Il dolore giunge dall’altra parte

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IL DOLORE GIUNGE DALL’ALTRA PARTE

Commedia in un atto

di MAURICE MAETERLINCK

Versione italiana di Micaela Pastrovich

PERSONAGGI

NEL GIARDINO

IL VECCHIO

IL FORESTIERO

MARTA, nipote del vecchio

MARIA, nipote del vecchio

NELLA CASA:

IL PADRE

                                                           LA MADRE                     tutti personaggi muti

LE DUE FIGLIE

IL BAMBINO

Commedia formattata da

Un vecchio giardino. In fondo una casa, di cui tre finestre dei piano terra sono illuminate. Si vede abbastanza distintamente la famiglia che veglia sotto la lampada. Il padre è seduto accanto al fuoco. La madre, un gomito appog­giato sulla tavola, guarda nel vuoto. Due giovi­nette vestite di bianco, ricamano, sognano, sor­ridono alla tranquillità della starna. Un bam­bino dorme, la testa appoggiata alla spalla si­nistra della madre. Si direbbe che quando uno d'essi si alza, cammina o fa un gesto, i suoi mo­vimenti siano gravi, lenti, rari e come spiritua­lizzati dalla distanza, dalla luce e dalla vela­tura indecisa delle finestre.

                                      - (Il vecchio e il forestiero entrano con precau­zione nel giardino).

Il Vecchio                     - Eccoci nella parte del giardino che si stende dietro la casa. Loro non ci vengo­no mai. Le porte danno sull'altra facciata: sono chiuse. Anche le persiane sono chiuse. Ma da questa parte non ci sono persiane e ho visto luce... Sì, vegliano ancora sotto la lampada. Per fortuna non ci hanno uditi; la madre e le bimbe sarebbero uscite, forse, e allora, che cosa avrem­mo dovuto fare?

Il Forestiero                  - Che faremo?

Il Vecchio                     - Prima, vorrei vedere se ci sono tutti. Sì. Vedo il padre seduto accanto al fuoco. Aspetta, le mani sulle ginocchia... la madre è seduta vicino al tavolo

Il Forestiero                  - Ci guarda...

Il Vecchio                     - No, non sa ciò che guarda; i suoi occhi sono immobili. Ella non può vederci; siamo nell'ombra dei grandi alberi. Ma non av­vicinatevi di più. Le due sorelle della morta sono pure nella stanza. Ricamano lentamente, e il piccolo s'è addormentato. L'orologio nell'angolo segna le nove... Non sospettano di nulla e non parlano.

Il Forestiero                  - Se si potesse attirare l'at­tenzione del padre e fargli un segno. Si è voltato da questa parte. Volete che bussi ad una delle finestre? Bisogna pure che uno di loro, per pri­mo, lo sappia...

Il Vecchio                     - Non so chi scegliere... Occorre prendere molte precauzioni... Il padre è vecchio e malaticcio... La madre pure, e le sorelle sono troppo giovani... E tutti la amavano come rara­mente si ama... non avevo mai veduto una casa più felice... No, no, non avvicinatevi alla fine­stra; sarebbe peggio... Meglio annunciarlo il più semplicemente possibile, come se si trattasse di cosa ordinaria; e non bisogna sembrare troppo tristi, altrimenti il loro dolore vorrebbe sorpas­sare il nostro e non saprebbero più che fare... Andiamo dall'altra parte del giardino. Batte­remo alla porta, ed entreremo come se nulla fosse. Entrerò per primo: non saranno sorpresi di vedermi; vengo qualche volta, la sera, a portar loro dei fiori o delle frutta e passare qualche ora in compagnia.

Il Forestiero                  - Perché devo accompagnarvi? Andateci da solo; io aspetterò che mi si chiami... Non mi hanno mai visto... Non sono che un pas­sante, un forestiero...

Il Vecchio                     - E' meglio ch'io non vada solo. La disgrazia che si porta in compagnia è meno cruda e meno pesante... Ci pensavo venendo qui... Se entro solo, dovrò parlare fin dal primo momento; sapranno tutto in poche parole e poi non avrò più nulla da dire; ed ho paura del silenzio che segue le ultime parole che annun­ciano una disgrazia... E' allora che il cuore si spezza-.. Se entriamo insieme, invece, dirò loro, ad esempio, e dopo lunghi giri di frase: l'hanno trovata così... ondeggiava sul fiume e le sue mani erano giunte.

Il Forestiero                  - Le sue mani non erano giunte e le sue braccia erano distese lungo il corpo.

Il Vecchio                     - Vedete, si parla malgrado se stessi... E la disgrazia si perde nei dettagli... senza di che, se entro solo, alle prime parole, conoscendoli come li conosco io, sarebbe spa­ventoso, e Dio sa ciò che avverrebbe. Ma, se par­liamo a turno, ci ascolteranno e non penseran­no alla cattiva notizia... Non dimenticate che la madre sarà presente e che la sua vita è le­gata a un filo... E' bene che la prima ondata si infranga su alcune parole mutili... Bisogna parlare un poco, vicino agli sventurati, in modo che si sentano compresi. I più indifferenti reg­gono senza saperlo, una parte del dolore... Si divide così, senza rumore e senza sforzo, come l'aria e la luce.

Il Forestiero                  - I vostri indumenti sono ba­gnati e gocciolano sulle pietre.

Il Vecchio                     - Soltanto l'orlo del cappotto è bagnato. Sembra che abbiate freddo. Avete il petto coperto di terra... Non l'avevo osservato lungo la strada, per via dell'oscurità...

Il Forestiero                  - Sono entrato nell'acqua fino alla cintola.

Il Vecchio                     - L'avevate trovata da molto, quando sono arrivato io?

Il Forestiero                  - Soltanto da pochi minuti. Andavo verso il villaggio; era tardi e sull'argine si faceva scuro. Camminavo, gli occhi fissi sul fiume più chiaro della strada, quando ad un tratto vedo una cosa strana a due passi da una macchia di canne di palude. Mi avvicino e scorgo la sua capigliatura che, rigonfia quasi a cerchio attorno al capo, roteava secondo la corrente... (Nella stanza le due fanciulle si vol­gono verso la finestra).

Il Vecchio                     - Avete osservato che la stessa capigliatura trema sulle spalle delle due sorelle?

Il Forestiero                  - Hanno volto la testa dalla nostra parte... Hanno soltanto voltato il capo. Ho parlato troppo forte, forse, (le due fanciul­le riprendono la posizione primitiva) Ma non guardano già più... Sono entrato nell'acqua fino alla cintola ed ho potuto prenderla per la mano e condurla senza sforzo alla riva... Era bella quanto le sue sorelle...

Il Vecchio                     - Porse era più bella... Non so perché ho perduto tutto il mio coraggio...

Il Forestiero                  - Di che coraggio parlate? Ab­biamo fatto tutto ciò che si poteva... era morta da più di un'ora...

Il Vecchio                     - Eppure questa mattina era an­cor viva!... L'avevo incontrata uscendo dalla chiesa... M'aveva detto che partiva; andava da sua nonna dall'altra parte del fiume dove l'ave­te trovata... Non sapeva quando l'avrei rivista... Deve essere stata sul punto di chiedermi qualche cosa; poi non ha osato e mi ha lasciato brusca­mente. Ma ora ci penso... E non avevo visto nulla!... Ella ha sorriso come sorridono quelli che vogliono tacere o che temono di non essere compresi... Sembrava non sperare che con pena... i suoi occhi non erano chiari e non mi guar­darono quasi...

Il Forestiero                  - I contadini m'hanno detto dì averla veduta aggirarsi lungo la riva fino a sera... Credevano cercasse dei fiori... Può darsi che la sua morte...

 Il Vecchio                    - Non si può dire... Ma che cosa sappiamo? Forse era di quelle che nulla vogliono dire, e ognuno porta in sé più di una ragione per non vivere oltre... Non si vede dentro l'anima come in quella stanza. Si vive per mesi accanto a qualcuno che non è più di questo mondo e la cui anima non può più piegarsi; gli si rispon­de senza pensarci: e poi vedete ciò che succede... Parlano sorridendo dei fiorì che si sono appas­siti e piangono nell'oscurità... Nemmeno un an­gelo potrebbe vedere ciò che si dovrebbe vedere; e l'uomo non comprende che dopo... Ieri sera, ella era là, sotto la lampada come le sue sorelle, e voi, non le vedreste ora nella loro vera luce se tutto ciò non fosse avvenuto... Mi pare di vederle per la prima volta... Occorre aggiungere qualche cosa alla vita di tutti i giorni per arri­vare a intenderla... Sono lì accanto a voi; i vostri occhi non le lasciano e non le vedrete veramente che nell'istante in cui partiranno per sempre... Eppure, la strana piccola anima che doveva avere; la povera e innocente e infi­nita piccola anima che ha avuto la mia bambina se ha fatto ciò che sembra aver fatto...

Il Forestiero                  - In questo momento, sorri­dono in silenzio, nella stanza...

Il Vecchio                     - Sono tranquilli... Non l'atten­devano stasera...

Il Forestiero                  - Sorridono senza muoversi... Ma ecco; ora il padre si pone un dito sulle labbra...

Il Vecchio                     - Indica il bimbo addormentato sul cuore della madre...

Il Forestiero                  - Ella non osa alzare gli oc­chi, per paura di disturbare il suo sonno...

Il Vecchio                     - Le bimbe non lavorano più... C'è un grande silenzio.

Il Forestiero                  - Hanno lasciato cadere la rete di seta bianca...

Il Vecchio                     - Guardano tutti il bambino...

Il Forestiero                  - Non sanno che altri li os­serva...

Il Vecchio                     - Anche noi siamo guardati...

Il Forestiero                  - Hanno alzato gli occhi...

Il Vecchio                     - Ma non possono vedere nulla..,

Il Forestiero                  - Sembrano felici, eppure, non si capisce che cosa ci sia...

Il Vecchio                     - Si credono al riparo... Hanno chiuso le porte, e le finestre hanno le inferria­te... Hanno fatto irrobustire i muri della vecchia casa; hanno messo i chiavistelli alle tre porte di quercia... Hanno previsto tutto ciò che si può prevedere...

Il Forestiero                  - Bisognerà pur decidersi a dirlo... Qualcuno potrebbe annunciarlo brusca-, mente... C'era una folla di contadini nella pra­teria dove si trova la morta... Se, qualcuno di; loro bussasse alla porta...

 Il Vecchio                    - Marta e Maria sono accanto alla piccola morta. I contadini stavano prepa­rando una barella con dei rami, ed ho detto alla maggiore di venire ad avvertirci in fretta, non appena si fossero messi in marcia. Atten­diamo che venga; ci accompagnerà... Non avrem­mo dovuto guardarli così... Pensavo che non avremmo dovuto far altro che bussare alla por­ta, entrare semplicemente e cercare alcune frasi da dire... Ma li ho visti troppo a lungo vivere così, sotto la loro lampada. (Entra Maria).

Maria                             - Nonno, arrivano.

Il Vecchio                     - Sei tu? Dove sono gli altri?

Maria                             - Ai piedi delle ultime colline.

Il Vecchio                     - Verranno in silenzio?

Maria                             - Ho detto loro di pregare a bassa voce. Marta li accompagna...

Il Vecchio                     - Sono molti?,

Maria                             - Tutto il villaggio è attorno ai porta­tori. Avevano delle fiaccole. Ho detto che le spegnessero...

Il Vecchio                     - Da che parte vengono?

Maria                             - Attraverso i sentieri. Camminano piano...

Il Vecchio                     - E' ora...

Maria                             - Glielo avete detto, nonno?

Il Vecchio                     - Vedi bene che non abbiamo detto nulla... Attendono ancora sotto la lampa­da... Guarda, bimba mia: vedrai qualche cosa della vita...

Maria                             - Oh, come sembrano tranquilli! Si direbbe che li vedo in sogno...

Il Forestiero                  - Fate attenzione, ho visto le due sorelle trasalire...

Il Vecchio                     - Si alzano.

Il Forestiero                  - Credo che vengano verso le finestre... (Una delle sorelle di cui parlano, si avvicina in questo momento alla prima finestra, l'altra, alla terza; appoggiando le mani sui ve­tri, guardano lungamente nell'oscurità).

Il Vecchio                     - Nessuno viene alla finestra di mezzo...

Maria                             - Guardano... Ascoltano...

Il Vecchio                     - La maggiore sorride a qualche cosa che non vede, o le sembra di vedere...

Il Forestiero                  - E la seconda ha gli occhi pieni di spavento...

Il Vecchio                     - Fate attenzione; non si può mai sapere fino a che punto l'anima si avvolge agli uomini. (Un lungo silenzio. Maria si rifugia contro il petto del vecchio e lo bacia).

Maria                             - Nonno!

Il Vecchio                     - Non piangere, bambina mia... verrà anche il nostro turno... (Un silenzio).

Il Forestiero                  - Guardano a lungo...

Il Vecchio                     - Potrebbero guardare centomila anni, che non vedrebbero nulla, le povere so­relle... la notte è troppo buia... Guardano verso di noi e non sanno che il dolore giunge dall'altra parte...

Il Forestiero                  - Fortunatamente guardano dalla nostra parte; ma non capisco che cosa si avvicina dalla parte della prateria...

Maria                             - Credo sia la folla... sono così lon­tani che si distinguono appena...

Il Forestiero                  - Seguono i giri del sentiero... eccoli che ricompaiono accanto a quella costa illuminata dalla luna...

Maria                             - Oh, quanti sembrano... arrivano di già dai dintorni della città, quando sono ve­nuta... Fanno un lungo giro...

Il Vecchio                     - Verranno malgrado tutto, e li vedo... Sono in marcia attraverso la prateria... sembrano così piccoli che si distinguono appena fra l'erba... si direbbe che siano fanciulli che giuocano al chiaro di luna; se essi li vedessero, non comprenderebbero... hanno un bel voltare la schiena, si avvicinano ad ogni passo e questa disgrazia procede da più di due ore. Non pos­sono impedirle di avanzare, e quelli che la por­tano non possono più arrestarla... E' diventata la loro padrona e devono servirla... Ha il suo scopo e il suo cammino... E' infaticabile e non ha che un'idea... Debbono prestarle le loro forze. Sono tristi, ma vengono... Hanno pietà, ma deb­bono avanzare...

Maria                             - La maggiore non sorride più, nonno.

Il Forestiero                  - Si ritirano...

Maria                             - Baciano la madre...,

Il Forestiero                  - La maggiore ha accarez­zato i riccioli del bimbo che non si sveglia...

Maria                             - Guardate: anche il padre si pro­tende per farsi baciare...

Il Forestiero                  - Ed ora, silenzio...

Maria                             - Ritornano accanto alla madre...

Il Forestiero                  - E il padre segue con gli oc­chi le sfere dell'orologio...

Maria                             - Si direbbe che preghino senza sa­perlo...

Il Forestiero                  - Si direbbe che ascoltino la loro anima... (Una pausa).

Maria                             - Nonno, non diteglielo questa sera...

Il Vecchio                     - Manca il coraggio anche a te... Lo sapevo bene che non avremmo dovuto guar­dare. Ho quasi ottantatré anni, ed è la prima volta che guardare la vita mi colpisce. Non rie­sco a capire perché tutto ciò che fanno mi ap­pare così strano e grave... Attendono la notte, semplicemente, sotto la loro lampada, come noi l'avremmo attesa sotto la nostra; eppure mi pare di averli veduti dall'alto di un altro mondo, soltanto perché io conosco una piccola verità che essi ignorano ancora... E' questo, forse, fi­gli miei? Ditemi dunque, perché anche voi siete così pallidi? Non sapevo che ci fosse qualche cosa di tanto triste nella vita, che facesse tanta paura a chi la guarda... E se nulla fosse acca­duto, avrei paura di vederli così tranquilli. Hanno troppa fiducia nel mondo... E sono lì, separati dal nemico, soltanto da quelle povere finestre... Credono che nulla possa accadere perché hanno chiuso la porta, ed ignorano che succede sempre qualche cosa nelle anime e che il mondo non si arresta sulla soglia delle case-Si sentono così sicuri della loro piccola vita, e non sospettano che tanti altri ne sanno più di loro; e che io, povero vecchio, stringo, qui a due passi dal loro cuore, tutta la loro piccola feli­cità in queste mie vecchie mani che non oso dischiudere...

Maria                             - Nonno, abbiate pietà...

Il Vecchio                     - Noi abbiamo pietà, piccola mia, ma non c'è pietà per noi...

Maria                             - Diteglielo domani, nonno, ditelo -quando farà chiaro... con la luce, certo si sen­tiranno meno tristi...

Il Vecchio                     - Forse hai ragione... Sarebbe meglio lasciare tutto ciò alla notte. La luce è dolce al dolore... Ma che ci direbbero domani? Il dolore rende gelosi; e coloro che il dolore ha colpiti vogliono conoscerlo prima degli estranei. Essi non amano che lo si lasci in mani scono­sciute... Avremmo l'aria di averli derubati di qualche cosa...

Il Forestiero                  - Non c'è più tempo, del re­sto; odo già il mormorio delle preghiere...

Maria                             - Eccoli... Passano dietro l'aia. (En­tra Marta).

Marta                            - Eccomi. Li ho condotti fin qui. Ho detto loro di attendere sulla strada. (Si sen­tono degli strilli di bambini) Ah! i bambini gri­dano ancora... avevo detto che non venissero... ma anch'essi vogliono vedere, e le loro madri non obbediscono... Vado a dirglielo... No; si cal­mano. E' tutto pronto? Ho portato il piccolo anello che aveva al dito... L'ho distesa io stessa sulla barella. Sembra che dorma... Ho dovuto faticare molto: i suoi capelli erano ribelli; non riuscivo a comporli dolcemente. Ho fatto co­gliere delle violette; sono triste, ma non c'erano altri fiori. Che fate voi qui? Perché non siete vicini a loro?... (Le due sorelle guardano verso le finestre) Non piangono? Non glielo avete detto?

Il Vecchio                     - Marta, Marta, c'è troppa vita nella tua anima, tu non puoi comprendere.

Marta                            - Perché non dovrei comprendere?... (Dopo una pausa e in tono molto grave, di rim­provero) Non dovevate fare questo nonno...

Il Vecchio                     - Marta, tu non sai...

Marta                            - Andrò a dirlo io, subito.

 Il Vecchio                    - Resta qui, bambina mia, e guarda un istante.

Marta                            - Oh, come sono infelici... Non pos­sono più attendere...

Il Vecchio                     - Perché ?

Marta                            - Non so... ma non è più possibile!

Il Vecchio                     - Vieni qui, bambina mia...

Marta                            - Quanta pazienza, hanno!

Il Vecchio                     - Vieni qui bambina mia!

Marta                            - (voltandosi) Dove siete, nonno? Sono così infelice che non vi vedo più... Non so più che fare...

Il Vecchio                     - Non li guardare più, fino a che non sapranno tutto.

Marta                            - Voglio venire con voi...

Il Vecchio                     - No, Marta, resta qui... Siedi vicino a tua sorella, su questo vecchio sedile di pietra, contro il muro della casa, e non guar­dare... sei troppo giovane, non potresti dimen­ticare... Tu non puoi sapere ciò che è un viso nel momento in cui la morte passa nei suoi occhi... Si udranno forse delle grida... Non vol­tarti, tu... Forse non succederà nulla. Soprat­tutto non voltarti, se non odi nulla. Non si può dire prima quale sarà l'espressione del dolore. Dì solito, qualche sommesso singhiozzo che sale dalle radici più profonde, ed è tutto. Io stesso non so cosa dovrò fare1, quando li sentirò... Tutto ciò è già di un'altra vita. Baciami, bam­bina mia, prima che me ne vada... (Esce. Il mormorio delle preghiere si è venuto man mano avvicinando. Una parte della folla invade il giar­dino. Si odono passi sordi e affrettati e parole dette a bassa voce).

Il Forestiero                  - (alla folla) Restate qui... non avvicinatevi alle finestre... Dov'è?

Un Contadino               - Qui.

Il Forestiero                  - Gli altri... I portatori?...

Il Contadino                 - Arrivano dal viale che con­duce alla porta... (Il vecchio si è allontanato. Marta e Maria sono sedante sulla panca, la schiena contro le finestre. Piccoli rumori fra la folla).

Il Forestiero                  - Zitti. Non parlate. (Nell'in­terno la più grande delle due sorelle si alza e va a tentare il chiavistello della porta).

Marta                            - Apre?

Il Forestiero                  - Al contrario: chiude. (Una pausa).

Marta                            - Il nonno non è entrato?

Il Forestiero                  - No. Lei ritorna a sedersi ac­canto alla madre... gli altri non si muovono, ed il bambino dorme sempre... (Una pausa).

Marta                            - Sorellina mia, dammi una mano...

Maria                             - Marta! (Sì slanciano l'una verso l'altra e si baciano).

Il Forestiero                  - Deve aver bussato... Hanno alzato la testa tutti assieme nello stesso mo­mento... si guardano...

 Marta                           - Oh! Oh! Mia povera sorella... Pian­gerò anch'io! (Soffoca i singhiozzi sulla spalla della sorella).

Il Forestiero                  - Deve bussare di nuovo... Il padre guarda l'orologio... Si alza.

Marta                            - Sorella mia, sorella mia, voglio en­trare anch'io... Non possono restar soli...

Maria                             - Marta, Marta!... (La trattiene).

Il Forestiero                  - Il padre è andato alla porta... Tira il chiavistello, apre prudentemente...

Marta                            - Oh! Non vedete il...

Il Forestiero                  - Che cosa?

Marta                            - Quello che portano...

Il Forestiero                  - Ha appena socchiuso... Non vedo che un angolo dell'aiuola e il getto d'ac­qua. Non apre del tutto la porta... si fa indie­tro... ha l'aria di dire: «Ah! sei tu...». Alza le braccia... Richiude la porta con cura... vostro nonno è entrato... è lì, nella stanza...

                                      - (La folla si è avvicinata alle finestre. Marta e Maria dapprima sì alzano a metà, poi si av­vicinano anch'esse, tenendosi strettamente ab­bracciate. Si vede il vecchio avanzarsi nella stanza. Le due sorelle della morta si alzano; la madre pure, dopo aver deposto con cura il bam­bino nella poltrona da cui si è alzata, di modo che, dal di fuori, si scorge il piccolo con la testa leggermente piegata, proprio nel mezzo della stanza. La madre avanza verso il vecchio e gli tende la mano, ma la ritira prima ch'egli abbia il tempo di prenderla. Una delle figlie va a to­gliere il mantello al visitatore, e l'altra gli avvi­cina una poltrona. Ma il vecchio fa un piccolo gesto di diniego. Il padre sorride, sorpreso. Il vecchio guarda verso le finestre).

Il Forestiero                  - Non osa ancora dirlo... Ci ha guardati. (Rumori fra la folla) Tacete!

                                      - (Il vecchio, vedendo dei visi alle finestre, ha vivamente stornato lo sguardo. Finisce col pren­dere la poltrona che una delle figlie gli offre di nuovo; si siede e si passa più volte la mano de­stra sulla fronte).

Il Forestiero                  - Siede...

                                      - (Le altre persone che si trovano nella stanza, si siedono ugualmente, mentre il padre parla con volubilità. Infine il vecchio apre la bocca e il suono della sua voce sembra attirare l'atten­zione. Ma il padre l'interrompe. Il vecchio ri­prende la parola e poco a poco gli altri s'im-mobilizzano. Tutto ad un tratto, la madre, tra­sale e si alza).

Marta                            - La madre ha già compreso! (Si vetta e nasconde il viso fra le mani. Nuovi ru­mori fra la folla. Si urtano. Dei bambini stril­lano e piangono e si arrampicano alle finestre per vedere).

Il Forestiero                  - Silenzio! Non l'ha ancora detto!

                                      - (Si vede che la madre interroga il vecchio con angoscia. Egli dice ancora qualche parola; poi, bruscamente, tutti gli altri si alzano e sembrano interrogarlo. Egli, allora, fa lenta­mente con la testa un cenno affermativo).

Il Forestiero                  - L'ha detto. L'ha detto tutto ad un tratto!... (Nella folla si ripete con voce sommessa: a L'ha detto! L'ha detto!»). Non si ode nulla...

Il Vecchio                     - (alzandosi egli pure, si volge, e mostra con il dito la porta che si trova alle sue spalle. La madre, il padre, le due fanciulle, si gettano sulla porta che il padre non riesce ad aprire. Il vecchio vuole impedire alla madre di uscire).

Voci                              - (nella folla: parole smorzate; mormorii) Escono! Escono! Eccoli! Vengono! (Confu­sione nel giardino. Tutti si precipitano dall'al­tra parte della casa e scompaiono, eccetto il fo­restiero che rimane accanto alle finestre. Nella sala, la porta apre infine i due battenti: tutti escono insieme. Si intravede il cielo stellato, l'aiuola, ed il getto d'acqua sotto il chiaro di luna, mentre nel mezzo della stanza abbando­nala, il bambino continua a dormire tranquil­lamente nella poltrona. Silenzio).

Il Forestiero                  - Il bambino non si è sve­gliato! E' tanto piccolo, che per lui - ancora per molto tempo - il dolore sarà dall'altra parte. (Esce; si allontana; scompare).

FINE

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