Il clan delle vedove

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IL CLAN DELLE VEDOVE

di Ginette Beauvais Garcin

traduzione di Luca Barcellona

Personaggi:

ROSE STELLMAN

MARCELLE, amica di Rose

JACKIE, amica di Rose

PIERRE, figlio di Jackie

SOPHIE CLOUZOT, ex amante del marito di Rose

JEANINE, figlia di Sophie

JEANNE, figlia di Sophie

UN BAMBINO

JEAN-JULIEN

PRIMO ATTO

Al levarsi del sipario la scena è deserta. Squilla il campanello della porta. Arriva Rose, attraversa la scena. È in vestaglia, ha in mano dei guanti per le pulizie, un secchio ed una spugna. Va ad aprire. Entra Jackie. Si baciano a lungo.

JACKIE - Oh, Rose, povera Rose, ma non è possibile! Così all’improvviso! Non posso crederci, è troppo crudele!

ROSE - Sì, purtroppo.

JACKIE - E hai chiamato qualcuno?

ROSE - Sì, certo… i pompieri… l’ambulanza… Sono appena andati via.

JACKIE - Non ci posso credere! Quando mi hai chiamato stavo per andare a fare la mia lezione di yoga. E dire che due minuti dopo non mi avresti trovata! Ma che cosa fai con i guanti?

ROSE - C’era acqua dappertutto!

JACKIE - Acqua?

ROSE - Sì, un incidente, un incidente così cretino! Vedessi com’è conciato… si è trasfigurato!

JACKIE - Un incidente? Allora non è morto qui?

ROSE - No, no, è morto qui… ma per un incidente. Io ero in bagno quando ho sentito un gran rumore sordo; lascio tutto, chiamo: “Jacques! Jacques!” Non risponde. Corro nella stanza: tutto a posto; vado nel suo studio, niente… sento dell’acqua che scorre, mi precipito nel bagno degli ospiti e… Dio mio!!!

JACKIE - Si è sentito male nel bagno degli ospiti?

ROSE - (innervosita) Macché! Non si è sentito male.

JACKIE - Calmati Rose e raccontami tutto.

ROSE - Ecco… apro la porta… un orrore! Era là, seduto sulla tazza, il suo Paris-Match nella mano sinistra, e nella mano destra… la catena… la catena!

JACKIE - La catena?

ROSE - La catena, sì, tirandola è venuto giù tutto.

JACKIE - Vuoi dire che s’è preso lo sciacquone in testa?

ROSE - Sì!…

JACKIE - (ridendo) Scusami, sono i nervi, Rose scusami, oddio non riesco a fermarmi…

ROSE - E acqua dappertutto, dappertutto. Stavo ancora asciugando quando sei arrivata. (le mostra i guanti)

JACKIE - E allora?

ROSE - E allora ho chiuso l’acqua e ora sto aspettando l’idraulico. (Pausa)

JACKIE - Hai telefonato a Marcelle?

ROSE - Sì… si veste e viene subito.

JACKIE - E le hai raccontato…?

ROSE - No, come potevo! Storie come questa, bisogna raccontarle con i gesti.

JACKIE - Già, è vero mia cara, che colpo devi esserti presa! …Beh, anche lui s’intende, ma almeno non se n’è neanche accorto, se ti può consolare. Certo che deve aver tirato forte! Non è una cosa fragile… gli sciacquoni sono studiati in modo da non cascare così in testa alla gente!

ROSE - Ma non poteva stare un po’ più attento maledizione, ora per colpa sua mi sento a pezzi, oh come sono infelice! (Suonano alla porta) Ah… forse è l’idraulico. (Va ad aprire. Entra con Marcelle. Grandi baci con Rose, poi con Jackie)

MARCELLE - Vecchia mia, vecchia mia, che disgrazia!

JACKIE - È arrivata la poppante.

MARCELLE - Non pensavamo certo che ci avresti raggiunto così presto nel nostro clan delle vedove, vorrei dirti brevemente, ma… non credo sia il caso… devi farti coraggio mia cara e puoi contare sempre su di noi, come noi abbiamo potuto contare sempre su di te quando ci è caduta tra capo e collo la stessa disgrazia!

ROSE - (con un sospiro) Tra capo e collo… già… dici bene… tra capo e collo! (piange)

MARCELLE - Quando penso che gli ho parlato al telefono soltanto ieri, povero Jacques! Niente lasciava immaginare… Come per Bruno mio, povero caro! Rottura d’aneurisma!

JACKIE - Rottura, sì. Ma mica d’aneurisma… (Suonano alla porta)

ROSE - Dev’essere l’idraulico… (andando alla porta) Ho chiuso l’acqua, sto aspettando l’idraulico.

MARCELLE - (a Jackie) C’è stata una perdita d’acqua per caso?

JACKIE - No, di marito!

MARCELLE - …per colpa dell’acqua, volevo dire.

JACKIE - Per colpa di un colpo!

MARCELLE - Apoplettico.

JACKIE - No.

MARCELLE - Puoi essere più chiara, per favore!

JACKIE - Per un colpo di sciacquone… s’è preso lo sciacquone in testa…

MARCELLE - Ma hai bevuto?

JACKIE - Ti giuro.

MARCELLE - (la guarda inebetita) S’è preso lo sciacquone in testa? …Ma come?

JACKIE - …col Paris-Match nella mano sinistra… e la catena nella mano destra…

MARCELLE - No!? (comincia a ridere)

JACKIE - Sì, invece… morto sul colpo.

MARCELLE - Oddio… (ride) Scusami, è il nervoso… (ridono tutt’e due)

JACKIE - Ho detto a mio figlio Pierre, di venire anche lui. Capirai, quello già non prende niente sul serio! …Figurati quale sarà la sua reazione quando sentirà la causa del decesso.

ROSE - (ritorna) Non era l’idraulico, era solo la mia vicina, tutta allarmata. Capirai, ha sentito l’ambulanza, i pompieri…

MARCELLE - …avrà pensato che fosse successo qualcosa di grave, poverino. Non le avrai raccontato com’è successo?

ROSE - No, no! Le ho detto soltanto che mio marito aveva avuto un attacco.

MARCELLE - Ah! Perché non puoi raccontare una cosa simile così… (ricominciano a ridere)

ROSE - Sarà meglio che avvisi il suo ufficio. Mi farò passare André Chevalier, era il suo migliore amico.

JACKIE - Guarda di non raccontare a Chevalier com’è andata. Lo conosci, no? Sai le risate che si farebbe con i colleghi!

ROSE - Che cosa potrei inventare?

MARCELLE - Semplice, come per Bruno mio: rottura d’aneurisma, funziona benissimo. (Suonano alla porta)

ROSE - Spero sia l’idraulico. Tutta quell’acqua crea un tale disordine! (esce)

JACKIE - …in tecnicolor… Marcelle!!!!

MARCELLE - Cosa?

JACKIE - In tecnicolor… ti sei vestita in tecnicolor… ma almeno oggi… potevi metterti qualcosa di più… adeguato!

MARCELLE - La prima cosa che mi è capitata sotto mano… Cosa vuoi? Ero così frastornata. (Rose ritorna con Pierre)

PIERRE - (le bacia tutte e tre, a lungo) Oh Rose, Rose! Che disgrazia, povero Jacques! Andarsene così… Cos’è stato? Un colpo?

MARCELLE - …Sì… sulla testa…

PIERRE - Come?… Sulla testa? Chi è stato?

ROSE - A lui possiamo dirlo, non è mica un estraneo!

PIERRE - Cosa vuoi dire?

JACKIE e MARCELLE - Dai, racconta!

ROSE - Raccontate voi due, io non posso… se dimenticate qualcosa, vi suggerisco.

PIERRE - E… allora?!

JACKIE - E allora … (guardando Marcelle e Rose) E allora non so da dove cominciare…

MARCELLE - Vieni subito al dunque. (fa il gesto della catena)

JACKIE - Ecco… il tuo “zietto” Jacques, come lo chiamavi tu quando eri piccolo… beh, il tuo zietto Jacques, questa mattina…

MARCELLE - Stava in bagno…

JACKIE - …quando Rose ha sentito un rumore enorme. Dopo aver guardato dappertutto nell’appartamento, s’è detta: non resta che un posto, il bagno degli ospiti… e là…

MARCELLE - …l’ha trovato… (fa il gesto di “seduto”)

PIERRE - …ancora seduto!

MARCELLE - E con lo sciacquone sulla testa…

PIERRE - (comincia a ridere) Oddio! oddio!

JACKIE - Con il Paris-Match nella mano sinistra e la catena nella mano destra!

PIERRE - Oddio! Oddio! Oh, scusami Rose… (continua a ridere) …e poi?

MARCELLE - Rose ha chiuso l’acqua e ora sta aspettando l’idraulico. (BUIO)

JACKIE - (entrando) Dio come odio i funerali, se dipendesse dalla mia volontà non andrei nemmeno al mio.

MARCELLE - E hai sentito in chiesa? Che roba!… Invece dell’organo adesso mettono le cassette! Non si può più credere a niente! Non ci si può più concentrare.

PIERRE - Eh sì, c’è mancato poco che ti invitassi a ballare!…

JACKIE - Come vuoi poi che non ci siano tanti disoccupati! Persino in chiesa è tutto robotizzato!

MARCELLE - E poi francamente, la musica di un film per un funerale…

JACKIE - Quale film?

MARCELLE - Le cascate del Niagara.

JACKIE - Già! Intonato alla circostanza… E hai visto quella bara? Una cosa faraonica! Non ha certo badato a spese! Io gliel’ho detto: Dio mio Rose, l’hai sempre viziato! Io invece, per Roger ho fatto una cosa semplice, ma fatta bene!

MARCELLE - Anche tu però… Roger non voleva niente, neanche andare in chiesa! E tu gli hai messo persino un rosario tra le mani.

JACKIE - Se non gli ha fatto bene, sicuramente non gli avrà fatto male…

MARCELLE - Mi raccomando, quando torna Rose aiutatemi a tener viva la conversazione…

PIERRE - Veramente io vorrei sopravvivere alle vostre conversazioni…

JACKIE - Comunque, Rose con la casa al mare che non è ancora finita, avrebbe potuto risparmiare e fare una cosa un po’ meno cara… vi pare?

ROSE - (rientrando) Che mal di piedi… mi ricorda il mio matrimonio.

JACKIE - Nel giorno del funerale! Che perfetto equilibrio…

PIERRE - (facendo gesto di dover andare al bagno) A proposito Rose… posso? No, dico, posso andare nel bagno degli ospiti, non c’è pericolo che…?

ROSE - No va’ tranquillo, in quello c’è il pulsante.

JACKIE - Mettiti a tuo agio Rose, vado a preparare qualcosa.

ROSE - No, non ho fame. Non mi va niente, niente. La sola idea di masticare mi fa stare male.

JACKIE - Io invece è il contrario: le emozioni forti mi aprono lo stomaco.

MARCELLE - Beh, per questo non è che hai bisogno delle emozioni…

JACKIE - Credo che sia una questione di nervi… da quando Roger è scomparso, devo compensare. Allora mangio. (va in cucina. Squilla il telefono. Risponde Marcelle)

MARCELLE - Pronto? Casa Stellman… Ah! È lei, André. (a Rose) È André Chevalier. (al telefono) Sì… sì, sono Marcelle… No, no, non è sola… Ci siamo Jackie e io… Sì, gliela passo. (a Rose) Attenta, eh! Non dire di… (gesto catena)

ROSE - No, no! (al telefono) Sì… eh!!! Un colpo… un colpo tremendo… lo sciacquone… (reazioni di Marcelle) Improvviso, sì… (piange) Sì, lo so… lo so… lo so che per me c’è lei… Sì… Sì, grazie… Troppo buono… Grazie di pensare a tutto… Lei è il mio angelo custode!… A presto! (riattacca)

MARCELLE - Come sei brava a mantenere i segreti.

PIERRE - (rientrando) L’avessi fatto mettere prima, il… (fa il gesto del pulsante)

ROSE - Eh, lo so! Lo so!

PIERRE - Beh, ora devo andare, sono già in ritardo. (bacia Rose, poi Jackie) Ciao, mamma.

JACKIE - A stasera tesoro.

PIERRE - (a Marcelle) Ciao, fata!

MARCELLE - Adieu, mon amour! (Pierre esce) È l’unico uomo che ci resta… ci tocca dividerlo in tre!

JACKIE - Povero Jacques, morire così, in piena forma! Quando sono malati, che devi curarli, almeno tu dici: “Ho fatto tutto ciò che ho potuto!” Ma così… e pensare che amava così tanto la vita… era sempre tanto allegro.

ROSE - (fra le lacrime) Eh sì, ti ricordi che risate che ci siamo fatti, insieme!

JACKIE - Sì, devo dire che tra mio marito e lui… erano proprio divertenti! Non lo facevano neanche apposta, ma era quasi una gara a chi diceva più cretinate!

ROSE - È vero… (comincia a ridere) Ti ricordi quella volta che Jacques… tornando a casa una sera… oh Dio non farmelo ricordare. (Durante questa scena si instaurerà una crisi di risate tra Rose e Jackie)

JACKIE - Oddio, non farmelo ricordare. Fu quella volta dal portiere, dopo le dieci di sera!

MARCELLE - Le ventidue…

JACKIE - Eh?

MARCELLE - Niente, continua.

ROSE - Sì, sai, una volta, la sera dopo le dieci…

MARCELLE - Le ventidue (Jackie la guarda) Eh no, scusa, le dieci sono le dieci del mattino! Ma voi non avete proprio le basi…

JACKIE - Non abbiamo le basi, ma abbiamo l’altezza… almeno! Vabbè! Le ventidue…

ROSE - E allora dicevo… sapete che bisognava dire il proprio cognome mentre si passava davanti al gabbiotto del portiere… beh, una sera, rientrando a casa, anziché dire Stellman…

JACKIE - …Jacques ha detto “Buonasera!”

MARCELLE - Ah! Tutto qui? (non sa se ridere o no) Buona, per oggi le comiche…

ROSE - E… quando tu e Roger siete venuti la prima volta nella casa al mare a Touquet?!! (ridono) Ti ricordi?

JACKIE - Ah sì! (ride)

MARCELLE - (sconcertata) Perché, cosa è successo stavolta? Ha detto buongiorno?

JACKIE - No… Dunque, parcheggia la macchina, scendiamo, cominciamo a camminare, io chiaramente lo seguo, e mi accorgo che mi fa fare un giro lunghissimo per non prendere un senso vietato!

MARCELLE - (non capisce) Beh?

JACKIE - Ma eravamo a piedi capisci! (ridono tutte di gusto) Che risate quando l’abbiamo raccontato a Jacques!

MARCELLE - (ridendo di gusto) E io!… Una mattina, esco per fare la spesa, al ritorno l’ascensore era guasto, allora mi faccio cinque piani di scale e rientro in casa senza fiato… Bruno vedendomi in quello stato mi chiede: “Cosa ti è successo?” E io: “Oddio, oddio, ho appena visto un maniaco!” E lui: “E allora?!” “E allora mi sono messa a correre, a correre… niente da fare, non sono riuscita a raggiungerlo!” Per un momento ho creduto che mi volesse ammazzare… Eh sì, non ci si ricorda che dei bei momenti!

JACKIE - È vero… tutto ciò che poteva essere brutto, si dimentica…

MARCELLE - A proposito, come l’hai vestito… per il suo ultimo viaggio?

ROSE - Col vestito del matrimonio.

JACKIE - Ma se si era appesantito da allora… gli sarà stato troppo stretto!

MARCELLE - Avrai fatto saltare senz’altro tutte le cuciture.

ROSE - Ma no, gli ho scucito la schiena e così ho potuto chiudere la giacca… A proposito mi devo comprare dei vestiti neri. Non ho niente di intonato…

MARCELLE - Macché, non si usa più, e poi sono così funerei…

ROSE - Però quanto abbiamo riso! Che vergogna! Se i nostri mariti ci vedessero, di lassù! Ne parliamo come se fossero ancora qua!

MARCELLE - Eh già, finché c’è qualcuno che pensa a loro… loro, sono sempre qua. E poi è la vita! Prima o poi tocca a tutti!

JACKIE - Sì, ma andate avanti voi… io non ho nessuna fretta.

ROSE - E tutto ciò per colpa di quella casa a Touquet! Tutti i nostri risparmi finivano là, nella casa al mare! Era fissato!

JACKIE - Non vedo in che modo la casa a Touquet abbia potuto provocare la morte di tuo marito!

ROSE - Tu sai che noi qui siamo in affitto dal 78, e lui non ha mai voluto fare riparazioni, niente. Quante volte gliel’ho detto: “Un giorno o l’altro quello sciacquone cascherà in testa a qualcuno!” “Ma no, ma no, è fatto per durare una vita! E poi c’è un proprietario! Tocca a lui fare le riparazioni! Preferisco sistemare la casa al mare. Vedrai, ci sarà molto utile quando andremo in pensione…” Era fissato con quella casa!

MARCELLE - Sì, ma a            te, almeno, resta qualcosa. È un capitale, il mattone! Quella casa adesso puoi venderla e comprarti qualcosa qui. Oppure ti metti i soldi in banca. Ce l’avessi io, una cosa del genere… quando ci penso… con tutti quei soldi che ha guadagnato Bruno! Alè! Tutti con le donne! L’ultima, la segretaria, gli ha mangiato un capitale.

ROSE - E com’era?

MARCELLE - Il contrario di me… Quando li ho scoperti, il satiro era talmente imbarazzato che non sapeva più se grattarsi l’orologio o caricarsi il sedere. Per fortuna che sulla spesa ho potuto fare qualche economia… Ecco, devo dire che aveva una grande qualità… non controllava mai conti.

ROSE - Io venderò. Non so… Io non mi sono occupata mai di niente: di lui, solo di lui. Adesso… gli atti di decesso… gli appuntamenti col notaio!

JACKIE - Sei sola, non avrai nessun problema per la successione.

MARCELLE - Vedrai che penserà a tutto André Chevalier! Era un così caro amico del tuo povero Jacques!

ROSE - Lo spero proprio… André è un angelo. Se almeno Jacques mi avesse fatto prendere delle lezioni di guida, adesso potrei guidare la sua macchina!

MARCELLE - E allora… è arrivato il momento di imparare, guarda me: una settimana dopo la sua morte, ho fatto subito l’esame per la patente! Adesso sono indipendente, autonoma! Vado dove voglio, mi sento libera come un uccello.

JACKIE - Stasera restiamo qui con te… Vuoi?

ROSE - No, preferisco rimanere sola… al massimo leggerò questo.

MARCELLE - Cos’è?

ROSE - Un trattato su come guarire dall’insonnia.

JACKIE - Ma se dormi sempre come un ghiro, che vuoi fare gli straordinari?… Ad ogni modo, sai che puoi chiamarmi notte e giorno, se ti dovesse prendere la benché minima angoscia…

ROSE - Grazie.

MARCELLE - Che bello, però, eh?!

JACKIE - Marcelle!…

MARCELLE - No, dico, che bello piangere un uomo che ti ha amato tanto! In un certo senso, hai avuto una bella fortuna Rose!!!!

ROSE - Non esagerare! Anche Bruno era gentile… a modo suo, ma ti amava.

MARCELLE - Mah! Lo diceva solo… bla, bla, bla… e poi spariva per giorni e giorni interi… per notti intere. Adesso almeno so dov’è…

JACKIE - Ma allora perché ci sei rimasta insieme?

MARCELLE - Perché quando trovo un uomo che può rovinarmi l’esistenza me lo accaparro…

JACKIE - L’ho sempre detto che hai la vocazione della missionaria…

MARCELLE - E poi anche per inerzia., per pigrizia… Mi rompevo le scatole fedelmente! Vecchia educazione borghese… Non posso certo dire di aver sofferto, alla sua morte… Ma all’inizio però mi mancava… Certo che se fossi stata indipendente economicamente, me ne sarei andata via subito! Adesso però, con la sua pensione, non avendo figli., qualcosa c’è… Finalmente vivo!… E poi, un mese fa, ho incontrato un ragazzo…

JACKIE e ROSE - Ah sì? Ma va? Racconta, racconta.

MARCELLE - Ma no, forse non è il momento adatto!

ROSE - Al contrario, ci rilasserà un po’.

JACKIE - Rilassare! Ci darà un po’ di elettricità vorrai dire… dai su racconta, dove l’hai incontrato?

MARCELLE - In un dancing… l’ho guardato mentre ballava, Dio come si muoveva bene, con il suo vestito a strisce bianche e nere addosso.

JACKIE - Figuriamoci quando non ce l’ha…

ROSE - Frena i tuoi pruriti Jackie.

MARCELLE - Insomma, ero seduta a bere un cognacchino, quando mi si siede di fronte un ragazzo… alto.

JACKIE - Come quello dell’anno scorso?

MARCELLE - Beh, quello non sarà stato altissimo, ma mi superava di un palmo così.

JACKIE - Per forza… quando ti dette l’appuntamento era sullo scalino della macelleria.

MARCELLE - Beh sì, insomma, alto… abbastanza, ecco… biondo… riccio! Due occhi che… sui 45-60 anni…

JACKIE - L’hai trovato all’uscita dell’asilo?

MARCELLE - Invidiosa!… E comunque molto bello!! Un maschio di razza… e che portamento!

ROSE - E allora?

MARCELLE - E allora abbiamo parlato un po’ del più e del meno… Mi dice di essere solo nella vita… E poi mi dice che vuole rivedermi.

JACKIE - Non era ubriaco quando te lo ha chiesto, vero?

ROSE - Ma stamattina, per caso, qualcuno ti ha pestato i calli?

MARCELLE - Poi ci siamo lasciati… ma… prima c’eravamo scambiati gli indirizzi…

ROSE - Non lo conosci neanche, e gli dai il tuo indirizzo così? Dio santo, è proprio vero che l’ingenuità apre le porte del Paradiso.

JACKIE - Ma fa passare anche un sacco di guai sulla terra.

MARCELLE - Sì, addio!… Ma dai, bisogna continuare a vivere! Io ho sofferto tanto nella vita … e poi guarda, da un anno, da quando… coso… lì…

JACKIE - Ma chi?… Bruno?

MARCELLE - Sì… da quando Bruno è morto, è stata la prima volta che ho avuto voglia di… di parlare con un uomo.

JACKIE - Di… parlare? Adesso si dice così? E poi, vi siete rivisti?

MARCELLE - Ma si, ma sì.

JACKIE - E avete…? Sì, insomma, avete fatto le scintille.

MARCELLE - No! Mi rispetta troppo! Comunque… fa delle cose! Dice delle cose! È pazzo di me… Certe volte mi sento… mi sento come se avessi di nuovo 18 anni…

JACKIE - Sì, col cambio svizzero… E cosa fa nella vita? Il disegnatore di strisce pedonali?

MARCELLE - Ha un salone di parrucchiere.

JACKIE - Ah! Bene! Così non avrai più problemi con la ricrescita!

MARCELLE - Hai sempre la delicatezza di un elefante, tu!

JACKIE - Dai, Semiramide, non essere tanto suscettibile, mi riporti a casa?… Sono un po’ stanca… Io vado… ciao Rose… fatti coraggio!

MARCELLE - Ciao, tesoro. Cerca di dormire. Ah già, tu non hai problemi.

ROSE - (piagnucolando) Dormire? E chi mi stringerà forte fra le sue braccia ora? (piange) Chi? Chi?…

JACKIE - Il cuscino, abbracciati al cuscino.

MARCELLE - Poi passa, vedrai! Sul mio stesso pianerottolo viveva una coppia di vecchi sposi, soli e sempre, sempre insieme… San Rocco e il cane. Un mese fa lui è morto. Ieri, in ascensore, ho incontrato lei… con un altro cane… Alè! Ci vediamo… fatti un bel sonno.

ROSE - (un po’ sconsolata) Ciao Marcelle, ciao Jackie, venite quando volete, le chiavi ce l’avete? No? (va in un cassetto a prendere le chiavi) Ecco… (dà la chiave ad ognuna di loro e si appresta a spogliarsi mentre le amiche escono. Dopo un po’ Jackie ritorna con un grande scialle sulle braccia) Hai dimenticato qualche cosa?

JACKIE - Sì, questo. (le dà lo scialle) L’avevo preso per te e dimenticato in macchina… Volevo dirti che se ti viene freddo… basta questo! Fidati! (Rose si stende sul divano, dopo un po’ squilla il telefono)

ROSE - Oh Dio, non ci si può riposare un minuto! (risponde al telefono) Pronto!… Sì, sono Madame Stellman… No, no, non mi disturba affatto… Come? Ah, ha saputo… E chi è lei?… Una che conosceva bene mio marito?… Era in affari con lui?… Madame Clouzot… Da vent’anni lei si occupa di due faccende di mio marito!… No non lo sapevo… No! Sa, mio marito mi parlava molto poco del suo lavoro… È per la successione?… Beh, in questo caso potremmo vederci domani?… Alle undici a casa mia? Va bene, d’accordo… La sua emozione mi commuove… (riattacca, parla tra sé e sé) Clouzot?… Clouzot?… Che strano, Jacques non me ne ha mai parlato, gli sarà scappato di mente. (BUIO. Giorno dopo)

SOPHIE - Dunque… conoscevo suo marito da vent’anni. Ne ho appena compiuti quarantadue, quindi l’ho conosciuto all’incirca quando ne avevo venti.

ROSE - Sì, l’abbiamo conosciuto quasi nello stesso periodo, insomma… più o meno.

SOPHIE - Questo non le dice nulla?

ROSE - No! Non capisco! Mi scusi madame si spieghi meglio… dove vi siete conosciuti?

SOPHIE - Nei pressi di Calais… un piccolo villaggio di pescatori. Vicino a Touquet. (con intenzione) Neanche questo le dice nulla?

ROSE - No! Cioè si, Touquet è dove abbiamo la nostra casa al mare.

SOPHIE - Appunto… Ecco! Tutte le estati, con i miei affittavamo una casa per tre mesi, durante le vacanze scolastiche. Ci vado dalla mia più tenera infanzia. Mi è sempre piaciuto il mare del Nord. (Rose fa qualche smorfia) A lei no, eh?

ROSE - Non proprio… è sempre gelido… sempre col maglione!

SOPHIE - Abbiamo avuto delle estati calde come sulla Costa Azzurra! Dieci anni fa, sa?

ROSE - Sì, sì, lo so. Jacques me lo diceva sempre: “fa altrettanto caldo qui a Touquet come a Cannes”, ed io gli rispondevo: “Forse a Touquet fa altrettanto caldo come a Cannes, solo che a Cannes quando esco dall’acqua non ho le labbra viola”. Ma cosa c’entra tutto questo?

SOPHIE - Come ben sa, Jacques amava molto andare in bicicletta.

ROSE - Sì, sì… si faceva tutti i giorni chilometri e chilometri per allenarsi.

SOPHIE - Anche per allenarsi, appunto.

ROSE - (non gradisce molto) Vabbè! Allora? Veniamo al dunque.

SOPHIE - Allora veniva spesso a Calais… Lui adorava quella spiaggia.

ROSE - Beh, è la stessa che a Touquet: lunga, piatta, dritta e ghiacciata!

SOPHIE - Lui non la pensava così! Visto che veniva a scalare le rocce e a passeggiare sulla scogliera… In breve: un giorno che era andato a fare la sua passeggiata solitaria, a piedi, tornando alla macchina si rese conto di aver bucato. Io passavo di là, l’ho visto mentre riparava la ruota… Non era molto portato per i lavori manuali! In ogni caso, era ben equipaggiato: tuta, guanti di plastica, croce di sant’Andrea… mi ha fatto così ridere! L’ho trovato così tenero, così carino, molto charmant… io avevo vent’anni, ero vergine… capisce…

ROSE - Ma cosa vuol dire?!… Che mio marito e lei… Oh mio Dio, non vorrà dirmi che… No, non posso sentire tutto questo. Mi diceva sempre che mi amava come il primo giorno…

SOPHIE - Lo diceva anche a me…

ROSE - Dunque aveva una doppia vita e non ha mai lasciato trapelare niente! E nessuno me ne ha mai parlato! Ma porca miseria, sono sempre le mogli, le ultime ad essere informate… Oh Dio! Dio non farmi piangere… non davanti a lei… porca miseria!… Ci ho messo vent’anni per costruirmi un io forte e quando mi serve va a rinchiudersi nel cesso, maledizione!

SOPHIE - Se crede che il ruolo dell’amante sia divertente! Sa, ci vedevamo solo poche volte e mai nelle feste comandate. Obbligata a mettere pure il suo stesso profumo! “Shalimar”!

ROSE - Prego… “Femme de Rochas”…

SOPHIE - Negli ultimi tempi, forse, altrimenti sempre “Shalimar”, e io che amo solo “Vol de nuit”! Comunque… Non è stato facile. Io che sognavo di sposarmi in chiesa… in bianco…

ROSE - Bianco sporco, chiaramente!

SOPHIE - Di dire “sì” in municipio, di fare una gran festa, di poterlo baciare davanti a tutti, poter fare l’amore nella legalità, uscire con lui, andare a trovare gli amici, non dover sempre nascondersi. Come dev’essere bello risvegliarsi tutti i giorni con accanto a sé l’uomo amato! Durante le vacanze, quando lei era a Touquet, facevamo l’amore tra un colpo di pedale e l’altro sa? Come è meschina e limitata, la mentalità della provincia! Una moglie è sempre una moglie… esclusiva… il marito deve essere di una e di una soltanto.

ROSE - Perché, lo avrebbe preferito in cooperativa?

SOPHIE - L’amore, carina, è come il tandem… se uno non gliela fa o batte la fiacca, bisogna che l’altro pedali per due… chiaro?

ROSE - Se voleva essere spiritosa, beh, non c’è riuscita … ma perché non ha provato a sposarsi?

SOPHIE - Lui lo era già.

ROSE - Con un altro volevo dire…

SOPHIE - Provi a sistemarsi lei… con due gemelle tra le braccia…

ROSE - Ah! Perché lei aveva già due gemelle? Auguri! E perché non si è fatta sposare dal padre scusi… avranno pure avuto un padre?

SOPHIE - (non risponde, ma lascia capire tutto) Sì, suo marito.

ROSE - Ma cosa vuol farmi credere?…

SOPHIE - Quello che ha capito carina… “Finché mia moglie è in vita, non ti sposerò mai!” mi diceva… beh, certo se lei fosse morta per prima… allora no, no… Non mi guardi così, non ce l’ho con lei, non è mica colpa sua!!

ROSE - Ma che cosa vuol farmi credere? Che il mio Jacques ha avuto da lei due figlie! Ma è mostruoso! Ignobile! Perché vuol farmi del male? Perché mi vuole fare immaginare una cosa del genere? Infangare la memoria del mio povero Jacques!… Lei non è altro che una sgualdrina! Vuole appioppargli la paternità delle sue due figlie!… Per i soldi, immagino?! Un ricatto! Me lo provi! Sì, mi provi che le sue due figlie sono di mio marito!

SOPHIE - (tendendole i documenti) Si chiamano Stellman! Come lui, come lei! Le ha riconosciute quindici anni fa, quando è stata approvata la legge. Quindi, a proposito della successione, dovrà dividere con le mie figlie! Conosciamo bene la casa a Touquet, la divisione si farà in tre, il conto in banca è già stato bloccato, la cassetta di sicurezza pure.

ROSE - Che organizzazione, centra la CIA per caso? E come ha saputo che mio marito era… morto?

SOPHIE - Da André Chevalier.

ROSE - André Chevalier?… Il nostro più caro amico? Oddio, anche lui sapeva di… Ed è stato così… affettuoso, così protettivo con me… traditore!

SOPHIE - È il padrino di Jeanne… una delle mie gemelle… l’altra si chiama Jeanine.

ROSE - Pure!… Se ne vada! Se ne vada immediatamente… Non voglio sentire più niente!

SOPHIE - Dovremo comunque rivederci, carina! Adesso si calmi, cerchi di ragionare. Lei sapeva che lui voleva dei figli! Lei purtroppo non ha potuto dargliene… quindi si deve arrendere all’evidenza. E poi, lei era più vecchia… abbiamo diciotto anni di differenza, sa?

ROSE - Sono sicura che li recupererà molto presto.

SOPHIE - Per di più a lei non piaceva il Nord… mentre lui l’adorava!

ROSE - Adesso capisco il perché…

SOPHIE - Arrivederla signora… a presto. (esce)

ROSE - (telefona) Pronto… Marcelle! Sei seduta?… Allora siediti. Jacques ha avuto due figli!… Macché tigli, figli… Figli alle mie spalle!… Macché palle! Vabbè, poi ti spiego. Adesso vai a prendere Jackie e venite subito. Fate presto, per favore, e a proposito quando arriverete se vedrete venire fuori un fantasma con gli occhi di fuori… non vi spaventate, sarò io! (attacca) Oh mio Dio… Che schifo! (esce, da fuori continuiamo a sentire) Dio, come lo odio! Come ha potuto farmi questo! A me! Due bambine, però… beh… Certo io non ho potuto… Ma che cretina, gli trovo pure delle circostanze attenuanti! (va in cucina. Arriva Jackie con la sua chiave)

JACKIE - Cara, sono io, Marcelle sta parcheggiando… Dove sei? (Rose esce dalla cucina, si baciano) Oh Rose, Rose, se me l’avessero detto di qualcun altro, sì! Ma Jacques!

ROSE - È un uomo! O meglio, lo era…

JACKIE - Come tutti gli uomini del resto. E come farai per la casa al mare?

ROSE - La casa al mare?

JACKIE - Sì. Io ho pensato subito alla casa al mare. Beh, per quella adesso purtroppo c’è un supplemento!

ROSE - Un supplemento?

JACKIE - Beh sì! Ora siete in tre!

ROSE - In tre?

JACKIE - Ma che hai messo un disco? Svegliati, Rose!

MARCELLE - (entrando) Vecchia mia, vecchia mia! Due figli? Oh mio Dio! Come mi dispiace! Me l’avessero detto di qualcun altro, sì! Ma Jacques!

JACKIE - È quello che le ho detto anch’io.

MARCELLE - Ma come l’hai saputo?!

ROSE - È venuta qui lei…

JACKIE - L’amante?

MARCELLE - Jackie!!!

JACKIE - E come cavolo devo chiamarla? La dama di carità?

ROSE - Ma io vendo tutto! Vendo tutto, sì, e mi ritiro dal mondo, andrò nel Tibet.

MARCELLE - Sì, addio! Dimmi piuttosto, com’è… lei.

ROSE - Un tipo comune e molto provinciale. Piccola borghesia… insomma. Un viso molto duro… Il tipo “voglio, ma non posso” che vuole avere della classe, che crede di averne, ma per carità, ci vuole ben altro! Niente seno, sedere piatto, il labbro inferiore volgare; gli occhi… distanti; le orecchie… e i piedi poi…

JACKIE - E che cos’è! Un mostro! Una schifezza!

ROSE - È così… più o meno.

JACKIE - Come si chiama?

ROSE - Sophie Clouzot.

MARCELLE - E come ha saputo che Jacques… è morto?

ROSE - Da André Chevalier!

MARCELLE - L’angelo custode?! Ma il tuo o il suo?

ROSE - Ed è pure il padrino di una delle ragazze.

MARCELLE - Ah, perché sono “delle” ragazze?!

ROSE - Sì, due gemelle!

MARCELLE - Ha fatto le cose in grande! Tutti uguali, tutti uguali gli uomini… egoisti e traditori! Ma vedi, Rose, il fatto è che quel genere di donne lì, sono solo degli oggetti sessuali! Ci sanno fare… a letto, ecco… Sicuramente Jacques la teneva solo per il letto.

ROSE - Già, e me per attaccapanni… Ma allora perché non è rimasto con lei?

JACKIE - Ma perché quando un uomo lo tieni solo per il letto, non hai granché in mano! Cioè volevo dire… sì… insomma… avete capito.

MARCELLE - Tu credi? Mmmhhh…

JACKIE - Sì, il nostro vantaggio su di loro, è di essere donne di casa: buone cuoche, infermiere tuttofare e sempre contente…

MARCELLE - Sarà!… Ma io comincio ad avere dei dubbi.

ROSE - Vado a cambiarmi. (esce dalla stanza)

MARCELLE - Adesso la casa a Touquet dovranno dividerla in tre! (intanto Jackie ha tirato fuori dalla sua borsa un sacchetto di caramelle) Jackie, la tua linea!!!

JACKIE - Lunedì comincio la dieta, non preoccuparti! Per tredici giorni! Lunedì, mattina: un caffè; a mezzogiorno: due uova sode con degli spinaci ed un pomodoro; la sera: una bistecca di duecento grammi con l’insalata… Perdi cinquecento grammi al giorno, garantito! Devo necessariamente dimagrire… ho sempre un paio di chili di troppo e si mettono regolarmente… tutti qua! (si da una botta sul sedere) Accidenti, che botta… E a proposito, il tuo ricciolone biondo come si chiama?

MARCELLE - Jean-Julien.

JACKIE - Ed è la prima volta, dopo Bruno, che hai una storia… con un uomo?

MARCELLE - Sì!

JACKIE - E quand’è che … vi siete visti?

MARCELLE - Abbiamo passato insieme questi due ultimi week-end.

JACKIE - E subito al primo… tu hai… sì, insomma, hai…

MARCELLE - Ma sai, è come la bicicletta, non si dimentica. Se sai pedalare, pedali. E poi lui era talmente eccitato, aveva una tale voglia di me… mi desiderava così tanto, dopo giorni e giorni che… la prima volta si è bloccato.

JACKIE - Ah!… E nel secondo week-end, hai concluso?

MARCELLE - Neanche. Abbiamo solo parlato… parlato tantissimo però. È pazzesco i punti che abbiamo in comune! Pensa, lui adora Joan Collins, è il suo idolo.

JACKIE - E allora sei a posto, sei il suo ritratto spiccicato…

MARCELLE - Hai sempre voglia di scherzare tu.

JACKIE - E per la prossima domenica … pensi che andrà meglio?

MARCELLE - Beh, guarda… io ho in mente tutto un repertorio. Mi sono documentata su Joan Collins e mi sono comprata un completino… tutto bucherellato!!!Mi truccherò come lei e… prima però farò un riposino, voglio essere in forma…

JACKIE - E allora, ti consiglio di farlo molto lungo il riposino… Ma che mignotta!!!

MARCELLE - Eh?!

JACKIE - No, pensavo alla madre delle figlie di Jacques! Ma ti rendi conto! Tutte uguali, ma dico… non possono trovarsi degli scapoli? C’è da pensare che si eccitano di più a sapere che sono sposati!

MARCELLE - Ma perché fai ricadere tutte le colpe sulle donne?! Secondo te gli uomini sono migliori? Ne conosci uno che non metta le corna? Quando si trovano con una donna, è sempre la solita solfa: “Ma sai, tra me e mia moglie, ormai… l’abitudine… lei è una donna frigida… non funziona più…” Invece a loro funziona sempre! (Jackie la guarda) Beh sì… insomma, quasi sempre!

JACKIE - Per fortuna io sono sicura che Roger non è mai stato con nessun’altra.

MARCELLE - Sì, addio!

JACKIE - Sono sicurissima! Io, i primi tempi specialmente, lo portavo nella casa in campagna, chiudevo tutte le persiane… e non gli facevo mettere fuori neanche una zampa, al maritino.

MARCELLE - E cosa vuoi dire?

JACKIE - Cosa vuoi dire? Cosa vuoi dire? Voglio dire che lo sfinivo! Non ho mai scioperato, io! Tutti i giorni… e a volte anche di più! Comunque, tutte le mattine.

MARCELLE - Sì, addio!

JACKIE - Certo che col passare degli anni, anche lui era diventato… meno puntuale… sai… era troppo faticoso… ah, ah, ah… tutto quell’ansimare.

MARCELLE - Anche per te suppongo.

JACKIE - Ma no… una volta che sei li è lui che deve sforzarsi.

MARCELLE - Si d’accordo, ma di tanto in tanto ti devi pur ricordare di fare ah ah pure tu!

JACKIE - Sei bene informata a quanto pare.

MARCELLE - Beh, il mio Bruno, in fin dei conti, anche se si sfruttava fuori casa… ogni tanto lo faceva anche con me.

JACKIE - Certo che sei stata proprio iellata tu, eh! Perché anche col ricciolone… non credo che…

MARCELLE - Ma no… domenica prossima vedrai, non mi resisterà, sono pronta a tutto! Sai cosa penso? Penso che sia un po’ timido.

JACKIE - E allora gli servirebbe una spintarella… senti, voglio darti un consiglio… quando state per arrivare al dunque, se lui fa finta di niente, tu… (le parla all’orecchio in tono confidenziale)

MARCELLE - Dici davvero? Devo fare così? Ma non sarà un po’ troppo…

JACKIE - Guarda che non ti è mica spuntato il primo dentino… Sei cresciutella o sbaglio?

MARCELLE - Ma allora, quando Pierre faceva finta di niente, tu…

JACKIE - Facevo finta di niente anch’io… Scherzo, dai. (Ritorna Rose, vestita di rosso vivo, dai piedi alla testa, con una grande sciarpa nera intorno al collo. Marcelle e Jackie la guardano come un extraterrestre)

ROSE - Ecco, così mi sento giusta… (mostra il foulard nero) E comunque questo fa un po’ lutto.

MARCELLE - E se andassimo a Touquet a prendere tutto ciò che è tuo? Tra moglie e marito non c’è furto! Affittiamo un camion e portiamo via tutto.

ROSE - No! Non voglio niente. Non faccio parte di quella razza di donne che vogliono vendicarsi ad ogni costo. Quando Jacques era vivo sono stata molto felice, non posso dimenticarlo. Deve essere stato sicuramente messo davanti al fatto compiuto.

MARCELLE - Ma tu sei una santa! Ma va a farti monaca! Se fossi io al posto tuo, non resterebbe neanche uno spillo in quella casa!

ROSE - Forse! Ma tu, Marcelle, tu sapevi che ti tradiva, e accettavi! E adesso te la spassi con la sua pensione e la sua macchina! Tu, Jackie, hai sofferto, ma hai tuo figlio, e poi tu mangi! Compensi, come dici tu! Ma io, in cinque giorni, mio marito muore all’improvviso; una donna viene a dirmi di essere stata la sua amante e mi ritrovo con due gemelle! Una casa al mare che devo dividere! Un marito che ho diviso per vent’anni senza saperlo! Me ne frego dei soldi, io! Non so guidare! E non ho mai fame, oh! (Suonano alla porta. Marcelle va ad aprire. Ritorna con una ragazza sui vent’anni)

JEANINE - (dall’ingresso) È lei Madame Stellman?

MARCELLE - No, sono un’amica. Madame Stellman è in soggiorno.

JEANINE - (entrando) Sono Jeanine Stellman… piacere. Mia sorella Jeanne non è potuta venire.

ROSE - Lei è venuta in avanscoperta a vedere cosa ha lasciato vostro padre vero? Ma l’avverto che qui non c’è niente per voi. Qui è tutta roba mia!

JEANINE - Questo si vedrà! (guardando la casa) Comunque, nostro padre non era Re Schilde!

MARCELLE - Re Schilde? Vuol dire Rothschild!

JEANINE - È lo stesso… solo che non riesco mai a pronunciarlo!

ROSE - Posso permettermi di chiederle che cosa fa nella vita?

JEANINE - (secca) Studio psicologia.

MARCELLE - Con scarsissimo risultato, mi pare…

JACKIE - Senta, signorina…

JEANINE - Stellman!… Signorina Stelmann.

JACKIE - Adesso può anche andarsene! Madame… Stellman vi rivedrà davanti al notaio quando verrà fatta la divisione, e poi voi uscirete dalla sua vita per non rientrarci mai più. È chiaro?

JEANINE - Ma lei chi è, per parlarmi con questo tono? Questa è davvero la goccia che fa traboccare il mare!

MARCELLE - Guardi che è il vaso… signorina… Stelmann.

JEANINE - È lo stesso!

ROSE - Si presenta a casa mia! Senza telefonare! Entra! Né buongiorno, né niente! Ma dico, io sono la vedova Stellman, “quella ufficiale”! Non sono mica un autobus!

JEANINE - A proposito di autobus, la macchina che papà aveva appena comprato…

ROSE - Beh?

JEANINE - Vorremmo prenderla noi, visto che lei non guida…

MARCELLE - Sta prendendo lezioni… da ieri…

JEANINE - Io, invece, siccome la patente ce l’ho… piuttosto che lasciarla marcire per strada…

JACKIE - La usiamo noi per andare a fare la spesa.

ROSE - È strano, trovo che non abbia nessuno dei tratti del mio Jacques! Insomma, come si dice: “Mater certa est, pater numquam!”

JEANINE - Cosa vuole insinuare, che nostra madre è bugiarda?

ROSE - È un’eventualità che stavo vagliando.

JEANINE - Guardi che suo marito ci ha riconosciute!

JACKIE - Sì, ma non è mai stato un buon fisionomista.

JEANINE - Ma di che si impiccia, lei?!

JACKIE - E lei… non si vergogna? Perché viene a sputare tutto questo fiele?

JEANINE - (uscendo) Papà aveva ragione quando diceva: “Che casino se muoio io per primo!” Ma perché Dio non ha invertito i fili… che ci sta a fare al mondo lei… lei è una donna inutile, scialba e persino antipatica… ci rivedremo…

JACKIE - Ma… ma… ma… non ci sono parole! È… è…

MARCELLE - È proprio cattiva.

JACKIE - No, non mi sembra cattiva… è proprio una carogna.

ROSE - È impossibile, non può essere sua figlia, spero che alla sua morte le facciano mangiare i tizzoni dell’inferno.

JACKIE - Quelli sarebbero solo il dessert. (Suonano alla porta. Marcelle va ad aprire)

MARCELLE - Secondo me, questa Sophie è veramente una pu… (apre la porta e si trova davanti Sophie Clouzot con l’altra figlia, Jeanne) …puntuale, una donna molto puntuale.

SOPHIE - (presentandosi) Sophie Clouzot.

MARCELLE - Già… lei è la… molto lieta.

SOPHIE - Piacere… mia figlia Jeanne…

JACKIE - La gemella dell’arpia, cioè di Jeanine.

JEANNE - (molto gentile) Sì, piacere. Molto piacere! Lei è la signora Rose vero? Papà ci parlava sempre di lei!

MARCELLE - Ma che gentile… Ma non sono io la…

JEANNE - Oh, allora lei è una sua amica? Molto piacere… (a Jackie) E lei è un’altra amica di Rose vero? Molto piacere…

SOPHIE - Ecco, io sono venuta per dirvi che per la casa al mare, visto che lei non ci andava quasi mai, ho praticamente comprato tutto io! Insomma per quel che riguarda gli accessori della cucina, per esempio. Visto che a lei non piaceva cucinare!

JACKIE - E con questo? Non è certo morto di fame!

MARCELLE - (soffocando una risata) No! Direi proprio di no…

JACKIE - Anzi, deve aver mangiato abbondantemente visto che poi è andato… a sedersi… Concluda prego…

SOPHIE - Due mesi fa, ho comprato una yogurtiera e un tritacarne!

JEANINE - Un ferro a vapore…

SOPHIE - Poi ci sarebbe l’aspirapolvere, estremamente sofisticato, praticamente professionale… e il mixer elettrico. (Entra Pierre)

JEANNE - Nel salotto ci sarebbe il divanetto di vimini…

SOPHIE - …e la poltrona di vimini…

JEANNE - …e il lettore di compact-disc… (Jeanne si gira verso Pierre) …che abbiamo comprato a papà… (I due si guardano intensamente. Una musica molto aerea comincia dolcemente, due proiettori li isolano; si intuisce il colpo di fulmine. Mentre gli altri continuano a discutere senza che li sentiamo, Pierre e Jeanne si prendono per mano; dietro di loro, se possibile, un cielo stellato)

SOPHIE - …per il suo compleanno, con tutti i compact di musica classica… (Viene isolato nel buio il gruppo, tranne i nostri due innamorati. A seguire, un proiettore isola Rose nel gruppo. Si sente l’Heritage Infernal di Trenet)

JEANNE - (in trance) …la collezione di francobolli…

SOPHIE - …e anche il servizio di Limoges…

JACKIE - Se vi resta una ruota di scorta, pensate a lei, mi raccomando. (Un grande accordo musicale, molto wagneriano, immobilizza tutti quanti. BUIO)

SIPARIO

SECONDO ATTO

Scena illuminata. Durante buona parte della scena, Rose e Jackie faranno il trasloco mentre parlano.

JACKIE - (ha in mano un quadro) Allora, dove lo metto questo?

ROSE - Lì… appendilo lì. (Jackie esegue)

JACKIE - Non capisco perché gli cambi posto, nella tua stanza ci stava così bene.

ROSE - Voglio stravolgere tutto! Tutto! Ah! Voglio cambiare tutto… tutto…

JACKIE - Calmati Rose… piuttosto, perché non usciamo? Vuoi andare da qualche parte?

ROSE - Sì, in un posto dove non sono mai stata.

JACKIE - E allora vai in cucina… ma perché, ci pensi ancora a quelle tre?! Ma lasciale perdere.

ROSE - Come fai presto tu a digerire!

JACKIE - Veramente mica tanto! Anzi, mi ci vorrebbe un po’ di Marie-Brizard. A colazione devo aver mangiato qualcosa che mi è rimasta qui sullo stomaco.

ROSE - Per forza, ti sei spolverato un panino gigante e una montagna di salumi… se continui così ti toccherà chiedere un prestito in banca.

JACKIE - Vedo che ti è tornato il buonumore… del resto ciò che è fatto è fatto…

ROSE - E allora, secondo te, dovrei dimenticare tutto? Ma io sono rotta dentro. A vita. Ma ti rendi conto che anche lui… anche lui era come tutti gli altri. Mi ha rubato tutto: i nostri silenzi dopo l’amore, la profondità dei nostri sguardi… Quando mi prendeva la mano…

JACKIE - (prende in mano due candelabri) Due, ne prendeva due… di mani… vanno di moda le ammucchiate adesso.

ROSE - Sei sempre tanto gentile.

JACKIE - Ma io scherzo, lo sai che ti voglio bene, più che alla mia artrosi… A proposito, sono due giorni che non vedo Marcelle!

ROSE - Mi ha telefonato: passerà più tardi.

JACKIE - È impegnata col suo ricciolone?

ROSE - No, no, lui è a Casablanca… tornerà a giorni.

JACKIE - Chissà se tutti quei completini con i buchi sono serviti a… io ho i miei dubbi… Ma tu non hai l’impressione che lui le nasconda qualcosa?

ROSE - Che vuoi dire?

JACKIE - Secondo me è… (fa un gesto per alludere all’omosessualità)

ROSE - Ma no, ma no, e poi chi se ne importa… le vie del cielo sono infinite!

JACKIE - Sì, ma ricordiamoci anche che ci sono i sensi vietati. Ah, ho fatto bene a bere un Marie-Brizard, mi ha fatto digerire! Questa sera, mi tengo leggera: omelette ai funghi e torta alla panna.

ROSE - Ma non pensi che a mangiare tu!

JACKIE - Non bevo, non fumo, non… almeno compenso. (Arriva Marcelle, ben vestita, pettinata, con un gran décolleté, il viso bloccato)

MARCELLE - Ciao carissime!

JACKIE - Ma… vai ad una festa mascherata? (Marcelle risponde biascicando)

MARCELLE - Non vi ricordo nessuna?!

JACKIE - Sì… Cenerentola… quarant’anni dopo.

MARCELLE - (senza muovere le labbra) Sei sempre la solita cafona!! Guardate bene!! Notate niente?

JACKIE - Una leggera paralisi… sei strana, qui… curiosa.

MARCELLE - E va beh!… (si leva gli elastici che le facevano una specie di lifting) Ecco svelato il mistero.

ROSE - Ma cos’è? Una specie di lifting? (guardando gli elastici) Geniale!!

MARCELLE - Ero molto depressa, mi ero accorta di essere già al secondo stadio delle zampe di gallina e allora volevo fare una prova. È per Jean-Julien, sai… ritorna domani dal viaggio. Voglio fargli una sorpresa… travestirmi da Joan Collins. (Jackie e Rose si guardano senza dire niente) Sì, lo so, non è tanto facile.

JACKIE - Dì piuttosto che è un’impresa.

MARCELLE - Sei sempre così acida… Gelosa?!

JACKIE - Gelosa, io? Scherzi? Ho avuto tutto ciò che ci voleva prima, io! Un marito superdotato, ecc…

MARCELLE - Sì, lo sappiamo che tutte le mattine…

JACKIE - Tutte le mattine, tutte le mattine… sì!

ROSE - Smettetela di discutere! La verità è che siamo tutte e tre cornute!

JACKIE - Io?!! Tu! Il tuo si sarebbe fatto anche una carriola … certo che avrebbero potuto essere grandi attori…

MARCELLE - Non credo proprio! Gli attori non conoscono la falsità…

JACKIE - Questa, poi!

MARCELLE - No, no! Gli attori hanno bisogno di sincerità, quando si danno al loro personaggio e ai loro sentimenti. Sono abituati ad essere sinceri anche nella menzogna della scena. Recitano già sulla scena, non possono recitare anche nella vita…

JACKIE - Senti, Sarah Bernard, ma dove le hai lette tutte queste cose?

MARCELLE - Perché, non è così? Ma che cosa stai facendo?

ROSE - Da qualche giorno non ho fatto i miei esercizi: avevo altre cose per la testa. Ma adesso sento il bisogno di rilassarmi, devo liberare il corpo e lo spirito.

MARCELLE - E devi fare per forza tutto questo rumore?

ROSE - Per forza… quando si stira rapidamente una fibra muscolare, le fibre opposte, antagoniste, per sicurezza si contraggono. Bisogna dunque inspirare e fare il movimento espirando, su prova, dai provate tutte e due!

MARCELLE - Io però non so se fa bene… al viso, per esempio… Si stravolge.

JACKIE - Sì, ma poi con gli elastici…

ROSE - Per il viso devi fare così: (muovendo molto la bocca) X - U - X - U.

MARCELLE - X-U-X-U.

JACKIE - X-U-X-U.

MARCELLE - Forse con la musica viene meglio! Metti un po’ di musica.

ROSE - Hai ragione! (mette una musica molto ritmata, fanno una specie di aerobica) Dai forza muovetevi, muovete le gambe… movimento… movimento.

JACKIE - Oddio.

MARCELLE - Che fatica!

ROSE - Muovetevi con armonia.

MARCELLE - Oddio! Mi sono bloccata con armonia, datemi una botta!

JACKIE - (che ha ostentato una scioltezza anomala, rimanendo a gambe larghe) Aiuto! Non riesco più a richiuderle!

ROSE e MARCELLE - (mentre l’aiutano) Su, su! (Finiscono la ginnastica. Rose spegne il mangianastri e si sbracano ansimanti)

JACKIE - Basta, basta ne ho abbastanza! E poi, ma chi ce lo fa fare? Perché?! Per chi?! Chi ci guarda più?

MARCELLE - Parla per te! Se è per questo, ci possono sempre essere dei buongustai!

JACKIE - Ma figurati! L’ultimo che ti ha guardata ha fatto la guerra con Garibaldi!

ROSE - Marcelle ha ragione, non dobbiamo lasciarci andare, e poi tu lo devi fare per Pierre.

MARCELLE - È vero, un giorno si sposerà, avrai dei nipotini. Mentre io… a pensarci bene, sei tu la favorita tra noi tre.

JACKIE - Addirittura!

ROSE - E io, allora, per chi lo devo fare?!

MARCELLE - Per te stessa… ma guarda che, a pensarci bene, Jacques con il suo tradimento ti ha distratto! Se non avessi scoperto la sua doppia vita, se non ti avesse creato intorno tutto questo casino, tu adesso saresti distrutta dal dolore per la sua morte. E invece così, sei viva, sei carica, sei piena di energia.

JACKIE - Perciò accendigli un cero, digli grazie e amen.

MARCELLE - (a Jackie) E poi lo dobbiamo fare soprattutto per noi! Dobbiamo tenerci in forma per noi.

JACKIE - In questo, hai ragione: “tutte per una, una per tutte”!

ROSE - Unite siamo una forza!

MARCELLE -E chi ci ammazza se rimaniamo unite?!

ROSE - Nessuno!

MARCELLE - E unite così come siamo, lo metteremo in quel posto…

TUTTE E TRE - …alla balena! (Grandi risate. BUIO. Scena molto oscura. Marcelle e Jackie entrano nell’appartamento. Sentono, entrando, delle voci ovattate. Sentiamo qualcuno che fa l’amore nella stanza accanto. I vestiti di Rose sono gettati alla rinfusa sul divano. I rumori si fanno sempre più presenti. Si avvicinano timidamente alla stanza di Rose, la cui porta è socchiusa)

JACKIE - Ma cos’è?

MARCELLE - Ma tu senti quello che sento io?

JACKIE - Sì, e mi pare proprio che…

MARCELLE - Se ben ricordo…

JACKIE - È incredibile!

MARCELLE - Ah! Ecco perché non rispondeva!

JACKIE - Se penso che è dalle sette che proviamo a chiamarla! (sguardo di Marcelle) Pardon, le diciannove!

MARCELLE - Noi ci preoccupiamo! E lei… nel frattempo… (in un silenzio sentiamo ancora dei sospiri)

JACKIE - E ha proprio l’aria di gradire! Dalle diciannove alle ventuno! Che maratona!

MARCELLE - Non ha neanche sentito il telefono!

JACKIE - E ti meravigli? È ben concentrata su quello che fa! La piccola.

MARCELLE - Ma chi sarà?!

JACKIE - Mah!

MARCELLE - A te non ha detto niente?

JACKIE - No!

MARCELLE - Ma dove l’avrà trovato?…

JACKIE - Comunque, questo pare che funzioni…

MARCELLE - Ha fatto presto però. Non sono neanche tre mesi che…

JACKIE - No, se è per quello ne sono passati cinque.

MARCELLE - Come cinque?

JACKIE - Oh, sì, sono cinque mesi che mio figlio Pierre e la piccola Clouzot stanno insieme, no? Quindi…

MARCELLE - Certo, quello è stato proprio un colpo di fulmine. Tuo figlio e la figlia della nemica di Rose insieme, roba dell’altro mondo!

JACKIE - (fa i calcoli) Già, si sono incontrati qui cinque mesi fa, e adesso Jeanne è incinta.

MARCELLE - Quindi, lei è incinta da cinque mesi.

JACKIE - Lo vedi che con qualche sforzo, quando vuoi, le cose le capisci al volo?

MARCELLE - Ah! Come passa in fretta il tempo! Mi sembra ieri. Jackie! Ma tu senti che spettacolo!

JACKIE - Quando sono a digiuno non apprezzo nulla. (entra Rose)

ROSE - Ah… Siete voi! C’era il pubblico allora!

MARCELLE - (sottovoce) Ti abbiamo disturbata forse?

JACKIE - È dalle sette che…

MARCELLE - Le diciannove…

JACKIE - …che ti chiamiamo! Adesso sono… le nove.

MARCELLE - …le ventuno… e ci siamo preoccupate…

JACKIE - Siamo venute qui di corsa… e…

MARCELLE - Com’è?! Com’è?! (Rose comincia a ridere) Avanti illuminaci.

ROSE - Chi?

JACKIE - Il lupo cattivo che ha messo la sua zampaccia? Eh?

ROSE - (ridendo di gusto) Perché voi credete che… oh no! Ma che avete capito! Oggi mi hanno portato il decodificatore per Canal Plus. Ah, care mie! I film porno sono incredibili! Non avevo mai visto un uomo nudo così da vicino.

JACKIE - O magari, come me, non te lo ricordi più. (si mettono a ridere tutte e tre; poi, nel silenzio, sentiamo ancora i gemiti del film) Dio, ma questa è una sinfonia.

MARCELLE - Chi sono gli attori?

ROSE - Non saprei dirti, la faccia non si vede quasi mai …

MARCELLE - Allora vado a dare un’occhiata. Ho bisogno di rinfrescarmi un po’ la memoria e abbasso il volume per non disturbarvi.

JACKIE - (sempre ridendo) Mi raccomando. Segui bene la storia! Poi ci dirai come va a finire… Speriamo non le venga un infarto!

MARCELLE - (da dentro la stanza) Eh!… Che roba, ragazze, è da elettroshock.

JACKIE - E allora ti farà bene, visto che sei sempre fuori di testa. (si avvia verso la cucina)

ROSE - Dove vai?

JACKIE - Le emozioni mi aprono lo stomaco. Hai niente da sgranocchiare?

ROSE - Ci devono essere dei pasticcini e un po’ di cioccolatini di là; ma non dovresti mangiare tanto, ti fa male, ma non pensi più alla tua linea?

JACKIE - Altroché se ci penso. Negli ultimi tre mesi ho perso tre chili! (va in cucina)

ROSE - Sì, ma li hai ritrovati subito! (Si sentono sempre i gemiti provenienti dalla stanza accanto, ma meno forti)

MARCELLE - (dalla stanza) Alla faccia… ragazze, si vede tutto! Che zampaccia! E che muscoli… è come frequentare l’università delle arti amatorie.

ROSE - Non posso darti torto… infatti ho potuto constatare che io sono ancora alle elementari.

JACKIE - Speriamo non si ecciti troppo, potrebbe cadere in depressione dopo.

ROSE - Perché?

JACKIE - Perché Dio i capelli ce li ha dati una volta sola… se si perdono, è inutile mettersi la parrucca…

ROSE - Sai Jacqueline, io non credo che potrei fare più certe cose… però…

JACKIE - Non hai perduto del tutto le speranze! Dì la verità!

ROSE - E perché no? Non sono del tutto da buttar via, vero?

JACKIE - Assolutamente… del resto siamo dotate ancora di un sano e legittimo appetito… dico bene? Io almeno ho ancora i languorini…

ROSE - Già!

JACKIE - Però avrei un po’ di paura a lasciarmi andare perché penso che se a un poveraccio qualsiasi gli venisse in mente di sollevarmi… gli ci vorrebbe un argano!

ROSE - Esagerata, tu non sei grassa, su… Sei solo abbondante.

JACKIE - Grazie del complimento, ora sì che mi sento meglio.

MARCELLE - (uscendo dalla stanza) Oh che peccato, è già finito! Mi sa che mi abbonerò anch’io a Canal Plus. Ma che fanno? Poi li replicano?

JACKIE - Perché? C’è qualcosa che non hai capito ancora? Vuoi ripassarti la lezione?

MARCELLE - Perché sei tanto di buon umore oggi, hai investito un bambino o… bastonato un cane?

JACKIE - No! Ho solo la ruota di scorta a terra… Ragazze! Sapete qual è il mio sogno più ricorrente? Essere la regina d’Inghilterra…

ROSE - E perché mai?

JACKIE - Perché gli uomini impazziscono per lei!

ROSE - Ma non è mica tanto bella!

JACKIE - È vero, ma la sua fotografia sui dollari è così desiderabile!

ROSE - Che matta!

MARCELLE - L’altro giorno ho assistito ad una terapia di gruppo, ed erano tutti giovani. È bello sapere che i giovani approfondiscono. Noi abbiamo sempre vissuto con gli occhi bendati… Comunque, ragazze… Che zampaccia!!!

JACKIE - Ma non te la ricordi più per caso?

MARCELLE - Dio mi è testimone.

JACKIE - Speriamo che in questo momento Dio sia distratto!

ROSE - (con rimprovero) Jackie!

JACKIE - Senti, Rose, che ne diresti di festeggiare la scoperta di Marcelle?

MARCELLE - Dai, sì! Sì! Sono appena stata svezzata.

ROSE - Ed è molto stuzzicante… vero?

JACKIE - Non hai niente da bere?… Prendi qualcosa di infiammabile.

ROSE - Come no!! Vado a prendere i bicchieri. (Marcelle va ad accendere la radio e comincia a ballare. Arriva Rose col secchio del ghiaccio ed una bottiglia di champagne)

ROSE - Ecco qua, riempiamo i bicchieri!

JACKIE - Alle nuove scoperte… cin cin!

MARCELLE - (bevendo) Accipicchia come è forte! (ballando e cantando una samba) Forza beviamo, beviamo alla faccia degli uomini! Ma che ce ne facciamo degli uomini? Si può ballare anche da sole!…

JACKIE - Sì, tranne la lambada!!!

ROSE - Ma tu sei tutta matta!

JACKIE - No, non sono matta, sono solo di un umore schifoso da quarant’anni…

ROSE - Su, datemi di nuovo i vostri bicchieri. “Riempi il bicchiere che è vuoto, svuota il bicchiere che è pieno!” Brindiamo! (Di risata in risata, cominciano a cambiare e a ballare insieme)

MARCELLE - (cantando) Libiamo… libiamo nei lieti calici… Che la bellezza infiora, ecc… Ah, era un bel po’ che le mie corde vocali erano a riposo…

JACKIE - Sarebbe stato meglio farle riposare ancora… ma sì! Cambiamoci la vita… la vita è un pizzico…

ROSE - Che stuzzica il mio cuore…

MARCELLE - …e noi ce la godremo da gran signore… (Jackie prende un cioccolatino dalla scatola) Jackie, ancora?

JACKIE - È l’ultimo della scatola poverino!… Gli faccio compagnia.

MARCELLE - (tendendo il bicchiere verso il pubblico) Ed io la faccio di nuovo al mio bicchiere… cin cin… alla nostra!!!

­MARCELLE - Alla nostra!!!

TUTTE E TRE - Alla vostra!… Prosit… (BUIO. Il giorno dopo. Sentiamo suonare alla porta con insistenza. Jackie è sempre sul divano che russa. Il campanello alla fine la sveglia. Si rende conto che è già giorno fatto. Sì sistema un po’ e va ad aprire. È Jeanne, che entra)

JEANNE - Ciao. Ma sei già qui?! Mi avevi detto che saresti venuta nel pomeriggio.

JACKIE - Che ore sono?

JEANNE - Le dieci!

JACKIE - Le ventidue! Come dice la sapientona.

JEANNE - Del mattino! Hai l’aria stanca. Qualcosa non va?

JACKIE - No, no, ieri sera ho cenato qui; poi abbiamo cominciato a parlare, parlare talmente tanto, che mi è venuto mal di testa.

JEANNE - (guardando la tavola) Come se avessi bevuto troppo, eh?

JACKIE - Ecco, proprio così… Ho passato la notte qui. Sai, Rose aveva il magone! Era di una tristezza, ieri sera! Tu, invece, cosa ci fai qui a quest’ora?

JEANNE - Torno adesso dall’ecografia.

JACKIE - E allora, che cos’è? (Rose entra nel salone)

JEANNE - È un maschio, Rose! È un maschio, sei contenta?

ROSE - Oh mio Dio, sì! E come lo chiamerete?

JEANNE - Jacques!!!!!

JACKIE - Eh?

ROSE - Oddio!

JEANNE - A papà avrebbe fatto piacere, non credi?

ROSE - Ma sì, in fondo perché no? (va a prendere il suo lavoro a maglia e si siede. Jeanne la segue, anche lei col suo lavoro a maglia) È strana la vita! Eccomi diventata nonna alla carta carbone!

JEANNE - Di quante maglie bisogna diminuire per finire?

ROSE - Non saprei dirti! Io vado sempre e solo dritto. È Marcelle che è brava nelle calature!

JACKIE - Degli anni, solo di quelli, due alla volta per dieci ferri, e poi tutte insieme. Ma non c’è niente di dolce in questa casa? Mi si stanno abbassando gli zuccheri. (va in cucina)

JEANNE - (a Rose) Ti senti meglio ora?

ROSE - Sì, perché?

JEANNE - Jackie mi ha detto che ieri vi siete ubriacate… di parole! (dice tutto questo guardando le bottiglie sulla tavola) Di cognac, sospetto io.

ROSE - Eh già! (Una pausa)

JEANNE - A cosa pensi?… Quando sorridi così mi dai da pensare.

ROSE - Ma no, è il mio solito sorriso… non ne ho mica una serie… Senti Jeanne, ti va che assista al tuo parto? Ti piacerebbe?

JEANNE - Sì, certo… due nonne sono sempre meglio di una no?

ROSE - Quando penso all’uomo che amavo, che credevo di conoscere così bene… come ha potuto nascondermi l’esistenza di due figlie!

JEANNE - Perché sono ottusi… gli uomini sulla testa hanno un turbante…

ROSE - È strano che tu dica “un turbante”!

JEANNE - Perché?

ROSE - Perché era una parola che tuo padre amava molto, la usava spesso.

JEANNE - Gli uomini hanno bisogno di una sfilza di donne come gli arabi. Anche i razzisti invidiano gli arabi per questo.

ROSE - Alla tua età pensi già una cosa simile?

JEANNE - Ma guardati intorno, non ci sono che vedove! Gli uomini scarseggiano… e allora, se ti capita, è meglio essere in più di una su un buon partito, che sola su uno cattivo, o su niente addirittura. Non sei d’accordo?

ROSE - Beh sì, e non ero certo così cretina da non immaginare che tuo padre, durante i suoi viaggi, non avesse qualche avventura… ma nascondermi due gemelle… una figlia passi pure, ma due! (suonano. Jeanne va ad aprire. Arriva Marcelle con due bustone)

ROSE - Hai dimenticato la chiave?

MARCELLE - Non vedi come sono carica? Jackie dorme ancora? Le ho portato questa torta… mi aiuti?

ROSE - Ah, meno male! Era già in crisi d’astinenza… l’hai comprata?

MARCELLE - Per carità, l’ho fatta io… le torte sono la mia specialità, le ho sempre fatte io… ai matrimoni… ai fidanzamenti… soltanto al mio primo fidanzamento mancò.

ROSE - La torta?

MARCELLE - No… il fidanzato. (a Jeanne) Ciao Jeanne.

JEANNE - Buongiorno Marcelle.

JACKIE - (entrando) Ma dove sei andata? A svuotare un supermercato?

MARCELLE - Stamattina avevo un appuntamento… poi vi racconto… (le dà la torta) Questa è per te.

JACKIE - Oh grazie… ne avevo proprio bisogno.

JEANNE - Io vi lascio, devo vedere mia madre… a più tardi, bye-bye… (tutte e tre salutano Jeanne che esce)

MARCELLE - Ragazze, ho una bella notizia da darvi.

JACKIE - Te ne vai in Australia?

ROSE - Jackie!!!

MARCELLE - È una sorpresa, una vera bomba… tenetevi forte… sta per venire qui… indovinate… su, indovinate chi?

JACKIE - Alain Delon.

MARCELLE - Jean-Julien… è appena ritornato dal suo viaggio all’estero, mi ha telefonato e vuole conoscervi.

JACKIE - In senso biblico per caso?… Come per Adamo ed Eva?

MARCELLE - Hai sempre voglia di scherzare, vero?… Comunque vi avverto… l’ho trovato prima io e la sua zampaccia appartiene a me…

JACKIE - E non puoi prestarcelo per un paio d’ore? Non te lo sciupiamo, parola di boy scout.

MARCELLE - Ehi, dico! Non c’ho mica scritto in fronte “istituto di beneficenza”.

JACKIE - Ma non è leale mia cara, tu sei sempre in giro, mercatini… discoteche… hai più occasioni, perciò… perché non ti fai da parte una volta tanto invece di levare il pane di bocca a noi due… questa è concorrenza sleale…

MARCELLE - Ma c’è una sorpresa anche per voi… Jean-Julien porterà qui anche due suoi amici.

JACKIE - E li ha trovati all’ospizio per caso?

MARCELLE - E smettila… E guardate qui quante belle stoffe ho comprato… voglio cucirmi dei vestitini da sballo per quando andrò in crociera.

ROSE - In crociera?

MARCELLE - Sì, andrò in crociera con lui… Sai, Jean-Julien deve andarci per lavoro… le signore impazziscono per le sue acconciature… lo adorano… è bravissimo… Eh sì… ha proprio le palle per questo mestiere.

JACKIE - Speriamo non le abbia anche nella testa!!

ROSE - Jackie!!!! E … quando parti?

MARCELLE - A metà settembre, perché laggiù alle Piramidi fa un caldo! Ma sarò qui per la nascita. (tira fuori dalle buste un indumento da ragazzetto) Ecco… questo è per lui.

JACKIE - Ma è per quando andrà all’asilo, tanto valeva portargli un grembiulino!

MARCELLE - Crescerà no?!

ROSE - Partirei anch’io volentieri…

MARCELLE - Fantastico… ma allora… perché non vieni anche tu? Potresti sempre fare qualche conoscenza… Dai Rose… noi due insieme… rappresentiamo un pericolo pubblico…

JACKIE - Si salvi chi può allora…

ROSE - Macché… gli uomini che incontro io… o sono sposati… e allora sono buoni solo per il parcheggio, o sono liberi… e allora sono come la lotteria di capodanno.

MARCELLE - E allora vieni tu Jackie… Credimi… ho la soluzione a tutti i tuoi problemi.

JACKIE - E allora è un clistere, garantito!… La verità è che siamo in troppe mia cara… c’è troppa concorrenza.

MARCELLE - Ma ti dirò… io sono sempre in attesa di un colpo fulmine… sono ancora tanto giovane!!!!

JACKIE - Che per aggiustarti… non si trovano più i pezzi di ricambio.

ROSE - Ti sei svegliata di traverso anche oggi Jackie?

MARCELLE - Eh sì, le pazzie più pericolose vengono alla nostra età sapete… e ad ogni modo, una cosa seria mai più… mai più nessun legame… per carità!… Libera! Vai dove vuoi… con chi vuoi… non devi rendere conto a nessuno… libera!!!!

ROSE - Ma sì… Nessuno che ti russa più nelle orecchie… e a proposito Marcelle… tuo marito Bruno, dormiva a destra o a sinistra del tuo letto?

MARCELLE - Perché lo vuoi sapere?

ROSE - Così, semplice curiosità…

MARCELLE - Beh, i primi tempi dormiva a sinistra… secondo il galateo… col tempo poi… non ha dormito più né a destra né a sinistra… dormiva…

JACKIE - …fuori perché faceva gli straordinari, ah, ah!

MARCELLE - Già, in ufficio diceva lui… una volta mi sono talmente arrabbiata che gli ho detto “me ne torno da mia madre” e gli ho sbattuto la porta in faccia.

ROSE - E lui?

MARCELLE - Lui mi ha risposto “Finalmente! Me ne potrò stare un po’ in grazia di Dio!”

ROSE - E allora hai fatto un minimo di carità cristiana.

JACKIE - E anch’io voglio essere libera, sì… mangi quando vuoi… quello che vuoi.

MARCELLE - Libera! libera!!

TUTTE E TRE - (cantando) “Sempre libera, deggio folleggiare di gioia in gioia… ” (Suonano alla porta. Jackie va ad aprire. È Pierre. Lo bacia affettuosamente)

PIERRE - Buongiorno a tutte!!… Come stanno le mie stelline?

JACKIE - Oh! Il mio bambino.

PIERRE - Ancora, mamma? Sono quasi papà!

JACKIE - Per me sei sempre il mio chicco di grano…

PIERRE - Sì, un chicco di grano che ha germogliato, ora sono un pop-corn. Dite un po’ ragazze… vi piace la cucina cinese?

MARCELLE - Cos’è? Un invito?

JACKIE - Io non mi tiro mai indietro!

PIERRE - No! È che… devo partire due giorni per lavoro e assaggerò la cucina cinese.

MARCELLE - A proposito di cucina, perché non andiamo a preparare qualcosa da mettere sotto i denti?

ROSE - Sì hai ragione… con permesso… (esce)

JACKIE - Dov’è che devi andare? In Cina?

PIERRE - No, è che ho conosciuto una cinesina… e allora.

JACKIE - Ma come, stai per avere un figlio e già pensi a…?

PIERRE - Ma è così carina… Tutta gialla, gialla! Un bijoux.

JACKIE - Ma non ti vergogni? E se Jeanne facesse la stessa cosa? Eh?

PIERRE - Ci mancherebbe altro! L’ammazzerei…

JACKIE - Ah, perché? A voi tutto è permesso?

PIERRE - Ma che c’entra… non è la stessa cosa…

JACKIE - Siete proprio tutti uguali, egoisti e col turbante in testa, ma a Jeanne vuoi veramente bene?

PIERRE - Certamente mamma, sta tranquilla.

JACKIE - No, perché anche a Josephine, la ragazza dell’anno scorso, dicevi di voler bene.

PIERRE - Sì, ma lei non voleva concedersi.

JACKIE - E faceva bene, è giusto che una ragazza non dia degli anticipi prima di sposarsi.

PIERRE - Guarda che a me non dava gli anticipi… ma agli altri dava il saldo.

JACKIE - Ma almeno fai attenzione con la cinesina?

PIERRE - Mamma!

JACKIE - No, perché è pericoloso sai! Oggi bisogna essere fedeli, così non si corrono rischi.

PIERRE - Ma mamma, è solo un diversivo!

JACKIE - Guarda che Rose, con i diversivi del marito, si è ritrovata con due gemelle…

PIERRE - Oh, a proposito… mi sai dire qual è quell’animale che ha sempre il becco sotto terra?

JACKIE - Lo struzzo?

PIERRE - No… la vedova!

JACKIE - Che mattacchione, se ti sentisse Rose… Beh, vado a prendere il caffè, sarà già pronto… (si avvia)

PIERRE - Porta una tazza anche a me, anzi, se hai il sakè… sai è per farci il palato. (prende un giornale e legge a voce alta) “Il premio per gli Autodidatti, quest’anno è stato conferito, a titolo postumo, a Jacques Stellman, per il suo libro “Il turbante” della casa editrice S.T.A. Il premio è stato ottenuto al terzo turno, con sei voti contro due… il premio consiste in 300.000 franchi…” (Jackie, che sta rientrando con la teiera, lascia cadere tutto a terra)

JACKIE - Il tè sarà servito con una mezz’ora di ritardo… ho sentito bene?

PIERRE - Ma magari… non è lui… può essere un caso di omonimia. (Suonano alla porta. Pierre va ad aprire. Entrano Sophie e Jeanne molto eccitate. Si baciano)

SOPHIE - C’è Rose?

PIERRE - Sì è di la.

SOPHIE - Eravamo in macchina, ascoltavamo la radio, e… hai saputo? Dio che notizia.

JACKIE - Sì… da Pierre.

PIERRE - Proprio adesso, l’ho letto sul giornale.

SOPHIE - Ma non può essere lo stesso Jacques Stellman… sarebbe… ma no, non è possibile.

PIERRE - È quello che dicevo anch’io!

SOPHIE - Ma sì, come avrebbe potuto tenermi nascosta una cosa del genere! Lui romanziere!!!

JEANNE - Non ce ne aveva mai parlato!

JACKIE - Per forza, non era molto loquace… perciò forse… scriveva.

SOPHIE - Sì, quando era in vacanza, mi mandava delle cartoline: “Tempo stupendo! Una sola nuvola, che tristezza non vederti, ecc., ecc.” Certo era abbastanza romantico, ma da qui ad avere un premio… è… è incredibile!

JACKIE - Ssshh! (Rientrano Marcelle e Rose, quest’ultima con un pacchetto di tè. Sophie, Jackie e Pierre la guardano con un’aria talmente triste da poter presagire una notizia alquanto grave)

ROSE - Qualche cosa non va?

MARCELLE - Oddio! Cos’altro è successo? Avete una faccia…

JACKIE - Niente… solo che sul giornale…

JEANNE E SOPHIE - …e alla radio…

PIERRE - Hanno appena detto che Jacques Stellman ha ricevuto il premio dell’autodidatta per un libro che ha scritto, ma non credo sia lui?!

ROSE - Ma il libro è “ Il Turbante”?

TUTTI - Sì!!

ROSE - Allora è lui!

SOPHIE - Tu sapevi che scriveva?

ROSE - (molto tranquilla e sicura di sé) Certo! Mi scriveva sempre delle poesie. La prima poesia che mi ha scritto me la ricordo ancora… era in prosa: “Tempo stupendo! Una sola nuvola… che tristezza non vederti! Tutto è nero in cielo. Due piccole macchie azzurre spuntano all’orizzonte…

SOPHIE e ROSE - (insieme) …sono i tuoi occhi, mio dolce non-ti-scordar-di-me… ”.

JACKIE - Ma chi lo ispirava?

SOPHIE - (offesa) Nessuno!

MARCELLE - Ne eri al corrente anche tu? Sapevi che scriveva?

SOPHIE - (sufficiente) Certo!

ROSE - Sì, da dieci minuti!

MARCELLE - (a Rose) E tu?

ROSE - Da venticinque anni.

MARCELLE - Ma è meraviglioso! Guadagnerete un sacco di soldi con i diritti d’autore!

PIERRE - 300.000 franchi di premio tanto per cominciare e con i diritti d’autore poi c’è da sistemarsi proprio bene.

ROSE - Ah no… solo io… sono solo io che guadagnerò!

SOPHIE - Ah sì? E perché di grazia…

ROSE - Perché Jacques mi ha regalato i diritti d’autore. È già tutto firmato! Per lui era una specie di terno al Lotto… Diceva: “Se questo libro ha successo, ti potrai comprare una villa sulla Costa Azzurra.”.

MARCELLE - Ecco dove andremo per le vacanze!! Urrà… lì si possono fare tanti di quegli incontri!! Mio Dio sono tutta un fremito.

SOPHIE - (non riuscendo a trattenere un movimento di stizza) E io un ammasso di nervi.

PIERRE - Non c’è problema, te li curerai in qualche clinica della Costa Azzurra… ce ne sono di miracolose… coraggio Sophie.

SOPHIE - Non posso crederci, ma come è possibile che abbia fatto una cosa del genere… diceva che avrebbe pensato sempre a me perché ammirava tutto di me… il mio carattere, la mia forza di volontà, il mio spirito di sacrificio… io non ho trovato la tavola apparecchiata come voi mie care… io mi sono fatta da sola.

JACKIE - Continua a ripeterlo in continuazione e non si capisce se lo dice per vantarsi o… per scusarsi.

MARCELLE - E porteremo anche il piccolo Jacques con noi non è vero?

JEANNE - Ma sì, certo, starà un po’ con nonna Sophie, un po’ con nonna Jackie, un po’ con nonna Rose e un po’ con nonna Marcelle.

MARCELLE - (puntualizzando) Con zia Marcelle prego!!

JEANNE - Sapete, le mie amiche mi hanno già fatto tanti regalini per il bebè! (apre la borsetta e mostra delle scatoline)

ROSE - Prima ancora di nascere, che bello! Fa vedere.

JACKIE - Dio mio, non vedo l’ora che nasca, bello di nonna sua, voglio viziarlo, tanto ma tanto, e sono sicura che si affezionerà più a me perché io sono…

SOPHIE - La più vecchia… La più vecchia consuetudine vuole che i nipotini si affezionino più alle nonne materne mia cara e sono sicura anche che il piccolo Jacques erediterà tutti i tratti aristocratici della mia famiglia, occhi, naso, profilo, io a vent’anni sembravo proprio…

ROSE - Un cucchiaio storto… guardate qui, c’è un cucchiaio storto.

PIERRE - Già, già, che bello, gli hanno già regalato il cucchiaino storto per la pappa! Che gentili!

JACKIE - Forse erediterà i tratti della sua famiglia, ma erediterà anche il mio portamento da…

SOPHIE - Elefante… c’è anche una spilla a forma di elefantino… guardate.

PIERRE - Jeanne tesoro, metti via i regalini, non credo sia il momento adatto ora e a proposito, io starò via due giorni per conto del giornale, cara. Vuoi venire con me?

JEANNE - Ah no, sono così stanca! Ti dispiace se resto qui?

PIERRE - (con aria triste) Figurati, ne sono fe… ferito qui… nel petto, mi dispiace molto, ma se sei stanca, beh… allora non insisto.

JEANNE - E poi, due giorni passano veloci, non credi?

PIERRE - Sì purtroppo… cioè volevo dire… sì, naturalmente, contenta tu.

JACKIE - Starò io con te Jeanne, andremo al ristorante insieme! Ti piace la cucina vietnamita?

JEANNE - Veramente preferisco la cinese.

JACKIE - (a Pierre) Lo sapevo che avevate gli stessi gusti, proprio due anime gemelle. (Squilla il telefono. Risponde Rose: è Jeanine)

ROSE - Sì, pronto… ciao Jeanine… Sì, te la passo subito… (a Jeanne) È tua sorella Jeanine…

JEANNE - Ciao sorellina, come stai?… Hai sentito l’ultima? Papà ha appena ricevuto il premio dell’Autodidatta per il suo libro “Il Turbante”… No, neanche mamma lo sapeva… a titolo postumo, chiaramente!

SOPHIE - (parlando verso la cornetta) Con sei voti contro due! E a titolo di informazione… a noi non ne verrà niente, diglielo… così non si dà subito alla pazza gioia…

JEANNE - (ripete) E i diritti d’autore andranno solo a Rose … Come dici? Di andare al diavolo? Chi deve andare al diavolo?… Ah sì, sì! Certo, ora ho capito. Dovrebbe pure crepare… Ma no… Ma sì, certamente, Rose creperà di gioia, ne sono sicura… come… tu e Alì volete festeggiare… ah… consolare… consolare la mamma… ho capito, sì, sì.

SOPHIE - Alì? E chi è Alì…

PIERRE - È il suo professore di arabo.

MARCELLE - Allora non fa più psicologia?

PIERRE - No purtroppo… era in terapia e il suo psicologo le ha consigliato di imparare l’arabo.

SOPHIE - Che idea, imparare l’arabo! Deve essere difficile leggere da destra a sinistra.

JACKIE - Specialmente per una che non sa proprio leggere.

PIERRE - Ma ai giorni nostri può tornare molto utile… non si può mai sapere.

SOPHIE - Passamela per favore… le voglio parlare.

JEANNE - Aspetta che ti passo la mamma. (le passa il telefono)

SOPHIE - Pronto… Sì, tesoro, hai sentito?… È stata proprio una carognata… Sì, sì verrò… Certo, ho bisogno di distrarmi… Sì, sono fiera della tua scelta… Sono sicura che Alì è l’uomo adatto per te… Le razze devono mischiarsi… ma comunque avresti potuto avvisarmi…

PIERRE - Sta tranquilla Sophie… noi lo conosciamo, Alì è molto distinto, molto alto… molto… bruno… molto… beh, insomma è molto tutto, ecco!

JEANNE - E per le grandi occasioni, si mette pure il suo fez in testa.

JACKIE - Siete proprio fissati con i copricapi, in famiglia.

SOPHIE - (al telefono) Sì, è molto carino da parte sua, grazie… Sì, va bene verrò… Sì, ora te la ripasso… (a Jeanine, passandole il telefono) Ti deve dire una cosa.

JEANNE - Allora Jeanine, cosa c’è ancora?… Cosa? Ci sta preparando un cuscus… da sballo e ci invita tutti?!… Aspetta che chiedo… (rivolgendosi agli altri) Jeanine ci invita tutti a mangiare il cuscus da Alì… chi viene?

MARCELLE - Se Alì ha un amico, contate pure su di me.

PIERRE - (le toglie il telefono dalla mano) Pronto Ali, qui Allah! Ci prepari un brodino? No scherzo… il cuscus andrà benissimo… va bene ti raggiungiamo subito, mamma vieni anche tu?

JACKIE - Io no, lo adoro il cuscus, si digerisce facilmente, ma un’ora dopo però hai fame di nuovo.

SOPHIE - Beh. Allora chi viene? Vi consiglio di assaggiare il cuscus perché è afrodisiaco… chissà che non riesca a risvegliare un po’ di appetiti…

JEANNE - Su, Rose!

ROSE - No grazie, io resto qui, sto benissimo da sola, sono sicura che con l’appetito che si ritrova, Sophie mangerà per due.

JACKIE - Resto anch’io.

MARCELLE - Io… beh io… (occhiataccia delle altre due) va bene… resto con voi.

JEANNE - E allora andiamo noi ad assaggiare il favoloso cuscus di Alì… Arrivederci a tutti… arrivederci. (vanno via tutti)

ROSE - Allora ragazze, come vogliamo finire la giornata?

JACKIE - Con una camomilla… e… a quest’ora trasmettono “Sulle spiagge dorate”… in mancanza d’altro…

MARCELLE - E non c’è niente su Canal Plus?

ROSE - No, è troppo presto e comunque non farci l’abitudine… troppa fantasia e poca realtà possono far male.

MARCELLE - Già, non ce ne dimentichiamo!

JACKIE - A proposito, avete visto le due ultime puntate di “Sulle spiagge dorate”?

MARCELLE - Sì! Bellissime! Helèn la moglie di Geràrd, si sposa con suo padre.

JACKIE - Col padre di Helen?’.

MARCELLE - Sì, addio!… No, col padre di Geràrd!

JACKIE - Con il suocero?!

MARCELLE - Eh già! Con Philippe!

ROSE - Che porcellona… io sono rimasta un po’ indietro, a che puntata siamo arrivate?

JACKIE - Alla 123esima.

ROSE - Ma la sorella della prima moglie di Philippe… che fine ha fatto?

MARCELLE - Si è scoperto che è stata lei a uccidere il dottor Fresnait!

ROSE - Ma va!!

MARCELLE - Comunque ieri Helèn lo guardava in un modo… ma in un modo… ho l’impressione che si stia innamorando di George.

JACKIE - Non è un’impressione, è una certezza.

MARCELLE - (molto ingenua) E tu come lo sai?

JACKIE - Ho letto il riassunto su Tele France della settimana prossima. (Rose va in cucina)

MARCELLE - Ma così non c’è gusto scusa… non c’è più curiosità… e cosa trasmettono stasera?

JACKIE - Ma la 124esima puntata no?

ROSE - (dalla cucina) L’acqua bolle… ci facciamo una zuppa?

JACKIE - Sì, sì… e di che cosa?

ROSE - (dalla cucina) Ho una gran scelta: Knorr ai legumi, Knorr al pomodoro, al passato di verdure, ai porri, alle patate… scegliete.

JACKIE - Che fantasia… Mi sento alquanto imbarazzata nella scelta.

MARCELLE - Brodino di dadi … puah!!!

JACKIE - Al mio aggiungici un po’ di formaggio e della panna sopra.

MARCELLE - Perché devi metterci la panna se metti già il formaggio, è troppo calorico… ma ti sei accorta di quanta bella ciccia ti porti dietro?

JACKIE - Perché… ce n’ho fin sopra i capelli di privarmi di tutto! Niente zucchero, niente sale, niente dolci, niente grasso, niente burro, niente farinacei, niente sughi, niente alcool, niente uomini!… E per di più non ci si può neanche lamentare, oh… e allora per favore, metteteci un litro di panna, eh, fate finta di niente! Porcaccia la miseria…

ROSE - A proposito, avete sentito alla televisione di quel tipo che ha violentato duecento donne in tre anni?

JACKIE - E noi dov’eravamo? (ridono di gusto)

MARCELLE - Oh Dio, ho dimenticato di prendermi le medicine a mezzogiorno, e stavo per dimenticarmele anche questa sera.

JACKIE - Basta che raddoppi la dose.

MARCELLE - E se muoio?

JACKIE - (ridendo) Tanto, visto che siamo più vicine all’uscita che all’entrata… un giorno in più o uno in meno!…

ROSE - Ma secondo voi, dopo, non ci sarà niente?

JACKIE - Mah…!

MARCELLE - E chi può saperlo?

JACKIE - A me, per esempio, l’idea di rivedere Paul piacerebbe… (a Rose) E a te di rivedere Jacques?

ROSE - Beh, sì! Visto che oltre alle gemelle mi ha lasciato i diritti d’autore… (a Marcelle) E a te, Bruno?

MARCELLE - Io se trovo lui… ridiscendo… (ridono)

ROSE - Ma che medicine sono quelle?

MARCELLE - Per il colesterolo e per l’osteoporosi.

JACKIE - E… funzionano?

MARCELLE - E che ne so… dovevo cominciare oggi… (tutt’e tre ridono) Non mi fate ridere troppo, che mi vengono le rughe… a proposito… ho trovato una crema formidabile dal farmacista, a base di placenta… rigenerante!

JACKIE - E allora compratene un chilo, se no non ti basta.

MARCELLE - Non ti smentisci mai… (Ridono)

ROSE - Pare che bisogna cambiare di crema spesso.

MARCELLE - E mi hanno anche detto che bisogna bere l’acqua, bisogna berne tanta.

ROSE - Sì!… Fa molto bene ai tessuti, ridona elasticità.

JACKIE - Ridona talmente tanta elasticità, che dopo devono tirare su tutto dai piedi. (fa il gesto di ritirare su tutto, come un lifting)

ROSE - A proposito, a che ora dovrebbe arrivare Jean-Julien?

MARCELLE - Fra un po’ credo, gli do un colpo di telefono così ci regoliamo. (al telefono) Ciao caro… sono Marcelle, ti manca ancora molto per raggiungermi?… Pochi minuti… Stai aspettando Francois e Felix, benissimo… Ma no, ma no che non disturbate, anzi… Come? Verranno in crociera anche loro? Ma è… ma è fantastico… e allora può darsi che anche Rose e Jackie ci facciano un pensierino… Sì, ne parleremo quando verrete… Raggiungeteci presto, mi raccomando… Sì, sì ciao… Ciao, a fra poco… Urrà!!! (attacca) Indovinate… Francois e Felix discenderanno con noi il Nilo… che bellezza, sono così simpatici, così divertenti, chissà quante stragi, e poi sono così appetitosi.

JACKIE - Speriamo non lo siano anche per i coccodrilli.

MARCELLE - Sei sempre così caustica?

JACKIE - È una dote naturale.

ROSE - Fra un complimento e l’altro, che ne dite di andare di là a mangiare?

JACKIE - Hai ragione, anzi sbrighiamoci, perché nel caso i due adoni non siano di mio gradimento, mi si potrebbe chiudere lo stomaco.

ROSE - Ma tu Marcelle, sei veramente convinta che ci farebbe bene venire con te in crociera?

MARCELLE - Non ci sono dubbi e… con Felix e Francois come compagni poi, vedrete, ci saranno i fuochi d’artificio.

JACKIE - Con la botta finale spero… E va bene, per una volta tanto, voglio fidarmi di te… spero non debba pentirmene (suonano)

ROSE - Ma chi sarà… impossibile che siano già loro. (va ad aprire)

BAMBINO - È lei la signora Stellman?

ROSE - Sì, sono io.

BAMBINO - Buonasera, signora… È mia madre che mi ha mandato per chiederle se questa lettera è sua. Il postino l’ha messa nella nostra buca delle lettere, mia madre l’ha letta e ha detto che sono troppo piccolo per ricevere una lettera di questo genere, perciò deve esserci sicuramente uno sbaglio.

ROSE - Fai vedere, piccolino… Oh sì, è la lettera del premio letterario, hai ragione… Ringrazia tantissimo tua madre… Anche tu sei stato tanto gentile… Abiti lontano?

BAMBINO - Nel palazzo accanto.

ROSE - Sei molto carino e mi ricordi tanto qualcuno… Come ti chiami?

BAMBINO - Jacques Stellman, come mio padre… Arrivederla signora!!!

ROSE - (indietreggia per lo stupore, tornando visibile alle sue amiche ed al pubblico; guarda le sue amiche interdetta) Ma… ma…

JACKIE e MARCELLE - (si guardano) No… no…

ROSE - Jacques Stellman! Ma no… Allora anche questo è… è… (sviene)

MARCELLE - Povera Rose!! Su, su, coraggio Rose… Certo che ha ricevuto proprio una brutta sorpresa… aspettava un pretendente e le si è presentato un altro figlio.

JACKIE - Dovrà farci l’abitudine… una volta che si comincia… (suonano)

MARCELLE - Di nuovo e chi sarà? Credi che possa essere Jean-Julien?

JACKIE - E chi se no? Aspettiamo forse una collezione di uomini? Questa volta è senz’altro lui. (apre la porta) Anzi no, è una lei… (alla nuova venuta) Mi scusi, cerca qualcuno in particolare?

JEAN-JULIEN - Certo, la mia Marcelle naturalmente… Et voilà… Ciao gioia, sono io il tuo Jean-Julien… Che ne dici di questa bella sorpresa?

MARCELLE - (balbettando) Ma… ma tu… ma… ma che ti è successo… ma perché ti sei mascherato?

JEAN-JULIEN - Ma non è una mascherata gioia… È il mio regalo per te… Te l’ho detto no che sono stata a Casablanca… non ti dice niente questo?… Ora saremo finalmente amiche per sempre… potremo scambiarci gli abitini, le scarpe, le confidenze…

JACKIE - E… naturalmente… anche gli altri due le hanno fatto compagnia?!… A Casablanca!!!!

JEAN-JULIEN - Certamente e ci stanno aspettando giù, ma mi raccomando… ora si chiamano Jacqueline e Cristine.

JACKIE - Ora sì che ci siamo… Signore, il pranzo è servito… Rose ha ricevuto la sorpresa di un altro figlio, noi… una più originale, quella dell’uovo di Pasqua… (prende i bicchieri) Non credete che bisognerebbe festeggiare?… Forza Rose…

ROSE - Una per tutte….

JACKIE - Forza Marcelle.

MARCELLE - …tutte per una…

JACKIE - Alla salute!

SIPARIO

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