Il Dio Del Massacro
(Ispiratore del film"Carnage")
di Yasmina Reza
Personaggi:
Beatrice Houlli
Massimo Houlli
Giulia Reille
Damiano Reille
(Tutti tra i quaranta e i cinquant'anni).
Un salotto.
Nessun realismo.
Nennun elemento inutile.
Gli Houlli e i Reille, seduti gli uni di fronte agli altri.
Si deve capire subito che si in casa degli Houlli e che le due coppie hanno appena fatto conoscenza.
Al centro, un tavolino basso con molti libri d'arte.
Nei vasi due grandi mazzi di tulipani.
Regna un'atmosfera computa, cordiale e tollerante.
Beatrice: Ecco la nostra dichiarazione... Voi naturalmente farete la vostra... "Il 3 novembre, alle 17 e 30, ai giardinetti di square de l'Aspirant-Dunant, a seguito di un alterco, Ferdinand Reille, di anni undici, armato di un bastone, ha colpito in faccia nostro figlio Bruno Houlli. Le conseguenze di tale atto sono, oltre alla tumefazione del labro superiore, la rottura dei due incisivi e una lesione del nervo dell'incisivo destro"
Damiano: Armato?
Beatrice: Non le piace "armato"? Che cosa mettiamo, Massimo? Munito, dotato? Munito di un bastone, va bene?
Damiano: S, munito
Massimo: Munito di un bastone.
Beatrice: (Corregge) Munito. L'assurdo che abbiamo sempre considerato i giardinetti di square de l'Aspirant-Dunant un'oasi di sicurezza, a differenza del parco Montsouris.
Massimo: S, vero. Abbiamo sempre detto il parco Montsouris no, i giardinetti di square de l'Aspirant-Dunant s.
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Beatrice: Capirai! Comunque grazie di essere venuti. A lasciarsi condizionare dall'emotivit ci si perde sempre.
Giulia: Siamo noi a ringraziarvi. Siamo noi.
Beatrice: Secondo me non c' niente da ringraziare. Per fortuna esiste ancora la civile convivenza no?
Damiano: Che i ragazzi non sembrano aver assimilato. Insomma, voglio dire il nostro.
Giulia: Il nostro, s! ... E che cosa succeder al dente con il dente lesionato? ...
Beatrice: Be', non si sa. La prognosi ancora riservata. A quanto pare il nervo non del tutto scoperto.
Massimo: scoperto solo in un punto.
Beatrice: S. C' una parte scoperta e una parte che ancora protetta. Di consegurenza, per il momento non lo devitalizzano.
Massimo: Cercano di salvare il dente.
Beatrice: Sarebbe comunque preferibile evitare la devitalizzazione.
Giulia: S...
Beatrice: Insomma lo tengono sotto controllo per un po' sperando che il nervo recuperi.
Massimo: Nel frattempo gli faranno una capsula provvisoria in ceramica.
Beatrice: Ad ogni modo, non si possono mettere protesi prima dei diciott'anni.
Massimo: No.
Beatrice: Le protesi definitive vengono messe solo quando la crescita terminata.
Giulia: Certo. Spero che... Spero che andr tutto bene.
Beatrice: Speriamo.
Leggera esitazione.
Giulia: Sono splendidi questi tulipani.
Beatrice: Li ho presi dal fioraio del mercato Mouton-Duvernet. Sa, quello piccolo su in alto.
Giulia: Ah s.
Beatrice: Attivano tutte le mattine direttamente dall'Olanda, 10 il mazzo da cinquanta.
Giulia: Ah!
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Beatrice: Quello che sta proprio in alto, ha presente?
Giulia: S, s.
Beatrice: Lo sa che Bruno non voleva denunciare Ferdinand?
Massimo: No, non voleva.
Beatrice: Era impressionante vedere quel bambino, che con la faccia rovinata e i denti rotti, che si rifiutava di parlare.
Giulia: Immagino.
Massimo: Per essere onesti, Beatrice, non era solo coraggio, era anche la paura di passare per uno spione davanti ai compagni.
Beatrice: Certo ma anche il senso della collettivit una forma di coraggio.
Giulia:Naturalmente... E come...? Insomma voglio dire come siete riusciti a tirargli fuori il nome di Ferdinand? ...
Beatrice: Perch abbiamo spiegato a Bruno che proteggendo quel bambino gli faceva un cattivo servizio.
Massimo: Gli abbiamo detto, se quel bambino pensa di poter continuare a menare gli altri senza essere disturbato, perch dovrebbe smettere?
Beatrice: Gli abbiamo detto, se fossimo stati i genitori di quel bambino, avremmo voluto assolutamente essere informati.
Giulia: Ma certo.
Damiano: S... (il suo cellulare vibra). Chiedo scusa... (si allontana dal gruppo; mentre palra tira fuori di tasca un quotidiano)... S Maurice, grazie di avernmi richiamato. Bene, ecco che cosa scrivere "Les chos" di stamattina: "Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista inglese "Lancet" e ripresa ieri dal telegiornale, due scienziati australiani avrebbero messo in luce gli essetti neurologici dell'Antril, farmaco contro l'ipertensione dei laboratori Verenz-Pharma, che vanno dal calo dell'udito all'atassia" ... Ma chi si occupa di monitorare i media da voi? ... S, una vera rottura di scatole... No, ma a me quello che mi rompe di pi che avete un'assemblea generale tra quattordici giorni. Avete predisposto un accantonamento per le spese di questo contenzioso? ... Ok... E, Maurice, chieda al direttore della comunicazione se la noitizia stata data altrove... A fra poco. (Chiude il cellulare) ... Scusatemi.
Massimo: Lei ...
Damiano: Avvocato.
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Giulia: E lei?
Massimo: Io faccio il grossista di articoli casalinghi. Beatrice scrittrice, e lavora part-time in una libreria d'arte e di storia.
Giulia: Scrittrice?
Beatrice: Ho partecipato a un'opera collettiva sulla civilt sabea, sulla base degli scavi ripresi alla fine della guerra fra l'Etiopia e l'Eritrea. E in gennaio esce un mio libro sulla tragedia del Darfur.
Giulia: una studiosa dell'Africa.
Beatrice: Diciamo che mi interesso a quella parte del mondo.
Giulia: Ha altri figli?
Beatrice: Bruno ha una sorella di nove anni, Camille. Che arrabbiata con il padre perch stanotte si sbarazzato del criceto.
Giulia: Lei si sbarazzato del criceto?
Massimo: S. Di notte quel criceto fa un rumore spaventoso. Sono esseri che dormono di giorno. Bruno soffriva, era esasperato dal rumore del criceto. O, per la verit, era da tanto che avevo voglia di sbarazzarmene, allora ho pensato, adesso basta, l'ho preso e l'ho portato in strada. Credevo che a quegli animaletti piacessero i canaletti di scolo, lo fogne, e invece no, stava l, paralizzato sul marciapiede. In realt, non sono n animali domestici, n animali selvatici, chiss qual il loro ambiente naturale. Li metti in una radura, e neanche l sono contenti. Dove diavolo bisogna metterli?
Giulia: E l'ha lasciato in strada?
Beatrice: S, l'ha lasciato, e ha cercato di far credere a Camille che era scappato. Ma lei non ci cascata.
Damiano: E stamattina il criceto era sparito?
Massimo: Sparito.
Beatrice: E lei, di che si occupa?
Giulia: Sono consulente patrimoniale.
Beatrice: Pensate che... Scusate se ve lo cheido in modo cos diretto, che Ferdinand portebbe fare le sue scuse a Bruno?
Damiano: Dovrebbero parlarsi.
Giulia: Deve scusarsi, Damiano. Deve dirgli che gli dispiace.
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Damiano: S, s. Certamente.
Beatrice: Ma gli dispiace davvero?
Damiano: Si rende conto di aver sbagliato. Ma non immaginava le conseguenze del suo gesto. Ha undici anni.
Beatrice: A undici anni non si pi bambini
Massimo: Ma neanche adulti! Possiamo offrirvi qualcosa? Caff, t... C' rimasto un po' di clafoutis, Bea? Un clafoutis eccezzionale!
Damiano: Un caff lo prendo volentieri.
Giulia: Un bicchiere d'acqua.
Massimo: (a Beatrice che sta uscendo dalla stanza) Un caff anche per me, amore, e porta il clafoutis. (Dopo una pausa) Io lo dico sempre, siamo un ammasso di argilla al quale bisogna dare una forma. Ma forse ci accadr solo alla fine. Chi lo sa?
Giulia: Mmm...
Massimo: Il clafoutis lo dovete assaggiare. Mica facile fare un buon clafoutis.
Giulia: vero.
Damiano: Che cosa vende?
Massimo: Ferramenta e casalinghi. Serrature, maniglie, metallo per saldature, e anche pentole, tegami, padelle...
Damiano: E se la cava?
Massimo: Be', sa, gli anni dell'euforia noi non li abbiamo vissuti, quando abbiamo cominciato era gi dura. Ma se esco di casa ogni mattina con la mia borsa e il mio catalogo, me la covo. Non come nel tessile, non dipendiamo dalle stagioni, certo, la terrina per il foie gras la vendo di pi in dicembre!
Damiano:Gi...
Giulia: Quando ha visto che il criceto stava l, paralizzato sul marciapiede, perch non lo ha riportato a casa?
Massimo: Perch non potevo prenderlo con le mani, pi forte di me.
Giulia: Lo aveva pur messo sul marciapiede.
Massimo: Ce l'ho portato nella sua scatola e l'ho capovota. Non posso toccare quelle bestie.
Torna Beatrice con un vassoio. Bevande e clafoutis.
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Beatrice: Non so chi ha messo il clafuitis nel frigo. Monica ficca tutto nel frigo, non
c' niente da fare. Che cosa vi dice Ferdinand? Zucchero?
Damiano: No, no. Che c' nel clafoutis?
Beatrice: Mele e pere.
Giulia: Mele e pere?
Beatrice: una mia ricetta (taglia alcune fette e serve alcune fette). Peccato, sar troppo freddo.
Giulia: Ah s?
Beatrice: Bisogna che la pera sia tagliata a fette pi spesse della mela. Perch la pera cuoce pi in fretta della mela.
Giulia: Ah ecco.
Massimo: Ma non ha detto qual il vero segreto.
Beatrice: Lasciali assaggiare.
Damiano: Ottimo. Ottimo.
Giulia: Squisito.
Beatrice: ... Qualche briciola di panpepato!
Giulia: Geniale.
Beatrice: una variante del clafoutis piccardo. Per essere onesta, l'ho imparato da sua madre.
Damiano: Panpepato, delizioso... Se non altro abbiamo scoperto una nuova ricetta.
Beatrice: Veramente avrei preferito che mio figlio non perdesse due denti.
Damiano:Ma ovvio, questo volevo dire!
Giulia: Certo che lo hai detto in modo strano.
Damiano:Ma no, io... (cellulare vibra, lui guarda lo schermo) ... Devo proprio rispondere... S Maurice... Ah no, niente diritto di replica, rischiate di alimentare la polemica... C' stato un accantonamento?... Mmm, mmm... Cosa sono questi disturbi, cos' l'atassia?... in dose normale?... Da quando lo sapete?... E da allora non lo avete ritirato dal commercio?... A quanto ammonta il fatturato?... Ah s. Capisco... D'accordo (Chiude e compone subito un'altro numero, continuando a divorare il clafoutis).
Giulia: Damiano, cerca di stare un po' con noi.
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Damiano: S, s, subito... (cellulare)... Serge?... Sono due anni che sanno dei rischi... Un rapporto interno, ma nessun effetto collaterale stato formalmente accertato... No,
nessuna misura precauzionale, nessun accantonamento, e neanche un cenno nel rapporto annuale... Cammini a zig zag, non ti reggi in piedi, insomma come se fossi sempre ubriaco... (ride con il suo assistente)... Fatturato, 150 milioni di dollari... Negare su tutta la linea... Voleva che pubblicassimo una smentita quell'idiota. ovvio che non lo faremo, ma se qualche giornale torna sull'argomento si pu fare una comunicazione del tipo, un tentativo di intimidazione a 15 giorni dall'assemblea generale... Deve richiamarmi... Ok (chiude il telefono)... In realt non ho avuto quasi il tempo di pranzare.
Massimo: Si serva, si serva.
Damiano: Grazie. Non faccio complimenti. Che stavamo dicendo?
Beatrice: Che sarebbe stato pi piacevole incontrarci in circostanze diverse.
Damiano: Ah s, certo. Diceva che questo clafoutis gliel'ha insegnato sua madre?
Massimo: La ricetta di mia madre, ma lo ha fatto Bea.
Beatrice: Tua madre non mette insieme le pere e le mele!
Massimo: No.
Beatrice: Dev'essere operata, poverina.
Giulia: Ah s? A che cosa?
Beatrice: Al ginocchio.
Massimo: Le mettono una protesi in metallo e polietilene. E lei si domanda che fine far quando sar cremata.
Beatrice: Sei cattivo.
Massimo: Non vuole essere sepolta insieme a mio padre. Vuole essere cremata e messa accanto a sua madre che tutta sola nel Midi. Due urne che chiaccherano di fronte al mare. Ah, ah!
Pausa sorridente.
Giulia: Siamo commossi dalla vostra generosit, apprezziamo molto che cerchiate di appianare la situazione invece di inasprirla.
Beatrice: il minimo che possiamo fare.
Massimo: Proprio cos.
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Giulia: No, no. Quanti genitori si schierano dalla parte dei figli comportandosi anche loro in modo infantile. Se fosse stato Bruno a spaccare due denti a Ferdinand,
mi chiedo se Damiano ed io non avrebbo avuto una reazione pi epidermica. Non sono sicura che avremmo dato prova di tanta larghezza di vedute.
Massimo: Ma come no?
Damiano: Giulia ha ragione. Non sicuro.
Massimo: S invece. Perch benissimo tutti quanti che poteva succedere il contrario.
Esitazione
Beatrice: E Ferdinand che cosa dice? Come vive la situazione?
Giulia: Non parla molto. disorientato credo.
Beatrice: Si rende conto di aver sfigurato un compagno?
Damiano: No. No, non si rende conto di aver sfigurato un compagno.
Giulia: Ma perch dici questo? Ferdinand se ne rende conto eccome!
Damiano: Si rende conto di essersi comportato in modo violento, non di aver sfigurato un compagno.
Beatrice: La parola non le piace, ma purtroppo quella giusta.
Damiano: Mio figlio non ha sfigurato vostro figlio.
Beatrice: Suo figlio ha sfigurato nostro figlio. Tornate qui alle 5 e vedrete la sua bocca e i suoi denti.
Massimo: Momentaneamente sfigurato.
Damiano: La bocca si sgonfier, e per quanto riguarda i denti, se bisogner portarlo dal miglior dentista, sono pronto a partecipare alle...
Massimo: Per questo c' l'assicurazione. Ma noi vorremmo che i bambini facessero pace e che episodi di questo tipo non si ripetessero.
Giulia: Organizziamo un incontro.
Massimo: S. Buona idea.
Beatrice: Con no presenti?
Damiano: Non hanno bisogno di essere monitorati. Lasciamo che se la sbrighino tra uomini.
Giulia: Tra uomini, Damiano, assurdo. Per vero, forse non c' bisogno di noi. Sarebbe meglio che non ci fossimo, no?
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Beatrice: La questione non che noi ci siamo o no. La questione se loro desiderano parlarsi, se desiderano avere un chiarimento...
Massimo: Bruno lo desidera.
Beatrice: Ma Ferdinand?
Giulia: Non gli chiederemo la sua opinione.
Beatrice: La cosa deve partire da lui.
Giulia: Ferdinand si comporta come un teppistello non ci interessano i suoi stati d'animo.
Beatrice: Se Ferdinand incontra Bruno per una sorte di coercizione punitiva, non vedo cosa possa uscirne di buono.
Damiano: Signora, nostro figlio un selvaggio. Sperare in un suo pentimento spontaneo inverosimile. Scusate, sono spiacente ma devo tornare in studio. Giulia, tu rimani, mi racconterete poi cosa avete deciso, in effetti non servo a niente. La donna pensa che ci vuole l'uomo, ci vuole il padre, come se servisse a qualcosa. L'uomo un fagotto che la donna si tira dietro, quindi goffo, molesto ah, da qui si vede la sopraelevata, che buffo.
Giulia: Sono mortificata, ma neanche io posso tratterenrmi... Mio marito non mai stato uno di quelli che porta a spasso i figli nel passeggino! ...
Beatrice: Peccato. bellissimo prtare a spasso un bambino. Quel momento dura cos poco. A te, Massimo, ti piaceva occuparti dei bambini, eri felici di portarli n passeggino.
Massimo: S, s.
Beatrice: Allora cosa decidiamo?
Giulia: Che ne dite di passare da noi verso le 19e30 con Bruno?
Beatrice: 19e30?... Che ne pensi, Massimo?
Massimo: Io... Se posso permettermi...
Giulia: Dica pure.
Massimo: Penso che dovrebbe essere Ferdinand a venire da noi.
Beatrice: S, sono d'accordo.
Massimo: Non tocca alla vittima spostarsi.
Beatrice: vero.
Damiano: Io alle 19e30 non posso essere da nessuna parte.
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Giulia: Non abbiamo bisogno di te visto che non servi a niente.
Beatrice: Per sarebbe meglio che il padre ci fosse
Damiano: (Il cellulare vibra) S, ma allora non stasera, pronto... Nel bilancio non se ne fa cenno. Ma il rischio non stato formalmente accettato. Non ci soono prove... (Chiude)
Beatrice: Domani?
Damiano: Domani sono all'Aia.
Beatrice: Lei lavora all'Aia?
Damiano: Sostengo una causa alla Corte Internazionale.
Giulia: L'importante che i ragazzi si parlino. Accompagner Ferdinand da voi alle 19e30 e lasceremo che abbiano un chiarimento. No? Non sembrate convinti.
Vronique: Se Ferdinand non si assumesse le sue responsabilit, si guarderanno in cagnesco e sar un disastro.
Damiano: Che cosa intende dire, signora? Cosa significa che deve assumersi le sue responsabilit?
Beatrice: Vostro figlio non un selvaggio.
Giulia: Ferdinand non affatto un selvaggio.
Damiano: S invece.
Giulia: Damiano, che sciocchezza, perch dici una cosa simile?
Damiano: un selvaggio.
Massimo: Come spiega il suo gesto?
Giulia: Vuole parlarne.
Beatrice: Ma dovrenne parlarne.
Damiano: Quante cose dovrebbe fare, signora. Dovrebbe venire qui, dovrebbe parlarne, dovrebbe pentirsi, a quanto pare lei ha delle competenze che a noi mancano, cercheremo di migliorare ma nel frattempo sia indulgente.
Massimo: Su, su! un peccato salutarci in questo modo!
Beatrice: Ma io parlo per lui, parlo per Ferdinand.
Damiano: Lo avevo capito.
Giulia: Sediamoci ancora 2 minuti.
Massimo: Un altro caffettino?
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Damiano: Vada per il caff.
Giulia: Anche per me allora. Grazie.
Massimo: Lascia stare, Bea, ci penso io.
Esitazione.
Giulia sposta delicatamente qualcuno dei molti libri d'arte che stanno sul tavolino.
Giulia: Lei un'appassionata di pittura vedo.
Beatrice: Di pittura. Di fotografia. un po' il mio mestiere.
Giulia: Anch'io adoro Bacon.
Beatrice: Ah s, Bacon.
Giulia: (girando le pagine)... Crudelt e splendore.
Beatrice: Caos. Equilibrio.
Giulia: S...
Beatrice: Ferdinand si interessa all'arte?
Giulia: Non quanto dovrebbe... I suoi figli si?
Beatrice: Tentiamo. Tentiamo di compensare le carenze dell'insegnamento scolastico in queste materie.
Giulia: Gi...
Beatrice: Tentiamo di farli leggere. Di portarli ai concerti, alle mostre. Forse sbagliamo, ma crediamo al potere pacificante della cultura!
Giulia: Ha ragione...
Rientra Massimo con i caff.
Massimo: Il clafoutis una torta o una crostata? una domanda seria. Ci pensavo in cucina, perch la Linzertorte una crosta? Andiamo, andiamo, non lasceremo questa fettina.
Beatrice: Il clafoutis una torta. La pasta non viene stesa ma mescolata con la frutta.
Damiano: Lei una vera cuoca.
Beatrice: che mi piace. La cucina ti deve piacere. Secondo me, solo la crostata classica, cio fatta stendendo la pasta, merita il nome di crostata. E voi, avete altri figli?
Damiano: Ho un figlio dal mio primo matrimonio.
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Massimo: Mi stavo chiedendo, bench non abbia nessuna importanza, qual stato il motivo della lite. Su questo punto Bruno non ha aperto bocca.
Giulia: Bruno si rifiutato di far entrare Ferdinand nella sua banda.
Beatrice: Bruno ha una banda?
Damiano: S, e ha accusato di aver fatto la spia.
Beatrice: Tu lo sapevi che Bruno aveva una banda?
Massimo: No. E la cosa mi riempie di gioia.
Beatrice: Perch la cosa ti riempie di gioia?
Massimo: Perch anch'io ero un capo banda.
Damiano: Anch'io.
Beatrice: Che vuol dire essere capo banda?
Massimo: Che ci sono 5 o 6 ragazzi che ti adorano e sono pronti a sacrificarti per te. Come in Ivanhoe.
Damiano: Proprio cos, come Ivanhoe!
Beatrice: Ma chi conosce Ivanhoe oggi come oggi?
Damiano: Prendono in modello qualcun'altro. Tipo l'uomo ragno.
Vronique: Vedo che ne sapete pi di noi. Dunque alla fine Ferdinand qualche cosuccia l'ha detto. E perch lo ha accusato di aver fatto la spia? No, una domanda stupida. E poi me ne infischio, non questo il punto.
Giulia: Non possiamo entrare nelle liti tra bambini.
Beatrice: Non ci riguardano.
Giulia: No.
Beatrice: In compenso quello che putroppo successo ci riguarda eccome. La violenza ci riguarda.
Massimo: Quando ero capobanda, in quinta elementare, ho fatto a pugni con Didier Leglu, che era pi forte di me, e gliele ho date.
Beatrice: E con questo? Non centra niente, Massimo.
Massimo: No, vero, non centra niente.
Beatrice: Non stiamo parlando di un incontro di boxe. I bambini non hanno fatto a pugni.
Massimo: Va bene, va bene. Era giusto un ricordo.
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Damiano: Non c' poi tanta differenza.
Beatrice: Eccome se c'. Mi consenta, signor Reille, c' una bella differenza.
Massimo: Una bella differenza.
Damiano: Quale?
Massimo: Io e Didier Leglu eravamo d'accordo per fare a pugni.
Damiano: E lei gliele ha suonato di brutto?
Massimo: Be', s, abbastanza.
Beatrice: Sentite, dimentichiamo Didier
Leglu. Mi autorizzate a parlare con Ferdinand?
Giulia: Ma certo!
Beatrice: Perch non vorrei farlo se non siete d'accordo.
Giulia: Gli parli pure. Mi sembra normale.
Damiano: In bocca al lupo.
Giulia: Piantala, Damiano. Non ti capisco.
Damiano: La signora animata da...
Beatrice: Beatrice. Ce la caveremo meglio se lasceremo perdere questo signora e signore.
Damiano: Beatrice, lei motivata da un'ambizione pedagogica, per altro simpatica...
Beatrice: Se non vuoleche gli parli, non gli parler.
Damiano: Ma gli parli, gli faccia la sua bella predica, faccia quello che vuole.
Beatrice: Non capisco perch lei si sente cos poco coinvolto.
Damiano: Lei non immagina signora...
Massimo: Beatrice.
Damiano: Lei non immagina, Beatrice, quanto mi sento coinvolto. Mio figlio fersce un altro bambino...
Beatrice: Volontariamente.
Damiano: Ecco, questo il genere di osservazione che mi manda in bestia. Volontariamente, lo sappiamo.
Beatrice: Ma la differenza tutta qui.
Damiano: La differenza tra cosa e cosa? d questo che stiamo parlando.nostro figlio ha preso un bastone e ha menato il vostr. Perci siamo qui, no?
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Giulia: una discussione sterile.
Massimo: S, Giulia ha ragione, questo modo di affrontare l'argomento sterile.
Damiano: Perch prova il bisogno di infilarci quel "volontariamente"? Che genere di lezione intende darmi?
Giulia: Sentite, stiamo scivolando nel ridicolo, mio marito angosciato da altri problemi, io torno qui stasera con Ferdinand e lasceremo che le cose si sistemino naturalmente.
Damiano: Io non sono affatto angosciato.
Giulia: Be', io s.
Massimo: Non abbiamo nessuna ragione di essere angosciati.
Giulia: S invece.
Damiano: (vibra il cellulare) ... Non risponda... No commente... Ma no che non lo deve ritirare! Se lo ritira, si dichiara responsabile... Ritirare l'Antrill significa riconoscere la sua responsabilit! Nei rendiconti annuali non c' nente. Se vuol essere accusato di falso in bilancio e scaricato nel giro di 15 giorni, allora lo ritiri dal commercio...
Beatrice: Alla festa della scuola, l'anno scorso, era Ferdinand che faceva Monsieur de...?
Giulia: Monsieur de Pourceaugnac.
Beatrice: Monsieur de Pourceaugnac.
Damiano: Alle vittime ci penseremo dopo l'assemblea, Maurice... Decideremo dopo l'assemblea in base all'andamento del titolo...
Beatrice: Era bravissimo.
Giulia: Gi...
Damiano: Non ritireremo il farmaco per tre tizi che camminano di traverso!... Non rilasci dichiarazioni per il momento... S. A tra poco... (interrompe la comunicazione e chiama il suo assistente).
Beatrice: Ce lo ricordiamo bene in "Monsieur de Pourceaugnac", te lo ricordi, Massimo?
Massimo: S, s...
Beatrice: E com'era buffo vestito da donna.
Giulia: Gi...
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Damiano: (All'assistente) ... Stanno perdendo la testa, hanno tutti i media addosso, fa' preparare un comunicato che non suoni assolutamente come una difesa, anzi andateci gi duri, insistete sul fatto che la Verenz-Pharma vittima di un tentativodi destabilizzazione a 15 giorni dall'assemblea generale, a da dove arriva questa ricerca, e come mai salta fuori proprio adesso, eccetera. Silenzio assoluto sul problema della salute, una sola domanda: Chi c' dietro quella ricerca?... Bene (chiude).
Breve esitazione
Massimo: Sono tremendi questi laboratori farmaceutici. Pensano solo al profitto.
Damiano: Nessula la prega di ascoltare le mie telefonate.
Massimo: E lei nessuno la obbliga a farle davanti a me.
Damiano: Purtroppo invece ci sono proprio costretto. Ne farei volentieri a meno, mi creda.
Massimo: Quelli ti rifilano la loro robaccia senza il minimo scrupolo.
Damiano: In campo terapeutico, ogni passo avanti comporta un beneficio e un rischio.
Massimo: S, capisco. Ci non toglie... Certo che lei fa un mestiere curioso.
Damiano: Che intende dire?
Beatrice: Massimo, questo non ci riguarda.
Massimo: Un mestiere curioso.
Damiano: E lei, che cosa fa?
Massimo: Io faccio un mestiere normale.
Damiano: Ecosa sarebbe un mestiere normale?
Massimo: Glel'ho detto, vendo pentole.
Damiano: E maniglie.
Massimo: E dispositivi per gabinetti. E poi un mucchio di altre cose.
Damiano: Ah, dispositivi per gabinetti. Mi piace. M'interessa.
Giulia: Damiano.
Damiano: S, m'interessa. Il dispositivo dei gabinetti m'interessa.
Massimo: Perch non dovrebbe?
Damiano: Di quanti tipi ne ha?
Massimo: Ci sono due sistemi. A pulsante o a catenella.
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Damiano: Ah bene.
Massimo: Dipende dall'alimentazionone.
Damiano: E gi.
Massimo: A seconda che l'acqua arrivi dall'alto o dal basso.
Damiano: Gi.
Massimo: Se vuole, posso presentarle uno dei miei magazzienieri, specialista nel settore. Ma dovr venire a Saint-Denis-La Plaine.
Damiano: Lei mi molto competente.
Beatrice: Contate di punire Ferdinand in qualche modo? Voi due continuerete a discutere di problemi idraulici in un ambiente pi adeguato.
Giulia: Non mi sento bene.
Beatrice: Che cos'ha?
Damiano: Ah s, la trovo un po' pallida.
Giulia: Ho la nausea.
Beatrice: Nausea?... In casa ho il Plasil...
Giulia: No, no... Passer...
Beatrice: Che cosa potrei...? Della Coca-Cola. S, la coca cola va benissimo (va subito a prenderla).
Giulia: Passer...
Massimo: Cammini un po'. Faccia due passi.
Giulia fa due passi.
Beatrice torna con la Coca-Cola.
Giulia: sicura?...
Beatrice: S, s. A piccoli sorsi.
Giulia: Grazie...
Damiano: (ha richiamato con discrezione lo studio) ... Mi passi Serge per favore... Ah d'accordo... Mi faccia chiamare, mi faccia chiamare subito... (chiude). La Coca-Cola va bene? Non va bene piuttosto per la diarrea?
Bearique: Non soltanto. (Ad Giulia) S sente meglio?
Giulia: S, meglio... Signora, se decidiamo di dare una lezione a nostro figlio, lo facciamo a modo nostro e senza dover rendere conto a nessuno.
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Massimo: Certamente.
Beatrice: Come sarebbe Certamente Massimo?
Massimo: Con il figlio sono liberi di fare quello che vogliono.
Beatrice: Non sono d'accordo.
Massimo: Su che cosa non sei d'accordo, Bea?
Beatrice: Che siano liberi.
Damiano: Ah s? Si spieghi meglio (il cellulare vibra). Scusate... (All'assistente) Perfetto... Ma ricordati, non ci sono prove, non c' nessuna certezza...Non fate pasticci, se sgarriamo su questa faccendo, tempo 14 giorni Maurice salta e noi con lui.
Giulia: Basta, Damiano! Piantala adesso con quel cellulare! Sta' con noi, cazzo!
Damiano: S... Mi richiami e me lo leggi (chiude). Ma che ti prende? Sei pazza ad urlare in quel modo? Serge ha sentito tutto!
Giulia: Meglio cos! una rottura di palle questo cellulare, e dacci un taglio!
Damiano: Senti Giulia, ho gi fatto lo sforzo di essere qui...
Beatrice: Questa poi.
Giulia: Sto per vomitare.
Damiano: Ma no che non vomiti.
Giulia: S invece...
Massimo: Vuole andare in bagno?
Giulia: (Ad Damiano) Nessuno ti costringe a restare...
Beatrice: No, nessuno lo costringe a restare.
Giulia: Mi gira la testa...
Damiano: Guarda un punto fisso. Guarda un punto fisso, Chips.
Giulia: Vattene, lasciami stare.
Beatrice: Sarebbe meglio che andasse in bagno comunque.
Damiano: Non sar stato mica il clafoutis?
Beatrice: Ma se l'ho fatto ieri!
Giulia: (Ad Damiano) Non toccarmi!...
Damiano: Calmati Chips.
Massimo: Per favore, non vale la pena arrabbiarsi per questo!
Giulia: Per mio marito, tutto quello che riguarda casa, scuola, giardino tocca a me.
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Damiano: Ma no!
Giulia: Come no. E ti capisco. micidiale tutto questo. Micidiale.
Beatrice: Se cos micidiale perch mettere al mondo dei figli?
Massimo: Forse Ferdinand percepisce questo disinteresse
Giulia: Quale disinteressse!?
Massimo: L'ha detto lei...
Giulia ha un violento conato di vomito.
Un getto prepotente e catastrofico investe in parte Damiano.
Anche i libri d'arte sul tavolino ne sono inzaccherati.
Massimo: Va' a prendere una bacinella, va' a prendere una bacinella!
Beatrice si precipita a prendere una bacinella mentre Massimo le allunga il vassoio dei caff, per ogni evenienza.
Giulia ha un'altro conato ma non viene fuori niente.
Damiano: Era meglio se andavi in bagno Chips, assurdo!
Massimo: Gi, ne ha pagato le spese il vestito
Beatrice torna di corsa con una ba ha un violento conato di vomito.
Un getto prepotente e catastne data ad Giulia
Beatrice: Non pu essere stato il clafoutis, sono sicura.
Massimo: Il clafoutis non centra dipende dai nervi. Dipende dai nervi.
Beatrice: (Ad Damiano) Vuole andare a ripulirsi in bagno?Accidenti, il mio Kokooschka! Santo celo!
Giulia vomita un po' di bile nella bacinella.
Massimo: E dalle questo Plasil!
Beatrice: Non subito, non pu buttar gi niente adesso.
Damiano: Dov' il bagno?
Beatrice: Venga con me
Beatrice e Damiano escono
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Massimo: Sono i nervi. una crisi di nervi. Lei una mamma, Giulia. Che lo voglia o no. Capisco che sia angosciata.
Giulia: Mmm
Massimo: Io dico una cosa, non si pu dominare quello che ci domina.
Giulia: Mmm...
Massimo: A me per esempio mi prende a livello cervicale. Mi si blocca la cervicale.
Giulia: Mmm ... (un altro po' di bile)
Beatrice: (Ritorna portando un'altra bacinella con dentro una spugna) Che facciamo con il Kokoschka?
Massimo: Io lo disinfetterei con il Mastro Lindo... Il problema asciugarlo... Oppure lo lavi con l'acqua e ci metti un po' di profumo.
Beatrice: Profumo?
Massimo: Spruzzaci il mio Kouros, non lo uso mai.
Beatrice: Ma si accartoccia.
Massimo: Si pu dare una passata di fon e metterci sopra degli altri libri. O stirarlo come con le banconote.
Beatrice: Accidenti...
Giulia: Glielo ricompro...
Beatrice: introvabile! Sono anni che esaurito!
Giulia: Mi dispiace molto...
Massimo: Dai che lo recuperiamo. Lascia fare a me, Bea.
Con aria disgustata lei gli porge la bacinella con l'acqua e la spugna.
Massimo comincia a ripulire il catalogo.
Beatrice: una riedizione di pi di vent'anni fa del catalogo della mostra del '53 a Londra!...
Massimo: Va' a prendere il fon. E il Kouros. Nell'armadietto degli asciugamani.
Beatrice: In bagno c' suo marito.
Massimo: Mica sar nudo! (Lei esce mentre lui continua a pulire)... Ho tolto il grosso. Ancora un colpetto sui Dolgani... Torno subito.
19
Esce con la bacinella sporca.
Beatrice e Massimo tornano quasi insieme.
Lei con la boccetta di profumo, lui con una bacinella di acqua pulita.
Massimo completa il lavoro di pulitura.
Beatrice: (Ad Giulia) Si sente meglio?
Giulia: S...
Beatrice: Spruzzo?
Massimo: Dov' il fon?
Beatrice: Lo porta appena ha finito.
Massimo: Allora aspettiamo. Il kouros lo mettiamo all'ultimo momento.
Giulia: Portei usare il bagno anch'io?
Beatrice: S, s. S, s. Certo.
Giulia: Non so come scusarmi...
Beatrice l'accompagna e torna subito.
Beatrice: Che incubo atroce!
Massimo: Lui dovrebbe stare attento a non esagerare con le provocazioni.
Beatrice: Anche lei tremenda.
Massimo: Meno.
Beatrice: falsa.
Massimo: Lei mi da meno fastidio.
Beatrice: Sono tremendi tutti e due. Perch ti metti dalla loro parte? (Spruzza i tulipani).
Massimo: Ma che dici, non mi metto affatto dalla loro parte.
Beatrice: Prendi tempo, vuoi salvare capre e cavoli.
Massimo: Proprio per niente!
Beatrice: Come no. Racconti le tue prodezze di capobanda, gli dici che sono liberi di fare quello che vogliono con il figlio mentre quello un pericolo pubblico, e quando uno un pericolo pubblico la cosa riguarda tutti, pazzesco che abbia vomitato sui miei libri! (Spruzza profumo sul Kokoschka).
Massimo: (Indicando) I Dolgani...
20
Beatrice: Quando uno capisce che sta per vomitare, prende delle precauzioni.
Massimo: ... Il Foujita.
Beatrice: (Spruzza profumo dappertutto) Che schifo.
Massimo: Quando ha attaccato con gli sciacquoni ero l l pr esplodere.
Beatrice: Sei stato grande.
Massimo: Ho risposto bene, vero?
Beatrice: Alla grande. Grandiosa anche la trovata sul magazziniere.
Massimo: Che stronzo. Com' che la chiama?
Beatrice: Chips.
Massimo: Ah s, Chips!
Beatrice: Chips (Ridono tutti e due).
Damiano: (Riappare con in mano il fon) S, la chiamo Chips.
Beatrice: Oh... Ci scusi, non era per cattiveria... I nomignoli degli altri sembrano sempre buffi! E fra noi come ci chiamiamo, Massimo? Sicuramente facciamo di peggio.
Damiano: Voleva il fon?
Beatrice: Grazie.
Massimo: Grazie (Impadronendosi del fon). Noi ci chiamiamo Darjeeling, come il t. Secondo me senz'altro pi ridicolo!
Massimo infila la spina dell'apparecchio e prende ad asciugare i libri.
Beatrice appiattisce le pagine bagnate.
Massimo: Lasciale bene, mi raccomando.
Beatrice: (Sovrastando il rumore e mentre liscia) Come si sente, poverina, meglio?
Damiano: Meglio.
Beatrice: Ho reagito male, mi vergogno.
Damiano: Ma no.
Beatrice: L'ho aggredita con la faccenda del catalogo, non riesco a pensarci.
Massimo: Gira la pagina. Stendila, stendila bene.
Damiano: Cos finisce che la strappa.
21
Beatrice: vero... Basta, Massimo, asciutto. Certe volte ti attacchi a un oggeto in modo assurdo, senza sapere neanche perch.
Massimo chiude il catalogo e tutti e due ci mettono sopra una pila di grossi libri.
Massimo procede all'asciugatura del Foujita, dei Dolgani ecc.
Massimo: Ecco fatto! Perfetto. E da dove viene Chips?
Damiano: Da una canzone di Paolo Conte che fa Chips, chips, du-du-du-du-du.
Massimo: La conosco! La conosco! (Canticchia). Chips, chips, du-du-du-du-du!...Chips!Ah! Ah!... Il nostro una variazione di darling, dopo il viaggio di nozze in India. Una vera idiozia!
Beatrice: Allora vado?... (Rientra Giulia)... Oh Giulia! Ero preoccupata... Si sente meglio?
Giulia: Credo di si.
Damiano: Se non sei sicura, sta' alla larga del tavolino.
Giulia: Ho lasciato l'asciugamano nella vasca, non sapevo dove metterlo.
Beatrice: Perfetto.
Giulia: Siete riusciti a pulire. Mi dispiace tanto.
Massimo: Tutto apposto. Tutto in ordine.
Beatrice: Giulia, mi deve scusare, non mi sono accupata di lei quasi per niente. Ho pensato solo al mio Kokoschka...
Giulia: Stia tranqulla.
Beatrice: Ho avuto una reazone inqualificabile.
Giulia: Ma no... (Dopo una pausa imbarazzata)... Mentre ero in
bagno mi venuta in mente una cosa...
Beatrice: Si?
Annete: Forse non abbiamo tenuto conto del fatto... Insomma, voglio
dire...
Massimo: Dica, dica, Giulia.
Giulia: Anche l'isulto una forma di aggressione.
Massimo: Certamente.
Beatrice: Dipende, Massimo.
Massimo: S, dipende.
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Giulia: Ferdinand non si mai mostrato violento. Non pu esserlo stato senza ragione.
Damiano: stato accusato di aver fatto la spia!... (Il cellulare vibra)... Chiedo scusa!... (Si allontana rivolgendo ad Giulia cenni di scusa esagerati)... S... A condizione che non si faccia parlare nessuna vittima.niente vittime. Non voglio che siate solidali con le vittime!... Si nega su tutta la linea e se occorre si attacca il giornale... Maurice, le faccio faxare la bozza del comunicato (chiude)... Se mi accusano di aver fatto la spia, mi arrabbio.
Massimo: A meno che non sia vero.
Damiano: Prego?
Massimo: Voglio dire se c' un motivo.
Giulia: Mio figlio sarebbe una spia?
Massimo: Ma no, scherzavo.
Giulia: Anche il vostro allora.
Massimo: Come sarebbe anche il nostro?
Giulia: Lo ha denunciato Ferdinand, s o no?
Massimo: Dietro nostra insistenza!
Beatrice: Massimo, stiamo andando completamente fuori strada!
Giulia: Poco importa. Sia pure dietro vostra insistenza, lo ha denunciato.
Damiano: Giulia.
Giulia: Giulia cosa? (A Massimo) Lei pensa che mio figlio sia una spia?
Massimo: Io non penso niente.
Giulia: Allora, se non pensa niente,non dica niente. Non faccia certe insinuazioni.
Beatrice: Giulia,manteniamo la calma. Massimo ed io ci sforziamo di essere conclianti e moderati...
Giulia: Moderati manco tanto.
Beatrice: Ah s? E perch?
Giulia: Moderati in superficie.
Damiano: Chips, devo proprio andare...
Giulia: Va', va', comportati da vigliacco.
Damiano: Giulia, in questo preciso momento mi sto giocando il mio cliente pi importante, quindi, tu capisci, questi cavilli da genitori responsabili...
23
Beatrice: Mio figlio ha perso due denti. Due incisivi.
Damiano: S, s ci avete fatto una testa cos.
Beatrice: Uno dei quali definitivamente.
Damiano: Ne avr altri, gliene metteranno altri! Pi belli! Non ha mica un timpano sfondato!
Giulia: uno sbaglio andare all'origine del problema.
Beatrice: Non c' nessuna origine. C' un bambino di 11 anni che ne picchiaun altro. Con un bastone.
Damiano: Armato di un bastone.
Massimo: Abbiamo ritirato questa parola.
Damiano: L'avete ritirata perch ci siamo opposti.
Massimo: L'abbiamo ritirata senza discutere.
Damiano: Una parola che deliberatamente non tiene conto dell'orrore, della goffagine, che non tiene conto dell'infanzia.
Beatrice: Non credo di poter sopportare questo tono.
Damiano: Lei ed io ci siamo intesi poco fin dall'inizio.
Beatrice: Non c' niente di pi intollerabile del sentirsi rimproverare quello che noi stessi abbiamo considerato un errore, signor Reille. La parola "armato" non era opportuna, l'abbiamo cambiata. Tuttavia, se ci si attiene all'esatto significato della parola, il suo uso non improprio.
Giulia: Ferdinand stato insultato e ha reagito. Se qualcuno mi attacca, io mi difendo, soprattutto se sono sola di fronte a una banda.
Massimo: Quella bella vomitata l'ha rimessa in forma.
Giulia: Lascio a lei giudicare la volgarit di questa frase.
Massimo: Siamo gente di buona volont. Tutti e quattro, ne sono certo. Perch andare furi dai gangheri per delle inezie?...
Beatrice: Oh Massimo, basta! Smettiamola di perdere tempo. Visto che siamo moderati solo in superficie, non lo saremo pi per niente!
Massimo: No, no rifiuto di lasciarmi trascinare da questa china.
Damiano: Quale china?
Massimo: La china deplorevole sulla quale ci hanno messo quei due stronzetti! Ecco!
Damiano: Ho paura che Bea non veda le cose allo stesso modo.
24
Beatrice: Beatrice!
Damiano: Scusi.
Beatrice: Adesso Bruno, poverino, uno stronzetto. il colmo!
Damiano: Bene, a questo punto devo proprio lasciarvi.
Giulia: Anch'io.
Beatrice: Andate, andate, io mi arrendo.
Suona il telefono degli Houlli.
Massimo: Pronto?... Ah sei tu mamma... No, no, siamo con degli amici ma di' pure... S, non prenderli, fa' quello che ti dicono... Ti danno l'Antrill!? Aspetta, aspetta un momento mamma resta in linea... (Ad Damiano) l'Antrill quella vostra schifezza? Mia madre lo prende!...
Damiano: Lo prendono migliaia di persone.
Massimo: Allora quello lo interrompi immediatamente. Hai capito mamma? Subito... Non discutere. Ti spiegher... Dirai al Dr. Perolo che te l'ho proibito io... Perch rosse?... Perch ti veda chi?... Che stupidaggine... D'accordo, ne parliamo dopo. Tii abbraccio mamma. Ti richiamo (riattacca)... Ha noleggiato delle stampelle rosse per non farsi mettere sotto dai comion! Come se nel suo stato se ne andasse in giro di notte su un autostrada. Le danno l'Antrill per l'iper tensione!
Damiano: Se lo prende e va tutto bene, la faccio citare come testimone. Non avevo una sciarpa? Ah eccola.
Massimo: Il suo cinismo non mi piace per niente. Guardi che se mia madre accuser il minimo sintomo, promuover una class action.
Damiano: Tanto ci sar comunque.
Massimo: Lo spero bene.
Giulia: A rivederla, signora...
Beatrice: Comportarsi in modo civile non
serve a niente. La buona creanza un'idiozia che ci rammollisce e ci rende
deboli...
Damiano: Ok, andiamocene Giulia, per oggi la nostra dose di predica e
sermoni l'abbiamo avuta.
Massimo: Andate, andate. Ma lasciatemelo dire: Dopo avervi conosciuto
credo che, come si chiama?, Ferdinand abbia non poche circostanze attenuanti.
25
Giulia: Mentre lei, che ha ucciso il criceto...
Massimo: Ucciso!?
Giulia: S.
Massimo: Io ho ucciso il criceto!?
Giulia: S. Lei fa di tutto per colpevolizzarci, si presenta come un paladino della virt, mentre lei stesso un assassino.
Massimo: Non ho assolutamente ucciso il criceto!
Giulia: Peggio. L'ha abbandonato tremante di paura in un ambiente ostile. Quel povero criceto sar stato divorato da un cano o da un topo.
Beatrice: vero! vero!
Massimo: Come sarebbe, vero?
Beatrice: vero. Ha ragione! A quella povera bestia sar successo qualcosa di orribile.
Massimo: Io pensavo che il criceto sarebbe stato libero e felice, che si sarebbe dato alla pazza gioia sguazzando nei rigagnoli!
Beatrice: Non l'ha fatto.
Giulia: E lei lo ha abbandonato.
Massimo: Non posso toccarle quelle bestie, non posso toccare quel tipo di animali, cazzo, tu lo sai, Bea!
Beatrice: Ha paura dei roditori.
Massimo: S, ho paura dei roditori, sono terrorizzato dai rettili, mi fa schifo tutto quello che striscia per terra! Va bene?
Damiano: E lei, perch non scesa a cercarlo?
Beatrice: Ma io non sapevo niente! Solo la mattina dopo Massimo ci ha detto, ai bambini e a me, che il criceto era scappato. Sono scesa subito, immediatamente, ho fatto il giro dell'isolato, sono andata anche in cantina.
Massimo: Beatrice, trovo intollerabile essere messo sotto accusa di punto in bianco per questa storia del criceto che hai pensato bene di raccontare. una faccenda personale che riguarda solo noi e non ha niente a che vedere con questa situazione! E trovo inconcepibile che mi si venga a dare dell'assassino! In casa mia!
Beatrice: Che centra casa tua adesso?
26
Massimo: Una casa di cui ho aperto, di cui ho spalancato le porte con le migliori intensioni, a persone che dovrebbero essermene grate!
Damiano: Coraggio, continui pure a incensarsi, magnifico.
Giulia: Non prova rimorso?
Massimo: Non provo neanche l'ombra di un rimorso. Quell'animale l'ho sempre trovato schifoso. Sono felice che non ci sia pi.
Beatrice: Massimo, assurdo.
Massimo: Che cosa assurdo? Sei impazzita anche tu? Il figlio di questi due riempie di botte Bruno e voi venite a rompermi le palle per un criceto?
Beatrice: Ti sei comportato male con quel criceto, non puoi negarlo.
Massimo: Me ne frego di quel criceto!
Beatrice: Non potrai fregartene stasera con tua figlia.
Massimo: Si accomodi pure quella l! Non mi far dire come devo comportarmi da una mocciosa di 9 anni!
Damiano: Su questo punto concordo al 100%.
Beatrice: Disgustoso.
Massimo: Sta' attenta, Beatrice, sta' attenta, fin'ora sono stato calmo e ragionevole ma sono al limite della sopportazione.
Giulia: E Bruno?
Massimo: Bruno cosa?
Giulia: Non triste?
Massimo: Bruno ha ben altre preoccupazioni secondo me.
Beatrice: Bruno era meno affezionato a Culetto.
Massimo: Anche questo, che nome ridicolo!
Giulia: Se lei non prova alcun rimorso, perch vuole che ne provi nostro figlio?
Massimo: Senta, ne ho fin sopra i capelli di tutte queste discussioni alla cazzo di cane. Abbiamo fotto i simpatici, abbiamo comprato i tulipani, mia moglie mi ha camuffato da uomo politicamente corretto, ma la verit che sono del tutto privo di auto controllo, sono uno che va fuori di testa.
Damiano: Lo siamo tutti.
Beatrice: No. No. Spiacente, ma nn siamo tutti gente che va fuori di testa.
Damiano: Lei no, d'accordo.
27
Beatrice: Io no, grazie al Cielo.
Massimo: Tu no Darji, tu no, tu sei una donna evoluta, non perderesti mai il controllo.
Beatrice: Perch mi aggredisci?
Massimo: Non ti aggredisco. Anzi.
Beatrice: E invece s, mi aggredisci, e lo sai.
Massimo: Sei stata tu ad organizzare questa festicciola e io mi sono lasciato incastrare...
Beatrice: Ti sei lasciato incastrare?...
Massimo: S.
Beatrice: orribile.
Massimo: Per niente. Tu militi per i rapporti civili, e questo ti fa
onore.
Beatrice: Milito per i rapporti civili,
sissignore! E per fortuna che c' qualcuno che lo fa! (Sta per piangere)Trovi
che sia meglio andare fuori di testa?
Damiano: Via, via...
Beatrice: Idem... Vi pare normale rimproverare a qualcuno di non andare fuori di testa?...
Giulia: Nessuno ha detto questo. Nessuno le fa dei rimproveri.
Beatrice: S invece!... (Piange)
Damiano: Ma no!
Beatrice: Che cosa dovevamo fare? Sporgere querela? Non parlarci e batterci a colpi di carte bollate?
Massimo: Piantala, Bea...
Beatrice: Piantala cosa!?...
Massimo: Stai esagerando...
Beatrice: Me ne infischio! Una si sforza di non essere meschina... E si ritrova umiliata e completamente sola...
Damiano: (Risponde al cellulare)... S... Risponda: "Che forniscano le prove!"... Ma a mio parere sarebbe meglio non rispondere affatto...
Massimo: Siamo sempre soli! Dappertutto! Chi vuole un goccetto di Rum?
Damiano: ... Maurice, sono in riunione, la richiamo dallo studio (Interrompe la comunicazione)
28
Beatrice: Vedete? Vivo con un essere completamente negatovo?
Damiano: Chi negativo?
Massimo: Io.
Beatrice: stata una pessima idea! Non avremmo mai dovuto organizzare questo incontro!
Massimo: Te l'avevo detto.
Beatrice: Me l'avevi detto?
Massimo: S.
Beatrice: Tu mi avevi detto che non volevi
organizzare questo incontro!?
Massimo: Secondo me non era una buona
idea.
Giulia: Era una buona idea...
Massimo: La prego!... (Alzando la bottiglia di Rum) Qualcuno gradisce?...
Beatrice: Tu mi avevi detto che non era una buona idea, Massimo!
Massimo: Mi pare di s.
Beatrice: Ti pare di s!
Damiano: Giusto due dita, grazie.
Giulia: Non te ne dovevi andare?
Damiano: Al punto in cui siamo, posso bere un goccetto, no?
Massimo serve Damiano.
Beatrice: Guardami negliocchi e ripeti che su questa faccenda non eravamo d'accordo!
Giulia: Si calmi, Beatrice, si calmi non ha senso...
Beatrice: Chi stato a proibire a tutti di toccare il clafoutis stamattina? Chi ha detto teniamo da parte il resto del clafoutis per i Reille!? Chi stato!?
Damiano: Era una cosa carina.
Massimo: Che c'entra?
Beatrice: Come che c'entra!?
Massimo: Quando si riceve, si riceve.
Beatrice: Menti, tu menti! Mente!
29
Damiano: Sa, per quel che mi riguarda mia moglie ha dovuto trascinarmici qui. Se uno cresciuto con un' idea della virilit alla Johan Wayne, non ha mica voglia di regolare queste faccende a suon di chiacchere.
Massimo: Ah, ah!
Giulia: Credevo che il modello fosse Ivanhoe.
Damiano: Il genere quello.
Massimo: Sono complementari.
Beatrice: Complementari! Fino a che punto ti umilierai, Massimo?
Giulia: A quanto pare non servito a niente trascinarlo qui.
Damiano: Che cosa speravi, Chips? - vero che ridicolo questo nomignolo.- Una rivelazione dell'armonia universale? Fantastico questo Rum.
Massimo: Le piace, eh? Coeur De Chauffe, 15 anni di invecchiamento, direttamente da Sainte-Rose.
Beatrice: E i tulipani, chi stato a volerli!? Io ho detto solo, peccato che non abbiamo pi tulipanima non sono stata io a pretendere che ci precipitasse a Mounton-Duvernet alle prime luci dell'alba.
Giulia: Non si agiti cos Beatrice, non vale la pena.
Beatrice: stato lui a volere i tulipani! Solo lui! Non abbiamo il diritto di bere noi due?
Giulia: Anche io e Beatrice ne vogliamo. Tra parentesi, uno che si ispira a Ivanhoe e a John Wayne e poi non capace di tenere in mano un topo piuttosto buffo.
Massimo: Basta con questo criceto! Basta!... (Serve ad Giulia un bicchierino di Rum).
Beatrice: Ah, ah! vero, comico!
Giulia: E a lei?
Massimo: Non mi sembra il caso.
Beatrice: Versa, Massimo.
Massimo: No.
Beatrice: Massimo!
Massimo: No!
Beatrice cerca di strappargli di mano la bottiglia.
Massimo fa resistenza.
30
Giulia: Massimo! Che cosa le prende?
Massimo: Su, forza! Bevi, bevi, sai che me ne frega.
Giulia: L'alcol le fa male?
Beatrice: Mi fa benissimo. Comunque, peggio di cos... (Si accascia)
Damiano: Be'... Allora, non so...
Beatrice: (A Damiano)... Senta, signor Reille...
Giulia: Damiano.
Beatrice: Damiano, lei e io non siamo sulla stessa lunghezza d'onda, ma vede, io vivo con un uomo che ha deciso una volta per tutte che la vita piatta, molto difficile vivere con un uomo che si acquattato in questa idea, che non vuole cambiare niente, e che non se entusiasma per niente...
Massimo: Lui se ne sbatte, se ne sbatte alla grande.
Beatrice: Tutti abbiamo bisogno di credere... Di credere a un possibile cambiamento, no?
Massimo: l'ultima persona a cui puoi andarlo a raccontare.
Beatrice: Io parlo con chi voglio, cazzo!
Massimo: (suona il telefono) Chi altro ci rompe le palle adesso?... S, mamma... Sta bene. Insomma, sta bene, sdentato ma sta bene... S, gli fa male. Gli fa male ma passer. Mamma adesso sono occupato, ti richiamo.
Giulia: Gli fa ancora male?
Beatrice: No.
Giulia: Perch fa preoccupare sua madre?
Beatrice: pi forte di lui. Deve sempre farla preoccupare.
Massimo: Be', adesso basta, Beatrice! Cos' questo psicodramma?
Damiano: Beatrice, davvero pensa che ci si interessi ad altro che a se stessi? Vorremmo tutti credere a un possibile cambiamento. Di cui saremmo gli artefici e che non sarebbe legato al nostro personale vantaggio. Ma le pare possibile? Ci sono uomini indolenti, sono fatti cos, altri che non vogliono perdere un solo attimo di tempo, e si danno a fare, che differenza c'? Gli uomini si agitano fino a quando non muoiono. L'educazione, i mali del mondo... Lei scrive un libro sul Darfur, ok, capisco che uno pensi prendo un bel massacro, ce ne sono una quantit nella storia, e ci scrivo sopra un libro. Ognuno si salva come pu.
31
Beatrice: Non scrivo questo libro per salvarmi. Lei non lo ha letto, non sa cosa c' scritto dentro.
Damiano: Lasciamo perdere.
Esitazione
Beatrice: Terribile questo odore di Kousous!...
Massimo: Atroce.
Damiano: Ci andata gi pesante.
Giulia: Scusate.
Beatrice: Leinon c'entra niente. Sono stata io a spruzzare in modo nevrotico... Ma perch non si pu vivere con leggerezza, perch dev'essere tutto cos faticoso?...
Damiano: Lei ragiona troppo. Le donne ragionano troppo.
Giulia: Una risposta originale, e piacevolmente sconcertante, suppongo.
Beatrice: Non so cosa voglia dire ragionare troppo. E non vedo a che servirebbe l'esistenza senza una concezione morale del mondo.
Massimo: Vedete cosa devo sopportare!
Beatrice: Ma sta' zitto! Sta' zitto! Detesto la sua disgustosa complicit! Mi fai schifo!
Massimo: Un p di senso dello humor, perfavore.
Beatrice: Io non ce l'ho il senso dello humor. E non ho iintenzione di averne.
Massimo: Io dico una cosa, la coppia la prova pi terribile che Dio possa infliggerci.
Giulia: Perfetto.
Massimo: La coppia, e la vita di famiglia.
Giulia: Non mi sembra il caso di farci condividere le sue opinioni, Massimo. Anzi, trovo la cosa un po' indecente.
Beatrice: Non sar questo a farlo smettere.
Massimo: Non d'accordo?
Giulia: Queste considerazioni sono inopportune. Damiano, di' qualcosa.
Damiano: Ha il diritto di pensare quell che vuole.
Giulia: Non tenuto a metterlo in piazza.
Damiano: Be', s, pu darsi...
32
Giulia: Noi della loro vita coniugale ce ne infischiamo. Siamo qui per risolvere un problema che riguarda i bambini, della loro vita coniugale ce ne infischiamo.
Damiano: S, ma...
Giulia: Ma cosa? Che cosa vuoi dire?
Damiano: C' un nesso.
Massimo: C' un nesso! Ovvio che c' un nesso!
Beatrice: Tra il fatto che Bruno abbia due denti rotti e la nostra vita coniugale c' un nesso!?
Massimo: Naturalmente.
Giulia: Non la seguiamo.
Massimo: Invertite i termini della questione. E osservate la situazione in cui ci troviamo. I figli fagocitano la nostra vita, e la sgretolano. Quando vedi le coppieche convolano a giuste nozze col sorriso sulle labbra, tu pensi, non lo sanno, non sanno niente poveracci, sono tutti contenti. Nessuno vi dice niente prma. Ho un ex compagno d'armi che sta per avere un figlio da una nuova ragazza. Gli ho detto, un figlio alla nostra et, che follia! I 10, 15 anni decenti che ci restano prima del cancro o dell'infarto, vuoi roperti le palle con un marmocchio?
Giulia: Lei pensa veramente quello che dice.
Beatrice: Lo pensa eccome.
Massimo: Certo che lo penso. Penso anche di peggio.
Beatrice: S.
Giulia: Lei si devalorizza da solo, Massimo.
Massimo: Davvero? Ah, ah!
Giulia: Smetta di piangere, Beatrice, non vede che cos lo eccita?
Massimo: (A Damiano che si riempie il bicchiere vuoto) Versi, versi pure, eccezzionale no?
Massimo: Posso offrirle un sigaro?...
Beatrice: Ah no, niente sigari qui!
Damiano: Pazienza.
Giulia: Non pensavi mica di fumare un sigaro, Damiano!
33
Damiano: Io faccio quello che voglio, Giulia, se voglio accettare un sigaro, accetto un sigaro. Che non fumer per non irritare Beatrice che gi sull'orlo di una crisi di nervi. Giulia ha ragione, la smetta di frignare, quando una donna piange, un uomo va subito fuori dai gangheri. Anche se, mi dispiace dirlo, il punto di vista di Massimo assolutamente fondato (vibrazione del cellualre) ... S, Serge... Vai... Metti, Parigi, il... E un ora precisa...
Giulia: un inferno!
Damiano: (Un po' in disparte e con voce soffocata per sottrarsi all'ira della moglie) ... L'ora in cui la spedisci. Bisogna che la cosa sia calda, appena sfornata... No, non "si stupisce". "Denuncia". Si stupisce fiacco...
Giulia: Vivo questo incubo dalla mattina alla sera, dalla mattina alla sera sta attaccato a quel cellulare! La nostra vita triturata dal cellulare!
Damiano: Uhm... Un momento... (Coprendo il telefono)... Giulia, molto importante!...
Giulia: sempre molto importante. Quello che succede altrove sempre pi importante.
Damiano: (riprendendo la telefonata)... Vai... S... Non "azione". "Manovra". Una manovra attuata a 15 giorni dalla presentazione del bilancio, eccetera.
Giulia: Per strada, a tavola, dovunque...
Damiano: ... Una ricerca tra virgolette...
Giulia: Io ormai non dico pi niente. Resa totale. Mi viene un'altra volta da vomitare.
Massimo: Dov' la bacinella?
Beatrice: Non lo so.
Damiano: ... Devi solo riferire le mie parole: "Si tratta di un deprecabile tentativo di aggiotaggio a danno del titolo...".
Beatrice: Eccola. Prego, vada pure
tranquilla.
Massimo: Bea. Beatrice. Non c' problema.
Adesso siamo attrezzati.
Damiano: "... Del titolo e di destabilizzazione del mio cliente" afferma l'avvocato Reille, legale della societ Verenz-Pharma... France-Presse, Reuters, giornali, riviste specializzate e via dicendo... (chiude).
Massimo: Le viene un'altra volta da vomitare.
Damiano: Ma che cavolo hai!
34
Giulia: Il tuo affetto mi commuove comunque.
Damiano: che mi preoccupo!
Giulia: Scusami. Non l'avevo capito.
Damiano: Oh Giulia, per favore! Non cominciamo anche noi! Se questi si azzuffano, la loro coppia scoppiata, non siamo mica costretti a fargli concorrenza!
Beatrice: Come si permette di dire che la nostra coppia scoppiata? Con quale diritto?
Damiano: (Il cellulare vibra)... S, me l'hanno appena letto. Glielo faccio mandare, Maurice... Aggiottaggio, un tentativo di aggiottaggio. A dopo (chiude)... Non sono io a dirlo, Franois.
Beatrice: Massimo.
Damiano: Massimo, scusi.
Beatrice: Le proibisco di esprimere il ben che minimo giudizio sulla nostra famiglia.
Damiano: E lei non esprima giudizi su mio figlio.
Beatrice: Ma che c'ntra! Vostro figlio ha malmenato il nostro!
Damiano: Sono giovani, sono ragazzini, e i ragazzini si sono sempre presi a botte nell'ora di ricreazione. una legge della vita.
Beatrice: No, no!...
Damiano: Come no. Poi un po' alla volta si impara a sostituire il diritto alla violenza. Le ricordo che all'origine il diritto la forza.
Beatrice: Tra gli uomini primitivi forse. Non tra di noi.
Damiano: Tra di noi! Me lo spieghi questo tra di noi.
Beatrice: Lei mi sfinisce, sono stanca di questa conversazione.
Damiano: Beatrice, io credo nel dio del massacro. il solo che governa, in modo assoluto, fin dalla notte dei tempi. Lei si interessa all'Africa, vero?... (A Giulia, che ha un conato di vomito)... Ti senti male?...
Giulia: Lasciami stare.
Damiano: Ma...
Giulia: Sto bene.
35
Damiano: Si da il caso, vede, che io sia appena tornato dal Congo. Laggi ci sono bambini addestrati a uccidere all'et di 8 anni. Nel corso della loro infanzia, possono ammazzare centinaia di persone, con un machete, un twelve, un kalashnikov, un grenade launcher, e allora, capisce, quando mio figlio spacca un dente, o anche due, a un compagno con una canna di bamb nei giardinetti di square de l'Aspirant-Dunant, sono meno disposto di lei all'orrore e all'indignazione.
Beatrice: E sbaglia.
Giulia: (Accentuando la pronuncia inglese) Grenad Launcher!...
Damiano: Sissignora, cos si chiamano.
Giulia sputa nella bacinella.
Massimo: Tutto bene?
Giulia: ... Benissimo.
Damiano: Ma che cos'hai? Che cos'ha?
Giulia: Niente! bile!
Beatrice: Non cerchi di darmi lezioni sull'Africa. Sono molto informata sul martirio africano, sono mesi che mi dedico a questo...
Damiano: Non ne dubito. Del resto, il procuratore della Corte dell'Aia ha aperto un'inchiesta sul Darfur...
Beatrice: Vuole che non lo sappia?
Massimo: Non la provochi su questo argomento! Per piet!
Beatrice si avventa sul marito e lo picchia, diverse volte, con disperazione scomposta e irrazionale.
Damiano la trattiene.
Damiano: Comincio a trovarla simpatica, sa!
Beatrice: Io no!
Massimo: Lei si prodiga per la pace e la stabilit nel mondo.
Beatrice: Sta zitto!
Giulia ha un conato di vomito.
Prende il bicchiere di Rum e lo porta alle labbra.
36
Massimo: sicura?
Giulia: S, s, mi far bene.
Beatrice la imita.
Beatrice: Noi viviamo in Francia. Non viviamo a Kinsahshasa! Viviamo in Franci e ci atteniamo ai codici della societ occidentale. Quello che succede nei giardinetti di square de l'Aspirant-Dunant rientra nel campo dei valori della societ occidentale! Alla quale, le piaccia o no, sono felice di appartenere!
Massimo: Picchiare il marito fa parte dei codici, evidentemente...
Beatrice: Massimo, guarda che finisce male.
Damiano: Si gettata su di lei come una furia.Al suo posto sarei commosso.
Beatrice: Posso ricominciare anche subito.
Giulia: La sta prendendo in giro, se ne rende conto?
Beatrice: Me ne frego.
Damiano: Al contrario. La morale ci prescrive di dominare i nostri impulsi
ma qualche volta giusto non dominarli. Uno non ha mica voglia di scopare
cantando l'Agnus Day. Lo si trova qui questo Rum?
Massimo: Di questa annata non credo
proprio!
Giulia: Grenad Launcher! Ah, ah!...
Beatrice: (idem) Grenad Launcher, vero!
Damiano: Proprio cos. Grenad Launcher.
Giulia: Perch non dici Lancia Graante?
Damiano: Perch si dice Grenad Launcher. Nessuno dice lancia granate. Come non si dice Calibro 12, si dice twelve.
Giulia: Chi che lo dice?
Damiano: Basta cos, Giulia. Dacci un taglio.
Giulia: Gli uomini abituati alle grandi sfide, come mio marito, fanno fatica, bisogna capirli, a interessarsi ai piccoli eventi locali.
Damiano: Esattamente.
Beatrice: Non vedo perch. Non vedo perch. Siamo cittadini del mondo. Non vedo perch si dovrebbe abbassare la guardia in abiti pi prossimi.
Massimo: Oh Bea! Risparmiaci queste frasi alla cazzo di cane!
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Beatrice: Adesso lo uccido!
Damiano: (Il cellulare ha vibrato) ... S, s togli "deprecabile"... "Volgare". Si tratta di un volgare tentativo di... Va bene...
Beatrice: Giulia ha ragione, sta diventando intollerabile!
Damiano: A parte questo approva il resto?... Bene, bene. Benissimo (chiude)... Cosa stavamo dicendo?... Grenade launcher?...
Beatrice: Dicevo che, piaccia o no a mio marito, ogni luogo buono per esercitare la nostra vigilanza.
Damiano: Vigilanza... Gi... Giulia, assurdo bere nel tuo stato...
Giulia: Quale stato? Anzi.
Damiano: Un' idea interessante... (cellulare)... S, no, niente interviste prima che venga diffuso il comunicato...
Beatrice: Signor Reille, nonse ne pu pi, le intimo di interrompere questa conversazione!
Damiano: ... Assolutamente no... Gli azionisti se ne sbattono... Ricordardagli il principio di sovranit dell'azionatario...
Giulia si dirige verso Damiano, gli strappa di mano i cellulare e... Dopo aver brevemente cercato dove metterlo... Lo butta nel vaso dei tulipani.
Damiano: Giulia, che cosa...!!!
Giulia: Ecco fatto.
Beatrice: Ah,ah! Brava!
Massimo: (Inorridito) Accidenti!
Damiano: Ma sei completamente fuori di testa! Cazzo!!
Si precipita verso il vaso il vaso ma Massimo che lo ha preceduto tira fuori il cellulare grondante.
Massimo: Il fon! Dov' il fon!? (Lo trova e lo accende subito dirigendo l'aria calda sul cellulare)
Damiano: Bisogna rinchiuderti, bella mia! Roba da non crederci!... Ho tutto l dentro!... nuovo, ci ho messo ore a configurarlo!
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Massimo: (Ad Giulia, sovrastando il rumore infernale del fon) Davvero non la capisco. un gesto irresponsabile.
Damiano: Ho tutto l dentro, tutta la mia vita...
Giulia: Tutta la sua vita!...
Massimo: (Sempre sovrastando il rumore del fon) Aspetti, forse riusciamo a salvarlo...
Damiano: Macch! fottuto!...
Massimo: Tiriamo fuori la batteria e la SIM. capace di aprirlo?
Damiano: (Ci prova ma con scarsa convinzione) Non ci capisco niente, l'ho appena comprato...
Massimo: Faccia un po' vedere.
Damiano: fottuto... E quelle ridono, guardi come ridono!...
Massimo: (Lo apre senza difficolt) Ecco. (Rimette in moto il fon dopo aver allineato i vari pezzi) Almeno tu, Beatrice, potresti avere il buon gusto di non trovare la cosa divertente!
Beatrice: (Sbellicandosi dalle risa) Alla fine mio marito avr passato tutto il pomeriggio ad asciugare roba!
Giulia: Ah, ah, ah!
Giulia si versa un bicchiere di Rum.
Massimo, impermeabile a qualsiasi forma di humor, si d da fare con il massimo zelo.
Per qualche istante si sente solo il rumore del fon.
Damiano avvilito
Damiano: Senta, lasci perdere. Lasci perdere. Non c' pi niente da fare...
Alla fine Massimo spegne il fon
Massimo: Bisogna aspettare... (Dopo una pausa) Vuole usare il telefono?
Damiano fa segno di no e che se ne frega
Massimo: Devo dire...
Giulia: Che cosa vuole dire, Massimo?
Massimo: No... Non so neanche cosa dire.
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Giulia: Secondo me si sta bene. Si sta meglio secondo me (esitazione) ... Si sta in pace, no?... Gli uomini sono talmente attaccati ai loro accessori... Che toglie loro ogni autorit... Un uomo deve avere le mani libere... Secondo me. Anche una 24 ore mi d fastidio. Un giorno c'era un uomo che mi piaceva, poi l'ho visto una borsa rettangolare a tracolla, era una borsa da uomo ma mi subito scaduto. La borsa a tracolla la cosa peggiore. Ma anche il cellulare sempre in mano la cosa peggiore. Un uomo deve dare l'impressione di essere solo... Secondo me. Voglio dire, di poter essere solo... Anch'io ho un idea della virilit alla John Wayne. Che cosa aveva lui?
Una colt. Una cosa che ti fa il vuoto attorno... Un uomo uomo che non d l'impressione di essere un solitario non ha consistenza... Adesso sar contento, Massimo.Si un po' sgretolato il nostro... Com' che ha detto?... Ho dimenticato la parola... Ma alla fine... Si sta quasi bene... Secondo me.
Massimo: L'avverto comunque che il Rum d alla testa.
Giulia: Io sono assolutamente sobria.
Massimo: Ma certo.
Giulia: Comincio a vedere le cose con una piacevole serenit.
Beatrice: Ah, ah! Questa bella!... Una piacevole serenit!
Massimo: Quanto a te, Darjeeling, francamente non vedo che senso abbia sganasciarsi in quel modo.
Beatrice: Ma taci una buona volta!
Massimo va a prendere la scatola dei sigari.
Massimo: Ne scelga uno, Damiano. Si rilassi.
Beatrice: Non si fuma il sigaro in casa mia!
Massimo: Hoyo o D4... Hoyo del sindaco, Hoyo del deputato...
Beatrice: Non si fuma in una casa dove c' un bambino asmatico!
Giulia: Chi asmatico?
Beatrice: Nostro figlio.
Massimo: Eppure avevamo quella schifezza di criceto.
Giulia: vero, quando si ha l'asma sconsigliato tenere animali in casa.
Massimo: Assolutamente sconsigliato!
Giulia: Perfino un pesce rosso pu rivelarsi controindicato.
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Beatrice: Devo stare qua ad ascoltare queste idiozie? (Strappa di mano a Massimo il cofanetto dei sigari e lo richiude con violenza). Spiacente, a quanto pare sono la sola a non vedere le cose con piacevole serenit! Del resto, non sono mai stata cos infelice. Penso che questo rester il giorno pi infelice della mia vita.
Massimo: Hai la sbornia triste.
Beatrice: Massimo, ogni parola che pronunci mi lascia annichilita. Non sono affatto ubriaca. Ho bevuto un goccio di quel tuo cazzo di Rum che tu presenti come se stessi mostrando la Sacra Sindone al popolo dei fedeli, non sono ubriaca e me ne dispiace moltissimo, mi sentirei sollevata se potessi affogare i miei dispiaceri nell'alcol.
Giulia: Anche mio marito infelice. Lo guardi. depresso. Ha l'aria di uno che stato abbandonato in mezzo a una strada.credo che anche per lui sia il giorno pi infelice della sua vita.
Damiano: S.
Giulia: Mi dispiace un sacco, Chips.
Massimo d un altro colpo di fon sui pezzi del cellulare.
Beatrice: Piantala con quel fon! Ormai il cellulare andato.
Massimo: (Suona il telefono) S!... Mamma ti ho detto che siamo occupati... Perch un farmaco che pu ucciderti! un veleno!... Adesso te lo faccio spiegare... (passa il ricevitore ad Damiano) ... Glielo dica lei.
Damiano: Dirle cosa?
Massimo: Quello che sa sulla porcheria
che vendete.
Damiano: ... Come sta, signora?
Giulia: Ma che vuole che le dica? Lui non sa niente!
Damiano: ... S... E le fa male?... Certo. Ma l'operazione la metter a posto... Anche l'altra gamba, s. No, no, non sono ortopedico... (A parte) Mi chiama dottore...
Giulia: Dottore, grottesco, metti gi!
Damiano: Ma lei... Voglio dire, ha qualche problema di equilibrio?... Non ne ha. Nessuno. Assolutamente nessuno. Non dia retta a quello che le dicono. Comunque, meglio se lo sospende per un po'. Il tempo... Il tempo di farsi operare tranquillamente...S, si sente che in forma... (Massimo gli strappa il ricevitore).
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Massimo: Allora mamma hai capito, sospendi quella medicina, perch devi discutere sempre, fai come ti si dice, ti richiamo... Ti abbraccio, ti abbracciamo (riattacca). Mi esaspera. La vita tutta una rottura di palle!
Giulia: Allora, che facciamo? Torno qui questa sera con Ferdinand decidiamoci. Sembra che non gliene freghi niente a nessuno. Vi ricordo che siamo qui per questo.
Massimo: (Mettendo la bottiglia di Rum lontano dalla portata di Giulia)
Adesso basta.
Giulia: Secondo me ci sono dei torti da entrambe le parti. Ecco. Dei
torti da entrambe le parti.
Beatrice: Sta parlando seriamente?
Giulia: Scusi?
Beatrice: Pensa davvero quello che dice?
Giulia: Certo che lo penso.
Beatrice: Nostro figlio Bruno, al quale stanotte ho dovuto dare due Efferalgan alla codeina, avrebbe torto?
Giulia: Non detto che sia proprio innocente.
Beatrice: Fuori dai piedi! Non voglio pi vedervi (afferra la borsetta di Giulia e la scaraventa verso la porta). Fuori!
Giulia: La mia borsa!... (Come una bambina) Damiano!...
Beatrice: "Damiano, aiuto!".
Giulia: Stia zitta lei!... Ha rotto il mio portacipria! E il mio portaprofumo! (Ad Damiano) Difendimi, perch non mi difendi?...
Damiano: Andiamo via (comincia a recuperare i pezzi del cellulare).
Beatrice: Non la sto mica strangolando!
Giulia: Ma che cosa le ho fatto!?
Beatrice: Non ci sono torti da entrambe le parti! Non si confondono vittime e carnefici!
Giulia: Carnefici!
Massimo: Oh Beatrice quanto rompi, ne abbiamo le scatole piene di questi proloqui infarciti di banalit!
Beatrice: Rivendico il mio diritto di parlare.
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Massimo: S,s, tu rivendichi, tu rivendichi, la tua infatuazione per negri del Sudan adesso dilaga su qualunque cosa.
Beatrice: Un giorno capirete l'estrema gravit di quello che succede in quella parte del mondo e vi vergognrete della vostra inerzia e di questo nichilismo ripugnante.
Massimo: Ma sei formidabile, Darjeeling, la migliore di noi!
Beatrice: Proprio cos.
Giulia: Tagliamo la corda, Damiano, questi sono due mostri! (Finisce il bicchiere e va a riprendere la bottglia).
Damiano: (Glielo impedisce) Basta, Giulia.
Giulia: No, voglio bere ancora, voglio sbronzarmi da schifo, questa stronza scaraventa le mie cose a terra e nessuno batte ciglio, voglio ubriacarmi!
Damiano: Sei gi abbastanza ubriaca.
Giulia: Questi trattano tuo figlio da carnefice, e tu non fai una piega!
Veniamo qui per sistemare le cose e questi ci insultano, ci strapazzano, e ci
le lezioni di cittadinanza planetaria, nostro figlio ha fatto bene a riempire
di botte il vostro, e con i vostri diritti dell'uomo mi ci pulisco il culo!
Massimo: Ecco qua: basta un po' di alcol e appare il vero volto. Dov' finita la donna amabile e riservata, dalle maniere gentili...
Beatrice: Te l'avevo detto! Te l'avevo detto!
Damiano: Che cosa aveva detto?
Beatrice: Che era falsa. una donna falsa. Mi dispiace.
Giulia: (Sgomenta) Ah, ah, ah!...
Damiano: E quando lo ha detto?
Beatrice: Quando eravate in bagno.
Damiano: La conosceva da un quarto d'ora, ma sapeva gi che era falsa.
Beatrice: una cosa che avverto immediatamente.
Massimo: vero.
Beatrice: Ho un fiuto infallibile per questo genere di cose.
Damiano: Falsa in che senso?
Giulia: Non voglio sentire! Perch mi costringi a sopportare tutto
questo, Damiano?
Damiano: Calmati, Chips.
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Beatrice: una che cerca di salvare capre e cavoli. Punto. Nonostante le sue smancerie. Non si sente affatto coinvolta, uguale a lui.
Massimo: vero.
Damiano: vero.
Beatrice: vero! Dice che vero?
Massimo: Se ne sbattono! Se ne sbattono fin dall'inizio, ovvio! Anche lei se ne sbatte, hai ragione!
Damiano: E lei no, Massimo? (Ad Giulia) Lasciami parlare, amore. Mi spieghi in che cosa si sente coinvolto, Massimo. E intanto, che cosa significa questa parola? Lei pi credibile quand d il peggio di s. Per la verit nessuno si sente coinvolto qui, eccetto Beatrice alla quale, onestamente, bisogna riconoscere una certa rettitudine.
Beatrice: Non mi riconosca niente! Non mi riconosca niente!
Giulia: Ma io s, io mi sento profondamente coinvolta.
Damiano: Noi ci sentiamo coinvolti in modo isterico, Giulia, non come veri eroi dei nostri giorni. (A Beatrice) L'altro giorno ho visto in televisione la sua amica Jane Fonda, stavo per andarmi a comprare un poster del Ku Klux Klan...
Beatrice: Perch la mia amico? Che centra Jane Fonda?
Damiano: Perch siete della stessa razza. Fate parte della stessa categoria di donne, le donne impegnate, risolute, be' non questo che ci attira nelle donne, quello che ci attira nelle donne la sensualit, la follia, gli ormoni, ci fanno orrore le donne che ostentano la loro lucidit, le guardiane del mondo, anche lui, povero Massimo, inrridito...
Massimo: Non parli a nome mio!
Beatrice: Noi ce ne freghiamo altamente di quello che vi attira nelle donne! E poi che c'entra questa tirata? Dell'opinione di un uomo come lei ce ne sbattiamo allegramente!
Damiano: Senti come urla. Un nostromo su peschereccio d'alto mare nell'Ottocento!
Beatrice: E lei, non urla anche lei!? Quando dice che il suo stronzetto ha fatto bene a riempire di botte il nostro?
Giulia: S che ha fatto bene! Almeno non un frocetto buono solo a prenderle.
Beatrice: uno spione, vi pare meglio?
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Giulia: Andiamo via, Damiano! (Fa per andarsene, poi torna verso tulipani e li schiaffeggia violentemente. I fiori volano in aria, si disfano e si sparpagliano dappertutto). To', guarda, ecco che ne faccio dei vostri miserabili fiori, dei vostri orrendi tulipani!... Ah, ah, ah!... (Scoppia in lacrime)... il giorno pi brutto della mia vita.
Silenzio.
Un lungo momento di stupore.
Massimo raccoglie qualcosa da terra.
Massimo: (Ad Giulia) suo?...
Giulia: (Prende l'astuccio, lo apre e tira fuori gli occhiali) Grazie...
Massimo: Sono salvi?...
Giulia: S...
Esitazione.
Massimo: Io dico una cosa...
Damiano si mette a raccogliere i gambi e i petali
Massimo: Lasci stare.
Damiano: Ma no...
Suona il telefono.
Dopo una breve titubanza Beatrice stacca il ricevitore.
Beatrice: S, tesoro... Ah s?... Ma da Annabelle riuscirai a fare i compti?... No, tesoro, no, non l'abbiamo trovato... S, tesoro, sono andata fino al supermercato. Ma lo sai, amore, Culetto bravo a cavarsela, credo che possiamo stare tranquilli. Pensi che fosse felice in una gabbia?... Pap triste, non voleva farti dispiacere... Ma certo che s. Certo che ci parlerai. Senti, tesoro, abbiamo gi abbastanza seccature con tuo fratello... Manger... Manger foglie... Ghiande, castagne... Qualcosa trover, lui sa cosa deve mangiare... Vermi, lumache, roba caduta dalle pattumiere, onnivoro come noi... A pi tardi gioia mia.
Esitazione.
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Massimo: Magari in questo momento sta facendo baldoria.
Beatrice: No.
Silenzio.
Massimo: Chi pu dirlo?
FINE
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