Il gatto in cantina

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Il Gatto in cantina

Il Gatto in cantina

Commedia in tre atti di

Nando Vitali

Con musiche di Salvatore Allegra

Personaggi

Interpreti

n. tel. /cell.

Antonio

Padrone di casa

Daniele

Corradini

Carlotta

Sua moglie

Debora

Manetti

Grazia

Sua cugina

Rebecca

Cacioli

Giuditta

Madre di Grazia

Edj

Gherardini

Marianna

Cameriera

Giulia

Tanzini

Giovanni

Luogotenente amico di Antonio

Pietro

Martelli

Sandro

Suo Attendente

Mirko

Manetti

Procopio

Vicino di casa di Antonio

Angiolo

Giaccio

Angiolo

Servitore

Paolo

Valori

Pratolino

Maggio 1848

Regia di

Daniele

Masi

Aiuto regia

Paolo

Cacioli

Gianfranco

Regina

Direttrice scena

Antonella

Gagliardi

Suggeritrice

Concetta

Chimera

Scene

P.Giovanni

Calonaci

Massimiliano

Manetti

Raniero

Tinagli

Luci

Luca

Giannoni

Musica

Costumi

Acconciature

                    

                    


ATTO PRIMO

La scena rappresenta l’angolo di un giardino. Si vede a sinistra il fianco della villa al cui ingresso si accede per alcuni gradini. Un vialetto volge a destra, verso il cancello. Un cespuglio con la fontana nel mezzo della scena.

A sinistra una tavola ed alcuni sedili di pietra. Sopra la porta un lampione. È l’imbrunire di un dolce giorno di maggio, e la luce sparirà gradatamente fino a completa notte.

n. 1

Canzone di Carlotta

 

Carlotta

(uscendo a sipario calato)

 

I

 

C’era un gallo in un pollaio

 

Che viveva da signore:

 

Non voleva far l’amore

 

Perché duro aveva il cuor!

 

Una giovane gallina

 

Si struggeva poverina:

 

Ma un bel giorno l’incontrò

 

E così gli parlò:

 

“coccodè, li voglio anch’io

 

I pulcin che fan pio pio…

 

Vieni, o gallo, vieni a me,

 

Coccodè, Coccodè!”

 

Ma il buon gallo della Checca

 

Non la guarda né la becca;

 

Non vuol dir né no , né si,

 

E risponde: “chicchirichì!”

 

II

 

Una volta, intenerito,

 

Fece il gallo il primo passo,

 

E con essa andando a spasso,

 

Perse il capo e la sposò.

 

La gallina ormai felice,

 

Fece in men che non si dice

 

Un bel covo tutto pien

 

Di trent’ova per lo men!

 

“Cova, cova, amore mio,

 

Presto udremo far pio pio,

 

Cova cova accanto a me,

 

Coccodè, Coccodè””

 

Trenta furono i pulcini,

 

Trenta piccoli e carini,

 

E felice il gallo un dì,

 

Cantò forte : Chicchirichì!

 

(Si alza il sipario. Antonio suona la chitarra; Grazia, Giuditta e Procopio cantano.)

Tutti:

“coccodè, li voglio anch’io

I pulcin che fan pio pio…

Vieni, o gallo, vieni a me,

Coccodè, Coccodè!”

Carlotta

Ma il buon gallo della Checca

Non la guarda né la becca;

Non vuol dir né no , né si,

E risponde:

Tutti:

…….Chicchirichì !

Antonio

(Posa la chitarra che stava suonando e si slancia per ghermire Carlotta) Tesoro! che vocina che t’hai, Dio ti benedica… (Carlotta gli sfugge con piccoli gridi)  Vien qua…Tu mi scappi, eh?  Ma io ti ripiglio!  (e la segue scomparendo con lei dietro l’angolo della villa).

SCENA 2°

Grazia, Giuditta, Procopio.

Giuditta

(dopo un momento di silenzio):

Begli spettacoli ! Ma che si pòl vedere?

Grazia

L’è una cosa che fa rabbia, ecco !

Giuditta

Rabbia ?…. Ribrezzo !

Grazia

Io ‘un ci vivo più !

Procopio

Rabbia !…. Ribrezzo !…… ma vu’ siete buffe, sapete, donne !

Grazia

Perché gli è lui, inteso ? che fa lo stupido: gli è Antonio !

Procopio

Macchè stupido !: gli è marito, e gli ha diritto di fare con la su’ moglie quello che vole ! oh caspiterina !

Giuditta

No: questo gli è lo sbaglio. Ci son de’ principi da rispettare anche fra marito e moglie !

Procopio

Che princìpi e non princìpi ! e’ son giovani, e si voglion bene e fanno benissimo a…… volersi bene, toh !

Grazia

In giardino…. Sotto gli occhi di tutti, la ‘un vol dir così, lei ?

Procopio

Ma ‘i cchè !… Voialtre vu’ siete parenti, io son amico, dunque….

                      

Giuditta

Dunque la ‘unnè  una buona ragione per farci assistere, noi, lei, e la gente di servizio alle scenette più stucchevoli !

 

Procopio

La senta, sora Giuditta: Antonio e la Carlotta e’ son sposi da un mese, e , tanto noi che la gente di servizio, si sa benissimo che trenta giorni ‘un son dimolti…. E neanche trenta notti….

Grazia

Basta eh ? (si alza e va al fondo, guardando romanticamente lontano).

 

Giuditta

A noi ‘un c’interessa ! io so una cosa sola: che tanto io che la mi’ figliola, se siam qui, ci siamo per disgrazia.

 

Procopio

Perché ?

 

Giuditta

L’è tutta colpa de’ vostri liberali che gli hanno fatto scappare su’ Altezza !

 

Procopio

Sa, io di politica ‘un me ne n’intendo !

 

Giuditta

Ah, la ‘un se n’intende, eh ? Prima  e’  costringono i’ Granduca a giurar la Costituzione, poi te lo mettono in un monte d’impicci: gli hanno fatto far l’alleanza con qui’ capo scarico di Carlo Alberto. L’Italia una, la libertà!  Ha’ tu visto i’ cchè gli è successo a Novara ?

 

Procopio

Eh , l’ho visto…. E i’ sso’ Leopoldo: dattela a Gaeta ! eh, gli è coraggioso quell’omo !

 

Giuditta

E doveva succeder così ! Ma gli è ritornato perché ce l’hanno richiamato. E lui saprà fargli vedere a tutti, che gli è l’unico principe che sa governare…..

 

Procopio

Con l’aiuto dei tedeschi!…

 

Giuditta

Ma come ? Vu’ credete che sia cattivo fino a questo punto?

 

Procopio

Io ‘un credo nulla, speriamo…

 

Giuditta

La senta, sor Procopio, io gli dico una cosa sola: se i’ Granduca chiama e’ tedeschi, divento liberale anch’io

 

Procopio

Ma scusi: i’cche c’entra questi discorsi ?

 

Giuditta

E ‘ c’entrano, perché glielo dissi a’ i ‘mmi marito, quando partì per Gaeta a’ i’ seguito di’ Granduca: sola a Firenze ‘un ci rimango.

 

Procopio

Ma ora gli è tornato.

 

 

Giuditta

Si, ma i’ covo de’ liberali e’ c’è rimasto. E io a Firenze ‘un ci rimetto ‘piedi finchè c’è que’ mascalzoni !

 

Grazia

(che avrà sentito)  Ma via, mamma !

 

Giuditta

Che me li difendi anche te ? già voialtre ragazze v’andate in sullucchero co’ mazziniani e co’ poeti soldati ! Bella roba !

 

Grazia

(con voce di pianto) No, questo ‘un tu lo devi dire !

 

Giuditta

(a Procopio) L’è l’età delle poesie, quella ! gne ne leverei io !…

 

Procopio

La medicina la c’è: la gli ha dar marito….

 

Giuditta

Prender marito chi ? la mi’ figliola ?

 

Procopio

Eh, io no di certo !

 

Giuditta

Sor Procopio mi dispiace di diglielo: lei l’è matto, ma da legare !

 

Procopio

Ma la scusi, la ‘un’è una donna, la su’ figliola.. Brutta la ‘unn’è, dunque..

 

Giuditta

Lei l’ha avuto un’educazione troppo superiore per il matrimonio: la mi’ figliola la conosce di già la su’ strada….

 

Procopio

Che strada ?

 

Giuditta

In questi tempi c’è più bisogno di religiose che di spose. La si dedicherà a compiti più elevati, a migliorare…..

 

Procopio

( da sé )  Vai, ora si comincia !

 

Giuditta

….a migliorare questo poero mondo… ( a Grazia )  ‘Unn’è vero, Graziella ?… Vien qua… ‘Unn’è vero ?

 

Grazia

( con un sospiro )  Sì, mamma….

 

SCENA   3°

 

Angiolo, Marianna, Grazia, Giuditta, Procopio.

 

Angiolo

( tipo del vecchio servitore affezionato, entra da sinistra con un vassoio di tazzine, seguito dalla giovane e avvenente Marianna che porta la caffettiera )  Che si serve qui, signora ?

 

Giuditta

( duramente ) Dove volete.

 

Angiolo

(posa il vassoio, imitato da Marianna che posa la caffettiera)  Che devo avvisare i signori ?

 

Giuditta

I’cche ce n’importa a noi ? Fate come vi pare !

 

(Angiolo e Marianna rimangono mortificati)

 

Grazia

Insomma, i’cche vu’ fate cost’ impalati ? Vu’ potete andare !

 

Marianna

(uscendo con Angiolo, da sinistra)   Che strega !

 

Angiolo

Che arpia ! (escono)

 

SCENA 4°

 

Grazia, Giuditta, Procopio, Antonio, Carlotta.

 

Procopio

Dunque ?…

 

Giuditta

Come “dunque” ?

 

Procopio

Dicevo: se gli si presentasse una buona occasione, un bravo ragazzo, un bel giovanotto…

 

Giuditta

La scusi i’cche gli è un “bel giovanotto” ?

 

Procopio

Se vu’ un lo sapete voialtre donne !….

 

Giuditta

La senta, sor Procopio, l’ascolti bene: noi, nella famiglia nostra, ci s’ha la vocazione ni’ sangue. Tutte monache siamo finite.

 

Procopio

Fori che lei, però…

 

Giuditta

Quello gli è un altro par di maniche: se ogni tanto qualcuna la ‘un si sacrificasse a prender marito, come si farebbe….

 

Procopio

…a fabbricarne dell’altre, delle monache; la ‘un volea dir così ?

 

Grazia

Ma insomma, la volete smettere ? Dio mio !…

 

Giuditta

No: prima di tutto, tu’ padre e’ mi prese quasi a tradimento…          (viene interrotta da alcuni strilli di Carlotta che sembra correre dietro la villa. Dopo un momento entra, sfuggendo ad Antonio che la insegue, la raggiunge, la serra fra le braccia e la bacia ripetutamente)

 

Antonio

Ora tu ‘un mi scappi ! (contando i baci)  Uno…due…tre…quattro.

 

                               

Grazia

Ma insomma, i’cchè succede stasera ?!

 

Giuditta

L’è una vera indecenza !

 

Antonio

(si volta inebetito)  trecento… si, gliene devo dare trecento !

 

Carlotta

(piagnucolosa) No. Tu se’ cattivo, cattivo! guarda come tu m’hai arruffata!

 

Antonio

Siamo arrivati a quattro… (la riprende e fa per ricominciare)

 

Grazia

Basta, Basta, Basta,  !

 

Antonio

(con pazienza)  Grazia, Graziella, cugina mia, vedi….

 

Carlotta

(ad Antonio)   Chetati ! l’ha ragione lei ! Brutto  cattivo !  (a Procopio che ride)  E lei la ‘un rida perché proprio ‘un c’è ragione di ridere: vorrei veder lei, con tutto il su’ coraggio, fra le braccia di un omaccio come lui!.

 

Procopio

Io ? Se ‘unn avesse altri moccoli !…

 

Antonio

E va bene, vol dire che si smetterà, ma eh !… intesi Carlottina : e’ ce ne rimane 296  !!

 

Carlotta

294  !!

 

Antonio

296 !!

 

Carlotta

Tu me n’hai dati 6, dunque …..

 

Antonio

Te n’ho dati 4, ‘un facciamo confusioni !

 

Giuditta

(con gesti disperati) ma che si pol sentire ?

 

Procopio

(facendosi avanti ) Via, ‘un leticate : vediamo un po’, ditemi come l’è andata.

Carlotta

Dianzi, io e lui….

 

Antonio

Lascia parlar me. S’è giocato….

 

Procopio

V’avete giocato ?

 

Antonio

Sì, dianzi, in giardino: co’ sassolini, a pari e dispari.

 

Procopio

Ma come ? ‘Un capisco.

 

Antonio

Gli è tanto facile:  si mette i sassolini in una mano e poi si domanda:  pari o dispari ?  Se quello ‘unn indovina, deve dare tanti baci quanti sassolini c’è…..

                               

Procopio

E te, t’ha vinto trecento baci.

Antonio

No, gli ho persi : li devo dare a lei…

Carlotta

E io ‘un li voglio perché lui faceva le viste di perdere !

Antonio

No, No, : io ho perso per davvero, e voglio pagare ! (si getta verso Carlotta la quale gli sfugge e corre a rifugiarsi dietro a Giuditta con alcuni dei suoi strilli argentini)

Giuditta

Basta, o c’entro di mezzo io !

Antonio

(arrestandosi) Fermi tutti !!

Procopio

Via, fate un armistizio almeno per prendere il caffè: se no si diaccia….

Antonio

Ci sto, ma con l’onore delle armi. (a Carlotta) Ne rimangono 296. Va bene ?

Carlotta

Sì.

Antonio

Concesso l’armistizio. Mesci i’ caffè. (si siede e si asciuga la fronte)

Carlotta

(mesce il caffè, distribuisce le tazzine e porge la zuccheriera a Procopio)  Lei ?…

Procopio

Amarissimo.

Carlotta

(ad Antonio )  Tre palline, vero ?

Antonio

Sì dolcissimo. (approfitta della vicinanza per darle un altro bacio)

Carlotta

(gli sfugge) E te, Graziella ?

Grazia

No, niente caffè.

Giuditta

Nemmeno io. Piuttosto Grazia, andiamo a fare una passeggiata.

Grazia

Sì, mamma. Che vieni anche te Carlotta..

Antonio

Ma no… C’è l’umido….

Giuditta

‘Un mi tirar fuori l’umido, ora: tu ci s’è stato tutta la sera…nell’umido ! Andiamo Carlotta !

Carlotta

(con umiltà ad Antonio)  Posso andare ?

Antonio

(imperioso)  No !!

Carlotta

(a Grazia) Che hai sentito? E allora andiamo!    (prende a braccetto Grazia ed escono da sinistra. Prima di scomparire si volta e fa una boccaccia ad Antonio)

SCENA 5°

Antonio, Procopio, poi Angiolo

Antonio

(a Procopio che ride rumorosamente) Sì, la rida lei !

Procopio

Senti, veh, Tonino, e’ n’ho viste, nella mi’ vita: ma come mi diverto ora, ‘un mi son mai divertito !

Antonio

Già, ma ‘un mi diverto io! Sempre fra’ piedi, le sono! Ora co’ una scusa ora co’ un’altra… Prima per via che i’mi’ zio gli era a Gaeta; ora gli è tornato, l’hanno paura de’ liberali…la s’ha a rigirare intorno que’ musi, compresa la figliola !….

Procopio

Sì, va bene la Graziella l’è un po’ rustica, ma forse co’ i’ tempo…

Antonio

Ma lasciamo andare lei. Ma su’ madre!… la finisce per rovinarla quella disgraziata della mi’ cugina: glielo dico io !

Procopio

Eh, certo, la Graziella l’è stata educata un po’ troppo rigidamente: collegio e famiglia: la ‘unn ha mai avuto relazione con nessuno, specie  co’ giovani: e io credo che se la potesse sentire anche lei..

Antonio

…quello che vol dire avere a portata di mano…

Procopio

….una sposina giovane…

Antonio

….innamorata…..

Procopio

….belloccia…

Antonio

…che dice “pigliami, pigliami”!  Ma se le ‘un si levano di torno come si fa ? ‘Un gli posso nemmeno dire: “andate via”: c’è lo zio di mezzo …. Che ha capito sor Procopio ?

Procopio

Capisco, Capisco… T’aspetti ‘quattrini, eh ?

Antonio

Vede ?   Io quando presi moglie, e pensai come quello che si fa le su’ provviste, che riempie la cantina d’ogni ben di Dio :  

oh!  Ora son sicuro, tutte le volte che ho fame, scendo in cantina e piglio quello che voglio: formaggio, prosciutto, vin bono. 

Macchè,  appena crede di potersene servire,  cos’è cosa non è,  e’

                  

Antonio

c’è entrato ‘topi e gli hanno sbocconcellato ogni cosa: i’formaggio ‘un si pol mangiare perché gli è tutto rosicchiato, i’prosciutto gli è tutto buchi, a i’ vino gli è stato bevuto l’olio e gli ha preso di forte…

Procopio

E’ topi chi sarebbero ?

Antonio

La Graziella…

Procopio

E la sora Giuditta ?

Antonio

Su’ madre ? quella l’è un tarpone così !…

Angiolo

(entrando da sinistra)  Posso levare i’ vassoio ?

Antonio

Levate pure… (l’osserva)  I’cchè v’avete fatto, Angiolo ?

Angiolo

La stia zitto sor padrone: son disperato.

Antonio

Perché ? I’cchè v’è successo ?

Angiolo

A me nulla. A lei, sor padrone; ma la capirà sembra che noi ‘un ci si guardi…

Antonio

Ma insomma, parlate !

Angiolo

E’ c’è la cantina piena di topi !

Antonio

Come ?…

Angiolo

Sì, signore… la vedesse che spicinio ! tutto i’formaggio rosicchiato

Antonio

E’ prosciutti bucherellati…

Procopio

I’vino senz’olio…

Angiolo

(meravigliato)  O chi gliel’ha detto a lor signori ?

Antonio

(a Procopio) Glielo dicevo io ? (ad Angiolo)  E allora ?

Angiolo

E allora ?

Antonio

Come vu’ rimedieresti voi ?

Angiolo

I’cchè gli devo dire ?

Antonio

Eppure un rimedio ci vole, se ‘un si pol mandar via i’topi….

Angiolo

Io ci metterei un gatto. Sa, quello di’ giardiniere: gli è un bel soriano… feroce… gli ha una fame !…. (continua a pag. seguente)

                  

Angiolo

(ad Antonio che gli si avvicina fissandolo intensamente come volesse mangiarlo)       I’cchè la mi guarda, sor padrone ? La mi fa una paura !… (prende il vassoio e fugge da sinistra)            

Mamma mia…!

 

Antonio

(rimane voltato verso sinistra, poi, getta un bacio all’indirizzo di Angiolo)

 

Procopio

(gli si avvicina e lo scuote) ohe, dico, o Tonino, che mi diventi matto?

 

Antonio

Matto ? ma la ‘unn ha capito nulla lei ?

 

Procopio

Di’ cchè ?

 

Antonio

Di’ gatto ?…

 

Procopio

Io capisco che i’matrimonio t’ha dato alla testa ! te lo dicevo: Tonino, l’è troppo giovane per te !

 

Antonio

Allora lei la ‘un conosce le mi’ virtù strategiche.. qui ci vole un gatto, un bel giovanotto che mangi d’amore la Graziella !

 

Procopio

Te lo dicevo io, le mogli troppo giovani le fanno indebolire i’ cervello !

 

Antonio

Sicchè lei la ‘un crede che se la Graziella la s’innamorasse di qualcuno, su’ madre la ‘unn abbasserebbe la cresta ?

 

Procopio

Sì, ci credo, ma il difficile gli è che la Graziella la s’innamori di qualcuno…

 

Antonio

Ci vole un bel soriano, feroce….

 

Procopio

E con dimolta fame !

 

Antonio

Perché ?

 

Procopio

Ma l’è bruttina, sai ?

 

Antonio

No. La si tiene a brutta, ma se la si vestisse un po’ meglio, se la si tirasse meno ‘capelli, se la parlasse con meno ruggine…

 

Procopio

E allora ?

 

Antonio

Un manca che cercare i’gatto !

 

Angiolo

(che sarà entrato per prendere la caffettiera)  Gli è nella limonaia…

 

Antonio

Chi ?

 

Angiolo

O ‘un parlavano di’ gatto, lor signori ?

 

Antonio

T’ha’ ragione, andiamo a prenderlo, ma…piano, chè ‘un ci scappi. Siete pronti?

 

Procopio e Angiolo

Pronti !

 

CANZONE n.2. IN PUNTA DI PIEDI COSI’

 

Antonio

(misterioso)  In punta di piedi,

 

Tutti

…così.

 

Antonio

Bisogna avanzare…

 

Tutti

Di qui…

 

Antonio

Ma attenti a non fare rumor

La bestia potrebbe fuggir !

 

Tutti

In punta di piedi, così !

Ssss… Ssss… Ssss… Ssss…!

Guarda il gatto

Quatto quatto,

se s’ammosca

non ci casca,

se si tocca

non abbocca,

se ti vede

non ti cede !

molta astuzia,

molta arguzia,

molta tattica ci vuol !

 

(si ripete la prima parte, quindi balletto coreografico. Si vedono apparire qua e là alcuni gatti con gli occhi luminosi).

 

Tutti

Molta arguzia,

molta astuzia,

molta tattica ci vuol !

 

(escono da sinistra. Mentre l’orchestra ripete da sola, si ode il suono del campanello.  Marianna entra da sinistra, va ad aprire e torna seguita da Giovanni e Sandro)

 

Marianna

Se vogliono aspettare un momento, vado subito a cercare il padrone.

 

Giovanni

Brava: ditegli che non si scomodi. A noi basta un martello per ribadire un bullone alla carrozza, tanto per arrivare a Firenze.

 

Marianna

(con un inchino civettuolo)   Sissignore    (e fa per andarsene)

 

Sandro

Ragazzina…

 

Marianna

Comandi ?

 

Sandro

Come la si chiama lei ?

 

Marianna

Marianna, per servirlo.

 

Sandro

(le va vicino e le dice sul viso)  Bella figliola !…Occhio di sole !..Tesoro! (Marianna fugge da sinistra al fondo con un piccolo grido e una risatella)

Giovanni

Smettila, Sandro; se no, un giorno o l’altro ti schiaccio la testa !…

 

Sandro

La scusi sor luogotenente…

 

Giovanni

Prima di tutto  ‘un mi chiamar luogotenente. Chiamami sor Giovanni. ‘Un si sa mai, in questi momenti, se si fa bene o male….

 

Sandro

Va bene… oh, (accennando a sinistra) l’ha voglia di girare, in Lombardia belle a qui’ modo, ‘un se ne sogna ! come l’è appannatotta la toscana, vah!…

 

Giovanni

Eppure le ti piacevano anche quelle di lassù !

 

Sandro

O a lei ?.. Accidenti, a Milano l’ha fatto più strage lei delle cinque giornate ! e se ‘un veniva Novara, la m’ innamorava tutto il Lombardo Veneto !

 

Giovanni

Lo facevo per distrarmi. Tu ‘un lo sai che torno a Firenze proprio per una donna ?…

 

Sandro

Per una sola ?

 

Giovanni

‘Unn ischerzare, Sandro. L’è una cosa seria, invece. Ti ricordi di’ giorno che si partì ?

 

Sandro

Sì, e fu ni’ marzo dell’anno scorso…

 

Giovanni

Te ne ricordi ? S’era passati cantando sotto i’ Palazzo Pitti poi si voltò e s’entrò in via de’ Bardi. Alle finestre delle case c’era la gente che applaudiva e che ci buttava ‘fiori…

 

Sandro

Eh, me ne ricordo: e’ m’arrivò un mazzetto di mammole in un occhio, Dio bonino !…

 

Giovanni

Ma c’era una finestra, a pianterreno di qui’ palazzo a destra… (sospira) e da allora la m’è rimasta sempre qui….

 

Sandro

I’cchè  ? la finestra ?…

 

Giovanni

No,… quella fanciulla !….. Bella creatura !….                                                      Semplice figurati l’era vestita come una collegiale , ma

 

Giovanni

bionda, con du’ occhi… e’ dissi: se la mi butta un fiore quella, lo piglio, me lo metto qui sotto la giubba, e se moio sul campo lo bacerò pensando a lei !…

 

Sandro

Che glielo buttò ?

 

Giovanni

Macchè, la stava lì con gli occhi spalancati, co’ una pieghettina amara alla bocca….

 

Sandro

L’avea a essere una codina…

 

Giovanni

I’ cchè m’importa ? io so una cosa sola: che me ne sono innamorato in trafinefatta ! L’ho guardata come se la volessi mangiare.

 

Sandro

E lei ?

 

Giovanni

La diventò rossa, poi la fece le viste di ritirarsi dalla finestra. Ma quando si fu passati, mi voltai: la si spenzolava per vedermi ancora, io gli ho buttato un bacio, e lei la s’è asciugata gli occhi co’ i’ fazzoletto !… La vedo sempre: la potrei riconoscere tra mille !…. (guarda a sinistra )  oh, ecco qualcuno.

 

SCENA 7°

 

Antonio, Procopio, Giovanni e Sandro, poi Angiolo

 

Antonio

(entra da sinistra, seguito da Procopio e guardandosi una mano)  Figlio d’un …gatto ! M’ha graffiato tutto… Oh, ma ce l’ho messo, eh in cantina !

 

Procopio

Ohi, Ohi, che sfacchinata: la ‘unn è roba da vecchi, via !…

 

Giovanni

(facendo un passo verso i due)   Bonasera , signori !

 

Antonio

Oh !… l’abbia pazienza… la me l’ha detto la Marianna, che c’era du’ signori che mi volevan parlare… Ma sa, ci s’aveva in mano i’ gatto….

 

Giovanni

No, per carità, ‘un voglio scomodare nessuno. Avrei bisogno d’un martello per ribadire un bullone alla carrozza. Nello scendere da Pratolino ci siamo accorti che  ‘freni funzionan male, e allora, prima di tentare la Lastra, sa, l’è una brutta scesa… e s’ha paura… (e tace perché Antonio lo fissa stranamente)

 

Antonio

Ma la scusi … lei… Ma te, tu ‘un sei Nanni ? sì, Giovanni Martini ?

 

Giovanni

Guarda, oh!… Tu se’ Tonino, te !

 

 

Antonio

Sì, Tonino, i’ tu compagno degli Scolopi… Dieci anni fa…. Sì, ni’ trentanove… s’era du’ ragazzi… te ne ricordi?

 

Giovanni

Oh, caro Tonino ! (i due si abbracciano con effusione)

 

Antonio

(allontanandosi)  Fatti vedere…sempre lo stesso !….

 

Giovanni

Un po’ ingrassato, vero?

 

Antonio

E di dove tu vieni ?

 

Giovanni

Di lassù… di Lombardia.

 

Antonio

Volontario ?

 

Giovanni

Sì, a Novara mi son buscato una baionettata in un braccio….

 

Antonio

Ohe !

 

Giovanni

Ah, ma ora sto bene, co’ un mesetto d’ospedale me la son cavata. Il male gli è stato pe’ nostri !… che sfacelo!… eh, ma un siam domati. Tanto Radeschi la deve pagare ! Vittorio Emanuele, l’ho visto io gli è un tipo quello !… (e tace per la presenza di Procopio)

 

Antonio

No,no, tu pòi parlare… Anzi scusa se ‘un te l’ho presentato: gli è il sor Procopio Panerai… gli ha una villa vicina alla nostra, e la sera viene a farci visita. Gli è stato luogotenente in Russia con Napoleone, figurati…

 

Procopio

(tendendo la mano) Già, quando avevo vent’anni !… eh, a codesta età si vive d’illusioni !… Ma vu’ fate bene, anch’io se ‘un fossi vecchio, a quest’ora…

 

Antonio

(accennando a Sandro) O quello chi è i’tu cocchiere ?

 

Giovanni

Sì, cioè no. Gli è i’ mi’ attendente. Ma mi fa anche da cocchiere. Gli è Sandro, un bravo ragazzo. Se ‘un c’era lui, a quest’ora di me ‘un se ne parlava più. Quando gli ha visto che ero sopraffatto….

 

Sandro

(ridendo) Dio ! Che bidone gli ho tirato a qui’ mangiasego ! eh, lui, ‘un la racconta !….

 

Antonio

(a Giovanni) ma che vòi stare in piedi ? vieni mettiti a sedere… un momento… intanto Sandro va da i’ giardiniere e si fa dare i’ martello… andate, Sandro: laggiù vicino al cancello, ditegli che vi mando io. (Sandro esce da destra) Siedi, Nanni, e anche lei, sor Procopio… (si seggono tutti)

 

Giovanni

Grazie, Tonino.

 

Antonio

Vòi un po’ di caffè ?

 

Giovanni

No, grazie, mi dà a’ nervi, e invece ho bisogno di rimaner calmo.

 

Procopio

Eh, quando siamo giovani s’ha nervi sensibili, io ne potre’ bere una botte, la ‘un dubiti… Ormai ‘un mi scote più nulla…

 

Giovanni

Felice lei !…

 

Antonio

Perché ?

 

Giovanni

A volte invidio i vecchi… Più calma, meno grattacapi… con le donne, oggi….

 

Procopio

Bah, le donne !… gli si sta lontani !…

 

Giovanni

Già ! gli si sta lontani, e loro s’avvicinano… oggi la donna l’è più sfrontata dell’omo. O se l’è lei che aizza !…

 

Antonio

Sicchè te tu ti ci butti, via !…

 

Giovanni

‘un me ne parlare. Sembra un destino: mi chiamo Giovanni come Don Giovanni Tenorio. O che lo so, i’cchè ho ? L’unico rimedio sarebbe una donna che m’innamorasse davvero. Ma in genere le ‘un ti lasciano il tempo: le ti cascano subito fra le braccia, così: come foglie morte… E quando le son lì… e’ bisogna raccattalle. (mentre parla Antonio sgrana gli occhi e fa dei cenni a Procopio come se lo volesse graffiare)  Tutte uguali ! L’ultima a Bologna, pochi giorni fa… un tipo, tu l’avessi vista, dura, stecchita, arcigna !… Bella, veh !,  bellissima, ma una di quelle donne che ti sembrano fortezze inespugnabili. Mi misi di puntiglio e pensai: in quindici giorni l’è mia…. Prova a dire: tre giorni ! Dopo una settimana , se ‘un vengo via da Bologna…

 

Antonio

(che avrà seguitato a far cenni a Procopio il quale gli farà intendere di non capirlo, prima soffia al modo dei gatti, poi miagola)  Miaoooo !…

 

Giovanni

Oh ! … o che ti metti a miagolare?

 

Antonio

Ma che lo so io ? l’è tanta la gioia di rivederti…. (si alza, lo abbraccia e lo bacia)  Toh !…. amicone !….

 

Giovanni

Oh, ma che diventi pazzo ?

 

 

 

Antonio

(velocemente e piano a Procopio)  I’ gatto, i’ gatto, i’ gatto !  ( a Giovanni)  Senti , Nanni, tu sai come l’era grande la nostra amicizia !… dopo dieci anni, capisci… dopo dieci anni….

 

Giovanni

Ma io ‘un capisco…

 

Antonio

Ecco, senti, ti volevo dire che la sarebbe un’infamia che tu ripartissi stasera…

 

Giovanni

Ti ringrazio, ma mi pare che ‘un ci sia da allarmarsi tanto…

 

Antonio

No, sai, lì per lì, appena t’ho visto, ‘unn ho avuto né i’ tempo né l’accortezza di dirtelo: io ti voglio un po’ di tempo con me, qui , in casa mia… eh, Nanni, ci stai ?

 

Giovanni

Ma sì, caro Tonino. Verrò, ritornerò, ti farò una visita.

 

Antonio

(a Procopio ridendo) Una visita, come se bastasse una visita ! (a Giovanni)  ma nemmeno per sogno ! eh, caro mio, tu farai staccare i’ cavallo  e scendere i’ cocchiere. Qui c’è pane, camere, fieno e scuderia per tutti e tre ! (a Procopio)  La lo dica lei, sor Procopio… ‘Un ce l’ho, io, i’ fieno per tutti ?

 

Procopio

Eh, in quanto a fieno !…

 

Giovanni

Ma vedi, caro Tonino, io, veramente dovrei essere a Firenze domani… capisci ? m’aspettano…

 

Antonio

Gli aspetteranno. (chiamando a sinistra)  Angiolo !…

 

Giovanni

Ma tu ‘un capisci ? Gli amici, dopo che gli hanno saputo…

 

Antonio

I’ cchè gli hanno saputo ?

 

Giovanni

Che son stato ferito. E mi preparano una festa….

 

Antonio

Lasciali fare: la festa, gli amici o prima o poi te la fanno sempre ! (ad Angiolo che entra)  Ah, ecco, bravo Angiolo: questo signore gli è nostro ospite… sì, lui e il su’ cocchiere. Vu’ fate preparare la camera verde e un’altra camerina a i’ mezzanino. Dite a’ i’  giardiniere che pensi a trovare un po’ di posto  nella rimessa e nella scuderia. Avvisate anche la Marianna, e guardate di non sbagliare: ‘un mettete i’ cavallo nella camera verde e gli ospiti nella stalla, ‘nteso ?  (a Giovanni) e te ?, che hai da ripulirti un po’ ? Vai su con Angiolo….

 

Giovanni

Bah !… ormai son prigioniero !

 

 

Antonio

Sì, prigioniero ! ( ad Angiolo)  andate e mandatemi la Marianna.  (a Giovanni) Vai, vai, ora ti mando la valigia…..

 

Giovanni

Ma bisogna che avvisi a Firenze….

 

Antonio

Rinchiuditi in camera, c’è carta, penna e calamaio. Tu scrivi tutte le lettere che tu vòi e domattina i’ fattore le recapita. Ti s’aspetta a cena… fra un’oretta. Va bene ?

 

Giovanni

Va bene. A più tardi. (esce da sinistra seguito da Angiolo)

 

SCENA 8°

 

Antonio, Procopio e poi Marianna

 

Antonio

(appena usciti i due, va a sinistra e grida) là !… la!.. i’gatto gli è in cantina ! Caro topo, ora tu ‘un mi rovini più i’ formaggio ! quello me lo mangio io !

 

Procopio

Tu se’ peggio di Napoleone , te !…

 

Antonio

Ho fatto male a non fare la carriera militare, io ! che idea ! ma la ‘un ci pensa ?  O la fortuna, che mi manda fra’ piedi un vero Don Giovanni ?

 

Procopio

Ma che ci riuscirà a innamorare la Graziella ?

 

Antonio

O la ‘unn ha sentito ? quella di Bologna l’era dura, stecchita, arcigna…. Tre giorni… mettiamo che gli ce ne voglia quindici…

 

Procopio

Ma bada, dianzi la tu’ zia la m’ha detto che se i’ granduca e’ riesce a mettere a posto ‘liberali….

 

Antonio

La ‘un la conosce lei , la politica: poi saranno ‘ liberali a mettere a posto i’ granduca, e via di seguito… eh, sarebbe un be’ vivere, trovarsele fra’ piedi ogni momento. Dopo la lezione la ‘un ci tornerà più. ‘un c’è la peggio per i’ topo che l’aver sentito le zampe di’ gatto !….

 

Marianna

(entrando da sinistra)  Comandi sor padrone…..

 

Antonio

Ah, brava Marianna: andate da’ i’ giardiniere, ci dev’essere i’ cocchiere di qui’ signore. Ditegli che stacchi subito e che rimetta il cavallo nella scuderia. Il su’ padrone rimane qui.  Prendete le su’ valigie e aiutatelo. Facciamo per benino eh !

 

Marianna

La ‘un ci pensi nemmeno !.. (esce da sinistra)

 

Antonio

E ora bisogna avvisare le signore.

Andiamo, sor Procopio… la vedrà che ci si diverte.     (guardando al

 

fondo )   ah, eccole ! (va al fondo e chiama)  Venite, venite ! 

 

SCENA 9°

 

Antonio, Procopio, Grazia, Carlotta, Giuditta poi Angiolo, Marianna e Sandro

 

Carlotta

(entrando seguita da Grazia e Giuditta)  Cosa c’è di nuovo ?

 

Giuditta

Che sbraitone !  ti si sentiva di fondo alla viottola.

 

Antonio

Vi do una lieta novella: Giovanni Martini, un mi’ amico d’infanzia, gli è nostro ospite: gli è su, e fra poco ve lo fo conoscere. (a Grazia)  contenta Graziella, gli è un gran bel giovanotto !

 

Grazia

Come tu t’illudi, te ! ( e va a sedersi al proscenio, seguita da Carlotta con la quale parla piano).

 

Giuditta

Ma sarà una persona seria, eh ? ‘un sarà mica un liberale ?

 

Procopio

Macchè !.. gli è più codino lui …. De’ codini !

 

Antonio

E poi serio, tranquillo: un modello di giovane !

 

Procopio

O i’ cocchiere ?

 

Antonio

O lui, giusto  ! Che caro ragazzo !

 

Procopio

Ah, per quello la pòle star tranquilla: un seminarista !  (si odono da destra alcuni strilli, poi entra di corsa Marianna inseguita da Sandro)

 

Antonio

O questa ?  (i due rimangono mortificati).

 

Sandro

(dopo un po’ d’imbarazzo)  e’ si faceva….. a chiappino !

 

Giuditta

Eh, s’avrebbe a cominciar bene !

 

Antonio

(a Carlotta) Che me lo dici perché la Graziella l’è sempre così triste ?

 

Carlotta

Te lo dico io: “non c’è sabato senza sole, non c’è donna senza amore, non c’è vino che non fa aceto, non c’è cuor senza segreto !

 

Angiolo

(entra e si mette alla porta per accendere il lampione)

 

n. 3

FINALE PRIMO – RISPETTO (GRAZIA E CORO)

 

GRAZIA

 

Lo vidi e m’è bastato quel momento,

 

E m’è bastato solo – un solo suo sorriso

 

E da quel giorno è tutto il mio tormento,

 

E da quel giorno è tutto il Paradiso.

 

Cos’hai, la mamma dice, figlia mia ?…

 

Gli voglio bene, e non so chi sia;

Gli voglio bene, e piango e m’addoloro,

 

Ma quest’amore è tutto il mio tesoro

 

II

 

La notte mi s’è fatta dentro il cuore,

 

Nel cuor s’è fatto buio – e più non vedo il giorno;

ma il giorno tornerà se torna amore,

ma il buio fugge via col suo ritorno.

 

Cos’hai, la mamma dice, figlia mia ?…

 

Gli voglio bene, e non so chi sia;

Gli voglio bene, e piango e m’addoloro,

 

Ma quest’amore è tutto il mio tesoro

 

Angiolo

(che sarà entrato in precedenza avrà acceso il lampione sulla porta. Il gruppo viene illuminato da una luce viva)

 

 

FINE DEL PRIMO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTO SECONDO

 

n. 1

PRELUDIO

 

Il salone della villa, di un impero un po’ appannato da qualche rimodernatura. Nel fondo, una vasta vetrata che dà sulla terrazza e sulla campagna. Due porte a sinistra: quella del fondo è la comune, l’altra immette ai piani superiori. Altre due porte a destra: al fondo la camera dei forestieri, al proscenio la camera matrimoniale. Il mobilio è dell’ottocento, e si compone di una consolle con specchio, fra le porte di sinistra, di una “conversazione”, e di un pianoforte a tavolino a destra, al proscenio, con la tastiera volta verso il fondo. In un angolo un tavolinetto con calamaio. Alle pareti cornici nere ovali, sulla “consolle” due campane coi fiori finti, qualche ninnolo e un lume a olio colla ventola di seta verde. Sul pianoforte due candelieri.  È notte: il lume e le candele sono accesi. Grazia siede al piano e canta accompagnandosi le prime parole del rispetto: è vicino a lei Carlotta che ascolta.

 

SCENA 1°

 

Grazia e Carlotta

 

Grazia

Lo vidi e m’è bastato quel momento,

 

E m’è bastato solo – un solo suo sorriso   (piange)

 

Carlotta

Grazia, ma i’cchè tu hai ?… Ma tu piangi, te !… (le va vicina)  Dio mio…

 

Grazia

(quasi in malo modo)  Nulla !… ‘Un lo so. A volte mi sento una malinconia…  ‘un ci badare Carlotta. Sarà forse qui’ libro che tu m’hai dato a leggere… quello del giovane Werter… (sospira).

 

Carlotta

No, i romanzi ‘un fanno sospirare. Ci si commove, ‘un dico di no… Ma in fondo si pensa che ‘un son fatti nostri e ci si consola subito…. Piuttosto, dimmi, Grazia, te tu devi avere un segreto…

 

Grazia

Ce l’ho col tu’ marito !

 

Carlotta

Con Antonio ? e perché ?

 

Grazia

Perché… o che si dice così, a una povera ragazza: “sai tu devi esser contenta perché gli è un gran bel giovanotto”!

 

Carlotta

Ma scusa: che male c’è ?

 

Grazia

E poi il contegno che tiene con te, che ti sembra poco ? a me m’urta ‘nervi, o che ci ho colpa io ?

 

 

Carlotta

Già, infatti, capisco: gli è un po’ troppo espansivo, ma anche lì, che male c’è ? fra marito e moglie….

 

Grazia

‘un dico codesto…Ma che lo sa, quelli che vedono i’cchè gli hanno dentro ?…

 

Carlotta

E te, i’cchè t’hai ….dentro ? bada, comincio a capire….

 

Grazia

I’cchè ?

 

Carlotta

Scusa, chi ti dice che Giovanni Martini, questo bel giovanotto, ‘un possa essere l’omo che t’aspetti e che ti potrebbe far felice ?

 

Grazia

Io ‘unn aspetto nessuno…

 

Carlotta

Perché… c’è di già qualcuno, ‘unn’è così ?

 

Grazia

No, ‘un c’è. ‘Un c’è. … perché gli è lontano.

 

Carlotta

Ah, dunque, vedi ? e indove gli è ?

 

Grazia

E chi lo sa ?

 

Carlotta

Ma come ? ‘un ti scrive ? ma chi è. Si pòl sapere ?

 

Grazia

‘Un lo conosco…. (e si mette a piangere).

 

Carlotta

Tu ‘un lo conosci ? ‘unn’è possibile, via innamorarsi di uno che ‘un s’è mai visto !

 

Grazia

Sì, l’ho visto, ma una volta sola: la fu la prima e l’ultima volta…. Poi… (piange)  chi lo sa i’cchè n’è stato a quest’ora…. Lassù in Lombardia.

 

Carlotta

Come ?… Volontario !….

 

Grazia

Sì, lo vidi una sera, l’anno scorso, quando partiron tutti que’ volontari per arruolarsi con Carlo Alberto…. E’ passaron tutti in via de’ Bardi….

 

Carlotta

(dopo uno sguardo verso destra)  Zitta ecco la tu’ mamma !… Asciugati gli occhi. (Grazia si ricompone).

 

SCENA 2°

 

Grazia, Carlotta e Giuditta poi Antonio

 

Giuditta

(entrando da destra)  Vieni, vieni Grazia, t’ho preparato tutto, andiamo.

 

Grazia

Eccomi, mamma. (e a capo chino esce da destra)

 

Carlotta

La scusi, zia Giuditta, i’cchè la gli ha preparato ?

 

Giuditta

Giusto te, che mi dici un po’: i’ ffisciù come si porta ora, giù sulle spalle o stretto a’ i’ collo ?

 

Carlotta

La moda l’è di portarlo dimolto giù, in modo che si veda la scollatura…

 

Giuditta

Dimolto ?

 

Carlotta

O Dio… secondo : se c’è di’ bono da far vedere…

 

Giuditta

Eh, di’ bono ci sarebbe, ma sai, ‘un la vorrei metter troppo in mostra…

 

Carlotta

Chi ?…

 

Giuditta

La Graziella .

 

Carlotta

(ridendo)  Credevo lei !

 

Giuditta

Sìe, mi metto in mostra io ! ‘un son più que’ tempi, ora…

 

Carlotta

E… la scusi, zia Giuditta, perché la mette in ghingheri la Graziella ?

 

Giuditta

Vah, e’ c’è gente di fori…. Che deve scomparire ?

 

Carlotta

Uh, per carità ! gli è un amico intimo d’Antonio…. ‘Un meritava i’ conto davvero !

 

Giuditta

‘Unn’è giovane ?…

 

Carlotta

Eh, sì, credo…

 

Giuditta

Scapolo ?….

 

Carlotta

Sì.

 

Giuditta

E allora, sai, ‘un si pòl mai sapere….

 

Carlotta

Ma… o la ‘un si deve far monaca la Graziella ?

 

Giuditta

La vo’ saper la mia ?

 

Carlotta

Sentiamo?

 

Giuditta

I’ cancello di’ Chiostro gli è sempre aperto e tu c’entri quando tu vòi. Ma in questi tempi, e’ mariti per le ragazze,  e’ son come le comete: e’ passan troppo di rado… meglio un marito oggi…

 

Carlotta

….che un cancello domani.

 

Giuditta

Ecco, tu m’hai capito !… che è sempre su ?

 

Carlotta

Chi ?

 

Giuditta

I’ marito… i’ cancello… noe: qui’ signore…

 

Carlotta

Sì, dice che scrive delle lettere…

 

Giuditta

Delle lettere ? a chi ?

 

Carlotta

I’cchè la vòl che sappia ?

 

Giuditta

‘unn avrà mica delle tresche, eh ? Sai, oggi, con tutte queste ballerine d’opera che le fanno vedere le gambe quasi fino a’ i’ ginocchio..‘Un vorrei..

Carlotta

Macchè !… gli è un giovane serissimo…. Almeno credo.

 

Giuditta

E poi con me, se no, ‘un si va d’accordo: se tu vòi la mi figliola, questi e questi sono ‘patti: onestà, moralità, fidanzamento alla svelta e posizione fatta.

 

Carlotta

(da sé)  senti come la corre !….

 

Giuditta

O i’tu marito in dove gli è ?

 

Carlotta

Gli è andato a accompagnare i sor Procopio alla su’ villa… (vede entrare dalla comune Antonio)  oh, eccolo… e’ canta !

 

Giuditta

Gli è allegro, eh ?

 

Antonio

(entra canterellando) “ in punta di piedi così – bisogna avanzare di qui…”

 

Carlotta

Bentornato

 

Antonio

Bentrovata. (le va vicino)  dammi un bacio.

 

Carlotta

Ma Dio mio !… (si schermisce).

 

Antonio

Gli è dieci minuti che ‘un ci si vede. Dammi un bacio !

 

Giuditta

E daglielo che la faccia finita !….(Carlotta eseguisce).

 

Antonio

Grazie: ne rimangono ?

 

Carlotta

Gli erano 296, ora son 295…

 

Antonio

Chè, ‘un mi torna…

 

Carlotta

Perché ?

 

Antonio

Perchè,  ‘un mi torna, vah…!

 

Carlotta

Eppure, l’aritmetica la ‘unn è un’opinione…

 

Antonio

Appunto ! Scusa Carlotta: 296 li dovevo dare io a te….

 

Carlotta

Io te n’ho dato un altro…

 

Antonio

Dunque te ne devo rendere 297.

 

Giuditta

Senti che merlo che è quello !!

 

Carlotta

Più tardi, eh ?

 

Antonio

Dopo cena ! (si rimette a canterellare)  “ma attenti a non fare rumor – la bestia potrebbe fuggir”.

 

Giuditta

Merlo, e tutto grullo, garantito !

 

Antonio

Che è sempre su ?

 

Carlotta

Chi ?

 

Antonio

(distratto)   I’ gatto…

 

Carlotta

Come i’ gatto ! (Antonio rimane imbarazzato)

 

Giuditta

(da sé dopo un lungo sguardo di commiserazione verso Antonio)  ‘Un c’è più rimedio, via !  (ed esce da destra).

 

SCENA 3°

 

Carlotta e Antonio poi Procopio

 

Carlotta

(appena uscita Giuditta)  Ma che mi dici i’ cchè c’entra i’ gatto ?

 

Antonio

Ssss … zitta !   (va alla porta di destra ed origlia, poi, misteriosamente, torna verso Carlotta)  Immagina che questa la sia una cantina: io sono i’ padrone e te una bella forma di cacio !

 

Carlotta

Tu se’ poco grullo, guarda !

 

Antonio

L’è una figura retorica, lasciami dire. Dunque, io ho diritto di mangiarti, ‘unn è vero ?

 

Carlotta

Oh, di mangiarmi poi !…

 

Antonio

L’è un’altra figura retorica, ‘un si dice : ti mangerei da’ baci ?

 

Carlotta

Sì, ma ‘un si fa. Seguita.

 

Antonio

Ora, io ti mangerei, ma ‘un posso per via di’ topo…

 

Carlotta

I’ topo ?

 

Antonio

E della talpa: la Graziella e la mi’ zia. Le mi sono entrate in cantina e le mi rovinano ogni cosa. Ha’ capito ?

 

Carlotta

Sì. E allora ?

 

Antonio

Allora io ho preso e gli c’ho messo i’gatto…

 

Carlotta

(cominciando a capire)   Lui su….

 

Antonio

Precisamente… Ha’ visto ? la zia, intanto l’è diventata più dolce… e scommetto che l’è di là a mettere in ghingheri la su’ figliola….

 

Carlotta

Bravo Antonio…. Difatti la m’ha fatto ora un certo discorso. Intanto a farla monaca la ci pensa meno….

 

Antonio

Ma eh ? Che genio !… E sai, a lui le donne le ‘un gli resistano: le gli cascano a’ piedi come le foglie d’autunno. Lui si china e le raccatta… a corbellini !  (vede Carlotta mutar d’espressione, quindi scoppiare in una risata)   O codesta ?!

 

Carlotta

Eh, tu l’ha fatta bella !

 

Antonio

Perché ?

 

Carlotta

Perché la Graziella la ‘un ci cascherà !

 

Antonio

‘Unn è possibile: gli ha conquistato anche una donna, figurati, a Bologna, che l’era dura come…

 

Carlotta

La sia stata come tu vòi, ma la Graziella ‘unn è possibile…

 

Antonio

Perché ?

 

Carlotta

Perché l’è innamorata cotta !

 

Antonio

Di chi ?

 

Carlotta

D’un giovanotto ! Dianzi, figurati, mentre la si confidava con me, la piangeva come una fonte… oh, ma cotta sai, tu ‘un ti pòi immaginare come !

Antonio

Ohi, Ohi, Ohi, …eh, allora si combatte male.  Ma dopo tutto, se la zia la diventa meno arcigna, lo scopo gli è raggiunto.

 

Carlotta

Raggiunto ? si fa presto a dirlo !

 

Antonio

Perché ?

 

Carlotta

Ma tu ‘un ha’ pensato a un’altra cosa…

 

Antonio

A i’ cchè ?

 

Carlotta

Che i’ gatto, se ‘un pòl mangiare i’ topo, c’è il caso che si butti su i’ formaggio

 

Antonio

Ossia ?

 

Carlotta

Ma tu ‘unn ha’ detto che tutte le donne: giù ! le gli cascano a’ piedi come le foglie ? O ‘un ci sono anch’io ?

 

Antonio

O Carlottina, dico, tu vuoi scherzare, eh ?

 

Carlotta

No, ‘un dico mica che ci cascherei, ma… se gli avesse veramente i’ fascino come Chopin, come Jacopo Ortis, come i’ giovane Werter ?

 

Antonio

Senti, Carlottina, gli è appena un mese che siamo stati sposi, ‘un me li dare subito questi dispiaceri ! aspetta un altro pochino !

 

Carlotta

(con una boccaccia)  Grullo !  Ma che mi credi come quell’altre ?..

 

Antonio

No, tu ‘un se’ come quell’altre ! Tesoro, vien qua, ‘un mi scappare… (la ghermisce)  ecco, ora che finalmente ‘un c’è nessuno, io vorrei….

 

Procopio

(appare dalla comune)   Che disturbo ?

 

Antonio

(in malo modo)  Chè, la si figuri !…. S’aspettava proprio lei !

 

Procopio

Senti, Tonino, t’avrei da dire una cosa…

 

Carlotta

Ho capito e’ son io che disturbo. Ma vo via subito: vo a mettermi un altro vestito.

 

Antonio

Un altro vestito ? perché, o con codesto tu ‘unn ista’ bene lo stesso ?

 

Carlotta

Uhm !.. co’ un forestiero a tavola !… Tu ‘un ti vergogneresti a far vedere la tu’ moglie in queste condizioni ? Senti, mi metto quello scollato e con le maniche corte. Va bene ?  (con una mossetta) Arrivederci ! (esce da destra al proscenio).

 

SCENA 4°

 

Antonio e Procopio poi Angiolo

 

Procopio

Dunque , senti, Tonino: e’ son tornato subito indietro perché a casa ho trovato il mi’ fattore che tornava da Firenze….

 

Antonio

(soprappensiero, da sé) …Eppoi non mica tutti gli òmini fatali si buttan sulle maritate…. Ce n’è di quelli, per esempio, che gli hanno paura de’ mariti… (fa il gesto di sparare con una pistola)  Pum !

 

Procopio

Macchè “pum” ! mi stai o non mi stai a sentire ?

 

                  

Antonio

(forte) Eh, altro che : son tutt’orecchi. (e si rimette a pensare)

 

Procopio

Dunque, i’ fattore m’ha detto che a Firenze son tutti in valvola…

 

Antonio

(distratto) ah, senti…senti…

 

Procopio

(cantandola) sì, perché i’ Granduca, figurati, gli avrebbe chiamato ‘tedeschi a Firenze…

 

Antonio

(va alla porta di destra e , dopo aver bussato grida)     Senti, Carlottina, mettiti quello accollato e con le maniche  lunghe, ‘nteso?

 

Procopio

Tonino, dammi retta, se no vo’ via e chi s’è visto s’è visto !

 

Antonio

No, no, la ‘un vada via ! avevo da dire una cosa a lei di là…

 

Procopio

Dunque, e’ sarebbero per la strada…

 

Antonio

Quale strada ?

 

Procopio

Quella che porta a Firenze, permio !

 

Antonio

L’ho capito, ma chi c’è per la strada ?

 

Procopio

O se gli è du’ ore che te lo canto: e’ tedeschi !

 

Antonio

La scusi ! ‘Unn avevo capito…

 

Procopio

Dunque, non solo, ma pare che sian vicini….

 

Antonio

(al massimo della gioia)   Sicchè se viene  ‘tedeschi, la mi’ zia la torna a Firenze.

 

Procopio

Eh, di certo, la prima cosa che le faranno la sarà quella

 

Antonio

E allora ?

 

Procopio

Eh, se i’ topo se ne va …

 

Antonio

Dio, che fortuna ! e’ si manda via anche i’ gatto !

 

Angiolo

(che sarà entrato dalla comune, tenendo in mano un panierino coperto di foglie, ascolta le ultime parole e si mette a ridere)  O che parlan sempre di’ gatto, lor signori ?

 

Antonio

Beh, i’ cchè c’è da ridere ?

 

Angiolo

E’ sento che son sempre su i’ gatto !…

 

 

Antonio

I’cchè vu’ ci avete costì ? (accenna al panierino)

 

Angiolo

Ero venuto apposta a fargliele vedere: la guardi, le son ciliege primaticce…

 

Procopio

(osservando le ciliege) Belle ! ni’ mio le ‘un ci fanno così; guarda Tonino..

 

Antonio

(a Procopio, seguendo un suo pensiero)  E se ‘un se ne volesse andare ?

 

Procopio

Chi ?

 

Antonio

Lui…i’ gatto…

 

Angiolo

O che lo vogliono levare di cantina ?

 

Antonio

Già, vu’ ci avete indovinato !

 

Angiolo

Perché pòera bestia ?… e’ ci sta così bene…

 

Antonio

Appunto per quello. Perché ci sta troppo bene.

 

Angiolo

E’ si leva subito: poso le ciliege e scendo ! (posa il panierino ed esce correndo dalla comune).

 

Procopio

(ad Antonio, dopo aver guardato alla porta di sinistra)  Oh, eccolo, ‘un ci facciamo scorgere….

 

Antonio

O come si fa ? ‘Un gli posso mica dire: levati di torno !

 

Procopio

Zitto, Zitto, ora qualcosa s’inventa.

 

SCENA 5°

 

Antonio, Procopio e Giovanni

 

Giovanni

(entra da sinistra al proscenio con alcune lettere in mano)  Ecco fatto, caro Tonino. Scusa se mi son fatto aspettare: ho scritto qualche letterina a’ mi’ amici, ‘un vorrei che gli stessero in pensiero.

 

Antonio

Macchè pensiero ! per qualche giorno, per tre o quattro giorni.

 

Procopio

Sicuro, vah ! Si trattasse di trattenessi dimolto… Ma per un giorno o due...

 

Giovanni

Ma potrebbero essere anche una quindicina ! No, Tonino ? Dio ! ma che piacere tu m’ha fatto !

 

Antonio

(fra i denti)  Tutto nostro i’ piacere, caro Nanni.

 

Giovanni

‘Un vedo l’ora di riabbracciarli tutti. Ci ho anche uno zio, pòero vecchio…

 

Antonio

Che ti vòl bene ?

 

Giovanni

Come un padre !

 

Procopio

Ma allora gli è un peccato farlo aspettare ! eh. L’affetto di uno zio non tutti lo capiscono !

 

Antonio

(posando una mano sulla spalla di Giovanni)  pensa Nanni, pensa come ti rivedrebbe volentieri, dopo un anno, pòero vecchio !

 

Procopio

(ad Antonio)  tu devi dire dopo che l’ha saputo lassù, ni’ pericolo, in Lombardia, e poi ferito a Novara !… eh !.. Chi ‘unn’ha cuore di zio, ‘un le sente certe ansie terribili, certi sentimenti, certi dolori…

 

Giovanni

Ma la scusi, che ci ha un nipote in guerra anche lei ?

 

Procopio

Io ? no, davvero !

 

Antonio

(a Giovanni)  Insomma i’cchè tu intendi di fare ?  dimmelo chiaramente.

 

Giovanni

Eh, certo, pover’òmo, gli darei una grande consolazione….

 

Antonio

E allora…è quello che direi anch’io !

 

Giovanni

Che anima angelica, tu hai !  scommetto che per mandarmi fra le braccia di’ mi’ zio, tu ti priveresti anche della mi’ compagnia…

 

Antonio

(rassegnato)  d’altronde….

 

Procopio

(rassegnato)  d’altronde….

 

Giovanni

No, Tonino, ‘un ti voglio sacrificare. Ecco come farò.  (prende una delle lettere) guarda, l’ostia l’è ancora bagnata: la s’alza piano piano… (eseguisce)  ecco aperto. Ci hai una penna ? (cerca intorno, poi va al tavolinetto e scrive)

 

Antonio

(a Procopio)   e’ va !…

 

Procopio

(a Antonio)   chè, ‘un va  !…

 

Antonio

(a Procopio)   io lo manderei.

 

Procopio

(a Antonio)   ma lui ‘un ci va  !…

 

Giovanni

(tornando verso i due)  Ecco fatto . (porge la lettera ad Antonio)  leggi.

 

 

Antonio

(legge)  “poscritto. Sono ospite dell’amico Tonino Ringressi nella sua villa di Pratolino. Vieni subito: ti aspetto”.  (rende la lettera e seguita con gli ammicchi verso Procopio, mentre Giovanni rimette a posto il suggello)

 

Procopio

(piano ad Antonio)   la s’è fatta bassa !

 

Antonio

(piano a Procopio)  almeno ‘un gli piacessero le maritate ! Speriamo !….

 

Giovanni

E ora son più contento ! sì pòero Tonino, sono contento anche per te perché tu te lo meritavi ! oh, ma tu ‘un sa’ tutto: io a Firenze, ‘un ci ho solamente lo zio che m’aspetta: ci ho anche i’ mi’ amore ! Una bella creatura che ‘un so nemmeno chi sia, ma so ‘indove la sta di casa e appena arrivo….

 

Antonio

Qualche bella signora, eh ?

 

Giovanni

(quasi offeso)  macchè !… L’è una signorina, di quello ne son certo !

 

Procopio

Meno male !

 

Antonio

Meno male !

 

Giovanni

Perché “Meno male “ ?

 

Antonio

(rimane un momento perplesso, poi) :  io ?…Chè… (accennando a Procopio)  lui l’ha detto, meno male…. Sai, perché i’ sor Procopio gli è di quelli omini un po’ all’antica, l’amore lo considera una cosa… sacrosanta.  Ecco: un giovanotto s’innamora, piglia moglie…. E basta !

 

Procopio

Ecco. Precisamente: s’innamora, piglia moglie…. E basta !

 

Giovanni

Sicchè l’ha preso moglie giovane, lei…

 

Procopio

Io ?  chè, io ‘un l’ho ma’ presa. Ma dicevo che ‘unn ho nemmeno

 

Antonio

Lui ‘unn ha nemmeno….

 

Giovanni

La venga via, la ‘un vorrà mica dare a bere che fino a codesta tenera età l’è rimasto come i’ casto Giuseppe ?!…

 

Antonio

Lui ? ma più che i’ casto Giuseppe… figurati che ‘un sa nemmeno i’cchè voglia dire….

 

Procopio

(prorompendo)  oh, senti, veh, Tonino, ora gli è troppo ! io… io… io…

 

 

 

Giovanni

Lei ? ma lei l’è un omo come tutti gli altri, anzi, più degli altri perché l’è potuto stare benissimo senza moglie.

 

Antonio

Si capisce perché lui….

 

Giovanni

…perché a lui è bastata quella degli altri !   (Antonio e Procopio hanno un finto ed esagerato gesto di deprecazione)   Poèrini loro !… Che lo volete sapere ? io, per esempio, tolto quella ragazza di Firenze che l’ha m’ha reso pazzo d’amore, io ho sempre messo gli occhi sulle maritate !

 

Procopio

Ma senti i’ cchè si deve ascoltare !

 

Antonio

(con gli occhi al cielo)         Signore perdonalo ! E ora indove tu vai ?

 

Giovanni

Vo a portare queste lettere a’ i’ giardiniere tu mi permetti, vero ? perché pensi a farle recapitare subito stasera. Qualcheduno che va in giù si trova. (e fa per uscire dalla comune).

 

Antonio

(afferrandolo)           Aspetta un momento. Prima voglio sapere qualcosa sull’affare delle maritate : quella la ‘un mi va giù.

 

Giovanni

Ah, la ‘un ti va giù ? allora tu ha’ a sentire questi stornelli, ti diranno tutto.

 

n. 2

STORNELLI DELLA MARITATA

 

Antonio, Giovanni e Procopio

I

 

Giovanni

È la ragazza, è vero,

un puro e fresco fiore;

ma quando fa l’amore,

baciare non ti sa.

 

Al bacio è certamente più portata

 

Tutti

……la maritata !

 

Giovanni

Fiore lucente,

la maritata è la sicura amante,

chi rompe paga, e lì non paghi niente !

 

II

 

Procopio

Anch’io nella mia vita,

schivato ho il matrimonio,

ma l’occhio del demonio

più volte mi tentò.

 

E l’acqua santa me l’ha sempre data

 

Tutti

……la maritata !

 

Procopio

Fior di giunchiglia,

io non ho prole, ma è cresciuta meglio,

intorno casa più d’una famiglia.

 

III

 

Antonio

Le maritate è vero,

son buone se son belle,

ma attento che la pelle

ti possono costar.

 

Può procurarti una pistolettata

 

Tutti

……la maritata !

 

Antonio

Fiore di valle.

Due corna in testa, certo, non son belle,

ma sono peggio, credi , un par di palle !

 

(ESCONO TUTTI E TRE DA SINISTRA)

 

SCENA 6°

 

Marianna e Sandro

 

Marianna

(entrando di corsa da sinistra)  No, ecco, la mi lasci stare !

 

Sandro

Ma la ‘un vede che da mezz’ora, da i’ momento che l’ho vista, ‘unn ho più…. un’ora di pace ?

 

Marianna

E’ mi dispiace, ma ‘un posso dar retta a lei.

 

Sandro

Perché ? Che è già impegnata, forse ?

 

Marianna

Sì, e’ sono…. e’ son maritata  !

 

Sandro

Maritata ? le son la mi’ passione le maritate; per questo la mi piace, Mariannina. (si fruga in tasca e ne tre un cartoncino)  La tenga, questo gli è il mi’ ritratto in fotografia….

 

Marianna

I’ cchè ? (guarda)  Uh, Dio, come l’hanno rifatto somigliante  ! e  questo gli è  i’ su ‘ padrone, vero ?

 

Sandro

Sì, e’ s’era a Milano, vede ? tutt’e’ due vestiti da militari: lui luogotenente, io ordinanza. Bellini, vero ?

 

Marianna

O come fanno a dipingerli così bene ?

 

Sandro

Macchè dipingere !… e’ ci hanno una cassetta co’ un occhio di vetro; e’ ti mettan lì davanti: fermo, eh !, se no tu vieni con du’ teste…..

 

Marianna

E dentro la cassetta chi c’è ?

 

Sandro

Ma !… chi lo sa ?

 

Marianna

(osservando la fotografia) Dio, Ma ‘un gli manca nulla, sa ?

 

Sandro

E tutto ‘un si vede !… (Marianna fa l’atto di rendergli la foto)   No, Mariannina, la la tenga su i’ su’ core… oh, ma la stia attenta che ‘un gliela trovi i’ su’ marito, eh ?… (uscendo)  e la ‘un la baci tanto, se no va via ogni cosa… (fa per uscire da sinistra).

 

Marianna

In dove la va ?

 

Sandro

(con un sospiro)   vo a governare i’ cavallo.

 

Marianna

(accennando la vetrata di fondo)  La passi dalla terrazza, allora, la fa più svelto.

 

Sandro

Grazie, Mariannina, occhio di sole, luce de’ mi’ occhi, giuggiolona ! (esce)

 

Marianna

(sola, osservando ancora la fotografia) Eppure gli è un ragazzo simpatico !..  (bacia con trasporto il cartoncino).

 

SCENA 7°

 

Marianna, Antonio, Procopio, poi Angiolo e Carlotta

 

Antonio

(entra dalla comune seguito da Procopio)  ‘Un c’è rimedio, via, ‘un c’è rimedio !… (vede il gesto di Marianna, le va vicino e le toglie di mano la fotografia)   O questa ?…

 

Marianna

(nascondendosi il volto)  Uh, sor padrone….

 

Antonio

(guarda la fotografia ed ha una scossa per tutto il corpo ) ah!… (a Procopio)  la guardi i’cchè la sbaciucchiava quella lì !….

 

Procopio

(guarda)  e’ son loro, ritratti in fotografia !…

 

Marianna

Sì, me l’ha data Sandro !

 

Antonio

Ma chi tu baciavi, te ? Sandro o… quell’altro?

 

Marianna

Sor padrone, ‘un lo fo mica apposta ! La si figuri che per tenerlo lontano gli ho perfino detto che son maritata!…

 

Procopio

E lui ?

 

 

 

Marianna

E’ m’ha risposto che ‘un gli piace che le maritate !

 

(Antonio corre alla porta per cui è uscita Carlotta e dà un doppio giro di chiave).

 

Procopio

I’cchè tu fai ?

 

Antonio

E’ l’ho chiusa dentro e’ ‘un la riapro finchè lui gli è qui !

 

(si odono alcuni colpi all’uscio, poi:)

 

Carlotta

(di dentro)  Aprite, oh, chi ha chiuso ? Aprite !

 

Angiolo

(entrando trafelato dalla comune con una lanterna in mano)  Sor padrone, i’gatto ‘un vol andar via un accidente !

 

Antonio

Si sapeva !

 

Angiolo

O chi gliel’ha detto ?

 

Antonio

‘Un fate discorsi inutili: andate in cucina e chiudete subito la stanza di’ cacio !

Angiolo

L’ho chiusa, ma c’è tanti buchi, la vedrà che passa !  (si odono ancora i colpi all’uscio)

 

Procopio

(ad Antonio) ma che la vo’ fare impazzire ? Dammi la chiave.  (strappa di mano la chiave ad Antonio ed apre la porta da cui esce Carlotta)

 

Carlotta

(Entrando vestita da sera)  Ma che scherzi son questi ?

 

Antonio

(Che si sarà buttato su una sedia)  Carlottina, siamo rovinati !

 

Angiolo

La scusi so’ padrone, ma che si dispera tanto per così poco ?

 

Antonio

Chiamalo poco , te, vecchio grullo !…

 

Angiolo

(un po’ risentito)  Eh, la mi scusi, ma se i’ gatto ‘un vole andar via, un rimedio si trova !

 

Antonio

Che rimedio ? che ce l’avresti te un rimedio ?

 

Angiolo

E’ ce l’ho di sicuro, gli si tende una trappola….

 

Antonio

Ripetilo !

 

Angiolo

Una trappola !… e lui ci casca, la vedrà….

 

Carlotta

Ma che mi spiegate un poco….

 

Antonio

(si alza come preso da un pensiero)  Zitta… (gira un po’ per la stanza prendendo alcuni atteggiamenti napoleonici, poi a Carlotta)  Ho un’idea… ancora lui ‘unn ha visto né te né la Graziella !….

 

Procopio

L’ho sempre detto, Bonifazio l’è la su’ fine !

 

Antonio

(dopo aver fatto alcuni gesti come illustrando il proprio pensiero)  Ecco la trappola !  (va alla porta di proscenio e chiama)   Zia Giuditta !

 

SCENA 8°

 

Marianna, Antonio, Procopio, Angiolo , Carlotta, Giuditta e Grazia

 

Giuditta

(di dentro)  Eccoci.

 

Antonio

Brave, fate presto, v’ho da dire una cosa…

 

Giuditta

(di dentro)  Si viene subito.

 

Antonio

(abbraccia Angiolo)  Bravo ! E ora mettiti lì e sta a sentire ogni cosa…. Anche te, Marianna, mettiti costì. E te, Carlotta, rassegnati a perdermi per un po’ di tempo…

 

Carlotta

Gesù mio ! Tu ‘un mi vo’ mica lasciare !? …

 

Antonio

No, no, mogliettina bella !

 

Procopio

(premuroso) Senti Tonino… tu ‘un provi mica, per caso, de’ giramenti di testa, degli annebbiamenti di vista…

 

Antonio

Ma la si levi di torno !….

 

Giuditta

(entra seguita da Grazia, sono ambedue vestite da sera; Giuditta un po’ goffamente, ma Graziella è abbigliata con delizioso buongusto)   Eccoci pronte.  (guarda intorno a sé vedendo tutti accigliati)  I’cchè gli è successo?

 

Antonio

La mi lasci parlare, zia; e te, Graziella, ascolta. Vi devo dire una cosa, ma grave, dimolto grave.

 

Grazia

Dio mio! Ma d’i’ cchè si tratta ?

 

Antonio

State a sentire: lo sapete chi gli è qui’ mi’ amico che ho invitato a passare quindici giorni qui in villa ?

 

Giuditta

Mamma mia !… ‘Un sarà mica un liberale ?

 

Antonio

 Peggio ! (a Carlotta e Procopio piano) Secondatemi voialtri !

 

Carlotta

Peggio, peggio ancora, zia !

 

Procopio

Certa roba… o se ‘un lo so nemmeno io !

 

Grazia

Ma insomma, Antonio, spiegati: chi gliè ? l’orco ?

 

Procopio

(subito) Peggio!

 

Antonio

(a Procopio)  macchè “peggio” ! la ci ha dato la Graziella !

 

Procopio

Ma che vo’ tu che sappia ! Tu dici “assecondatemi” !

 

Antonio

(scandendo le parole)  Gli è un Don Giovanni !

 

Giuditta

I’cchè vol dire ?

 

Antonio

Un conquistatore di donne

 

Giuditta

Gesù, Giuseppe e Maria !….Ma come ?

 

Antonio

(a Carlotta e Procopio)  diteglielo voi, lui, basta le guardi, le donne…Giù !

 

Carlotta

Come le foglie morte !

 

Procopio

E le pesta, quando cammina !

 

Antonio

A corbellini, le raccatta !

 

Grazia

L’è segno che son di quelle che si staccano facilmente da i’ ramo !…

 

Giuditta

Brava !… (agli astanti) Ecco, come si risponde quando siamo educate secondo ‘santi principii !…

 

Antonio

Precisamente, brava zia !  e’ santi principii ! I’male gli è che non tutte l’hanno avuto una mamma come, per esempio , la Graziella…

 

Giuditta

Sicuro. E la Graziella, vu’ vedrete, la lo saprà mettere a posto i’ vostro… come si chiama ? corbellini !

 

Grazia

Io, mamma ?   ma i’cchè c’entro io ?

 

Giuditta

Si capisce. Gli è bene che questi zerbinotti gli abbiano ogni tanto una lezione.

 

Antonio

Ma gli è inutile, zia. Lui, ‘un la guarderà nemmeno quanto gli è lunga, la Graziella.

 

Giuditta

Oh, questa l’è bella, perché ?

 

Antonio

Perché… (a Procopio e Carlotta) diteglielo voialtri, lui ‘un guarda che le maritate !

 

Procopio

Se ‘un hanno l’anello, nicchisse, come dicono ‘tedeschi.

 

Antonio

(a Carlotta piano)  fai le viste d’aver paura.

 

 

Giuditta

Sicchè, se ‘un guarda che le maritate… e per questo vu’ la fate così lunga ?  ho capito, v’avete paura… per me !

 

Antonio

Macchè ! e’ s’ha paura, ma per la mi’ moglie ! e lei, (accenna a Carlotta) guardate, poerina, come la trema !

 

Carlotta

(simulando) Dio mio ! Pensate a quello che potrebbe succedere se ‘unn’avessi la forza di resistergli !…

 

Giuditta

 E allora, i’cchè vu’ intendete di fare ?

 

Antonio

La senta, zia, ‘un bisogna mettere tempo in mezzo, lui da un momento all’altro e’ torna. Ancora ‘un vi conosce…. Gli si fa uno scherzo ?

 

Grazia

Che scherzo ?

 

Antonio

E’ si fa passare la Carlotta per la mi’ cugina e la Graziella per la mi’ moglie…

 

Giuditta

Eh ?…

 

Grazia

Ma via, Antonio !…

 

Procopio

Tu se’ matto te !…

 

Carlotta

Eppure…

 

Antonio

Diglielo te.

 

Carlotta

Eh, certo… la Graziella l’è un tipo che la saprebbe come comportarsi…

 

Antonio

(con intenzione)  e poi l’educazione che l’ha ricevuto ! (dà una gomitata a Procopio)

 

Procopio

Ohi !… eh, certo, co’ principii… (piano ad Antonio)  Sì, ma tu mi sfondi lo stomaco, te!

 

Giuditta

Eh, quasi, quasi…

 

Grazia

(risentita)  Mamma ! Mi pare che devo essere io a prestarmi !

 

Antonio

(prende la fotografia)  Eccolo lì… con quell’aria di sparviero ! Come mi piacerebbe dargli una lezione !

 

Carlotta

Fammi vedere…

 

Antonio

Guarda, gli è quello vestito da luogotenente.

 

Carlotta

Dio, che occhi da seduttore !  Chi gli può resistere ?

 

Antonio

(le strappa la fotografia) Fammi i’ piacere, ‘un lo guardar più !

 

Giuditta

Che mi fai un po’ vedere ? (guarda)  eh, certo,gli è un bel giovanotto… che peccato che gli abbia qui’ vizio. Guarda Grazia.  (passa il ritratto alla figlia e si mette a parlare con Antonio e Procopio).

 

Grazia

(osservata da Carlotta, guarda il ritratto mentre gli altri discutono, poi getta un piccolo grido)    Lui !    (e si appoggia a una sedia).

 

Carlotta

(le va vicino) Grazia, i’cchè tu hai ?

 

Grazia

Gli è lui, Carlotta, gli è lui, !….

 

Carlotta

Possibile ?

 

Grazia

Si, si , l’ho riconosciuto subito !

 

Carlotta

Su, ‘un ti far scorgere !

 

Grazia

Sì, Dio mio !… Pensare che ora lo devo vedere, lo devo conoscere !… E se lui ‘un mi volesse bene ?

 

Carlotta

Mettilo alla prova .

 

Grazia

Come “alla prova” ?

 

Carlotta

Facendoti credere già maritata.

 

Grazia

Ma come ? Uno scherzo simile !…

 

Carlotta

Gli è uno scherzo, non solo, ma tu pòi avere la prova se ti voglia bene o no. Eh Grazia, accetti ?

 

Grazia

(risoluta)  Sì. Si  vedrà…

 

Carlotta

(chiamando)  Antonio, zia Giuditta, sor Procopio… (tutti accorrono) la Graziella l’accetta a mettersi nel mi’ posto.

 

Giuditta

(alla figlia)  Brava !

 

Antonio

(a Grazia)  E ora te tu vai in camera mia… (le dà un candeliere) e te, Carlotta insieme con la zia andate nella vostra camera. (dà l’altro candeliere a Carlotta) Oh, ma l’anello matrimoniale… daglielo te, Carlotta..

 

Carlotta

(con rimprovero) Tonino…

 

Antonio

Scusami… o come si fa ? la ‘un se lo vol levare,,,

 

Giuditta  

E levatelo ! quante storie ! se la stesse nell’anello, la fede ! (Carlotta dà l’anello a Grazia)

 

Antonio

(rivolto ai servitori) e voialtri v’avete visto, vero ?

 

(accennando a Grazia) quella l’è la signora Grazia, mia moglie; (accennando a Carlotta) e questa la signorina Carlotta, mia cugina con la su’ mamma.  La trappola l’è tesa !

 

n. 3

METTERE IL GATTO IN CANTINA  e FINALE SECONDO

 

Carlotta

Oh, che scherzo irresistibile,

 

Grazia

Oh, che scherzo delizioso

 

Marianna

Che fa insieme al dilettevole

 

Tutti

Anche l’utile trovar !

 

Carlotta

Mettere il gatto in cantina,

 

Grazia

È un espediente assai saggio;

 

Tutti

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio,

 

Grazia

Questa è la trappola per rimediar !…

 

Tutti

Mettere il gatto in cantina,

È un espediente assai saggio;

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio,

Questa è la trappola per rimediar !…

 

 

Carlotta

Strategia ci vuole e tattica

 

Grazia

E furbizia ed accortezza,

 

Marianna

Sei sicuro allor di vincere

 

Tutti

La vittoria tua sarà…

 

Carlotta

Mettere il gatto in cantina,

 

Grazia

È un espediente assai saggio;

 

Tutti

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio,

 

Grazia

Questa è la trappola per rimediar !…

 

Tutti

Mettere il gatto in cantina,

È un espediente assai saggio;

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio,

Questa è la trappola per rimediar !…

 

Carlotta e Giuditta

(sottovoce, parlato, uscendo)

Mettere il gatto in cantina,   (escono)

 

Marianna e Angiolo

(sottovoce, parlato, uscendo)

È un espediente assai saggio; (escono)

 

Procopio e Antonio

(sottovoce, parlato, uscendo)

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio, (escono)

 

Grazia

(sottovoce, parlato, uscendo)

Questa è la trappola per rimediar !… (esce)

 

(La scena rimane al buio. Mentre la musica prosegue ripetendo in sordina il ritornello, entrano dal fondo Giovanni e Sandro che, camminando a tentoni, vengono a sedersi al proscenio).

 

Antonio

(rientrando da destra con Procopio, portando il lume)  Già tornato?

 

Giovanni

Sì, eccomi tutto per te, caro Tonino. Dunque ?

 

Antonio

Ma lo sai ? dianzi con tutte quelle chiacchere, ‘un t’ho detto una cosa importante (a Procopio) ‘Un è vero ?

 

Procopio

Già, ma io devo andare a cena. (e fa per avviarsi).

 

Antonio

Macchè ! Lei la si trattiene qui stasera !.

 

Procopio

Ma io…

 

Antonio

Zitto lei ! ( a Giovanni) Dunque ti volevo fare una sorpresa… aspetta. (va a destra e chiama) zia… Carlotta…venite. (le donne vengono fuori portando il candeliere). Ti presento la mi’ zia Giuditta e la mi’ cugina Carlotta… Questo gli è i’ mi’ amico Giovanni Martini (Giovanni bacia la mano a Giuditta e si inchina, quasi sgarbato, a Carlotta)  e ora la sorpresa più bella: sono ammogliato.

 

Giovanni

(fingendosi sorpreso) Macchè ! Vuoi scherzare ?

 

Antonio

No, guarda, te la presento subito. (conduce Giovanni presso la porta del proscenio, poi si allontana e chiama)  Grazia ! (a Giovanni) sta’ attento eh, e poi sappimi dire se ho avuto gusto nella scelta. Uno, due e tre. (si apre la porta e appare Grazia, pallida e tremante, con in mano il candeliere).

 

Giovanni

(da sé, trattenendo un grido)  Lei !…

 

Grazia

(pallidissima si inchina e porge la mano che Giovanni bacia)

 

Angiolo

(entrando dalla comune, seguito da Marianna)   signor padrone…signor padrone…

 

Antonio

Eh ?

 

Angiolo

C’è rimasto, sa,  in trappola.

 

Antonio

Chi ?

 

Angiolo

I’ gatto… Ma che lo sa ? C’è rimasto anche i’ topo !…

 

(Giovanni, comprimendosi il cuore rimane assorto con aria desolata).

 

Tutti

Mettere il gatto in cantina,

È un espediente assai saggio;

Ma se invece del topo ti mangia il formaggio,

Questa è la trappola che ci vorrà !…

 

 

 

FINE DEL SECONDO ATTO

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ATTO TERZO

 

La scena del primo atto. È l’alba del giorno dopo, e la luce aumenterà fino a giorno pieno.

 

n. 1

MATTINATA

 

n. 2

MATTINATA GROTTESCA

 

Sandro

(entra da destra e canta accompagnandosi con la chitarra)

 

Bella mora,

che dormi ancora,

ti risvegli questa canzon;

lascia il letto

che il tuo diletto

si consuma di passion.

Ah !…

Bella mora è tarda l’ora

Ed il gallo canta già:

non li senti i miei lamenti ?

sono stanco di aspettar.

 

Bei, Bei, Bei, Bei,

bella mora scendi giù;

dimmi amore dove sei,

non ne posso proprio più.

Bei, Bei, Bei, Bei,

bella mora volentier

io per te m’affogherei

dentro l’acqua di un bicchier.

 

Bella mora,

che dormi ancora, (ecc.)

 

Marianna

(appare da sinistra)  Zitto, la sveglia ‘padroni !..

 

Sandro

Mariannina, la mi lasci finire: le serenate le son come gli starnuti, se le rimangono a mezzo, e’ si sta male tutta la giornata. Piuttosto, la m’aiuti.

 

Marianna e Sandro

(a due)     Bei, Bei, Bei, Bei,

                bella mora scendi giù; (ecc.)

 

Antonio

(affacciandosi con la catinella in mano e in berretta da notte alla finestra di proscenio) Ve la do io l’acqua di’ bicchiere, io vi do quella della catinella ! o indove sono andati ?.. Ma che si gira !…

 

Carlotta

(appare in cuffietta a fianco del marito)                           Vieni a letto,

 

Antonio, tu piglierai un raffreddore !

 

Antonio

Ma che si gira….

 

Carlotta

Bada lì, che male c’è ?

 

Antonio

Come “che male c’è” ? e’ si dormiva proprio bene !…

 

Carlotta

‘Unn’è vero, ‘un si dormiva, invece. Bugiardo ! (e si ritira)

 

Antonio

No, ‘un si dormiva, ma insomma….insomma… (cerca ancora nelle tenebre) … e quella civetta della Marianna !

 

Carlotta

(di dentro)  Antonio….

 

Antonio

(verso l’interno)  Ora vengo !  (verso il giardino) Ha’ visto, eh ? come la ronza co’ i’ cocchierino !… O indove si saranno cacciati ?…

 

Carlotta

(di dentro)  Antonio, vieni a letto !

 

Antonio

(minacciando verso le piante)  V’avete ragione che ora ‘un posso !… (e si ritira chiudendo la finestra)

 

Sandro

(esce dal nascondiglio facendo dei gesti di stupore)  Dio, i’cchè ho visto.

Marianna

(che lo ha seguito)  I’cchè l’ha visto sentiamo.

 

Sandro

La venga qui Mariannina, chi l’era quella che la s’è affacciata insieme co’ i’ su’ padrone ?

 

Marianna

L’era… l’era la su’ moglie, toh. O chi l’aveva a essere ?

 

Sandro

Eh, cara mia, io ho gli occhi boni: la ‘unn’era la su’ moglie, io l’ho vista bene…

 

Marianna

Io ‘un ne so nulla !

 

Sandro

Proprio ?

 

Marianna

‘Un posso parlare. E la mi lasci ora.

 

Sandro

(prendendola per mano)   Noe, io vo’ sapere !

 

Marianna

O via, se la mi fa male e’ lo dico a i’ mi’ marito !  (si libera dalla stretta e fugge da sinistra incontrandosi con Giovanni che sta entrando)

 

SCENA 2°

 

Giovanni e Sandro, poi Marianna

 

                  

Giovanni

(entrando) o questa ? (guarda Sandro)  Bada Sandro !…

 

Sandro

O che è colpa mia ? quella la ‘unn è una donna, l’è una lepre. La ‘un fa che scappare !

 

Giovanni

Che l’ha’ portate le valigie nella rimessa ?   (e siede)

 

Sandro

Sì.

 

Giovanni

I’ cavallo ?

 

Sandro

La vedesse come e’ mangia ! gli ha risentito la biada toscana, poero Leopoldo !

Giovanni

Smetti di chiamare i’ cavallo co’ i’ nome di’ Granduca. Qui ‘un si pole.

 

Sandro

A Bologna la ‘un voleva che lo chiamassi Pio IX . Insomma, come l’ho a chiamare ?

 

Giovanni

Come tu vòi .

 

Sandro

Ci vorrebbe un nome antipatico a tutti… (pensa)  l’ho trovato : Radeschi!

 

Giovanni

Bravo, e la carrozza ?

 

Sandro

Tutto  ‘n ordine.

 

Giovanni

Benissimo. Attacca e sta’ pronto.

 

Sandro

Sicchè e’ si sloggia per davvero, eh ?

 

Giovanni

Sì .

 

Sandro

(con allusione)  Casca e non casca…

 

Giovanni

Eh ?

 

Sandro

La ‘unn’ abbocca..

 

Giovanni

Sarebbe a dire ?

 

Sandro

L’è duretta !…

 

Giovanni

Vai al diavolo !

 

Sandro

(avviandosi verso destra)  Vo da Radeschi, l’è la stessa. (Ma torna indietro)  Anche la mia…

 

Giovanni

La tua? chi ?

 

Sandro

La Mariannina….

 

Giovanni

Ebbene ?

 

Sandro

Casca e non casca… la ‘unn’ abbocca … l’è duretta !

 

Giovanni

Ah, perché tu avresti tentato…. Che mascalzone, che tu sei !

 

Sandro

O i’cchè c’è di male ? o lei la scusi, la ‘unn’ha sempre….

 

Giovanni

Ma qui siamo ospiti…

 

Sandro

O a Bologna ‘un s’era ospiti ?

 

Giovanni

Ma questa l’è la casa di un amico .

 

Sandro

O a Milano la ‘unn era la casa di un amico ?

 

Giovanni

Ma questa l’è un’altra cosa.

 

Sandro

No. L’è un’altra casa… e che casa ! La sapesse….

 

Giovanni

“La sapesse” i’cchè ?..

 

Sandro

(misterioso) che la vede quella finestra ?

 

Giovanni

Sì, l’è della camera matrimoniale…

 

Sandro

Già. Che lo sa, dianzi, chi s’è affacciato ?

 

Giovanni

Chi?

 

Sandro

I’ sor Antonio…

 

Giovanni

Che discorsi !

 

Sandro

La mi lasci finire… e insieme a lui s’è affacciata la signorina Carlotta…

 

Giovanni

Sì, pol essere stato un caso…

 

Sandro

Caso ? l’avesse sentito come lo chiamava : (imitando)  Antonio… Antonio… Antonio, vieni a letto !

 

Giovanni

(si alza e l’afferra per un braccio) oh, dico ! ma che ha’ visto bene ?

 

Sandro

Come vedo lei !

 

Giovanni

Chiama la Marianna.

 

Sandro

Chè, se la chiamo io la ‘un viene, l’ha imparato ora.

 

Giovanni

(va a sinistra e chiama) Marianna… venite un momento qua. (quasi da sé) ‘Unn è possibile,vah, che quell’altra la ‘un se ne accorga…bada veh, ieri sera mi pareva che se la intendessero…

 

Sandro

Ha visto, io ‘un dicevo bene ?

 

Giovanni

‘Un parlo con te !

 

Marianna

(entrando)  Che mi chiamava ?

 

Giovanni

Sì. Volevo sapere indove l’è la signora Grazia.

 

Marianna

Alla messa con la signora Giuditta. Tutte le mattine vanno alla chiesa di Pratolino a pigliar la prima…

 

Sandro

E i’ marito a casa a pigliar la seconda !

 

Giovanni

Chetati , chiacchierone ! (a Marianna) Grazie, Marianna, andate pure.

 

Marianna

(congedandosi) che lo vole i’ caffè ?

 

Giovanni

Sì, grazie. (Marianna esce da sinistra)

 

Sandro

(le grida dietro)  O Mariannina, a me co’ i’ gocciolino di’ rumme.

 

Giovanni

(spingendolo) Vai, vai a governare Leopoldo…

 

Sandro

Zitto ! i’ cchè la dice ?!…

 

Giovanni

Sì, insomma Pio IX !… Radeschi !… Un accidente.!

 

Sandro

A tutt’e tre !… (avviandosi) eh, lo credo io, l’andrebbero meglio le cose. (esce da destra incontrandosi con Procopio)

 

SCENA 3°

 

Giovanni e Procopio

 

Procopio

Ecco il nostro signor Giovanni già alzato ! mattiniero, eh ?

 

Giovanni

(con intenzione)  Già, io mi alzo presto, come la signora Graziella….

 

Procopio

Eh, lei, tutte le mattine, la va alla messa con su’ madre…

 

Giovanni

Come ? !…

 

Procopio

(cercando di rimediare  ed accennando alla finestra della villa) Con su’ madre, con la mamma della Carlotta.

 

Giovanni

Ah, dunque lei sa qualcosa ?

 

Procopio

Io ‘un so nulla.

 

 

Giovanni

E io so tutto !

 

Procopio

Beato lei, i’cchè gli ho a dire ?

 

Giovanni

La guardi, Sandro gli è andato a preparare la carrozza perché avevo deciso di partire. Ma rimango.

 

Procopio

A me, la lo dice ?

 

Giovanni

Sì, e gli è bene che la sappia tutto: io sono innamorato della moglie di’ mi’ amico…

 

Procopio

Di quale moglie ?

 

Giovanni

Ah !… ha visto, eh ? Dunque anche lei la lo sa ! ma a che punto vu’ siete arrivati ? ma indove siamo ? a Firenze o in Turchia ?

 

Procopio

I’cchè c’entra la Turchia ?

 

Giovanni

Vu’ gli state qui intorno, a qui’ mostro, sapendo tutto, permettendogli di vivere spudoratamente con la moglie e con l’amante… oh, la ‘un risponde ?

 

Procopio

(cambiando discorso) Che lo sa, i’cchè si dice a Firenze ? Che oggi arrivano ‘tedeschi !

 

Giovanni

Vi ci vorrebbero a Firenze, tre o quattro reggimenti d’ulani per farvi metter giudizio !

 

Procopio

Già. Dunque e’ voglion dire che siano anche vicini. Ma ‘un pol essre perché i’ Granduca si tirerebbe la zappa su’ piedi…

 

Giovanni

Tanto gli è inutile che la divaghi: le cose le stanno come dico io. (in malo modo) ‘ Unn è vero ?

 

Procopio

(con furore) La m’ha bell’e’ rotto ‘timpani ! oh !…

 

Giovanni

Ma lo so io i’cchè fare. ‘Un posso permettere che una santa creatura come la Grazia, la possa essere tradita così. E l’aiuterò ! Non per nulla mi chiaman l’irresistibile: gliela levo via, a i’ Pascià, gliela levo !

 

Procopio

Chi ?

 

Giovanni

La cuginetta ! tre giorni e l’è mia ! La guardi, vo a dire a Sandro che gli stacchi i’cavallo e che riporti le valigie. (ed esce precipitosamente da destra.

SCENA 4°

 

Procopio, Antonio, Carlotta e poi Angiolo

 

Procopio

(solo) Qui succede una tragedia ! (Ad Antonio e Carlotta che entrano abbracciati): Ma la volete smettere di farvi scorgere?

 

Antonio

Da chi?

 

Procopio

Ma da lui, da i tu’ amico !

 

Carlotta

Perché?  I’ chè gli è successo?

 

Procopio

Gli è successo che s’è accorto… sì, insomma e’ crede che voialtri due vu’ ve la ‘ntenda.

 

Antonio

Se la ci si ‘ntende ? Dignene te, Carlottina. (e la bacia).

 

Procopio

Ma smettila con le grullate ! Tu ‘un pensi che vi crede cugini, e v’ha visto invece…

 

Carlotta

O come gli ha fatto ?

 

Procopio

Dio, anche a esser ciechi !  Ieri sera, poi vu’ la facevi sudicina, via !

 

Antonio

E allora ?

 

Procopio

Gli ha detto che l’è innamorato della tu’ moglie…

 

Antonio

Della Grazia. Si sapeva.

 

Procopio

Già, ma i’ male gli è che proprio per amore della Grazia e ti vòl levare di sotto la Carlotta!

 

Antonio

(Strabiliato e sgomento) Eh ?… Nòe, nòe: gli è meglio digli tutto. O la ‘un gli piace, la Grazia? Se la pigli e buonanotte .

 

Carlotta

Bella fiducia tu hai della tu’ moglie! Sicchè tu ha’ paura che io ci cascherei!

 

Antonio

Senti, Carlottina, ‘unn  ischerziamo co’ i’  foco !

 

Carlotta

(battendo i piedi) Cattivo, cattivo, cattivo !

 

Antonio

‘Un t’arrabiare,  via!   No, guarda, io credo che tu  ‘un ci cascheresti: te lo giuro !

 

Carlotta

E allora dammene la prova.

 

Antonio

Che prova ?

 

Carlotta

Lascia le cose come stanno. Lascia che mi faccia la corte !

 

Antonio

Questo, mai !!…

 

Carlotta

E io scappo di casa e ti lascio perché tu se’ un marito geloso !

 

Procopio

Eh, la  ‘un fa di noccioli !

 

Carlotta

E’ lo fo,  lo fo,  e lo fo !

 

Antonio

E allora fa’ come ti pare… oh, ma io, se succede qualcosa, e’ ammazzo tutt’e due. (A Procopio)  Che fo di noccioli, io ?

 

Procopio

No, nemmeno te !

 

Angiolo

(Entrando da sinistra) So’ padrone…

 

Antonio

Eeeeh, smettetela, anche voi, vecchio citrullo, co’ i’vostro gatto! E’ si sa: gli è uscito dalla trappola….

 

Angiolo

(tremante) Sissignore!… I’ topo e’ deve aver aperto lo sportello e via. E’ i’ gatto, dietro!  Ora mi ritorna su i’cacio garantito !

 

Antonio

(furibondo)  E se lo mangia, qui succede una carneficina. (esce da sinistra)

 

Angiolo

(seguendolo) Ma sor  padrone, io, la creda… la ‘unn è colpa mia… (ed esce)

 

Procopio

Via, Carlottina, o che si mette i’ marito a queste strette ?

 

Carlotta

Anche lei, eh ? Ma io fo per guarirlo…. Gelosone che ‘unn’è altro !

 

Procopio

La stia attenta, perché le son cure pericolose…

 

Carlotta

(guardando verso destra) Eccolo: la mi lasci sola con lui.

 

Procopio

E va bene ! (si avvia, poi, tornando indietro)  indove la tiene la pistola, i’ su’ marito ?

 

Carlotta

Nella prima cassetta di’ comò !

 

Procopio

(uscendo)  Ora vo e la scarico, prima la spallo e poi la spolvero. (esce da sinistra).

 

SCENA 5°

 

Carlotta, Giovanni, pio Sandro e Marianna

 

Carlotta

(vedendo avvicinarsi Giovanni)  Ora ti servo io !

 

Giovanni

(avanzandosi disinvolto)  Oh, signorina Carlotta !….

 

 

Carlotta

Oh, signorino Giovanni…

 

Giovanni

Mattiniera vero ? e….. ha riposato bene ?

 

Carlotta

Oh, tutta la notte in braccio a Morfeo.

 

Giovanni

Specialmente la mattina, eh ?

 

Carlotta

Già. Come ci si sta bene, la mattina, in braccio a Morfeo.

 

Giovanni

Già !

 

Carlotta

Già !  (da sé) e’  son tutti questi e’ discorsi  che sa fare alle donne ? Mi pare che sia poco pericoloso !… (forte)  e….lei ?

 

Giovanni

Io ? (recitando a meraviglia la parte, le va vicino e le mormora concitato) Carlotta !… Signorina Carlotta, la mi perdoni !….

 

Carlotta

Oh, Dio mio ! … (da sé, vedendo che Giovanni la lascia e si siede su una poltrona) Dio mio, o che parla su’ i’ serio, ora ?

 

Sandro

(entra da destra riportando le valigie. Vede la scena e mormora) Vai, si butta sulla ragazza ! Segno brutto ! (esce da sinistra canterellando)  “Fare e disfare gli è tutto un lavorare”….

 

Giovanni

Con lei voglio esser sincero. Stamani avevo detto a Sandro d’attaccare perché volevo andar via ! perché son disperato capisce ?… disperato !

 

Carlotta

(da sé)  Chè, chè, ‘un finge ora ! (forte)  E perché la voleva andar via ?

 

Giovanni

L’è una storia un po’ difficile a raccontarsi, ma gliel’ho detto, con lei ‘un posso aver segreti. Dunque un anno fa, a Firenze mi innamorai della signorina Grazia….

 

Carlotta

(con sincerità) Sì, so tutto. La mi’ cugina la m’ha detto tutto. E la Graziella la gli vòl bene, sa ? L’ha sempre pensato a lei, sempre, sempre… l’ha pianto tanto !…

 

Giovanni

(simulando perfettamente) ecco la tragedia ! Io, a rivederla e sentirmi sfumare tutti  ‘sogni, l’è stata tutt’una. Ma di che m’innamorai ? chi lo sa ?

 

Carlotta

Uh Dio !… Insomma la ‘un gli piace più !  e allora ?

 

Giovanni

E allora, un’altra creatura ho visto: una creatura che ho sempre aspettato come una visione! 

Oh, io posso dire come Don Giovanni: ho avuto molte donne,

 

 

ma mai un’anima. Io cerco un’anima, e l’ho vista nella luce dei codesti occhi, de’ tuoi occhi, Carlotta.

 

Carlotta

(da sé, cadendo a sedere)  Ohi !  Ohi !    Ohi !  mamma mia, aiutami !

 

Giovanni

E ora basta. So il mi’ dovere, se lei, Carlotta, la mi scaccia la guardi, io me ne vo. (e va al fondo, un po’ nascosto dalle fronde, appoggiandosi romanticamente ad un albero).

 

Carlotta

(da sé al proscenio)  Che colpo !… (si comprime il cuore). Chi l’avrebbe mai detto ? E pensare che lui crede che io sia ancora ragazza! No, no, gli è meglio dirgli tutto, se no, anch’io fo una pazzia ! (va al fondo e con voce rotta dalla commozione, dice a Giovanni)  La senta, io gli devo dire una cosa. (ma si trattiene perché da sinistra sono entrati Sandro e Marianna).

 

Marianna

(entrando col vassoio del caffè, con voce piagnucolosa a Sandro che la segue)  Ma perché, perché la mi dice queste cose ?

 

Sandro

(come recitando una vecchia filastrocca)  Sì, perché l’è una  creatura che ho sempre aspettato come una visione! Oh, io posso dire come Don Giovanni: ho avuto molte donne, sia pure di servizio, ma mai un’anima. Io cerco un’anima, e l’ho vista nella luce dei codesti occhi, de’ tuoi occhi, Mariannina !

 

Carlotta

(sorpresa ed esilarata, ma con disappunto)  Benone ! (a Giovanni). Ah, l’era una storiella imparata a memoria, eh ? (va verso Sandro). Bravo , voi. Seguitate perché son curiosa di vedere come la va a finire !

 

Marianna

Gli è stato lui, perché io….

 

Carlotta

‘Un parlo con voi. Andate in casa !

 

Marianna

Sì, ma gli è stato qui’ coso !  (ed esce piagnucolando da destra)

 

Carlotta

(a Giovanni). Signor Don Giovanni la l’ha fatta bassa… Mi dispiace per lei.   Arrivederla a più tardi !  (uscendo a Sandro).    Bravo Sandro; vu’ farete carriera !   (esce da sinistra con un ultimo sguardo a Giovanni e mormorando con rabbia)     Brigante !

 

Giovanni

(avvicinandosi lentamente a Sandro, il quale prima piano, poi di corsa, tenta di sfuggirgli, egli lo afferra e gli dice a denti strettiHa’ sentito i’cchè l’ha detto la signorina ? Tu farà carriera. Va ‘n casa, piglia le valigie e riattacca. Si parte subito, e appena a Firenze: carriera ! Ma di corsa. Si va a Roma: là c’è da combattere ! (lo prende per il

 

 

colletto e lo fa uscire da sinistra)

 

SCENA 6°

 

Giovanni, Grazia e Giuditta

 

(Entrano da destra Grazia e Giuditta vestite da messa, col velo in testa e il libro delle preghiere)

 

Giuditta

(accennando  Giovanni alla figlia) Eccolo, guarda. Dio, che occhi che ti fa. Tu vedrai che ti vòl parlare. E te parlaci.

 

Grazia

Sì, mamma.

 

Giuditta

E’ ‘un mi chiamare mamma. Chiamami zia.

 

Grazia

Sì, zia.

 

Giuditta

(a Giovanni con un sorriso agrodolce) Bongiorno !

 

Giovanni

(con lo stesso sorriso) Bongiorno !  (a Grazia)  Signora, avrei da dirle du’ parole…. Che permette ?

 

Grazia

(dà uno sguardo alla madre ) volentieri; salgo  a posar la roba e scendo subito. (a Giuditta) Andiamo…zia. (esce da sinistra).

 

Giuditta

(da sé uscendo). Che viso di Satanasso !…

 

SCENA 7°

 

Giovanni, Antonio e Sandro

 

Giovanni

(rimasto solo si mette a sorbire il caffè, borbottando da sé) In che mani l’è cascata ! E io che ho tanto sospirato per lei. Qui ‘un c’è che du’ modi per renderla felice: o portar via quella civetta della su’ cugina o persuaderla la lasciare i’ marito ! Che mascalzone ! (vede entrare Antonio)  Ah, eccolo !

 

Antonio

(entra da sinistra, con aria ironica) Bongiorno, Nanni, come va dopo… la sconfitta ?

 

Giovanni

Che sconfitta ?

 

Antonio

Sai, e’ parlo di Novara !

 

Giovanni

Già, Novara ! la t’ha bell’e’ informato, eh, la tu’ bella cuginetta.

 

Antonio

Eh, la ‘un mi nasconde nulla.

 

Giovanni

E tu hai la spudoratezza di dirmelo così ?

 

Antonio

Sai, io son sincero.

 

Giovanni

E allora, tu devi sapere che se ‘un c’entrava di mezzo qui’ cretino di Sandro…

 

Sandro

(che sarà entrato da sinistra con le valigie)  Vai, e’ parlan di me ! (ed esce da destra)

 

Giovanni

A quest’ora, e’ te l’avevo bell’e’ soffiata.

 

Antonio

‘Unn è possibile !

 

Giovanni

L’era bell’e’ diventata pallida, sarebbe bastato una parola di più.

 

Antonio

E io v’ammazzavo.

 

Giovanni

Fino a questo punto ? ma che me lo dici allora, i’cchè tu l’hai sposata a fare quell’altra disgraziata ? ma ‘un ti rimorde la coscienza di far martire la più santa creatura dell’Universo ?

 

Antonio

Eh, come tu esageri !

 

Giovanni

‘Unn’ esagero, la Carlotta la ‘un gli lega nemmen le scarpe alla tu’ moglie. Prima di tutto l’è brutta e antipatica….

 

Antonio

Ohe, ohe, dico !…

 

Giovanni

…. Brutta, antipatica, civetta e peggio ancora !….

 

Antonio

(alzandosi furibondo).  E se tu seguiti, la ti va a finir male ! L’è  bella, simpatica, modesta e più che onesta.

 

Giovanni

Già, tanto onesta che l’ha unn’ha scrupoli a fare quello che fa con te: co’ un omo ammogliato !

 

Antonio

E allora se tu la vo’ sapere….

 

Giovanni

Io ‘un voglio saper nulla ! ma ti dico che t’ha torto marcio a perderti con lei e trascurare la tu’ moglie; una donna esemplare, brava, bella e onesta, perché nonostante che prima di sposarti la fosse innamorata di me, e che la t’abbia sposato contro stomaco….

 

Antonio

Ma come “contro stomaco” ?

 

Giovanni

Sì, perché tu se’ un essere indegno. Nonostante tutto, se io gli dicessi: Grazia, andiamo, scappiamo insieme, la lasci qui’ bruto di su’ marito… lei, la ‘un lo farebbe e….

 

Antonio

(divertito) E chi te lo dice ?

 

Giovanni

Io, perché son sicuro.

 

Antonio

Quasi quasi, vorrei far la prova. Buttati, Nanni, così si vede, se l’è onesta come tu dici !

 

Giovanni

(strabiliato) Ma come ! ma l’è la tu’ moglie sai !

 

Antonio

I’ cchè me n’ importa ? O la ‘un ti piace ? Pigliala.

 

Giovanni

Tu meriteresti i’ capestro. Ma ti voglio persuadere. ‘Un parto più, mi trattengo finchè ‘unn’ avrò raggiunto lo scopo. E te, tu mi devi promettere che se la tu’ moglie la mi resisterà, tu manderai via di casa quell’altra. Me lo prometti ?

 

Antonio

Ti prometto che vorrò bene alla mi’ moglie e leverò di torno la mi’ cugina. Però, voglio anche da te una promessa.

 

Giovanni

Sentiamo.

 

Antonio

Se la Grazia la ti casca fra le braccia, te tu sposerai la mi’ cugina.

 

Giovanni

Ah, tu me la vorresti appiccicare, eh ? (pensa, poi drammaticamente). Ebbene sì, farò questo sacrificio per rendere felice la tu’ moglie. E ora, vo a dire a Sandro che gli stacchi i’ cavallo e che riporti su le valigie (esce da destra)

 

SCENA 8°

 

Antonio, Carlotta e Procopio, poi Grazia e Giovanni

 

Antonio

(rimasto solo, va a sinistra e chiama) Carlotta, sor Procopio, venite.

 

Carlotta

(entrando con Procopio) Sicchè come l’è andata ?

 

Antonio

Benone, proprio come s’era detto.

 

Procopio

Sicchè c’è cascato ?

 

Antonio

Sì… (a Carlotta) Ma m’ha anche detto che te, t’eri lì lì per dargli retta.

 

Carlotta

Uh, bugiardo !

 

Procopio

Lasciamo correre ! Piuttosto, come l’anderà a finire ?

 

Antonio

S’è scommesso; se la mi’ cugina, ossia la mi’ moglie e la gli cascherà fra le braccia….

 

 

Procopio

(Disorientato)  Aspetta un poco…. La tu’ cugina, quella là. La tu’ moglie, questa qui…. ‘un ci capisco nulla !

 

Carlotta

Tira avanti.

 

Antonio

…allora gli sposerà la mi’ moglie, ossia la mi’ cugina.

 

Procopio

Ohi, ohi, mi gira la testa !  che pasticcio!

 

Carlotta

Ma la scusi, sor Procopio, è così semplice !

 

Antonio

Tutto sta che la Grazia la gli caschi fra le braccia.

 

Carlotta

Bada veh ! Io credo invece ,che la farà la parte della moglie onesta.

 

Procopio

E che interesse avrebbe a far la sostenuta ?

 

Carlotta

Per sapere fino a che punto lui gli vol bene

 

Antonio

E quando l’avrà saputo ?

 

Carlotta

Allora la sarà lei a spiegargli come stanno le cose.

 

Antonio

Noe !… invece ho trovato la maniera: state a sentire…. (vede entrare Grazia con Giuditta) ah, eccole ! Sor Procopio la mi rimorchi la zia !

 

Procopio

Ci penso io. (va verso Giuditta e si allontana con lei).

 

Antonio

Senti, Graziella…. (simulando)   Ma che lo sai ?

 

Grazia

I’chhè ?

 

Antonio

E’ s’è scoperto ogni cosa ! Dianzi, mentre parlavo con Giovanni e m’è scappato una parola, poi, per rimediarla ho fatto peggio, e così, ho dovuto confessargli lo scherzo che s’era fatto.

 

Grazia

(tremante ma sorridente) Ma lui.  Allora….

 

Antonio

Tu avessi visto ! e’ ballava dalla contentezza. (a Carlotta) ‘Un ballava ?

 

Carlotta

Uh !.. e’ pareva un frullino ! tu avessi visto la felicità di quell’omo quando t’ha saputa libera !!

 

Grazia

(timida) Ma, allora… Lui m’ha detto che mi vol parlare.. ‘Un ci parlo più !

 

Antonio

Perché ?

 

 

                       

Grazia

Perché ora si fa davvero. ‘Unn’è più uno scherzo…

 

Carlotta

Su, grullina, o che ti vergogni ?

 

Antonio

(vedendo avvicinarsi Giuditta e Procopio)  Ecco la tu’ mamma, ‘un ti fare scorgere.

 

Giuditta

Son curiosa di vedere come la va a finire.

 

Procopio

Bene, bene garantito.

 

Giuditta

Che lo metterà a posto ?

 

Antonio

La vedrà che posticino che la gli trova. Gnamo, gnamo zia (e la spinge verso sinistra al fondo)  e’ si fa una giratina in giardino.

 

Giuditta

‘Un vorrei però che l’esagerasse, quella benedetta figliola; perché la religione la ‘un vole che si punisca i’ colpevole, ‘nteso ?  meglio un marito vivo che un peccatore morto !

 

Procopio

La stia tranquilla. (esce dal fondo con Giuditta)

 

Antonio

(seguendoli) vieni, Carlotta.

 

Carlotta

Eccomi. (a Grazia)  Allora, tu ha’ inteso. Addio a poi, Graziella (segue gli altri lasciando sola Grazia)

 

SCENA 9°

 

Grazia, Giovanni, poi Sandro e nascosti Antonio, Carlotta eGiuditta

 

Giovanni

(entrando da destra si sofferma dopo aver visto Grazia, poi, mormora da sé)  E ora come mi contengo ? Se fosse anche lei una donna come tutte quell’altre ?

 

Grazia

(che vedendolo si sarà allontanata) O Dio, come mi trema le gambe!..

 

Giovanni

(andandole vicino)   Grazia….

 

Grazia

Son venuta, perché lei, dianzi, la m’ha detto che la mi voleva parlare…

 

Giovanni

Sì, infatti. Ma ho cambiato idea, perché dopo che ho parlato con Antonio, mi pare che ‘un ci sia più nulla da dirci. Lei la deve proseguire la su’ vita, accettare con rassegnazione quello che i’ destino gli riserba e fare soprattutto assegnamento sulla su’ onestà…. Mi son spiegato ?

 

Grazia

Io …. ‘un capisco….

 

(piano piano, da sinistra entrano Antonio, Carlotta, Giuditta e Procopio e vanno a nascondersi al fondo, dietro le piante)

 

Giovanni

Dianzi, la su’ cugina la m’ha detto che lei, un anno fa, in via de’ Bardi, vedendomi partire co’  volontari, l’ha sentito per me qualcosa….  Ma ‘unn’ era nulla… vero ? Forse un po’ di compassione per que’ poveri ragazzi che vanno a sacrificarsi per la libertà… la ‘unn’ era compassione, no ?

 

Grazia

No, veramente, no…

 

Giovanni

E allora ?  dunque gli è proprio vero che la…. Sì, che la  m’ha voluto bene ?

 

Grazia

O come si fa a rispondere a queste domande ?

 

Giovanni

‘Unn’ era vero. Ho capito…

 

Grazia

Invece sì, gli ho voluto bene.

 

Giovanni

Male, malissimo.

 

Grazia

Ma come ? anche lei la m’ha guardato, la m’ha fatto un saluto….

 

Giovanni

Sì, ma ho fatto così, come si fa alle ragazze affacciate alla finestra… “Addio biondina !… addio morina…!”

 

Grazia

(con voce di pianto) No, no, ‘unn è possibile ! Sicchè lei la ‘unn ha mai pensato a me in quest’anno…

 

Giovanni

Io ? Mai!…

 

Grazia

Io sì, sempre…. (piange)

 

Antonio

(piano a Giuditta) Ha visto eh ? L’è lei che la gli fa la dichiarazione ! (gli altri lo zittiscono)

 

Giovanni

Dunque mentre io ero lassù, lei… qui a Firenze…

 

Grazia

Perché dovrei dire una bugia ? non solo pensavo a lei, ma a tutti ‘su’ compagni. Che lo vol sapere ? Son diventata perfino liberale.

 

Giuditta

(piano agli altri del gruppo) Questo passa ‘limiti ! (gli altri la trattengono)

 

Giovanni

Sicchè, via, nonostante la volontà de’ su ‘ genitori, lei l’ha seguitato a volermi bene in segreto ?

 

Grazia

Ho imparato quella canzone che quella sera cantavano i volontari in via de’ Bardi; e quando nessuno mi sentiva, la cantavo da sola e poi piangevo.

 

Giovanni

Sì, ricordo; parlava della bandiera e degli innamorati.

 

n.3

LA CANZONE DEI VOLONTARI

I

Grazia

Quando la bella mia m’ha salutato,

piangendo m’ha donato il tricolore,

il bianco ha detto, è il pianto che ho versato,

il rosso è tutto il fuoco del mi’ amore.

E il verde è la speranza

Che un dì ritornerai,

e allor mi sposerai,

se morta non sarò !

Ma non tornar

Se per la patria bella

Di libertà la stella

Lassù nel cielo non brillerà….

Giovanni e Grazia

E se avverrà

Che in mezzo alla battaglia

Ti uccida la mitraglia

Un bacio mio ti raggiungerà !

II

Grazia

La mia bandiera porterai sul petto,

allor che attaccherete l’invasore,

e la difenderai col tuo moschetto,

e la difenderai col tuo valore.

Un bacio, un giuramento,

e va’ in combattimento

e quando tornerai

la vita ti darò !

Ma non tornar

Se per la patria bella

Di libertà la stella

Lassù nel cielo non brillerà….

Giovanni e Grazia

E se avverrà …. (Ecc.)

Giovanni

(mentre Grazia gli appunta sul petto una coccarda tricolore)  Grazia, anch’io ti voglio bene, anch’io ho pensato sempre a te. No, non piangere. Senti: andiamo via insieme, fuggi da questa casa dove nessuno ti vuol bene. Ti porterò con me, e tu sarai mia per la vita….

Giovanni e Grazia e coro

E se avverrà …. (Ecc.)

Giovanni

(a Sandro che entra da destra con le valigie per riportarle a sinistra) No, Sandro, rimettile sulla carrozza e attacca i’ cavallo, si parte subito, ma subito.

                    

Sandro

(non potendone più)  O la senta veh, io mi son rotto le scatole a far questa “corvéè”.

Giovanni

Soldato Alessandro Procoli, conoscete i vostri superiori ?

Sandro

Signorsì, signor Luogotenente !

Giovanni

Portate le valigie sulla carrozza, avanti, march !..  (Sandro esce da destra sbuffando)  (a Grazia)  Andiamo Grazia, ‘un c’è tempo da perdere.

SCENA 10°

Tutti

Giuditta

(saltando fuori) Ah, no, caro signore ! Le donne le ‘un si rapiscono ! (prende fra le braccia Grazia)

Antonio

E lei la ci stava. Ha’ visto, Nanni ?  fidati delle donne !

Giovanni

Ho perso la scommessa e son pronto a pagare !

Carlotta

(facendosi avanti) a pagare ? Come ?

Giovanni

Sposando lei. Ma l’avverto che la m’è antipatica !

Procopio

Come ?… Come ?…

Antonio

Sì, s’è scommesso che, se la Grazia la ‘un gli avesse resistito, lui gli avrebbe sposato la mi’ cugina !

Carlotta

E allora, se la sposi, eccola là. (accenna a Grazia).

Giovanni

Ma come ?

Antonio

Grullo ! Sposala: l’è lei la mi’ cugina ! (abbracciando Carlotta) Questa l’è roba mia !

Giuditta

Eh !? …. A un liberale mai!

(si odono in lontananza alcuni rulli di tamburo. Tutti si voltano verso il fondo e si guardano negli occhi sgomenti per una muta domanda)

Sandro

(entrando dopo alcuni istanti da destra)  C’è  ‘tedeschi !

Tutti

Indove ?  Indove ?  ….

Sandro

Laggiù, e’ vengon su da Fontebuona ! gli ho riconosciuti ! Figli di cani! (i rulli del tamburo si avvicinano. Tutti vanno nel fondo e guardano verso destra)

Antonio

Questa i’ Granduca ‘un ce l’aveva a fare !

Giuditta

Brutta carogna !

Procopio

Chi ?

Giuditta

I’ Granduca ! (prende per una mano la figliola e la conduce presso Giovanni esclamando)  E allora, se la pigli ! 

(i due giovani si abbracciano, felici. Angiolo e Marianna entrano da destra e vanno al fondo guardando anch’essi. Si ode più forte il rullo del tamburo)

Tutti

(meno Giovanni e Grazia dal fondo)   Eccoli, eccoli !

Giovanni

Lasciateli passare e cantate con me, piano, perché ‘un ci sentano,

n.4

FINALE TERZO

Tutti

Ma non tornar

Se per la patria bella

Di libertà la stella

Lassù nel cielo non brillerà….

(Sandro appunta sul petto di Giuditta recalcitrante la coccarda che in precedenza avrà tolto dal bavero di Giovanni).

FINE

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