Il cuore non invecchia

IL CUORE NON INVECCHIA

Commedia in due atti

di Nato Stabile

PERSONAGGI:

Peppino

(il nonno)

anni 75

Giovanni

(figlio di Peppino)

anni 45

Anna

(moglie di Giovanni)

anni 40

Luisa

(figlia di Giovanni e di Anna)

anni 16

Luigino

(figlio di

)

anni 8

Leonardo

(amico di Peppino)

anni 75

Carla

(amica di Anna)

anni 35

Ospiti di una Casa di Riposo:

Agostino

anni 75/80

Francesco

anni 75/80

Teresa

anni 75

Colonnello

anni 75

Infermiera della Casa di Riposo

anni 30

Depositato presso

S.I.A.E.

Codice Autore

100052

Per contattare lautore:

Stabile Illuminato

Via Piemonte, 2

91011 Alcamo (TP)

TEL. 0924/502104


1


SINOSSI

La commedia affronta il tema della terza et. Protagonista don Peppino, un uomo anziano che vive serenamente la sua condizione di nonno in casa del figlio. I ritmi di vita frenetici del figlio e della nuora suggeriscono per a questi ultimi una soluzione inaspettata al problema dellassistenza allanziano genitore, che pur stando bene in salute, pur sempre una persona anziana. Don Peppino si ritrova cos ad essere sradicato dal suo ambiente, dalla sua famiglia, per entrare in un mondo del tutto nuovo per lui: la Casa di Riposo. Qui, pur non mancandogli niente, perde a poco a poco la voglia di vivere. E ormai un uomo senza pi nessun entusiasmo, quando un avvenimento inaspettato mette la sua famiglia nelle condizioni di avere ancora bisogno di lui. Lidea di far ritorno a casa, e di poter essere ancora utile alla sua famiglia, riaccende in lui la voglia di vivere La commedia alterna momenti molto brillanti, contrassegnati dalla sottile e pungente ironia del suo protagonista e dalla colorita e variegata umanit dei suoi personaggi, a momenti di grande coinvolgimento emotivo. Il tema predominante quello della terza et, ma il valore della famiglia nel suo complesso a venire esaltato.

Pur non avendo i temi affrontati connotazioni per cos dire territoriali (regionali), potrebbe risultare interessante la trasposizione dei dialoghi di alcuni personaggi nel dialetto della regione ove la commedia venisse rappresentata.

NOTE SUI PERSONAGGI

PEPPINO

E il protagonista assoluto della commedia. Personaggio ricco di grande umanit, con misura e delicatezza vive le varie vicissitudini della commedia, risultando alla fine il custode dei grandi valori della famiglia. Con la sua sensibilit e con la sua ironia detta i tempi della commedia, mettendo in risalto sia gli aspetti comici della vicenda, sia quelli di grande coinvolgimento emotivo. A scelta del regista, potrebbe esprimersi in molti dialoghi anche nel dialetto della propria regione.

GIOVANNI (figlio di Peppino)

E un avvocato di successo. Il ritmo frenetico della vita che conduce lo porta spesso, suo malgrado, a trascurare i rapporti familiari, soprattutto nel dialogo con i figli. Si esprime in lingua in tutti i dialoghi.

2


ANNA (moglie di Giovanni)

Donna impegnata, dinamica, cerca di conciliare al meglio i suoi impegni familiari con quelli di lavoro e sociali. Spesso, per, anche lei suo malgrado, si ritrova a sottovalutare alcune ansie dei propri figli, soprattutto quelle della figlia adolescente. Si esprime in ligua in tutti i dialoghi.

LUISA (figlia di Giovanni e Anna)

Vive le ansie dei suoi sedici anni non riuscendo spesso a comunicare con i suoi genitori come vorrebbe. Trover nel nonno Peppino una persona che sapr comprenderla ed aiutarla con grande sensibilit. Si esprime in ligua in tutti i dialoghi.

LUIGINO (figlio di Giovanni e Anna)

Anche lui, come la sorella, vive con grande slancio e complicit il rapporto con nonno Peppino. Si esprime in lingua in tutti i dialoghi.

LEONARDO (amico di Peppino)

E un vecchio amico di Peppino. Personaggio ricco di umanit, ha qualche problema di udito e qualche altro acciacco vario. Nei suoi dialoghi con Peppino contribuisce a creare momenti molto divertenti, ma anche molto toccanti. A scelta del regista, potrebbe esprimersi nel dialetto della propria regione.

CARLA (amica di Anna)

Amica di Anna, una donna in carriera, dinamica. Il suo dialogo con Anna contribuisce ad esprimere le difficolt della societ di oggi nel conciliare le esigenze delle persone attive e molto impegnate con quelle delle persone pi anziane. Si esprime in lingua.

AGOSTINO (ospite della Casa di Riposo)

E un appossionato giocatore di briscola. Si ritrova a giocare in coppia con un distratto Peppino e questo crea in lui momenti di grande frustrazione, che lo portano ad esprimere tutta il suo disappunto in modo esagerato, comico. A scelta del regista, potrebbe esprimersi nel dialetto della propria regione.

FRANCESCO (ospite della Casa di Riposo)

E un bonaccione, cerca di essere sempre conciliante con tutti. Anche a causa dei suoi anni, spesso non comprende bene il senso di ci che vogliono dire i suoi interlocutori, ritrovandosi suo malgrado


3


a creare delle esilaranti gags. A scelta del regista, potrebbe esprimersi nel dialetto della propria regione.

TERESA (ospite della Casa di Riposo)

Arzilla, vivace, quella che un po gestisce il gruppo degli ospiti della Casa di Riposo. Molto espressiva e colorita nel suo modo di comunicare, si destreggia abilmente tra le varie situazioni che si vengono a creare nel salone della Casa di Riposo. A scelta del regista, potrebbe esprimersi nel dialetto della propria regione.

COLONNELLO (ospite della Casa di Riposo)

E un colonnello dellesercito in pensione. Non ci sta p con la testa e di tanto in tanto ha delle allucinazioni che lo portano a vedere soldati nemici da tutte le parti. Eccolo allora prendere con piglio il comando delle operazioni militari per affrontare in modo adeguato il nemico. La reazione degli altri, che cercheranno di assecondarlo per arginare le sue crisi, creer momenti di grande ilarit. Si esprime in lingua.

INFERMIERA (della Casa di Riposo)

Affabile e gentile con tutti gli ospiti della Casa di Riposo, interpreta con grande sensibilit il suo

ruolo professionale. Si esprime in lingua.

I


4


-Interno di una casa. Larredamento, piuttosto ricco ed elegante, fa subito capire che la famiglia che vi abita conduce un tenore di vita piuttosto elevato. E indispensabile che in scena vi siano un tavolo, alcune sedie e un telefono

- Squilla il telefono

-

PEPPINO:

(Alzando la cornetta) Pronto.Pronto.Con chi parlo?A chi cerca,

scusi?Lavvocato?No, nonon cLa moglie?No, noneanche

c.

Sono solo. Se ci deve dire qualche cosa allavvocato, me la pu lasciare detta a

me, che ci penso io(Tra s) Se ci penso! No, dicosperiamo che

non me

lo scordo! Dica, dica(Ripetendo quello che gli viene comunicato dallaltra

parte)Ci devo dire allavvocato che il posto alla Casa di Riposo per suo padre si

liberatoVa bene, ci penso ioDaccordo, non si preoccupi...(Ripetendo a

conferma)Ci devo dire allavvocato che il

posto alla Casa di Riposo per suo

padre,

si liberatoVa

bene, stia tranquilla

Buongiorno

signorina,

arrivederci(Riattacca

la

cornetta)

Speriamo

che

non

me

lo

scordo(Ripassando il messaggio) Allora, ci devo dire che il posto alla Casa di

Riposo per suo padre si liberatoIl posto alla Casa di Ripo (Allimprovviso

afferra la realt) Per suo padre!? Mama suo padre non sono io!?

(Turbato)Ma ioveramentetutto questo bisogno di riposare non ce lho! Ma

perch a mio figlio venuta questa strana idea!?

Ma quale

riposo!?

Mama se sono magari stanco di riposare!? Mama che cosa avr voluto

dire questa signorina al telefono!? (Cercando di autoconvincersi) Magari avr

sbagliato numero!? Chiss a cosa stava pensando! (Alludendo allipotetico

comportamento leggero della sua interlocutrice) Si mettono a parlare tra tra

di loromentre fanno il numeroe poi! E certo, a volte basta sbagliare un

numerodico uno, uno soltanto .e la frittata . fatta!

No,

nosicuramente avr

sbagliato numero!

Certamente.sicuro,

sicuro!

(Cercando di allontanare in modo deciso lidea che lo turba)

Ma s., s

! Per,

mi aveva fatto un po preoccupare.! Basta sbagliare un numero, unouno

soltanto! E vabbe, non non ci pensiamo pi! (Comunque traspare il suo intimo turbamento, che da questo momento in poi riaffiorer continuamente nei suoi pensieri)Un po,mi ero allarmato.! Un pochino.!

(Bussano alla porta. Peppino ancora in agitazione per la telefonata. Quindi, credendo che sia il telefono, alza la cornetta) Prontocon chi parlo ?


5


LEONARDO:(Da fuori) Io sono.!

PEPPINO:(Alla cornetta) Iochi ?

LEONARDO:(Da fuori) Come, chi?! (Ironico) La regina Elisabetta!

PEPPINO:(Confuso, parlando sempre nella cornetta) La regina Elisabetta?!

LEONARDO: S, oggi non avevo niente da fare e ho pensato di venirti a trovare! (Cambiando

tono)Pepp, apri che fa freddo! Io sono, Leonardo!

PEPPINO:(Sempre alla cornetta) Ma dove sei?!Ti sento come se fossi dietro la porta!

LEONARDO:(Da fuori) E dietro la porta sono, Pepp! Mi vuoi aprire, che fa pure un po di

freschetto, o me ne torno.(ironico) in Inghilterra!

PEPPINO:(Realizzando)Eh, sdavvero malesono combinato! Leonardo dietro la

porta e io gli parlo al telefono! (Apre la porta) Entra, Leonaentra.

Scusami, scusami.

LEONARDO:E certo che stamattina comincia male la giornata! Ma dove ce lhai la testa?!

PEPPINO:E dove ce lho! Niente, credevo che avessero chiamato al telefono

LEONARDO:Al telefono !?

PEPPINO:No, noil fatto che il telefono e il campanello sisi somigliano.E allora

ogni tanto io .. faccio un po di di (Vorrebbe dire confusione ma non

trova la parola sempre a causa della telefonata iniziale che lo ha profondamente

turbato)Li scambio un po ecco!Glidevo dire a mio figlio che sarebbe una

buona cosa cambiare il suono del del campanello

LEONARDO:(Ironico) Io penso che sarebbe meglio cambiare le tueorecchie! Eh, s! Oggi

come oggi si trova di tutto! E poi, vista let, anche al mercato dellusatoa

volte un paio doccasione si trovano! S, scercando si trovano!

PEPPINO:(Sempre pensando ad altro)Cheche cosa si trovano..!?

LEONARDO:Pepp, devi fare come me! Quante volte te lho detto?! Devi metterti

lapparecchio acustico!

PEPPINO:(Sempre sovrappensiero) S, slo devo fare, hai ragionehai ragione tu!

LEONARDO: Ho speso qualcosa, ma benedetti i soldi!

PEPPINO:(Tanto per dire qualcosa)Ti..ti costato molto?

LEONARDO: (Che non ha sentito bene, a dispetto dellapparecchio)Le dieci e un quarto!

PEPPINO:(Disorientato) Che hai detto, Leona?

LEONARDO:Quando?

PEPPINO:Ora! Che hai detto?


6


LEONARDO:

(Sempre ironico) Io?!E chi ha parlato ?! Forse era la regina Elisabettada

dietro la porta! Quella scherza sempre!

PEPPINO:

E vabb Leona, hai ragione, scusa Se devo dirti la veritavevo la testa un

po per aria! (Confidando il dubbio che lo turba) Vedi, proprio poco prima di

bussare tu, ho ricevuto una telefonata un po stranaHa chiamato una signorina,

gentilissima per carit, che mi ha incaricato di dire allavvocato, a mio figlio, che

il posto alla Casa di Riposo per suo padre si liberato! (Con amara ironia) E

mi ha raccomandato di non dimenticarlo!

LEONARDO:

E vabbe, non ti preoccupare! Stai tranquillo che te lo faccio ricordare io!

(Alludendo al suo stato confusionale) Visto che ultimamente cominci a perdere

qualche colpo!

PEPPINO:

(Con sottile ironia) Certo Leona, io perdo qualche colpo, ma tu mi fai una

concorrenzaspietata! (A Leonardo che lo guarda perplesso) Non lhai capito

quello che ti ho detto? (Rimarcando le parole) Devo ricordarmi di dire a mio

figlio che il posto alla Casa di Riposo per suo padresi liberato! (Fissando

lamico) Leona, per suo padre!

LEONARDO:

(Non ha ancora afferrato il senso di quelle parole, perplesso) Per suo padre,

lho capito !

PEPPINO:

(Scandendo le parole) Leona, guardami: per-suo-pa-dre!... (Risolutivo) Suo

padre, Leona, fino a prova contraria, dovrei essere io!

LEONARDO:

Ora capisco!

PEPPINO:

Ma se io sono quasi stanco di riposare! Ma che cosa ci devo andare a fare in

questa Casa di Riposo!.

LEONARDO:

Ma puo essere mai, Peppi?...Ma chiss a chi doveva telefonare questa

signorina?!

Quello, tuo figlio, non ti lasciarebbe andare mai!

PEPPINO:

(Rincuorato)

Ma non vero, Leona!? Io, pure questo pensavo ! Ma pu essere

mai, mi dicevo, che mio figlio mi lascia andare in una Casa di Riposo!? Quello se

sta un giorno senza vedermi, muore! Avranno sicuramente sbagliato numero,

non vero, Leona?

LEONARDO:

Hai ragione tu Pepp, hai ragione! Tuo figlio Giovanni ti adora. Tuo figlio ti

vuole troppo bene. E troppo attaccato a te!

PEPPINO:

Ma non vero, Leona?!

LEONARDO:

(Come se completasse il suo discorso e sottolineando le parole) Tuo figlio!

Tuatua nuora, forse, un po meno! Forse!


7


PEPPINO:

(Accusa un po il colpo)E vabbe, ha le sue buone ragioni! Tutto il giorno

con il suocero per casaA volte anche il fatto di sentirsi un po pi pi

liberiLa capisco. Anche nel rapporto con i figlicon il marito! Io cerco di

non pesare in niente, ma sono pur sempre qui, in carne ed ossa non posso certo

scomparire! Per sono sicuro che anche lei mi vuole tanto bene! Non

vero, Leona?

LEONARDO:

Per carita! E infatti vuole solo metterti un po a riposo!

PEPPINO:

A te piace scherzare, ma lo sai che mia nuora in fondo in fondo mi vuole bene

come un padre.

LEONARDO:

Come no, Pepp?! (Giocando sullequivoco) In fondo, cos! In fondo, in

fondo! Moltoin fondo! (Mima con la mano una notevole distanza)

PEPPINO:

(Pausa) Vabbe Leona, cambiamo discorso. Stamattina ci sei passato dalla

pescheria? Ce nera pesce spada ?

LEONARDO:

Certo che sei di gusti raffinati, Pepp!

PEPPINO:

Veramente, se fosse per me preferirei due belle sarde fatte arrosto, magari con

qualche spicchio daglio

e un po di pomodorino, ma ai ragazzi non piacciono le

sarde

LEONARDO:

Eh gi, costano poco!

PEPPINO:

E che devo fare, li faccio contenti, in fondo non una grandeprivazione!

LEONARDO:

In ogni cosa c il suo

lato postivo! Io sono solo e mangio a piacere mio.

Questa mattina sono passato dalla pescheria di prima mattinaSono arrivato che

era ancora buio!

PEPPINO:

Ancora buio!? E chi cera?

LEONARDO:

Neanche la scopa, Pepp! Mi sono guardato un po intornoNiente! Non si

vedeva anima viva! Mi vanno gli occhi allorologio della piazza (Mima

lazione. Pausa) Le quattro e mezza! Quasi!

PEPPINO:

Lele quattro e mezza!? E per questo non cera anima viva!

LEONARDO:

Avevo lorologio fermo, Pepp! Quando mi sono alzato mi faceva le sette meno

un quartoDi ieri sera, per! Che dovevo fare? Ormai mi ero alzato!Mi

sono seduto sui gradini della pescheriae ho spettato un poco. Verso le sei e

mezza, settesono arrivati i primi pescivendoli. Pepp, saltavano!

PEPPINO:

(Perso nei suoi pensieri) Saltavano?!

LEONARDO:

Saltavano!

PEPPINO:

Ipescivendoli ?!


8


LEONARDO:I pescivendoli!(Accortosi dellequivoco)Maqualipescivendoli, Pepp?! I

pesciI pesci saltavano!

PEPPINO:Ah, ecco!Che meraviglia! (Per accontentarlo)Mi sarebbe piaciuto esserci!

LEONARDO:Quando finalmente hanno aperto tutti i banchime li sono girati tutti, uno per

uno! Pepp, a me prima di comprare, mi piace vedere e toccare con mano!

Quando mi sono deciso, ho acquistato due bellissimi sgombri! Oggi mi devo

leccare i baffi!

PEPPINO:(Tentando di distrarsi e di alimentare la conversazione) Chebellezza! Cidevi

fare i taglietti!

LEONARDO: A chi?

PEPPINO:Ai pesci.quando li fai arrostoE il fuoco non troppo forte, mi raccomando !

LEONARDO: Ah, per questo, lascia fare a me! E la mia passione! E mi passo il tempo! (Cambiando discorso) Dunque, Pepp, che facciamo? Arriviamo un po in piazza

o sei impegnato?

PEPPINO:No, non posso uscire. L dentro cmio nipote a letto con la febbre e non lo

posso lasciare da solo. Piuttosto, fammi un favoreSe trovi del pesce spada,

compramene qualche fetta.

LEONARDO:Come vuoi tu. Ti saluto, Pepp, che si sta facendo proprio tardi. A pi tardi.(Esce)

PEPPINO:Ti saluto Leona, a dopo. (Tra s e s, di nuovo un po turbato) Che si pu

fare? Ci vuole pazienzasolo pazienza!

LEONRADO:(Facendo capolino) Mezzo chilo ti basta?

PEPPINO:(Sovrappensiero, alludendo alla pazienza) Ce ne vorrebbero centinaia di chili!

LEONARDO:(Rientrando del tutto) Cento chili di pesce spada!?

PEPPINO:(Non comprendendo) Come?

LEONARDO:Ti ho domandato se ti basta mezzo chilo di pesce spadaE mi hai risposto che ce

ne vorrebbero centinaia di chili!? Avete invitati?!

PEPPINO:Ma no, scusa! (Sorridendo per lequivoco) Io pensavo alla pazienza che ci vuole

nella vita! Dicevo che a volte ci vuole molta pazienza!

LEONARDO:Ah, ho capito! E allora, mezzo chilo ti basta?

PEPPINO:( Sforzandosi di scherzare un po) Di pazienza?

LEONARDO:E vabbe, ho capito! A posto siamo questa mattina!

PEPPINO:Mi basta, Leona, mi basta!

LEONARDO:Limportante che ci siamo spiegati! Ti saluto. Pepp, ti saluto(e lo dice con

lespressione di chi vorrebbe dire: Posso andare tranquillo, tutto a posto?.

PEPPINO:(Rassicurandolo) S, s.tutto a posto. Tranquillo. A dopo.


9


LEONARDO:A dopo. (Esce)

PEPPINO(Guardando lorologio) Mamma mia, gi lora dello sciroppo!(Prende lo

sciroppo da un cassetto) Stamattina meglio che mi dia una mossa!

LUIGINO:(Entra in scena. Indossa una vestaglina sopra un pigiama. Ha in mano un

quaderno, una penna e un giocattolo) Nonno, ma perch non vieni di l?

PEPPINO:E tu che ci fai qua!? No, gioia mia, non ti devi alzare! Se prendi fresco, ti viene

di nuovo la febbre forte!

LUIGINO:No, non ti preoccupare. Non sento freddo.

PEPPINO:Avanti, visto che ti sei alzato, prenditi lo sciroppino e poi di corsa a letto.

(Comincia a versare lo sciroppo)

LUIGINO:(Con una smorfia di disappunto) No, non mi piace.

PEPPINO:Avanti, dai! Il dottore non ha raccomandato altro!

LUIGINO:E noi al dottorenondiciamo niente!(Porta il dito alla bocca efa

locchiolino al nonno in cenno di intesa)

PEPPINO:Eh! Comenon diciamo niente!? (Trasformando la situazione in gioco) Eh,

no! Non pu essere! I dottori lo vengono a sapere sempre. Hannospie

dappertutto! (Gli porge il cucchiaino dello sciroppo con fare sospettoso)

Tieni, prendiloIl nemico ci osserva!

LUIGINO:(Ingoia assai di malavoglia lo sciroppo. Quindi fa delle linguacce allipotetico

nemico. Aprendo il quaderno che intanto ha posato sul tavolo) Ho voglia difare un po di compiti.

PEPPINO:No, no. Tu ora te ne vai a letto. Ti copri per bene, e magari io ti accendo un po la

televisione e ti guardi un bellissimo cartone animato. (Guarda lorologio) A momenti comincia proprio quello che ti piace tanto!.

LUIGINO:(Che non ha dato ascolto al nonno) Ascolta nonno, la maestra ci ha dato questo

compito: Racconta un pomeriggio trascorso al parcogiochi con pap. (Riflettendo un po) Io non so cosa scrivere!

PEPPINO:Come, non sai cosa scrivere?! Tu ci sei stato tante volte al parcogiochi

LUIGINO:S, ma mai con pap.

PEPPINO:Ah, ecco! E vabb(Timidamente) cici inventi qualcosa fai finta che

LUIGINO:(Prontamente) Nonno, non si dicono le bugie!

PEPPINO:Eh gi, vero! Giusto! Giustissimo!

LUIGINO:(Deciso) Vuol dire che cambier il titolo. (Correggendo il titolo sul quaderno)

Racconta un pomeriggio trascorso al parcogiochi con il nonno. (Ricordando


10


un episodio particolarmente simpatico) Bellissimo! Cos potr parlare di quella

volta che hai vinto il titolo di nonno simpatia facendo il numero del clown

innamorato. Sei stato fantastico! Ti ricordi? Tutti i bambini mi guardavano con

invidia! Che forza! Dai nonno, mi fai il numero del clown innamorato?

PEPPINO:Ma, comecos?!

LUIGINO:Dai, ti prego!

(Si sente il campanello squillare)

PEPPINO:(In agitazione) Forza, forza! Vai a letto, per favore!Non ti fare trovare

alzato! Lo sai che se viene a saperlo la mamma che ti sei alzato, si arrabbia.

Avanti, prestoportati tutto di l, non lasciare niente in giro! (Accompagna

Luigino nella sua stanza. Resta su una sedia il giocattolo che Luigino aveva

portato in scena. Il campanello continua a squillare. Peppino da fuori).

ArrivoArrivo! Solo un attimo.(Rientrando in scena)E chi sar a

questora?

(Apre la porta)

LUISA:(Entra. molto nervosa. Si libera in malo modo dello zaino contenente i libri. Va

a sedere su una poltrona)

PEPPINO:(Sorpreso) E tu, come mai a questora sei a casa? Non dovresti essere ancora a

scuola?

LUISA:(Non risponde)

PEPPINO:Signorina, con te parlo! Con mia nipote.

LUISA:(Continua a non rispondere)

PEPPINO:Che c? E successo qualcosa? Non mi fare stare in pena, per favore!

LUISA(Seccata) Non successo niente! Niente che tu possa capire, quantomeno!

PEPPINO:Ah, ecco!Grazie.

LUISA:Non c di che!

PEPPINO:E che sar potuto succedere di cos complicato?

LUISA:Nonno, per favore, stai zitto! Sono molto nervosa. Anzi, sono nervosissima!

PEPPINO:(Ironico, ma sempre con molta dolcezza)Ci credi che non me n ero accorto!

Ah, sei nervosa!?

LUISA:(Parlando tra s) Ti odioTi odio!Ti odio!!!

PEPPINO:Scusi, parla con me?!

LUISA:(Sempre tra s, quasi piangendo) Ti odio!Ti odio!


11


PEPPINO:

E torna ad insistere! (Cercando di confortarla)

Senti la nipote, io non so

quello che successo, ma se posso fare qualcosa, parla! Avanti, parla non mi

fare stare sulle spine, per favore!

LUISA:

Lasciami perdere, tanto tu non potresti capire.

PEPPINO:

E chi lo sa? A volte!

LUISA:

(Di scatto, alzandosi) Io vado nella mia stanza. Non ci sono per nessuno!

PEPPINO:

(La guarda uscire. Sospira)E chi ci capisce bravo!Per, questa nipotina

mia non mi piace! Da un po di tempo in qua non pi lei. Lei stata sempre

cos educata, rispettosa, gentileOra

invece

sempre nervosa, sempre

infeliceChiss cos che la tormenta?!

ANNA:

(Entra senza salutare)

PEPPINO:

(Accorgendosi di lei) Annasei tornata?

ANNA:

(Con aria distaccata) S, ho fatto prima del previsto. Avete dato lo sciroppo a

Luigino?

PEPPINO:

S, sun quarto dora fa.

ANNA:

(Accorgendosi del giocattolo lasciato su una sedia da Luigino) E questo sulla

sedia chi lo ha lasciato? (Fissa il suocero con aria di rimprovero) Non lo avrete

per caso fatto alzare dal letto?!

PEPPINO:

(In difficolt) Cocome? Nono!

Lavevo preso un po ioperCici

stavo giocandoio! Cos, non avevo niente da fare e

ANNA:

(Con tono di rimprovero per lennesima debolezza del suocero nei confronti di

Luigino) Siete sempre il solito!

PEPPINO:

(Tira un sospiro rassegnato. Pausa. Timidamente comincia un nuovo discorso)

Sentisenti Anna, vedi che di l, nella sua stanza, c Luisa.

ANNA:

(Quasi con distacco) Come mai? A questora dovrebbe essere a scuola

(Comincia a sfogliare una rivista di moda con molto interesse).

PEPPINO:

(Prontamente) Ecco, proprio quello che leho detto pure io ! Ma non mi ha

dato nessuna risposta. (Pausa. Aspetta qualche domanda dalla nuora che non

arriva) un poco nervosetta. (Pausa) Anzi, mi pare che troppo agitata.

(Pausa)Anna, questa ragazza non me la racconta giusta

ANNA:

(Continua a sfogliare il giornale. Distrattamente) Sar una delle sue solite crisi.

Le passer.

PEPPINO:

Ma, scusamiforse sarebbe il caso di(Continua con i gesti, come per invitarla

a raggiungere la figlia)


12


ANNA:No, la conosco bene. meglio lasciarla sfogare.

PEPPINO:(Poco convinto) Cosdici?

ANNA:(Sempre guardando il giornale) Oh, finalmente! Ecco il modello che cercavo. (Va

al telefono, fa il numero della sarta)Pronto?Sono lasignora

MazzottiBuongiornoSenta, credo di aver finalmente trovato quel modello di

cui le parlavo! Pi tardi glielo avvicinoBeneBene, sMi raccomando,

guardi che questabito mi interessa entro sabato improrogabilmente! Va

benesi, si va benea pi tardi(Posa la cornetta e tirando un sospiro di

sollievo) E anchequesta fatta! Una giornata dovrebbe essere di quarantotto

ore. E forse non basterebbero neppure. Il lavoro, gli impegni sociali, fare la spesa,

la parrucchiera, la sarta

PEPPINO:(Con intenzione)i figli!

ANNA:(Non ha capito lintenzione) E gi, i figli! A proposito, vado a dare unocchiata

a Luigino. Vediamo se la febbre gli si abbassata un poco. (Esce)

PEPPINO:( in ansia per la nipote) Chiss se Luisa si calmata(Bussa alla porta della

sua stanza. Sottovoce) LuisaLuisa, io sono! Luisa, misenti?

LUISA :(Dallinterno, grida) Vattene via!!!

PEPPINO:(Con imbarazzo, incassa il colpo)Mi ha sentito!

CARLA:(Suona il campanello della porta)

PEPPINO:Traffico stamattina. Arrivo, arrivoChi ? (Apre la porta)

CARLA:(Entrando) Buongiorno, come va? (Labbigliamento e il modo di fare sono quelli

di una donna decisamente dinamica)

PEPPINO:Oh, signora, prego si accomodi!

CARLA:Disturbo?

PEPPINO:Ma che dice, signora! Immagino che cercava mia nuora?

CARLA:S, in casa?

PEPPINO:S, s gliela chiamo subito. (Vedendo rientrare la nuora) Ah, eccola che

arriva!

ANNA:(Rientrando) Carla, che bella sorpresa!

CARLA:Grazie Anna. Ciao, come stai? (Bacia lamica)

ANNA:Oh, bene grazie! E tu? Ti trovo in splendida forma! (Osservando la sua nuova

pettinatura) Questo nuovo taglio di capelli poi, ti sta veramente un amore!

CARLA:Sono veramente contenta che ti piaccia. stata una decisione improvvisa. Mi

sono guardata allo specchio e mi son detta: qui bisogna rinnovarsi un po.


13


DettoFatto! Qualche ora dopo ero gi come mi vedi. Dovevi vedere la faccia di

Giulio quando mi ha vista per la prima volta! Adesso anche lui entusiasta, dice

che mi trova(Con simpatica civetteria) pi interessante!

ANNA:(Con un sorriso dintesa)E se lo dice lui!

PEPPINO:(Da quando cominciato il dialogo tra Anna e Carla sta cercando il momento

opportuno per togliere il disturbo)Io, con il vostro permesso,dovrei arrivare un

momento qua di fronteche dovrei andare a faredovrei andare a dire

(Vedendo che nessuno lo ascolta)Vabb, vado etorno. (Esce)

ANNA:Ma prego Carla, accomodati. Non vorrai mica scappare di corsa come al solito.

(Nel frattempo si sono sedute)

CARLA:E invece credo proprio di s. Sai, mi trovavo a passare e non ho voluto perdere

loccasione di venirti a fare un salutino. Ma mi fermo solo qualche minuto, perch ho ancora un mare di cose da sbrigare.

ANNA:Allora, cosa mi racconti di bello?

CARLA:Cosa vuoi che ti racconti. La solita vita. Mai un attimo di respiro, mai un attimo di

riposo. Se non fosse per qualche viaggetto disintossicante che ogni tanto ci

facciamo, sarebbe veramente uno stress continuo! A proposito Anna, avete

saputo del viaggio a Parigi organizzato dal nostro club?

ANNA:S, sci hanno invitato.

CARLA:E allora perch non venite anche voi? Sai, otto giorni di vacanza a Parigi fanno

ritornare la voglia di vivere!

ANNA:Lo sai quanto mi piacerebbe. Ma purtroppo abbiamo sempre il solito problema.

CARLA:Quale problema, se non sono indiscreta?

ANNA:(Con un gesto che manifesta un certo disappunto) Come hai potuto notare,

quando sei entrata, abbiamo ancora mio suocero in casa. Sta bene in salute, ma

sempre una persona anziana, e mio marito ha paura di lasciarlo a casa da solo.

Cos(Sospira) siamo legati!

CARLA:Scusami Anna, ma perch non fate come noi? Perch non lo fate ospitare da una

Casa di Riposo. Oggi ce ne sono tante, e tutte veramente ben organizzate. I nostri

vecchietti ormai da qualche anno che li abbiamo sistemati in una Casa di

Riposo, e si trovano veramente bene, non gli fanno mancare nulla.

ANNA:Se fosse dipeso da me, gi da tempo avremmo adottato questa soluzione, ma mio

marito stato sempre un po restio. Finalmente, comunque, pare convinto anche

lui. Proprio qualche giorno fa abbiamo parlato con la direzione di una


14


modernissima e attrezzatissima Casa di Riposo, che si trova a pochi chilometri da

qui, e aspettiamo la risposta. Non appena avranno qualche posto disponibile, ce lo

comunicheranno. Dovrebbe essere solo una questione di giorni. Almeno cos ci

hanno assicurato.

CARLA:Bene. Mancano ancora una ventina di giorni alla partenza, quindi!

ANNA:Se riusciremo a risolvere il problema prima, molto probabile che stavolta

verremo anche noi.

CARLA:Me lo auguro. una cosa che farebbe piacere a tutti gli amici del Club.

ANNA:Ti ringrazio. (Cambiando discorso) Scusami Carla, ho un problema che mi

assilla. Sabato sera saremo a cena dal notaio, ci saranno anche il sindaco,

lonorevole, saitutta gente che conta, e non so proprio cosa mettermi!

Avrei pensato di farmi cucire questo modellino. (Le mostra il giornale) Ti prego,

dimmi sinceramente che te ne pare, dammi qualche consiglio.

CARLA:Veramente delizioso. Ti star un amore !

ANNA:Oh, mi liberi da un peso! Non puoi neanche immaginare quanto ho dovuto cercare

prima di trovare un modellino che mi piacesse.

CARLA:(Vibra il telefonino, rispondendo) Pronto? Ciao, sono ancora per strada. S,

s ti richiamo. Scusa Anna, ma devo proprio scappare, ho ancora un sacco di

cose da fare! Allora, mi auguro che possiate unirvi a noi per il viaggio a

Parigidi cui abbiamo parlato.

ANNA:Lo spero proprio. Anche perch visitare Parigi stato sempre il mio sogno!

CARLA:E ti assicuro che ne vale proprio la pena, guarda. Io sono stata gi altre volte a

Parigi, ma ogni volta come se fosse la prima volta. Perch Parigi ha un fascino

coscos intrigante, una citt cos piena di vita, cosi eccitante che non si pu

descrivere. Parigi bisogna visitarla, anziParigi bisogna viverla!

ANNA:Le tue parole non fanno altro che accrescere la mia curiosit.

CARLA:(Con un sorriso di compiacimento) Ed proprio quello che volevo! (Baciando

lamica) Ciao Anna, a presto.

ANNA:Ciao Carla, e grazie per la visita.

(Carla esce. Anna d unaltra occhiata al giornale di moda, poi lo mette a posto.

Quindi bussa alla porta della stanza della figlia, e con tono quasi distaccato)

Quando dici tu la smetti con questa commedia. durata gi troppo. Ogni

momento la stessa storia! (Ritorna alle sue faccende)

LUISA:(Rientra in silenzio. Si siede sul divano. ancora imbronciata)


15


ANNA:(Accortasi della figlia) Dunque, qual il problema della giornata?

LUISA:(Fredda, sprezzante) Non c nessun problema. tutto a posto. Come sempre.

ANNA:E allora, come mai sei tornata prima dalla scuola e ti sei chiusa nella tua stanza?

LUISA:Ho chiesto un permesso e sono uscita prima. Semplice.

PEPPINO:(Rientra timidamente, quasi avendo paura di disturbare. Si finge distratto, ma in

realt segue con molto interesse il dialogo tra la nuora e la nipote)

ANNA:E perch hai chiesto questo permesso?

LUISA:Mi sentivo male.

ANNA:(Ad ogni battuta la sua tensione emotiva andata via via aumentando, nonostante

si sia sforzata di controllarla) E cosa ti sentivi, se lecito saperlo?

LUISA:Niente di preciso.

ANNA:(Non riuscendo pi a controllarsi) Io proprio non capisco! Il dottore continua a

ripetere che tu scoppi di salute, e tu dici sempre di stare male! (Sforzandosi di

riprendere un tono pi conciliante)Insomma,Luisa, vogliamo cercare una

buona volta per tutte di risolvere questo mistero?!

LUISA:(Tentenna un po. Poi risoluta, come se volesse cominciare undiscorso

liberatorio)Mamma, mamma io

ANNA:(Ricordandosi allimprovviso)Accidenti, ho dimenticato di passaredalla

lavanderia per ritirare la gonna! Mamma mia, non ci sto pi con la testa! (Prende la giacca e la borsa ed esce)

LUISA:(Delusa dellatteggiamento della madre) Voglio morire!Voglio morire!

PEPPINO:(Delicatamente, sdrammatizzando) C tempoC tempo!

LUISA:(Piangendo corre ad abbracciare il nonno) Oh, nonno, aiutami! Aiutami almeno

tu!

PEPPINO:(Disorientato) S, certo tesorocerto che ti aiuto! Avanti, calmatidimmi

cos che ti fa soffrire?

LUISA:Oh nonno, no, tutu non potresti capire! (Ritorna nella sua stanza)

LEONARDO:(Bussa alla porta)

PEPPINO:(Col pensiero rivolto alla nipote, risponde istintivamente) Avanti!

LEONARDO:(Entra) Pepp, mi dispiacema stamattina non ne aveva.

PEPPINO:(Fissando la porta della stanza della nipote, si interroga ancora sul suo

comportamento)Mache cosa pu avere?

LEONARDO:(Equivocando) Peppcerano delle belle triglie, dei calamariun po di pesce

azzurro, che secondo me sempre il migliore, e.


16


PEPPINO:(Accorgendosi solo in quel momento del compare)Ah, tu sei qua?! Sei sei gi

tornato?!

LEONARDO.S, ti stavo proprio dicendo che pesce spada non ne ho trovatoCerano delle

belle triglie, dei calamari e

PEPPINO:Ah, gi! Il pesce spada! Scusa Leona, ero un po sovrappensiero! Scusa.

LEONARDO:La verit che vai perdedendo colpi, Pepp! (Con sincera preoccupazione) Fatti

controllare, Pepp, fatti controllare!

PEPPINO:(Rassicurandolo)Tranquillo, Leona. stai tranquillo. Comunque, grazie lo stesso,

sar per una prossima volta.

LEONARDO:

E vabbe, ti saluto. A domani. (Esce)

PEPPINO:

A domani. E grazie. (Pausa) Vediamo se Luigino ha bisogno di qualcosa.

( Esce)

GIOVANNI:

(Entra. Elegante, ben curato, ha con s una borsa da lavoro) Non c nessuno

in casa?AnnaAnna!

PEPPINO:

(Rientrando) Ah, sei tu!? No, tua moglie

arrivata in lavanderia. Sta

tornando.

GIOVANNI:

(Esce delle carte dalla borsa e comincia a sfogliarle)

PEPPINO:

(Con apprensione, riferendosi alla telefonata iniziale) Senti Giovanni,

stamattina ha telefonato una signorina

GIOVANNI:

(Interrompendolo, quasi bruscamente) No pap, per favore! Non voglio sentire

di nessuna telefonata! Mi bastano tutte le telefonate che ricevo in ufficio.

Piuttosto, Luigino come sta? Gli passata la febbre?

PEPPINO:

S, un po si abbassata. Poco per.

GIOVANNI:

La cosa comincia a preoccuparmi.

PEPPINO:

No, non ti preoccupare. Lo ha detto pure il dottore, questo tipo di febbre dura un

po di pi, ma non c da preoccuparsi. Tranquillo. Tu, piuttosto, come ti senti?

Non ti scordare che anche tu sei appena alzato dal letto, e che qualche altro

giorno di riposo non ti avrebbe certo fatto male.

GIOVANNI:

Pap, se tu vedessi la montagna di carte che ho allo studio, forse capiresti perch

non posso fare tanto il malato!

PEPPINO:

Eh, figlio mio, ricordati per cheprima di

tutto viene la salute, mi

raccomando! Lo sai cosa dice il proverbio: risparmia la farina mentre la

dispensa piena! E il proverbio parla pure della salute, non te lo scordare.

GIOVANNI:

Non me lo scordo, pap Non me lo scordo. Stai tranquillo.


17


PEPPINO:Speriamo. Piuttosto, cerca di uscire ben coperto. Il freddo un brutto nemico per

uno che si appena alzato dal letto. Fammi sentire un po(Gli tocca la fronte per controllare se ha la febbre)

GIOVANNI:(Rimproverandolo con affetto) Pap, mi tratti come se fossi ancora un bambino!

Lo vuoi capire che ormai ho la mia bella et, e che mi so difendere da solo!

PEPPINO:Eh, non ci giurerei poi tanto! No, perch tu hai talmente tante di quelle cose

per la testa, che a volte ti dimentichi di pensare a te. (Timidamente) Tete la sei messa stamattina la maglia di lana?

GIOVANNI:Ma pap!?

PEPPINO:Perch, che c di male ? Te la sei messa?

GIOVANNI:S, me la sono messa. (Con un filo di ironia) Ho preso pure la pillola e dopo, ma

soltanto dopo, sono uscito. Va bene cos?

PEPPINO:No! No, perch ti dovevi prendere pure lo sciropoo. Il dottore ha detto che

anche se la febbre passava, lo sciroppo dovevi continuare a prenderlo per tutta la settimana. Lo hai dimenticato.

GIOVANNI:E vabbene, hai ragione tu? Certo, per, bisogna riconoscere che non ti sfugge

nulla!

PEPPINO:No, Giovanni, no! Io mi dimentico tante di quelle cose, che a volte mi viene il

nervososolo a pensarci! (Cerca di portare il discorso sullargomento che gli

sta pi a cuore e che intimamente lo turba. La sua espressione diventa a poco a

poco pi intensa) Per le cose della famiglia non me le scordo. Ma lo sai

perch? Perch ho soltanto questo pensiero. Ho la fortuna di stare insieme a mio

figlio, a mia nuora, ai miei nipoti e non mi pare vero di potere fare qualcosa per

potermi rendere utile, per potere dimostrare loro tutto il mio affetto, tutta la mia

gratitudine. Vedi Giovanni, quando luomo invecchia, tutte le azioni che partono

da qui(si tocca la fronte)vanno perdendo colpi. Perchquesto quiva

invecchiando pure, non c niente da fare. una legge di natura. Ma le azioni che

partono da qui (indica il cuore) quelle no, quelle si mantengono sempre le

stesse. E lo sai perch?(Con grande intensit) Perch il cuore non invecchia.

Pensaci, figlio mioil cuore non invecchia!

GIOVANNI:(Turbato) Pap, ma perch mi stai dicendoqueste cose?

PEPPINO:No, no, nientecostanto per dire qualcosa.! bello per un padre, anche se

diventato ormai vecchio, averelillusione di potere essere ancora utile al


18


proprio figlio, di potere avere ancora qualcosa da insegnargli, da raccomandargli.

Non ti pare?

GIOVANNI:

(Sempre pi turbato, mentre continua a sfogliare le sue carte) Certo, certo. (Con

un sorriso forzato) Senti pap, che ne diresti di cambiare discorso?

PEPPINO:

Mi devi scusare, Giovanni! Non volevo angustiarti. Non so neanche io perch

sto facendo questi discorsi.

GIOVANNI:

No, il fatto che ho la testa piena di pensieri! Ho un mare di lavoro. Non ho

neanche il tempo di respirare!

PEPPINO:

Ti capisco. Ti capiscoPer, per perdonami, c unaltra cosac unaltra

cosa soltanto che voglio raccontarti. (Pausa. Fissando lo sguardo nel vuoto, si

appresta a rivivere un episodio della sua vita che evidentemente reputa molto

significativo. Il racconto verr sottolineato da un sottofondo musicale) Quando

tu avevi da poco compiuto due anni, io per cercare di migliorare la

situazione

della nostra famiglia, me ne sono andato a lavorare in America. Dopo tre anni di

lavorare giorno e notte, notte e giorno, finalmente sono tornato

a casa!

Arrivato al paese, il mio cuore scoppiava di felicit e dalla fermata del treno fino

a casa nostra, mi sono fatto tutta la strada di corsa! (Sorride al pensiero) Come

ho potuto fare ancora non lo so! So solo che mentre correvo avevo davanti agli

occhi

te. Avevo davanti agli occhi quel bambino che avevo lasciato e che non

vedevo lora di stringere tra le mie braccia, per ricoprirlo di baci! Arrivato a

casa,

mi ricordo come se fosse ora, tu eri seduto proprio davanti la porta e stavi

giocando con un altro bambino della tua stessa et. E tutti e due giocavate e

ridevate. Che gioia per i miei occhi! Allora io mi sono avvicinato in punta di

piedi, per farti una sorpresa, e quando mi sono ritrovato alle tue spalleti ho

chiamato allargandoti le braccia! (Mima il gesto di allora) Tutu ti sei voltato,

mi hai guardato..(Facendo cadere le sue braccia) E sei scappato via come un

fulmine, piangendo e gridando: Mamma, mamma, c un uomo che mi vuole

prendere! Non mi conoscevi pi! Io per te ero diventato un estraneo! E

avevi tutte le ragioni di questo mondo. Allora ho capito che i figli si crescono con

il pane, ma soprattutto con lamore! Soprattutto standogli vicino. Ascoltandoli!

GIOVANNI:

(Scosso da quel racconto, imbarazzato) Papperch mi stai dicendo queste

cose? Non ti capisco.

PEPPINO:

(Con intenzione) Perchperch ho come la sensazione che da un momento

allaltro potremmo lasciarci, potremmo dividerciE allora ti voglio dire tutto


19


quello che penso, che ho nel cuoreCos, ho paura che da un momento

allaltro potremmo non avere pi il tempo per parlarci!.

GIOVANNI :(Profondamente turbato) Papstamattinanon ti capisco proprio!

PEPPINO:(Alludendo alla telefonata iniziale, quasi tra s)Speriamofiglio mio,

speriamo! (Cambiando tono) Ah, senti Giovanni! Vedi che di l c Luisa

che da un po che si chiusa in camera. Dice che non si sente bene, ma a me

non mi convince

GIOVANNI:(Preoccupato, va a bussare alla porta della figlia) Luisa Luisa apriSono

pap Apri.ti prego Luisa! (Pausa)

LUISA:(Esce dalla stanza con sguardo basso)

GIOVANI:(Con dolcezza) Allora Luisa, cosa succede? Come stai? C qualcosa che non va?

LUISA:(Nel frattempo si seduta. Non risponde, ma si capisce che vorrebbe farlo)

GIOVANNI:Dai, coraggio, cosa succede alla mia signorina? Pap ha il diritto e il dovere di

sapere. (Sorridendole) Non ti pare?

LUISA:(Con grande sforzo) Pap io

GIOVANNI:Dai! (Finora rimasto in piedi) Anzi, aspetta. (Comincia a rimettere dentro la

borsa tutta la documentazione che aveva precedentemente uscito) Tolgo via tutte

queste cartacce inutili e mi siedo accanto a te. Cos possiamo parlare in tutta

tranquillit. (Sedendo accanto alla figlia) Eccoci qua. E adesso parliamo un po.

da un po di tempo che non lo facciamo. vero?

LUISA:(Tentenna il capo, come per dire S)

GIOVANNI:Forse sei diventata gi grande, e non me ne sono neanche accorto! (La sua pi

una riflessione, unautocritica)

LUISA:(Fa lo stesso gesto di prima)

GIOVANNI:(Con grande tenerezza) Forza tesoro, ti prego, aiutami a recuperare il tempo che

ho perso! Parla, dimmi cos che ti rende infelice

LUISA:Pap io

GIOVANNI:Dai! Non mi alzo di qui se non mi racconti tutto.

LUISA:(Alza finalmente lo sguardo, cerca quello del padre, gli sorride. Quindi con

ritrovato slancio) Pap io!

(A questo punto squilla il telefono. Luisa si irrigidisce di nuovo. Giovanni ha una

smorfia di disappunto. Il telefono continua a squillare fino a quando Peppino, che

ha seguito il dialogo tra il figlio e la nipote da una posizione alquanto defilata, va

a prendere la cornetta)


20


PEPPINO:(Alzando la cornetta)Pronto?Con chi parlo, scusi?Veramente non

sapreiUn momento che mi informo(Rivoltoal figlio) la segretaria

dellonorevole. Dice che ti hanno cercato allo studio e non ti hanno trovato. Vuole

sapere se sei in casaDice che lonorevole ha urgente bisogno di parlare con te

GIOVANNI:(Nonostante cerchi di controllare i suoi gesti, tradisce tutta la tensione del

momento. Dopo alcuni lunghi istanti di riflessione si alza e, tenendo lo sguardo

abbassato per evitare di incontrare quello della figlia e quello del padre, va a

prendere la cornetta dalle mani di Peppino)Pronto?S, sono ioS, aspetto

in linea(Cambia tono. Dallaltra parte del filo arrivato allapparecchio

lonorevole in persona)Pronto?S carissimo onorevole, sonoio,

dicaCapiscoS, sCapisco. Vabbene, senzaltro Ho gi tuttala

documentazione prontaLa raggiungo subitoQualche minuto e sono da lei

A pi tardi. (Pausa di imbarazzo. Quindi alla figlia, con sincero rammarico)

Devo proprio scappare. Si tratta di un impegno urgenteContinueremo dopo il

nostro discorso, daccordo?IntantoRilassati, mi raccomandorilassati.

(Luisa sempre immobile, sguardo a terra. Giovanni si rende conto di aver perso

unaltra importante occasione di dialogo con la figlia. Con tono sommesso) Aa

pi tardi. Pap, d ad Anna che forse non torno per il pranzo. (Esce)

PEPPINO:Ci penso io, non ti preoccupare. (Sulluscio gli dice) Se mangi fuori, non ti

scordare di prendere la pillola. Non fare al solito tuo, mi raccomando!

(Sospirando, per giustificare il figlio) Eh, non gli danno neanche il tempo di

respirare! (Alla nipote) Che vuoi farci, ci vuole pazienza!

LUISA:(Delusa, esplode) Voglio morire! Voglio morire!!! (Piange)

PEPPINO:(Provando a sdrammatizzare)Ma allora,sei proprio fissata!? Ascolta, vero

che noi vecchi siamo un po rimbambiti, ma proprio cos grosso questo

problemada non riuscire neanche a capirlo!? Parla, ti prego parla! Mi si

strappa il cuore a vederti cosNon so cosa farei per poterti aiutare!

LUISA:Oh, nonno! Sei la persona pi buona che io conosca. Per, credimi, tu non potresti

mai comprendermi.

PEPPINO:(Incoraggiato dalle parole della nipote) E chi lo sa? A volte,dove meno te

laspetti!

LUISA:(Accenna un sorriso) Sei grande, nonno!

PEPPINO:Avanti dai, parla! Se vuoi, grida, rompi tuttoMa sfogati, sfogati chi ti fa bene!

LUISA:(Decisa) E vabbene, parlo! (Pausa) Non so proprio da dove cominciare


21


PEPPINO:(Con un sorriso) Vediamo, potresti cominciaredallinizio.

LUISA:(Sorride anche lei, ma non riesce a trovare le parole per cominciare)

PEPPINO:E allora vediamo, ti aiuto io. Ti ho sentito dire pi di una voltati odio

LUISA:S nonno, lo odio! (Pausa) Tu, tu conosci Luca, quel ragazzo che tante volte

venuto a prendermi sotto casa

PEPPINO:S, sQuel ragazzo simpatico, alto

LUISA:Nonno, io e Luca cici frequentiamo, insomma da tempo che stiamo insieme

PEPPINO:Insomma, vi volete bene! E che c di male . !?

LUISA:(Continuando il suo discorso) Anzi, stavamo insieme perch ci siamo lasciati!

PEPPINO:Ah, ecco la malattia! Non preoccuparti. Cose che capitano.

LUISA:Nonno, io senza di lui non posso vivere. Nonno, ioio lo amo!

PEPPINO:Capisco!

LUISA:E sono sicura che anche lui mi ama!

PEPPINO:Ecco, questonon lo capisco pi! E allora, se tutti e due vi volete bene, perch vi

siete lasciati?!

LUISA:Perch io, per metterlo alla prova, gli ho fatto credere di essere innamorata di un

altro ragazzo. Ma cos, per scherzo! Lui invece si arrabbiato da morire, mi ha

mandato un messaggio di addio e da tre settimane non so pi neanche dove sia!

E pensare che il mio voleva essere solo uno scherzo!

PEPPINO:Certo per, se proprio lo dobbiamo dire, con tanti scherzi che gli potevi fare, e ce

ne sono diveramente carini, gli hai fatto proprio quello meno scherzoso!

LUISA:Nonno, non so pi cosa fare! E se gli fosse successo qualcosa!?

PEPPINO:Ma no, che vai pensando! Dunque, ora ti racconto un mio segreto. Ascolta.

Quando io e la buonanima della nonna eravamo accordatiLo sai che significa

accordati no? (Vedendo la nipote perplessa, spiega)Quando due non sono

ancorafidanzatiperglialtri,matradilorosisonogi

impegnatiaccordatiEcco, quando io e la buonanima della nonna eravamo

accordati, un giorno, davanti alla chiesa, ci ha visti insieme suo padre. A quel

tempo non era come oraEh no! Quando la buonanima della nonna tornata a

casa, scoppiata la terza guerra mondiale! Suo padre lha fatta stare chiusa in

casa un mese intero. Arresti domiciliari! Ma il bello che io non sapevo niente

di questi discorsi. Non sapevo neppure che suo padre ci aveva visti insieme! E

siccome era venuta una vicina di casa a dirmi che la nonnanon voleva pi

vedermi, io non potevo proprio capacitarmi del cosa era potuto succedere! Sono


22


stato un mese ammalato per il dispiacere! Mi sono ridotto la pelle e le ossa! E

in che cosa avr sbagliato?! Cosa le successo, cosallimprovviso! Perche

questa mutazione improvvisa di sentimenti?. Roba da perderci la testa! E

infatti.ero quasi a buon punto, quando un bel giorno venuta fuoro la vera

verit! Era stato suo padre a mandarmi la vicina di casa a dirmi che

sua figlia

non mi voleva pi vedere! Altro che la buonanima della nonna! Allora, mi sono

messo il vestito della domenica, mi sono armato di coraggio e sono andato a

parlare con il mio futuro suocero! Ho ancora davanti agli occhi la scena. Don

Michele - gli ho detto, mio suocero buonanima si chiamava Michele -

sono

venuto a parlare con voi perch io con la vostra figliola ho intenzioni serie, anzi

serissime. E per dimostrarvelo, sono disposto a presentarmi al pi presto con mio

padre e con mia madre!. Allora mio suocero, buonanima, che era un pezzo

duomo alto due metri(Pensando di avere esagerato) quasi due metrimi

disse senza neanche guardarmi: Vedo che vai cominciando a ragionare. E mi

diede una grande pacca sulle spalle che sono rimasto in piedi per miracolo!

Tempo due giorni, ci siamo fatti fidanzati in casa, e mio suocero, buonanima,

diventato per me come un padre. Mi ritornata la fame, e sono diventato luomo

pi felice dell universo!

LUISA:

(Lo guarda divertita con latteggiamento di

chi

vuole

dire: Non

starai

esagerando?)

PEPPINO

(Stando al gioco) Vabbe, facciamo della Terra!

Quindi, stai tranquilla: lamore,

quando vero amore, scavalca le montagne e attraversa i fiumi! E secondo me,

quello vostro vero amore.

LUISA:

(Sinceramente riconoscente) Grazie

nonno.

Mi

sento

un po

meglio.

Anzi(Sorride) pensandoci beneho anche un po di fame. Sai cosa faccio?

Vado di l e mi preparo un bel panino! (D un bacio al nonno ed esce)

PEPPINO:

(Soddisfatto) Eh, questi ragazzi di oggi! A volte ti sembrano cos strani, cos

diversiMa in fondo sono veramente dei bravi ragazzi!

ANNA:

(Entra con un pacco della lavanderia) Giovanni non ancora tornato dallo

studio?

PEPPINO:

S, era venuto, ma dovuto scappare via di nuovo. Lha cercato a telefono

lonorevole. Aveva urgente bisogno di parlare con lui.

ANNA:

Ha lasciato detto qualcosa?

PEPPINO:

S, sha detto che forse non torna per

il pranzo.


23


ANNA:

E Luisa come sta? di nuovo chiusa in camera?

PEPPINO:

No, sta meglio, molto meglio. in cucina, si sta preparando un panino.

ANNA:

Avevo ragione io! Meglio lasciarla sfogare da sola.

PEPPINO:

(Ironico) E gi! (Fingendosi

disinvolto) Ah, ora che ci penso! Stamattina

hanno telefonato da una Casa di Riposo

ANNA:

Ah, s!? E cosa volevano? Hanno lasciato qualche messaggio?

PEPPINO:

S, hanno detto che si liberato(Va cominciando a capire) che hanno un

postolibero (Ha pronunciato le ultime parole cercando lo sguardo della nuora)

ANNA:

(Cerca di evitare lo sguardo del suocero) Ah, bene! Aspettavamo quella

telefonata. (Esce per andare in cucina)

PEPPINO:

(Tra s. Amaro) Alloraallora non hanno sbagliato numero! (Crolla su una

sedia, sentendo per la prima volta il peso dei suoi anni) Alloranon hanno

sbagliatonumero!

F I N E

I A T T O


24


IIA T T O

-Salone di una casa di riposo. Sei mesi dopo -

-Allapertura del sipario si sentono le note di un tema musicale piuttosto malinconico. I personaggi presenti in scena si esprimono dapprima solo mimicamente; poi, sfumate le note, comincia il dialogo -

(Peppino, Francesco, Agostino e Teresa giocano a briscola)

AGOSTINO:( il compagno di gioco di Peppino. Gli fa dei segni evidenti per suggerirgli la

giocata. Non appena Peppino gioca la sua carta) Ma allora me lo fate apposta,

scusate! Perci, mi giocateuna briscola sopra la mia briscola! Roba da

rimanere a bocca aperta!

PEPPINO:(Rispetto al primo atto appare molto invecchiato. Porter per tutto il tempo un

bastone al quale si appogger) Ehmi dovete scusare, pensavo ad unaltracosaPazienza! (Il suo tono stanco, distaccato)

AGOSTINO:Per favore, don Peppino, ogni tanto cercate di pensare un po pure al giocoSono

pi di due ore che giochiamo e non abbiamo potuto vincere neanche una

partita! Dico, cos per toglierci lo sfizio!

FRANCESCO: Non cercate scuse, don Agosti! La verit che noi siamo troppo forti. Non

vero, donna Teresa?

TERESA:(Al compagno) Veramente, se fosse per voi! Non dimenticate che poco fa avetegiocato il tre di briscola con lasso ancora in giro! Siete buono solo per giocare

a tombola! Forse.

FRANCESCO:Ma guarda un po questaltra!

AGOSTINO:(Richiamando lattenzione al gioco) Per favore, pensiamo un po a giocare! A

chi tocca?

FRANCESCO: Al vostro compagno, tocca.

AGOSTINO:(Rivolto a Peppino)Vedetese avete qualche cosa di piccoloPiccolo, mi

raccomando! (Alla giocata del compagno fa cenni di disappunto)

TERESA:(Conclusa la giocata) Equestaltra nostra.

AGOSTINO:(Sempre pi seccato) Perci, vi dico di metterci qualcosa di piccolo e voi mi

giocate la donna con il cavallo che gira! Don Peppino, stiamo giocando a

briscolanon ve lo scordate, per favore! (Scandendo) A bri-sco-la! Un altro giro


25


cos e anche questa persa! (Suggerendo al compagno la nuova giocata)

Una

vestita(Alla giocata di Peppino mima ancora il suo sconforto. Gli avversari si

aggiudicano il giro. Prendendo in mano la carta giocata da Peppino)

Dico,

cos, tanto per parlare.Questa vi sembra vestita ?! Questa non ha neanche i

pantaloni di tela, don Pepp!

FRANCESCO: (Accomodante) Avanti, non fate cos, dopotutto si pu sbagliare!

AGOSTINO:

Si, ma ogni tanto, magari per sbagliosi pu pure indovinare! Vabbe, lo sapete

che vi dico? Smettiamo. Tanto ormai avete vinto pure questa!

FRANCESCO:

S, salziamoci un po che ho preso la forma della sedia!

(Vengono raccolte le carte. Finisce la partita)

AGOSTINO:

(Facendo per andarsene) Mi ritiro un poco nella mia stanza. La prossima volta

che giocate a carte, fatemelo sapere primaChe mi vado a fare una bella partita a

bocce! (Esce)

(Peppino ora siede su una poltrona, lateralmente, piuttosto appartato. Francesco

e Teresa si danno da fare per rimettere a posto il tavolino sul quale hanno

giocato)

TERESA:

(Rivolta a Francesco) Ditemi una cosa, ieri tutto il giorno non vi ho visto in giro.

Avevate qualcosa?

FRANCESCO:

Ieri? Ah, s! Ieri mi venuto

TERESA:

(Anticipandolo) Il solito raffreddore con tosse e starnutiHo capito.

FRANCESCO:

No no, mi venuto.

TERESA:

(C. S,) Il solito sbalzo di pressione Ho capito.

FRANCESCO:

No, nomi venuto

TERESA:

Ma insomma, si pu sapere cosa vi venuto?!

FRANCESCO:

Se mi date il tempo di parlare!

TERESA:

Avanti, parlate. Sentiamo che vi venuto

FRANCESCO:

Ieri mi venuto a prendere mio figlio Paolino ! Siccome ha festeggiato le nozze

dargento, ha avuto il piacere di invitarmi a casa sua! Eh, quello affezionato a

me: ogni volta che fa venticinque anni di matrimonio, mi vuole per forza a casa

sua!

TERESA:

Me limmagino! Avrete passato tutta la giornata a mangiare! (Ora lavora ai

ferri un maglione di lana)

FRANCESCO:

Eh, sho mangiato proprio tanto! Mi sono messo piano pianoe ho dato

veramente piacere a tutti! Mi hanno fatto pure i complimenti!


26


TERESA:(Ironica) E bravo, pure i complimenti! E voi cos fate, prima non vi sapete

regolare e poi la pancia! Me limmagino ieri serail dolore di stomaco! FRANCESCO: No, eppure niente tutto tranquillo.

TERESA:S, ma stanotte!?

FRANCESCO: Niente, niente. Tranquillo.

TERESA:(Lo fissa quasi indispettita) Ma stamattina ?!

FRANCESCO:Niente, proprio.(Accortosidellatteggiamentoquasi indispettito di donna

Teresa, aggiunge conciliante)Un poco, stamattina un pocomifaveva

male! (Poi, approfittando del fatto che donna Teresa si distratta un po,

rivolto a Peppino aggiunge sottovoce) Non vero, don Pepp, non mi faceva male

niente!

TERESA:Dobbiamo dire la verit, i vostri figli vi pensano!

FRANCESCO: Eh s, non mi posso lamentare!Per le feste di Natale si sono messi daccordo:

Natale con il maschio e Capodanno con la femmina.

TERESA:

Hanno avuto una bella pensata, bravi! Quando tra i figli c laccordo, una bella

cosa.

FRANCESCO:

Si sono

dimenticati solo

di dirlo a me. E vabb, limportante che c

laccordo! (Sorride ricordandosi di un episodio) Ah, vi voglio raccontare una

cosa divertente! Prima di entrare qui dentro ai miei figli gli ho fatto uno

scherzo! Ho messo cento euro sopra il comodino e ho pigiato il bottone del

Telessoccorso! Ho detto: a chi arriva prima glieli do.

TERESA:

Bella idea! E come finita?

FRANCESCO: Bene, bene! Ho risparmiato cento euro!

TERESA:

Bravi, non li hanno voluti!

FRANCESCO: No, non non sono venuti! (Realizza solo ora che

forse non stato un

bellepisodio)

TERESA:

Limportante che c laccordo! (Cambiando discorso)

Ma i vostri nipoti

pure ce lhanno questa smania di cambiarsi i nomi? Mia nipote Teresa si fa

chiamare Terry, mio nipote Calogero si fa chiamare Gerry.!

FRANCESCO: (Assentendo)

Pure, pure! .Mio nipote Giuseppe si fa chiamare Francesca!

Mah! (Pausa. Tentando di

coinvolgere don Peppino

nella conversazione)

Don Pepp, stanotte mi sono sognato che lavoravo in campagna come ai vecchi tempi! Ho potato la bellezza di cinquecento viti! Me ne saranno rimaste si e no


27


una cinquantina. Quasi quasi di pomeriggio mi faccio una mezzoretta di pennichella, e vedo se posso finirle!

PEPPINO:(Per compiacerlo) Una bella idea!

FRANCESCO: Ah, quanto ho lavorato quando ero giovane! Dove sono finiti i baldi giovani di una volta? (Ostinandosi a tentare di coinvolgere nella discussione don Peppino)

E vero, don Pepp? Dove sono andati a finire i baldi giovanotti di una volta?!

PEPPINO:(Con la sua consueta amara ironia)Una buona partesono dentro le Case di

Riposo!

TERESA:Altri tempi! Altri tempi!Quando si potevano lasciare pure le porte aperte!

(Rivolta a Francesco) Provate ora a lasciare le porte aperte!

FRANCESCO: (Che non ha compreso il senso delle parole di Teresa, dopo un attimo di

smarrimento) Eh gi! Si smuove una corrente!

TERESA:(Cambiando discorso) Ditemi una cosaCi avete parlato con quel povero

sventurato che arrivato stamattina?

FRANCESCO: Di chi state parlando?

TERESA:Come, non lo avete ancora incontrato?

FRANCESCO: No. Perch lo chiamate sventurato, che cosha?

TERESA:Ah, niente e tutto! Gli mancano questi qua!(Si tocca la fronte)

FRANCESCO:(Disorientato) Le ciglia?!

TERESA:Ma quali ciglia e ciglia, don France!?! (Si tocca di nuovo la fronte) Qua, questi

quaI sentimenti! La ragione! Ogni tanto va fuori di testa! E pensare che era un colonnello dellesercito. Poverino!

FRANCESCO: E quando va fuori.come avete detto voi, cosa fa, come gli prende?

TERESA:Niente. E convinto di essere in guerra! E allora le persone le scambia per

soldati. D ordini di attaccare, di difendersi, di preparare i fucili! Stamattina,

dopo un po che era arrivato, gli venuta una crisiUna battaglia!

FRANCESCO: E ci credo!

TERESA:Meno male che non sempre cos.

FRANCESCO: Mah! Il Signore ce li deve guardare sempre i sentimenti!

TERESA:Io sempre questo gli chiedo: Signore, conservatemi i sentimenti!

INFERMIERA:(Entrando) Si accomodi colonnello, si accomodi. Ecco, qua ci sono tanti amicisuoi. State un po in compagnia. (Fa le presentazioni) Il signor PeppinoIl signor Francesco La signora Teresa, che gi abbiamo conosciuto stamattina(Ognuno che verr nominato far un cenno di saluto, mentre il colonnello rester


28


impassibile, assente) Prego, si accomodi. (Lo fa sedere su una poltrona) Se ha

bisogno di qualcosa,mi fa chiamare. (ATeresa, con cenno dintesa)Mi

raccomando, se gli viene qualche crisi, assecondatelo. (Esce)

TERESA:Stia tranquilla. (Agli altri, sottovoce) E lui!

FRANCESCO:Sembratranquillo.

TERESA:Speriamo, poverino. Facciamo finta di niente, parliamo.Limportante che non

parliamo di cose che gli possono far pensare la guerra.

FRANCESCO: (Rivolto a Peppino, sottovoce) Don Pepp, mi raccomando senza parlare di cose

di guerra!

TERESA:(Alzando il tono, ostentando disinvoltura) Perci, lo sapete cosa fanno stasera in

televisione?

FRANCESCO:(Ostentando anchegli disinvoltura) Io, io lo so!Lolo so! Stasera al primo

canale fanno un film bellissimo! Mi pare che si intitolasi intitola(Non riesce

a ricordarlo) Ce lho qua, sulla punta della lingua! Si intitola (Ricordandosi,

soddisfatto)Ah! Sintitola Venti di guerra!

TERESA:Vi possa cascare la lingua! Perci, con tutti i canali che ci sono,proprio

quello!

COLONNELLO: (Si alza. Sguardo strano, quasi allucinato, tono militaresco) Attenzione, il

nemico si avvicina! Non ci facciamo sorprendere!

FRANCESCO:

(Spaventato. Si rivolge agli altri) Che dobbiamo fare?

TERESA:

(Cerca di prendere in mano la situazione) Non avete sentito quello che ha detto

linfermiera? Assecondiamolo! Facciamo quello che dice lui. Altrimenti si

innervosisce!

COLONNELLO: (A Peppino) Capitano, quanti uomini abbiamo a disposizione?

PEPPINO:

(Il suo atteggiamento si mantiene anche in questa circostanza distaccato)

Mahcontando pure donna

Teresa, saremo tre(Francesco e Teresa gli fanno

cenno di gonfiare un po

il numero)quattro...cin (Per venirne fuori) Li

dovremmo ancora contare, colonnello.

COLONNELLO: Bene! Pensavo fossero di meno.

PEPPINO:(Quasi tra s) Eh, meglio cos!

COLONNELLO: Allora, ripassiamo la tattica. Se il nemico ci attacca frontalmente, noi come risponderemo? (A Francesco) Sergente, dico a lei!

FRANCESCO:(Dopo una pausa di imbarazzo, con tono militaresco un po buffo) Noirisponderemoper le rime!


29


COLONNELLO: (Sempre con tono militaresco, verso Francesco) E se prova ad aggirarci, noi

come risponderemo?

FRANCESCO: (Confuso) Di nuovo a me!?

TERESA:(Con intenzione) Voi li guardate i film di guerra!

COLONNELLO: Allora sergente, come risponderemo?

FRANCESCO:(C.S.) Noi risponderemoper le rime!

COLONNELLO: Bravo! E se il nemico si catapulta con il paracadute, noi come risponderemo?

(Terribile imbarazzo generale. Rivolto a Francesco, insiste) Sergente, se ilnemico si catapulta con il paracadute, noi come risponderemo?

FRANCESCO:(Prendendo il coraggio a due mani, ma non avendo ben compreso lespressione del colonnello) Se il nemico sicatafotte con il paracadute, noi risponderemo per

le rime!!!

COLONNELLO: Bene! E se ci dovessero finire le rime, noi come risponderemo?

PEPPINO:(Con il suo solito tono, quasi tra s)Eh, l viene il bello!

COLONNELLO: Se ci dovessero finire le rime, niente paura! Ricorreremo ai fucili!

FRANCESCO:(Sollevato) Ah, ma prima ci devono finire le rime! (A Peppino) Evero, capitano?

PEPPINO:Ne abbiamo magazzini pieni!

COLONNELLO: (Guardandosi intorno, col tono di chi ha paura di farsi sentire da un memico

nascosto)Dove avete nascosto la mappa delle mine?

PEPPINO:(C.S.) E questa meglio di quellaltra!

COLONNELLO: Chi conosce il nascondiglio, parli! (Terribile) Fuori la mappa delle mine!

PEPPINO:Vai a sciogliere questa matassaal buio!

FRANCESCO: (Spaventatissimo, trema)Mi potevo stare un altro po da mio figlio Paolino!

TERESA:(Dopo il solito, terribile imbarazzo, Teresa mostra timidamentelunica cosa che

le viene a portata di mano: un tovagliolo)

COLONNELLO: Che cos quella? Che cos quella!?!

FRANCESCO:(Tentando di risolvere la situazione) Colonnello, quella una piccola mappa, noi

la chiamiamomappina! (Nel dialetto siciliano la parola mappina un

sinonimo di tovagliolo)

COLONNELLO: E per quanto riguarda i viveri, come siamo combinati? Cosa dice la vivandiera? (Rivolto a Teresa)

TERESA:Pane e formaggio!

COLONNELLO: Bene! Cibo sobrio per dei veri soldati! E allora, che avanzi pure il nemico! Noi lo aspetteremo qua, senza paura! (A queste parole rimane per qualche istante


30


immobile, come se si fosse bloccato. Quindi siede sul divano. di nuovo tranquillo, anzi assente)

TERESA:(Tirando un sospiro di sollievo) Non successo niente, colonnello, non

successo niente! (Chiedendo conferma a Peppino, con cenno dintesa) Non vero, capitano?

PEPPINO:(Sempre con il suo solito tono distaccato, ma stando al gioco) S, sil nemico

rimasto impressionato dalla nostra forza, ed scappato!

TERESA:(Al colonnello) Avete visto!?Se ve lo dice il capitano! (Indicando ora il

colonnello agli altri)Povero sventurato, sembra il ritratto della salute e gli

manca la cosa pi importante!

FRANCESCO: Ma come pu fare un uomo a ridursi cos! Un uomo che ha comandato

migliaia, ma che dico migliaia (volendoa modo suo rincarare la dose

dellapprezzamento) centinaia di soldatiora non riesce a comandare neanche

se stesso!

PEPPINO:(Amaro) Siamo davvero niente!

FRANCESCO:(Guarda lorologio, profondamente provato dallaccaduto) Intanto tra una

partita di carte e laltra, e una battaglia, si fatta lora di andare a prendermi lo

sciroppo. Il dottore non mi ha raccomandato altro: Non si deve dimenticare a

prendere lo sciroppo, altrimenti la tosse torna unaltra volta! (Tossisceper dare

pi forza alle sue parole) Signori miei, di nuovo la tosse! E che era mago

questo dottore! (Continua a tossire forzatamente)Donna Teresa, se non fosse

per questa tosse, io starei un altro pocoDon Pepp, se non fosse per questa tosse,

io mi fermerei un altro poco(Si avvia verso luscita, prima di allontanarsi

definitivamente si gira verso gli altri)No, perchse non fosseper questa tosse,

io starei

PEPPINO TERESA: (Insieme) un altro poco!

FRANCESCO: Veramente! Mannaggiala tosse! Compermesso! (Ed esce tossendo)

TERESA:

(Anche lei un po turbata) Don Pepp, intanto io dovrei andare a fare un po di

compagnia a donnaCarmela, che poverina non

pu alzarsi dal letto.

Compermesso. (Esce)

PEPPINO:

Prego, prego!(Considerando la situazione paradossale)

E mi hanno lasciato da

solo con il colonnello! Speriamo che non succeda niente, perch se arriva il

nemico e trova solo noi duecredo che stavolta la perdiamo la battaglia!


31


INFERMIERA:(Entra) Don Peppino, c una visita per voi. Prego, si accomodi. (Fa passare Leonardo ed esce)

LEONARDO:( commosso nel vedere lamico che non vedeva da sei mesi)

PEPPINO:(Ha dapprima uno slancio verso lamico. Poi, quasi vergognandosi della sua nuova condizione, abbassa gli occhi trattenendo a stento le lacrime)

LEONARDO:Pepp, Peppino mio! (Considerando il nuovo stato fisico di Peppino) E dire che sono passati solo sei mesi!

PEPPINO:(Amaro) Sei anni! Sei secoli, Leona!

LEONARDO:Ioio da un po che avrei voluto venirti a trovareMa tu lo sai, sono solo, non ho nessuno che mi porta in giro e per venire quiun po di strada bisogna farla. Ma oggi mi sono detto: devo andare a trovare Peppino, costi quel che costi! Ho chiamato un taxi ed eccomi qua! (Siedono vicini. Leonardo sorride al pensiero di quello che sta per raccontare) Pepp, ti ho comprato una pasta con laricottaquella che ti piace tanto!

PEPPINO:(Sorride) Oh, grazie!

LEONARDO Aspetta, Pepp! Purtroppo, tu conosci il mio probleminoDurante il viaggio ho dovuto fare fermare il taxi, per fare due goccedacqua, tu mi capisci, e ho posato la pasta sul sedile. Ora, siccome da un po di tempo in qua ho pure il problemino che mi scordo le cose, quando sono salito di nuovo sulla macchina mi sono scordato della pasta, e mi ci sono seduto sopra! Per non buttarla, lho mangiata alla meno peggio e sono qua!

PEPPINOGrazie lo stesso

LEONARDOAlla prossima, Pepp! Pazienza. (Cambiando tono)Ma parlami un poco di te.

Come te la passi qui?

PEPPINO:Come se la potrebbe passare un albero di pioppo! Sono venuti a piantarmi

qua, in questo bel posto Mangio, bevo, dormo(Con amara ironia) Non mi

manca proprio nienteOgni tanto prendo pure un po dariaNo, non mi manca

proprio niente: sono un perfetto pioppo!

LEONARDO:(Abbozzando un sorriso e alludendo alla sua ironia) Sei sempre lo stesso, Pepp.

(Timidamente)E da molto che non senti i tuoi?

PEPPINO:Allinizio venivano quasi ogni giorno. Poi una volta al mese, oratelefonano. Mi

dicono che sono sempre impegnati, che non appenahanno un po di tempo mi

vengono a trovareMi domandano se ho bisogno di qualcosaEio gli

rispondo che non ho bisogno di niente, che possono stare tranquilli Perch io


32


sono un albero di pioppo di quellisuperbi! Ma non vero, non vero Leona! Io ho bisogno di sentire per casa la voce dei miei nipoti Ho bisogno di guardare negli occhi mio figlio, per vedere se sereno, se ha bisogno di una parola, di qualcuno con cui sfogarsiLeona, ho bisogno di essre preso per rimbambito da mia nuora! Molto meglio essere considerato rimbambito, che un albero di pioppo! Quando lavoravo dalla mattina alla sera, e non avevo il tempo di fiatare per tirare avanti la baracca, pensavo spesso a quando sarei diventato vecchioE tra me e me dicevo: quando non lavorer pi, tutto il mio tempo lo voglio dedicare alla famiglia, ai miei nipotiDevo recuperare il tempo che ho perso! Ora che avrei il tempo, e che avrei ancora tante cose da dire, da fare, da dareora dicono che sono diventato un albero senza pi frutti!

LEONARDO: Eh, caro Peppino, questo mondo ogni giorno che passa sempre pi pazzo! Una volta i vecchi si ascoltavano con rispetto, perch i vecchi sapevano, avevano lesperienza, erano la memoria della societ, la coscienza. Ora quando i giovani vogliono sapere qualcosa, hanno subito a chi rivolgersi. Hanno la televisione, il cinemaMa soprattutto hanno sempre tra le mani tutti quegli aggeggi infernali, che li fanno sentire onnipotenti, al centro del mondo ! E soli.

PEPPINO:(Il suo cuore pieno di commozione. I ricordi sono pregnati di tanta nostalgia) Mio padre ogni sera, dopo un giorno di duro lavoro, aveva il piacere di riunire tutta la famiglia. Allorario tutti, dico tutti, dovevamo essere a tavola. Si mangiava, si parlava, si rideva(Amaro) Si rideva! E quando parlava mio nonno Peppino, anche se spesso diceva qualche fesseria, perch negli tempi la testa non laccompagnava pi tanto bene, tutti lascoltavamo. Grandi e piccoli! E i suoi occhi brillavano! Poi, ogni sera, si recitava il Santo Rosario e quando andavamo a letto, tre, quattro in una piccola stanza, avevamo spesso i piedi freddima il cuore era sempre caldo! Ed eravamo felici! Ed eravamouna famiglia!

LEONARDO:(Anche lui preso dai ricordi) Eh, altri tempi Pepp, altri tempi! La buonanima dimio nonno Leonardo, mi ricordo come se fosse ora, ogni sera riuniva tutti i nipoti e ci raccontava delle bellissime storie. E in quelle storie, cera sempre qualcosa che somigliava a quello che era successo durante la giornata! E mentre lo ascoltavamo a bocca aperta, ci insegnava quello che dovevamo fare, come dovevamo comportarci. E se capitava che una sera mio nonno non se la sentiva di


33


raccontarci qualcosa, noi tutti l a protestare, a reclamare una nuova storia! E per questa nuova storia eravamo capaci di fareuna guerra!

COLONNELLO: (Alla parola guerra ha un sussulto. Si alza. Verso Leonardo che ancora non lo aveva notato) Allattacco!

LEONARDO:(Spaventato) Che succsso!?

PEPPINO:Niente, niente, non ti preoccupare! Spesso non ci sta con la testa, e siccome era

un colonnello dellesercito, a volte crede di essere ancora sul campo di battaglia.

Assecondiamolo. Fai finta di niente!

COLONNELLO: (Indicando Leonardo) Questuomo deve essere una spia!

PEPPINO:No, quando mai! Stia tranquillo, dei nostriSi arruolato poco fa!

COLONNELLO: Ah, si? Bravo! Siete pronto a morire per la patria?

LEONARDO:(Perplesso, e dopo essere stato incoraggiato a rispondere da Peppino) Se

proprio c bisogno!

COLONNELLO: Bravo, siete un uomo molto coraggioso!

LEONARDO:(Tanto per dire qualcosa)Sono stato cos fin da bambino!

COLONNELLO: (A Peppino) Dove sono andati gli altri soldati?

PEPPINO:Uno andato a prendersilo sciroppo e

COLONNELLO: (Meravigliato) A prendere lo sciroppo ?!

PEPPINO:(Cercando di rimediare) Sciroppo?!Ho detto, sciroppo?

LEONARDO: (Confuso, impaurito) Perch, qua non si pu dire!?

PEPPINO:No, scusate volevo dire uno si nascosto a scirocco e laltro a tramontana! Per

non farsi scoprire dal nemico!

COLONNELLO: Bene, bravi! Anchio mi vado a nascondere! Mi raccomando, se arriva il nemico,

avvisatemi! (Esce con passo militare)

PEPPINO e LEONARDO: (Istintivamente in coro) Agli ordini, colonnello!

PEPPINO:Si nasconda bene, colonnello!

LEONARDO:Pepp, certo che qui avete dei bei passatempi!? Me ne compiaccio!

PEPPINO:Poverino!

LEONARDO:Misteri della mente umana!

PEPPINO:Sarei curioso di sapere che cosa gli passa per la mente!

LEONARDO:Mah! (Guarda lorologio) Pepp, intanto mi dispiace lasciarti nel meglio della

battagliacon il rischio che da un momento allaltro possa arrivare il nemico.!

Ma io devo proprio andare.C quello del taxi che mi aspetta davanti la porta, e

non vorrei approfitare della sua pazienza


34


PEPPINO:Vai Leona, non lo fare aspettare pi

LEONARDO:Ci vediamo Pepp, ci vediamo! Ora che ho imparato la strada, torner spesso a

trovarti.

PEPPINO:Salutami gli amici del CircoloDigli che qui me la passo beneChe non mi

manca nienteQuasi niente..

LEONARDO:(Commosso) Allora, cici vediamo PeppMe neme ne vado. (Tentennando)

Meme ne vado(Sta per uscire. Si ferma. Si gira verso lamico) Pepp

PEPPINO:( seduto. Guarda lamico)

LEONARDO:Titi volevo dire che(Commosso ormai fino alle lacrime, ma sforzandosi di

sorridere)sei lalbero di piopo pi bello che ho mai conosciuto!

(Si gira, per nascondere le lacrime che ormai bagnano il suo volto, ed esce)

PEPPINO:(Piange ormai anche lui senza vergogna. Si asciuga le lacrime con un fazzoletto.

Appoggia il mento al bastone e piano piano chiude gli occhi)

-SI ATTENUANO LE LUCI. SI SENTE PER QUALCHE MINUTO UN TEMA MUSICALE PIUTTOSTO MALINCONICO.

INFERMIERA:(Entra) Ah, ma voi siete ancora qui?!

PEPPINO:(Svegliandosi allimprovviso) Come?Cheche successo?

INFERMIERA: Gli altri da un pezzo che sono in giardino. Oggi c una bella giornata di sole, ed un peccato non stare un po allaria aperta. (Mentre parla sistema qualcosa per

la stanza)

PEPPINO:(Quasi tra s) E gi,agli alberi di pioppo fa bene un podi sole!

INFERMIERA:Cosa avete detto, non vi ho capito?

PEPPINO:No, nientesparlavo tra me e me.

INFERMIERA:Sono diversi giorni che non mangiate quasi niente. Come mai?

PEPPINO:Mi vorrei mettere un poco a dieta

INERMIERA:Avete sempre la battuta pronta, per non me la raccontate giusta. Don Peppino,

cosa c che non va? Cos che vi rattrista?

PEPPINO:Ma se sono il ritratto della felicit! Qua non mi manca nulla. E poi siete tutti

cos gentili, premurosi. C solo che non sono pi un giovanotto, e alla mia et

ogni mattina ne spunta una. Alla mia et uno non pi buononeanche per fare

ombra!

INFERMIERA:Ma dai, non esagerate. Avete solo settantacinque anni!


35


PEPPINO:(Amaro) Evoi lavetemaivistocome si riduceun pioppo di settantacinque

anni!?

INFERMIERA: Siete sempre il solito. Avanti dai, da bravo, andate a fare una bella passeggiata in

giardino. Vi far bene.

PEPPINO:S, s. Ora ci vado.

INFERMIERA: Io vado un poco in direzione. Per mi raccomando, se quando torno vi trovo

ancora qua(sorridendo) mi arrabbio.

PEPPINO:(Sorride anchegli, ma stancamente)

AGOSTINO:(Entrando)Ma come si fa..!? Ma cose da pazzi!?

INFERMIERA: Don Agostino, come mai siete rientrato cos presto? Se non sbaglio stavate

giocando a bocce in giardino insieme agli altri?

AGOSTINO:(Continuando nelle sue lamentele) Per favore, per favore non ne parliamo! Ma

con chi devo giocare, con chi devo giocare?! Cose da pazzi! Cose da pazzi! INFERMIERA: Cosa successo? Parlate.

AGOSTINO:Cosa successo?Cosa successo?! Ascolti che glielo dico. Stavamo giocando

a bocce in giardino. Toccava tirare a me. Tiro (Aiutandosi molto con la mimica)

Ecco qua! Preciso, a toccare il pallino! Non ci passava neanche un pelo. Ma che

dico neanche un peloNon ci passava neanche un pelo tagliato a met! Toccava

poi a don Francesco(Imitandolo buffamente) Ci penso io! Ora vi faccio

vedere io come lo faccio saltare!.Prende la mira e tira un grandissimo

colpoPreso in pieno!

INFERMIERA:Ah, bravolha preso in pieno!

AGOSTINO:In pieno! Al colonnello che guardava la partita seduto sulla panchina! Qua, in

piena fronte!

INFERMIERA:(Preoccupata) Ma cosa dite mai!? Allora, si sar fatto male?!

AGOSTINO:Diciamo che stava meglio prima!

INFERMIERA: E dove si trova adesso?

AGOSTINO:Nella sua stanza. Sta facendo una guerra! Gi che anche prima!

INFERMIERA: Ma perch non me lo dicevate subito?! Allora devo andare a vedere di che cosa si

tratta?!

AGOSTINO:(Ridimensionando un po laccaduto) No, non si preoccupi. Fortunatamente non

si fatto nulla di grave. Lo abbiamo accompagnato subito in infermeria, cera il

suo collega e gli ha messo subito una borsa di ghiaccio sulla fronte. Tranquilla, la

situazione sotto controllo.


36


INFERMIERA:

(Tirando un sospiro di sollievo) Sia lodato Iddio! (Cambiando discorso) Sentite,

io devo andare un po di l. Fatemi una cortesiarestate un po in compangia di

don Peppino Fatevi magari una bella partitina a carte.

AGOSTINO:

Come dice?! Io, giocare a carte con!? Ma neanche per sogno! No, no io

devo andare a vedere come si sente il colonnello! (Si avvia verso luscita.

Ricordando laccaduto) Che colpo! Qua, in piena fronte! (Esce)

INFERMIERA:

Allora don Peppino, io vado in direzione. Per quando torno non voglio pi

trovarvi seduto su quella poltrona.

PEPPINO:

(Nuovo stanco sorriso)

- qualche istante di pausa

LUISA:

(Entra senza farsi notare e benda gli occhi al nonno con le sue mani. Alterando

un po la voce) Chi ? Chi sono?

PEPPINO:

(Con gioia) Luisa!

LUISA:

Come hai fatto ad indovinare?

PEPPINO:

(Con sottile e delicata ironia) Certonon stato facile. Con tutti quelli che mi

vengono a trovare!

LUISA:

(Non raccoglie) Nonno, come stai?

PEPPINO:

Oh, bene, benissimo! Qua me la fanno passare proprio bene. C la bella

pulizia, il cibo meglio di com non potrebbe essere.

Ci fanno

svagareInsomma, solo un pazzo si potrebbe lamentare

LUISA:

Mi fa veramente piacere. (Anche se ostenta disinvoltura, si intravede in lei, di

tanto in tanto, un certo turbamento. Sottovoce, a significare unaffettuosa

complicit) Tanti saluti da Luca, il mio ragazzo! Gli ho parlato tanto di te, che

gi ti vuole bene. (Si porta il dito alla bocca mimando la parola silenzio, come

per dire un segreto)

PEPPINO:

(Fa anche lui lo stesso gesto) Ea casa,come va?

LUISA:

(Si fa seria) Tutto tutto a posto

PEPPINO:

(Vedendola turbata) E no, ti conosco troppo bene per credertiLuisa, guardami

negli occhiChe successo?

LUISA:

(Commossa) La mamma la mamma sta male

PEPPINO:

(Con grande partecipazione) Tuatuamadre?! E che cosha?

LUISA:

successo tutto cos allimprovviso

PEPPINO:

Come, successo allimprovviso?! Luisa, cos successo allimprovviso?

Parla!


37


LUISA:(Trattenendo a stento le lacrime)Qualche giorno fa la mamma si sentita

malePap lha accompagnata in ospedalePensavamo tutti che fosse una cosa da niente, un malore passeggeroE invece

PEPPINO:(La sua ansia cresce sempre di pi)E invece?Parlatesoro mioE invece,

cosa? Parla, per carit!

LUISA:Gi appena hanno fatto i primi accertamenti, i medici hanno avuto le idee

chiare

PEPPINO:(Cominciando ad intuire) Hannohanno avuto le idee chiare?Amore mio, che

significa hanno avuto le idee chiare?!

LUISA:I medici dicono che ce la pu farePerper deve operarsi immediatamente!

PEPPINO:(Sconvolto, ma facendosi forza)Anna, Annucciamiasideve operare

immediatamente!? (Prendendola per le spalle e scuotendola) Luisa, ma cosa mi stai dicendo?!

LUISA:Oh nonno, aiutaci! (Piangendo abbraccia il nonno)

PEPPINO:Certo, certo amore mio! Sicuro, sicuro che ti aiuto! Ci puoi giurare, che ti

aiuto!

LUISA:Nonno, torna a casa insieme a noi! Pap e mamma partiranno domani e io e

Luigino resteremo soliAbbiamo tanto bisogno di qualcuno che ci aiuti, di

qualcuno che ci faccia coraggio! Nonno,abbiamo tanto bisogno di te!

(Piange sulla spalla del nonno)

PEPPINO:(Accarezzandole i capelli) S, amore mio,s!

LUISA:(Asciugandosi le lacrime)Pap andato in direzione a chiedere al direttore il

permesso di farti ritornare ora stesso a casa, insieme a noi.

PEPPINO:Certo amore mio, certo. Estai tranquilla, con laiuto del Signore, tutto andr per

il meglio. Ne sono sicuro!

INFERMIERA:(Entra) Don Peppino, preparatevi. Dovete tornare a casa. La valigia gi pronta.

GIOVANNI:(Entra con una valigia contenente i vestiti e gli oggetti del padre. Ha laria

stanca. Dapprima mantiene lo sguardo basso per evitare di incontrare quello del

padre, in modo da controllare la commozione che sente forte dentro di s. Poi

guarda negli occhi il padre. Vorrebbe dirgli tante cose. Ma trova solo la forza e il

coraggio di dirgli, trattenendo a stento le lacrime)Pap!

PEPPINO:Figlio mio! (Padre e figlio si abbracciano con grande tenerezza)

LUISA:(Interrompendo quellabbraccio che sembra non finire pi. Con voce piena di

speranza) Coraggio pap, andiamo. Vedrai, tutti insieme ce la faremo!


38


(Peppino, Giovanni e Luisa stanno per avviarsi)

INFERMIERA:(Accortasi che Peppino ha dimenticato il bastone) Don Peppino, dimenticate ilbastone!

PEPPINO:(Pensando gi a vincere la nuova battaglia che la vita propone alla sua famiglia) No, grazieNon mi serve pi!

(Giovanni va avanti portando la valigia, Peppino e Luisa escono mano nella mano)

S I P A R I O


39

    Questo copione è stato visto: