Il fidanzamento ufficiale "per la seconda figlia"

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U fidanzamentu ufficiali

IL FIDANZAMENTO UFFICIALE

“ PER LA SECONDA FIGLIA ”

commedia brillante in tre atti

(di Calogero Maurici)

e di Rosanna Maurici

                                                                

Personaggi

Rita                     (la fidanzata)

Angelo                (il fidanzato)

Natale                 (il padre di Rita)

Carmelina           (la madre di Rita)

Vita                     (la sorella di Natale)

Peppi                  (il marito di Vita)

Francesca            (la madre di Angelo)

Suor Lucia                   (la zia di Angelo)

Mimma               (vicina di casa)

Pasquale             (il marito di Mimma)

                                [elaborata da Rosanna  ]

Titolo originale

U fidanzamentu ufficiali “ pa’ secunna figlia ”

 

Commedia brillante in tre atti

(di Calogero Maurici)

e di Rosanna maurici

Dopo lo strepitoso successo di “U fidanzamentu ufficiali” ho voluto dare un seguito

facendo in modo che coloro i quali non avessero visto la prima parte possono capire subito e divertirsi tanto quanto con la prima parte. Quindi i gruppi teatrali che volessero mettere in scena questa commedia possono farlo tranquillamente senza alcuna difficoltà anche senza mettere in scena “U fidanzamentu ufficiali.”

Dopo il fidanzamento di Enza, la prima figlia di Natale Calarco, idraulico di un piccolo paese della sicilia rimasto profondamente deluso dal genero, stavolta deve affrontare il fidanzamento di Rita, la seconda figlia. Natale spera che stavolta possa ottenere quelle soddisfazioni che “essendo uomo all’antica” non ha ottenuto con il primo matrimonio. Infatti il genero di Milano non ha mantenuto nessuna delle promesse fatte durante il fidanzamento, sperando che col secondo genero sia la volta buona. Ancora una volta è costretto ad affrontare mille problemi: il carattere arrogante della sorella; la debolezza del cognato sempre più vittima della moglie; una vicina di casa invadente “curtigghiara”; con la consuocera e con una suora particolare zia del genero.

La scena rappresenta tavolo, sedie, divano, quadri, una porta d’ingresso ed una che accede alle stanze e tutto quello che chi la rappresenti ritiene opportuno.

A T T O  I°

S C E N A  I°

(Natale, Carmelina, Rita)

Car.   Come passa il tempo, una figlia fidanzata, subito sposata e con figli e ora si sta

fidanzando mia figlia Rita (nell’altra stanza si sente una canzone romantica  preferibilmente “Anima mia”o la colonna sonora del film “Ghost” ) questa figlia da quanto è fidanzata con questo Angelo di Bologna è cambiata da cosi a cosi…prima sentiva sempre musica ruch (non lo dice bene) che si portava la testa, ora non fa altro che sentire musica romantica. Sono troppo contenta oggi finalmente si decide  il giorno del  fidanzamento dato che Angelo si finisce il militare. (entra Natale)

Nat.   Ciao Carmelina, posa questa cassetta sono troppo stanco. (Carm. và) questa musica mi fa rilassare invece quella di prima mi faceva vomitare. (esce Carm.)

Car.   Stavolta sei venuto puntualissimo.

Nat.   Certo con tutti sti soldi che abbiamo speso alla macchina! Quante volte mi ha lasciato a piedi non ti ricordi.

Car.   Natale vorresti vedere come è messa, pare una colombella con gli occhi chiusi, con la radio vicinu…

Nat.   Le colombe che sentono la radio con gli occhi chiusi?

Car.   Ma che capisci, tua figlia Rita sente musica romantica (anch’essa chiude gli occhi e si lascia andare) è troppo troppo innamorata…

Nat.   (la guarda stupito) Apri gli occhi prima che cadi e ti rompi una gamba…

Car.   Natale, ci pensi ai tempi nostri quando ballavamo il lentu!…

Nat.   Ma se io non ho mai ballato con te…forse te lo sei sognato.

Car.   (lo invita ad alzarsi per ballare) Balliamo, balliamo come due colombi.

Nat.   (resiste dicendo di no) Ti ho detto  finiscila con questi colombe.

Car.   (romantica) Che bello chiudere gli occhi, tenersi una mano nel cuore, un sorriso e pensare ai bei tempi…

Nat.   (sempre più stupito) Ora la porto da qualche specialista…(si alza) ti ho detto apri gli occhi e guardami prima che cadi, levati questa mano dal cuore a destra perché il cuore è a sinistra, levati questa specie di sorriso che pare che piangi…e poi quali bei tempi che tuo padre era pi antico di me…bei tempi!

Car.   Ma c’è chi ha il cuore a destra.

Nat.   Tu dove ce l’hai.

Car.   A sinistra.

Nat.   E allora perchè ti metti la mano a destra.

Car.   Natale, però sono belle queste canzoni romantiche vero?

Nat.   Meglio queste canzoni che tutta quella baldoria di prima…piuttosto tuo geniro  ha telefonato, si è congedato, perchè subito dobbiamo decidire questo fidanzamento ufficiale.

Car.   Perchè dici tuo genero… il genero è pure tuo!

Nat.   Ancora non c’è, e spero che non prendiamo un’altra fregatura come l’altro genero… non me lo posso scordare, gli ho detto: Marco fatelo nascere nel periodo di natale, cosi con la scusa  lo chiamate Natale… l’hanno fatto nascere a Pasqua e gli hanno messo Pasquali!

Car.   E basta ormai sono passati due anni.

Nat.   Quannu ci penso mi vengono l’affanni…perché questi sono stati inganni!

Rit.    (entra Rita, non più vestita stravagante ma più decente) Mi… papà quante rime hai fatto…(squilla il telefono, Carmelina. và a prenderlo)

Car.   Prontu casa di Natale Calarco, io sogno la moglie Carmelina…si la mamma di Rita sono…

Nat.   Ma chi è…

Car.   Ma chi è…Angelo…Angelo…Angelo…

Nat.   Sta volando.

Car.   Ti sei congedato? Che sogno contenta (Rita freme perché lo vuole passato)

Nat.   Dicci che dobbiamo decidire il giorno.

Car.   Si quà è, te la passo…Mi ha chiamato mamma, pure al nord chiamano mamma, che sogno contenta! (Rita sta per prendere il telefono ma Natale l’anticipa)

Nat.   Aspetta un minutu cara figghia, voglio vedere se mi chiama papà…pronto io sono il padre e sono all’antica te lo dico subito. Ciao Angelo, spero che non sei come il mio primo genero, si è comportato come  una cosa schifo…Rita lo blocca) Non vedi l’ora di conoscermi…io invece non vedo il minuto di

          conoscerti!          (poi alla moglie e alla figlia) pure a me mi ha chiamato papà (saltella di gioia)

         Senti Angioletto scinde al più presto cosi ci conosciamo e fissiamo la data di questo fidanzamentu ufficiale…(alla moglie) mi dissi va beni e mi ha mandato bacetto.

Rit.    (ansiosa) Dai papà…passamelo…

Nat.   Angiolettinoo ti passo a mia figlia prima che mi viene il singhiozzino.

Rit.    Pronto…topolino mio…certo che sono la tua micina!

Nat.   (alla moglie) Ma fra topolino e micina non c’è contrasto.

Car.   Zitto…falli parlare (si immedesima anche lei)

Rit.    (fa solo smorfie con il viso, con gli occhi chiusi e sospirando dolcemente)       

         Ehm…ehm…ah!…uhm…ehm!…

Nat.   Ma che stanno dicendo!

Car.   E falli parlare… (Rita continua come prima)

Nat.   Ma chi si dicono!…

Car.   E falli parlare!…

Nat.   Ma se stanno muti (imita la figlia) come parlano…

Rit.    Certo topolino mio…

Nat.   Si sbloccaro…

Rit.    Non vedo l’ora di vederti topolone…

Nat.   (al pubblico) Topolone?!  Che ha fatto?! E’ ingrassato?

Car.   Che sono dolci!…

Nat.   E falli parlare a che stanno parlando ora.

Rit.    Saluta la mamma e la zia…(chiude con tanti bacetti)

Car.   Tu non mi hai chiamato mai micina.

Nat.   E tu non mi hai chiamato mai topolone…ma finiscila. (poi alla figlia) Ma non gli hai detto quando viene, voglio conoscere a sua madre e a sua zia monaca…

Car.   E dici suora.

Nat.   Ma perchè che differenza c’è!

Car.   Suora pare più fine…

Nat.   O suora o monaca sempre prete femmina e!

Rit.    Papà stasera sono quà, non vedono l’ora di conoscere voi.

Nat.   Ma se manco avete parlato come avete fatto a capirvi!

Car.   Quando due  sono innamorati si capiscono in un lampo…

Nat.   In un lampo, noi neppure con i tuoni ci capivamo.

Rit.    (romantica, accenna una canzone d’amore) Mamma sta arrivando anche il mio momento.

Car.   L’amore ferma tutto, la pioggia, il fuoco, il vento…

 

Nat.   (al pubblico) Speriamo che per me non è un altro tormento…

Rit.    Papi ti voglio bene…mammi ti voglio bene (entra nella sua stanza continuando a ripeterlo mentre Carmelina la guarda con un sorriso, e Natale stupito)  

S C E N A  II°

(Natale, Carmelina, Mimma, Pasquale, Rita, Vita, Peppi)

Nat.   Menomale che abbiamo fatto solo due figlie altrimenti al manicomio mi

          portavano.

Car.   Se tu vuoi ne possiamo fare qualche altro!

Nat.   Fallo sola, basta che non mi disturbi…(riflette un attimo) ma che stò dicendo, non ti risicare…(bussano, entrano Mimma la solita pettegola , con il marito Pasquale)

Mim. E’ permisso ciao Natali, ciao Carmelina…

Nat.   (al pubblico) Sempre la stessa è , prima entra e poi dice permesso.

Mim. Avte sentito ieri sera quelle gran voci?

Nat.   Quali voci. (anche Carmelina dice di non aver sentito)

Mim. Mizzica ma mai niente sentite, ma come posso fare io che sento tutto.

Nat.   Forse hai le orecchie più grandi.

Mim. La figlia della signora scassatutto ha litigato col marito e lui gli diceva di andaresene dalla madre…

Nat.   Per questo gli dicono scassatutto, forse scasserà sempre.

Mim. Io immagino come è stata la scena, volete vederla? (Nat. si secca)

Car.   Ormai  ci hai fatto venire la curiosità…

Mim. Io faccio la moglie, tu Natali fai il marito…(Nat. si rifiuta ma viene incitato anche dalla moglie)

Nat.   Ma perché il maritu non lo fai fare a tuo marito?

Pas.   Giusto perchè non lo faccio io?

Mim. Natali ma mio maritu che cosa di fare l’incazzato? Non vedi che è sempre più cetriolo? Allura io faccio finta che le camicie non le ho stirate e tu t’incazzi (si immedesima nella scena) oggi non ho potuto stirare le camicie non ho potuto  preparare niente.

Nat.   Ma perchè ti tengo a casa, ma che fai a casa, sempre la stessa situazione, vattene da tua madre…

Mim.          Mizzica proprio cosi è stata la scena.

Pas.   E io ho sentito pure che per otto giorni non la vuole vedere.

Mim. Questo non l’ho sentito…forse mentre io ero in bagno e per un attimo ho lasciato te non ho potuto sentire la cosa più bella!.

Pas.   Si, si io  ho sentito chiaro chiaro…

Nat.   Peggio della moglie sta diventando (verso il pubblico) vedi tu che mi tocca fari…ora basta perchè ho tanti di quei pensieri (nel frattempo si sente “Pensiero dei Pooh)

Mim. Ma chi è Rita? (si avvicina verso la stanza) Rituccia non restare chiusa col pensiero, pure la canzone lo dici, più tardi vieni da me che parliamo…

         (a Carmelina) Ma questo fidanzamento quandou si fa…spero che stavolta mi invitati fin dall’inizio…Rituccia vieni gioia, esci…(Rita esce) come sei cambiata, in questa casa tutti stanno cambiando.

Nat.   Solo tu sei rimasta la stessa!

Rit.    (romantica) stasera finalmente…che sera!

Car.   Viene Angelo, sua madre e la zia.

Mim. Vieni Rituccia, ti faccio vedere un bello disco romantico a casa, cosi mi racconti quattro cose…

Nat.   Raccontane quattro che otto li sa già!

Mim. Più tardi ve la porto…(poi al marito) tu stai un poco e poi vieni, non ti scordare di passari dalla macelleria, no però dalla signora occhichiusi, perché quella grasso non ne toglie mai, ha davvero gli occhi chiusi…(escono)

Nat.   (al pubblico) Pettegola e a tutti i soprannomi metti.

Car.   Intanto lei è stata fortunata, sua figlia si è sistemata bene.

Pas.   Il nipotino si chiama Pasqualino!

Nat.   Ma tu come ha fatto col tuo genero a fargli mettere il nome come il tuo.

Pas.   Tu pensi che io ti prendo in giro…(Nat. lo incita) l’ho letto in un libro,

         “come fare per fare fare al genero quello che voi volete”  l’hanno scritto due americani, quelli che studiano la testa, sembrano fesserie ma funziona!

Nat.   Ma come ti ricordi a memoria questo titolo cosi lungo..

Pas.   Sono rimasto una ventina di giorni prima che mi è entrato in testa.

Car.   Che ci vuole, già pure io lo sò. (lo ripete giusto)

Pas.   Brava…

Nat.   (al pubblico) Mi sembrava che il cervello non ne aveva invece un quarto ce

           l’ha.

Pas.   Natale ripetilo tu ora. (Nat. ci prova, ma sempre pieno di confusione)

Nat.   Come fare al genero per fare fare con la farina ect…

Car.   Natale, spicciati che per stasira ci dobbiamo organizzare…intanto vado un poco da mio padre. (esce)

Nat.   (preso dalla notizia del libro) Allora raccontami sti fisserie.

Pas.   Se sono fesserei non ti racconto niente, intanto con me ha funzionato.

Nat.   (al pubblico) Ha ragione, questo si è messo scemo scemo e ha ottenuto quello che voleva, io mi sono messo scaltro scaltro… e sono rimatsto come un    cetrilaccio! Pasquale racconta!…

Pas.   Ogni tanto quando parli con tuo genero, mettigli la mano sopra la spalla sinistra,  dal lato del cuore…

Nat.   E se il cuore ce l’ha a destra?

Pas.   Questo lo devi scoprire subito…poi lascia la mano sopra la spalla sinistra almenu per cinque secondi..

Nat.   Per cinque secondi! (sempre più preso)

Pas.   Secondo questi scienziati americani questa mano sinistra sopra la spalla sinistra modifica il cervello…lo rende come quello dei bambini, tanti meccanismi, automatismi trasmettono impulsi positivi al cuore, e tutti questi impulsi fanno dire sempre si.

Nat.   Ogni quanto si deve mettere questa mano sopra la spalla sinistra.

Pas.   Ogni due tre minuti un colpo di manu sulla spalla sinistra.

Nat.   (stupito) Ma tutti sti automatiti e meccanici…

Pas.   Automatismi e meccanismi..non sbagliare Natale! Secondo loro è un gesto di affetto profondo e succedeno tutti sti meccanismi.

Nat.   Quante volte l’hai letto questo libro!..

Pas.   Quindici volte, mi scordavo sempre tutto.

Nat.   Volevo direi che parli troppo bene!

Pas.   Però sta attento perchè se sbagli e metti la mano sulla spalla destra fa l’effetto contrario, altro che affetto profondo!…

Nat.   Se sbaglio me ne vado a fondo…mah!

Pas.   E’ inutile che fai mah! Se lo vuoi fare lo fai altimenti niente. Ora ti saluto che  devo passare dalla macelleria per la carne. (mentre esce)

Nat.   Facci togliere tutto il grasso altrimenti tua moglie  poi t’ingrassa!..

S C E N A  III°

(Natale, Vita, Peppi)

Nat.   (turbato) Mano sulla spalla sinistra per circa cinque secondi, ogni dui tre minuti

auto… parchi…no, auto macchine…meccanici…pulsi…affetto profondo…ma io che cosa ho da perdire, certo che se gli è riuscito a lui che è un poco cretino figuriamoci a me che sono troppo scaltrino! (entrano Vita e Peppe)

Vit.   Ciao fratelloi (sempre carattere burbero e prepotente) Peppe siedeti e non ti scordare quello chi ti ho detto a casa.

Pep.  (sta per parlare)

Vit.   Muto…ti ho detto muto…(indica di prenderle la sedia…Peppe lo fa e Vita si siede) Natali oggi non ti sei fatto sentire…ti scordi quello che ha detto la bon’anima di papà…

Nat.   Hai ragione sorella, abbiamo avuto troppo traffico…

Pep.  Vero è, troppo traffico c’è, pure la nostra strada è diventata trafficosa di macchine…

Vit.   (gli dà un colpo di borsa) Muto…imbecille…Allora Natale, stasera vengono i parenti  di Rita ed io non sò niente.

Pep.  Ma se sai sempre tutte cose…

Vit.   (isterica) Peppe sei sempre il solito vedi che ti mando da tua madre…

Pep.  No, meglio con te…

Nat.   Calmati sorella, io ti stavo telefonado, ma a te chi te l’ha detto.

Vit.   Chi mi l’ha detto me l’ha detto…

Pep.  La signora Mimma gli l’ha detto.

Vit.   (si alza adirata e lo prende a borsettate anche nel sedere)

Pep.  Ahi!…Ahi! mi ha fatto la bubù  nel culù…

Nat.   Finitila e parliamo tutti e tre belli puliti.

Pep.  Hai sentito, tutti e tre belli puliti…cognato mezzora fà mi sono fatto il bagno.

Vit.   Muto…e tu caro fratello non diri tutti e tre, lui parla quando lo dico io…

         Oggi mi ha lasciato la tavola apparecchiata…

Pep.  Cognato ho avuto la sciolta e sono scappato per il bagno, però ho lavato tutti i piatti…

Vit.   Stai muto...muto….(Peppe si rannicchia) Natale dov’è la bella di tua moglie, stasera avete traffico e ti lascia solo?!.

Nat.   E’ andata da suo padre.

Vit.   Questo vizio non se lo leva mai, prima pensa a suo padre e poi a te, non finisco mai di diri che una moglie prima deve pensare al marito e poi vengono tutti appresso…

Pep.  Io haiu venutu sempre appresso!

Vit.   Peppe appena arriviamo a casa ti faccio vedire..

Pep.  (si alza) Cognatu devo scappare per il bagno.

Nat.   Vai…vai…

Vit.   La monaca viene pure…

Nat.   Pure viene…

VI.La madre del fidanzato viene pure…

Nat.   Pure viene…

Vit.   Il fidanzato viene pure..

Pep.  (dal bagno) Quanto sei lunga, ti spicciavi prima se dicevi: sua madre la monaca e il fidanzato vengono…

Vit.   (si alza di scatto vorrebbe entrare ma Natale la trattiene e si ferma vicino alla porta) Caca tu altrimenti te la blocco…

Nat.   Basta Vita, più bloccato di com’è  che ssi deve bloccare ancora!…

Vit.   (ritorna al posto) Speriamo che stavolta non prendi un’altra delusione fratello.

Nat.   Io penso che stavolta è diverso, pensa che mi ha chiamato papà già per telefono…e poi lo letto un libro!…

Vit.   Avere un nipotino che si chiama Natale deve essire troppo bello…fai  l’uomo fratello, fatti capire che ci teni a certe cose e dillo subito appena entra che siamo all’antica.

Nat.   Già gli l’ho detto per telefono. (entra Peppe)

Pep.  Cognato usate la carta igenica ruvida…

Nat.   Quella liscia costa cara…

Pep.  Quanta ne ho fatta, mi sento la testa vuota…

Nat.   E che la fai con la testa? Ora ti passa (squilla il telefono) Pronti..site arrivati…va bene…va bene… ciao (chiude) Sono arrivati alla stazione dell’aeroporto…il tempo di prendere un taxi e sono quà!

Pep.  (vedendo la moglie un po’ calma) Vita quando ti vedo cosi mi batte il cuore.

Vit.   (arrabbiata) Ma quando mai mi ha visto cosi cretinone, passolone, cardone

         cammina a casa che dobbiamo prepararci per il fidanzamento, saluta senza parlare.

Pep. (fa scena senza parlare per salutare)

Vit.   Ciao fratello ci vediamo dopo. (escono)

S C E N A  IV°

(Natale, Rita, Carmelina, Mimma, Peppe, Vita, Angelo)

Nat.   Mamma mia sempre la stessa mia sorella!..  (entra Rita)

Rit.    Papà novità?…

Nat.   Vai a chiamare la mamma che a momenti arrivano… (Rita saltella dalla gioia)

Car.   (entra) Quà sono…

Rit.    Mamma prepariamoci, facciamo capire che siamo una famiglia esemplare.

Nat.   Facciamo capire che siamo una famiglia all’antica…

Car.   Non facciamo lo stesso sbaglio della prima figlia.

Rit.    Papà cerchiamo di essere più elastici.

Nat.   (non capisce) Come!

Rit.    E l a s t i c i…

Car.   Elastici, stringi…allarga..

Nat.   Ah! si, si elastici…

Rit.    Mamma mia! non abbiamo manco un quadro ddi Gesù.

Nat.   E perchè ci vuole questo quadro.

Rit.    Veni la zia. 

Car.   A suora.

Nat.   Ah! LA prete femmina..

Rit.    Che deve pensare che siamo una famiglia di atei?

Nat.   Ah! si…no…che deve pensare sti cosi… ( poi al pubblico) Ma che cacchio significa.

Car.   La zia suora ci tiene.

Nat.   (gridando) Dove lo troviamo questo quadro di Gesù.

Car.   Non ti preoccupare che lo troviamo. (in quel momento entra Mimma)

Mim. Eccolo qua…

Nat.   Mi, che siamo contenti!…

Mim. Se non ci fossi questa vicina…guardate che bello…Natale pare che ti guarda.

Nat.   A me! Io niente gli ho fatto…

Rit.    Papà non scherzare, e ricordati che se la zia ti chiede se preghi, facci capire che preghi assai, assai…

Nat.   Stiamo parlando più di questa monaca-parrina che di tua suoacera e del fidanzato.

Rit.    E’ lei che dirige la situazione…

Nat.   E a me mi sta venendo la confusione…

Mim. Poi mi chiamate vero…(esce)

Rit.    Metiamo questo quadro. (Nat. inizia a metterlo)

Car.   Mettiamo pure di P. Pio…

Rit.    Si…si. (entra Peppe spaventato con un quadro della Madonna)

Pep.  Cognati…

Car.   Che c’è!

Rit.    Zio comu mai sei solo.

Pep.  A zia è in bagno, stavolta la sciolta è venuta a lei, non abbiamo più carta igenica e mi ha detto vai a comprarla, quasi quasi compro quella ruvida…io approfittavo e vi ho portato la Madonna di Grazia…

Nat.   Stiamo facendo una chiesa…ci vuole un altare una quattrina di banchi e possimo diri  messa.

Car.   Io mi vado a dare una pettinata…

Rit.    Io una sistemata…

Pep.  Io mi spiccio e mi vado a fare una cacata…(esce)

Nat.   Io mi faccio una fumata…

Rit.Car.      (assieme) No, che resta la puzza.

Rit.    Guarda il quadro e preghi… (mentre qualcuno mette il quadro della Madonna)

Nat.   Ah! Sei uscitai pazza! Quale preghiera, io non sò manco l’ava Maria…

Rit.    Papà Ave Maria, no l’ava Maria…

Nat.   Carmelina dammi l’orologio…

Car.   L’orologio? Come mai!

Nat.   Ogni dui tre minuti circa, più…più… (Carm. Rita. Assieme rispondono: più)

Nat.   Più…più, ma che volete… più solo e basta. (Carm. và a prendergli l’orologio)

Rit.    Papà mi raccomando cerca di essere all’altezza di loro…

Nat.   Ma perchè che sono più bassi o più alti. (entra Carmelina)

Car.   Tieni l’orologio…

Rit.    Vieni mamma sistemiamo un po’ là dentro. (escono)

Nat.   Ogni dui tre minuti un colpo di manu sulla spalla sinistra per almeno cinque secondi… speriamo che la testa non mi si confonde!..Volevo due generi siciliani  invece mi sono capitatitutti e due continentali!.. Volevo un nipote di nomi Natale invece mi è capitato Pasquale… Il primo genero mi ha preso per fesso speriamo che il secondo e la zia monaca non mi dicono a missa…(sente rumore) quà sono. 

Rit.    (entra) Papà io esco dopu di tutti. (entra Carmelina)

Car.   Meglio che esco io l’ultima di tutti…

Nat.   Ma perchè se esco io non è meglio?! (un po’ di confusione, poi si decide)

         Basta, io mi faccio trovare quà, a mamma esce dopo e tu Rita dopo ancora, entrate là dentro ora dai…(vanno, Natale si atteggia subito dopo bussano)

         Prego entrate…(entra Angelo ben vestito)

Ang.  Buona sera…sono solo

Nat.   E tua madre e la parrina?…

Ang.  Papà ma prima salutiamoci (si baciano)

Nat.   (al pubblico) Bene cominciamo a differenza del primo genero questo mi ha baciato.

Ang.  Mamma e zia vengono fra un poco, si sono fermate all’Istituto S. Antonio da Padova.

Nat.   Come mai a Padova e non in un altro posto più vicino.

Ang.  Papà sei uno spiritoso, sei forte…alla zia le daranno una camera all’Istituto per stasera.

Nat.   Ah! Capiscio, quà stanze nne abbiamo poco e niente mi dispiace (mano sulla spalla sinistra) si vede che sei un bravo ragazzo!…

Ang.  Grazie…e la mia Rita dov’è…

Nat.   Veramente ancora è mia… (entra Carmelina)

Car.   Buonasera…(Angelo gli và incontro)

Ang.  Mamma non vedevo l’ora di conoscerti (la bacia) sei una donna deliziosa, hai un sorriso da Paradiso, sei molto dolce…

Nat.   (al pubblico) Ma si deve farfidanzare con mia moglie? (gli và vicino e li separa)

Ang.  Come sono contento…felice…ero curioso, ora sono gioioso.

Nat.   (al pubblico) Basta che non è furioso!

Ang.  E la mia Rita, la mia dolcezza, tenerezza, micetta, la mia mi ce tta dov’è…

Rit.    (entra camminando lentamente verso di lui anche Angelo lentamente verso di lei ) Topolino…

Ang.  Micetta…

Rit.    Topolino…

Ang.  Micetta… (Nat. si avvicina a loro mettendosi nel mezzo e abbaia)

Nat.   Vediamo se la finiscono.

Rit.    Amore mio. (si abbracciano con sottofondo di Ghost per circa trenta secondi,  mentre Carmelina allontana il marito da loro)

Car.   E falli salutari…

Nat.   Ma quale salutare che a momenti mi partorisce quà dentro. (poi si riavvicina)

         Andiamoci piano.

Rit.    Papà sii un poco elastico.

Nat.   Per ora l’elastico allarghiamolo (mentre li separa) poi quando vi sposate  lo stringiamo, basta che quando lo stringete lo fate a cento metri lontano da me.

Ang.  Rita quanto ti amo…e a voi quanto vi voglio bene (li abbraccia) Papà, mamma.

Car.   Quanto è dolce questo genero…

Nat.   Questo (mentre è abbracciato) prima che se ne và ci squaghia!

Vit.   (chiama da fuori) Io sono  Natale…

Car.   Speriamo che non rovina la festa come la prima volta. (Vita entra con Peppe)

Vit.   Salutiamu a tutti.

Ang.  La zia Vita e lo zio Peppe (li abbraccia ma Vita si svincola)

Pep.  Come mi canosce…(Nat.ogni tanto mette la mano sulla spalle sx ad Ang.) 

Vit.   Chi è questo ragazzo.

Rit.    Zia il mio Angelo.

Pep.  (alla moglie) E tu dici che Angeli non scendono mai dal cielo.

Vit.   Cara nipote ancora non è tuoi, una deve essere sicura. Purtroppo caro Angelo noi siamo spaventatti…bruciati passiamo ancora pomate…

Pep.  C a c a r i a t i.

Vit.   Peppe stai muto… caro Angelo diciamo che siamo delusi con questi fidanzamenti. Io sono la sorella di mio fratello e lui vuole sempre il mio parere. Tu ancora non mi conosci…

Ang.  Zia, Rita mi ha raccontato ogni minima cosa in tutte le lettere e le telefonate.

Vit.   Telefonate! Ecco perchè caro fratello paghi assai di telefono.

Car.   Vedi che sempre Angelo telefonava, Rita una volta la settimana telefonava e di domenica addirittura.

Vit.   Anche una volta la domenica il telefono corre per Bologna…

Pep.  (ride) Il telefono corre, come corre cjìhe ha i piedi… (ride)

Ang.  No zia, io sono di Bologna, però ho fatto il militare a Cosenza.

Vit.   Più lontano ancora!

Rit.    Zia, Angelo (stringendogli la mano forte) è diverso da tutti.

Pep.  (lo guarda bene) Vero è, manco un brufolo ha, invece Marco il fidanzato di tua sorella aveva sette brufoli.

Vit.   Cretino, si chiamano buffoli…buffoli..

Ang.  Cari genitori e zii, non vi dovete preoccupare di niente, papà non c’è nemmeno bisogno che mi parli a solo come hai fatto co Marco. Io so tutto e voglio fare al più presto anche domani in un orario che deciderete voi e gli zii (Vita contenta)

         questo fidanzamento ufficiale ed il nipotino in qualsiasi momento nasca lo chiameremo Natale. (tutti stupiti) 

               

Pep.  E se nasce femminuccia…

Nat.   Che ucccello di malagurio.

Vit.   Muto Peppe…non mi fari seccare perché  poi sai che ti tocca fare.

Rit.    Papà hai capito che ragazzo è…

Nat.   Mi ha risparmiato di fari il discorso a me, sà tutto.

Car.   Io sono senza parole.

Vit.   Mi va piacendo questo ragazzo.

Nat.   Sono rimasto come un pezzo di pane cotto..

Pep.  Io…io…io non posso parlare…

Nat.Vit.  Muto tu!

Ang.  Micetta.

Rit.    Topolino.

Pep.  (si scosta e guarda) Dove sono sti mici e sti topolini.

Vit.   Non ne posso più…Natale decidi questo fidanzamento, però decidi tu, io ti direi domani… verso le quattro e poi mi fai sapere il giorno e l’orariu  è…voglio arrivare prima di tutti a canoscere sua madre e la zia monaca…

Pep.  Com’è il vestito della monaca bianco o nero…

Nat.   Vero angelo com’è.

Ang.  Per ora aveva quello nero, poi non lo so.

Pep.  Io dico che si mette quello bianco (canticchia Alto Santo Altar…poi guardano tutti lui e si zittisce)

Vit.   Andiamo che ci sono un sacco di cose da fare dentro, e mentre lavi i piatti non fare troppo rumore altrimenti la telenovela non la posso seguire bene.

Ang.  Ciao zietti, piacere siete simpatici (Vita si atteggia)

Vit.   Grazie grazie.(escono)

S C E N A  V°

(Natale, Angelo, Carmelina, Suor Lucia, Franca)

Nat.   Rita siamo sicuri che non cè’ bisogno di parlare da solo.

Rit.    Sa tutto di tutto e di tutti. (Angelo si era seduto)

Ang.  Papà, io so che siete una famiglia all’antica.

Nat.   Vero è.

Ang.  Io so che vostro padre prima di morire vi ha detto: rispettativi sempre che siete un fratello e una sorella. (dillo nel vernacolo di ogni luogo)

Nat.   Pure in sicilianol’ha detto. Bravo Angelo, tu per genero sei preciso (poi alla figlia) non vi lasciate mai, pigliatillo che è bono.

Car.   E’ un ragazzo d’oro.

Nat.   Angelo ti ricordo che chi entra dentro la mia famiglia non esce più.

Ang.  (allargando le mani) Papà, mamma, quanto vi voglio bene (li abbraccia)

Nat.   (al pubblico) Il primo genero quello che mi ha fregato non ha fatto mai cosi, speriamo che con tutti sti abbracci non ci sono intrallacci. (bussano, Car. apre)

Car.   Prego..(entrano la mamma di Angelo con la sorella, suor Lucia)

Ang.  Mamma, zia (fanno le presentazioni)

SLu.  Tu frequenti in chiesa vero…(Rita annuisce) e voi siete tutti cattolici.

Car.   Certo…

SLu.  Sig. Natale lei è un praticante!

Nat.   (non capisce) Si..si, la vita mi ha imparato ad essere pratico…(al pubblico) Ma che voleva dire.

Fra.   Rita sei tale e quale nella foto, complimenti. (Nat. pensando che stava per dire come tuo padre si era messo in posa)

Nat.   Mi sembrava che  stava dicenndo tale e quale tuo padre (al pubblico)

SLu.  Sig. Natale quanto tempo dedica al giorno di preghiera.

Nat.   (al pubblico) Questa ce l’ha con me… Cinque (imbarazzato) Dieci…(lo guardano eclamando: eh!) Venti minuti alla settimana.

(S.Luc. Fran. di nuovo Eh!..)

Nat.   Al giorno, volevo dire al giorno.

Fra.   Dovrebbe dedicare di più alla preghiera.

Car.   Sa lui lavoricchia…

Nat.   Lavoricchia…ma perchè ci metti icchia, (la imita) lavoricchia…Io lavoro.

SLu.  Senza preghiera non si può avere nemmeno la forza di lavorricchiare.

Nat.   (al pubblico) Pure lei ora ci mette  cchiare.

SLu.  (alzando la testa) La preghiera ci sostiene, ci alimenta, ci dà gioia, ci sazia, ci fa camminare a testa alta…

Nat.   (al pubblico) Cosi ci rompiamo l’ossa del collo.

SLu.  Come!

Nat.   Niente dicevo è giusto, ci sazia, ci sazia…

SLu.  La preghiera è tutto…tutto… e quello che non prega…

Nat.   E’ un farabutto!

SLu.  Quello che non prega non è mai sazio…

Nat.   (al pubblico) E quello che non mangia è sempre sazio!

Car.   Sa noi ogni tanto liggiamu la bibbia.

Fra.   Bravi, ogni buona famiglia in grazia di Dio la legge.

SLu.  Sig. Natale, cosa ne traete…

Nat.   (a Rita) Che significa…

Rit.    (per aiutarlo) Papà legge pochino, perche dice che è difficile.

SLu.  Bene…l’aiuterò io, forse mi trasferisco per sempre in questo paese.

Nat.   Consumato sono!

Ang.  La zia è molto paziente.

Nat.   Paziente…è stata malata…

Rit.    Papà, paziente…disponibile.

Car.   (mete la mano sulla spalla destra ad Angelo, Natale se ne accorge)

Nat.   La mano sulla spalla destra quella sbagliata. (va a torglierla)

Car.   Angelo hai una zia molto religiosa.

Nat.   Certo è parrina.

Fra.   Ora parliamo del fidanzamento.

Nat.   (contento) Si, si meglio è.

SLu.  Prima eleviamo a Dio la nostra preghiera perché senza di lui nemmeno questo fidanzamento si può fare…

Nat.   No, il fidanzamento si deve fare anche senza di lui…

SLu.  Bene…allora preghiamo, sig. Natale vuole iniziare lei…

Nat.   (Impacciato viene incoraggiato dalla moglie e figlia) Dio ci sostiene, ci fa mangiare, senza lavoricchiare…

Rit.    Papà ma chi dici.

Nat.   Ma la parrina non ha pregato cosi?

Rit.    Zia meglio che inizi tu.

SLu.  Il Signor con la sua forza ci sostiene, ci alimenta, ci dà gioia, ci incoraggia, ci fortifica, ci dà la luce…

Nat.   (al pubblico) Sta facendo un comizio.

SLu.  Gloria al Padre al figlio ed allo Spirito Santo (tutti rispondono tranne Natale)

SLu.  (se ne accorge) Sig. Natale lei non risponde…

Nat.   Mio padre mi ha imparato che rispondere è maleducazione.

Rit.    Papa…alla preghiera.

Nat.   A! si, si alla preghiera…non sò come si risponde.

SLu.  Non si preoccupi, gli insegnerò tante cose…

Nat.   Nel primo fidanzamento avevo il fratello di mio genero, ora ho a questa che mi fa rodere.

Fra.   Rita non sapevo che papà non sapesse nemmeno le preghiere più conosciute.

Rit.    Angelo lo sapeva.

Nat.   Già lui sà tutte cose e di tutti!

SLu.  Il Padre Nostro lo sa vero?

Nat.   (impacciato) Metà!

SLu.  L’Ave Maria?

Nat.   Tre quarti…

Fra.   Non si preoccupi imparerà…

Ang.  Papà, l’importante è avere volonà e tu ne hai tanta…come ti voglio bene (lo abbraccia e lo bacia)

Car.   Che dolce questo ragazzo.

SLu.  Signore fai che tutto quel che diremo e faremo sia che fatto sempre nella tua grazia e che tutto proceda secondo la tua volontà.

Nat.   E anche la mia!

Fra.   Allora quando facciamo questo fidanzamento, anche perché io so che siete una famiglia all’antica.

Car.   Puru lei lo sà…

SLu.  Siamo contenti di Rita.

Car.   Anche noi di Angelo.

Nat.   Noi siamo pazienti anche domani…

Fra.   Pazienti!?..

Rit.    Disponibili..disponibili…

Fra.   Angelo mi ha detto che lo faremo ad uso sicilano, se questa è la volontà vostra va bene.

SLu.  Mi raccomando…dolcini…cannolini…bignè…

Nat.   Ma a lei basta la preghiera per saziarisi…

SLu.  (ride) Che spiritoso…

Fra.   Allora a domani, cosi avremo modo di conoscere la signora Vita e il sig. Giuseppe.

Nat.   Due simpaticoni, vanno d’amore e d’accordo, sono troppo uniti.

SLu.  (allargando le mani) Il Signore ha detto: amatevi come io vi ho amato, perdonate come io ho perdonato…non c’è cosa più bella di quando uno dà la propria vita per un altro fratello.

Nat.   Io a mia sorella Vita non gli e la do a nessuno.

Nat.   Allora domani alle 18.00

Nat.   No, alle 18.00 no… il primo fidanzamento fu alle 18.00 e fu una catastrofe, facciamo alle 16.00.

SLu.  Va bene, cosi prima di iniziare ringraziamo il Signore per questo passo che stanno per compiere queste due creature…perché Gesù ha detto: amatevi l’un l’altro come io vi ho amati, abbiate fede perché la fede ci fortifica, ci alimenta, ci sostiene ci sorregge…

Nat.   Le quattro si stanno facendo.

Ang.  Papà, mamma quanto vi voglio bene!(abbracciandoli si salutano ed escono)

Car.   Ora ti compro il libro delle pregliere e cominci a studiare

Nat.   E il sangue mio si comincia a ribellare. (sipario)         (  F I N E   A T T O  I°)

A T T O  II°

S C E N A  VI°

(Natale,Carmelina,Rita,Vita,Peppi,S. Lucia,Angelo,Franca,Mimma,Pasquale)

Nat.   (tutti euforici e ben vestiti) Mi pare di passare lo stesso momento del primo fidanzamento ufficiale.

Car.   Che brava suocera che hai a mamma, pure suor Lucia è brava.

Rit.    Ti scordi di Angelo.

Nat.   Già ti scordi del migliore cavallo.

Car.   Natale mi raccomando tua sorellaVita, non facciamo lo stesso sbaglio di prima.

Nat.   Non ti preoccupare, stavolta tengo tutto sotto controllo, stu nipotino di nomi Natali stavolta capita…un poco mi preoccupa la monaca… la parrina.

Rit.    Papà chiamala suora e cerca di essere più elastico.

Nat.   La testa con questo elastico …(guarda l’orologio) a momenti verrà mia sorella.

         (si mette in un angolo) per due tre mnuti la mano sulla spalla sinistra, dal lato del cuore…e se il cuore c’è  l’ha destra?! Rita, o Rita ma Angelo il cuore c’è l’ha a sinistra a o destra? (bussano, entra Vita con Peppe)

Vit.   Salutiamo a tutti…(Peppi stava salutando ma Vita lo blocca)

Nat.   Sorella sogno contento che stavolta sei qu dall’inizio…sai la zia, quella parrina è troppo furba.

Vit.   Non ti preoccupare fratello quando hai a tua sorella hai a tutti (guardando male la cognata)

Pep.  Non ti preoccupare cougnato quandou hai a Peppe…

Vit.   Hai un cretino…muto e siediti...parla poco, anzi quando te  lo dico io.

Rit.    (continuamente si aggiusta abito, capelli, ed è molto emozionata) Mi raccomando cercate di essere all’altezza di loro…(romanticissima) e con il mio Angelo.

Pep.  Te l’ho detto io, Vita di darmi le scarpe con il tacco, cosi sembro più alto.

Car.   I dolci quando li usciamo.     

Nat.   Te  lo dico io.

Vit.   (al marito) Tu non fare il solito, che hai il fegato ingrassato, il polisterolo alto, i versi alti,  i trentaminasi non ne parliamo, a cretineria altissima e lo sappiamo

           tutti.

Rit.    Zia si chiama creatinina non creteneria.

          

Vit.   Ma io in italiano l’ho detto…comunque menomale che dal sangue si vede tutto.

Car.   (sottovoce) Natale mi raccomando.

Vit.   Che hai tu che ti lamenti, parla più forte che ti sento.

Car.   Vita vedi che c’è un fidanzamento.

Nat.   (autoritario) Circhiamo di finirla, fino a quando ci sono i mariti, comandono i mariti.

Pep.  ( si alza Peppe, vuole fare l’autoritario) Cerchiamo di finirla…(Vita lo mette a sedere)

Vit.   Peppe non cominciare perchè appena arrivi dentro..

Pep.  I Piatti li ho lavati tutti, pure quelli di domani, li ho presi, li ho sporcati e li ho  

           Lavati cisi ti ho fregato…ti ho fregato…

Nat.   Carmelina non ci mettere la mano sulla spalla a tuo genero perchè fai danno.

Car.   Ma io non ci faccio caso, è tanto Angelo (gesto di volare)

Nat.   A momenti vola pure lei...meglio che tengo tutto sotto controllo  altrimenti resto arrostitocomu un pollo.  (si sentono rumori)

Rit.    Quà sonou…(entrano ben vestiti, Angelo con un bel mazzo di rose e dopo aver presentato gli zii si siedono ma Peppi rimane alzato perché manca una sedia)

Pep.  Dove mi siedo io…sempre io resto come un cetriolo.

Nat.   Carmelina nautra seggia (và a prendergliela nell’altra stanza e Peppe si siede)

Fra.   (indossa una pelliccia) Una bella famigghia, lei sig. Peppi si vede che è una persona con i piedi per terra.

Pep.  (si guarda i piedi) Veru è, ora mi ghisu accussi non truzzanu ‘nterra.

   

SLu.  Io sono Emiliana!

Pep.  E io sono siciliano.

SLu.  No… stavo dicendo emiliana di Emilia e sono Suor Lucia.

Pep.  E io sugnu siciliano di sicilia e sugnu Peppi! (ride)

Nat.   Mi staiu cunfunnennu puru io.

Vit.   Scusassi me maritu non fici tanta scola.

Fra.   E lei invece che scuola ha fatto.

Vit.   Io fici a secunna elementare, sapi a ddi tempi a secunna era comu ‘nna lauria di oggi…

Pep.  Anchi picchi a ripitiu tri voti. (Vita gli da un colpo di borsa)

Vit.   Signora Franca, è bella sta pelliccia, pure io l’haiu…

Pep.  Non sa metti picchi l’avi tutta spinnata…(ride)

Ang.  Zio, so tutto di te, Rita mi ha detto che sei un simpaticone.

Vit.   E di mia chi ti dissi.

Ang.  Che sei dolce. (Vita si rallegra)

Pep.  Vita mi pozzu mangiari poi i dolci?

Vit.   Ti dissi di no.

SLu.  Un paio di minuti giusto per conoscerci, poi preghiamo e poi  parliamo di questo fidanzamento.

Nat.   Ma non è megghiu ca passamu direttamente o fidanzamento.

Fra.   Rita sono contenta, ti vedo  r a d i o s a…

Vit.   Avi ragiuni, prima era sempre cu la radio appressu e con quelle musiche forti, invece ora è radiosa, ascuta sempre musica lenta.

Pep.  Vita ma chi signigica radiosa.

Vit.   Ma segui il filo… radiosa ca ascuta sempre a radio!

Car.   Natali tu quanu parli. (Natale sta per alzarsi)

SLu.  Dopo…dopo…sig. Natale. (Natale si risiede)

Ang.  S. Lucia me frati è  ‘u capu da famigghia (alzandosi)

Nat.   A soru dopo…dopu…(Vita si risiede)

Ang.  Rita… come sono felice.

Rit.    Angelo…sei un angelo.

Pep.  (alla moglie) Tu mai mu dici ca sugnu un Peppi.

Fra.   Io direi di sbrigarci anche perché questi due angioletti non vedono l’ora di abbracciarsi e baciarsi.

Nat.   (si alza) Emh!…dopo…dopo…

Car.   Natale l’elastico…(Rita guarda il padre)

Nat.   Ah! si, si l’elastico.

SLu.  Alziamoci tutti per rivolgere al Padre Celeste la nostra preghiera. Nel nome del Padre del foglio e dello Spirio Santo… raccogliamoci nel silenzio…

Pep.  Vita ma la monaca  puo’ dire la messa?!.

Vit.   Zitto…pure questa ci voleva. (Nat. fa segno di fare silenzio).

SLu.  Gloria al Padre al figlio ed allo Spirito Santo…(gli altri rispondono tranne Natale e Peppe: COM’ERA IN PRINCIPIO…)

SLu.  Signore , che questa sera in questo fidanzamento regni in questi due giovani l’amore eterno…

Pep.  Amen!…(tutti lo guardano) chi ha fatto ho sbagliato?

SLu.  Ognuno di noi adesso, se vuole può esprimere qualche pensiero al Padre Celeste che tutto ci dà, tutto ci ha dato e tutto continua a darci, perché egli è con noi, in mezzo a noi (Peppe guarda ma non lo vede)

Nat.   (alla moglie) Ma perchè si chiama Padre Celeste e non Padre azzurro, rosso, verde…(Carmelina lo invita  al silenzio)

Fra.   Che questi due ragazzi si possano  sempre amarsi e rimanere in grazia di nostro Signore…Ti ringrazio Gesù per Angelo e Rita…

Rit.    Ti ringrazio Gesù per Angelo…

Ang.  Ti ringrazio Gesù per Rita…

Car.   Ti ringrazio Gesù per Natale…

Nat.   Ti ringrazio Gesù per Pasqu…(tutti lo guardano e non finisce la parola) ehm..ehm…per Carmelina…

Vit.   Ti ringrazio Gesù per (non vorrebbe dirlo ma tutti la guardano) per..Pe…pe…

         (Nat. le da un colpo alla schiena) per Peppe.

Pep.  E io che dico…(lo guardano) Grazie Gesù per…per… la bella compagnia (canticchiando e saltellando) ti benediciamo, ti lodiamo, Alliluii…alliluii!

SLu.  Grazie Gesù per averci fatto parlare.

Pep.  E senza Gesù come dovevo parlare io.

SLu.  Ora possiamo sederci, Gesù resta in mezzo a noi…

Pep.  Ma resta all’inpiedi!

Fra.   Adesso possiamo parlare di questo fidanzamento con gli usi della Sicilia.

SLu.  A me piace molto la Sicilia, forse mi trasferiscono qua, cosi con il sig. Natale dedichiamo una mezzoretta al giorno alla preghiera ed alla lettura della bibbia.

Nat.   (al pubblico) Consumato sono, speriamo che non si trasferiscono mai.

Pep.  S.Lucia, io quando ero piccolo facevo il chirichitto, un giorno ho sbagliato e al  posto del vino gli ho messo l’aceto ne calìce, in sacrestia mi ha tirato gli orecchi (ride) quante cose cretine che facevo allora.

Fra.   E lei signora Vita.

Vit.   Io non c’è bisogno che vado a messa…tanti che ccanosco ci vanno, si battono il petto e poi si comportano male con i vicini e parenti…(verso Carmelina)

Car.   Io vado ogni domenica, prego per quelli che non ci vanno, per quelli che sparlano, poi mi sento meglio, libera, leggera, rilassata…

Nat.   Ma perchè che c’è  il dottore là dentro?.

Ang.  E tu papà, io so che non vai mai, me l’ha detto Rita.

Nat.   Rita non aveva da farei! Io certe domeniche lavoro.

SLu.  Se verrò trasferita andremo insieme…

Nat.   (al pubblico) Male per me (A Franca in quel momento le cade la borsetta, Peppi gli e la prende)

Fra.   Grazie…grazie, com’è galante…

Pep.  Vita hai sentito, mi ha detto che sono elegante…questo è un pantalone di Lino, di Lino…        

Fra.   Ah! di Lino, un bel tessuto..

Pep.  No di lino...di mio cugino Lino, me l’ha prestato per fare bella figura.

Vit.   Senti fratello, cominciamo a parlare e veniamo al sodo se no questo mi fa fare le budella fradice.

Fra.   Non ho capito!

 

Nat.   Meglio che non capisce…calmati sorella.

Car.   Natale…non fare guastare la festa

SLu.  Forse ho capito io, la signora ha detto do sbrigarci senza tante ciance…

Pep.  Dobbiamo piangere!…

Rit.    (per sdrammatizzare) Mamma prendiamo i dolci.

Ang.  Aspetta, prima dovrei darti qualcosa…(esce un anello, Rita rimane incantata)

Car.   Dagli quello tuo pure a mamma. (esce l’anello…lentamente l’uno con l’altro se lo mettono, si abbracciano accompagnati da una bella canzone d’amore)

Nat.   (si impazientisce perché sono ancora abbracciati senza muoversi, poi si avvicina e li guarda da una parte e dall’altra per un paio di volte) E che! Sono morti abbracciati?!…(poi battono tuti le mani e si ricompongono)

Pep.  (nel frattempo Car. e Rita preparano i dolci) Signora Franca ma di Bologna a qui ci vuole assai.

Fra.   Parecchio…

Pep.  Hai sentitoi Vita, ci viole l’apparechio.

Vit.   Cretino che domande sono queste, io lo sapevo che con l’apparecchio ci viole di meno. 

Car.   Natale chiamiamo Mimma e a Pasquale, sono soli…(entrano)

Mim. Quà siamo…auguri…auguri…

Nat.   E dove erano messi! (Pas. si avvicina a Natale)

Pas.   Natale la manu sulla spalla sinistra…

Nat.   Veru me l’avevo scordato… (Carm. vicino al genero mentre gli fa gli auguri gli mette la mano sulla spalla destra, Natale se ne accorge e va subito a torglierla)

Nat.   Sogno contento per questi due ragazzi tanto cari, Angelo è un ragazzo che vale e che il nipotino si chiama Natale.  ( battono tutti le mani)

Ang.  Sei bravo papà a fare i brindisi. (Natale gli lascia la mano sulla spalla sinistra)

Nat.   (poi va verso la moglie) Carmelina non ci mettere  la mano sula spalla destra.

Pep.  Voglio fare un brindisi a mia moliei Vita!  Cara Vita tu resti quà e io parto per una gita…(ride, lo guardano e smette)

SLu.  (ai fidanzati) I vostri figli saranno belli… sono sicura che nasceranno due gemelli.

Nat.   (al pubblico) Meglio, cosi uno dei due si chiamerà sicuro Natale.

Mim. Speriamo tutto bene…tutto bene che Natale viene.

Nat.   (mano sulla spalla destra) Sono contento Angelo, mi sono commovuto.

Fra.   Signora Vita e lei che dice.

Vit.   Questa è la giusta via… faccio un brindisi a suor Lucia!… (tutti battono le mani e gridano brava e cominciano a mangiare i dolci)

Pep.  (spaventato) Vita posso mangiare uno solo. (Vita lo guarda male)

Nat.   Carmelina stavolta mia sorella si è comportata bene, la festa non l’ha guastata.

Car.   Ancora la festa non è finita.

Pas.   Voglio fare un brindisi: (alza il bicchiere) Questo è il secondo atto del fidanzamento ufficiale per la seconda figlia…nel terzo atto succederà un parapigghia!

Pep.  (batte le mani, lo guardano e smette)

Nat.   Pasquale questa non l’ho capita…

Pas.   Nel senzo che sarà una bella meraviglia…(Tutti esclamano: ah! ridono e ripetono auguri)

Rit.    (si avvicina alla suocera ed alla zia) Vi voglio bene…(tutti si abbracciano tranne Peppe e Vita)

Pep.  Vita tutti abbracciati sono…che facciamo.

Vut.  Non c’è bisogno broccolone.

Car.   Angelo (mettendogli la mano sulla spalla destra) Mi raccomando voletevi sempre bene (si commuove) mi dispiace che mia figlia Enza non è potuta venire.

Pas.   Natale tua moglie ha la mano sulla spalla sbagliata, corri…corri.

Nat.   Senti Angelo (non sapendo cosa dirgli) Auguri (gli va togliendo la mano, poi la porta in disparte) botta di sangue ti ho detto di non ci mettere la mano sulla spalla destra.

Car.   Ma perchè!

Nat.   Poi ti spiego…Auguri mangiate e bevete.

Mim. S. Lucia , sa io a messa ci vado ogni giorno.

Nat.   Per vedere le persone quando non si affaccia alla finestra!

SLu.  Speriamo che mi trasferiscono cosi facciamo i centri d’ascolto.

Pas.   Mia moglie tutto ascolta al centro a destra e a sinistra.

Rit.    Un attimo di silenzio…adesso il mio topolino vuole fare un piccolo brindisino.

Ang.  Adesso che vi siete abbuffati, fate parlare i fidanzati: Rita ed io per chiudere questo fidanzamento vogliamo fare (assieme) un ballo lento…(cominciano a ballare una bella e docle musica o canzone…mentre tuti ripetono auguri si va chiudendo il sipario)       F I N E  A T T O  II°

 

A T T O  III°

S C E N A  VII°

(Natale, Carmelina, S.Lucia)

(Dopo circa due anni)

Nat.   Carmelina ma com’ è possibile che con l’ecografia dopo due mesi non si vede, dopu quattro mesi manco…

Car.   I primi mesi è difficile che si vede il feto.

Nat.   Il feto? Veramente il feto si sente non si vede.

Car.   Il feto…è bambino.

Nat.   Ma si nasconde già d’ora? E’ furbu già dentro la pancia, però Carmelina io me lo sento che sono due gemelli.   

Car.   Già siamo pronti per diventare nonni, oggi doveva fare un’altra ecografia.

Nat.   Due gemelli è meglio, cosi uno dei due si chiamerà Natale se non lo vuole

 mettere a tutte e due, a la facciazza dell’altro genero.

Car.   L’ecografia l’aveva alle quattro e mezza poi le ho detto di telefonare.

Nat.   (guarda l’orologio) Vuole dire fra mezzora sappiamo tutte cose…mi sento tutto…manco io lo sò. (fa dei movimenti strani)

Car.   Abbiamo sposato a tutte e due, una sta a Milano, l’altra a Bologna, che dici Natale la facciamo un’altra vediamo se sta in Sicilia. (regione propria)

Nat.   Si, cosi se ne và a stare in America, i figli nostri sono destinati a stare lontano, infatti…

Car.   Ah! Mi ero scordato di dirti che ieri ha telefonato S. Lucia e mi ha detto che ci farà una sorpresa.

 

Nat.   Che ci manda qualche uovo di Pasqua? Basta che non la trasferiscono quà, quello che vuole fare fa…perchè poi comincia col rosario, con L’Avi Maria, io manco li so berne…menomale che è lontana. (in quel momento si sente cantare: Sia Lodato ogni momento il nostro Dio del Sacrameno) Ma chi è!..

Car.   Qusta voce mi pare di conoscerla. (Suor Lucia entra)

SLu.  Sorpresa!…

Nat.   (al pubblico) Consumato sogno.

SLu.  (si abbraccia con Carmelina) Ti trovo bene…(poi a Natale) Natale come và, ti vedo meglio..la preghiera fa stare meglio nel corpo e nello spirito…Sia Lodato Gesù Cristo…come si risponde?

Nat.   Questo lo sò…(allargando le braccia) e sempre sia Lodato.

SLu.  Bravo…sono stata trasferita.

Nat.   (al pubblico) Ora mi faccio trasferire io.

Car.   Si accomodi.

SLu.  Adesso no, perché devo andare all’astituto, mi sistemo e nel frattempo aspetto la telefonata dell’ecografia.

Car.   Pure noi.

SLu.  Bene, ci vediamo dopo..Natale, di quei dolci ne ha più? Erano buonissimi quelli del fidanzamento.

Nat.   Un poco ne sono rimasti ma sono un poco duri.

Car.   Li comprimao...li compriamo.

SLu.  Bene a dopo (prima di uscire) anche un babbaino in più prendetelo.

S C E N A  VIII°

( Natale, Carmelina, Peppe, Vita, Mimma, Pasquale)

Nat.   Io le davo quelli duri cosi le saltavanoi denti e non mi faceva pregare più. Ma chi l’ha portata a questa…Carmelina dov’è la Bibbìa.

Car.   Ma quale bibbìa, si chiama bibbia non bibbìa…là dentro è!

Nat.   Prendila e menomale che non ha fatto caso, dice che deve stare a portata di mano… Quando dico a mia sorella che aspettiamo la telefonata dell’ ecografia, non vorrei che lo sà dopo…(entrano Vita e Peppe)

Vit.   Quà sono (arrabbiata) le cose li sò sempre dagli altri.

Pep.  (prova a parlare ma Vita lo blocca)QQddfflflQ

Vit.   Zitto, non dire niente che già hai parlato troppo.

Nat.   Ma chi te l’ha detto sorella, solo noi sappiamo dell’ecografia, e ti stavo telefonando.

Vit.   La signora Mimma dice che eravate contenti, parlavate forte e lei ha sentito.

        

Car.   Peppe siediti..calmati Vita…(Peppi si stava sedendo ma Vita lo guarda male e si alza)

Vit.   A me mi dici calmati e a tuo cognato gli dici siediti, perchè non divevi al

           contrario.

Nat.   Calmati Peppe…Vita siediti…

Pep.  (accenna a fare l’arrabbiato) Le cose li veniamo a sapere sempre dagli altri…

Nat.Vit.      Zitto!..

Car.   Natale vado dieci minuti da mio padre.

Vit.   Esci, ti pare che non sò che non mi sopporti.

Car.   Sempre la stessa sei, il fidanzamento della prima figlia l’hai rovinato, per

 la seconda l’abbiamo salvato per forza.

Pep.  L’abbiamo salvato perchè c’era la sacerdotessa che pregava!

Vit.   Non ti preoccupare che nei fidanzamenti delle tua figlie non ci vengo più!

Nat.   (al pubblico) Certo erano due!..

Vit.   (a Natale) La monaca fu trasferita e io non sò niente, niente, fra mezzora l’ecografia e io non sapevo niente, niente, niente.

Pep.  (al pubblico) Quanti niente, ma non ci possono cadere i denti.

Nat.   La monaca è venuta ora.

Pep.  Ha dato la benedizione, menomale se no…

Vit.   (un colpo di borsa) Ti ho detto zitto.

Car.   Natale fra un poco vengo...(arrabbiata)

Vit.   (isterica) Ah! come ti fai comandare fratello, non mi stanco mai di ripetere che dentro una casa comanda il marito…(Peppe fa scena)

Nat.   Calmati.

Vit.   Che  ha detto papà prima di morire…che ha detto…(entrambi) Rispettativi sempre che siete un fratello e una sorella...

Nat.   (comosso) Mi sento sempre più tuo fratello sorella...

Vit.   (comossa) Mi sento sempre più tua sorella fratello…

Pep.  Mi sento sempre più cetriolo! (entra Mimma col marito)

Mim. E’ permesso, signora Vita si sente male, vuole un poco di bicarbonato! Natale ho visto tua moglie con una faccia…ma una faccia!

Pas.   Peppe ma che ha tua moglie!

Pep.  Niente, non ha niente, niente, niente, niente…

Mim. E’ tanta brava la signora Vita, Natale tua moglie forse l’ha fatta seccare? A mia comare Carmelina le devo dire, che ha una cognata d’oro, che non dici mai niente.

Nat.   Veramente niente lo dice e troppe volte. Mimma per favore, gia prediche ne sento molte, specialmente ora cona la sacerdotessa…

Mim. Signora Vita l’accompagno a casa e magari appena si riprende ci facciamo una chiacchierata.

Pas.   Io resto un poco con Natale.

Mim. Va beni, però non fare il cetriolo.

Pep.  Signora è meglio che fa un’altra cosa lui, perche  sono io il cetriolo!

Vit.   (mentre escono) Fatti rispettare fratello.

Pep.  Tu fatti rispettari Natale, perchè io mi sono fatto rovinare…(poi gli si avvicina) e ricordati che comanda il marito…dentro questa casa! (escono)

Nat.   Pasquale c’è di uscire pazzi…tu sei tranquillo, ha avuto una figlia, si è fidanzata, si è sposata e abita ad Agrigento, tuo nipote su chiama Pasquale…Io ho avuto due figlie, si sono sposati con dui continentali, una sta a Milano, una a Bologna e nipoti che si chiamano Natale ancora niente.

Pas.   Quetsa è la volta buona.

Nat.   Fra un po dovrei saperlo…senti Pasquale, ma che ci fa che mia moglie ogni tanto metteva la mano sulla spalla sbagliata.

Pas.   Quiesta non ci voleva, può capitare di tutto ed anche il contrario.

Nat.   Però io subito la toglievo e ci mettevo la mia mano sulla spalla giusta.

Pas.   In questo modo il cervello si scombussula, perchè a che maschio puo diventare femmina a che femmina puo diventare maschio...speriamo bene. (entra Carmelina)

Car.   Si sono calmate le acque…

Nat.   Sono ancora agitate.

Car.   Perchè…perchè.

Nat.   La mano che gli mettevi sulla spalla, glie la mettevi in quella sbagliata.

Car.   Ma io che sapevo!

Pas.   Caso mai gli mettiamo Carmelina. (entra Mimma)

Mim. Comare, levate l’occasione e fate pace, se la sta prendendo con suo marito, io mai l’avevo vista arrabbiata con suo marito…pensa gli sta facendo fare le faccende che fa sempre lei…Pasquale cammina che dobbiamo fare la spesa, comare se ci sono novità avvisatemi, fra venti minuti massimo sono a casa. (escono)

S C E N A  IX°

(Natale, Carmelina, S. Lucia, Peppi, Vita)

Car.   Tua sorella è sempre la stessa, ma proprio a me doveva capitari.

Nat.   E finiscila, anzi bene si è comportata comportau pu’ fidanzamentu…rispetto o

          primo!

Car.   Di tuo cognato Peppe non se ne puo prendere niente, l’ha fatto rencritiniri.

Nat.   Perchè era scaltro? Senti io per ora ho altri pensieri…ma come mai non telefona ancora…ti facevo segnale di non mettre la mano sulla spalla destra e tu non capivi.

Car.   Me lo potevi dire prima, se ero avvisata…

Nat.   Speriamo che non nasce una frittata! (si sente cantare una canzone di chiesa, preferibilmente “ Sia Lodato Gesù Cristo”) Mamma mia! D nuovo quà è. (si mette in posizione con la bibbia in mano facendo finta di leggere)

SLu.  Pace e bene…niente notizie ancora. Oh! Natale, la bibbia, quale passo stai

leggendo.

Nat.   (impacciato) Veramente non lo capisco questo, è che sono messo quà a leggere

 ma è difficile questo passo.

SLu.  Vediamo…ah! marito e moglie diventano una sola carne…certo il matrimonio è indissolubile, insomma una sola carne.

Nat.   Carmelina hai sentito, siamo una sola carne, menomale perchè ho più ossa.

SLu.  Hai visto con la preghiera si ottiene tutto, volevo essere trasferita ed eccomi qua…

Nat.   (al pubblico) Solo a me va tutto storto.

SLu.  Adesso mettete il telefono fuori posto e cominciamo a pregare per questo lieto evento!

Nat.   C’è il vento!

Car.   Dobbiamo dire il rosario!

Nat.   A quale rosariodeve direi, certe cose non si dicono a nessuno.

SLu.  Ripetete poi quello che dico io…massimo silenzio..Ti ringrazio Signore…

Nat.   Massimo silenzio ti ringrazio Signore.

SLu.  Tu che ci dai tutto quello che noi ti chiediamo, fai che tutto proceda secondo la tua volontà.

Nat.   La sua volontà? Ma lui vuole maschio o femmina…

SLu.  Silenzio e ripeti Natale…niente distrazione…

Nat.   Niente distrazione…

Car.   (al marito) Natale niente distrazione…

Nat.   E niente distrazione ho detto.

Car.   Ma che capisci, niente distrazione zitto e prega.

SLu.  Noi Signore ti lodiamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per questa vita che stai mettendo al mondo…alleluia!

Nat.   Ti raccomandiamo..maschio…maschio o maschi…

SLu.  Adesso un Ave Maria (Suor Lucia dice la prima parte)

Nat.   Adesso Maria prega per noi peccatori nella resurrezione (confuso)

Car.   Studia meglio perchè non la sai.

SLu.  Bene più tardi ritorno.

Nat.   Dobbiamo pregare di nuovo?

SLu.  Certo, ringraziamo il Signore per quello che ci dà… se non ci sono novità ritorno domani per la preghiera di mattina…Pace e bene (esce)

Nat.   Pure di mattina, consumato sono…Carmelina metti il telefonu a posto, speriamo che non hanno telefonato e che non hai combinato danno con la mano sbagliata.

Pep.  (entra esaurito) Cognato non ne posso più…

Car.   Dimmi.

Pep.  Ho litigato con mia moglie.

Nat.   E che novità?...le hai dato quattro bastonate?

Pep.  Si, lei li ha dato a me, ho il culetto tutto rosso, me li ha dati con la paletta…

Nat.   Per ora lasciami stare che ho altri pensieri.

Pep.  Cognato mi devi ascoltare, tua sorella da quanto si è sposata Enza che vuole un figlio.

Nat.   Fatelo.

Pep.  Ma non lo vuole con me quando siamo coricati.

Nat.   No quando siete coricati, lo vuole all’inpiedi?!

Pep.  (più esaurito) Lo vuole adattare.

Nat.   Cretino si dici adottore.

Car.   Adottore! Pure tu sei cretino…si dici adottare!

Pep.  Si, si adottare con gli occhi azzurri, biondo, e non troppo piccolo, magari di tredici quattordici anni.

Car.   E dove lo trova biondo con gli occhi azzurri…

Pep.  Mi ha detto in Africa ci sono, ma mi pari troppo lontano (comincia a ridere facendo dei movimenti strani da esaurito) e poi lo vuole a 13, 14 anni, non capisce niente, già siamo grandi, lei ha dieci anni più di me..

Car.   Hai ragione, siete grandi.

Pep.  Gli ho detto almeno prendiamolo di venticinqueanni.

Nat.   Peppe ma che vuoi ora da me, ti  ho detto che ho latrii pensieri (guarda l’orologio ed il telefono)

Car.   Cognato ci vuole pazienza nella vita!

Pep.  Ma io ce l’ho la pazienza nella vita e con Vita che no ne ho…è pazza più pazza di prima (si sente chiamare da fuori)

Vit.   Carmelina… (sempre da fuori)

Pep.  (spaventatisssimo con tic ect.) come ha capito che siamo quà.

Nat.   Come nel primo fidanzamento sta finendo.

Car.   Nascondiamolo.

Nat.   No! Stavolta affrontiamo!..Carmelina guarda se ha la paletta perchè già a me il culetto mi fa male.

Pep.  Si affrontiamo…sono un uomo…(si fa forza uscendo il petto in fuori)

Vit.   (entra) Quà sei…(facendo notare la paletta) è la seconda volta che esci senza permesso mentre guardo la telenovela…

Nat.   Peppe affrontala! Io però mi sposto…

Pep.  (di autorità) Vita…io non posso stare più..(Vita lo guarda alzando la paletta)

         Non posso stare piiù…più…senza figghi (spaventato) al più presto partiamo per L’Africa…(squilla il telefono) per adottate il figlio alto biondo e con gli

        Occhi azzurri.

Nat.   Silenzio…silenzio, loro… loro sono (gira attorno il tavolo ansioso) Vita abassa la paletta, poi lo sculacci…

Car.   (prende il telefono) Pronto, ciao a mamma, papà sono…mamma che dico, sono emozionata…

Nat.   Se lei è il papà, io chi sono la mamma!

Pep.  E noi chi siamo!

Nat.   Carmelina parlaci muta…

Car.   A mamma ora riposati, non ti affaticare… la pancia è troppo  grossa?

Nat.   (al pubblico) ancora non gli chiede quanti sono e cosa sono…

Car.   Gemelli!…Vero a mamma… (Natale comincia a gioire)

Nat.   Ma perchè non doveva essere vero.

Car.   Auguri a mamma, ci sentiamo dopo. (chiude) Gemelli!…gemelli!

Nat.   Gemelli!..

Car.   Gemelli!

Vit.   Gemelli!

Pep.  Non stò capendo niente…però lo faccio pure io…Gemelli…gemelli…

         (ancora continua poi Nat. lo blocca)

Nat.   Finalmente un nipotino Natalino.

Car.   Lo vedi caro marito quanto è grande il Signore.

Nat.   Ora imparo la bibbìa a memoria.

Vit.   (si avvicina al fratello commossa) Se ci fosse la buon’anima di papà fratello…se ci fosse  papà…

Car.   Se ci fossi mia madre…

Pep.  Se ci fosse mio nonno…

Vit.   Due gemelli, e uno si chiama Natale…

Nat.   Carmelina, che ti ha detto di questi maschietti come sono.

Car.   Ma veramente neppure ho domandato se erano maschi…

Vit.   Come non hai domandato.

Nat.   (deluso) Ma che ti ha detto di preciso pensaci. (l’ascoltano con attenzione)

Car.   Mamma io sono…mi ha detto che le è rimasta la pancia grossa.

Nat.   Questo saltalo non mi interessa.

Car.   Due belli gemelli sono…

Nat.   E tu…

Car.   Gemelli!…vero a mamma!…

Nat.   E tu…

Car.   E lei mi ha detto non mi fai gli auguri? E io auguri a mamma ci sentiamo dopo… e poi ho chiuso con questa mano, no con questa…

Nat.   Ma che mi interessa con quela mano hai chiuso…

Pep.  Io non mi ricordo quello che gli ha dtto ma vero cosi gli ha detto…

Vit.   Fratello quando le cose non li facciamo noi due!

Pep.  Per questo fai fare sempre le cose a me.

Nat.   Ma sono maschi, la manno sulla spalla sinistra, le preghiere, gemelli…sono maschi, brindamo…brindamo…

Car.   Avvisamu a suor Lucia (si sente cantare)

Nat.   Quà è sta arrivannu la cantante. (S. Lucia entra)

SLu.  Sia Lodato ogni momento...sia fatta la volontà di Dio.

Nat.   S.Lucia grazie, grazie per le preghiere.

Car.   Hanno telefonato… due gemelli.

SLu.  Lo so già, mio nipote mi ha chiamato all’Istituto…è contento lo stesso vero Natale.

Nat.   Certo, due gemelli, lo sapevo che non falliva stavolta… Carmelina prendi lo spumante. (Carm. và)

Pep.  Sora Lucia...suor Lucia diciamo il rosario?

Vit.   Zitto. (entra Carmelina con lo spumante)

Nat.   Brindiamo a questi nipotini, S. Lucia pure lei…(sta per mettere lo spumante nei bicchieri)

SLu.  Carmelina, ad una metteranno il nome di Lucia…mio nipote lo fa per me.

Pep.  Bello è Lucia ma si fa pure sacerdotessa poi?

Nat.   Ma…ma… pe…perchè è fimmina una.

SLu.  Si, perché non lo sapevate?

Nat.   Sta disgraziata non ha chiesto (riprende l’allegria) allora brindiamo all’altro nipotino…(poi al pubblico) menomali che sono due.

SLu.  L’altra la chiameranno Franca… per mia sorella.

Nat.   (stava bevendo) Mamma mia ho sentito bene con questi occhi? Sto vedendo bene con questi orecchie?..(completamente fuso)

Vit.   Bone hai capitoi….fratello tutti gli stessi ssono… tutti gli stessi.

Nat.   Due femmine sono…Dio mi sento male…Dio mio..Dio mio…

Pep.  Dobbiamo dire il rosario?

Car.   Calmati , casomai facciamo un’altro figlio.

Nat.   Un altro figlio! Cosi viene femmina (esaurito) si fidanza con un’altro continentale e restiamo frigati.

Vit.   L’hanno fatto apposta Natale…apposta. (S. Lucia in un angolo prega mentre c’è tutta quella confusione, Peppe se ne accorge   e si avvicina)

Pep.  Ci dobbiamo dire il rosario?

Nat.   Portatemi alll’ospedale... (entrano Mimma e Pasquale)

Pas.   La mano  sulla spalla sbagliata…

Nat.   Carmelina la colpa è tua.. tua.

Vit.   (istiga di più) Si fratello è sua, si è sua…

Pep.  Ah! Se ci fosse mio nonno!…

Nat.   Avevo due femmne e mi hanno fragato tutte e due…menomale che non c’e     la terza figlia cosi fidanzamenti ufficiali non c’e ne sono più...portatemi all’ospedale…oll’ospedale.

Pep.  (al pubblico) Mia moglie è convinta che in Africa ci sono i biondi, resterà delusa, non sa che i biondi sono in Cina (ride)

            (1998)                                                                            Fine terzo atto.

                                                              (elaborata dallo stesso autore  da Pietro e Rosanna Maurici)       

(per ogni rappresentazione è necessaria l’autorizzazione dell’autore e dell’elaboratore)                                                   

Tel autore (090/638009) Rappresentata con grande successo in varie zone della Sicila;  a Porto S. Giorgio

 (Ascoli   Piceno) dalla compagnia Le Cappellette (affiliata Fita) e dan un gruppo giovanile teatrale di Caltanissetta al

  Don Bosco. Rapresentata a Brescia con grande successo. In preparazione da altre compagnie.

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