Il circolo degli scacchi

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IL CIRCOLO DEGLI SCACCHI

COMMEDIA IN TRE ATTI

di

ANGELO ALFIERI

Personaggi


Eugenio:

Marta:

Aldo:

Anna:

Antonio:

Michela:

Fred:

Portinaia:

Maggie:


Ex operaio

Ex impiegata, moglie di Eugenio

Laureato, dirigente d’azienda

Moglie di Aldo, commercialista

Amico

Moglie di Antonio

Amico di tutti

Ficcanaso del condominio

La ragazza del circolo


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Varese 2014. La scena si svolge nell’abitazione del signor Eugenio al terzo piano di un condominio. L’appartamento è arredato discretamente, i proprietari non sono molto abbienti. Ci sono quattro porte delle quali una è d’ingresso. Il signor Regazzini è un ex operaio e la signora una ex impiegata. Al piano superiore abita il figlio sposato. Al pian terreno vivono gli amici di sempre mentre al piano sottostante abita Fred, un giovane disoccupato.

ATTO PRIMO

Scena prima

Èin scena Eugenio: parla ad alta voce col pubblico. Il discorso è sulla condizione

della società contemporanea. Ha tra le mani un giornale che sfoglia svogliatamente.

Eugenio: Certo che oggi come esci di casa hai già speso cinquanta euro! Solo per questo …cinquanta euro, se poi vai al mercato, non al Super… che so io… altri cinquanta euro. Compri oro non verdura e ammetti di voler mangiare un po’ di carne, quella buona e per buona intendo quella che da cotta è esattamente rimasta com’era da cruda, altri trenta euro ...Dico , per caso, vi viene voglia, badate bene dico voglia, non necessità, di togliervi qualche sfizio, allora li andiamo giù pesante! E’ uno stillicidio perbacco. Non ci possiamo permettere niente. E’ proprio vero si guadagna in lire e si compra in euro. Ad esempio, io e mia moglie non andiamo più neanche al cinema e io sono un appassionato, ai miei tempi c’era solo quello. Figuriamoci. Vi ricordate dove andavamo da giovani? All’oratorio a vedere Stanlio e Ollio , i film Western con Giovanni Vino … John Wayne … o, male che andava, a giocare alle boccette, se i più grandi te lo lasciavano fare, perché c’era il rischio che ti pestavano prima .. .vivere costava poco … ci si divertiva con poco, oggi hanno tutto e i ragazzi non escono nemmeno di casa: si mettono davanti al quel dannato coso li e … altro argomento: il computer. Noi non ce l’abbiamo nemmeno , a parte che non lo so usare .. ed è grave perché siamo in balia dei nostri figli per quel che riguarda la banca ,le bollette: ci pensano loro a … smanettare, in tutti i sensi ..essere ignoranti è brutto, no, cosa avete capito, ignoranti in informatica, come dicono oggi … potrei

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andare avanti per ore ma … (Guarda l'orologio) Sta arrivando il direttore ne parliamo dopo. Vi starete chiedendo chi è il direttore: adesso lo capirete!

Aldo: (Entra prima di recarsi al lavoro). Papà stai sempre a lamentarti o con questi o con altri… invece di star lì con le mani in mano porta giù la pattumiera, l’ho messa fuori dall’ingresso. Muoversi fa bene alle articolazioni: ti evito un’operazione alle anche, non sei contento?

Eugenio: Avete visto: ordini. Noi genitori dobbiamo obbedire... e pagare. Loro hanno studiato ,noi no e in un attimo ci fanno tacere, basta qualche parola un po’ complicata e…


Aldo:


Papà, non ti ho chiesto di andare sulla luna! Via.


Eugenio:


Vai giù tu, ti ho fatto anche le gambe! Stai già scendendo.


Aldo:                                 (Trova scuse) Sono impegnato fino ai capelli e sta arrivando Anna.

Abbiamo una riunione in ditta: è già una palla! Dobbiamo decidere per i prossimi

cinque anni: il piano aziendale capisci. Va sempre peggio! Non mi far parlare perché.

Marta: … Hai finito di blaterare? Vai giù con sta roba tu. (È entrata con il bidoncino della spazzatura). Nulla facente.

Eugenio:                        Visto? Uno che ha lavorato per quarantacinque anni non conta più

niente: ne per la moglie, ne per gli altri. Vado... scendo signora… io sono quello meno istruito, a casa mia mi hanno insegnato il dialetto, non l’inglese. Tanto per dirvene una. (Esce).

Marta: Quando viene giù l’Anna? Sono due giorni che non la vedo, per fortuna che abitate al piano di sopra altrimenti chi vi vede più!

Aldo: Mamma dai finiscila, non siamo mica bambini che vanno sorvegliati da vicino. Piuttosto vai su a farmi il letto, siamo venuti giù di corsa. (Suonano alla porta).Anna alla mattina non fa in tempo.

Anna:                               Ciao mamma. (Si baciano).Siamo già in ritardo … oggi sarà una

battaglia in azienda, vedrai Aldo. (E’ molto elegante come il marito, si atteggia da gran signora)

Marta: Ciao, stella, ti vedo un po’ sciupata... non dar retta a quello lì ti fa lavorare anche di notte… per chi poi? Son tutti magna magna!

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Anna: Abbiamo una riunione importante in ditta. Siamo in crisi... ho idea che oggi saltano un po’ di posti! Vogliono ridurre gli stipendi agli impiegati e ai dirigenti … ci mancava banche questa! … Lavoreremo gratis!

Marta: Se andiamo avanti così saltano anche le nostre pensioni altro che. (Rientra Eugenio). Tel chi che’l riva.Super sprint. Non hai incontrato nessunodisposto a sentire le tue prediche? Il tuo amico Antonio non c’era nella pattumiera?

Eugenio: Certo che tu… Si vede che mi stimi dal profondo del cuore! A quest’ora l’Antonio sarà al circolo a giocare alle bocce… Lu e la miee! Tu capisci il dialetto?(Ad Anna che annuisce). (Allude). Sai, il dialetto è la lingua dei poveri … è per questo che te lo chiedo. Devi sapere che quando il padrone andava a parlare coi dipendenti, all’epoca del Carlo cotica, parlava in italiano , perché lui era istruito e i poveri contadini arrivavano si e no alla terza elementare,capivano poco: così dovevano accettare le sue direttive … e venivano gabbati a dovere. Il dialetto serve ai padroni, anche oggi … e non è affatto vero che è il baluardo delle tradizioni popolari … perché queste tradizioni sono quelle dei poveri cristi, non fatemi parlare.

Aldo: Papà, ti prego, è mattina presto … Dai, Anna, andiamo. Mamma, se facciamo tardi ci metti su un po’ di pasta stasera? (Eugenio fa dei gesti ad hoc, Marta esce un attimo).

Eugenio: Vai in America? Se è così ti danno da mangiare sull’aereo: me lo hanno detto, io non ho mai preso l’aereo. Non vado a Sharme a bagnare i piedi…

Vado a Rivabella (come a dire, hai visto come siamo messi. Escono tutti e rimane Eugenio, sfogliando il giornale capita sulla pagina delle parole crociate). Neanche icruciverba so fare…. Morì in un’isola sarda... fra un po’ muoio io qui. Vi stavo

dicendo che non sono più i tempi in cui si poteva spendere e spandere . Basta un quid e la pensione è bella che finita, non riesco a mettere via neanche una lira …lira… ghe ne pù de franc. (Suona il campanello, entra Fred). Tello qui il lavoratore accanito...

hai già finito la giornata prima di cominciare? Hai già fatto il giro degli appartamenti? Le donne ti hanno già benedetto? (fa il segno delle bastonate).

Fred: (Fred è in perenne ricerca di lavoro, non ha mai niente da fare è mantenuto dalla madre). Tua moglie è un tipo! A momenti mi butta giù dalle scale.Dove andava a tutta birra? Per fortuna la ringhiera è alta!

Eugenio: Che cosa ti devo dire ,si precipita giù come una furia! Si trovano tra di loro per sparlare dei mariti. Va da quella betonica della portinaia. Beato te che non hai moglie!

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Fred:


Ho le galline però: mi danno da fare un sacco, cosa credi.


Eugenio:

fanno?


In tutti questi anni non ho mai visto un uovo. Le tue galline non li


Fred:


Li fanno e belli grossi, tranne che c’è il pulcino dentro.


Eugenio:


(Ride). Hai provato a levare il gallo…magari è meglio.


Fred:


Non ho mai pensato… sarà lui?


Eugenio:                        Tu pensi poco! (Non capisce se finge oppure no, piomba in casa

la moglie). Con le galline guadagni poco, devi darti da fare, vai in qualche azienda,prima o poi trovi …

Marta: Eccoli qui i grandi lavoratori. United corporation. Quando mi vedi sulle scale lasciami passare, per favore. Imprenditore da strapazzo.


Eugenio:


Beh? Hai perso il giro a briscola! La purtinara l’è in sciopero?


Marta: Smettila. (Lo dice al marito). Butta fuori questo furbone qui, arriva la Michela... su… su.

Eugenio:                         Emh! Fred, sei sicuro di aver chiuso il pollaio? Ti conviene andare


a vedere … (Ammicca).

Fred: (Ci pensa un attimo finge di acconsentire). Hai ragione, mi hai messo un dubbio. Se mi scappano in strada non le prendo più! (Esce).

Marta: Che intelligenza! … È sempre qui tra i piedi. Cosa avrai da dire a quello li lo sai solo tu! Pagliaccio che non sei altro!


Eugenio:


Non ha niente da fare... e viene qui.


Marta:                               Non ha mai fatto niente il pollaiolo lì. Mettiamo un po’ in ordine,


sembra la casa degli zingari. Quando leggi il giornale sembra che è passato Attila. Mi sa che non sei capace di leggere! Dico, Non hai niente da fare? Fai le parole incrociate almeno tiri mezzogiorno! Spolvera i mobili, fai qualcosa no! Bighellonatore!

Eugenio:                        Chi è ‘sto Attila, il figlio scemo di qualche tua amica del Bridge.

Non sai neppure dare le carte. Gioca a ruba mazzetto che è meglio, saputella: quando viene qui la Michi non capisci più niente, sembra che viene la regina Taitù.

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Marta:                              Smettila, non è giornata. (È un po’ arrabbiata, ma non si sa

perché, apre il mobile bar). Non c’è mai niente, ti bevi tutto, tutto... dov’è lo sherry?


Eugenio:


E compra la grappa, porca miseria! Fai la snob!


Marta:                              Snob o no tu sbevazzi che è un piacere. Daccene un taglio, te e


quel ciula lì. C’era anche del cognac … se ti becco con un bicchierino ti condanno ai lavori forzati!


Eugenio:


Deve andare avanti tanto ‘sta storia? (Suonano alla porta).


Michela:


Ciao, bell’uomo.


Marta:                               Dagli corda, già crede di essere Apollodoro. Se poi lo fomenti ci


crede davvero. Ridi, ridi, guarda che ti vedo… pistola… Oh, da quando è in pensione

èdiventato una cosa… (Lascia in sospeso la frase). Trovati un lavoro socialmente utile … utile per me … almeno non stai tra le ostriche tutto il giorno …

Michela:                         Perché cosa fa? Non esce mai di casa questo pover uomo.

(Eugenio fa la vittima).

Marta: Per forza vengono gli altri a trovarlo. Dì a tuo marito di venire più spesso... almeno non tiene il comizio tutto il giorno.


Eugenio:

Michi?


Che comizio, furbacchiona… lei mi attacca per difendersi, capito


Marta:


Da chi… finisci il discorso una buona volta.


Michela:                         Perché non ti iscrivi anche tu al circolo degli scacchi? L’Antonio


va tutte le settimane, incontra gente nuova, è un bel passatempo. Torna a casa tutto contento … è importante alla vostra età … perché, quando calano certi desideri bisogna sopperire con … altro!

Eugenio:                         Se lo viene a sapere il dottore.(Indica il piano di sopra dove abita

il figlio). Si mette a ridere: dice che sono inadeguato! La cultura non fa per isettantenni: siamo condannati a vedere le partite di pallone… se ti viene in mente di leggere un libro te lo deve dare lui o lei perché dev’essere impegnato… Robin Hood non va bene! Bisogna crescere. A me piacciono i libri di Salgari, nei mari del sud.

Marta: Mi sembri già cresciutello. È la testa che… Hai sentito Michela è già partito col comizio... ho sentito più prediche io che tutti gli italiani messi insieme credimi.

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Michela:

Marta.


Eugenio, lo sappiamo che sei un politico mancato. Ha ragione


Marta:                               Lo vedi, lo vedi… Va giù che arriva quello dell’acqua minerale!


Aiutalo con le casse che è vecchio.

Eugenio: C’è proprio bisogno di bere acqua minerale, quella del rubinetto non va bene? Poi si lamenta che la pensione non è mai abbastanza.


Marta:

(Entra Antonio).


Taci… io voglio l’acqua minerale e basta. Tello qui lo scacchista!


Antonio:


(Alla moglie). Tu sparisci sempre quando ho bisogno.


Marta:


È arrivato quell’altro predicatore. Guarda che bella coppia.


Michela:

Luna … inetto!


Oh! Quando gli chiedi un favore sembra che deve andare sulla


Eugenio:                         Caro Antonio, le nostre mogli ci amano alla follia... andiamo giù


che arriva l’acquedotto. (Le due donne rimangono sole).

Marta: Non possiamo mai parlare delle nostre cose … sono sempre tra i piedi. Cosa mi stavi dicendo della morosa di tuo figlio? Dici che non sta bene? L’ho incrociata sulle scale: zufolava tutta contenta, fortunatamente non mi ha vista.

Michela: Ah si, zufolava? Dice che ha dei disturbi, chi lo sa, ha detto il nome... ma non ho capito...

Marta:                              Noi siamo indietro, i nostri figli ne sanno una più del diavolo.

Oggi i miei sono andati con le pive nel sacco... c’è la crisi, dicono che ci sono in vista dei licenziamenti, speriamo che trovino delle soluzioni.

Michela: Fortunatamente il mio è un dipendente pubblico, sono abbastanza tranquilla… lo sai che il matrimonio costa 50000 euro, li devo tirare fuori io, cosa credi! Non poteva aspettare un altro po’? No, si vuole sposare entro la primavera.

Marta: Osti 50000 euro, è una bella somma… Del resto non si può arredargli la casa con della robaccia che si sfascia all’arrivo del primo bambino. Il tuo, i soldi ce li avrà... lei è una professoressa, via. Mollerà un po’ di grano!

Michela: Magari! Quando viene su da noi sembra la regina d’Inghilterra. Ha una puzza sotto il naso... Bisogna stare attenti a quello che si dice sennò ti riprende subito, ha una parlantina, una ganassa…parla sempre lei, l’Antonio se solo si azzarda

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ad aprir bocca lo mette in ginocchio ..lei è antico, la ghe dis, parla in latino,dice un sacco di parole , fa apposta a metterci in difficoltà, devi vederla.

Marta: L’ho vista… non mi saluta nemmeno. Io faccio finta di niente e morta li… Io non li capisco, è vero hanno studiato, fanno mestieri che noi ci sognavamo. Però non si ricordano chi ha pagato gli studi. Mostrare un po’ di attaccamento ai genitori, non so... Insomma, non dico tanto ma,qualche volta, alla domenica, invitateci a pranzo, fate vedere che contiamo qualche cosa … ci vuole poco, invece niente, pensano solo a prendere e basta … in fin dei conti noi siamo contenti se ci dedicano un po’ d’attenzioni.

Michela:                         Macché pranzo… mangiano solo panini. Non sanno cucinare.Ci

hanno invitato l’altro giorno … a casa di lei … devi vedere che cosa mi fatto mangiare … roba giapponese ... lasciamo perdere che è meglio. Anche i suoi si sono lamentati per quelle porcate li. Mi hanno dato un foglietto di plastica con del riso dentro. Sto a casa mia, una fetta di Gorgonzola e via. Il bello è che i suoi brontolano ma poi gli lasciano fare tutto quello che vogliono. Sono due tipi!Altezzosi ... devi vedere la madre, tutta ingioiellata: per me li noleggia quei cosi li, per farsi vedere che possono … tiri fuori un po’ di soldi porca miseria … (c’è in lei un certo rancore).

Marta: A si, non lo sapevo, non li ho mai visti, comunque è vero, fanno venire gli amici a cena e vanno a cumprà la pizza. Non hanno tempo di spadellare … Mah! (Rientrano gli uomini). Ti ricordi quando venivano i nostri fidanzati … ho detto una parolaccia porca miseria…Quei due qui insomma, stavamo li ore a preparare il pitanzino … siamo sicure che valeva la pena, quanto tempo perso ...


Eugenio:

starle dietro …


Bella. Quella ragazza lì chi è? Una nuova inquilina … bisogna


Antonio: Non lo so. Per me le donne sono un vago ricordo caro Eugenio. Mi sono buttato negli scacchi … (Lo dice appoggiando un braccio sulle spalle di Eugenio mostrando così tutto il suo sconforto).

Marta:                              Ecco cosa hanno in mente: le donne! Non vedi che stai a pezzi...

cucù… hai portato su le bottiglie. Non si è ricordato. Adesso scendi di nuovo.


Antonio:


Sono qui fuori, pettegola te e lei! Non fate altro che dire fesserie.


Michela:                         Vado perché devo fare la comunione domani. (Mostra i pugni al


marito). A dopo, cara. (I mariti fanno la riverenza).Te lo giuro stai attento a quelloche fai se no…

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Eugenio:


Antonio, dammi qualche rudimento di scacchi.


Marta:


Oh signuur… vado in camera a fare i letti.


Eugenio:                        Va, va... prendo la scacchiera. (Non la trova, cerca ancora). È


sempre stata qui... sono anni che non l’adopero, mah. Tu da quanto tempo giochi?

Antonio: Da un po’ di mesi! Non ho ancora afferrato bene il concetto di apertura. La fanno lunga… il Re la Regina… io vado la perché c’è una bella bambolona. Devi vederla... quando arriva c’è il panico… ha di quelle forme. (Batte la testa contro il muro). Si ammazzano per averla vicino. Io faccio il superiore fu fintade nient… e lei si siede lì vicino ostrega. Il cuore impazzisce, qualche giorno resto li,resto lì… Il problema è che non so più cosa faccio, muovo i pezzi alla carlona. Il maestro mi ha detto che se non imparo entro un mese mi butta fuori dal corso! (Ridacchia).

Eugenio: Vengo li anch’io. Che linea prendi… chissà mai, oh! Almeno non la sento per un paio d’ore. È diventata di un arrogante, lo fa anche davanti alla gente. Mi fa fare di quelle figure. Prima ha scoperto che è finito lo sherry... stasera me la fa pagare. Continua su e giù dal letto. Non dorme mai ostrega!

Antonio:                        Anche la mia... mi sa che si sono messe d’accordo.

Marta: (Rientra). Finito il congresso di Yalta? (Si reca nell’altra stanza con delle lenzuola etc. riesce senza niente in mano). Fannulloni.(Eugenio fa il gesto avanti e indietro).

Eugenio: Visto? Lavora solo lei, naturalmente i lavori pesanti li fa fare a me. Perché non voglio scendere… perché viene giù da voi venti volte al giorno. Quello va bene... accidenti fa tre piani... fanne quattro e sei in cantina. (Suonano alla porta).


Eugenio:


Avanti! (Entra la portinaia, rientra anche Marta).


Marta:


Li porti via tutti e due!


Portinaia:


Signor Regazzini! (Sorride).


Eugenio:


Sono io.


Portinaia: Lo so…C’è una comunicazione per lei, l’ha portata il messo del comune. (Gli consegna una lettera).

Eugenio: Che cos’è ‘sta roba! (Nel frattempo Marta ha fatto uscire la portinaia dopo aver parlottato con lei. Eugenio apre la busta). Sarà di tuo figlio,

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prende tante di quelle multe… e le portano qui perché non c’è mai. Sarà stata la tua amica qui... vada su al terzo piano… quelli la gli hanno detto di no e intanto lei viene a sapere tutte la palle degli altri … mi domando a cosa serve la cassetta delle lettere? Fa di tutto per curiosare. Bestia, quattrocento euro di multa. A ruolo tra l’altro!

Marta: Devo bestemmiare o che cosa! Perché mi sono confessata! Perché! Cerchiamo di capire.

Eugenio:                        Recapitata a mano causa non rintracciabilità del contribuente.

Contravvenzione elevata nel marzo 2009. Non l’ha pagata… inadempienza, divieto di sosta, via Rubattino. Dov’è, Milano o Segrate? Tanto chi se ne frega non la paga mica lui.

Antonio:                        Si sarà dimenticato, non essere troppo severo.

Marta: Non lo critico… lo ammazzo e basta. Stasera quando torna gliela facciamo trovare sotto il piatto! Una bella letterina di Natale. Altro che Seychelles. Questa volta la paga lui.


Antonio:

sorpresa.


Vado giù dalla Michela. Magari è arrivata anche a noi una bella


Eugenio: È colpa tua, sei stata tu... l’hai viziato fino al… Povero Al di qua, povero Al di là . e ma stavolta non la passa liscia.


Antonio:


Chi è sto Al?


Marta:


Quel pirla di mio figlio.


Antonio:


Vado: qui no è aria (Lo dice al pubblico).


Fred: (Entra in quella, incrocia Antonio sulla porta). Buongiorno signor Antonio,vengo adesso da casa sua.


Antonio:


Cosa ci facevi a casa mia, il cretino con mia moglie?


Fred:


Sì, sì, a momenti mi bastona tutto. Le ho portato delle uova.


Marta:


A lei sì e a me no. Grazie. Hai sentito, Eu?


Eugenio:

un’ostrega!


Non sono buone, hanno il pulcino. Questo qui non capisce


Fred:


Le ho comprate al mercato.


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Antonio: Sono io che ho perso qualche passaggio o quest’chi le matt.Vado giù a capirci qualcosa. Ciao a domani. (Esce).

Fred:                                 Cosa ho fatto di male? Mi ha chiesto un regalino, Michi dice

sempre: vieni qui senza niente e io …

Eugenio:                        Fred, vai a quel paese. Non si fanno queste cose… trovati una

bella figliola e piantala di girovagare per il quartiere. Guarda che prima o poi ti portano via gli zingari. Ti prendono ti buttano dentro una Mercedes di quelle che hanno loro di cent’anni fa e via: ciao Fred.

Marta: Non lo spaventare. Non ti porta via nessuno, Fred. Adesso vai a casa che la tua mamma sarà in pensiero.

Fred: Lo sapete che ho trovato un lavoro? Io so fare il giardiniere, la signora che sta in fondo alla via, quella che ha la villona, mi ha chiamato!

Marta:                               Bene, era ora. (Fred esce). Perbacco almeno non viene qui tutto il

santo giorno. Fai un po’ vedere la multa. (La studia attentamente). Hai visto dove l’ha presa? Invece di andare in ufficio dove va? Via Rubattino giovedì ore 10.30, Marzo 2009 euro trentatre, mora 370 euro. È un genio! “Vigliacca la purtinara “ stavolta la paga. (Eugenio apre la porta d’ingresso e guarda fuori). Cosa fai? E’ un modo do dire no! Al capiss mai nagott!

Eugenio: Siamo già qui coi soldi contati e lui si permette di non pagare in tempo. adesso viene a piangere. Non li ho… che qui, che là. Anche questo mese, cara Marta, te lo scordi il paletot… Vai in giro con la sottoveste. Già gli abbiamo pagato l’assicurazione della macchina e il riscaldamento. Abbiamo lavorato tutta la vita per ridurci a pagare le bollette dei laureati. Non credere… non è solo lui che fa queste cose.

Marta:                              Adesso non incominciare con le prediche perché te me la fe girà.

(Sbatte il foglio sul tavolo, capisce che deve rinunciare a qualcosa di già programmato, va in camera). Miseriaccia cane!

Eugenio: Lascia che arrivi… gliela faccio passare la voglia di fare il menefreghista… no, meglio di no, ci penso io, Marta, non gli dire niente. (Esce)

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Scena seconda

Il mattino dopo

Sono già in scena Marta e Eugenio, arrivano Aldo e Anna stanno parlottando

sommessamente.

Aldo:                                Anna, dai … alle Maldive … poi , siamo già andati. Non c’è

molto da vedere. Andiamo a Bali, è vero che sono 3500 euro, però oh, vuoi mettere!

Anna: Vedremo. La mia collega va in Australia, si vede che le piacciono i canguri. La Marisa va in India,mi ha detto se andiamo insieme ma io non mi fido del mangiare : gli Ottavio sono venuti a casa con una strana malattia … andiamo a Bali:

èmeglio, il clima è più salubre.(Aldo fa un gesto per dire “lo sto dicendo”).


Eugenio:

altro!


Si vede che loro non hanno multe da pagare, si possono permettere


Aldo:


Papà, non ti capisco.


Eugenio:


Ci sono molte cose che non capisci!


Aldo:


Cosa vuoi dire! Non mi far stare in pensiero.


Marta:

in mente i suoi.


Te capì, lui sta in pensiero. E tu che credevi che tuo figlio non ha


Anna:                               Cos’è la giornata dei misteri eleusini? Se avete qualcosa da dire:

fuori. A me non piace la gente che tergiversa!

Eugenio:

No, figurati, cosa vuoi che abbiamo da dire. Due poveri pensionati

indietro di cottura.

Anna:

Ancora con questa storia! Basta!

Marta:

Dai, Eugenio, ‘sta storia... non sei il solo ad essere un asino!

Aldo:

Bene, ho capito. Noi andiamo a prenotare il viaggio. Sarà una

giornata di fuoco anche oggi, vedrai Anna. Mamma, mi metti su un piatto di pasta stasera? (Escono)

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Marta: Sul cò! Stasera non glielo faccio. Mi do malata: bronchite! (Suona il campanello. Entra Antonio con una scacchiera).


Antonio:

dei pezzi.


Dai che ti do lezioni. Prima però mi devo ricordare la disposizione


Marta:


Oh, signur, mi conviene filare. Tua moglie c’è?


Antonio:                         È uscita con il figlio. Sarà andata a buttar via un po’ di soldi.


Quello lì costa più in scarpe che in mangiare ! Le divora le scarpe: si vede che ha i piedi deformi. Adesso poi che si sposa...chissà come le vuole! D’oro! La finiremo di spendere soldi per questi figli o no? Quando diventano grandi? A cento anni?

Marta:                              Caro, Antonio, ognuno ha le sue rogne. Te ne accorgerai! Il bello

comincia dopo il matrimonio. Vado dalla sarta, va, tu porta su l’acqua. (Esce).

Eugenio:                        Va giù lei… mi fa scendere apposta… vuole vedermi infermo.

Antonio: Dai, mettiamo giù ‘ste cose, almeno impari. Così, quando vieni là a vedere la bambolona, non ti incanti subito. (Tentano di giocare). Gliel’hai detto della multa.

Eugenio:                        No, gli voglio fare una bella sorpresa. Sono andati a prenotare:

vanno a Bali, te capì. Lascia fare a me.

Antonio:                        Non essere troppo severo. Dai che giochiamo: allora il bianco. (Si

alza una musichetta per un minuto, nel quale i due cercano di giocare, si possono inserire gag a volontà. Alla fine). Hai capito?

Eugenio: Oh! Non imparerò mai, tu sei bravo. (Non è vero, Antonio non sa fare nulla). Hai imparato in fretta nonostante la bambolona che ti sconvolge.

Antonio:                         Ah, sì. Non mi lascio abbindolare del tutto… figurati se lo viene a

sapere la Michi! Mi solleva da terra. Non è che ci sia sotto qualcosa, ma sai le voci maligne… (Tergiversa). Mi ha detto di uscire con lei. L’iniziativa la prendono loro. Io sono come paralizzato, gli dico di sì ma … aiutami ti prego sennò finisco sul lastrico.

Eugenio: È così grave il rapporto con tua moglie? Pensavo di essere il solo nel condominio. Bisogna stare attenti, qui tutti sanno tutto di tutti, ma nessuno ti saluta quando ti vede. C’è quella del sesto piano poi… tutte le volte che la incroci fa finta di niente, fa finta di cercare qualcosa nella borsa, tossisce come un cane e si gira dall’altra parte.

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Antonio: Chi? La sciura Maggioni? Lasciala perdere, è meglio… una volta ha fatto finta di niente e mi è saltata addosso. Si è allungata tutta, mi ha buttato contro la parete dell’ascensore, devi vedere che roba! Mi sono perfino spaventato, credevo che stesse male … invece … (ha mimato la scena).

Eugenio: A te? La Maggioni? Ti salta addosso, vorrà dire che mi farò trovare in ascensore quando… la curo.


Antonio:


Ma cosa dici? Non ti mettere in testa pirlate.


Eugenio:


Non mi dire, non sarà mica vero. (Antonio annuisce). Tu e lei…


Marta: (Entra). Eccoli, i grandi intellettuali, vi siete buttati negli scacchi? (Dà un’occhiata). Almeno‘sti pezzi metteteli giù bene… avete la scacchiera alcontrario… ma va là, va là… la mania della fotografia è già finita? Quindici giorni per attività e …sono già tanti! Guarda questa lettera dell’agenzia delle entrate, sarà del professore: altra gabbole!

Eugenio: (Apre la lettera). Dichiarazione del 2012 errata. Indovina di chi è? Eugenio Regazzini. Nemmeno la dichiarazione son capaci di fare. Questa qui è lei, la saputella. In sostanza, devo allo stato 850 euro … eh, bisognerà fare il ricorso!

Marta:                              Lo faccio correre io … lascia che arrivi … ce li da lui, semplice:

chi sbaglia paga. Del 2012? Arriva adesso? Che gabbole combinano! Fammi vedere?


Antonio:


Quando sono qui, sarà un caso, ma vi arrivano delle belle sorprese.


Eugenio:


Mena gram… Non sarai mica te!


Marta:


Non è lui!


Antonio:


Vado, altrimenti mi bastona.


Marta:                              Farebbe bene, te compreso. (Al marito, Antonio esce. Marta


sistema la spesa, sbriga alcune cose e si mette a leggere la rivista che ha comprato Eugenio la segue dappertutto).

Eugenio:                        Da quando hai imparato a leggere?(La guarda per un attimo,

scuote la testa in segno di superiorità, si mette al tavolo e guarda la scacchiera di traverso, poi la rigira). Mah! (Suonano alla porta, è Fred).

Fred:                                 Buon giorno signori. (Marta rivolge lo sguardo al cielo). Vi ho

portato dell’insalata.

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Marta:                              Se lo sapevo non la compravo.

Eugenio:                        Adesso fai l’ortolano?

Fred:                                 No, era lì sulla porta e l’ho presa.

Marta: (Và in cucina, l’insalata è la sua, l’ha persa sul pianerottolo). È mia, pistola! Dammi qui, coldiretti.


Eugenio: Fred, senti, è quel nome lì inglese?


un po’ che te lo volevo dire… perché ti hanno dato


Fred: Sono stati il medico e la levatrice, quando sono nato stava cantando Fred Bongusto alla radio e allora …

Marta:                               Pensa se cantavano i Pink Floyd. ( Arrivano Anna e Aldo).Siete


già indietro? Che velocità, non c’era nessuno in agenzia? E con quello che costa … chi vuoi che vada in ferie .(Lo dice tra se, va in camera).

Anna: Buongiorno, signor suocero, buongiorno Freddy, ho appena visto tua madre, ha una bella cera…

Fred: Sì sì, sta bene. E’contenta perché faccio il giardiniere qui in fondo alla via. Beh, allora vado magari ci vediamo domani (esce).


Aldo:


Anna, io vado su. Mamma, non fare niente per noi.


Marta:

nemmeno.


(Dall’interno della camera). Stai tranquillo, non ci penso


Aldo:


È arrabbiata, papà?


Eugenio:

di voi due?


Perché dev’essere arrabbiata? Non c’è motivo. Anna, chi fa il 730


Anna:                               Io, è ovvio! Perché hai bisogno di qualche consiglio? Lo sai che è

gratuito. (Anna è un po’ arrogante, crede che tutto quello che fa per i suoceri sia una grazia che elargisce).


Eugenio:


Gratis? Speriamo! Tu sei sicura che sono giusti i conti?


Anna:


Ci mancherebbe! Non è il primo anno che li faccio.


Eugenio:


Quindi non mi devo preoccupare.


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Aldo:                                Cosa dici? Dai, Anna, andiamo su altrimenti facciamo tardi .

Stasera andiamo al Cucchiaio d'argento, è un posto di lusso.


Eugenio:


Anche noi, sono quarant’anni che andiamo li!


Aldo:


Dove andate?


Eugenio:


Ristorante Della Casa!


Aldo:


Perché non venite con noi?


Anna:                                Dai Aldo ci sono quei rompi dei Ferretto. Sono noiosi di per se,


figurati con degli anziani. (Marta rientra). Lei ci racconterà le sue avventure di quest'estate e quant’altro, chissà che roba! Loro sarebbero come pesci fuor'd'acqua.


Marta:


Certo portarsi dietro la Baggina è poco conveniente!


Eugenio:

anni.


Aldo … Sei sicuro di non aver preso qualche multa te,in questi


Aldo: In questi anni? Papà cosa dici: io non ho mai preso una multa in vita mia dopo venti anni di guida!


Eugenio:


Hai visto? (Prende la lettera). Guarda qui!


Aldo:


Ehm! Via Rubattino 2009... ma è un giorno lavorativo per giunta.


Anna:


Fai un po’ vedere? (Non sa cosa dire). Non l'hai pagata!


Aldo:


Non è mia!


Marta:


Qui c'è la tua targa però, avrai prestato la macchina a qualcuno.


Anna:

chiama? Dov'è?


Aldo, mi devi spiegare qualcosa. Cosa facevi in via... come si


Marta:


A Milan.


Anna:


Forse sei andato per la ditta.


Aldo:

dell’ azienda.


(Si tradisce da solo). Quando maiAnna ,quando esco uso l’auto


Eugenio:


(Comincia a capire). Beh, comunque la devi pagare subito.


Anna:                               Lo sapevo… addio settimana balinese. Abbiamo già prenotato,


400 euro. Andiamo sù dai. (Lascia la lettera sul tavolo).

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Eugenio:                        La lasci qui. (Anna si volta di scatto e la infila nella borsetta. È

molto arrabbiata, escono).Hai visto,fa finta di niente … la lascia qui, poi non siricorda più … e la paghiamo noi …

Marta: Hai fatto bene a fargliela prendere, non è giusto che dobbiamo pagare sempre noi. Vado giù un attimo dalla Michi.


Eugenio:


Cos'è la ventesima volta oggi?


Marta: Mi conti le uscite? (Esce, poco dopo entra Fred, ha in mano un mazzo di fiori per Michela).

Fred:                                Ero giù dabbasso : Eugenio, fammi un favore porta tu questi fiori


alla Michi, altrimenti il marito si mette in testa chissà che cosa. Me li ha ordinati lei, sono per la fidanzata del figlio che fa gli anni non so bene.


Eugenio:


Mettili lì, glieli do io. (Nel frattempo, Fred ha visto la scacchiera).


Fred:


Giochi a scacchi, Eu?


Eugenio: Ma no è l'Antonio che mi sta insegnando le prime mosse, va ad un corso. Al capis nagott!

Fred: Ti insegno io, nel 2005 sono stato campione italiano , non lo sa nessuno è successo prima che venissi ad abitare qui.

Eugenio:                        Cosa dici, non sarà mica vero? Fammi vedere? (Dispongono la


scacchiera e cominciano, parte un sottofondo di musica per un minuto. Eugenio si meraviglia. Fred è veramente bravo, si possono fare gag a volontà).Porca miseria!Hai capito il Fred! Adesso quando viene su quel pisquano vedi che scacco. Lui crede di essere bravo. Scacco del barbiere… tre mosse e zac, che ridere! Senti, vieni qui in un altro momento, adesso devo scappare. (Escono tutti e due).

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Scena terza

Il mattino dopo

Eugenio: Vedi di calmarti perché dormire con te è diventato un inferno. Passi la notte a scorrazzare per casa. Pensi al tuo amante?

Marta:                              Finiscila di rompere. Non vedi cosa succede? La multa…

ottocento euro di tasse da restituire. Tutta colpa di quella saputella… per fortuna che

èuna commercialista. Cerca di essere più determinato, fallo spaventare, digli che gli tagliamo i fondi … Lassa che la vegn giò. Che ore sono? La riva. (Suonano alla porta). Faranno finta di niente come al solito!


Anna:


Ciao, mamma. Dormito bene?


Aldo:


Hai una faccia!


Eugenio: Per forza la notte è diventata una manovra militare. “Italiani , se le vostre notti sono bianche ricordatevi che è colpa delle tasse”!

Aldo: È partita la campagna elettorale! Mamma, ti lascio qui la multa pagamela tu, dopo ti do i soldi: non posso più usare il bancomat, ho raggiunto il Plafon questo mese.


Eugenio:

quello!


Come volevasi dimostrare. Non hai il libretto degli assegni? Usa


Aldo:


Papà, il libretto degli assegni non ce l’ha più nessuno …


Marta:


Avete passato una bella serata?


Anna: Bella e cara, dai andiamo. (Dal cappotto di Aldo cade un foglietto, nessuno se ne accorge, escono).

Marta:                              Te capii! (Sta per pulire il pavimento, raccoglie il foglietto). Tu


che ci vedi bene, guarda che cos’è!... Guardati allo specchio mi sembri… non vedi come sei conciato,… Marlon Brando! Certo che sei diventato vecchio ,me ne accorgo adesso. (Eugenio è con la giacca del pigiama, ha i capelli arruffati).

Eugenio:                        Tu invece sei giovane e fresca, sei una giovincella .. frescona. È il

conto del ristorante, 250 euro… io questa multa non gliela pago… no! no! Questo

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non è un comportamento da tenere coi genitori. Tutti possiamo sbagliare; questa però

ètrascuratezza, è indice di menefreghismo, non sanno assumersi le proprie responsabilità . 250 euro … di cena ... avrà pagato lui: è colpa tua! Ho addosso una rabbia che … se mi viene sottomano adesso lo strozzo …


Marta:


Lo sapevo che lo dicevi. Sempre colpa di qualcun altro, ma tua


mai!


Eugenio:


Paghiamo per la nostra ignoranza genitoriale. Bisognava


sensibilizzarlo prima ,adesso è troppo tardi, cara la mia consorte nottambula … cambiamo discorso: oggi vado coll’Antonio a scacchi. (Fa dei gesti per indicare la

bambolona , nel frattempo si è sistemato per uscire). Non mi dare ordini perché sonovia fino a mezzogiorno. Se viene qualcuno… digli che sono in riunione.

Marta: Riunione di che cosa, dei deficienti.(Lo osserva mentre si mette il golf, la giacca, etc). Non hai dormito bene, ma sei bello pimpante. Cosa hai in mente,

Casanova? (Eugenio si volta di scatto, pensa di essere stato scoperto anche nelle intenzioni).

Eugenio:                        Parla chiaro, sonnambula. Hai parlato con la Michela di qualche

pirlata di quello là. “Non ti curar di loro” (Esce).

Marta: (Scuote la testa, si accorge dei fiori). Settan’anni buttati via... Ah! Vuoi vedere che ha davvero l’amante ! Sicuramente non sono per me… quando mai… gli ultimi fiori che mi ha regalato sono quelli del bouquet di nozze! Non sa nemmeno che esistono i fiori! Lassa che’l riva il dongiovanni poi lo cartello per bene! (Pensa un attimo).Vado alla scoperta del misfatto. (Esce).

Verso mezzogiorno

Eugenio:                        Bestia che giornata, entusiasmante. Certo che ci sono in giro di

quelle donne! Dee… sarà che sono un appassionato di femmine, ma oh! Non dici niente, per forza hai perso la favella a furia di dire scemate. Con quelle donne lì non bisogna parlare per niente. Taci no … ci pensano loro. (Antonio si è seduto).

Antonio: Cosa sei venuto lì a fare oggi al circolo? A rompere… avevo messo giù le trappole. Ci stava cascando per benino…

Eugenio:                        Macché trappole volpe, le donne le devi affascinare, devi stare sul

vago: mi chi, mi là… hai sentito quando le ho detto della Marilyn Monroe. Ha detto “vengo subito a casa tua, fammi vedere le foto”.(Si guarda attorno, va nelle stanze). Le ho detto che sono single!


Antonio:

sentiamo l’Otello!


Lascia che lo viene a sapere quell’altra single, poi in via Manzoni


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Eugenio: Tu piuttosto sei a rischio, non hai visto che c’era la cugina della portinaia. Va al circolo a fare le pulizie. Ti ha visto che facevi il galletto. Io, come l’ho notata sunt stai schisc...valaa!

Antonio:                        Che bei fiori. (Eugenio ha un sussulto, si è dimenticato di darli a

Michela). Strano, tu che fai un presente alla consorte ,single. Stai diventandovecchio, ostrega!

Marta: (Entra come una furia). Metti su l’acqua almeno: fannullone. Tu vai giù prima che tua moglie salga col bastone… settant’anni. Bell’imbusto hai dimenticato il pensiero per la tua amante.

Eugenio: I fiori sono per te. (Non sapendosi giustificare; Marta si ferma di colpo, Eugenio prende il mazzo dal vaso e glieli porge con garbo). Alla mia dolcemetà.

Marta: (Apre la finestra). Pensavo che nevicasse. Perché? Hai qualcosa da farti perdonare .. chi li ha portati?


Eugenio:


Li hanno portati adesso. Antonio di qualcosa perbacco.


Antonio .


Perbacco è vero! (Regge il gioco).


Marta: Non vi dico niente perché siete nell’età dello sviluppo della deficienza. Con te facciamo i conti stasera... Libertino. (Va in camera).


Antonio:


Mi conviene menare le tolle: hasta la vista. (Esce, entra Fred).


Fred:


Buongiorno, signor Eugenio. (Si accorge dei fiori). Sono ancora lì.


Chi la sente la Michela?


Eugenio:


Taci, ho combinato un pasticcio: ho fatto credere a mia moglie che


sono per lei. Come facciamo adesso.


Fred:


Glieli porto di nascosto.


Eugenio:


È andato giù adesso l’Antonio, se ti becca viene fuori un


quarant’otto..ne avranno già parlato… (Si gratta la testa, rientra Marta).

Marta:                              Vai a casa a mangiare. Qui c’è sciopero del personale. Cucina

chiusa.

Fred: (Era venuto per giocare a scacchi, ma Eugenio gli fa dei gesti per mandarlo via, Fred intuisce e se ne va). A dopo signor Eugenio.

Marta:                              Il più tardi possibile. Dopo Natale…vai. (Guarda il marito in malo

modo). E così hai avuto un pensiero per me. Caro Eugenio, quanti anni sono che

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siamo sposati … 40 … quanti fiori sono entrati qui dentro… non li compri neanche per il cimitero! Ti curo. Stai attento!

Eugenio: Non sono malato, piuttosto cerchiamo di mettere a fuoco la questione delle tasse. Chiama la dottoressa del 730. (Esce Marta ed entra Aldo).


Aldo:


Ciao a tutti. Papà, ti devo dire una cosa.


Eugenio:


Anch’io, piantagrane! Sei già a casa, non hai detto che …


Aldo:                                 Papà, cosa ti è venuto in mente di tirare fuori quella multa. Non


potevi aspettare che non ci fosse Anna. Adesso ce l’ho addosso tutto il giorno. Come faccio a dirle che quel giorno lì ero a Segrate da una mia amica di scuola. Tanto per cominciare nel 2009 mi ero appena fidanzato. Sono sotto assedio capisci!

Eugenio: Non me-ne-frega -niente… arrangiati, io, non te la pago. Siamo stufi di sborsare soldi. Tua madre ha bisogno di vestiti... guarda qui, 250 euro di ristorante, stai a casa. È bello fare il grande coi soldi degli altri. Guadagnate abbastanza no… perché buttarli via così. Se ti lascia sono cazzi tuoi!

Anna: (Era rimasta indietro. Ha sentito le voce alta di Eugenio). È scoppiata la guerra? Si sente fino al piano di sotto! (Aldo, cercando di depistare il discorso prende il mazzo di fiori e lo da alla moglie).Sono per te, Anna! Li hannoportati qui per via del cognome.

Anna: Pensi che basta un mazzo di fiori per raddrizzare la barca? O mi spieghi tutto o ti mollo. (Prende i fiori e sbattendo la porta se ne va).


Aldo:

(Entra Marta).


Sei contento? Era il caso, adesso ci vogliono i savi e i matti.


Marta:                               Per che cosa? Tua moglie è una pasticciona guarda qui, 850 euro


di detrazione che non ci spettavano. Bella commercialista! (Aldo capisce al volo che questa potrebbe essere un espediente per riconciliarsi con la moglie).

Aldo:                                Dammela, vado su… gliene dico quattro.

Marta: Andiamo a mangiare march… dove sono i fiori? (Guarda Eugenio). Perché mi sono confessata?

Eugenio: Li ha presi … c’è maretta. (Apre le braccia in segno di sconforto, non sa come rimediare).

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Scena quarta

Poco dopo

Fred: C’è nessuno, Eugenio. (Cerca i fiori, non li vede, si preoccupa). Mamma, adesso chi la sente la Michela. Stasera viene la fidanzata. (Va in camera, in quella esce da un’altra stanza Marta e rientra subito dopo, riesce Fred). Non c’ènessuno. (Va in un’altra camera, mentre dall’altra esce Eugenio, fa la stessa cosa di Marta e rientra. Riesce Fred). Arriveranno prima o poi. (Entra ancora in un’altra stanza. Dopo un attimo escono tutti e tre insieme).


Marta:


Al ladro!


Eugenio:


Cosa fai qui, di soldi non ce sono. Non ne trovi.


Marta:


Ti ho detto di non venire fin dopo Natale.


Fred:                                  Avevo bisogno di vedere lui, gli do lezioni di scacchi. (È una


scusa). Se non è aria me ne vado. (Eugenio fa segno che i fiori non ci sono più).

Vengo un altro giorno, guarda che ci tengo.

Marta:                              Ne potevi trovarne una migliore di balla… scacchi… non mi far

ridere, se giochi a scacchi con questi due qui… fai il trio dei… va giù va.

Michela: (Entra, ha fretta). Ah! Sei qui! (Cerca i fiori, non li vede).Vieni con me, superoccupato! Non si può affidarti un compito. (A Fred).

Marta:                              È vero è sempre qui con quello scriteriato lì… lo sai, Michela, che

vanno tutti e due  al circolo adesso? Cosa vanno là a fare è un mistero: diglielo anche

tu al tuo. Non voglio che andiate in quel posto maledetto. C’è gente strana.

Michela: Ah, sì? L’Antonio ci va volentieri e poi non ce lo tra i piedi per un po’ di ore, lasciali andare, cosa vuoi che facciano quei due vecchi bietoloni.


Fred:

combinato).


Michela, dai. (Non vuole far sapere del pasticcio che ha


Marta:                               Guarda, Michi, mi ha pensino regalato dei fiori. (Si ricorda che


non ci sono più). Stai nascondendo qualcosa, baluba? (Michela dà un’occhiataccia a Fred, il quale fa un gesto per dire che non c’entra).

Eugenio:                        Li ha presi… (Si accorge di aver detto una sciocchezza) Fred.

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Marta:


Quanto mai mi sono confessata!


Michela:                         Vieni giù, porca miseria. Ci vediamo dopo. (Tira Fred per un


braccio e lo porta fuori).

Marta:                              Chi du lì in matt! Cosa c’è sotto, frescone?

Eugenio: (Non sapendo cosa dire). Sono in combutta quei due lì, li hanno visti insieme in ascensore, loro due e la Maggioni. Cose misteriose accadono in via Manzoni!

Marta: Vedi di non dire … la tua morte sarà un mistero … perché ho fatto la comunione, perché? Proprio ieri. (Va in camera).

Eugenio:                        (Rimane solo). Che pasticcio è venuto fuori!

Antonio: (Bussa alla porta, entra in preda al panico). Eu, ho scoperto una cosa, ostrega. La bambolona è giù da basso dalla portinaia e chiede di me, non mi ha visto perché sono sceso in cantina per nascondermi! Guarda qui mi sono rotto anche i calzoni.(Si precipita in una stanza e riesce subito).

Eugenio:                        Stai attento che la Michi è scesa col Fred, non so che cosa stanno

combinando quei due lì! L’ha letteralmente tirato giù. (Nel frattempo ha guardato fuori dalla finestra). Arriva tuo figlio con la morosa.Com’è elegante! (Antonio va a vedere pure lui).

Antonio: Mancava anche questa, cosa le è venuto in mente, non sarai stato tu a dirle qualcosa di strano… dai nascondimi, stavolta me le suona, è la volta buona che finisco alla Baggina. (Antonio si aggira in preda al panico ).

Eugenio:                        (Antonio trascina in camera Eugenio) .Porca miseria in che

pasticcio si è cacciato quel furbone qui … cosa tiri …

FINE PRIMO ATTO

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SECONDO ATTO

Scena prima

Entra in scena Aldo, controlla il 730, riporta i fiori.

Aldo:                                Tanto non li vuole. Che pasticcio, da dove vengono queste

detrazioni… stavolta la vedo brutta non mi ha nemmeno ascoltato… se stava zitto… cos’ho fatto di male, vallo dire a lei. Questa volta. (Si mette le mani nei capelli). Il bello è che ci eravamo fidanzati da poco, io gli sono fedele … non mi passa neanche per l’anticamera del cervello di … fa apposta per distruggermi l’esistenza e mio padre si è voluto vendicare. Non ha tutti i torti. (Cerca nel bar qualcosa da bere, non c’è niente). Ma come, già finito? Gli ho regalato tre bottiglie di cognac francese…regalato… l’avevano dato a me. (Suonano alla porta. Entra la bambolona del circolo scacchi, è molto vistosa). Avanti!


Maggie:


Abita qui il signor Eugenio?


Aldo:


Sì, ha bisogno? Ora non c’è, se lo vuole attendere.


Maggie:


Certo, sono venuta apposta.


Aldo:


Vi conoscete da tanto? (Si ringalluzzisce).


Maggie:                           No, da poco. Lo vedo al circolo e mi ha detto che vive da solo e


allora son venuta a trovarlo, mi deve dare delle cose. (Si siede, Aldo non capisce più niente).

Aldo: Gradisce un bicchierino? Qualcosa… (Riapre il bar, non c’è niente). Accidenti, vado a prenderle un amaro, torno in un attimo. (Inciampa nella sedia, è molto turbato .Esce mentre entra Anna).

Anna:                               Dove vai così di fretta? (Vede la ragazza). Ah, però. Poi non è

vero che hai un’altra. Cretino. (A Maggie). Lei non la passa liscia.

Maggie: (Si getta deliberatamente tra le braccia di Aldo). Siamo fidanzati da poco. Pensi che bello. (Lo bacia sulla guancia).

Marta:                              (Entra). Chi è questa qui, Aldo?

Aldo:                                Non lo so cerca… (Anna lo tronca).

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Anna: Cerca di prenderle. Vergognati. Sarà quella di via… coso… del 2009. Vieni a casa stasera che… dormi sul terrazzo, sotto l’acqua! (esce).

Marta: Lei non si vergogna: venire qui in casa mia con mio figlio, sfacciata; tu sei un pirla. Adesso arriva tuo padre.

Maggie:                          Tuo padre? Il signor Eugenio è tuo padre? Mi ha detto che era

single, che la moglie è morta in una sciagura aerea anni fa, mi ha detto che era stato un amico intimo della Marilyn.

Marta:                              Ah, sì? Ti ha detto così. Si dà il caso che la moglie sia io. Verrà a

casa eh… adess u capì cosa va a fare al circolo, l’idiota! Settant’anni… lui e quell’altro frescone. Chiamo la Michi, ostrega. (Telefona a Michela).” Michi, tuo marito è a casa? Ah, è lì con l’Eugenio. Ti consiglio di venire su, c’è una bella sorpresa… no, io non so dei fiori, che fiori? “ E così lei è un’assidua del circolo scacchi. Glielo spieghi tu alla commercialista di questa qua o ci dobbiamo aspettare la guerra civile?

Aldo: Mamma, se non mi aiuti sono un uomo divorziato. Vado di sopra devo capire. Quando si impunta non la tiene più nessuno. Porca miseria, proprio adesso!

Maggie: La lasci perdere, si vede che ci tiene a lei, deve sbollire… se proprio non capisce glielo dico io chi sono e perché sono venuta. (Si siede).

Fred:                                 Permesso: oh, la bissa. Ho sbagliato appartamento mi scusi.

(Marta era uscita un attimo e rientra).

Marta: Vieni, vieni, mancavi solo te. Vi conoscete? (I due fanno segno di no, Fred è letteralmente invasato, non sa quello che fa. Gag a piacere).


Fred:


Piacere, Fred Faretti!


Maggie:


Piacere, Maggie Luminosi.


Fred:


Anche lei col nome straniero vedo.


Marta: Chissà chi cantava quel giorno lì. (Tra sé). Fate una bella coppia. Dove sono andati quei due là? (Va alla porta). Come lo vedo gli stacco un orecchio…pirla.


Fred:


Signorina, se le va possiamo uscire insieme, andiamo al cinema.


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Maggie:                           Non lo so, io sono un po’ chiusa. Faccio fatica a socializzare. Non

so se sia un pregio o un difetto, ma…pensi che me lo dicono tutti..Sii più socievole, trovati un ragazzo…ma…

Marta: Forse il signore è troppo giovane per lei. Preferisce i maturotti, Fred, gli zampognari come quei due che stanno arrivando. (Si rimbocca le maniche).


Fred:


Marta, ha visto per caso dei fiori, erano qui.


Marta:

Ma come?


Li ha portati via mia nuora, perché? (Li rivede in un altro vaso).


Fred: Era per dire. Scusate devo riferire una cosa alla signora del piano di sotto, torno subito, mi spiace signorina, a più tardi.


Marta:


Sì? Credeva che erano per lei, la frescona, eh ma verrà giù.


Maggie:


Mi sembra di essere di troppo, io me ne andrei se non vi dispiace.


Marta:                               No, no, rimanga qui. Arriva il suo single. Lei ha tentato di


corrompere mio marito e a corromperlo ci vuole molto poco, spero solo che non le abbia già regalato qualche gioiello… è la volta buona che lo strozzo. Pappagone. (Al pubblico). A volte i mariti pensano che le mogli siano un contorno andato a male, non

più mangiabile

e così, tanto per brucare l’erbetta fresca, si buttano a capofitto tra le

braccia della badante degli altri, perché loro, la badante ce l’hanno gratis: a

chilometro zero.

Maggie:

Cosa crede che sia una sciacquetta qualunque? Intanto io sono

italiana e non sono una badante, sappia che ho due lauree e vado a giocare a scacchi

per puro diletto; se i vostri mariti si buttano a capofitto io non posso farci niente.

Fanno a gara a chi si siede più vicino a me. Ci crede che mi manca il

fiato?...Perlomeno suo marito è stato discreto… quell’altro è un mascalzone.

Marta: (Intuisce subito di chi si tratta). Ah, sì, quell’altro? Mmh, non si preoccupi, ho capito, è una brava persona. Sono quei due che si sono fiondati.

Maggie: Non solo loro. Tutti quelli del circolo. Tant’è che ho deciso di non andare più. Per quel che mi riguarda suo marito, ecco… mi ha incuriosito perché ha detto di avere delle fotografie di Marilyn Monroe, firmate, sa, io mi interesso di arte e ci sono cascata! A volte gli uomini ti sorprendono a loro insaputa: suo marito è uno di questi.

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Marta:

tutti e tre).


La lascio solo un attimo, vado in cucina. (Finalmente arrivano


Eugenio: (Entra di spalle). Venite, c’è una sorpresa. (Si gira ed ha un mancamento). Osti, cosa fa qui, signorina? Non cercava lui?


Antonio:


Ho dimenticato le sigarette.


Michela:                         Non hai mai fumato, tontolone. (Lo afferra per un braccio, ha


capito tutto). Chi è la miss qui? Scommetto che vi conoscete?


Antonio:


Mah, ci conosciamo? Non ricordo dove l’ho vista.


Maggie:


Al circolo scacchi, caro Antonio.


Michela:


Ti chiama anche per nome, bene. Avete un puntello?


Eugenio:                         Come vede, io sono single. Libero. (In quella appare Marta,


Eugenio non si accorge). Come le ho detto io sono stato, diciamo così, un amiconedella Marilyn. (Marta si comporta di conseguenza, senza parlare, Antonio cerca di fargli capire). Una cosa di pochi mesi, l’ho conosciuta a Londra durante le riprese diun film. (Maggie annuisce).

Maggie: Fammele vedere le foto, ti prego. (Eugenio si volta di colpo per andare in camera e sbatte il naso su quello di Marta).

Marta:                              Adesso te la faccio vedere io la Marilyn. (Eugenio scappa da tutte

le parti finché non scompare in cucina seguito da Marta, si sente un rumore di piatti rotti).


Marta:


Ha visto la Marylin!


Michela:


Antonio, non dici niente?


Antonio:

Marta.


Cosa devo dire? Non doveva mentire così, dai, hai fatto bene,


Maggie:


Antonio, racconta alla signora quello che mi hai detto ieri?


Antonio: Quale signora? (Michela si appresta a dargliele). Ah, lei… no… lei è mia moglie, io ho sempre detto d’essere sposato.

Maggie:                          È vero, ma racconta l’altra cosa del casinò di Chamonix con quella


tedesca l’anno scorso…

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Antonio:


Tedesca? L’anno scorso? Non mi ricordo.


Maggie:


Ma sì, dai, non lo far dire a me, su.


Michela:


Dai, dillo, di cosa hai paura. Siamo tra persone civili.


Antonio:


È per quello.


Maggie: Cara signora, suo marito è un mascalzone più dell’altro, mi ha attirato qui perché dice di avere una garconnière dove tiene una collezione di banconote della fine dell’ottocento. Io sono numismatica, ho un negozio di monete antiche ecco perché sono qui, pensavo di fare un affare con tutti e due..

Michela: La garconnière? (Antonio fugge da tutte le parti, esce dall’ingresso, cade con fragore). È andato nella garconnière direttamente.

Marta: Signorina, le dobbiamo delle scuse. Abbiamo pensato di tutto, ci dispiace non pensavamo di avere dei latin lover degli scacchi. (Entra Anna).


Anna:

strage lei.


Ah, che bel quadretto. Venga dentro . (Entra Antonio). Ha fatto


Maggie:                           Sì sono “stragiati” da soli,compresa lei. Sappia che suo marito non


l’ho mai visto prima di qualche minuto fa. Se sono qui è grazie alla mia ingenuità.

(Rientra Eugenio).

Anna:                               (Torna fuori e porta dentro Aldo). Ecco quell’altro e questo dritto

…(È Fred, era fuori ad origliare). Qualcuno mi vuole spiegare o devo trovare leconclusioni da sola? Giovane rampante, non credo ad una parola di quello che mi hai detto, chi è questa: Betty?


Maggie:


Mi chiamo Maggie.


Anna:


Ah, piacere. (Eugenio si gratta la testa). Dillo qui davanti a tutti.


Marta:


Chi è sta Betty adesso?


Aldo:


Ma nessuno… è lei che…


Fred: La Betty, la conosco era a scuola con lui, poi è andata a Segrate mi pare. Non eravate mica morosetti.

Anna:                               Lo sapevo, lo sapevo. (Gli dà una borsettaia ed esce).Traditore!


Facciamo i conti dopo.

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Eugenio:


Falli giusti stavolta. (Viene zittito da un’occhiataccia di Marta).


Aldo:                                 Tu non parli mai al momento giusto. Era il caso di rivangare ‘ste


scemate? Morosetti! Non sai quello che dici . Era la tua morosetta caso mai. Io sono andato dalla Betty nel 2009 perché ha avuto un bambino, l’ho incontrata per caso un giorno a Milano, le ho portato un cosino, l’ho vista dopo tanti anni, sono andato a casa sua,c’era suo marito, c’erano anche i suoi, è rimasta contenta di avermi incontrato dopo tanti anni: ho fatto una sgroppata tant’è che ho preso anche la multa. Vattelo a ricordare. Siete degli accusatori incalliti.

Maggie: Questi signori pensano che i giovani siano degli scapestrati, quando sono loro che si comportano in modo diciamo così … equivoco, tanto per usare un eufemismo.

Aldo:                                Hai ragione, scusa ,come ti chiami? Non ci siamo nemmeno

presentati. (Si danno la mano).

Fred: (Sta per parlare, ma Eugenio lo zittisce,si rivolge al pubblico). Mi trattano male perché non lavoro, credono che mi faccia mantenere da mammà, mentre il signorino è sponsorizzato dai genitori. Se non ci fossero loro. Non mi posso permettere di andare al cinema o al ristorante: niente. Sembra che oggi, senza laurea, non si è nessuno: se ci pensate bene la laurea di oggi equivale ad un diploma di qualche decennio fa. Se non ti specializzi all’estero… la tua laurea vale zero… dovrei parlare per delle ore ma … me ne vado dalle mie galline … e pensare che potrei …


Antonio:


(Lo vede uscire e tenta di seguirlo). Vengo anch’io.


Michela:                         No, tu resti qui, altrimenti ti faccio arrestare per vagabondaggio.

(Nel frattempo Aldo e Maggie si sono messi a parlare a bassa voce).

Aldo:                                Va bene se vuoi lo dico ad Anna, purché capisca la situazione,


chiamerò la Betty e le dirò di venire a Varese. Ci spiegheremo accidenti! Adesso vado a pagare la m.u.l.t.a.


Marta:


Non fare lo spiritoso umanitario.


Michela:


Marta, per caso Fred ti ha portato dei fiori.


Marta:                               Non so chi li ha portati, mi ha detto che era un pensierino per me


poi li hanno presi…

30


Michela:                         I fiori glieli ho fatti comprare a Fred, erano per la morosa di mio

figlio per il compleanno, non volevo che questo qui rompesse l’anima per quattro soldi.


Marta:


(Ad Eugenio) Sei un deficiente, ha ragione Maggie!


Antonio:                        Perché non li hai presi tu direttamente, fai le cose di nascosto.

Brava… Perché poi le hai portate qui? Dimmelo.


Marta:


Credimi, non sei nella posizione per attaccare tua moglie.


Maggie:


Ha ragione, signora.


Michela:


Lei non si intrometta.


Maggie:                           Bene, mi sembra arrivato il momento di levare le tende. Sono stata


la causa involontaria di equivoci sentimentali per i vostri adorabili mariti. Se fossi in voi, credetemi, dedicherei un po’ più d’attenzione a questi due, certe cose… non le penserebbero nemmeno. Addio. (Se ne va).

Michela:                         Guarda te che figura ci fanno fare: Marta, vuoi vedere che la colpa

ènostra se questi vanno in giro a farffalle? (Antonio ed Eugenio si guardano sconsolati, non sanno che non la vedranno più, Marta si ritira in camera Michela se ne va ).

Antonio: Quella lì è scema, cosa è venuta qui a fare, glielo hai detto tu, abbiamo fatto una figura, speriamo che non si venga a sapere al circolo: diventeremmo gli zimbelli di tutti. Già andiamo là per niente.

Eugenio: Tu credi che gli altri non le corrano dietro? Non sono mica scemi! Dai facciamo una partitella, stai attento. (Non finisce la frase).Tu metti la scacchiera al contrario, le aperture sono tutte sbagliate, andiamo a farfalle.

Antonio: Capperi è vero: voglio imparare bene… giochiamo… (Per un minuto si alza la solita musichetta. Gag a piacere). Mi spieghi? Cos’è un caso o misono rimbambito di colpo.

Eugenio: È questione di capacità, di elasticità mentale. Io sono giovane. Bisogna fare i rebus per tenere le mente vispa, se ti metti a vedere le partite non impari niente, la mente si affloscia, l’hanno detto in televisione!

31


Antonio:                        Non mi convinci. Sono più giovane io, cosa vuol dire? Non ci

credo! È impossibile, lo scacco del barbiere. Vado al circolo da sei mesi…che delusione! Gioco anche da solo per mettere a punto le mosse..ma…

Eugenio: Non ti abbattere, Tony. Imparerai, hai l’avvenire davanti. Ora che la bambolona non ci sarà più, ti dedichi a fondo.

Antonio: Non è per quello, credevo di essere nella media, vedo gli altri più o meno siamo tutti sullo stesso piano. Queste mosse non me le aspettavo.

Eugenio:                        Pensiamo ad altro và. Piuttosto, la Maggioni non l’hai più

incontrata? Ieri mi ha guardato con una voglia … (squilla il telefono).” Pronto, ah buongiorno signora” (ad Antonio) è la Maggioni, (Antonio fa cenno che non c’è) “a si, non sapevo” (esce Marta), è l’idraulico, dice che c’è una perdita ,vai in cucina a vedere …”Sulle scale, adesso non c’è, avevate un appuntamento! Signora non posso sapere dove va” (entra Marta), prova in bagno, le canne sono a posto? La prossima volta ti incastro io, … “no mi scusi era mia moglie,” (passa il telefono ad Antonio) sa che sei qui.

Antonio: “Ciao Sandra, non mi chiamare in casa d’altri: hai il cellulare.. è spento. Non so ,incontriamoci al bar. Cerca di essere più discreta” (riattacca, è entrata Marta).

Marta: Qui di perdite non ce ne sono, ha chiamato anche te? Però che idraulici, sono indovini!

Antonio:                        Già che c’ero gli ho chiesto se…

Marta:                              Se…adesso chiamo la Michi e poi vediamo se..

Antonio. Non c’è. E’ uscita a fare shopping con la Chiara…sai piatti, tovaglie…la dote.


Marta:


Scope, mattarelli…


Antonio:


Che ne so. (Marta li guarda male).


Marta:                               Voi due siete fortunati perché su questo telefono non si vedono i


numeri di quelli che chiamano. (esce un attimo).

Eugenio: E’ furba, le sa tutte, non mi mettere in mezzo…pensa se lo viene a sapere la Michi?

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Michela: (Entra) Vieni giù cretinetti che c’è l’idraulico. Lo chiami e poi te ne vai. Ciao cara. (vede Marta).

Marta:                              Le tue parole mi rinfrancano. C’è un particolare che non mi

convince: tu dovresti essere a fare spese con la Chiara.


Michela:


Non sono ancora uscita, stavo andando: come fai a saperlo?


Marta:


C’è il gazzettino qui.


Michela:                         Ti giuro: non mi confesso più, almeno vado all’inferno soddisfatta.


Cosa sta combinando?

Marta: Non lo so ma c’è puzza di bruciato. L’idraulico ha chiamato qui, ma dovrebbe essere sopra, dai Mascetti, perché mi ha chiesto se c’erano delle perdite. Sai, forse in questa casa la forza di gravità funziona al contrario! Fai che sia vero altrimenti ti mando a lavorare in miniera.


Eugenio:


Meglio, ci divertiamo di più.


Marta: Michi, già che sei qui, vieni di la un attimo, ti faccio vedere una cosina che ho in mente. (Escono. Michela mostra i pugni ad Antonio).

Eugenio:                        300 euro minimo: quando dicono una cosina…sarebbe ora di


ritirargli la carta Spesa-pazza…ti immagini, ci fucilano! (ridacchiano divertiti).

Antonio:                        C’è disparità, sono in vantaggio loro, noi non possiamo agire. La

parità tra i sessi non ha senso. Provate voi mariti di una certa età: “cara ho bisogno di camicie. Vai dai cinesi, c’è il quattro per uno”. Se hanno bisogno loro…non ti dicono niente, comprano e basta. Quando ti dicono non so…ho visto una camicetta: state certi che è già nel cassetto.


Eugenio:


Siamo nelle loro mani.


Marta: Finito il comizio! Ricordati bene: se ti becco al circolo ti faccio togliere la pensione, ti sbatto alla Baggina.

Michela:                         Garconniere, andiamo. Vizioso. Ad una certa età le balle bisogna


raccontarle bene: asino. Avete fatto una bella figura con quella donna, una persona così fine... monete antiche… tu sei antico. È proprio vero, finché ci si ferma alle apparenze non si può giudicare. Vero Marta. Muoviti che l’idraulico aspetta.

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Marta:                              Vero, sembrava una di quelle che vanno in giro ad accalappiare i

babbioni come questi invece… (I due si guardano, fanno gesti idonei alla situazione, Michela ed Antonio escono, anche Marta si ritira in camera).

Fred:                                 Permesso? Ciao, Eu. Dai ti do un’altra lezione, ti faccio imparare

cose strabilianti, ci sono degli studi fatti su vecchie partite di grandi campioni: lo sai che negli scacchi ci sono più di 10000 mosse?

Eugenio: E io ne conosco tre: zac, zac, zac. Devi vedere come ci è rimasto male. Oltre allo sberleffo subìto non si capacitava della mia bravura, si sta facendo il complesso, è diventato vecchio di dieci anni.

Fred: Oggi ti insegno l’apertura di Re, è più veloce, in un attimo: tac. (Solita musichetta). Bene, Eu. Queste mosse le conoscono i professionisti e pochialtri , metteresti in difficoltà anche il maestro . … così vinci tutte le partite al circolo.


Eugenio:

mi mette in croce!


Con quel che è successo non mi lascia più andare. Se mi trova là


Fred:


Passerà, le donne dimenticano, soprattutto alla vostra età.


Marta:


(Piomba nella stanza). Cosa facciamo alla nostra età?


Eugenio:


Dice che alla tua età non si può più andare in bicicletta.


Marta: Alla mia … Vado dalla Michi, tu, vai a lavorare: il giardino di quella ha l’erba alta.


Fred:


Siamo in inverno, non c’è l’erba.


Maggie: Permesso, posso. Caro Fred, sono venuta per quell’invito al cinema. Salve signor Eu. Mi spiace di avervi messo in difficoltà.

Eugenio:                         Ma no. Ci siamo condannati a morte da soli … andate via perché


sta tornando mia moglie…voglio vivere questi anni in pace…si porti via l’eroe dei due mondi qui. Grazie Fred, sei un asso. (Escono).

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Scena seconda

Entrano Aldo e Anna

Anna: Cosa credi che sia facile accettare queste spiegazioni, Betty Maggie, non capisco se sei ingenuo o se vuoi prendermi per i fondelli, una cosa l’ho capita:sei impreciso, 400 euro si potevano spendere a Bali… già ne ho spesi 600 per comprarmi qualcosina… Anche questo mese risparmio: zero.

Aldo: Fai pagare di più per il 730 a questi del condominio. Venti euro in più sono… 400 euro in più, cosa te ne frega, in genere chi fa il 730 ha un rimborso. Ci facciamo la vacanza gratis! Lo fa anche la tua amica ,quella contessa , come si chiama,la … la … Carminiani -Bertoli-De- Fillis.


Anna:


È un’idea. Anche se 60 euro per un 730… insomma.


Aldo:


Cosa te ne frega? (Arrivano Marta e Michela).


Michela:                           Benedetti figlioli, cari, spero proprio che i miei siano felici dopo il


matrimonio… come voi… A quando il primo pargoletto? Marta, se diventi nonna ci prendiamo la sbronza per tre giorni.


Marta:


Io e te dobbiamo parlare, Anna!


Anna:                                Sì, ma adesso dobbiamo andare. (Escono, entrano Eugenio,


Antonio e la portinaia).

Portinaia: (È in confidenza con le signore, a volte si lascia prendere dalla smania di raccontare i fatti degli altri). Lo sapete della Maggioni! (Antonio ha uno scatto, pensa di essere stato scoperto). L’hanno vista in ascensore con … (Si ferma, perché ha un attacco di tosse, forse voluta, stava scoprendo gli altarini di Antonio).


Antonio:


(Tra sé). Pericolo scampato.


Eugenio:


Lei deve sempre metterci il becco.


Portinaia: Oh! Lo vedo cosa fate: vero Antonio? (Probabilmente la cugina le ha parlato di Maggie).Giù al circolo ...

Michela: Racconta , racconta, tanto lo rinchiudo in cantina. (La portinaia intuisce e sorvola, non sa della scenata). Se non lo impaglio prima.


Portinaia:


Ma no facevo per dire, vero Eugenio? Ogni riferimento è casuale.


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Eugenio: In questo condominio ci viviamo solo noi due, vada a controllare anche gli altri… lo faccia come missione umanitaria. Riferisca alla moglie del signor Conti, quello della mansarda. Le dica che ieri era fuori dalla porta della Maggioni con delle rose rosse! Provi un po’, così ci divertiamo anche noi! Lei ci odia perché non le diamo la mancia a Natale: ecco il motivo.

Marta:                              Hai finito lo show: se non sai cosa dire stai zitto: scacchista dei

miei stivali. Ha ragione Michi: finisci in cantina a imbottigliare l’aceto.

Portinaia:                        Comunque guardi che il Conti non abita in mansarda.

Antonio:                         Ma la sarda ce l’ha, una sardina ma... ma ce l’ha.

Michela:                         Si sott’olio. Dacci un taglio perché …

Eugenio: Oltre che a parlar male di noi, in sostanza, cosa è venuta a fare qui? Noi la paghiamo per stare in guardiola non per ballare in giro a spettegolare.


Portinaia:


(Tossisce di nuovo, Eugenio capisce che se stava zitto era meglio)


.Marta:

a bridge.


L’ho fatta salire io perché… hai qualcosa in contrario? Giochiamo


Eugenio:


Siete in tre.


Michela:

scena).


Giochiamo col morto… uno di voi due.(I due abbandonano la


FINE SECONDO ATTO

36


ATTO TERZO

Scena prima

Sono in scena Aldo, Anna, Eugenio, Marta,Antonio e Michela. E’ passato qualche giorno, siamo nel periodo di Natale, in casa c’è un alberello vecchio di 35 anni lo si intuisce dal rumore che fa quando si accende.

Eugenio:                        Non ti vergogni a mostrare quella schifezza lì, viene gente e vede

‘sto … senti che rumore fa... sstt, sstt. Questo è l’albero della crisi: lo cambio l’anno

prossimo e poi ancora e ancora fino allo scoppio: bum!

Aldo: Te lo regalo io un alberello, adesso li fanno di materiale antifiamma, sono cinesi, belli! E consumano poca corrente.

Anna : Li vendono con le palle attaccate, un blocco unico, lo prendi e lo metti via così com’è.

Eugenio:                        A si, ha le palle attaccate?  Questo qui le palle te le fa venire a

guardarlo. State indietro perché …

Marta: Ci manca anche l’albero .. siccome che questo era il mio allora è da buttare, se era il suo è da tenere … poi che gente deve venire … la tua amica Maggio, Maggia, Maggi... (Maggie entra con Fred tra lo stupore o lo sconcerto di tutti). Tela chi che la riva! Che sorpresona , qual buon vento vi mena in codesti porti. (E’ ironica).

Eugenio: (Eugenio fa un gesto di stupore).Che paroloni, dove sei andata a scuola , dai leopardiani? (Marta gli da uno spintone).


Antonio:


A me l’albero non piace. Quest’anno


non facciamo più nemmeno


il presepio.


Michela:


Ci sei già tu cosa me ne faccio di due?


Maggie:

bava alla bocca).


Buon Natale a tutti. (È bellissima: Antonio ed Eugenio sono con la


Fred:


Siamo venuti per darvi una bella notizia.


Marta:


Vi buttate sotto il treno?


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Michela:


Marta, cosa dici, sei cattiva, falli annegare almeno!


Fred:


Grazie del pensiero, pensavo peggio.


Anna:


Ciao Maggie. (Si baciano).


Eugenio: Io non ci capisco più niente qui. Come, siete pappa e ciccia, solo qualche giorno fa la volevi appendere… e adesso?

Aldo: Papà, Anna ha capito che c’è stato un grande equivoco, sia con Betty che con Maggie.


Antonio:


Mi sembra di stare in America, Betty, Maggie… Fred ,Ma...


Michela: Tas ti. Parla quando sei interrogato : guarda che ti mando all’oratorio a fare l’asino che gira il mulino del presepio..


Fred:


Stavo dicendo che…


Marta: Oh Bongusto, sbrigati perché ho premura e poi l’albero potrebbe scoppiare, state lontani , non vorrei avervi sulla coscienza.


Maggie:

aeroporto.


Freddy, non ti capiscono, andiamocene. Anna, Aldo, ci vediamo in


Marta:


In aeroporto, andate a vedere gli aerei che partono?


Fred:


Andiamo tutti a Bali!


Michela:


Anche i miei vanno a Bali, dopo la befana.


Marta:


Questi vanno con la befana.


Maggie:


Magari nello stesso albergo, sarebbe bello!


Eugenio:


Oh! A mangiare i serpenti.


Michela:


Vanno … ce lo qui … te non ti ricordi mai niente


… al


Miramonti.

Antonio:                         (Antonio ha un sussulto) A Bali c’è un hotel che si chiama


Miramonti. Però, è esotico. Come faccio a ricordarmelo se non ne so niente di ‘sto fatto.

Michela:                         Che bisogno c’è di saperlo?

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Antonio: Perché lo pago io,come al solito, ecco il motivo. Nascondi sempre tutto. Capito Eugenio?


Eugenio:


Oh!... A chi lo dici!


Aldo:

conosciuta.


Ma è il nostro albergo. Sono contento, almeno andiamo con gente


Marta: Che bello, portati dietro tutto il condominio. (La portinaia è entrata in tempo per ascoltare).


Portinaia:


Anche mia cugina va in quel posto lì.


Michela:                         Cos’è una succursale di Varese:  Marta: butta qualcosa nello zaino

che partiamo anche noi: da sole!


Maggie:


In un altro albergo però!


Michela: Stia tranquilla gioia è pieno di coccodrilli quel posto lì. Ne hanno visti alcuni di dieci metri nel parco dell'hotel.


Fred:


Non lo sapevo, coccodrilli?


Eugenio: Leggi Salgari poi vedi… ci sono di quelle bestie. Pensa che tante non hanno ancora il nome. E’ un pericolo solo a nominarle … e non solo, ci sono delle mosche che se ti mordono, ti fanno venire il colera.

Anna: Per favore basta , Aldo andiamocene che è meglio. (Vede i fiori). Ma quei fiori non sono i miei?


Aldo:


Non credo.


Marta:


Sono miei me li ha regalati quel genio qui.


Michela: Veramente sono miei, glieli ho fatti comperare da lui, erano per il compleanno della mia futura nuora e sono ancora qui. Te li regalo, Marta.


Fred:


Perché non li hai consegnati Eugenio.


Antonio:


Che pasticci vai combinando si può sapere.


Michela:


Tas ti.


Antonio: (Al pubblico). Ognuno di noi commette degli errori, ma, credetemi cari mariti, non meritiamo un trattamento simile. Si diventa vecchi prima del tempo. Qualsiasi cosa facciamo. Proibito! Ci sarà forse della gelosia?

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Eugenio: Anna, prima di andare a mangiare gli scarafaggi, passa un attimo, ti devo far vedere una cosetta del 730.


Anna:

tempo.


Siamo a Dicembre, è un po’ presto, la sistemiamo dopo, c’è


Eugenio:


C’era tempo.


Aldo:

da solo, esce).


Papà, lascia stare la sistemo io. (Non sa più cosa dire, si è tradito


Anna:


Cosa c’è da sistemare?


Eugenio:


Lo scarico.


Marta:


È vero ,lo scarico del barile, adesso è vuoto, pesa meno.


Anna:


Sarà.


Portinaia:


Le mando su mio marito, sgorga tutto. (Fa il gesto del bere).


Eugenio:                        Lasci stare. lo conosco suo marito, una volta mi ha preso per sua


cugina. Si vede che aveva sgorgato da poco. E’ l’unico che va in giro con la bicicletta senza pedali ,per muoversi mette i piedi per terra. Non si può neanche dire che è ubriaco. È … (lo si intuisce dal labiale). Scemo!


Maggie:


Fred andiamo. Ah volevamo dirvi… che ci siamo fidanzati.


Antonio: È Pasqua, non Natale. Finalmente metti la testa a posto, vecchio impenitente. Sarà contenta la tua mamma.


Marta:


Non solo lei!


Fred: Ho trovato un lavoretto che si confà con le mie aspettative giù al circolo. (Eugenio sa tutto e cerca di sviare il discorso).

Eugenio:                         Vai, vai, perdetevi pure per strada, non temete: non vi cercheremo


mai. (Escono tutti).

Scena seconda

Sono passati molti giorni. I vacanzieri Sono tornati dal viaggio, le signore e la portinaia, si ritrovano per chiacchierare e giocare a carte. Eugenio e Antonio ballonzolano per casa.

40


Michela:


Furbacchioni, andate di là a vedere la partita .


Eugenio:                        Che delicatezza. Vieni, Antonio, andiamo a vedere ‘sti mutandoni


scorrazzare per il campo inutilmente intanto che le consorti si divertono: (A parte) Sbagliano a darsi le carte, vogliono giocare a Bridge, non sanno contare i punti.(Ridacchiano).

Antonio:                        (Per darsi un tono).Saranno dieci anni che non vedo partite.

Michela:                         Pirla! Vedi anche le repliche dei gol! Per forza non ha mai niente

fare! (Stanno vedendo la partita, gridano molto, le donne non si possono concentrare e li insultano, i due fanno dispettosamente apposta, finché entra Fred,gag a volontà).Ma li senti quelli che non guardano le partite.

Fred:                                 Buongiorno, amabili signore, se permettete ho un presente per voi:

da parte di Maggie. Li abbiamo presi a Bali. (Sono delle mascherine e strani oggetti).

Marta: Sei molto gentile, ma non era il caso. (Intanto si sentono gridare i due). Vai di là e dagli una bastonata.

Fred: Signora, guardi che in guardiola ci sono i vigili, la stanno cercando. Hanno fretta. (Va dai due).


Portinaia: Oh Madonna! Quando fanno così ci sono guai in vista condomini. (Si precipita fuori).


per i


Marta:


Altre multe in arrivo? (Tra se).


Michela:


Senti che silenzio ... è un mago.


Antonio: È inutile, non le guardo più le partite, tutto tempo perso. Mancava poco che mi addormentassi. (Le mogli si guardano e scuotono la testa).

Eugenio:                        Novanta minuti buttati via. Fortunatamente era già cominciata.

(Entrano Anna e Aldo, hanno gli stessi regalini ).


Aldo:


Sono per voi.


Marta: (Li confronta). Ditemi, c'era un negozio solo a Bali? Siete dei pensatori, sono uguali non vedete?

Anna:                               Cosa dici mamma. Fai vedere … però che coincidenza!

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Eugenio: Dicono che portare gli stessi oggetti da Bali sia pericoloso per chi li tocca per primo, eccetto i compratori è ovvio. (Marta li lascia andare subito e uno si rompe).E se si rompe c’è la dannazione.Vengono di notte a tirarti i piedi, nelsonno: sono gli stregoni del pensiero! Grandi maghi d’oriente: all’interno di questi oggetti si nasconde lo spirito malvagio … il Parabalù!


Michela:


Non sarà mica vero?


Antonio:                         Altroché, so di gente che è morta sul colpo. Guarda che non si


scherza con questi qui: sono stregoni potenti, comincia con la febbre e poi va su … ti prende per il collo ... e poi vanno dentro con le mani ti operano senza che e ne accorgi.

Anna:                               Avete finito di dire scemate, per favore, Marta non dargli retta.

(Improvvisamente si siede, ha un malore).


Aldo:


Anna! È stanca, è il Jet leg. Riposati.


Fred: Siamo arrivati da tre giorni … Oh, non sarà Antonio annuiscono, Marta si siede accanto ad Anna).


che… (Eugenio ed


Antonio: È la maledizione dell’occhio di giada, comincia a fare effetto. Guarda, guarda … è proprio lei … va … va, l’occhio verdognolo …


Michela:


Perché glieli avete rubati?


Eugenio:


Cosa hanno rubato?


Michela:


Questi occhi di giada.


Aldo:


Basta, non vedete che sta male.


Marta: Forse… sarà stato il mangiare, sai gli insetti sono indigesti, li ho visti io mangiare gli scorpioni. Gli avete tolto il pungiglione almeno?


Anna:


Non sono gli scorpioni, sono i vermi.


Antonio:                        Che bel viaggio! Io non vi capisco, andate in vacanza per


divertirvi, per vedere posti nuovi e tornate malati, se non mi sbaglio anche il mio non sta troppo bene,… lei invece niente, è selvatica quella lì. Questi Seggiolini!


Fred:


Quali seggiolini?


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Michela:                         La mia futura nuora fa Seggiolini ... di cognome ...

andiamo. A proposito l’americana dov’è ? Si è persa per strada.


Selvaggio,


Fred:


Chi Maggie? È a casa, sta bene… è una ragazza meravigliosa!


Eugenio:                         Ce ne siamo accorti. Fred, non sai se viene ancora al circolo?


(Marta gli da uno spintone).


Fred:


Se continuate a darle fastidio… dipende da voi vecchietti.


Antonio: Vecchietti un’ostrega! (Nel frattempo, Eugenio e Fred si sono messi a confabulare), che cosè sto cip-cip, avete vinto alla lotteria?


Eugenio:


Più o meno. (Anna si è ripresa).


Anna: Aldo, andiamo a casa. Ho bisogno di un depurante intestinale, mi sento, come dire, piena di vermi …


Marta:


Ricordati che abbiamo un conto in sospeso!


Anna:


Quale conto?


Marta: Dillo a lui. (Anna ed Aldo Escono). Abbiamo allevato una generazione di invertebrati, cara Michi, al primo soffio di vento… trah! Quando andavamo a Rimini ‘ste cose non succedevano.


Michela:


Mangiano tutto sterilizzato, per forza. Quando cambi dieta …


Antonio:


Vuoi mettere … il mangiare … la dieta mediterranea …


Michela:


Finisci il discorso!


Eugenio:


Vuoi mettere … la dieta …


Marta:


Mancava la tua, filosofo.


Fred: Non si può mettere, c’è un abisso culturale, temporale, i viaggi sono in proporzione ai tempi.

Eugenio:                         È proprio vero! Prendiamo ad esempio Marco Polo, Colombo, che


tempi erano quelli?... Avranno mangiato anche loro i serpenti no? Non sono i tempi, sono i soldi… le mode. Oggi se non vai il più lontano possibile sei un derelitto e ti becchi la diarrea. Questo non è viaggiare, è sfidarsi a suon di euro. Tanto valeva giocare alle boccette all’oratorio. Antonio, non è così?

Antonio:                         E’ proprio vero ostrega, abbiamo fatto tanto di quel giocare che…

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Michela:                         Non sei mai andato all’oratorio, i tuoi erano comunisti, sei

cresciuto alla casa del popolo, cucù. Quando ci siamo sposati non sapevi nemmeno il pater nostro.


Antonio:


Cosa c’entra? Ci vogliamo bene lo stesso mi pare.


Michela:

io a dovere…


Sì, ma ti è rimasto il vizietto dello sfarfallamento. Se non ti curavo


Eugenio:


Perché i comunisti sfarfallano?


Fred:                                Certo che ne dite di pirlate! Io e la mia Maggie siamo di credo


diverso ma ci vogliamo bene.

Marta:                              La tua Maggie… l’hai comprata a Bali anche lei. Cambiano le

generazioni ma la moglie dev’essere vostra: la mia Maggie… tu non dire niente perché c’è la forca, libertino fallito.

Fred:                                 Va bene ho capito, vado a vedere i miei polli. Eu, per quella

faccenda va bene domani ? (Eugenio fa cenno di sì e cerca di farlo tacere).

Antonio:                        (Tra sé). Cosa hanno in piedi questi qua?

Michela: Compagno Antonio, andiamo, se stasera vuoi mangiare te lo devi fare da solo... noi andiamo a ballare la Rumba! Festa in borgo, ci portiamo anche la portinaia e a mezzanotte Papaiata finale e Cuba libre a volontà. Adios, muchachios! (Escono, Marta va in cucina).


Fred:


Il Cuba libre ce l’ha già giù.


Eugenio:                         Ma sì, fanno bene! Io sono democratico, ha diritto di uscire… il


problema è che non ha la macchina. Non è che viene qualcuna a prenderle? Quella lì, vuoi vedere che fa tanto la gelosa, e magari se la fa con quel pistola del Conti?


Fred:


Mi informo. (Vista la situazione si mettono a giocare).


Eugenio:                         Ma no chi se ne frega, non sono geloso, lasciala divertire un po’.

Certo che sei proprio bravo: ci vuole tanto tempo per diventare così… abili.

Fred:                                 Una decina di anni, bisogna cominciare da piccoli. Mi ha


insegnato mio papà, lui sì che era bravo! Se la giocava alla pari con i grandi

campioni. E’ stato campione internazionale per due volte. Conosco delle mosse segrete, più avanti te le insegno … prima devi acquisire una certe dimestichezza con le aperture … non ti batte più nessuno, vedrai.

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Eugenio:                        La Madonna, lo facciamo morire d’invidia!  Noi anziani abbiamo

bisogno di essere considerati, vogliamo che la gente veda in noi qualcosa in cui specchiarsi, un esempio ecco! Invece … (Escono).

Scena terza

Il mattino dopo. Eugenio entra in scena era in camera. E’ soddisfatto.

Eugenio: Che bella serata… oggi quando viene su lo stendo… Partita viennese, gioco veloce, perde senza accorgersi. Ci sarà da ridere, chissà come si arrabbia, lo conosco … (apre il giornale, lo sfoglia con gesti pomposi, si rivolge al pubblico). A proposito della papaiata, volete sapere come è andata? Sborniatotale,quelle cose li, ad una certa età… è a letto… cotta. Sono dovuto andare a prenderle… mi hanno chiamato alle due:” signor Regazzini, sua moglie non si regge in piedi,venga a prenderle”: tutte e tre ko. Naturalmente il mio amico se ne è fregato: vai tu che ci vedi bene di notte. Non si muove neanche se viene la guerra… poi fa il grande ... la mia lasciala pure là. Pensare che se non la vede per due ore la cerca anche sotto il letto … accidenti si è svegliata... arriva. Voglio vedere come si giustifica.

Marta:                               (Entra tutta arruffata) Ragazzi, basta, non mi cattano più! Mamma

mia che senso di smarrimento di … (vede Eugenio). Cosa ridi cretinetti … è l’ultima volta che …


Eugenio:


Veramente è la prima.


Marta:


Taci vanaglorioso: quel Rum li… è troppo forte.


Eugenio:


Per una che è abituata allo Sherry!


Marta:


Che ore sono: mamma le undici e mezza! Metti su l’acqua.


Eugenio:


Ti devo far bollire prima o sei già cotta?


Marta: (Gli lancia la boulle dell’acqua calda). Ebete, mi dovresti ringraziare … (Non finisce la frase, è stanca).Quando arrivano gli intellettuali cerca di rinfrescargli la memoria. Devono smetterla di fare quello che vogliono. Guarda che se lasci perdere anche questa volta ti faccio correre fino a Milano.

Eugenio:                        Ho capito,oggi cominciamo male. Chiamo il dottore?

45


Marta:

male poverina.


Vai a quel paese, te e il dottore. Chiama Michela piuttosto, è stata


Eugenio:


Guarda che vi ho portato a casa io, non so se te ne sei accorta.


Marta:

come un


Eri tu, non dire scemate, quando sono entrata in camera dormivi ghiro. Pappagone!


Eugenio:                        Ti ho portato dentro di peso: cerca di dimagrire va la. Peso piuma,


invece di romperci le cocotte tutto il giorno cerca di fare la dieta dissociata.

Marta:                              Ti dissocio io tra un po’.

Antonio:                        (Entra). Ah, bene, siamo vispe, allegre comari. Ho visto la

portinaia: osti se è in aria, sentila (apre la porta, la si sente gridare sulle scale), altro che Cuba libre, è andata giù sul pesante. Allora, Marta, serata d’onore, gran galà, chissà che conquiste? Ad una certa età non si deve bere, il fegato si sfascia.


Marta:


Parla per te. Lascia che la Michi si riprenda e poi ti sfascia lei.


Antonio:


Perché? Cosa ho fatto?


Marta: (Antonio si stringe nelle spalle). La Maggioni ha parlato con la Michela e le ha detto…


Eugenio:

camera).


Taci, mezza morta, dai torna a letto. (Si lascia accompagnare in


Eugenio:                         Per fortuna che gli scapestrati siamo noi… dai, facciamo una


partitina mentre l’acqua bolle, ci vorrà una mezzora. Qui insieme al gas ci mettono l’aria!

Antonio:                        Ti straccio, cucù. Dai… (Solita musichetta per un minuto). Io non

capisco, com’è possibile… qui c’è qualcosa che non va. Sei un campione o cosa? Dillo perché non sono nella condizione di subire questi scacchi micidiali, sopratutto a livello morale.


Eugenio:

ecco.


È tutta fortuna, Tony… diciamo che mi danno lezioni private,


Antonio:                         Ma se vieni al circolo, più private di quelle. Sarai venuto lì sei


volte, io sono sei mesi e sono ancora al palo. Ho già buttato 300 euro. (Eugenio sghignazza non visto).No, c’è altro, non è che per caso giocavi già?

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Eugenio:                        Ma no, ho un intelligenza brillante nonostante l’età, mi basta

vedere una volta: sono uno che impara in fretta.

Fred:                                 Permesso, allora le signore? Stanno bene? Ho visto la portinaia,

mamma mia , cos’ha bevuto: alcool puro?(Vede la scacchiera, Eugenio gli fa dei cenni ad hoc). Sarete diventati dei campioni ormai.

Antonio: Oh, lui è diventato bravo tutto d’un colpo. Ha della stoffa! Anche se devo dire, è un po’ misteriosa la faccenda.

Marta: (Rientra con uno scialle malconcio sulle spalle). Pistola, sei un cucù. Fred, è ora di finirla. (Eugenio al vederla ride sotto i baffi).


Fred:

strada.


Ehm, beh, devo andare a lavorare. Mi scappano le galline in


Marta: Cosa sei venuto a fare, un giro di propaganda? Non vedi che gli stai facendo venire il complesso di inferiorità.

Antonio: Beh? Stiamo facendo gli indovinelli della settimana enigmistica? (Arriva Michela, abbraccia Marta).

Michela:                         Ciao, tesoro… che serata, erano decenni che non ci divertivamo

così: bisognerà farlo più spesso!

Maggie:                          Permesso, si può? Fred, sono stata a casa, è stata tua madre a dirmi


che eri qui. Beh, cosa c’è da guardarmi così scacchisti? Comodo, signor Eugenio… farsi dare lezioni da lui.


Antonio:


Ah, ecco cosa erano tutte quelle sceneggiate, è lui che ti insegna.


Maggie:


Vorrei ben vedere: è stato campione italiano.


Antonio:


Ti tolgo il saluto, mi voleva prendere per un cretino, Michi!


Michela:                         Chi se ne frega…visto che ci siamo tutti. (Entrano Aldo e Anna).

Siamo al completo. Lo sapete cosa sta combinando questo furbacchione qui: esce con la Maggioni! (Lo strattona).

Antonio: Prego: è lei che... mi ha tentato. Si butta addosso sull’ascensore, Eugenio diglielo tu.


Eugenio:


È vero,l’ha fatto anche con me,


esce col Conti.


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Michela: No caro, il mazzo di rose glielo ha fatto recapitare dal Conti, ma per conto suo. Il Conti è un imbecille! Eh, ma gliene dico quattro. L’ha detto anche la portinaia. Li ha visti che cinguettavano come due scemi. Non credere che finisca qui, te ne accorgerai: pusillanime!

Eugenio: Ha parlato la bocca della verità! Dai, Lo sappiamo che quella li ti gonfia la testa .E’ innamorata di me.(Si riferisce alla portinaia).


Marta:


Stai zitto che è meglio.


Antonio:


È meglio, bugiardo, questa cosa degli scacchi non la mando giù.


Aldo:                                Via signori, cerchiamo di superare questa fase di accuse


reciproche. Avete una certa età, state calmi, le incomprensioni si superano, sappiamo tutti che sono fole. Promettevi di comportarvi bene; Michela,mamma, non stategli così addosso, in fin dei conti cosa hanno fatto: niente!

Antonio:                        Io con la Maggioni non ho fatto niente, ma lui ha tradito la nostra

amicizia. Dopo quarant’anni comportarsi così: la cosa che più mi da fastidio è che ci sono cascato come un merlo! Avrei dovuto capirlo che non poteva essere farina del suo sacco.

Eugenio:                        Tanto per cominciare io non faccio il mugnaio … dai, non te le

prendere … ci siamo divertiti! (Va ad abbracciarlo Antonio si divincola). Promettiamo solennemente: mai più cretinate con la Maggioni, con le altre … con gli scacchi … Vero Antonio? (taglia corto). Abbiamo un’età!

Antonio:                        Quanti equivoci. (sembra accettare lo scherzo). Basta, vivete di

sospetti! Chi ci pensa alle donne, quando mai, non ce ne frega niente: vero Eugenio?


Michela:


Vedremo. Avete dieci giorni per rimediare i danni…dopo di che…


Fred:


Non ci sono danni. Siamo solo sovraeccitati per nulla.


Maggie: E’ vero, in fin dei conti se non succedeva il pasticcio io non avrei mai conosciuto Fred. Vi devo solo ringraziare.

Aldo: Certo, ci sono cose più importanti, nella vita: suvvia. (non sa bene cosa dire). Per esempio…


Marta:


… Il 730 per esempio.


Anna:


Il 730?


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Aldo:


Ebbene sì. Hai fatto degli errori, i conti non tornano.


Michela:


Ancora con sto Conti. (Si era distratta).


Anna:


Errori, fatemi vedere… errori, ci manca anche questa.


Marta:


Credi di essere infallibile?


Eugenio: Più o meno. (Ha preso il 730). Ecco, professoressa. (Anna da un’occhiata e ride).

Anna:                               Certo che voi… poi sono io. Anche tu… voi… i 730 non ve li


faccio più! (Sbatte i fogli sul tavolo). Aldo andiamo, march. Fuori da questa gabbia di degenerati.

Aldo:                                Ma, Anna. Voglio delle spiegazioni. (Anna sembra più calma).

Anna:                               Scommetto che gli hai dato un’occhiata pure tu! Fiducia piena.

Non vedi l’allineamento delle somme: asino. (Eugenio annuisce). Sbaglio, io sbaglio… è un rimborso dell’anno scorso, non un debito . Li dovete prendere non dare. (Ha alzato la voce).

Eugenio: (Imbarazzato). Oh! Che bella notizia. Dai Marta ci compriamo un bel cappotto di cammello selvatico. Anna, ti dobbiamo delle scuse, (lo dice a senti stretti) anche a te, Antonio, ho voluto metterti in difficoltà,come si dice: l’occasionefa l’uomo ladro.(Lo fa a malincuore) .Fred è così bravo. Lo sapete che è diventato istruttore nonché maestro di scacchi giù al circolo? Avremo lui adesso.

Marta:                              Avranno!... Anna … ecco … credevamo che avessi sbagliato,

perdonaci .. (Tra se).Una volta tanto che hai ragione tu.

Fred: (Assume un atteggiamento euforico, quello che deve dire è importante per lui). Noi abbiamo intenzione di vivere insieme. Forse ci sposiamo!

Maggie: A quest’ora avremmo potuto già avere dei pargoli. Vi devo solo ringraziare! Ci siamo incontrati troppo tardi.


Antonio:


A sì, che ora era?


Eugenio:                         Antonio, sei un frescone, ti vai a cacciare in situazioni… taci…


non ne azzecchi una. Che ora era?

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Marta:                               Tu abbi la furbizia di tacere altrimenti ci sono i lavori forzati che ti

aspettano: quest’estate ti faccio imbiancare tutta la casa due volte . Fammi un altro scherzo e vedrai la vecchiaia in carrozzina!


Michela:


Brava! Mi hai dato un’idea. Ti faccio tirare su i pavimenti.


Maggie:                           Non siate così severi, in fondo sono due adorabili vecchietti: (li


abbraccia, ai due gli si afflosciano le ginocchia)adesso c’è il mio Freddy giù alcircolo. Li terrà d’occhio lui. Vero Freddy?

Fred:                                 Certo, li farò stancare per bene, così non avranno più motivo di

correre dietro alle ragazze giovani. (Improvvisamente piomba in casa la portinaia, ha una scacchiera in mano).

Portinaia: Eugenio, Antonio, c’è qui una ragazza che vi cerca. (A questo punto c’è il parapiglia generale, i due scappano da tutte le parti, su questa situazione c’è la battuta di Michela).


Michela:

deficiente.


Io mi trasferisco, torno da mia madre, non posso più vivere con un


Tutti: Michela, Michela… alla tua età. (Cercano di trattenerla perché ha preso una sedia e tenta di scagliarla ad Antonio).

Marta: (Marta è corsa in cucina ed esce con un mattarello)Tu considerati defunto … (Mentre il sipario si chiude lentamente si sentono rumori d’ogni genere).


Eugenio:


Non è vero, vi siete messe d’accordo,è un complotto Antonio!


Antonio:


Siamo innocenti! Salviamoci … buttiamoci dal balcone.


FINE

Dopo la chiusura del sipario, al momento dell’uscita finale, Eugenio e Antonio escono sulla carrozzina accompagnati dalle mogli, hanno alcuni arti ingessati. Si guardano con tenerezza scuotendo la testa come per dire “è finita con le donne”. Sembrano rassegnati ma Antonio, con la mano libera, fa il gesto di chi non rinuncerà mai.

Ogni riferimento a luoghi, fatti e persone è puramente casuale.

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