco. Anche Giulia merita qualcosa, una somma, un grosso regalo, non so (pausa) Accetter? Non si offender? Cosa penser?
Moglie: vedremo, stai tranquillo adesso. Domani magari andiamo insieme al cimitero, eh?
Marito: acconsente con la testa, con grave silenzio e sofferenza
Sipario si cambia scena
Cena con don Lallo
Marito:ma don Lallomi permetta in virt della vecchia amicizia che ci lega. In negozio laltro giorno ho sentito delle cose stupende. Ma sono vere? Un onore per tutti, per la Chiesa, la parrocchia, il quartiere.
Don Lallo: ora ve lo posso anticipare, tanto domani sera, durante la santa messa, sua eminenza dar la notizia pubblicamente.
Si, vero.
Marito: congratulazioni vivissime don Lallo. Si dice cos penso
Don Lallo: si va bene cos. Congratulazioni un saluto o un complimento a dir si voglia adatto in tutte le belle circostanze. Grazie Osvaldo. Il Signore te ne renda merito.
Marito: ma non posso ,non possiamo continuare a chiamarla don Lallo. Dovremmo abituarci a chiamarla.
Don Lallo(con aria arrogante): sua eccellenza, ma non preoccupatevi questione di abitudine.
Moglie: auguri don Lallo,sua eminenza
Don Lallo: eccellenza, caraeminenza lo si dice ai cardinali.
Marito(improvvisando un brindisi). Lunga vita al nostro vescovo
Don Lallo: Allora, come va la vita, miei cari ?
Moglie: tiriamo avanti una fatica che non osavamo immaginare
Marito: fatichiamo sla morte di Carlo venuta gi come macigno. Un fulmine che continua a bruciare.
Don Lallo:ci tenevo a venire e passare una serata con voi. Sapete laffetto che mi lega a voi e che mi ha legato a Carlo. Il Signore talvolta ci prova con situazioni veramente al limite della sopportazione. Ma che dirviaccettiamo tutto questo. Come dice il profeta Isaia Le mie vie non sono le vostre vie. Sicuramente vedrete che vi elargir altri doni, sapr compensare questo vuoto con altri doni che verrannoson sicuro verranno.
E poi il caro Carlo vi proteggerda lass vi protegger. Non far mancare la sua presenza, il suo sostegno. Lui diventato un pocome dirviil vostro protettore. Vedrete cari
Moglie: nonostante io sia credente don Lallo, perdonatemi, masenza offesaho fatto sempre fatica a credere a questa protezione dei defunti. Lo so un peccato, ma non sento nulla. Credo che i morti rimangano morti.
Don Lallo: ma carala nostra fede, allora? Senza risurrezione sarebbe vana la nostra fede dice san Paolo. I defunti non sono ancora risorti, perch risorgeremo tutti nellultimo giorno, ma vivono, in uno stato come dire sono coscienti. Si stanno purificando dalle loro colpe, ma sono accanto al Signore,ci vedono, ci seguono, ci proteggono.
Marito: Ma i defuntiprovvederebbero ai bisogni dei loro cari? Cio, don Lallo, eccellenza, i defunti pregherebbero perch qui gia noi tutto possa procedere per il meglio? Non riesco a spiegarmi
Don Lallo: ho capito caro. Non sforzarti. Te lo spiego io: Loro pregano, ma il Signore a concedere.
Moglie: conoscerebbero le situazioni umane? Se ne farebbero carico?
Marito: provvederebbero ai nostri bisogni?
Moglie: conoscerebbero le situazioni per filo e per segno?
Marito: interverrebberopregando, certo pregando?
Moglie: insommaci danno perfino una mano senza che gliela chiediamo
Don Lallo: cari, cari, non rinchiudiamo in schemi puramente umani quelli che sono gli schemi di Dioche di schemi fra laltro non ne ha. Non ne dovrebbe avere,almeno
Posso dirvi che i nostri fedeli defunti, in virt del fatto, che vivono illuminati della stessa luce del Signore, possono venirci incontrodiciamo cosci possono venire incontroa noi che restiamo sulla terra.
Marito: a noi, don Lallo sta succedendo una cosa strana.
Don Lallo: ah, s? E cosa?
Marito: da quando Carlo venuto a mancarein negozio entra pi gente
Molta pi gente di quanto ne entrava prima. Ho dovuto assumere altri due commessi e non bastano. La gente fa la coda pur di provare le mie scarpe e comprarle,s, comprarle.
Don Lallo: ottimo. E qual la cosa strana?
Marito: Comenon ci vede niente di strano? Quando era in vita Carlo stentavamoSalti mortali per mantenere in piedi il negozio, per assicurarci il necessario ed oraSembra che la gente del quartiere compri solo le nostre scarpe. Sembra, a noi sembra, che lo faccia per un senso di piet, di commiserazione, per un senso di colpa, per tirarci su dalla perdita di Carlo,che insommacompri da noi per alleviare il nostro dolore. E questo non lo digeriamo, insopportabile. E come arricchirsi sulla morte di nostro figlio.
Don Lallo: capisco caro Osvaldoma questa si chiama provvidenza. E non va allontanata. Bisogna approfittarne. Potreste pensare di beneficiarne tutti quelli che sono in difficolt. Oh, sapeste quanta gente ha bisognoE poii defunti, come vi dicevointervengono! Caspita se non intervengono.
Moglie: Vuol dire, caro don Lallo, che tutto questo un dovuto ad un intervento delCarlo
Don Lallo: Ma certonon ero stato chiaro prima? Qui c un intervento soprannaturaledel soprannaturale! Mi sembra chiaro!
Marito: Nostro figlio starebbe intervenendo in nostro aiuto?
Don Lallo: starebbe intervenendoma daicaro Osvaldo come parliSta intervenendo, sta!Tutto questo ben di Dio dovuto alle sue preghiere. Grati, doveste essergli gratie naturalmente alla Chiesaeh,eh,ehche pensatequeste cose, queste grazie avvengono perch sotto sotto c anche lintervento della Chiesa, di santa madre chiesa. Senza la Chiesa non si fa nulla! Nulla gratia extra ecclesia! Fuori dalla Chiesa non c grazia.
Moglie: poveri noi.
Don Lallo: ma che poveri. Dovete convincervi di questo intervento.
Moglie: Noi avevamo pensato di costruire a Carlo una cappella al cimitero
Marito: e a dire il vero.. anche di dare una sommetta alla parrocchia.
Don Lallo:mahs potrebbero andar bene queste cose, ma se proprio insistete potrei suggerivicome direun progetto.
Vedetecome orami sapete domani sera sua eminenza il cardinale di Milano ci onorer facendo visita alla nostra parrocchia e dar lannuncio a tutti i presenti della mia nomina a vescovo di Vigevano.
E una volta che mi insedier l, in quella citt,penso di sistemare un po di cose. Mia prima intenzione aprire una casa accoglienza per bambini orfani.
La diocesi ho saputo non poi cos riccainsommase voleste potreste aiutarmi, ecco, aiutarmi in questo progetto. Potreste diventare (con aria trionfale) i primi benefattori. In questi casi penser io a far fare a un artista che conosco un bel busto di Carloin eterna memoria.
Marito e moglie si guardano
E anche per voi, statene certi, penserei ad inchiodare una bella targa con su scritto: Grazie al generoso contributo dei coniugi..
Marito: Salvi
Don Lallo: Salvi
E potreste venire nella comunit tutte le volte che lo desiderate. E poi, pensate a quei bambinicome sarebbero felici. Magari ne adottate uno, duechiss
Moglie: Bene don Lalloci penseremo. La proposta ci sembra nobile, buona, giusta.
Don Lallo: vedretevi convincerete. Vi aspetto domani sera alle 18.00. Vi voglio in prima fila. Vi presenter il cardinale. Non mancate.
Il prete sta per andare via. Saluta i due coniugi. Ma dopo che ha indossato il suo soprabito torna indietro. Non soddisfatto!
Don Lallo: a pensarci bene domani sera vorrei fare una bella figura con il cardinale. Alla fine stato lui che ha fatto di tutto perch a Roma mi promuovesseroinsomma mi nominassero vescovo. Sapete come sono queste cose. Tu puoi essere bravo quanto vuoi, generoso, un ottimo prete, un santo confessore, un devoto cristiano, un fedele parroco, ma se poi qualcuno di gran peso non dice a quelli che stanno di l, che detengono il potere che insomma ti meriti qualcosa in piresti a fare il parroco a vita. Il nostro cardinale se lo merita. Anche lui, qui a Milano, si fatto promotore di una casa di accoglienza per barboni. Che ne dici Osvaldogli diamo una mano? Lui prega tanto, oh, sapessi quanto prega.
Chi pi pregapi merita
E poi una voltas,mi ricordo andai con Carlo e altri suoi amiciil Federico, il Sandro, la Giulia a trovare il cardinale. Ci ricevette. Mi ricordo che disse proprio al Carlo: Tu farai tanto bene , figliolo, S, gli disse queste parole. Santuomo! Aveva predetto il futuro! Non il caso che offriamo qualcosa, come parrocchia, io come parroco, a lui, alla diocesi, ai suoi barboniche poi sti barboni potrebbero andare anche a lavorare,comunque se a lui sta bene aiutare i barboni a me sta beneSu dai, un piccolo generoso segno, gesto del nostro essergli vicino. Non riesci a staccare un assegno?
Marito: eccova benecara quanto dici di offrire a sua eminenza?
Moglie: che ne sodiecimila euro?
Don Lallo: ehnon riuscite a fare di pi?
Marito: ventimila?
Moglie(rivolta al prete) vanno bene ventimila?
Don Lallo: mahse proprio non potete di pi
Marito: No, possiamo, venticinquemila?
Don Lallo: ma dai non stiamo l a misurare i soldi. Pensate ai benefici che la Chiesa vi fa avere! Tranquillit, serenit, salute, vita, onore, targhe ricordo, onori presso gli altri. Pubblicamente dir domani sera della vostra offertama arrotondiamo. Il cardinale ve ne sar riconoscente. La Chiesa ve ne sar riconoscente.
Marito: Trentamila, crepi lavarizia.
Don Lallo: trentamila. Bene, ma non so se basteranno. I barboni hanno molta fame. In genere stanno giorni interi a raccattare nei rifiuti. Poveri barboniquanto mi dispiace per la vita che conducono.
E a Milano sono in tanti! Non hanno dove andare a dormire, non hanno da mangiare, da vestirsi, non hanno amici, parenti, scarpe,non hanno il telefonino, santo Iddio, non hanno il telefonino, non hanno nulla.
Marito: ci dica lei, don Lallo.
Don Lallo: Pensate a domani sera. Voi seduti in prima fila. Il cardinale che dice: Ringraziamo i coniugi.(non ricorda mai il nome)
Moglie: Salvi
Don Lallo: i coniugi Salvi per la generosa offerta al piano della caritas a favore dei barboni della nostra citt. Si alzino in piedi i coniugi Salvi. Applaudiamo alla loro generosit. Nonostante la sofferta perdita del loro caro figlio non si chiudono in se stessi, amano la causa della Chiesa che si prodiga ad aiutare gli ultimi, i poveri. Insomma cari, davanti a queste belle parole ci vuole un bellassegno!
Cinquantamila euro. E state tranquilli: Vostro figlio, attraverso madre Chiesa, continuer ad elargirvi ogni bene.
Prende lassegno di cinquantamila euro e saluta.
Don Lallo: Grazie cari. Il cardinale sapr esservi riconoscente. (Pausa)
Per i miei di Vigevano ci risentiamo presto. I miei sono bambinibisogna intervenire in maniera forte con i bambininon voglio che mi diventino barboni. Se tutta la gente di buona volont desse pi soldi agli istituti per bambini abbandonati avremmo meno barboniE consequenziale no?
Quindi sono soprattutto i miei bambini che devono essere sostenuti. Sostenuti loro avremo sa investire meno nei barboni.
(Moglie marito si guardano spesso con aria rassegnata. Don Lallo si parla addosso, gesticola molto. Ha bisogno di approvazione che non trova.)
2 atto
Moglie e marito davanti al televisore. Guardano un telegiornale o comunque un qualsiasi programma. Squilla il telefono. Lo lasciano squillare a lungo, poi il marito si alza con fatica e svogliatezza a rispondere.
Marito: pronto. S, buongiorno. S, famiglia Salvi. Chi parla, scusi? Ho capitomi dica. S셅..s셅.certos,va bene dottoressa. Laspettiamo.
Marito: mahera una certa dottoressa Teresoni. Unassistente sociale.Dal comune. Vuole incontrarci per uniniziativa del sindaco. Un progetto. Parlava di un progetto per donne abusate
Verr qui tra un po
Moglie: e che vorr? Donne abusate, hai detto?
Marito: eh, sono quelle povere donne che subiscono..che subiscono insomma,che ne so. Aspettiamo e vediamo che ci dice.
Moglie: Ho capito, ma che centriamo noi con le donne abusate.
Marito: come che centriamo?! Centriamo, centriamo. In qualche modo centriamo.
La moglie non molto convinta acconsente con la testa e smorfie del viso.
Intanto suona il campanello.
Moglie: gi arrivata? Un missile.
Marito: vado Io. E si dirige verso la porta
E il postino che gli consegna una lettera.
Mentre apre la lettera
Marito: No, non era la dottoressa che aspettiamo. Il postino.
Legge la lettera appena ricevuta ad alta voce:
Carissimi coniugi salvi
LAIGAM- associazione italiana per la giovent ex affiliata alla mafia- vi d il suo cordiale saluto e vi invita a prendere atto di tutti quei giovani che in preda a serie difficolt sociali, politiche, economiche, finanziarie, psicologiche sono caduti vittime dellatroce mondo della delinquenza organizzata. Questi giovani hanno, per, saputo reagire a tale miserevole percorso, si sono saputi redimere e con slancio e vitalit hanno detto No alla malavita.
Ora per hanno bisogno del vostro aiuto. Non giusto lasciare che possano tornare ad essere assoldati da quellinfernale circuito.
Grazie alla nostra associazione potranno avere un futuro pi roseo, pulito. Ed per questo che confidiamo nel vostro generoso contributo.
In questo modo noi li aiuteremo a trovare un lavoro che consentir loro di ritornare a vivere pienamente. Molti di essi si sono gi costituiti in cooperative e presto molti altri potranno farlo.
Certi del vostro aiuto ringraziamo a nome di quanti confidano nella vostra generosit e sensibilit. (le ultime righe le legge pi veloce, come un qualcosa che non gli nuovo.)Potrete beneficiare lassociazione versando il contributo sul seguente numero di conto corrente:009898075657 ecc ecc.
Distinti saluti
Il presidente Catilino Catena
Finito di leggere.
Marito: meritano, meritano. Chi riesce a vincere queste battaglie merita. Come si fa a non dare una mano a chi con le sue forze riuscito.
Mentre parla suonano alla porta.
Marito: Vado io.
Dott.ssa Teresoni: Buongiorno. Sono Teresoni. Lho chiamata prima.
Marito: prego dottoressa, si accomodi. Laspettavamo.
Si presenta anche alla moglie.
Si accomodano sul divano
Dottoressa: Come accennavo al telefono il sindaco in persona ha voluto che coordinassi questo nuovo progetto. Ne parla tutta la citt. Finalmente , era ora. Daremo a tutte le donne abusate la possibilit di essere accolte in gran segreto, di essere ascoltate, supporto psicologico, economico. Insomma, una finestra che si apre dinanzi al buio che avvolge tutte quelle donne che subiscono violenza:in privato, in famiglia, per strada, negli uffici.
Marito: era ora, certo cara che era ora?
Moglie: acconsente solo con la testa
Dottoressa: bene. Quindi aderite al progetto da quello che capisco. Il sindaco vi sar grato. B, sapete il Comune non ha una grande disponibilit per questi progetti. Solo in parte, dai, diciamo solo in parte in grado di aderire. Per, per, per li pensa, pensa questi progetti. Il comune, non si dica che non pensa a questi progetti. Non poco, vero? Non poco, vero? No, no, non poco. Tocca a noi privati , come dire, riunire le nostre forze per far decollare queste idee.
Moglie: mi scusi la domanda dottoressa, ma come mai vi rivolgete a noi?
Dottoressa: me lha chiesto il sindaco di venire da voi
Moglie: e come mai il sindacovi ha chiesto di venire da noi? Non abbiamo il piacere di conoscerlo
Dottoressa: ahnon ce n bisogno. Non necessario conoscere il sindaco per aiutare questo progettobasta conoscere il consigliere del quartieree voi lo conoscete, vero?
Marito: il Bernardini?
Dottoressa: certo, Manlio Bernardini. Ci ha indirizzati luiqui. Ma c di pi. Il centro di ascolto per le donne abusate sorger proprio nel nostrovostro quartiere. Ma c di pi! Sar intitolato a vostro figlio Carlo?
Marito e moglie: nostro figlio?
Marito: a Carlo?
Moglie: come mai? Poi rivolta al marito
Era abusato,cio aveva avuto problemi, cio era una donna? Non capisco.
Marito: ci spieghi meglio dottoressa. Come mai il centro dascolto sar intitolato a nostro figlio? In genere queste opere, queste istituzioni o come chiamarle,insomma, questi centri vengono intitolati a grandi personaggio piuttosto a persone che hanno avuto a che fare con questo problema. Insomma, nostro figlio era un uomo, aveva una bella ragazza, volevano pure sposarsi.
Non ci risulta comunque che abbia subito abusi
Dottoressa: ma non di certo. Lo sappiamo bene, ma noi non vogliamo formalizzarci con queste dediche ai personaggi. Vogliamo ridare testimonianza alle persone nate e vissute nel nostro quartiere, vogliamo che siano i nostri figli a testimoniare limpegno verso i problemichiaro?
Chiaro? Non credete? E poie poi giusto che sia intitolato a chi .come dire finanzia, sostiene, contribuisce a tale opera. E voi sappiamo che desiderate molto sostenere questa iniziativa
Moglie e marito ( titubanti e indecisi) mah, ecco
Dottoressa: interrompendoli subito. Lo sappiamo, si lo sappiamo. Ci tenete tanto. Non ce la sentiamo di ostacolarvi in questo slancio. Tira fuori delle carte e una penna. Ecco,io stessa mi sono preoccupata di portare con me loccorrentediciamo burocratico. Basta una bella firma qui, anche di uno solo dei due,ma se volete,ci mancherebbeanche di entrambi,fate come volete, una firmetta qui, dicevo, qui in calce, qui sotto. Nessuno vi potr togliere questo desiderio.
Il marito prende titubante la penna e firma.
Dottoressa: ecco con soli centomila euro avete realizzato questo sogno che immagino vi tormenti da un po. Sarete i principali benefattori del centro dascolto per donne abusate intitolatoaspettate, riguarda le carteintitolato Donna Io no,no,no mi sbaglio, Donna viva forse, non ricordo pi e non lo trovo pi in mezzo a queste postille e intestazioni. Per lassegno potete anche fare subito. Vi risparmio cos di venire voi stessi in Comune.
Il marito stacca lassegno.
Dottoressa: strappa di mano lassegno al marito. Grazie. Grazie. Tolgo subito il disturbo. Avviser gi stasera stesso il sindaco. Aspettatevi una telefonata. S,s,s. Aspettatevi una telefonata. E del Bernardini e del sindaco
La dottoressa saluta, ringrazia ancora. Va via
Marito: Beh,in effetti mi sembra un bel progetto. E poi, hai sentito? Lo costruiranno qui, nel nostro quartiere. E un qualcosa di cui andare fieri. IoIo sono orgoglioso di questo ulteriore gesto. S, lo sono. Anche tu Lidia caraimmagino,sono convintoche tu sia orgogliosa.
Moglie: S. Dare coscentocinquantamila euro per i barboni e le donne abusate,tutte dun fiato. Ci mancherebbe altro che non sia orgogliosa
Marito: stiamo trovando il modo per utilizzare al meglio questa ricchezza. Non credi? In fin dei conti un peso guadagnare tutti questi soldidopo la morte di nostro figlio. Ecco, cos, aiutando gli altri, i pi bisognosi.staremo concome si dicecon la coscienza pi leggere.
Anzi, domani faccio il versamento anche per quella lettera che arrivata prima perquei giovani insomma che vogliono abbandonare la mafia. Vedrdomattina vedr. Almeno diecimila euro glieli mando
Moglie: fai tu. Tu conosci gli incassi e le uscite
Bisogna andare. Tra un po inizia la messa con il cardinale. Non hai sentito che il don Lallo ci vuole in prima fila
Escono
Rientrano al quanto soddisfatti
Marito: che uomo, che uomo, ci ha elogiati pubblicamente. Non la finiva pi
Un santuomosolo le persone come lui possono caricarsi addosso il peso di quei barboni
Hai sentito la storia di quel Filippo che chiede lelemosina proprio in piazza Duomo. Ma com potuto succedere che un uomo cos ricco,benestante, altolocato, con tutti quei palazzi al centro di Milano, con ..mamma, mamma che storia. Finito a chiedere lelemosinalui che ave sette auto, sette domestici,sette aziendeper fortuna per il cardinale e la sua opera
Moglie: e per quelli come noiche danno una mano ai cardinali, ai vescovi, agli assistenti sociali e a chiss quanti altri.
Marito: per fortuna.no, scusami stavo per dire una bestemmia
Moglie: cosa stavi per dire?
Marito: no, lascia stare, stavo per mettere di mezzo nostro figlio
Sai,Lidia, non so quanto il tutto sia un caso.noi che stentavamo con il negozio, Carlo che muore e poitutto un tratto noiche diventiamo provvidenza
Pensiche mi lasci indifferente tutto questo? No, lo so, lo soneanche te sei indifferentemahe chi lo sa che cosa c dietro tutto questo? Caso o provvidenza? Caso e provvidenza. Chi ce lo dir mai? C Dio?, ci sono gli dei? Mi ero allontanato da Dio, dalla Chiesa, da tutto ci che in fondo rappresenta il mio humus culturale, la mia formazione,la nostrain fin dei conti ci siamo conosciuti in quel convegno per giovani organizzato da quel giovane prete.ricordi?
Moglie: sudai, ceniamo,mi venuta fame
I due si mettono a cenare. Squilla il telefono.
Come al solito risponde il marito.
Marito: Pronto? Ciao cara, come stai? Si,sisiamo appena tornati dalla messa con il cardinale(pausa) si, venuto ad annunciare che il nostro parroco, il don Lallo, lo conosci, vero? Ecco, lo hanno nominato vescovo. Festa grande,insomma. E insomma, anche noi abbiamo avuto la nostra parte( pausa) eh.diciamo che ci siamo permessi di donare una sommetta al cardinalee anche al don Lalloper i barboni e i bambini del don Lallo che incontrer nella diocesi dove lo invieranno come vescovoci hanno elogiati. Va beh ti passo la Lidia ehstammi bene, saluti.
Moglie: ciao Nicoletta, allora?cosa succede di nuovo?(pausa) si, cara, ti aspetto. Va bene. Ciao, a dopo.
Chiude la telefonata
Viene a trovarci,appena dopo cena.
Intanto
Moglie:sai, non credo cheper tornare al discorso di primail tutto dipenda dal caso o dalla provvidenza. Forse caso e provvidenza sono la stessa cosa
Forse sono il nome diverso che diamo a quello che succede,ma non c distinzioneforse la nostra visuale, la nostra storia, la storia di ognuno di noi che produce i nominalismi, le identificazioni, n credo che il nostro Carlo stia pregando per il nostro benessere e che il santo Iddio lo stia accontentando. Non so se sotto c un disegno divino o una serie di coincidenze,non so, non lo so, non voglio sapere. Perch me lo dovrei chiedere? Perch dovrei per forza dare un nome alle cose, agli eventi?
Marito:non conoscevo questo tuo lato filosoficoforse per me pi facile abbandonarmi allo schema o agli schemi della religione. Mi pi facile pensare che il tutto sia stato ordinato, pre-ordinato,pre-eletto,pre-schematizzatopre-stabilito. Mi pi facile pensare che dopo la morte c ancora vita, una forma di vita o di coscienza come dice don Lallomi pi facile pensare che mio figlioin qualche modostia vivendoche la sua morte stia diventando seme che muore e che produce fruttoche le vie del Signore non sono le nostre vie, che Egli,il Dio del cielo e della terra, chiude una porta,ma apre un portone Pensa un posenza i nostri soldiquanta gente resterebbe senza aiuto? Il bello, cara, che poi sotto sotto non che ne sia tanto convinto di questo mio pensarema mi basta, mi rasserena, mi allontana dalla fatica di pensare che ci sia unaltra spiegazione, unaltra strada,un altro schema, unaltra indagine che non riesco a percepire
Suonano. E Nicoletta.
Soliti convenevoli tra amici. Si siede con loro. Stanno per finire di cenare, ma lamicizia intima.
Moglie: allora, cara, che ci porti di nuovo? Come sta Francesco?
Nicoletta: si, tutto bene. Ho saputo, ho saputo quanto bene state facendo. Tutto il quartiere parla di voi, della vostra generosit,sensibilit, del vostro donarvi. Si dice che presto adotterete anche un bambino. Che bravi.
E allora come non potete la mia cara amica Matilde? Te la ricordi, Lidia, la Matilde. Part per lafrica quasi ventanni fa. Tutto questo tempo ci siam sentite, siamo state in contatto. Ma non ha mai chiesto nulla, eppure io lo so che ha bisogno, che il suo villaggio ha bisogno della nostra mano. Voglio proprio farle questo regalo. Voglio darle un segno che ci sono, che ci siamo, che il nostro quartiere c, che Milano c, che lItalia c, che loccidente c, che Lidia e Osvaldo ci sono.
Con un po dei nostri soldi possiamo aiutarla a costruire qualche strada, acquistare unambulanza per il suo ospedale,un po di medicine per questi bambinimagari anche un pozzosapete com da quelle parti lacqua
Come non ci abbiamo potuto pensare prima? Perche ne dite amici miei,non credete che possiamo rimediare?
Fate voi naturalmenteper la cifra fate voiper lei, per la nostra cara amica Matilde qualsiasi cosa andr bene.
Moglie: ma in questi anni ha per caso preso i voti? E diventata religiosa dico? Fa parte di qualche istituto di suore?
Nicoletta: No, no rimasta svincolata da tutto e tutti. Ha un seguito che costituito tutto dalla popolazione locale. Da quando una volta invi una lettera al don Lallo per chiedere una mano, una petizione, una piccola colletta per un piccolo progetto che aveva, credo per lospedale che ha tirato su e, da quando dicevo il don Lallo non le ha risposto non ha voluto chiedere nulla a nessunodi noi. Io, lo sapete, vivo con lo stipendio di impiegata, e Francesco non guadagna pi come una volta. Cristina e Loredana sono grandi, hanno luniversit, sapete com la vita oggiinsomma non ho potuto fare niente per leie quanto mi duole non potete immaginare.
Marito: va bene Nicoletta, basta umiliarti. Siamo tra amici. Noiaiuteremo Matilde. Domani stesso ti prego di inviarle questi soldi. Iniziamo cosquindicimila euro. Per qualche cosa basteranno. Ma , ne sono sicuro, prestone invieremo altri al suo ospedale, ai suoi bambini.
Nicoletta: oh, grazie amici miei, grazie. Riflettevo laltro giorno su questo che vi sta succedendo. Se ne parla sapetein giro
Si sapeva che il negozio non andava a gonfie vele. Poi dimprovviso la tragedia, Carlo che.e i tanti, tanti soldi che cominciano ad arrivarvi, il negozio che si affolla. E questo vostro non tenerli, ma site diventati acqua per chi ha sete,cibo per chi ha fameche strana la vita? Sar tutto un disegno divino?
Marito: ne parlavamo tra di noi prima che tu arrivassi. Io propendo pi per la versione religiosa,per un disegno della Provvidenza. Lidia,invece, ha una visione pi larga, pi filosofica,pensa che non bene nemmeno domandarsi,commentare, giudicare. Conviene per lei non cercare spiegazioni. Lo chiameremo caso? Un caso intelligente che ci attraversa e ci inonda, che ci toglie e ci d,che ci perseguita e che ci innalza,che agisce al di l dei nostri voleridoveripensieri.
E tu Nicoletta da che parte stai?
Nicoletta:bella domanda! Io sono rimasta religiosa,pi per formazione che per convinzione. Pi per status che per fede. Non sapreiforse Dio che parla attraverso il caso?(pausa) Lho detta grossa?
Marito: una bella spiegazione. S, bella! Dio che parla e agisce,aggiungerei, attraverso il caso. Ma nella nostra conformazione le due cose dovrebbero escludersi. Ci che fa Dio non casualenon dovrebbe esserlo. N per la religione, n per la filosofia: Ma un nostro schema. Magari cos come tu dici, magari come dice Lidia, magari come penso io
Va beh, meglio lasciar perdere. Tieni Nicoletta, questo lassegno di quindicimila euro per Matilde. Torna a trovarci.
Si salutano caramente tutti e tre.
Cambio scena
Sulla scena,insieme a Lidia e Osvaldo, un signore distinto nellabbigliamento, nei modi,nel parlare.
Marito:si dottor Barchini, siamo felici di poter appoggiare la sua causa. E poila santa madre Chiesa come posso direci vicina. Quindi tenga pure lassegno di cinquantamila euro per la comunit di ex tossicodipendenti che dirige. E uno psicologo lei,vero? Mi sembra di aver capito cos dalle parole di don Lallo.
Signore: certo, ormai sono anno che mi dedico al recupero dei ragazzi dipendenti.
Marito: Ho letto su una rivista che alcuni mal di testa si possono curare con unadeguata psicoterapia
Signore: si, vero. Spesso si tratta semplicemente di cambiare il modo di ragionaredi intendere la vita diciamo.
Marito:mia moglie soffre spesso di mal di testa. Si imbottisce di calmanti,ma nienteLei ha mai curato dei disagi del genere?
Signore: si, potrei citarle tantissimi casi. Venga pure a trovarmi in comunit. L ricevo anche persone che naturalmente non hanno a che fare con la comunitcon la dipendenza.
Moglie: si che verr dottoreintanto grazie. Certe volte mi viene da impazzire. Quando mi prende non mi passa neanche con due calmanti.
Signore: immagino che con la morte del figlio siamo aumentati
Moglie: sima onestamente li avevo anche prima. Certola scomparsa di Carlo mi ha dato una bella sistemataora mi vengono quasi ogni giorno.
Signore: una buona psicoterapia la aiuter certamente.
Marito: dottore,mi permetta la domanda stranama leidiciamo coscrede nella vita dopo la morte? Crede che esista un prolungamento? Naturalmente glielo chiedo a prescindere dalla sua fede.
Signore: mahnon una domanda facile. Preferisco pensare e stabilizzarmi sul misteronon amo le convinzionianni di scienza mi hanno insegnato che come diceva un filosofo ci su cui non possiamo parlare meglio tacere.
Moglie: noi volevamo sapere se nostro figlio in qualche modo sta intervenendo nella nostra vitase ci sta donando tutti questo ben di Dio che ogni giorno continua ad arrivarci.
Signore:Onestamente non credo ad un suo diretto intervento. Sono pi propenso a pensare che le circostanze creano altre circostanze. Mi spiego meglio. La sua morte ha determinato, innescato un meccanismo sociale tale che porta la gente del quartiere ad affluire nel vostro negozio di scarpe.
Moglie: una specie di senso di colpa, vero dottore?
Signore: non necessariamenteforse curiosit di vedere come state, forse un semplice modo per custodirvi. Come se la societ avesse reagito alla morte di vostro figlio pensando di continuare a garantirvi la sopravvivenza.
Marito: altro che sopravvivenzaqui con i nostri soldi sopravvive mezzo mondo
Signore: si, certoil risultato incontrollabile. Ma forse meglio cos. E quando vogliamo controllare che lo stesso evento diventa disagio, diventa problema. Insomma.se lasciassimo le cose cos come sono,come appaiano,come vivono allora ci farebbero meno paura. Se decidessimo una volta per tutte di non schematizzarle,ridurle a un qualcosaltro di quello che sono, di raffreddarle riscaldarle con i pensieri del nostro Io allora, forse,forse,forse ci aprirebbero una nuova visione della vita,del mondo,dellesistenza.
Marito: lei sta dicendo di non ragionarci su
Signore: s,in un certo senso s. Perch cercare sempre spiegazioni,perch trovare a tutti costi il motivo,la causa prima e ultima delle cose,perch capire ci che cos,perch racchiudere tutto in un sistema,in una filosofia,in un ambito. La ragione fornisce sempre una chiave per aprire delle cose sconosciute,ma spesso risultano porte aperte per la stessa attivit mentale.
Va beh,ora vado Grazie ancora di tutto.
Si salutano. I volti di Osvaldo e Lidia sono perplessi.
Si cambia scena. Letto matrimoniale. Osvaldo e Lidia dormono.Si sente lo squillo della sveglia. Sono le sette di mattina.
Moglie: Osvaldo. E orario.Oddio, che mal di testa. Vado a prendere qualcosa se non rischio di portarmelo appresso per tutto il giorno.
E vado a svegliare quel dormiglione di Carlose no rischia di perdere pullman e scuola.
Marito: Carlo? Si alza di soprassalto. Carlo? Hai detto Carlo?
Moglie: no, ho detto tua sorellae metti su il caff che anche tu rischi di arrivare tardi in ufficio.
Marito: Ufficio? Ha detto ufficio!?.....
Appare Carlo insonnolito,in pigiama,lamentoso
Il marito lo guardaNon dice nulla terribilmente sorpreso.
Riappare la moglie.
Moglie:Oggi ho lispezione del preside. Per fortuna sono riuscita ad aggiornare il registro. Sar per questo che mi venuto il mal di testa.
Marito(sottovoce): il presideha detto il presideil registro
Carlo: sai pho pensato poi cosa fare con i soldi che mi ha lasciato il povero nonno dopo che morto. A luglio mi diplomo e ,magari a settembre apro un negozio di scarpe. Saiqui nel quartiere non ce ne sono poi tantiche ne dici? Non ti sembra una buona idea?
Moglie: S,s. A me piace lidea
Squilla il telefono: risponde il figlio
Figlio: si, buongiorno.No niente disturbo. Glielo passo subito. E per te p.
Marito: pronto.S, ciao Boschini,stai tranquillo apro io. Fai pure quello che devi faretranquillo, a dopo.
Era Boschini.Non riesce ad aprire le poste stamattina. Vado io.
Figlio: allora pche ne dici della mi idea. Anche Giulia sarebbe disposta a darmi una mano. Bella no?
Marito(sempre scosso e rintontito): S,mi piace Carlo. Ne parliamo meglio stasera. Ma mi piace
Si avvicina al pubblico.Figli e moglie continuanola vita della mattinatale solite cose. Inizia un monologo con voce soffusa.
Devo aver sognato. I sogni ingannano,ma forse servono a staccare, a riconciliarti con la realt. Avevo perso un figlio e diventato ricco. Avevo arricchito non so quanto istituti o enti di beneficenza, avevo la morte nel cuore e cercavo mille spiegazioni. E strano che mio figlio voglia aprire proprio un negozio di scarpe,eppure la prima volta che me ne parlaOra mi sembra di rinascere,di aver riacquistato le vere ricchezze perse nel sogno. Ma non voglio interpretarlo,non voglio pensare di trovare chiss quale filo,di raggommitolare quale matassa,di trovare il monito o la lezione,la causa o chiss altro.
Scappo in ufficio,lavoro alle poste di via san Giacomo. Ci lavoro da 22 anni. Mia moglie fa linsegnante,mio figlio lultimo anno di ragioneria. Non abbiamo mai avuto un negozio di scarpe,ma forse presto lo avremo,lo avr mio figlio.
Ho dato sempre poco agli istituti di beneficenza e da quasi sempre non passo pi dalla chiesa,dalla parrocchia,non frequento preti o cardinali.
Non conosco nessun assistente sociale e nessun psicologo.
Beh, s, era un sogno,mi direte,ma un sogno che misteriosamente faccio da pi di quindici anni.
E come se vivessi due vite parallele, ma questo importa poco. E quella da svegli che conta, la vita vera, quella che parte dalle sette di mattino e finisce verso le dieci e mezza,le undici di serafin quando non torno a letto e mi rimmergo in questo nuovo stato,in questa ricerca,in questi sogni distruttivi.
E il caso che mi faccia curare direte. S,ci ho pensato,ma non mi sono mai deciso. Forse un modo per esorcizzare la paurala paura di perdere un figlio, di restare senza soldi, forse un modo per continuare a capire se dopo questa vita,la presente,dopo quella vera,dopo che insomma sopraggiunger la morte forse si potr pensare di risvegliarsi in un mondo nuovo diverso
Forse soltanto che non sono contento della vita che conduco,forse,mille forse e mille perch potrei trovare,potreste trovare.ma alla fine lascio che tutto accada,che ogni notte ridiventi quello che ha il negozio di scarpe e che non incassa una lira,che perde il figlio e si ritrova ricco. Lascio che accadalascio che la parte pi oscura di me lo viva,lascio che caso e provvidenza si incontrino,lascio che gli altri spieghino,lascio che si soffra per poi risvegliarsi e scoprire che sempre tardi,qualunque ora sia, di correre a raccogliere bollettini postali e raccomandate.
E se un giorno dovesse accadere quello accade di notte,quello che mi accade di notte,beh, allora s che non avrei spiegazioni,allora s che sognerei di giorno quello che sogno di notte,ma caso e provvidenzaloro s che non cambierebbero percorso, sarebbero sempre e comunque il risultato di una visionenotturna o diurna,ma sempre una visione.che non ama le spiegazioni.
ciao
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