Il drago volante

IL DRAGO VOLANTE

Commedia in quattro atti

Di GHERARDO GHERARDI

PERSONAGGI

lory

Valerio

franco

IL PROFESSOR ALVISA

SARTIRANA

MATTEI

JEANNETTE

MATELDA

MONTEREI

IL DOTTOR RAD

UN SERVITORELLO

Nei primi tre atti a Milano - Nell'ultimo in una cittadina di provincia.

Commedia formattata da

ATTO PRIMO

La scena rappresenta una sala di pensione di terzo ordine nell'interno di un grande casamento milanese. Dovunque un tentativo di eleganza e di distinzione che non arriva a concretarsi. I mobili sono moderni; qualche ninnolo antico qua e l indica che la padrona di casa, pur conservando una certa libert di interpretazione, al corrente con la moda. Poltrone di cuoio e di vimini. Un pianoforte, un tavolinetto per fumatori, un orologio a pendolo, un stipetto con piatti d'argento e di ceramica, una tavola da giuoco rotonda con alcune sedie intorno. Due porte: una a destra e una a sinistra dello spettatore. La destra serve di comune. La sinistra immette nellappartamento. Nel fondo un grande arco lascia vedere di scorcio una sala da pranzo che pu essere anche nascosta da un ampio tendaggio. Si scorge una tavola apparecchiata intorno alla quale si affaccenda un servitorello in blusa a righe rosa.

(Sono in scena Gabriele Sartirana che legge il giornale, il professore Giovanni Alvisa, Franco Cinna, Jeannette de Coraly che, davanti al piano, studia cantarellando, ma senza suonare, una canzonetta. Solo di quando in quando tocca un tasto e ne fa uscire una timida nota. Gli altri fumano o fanno il chilo).

Jeannette - (giovane donna di circa 25 anni, un po' superficiale, ma di buon carattere) Questa canzonetta far fortuna. (Tenta un accordo, canticchiando).

Franco - (uomo di circa 45 anni, di dubbia moralit, brusco e deciso nei modi) No, per carit! Lasciaci in pace. Smettila di fare delle cose inutili.

Jeannette - Inutili? Ma il mio mestiere... Fra una settimana mi devo produrre.

Il professor Alvisa - (cinquantenne. Accomodante e parassita) Ha ragione! Sarebbe come se voleste proibire a me di disegnare... Quando uno professore di disegno, cosa deve fare? E lei...

Franco - E lei ... Come dice sul manifesto? Dicitrice eccentrica internazionale... Ma se voi professore voleste disegnare sullo sparato della mia camicia, io ve lo impedirei.

Jeannette - Come sarebbe a dire?

Franco - (quasi urlando) Che tu mi canti addosso, cara. E non voglio. Lascia andare!

Monterei - (uomo di mezza et. E il direttore della pensione ed di una cortesia un po' rigida e professionale. Entrando al rumore della disputa) Che c'? Che c'? Sempre bisticci, eh?

Il professor Alvisa - Niente di grave. Semplicemente il signor Franco non vuole che Jeannette gli canti sullo sparato della camicia.

Jeannette - E allora dove devo cantare?

Franco - Ma quando sei sola, cara...

Jeannette - Quando sono sola, sono troppo triste.

Monterei - Andiamo, andiamo. Cose senza importanza. La famiglia, signori miei, fatta cos... Per darsi diremo, un po' di noia l'uno con l'altro... Cosa ne dice qui il signor (cerca il nome) il signor giornalista... Come si chiama?

Il professor Alvisa - (a Sartirana) Oh, Sartirana... dice con voi! L'avete scritto voi quell'articolo?

Sartirana - No.

Il professor Alvisa - E allora perch lo leggete?

Sartirana - Non un articolo. Io mi diverto a leggere gli annunci economici; C' sempre qualche cosa da imparare. Signora francese sola al mondo, provvista beni fortuna, offresi famiglia distinta scopo compagnia.

Monterei - Vedete, vedete? Chi non ha famiglia, la cerca...

Franco - Insomma non si pu stare senza qualcuno che dia noia. E allora Jeannette, quando cos, puoi cantare.

Il professor Alvisa - (scoppia a ridere).

Monterei - Voi vi divertite, vero?

Il professor Alvisa - Perch? In famiglia forse proibito ridere?

Monterei - Dio me ne guardi. Ma... ecco... diro... (A parte) La signora desidera di parlare con voi. Ha saputo del nostro patto segreto... Io ho fatto il mio dovere di direttore della pensione, ma...

Il professor Alvisa - Come? La padrona sa che io non pago la pensione? Ma noi eravamo ben d'accordo... Non scherziamo...

Monterei - Gi, dir... Noi eravamo d'accordo che avreste fatto pubblicit alla casa. Avevamo bisogno di purificare l'ambiente con l'introduzione di persone degne, come voi. Ma che pagassero, si intende. Voi siete senza dubbio una persona degna...

Il professor Alvisa - Grazie.

Monterei - S, ma siete rimasto solo. L'unico! Senza offesa per gli altri...

Il professor Alvisa - Piano, piano. Una volta io portai qui un brav'uomo... Un mio collega...

Monterei - Pieno d esigenze e di economia. Se ne and dopo otto giorni.

Il professor Alvisa - Sfido! Gli bruciavate sempre la carne... e poi, che cosa si pretende? Dopo tutto la signora chi ? Credete che non si sappia la storia d'Italia?

Monterei - Prego! Da quando la signora si dedicata all'industria alberghiera, non ha fatto che del bene e sulla sua condotta privata nessuno...

Il professor Alvisa - (sardonico) Ma prima... alla grazia!...

Monterei - (severo) Professore! Se non ve la sentite di rimanere vi dico subito che potete cambiar pensione fin da questo momento...

Ll professor Alvisa - (smontato) Che c'entra?... No, no. Non sar mai. Dopo tutto io voglio troppo bene alla signora... E' una donna di carattere, di una intelligenza, e lasciatemi dire, di una bont non comune... Oh, ci sono molte signore oneste che vorrebbero somigliarle...

Monterei - Ecco, bravo. Godo di sentire dalla bocca di un gentiluomo delle cose cos giuste.

Il professor Alvisa - E' un po' avara... Ma con questo? (Continua a parlare a parte).

Sartirana - Oh, questa per voi, Franco. (Leggendo) Gioielli d'occasione... .

Franco - Per carit! Non ci credete. I gioielli d'occasione si vendono senza avvisi sul giornale. Io per esempio...

Jeannette - (maliziosa) Ma tu hai chi te li vende...

Franco - Che cosa intenderesti di dire? (Imbarazzo generale).

Il professor Alvisa - (a Jeannette) Prudenza, figliola. Non bisogna credere alle chiacchiere della gente.

Franco - Non sa nemmeno quello che dice! Gi... una dicitrice eccentrica internazionale...

Jeannette - E invece io so quel che dico...

Franco - Fuori allora. Parla, se hai il coraggio!

Monterei - Ma niente, niente. La signorina certamente si riferisce a quella volta che la nostra buona signora volle liberarsi del suo collare di perle e lo vendette, cos, per una generosit sua, a un prezzo di vera convenienza... che meravigli la polizia.

Il professor Alvisa - Cose dell'altro mondo! Se uno vende caro gli dicono del ladro! Se uno vende a buon mercato interviene la questura...

Franco - Ma io che c'entro, dunque?

Monterei - Niente, niente. La signorina ha parlalo cos... Giovent...

Franco - Ragazza mia, tieni bene in mente che io capisco tutto quello che dici e anche quello che pensi...

Monterei - Basta, basta, finita.

Sartirana - Mi dispiace d'essere stato la causa involontaria di un simile equivoco. Ma io credo Franco che voi esageriate. Che male ci sarebbe del resto se, come commerciante in gioielli, vi serviste della padrona come di una piazzista?...

Franco - Non fosse che questo! Ma c' altro. E so bene quel che si dice... Si dice che io faccio rivendere alla signora, che sarebbe la mia amante...

Tutti - (scandolezzati comicamente) Oh...

Franco - Cos, cos... Dei gioielli... rubati!

Tutti - (come sopra) Oh...

Franco - Cose dell'altro mondo! E volete sapere chi che diffonde queste calunnie?... E' Valerio!

Jeannette - (vivace) No! Non me lo ha detto Valerio!

Franco - Difendilo adesso!

Il professor Alvisa - (a Monterei) Ecco un altro che tiene lontana la gente per bene dalla casa.

Monterei - Eh, lo so, ma non si pu mandarlo via!

Il professor Alvisa - Perch non si pu?

Franco - E' un delinquente!

Jeannette - Ti giuro che non stato lui!

Franco - Accidenti, come sei innamorata!

Monterei - Capite? (Al professore) Con questa cambiale, anzi con queste cambiali egli tiene legata la signora... Per non perdere troppo bisogna tenerlo qui... Ecco.

Il professor Alvisa - A proposito di cambiali... Io mi troverei nella necessit... Credete che la signora...

Monterei - Per carit! Non il momento, credete... In ogni modo, provate pure...

Jeannette - (agli altri con la voce commossa) Non stato lui, non stato lui... Questa una cosa che sanno tutti! Io non voglio che franco tratti male quel povero ragazzo...

Franco - (ride) Povero ragazzo! Vuoi vedere che il tuo povero ragazzo in prigione? Gi, non sarebbe la prima volta...

Sartirana - Adesso non esageriamo.

Franco - Voi lo difendete perch lui che vi scrive gli articoli...

Sartirana - Prego... Gli articoli miei li scrivo io... Se gli faccio correggere le bozze per fargli guadagnare qualche cosa...

Franco - Va bene, va bene... Ma lui resta quello che ... Uno svogliato, uno stoccatore, un imbroglione... E scommetto che in galera...

Jeannette - Lo vedi, lo vedi? (E tu sai invece dove andato...

Monterei - Ma s... Disse che andava a Siena dove sperava di trovare finalmente la sua mamma.

Franco - E' il pi stupido bastardo che io abbia mai conosciuto! (Ride forte).

Jeannette - (a Franco che continua a ridere) Che c' da ridere? Io trovo che tutto questo molto bello!

Franco - Quanto sei stupida... Quello l con la scusa di quel sentimento, ci prende in giro tutti. Mia madre... mia madre... E poi avesse memoria... Per le bubbole ci vuole memoria... Una volta era una povera ragazza... Poi diventata la figlia di un signore di Siena... Poi fu la moglie di un industriale che era sempre all'estero... Prima era bruna, poi era bionda... Ma... fatemi il piacere!

Jeannette - La cerca, la cerca...

Franco - (a un servitorello che entrato e cerca in terra qualche cosa) E tu che cosa cerchi?

Il Servitorello - La signora dice che ha smarrito qui un pezzo da due lire... (Cerca).

Jeannette - lo, io, che sono fatta apposta per trovare la roba perduta... Il pater noster triplo... Pater... pater... pater noster... noster... noster... (Cerca),

Franco - (estraendo dalla tasca due lire) Ma taci! Ecco: dalle queste due lire e che non si agiti...

Monterei - (opponendosi) Per carit, ma le pare? (Al ragazzo) Dille che non ci sono... (Il ragazzo esce).

Franco - (a Monterei) Adesso che il dottore le ha proibito di bere, ha fatto un carattere impossibile...

Sartirana - Ha ragione la signorina. La cerca. Che Valerio abbia un po' la testa montata, pu darsi, ma proprio per questo che gli voglio bene...

Jeannette - Anch'io.

Sartiran - Se non avessi veduto in lui un animo fondamentalmente buono, sensibile, non mi sarei occupato di farlo lavorare e di aiutarlo.,. Ma proprio questo amore per sua madre che lo ha lasciato chiss come, chiss dove... Questo volerla conoscere, volerne sapere, e il segno di un cuore non del tutto perduto. Insomma sar un'anima cupa, inquieta, ma questa luce c'... E se dice ora una cosa ora l'altra, vuol dire semplicemente questo: che l'intensit del suo sentimento gli accende la fantasia, e che in lui sua madre sale... si trasforma... si illumina... (Accorgendosi di avere un'eloquenza eccessiva) Be'... non fate quelle facce. Buona sera. (Via).

Jeannette - Bravo!

Franco - Che chiacchieroni questi giornalisti...

Jeannette - Ha ragione!

Mattei - (un giovane di 22 anni, un po' provinciale. Entra timidamente dalla comune) Permesso? (Tutti si voltano verso di lui che nessuno conosce. Monterei,, sempre cerimonioso, gli va incontro).

Monterei - Il signore desidera?

Mattei - La pensione Lory...

Monterei - E' questa, precisamente.

Mattei - Vorrei sapere le condizioni...

Monterei - Le pi eque, signore... le pi eque.

Mattei - S, ma, quanto, per intenderci?

Monterei - Ci metteremo d'accordo facilmente. Ma ci sarebbe prima una piccola formalit: piacere alla signora.

Mattei - Piacere?

Monterei - Piacere, si intende, moralmente. Gi: su questo punto non si transige.

Il Servitorello - (entra di nuovo e parla all'orecchio del direttore).

Monterei - Ma di' che non ci sono, caro...

Franco - Le due lire? (Levandole dal taschino) Eccole. Sono spicciole, ma non fa niente... (Le d al ragazzo che esce. Con un sospiro di sollievo) Oh!..,

Monterei - (a Mattei) Se voi avete la cortesia di attendere un momento... Potrete prendere con noi il caff, intanto.

Mattei - Grazie. (Si siede).

Monterei - (raccomandandosi agli altri) Dico... le cose di famiglia...

Franco - (agli altri) Per me, quando una donna muore mettendo alla luce un figlio, non si fa pi trovare nemmeno se continua a vivere. (Ride).

Il professor Alvisa - Eppure se ne sono viste...

Jeannette - (a Mattei, civettuola) Che cosa ne dite voi?

Mattei - (alzandosi) Io? Non ho capito...

Jeannette - (ridendo) Si alza... caro, come gentile... State seduto, prego. (Agli altri) Mi mette soggezione.

Il professor Alvisa - (a Mattei) Si tratta di un giovane, figlio di ignoti, che qui in pensione. Dice che vuole trovare sua madre... La cerca da quando ha l'uso della ragione.

Mattei - E la madre, morta?

Il professor Alvisa - E chi lo sa? Lui dice di no. Ma va un po' a sapere la verit...

Mattei - E' penoso...

Jeannette - Voi ce l'avete la mamma, vero?

Mattei - S, signora, a Ravenna...

Jeannette - Siete romagnolo?

Mattei - S. Sono arrivato ieri. Studio all'accademia commerciale perch mio padre vuole che ai fondi e alla fabbrica ci pensi io.

Franco e Jeannette - (si scambiano uno sguardo di intelligenza).

Franco - Bravo giovanotto! E' una carriera sicura...

Jeannette - Oh! la campagna...

Franco - (a parte a Jeannette) Tu non ti buttare cos... Datti un contegno! (Jeannette si mette subito a posare).

Monterei - (a Mattei) Sarebbe un giovane tanto intelligente... Studia... studierebbe sociologia all'Universit...

Mattei - Bisognerebbe aiutarlo... Voi non avete tentato nulla? Non lo aiutate in qualche modo?

Monterei - Mio Dio... Noi, modestamente... Sapete, dove mangiano dieci, mangiano undici... Vero professore?

Il professore Alvisa - Anche dodici!

Mattei - Ma questo poco!...

Jeannette - Cosa volete... Noi nelle metropoli badiamo ai fatti nostri... C' troppo egoismo!

Lory - (donna di 45 anni, vistosa e un po' eccentrica. Entra dal fondo salutando degli ipotetici commensali) Buon giorno, buoni affari. (A un cenno di lei il ragazzo tira la tenda e chiude cos la scena. Tutti si volgono verso di lei e si inchinano, principalmente Mattei) Buon giorno, signori.

Monterei - Permettete, signora? Ci sarebbe qui il signor... il signor...

Mattei - Mattei...

Monterei - Ecco: Mattei di Volterra...

Mattei - Di Ravenna...

Monterei - Oh, i nomi! E vorrebbe essere ammesso...

Lory - Va bene, ammettetelo...

Monterei - Sapete, ho voluto, come costume della casa...

Lory - Come mi seccate col costume della casa, voi...

Monterei - Ma prima di ammettere uno si sempre proceduto con molta severit.

Lory - Va bene. (A Mattei) Come vi chiamate?

Mattei - Carlo Mattei.

Lory - Gi... Di Ravenna. E... figlio?...

Mattei - Di Giovanni...

Lory - Ma allora va benissimo... Abile, Monterei, abile...

Mattei - Basta cos?

Monterei - (a Mattei a parte) Le siete piaciuto subito... Come capisce gli uomini quella l... (Passa il ragazzo con un vassoio pieno di tazzine) Ecco il caff... Lo prendiamo qui?

Lory - No, fatemi il favore, andate in camera da pranzo... Ho bisogno di parlare col signor Franco... Prego...

Jeannette - ( mentre si incammina con gli altri verso la camera da pranzo, avvicinandosi a Mattei) Io sono troppo nervosa per prendere del caff... Preferisco la camomilla... Se sapeste a fare gli artisti, quante scosse!

Il professor Alvisa - (che ha indugiato un poco) Scusate, signora, avrei bisogno di dirvi una parola.

Lory - Perch? Avete deciso di andarvene?

Il professor Alvisa - No, ho deciso di rimanere...

Lory - Voi siete una bella idea di Monterei,

Monterei - (rientrando) Come dite?

Lory - (al Professore) Andate, andate pure... Fra un momento. (Il Professore esce. A Monterei) Siete proprio sicuro che quello l un galantuomo?

Monterei - Come di essere il direttore della pensione...

Lory - Allora temo che converr mandarlo via... Perch non c' proprio nulla di buono da attendersi da un galantuomo. Quanto mangia!... Adesso non posso pi pensare all'onest, senza che mi venga in mente l'indigestione...

Monterei - Sentite, signora, sar breve.,.

Lory - Bravo.

Monterei - Ho l'onore di rassegnare le mie dimissioni dall'onorifico incarico di direttore della pensione...

Franco - Dimissioni?

Monterei - Eh... Vedo che i miei metodi non convengono alla signora e preferisco andarmene.

Lory - Lo chiama metodo lui, questo, di dar da mangiare gratis alla gente... Ma che cosa credete, Monterei, che li zappi io i danari? Con tutte le tasse che ci sono da pagare.

Monterei - E anche poco fa quando cercavo di dare un tono, un decoro, col nuovo venuto.

Lory - Il tono, il decoro... Che cosa si guadagna col tono e il decoro...

Monterei - Ma voi stessa mi diceste che volevate un ambiente di persone serie, di galantuomini...

Lory - Certo: persone serie, galantuomini, ma andiamo, voi che venite dalla carriera bancaria...

Monterei - Signora...

Lory - Eh, non vi allarmate! Dico che voi avete esperienza e dovete ben capire che cosa si intende per galantuomini. Galantuomini, va bene, ma non come quello l. Si starebbe freschi se non avessimo altri clienti. Io dico gente che sta bene a galla. Insomma mi intendo io ; perch c' differenza, no, fra una pensione e una chiesa?. Andiamo, via, ritirate le vostre dimissioni e mandate via il professore... Che tanto come specchio per le allodole non serve gran che...

Monterei - Pare che abbia bisogno di qualche piccolo prestito...

Lory - Ah... allora la cosa cambia aspetto. Ditegli che ne parleremo pi tardi. E Valerio s' rivisto? Non verrei che si fosse squagliato...

Monterei - No, signora. E' a Milano...

Lory - (sorpresa) A Milano?

Monterei - L'hanno veduto ieri notte sotto i portici meridionali con una compagnia di sciagurati... Ubriaco... Una vergogna...

Lory - Affare suo.

Monterei - Ma tutti sanno che qui da noi... E allora...

Lory - (congedando Monterei) Va bene, va bene... Un momento solo. (Uscito Monterei, Lory rimane pensierosa).

Franco - Eh? Che cosa ti dicevo io?

Lory - Cosa?

Franco - Ti dicevo: Non dargli nulla. E tu niente! Non dargli nulla! E tu niente... Per quattro soldi!

Lory - (dispettosa) Quattro soldi? Quattromila lire... Dico, sono bei soldini sai...

Franco ----------------- - Gi, ma non te li d...

Lory - Non me li d? (Viperina) Non me li d? Vuoi vedere che me li dar, e anche di pi se vorr? Ho due cambiali, sai, due cambiali di duemila lire l'una e con tanto di firma... C' la firma di quella signora...

Franco - Che non sa niente e che non pagher...

Lory - Se non pagher lei, pagher il marito...

Franco - Ma tu ci credi che sia stata l'amante di Valerio?

Lory - Ne ho le prove... Vuoi insegnarmi a fare le mie faccende tu?

Franco - Insegnare, no... Io dico che sarebbe meglio che tu ti lasciassi guidare...

Lory - Da te? Ma se sono io che ti sostengo... Va che se non ci fossi io... Trovane un'altra che sappia vender bene le tue cianfrusaglie, come me... E poi ti impanchi a giudice... Dammi piuttosto le cinquecento lire che ti ho prestato ieri l'altro...

Franco - Domani...

Lory - Lo vedi che approfitti anche tu?

Franco - Ma s... Fa quello che vuoi... Non voglio mica insegnare a te... Tu sei una brava donna... Se no, non mi sarei certo affezionato a questo modo... (Cingendole le spalle con un braccio) Ma lo sai che un pezzo che non ci si vede? Perch ti barrichi in camera tua come una educanda?

Lory - Lasciami stare... Non ho voglia di sciocchezze.

Franco - Ma insomma! Che tu non senta mai, mai il bisogno di un po' di tenerezza...

Lory - (annoiata) Ma va'...

Franco - Ma via! Non ti chiudere in camera cosi-Anche ieri sera ho battuto.

Lory - Non vero... Ieri sera no.

Franco - Allora stato l'altra sera. Ma insomma.

ILory - Ieri sera aspettai che tu rientrassi a casa perch avevo da chiederti un favore... A che ora sei rientrato?

Franco - Alle cinque.

Lory - Per affari?

Franco - Cara... E' gelosa!.

Lory - Ma nemmeno per sogno... Ti aspettavo per questo affare- di Valerio... Non si faceva vivo... Cominciavo a temere...

Franco - Se fossi in te, io farei gli atti in ogni modo...

Lory - E invece io gliele rinnovo.

Franco - Gliele rinnovi? Ti piace il pericolo?

Lory - Se faccio gli atti, addio. saranno pagate... ma poi basta. E invece, fin che le ho io, possono vivere e crescere, prosperare!.

Franco - Bene, bene, fa come vuoi. Gi con te inutile parlare. Non mi ascolti. Io per te non sono niente. Meno di niente... S, qualche piccolo affare...

Lory - Piccolo? Ma dico, quell'anello di brillanti di otto giorni fa, se non c'ero io ti procurava qualche serio dispiacere, no?

Franco - S, ma ti ho dato la percentuale... E forte anche.

Lory - Ti lamenti? Ah, va bene! E allora ridammi le mie cinquecento lire.

Franco - Ma chi si lamenta? Dicevo anzi che vorrei essere qualche cosa di pi per te... Si potrebbero fare tante cose. Perch altro essere cos, come siamo, altro essere uniti proprio...

Lory - (ridendo) E dalli! Ma io non voglio mantenere nessuno, io, hai capito? Non l'ho fatto nemmeno quando ero giovane e mi avrebbe forse fatto anche pi comodo. Lo farei ora!? Sarebbe un bell'affare! E poi, sai.,. E meglio che te le cavi dalla testa certe idee. Perch se devo rovinarmi con un buono a nulla, almeno che sia giovane e bello...

Franco - Allora, con me tu ti diverti, cos...

Lory - Non mi diverto affatto... (// ragazzo porta un vassoio con due tazze di caff) Grazie. Bevi. Due quadratini, vero?

Franco - Dammene tre.

Lory - Non vorrai mica mangiarmi tutto lo zucchero! Bastano due. E leggero... (Bevono).

Franco - Insomma, dal momento che tu mi vuoi bene, soltanto quando ti faccio comodo...

Lory - Perch? Io non ti faccio comodo?

Franco - Non saremo mica delle bestie... Tu non vedi che il danaro.

Lory - E' appunto quello che ci distingue dalle bestie... L'amore? Ma lo fanno tutti a un modo... Uomini e bestie. E -quando tu fai l'offeso, perch ti dico che non penso affatto a innamorarmi e tanto meno a innamorarmi di te, sei un ipocrita! Se vuoi farti una posizione comoda nella vita, adopera il tuo sentimento con altre, che con me non attacca, sai. E poi che cosa ti viene in mente? Non siamo sempre andati bene cos?

Franco - S, ma cos non pu durare. O dentro o fuori. La parte di amante provvisorio, di amante in prova io l'ho fatta abbastanza. Io parlo chiaro: o dentro o fuori!

Lory - Fuori caro, fuori... Tu mangi troppo... (Ride).

Franco - Bada che io so quello che tu pensi...

Lory - Ma dimmi la verit... Sei in crisi... I tuoi amici non ti hanno procurato merce da buttare sul mercato e hai bisogno di spiccioli.

Franco - Se Io torni a dire ti rendo le cinquecento lire.

Lory - Fuori!

Franco - (arrabbiato) Eccole qua!

Lory - (prendendole) Benissimo. Pari.

Franco - E le prendi anche?

Lory - Dovrei regalartele?

Franco - Spilorcia!

Lory - Non dire insulsaggini!

Franco - Innamorata!

Lory - (inviperita) Ma che cosa ti permetti, tu?

Franco - Ma vedrai, vedrai che scherzo ti giuoca quel cialtrone... Amalo, amalo... Tieni le sue cambiali in sofferenza... Non lo faresti per tuo padre!

Lory - Pensa come vuoi... Io dei miei quattrini faccio quello che mi pare...

Monterei - (comparendo ansimante) Signora, arrivato Valerio.

Lory - (vivamente) E arrivato? Ditegli che venga subito da me! (Monterei esce. A Franco che fa il broncio) Ma va, non far lo stupido... Un ragazzo... Non so... Mi sembra che i ragazzi, adesso, siano pi ragazzi di mia volta...

Il professor Alvisa - (entrando) Allora?... Oh, scusate...

Lory - Ma avete proprio tanta fretta?

Il professor Alvisa - Urgenza.

Franco - Vi lascio... Tanto per me c' poco da fare qui...

Lory - (a Franco, rabbonita) Stanotte... Non vedi che non si sta mai in pace?

Franco - Va bene. Verso le due. A rivederci. (Esce).

Lory - (al Professore) Che volete?

Il professor Alvisa - Io sono un galantuomo, signora... Anzi sono qui per questo...

Lory - Va bene, sarete un galantuomo... Ma non ne sapete approfittare! Mettete la vostra onest nelle mani di qualcuno che se ne sappia servire e vedrete! C' della gente onesta soltanto per convenienza.

Il professor Alvisa - Ho capito... Tardi, ma ho capito... Incomincio dunque con l'approfittare della mia onest valorizzando la mia firma... Questa una cambiale... Se volete fare i conti, pago cos... Un uomo onorato... Un nome nuovo di zecca...

Lory - No, no, non basta...

Il professor Alvisa - Se credete, io ci metto la firma di Valerio...

Lory - Ma quello non paga nemmeno per se...

Il phofessor Alvisa - Eh, ma adesso...

Lory - Cosa c'?...

Il professor Alvisa - Ha trovato sua madre...

Loby - L'ha trovata?

Il professor Alvisa - S. Pare almeno che finalmente ci sia riuscito. E' molto allegro... Molto allegro... Gi... Dice che si tratta della figlia di un magnate... Oh, dico... gente da quattrini... Va bene allora la firma?...

Lory - Ma voi ci credete? Ah, ah! Una delle sue solite fantasie...

Il professor Alvisa - Allora?

Lory - Sentite me... Il giovanotto nuovo... Come si chiama?... Mattei... Quello pare che sua madre l'abbia davvero... E ha anche dei quattrini...

Il professor Alvisa - Va bene, va bene. Tenter... Per avrei giurato che questa volta Valerio...

Lory - (che si avvicinata alla porta di fondo) Valerio?

Il professor Alvisa - Dico... Se per caso fosse vero?...

Lory - Non mi seccate. Un galantuomo pu anche non pagare una cambiale, ma deve saper trovare una firma. Se no, che galantuomo ? (A Valerio che si mostra, seguito dagli altri) E cos non ci si fa vedere?

Valerio - ( un giovane di 25 anni, piuttosto, trascurato nel vestire. Saluta Lory in atteggiamento spavaldo, ma nello stesso tempo imbarazzato) Sono arrivato in questo momento.

Lory - Tutto bene?

Jeannette - Bene, benissimo... Una cosa commovente... Senta, senta...

Valerio - (per smorzare gli entusiasmi di Jeannette) Ma sta quieta. Subito si esalta... (A Lory) Non c' niente di straordinario.

Lory - L'avrei giurato...

Mattei - Ma no, sentite... Stava appunto raccontando in questo momento...

Valerio - Una speranza... Niente di pi...

Mattei - Ma una speranza seria... Continuate...

Valerio - Basta. Ho gi detto... Non c' altro...

Mattei - Ma che vi prende? Poco fa eravate cos eloquente, cos sicuro... Che vi successo?

Valerio - (evidentemente smontatissimo) Ma niente... Volete che ripeta quel che ho detto?... Ho gi detto. Basta. (A Lory che ridacchia, con collera) Perche ridi tu?

Monterei - Ma no che non ride. Vi pare che abbia riso?

Jeannette - Sfido che non parla pi. Non si deve ridere. Bisogna sapere che cosa vuol dire mamma.

Lory - Voi state zitta e pensate, se potete, che cosa voglia dire babbo.

Valerio - (per uscire) Lasciatemi andare...

Mattei - (trattenendolo) Ma insomma, che cosa c'?

Valerio - Niente c'.,.

Lory - C' che vi ha raccontato le solite panzane...

Valerio - Non vero. Non sono panzane. Quel che ho detto vero... Ma adesso mi pare che lo sia meno... Non so... (Con collera) Mi bastato vedere costei!... (Indica Lory).

Lory - (con uno scatto d'ira) Via... Fuori tutti... Andate via. Voglio dire due parole a questo giovanotto...

Monterei - Calma, calma, signora... Non ha mica detto niente...

Il professor Alvisa - (a Mattei) Andiamo via... E' meglio... Cos posso dirvi una parola confidenziale...

Mattei - A me? (Escono).

Jeannette - Dio mio, era cos divertente... Un film... Proprio un film... (Via).

Monterei - (a Lory) Cogliete questa occasione e sbarazzatevi di lui... Credete a me... La pensione ci guadagner un tanto... (Via).

Lory - (a Valerio, col quale rimasta sola) Ti avverto che non ammetto certi toni. Hai capito? Io non sono una donna da trattarsi cos. Se gli altri ti concedono delle libert con la scusa che scrivi sui giornali, a me non importa niente della poesia. Io esigo di essere rispettata.

Valerio - (beffardo) Rispettata!

Lory - E da te sopra tutto.

Valerio - Sopra tutto.

Lory - E smettila di ripetere stupidamente le mie parole. Tu mi devi molto... S... Ti ho levato venti volte da bruiti impicci...

Valerio - Al sessanta per cento...

Lory - Ora misuri... Ma prima mi baciavi le mani. E in ogni modo non puoi negare, che ti ho sempre dimostrato una simpatia speciale...

Valerio - E dov' questa simpatia? Tu ridi di cose... di cose...

Lory - Di cose stupide. Romanticherie ridicole...

Valerio - Ridicole perch non capisci... Non capisci e non credi...

Lory - Ma tu ci credi? Allora sei matto. Il tuo non pi un sentimento, una mania. Ma ti accorgi, per esempio, che tutte le volte che ne parli la vedi sempre differente? Questa donna si trasforma, si modifica... Pare una nuvola di marzo... Prima una tradita, poi una contessa... Prima una vittima, poi un'eroina... E adesso che cosa ?... Una madre badessa?

Valerio - E smettila, vipera!

Lory - (che continua a ridere) Dammi retta, incarica delle tue ricerche quella ragazza l... col pater noster triplo trova tutto... (Ride).

Valerio - (prende la decisione di non darle retta e si siede a gambe distese) Canta fin che ti pare...

Lory - Bravo. Ora ritorni alla realt...

Valerio - Ma che realt! Non so che cosa ci trovi di cos straordinario. Tutti, a questo mondo, sognano qualche cosa.,,. Aspettano qualche cosa che, magari, non arriva mai... Anch'io. Io so bene quello che sono. So bene quel che mi posso aspettare dalla vita... dalla realt, come dici tu. Ma questa... questa... la sola cosa di me, che non so. Dunque la sola da cui mi pu venire una speranza... (Pia vivo) E dunque, lasciami in pace! Guai a me... se un giorno dovessi convincermi che non esiste davvero e che cercarla inutile... (E' interrotto da grida rissose che vengono dall'interno).

Monterei - (entra di corsa) Signora, signora.,. Quello di Velletri... cio di Ravenna,..

Lory - Che cosa c' ancora?

Mattei - (entrando scardunato, con una mano che sanguina) Non niente, non niente... Mascalzone...

Monterei - (a Mattei) Il signor Franco un brav'uomo.

Mattei - Ha da essere il Sultano...

Lory - Avete battuto il signor Franco?

Mattei - Impari a rispettare le donne del mio paese.

Il professor Alvisa - Ha ragione. E' una indecenza... Le donne romagnole...

Monterei - Ma non voleva offendere nessuno.

Mattei - Dice che sono tutte...

Lory - Ora basta, no?

Mattei - Ah, per me finita. Dove posso trovare un po' d'acqua?

Lory - Di l, di l,.. Che sciocchezze! Figuriamoci se le donne del vostro paese sono diverse dalle altre donne del mondo...

Mattei - Sicuro che sono diverse... Perch c' anche mia madre... Capite? (Esce).

Il professor Alvisa - (correndogli dietro) Ha ragione- ha ragione... Ero quasi riuscito... (Via. Monterei esce).

Lory - Che razza di esaltato...

Valerio - Ha difeso sua madre.

Lory - Eh, va bene... Sua madre, sua madre... Si deve mettere sottosopra un locale onorato per queste stupidaggini? Dove siamo...

Valerio - Siamo in un brutto mondo...

Lory - Questo s.

Valerio - Per viverci bisogna avere qualche cosa qui... (Indica il cuore) Bisogna passare in alto... Volare... Se no come si resiste?

Lory - Eh... Ma che avete tutti quanti? La febbre? Calma, caro, calma. La vita quella che . E buona notte. Nessuno la pu modificare. Parliamo seriamente un momento, di cose pratiche, concrete...

Valerio - Ecco la tua illusione... la tua speranza. Il danaro.

Lory - Non c' altro, sai? Amico mio, non c' proprio altro di serio. Guarda bene in fondo a tutte le cose...

Valerio - Ma non dire le solite bestialit...

Lory - Il tuo dramma tutto l. Se tu avessi del denaro, sai che faresti? Una bella chiesa alla memoria della tua signora madre...

Valerio - Ma sta zitta!

Lory - Insomma, che ne facciamo di quelle cambiali scadute?

Valerio - E che ne vuoi fare? Io non le pago...

Lory - E gi... Tu fai dei viaggi di esplorazione sentimentale e ti riduci al verde. Conseguenza: addio sogni e sotto con le firme false...

Valerio - (si alza e va sorridendo verso Lory) Lory... Sta quieta... In qualche modo faremo...(Le passa un braccio intorno alle spalle) Non maltrattarmi sempre... Cerca di vedermi con altri occhi. Dopo tutto, lo sai, che avresti potuto fare di me quel che ti fosse piaciuto...

Lory - (divincolandosi) No, no, no... distanza!

Valerio - Mi hai sempre respinto come un malato.

Lory - Ma che malato! Un ragazzo... Ti pare possibile? Via, via, siamo seri. Paga quelle cambialine... Se vuoi te le rinnovo, ma qualche cosa mi devi dare...

Il professor Alvisa - (entra tenendo Mattei per il braccio ferito: mostra a Lory la fasciatura della mano) Guardate come l'ho fasciato bene.

Mattei - Perfetto...

Lory - E che sia l'ultima volta, intendiamoci.

Mattei - A me? Ditelo a lui. Se ricomincia, io non garantisco niente. Signor Valerio, come va? Le ritornata la voglia di chiacchierare?

Valerio - A me? E che volete che vi dica?

Mattei - Siamo arrivati quando il padre la cacci dalla villa... (Alvisa, al fondo, agita una cambiale verso Lory che, vedendolo, gli si avvicina in fretta ed esce con lui).

Valerio - Gi. La villa... Ma adesso, vedete... Mi sento come se fossi precipitato... Voi non potete capire... Voi la mamma l'avete...

Mattei - Oh... Posso capire benissimo... L'ho lasciata ieri.

Valerio - Com' la vostra mamma?

Mattei - Una vecchiettina bianca bianca, che piange e ride per nulla. Quando viene a svegliarmi la mattina (Valerio china la testa) e mi dice buon giorno (Valerio ha un singhiozzo)... Valerio! Signor Valerio!

Valerio - (gli si afferra a un braccio e nasconde cos il suo pianto silenzioso).

Fine del primo atto

ATTO SECONDO

La camera da letto di Lory. Nel mezzo della parete di fondo una porta chiusa. Su un tavolino a sinistra dello spettatore, presso il proscenio, una bottiglia con bicchieri.

(Lory, sola, sta guardandosi allo specchio della toeletta).

Lory - (dopo essere stata un poco davanti allo specchio per darsi della cipria, si avvicina al tavolino. Beve un poco, si siede e con le carte si dispone a fare un solitario. E' un po' brilla. Man mano che nomina le carte che le passano fra le mani, le dispone sul tavolino con cura) Asso, sette di cuori... cinque di fiori... sette di cuori... Ma quanti sette di cuori ci sono in questo mazzo? Oh! (Guarda meglio) Ah, no. E' un sei. Dico io che si spendono tanti danari nella luce elettrica e non ci si vede mai. Sei di cuori... Allora diciamo... (facendo calcoli mentali) diciamo due e tre cinque, e sei undici e uno dodici... dodici... dodici... (segna con un lapis) Dodici! Ah... Lo dicevo io che doveva essere un dodici... E allora il terno non viene. Il dodici mi porta sfortuna. Il dodici di gennaio sono nata... Ah... Che bella cosa hai fatto, Lory! Oh... Che c'entri tu? Donna di cuori... quarantadue.. Non ti voglio, non ti voglio... Va via! (Ride) Che faccia da donna di famiglia! Uh... che sia la madre di quello sciagurato... di quel malnato... di quel... Bisogna che glielo dica. Tua madre non una contessa, non una principessa, non ...

Franco - ( entrato durante le ultime battute di Lory. Lory, quando si avvede che egli in camera, gli va incontro).

Lory - Oh... T'aspettavo... Grazie di essere venuto... Ho tanto bisogno di essere consolata...

Franco - (accennando al vino) Ho capito... Ti ho detto che non voglio!

Lory - Non essere cattivo!

Franco - Ti fa male!

Lory - Senti... Io dico che un poco di vino... Un poco solo, sai, porta fortuna... Far male alla salute, ma porta tanta fortuna! Di quando in quando... E poi, sai... C' il terno da scavare! Una fatica!

Franco - Fa vedere!

Lory - (rapida) No! Non voglio, lascia stare! Sono numeri sicuri... Non si pu farli vedere perch si rompe l'incantesimo.

Franco - Se Credi che m'importi! Di' un po': hai veduto Valerio stasera?

Lory - Valerio? No.

Franco - Eppure un'ora fa veniva da questa parte... E non c' che la tua camera. E' ritornato indietro dopo cinque minuti.

Lory - Sfido! Avr trovato l'uscio chiuso. E poi scusa, io non ti dico una cosa per l'altra... Tanto di te non me ne importa niente, sai. Dunque ti potrei dire molto semplicemente...

Franco - Ma stai calma!

Lory - Uh, come sei geloso! Tu saresti capace di battermi, vero?

Franco - Te Io meriteresti. Ma veramente io credevo che fosse venuto a chiederti degli altri quattrini.

Lory - Magari!

Franco - Tu ti illudi!

Lory - Mi sono informata, sai. La firma della signora Bonduzzi nata Varei buona. Guarda, guarda. Questa la risposta dell'agenzia...

Franco - Ma che testa hai? Tu ti fidi delle agenzie private?

Lory - Sanno tutto sai, tutto!... Guarda. (Leggendo e mostrando a Franco una carta) Margherita Bonduzzi nata Varei.

Franco - Ma s, ma si... Va bene...

Lory - Sanno tutto! Che stata l'amante del giornalista Valerio Lupa!

Franco - Lo vedi che razza di agenzia? Ma che giornalista! Un correttore di bozze! (Ride) C' che cerca sua madre?

Lory - No, questo non c'... Per c' tutto il resto-Giovane di dubbia vita; nato da ignoti a Monterenzo di Siena e allevato da un fabbro ferraio.

Franco - Un fabbro... a Monterenzo.,. Lo sapevi tu?

Lory - Io no... Ma vero... Sanno tutto... E poi dice che la firma della signora Bonduzzi nata Varei buona.

Franco - Ho capito: gli hai dato ancora dei soldi.

Lory - Ti dico di no! Che m'importerebbe di dirtelo? Ma sai che sei geloso davvero?

Franco - Quello ti ronza intorno! S' accorto che hai per lui una simpatia particolare! S, s, non puoi negarlo!.

Lory - Ecco, vedi... Non so. Lasciami bere...

Franco - Avvelenati!

Lory - Avvelenati anche tu!

Franco - No, non bevo!

Lory - Ma bada che non quello della pensione... E' proprio mio.

Franco - Fa sentire. (Beve).

Lory - E buonissimo... Se non costasse tanto, andrebbe al cuore proprio... Dunque... (Si siede sulle ginocchia di Franco) Prima di tutto io non voglio innamorarmi...

Franco - Grazie.

Lory - Ma scusa... Tu che cosa 'entri, vecchio mio, in tutto questo?

Franco - Ma che cosa dici?...

Lory - Io non voglio innamorarmi pi... Va bene cosi?

Franco - E allora? Avanti.

Lory - Che cosa?

Franco - Parlavamo di Valerio.

Lory - Ah, gi... Ecco, quel ragazzo mi fa tanta pena... In fondo, tu hai un bel da ridere, ma devi pensare a un uomo che non ha mai avuto nessuno; nessuno al mondo, che gli dica una parola buona, nessuno che si occupi seriamente di lui...

Franco - Che discorsi: nessuno! E io? Io che ho avuto?

Lory - S, ma tu chi hai desiderato? Tu non hai mai desiderato nessuno. E allora vuol dire che avevi tutti. E anch'io, in fondo, non mi sono mai accorta di esser sola. C'era sempre tanta gente attorno a me che mi pareva di essere sempre in famiglia. (Ride) Ma lui? (Si commuove) Lui desidera sua madre. La cerca, la immagina ogni giorno pi bella, pi... pi... Dev'essere triste tutto ci...

Franco - Senti, amore, non prendertela per le malinconie degli altri... Non ti bastano le tue?

Lory - Le mie? Ah, gi... (Ride) Hai ragione. Sto diventando altruista... (Cessando di ridere) Franco! Sto diventando vecchia?

Franco - Ti ringiovanisco subito. Guarda. (Mostra alla luce della lampada una gemma che tiene delicatamente con due dita).

Lory - (con un balzo poco elegante fa per prenderla) Dammi!

Franco - (ritirando la mano) Lo dicevo, io. Guardare e non toccare!

Lory - Una meraviglia! Ma fammi vedere! Che hai paura?

Franco - No, no, no... Questa come il tuo terno. Si rompe l'incantesimo.

Lory - E' falsa.

Franco - No... E d'occasione... (Le strizza rocchio) Credi che quella signora Bonduzzi nata Varei la comprerebbe?

Lory - E perch la dovrebbe comperare?

Franco - Per fare un piacere a te, per esempio.

Lory - A me?

Franco - (spiegando) Tu vai da lei e le dici: cara signora...

Lory - S, ma se le dico che ho delle cambiali sue, le vorr vedere, le vorr ritirare... Allora finita...

Franco - E tu non gliele dare! E' lo stesso... Non capisci che la paura muove il mondo? Falle paura: comprer la perla, ti lascer le cambiali, fa tutto quello che vorrai.

Lory - Quanto?

Franco - (accarezzando con l'occhio la perla) Ma proprio d'occasione.- Direi ventimila...

Lory - Costa meno da un gioielliere... (La prende e la guarda).

Franco - Che occasione sarebbe se costasse poco?

Lory - A te bastano ottomila? Ottomilacinquecento e non se ne parli pi. (Ripone la perla) Domani...

Franco - Eh... Io ho paura di volerti troppo bene...

Lory - Non ci pensare... Buona notte..

Franco - Mi mandi via?

Lory - Vuoi restare?... (Dopo un attimo di esitazione come chi si annoia di dover decidere di cosa di poca importanza) Ma s... Se vuoi, resta... Chiudi l'uscio. (Accenna a togliersi la vestaglia, mentre Franco va a chiudere luscio. Invece di ritornare subito indietro resta in ascolto come chi ode qualche rumore).

Franco - (con voce strozzata) C' qualcuno.

Lory - Che?

Franco - Un passo che si avvicina.

Lory - Viene qui?

Franco - E dove vuoi che vada da questa parte?

Lory - Chi sar?

Franco - (con voce strozzata) Bagascia!

Lory - Ma dico, scherzi?

Franco - Non fare l'ingenua! Scommetto che Valerio... Gli avevi dato l'appuntamento!

Lory - Ma che ti salta in mente! Se aspettavo te... Se resto con te... Guarda: ora, se batte, lo mando via...

Franco - No! Tu lo ricevi... Voglio sentire che cosa c' di nuovo...

Lory - Come sei noioso!

Franco - Zitta!... Mi nascondo qui. (Va dietro un paravento. Si batte alluscio).

Lory - (piano a Franco) Non farti almeno sentire! (Alluscio) Chi ?

Valerio - (dallinterno) Sono io, Valerio!

Lory - Ma io vado a letto!

Valerio - Aprimi!

Lory - Ma che cosa vuoi a quest'ora?

Valerio - Aprimi!

Lory - (aprendo) Oh, che prepotente! Non si ha mai un momento di pace, qui, vero? Mai! Che vuoi?

Valerio - (entra, chiude l'uscio, si avanza lentamente verso la tavola, si siede, si versa da bere e beve).

Lory - Si accomodi! La roba degli altri ha sempre buon sapore, no?

Valerio - Se non lo sai tu...

Lory - Insomma!

Valerio - Insomma io non dormivo, non potevo... Quando non posso dormire... non mi piace di star solo...

Lory - Ma io posso dormire benissimo... E se non hai altro da dirmi ti prego di lasciarmi subito.

Valerio - Permetti? (Beve ancora) Buono! Ci voleva.

Lory - Ma dunque, ti decidi?

Valerio - Un momento! Che fretta!

Lory - (indispettita prende una sedia e ci si siede con ira contenuta, a braccia conserte, con l'evidente intenzione di aspettare pazientemente che l'ospite si allontani).

Valerio - Andiamo, via... sii gentile una volta tanto.

Lory - Mi disturbi. La vuoi capire? Adesso bada che non ti rispondo pi.

Valerio - Aspetti qualcuno? (Pausa) Silenzio. Bene, quando verr conosco le convenienze: me ne andr io. E poi siamo in buoni rapporti. Perch immagino che si tratti di Franco, no? (Pausa) Silenzio. Non importa. Parlo io. Cercher di indovinare i tuoi pensieri... le tue curiosit... Scommetto per esempio che ti stai domandando perch mai io sia ancora qui, in casa, a mezzanotte. Non mi mai accaduto. Hai ragione. E strano. Ma vedi... Sto attraversando una crisi. (Pausa) Silenzio. Una crisi molto importante. Ed ero venuto qui proprio con l'intenzione di commuovermi molto e di commuoverti un poco. E ti volevo dare una grande notizia. (Pausa) Silenzio. Se il silenzio d'oro tu questa sera stai facendo un affarone, (Ride breve) Insomma ho molto pensato ai casi miei, da qualche giorno. Questa vita dissipata e inconcludente non pu continuare. Tu ti domandi perch non Io vado a raccontare al portiere. Ma il portiere sordo. Non mi resti che tu. E' triste, ai, non avere che la padrona della pensione. E allora dico a te che finalmente ho preso una risoluzione eroica. Voglio cambiar vita. Voglio staccarmi dai miei sogni, dalle mie manie, come le chiamavi tu. Chi sa che non trovi il mio equilibrio e non diventi un brav'uomo e paghi tutti i miei debiti. (A un sussulto di Lory) Ecco che ti muovi! Che cosa vuol dire un po' di sentimento. Cuore di donna, scrigno di tenerezze! Ho deciso di scomparire. (A un altro sussulto di Lory) No, non mi uccido. Sono abbastanza disperato per farlo, ma non sono abbastanza ottimista. Eh, s, perch chi s'ammazza spera di finirla e invece chi lo sa? Scomparire... Voglio dire partire... andar via... (Pausa) Per sempre. Silenzio. Vado in America. (Pausa) Parto adesso, tra poco e chi si visto si visto. Capito?

Lory - E' lunga?

Valerio - Basta. E' finita. Addio Lory; appena arrivato ti mander il mio indirizzo... se vorrai scrivermi qualche volta. No, no, te ne prego, non insistere perch resti. Ho deciso. Devi capire anche tu che, se resto, questo male che ho dentro non guarisce. Se resto, siamo da capo con la tentazione di andare a cercarla da tutte le parti... con l'illusione di avere trovato il bandolo del mio piccolo mistero... con l'amarezza delle delusioni che seguono... e il disordine, la brutta vita, il vizio... No, no... Leviamoci dalla testa questa idea... Non insistere, li prego. Brava. Cos. Da domani puoi affittare la mia camera. Addio... (Fa per andarsene).

Lory - (alzandosi) Ma, dici sul serio?

Valerio - Vuoi vedere il passaporto?

Lory - Ah... Sei liberissimo di fare quel che ti pare. Quanto a me, perdere un cliente della tua risma non rappresenta propriamente una disgrazia... Soltanto, bisogner prima regolare i nostri conti, no?

Valerio - Che conti?

Lory - Senti caro, non fare il tonto...

Valerio - Ah, gi. Le cambiali. S, s... Ma quello un affare gi regolato. Le ho prese io; le ho distrutte. Eh, via! Ti pare che sarei partito cos... Per chi mi prendi? Non andare in furia. Pensa che quello che mi hai dato, lo hai riavuto almeno dieci volte... Se vuoi, sequestrami x bauli. Fai, fai pure... Guarda, te li lascio senz'altro. Parto senza.

Lory - (che durante la battuta precedente andata perdendo la calma) Ma, dico... E' uno scherzo, vero? Uno stupido scherzo... Non capisco a che scopo.,. E poi... come possibile?. La mia camera sempre chiusa.

Valerio - S, grave... Ma non potevo lasciare in circolazione la firma di quella poveretta, che non sapeva nulla...

Lory - (corre al cassettone, apre uno stipo, rovista, getta all'aria quel che v dentro, si convince della verit delle parole di Valerio, si volta verso di lu pallida, scarmigliata, alterata) Ah, ladro... Ladro! T'avevano visto scivolare dal corridoio. E quell'imbecille di Franco non ha pensato...

Valerio - Io non potevo compromettere una donna...

Lory - Ma s, ma s. Una buona azione, una buona azione! Che uomo fortunato! Per fare una buona azione costretto a non pagare i debiti.

Valerio - Ho detto che ti lascio tutto quello che ho.

Lory - Bel sequestro! Quattro stracci! E ha il coraggio e l'impudenza di venire qui... di confessare con una tranquillit... Oh... Ma dove sei nato, chi t'ha fatto, bastardo?!

Valerio - Basta ora! Addio!...

Lory - (sbarrandogli il passo) Ah, no, caro! Troppo comodo. Tu non esci di qui fino a che non abbiamo regolato in qualche modo i nostri conti. Ma davvero credevi che avrei rinunciato tanto facilmente ai miei denari?

Valerio - Denari... denari... Non parli d'altro... Ma lascia andare..

Lory - E di che devo parlare? Ho sacrificato tutto io, per il denaro... Me ne sono infischiata dell'amore, della pace, della salute, perfino del piacere... S, s, perfino del piacere... Se credi che sia allegra la vita in certe condizioni... No, gai, no... Ma quando si sa che cosa vuol dire miseria, se ne ha paura... Capisci? Paura... E tu credi che io mi lasci portar via un soldo... un soldo soltanto?! Eh, no... Se non mi dai la sicurezza che entro ventiquattr'ore avr le mie quattromila lire, io non ti lascio uscire. Io chiamo qualcuno. Ti faccio arrestare. Ti chiudo. Te la d io l'America!

Valerio - Preveduto

Lory - Cosa?

Valerio - Chiama chi vuoi. Chiama il tuo Franco ladro e ricettatore di perle rubate. Chiamalo. E digli che vada a prendere il commissario. No, cara, non ti conviene macchiare il nome della tua onorata pensione con certe visite.

Lory - (che comprende tutta l'importanza delle parole di Valerio, s morde le labbra e mormora) Vigliacco... (Poi va a sedere alla tavola in preda a un tremito che indica la tensione dei suoi nervi alla ricerca di una soluzione. Pausa lunga).

Valerio - (avvicinandosi a lei persuasivo) Ti prometto che non perderai nulla. Vedrai. Mi far vivo al pi presto e riavrai fino all'ultimo soldo. Ma bisognava pure che rompessi questa catena, che mi liberassi... Che vuoi? L'altro giorno a Siena mi pareva proprio d'essere sul punto... Ero riuscito a raccogliere tanti indizi... tanti riferimenti... Ma che! Non c' pi nessuno di quel tempo-Partiti, morti... Buio pi di prima. Avevo detto a me stesso: questa volta il mo destino si mostrer. Se ci sei... allora incomincia veramente la mia vita... (Deso-lato) Se non ci sei... (Si avvede che Lory, che sta seduta voltandogli le spalle, singhiozza) Che c'? Lory... Che hai? Piangi?

Lory - Lasciami stare... Vai, vai...

Valerio - No, dimmi... Che c'? Perch piangi?...

Lory - Perch... Perch a certi sforzi si pu resistere, resistere... ma fino a un certo punto... dopo... (Dominando il pianto) Va bene, va bene, ho capito... (Andandogli vicino quasi carezzevolmente, con voce dolcissima) Buon viaggio, Valerio...

Valerio - (stupito) Grazie, Lory... Grazie... Ma che significa che si pu resistere, resistere... a che cosa hai resistito?...

Lory - Niente, non domandarmi nulla... Certo che, se tu mi avessi parlato qualche volta, come hai parlato poco fa... col cuore...

Valerio - E come avrei potuto con te? Ridevi...

Lory - Ridevo?

Valerio - Ma, insomma... Che stai mulinando?... Piangi davvero o fingi?... Guardami...

Lory - (dopo una lunga pausa alza gli occhi arditamente su Valerio e gli dice con forza) Io la conosco tua madre...

Valerio - (colpito, dopo una pausa) Come? Tu la... Oh, questa bella... Ma come possibile?... (Ride forzato) Ah, ah... Bisognerebbe che fosse... (Reagendo) No, no... cara, no. Non capisco il tuo giuoco... ma non va, sai? E' inutile...

Lory - Non mi credi?

Valerio - No.

Lory - No?... Allora... (Facendogli cenno di congedo) Buona notte.

Valerio - (sta per uscire, ma sulla soglia si ferma perplesso e ritorna a Lory che lattende come in agguato) E' una infamia... sono certo che una infamia, una burla... ma... avanti... parla...

Lory - (con accento accorato) Ma no, ma no!... Ho mentito. Un momento cos... Non so nemmeno io... Una idea che mi era venuta... Vai, vai... Io non so nulla... Non conosco nessuno... Ho detto una cosa qualunque...

Valerio - (tetro, tremante) Parla!...

Lory - Ma che vuoi che ti dica, adesso? (Con Varia di mentire) Davvero... non la conosco... E come potrei conoscerla?..

Valerio - E chi lo sa? ... La vita cos strana... Dimmi... Ma bada, sai? Bada che io... (Dominandosi e interrogando con la voce che trema di paura e di speranza) E'... viva?...

Lory - Tu stai diventando matto!... Io devo dire per forza quello che pare a te?... Devo mentire, inventare...

Valerio - Parla... E' lontana?

Lory - E che cosa pu importare a me di tutto ci? Tu mi hai rubato quattromila lire... E non hai che quattro stracci...

Valerio - Senti, se per questo, ti giuro che fra due ore avrai il tuo danaro a costo di andare a scassinare un negozio. Parla. E'... lontana? (Si riprende, reagendo alla malefica influenza del clima nel quale precipitato) Ma no, impossibile! Tu sei una svergognata! (Riprendendosi ancora e battendosi coi pugni le tempia) Ma che faccio! Che dico?

Lory - (metallica) Non so nulla, non so nulla...

Valerio - Ma tremi... Tremi anche tu. To', bevi... e non farmi penare cos le parole... (Le versa da bere e ambedue tracannano un bicchiere di vino).

Lory - (pare abbia attinto dal vino bevuto un nuovo coraggio e una pi sicura perfidia) Tu l'hai cercata da per tutto... A Roma, a Milano, a Firenze... perfino a Monterenzo... da un fabbro ferraio...

Valerio - (sbalordito) Chi t'ha detto? Chi t'ha detto?

Lory - Chi mi ha detto?... (Tenta di ridere, poi si getta in pianto, nascondendo il volto sul gomito appoggiato alla tavola).

Valerio - (pallido, la scuote, le solleva il viso) Lory, Lory... perdio... Vuoi spiegarti? Lory...

Lory - (alzandosi e buttandogli le braccia al collo) Valerio... Non hai ancora capito?...

Valerio - (come morso dalla tarantola si svincola dallabbraccio e allontana bruscamente la donna che va a cadere sulla poltrona) Tu? Tu?... (Scoppia a ridere frenetico) Tu?... Ah, ah...

Lory - (offesa, scatta in piedi) Ah, cos?... E allora vattene... Vattene!... (Balza ad aprirgli la porta).

Valerio - ( sulla soglia che ha raggiunto in fretta; vi si ferma nuovamente, paralizzato, guarda la donna e ha ancora un grido di repugnanza) Oh!... (Scompare in fretta e Lory chiude subito la porta).

Franco - (esce dal suo nascondiglio ridendo) Magnifica!

Lory - (col gesto di chi prende) Gli stracci, gli stracci!

Fine del secondo atto

ATTO TERZO

Scena come il primo atto.

(In scena ci sono tutti i pensionanti sparsi qua e l come nelle famiglie quando caduta qualche disgrazia. Franco in piedi e passeggia).

Franco - Mi piacerebbe di sapere che cosa sta a fare di l tanto tempo.

Jeannette - Mio Dio! Che la signora sia grave?

Monterei - Ma che dite! Grave! Parla, si muove, discute di affari come sempre, dunque...

Franco - E allora?

Sartirana - Ma niente: questo medico si perde in chiacchiere. Lo conosco.

Jeannette - Anch'io! Ordina sempre le stesse medicine per tutti i mali.

Monterei - La signora non ha mai voluto cambiarlo. Dice per non diffondere i suoi segreti fisiologici.

Mattei - Ma Valerio, dove sar scappato?

Jeannette - Io non capisco... Invece d assistere sua madre...

Il Dottore - (entra e tutti si alzano in piedi correndogli incontro).

Franco - Dunque?...

Il Dottore - Niente di grave, niente. Una cosa passeggera... (Sollievo di tutti).

Monterei - Accomodatevi, prego, accomodatevi...

Il Dottore - Nervi, nervi... Ha avuto qualche forte emozione ieri sera, durante la digestione?

Jeannette - Ma come? Non vi ha detto?...

Il Dottore - Niente.

Jeannette - Ha ritrovato suo figlio!... Pensate... Qui in pensione...

Il Dottore - Bazzecole! Aveva un figlio... Oh! guarda, guarda!

Mattei - E per di pi, suo figlio, appena saputa la cosa, invece di restare qui a fare il suo dovere, scappato di casa... E non se ne sa pi nulla...

Il Dottore - Oh, guarda, guarda!... E' scappato di casa!!! E dov' andato? Dov' andato?

Franco - Ma insomma voi avete ordinato qualche medicina alla signora?

Il Dottore - (prendendo la stilografica e un quaderno di appunti) Quando si tratta di disturbi nervosi, invece di obbligare il malato a prendere certe medicine, bisognerebbe lasciargli il diritto di prendere quelle che vuole lui... (Scrive, parlando) Ma con le buone, senza insistere, si pu ordinare qualche intruglio... a scopo suggestivo, si intende... E dopo quanti anni? (Si mette a scrivere).

Franco - Cosa?...

Il Dottore - Il figlio!

Jeannette - Venticinque!...

Il Dottore - Bazzecola! Come se avesse partorito un'altra volta!

Mattei - Ma... Sar!...

Monterei - Come, sar? Dubitereste?

Mattei - Mi pare una cosa cos strana...

Franco - Che diffidenti questi romagnoli!... (Con prudenza) S, non mica un difetto!

Il Dottore - (alzandosi) Ecco qua. (D la ricetta a Franco) Guardate che sia calma e tranquilla... E cercate il neonato.., A rivederci! (Esce scortato da Monterei).

Il professor Alvisa - (entrando, si incontra col dottore) Come sta?

Franco - Benissimo. Benissimo.

Il professor Alvisa - Meno male. Vedrete che questa sar la fortuna della pensione... Sono cose che fanno un bellissimo effetto. Bisognerebbe anzi diffondere la notizia...

Monterei - Se il signor Sartirana facesse un bell'articolo... Magari in prima pagina...

Sartirana - (ride) Far l'articolo di fondo!...

Mattei - Insomma.,. Come pu essere che abbia aspettato tanto a riconoscerlo?...

Monterei - Avr voluto essere sicura... Non bisogna credere troppo alla voce del sangue...

Jeannette - Per se c' qualche voglia nella pelle!... (Si ride).

Mattei - Qui si ride e si scherza su cose serie!

Il professor Alvisa - La gioia della famiglia, caro Mattei... E Valerio? E' tornato a casa?

Monterei - Ma no! Da stanotte...

Il professor Alvisa - (turbato) Da stanotte?

Sartirana - Ma che cosa avete?

Il professor Alvisa - Nemmeno oggi nel pomeriggio? (Spaventato) Oh...

Monterei - Che c'?.,.

Jeannette - Voi ci spaventate...

Il professor Alvisa - (con le mani alla testa, spaventato) Oh, che citrullo, che citrullo.,. Non dovevo capire?...

Jeannette - (con voce tremante) Cosa c'? Una disgrazia, forse?

Il professor Alvisa - Calma, calma, non perdiamo la testa!

Monterei - Ma dite, presto!...

Franco - (urlando) E fuori dunque!

Il professor Alvisa - (urlando a sua volta) Calma, dico! (Piano) Verso mezzogiorno, io l'ho veduto che usciva da un armaiolo. Mi ha appena salutato e via di corsa. Aveva una certa aria...

Sartirana - E voi credete che...

Il professor Alvisa - Ma quello si ammazza, si ammazza! E voi Mattei che credete a un trucco. No, no, sua madre, veramente sua madre!

Jeannette - (geme).

Franco - E piangi piano, scimunita! (In punta di piedi esce verso sinistra).

Mattei - (agitato) Bisogna cercarlo, fare di tutto per impedire... Io non capisco... Se sua madre!...

Sartirana - Oh, povero ragazzo... Io vado al giornale! Telefonatemi! ( Via).

Il professor Alvisa - Che disgrazia, che disgrazia!

Monterei - Ma se succede una cosa simile siamo rovinati... Con un giornalista in casa!...

Jeannette - Io che gli volevo tanto bene...

Mattei - (spingendo Jeannette verso la comune) Andate, andate in camera vostra. (Jeannette esce).

Monterei - E voi professore dicevate che era la fortuna della pensione... Bella fortuna! Verr la questura... Si vorr sapere... Basta; basta, io non voglio seccature-Io non c'entro... (Esce),

Il professor Alvisa - E che colpa ne ho io se ha comperato una rivoltella?

Mattei - Mi credete? Io continuo a non capirci niente!

Il professor Alvisa - Che cosa volete che vi dica? Anch'io sento nell'aria qualche cosa di losco...

Mattei - Ma che bella societ!

Il professor Alvisa - Ecco, date retta a me: filate. Non fatevi pi vedere. Voi siete un bravo giovane. E qui non siete al vostro posto davvero...

Mattei - E voi? Perch restate? Si dice che siate una persona per bene.,.

Il professor Alvisa - Be'... io qui, mangio gratis... Sono la sola persona a modo della casa e questi mi tengono per la reclame come si fa con le lampadine al neon... Ma voi.,.

Mattei - S, s, me ne vado subito. Ma io voglio rivedervi...

Il professor Alvisa - Per la cambiale? Certo, alla scadenza...

Mattei - Non tanto per questo... Voglio sapere come andr a finire questa faccenda. Mi fa tanta pena quel ragazzo...

Il professor Alvisa - Vi terr informato di tutto. Andate, andate e buona fortuna.

Mattei - Addio. (Fa due passi e poi si rivolge) Per voi, come reclame luminosa...

Il professor Alvisa - Si interrotta la corrente... A rivederci... (Mattei esce).

Lorv - (entra seguita da Franco. E' tutta turbata. Si rivolge al Professore) Professore, fatemi il piacere, attaccatevi al telefono... Chiamate tutti gli ospedali, le guardie mediche, i commissariati... Cercatelo. Che venga qui subito, che non tardi un'ora di pi...

Franco - Ma vedrai che inutile, dammi retta una volta!

Lory - No, andate, andate...

Il professor Alvisa - S, s... Volo! (Via).

Franco - (a Lory che si seduta, affranta) Ma calmati! Comincio a credere che sia tuo figlio davvero!

Lory - Che c'entra?! Non voglio storie, capisci, non voglio sciocchezze... Mancherebbe altro!

Franco - Ma va... che non s'ammazza!

Lory - E che ne sai tu? Tutto pu essere... Allora veh... La questura, i processi, le accuse... E poi in ogni modo, brrr!... avere un morto sulla coscienza!... Per carit! Non me ne andrebbe pi una pel suo verso.

Franco - Perch? Si dice perfino che la corda dell'impiccato porti fortuna!

Lory - Tu scherzi, eh? Tu hai il coraggio di scherzare... Prega che quel povero ragazzo non abbia commesso qualche corbelleria, perch, se no... la tua parte di colpa te la devi prendere, sai.

Franco - Colpa io? Oh, dico, parliamoci chiaro.

Lory - Eh, s, perch se tu non eri in camera mia e se non facevi stupidamente il geloso come hai fatto, pagliaccio che sei, io non Io chiamavo dentro... E allora chi sa se mi sarebbe venuto in mente di dirgli...

Franco - E le cambiali?...

Lory - Ma se le tenga... Se ritorna glielo dir... Gli dir tutta la verit e basta. Se le tenga! Perch poi sono stanca anche di questo.

Franco - Delle cambiali?

Lory - Ma s! Si fa troppa fatica, si patiscono troppe angustie, si diventa matti, si muore soffocati... Strozzati si muore... Pare uno scherzo. Si tenga le cambiali e continui a cercare sua madre se ancora viva... E che la trovi... Contessa o marchesa o serva non importa... Del resto, se gli ho mentito stato per vendicarmi, perch a me non doveva fare una cattiva azione cos! (Piagnucolando) Portarmi via le cambiali, il mio denaro! Non lo meritavo, ecco. Perch, in fondo, danari io gliene ho sempre dati e, per restituirmeli, lui non ha mai dovuto fare nemmeno il sacrificio di un soldo, perch io gli davo i denari e gli insegnavo anche a restituirmeli... E' stata una cattiveria! Dovevo tacere? Dovevo ringraziarlo anche?... E poi lui mi ha creduto subito, come se gli avessi fatto vedere l'atto di nascita... Perch mi ha creduto subito?

Monterei - (entra preoccupatissimo).

Lory - Che c' Monterei? (Si alza).

Monterei - E' qui!

Lory - Valerio? No, no... Aspettate... Un momento solo... Un momento solo... Lo credete che ho paura? Ho le gambe che mi tremano... (Esce seguita da Franco che scuote la testa commiserando).

Monterei - (a Valerio che compare bieco e muto e che si avvicina lentamente a una sedia) Signor Valerio, buon giorno. Desiderate nulla?... (A un cenno negativo di Valerio Monterei esce).

Valerio - (si abbatte su una poltrona, la testa fra le mani).

Il professor Alvisa - (entra affannato) Non si trova, non s trova... (Vedendolo) To'! Eccolo qua... Madonna che stretta! Buon giorno Valerio. Ci avete fatto passare un brutto quarto d'ora... Che strano uomo che siete, ragazzo mio! Proprio nel giorno che avrebbe dovuto essere il pi felice della vostra vita. (Vedendo che non gli d ascolto) Bene, bene, saprete voi... Del resto io parlavo anche per lei... Andiamola a chiamare, poverina... Lei s... E' veramente madre... Io l'ho veduta poco fa trasfigurata, quando chiedeva di voi con tanto affanno.

Valerio - (con un barlume di vita) Chiedeva di me?

Il professor Alvisa - S. Di voi. E voi avete fatto una brutta cosa a scappare cos. Ma non facciamola stare in pena. (Si muove per uscire, ma Valerio lo trattiene).

Valerio - No! Aspettate!

Il professor Alvisa - Ma che diavolo avete? (vedendo comparire Jeannette) Oh, brava, venite qui anche voi... Vediamo un po' di capirci qualche cosa...

Jeannette - (correndo a Valerio con uno slancio affettuoso) Valerio... Che paura ci hai fatto!

Valerio - (sorridendo debolmente a Jeannette) Grazie... Hai fatto bene a venir qui...

Il professor Alvisa - (tossendo) Eh... disturbo?

Valerio - No... Perch? Dico a Jeannette che ha fatto bene a venire qui... non so nemmeno io perch... Sei stata in pena per me?

Jeannette - Oh, tanto, davvero...

Valerio - Perch?

Il professor Alvisa - Senti che domanda!... Perch vi vuol bene come ve ne vogliono tutti...

Jeannette - Ma io ti ho capito, sai? Ti ho capito...

Valerio - Tu?

Il professor Alvisa - Che cosa?

Jeannette - Perch, perch... La signora non una contessa...

Valerio - (alzando le spalle) Vuoi star zitta?

Jeannette - Ma tua madre.... Cos potesse rinascere la mia che morta...

Valerio - Perch tu l'hai avuta sempre, da quando sei nata. Non ti comparsa dinnanzi all'improvviso a gettare lo scompiglio nelle tue idee, nei tuoi sogni...

Jeannette - (quasi chiedendo aiuto al professore) Che cosa devo dire io? (A Valerio) lo non so... la mamma sempre la mamma... Credi che se dovessi essere mamma...

Valerio - Tu non abbandoneresti tuo figlio, non lo lasceresti solo a sognarti e a diventare un disgraziato. E anche tu non sei che una donnetta qualunque...

Jeannette - (offesa) Oh!

Il professor Alvisa - Niente, niente. E' per la discus-sione...

Valerio - lo avevo pensato a una colpa d'amore... Avevo pensato che mentre io, durante questi anni, aspettavo e speravo... dall'altra parte del mondo una donna mi aspettasse... soffrendo, espiando... Capisci? E le avevo perdonato tutto. No! Una donna libera della sua vita... Una donna ricca e spregiudicata che non poteva sentirsi vincolata da nessun ritegno... Io andavo fantasticando di chi sa quale anfore, di chi sa quale dolore... e invece... (Ride male) Che imbecille! Adesso non posso pi credere a nulla...

Jeannette - Perch?

Valerio - Perch non avevo altro... Una pazzia, magari... Una chimera... Un ippogrifo... Ma intanto potevo, di quando in quando, volare al di sopra di tutto, anche di me stesso...

Jeannette - Che cos' l'ippogrifo?

Il professor Alvisa - Deve essere una bestia favolosa... Un cavallo alato...

Valerio - Adesso per me e finita... La mia vita quella che , quella che sempre stata... E lei... lei... ora c'... la vedo, la conosco... Non posso nemmeno tentare di credere che non sia vero niente... Perch ormai ha dato corpo ad un fantasma che non posso pi immaginare come voglio.

Il professor Alvisa - Capisco. Vi ha ammazzato l'ippogrifo.

Valerio - Ma smettetela... Non posso sopportare la letteratura quando la fanno gli altri...

Il professor Alvisa - Su, su... ascoltate me... Voi siete molto fantasioso, molto acceso... e vi compiacete di crearvi la vostra verit a modo vostro... Sentite me: se invece di sciupare tanta energia e tanto sentimento a cercare di vedere quello che non , cercaste di fare altrettanta fatica a migliorare quello che , a comprendere quello che ... sarebbe meglio... Qui non c' che da far parlare il cuore e far tacere la marionetta spirituale che vi ballonzola nel cervello. Vostra madre non vi piace? La trovate inferiore, diversa dalle vostre fantasie? La colpa vostra, che non eravate autorizzato per nulla a crearvele. E' una povera creatura, niente altro. Pi fango che anima, se volete. Ma qui vi voglio io, con la fantasia pronta: trasformatela, datele quello che non ha, cercatevi una carit e una poesia... Ma che roba questa? Che figlio siete?... Lei vi ha dato una vita e voi non sapete restituirgliela, suscitando nel suo cuore quello che pure ci deve essere, perch una donna dopo tutto, no? E allora...

Jeannette - Ah, professore, come avete parlato bene!...

Il professor Alvisa - (infiammato dall'applauso) Perch poi, se vero che l'avete cercata, amata sinceramente per tanti anni, se per tanto tempo ne avete sen-tito la mancanza, adesso che l'avete trovata non dovete respingerla... Avete trovato una donna, ecco, con un gran carico di sofferenza sulle spalle... Altro che ippogrifo... E* molto comodo, sapete, cavalcare fra le nuvole... Ma dovete pur pensare che anche lei, senza di voi, non fu felice, anche se vi abbandon per incoscienza o per capriccio. E poi, lasciatevelo dire: voi pure, come figlio ideale... S, dico... Per fortuna che vostra madre non pu avere i doni di fantasia che avete voi, se no, stareste fresco, giovanotto... Via, credete a me... Non dovete lamentarvi e maledire... Tocca a voi, che siete giovane e forte, che avete cuore e vita... Voi dovete darle quello che non ha, voi dovete aiutarla a ricominciare la vita, a ricostruirsi... Aspettate... (A Jeannette) Voi andate via... che la chiamo... State buono... state buono... (Esce).

Jeannette - (si soffia il naso) Povera me!... quando sento dire delle cose oneste, non so... io piango... Addio Valerio... Mi pare che tu debba essere felice...

Il professor Alvisa - (rientrando) Viene subito. A rivederci. (Esce con Jeannette).

Lory - (entra imbarazzata, si avvicina a Valerio, ma non osa troppo) Hai fatto bene a ritornare, Valerio... La tua fuga mi aveva messo addosso un orgasmo... Figurali che oggi, quando mi hanno fatto sospettare che tu...

Valerio - (senza alzare gli occhi su di lei) Sciocchezze, mamma... (Lunga pausa. Lory colpita stranamente dalla parola mamma e lo guarda).

Lory - Come hai detto?

Valerio - Sciocchezze.

Lory - Hai detto anche un'altra parola.

Valerio - Non mi pare.

Lory - (dolente che egli non abbia ripetuto) Eh, ti capisco bene! Quando ci si aspetta di vedere entrare un gran personaggio e poi si vede una cosa qualunque come me...

Valerio - 'Noi Tronchiamo questi discorsi... Chi te li ha suggeriti? Li hai pensati tu?.... Non ci credo...

Lory - Eppure: alla differenza che passa tra la principessa tua madre e me, io ho pensato molto.

Valerio - E allora?

Lory - Mi dispiace...

Valerio - Della differenza?

Lory - Adesso, s. Per un momento io ho creduto che il tuo dolore fosse esagerato, che te ne compiacessi, magari. Poi, pi tu soffrivi, pi io mi sentivo offesa... Adesso non sono nemmeno offesa, perch la differenza tanto grande, tanto grande, che una donna di questo mondo che ci pu fare?

Valerio - Mamma...

Lory - Hai detto?

Valerio - (freddamente) Ho detto mamma.

Lory - (ha chiuso un momento gli occhi) Strano. Non credevo... (Ride della sua commozione, senza poterla frenare) Senti, Valerio... (Pausa) Insomma... tu soffri molto per me?

Valerio - Lascia andare...

Lory - No, no, dimmi, dimmi: io voglio che tu dica proprio la verit. Bada che molto importante quello che stiamo per dirci. Soffri molto? (Pausa. Gli si avvicina amorevolmente) Non hai nemmeno il coraggio di guardarmi...

Valerio - Mamma, te ne prego. Io non sono calmo, e questo lo devi capire. Non so perch tu voglia sciupare tante parole. Abbi pazienza. Io so gi quello che mi vuoi dire. Capisco tutto. E d'altra parte non sar certamente io a farti un processo. A muoverti delle accuse. No. Sono tuo figlio e poi, anch'io... Dunque non c' che aspettare. (Con dolcezza forzata) Lasciamo fare al tempo. Vuoi? Il tempo guarisce tutto, trasforma, distrugge... (Ha fra le sue mani le mani di lei e i loro occhi si guardano) Se noi continuiamo a tormentarci non potremo impedire alle nostre parole di diventare amare, forse anche aspre, incancellabili. Torna nella tua stanza. Io ti prometto che star quieto, che mi calmer... E anche tu farai quello che potrai, vero?,., (Sta per separarsi da lei, ma ella lo trattiene).

Lory - No, resta qui, aspetta un momento... Che cosa dovrei fare, per farti piacere?

Valerio - Ma, non lo so... Pensaci tu... Tu sai bene...

Lory - Non t'inquietare. Dimmi dunque: che cosa devo fare? Non so io... Non bevo pi. Vuoi? Io rinuncio a qualunque rapporto con quell'individuo che sai... Non faccio nessuna fatica, perch sapessi quant' noioso e ingordo...

Valerio - Oh... ma che tortura, che pena...

Lory - Rispondi... Bisognerebbe pur dirle queste cose, no?

Valerio - Ebbene, s... Tutto questo bisogna farlo... Bisognerebbe farlo... Ma tu non ne hai la forza ormai...

Lory - Oh, tu non sai di che forza sono capace io!...

Valerio - Ebbene, io ti dir grazie...

Lory - C' ancora tanta differenza fra me e quella che tu pensavi?

Valerio - Ma tu hai giurato di farmi scoppiare, mamma...

Lory - (ripete sottovoce) Mamma. (Forte) Me lo dici un'altra volta? Un'altra volta sola e poi ti giuro che non te lo chiedo pi... Parola d'onore... Se no, dammi un bacio... (A un moto di Valerio) Un bacio come un figlio d alla madre...

Valerio - (avvicinandosela e baciandola) Povera donna...

Lory - (commossa, soffiandosi il naso) Oh, comincio a capire tante cose, tante cose... Forse anche te...

Valerio - Non ti commuovere adesso...

Lory - Proprio tanta differenza?...

Valerio - Non parliamone pi, te ne prego.

Lory - Non mi rispondi...

Valerio - Ma che cosa ti devo dire?... Tu hai una vita tutta tua, una vita speciale... Tu hai soprattutto gli affari... (Con accento di disprezzo) Troppi affari...

Lory - (ha un moto di improvviso allarme).

Valerio - (continuando sullo stesso tono) E poi come fai tu non bello... non bello...

Lory - Ah, no, caro! Non bello, non bello! Ma non bella nemmeno la miseria, sai?... Ma senti un po'. Che cosa deve essere una madre? Una santa? Eh? Allora vuol dire che non ce n' nessuna... Gli affari, gli affari... (Il suo tono va gradualmente spegnendosi fino alla implorazione sotto lo sguardo insistente e implacabile d Valerio) Gli affari, li fanno tutti, no? Scusa... Che cosa ti prende?

Valerio - (vibrato) Cos no! C' un limite a tutto...

Lory - Ah... Se tu dici che... S, s... Forse... Ma se tu sapessi con che razza di gente si ha a che fare! (Pen-tendosi) No, non dico per te, sai... Del resto Io sai... Ma... ecco... Se tu mi consigliassi, se tu mi aiutassi... Se, insomma, io ti obbedissi sempre, sempre, sempre... Ci sarebbe ancora tanta differenza?

Valerio - (non risponde; come stanco, si allontana da lei).

Lory - (sospira) Hai ragione. S, s.

Valerio - Mamma...

Lory - (in fretta, come irritata dal vocativo) Basta! Non so nemmeno perch abbiamo tanto parlato... Perch mi sia lasciata prendere per un momento da... Se avessi fatto subito quello che volevo quando sono entrata qui, tutto sarebbe finito. Preparati a una grande notizia... (Fa fatica a parlare) Consolati, e ringraziami almeno della felicit che sto per darti. Non vero nulla, sai?... Io non sono tua madre... Ti ho detto una bugia sapendo di farti del male. Oh... Io lo so bene quello che sono... Alla differenza che passa tra la principessa tua madre e me ci avevo pensato prima io! (Ride male) Volevo vendicarmi del tuo furto... Eh, non sapevo che cosa prenderti, che cosa portarti via... Ho preso quel che avevi. Ecco... Non ho altro da dirti... E adesso, se puoi, perdonami: rimettiti tranquillo... come prima... (suo mah grado si commuove) e... come prima... cercala... (Sempre pi commossa) Per deve essere bello... sentirsi amati cos... (Si forza di ridere) Che stupidi si diventa in certi momenti... Addio, Valerio... (Fa per uscire).

Valerio - (che lha ascoltata, considerandola, con apparente freddezza, quando si avvede che Lory sta per andarsene, la ferma e labbraccia forte forte) Mamma... Mamma...

Lory - (stupita) Valerio...

Valerio - Non c' pi nessuna differenza...

Lory - Ma...

Valerio - (sorridendo) Nessuna... Questo materno: Hai avuto paura della mia delusione... hai avuto paura di non bastarmi... hai voluto salvarmi... Questo materno... E sono io, ora, che devo chiederti perdono, perch ti ho umiliata, rinnegata per una fantasia che non valeva una sola delle tue lacrime di poco fa, perch erano vere. Mi perdoni, mamma?... Mi perdoni?

Lory - Ma... Valerio... Io la verit te l'ho confessata! Bada a quello ohe fai... S, s... Mi sono lasciata prendere dalla commozione... ma ti ho detto, anche di questo, il perch vero... Perch non m'era mai venuto in mente che cosa potesse provare una donna sentendosi dire le parole che dicevi tu quando credevi che io fossi... Ma non sono... non sono... Come devo parlare?

Valerio - Non sei? E allora perch non mi mandi via? Se non sei, devi aver questo coraggio... di non vedermi mai pi...

Lory - S, s... Ti mando via... Non voglio vederti pi...

Valerio - E mi devi anche denunciare per furto. Ecco. Tu mi denuncerai per furto e questa sar la prova...

Lory - Oh... Valerio... Io sono stata madre per pochi minuti e forse non me ne intendo abbastanza, ma credo che una madre, per salvare suo figlio, saprebbe anche mandarlo in galera.

Valerio - Lo vedi? Lo vedi? Ti manca il cuore.,. Ti manca il cuore... No, basta. Ora tu devi ritornare nella tua stanza... devi riposare. Domani ricominceremo a vivere. Vuoi? Con me... sempre...

Lory - Domani?... Domani... che dirai di me?

Valerio - Ti dir le parole che ti dicevo quando ti cercavo...

Lory - Ma non ti pentirai poi,..

Valerio - Ma che dici?

Lory - Pensa all'avvenire, Valerio...

Valerio - E' la prima volta che questa parola non mi fa paura.

Lory - (entrata nel gioco, si torce le mani, si guarda intorno, non sa che dire) S, s... Che cosa... che cosa bisogna fare?...

Valerio - Sar bene allontanare tutti..

Lory - S, s... Mandiamo via tutti...

Valerio - Forse pi semplice che ce ne andiamo noi...

Lory - Dove?

Valerio - Ho qualche idea... Ti dir a suo tempo...

Lory - S, s... Mi dirai... Ma che sia un luogo dove non conosciamo nessuno.,.

Valerio - Nessuno, si intende... Io lavorer... Vedrai... Non mi sar difficile... Sartirana ha tante conoscenze... E tu ti occuperai soltanto dell'amministrazione della piccola famiglia... (Vedendo che lei lo guarda attentamente) Che hai?

Lory - Ma Valerio! Sei tutto pieno di macchie... Questo vestito indecente.

Valerio - Non fa nulla. Che importa?

Lory - Ma io non voglio. Guarda che disordine! Ti manca un battone qui... ti si logora il gomito... Non voglio... Aspetta. (Trae dalla tasca una borsa con dei denari e li conta a Valerio da prima con la cautela dell'avaro e poi con gesto pi disinvolto e liberale) Ecco: uno, due, tre... quattro, cinque... a te... Prendi... Prendi...

Valerio - Ma no... Perch?

Lory - Vai subito gi al magazzino e comprati un vestito... Tutto quello che vuoi... Bello, ti voglio tutto bello... Oh, stai attento ai prezzi perch questi qui gi li conosco, sono dei ladri matricolati... Corri, vai, corri... E se non ti bastano torna... Torna.

Valerio - Ma che bisogno c'era... proprio adesso?

Lory - (abbracciandolo) Il mio Valerio, il mio Valerio...

Valerio - Mamma... Mi dici sempre Valerio, Valerio. Ma io sono di pi... Io ti chiamo mamma...

Lory - ( interdetta, commossa) Gi... Ma difficile sai?... Difficile... E se poi mi viene da piangere?

Valerio - E piangi.

Lory - (stentando le sillabe) Fi-glio mi-o...

Fine del terzo atto

ATTO QUARTO

Una stanza da lavoro elegante ma semplice. Due porte, una a vetri in fondo che d in un vestibolo molto illuminato, per modo che sui vetri bianchi si profila sempre nitidamente la figura delle persone che entrano, fln'altra porta a sinistra dello spettatore. A destra una finestra.

(Accanto alla finestra Lory e Matelda, una giovane ser-vetta un po' sciocca, stanno lavorando intorno alla biancheria. Lory, senza tintura e senza trucco, sensibilmente pi vecchia).

Lory - (che cerca invano di infilare un ago) Accidenti! Come difficile infilare un ago...

Matelda - La vista, signora... Non pu essere che la vista, perch pratica ne dovete avere, no? Con un figlio cosi grande...

Lory - Pratica io? Cara mia, non ho mai fatto altro che cucire, rattoppare, dar punti per tutta la vita.

Matelda - Deve essere una bella soddisfazione avere un figlio cos...

Lory - S, certo, ma... (Sospira).

Matelda - Capisco. Tanti pensieri, vero? E poi il bambino cresce e tutti i giorni si teme della sua vita. Poi diventa forte e si ha paura che sciupi la sua forza. Poi diventa qualcuno e si ha paura che ce lo portino via. Insomma sempre una pena...

Lory - (che l'ha guardata meravigliata) E come le sai tu queste cose? Hai un figlio?

Matelda - Io? Oh, vi pare? Sono cose che si sanno. Ma voi avete poi la fortuna di avere un figliolo tanto buono... Io non ho mai conosciuto un giovane che ami tanto sua madre. Scommetto che non vi ha mai dato dispiaceri...

Lory - E invece, cara mia, se sapessi quanti me ne ha dati!

Matelda - Davvero?

Lory - Da ragazzo, si intende. E spesso ho dovuto perfino punirlo! Ostinato, prepotente, capriccioso... Figurati che, se non mi ci mettevo d'autorit, a quest'ora sarebbe marinaio.

Matelda - Marinaio?

Lory - Pensa, mi voleva lasciare... (Si punge con Vago) Ahi!... E' proprio difficile questa faccenda... Sola, mi voleva lasciare. Senza nessuno. Mi si presenta un giorno fresco fresco e dice: Mamma, io parto. Vado a fare il marinaio . A pensarci, vedi, mi vengono ancora le lacrime agli occhi. Come sono crudeli i bambini. Lasciarmi sola! (Si commuove).

Matelda - Ma, scusate, vostro marito era gi morto allora?

Lory - Mio marito? Eh, quello!... poveretto... era morto prima che nascesse Valerio... Era presidente del tribunale...

Matelda - (meravigliata) Oh!...

Lory - S, s... Era una persona proprio come si deve. Ma aveva che fare dalla mattina alla sera con certa gente-Sai... Gli imputati... Non hai idea che razza maledetta siano gli imputati... E cos morto giovane...

Matelda - Poveretto!... Allora il signorino non and a fare il marinaio... Che cosa fa, invece?

Lory - Scrive nei giornali... Pubblica dei libri...

Matelda - Romanzi?

Lory - No, no... Cose positive. Scrive di sociologia.. Non si capisce nulla.

Valerio - (entra allegro) Mamma, una buona notizia... Vado a fare un gran viaggio per un giornale di Roma...

Lory - No... Quando?

Valerio - Ecco che ti agiti.

Matelda - Ma sfido! Voi non parlate che di partire... Ma state tranquillo un momento!

Valerio - (crollando le spalle) Se la prima volta... (Pausa) Vado a fare una serie di articoli sulla situazione economica e industriale della Finlandia...

Lory - In Finlandia? Ma figlio mio... Credo che sia molto lontana, no? Se ne sente parlare cos poco...

Valerio - Molto lontana... Ma tu, puoi venire con me.

Lory - Davvero? Posso?

Valerio - E come no? Ti pare che sarei potuto partire senza di te?...

Lory - Che bellezza, che gioia... Come sono contenta! (A Matelda) Vado in Finlandia!... Bisogna preparare subito le valige...

Valerio - No, no. Prima dammi la cena. Ho fame.

Lory - S, s... Presto, presto, che il mio ragazzo ha fame... (Matelda esce e Lory si affaccenda a riporre il suo lavoro).

Valerio - (fregandosi le mani contento) Se mi va bene questo affare... La via aperta...

Lory - Magari, magari... E quanto ti danno per questo viaggio?

Valerio - Non lo so. Che importa?... Mi pagheranno le spese, poi gli articoli a parte... Poi posso fare una pubblicazione... Insomma posso anche fare i conti con quindici o ventimila lire nette... Per un lavoro di un mese...

Lory - (delusa) Un mese di lavoro ventimila lire?...

Valerio - Ti par poco?

Lory - No, no. Ma neanche molto... Non trovi che il lavoro intellettuale mal pagato?

Valerio ---------------- - Tutti i lavori onesti sono mal pagati...

Lohy - (vivace) E allora perch si meravigliano se poi ci sono tanti ladri?

Valerio - (ride).

Matelda - (entrando con tovaglia e tovaglioli) Signora, volete dare un'occhiata alla salsa?... Ma state attenta che non si bruci come l'altro giorno...

Lory - Eh, per una volta che ho bruciato la salsa... (Esce),

Matelda - (stendendo la tovaglia) Ne ho saputo delle belle sul conto vostro,, signorino...

Valerio - Sul conto mio?

Matelda - Proprio. Dice che voi da ragazzo volevate fare il marinaio. Belle cose! Lasciar sola una povera mamma vedova...

Valerio - (guarda stupefatto la cameriera) Io volevo fare il marinaio? E chi te l'ha detto?

Matelda - La signora, poco fa.

Valerio - La signora?... (Resta pensieroso).

Matelda - Avete fatto meglio a scrivere, anche se quello che scrivete non Io capisce nessuno...

Valerio - E che altro ti ha detto mia madre?.

Matelda - Oh... Stava appunto raccontando, quando siete entrato...

Valerio - Ti ha detto che era vedova?

Matelda - Gi... Vedova... II vostro pap era presidente del tribunale... Una persona proprio... (Annusa) Oh, Signore, ecco che ha lasciato bruciare anche stasera... Signora... signora! (Esce. Valerio, rimasto solo, si immerge in cupi pensieri; cammina per la stanza nervosamente).

Lorv - (entra) Insomma, io non sono adatta alla cucina... Non ci capisco nulla. Come faccio a sapere quando sta per bruciare? L'odore si sente quando troppo tardi.

Valerio - Di un po', mamma... Perch non mi hai mai detto che mio padre era presidente del tribunale?.

Lory - (imbarazzata) Perch non te l'ho mai detto? Perch... perch con te parlo poco volontari di tuo padre... Non ho avuto certo da lodarmi della sua condotta con te.

Valerio - Ma... E' vero?

Lory - Che cosa? Che era un poco di buono?

Valerio - Che era presidente del tribunale?

Lory - Sicuro... Come no? Anche un presidente del tribunale alle volte pu commettere delle azioni...

Valerio - Ma vero?...

Lory - Vero... Verissimo...

Valerio - (dopo una breve pausa) Morto?

Lory - Morto... Morto...

Valerio - E...

Lory - Senti... Io oggi sono tanto contenta per te... Lasciamo questo discorso... Magari un altro giorno, se vuoi...

Valerio - Perch hai detto che io volevo fare il marinaio?

Lory - Ah... Ma quella l viene- a raccontarti tutto... Che razza di pettegola stupida. La caccio via...

Valerio - Non mi rispondi...

Lory - Ma, cos... Ho detto cosi... Alle volte mi piace di figurarmi quella che sarebbe stata la nostra vita, se non ci fossimo mai separati...

Valerio - Gi... Ma non vero.

Lory - Si capisce che non vero... Non posso mica raccontare alla cameriera...

Valerio - Per che mio padre fosse presidente del tribunale... quello vero...

Lory - S, s, vero, vero...

Valerio - E che tu sei mia madre...

Lory - (a queste parole alza su Valerio due occhi spaventati: i due si guardano un momento indecisi e paurosi sulla soglia della realt).

Matelda - (entra con la zuppiera fumante) Ecco intanto la minestra...

Valerio - No, grazie. Non ho pi fame... (Esce).

Matelda - (stupita) Che c'?...

Lory - Porta via... Non mangia lui... Non mangio nemmeno io.

Matelda - Ma che successo? Per la salsa? Non mica stata colpa mia...

Lory - Al diavolo la salsa... Tu sei una pettegola-Vai a raccontargli tutto quello che ti dico...

Matelda - Ma io non credevo. Anzi...

Lory - Quel che ti dico io non si deve riferire... ecco... Non gli piace di sentirsi sempre rimproverare i suoi capricci di ragazzo. Adesso vai a vedere che cosa fa...

Matelda - Debbo bussare alla sua camera?...

Lory - Non disturbarlo.

Matelda - Allora?

Lory - Perbacco... Non hai mai guardato dal buco di una serratura?...

Matelda - Ah...

Lory - Io vado in camera mia... Se dovessi accorgerti che ha intenzione di uscire, avvertimi... (Via).

Matelda - (via a sua volta con la zuppiera).

(La stanza rimane vuota, per qualche momento. Dopo un poco, si ode suonare un campanello. Per qualche istante, silenzio. Poi di nuovo, pi nervoso, insistente, il campanello).

Matelda - (entrando affannata) Che cosa c'?... Vengo! Un momento! (Traversa la stanza, esce dalla comune, quindi rientra quasi subito seguita da Franco e da Monterei; il primo, al solito sicuro di se e provocante; laltro, al solito, gentile, educato) Si accomodino in salotto, prego. C' un salotto...

Franco - (ridendo) Non importa, non importa. Siamo di casa... Almeno Io eravamo, non vero Monterei?

Monterei - Certo, certo... di casa... casa di prim'or-dine.

Matelda - Che devo dire?

Monterei - Io direi... amici di Milano... Una sorpresa-Lieta, speriamo.

Matelda - (allegra) S? Bene... Le dico proprio cos...

Franco - (trattenendola) Dimmi, ragazza. Come va la barca?

Matelda - Che barca?

Monterei - Vuol dire... Come stanno la signora e il giovane.

Matelda - Bene. Bene. Pare che debbano fare un gran viaggio insieme. In un paese che finisce in landia. Non mi ricordo pi.

Franco - Insomma tutto bene. Sono felici...

Matelda - Si adorano. Vivono proprio l'uno per l'altro... E' una gioia servire in una casa come questa... Adesso, penso proprio che vorrei sposare un presidente del tribunale...

Franco - Cosa?... (I due si guardano in faccia).

La voce di Lory - Matelda... Che c'?.

Matelda - La signora chiama. Un momento...

Monterei - Carina, la servetta.

Franco - Deve essere un po'... (fa il cenno della pazzia) Ma gi... l'aria della casa...

Monterei - Un'aria ordinata, mi pare, pulita... calma... (Sospira forte).

Franco - Cosa c'? Vi prendono delle nostalgie oneste anche a voi? (Ride).

Monterei - (sospirando ancora) Speriamo che finisca tutto bene.

Franco - E perch non dovrebbe finir bene? Questa commedia, tanto, non pu durare...

Monterei - Credete che Valerio finirebbe per accorgersi...

Franco - Valerio? Caro mio... Ho paura che se ne sia accorto prima ancora di noi... e di lei...

Monterei - Non posso credere che sia in malafede.

Franco - Malafede, o no... La verit quella che . E io sono qui per dirla tutta... chiara... limpida... Gi la maschera.

Monterei - La maschera oppure, diciamo, la benda delle illusioni.

Franco - Come volete. L'importante che quella pazza ritorni indietro. A Milano deve ritornare... A casa... Agli affari nostri.

Monterei - Guai a noi se fosse altrimenti.

Franco - Sfido... Con un uomo come voi... Coi vostri sistemi avete rovinato tutto!

Monterei - Io? Siete stato voi che non avete avuto misura!... Pelare i clienti va bene, ma voi li avete scuoiati...

Franco - Insomma... Bisognava sapere che materia si lavorava. Gente per bene, o farabutti... Dal punto di vista commerciale io preferisco i farabutti... Pagano meglio. Ma se si sceglie la gente onesta, allora tutti onesti veramente... tutti... Invece voi, con un piede dentro e uno fuori... Abbiamo disgustato i galantuomini e i ladri...

Monterei - Non vero, scusate: quando c'era la signora...

Franco - Grazie. Lei... Ma lei ci sa fare...

Lory - (entrando vede i due e immediatamente riprende il tono dei primi atti) Volete parlare sottovoce voi due? Credete di essere in casa vostra?

Monterei - Oh, signora... Godo di trovarvi...

Lory - Io no... Che c'? Cosa volete?

Franco - Bella accoglienza, perdio! Non ci si vede da tanto tempo e ci saluti cos?... Ma lasciati guardare... (La guarda meravigliato) Che hai fatto?...

Monterei - Capelli grigi... viso pallido...

Franco - Non ci sono parrucchieri per signora in questo paese?

Lory - Insomma; ditemi subito che cosa volete e facciamo presto! Immagino che non abbiate nessun desiderio di vedere lui. E poi ora dorme e non si pu disturbarlo... Dunque... Che cosa c'?

Franco - Eh, che brutto carattere hanno le mamme felici...

Monterei - Se la signora ha fretta...

Lory - Molta. Molta.

Franco - E va bene. Ecco qua: tu devi ritornare a Milano.

Lory - Io? A far che?

Monterei - No... Scusate... Io credo che converrebbe prospettare la situazione con un po' di calma e sopra tutto di precisione...

Lory - Non voglio n calma, n precisione. Voglio rapidit. A far che a Milano?

Franco - Noi siamo sull'orlo del fallimento... E sarebbe anche un brutto fallimento... Vero Monterei?...

Monterei - S, s. veramente pericoloso.

Lory - Ma, scusate... perch mi raccontante tutto questo?

Franco - Non te ne importa nulla? Ah, bene! Ma noi abbiamo rilevato la tua azienda e possiamo dirti che ci hai ingannati in partenza...

Lory - Ingannati? Oh, senti! Non mi avete dato nemmeno un soldo... Vi ho lasciato tutto... Regalato...

Franco - Gi... Come se fosse onesto regalare a un bambino una bomba a orologeria.

Monterei - Appunto. Benissimo... E' scoppiata...

Lory - Non doveva scoppiare... Perch, allora, non era una bomba... L'avete fatta diventare voi... Voi non siete dei bambini, ma degli imbecilli... ecco tutto...

Franco - Senti, Lory...

Lory - Vi prego di non prendervi tante confidenze... (A Franco) Per voi e- (a Monterei) per voi io sono, come per tutti, la signora Massa...

Franco - (contenendo la sua impazienza) E va bene-Accettando la pensione e il giro dei tuoi... dei vostri affari... noi due, allocchi, credemmo di rendervi un segnalato servigio... Pensammo che questo capriccio, diciamo cos, amoroso, vi sarebbe passato presto... e che noi avremmo potuto tenervi il posto caldo... per quando foste ritornata...

Lory - Io non ritorno.

Monterei - Signora, se voleste mettervi nei nostri panni per un momento...

Franco - Ma che panni! Deve ritornare! Noi siamo sotto di parecchie decine di migliaia di lire... senza contare il resto...

Lory - Ma io che ci posso fare? Se voi non avete saputo fare i vostri affari...

Franco - Noi non prestiamo i quattrini al cinquanta per cento come faceva vossignoria...

Lory - E perch vossignoria non lo fa?... Per onest?...

Franco - Insomma, voi avete deciso di disinteressarvi della nostra situazione...

Monterei - Voi sola potete salvarci, signora... Voi sola... Con la vostra abilit io sono certo che in poche settimane...

Lory - Settimane? Io non ho pi nemmeno un'ora da sciupare... Non avete visto che ho i capelli grigi?

Monterei - (a Franco) Viaggio inutile, signor FrancoViaggio inutile...

Franco - (deciso a Monterei) E adesso voi scendete e aspettatemi all'angolo della strada.

Lory - Perch?

Franco - (senza rispondere a Lory, a Monterei) Prego.

Monterei - Signora... io...

Franco - Senza discorsi... La signora ha fretta e anch'io...

Monterei - Ossequi... ossequi... (Esce).

Franco - Ed ora... parliamo un po' fra noi. Fra me e te.

Lory - Sentite... Io non ho nulla ne da dire, n da ascoltare da voi. Andate col vostro socio... Via... Filate!

Franco - Ah, no... Tu le cose le risolvi molto semplicisticamente. Voglio farti riflettere... Voglio sottoporti alcune considerazioni... Cominciamo. Se io ti amassi ancora?...

Lory - (suo malgrado scoppia in una risata che subito frena) Che sciocchezza!... Noi due non ci siamo mai conosciuti... Avete mai visto questa signora che vi sta davanti? Guardatemi bene... mai... mai...

Franco - Sar una sciocchezza, ma tu credi a sciocchezze pi gravi.

Lory - Come sarebbe?

Franco - Per esempio, che quel giovanotto che dorme... che il tuo signorino, creda veramente...

Lory - Ma parla piano... imbecille...

Franco - Meno male che torniamo alla confidenza.

Lory - Valerio crede... perch vero... Tutto vero...

Franco - A chi la racconti?

Lory - Anche a te. Insomma, basta.

Franco - Bene. Mettiamo che egli creda veramente, che sia in buona fede. Se tu sei certa di questo...

Lory - Certissima.

Franco - Se ci tieni che egli continui a credere...

Lory - Che discorsi sono? Come, se ci tengo? Naturale che ci tengo. Caro mio, tu puoi darmi del tu a tuo piacere.., ma non ci si intende pi sai? Sei troppo lontano... Non riesci nemmeno a capire che io vivo in un altro mondo...

Franco - Anche lui?

Lory - Anche lui... Nel mio...

Franco - E se io mi fossi messo in capo di farlo tornare nel mondo di tutti... nel mio, per esempio?

Lory - Che cosa vuoi fare?

Franco - Lory... Non mi piacciono le scenate, lo sai. Preferisco ottenere con le buone quello che voglio. Torna a Milano con noi. Sono certo che con te ritornerebbe la buona fortuna... E poi non bello che tu continui a ingannare cos un bravo giovane...

Lory - Io lo inganno? Io? Ma lo vedi che non capisci nulla? Se mai, inganno anche me. Quando ti dicevo che ti amavo... (Teme di avere detto troppo forte, si guarda intorno e ricomincia sottovoce) Quando ti dicevo che ti amavo... Non era vero... No, niente. Ma tu credevi. T'ingannavo? No. Perch io mi comportavo come una donna che ti amasse. Mi conveniva. Mi faceva comodo e piacere. E tu credevi.

Franco - Oh, non ti ho mai presa molto sul serio!

Lory - Ma ti faceva comodo. Comodo e piacere. Una illusione. Quanti anni durato? Tre, quattro... Avrebbe forse potuto durare di pi... se...

Franco - Se che cosa?

Lory - Se quella illusione... quella sporca illusione non fosse diventata una stupida fatica per una donna della mia et... Eh, caro mio, la pettinatrice non ti fa la permanente anche dentro... Non ne potevo pi, io!... Sentivo il bisogno di qualche altra cosa... Le ragazze sognano il principe azzurro... Io, sai che cosa mi trovai a sognare un bel giorno? Dei bambini. Ed stato lui che mi ha gettato nella testa questa idea... Quel suo amore di figlio sperduto... quel continuo parlarne...

Franco - Prima di tutto tu non sei ancora tanto vecchia...

Lory - Lascia andare... La vecchiaia non ha mica una et...

Franco - Ma dove vuoi arrivare?

Lory - A farti capire, se possibile. Perch dici che sono pazza... Dici che inganno... Dici che recito la commedia... Lo sai che potrei giungere alla convinzione assoluta d'averlo partorito io?

Franco - Senti... Tu mi vuoi imbrogliare... Ma io non mi stacco dalla realt delle cose. Io dico pane al pane e vino al vino.

Lory - E' poco. Per te le cose hanno un significato solo. E invece ne hanno tanti...

Franco - Perdio! T'ha insegnato a parlare difficile quel tuo bastardo,

Lory - Vuoi un ceffone?

Franco - Lory, finiamola... Non mi vorrai far credere che tutto questo ti diverte...

Lory - Niente affatto.,. Non mi diverte proprio...

Franco - E allora?

Lory - Ma mi fa felice... Io sono felice. Felice... E non potrei pi vivere senza di lui... che ogni mattina viene a darmi il mio giorno e dice: mamma.

Franco - E con tutto questo crederesti di persuadermi a ritornare come sono venuto? Ah, no, cara. Tu giuochi con le illusioni, le tue e quelle degli altri, ma io ho da fare i conti con le cambiali che scadono... Io non esco di qui, se non ho parlato con lui... Voglio vedere se lui ragiona come te. Lui, che in buona fede. Se in buona fede... se crede veramente che tu sia la mamma , quello che gli dir io non lo smuover... Ma se ha un dubbio... un piccolo dubbio cos... e lo deve avere... oh, allora, vedrai che stasera ti porto via con me...

Lory - Tu vuoi dirgli?...

Franco - Voglio dirgli che quando ti venne in mente di essere sua madre, io ero nella tua stanza... come una levatrice... (Ride).

Lory - No... Bada... Potresti portarlo alla disperazione...

Franco - E tu che facesti quella notte? Che cosa facesti quando gli dicesti per vendetta,..

Lory - (troncandogli la frase) No, no... Senti... Va via, te ne supplico, te ne prego... Commetteresti un'infamia stupida, senza ragione, senza risultato, perch io... (Con forza) Io non torno a Milano nei tuoi luridi affari, mi intendi? Non ci torno... Io posso anche buttarmi sotto un treno... Che m'importa della vita oramai... Io vivo per lui... Soltanto per lui... E se tu parli io diventer una cosa... una cosa inutile per tutti...

Franco - (interrompendola) Lo vedi? Lo vedi che hai paura? Perch lo senti anche tu che lui non crede. Un castello d carta! Di carta!

Valerio - (comparendo dalla sua stanza) Che cosa c'? (Vede Franco) Ah, voi? Che cosa fate qui?... (A Lory) Tu sapevi che doveva venire?

Lory - (ritorna materna) No, no... Io non sapevo... Non avrei mai creduto che avesse l'impudenza di venire... proprio ora stavo dicendogli di andarsene...

Valerio - Che cosa vuole? (Guarda Franco) Che cosa volete? Presto...

Franco - Calma, calma, signorino...

Lory - (cercando di guadagnare tempo) Vedi? Si tratta di questo. Dice che a Milano la pensione...

Valerio - Che c'entra?...

Lory - Aspetta: dice che la pensione va male.

Franco - Altro che male... Un disastro... e poi tutto il resto...

Lory - Ecco... L'aveva presa lui... Ma non sa fare, si vede... e allora...

Franco - Io credevo di fare un favore a lei.

Lory - E dalli. Ma non vi ho fatto una carta regolare di cessione completa... assoluta... rinunciando a tutto?...

Valerio - E allora? Vogliamo concludere?

Lory - S, s, caro... Era venuto per chiedere il mio consiglio... il mio aiuto...

Franco - Mi pareva di averne diritto...

Valerio - Un momento, scusate. (Valerio guarda la madre con imbarazzo. Anche Lory lo guarda tremante. A Franco) Potete... potete dire che... che mia madre vi debba qualche cosa?...

Franco - Secondo come si intende.

Valerio - Allora voi venite proprio a chiedere un favore... Semplicemente un favore... Mamma, vuoi aiutarlo?

Lory - Io?... Io faccio quello che vuoi tu... Per me... (Guardando Franco) Se egli Io merita... e se tu permetti...

Franco - Insomma, giovanotto, sta in voi... E sono certo... Io ho bell'e capito... Sono certo che darete la vostra approvazione... Noi ci siamo gi intesi...

Valerio - (pausa lunga) Sta in me? Allora niente. Mia madre non si occuper delle vostre faccende, E adesso potete andare...

Franco - Ah, cos? Molto sbrigativo il ragazzo. Ma io, ho qualche cosa ancora da dire. Dal momento che mi ci costringete...

Lory - (erompendo con foga) Valerio... Quest'uomo una sordida canaglia... Tu lo conosci... E' capace di qualunque ignobile azione pur di ottenere quel che vuole... Egli sa benissimo che non gli devo nulla. E' lui il solo responsabile della sua disgrazia... Ora che a terra vuol trascinare anche me... ed capace di tutto... (Decrescendo fino alla commozione) Io non posso farlo tacere... Ascoltalo... ascoltalo pure... Sentiamo quel che capace di dire... Ma prima... prima dammi un bacio, Valerio... (Lo bacia. Con un soffio) Ho tanto bisogno di te!

Valerio - Anch'io, mamma! Sei la sola cosa vera della mia vita...

Franco - Bella scena... E' finita? Quasi quasi mi ci commuovo anche io. E allora sentite: io non vengo a portarvi delle chiacchiere ma dei fatti... controllati dalla mia testimonianza oculare... La verit... insomma la pura verit...

Valerio - (con un moto subitaneo punta su Franco una rivoltella) Canaglia! Se parli, ti sparo... Non una parola... nemmeno una sillaba... Via... via... (Franco, paralizzato dalla paura, arretra fino ad uscire).

Lory - (mentre Franco sta raggiungendo la porta, sottovoce, con sollecitudine commossa) Valerio, per carit... Bada di non farti male... Stai attento... (Franco oltrepassa la soglia e chiude la porta a vetri, dietro la quale, per un attimo, rimane la sua ombra ferma. Tanto Valerio che Lory, guardano quell'ombra. Valerio ha lentamente abbassato la rivoltella. Dopo una breve pausa, su quest'ombra, che non si allontana, Lory e Valerio, si abbracciano muti e si tengono stretti)

FINE