Il deputato di Bombignac

IL DEPUTATO DI BOMBIGNAC

IL DEPUTATO DI BOMBIGNAC

di Alexandre Bisson

Personaggi:

CHANTELAUR, conte

PINTEAU, segretario di Chantelaur

MORARD, amico di Chantelaur

DES VERGETTES, vicino di Chantelaur

ELENA DI CHANTELAUR, moglie di Chantelaur

LA MARCHESA DI CERNOIS, madre di Elena

RENATA DI CERNOIS, sorella di elena

GIULIA, cameriera

UN SERVO

Scene:

Ai nostri giorni nel castello di Chantelaur, presso Poitiers. Gabinetto da lavoro riccamente e artisticamente addobbato. Gran porta in fondo aperta sul parco; due finestre da una parte e dallaltra della porta. Porte nelle pareti laterali e porte negli angoli. A destra, una scansia di libri; a sinistra, un caminetto. Scrivania davanti alla scansia. Tavolino davanti al caminetto. Poltrone, divano, sedie, quadri, statuette, ecc.

ATTO PRIMO

SCENA I

PINTEAU e DES VERGETTES

Pinteau legge un giornale; Des Vergettes entra dal fondo.

DES VERGETTES - (comparendo dal fondo) Chiedo scusa! Non vi disturbo, mio caro Pinteau?

PINTEAU - Ma niente affatto, mio caro Des Vergettes.

DES VERGETTES - (a parte) Si piglia troppa confidenza (ad alta voce) Va bene, oggi?

PINTEAU - Non c male; grazie.

DES VERGETTES - Il sole mi tentava Dissi fra me Se andassi a chiedere da colazione a quel bravo Chantelaur? Feci sellare Plutone. Trottai pian pianino durante due ore ed eccomi qui! (Con finezza) E Chantelaur tornato?

PINTEAU - Come, tornato?

DES VERGETTES - Vi domando questo perch lo lasciai la notte scorsa a Poitiers, dopo lo spettacolo. Non pareva avesse fretta di ritornare nel castello dei suoi padri. La compagnia delle Varits di Parigi terminava la sua rappresentazione di addio, e Chantelaur aveva fatto preparare allalbergo della Posta una cena sontuosa, a quanto dicono perch trascur dinvitarmi

PINTEAU - Pare impossibile!

DES VERGETTES - Eppure cos.

PINTEAU - Mi fate stupire.

DES VERGETTES - Non mi aspettavo una cosa simile io che precisamente mi occupo di lui da qualche tempo.

PINTEAU - (a parte) Ah!

DES VERGETTES - Perch, quando ho degli amici, io non li rinnego.

PINTEAU - Lo dite a me? Checch ne sia, Chantelaur non tornato a casa tanto tardi quanto voi supponete, perch gi uscito da pi di due ore.

DES VERGETTES - Ah! E la signora di Chantelaur si pu vedere?

PINTEAU - La signora contessa di Chantelaur uscita anchessa, sin da stamani, con la signora di Cernois, sua madre.

DES VERGETTES - Ah! Nessuno, qui, allora?

PINTEAU - Rassicuratevi! Tutti saranno ritornati allora della colazione. Le signore fanno oggi la loro visita ebdomadaria ai poveri del comune.

DES VERGETTES - Che donna superiore la marchesa di Cernois, eh?

PINTEAU - Non me ne parlate!

DES VERGETTES - Che mente elevata! Che anima antica! Non patteggiante con le idee moderne! Pi realista del re pi cattolica del papa!

PINTEAU - ammirevole!

DES VERGETTES - Una fra le ultime rappresentanti della nostra vecchia nobilt!

PINTEAU - Sapete che figlia di un negoziante di caff allingrosso?

DES VERGETTES - S; ma non importa! Il marchese di Cernois, suo marito, era abbastanza nobile per due! Ah! Chantelaur ben fortunato di avere sposato una delle figlie di lei!

PINTEAU - E voi non sareste spiacente di sposare laltra!

DES VERGETTES - La signorina Renata? Come? Vi siete dunque accorto? Eh! Eh! Siete perspicace, mio buon Pinteau!

PINTEAU - Ma s, mia buon Des Vergettes!

DES VERGETTES - (a parte) Se ne prende, delle confidenze, quellasino! (Ad alta voce) Che adorabile fanciulla, la signorina Renata! Che grazia! Che eleganza!

PINTEAU - E che bella dote!

DES VERGETTES - Cinquecentomila lire, mhanno detto!

PINTEAU - Oh! Siete bene informato!

DES VERGETTES - E credete che io abbia qualche probabilit dincontrare il suo genio fra noi?

PINTEAU - Mio Dio fra noi non lo credo!

DES VERGETTES - Ah! E perch?

PINTEAU - E se io avessi un consiglio da darvi, sarebbe quello di non pensare pi alla signorina Renata. Essa giovane, ardente, intelligente, spiritosa! Temo che voi non possiate convenirle.

DES VERGETTES - Gli chessa converrebbe benissimo a me! Dite, Pinteau fra noi c forse qualche innamorato dietro le quinte, eh?

PINTEAU - Dite, Des Vergettes fra noi finirete presto di chiedermi informazioni, eh? Io sono il segretario del conte di Chantelaur, io; non sono il suo portiere.

DES VERGETTES - Diavolo! Siete suscettibile, oggi! Non credo di aver detto nulla che abbia potuto offendervi.

PINTEAU - Ehi, ma lo credo io pure!

DES VERGETTES - Voi non ignorate quale viva simpatia minspiri la vostra persona, e quale interesse vero io vi porti Parola donore, vi voglio molto bene! (Gli stringe la mano)

PINTEAU - Vorrei ringraziarvi come si conviene! Ma una fatalit, non trovo espressioni!

DES VERGETTES - Ebbene! Ascoltate! Se volete farmi cosa grata, nulla di pi facile

PINTEAU - Ah!

DES VERGETTES - Si voi siete amico del conte di Chantelaur; siete stato suo compagno allUniversit, ed esercitate su lui la pi grande e la pi legittima influenza Chantelaur, dal suo lato, far certamente accettare dalla signorina Renata, il marito che le presenter! Seguite bene la mia idea?

PINTEAU - Dite piuttosto che la precedo, Des Vergettes!

DES VERGETTES - Fate udire di quando in quando a Chantelaur alcune parole in mio favore

PINTEAU - Di quando in quando? Una volta al giorno baster?

DES VERGETTES - Mio Dio! Tutto dipende dalloccasione! Voi siete intelligente

PINTEAU - Tacete; mi sento arrossire!

DES VERGETTES - Fate il mio elogio senza averne laria in modo naturale

PINTEAU - Non sar forse una cosa comoda!

DES VERGETTES - Mettete in luce le mie qualit, i miei pregi, le mie seduzioni

PINTEAU - Capisco bene! Ma in siffatte cose limportante di avere la convinzione di quello che si dice! Se si ha laria di ripetere una lezione, leffetto disastroso Occorrerebbe prima di tutto una convinzione personale

DES VERGETTES - Benissimo! cos; voi mi avete capito.

PINTEAU - Scusate! Ma

DES VERGETTES - Credetelo, io sapr ricompensare la vostra gentilezza.

PINTEAU - Mi accorderete una pensioncina?

DES VERGETTES - Come vorrete. La stabilirete voi stesso Cintenderemo sempre.

PINTEAU - (a parte) veramente degno di esser messo in vetrina.

SCENA II

PINTEAU, DES VERGETTES e RENATA

RENATA - (entrando dal fondo, vestita da amazzone. Porta un mazzo di fiori selvatici che posa sulla tavola) Buongiorno, signor Pinteau. (Scorgendo Des Vergettes) Ah, il barone Des Vergettes Che grata sorpresa!

DES VERGETTES - Ecco unesclamazione di cui sono orgoglioso, signorina.

RENATA - Non vi si veduto da cos lungo tempo!

DES VERGETTES - Da circa tre mesi, vero! Ma il sole mi tent, stamani! Dissi fra me: Se andassi a chiedere da colazione a quel bravo Chantelaur?

RENATA - Ottima idea!

PINTEAU - Allora fece sellare Plutone, trott pian pianino durante due ore ed eccolo qui!

DES VERGETTES - Ed eccomi qui! (A Renata) Avete fatto la vostra passeggiata quotidiana?

RENATA - S; ogni mattina un giro di galoppo per la campagna, col mio fedele Francesco! il miglior momento della giornata. Ci si annoia tanto qui! non vero, signor Pinteau? Mai una festa! Mai un ballo! Una vita calma, tranquilla Ah! Tranquilla! C da morire!

DES VERGETTES - Nondimeno, la signora di Cernois non era nemica degli onesti divertimenti un tempo!

PINTEAU - Sotto Luigi Filippo.

RENATA - Allora la mamma molto cambiata! Viviamo soli, qui, come lupi! Ah, se la cosa continua, temo di restare zitella!

DES VERGETTES - Oh, sarebbe un peccato!

RENATA - Gi! Non vediamo alcuno, eccetto il nostro buon curato, labate Pichon! Egli non potr sposarmi!

PINTEAU - Povero curato! La marchesa gli fa passare dei brutti quarti dora. Lo trova tiepido. La parrocchia la dirige lei.

DES VERGETTES - Che donna, la marchesa!

PINTEAU - Da due giorni essa ha trasformato in cappella una sala del castello. in estasi per questo!

DES VERGETTES - Allora, vivete qui come in un monastero?

RENATA - Precisamente, signor Des Vergettes!

PINTEAU - Io mi preparo ogni giorno a pronunziare voti.

RENATA - E forse bisogner presto chio prenda il velo.

DES VERGETTES - Oh! sarebbe una sventura!

RENATA - (allegramente) Non vero? Penso anchio lo stesso! La mia vera vocazione quella di prender marito, al pi presto possibile.

DES VERGETTES - (con leziosaggine) Pretendenti non ne mancheranno!

RENATA - Io ci ho gi il mio piccolo ideale!

PINTEAU - (a voce bassa) Ascoltate, Des Vergettes.

RENATA - Voglio un marito giovane, adorabile, di maniere eleganti, amabile e spiritoso, dolce e buono, un pochino orgoglioso nondimeno, leale come un cavaliere e bravo come la sua spada Ecco il programma!

PINTEAU - (a voce bassa a Des Vergettes) Ve lo dicevo io, che non potreste convenirle!

RENATA - Vedete che sono un poco esigente!

DES VERGETTES - Ne avete il diritto!

RENATA - Voglio un marito perfetto semplicissimamente. E lo sar per me, dal momento che lamer (Essa parla con Des Vergettes)

PINTEAU - (a parte) Che piccolo gioiello di donna. E quellimbecille di Des Vergettes che simmagina

SCENA III

PINTEAU, DES VERGETTES, RENATA e CHANTELAUR

CHANTELAUR - (entrando dal fondo) Buongiorno, sorellina! (abbraccia Renata) Gua! Des Vergettes! Va bene? (a voce bassa) Da ieri notte in qua Dove siete scomparso, dopo lo spettacolo? (Renata aggiusta il suo mazzo di fiori aiutata da Pinteau)

DES VERGETTES - Me ne andai a letto Ed a questo proposito, debbo dirvi, mio caro Chantelaur, che non siete stato cortese con me.

CHANTELAUR - Bah! E come?

DES VERGETTES - Sapete se invecchiamo presto, in fondo ai nostri castelli di provincia! Ci si presenta per caso lopportunit di divertirsi un poco: la compagnia delle Varits viene a darci alcune rappresentazioni con Bobichon, il famoso brillante, e con Sidonia, la graziosa diva; voi offrite ieri notte una cena agli artisti, una cena sontuosa, a quanto sembra, e non minvitate!

CHANTELAUR - Guarda! vero! In fede mia, non ci pensai!

DES VERGETTES - Ecco precisamente ci di cui mi lagno.

CHANTELAUR - Che diavolo! Bisognava reclamare! Si parla! Voi non dite nulla!

DES VERGETTES - Avrei creduto mancare porgendovi una domanda simile.

CHANT, Che sciocchezza! Mi sembra che siamo abbastanza amici per mettere al bando letichetta Permettetemi di ricordarvelo, mio caro! Avreste dovuto dirmi semplicemente, prima della cena: Faccio parte dei commensali? Io vi avrei risposto: No, non si pu per tale o talaltra ragione. Ed ecco tutto.

DES VERGETTES - Non osai! Ma vi prometto che alla prossima occasione

CHANTELAUR - Alla buonora! Punto cerimonie, fra noi! Ricordatevene! (gli stringe la mano)

DES VERGETTES - Grazie! Del resto, io spero darvi fra non guari unaltra prova della mia amicizia Vi sto preparando una piccola sorpresa che spero vi far piacere

CHANTELAUR - (inquieto) Ah! Ah una sorpresa?

DES VERGETTES - Mi occupo di voi.

CHANTELAUR - Davvero! (a parte) Diavolo!

DES VERGETTES - Non vi dico ancora nulla un segreto

CHANTELAUR - Bene! Bene! Tenetevelo. Io non ho furia!

RENATA - Ecco il mio mazzo di fiori terminato Guardate, Raimondo.

CHANTELAUR - Oh! superbo ma un po grosso Non potrai portarlo. Il galante Des Vergettes ti aiuter.

DES VERGETTES - Con piacere.

RENATA - Oh! Non vorrei disturbarvi, signore!

DES VERGETTES - (prendendo il mazzo) Non disturbo, signorina, un gran piacere! Ahi! (si punge)

RENATA - State attento! Vi sono alcuni ramoscelli di biancospino.

DES VERGETTES - Grazie! Me ne sono accorto! (Esce a sinistra, dalla porta dellangolo con Renata)

SCENA IV

CHANTELAUR e PINTEAU

PINTEAU - Sei stato a Poitiers?

CHANTELAUR - S, ed ho riveduta Sidonia.

PINTEAU - Ebbene?

CHANTELAUR - Essa ritorna a Parigi, oggi stesso; parte col treno diretto delle cinque.

PINTEAU - E tu?

CHANTELAUR - Io pure.

PINTEAU - Sei proprio deciso?

CHANTELAUR - Assolutamente, deciso!

PINTEAU - E che dirai a tua moglie?

CHANTELAUR - Oh, nulla di pi semplice!

PINTEAU - La signora di Chantelaur non una sciocca ed gelosa; fa attenzione!

CHANTELAUR - Nessun pericolo, ti dico! Mi venuta una idea luminosa e allo stesso tempo di una semplicit

PINTEAU - Ah!

CHANTELAUR - Ho spedito al mio amico Paolo di Morard un telegramma concepito cos: Chiamami a Parigi, con dispaccio immediato, per affare urgente.

PINTEAU - Lespediente non molto nuovo.

CHANTELAUR - Ma molto comodo! Fra unora avr la risposta di Morard, e alle cinque alle cinque...!

PINTEAU - Il signor di Morard un amico prezioso Gi, un mese addietro, a Parigi, tu raccontasti a tua moglie che lo avevi incontrato per caso e che ti aveva condotto a una festa notturna!

CHANTELAUR - (ridendo) Al Circolo della Stampa! S! Non potevo confessarle di essere rimasto a cenare fino alle cinque del mattino Una cena squisita, inebriante bench platonica! Il mio primo appuntamento con Sidonia! Ah!

PINTEAU - dunque una piccola maraviglia, codesta Sidonia?

CHANTELAUR - Ah! Amico mio, figurati la creatura la pi fine, la pi piccante, la pi deliziosa! Che vi lascia travedere lebbrezza in uno sguardo e il cielo in un sorriso e che sembra colmarvi dei suoi favori, quando ha la degnazione di abbandonarvi la punta dei suoi graziosi ditini color di rosa!

PINTEAU - S, una civetta!

CHANTELAUR - Se tu sapessi quanto fu adorabile, ieri sera! Io mi trovavo in una poltrona di terza fila; i suoi occhi non mi lasciavano un momento; essa recitava e cantava per me solo! Che applausi! Che gran successo! E dopo lo spettacolo, durante la cena, che grazia! Che spirito! Che brio! Che giovinezza! Io mi sentivo rinascere, vicino a quelladorabile donna! Ero a cento leghe, a mille leghe da questo castello lugubre dove la tristezza vi cade in pioggia sulle spalle e dove non si conoscono altri piaceri inebrianti che la lettura della Gazette de France, il whist della domenica e le omelie rusticane dellabate Pichon! Perdio! So bene che potrei mettermi in collera e dichiarare che intendo di vivere a modo mio e non a modo degli altri! Ma sarebbe lo stesso che guastarmi con mia suocera, e, per contraccolpo, con mia moglie! Preferisco andarmene!

PINTEAU - Hum! Di un po, Chantelaur, mi conduci con te a Parigi?

CHANTELAUR - Oh! no Tu resti qui.

PINTEAU - (scontento) Ah! Io Credi che sia molto utile?

CHANTELAUR - indispensabile! Tu mi terrai a giorno di quello che avverr! (guardando verso il fondo) Diavolo! Mia suocera! Io scappo! Ah! Amico mio, se tu ludissi cantare Ad ogni primavera io palpito damor.

PINTEAU - Come! A ogni primavera, tua suocera?

CHANTELAUR - Ma no! Quanto sei sciocco! Parlo di Sidonia. (esce)

PINTEAU - Ha perduto il lume degli occhi Volerlo fermare adesso sulla china fatale dei piaceri, sarebbe un tentativo inutile! Se almeno io potessi accompagnarlo!

SCENA V

PINTEAU, la MARCHESA, ELENA e GIULIA

LA MARCHESA - (entrando dal fondo con Elena e Giulia) Buongiorno, signor Pinteau. (Esse danno a Giulia i loro cappelli e i loro mantelli)

ELENA - Mio marito in casa?

PINTEAU - tornato poco fa, signora contessa.

LA MARCHESA - (a Giulia) Ah! Giulia, prenderete il tappeto e i candelabri della gran sala e li porterete nella cappella. Labate Pichon mi ha giustamente fatto osservare chessa addobbata in modo troppo meschino.

GIULIA - Quale cappella, signora marchesa?

LA MARCHESA - Ebbene! Ma la sala darmi Non sapete che labbiamo trasformata in cappella?

PINTEAU - Una cappella in una sala darmi!

LA MARCHESA - Tacete, signor libero pensatore Andate, Giulia. (Giulia esce a sinistra) Hai la nostra piccola nota?

ELENA - S, eccola. (Leva una carta di tasca) Prendete, signor Pinteau, abbiate la bont di far comprare i diversi oggetti qui segnati e di mandarli alle povere persone i cui nomi stanno scritti accanto.

PINTEAU - Li porter io stesso, signora, se vuole permetterlo.

LA MARCHESA - S, avete ragione. Dedicatevi alle opere buone; cos riscatterete in parte il male che ci fate colla vostra maledetta repubblica.

PINTEAU - La nostra repubblica non cos cattiva come lei vuol dire, signora, e il suo Vangelo somiglia molto allaltro: Libert, Eguaglianza, Fraternit!

LA MARCHESA - S, conosco la formula.

SCENA VI

Gli stessi, DE VERGETTES, RENATA, poi CHANTELAUR

DES VERGETTES - (entrando dalla porta dellangolo destro con Renata) Signora marchesa! Contessa!

LA MARCHESA - Come! Siete voi, Des Vergettes? Vi fate prezioso Non vi si vede pi!

DES VERGETTES - Ah! Gli che in questi ultimi tempi sono stato occupatissimo.

LA MARCHESA - Ci mi sorprende e che avete fatto?

DES VERGETTES - (sottovoce) Della politica!

LA MARCHESA - Bah!

DES VERGETTES - (a parte) A questo proposito, marchesa, debbo parlarle.

LA MARCHESA - A proposito di politica?

DES VERGETTES - S. Le elezioni generali hanno luogo fra una quindicina di giorni, e noi abbiamo pensato, i miei amici ed io

LA MARCHESA - Che cosa?

DES VERGETTES - (additando Chantelaur che entra) Non posso parlare in presenza di lui.

CHANTELAUR - (entrando dalla sinistra) Buongiorno a tutti! Mia cara Elena! Mamma!

LA MARCHESA - Eccovi, signor genero scapato, che tornate a casa alle quattro del mattino! Oh! Vi ho sentito benissimo! Si pu tenere una condotta simile!

CHANTELAUR - S, infatti ero coi membri del Comizio agricolo Abbiamo discusso lungamente, lunghissimamente a proposito a proposito dei premi che domanderemo al ministro dellagricoltura

LA MARCHESA - (facendo un movimento brusco) Come? Dei premi? Al ministro? Vi abbasserete dunque in tanti al Governo? Solleciterete qualche cosa? Allora vi convertite alle nuove idee?

CHANTELAUR - Io? Neanche per sogno Era per affetto, per puro affetto allagricoltura.

LA MARCHESA - Uno Chantelaur non deve occuparsi del Governo che per combatterlo!

DES VERGETTES - E ancora!

CHANTELAUR - Bene! Bene! Non avevo riflettuto a tutto questo! Infatti avete ragione! Non ne parliamo pi. (A parte) Le undici! Morard non pu tardare a rispondermi

SCENA VII

Gli stessi e MORARD

Un servo entra dal fondo portando un biglietto da visita.

LA MARCHESA - (al servo) Che c?

CHANTELAUR - Un dispaccio? Di gi?

ELENA - Come?

SERVO - C un signore che desidera vedere il signor conte.

CHANTELAUR - (prendendo il biglietto) Paolo di Morard.

PINTEAU - Bah! (Ride)

CHANTELAUR - (imbarazzato) Morard! Morard qui! Non possibile! Non dunque a Parigi?

ELENA - Si direbbe che questa visita vi contraria?

PINTEAU - (a parte) Un poco.

CHANTELAUR - Ma? Niente affatto! Al contrario! Perch vuoi? Io sono rapito, estasiato (Al servo) Fatelo entrare. (Il servo esce) Quel caro Morard! (Sottovoce a Pinteau) E il mio dispaccio?

PINTEAU - (sottovoce) Gi! Bisogner trovare altro.

CHANTELAUR - (sottovoce) E Sidonia che mi aspetta!

SERVO - (annunziando dal fondo) Il signor conte di Morard! (Morard entra, il servo esce)

CHANTELAUR - Vieni! Entra! Che bella sorpresa! (Presentando) Mamma, vi presento uno dei miei migliori amici! La marchesa di Cernois! La signora di Chantelaur, mia moglie! La signorina Renata di Cernois il nostro vicino, barone Des Vergettes! Pinteau, mio segretario e vecchio compagno di scuola. Un abominevole repubblicano

LA MARCHESA - (a Morard) Creda, signore, che noi siamo lietissime di riceverla.

CHANTELAUR - (molto seccato) Perbacco! Un cos caro amico! (A parte) Che fare? Che trovare?

ELENA - Del resto, mio marito ci ha parlato di lei cos spesso che si pu dire la sua persona non ci sia sconosciuta.

MORARD - Davvero, signore. Io non so come ringraziarle di unaccoglienza cos cordiale. Giunsi ieri a Poitiers dove passer alcune settimane presso un mio vecchio zio, e, se la mia visita un po mattutina, gli che avevo un vivissimo desiderio di rivedere Raimondo e stringergli la mano.

CHANTELAUR - tanto tempo che non ci siamo veduti!

ELENA - Non mi sembra, amico mio, poich il mese scorso, a Parigi, siete andati insieme a quella tal festa notturna

MORARD - (a parte) Eh?

PINTEAU - (a parte) Ahi!

CHANTELAUR - (imbarazzato) S certo! Ma un mese quando due si vogliono bene, come ci vogliamo bene noi, un secolo! (A Morard) Ti ricordi, eh? Quella tal festa notturna, al Circolo della Stampa?

MORARD - (stupito) S s Benissimo

CHANTELAUR - Una festa superba! Un ballo splendido! Magnifico!

PINTEAU - (a parte) Ha una certa faccia tosta!

MORARD - Stupefacente! Meraviglioso! (A. parte) Che significa tutto questo?

RENATA - Ditemi un po, Raimondo, il vostro amico quel signor di Morard che si condusse in modo cos intrepido durante la guerra?

CHANTELAUR - (ad alta voce) Egli stesso, sorellina! Ero accanto a Paolo alla battaglia di Coulmiers e lho veduto destare lammirazione di tutti per il suo disprezzo del pericolo.

MORARD - Via, Raimondo

CHANTELAUR - Lasciamo il passato e pensiamo al presente! Procura che la colazione sia degna dei nostri ospiti, mia cara Elena.

ELENA - Far il meglio possibile, amico mio.

CHANTELAUR - E si metta a sacco la cantina.

LA MARCHESA - Vieni, Renata?

RENATA - Eccomi, mamma. (La marchesa ed Elena escono dalla sinistra; Chantelaur si avvicina a Pinteau)

PINTEAU - (a Chantelaur) Vediamo, che conti di fare?

CHANTELAUR - Non ne so nulla! Sidonia rischia di aspettarmi un pezzo! Ho bisogno a qualunque costo di un pretesto che mi permetta di partire. Procura di trovarne uno pressa poco plausibile; cercher io pure dal mio lato.

PINTEAU - Non saprei davvero

CHANTELAUR - Infine, cerca! E sbarazzami di Des Vergettes.

PINTEAU - Non sar difficile. (A Des Vergettes che prende per il braccio) Venite, Des Vergettes.

DES VERGETTES - (condotto via da Pinteau) Dove?

PINTEAU - Nella sala darmi. Vi far vedere la nostra nuova cappella.

CHANTELAUR - (a parte) Ogni cosa era incamminata cos bene! Che disdetta!

SCENA VIII

CHANTELAUR e MORARD

MORARD - Dimmi un po, che significa cotesta festa notturna al Circolo della Stampa? Hai raccontato a tutti?

CHANTELAUR - Ti spiegher

MORARD - Per Bacco! Indovino! Una capestreria, eh? Una scappata nella quale io ho rappresentato la parte di complice, senza saperlo?

CHANTELAUR - No; nulla di pi semplice Avevo passato la serata alle Varits, e, dopo lo spettacolo, mi ero lasciato trascinare da alcuni amici coi quali cenai un po a lungo. Allora, capisci? Per spiegare il tardo ritorno a casa e per addormentare i sospetti di mia moglie

MORARD - Le dicesti che io ti avevo condotto non so dove?

CHANTELAUR - S, proprio cos Ho sempre parlato di te, qui, in termini tanto elogianti che le signore ti credono un piccolo santo.

MORARD - Bah!

CHANTELAUR - Ecco perch dissi che ti avevo incontrato!

MORARD - Per ispirare fiducia? Fortuna, allora, che non si sospetti da dove io venga! Il mio prestigio scemerebbe.

CHANTELAUR - Ah! E da dove vieni?

MORARD - Da Bombignac, capoluogo del dipartimento della Bassa Garonna.

CHANTELAUR - Ebbene! Ascolta avresti fatto molto meglio a essere a Parigi.

MORARD - Perch?

CHANTELAUR - Perch stamani ti mandai un telegramma al tuo indirizzo.

MORARD - Un telegramma?

CHANTELAUR - S Ma ora la cosa non ha pi alcuna importanza Ti spiegher E che sei andato a fare a Bombignac?

MORARD - Una donna incantevole! Zenaide Dutrouchet, che, durante due anni, mi ha reso, se si deve prestarle fede, il pi felice degli uomini.

CHANTELAUR - Davvero? Non possibile! Come! Tu, Morard, il savio, il virtuoso Morard?

MORARD - Il piccolo santo! Eh, mio Dio, s!

CHANTELAUR - Casco dalle nuvole Ed hai rotto le tue relazioni con lei?

MORARD - Assolutamente! Zenaide diveniva tenace essa si stabiliva nella mia vita e faceva progetti per lavvenire! Allora, io mi sono risoluto ad affrettare lo scioglimento.

CHANTELAUR - La separazione ha dovuto essere tempestosa?

MORARD - No, non troppo! Zenaide fin collintendere la ragione, e otto giorni addietro partimmo insieme per Bombignac, dove io possiedo alcune propriet. Laggi, la stabilii a Valbois, deliziosa villa, circondata da parecchi ettari di terreno, le augurai sinceramente tutte le felicit possibili, e la lasciai incantata, rapita dalla sua nuova posizione. Il suo sogno sar infine attuato! Essa possiede per conto suo una trentina di mila lire di rendita; diventer la regina del paese; godr la considerazione pubblica e prender marito sul serio.

CHANTELAUR - E tu?

MORARD - Oh! Io, mio caro amico, son sazio di questa esperienza e rientro nella via diritta! Aspettando lincontro della giovinetta adorabile che sar mia moglie, che io amer con tutto il cuore, e che non inganner, te lo giuro, vengo a stare qualche tempo in casa di mio zio; poi andr a visitare una zia, le mie due sorelle, i miei nipoti, le mie nipoti, dei cugini e delle cugine Aspiro al riposo, credimi, alla calma, e alla pace del focolare domestico. Ho sete della vita di famiglia! Oh, la vita di famiglia!

CHANTELAUR - (ironicamente) Ebbene, mio caro Paolo, non potevi cascare in un luogo migliore! Non andare pi lontano; resta con noi. Troverai qui una mostra di codesta vita di famiglia tutto ci che vi ha di pi compiuto! Casa calma, tal quale tu la desideri focolare domestico tranquillo, emozioni moderate, gioie innocenti e quietudine assoluta.

MORARD - Ma tutto ci incantevole!

CHANTELAUR - Squisito.

SCENA IX

Gli stessi e RENATA

RENATA - Scusate! Il signor Des Vergettes non qui?

CHANTELAUR - No, perch?

RENATA - Un corriere giunto nel castello. Sembra apportatore di un importante messaggio.

CHANTELAUR - Per Des Vergettes?

RENATA - S. (misteriosamente) Un messaggio da parte del comitato.

CHANTELAUR - Del comitato? Quale comitato?

RENATA - Ah! Non so! Ma sembra che si tratti di cosa importantissima.

MORARD - Oh, oh! Qual mistero!

CHANTELAUR - Che Des Vergettes cospiri?

RENATA - (ridendo) Oh! Non c pericolo!

CHANTELAUR - Credo che lo troverai nella cappella; Pinteau gliela fa vedere.

RENATA - Corro a cercarlo. Un cospiratore, lui? Oh, povero uomo! (esce)

SCENA X

CHANTELAUR e MORARD

MORARD - La signorina di Cernois una fanciulla adorabile.

CHANTELAUR - S; il solo raggio di sole che illumini la casa! cos gaia cos ridente, cos veramente giovane! Povera Renata! La mia compagna di cattivit

MORARD - Come?

CHANTELAUR - Se tu credi che ci si diverta, qui!

MORARD - In verit, a udirti, si direbbe che sei il pi disgraziato fra gli uomini! Hai un bel nome, uneccellente salute, un gran patrimonio, una moglie adorabile

CHANTELAUR - E una suocera Non parli della suocera!

MORARD - La marchesa! Ma essa mi sembra

CHANTELAUR - Perbacco! Tu non sei suo genero! Dacch venuta a stabilirsi in casa nostra, essa regna e governai E ti garantisco che non si tratta di una monarchia temperata! Ecco! Vi sono dei giorni in cui comprendo le rivoluzioni

MORARD - Diavolo! Cos, ti annoi?

CHANTELAUR - Mortalmente!

MORARD - Davvero? Ebbene, allora bisogna reagire, distrarsi, occuparsi Viaggia, fa qualche cosa, lavora!

CHANTELAUR - Lavorare? In che modo? Io non sono buono a nulla.

MORARD - Allora, fa della politica. Toh! Unidea Le elezioni generali avranno luogo fra una quindicina di giorni: presentati candidato alla deputazione.

CHANTELAUR - Io? Scherzi! Ma io non ho nulla di ci che occorre per essere deputato

MORARD - Ti chiedo scusa Hai del danaro.

CHANTELAUR - Che cosa farei alla Camera, Dio mio?

MORARD - Eh! Mio caro, faresti delle interruzioni, come un altro!

CHANTELAUR - (a parte) Guarda un po Ecco belle trovato un pretesto anzi uneccellente ragione per partire

MORARD - Una candidatura lhanno offerta perfino a me

CHANTELAUR - A te?

MORARD - Parola donore!

CHANTELAUR - Dove?

MORARD - A Bombignac.

CHANTELAUR - Dove conducesti Zenaise?

MORARD - Precisamente.

CHANTELAUR - E tu rifiutasti?

MORARD - In modo reciso Io non sono come te, non ho bisogno di una distrazione violenta! I poveri elettori erano desolati del mio rifiuto! E neanche ora si danno per vinti. Stamane mi giunse a Poitiers, una lettera di diversi elettori influenti che mi supplicano di recedere dalla determinazione presa.

CHANTELAUR - (riflettendo) Ah! (A parte) Se io profittassi!

MORARD - (prendendo una lettera di tasca) una lettera urgente. (Legge) Signor conte, in presenza dei progressi continui che fanno le idee demagogiche, ci parso necessario di raggruppare intorno a un capo rispettato le forze conservatrici del collegio di Bombignac! Ecc., ecc. Vedi che si sa fraseggiare abbastanza bene nella Bassa Garonna!

CHANTELAUR - (sempre maggiormente agitato, sino alla fine della scena) Allora, tu rifiuti?

MORARD - Assolutamente.

CHANTELAUR - Dimmi, che paese , cotesto Bombignac?

MORARD - Ah, mio caro! Un buco, un vero buco, perduto in mezzo alle montagne. Dei luoghi pittoreschi, ma degli abitanti molto primitivi! Par quasi di essere a mille leghe dai paesi inciviliti

CHANTELAUR - (a parte) Perdinci! Ecco ci che mi occorre! (Ad alta voce) Unidea: se per distrarmi, mi presentassi candidato in tua vece?

MORARD - A Bombignac?

CHANTELAUR - Credi che i tuoi elettori mi accetterebbero?

MORARD - Oh! A braccia aperte! Tu sei legittimista come me, cattolico come me. Hai lo stesso mio titolo: ti garantisco un ricevimento entusiastico

CHANTELAUR - (prendendo la lettera) Scusa! C il tuo nome, in questa lettera?

MORARD - No, non si trova che sulla busta.

CHANTELAUR - Allora, la lettera potrebbe benissimo essermi stata indirizzata?

MORARD - Oh, benissimo!

CHANTELAUR - Essa potrebbe essermi stata indirizzata, e tu avresti potuto incaricarti di consegnarmela a nome degli elettori di Bombignac?

MORARD - Senza dubbio.

CHANTELAUR - Ebbene! Dirai tutto ci a mia moglie ed a mia suocera, altrimenti non potrebbero credere a una determinazione cos subitanea.

MORARD - Molto volentieri! Per, la campagna elettorale comincia domani laltro e sarebbe necessario che tu partissi oggi stesso.

CHANTELAUR - (dimenticando di fingere) Perbacco! Gli precisamente per questo

MORARD - Eh?

CHANTELAUR - (correggendosi) Dico che gli precisamente per questo che tu devi convincere Elena e mia suocera!

MORARD - Oh! Ne prendo su me la cura Per debbo avvertirti di una cosa: le idee legittimiste non incontrano molto favore, a Bombignac, e tu potrai, credo, stimarti un uomo abile, se arriverai ad ottenere un centinaio di voti.

CHANTELAUR - (storditamente) Oh! Ne avr sempre abbastanza!

MORARD - (sorpreso) Ah!

CHANTELAUR - Si per un primo tentativo lonore sar salvo Non sono ambizioso E poi, che cosa domando io? Distrarmi, non vero? Ebbene! Ci mi distrarr!

MORARD - Alla buonora! Vado in cerca delle signore.

CHANTELAUR - Soprattutto, sii abile (Morard esce dal fondo) Ma la cosa camminer sola Quel bravo Morard non ha sospetto del servizio che mi rende.

SCENA XI

PINTEAU e CHANTELAUR

PINTEAU - (rientrando dalla porta dellangolo destro) Senti, credo di aver trovato il pretesto.

CHANTELAUR - Ebbene! Tienitelo Non ne ho pi bisogno

PINTEAU - Ah! Resti? Non parti?

CHANTELAUR - Al contrario, parto.

PINTEAU - Come?

CHANTELAUR - Fra poco mia moglie e mia suocera torneranno qui, e le udrai supplicarmi di partire.

PINTEAU - Vorrei vedere anche questa E tu parti? Per?

CHANTELAUR - Per Bombignac, capoluogo di collegio nella Bassa Garonna, dove io vado a presentarmi candidato alla deputazione.

PINTEAU - Alla deputazione? Cos? Su due piedi!

CHANTELAUR - Mio Dio! S unidea di Morard.

PINTEAU - Essa strana! Ma allora non vai a Parigi?

CHANT.. Ecco dove tinganni!

PINTEAU - Ah! In questo caso, non andrai a Bombignac?

CHANTELAUR - Perdinci! La campagna elettorale dura quindici giorni, non vero? Io passer questi quindici giorni a Parigi il pi allegramente possibile dopo di che ritorner tranquillamente qui! Racconter che gli elettori non mi hanno voluto; ecco tutto!

PINTEAU - E nessuno sospetter che non sei stato nella Bassa Garonna?

CHANTELAUR - Nessuno! Mi sono informato: Bombignac un buco, un vero buco perduto fra le montagne! Chi diavolo potrebbe occuparsi di ci che vi succede?

PINTEAU - Chi? Ma tua moglie! Credi chessa non ti domander di tenerla a giorno? Sarai costretto a scriverle non fosse che una volta o due; e se la tua lettera porta il bollo di Parigi, tu vedi da qui leffetto che far!

CHANTELAUR - Diamine! Non ci avevo pensato!

PINTEAU - E la stampa? Non ti occupi della stampa? Non pensi che per un soldo il primo venuto pu informarsi di ci che avviene in tutti gli angoli della Francia, compreso Bombignac? Anzi, i giornali furono inventati per questo!

CHANTELAUR - S, hai ragione Come fare?

PINTEAU - Oh! Credo che sar inutile scervellarti!

CHANTELAUR - Eh! Perbacco! nulla di pi semplice! Io andr a Parigi, tu andrai a Bombignac.

PINTEAU - Io?

CHANTELAUR - Tu non conosci nessuno nel Mezzogiorno?

PINTEAU - Oh, nessuno! Non ci son mai stato!

CHANTELAUR - Io neanche. Dunque, nulla di pi facile! Tu prenderai il mio nome e il mio posto! Nessuno lo sapr.

PINTEAU - Sei matto Come! Vorresti che io mi facessi passare per il conte di Chantelaur?

CHANTELAUR - Saresti umiliato di ci, per caso? Mi sembra che il nome degli Chantelaur valga quello dei Pinteau! Resterai quindici giorni in un paese incantevole andrai a spasso dalla mattina alla sera, vivendo grassamente a spese mie, stupefacendo gli indigeni e dandoti laria di un gran signore Non mi pare che ti debba compiangere!

PINTEAU - Non dico questo Ma perdinci! Prendere un nome che non mio!

CHANTELAUR - In ogni caso, io solo avrei il diritto di lagnarmene e son io che te lo chiedo!

PINTEAU - Ma

CHANTELAUR - E poi, ancora una volta, chi lo sapr?

PINTEAU - Allora, prendi tutto sopra di te?

CHANTELAUR - Assolutamente. Quanto agli elettori ebbene, dirai loro ci che vorrai o piuttosto non dirai loro nulla di nulla! Non brigare, non darti alcun fastidio Metti avanti la tua candidatura arrivando, e poi vattene a spasso vattene a spasso fra le montagne! Io non ho amor proprio, io; mi contenter benissimo di una decina di voti; quandanche non ne avessi punto, la cosa mi sarebbe indifferente! Limportante che tu faccia mettere spesso il mio nome nei giornali del luogo e che tu mandi questi giornali a mia moglie, affinch essa mi creda davvero a Bombignac. Vedi! Nulla di pi semplice!

PINTEAU - Ah, tutto ci semplicissimo: ma permetti! Non potr scrivere io a tua moglie.

CHANTELAUR - vero! Ebbene! Ti consegner quattro o cinque lettere di sentimenti variati: entusiasmo, speranza, certezza, timore, delusione, ecc Le spedirai di laggi a mia moglie, lasciando passare alcuni giorni fra una spedizione e laltra! convenuto? Hai capito bene?

PINTEAU - Mi piacerebbe di pi andare a Parigi.

CHANTELAUR - Pu darsi, amico mio; ma io non ti lascio la scelta! Ti compenser del sacrificio! Al ritorno raddoppier il tuo stipendio.

PINTEAU - No, grazie; mi crederei obbligato di lavorare maggiormente A proposito, durante il mio soggiorno a Bombignac, dove ti scriver?

CHANTELAUR - Non mi scriverai A che cosa servirebbe ci? E poi, dove sar io? Non ne so nulla! Al domani dellelezione ci ritroveremo a Poitiers, allalbergo della Posta. Il primo arrivato aspetter laltro.

PINTEAU - Naturalmente.

CHANTELAUR - E allora mi metterai a conoscenza di ci che sar avvenuto, affinch io non abbia a fare dei pasticci.

PINTEAU - E se per caso ci fosse ballottaggio?

CHANTELAUR - Diavolo! Ebbene! Tanto meglio! Ripartiremo e mi darei ancora una settimana di bel tempo.

PINTEAU - Andiamo! Sia! Poich lo vuoi! Eccomi gran signore! Per esempio sai se io sono franco: ti avverto lealmente che profitter della situazione! Intendo non privarmi di nulla e vivr sfarzosamente una volta in vita mia.

CHANTELAUR - Ti do carta bianca.

PINTEAU - Carta bianca Bene! A che ora partiamo?

CHANTELAUR - Dopo colazione.

PINTEAU - Vado a preparare il mio piccolo bagaglio! Non importa! Se mi avessero detto stamani che io sarei partito stasera per sollecitare il suffragio dei miei concittadini (Esce a sinistra ridendo)

SCENA XII

La MARCHESA, MORARD, CHANTELAUR, ELENA e RENATA

CHANTELAUR - (solo, prendendo un orario delle ferrovie) Vediamo! Il diretto per Parigi passa da Poitiers alle cinque e dieci minuti e il treno per Bordeaux alle cinque e venticinque. Va benissimo.

LA MARCHESA - (entrando dalla porta dellangolo destro con Elena, Renata e Morard) Ecco, in verit, una notizia propriamente inaspettata!

RENATA - Partite, Raimondo? (A parte) Ebbene! La vita sar gaia, qui!

ELENA - (a Morard) Vi ha proposto agli elettori il signor di Morard?

MORARD - Credo che non potevo fare una scelta migliore.

LA MARCHESA - Ma non hanno dunque nessuno a Bombignac?

CHANTELAUR - Ah! Mamma! Siete severa con me Daltronde avete forse ragione e io credo che sarebbe saggia cosa il non lanciarmi in questa avventura!

MORARD - Come! Indietreggi?

RENATA - S, fate cos; restate, non partite.

LA MARCHESA - Non so, mio caro Raimondo, se mia figlia del mio parere; ma io credo che se rifiutaste la missione offertavi, manchereste al vostro dovere.

ELENA - Penso lo stesso io pure, amico mio!

LA MARCHESA - Un gentiluomo deve sacrificarsi al trionfo della buona causa.

CHANTELAUR - Evidentemente Ma la buona causa non trionfer almeno a Bombignac. Morard mi ha prevenuto.

RENATA - Allora non mette conto di andarci.

LA MARCHESA - Che importa! I legittimisti potranno contarsi e raggrupparsi intorno a voi! Incoraggerete i timidi e deciderete gli esitanti.

CHANTELAUR - Cos, secondo voi debbo accettare?

LA MARCHESA - Senza esitazione.

CHANTELAUR - Sia! Vi obbedisco come sempre.

ELENA - Ci scriverai spesso? Ci terrai a giorno?

CHANTELAUR - Di tutto, mia cara Elena, di tutto Te lo prometto Va a dire a Giulia di prepararmi il baule.

ELENA - Come, parti oggi?

CHANTELAUR - Oggi stesso, alle cinque, col diretto. necessario Non vero, Morard?

MORARD - Infatti, signora, indispensabile! La campagna elettorale comincia domani laltro. (Des Vergettes entra dal fondo, tenendo una lettera in mano) Raimondo non ha che il tempo di recarsi a Bombignac.

SCENA XIII

Gli stessi e DES VERGETTES

DES VERGETTES - A Bombignac? Andate a Bombignac, nella Bassa Garonna?

CHANTELAUR - Siete stato a Bombignac?

DES VERGETTES - No; ma ci ho un cugino, il barone Tancredi di Contras. (Con finezza) Ma, mio caro, voi non potete partire, oggi!

CHANTELAUR - Come, non posso? E perch?

DES VERGETTES - (con finezza) Vi dissi che mi occupavo di voi! Se sono venuto in casa vostra oggi, gli che mi si doveva inviare una lettera importantissima.

CHANTELAUR - Ebbene?

DES VERGETTES - Ebbene! Questa lettera lho ricevuta or ora, ed essa mi fa sapere che sono riuscito.

CHANTELAUR - Riuscito in che cosa? Parlate dunque!

DES VERGETTES - Ascoltate! (Alla Marchesa) Egli sar rapito! (Legge) Il comitato elettorale monarchico del collegio di Poitiers, Ovest, si pronunziato per la candidatura del signor conte di Chantelaur, vostro amico

CHANTELAUR - Eh!

DES VERGETTES - (leggendo) che voi avete energicamente patrocinato.

CHANTELAUR - (con collera) Patrocinato! Voi mi avete patrocinato!

DES VERGETTES - (leggendo) Noi speriamo chegli non decliner questonore e vincarichiamo di fargli nota questa decisione. Ebbene! Che ne dite?

CHANTELAUR - (a parte) Imbecille!

RENATA - Che piacere! Cos non ci lascerete!

ELENA - Inutile, ora, di andare a Bombignac.

CHANTELAUR - Ah, permettete

LA MARCHESA - Elena ha ragione: che vi presentate qui o laggi, importa poco.

CHANTELAUR - Importa molto, invece! Non la stessa cosa niente affatto! Qui, i candidati non mancano, mentre laggi Non vero, Morard?

DES VERGETTES - Come, rifiutereste?

CHANTELAUR - Sicuramente, rifiuto.

DES VERGETTES - Non lo farete!

CHANTELAUR - Io non amo essere patrocinato, senza che mi si prevenga, amico mio; ve lo dico una volta per tutte.

DES VERGETTES - Io che credevo!

CHANTELAUR - Avevate torto.

LA MARCHESA - Siete ingiusto, Raimondo Des Vergettes ha creduto farvi cosa grata.

DES VERGETTES - Perbacco!

LA MARCHESA - Poich siete risoluto a difendere la buona causa, meglio farlo qui dove tutti vi stimano e vi amano, piuttosto che a Bombignac dove nessuno vi conosce Che ne dite, signor di Morard?

MORARD - Confesso, infatti, che ci mi sembra pi logico.

CHANTELAUR - (furibondo) Come! Tu pure? Tu che mi hai proposto agli elettori di Bombignac, vuoi ora che io li abbandoni? Mi prendi forse per una banderuola? Daltronde, io non ho che una parola!

ELENA - Ma non lhai data!

CHANTELAUR - Ebbene, la do adesso! Presenter la mia candidatura a Bombignac e non altrove!

LA MARCHESA - Davvero, amico mio, non capisco la vostra repulsione.

CHANTELAUR - (molto imbarazzato) Ah! Non capite? Nondimeno la cosa chiara! Anzi, mi sorprendo che non abbiate capito ancora Nessuno profeta nel proprio paese lo sapete! Un fiasco a Bombignac mi sar indifferente; qui fiaschi non ne voglio!

LA MARCHESA - Nondimeno

CHANTELAUR - E poi, non mi piace mendicare i voti delle persone che conosco; quelli dei miei fornitori, dei miei fittaiuoli e dei miei servi, che mi faranno delle proteste di devozione e voteranno contro di me.

ELENA - Ma i nostri amici?

CHANTELAUR - Oh, degli amici, io ne diffido.

DES VERGETTES - Ah! Chantelaur!

CHANTELAUR - Non dico questo per voi, Des Vergettes! Voi avete creduto far bene; grazie! Ma Bombignac mi ha richiesto per il primo; io vado a Bombignac! Finiamola cosa stabilita.

LA MARCHESA - Sia! Andate a Bombignac avete forse ragione

DES VERGETTES - I membri del comitato saranno desolati.

CHANTELAUR - Li ringrazierete da parte mia Io scriver loro (A parte) Auff! stata unimpresa ardua!

MORARD - (a parte) Di un po?

CHANTELAUR - Eh? Che vuoi?

MORARD - Se per caso tu vedessi Zenaide, laggi

CHANTELAUR - Zenaide? Quale Zenaide?

MORARD - Zenaide Dutrouchet.

CHANTELAUR - Ah! S! La tua antica passione! Ebbene?

MORARD - Non parlarle di me.

CHANTELAUR - Puoi stare tranquillo.

DES VERGETTES - (che ha scritto sopra un biglietto di visita) Poich andate proprio a Bombignac, non mancate di vedere mio cugino.

CHANTELAUR - Quale cugino?

DES VERGETTES - Il barone Tancredi di Coutras.

CHANTELAUR - S S benissimo!

DES VERGETTES - Prendete, ecco il suo indirizzo, perch non possiate dimenticarlo.

CHANTELAUR - Troppo amabile! (A parte) Stai fresco!

SCENA XIV

Gli stessi, un SERVO, poi PINTEAU

SERVO - (comparendo dalla porta dellangolo sinistro) La signora marchesa servita!

LA MARCHESA - Il vostro braccio, signor di Morard! Andremo a bere al buon successo del nostro candidato.

CHANTELAUR - (A parte) Povera donna se sospettasse! (La Marchesa esce con Morard dalla porta dellangolo sinistro, seguita da Des Vergettes e da Elena. Pinteau entra dal lato sinistro, sul davanti e va a parlare con Chantelaur)

PINTEAU - (sottovoce) Senti, mi sono accorto che la mia falda era in uno stato deplorevole; allora presi la tua.

CHANTELAUR - Come?

RENATA - Ebbene! Raimondo, mi lasciate sola?

CHANTELAUR - Oh, scusa sorellina (Le offre il braccio)

RENATA - Come sembrate contento di lasciarci!

CHANTELAUR - Io? Ti pare!

RENATA - Oh, lodiosa politica!

CHANTELAUR - Essa ha del buono qualche volta. (Escono)

PINTEAU - Allora il dado tratto! Durante quindici giorni io sar per tutti il ricco e nobile conte di Chantelaur! Si ha un bellessere repubblicani, certe cose fanno sempre piacere. (Esce dalla porta dellangolo di sinistra)

SIPARIO

ATTO SECONDO

SCENA I

GIULIA e PINTEAU

GIULIA - (entrando dal fondo, con un paniere in mano) Dorme ancora, probabilmente Diamine! Quando si torna a casa alle cinque del mattino! (Picchiando alla porta di sinistra, sul davanti della scena) Scommetto che russa a tutto andare! Signor Pinteau! Signor Pinteau! (Picchia) In fede mia, tanto peggio! Mi disse di venire a svegliarlo alle dieci (Picchia) Signor Pinteau!

PINTEAU - (lo si sente aprire la porta chiusa a chiave. Apre un pochino limposta, adagio adagio) Sei tu mia buona Giulia? Sei sola?

GIULIA - Sissignore. Le signore sono alla messa.

PINTEAU - (scendendo sul davanti della scena) E lui, tornato?

GIULIA - Chi?

PINTEAU - Il signor di Chantelaur.

GIULIA - No, il signor conte non ancora tornato.

PINTEAU - Ne sei sicura?

GIULIA - Oh! Sicurissima! Anzi, la signora marchesa e la signora contessa cominciano ad essere inquiete.

PINTEAU - (a parte) incredibile! Una simile incuria!

GIULIA - Sembra che la votazione abbia avuto luogo domenica, e che il signor conte avesse dovuto tornare ieri, luned.

PINTEAU - Certo avrebbe dovuto tornare! Sei sicura che nessuno mi abbia visto entrare, stamani?

GIULIA - Oh! Nessuno! Io sola ero alzata.

PINTEAU - Ascolta! Bisogna assolutamente che nessuno sospetti la mia presenza qui.

GIULIA - Ha dunque commesso qualche cattiva azione, poich non osa mostrarsi?

PINTEAU - No, rassicurati, mia buona Giulia, e portami qualcosa da mangiare. Muoio di fame!

GIULIA - (mostrando il paniere) Me lo sono immaginato Prenda! Ecco la colazione. (Posa il paniere sopra la sedia)

PINTEAU - (prende il paniere) Sei un angelo! Dimmi! Non avvenuto nulla di straordinario, qui, durante la nostra assenza?

GIULIA - No, se non questo, che il signor di Morard stabilito nel castello da circa otto giorni.

PINTEAU - Senti, senti! Ah, una raccomandazione. Spierai attentamente larrivo del postino e mi consegnerai, a me solo, tutti i giornali.

GIULIA - Bene, signore. (Risale verso il fondo)

PINTEAU - Fa quello che ti dico, non te ne pentirai. E sopra tutto, sii discreta

GIULIA - Quanto a ci, pu stare tranquillo. Non mi si fa mai dire se non quello che voglio. (Esce dal fondo)

SCENA II

PINTEAU

PINTEAU - Non dimenticare i giornali Oggi, essi annunzieranno il risultato della elezione. E Chantelaur non ritorna nel giorno stabilito! E non mi avverte! Lo aspettai a Poitiers, allalbergo della Posta, fino alle due del mattino. Ed eccomi costretto a nascondermi, per non essere interrogato. Parola donore, son cose inaudite! Sidonia gli fa perdere il lume dellintelligenza. Nondimeno, egli dovrebbe esserne gi stanco, dopo quindici giorni! Oh, le donne! Le donne! A proposito, non dimentichiamo che ho promesso a Zenaide di scriverle, appena giunto. Cara la mia Zenaide di Valbois. Una nobile signora e una donna superba che ha reso singolarmente gradevole il mio soggiorno a Bombignac. Mi ha essa amato per me medesimo o a causa del mio titolo di conte di Chantelaur? (Giulia entra dalla destra in fondo con una lettera in mano)

GIULIA - Signor Pinteau, ecco una lettera che Francesco porta da Poitiers. Essa giunse per lei, stamani, allalbergo della Posta.

PINTEAU - (prendendo la lettera) Non hai detto a Francesco che io son qui?

GIULIA - Mi crede stupida? Gli dissi che le avrei consegnata la lettera quendella fosse di ritorno. (Va ad aprire le tende e la porta dal fondo)

PINTEAU - (che ha aperta la lettera, a parte) Ah! di Chantelaur! (Leggendo) Mio caro Pinteau, impossibile di partire Comincia bene! Son trattenuto da una questione di onore; bisogna che io tagli le orecchie a un giovine insolente che ha osato nsultare Sidonia. Sidonia! Ne ero sicuro! Ritorna al castello e d a tutti che sei partito prima di me per una faccenda personale. Io prender domattina il treno delle cinque con Sidonia Come! con Sidonia che si reca a Bordeaux, per darvi alcune rappresentazioni. I giornali di oggi serbano il silenzio sullelezione di Bombignac! Sei contento? Le cose sono andate bene? Ti sei divertito molto? Sai, se non ho raccolto almeno una diecina di voti, ti brucio le cervella. Ma spero non giungere a questa estremit, e ti stringo la mano. Disgraziato! Scherza Le dieci e mezzo! Egli sar qui fra unora.

GIULIA - (in fondo, spolvera i mobili e guarda dalla finestra del fondo, a sinistra) Signor Pinteau ecco la signora marchesa e la signora contessa.

PINTEAU - Diamine! (Si muove per entrare a sinistra)

GIULIA - E la colazione? La dimentica! (Gli d il paniere)

PINTEAU - Grazie! Ricordati quello che ti ho detto. E soprattutto, silenzio. (Entra a sinistra, sul davanti. Si sente chiudere la porta a chiave)

GIULIA - (mettendo in ordine la scrivania e le sedie) Ha un bel dire, tutto ci non naturale. Uno non si nasconde quando non ha nulla a temere.

SCENA III

LA MARCHESA, ELENA e GIULIA

LA MARCHESA - (entrando dal fondo, con Elena) Il postino non arrivato, Giulia?

GIULIA - Non ancora, signora marchesa.

LA MARCHESA - Appena verr, ci porterete la posta, qui.

GIULIA - La signora marchesa sar obbedita.

ELENA - Il signor Pinteau torner senza dubbio oggi, con mio marito. Bisognerebbe aprire le finestre del suo quartierino per rinnovarvi laria.

GIULIA - Bene, signora contessa. (A parte) Credo che il momento non sarebbe opportuno. (Esce a sinistra, indietro)

SCENA IV

LA MARCHESA, ELENA e RENATA

LA MARCHESA - Nessuna notizia, ancora! Davvero, Elena, il silenzio di tuo marito inesplicabile.

ELENA - Non ci capisco nulla!

LA MARCHESA - Che negligenza! Che trascuratezza! Ah! Egli non pensa a noi!

ELENA - Purch non gli sia successo nulla di male! Le passioni politiche sono cosi vive nel Mezzogiorno! (Un servo entra dalla destra, indietro)

LA MARCHESA - Che c?

SERVO - Un dispaccio, signora marchesa. (Lo porge ed esce)

RENATA - Infine! Sapremo

ELENA - (si alza e si avvicina) di Raimondo?

LA MARCHESA - No, diretto a lui. (Lo apre)

ELENA - Ebbene! Che fai?

LA MARCHESA - Lo apro! Un dispaccio si apre sempre. (Legge) Bravo! Chantelaur! Bravo!

RENATA - Fu eletto?

LA MARCHESA - (continuando a leggere) Viva la repubblica! (Uno sguardo) Firmato: un fratello ed amico. Che significa ci? Viva la repubblica?

ELENA - Indovino. Il povero Raimondo ha fatto fiasco e lo burlano.

LA MARCHESA - In ogni caso una burla di cattivo gusto. (Morard e Des Vergettes entrano dal fondo)

SCENA V

LA MARCHESA, ELENA, RENATA, MORARD E DES VERGETTES

MORARD - Ebbene, signore! Che c di nuovo?

LA MARCHESA - Nulla.

DES VERGETTES - Come?

MORARD - Pare incredibile!

RENATA - Il silenzio di Raimondo comincia ad essere inquietante.

DES VERGETTES - Ed io che ero venuto a chiedervi da colazione, per avere delle notizie! E che dicono i giornali? Non li avete dunque letti?

LA MARCHESA - No; e voi?

DES VERGETTES - Io neanche! Io non li leggo che il solo gioved, quando vado al circolo a Poitiers.

ELENA - Il postino non ancora venuto.

MORARD - Forse Raimondo ottenne un numero di voti cos derisorio che non osa farlo conoscere.

RENATA - probabile Io non ho molta fiducia in Raimondo, come uomo politico.

MORARD - In ogni caso, egli sa con quale ansiet noi aspettiamo il suo ritorno.

LA MARCHESA - Bisogna credere che non gli prema guari di noi.

ELENA - Nondimeno, mamma

LA MARCHESA - Lo vuoi difendere, tu? Sono oramai diciotto giorni chegli partito e da diciotto giorni

ELENA - Ci ha mandato dei giornali ci ha scritto!

LA MARCHESA - Ah, s, bene! Delle lettere che non dicono gran che e dei giornali che non dicono nulla.

RENATA - Questo, per esempio vero! Tutte le sue lettere sono vuote, vaghe Non una particolarit sul paese, non una riga sugli abitanti. Non una parola indicante chegli si trovi a Bombignac piuttosto che in America o nel Giappone!

LA MARCHESA - Voi stesso, signor di Morard gli avete scritto.

RENATA - (a parte) Ah!

LA MARCHESA - Egli non si degnato di dare risposta.

MORARD - Oh! Io non gliene serbo rancore! Ha dovuto esser cos occupato!

LA MARCHESA - Il signor di Chantelaur un egoista; ecco tutto. E mi propongo di dirglielo, in termini non equivoci.

RENATA - (abbracciando la Marchesa) Non lo sgridare troppo mamma Egli non ha dovuto divertirsi laggi! Ah! Dimenticavo i miei uccellini! Venite, signor di Morard?

MORARD - Sono ai vostri ordini, signorina.

RENATA - E voi pure, signor Des Vergettes?

DES VERGETTES - Ben volentieri.

ELENA - Veramente, signori, questa piccola pazzerella abusa della vostra compiacenza!

RENATA - Ma niente affatto. Il signor di Morard mi segue perch lo vuole. (Con solennit) Giurate che mi seguite liberamente, volontariamente.

MORARD - (con solennit) Lo giuro.

DES VERGETTES - Io pure.

RENATA - (ad Elena) Vedi? (Esce, seguita da Morard e da Des Vergettes)

ELENA - Il signor di Morard sarebbe un eccellente marito per Renata.

LA MARCHESA - Pu credersi che Raimondo non gli abbia risposto? Io ero convinta che la domanda del suo amico lo avrebbe colmato di gioia.

SCENA VI

LA MARCHESA, ELENA, un SERVO e PINTEAU tra le quinte

PINTEAU - (aprendo un po la porta, a parte) Sono ancora l! (Sparisce)

SERVO - Il postino arrivato, signora marchesa. Ecco una lettera e una cartolina postale per il signor conte. (Le porge ed esce)

LA MARCHESA - Una cartolina postale? E di chi? Del resto vedremo.

SCENA VII

LA MARCHESA, ELENA

ELENA - Mamma, penseresti di leggerla?

LA MARCHESA - Senza alcun dubbio! Una cartolina postale si legge sempre. (La legge) Ah! Sembra che lo scherzo continui!

ELENA - Come?

LA MARCHESA - (Leggendo) Cittadino Chantelaur, le parole non provano nulla; gli atti sono tutto. Sei sincero? Lo sapremo fra non guari. Fa attenzione! Il popolo ti tiene docchio! Viva la repubblica! Firmato: Il presidente dellUnione federale dei lavoratori egualitari. Per il presidente impedito: Roberto Poirot, segretario Che significa questa mistificazione?

ELENA - Io non ci capisco nulla.

LA MARCHESA - Che vogliono dunque alla fine, con i loro Viva la Repubblica?! E poi, che cos cotesto presidente impedito? E codesto Poirot, segretario?

ELENA - Non so! Raimondo ce lo spiegher, forse

LA MARCHESA - (prendendo la lettera) E questa lettera? Da dove viene questa lettera? Guarda un po! Da Bombignac! Tuo marito non vi dunque pi? Allora perch non tornato? Trovi ci naturale, tu? Quanto pesa, questa lettera! Che scrittura piccina! Ah! Fiutala! Sa odore di opoponax! (Fa atto di aprirla)

ELENA - Mamma! Quella lettera per mio marito!

LA MARCHESA - Scommetto che una lettera di donna!

ELENA - Mamma!

LA MARCHESA - Ti dico che ne sono sicura.

ELENA - Non importa; noi non dobbiamo aprirla.

LA MARCHESA - Infatti, figlia mia, hai ragione! Da parte tua, sarebbe una grave indiscrezione! Ma da parte mia un dovere.

ELENA - Te ne prego!

LA MARCHESA - (aprendo la lettera) La tua felicit, prima di tutto.

ELENA - Allora tu sarai la sola colpevole! Io non voglio essere tua complice. (Esce dal fondo)

SCENA VIII

LA MARCHESA sola

LA MARCHESA - Che candore! Ah! Se io mi fossi mostrata cos ingenua, con mio marito! (Traendo una fotografia fuori dalla busta) Che dicevo? Una fotografia di donna! bellina, la sfrontata! Guardate un po! C qualche cosa scritto dietro. (Leggendo) Al conte di Chantelaur - Ricordi eterni! Grotta dellArcata, 20 di luglio; Grotta del Pastore, 25 di luglio; Grotta dellOrso nero, 1 di agosto Codesto paese dunque pieno di grotte? (leggendo la lettera) Vediamo la lettera, ora. Mio adorato barboncino, io non vivo pi, dopo la tua partenza! Sento che morirei, se dovessimo stare separati pi a lungo! Cos, parto questa sera per Poitiers. Arriver domattina e ti far sapere subito in quale albergo andr ad abitare. Ti mando, qui unita, quella fra le mie fotografie che ti piace tanto. Possa essa farti aspettare pi pazientemente lora della nostra riunione! A domani dunque, mio adorato barboncino Colei che non ha cominciato realmente a vivere se non quando cominci ad amarti: Zenaide di Valbois. Come! Viene a cercarlo fin qui? molto audace, la signorina Zenaide! Ah! Mio signor genero! Ne fate proprio delle belle!

SCENA IX

LA MARCHESA, RENATA, MORARD, DES VERGETTES, CHANTELAUR, ELENA

MORARD - (fra le quinte) Infine, eccolo!

RENATA - (fra le quinte) Raimondo!

DES VERGETTES - (fra le quinte) Caro Chantelaur!

ELENA - (fra le quinte) Mamma! Mamma! (entrando) lui! Raimondo!

LA MARCHESA - Mi pareva che fosse tempo! (Chantelaur entra dal fondo. Ha laria inquieta; sembra impensierito. Con lui entrano Morard, Des Vergettes e Renata che lo circondano)

CHANTELAUR - S, son io; eccomi! (alla marchesa, facendo atto di abbracciarla) Cara mamma!

LA MARCHESA - (freddamente) Buongiorno, signore.

CHANTELAUR - (a parte) Hum! Laria burrascosa! Come mai Pinteau non qui?

DES VERGETTES - Eh! Buongiorno! Come va?

CHANTELAUR - (avvicinandoglisi e stringendogli la mano) Buon Des Vergettes! Pinteau non arrivato?

RENATA - Ebbene, Raimondo! Non mi abbracciate?

CHANTELAUR - (avvicinandosele) Oh! Scusa, mia cara Renata! Con tutto il cuore! (la abbraccia) Sempre cos fresca! Cos leggiadra! Pint

RENATA - Abbiamo parlato di voi ogni giorno (fieramente) col signor di Morard.

CHANTELAUR - (stringendo la mano di Morard) Ah! Eccoti! (A parte) Pinteau non qui?

MORARD - Ebbene! Quali notizie?

CHANTELAUR - (imbarazzato) Ah, mio Dio! Sai insomma Pinteau non si visto?

ELENA - No, amico mio.

CHANTELAUR - (a parte) Imbecille!

LA MARCHESA - (a parte) Che ha dunque col suo Pinteau?

CHANTELAUR - (a parte) Eccomi in un bellimpiccio! Che cosa dir?

LA MARCHESA - Ebbene, mio signor genero?

CHANTELAUR - Ebbene, mia signora suocera?

LA MARCHESA - Ecco tutto quello che ci raccontate! Poich non avete avuto la degnazione di farci conoscere per telegrafo il risultato dellelezione!

CHANTELAUR - (a parte) Ahi!

LA MARCHESA - (continuando) Abbiate la bont di farcelo conoscere a viva voce.

DES VERGETTES - (vivamente) Le cose sono andate bene?

RENATA - (vivamente) Siete contento?

MORARD - (c. s) Fosti eletto?

ELENA - (c. s) Siamo impazienti.

CHANTELAUR - Se parlate tutti in una volta! (A parte) Che dire? Che rispondere?

ELENA - Su raccontaci! Come andata; laggi?

CHANTELAUR - Mio Dio! Abbastanza bene! (A parte) Diavolo di Pinteau, va! (Ad alta voce) Anche meglio di quanto avrei osato sperare.

LA MARCHESA - (vivamente) Sareste eletto?

CHANTELAUR - Ah, quanto a questo, no. Daltronde io prevedevo il risultato; non vi ho ingannati; vi avevo prevenuti. E poi, Morard ve laveva detto Non vero Morard? Ad onta d tutti i miei sforzi, dei tentativi, dei discorsi, perch, stupite, ho fatto dei discorsi.

RENATA - Ah, lo sappiamo!

CHANTELAUR - (sorpreso) Ah!

ELENA - Anzi, sembra che ti sia mostrato molto eloquente nella riunione del 23 luglio.

LA MARCHESA - Come! Non vi ricordate?

CHANTELAUR - Abbiamo tenute tante riunioni!

ELENA - Presso lassessore anziano di Bombignac.

CHANTELAUR - Ah, benissimo Mi ricordo.

RENATA - Si perfino detto che vi abbiano acclamato.

MORARD - Non conoscevo il tuo talento oratorio.

CHANTELAUR - Oh, mio Dio! Ho fatto alla meglio Si va, si va, ci si scalda il trasporto, lentusiasmo! Luditorio simpatico! E poi, quando si difende una causa cos nobile, cos bella!

LA MARCHESA - (ironicamente) Sembra che a Bombignac le riunioni si tengano volentieri nelle grotte.

CHANTELAUR - Nelle grotte? S, un paese montuoso! naturale.

LA MARCHESA - Si parla principalmente delle grotte dellArcata, del Pastore e dellOrso nero, nelle quali avete lasciato ricordi imperituri, a quanto sembra.

CHANTELAUR - Oh, imperituri! Mamma, non bisogna esagerare.

LA MARCHESA - (a parte) Che cinismo!

CHANTELAUR - vero, vi feci abbastanza buona prova! Ma da chi diavolo avete avuti tutti questi particolari?

RENATA - Dai giornali che ci mandavate.

CHANTELAUR - Guarda un po! vero! Per Bacco, i giornali! Non ci pensavo pi!

ELENA - Avremmo voluto leggere i tuoi discorsi ma il giornale non conteneva mai pi di due o tre righe: il signor di Chantelaur ha fatto questo; il signor di Chantelaur andato l.

CHANTELAUR - S, impossibile ottenere linserzione di notizie pi lunghe! Labbondanza della materia! (A parte) Bravo, Pinteau! (Ad alta voce) Avete anche ricevute le mie lettere?

LA MARCHESA - Avete dovuto accorgervene dalle risposte che vi abbiamo fatte.

CHANTELAUR - Infatti. Che asino! (A parte) Diamine!

LA MARCHESA - (a parte) Che cosa ha dunque? (Ad alta voce) E perch voi non avete risposto alla lettera del signor di Morard?

CHANTELAUR - Perch?

MORARD - Oh, non importa!

CHANTELAUR - Non vero? Non metteva conto.

RENATA - (a parte) Oh!

LA MARCHESA - Come!

MORARD - Non mi pare.

CHANTELAUR - (imbarazzato) Intendo di dire che non cera fretta. (A parte) Che cosa ha potuto scrivermi?

MORARD - Hai forse pensato che sarebbe stato meglio parlare della faccenda a viva voce.

CHANTELAUR - S, precisamente; ho pensato questo Ne parleremo domani.

DES VERGETTES - Allora, mio caro amico, i legittimisti non sono numerosi a Bombignac? Vediamo un po: quanti voti avete ottenuti?

CHANTELAUR - Quanti voti? Non me ne parlate. (A parte) Ci mi far piacere.

MORARD - Bah, con noi, non bisogna vergognarsi.

DES VERGETTES - Cento! Cento cinquanta?

CHANTELAUR - Duecentoventicinque (A parte) Alla ventura!

LA MARCHESA - Sono davvero pochini.

CHANTELAUR - Perbacco! Mamma, avrei voluto vedervi al mio posto.

LA MARCHESA - (seccamente) cosa evidente che non mi sarei regolata allo stesso modo.

CHANTELAUR - (a parte) Ma che ha?

ELENA - (sotto voce alla marchesa) Che intendi dire, mamma?

LA MARCHESA - (sotto voce ad Elena) Nulla! Pi tardi! (Parlano sotto voce insieme)

DES VERGETTES - (a Chantelaur) Ah! Se vi foste presentato agli elettori di Poitiers! Basta! Non ha voluto! A proposito; e mio cugino, lo vedeste?

CHANTELAUR - Quale cugino?

DES VERGETTES - Mio cugino Tancredi di Contras, che dimora a Bombignac e di cui vi diedi lindirizzo

CHANTELAUR - (a parte) Diamine!

DES VERGETTES - E che voi mi avevate promesso

CHANTELAUR - Ah, s, benissimo! Mi ricordo.

DES VERGETTES - Quel caro cugino! Come sta?

CHANTELAUR - morto. (A parte) Ecco!

DES VERGETTES - Ah! Bah!

CHANTELAUR - (a parte) Cos, la faccio finita di un colpo.

DES VERGETTES - Egli che pareva dovesse vivere cento anni!

CHANTELAUR - Che volete che io ci faccia!

DES VERGETTES - S, lo so bene che non colpa vostra! (Prendendo il cappello) Addio!

CHANTELAUR - (fermandolo) Come! Ve ne andate? Dove andate?

DES VERGETTES - Vado a vestirmi a lutto.

CHANTELAUR - Bah! Non c premura!

DES VERGETTES - A dir vero, non eravamo cugini che in diciottesimo grado.

CHANTELAUR - Ebbene allora?

DES VERGETTES - E non ci vedevamo che ogni sei o sette anni.

CHANTELAUR - S? Ebbene un po pi, un po meno. Vedete, tutto si aggiusta.

MORARD - (a Chantelaur che prende a parte) Di un po E Zenaide?

CHANTELAUR - Zenaide?

MORARD - S, Zenaide Dutrouche Lhai vista laggi?

CHANTELAUR - No Avresti desiderato?

MORARD - Io? Oh, niente affatto! Al contrario Capirai bene che dopo quanto ti scrissi!

CHANTELAUR - (facendo vista di capire) Perbacco! Se capisco! (A parte) Che cosa diavolo ha potuto scrivermi?

MORARD - Zenaide mi diresse a Parigi una lettera che mi fu respinta qui e con la quale minforma che essa contentissima a Bombignac e che anzi spera di sposare prossimamente un alto e potente personaggio.

CHANTELAUR - Nientemeno!

MORARD - E che per cancellare pi completamente il passato, essa ha preso il nome della sua nuova propriet. Ora si chiama Zenaide di Valbois.

CHANTELAUR - Bel nome!

SCENA X

Gli stessi, PINTEAU

PINTEAU - (entrando dalla sinistra, sul davanti) Ah! Infine, eccoti Signore! (Saluta le signore)

CHANTELAUR - Pinteau!

LA MARCHESA - Come! Eravate di l?

PINTEAU - S, nella mia camera, sin da stamani alle cinque. Mi ero buttato sul letto per riposarmi un poco, e bisogna credere che fossi molto stanco, perch mi sveglio in questo momento. (A parte) Purch egli non abbia ancora detto delle sciocchezze!

ELENA - Non siete dunque tornato con mio marito?

PINTEAU - No, signora; ero partito un po prima di lui, per aggiustare una piccola faccenda personale. (A Chantelaur) Sei arrivato da molto tempo? (Gli stringe la mano)

DES VERGETTES - Certo, non andata molto bene

PINTEAU - Vi sembra, mio buon Des Vergettes?

DES VERGETTES - Duecentoventicinque voti!

PINTEAU - Duecentoventicinque!

DES VERGETTES - Come diceva lei, marchesa, sono davvero pochini.

PINTEAU - Come! (Sotto voce a Chantelaur) Lo hai detto tu?

CHANTELAUR - (lietamente) Mio Dio! S a caso! Sono troppi?

PINTEAU - Ma, disgraziato, fosti eletto!

CHANTELAUR - (stupito) Eh?

PINTEAU - Millecinquecento voti di maggioranza.

CHANTELAUR - Ti burli d me?

PINTEAU - Neanche per sogno.

CHANTELAUR - Io! Io! Sono eletto deputato?

PINTEAU - S.

CHANTELAUR - Che il diavolo ti porti! Ma io non volevo! Ti avevo forse detto? Come fare, adesso?

RENATA - Andiamo, Raimondo, non vi affliggete. Noi vi consoleremo Lo dicevo io che non siete nato per la politica!

CHANTELAUR - (molto allegramente) Via! La prova durata abbastanza. Signore, sono contento di voi.

ELENA - Come?

CHANTELAUR - (sottovoce) Non una burla? Fui davvero eletto?

PINTEAU - Ma s.

CHANTELAUR - Imbecille! (Ad alta voce) Avvicinatevi, moglie mia; e voi pure, mamma; venite ad abbracciare il nuovo deputato della Bassa Garonna.

ELENA - Che dici?

DES VERGETTES - Eh?

MORARD - Come?

LA MARCHESA - Siete eletto, ora?

CHANTELAUR - Con millecinquecento voti di maggioranza.

ELENA - Superbo risultato!

RENATA - Che piacere!

PINTEAU - (a parte) Povera gente!

LA MARCHESA - E poco fa non avevate che duecentoventicinque voti? Avete dunque saputo dal signor Pinteau la notizia della vostra elezione?

CHANTELAUR - No, niente affatto. Ho voluto mettervi alla prova. Ho voluto vedere quale accoglienza facevate al candidato soccombente e raddoppiare cos, con questo piccolo sotterfugio, la gioia che vi farebbe provare il mio trionfo.

PINTEAU - (a parte) Il suo trionfo! (Sotto voce) Taci!

ELENA - Il signor Pinteau faceva dunque parte della congiura?

CHANTELAUR - Evidentemente! Ecco perch rimasto chiuso nella sua camera! Avevamo combinato tutto Ebbene, Des Vergettes, avevo ragione di non presentarmi candidato a Poitiers?

MORARD - Pare incredibile! Un legittimista eletto a Bombignac! Non me lo sarei aspettato.

CHANTELAUR - Per Bacco! Ed io?

PINTEAU - (sotto voce a Chantelaur) Ma taci alla fine!

LA MARCHESA - La buona causa finisce sempre col trionfare.

CHANTELAUR - Gi. Per bisogna affaticarsi molto. Eh, Pinteau? Abbiamo lavorato!

PINTEAU - (sotto voce) Te ne supplico, non dir nulla, non parlare!

CHANTELAUR - (sotto voce) E perch? Sono eletto, s o no? Ebbene! Allora?

LA MARCHESA - Spero che adesso direte il fatto suo al governo.

CHANTELAUR - Siate tranquilla, mamma.

PINTEAU - (a parte, desolato) Impossibile fermarlo!

LA MARCHESA - (sotto voce a Chantelaur) Deputato! Ci vi fa perdonare molte cose.

CHANTELAUR - Come?

LA MARCHESA - Buon per voi che abbiate vinto, cattivo soggetto! Fortunatamente. Elena non sospetta di nulla. Io vi far una lavata di capo e voi mi giurerete di essere pi savio, in avvenire mio adorato barboncino!

CHANTELAUR - (a parte) Eh?

PINTEAU - (sotto voce, inquieto) Che ti ha detto?

CHANTELAUR - Mi ha chiamato suo adorato barboncino.

PINTEAU - (a parte) II nome che mi dava Zenaide!

RENATA - (continuando una conversazione) Oh, s! Bene, una festa! Una festa!

DES VERGETTES - Io, signore mie, propongo dei fuochi artificiali.

PINTEAU - (a parte) Eh?

ELENA - Io una brillante illuminazione nel castello.

PINTEAU - (a parte) Una festa

CHANTELAUR - E tu, Renata?

RENATA - Ed io un ballo.

LA MARCHESA - Chiedo scusa

PINTEAU - Chantelaur!

CHANTELAUR - Ma lasciami dunque tranquillo!

LA MARCHESA - A me pare che la prima cosa a farsi, per celebrare questo grande avvenimento, sia di ringraziare Dio e di cantare un Te Deum.

PINTEAU - (a parte) Un Te Deum!

ELENA - Hai ragione, mamma.

PINTEAU - (sotto voce a Chantelaur) Impediscilo.

CHANTELAUR - Vada per un Te Deum!

PINTEAU - (sotto voce) Ma no, d retta, non possibile.

CHANTELAUR - (impazientito) Ah! Mi secchi, alla fine!

ELENA - Vieni Renata, andiamo a preparare lilluminazione, con questi signori.

LA MARCHESA - E io vado ad avvertire il nostro buon curato. (Escono tutti, tranne Chantelaur e Pinteau)

SCENA XI

CHANTELAUR e PINTEAU

CHANTELAUR - Deputato! Ebbene! Ma

PINTEAU - Ma tu non puoi, disgraziato, tu non puoi lasciar loro cantare un Te Deum.

CHANTELAUR - E perch? Non sono forse eletto?

PINTEAU - S ma sei eletto in qualit di deputato repubblicano.

CHANTELAUR - (stupefatto) Eh?

PINTEAU - Radicale.

CHANTELAUR - Io!

PINTEAU - Eh, si! Tu!

CHANTELAUR - Io! Io, il conte di Chantelaur? Deputato radicale! Ah! Vediamo! Sei matto?

PINTEAU - (arretrandosi davanti a Chantelaur che cammina verso lui, furibondo) Sapevo bene che sulle prime saresti andato in collera. Ma ascoltami!

CHANTELAUR - Come! vero? vero? Ah, questa non me la sarei mai aspettata! Io, repubblicano?

PINTEAU - Ti spiegher

CHANTELAUR - Non ti avevo raccomandato di non fare e di non dire nulla per la mia elezione?

PINTEAU - Eh! Perbacco! Avevo anchio il fermo proponimento di non occuparmi di nulla Per, fui trascinato.

CHANTELAUR - E da chi, birbante?

PINTEAU - Dalla situazione.

CHANTELAUR - Deputato radicale, io! No, troppo grossa!

PINTEAU - Lo confesso, s, ebbi torto. Mi lasciai vincere dalleffervescenza generale, dalla febbre universale.

CHANTELAUR - Non dovevi fare niente!

PINTEAU - Ah, avrei dovuto! Avrei dovuto! S, certamente facile a dirsi Ma avrei voluto vederti nei miei panni, te! Non sai che cosa sia unelezione nel Mezzogiorno Della gente che esagera tutto, in modo ridicolo Senti! Appena arrivato a Bombignac, io andai ad una riunione pubblica

CHANTELAUR - Per che fare?

PINTEAU - Per presentare la mia candidatura. Era indispensabile. Salgo alla tribuna, dichiaro semplicemente che mi chiamo conte di Chantelaur e che sollecito i suffragi degli elettori

CHANTELAUR - Bisognava tacere, dopo ci, e andartene.

PINTEAU - Era precisamente quello che avrei voluto fare Ah, bene, s Un tumulto, un chiasso! Tutti gridavano sullo stesso tono: Il tuo programma! Il tuo programma! Io, subito, per non comprometterti, gridai: Un programma signori? Non ne ho. Ho sempre pensato che il miglior modo per non mancare alle proprie promesse quello di non farne alcuna. Mostrai dellabilit, non vero?

CHANTELAUR - Come programma, mi sembra che tu non avevi se non due parole a dire: Dio e il Re!

PINTEAU - Ah no, grazie! Per farmi fare a pezzi! Tutti repubblicani, in quella riunione, mio caro, tutti! Tranne il commissario del governo che sembra fosse bonapartista.

CHANTELAUR - Facesti allora una professione di fede radicale?

PINTEAU - Io? Niente affatto Se ti dico che non volevo comprometterti! Per uno degli astanti, avendomi chiesto che cosa pensavo della rivoluzione francese, fui trascinato Tu sai quello che io penso della Rivoluzione francese. Non ignori la mia ammirazione per i nostri grandi uomini dell89 e il mio pazzo entusiasmo per le loro idee rigeneratrici.

CHANTELAUR - Ti avevo forse mandato a Bombignac per fare lelogio della Repubblica?

PINTEAU - Nondimeno, tu non supponevi che io avrei difeso il legittimismo. Devi conoscermi abbastanza per sapere che io non parler mai contro le mie convinzioni. Sono pronto a sacrificarti tutto, tutto tranne la mia coscienza Dissi dunque ci che pensavo; il mio discorso fu applaudito dalla sala intiera. Un entusiasmo! Un entusiasmo indescrivibile! E al domani ero proclamato solo candidato, dal comitato repubblicano.

CHANTELAUR - E tu non dicesti nulla? Tu che mi sostituivi, tu che portavi il mio nome, il mio titolo! Tu che mi rappresentavi! Non protestasti?

PINTEAU - Lo potevo fare? Quali ragioni avrei messo innanzi? Daltronde ero talmente persuaso di non essere eletto! Sventuratamente, fu una specie di fatalit Non avevo che un competitore, uno solo, e di una nullit cos perfetta che, francamente, la sua elezione era presso a poco impossibile. Era colpa mia? Egli non aveva che una cosa per s: la ricchezza. Spendeva e spandeva! Fece spendere molto anche a me, quellasino!

CHANTELAUR - Come?

PINTEAU - Evidentemente. Capirai che io ero obbligato a sostenere lo splendore del nome di Chantelaur. Cos quando il mio rivale regalava una campana, io regalavo una pompa. Quando egli vestiva i bambini di un orfanotrofio, io equipaggiavo un battaglione scolastico.

CHANTELAUR - E tutto ci, col mio danaro.

PINTEAU - Naturalmente non col mio. Ah, la lotta fu lunga, accanita! Credo che ne avrai per sessantamila lire, tutto compreso.

CHANTELAUR - (facendo un moto brusco) Eh? Sessantamila lire?

PINTEAU - Tutto compreso, s!

CHANTELAUR - Per farmi nominare deputato repubblicano, sessantamila lire!

PINTEAU - Non mi avevi dato carta bianca?

CHANTELAUR - Mi accorgo che ti sei proprio fatto giuoco di me, sino alla fine.

PINTEAU - Ah! Raimondo! Mi offendi! Fu il caso, la fatalit!

CHANTELAUR - Davvero?

PINTEAU - Daltronde, ci volli forse andar io a Bombignac? Volli forse prendere io il tuo nome e il tuo posto? Ti ho mai nascoste le mie opinioni e non conosci da molto tempo la mia franchezza intrattabile?

CHANTELAUR - S; ma non conoscevo ancora la tua boria e la tua doppiezza.

PINTEAU - Basta, Raimondo!

CHANTELAUR - Senti! Vattene, vattene!

PINTEAU - Sia! Addio! Sacrificatevi dunque amici! (Esce)

CHANTELAUR - Fidatevi dunque degli amici! Eccomi in una bella posizione! Che fare, adesso? Come trarmi dimpiccio? I giornali divulgheranno la notizia della mia falsa conversione. E non possibile dire la verit. (La Marchesa compare nel fondo indignata, cogli occhi stralunati, tenendo in mano parecchi giornali spiegati. Elena laccompagna)

SCENA XII

CHANTELAUR, LA MARCHESA, ELENA

LA MARCHESA - Una parola, signore. Parlate! vero? Rispondete. Difendetevi.

CHANTELAUR - (a parte) Ecco il principio.

LA MARCHESA - Il giornale singanna, non vero?

CHANTELAUR - Cosa? Che cosa non vero?

ELENA - Voi non siete eletto deputato repubblicano?

CHANTELAUR - Io, repubblicano! Che burletta!

ELENA - Come avviene allora che i giornali?

CHANTELAUR - Eh, i vostri giornali vaneggiano! I meridionali esagerano tutto in modo ridicolo. Perch si fanno alcune concessioni allo spirito moderno, essi vi trattano da democratico. E vi accusano addirittura di radicalismo, se vi mostrate liberale.

LA MARCHESA - Allora, avete fatto delle concessioni? Avete manifestato delle opinioni liberali?

ELENA - (ironicamente) Sembra che il signor di Chantelaur sia partigiano di tutte le libert.

CHANTELAUR - Eh, non viviamo pi nel medio evo, che diavolo! Bisogna essere del proprio tempo. Questa diplomazia. Sono andato forse un po oltre, lo riconosco; mi son lasciato trascinare

LA MARCHESA - Davvero?

CHANTELAUR - S, dalla situazione, dallambiente. Mi son lasciato vincere dalla effervescenza generale, dalla febbre universale.

LA MARCHESA - Mi sembra che avreste dovuto

CHANTELAUR - Oh! Avrei dovuto avrei dovuto! Certamente. facile a dirsi Avrei voluto vedervi nei miei panni Sapete forse che cosa una elezione nel Mezzogiorno? No! Ebbene, allora? Si parla si parla senza rendersi conto esatto di quello che si dice. Le intelligenze si montano, le teste si scaldano!

LA MARCHESA - E si tradisce la propria bandiera.

CHANTELAUR - No, scusate!

LA MARCHESA - Voi! Uno Chantelaur! Voi! I vostri antenati presero parte alle Crociate.

CHANTELAUR - Ahi per Bacco! Ne ero sicuro! Le Crociate! Aspettavo le Crociate. Volete che vi ritorni?

ELENA - Quanto a me, signore, non aggiunger che una parola: mia madre mi ha illuminata sul piacevole uso del vostro tempo durante questi ultimi quindici giorni.

CHANTELAUR - (stupito) Eh? Che cosa? Che intendi dire?

LA MARCHESA - S, o signore, lho fatto.

ELENA - Non eravate solo.

CHANTELAUR - Come?

ELENA - Eravate con una donna

CHANTELAUR - Io?

LA MARCHESA - S, o signore, con una donna che in questo momento si trova a Poitiers.

CHANTELAUR - (a parte) Come sanno che Sidonia?

ELENA - Potete andare a raggiungerla. Vi aspetta, senza dubbio.

CHANTELAUR - Vediamo, Elena, ascoltami Ti giuro

ELENA - Non giurate; inutile.

LA MARCHESA - Ora si sa quanto valgano i vostri giuramenti.

CHANTELAUR - (rivoltandosi) Ah! troppo, alla fine!

SCENA XIII

LA MARCHESA, ELENA, CHANTELAUR, GIULIA

GIULIA - Signora marchesa

LA MARCHESA - (a Giulia che entra) Che volete Giulia?

GIULIA - Un uomo arrivato da Poitiers viene a dire al signor conte che una signora lo aspetta allalbergo della posta.

ELENA - (a parte, in collera) Ah! troppo!

LA MARCHESA - (sottovoce ad Elena) La signorina Zenaide simpazienta.

CHANTELAUR - (a parte) Sidonia diventa matta.

LA MARCHESA - (a Giulia) Pregate quelluomo di aspettare un momento.

GIULIA - Bene, signora marchesa. (Esce)

ELENA - Non vogliamo trattenervi, signore.

CHANTELAUR - Ancora una volta, Elena, ti giuro che non so affatto

LA MARCHESA - Davvero? Ebbene! Vedremo. (Vedendo entrare Des Vergettes) Ah! Des Vergettes!

DES VERGETTES - Marchesa, venivo a dirle che per lilluminazione

LA MARCHESA - Volete rendermi un servizio?

DES VERGETTES - Con piacere! Di che si tratta?

LA MARCHESA - Di andare a Poitiers in cerca di una persona che desidera veder il signor di Chantelaur.

CHANTELAUR - (a parte) Eh?

DES VERGETTES - Molto volentieri (Si sentono due tocchi di campana)

ELENA - (sotto voce) Pare impossibile! Pensa un po Quella donna qui?

LA MARCHESA - (sotto voce) La ricever io Vedremo se tuo marito ha laudacia di negare pi a lungo. (A Chantelaur) Sar colpa vostra.

CHANTELAUR - Benissimo. (A parte) Sono fritto.

ELENA - (a parte) Non una parola di pentimento!

LA MARCHESA - Venite Des Vergettes; vado a dire a Francesco di attaccare un legno e vi dar alcune istruzioni.

RENATA - (entrando) Mamma, presto! Presto! Suonano per il Te Deum.

LA MARCHESA - Un Te Deum! Non ci mancherebbe altro! Sospendete! Sospendete! Ah! Si tratta proprio di un Te Deum! (Esce precipitosamente dal fondo, seguita da Elena e da Renata)

SIPARIO

ATTO TERZO

SCENA I

CHANTELAUR e MORARD

CHANTELAUR - (parla, camminando febbrilmente) Ecco ora sei a conoscenza della situazione; e mi renderai un gran servizio se vorrai aiutarmi a uscire dimbarazzo

MORARD - In verit, mio caro amico, sono stupefatto; hai mostrato in tutto ci una leggerezza, unimprudenza

CHANTELAUR - Daccordo! Ma quello che fatto fatto! Fra unora, Des Vergettes sar qui con Sidonia Allora, io sar costretto a confessare la verit, e mia moglie non mi perdoner mai questo confronto insultante per lei! Ecco ci ch voglio evitare ad ogni costo! Amo mia moglie, io, in fondo e tengo al suo affetto, alla sua stima!

MORARD - Permettimi di dirti che non lhai provato.

CHANTELAUR - Scusa! Non chiedo il tuo parere su quello che ho fatto, ma bens su quello che debbo fare! Non bisogna che Sidonia venga qui! Come impedirglielo? Ecco il problema! Quanto a me ho un bel cercare, lambiccarmi il cervello; non trovo nulla, nulla! Non posso neanche muovermi; mia suocera mi spia, ne sono sicuro, e ogni tentativo che io facessi, non potrebbe che compromettermi! Vediamo un po, Morard, mio buon Morard, levami da questo impiccio salvami! Sposerai Renata fra quindici giorni; te lo prometto.

MORARD - Non c ancora nulla di disperato! Forse Des Vergettes si accorger che si trova in presenza di un mistero! Rifletter e trover un pretesto per tornare solo Non poi cos sciocco

CHANTELAUR - Tinganni! Des Vergettes andato in cerca di Sidonia Egli condurr qui Sidonia Sai di che cosa avrei bisogno? Avrei bisogno di un amico devoto assolutamente devoto

MORARD - Ebbene! Io

CHANTELAUR - S, un amico come te Celibe, come te Libero, come te E che prendesse tutto sopra di s.

MORARD - In che modo?

CHANTELAUR - Sidonia intelligente Una parola la metterebbe al chiaro di ogni cosa Essa sarebbe venuta semplicemente per impedire il tuo prossimo matrimonio, del quale avrebbe avuto conoscenza per caso! In questo modo, capisci, io sarei bianco come la neve!

MORARD - Ed io?

CHANTELAUR - Ebbene! Tu, mio Dio! Tu ti trarresti dimpiccio sempre Sei celibe; hai una relazione, che cosa di pi comune? Hai tenuta Zenaide durante due anni Supponi che sia Sidonia!

MORARD - E il mio matrimonio?

CHANTELAUR - Ebbene, che cosa? Il tuo matrimonio si far si far un po pi tardi!

MORARD - Dopo un simile scandalo? Ma io non oserei mai pi presentarmi qui, capisci?

CHANTELAUR - S, vero; hai ragione! Non posso chiedere a te un servizio simile!

MORARD - Un altro potrebbe forse rendertelo: Pinteau! Egli ha fatto una parte del male; dunque giusto che contribuisca a ripararlo.

CHANTELAUR - Ah, Pinteau! Non sarebbe verosimile! Tutti sanno che Pinteau non ha passioni E poi ci siamo bisticciati.

MORARD - Eh! per Bacco! Che asini! Sei salvo!

CHANTELAUR - Come?

MORARD - Nulla di pi semplice! Io vado sulla strada ad incontrare Sidonia e la faccio tornare indietro!

CHANTELAUR - vero S, benissimo! Ah! Amico mio tu mi rendi un servizio! Spicciati, eh? Ah, non lasciare Sidonia, sopra tutto!

MORARD - Sii tranquillo! La ricondurr io stesso a Poitiers! (Pinteau entra dalla sinistra. Ha laria cupa. Si avvicina, senza dire una parola. alla scansia, deve cerca un libro)

CHANTELAUR - (sotto voce a Morard, additandogli Pinteau) Guarda un po che aspetto funebre!

MORARD - Io scappo! (Esce dal fondo)

SCENA II

CHANTELAUR e PINTEAU

CHANTELAUR - (Dopo alcuni momenti di silenzio) Cerchi qualche cosa?

PINTEAU - Lo vedi bene.

CHANTELAUR - Che cosa cerchi?

PINTEAU - Due opere che ti ho prestate.

CHANTELAUR - Ti occorrono?

PINTEAU - Apparentemente.

CHANTELAUR - Ah!

PINTEAU - Si!

CHANTELAUR - E che vuoi farne?

PINTEAU - Un involto!

CHANTELAUR - Vai via!

PINTEAU - Vado via!

CHANTELAUR - Per lungo tempo?

PINTEAU - Per sempre!

CHANTELAUR - Ah!

PINTEAU - S.

CHANTELAUR - Dove vai?

PINTEAU - Presso i selvaggi Sono stufo delle persone incivilite!

CHANTELAUR - Grazie!

PINTEAU - Non c di che!

CHANTELAUR - Mio Dio! Caro Pinteau, come sei brutto, quando ti assale il cattivo umore! E perch vai via?

PINTEAU - Perch tu mi hai scacciato, semplicissimamente!

CHANTELAUR - Io? Andiamo! Sono stato forse un po vivo!

PINTEAU - Trattare le persone da birbanti, da banditi, da miserabili e finalmente scacciarli tu chiami questo essere un po vivo? Perdio! Prendi! Ecco le lettere che tua moglie ti scrisse a Bombignac! (Gliele d) Ora, addio!

CHANTELAUR - Non fare lasino! Non te ne andrai!

PINTEAU - Perch?

CHANTELAUR - Perch non ne hai voglia, grazie a Dio! La nostra amicizia troppo forte, troppo sincera, per non resistere a un momento di collera Vediamo un po che cosa chiedi, che cosa esigi? Delle scuse? Te le faccio! Una riparazione con le armi?

PINTEAU - No!

CHANTELAUR - Allora, che cosa vuoi? Vediamo! Parla! Che cosa vuoi?

PINTEAU - (lungamente, un po commosso) Eh, per Bacco! La tua mano!

CHANTELAUR - (stringendogli la mano) Alla buonora! Mio vecchio amico, mio vecchio compagno! Sai che cosa avviene? Mia moglie e mia suocera hanno scoperto le mie relazioni con Sidonia!

PINTEAU - Come? Chi lo ha detto loro?

CHANTELAUR - Lo ignoro! Ma esse sono informate di tutto Sanno perfino che Sidonia a Poitiers

PINTEAU - Bah!

CHANTELAUR - E per confondermi, hanno mandato Des Vergettes a chiamarla

PINTEAU - Come! Sidonia verr qui?

CHANTELAUR - In questo momento per la strada!

PINTEAU - Diamine! Ma povero amico mio, come ti trarrai dimpiccio?

CHANTELAUR - Oh, sono tranquillo! Rassicurati! Sidonia non verr. Morard le andato incontro, per farla tornare indietro. (A Morard che entra precipitosamente) Come! Sei qui?

SCENA III

CHANTELAUR, PINTEAU e MORARD

MORARD - Non c mezzo di uscire!

CHANTELAUR - Eh? Perch?

MORARD - Il cancello, la porticina, la porta delle scuderie, tutte chiuse a chiave!

CHANTELAUR - Ancora mia suocera!

PINTEAU - Che fare, mio Dio! Che fare?

MORARD - Sidonia sta per venire Impossibile dimpedirglielo ora!

CHANTELAUR - (a Morard) Toh! Prendi questo cannocchiale e va ad appostarti nella torricella Guarderai sulla strada di Poitiers e appena avrai veduta la carrozza verrai subito ad avvertirmi.

MORARD - Vado! (Esce. Un momento di silenzio)

CHANTELAUR - (passeggiando febbrilmente) Ebbene! Vediamo un po, non trovi nulla?

PINTEAU - Trovo che la situazione molto imbarazzante!

CHANTELAUR - Grazie!

PINTEAU - Che vuoi? Io non sono uomo dalle pronte invenzioni Le idee non mi vengono che con la riflessione Urtato e spinto cos, divento ebete!

CHANTELAUR - Prendi tempo; ma perdinci! Trova qualche cosa!

PINTEAU - Ah! Se non ci fosse bisogno che di una vittima espiatoria, mi offrirei con tutto il cuore.

SCENA IV

CHANTELAUR, PINTEAU e RENATA

RENATA - (aprendo la porta di sinistra, indietro) Si pu entrare? (Si avvicina alla scansia e cerca un libro)

PINTEAU - (indicando Renata) Se ella potesse essere la colomba dellarca!

CHANTELAUR - (vivamente) Hai trovato qualche cosa? Che dici?

PINTEAU - Dico: se ella potesse essere la colomba dellarca!

CHANTELAUR - (a parte) Che asino, con la sua colomba

RENATA - Che fa il signor di Morard, in piedi sulla torricella, con il suo cannocchiale?

CHANTELAUR - Morard?

RENATA - Sta a guardare, fisso ed immobile Aspetta forse qualcuno?

CHANTELAUR - (vivamente) No, affatto!

PINTEAU - Ammira il paesaggio.

RENATA - Quale paesaggio?

PINTEAU - Ebbene il nostro, quello che circonda il castello!

RENATA - Bel paesaggio, invero! Una pianura

PINTEAU - S, s ma che pianura

RENATA - Succede qualcosa di straordinario? La mamma mi ha raccomandato di non uscire dalla mia camera.

CHANTELAUR - Ebbene, bisogna tornarci, bambina mia Va!

RENATA - No, grazie! Mi secco, tutta sola lass.

CHANTELAUR - Ebbene, va a passeggiare va a passeggiare nel parco in fondo in fondo Io vado a dire a Morard che venga a raggiungerti!

RENATA - Sar meglio Ah! Prestatemi un libro un libro, un libro divertente

PINTEAU - Divertente? Ecco (Le d un libro)

RENATA - Grazie (Leggendo il titolo del libro) Plutarco, Vita degli uomini illustri! interessante?

PINTEAU - Interessantissimo! Il maresciallo di Turenna non andava mai a letto, senza leggerne un capitolo!

RENATA - Gli era forse di aiuto per addormentarsi (Guardando dalla finestra) Oh! La mamma! Si salvi chi pu! Non dite di avermi veduta. (Esce dalla sinistra, indietro)

CHANTELAUR - (a Pinteau) Nulla?

PINTEAU - Nulla Se non ci fosse bisogno che di una vittima espiatoria (Vedendo entrare la Marchesa, a parte) La suocera Scappiamo!

SCENA V

CHANTELAUR, PINTEAU e LA MARCHESA

LA MARCHESA - Non siete di troppo, signor Pinteau!

PINTEAU - Mio Dio! Signora marchesa

LA MARCHESA - Restate, ve ne prego.

PINTEAU - (a parte) La bomba vicina a scoppiare!

LA MARCHESA - Signor conte, la situazione grave! Labate Pichon col quale ho conferito or ora, indignato, scandalizzato, come noi, della vostra incredibile condotta

CHANTELAUR - Davvero?

LA MARCHESA - Vediamo! Non possibile che abbiate agito a sangue freddo! Chi vi ha spinto? Chi vi ha consigliato? Il signor Pinteau, forse?

PINTEAU - (a parte) Ahi! (Ad alta voce) Ebbene s, lo confesso! Feci io tutto il male

CHANTELAUR - (a parte) Povero amico.

LA MARCHESA - Me lero immaginata!

PINTEAU - Creda, signora marchesa, che io sono desolato profondamente desolato

LA MARCHESA - Avete scelto bene il tempo Ah, potete essere orgoglioso della vostra influenza! In meno che non si dica, fare del conte di Chantelaur un giacobino un colpo da maestro

CHANTELAUR - Ah, questo poi no!

LA MARCHESA - (a Chantelaur) I vostri discorsi possono sempre provare se io esagero!

CHANTELAUR - I miei discorsi?

LA MARCHESA - La Gazette de France ne riporta alcuni frammenti, con puro spirito del 93

PINTEAU - Oh! Scusi non esageriamo! dell89 C una sfumatura

LA MARCHESA - Per me la stessa cosa Dal momento che sinsulta la religione, che si distrugge la famiglia

PINTEAU - falso Io non ho detto ci! Protesto! falso! Arcifalso!

LA MARCHESA - Come, voi non avete detto ci? Ma, signor Pinteau, io non parlo di voi io parlo dei discorsi del signor conte di Chantelaur! Li avreste dunque pronunziati voi, per caso?

CHANTELAUR - (guardando lorologio, a parte) Le tre e un quarto

PINTEAU - Ebbene s, io!

LA MARCHESA - Eh?

CHANTELAUR - S io non potevo trovarmi dappertutto e lo avevo incaricato di sostituirmi di quando in quando

PINTEAU - Disgraziatamente, io non seppi resistere e mi lasciai trascinare dallardore delle mie convinzioni.

LA MARCHESA - (a Chantelaur) E voi avete accettato, senza dire una parola, le dichiarazioni repubblicane del signor Pinteau? Non avete protestato? Tenevate dunque lo stesso linguaggio anche voi, dal vostro lato?

CHANTELAUR - (impazientito) Oh io, lo sapete, non sono un profondo politico, e non mi credo oratore!

LA MARCHESA - Allora, voi non dicevate nulla?

CHANTELAUR - (a parte) Essa pu giungere da un momento allaltro!

LA MARCHESA - Ci si capisce del resto! Voi avevate altre occupazioni!

CHANTELAUR - (impaziente, nervoso) Chiedo scusa

LA MARCHESA - Non potevate frequentare allo stesso tempo, le riunioni elettorali e le grotte del Pastore e dellOrso nero!

PINTEAU - (a parte) Eh? Che dice?

CHANTELAUR - Riprenderemo pi tardi questa conversazione.

LA MARCHESA - No, signore, non la riprenderemo! Stasera, io e le mie figlie lasciamo questo castello, per non tornarci pi!

CHANTELAUR - Come?

LA MARCHESA - Teniamo a protestare pubblicamente e proveremo cos a tutti che non prendiamo la minima parte alla vostra strana conversione!

CHANTELAUR - Elena vuole partire?

LA MARCHESA - S, signore e ne lho pregata io!

CHANTELAUR - (furibondo) Voi? Ancora voi?

LA MARCHESA - Io stessa! E non pi tardi di domani, essa presenter ai tribunali una domanda di separazione

CHANTELAUR - Sempre per vostro consiglio?

LA MARCHESA - Sempre!

CHANTELAUR - (esasperato) Ah! Davvero, signora, la misura colma! Voi siete crudele, ingiusta! Io non sospettavo che nellanimo vostro ci fosse tanta cattiveria e tanto fiele! Sapevo benissimo che vostro padre era negoziante di caff, ma comincio a credere chegli non abbia mai venduto altro che cicoria! (Esce furibondo)

PINTEAU - (a parte) Perch diavolo ha parlato delle grotte del Pastore e dellOrso nero?

SCENA VI

PINTEAU e LA MARCHESA

LA MARCHESA - I miei complimenti, signor Pinteau, per la parte che avete rappresentato in tutto questo perch la causa di tutto ci che avviene siete voi!

PINTEAU - Io?

LA MARCHESA - S, volete che vi dica tutto il mio pensiero? Io non credo che il signor di Chantelaur abbia potuto convertirsi alle vostre idee.

PINTEAU - (imbarazzato) Ma allora, che cosa crede lei, signora?

LA MARCHESA - Credo che abbiate tradita la sua fiducia e che andavate perorando di piazza in piazza e facendo la vostra propaganda malsana, mentre egli visitava le grotte del paese, con la signorina Zenaide

PINTEAU - (stupefatto) Zenaide!

LA MARCHESA - Avete dovuto vederla anche voi, la signorina Zenaide di Valbois!

PINTEAU - Infatti io qualche volta! Zenaide di Valbois una donna dal massimo rispetto.

LA MARCHESA - Davvero?

PINTEAU - Senza dubbio.

LA MARCHESA - Qualche avventuriera!

PINTEAU - E sarebbe lo stesso che ferirmi personalmente, il parlare in termini offensivi di una persona che io stimo ed amo.

LA MARCHESA - Come! Voi lamate? Vi ama forse ella pure?

PINTEAU - Ma lo credo! Conobbi a Bombignac la signora di Valbois che mi sembrata adorabile e che ha avuto la bont di gradire i miei omaggi.

LA MARCHESA - (a parte) una cosa inaudita! (Ad alta voce) E il signor di Chantelaur che parte rappresentava in questo piccolo romanzo?

PINTEAU - Chantelaur? Ma egli non rappresentava alcuna parte alcuna

LA MARCHESA - (con ironia) Ne siete sicuro?

PINTEAU - Assolutamente sicuro.

LA MARCHESA - (a parte, guardandolo) No, troppo grottesco! (Ad alta voce) Ebbene! Avete torto, mio caro signor Pinteau Linganno cade sopra lingannatore!

PINTEAU - Come?

LA MARCHESA - Mentre voi vi burlavate del signor di Chantelaur davanti agli elettori, egli si burlava di voi con la signorina Zenaide.

PINTEAU - Lui? Eh, via!

LA MARCHESA - (traendo di tasca la fotografia di Zenaide) La conoscete!? (Gliela d)

PINTEAU - (stupito) Il ritratto di Zenaide! Ah!

LA MARCHESA - Voltatelo e leggete ci che vi scritto!

PINTEAU - (dopo aver letto, sottovoce) Grotta dellArcata (Legge bisbigliando)

LA MARCHESA - Leggete forte, ve ne prego!

PINTEAU - No, so di che si tratta! (Mette la fotografia in tasca)

LA MARCHESA - Scusate, rendetemela.

PINTEAU - No, sarebbe inutile per me!

LA MARCHESA - Come! Quella fotografia per voi?

PINTEAU - S. precisamente laspettavo.

LA MARCHESA - Non avete dunque letta la dedica? Al conte di. Chantelaur, ricordi eterni! Voi non siete il conte di Chantelaur, mimmagino!

PINTEAU - Mio Dio! Signora Marchesa; uno scherzo, un semplice scherzo!

LA MARCHESA - Non capisco!

PINTEAU - (balbettando) Ecco! Le donne, lo sa non dico questo per lei, signora marchesa, le donne sogliono dare una maggiore importanza ai pregi fisici e alle qualit esterne, che alle solide e serie qualit morali! Esse vogliono essere abbagliate dalle apparenze! Io mi chiamo Eugenio Pinteau Non colpa mia, ma una cosa molto seccante Eugenio pu passare ma Pinteau! Leffetto disastroso! Le donne non hanno simpatia per questo nome!

LA MARCHESA - (contenendosi) Avete dunque preso per ci quello del conte di Chantelaur?

PINTEAU - Precisamente s Non potevo scegliere un nome pi bello, pi nobile!

LA MARCHESA - E produsse effetto sulla signorina Zenaide?

PINTEAU - Oh! Subito! Il migliore effetto!

LA MARCHESA - (scoppiando) Ebbene! Alla buonora! Voi fate poche cerimonie, voi! Lardire, chiamiamolo cos, non vi manca!

PINTEAU - Oh! Semplice scherzo, le dico, signora marchesa!

LA MARCHESA - Il signor di Chantelaur lo conosce, codesto scherzo?

PINTEAU - In fede mia, no, non gliene ho detto nulla!

LA MARCHESA - E non ha saputo nulla, lui che viveva con voi?

PINTEAU - No, nulla!

LA MARCHESA - Pare impossibile! Ma poich il signor di Chantelaur non si occupava n di politica n di galanteria che faceva dunque a Bombignac?

PINTEAU - (imbarazzato) Eh! Andava e veniva, passeggiava fra le montagne, visitava i monumenti. Ce ne sono molti!

LA MARCHESA - (a parte) Quale idea! Sarebbe per caso? Vado a sincerarmi! (Esce dal fondo)

PINTEAU - Gua! Dove va? Che interrogatorio! (Esaminando la fotografia) Cara Zenaide! proprio lei! Ma come diamine avr avuto questo ritratto?

SCENA VII

PINTEAU e CHANTELAUR

CHANTELAUR - (entrando dalla destra) Sei solo?

PINTEAU - S Puoi entrare Ah, amico mio! Che spiegazione tempestosa! Figurati

CHANTELAUR - Bene, mi racconterai ogni cosa per la strada Noi partiamo.

PINTEAU - Ancora?

CHANTELAUR - Allistante! Capirai che non tengo ad assistere allarrivo di Sidonia e alla piccola scena che ne risulter

PINTEAU - Ma fuggire cos lo stesso che proclamarti colpevole!

CHANTELAUR - E il mezzo di negare pi a lungo?

PINTEAU - Senti, sai che cosa farei, io nei tuoi panni? Confesserei tutto!

CHANTELAUR - Giammai!

PINTEAU - Otterresti il perdono, ne sono sicuro!

CHANTELAUR - Una moglie non perdona simili cose o, se perdona, non dimentica! E allora si ha una guerra continua in casa una guerra sorda, piena dinsinuazioni perfide e di allusioni trasparenti Un marito che confessa, perduto! Oh! Elena!

PINTEAU - Fra due minuti sar a tua disposizione! (Esce dalla sinistra, sul davanti. Elena, entra dalla sinistra, indietro)

SCENA VIII

CHANTELAUR, ELENA, poi MORARD

ELENA - (dolcemente e tristemente) Non vi seccher a lungo, Raimondo; non ho che poche cose a dirvi!

CHANTELAUR - Voi non mi seccate, Elena! (A parte) Si direbbe che ha pianto! (Ad alta voce) Al contrario, io sono lieto di vedervi ancora una volta, prima della mia partenza!

ELENA - (sussultando) Ah! Partite?

CHANTELAUR - Non forse quello che ho di meglio a fare? Vostra madre mi avvert dianzi che voi vi proponete di lasciare il castello, questa sera Vi cedo il posto!

ELENA - Mia madre esasperata; la collera la trascina!

CHANTELAUR - Essa mi ha fatto sapere inoltre che domani voi presenterete ai tribunali una domanda di separazione.

ELENA - Essa non padrona delle proprie parole Mi ha attribuito intenzioni non mie!

CHANTELAUR - Come?

ELENA - Qualunque cosa avvenga, io non dimenticher mai che mi chiamo la contessa di Chantelaur e non dar il vostro nome, il nostro, in preda allo scandalo e alla malignit pubblica! Sono vostra moglie, Raimondo; il mio posto qui, vicino a voi Ci vivr felice, se mi amate; infelice, se non mi amate pi!

CHANTELAUR - (a parte) Povera donna!

ELENA - (molto commossa) E a meno che unaltra non venga a scacciarmi

CHANTELAUR - Elena! Mia cara Elena!

ELENA - Ecco ci che tenevo a dirvi Quanto al passo che fa in questo momento il signor Des Vergettes, io mi sono opposta; voglio pure che lo sappiate! Se mia madre mi avesse dato ascolto, avrebbe rinunziato ad unidea che far nascere una situazione dolorosa per tutti e pu provocare una pubblicit che io desideravo evitare.

CHANTELAUR - Ah, perdinci causa di tutto lei!

ELENA - Di tutto? Lo confessate c qualche cosa?

CHANTELAUR - (vivamente) Io non confesso nulla non ho nulla a confessare Daltronde, se avessi voluto distrarmi, divertirmi che male ci sarebbe? Vi sono divertimenti legittimi e distrazioni permesse!

ELENA - Vorrei prestarvi fede e mi preme di conoscere la verit!

CHANTELAUR - La verit, mia cara Elena, che io ti amo che amo te sola te sola, intendi?

MORARD - (entrando precipitosamente, col cannocchiale in mano) Raimondo... Oh, mille scuse!

ELENA - Mi ritiro.

CHANTELAUR - S, va; ti raggiunger fra poco! Dico due parole al signor di Morard e sono con te

ELENA - (a parte) sincero? (Esce)

SCENA IX

CHANTELAUR, MORARD, poi PINTEAU

CHANTELAUR - Ebbene?

MORARD - Ho veduta la carrozza Saranno qui fra cinque minuti

CHANTELAUR - Ne sei sicuro?

MORARD - Sicurissimo! Ho riconosciuto benissimo il cavallo e la livrea

PINTEAU - (entrando dalla sinistra con una valigia in mano) Eccomi!

CHANTELAUR - Non partiamo pi.

PINTEAU - Oh! Hai cambiato idea?

MORARD - Ascoltate! (Va alla finestra di destra)

PINTEAU - Una carrozza!

CHANTELAUR - lei!

MORARD - (alla finestra) Entra nel cortile!

CHANTELAUR - Sono perduto! (cade annientato sopra una poltrona)

MORARD - Si ferma davanti alla scala Des Vergettes smonta (Mandano un grido) Ah! Mio Dio!

PINTEAU - caduto? (Va alla finestra di sinistra)

MORARD - (molto commosso) Non possibile!

PINTEAU - (alla finestra) Cielo! Zenaide!

CHANTELAUR - (alzandosi di scatto) Eh? Che? Zenaide? (Va alla finestra dalla quale Morard si allontanato) Ma non non Sidonia!

PINTEAU - (alla finestra, lieto) Eh, no! la signora di Valbois

MORARD - (a Chantelaur, addolorato) Amico mio, te ne supplico salvami!

CHANTELAUR - Da che cosa?

MORARD - Da Zenaide! Essa viene a rintracciarmi!

PINTEAU - (sempre alla finestra, a parte) Non pu vivere senza di me! Angelo caro!

CHANTELAUR - (lieto) Ma allora, sono salvo! Io son salvo!

MORARD - Io sono perduto!

PINTEAU - (scendendo sul davanti della scena, a Chantelaur) Ah, amico mio che donna! Vedrai!

CHANTELAUR - Chi? Che cosa?

PINTEAU - Vado ad incontrarla.

CHANTELAUR - Ma chi?

PINTEAU - Zenaide!

MORARD - (vivamente) No, no! Non ci andate!

PINTEAU - Perch?

CHANTELAUR - Dunque, la conosci?

PINTEAU - Se la conosco! Ma vero tu non sai non ti ho detto Ho passato vicino a lei i pi bei giorni della mia vita!

CHANTELAUR - Dove?

PINTEAU - A Bombignac! Essa stata la mia Egeria!

CHANTELAUR - E viene a trovarti?

PINTEAU - Mi adora!

MORARD - Bah!

CHANTELAUR - (irritato) E le hai dato appuntamento in casa mia?

PINTEAU - No, ma essa credeva, come tutti, che io fossi il conte di Chantelaur! (Chantelaur fa un movimento) E un giorno, chiacchierando, io le dissi che il mio castello si trovava nei dintorni di Poitiers!

CHANTELAUR - (furibondo) Come, ti servi del mio nome nelle tue avventure galanti?

PINTEAU - Niente affatto! Per, capirai benissimo che dal momento in cui laggi passavo pubblicamente per il conte di Chantelaur non potevo dire che mi chiamavo Pinteau nellintimit!

MORARD - Ha ragione!

PINTEAU - Per Bacco!

CHANTELAUR - (esasperato) Ah! Questa troppo grossa!

PINTEAU - Daltronde, perch essa non potrebbe venire qui, dal momento che io debbo sposarla?

MORARD - Eh?

CHANTELAUR - Le facesti una promessa?

PINTEAU - S; essa me la impose Del resto, non me ne lagno! La signora di Valbois vedova, marchesa e onesta.

MORARD - Eh! Via!

PINTEAU - Me lo disse lei medesima ed io sono

CHANTELAUR - E tu sei un asino!

PINTEAU - Eh?

CHANTELAUR - La tua vedova non mai stata maritata La tua marchesa non che una modista! E quanto alla sua onest, domanda a Morard ci che ne pensa! Egli la conosce benissimo come te!

PINTEAU - (a Morard) Sarebbe vero?

MORARD - Ahim, mio caro Pinteau! Regalai io stesso a Zenaide la villa di Valbois!

CHANTELAUR - Di cui essa prese il nome!

PINTEAU - Come? Non si chiama la signora di Valbois?

CHANTELAUR - S, ma cos, come tu ti sei chiamato Chantelaur!

PINTEAU - Ma allora essa si fatta gioco di me?

MORARD - Si chiama Dutrouchet!

PINTEAU - Oh!

CHANTELAUR - (esasperato) E ti parasti del mio nome per conquistare le buone grazie della signorina Dutrouchet! Dando cos a cotesta sgualdrina il diritto di spargere dappertutto la notizia del suo prossimo matrimonio con il conte di Chantelaur!

PINTEAU - La sola donna che mi abbia amato

CHANTELAUR - Non ti bastava di avermi fatto nominare deputato radicale bisognava inoltre che tu mi compromettessi con unavventuriera! Non sarebbe stato possibile andar pi in l! E sei mio amico, il mio migliore amico!

PINTEAU - Ah! Non ho fortuna

CHANTELAUR - Ed io?

MORARD - Non lo rimproverare troppo!

PINTEAU - Mi metter a riparare!

CHANTELAUR - Riparare? E come? Chi sa se non sia troppo tardi!

PINTEAU - Vado Confesser tutto! Sii tranquillo! (Esce dal fondo)

CHANTELAUR - (a Morard) Quanto a te, non bisogna che Zenaide sospetti la tua presenza qui Sarebbe capace di vendicarsi su te! Esci per il giardino e va a trovare Renata in fondo al parco Ritornerete quando la carrozza sar partita!

MORARD - Grazie! Scappo. (Esce dalla sinistra indietro)

CHANTELAUR - Ah! Respiro!

SCENA X

CHANTELAUR, LA MARCHESA e ELENA

LA MARCHESA - Ci avete propriamente beffate, mio signor genero!

CHANTELAUR - Io?

ELENA - Non siete andato a Bombignac?

CHANTELAUR - Eh?

LA MARCHESA - Non negate Ho le prove. Ho verificato i vostri bauli.

CHANTELAUR - Ci non mi sorprende!

LA MARCHESA - Essi non portano che due cartellini: da Poitiers a Parigi e da Parigi a Poitiers!

CHANTELAUR - Ebbene; s, vero! Non sono andato a Bombignac Vi mandai Pinteau in vece mia e col mio nome ed egli non fece altro che seguire le mie istruzioni.

ELENA - Ma perch?

CHANTELAUR - Ah! Perch? Mi annoiavo, qui mi annoiavo mortalmente! Ed afferrai il primo pretesto venuto, le elezioni, per cambiar aria e respirare liberamente.

ELENA - Allora non foste eletto voi?

CHANTELAUR - Per Bacco! fu eletto Pinteau!

ELENA - Ma le lettere che io ricevei?

CHANTELAUR - Ve le mand Pinteau.

ELENA - I giornali?

CHANTELAUR - Pinteau!

ELENA - E la fotografia? E la signorina Zenaide?

CHANTELAUR - Pinteau! Sempre Pinteau!

ELENA - Ma voi? Voi?

CHANTELAUR - Io andai a Parigi, per condurre durante quindici giorni, una vita confacente alla mia et, al mio patrimonio ed alla classe sociale a cui appartengo Rividi i miei amici, andai al circolo, alle corse, nei teatri, insomma presi la rivincita dellesistenza monotona che trasciniamo qui e che opera vostra, signora marchesa!

LA MARCHESA - Come! Son io?

CHANTELAUR - S voi, precisamente con le vostre esagerazioni mistiche e col vostro distacco dalle cose di questo mondo!

LA MARCHESA - Ma mi sembra

CHANTELAUR - Avete soppresso tutto: le feste, i balli, le riunioni gioconde Facciamo una vera vita da convento! Ebbene sono stanco Voi siete libera di prendere il velo, se cos vi piace ma perdio, non imponete la clausura, per forza, alla gente che non ha vocazione!

LA MARCHESA - Eh, mio Dio! Non andate in collera!

CHANTELAUR - Cos, mia cara Elena, noi riprenderemo, se lo vuoi, le nostre buone abitudini di una volta: rideremo, canteremo, balleremo, come nei primi giorni del nostro matrimonio. Siamo giovani; profittiamone!

LA MARCHESA - Bel programma!

CHANTELAUR - Voi non sarete costretta a conformarvici!

LA MARCHESA - Allora mi togliete mia figlia?

CHANTELAUR - Cara suocera, la moglie deve seguire il marito (Ridendo) Non vi dico questo perch il vostro vi ha preceduta in un mondo migliore

ELENA - Oh! Raimondo!

CHANTELAUR - Io scherzo (Alla Marchesa) Non mi serbate rancore? (Le bacia la mano)

SCENA ULTIMA

CHANTELAUR, LA MARCHESA, ELENA, PINTEAU, RENATA, MORARD

CHANTELAUR - Le hai detto il tuo nome?

PINTEAU - S; e come sempre esso ha prodotto il suo effetto!

CHANTELAUR - ripartita?

PINTEAU - Al braccio di Des Vergettes!

CHANTELAUR - Buon viaggio!

LA MARCHESA - Spero che darete la vostra dimissione!

CHANTELAUR - Con entusiasmo.

LA MARCHESA - Una dimissione netta e motivata, che faccia sparire ogni malinteso

PINTEAU - Me ne incarico io Spiegher tutto! (Morard e Renata entrano dal fondo, tenendosi per mano)

ELENA - Raimondo, guarda che bella coppia!

LA MARCHESA - Mia cara Renata, il signor di Morard ci fa lonore di chiedere la tua mano Che bisogna rispondergli?

RENATA - Bisogna lasciargliela!

MORARD - Davvero, marchesa, io non so come esprimerle

CHANTELAUR - E me, non mi si consulta?

MORARD - Ti opporresti?

CHANTELAUR - No, acconsento! (sottovoce) Ma a un patto: ci divideremo la suocera met per uno.

SIPARIO

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