Il castigamatti

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La Compagnia

IL CASTIGAMATTI

ATTO 1

SCENA 1

BIANCA (presso la finestra) Hai veduto? La mia pianta di azalee si e' riavuta subito. Sono bastati due giorni di sole per farla tornare bella e vegeta come quanto me la regalo' Gastone.

GAETANA (seduta, legge il giornale) Che cosa me ne importa!

BIANCA Che rospaccia ! (va al tavolino a cucire)

GAETANA Vedi, tu che sei la minore il fidanzato l'hai bell'e trovato mentre a me non si e' avvicinato neanche un cane. Chi vuoi che sposi una Gaetana? Si puo' fare l'amore con una Gaetana? Bellino sentirsi dire : Come t'amo Gaetana!! Io muoio d'amore per te Gaetana. Ma via, via!

BIANCA Non e' il nome, cara mia, che fa trovare il marito. Sono le altre cose!

GAETANA Cosa vorresti dire? Che credi forse d'esser meglio di me? Guardala graziosa! Le hanno messo nome Bianca ed e' piu nera di un tizzo di carbone!

BIANCA Tu vedi, secondo il solito, hai voglia di litigare, ma stamattina sbagli te lo dico io...

GAETANA Sicuro! Tu offendi e poi dici che sono io a litigare !

BIANCA Io ti ho offesa? Via, fammi il piacere... mi sembri grulla!

GAETANA (le va incontro minacciosa) Oh, guarda come parli perche' grulla sarai tu, hai capito?

BIANCA (cercando di difendersi) Mamma, mamma... mi faccia il piacere: mi levi questa diavola d'addosso, se non perdo la pazienza davvero!

GAETANA (scuotendola furiosamente) Brutta spiaccia!

BIANCA (urlando) OHI! Ohi! Mamma corra! La Gaetana mi picchia!

SCENA II

ORTENSIA (correndo a dividerle) Oh figliacce eppoi dannate, la volete smettere si o no? Ma guardate cosa si deve vedere tra due sorelle! Non vi vergognate a fare queste scenate? Eppure l'educazione l'avreste dovuta imparare: vi s'e' mandato per tant'anni a scuola! Bel risultato, che si e' avuto!

BIANCA E' lei, mica io. Eppure lo sa!

ORTENSIA (a Gaetana) Mi dici che cosa ci hai in corpo? Me lo dici un po', che non puoi stare un minuto senza litigare con qualcuno?

GAETANA E' stata lei a la prima a stuzzicare e a offendermi. Io son la maggiore e voglio essere rispettata da lei e da tutti (gesti di minaccia) se no ci penso io a farmelo portare il rispetto!

ORTENSIA (prendendole le mani) Queste mettitele in tasca, se non te le taglio! (a Bianca) E anche tu non la molestare, te l'ho gia' detto tante volte.

BIANCA Ma io non le ho fatto nulla!

GAETANA Ma se lo sapevo che il torto era mio! Altro che voialtre siete delle persone intelligenti. Io sono una stupida, una cretina, una pazza... Oh, ma e' ora di farla finita sul serio perche' se no qualche volta fo la pazza davvero e allora non so nemmeno io dove si andera' a finire.

ORTENSIA Te lo dico io: se non cambi carattere bambina mia, anderai a finire al manicomio! (raddolcita) Ma vieni via, Gaetana, sii buona, dai ascolto alla tua mamma; non essere cosi' cattiva, se no in questo mondo non avrai mai bene, ne' te ne' altri!

GAETANA Ma se tanto lo so che che il diavolo, lo sparviero, la litigiosa sono io; che lei, poverina, e' una "santificetur"!

ORTENSIA O sentite, veh, figliole! Io ve lo dico proprio con tutto il cuore. Sono stufa e arcistufa della vostre leticate. Ammazzatevi, stritolatevi, mangiatevi, fate quello che vi pare; io tornero' qui a raccogliere i morti! (esce)

GAETANA Sei contenta ora? E tutto per colpa tua!

BIANCA Io me ne vado, sai. (andandosene) Addio! (via)

SCENA III

GASTONE Buona sera signorina, si puo'?

GAETANA (fra se') Ecco quest'altro!

GAS (avanzandosi) Che e' sola?

GAETANA O non lo vede se sono sola?

GASTONE (fra se') E' piu'nera del solito! (a Gaetana) E la Bianchina dov'e'?

GAETANA Cosa vuole che sappia io dov'e' mia sorella!

GASTONE (fra se') Santa pazienza! (a Gaetana) E la sua mamma e' in casa?

GAETANA Dove vuole che sia? Nel Giappone?

GASTONE Ma che Giappone, mi faccia il piacere!| Del resto mi pare che potrebbe rispondere anche un po' meglio! Che maniera e' questa di ricevere la gente!

GAETANA Che viene anche lei a farmi arrabbiare? Guardi come si fa (esce da destra).

GASTONE Se io dovessi sposare una donna come quella, parola d'onore mi tirerei venti revolverate. E ora che cosa faccio? Mi ha piantato qui su due piedi. Se ne approfittassi per aver un po' la Bianchita a quattr'occhi? Non ci lasciano mai soli! ma dove sara'? Proviamo se qua nel salottino... (sottovoce) Bianchina...Bianchina

BIANCA (d.d.) Uh, il mio Gastone!

GASTONE Ci ho indovinato!

BIANCA (uscendo) Che cosa ci fai qui solo?

GASTONE Zitta!, Quando sono entrato c'era qui tua sorella, con una ghigna! Con una ghigna da far paura! Io le ho domandato tutto per benino di te e della tua mamma, e quella rospaccia prima mi ha risposto male, poi mi ha piantato, andando via tutta stizzita. Ma cos'ha stamani?

BIANCA Te lo puoi immaginare. Solite cose!

GASTONE Figurati! A me non e' parso vero. (abbracciandola) E' tanto che non ti posso abbracciare a modo mio.

BIANCA Ma stai fermo! Potrebbe venire qualcuno !

GASTONE Ma che! Non viene nessuno! Lasciami sfogare! (la bacia furiosamente)

BIANCA (svincolandosi) Ora basta! Ora basta eh! Se ci vedono si sta freschi tutt'e due! Vieni qui. Mettiti a sedere e stai buono. Ora vado a chiamare la mamma!

GASTONE (fermandola) No Bianchina bella, no, un minuto, un minuto solo, qui a sedere vicino a me, poi tu chiamerai la mamma. (l'obbliga a sedersi).

BIANCA Ma no, no, soli non sta bene. Ho paura!

GASTONE (abbracciandola) Ma di che, amoruccio, tesoruccio mio!

BIANCA Via Gastone, sii buono, ora basta, Ho paura!

GASTONE No, no un altro bacio! Un altro bacio!

BIANCA Ma se t'ho dato tanti dei baci. Tu non sei mai contento, Dio mio!

GASTONE (tenendola) Un altro, eppoi basta!

GAETANA (comparendo in silenzio, fra se) Acciderba! O cosa fanno, i quadri plastici? (gridando) O mamma, o mamma, corra! Venga qua!

BIANCA (sciogliendosi dall'abbraccio) Dio, c'e' la Gaetana!

GASTONE (a Bianca, piano) Brutta maligna! E' andata via apposta per sorprenderci!

GAETANA (forte) Mamma, venga qua!

ORTENSIA (d.d.) No, non mi muovo! Ho detto di venir a raccattare i morti!

GASTONE Benone! (riabbracciando Bianca) E allora c'entra una altro bacino!

BIANCA No, stai fermo, ti dico!

GASTONE No, deve morire dalla rabbia!

GAETANA Brutti smorfiosi! (rabbiosa) O mamma, mamma... venga di qua subito! C'e' Gastone e la Bianca appiccicati insieme!

ORTENSIA (entrando in fretta) Che cosa c'e'? Gastone e Bianca appiccicati insieme? Maria santa! Tu che eri qui non li dovevi lasciar soli.

GAETANA Oh, se crede che io voglia far la guardia a loro ha sbagliato! Per me hanno voglia di sbaciucchiarsi!

GASTONE E allora dica: perche' e' subito corsa a chiamare la mamma?

BIANCA Perche' e' un'invidiosa. Vedi, tutta la sua rabbia contro di me e di te, e' tutt'invidia perche' ancora non ha trovato un cane che s'accosti a lei!

GAETANA Uh! ma anche a aver trovato un impiegatuccio, non e' stata mica una gran fortuna!

GASTONE Sentila graziosa; che cosa pretenderebbe lei, un principe?

BIANCA Ma che dai retta a quella stupida li'?

GAETANA (slanciandosi su Bianca) Te l'ho detto, da te non voglio essere offesa. L'hai capita si o no?

ORTENSIA O che si ricomincia?

GASTONE (prendendo Gaetana per le braccia) O signorina! Se s'azzarda a toccare la Bianchina anche solo con un dito, io non sono come i suoi genitori che urlano urlano eppoi gliene danno tutte vinte! Intendiamoci eh!

GAETANA (gridando) Aiuto, aiuto! Mi picchia!

ORTENSIA O signor Gastone !

GAETANA Ohi! Ohi! Mi ha rotto un braccio! Oh Dio! Dio! Che dolore!

GASTONE Ma che rotto un braccio se l'ho toccata appena!

GAETANA Guardi, guardi mamma che livido m'ha fatto!

ORTENSIA Ma che livido, se non c'e' nulla!

GAETANA Si, si, guardi! Ho l'osso rotto!

ORTENSIA Ma che rotto!

GAETANA (a Gastone) Villano!

GASTONE (fremendo) Villano io?

GAETANA Si ! Villano villano!

ORTENSIA (tappandole la bocca) Ma vuoi star zitta, demoniaccio?

SCENA IV

GIOVANNI (entrando disperato) Che siamo alle solite, brutta.... e poi miseria! Ma e' una bella porcheria questa!

ORTENSIA Nulla nulla... S'e' un po' bisticciata con Gastone

GIOVANNI Anche con lui!

BIANCA E come! Gli ha dato perfino del villano!

GIOVANNI Brutta linguaccia!

GASTONE Ma non se la prenda signor Giovanni; ora e' tutto finito. Non e' vero signorina ?

GAETANA (gli getta un'occhiataccia)

GIOVANNI (prendendola per un braccio) Ascolta bambina, ora basta. Senti: o tu smetti di farci ingrullire tutti, o io, prima ti fo a pezzettini, e poi ti rinchiudo in un manicomio. Oh, dico a te. E' inutile che tu faccia le boccacce. Ti ci metto quanto e' vero Dio!

ORTENSIA (spaventata) Fa le boccacce? Maria Vergine, ora le vengono le convulsioni!

GAETANA (un grande urlo e tremito)

GIOVANNI E ora? (a Ortensia) Reggila, reggila se non cade!

ORTENSIA (sorreggendo Gaetana) Gaetana... Gaetana... oh, povera a me, mi muore!... GAETANA (altro urlo)

GIOVANNI Signor Gastone mi faccia il piacere: chiuda quella finestra, se non la sentono a un chilometro di distanza!

GASTONE Subito! (chiude la finestra in fretta e fa cadere il vaso di fiori)

MICHELE Ohi! Ohi! Brutt'assassini, m'hanno rotto il capo! O vigliacchi! Ohi! Ohi!

GASTONE Dio! m'e' caduto il vaso dei fiori dalla finestra!

GIOVANNI (a Gastone, dopo essersi affacciato) Corra corra... gu' c'e' un uomo ferito!

GASTONE (via di gran fretta)

BIANCA Dio mio, un uomo ferito... Scendo anch'io!... (esce)

ORTENSIA Ci mancava anche questa ora! (a Giovanni) E tu cosa fai li'! Dammi qualche cosa per farla riavere... e' tutta ghiaccia!

GIOVANNI (confuso) Che t'ho a dare, un accidente?

ORTENSIA Dammi un po' d'acqua, un po' d'aceto... dammi un accidente, ma dammi qualche cosa!

GIOVANNI (trova il bastone) Questo ci vorrebbe, ma nella testa, cosi' ! (lo batte sul tavolo)

GAETANA (fa uno scossone)

GIOVANNI Te lo dicevo che ci voleva il bastone!

SCENA V

(Michele entra sorretto da gastone, con un fazzoletto sulla fronte, veste da garzone di macellaio)

GASTONE Le rifaccio le mie scuse, ma creda che non l'ho fatto apposta!

MICHELE (risentito) Vorrei vedere che l'avesse fatto anche a posta!

BIANCA Si metta, si metta sedere!

GIOVANNI Che le fa molto male?

MICHELE Capira', un vaso sul capo da un primo piano... per fortuna m'ha preso per parte! Se no m'ammazzava sul colpo!

GASTONE Tu Bianca vai subito di la' a prendere una catinella d'acqua e un asciugamano.

ORTENSIA Che e' ferito molto? (a Gaetana) Sta' su' te, non ciondolare piu'!

GASTONE No, no! Non e' nulla! Una piccola sgraffiaturina!

GIOVANNI Meno male!

MICHELE (a Gastone) Oh, ma dice davvero, eh? (toccandosi) Perche' io mi ci sento un gran gonfio!

GASTONE Si, c'e' un po' di gonfio, ma non e' nulla!

ORTENSIA Eh, e' stato il colpo!

BIANCA (rientrando) Ecco l'acqua e l'asciugamano!

GASTONE Dammi, dammi... (lava la ferita)

ORTENSIA (guardando Gaetana) Finalmente torna in se'!

GAETANA (instupidita) Dove sono? All'ospedale?

GIOVANNI Dei matti, sai, tu dovresti essere! Guarda un po' per causa tua cos'e' successo!

GAETANA Per causa mia?

GIOVANNI Si', per causa tua c'e' mancato poco che non si ammazzasse questo bravo giovanotto!

MICHELE (a Giovanni) Grazie!

GAETANA Ora comincio davvero a credere d'essere tra i matti. Ma che cos'ho fatto, si puo' sapere?

ORTENSIA Tu non hai fatto nulla, questo e' vero. E stata, al solito, la tua liguaccia a far nascere questo scompiglio!

MICHELE Ma scusi, non e' stato lui (accenna Gastone) a far cascare il vaso dalla finestra?

ORTENSIA Si, ma per via di quest'accidente!

GAETANA Ah, comincio a capire! E' caduto il vaso che la Bianca aveva messo sulla finestra (ridendo) ed e' caduto sul capo di quel giovanotto... ah ah!

MICHELE E ci ride anche!

GIOVANNI Ma che e' poco ignorante quella li'? Dopo che per causa sua, per miracolo non s'e' ammazzato un uomo, ha anche il coraggio di ridere!

GAETANA Per causa mia! Ma tutto quello che succede in questa casa dev'essere sempre per colpa della Gaetana?

GIOVANNI Vai di la', se no ti sgaetano quanto e' vero!...

GAETANA Vado via di sicuro! Ma i pazzi, i matti siete voialtri, mica io! Accidenti"... Sempre io, sempre io (via)

GIOVANNI Sentila, sentile! (a Ortensia) E tu avevi paura che morisse? (a Michele) Ma ha veduto che figliolaccia? Non porta rispetto neanche se c'e' gente di fuori!

MICHELE Che e' sua anche quella ?

ORTENSIA Si, per mia disgrazia!

GIOVANNI E anche mia!

GASTONE Ecco fatto! Non occorre neanche fasciarlo perche' la farita e' tanto piccola! Tieni Bianca, porta via tutto!

BIANCA (porta via tutto)

MICHELE Meglio cosi', perche' se tornavo a casa con la testa fasciata, la mia povera mamma chi sa come si sarebbe spaventata!

ORTENSIA Che ha la mamma?

MICHELE Senti che domande! Ce l'ho di sicuro! Non sono mica stato trovato per la strada!

ORTENSIA No, volevo dire se sta insieme con la mamma.

MICHELE Povera vecchiuccia! E' vedova, la tengo con me.

GIOVANNI Bravo! E che cosa fa lei? Il macellaio eh !

MICHELE Si, faccio il macellaio, ma di lusso eh! Si figuri che il mio principale e' anche cavaliere!

GIOVANNI Allora ho capito; dev'essere dal Bezzi!

MICHELE Dal cavalier Bezzi!

GIOVANNI Eh, lo conosco; siamo amici fin dall'infanzia!

GASTONE Ecco scusate, ma prima di farlo affaticare a discorrere, non sarebbe meglio dargli un bicchierino di marsala, oppure di vin santo perche' si rimetta dalla paura? Dica la verita', lo spavento dev' essere stato parecchio, eh?

MICHELE Lo puo' credere...! Un vaso sul capo da un primo piano!

GIOVANNI (correndo al buffet) Ha ragione, ha ragione... Mi scusi sa, ma con questa confusione non ci avevo pensato!

ORTENSIA (c.s.) Si, si, un bicchierino di vin santo gli fa bene...

MICHELE Ma non ci stiamo ad incomodare, tanto ora la paura m'e' bell'e passata!

GIOVANNI (con la bottiglia) Tenga, tenga... beva!

ORTENSIA Giu', giu'... Questo lo rinfranca davvero!

MICHELE Basta, basta... (bevendo) Oh, e' buono davvero!

GIOVANNI Capira', e' dei nostri poderi.... e' genuino!

MICHELE Eh, si sente!

GASTONE Allora io me ne vado perche' e' un pezzo che sono scappato dall'ufficio! (forte) Bianchina, Bianchina, cove sei? Vado via..... accompagnami il fondo alle scale....

BIANCA (tornando premurosa) Eccomi, eccomi... Gastone!

ORTENSIA Aspetti, aspetti... l'accompagno anch'io: tanto devo scendere.....

GASTONE Venga, venga... (per forza) A rivederlo signor Giovanni!

GIOVANNI Arrivederci Gastone!

GASTONE (a Michele) Allora tante scuse per quelo che e' successo e tanti auguri per il gonfio!

ORTENSIA No!... Poverino... O che lo prende anche in canzonatura!....

GASTONE Ma che, scherzavo: io scherzo sempre !

MICHELE E poi, non ci riuscirebbe! Si figuri che mi chiamo Michele! E Michele e' difficile beffeggiarlo, caro signorino!

GIOVANNI Bravo Michele (M'e' simpatico!)

GASTONE Allora arrivederci Michele....amici, eh?

MICHELE Sempre amici com Michele! A rivederlo. E un'altra volta quando chiude le finestre, guardi prima che cosa c'e' sul davanzale!

ORTENSIA Ha ragione!

GASTONE Ci guardero', ci guardero'. A rivederci (via a braccetto alla Bianca) ORTENSIA O ragazzi, ragazzi, vengo anch'io ! (via inseguendo Gastone e Bianca)

SCENA VI

Giovanni e Michele GAETANA Uh, Dio! Quanto tenerume!

ORTENSIA (prendendola per un braccio) No, tu devi star qui, perche' se torni di la', leticate un'altra volta.

MICHELE (fra se') Eppure e' una gran bella creatura!

GIOVANNI (a Gaetana) Ma dammi retta bambina, che deve durar dimolto questa musica? Sono piu' di vent'anni che tu ci fai ingrullire tutti!

GAETANA Vent'anni?

GIOVANNI Si! vent'anni. Da quanto sei nata, perche' tu cominciarti subito a leticare con la balia. Tre te ne dovettero cambiare! Tre! Io, come vero..., se non avessi fiducia in questa donna direi che m'ha fatto un corno!

ORTENSIA Si, e un bombardino!

GIOVANNI Ma se venisse qualcuno a portarti via che bella cosa sarebbe! Gli darei tutta la casa, figurati! Ma che dico! Se volesse, anche tutto il mio patrimonio, basta che ti portasse via di qui. Anche allo spazzaturaio ti darei perche' cosi' non e' piu' possibile andare avanti.

MICHELE (anche allo spazzaturaio? Forza Michele, acciuffa la fortuna!)

GAETANA Sono gli altri che che mi fanno esser cattiva!

GIOVANNI Sei tu e non gli altri!

MICHELE Mi scusi signor Giovanni se m'intrometto anch'io...

GIOVANNI Dica dica... Ha anche diritto: si trova a certe scene!

MICHELE Non ha detto che darebbe la sua figliola anche allo spazzaturaio?

GIOVANNI Si,, anche allo spazzaturaio, ma anche peggio! Purche' la portassero via!....

MICHELE Si rimedia subito. La dia a me; e' tanto che cerco di sistemarmi!

GIOVANNI Magari, dicesse sul serio!

MICHELE Sul serio? Sul serione! Basta che loro siano contenti! Io la sposo anche domani!

ORTENSIA Via, via; non vede che ha detto a quel modo perche' era stizzito?

MICHELE Del resto potrebbe essere una cosa anche possibile; perche' e' vero che sono un povero ragazzo, ma sono anche molto onesto.

ORTENSIA Poverino, noi ci crediamo, ma capira' lo conosciamo da mezz'ora, e parlar subito di queste cose....

GAETANA (freme) Ma ditemi francamente la verita': sono io o siete voialtri i matti? Ma io in quest'affare non c'entro per nulla?

MICHELE Lei stia zitta, perche' contenti noi contenti tutti! Il resto verra' dopo!

GAETANA Io a lei non dico nulla, perche' e' il meno colpevole. L'ho invece coi miei genitori! Ma che son diventata una cesta di mele bacate, che si vendon sotto prezzo?

ORTENSIA Ma si capisce; se tun non vuoi non lo sposi!

MICHELE Chi ? Lei? Ma se e' innamoratissima di me! Non le avete vedute le occhiate assassine che mi lanciava poco fa?

GAETANA (invelenita) Smetta sa, mi faccia il piacere, se non lo tratto male davvero!

MICHELE No...se dobbiamo essere sposi! E tra due o tre giorni porti qui la mamma a chiedere la sua mano, (con foga) perche' io sento di volerle di gia' un gran bene!

GAETANA Sfacciato !

GIOVANNI Adagio Michele! Perche' se mai prima volfio parlare col suo principale! Eppoi naturalmente bisogna che sia contenta anche lei!

GAETANA Io contenta di sposare del coso? Ma dove l'ha il cervello babbo?

MICHELE Ma che! Ma non vedete che la signorina scherza! Non vedete come gioisce dalla consolazione! Guardatela negli occhi!

GAETANA Lei e' una pazzo da legare!

MICHELE Si Gaetana,sono pazzo e' vero, ma pazzo d'amore, perche' lei proprio in un momento mi ha fatto vedere tutta la mia felicita' (abbracciandola) e io non la lascio, non la lascio questa felicita', dovessi morire...

GAETANA (svincolandosi furiosamente) Mi lasci stare, mi lasci stare! Chi le da' il coraggio di prendersi queste confidenze com me? Vada via subito, via!

MICHELE L'amore Gaetana, l'amore! (le getta un bacio)

GAETANA (vorrebbe reagire ma la rabbia le impedisce di parlare)

MICHELE Ma guardatela com'e' bella! Vedete... e' cosi' commossa dalla mia dichiarazione d'amore che non sa poi' discorrere. Grazie Gaetana mia, grazie!

GAETANA (con voce strozzata) Vada via, vada via altrimenti le tiro dietro qualcosa!

MICHELE Si, vado via, ma stai allegra Gaetana, perche' fra due o tre giorni vengo a fare all'amore con te, e tra sei mesi ti sposo. Parola di Michele! Arrivederci suoceri.

GIOVANNI (a Ortensia) Ha fatto tutto da se!

GAETANA (rincorre Michele tirandogli dietro un guanciale. Poi vorrebbe inveire contro i genitori, ma presa da una crisi di rabbia si accascia gesticolando sopra una sedia, mentre cala il sipario)

ATTO SECONDO

La stessa scena del primo atto. Il salotto pero' deve essere ornato da molti mazzi di fiori.

SCENA I

Giana e Ortensia

GIANA - (esce di cucina e va ad aprire alla comune).

ORTENSIA - (sentendo suonare viene anche lei da destra).

GIANA - (tornando) Signora Ortensia, non voglio mica diventar matta, sa, io... E' gia' una ventina di volte che vado ad aprir l'uscio. lo sa che cos'ho fatto? L'ho lasciato aperto e coso entra chi vuole...

ORTENSIA - Chi era?

GIANA - Eccola... la signora Rosa... la madre del signor Michele.

ORTENSIA - Vai, vai di la'; tanto se l'uscio e' aperto ci son qua io.

GIANA - (via in cucina).

SCENA II

Rosa e Ortensia

ORTENSIA - (osservandola bene) Passi, passi signora Rosa! Dio com'e' vestita di lusso! Accidempoli! Si e' proprio messa ingala! S'accomodi...(fra se') Maria Santa quando la vedra' la Gaetana!

ROSA - (sedendo) Grazie... Non fo complimenti perche le scale, anche poche, mi danno noia. Che le pare signora Ortensia, non sto bene vestita coso?

ORTENSIA - Benone!... (fra se) Ora c'e' da sentirla quell'altra!

ROSA - Cosa vuole, mi s'e' tanto raccomandato Michele di non farlo scomparire che mi sono essa il vestito di quando fui sposa. Ora, siccome riusano le sottane con le gale, sembra uovo, non le pare?

ORTENSIA - Ma sicuro! (quello era al tempo del Re Pipino).

ROSA - Eh me lo immagino, non dubiti! Due matrimoni in un giorno!

ORTENSIA - Che vuole? S'e' fattoper far le cose uguali. Coso la Gaetana non avra' nulla da ridire. E' tanto sofistica quella benedetta figliola!

ROSA - Mah, speriamo che il mio Michele sposandola possa esser felice! Dio lo volesse! E' tanto che si arrabatta per vivere!

SCENA III

Bianca Gastone e dette. BIANCA - (entra di corsa discinta, inseguita a Gastone) O mamma, mamma, mi leva questo diavolaccio d'addosso?. E' entrato in camera mia mentre mi vestivo!

ORTENSIA- (si alza agguanta Gastone per le falde) Brutt'accidente! Ma che le vuol dar noia fino all'ultimo momento?

GASTONE - Stia ferma se no mi strappa le falde!

BIANCA - (a Rosa) Signora Rosa. mi dia qualcosa per coprirmi.

ROSA - Poverina che ti devo dare? Vuoi la mia borsettina?

ORTENSIA - (levandosi lo scialletto) Tieni mettiti questo! (a Gastone) Ma cosa ci ha addosso lei? L'argento vivo?

GASTONE - E' l'amore che bolle, suocerina bella.

ORTENSIA - Ma si freni un pocolino, santo Dio!. Ma lo sa che incomincio a impensierirmi sul serio? Se e' coso focoso, di quella povera figliola me ne fara' paniccia.

GASTONE (fa per abbracciare Bianca) Ma che paniccia! Della mia Bianchina ne faro' un idolo!

ORTENSIA (tirandolo di nuovo) Da capo! Ma guardate che cosa si deve vedere! Per fortuna siamo alla fine, altrimenti c'era da diventar grulli: Cosa ne dice lei, signora Rosa, di questi lavori?

ROSA - Io dico che ai nostri tempi non succedevano queste cose! Noi si faceva all'amore in un'altra maniera!

GASTONE - Ma il risultato era il medesimo, perche' i figlioli nascevano anche allora!

ORTENSIA - Guardi se si cheta! Non si vergogna ad esser coso porcellino?

BIANCA- Tienlo qui mamma, vado a finirmi di vestire. Signora Rosa venga coso mi aiuta...

ROSA - Volentieri!

GASTONE - No vengo io ad aiutarti!

ORTENSIA (mettendolo per forza a sedere) No, no, stasera magari l'aiutera' anche a spogliarsi, ma ora deve stare proprio qui!

BIANCA - Addio e buono. Quando sara' il momento ti chiamero'.

GASTONE - (gettandole un bacio) Addio amoruccio!

ROSA ( seguendo Bianca) Almeno non si dira' che non si sposano per amore! Carini!

GASTONE - (ride)

ORTENSIA - Si puo' sapere di che cosa ride lei?

GASTONE - Non l'ha veduta la signora Rosa come si e' vestita?

ORTENSIA - Eh, l'ho veduta, non dubiti! Povera donna: e' coso sempliciona, che a lei par di star bene.

SCENA IV

Giovanni Ortensia e Gastone

GIOVANNI - (trafelato entra in scena, siede, senza vedere Gastone) Brutta.. e poi miseria! Non ne posso piu' da quant'ho girato! Ma un'altra volta non mi ci prendi piu' a far due matrimoni in un giorno.

ORTENSIA - Eh lo credo: grazie a Dio non abbiamo mica delle dozzine di figliole da maritare! Abbiamo quelle sole!

GASTONE - (spiando oltre la tenda) Sudicina eh!

GIOVANNI - O lei come mai sta costo quieto, quieto? Non l'avevo neanche veduto!

GASTONE - Ma lei non mi vede mai?

GIOVANNI . Che miracolo e' questo?

GASTONE - Sono agli arresti.

GIOVANNI - Agli arresti? E chi ce l'ha messo?

ORTENSIA - Io. Vedi, quel signorino lo, ha avuto il coraggio di entrare in camera della Bianca mentre era tutta nuda!

GASTONE - Esagerata! Ma che nuda, venga via: era in camicia!

GASTONE - Del resto che male c'e'? Tra poco la dovra' vedere anche ...

ORTENSIA - No, no, non conosco: deve aspettare la sua ora per vederla in camicia: Senti che discorsi! Me. per esempio, in camicia non mi vedesti neppure la prima notte!

GIOVANNI - Eh , me ne ricordo, non dubitare! Tu entrasti in letto con le scarpe e tutto!

GASTONE (ridendo) Povero signor Giovanni! O come fece?

GIOVANNI - Che vuole che le dica! Mi tocco' spogliarla nel letto. Dio che fatica durai! Era d'inverno e tra sottane e sottosottane, busti e copribusti, dura un'ora a sganciare e a tirar legacci! Pareva un salame!

ORTENSIA - Adesso, quando gli hai tirato due biscottini sulle spalle rimangono come Dio l'ha fatte!

SCENA V

Gaetana e Detti

GAETANA - (entrando non completamente vestita da sposa) Mamma che l'ha veduta la signora Rosa? Si e' messa un vestito del settecento!

ORTENSIA - (Ci siamo) L'ho veduta sicuro! E' stata finora qui!

GASTONE (ironico) A me pare che in fondo non stia tanto male! Ha un bell'abito di seta...

GAETANA - Bellino! Ma se crede di venire al Municipio in quella foggia, sbaglia, perche' non voglio mica fare la buffona per lei!

ORTENSIA - Non ti arrabbiare; restera' a casa.

GAETANA - Eh lo credo! Ma Michele che cosa fa che non si vede? Son quasi le undici e ancora non e' venuto. Bella premura davvero! S'avrebbe a cominciar bene!

ORTENSIA - O non lo sai che e' andato al negozio; poi bisogera' che vada a casa a vestirsi...

GAETANA - Come ? E' andato a bottega anche stamani?

ORTENSIA - Non te l'ha detto la sua mamma?

GAETANA - No, io lo so ora.

ORTENSIA - (Accidempoli quanto chiacchero!)

GAETANA - Ma che posso essere piu' disgraziata di coso? Bella figura ci fo io con la gente! Lui sta a tagliar la carne fino a mezzogiorno, poi si leva il grembiule e viene a sposarmi. Coso come se andasse, che so io, a comprare un paio di ciabatte! Ma quando viene mi sente, non dubitate; glielo levo io il pizzicorino! (va via).

GASTONE - Povero Michele!

GIOVANNI - Non l'ha voluta? Ora s'arrangera' lui!

ORTENSIA - Del resto non ha mica torto. Come si fa ad andar a bottega anche oggi?Va bene fare il suo dovere, ma poi non bisogna esagerare!

GASTONE - Io alle sei ero gia' qui.

ORTENSIA - Gliel'ho detto che non bisogna esagerare!

GASTONE - Assassina d'una suocera!

GIOVANNI - Ma c'e' gente di la' nel corridoio...

GASTONE - (ad Ortensia) Vada a vedere, mi faccia il piacere.... saranno le mie testimoni.

ORTENSIA - (sulla comune ) Si, ci sono due signore... (a queste) Passino, passino di qua....

SCENA VI

Sorella, baronessa e detti.

GASTONE - (andando loro incontro premuroso) Venga , venga sorella, e anche lei baronessa...Le prego passino un momento qui...(bacia la mano alla baronessa) Io non so come ringraziarle di questo grande favore, specialmente lei sorella che ha voluto osarmi questo onore. Grazie anche a nome della famiglia della mia sposa!

SORELLA - Nulla felicitas come sponsalius giovanilius. Nulla e' piu' felice di vedere dei giovani sposi. E io sono venuta qui tanto volentieri, che i ringraziamenti spetterebbe farli a me.

BARONESSA - E io idem , come la sorella (a Gastone) Presentaci intanto i tuoi suoceri, perche' io ho bell'e capito che questo signore e questa signora sono i tuoi suoceri!

ORTENSIA - Scusi, o come ha fatto a comprendere subito che noi si era suoceri?

BARONESSA - Si vede, eh! Eppoi io ci ho molta pratica! Si figuri: sono vedova di tre mariti, dunque mi sono digerita sei suoceri! Li vedo a colpo io!

ORTENSIA - (Tre mariti, salute!)

GASTONE - Sempre allegra la nostra baronessa. Allora presentero' voialtre a loro: la Madre superiora dell'Abbazia di Wentminster..

GIOVANNI - (inchinandosi) Sorella...

ORTENSIA- Piacere veramente!

SORELLA - (porgendo la mano) Qua la mano. Niente cerimonie. Amicis semper viri. Amici per la vita. Che diavolo.

GASTONE - (presentando) la baronessa Sansoni vedova di un mio caro amico...

ORTENSIA - (Ecco perche ha amazzato tre mariti!)

GASTONE - ... il mio amico e infelice compagno di trattoria ... ma allegro e spensierato come un giovanotto!

GIOVANNI - Piacere di baciarle la mano baronessa.

ORTENSIA - Anch'io; augurandole di prendere il quarto marito!

BARONESSA - Impossibile signora, perche' gli sposi non devono mai superare i sessant'anni.

ORTENSIA - Ma lei sessant'anni non li ha ancora!

BARONESSA - Sessant'anni in due. Dunque si figuri: a me ci vorrebbe un maritino di dieci anni: Guardi se e' possibile!.

ORTENSIA - Gia' sarebbe troppo tenero!...S'accomodi a sedere, prego...

GASTONE - Prego anche lei sorella. Fra poco verranno gli altri testimoni.

ORTENSIA - Intanto se vogliono gradire un bicchierino di liquore?...

SORELLA - Fiat lex... faccia lei, faccia lei!

GIOVANNI - (Andando al buffet) Desiderano un bicchiere di liquore?

SORELLA - Fiat lux...faccia lui... (Giovanni serve).

BARONESSA - (a Ortensia) Chissa' come sara' contenta di maritare due figliole in una sola volta!

ORTENSIA - Non si e' mica fatto per economia, sa!

GIOVANNI - Ma che cosa dici!

ORTENSIA - No, l'ha detto in un certo modo , sa!

BARONESSA - Via signora, le pare che io possa pensare una cosa simile!

ORTENSIA - Abbastanza son dispiacente di doverle perdere tutt'e due in una volta!

BARONESSA - Ma Gastone resta in casa con voialtri, pero!

ORTENSIA - Si, ma non e' la stessa cosa . Quando le figlie prendon marito, non son piu' dei genitori!

GASTONE - Via non si affligga per codesto. Noi le vorremo sempre bene come ora.

BARONESSA - Ma la sua sposa dov'e'? Si puo' salutare?

ORTENSIA - Aspettino un momento; vado a vedere se e' pronta.

GASTONE - No suocerina, questa volta ci vo proprio io! Con permesso? (va via)

ORTENSIA - Chi lo regge piu'?

SORELLA - Ma l'altro sposo dov'e'?

GIOVANNI - S'aspetta di momento in momento.

SORELLA - Mi ha detto Gastone che e' uno del popolo, pero' e' simpaticissimo!

GIOVANNI - Dica addirittura simpaticone! Eppoi e' buono, intelligente, lavoratore ... Furbo come una volpe. Eh, anche l'altra nostra figliola e' stata molto fortunata! SORELLA - Tanto piu' che sappiamo che ha un carattere troppo dolce! ORTENSIA - O chi gliel'ha detto?

BARONESSA - Sa, coso discorrendo con Gastone...

ORTENSIA - (Brutto chiaccherone) Dio mio, la Bianca e' piu' buona ... ma anche quell'altra non e' mica il diavolo!

SCENA VII

Gaetana e detti

GAETANA (Vestita completamente ma senza velo, entra irritatissima) Ma quel coso di Michele che non e' ancora arrivato? Io sono due ore che sono pronta! Ma quando vuol venire, si puo' sapere?

ORTENSIA (Sta zitta, non ti far scorgere; ci sono i testimoni della Bianca).

GAETANA - Che cosa me ne importa!

ORTENSIA - (lesta) Sorella... baronessa... questa e' l'altra mia figlia...

SORELLA - Che graziosa signorina... Sono veramente lieto di conoscerla...

GAETANA - (sgarbata) Grazie, grazie!

SORELLA - Oh my God che roba!

GAETANA - Ma Michele vuole arrivare proprio all'ultimo momento?

BARONESSA - Signorina, permetta di esprimerle tutta la mia ammirazione...

GAETANA - Non s'incomodi, lasci correre

BARONESSA - Si figuri!

GAETANA - Oh ma questa e grossa! Tra poco e' l'ora di andare al Municipio e quello svergognato non si e' fatto ancora vedere: Ma la colpa e' tutta vostra, di volermi far sposare a quel pazzo. Eh, ma se lui e' Michele io sono Gaetana. e si vedra' chi dei due ridera' in ultimo! (esce tutta invelenita)

ORTENSIA - Eh? Che cosa ve ne pare?

BARONESSA - E quella lo sarebbe la sorella della signorina Bianca?

GIOVANNI - Si crede...

ORTENSIA - Come si crede! Vieni via , non mi fare inquietare anche tu! Abbastanza!....

SORELLA - Non si direbbe davvero!

ORTENSIA - Anche lei! E sara' un corno, che cosa vuole che le dica!

BARONESSA - Qualche cosa ci dev'essere di certo perche fra questa e quella siamo proprio agli antipodi!

ORTENSIA - Baronessa la smetta, perche' se crede di farmi arrabbiare sbaglia; perche' io ci metto poco a mandarla.... agli antipodi, ha capito!

BARONESSA - Non vede che scherzo!

ORTENSIA - Si, si, ma su certe cose non si scherza!

SORELLA - Ha ragione la signora. Facezia non semper licet... la facezia non e' sempre lecita...

ORTENSIA - Brava, a quel modo! Come ha detto lei in francese...

SCENA VIII

Gastone, Bianca e detti

GASTONE - (entra con Bianca completamente vestita da sposa) Signori ecco gli sposi in attesa del sospirato si!

SORELLA - Beautyfull !Che bella coppia! Magnificat!

BIANCA - Dica la verita' sorella, non e' contenta di portare alla felicita' due bei ragazzi come noi?

SORELLA - S'immagini signorina. Contentissima.

BIANCA - E lei baronessa non dice nulla?

BARONESSA - Cosa vuole che le dica. Di fronte a certe meraviglie si rimane stupiditi e si rimpiange amaramente di esse nati troppo presto (Aut aut) come direbbe la madre superiora.

SORELLA - Sicuro! Chi ha avuto ha avuto!

GASTONE - Oh, ma voialtri non ci pensate che sono gia' l'undici e mezzo e che il matrimonio al Municipio e' fissato per mezzogiorno? Che cosa facciamo?

ORTENSIA - Io quando mi son messa la cappa e il cappello son bell' e pronta. Guardi: vado subito.

GASTONE - Non dico per lei; e' Michele che manca.

ORTENSIA - Verra' non dubiti... non c'e' pericolo che manchi lui! (esce)

GIOVANNI - Se sapessi dove trovarlo andrei a prenderlo io. Giu' ci son quattro carrozze, farei anche presto...

GASTONE - Provi ad andare a casa, sara' la' a vestirsi. Dove vuole che sia!

SORELLA - Sicuro, giacche' c'e' anche la carrozza puo' andare a vedere. Che sta molto lontano di casa?

GIOVANNI - Eh si! Vicino alla stazione!

GASTONE - Vada, vada... faccia il piacere, dia ascolto a me, se non non facciamo piu' a tempo.

GIOVANNI - So sara meglio che provi, perche' se torna di qua la Gaetana e non lo vede, ci mangia vivi quanti siamo! (fa per avviarsi)

BARONESSA - Signor Giovanni, se permettesse verrei anch'io... coso faro piu' presto la conoscenza di questo bell'originale.

SCENA IX

Michele e detti

MICHELE - (d.d.) Chi e' l'originale? Sono forse io l'originale?

GIOVANNI - Eccolo! Meno male!

MICHELE - (vestito con goffo tait, ghette bianche e cilindro grande che si toglie per salutare) Signore e signori, Buon giorno a tutti. Vi chiedo scusa se mi son fatto aspettare, ma non pratico del tempo che ci vuole per vestirmi da signore, ho fatto tardi!

BARONESSA - (com'e' ridicolo!)

MICHELE - Caro suocero, cos'ha da guardarmi? Non mi dice nulla?

GASTONE - ( a Bianca ) (Maria Santa! O come s'e' vestito?)

BIANCA - Come la sua mamma.

GIOVANNI - (titubante) Ma caro Michele, s'e' vestito in una certa maniera che mi sembra piu' il cocchiere che lo sposo!

MICHELE - Come? Sto male vestito coso? Vieni qua Gastone; tu che t'intendi d'eleganza, e' vero che sto male (fa una piroetta) vestito coso?

GASTONE - Via Michele, non facciamo scherzi! Ma chi ti ha messo addosso codesto taitte? O non era meglio se tu fossi venuto in giacchetta?

MICHELE - Ci volevo venire, ma e' stato per contentare la mia Gaetana,... del resto non hai le falde anche tu?

GASTONE - Sta buono Michele.... ti presento le mie testimoni...

MICHELE - (Corbezzoli! Una suora e una baronessa) Tanto piacere di conoscerla sorella; quando apriro' bottega, spero, verra' a servirsi da me! Vedra' che genere di carne le serviro' io!

GASTONE - (Ma sentite che roba!)

SORELLA - Volentieri si figuri!

MICHELE - E anche lei baronessa, sara' fra i miei clienti?

BARONESSA - Mi dispiace ma io mangio al ristorante.

MICHELE - E allora non puo' mangiare altro che carne congelata, glielo dico io!

GASTONE - Ma Michele... che cosa centrano codesti discorsi ...

MICHELE - Non c'e' mica nulla di male ! Io l'interesse lo faccio dove mi trovo! Ma la mia Gaetana, dov'e'? Perche' non e' qui? Forse non e' ancora pronta?

GIOVANNI - Si e' pronta! E' pronta! Ma dia retta a me Michele: non vada di la' coso vestito, se no a qull'altra le viene un accidente. Ma che e' matto? Venga di qua, venga di qua in camera mia ... ci devo avere un vestito nero che le deve stare proprio preciso.

MICHELE - Ma neanche per sogno! Io obbedisco alla mia sposa! Lei ha voluto la falda, e deve avere la falda! Io non transigo. Oh ecco la mia suocera!

SCENA X

Ortensia e detti

ORTENSIA - (entra gia' vestita)

MICHELE - ( andandole incontro) Buon giorno signora Ortensia ! Mi dice dov'e' la mia Gaetana che non la vedo?

ORTENSIA (sorpresa) E'...e'... (oh, povera me!)

MICHELE - Che cosa ha fatto?

ORTENSIA - (agli altri) Ma non l'avete veduto?

TUTTI - (sorridono)

ORTENSIA - No, no! Ora vo di la', mi spoglio, vo a letto e mi levo tra un mese!

MICHELE - O questa?

GIOVANNI . Venga via Michele, dia retta a me. Se lo levi codesto vestito, le sta troppo male !

MICHELE - (irritato) Ora basta, eh, perdio! Ma la mia fidanzata sposa me, o sposa il vestito? E ora deve venire al Municipio con me vestito coso, come ha voluto lei! (andando verso la porta a sinistra) Gaetana, Gaetanina del mio cuore... Vieni, c'e' il tuo Michele pronto per portarti alla felicita'... (via)

SORELLA - Bravo Michele!

GIOVANNI - Bravo un cavolo! Ora succede una tragedia. Quella non ci va veramente al Municipio con quell'uomo vestito a quella maniera...

BARONESSA - Io invece signor Giovanni, credo che ci andra', perche' da quanto ho potuto capire quel giovanotto e' proprio quel che ci vuole per la sua figliola...Io me ne intendo: ne ho domati tre!

BIANCA - Ma sono anche morti!

BARONESSA - Eh, so, quest'e' vero.

BIANCA - ( a Gastone ) Meglio domarsi, non e' vero coccolino?

GASTONE - Ma tu non hai bisogno. Tu sei tanto buona!

SCENA XI

Michele, Gaetana, Rosa e detti

GAETANA - (entra trascinata dolcemente da Michele, seguita da Rosa che porta il velo da sposa).

MICHELE - Ma mogliettina cara, invece di ringraziarmi per averti obbedito, tu mi tratti coso! O allora?

GAETANA - (battendo i piedi) Io non intendo di far la buffona! Mi vuoi capire si o no?

MICHELE - Ma se sei stata tu che hai voluto che mi mettessi le falde, benedetta figliola!

GAETANA - Gia', ma non credevo mica che tu fossi coso ridicolo! Vai a metterti subito la giacca. Vai!

MICHELE- Ma cortesissima Gaetana, ora non posso piu'!

GIOVANNI - Ma so, ci ho un vestito io che gli sta veramente bene.

MICHELE - Ma e' impossibile caro suocero, perche' anche ai miei testimoni che m'aspettano al Municipio, ho fatto mettere le falde. Ora io solo in giacchetta, in mezzo a tante falde scomparirei...

GIOVANNI - Mah!

MICHELE- E allora, cara Gaetana, bisogna che tu ti adatti!.

GAETANA - Eh, stai fresco! Guarda come si fa: io vo a spogliarmi! ( fa per andarsene)

MICHELE - (obbligandola a sedere) No, tu devi star qui!

GASTONE - Insomma che cosa si fa? se non non ci si sposa piu'!

MICHELE - Non ci si sposa piu' ? Vuoi vedere come si fa? Guarda: mamma, dammi codesta zanzariera. (prende il velo e lo mette in testa a Gaetana) E buona, inteso, perche' se tu seguiti a farmi ingrullire e' peggio per te, te lo dico io!

GAETANA - (battendo i piedi) Non ci vengo! Non ci vengo a far la buffona!

MICHELE - Gaetana vieni via, ascolta me, vieni via, e' meglio per te!

GAETANA - No, no, t'ho detto no e non ci vengo neanche se tu ti ammazzi!

MICHELE - Non t'arrabbiare!... (la prende in collo)

GAETANA - (smaniando) Lasciami! lasciami!

GIOVANNI - (spaventato a Michele) Ma che cosa fa?

MICHELE - (calmissimo) Metto in carrozza il mio amore!... (via di corsa alla comune).

GIOVANNI (addolorato) Chi sa ora che cosa succede!

SORELLA - (con sicurezza) Nulla . Sine qua non. Siamo qua noi!

ATTO TERZO

La casa di Michele, Salotto da pranzo ammobiliato modestamente. Comune in fondo. A destra due porte. A sinistra, in prima una finestra, in seconda porta della cucina.

SCENA II

MICHELE, GAETANA e Dette

MICHELE (entrando seguito da Gaetana) Buona sera mamma. Tutto pronto?

ROSA Tutto pronto.

MICHELE (a Giana) E tu che sei ancora qui? E la valigia dove l'hai messa?

GIANA Eccola li.

MICHELE Pigliala e portala in camera nostra. (mentre Giana eseguisce) Tieni, portamici anche il cappello. (Giana via).

MICHELE Gaetana, cosa fai ? E la mamma non la saluti ?

GAETANA Buona sera. (siede).

ROSA Buona sera.

MICHELE - Non basta mica! Che si saluta coso, quella che d'ora in avanti dev'essere per te un'altra mamma ?

GAETANA O come la devo salutare ? Le devo fare anche l'inchino ?

MICHELE L'inchino no, ma un po' piu' di garbo, si.

GAETANA Auff !

ROSA Lasciala fare poverina! In seguito si abituera'!

MICHELE No davvero! E' bene che si abitui subito. Guai a prendere dei vizi! Non ci si corregge piu'; non e' vero Gaetana ? (lo guarda fisso).

MICHELE SI o no ?

GAETANA (con rassegnazione) SI...

MICHELE Brava. E allora allegra, Gaetana, perche' si mangia. Intanto vai di la' in camera nostra a levarti il cappello, il mantello... Ma la Giana, che e' rimasta attaccata in camera ? (chiama) Giana, ma cosa fai di costa'?

GIANA (d. d.) Eccomi eccomi, signor Michele... (rientra) Abbia pazienza, ma io non l'avevo ancora veduta la vostra camera... Son rimasta incantata! Dio che amore! Signorina chi sa che cosa pagherei di esser lei!

ROSA Ma che dici?

MICHELE Se ci vuoi venire c'e' posto anche per te!

GAETANA Grullo!

MICHELE Che sei gelosa, Gaetanina? (a G¡ana) Via, giacche' sei qui, vai ad aiutare la tua ex padroncina a spogliarsi.

GIANA Volentieri. Venga venga signorina... (via seguendo Gaetana).

SCENA III.

ROSA e MICHELE.

MICHELE Mamma, che ha preparato tutto come le ho detto io?

ROSA Tutto. Ma per l'amor di Dio prendila per benino.

MICHELE Lo so io come la devo prendere. Siamo intesi eh? Anche se la trattasse male, lei deve stare sempre zitta. Ci penso io a metterla a posto, non dubiti !

ROSA Ma come si fa a farmi sciupare tutta quella roba?

MICHELE Non ci pensi, non ci pensi... E' bene che si abitui subito, e coso ci saranno meno brontolii per l'avvenire ! Non voglio mica fare come facevano i suoi genitori che quando non le piaceva il mangiare, mandavano a prendere le porzioni alla trattoria perche' non ridasse! Qui si mangia quello che c'e', anche se e' fatto poco bene !

ROSA Ma potevi aspettare pero'

MICHELE No, no... stia zitta, eccola

SCENA IV.

GAETANA, GIANA e Detti

GIANA (entra seguita da Gaetana) Pronti.

MICHELE - Va bene. Allora tu Giana puoi andare... Io ti terrei anche a cena con noi...

GAETANA. Non ci sarebbe male davvero, cenare colla serva

MICHELE ...ma a casa t'aspettano.

GIANA - No, no, vado via signor Michele. E allora, tanti auguri per un buon viaggio...

MICHELE - Grazie Giana.

GIANA - E anche a lei, signorina, le auguro che sia tanto felice !

GAETANA (resta muta).

MICHELE - Non rispondi ?

GAETANA - Ho capito, ho capito

GIANA - (Che rospaccia!) Arrivederla signora Rosa, bonanotte anche a lei.

ROSA Buona notte Giana... (Giana via).

SCENA V.

ROSA, MICHELE e GAETANA.

ROSA Allora vado a prendere la minestra.

MICHELE Brava mamma! Perche' la mia sposina deve avere una gran fame.

ROSA Vado vado... (esce).

MICHELE Oggi non hai mangiato nulla

GAETANA Che cosa dovevo mangiare!

MICHELE Eh, gia' I' emozione... via, mettiti a sedere qui vicino al tuo Michele. Vedi Gaetana, questo sara' sempre il tuo posto. Io qui, te costo e la mamma lo. Vedrai, vedrai che nella nostra casina ti troverai molto bene.

ROSA. - (portando la minestra) Ecco la minestra!

MICHELE. - La mia sposa la voglio servire proprio io! (mesce la minestra) Ti piacciono le campanelline?

GAETANA. (sgarbata) No!

MICHELE. NOO ?! (dandole ancora un altro romaiolo di minestra) Questa per me, e questa per la mamma...

GAETANA. (assaggia due volte la minestra e si ferma).

MICHELE,. O Gaetanina che fai? Non mang¡?

GAETANA. Che devo mangiare se questa minestra e' salata arrabbiata !

MICHELE. Salata? O se a me sembra sciocca!

GAETANA. E io ti dico che e' tanto salata che non si puo' mangiare!

MICHELE. Sara'... ma a me non pare! Lei la trova salata, mamma?

ROSA. - Io son tanto infreddata che non sento nulla!

GAETANA. - Ma il palato non infredda mica... Se non sente che questa minestra e' salata che cosa vuol sentire ?

MICHELE. Mangia, mangia Gaetana, non cominciare a fare la noiosa, perche' in casa mia cuochi non ce ne sono! Bisogna contentarsi di quello che puo' fare la mamma

GAETANA. Ma io non la posso mangiare.

MICHELE. E tu non la mangiare (le leva la scodella) Sospesa la minestra. Mamma, porti le bistecche e l'insalata

ROSA. - Vo a prenderle; sono al fuoco che cuociono... (via).

MICHELE. - Tu mangerai un po' di bistecca... quella ti sostiene... poi un po' di formaggio, una fruttina... eh, Gaetana ?

GAETANA. So, perche' io ho fame!

MICHELE Poverina! O non si mangia!

ROSA. - (entra portando due bistecche bruciate) Ecco le bistecche.

GAETANA. - Oh Dio! O che e' cieca? Non vede come son tutte bruciate ?

MICHELE. Ma che bruciate! Prendi questo pezzetto di filetto ! Mangialo tu!

GAETANA. Ma che mi dai! Sembra un pezzo di carbone!

ROSA. - So, certo, sono un po' arrivate...

GAETANA. - Accidenti! (facendole il verso) Sono un po' arrivate...

MICHELE. - O Gaetanina, la mamma la devi rispettare, intendi? Non permetto mica che tu le faccia il verso!

GAETANA. - Ma se ha sciupato ogni cosa! Eh se sa far da mangiare a questa maniera c'e' da sentirsi consolare!

MICHELE - Fa quello che puo', povera vecchia! E pero' ho preso moglie. Da qui in avanti lo farai tu, e son sicuro che farai meglio di lei.

GAETANA. - Gia'! E io ho preso marito per fare anche da mangiare! Tu digiuni Michelino, te lo dico io, tu digiuni !

MICHELE. - (marcato) Va bene, di codesto ne riparleremo dopo.

ROSA. - A vederle sembrano brutte... ma si mangiano lo stesso, basta avere appetito...

MICHELE. - (a Gaetana) Sicche' non mangi neanche la bistecca ?

GAETANA. - Ma fammi il piacere! Che cosa devo mangiare? Puzza di bruciato lontano un miglio.

MICHELE. - Eh, bambina mia, per stasera bisogna che tu ti adatti, non c'e' altro!

GAETANA. Ma io questa robaccia non l'ho mai mangiata!

MICHELE. E io che ti devo fare ? Mangia un po' di pane col formaggio... Vuoi fare la zuppa nel vino?

GAETANA. - lo no! Grazie a Dio, non ho mai cenato a codesta maniera.

MICHELE. - Come vuoi. Io un poco ne ho mangiata, non era mica poi tanto cattiva ! Ora prendo un po' di formaggio, una melina, un altro mezzo bicchiere di vino, poi accendo un bel mezzo sigaro e la cena e' bell' e fatta. Vero Gaetana?

GAETANA, - (tace).

ROSA. - Mi dispiace davvero che per causa mia non abbia mangiato!

MICHELE. - Che se la prende lei? Mangera' piu' domani, perche' domani, da mangiare lo fara' lei!

ROSA. - (Ora ci siamo!).

GAETANA. - Come? Da mangiare lo faro' io? O che negli h¢tel dove andremo, i forestieri si devon fare anche da mangiare?

MICHELE. Ma che h¢tel d'Egitto!

GAETANA. E dove andiamo allora? Nelle pensioni?

ROSA. - (Ora e' meglio scappare!) (prende i piatti e va in cucina).

MICHELE. - (calmo) Ne' negli h¢tel ne' nelle pensioni, perche' stasera non si parte piu'!

GAETANA. - (spaventata) No? Che cosa hai detto? Non si parte piu' ?

MICHELE. - Per ora no. Ci ho ripensato meglio. Il viaggio di nozze lo faremo fra un mesetto!

GAETANA. - Io Voglio partire stasera, altro che storie!E' tutto il giorno che non faccio che ingoiar bile, che, figurati, aspetto questa partenza come la manna dal cielo!

MICHELE. - Eppure, cara Gaetana, bisogna che tu ti adatti a rimandare questo viaggio...

GAETANA. Ma sei matto, sei matto te lo dico io

MICHELE. Stai sicura, Gaetana, che non son matto. Anzi ti posso assicurare che il tuo Michele diventa tutti i giorni sempre piu' savio.

GAETANA. - E allora e' chiaro che tu cerchi tutti i mezzi per fare ammattire me. Eh, me lo immagino sai, (si alza indispettita e girando su e giu' per la stanza) Ma caro mio ora basta! Tu me ne hai fatte abbastanza! Rimettere anche il viaggio di nozze? Ah, no: questa non l'hai vinta te lo dico io!

MICHELE. Calma, calma, Gaetana e ragioniamo

GAETANA. (sempre girando) Macche' ragioniamo, fammi il piacere !

MICHELE. - Che smetti di andare su e giu', mi fai venire il mal di mare !

GAETANA. - (battendo i piedi) Sono stufa, capisci ? Stufa! Stufa! Stufa! E voglio partire subito

MICHELE. - Sii buona Gaetana, vien via. E poi, voglio, non lo dire, perche' l'erba voglio non esiste neanche nei giardini reali!

GAETANA (seguitando a passeggiare per la stanza) Vedrai che per me ci sara'! E come!

MICHELE. - Non passeggiar piu', smettila. Vien qua... vieni a sedere vicino a me. E se mi prometti di star calma, vedrai che anche tu mi darai ragione. Via, vieni qua.

GAETANA. - No.

MICHELE. Gaetana vieni qua!

GAETANA. No.

MICHELE. (alzandosi) E allora ti ci porto io ! (la prende per un braccio e l'obbliga a sedersi) Ora sei contenta ?

GAETANA. Come sono disgraziata con questo omaccio!

MICHELE. - Disgraziata ? No ! Non c'e' pericolo! Se dai retta a me, diverrai la moglie piu' felice di questo mondo! Non piangere via, Gaetana, sii buona, stammi a sentire e vedrai se non ho ragione !

GAETANA. - Macche' ragione! (dopo molta esitazione, sforzandosi ad essere dolce) Michele, fammi il piacere... vedi, ti prego... partiamo stasera...

MICHELE. - Ah ! Ora son contento, coso va bene. Brava Gaetana !

GAETANA. (allegra) Allora si parte!

MICHELE. (cenno negativo del capo) No ! Son contento che tu mi abbia pregato. Ma partire non si parte.

GAETANA. Quando, allora?

MICHELE. Non te l' ho detto? Fra un mese. Quando la nostra luna di miele sara' cominciata. Ora no. E poi ti sembra una cosa conveniente, dopo una giornata di strapazzo come questa, mettersi subito in viaggio ?

GAETANA. - Che male c'e'? Appena arrivati a Roma andiamo all'albergo e ci riposiamo,..

MICHELE. Gia'! Riposare!

GAETANA. Sicuro!

MICHELE. No no, Gaetana, restiamo qui nella nostra casina. Il viaggio, ascolta me, si fara' dopo.

GAETANA. - Ma se tutti partono appena sposati. Anche la Bianca e' bell'e andata via!

MICHELE. - Lo so anch'io che tutti fanno a codesta maniera, ma fanno male. Noi, invece, il nostro viaggetto andremo a farlo quando ci conosceremo piu' intimamente,

GAETANA (si slancia verso la finestra) Michele m'ammazzo!

MICHELE. - (corre precipitosamente verso la finestra) Oh, ma che diventi pazza davvero? (la trattiene).

GAETANA. (divincolandosi) Lasciami! Voglio morire! Voglio morire!

MICHELE. Ma stai ferma, per...

GAETANA. (C. S.) Sono una disgraziata, lasciami andare, lasciami andare ti dico, voglio morire, non ne voglio piu' di questa vitaccia! (cerca di graffiarlo).

MICHELE. - (lasciandola) Ah, tu hai anche il coraggio di graffiare brutta velenosa! Ma ora basta! Ora e' proprio l'ora di finirla!...

GAETANA. (getta un gran grido e s'abbatte come svenuta).

MICHELE. (sorreggendola) Vai, ci siamo! Anche le convulsioni! Mamma, mamma, venga di qua.

SCENA VI.

Detti e ROSA

ROSA. - (entra sollecita) Lo vedi, lo vedi col tuo modo di fare che cosa hai fatto succedere?

MICHELE. - Stia zotta... Mi dia un po' d'acqua... Non si spaventi... (spruzza un po' d'acqua sul viso a Gaetana).

ROSA. - Signorina Gaetana, stia su... stia su... Dio com'e' fredda!

MICHELE. - Che si spaventa? Lo sa piuttosto che cosa deve fare ?

ROSA. - (attentissima).

MICHELE. - Vada alla farmacia difaccia e dica che telefonino subito alla Misericordia per un caso urgente, e che portino la camicia di forza

ROSA. - So, so, coso allo spedale la guariscon subito (cerca qualcosa da mettersi addosso).

MICHELE. - Vada coso... faccia presto!.

ROSA. - Corro... (fa per andare).

GAETANA. (rinviene guardando negli occhi Michele).

MICHELE. Mamma, non importa piu'... s'e' riavuta... (La camicia di forza ha fatto il suo effetto!).

ROSA. - (tornando premurosa) Ringraziamo Dio! Come sta? Come si sente?

GAETANA. - Grazie, sto meglio! Molto meglio! (Se non mi viene un accidente stasera, non mi vien piu'!) MICHELE. - Su allegra Gaetana, e persuaditi una buona volta, che a fare alle testate coi muriccioli ci si rompe sempre il capino!

GAETANA. - Brutto infame! Te ne approfitti ora, eh? E io stupida che ci son cascata come una pera cotta! Accidenti a quel maledetto so

ROSA. - Ma che cosa dice?

GAETANA. - (marcato) Sicuro! Per la prima volta che in vita mia ho detto di so, guardi come mi ritrovo!

MICHELE. - Ma perche' ti arrabbi? Allegra Gaetana! Ora andiamo a letto e dimentichiamo completamente tutto quello che e' successo.

ROSA. - Ma sicuro; e' meglio!

GAETANA. - E lei crede che io vada a letto con lui? Neanche per sogno! ROSA. - 0 con chi vuole andare? Con un altro?

MICHELE. - La lasci dire mamma. Vedra' che ci viene; e come se ci viene !

GAETANA. - Piuttosto mi butto nell'Arno che venire con te!

ROSA. - Ma lei e' proprio cattiva, sa!

GAETANA, - Sono come sono! Che cosa c'entra lei? Lei pensi agli affari suoi!

ROSA. - (Accidempoli che roba!).

MICHELE Vuol vedere come si fa? Gaetana, via in camera!

GAETANA. (correndo verso la comune) No, io scappo!

MICHELE. (piu' pronto di lei) Gaetana, ti ho detto di andare in camera!

GAETANA. - Non ci vado

ROSA. - Maria vergine, che succedera' ora ?

MICHELE. - Non si spaventi, le ho detto che non succede nulla! (a Gaetana) Vieni via, via Gaetana non mi fare stizzire davvero, vieni col tuo sposino !

GAETANA. Lasciami stare e non mi toccare, hai capito ?

MICHELE. (dolcemente) Vai a letto, Gaetana!

GAETANA. No, no, neanche se tu mi ammazzi!

MICHELE. (prendendola in collo) Ah, no? (imperiosamente) Via a letto! (di corsa in camera).

ROSA. - E' inutile: colle buone maniere si ottiene ogni cosa !

MICHELE. - (torna e chiude I' uscio a chiave) Ecco fatto! Ora non scappa piu'!

ROSA. - Poverina! Chissa' come soffre!

MICHELE. -E io, non soffro forse piu' di lei ? Crede che sia un bel mestiere fare il castigamatti ?

GAETANA. (d. d. piagnucolando) Michelaccio ho paura!

MICHELE. Aspetta! ... Ha sentito mamma? La tigre perde gli unghielli ... Mi ha chiamato...

ROSA. - (fa un gesto come per dire : male pero'!)

MICHELE. Male, ma mi ha chiamato!

GAETANA. (d. d.) Michelaccio!

ROSA. - Ma vai, povera figliola, non senti come piange?

MICHELE. - Non ci pensi... ridera' domani. Buona notte mamma.

ROSA. - Buona notte Michele... e mi raccomando, eh?... Per questa sera lasciala tranquilla!...

MICHELE. - (aprendo la camera) Gia', fossi scemo!

ATTO QUARTO

La stessa scena del primo atto.

SCENA I.

ORTENSIA e GIANA.

ORTENSIA. - (segue Giana che e' eccitatissima ed e' pronta per uscire) Ma santo Dio sopporta un pocolino, in fin dei conti e' la tua padroncina e non le devi mica rispondere a quel modo !

GIANA. - Mi lasci andare, mi lasci andare, signora Ortensia, e' meglio!

ORTENSIA. - Ma vieni qua, senti almeno che cosa devi comprare per la spesa...

GIANA. - Lo so, me l'ha detto di la': la carne, il pollo, gli spinaci...

ORTENSIA. - Il burro e la frutta...

GIANA. - SI ho capito, anche il burro e la frutta, a rivederla!

ORTENSIA. - Ma sei troppo permalosa, sai. Che cosa ti ha detto, infine, la Bianchina ?

GIANA. - Accidempoli! Sara' una diecina di giorni che e' tornata dal viaggio di nozze, e mi ha gia' rimproverato un centinaio di volte. Io non so che cosa le ho fatto ! Prima non era coso!

ORTENSIA. - Sai, ora ha marito e credera' di esser piu' padrona!

GIANA. - No, no, ho sopportato tanto con la signora Gaetana, che se quest'altra intendesse di far lo stesso, me ne vado, glielo dico io. Perche' le manieracce non le voglio da nessuno. E' inutile, son fatta coso ! Vede, con le buone maniere, mi leverebbero anche la camicia!

ORTENSIA. - Per l'amore di Dio, non ti far sentire da quel mandrillo la', altrimenti ci si prova subito!

BIANCA. - (d. d.) E io ci vado !

GASTONE. - (d. d.) E io non voglio

GIANA. - Sente? Ora si bisticcia con lui.

BIANCA. - (d. d. piu' forte) E io ci vado lo stesso.

GIANA. - Meno male che non son sola! (via).

ORTENSIA. - Ala io non mi raccapezzo piu'. Me ne diventa buona una, mi se ne asserpenta un'altra!

SCENA II

BIANCA, GASTONE e ORTENSIA.

GASTONE. - (seguendo Bianca) Vieni qua, vieni qua bambina, non andar subito a piangere dalla mamma, ragiona un po' con me... non scappare secondo il solito !

BIANCA. - Senta, senta mamma se non ho ragione!

GASTONE. - Non le dia retta perche' ha torto marcio!

BIANCA. - Non vuole che vada a trovare Gaetana. Che e' giusta?

GASTONE. - Ma se glielo dici coso bisogna che ti dia ragione per forza!

BIANCA. - Come glielo devo dire: o non e' questo forse il motivo?

GASTONE. - No, no, tu sei una cattiva. Tu le devi dire la verita'!

BIANCA. - Non e' vero, non e' vero, codesta e' una scusa, perche' anche da ragazza sono andata fuori tante volte sola...

GASTONE. - Tu facevi male. E ora che comando io, devi fare proprio a modo mio e mi devi obbedire!

BIANCA. - Comanda lui, io devo obbedire... ma lo sente mamma che roba?

ORTENSIA. - CosI non sento niente: m'avete assordita. O che maniera e' questa di dire le proprie ragioni? Io non vi riconosco piu' davvero. Da quando siete tornati dal viaggio di nozze non fate altro che bisticciarvi; e' una vera vergogna questa! (a Bianca) E tu, da dove l'hai tirata fuori codesta lingua? Prima non eri cosi!

BIANCA. - Ah, ho torto io? Crede che abbia torto io?

ORTENSIA. - Non dico che tu abbia torto, ma alla grazia sembri una mitragliatrice!

BIANCA. - Ho imparato da lui!

GASTONE. Da me? Se non mi frenassi chissa' che cosa farei

BIANCA. - Nulla faresti, te lo dico io

ORTENSIA. - Ma venite qua figlioli, siate buoni, per l'amor di Dio! O se quando facevate all'amore eravate due anime in un nocciolo! Obbedisci Bianchina, mettiti qui a sedere e dimmi che cosa volevi da tuo marito... Sentiamo la grande questione. Io faro' da giudice.

GASTONE. Pretendeva...

ORTENSIA. Ora stia zitto lei; uno alla volta, altrimenti mi confondete come prima... (a Bianca) Via, ora parla te... (Bianca tace) Oh, te' caduta la lingua?

BIANCA. - (scandendo le parole) Io volevo andare a trovare la mia sorella!

ORTENSIA. - E basta?

BIANCA. - Six.

ORTENSIA. - (guardando Gastone) Mi sembra che non ci sia nulla di male. Allora ha ragione lei.

GASTONE. - Gia', ma lei ci vuole andar sola, non ha capito ? E io, fuori sola, non voglio che vada, ecco il busillis!

ORTENSIA. - Costo non ha torto; certo, non sta bene che una sposina vada fuori sola.

GASTONE. Glielo dica!

ORTENSIA. Allora in questo caso, ha ragione lui!

BIANCA. - Se non vuole che vada fuori sola, mi accompagni!

ORTENSIA. - E' vero anche codesto. Allora, se le cose stanno cosi ha ragione lei!

GASTONE. - Ma scusi, mi stia a sentire. lo non la posso accompagnare che la sera dopo l'ufficio e lei ci vuole andare la mattina alle dieci.

ORTENSIA. - Bambina mia, allora non posso dire altro...

BIANCA. - (alzandosi) ... che ha ragione lui! non e' vero? Ma so, se la prenda la sua ragione, faccia quello che vuole, ma io son gia' stanca di questa vita! E lei invece di difendere la sua figliola, da' ragione a quel bel tipo? Bella mamma davvero! Non l'avrei mai creduto ! (via).

SCENA III.

ORTENSIA e GASTONE.

BIANCA (esce da destra).

GASTONE. Ha veduto ?

ORTENSIA. Non si confonda, e' stizzita...

GASTONE. A rivederla! (esce dal fondo),

ORTENSIA. Vorrei diventar cieca se capisco qualche cosa. No! E' meglio sentir subito! (chiama) Bianca... Bianchina, vieni qua! Ti devo dire una cosa!

SCENA IV

BIANCA e ORTENSIA

BIANCA.- (vestita da passeggio) Che cosa vuole mamma? ORTENSIA. - Dove vai ?

BIANCA. - Fuori. A trovare mia sorella.

ORTENSIA. - Sola?

BIANCA. - Sola si...

ORTENSIA. - Dopo la proibizione di tuo marito!.. Eh, non c'e' male davvero!

BIANCA. - So, ascolto lui!

ORTENSIA. - Ma io non ti riconosco piu' davvero! Ma non ti sei accorta di non essere piu' la Bianchina di prima ?

BIANCA. - Me ne sono accorta sicuro ! Lo faccio apposta!

ORTENSIA. - Apposta? E perche' ?

BIANCA. - Perche' non voglio far la fine della Gaetana!

ORTENSIA, - O che fine ha fatto la Gaetana ? Buonissima, mi sembra!

BIANCA. - Lo crede? Invece e' una disgraziata, glielo dico io !

ORTENSIA. - Ma che dici! Spiegati! Perche' disgraziata? Se mi dice sempre che e' felice come una Pasqua.

BIANCA. - Lo dice... anche a me lo ha detto, ma io non ci credo.

ORTENSIA. - Perche'?

BIANCA. - Perche'? Ma via, mamma, lei e' piu' ingenua d'una bambina!

ORTENSIA. - Non saprei!

BIANCA, - Ma le pare che la Gaetana con quel po' po' di carattere che ha...

ORTENSIA. - Che aveva vuoi dire! Perche' ora non lo ha piu'!

BIANCA Che ha ancora cara mamma! Io ho preso marito apposta per aver della liberta'.! Sono stata cucita per tanto tempo alle sue sottane, ma adesso voglio esser libera, cara mia! E anche dagli altri voglio essere piu' rispettata! Altrimenti era inutile che prendessi marito! Rimanevo ragazza! A rivederla mamma! (esce in fretta).

ORTENSIA. - Maria santa! Ha imparato piu' lei in un mese di matrimonio che io in trent'anni! Povero marito! O vai a giudicare le santarelline se ti riesce !

SCENA V. GIOVANNI e ORTENSIA. GIOVANNI. (d. d.) Brutta... e poi miseria! Giana! Ortensia! Siete tutte sorde? (comparendo in maniche di camicia) Ma dove vi siete cacciate?

ORTENSIA. - (stizzita) Che cosa vuoi?

GIOVANNI. - Sono due ore che vi chiamo. Ma la Giana dov'e', si puo' sapere?

ORTENSIA. - E' andata fuori a far la spesa.

GIOVANNI. - O tu non potevi venire ? Non sentivi quando chiamavo ? Diventi sorda ?

ORTENSIA. - Ma scusa, ti sei alzato coi nervi stamani?

GIOVANNI. - Non risponder male, bada! E' ora di finirla La mattina voglio trovare tutto bell' e preparato brutta... e poi miseria!

ORTENSIA. - Mi dici che cosa vuoi ? Che cosa ti manca si puo' sapere?

GIOVANNI. - Quante volte vi ho detto di portarmi un po' d'acqua calda in camera? Non c'e' modo d'averla; devo andar sempre da me a prenderla in cucina!

ORTENSIA. - E tu t'arrabbi per tutto codesto? Cosa sara' mai! Ci vuol molto a andare in cucina a prendere un po' d'acqua? Guarda un po' che arroganza !

GIOVANNI. - L'avete voialtre l'arroganza, ma vi metto a posto io, non dubitate. Guarda un poco se con due donne in casa, anzi con tre, devo farli lo certi servizi! Vammi a prender l'acqua e portamela in camera. Via!

ORTENSIA. - Ma che modo e' codesto di comandare? Non sono mica la serva, io!

GIOVANNI. - Ma che serva e non serva, obbedire vuole essere! Vammi a prendere l'acqua, meno discorsi brutta... e poi miseria!

ORTENSIA. - Dimmi un po', ma forse ti va via il cervello? In tanti anni e' la prima volta che mi fai di codeste scene. Ma che cosa ti e' preso, si puo' sapere?

GIOVANNI. - Mi e' preso, che voglio cambiar sistema. Mi voglio fare obbedire anch'io. Son tant'anni che in questa casa fate come vi pare e piace! Ora basta!

ORTENSIA. - Come ci pare e piace ? Ma quando mai e' esistito questo? Stamani tu sogni davvero, ho bell'e capito!

GIOVANNI, - Oh! oh! oh ! Non risponder tanto, sai! E porta rispetto : brutta. e poi miseria!

ORTENSIA. - O che ti rivolti anche tu, ora? Ho bell'e indovinato. Michele fa scuola a tutti. Ma con me sbagli ; te lo dico io. Io non ho bisogno del castigamatti! Ormai piu' castigata di coso!

GIOVANNI. Brutta... e poi miseria!

ORTENSIA. Dunque, ascolta me: lascia fare il castigamatti a chi lo deve fare, perche' qui non ce n'e' punta necessita', credi a me.

GIOVANNI. - Ma intanto tu vedessi Michele come e' servito e riverito dalla Gaetana!

ORTENSIA. - Bene, son contenta. Ma a te che cosa manca? Non sei servito e riverito come lui? Andiamo, non volevi l'acqua calda? Sicuro: te la portero' calda, ghiaccia... come vuoi tu... (si sente suonare forte il campanello. Lascia Giovanni per andare ad aprire) Suonano. Aspetta un momento, vado ad aprire.

GIOVANNI. - (Stizzito) Gia', e io resto qui in maniche di cam¡cia!

ORTENSIA. - (con impazienza) E allora prenditela da te, e non mi far confondere! Due cose insieme non le posso fare! Ma guarda un po' quel prepotente ! (va ad aprire).

GIOVANNI. - (rientrando in camera) Avete veduto? Servito e riverito! Ma qualche giorno faccio davvero una carneficina, brutta... e poi miseria!

SCENA VI

MICHELE, GAETANA e ORTENSIA.

ORTENSIA. - (introducendo Michele e Gaetana) Venga venga, signor Michele! Capita proprio a proposito. Devo fare dei conti con lei!

MICHELE. Con me?

ORTENSIA. Con lei, con lei!

GAETANA. Che cosa ha fatto, mamma?

ORTENSIA. Eh, Michele e' un gran birbante!

MICHELE. Io? Non C'e' pericolo! Diglielo tu Gaetana, come sono io!

GAETANA. (dolcissimamente) Buono!

MICHELE (prendendo per le mani Gaetana) E tu, birbona, come eri prima? Via, non ridere! Dillo, eh!

GAETANA No, no, non lo dico! Non lo dico!

MICHELE No, tu lo devi dire!

GAETANA Ohi, ohi, mi fai male!

MICHELE E allora lo devi dire!

GAETANA (sorridendo) Lasciami!

ORTENSIA Via, la lasci, le fa male!

MICHELE No, lo deve dire per forza! Come eri prima? Dillo altrimenti stringo piu' forte!

GAETANA (C. S.) Cattiva! cattiva! cattiva!

MICHELE (lasciandola) Ora va bene!

GAETANA Acciderba! Mi hai rovinato le mani! Ma come e' allegro mamma il mio Michele! Ci crede che dalla mattina alla sera non si fa altro che fare il chiasso! Eppoi, cara mamma... una bella notizia!

ORTENSIA Di gia'?! Possibile?

MICHELE Oh suocera! Ma che cosa crede ? Se e' appena un mese che ci siamo sposati!

ORTENSIA Lo pensavo anch'io. Ma con lei non ci sarebbe da farsene meraviglia! E, tanto Michelone!

MICHELE Michelone quanto vuole, ma sempre onesto! Non e' vero Gaetana ?

GAETANA (risentita) Chi, Michele? No mamma, sbaglia, Michele e' onesto davvero sa'

ORTENSIA Accidempoli come lo difendi! Non l'ho mica offeso il tuo Michele! Via, allora dammi la buona notizia!

GAETANA Le volevo dire, mamma, che Michele ha mantenuto la sua promessa e che stasera si parte per il nostro viaggio di nozze. Si va a Roma, capisce mamma, a Roma, e poi a Napoli, e poi a Palermo. Come son contenta mamma, come son contenta, non glielo posso dire! O il babbo e la Bianchina sono di la'?

ORTENSIA (Dio santo me ne ero dimenticata!). O la Bianchina non l'avete veduta?

GAETANA No.

ORTENSIA O se e' venuta da voialtri.

GAETANA Qando?

ORTENSIA Sara' una mezz'ora poco piu'.

GAETANA Alora non ci ha trovato, perche' siamo usciti di casa un'ora fa. Ma il babbo c'e'?

ORTENSIA SI, e' di la'.

GAETANA (dolce) Ti contenti Michele, vado dal babbo.

MICHELE Poverina, vai, vai pure! (Gaetana via a sinistra).

SCENA VIII.

GASTONE MICHELE ORTENSIA

GASTONE (entra e cerca di apparir calmo).

ORTENSIA O questa? O che e' venuto via dall' ufficio ?

GASTONE So, non ci potevo stare. Oh, buon giorno Michele, come va?

MICHELE Benissimo e tu ?

GASTONE Non c'e' male ... e la Gaetana ?

MICHELE Bene anche lei ... e' andata di la' da suo padre.

GASTONE (a Ortensia) La Bianca dov'e' ?

ORTENSIA (tace).

GASTONE Ho capito; e' andata fuori. Vede, un animo me lo diceva che non mi avrebbe obbedito. E poi dov'e' andata se loro sono qui?

ORTENSIA Se non li trova tornera' subito a casa.

GASTONE Va bene; ma intanto mi ha disobbedito.

ORTENSIA Si, ma dopo tutto e' una cosa da nulla. Che male c'e' se per una mezz' ora e' andata fuori sola, santo Dio ! Anche da ragazza c'e' andata tante volte!

GASTONE Sta tutto bene, ma siccome glielo avevo proibito, lei mi doveva obbedire. E se nei primi giorni fa coso , me lo dice che cosa fara' in seguito?

ORTENSIA Ora non esageri! Che cosa vuole che faccia ?

GASTONE Ma lei le ha parlato ? Si puo' sapere il perche' di questo cambiamento?

ORTENSIA Si... le ho parlato.

GASTONE Che cosa le ha detto? Qual'e' il motivo di questo voltafaccia ?

ORTENSIA (accennando Michele) Eccolo lo!

GASTONE Lui?!

MICHELE Cosa c'entro io?

ORTENSIA C'entra, c'entra non dubiti! Lo sa che cosa ha detto la Bianca? Che lei non vuol fare la fine della sua sorella, perche' il signor Michele, della Gaetana invece d'una moglie ne ha fatta una schiava.

GASTONE No, io faccio in un altro modo. Non voglio durare tanta fatica. Me ne vado. (prendendo il cappello) Arrivederla. Addio Michele!

SCENA X.

MICHELE e GAETANA.

GAETANA Povera mamma, ha ragione!

MICHELE (siede pensieroso).

GAETANA (carezzandolo) Cos'hai fatto Michel¡no, che sei serio serio?

MICHELE Mi dispiace per la tua mamma che si e' messa in testa che sia stato io che abbia messo la rivoluzione in questa casa.

GAETANA Gia'. Ora tu ti sei fatto il nome di castigamatti e non te lo leva piu' nessuno. Come se io fossi stata matta e tu il mio castigo.

MICHELE Ma che dai retta a loro?

GAETANA E non sanno, invece, che io matta non sono mai stata. E che il mio Michelino mi ha corretto soltanto dove facevo male, ma matta non ero. Non e' vero Michele?

MICHELE Macche' matta! I matti erano loro a abituare i figlioli a quella maniera!

GAETANA Ma ora, tu, pero' sei contento della tua mogliettina?

MICHELE (affettuoso) Contento? Devi dire che sono orgoglioso di avere una donnina come te.

SCENA XI

GIANA e detti, poi ORTENSIA, indi GASTONE e BIANCA.

GASTONE (entra infuriato seguito da Bianca e Ortensia) Ci parli un po' lei con la sua figliola! Ora sono io che devo rifarle un tanto! (posa il cappello sulla scrivania).

ORTENSIA Ma smettetela, fatemi il piacere. Se seguitate cosi fra un anno vi mangiate vivi!

BIANCA Bella luna di miele!

GASTONE Per causa tua. Perche' lo sono anche troppo buono.

MICHELE E questo e' il male!

BIANCA Urla di tutto, trova da ridire su tutto, letica di tutto, ma che e' vita questa?

GASTONE Ma sentila bellina! E' lei che letica e poi dice che sono io!

GAETANA Via Bianchina sii buona, non vi bisticciate piu'... sta tanto male!

BIANCA. Ma fammi il piacere! Ma non intendi che lui vorrebbe trattarmi come una schiava? (a Gastone) Ma caro mio, con me hai sbagliato, te lo dico io!

GASTONE Ma se non ci ho mai pensato a far codesto

BIANCA Ah, no ? E tu credi che non l'abbia capito che vuoi far la scimmia a lui?

MICHELE Da capo!

BIANCA Ma con me sbagli! Io non sono come quella minchiona li che si e' lasciata rimbecillire!

GAETANA Ora basta, eh, Bianca, con codesti discorsi! Michele vuole soltanto che sua moglie sia buona, amorosa, e soprattutto obbediente e non schiava come tu credi.

ORTENSIA Queste sono figliole!

MICHELE Ora!

BIANCA Io credevo che...

GAETANA Senti Bianchina, ascolta me. Guarda: te lo dico in presenza di tuo marito : hai torto ! E' una sciocchezza, e' vero, ma tu hai torto, perche' quando lui te lo aveva proibito, tu fuori sola non ci dovevi andare.

BIANCA E' stata una picca.

GAETANA Che con un bel bacio si puo' rimediare. Sei persuasa?

BIANCA (rimane incerta).

GAETANA Do di si, do di si, che hai torto!

MICHELE (stizzito tirando un colpo sul cappello di Gastone) Uh! Se fosse mia!

GASTONE (che ha veduto). Oh, adagio, perche' invece e' il mio!

BIANCA (abbracciando Gastone) SI... ho torto, perdonami Gastone... sai, mi ero un po' montata la testa...

GASTONE Coso mi piaci! E coso dev' essere sempre, se si vuole andare d'accordo !

ORTENSIA Ma sicuro ; ve lo dice anche la vostra mamma. Non c'e' a questo mondo cosa piu' bella che un po' di pace in famiglia...

SCENA ULTIMA

GIOVANNI e Detti

GIOVANNI (d. d. forte a tempo) Brutta... e poi miseria (entrando a Gastone) Come e' andata? Ti sei fatto intendere ? Perche' d'ora in avanti, non ci deve essere piu' misericordia per nessuno ! Rispetto vuol'essere, e da tutti, capite ?

ORTENSIA Per me e' rimbambito ad un tratto!

GIOVANNI Non mi offendere, sai! Altrimenti comincio da te

ORTENSIA Da me? E allora coraggio; provati! Fai come hai detto delle cotolette! Picchiami per vedere se divento piu' morbida!

GIOVANNI Costo tu hai ragione! (a Gastone e Bianca) Ma insomma, voialtri che vi siete spiegati ? Che vi siete intesi? Che cosa avete fatto?

BIANCA So, babbo, ci siamo intesi, o per meglio dire ho capito che avevo torto !

GASTONE E lo ha confessato!

GIOVANNI Meglio cosi. Quando uno riconosce il suo torto! non c'e' piu' nulla da eccepire. (a Ortensia) Ma quella aver ragione lei! E questa e' la mia rabbia!

GAETANA No, babbo; abbia pazienza ma questa volta ha proprio torto lei!

GIOVANNI Senti chi parla!

GAETANA So, ora posso parlare anch'io. Vede, lei ha lo stesso torto che aveva la Bianchina. Lo confessi, via, voleva far la scimmia a Michele. Ma Michele non si copia. Michele e' Michele e basta

ORTENSIA Brava Gaetana! Tieni un bacio di cuore perche te lo meriti!

GAETANA Grazie mamma!

ORTENSIA (a Michele) E uno anche a lei! Perche' senta, a ridurla in questa maniera, e' stato proprio un grande artefice!

MICHELE No, no... io sono un uomo e basta

GAETANA (con forza) E se sapesse, mamma, come e' bello un uomo quando e' veramente uomo!

ORTENSIA Bambina, proprio a me lo dici !

GIOVANNI (a Gaetana) O stupidona! O noi secondo te chi siamo?

GAETANA Voialtri ?... Uh! ... Due mariti

GIOVANNI (stizzito) Brutta ... brutta..... brutta ? (si dimentica cosa deve dire poi)

TUTTI IN CORO Miseria !!!!!

FINE DELLA COMMEDIA

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