IL COMICO DRAMMA DELLA DEMENZA SENILE
di Matteo Padula
(entra in una stanza un uomo anziano di nome Madalo)
Ah, casa dolce casa, lavessi leccata qualche volta poi, per dire che cos dolce, mah, comunque c una prima volta per tutto. (lecca una parete e fa unespressione facciale schifata)
Ehil! Sergio, come va? (dice salutando una poltrona vuota) Ah, va bene, mi fa piacere. Come dici? Vuoi sapere cosa ho fatto oggi? Beh, sono appena tornato da una passeggiata che ho fatto, e che passeggiata! Mi sono girato tutta Roma, pensa un po! Cosa ho visto? Come sarebbe a dire cosa ho visto? Tutti i monumenti della nostra splendida citt, la scala di Milano, la torre di Pisa e perfino la statua della libert. Eh Sergio, menomale che ci sei tu, io non ho mai un cane con cui parlare o meglio non te la prendere eh, non volevo offenderti. Ma no, non dovresti offenderti perch ti ho paragonato ad un cane, anche perch in effetti ci somigli, piuttosto avrei dovuto usare il congiuntivo prima ed il condizionale dopo, dicendoti Sergio, se non ci fossi tu io non avrei un cane con cui parlare, in quanto avendoti io detto che non ho un cane con cui parlare, non vorrei che ti offendessi pensando che io ti consideri di un valore inferiore a quello di un cane. Ah, invece ti sei offeso proprio per questo?! (stizzito) No, va bene, va bene, allora io me ne vado, ciao Sergio. Spero proprio di non rivederti pi. (offeso, prende il cappotto e si avvicina alla porta per uscire, facendo ci, per passa innanzi alla fotografia ingiallita di Tina, la moglie defunta e si ferma) Chi si vede, Tina! Amore mio! Come va? ah, a me non potrebbe andare peggio. Sto sempre solo. Si, hai ragione, ho due figli ed una figlia, che razza di solitudine vuoi che sia questa? Mi dici giustamente. E invece no, venissero a trovarmi qualche volta dico io, macch. Vengono soltanto una volta al mese per stare qui due minuti, dicendomi in continuazione ah pap, tu, da quando morta la mamma, non ci stai pi con la testa ed adesso hai anche lalzamiere, lalzamiri, lalzaimari e che ne so io di cosa significhi questa parola, non riesco nemmeno a pronunciarla per quanto strana! Lalzaimuri. Ma che scherzo questo? Dico io. Come sarebbe a dire che tu sia morta, stai qui di fronte a me! Ah poi laltra cosa che non smettono di dirmi pap tu non ragioni pi, ti dimentichi tutto, ti ricordi solo le sciocchezze, anzi neanche te le ricordi, te le inventi proprio! Pap sentimi, tu devi andare in una casa di riposo, vedrai che ti piacer. Io non ci andr mai, loro sono tre persone, una pi riuscita dellaltra, ma sono talmente avidi che per mantenermi pagherebbero lospizio con i soldi della mia pensione, non con i loro. Lunico che non sia attaccato al denaro Francescantonio, nostro nipote, il figlio del nostro primogenito! Certo, hai ragione, cara Tina a dire cos, hai ragione a dire che viene qui solo a chiedermi del denaro, ma mi dice nonno, mi servono soltanto cento lire ce le hai?, cento lire, che vuoi che siano? E poi io non gli do mica cento lire, glielo faccio credere dandogli una banconota su cui c stampato un cento, ma queste cento non sono lire, sono accidenti, come si chiamano ah si, euro, che se ne pu fare di cento unit monetarie tali?! Oh! Scusami Tina! Scusami vero. Menomale che me lo hai ricordato, gi, devo onorare la tua memoria, devo mettere un santino qui accanto a te, va bene, uno scontrino, fa lo stesso.
Ah che maleducato che sono, non ti ho offerto neppure un caff, lo vuoi? Allora vado a preparartelo subito. (recandosi in cucina, si ferma innanzi ad un com su cui appoggiato uno specchietto, lo prende, ci si riflette, sdoppia la propria personalit e comincia un soliloquio domanda e risposta in cui prima nei panni di se stesso, Madalo, e poi nei panni di un certo Jack, bene che neanche lattore capisca di preciso se stia interpretando Madalo o Jack alfine di creare un effetto di massima confusione)
Ma guarda chi c! Jack! Come va? Ciao Madalo va bene! E tu? Mah, non mi posso lamentare. Stavo giusto andando a fare un caff, lo vuoi anche tu? Si grazie, ma portamelo bello caldo, sai, a qualcuno piace caldo. Ah va bene, a proposito, lo sai che quello che hai detto anche il titolo di un film, interpretato da un tuo omonimo: Jack Lemmon? No, non lo sapevo. Daltronde io non lho mai visto quel film, io, come tu ben saprai, non vedo film che non siano di Sergio Leone e che non abbiano le pistole. Vuoi dire film Western. Esatto proprio quelli dico io, io vedo sempre e solo film Western. Si, non sono brutti, tranne uno solo che riesce ad essere brutto e, al tempo stesso, buono e cattivo, ma credimi Jack, dovresti aprire gli occhi e la mente anche ad altri tipi di film. Eh Madalo, tu hai ragione ma (squilla il telefono) vai a rispondere Madalo, non puoi lasciarlo suonare in eterno. Va bene. (posa lo specchietto e solleva la cornetta)
Pronto! Ciao nonno, sono Francescantonio. E non ripetere quello che dico! Va bene visto che ti ostini tanto a farlo ripeti: nonno Madalo scemo. Ahahah! E non ripetere pure le mie risate. Ah nonno, non c proprio gusto a farti scherzi telefonici, ciao. Tu tu tu tu . (dopo aver udito e quindi ripetuto anche il suono della telefonata appena terminata, ripone al proprio posto la cornetta del telefono, il quale per squilla nuovamente pochi istanti dopo)
Pronto! ah ciao Ferruccio, figlio mio! No, Ferruccio, per favore, non sai come mi rattristi sentirti dire che devi rinchiudermi in un ospizio, non lo fare, ma perch? Ti pesa forse che io stia qui? E allora! Ma cosa significa che hai gi dato un anticipo, prelevando i soldi dalla mia pensione e che ormai devo andarci? E hai fatto tutto questo senza dirmi nulla? Fammi il piacere domani vai a disdire laccordo, va bene? Mi raccomando, me lo hai promesso, fallo. Sentiamo cosaltro mi devi dire. Che cosa? Verranno, fra una ventina di minuti, due angioletti qui a casa mia? E come far a riconoscerli. Aspetta un momento che mi segno come sono fatti. (prende una penna ed un foglietto e dettando a se stesso, scrive) Allora, indossano camici bianchi e sono alti quasi due metri. Hai ragione sono proprio i connotati di due angioletti, si ma, perch verranno a casa mia? Ah stai tranquillo non me ne andr, rimarr qui ad aspettarli, se mi hai detto che mi porteranno in un posto pi bello del paradiso dantesco. E come mi ci porteranno? Ah, ho capito, mi prenderanno a braccetto e mi porteranno in una specie di ambulanza, con la quale poi andremo in questo bel posto. Va bene. Mi devi dire altro? Allora ciao Ferruccio, ciao. (ripone la cornetta al proprio posto e si siede su una poltrona, possibilmente non la stessa su cui era ipoteticamente seduto Sergio esclamando le ultime parole che seguono) Ah, che bello! Non vedo lora di andare in questo bel posto.


