Il fidanzamento ufficiale

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‘U Fidanzamentu Ufficiali

IL Fidanzamento Ufficiale

                              

commedia brillante in tre atti

(di  Calogero Maurici)

(e di Rosanna Maurici)

Personaggi

Enza                    (la fidanzata)

Carmelina           (la madre)

Natale                  (il padre)

Rita                      (la sorella)

Marco                 (il fidanzato di Enza)

Giovanni             (il padre di Marco)

Silvia                            (la madre di Marco)

Fedele                  (il fratello di Marco)

Mirko                    (il fratello minore)

Vita                     (la sorella di Natale)

Peppi                            (il marito di Vita)

  

(elaborata da  Rosanna Maurici)                                                                                               

                    (tel. autore 090/638009)

                                                                                                                          cell. 3393359882    

Titolo originale

U fidanzamentu Ufficiali

(Ovviamente ogni compagnia ouò ambientare la commedia in qualsiasi paese di ogni

regione)

Il fidanzamento ufficiale di un figlia, rappresenta per tutti i genitori un evento importantissimo, specialmente quando il padre ci tiene ad essere ancora all’antica.

         Nei piccoli paesi della Sicilia di venti, trenta anni fa ( forse ancora oggi) nei fidanzamenti

ufficiali succedeva spesso che non tutto filava come previsto; proprio quello che succede in

questa divertentissima commedia.

       Natale, padre di Enza, idraulico che con notevoli sacrifici cerca di mantenere la moglie e le due figlie discretamente…ma quando scopre che Enza la figlia maggiore è alle prese con un un fidanzamento, vuole sapere tutto di tutto del futuro genero, della famiglia, e subitissimo

essendo “uomo all’antica” dispone che si deve stabilire la data delfidanzamento ufficiale.

        L’aria farsesca ed il rispetto delle tradizioni della cultura popolare, sono gli elementi che

caratterizzano questa esilarante commedia.

        Ricca di divertenti situazioni ad intreccio, la commedia tiene attratto per circa due ore

lo spettatore di qualsiasi età, coinvolgendolo senza noia allo svolgersi della vicenda.

RAPPRESENTATA  già con la regia dello stesso autore il 19/01/1997 al teatro Laudamo di Messina; a maggio al teatro Stabile di S. Teresa di Riva; in diverse scuole ed istituti religiosi;

in diverse piazze fra cui: Arena di Barcellona Pozzo di Gotto, Capo D’Orlando, Spadafora,

Giardino Corallo di Messina, Bivona (AG) ottenendo grande successo di pubblico e di critica.

Rappresentata a Porto S. Giorgio (Ascoli Piceno) dalla compagnia “LE Cappellette”

      Rappresentata anche dal gruppo “I Guitti” con la regia  di Nino Saterno, portandola a

Burgio (AG) paese dell’autore, riscuotendo uno strepitoso successo e ricevendo fra l’altro

i complimenti sinceri del regista cinematografico Giuseppe Ferlito. Rappresentata A Brescia

dalla compagnia S. Rocco di Roberto Cairoli con grande successo.

La scena rappresenta: una porta d’ingresso e di uscita, una che accede alle camere, divano, tavolo,sedie, quadri, una foto grande con una cornice sull’antico della buon’anima del padre

di Natale, preferibilmente con un lumino ed una lucetta accesa sopra una mensolina.

A T T O  I°

                                               

                                              (S C EN A  I°)

                                    (Natale, Carmelina, Rita)

(Mentre si apre il sipario Carmelina, moglie di Natale, mentre spolvera o cuce ascolta “Si maritau Rosa Saridda e Pippinedda, a secobìndo della regione dove viene rappresentata”…dopo circa un minuto la musica va sfumando ed entra Natale)

Nat.     Ciao Carmelina…( in tuta e con la borsa dell’attrezzatura)

Car.    Comu mai cosi tardi…

Nat.     La macchina mi ha lasciato un’altra volta a piedi, ormai è troppo vecchia…

Car.    Basta cche abbiamo la salute Natale, quante persone hanno i soldi e non se li possono

            godere.

Nat.     E quante persone hanno la salutei, i soldi e si godono a vita!…Comunque, hai ragione

            Tu, a noi non ci interessa perchè possiamo dire che non ci manca niente.

Car.    Ringraziamo il Signore Mille volte…abbiamo cresciuto due figlie, una già ha

           diciassette anni e l’altra quattordici…(in quel momento dall’altra stanza si sente la

            radio con una musica di ballo moderno…è Rita la figlia minore, pazza per la musica

            rock e che veste sempre in modo stravagante).

Nat.     Meglio restare comu noi, all’antica, onesti, puliti…(la musica si sente gradualmente  

            sempre più forte, ma ogni tanto abbassa) Ma chi è là dentro Rita?

Car.    Secondo te chi è?…non sai che è fissata con questa musica?  Per ora è davanti allo

            specchio che balla…

Nat.     Tua figlia Enza dov’è!?  E’ da un paio di giorni che la vedo poco e niente…

Car.    Natale lo sai che fra quattro mesi compie diciottoanni…

Nat.     Allora che significa che non la devo vedere più? Appena fa vent’anni la scordiamo

            completamente…

 

Car.    Appena fa vent’anni podarsi che è sposata e con  figli.

Nat.     Mi sembri una maga…(la imita) Pdarsi che è sposata e con figli!...

Car.    Perchè non saresti contento? Basta trovare il ragazzo che la vuole bene…

Nat.     Che la vuole bene, che è lavoratore, che rispetta i suoceri…Carmelina noi siamo

            all’antica , queste cose moderne finiscono sempre male. (La musica si sente sempre più

            forte)

Nat.     (seccato) Ma insomma Rita, stai impazzendo? (esce Rita con la radio su una

            spalla accennanno al ballo e vestita stravagante possibilmente con l’ombelico di fuori)

            guarda che bella, metti più piano sta radio, altrimenti te la butto dalla  finestra…

            anzi spegni (Rita diminuisce il volume, ma Natale grida:) SPEGNI…!

Rit.      (spegne seccata) Quà dentro a me mi proibiti tutto, invece a mia sorella Enza le fate

             Fare tutto quello che vuole…mi sembra la Regina, la Baronessa, la Contessa…

Nat.     (arrabbiato) Carmelina falla finiri  perché qualche volta le dò due mazzate…

Rit.      (accenna al pianto, poi si avvicina alla madre per essere consolata) Me ne vado dalla

            signora Mimma (esce)

Nat.     Ma di chi ha preso! Quando la vedono cosi vestita  mentre balla sta musica (accenna

            al ballo in modo buffo) altro che famiglia all’a n t i c a…

Car.    Natale, che vuoi fare é  nello sviluppo!…

Nat.     Se svilupa in questo modo, meglio che gli e lo blocchiamo lo sviluppo…altrimenti

            abbiamo l’acqua dentro e il rubinetto fuori…

Nat.     Ma come mai Enza ancora non ritorna.

Car.    Per Enza non ti preoccupari, lo sai che  è sistimata e furba…

Nat.     Senti Carmelina, da tre giorni non vedo mia sorella Vita, le faccio una visita perché poi

            chi la sente…

Car.    Dille però di essere più tranquilla con suo maritou, tuo cognato Peppe  (Giuseppe) sta

            rincretinendo!…

           

Nat.     Tra moglie e marito non mettere il dito…

Car.    Tua sorella altro che dito metti con noi! Mette pure le mani e menomali  che abbiamo deci dita, perchè se ne avessimo venti, tutti e venti li mette…e fra qualche giorno metti pure le dita dei piedi…i ltigi nostri sono sempre per tua sorella Vita…

Nat.     (arrabbiato) Basta…lascia stari mia sorella non la nominare, più tardi vengo (esce)

S C E N A  II°

(Carmelina, Enza, Rita)

Car.    (rimasta sola) Appena nomino sua sorella Vita gli si arricciano i capelli …giusto

            giusto a me doveva capitare una cognata cosi? Ha un veleno quando parla…

            sempre incazzata…(in quel momento entra Enza, piena di gioia)

Enz.    Ciao mamma…(passeggia da una parte e dall’altra e Carmelina la guarda stupita)

Car.    Enza fermati un attimo, dimmi che hai…

Enz.    E’ ora che ti racconto tutto…

Car.    Che successo a mamma qualcosa di brutto?..

Enz.    Una bella notizia…(poi continua a passeggiare, poi si ferma e con profonda gioia:)

            È da un mese che conosco un ragazzo e oggi chiaro e tundo mi ha detto che mi vuole…

Car.    E chi è questo ragazzo! Tuo padre lo sai vuole sapere dalla A…alla  Z…

Enz.    Già in paese qualcuno  lo sà, mi hanno visto alla passeggiata…e certuni mi guardavano

            Con una cera  invidia!…

 

Car.    Mamma mia…ti hanno vista assieme alla passeggiata?! Se lo raccontano a tuo padre

           Quello dice Fidanzati ufficiali …e subitu.

Enz.    Per ora non gli diciamo niente, perché Marco si sente  insicuru a fare questo passo…

Car.    (con gioia) Marco!... ma chi è…di chi è figlio…

Enz.    Sunnu Milanesi, so padre però è nato  in Sicilia…e Marco e Mirko i suoi fratelli e sua

            Madre sono Milanesi…Milanesi, suo padre è parente del notaiu Barrile…

Car.    Del notaio Barrile!…Mi, persone ricche saranno sicuru…( con un’espressione positiva)

            Cerca di convincerlo non te lo fare scappare…ma come mai sono qua in paese.

Enz.    Vengono per le vacanze tutti gli anni, dice che l’annu scorso mi guardava sempre ma

            non ha avuto il coraggio di dirmelo!.. Stavolta si è deciso.

Car.    (sente dei rumori) Zitta, poi parlamu…sta arrivando tua sorella…(entra)

Mim.   Rituccia va riposati ora dai che sei stanca…

Rit.      Pe ora vi volete liberare della mia presenza? Dovete parlare di cose di adulti!...

Enz.    Ti ho comprato una cassetta di musica rock..

Rit.      (contenta) Dammela…

Enz.    Tu  lo fai arrabbiare più a  papà?

Rit.      No…dammela…(Enza le dà la cassetta) Me la vada a sentire (và).

 

Car.    Enza stai attenta, non ti fare pigliare in giru da questo ragazzo…

Enz.    Mamma chiamalo Marco…cosi comincii ad abituarti…vorresti vedere che fina sua

            madre…e suo fratello di dui anni più piccolo di lui, che furbacchione…

Car.    Ma come parlano Milanesi? (Ovviamente chi vuole puo ambientarlo in qualsiasi regione)

Enz.    Si, in italianu parlano, però capiscono tutto in siciliano.

Car.    Senti, fino a quando non lo conosci bene e non lo convinci al fidanzamento ufficiali,

            non diciamo niente a tuo padre, altrimenti manco il naso fuori ti fa mettere…tranne

            che non gli e lo dice qualcuno prima…ed allora sono i guai.

Enz.    Va bene mamma…va bene…

Car.    Enza io vado a fare un poco di spesa, perchè non abbiamo niente dentro. (esce)

S C E N A  III°

                                                (Enza,Rita)

(Enza rimasta sola accende la radio ed ascolta una bella canzone romantica, la Rondine di Mango dopo un po' esce Rita  che aveva sentito tutto spegne la radaio e comincia…)

Rit.      Com’è il fratello più piccolo!…

Enz.    Brava, ha sentito tutto?…

Rit.      Propriu tutto no…il resto me lo racconti tu…se vuoi stare tranquilla, raccontami tutto,

            com’è bello, biondo, castano, alto, il colore degli occhi e come si chiama…

 

Enz.    Peggiu di un carabiniere ssi! E’ bello, bello e si chiama Fedele…

Rit.      Di nome e di fatto?

Enz.    E’castano, educato, fine…

Rit.      Ma è più bello del tuo fidanzato?

Enz.    Ogni cosa che ti appartiene ti sembra più bella…

S C E N A  IV°

                                (Enza, Rita, Natale, Carmelina)

Enz.    A proposito Rita, ma papà dov’è…

Rit.      Dalla zia Vita, comu mai non ritorna ancora? (entra la madre con la borsa della spesa)

Car.    (ansiosa) Enza, menomale che tuo padre non è arrivato ancora…mi ero scordata di

            Dirti casomai ti chiede perchè sei arrivata tardi, digli che eri da Grazia.

 

Rit.      (mangiando patatine) Il papà poverino è l’ultima ruota della carrozza, sempre l’ultimo

            a sapere le cose…

Car.    Si, sempre l’ultimo…c’è  zia Vita che ad ogni cosa che sà, non vede l’ora di raccontare  e menomale che ancora non sa ninete di questo fidanzamento…(entra Natale)

Nat.     Ciao Enza, sei tornata? Ma dovi eri…

Enz.    Papà se uscito tu, e sono arrivata io.

Nat.     Si, ma dovi eri. (si siede)

Enz.    Da Grazia…(preferibilmente mentre aiuta la madre a piegare lenzuola)

Nat.     Grazia, sta ragazza da quando si è lasciata con quel ragazzo, mi sembra nell’aria,

             mah! quante volte l’ho vista alla passeggiata…che si baciava…quello si è divertito!

Enz.    Papà cose che capitano…

Car.    Oggi giorno…

Nat.     (si alza di scatto) Che vorrestidiri con … oggi giorno…noi all’a n t i c a  siamo…

            Nella mia casa non capita di sicuro, e quando sarà il tuo momento prima lo voglio

           Conoscere io…e poi subito FIDANZATI UFFICIALI!…

Rit.      Papà ma tu troppo sbrigativo sei!

Nat.     Guarda a questa, (adirato) vai a vestirti bene ( Rita và nella sua stanza col muso)

Car.    Mangiamo che preparo.

Nat.     No, mia sorella Vita  ha insistito e  mi ha fatto mangiare.

Enz.    Papà ti capita spesso però, e noi mangiamo sempre soli..

Car.    Poi dici che sono io, non sa che sei sposatoormai, lo fa apposta per portare scompiglio.

Nat.     Ma quale scompiglio, aveva invitati ed ha voluto anche me.

Car.    Va beni, togliamo l’occasioni, perché poi finisci che litighiamo sempre…

Enz.    E per chi? Sempre per la zia Vita…

Nat.     Finitilaa ora, e lasciate stare mia sorella…(si commuove) perchè ho sempre in mente la bon’anima di mio padre prima di morire mi ha detto: cercate di essere tutta una cosa, che siete…un fratello e una sorella…mangiati voi…

Car.    E chi ha fame!

Enz.    Vado da Rita, e le faccio ripassare la storia…(và)

Nat.     Iu vado un poco al circolo culturale, vado a farmi una briscola…(esce)

S C E N A  V°

                      (Carmelina, Rita, Vita con il marito Peppi)

Car.    Io non sò più come fare con questa cognata Vita…ha questo carattere cosi prepotente, vuole vincere sempre lei…prepotente! (in quel momento entra con il marito Peppi; uomo un po’ scemo, succube della moglie che al contrario ha un carattere forte e burbera)

Vit.      (tiene sempre un borsetta antica ed entra sempre come un capitano, preferibilmente

            battendo un piede, indicando al marito di prendere la sedia e sistemarla dove gli

            indica) Ciao Carmelina, ti ho sentito dire che è prepotente, di chi parlavi…

Car.    (impacciata) Di mia figlia Rita, sente sempre questa musica…Cognato Peppe, sei seccato?

Pep.    ( vestito con dei pantaloni larghi un po’corti, bradelle,coppola, un trasandato. Fà dei tic con le dita o qualche altra cosa a piacere)  No…

Vit.      E’ stanco, oggi mi ha aiutato a cucinare ed a lavari  i piatti.

Pep.    Solo oggi!…

Vit.      Zitto e non diri una parola in più.(Peppi si rannicchia)

Car.    Come mai questa visita a questo orario Vita!

Vit.      Per fare visita a mio fratello che c’è orario?

Car.    Ma io non volevo dire…

Vit.      (interrompendola) Dentro la casa di mio fratello posso venire quando mi pare…

Car.    (toglie l’occasione) Cognato Pè…ti faccio un cafè…

Pep.    (in modo buffo) Si cosi digerisco un poco…

Vit.      (sguardo forte) Peppe, l’hai preso  stamattina e lo sai che non ne puoi pigliare più

            di unu…

Car.    Gli prendo un cioccolatino…(sta andando)

Vit.      (stessa scena) fermati…con questo fegato ingrassato che ha…ha le trentaminesi alti…

Pep.    Queste sono le collere chi mi piglio…

Vit.      (alzandosi arrabbiata) Peppi, stai muto, quando dici più di una parola

            sbagli sempre…(si risiede)

Car.    Chiamo a tua nipote Rita…

Vit.      Lascia stare, lei mi ha sentita che sono quà, quindi educatamenti doveva veniri senza bisogno di chiamarla...

Car.    Però tu sei troppo esagerata…

Vit.      (si alza di scatto) Senti Carmelina, io sono venuta un pocu per stare con mio fratello,

             però stò capendo che vuoi  attaccare!…

           

Car.    (invitandola alla calma) Basta Vita, siedeti ora arriva NAtalei,  è andato al circolo…

Pep.    Un giorno di questii mangiamu qua...(contento)

Vit.      Mi ero calmata…però appena apri la bocca tu, mi fai veniri una cosa quà dentro

            (si tocca la pancia) che mi sale e mi scende…(ripetere più volte)

Pep.    (ridendo al pubblico) non trova posteggio…

Vit.      Peppi, ma non sai che prima di invitarti dobbiamo essere d’accordo? Prima me lo deve dire a me..! e poi mio fratello me  lo dice sempre: sorella, quando vuoi venire non hai bisognu d’invito…(si commuove) perché lui lo sà che ha detto la bon’anima di mio padre  prima             di morire:  rispettatevi… (in quel momento esce Rita con una camicia corta vedendosi l’ombelico)

Rit.     Sempre che siete un fratello e una sorella…(si mette vicino lo zio baciandolo)

Pep.    Ciao a nipotina…

Vit.      (imita il marito) Ciao a nipotina, la chiama dolce dolcei…non vedi che neppure mi ha salutato?

Car.    Rita qui ha ragione la zia Vita!

Vit.      Io ho sempre ragione…(subito dopo, Peppi col pollice tocca l’ombelico di Rita

            facendogli: tic…tic…tic…tic…ridendo sempre in modo buffo)

Rit.      Quantu me ne vado nella mia stanza…ciao zio…(mentre và, passa di dietro alla zia

            facendole qualche linguaccia)

Vit.      Carmelina vedi che sta crescendo un poco maleducata, le persone sparlano…a me mio fratello mi fa pena!

Car.    Non ti preoccupare che tuo fratello lo sà come educare  le sue figlie…

Vit.      Mio e fratello si…però tu…

Pep.    (si alza) Vita io ho sonno, sono troppo stanco…

Vit.      Tu sei troppo chiacchierone, sei stanco? Forza andiamo cosi ti fai il pisolino, tanto

            Tu cosa sulo di dormiri sei…mentre dormi mi sistemi tutto quello che hai stiratoi…

Pep.    E comu si fa?

Vit.      In Dormiveglia… Saluta e non dire ‘una parola in più…(Peppi saluta col gesto della mano ed escono)

S C E N A  VI°

(Carmelina, Enza, Rita, Natale)

Enz.    (esce dalla stanza) Mamma io apposta non sono entrata, ma chi razza di zia abbiamo sempre cosi  lo tratta allo zio Peppe…una mogliei che fa cosi con il marito! Meglio che non si sposava…

 

Car.    Infatti si è sposata a quarant’anni…perché ha trovato allo zio Peppe che è un pezzo di

            pane…tuo padre lo capisci…solo che  pensa a quello chi gli ha detto suo padrei prima di morire...rispettativi: (in quel momento esce Rita) 

Rit.      Sempre che siete un fratello e una sorella…(ridono)

Enz.    Lo zio mi ha fatto pena!

Car.    Sempre cosi è stata, chi vuoi è pure senza figli ed è un poco invidiousa…più tempo

            passa più stizzosa e isterica diventa.                       

Rit.       Troppo esagerataè diventata…

Car.    Basta Rita, che se viene papà e senti discussioni diventa peggio di sua sorella…

            pittosto la storia la sai?

Rit.      Si…

           

Car.    Ora vai e ti studi la geografia, e poi ti senti la radio (Rita và)

Enz.    Mamma vado da Grazia perché abbiamo le prove di canto.   

Car.    Non venire tardi, al posto di provare dieci, provatene tre o quattru canti. (esce)

            Le figlie crescono, sviluppano e quannu sviluppano sviluppano velocemente!

               (entra Natale)

 Nat.    Enza dov’è…

Car.    Ora ora è uscita è andata da  Grazia.

Nat.     Escei sempre un minuto prima che arrivo io…

Car.    Natale è venuta tua sorella e mi ha detto di andarci…

Nat.     Quando viene mia sorella e ti dici qualche cosa te lo devi ricurdare subito, no che prima mi fai entrare e poi me lo dici…

Nat.     Vado perchè se perdo tempo cchi la sente poi…(mentre esce) mi dici sempri fratello ricordati  (entra Rita)

Rit.      Che siete un fratello e una sorella…Ormai queste parole ce l’ho fissate quà (si tocca la  mente)

Car.    Di quante volte lo sente diri a tuo padre ! Rita vai a studiari ora, se no  stasera niente radio…

                                  S C E N A  VII° 

                           (Carmelina, Enza, Natale, Rita)

Car.    Qualche volta cambio casa…con questa mia cognata sono rovinata.

Rit.      Mamma ormai anche in capo al mondo ci trova! (entra Natale Furioso)

Nat.     Ma dicu io…perché vi dovete sempre litigare con moa sorella…

Car.    Per ora ti riempito la testa?…Io niente diccvo tutto lei diceva: a tuo cognato non gli fa

            dire manco pio; Rita è maleducata e falla vestire bene…

Nat.     Basta…basta…prima che…(entra Enza) Finalmente ti stò vedendo!

Car.    Padre Giuseppe c’èra?

Enz.    Certo che  c’era…

Nat.     Quanto vado a vedergli il rubinetto alla signora Teresa…(entra nella stanza a prendere

            la borsa degli arnesi, nel frattempo Enza gioisce, fanno scena di non far capire niente)

Nat.     (esce subito dopo) Più tardi ci vediamo (esce, e le donne contemporeanamente

si siedono ansiose )

Car.    Allora Enza come è finita? L’hai convinto?…

Enz.    Mamma ha intenzioni serie...(enza gioisce)

Car.    Vero a mamma? Allora il fidanzamento ufficiali  lo possiamo fare (Enza annuisce)

Enz.    Non puoi immaginare quanto è fine, educatu, bello…poi sua madre è una di classe, si

            vede che è continentale…e il fratello più piccolo, che bello, se ero più piccola, me

           prendevo lui…(in quel momento entra Rita)

 

Rit.      Posa l’osso…vedi che è già impegnato, ancora lui non mi conosce (atteggiandosi)

            ma mi conoscerà e di me si innamorerà…

Car.    Quanto menu te l’aspetti entra lei…

Rit.      Mamma appena sono più grande, voglio vedere se tutto questo prurito che avete con

            mia sorellao, c’ è l’avete anche con me!…

Enz.    Rita finiscila…mamma pittosto, decidiamo quando e come raccontarlo a papà…

            prima che lo sa da altri…

Car.    Ma quando viene a conoscere noi…

Enz.    Fra qualche giorno…

Car.    E i suoi genitori?

Rit.      E il fratello più piccolo? (Enza si confonde con quelle raffiche di domande)

Enz.    Piano…piano…

Car.    Faciamo tutto con la testa…Enza è da una settimana che  non vado dal nonno, vieni

            pure tu  con me e strada facendo parliamo…Rita tu vai a studiari,( Rita annuisce poi

            escono)

S C E N A  VIII°

(Rita, Natale, Vita, Peppi)

Rit.      (rimasta sola accende la radio e si mette a ballare, dopo un po’entra Natale)

Nat.     (la vede ballare e le fa il verso accennando al ballo in modo buffo, poi la chiama ma

            Rita non lo vede e non sente per l’alto volume) Rita… (da vicino) spegni questa radio…

Rit.      (Spaventata) Scusa papà, adesso l’avevo acceso, ho finito di studiare e ascoltavo un po’

             di  musica...

Nat.     Questa confusione è, no è  musica… Dov’è tua madrei e tua sorella…

Rit.      Da nonno…(in quel momento entrano Vita e Peppe)

Nat.     Come mai cara sorella a quest’ora qua!…Ci siamo lasciato poco fà…

Vit.      Lo sò …eh! Caro fratello, tempo mezzora possono succedere cose che manco te le

           immagini…(già sa di Enza)

Pep.    Ciao Rituccia…

Rit.      Ciao zio, vuoi sentire un poco di musica? (Peppe accenna al ballo…ma Vita lo blocca)

Vit.      Senti gioitta, o Ritccia come ti chiama to zio, vai a sentirla nella tua stanza che devo

            parlare con papà.i…(Rita se ne và) e quando dici tu caro fratello la fai vestire più

            decenti…

Nat.     Non ha preso niente di sua sorella…

Vit.      Lascia stare fratello, lei per una cosa e l’altra per un’altra cosa!...

Nat.     Ma che successo.

Pep.    Cognato Natale, sempre questo tono ha…

Vit.      (adirata) Ti ho fatto la predica prima di uscire, ti ha detto stai muto…

Nat.     Sorella calmati, sempre tuo maritu è!

Vit.      Natale, ti se permesso questa volta di dire cosi, ma non lo fare mai più…e menomale

            che no c’è tua moglie, altrimenti si saziava., si riempiva la pancia…a propositu dov’è?

Nat.     Da suo padre…

Vit.      Almeno ti ha preparato il mangiare? (controllando) Ti ha sistemato la biancheria?

Nat.     Ma che ne sò io…

Vit.      Che ne so iou…ma non sai che una moglie prima di ogni cosa deve pensare al marito?

            prima viene il marito, poi il padre la madre e tutte le altre cose…

Pep.    Io sempre lo dico…sempre…

Vit.      Che ti avevo detto di parlare?…muto…muto, altrimenti ti mando da tua madre…

Pep.    No…da mia madre no…no… (poi al pubblico) è peggio di lei…

Nat.     Senti a sorella ora hai finito di diri che il marito viene prima…

Vit.      (interrompendo) Lascia stare, lui è tuttu particolare…

Pep.    Tu invece sei precisa…

           

Vit.      Ma guarda che sta iniziando a rispondere…se parli ancora ti faccio mangiare un’altra

            Volta cavoli…e ti faccio cucunare…

Pep.    Da una settimana che mangio cavoli…stòu divintando cavolfiorei…(gli dà un colpo

            di borsa, dicendogli di starsi zitto)

Vit.      Caro fratello, ero venuta con l’intenzione di raccontarti certe cose, ma tu e questo mi faci   avete fatto seccare; se vuoi sapere, domani vieni a casa, a mezziorno preciso e non un     minuto più tardi. (poi al marito) Tu alzatii, che appena arriviamo a casa…

            saluta senza fiatari…(Peppe si tiene la pancia, il respiro per salutare ed escono)

S C E N A  IX°

(Natale, Rita, Enza, Carmelina)

Nat.     Mamma mia, mi fa esaurire…  (esce Rita dalla stanza)

Rit.      Papà stavolta più pena dell’altra volta mi ha fatto lo zio Peppe, lo tratta comu un

            fantoccio.

Nat.     Zitta (arrabbiato alza le mani) tua madre come mai non torna ancora! Ma

            sono curiuso di sapere cosa deve dirmi…era nera…(pausa) anche se

            lei è sempre nera…(la moglie era entrata da qualche attimo, aveva sentito)

Car.    Finalmente l’hai capito che non ci si può combattere, ma tu non mi dai mai ragione…

Nat.     Non sai che mi fa intenerire il cuore appena si ricorda di nostro padre che prima di

            morire ci ha chiamato e ci ha detto: rispettativi sempre…

Car.Rit.  Che siete un fratello e una sorella…

Nat.     Pure voi ve lo ricordate! (entra Enza) Ma tu, non eri con tua madre dal nonno Enza…

Enz.    Si, poi sono passata da Grazia pi andare in chiesa…(imbarazzata)

Rit.      A mumenti vengo (esce)

 

Enz.    Papà… (Carmelina incita a dirgli tutto)

Nat.     Che c’è…

Enz.    Ti devo parlare…

Nat.     Sono troppo stanco, si è fatto tardi, domani, però appena vengo da mia sorella Vita,

            dice che mi deve dire certe cose importantissime…

Enz.    (impaurita) No…prima che vai dalla zia vita ti devo parlare io…

Nat.     Che sei testarda figlia… ho premura devo andare a vedere il bidè alla signora Berta

            Sederino basso (prende la borsa degli arnesi mentre Carmelina forza

ancora la figlia a dirgli tutto ma invano)

Nat.     Più tardi vengo ( mentre esce Enza gli và dietro ma sempre invano)

Enz.    Mamma, ti devo parlare…la zia Vita mi ha vosto con Marco!…

Car.    Mamma mia, comu facciamo ora (si agita) và piglia a Rita e poi vediamo come fare.

            (Enza esce)            

                                                               S C E N A  X°

(Natale, Enza, Carmelina, Rita)

Car.    Mamma mia, le cose si mettono serie, mia figlia gli voleva parlare, dirgli tutto e lui

            sempre di corsa…     (entra Natale)

Nat.     Ho scurdato la guarnizione (entra nell’altra stanza e subito dopo entra Enza)

Enz.    Mamma Rita sta arrivando… (Fa cenno che c’è il padre, poi esce Natale)

Nat.     Carmelina se faccio tardi  significai che mangio da mia sorella…

Car.    Tanto per cambiare…

Enz.    Papà aspetta, ti devo parlare…

Nat.     Ti ho detto domani… (esce)

Car.    Ma come ti ha visto la zia…

Enz.    Come mi ha visto! Con gli occhi, come doveva vedermi…

Car.    Ora quella gli riempe dinchi a testa, a quando a quando volevamo dire…il bello che

              Non lo si può contraddire, perchè subito ci dice:rispettativi sempre…(entra Rita)

Rit.      Che siete un fratello e una sorella!..

Enz.    Speriamo che non fa la vipera la zia…

Car.    C’è bisogno di falla? Quella è nata vipera…il veleno non gli finisce mai!

Rit.      Perché non glo lo fate sapere alla signora Mimma…mi faceva certe domande! Ma io

            muta…

Car.    Rita vai nella tua stanza… (Rita và)

Enz.    Mamma ora la zia mi mangia comu uina tigre…

Car.    La tua coscienza è a posto non ti preoccupare…

Enz.    Ma lei manco mi dà tempo di parlare…(entrano Vita e Peppe)

S C E N A  XI°

(Vita, Peppi, Carmelina, Enza, Natale)

Vit.      Come mai ha dieci minuti di ritardo mio fratello…(poi a Peppe) Tu siediti e muto…

Car.    E’ uscito adesso, per venire da te, prima però doveva fare un lavoro alla signora

            Berta…non le si piò dire di no all signora Berta!…

Vit.      Perchè non le si può di nò…Lui aveva appuntamento con me, poteva andarci dopo…

            almeno si fa pagare?…

Car.    LA signora Berta ‘ci ha fatto troppi favori!

Vit.      Perchè mio fratello no? Chi le ha messo Berta sederino basso non ha

            sbagliato…Menumali che in certi cose lo dirigo io a mio fratello!..

Pep.    Abbiamo la dirigente!…

Vit.      Tu muto …cara cognata non ti scordare che se avete questa casetta devi ringraziare

            me, di quante volte dico a mio fratello: fatti pagare di tutti…    per ora sareste ancora a

            casa affittata….e tu da moglie queste cose non gli le dici mai.

Enz.    Zio ti offrou qualcosa? Un biscotto...un cafè…

Vit.      Lascia stare che non è ora né di cafè né di biscotti, quelli ce li mangiamo dopo…e tu

            sai quando!…

 

Pep.    Ieri sera appena ho finito di lavari i piatti ho mangiato quelli  chi mi avevi dato tu cognata…erano buonissimi

Vit.      Ti pigliasti di nascosto?

Pep.    Tu non mi vedevi, guardavi la telenovela…Cuore Selveggio…da quando vede questa telenovela il cuore le è diventato più selvaggio ancora…

Vit.      Zittuti botta di sange! Troppo spazio ti stai prendendo, appena apri  bocca butta mille

            parole…

           

Car.    Basta Vita, siediti…

Vit.      E tu dopu mezzora che sono quà mi dici siediti? Ma che ti pare che non sò che non vedi

             l’ora che me ne vado?

Enz.    Zia calmati un poco…

Vit.      Una calmata te  la devi dari tu, se fossi mia figlia ti farei stare con due  piedi dentro

            una scarpa …

Pep.    E a me perchè mi fai stare con due  mani dentro una guenta?

Car.    Senti Vita, (arrabbiata) intanto non è tua figlia ma è mia figlia, io ho tanti pensieri

            che tu non sai, e adesso mi hai fatto seccare, se  vuoi sederti siediti altrimenti là c’è la

             porta…

Vit.     (Incredula) Mamma mia…non ci posso credere…

Pep.    (contento) Credici…credici…(ride sempre in modo buffo)

Vit.      (come un’isterica) Mi sta buttando fuori, fuori dalla casa di mio fratello …ah! se ci

            fossi lui e sentiva queste cose!…

Pep.    (ride) Ci buttava prima fuori, siediti non facciamo ridire i vicini…

Vit.      Questa è a casa di mio fratello il mio sangue (battendosi il petto) e se hai coraggio lo

            Devi dire mentre c’è lui…

Pep.    (si alza come se volesse prendere la situazione nelle mani) Finitila…

Vit.      Muto tu…(si risiede impaurito, poi ricomincia)

Pep.    Quando lavo i piatti, li lavu con una guanta e certe volte senza guanti, per questo sono

           sempre raffreddato…(esce un fazzoletto)

           

Vit.      Ti deve cadere la lingua, alzati, e cammina, che a casa te  li do io i guanti i guanti…

 Pep.   Basta che me li dai… (entra Natale)

Nat.    Sorella che hai…che Hai!...  stavo venendo da te, ho fatto tutto di corsa…

Vit.      Io  invece me ne vado, e non mi diri pi che questa è anche casa mia…non ti fai

            rispettare caro fratello, no…(prima di uscire) ah! ti sei fatto pagare dalla signora

            Berta?

Nat.     NO, Era una cosa da niente…

Vit.      (toccandogli gli occhi) Apri gli occhi, che ancora sono chiusi…vieni a casa mia che ti

            racconto quattro cose (poi a Carmelina) e tu ricordati che il marito è lui… lui!

Pep.    E io chi sono!

Vit.      Tu sei cosa di tenere la candela…muto ed esci…

Pep.    La candela? Ma se mi dici sempre che abbiamo una lanterna…

Nat.     Aspetta Vita vengo con te, cosi guadagniamo tempo…

Car.    Logicamente mangi là vero?

Vit.      Si, mangia a casa mia…

Pep.    (mentre escono) E io apparecchio, lavo, stiru e ora tengo pure la candela! (escono)

S C E N A  XII°

(Carmelina, Rita, Enza, Marco, Fedele, Natale)

Car.    Mamma mia, sono esauritta, quanto chiacchiera…(entra Rita)

Rit.      Ma quanto è capitano, (la imita) Natale ti sei fatto pagare? Vedi che il maritu è lui.

Car.    Basta tu, ancora sei piccola perc certe cose…

Rit.      Io anche a trent’anni per voi sono sempre piccola, mia sorella Enza all’età mia era

            già matura…(in quel momento entra piena di gioia)

Enz.    Mamma è fatta…Marco viene dentro per conoscere voi…

Rit.      Pure suo fratello Fedele?

Enz.    Si, però sbrigliamoci  a mumenti arrivano.

Car.    Rita vai a sistemarti la tua stanza dai…(Rita và) Enza telefoniamo a papà gli diciamo

            Di venire subito…ora lui si trova impreparato con questo fatto, con questa storia…

           (entra Natale)

Nat.     (Arrabbiatissimo) Nonc’è bisogno di telefonare, perchè già sò la storia, la geografia,

            l’italianou  e il    mi la ne se…(Enza si mette dietro la madre)

Enz.    Papà io ho cercato di dirtelo…(girano attorno al tavolo)

Nat.     Zitta (pugno sul tavolo) Io sono il capo famiglia, e devo sapere subito, anzi subitissimo,

            anzi prima che nascono…invece li so per mia sorella Vita, e che cose mi ha detto!…

Car.    Tua sorella parla a vanvera!

Nat.     (imitandola) Tua sorella parla a vanvera! certi momenti mi pare che lei abbia torto,

            invece poi capisco che sempre ragione…( esce Rita con le patatine)

Rit.      Pure con zio Peppe ha ragione? Lo tratta come un servo…

Nat.     Ma da dove spunta questa(accenna alle mani) che vuoi ina mangiata di bastonate?

            (Rita scappa ed entra di nuovo nella sua stanza)

Enz.    Papà…Marco mi vuole…mi vuole…mi vuole…

Nat.     Mi vuole…mi vuolei…ora volamo tutti…sembriamo una famiglia di uccelli! Io lo

            vogliu conuscere e subito anzi subitissimo e dobbiamo decidire il fidanzamento  

            ufficiale…

 

Car.    Ora calmati che a momenti vengono…(Natale si và calmando, poi si siede)

Nat.     (mentre moglie e figlia impaurite vicine, ma lontano da lui) Ma che famiglia sono!

Enz.    (veloce si stacca dalla madre e si siede vicino al padre) papà, suo padre è sicilianu della

            provincia d’Agrigento di un paise vicino Sciacca; sua madre è nata a Milano; Fedele e

            Marco (quel Marco pronunciandolo in modo diverso e dolcemente) sono nati pure a

            Milano e sono parenti del notaio Barrile…

Nat.     Ma capiscono tutto in sicilanou? (attenersi alla regione) Altrimenti come ci capiamo…

Car.    Tutto capiscono…

Nat.     Tu già sei informatissima.

Enz.    Papà preparati…

Nat.     Che mi devo preparare…prima lo devo canoscere, e gli dico subito che siamo

            all’ a n t i c a… (bussano, entrano Marco e Fedele)

Mar.   Buongiorno ( accendo milanese, elegante, distinto e composto)

Enz.    Marco…(gli sia vvicina e lo prende per mano)

Car.    Prego entratei…entratei…

Nat.     Ma se sono già dentro, che gli dici entrate…accomodatevi…(poi a Fedele)

            tu sei il fratellino più piccolo?

 

Fed.    (sportivo, montato, atteggiamento diverso da Marco) Si sono prorio io, e lei è il padre

            di mia cognata…(guardandolo dal basso in alto) l’ho capito subito…e la sorellina più

             piccola dov’è?…

Car.    Ora viene…(contenta)

Nat.     Perchè che vuole con la sorellina pi piccola…

Enz.    Per conoscersi papà…

Nat.     Sti conoscenze velici sono pericolose…il siciliano lò capite vero?

Mar.   Comprendiamo tutto, mio padre ci ha insegnato tutto…Fedele di qualcosa in siciliano

            al sig. Natale…

Fed.    (esce un pettine dalla tasca di dietro,  un colpo ai capelli

             

Nat.     E ci batti!…(al pubblico)

Car.    Ma che spirituso questo ragazzo…

Mar.   Signora, anzi ancora non lo conosce bene…

Nat.     Meglio conoscerlo poco…

Enz.    Marco mio padre ti vuole dire alcune cose, comincia Papà…

Nat.     Allora…dunque…eh!.. ah!.. io…ecco…insomma prima di ogni cosa ti devo dire che

            noi siamo  all’ a n t i c a!…io ci tengo a certe cose, nella mia famiglia voglio affetto

            e rispetto…

Mar.   Certo, io so che siete una famiglia per bene, quando Enza verra a stare co me…

Nat.     Aspetta…aspetta non correre, hai detto quando: stu quando si devi decidere subitu,

           anzi  subitissimo, (in quel momento entra Rita, saluta Buon giorno e Fedele si alza di

           scatto)

Fed.    (le và incontro pian piano anche Rita fa cosi) Rita…

Rit.      Fedele… (mentre Natale li guarda stupito)

Fed.    L’ho capito che sei Rita!…(sono quasi vicini)

Rit.      Lho capito che sei Fedele!…(tendono le braccia e si toccano per la mani)

Nat.     (al centro, guarda ora lui ora lei, subito li stacca) Pare che siconoscono da una vita…           sedetevi e state tranquilli…(si siedono vicini sul divano e ogni tanto si guardano)

           

Nat.     Allora Marco, che intenzioni hai con mia figlia…

Car.    (seduta vicino Enza tenendola per mano) intezioni serissime…

Mar.   Verissimo…(Enza si commuove)

Nat.     Senti Marco…(Fedele e Rita sitengono per mano e fanno scena, Natale si accorge)

            che state facendo voi…ma che vi li volete portare tute e due in una volta?

Mir.     Menomale che non ne avete più figlie femmine (ridono tutti tranne Natale)

Nat.     Carmelina voglio stare un poco solo con Marco, vedete come ppotete fare…

Enz.    Andiamo dalla signora Mimma, tantu ormai lo sà…(escono, mentre Fedele sbuffa)

S C E N A  XIII°

(Natale, Marco, Enza, Fedele, Carmelina, Rita)

Nat.     (girandogli attorno lo squadra tutto) Finalmente soletti senza che nessunoci rompe le

            scatolette…vuoi bevere qualcosa? (prende qualcosa con due biccherini) quanti anni

            hai.

Mar.   (seduto) venticinque…

Nat.     Che lavoro fai…(come un vero interrogatorio)

Mar.   Mi sono diplomato geometra, lavoro nell’azienda che mio padre dirige…

Nat.     Vedi che chi entra a casa mia non esci più…

Mar.   Ma io voglio restare sempre con Enza..

Nat.     In questi giorni voglio conoscere  tua madre e a tuo padre…

Mar.   Certo è giusto…

Nat.     Entro un anno vi dovete maritare, dato che lavori…a me le cose lunghe mi danno

            fastidio, mi comincia il pruprito e poi mi devo grattare…

Mar.   Al più presto non si proccupi, cosi non si gratta…

Nat.     Il fidanzamento ufficiali quando lo facciamo?

Mar.   Penso che questo lo dovremmo decidere io e Enza…

Nat.     Tu, Enza ed io!…entro oggi…

Mar.   Abbiamo finito?

Nat.     Aspetta…dopo sposati dove abitate?

Mar.   Ma sicuramente nella mia città, qui non abbiamo né casa né lavoro…

Nat.     (Contrariato) Questo è vero, si durante la mia vita avessi risparmiato di più per ora

            Avrei un’altra casa e mia figlia poteva rimanere quà, dovevo ascoltare di più mia

            sorella Vita…ha sempre ragione…

Mar.   L’importante è volersi bene e stare bene…

Nat.     (lo prende sottobraccio e lo porta al centro del palco) Oggi e domani che ci sarà un

            nipotino, che nome ci metterete…

 

Mar.   Questo lo decideremo io e Enza…

Nat.     E magari io…

Mar.   Se proprio ci tiene, Natale è un bel nome…

Nat.     Magari vi calcolate  il tempo per farlo nascere nel periodo di Natale, cosi c’è la scusa…

            pero non dire queste cose ai ttuoi, perchè poi pensano che sono uno che ci tiene al nome

Fed.    (entra in quel momento con Mirko) Marco quella signora Mimma è di un cortiglio, mi

             ha fatto l’interrogatorio di secondo grado…

 

Nat.     Io a tuo fratello gli l’ho fatto di terzu e di quartu…(entra Enza con la madre)

Mir.     Gli e lo poteva fare di quinto e di sesto visto che si trovava!

Enz.    ( entra con la madre e si mette vicina a Marco, stretti) Allora papà che avete deciso…

Nat.     Intantu non vi stringete forti forti ancora (dividendoli) perchèi col fuoco si alza il

            calore, poi la paglia si accende subitu, certe volte manco i pompieri ci possono…

            è un ragazzo a posto abbiamo parlato di tante cose…

Fed.    Ci fici a testa quantu un palluni… (Gli ha fatto la testa quando un pallone)

Car.    Marco tuo fratello bene parla siciliano…

Fed.    Chi lo sa se un giorno sarò pure vostro genero…

Nat.     Non ti mettiri tanti cosi per la testa…

Fed.    Ma io sono Fedele di nome, ma in reltà, sugnu tosticeddu…solo a Pasqua sono Fedele!..

Nat.     E io sono Natale di nome…quando viene natale faccio l’onomastico e ti dico che tu a

           casa mia  non entrerai mai…

Fed.    Allora , decidiamo il da farsi perché mi sono stufato di stare in questo casolato…

Car.    Giusto decidiamo, almeno quando siete fidanzati ufficiali, cosi non puo parlare nessuno

           quando vi vedonu soli…        

Nat.     (di scatto) Quali solii…la compagnia ci vuole sempre!

Enz.    Papà non esagerare…

Fed.    Ed io dovrei farmi fidanzato con una siciliana?! con questa mentalità da medioevo?

Nat.     Questo mi fa fa divintare le budella fradicie…menomale che nosei genero…

Fed.    Menomale che non è mio suocero…(entra Rita)

Fed.    Rita, Tu non ti sposerai mai, cu sta testa chi avi to patri! (con questa tresta che ha tuo padre)

Mar.   Fedele basta…

Rit.      Fedele vieni, ti faccio vedere la mia stanza e i miei dischi…(vanno)

Nat.     Carmelina ogni tanto dacci un’occhiata…(Carm.va a chiudere la porta della stanza)

            Ma che fai, lasciala un pocu aperta…allora Marco stabiliamo giorno ed orario…

Mar.   Va bene per voi Lunedi alle sei…(annuiscono) Lunedi alle sei con i miei…

Enz.    (contenta bacia il padre) Lo vedi di quanto è seriu papà…(escono Rita e Fedele)

Mar.   Fedele,  andiamo adesso. (stanno per uscire)

Nat.     Senti Marco,  tuo fratello qualcosa in siciliano l’ha detto, a te non ti ho sentito diri

            niente, dilla qualcosa per favore…

Mar.   (con ironia) Mi facisti a testa quantu un palluni (Nat. Rimane sopito) Sto scherzando!

Nat.     Menumale, perchè gia mi eri caduto dal cuore…(Mentre escono, Enza gli và incontro)

Enz.    Marco ti voglio bene…(si salutano ed escono)

Car.    Saluti a casa… (contenti le tre donne gioiscono)

Nat.     Speriamo bene…Carmelina, quanto vado dalla signora Maria, che ha lo scaldabagno

            guasto…(  esce)

S C E N A  XIV°

(Carmelina, Enza, Natale, Rita)

Car.    E’ rimasto contento tuo padre, dici che tuo suocera ha l’aria del continente…

Enz.    Mamma, è una di classe, ognuno ha i suoi modi…

Car.    Rita...

Rit.      Ho capito, vado a ripassare la storia (va ed in quel momento entra Natale)

Nat.     Lo sanno tutti già, tutti gli auguri mi facevano…un bello matrimonio sarà, dicevano…

              Auguri…auguri… pure il prete lo sà.

Car.      E chi gli l’ha detto?

Mim.    Con tutte queste che stanno dietro le finestre in questo paese!  

Car.    Natale prepariamici che domani vengono….Dai Natali priparati…(ansiosa)

Nat.     Ma che mi devo preparare…

Car.    Come vengono i suoceri di tua figlia e non ti prepari? Mettiti la cravatta, fatti la

            barba…

Nat.     Oh!…oh!…calmati, vedi che domani vengono che mi devo coricare con la cravatta!?

            (si siede rilassato ed entra Rita) Finalmente un po’ di paci…

Rit.      Papà…(con una minigonna nelle mani)

Nat.     Ed è finita la pace! (senza accorgersi della minigonna)

Rit.      Me  la possso mettire la minigonna, per ora si usano…

Nat.     (si alza di scatto) A te ti mettu quattro colpa nella testa…

Rit.      (si ripara dietro la madre) Voglio fare buonaa figura con Fedele…

Nat.     A me Fedele non mi piace…

Car.    Però è birbante…(enta Enza)

Enz.    Tanti auguri da parte del prete…

Nat.     Del monaco no!…andiamo a riposare perchè domani abbiamo una giornata! (sipario)

A T T O  II°

S C E N A  XVI°

(Carmelina, Natale, Enza, Rita, Marco, Fedele)

                            (tutti euforici, con ansia, per l’attesa di Marco e dei genitori)

Nat.     (ad Enza che gira) Fermati un poco, sei tutta bollente…

Car.    Lasciala stare, a momenti ssono quà mettiti la cavatta…

Enz.    Mamma questo vestitu è bello vero? (elegantissima)

Nat.     La testa ce l’ha alla cravatta…Quanto vado a metterla…appena entrano glie lo dico

            subito: noi siamo  all’ a n t i c a…(entra nella stanza)

Rit.      Mamma pure il mio vestito è bello vero?

Car.    Tutti belli siamo…ma io sono buona? (annuiscono)

Rit.      Papà ma la zia Vita viene? (Natale esce aggiustandosi la cravatta)

Nat.     La zia in questei occasioni ci vuole come il pane…

Car.    Sono emozionata…

Enz.    A chi lo dici! Sono innamorata…

Rit.      Io sono fresca come una limonata…(Nat. li guarda stupito)

Enz.    Forse Marco viene qualche minuto prima.

Rit.      Pure Fedele? Lascia stare  Fedele che non è pane per te! Invece Marco è sincero, e poi

            mi ha fatto un promessa…

 

Car.    (intanto sistemava le ultime cose) Questo vaso lo mettiamo quà…

Enz.    No, lasciamolo dov’era…(lo prende e lo rimette a posto)

Car.    Mi pare brutto quà…(lo sposta di nuovo)

Enz.    Basta è quà… e  là…(lo rimette a posto)

Car.    La radio, guardiamo se c’è polvere…(Rita fa segnale a padre come a voler

            dire: esauriti)

Nat.     Cercate di finirla se no mi metto a fare voci…(bussano, si sistemano tutti, Natale

            Assume un atteggiamento da gentiluomo) Aspittati un attimo: sono messo bene cosi?

Enz.    Ccà sunnu, dai…(entra Marco elegantissimo con un mazzo di rose, saluta Enza, Rita,

e la suocera con un bacio mentre a Natale gli dà la mano)

Nat.     (al pubblico) A tutti ‘u bacio cci detti ammia a manu…Marco qui hai sbagliato!

Mar.   Ha ragione…scusi…scusi di cuore…(lo bacia)

Rit.      E Fedele dov’è?

Mar.   A momenti arriva.

Car.    Io e Enza andiamo alla pasticceria.

Nat.     Portatevi a Rita pure..

Nat.     Marco, ricordati della promessa che mi  ha fatto…

Mar.   Quale!

Nat.     Te lo sei scordato gia? (in quel momento entra Fedele si ferma vicino la porta)

Mar.   Non si preoccupi faro in modo che il nipotino nasca nel periodo di Natale

e lo chiameremo natale…(Fedele aveva sentito)

Fed. .  E se nasce femmina?…

Nat.     (girandosi di scatto) Ma questo è un uccello malagurio…

Fed.    Rita dov’è nella sua stanza…posso…(si dirige, maNatale lo blocca)

Nat.     Siedti bello, tu la testa sempre a entrare nell’altra stanza ce l’hai…

Mar.   E’ bella questa usanza che avete in Sicilia per il fidanzamento.

Fed.    Si, bella è…menomale che non sono il fidanzato, altrimenti mi facevo…(pausa)

Lo dico in siciliano? (Natale annuisce) se no mi facia i budedda fradici…

Nat.     (al pubblico) Sono sempre più convinto che per genero non lo voglio.

Fed.    Io ho una mia filosofia…fidanzati, maritati mai!…

Nat.     Ma quando vengono… ora vengono i tuoi Marco e i mei ancora devono venire.

Fed.    (si avvicina a Natale) Ma questo nodo chi gli e l’ha fatto?

Nat.     (contento) Io, è bello vero?…

Fed.    Sembra una melenzana moscia ..moscia…

Mar.   Fedele ora basta…

Fed.    Sig. Natale, mia madre nota tutto di tutto ed ha la risposta pronta ad ogni cosa.

Nat.     Quà ci vuole mia sorella Vita, speriamo che arrivi in tempo.(entrano Carm.Enz.Rit.

con qualche vassoio di dolci, si siedono tutti guardandosi)

Enz.    Marco…

Mar.   Enza…

Fed.    Rita…

Rit.      Fedele…

Nat.     Carmelina…

Car.    Che c’è…

Nat.     Niente, si chiamano tutti unu appresso all’altro e ti ho chiamato pure.

Car.    Rita questii dolci per ora mettili nella tua stanza.

Fed.    L’aiuto io a Rita a posarli nella sua…s t a n z a…

Nat.     LA testa al caciocavallo ce l’ha!…(un tipo di formaggio)

Car.    Dai oggi allegria!

Nat.     Allegria! Mi pare Mihe Bongiorno…

Fed.    Pippo Baudo è più fine…

Nat.     Lui deve metterei sempre la sua! Marco quando arrivano i tuoi, forse hanno

            Dimenticato?

Enz.    Non ti preoccupare papà… (si sente bussare)

S C E N A  XVII°

(Giovanni, Silvia, Carmelina, Natale, Fedele, Marco,Enza, Peppi,Vita,)

Gio.     (padre di Marco) E’ permesso…

Car.    Prego…prego…entratei…

Gio.     Grazie molto gentile (a braccetto con la moglie Silvia, donna di classe,

elegantissima, indossa un cappello, un abito lungo, guanti ect.)

Car.    Accomodatevi. (si accomodano)

Gio.     Enza, ti avevamo visto in fotografia, sei una bellissima ragazza…

Nat.     E’ la stessa della fotografia!

Siv.      E quest’altra ragazzina è la sorellina…

Fed.    Mamma cosa mia è…

Car.    Sa dire tutto cosi in siciliano questo…e lei capisce tutto?

Siv.      (atteggiandosi) Capisco tutto…mio marito mi ha insegnato tutto perfettamente.

Nat.     Meglio,  cosi non abbiamo difficoltà…(attimo di silenzio, tutti imbarazzati)

Car.    Mio marito come capo della famiglia ci manca la parola…

Nat.     E che sono un cane?

Car.    Eh! Sono emozionata, volevo dire che vuole prendere la parola, vuole fare un

            discorso..

Gio.     Prego faccia pure…

Nat.     (imbarazzato, non vuole alzarsi ma Enza e Carmelina lo spingono)

Dunque! eh…eh…noi siamo all’ a n t i c a… sogno contento per Marco

e mia figlia Enza…auguri…(si siede sudato)

  

Mar.   (esce la fedina e la dà ad Enza) Questo è per te…(Enza scoppia in lacrime)

Sil.       Il matrimonio probabilmente lo faremo a Milano.

Nat.     Ma non è meglio in Sicilia?

Car.    Lo stessu è! Natale, Milano è bella…

Gio.     Poi ci metteremo d’accordo.

Sil.       (autorevole) Meglio a Milano…lì, noi abbiamo quattro appartamenti, possiamo

ospitarvi benissimo…

Gio.     Sa, io sono nato a Sciacca in provincia di Agrigento…a me piace stare in Sicilia

però non più di un mese…noi a Milano abbiamo messo su un’azienda…

Sil.       Per le spese non vi preoccupate, caso mai affronteremo noi più della metà, noi…

Mar.   (la interrompe) Mamma non pensi che ancora è presto per parlare di dove

sposarci? 

Sil.       E quando ne vuoi parlare? Non sai di come si ragiona in Sicilia?

Fed.    (al pubblico) Faccio bene che non mi sposo.

Gio.     Sig. Natale, se si sposano in estate è più facile che voi salite su…

Nat.     (si alza, poi al pubblico) In estate? E se il nipotino nasce verso Pasqua, poi

ci mettono Pasquale?          

Car.    Ma non è meglio che decidono i fidanzati?

Sil.       Mio figlio in ogni occasione vuole sempre il mio parere.

Gio.     Gli stiamo facendo un progetto per una villetta in qel terreno che possediamo                         a Sciacca.

Nat.     Allora abiteranno a Sciacca dopo maritati, menomale…(contento)

Car.    Mamma mia ci sono quasi tre ore di strada…

Nat.     Anzi, sempre in Sicilia sono…

Sil.       Niente da fare…abiteranno a Milano!

Nat.     A Milano? Gia avete deciso?

Enz.    Non ti poccupare papà…poi parliamo di questo.

Gio.     D’altra parte in questo paese dove potrebbero abitare!

Sil.       Noi lì, abbiamo quattro appartamenti (mentre si toglie i guanti con classe)

il lavoro, amicizie, tutto e staranno magnificamente! Vero Enza?(Enz.annuisce)

Rit.      Papà prima di mangiare i dolci io e Fedele possimo sentirci un po’ di musica?

Car.    Si, entrate nell’altra stanza, tanto quà dentro siamo stretti…l’importante che non vi

            stringete voi. (vanno)

Gio.     Quanti metri quadrati è questa casa.

Nat.     Ma veramenti nun lu sacciu…

Sil.       Quante stanze avete…

Nat.     Ppoche e niente!

Sil.       Enza…Enza, adesso cambierai da cosi a cosi…(fa il gesto)

Nat.     Ha subito la risposta pronta, qua ci vuole mia sorella Vita, non vedo l’ora che arrivi.

Vit.      (entra assieme al marito proprio in quel momento) Mi hai chiamato fratello?     

Quando il sangue chiama, il sangue rispoude…(elegante, con cappello e borsa)

Enz.    (fa le presentazioni) Zii sedetevi…(Peppi è vestito con un papion, giacca

a quadri, pantaloni poco corti e un fiore che gli esce dall’occhiello della giacca)

Vit.      Allora fratello, possiamo cominciare a parlare di questo fidanzamento?…

Sil.       (con aria) E’ già da mezzora che ne parliamo.

Nat.     Sorella tu non arrivavi…

Vit.      Bravi…e bravo a mio fratello! Tu cominci senza di tua sorella? Bello rispetto chi mi

porti! Ti sei scordato che ha detto la buon’anima di papà prima di morire…

Gio.     Che vi ha detto!

Vit.      Ha detto precisamente…

Pep.    Rispettativi sempre che siete un fratello e una sorella…(ridendo in modo buffo)

Vit.      Ti fai canoscere pure quò Peppe…

Pep.    A te ti canosciano bene e tutti…(Vita lo prende per un braccio bruscamente)

Nat.     Finiamola ora dai….

Enz.    Zia poi ti raccontiamo tutto.

Vit.      Lo sò come mi raccontate le cose, a modo vostro…

Car.    (seccata) Natale vedi che è la festa di tua figlia.

Gio.     Signora Vita perché è cosi adirata…

Vit.      Io tirata non ci sono…

Sil.       Giovanni parla un po’ più facile…

Enz.    Zia me soggiru ti dissi  a d i r a t a   non tirata, significa arrabbiata.

Mar.   Un po’ di calma…zia Vita, coraggio che al più presto ci verrà a trovare a Milano…

 

Vit.      A Milano!? Ma avete intenzioni di stare là?

Sil.       Sicuro…sicurissimo.

Vit.      Già avete deciso tutto, (poi al fratello) e tu ti sei abbassatoi senza dire niente?

Sil.       Signora noi abbiamo tutto a Milano…

Pep.    E noi quà non abbiamo niente…

Gio.     Lei che lavoro svolge.

Pep.    Veramenti da quando mi sono maritavo faccio il casalingo.

Sil.       Lei deve essere proprio un brav’uomo…

Car.    Un pezzo di pane.

Vit.      Signora Milanese, puo’ fare a meno di fare certe battute, perchè lei e mia cognata

            prima di parlare vi dovete sciacquare la bocca con la candeggina…

Sil.       (alzandosi) Ma come si permette…(la scena si anima)

Pep.    Che malafigura, meglio cche restavo a casa a lavari i piatti. (Nat. calma Vita)

Car.    Natale ti ricordo che  è la festa di tua figlia…

                       

Enz.    La festa si sta rovinando. (Marco l’abbraccia)

Vit.      Ora non apro più bocca, e tu fratello non cercare consigli, tanto avete fatto tutto.

            Peppe tu appena ci sono i dolci, non approfittare, non ti pigliare quelli al cioccolato

            ca poi ti aumentano i trentaminesi…

Gio.     Signora non si chiamano trentaminesi…ma transaminasi…

Vit.      Lo so comu si chiamano, mma mio marito è tutto particolare. (nel frattempo Enza e

            la madre apparecchiano aprendo i vassoi cn i dolci)

Gio.     Ah! sono bellissi i dolci siciliani.

Vit.      Quà abbiamo tutte cose buone…

Sil.       Anche a Milano…

Pep.    Ma dici che non parlavi più?

Vit.      Appena arrivamo a casa ci facciamo i conti.        

Pep.    Io i conti mi li faccio sempre…settimila piatti ho lavato…Sig. Giovanni mi scusa,

            a Milano a torre di Pisa è storta per come la fanno vedere in televisione? (si piega)

Vit.      Ignorante, la torre di Pisa è a Bologna…(Enza e Carmelina passano con i doci)

Nat.     Piglia  cognato, mangia oggi è festa…

Vit.      Fammi vedere a me…questo nò, perché ha la panna…(lo prende lei)

Pep.    (Sta per prenderne un altro)

Vit.      Questo nò, perché è pieno di cioccolato…(lo prende lei)

Pep.    Non mi posso pigliare mai nientei…(si dispera sempre in modo buffo)

Gio.     Chiamamo Fedele e Rita…

Nat.     Oh! Non sento rumure…Carmelina chiamali corri…(Carm. Và)

Vit.      Pure soli li lasci…(escono in quel momento)

Fed.    Evviva i fidanzati! (stanno brindado tutti)

Gio.     Facciamo un brindisi come si usa in sicilia…(tutti annuiscono) E siccome stu spumanti

            è bello sano, brindisi faccio (a Vita) a stu capitano (tutti ridono)

Vit.      (arrabbiata si alza) A me capitano! Ma io vi mando tutti a quel paise…

Pep.    Quali paise… a Milano dobbiamo andare?!…

Sil.       Signora ma mio marito scherzava.

Vit.      Le cose scherzando si dicono, Peppe alzati questo sedere e andiamo subitu e zitto!

Nat.     Siditi sorella, stavano scherzando.

Vit.      Col tempo mi sai dire che famiglia avete capitato…(la invitano a restare, invano. Escono)

Nat.     (per sdrammatizzare) Gli inconvenienti capitano sempre, siccome siamo

            saziati…brindisi facemu a sti fidanzati … (battono tutti le mani)         

Gio.     Mi dispiace non pensavo che…

Car.    Non si proccopi, mia cognata cosi è, poi ci passa…

Rit.      Si poi…fra ventanni e ogni tanto se lo ricorda pure.

Fed.    Il migliore sono io…prima dicia ziti sempre maritati mai; ora non mi fazzu mancu zitu.

             (ovviamente nel proprio vernacolo)

Sil.       Sig. Natale ma non è modo di comportarsi…poverino quel suo marito…è una vittima!

Mar.   Enza non avrai mica il carattere di tua zia…

Enz.    Ma smettila…(Fedele si avvicina al fratello e con aria di sfotto’)

Fed.    Tu sei inguaiato ormai…

Nat.     Mi dispiace per mia sorellaVita, perchè mi ricordo sempre quello che ha detto mio

            padre  di morire…(tutti in coro) Rispettativi sempre che sitei un fratello e una sorella

            (sarebbe opportuno dillo sempre in vernacolo)

            (poi ridono e Natale rimane stupito) Mizzica pure voi di milanu  lo sapite?

Sil.       Me l’aveva raccontato Enza, poi al supermercato gli e lo sentito dire tre volte in due

            minuti a sua sorella ed anche qui l’ha detto una volta.

Nat.     Comunque io, della famiglia di mio genero sono contento, so che mantiene le promesse

            (lanciandogli dei sorrisini)

Fed.    Papà il sig. Natale vuole un nipotino col suo nome…

Sil.       Questo è da vedere…

Car.    (cambia discorso) Basta facciamo qualche altro brindisi.

Mar.   Papà (a Natale) prima voglio dirti che fra pochi mesi sono pronto a sposarmi, sei

            d’accordo? Ed abiteremo a Milano… 

Nat.     (breve pausa, poi si siede allarga le braccia  e risponde): Avete la mia benedizione!

Fed.    (al pubblico) E che pire prete? (in vernacolo)

Sil.       Fedele tu parli troppo in dialetto.

Gio.     Adesso ci vorrebbe un po di musica (preferibilmente  una fisarmonica)

Pas.     (cantando preferibilmente) Mi votu e mi rivotu ‘nni stu lettu…(Grazia fa gli auguri) 

             (una canzone tipica della propria regione)

Rit.      (mentre beve) Evviva i fidanzati, piano piano si và lontano…tanto è vero che se ne

            vanno a Milano…

Gio.     Questo è stato un bel brindisi…

Fed.    (verso Natale) Certo con un suocero di questa maniera, meglio farsi un po’di galera

Gio.     Se permettete vorrei fare un altro brindisi io.

Nat.     Prego…prego…

Gio.     (alla moglie) Lo dico in siciliano…

Sil.       Sono fatti tuoi…

Gio.     E siccomu non vidia l’ura di stu fidanzamentu ufficiali…brindisi fazzu o sig. Natali

Sil.       (si alza con classe, prende un bicchiere di spumante) E’ arrivata l’ora…  brindisi

            faccio a mia  nuora…

Nat.     L’ultimo, l’ultimo lo voglio fari io. Allora cominciamo: teneri teneri sono i bambini,

            quando a  Natale ci sono i primi nipotini, e siccome in questa casa ho ricevuto una

            promessa...  (verso la figlia) brindisi facciamo a questa Principessa…(battono tutti le

             mani, brindano) musica qualcosa di romantico, il sipario si và chiudendo lentamente,

mentre i fidanzati si abbracciano rimanendo al centro del palcoscenico) (Fine 2° atto)

                                                                             

A T T O  III°

S C E N A  XVIII°

(Natale, Carmelina, Rita, Peppe, Vita)

                                                                   (dopo circa un anno)

Nat.     Carmelina da quanto non si fa sentire  Enza…io in un anno che si sono sposati se

            Hanno telefonato sei sette volte sono assai.

Car.    (mentre fa le scarpe da notte al nipote) Ha Telefonato mentre tu eri dalla signora

             Berta.

Nat.     Telefona sempre quando non ci sono? Chi si pigliao di rimorso? E chi lo doveva dire,

            ci dissi: Marco, calcolativi il tempo e fatelo nascere nel periodo di Natali…oh!

            mancu fatto apposta è nato a Pasqua …a Pasqua…e gli hanno messo Pasquale!

 

Car.    L’importante che è nato bene e con una bella faccia…

Nat.     (prende la foto del nipote) Guarda…guarda, è tutto suo padre e sua madre, manco un

             Pilo pigliao di me, almeno mi somigliava un poco!

Car.    Non te la prendere, che poi appena comincia a capire non ti puo vedere…

Nat.     Appena comincia a capiri gli devo raccontare tuttto; e gli dico che suo padre mi ha preso in  giro…(in quel momento si sente la radio, Rita acolta musica) Carmelina falla finiri…

Car.    (gridando) Rita basta ora…(subito dopo chiude la radio ed entra in scena)

Rit.      Scusa papà…(vestita più seria)

Car.    Rita devi andare alle prove di canto?

Rit.      Si…

Car.    Non venire tardi.

Nat.     Non ti pigliari i vizi di tua sorella, perchè finisce male stavolta.

Rit.      Intanto dicevi sempre che lei aveva un carattere d’oro e io ero guastata di testa.

            papà tu da me saprai sempre la verità (abbracciandolo)

Nat.     Brava Rituccia…

Rit.      Ora vado (esce)

Nat.     Ho una cosa qua nello stomaco, non mi puo’ calare…e che era sincero…Marco di qua e Marco di là…si papà, a Natale…ma quale Natale e Natale….

Car.    Capiterà che quando si sposa Rita gli mette Natale…

Nat.     Poi si maritano a S. Stefano e ci mettono Stefano…

Car.    Basta, che se vine tua sorella comincia ad allungare il brodo…(entra Peppe affannato)

Pep.    Congati non ne posso più (arrabbiato, gesticola da esaurito cominciando a parlare

            velocissimo, a soggetto)

Car.    (mentre il cognato parla sempre veloce) Che c’è cognato Pè…

Nat.     Sediti, calmati (Peppi continua, Natale lo segue stupito per qualche attimo) 

            (poi al pubblico) Non parlava mai, ora è scoppiato tutto in una volta!

Pep.    (inizia a parlari lentamente, ma gesticolando sempre da esaurito) Non ci posso

            combattere più…non sò come devo fare… 

Car.    E più anni passano peggiu è!...

Pep.    Ma quali anni e anni, qua si tratta di giorni…mi dispiace Natale, ma tua sorella è

           pazza…

Nat.     Calmati, ma lo sa che sei quà?

Pep.    Ho detto che stavo andando dal dottore…

 

Car.    Ma come mai ti ha lascato solo!

Pep.    Forse non ha sentito, perchè era troppo presa dalla telenovela, Cuore selveggio…cuore  selvaggio, da quando si vede questa telenovela il suo cuore è più selvaggio  ancora…pensa, a un attore gli diceva: disgraziato…sei più disgraziato di mio marito;

            ad un altro: cretino, si cretino…solo mio marito ti supera; non ne posso più,

            e non pigliare caffè, non pigliare biscotti, il fegato, i trentaminesi…

Car.    (prende un po’ d’acqua) Calmati cognato…

Nat.     Ora vediamo come possiamo aggiustari questa situazione…(Peppe beve)

Pep.    Mi dici sempre che sono cosa di tenire la candela, la sera quando ci corichiamo

             Gli dico:Vita, o Vita girati verso di me facciamo tic-tic-tic, e rispunde: tic- tic- la

             sveglia  lo fà…poi si addormenda subito.

Car.    Calmati…calmati…

Pep.    Non ne posso più, sono esaurito, quando lavu i piatti mi dice: non ti pigliari i

            guanti, perché dobbiamo risparmiare…

Nat.     Calma ca ora sistimamo tutto.

Car.    Voglio vedere!.. come sistemi tutto, appena ti dici Natale (imitando Vita) ricordati

            Quello che ha detto papà prima di morire: rispettativi sempre…(entra Rita)

Rit.      Che siete un fratello e una sorella... ma sempre questo discurso c’è! (bussano)

Vit.      (da fuori) Carmelina…Carmelina… (Peppi spaventatissimo comincia a girare)

Car.    Mamma mia!…

Nat.     Madonna santa!..

Car.    Guarda te la stai facendo sotto…

Pep.    Lui se la sta facendo… io me la sono fatta già…

Rit.      Zio nasconditi dai, vieni con me…

Car.    Sbrigatevi…sbrigatevi…(Rita e Peppi entrano nell’altra stanza, poi Carmelina apre)

Vit.      Come mai avete aperto in ritardo? (Carmelina inventa qualcosa)

Vit.      Natale che hai  fratello..sei seccato conm me?!

Nat.     No, sono pensieroso…

Car.    Siediti Vita….(Vit. si siede)

Vit.      Tuo cognato peppe sta divintando piede lungo, è uscito senza che me ne sono accorta,

           sicuramente è andato al bar…

Car.    Speriamo che non prende troppi caffè…

Nat.     Sicuramente al bar sarà…

Vit.      Io mi preoccupo non solo per i caffè che prende, tanto più esaurito di com’è non puo’

            essere, ma di quanti caffè  paga a tutti quelli che entrano; per prendersi un caffè ci

            stà dieci minuti, pensa quante persine entrano in dici minuti, e lui ci pare male

            e paga…paga…

Nat.     (cambia discorso) Ma da tuo suocera ci sei andata?

Vit.      Non ti pigliare impicci che non ti intressano…ieri ha telefonato dicendo che suo figlio

             È da molto che non la chiama, non sa che quando uno si sposa si deve scordare tante

            Cose…menomale che ho messo il catenaccio al telefono!

Car.    Giusto è, quando uno si sposa deve pensare per la sua casa!

Vit.      Non mi è piaciuto il modo come l’hai detto! Natale, Enza si è fatta sentiri? Quante volte

             Ha telefonato in un anno di matrimonio…  

           

Car.    Quando telefona dice sempre, salutami (allargando le braccia) a zio Peppe a zio Peppe

            (chiudendo le braccia e sottotono) e alla zia Vita!

Vit.      Certo a zio Peppe te  lo dice due volte contenta, e alla zia Vita una volta e moscia…

Nat.     Telefona, ma oguno ha le sue spese…

Vit.      Te lo diceco io, non sono famiglia per noi, noi siamo all’antica …

Nat.     Quà hai ragione sorella…

Vit.      Io sempre ho ragione, c’è qualche volta che non ho ragione?

Nat.     Sempre…(breve pausa, poi Natale si avvicina a Vita imparazzato) Senti Vita

            non esseri troppo dura con…con… tuo…ma…ma…

Vit.      (interrompendolo) Sentiamo che vuoi dire, parla…parla…al posto di pensare i fatti mei,

            pensa a quelli tuoi, lo vedi come ti è finitanon prendendo i consigli di tua sorella?

Car.    Veramente i tuoi non sono consigli, sono comandamenti…

Vit.      Tu sei troppo chiacchierona…e bravou a mio fratello ti fai riempire la testa

            di tua moglie (subito si commuove) io sò solo una cosa, (esce un fazzoletto)

            che ti stai scordando quello che ha detto papà prima di morire…(anche Natale esce un

            fazzoletto) dimmi che ha detto papà…dimmi che ha detto…(entrambi piagnucolando)                                                                                         

Nat.     Rispettatevi sempre che siete un fratello e una sorella…basta sorella non fare cosi,

            andiamo ti accompagno io…(la sorregge ed escono)

Car.    Che fuoco di testa…Rita, cognato Peppe, potete uscire…(escono, Rita tiene lo zio,

            spaventato preferibile con i capelli alzati)

Pepp.  (si guarda attorno, ripetutamente verso la porta) Sicuro se ne andata?

Car.    Non ti preoccupare…

Pepp.  Cognata, scusami…(espressivo)

Car.    Di che cosa…

Pepp.  Ti ho detto che me l’avevo fatta di sotto…quando sono entrato in bagno a voglia di

            Diarrea che avevo ancora, due rotoli di cartagienica ho sciupato…

Car.    Non ti preoccupare…Ora laviamo …

Rit.      Io lo fare lavare alla zia Vita!

Pepp.  (di scatto) No…no, a zia Vita no…poi capisci che ero quà, conosce il mio odore…

           

Car.    Va bene accompagnalo Rita e di a tuo padre di venire subito…(escono, Peppi fa

            scena nel camminare)

Nat.    Sono qua…

S C E N A  XX°

(Carmelina, Natale, Rita)

Car.   La figlia della signora Mimma si  è fatta fidanzata con un bolognese…E’

            Bolognese…ma ha molti parenti quà…  

Nat.     Pure continentale, stiamo facendo i fidanzamenti ufficiali con i continentali.

            basta che Rita questo dispiacere non me lo dà oggi e domani…

Car.    E’ un ragazzo, educato, sensibile e di buona famiglia.

Nat.     Preciso come mio genero…

Car     Natale, ha promesso che ci mette il nome di suo marito …

Nat.     Pasquale?…

Car.   Si nasce a Pasqua…

Nat.    Se nasce a Natale ci mette Natalino...

Car.    Però dice che è troppo serio.

Nat.     E tu ammucchi! Povera illusa.  Lo sò io come si trattano i continentali… 

           

Car.    Natale pure nelle nostre zone succedono certe cose…

Nat.     Unu su mille, inveci là sopra hannu tutti una testa.

Car.    Io l’ho visto un paio di volte e mi è sembrato troppo quadratu!

Nat.     CArmelina, prima sono tutti quadrati, strada facendo diventano rettangolari…

Nat.     A proposito, Camelina vedi che fra poco viene mia sorella e mangia quà…

Car.    Qua? Sicuro?…

Nat.     Cosi mi ha detto, intanto vado a vedere lo scaldabagno della signora Carolina (prende

            la cassetta ed esce)

Car.    A momenti viene quella disgraziata e mangia quà... (entrano Peppe e Vita)

 

S C E N A  XXI°

(Vita, Peppi, Natale, Carmelina, Rita, )

Vit.      Carmelina qualcuno mi prende per cattiva.

Car.      Vero? E che sono!

Pep.    Assai sono…

Vit.      Io che sono la dolcezza infinita   (poi a Peppi)  dolce più dolce di un dolce…

Pep.    Io manco lo sò come sono fatti i dolci, non me ne fanno mangiare mai…

            (Vita lo guarda male)

Mim.   Ma chi è che  non vuoli…(stava per dire la moglie)

Pep.    (si riprende) Il dotture…il dotture.

Car.    Vita mi aiuti a preparare qualcosa?

Vit.      Mio fratello dov’è, prima mi dice di mangiare quà e poi non c’è.

Car.    Dalla signora Carolina per lo scaldabagno…(proprio in quel momento entra)

Nat.     Ciao Vita, ciao Peppe (posa la cassetta)

Pep.    Ciao cognato Natale.

Vit.      Ciao cognato Natale…per forza tre parole dovevidiri? Non potevi diri solo ciao…(alzandosi gli grida all’orecchio) sei chiacchierone!…

Nat.     Vita non gridari per favore.

Vit.      Ti  sei fatto pagare dalla sig.Carolina? (tono da comandante)

Nat.     Certo.

Vit.      Quanto ti ha dato.

Nat.     Dieci mila liri.

Vit.      Quanto tempo sei rimasto.

Nat.     Pochissimo…

Vit.      Ma era lavoro di quinnicimila lire e le hai cercato decimila lire o era di cinquantamila

            lire e hai cercato decimila lire lo stesso… 

Car.    Vita a sig. Carolina merita tante cose…

Vit.      Per te meritano tutti, questo poveretto di mio fratello se fosse per te dovrebbe lavorare

            gratis  (poi al fratello) certi momenti in questa casa tu mi sembri la moglie e lei

            il marito.

Pep.    Menomale che è in certi momenti, nella nostra casa invece tu sei sempre il marito…

Vit.      (arrabbiata) Zitto ( vuole picchiarlo ma Nat. e Carm. la bloccano)

Nat.     Calmati sorella

Car.    Facciamo ridere sempre i vicini.

Vit.      I vicini ridono per altre cosei…

Car.    Ti riferisci al fatto Enza…

Vit.      Percisamente…

Nat.     Avevi ragione sorella.

Vit.      (battendosi nel petto) Io ho sempre ragione.

Pep.    Cognata Carmeli, pigliami un poco…(Vita lo guarda, lui se ne accorge) un poco…

            d’acqua.

Car.    (va a prenderla) calma ora…

Vit.      Dagli la cannuccia, tanto lui bene sà ciucciare, venti mesi di latte materno ha preso,

            per questo è rimasto allattato…

Nat.     Vita, ti devo dire una cosa che ti farà ti farà contenta…

Vit.      Sentiamo.

Nat.     Enza che sembrava più sistimata, risultao strana; Rita che sembrava strana, sta

            risultando sistimata…poco fà mi ha detto: papà qualsiasi cosa mi capita non farò lo

            sbaglio di mia sorella, che le cose te le raccontava dopo tanto tempo…io mi ha detto ti

            li raccontoprima che cominciano.

Vit.      Ma dov’è per ora.

Car.    A studiare.

Pep.    Che brava Rituzza, pure Enza però è brava…

Vit.      Ciuccia tu…e muto. Quante volte te l’ho detto che non era famiglia per noi, per non

            parlare della madre (si siede dov’era seduta la sig. Silvia e la imita) noi abbiamo

            quattro case, palazzi, palazzetti, cavalli, cavalletti, quanta aria fratello…quanta aria,

            io l’ho capita subito che in quella casa comandava la mogliei, e quando dentro una casa

            comanda la moglie le cosi non vanno mai tanto bene…

Pep.    Hai ragione…ragioni moglie…(subito dopo entra Rita)

Rit.      Ciao a tutti…(bacia gli zii, Vita si rallegra)

Vit.      Natale mi pare che Rita si sta sistimando.

Nat.     Te l’ho detto…

Car.    Hai fami a mamma, ora mangiamo.

Rit.      (timidamente si mette poco lontano dal padre) Papà…

Nat.    Che c’è…

Rit.      Papà…

Nat.     Che c’è… (tutti guardano Rita)

Rit.      Papà…(spaventata)

Nat.     Fino a stasera mi chiama papà…

Rit.      Ti devo una cosa…

Car.    Parla belle mia…

Rit.      Io non voglio fare lo sbaglio di mia sorella Enza…(tutti contenti)

Vit.      Brava a mia nipote…

Pep.    Brava a mia nipote…

Rit.      Papà…ti devo dire una cosa importante.

Nat.     Parla…

Rit.      E’ importante…

Nat.     parla…

Rit.      E’ troppo importante…

Nat.     E ci batti! O parli o te la tiro con la pinza…

Vit.      Dai Rita…

Pep.    Dai Rita…

Vit.      E finiscila pappagallo (al marito)

Pep.    E finiscila pappagallo…

Vit.      Muto…(Peppi si rannicchia)

Rit.      Papà Enza te l’ha detto dopu tanto che era fidanzata…io, io invece te lo dico subito, c’è

            un ragazzo che mi vuole.

Nat.     (si alza di scatto) Fidanzati ufficiali e subito…(Rita si ripara accanto alla madre)

Car.    Calmati sentiamo…

Nat.     Pigliami un pocu di liquori…(Car. prende una bottiglia con un bicchiere e la posa sul tavolo, iniziando ogni tanto a versare e bere)

Vit.      Che c’è di calmare, lo dobbiamo canoscere subito…

Pep.    (al pubblico) Quanti cce ne sono che non canosciano a mia moglie! ((versa, e beve)

Rit.      Papà si ti calmi ti dico tutto…

Nat.     Va bene, mi calmo…(versa e beve, subito dopo anche Peppi) L’età già l’hai, e spero

            che Natalino mi nasca con te. (di nuovo versano e bevono)

Rit.      Non ti preoccupare per questo…

Nat.     Menomale che i ragazzi siciliani, del paise sono più rispettosi…(comincia a dare

            segni di ubriachezza, ed anche Peppe)

Vit.      Brava Rituccia meriti un bacio…(và a darglielo)

Pep.    Pure io te lo dò…(si dirige ma barcolla e và altrove facendo scena)

Car.    Pure io te lo dò, quattro, cinque, sei…

Vit.      Basta che poi il fidanzato la trova strapazzata…(si siedono tutti tranne Rita e Carm.)

Nat.     (facendo scena perché è quasi ubriaco) allora chi è questo ragazzo…

Vit.      Chissà quante volta l’abbiamo visto…

 

Rit.      Forse conoscete la madre. (si va stringendo alla madre)

Nat.     Come forse, in questo paise siamo quattro gatti…

Pep.    Gatti, sorci e cani…

Rit.      Papà mi vuole troppo bene…anche domani vuole venire…

Vit.      Ma insomma chie è questo ragazzo…

Rit.      Suo padre  non è siciliano.

Nat.     Fino a quando è suo padre, possiamo accettare…

Rit.      Pa… pà…papà…papà si chiama Angelo ed è Pi…

Pep.    Pittore……

Rit.      No, e Pi…

Vit.      Pitture?…

Rit.      No, è  Pi…e... mon…tese…(abbracciandosi alla madre)

            (tutti esclamano qualcosa movimentanto la scena)

Vit.      Che scarogna che ha questo mio fratelloooooo!…

Nat.     Mi sento male, Bolognesi, Milanesi, Piemontesi dentro casa mia non devono entrare

             pi, del paise te lo devi prendre…del paise… (Peppe balla sembrandogli una festa)

                                                                                                                                 (FINE)

 

                              (elaborata da Pietro Maurici  da Rosanna Mauricie dallo stesso autore)

(per ogni rappresentazione è necessaria l’autorizzazione dell’autore e dell’elaboratore)

 (codice della commedia per la Siae: 835988A)

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