Il condominio delle allegorie

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Il condominio delle allegorie

(Commedia in tre atti)

di Riccardo De Santis

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PERSONAGGI

Amministratore

Sig.ra Manfresi

Adele Denio

Marco Denio

Valeria

Luca Dorati

Giudice Della Pena

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ATTO PRIMO

La vicenda si svolge al giorno d’oggi in un condominio di una zona residenziale di Roma. I primi

giorni settembre, le giornate sono ancora belle.

Un cortile verdeggiante, si vedono alberi sullo sfondo e sulla sinistra. Due panchina una accanto

all’altra al centro del palco.

Sulla destra, a poca distanza dalle panchine il portone dello stabile. Tra questi (panchine e portone) le cassette postali.

Marco Denio – (Arrivando da sinistra, vestito casual, due valigie in mano, guardandosi intorno con aria soddisfatta)Casa mia, casa mia, per

piccina che tu sia. Ci saremmo fatti pure una bella vacanza là …

Adele Denio – (Arrivando di corsa dalla stessa direzione del marito)Zitto!

Marco Denio – Cosa?

Adele Denio – (Incurvandosi e parlando sottovoce)Non dire dove siamo stati. Marco Denio – (Lasciando cadere le valigie eallargando le braccia)Ancora?

Tesoro, abbiamo passato una bella vacanza, quale malvagia presenza ha offuscato la tua felicità durante le vacanze?

Adele Denio – (Guardando il pubblico)Tua madre!

Marco Denio – Come hai detto, scusa?

Adele Denio –   Niente, niente.

Marco Denio – Non sei stata felice con il tuo maritozzo?

Adele Denio – Quanti me ne son fatti!

Marco Denio – (Preoccupato)Di mariti?

Adele Denio – Di maritozzi! (Un tempo)Maritozzi alla panna! Che hai capito? Perché secondo te la mattina mi offrivo sempre di andare a prenderti i cornetti al bar? (Facendo il segno delle corna e ridendo ironicamente)I cornetti, i cornetti!

Marco Denio – Questo discorso sta diventando troppo allusivo!

Adele Denio – (Avvicinandosi al marito e dando due pizzicotti sulle guance) Ti amo

da  morire  perché  sei  così  genuino  e  spontaneo.  (Cambiando

improvvisamente tono della voce) Però fai come ti ho detto in

macchina mentre tornavamo!

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Marco Denio – Ok, come vuoi amore mio. Ma torno a chiederti, non sei stata felice con il tuo maritoz… eh, voglio dire marito?

Adele Denio – (Facendo una smorfia affettuosa e ciondolandosi tutta)Ma certo! Marco Denio – Allora urliamolo ai quattro venti che ci amiamo e che nulla mondo ci

potrà separare!

Adele Denio – Eccezion fatta per tua madre!

Marco Denio – Urliamo a tutti dove siamo stati!

Adele Denio – (Dando un calcio alle gambe del marito)Chiude la bocca! Lo faccio per la nostra reputazione. Ho visto nei paraggi la signora Manfresi, era alla guida di una fiammante auto nuova. Nonostante le vacanze, si è potuta permettere un’auto nuova di zecca.

Marco Denio – Il marito è un molto ricco!

Adele Denio – Il marito è un gran lavoratore, esce la mattina e torna la sera, come dovrebbero fare tutti i mariti che vogliono far vivere nel lusso le proprie mogli. Tu, il pomeriggio, stai sempre in mezzo…

Marco Denio – Ma non credere a tutti quello che vedi, so per certezza che gli affari stanno andando malissimo al marito della Manfresi.

Sig.ra Manfresi – (Arrivando da sinistra, abiti eleganti, buste da shopping in mano) Guarda chi si vede, i miei cari vicini! Che poi non so se sapete la novità, cari coniugi Denio!?

Coniugi Denio – Quale?

Sig.ra Manfresi – Mio marito ha comprato l’appartamento accanto al nostro, che poi sarebbe l’attico sopra a casa vostra.

Marco Denio – (Ricevendo un sguardo minaccioso dalla moglie) Io vado a portare i bagagli a casa. (Riprendendo i bagagli e uscendo di scena dal portone).

Adele Denio – Sono contenta per lei.

Sig.ra Manfresi – (Rivolgendosi al pubblico)E noi ci crediamo!

Adele Denio – Ma dico sul serio signora Manfredi, non sia così diffidente.

Sig.ra Manfresi – Comunque, mettiamoci sedute su queste panchine perché muoio dalla curiosità... (Sedendosi).

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Adele Denio – (Sedendosi subito dopo)Volentieri. Marco non ha ancora tirato su le tapparelle di casa, quindi sarà preso da altre cose.

Sig.ra Manfresi – A proposito delle tapparelle di casa, è meglio che io non parli… Adele Denio – Cosa?

Sig.ra Manfredi – (Ridendo con sarcasmo)Suo marito è molto ingenuo. Ha confidato al signor Alberti la vostra farsa con le tapparelle lo stesso giorno in cui io sono partita… Wow!

Adele Denio – (Indispettita)Mio marito non è affatto una persona ingenua. A trovarli mariti come il mio, onesto, carismatico (Facendo così e così con la

mano senza farsi vedere dalla sig.ra Manfresi)intelligente espavaldo.

Marco Denio – (Uscendo improvvisamente dal portone, agitato)Tesoro, non ho fatto in tempo a mettere piede dentro casa che ha chiamato il mio capo sul telefono fisso. Ho riconosciuto il numero. Vieni presto, rispondi e dì che mi hanno dato per disperso in vacanza.

Adele Denio – (Lanciando una pietra verso il marito)Sparisci, fifone che non sei

altro!

Sig.ra Manfresi – (Essendosi distratta)Che cosa stavamo dicendo?

Adele Denio – Di suo marito.

Sig.ra Manfresi – Mio marito?

Adele Denio – Eh già. Lei parlava del suo temerario marito.

Sig.ra Manfresi – No, di quel bambinone del suo.

Adele Denio – (Arrabbiata)Ma come si permette! Mio marito è dolce … è dolce come…

Sig.ra Manfresi – Come?

Adele Denio – Come un maritozzo alla panna. Tiè!

Sig.ra Manfresi – E che vuol dire?

Adele Denio – (Confusa)Parliamo invece di suo marito, che qui non si fa mai vedere.

Sig.ra Manfresi – Ero proprio al telefono con lui poco fa.

Adele Denio – Bene. Fortuna che ci sono i cellulari, altrimenti lei sarebbe più sola di una vedova.

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Sig.ra Manfredi – Poveretto, quel santo uomo di mio marito.

Adele Denio – Proprio poveretto, eh.

Sig.ra Manfredi – Lavora tanto. (Alzando il tono della voce)Mica come quello scansafatiche di suo marito!

Adele Denio – Intanto mio marito, dopo il turno di lavoro di mattina, si affretta a tornare a casa e…

Sig.ra Manfresi – Sì, va bè…conosco il ritornello.

Adele Denio – Ritornello?

Sig.ra Manfresi – Lei lo aspetta alla finestra, gli prepara la minestra e poi fate un po’ di palestra.

Adele Denio – (Sguardo dubbioso)Palestra!?

Sig.ra Manfresi – Mediocrità!

Adele Denio – A me questa mediocrità piace da morire. Soprattutto quando al proprio fianco c’è un uomo che ti avvinghia con le sua braccia, che ti fa sentire importante, che declama poesie per inneggiare alla tua bellezza, che affronterebbe anche il fuoco per la tua felicità.

Marco Denio – (Arrivando ancora una colta all’improvviso, vistosamente agitato)Il telefono di casa sembra un bollettino di guerra, il mio capo sta chiamando in continuazione. Aiutami, ti prego tesoro mio.

Adele Denio – Sparisci, vigliacco. (Lanciando un’altra pietra presa da sotto la panchina).

Sig.ra Manfresi – Scusi, mi sono distratta ancora. Stavo consultando l’etichetta di questo capo che ho ritirato oggi in una boutique del centro. Sicuramente conoscerà…

Adele Denio – Certo che la conosco!

Sig.ra Manfresi – (Facendo una smorfia)Quindi conoscerà anche il proprietario, che poi è giapponese.

Adele Denio – E me lo chiede pure? Siamo grandi amiche con la moglie. Ora, però, mi sfugge il nome…

Sig.ra Manfresi – Ma come, uno dei sarti più famosi al mondo.

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Adele Denio – Lei ha perfettamente ragione, ma mi rimane molto difficile memorizzare nomi stranieri. Anzi, se vuole essere tanto gentile da rammentarmelo.

Sig.ra Manfresi – Certamente.

Adele Denio – Grazie.

Sig.ra Manfresi – Prego.

Adele Denio – (Muovendo tutto il corpo)Scusi tornerò, zan zan.

Sig.ra Manfresi – Mi fa piacere vederla allegra.

Adele Denio – Allora, mi dice o no il nome di questo famoso sarto orientale.

Sig.ra Manfresi – Taya Sumirusa.

Adele Denio – Esattamente…(Guardando il pubblico con aria perplessa).

Sig.ra Manfresi – (Ridendo a squarciagola e piegandosi in due)Lei è proprio buffa. Adele Denio – Buffa? (Facendo il cenno di colpire la sig.ra Manfresi, ancora in

preda alle risate).

Sig.ra Manfresi – Non le avevo ancora detto il nome del negozio e lei ha millantato di conoscerla.

Adele Denio – Millantato, che bella parola. Deve aver letto diversi libri questa estate, no?

Sig.ra Manfresi – Lasciamo perdere. Cambi, cambi pure discorso. (Facendo il saluto giapponese)Ora ti presento mister Taya Sumisura… che ti tagliare

il vestito su misura.

Adele Denio – (Fra sé)Questa l’ammazzo! (Facendo il cenno di alzarsi)Devo scappare.

Sig.ra Manfresi – (Trattenendola per un braccio)Proprio adesso se ne vuole andare?

Adele Denio – Perché?

Sig.ra Manfresi – Adesso che la conversazione si stava facendo interessante.

Adele Denio – Non mi sembra…

Sig.ra Manfresi – Mi racconti dove è stata in vacanza.

Adele Denio – (Alzandosi di scatto)No!

Sig.ra Manfresi – (Alzandosi con altrettanta velocità)Un animale!

Adele Denio – Aiuto, aiutateci. Dove lo ha visto?

Sig.ra Manfresi – Me lo deve dire lei!

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Adele Denio – Io?

Sig.ra Manfresi – Perché lei ha visto l’animale.

Adele Denio – Guardi che si sbaglia!

Sig.ra Manfresi – Allora perché si alzata di scatto?

Adele Denio – No, sa, perché c’era, ci sarà, ci potrebbe essere stato… Capito?

Sig.ra Manfresi – A scuola non mi hanno insegnato a capire chi di proposito non vuole farsi capire.

Adele Denio – La sua domanda, sa, la privacy è sacra senza il rimorso di sbagliare coscientemente… Ora mi capisce?

Sig.ra Manfresi – Embé, potrei scrivere un romanzo su quello che mi sta dicendo. Adele Denio – (Calmandosi)Mi parli delle sue vacanze piuttosto. Io non saprei dove

partire, considerando tutto quello che ho fatto.

Sig.ra Manfresi – (Indicandola e facendo una smorfia)Lei! Con la suocera, il marito inetto e la ciambella a forma di papera.

Adele Denio – Come fa a sapere della ciambella a forma di papera?

Sig.ra Manfresi – Le ho detto prima che suo marito ha detto al signor Alberti delle tapparelle. (Dandole una spintarella)Su, le tapparelle… Ricorda?

Adele Denio – Sì!

Sig.ra Manfresi – Presa in fallo.

Adele Denio – No! (Scuotendo la testa e mettendo le mani avanti)Volevo dire no! Sig.ra Manfresi – Ormai ha detto di sì.

Adele Denio – Ero in sovrappensiero. (Fra sé)Appena sono a casa, vedi che Caporetto!

Sig.ra Manfresi – Comunque, quando suo marito ha parlato con il signor Alberti, gli ha mostrato anche alcune foto di quando eravate al mare tanto tempo fa.

Adele Denio – Ma lei non era presente, vero?

Sig.ra Manfresi – No! Ma la descrizione di chi sa parlare bene può rendere fedelmente quanto una foto mostra, e Alberti si da il caso che sappia parlare non bene, benissimo! (Un tempo)D’altronde come me!

Adele Denio – (Scalpitando)Che cosa ha visto?

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Sig.ra Manfresi – Una foto di lei con una ciambella a forma di papera alla vita. Adele Denio – (Sbattendo i piedi e serrando i pugni ai fianchi)Non le dirò mai dove

sono stata in vacanza. Non può violare così la mia privacy.

Sig.ra Manfresi – (Facendo un inchino)Scusi se ho violato così la sua privacy.

Adele Denio – Ma sentiamo un po’ sua eccellenza dov’è stata.

Sig.ra Manfresi – Quest’anno sono state così monotone le mie vacanze. (Cambia improvvisamente tono della voce in forbito)Sì, non trovo unadefinizione migliore di monotone. Capri, Costa Azzurra, una puntata alle Maldive… Mi sarei aspettata qualcosa di più.

Adele Denio – Beh, senza saperlo abbiamo fatto delle vacanze simile.

Sig.ra Manfresi – Intende dire monotone?

Adele Denio – Su per giù… (Con improvviso entusiasmo)Ma ha saputo le novità del condominio?

Sig.ra Manfresi – Ho saputo soltanto dell’arrivo di una nuova ragazza.

Adele Denio – Chi?

Sig.ra Manfresi – Si chiama Valeria. È una ragazza single, carina, grande lavoratrice.

Ha comprato l’appartamento al piano terra.

Adele Denio – Ecco perché stavano facendo il trasloco il sesto giorno di agosto. Sig.ra Manfresi – Ma scusi, il sesto giorno non eravate già in viaggio? Le tapparelle

di casa vostra erano tutte chiuse.

Adele Denio – (Farfugliando)Eh…sì e no… cioè…senza posa…

Sig.ra Manfresi – Sono stanca delle sue mezze verità. (Avvicinandosi ad Adele) Comunque sia, la moglie del giudice mi diceva che il Luca, il ragazzo senza né arte né arte del primo piano, le sta facendo il filo.

Adele Denio – Ma giravano strane storie su quel ragazzo…

Sig.ra Manfredi – Giura!

Adele Denio – Mi dai del tu?

Sig.ra Manfresi – (Scuotendo la testa)Giuri!

Adele Denio – Ambè, mi sembrava strano. (Cominciando a bisbigliarle qualcosa

all’orecchio).

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Sig.ra Manfresi – (Urlando)Ma che mi venga un colpo! (Prendendo le buste dello shopping rimaste vicina alla panchina e, ancora confabulando, esortando Adele ad alzarsi).

Adele e la signora Manfresi escono di scena.

Giudice Della Pena – (Arrivando da destra, vestito elegante, petto in alto, Borsalino in testa, appoggiandosi a un bastone)Benedette figliole, che

piacere rivedervi dopo le vostre vacanze. (Non ricevendo risposta) Così giovani e già avete bisogno di un apparecchio. Meno male che alla mia età ho ancora un udito infallibile.

Luca Dorati – (Arrivando dietro al giudice, con dei fogli in mano)Bene, signor giudice. Allora mi ascolti attentamente.

Giudice Della Pena – (Sedendosi sulla panchina e accorgendosi di Luca) Oh ragazzo, che tu fai! Da quanto tempo sei qui?

Luca Dorati – (Sconsolato)Le ho appena parlato.

Giudice Della Pena – Devi guardarmi quando mi parli, così mi aiuto leggendo il labiale.

Luca Dorati – Ma…

Giudice Della Pena – (Schioccando le dita)Hai detto: ma. Vedi che ora ci capiamo. Luca Dorati – Lasciamo perdere…

Giudice Della Pena – Hai detto: lasciamo perdere.

Luci Dorati – No, no…

Giudice Della Pena – Hai detto: no, no.

Luca Dorati – Signor giudice non ripeta tutto a pappagallo.

Giudice Della Pena – (Schioccando di nuovo le dita)Hai detto: signor giudice non ripeta tutto a pappa… Sì, figliolo anche tu hai ragione.

Luca Dorati – Allora mi ascolti attentamente. Ho scoperto!

Giudice Della Pena – Hai scoperto cosa?

Luca Dorati – Cosa fare per avere successo come scrittore!

Giudice Della Pena – Ancora con questa storia.

Luca Dorati – Certo. Non posso arrendermi perché sento la vena da scrittore.

Giudice Della Pena – Ma trovati un lavoro da muratore.

Luca Dorati – Muratore?

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Giudice Della Pena – Era per fare la rima baciata.

Luca Dorati – Cosa sarebbe la rima baciata?

Giudice Della Pena – O mamma mia! Ma neppure l’abc conosci…

Luca Dorati ­ (Sedendosi a sua volta sulla panchina)Nessuno mi riconosce come artista.

Giudice Della Pena – Perché oggigiorno è più utile un barista.

Luca Dorati – Barista?

Giudice Della Pena – O un tassista.

Luca Dorati – Tassista?

Giudice Della Pena – (Muovendosi tutto)Un apprendista, un equilibrista, un dentista, un elettricista, un marmista, un copista, un nazista…

Luca Dorati – (Sorpreso)Un nazista? (Un tempo)Ma che le prende?

Giudice Della Pena – (Scocciato)Ao, sto fa la rima! (Un tempo)Insomma, trovati un lavoro prima di seguire queste velleità letterarie.

Luca Dorati – (Abbassando la testa, sconsolato)Lei ha perfettamente ragione.

Giudice Della Pena – Ora non fare così, figliolo.

Luca Dorati – No, è vero. Le mie sono velleità, fantasie da quattro soldi. (Un tempo) Ma un giorno ci riuscirò, sarò un grande scrittore. Non mi darò pace fino a quel giorno.

Giudice Della Pena – Aiuto! Non c’hai proprio capito niente! Va bè…

Luca Dorati – Ho deciso di scrivere una commedia teatrale. Una volta ho letto che il mondo sta aspettando il nuovo Pirandello.

Giudice Della Pena – Che cosa mi hai fatto ricordare. (Prendendo la pipa dalla tasca della giacca e cominciando a guadare in aria)Ricordo che eral’estate del millenovecentotrenta…

Luca Dorati – Signor giudice, non c’è tempo per un tuffo nel passato.

Giudice Della Pena – Perché mai?

Luca Dorati – Perché dobbiamo guardare al futuro, al nuovo Pirandello che verrà (Indicando sé stesso).

Giudice Della Pena – (Sventolando il bastone e inveendo)Stolto che non sei altro! Luca Dorati – (Coprendosi)Si calmi signor giudice.

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Giudice Della Pena – Ti avrei raccontato un aneddoto che avrebbe arricchito il tuo bagaglio culturale: la mia sia pure breve amicizia con Gigi.

Luca Dorati – Gigi?

Giudice Della Pena – Luigi. Luigi Pirandello.

Luca Dorati – Ma che eravate amici?

Giudice Della Pena – (Urlando)Allora non mi ascolti, razza di moccioso.

Luca Dorati – Non c’è bisogno di scaldarsi.

Giudice Della Pena – Come puoi pensare di essere nella famiglia degli scrittori se non apprendi le arti dei tuoi predecessori.

Luca Dorati – Ma credo di sapere tutto quello che c’è da sapere su Pirandello, ho letto la biografia su Wikipedia.

Giudice Della Pena – (Sconcertato)Wiki... che?

Luca Dorati – (Facendo la “r” moscia)Lasciamo perdere… Giudice Della Pena – Stolto che non sei altro!

Luca Dorati – Ancora, signor giudice. Mi chieda tutto quello che vuole su Pirandello. Giudice Della Pena – Quando ha vinto il premio Nobel Pirandello? Luca Dorati – Nel Novecento.

Giudice Della Pena – E grazie a sua eccellenza! (Un tempo)L’anno?

Luca Dorati – Mi sfugge.

Giudice Della Pena – Cosa rappresenta il teatro dello specchio?

Luca Dorati – Eh…

Giudice Della Pena – Il teatro nel teatro?

Luca Dorati – (Asciugandosi il sudore)Forse un palco nel palco?

Giudice Della Pena – (Dando il bastone sulle gambe di Luca)Ai miei tempi, una risposta sbagliata equivaleva ad una mazzata. Ignorante!

Luca Dorati – Mi sta facendo domande difficili.

Giudice Della Pena – Com’era politicamente schierato Pirandello?

Luca Dorati – Signor giudice, la domanda non è pertinente.

Giudice Della Pena – L’imputato si avvale della facoltà di non rispondere?

Luca Dorati – Esattamente.

Giudice Della Pena – Prendi un’altra mazzata.

Luca Dorati – Aiuto!

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Giudice Della Pena – Il relativismo psicologico e conoscitivo?

Luca Dorati – Pietà, per favore.

Giudice Della Pena – La crisi dell’io?

Luca Dorati – Sia con me pio!

Giudice Della Pena – La differenza tra comico e umoristico, con il sublime esempio della vecchia signora imbellettata?

Luca Dorati – Pirandello già conosceva sua moglie?

Giudice Della Pena – (Dando tre colpi con il bastone sulle gambe di Luca)Prendi! Prendi! Prendi!.

Luca Dorati – Piano! Piano! Piano!

Giudice Della Pena – E tu saresti il nuovo Pirandello?

Luca Dorati – (Alzandosi in piedi con ritrovato entusiasmo)Sì, sì, sì. Sentivo alla radio che il tormentone di un nuovo Pirandello ha cavalcato le generazioni dalla scomparsa del grande scrittore. L’attesa è stata sempre delusa da aspiranti tali. Ma io sono il nuovo Pirandello.

Giudice Della Pena – (Fra sé)Questo è proprio cocciuto.

Luca Dorati – Sarò scrittore riconosciuto.

Giudice Della Pena – (Fra sé)Che cantastorie.

Luca Dorati – (Mettendosi in piedi sulla panchina)Scriverò mille e più storie.

Giudice Della Pena – (Fra )Povera quella ragazza che ti prende.

Luca Dorati – Canterò versi per una donzella ridente. (Un tempo)Sarò il Pirandello due punto zero.

Giudice Della Pena – Due punto che? Guardami, così leggo le tue labbra.

Luca Dorati – Pirandello due punto zero!

Giudice Della Pena – Ambè! Allora avevo capito anche senza leggere il labiale.

Luca Dorati – (Scendendo dalla panchina)Il web rigurgiterà dei miei scritti.

Giudice Della Pena – (Sommessamente)Figliolo, quello che ho detto torno a ripetere, non puoi far parte della famiglia degli scrittori senza aver appreso le arti dei tuoi predecessori. Non puoi insegnare, perché la scrittura

èuna forma di insegnamento, se prima non hai preso del tempo per imparare. Uno scrittore senza conoscenza è come un insegnante

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senza pazienza, un dottore senza coscienza, un pugile senza forza, un comico senza allegrezza. Rendo l’idea?

Luca Dorati – Rende benissimo l’idea! Ma studierò tutti i trattati possibili, passerò notti insonni a leggere. Ma prima…

Giudice Della Pena – Prima?

Luca Dorati – Prima devo mettere in scena la mia prima opera teatrale.

Giudice Della Pena – (Rassegnato)E sentiamo quale sarebbe il tema.

Luca Dorati – Una cosa che riguarda lei, me e tanti altri. (Un tempo)La vita di condominio.

Giudice Della Pena – Questa poi è bella…

Luca Dorati – Dico sul serio, potrei prendere ispirazione dai personaggi di questo condominio.

Giudice Della Pena – Bene, anzi benissimo. Possiamo inaugurare un’altra forma teatrale da te inventata, mio caro.

Luca Dorati – (Entusiasta)Dice senza intenzione di canzonarmi?

Giudice Della Pena – Ovviamente!

Luca Dorati – E quale sarebbe questa scuola di pensiero da me inventata.

Giudice Della Pena – Semplice.

Luca Dorati – Suvvia, parlate! Non mi tenete sulle spine, vi prego.

Giudice Della Pena – Ti faccio un indovinello per farti capire.

Luca Dorati – (Aprendo le braccia)Spari! Ma faccia presto.

Giudice Della Pena – Magari! Ad avercela una pistola appresso…

Luca Dorati – Arriva o no questo indovinello.

Giudice Della Pena – Per il tuo indovinello io canto questo ritornello: nella musica, nella pittura e nella scrittura, sarebbe bella la varietà ma spesso odo o vedo la stessa tonalità.

Luca  Dorati – Ihihihi! Ho capito, e la ringrazio in anticipo del complimento.

(Propendendo il braccio come se avesse un pomo in mano)Il teatro della simpatia.

Giudice Della Pena – (Enfatizzando)Della monotonia.

Luca Dorati – Monotonia?

Giudice Della Pena – Monotonia, da monotono. La stessa tonalità, coma la spieghi?

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Luca Dorati – Infatti, la simpatia può essere vista come una stessa tonalità in un spettacolo teatrale. Se invece il mio spettacolo avesse serietà e simpatia allo stesso tempo, ecco che ci sarebbe la varietà.

Giudice Della Pena – Ciao core!

Luca Dorati – Perché non potrebbe funzionare?

Giudice Della Pena – Che cosa vuoi raccontare riguardo a un condominio?

Luca Dorati – Potrei raccontare la mia vita avventurosa.

Giudice Della Pena – (Squadrandolo dal basso verso l’alto)La tua! Luca Dorati – Potrei raccontare i retroscena della vita dei coniugi Denio. Giudice Della Pena – Chi?

Luca Dorati – I Denio, Marco e Adele, quelli del quinto piano.

Giudice Della Pena – (Facendo una risatina)Quelli che si barricano dentro casa per far credere che sono andati in ferie prima degli altri? Uh!

Luca Dorati – Avrei tanto di quel materiale sulla signora Manfresi.

Giudice Della Pena – Bona quella!

Luca Dorati – Come ha detto?

Giudice Della Pena – (Sconsolato)Niente, figliolo. La signora Manfresi mi ricorda il mio primo amore. (Un tempo)Altro che quella arpia di mia moglie. Era il lontano millenovecentoquarantotto ed io ero un giovane e rampante magistrato. Era una fredda giornata …

Luca Dorati – (Facendo un gesto di stizza)Non ricominci, per favore.

Giudice Della Pena – Prendi questo, questo, questo, questo…

Luca Dorati – (Saltellando su sé stesso per evitare le bastonate del giudice)Ohi, ohi, ohi, ohi, ohi…

Giudice Della Pena – Un vero scrittore scrive sempre quello che ascolta. (Un tempo) Impara ad ascoltare!

Luca Dorati – Le botte no, signor giudice.

Giudice Della Pena – Continua a parlare di lei!

Luca Dorati – Di chi?

Giudice Della Pena – (Facendo smorfia di piacere)Della bonazza!

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Luca Dorati – Le dicevo, signor giudice, che la vita della signora Manfresi e il commendatore suo marito sarebbero perfetti per una rappresentazione teatrale.

Giudice Della Pena – Ma piantala! Lei sa leggere sole le etichette dei negozi dove va a spese del marito. (Un tempo)Ma a lei perdoniamo qualsiasi caduta di stile, no? Mi ricorda la mia Gelsomina.

Luca Dorati – Ma che era un fiore?

Giudice Della Pena – Altro che quella fattucchiera di mia moglie (sputacchiando a

terra in segno di disprezzo).

Luca Dorati – Oppure, come mia ispiratrice per questa opera vedo bene la signorina Valeria.

Giudice Della Pena – E chi è costei?

Luca Dorati – La nuova arrivata.

Giudice Della Pena – Ora rammento.

Luca Dorati – (Euforico)Ci ha parlato? È saltato fuori il mio nome?

Giudice Della Pena – Personalmente no. Ma mia moglie, la racchia, ci ha parlato.

Luca Dorati – (Frenetico)E che cosa si sono dette?

Giudice Della Pena – Le solite cose da donne…

Luca Dorati – Ma i discorsi da donna riguardano anche gli uomini. Presto! Presto! Devo parlare con sua moglie. Dove si trova?

Giudice Della Pena – Rallenta ragazzo. Può darsi che quella ragazza non sa neppure chi tu sia.

Luca Dorati – Impossibile.

Giudice Della Pena – Dunque ci hai già parlato?

Luca Dorati – E c’ho anche provato!

Giudice Della Pena – (Alzandosi in piedi di scatto)Che cosa? (Sedendosi di nuovo dopo aver accusato un dolore alla schiena)Che cosa?

Luca Dorati – Signor giudice, take it easy!

Giudice Della Pena – Tacco dieci? Quello della signorina?

Luca Dorati – Sto parlando inglese.

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Giudice Della Pena – Puff! Non conosci l’italiano e parli inglese. (Con tono deciso) Che significa che ci hai provato? Queste cose neppure le voglio sentire per scherzo.

Luca Dorati – Ma niente di serio. Mi sono presentato quando ho visto che stavano facendo il trasloco all’inizio del mese di Agosto.

Giudice Della Pena – Il trasloco? Non mi sono accorto di nulla.

Luca Dorati – Ma scusi, prima dell’estate ha detto a tutti che avrebbe vegliato sulle case di tutti…

Giudice Della Pena – Così fu! Sono pur sempre un pubblico ufficiale. Il mio dovere

Luca Dorati – (Interrompendo il giudice)Ma quale dovere! Non si è accorto di una ditta di traslochi che faceva rumori più assordanti di un trattore, figuriamoci di furtivi e silenziosi ladri.

Giudice Della Pena – Sarò stato in dormiveglia in quel frangente.

Luca Dorati – (Abbandonando le braccia verso il basso)So’ stati tutto er giorno! (Un tempo)Comunque, è stato un colpo di fulmine tra noi due.

Giudice Della Pena – Ma che vi siete detti?

Luca Dorati – Poco e niente. Ma il mio sguardo le ha urlato più di mille parole. Giudice Della Pena – Wow! Hai pensato di mettere questa frase in uno dei tuoi

copioni?

Luca Dorati – Colpo di fulmine.

Giudice Della Pena – Per te.

Luca Dorati – E per chi se no?

Giudice Della Pena – E credi che lei corrisponda il tuo amore?

Luca Dorati – Non lo so. Ecco perché le chiedevo se sua moglie sa qualcosa.

Giudice Della Pena – Beh…

Luca Dorati – Beh…

Giudice Della Pena – Ora che ci penso…

Luca Dorati – Ora che ci penso…

Giudice Della Pena – C’è qualcosa…

Luca Dorati – C’è qualcosa…

Giudice Della Pena – Che ricordo.

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Luca Dorati – Che ricordo. (Un tempo)Cosa?

Giudice Della Pena – Mia moglie mi disse…

Luca Dorati – Mia moglie mi disse…

Giudice Della Pena – Figliolo, non mi serve l’eco. Hai rotto i cocomeri.

Luca Dorati – Scusi.

Giudice Della Pena – Dicevo che mia moglie ha trovato quella donzella molto raffinata e profonda d’animo.

Luca Dorati – (Perplesso)Profonda d’animo?

Giudice Della Pena – Sì, questa ragazza ha raccontato un aneddoto a mia moglie. Dalla finestra della sua nuova casa osservava un gattino che perlustrava il giardino, forse è ancora qua nei paraggi… Osservava il portamento maestoso del gattino e vorrebbe scriverci una poesia.

Luca Dorati – ‘Na poesia su un gatto…

Giudice Della – Poesia.

Luca Dorati – Se lo dice lei...

Giudice Della Pena – Molto colta.

Luca Dorati – Sublime, direi.

Giudice Della Pena – Non vedo l’ora di conoscerla.

Luca Dorati – (Fra )E io di baciarla.

Giudice Della Pena – Se non altro avete in comune la passione per la scrittura.

Luca Dorati – Il fato ci ha fatto incontrare.

Giudice Della Pena – In quel poco che vi siete detti, non l’avrei mica illusa?

Luca Dorati – Mi offende!

Giudice Della Pena – Io conosco voi aspiranti scrittori, siete avvezzi a falsificare la realtà.

Luca Dorati – Con lei non mi sarei mai permesso. L’amo follemente.

Giudice Della Pena – Voi artisti siete anche troppo inclini ad innamoravi facilmente.

Luca Dorati – Potrei scrivere su di lei, no?

Giudice Della Pena – Idea buona e giusta.

Luca Dorati – Potrebbe essere un personaggio della mia commedia, no?

Giudice Della Pena – E che cosa faresti emergere di lei?

Luca Dorati – La sua bellezza.

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Giudice Della Pena – Scontato.

Luca Dorati – La sua raffinatezza.

Giudice Della Pena – Stai dicendo aspetti che appaiono alla vista.

Luca Dorati – I suoi sentimenti.

Giudice Della Pena – (Indicando il ragazzo)Cominci ad imparare.

Luca Dorati – Mille grazie.

Giudice Della Pena – E nella sua profondità dell’anima, quale perla potresti pescare?

Luca Dorati – Non so dire qui per qui.

Giudice Della Pena – Suvvia, è così banale.

Luca Dorati – Mi aiuti, la scongiuro.

Giudice Della Pena – Sforzati.

Luca Dorati – Me lo dica, la imploro.

Giudice Della Pena – E che ne so io!

Luca Dorati – Non era scontato per lei.

Giudice Della Pena – Per voi scrittori, mica per me. Ti volevo incitare.

Luca Dorati – Sacrosanto. Sono io che devo improvvisare, capire, studiare e ponderare. (Un tempo)Allora la commedia è presto fatta.

Giudice Della Pena – In qual senso?

Luca Donati – Nel senso che descriverò i sentimenti di tutti gli abitanti di questo condominio.

Giudice Della Pena – Ma quali sentimenti possono celare questi quattro beccamorti che ci abitano, compresa mia moglie (Sputacchiando a terra).

Luca Dorati – Si sbaglia questa volta, signor giudice.

Giudice Della Pena – Che emozione! Inauguriamo così il teatro della monotonia. Luca Dorati – L’esempio della ragazza dimostra che tutti noi abbiamo recondite

emozioni inespresse, passioni ben celate, tormenti e amori.

Giudice Della Pena – (Sbattendo il bastone per terra)Una commedia su questo condominio sarebbe mediocre, banale, ridicola. (Scandendo) Ridicola.

Luca Dorati – Lei sottovaluta questo condominio.

Giudice Della Pena – Lo conosco troppo bene. (Un tempo)Mediocre: ecco la semplificazione perfetta di questo condominio.

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Luca Dorati – Parla anche di lei?

Giudice Della Pena – Lo so e lo ammetto. Ma cosa può raccontare questo condominio. Lavoriamo tutta la settimana. Nel fine settimana noi uomini pensiamo solo alle partite, mentre le donne pensano solo ad incavolarsi perché noi vediamo le partite.

Luca Dorati – Eppure ci dovrò pure essere il modo per rendere avvincente questo condominio.

Giudice Della Pena – Giusto con un colpo di scena.

Luca Dorati – (Sedendosi accanto al giudice)Mhm, un colpo di scena.

Giudice Della Pena – Io che uccido mia moglie e gli altri condomini che investigano. Luca Dorati – Why not…

Giudice Della Pena – Io l’ammazzo veramente mia moglie.

Luca Dorati – Oppure?

Giudice Della Pena – Tu e Marco Denio che vi contendete la stessa donna, la signorina Valeria; la mia segreta storia d’amore con la signora Manfresi…

Luca Dorati – Nei suoi sogni. Andiamo avanti, questi temi non mi soddisfano. Giudice Della Pena – L’arrivo dei marziani e noi che ci barrichiamo nel condominio. Luca Dorati – E per la sceneggiatura e gli effetti speciali chiamiamo Hollywood. Giudice Della Pena – Sto cercando solo di intavolare idee… Luca Dorati (Fra sé)Un colpo di scena, un colpo di scena.

Valeria  –  (Arrivando  da  sinistra,  con  un  foulard  giallo,  sorridente  in  volto)

Buongiorno a tutti e due.

Luca Dorati – (Alzandosi di scatto)Carissima Valeria, che coincidenza.

Valeria – Perché?

Luca Dorati – Perché è saltato fuori il suo nome poc’anzi.

Valeria – Lo so bene.

Luca Dorati – Ti stai burlando di me?

Valeria – No, no. Tu ti sei burlato di me.

Luca Dorati – Non sia mai.

Valeria – Dalla mia finestra ho origliato e ascoltato.

Luca Dorati – (Voce tremante)Mentre parlavamo io e il giudice?

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Valeria – Dalla prima all’ultima parola.

Luca Dorati – (Incrociando le braccia e facendo un tono saccente)E dimmi un po’, perché arrivi dal cancello e non dal portone?

Valeria – Sono passata dal garage per prendere una cosa in auto.

Luca Dorati – Ah, già, sì, però, vero, eh, non ci avevo pensato.

Valeria – Mi sono perso le ultime battute, ma non credo che non mi avrebbero aiutato a cambiare idea.

Giudice Della Pena – Figliolo, chi è questa graziosa creatura?

Luca Donati – La nuova arrivata nel condominio.

Giudice Della Pena – (Riprendendo il bastone per terra e alzandosi in piedi) Signorina, posso dirle quanto sia onorato di conoscerla. (Prendendo una mano e avvicinandola alla bocca)Lei ha avuto modo diparlare con mia moglie. Sono un giudice in pensione.

Valeria – Il piacere è tutto mio.

Giudice Della Pena – (Sbattendo i tacchi)Per servirla il giudice Massimo Della Pena. Valeria – (ALuca)Questo li seccava tutti!

Luca Dorati – Poveretti quelli che ci capitavano davanti.

Valeria e Luca ridacchiano.

Giudice Della Pena – Come dite, miei giovani amici?

Luca Dorati – Parlavamo bene di lei.

Giudice Della Pena – Siete fin troppo gentili.

Luca Dorati – (AValeria)Per farti capire dal giudice lo devi guardare in faccia, così si aiuta leggendo il labiale.

Valeria – (A Luca)Ma tu mi hai deluso.

Luca Dorati – Io? Mi pugnali al petto con queste parole.

Valeria – (Voltandosi e dando le spalle al giudice)Al nostro primo incontro avevi detto di essere uomo in carriera.

Giudice Della Pena – Eh!

Luca Dorati – (Al giudice)Scusi, come ha fatto ha sentire signor giudice?

Giudice Della Pena – No, perché la voce della signorina ha riflettuto contro quel palo della luce ed è arrivata a me…

Luca Dorati – Cosa sta farneticando?

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Giudice Della Pena – Non ti scaldare, ragazzo. Me ne vado via, non voglio mettere il dito tra moglie e marito.

Valeria – Non lo dica neppure per scherzo, signor giudice. Non sposerò mai questo screanzato, pallonaro.

Giudice Della Pena – Arrivederci (Uscendo di scena dal portone).

Luca Dorati – Mi hai fatto fare una figura barbina con il signor giudice.

Valeria – E non ti vergogni minimamente della figuraccia fatta come me.

Luca Dorati – Era per apparire più di quello che sono.

Valeria – Con il risultato di essere meno che poco.

Luca Dorati – Che ti feci di tanto male?

Valeria – Dal giorno che sono arrivata non hai fatto altro che corteggiarmi. Ed io, in balia della disperazione dopo la mia prima storia andata in malora, ascoltavo con passione le tue parole.

Luca Dorati – Ma io confermo tutto. (Un tempo)Quasi tutto.

Valeria – Lo vedi come sei. Hai alterato la realtà solo per avere il mio corpo.

(Allargando le braccia e guardando in alto).

Luca Dorati – (Saltando sulla ragazza)Hai ragione, ti voglio adesso.

Valeria – (Allontanandolo e rifilando uno schiaffo)Guarda che chiamo il signor giudice.

Luca Dorati – Questo no!

Valeria – Capirai, con quel nome.

Luca Dorati – Quello mi dà il massimo della pena.

Valeria – Pensavo già di costruirmi una vita con te.

Luca Dorati – (Fra sé)Magari fosse, che qui non riesco a pagare più l’affitto di casa. Valeria – Io con il mio stipendiuccio da segretaria, tu il tuo stipendio da manager in

carriera, saremmo stati felici e contenti.

Luca Dorati – Ma possiamo ancora esserlo.

Valeria – Perché vuoi uomini sovente mentite per averci? (Rivolgendosi verso il pubbliche)Sarà capitato anche a voi di essere illuse dai vostri

uomini!?

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Luca Dorati – Sono stato costretto a mentire. (Rivolgendosi verso il pubblico) Ammettetelo, anche voi avete dovuto qualche volta mentire con le vostre donne perché altrimenti non ci sarebbe stata trippa per gatti.

Valeria – Ma io non credo che nessuno di loro abbia mentito alle loro donne mentre si stavano conoscendo.

Luca Dorati – Nun li conosci! E poi come potevo io sopperire alle mie mancanze se non dicendoti una piccola bugia.

Valeria – Chiamala piccola. Io stavo progettando di cambiare casa, comprarci una villetta tutta nostra, poi ci saremmo fatti una luna di miele in giro per il mondo.

Luca Dorati – (Fra sé)Io sarò stato opportunista, ma pure questa mica scherza. Valeria – Ora che si fa?

Luca Dorati – Ricominciamo da capo, facciamo tabula rasa fino a questo istante.

Valeria – Spiegati.

Luca Dorati – Mi allontano, ritorno e mi ripresento.

Valeria – (Seria)Cambia poco, a bello. Sempre un morto de fame resti!

Luca Dorati – Significa molto per me. Ho capito che sei l’unica donna per me. Valeria – (Intonando la canzone di Alan Sorrenti)Quindi, ti devo dare il mio amore,

senza chiederti niente…

Luca Dorati – No, chiedimi ogni cosa. Voglio diventare un libro aperto per te, soprattutto quando ho saputo che abbiamo in comune la passione per la scrittura.

Valeria – Provo a fidarmi.

Luca                    Dorati – (Camminando fino al portone)Ecco, sono quasi pronto per ricominciare.

Marco Denio – (Arrivando all’improvviso da dietro e mettendo un braccio intorno a

Luca)Colpito e affondato.

Luca Dorati – Ehilà Marco, qual buon vento.

Marco Denio – Il giudice mi ha detto che hai bisogno del mio aiuto.

Luca Dorati – Per fare cosa?

Marco Denio – Per trovare un colpo di scena alla tua commedia.

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Luca Dorati – Già, dimenticavo il mio dovere. (Dando le spalle a Marco)Qualcosa che catturi l’attenzione del pubblico.

Marco Denio – (Notando Valeria al centro del palco e andando verso di lei)Permetti che mi presenti cara, Marco Denio.

Valeria – Piacere di conoscerti. (Ridacchiando).

Marco Denio – Sono sporco da qualche parte? Perché ridi?

Luca Dorati – (Votandosi di scatto e non vedendo più Marco) Dove sei finito?

Eccoti. Parlerai dopo con il gentil sesso. (Correndo verso di lui).

Valeria – Non vorrei che fosse vista come scortesia la mia risatina.

Marco Denio – Tutt’altro! Mi fa piacere se posso recarti gioia.

Valeria – Il signor Albertazzi mi ha raccontato la storia delle tapparelle.

Marco Denio – Forte, eh? Vai a capire certe donne come mia moglie.

Valeria – Non ho ancora avuto modo di conoscerla.

Marco Denio – (Parlando sottovoce)Lei, però, non deve sapere che tu sei a conoscenza di quella storia.

Luca Dorati – Marco abbiamo del dovere da fare.

Marco Denio – Mi devi scusare, ma devo aiutare questo baldo giovane a realizzarsi. Luca Dorati – Valeria, vedrai con i tuoi stessi occhi quante case ci compreremo con

questo sceneggiato.

Valeria – (Sarcastica)Allora stiamo in una botte di ferro.

Adele Denio – (Arrivando da sinistra e inveendo contro il marito)Finalmente ti ho trovato, mascalzone.

Marco Denio – Contieniti amore, ci sono estranei.

Adele Denio – (Prendendolo per un orecchio)Tutti per colpa tua sanno della storia delle tapparelle.

Marco Denio – Sono stato costretto.

Adele Denio – Ora siamo costretti a cambiare non solo casa, ma quartiere, città, nazione…

Gli altri – Esagerata!

Marco Denio – Ti dico che sono stato costretto.

Adele Denio – Sentiamo quale scusa accampi.

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Marco Denio – Il signor Alberti sentiva dei rumori da sopra. Credeva che fossero ladri, visto che noi si era già fuori, così la polizia voleva chiamare.

Adele Denio – Cammini come un elefante.

Marco Denio – Fortuna che si è degnato di chiamare prima me. Pensa che figuraccia se la polizia avesse forzato la porta di casa.

Adele Denio – E la foto mentre sono al mare e porto la ciambella?

Marco Denio – Quella era per cambiare discorso. Mi stava canzonando per telefono per quello che aveva scoperto, quindi sono sceso da lui mentre dormivi e ho portato con me le foto.

Adele Denio – Però… Sì, non fa una piega quello che dici, però…

Marco Denio – Lasciami l’orecchio, che me lo stacchi. Tu e la tua mania di apparire. (Rivolgendosi a Valeria e Luca)Perché la signora Denio deve far vedere di essere partita per le vacanze estive prima di tutti gli altri.

Adele Denio – (Notando finalmente Valeria)Non mi dire che sei tu la nuova arrivata…

Valeria – (Facendo un cortese inchino)Esattamente.

Adele Denio – Piacere di conoscerti. Mi dispiace per questa spiacevole parentesi, ma quando si ha un marito incosciente (Dando un calcio al marito).

Valeria – Ma si figuri…

Adele Denio – Dammi del tu, so già che diventeremo grandi amiche.

Valeria – D’accordo Adele. Comunque, puoi stare tranquilla perché io non so nulla e non voglio sapere nulla.

Adele Denio – Sei una ragazza molto intelligente.

Valeria – Troppo gentile.

Adele Denio – Io e la signora Manfresi abbiamo parlato molto bene di te.

Valeria – Sì, anche la signora Manfresi è simpaticissima.

Adele Denio – Lei mi ha detto che ti sta facendo la corte questo morto di fame e di sonno. (Indicando Luca).

Luca Dorati – Marco, non dici niente a tua moglie?

Marco Denio – (Mentre le donne confabulano, prendendo sotto braccio Luca) Dobbiamo pensare alla tua storia.

Luca Dorati – Tu hai già qualche idea da suggerire?

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Marco Denio – Permettimi un inciso.

Luca Dorati – Prego.

Marco Denio – La mia quota se dovessi proporti un’idea?

Luca Dorati – Quota!?

Marco Denio – Qualcosina piccolina per il sottoscritto.

Luca Dorati – Almeno dimmi l’idea!

Marco Denio – (Assumendo l’aria pensierosa)Ci devo pensare.

Luca Dorati – (Assumendo a sua volta l’aria pensierosa)Qualcosa di eccentrico.

Marco Denio – Ma cosa può essere eccentrico in questo condominio…

Luca Dorati – Mi scoppia la mente.

Marco Denio – (Fra sé)Per i soldi la devo trovarla assolutamente.

Luca Dorati – (Guardando di sguincio Marco, poi rivolgendo lo sguardo verso

sinistra)L’amministratore!

Marco Denio – (Schioccando le dita)Quello sarebbe un colpo di scena da film di tensione.

Luca Dorati – Seriamente. Lo vedo arrivare in lontananza.

Si sente un tuono.

Adele Denio – Si salvi chi può.

Marco Denio – Quello si fa vedere solo per consegnare i bollettini.

Luca Dorati – Se ci vedesse sono sicuro che darebbe qualcosa da pagare con scadenza l’atro ieri.

Valeria – Forse sarebbe il cosa di nascondersi dietro quelle siepi.

Si recano tutti furtivamente dietro delle siepi..

Amministratore – (Arrivando da sinistra, un vistoso mantello nero, ghigno sulla

fronte. Parlando fra sé)Non c’è nessuno in questo meravigliosogiardino. Ma allora mi domando perché mai commissionai una società per abbellirlo così. (Un tempo)Un motivo in effetti c’è, la stecca che mi ha passato la società. (Cominciando a ridere a squarciagola).

Valeria  –  (Rivolgendosi  agli  altri  nascosti)Ma  perché quel ridicolo mantello

ottocentesco?

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Amministratore – Chi è che parla, si faccia avanti. Comunque, rispondo volentieri,

tanto non è peccato. Questo mantello è per incutere terrore.

Luca Dorati – (Sporgendosi dalla siete senza farsi vedere)A chi?

Amministratore – Ai miei nemici. (Un tempo)I condomini (Ridendo a squarciagola).

Marco Denio – Amore, salvami.

Amministratore – (Camminando verso le cassette postali ed estraendo delle lettere

dalla tasca)Siamo giunti alla resa dei conti, miei cari condomini.Adele Denio – I bollettini, più taglienti di una spada a due tagli. Qualcuno deve

fermarlo.

Valerio – Uomini, armatevi e partite.

Marco Denio – Io non posso andare.

Gli altri – Perché?

Marco Denio – Perché l’amministratore è molto amico del mio datore di lavoro. Gli altri – Con ciò?

Marco Denio – L’amministratore rivelerebbe tutto al mio datore di lavoro.

Gli altri – Tutto cosa?

Marco Denio – Ho detto al mio capo che non posso tornare prima a lavorare, perché devo ritornare a prendere mia moglie che è rimasta con mia madre.

Adele Denio – (Sarcastica)Io sola con tua madre!

Luca Dorati – Vado io. Lo faccio per te, mia dolce Valeria. E lo faccio anche per il mio portafoglio.

Amministratore – (Accorgendosi dell’arrivo di Luca)Guarda un po’ chi si vede, l’aspirante drammaturgo o commediografo o sceneggiatore o scrittore o poeta. Insomma, il solito lavativo di turno. Voi scrittore siete come alcuni politici, tutto pur non di lavorare.

Luca Dorati – (Con voce tremolante)Buonasera.

Amministratore – Avvicinati, non mordo mica.

Luca Dorati – Infatti non la temo.

Amministratore – Sbagli di grosso! Scegli il modo in cui vuoi morire attraverso queste lettere.

Luca Dorati – (Impaurito)Morire con una lettera?

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Amministratore – Certo. Se leggi a quanto ammonta il conguaglio dell’acqua, un soffietto al cuore non te lo toglie nessuno. (Un tempo)Oppure vuoi vedere di quanto sono aumentate le spese condominiale. (Ridendo a

squarciagola).

Luca Dorati – Io le impedirò ad oltranza di mettere quelle lettere nelle casette. Non è possibile che le spesi condominiali arrivano all’improvviso.

Amministratore – Le spese condominiali sono come l’aumento tasse, arrivano nei momenti peggiori. Ad esempio, dopo le vacanze estive.

Luca Dorati – Ma oggi le dice male, non glielo posso permettere.

Amministratore – Che coraggio! Scommetto che devi fare colpo sulla nuova sgallettata che è arrivata.

Luca Dorati – E lei come fa a saperlo?

Amministratore – Amico mio, siamo in un condominio. Qui le voci sono come le notizie in prima pagina di un giornale. Quasi quasi non si può neppure andare in bagno in santa pace senza che gli altri lo sappiano.

Luca Dorati – Se le notizie corrono così velocemente dovrebbe sapere che nessuno vuole più pagare odiose spese condominiali.

Gli altri – (Applaudendo)Bravo Luca.

Luca Dorati – (Euforico per gli applausi)Le impedirò di mettere quelle lettere in cassetta.

Amministratore – Ah sì?

Luca Dorati – Sì.

Amministratore – Troppo tardi.

Luca Dorati – Cosa?

Amministratore – I tuoi bollettini, e quelli degli altri, sono già all’interno delle cassette postali.

Luca Dorati – (Correndo verso le cassette e guardando dentro)Come avete fatto?

Amministratore – Ho imbucato le lettere durante la notte.

Gli altri – Ci ha fregato!

Luca Dorati – E quelle lettere che tiene in mano?

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Amministratore – Sono l’avviso dell’assemblea condominiale. (Mettendo le lettere in

mano a Luca).

Luca Dorati – Quale sarà l’ordine del giorno?

Amministratore – Leggilo di persone. (Un tempo)Ma leggilo dopo esserti seduto e rilassato. (Ridendo a squarciagola e andando nella direzione da

dove era venuto).

Luca Dorati – (Vedendo ritornare gli altri)Quindi saremo di nuovo nemici.

Valeria – Nemici?

Adele Denio – Già, proprio così. La nostra amicizia, cara Valeria, è durata troppo poco.

Valeria – Perché nemici?

Luca Dorati – Perché le assemblee condominiali hanno il potere nefasto di trasformare le persone. Secondo una leggenda popolare, in alcune riunioni condominiali, non appena l’amministratore pronuncia le parole “diamo inizio all’assemblea”, le persone si trasformano; quelle parole hanno lo stesso effetto della luna piena per un lupo mannaro.

Marco Denio – Valeria, hai mai visto una riunione di condominio?

Valeria – (Facendo qualche passo indietro e mettendo le mani avanti)Fatemi capire bene.

Luca Dorati – C’è poco da capire. (Un tempo)Solo i più forti supereranno quella sera.

Valeria – Dai ragazzi, non esageriamo con la fantasia.

Adele Denio – (Con tono serio e mettendo una mano sulla spalla di Valeria) Ricorda, il primo che ti stringerà la mano appena arriverai, sarà il primo che ti rinfaccerà le cose; il primo che ti farà i complimenti per qualcosa, sarà il primo che ti pugnalerà alle spalle.

Marco Denio – Una volta il giudice si presentò con una scorta della polizia. Mentre il signor Alberti si porta sempre dietro una mazza da baseball.

Valeria – Una mazza da baseball.

Luca Dorati – Cara Valeria, il nostro amore ancora non è cominciato che già deve finire.

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Adele Denio – Sposatevi prima della riunione condominiale. Così farete fronte comune contro di noi.

Marco Denio – (Spintonando la moglie)Sciocca che non sei altro. Non dare questi consigli, ché potrebbero ritorcersi contro di noi.

Luca Dorati – No, no, no…

Gli altri – Che succede?

Luca Dorati – Adele ha perfettamente ragione.

Adele Denio – Grazie caro. (Facendo un gestaccio al marito)Tiè! Luca Dorati – Perché scannarci tra di noi. Facciamo fronte comune. Gli altri – Vero!

Luca Dorati – Prenderemo il controllo del condominio.

Si mettono in cerchio per confabulare.

Sig.ra Manfresi – (Arrivando da sinistra, cellulare in mano, con un altro vestito

molto elegante)Non contate su di me.

Adele Denio – (Andandole in contro)Avresti l’occasione d’oro per sembrare meno

arpia di quello che sei.

Sig.ra Manfresi – (Rispondendo al cellulare che squilla)Eccomi caro. Proprio adesso ha consegnato le lettere di convocazione all’assemblea. Allora avevi ragione. Dimmi un po’, dove mi porterai con l’incasso dell’appalto che prenderai? (Un tempo)Fantastico, nel Vermont per Natale.

Adele Denio – (Rivolgendosi agli altri)Questi già si sono apparecchiati tutto.

Marco Denio – Cerca di fare le gentile per convincerla a stare con noi.

Sig.ra Manfresi – (Finendo la conversazione telefonica)Come potete vedere, ho le mani legate.

Adele Denio – (Seguendo la signora Manfresi che si allontana verso il portone di

casa)Signora Manfresi, le volevo fare i complimenti per il vestitoche indossa…

Luca Dorati – Siamo d’accordo!

Valeria – Mhm… sì.

Marco Denio – Non basterà fare fronte comune.

Luca Dorati – Già.

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Marco Denio – La miglior difesa è l’attacco.

Luca Dorati – Infatti, dobbiamo ideare qualcosa. Il giorno dell’assemblea ci riuniremo due ore prima e, in base all’ordine del giorno riportato nelle convocazioni, decideremo il da farsi.

Marco Denio – Bisognerà portare dalla parte nostra il giudice.

Luca Dorati – Non sarà per niente facile.

SI CHIUDE IL SIPARIO.

ATTO SECONDO

Un secondo giardino del condominio.

Verdeggiante su tutti i lati, richiamando molto la natura che si è vista prima.

Un cancelletto sulla destra.

Sette sedie in ordine sparso al centro della scena.

Luca e Marco sono in scena appena si apre il sipario.

Luca Dorati – Ho riflettuto assai per capire quale sia la strategia migliore.

Marco Denio – Confido che la tua creatività di scrittore sarà arrivata ad una sbrigativa conclusione.

Luca Dorati – Boh! Non mi è venuto in mente niente.

Marco Denio – (Allargando le braccia)Beh, allora mettiti a vendere frutta.

Luca Dorati – Eppure ci sarebbe una soluzione.

Marco Denio – (Avvicinandosi al compagno)Ascolto con attenzione.

Luca Dorati – Una di quelle idee a cui occorre sangue freddo.

Marco Denio – Ho pulito il frigorifero.

Luca Dorati – Con ciò?

Marco Denio – Sono tutto un ghiacciolo.

Luca Dorati – Bene.

Marco Denio – Qual è l’idea malsana.

Luca Dorati – Farlo sparire per sempre!

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Marco Denio – (Facendo qualche passo indietro)Ma sei pazzo?

Luca Dorati – Sono coraggioso.

Marco Denio – Coraggioso? (Un tempo)Non mi macchierò mai di omicidio.

Luca Dorati – Allora non hai ancora visto l’ordine del giorno dell’assemblea di oggi.

Marco Denio – No. Avevamo detto che lo avremmo letto insieme l’ordine del giorno.

Valeria – (Arrivando da destra con un elmetto in testa)Eccomi signori.

Marco Denio – E quello?

Valeria – Per proteggermi dalle esplosioni delle bombe durante l’assemblea.

Gli altri – Giusto!

Marco Denio – Valeria, tu hai letto l’ordine del giorno dell’assemblea.

Valeria – Eravamo d’accordo che lo avremmo fatto insieme.

Luca Dorati – (Tirando fuori dei fogli dalla tasca)Ebbene, io non ho resistito.

Adele Denio – (Arrivando a passo svelto)Neppure io. (Un tempo)Non so quello che avete in mente, ma accetto qualsiasi idea pur di non accettare questo scempio.

Marco Denio – Perché tu non hai sentito la proposta di questo pazzo di Luca.

Adele Denio – Perché tu non hai letto l’ordine del giorno!

Valeria – Leggete, avanti.

Luca Dorati – (Leggendo)Punto uno: rifacimento dell’esterno del condominio. Marco Denio – (Accennando segni di svenimento, ma subito sorretto dagli altri)O

santo cielo!

Adele Denio – Caro, non c’è bisogno di allarmarsi. Vuol dire che faremo le rate. Marco Denio – Lo sai che significa?

Adele Denio – Andare a cena fuori tutti i sabati e le domeniche al mese tranne che un sabato?

Marco Denio – No.

Adele Denio – La tua rinuncia ad andare allo stadio la domenica pomeriggio?

Marco Denio – (Enfatizzando)Assolutamente no.

Adele Denio – A Natale faremo i regali solo ai miei parenti e non hai tuoi?

Marco Denio – A mammina non posso far mancare i regali…

Adele Denio – Non mi viene in mente altro. (Un tempo)Voialtri avete in mente qualcosa?

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Valeria – Forse meno giorni di vacanza nel mese di Agosto.

Marco Denio – Mai altre parole furono più corrette.

Adele Denio – (Svenendo)Questo no.

Luca Dorati – (Mentre Marco cerca di far rinvenire la moglie)Meglio non leggere gli altri punti, altrimenti questi due stirano le zampe in anticipo.

Adele Denio – (Riprendendosi e rialzandosi)Luca, che cosa dobbiamo fare?

Luca Dorati – Io proponevo di farlo sparire.

Valeria – Oh! Non sarà un tantino esagerato?

Adele Denio – Pur non perdere un solo giorno di vacanza, lo faccio con le mie stesse mani. (Rimboccandosi le maniche).

Marco Denio – Ci serve un piano.

Luca Dorati – No! Ci serve solo il giudice Massimo Della Pena dalla parte nostra.

Gli altri – Spiegati.

Luca Dorati – Il delitto perfetto non esiste, come la storia ha dimostrato.

Marco Denio – Hai cominciato a studiare. Allora non è vero quello che dice il giudice su di te.

Luca Dorati – (Atteggiandosi)Modestamente. Sono molto interessanti i fumetti di… Gli altri – Ma ci facci il piacere!

Luca Dorati – Comunque, io penso che il delitto perfetto sia possibile.

Adele Denio – Continua!

Luca Dorati – È possibilissimo solo se hai dalla tua parte qualcuno che possa coprire le prove.

Marco Denio – (Schioccando le dita)Giusto.

Luca Dorati – Il giudice, anche se è in pensione, conosce molte persone.

Valeria – Potrebbe confutare qualsiasi indizio contro di noi.

Si mettono tutti in cerchio per confabulare.

Luca Dorati – Siamo d’accordo. Appena il giudice arriverà, ecco che io ci parlo in disparte e capirà.

Marco Denio – Se non dovesse capire?

Luca Dorati – Facciamo sparire pure lui!

Gli altri – Pure lui?

Luca Dorati – Scherzo! È per creare un po’ di suspense.

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Marco Denio – (Dopo che tutti si sono seduti sulle panchine)Ma dov’è quel vecchio

bacucco. (Un tempo)E se non viene?

Luca Dorati – Verrà! Abbi fede.

Valeria – (Togliendosi l’elmetto)Come fai a saperlo?

Luca Dorati – Non ci ho scritto mica fesso in fronte. Mi sono informato in anticipo.

Adele Denio – (Indicando)Eccolo arrivare.

Il giudice arriva sulla scena.

Luca                    Dorati – Aspettatami qui. (Raggiungendo il giudice e cominciando a confabulare).

Giudice Della Pena – (Urlando)Che cosa?

Luca Dorati – Mi lasci continuare. (Continuando a confabulare). Giudice Della Pena – (Urlando con tono più alto)Io cosa dovrei fare?

Luca Dorati – Non sia impaziente. Mi lasci chiudere il cerchio. (Continuando a

confabulare).

Giudice Della Pena – Ragazzo, lascia che ti racconti una storia.

Luca Dorati – Non abbiamo tempo!

Giudice Della Pena – Occupazione dei tedeschi a Roma. Io ero un giovane magistrato.

Luca Dorati – (Rivolgendosi agli altri)Che faccio?

Adele Denio – Assecondalo!

Giudice Della Pena – Mi si presentò davanti un generale delle SS. Un uomo statuario…

Luca Dorati – I particolari non mi servono.

Giudice Della Pena – Eh no! I particolari sono importanti per capire il personaggio. (Un tempo)Era stato campione di nuoto alle olimpiade del millenovecentotrentasei, facendo otto vasche in tempo record.

Luca Dorati – Come si chiamava?

Giudice Della Pena – Otton Vasken.

Luca Dorati – (Ironico)Se ne avesse fatte nove di vasche lo avremmo chiamato “Noven Vasken”.

Giudice Della Pena – Il generale venne un giorno da me e mi disse di rinnegare la mia attuale patria per quella che sarebbe stata la mia futura patria.

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Luca Dorati – Nuova patria?

Giudice Della Pena – Fino all’ultimo credevano che avrebbero vinto la guerra. E se fosse successo, l’Italia sarebbe stata una specie di vassallo.

Luca Dorati – Ma lei che cosa rispose?

Giudice Della Pena – Adesso sto di qua, ma se succede come dice passo volentieri di là.

Luca Dorati – (Fra sé)Questo era già democristiano.

Giudice Della Pena – E così dico a voi cospiratori. Adesso appoggio questo amministratore, poi salto sulla sponda opposta se necessario.

Luca Dorati – A lei con il bastone saltare rimane un po’ difficile.

Gli altri – (Cominciando a ridere)Così impara.

Luca Dorati – (Facendo il cenno di allontanarsi)E pensare che volevano eleggerla come nuovo amministratore…

Giudice Della Pena – Fermati e guardami. (Un tempo)Ripeti quello che hai detto.

Luca Dorati – Lei è un gran furbacchione, quando vuole ci sente.

Giudice Della Pena – La tua voce è stata riflettuta da qualche punto in questo giardino. Comunque scandisci quello che hai or ora sbiascicato.

Luca Dorati – Lei potrebbe essere un degno sostituto. Giudice Della Pena – (Atteggiandosi)Sicuramente. Luca Dorati – Sarà dalla nostra parte?

Giudice Della Pena – Quello che proponi è assurdo!

Adele Denio – Sono d’accordo con lei.

Valeria – Io pure.

Marco Denio – (Mettendo le mani a mo’ di megafono)Io ho detto la stessa cosa e nessuno mi ha ascoltato.

Giudice Della Pena – Non urliamo a tanta distanza, avviciniamo, sediamoci e ascoltiamo.

Gli altri – Ascoltiamo chi?

Giudice Della Pena – Il sottoscritto. (Un tempo)Ci sono sottili modo per sopraffare l’amministratore.

Luca Dorati – Un cecchino da un balcone.

Giudice Della Pena – No.

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Luca Dorati – Caffè avvelenato al cianuro.

Giudice Della Pena – Neppure.

Luca Dorati – Investimento da parte di un pirata della strada.

Giudice Della Pena – None… (Un tempo)Quel povero cristiano dovete farlo per forza perire?

Luca Dorati – Non vedo altra via di scampo.

Giudice Della Pena – I colpi di stato, perché di colpo di stato stiamo parlando… Gli altri – Oh!

Giudice Della Pena – Possono avvenire anche senza colpo ferire.

Marco Denio – Lo incastriamo per qualcosa e lo mandiamo a passeggio.

Giudice Della Pena – Non c’è tempo per fare quello che dici!

Adele Denio – Poi incastrarlo per cosa?

Luca Dorati – (Agitato)Non c’è più tanto tempo. L’amministratore potrebbe arrivare da un momento all’altro.

Le voci si sovrappongono.

Giudice Della Pena – Non parlate tutti insieme… (Urlando)Silenzio!

Improvviso silenzio.

Giudice Della Pena – Affidatevi alla mia esperienza.

Luca Dorati – Ci illumini, la preghiamo.

Giudice Della Pena – Facciamo fronte comune ad ogni sua proposta, votando tutti quello che dico io. Poi, verso la fine, io propongo una mozione di sfiducia per la sua nomina.

Valeria – Lei è un genio.

Giudice Della Pena – Non vi scaldate ancora. (Un tempo)E quando l’amministratore dirà che il posto non può essere vacante, ecco che voi mi eleggerete vostro nuovo dittatore …Eh, volevo dire amministratore.

Gli altri – Ambè!

Giudice Della Pena – Scusate, mi son scaldato troppo.

Marco Denio – (Alla moglie)Non è che finiamo dalla padella alla brace.

Adele Denio – Un rischio che devo correre per le mie vacanze.

Giudice Della Pena – Che ne pensate?

Valeria – Semplice e indolore.

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Marco Denio – Mi sembra buona.

Adele Denio – Proviamo.

Luca Dorati – Funzionerà?

Giudice Della Pena – Funzionerà!

Valeria – Ma come facciamo ad aggiudicarci la maggioranza?

Marco Denio – Dobbiamo convincere il signor Alberti.

Adele Denio – Impossibile!

Gli altri – Perché?

Adele Denio – (Sconsolata)Ho saputo dalla moglie che ha dato la delega all’ignobile donna...

Giudice Della Pena – Mia moglie non mi ha detto niente… Adele Denio – Mi riferivo alla signora Manfresi.

Giudice Della Pena – Non le permetto di usare questo tono con quella santa donna. Adele Denio – Allora mi lasci dire, giudice dei miei stivali, che lei è un complice di

quella vipera.

Giudice Della Pena – (Brandendo il bastone)Non permetto altri oltraggi. Ma non potendo affrontare una signora, affronterò suo marito.

Adele Denio – Caro, fai vedere chi sei a questo vecchio rimbambito.

Marco Denio – No, no, no… Allora è vero quello che ho letto su Facebook. La maledizione dell’assemblea si sta abbattendo su di noi.

Luca Dorati – La maledizione di cosa?

Marco Denio – Tempo fa ho letto un post su Facebook di un mio caro amico riguardo le assemblee di condominio.

Luca Dorati – Che c’era scritto?

Marco Denio – Aspetta che lo leggo di persona. (Tirando fuori il cellulare dalla tasca) Lui è molto attivo su Facebook, quindi potrei impiegarequalche minuto per trovare il post.

Valeria – Sento delle voci in lontananza.

Giudice Della Pena – Silenzio tombale.

Marco Denio – Tutto quello che sta accadendo è legato a quello che ho letto in quel post.

Luca Dorati – Sbrigati a trovarlo!

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Marco Denio – Sto scorrendo il suo diario personale, ma lui è molto attivo sui social network. Vi leggo i vari post così facciamo prima: “Ecco il mio selfie con la macchina nuova”, “Ecco il mio selfie con il palo della luce dove c’è scritto VIVA IL CHE”, “Scusate se per dieci minuti non avete visto i miei post, ma ho avuto un problemino col bagno. Secondo voi sarà stata la fagiolata di ieri sera?”…

Gli altri si guardano perplessi

Marco Denio – “Sono un po’ depresso, credo che sia il maltempo”, “So che esisti ma non ti ho ancora trovato, che aspetti a diventare la cacciatrice di me?”, “Ehi ragazzi, chi viene al bar può avere un caffè pagato in cambio di un selfie”, “A questa foto vorrei raggiungere almeno quaranta ‘Mi piace’. Grazie in anticipo”…

Luca Dorati – Non possiamo stare qui tutta la giornata così.

Marco Denio – Colpa mia se questo è tanto attivo sul web?

Valeria – Sento ancora quelle voci…

Marco Denio – Trovato! Valeria, ecco la risposta alle tue voci. Leggo il post del mio amico: “Ciao a tutti, oggi ho avuto la riunione di condominio. Sono sempre più innamorato di una signorina di questo condominio. Non dico il nome perché mi vergogno, e fortuna che con ventidue appartamenti posso nascondermi bene. Ma chi era presente non impiegherà molto a capire chi è, perché il mio amore per lei ha sconfitto anche la maledizione delle assemblee condominiali. Ho litigato con tutti, tranne che con lei. L’amore ha vinto lo spirito della maledizione. Adesso vi starete chiedendo che cos’è la maledizione delle assemblee condominiali. Dunque, questa maledizione esisteva già nell’antica Grecia.”

Luca Dorati – Nell’antica Grecia?

Marco Denio – Così dice il post.

Luca Dorati – Nell’antica Grecia c’era il condominio?

Marco Denio – Magari qualcosa di simile… Devo continuare a leggere?

Adele Denio – (Sbuffando)Già che ci siamo...

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Marco Denio – “Per far sfogare le persone, Zeus e company le istigavano a litigare tra di loro durante le assemblee condominiali. Zeus pensava che solo in questo modo le persone avrebbero scaricato tutta la loro repressione comportandosi poi da buoni cittadini. Come mi sono divertito all’assemblea condominiale del mio condominio, soprattutto quando ho spintonato quello del piano di sopra che non dice niente alla moglie. Scommetto che morite dalla voglia di sapere che fa moglie?”

Luca Dorati – Eh! (Sarcastico)Darei la vita per saperlo.

Marco Denio – “Quella del piano di sopra passa l’aspirapolvere la mattina presto quando ancora dormo, verso mezzogiorno. Ascolta musica a tutto volume nelle ore in cui un normale cristiano si fa la pennichella pomeridiana, verso le sei di pomeriggio. Poi, sempre per farmi dispetto, subito dopo cena non si sente volare una mosca”.

Adele Denio – C’è scritto a che ora cena?

Giudice Della Pena – Tutti gli indizi del caso mi portano a dire che l’imputato non cena prima di mezzanotte…

Marco Denio – Non è specificato… Ecco la parte che ci interessa. “Con il marito siamo arrivati ai ferri corti, e la maledizione delle assemblee condominiale mi ha dato la forza di sopraffarlo. Poi nella bolgia mi sono trovato face to face…”.

Giudice Della Pena – Feis? Essendo stata chiamata in causa l’antica Grecia, azzarderei a dire che trattasi di termine antico.

Luca Dorati – (Scocciato)Più tardi glielo spieghiamo, professore. Adele Denio – Non interrompiamo più mio marito. Vai avanti caro!

Marco Denio – “Poi nella bolgia mi sono trovato face to face con lei. Aveva il fiatone per essersi schiaffeggiata con quella del piano terra. Ci siamo avvicinati, guardati intensamente e... niente. Subito dopo siamo tornati a malmenare altri. Ora non so dirvi se il nostro amore ha vinto e se l’antidoto alla maledizione è guardarsi negli occhi. Perché gli occhi, ricordiamocelo sempre, non mentono”.

Luca Dorati – Poi!?

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Marco Denio – Finito.

Valeria – L’antidoto alla maledizione è guardarsi dritto negli occhi. Signor giudice e Adele guardatevi negli occhi attentamente (Prendendo per le

braccia i due e avvicinandoli).

Adele Denio – (Adenti stretti, guardando il giudice)Difenda pure quello sgorbio.

Giudice Della Pena – (Adenti stretti)Ma te sei vista allo specchio?

Valeria – Non dovete parlare.

Adele Denio – Perché?

Valeria – Nel post non viene specificato.

Adele Denio – Quindi potrebbe anche essere che si può parlare.

Marco Denio – Devo dare ragione a Valeria, tesoro.

Adele Denio – (Urlando)Che cosa?

Giudice Della Pena – (Facendo il segno delle corna senza farsi notare da Adele) Ti spunta un fiore in bocca…

Marco Denio – Da come è scritto il post sembrerebbe che non si dicano nulla.

Luca Dorati – Basta, basta, basta… Vi prego. (Cadendo in ginocchio)Come potete credere a queste baggianate?

Valeria – (Impaurita)Sento di nuovo le voci.

Marco Denio – Adesso le sento anche io.

Adele Denio – Anche io (Abbracciando dalla paura il giudice).

Giudice Della Pena – Io non sento niente.

Luca Dorati – (Alzandosi di scatto)O mamma mia. (Tremando)Le sento… le sento…le sento…

Marco Dorati – Si stanno facendo più acute.

Sig.ra Manfresi – (Arrivando da destra, cellulare all’orecchio)Aspetta caro, che saluto i servi della gleba.

Sospiro di sollievo generale e ammiccamento del giudice.

Adele Denio – Avrei preferito oscure presenze.

Sig.ra Manfresi – Salve, comuni mortali. (Ricominciando a parlare al telefono)Mi dicevi, quindi, che l’amministratore presenterà un capitolato per il lavoro condominiale, ma è statisticamente provato che in corso

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d’opera il preventivo rincarerà di un dieci per cento. (Un tempo)

Venti per cento!? (Continuando a parlare senza curarsi degli altri).

Adele Denio – Signori, dobbiamo mettere da parte tutti i rancori e fare fronte comune.

Gli altri – D’accordo.

Adele Denio – La signora Manfresi possiede due appartamenti, che in sede di votazione diventano tre con la delega del signor Alberti. Giusto?

Gli altri – Giusto!

Adele Denio – Noi facciamo sempre quattro appartamenti (Indicando sé stessa,

Valeria, Luca e il giudice).

Euforia generale.

Marco Denio – (Saltellando, braccia in alto)Vinceremo, vinceremo, vinceremo il tricolore. (Un tempo)Scusate, oggi è domenica e dovrei essere allo stadio.

Giudice Della Pena – Accetto ad una sola condizione. La qui presente Adele coniugata Denio non replicherà alle offese della dolce, sensibile là presente signora Manfresi.

Adele Denio – Lei ha bevuto? Non accetterò mai.

Marco Denio – Tesoro, devi accettare assolutamente. Fallo per me, passerotto.

Adele Denio – (Al giudice)E se la dolce, sensibile signora Manfresi mi insulta?

Giudice Della Pena – Tanto meglio!

Adele Denio – Ma sentite un po’ questo.

Giudice Della Pena – Questo possiede un nome preciso. Ricordo ancora quando negli anni Ottanta un imputato mi chiamò prima coso e poi, rivolgendosi a terzi, mi chiamò questo. Sta ancora scontando il massimo della pena!

Valeria – Adele, siamo amiche solo da pochi giorni, ma ti chiedo di ascoltarmi.

Sig.ra Manfresi – (Inlontananza)Caro, ma non sarà esagerato ridurli così…

Valeria – Io già rischio di accasarmi con uno peggio di tuo marito…

Adele Denio – Ce ne vuole, eh!

Valeria – Se questa sera verranno approvati i lavori, qui ci dimentichiamo anche solo

un fine settimana al mare per i prossimi dieci anni.

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Adele Denio – (Avoce bassa)Devo darti ragione, amica mia.

Giudice Della Pena – Sto ancora spettando…

Adele Denio – Affare fatto.

Giudice Della Pena – Sia. Qua la mano, da uomo a uomo.

Adele Denio – Che, che, che, che…

Giudice Della Pena – (Scandendo)Beh! Lo sanno tutti chi porta i pantaloni in casa Denio.

Luca Dorati – A questo punto anche io porto una condizione per questo connubio.

Gli altri – Uh! Che stress.

Luca Dorati – Voglio che il giudice non ci ammorbi con le sue storie!

Giudice Della Pena – Ma, mi, mu…

Gli altri – Che dice?

Giudice Della Pena – Tartaglio sempre quando son nervoso.

Luca Dorati – Non me ne voglia a male, signor giudice. All’ultima assemblea, qualche anno fa, ogni dieci minuti faceva il paragone con il suo passato. Ed ogni volta faceva indispettire l’amministratore, che si sentiva umiliato dai suoi paragoni con il passato. E l’amministratore indispettito si sfogava con tasse e tassette sull’intero vicinato.

Marco Denio – (Prendendo le mani del giudice) Faccio appello alla sua levatura per accettare l’invito di questo ragazzo.

Giudice Della Pena – Sia! Lascerò il mio bagaglio culturale a casa mia.

Sig.ra Manfresi – (Concludendo la conversazione telefonica)Sono tutta vostra, miei vicini di casa.

Adele Denio – (Fingendo)Ma che piacere averla tra noi.

Sig.ra Manfresi – Peccato che non posso dire lo stesso.

Adele Denio – Ma brutta …

Marco Denio – (Trattenendo la moglie)Ricordati il suggello con il giudice.

Adele Denio – Tanto non mi sente se gli do le spalle.

Giudice Della Pena – Ho sentito, ho sentito…

Sig.ra Manfresi – Mio marito mi ha spiegato come vi trarremo in inganno.

Valeria – Veramente?

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Sig.ra Manfresi – Mio marito è scaltro e forte, mica come quel beccaccino di Marco

Denio.

Adele Denio – (Contorcendosi dalla rabbia) Devo resistere. Aum! (Respirando profondamente)Aum!

Improvviso buio.

Un lampo.

Luca Dorati – Il segnale del suo arrivo.

Luce di nuovo.

Amministratore – (Indossando lo stesso vistoso mantello, un grande faldone sotto il

braccio)Buon salve a tutti.

Sig.ra Manfresi – (Unica a rispondere)Carissimo amministratore, come stai?

Adele Denio – (Al marito)Si danno addirittura del tu.

Valeria – (ALuca)Ancora quell’odioso mantello.

Luca Dorati – La moda del momento.

Valeria – Che moda strana!

Luca Dorati – Perché esiste una moda che non sia strana.

Giudice Della Pena – Amministratore, credo di parlare a nome di tutti i presenti.

Amministratore – Parli pure.

Giudice Della Pena – Accomodiamoci tutti.

Si siedono tutti sulle sedie.

Amministratore – Dichiaro aperta la seduta.

Si alzano tutti di scatto.

Si guardando tutti con circospezione.

Amministratore – (Sottovoce)Credo che ci siano i presupposti per tornare seduti.

Si siedono.

Marco Denio – Potrebbe dirci cos’è quel faldone che ha con sé?

Amministratore – Il capitolato dei lavori condominiali.

Marco Denio – Tutto quello!

Amministratore – Circa settemila pagine, pagina più pagina meno.

Valeria – Scusi l’ignoranza, perché così tante pagine.

Sig.ra Manfresi – Che domanda sciocca. (Ad Adele)C’è qualcuna che la supera in domande ridicole!

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Adele Denio – Aum! (Respirando profondamente)Aum!

Amministratore – Quale modo migliore di confondervi se non con tale numero di pagina. E in ciascuna pagina decine e decine di articoli.

Marco Denio – Come i contratti telefonici ma in forma più estesa… Che dolore! Amministratore – Su per giù.

Luca Dorati – I contratti telefonici?

Marco Denio – Proprio quelli. Saranno solo sei o sette pagine, ma in ciascuna puoi trovare anche centoquarantotto articoli.

Giudice Della Pena – Per leggerli ci vuole la lente d’ingrandimento.

Adele Denio – Più che altro ci vuole un avvocato. Ai sensi del comma sotto, della clausola dell’articolo ottanta del codice civile, senza escludere il trattato europeo in materia di frode… Ecco, roba di questo tipo.

Amministratore – (Alla signora Manfresi)Inutile dirti che ci sono le clausole che mi ha fatto inserire tuo marito.

Sig.ra Manfresi – (Ridacchiando)E questo è solo l’inizio!

Amministratore – (Fra sé)A volte mi viene il dubbio che sono io il burattino nelle mani del marito.

Luca Dorati – Non è forse nostro diritto leggerlo?

Amministratore – Accomodati. Vieni a prenderlo.

Luca Dorati – (Esitando)Allora non vengo.

Amministratore – Non mordo mica.

Luca Dorati – (Avvicinandosi con cautela)Non mi permetterei mai di pensarlo.

Amministratore – Bau bau.

Luca Dorati – (Cadendo all’indietro)Salvatemi.

Amministratore – Codardo! Ho fatto l’abbaio di quello che potrebbe essere un barboncino e hai tremato come una fogliolina. E se avessi imitato un Doberman?

Luca Dorati – Perché parto dal presupposto che i cani più sono piccoli e più sono agguerriti.

Amministratore – Signor Denio, venga lei al suo posto.

Marco Denio – (Verso gutturale di paura)Tesorino, pucci pucci… Adele Denio – Che vuoi?

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Marco Denio – Non ti faccio tenerezza?

Adele Denio – Che cavolo vuoi?

Marco Denio – Vai al mio posto…

Sig.ra Manfresi – Ah ah! Rido con sarcasmo.

Adele Denio – Take it easy Adele. Take it easy. (Respirando profondamente)Aum!

Aum!

Amministratore – Signori, facciamo presto.

Sig.ra Manfresi – Ma scherzi? Dobbiamo prendere tempo.

Amministratore – Questo particolare mi sfugge.

Sig.ra Manfresi – L’articolo, suvvia. Quello in cui il preventivo… no?

Amministratore – Mhm!

Sig.ra Manfresi – Il tempo proporzionato al… Non mi far parlare schiettamente in mezzo a questi bifolchi.

Adele Denio – Sentiamo l’oracolo. Dicci, nobildonna, perché dovreste prendere tempo?

Sig.ra Manfresi – Mi fate tanto sciocca da spifferare i nostri piani.

Adele Denio – (Con voce ironica)Io sono dalla parte vostra.

Sig.ra Manfresi – Non attacca con me, bellezza.

Valeria – (Sottovoce ad Adele)Fai leva sul suo orgoglio!

Adele Denio – Avevo sentito che era stata Miss condominio dieci anni fa.

Giudice Della Pena – (Portando le mani al mento)Cosa darei per tornare indietro ed essere presente.

Valeria – Signor giudice, lei ancora non si era trasferito qui?

Giudice Della Pena – Come no! Mia moglie, quella disgraziata (Sputacchiando a

terra).

Valeria – Sua moglie?

Amministratore – Ricordo bene quell’episodio.

Giudice Della Pena – Allora sia tanto gentile da raccontarlo al mio posto.

Amministratore – Sarà fatto.

Giudice Della Pena – Grazie.

Amministratore – Preg… (Fra sé)Mi ha ringraziato. Credevo che questa parola non esistesse nelle assemblee di condominio.

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Valeria – Dica, please!

Amministratore – (Scuotendo la testa)Mi ero smarrito nella mia mente. Dove eravamo rimasti?

Valeria – La moglie del giudice.

Amministratore – Ah, già. La signora Della Pena non aveva accettato di non poter partecipare a Miss condominio. Così impose al marito di fare un viaggio proprio nel giorno in cui si facevano le finali.

Luca Dorati – Mi consenta una domanda, signor giudice. Ma lei e sua moglie non siete coetanei?

Giudice Della Pena – Lei è più grande di me di quattro anni.

Luca Dorati – (Contando con la mano)Quindi dieci anni fa sua moglie aveva …

Giudice Della Pena – Stai zitto screanzato.

Luca Dorati – Che succede?

Giudice Della Pena – Se dici l’età di una donna ad alta voce quella ti ascolta anche a migliaia di chilometri di distanza.

Le donne – (All’unisono)Vero!

Luca Dorati – Era comunque avanti con l’età.

Giudice Della Pena – Che vuoi farci, non voleva arrendersi all’evidenza. Amministratore – Eppure sua moglie era una bella donna da giovane. Ebbi modo di

vedere le foto quando lei mi invitò a casa sua per un caffè.

Marco Denio – (Meravigliato)Signor giudice, che cosa fece?

Giudice Della Pena – Si era appena insediato come amministratore, era così timido, riservato e raffinato.

Luca Dorati – Non era ancora contaminato, dunque.

Giudice Della Pena – Comunque amministratore, mi lusinga per quello che dice su mia moglie. La pregherei di essere sincero, lo crede veramente?

Amministratore – Mai stato più schietto di ora. (Un tempo)Sua moglie fa bene a non arrendersi!

Giudice Della Pena – Come disse un mio professore, parafraso: in quanto all’essere giovane dentro gli uomini desistono prima delle donne.

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Valeria – Interiormente, le parti sono quasi invertite: noi donne abbiamo l’apparente forza che gli uomini manifestano esteriormente, mentre gli uomini hanno l’apparente leggerezza che noi abbiamo esteriormente.

Giudice Della Pena – Ottima teoria, signorina. Mi ricordi tanto una maestra nel lontano… ora non ricordo con precisione, prima della guerra sicuramente.

Luca Dorati – (Battendo sulla spalla del giudice)Dimentica il nostro patto… Giudice Della Pena – Che sbadato. Sono vecchietto.

Risata generale.

Amministratore – (Fra sé)Stiamo ridendo! Stiamo ridendo! Stiamo ridendo! (Alzandosi in piedi di scatto)Vi rendete conto di quello che sta accadendo?

Gli altri – No!

Amministratore – No?

Gli altri – No!

Amministratore – Ci siamo messi a ridere durante un’assemblea di condominio. Chissà che penserebbero gli abitanti di questo quartiere se venissero a saperlo.

Luca Dorati – Oh no! I miei amici del bar si burlerebbero di me.

Marco Denio – I miei colleghi mi farebbero fare turni extra per punizione.

Adele Denio – Le amiche della palestra spettegolerebbero su di me.

Valeria – I miei spasimanti mi abbandonerebbero, lasciandomi con questo coso buffone di Luca.

Sig.ra Manfresi – Non sarei più invitata a giocare a bridge.

Giudice Della Pena – Al circolo dei reduci delle camicie nere mi prenderebbero per comunista.

Tutti – Che guaio!

Amministratore – La soluzione al problema la conosciamo fin troppo.

Si alzano tutti di scatto e prendono in mano le sedie.

Amministratore – Ora vi riconosco.

Sig.ra  Manfresi  –  (Facendo  cadere  la  sedia  e  scoppiando  a  piangere)Miss

condominio…

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Adele e Valeria poggiano le sedie e vanno a confortarla.

Sig.ra Manfresi – (Singhiozzando)Dieci anni fa… io e mio marito… eravamo una giovane coppietta… che non arrivava a fine mese… ma ci amavano.

Adele Denio – (Abbracciandola)Non faccia così, suvvia.

Amministratore – Non si possono confortare le persone alle assemblee condominiali!

Ècategoricamente vietato. Perfino se tentano il suicidio. Marco Denio – La vedo in difficoltà, signor amministratore.

Amministratore – (Fra sé)La situazione mi sta sfuggendo di mano… Devo fare assolutamente qualcosa.

Sig.ra Manfresi – Amministratore… Amministratore – Dimmi.

Sig.ra Manfresi – Forse è arrivato il momento di redimere i nostri peccati, i miei, i suoi e quelli di mio marito.

Amministratore – Si sente bene?

Adele Denio – (Toccandole la fronte)Qualche linea forse. Anche per me sta delirando.

Sig.ra Manfresi – (Allontanandosi da Adele e mettendosi al centro della comitiva) Sono lucidissima nella mia mente e vi parlo con il cuore in mano. Il condominio è più di una famiglia. È un piccolo maniero, dove io e mio marito siamo la regina e il re.

Adele Denio – Tanto per cambiare.

Sig.ra Manfresi – L’amministratore è il nostro supervisore delle terre, mentre gli altri condomini sono i nostri contadini. Ma se quest’ultimi non son felici, con quale spirito potranno lavorare…

Giudice Della Pena – (Alla signora Manfresi)Permetta una parola, dolcissima signora.

Sig.ra Manfresi – Sicuramente!

Giudice Della Pena – Sarebbe attrice assai gradita, usa le metafore con discernimento e al sottoscritto dà un grande gradimento. Io stesso cavalcando le

sue rime usando amia volta versi inattesi. Ma ciò premesso… (Un tempo)si può sapere che ca…

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Gli altri – No!

Luca Dorati – Non si addicono a lei le parolacce.

Giudice della Pena – (Alzando le mani)Che caspita hai detto?

Sig.ra Manfresi – Intendo dire che dobbiamo vivere in pace ed essere felici in questo condominio, dai più ricchi ai più poveri.

Amministratore – (Fra sé)La pacchia è finita per me!

Euforia degli altri.

Amministratore – Ho capito a cosa si allude, darò fuoco a quel faldone.

Sig.ra Manfresi – Fermo cocco!

Amministratore – Non vuoi quindi cestinarlo?

Sig.ra Manfresi – Al contrario, ampliarlo! (Saltellando da una parte all’altra) Ristrutturiamo l’esterno, l’interno, il garage, le caldaie, le terrazze, i giardini e chi può ne ha più ne metta. (Fermandosi di scatto) Ovviamente, tutto commissionato alla ditta di mio marito.

Marco Denio – Ci ha ingannati.

Sig.ra Manfresi – Puoi dirlo ad alta voce.

Marco Denio – (Urlando)Ci hai ingannati!

Tutti si tappano le orecchie.

Sig.ra Manfresi – Era un modo di dire, scemo.

Adele Denio – Lacrime di coccodrillo… Io mi sono anche sporcata le mani abbracciandola.

Sig.ra Manfresi – (Con voce greve)Le lacrime erano vere.

Valeria – Allora anche in lei c’è un briciolo di umanità. Vorrebbe dissanguare noi miserabili sono per avere una pelliccia in più nel guardaroba.

Sig.ra Manfresi – (Con tono scontato)Why not!?

Giudice Della Pena – Che donna intelligente! Risponde perfino in latino.

Gli altri – A giudice, ma se ne vada un po’!

Valeria – Sono convinta che lei, mia cara signora Manfresi, indossa una maschera. Amministratore – Tutti noi indossiamo una maschera

Valeria – Alcuni però indossano una maschera sbagliata rispetto a quello che sono.

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Luca Dorati – Concordo. Se la maschera che indossiamo è agli antipodi rispetto la nostra personalità, ad esempio un timido che vuole fare il caciarone, il passo verso il grottesco non è poi tanto distante.

Valeria – (Indicando la signora Manfresi)La sua maschera è completamente opposta alla sua personalità. Lei vuole apparire cinica, ma si lasci dire che le riesce malissimo.

Sig.ra Manfresi – Beh, insomma…

Amministratore – (Fra )Siamo da capo a dodici.

Sig.ra Manfresi – Tutto sommato…

Amministratore – Tutto sommato un par di scatole. (Andando di corsa dalla signora Manfresi e prendendola per un braccio)Ma ti sei impazzita.

Sig.ra Manfresi – Forse è vero che i soldi non sono tutto nella vita… Amministratore – Non hai capito ancora l’inganno di quella subdola ragazza. Sig.ra Manfresi – Chi?

Amministratore – Non facciamoci sentire. Quella con cui hai appena parlato.

Sig.ra Manfresi – Gentile.

Amministratore – Scaltra!

Sig.ra Manfresi – Dici?

Amministratore – Sarebbe una serva molto furba.

Sig.ra Manfresi – In che senso?

Amministratore – Quella vuole farti rinunciare all’appalto, così poi ci piazza qualcun altro di sua fiducia.

Sig.ra Manfresi – Credi?

Amministratore – Magari il suo ragazzo.

Sig.ra Manfresi – Ma si accompagna con Luca Dorati.

Amministratore – Non sappiamo se proprio lui possiede interessi occulti nell’edilizia.

Giudice Della Pena – Ma chi, sto nullatenente…

Luca Dorati – Cosa dicono?

Giudice Della Pena – Nulla figliolo, torna in letargo. Un discorso tra noi tre.

Luca Dorati – Io ora pretendo di sapere come fa a sentire quello che nessun altro riesce a carpire.

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Giudice Della Pena – Ssshhh … Silenzio! Fammi ascoltare. Comunque, è il riflesso condizionato della voce focalizzata sulle frequenze della scala di misura adiacente alle resistenze di ventura…

Luca Dorati – (Fra sé)Questo ha bevuto prima di venire in assemblea.

Amministratore – (Alla signora Manfresi)Rifletti attentamente!

Sig.ra Manfresi – Lasciami sola un momento.

Continuano a confabulare.

Marco Denio – Questo è il momento propizio.

Adele Denio – Già. La mozione di sfiducia!

Marco Denio – (Alle spalle)Giudice, questo è il momento per prendere il suo posto. (Un tempo)Mi sente?

Luca Dorati – (Con le mani nei capelli)Nun ce risente più…

Adele Denio – (Al marito)Percuotilo da dietro.

Marco Denio – (Strattonandolo)Mi sente ora?

Giudice Della Pena – Un’aggressione!

Marco Denio – Ma quale aggressione. Mi ascolti.

Giudice Della Pena – Ma che vuoi?

Marco Denio – La mozione!

Giudice Della Pena – Non ricordo.

Luca Dorati – Il colpo di stato, la dittatura, prendere l’amministrazione del condominio…

Giudice Della Pena – Colpo di stato? Dittatura? Mi viene in mente quando l’Italia era divisa in due…

Marco Denio ­ È la fine!

Luca Dorati – Mi faccio avanti io.

Valeria – Bravo, mio prode.

Luca Dorati – Lo affronterò come la prima volta.

Adele Denio – La prima volta non è che hai fatto granché, non dovevamo essere qui a fare l’assemblea se tu avessi fatto qualcosa di serio…

Luca Dorati – Ho imparato dai miei errori. (All’amministratore)Mi guardi in faccia, ex­amministratore.

Amministratore – (Girandosi lentamente)Ex ?

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La signora Manfresi esce di scena.

Giudice Della Pena – (Seguendola)Aspetti. Non faccia pazzie.

Luca Dorati – Propongo una mozione di sfiducia.

Amministratore – (Nascondendo la testa dietro al mantello)Mozione di sfiducia? Luca Dorati – Non si nasconda, codardo.

Adele Denio – (Al marito)Se tu avessi lo stesso coraggio…

Luca Dorati – (Ad Adele)Ognuno manifesta il coraggio in maniera diversa. Marco ha manifestato il coraggio in una maniera in cui io non ci sarei riuscito.

Adele Denio ­ (Entusiasta)Cosa?

Luca Dorati – Sposarti.

Adele Denio – (Spalancando la bocca e facendo cadere le braccia accanto al corpo)

Coraggio per sposarmi.

Valeria – (Sistemandosi i capelli)Anvedì che mascolone che sei…

Amministratore – (ALuca)Hai avuto il tuo momento di gloria. Adesso scendi dal piedistallo, pagliaccio.

Luca Dorati – A questa assemblea voteremo anche per confermare o meno la tua nomina.

Amministratore – Avviene in automatica la conferma della nomina.

Luca Dorati – In automatico? Ahah… Che ridere! Propongo una mozione di sfiducia. Amministratore – (Con aria di sfida)I numeri dove sono,eh?

Luca Dorati – Io, i coniugi Denio, Valeria e il giudice votiamo la sfiducia. Amministratore – (AMarco Denio)Mi tradisci per trenta denari, non è così?

Marco Denio a testa bassa indica la moglie.

Amministratore – (Fra sé)Già, comanda lei in casa. (Ad Adele)Così mi tradite? Adele Denio – (Al marito)A casa facciamo i conti. (All’amministratore)Le vostre

vessazioni ci hanno portato a questo punto.

Amministratore – Ricordo male… (Un tempo) Ricordo male oppure lei, Adele Denio, mi contattò chiedendomi di rateizzare quel piccolo debituccio che vi portare appresso non certo per colpa mia…

Adele Denio – (Adisagio)Mi sembra… mi sembra…mi sembra di sì.

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Amministratore – (AMarco)Mi riassumi come andarono le cose con il proprietario della casa dove adesso abita la qui presente Valeria?

Marco Denio – Quale fatto?

Amministratore – Quando eravate ai ferri corti!

Marco Denio – Si sbaglia con altre persone…

Amministratore – (Sarcastico)Ah già, che sbadato che sono. Ma come faccio a ricordare male. (Cambiando tono e parlando velocemente)Ricordo solo come mi ammorbavi con le dieci telefonate al giorno affinché mettessi una buona parola per te!

Luca Dorati – Non vi fate influenzare da questo viscido personaggio.

Amministratore – (AValeria)Ancora mi devi conoscere e già mi giudichi?

Valeria – Loro… cioè io e loro pensiamo…

Luca Dorati – Valeria, non abbassare lo sguardo di fronte a questo impostore.

Amministratore – Ma pensate davvero che andreste meglio sostituendomi?

Gli altri si guardano confusi.

Amministratore   – Ma pensate davvero che sia un gioco da ragazzi fare l’amministratore?

Luca Dorati – Io potrei prendere il posto da voi lasciato (Fra sé)Almeno me guadagno qualche soldo…

Amministratore – (Applaudendo con ironia)Con quali capacità?

Luca Dorati – Capacità?

Amministratore – Ovvio! Credete che sia facile combattere con gli abitanti di un condominio, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda, chi deve votare sempre contro a Tizio o Caio, chi pensa sempre male nei confronti degli amministratori… eccetera, eccetera ed eccetera

Luca Dorati – Che si sta inventando? Dunque, noi saremmo i colpevoli mentre lei la vittima…

Amministratore – Non mi mettere in bocca parole che non ho detto.

Luca Dorati – Ma scusi tantissimo sua eccellenza…

Amministratore – Sarei ipocrita se negassi quello che viene qualche volta viene detto, cioè che spesso e volentieri chi amministra amminestra, e non voglio certo apparire un santone. Ma mandare avanti un

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condominio non si può certo improvvisare, prendere sotto gamba o minimizzare…

Luca Dorati – Studierò molto e non fallirò. Amministratore – Smetteresti di vivere, dai retta a zio tuo. Luca Dorati – (Guardandosi intorno)Zio? Zio! Zio! Zio!

Amministratore – Io sono tuo zio, metaforicamente parlando. Mai sentito parlare di modi di dire?

Luca Dorati – (Agli altri condomini)Vedete la carogna che furbizia? (Sbiascicando) Ci fuorvia…

Amministratore – Ma sei uscito matto? Gli altri ti suonerebbero per ogni piccolezza. Capirai, ho cambiato dieci numeri per non essere rintracciato, ma ogni volta zac… ecco che mi trovavamo (Facendo il gesto della

tenaglia).

Luca Dorati – Sono iramovibile… incarregibile… inflessionabile …intra…

Amministratore – Intramontabile. (AValeria)Lo scrittore ti stai prendendo, eh.

Luca Dorati – Comunque il senso è quello là.

Amministratore – Come ve lo devo spiegare che non è facile recitare la parte del condomino ma neppure quella dell’amministratore…

Valeria, Adele e Marco cominciano a confabulare in disparte.

Luca Dorati – (Andando verso la combriccola e dividendoli)Fermi incoscienti, avete

perso le speranze nella nostra autogestione (Guardando in alto e allargando le braccia)Il condominio sarà il nostro eremo solitario,la nostra fortezza. Lasceremo le porte di casa aperte, faremo una sala hobby in comune, ci stringeremo vicini vicini quando farà freddo e pioverà.

Amministratore – Ma la finisci di dire ‘ste boiaccate…

Luca Dorati – Mozione di sfiducia!

Amministratore – Ripetilo moccioso!

Luca Dorati – (Avoce alta)Mozione di sfiducia!

Amministratore – (Avoce alta)Ripetilo!

Luca Dorati – (Avoce alta)Mozione di sfiducia! Mozione di sfiducia! Mozione di

sfiducia!

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Amministratore – Ammettiamo pura che la schiera non ti abbandoni, dalla mia parte ci sono sempre tre voti: due per la signora Manfresi più la delega che lei tiene con sé.

Luca Dorati – Noi in siamo in quattro.

Amministratore – Quattro?

Luca Dorati – I presenti più il giudice.

Amministratore – (Ridendo)Ti sei incluso nella lista.

Luca Dorati – Sono in prima fila.

Amministratore – Idiota! Tu sei un semplice affittuario, il tuo voto vale come il due di coppe quando regna bastoni.

Valeria – (Sbattendo i piedi a terra)Ma vivi pure in affitto? Se fosse vera la storia di Pinocchio ti si allungherebbe il naso per quante me ne hai dette!

Luca Dorati – Non ora, devo sbrogliare codesta situazione pietosa.

Amministratore – C’è poco da fare!

Luca Dorati – (Schioccando le dita)Convincerò il proprietario!

Amministratore – Ma tu hai chiamato la mozione di sfiducia proprio ora, io l’accolgo.

Luca Dorati – La situazione è comunque di stallo, tre voti contro tre.

Amministratore – A quel punto si fa per metri quadri della casa (Un tempo)Puff!

Vince la signora Manfresi!

Giudice Della Pena – (Arrivando da dove era uscito)Chi è che nomina invano donna Manfresi?

Amministratore – Io.

Giudice Della Pena – Eccoti, la resa dei conti è vicina.

Amministratore – La mia?

Giudice Della Pena – Ora ricordo tutto. (Agli altri condomini)Gioite, ho convinto anche la signora Manfresi ad unirsi alla nostra causa…

Amministratore – Persa. Causa persa.

Luca Dorati – La pacchia è finita, amico mio. Amministratore – (Fra sé)Che posso escogitare?

Sig.ra Manfresi – (Arrivando da sinistra)Amministratore, le devo confessare una cosa.

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Amministratore – Smetti da un momento all’altro di darmi del tu?

Sig.ra Manfresi – Il giudice mi ha fatto un’offerta migliore.

Marco Denio – (Al giudice)Offerta migliore?

Giudice Della Pena – Lascia perdere, è per gli addetti ai lavori.

Adele Denio – (Al giudice)Lei fa parte degli addetti ai lavori?

Giudice Della Pena – Ero o non ero il vostro nuovo amministratore!? Ancor prima dell’investitura, ho preso accordi per allisciarci il marito della signora.

Luca Dorati – Quindi?

Giudice Della Pena – La nostra vittoria non è esente da dolore e a me già pizzica il posteriore. Tuttavia, amici miei, siamo ora liberi dal despota.

Amministratore – (Alzando le braccia)Mi arrendo e mi ritiro.

Giudice Della Pena – Senza combattere?

L’amministratore comincia a camminare lentamente, facendo il gesto di fumare.Adele Denio – (Al marito)Ma che fuma?

Amministratore – Lo chieda direttamente a me, l’ho sentita.

Adele Denio – Come vuole. Che fuma?

Amministratore – Un semplice gesto, un rito. Quando sono nervoso fumo. Non ho le sigarette con me.

Marco Denio – Le vada a comprare.

Amministratore – (Sconsolato)Dovevo andarle a comprare appena uscito da questa assemblea, ma non avendo più l’incarico di amministratore non me le posso permettere.

Luca Dorati – Un altro inganno!

Amministratore – (Gesticolando)Era l’ultimo condominio che mi è rimasto questo qua.

Gli altri – L’ultimo?

Luca Dorati – Gli ultimi fessi, possiamo dirlo.

Amministratore – E diciamolo! Manco il condominio dove vivo mi fanno più amministrare.

Balbettii confusi da parte di tutti.

Marco Denio – (ALuca)Questo sembra più scannato di noi.

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Luca Dorati – (AMarco)Io non mi fido affatto.

Adele Denio – (AValeria)Ci vorrebbe la macchina della verità per capire se ci sta

frodando…

Sig.ra Manfresi – (All’amministratore)Non faccia così, mi fa sentire più in colpa di quanto non sia mai stata.

Amministratore – (Con decisione) Nessuno mi commiseri! Chi è causa del suo mal pianga sé stesso. (Un tempo)Addio per sempre.

L’amministratore fa cenno di allontanarsi.

Luca Dorati – Addio… Pare che stia capitando tutto in fretta.

Amministratore – Ops! Sbadatamente, stavo per dimenticare la cosa più importante. Gli altri – Cosa?

Amministratore – (Al giudice)Mi rivolgo a lei, l’unico papabile per questo incarico.

Giudice Della Pena – Parla senza remore.

Amministratore – Dovrei aggiornarla sulla situazione attuale.

Giudice Della Pena – Andiamocene in disparte.

Adele Denio – (Al marito)Intervieni! Il giudice già ci sta mettendo in disparte. Marco Denio – (ALuca)Potresti ancora esser tu l’uomo della Provvidenza, non

permettere una loro riunione carbonara.

Luca Dorati – (AValeria)La signora Denio, se dici di parlare davanti a tutti, ti cucina

una bella carbonara.

Valeria – (Alla signora Manfresi)Per me vogliono tagliare fuori suo marito.

Sig.ra Manfresi – (Fra sé)Oh! Sarà vero? (Un tempo)Amministratore e giudice emerito, è troppa cortesia se tutti noi ascoltiamo.

Giudice Della Pena – Nessun ostacolo, soprattutto se a chiedermelo è un passerotto come lei…

Sig.ra Manfresi – Signor giudice, non faccia il provolone… Giudice Delle Pena – (All’amministratore)Sia coinciso.

Amministratore – (Raschiandosi la gola)La signora Manfresi la chiamerà almeno uno o due giorni alla settimana per lamentarsi di chi lascia la porta dell’ascensore aperta. Lei pensa che sia Luca Dorati…

Luca Dorati – Io prendo sempre le scale per mantenermi in forma.

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Amministratore – Io so chi è, ma mantengo il segreto in cambio di un cesto natalizio ogni anni.

Confusione generale.

Sig.ra Manfresi – Voglio sapere subito il nome del corruttore!

Amministratore – Non posso dirlo per non privare il giudice di questo regalo che comincerà a ricevere al mio posto.

Sig.ra Manfresi – Assurdo!

Amministratore – Vado avanti! Signor giudice, occulti sempre le prove dopo che le aiuole sono state calpestare…

Giudice Manfresi – Occultare le prove?

Amministratore – Nell’androne del condominio cancelli le impronte di terra lasciate dal cagnolino della signora Manfresi, questo intendo per cancellare le prove.

Sig.ra Manfresi – Eh, eh… Non è come pensate…

Amministratore – Quel suo benedetto cane scorazza dappertutto. Lei deve cancellare le tracce e crearne altre fittizie verso fuori, far credere in altre parole che siano venuti cagnolini da fuori. (Indicando Adele e la signora Manfresi)Così si evita lo strazio di vedere queste duelitigare e chiamarla… Litigare e chiamarla… Litigare e chiamarla… Litigare e chiamarla…

Adele Denio – (Alla signora Manfresi)Tu! Io che curo con tanto amore le aiuole. Sig.ra Manfresi – (Nascondendosi dietro Valeria)Il mio cagnolino Fuffy è

irrequieto…

Amministratore – Calme, per favore. Il vostro nuovo amministratore mi ha detto di essere coinciso. Devo continuare. (Al giudice)Lei comunque può smetterla di chiamare il prete quando sente i rumori dentro casa…

Giudici Della Pena – E come affronto i spiriti cattivi?

Amministratore – Marco Denio l’ha convinta di questo, ma in realtà i rumori sono

quando lui e sua moglie fanno un po’ di palestra…

Giudice Della Pena – (Agitando il bastone)In tanti anni di attività, neppure i peggiori furfanti si erano burlati con me in questo modo.

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Amministratore – (Al giudice)Si calmi, lei non può perdere la pazienza con coloro che la pagano.

Giudice Della Pena – Coloro che mi pagano?

Amministratore – Nelle spese condominiali ci sta pure la sua parcella… Giudice Della Pena – (Fra sé)Massimo Della Pena contieniti.

Amministratore – (AValeria)Facci l’abitudine perché non sono riuscita a cambiarla in tanti anni…

Valeria – Non la seguo.

Amministratore – Le briciole sul suo giardino non sono portate dal vento… Valeria – Mi ha mentito?

Amministratore – Per preservare la pace. Sono anni che cerco di far capire ad Adele Denio che non deve scrollare la tovaglia dalla finestra.

Valeria – (Prendendo di petto Adele)Cocca, io te sventro, te faccio diventà porvere…

Luca Dorati – Valeria, ti credevo più raffinata.

Valeria – Maschio, stai in campana che te sgonfio. Quando so nervosa aridivento

rozza quanto n’antica romana…

Amministratore – (ALuca)Al tuo posto non parlerei ma fuggirei..

Luca Dorati – Fuggire da cosa?

Amministratore – Per dovere di cronaca, devo avvertire il nuovo amministratore che sei tu quello che si diverte a scambiare le lettere nelle cassette.

Gli altri condomini si scagliano contro Luca.

Amministratore – Siamo solo alla punta dell’iceberg. Un po’ di contegno. Devo ancora dirvi che i graffi sulle fiancate sono causati dalla signora Manfresi che apre lo sportello come se avesse parcheggiato in un deserto…

I condomini contro la signora Manfresi.

Amministratore – Che è il signor giudice che fa fare i bisogni del suo cane nel garage e poi non pulisce…

I condomini contro il giudice.

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Amministratore – Valeria è appena arrivata ma già si è presa delle libertà che non doveva, come appropriarsi di uno sgabuzzino condominiale senza chiedere il permesso…

I condomini contro Valeria.

Amministratore – Ed è sempre Luca che lascia aperta l’acqua della fontanella dopo aver bevuto…

I condomini contro Luca.

Amministratore – Signori, devo continuare ad aggiornare il nuovo e integerrimo amministratore…

I condomini cominciano a litigare tra di loro.

Amministratore – Ho vinto! Ho vinto!

L’amministratore comincia a ridere senza sosta.

SI CHIUDE IL SIPARIO.

ATTO TERZO

La scena è la medesima della prima.

Al levarsi del sipario ci sono Marco e Luca seduti su una delle panchine.

Marco sembra molto sofferente.

Marco Denio – (Muovendo il collo)Ho ancora i dolori dopo la rissa all’assemblea di ieri.

Luca Dorati – Io dissimulo il dolore per non farmi vedere da Valeria.

Marco Denio – Ti ha perdonato?

Luca Dorati – Boh!

Marco Denio – Sai, non riesco ancora a capire come siamo finiti alle mani… Luca Dorati – (Evasivo)Pensare che…

Marco Denio – Tutto qua? Voglio dire, non aggiungi altro?

Luca Dorati – Pensare che. Punto. Finito!

Voci confuse in lontananza.

Luca Dorati – Che succede?

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Marco Denio – Nessun allarmismo, mia moglie e la signora Manfresi ancora bisticcino.

Luca Dorati – E quando finiranno?

Marco Denio – Spero mai.

Luca Dorati – E la salute di tua moglie?

Marco Denio – E la mia di salute? Finché è presa da questo fatto, a casa non sono più sotto attacco.

Luca Dorati – Ti attacca tanto, ma ti vuole un bene che trapela dappertutto.

Marco Denio – Sarà così anche per te, preparati.

Luca Dorati – Dici con Valeria?

Marco Denio – Anzi, più ti attaccherà e più ti amerà. Ricorda sempre che chi disprezza compra.

Luca Dorati – Quante bugie le ho detto per fare colpo!

Marco Denio – Fa parte del gioco, dai. (Mettendo una mano sulla spalla di Luca) Amico mio, vedo che posso fare per far smettere quelle due. Ci si vede.

Marco Denio esce dalla scena, senza il bastone.

Luca Dorati – (Fra sé)Che bella giornata! Ah, e chi me rialza da qua.

Arriva il giudice dal portone.

Luca Dorati – (Vedendolo)O giudice, che tu fai?

Giudice Della Pena – (Muovendo le braccia avanti e indietro)Mi sento rinato! Se mi capita qualcuna sotto mano…

Luca Dorati – Il bastone?

Giudice Della Pena – La scazzottata di ieri mi ha fatto rinascere. (Urlando)Uàu! Luca Dorati – Si sieda accanto a me.

Giudice Della Pena – (Sedendosi)Facciamo un’assemblea condominiale a settimana.

Luca Dorati – Pazzia allo stato puro.

Giudice Della Pena – Sai quanto materiale per la tua opera teatrale oppure per il tuo libro. (Un tempo)A proposito, come procede?

Luca Dorati – Male. Anzi, malissimo.

Giudice Della Pena – Il soggetto era il condominio, correggimi se sbaglio.

Luca Dorati – Era, appunto.

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Giudice Della Pena – Lo hai cambiato?

Luca Dorati – Sono stato costretto, questo condominio non offre spunti per una storia. All’assemblea condominiale non è successo nulla di che rispetto a quello che avviene a tutte le assemblee di tutto il mondo, non ho trovato nessun colpo di scena come mi aveva consigliato…

Giudice Della Pena – Te lo avevo detto notte tempo.

Il giudice si alza di scatto e comincia a mimare un pugile.

Luca Dorati – Alla faccia di chi le vuole male…

Giudice Della Pena – (Sedendosi di nuovo)Me sento un leone!

Luca Dorati – Ehi, per me nessuna parola di conforto?

Giudice Della Pena – Te lo avevo detto fin dal principio, ragazzo mio. (Un tempo) Che cosa potresti mai scrivere in questa tua commedia… Io che mi alzo come uno scemo e mino un pugile solo perché mi sento in forma?

Luca Dorati – Credo che abbia proprio ragione…

Giudice Della Pena – Quale colpo di scena c’è stato all’assemblea?

Luca Dorati – Nessuno.

Giudice Della Pena – Appunto.

Luca Dorati – Ma su cosa… su cosa posso scrivere?

Giudice Della Pena – Scrivi una commedia teatrale o addirittura un libro su un processo… racconta le vicissitudini in un luogo di lavoro… e se proprio vuoi andare al colpo sicuro, con la classica storia d’amore non toppi.

Luca Dorati – Ambè! Non riesco a trovare l’ispirazione per scrivere di quattro scemi in un condominio, figuriamoci descrivere una storia d’amore.

Giudice Della Pena – Ma le storie d’amore son tutte uguali. (Gesticolando eccessivamente)Coppie con più corna di cervi a primavera, truffe,omicidi, suicidi, avvelenamenti, gambizzazioni, impiccagioni, imbrogli, figli illegittimi dal Polo Nord al Polo Sud… e vai col tango!

Valeria – (Arrivando di corsa da sinistra)Si salvi chi può!

Luca Dorati – Oh, oh, oh.

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Si sentono voci confuse in lontananza.

Valeria – La signora Manfresi e Adele sono in preda alla collera. Luca Dorati – Non doveva intervenire il marito di Adele? Valeria – Se l’è data a gambe quando ha visto la mal parata… Arrivano da sinistra le due litiganti, accapigliandosi con rabbia.

Giudice Della Pena – Che mi venga un colpo! Non credevo che il gentil sesso potesse arrivare a tanto…

Arrivano Adele e la signora Manfresi. Le due donne continuano a litigare, cadendo per terra.

Luca Dorati – (Andando verso di loro per dividerle)Aiutami Valeria. Tu prendi

Adele, mentre io la signora Manfresi.

Seppure divise, le due donne continuano a ringhiare l’una contro l’altra.

Luca Dorati – Daje! Guarda come si dimenano…

Giudice Della Pena – (Fra sé)Necessitano del mio intervento. (Alzandosi in piedi) Dobbiamo dividerle!

Luca Dorati – Faccia presto. Non riesco più a trattenerla.

Giudice Della Pena – (AValeria)Porta via donna Adele.

Valeria e Adele si allontano verso sinistra.

Giudice Della Porta – Avvicinatevi. Io porterò la signora Manfresi dalla parte opposta. (Fra sé)Stavolta glie’ faccio vede i sorci verdi… So’ peggio de na tigre.

La signora Manfresi e il giudice si allontanano verso destra.

Luca Dorati – (Fra sé)Saranno finiti i colpi di scena? (Un tempo)Eppure, posso ancora scrivere una storia su questo condominio. Alla prossima assemblea di condominio dovrò essere io l’artefice di qualche malaffare. Potrei sentirmi con l’amministratore e architettare qualcosa di losco, potrei poi pugnalare alle stesse spalle il mio complice amministratore per creare ancora più tensione… Dopo tutto, qualche fonte migliore per scoprire i retroscena di un condominio se non attingere dalle assemblee condominiali, tanto più quando c’è un amministratore accomodante.

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Marco  Denio  e  l’amministratore  arrivano  alle  spalle.  L’amministratore  senza

mantello.

Marco Denio – Ehi Luca, senza voltarti, indovina chi ti ho portato.

Luca Dorati – (Facendo un rigurgito con la gola)Devo preoccuparmi?

Marco Denio – Macché! È un amico.

Luca Dorati – (Facendo un sospiro di sollievo)Menomale.

Marco Denio – Un amico… Chi potrà essere.

Marco Denio – Voltati!

Luca – (Voltandosi efacendo qualche passo indietro terrorizzato)E tu me lo chiameresti amico questo?

Amministratore – (ALuca)Ti prego, lasciamo spiegare.

Luca Dorati – Dov’è il tuo mantello?

Amministratore – Ho deciso di comportarmi da persona normale, di essere vicino a tutti voi del condominio, di non fare più il furbetto. Ho parlato anche con la signora Manfresi per farle capire che non mi presterò più ai giochetti del marito…

Luca Dorati – (Irritato)Cosa sentono le mie orecchie? Marco Denio – Che notizia eccezionale, non credi Luchetto? Luca Dorati – (Urlando)Noooo! Marco Denio – Che ti prende?

Luca Dorati – La mia storia, ecco che mi prende… Amministratore – Storia?

Luca Dorati – Amministratore, la prego di ripensarci. Cattivo e falso la voglio, deve farci sputare sangue alle prossime assemblee, deve gioire mentre i condomini si scannano. Altrimenti… altrimenti come potrò scrivere la mia storia…

L’amministratore e Marco si guardano perplessi.

Luca Dorati – (Fra sé)Che disdetta! Credo proprio che dovrò trovarmi un lavoretto anziché inseguire le aspirazione letterarie.

Adele e Valeria tornano in scena. Adele ancora agitata.

Valeria – Non riesco proprio a contenerla. (AMarco)Fa così anche quando litigate

dentro casa.

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Marco Denio – Più o meno…

Il giudice e la signora Manfresi entrano dalla parte opposta.

Il giudice piegato e trascinato per la giacca.

Sig.ra Manfresi – (Spingendo il giudice verso Marco e l’amministratore)Lui ho voluto risparmiarlo, anche se ci ha provato come me, tanto c’ha un piede nella fosse. (Ad Adele)Ma tu prepari a diventare polvere.

Adele Denio – (Liberandosi da Valeria)Questo condominio è troppo piccolo per entrambe. (Un tempo)Ne rimarrà soltanto una.

Adele e la signora Manfresi cominciano a spintonarsi man mano sempre più forte.

Marco e l’amministratore soccorrono il giudice.

Valeria – (ALuca)Ora che si fa?

Luca Dorati – Guarda e impara! (Andando verso le donne)Sapete la novità.

Adele – (Continuando a spintonare la rivale)Quale?

Luca Dorati – La love story di Valeria…

Sig.ra Manfresi – (Facendo alt con la mano ad Adele)Love story?

Valeria – (ALuca)Ti sei fumato il cervello?

Luca Dorati – (AValeria, sottovoce)Lascami fare.

Adele Denio – Dicci un po’…

Luca Dorati – (Sottovoce)Tra Valeria e l’amministratore è nata una storia d’amore. Sig.ra Manfresi – Alle tue spalle?

Luca Dorati – (Fingendo di piangere)Purtroppo sì. (Un tempo)Fossi in voi, farei qualche congettura per capire come sia potuto succedere…

Adele Denio – (Alla signora Manfresi)Amica mia, penso di conoscere la risposta.

Sig.ra Manfresi – Mi dai del tu?

Adele Denio – È arrivato il momento.

Sig.ra Manfresi – (Soddisfatta)Giusto.

Adele e la signora Manfresi si allontanano confabulando.

Luca Dorati – (AValeria)Visto le civette! Perché voi donne siete così pettegole?

Valeria – Solo noi?

Luca Dorati – Beh, puoi dire tutto su noi uomini tranne che siamo pettegoli. Valeria – Stai a vedere. (Andando verso gli altri uomini)Sapete la scottante novità? Gli uomini – No!

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Valeria – Ve la confesso ma tenetevi il segreto. Luca e la signora Manfresi sono amanti da ieri sera.

Gli uomini – Veramente?

Valeria – Sì, sì…

Amministratore – Lo avrà fatto per i soldi.

Giudice Della Pena – Perché è una gran gnocca!

Marco Denio – Penso qualcosa di più insabbiato, ma ve la devo dire in gran segreto.

Confabulando, i tre uomini si allontanano dalla scena.

Valeria – Ancora convinto che siamo solo noi donne a spettegolare?

Luca Dorati – Come darti torto!

Valeria – (Prendendolo per mano)La sera ancora si sta bene. Usciamo a prendere un gelatino da qualche parte? Oppure vuoi aspettare che accada qualcos’altro?

Luca Dorati – (Al pubblico)La storia potrebbe continuare senza sosta, ma andando avanti rischiamo di trascendere oltremodo. Se qualcuno si è sentito chiamato in causa dai personaggi, accetti le nostre scuse. Se qualcuno ha riscontrato un suo vicino in questi attori, per amor della pace non glielo dica. Questa, signori, è una commedia! Nei dialoghi viene citato Luigi Pirandello. È solo un piccolo omaggio al maestro, e non vi è nessuna pretesa per questa storiella. Se il giudice aveva visto lungo e la vita di questo condominio vi ha annoiato, ci sia consentito di recuperare con una battuta finale. Con un pizzico di allegoria, ma con tanta allegria, volevano raccontare i vizi e le virtù di tutti i giorni, e richiamando in voi quello che forse velatamente avete riscontrato nelle relazioni di condominio cercavamo solo di strappare un sorriso.

Luca e Valeria si inchinano al pubblico.

SI CHIUDE IL SIPARIO.

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