Il conte Delgelso

Il conte Delgelso

Titolo originale: "Ol conte Delgelso"

la storia di un eccentrico avvocato di successo, il quale vorrebbe acquisire a tutti i costi, un titolo nobiliare per accrescere il proprio prestigio. Nel far questo non si preoccupa di calpestare la dignit delle persone che gli stanno accanto. Fra mille strafalcioni e colpi di scena, questo, alla fine gli si rivolter contro, e lo riporter, tra virgolette, sulla retta via.

La storia intrisa di comicit, grazie ai personaggi che la compongono ma, anche di una giusta morale.

IL CONTE DELGELSO.

Commedia in tre atti

Di Guglielmo Antonello Esposito

Titolo originale (Ol conte Delgelso) codice SIAE N 869330A

Personaggi:

Carlo Delgelso.

(avvocato)

Mario Delgelso.

(pap di Carlo)

Teresa.

(madre di Carlo)

Marina Delgelso.

(Figlia)

Guido Rossi .

(fidanzato di Marina)

Salvatore Aiello.

(Maresciallo e vicino di casa)

Gastone.

(maggiordomo)

Lucilla.

(cameriera)

Dorotea Champignon.

(contessa.)

Ofelia Carr.

(marchesa)

Edoardo Rossi.

(pap di Guido)

Veterinario.

PRIMO ATTO

Ai giorni nostri.

Siamo nel salone di un attico in citt alta.

Dalla veranda si vede il paesaggio di Bergamo Alta.

Scena 1a

C' in scena Guido, un giovane elettricista che sta lavorando. Entra Marina, figlia dellavvocato Carlo Del gelso.

Marina: Ciao Guido! Non ti stanchi mai con quei cacciaviti e quelle forbici?

Guido: E come potrei? Marina, il mio lavoro e questi arnesi mi servono per eseguirlo nel modo migliore. Sono come i bisturi per un chirurgo, o meglio ancora come il cappello e la bacchetta magica per un mago.

Marina: Addirittura come un mago? Non ti sembra di esagerare?

Guido: Cosa? Esagerare? Sai cosa ti dico? Migliore di un mago. Guarda, spello un filo, lo metto nel morsetto giusto, lo stringo bene col cacciavite e tutto fatto. Premo il tasto dell'interruttore e la luce si accende. Io Guido, ho illuminato un posto dove, neanche il sole potrebbe.

Marina: Dai, non gasarti, stai veramente esagerando.

Guido: Scherzo Marina, per a volte riesco a far contente delle persone. Per esempio, la signora Bettina che abita nel mio cortile, l'altro giorno mi ha chiamato dicendomi. " Guido?" "Non ho pi corrente elettrica in casa, non ci vedo niente, il frigo fermo e c' il rischio che vada in malora la carne che c' dentro, aiutami per favore." Sono andato da lei ed ho visto che il contatore principale era scattato, allora l'ho ripristinato, e poi ho raccomandato alla signora Bettina di non usare contemporaneamente forno, lavatrice e ferro da stiro, se no il contatore toglie corrente per sicurezza. Non finiva pi di ringraziarmi. L'ho fatta contenta con poco insomma.

Marina: Immagino che ti abbia pagato.

Guido: Si! Mezza bottiglia di coca cola sgasata, per mi ha fatto piacere vederla contenta.

Marina: Ecco perch mi piaci. Ti accontenti di cos poco, sei cos semplice. Come per esempio domenica scorsa, quando siamo andati al tuo paese e siamo scesi gi al tuo fiume, allAdda a fare una passeggiata e tu, entusiasta, ti soffermavi a ogni angolo e me ne spiegavi le caratteristiche. Di ogni albero mi spiegavi le propriet e la bellezza, come se ognuna di queste creature, fosse un miracolo.

Guido: Per me tutto ci un miracolo ma, Marina parla piano, perch se dovesse sentire tuo padre e venisse a sapere che ti mostro gli alberi al fiume, il miracolo lo farebbe lui, perch mi cambierebbe i connotati.

Marina: No! Questo no. Anche se lui vorrebbe che frequentassi solo lalta societ. Ha quest'ossessione di voler acquisire un titolo nobiliare. una cosa patetica che purtroppo coinvolge tutta la famiglia.

Marina va alla veranda seguita da Guido. Guarda. Stravede per Vanessa, quel levriero che sta giocando col tuo bastardino. Non gli bastava un cane normale, no! Ha voluto un levriero afghano perch sinonimo di nobilt!

Guido: A me basta il mio Loli, e gli voglio bene, anche se bastardino. Lo porto sempre con me cosi fa la guardia al furgone del lavoro guadagnandosi la michetta, o meglio, la crocchetta.

Scena 2a

Entra il maggiordomo Gastone con un telefono portatile.

Colpi di tosse, per attirare lattenzione.

Gastone: Signorina Marina, la desidera sua madre al telefono. Porge la cornetta.

Marina: Grazie Gastone, fermati pure qua. Ciao mamma, dimmi S sto bene e tu? Bene no, oggi non sono andata a lezione di danza devo studiare dell'altro. Mamma ti ricordo che sono al primo anno di universit. Va bene, non agitarti, scusa ti prometto che non perder unaltra lezione. Ciao, ci sentiamo.

Porge il telefono a Gastone. Grazie Gastone.

Gastone: Non c di che, signorina ed esce.

Scena 3a

Guido: Marina? C' qualcosa che non va?

Marina: S. La mamma, dal centro di salute e bellezza, dove ormai risiede, voleva sapere se frequento regolarmente i corsi dove, secondo lei, dovrei stare. Sai per lalta societ. Per fortuna in questa famiglia ci sono i nonni che sono rimasti con i piedi per terra.

Guido: Non crucciarti. In tutte le famiglie c' qualcosa che non va. Guarda me per esempio. La mia mamma mancata cinque anni fa. Il pap ne sta uscendo piano piano ma, per un po' la situazione in casa stata pesante. Te lo assicuro.

Marina: Guido, tu sei orfano di madre, ed io ti capisco, stato il destino. Io come se lo fossi. Mia madre sempre al suo istituto, perch il suo unico impegno di apparire dinanzi alla gente, cos anche mio padre.

Guido: la posizione sociale della tua famiglia che obbliga i tuoi genitori a essere cos. Io penso lo facciano per il tuo bene. Devono sempre essere all'altezza della situazione.

Marina: Questo non pu essere il mio futuro. Io ho voglia di semplicit. Io ho bisogno di te.

Guido: Non puoi! Tu t'immagini noi due che andiamo a un ricevimento di gala sdrammatizzando con il mio furgone con sopra scritto Le piramidi Impianti elettrici e con il Loli che guarda fuori dal finestrino dietro?

Marina: ridendo Sei una sagoma. Chiss che faccia farebbe mio padre!

Scena 4a

Entra lavvocato altezzoso e schizzato. Giornale sottobraccio.

Carlo: Di chi quella sottospecie di licaone gi in cortile che sta infastidendo la mia Vanessa.

Va alla veranda Vanessa? Vanessa? Stai lontana da quella iena, ti prego.

Marina: Pap, quello Lli, il cane di Guido.

Guido: Vero. Quella specie di licaone sarebbe il mio cane. Non tanto bello ma, simpatico.

Carlo, facendo finta o accorgendosi della presenza di Guido.

Carlo: Lei! Tenga lontano il suo cane dalla mia Vanessa. Alla figlia. Marina? Non dovevi essere al corso di violino mia cara?

Marina: Veramente a quello di danza. Quello di violino sarebbe domani e poi stavo scambiando due parole con Guido!

Carlo: Dovevi andare al corso di danza con la gente della nostra societ, e non star qui a perdere tempo con gli operai, che mi costano un sacco di soldi.

Marina: Pap ma, cosa stai dicendo?

Guido: Veramente signor Avvocato, io avrei finito. Il tempo usato per far due chiacchiere con sua figlia non prezzato. Il conto l'aveva gi preparato il mio principale ieri sera.

Porge il foglio del conto allavvocato.

Lavvocato ha un sussulto plateale guardando il conto.

Carlo: Lei! Lei mi sembra impazzito! Al posto del rame ha forse usato l'oro? Cosi pare, guardando la cifra. Si vergogni! Per chi mi ha preso? Per la banca d'Italia? Eh?

Guido: A dir la verit io ho eseguito il lavoro fisico. Non il mio mestiere fare i conti ma, il mio principale, i prezzi correnti, lui li conosce, e di raro si sbaglia.

Carlo: Lampadari di diamante e fili d'oro. Io vi denuncio.

Chiama il maggiordomo.

Gastone, Gastone!

Scena 5a

Entra Gastone.

Gastone: Comandi signor Avvocato.

Carlo: Vai di sotto, e vedi se oggi il maresciallo a casa. Se c' fallo salire su subito immediatamente. Muoviti! Muoviti.

Gastone: Agli ordini signor Avvocato.

Scena 6a

Carlo: Voi gente del popolo siete proprio ingrati. Pi noi dei ceti superiori siamo magnanimi, pi voi ne approfittate. Il mondo s' girato sottosopra.

Marina: Pap stai calmo. Stai facendo di un nonnulla, una tragedia.

Carlo: Nonnulla tu dici? Vogliono dissanguarmi! Per chi loro pensano d'avermi scambiato per un ossobuco? Mi sembra che mi stiano succhiando il midollo.

Guido: Signor Avvocato, non si agiti. Senta il mio principale e poi vi mettete d'accordo.

Carlo: Non c' niente da metterci d'accordo. Io vi faccio sbattere in galera per rapina.

Notando il borsello degli attrezzi alla cintura di Guido, lo indica dicendo A mano armata!

Scena 7a

Entra Gastone seguito dal maresciallo

Gastone: Signor Avvocato? C' qui il maresciallo.

Gastone esce, lasciando il maresciallo sulla porta.

Scena 8a

Carlo: Oh, meno male!

Maresciallo: Maresciallo Salvatore Aiello per servirla. Saluto militare.Che cosa succede signor Avvocato?

Carlo: Sono stato rapinato.

Maresciallo: Quand successo? Non si fatto male, vero?

Carlo: successo adesso, o meglio, fra poco.

Maresciallo: Mi scusi, ma non la capisco.

Marina: Il pap sostiene che il conto dellelettricista sia una rapina.

Maresciallo: sollevato.Oh, meno male. Mi ero quasi preoccupato. Di quale rapina sta parlando Avvocato?

Carlo: Come quale rapina? Cosa meno male? I soldi del conto dell'elettricista rapinatore li devo sborsare io!

Guido: Per dirla tutta il conto l'ha preparato il mio principale che una persona onesta.

Maresciallo: Avvocato. Dovrebbe saperlo meglio di me, se il conto corrisponde a un preziario ufficiale, lei lo deve pagare!

Carlo: Questo lo vedremo! Accennando verso Guido. Quest'individuo parla con miafiglia, la distoglie dai suoi doveri e non basta. La sua bestia giu da basso infastidisce la mia Vanessa.

Il maresciallo guarda i due ragazzi e poi dice a Carlo.

Maresciallo: Mi sembra di capire che il problema non siano i soldi. Vero Avvocato? Ad ogni modo facciamo una cosa. Rivolgendosi a Guido.Torna durante la giornata con il tuo principale e il suo preziario, quando sarete qui, passate a chiamarmi al mio appartamento qui sotto. Controlleremo insieme il conto e se tutto coincide, lavvocato pagher! Vero avvocato?

Carlo: Questo tutto da vedere!

Maresciallo: Allora, a pi tardi. Maresciallo Salvatore Aiello per servirla avvocato. Saluto militare.

Guido fa un cenno di saluto a Marina ed esce con il maresciallo.

Scena 9a

Carlo: Signorina il tuo atteggiamento m'infastidisce. Mi sembra che tu stia dando ragione all'operaio.

Marina: Pap? Sei ridicolo con tutta quella sceneggiata che hai fatto, e poi, loperaio ha un nome, Guido, ed un caro ragazzo!

Carlo: Cosa? Io ti proibisco di frequentarlo quello li. Non fa parte del nostro mondo. Platealmente. Oh signore come sto male. Sto male!

Marina: Pap, stai calmo e siediti.

Carlo: Sedendo. Con tutto quello che faccio per voi, questo il ringraziamento. Per merito mio tu frequenti il miglior ateneo d'Italia, e vai ai corsi pi importanti e costosi. Tua madre vive sei mesi all'anno al centro di salute e bellezza gi in Italia centrale ed io pago. Questo non basta. Devo mantenere anche i tuoi nonni.

Mario il nonno e Teresa la nonna, i due entrano in scena sullultima frase di Carlo.

Scena 10a

Mario: Chi manterresti tu?

Carlo: Tutti! Io vi mantengo tutti!

Mario: Carlo? Fammi il piacere di non raccontare pi cretinate. Digli qualcosa Teresa.

Teresa: Ricordati ragazzo mio che, chi lava, chi stira e chi fa da mangiare sono sempre io. La tua mamma, e non Gastone il maggiordomo che qui solo per presenza.

Mario: Sicuro! Certo che la mia pensione non basta per la vita che tu hai scelto per noi. Sempre in mezzo a tutta quella gente con la puzza sotto il naso, che spendono e spandono, e noi due sempre con la bocca chiusa per non dar da vedere che non siamo proprio all'altezza della situazione.

Carlo: Io ho uno status quo da mantenere. Io futuro conte delgelso.

Teresa: Status cosa? Non farmi ridere. Sei proprio un vanesio patentato. Mah, conte Delgelso.

Mario: A proposito del cognome Delgelso, sappi che il capostipite della famiglia cio tuo nonno, non nato con questo cognome. Loro gliel'hanno dato dopo, al compimento della maggior et. Tuo nonno era sopra nominato con un termine meno nobile di chiamare il gelso, un po' pi dialettale, cio "Giovannino del morone." Un giorno Marina, io ti spiegher tutto su ci.

Carlo visibilmente irritato.

Carlo: Pap! Per piacere taci, e lasciatemi solo. Sto aspettando gente importante.

Teresa: Ironica. Certo lui. Aspetta gente importante. Allora non il nostro posto qui.

Mario: Andiamo suvvia. Lasciamo qua il conte. Escono verso gli alloggi. Mario siferma sulla porta richiamando lattenzione di Carlo dicendo. Ilconte, Avvocato CarloDel Morone!

Scena 11a

Carlo irritatissimo preme il campanello e suona.

Carlo: Gastone, Gastoneeee!

Gastone: Trafelato. Comandi Avvocato.

Carlo: Era a ora che arrivassi. Scendi subito in cortile e assicurati che quel mezzo cinghiale che c'era gi prima, non abbia riempito di pulci la mia Vanessa.

Gastone: Subito signor Avvocato. Sta per uscire.

Carlo: Ah, Gastone?

Gastone: Si signor Avvocato?

Carlo: Dovresti prendere appuntamento don il veterinario per le vaccinazioni.

Gastone: Subito signor Avvocato. Sta per uscire.

Carlo: Gastone?

Gastone: Comandi signor Avvocato.

Carlo: Dovresti assicurarti che la signorina Marina frequenti tutti i suoi corsi, e non stia qui a perdere tempo con gli operai.


Gastone: Guido per, un bravo ragazzo.

Carlo: Non ho chiesto la tua opinione.

Gastone: Mi scusi Avvocato.

Carlo: Tu devi solo ubbidire. Ti pago per questo. Ti pare? Tu dovresti essere, un maggiordomo di formazione anglosassone alle dipendenze del futuro conte delgelso.


Gastone: Come lei ordina. Sta per uscire.

Carlo: Ah, Gastone?

Gastone: Si Avvocato.

Carlo: Dovrebbe arrivare la Contessina Champignon. Anzi, dovrebbe gi essere qui. Quando arriva quindi, presentala in pompa magna e, misura le parole.

Gastone: Sar fatto, signor Avvocato.

Suona il campanello.


Carlo: Che coincidenza. Sicuramente lei. Va su Gastone. Va a vedere.

Gastone esce e rientra quasi subito.

Scena 12a

Gastone: Signor Avvocato, la contessina Dorotea Champignon.

Gastone esce.

Scena 13a

Entra la contessa, appariscente, cappello a tesa larga, guanti neri ecc.

Carlo: Oh, carissima contessina. I miei occhi scintillano alla vostra vista e il mio cuore sobbalza per la vostra presenza.

Contessa: Caro avvocato, le vostre parole e la vostra gentilezza, m'illanguidisce ma, veniamo al punto. Perch mi avete fatto chiamare? Concisa e leggermenteseccata.

Carlo: Posso intanto offrirvi qualcosa di rifocillante? Per esempio, del succo di papaia, del caviale...

Contessa: No grazie. Preferirei non sprecare il mio prezioso tempo.

Carlo: Allora veniamo al motivo del nostro incontro. Mia cara contessina, voi ricorderete la mia richiesta per acquisire un titolo nobiliare presso la commissione che rappresentate. E passato un po di tempo ed io ormai frequento lalta societ da molto. Mi sembra dunque, che i tempi siano maturi.

Contessa Cadendo dalle nuvole: Ah si ricordo. Ricordo. Questo comporta da parte vostra, un esborso di denaro per lavvio delle pratiche burocratiche e un esame a voi e alla vostra famiglia, da parte della nostra commissione.

Carlo: Cara contessa. Per i soldi non c nessun problema. Dite la cifra ed io pagher immediatamente.

Contessa: Bene, caro avvocato. Diciamo ventimila subito e trentamila alla vostra ammissione allalbo doro della nobilt.

Carlo: Benissimo contessa, vi stacco subito un assegno.

Contessa: Oh gli assegni che cosa volgare poco nobile e molto plebea.

Carlo: Giusto, giusto. Contessa, mi scuso per la mia mancanza di tatto. Vi far avere i contanti domani, al vostro indirizzo. Va bene?

Contessa: Va bene. Caro adulandolo conte Delgelso. Ahdimenticavo caro avvocato quando le pratiche burocratiche saranno inoltrate, noi sosterremo un esame di ammissione qui, in casa vostra, molto presto e adesso vi devo proprio lasciare.

Carlo: Vi faccio accompagnare dal maggiordomo e contessina i miei ossequi. Baciamano.

Contessa: Grazie Avvocato. Conosco la strada e au revoire.

Scena 14a

Carlo comincia a fantasticare.

Carlo: Conte Carlo Delgelso. Oh, finalmente, Delgelso. Il gelso s. Il gelso, quest'albero nobile diventer il simbolo della mia aristocrazia. S. Ecco cosa dir alla commissione. pur vero che c' il Marchese della Rovere che dal nome altisonante sembrerebbe pi nobile di me, ma, in fin dei conti, la rovere un tipo di quercia. Un albero grande e forte il cui legno atto a sopportare pesi e pressioni ma, il gelso questa pianta generosa e nobile, con il suo sacrificio da cibo ai bachi, questi insetti laboriosi che tutti i dialetti d'Italia chiamano con un proprio nome per esempio in Lombardia sono "bigt" oppure "caval" o "caalr" e cosa creano questi animaletti? La seta, che il tessuto pi brillante al mondo, il pi prezioso. Ecco il significato del mio casato."Delgelso."

Nobili della commissione. Io sono lavvocato Delgelso, facente parte di un'antica famiglia di commercianti in rare sete. Noi Delgelso assieme alla famiglia Polo abbiamo viaggiato per mari e per monti, da Venezia a Costantinopoli, attraverso la Cappadocia, passando le cime pi impervie e innevate del Kurdistan, dellAfghanistan fino a Samarcanda, e poi pi in l, attraverso deserti e steppe battute da venti gelidi fino a raggiungere il Catai, lantica Cina, per poi poter portare in patria i segreti per la realizzazione della preziosa seta.

Ecco, cosa dir alla commissione. Oh, finalmente.

Scena 15a

EntraGastone.

Gastone: Signor Avvocato c' qui il maresciallo e il signor Guido.

Carlo: Signor Guido chi? L'operaio? Quale signore, quello fa parte del popolino come te Gastone. Ti ordino che, d'ora in poi di non chiamarlo pi signore. Hai capito? Adesso falli entrare e tu sparisci dal mio cospetto.

Gastone visibilmente risentito, trattenendosi dal ribadire, si gira e se ne va.

Entrano il maresciallo e Guido.

Scena 16a

Maresciallo: Maresciallo Salvatore Aiello per servirla signor Avvocato saluto militare. Il principale di Guido si scusa, ma, deve partecipare a una cerimonia funebre in corso adesso, e comunque, ha lasciato a me tutta la documentazione. Io lho controllata e non ci sono errori. Lei deve pagare al signor... guarda lafatturaMohamed Al Mustaf 2.500,00 IVA compresa.

Carlo: Al cosa? Chi quest'individuo?

Guido: il mio principale. di origine nordafricana, ed una brava persona.

Carlo: Per mia curiosit, che diploma avrebbe? Conduttore cammelliere?

Guido: Veramente laureato in ingegneria elettronica.

Maresciallo: Spazientito guarda lorologio. Senta avvocato, io devo andare. Paghi e dimentichiamo quest'alterco. La saluto! Maresciallo Salvatore Aiello per servirla saluto militare ed esce.

Scena 17a

Carlo, platealmente provato, firma e stacca un assegno e lo porge a Guido.

Carlo: Questo per il suo principale... Al Bab e i quaranta ladroni alzando la voce.

Scena 18a

Entrano Marina e il nonno.

Marina: Pap! Che cosa succede? Cos questo alzare la voce?

Carlo: Io questo qui rivolto a Guido non voglio pi vederlo, e ti proibisco di frequentarlo e,va alla porta e dice adesso Signor elettricista, apriti sesamo e fuori dai piedi!

Guido sta per uscire a testa bassa.

Marina: Aspetta Guido! Rivolgendosi a Carlo E ora che te lo dica una volta per sempre. Sono maggiorenne e tu non puoi decidere della mia vita. Se non accetti Guido, perderai anche me! Esce con Guido sbattendo la porta.

Carlo rimane a bocca aperta con gli occhi sgranati.

Scena 19a

Entra Gastone in borghese, con la valigia.

Carlo: Tu cosa vuoi? Chi ti ha chiamato?

Gastone: Nessuno! Io vado via.

Carlo: Io ti proibisco di...

Gastone: Lei non mi proibisce niente, perch io mi licenzio. Lei mi ha detto che faccio parte del popolino, e sono contento per ci. perch io ho una dignit, e vorrei dirle due parole...

Carlo: Suvvia Gastone. Torna nei ranghi. Ognuno di noi ha un ruolo. Ognuno di noi deve stare al suo posto e...

Gastone: Non m'interrompa! Vorrei dirle due parole. Suo padre mi ha detto che siete originari dell'isola bergamasca, sulle sponde del fiume Adda. Anch'io lo sono, e allora le do un suggerimento per il suo bene. Si tuffi nell'Adda, lei e il suo cane, e fate un bel bagno che magari vi si schiariranno un po' le idee.

Si rivolge a Mario Signor Mario, i miei rispetti ed esce.

Scena 20a

Carlo, irritatissimo, mani dietro la schiena, occhi sgranati.

Mario: Hai visto cos'hai provocato Conte del morone? Conte con la testa di legno di morone.

FINE 1 ATTO

SECONDO ATTO

Un mese dopo.

Marina e Guido sono abbracciati.

Dalla veranda guardano in cortile.

Stessa scena del 1 atto

Scena 1a

Marina: Guarda Guido, il tuo Lli e Vanessa sembrano proprio innamorati!

Guido: Non parlarmene. Loli oramai ha capito quando devo venire da te, e allora comincia a saltare e non sta pi nella pelle dalla contentezza, questo mi obbliga a caricarlo sul furgone e portarlo qui. Speriamo che tuo padre non se ne accorga.

Marina: Non preoccuparti di questo. Il pap adesso impegnato. Si sta preparando perch oggi dovrebbe arrivare una commissione di nobili per esaminare lui e i nonni.

Sai? Per lassegnazione del titolo di conte, al quale mio padre aspira tanto!

Marina va al divano e si siede accennando a Guido di fare lo stesso.

Ti devo confessare una cosa Guido.

Guido: scherzoso.Confessare? Io non sono un prete per fare questo. Sicuramente a tuo padre piacerebbe se lo fossi. Gli toglierebbe il problema di avermi fra i piedi come tuo fidanzato.

Marina: Dai non scherzare. Sai che mio padre ha dovuto per forza accettarti, altrimenti mi avrebbe perso!

Guido: E gi, sei l'unica figlia e l'affetto di un genitore per i figli l'amore pi grande che c'.

Marina: Non solo. Agli occhi della gente che frequenta, sarebbe scandaloso che sua figlia fuggisse con un ragazzo della classe lavoratrice.

Guido: Non posso credere che tuo padre sia cos egocentrico? Magari sta cambiando.

Marina: Cambiando? Scherzi? La sai lultima?

Guido: No! Dimmela.

Marina: Ti sta facendo passare per un luminare dellelettronica e della fisica, in modo che lalta societ ti accetti!

Guido: Io un luminare? Allora speriamo che non mi vedano in giro col mio furgone del lavoro, con sopra scritto Le Piramidi." "Impianti elettrici.

Marina: ridendo di gusto alla battuta. Sarebbe il massimo ma, t'immagini la scena?

Guido: Poco fa mi hai detto che dovevi confessarmi una cosa, ricordi?

Marina: Ah s, appunto. Sai, il fatto che il pap cerchi di acquisire questo titolo nobiliare a tutti i costi e con tutti i mezzi, non vorrei che gli si ritorcesse contro!

Guido: In che modo?

Marina: Non lo so ma, ho il sospetto che ci sia sotto una truffa. Gastone, il nostro ex maggiordomo, quando se ne and, mi disse che dopo tanti anni al servizio della nobilt, di non aver mai visto e neppure mai sentito parlare di questa Contessa Champignon e salutandomi, mi consigli di stare molto attenta, per il mio bene e per quello dei nonni.

Guido: Certamente Gastone era una brava persona. Peccato che se ne sia andato ma, nonostante non lo riguardasse pi, ha voluto lo stesso darti l'ultimo consiglio. Ti voleva bene.

Marina: Gi. Cos ho preso una decisione. Dato che la mamma non c mai e non sinteressa, i nonni non si permetterebbero mai. Allora io, come figlia, ho ritenuto opportuno di dover parlare con il maresciallo.

Guido: Madonna santissima. L'hai combinata grossa. Non hai pensato che se lo venisse a sapere tuo pap...

Marina: Che cosa dovevo fare? Tra laltro il maresciallo ha notato anche lui lesaltazione di mio padre e mi ha detto: Marina scimmiotta il maresciallo signorina Marina, pure io noto che, suo padre in cortile spesso parla a quel vostro cane capellone, s, gli parla in italiano ma con un accento tipo, Come si pu dire, ah s, tipo quel cantante, mal dei primitis.

Guido: scoppia in una risata Marina, sei troppo forte. Dovevi fare l'imitatrice, e cos tuo padre parla a Vanessa con la cadenza inglese, Be pi aristocratico.

Marina: Infatti, pi aristocratico e comunque, il maresciallo mi ha promesso che indagher, non in forma ufficiale ma come favore personale.

Scena 2a

Entrano i nonni e la nuova cameriera Lucilla.

Lucilla rivolgendosi a Mario. Io signor Mario, non sono stata assunta per accudire ai cani. Io sono una collaboratrice domestica ed ho il contratto da colf.

Mario: Cosa c'entrano i golf? I maglioni insomma, mica hai il contratto da sarta.

Lucilla: Colf vuol dire collaboratrice familiare.

Teresa: Ha ragione Lucilla. Lei deve badare alla pulizia della casa, e non ai cani.

Lucilla: Tanto pi che, io ho paura delle bestie.

Mario: Lucilla ascolta. Le bestie di cui avere paura sono quelle a due gambe, e non di certo la Vanessa.

Lucilla: A qualsiasi modo non sarebbe il mio lavoro. Se cos non fosse, andiamo a leggere il contratto sindacale e...

Mario: Basta! Lasciamo stare. Ci arrangeremo in altro modo.

Teresa: Lucilla? Vai avanti col tuo lavoro. Hai tutte le ragioni.

Lucilla: Grazie Signora Teresa. Per fortuna ci sono le donne in questa casa. Vero Marina?

Marina: Grande Lucilla, tieni alto lorgoglio femminile.

Marina corre verso Lucilla e insieme con le mani Batti cinque.

Lucilla esce, facendo il segno ok a Marina.

Scena 3a

Teresa e Guido ridono del fatto fra loro.

Mario: A volte penso che al posto di Gastone ci sarebbe sempre voluto Lucilla, con tutto il rispetto per Gastone ma, era troppo professionale distaccato e paziente.

Marina: Lucilla un peperino, il pap non si pu permettere certi atteggiamenti che aveva con Gastone.

Mario: Allora speriamo che il tuo paparino ne tragga vantaggio. Ne avrebbe proprio bisogno.

Teresa: Marina? Ricordati che pi tardi, arriva il veterinario per la Vanessa. Pensaci tu noi non possiamo perch... arrivano i nobili.

Marina: Va bene, ci pensiamo Guido ed io.

Mario: Come mai non lavori oggi Guido?

Guido: No, oggi no. In questi giorni sto lavorando in una ditta dalle mie parti ma, oggi sabato ed chiusa.

Mario: Dalle tue parti? Anche noi siamo originari delle tue zone, lo sai? Alla moglie. Giusto o no Teresa?

Teresa: Giustissimo. La abbiamo trascorsa la nostra giovent... che bei tempi, non avevamo niente ma, eravamo contenti.

Mario: E gi! La non dovevamo parlare il meno possibile per nascondere che non sappiamo tanto parlare bene l'italiano.

Teresa: La, si parlava come si mangiava, senza vergognarci. Altro che conti, contesse e marchese.

Mario: Ci chiamavamo per nome e sopranome, e quando noi ci si presentava, non dicevamo "io sono il conte tal dei tali" ma, solamente "io sono Mario di Giovannino del morone."

Marina: A proposito nonno. Mi avevi detto tempo fa, che mi avresti raccontato la storia della nostra famiglia, il significato del nostro cognome.

Teresa: giusto che gli racconti la verit Mario.

Mario: S. arrivato il momento di raccontare le origini sul significato del nostro cognome.

Guido: imbarazzato e a disagio. Io a questo punto andrei a fare un giro. Ci vediamo pi tardi Marina.

Marina: No, stai qui! Voglio che anche tu sappia.

Mario: Giusto Guido. Siediti pure, perch la storia di gente normale. Troppo normale per il futuro conte Delgelso ma, Marina vuole sapere, e noi ci sentiamo in dovere d'informarla.

Guido siede e Mario riprende il discorso.

Una sera di tanti anni fa, gi nell'isola bergamasca, un frate stava rientrando al convento dopo essere stato a cercare elemosina nei paesi limitrofi. Stava camminando lungo un sentiero in mezzo alla campagna, tra filari di alberi di morone, di gelso. Quando ha sentito il pianto di un neonato. Cosi hanno trovato il tuo bisnonno, sotto un morone. stato allevato dai frati che l'hanno chiamato "Giovannino del morone."

Marina: Come mai noi ci chiamiamo Delgelso?

Teresa: Marina? Guarda Guido che l'ha capito.

Guido: S. Io conosco il dialetto, e so cos' il morone.

Marina: Spiegatemelo allora!

Mario: Spiegaglielo tu Guido cos' il morone. Tu che sei innamorato degli alberi.

Guido: Il morone si chiama cosi anche in italiano, anche se i pi pensano che sia un termine dialettale ma, pi comune chiamarlo gelso e...

Guido interrotto da Teresa

Teresa: Hai capito Mario? Morone anche italiano testone! Come l'altro giorno al ristorante quando ho detto al cameriere "mi porti il menone" e tu, "si dice men." Vuoi sempre avere ragione tu! Men dialetto, menone italiano. Come morone.

Marina: ridendo divertita. No nonna! Men la parola giusta. francese.

Teresa: Ho sbagliato ancora. A Giulio Tu non ridere!

Marina:Guido, ti prego continua.

Guido: Stavo dicendo che il morone produce dei frutti, le more di gelso ma, non per questo si chiama morone. Si chiama cosi dal latino "moro o celsus" che vuol dire alto, un grande albero insomma. E fino a met degli anni cinquanta, questa pianta stata una dei principali guadagni per l'Italia del nord e non solo. Non per i suoi frutti ma, per la seta.

Marina: Cosa centra un albero con la seta?

Guido: Non un albero qualsiasi Marina il gelso centra con la seta, perch le sue foglie sono mangiate dai bachi, e questi ultimi le trasformano in filamenti con cui costruiscono il bozzolo, dove si chiudono per poi diventare crisalidi, farfalle e volare via, il bozzolo filato diventer seta!

Marina: Adesso capisco ma, come mai Guido, sai tutte queste cose sui bachi da seta?

Guido: I miei nonni erano contadini, e le coltivazioni ai tempi erano tutte uguali. Moroni per dar da mangiare ai caaler per fare il bozzolo.

Mario: Per riprendere la storia, il tuo bisnonno ha imparato le tecniche di allevamento dei caaler dai frati.

Marina: Che cosa sono i caler?

Mario: Scusaci Marina. Ti spiego. I caaler in dialetto bergamasco, sono i bachi da seta e devo ringraziarli se a quei tempi mangiavo, sai li allevavamo su delle tavole a pi ripiani, immaginati dei letti a castello, su cui c'erano questi animaletti che noi nutrivamo con foglie di gelso e, loro ci ricambiavano con dei bozzoli di seta ma, riprendiamo il racconto. Stavo dicendo che il tuo bisnonno al raggiungimento della maggior et, ha voluto lasciare il convento, non aveva la vocazione per diventare un monaco ma, loro, i frati gli hanno fatto un regalo di congedo. Dovendogli affibbiare un cognome, i monaci si sono riuniti, e hanno deciso di cambiare il sopranome "del morone" in un cognome pi credibile. Cos, con l'aiuto delle autorit di allora, loro hanno registrato all'anagrafe il nostro primo antenato come "Delgelso". Tutto attaccato. "Giovanni Delgelso".

Marina: Adesso tutto chiaro! Delgelso perch stato trovato abbandonato sotto il gelso.

Teresa: Proprio cos. Altro cheConte Delgelso, un trovatello abbandonato da una mamma che non aveva di che sfamarlo.

Marina: Non una ragione per abbandonare i bambini.

Teresa: Allora erano tempi difficili ma, pi probabile che quella donna sapesse che di li passavano i frati per recarsi al convento, e magari era nascosta per assicurarsi che i monaci raccogliessero il proprio figlioletto.

Marina: Dopo il convento, cosa ha fatto il bisnonno?

Mario: Ha sempre lavorato nell'allevamento dei caaler, dei bachi. E di conseguenza nella coltivazione dei moroni, cio dei gelsi. I primi tempi alle dipendenze di qualcun altro, poi con i risparmi accumulati, lui ha comprato un po' di terra e ha continuato da solo. Io ho imparato da lui ma, dopo un po' di tempo le coltivazioni sono cambiate ed io, sono dovuto andare a lavorare in acciaieria a Milano.

Suona il campanello. Esce Lucilla.

Lucilla: Vado io a vedere chi c'!

Scena 4a

Teresa: eccitata. Sono loro! Si sono proprio loro.

Mario: Loro chi?

Teresa: I mobili.

Mario: Perch? C' in ballo un trasloco forse? I nobili! Non i mobili.

Rientra Lucilla

Scena 5a

Lucilla: C' qui una signora tutta incappellata. Figurando con le mani un grande cappello in testa.

Teresa: chiama Carlo. Carlo? Carlo!

Scena 6a

Carlo entra in ghingheri.

Teresa: Carlo, c la commissione!

Carlo: Oh, finalmente, va alla veranda e dicendo "arrivo subito contessa!"

Rientrando Strano, da sola.

Lucilla: Vado a riceverla? Signor Avvocato?

Carlo: No! Per l'amor dei santi. La ricevo io.

Teresa: Marina e Guido? Andate gi in giardino da Vanessa che presto arriver il veterinario. Ah, uscite dalla porta di servizio.

Carlo: Tu Lucilla, vai nei locali di servizio e non farti vedere per nessun motivo e, non cantare!

Lucilla: Stia calmo. Star quieta nei miei alloggi, e gli prometto anche che non canter bandiera rossa.

Carlo: Per l'amor del cielo! Vuoi rovinarmi?

Lucilla, Guido e Marina escono.

Scena 7a

Carlo: Mamma e pap? Parlate il meno possibile. Solo se vi si fa delle domande e, in italiano corretto!

Carlo esce.

Scena 8a

I nonni seduti impalati e tesissimi.

Teresa: Mario?

Mario: ssssss! Zitta! Non dobbiamo aprire bocca.

Teresa: Non giusto! Chi siamo noi?

Mario: Siamo i signori Delgelso.

Teresa: Sono stanca di questa farsa!

Mario: Va bene ma, diamogli un'altra possibilit. Carlo ci tiene moltissimo a questo titolo.

Teresa: Cosa non si fa per i propri figli.

Scena 9a

Carlo rientra con la contessina Champignon.

Carlo: Prego, accomodatevi contessina.

I genitori seduti, pietrificati con occhi sgranati immobili.

Contessa: I nobili della commissione esaminatrice, hanno delegato a me questa incombenza. Mostra a Carlo fugacemente un foglio. Ecco il foglio di delega. Se volete leggere!

Carlo: Figuratevi contessina, per voi la mia pi grande fiducia.

La contessa nota Mario e Teresa

Contessa: E loro? Che cosa sono? Delle statue di cera?

Carlo: Veramente loro sarebbero i miei genitori!

Contessa: Ah, sono vivi?

Carlo: S lo sono. Ve li presento. Pap, mamma, la contessina Dorotea Champignon.

I genitori si guardano imbarazzati.

La nobile porge loro la mano da baciare.

Loro, a turno, la stringono goffamente fra lindice e il pollice.

La contessa schifata si allontana da loro, platealmente.

Contessa: Dunque avvocato. Cominciamo questo esame. Non ho molto tempo da perdere!

Carlo: Prego, accomodiamoci. Carlo lancia occhiatacce ai genitori per la mancanza di prima. La risposta del padre in mimica strabuzza gli occhi e gonfia le guance come per dire acqua in bocca.

Contessa: Cominciamo con un po di storia della vostra famiglia. La vostra discendenza, per esempio. Il vostro cognome, da cosa deriva?

Carlo: Deriva da un nobile e Carlo interrotto dalla contessa.

Contessa: No! Sentiamo vostro padre.

Carlo imbarazzatissimo, guarda il padre di traverso. Mario, prende coraggio e risponde.

Mario: Il nostro cognome una pianta che serviva da mangiare ai caaler, ai bachi, sai sulle tavole... interrotto.

Contessa: Come? Spiegatevi meglio.

Carlo interviene. Cerca di porre rimedio e comincia a improvvisare.

Carlo: Voleva dire, dei cavalieri della tavola rotonda si! Proprio cos.

Teresa: Non rotonda! Guarda Carlo che le tavole dove c'erano i cavalieri erano strette e lunghe.

Mario: Giusto! Erano duecento per settanta ghei!

Contessa: Ma come? Duecentosettanta cavalieri gay? Cosera un Gay Pride medioevale?

Carlo: No! I ghei erano unantica moneta e, questi cavalieri li giocavano ai dadi su queste tavole. S! In duecento cavalieri contro settanta un antico gioco regole strane.

Mario a Teresa:Cos'ha capito questo? I ghei, sono i centimetri in dialetto lombardo.

Contessa: Interessante signor Avvocato. Rivolgendosi di nuovo a Mario. Raccontate, narrate signor? Riferendosi a Mario.

Mario: Mario, Mario di Giovannino del morone!

Carlo: colpo di tosse. Voleva dire del Moro. S! Fin dal Moro di Venezia la nostra famiglia importava sete rare e gelsi per lallevamento dei bachi da seta. Tutto questo avveniva con laiuto e la scorta dei duecentosettanta cavalieri.

Contessa: E cos, la vostra famiglia pioniera nellimportazione dei gelsi dal Catai? La Cina!

Mario: Non c proprio da catai in cma, cio da prendere i gelsi in cima, no! Si cattano soltanto le foglie, da dare ai cavalieri sulla tavola rotonda. O meglio, sulla tavola lunga e stretta.

Carlo: S! Giusto pap! Non solo dal Catai, lantica Cina, ma anche da altri posti e a volte era tradizione fare ai cavalieri corone con le foglie di gelso.

Contessa: Mi convinco sempre di pi che questi cavalieri fossero effeminati. Poi con queste corone in capo Ma che razza di lingua parlano i vostri genitori?

Carlo: prende tempo, gesticola e alla fine ispirato dice. "Catalano!" Si! Sapete contessa, noi abbiamo un passato in Barcellona per via dei nostri commerci. A loro piace la Catalogna.

Teresa: Eh gi contessa, la catalogna come verdura un po amarotta, ma condita con le uova sapesse com' buona.

Contessa: Cosa state dicendo? Suvvia, non perdiamo tempo. Allora riprendiamo,

Importavate le tecniche di coltivazione del gelso, la pulizia e la potatura degli alberi.

Mario: Potare i moroni e pulire dalle robinie che gli crescono attorno. Le robinie infestano tutto.

Carlo: S! Mio padre vuole precisare che la nostra famiglia, comprendeva anche intagliatori di rubini e di altre pietre preziose!

Contessa: Interessante e che tecnica di taglio usavano i vostri artigiani con i rubini?

Mario: Se sono piccoli col falcetto, se sono grandi con la motosega!

Contessa: Non capisco! Motosega?Che cosa sono questi strumenti?

Carlo: Sega azionata con motore ad acqua. Sono antichi arnesi da intagliatori di pietre, di rubini soprattutto.

Mario: Cos, tagliate le robinie, al morone gli rimanevano le foglie belle grosse da dare ai cavalieri sulla tavola.

Contessa: Per fare le corone da porre sul capo immagino.

Mario: No, no per mangiare!

Contessa: Questi cavalieri erano molto strani. Prima si fanno le corone e poi se le mangiano mah! E, dite signor Mario. Questi cavalieri, le foglie di gelso le mangiavano in insalata?

Teresa: Non le condivano, le mangiavano cosi, sulla tavola interrotta.

Mario: E le robinie le davamo ai conigli... interrotto.

Carlo: I "Cunini!" Davano dei rubini ai Cunini, antica trib del Kurdistan!

I Cunini s! Per pagare appunto una tassa di passaggio sul loro territorioera pieno di imprevisti il passaggio in Kurdistan!

Teresa: Stn? Ho capito! Non successo quest'anno ma, un po' pi di tempo fa. Non vero Mario?

Mario: Che cosa dici Carlo? Ne saranno passati almeno una quarantina di anni!

Contessa: Non si parlava di sei, settecento anni fa?

Teresa: Che cosa dice contessa? Saranno quaranta o cinquanta anni fa!

Mario comincia una concitata discussione con Teresa, dimenticandosi della contessa e di Carlo, il quale sente di avere ormai perso la possibilit di acquisire il titolo di conte: espressione di sconfitta e rassegnazione sul volto di Carlo che seguir il battibecco distaccato e affranto.

Mario: Carlo aveva cinque o sei anni. Mi ricordo bene Teresa!

Teresa: S! Ed stato allora che abbiamo abbandonato bachi e gelsi e, tu sei andato a lavorare in ferriera a Milano.

Mario: S. Sono andato a lavorare in ferriera ma, quando tornavo a casa, accudivo ancora caaler cio i bachi e gelsi.

Teresa: Pensandoci bene, cominciava ad andare a scuola Carlo.

La contessa sempre pi scandalizzata e irritata.

Mario: Forse andava gi alle superiori.

Teresa: Non possibile perch, portava pantaloncini corti e grembiule nero, li lavavo io i suoi vestiti e, mi ricordo che avevamo ancora dei bachi.

Mario: Ricordo che Carlo prendeva la corriera per andare alle superiori in citt e, io allevavo ancora qualche baco da seta.

Teresa: Ti dico che portava i pantaloni corti. Testone!

Mario: Perch? Non si pu prendere la corriera con i pantaloni corti? Lo proibisce forse la legge? Torno a ripetere che era alle superiori e avevamo ancora qualche baco.

Teresa: Se t'intestardisci ancora un po' e, guardi dalla finestra, va a finire che li vedi gi in cortile i tuoi bachi.

Mario: Va bene! Basta! Una volta ciascuno hai sempre ragione tu.

Contessa: Basta, basta! Ne ho sentite abbastanza. Per oggi basta Avvocato mi sembra di aver capito che la vostra famiglia abbia un passato molto dubbioso! Vi far sapere qualcosa al pi presto e adesso me ne vado! Arrivederci!

Scena 10a

Entra il maresciallo senza bussare.

Maresciallo: Dove pensa di andare signorina?

La contessa cambia totalmente modo di fare.

Contessa: Ho finito con lavvocato e me ne stavo andando. Vero avvocato? Mi faccia avere il suo onorario al pi presto!

Maresciallo: Signorina Marisa Capitoni, in arte Contessa Champignon, nota truffatrice dalto borgo appena giunta in Bergamo e, gi allopera una vecchia conoscenza dellaristocrazia di parecchie citt dItalia.

La contessa imperscrutabile e professionale.

Contessa: Maresciallo comandante o chi che sia, lei si sbaglia e, ad ogni modo, ho diritto a una telefonata al mio legale!

Maresciallo: Questo lo faremo in caserma, la prego di seguirmi. Signori, scusatemi se sono entrato senza preavviso, ma ho dovuto sorprendere la malfattrice

Signor Avvocato, ringrazi sua figlia per questo e lei come cittadino, sia meno ingenuo e un po pi con i piedi per terra, arrivederci. Esce.

Scena 11a

Carlo: Mamma, pap, sto male! Ho il cuore in gola e mi sembra di morire.

I genitori si preoccupano e si prodigano per il figlio.

Scena 12a

Entrano Marina, Guido e il veterinario.

Carlo: gi arrivato il dottore? Che velocit.

Platealmente quasi moribondo.

Veterinario: Ebbene signori, il fatto successo!

Teresa: Cos' successo? Per tutti i santi.

Il veterinario indicando Marina e Guido.

Veterinario: La creatura incinta del... interrotto.

Tutti, tranne Carlo che rimane dolorante seduto.

Mario e Teresa: Che cosa avete fatto ragazzi? Ecc.

Marina interrompe tutti.

Marina: Che cosa avete capito? Non io ma, Vanessa incinta del Loli, il cane di Guido.

Carlo scatta in piedi coma una molla e va verso il veterinario.

Carlo: Lei! Non sa cosa sta dicendo, non pu essere vero. Si sbaglia sicuramente!

Veterinario: Non mi sbaglio. Mostrando una lastra. L'ecografia mostra quattro cagnolini, quattro bei meticci.

Carlo: Tutto ci vero Marina?

Marina: Certamente papa!

Carlo: Questo troppo. Troppo!

Carlo esce disperatamente dalla scena gridando.

Carlo: Vanessa! Perch? Vanessa

FINE 2 ATTO

TERZO ATTO

Alcuni mesi dopo.

Stessa scena degli altri atti.

Scena 1a

La marchesa Ofelia e Carlo entrano dallo studio nel solito salone.

Ofelia: Grazie avvocato per la vostra consulenza. Vi far avere al pi presto quel che vi spetta!

Carlo: Figuratevi marchesa! Prima lonore di avervi servita e poi penseremo alle bazzecole, al vil denaro come si suol dire.

La marchesa va verso la veranda meravigliata.

Ofelia: Che splendida vista avvocato. La pi bella panoramica della citt!

Carlo: Grazie marchesa. Sono molto onorato del vostro apprezzamento per la mia umile dimora.

Ofelia, guardando di sotto nota i cagnolini.

Ofelia: Sono vostri, quei quattro magnifici cagnolini?

Carlo a queste parole, improvvisa, traendo vantaggio dalla situazione.

Carlo: Proprio cos marchesa. Proprio cos.

Ofelia: Belli e, di che razza sarebbero quei frugoletti?

Carlo: Mah, diciamo un mio esperimento! Volevo migliorare la razza del levriero afgano, mischiando il sangue con un beh diciamo una specie di lupetto orobico s! Proprio cos.

Ofelia: Lupetto orobico... pensa e poi rispondemai sentito.

Carlo: inventando beh infatti, si era estinto sulle nostre Prealpi. Si era portato pi a nord, sulle montagne svizzere probabilmente per via dellinnalzamento delle temperature sapete per via dei gas serra ma, io col mio modesto aiuto, ho contribuito a ristabilire questa specie nel suo habitat originale e, in seguito, ho fatto appunto, lesperimento di mischiare le razze di questi due cani di montagna con i risultati che vedete.

Ofelia: Quello che avete fatto, degno di essere scritto negli Annali. unimpresa nobile!

Carlo: Grazie marchesa, voi siete troppo generosa nei miei confronti. Sapete, gli inglesi si vantano dei loro levrieri afgani noi ci vanteremo ancora di pi dei nostri levrieri bergamaschi.

Cambia atteggiamento teatralmente amareggiato.

Per quanto riguarda la nobilt, solo nei miei gesti, nel mio essere, perch non ho nessun titolo in questione.

Rumori di cose che cadono.

Scena 2

Entrano Teresa, Mario e Lucilla.

Teresa: Suvvia Mario! Sei sempre il solito incapace. Stai attento a quello che fai.

Mario: Sar pure un'incapace ma, voi due potreste darmi una mano. O chiedo troppo?

Teresa: Come posso se ho gi in mano le tazzine del caff?

Mario: Ti fai dare una mano da Lucilla!

Lucilla: Ha fatto tutto da solo signor Mario. Se aveva bisogno di aiuto, bastava chiederlo.

Mario: C' sempre bisogno do chiedertele le cose? Non ci arrivi da sola?

Lucilla: Io eseguo gli ordini. Lei non mi ha chiesto niente, quindi non mi ha ordinato nulla. E infine, si attenga a fare il suo mestiere.

Mario: Che mestiere dovrei fare?

Lucilla: Il pensionato!

Mario: Insomma, una volta ciascuno, hanno sempre ragione le donne.

Si accorgono di Carlo e Ofelia e s'imbarazzano.

Lucilla: Scusatemi signori ma, se non servo qui, ritornerei alle mie incombenze!

Teresa: S certo. Torna alle tue incombenze.

Lucilla fa un inchino ed esce.

Scena 3

Carlo: Pap, mamma, ecco a voi la marchesa Ofelia.

Ofelia:sinceramente divertitamolto piacere signori. Stringendo calorosamente le mani.

Teresa: Piacere nostro! Ci scusiamo marchesa ma, oggi mio marito ha la testa fra le nuvole.

Mario: Come sarebbe fra le nuvole? Mi sono inciampato nel gradino e, son finito per terra.

Teresa: Con tutto il contenitore dei cioccolatini per giunta. A proposito marchesa, favorisce un caff?

Ofelia:Certamente, grazie!

Teresa: Glielo do subito.

Carlo: Stavo mostrando alla marchesa, i miei levrieri bergamaschi.

Ofelia: S, quegli splendidi cagnolini sono frutto di un incrocio ben avvenuto!

Mario: Hanno il pelo un po' pi corto e, anche il naso ma, cosa pi importante, sono pi simpatici della loro mamma.

Teresa porge la tazzina a Ofelia

Ofelia: E tutto ci, grazie a questo lupetto orobico che non ho ancora visto ma, descrivetemelo, vi prego.

Teresa: Lupetto orobico?

Ofelia:S. Il padre dei piccoli.

Intanto Carlo da dietro fa dei segni ai genitori di stare attenti a come parlano.

Teresa: Adesso ho capito. Guardi marchesa che il lupetto orobico si chiama Loli, un bel birbante ma, molto simpatico.

Ofelia: Loli quindi, il padre dei cuccioli. Immagino abbia il "pedigree."

Carlo da dietro fa segno di s al padre e con le mani mima la grandezza del documento.

Mario: Come no. Sicuro e anche bel grosso. Tant' vero che ha ingravidato la Vanessa, ma alla fine l'abbiamo perdonato.

Ofelia: Che cosa c'era da perdonare? stato un esperimento dell'avvocato che l'ha riportato di qua delle Alpi, perch era andato in Svizzera per via dei gas serra.

Teresa: Chi? Loli andato in Svizzera? Senta marchesa, lei mi sembra una persona alla buona e allora le voglio dire il vero.

Ofelia: Ditemi pure, vi ascolto.

Teresa: Il gas serra tutto nella testa l'avvocato, perch tutto quello che le ha raccontato, una stupidaggine. Gli serve per mettersi in mostra a voi nobili, per attirare le attenzioni su di lui. Lo sa marchesa? Lui vorrebbe far parte del vostro mondo.

Mario: Sicuro! Il lupetto orobico cio il padre dei quattro cagnolini, un bastardino, un meticcio come si dice adesso e, l'avvocato figlio di contadini. S marchesa, contadini. Non ricchi ma onesti e lavoratori.

Carlo fa dei segni ai genitori che la smettano di parlare.

Ofelia: Avvocato? Questo non vi fa onore.

Carlo: Scusate marchesa ma, i miei genitori non sanno quello che dicono. Ai genitori. Non vero?

Ofelia: Avvocato, voi dovreste essere orgoglioso dei vostri genitori e, essere fiero di essere un ottimo uomo di legge. Lasciate stare le finzioni. Pensate che avere un titolo nobiliare renda la gente migliore? La verit che il mio mondo pieno di gente che non conosce sacrificio e, una gran parte della nobilt fatta da persone infelici e scontente. Voglio darvi un consiglio con tutto il cuore. Rimanete un ottimo Avvocato e, ringraziate i vostri genitori che vi hanno aiutato a diventarlo.

Carlo fingendo pentimento: Perdonatemi marchesa e, grazie. Le vostre parole mi hanno illuminato la retta via. Platealmente Quanta meschinit ha regnato in me!

Ofelia: Suvvia, non esagerate. Adesso per si fatto tardi. Cari i miei signori vi porgo i miei omaggi e, arrivederci.

Sta avviandosi alluscita, si gira e dice: Ah...avvocato, io stavo dimenticando di porvi unamia richiesta, se possibile.

Carlo: Dite marchesa. Salamelecco

Ofelia: Mi piacerebbe adottare uno di quei quattro cagnolini.

Carlo: Certamente! Il pi bello, marchesa.

Ofelia: Non ha importanza quale sia. Gli vorr bene comunque e, diventer affettuoso, perch questo l'importante, e non la bellezza o la razza pura.

Ofelia esce

Scena 4

Carlo, baldanzoso, si rivolge ai genitori

Carlo: Che signora. Capace di intuire tutte le qualit delle persone anche se nonsono nobili. Esaltandosi. Io sono un ottimo avvocato, un superbo professionista, unprincipe del foro. Che donna la marchesa. Io, Carlo Avvocato Delgelso, mi sono fatto da me. Altro che nobilt, duchi, conti e marchesi che nascono con il titolo e magari sono analfabeti.

Mario: Da che pulpito vien la predica. Alla moglie

Teresa: Mi sembra Carlo che continuando a prendere cantonate, ti stia raddrizzando un po'. Speriamo!

Carlo: Cari i miei genitori. Il fatto che con il tempo un uomo matura.

Scena 5

Entra Lucilla.

Lucilla: Signor avvocato? C' sua moglie al telefono. Porge un portatile a Carlo.

Carlo:Dammi pure. Pensa un attimo e poi burlescamente dice. "Lucilla?" "Io mi son fatto dal niente." " Tu invece sei rimastaniente!" Ride della battuta.

Lucilla: Le sue perle di saggezza mi stupiscono ogni giorno di pi! Sarcastica, ironica.Esce.

Scena 6

Carlo: Pronto cara... S, tutto bene... ah! Dovresti fermarti l ancora un mesetto? Per quale motivo? Ah giusto "massaggi alle alghe" per la cellulite... E quanto toglieresti dal conto corrente? Pausa Cinquemila euro? Da dove le colgono quelle alghe, dal mar morto? Pausa Certo cara. Non c' problema. L'importante che ti faccia bene la cura alle alghe del mar morto. Stai pure, non preoccuparti. Ciao stella.

Coprendo la cornetta con la mano baci, baci, baci. Chiama la domestica.

Lucilla? Lucilla! Con tutto quello che la pago, dovrebbe volare.

Lucilla entra mentre Carlo sta finendo la frase.

Scena 7

Lucilla: Calma.L'ho sentita ma, si ricordi bene che quello che mi paga il minimosindacale, ed talmente poco che non riuscirebbe neppure ad accendere i motori all'aeroplano. Altro che volare.

Carlo: Suvvia, che caratterino, scherzavo Lucilla. Non capisci il mio alto senso dell'umorismo. Prendi il telefono. Porge la cornetta.

Lucilla esce.

Scena 8

Teresa: Allora? Tua moglie, la signora Gisella si fermer ancora un momento all'istituto di salute e bellezza?

Carlo: S. Povera donna. Ne ha bisogno. Deve fare dei massaggi alle alghe per la cellulite. Ah ma, sono massaggi portentosi che ti fanno calare... interrotto.

Teresa: Il conto in banca, ti fanno calare. Poverina per la tua mogliettina. Ironica Mi vien quasi da piangere. Chiss che male i massaggi alle alghe?

Carlo non capendo lironia della madre: Gi. Povera stella.

Mario: Sarai pure un Avvocato ma, in certe cose rimani un bambino. D'altra parte tu devi solo ringraziarla tua moglie, perch la figlia del miglior avvocato della citt, e se non c'era tuo suocero, col cavolo adesso avevi uno studio cos avviato.

Teresa: Proprio cos. Lasciala la ancora un mesetto Gisella, anche un paio di mesi se vuole.

Carlo toccato nellintimo risentito

Carlo: Avete ragione per certe cose ma, io amo Gisella, e pure lei contraccambia. Tutto ci esula dall'influenza di suo padre sulla mia professione che tuttavia c' stata. Questo vero, mi ha aiutato e infine mi ha lasciato il suo studio.

Mario: Tuo suocero quando si ritirato oltre a lasciarti lo studio ti ha pure messo nelle mani tutta la sua clientela. Ti do merito perch sei stato abile a trattenerli tutti i clienti, anzi ad aumentarli. Allora una volta per sempre, lascia stare le ambizioni di nobilt che ti assillano.

Teresa: Carlo? Ha ragione tuo padre. Mi sembra che di lezioni ne hai gi avute. Un esempio quello della contessina Champignon. Se non interveniva il maresciallo, quella ti vuotava le tasche.

Carlo: Cosa? Vuotare le tasche a me? Quel giorno se il maresciallo non mi teneva fisicamente, non so cosa avrei potuto fare alla contessina. Altro che vuotarmi le tasche.

Suona il campanello.

Scena 9

Entra Lucilla.

Lucilla: Vado io a vedere chi c'. Con l'aeroplano. Ironicamente.

Carlo ai genitori riferendosi a Lucilla. Dove siamo andati a prenderla questa? Al mercato delle pulci forse?

Lucilla: rientra subito dopo la frase di Carlo. Avvocato? C' il maresciallo.

Carlo: Fallo entrare. Che cosa aspetti?

Lucilla al maresciallo che gi sulla soglia: Prego maresciallo. Sua maest lariceve. Ironicamente.

Maresciallo abbagliato da Lucilla sembra dimenticarsi del mondo. CaraLucilla, sempre simpatica e affascinante.

Lucilla: Non mi dica, e lei invece sempre gentile e cavaliere.

Maresciallo: Oh che lusinga cara Lucilla. Che lusinga.

Lucilla: Maresciallo ma, quale lusinga? la verit, perch lei cos. Non come certa gente. Alludendo a Carlo.

Carlo interrompendo: Quando avete finito con i preliminari, se non vi disturba troppo, fatecelo sapere cosi noi ci ritiriamo nelle rispettive stanze.

Lucilla esce sbuffando.

Scena 10

Maresciallo: Maresciallo Salvatore Aiello per servirla solito saluto militareavvocato. Mi scusi ma, per un momento, mi sono perso negli occhi di Lucilla!

Teresa: E gi. I suoi di occhi maresciallo, gli brillavano talmente, che ero quasi tentata di mettere gli occhiali da sole.

Maresciallo: Scusate signori ma, non per ci che sono qui. Sono qui, per comunicarvi una bella notizia. I soldi che la contessina interrotto da Carlo che non vuoleche i genitori sentano.

Carlo: Oh... la contessa Ofelia? S. Mi deve dei soldi e...

Maresciallo: Ofelia? Ofelia Carr mi sembra sia una marchesa! Io parlavo di Marisa Capitoni, in arte contessina Champignon, la quale ha restituito ventimila euro che gli aveva estorto con linganno.

Mario: al pubblico. "Se il maresciallo non mi teneva, non so cosa avrei fatto alla contessina, altro che vuotarmi le tasche."

Maresciallo: Come scusi?

Mario: Niente. Fantasticavo fra me e me.

Maresciallo: Ha restituito i soldi e, sono in questa busta. Mi ha pure raccomandato di darle questo biglietto.

Carlo: Legga pure maresciallo. Legga, la prego.

Il maresciallo apre la busta, d unocchiata, deglutisce, sgrana gli occhi e legge.

Maresciallo: Se proprio devo signor Avvocato ambasciatore non porta pena!

Carlo: Deve. Deve! Legga pure.

Maresciallo: Caro conte Delgelso cio, avvocato colpo di tosse uno zoticone come lei, meriterebbe di rimanere in mutande ma, almeno non coinvolga, in questi intrighi, la sua famiglia."

Firmato: contessa Dorotea Champignon.

Carlo strabuzza gli occhi per la rabbia, rivolto verso il pubblico con le mani dietro la schiena.

Carlo: Tutto qui, maresciallo?

Maresciallo: Tutto qui! Sono contento che abbia riavuto i suoi soldi. Avviandosi verso la porta.

Saluto militare Maresciallo Salvatore Aiello per servirvi signori e, i miei rispetti. A Carlo. Le do un consiglio spassionato. Stia in campana avvocato. Esce.

Scena 11

Teresa: Per fortuna non avevi dato denaro alla contessina e, magari dovevi dargliene ancora?

Carlo: S. Ancora... mila... quando fossi diventato conte.

Mario: Non ho capito. Ancora quanti?

Carlo: Ventimila!

Mario: Adesso ho capito. Sono soldi tuoi, li hai guadagnati tu per, lasciaci dire che a sprecarli cos proprio peccato mortale.

Carlo: S! Avete ragione. Quella gente l non merita niente e, per me il capitolo nobilt chiuso. I nobili, questa manica di inetti parassiti!

Teresa: Meno male che ti sei ravveduto ma, non fare di tutta un'erba, un fascio. L'esempio la marchesa Ofelia. Poi cambia discorso.

Carlo? Ti ricordi che stasera abbiamo come invitato a cena il pap di Guido?

Carlo: Mi ricordo. Per conoscerci. Pensa un attimo e poi dice Se Guido un operaio, suo padre casa sar? Un servo della gleba. Ride divertito dalla propria battuta.

Teresa: Smettila di dire cretinate.

Carlo: Suvvia mamma, scherzavo.

Teresa: Mario, vieni in cucina con me che mi dai una mano con la cena.

Carlo: C' Lucilla per preparare la cena.

Teresa: Gli abbiamo concesso due ore di permesso, perch lei stata invitata fuori dal maresciallo e, dopotutto l'arrosto lo voglio fare io. Adesso Mario, tu ed io andiamo in cucina, cos tu cominci a sbucciare le patate.

Carlo: Scusate. Un paio d'ore di permesso? Chi paga?

Teresa e Mario all'unisono. Tu paghi!Escono.

Traendo come sempre vantaggio dalla nuova situazione, Carlo pensa e poi chiama la cameriera.

Carlo: Lucilla? Lucilla!

Scena 12

Lucilla: Comandi Avvocato.

Carlo: Ti sarai resa conto della mia magnanimit nel concederti due ore e, ripeto, centoventi minuti di permesso... no ti prego, lascia stare i ringraziamenti e non inginocchiarti per favore. Ti prego.

Lucilla: Veramente sta dicendo tutto lei Avvocato. Io non ho ancora fiatato.

Carlo: Va bene ma, mi piacerebbe instaurare un nuovo rapporto con te.

Lucilla: Dove sta l'inganno?

Carlo: Non c' trucco non c' inganno Lucilla. Adesso per cominciare questo nuovo rapporto, vorrei un tuo parere ma, devi essere il massimo sincera. Come sono io agli occhi della gente normale come te? Che cosa pensi di me? Perch vorrei migliorarmi.

Lucilla: Devo proprio sincera?

Carlo: S! Sincerissima.

Lucilla: Totalmente?

Carlo: S!

Lucilla: Se si offendesse e, mi licenziasse?

Carlo: Non preoccuparti. Nessun licenziamento. Parola dellavvocato Delgelso!

Lucilla: Se cos , va bene. Lei arrogante, prepotente, vanesio e, anche un po' ignorante ma, sulla via del miglioramento, perch a volte pure spiritoso.

Carlo: Basta cos! Oggi ne ho sentire abbastanza. Comunque, grazie per l'ultimo complimento. Adesso mi ritiro nella mia stanza. Esce.

Lucilla fa spallucce e comincia a sparecchiare dal tavolino tazzine del caff. Nel frattempo entrano in scena Marina e Guido.

Scena 13

Marina: Ecco qui la nostra Lucilla, sempre indaffarata, vero?

Lucilla: Dovrebbe pensarla cos anche tuo pap ma, adesso sono proprio di fretta perch, sono stata invitata a cena.

Guido: Ohla e, chi sarebbe il fortunato?

Lucilla: Il maresciallo.

Marina: Allora Lucilla, c' proprio del tenero.

Lucilla: Non fraintendete. soltanto un amico. Io sono single, lui pure. Andiamo a mangiare qualcosa assieme e poi andiamo a teatro. Una passione che ci accomuna e, poi basta. Ognuno a casa propria.

Guido: Voi due sarete anche solo amici ma, poco fa il maresciallo stava salendo le scale con un mazzo di fiori alquanto voluminoso.

Lucilla meravigliata e lusingata.

Lucilla: Veramente? Che galantuomo, lui mi fa sentire importante, anche se sono solo una cameriera. Adesso per scusatemi ma, devo proprio scappare. Esce.

Guido e Marina: Ciao, Lucilla! Divertiti.

Scena 14

Entra Carlo.

Carlo: Mi era parso di sentire dei rumori. Meno male che siete arrivati, era a ora.

Marina: Veramente saremmo in anticipo, difatti il pap di Guido arriver pi tardi!

Guido: Si mi scusi signor Carlo. Mio padre sta svolgendo un lavoro importante. Magari avr appena finito. Mi ha detto che era un lavoro importante ma, di routine.

Carlo: Chiss che lavoro star facendo? Star potando siepi in un giardino, oppure star istallando sanitari in un bagno.

Marina: Come ti permetti pap? Tu non sai il mestiere che svolge il signor Edoardo.

Carlo: Scherzavo Marina. Scherzavo. Risata.

Guido interviene per cambiare discorso.

Guido: Suvvia Marina, tuo padre spiritoso. Scherzava. Cambiando discorso. Signor Carlo? Ha notato come sono diventati carini i cagnolini di Vanessa?

Carlo: Sono talmente carini ma, talmente belli che, se cominciamo stasera a dire che son brutti e, finiamo domattina, non abbastanza. Sembrano quattro cinghiali come il tuo cane.

Guido: Sembrerebbe che i cuccioli piacciano invece. Poco fa, nel bar della piazzetta abbiamo incontrato la marchesa Ofelia, la quale ci ha detto che ne adotter uno pure lei.

Carlo: Come fai tu, a conoscere la marchesa? Ah certo, dimenticavo, gli avrai cambiato qualche lampadina a casa sua.

Guido: Anche ma, il motivo per cui conosco la marchesa che era molto amica di mia madre. Un'amica di famiglia insomma e, quando la mia mamma mancata, la marchesa ci stata molto vicina.

Carlo: Be certamente. I nobili si affezionano alla servit.

Marina: Pap, sei meschino e privo di tatto!

Guido: risentito e offeso. Senta avvocato. Io non so cosa gli passa per la testa, non l'hoancora capito. Fino ad adesso io l'ho sempre rispettata ma, tutto ha un limite. AMarina. Scusami ma non ce la faccio pi. Rivolgendosi di nuovo a Carlo. Vorrei ricordarle che, con tutto il rispetto per i suoi genitori, lei ha origine da una famiglia contadina ma, a me questo non interessa. Lei Avvocato ha toccato la memoria di mia madre e, mi sta offendendo. A pensarci bene per, non ne vale la pena, le dico solo che lei talmente arrogante da non chiedersi mai chi ha davanti e con chi ha a che fare.

Carlo: Suvvia Guido. Non si pu neppure scherzare?Allontanandosi e sentendosi adisagio.

Marina: I tuoi scherzi, sono pesanti pap!

Guido: Cosa ne sa lei del rapporto che c'era fra mia madre e la marchesa? Cosa ne sa lei della mia famiglia? ora che la finisca di fare insinuazioni sulla mia classe sociale, siamo negli anni duemila ma, lei rimasta al medioevo. Obbliga sua figlia a frequentare corsi di danza e di violino solo per apparire agli occhi degli altri. Per apparire che cosa? Per sembrare chi? Io non sono mai stato obbligato ad andare a nessun corso che non volessi. Sono cresciuto giocando a calcio contento e, quando ho finito le scuole, ho cercato subito di andare a lavorare. I miei non me l'hanno impedito, anche se a malincuore. Loro avrebbero preferito che studiassi ma, hanno rispettato le mie decisioni, ed per questo, che io sono fiero dei miei genitori. Loro mi hanno insegnato a essere me stesso e, anche se sono solo un operaio, mio padre non si vergogna di me e, mia madre non si sarebbe mai vergognata.

Quando cita la mamma, si emoziona e lascia lultima parola in sospeso.

Scusa Marina ma, dovevo dirglielo.

Carlo rimane a testa bassa, Marina abbraccia Guido che si sta sedendo.

Marina Guido? Hai detto quello che pensavi, hai tutte le ragioni per esserti sfogato! Vero pap? Come per rimproverarlo severamente.

Scena 15

Entrano Teresa e Mario.

Mario: Che facce. Che cos'? Un funerale? forse morto un cagnolino?

Teresa: Quanti problemi questi cuccioli. Erano meglio avere tanti conigli, che cos li cucinavo in salm.

Mario: ironicamente. Sta parlando il membro d'onore della protezione animali. Al ragazzo. Allora Guido? Mi sembri un po' abbattuto. Che cos'hai?

Guido: Niente. Ho solo un po' di mal di testa.

Teresa: A voler ben guardare. Tutti voi non state bene.

Marina: La colpa del pap!

Guido interrompe Marina. Per lui il discorso chiuso.

Guido: Marina? Quello che stato, io l'ho gi dimenticato e, vorrei che anche tu lo scordassi e, pure lei signor Carlo.

Carlo: Certamente. Tutto dimenticato. Io chiedo scusa. Stranamente sincero.

Marina: Pap, questo ti fa onore! Meravigliata dallammissione del padre, corre ad abbracciarlo.

Suona il campanello. Marina si affaccia alla finestra per vedere chi sia.

Marina: C tuo padre Guido! Vado a riceverlo.

Carlo va sbirciando alla finestra.

Carlo: Per. Che macchinina che ha parcheggiato sornione e rivolgendosi a Guido si vede che il lavoro rende.

Guido lasciando trasparire un sorriso. S. Rende.

Scena 16

Entra Marina con Edoardo, il pap di Guido.

Marina: Prego, avanti Edoardo.

Edoardo: Buonasera a tutti!

Marina: Vi presento il pap di Guido. Edoardo.

Tutti si presentano, stretta di mano piacere ecc.

Carlo: Prego, si accomodi.

Edoardo: Grazie. Guardandosi attorno. Che bella casa e, che visuale. Posso dare uno sguardo al panorama dalla veranda?

Carlo: Certamente, si figuri. Al pubblico ironicamente. Questo ha visto solo piane di terreni da arare.

Edoardo va alla finestra, accompagnato da Marina.

Marina: Ti piace Edoardo?

Edoardo: Bellissima casa e, stupendo panorama. Complimenti signor Delgelso, ottima scelta e, quei cagnolini che si vedono in giardino sarebbero i cuccioli di Loli?

Carlo: Veramente sono di Vanessa. Il levriero. Nuovamente altezzoso.

Edoardo: Ad ogni modo si vede che c' lo zampino del Loli e, comunque sono proprio carini. Si siede vicino a Carlo.

Carlo: A noi due signor Edoardo. Finalmente ci conosciamo.

Edo: Gi. Guido mi ha parlato benissimo di lei e dei suoi genitori. Mi ha detto che lei un ottimo avvocato ma, d'altra parte la sua fama la precede.

Carlo: Diciamo pure che me la gioco ma, lei un po' un mistero. Guardando le sue mani direi che svolge un lavoro duro. Guido non mi ha mai detto che mestiere fa suo padre.

Edoardo: Gi. Guido un tipo riservato ma, pi importante quello che fa lui per il suo futuro, piuttosto che perdere tempo a parlare di me.

Carlo: Che cosa farebbe il suo figliolo per il proprio futuro? Ha un mestiere questo s ma, mia figlia, che futuro potr avere?

Edoardo: A mio modesto avviso, avr un ottimo futuro.

Carlo: Solo le favole e la fantasia fanno sposare principesse a rospi che poi magicamente diventano principi.

Edoardo: ride. Spiritoso signor Delgelso.

Marina: Pap? Tu non sai ancora che Guido, ora, un libero professionista.

Carlo: Veramente avevo intuito qualcosa. Si vede che Guido ha delle capacit.

Marina: Diglielo Guido, dai.

Guido: Il mio principale, Al Mustafa, mi ha fatto la proposta di mettermi in societ con lui, perch secondo il suo parere, preferirebbe avermi come socio, piuttosto che concorrente un domani. Cos mi ha detto.

Mario: Bravo Guido! Lo sapevo che avresti fatto il passo giusto e, ne avete molto di lavoro?

Guido: Fin troppo, infatti, pensavamo di assumere un paio di operai.

Carlo: Allora hai costituito una societ assieme ad Al Bab e, vorresti assumere gli altri quaranta ma, come si chiamerebbe questa impresa?

Marina orgogliosa. dalle prealpi alle piramidi impianti elettrici.

Teresa: Mario? Proprio come diceva il Manzoni. Bravo Guido.

Carlo: Che idea magnifica. Sei proprio mia figlia. L inventva dei Delgelso non ha confini. Brava Marina. Brava!

Marina: Veramente lidea stata di Al, io lho solo affermata.

Carlo imbarazzato per la gaffe.Per tornare a noi due, signor Edoardo, poco fa, mentre guardavo in cortile, ho notato che lei ha parcheggiato una bella macchina, importante, come si vuol dire. forse un regalo di Guido? Si appena messo in proprio con il lavoro e, non mi sembra il caso...

Interrotto da Edoardo.

Edoardo: No! Guido i suoi soldi li deve usare per il lavoro e, per il futuro matrimonio per, io ho sempre avuto un debole per le auto importanti, come dice lei e...

Viene interrotto da Carlo.

Carlo: D'accordo ma, per mantenerle?

Edoardo: Diciamo che con la professione che svolgo, il guadagno me lo permette. In pi, sono vedovo e, Guido oramai cammina da solo, quindi, non devo rendere conto a nessuno.

Teresa: Mi scusi signor Edoardo ma, in fin dei conti si pu sapere che mestiere svolge?

Edoardo: Scusatemi ma, non ve l'hanno detto i ragazzi? Riferendosi a Marina e Guido.

Carlo: Se non ce l'hanno riferito, vuol dire che c' qualche cosa di losco da nascondere.

Edoardo ridendo. Sempre pi spiritoso il signor Delgelso.

Carlo: Non c' niente da ridere. Confessi!

Marina: Pap, smettila di fare lavvocato del diavolo. Guido non ha mai voluto dire la professione di suo padre, perch voleva essere accettato dalla nostra famiglia e soprattutto da te come Guido, un ragazzo normale e non come il figlio del Professor Edoardo Rossi, Primario Neurochirurgo.

Carlo, Mario e Teresa rimangono a bocca aperta.

Edoardo: C' qualcosa che non va?

Teresa: al figlio. Hai capito testone? Altro che servo della gleba.

Marina: Hai capito pap? Edoardo e sua moglie, hanno lasciato che Guido seguisse la sua strada!

Edoardo: Be mi sembra normale, noi i nostri consigli glie li abbiamo dati ma, lui ha voluto seguire il suo istinto e, con ottimi risultati.

Scena 17

Entra in scena Lucilla elegantemente vestita ma, affranta.

Mario: Come mai sei gi di ritorno Lucilla?

Edoardo si alza per salutare la nuova arrivata.

Teresa: Ah Lucilla, ti presentiamo il pap di Guido.

Lucilla rimane stupita, meravigliata.

Lucilla: Piacere signor?

Edoardo affascinato.

Edoardo: Edoardo Rossi. Per gli amici Edo baciamano.

Carlo: soltanto la nostra serva. Altezzoso come sempre.

Edoardo toccato e irritato dalle parole di Carlo.

Edoardo: Anche mia madre faceva la serva. Vede signor Avvocato, ognuno di noi un tassello e, utile alla societ per quello che svolge. Facciamo tutti parte di un grande puzzle e, se manca un tassello specialmente se marginale, non te ne accorgi ma, se ci guardi bene, si vede il vuoto e il disegno non finito e, a volte bisogna guardarci bene per capirlo.

Lucilla estasiata. Signor Edo? Ho mi scusi. Posso chiamarla Edo?

Per i due sembra che il salone si sia svuotato.

Edo: Certamente Lucy. Ah scusi. Posso chiamarla Lucy e darle del tu?

Lucilla: Certo... Edo.

Edo: Anche tu dammi del tu... Lucy.

Lucilla: Ti do volentieri del tu... Edo.

Marina e Guido, divertiti, guardano i due. Gli altri rimangono a bocca aperta. Poi Mario interrompe latmosfera estatica.

Mario: Lucy? Colpo di tosseLucilla?

Lucilla: Si? Estasiata, non riuscendo a distogliere lo sguardo da Edoardo.

Mario: Non dovevi essere a teatro con il maresciallo?

Lucilla: S ma, all'ultimo momento s' ricordato che aveva un appuntamento con sua moglie. Lo dice come se non le importasse pi nulla.

Edoardo: Teatro? Quale teatro? Operetta? Goldoni? Pirandello?

Lucilla: Commedia ma, in dialetto.

Edoardo: Allora signori, piacere di avervi conosciuto, per adesso dovrei andare a teatro.

Teresa: Non doveva fermarsi a cena?

Edoardo: Se Lucy d'accordo, io a cena andrei con lei dopo lo spettacolo. Sei d'accordo Lucy?

Lucilla: Ma certamente Edo. Avviandosi verso la porta. Poi Edo si gira.

Edoardo: Bonsoire a tout le monde! Ed escono.

Scena 18

Carlo: Guido? Tuo padre, sempre cosi intraprendente con le donne?

Guido: Veramente mio pap a contatto con belle donne tutto il giorno ma, stasera mi ha proprio lasciato di stucco. Sar per merito di Lucilla. Speriamo.

Solita sceneggiata trionfalistica.

Carlo: Neurochirurgo Edoardo Rossi. Gi. Mia figlia che ha come genitore il principe del foro Carlo avvocato Delgelso, sposa Guido Rossi, il figlio del famoso neurochirurgo. Chiss la gente? Si consumer dall'invidia.

Marina: Se fino a unora fa, Edoardo per te stava istallando WC oppure potando siepi!

Teresa: E prima ancora era un servo della gleba.

Guido: Senta avvocato. Ci che interessa a me e Marina avere il suo consenso al nostro matrimonio. Sua figlia sposer un semplice artigiano elettricista e, basta.

Carlo: E no! Sposer anche figlio del famoso neurochirurgo Edoardo Rossi. Consenso accordato!

I ragazzi si abbracciano.

Mario: Allora testone? Guarda che ne hai prese di testate ma, stasera hai provato quella pi importante. Un luminare della neurochirurgia ti ha semplicemente detto che, figlio di una serva e, non s' fatto un minimo problema se suo figlio non ha studiato e, per finire probabilmente si innamorato della tua serva.

Carlo: Ma certo. Che uomo. Che uomo. Platealmente.

Teresa: Su ragazzi. Andiamo tutti in cucina a finire di preparare la cena. Guido, la cucini tu la polenta?

Guido: Certamente signora Teresa.

Marina: Ed io ti faccio compagnia. Tutti escono. Rimane in scena Carlo.

Scena 19

Platealmente.

Carlo: Ho capito di aver sbagliato. S. Quanta sofferenza ma, ognuno di noi deve essere fiero delle proprie origini sociali e culturali. Mio nonno veniva chiamato Giovannino del morone perch era stato trovato abbandonato ancora in fasce sotto un gelso o pi popolarmente morone ma, se non c'era mio nonno, non ci sarei stato neanch'io. Il quasi conte Carlo Delgelso. Gi, sospirando noi siamo tutti dei tasselli, come diceva prima il Casanova... cio, l'Edoardo. Tutti siamo utili ma, nessuno indispensabile.

Carlo si assicura che tutti siano stabilmente in cucina, poi prende il telefonino e compone un numero.

Gisella, Giselluccia, sono io. Pausa come vanno i massaggi alle alghe? Pausa Bene ma, adesso ascolta me. Guido figlio del famoso neurochirurgo Edoardo Rossi. Pausa Verissimo proprio lui. T'immagini la gente dell'alta societ? Si consumer dall'invidia e dalla gelosia perch, Marina Delgelso figlia del principe del foro Carlo Delgelso, sposa il figlio del luminare della neurochirurgia Edoardo Rossi. Altro che nobili. Gliela facciamo vedere noi, se ne accorgeranno chi siamo...

Si chiude il sipario sulla telefonata.

FINE

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