Il caviale

Vedi il mare mi ha cambiato

il caviale

Opera teatrale in quattordici atti di

Marcello Chinca

Il caviale

Opera teatrale in quattordici atti di Marcello Chinea

Personaggi

Aldo Ray
Sara

Omar

Oriali

Maria una ragazza

Lo spettro sacerdotessa attica

Arabo banchiere

Giovane arabo
Due operai

**********

Atto 1

Echi di risacca. Giorno. A moderato volume, 3 sonata di Skriabin per pianoforte. Unaula imbiancata a calce. Due finestre ad angolo verso sud ed ovest. Da ovest verso nord (platea) in diagonale un grande tavolo rettangolare in noce massello. Sei sedie. Varie suppellettili e pentolame lungo la mensola di noce, oltre a calici da vino rigirati, teiera e tazzine giapponesi. Sopra al tavolo una caraffa, una macchina da caff su sottopentola di stoffa rosso, biscotti sparsi in un piatto di porcellana sbeccato. Un letto in noce alla parete ad est con sovraccoperta in blu di Prussia. Sulla parete accanto al letto un quadro di Klee (Donna infuriata). Un lettore CD sul tavolino accanto al letto, una lampada alogena a stelo, decine di libri sparsi per terra. La porta rossa carminio sullangolo opposto verso la platea. Un manichino di velluto nero a sinistra della porta.

Aldo Ray (sui 45 anni) disteso sul letto sta leggendo un libro. Porta un maglione lana antracite a collo alto, pantaloni consunti di velluto marrone. E scalzo. Musica di Skriabin in sottofondo ora.

Entra Sara (sui 35 anni, magra e slanciata, capelli neri).

Sara: Ciao

Aldo: Ben tornata

Sara poggia una busta sul tavolo. E rossa in volto. Si sfila il colbacco ed i guanti. Si toglie il cappotto dastrakan. Lo poggia sopra al manichino con i guanti alla rinfusa dentro le tasche, il colbacco poggiato sullaffusto del manichino.

Sara: Abbiamo il caviale, mio caro

Gli mostra con orgoglio la confezione del caviale.

Aldo Caviale?

Aldo volge lo sguardo verso la confezione con aria di contrizione. Appoggia il libro sul tavolino.

Lei si para davanti a lui. Le mani sui fianchi.

Sara: B allora? Non va bene il caviale? Ti fa schifo?

Aldo: No, no, mi piace

Sara: Quand lultima volta che lhai mangiato? Anni scommetto

Aldo: Fammici pensare (distoglie lo sguardo per riflettere).

Aldo: Mio padre lo portava dallIran, mi pare il Beluga

Sara: E questo, proprio questo, guarda (gli fa vedere letichetta, lo apre e con un cucchiaino lo assaggia).

Sara: Uh, marveulous

Si seduta accanto a lui sul letto. Col cucchiaino gli d un assaggio di caviale.

Sara: Ho preso anche della vodka, gi gelata, con questo freddo fuori

Lui rialzandosi con la schiena contro il cuscino.

Aldo: Si pu sapere come ti venuto in mente, caviale?

Lei riempie due tazzine di vodka. Ne offre una ad Aldo.

Sara: Non chiedermi come, dai beviamo (le viene da ridere).

Sara: Dai

Bevono a sorsi rapidi, rabbrividiscono. Lei si strofina una mano in quella di lui. Lui le raccoglie entrambe nelle proprie.

Sara: Il commesso mha dato la busta sbagliata, e sai, con la confusione che cera nel negozio, (ride) nessuno si accorto di nulla. Neppure io

Aldo: E tu furbacchiona non sei tornata indietro?

Sara: Volevo, ero rientrata apposta nel negozio per questo

Ride di gusto.

Sara: Quando alla cassa. (ride ancora incontenibile)

Sara: Ti vedo questa gran stronza protestare di avere in busta solo del pane nero di Lariano, (ride) come se vi avesse trovato chess uno scarafaggio, mi capisci, quel tono, dovevi vederla: di una tale arroganza! Cos me ne sono andata per i fatti miei

Aldo: Ti stava proprio antipatica questa signora

Sara: Un mostro, capelli tinti carota ed un trucco che non ti dico, un mostro

Aldo: Ci sar rimasta male no?

Sara: Le rimasto il pane, no? (ride ancora) Ora bando alle chiacchere

Aldo: Lo verranno a sapere che sei stata tu

Sara: Non per nulla vero

Aldo: Ti sei tolta il gusto di averlo rubato, limpulso no?

Sara: Si schiavi quando si innamorati, e siccome io sono innamorata di te, ecco volevo farti un regalo

Lui malioso nel tono, carezzandole il volto:

Aldo: Non devi pensare a farmi i regalini perch io ti ami

Sara: Non dire fesserie

Lei si china su di lui. Si baciano.

Lei si rialza, fa il giro del letto per cambiare CD, mette di Cumpany Secundo il brano Chan Chan

Alzando la tapparella fa diffondere una luce pi vivida nella stanza, quasi fosse spuntato il sole fuori. Apre la finestra. Ora si scorge la linea dellorizzonte. Si avverte leco della risacca. Sara si affaccia. Dissolvenza. Scrosciare remoto donde. Fine

Atto 2

Mattino. Entrano Aldo e Oriali. Si siedono luno dirimpetto allaltro ai lati opposti del tavolo, Oriali di schiena alla platea. Sul tavolo una bottiglia e due calici. Aldo versa il vino nei calici. Alzano i calici e brindano.

Entrambi intonano Salute!

Oriali trangugia il vino, laltro ne tiene un sorso tra gola e palato, da intenditore degustandolo dapprima con la lingua.

Oriali: D un po, dove lhai trovato questo Barolo?

Aldo: Scovato nella cantina di mio padre, disperso tra mille bottiglie.

Aldo afferra la bottiglia, esamina letichetta.

Aldo: Pare che ha conservato forza e bouquet?

Entrambi si mettono il calice sotto il naso.

Oriali: S, una fragranza cos te la sogni dopo 35 anni dinvecchiamento

Aldo: 36, prego, che vuoi dire con fragranza?

Oriali: Fragranza! Dai!

Aldo: Ma quale fragranza se sono passati 36 anni, pi stagionato di questo non esiste altro al mondo

Oriali (a voce stridula): Connutuu fosti?

Aldo (scuotendo indice e pollice pi volte): Mnate a coppa abbascio.. speranze per te nun ce stanno

Si fanno le corna a vicenda, scoppiando poi a ridere voluttuosamente, quindi tornando silenziosi. Aldo si alza e mette un CD, 3 Concerto per pianoforte di Prokofiev. Ritorna al suo posto. Per un po ascoltano la musica (il preludio).

Aldo: Hai visto il territorio? (fa un gesto per indicare la porta da dove i due sono entrati).

Oriali: Pensavo ad una propriet, ma mai a tanto, quanti ettari sono?

Aldo: Dieci circa, contando anche il boschetto

Oriali: Mica male, e continuerai con la produzione di vino ed olio?

Aldo Ray appoggiandosi con i gomiti sul piano del tavolo, sfregandosi le mani incallite e chinando la testa:

Aldo: Non vedo perch no? Ho un altro socio, ricordi Omar, mica sono il solo a decidere

Oriali: Tutto condotto con metodi biologici mhai detto no?

Aldo torna con lo sguardo sullaltro che si sta accendendo un toscano tagliato a met.

Aldo: Tutto biologico compresa lalimentazione dei pochi bovini da latte e del pollame per le uova

Oriali: Non hai una produzione di carni allora?

Aldo: No, qui seguiamo un po la regola pitagorica

Aldo finisce il suo vino, prende la caraffa e versa il vino nei calici rimasti vuoti.

Brindano di nuovo. Oriali quasi finische il suo calice, Aldo al contrario lo degusta.

Oriali (alzandosi col calice in mano): B, pare che ti sei sistemato?

Aldo (tamburellando pollice e mignolo sul tavolo): Non direi, vivo in ogni modo nellansiet del progetto: che inquietudine del mio essere al mondo

Oriali ride, si avvicina alla finestra.

Oriali: Ne parli come fosse una calamit. Dogni singolo

Aldo: E se anche fosse? No, non soltanto il senso di una condanna. E che il progetto sempre fuori centro da ci che la realt ci riserva come spazio usufruibile Aldo non smette di fissare Oriali alla finestra.

Oriali (dopo una pausa): MI guardi come se mi odiassi

Aldo: Se mi ricordi la mia limitatezza (con reticenza) penserei che vuoi soltanto insinuarti nella mia vita per dividerci

Oriali: Sono pericoloso allora?

Aldo: Come ogni vero amico, ricordalo

Si guardano in silenzio

Oriali (ritorna seduto al tavolo): La scelta di non mangiare n produrre carne si riferisce veramente a Pitagora?

Aldo: Perch no a Parmenide, Eraclito, Empedocle e Platone, quella di Pitagora unasserzione onorata da ciascuno di loro

Oriali (con arte declamatoria): Le cose tra loro distanti sono vicine nel processo interiore che ne fa lUomo .

Aldo: Parmenide, la sua sintesi perfetta, ineguagliata, sopravanza ogni altra ipotesi che sempre campata in aria a confronto.

Oriali: Cos il vero consiste in ci che ora qui presente al pensiero?

Aldo: E vero se la sua verit mi si raffigura da qualunque punto io cominci a rifletterla, perch l dove torner anche dove ho cominciato

Oriali: Che ogni essere vivente abbia questa facolt riguarda anche gli animali?

Aldo: Certamente, non vedo i termini della loro esclusione quali esseri percipienti e dotati sicuramente di una visione preveggente. Perci i pitagorici, e poi Eraclito ed Empedocle rifiutavano di mangiare carne.

Pausa

Oriali: Vendi molto?

Aldo: Olio e vino e formaggi per lo pi, in Germania e Olanda soprattutto. Ma anche ultimamente negli Stati Uniti, quantit da intenditori, livello medio alto, mercati ristretti, non credere che sia proprio unimpresa

Oriali: Concorrenza?

Aldo: Fitta, senza esclusione di colpi, per battere le offerte avversarie. A volte non ci guadagni niente ma molli il cliente

Oriali: Ho visto che hai ripristinato tutti i muri a secco?

Aldo: S, stata dura, Omar ed io ci siamo messi per due anni per finire il lavoro.

Oriali: Tutto a mano?

Aldo: Certo, non c altro modo. Il terreno troppo ripido. Cos abbiamo dovuto mettere dei binari ed una specie di funivia per il carico dei materiali. La utilizziamo anche per la vendemmia.

Oriali: Come si conciliano questi aspetti mercantili alla tua indole di filosofo?

Aldo: Niente di pi coerente, no? Ci che dico lo pratico se quanto dico lo ritengo degno dapplicazione

Oriali: E il tempo per la filologia, per lanalisi della lettura, lhai il tempo?

Aldo: S, ho sempre il mio angolo da sgobbone, i miei libri.

Oriali: Col greco come va?

Aldo: Sai che ho voluto sempre impararlo, ma non mi sono applicato mai veramente, una delle tante cose irrealizzate, come per il pianoforte, per molti versi sono un fallimento

Oriali: Gli ultimi libri letti?

Aldo: Dick e Chomsky in inglese, una ripassata ad Essere e Tempo, Simenon e Sandor Marai

Oriali: Lultimo letto?

Aldo: Giorgio Colli La natura ama nascondersi

Oriali: Quello che stai leggendo

Aldo: Il Simposio, per lennesima volta sintende.

Oriali: Insomma ti tieni in forma?

Aldo: S direi, una droga che mi tiene sveglio il cervello, anche se a volte pu essere un surrogato di un desiderio che nella realt stato rimosso

Oriali: Questo anche lanelito della letteratura, mi pare proprio Freud sostenesse la tesi di una funzione dellarte come compensativa al nostro deficit affettivo. Larte come rimedio nevralgenico a fronte di una mancanza decisiva nella sfera dellautoappagativit dell individuo

Aldo: Nella creazione s, ma nei suoi effetti sul lettore il testo sempre svicolante, dove al simbolismo dellautore si somma quello del lettore con rischi di sotto o sovraespressione dove il testo non dice nulla ad esempio.

Oriali: Il testo biblico, i Veda, i Greci lasciano intendere questo sospetto: dove la terminologia deve escogitare per forza qualcosa di quanto non si presenta nelle forme del nostro rappresentabile, un linguaggio che si presenta quindi cifrato. Anche il linguaggio ha un cifrario nascosto? No?

Aldo: Il linguaggio sempre unoperazione di rimando, una parola rimanda ad unaltra, questa si rappresenta infine nei dati acquisiti dallesperienza, ma nel caso del divino il dato dellesperienza proprio ci che manca alla costruzione linguistica, cinonostante sconcertante notare quanto non vi sia alcuna differenza tra i fondamentali dogni dottrina religiosa, quasi che anche in questo caso la dinamica dei rimandi di cui abbiamo accennato sia operante anche qui, superando ogni distanza concettuale anche tra civilt lontanissime tra loro. Mi capisci?

Oriali: Se si trattasse soltanto di coincidenze invece?

Aldo: Le strutture megalitiche di Malta ad esempio, datate circa 5.400 anni fa, le troviamo in Egitto come ad Avelon, ma anche nella civilt Minoica di 2000 anni dopo e tra i Maya. Tutte queste acquisizioni dellarcheologia annunciano che tutte queste civilt avevano qualcosa in comune e cio che tutte adoravano la Dea Madre, la prima divinit dellUomo probabilmente femminile. Perch? Perch in regioni cos remote tra loro?

Pausa

Aldo: E una sensazione attraente ma anche molto sconfortante

Oriali: Cosa?

Aldo: E strano, pensavo a voi due, te e Sara

Oriali: Allora?

Aldo (sguardo inquisitivo verso laltro): E come se tu mi rimproverassi di stare con Sara

Pausa

Oriali: Non so come dirtelo (un po a disagio), ma venendo da te ho pensato che vivevate assieme, qui in questa casa, ed invece (riluttante) vedendo ora le cose come stanno ci mi fa venire una speranza, (pausa), mia personale

Aldo: Ti vuoi rimettere con Sara? Per me, lo sai, non ci sono problemi, basta che non la metti contro di me (con un sorriso forzato).

Silenzio

Aldo: In realt non potr mai esservi qualcosa di risolutivo nel senso dun apprendere autentico.

Oriali: Parli in astratto

Aldo: Parlo della funzione del ceto dei filosofi, nel senso indicato da Platone nella Repubblica. Perch Platone ritiene cos essenziale che siano proprio i filosofi a guidare il mondo?

Oriali: IL grande impostore come lo ha definito Nietszche

Aldo: I dialoghi sono uninvenzione di una genialit senza tempo anche qualora tutte le conclusioni risultino via via errate

Oriali: Su questo ti do ragione

Aldo: E il senso, il modo, lintuizione di uninterrogazione sul mondo, che non ha la verit in tasca ma, sa come scavarla nel discorso in itinere

Oriali: Che ne pensi della sua teoria delle idee?

Aldo: Mi pare rilevante anche se cos scinda lessere, come dicono i suoi detrattori

Oriali: LO ha scisso?

Aldo: Il mondo delle idee appartiene alla struttura delluomo anche se da costui dimenticato. Platone ci avverte che il linguaggio ad aver imprigionato luomo dentro una caverna dove pu vedere solo ombra delle cose. La caverna il rifugio per antonomasia, lombra linconoscibile fuori che proietta le sue forme contro luce. Il linguaggio ne fa una costruzione immaginifica ma in sostanza senza discostarsi cos maldestramente dalla realt vera, perch le ombre sono comunque uno specchio diafano di qualcosa che effettivamente esiste, sul cui carattere protettivo ci affidiamo

Oriali: Ma tutto in Platone riportato a questa scissione dellessere desiderante dove opera pi Eros che Cronos

Aldo: Platone sogna una societ perfetta governata dai filosofi. I figli della Repubblica devono crescervi come fratelli. Lelemento catalizzatore di una societ cos strutturata consiste nel rendere possibile al singolo che la sua scissione venga in qualche modo ricomposta, poich soltanto unorganizzazione efficiente dello Stato lo strumento pi conforme ad un governo della fratellanza. Mi segui?

Oriali: Unicamente una societ della fratellanza, quindi governata a questo scopo, pu ricomporre luomo dalla sua scissione. Il mito dAtlantide insomma, dal Crizia di Platone. Luomo fu un tempo un semidio

Aldo: Si accusa la Repubblica di Platone di essere lantesignano dello Stato accentartore e dispotico ma ci mi pare un accusa ingiusta. Platone voleva redimere luomo dalla sua scissione esistenziale, proponendogli un governo che intanto superasse almeno ogni frattura sociale e generazionale, laddove ciascuno avesse il dovere anzitutto di contribuire allinteresse collettivo

Oriali: Linteresse collettivo mi pare dominante, no?

Aldo: Pur perseguendo in tempo di pace il merito individuale e la libert, il cittadino doveva tenersi pronto tuttavia a trasformarsi assieme agli altri in una testa dariete compatta in caso di guerra di difesa o daggressione.

Oriali: Ci credi a Platone?

Aldo: Lidea della rivoluzione si fonda comunque sullidea di Platone di un primato della politica a detrimento della sfera economica ma anche a prescindere dal peso dellopinione pubblica. In questo Platone pitagorico, ossia la sostanza del potere un fatto iniziatico che non pu dipendere dal consenso. Anche Socrate mi pare si schieri sul versante della non conciliabilit tra sfera filosofica e sfera della morale corrente, quello che Heidegger esprime con: la vera dittatura il senso comune.

Oriali: Rimane il ruolo della propriet collettiva dei figli

Aldo (con convinzione): Per me rimane il suo punto pi qualificante: il figlio come valore a s e come componente della societ, non significa chiaramente scinderlo dallaffetto dei suoi genitori naturali, ma preservando comunque questo interesse collegare il figlio sin dalla tenera et ad unidea di partecipazione comunitaria.

Oriali: Un interesse dello Stato un po paternalistico

Aldo: Che male c che alcuni compiti siano affidati ad un istituto neutrale che sottragga al figlio il destino dei suoi rapporti di sangue, per vederlo crescere cittadino responsabile, capace di solidariet e di buone maniere.

Oriali: LO Stato come panacea?

Aldo (perentorio): Come qualcuno che io ho delegato, perch ritengo questa delega indispensabile per la mia vita perch lo Stato capace di svolgere il compito educativo al posto mio e con migliori risultati. Tieni conto del ruolo della donna che lavora e che non vuole rinunciare a questa sua funzione nella societ, sia per necessit sia in funzione autoconfermativa

Oriali: Proust ti sembrer un reazionario?

Aldo: N pi n meno. Per mi piace La recerche. Posso affermare che lho letta col sollievo di uneterna primavera. Avevo 16/17 anni

Quando lessi la prima volta la Recherce. Amo lindugio di Proust sulle cose e sulle persone. Un quadro che si definisce soltanto allultima pagina nella comune decrepitezza di tutti i personaggi, quelli sopravvissuti.

Oriali: Se lavessero posto in un collegio sarebbe morto di crepacuore

Aldo: Probabile, ma chi sa dirlo, la madre, lindole della madre pur sempre una trappola per il figlio

Oriali: Lhai letto tutto?

Aldo: Varie volte, specie la strada di Swan

Oriali: Swan lebro raffinato, discreto, leterno amante deluso, eppure dignitoso anche nel suo essere compatito. Il suo amore per Odette spasmodico allinizio, poi tragico e grottesco, alla fine la consacrazione tra loro sta nella loro reciproca totale accettazione.

Aldo: Totale accettazione del dolore cicatrizzato, rimozione, oblio delle sue ragioni, salvo la perduranza di un discredito arrecato nellequivoco della maldicenza e della mediet

Oriali: Charlus?

Aldo: Lui un semidio, fuori dogni regola, laffabulatore, lo squisito esteta, il mecenate e lamante senza respiro, mai conciliato, neanche nella propria dissoluzione, nel dissolversi della sua maschera da tiranno soltanto oltraggiato

Oriali: Anche Bloom come Swan un ebreo?

Aldo: Pi comune, pi simile alluomo alienato. Swan un uomo dellOttocento ancora, Charlus rappresenta invece un fossile sopravvissuto della volont di potenza originaria, luomo antico, il cavaliere alla ricerca del Santo Graal.

Oriali riempie i bicchieri a met. Si riaccende il toscano. Un sole al tramonto irrora nella sala una luce densa arancione. Le luci nel palco si spengono.

Atto 3

Notte. Luce amaranto dal basso. Sara entra nellaula. Va a sedersi accanto al tavolo. Un faro la illumina. Ha indosso una sottana in taffett, stivali col tacco. Si accende una sigaretta. Si toglie dalle labbra un filo di tabacco. Aldo Ray alle sue spalle, scaturito dalloscurit.

Lei si gira e nello scorgerlo si spaventa.

Sara: Aaa?

Dimpulso vorrebbe alzarsi ma lui la tiene seduta con una mano sulla spalla.

Aldo: Stai comoda, relax

Sara: Mhai fatto paura, cretinoo

Sara getta la sigaretta sul pavimento, la spegne collo stiletto del tacco. E stranamente a disagio mentre lo adocchia dietro di s, come se qualcosa le avesse fugato via ogni iniziale aspirazione. Lui non si muove, non parla, dietro le sue spalle che le guarda la nuca. Pausa

Aldo (voce decisa): Spogliati il vestito, solo il vestito

Come vuoi

Sara si alza e si toglie la sottana che appende sul manichino.

Non ha indosso altro che stivali, culottes e reggiseno di seta nero.

Lui la stringe subito a s, impaziente la bacia mentre lei finge di respingerlo. Di peso Aldo riesce a metterla prona lungo il tavolo. Lei ride ora cerando di sfuggire alla sua morsa ed ad intermittenza ripetendogli:

Sara: Sei un porco

Aldo (tenendola contro il tavolo): E tu che sei? Un intrusa che si insinua nella tana del formaggio?

Sara (tentando di svincolarsi): Sei un porco

Aldo (vibrante): E per caso o per diletto che ti fai trattare da sgualdrina? Vorresti che la tua vita fosse regolata sulla mia, invariabilmente, per tutta la vita, non vero Saretta mia?

Sara: Ma chi ti vuole, satrapo

Lui le toglie il reggiseno. Sara con una mano cerca di sfilarsi le culottes. Lui laiuta a sfilarle. Le braccia di lui la circondano di nuovo, la cercano in basso con foga. Spegnimento delle luci. Nelloscurit le sagome in rilievo sfumato viola, lui in piedi, lei semisdraiata sul tavolo, Aldo la possiede con lenta e rabbiosa frequenza. Scrosciare donde dalla scogliera. Si avverte un mormorio irreale smorzato dalla mano di Aldo premuta sulla sua bocca. In sottofondo la 1 Sarabanda delle Variazioni Goldberg.

Atto 4

Laula irrorata dalla luce del mattino. Sul tavolo del formaggio, del pane in un cestino di vimini, una caraffa di vino rosso. Aldo Ray e Oriali seduti ai rispettivi posti si servono del formaggio e del pane. Un vitello accanto ad Aldo. Lui lo accarezza sopra al muso.

Oriali: Sara ti piace?

Aldo (soddisfatto di s mangia il formaggio): Mi piace come un pezzo da collezione

Oriali: Che intendi, non la prendi sul serio allora?

Aldo: Siamo serissimi, ma non ho altra intenzione con lei che quella daverla quando voglio, come voglio perch a lei piace proprio cos

Oriali: Tutto qua. Il tuo rapporto con luniverso femminino si blocca qua, alla semplice degustastazione

Aldo: E un tornaconto che riguarda entrambi se linsieme della riprovazione non si ostinasse ad insufflare lidea che qualcosa bisogna in ogni caso attingere quale contropartita allamplesso

Oriali: Ma tu la paghi, no?

Aldo: Le do dei soldi bench lei non me li chieda, li do perch cos sia chiaro tra noi che non potr mai avere altro, e visto che ha bisogno dei soldi non vedo perch dovrei esimermi dallaiutarla di tanto in tanto, ricorda che ha due figli

Oriali: Tu la chiamerai chiarezza allora?

Aldo: Esatto

Oriali (con rassegnazione): Lei ti ama e credo che anche tu in fondo, se guardi bene in te stesso..

Aldo: Lamo per quella che , per come idonea a suscitare in me la forza primordiale dellamare che lapparenza di un possedere per intero un altro essere umano, in questo caso di una donna, ma se fosse ad esempio questo vitello non ho questo stesso impulso del genere di sopra, solo tenerezza, dove con gli altri umani soltanto intermittente prende tra le mani le mascelle del vitello, le bacia.

Oriali: Altre qualit che apprezzi in una donna?

Aldo: Una donna che sappia amarsi

Oriali ridendo: Cosa?

Aldo: Non lho mai incontrata

Oriali: Questo a causa della loro nevrosi?

Aldo: Isteria o nevrosi. In un contesto dove il ruolo del maschio adulto ormai soppiantato senza che si riesca a capire da parte di chi. In questo vuoto di potere apparente amo Sara s, ma soltanto se manteniamo una distanza.

Oriali: Niente figli?

Aldo: Platonico anche in questo, buddista se consideri che ogni nascita nuova soltanto un essere gettato in uno dei modelli prestabiliti dal Karma cosmico

Oriali: Ma li avresti voluti?

Aldo: Quando stato il tempo la decisione stata unasportazione chirurgica

Oriali: Tu non eri daccordo sullaborto?

Aldo: No naturalmente, ogni intervento dellumano sul ciclo della nascita e della morte per me un insulto e una presunzione donniscienza

Oriali: Stai con il Papa?

Aldo: In questo modo di vedere non ci distanziamo molto, se non per le premesse che per il Papa sono escatologiche, per me pura indeterminazione ma non al punto da portarmi a sottovalutare il vincolo allintangibilit di queste stesse premesse

Oriali: Stai parlando di sacro?

Aldo (si gratta il mento non rasato): Ogni vuoto normativo del linguaggio, dove cio gli uomini non arrivano ad unasserzione qualunque, l per me sta nascosto il sacro, lintangibile.

Oriali (quasi incredulo): Laborto quindi per te un sacrilegio?

Aldo: E un atto che si arroga la facolt di intervenire in un territorio di cui non sa nulla n onticamente n ontologicamente

Oriali si riaccende il toscano. Sul tavolo non esiste un portacenere.

Silenzio

Oriali: Stai diventando un gesuita per caso Aldo Ray?

Aldo: Loyola non mi ha mai intrigato, il cardinale Martini mi pare onesto, lui che andato a vivere a Gerusalemme, no?

Oriali (annuendo): S, lui

Aldo: Questo per dirti, come non puoi mai davvero farti assorbire da ununica concezione. In tutte le dottrine della filosofia e della politica c qualcosa di vero e c anche qualcosa di falso e che si dimostrato falso storicamente. E difficile da spiegare

Oriali: Vuoi dire che anche il Fascismo ha portato in s un valore?

Aldo (si gratta la schiena): Esatto. Nella configurazione dei rapporti internazionali dellepoca, rapporti dominati dalla potenza anglosassone, lItalia ha almeno compiuto lultimo atto risorgimentale, non piegandosi ai dixit delle altre potenze coloniali e decidendosi per lautarchia. Cosa impensabile ai giorni attuali, dove alla dominazione anglosassone si sostituita quella nordamericana

Oriali: Il Comunismo?

Aldo: Un male necessario come disse acutamente il papa polacco prima di morire

Oriali: Non c un po di propaganda in ci che dici?

Aldo (spazientito): Vedi, il solito schematismo feroce. Lambiguit nascosta di uno schierarsi aprioristico che non guarda ai risultati effettivi della Storia ma al perseverare nella logica di una contrapposizione sempre presupposta come risolutiva nella discussione, quel granitismo quello s si configura come lautentica Dittaura

Oriali: Dittatura dello Spirito?

Aldo: Dittatura tutto ci che schierandosi per un Partito ne giustifica limpostazione autoreferenziale, e ne legittima ogni eccesso di potere

Oriali: La Dittatura ad Atene serviva nellurgenza di una guerra difensiva

Aldo: Aveva il suo scopo. Ma proprio questa finalit dautodifesa che giustifica invariabilmente ogni Dittatura. Hitler doveva difendere la razza ariana. Pol Pot creare luomo nuovo. Mussolini difendere il popolo dal pericolo rosso

Oriali: Non c dittaura che sia legittimata?

Aldo: No, in linea generale.

Orinali: C una dittatura che sia giusta?

Aldo: Se stabiliamo che sussista sempre uneccezione che giustifichi linstaurazione di una dittatura, questeccezione si rileva in realt come lo svelamento dei veri rapporti di forza, rapporti che erano gi effettivi anche prima della dittatura, ci riporta a Schmitt ed alla sua teoria che la fonte dogni potere risiede in realt nel momento della deregolazione delle strutture statali, ossia nel momento in cui il patto costitutivo infranto allo stato dei fatti. La regola nella storia leccezione. Questo concetto diventato chiarissimo durante la Guerra Fredda, quando intere parti del pianeta sono dominate da poche e ferocissime elite, finanziate e sorrette dallImpero

Oriali: Ma tu dici che la dittatura non mai legittima in linea generale, che intendi per linea generale?

Aldo: Cosa ritieni che sia il governo preconizzato da Platone?

Oriali: Una teocrazia?

Aldo: E una dittatura. Prescinde da un consenso formalizzato, il consenso presunto e ci perch non esistevano ai tempi migliori uomini dei filosofi ed anche per unaltra ragione

Oriali: Quale? Oriali cicca via la cenere verso il pavimento.

Aldo: Pensaci

Oriali: Il governo dei filosofi serve al popolo per condurli fuori la caverna DELLE LORO ILLUSIONI E DELLA LORO INADAGUATEZZA. Per ricomporre quella scissione dellEssere

Aldo: Giusto. Ma perch proprio in questo momento?

Oriali: Immagini che questa dittatura debba elevarsi a questo compito per un motivo particolare?

Aldo: Ci sei vicino, continua

Oriali: Se in un momento cruciale dellumanit si palesasse un pericolo mortale, ad esempio?

Aldo: Fuoco. La mancanza di analisi adeguata sul senso dellesistere su questa Terra potrebbe far nascere un governo mondiale dei saggi e ci per portare la Terra fuori da un pericolo immanente, chess lincontro con la traiettoria duna meteorite, una guerra nucleare, la desertificazione, tutti sintomi di una deficienza strutturale dellUomo e della sua comprensione su aspetti cruciali del suo essere. Non potrebbe esserci il tempo per unoperazione di convinzione capillare di consenso e sorgerebbe cos lurgenza indefettibile di portare la terra fuori dal suo imminente disastro, con un potere che sarebbe fuori da ogni legittimazione di tipo democratico o nazionale in senso stretto.

Oriali: Ma la dittatura hai detto che lopinione corrente?

Aldo (sbadigliando): La questione culturale nel senso che la sua analisi scava dentro le strutture ontologiche dellUomo

Oriali: Lantropologia d alcune risposte su questo tema, mi pare

Aldo: E una statistica utile riportare alla luce i comportamenti dei nostri progenitori, pu rivelare molte cose, ma non basta assolutamente, un nuovo compito quello della filosofia che quello di fondare la comprensione e il discorso comprendente su una solidit che nessunaltra dottrina possiede. Qui in causa il linguaggio stesso, il potere di definizione. Dissolvenza, fine.

Atto 5

Sara, Aldo Ray e Omar al tavolo. Mangiano in silenzio spaghetti al pomodoro. La caraffa di vino sul tavolo assieme alla pentola dei spaghetti ancora fumigante. I due uomini sono in abiti da lavoro. Sara con un abito rosso antico con i risvolti velluto nero.

Omar finisce di mangiare e prende ad osservare gli altri due.

Aldo Ray finisce di mangiare. Ora anche lui prende ad osservare lunica rimasta a mangiare. Sara divora un altro piatto di spaghetti.

Gli altri due si guardano tra loro e si fanno smorfie dintesa. Lei si accorge di essere spiata e smette di mangiare. Un po di boccone le rimasto in bocca, masticando bofonchia:

Sara: Cazzo avete da guardare?

I due ridono, ride anche lei, tanto da coprirsi la bocca col tovagliolo per non rischiare di strozzarsi.

Sara dice, cambiando tono: Deficienti

Finisce il suo vino.

Sara: Mi stavate facendo strozzare

Omar si alza. Esce.

Aldo Ray sorride a Sara. Lei allunga una mano per stringersi nella sua.

Omar rientra con una bottiglia di grappa e alcuni bicchierini.

Appoggia tutto sul tavolo e si versa da bere.

Omar: Volete anche voi?

Sara fa cenno di no. Aldo Ray prende il bicchierino e si fa offrire della grappa.

La sorseggia.

Omar guarda Sara. Sara si ricompone sulla sedia, con la testa negandosi alla sua ispezione. Lui continua a fissarla.

Sara: Ma che vuoi? Ce lhai con me?

Omar: Sei una idiota Sara, lho sempre detto che lo eri, ed eccoti qua

Omar si scola la sua grappa.

Aldo: C una cosa che volevo raccontarvi, se state buoni

Aldo Ray aspetta di aver attirato completamente la loro attenzione.

Aldo (trionfante): Siamo nellatmosfera di Marte

Silenzio di sbigottimento.

Aldo: Le comunicazioni erano attive sino a poche ore fa. Ora successo che queste comunicazioni si siano interrotte.

Sara (ignara): Che comunicazioni

Omar: Siamo in contatto con altre entit, pare

Sara (guardando luno e laltro): Davvero?

Omar: Ti comporti come una scimmia ugandese

Aldo: Ma insomma. Ci pensate, non siamo soli. Migliaia di anni vissuti dalluomo senza mai saperlo.

Omar: Condivido il tuo entusiasmo

Sara: Se scoprono quanto siamo deficienti ci attaccano subito, mica vogliono averci a che fare con dei tipi come noi

Omar: E ridicolo quanto sei snob Sara

Sara (indifferente a lui): Comunque fossimo pure nobili siamo deficienti lo stesso, basta guardarti per capirlo

Omar (sarcastico): Rousseau lhai letto mia cara?

Sara: No, perch lo devo leggere?

Omar: Sarebbesarebbe nobile da parte tua leggerlo s

Sara: Aldo ma lo devi ospitare sempre da te questo zoticone, non c un altro posto dove pu fermarsi quando viene.

Aldo: Dai Sara, qui anche un po casa sua

Sara: E di me non ti importa, pensavo che saremmo rimasti soli

Aldo (rassicurante): Lui ha la sua camera di l, non dar alcun fastidio

Omar si alza e si avvia.

Omar: Marte, ti rendi conto? Omar esce.

Sara (pi rilassata): Sono felice di scoprirti sempre sognatore

Sara si accosta ad Aldo che si steso sul letto.

Aldo: Lusingami un po, proteggimi dai miei istinti di possesso

Lei si inginocchia ai suoi piedi. Appoggia la testa sul suo ventre. Lui le carezza il volto. Fine

Atto 6

5 Sinfonia di Sostakovic. Aldo seduto sul letto sta correggendo a penna un documento.

Aldo: La mia posizione piuttosto precaria

Butta i fogli sul letto. Si stringe le mani intorno alla testa.

Aldo (urlando): Piuttosto chiederei lelemosina che piegarmi a scrivere queste cazzate. Cammina su e gi, frenetico.

Prende il telefonino, seleziona un numero.

Aldo: Si, sono Ray, Aldo Ray la sua voce tremula, insicura

Aldo: Non arrivato, b gli riferisca che ho chiamato.

Poggia il cellulare sul tavolo. Sorseggia da una tazza il t, guarda animoso verso la finestra. Alza al massimo il volume della 5 di Sostakocic. Apre la finestra: una raffica invade la stanza, sollevando e sparpagliando i fogli. Lui lascia aperto. Un raggio di sole gli incide il volto.

Entra Sara.

Sara (sorpresa): Che casino!

Aldo (girandosi verso di lei) : Vuoi chiudere per favore

Sara chiude a stento la porta. Vento dappertutto. Fogli mulinanti per la stanza.

Sara (raccogliendo uno o due fogli): Cristo, che casino!

Aldo (grida in mezzo alla raffica): Sara vieni qua

Sara: Sei diventato pazzo?

Aldo: Vieni qua

Lei lo raggiunge alla finestra. Entrambi ad occhi chiusi sono investiti in pieno dalla raffica. Musica sinfonica vibrante. Fine

Atto 7

LAtto si apre al buio.

Omar: Disprezzo la piet, Sara

Sara: Ti proibisco di chiamarla piet

Omar: Non dubito che Aldo ti sia pi congeniale

Sara: Perch?

Omar: Accendi la luce

Si accende la luce sopra al comodino.

Sara sdraiata sul letto. Omar seduto presso il tavolo.

Omar: Puoi immaginare quanto mi fa male a vederti cos con Aldo. A lui non frega niente di te. Lo sai no?

Sara (alzando un piede nudo nel collant e fissandolo): Non rompere

Omar: Tu sei triste

Sara: Naturalmente dovrei mettermi con te?

Omar: Sarebbe la nostra memoria guarita dal dolore

Sara: Memoria?

Omar (illanguidito): Come eravamo

Sara (ridendo): Via, via, Omar, sono cose che non si dicono

Omar (serio): Domani riparto, dovr essere molto abile a non pensarti di continuo

Sara (fissandolo con indulgenza): Io sono mite, sono umile, disposta a mettermi in gioco, anche con te, ma non alle tue condizioni

Omar: Quali condizioni?

Sara: Che io lasci Aldo

Silenzio

Sara: Vedi? Sei mussulmano anche per questa tua inflessibilit, lo immagini non vero?

Omar: Al suo gioco invece ci stai?

Sara (spazientita): Ed anche se fosse il suo gioco? Che c mi strozza, mi umilia? No! E ci che voglio no? E un fatto che mi piace perch lui non ha bisogno di me come io ho bisogno di lui. Tutti i momenti.

Omar (accavallando una gamba): Non ti invidio, come non invidio me

Sara: Ero stata io a farti sognare lUtopia, a non essere mai avari di niente

Omar: La Comune

Sara: Certe volte il mio cervello ancora l, in mezzo alle battaglie, ai cortei, e poi grigliate e moltitudini, gente e musica ovunque

Omar: Era stato proprio quel clima a farmi sorgere lidea del libro, quando sono ritornato a Teheran, ricordi?

Silenzio.

Sara: Sono contenta di riaverti visto. Mi manchi sempre quando non ci sei, moltissimo

Omar: Ti trovo bella, sempre, ed Aldo (pensandoci), Aldo un amico

Sara: Grazie

Omar: Ritorner prima di natale.

Sara: S, quando vuoi.

Omar: Sono stato bene Si sorridono.

Sara (sedendosi sul letto): Omar?

Omar: Che c?

Sara: Non senti rumori di passi?

Si mettono in ascolto. Uno scricchiolio fuori sulla veranda. Omar si alza e controlla alla finestra.

Omar: Mi accompagni tu alla stazione domani?

Sara: Va bene

Omar alla porta: Sara?

Sara: Che c?

Omar: Vaffanculo

Sara (afferra un accendino dal comodino): Brutta carogna

Lei lo centra sul petto con laccendino. Ridono.

Atto 8

Le finestre sono spalancate allaria di mare. Si odono richiami umani

strida di gabbiani, il ritmo delle onde placide e remote.

Aldo e Sara si tengono per mano guardando verso il basso della scogliera.

Aldo (estatico): La porta magica, non te laspettavi che lavrei divisa con te

Sara: Labbiamo divisa insieme e non come due entit

Aldo: Ricordami di scriverlo nel mio libro

Sara: Furfante, sei un ladro di realt

Aldo: Tutte le persone responsabili lo sono

Sara: Ti ricordi sempre di ci che intendevi ricordarti per il tuo libro?

Aldo: Qualcosa rimane insondato per sempre, perso nellintergalattico

Sara: Ci facciamo una canna?

Aldo: Ce lhai? (la guarda sfregandosi le mani per metterle fretta)

Sara si rovista nelle tasche dei bluejeans. Si avvia verso il tavolo e rolla una canna.

Fumano seduti intorno al tavolo senza dirsi nulla.

Sara (fissando Aldo): Tu sei un assurdo

Aldo: Scusa?

Sara (insicura nel dirlo): Non sai nemmeno tu a cosa credere

Aldo: Non vero

Continuano a fumare.

Aldo: Oriali ancora innamorato di te, lo vedo, non molla

Sara: Tu gli vai benissimo, ma non approva il tuo distacco

Aldo: E tu lapprovi?

Sara: S, no, dimmelo te, mi abbandono alle fantasie se a volte ti vedo in un altro ruolo accanto a me?

Aldo: Ruolo, Sara?

Sara (quasi scusandosi): Di vederti certe volte pi sollecito, attento alle mie esigenze

Aldo: Ti amo Sara

Sara (con lindice sulle labbra): Ssss

Atto 9

Sara in piedi (in taileur velluto rosso bordeaux e foulard nero). Aldo e Oriali (in abito scuro) sono seduti presso il tavolo. Vari fari multicolori colorano la scena. Sul tavolo bottiglie di champagne, una torta di panna al limone, piatti e coppe. Sara sta scartando i regali disposti sotto lalbero di natale. Lalbero decorato a fili dargento, batuffoli di cotone e stelle di luce bianca. Aldo ha appena scartato mano una scacchiera in ebano, Oriali uno zippo argento.

Sara (esuberante): Il regalo di Aldo pesa come un lingotto Sara estrae un volume della misura di unagendina spesso almeno 15 cm.

Aldo: Un Herbarium in latino/italiano, il migliore nella piazza

Sara (sfogliandolo): Che bello, grazie amore

Lei lo sfoglia, poi lo appoggia sotto lalbero. Prende altri due pacchi.

Sara: Questo per te e questo per te distribuisce i pacchi sul tavolo.

Loro li scartano. Una cravatta per Aldo in pervinca pallido e ricami oro.

Una penna stilo per Oriali laccata nera, pennino e profili in oro.

Sara: Vediamo ora quello di Oriani

Sara lo dice guardandolo con malizia negli occhi.

Oriali: Speriamo ti piaccia, intendo dire, spero (sussequioso, scuotendo pi volte la testa).

Lei apre il regalo, ne srotola fuori un formidabile vestito nero.

Sara: Toh! Guarda che vestito (entusiasta ne palpeggia un tessuto setoso di luminescenza, ne scopre la fluida elasticit e un tatto insondabile di liscezza).

Sara: Vado a metterlo, che dite?

Aldo: Vai, vai, certo che lo devi provare, non vorrai dispiacere Oriali (lo dice strizzandole locchio).

Rovistando nel pacco Sara trova una cintura.

Aldo: Dimenticavi il pezzo forte

Oriani ora pi fiducioso daverle indovinato il regalo.

Oriali: E appena un cinturino smaltato nero, ma guarda la fibbia

Sara (con enfasi): Una faarfaallaa

Oriali (con fierezza) : Brillantini, veri eh!

Sara emozionata: Che bellezza!, Grazie

Con il vestito e la cintura sul braccio Sara va a baciare prima Oriali poi Aldo, quindi esce. Silenzio.

Aldo un po caustico: Lavrai pagato una tombola

Oriali sicuro: Ho un amico distributore, mha fatto fare unaffare

Entrambi annuiscono. Silenzio

Aldo: Non troppo corto per linverno?

Oriali: Ma per Capodanno, per certe occasioni Silenzio.

Aldo: Che occasioni?

Oriali si guarda in giro, come cercando qualcosa sulle pareti. Silenzio.

Aldo: Champagne, che dici companero? Aldo si alza, gli da un colpetto sulla spalle ed esce.

Sara rientra, svetta ora sui tacchi alti. Va al tavolo ad accendersi una sigaretta. Spettacolare il vestito come liquefatto sul suo corpo. Sbracciato, scollato a V sotto lo sterno, attillatissimo su seno e fianchi, svasato con bordo di tulle appena sopra linguine. Lei ci ha abbinato collana di brillanti, cintura, collant di seta, scarpe nere vernice con tacco a rocchetto. Si legata i capelli alla nuca in uno chignon.

Oriali: Sei una Madonna, sei lei spiccicata (ipnotizzato le fissa il viso, senza osare di verificarne pi il corpo).

Sara (come assonnata voltandosi verso lui): Che dici eh Omar?

Dopo uniniziale incertezza ridendo a crepapelle:

Oriali: Come mi hai chiamato? Omar?

Sara (celandosi dietro la mano): Scusami, che sciocca, (ridendo) sono un po brilla.

Si sente stappare una bottiglia fuori scena.

Oriali (a voce bassa e sguardo inquisitorio): Omar non c, Sara, partito, ricordi?

Sara (inquieta): Va bene, basta, ho capito

Oriali deridendola sadico: E partito ieri, schhh?

Sara (con stizza a bassavoce): Mmmm, stai zitto

Con la coda dellocchio vede che Aldo rientrato. Oriali ancora le studia nellespressione, incuriosito.

Aldo versa da bere. Offre un calice a Sara con un lieve inchino. Riempie gli altri calici.

Aldo ammirandole il vestito: Sembri una ballerina di fox trot, no?

Sara: Insomma, come non averlo indosso, non ti piace vero?

Aldo (sussequioso): S o no certamente un tormentone! Sembri Marylin alla convezione del Partito Democratico, quella volta parl in diretta televisiva davanti a qualche migliaio di delegati e portava un vestito bianco, ricordi? cos attillato e trasparente da starci secchi, tanto vero che la povera Marylin non riusc a far altro che biascicare nel panico davanti alla folla entusiasta quasi sino al tumulto, non riusc nemmeno a cantare Happy birthday ricordi? il pubblico era imbizzarrito nella sala, fremeva per quellesuberanza senza veli delle sue forme e la sua totale defaliance eccitava ancora di pi quella generale goliardia, fu uno show un po sadico no? e tu come ti trovi ad essere indecente?

Sara (per niente perturbata): Benissimo, cos maledettamente sexi, no?, cho dovuto mettere un perizoma sotto, si vede? (si mette di profilo davanti a lui a portata di mano).

Sara (tono da adescatrice): Toccalo, mica ti morde

Lui le fa passare le dita sul vestito sino al centro dei suoi glutei.

Sara (maliosa nella voce, collidendo meglio sul suo palmo): Lo hai trovato il filo, caro?

Aldo invece le molla una cinquina sul culo che la fa raddrizzare di scatto.

Sara: Ahi, mi hai fatto male- E indignata in fondo, pur mimandosi petulante.

Sara (sul punto di piangere): Stronzo Va ad accendersi una sigaretta. Si adagia sulle ginocchia di Oriali.

Nessuno per un po proferisce parola. In attesa.

Aldo (serio): Smettila di fare la puttana, stai esagerando

Sara (incredula): Ma senti questo?

Aldo: Non lo metterai mai un vestito cos, per unoccasione davvero speciale cos conciata daresti nellimmediato lesatta impressione che infatti dai: questa docilit con cui ti vuoi far ammettere dagli altri, magari dai notabili che contano no? ma in questo torbido rimani solo apparentemente circuita (ricordi Marylin?), visto che le finalit delladescamento in genere nulla hanno a che fare con i principi della buona samaritana o di Madre Teresa, ma riguardano immancabilmente lavidit o il bisogno da un lato, lonnipotenza e il desiderio di fregola, dallaltro. Non lo vedi anche tu questo fomento di una pubblicit che ad arte ti rende pi appetibile dentro un tubo di mycra (scusami Oriali), la tua sagoma stravolta in funzione di un altro perch tu gli possa incarnare quella posa smaccata in pi nella profferta di te, ignaro e scipito risalto, da sempre demod per uomini che non sanno di essere coglioni

Sara: O Cristo, Aldo, se avessi saputo che tavrebbe fatto questeffetto non lavrei indossato

Lei spazientita, ancora offesa per la cinquina di prima.

Aldo: Stai un amore cos, non dicevo nulla di sgarbato, sai che adoro la bellezza e leleganza come uno dei gusti pi fini. Qui sei per castigatamente sovresposta, certo rimani sensualissima ma elegante no! n esigente in fatto di modestia, mi dispiace, Sara sei nuda senza parafrasi fa lui stirando le labbra sulla parola parafrasi.

Oriali: Senza parafrasi, dici? (ironico sollevato dalla piega della conversazione).

Sara: Parafrasi? lei fissa Oriali faccia a faccia.

Oriali: Senza parafrasi uguale a senza ulteriori commenti

Aldo: Ma anche un certo kitsch ha il suo alfabeto nel nostro inconscio come altre ben pi nefande porcherie, sintende senza offesa. Ci ricongiunge con lidea che potremmo trescare sin dallinizio, senza storie o moine, se il segnale che dai inequivocabilmente mi riporta allin saziet perenne del comune appetito sessuale, nel senso pi basilare, prossimo allet del bronzo, o allincirca. Il kitsch colma losservatore di una visione, i rapporti in una precisa collocazione di intenti e di gesti, perch unesibizione grottesca pur sempre pubblica, anche nellintimit si sempre visti da qualcuno, il fomento allora quellindubitabile chance offerta quasi senza condizioni, un corpo che metamorfosi, maschera per ammaliare, per spaesarci oltre il confine dessere discreti, in un gettarsi senza il tatto dei preliminari che il decoro+ arte della conquista. Linvito alla volutt apre nel subconscio la visione: quindi limpulso ad osare verso laltro ci sprona allazione, ogni fonte dillimitato appagamento non pu avere pudori, n tematiche ulteriori

Oriali (con una mano sulla coscia di Sara): Tematica affascinante.

Aldo (declamante con lindice alzato): Linusuale prospettiva, che mettendo insieme stravaganza ed Utopia, cos come sei conciata, ora con te qui: diventa transustanziale Verit

Oriali (cantando): Alleluia, Alleluia

Sara (pi confusa che consolata dal discorso): Allora ti piace?

Aldo Ray: Ma certo che mi piace, sei incantevole Madame!

Aldo va a mettere un tango di Gardel, prende per una mano Sara, facendola alzare. La costringe nel suo abbraccio, nonostante lei non voglia. Un passo, due, in progressione la coppia si stringe ed alimenta una danza comune fatta di stalli. I ballerini si guardano costantemente negli occhi. Sono bravi come volteggiano a volte. Lui la tiene con mani esperte, una tiene il palmo della sua mano, laltra dispiegata ben sotto losso sacro. Una volta sola lei rischia di inciampare contro le scarpe di lui.

La musica finisce, i ballerini si sciolgono, prima per lui le fa il baciamano.

Sara (esausta, ma raggiante): Oh, Aldo, e tu Oriali, tutti e due, dai, venite vi voglio abbracciare, i miei cavalieri della Tavola Rotonda

Oriali applaudendo si avvicina a Sara, anche Aldo si riavvicina dopo aver cambiato musica. Un brano di Van Morrison T.B.Sheets. Entrambi chiudono Sara nel loro abbraccio, tutti e tre ridono. Prendono a muoversi al ritmo della musica come un corpo unico.

Sara: Che scemi, ma che fate? Oriali bacia Sara, le alza un lembo del vestito. Aldo le alza un lembo scoprendole un fianco, la carezza con laltra mano lungo la coscia.

Sara (sospirando ora eccitata): Noo! State fermi, vi pregoo (ride)

Entrambi la toccano tra le cosce lungo la cucitura del collant. Aldo le abbassa il collant a met coscia. Lei prende una mano di Aldo, la bacia, insinua la lingua tra le falangi. Poi la fa aderire sul suo seno sotto il vestito. Aldo piegato a baciarle il dorso del collo e le spalle. Oriani si accuccia per baciarla sulle cosce. Dissolvenza in colore rosa purpureo. Rilievo delle pose dei corpi come certi bassorilievi ind del kamasutra. Braccia, corpi intrecciati ora distesi sul pavimento.

Atto 10

La stanza irrorata da una luce diafana ma neutra. C un grande vaso con dei crisantemi bianchi.

Omar e Aldo, in abiti da lavoro, sono seduti presso il tavolo.

Omar (molto depresso): Non ho pi le forze, non dormo da un anno, sogno la stessa cosa, un carro bestiame, quello che mandano ai macelli, le urla quasi premonitorie dei tanti vitelli che sbattono i loro zoccoli

Aldo: Cazzo, un sogno tremendo, non c che dire

Suonano alla porta. Aldo va ad aprire. E scalzo. Una ragazza svettante in un cappotto azzurro, capelli raccolti in una coda.

Maria: Sei tu Aldo, su, fai uno sforzo, sono o no Maria, ricordi Maria? Pare che lei parli come si parla ad un infante.

Aldo (subito sollecito con lei): Maria, Maria, come posso essermi dimenticato di te (la stringe in un affettuoso abbraccio) come sei bella (tenendola alla distanza delle sue braccia ed infine stringendola unaltra volta).

Aldo: Vieni mettiti seduta, questo Omar, un mio amico, lei Maria

Omar e Maria si stringono la mano, sorridendosi.

Maria: Non puoi capire quanto ci ho messo a trovarti, non c unindicazione n una via, ma che posto ?

Aldo: Una porta magnetica

Maria: Eh?

Aldo: Nulla! Sono contento di vederti, come stai?

Maria: Bene

Lui le da del succo darancio in un bicchiere.

Lei beve il succo, poi appoggia il bicchiere.

Guarda verso Omar senza particolare attenzione.

Aldo: Mi odi ancora Maria?

Maria (con piglio sicuro): No, non penso

Aldo: Perch sei venuta?

Maria: Lei mi ha dato qualcosa per te e io le ho promesso che te lavrei data

Aldo: Per questo, ah

C uno sgomento nello sguardo di lui da ora, a tratti velato dalla commozione che lui tenta di nascondere. Maria estrae la lettera dalla tasca del cappotto.

Maria: Eccola lui prende la lettera

Aldo affranto: Sei venuta allora soltanto per darmi questa?

Maria: Per rivedere lei, forse

Aldo stupito: Qui da me, lei?

Maria sorridendogli: Attraverso i tuoi occhi forse

Aldo: Tu la vedi nei miei occhi

Maria: Lei li amava i tuoi occhi ed ora so che anche io li ho amati, quando vivevi con noi

Silenzio.

Maria (con tono quasi astioso ora): Hai ancora la cicatrice sulla mano?

Aldo trasale a questa rievocazione ed automaticamente si guarda il dorso della mano sinistra. Lei prende la sua mano e la osserva.

Aldo: Ricordi anche questa follia?

Maria: Ti sei pugnalato una mano davanti a lei che ti guardava col terrore nello sguardo. Lavevi davvero spaventata, sai? Poi io e lei ci chiudemmo in camera a chiave. Tu rimanevi a scriverle invettive su di un taccuino che sapevi che lei avrebbe letto allalba

Aldo: Ricordi anche che andavo via allalba?

Maria: Cercavi un cimitero dove era sepolto il tuo amico, come si chiamava?

Aldo (con un sospiro grave): Gabriele, come langelo

Maria: Non hai fatto che cercare questa tomba, quanti cimiteri dicevi che ti eri fatto?

Aldo sorridente, un po arrossito: Saranno stati una decina: il successivo era sempre quello che pensavo quello decisivo

Omar compassato: Non sapevo di questa tua passione per i cimiteri?

Aldo: Questa tomba proprio non mi riusc a trovarla, niente, cazzo

Omar: Nessuno sapeva dirti dove fosse stato sepolto?

Aldo: Al contrario, tutti lo sapevano ma ciascuno indicava la sua tomba in un posto diverso, pensai che fosse come un racconto Poe

Maria e Aldo Ray si guardano in silenzio per un po, come fossero sospinti a guardarsi.

Maria osserva poi Omar.

Maria: Non italiano vero?

Omar: Come fa a dirlo?

Maria: Come parla, la pelle scura, gli occhi specialmente

Omar: Sono iraniano

Maria: Scita?

Omar: Sunnita in verit

Maria: Praticante?

Omar: Osservo il Corano, s

Maria: E lo osserva davvero?

Omar: Non sempre, lattrazione al male ci coglie spesso impreparati

Pausa

Maria: Lei sposato?

Omar: Una moglie s, ed un figlio morto in guerra

Maria: La guerra Iraq-Iran?

Omar: S, quella, Iran-Iraq

Maria: Ora sua moglie vive in Iran?

Omar (con pudore quasi non voglia dirlo): Mia moglie impazzita ed ricoverata in Iran

Maria costernata (congiungendo le mani e chinandosi appena): Mi dispiace, mi scusi

Atto 11

E sera. Le luci sono accese solo sopra al tavolo. Omar ed Aldo seduti intorno al tavolo. Musica di Debussy La serenade interrompue, Preludes.

Aldo legge le lettera: Dalla mia finestra vedo il lago e le barche che veleggiano. Sono euforica e quando lo sono penso spesso a te, ai nostri giorni

Una figura di donna, vestita in tunica greca emerge allangolo lontano accanto al letto. Prende a mormorare diretta verso di loro. I suoi capelli lunghi e sciolti sui fianchi sono bianchissimi.

Omar si alza, non sa che fare, rimane l in piedi.

Spettro: E poi un profumo aspro e dolce, il profumo del tuo corpo

Dissolvimento dellimmagine della donna, sul letto si materializza una coppia nuda, entrambi sono bendati, entrambi giovanissimi fuori dalla pubert, fianco a fianco si toccano con unarmonia squisita dei movimenti. Il tutto velato da una foschia azzurra.

Amore sussurra luno Amore replica laltra.

Mormorano sottovoce, un dirsi che un uscire da s stessi, infine la coppia scompare nel sentore dei loro respiri.

Lo spettro: Anche a questo prezzo ti volevo tra le mie braccia, che tu non mi volessi pi il giorno che ti fossi stancata di me era impensabile.

Riappare la coppia, ora soltanto lei bendata, entrambi in ginocchio, lui la monta , la tiene per i capelli, per spiarle il volto in lacrime.

Omar si strofina gli occhi. Aldo singhiozza vistosamente.

Riappare la coppia senza pi bende, riposano abbracciati .

Aldo: Lhai vista?

Omar: Cosa? Omar che ancora si strofina gli occhi.

Aldo (guardandosi in giro): E andata via?

Omar: S, andata

Aldo: Ritorner?

Omar (negando col capo): Non credo sia vero quello che abbiamo visto

Aldo: Non credo

Aldo: Era cos invecchiata?

Omar guardandolo: Anche tu sei invecchiato

Rumore di passi fuori nella veranda.

Atto 12

Notte. Luci qua e l. Sara e Aldo finiscono di mangiare.

Sara: Ti porto dellamaro?

Aldo: Averna, per favore

Sara esce e ritorna con lamaro ed un bicchierino.

Aldo: Mhai detto che parti per Bombay dopodomani?

Sara: S, poi con Oriali ci spostiamo a Goa

Aldo: Goa

Sara si sbottona il vestito. Lo fa scivolare per terra.

Si inginocchia ai piedi di Aldo. Lui finisce di bere lamaro.

Sara in un sussurro: Lasciati andare

Sara apre la cerniera dei suoi pantaloni. Riesce a farsi largo nellapertura. Ride compiaciuta quando capisce che lha in pugno.

Sara tronfia: Ci avrei scommesso

Con un sorriso sornione si protende, lo agguanta dentro la bocca.

Sara dal basso: Hai paura di me?

Aldo sovrapensiero: Paura?

Sara: Ognivolta lo desideri sar la tua cura

Aldo: Rimuoverai da me tutto il veleno?

Sara: S lo far

Lei replica nel corso della suzione.

Aldo: Sarai la mia sola ed unica rotta?

Sara: S la tua divinit sotterranea

Aldo con un tono di sconforto: Col tuo alito di vaniglia mi conforterai davvero nel vasto mondo?

Sara: S perch riconoscerai dovunque il mio alito, il mio odore speciale, perch sono la tua femmina Silenzio

Aldo vaniloquiente: Inquietudini, ansie, dispute orrende, ansia di non farcela e poi limmensit di una colpa oscura per aver peccato per lequivoco di una posa. Aldo lo declama questo passo.

Poi scostandole i capelli scopre come lei lo divora,.

Sara: Ti piace? rialzandosi con lo sguardo, un po per riposarsi.

Aldo in lacrime: Riduci in questa maniera il mio lapsus esistenziale a questa punta di vanagloria, simbolo dogni brama. Se vuoi un invenzione letteraria, anzi sicuramente, noi tutti in realt siamo sempre pi trascinati..

Sara tornando guardarlo: Trascinati?

Aldo sentenzioso: In un romanzo per sfuggire la nostra angoscia

Sara: Perch angoscia e non invece gioia di dare ricevere piacere?

Aldo osservandola in viso: Angoscia ci che rimane nel setaccio della vita fuori di qui, dappertutto, tutto lesistente che cerca disperatamente di vivere

Silenzio mentre lei lo lavora con sollecitudine ora.

Aldo ansima di godimento. Il suo corpo preso da un tremore visibile ed incontenibile.

Poi qualcosa, un rumore di passi. Fuori.

Sara tenta di rialzare il volto, allarmata ma lui la tiene nella posizione.

Atto 13

Omar e Aldo seduti intorno al tavolo.

Omar: Sono malato, non ce la faccio pi

Aldo: Che malattia?

Omar: Vomito ogni mattino

Aldo: Vai dal dottore?

Omar: Ma sai perch vomito?

Aldo: No perch? Pausa

Omar con voce strozzata: Mio figlio, vedo lui maciullato da una mina anticarro, mio figlio Leza Ha una sua foto in mano, la guarda, la fa vedere ad Aldo.

Aldo impressionato: Cazzo, non devi pensarci

Omar: Sua madre lo aspetta ancora in quel cancro di citt

Aldo: Smettila di affliggerti Omar

Omar: Ogni compleanno, onomastico, ogni festa del Ramadam

Aldo cercandolo con gli occhi: Omar..Omar, devi dimenticare

Omar: Dovevo fuggire dalla miseria per ritrovarmi ancora nella miseria, perch qui rimani sempre un arabo anche se sei persiano. Poi ti uccidono il figlio, morto per una striscia di sabbia, coi soldi e le armi dei mercanti di mezzo mondo. Una moglie in Manicomio saspetta che lui ed io torniamo a casa, una donna casta sai, meravigliosa

Aldo in allarme: Omar, ti voglio bene, non so se lho mai detto?

Omar: Come quelle bestie mandate al macello dei miei sogni, nellodore di cuoio e di paura mentre aspettano il turno

Aldo: Omar che ti prende?

Omar: I muri a volte sono caldi dafa eppure dinverno non si ha nemmeno la legna per ardere quando c il gelo (dun tratto Omar si stringe il viso tra le mani).

Aldo: Cazzo mi stai facendo piangere Aldo gli posa una mano sulla spalla.

Omar con le mani sul volto: Ho deciso, questanno devo compiere il mio viaggio

Aldo: Hadj

Omar togliendosi le mani dal viso: S sento che devo farlo

Aldo smette di piangere, si soffia il naso con un fazzoletto, con una manica si netta le lacrime.

Omar voltandosi verso di lui, sopreso soltanto adesso del suo pianto:

Omar: Non piangere amico

Si alzano allunisono, sabbracciano a lungo, singhiozzando.

Aldo lo supplica ora: Non fare pazzie Omar, non lasciarmi solo

Aldo lo afferra meglio dalla schiena.

Si baciano. Un bacio sulle labbra inferto da reciproca pressione. Si sciolgono imbarazzati.

Aldo ridendo e piangendo: Non sono la tua fidanzata, Omar, cazzo!

Omar: Sei proprio sicuro, perch io la tendenza, invece..sai da bambino Omar mima la parlata da gay, finendo per sorridergli con candore, una mano sulla spalla dellamico.

Omar (quasi solenne) : Tu hai pianto con me, tu puoi anche pregare con me ?

Aldo: Ffanculo Omar, coglione io che mi fai anche piangere Pausa

Omar tornando a sedersi: Tre giorni fa mi sono messo a pregare, vicino alla banchina, sai dove c il giardino Omar ora pi rilassato.

Aldo tornando a sedersi: Hai pregato e allora?

Omar con un sorriso: Un vecchio ed un figlio si sono uniti alla preghiera, capita che se uno prega viene raggiunto da un altro che prega e quello prega con te..

Aldo: S, vai avanti per

Omar: Poi il padre che era un banchiere mha rivolto queste parole:

Non disperarti per tuo figlio, non disperdere la tua luce benedetta soltanto perch tuo figlio morto, Allah benedice i figli pi generosi, ricordalo, Allah ti dar sempre la sua benedizione Lui ed il figlio mi hanno abbracciato

Aldo: Fantastico

Omar alzandosi da un pugno sullavambraccio di Aldo: Andiamo

Aldo: Sei solo un bastardo fanatico

Omar: E tu allora? Gesuita ex comunista eretico, ex gran cazzone?

Fingono una repentina rissa, scalpicciando molto sul pavimento. Escono tenendosi per le spalle e ridendo.

Atto 14

Omar seduto sui talloni in mezzo al palco. Davanti a s ha lOvest, il sole allorizzonte un cerchio di fuoco. Al tramonto si genuflette e si passa le mani sul capo, quindi le rimette gi e prega:

Omar: Salaam Aleikum. Salaam Aleikum. Allah hu Akbar. Allah hu Akbar. Ash Hadu an la Lla ha illallah.

Silenzio. Giunge leco di risacca. Di nuovo si alza e si genuflette, si passa le mani sul capo, le rimette gi e prega:

Salaam Aleikum. Salaam Aleikum. Allah hu Akbar. Allah hu Akbar. Ash Hadu an la Lla ha illallah. Di nuovo la risacca.

Accanto a lui, poco pi indietro, si genuflettono altri due arabi, un anziano col vestito tradizionale saudita ed un giovane vestito alloccidentale. Poi due operai arabi che passavano anche loro di l.

Salaam Aleikum. Allah hu Akbar

Le preghiere si confondono dapprima, poi costituiscono un coro pi uniforme.

Un sibilo di vento si mischia al canto (volume in progressione). Poi soltanto il vento che soffia e fischia.

Nellaula sirradia di colpo un rosso accecante che pone in penombra le figure genuflesse, immobili nel tramonto come statue. C anche una figura in piedi discosta a destra dai fedeli. Dalla sagoma pare Aldo. Suoni progressivamente amplificati che giungono dalla Mecca, il frastuono dei milioni di passi e milioni di voci delle folle vorticanti a spirali attorno alla Kaaba, i salmi degli Iman urlati dagli altoparlanti.

Il fragore improvvisamente snterrompe, calano oscurit e silenzio.

Via via prende vita un vivido ologramma del Sistema Solare.

2007 FINE

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