" Il castello dei fantasmi" di Francesco Firpo
Questa commedia pu essere rappresentata da una compagnia di 12 attori.
Personaggi: 1 soldato
Gilberto 2 Soldato
Betta 3 Soldato
Ruggero 1 fantasma
Bruna 2 fantasma
Bianca 3 fantasma
Stella 4 fantasma
1 popolana 5 fantasma
2 popolana 6 fantasma
3 popolana 7 fantasma
4 popolana Norberto
5 popolana Viviana
6 popolana Re Gualtiero
1 capra Regina
2 capra 1 serva
3 capra 2 serva
4 capra 3 serva
5 capra 4 serva
6 capra 1 maschera
1 gallina 2 maschera
2 gallina 3 maschera
3 gallina 4 maschera
4 gallina 5 maschera
5 gallina 6 maschera
6 gallina 4 Soldato
1 ufficiale 5 Soldato
"Il castello dei fantasmi" di Francesco Firpo
Scena 1
Siamo in un tempo molto lontano, al tempo delle fiabe, della fame e della paura. Ci troviamo in un piccolo paese di contadini, in mezzo alle montagne. In questi giorni c' il carnevale, c' freddo e allegria.
Nella piazzetta del villaggio una compagnia di saltimbanchi rappresenta il proprio spettacolo.
Gilberto ( il capo della compagnia, esercita l'arte dell'imbonitore/attore con grande esperienza e abilit, anche gli altri artisti della compagnia sono molto validi: c' sua moglie Betta, Ruggero, che interpreta la parte del capitano, eroe di incredibili imprese, con la moglie Bruna e le due figlie Bianca e Stella, ragazze che recitano praticamente dalla nascita).
(Musica introduttiva, galline, richiami, fine musica, inizio spettacolo, rullata di tamburo)
Meraviglia delle meraviglie!! Siete proprio fortunati, volorosi e onesti abitanti di questo paese!
Ecco qua per voi una cosa meravigliosa, pi preziosa di una pietra preziosissima! Cosa sar, signori miei, un diamante luminoso, un rosso rubino, uno smeraldo verde? No signori, molto , molto, molto di pi!(toglie un fazzoletto che copre la mano chiusa, mostra una piccola scatola di legno) Eccolo qui! Questo il balsamo della lepre azzurra! Con questa pomata le vostre malattie presenti, passate e future, scompariranno all'istante! Il balsamo della lepre azzurra! Ma io non voglio giocare con le parole, non voglio accettare la vostra generosit senza dimostrare, con i fatti, la virt miracolosa di questa medicina.
Facciamo un esempio. State facendo legna con l'ascia. Un colpo sbagliato e zacchetet! Un dito salta via. Ahia che male! Il mio dito! Oppure no, meglio, ecco: state lavorando e vostra moglie parla. (indica Betta che gli parla addosso)
- "Stai un p zitta, sto lavorando (Betta insiste)
- Sccscs!!! Mi fai una testa grossa cos!! (Betta insiste)
- Guarda che ti strappo la lingua!! (Betta insiste)
-A questo punto voi perdete la pazienza, prendete la lingua di vostra moglie e la tirate via. Eccola qua. (esegue con grande abilit da prestigiatore, orrende smorfie della moglie) Ma ora voi pensate: Oh, povera moglie mia, ti fa male la lingua che non c' pi ! E se tu sei senza lingua come faccio a dirti di stare zitta? Non ho pi niente da dire neppure io: e che vita ?
Insomma voi siete nella disperazione pi nera, ma ecco.....la salvezza!! Il balsamo della lepre!!! Ne mettete poco poco sulla lingua di vostra moglie, riattaccate la lingua e.......
Betta - La mia lingua! Gua, bla, prrr, ci! Funziona di nuovo!
Gilberto - Ti fa male?
Betta - No, assolutamente no.
Gilberto - Vedete? Ve l'ho detto io? Ma sentite un p cosa successo al mio prode collega Ruggero che ha fatto il soldato per tanti anni!
(rullo di tamburo, entrata marziale di Ruggero.)
Ruggero No, signori, io non parlo con le parole, ma con i fatti! (sfodera la spada, brevi esercizi di scherma, rinfodera, d la spada a Gilberto) Ma non abbiate paura, non voglio infilzare nessuno!
Oggi non vi mostrer il valore della mia spada, ma il valore delle mie ferite! (si apre la casacca, sul torace - ignudo - si vedono terribili cicatrici, cucite con grosso spago, ancora presente. Il tutto clamorosamente falso)
Guardate qua, miei signori, un taglio di due palmi di lungo e un altro di due palmi per largo!
E' successo tre mesi fa, era quasi sera, in un bosco nero e selvaggio. All'improvviso, a quattro passi da me, sbuca fuori da un cespuglio un cinghiale immenso, lungo quattro braccia. Il cinghiale si ferma, mi guarda con l'occhio storto. Lo avevo dietro i miei compagni, le mie figlie, mia moglie....Fuggire? Mai!! Tiro fuori la spada e za!! Un colpo tremendo, dall'alto in basso, con due mani, con una forza da tagliare in due un tronco. E invece, porcaccio di un mondo cinghiale, la mia spada si spezza in due! Il cinghiale mi addosso, mi infilza qua con le sue terribili zanne e mi spalanca la pancia come una finestra spalancata. Le mie budella volano un p qua un p l, il fegato da una parte, il cuore dall'altra. Insomma, io sono un tipo pacifico, ma a quel punto ho incominciato a seccarmi. Non ho pi la spada? Bene. Ho il mio bastone da viaggio che un randello spesso cos. Guardo negli occhi il cinghiale e gli dico: Ora basta! E gi una randellata di cuore, generosa, senza risparmio. E il cinghiale resta l, stecchito - morto - secco dalla coda al grugno malefico. I miei compagni hanno visto tutto. Accorrono, le mie figlie (entrano moglie e due figlie, mimano l'azione) raccolgono fegato, budella, frattaglie sparse, mia moglie prende un ago e spago da calzolaio, per cucire le scarpe, sistema le budella nella pancia, ci butta dentro tre bicchieri di grappa per tirare su il morale, una bella cucitura e due ditate di balsamo di lepre spalmate per bene. Alla sera gi non sentivo pi niente, no, solo un p di peso allo stomaco perch, per ripicca, mi ero mangiato mezzo cinghiale arrosto. Signori, guardate qua che denti aveva quel cinghiale! (esibisce trofeo)
Bruna - E ora, onesti signori, avrete l'onore di ricevere in regalo, per appena due soldi, il vostro balsamo della lepre!
Betta - Due soldi di salute con la lepre azzurra!! (Betta suona il flauto, Bruna il tamburo, le due ragazze Bianca e Stella danzano, tutti cantano, Gilberto contratta con paesane)
Canzone:
Due lepri nel prato la stavan, l stavan
mangiavano l'erba verde, verde.
La mangiaron tutta
e il prato svan (antico canto popolare tedesco)
(Diversi paesani comprano il farmaco, c' una certa animazione e confusione)
Gilberto - Due soldi, brava dorme! E potrete dormire tra due guanciali, assieme alla lepre azzurra...
1 popolana - Scusate signore, possiamo chiedervi un piacere?
Gilberto - Io sono Mastro Gilberto, guaritore e artista e sono al vostro servizio.
1 popolana - Ecco, vedete, Gilberto, noi adesso siamo a carnevale, e nel nostro paese, tutti gli anni, facciamo una gara tra quelli che abitano al di l del ponte e quelli che abitano al di qua.
Gilberto - Una gara....
1 popolana - Quelli di l del ponte si chiamano, da sempre, "quelli delle capre" mentre quelli al di qua sono "quelli delle galline". E la gara...
Gilberto - Ecco, s, la gara.
1 popolana - La gara si chiama "la spinta del mantello": una squadra spinge il mantello, di schiena, e l'altra squadra spinge dall'altra parte.
Gilberto - S, ma io che devo fare?
1 popolana - L'arbitro, signore!
Gilberto - Ah!
2 popolana - Vede signore, a volte ci litighiamo, la gara si scalda un p, e allora l'arbitro, da sempre, uno di fuori.
Gilberto - Ho capito tutto. Va bene, far l'arbitro. Per non mi picchiate, se no....scappo!!
1 e 2 popolana - Grazie Gilberto!
(Si sentono rumori di campanacci, battacchi, tamburi, sonagli,belati di capre, entra il corteo di popolami con maschere di capre e caproni, danzando, attraversano il palco, escono. Si sentono poderosi chicchirich e coccod, altre percussioni, entra e passa il corteo delle galline e gallinacci, escono. Rientrano i "campioni" delle due squadre, si fronteggiano ai lati del palco).
1 gallina - Capre puzzone!!
1 capra - Galline di cacca!!
2 gallina - Piscione a tradimento!
2 capra - Avete la testa che scorreggia dalle orecchie!!
3 gallina - Cacche con due piedi!!
3 capra - Alla sera e alla mattina: sempre scema la gallina!
4 gallina - Se le corna vuoi trovare, la capra puoi guardare!
Tutti assieme, a soggetto: Merdose, vacche, schifose piscione, cornute, ecc.
1 popolana (porge a Gilberto un campanaccio, gli fa segno di suonarlo, silenzio generale, le due squadre si fronteggiano, porge a Gilberto il lembo di un grande drappo, stende il drappo dividendo il palco in due. Le due squadre si avvicinano, si attaccano, di schiena, al drappo).
- Gilberto, quando volete, date il via. Quando una squadra tutta dall'altra parte, ha vinto, e voi suonate il campanaccio.
Gilberto - Pronti? Via!!
(con incredibili schiamazzi la partita comincia. Tutti spingono con ardore, con schiene, sederi, spalle. Vi sono gomitate, urla, risate, insulti. Arriva, sconvolta, gridando a squarciagola, la 3 popolana)
3 popolana - Le guardie del governatore!! Arrivano le guardie! Le guardie!! (nel caos i giocatori continuano, la 3 popolana corre da Gilberto, gli strappa il campanaccio, suona, tutti si fermano, silenzio) Stannoarrivando le guardie, sono gi dal mulino vecchio! Fuggite! (Tutti scappano da ogni parte, i saltimbanchi non sanno che fare)
Ruggero - Che facciamo Gilberto?
Gilberto - Non mi piace. Non capisco.
Bianca - Padre, scappiamo?
Ruggero - Si, ma dove? Abbiamo il carro, il cavallo, siamo lenti.
Bruna - Non abbiamo fatto niente di male, cosa possono farci?
( si sentono carri in lontananza, rullio di tamburi, richiami di persone, entra il 1 ufficiale, 1, 2 soldato).
1 Ufficiale - E adesso questo paese lo sistemiamo per bene, una volta per tutte. (entra il terzo soldato)
3 Soldato - Abbiamo circondato il paese signore, non pu scappare nessuno.
1 Ufficiale - Bene. Prendi dieci uomini. Cerca tre o quattro case dove dormiremo stanotte. Poi requisite bestiame, vino, tutto. Stasera si mangia bene. Vai.
3 Soldato - Subito. (esce)
1 Ufficiale (ai commedianti). E allora signori, da tre anni il Governatore, per ordine del Re Gualtiero delle Montagne Fredde ha proibito le feste di carnevale perch il carnevale porta disordine e ribellione. Eppure nei paesi la gente non obbedisce e continua a festeggiare il carnevale lo stesso. Bene. Se non la capite con le buone la capirete con le cattive. Voi addirittura avete la sfacciataggine di restare qui in piazza. Non avete una casa dove rintanarvi come pecore, come fanno tutti?
Gilberto - Veramente no, signore, noi siamo artisti guaritori, saltimbanchi.
1 Ufficiale Saltimbanchi? Peggio che peggio! In questo regno i saltimbanchi saltano appesi con una corda al collo gi da un albero! Ma da dove venite?
Gualtiero - Abbiamo attraversato le montagne, c' stata una carestia...
1 Ufficiale - S, la carestia. Vedrete che abbondanza c' nelle nostre galere. Siete tutti in arresto. Domani vi porteremo nella citt. I vostri discorsi li farete al giudice. Guardie, cercate una cantina e cacciateli dentro. Eseguire. (i saltimbanchi si intendono tra loro con un'occhiata e decidono di non fare resistenza. Tutti escono)
Scena 2
Nella cantina/prigione di una casa.
2 Soldato - (urlando, da fuori scena) Dentro, e non fate storie se no vi frustiamo! (vengono scaraventati in scena con eventuali capriole Bruna, Ruggero, Gilberto, Bianca, Stella, Betta)
Stella - (a Bruna) Madre, vi siete fatta male?
Bruna - No, solo un p. Ho preso una ginocchiata. Quella bestia di soldato mi ha spinto.
Betta - E io lo dicevo di non passare le montagne. Qui ci ammazzano tutti.
Gilberto - Stiamo calmi. Non il momento di litigare. Abbiamo gi troppi macelli.
Bianca - Padre, ho paura. Cosa ci faranno?
Ruggero - Non lo so figlia mia. Non lo so.
Gilberto - Sentite....Stella, vai dalla porta, stai attenta se arriva qualcuno.
Stella - S. (esegue, gli altri si spostano dalla parte opposta)
Gilberto - Sentite, qui dobbiamo scappare. Stasera stessa. Se ci mettono nelle prigioni della citt siamo fregati.
Bruna - Si ma come? Con la forza non se ne parla neanche. Ci sono soldati dappertutto.
Betta - Noi siamo commedianti. Sappiamo solo recitare...
Bianca - E allora recitiamo! Io ho un'idea. Padre, potreste fare la vostra scena del pugnale. Arriva la guardia e...
Ruggero - E ci casca! S, una buona idea.
Bruna - Aspettate. Noi sistemiamo la guardia. E va bene. Ma come facciamo per uscire dal paese?
Betta - Prendiamo un bel p di bottiglie di vino che sono qui fuori, se incontriamo soldati gliele diamo, come se qualcuno ce l'avesse ordinato.
Bianca - E il nostro carro?
Gilberto - Dobbiamo salvare la pelle, non il carro. Portiamo i sacchi dei costumi e delle maschere. Ruggero, qui parliamo, parliamo, ma tu ce l'hai il pugnale?
Bruna - E' nel mio sacco.
Ruggero - E il sangue finto?
Betta - Ce l'ho io. (i teatranti si organizzano, Ruggero controlla il pugnale con la lama che rientra nel manico, Betta gli spalma del "sangue" sulla casacca, Gilberto prende nel sacco dei costumi uno "scettro", Bruna un mantello).
Gilberto - Bruna e Bianca, voi gli buttate il mantello in testa, Betta, gli prendi i piedi. Io gli d una botta in testa, Stella, chiudi la porta e stai di guardia. Siete pronti?
(Ruggero a terra, sorretto da Gilberto, ha il pugnale "piantato" nel petto sanguinante)
Ruggero - Ah!! Muoio, muoio!
Stella - Aiuto!! Guardia, aiuto!!!
Betta - Il sangue! Il sangue!
Bruna - Aiuto!
2 Soldato (da fuori) Che succede? Che c'?
Stella - Mio padre sta male signore!! Venite, presto!! (entra il soldato, vede Ruggero a terra, si avvicina di tre passi)
Ruggero - Ahh! Dolore!! (Bruna e Bianca, come da manuale, buttano il mantello sulla testa della guardia, parapiglia, urlo soffocato della guardia)
Gilberto - Piano, fate piano! Stella, c nessuno?
Stella - Nessuno padre.
Gilberto - Presto, nascondetelo qui dietro. (escono Bruna e Bianca trascinando la guardia).
Betta - Gilberto, Ruggero, travestitevi da donne, pi sicuro!
Ruggero - Brava Betta, ottima idea. (dai sacchi dei costumi estraggono gonne e teli, tutti i commedianti trasformano in un attimo i loro vestiti).
Gilberto - Di prendiamo il vino. Bruna, Betta, andate avanti voi. Stella, Bianca, voi in mezzo. Io e Ruggero stiamo in fondo. Zitti. Bruna, si va?
Bruna - Aspettate. (silenzio totale) Ora.
Gilberto - Via (escono, in silenzio, ce la faranno?)
Scena 3
Bianca e Stella raccontano la fuga dei saltimbanchi.
Brevissimo commento musicale d'atmosfera, vento, alberi, pioggia, rientrano dall'altro lato del palcoscenico Bianca e Stella.
Le luci isolano il loro volto. (raccontano al pubblico)
Bianca - Forse ce l'abbiamo fatta, stiamo camminando da molte ore, siamo sfinite. Dobbiamo fermarci e riposarci.
Stella - Quando siamo uscite dalla prigione c'era una gran confusione nel paese. Qualcuno gridava, i cani abbaiavano, in una strada i soldati davano colpi sulle porte per sfondarle.
Bianca - Nostra madre si infilata in un vicolo di lato. In fondo al vicolo il paese era quasi attaccato al bosco. Siamo entrati tra gli alberi e abbiamo incominciato a correre.
Stella - A un certo punto abbiamo incontrato un sentiero che seguiva tutto il fianco della montagna. Siamo andati avanti parecchio.
Bianca - Ormai credevano di essere al sicuro quando abbiamo sentito in lontananza dei cani che abbaiavano.
Stella - Erano molti cani, forse cani da caccia, si sentivano urla, come degli ordini.
Bianca - Il rumore si avvicinava, allora Gilberto ha deciso di lasciare il sentiero e di buttarsi dentro il fitto del bosco. Lui era il primo, noi tutti dietro.
Stella - I cani dovevano essere a poche centinaia di passi, ma all'improvviso si levato un vento terribile ed scoppiato un temporale tremendo.
Bianca - La pioggia era violentissima, noi scivolavamo tra i rovi e i rami spezzati. Era venuta la sera, la luce era poca.
Stella - Lentamente l'abbaiare dei cani diminu, poi scomparve. Ora il bosco stava cambiando. C'erano pini secolari, alberi giganteschi, altissimi. Per terra un tappeto di muschio morbido.
Bianca - Intanto era salita la luna, riuscivamo a vedere bene, ed ecco: una strada! Si, una stradina nel bosco, ma larga abbastanza da passarci un carro.
Stella - Eravamo stanche, bagnate fradicie. Abbiamo seguito la strada. La strada saliva lentamente in una valle nascosta. Sembrava che nessuno ci fosse passato da molti anni.
Bianca - S, perch ogni tanto dei grandi alberi abbattuti dal vento, con le radici all'aria, erano distesi sulla strada.
Stella - C'era una strana luce. Non pioveva pi. Tutto era silenzio. Noi camminavamo zitti zitti, quasi senza respirare.
Bianca - A una svolta della strada,...una radura grandissima e, in mezzo....un castello bellissimo, con le torri, i merli, il fossato.
(sono entrati, silenziosamente, Bruna, Betta, Gilberto, Ruggero, sono tutti uniti, fronte al pubblico)
Bruna - Guardate, un castello!
Ruggero - Non si vede una luce. Ci sar qualcuno? (rumore di ponte levatoio che si abbassa)
Betta - Il ponte levatoio! Si sta abbassando!
Gilberto - Sentite, proviamo ad entrare. Chiederemo ospitalit per questa notte.
(a soggetto: Si, va bene, io ho paura, smettila, andiamo, andiamo. Tutti escono. Commento musicale. Chi ci sar nel castello?)
Scena 4
(Tutti rientrano immediatamente, sonorizzazioni, vento, porte che cigolano, mistero, luci basse)
Bruna - Questo castello grandissimo!
Ruggero - Non si vede quasi niente. E' tutto buio...
Gilberto - C' nessuno? (vento)
Bianca - Dove siamo? E' un salone. E' immenso.
Stella - Io non ce la faccio pi. Sto dormendo mentre cammino.
Betta - Fermiamoci qua. Siamo al coperto. Al buio possiamo cascare in un trabocchetto.
Gilberto - Si, fermiamoci. Per il ponte levatoio non si abbassato da solo.
Ruggero - Ora dormiamo. Domani vedremo. Io cerco di stare sveglio. (tutti si stendono a terra e si mettono a dormire)
Stella - Ho freddo..
Betta - Accostati, ho freddo anch'io. (tutti dormono, Ruggero fa qualche passo, poi si siede accanto ai compagni. Inizia una musica di flauti, delicata, Ruggero lentamente si stende e dorme)
(entrano con una lenta danza evanescente diversi fantasmi. Hanno gli stessi abiti dei popolani ma il colore dei volti e delle stoffe ha perso forza e tende al biancastro, tengono in mano bicchieri con dentro candele, queste luci danzano, creando architetture di linee nello spazio. Il fantasma di una giovane fanciulla si avvicina al mucchio di corpi addormentati e canta dolcemente una melodia modulando fonemi. Stella, con gli occhi chiusi, si solleva su un gomito e si unisce alla melodia, poi si riaddormenta. Entrano due fantasmi che stendono sui saltimbanchi due rozze coperte o teli. Tutti i fantasmi escono)
Scena 5
Risveglio dei commedianti nel castello.
(Sale la luce del giorno, sonorizzazioni)
Bruna (si sveglia, si guarda attorno) E' giorno. Svegliatevi. Ma...Cosa? Ehi, svegliatevi, guardate! (gli altri si svegliano)
Betta - Queste coperte...Non le ho mai viste!
Ruggero - Chi ce le ha messe addosso?
Gilberto - Ma tu non dovevi fare la guardia?
Ruggero - Certo. Ma ho dormito come un ghiro.
Bianca - Qualcuno ci sta aiutando. Ieri il ponte levatoio, poi le coperte.
Gilberto - Proviamo a girare per il castello. Io vado con Ruggero. Betta, voi con Bruna. Ragazze, voi restate qua.
Stella - No. Andiamo in giro anche noi.
Ruggero - Va bene, ma stiamo attenti. Tra un p ritorniamo tutti qui. Se succede qualcosa urlate.
Betta - Cerchiamo anche qualcosa da mangiare, non abbiamo niente.
Gilberto - Aspettate. Nascondiamo qua dietro i sacchi dei costumi. Occhi aperti. (escono Ruggero, Gilberto, Betta e Bruna)
Stella - Da che parte andiamo?
Bianca - Dove vuoi tu. Senti, ieri era quasi buio, ma mi sembrato di vedere una torre altissima.
Stella - S, hai ragione. Proviamo a cercarla. (escono, cambio luce, musica/sonorizzazione, le ragazze rientrano immediatamente) (E' tutto buio, sul palco vi sono due semplici cavalletti di legno, u cui poggia una tavola dove disteso un corpo coperto da una leggera stoffa).
Bianca - Stella, dove sei?
Stella - Sono qui, Bianca. Non vedo niente.
Bianca - Questa torre inespugnabile. Le mura sono spesse cinque braccia, sono tutti pietroni enormi.
Stella - La porta di ferro sembrava sbarrata. L'ho appena toccata e si aperta da sola.
Bianca - Quante scale abbiamo fatto?
Stella - Non lo so. Saremo al sesto piano.
Bianca - Senti, ritorniamo gi. Non si vede niente.
Stella - Aspetta. Se trovassimo una finestra...(vento, mistero, la finestra si apre da sola, luce)
Bianca - La finestra si aperta da sola, Ahh! (urlo, ha scorto il corpo) Stella, hai visto?
Stella - Sar...Un morto!
Bianca - Scappiamo Stella!!
Stella - No, aspetta.. Guardiamo. (musica, mistero, Stella si avvicina al corpo)
Bianca - Ho paura Stella!!
Stella - Anch'io, Bianca. (avvicina una mano al capo della persona distesa, per togliere il velo, rumore di cigolio sinistro..)
Bianca e Stella Ahah! (scappano urlando, si fermano, i volti fanno capolino dalle quinte)
Stella - Era solo la finestra che faceva rumore...(si avvicina lentamente, scosta il velo, appare il volto di un giovane dai tratti nobili e bellissimi)
Stella - Guarda Bianca...
Bianca - E'...E' bellissimo, Stella!!
Stella - (sfiora con una mano i capelli del giovane)
Bianca - Cosa fai?
Stella - Ha i capelli morbidissimi!
Bianca - Fammi sentire. (accarezza i capelli anche lei)
Stella - E'..E' morto?
Bianca - Non lo so. Non sta respirando.
Stella - No, non deve essere morto.
Bianca - Perch?
Stella - Perch bellissimo.
Bianca - Guarda Stella! (indica una pergamena che sul petto del giovane)
Stella - C' scritto qualcosa... (lo prende delicatamente)
Bianca (legge) "Per uscire dal mio lungo sonno, devo bere il liquido della bottiglia"
Stella - La bottiglia! Sar questa. (il giovane ha, nella mano stesa sulla tavola, una piccola bottiglia) (Stella prende la bottiglia, la annusa) Ha un odore di medicina. Senti. (Bianca esegue)
Bianca - E' vero.
Stella - Che facciamo?
Bianca - Proviamo. Io gli tengo la testa, tu stai attenta, versalo piano (eseguono, sonorizzazioni, suspance, lo rilasciano disteso, si allontanano di due passi, osservano, musica delicata, lentamente avviene - portento! - il risveglio del giovane che si pone a sedere)
Norberto (il giovane)- Ho la testa confusa, dove sono? (vede le ragazze) Chi sono io?
(appare Viviana, fantasma di donna)
Viviana - Voi siete il principe Norberto di Lagoscuro, Altezza. (stupore incredibile delle due ragazze) Da cinquant'anni voi state dormendo per il farmaco che io stesso vi ho dato.
Norberto - Ma tu sei...
Viviana - S, io sono Viviana, al servizio della vostra famiglia, come mia madre, mia nonna, e le mie antenate da molte generazioni. Io ho appreso da loro l'arte della medicina segreta e della magia naturale.
Norberto - Ma io...
Viviana - Ricordate? Il re vostro padre, con tutto l'esercito e tutta la vostra famiglia era stato attaccato a tradimento dal re delle Montagne Fredde. Furono stati uccisi tutti.
Norberto - Si, ora ricordo, una cosa terribile, quel vigliacco malvagio ha distrutto il nostro regno...
Viviana - Nel castello eravamo rimasti in pochi. I nemici ci stavano circondando, non si poteva fuggire. Allora ho usato la mia arte segreta, ho trasformato me stessa e tutti coloro che ancora restavano nel castello in fantasmi. Come fantasmi avremmo difeso il castello da chiunque. E voi potevate continuare a vivere nascosto. Io stessa vi ho dato un mio farmaco potentissimo, capace di conservarvi in uno stato di torpore, una specie di sonno. Il vostro sonno doveva durare cinquant'anni, ed ora potete tornare a vivere. Ora siete il re Norberto di Lagoscuro.
Norberto - Io sono il re.. Grazie Viviana. Spero di essere degno del tuo sacrificio e di chi si sacrificato con te. Ma.. queste fanciulle..
Viviana - Maest, in questi cinquant'anni i fantasmi hanno tenuto lontano chiunque dal castello e dalla foresta che lo circonda. Nessuno poteva avvicinarsi senza provare terrore e terribili incubi. In questi giorni terminava il tempo del farmaco. Avevamo bisogno di qualcuno che vi desse la medicina del vostro risveglio. Ieri un gruppo di persone entrato nella nostra foresta. Abbiamo sentito subito che non erano malvagie. Anzi, stavano fuggendo da un pericolo.
Norberto - Io vi ringrazio. Considerate il mio castello come la vostra casa. Ma..Non conosco i vostri nomi..
Stella - Io sono Stella, Maest.
Bianca - Io sono Bianca. (in lontananza si sente gridare: Biancaaa!! Stellaa!!)
Norberto - Cos' questo?
Stella - Sono i nostri genitori, ci stanno chiamando. Forse hanno paura per noi...
Norberto - Allora andate. Pi tardi vi verr a cercare.
Bianca - Grazie Maest.
Stella - Grazie. (escono)
Norberto - Devo mettere ordine nella mia testa. Viviana!
Viviana - Si, Maest.
Norberto - Il castello rimasto intatto?
Viviana - Perfettamente, Maest.
Norberto - I passaggi segreti?
Viviana - Quelli erano la vostra passione, maest. Sono rimasti come allora.
Norberto - Bene. Voglio fare un giro nel castello. Viviana, mi accompagni?
Viviana - Certo maest. Sono solo cinquant'anni che aspetto questo momento. (risata di Norberto, escono)
Scena 6
Nel salone del castello
(entrano Betta e Bruna, hanno in mano dei fagotti, entrano Ruggero e Gilberto, hanno un otre in mano, durante le prime battute un telo nero "attraversa" il palco e permetter la "scomparsa" della tavola e cavalletti)
Bruna - (urlando) Biancaa!! Stellaa!!
Betta - Ma dove si saranno cacciate?
Gilberto - Il castello grande, si saranno perse.
Ruggero - Andiamo a cercarle
(da fuori scena)
Stella - Arriviamoo! (entrano)
Bruna - Dove vi siete cacciate?
Bianca - Siamo salite sulla torre..
Ruggero - Va bene, ora siete qua.
Betta - Noi abbiamo trovato da mangiare..
Gilberto - Meraviglia! Racconta.
Betta - Vicino al cortile c'era un magazzino pieno di giare di terracotta, perfettamente chiuse. Ne abbiamo aperte due, c'era farina e ceci.
Gilberto - Bene. si mangia. Noi siamo stati nelle cantine. Sono piene di botti di vino. Abbiamo riempito quest'otre.
Bruna - Ora dobbiamo cercare le cucine. Troviamo una pentola, facciamo un fuoco.. E voi ragazze, cosa avete trovato?
Bianca - Il re del castello. (risata generale)
Ruggero - Il re del castello!
Stella - E' vero, padre!
Bruna - Si, va bene, avete trovato il re, ma adesso troviamo le cucine, dobbiamo mangiare.
Bianca - Madre, lo abbiamo..
Ruggero - Basta con gli scherzi, dobbiamo...Zitti tutti.. (silenzio generale, tensione, si sente, in lontananza l'abbaiare dei cani)
Gilberto - I cani! Maledetti, ci hanno trovato!!
Betta - Dobbiamo scappare dal castello!!
Gilberto - E' inutile. Ci prendono subito.
Ruggero - Gilberto, gi dalle cantine c'era quel ripostiglio piccolo. Ci nascondiamo l.
Gilberto - Si, ha la porta di ferro, Ci barrichiamo dentro. Forse non ci trovano. Via tutti, forza!
Stella - Padre..
Ruggero - Se fiati ti d quattro ceffoni. Zitta e cammina! Via, Via! (escono precipitosamente)
Scena 7
Sala da pranzo del castello.
(entra il re Gualtiero dei Monti Neri, con la Regina)
Re Gualtiero - Cosa ne dite di questo castello, mia regina?
Regina - Non male. E' veramente grande. Ed intatto. Non poco. Dicevate che da cinquant'anni nessuno abita qui?
Re Gualtiero - Sembra incredibile, ma cos. La mia famiglia ha conquistato queste terre cinquant'anni fa. Da allora una stupida superstizione popolare parla di fantasmi, di spiriti, e nessuno ha voluto stabilirsi qui. In questi anni del mio regno io sono stato ai confini dell'ovest, nelle varie guerre, e non ho avuto tempo di occuparmene. Qui il clima valido. Potremo stabilire qui la nostra corte invernale. (entra il primo ufficiale, con il 1 soldato)
1 ufficiale - Maest, li abbiamo trovati!
Re Gualtiero - Ah! benissimo. I miserabili saltimbanchi! Ho saputo che vi sono sfuggiti sotto il naso, ieri al paese. Sono contento per voi che li abbiate ritrovati. Voglio vederli. Portateli qui.
1 ufficiale - Subito; Maest. (esce)
Re Gualtiero - Mi voglio proprio divertire, Regina. (entrano 1 ufficiale, 1 e 3 soldato che spingono dentro Gilberto, Bruna, Ruggero, Betta, Stella e Bianca. Tutti hanno le teste e mani imprigionate in ceppi, tipo gogna, si inginocchiano)
Re Gualtiero - E cos voi siete i saltimbanchi, gli artisti! E per giunta in un paese che ha osato festeggiare il carnevale nonostante il mio preciso divieto per tutto il regno! Dovrei farvi impiccare tutti e subito! Ma voglio darvi una possibilit. Tu, gambelunghe! (a Ruggero) scenderai subito al paese, cercherai un bel numero di contadini, li convincerai a venire qui. Domani, saltimbanchi e contadini farete qui una sfilata mascherata. Alla fine sarete tutti liberi. Ti conviene ritornare, altrimenti i tuoi compagni sventoleranno dalle torri, appesi per il collo. Portatelo via! (il primo soldato conduce fuori Ruggero) Cavaliere!
1 ufficiale - Comandante, Maest!
Re Gualtiero - Mettete questi artisti sotto chiave. Non vi devono scappare una seconda volta..La cosa sarebbe spiacevole per voi..
1 ufficiale - Certamente maest (esce 1 ufficiale, 3 soldato, Betta, Gilberto, Bruna, Stella, Bianca)
Re Gualtiero - Cara Regina, domani questi pezzenti riceveranno uno scherzo che ricorderanno a lungo..
Regina - Cosa intendete fare, maest?
Re Gualtiero - Io sono il re Gualtiero delle Montagne Nere, e i miei scherzi lasciano il segno. Ma non voglio togliervi il piacere della sorpresa. Venite, andiamo a vedere le nostre stanze. (escono)
Scena 8
Sala da pranzo del Castello.
(entrano 1,2,3, 4 serva, portano il tavolo e le sedie per il pranzo del Re)
1 serva - Va bene qui?
2 serva - S, s, va bene va bene
3 serva - Stiamo attente che se (si guarda attorno) il Re o la Regina hanno la luna per traverso, fanno storie e ci prendiamo le frustate.
4 serva - Qui o l lo stesso. Se va, va. Io adesso vorrei anche due frustate pur di riuscire a dormire. Stanotte non ho chiuso occhio.
1 serva - Neppure io.
2 serva - Nessuno ha dormito. Per tutta la notte i cani hanno urlato, come impazziti di paura. Sentivano qualcosa, erano rannicchiati a terra, guardavano di qua e di l, erano terrorozzati.
3 serva - E le porte? Si sentivano porte cigolare, sbattere..
4 serva - Nella mia stanza le candele si spegnevano e si riaccendevano da sole..
1 serva - Anche nella mia. Io ho paura. Qui ci sono delle forze misteriose.. Io voglio scappare..(entra la 5 serva)
5 serva - Sta arrivando il re, venite via! (escono tutte, entrano il Re e la Regina seguita dalla 6 serva)
Re Gualtiero - Quest'oggi, mia Regina, potremmo fare un giro nelle terre qui attorno, per prendere visione. Avete dormito bene, questa notte?
Regina - Magnificamente. Il vino delle cantine di questo castello fa dormire come pietre.
Re Gualtiero - Vi sono cantine immense, piene di botti di vino molto antico. Possiamo uscire nel pomeriggio, a cavallo.
Regina - Com' il tempo, mio Re?
Re Gualtiero - Dovrebbe essere buono, Regina. (alla 6 serva) Serva, guarda com' il cielo. (la serva esca dalla quinta)
6 serva - Il cielo sereno, Maest. Non c' una nuvola.
Re Gualtiero - Bene. Fammi vedere. (esce e rientra subito) Il cielo limpido. Da questa finestra si gode di una vista superba. Un paesaggio notevole. Guardate voi stessa, mia Regina. (la Regina si accosta alla quinta ed investita da una secchiata d'acqua)
Regina - (urlando) Re Gualtiero come vi permettete!! Il cielo sereno eh?!
Re Gualtiero - (molto sorpreso) Regina, sono sorpreso, non possibile! Il cielo azzurro, senza una..(si avvicinato alla quinta ed stato investito da altra violenta secchiata d'acqua) Mannaggia delle mannagge!! Che storia questa? Qui piove dal nulla!! Serva, vai a quella finestra!! (la serva va e rientra, non una goccia) Non capisco. Cosa fai impalata! Vai a prendere da asciugare!! Serve, a me!! (confusione, entrano ed escono 1,2,3,4 serva, rientrano, 1 e 2 stendono panni a terra e asciugano, 3 e 4 portano panni al re e regina, tolgono loro i mantelli, portano altri mantelli)
Regina (prende da un vassoio un panno per asciugarsi la faccia lo apre) Ahh!! Che schifo!! (il panno, all'interno, pieno di lombrichi)
Re - Che succede Regina?
Regina - Che schifo!! Guardate, .. tutto pieno di vermi!! Che schifo!
Re - Com' possibile?! (controlla) E' vero, sono lombrichi, e belli grassi, per giunta! Miserabili serve, come avete osato? Ve li far mangiare, questi vermi!!
1 serva - Piet maest, non sappiamo nulla, non c'erano, poco fa, questi vermi...(il Re, per asciugarsi si toglie il cappello)
Regina - Ahh!! E' terribile!!
Re Gualtiero - Che succede ancora??
Regina - La vostra testa... mostruosa!!!
Re Gualtiero - La mia testa? Mostruosa? Siete impazzita? La mia testa sacra!!
Regina - Certo, sacra, maest, ma adesso piena di..
Re Gualtiero - Che dite?!!
Regina - E' piena di vermi!!
Re Gualtiero - (si toglie un lombricone dai capelli) Orribile visione! Che disastro?! Aiutatemi! (si siede, le serve, con molto ribrezzo, gli tolgono diversi vermi dai capelli)
2 serva - Non ce ne sono pi, Maest.
Re Gualtiero - Mi sento turbato e offeso. Guai a voi se parlate di questa storia. Vi far tagliare la lingua a tutte!! E ora..(guarda la regina) Fermatevi, regina!! (dal seno della regina spunta la coda di una serpe, il re, la afferra, la tira fuori, urla d'orrore di regina e serve, la lancia fuori dalle quinte) Qui vi sono presenze malefiche, forze misteriose ci tormentano. Ora uscite, lasciateci. E guai se fiatate! (escono serve, entra 1 ufficiale)
1 ufficiale - Maest, siamo pronti per il corteo mascherato, come avete ordinato.
Re Gualtiero - Ah! interessante. Il saltimbanco gambelunghe riuscito a convincere i contadini. Molto bene. Si cominci. Abbiamo bisogno di distrarci da queste cose terribili. (musica di danza di carnevale, entra un corteo di maschere di personaggi grotteschi e del mondo dei saltimbanchi. Tutti hanno volto e capelli coperti dalle maschere. I costumi hanno i colori e aspetto vistosi e poveramente logori dei saltimbanchi. Ma non c', nella danza e nella musica, la sfrenata gioiosit del carnevale. La situazione forzata, coatta, meccanica. Vi sono campanacci, tamburi, sonagli, flauti. Alla fine della danza tutti restano immobili, in attesa.)
Re Gualtiero - Bel lavoro, signori. Avete fatto la vostra sfilata e ora siete liberi. Potete lasciare il castello. Io mantengo la mia parola. Ah! un dettaglio: tra un'ora lascer liberi i quaranta cani da caccia che sono nel cortile. I cani non mangiano da tre giorni, sono inquieti, chi di voi sar raggiunto, verr fatto a pezzi. Auguri alle vostre gambe.
1 maschera - Veramente non necessario scomodare i cani per farci a pezzi. Possiamo farci a pezzi anche da soli. (detto questo, - si era tolto la maschera, ed era apparso il volto pallido di un fantasma - si strappa - portento! - una mano e mostra mano mozza e moncherino ai presenti, sorpresa e orrore del re e della regina, nonch delle guardie)
2 maschera - Ecco! (si strappa mano e avambraccio)
3 maschera (si toglie la mashcera)
4 maschera (sonorizzazione di mistero, toglie la testa di fantasma a 3 maschera)
Regina - Ahah! La esta! (urlo d'orrore, sviene, sorretta da guardia)
Re Gualtiero - Cos' questo maleficio! Maledetti state indietro! Guardie, teneteli indietro! Regina! Adagiatela sulla tavola! (due guardie pongono distesa, la regina sulla tavola, arretrano di due passi, musica misteriosa - portento! - La tavola con la Regina distesa inizia a muoversi per tutto il palco, il Re Gualtiero sconvolto, le guardie pure. A un certo punto la regina riprende conoscenza, guarda il corpo senza testa e caccia un urlo, poi si accorge di girare con la tavola e caccia un altro urlo)
Regina - Ahah! La tavola si muove, aiuto! Qui ci sono gli spiriti!! Gualtiero, aiuto! (la tavola si ferma, la regina scende e si precipita fuori urlando) Aiuto!! Gli spiriti, i fantasmi! (le guardie sono terrorizzate, urlano a soggetto e scappano disordinatamente, inseguiti dal tavolo)
Re Gualtiero - Fermatevi vigliacchi! Fermatevi, un ordine! Maledetti fantasmi! Non vi temo! Vi infilzer con la mia spada! (sfodera la spada e si pone in guardia)
5 maschera (sfodera una spada, si mette in guardia) - Provateci!
Re Gualtiero - Ora vedrai. Chi sei? Dimmi il tuo nome prima che ti infilzi.
5 maschera (si toglie la maschera, il giovane re Norberto di Lagoscuro!!!) Io sono il re Norberto di Lagoscuro, legittimo padrone di questo castello e di queste terre! Tu sei un usurpatore. Esci da qui immediatamente!
Re Gualtiero - Non possibile! Sei un fantasma o un pazzo! In guardia! (magnifico duello tra i due, entrambi abili spadaccini, dopo qualche colpo la spada di Re Gualtiero vola a terra)
Norberto - Avete perso. E ora fuori dalle mie terre! (porge la propria spada a 4 maschera)
Re Gualtiero - Ingenuo ragazzo! Ho perso con la spada ma vincer col pugnale! ( la 4 maschera fa un gesto con la mano, il re Gualtiero sfodera il pugnale ma meraviglia! - il pugnale si tramutato in salame!)
Norberto - Quello un pugnale o un salame?
Re Gualtiero (alquanto stralunato) Un.. Un salame!!
4 maschera (si toglia la maschera, Viviana) Se non volete andarvene da solo, ci penser quel salame a battervi fuori! (infatti una forza misteriosa pervade quel salame in mano al Re, comincia a dargli colpi in testa e sulla faccia, lo trascina fuori scena, urlante)
Re Gualtiero - Ah! Ahia! Basta! Questo un maleficio! Aha! (esce)
(tutti coloro che hanno ancora la maschera se la tolgono: Ruggero, Gilberto, Betta, Bruna Stella, Bianca, nel trambusto generale il fantasma con la testa mozzata e quelli senza mani sono usciti, ora sono presenti Viviana e quattro o pi fantasmi.)
Norberto - Grazie, amici saltimbanchi, e grazie a voi, fedeli fantasmi. I costumi e le maschere di voi saltimbanchi sono stati preziosi
Ruggero - Se permettete, Maest, l'idea stata di... (indica Viviana)
Viviana - Si, stata mia.
Norberto - Viviana, tu sei la salvezza mia e di tutti noi.
Viviana - Maest, i contadini non sarebbero mai venuti quass. Hanno la paura di cinquanta anni. E questi onesti saltimbanchi sarebbero stati uccisi da quel malvagio. E poi i fantasmi sono un p saltimbanchi, no?
Norberto - Certo. Viviana, amici, voglio ricostruire il mio regno. Ho guardato la stanza segreta del tesoro di mio padre e dei miei antenati. Il tesoro intatto. Con queste ricchezze dar lavoro e fiducia ai miei sudditi. Ma prima voglio girare tutto il regno, paese per paese, senza che nessuno sappia chi sono. Durante l'estate, signori saltimbanchi, verr con voi di piazza in piazza, far anch'io il saltimbanco e conoscer i miei sudditi. Durante i mesi freddi se vorrete, sarete miei ospiti qui al castello.
Gilberto - Sar un onore, maest, con piacere. (entra di corsa il 5 fantasma)
5 fantasma - Maest, signori, tutte le guardie del re Gualtiero stanno fuggendo verso la foresta, c' anche Re Gualtiero e la regina, venite a vedere! E' uno spettacolo! (tutti escono con frasi a soggetto)
Scena 9
Entrano le guardie, sono prese a schiaffoni e pedate da mani e piedi invisibili. Urlano, si dimenano, escono. Stessa cosa per la Regina e le serve. Ultimo Re Gualtiero, alle prese con il suo salame,e per giunta, imprigionato nella gogna!
Saluti finali e, si spera, calorosi applausi.
Agosto, 1999 Francesco Firpo
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