Il cerchio di gesso

IL CERCHIO DI GESSO

di Gigi Bertoni

Liberamente tratto da Il cerchio di gesso di Li-Hing Tao, XIII secolo

e da Il cerchio di gesso del Caucaso di Bertolt Brecht

Personaggi:

PRIMO CANTORE

SECONDO CANTORE

GRUSCIA

MOGLIE DEL GOVERNATORE

AIUTANTE

PRINCIPE KAZBEKI

CONGIURATO

CAVALIERE

MERCANTE

SOLDATO

VECCHIO

GIUDICE

SERVI

POPOLANI

ATTO UNICO

SCENA 1

Il palazzo del governatore

Gli attori sono in scena, come visto nel prologo, e racconteranno la storia di Gruscia e del cerchio di gesso.

PRIMO CANTORE - E voi che udrete la storia del cerchio di gesso, meditate lopinione degli uomini antichi: ogni cosa deve appartenere a chi le si conviene, i bambini ai cuori materni perch prosperino, i carri al buon guidatore perch siano ben guidati, la valle a chi la lavora, perch dia buoni frutti

SECONDO CANTORE - La citt ha mura alte come montagne, ha una piazza grande dove sincontra la gente. La citt ha un governo perfetto, ha un esercito per ogni guerra, ha un erede per il futuro, ma il nemico che sferra lattacco non conosce il rispetto.

PRIMO CANTORE - In tempi molto antichi, tempi in cui le questioni venivano risolte con le guerre, comandava questa citt, detta La citt dannata, un governatore di nome Georgi Abasvili. Aveva una moglie bellissima, e un bambino robusto. Era ricco come nessuno e nessun governatore, in tutta la Georgia, aveva altrettanti cavalli alla greppia, n tanti mendicanti alla sua soglia, n tanti soldati al suo servizio, n tanti postulanti alla sua corte donore.

POPOLANI - Piet, eccellenza, le tasse sono troppo pesanti, non possiamo pagarle! Mio fratello innocente Eccellenza, stato un errore. Perdonate, eccellenza, moriamo di fame.

PRIMO CANTORE - Che posso dire: si godeva la vita. Tanto che, anche se il Paese era in guerra, nel palazzo tutto sembrava in ordine, niente lasciava presagire quel che sarebbe accaduto di l a poco. Infatti: la mattina del giorno di Pasqua il governatore e la sua famiglia andarono in chiesa come sempre. (Angela porta la cesta, poi la moglie del governatore esce dalla chiesa cantando)

SECONDO CANTORE - Mischiati tra il popolo ossequiante, che inviava al suo signore lamenti e suppliche disperate, stavano anche alcuni principi traditori. Essi avevano organizzato una rivolta per rovesciare il governatore e prenderne il posto Ma ecco, signori, attenzione: questo Michele Abasvili, il piccolo erede. lui il protagonista di questa storia: non dimenticatelo

PRIMO CANTORE - E per la prima volta, in quel giorno di Pasqua, il popolo vide lerede. Non era mai solo, in apparenza: una balia e due dottori lo seguivano continuamente. Tutti lo riverirono, perfino il potente principe Kazbeki, che era a capo della rivolta contro Georgi Abasvili, si inchin sulla soglia della chiesa.

PRINCIPE KAZBEKI - Buona Pasqua, Natella Abasvili! Questa una buona notizia, dopo tante notizie cattive. Cosa si sa della guerra? Ritirata strategica, ho sentito dire. Be, piccole contrariet ce ne sono sempre. Una volta va bene e una volta non tanto. Cos la guerra. Non ha molta importanza, eh? Come sta il piccolo Michele? Come sta il mio piccolo Michele?

SECONDO CANTORE - (parla contemporaneamente a Kazbeki) Il principe Kazbeki sa bene come vanno le cose, ed molto impaziente: aspetta i suoi alleati da un momento allaltro

CAVALIERE - Porto notizie dalla guerra per il governatore.

PRINCIPE KAZBEKI - Sua eccellenza non desidera essere importunato con rapporti militari dopo il servizio divino, segnatamente se i tuoi messaggi sono, come suppongo, di carattere deprimente. Va alla cucina, amico, e fatti dare qualcosa da mangiare.

SCENA 2

Il fiume delle lavandaie

PRIMO CANTORE - La citt calma, sul sagrato i colombi si pavoneggiano. Un soldato della guardia di palazzo scherza con una sguattera che risale dal fiume con un fagotto in mano

GRUSCIA - Vergognati, soldato, startene l ad aspettare che qualcuno arrivi e si scopra per il troppo caldo. E magari con un compare tuo pari. Vergognati, vergognati.

SCENA 3

La rivolta a palazzo

PRIMO CANTORE - La citt calma, ma perch ci sono uomini armati? Il palazzo del governo tranquillo, ma perch ha laspetto di una fortezza?

CONGIURATO - Congiura, insurrezione, uccidete il governatore. (pi volte)

PRIMO CANTORE - E il governatore torn a palazzo, e la fortezza era una trappola, e mezzogiorno non fu lora di mangiare, e mezzogiorno fu lora di morire.

SECONDO CANTORE - O cecit dei grandi, che incedono come fossero eterni, confidando sulla violenza che dura un tempo immemorabile. Ma immemorabile non eterno. E alla possibilit di cambiamento si affida la speranza del popolo! Su, Eccellenza, degnati di camminare a testa alta! Dal tuo palazzo ti seguono gli occhi di molti nemici. Non ti serve pi un architetto, un falegname baster. Non vai verso un nuovo palazzo, ma verso una piccola fossa. Guardati intorno ancora una volta, o cieco. Ti piace ci che era tuo? Tra la Messa e il pranzo di pasqua, te ne vai verso il luogo donde nessuno torna.

PRIMO CANTORE - Quando crolla la casa di un grande, molti piccoli sono schiacciati. Molti che non hanno diviso la fortuna del potente, spesso dividono la sua sfortuna. Il carro che precipita trascina le bestie da tiro grondanti sudore con s nellabisso.

SERVO 1 - Le ceste, le ceste, portatele tutte nel terzo cortile. Viveri, viveri per cinque giorni, la moglie del governatore svenuta, aiutatela, deve partire. E noi ci uccideranno, lo sappiamo gi. Gesummaria cosa succeder, in citt scorre il sangue di certo, lo so da fonte sicura. Sciocchezze, sciocchezze

SERVO 2 - C ancora tempo, prima di sera i soldati non sono ubriachi. Si sa poi se si sono gi ammutinati? La guardia di palazzo montata a cavallo, e via Ma insomma, ancora nessuno sa cosa successo?

SERVO 3 - Meliva il pescatore dice che nel cielo della capitale stata vista una cometa dalla coda rossa. un segno di sventura

SERVO 4 - Ieri, nella capitale, pare abbiano dichiarato che la guerra in Persia completamente perduta. I principi hanno preparato una grande insurrezione. Si dice che il granduca sia gi fuggito. Tutti i suoi governatori saranno giustiziati. La povera gente la lasceranno stare: ho un fratello io, nei corazzieri.

AIUTANTE - Attacca i cavalli alla carrozza grande e non startene con le mani in mano, pidocchioso!

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Nessuno si preoccupa di niente ed io non so pi dove ho la testa. Dov Michele? Mettete le casse nella carrozza. Si ha qualche notizia del governatore, soldato?

AIUTANTE - Dovete partire subito.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Si hanno notizie dalla citt?

AIUTANTE - No, finora tutto tranquillo, ma non c un minuto da perdere. Non c posto per le casse sulla carrozza. Scegliete quello che vi indispensabile.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Solo lindispensabile! Presto, aprite le casse, vi dir io cosa prendere. Quello verde. E naturalmente quello bordato di pelliccia, quello coi bottoncini di perle Gruscia, portami gli stivaletti color zafferano che sono nella mia camera da letto.

AIUTANTE - Natella Abasvili, dovete partire immediatamente! Poco fa i tessitori di tappeti in rivolta hanno impiccato il giudice Orbeliani della Corte Suprema.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - E tu, non startene qui con le mani in mano Ma guarda come mi hanno preparato queste casse Gruscia! Cosa fa Michele, dorme?

GRUSCIA - S, signora, dorme.

AIUTANTE - Devo pregarvi di far presto, Natella Abasvili. In citt si combatte.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Devo prendere il vestito dargento, costato mille piastre; e tutte le pellicce, e dov quello rosso vino?

AIUTANTE - Sono scoppiati torbidi in periferia, dobbiamo andarcene subito. Dov il bambino?

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Gruscia, prepara il bambino! Ma dove ti sei cacciata?

AIUTANTE - Forse dovremo rinunciare alla carrozza e andare a cavallo. Presto, presto!

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Gruscia, dov il bambino? Tu, cercalo. No, prima porta i vestiti nella carrozza: andare a cavallo, figurarsi, non ci penso nemmeno.

AIUTANTE - Hanno ucciso il governatore, hanno impiccato il governatore

PRINCIPE KAZBEKI - Bene, la rivolta riuscita, ora sar il nuovo governatore C un ultimo ostacolo: mi baster eliminare il moccioso, lerede di tutte le fortune del defunto Georgi Abasvili peccato labbiano messo in salvo Ne ho bisogno e in fretta. Cercatelo ovunque, a chi me lo riporta: diecimila piastre di premio!

SECONDO CANTORE - Mentre Gruscia cos stava tra porta e portone, ud o credette di udire un fievole richiamo. Il bambino la chiamava, non con vagiti, ma con parole sensate. Almeno cos le parve. Donna, diceva, aiutami. E continuava, non con vagiti ma dicendo parole assennate: sappi, donna, che chi non ode il grido daiuto ma passa con orecchi indifferenti, mai pi udr il lieve richiamo dellamato, n il grido del merlo allalba, n il sospiro di contentezza del vendemmiatore stanco al suono dellAve Maria. Ci udendo, ella torn indietro per dare un ultimo sguardo al bambino: solo per sedere con lui ancora un istante, solo finch altri venissero, forse la madre o chiunque altro, in attesa di fuggire, ch troppo grande era il pericolo, la citt piena di fiamme e di pianti.

PRIMO CANTORE - Terribile la tentazione della bont! A lungo sedette accanto al bambino, finch venne la sera, finch scese la notte. Troppo a lungo sedette, troppo a lungo guard il tenero respiro, i piccoli pugni. Finch verso mattina la tentazione la travolse ed ella si alz, si chin e, sospirando, prese il bambino e se lo port via. Come una preda lo port con s, come un ladro scivol via.

SCENA 4

La casa del vecchio malgaro

SECONDO CANTORE - Quando Gruscia Vaknadze si allontan dalla citt sulla grande strada della Georgia, sulla strada delle montagne del nord, cant una canzone e compr del latte.

GRUSCIA - Ehi, c nessuno? Ehi, voi!

VECCHIO - Chi che mi chiama?

GRUSCIA - Nonno, potrei avere una mezzina di latte?

VECCHIO - Latte? Non c latte. Le nostre capre se le son prese i signori soldati in citt. Va dai signori soldati se vuoi latte.

GRUSCIA - Un pochino di latte per un bambino? Noi si paga come principi. E quanto costa questo pochino di latte?

VECCHIO - Cinque soldi, il latte aumentato.

GRUSCIA - Cinque soldi, ma troppo caro, non possiamo permettercelo

VECCHIO - Ammazza i soldati se vuoi del latte

GRUSCIA - Cinque soldi, cinque soldi mi ha chiesto per quella goccina. la paga di mezza settimana, non possiamo permettercelo, non possiamo. (Michele piange) Nonno, nonno!

VECCHIO - Eehh!

GRUSCIA - Pagheremo. Facciamo due soldi?

VECCHIO - Facciamo quattro e non se ne parla pi.

GRUSCIA - Tenete! Ma ci pigliate per il collo, fate peccato.

VECCHIO - Tieni!

GRUSCIA - Bevi, bevi Michele. Certo che con te mi sono caricata di un bel peso Gruscia ha una propria vita, ha un soldato da qualche parte che torner, e laspetta. Dovr rinunciare a tutto, probabilmente, a causa di questo bimbo intruso, capitato tra capo e collo, mai deciso, mai voluto. Quanti Michele fabbrica il mondo e chi si deve occupare di loro? Gruscia? E quante Gruscia ogni giorno sarebbero necessarie se cos fosse? E qual il nome di tutti noi adulti, se non Gruscia Vaknadze?

SCENA 5

La casa della contadina

PRIMO CANTORE - Mentre Gruscia Vaknadze andava verso il nord, la inseguivano i corazzieri del principe Kazbeki. Come si pu a piedi nudi sfuggire ai corazzieri? Ai cani assetati di sangue, alle trappole tese? Anche di notte le danno la caccia. Glinseguitori non conoscono stanchezza. I beccai hanno il sonno breve.

GRUSCIA - Come si pu a piedi nudi sfuggire ai corazzieri? Ai cani assetati di sangue, alle trappole tese? Anche di notte le danno la caccia. Glinseguitori non conoscono stanchezza. I beccai hanno il sonno breve.

PRIMO CANTORE - Ma quando Gruscia Vaknadze arriv al fiume Sirra, la fuga si fece troppo dura per lei, troppo greve il bimbo abbandonato. La casa di un contadino sembra un miraggio, una fontana nel deserto, a chi ha freddo e fame. Caldo il fuoco, fresco il latte della fattoria.

GRUSCIA - Ora ti sei bagnato di nuovo e sai che non ho panni per cambiarti. Piccolino, dobbiamo separarci. Qui abbastanza distante dalla citt. Povero bimbo, non ce lavranno tanto con te da venirti a cercare cos lontano. Guarda, la contadina sembra cos gentile e senti che buon odor di latte! E cos addio, Michele, io dimenticher i calcetti che mi hai dato nella schiena tutta stanotte, per farmi camminare svelta. E tu dimentica di aver mangiato poco, la mia intenzione era buona. Ti avrei tenuto volentieri con me, hai un nasino cos piccolo. Ma proprio non posso, devo tornare in citt; devo tornare indietro, addio.

SECONDO CANTORE - Perch cos lieta sulla via del ritorno? Perch linnocente sorridendo ha conquistato nuovi genitori, perch mi sono liberata dellamato fardello, sono lieta. E perch cos triste? Perch vado libera e sola, mi sento triste. Come derubata, come impoverita. (azione della contadina e del soldato, Gruscia riprende il bambino)

GRUSCIA - Ancora i soldati, anche qui! E nessuno sembra disposto a correre rischi per te. Ma se nessuno vuol tenerti, ti terr io. E tu in mancanza daltri, dovrai contentarti di me. Tanto a lungo ti ho portato, e con le piaghe ai piedi, e troppo costava il latte: per questo ti voglio bene, non vorrei lasciarti pi. Getter la tua camiciola preziosa, troppo pericolosa, e ti terr avvolto in cenci, come sarebbe mio figlio. Solo con lacqua gelida del ghiacciaio ti laver e tutto dovrai accettare.

SCENA 6

Il ponte marcio

SECONDO CANTORE - Dopo ventidue giorni di marcia ai piedi del ghiacciaio dellJanga Tau, Gruscia Vaknadze decise di adottare il bambino. (stende la carta)

PRIMO CANTORE - E quando Gruscia Vaknadze, inseguita dagli sgherri, giunse alla passerella sul ghiacciaio che porta ai villaggi del pendio doriente, cantando la canzone del ponte marcio, rischi la sua e laltra vita.

MERCANTE - Ssst, mi pare di sentire qualcosa.

GRUSCIA - La passerella non poi tanto marcia. Credo che potrei provare a passarci sopra.

MERCANTE - Non mi ci proverei nemmeno se avessi il diavolo alle calcagna. Perch sarebbe un suicidio.

SOLDATO - Gruscia, Gruscia Vaknadze!

MERCANTE - Ma laggi c qualcuno che chiama. Sei forse nei pasticci? Stanno cercando te, quelli?

GRUSCIA - Bene, vi dir tutto. Sono corazzieri, mi cercano.

MERCANTE - Perch non lhai detto subito

GRUSCIA - Levati di mezzo, devo passare il ponte.

SOLDATO - Gruscia, Gruscia Vaknadze!

MERCANTE - Si avvicinano, ma non puoi passare sul ponte con il bambino. Non regge, sta certa. E guarda un po cosa c sotto.

GRUSCIA - S, ma quelli l sono peggio.

MERCANTE - Dammi il bambino, lo nasconder. Passa tu sola.

GRUSCIA - Questo no, siamo una cosa sola, noi due. Per la vita e per la morte. Fondo labisso, figlio, vedo il ponte oscillare, ma non ci dato, figlio, di scegliere o esitare. La strada chio conosco sar il tuo cammino, il mio povero pane sar il tuo solo cibo. Saran quattro bocconi e te ne dar tre parti; ma davvero non so se baster a sfamarti. (passa)

SOLDATO - Avete visto una donna con un bambino?

MERCANTE - S, eccola l: ma il ponte non regger al vostro peso.

SOLDATO - Testa di legno, me la pagherai!

SCENA 7

Lungo la strada

GRUSCIA - Non devi aver paura del vento, un povero diavolo, sai? Deve spingere le nuvole e anche lui ha quasi sempre freddo. Anche la neve non poi cos cattiva, deve coprire i piccoli abeti perch non muoiano dinverno. Ora ti canter una canzoncina, stammi a sentire: un bandito tuo padre, tua madre una puttana e luomo pi onorato sinchina davanti a te. I figli della tigre son fratelli al puledro, il piccolo serpente porta il latte alle madri.

SCENA 8

Casa di Gruscia, 6 anni dopo

GRUSCIA - Adesso, Gruscia, verranno a prendere il tuo Michele. grande: ha ormai sei anni passato il tempo delle scelte, quasi inavvertito. La vita differente, le altre possibilit sono ormai rimpianti smessi, insieme con i sogni non realizzati, le lettere non spedite, i piccoli gesti, le gentilezze immaginate ma non date, riposte nei cassetti celati della memoria. Michele ha cambiato Gruscia. cos che succede: col tempo le persone si mischiano, diventano pi somiglianti. Ora, possiamo decidere di tagliare il filo che li lega? In nome di cosa interverremo nella vita delle persone? Perch Gruscia non pu pi somigliare a Michele, e Michele deve crescere diverso da Gruscia? Noi qui siamo solo attori, le storie mica possiamo cambiarle. Ma siamo uomini, donne e possiamo cambiare almeno la vita degli uomini passato il tempo necessario, e i nati di ieri oggi sono fanciulli. Anche la guerra non pi nulla, e la storia un accidente molto vario: cambia la sorte, ritornano i vecchi potenti e il popolo mormora: vispo e vivo lerede! E per conseguenza di questo congegno ereditario la madre, ahim sconsolata, ora deve riavere suo figlio, per riavere il suo regno!

SOLDATO - Pronti, via. (preparativi per la costruzione del bambino) Noi cerchiamo da queste parti un bambino. Non avete sentito parlare di un bambino avvolto in ricchi lini, un bambino di buona famiglia, che tutta un tratto sia comparso quass dalla citt? Sei tu Gruscia?

GRUSCIA - S, sono io.

SOLDATO - tuo questo bambino?

GRUSCIA - S, mio.

SOLDATO - Non fa nulla, sia che tu menta o dica il vero, questo ragazzino viene con noi. La gente sostiene che egli sia Michele Abasvili, figlio ed erede del defunto Georgi Abasvili e Natella Abasvili, sua madre, lo sta cercando per restituirgli ci che fu di suo padre.

GRUSCIA - Strano destino quel povero figlio, un tempo lo cercavano per ucciderlo, oggi per incoronarlo e lui non sa n cosa sia la morte, n una corona Soldato, questo figlio lho nutrito dal giorno stesso che venuto al mondo, lho portato attraverso la carestia della guerra e oltre le notti di sei inverni: questo la gente lo sa e anche questo pu dire, non ti sembra abbastanza?

SOLDATO - Dobbiamo arrestarti: tu hai rapito il figlio del governatore per usurparne il trono!

PRIMO CANTORE - I soldati portano via il bambino, il bambino diletto. La sventurata li segue in citt, la citt pericolosa.

SCENA 9

Il tribunale

CANTORE - La madre carnale chiese che le fosse reso il bambino, la madre adottiva fu trascinata al giudizio. La citt ardeva davanti al seggio del giudice. Udite ora la storia del processo per il bambino del Governatore Abasvili e il riconoscimento della vera madre con la famosa prova del cerchio di gesso.

GIUDICE - Entrino le parti. Bene, la questione nota: parli ora chi accusa.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Grazie, Vostro Onore. Eccellentissima corte! I vincoli del sangue sono pi forti di tutti. Madre e figlio: quale rapporto pi stretto di questo? Eccellentissima corte! Essa lo ha concepito nella sacra estasi dellamore, lo ha portato nel suo grembo, lo ha nutrito del suo sangue, partorito con dolore.

GIUDICE - Che cosa puoi rispondere tu, a tutto quello che sta dicendo e dir la Moglie del Governatore?

GRUSCIA - mio.

GIUDICE - Tutto qui? Puoi provarlo, spero. In ogni caso ti consiglio di dirmi perch credi che io debba assegnarti il bambino.

GRUSCIA - Lho allevato secondo la miglior scienza e coscienza, gli ho sempre trovato qualcosa da mangiare. Ha quasi sempre avuto un tetto sulla testa e io ho passato ogni sorta di guai per causa sua e ho anche dovuto fare molte spese. Non ho badato ai miei comodi. Ho insegnato al bambino a essere gentile con tutti e fin dal principio gli ho insegnato a lavorare meglio che potevo: ancora piccolino.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Vostro Onore, significativo il fatto che questa donna non parli di vincoli di sangue tra lei e il bambino.

GIUDICE - Questa corte ne prende atto.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Un destino profondamente crudele, signore, mi obbliga a chiedervi di rendermi il figlio diletto. Non sta a me descrivervi le torture di un animo materno, i timori, le notti insonni, le

GIUDICE - I fatti!

MOGLIE DEL GOVERNATORE - Mi sia consentito esporre alla corte i semplici fatti. Per una disgraziata serie di circostanze, al momento della fuga precipitosa, momento di grave rischio per la nostra vita, il bambino, per un attimo, rest solo. Lei, Gruscia, una semplice sguattera del palazzo, senza figli, era presente quella mattina di Pasqua e fu vista darsi dattorno col bambino e

GRUSCIA - La padrona non pensava che ai vestiti da portar via.

MOGLIE DEL GOVERNATORE - E qualche tempo pi tardi sempre lei fu vista attraversare il ponte marcio e poco dopo comparire in un villaggio di montagna con un bambino

GIUDICE - Tu non hai un marito, un compagno: che specie di bambino , questo? un bastardello straccione, o un bambino di buona famiglia, di genitori benestanti?

GRUSCIA - un bambino qualunque.

GIUDICE - Voglio dire, aveva dei tratti raffinati fin da piccolo? stato avvolto in lino o in stracci?

GRUSCIA - Aveva il naso in mezzo alla faccia.

GIUDICE - Aveva il naso in mezzo alla faccia. Ritengo molto importante questa tua risposta. Non devi aggiungere altro? Le accuse sono pesanti nei tuoi riguardi. E capisco che lhai allevato, nutrito, difeso, ecc., ma cosa puoi garantirgli per il futuro? Non credo che il bambino sia tuo, ma se lo fosse, non vorresti che fosse ricco? Ti basterebbe niente e avrebbe immediatamente un palazzo, tanti cavalli nella stalla e tanti mendicanti sui gradini della porta e tanti soldati al suo servizio e tanti postulanti nel cortile, non vero? Coshai da rispondere, non vuoi che sia ricco? Puoi regalargli una vita di agi Ti basterebbe niente e avrebbe immediatamente un palazzo, tanti cavalli nella stalla e tanti mendicanti sui gradini della porta e tanti soldati al suo servizio, e tanti postulanti nel cortile, non vero? Coshai da rispondere, non vuoi che sia ricco? Puoi regalargli una vita di agi

SECONDO CANTORE - Ascoltate ci che Gruscia pensava ma non diceva.

GRUSCIA - Se calzasse scarpe doro, crudele sarebbe, ahim, calpesterebbe il fratello e riderebbe di me. Troppo pesa un cuor di pietra, notte e giorno nel petto, troppa fatica costa esser potente ed abietto. Della fame un giorno avr paura, non del fratello affamato. Del buio un giorno avr paura, non della luce del creato Non lo restituisco. Lho allevato io, mi conosce.

GIUDICE - Parte lesa e imputata. Questa corte ha esaminato il vostro caso e non riuscita a stabilire con certezza quale sia la vera madre di questo bambino. Nella mia veste di giudice, sono obbligato a trovare una madre per lui. Dovr fare una prova. Prendete un pezzo di gesso e disegnate un cerchio tuttintorno. Ora mettete il bambino nel centro. Parte lesa e accusata, mettetevi vicino al cerchio, tutte due. Prendete il bambino per mano, la vera madre avr la forza di tirare il bambino fuori dal cerchio, verso di s. Questo ho detto: tirate! (Gruscia non tira, vince la Moglie del Governatore)

GIUDICE - Che ti succede, non hai tirato.

GRUSCIA - Io lho cresciuto, non voglio fargli del male

GIUDICE - Avanti, non diciamo sciocchezze! Ripeteremo la prova ancora una volta e facciamola finita. Tirate! (di nuovo)

GRUSCIA - Io lho allevato, non posso fargli del male

GIUDICE - E in tal modo la corte ha chiarito qual la vera madre. Tu, Gruscia, prendi il bambino, tuo. E tu, prendi i tuoi vestiti e i gioielli, e vattene. La sentenza del cerchio di gesso questa.

PRIMO CANTORE - E voi che avete udito la storia del cerchio di gesso, meditate lopinione degli uomini antichi: ogni cosa deve appartenere a chi le si conviene, i bambini ai cuori materni, perch prosperino, i carri al buon guidatore perch siano ben guidati, la valle a chi la lavora, perch dia buoni frutti

SIPARIO

    Questo copione รจ stato visto: