Il generale si sposa

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IL GENERALE SI SPOSA

COMMEDIA IN DUE ATTI

di Angelo Alfieri

Personaggi:

Detto Del Signore: ex generale

Milopotamo:                  docente di filosofia/ figlio

Cloto:                                         insegnante di greco/ figlia

Teopompo:                        ex ciclista/ marito di Cloto

Nota:                                           letterata /amica di Detto

Della:                                          organizzatrice di eventi

Sig. Mandarini:        domestica

Giardiniere

Donna misteriosa

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Dedicata a mia moglie Anna

Prematuramente scomparsa

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ATTO PRIMO

Scena prima

La scena si svolge nel soggiorno del pluridecorato generale Detto Delsignore. Il locale è ben arredato con mobili antichi, una grande libreria, un divano, alcune sedie, un tavolo, un lampadario a stelo. La scena è composta da quattro porte: una è d’ingresso, la seconda conduce al giardino la terza è quella della camera da letto e la quarta conduce in cucina. Milo è in scena, è vestito con un completo e non indossa la giacca. Si sta allacciando il nodo della cravatta, sul divano c’è la sua ventiquattrore, si sta preparando per uscire. Dopo essersi annodato la cravatta esce di scena. Subito entra Detto, vede la borsa, la prende e la posa a terra, quindi fa un giro perlustrativo come se stesse cercando qualcosa che non trova. Alla fine esce di scena. Entra la domestica con un cesto di panni, lo posa un attimo perché ha dimenticato qualcosa e quindi torna indietro per andare a prenderla; mentre esce trova a terra un foglio che depone sul tavolo. Rientra Milo, inciampa nel cesto e quasi cade, si lamenta tra sé mentre indossa la giacca che aveva lasciato, vede il foglio e lo legge, va a prendere la borsa, non la trova e quindi esce di nuovo con un gesto di stizza. Rientra la domestica, riprende il cesto dal quale esce un oggetto che rimane a terra. Rientra Detto, raccoglie l’oggetto tenendolo sotto il braccio,si mette a frugare tra i libri, rientra Milo.

MILO:            Ehi, papà, cosa cerchi? Cos’hai sotto il braccio? Ma guarda qui, dove

l’hai trovato? (Sono dei pantaloni da uomo). Sono le sette va’ a riposarti, poi dici che sei stanco… non capisco perché ti alzi così presto. Non hai nulla da fare tutto il giorno. Deve venire qualcuno? Ah, ecco la borsa (Cerca di capire come abbia fatto a finire lì, fa un gesto). La Signora Mandarini! (Crede che sia lei a spostare le cose, rilegge il foglio). Dunque , che c’è scritto: “ricordo quando il mio amante Algerino.”..questa è la calligrafia di mamma … ma come è possibile … (Rimane perplesso). “Gli anni più belli della mia vita passati con te “… ho le travecole o … dov’era. Questa poi … bisogna che lo dica a Cloto, papà non sa più quello che dice … mah! (si siede molto turbato,lo mette in tasca, si rialza di scatto per uscire).

DETTO: (Perplesso). Sai dov’è la signora che abita qui? È un po’ che non la vedo. Dobbiamo andare alla clinica, devo ritirare gli esami e poi la porto sulla

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seggiovia del Sacro monte a vedere il duomo di Milano, se c’è ancora, sai com’è .

Sono più di vent’anni che non ci vado. (Appare la Mandarini, non dice nulla, scrolla la testa, attraversa la scena ed entra in camera).

MILO: Ma papà, la mamma è morta da vent’anni, non ricordi? (Accentua il venti anni con un gesto della mano).

DETTO: Questo lo dici tu! Chi era quella che è venuta ieri con quello? (È molto vago e poi non vuole dire che era bellissima).Tutta … ben messa … alta, magra …con il vestito verde … andiamo, non mentirmi.

MILO: Ma papà, è Silvia, la mia fidanzata! Sì, ci assomiglia un poco, ma da qui a prenderla per lei … Sicuro di vederci bene, papà? (Tra se). Dove andremo a finire con quest’uomo!

DETTO: Se è lei meglio, si vede che è una bambolona! (Ride della sua battuta, guarda Milo di sottecchi).

MILO:             Papà, non capisco se lo fai apposta oppure ti stai ammalando sul serio,

mi metti a disagio con gli altri, lo capisci? Tutti quanti non fanno che ripetermi: ma tuo papà si comporta in modo strano … che figura faccio, dimmelo tu!


DETTO:


In modo strano? Ah, e invece loro sono normali!


MILO:


Loro chi? Loro chi? (Lo rimprovera severamente, è preoccupato).


DETTO:        Loro, gli altri. Per esempio quella lì che… cip cip cip, cinguetta tutto il


giorno. Quella lì è normale, eh? Chissà poi chi è, boh … Non mi ricordo come si chiama, Clo ... Cro … Boh.

MILO:             Cloto!

DETTO: Ecco, lei, proprio lei. Se viene ancora qui la strozzo. Ma lo sai cosa mi ha detto? No, aspetta un momento, io sono Detto. (È un tormentone: lo dice spesso. Sembra aver perso il filo del discorso ma poi si riprende). Ah sì, mi ha detto che èmia figlia … non capisco.


MILO:


E chi vuoi che sia, è Cloto la mia sorella prediletta. (Con trasporto).


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DETTO: Ed è l’unica che hai. O forse no? Non c’è anche quell’altro pirletta … Come si chiama, il corridore di bicicletta … Pompetta, Polpetta … che personaggio quello lì... a volte mi chiedo se sia italiano uno così. Mi domando come si possa lasciar circolare un baccalà di cotal genere!

MILO:             Si chiama Teopompo, Teo-pompo. È una cosa impossibile! (Entra la

domestica con una pila di piatti, dopo una sbandata riesce ad uscire con la pila indenne, Milo la vede passare rimanendo con le braccia aperte, che in un primo momento significavano disperazione ed ora rassegnazione, gag a piacere).

DETTO: Appunto, la pompa. Era un ciclista. Non ho mai capito se correva o se gonfiava le gomme. (Ci pensa su, ma non ricorda). Una cosa però la so: è un po’ un pirla e si crede il marito della, della, della cosa lì, come si chiama… (Milo fa dei gesti, cercando di mettere a fuoco la situazione).


MILO:


Di mia sorella Cloto.


DETTO:        Che sarebbe la parente dell’Agnese Coccoloni. La moglie di Balconi. Si,


ora ricordo il fatto, sono collaterali … origini poco nobili … (pensa) c’è qualcosa di poco chiaro …

MILO: Sì, sì, hai ragione te. (È accondiscendente). Adesso però devo andare e mi raccomando, non fare disastri. Mi piacerebbe proprio sapere chi è questa Coccoloni ! (Dice tra sé, prima di uscire di scena).


DETTO:


Dove vai? Al mare!


MILO: Papà! (Gli mostra il foglietto). Voi da giovani siete stati ad Algeri, voglio dire tu e la mamma … cerca di ricordare …

DETTO:        Algeri ,Algeri … non lo conosco. Sarà passato di qui. Chiederò al mio


attendente Perugino! Appena posso gli telefono. C’era una musicista mi pare che è andata da quel signore .. si un tipo alto, basso. Deve aver combinato un sacco di guai.

MILO: E’diventato insopportabile .Esco, vado all’università … la situazione sta diventando ingestibile.(Gesto di rassegnazione).

Si spengono le luci. Siamo verso mezzogiorno dello stesso giorno

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Scena seconda

Detto è da solo in scena, fruga tra i libri e le carte dalle quali esce un foglio scritto a mano. Entra la signora Mandarini, deve fare le pulizie.

MANDARINI: Generale si tolga dai piedi non è giornata, si dia da fare in giardino coi merli. (È molto risoluta, è una donna che non sa perdere tempo in chiacchiere). Lei è l’emblema del disordine, quando torna suo figlio mi sente … Branco di pazzi questi generali … gli facessero fare la guerra fino a cento anni ,almeno non stanno tra i piedi delle domestiche. Eccolo lì, come se niente fosse, non mi vede nemmeno. (Alza la voce). Generale ha capito? (Non ottenendo risposta sbatte lo straccio ed esce).Vaneggia sempre di più e loro se ne fregano altamente.

DETTO: Toh, guarda che bello! (Esclama, esaminando il pezzo di carta sotto la luce della lampada, lo dice al pubblico in modo confidenziale). Chissà chi l’hascritto… Mah… E che lingua sarà mai? Qui ci vorrebbe uno di quelli che… che… Bah! (Si ingarbuglia con le parole). Mettiamolo qui, sarà della Diana Perbacco… Dopo dicono che sposto le cose, non è vero. Loro le perdono e danno la colpa a me. Che colpa sarebbe poi? Sono diventati tutti matti qua dentro. Un anziano generale può fare tutto quello che vuole… anche niente. Voglio proprio vedere chi lo prende: lo metto qua. Con tutti questi stranieri che girano per casa! Chi li conosce poi? Lasciano fogli dappertutto. Soprattutto la Perbacco. Quando viene parla e parla… e io non capisco niente di quello che dice. Magari vuole dei soldi, ma io, non capendo nulla, non glieli do. Meglio così! (Mostra le tasche, sono completamente vuote).

(Entra l’amica di tutti, Della, la domestica va ad aprire e poi esce).

DELLA: (Della la guarda male, non l’ha nemmeno salutata). Che carattere! Ciao Detto, come sei vispo. Bene, sono contenta di trovarti a casa. Stavi studiando? Oh, che bello! (Si guarda attorno, curiosa in giro e, non vista, tocca ogni cosa mettendo disordine tra le carte, si capisce che cerca qualcosa). Che razza di domestica avete...scorbutica. Stai tranquilla che le troverò quelle lettere. (Tra se).

DETTO:        Eh? (Scende dalle nuvole, era sovrappensiero). Buongiorno signora,

desidera vedere qualcuno? L’ippopotamo, il ciclista, colta, scotta, cotta o come accidenti si chiama. Comunque sia, si sbrighi perché oggi non è aria e ho delle importanti faccende da sbrigare :sappia che non sono lo sguattero di casa. E poi mi

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brucia anche la pentola sul fuoco. Ho dei manicaretti … Ma lei non è la cameriera?


DELLA:

figlia Cloto.


(Della lo interrompe).Giornata storta? Comunque si chiama Clo-to, tua


DETTO:         Lei invece come si chiama di solito? Sa qui è un andirivieni di pazzi


che… (La guarda come se la vedesse per la prima volta puntandole contro il dito indice. È sicuro di essersi ricordato il suo nome). Quella!

DELLA: Della, sono Della, la tua amica del cuore … Ma è mai possibile che non ti ricordi niente? Dimmi la verità, lo fai apposta per dileggiarmi.

DETTO:        Per che cosa?

DELLA: Mi dileggi, mi canzoni, mi offendi. Dopo tutti questi anni di amicizia, trattarmi così come una volgare mezza calzetta. Oh, povera Dafne. (Si mette le mani nei capelli e guarda in su).

DETTO: (La imita senza capire guardando in alto e invocando con le mani). Dafne, guarda giù, lo so che sei in camera. Ma chi è questa Dafne?


DELLA:


La tua povera moglie.


DETTO:        La sto cercando da stamattina, non sapevo che si chiamasse così. Io la


chiamo Baffi. (Mandarini entra improvvisamente attraversa la stanza ed entra in camera di Detto).

DELLA: Ancora con questa storia … (Si massaggia le tempie, cercando di rimanere calma, Detto è esasperante). Detto. (Pronuncia il suo nome e poi fa una breve pausa, come se stesse cercando le parole adatte). Dove sono i tuoi figliMilopotamo e Cloto?

DETTO: L’ippopotamo non c’è, e neanche Scotto. Sono mesi che non li vedo … Aspetta, figli hai detto? Detto? Un momento, Detto sono io!

DELLA: Figli sì, figli. Accidenti, Detto, finiscila. Lo so … Ti capisco perché vivere da soli non è il massimo, prendi me per esempio, sono tanti anni che sto così. (Detto allarga le braccia come se la cosa non lo riguardasse). Che vita è…una

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volta svolti i compiti della giornata cosa ti resta? (Mandarini ripassa ed esce senza fiatare, Della la guarda e scrolla la testa). Se ripassa la mando a quel paese. (Si sente uno schianto fuori scena, è caduta la Mandarini che borbotta qualcosa di incomprensibile).

DETTO: Ah, lei va ancora a scuola, brava! (Rientra la domestica con un pezzo di corazza medioevale e la porta fuori, nessuno se ne accorge).

DELLA: (Non si sente di ribattere all’ennesima divagazione e quindi tira dritto). La giornata è vuota e poi non ho figli … fortunatamente ho i tuoi che mi tengono occupata. (Fa una breve pausa, dopo un attimo di riflessione continua a parlare). Io mi domando perché non fai come gli altri pensionati, vai a pescare no? Te la regalo io la canna se non ce l’hai. (Rientra la Mandarini).

MANDARINI: Brava, glielo dica anche lei. (Esce come prima lasciando Della a bocca aperta).

DETTO: Non lo dica a me, signora, non lo sapevo. Scusi. Non sapevo che fosse sola. È la prima volta che sento parlare di figli. (Ride stupidamente). E poi la canna ce l’ho già: cosa crede?

DELLA: (Tira dritto di nuovo). Meglio avere guai che gironzolare tutto il giorno per negozi alla ricerca dell’ultima novità da sfoggiare davanti allo specchio, capisci?

DETTO: Oh! Non sai che cosa ci faccio io davanti allo specchio. Mi metto la divisa e do ordini al mio esercito: attaccate! (Fa degli strani gesti, forse non ha capito bene ciò che dice Della). Lo sa che ho cento venti anni? Per mantenermi in forza midanno una sostanza speciale che viene dal Madagascar, una polverina azzurra. (Dai gesti che fa, sembra un mago). Tu la bagni un po’ e la bevi … pensi che una volta hoperfin cantato l’Aida, cara la mia Sol.

DELLA: Mi chiamo Della, non Sol, chiaro? Smettila di fare lo stupido, sono venuta qui per una faccenda importante che devo sbrigare con Milo e Cloto. (Dopo un attimo gli si fa dappresso). Dammene un po’ anche a me di quella polvere! Non sisa mai, coll’età … una …

DETTO: Subito! (Esce di corsa e rientra poco dopo con un fustino di detersivo, ne prende una manciata e la mette in una busta che trova li per li, la porge a Della ). Mettila via, se ci scoprono sono guai, guai come quelli che dicevi tu prima. Rischiamo l’impiccagione.

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DELLA:        (Scoppia in una risata che si ode perfino sulle scale). Allora, i tuoi figli?

(In quel momento la domestica fa capolino dalla porta, Della la vede) No, no… Mi

scusi, ero io che… insomma, ne dice di tutti i colori: le spara proprio grosse

…(Chiude la porta). Guarda cosa mi fai fare. Era quell’impicciona della Mandarini,

la domestica … che figura! Ma lo sai che Milo è un grande intellettuale? Un

professore universitario di filosofia? E tua figlia un’insegnante di greco e latino,

capisci cosa dico?

DETTO: Perché me lo dici? Non sono mica scemo, ho solo qualche piccola lacuna di… coso, di… (Non gli viene la parola).

DELLA: Di memoria? (È presa dalla smania di giovinezza, si atteggia come una diva del cinema). Diventare anziani così…non voglio dire vecchia perché, brrrr, mifa paura. Sono terrorizzata dal pensiero di non riuscire a gestirmi. Sai, tengo molto alla mia immagine: sono pur sempre una donna d’affari. Affari … (Lascia la frase in sospeso come se si fosse resa conto d’aver esagerato a dire di essere in “affari”).Oramai non si sposa quasi più nessuno. Non come facevano una volta perlomeno. Adesso ai pranzi di nozze mangiano le caramelle! Le bomboniere sono di volgare plastica … Puah! Matrimoni minimalisti. Sono costretta a svolgere altre attività. Ci si deve reinventare! (Le ultime parole le dice allungandole, perché è entrata la Mandarini con un cesto di panni che trascina a fatica per la stanza).

MANDARINI: Pesano più di me. (Ad un certo punto non riuscendo a trascinarli per l’eccessivo peso, perde la presa e finisce in cucina, si sente un rumore di stoviglie. Detto non se ne accorge, Della si alza, cerca di aiutarla ma ci ripensa, perché la domestica riappare subito).


DETTO:


Brava Sol, reinventati!


MANDARINI:          Ci mette di tutto qua dentro, non mi meraviglierei se ci fosse un


pezzo di cannone. (Finalmente riesce a portarlo fuori,Esce).

DELLA: Mi chiamo Della non Sol, chiaro? Smettila di fare lo stupido … Ma Milo e Cloto quando arrivano? Proprio oggi che ho molte cose da… sembra che lo facciano apposta. È vero che non ho mai niente da fare, ma oggi sono presa fino al collo! (Ha guardato la domestica uscire scuote la testa in segno di superiorità).

DETTO: Io non ho problemi di collo, ho problemi di calli. Poi non mi riguardano le tue faccende. (Nel frattempo Detto ha gironzolato qua e là e ora sfoglia un libro che crede di riconoscere). Ah,questo l’ho scritto io, ora ricordo.

DELLA:        Ah sì? Le pagine gialle adesso le scrivi tu? E da quando?

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DETTO: Oh da … beh sarà almeno da… da tanto… da ieri. (Si arrabbia perché non ricorda. In quel momento suonano alla porta, Della va ad aprire, entra Teo con dei pacchi e una ruota di bicicletta che gli scappa di mano, Detto con uno scatto felino l’afferra e la posa sul tavolo).


TEO:


Complimenti generale, ottimo scatto.


DETTO:        Con tutte le guerre che ho fatto, sono sempre agile, altrimenti le tigri del


Bengala mi fanno a pezzi. Ho combattuto in tutto il mondo sa? La mia è stata una vita salgariana … è arrivato primo oggi? Vedo che si porta a casa i ricordini: un po’ molle. (Dice toccando la gomma).

TEO: Ha sempre voglia di scherzare. Buongiorno Della, è venuta per quella faccenda … fra un po’ arrivano tutti e due.

DETTO: Sto cercando dei documenti per la signora Perbacco, mi ha chiesto di andare con lei in Madagascar per cercare il tesoro di suo marito! Caro Pompo, come va la signora? Tutto bene? I bambini? Le bestie? Il circondario? (La domestica ripassa e non vista si sofferma a sentire quello che dicono, scuote le testa ed esce).


TEO:


Bene, Detto.


DETTO:


Amen. (Si fa il segno della croce)


TEO:


Ma cosa fa? Alle volte credo che ci faccia … vero signor Detto?


DETTO:        Io faccio quello che posso. Stavo studiando e questa qui è venuta a


seccarmi. Ma lo sa che ho impegni internazionali? Fate apposta a distrarmi. (Della si mette le mani sulle gote, cercando aiuto dal cielo. Lo fa anche lui e intanto guarda l’orologio). Perbacco come è tardi e non si vede Baffi.


TEO:


(Rivolto a Della). Chi è che non si vede?


DETTO:

Cloto).


La moglie, la moglie! (Suonano alla porta, Della va ad aprire, entra


CLOTO:


Sei già qui Della, e Milo, non c’è?


DETTO:         Buongiorno bella signora, siamo al completo, non ho più camere mi


dispiace, torni domani. Ho dovuto affittare a questa malcapitata che è rimasta sola.

(La trascina da parte).Stai attenta che ha della polvere da sparo in tasca.

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CLOTO:

Di chi è?


Papà, papà! (Sì è seduta vicino al tavolo su cui è appoggiata la ruota).


DETTO         È molle ma adesso la pompa, era del Bartali ,saranno quarant’anni che ce


l’ho, è un regalo che mi fece … Coso... il maggiore Carnevalucci.

TEO:                (Scuote il capo). L’ho portata io, è un nuovo tipo di ruota aerodinamica.

(Nel frattempo, Della si è seduta in poltrona e legge una rivista).

DELLA: Senti qui, conferito premio letterario a Nota Dell’ulivo Adornato. Ma che romanzo ha scritto questa qua? Sarà qualche storia sdolcinata di amanti lontani che si incontrano dopo anni di peripezie. Come suo solito. (Con enfasi). Cloto, tu che hai letto l’altro … come si chiamava?


CLOTO:


L’amore è l’amore.


DELLA: Capirai… Dopo i Promessi sposi c’è solo questo. Il bello è che vende centinaia di migliaia di ‘sti polpettoni, oserei dire “fouilletton vieux jeux” . (Si atteggia con aria snob).

CLOTO:        Guarda che ne scrive un sacco. Sei molto severa con lei… c’è qualche


attrito tra voi o mi sbaglio?(Della sorvola con un gesto della mano). Sai papà, deve venire qui perché si stabilisce a Varese. Ha comprato un appartamento in centro: è un bel posto accidenti. Questi romanzieri fanno soldi a palate, mentre noi insegnanti siamo con l’acqua alla gola. In più dobbiamo anche aggiornarci a spese nostre altrimenti rimaniamo all’età della pietra … e continuano a parlare di rimborsi che non arrivano mai.

DETTO: Chi passa? Oh, finalmente Nota passa a trovarmi. (Tutti rimangono sbalorditi per questo improvviso guizzo di memoria). Sono contento!


TEO:


Si ricorda di Nota? Ottimo!


DETTO:


Do re mi fa sol la!


TUTTI IN CORO:


Mi pareva.


DETTO:


Comunque, avevi ragione tu Della. (La indica con un dito). È un furgun


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vegett. (Realizzando quanto dice Della). L’ho letto anch’io quel libro dal dentista ,una trentina di anni fa: una fesseria, l’ho gettato nella pattumiera. E poi, le copertine, una schifezza … quella cartaccia gialla … no! Via, via … buttare! Baffi lo sa!

CLOTO:        Ho avuto una giornata pesante, è come se avessi lavorato dieci ore, quei

ragazzi se ne fregano di studiare: oggi ho interrogato sul De bello Gallico. C’è da mettersi le mani nei capelli.

DETTO: (Lo fa subito). Sì, sì, è buono il gallo. L’ho mangiato ieri, gallo alla pescatora, me lo ha cucinato Baffi.


TEO:


Ma cosa dice? Baffi? Si è leccato i baffi, voleva dire.


DETTO:        Sì, sì, Baffi. … Baffi, bah! (Si mette le braccia dietro la schiena e cerca


di ascoltare i discorsi che fanno gli altri).

CLOTO: (Vede il foglio scritto in greco che era nel libro e che stava cercando da tempo). Eccolo qua, ma dov’era? È una traduzione che ho fatto un po’ di tempo fa,sapete è inedita si tratta di un passo dell’Anabasi di Senofonte che ho scoperto in una biblioteca, tra alcuni papiri … sembrava perduto... invece … L’avevo tenuta in sospeso perché non l’ho più trovata. (Tutti si atteggiano come se conoscessero l’autore). Era da tempo che la cercavo.Chissà dov’era?

DETTO:        Si sarà bagnato… se era vicino alla fonte. L’avevo messo via io in quel

libro perché c’è la mappa del tesoro dietro. (Tutti ridono). Beh! (Si offende). Cosa credete che non sappia che c’è un tesoro in casa?

DELLA: (Che è ancora seduta, si alza di scatto). Tesoro? (Poi si riprende). Ci sono cascata, scusate. A proposito del matrimonio di tuo fratello, dobbiamo far allestire il padiglione qui in giardino o facciamo il rinfresco in riva al lago? Bisognerà decidersi presto, sono qui per questo. Detto, stammi lontano per favore. (Si capisce che teme di essere contagiata da qualche malattia che Detto potrebbe avere).

CLOTO: Io sono per il giardino. Casomai tagliamo qualche albero, mi sembra di stare in Amazzonia. Sai com’è bello, qui a casa nostra, un bel ricevimento … mi sarebbe piaciuto tanto organizzarlo anche per il mio matrimonio e invece siamo finiti laggiù … (Si vede che è un po’ amareggiata) all’aperto coi ragni che cadevano nel piatto, zanzare dappertutto e tutte ‘ste biciclette tra i piedi…non ho mai mangiato così

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male ad un matrimonio e sfortunatamente era il mio: mi voglio rifare con quello di mio fratello almeno!

DETTO: (Che ha seguito attentamente, ma senza sapere nulla, fa cenni col capo) Sì, sono d’accordo, va bene il giardino. Ci sposiamo in… (non sa cosa dire rimane con un gesto in sospeso). Mah! Al mio matrimonio abbiamo mangiato così male…

TEO: Sì, Detto, sì. Vada in cucina che c’è pronto il pranzo. C’è il gallo che l’aspetta. (Lo accompagna, nel frattempo suonano alla porta, è Milo che torna).

MILO:             Buongiorno a tutti, ah, Cloto sei già qui? Oh, signora Della, siete qui per

il matrimonio da organizzare … Bene, ciao papà.

DETTO: (Rientra in quella con una coscia di pollo in mano e un gran tovagliolo al collo). Ah, l’ippopotamo! Ma lo sai che mi sposo qui in giardino all'ombra deitigli. Per lo meno c'è l'aria buona.

MILO:             Sì, sì, lo so, lo so. (Lo porta in disparte per dirgli). Papà, c’è gente, non

fare così, cerca di stare zitto, insomma. Abbi almeno il buongusto di mangiare in cucina. Guarda come ti sei ridotto, sembri un mendicante… su. Pulisciti la bocca, hai un tovagliolo che sembra una piazza d’armi! (Milo cerca di sistemarlo un po' ma).

DETTO: Signor ippopotamo, non sono suo padre per dire queste cose. Con chi crede di parlare, con uno qualsiasi? Non vede che sto mangiando il gallo della signora? È un po’ duretto… ma…

CLOTO E TEO:  Noi andiamo di là un attimo. (Mentre Detto ritorna in cucina).

MILO: Cara Della, meno male che c’è lei qui altrimenti non so cosa farei da solo con papà. Andando a vivere nella casa nuova lo lascerei da solo... (Lascia in sospeso il discorso). È vero che c’è la domestica ma è troppo risoluta e scorbutica; e poi stapoche ore al giorno …


DELLA:


Bisogna avere pazienza. (Allarga le braccia). Fatelo ricoverare!


MILO:             Per forza, come si fa. La mia futura moglie di certo non lo vuole in casa,


mia sorella nemmeno. Ci sarebbero le badanti ma temiamo che si lasci abbindolare. Non vorremmo che una volta entrata in casa si possa appropriare di tutto il

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patrimonio … abbiamo sentito dei casi inquietanti … è un problema che cercheremo di risolvere in qualche modo. Il denaro per sistemarlo in casa di cura non ci manca.

NOTA: (Suona alla porta ed entra subito senza attendere che le venga aperto: è l’amica di Detto e si fa vedere in modo irregolare, visti i suoi impegni letterari). CiaoMilo, Della come stai? Ti vedo in forma. (Tra lei e Della non corre buon sangue). Sei sempre indaffarata? Questi eventi da organizzare … chissà come guadagni bene! Guadagnassi io così tanto: me ne andrei alle Maldive tutto l’anno.

DELLA: (Interrompendola) .Grazie Nota, sei sempre molto gentile, potevi anche risparmiarti queste smancerie! Comunque ti devo fare le mie congratulazioni: Nota, sei forte! Bel successo il romanzo. (Non ha nessun interesse, lo dice per dire e Nota lo capisce).

DETTO:        (Entra in quella). È gallo, non manzo.

NOTA: (Appena lo vede gli corre incontro, festosa). Detto, che meraviglia, sei ringiovanito rispetto a quindici giorni fa. (Non poteva dire di meglio).Come sei elegante … Sei tutto unto … cosa stai facendo? La tua amica mi apprezza molto vedo

…vorrà dire che ti regalerò il libro, cara Della. Se saprai leggere tra le righe troverai qualcosa che ti riguarda. … Non capisco... hai un non so che di diverso Detto.


DETTO:


Sì … ho tagliato i baffi, erano di due colori.


MILO: Mah, papà, non hai mai avuto i baffi. (Ride per mascherare l’imbarazzo).Scherza!

DELLA:        Lascia stare. Preoccupiamoci invece del giardino da sistemare. (Nota e


Detto si siedono sul sofà e discutono di chissà che cosa. Nota ride quando Detto gli sussurra qualcosa all’orecchio).Cara questi premi li posso vincere anch’io. Sono unadonna di mondo per lo meno quanto te. Ho fatto esperienze che manco ti sogni! (Nota non sente o finge di non sentire).

NOTA: Detto, finiscila! Non sono tua moglie … per adesso. In futuro forse … chissà. (Della ha uno scatto d’ira). Ancora, Detto, cosa dici … Non mi sussurrare nell’orecchio. (Ride sonoramente). Mi fai il solletico.

MILO:             Perdonalo, oggi è un po’ così.

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NOTA:


Mi ha chiesto di svuotargli il pitale: ma è vero che lo usa?


MILO:


A questo punto, tutto è possibile. (Rientrano Cloto e Teo).


CLOTO:        Va bene. (Risponde al telefono). Adesso devo correggere i compiti di


greco … verso sera va bene, ho un po’ di cose da sbrigare, sono in un momento particolare, mi capisci … ti dirò. Ricorda che domani viene il nuovo preside … sì … il professor Santa Fe … ciao, ciao. Ah, dimenticavo, alla terza ora viene un archeologo, deve tenere un corso sui faraoni della XVIII dinastia … Sì, è un corso integrativo, ciao … Teo, andiamo. (Detto ha seguito tutto il discorso facendosi il segno della croce). Ciao Nota un abbraccio! (La vede adesso).

DETTO:        Ottima la faraona. La signora Perbacco mi ha invitato a pranzo, cucina

all’inglese. Diana Perbacco è una cacciatrice di uccelli. (Fa un gesto per indicare quanto basso volino gli uccelli).

DELLA: Te ne vai proprio adesso che dobbiamo organizzare le cose di tuo fratello?

DETTO: (Di scatto). Mio fratello! Adesso me lo ricordo devo andare da lui per la faccenda delle uova di Pasqua. Cara do- re –mi fa- sol- ti saluto. (Si precipita fuori di casa ma rientra subito, Cloto tenta di baciare Teo, ma con tutta quella gente …) Nonc’è , l’ho visto che passava in bicicletta.

CLOTO: Hai ragione, scusa. Ho delle giornate tranquille, ma oggi è stato un disastro, quei ragazzi sono … estenuanti: mi hanno perfino tirato delle palle di carta sulla cattedra. Della, andiamo di là, Milo vieni. (Milo si era messo a leggere ed è distratto, esce seguendo il corteo lasciando il padre con Nota).

NOTA: Ti va di uscire in giardino? È più fresco! Fa così caldo oggi. (Si toglie la giacca) quest’anno l’estateè proprio torrida e siamo solo alla fine di giugno… cimettiamo sotto il tiglio … quello di Dafne! Ci facciamo portare una bibita da Della, così la facciamo arrabbiare un po’. Quella lì crede di essere la migliore di tutti solo perché aveva un marito milionario. E’ gelosa!

DETTO:        Non si può! In giardino c’è il prete che celebra il matrimonio. Andiamo

in camera mia invece … stiamo belli larghi ti faccio vedere delle cose che non hai mai visto. (Nota si divincola un po’ basita, non si aspettava una reazione così audace di Detto).

NOTA: Va bene, ma stai calmo. (Lo porta in camera affettuosamente Detto saltella come un bambino).

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Si abbassano le luci. Una settimana dopo.

Scena terza

Detto entra in scena da solo, prende un libro e comincia a declamare: improvvisamente si accende la radio, quando si avvicina per abbassare il volume, questo si abbassa da solo. Accade per un paio di volte. Qui si possono inserire gag a piacere.

DETTO: C’è del marcio in Danimarca … * C’è anche qui, ma non… Lo sento ma non so da dove viene questo odore strano... Pensano che sia matto e invece sono loro che… (Squilla il telefono). Pronto casa Shakespeare, chi è? … No, è momentaneamente assente … qui non c’è nessun animale, né tantomeno ippopotami, ha capito? (Riattacca). Imbecille, ti faccio vedere io… ministro della cultura, dice … crede che sia uno zoo? Che gente strana c’è in giro, non siamo nella Jungla.

MANDARINI: (* Da intercalare. Entra con un fagotto di panni e va in cucina). È lei che è marcio. (Detto non la sente nemmeno).


MILO:


(Entrando di corsa). Chi era, papà?


DETTO:        Il ministro dei miei stivali, era per lo zoo di Varese. (Era la telefonata


che Milo stava aspettando ed ora si sente come uno che ha perso l’occasione della sua vita).

MILO: Il ministro Bertuccia. Devo ricuperare in qualche modo altrimenti i miei progetti vanno in fumo. Non ci si può fidare di te, papà… Cos’abbiamo detto… che quando suona il telefono mi chiami… ogni tanto, eh! Lo so perché fai così: non ti piace Silvia… non ti è mai piaciuta fin dall’inizio e solo per il fatto che è meno agiata di noi! (In questo frangente alza la voce, poi si riprende. Piuttosto che riconoscere il male che ha colpito il padre cercando una soluzione tenta di banalizzare il fenomeno autoconvincendosi che si tratta di scherzi che il padre mette in atto ). È la ragazzamigliore che potessi trovare! Bada papà che ti faccio ricoverare se continui così.

DETTO: (Ha sentito tutto e fa cenno di sì con la testa). Oh, come la fai lunga, morto un ministro se ne fa un altro, tanto cosa cambia? Sono sessant’anni che andiamo avanti così… è cambiato qualcosa forse? No! Chi è poi questa Silvia? (Lo dice tra sé).

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MILO:


Che lucidità! Non capisco se fai apposta o sei proprio andato in …


DETTO: Faccio quello che posso. Fermo lì! (Improvvisamente scappa in cucina, rientra con un battipanni cercando di colpire qualcosa di invisibile).

MILO: Papà, sei pazzo, metti via quel coso. (Si fa da parte perché crede di essere colpito).

DETTO:        Sto cercando il pelo nell’uovo e finalmente l’ho trovato … eccolo. Lo


vedi? Cosa credevi che stessi battendo l’aria? Non sono ancora matto anche se faccio o non faccio le cose nel momento giusto. Prima o poi bisogna farle. (Non c’è niente).

MILO: Ma quale pelo, papà, ti impegni in cose inutili. Il pelo nell’uovo non è mai esistito. Si dice così per dire. È un luogo comune, una metafora. (Non trova le parole). È come se dicessi di trovare un granello di polvere nell’universo:lo saitrovare?

DETTO: E Come no! Viste le proporzioni, un granello di sabbia nell’universo è un pianeta, nell’uovo il pelo! (Fa dei gesti per indicare le grandezze).

MILO:                 Hai sempre ragione tu! Un discorso serio è impossibile! (Si ferma un

attimo per riflettere). Tutto sommato il tuo ragionamento non è poi così sbagliato.

DETTO: Vero … cerca oggi quello che puoi cercare domani. È questione di lucidità mentale.

MANDARINI: Avete visto per caso il battipanni, non lo trovo più! L’avevo messo sul tavolo, mi sono girata ed è sparito. (Torna da dove è venuta).

NOTA: (Entra dalla porta del giardino, Detto lancia il battipanni , che teneva nascosto, dietro il divano). Che bello, sta venendo bene... allora a quando il lietoevento?

MILO: (Milo prende il battipanni e lo tiene in mano come se lo avesse usato, si comporta come un bambino che è stato scoperto con le mani nella marmellata).. Trauna ventina di giorni … Tutto questo lo faccio per Silvia, è un po’ esigente, crede di sposare il principe azzurro, vuole delle cose che non esistono... piatti rosa, bicchieri sfumati. Sono oggetti che a Varese non si trovano, vanno ordinati e per giunta dagli antiquari... capisci? (Detto fa dei gesti come a dire, Cosa si sposa a fare?). Insomma c’è un limite a tutto e questo non va bene… e quello non è inerente … quell’altro è troppo moderno. Pensa che mi ha dato un catalogo del 1200 con degli oggetti strani...

chissà dove l' ha trovato... Papà, porta alla signora Mandarini il battipanni. Lo lascia sempre in giro!

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DETTO:


Non è mio. Portaglielo tu che sei un sottoposto.


NOTA: Non ti abbattere così, in fin dei conti sei un docente universitario da anni, sei stimato in tutta Italia per le tue idee, i tuoi libri. Non ti mancano i mezzi.

MILO:             Sì, ma da quando c’è questa crisi le vendite sono calate, i libri non li


legge più nessuno, andiamo … Figurati i miei … del resto lo sai anche tu. (Dopo una pausa di riflessione). Avremo una generazione di “illusi di stato. Di indottrinati daireality, dai talent show … dallo sport di massa e dalle discoteche … ma soprattutto dalla fiera dell’inutilità che è la televisione”. Bisogna subire più che fare, per asservire.

NOTA: Le democrazie occidentali hanno bisogno di sottomissione inconscia. L’alternativa , il libero pensatore, non sono contemplati. Chi è fuori dal coro è contro a prescindere.

MILO: La penso anch’io così. La libertà in fin dei conti è un’illusione… Nei giovani d’oggi , per esempio, il raggiungimento della libertà coincide col raggiungimento della felicità. E’ lo scopo primario: per loro c’è identificazione tra libertà e felicità intese come piacere, che a sua volta è percepito come godimento , non hanno una visione separata delle categorie . Non si rendono conto che poi, essendo un’utopia ti scoppia in mano sul più bello e sul più bello ti trovi ad essere quello che forse non avresti mai voluto essere: un idiota con la tessera della “pay tv” perché, diciamocelo pure,è interesse della politica metterti in mano questo cartoncino:è attraverso questo oggetto che passa il modus vivendi, totalmente passivo, dei giovani d’oggi.


NOTA:


Tu credi al ritorno alle origini?


MILO:             I tempi sono maturi. Quando il ruolo degli intellettuali sarà ridotto a pura


telecronaca allora avremo il collasso. La storia non è mera ricapitolazione … come qualcuno vuol farci credere … Ma non divaghiamo, piuttosto … come va il tuo romanzo?

NOTA: 150000 copie, è ancora un buon risultato! Se calcolo il tempo che ho impiegato a promuoverlo … non so …

DETTO: Anche i miei libri vendono... sapete io scrivo libri di cucina, ma non di ricette, ci tengo a dirlo.

MILO:             Certo papà . Ti devo dire che è una settimana che ho un sospetto, non so

come definirlo. Mi è capitato in mano un foglietto …  ora …(Lo cerca in tasca ma

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non lo trova).l’ho lasciato da qualche parte .. te lo mostrerò …in poche parole: tu saise i miei genitori sono stati in Algeria tanti anni fa?

NOTA: Che sappia io: no! Chiedilo a Della … lo sai che ci tiene ad essere considerata la memoria storica della famiglia. Perché questa domanda? (Nota tradisce una forte emozione ma Milo non ci fa caso).

MILO: Mah! … c’è qualcosa di strano in quelle parole … scusa, forse è solo un meccanismo che si mette in atto a fine protezionistico. Mi riferisco al mantenimento dello status quo … intendo dire … quello che la gente percepisce di te vedendoti dal di fuori.

NOTA:           La credibilità! Lascia perdere … pensa a te e fregatene degli altri.

MILO:             Insomma .. un minimo …

TEO:                (Entra dal giardino con la moglie). Domani parto per il tour de France,

lo seguo come inviato del TG sport. Quest’anno sono sull’elicottero: è un’esperienza che mi mancava, vedrò i castelli della Loira dall’alto … certo quando correvo era tutta un’altra cosa: purtroppo si diventa vecchi in fretta nel ciclismo,. (Tocca la ruota). Per stare al passo bisogno inevitabilmente ricorrere a… (Lascia in sospeso la frase). Eh! Bei ricordi!

DETTO: (Detto fa un gesto come a dire: cosa stai dicendo cretino). Ricordati della ruota. Pompala prima. (Si rivolge a tutti). Quelle biciclette lì non vanno bene … senza catena … senza pedali … mah! Per frenare usate i ferri da cavallo sotto i tacchi o andate a sbattere l’uno contro l’altro.

CLOTO: Certo che farnetica sempre di più quest’uomo, bisogna fare qualcosa Milo. Da solo non lo si può lasciare. Nota, ti prego, vieni più spesso sennò bisognerà chiamare la badante: chissà che cosa potrebbe combinare se lasciato solo.

DETTO: Bado io alla badante. Il gen. Detto Del signore baderà a tutti, ippopotami, note,cotti, delle e fatte di tutti i colori. (Si avvia per andare in camera).


CLOTO:

il greco.


Bene, io vado a scuola. Altra battaglia (Detto scatta sull’attenti). oggi ho


DETTO:


Io ha la cervicale. (Esce).


TEO:                Vado a preparare i bagagli. Ci vediamo stasera Clo. (Si baciano. Teo


esce e poco dopo esce anche Cloto. Nota e Milo si siedono sul divano e parlano sottovoce, Detto rientra con un collare ortopedico al polso. Si aggira non visto, cerca

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tra i libri, poi trova il passaporto dal quale esce qualcosa che però sfugge alla sua attenzione e torna in camera contento, qualche secondo dopo rientra con una vecchia valigia, sembra di cartone, la lascia cadere con forza destando l’attenzione dei due).


MILO:


Papà, cosa fai!


DETTO: Come cosa faccio … parto … vado in guerra: ho delle faccende da sbrigare laggiù, c’è stato uno sbarco.


NOTA:


Che guerra, Detto? Laggiù dove? Forse ha sentito dei clandestini.


DETTO: (Non sa cosa rispondere). La guerra … ce ne sono tante,ho sentito ieri che c’è la guerra, mi hanno chiamato e io ci vado. Un buon soldato deve fare il suo dovere: sempre!


MILO:


Chi ti ha chiamato?


DETTO:        Ieri al telefono ha chiamato il ministro vattelappesca: ha detto, precise


parole: signor ippopotamo, qui è una guerra, venga giù a Roma che cerchiamo di uscirne. E io esco.

MILO: (Rivolgendosi a Nota). Chissà cosa ha capito. Era per me. Sai di quel progetto educativo di cui ti avevo detto, c’è un dibattito politico molto acceso. Caspita mi ha messo alla berlina col ministro … non ne posso più! Glielo detto …


DETTO:


Presente! (Si mette sull’attenti).


MILO:             (Continua)    Si buona notte! È una guerra in senso metaforico, papà, è


una questione ingarbugliata. Devo parlare col ministro al più presto. (Prende il telefono e compone il numero)”. Pronto, segreteria del ministro Bertuccia: sì sonoMilopotamo Del Signore, ho urgente bisogno di parlare col ministro, mi ha chiamato ma non ho potuto rispondere, la prego di passarmelo … debbo conferire con lui .. “

DETTO:        (Congiunge la mani come per pregare). Amen.

MILO:             (Riprende)”. Eccellenza, buongiorno.”

DETTO: (Scatta sull’attenti). Comandi! Come sono rapidi nel rispondere i ministri di oggi! Io aspettavo settimane prime di essere ricevuto.

MILO:             “Mi dispiace per l’incidente, mio padre … e cosa vuole, è l’età. ..

L’appuntamento è tra otto giorni. … Bene è confermato. … Bene, l’accademia ha accettato.. La ringrazio molto, se non ci fosse lei … questa cultura italiana … Non la voglio intrattenere oltre, ci vediamo a Roma. … d'accordo, … certo, sono

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disponibile “.(Milo si inchina sempre di più in segno di gratitudine, Detto lo tira per la giacca e fa un gesto come per indicargli di non sottomettersi totalmente).Riverisco signor ministro


DETTO:


Chi era il riverisco? Il Papa? Allora è la guerra santa.


NOTA:           Vieni con me Detto, ti porto in un bel posto. Lascia tutto qui, ci pensa


Milo. Non fare così, Milo si preoccupa, è un periodo complicato, non dargli pensieri.


DETTO:

capo).


Lo so, me lo hanno detto, io sono Detto… chi l’ha detto? (Si gratta il


MILO:


Stavo dicendo …


DELLA: (Entra in quella). Avete sentito? Non se ne può più, è scoppiata un’altra guerra giù nel sud.

DETTO:        Cosa vi dicevo io? Andiamo Sol, siamo attesi!

Si abbassano le luci. Alcuni giorni dopo.

Scena quarta

Èin scena Detto, sta arrivando l’addetto che si occupa del giardino: deve tagliare l’albero, sta portando vari attrezzi.

GIARDINIERE: (Entra con una scala, la deve portare in giardino, Detto cerca di aiutarlo, dà ordini a non finire). Devo passare proprio di qui? Non c’è un ingressoesterno? Perché, perché ho accettato: se me ne stavo a casa era meglio. Generale, la prego stia fermo … mamma mia che casino … aiuto … non c’è nessuno che mi aiuti?

DETTO: Soldato, si sbrighi con quella scala. Torni indietro, vada di là, no di qua. Accidenti, i miei armamenti. (Finalmente riescono ad uscire, la scala è metà dentro e metà fuori quando si sente uno schianto). Accidenti soldato, i vasi cinesi. Lei è

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consegnato: cella di rigore. Vi faccio vedere io chi sono … E non alzi la voce quando parlo.

GIARDINIERE:   Veramente sta facendo tutto da solo, generale. Questo qui è matto.

(Riesce a far uscire totalmente  la scala).

MILO:             Che succede, papà? (Si è spaventato, entra di corsa).

DETTO:        Sta rompendo tutto.

GIARDINIERE: Mi sta facendo impazzire, faccia qualcosa … lo ammanetti. Generale, vada giù in trincea, hanno sete. (Detto esce ed entra con una bottiglia in mano, una parte del liquido finisce addosso al giardiniere che si scansa per evitare di bagnarsi).

DETTO:        Soldato, la porti al capitano Capitini prima che capitino cose sgradevoli.

(È agitato in modo spasmodico).

GIARDINIERE: (Alzando la voce). La porti lei generale, non sono il suo servo. Ho degli alberi da tagliare, cosa crede. Professore, lo faccia smettere, la imploro. Non mi lascia fare niente.

MILO: (Grida a sua volta). Vai di là a pulire il cannone, c’è un contrattacco. Deve scusarlo, quando c’è movimento lui crede di essere in battaglia, vuole sentirsi utile: generale... Avanti march! (Detto esce).(Si sentono dei rumori venire dall’esterno, sono grida, rumori di motosega ecc …) Abbia pazienza, è vecchio. (Il giardiniere sta uscendo).

GIARDINIERE: Generale, scenda dall’albero. Sta cadendo. (Si riferisce a Detto). Accidenti, venga giù. Lasci stare quella motosega, si può tagliare. (Entra in casa). Professore! (Entra Milo). Lo fermi, per carità, prima che sia troppo tardi. Non posso assumermi queste responsabilità, non sono assicurato contro i danni a terzi! (Sente uno schianto, è caduto l’albero o parte di esso, corrono per vedere. Non fanno in tempo ad uscire Detto sta entrando con un nido di uccelli in mano, è pieno di rami e foglie).

DETTO:        Erano anni che lo volevo prendere, lo vado a far vedere a tua madre.

GIARDINIERE:    (Rivolgendosi a Milo). Ma sua madre non è morta?

MILO: Sì, ma non se lo ricorda. Pensi che la cercava nel cassetto del comò. Non si può dire che è malato, è come se fosse fuori tempo ecco. Capisce? Non so come

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definirlo.(L’addetto annuisce, ma non ci crede. Nel frattempo, Detto si è ripulito e depone il nido sul tavolo).

DETTO:        Chissà che uccelli sono …

GIARDINIERE: Non vede che sono volati via? (Ridacchia). Li ha fatti scappare. Deve sapere che gli uccelli quando vedono i generali...via! Se la danno a gambe. (È misterioso, Detto rimane a bocca aperta).

DETTO:        Perbacco, non lo sapevo. Ecco perché quando davo la parola d’ordine:

“qui passero a volpe, qui passero a volpe” mi rispondevano:” il passero è volato”.

GIARDINIERE:    (Ridacchia e torna al suo lavoro).

MILO:             Papà, ora vado. Non molestare quel poveraccio … fra un po’ arriverà

Cloto, l’ho già chiamata. (Esce. Detto è rimasto solo, si aggira per casa con le mani dietro la schiena, battendo le stesse una contro l’altra).

MANDARINI: Complimenti, generale, ottima caccia. (Entra ed esce passando rapidamente).

DETTO: Grazie capitano Capitini … adesso Arriva quella cip… cip… cip… col greco sotto al braccio, me la fa girare subito, io non ho mai avuto tanta pazienza coi sottoposti: non capiscono niente. Eccola. (Suonano alla porta, Detto, pensando di mimetizzarsi prende il nido e se lo mette in testa).

CLOTO:        Papà, cosa fai con quell’affare in testa?

DETTO: Li sto covando. (Cloto allarga le braccia e va in camera aggirando i rami). Ha un greco per capello, la moglie del Pompetta. (Lo dice al pubblico, in quella entra Teo: ha un sussulto nel vedere la scena).

TEO:                Che bella nidiata generale, lavori in corso eh! (Inciampa nei rami, sta

per cadere). Accidenti! (Gli cadono di mano i pacchi che gli hanno impedito di vedere davanti a se: sono dei regali per Cloto. Nel cadere uno dei pacchi finisce miracolosamente in mano alla moglie che, sentendo dei rumori rientra in quella).

CLOTO: (Non si era accorta che il marito stava dietro di lei: la stava seguendo per darle un regalo). Grazie Teo, mi ami così tanto. Nonc’era bisogno dibuttarsi perterra. (Teo finisce irrimediabilmente a terra, Detto rimane stupefatto).

TEO:                Te li avrei dati dopo con calma, ma qualcuno me lo ha impedito. (Si

abbandona come svenuto).

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MANDARINI: (Entra con altri nidi in mano). Dove li metto generale? (A sua volta inciampa e cade sopra Teo. Un nido finisce in mano a Cloto, gag a piacere).

CLOTO:        Grazie del pensiero.

MANDARINI: Non c’è di che. Che manicomio! (Si accascia svenuta pure lei, Detto si gratta la testa).

DETTO:        Cosa non si fa per amore.

FINE PRIMO ATTO

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ATTO SECONDO

scena prima

DETTO: (Detto è in scena, sta telefonando con un cellulare, non si sente parlare, sembra muto, mima qualcosa di incomprensibile, poi, ad un tratto si sente la voce). Certo, certo. (Ride). Ma certo, lo sanno tutti. Sarà il caso o la necessità. (Il discorso sembra logico). Sarà la necessità del caso. (Si atteggia come un filosofo, in quella entra Milo con dei fogli e quant’altro. Capisce che è preso ed esce). Non lo dicanemmeno per ischerzo Maggiore. Sono qui che aspetto mia moglie e non si vede ancora … Ho la caserma piena di estranei. Ora li mando via. Mi stanno sistemando il parco per la cerimonia … a domani. Maggiore, non se la prenda troppo col nemico, lo lasci attaccare alla spicciolata, se è in difficoltà chiami il mio attendente, è qui in giardino a folleggiare. (Tutto questo lo dice con tono marziale).

MANDARINI: (Sta spolverando, a ogni frase di Detto si ferma per ascoltare e scuote la testa). Ma senti questo: qualche giorno mi spara un colpo… ma io me nevado prima … do gli otto giorni … (Getta lo straccio). Lavorare va bene, ma essere insultata no! Che una debba rischiare l’osso del collo per quattro soldi.

DETTO: Non è questione di soldi, è una questione morale. (Mandarini crede che parli con lei).

MANDARINI: Ah sì! Vado dal sindaca … (Sospende la frase, esce perché entra Milo). Come rimpiango la povera signora Dafne.


MILO:


Papà, papà! Cosa sta facendo, mah!


DETTO:        Certo, certo. (Riattacca all’improvviso). Era una telefonata molto


importante: erano mesi che dovevo farla.

TEO: (È entrato dall’ingresso del giardino con un manubrio seguito da Cloto). Sono rientrato da poco. Domani il tour è in pausa e siccome siamo a Cuneo ho fatto in tempo a tornare. È una sgroppata, ma ne è valsa la pena. (Guarda Cloto teneramente, ma Cloto non se ne accorge).

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CLOTO:        Io invece torno a scuola. Ho già un diavolo per capello, se penso a quella

banda di scervellati: oggi ho greco, devo spiegare il simposio. Mi viene la pelle d’oca al solo pensarci, capiranno Roma per toma. Teo mi spiace. Devo andare, a stasera.


DETTO:

sellino.


Lei sta portando a casa la bicicletta un po’ per volta, non dimentichi il


TEO:                Le ricordo che sono un campione di ciclismo. Ho vinto quasi tutto. (Lo


dice con tono seccato, gli ricorda chi è). Generale, non le permetto di insultarmioltre.

DETTO: Ah sì? Non lo sapevo. Signor Pompa, credevo fosse amico del greco della signorina Cotta.


CLOTO:


Cloto, Cloto … e poi di quale greco parli?


DETTO: L’hai detto tu, ho il greco. (Tutti si mettono le mani nei capelli e quindi lo fa anche Detto, mentre Milo cita frasi di chissà chi, Teo prende il manubrio e detto alza la ruota).


DETTO:


Le biciclette volano.


CLOTO:


Io me ne vado Teo, fa apposta ci vuole vedere in manicomio.


TEO: Si vede che le medicine non gli fanno niente, bisognerà consultare il medico. Diciamogli di cambiarle, magari una dose più massiccia.

MILO: Ma no: non le prende, è ovvio. Prenderò dei provvedimenti … Qualche giorno fa cercava la mamma tra i libri.

DETTO: Dafne, dolce Dafne dove sei? Sono un po’ di giorni che non ti vedo. Ho steso i panni e il vento me li ha buttati sul tetto.


CLOTO:


Lo vedete? Sembra lucido e invece poi delira che è un piacere.


DETTO:        Molto lieto. (Gli da la mano). Vivere coi pazzi diventa un manicomio,


guardate qua: ruote, manubri, greci, ministri che chiamano gli ippopotami, bertucce sulle piante. Siete voi che non avete logica. (Si guardano tutti esterrefatti). Manca solo che entri do-re-mi-fa e siamo al completo. (A quel punto Nota entra dalla porta). Ecco, il cerchio si è chiuso. (Alza la ruota).


NOTA:


Ho fatto qualcosa che non va? (Ha in testa un cappello molto démodé).


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MILO: Ma no, lascia stare, oggi è più pazzo del solito. A proposito, che bel cappello hai, non l’ho mai visto; è nuovo?


NOTA:


Sì, è nuovo. Me lo ha regalato il barone Bombi.


DETTO:


Bum. (Nota si spaventa un po’).


NOTA:           Era della sua povera moglie, non lo aveva mai usato … Mi ha messo in


agitazione , sono fremente, non so se di gioia o di terrore … sapete che mi ha chiesto di sposarlo?

DETTO: Veramente te l’ho chiesto anch’io qualche tempo fa. Tu non ricordi mai nulla cara la mia bella musicista.

NOTA: (Ride stupidamente). Lo so, lo so che mi vuoi bene! (Lo accarezza teneramente).


DETTO:


Non mi sono mai sposato e i figli non sono miei. Io sono celebre.


NOTA:


Si dice “celibe”.


TEO:


No, voleva dire cerebro -leso. E’ in delirio totale.


CLOTO:

Platone.


Via, Teo, non è il caso. Io vado sono in un ritardo mostruoso oggi ho


DETTO: Salutamelo! Ieri il greco, domani il latino … quella lì non me la conta giusta. (Fa un giro furtivo per la stanza).


NOTA:


Vieni, ti porto sulla funicolare, andiamo al Sacro Monte, vai a prepararti.


DETTO: È giorno di pellegrinaggio. (Esce, si mette un paio di scarponi, entra ed esce in maniera convulsa, porta una piccozza, della corda ecc...).

NOTA: Speriamo bene… portarlo in giro diventa un problema, tocca tutto, finirà per mettersi nei guai. Lo devo curare capisci, cu-ra-re.


TEO:

matto.


Dove crede di andare, sul Monte Bianco? (Dice tra sé). È andato fuori da


DETTO:


Sì!


MILO:             Devi andare a fare un picnic qui, a due passi da casa. (Lo prende per un


braccio teneramente, cerca di farlo ragionare).

DETTO:        Lo so.

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MILO:             E allora questa sceneggiata? Papà, su!

DETTO: (Butta tutto per terra, è molto addolorato). Lo facevo per voi, siete così monotoni, tristi, siete morti dentro, fate sempre le stesse cose, mangiate sempre le stesse cose, ma soprattutto guardate la televisione. (Lo dice con tono grave come se fosse uno scandalo). A me piace il teatro, ma non ne fanno più come una volta.Quelle belle commedie con intrighi … mi facevano tanto divertire. Oggi ci sono i monologhisti … mah! (Tutti applaudono).L’epoca del grande teatro è finita per sempre. Questa generazione di commedianti non fa altro che parlare di sesso, le stesse parole, gli stessi gesti … le stesse allusioni … al Diavolo …


TUTTI:


Bravo, bravo!


NOTA: Quasi quasi ti sposo io. Sapete, a volte mi stupisce vostro padre: dopo tutti questi anni di vedovanza trovo che sia il momento giusto. Detto, mi vuoi sposare?

DETTO:        Fatto. (Manifesta un sentimento tra l’entusiasmo e la sorpresa non


capisce più niente è come un bambino. Gag a piacere. Suonano alla porta, è Della).

DELLA: Ah, siete tutti riuniti, ci sei anche tu Nota. Ho i disegni del giardino per il ricevimento, volete vederli? Ho disposto i tavoli a U, il vostro al centro e gli altri intorno. Devo prendere le misure per sicurezza ma credo che questa sia la soluzione migliore.

MILO:             Bello! Devo dire, cara Della, che mi sta bene. Guardate.

DETTO: (È sempre tra i piedi, si fa fatica ad evitarlo, ad un tratto vuole i disegni da vedere, li strappa di mano al figlio che fa resistenza: da qui l’immancabile rottura, tutti rimangono un po’ sbigottiti, ma accettano. Non fanno a tempo a dire altro perché Detto si precipita in camera e torna subito con un foglio, è molto lungo, lo si capisce quando lo srotola). Ecco qua il banchetto reale dell’ippopotamofilosofo, amico della bertuccia. (Ci pensa su un po’). A proposito, chi è la sposa? Non la conosco, fammela vedere almeno in fotografia.

MILO: Ma se è sempre qui, in questi giorni è in America per un congresso di medicina del lavoro. Te l’ho detto. Con tutto il tempo che ha dedicato alla prevenzione degli infortuni... è un bel riconoscimento essere ascoltati negli Stati Uniti, da quella commissione poi! Sapete, ha ideato un sistema di protezione contro gli spruzzi di un acido … (Non ricorda). Ah sì, la tossicitotirolina pruriginosa che fonde gli occhiali che schermano gli occhi.

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CLOTO: Roba grossa ! (Esce di scena in preda all’agitazione seguita dal marito che nel frattempo ha raccolto i vari pezzi della bici).

DETTO: (Assiste alla scena con le mani dietro la schiena, molto incuriosito). Buona fortuna Pompetta, la monti bene. (Cerca in qualche modo di riavvolgere il foglio, vi riesce. Si avvicina al figlio e a Nota che stanno bisbigliando, si mette in mezzo senza parlare, segue il discorso con dei cenni del capo).

MILO:             Qui si tratta di intervenire in modo risoluto. (Detto mostra i pugni  per

dimostrare risolutezza e di conseguenza il foglio gli scappa di mano srotolandosi di nuovo). Altrimenti si perdono quei valori antichi che hanno tenuto in piedi questanazione. Come dicevamo prima, noi docenti abbiamo le mani legate. (Detto annuisce e raccoglie il foglio con Milo, sembra che stiano tirando un lenzuolo per piegarlo ad un certo punto il foglio si straccia e Detto finisce in cucina, si sente uno schianto, è caduto senza conseguenze, quando rientra getta a pedate in cucina il foglio rimasto nel soggiorno).Se vuoi una piccola promozione devi inventarti di tutto.

NOTA: È così, non me lo dire. Ho a che fare con dei cialtroni, pensano solo al guadagno immediato altrimenti … Nisba. Ti pubblicano il libro come se fosse un piacere che ti fanno mentre guadagnano … lasciamo perdere. Noi singoli cittadini non siamo in grado di spostare nemmeno una virgola. Il cittadino singolo non conta niente.

DETTO: Sì, sì, è così. (Come se sapesse di che cosa stanno parlando, lo ignorano tutti, ad un tratto si mette a frugare tra i libri e prende dei fogli che sembrano antichi). Ecco qua, questi sono antichi, molto antichi. (Sono francobolli).


NOTA:


Cosa dici? (Entra Della era in giardino, ha in mano un metro).


DELLA:


Molto bene, ci stiamo dentro. (Interrompendo la conversazione).


DETTO:


Sì, ci sto dentro anch’io. (Fa vedere la giacca, è larga).


DELLA:


Sei in gamba, sai misurare bene i giardini? Allora a quando?


NOTA:


A quando, cosa? (Finge di scendere dalle nuvole).


DETTO: Il matrimonio, a me piace il matrimonio, è già il terzo! Vi invito tutti, (Cerca di ricordare i nomi ma non vi riesce).Tutti,anche l’Agnese.


DELLA:


Ma chi è questa Agnese che tira in ballo ogni tanto?


MILO:


E chi lo sa, me lo chiedo anch’io, mah!


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DETTO: L’Agnese Coccoloni è quella che sta sempre sui balconi, e siccome è vecchia e arrugginita gli fanno lavare la secchia, rimane lì interdetta e s’accende una sigaretta, ma col cerino si scotta la poveretta. Chi di voi l’aiuterà benefici ne avrà.

MILO:             Sei diventato un poeta?... (Riflette un po’). Adesso ho capito! La signora

Coccoloni, sapete chi è, è la francese che abita in fondo alla via: Cochelet!


DETTO:


Perché non lo sapevi? E’ tua madre! Ora vi voglio fare un discorsetto.


NOTA:


Non è il momento Detto.


DETTO:


Stai zitta altrimenti non ti sposo più.


DELLA:


Ma non dovevi sposare me?


DETTO:

donne).


Tutte e due è ovvio, il trentuno te, e il trentadue te. (Indicando le due


MILO:             E il trentatré ciapel che’ l ghè. (Stanno per entrare Teo e Cloto, Teo ha


in mano il sellino della bici e Cloto un dizionario).

DETTO: (Vedendo Teo ha un sussulto, come per dire: guarda il cretino adesso ha il sellino). Siamo a posto, l’ha vinto alla pesca? Mi sembra un po’ piccolo per lei?

TEO:                Si, Detto.

DETTO: (Fra sé). Quello lì era un ciclista della domenica. Pompetta … (Ridacchia). Piuttosto, stai attento a quella lì che ti tradisce col greco e col latino.Cucù. Lei signora chi ha avuto oggi, sentiamo?

CLOTO:        Oggi lo spagnolo ed era anche bello!

DETTO: (Dà una gomitata a Teo). Visto, cucù, tu vai in giro con la bicicletta e lei ci monta sopra! (Ridono tutti lasciando Detto frastornato, non se lo aspettava, si sente deriso). Ridete, ridete pure… stupidi!

MILO: (Prende il telefono e chiama la fidanzata). Pronto, tesoro, come stai? Sei così lontana … quando torni? ... Domenica. (Detto si mette dietro fa dei gesti appropriati). Mi manchi…stiamo preparando il giardino per il rinfresco. (Parlottano a bassa voce per un po’, cerca di non farsi sentire, sono cose private, si atteggia, Detto fa gli stessi gesti) Silvia adorata… non vedo l’ora... * In questi giorni vado aRoma per quell’incontro col ministro, speriamo bene! Guarderò quell’oggetto che ti piace, forse a Roma... non mi dire così, mh … Non ho molto tempo, due giorni, corri

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di qui corri di là... fai in fretta a dirlo... va bene vedrò! (In questa battuta è possibile far ripetere a Detto alcune delle parole, come una sorta di ecolalia)..

DETTO:        Le quattro. (Lo intercala).*

MILO:             (Continua) Lo so… Anche tu. Vi saluta tutti. Ciao… ciao.

DETTO: (Dopo che il figlio ha agganciato prende il telefono e senza comporre il numero inizia a parlare). L’ippopotamo torna domenica, signorministro. Sì, ingiardino, viene il vescovo, riverisco. (Si fa il segno della croce). Tutto a posto.

TEO: (Sta guardando il sellino). Devo dire che quest’anno il tour è un successo per me. Mi hanno chiesto la partecipazione anche per l’anno prossimo, le mie telecronache sono, modestie a parte, le migliori e lo sanno tutti. (Con enfasi). Quando ho il microfono in mano non ce ne per nessuno.

DETTO:           Oh! Lo so che cosa fa lei, l’ho capito subito quando l’ho vista in

televisione ieri. Lei è pinza d’oro. Raccoglitore di bici, l’ho vista fuori dal finestrino che pompava la gomma, non mi faccia ridere.

CLOTO: Ma papà, non ti sembra di esagerare? Pinza d’oro era al seguito di Coppi. Sessant’anni fa. (Esce con Teo).

MILO: Della, andiamo di là, ti devo dire una cosa. Ti posso finalmente dare del tu? Dopo tutti questi anni. Mi sembra sempre di parlare ad un’estranea.

DELLA: Ci mancherebbe altro, caro, mi sono sempre chiesta come mai non lo abbia già fatto. (Lo prende sotto braccio). Via, è come se fossi tua madre dopotutto.

DETTO: Segreti di stato … La fidanzata l’ha mollato, altro che storie, non sono adatti, lui direttore dello zoo e lei dà da mangiare agli elefanti, andiamo. (Lo dice a Nota facendo un gesto di disapprovazione con la testa).

NOTA: Ma cosa dici? L’ha chiamata adesso. Detto non hai idea di ciò che ti esce da quella bocca, sono una coppia meravigliosa e Silvia poi è così, così bella, dolce …

DETTO: Sì, è piena di zucchero, era finta la telefonata. (Fa dei gesti con la mano). Me lo hanno detto… unmomento, io sono Detto. Nonè in America l’he aMilan, te capii! Quella lì cura le scimmie, fa le gabbie per non farle scappare. È brava, è una dottoressa delle bestie, anche quelle piccole che non si vedono. Lei arriva e le fa guarire. Guarisce le bestie … oh, pardon, gli animali, l’hanno detto in televisione: certe parole non si possono dire.


NOTA:


Quali parole?


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DETTO:           Quelle lì no … per esempio (Gliele sussurra nell’orecchio).

NOTA: (Ride divertita). Non si può dire comunista, anarchico, poliglotta e sciopero. (Detto si avvicina con le pagine gialle).

DETTO:           Vedi … mala tempora currunt.

DELLA: (Rientra un po’ sbalordita, forse ha saputo qualcosa da Milo). Non capisco, non capisco come sia potuto succedere.

NOTA: Ho saputo, me l’ha detto Detto. (Ci crede).(Nota crede che Milo abbia rotto con la fidanzata. Della crede che siano Cloto e Teo in rotta, in realtà non hanno capito niente, Della non ha capito bene il discorso che le ha fatto Milo forse perché commossa dal fatto che il ragazzo le abbia dato del tu).

DELLA: Lo hai saputo anche tu! Io credevo che fossero felici, insomma, ci sono alti e bassi, ma così d’un tratto. Sono mesi che sto tentando di trovare le cose migliori per allestire il rinfresco e questi qui si separano proprio adesso. (Queste parole le dice tra sé). Sono costernata! Cose da non credere. Poi in mezzo alla strada... Mi sembraun po’ troppo!

DETTO:        (Con gesti appropriati, tra sé).

CLOTO: (Forse era in giardino,borbotta qualcosa ed esce dritto filato dall’ingresso).

TEO: (Anche lui esce borbottando qualcosa e di filato imbocca la porta. Lo fanno quasi contemporaneamente, dando credito ai falsi sospetti delle due).

DETTO:        (Che segue attentamente la scena). Rivoluzione, avrà scoperto del greco

…si sa, i greci … una faccia una razza e poi ti portano via le donne. (Nota e Della si sono sedute sul divano e parlottano abbassando la voce, naturalmente Detto si mette dietro e origlia, non capisce niente, si abbassa per non essere visto tant’è che non lo si vede più del tutto).

MILO: (Rientra sorridente). Papà, cosa fai? Hai perso qualcosa? Tirati su. (Le due si accorgono ora della presenza di Detto).


NOTA:


Ci spii Detto … cosa hai perso?


DETTO:


Ho perso la pazienza, poi ho trovato questo foglietto: era sotto il divano.


MILO:             Ma, ti metti a fare le pulizie adesso … fammi vedere. La signora


Mandarini non c’è? (Lo legge e cerca di nascondere il contenuto ai presenti che

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hanno visto un cambiamento nel volto di Milo è un altro foglio simile al precedente che la domestica ha messo sul tavolo).


DELLA:


Cosa c’è?


MILO:              Niente, credevo, ma (è molto vago) è un foglietto di tanti anni fa, chissà


dov’era… Tra l’altro non ne conoscevo nemmeno l’esistenza! (Nel frattempo

rientrano Cloto e Teo, uno dietro l’altro e si infilano nella porta del giardino senza fiatare. Tutti assistono guardandosi. Dopo un attimo eccoli che rientrano ed escono da dove sono entrati: Teo ha in mano un telaio di bicicletta. Tutti si guardano).


NOTA:


Cosa combinano quelli? Mah!


DETTO: Sta montando la bici e fa la sceneggiata: non è capace. (Nel frattempo, Milo rilegge quel foglietto non visto e se lo mette in tasca).


MILO:


Vado di là un attimo. (Prende la giacca ed esce).


DELLA:


Mi sembra sconvolto … sono giovani, problemi da giovani.


DETTO:        Sono vecchi, problemi da vecchi. Io non ne ho, però ho saputo che ce ne


sono quando si diventa un po’ anziani, si perde la… la… la… (Rientrano Cloto e Teo, Teo ha una bicicletta finalmente montata per la soddisfazione di Detto che fa un gesto di approvazione). Eureka! (Teo abbandona la bicicletta ed esce in giardino con la moglie, discutono ad alta voce al di là della porta). Greco, latino e spagnolo…tiè! Problemi da giovani.

NOTA:           Ma che diavolo … (Vuole vederci chiaro, dopotutto è come una zia per i

due). Sono proprio curiosa di sapere cosa stanno combinando quei due lì.

(Rimangono in scena Detto e Della).Però non vorrei essere indiscreta. (Va in bagno).


DELLA:


E così si stanno separando, eh.


DETTO:        Lo so, lo so … si capiva, erano anni che… c’era sotto un odio! (Fa dei


gesti appropriati.) Si azzuffano sempre, li ho visti io, col battipanni eh! Gliele dava disanta ragione. Io la mia Dafne non la tocco nemmeno con il gambo di girasole.

DELLA:        Ma cosa dici … di chi parli? (Non capisce di quali anni parla, i due sono

sposati da non molto). Non me l’aspettavo, finire così, in mezzo alla strada. Eranocosì felici quando si sono sposati... quante lacrime … se ci penso!

DETTO:        Meno male che la strada è larga, ci stanno comodi. Che via è?

DELLA:        Smettila di scherzare. (Rientra Milo).

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MILO:             Ho scoperto una cosa per caso : questo foglio l’ho trovato sul tavolo ,

adesso questo qui sotto il divano, Nota ,Della. (Gli mostra il foglietto, deve dirlo a qualcuno altrimenti scoppia).

NOTA:           (Rientra). Che c’è, èla giornata degli indovinelli?

DELLA:        Finiscila, vieni di la! (Escono tutti e tre).

DETTO: Ho scoperto qualcosa anch’io. (Ridacchia, Cloto e Teo rientrano apparentemente distesi. Detto si ricompone e comincia ad aggirarsi con le mani dietro la schiena, in tono investigativo). Permette una domanda signor Pompa?


TEO:


Prego, Generale, dite. Sono tutto o-recchi.


DETTO:


O- bella.


TEO:


Fate presto, avanti.


DETTO:


Avanti. (Crede che ci sia qualcuno alla porta, non c’è nessuno).


TEO:

tono).


Allora, dite, dite. Non mi fate stare in pensiero. (Lo dice con lo stesso


DETTO:        Mi risulta, da indagini da me condotte, che voi due siate finiti in mezzo


alla strada. (Crede che siano loro in crisi). È vero? Ci sono voci in giro! CLOTO E TEO: E che strada! (Si guardano, appassionati).


DETTO:


Signora, cosa crede che sia scemo?


CLOTO:


No, Generale. (Ridono entrambi).


DETTO:


(Si mette sull’attenti).


CLOTO:


Bisogna dirlo, devono sapere. Se no va a finire che si vede.


TEO:


Sì sì, quando ci siamo tutti. Lo dico io?


DETTO:


(Come al solito ha origliato). Dite, dite…sono qui apposta.


CLOTO: Papà, sai tenere un segreto? (Detto allarga le braccia come a dire “se non lo tengo io”). Aspettiamo un bambino.

DETTO: A quest’ora? Quanti anni ha? (I due si mettono le mani nei capelli, Detto lo fa anche lui).

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CLOTO: Abbiamo cambiato casa, ed è molto grande. Ci potrai venire a trovare , se vuoi. Sai abbiamo bisogno di spazio, coi bambini, metti questo metti quello e la casa si riempie in fretta . Lui gli ha già comprato il triciclo: figurati.

DETTO: (Non si sa se capisce bene). D’accordo, appena arriva la mia adorata Baffi ci vengo.

CLOTO: Ok papà, adesso dobbiamo andare. Saluta tutti. (Escono sorridenti, si amano).

DETTO: (Rimane solo). Hai capito il ciclista? Ha gonfiato bene la gomma, lo credevo un pirletta ... (Riflette). È un pirletta. (Esce, torna immediatamente indietro, dà un’occhiata, la scena è vuota). Devo telefonare al dottore... per che cosa? Nonricordo più … (Si avvicina al telefono ma improvvisamente entrano Nota, Della e Milo, hanno parlato del padre e del foglietto, Detto rimane con la cornetta in mano e finge di pulirla).Se non pulisco io qui dentro potremmo navigare nella polvere.

MILO:             Signora Mandarini … (Non arriva nessuno). Non c’è mai, la pago fior di

quattrini per niente: papà, lascia la cornetta, vai a riposare. (Detto esce). La cosa più seccante è non essere ascoltati: ognuno deve svolgere il proprio dovere al meglio. Lo sa che abbiamo un uomo un po’ avanti d’età.

MANDARINI:        Mi ha chiamato professore.

MILO: Signora cerchi di tenere in ordine, per favore… insomma… la casa non è poi così grande. C’è polvere dappertutto. Guardi … (È tutto perfettamente pulito, Milo rimane male e cerca di rimediare). Beh! Insomma volevo dire ecco. (La domestica esce).Accidenti … mi fa fare delle figure …

NOTA:           Magari si è inventato tutto, io non sarei così sicura … può darsi che si sia

sentito scoperto e non abbia voluto farci sapere cosa stesse facendo. (Si vede la testa di Detto spuntare dalla porta, annuisce).

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Scena seconda

Verso sera. Sono in scena tutti

MILO: Non me l’aspettavo proprio; quel foglio è stato chissà dove per anni ed ora salta fuori sconvolgendoci. Che vergogna … se si viene a sapere … immaginatevi Silvia!


DELLA:


Non lo so … Sono esterrefatta ci credi! Dici che tuo padre sapesse?


MILO:


Chi lo sa, ormai sono anni che papà è in declino. È meglio così guardate.


NOTA:           Certo però anche tua madre, insomma voglio dire … un sospetto, una


parola saranno pure scappati, niente per quarant’anni, questo foglio è del 1974. (Nota sa degli aiuti che la moglie di Detto le dava per la stesura dei testi: finge di non sapere).

DELLA: È vero. (Il foglietto è parte della trama di un libro che apparentemente Dafne stava scrivendo e che abbandonò. È una storia di amanti che si perdono nel deserto).

MILO:             Proprio adesso mi viene a rovinare tutto. È proprio vero, la vita ti riserva

delle sorprese amare quando meno te l’aspetti. Chissà cosa penserà Silvia, che mia madre … è stata una donna così … che vergogna.

NOTA:           Risolveremo anche questa, non ti abbattere. Forse per voi giovani d’oggi

tutte queste vicende sono ridicole, ma a noi fa un certo effetto: non accetteremmo mai il tradimento della moglie o del marito … non è nelle nostre corde... siamo per l’amore eterno vero Della. (Della annuisce).Non ci far caso Milo. Non ci fasciamo la testa prima di romperla. E poi Silvia non sa niente …

MILO: Meno male che ci siete voi due. (Le abbraccia).E’ un periodo così complicato che, a volte mi chiedo se sto facendo la cosa giusta. Silvia non si vuole accollare mio padre, abbiamo già litigato per questo … io sono spesso fuori casa, lei pure … abbiamo delle relazioni con personaggi importanti, falli venire a casa non si può con papà che vaneggia: Lo manderemo al ricovero.

DETTO: (Rientra assiste alla scena, scuote la testa come a dire: che scemi! E si accorge del foglietto). È morto qualcuno? (Lo guardano come se avesse commesso un misfatto).

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NOTA:


Non è morto nessuno.


DETTO:        Sto aspettando un bambino, sapete dovrebbe essere già qui. (Nel


frattempo legge lo scritto. Si ricorda del racconto ). Sì, si mi ricordo di questa storia,è stata Dafne. Quello dell’Africa … la storia degli amanti di Algeri... della musicista

CLOTO: Ma è vero? (Passa il foglio a Teo).Devi dire tutto, hai capito …(Si è arrabbiata inutilmente). Scusate … è troppo grossa …

TEO:                Ma non è vero, andiamo … sono passati quarant’anni. Chi ci crede?

Magari si confonde. A volte mi sembrate così ingenui... caspita non siamo bambini!

MILO: Chi te l’ha detto? Chi c’era ad Algeri con la mamma?(Si confonde colle parole). Quindi tu dici che la mamma aveva un amante algerino. (Detto esce, entra con altri fogli che da a Milo, tutti si fanno d’appresso Detto farfuglia qualcosa e si mette a ridere).


DETTO:


Amante di chi?


MILO:


Dillo tu quello che sai!


DETTO: Lo dico? (Tutti in coro: dillo!) Lo dico? Era l’amante di Napoleone! (Lo mandano tutti a quel paese Milo cerca di capire, poi …)

MILO:             Ma che roba è? È una storia, un romanzo , si vede che lo ha lasciato a


metà. Saranno delle confessioni, un tentativo di fare chiarezza con papà … un memoriale … Probabilmente i fogli sono finiti da tutte le parti. Papà, non ne sai niente? (Tutti tirano un sospiro di preoccupazione).

DETTO: Ce ne sono ancora . (Apre un cassetto e ne trae un pacco). È la storia di un algerino, ha fatto una fine poveraccio è caduto in un imboscata nel mezzo del deserto. Ne hanno parlato tutti … si sa …(Intanto Milo legge).

NOTA: Chi l’avrebbe mai detto… Dafne. Voi non ne sapevate niente, Cloto, non avresti mai pensato che tua madre fosse una … memorialista. Detto, se è un romanzo lo pubblico io: dammi la liberatoria. (Cerca di tagliare corto, le conviene).

DETTO:        Cosa devo liberare? Fuori i prigionieri, perbacco … (Si è lasciato

trasportare dall’entusiasmo). L’algerino era amico di quella tale ….Signora degli

allori. (Era il soprannome che davano a Dafne in quanto, in greco, significa appunto Alloro).

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MILO: Sono d’accordo, Cloto, cosa ne dici? (E’ completamente confuso). Mamma mia, non ne ho mai saputo niente in tutti questi anni. Cerchiamo tutti i pezzi

…almeno.

CLOTO: Sono letteralmente basita non me lo sarei aspettato. La mamma, l’amante di un algerino … forse ci saranno altri fogli sparpagliati in casa... a meno che papà non li abbia buttati nella pattumiera! Risalire alla verità sarà impossibile!

DELLA: Che storia affascinante. Dafne è stata un’amica con la quale ci si poteva confidare … ma questa non me l’ha mai raccontata.


DETTO:


Io lo sapevo.


MILO: Come sarebbe io lo sapevo, cosa significa papà, ci hai tenuto all’oscuro di tutto ciò, per quale ragione?

CLOTO:        Non puoi esserne certo, Milo. La mamma è morta troppo presto. (Detto


guarda l’orologio). Io ero ancora piccola. (Si asciuga le lacrime), non ricordo moltodi lei … se l’avessi ora! Sarebbe diverso accidenti.


DELLA:

assoluta.


Non vedo il problema. Il problema è che non ne avremo mai la certezza


NOTA:


Cosa vuoi dire?


MILO:             Vuol dire, visto che papà non ricorda i fatti in sequenza cronologica,


potrebbe essere vero o non vero che aveva un amante!


DETTO:

l’eroe.


L’amante di Algeri, lo Sceicco dal mantello bianco, Via tutti che arriva


MILO:


Cosa significa? Se ci vuoi portare alla disperazione dillo … tanto …


DETTO:        Il racconto è mio … in caserma non c’era niente da fare e allora … è un


film degli anni settanta. Mi è sempre piaciuto scrivere (Assume un atteggiamento imperioso). Ame … la scrittura … siamo così.


MILO:


Tu avresti scritto un soggetto per un film?! (Detto annuisce).


CLOTO:        Non ne posso più... che confusione! È irrilevante, non sarà certo una


storia a turbare il ricordo della mamma, vera o non vera che sia. Lei ci insegnato che bisogna tirare dritto per la propria strada, senza badare alle dicerie. E’ forse l’unica cosa che ricordo perché lo diceva spesso!

MILO:             E’ vero! Sentite … mettiamoci una pietra sopra e basta.

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DETTO:        Ok, boy.(Attimi di riflessione).

CLOTO: (Ha analizzato i fogli). A dire la verità non si capisce chi l’abbia scritto: potrebbe essere chiunque. Cerchiamo di non giungere a conclusioni affrettate. Voglio dire, andiamoci piano …

TEO: (Ha ascoltato in silenzio).A me sembra che vi stiate auto convincendo della improbabilità che sia vero,più che altro. Signor Detto, dov’erano i fogli?


DETTO:


Qui nel cassetto. (Teo va a vedere e ne trae dei fogli gialli).


NOTA:


Sembrano quei fogli del macellaio di una volta.


TEO:                Ci sono altri pacchi. (Sono ben fascicolati). Uno, due, tre, quattro …


Sembrano bozze di stampa. Lo sceicco innamorato, L’amante di Algeri, (alza il

fascicolo) L’avventuriero del sud, Il matrimonio della suora dal cuore infranto.

Romanzo di Nota Dell’ulivo Adornato. Nota, è tuo.

NOTA: Cosa dici, Teo? Mio? (Nel frattempo tutti si passano i fogli, me scaturisce un tale marasma; molti fogli cadono a terra. È un caos).


TEO:


Ora non si capirà più niente! (Nota fa di tutto per scompigliare le carte).


DETTO:


Poi sono io il Matto! (Al pubblico).


CLOTO:         State fermi. Nota, ci vuoi spiegare come può essere finito un tuo


romanzo qui a casa?


NOTA:


(Imbarazzata). Non ne ho la più pallida idea!


MILO:


Non ci nascondi qualcosa per caso, Nota?


NOTA:           Assolutamente No! Non riesco a capire chi ce lo abbia messo là dentro.

Io non tratto questi soggetti.


DELLA:


Fai anche di peggio!


NOTA:           Come ti permetti, vecchia strega. (Manca un soffio per giungere alle


mani, fogli che volano, le due si rincorrono. Si possono inventare gag). Bugiardafannullona che non sei altro. E’ tutta la vita che cerchi di danneggiarmi.

DELLA: Vergognati scema … scrittrice da strapazzo, lo sappiamo chi ti scriveva le trame.

MILO: Basta … siete due galline nel pollaio. Con tutti i guai che ho … venite a fare queste sceneggiate davanti a mio padre.

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DETTO:        Prego, continuate, mi stavo divertendo.

Scena terza

Il giorno dopo

MILO:             Certo è che abbiamo preso lucciole per lanterne, Cloto.

CLOTO:        Mamma mia, “tanto rumore per nulla”.

TEO: (A parte).Speriamo che sia così. … Viviamo di sospetti. Ma in che razza di società siamo? Nota, perché non hai mai detto questa cosa della signora?

NOTA:                 Mi vergognavo … fu Dafne a suggerirmelo! Mi disse: non dirlo a

nessuno che poi ci penserò io. Credetemi, non voglio imbrogliare nessuno, ci tengo molto sia a voi che a vostro padre! Volevano pubblicare molto di più, il mio editore mi forzava la mano e io non ce la facevo, ecco. Dafne si offrì di aiutarmi nella stesura delle trame. Era annoiata... sempre sola e non sapeva come tirare sera … si era creata un amante … “immaginario”, come tutte noi del resto.(Sa di mentire). Povera Dafne. Non ricordavo affatto di questi scritti … dopo tutti questi anni. Diciamocelo chiaramente vostra madre era sempre sola, se non venivo io a casa... Voi

a scuola Detto chissà dove! … Dovreste ringraziarmi … Algerino, una volta era … Mah! (Queste parole le dice tra se).

MILO: Bastava che papà avesse la memoria a posto e tutto questo putiferio non sarebbe successo! Per fortuna non ci sono rancori. Chiudiamo questa parentesi estemporanea e pensiamo all’oggi. (È un po’ seccato per le parole di Nota).

TEO:                Tutto è bene quel che finisce bene! Perdonate la citazione. Oggi sono eu-

fo- ri-co! (All’improvviso). Si festeggia! Cloto aspetta un bambino. (Tutti applaudono). E abbiamo anche cambiato casa. (Tutti stringono forte Cloto e si congratulano, Teo prende la bottiglia di spumante che aveva nella borsa).


NOTA:


Che bella notizia. Bravi, era ora! (Sono sorpresi).


DETTO:


Le quattro.


DELLA:        Ottimo, ma come? Un momento perché non ci capisco più niente. (Si


scopre l’inghippo).

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NOTA:

di capire).


Ma io credevo che eravate in crisi. (Nota e Della si guardano cercando


DELLA: Anch’io credevo che eravate in crisi, ma voi. (Indica Milo) Detto, cosa vai dicendo? Ci stavi facendo preoccupare per niente. Racconta quello che hai detto a me … Che giornata … a volte le notizie di un anno ti capitano tutte insieme in un attimo.


MILO:


Perché cosa è successo Nota?


NOTA


Tuo padre mi ha fatto credere che tu e Silvia eravate in rotta.


DELLA:        E io credevo che Cloto e Teo fossero in rotta. (Ridono un po’


stupidamente). (Detto scuote la testa in segno di profonda conoscenza dei fatti).


NOTA:


Io ho visto Milo così giù e ho pensato avesse ragione lui.


MILO:             Ma no, si tratta della signora Paperback. Quella della villa accanto.


L’inglese sta divorziando. (Tutti ridono). A quanto pare la butta in strada. Sono molto ricchi stanno litigando per la spartizione dei beni: dicono che hanno in casa un tesoro da milioni di Euro. Della ti sei confusa, non è da te. (Della ci rimane male, sa di aver fatto una figuraccia, vede Nota sghignazzare tra sé).

DETTO: (Si prepara con il bicchiere in mano). Evviva! Eureka! La signora Perbacco ne combina di tutti i colori. La perbacco è una ricattatrice!


NOTA:


Sei contento Detto che diventi nonno? Sei così giovane!


DETTO:        Lo dicevo io che c’era di mezzo un bambino. (Sta tentando di fare un


discorso, ma non gli vengono le parole). Volevo dire… ce l’ho qui sulla punta dellalingua … Ah sì, Teopompo Locatelli ha vinto il giro di Francia con un bambino: Pinella Pinzadoro, con la bici di Bartali che avevo giù in cantina. (Sconcerto di tutti che credevano in una notizia vera, nel frattempo brindano).

DELLA: Nota, perdonami non ti volevo offendere. (Si scusano a vicenda, sembrano riconciliate). Guarda questo, poi mi dici… (Le ha passato un foglietto, queste parole gliele sussurra).

NOTA: (Nota legge in fretta, non vuol credere). A volte si prendono dei granchi strepitosi... e tutto per una semplice carenza di memoria. Dividerò i guadagni con Detto se mi pubblicano. (Queste parole le dice senza pensarci, è un po’ seccata, mette il foglietto in tasca).

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MILO: Papà, vai a dormire. È stata una giornata difficile per tutti. (Lo accompagna affettuosamente fino alla porta della camera).

DETTO:        Sì, signor ippopotamo. (Ride e se ne va in una maniera barcollante.

Sono rimasti in scena tutti gli altri. Milo cerca di iniziare un discorso, ci ripensa).

NOTA: (Che ha letto i fogli). È uno spunto per un mio romanzo. (Tutti ne sono convinti). Una donna che è stata l’amante di… (Si ferma perché è entrato Detto ha paura che si venga a sapere altro). Ho capito: uscirà col nome di Dafne Mirabello.

Scena quarta

Il giorno seguente verso il pomeriggio

NOTA:             (È al telefono)”Dove hai trovato quello scritto? Tu non dovevi

permetterti di frugare nelle cose di Detto! Ci sono fatti che non sai e che non devi

sapere. Posso avere anch’io le mie … ragioni … cerca di venire qui al più presto..

“(Riaggancia). Che impicciona, cretina che non è altro. Vuole sposarlo per i soldi, ne

sono convinta, la conosco. Speriamo di non trovane ancora di ‘sti … Questa qui ha

capito che non erano così amiche come credeva lei, ecco perché …

MILO: Nota, cosa fai sola, vieni con me, vado in biblioteca dell’università, puoi trovare qualche spunto per un romanzo storico …


NOTA:


Sto aspettando Della, arriva tra poco.


MILO:             Vado allora, a dopo. (Non è convinto dell’atteggiamento di Nota,


quest’ultima si aggira frugando tra i documenti di Detto senza ottenere risultati).


DELLA:


(Entra precipitosamente). Beh! Cosa c’è ora. Si può sapere cosa vuoi?


NOTA:


Chi ti autorizzato a frugare nelle carte di Dafne?


DETTO: Io, glielo detto io, “frughi pure, signora, le permetto di cercare il tesoro per me”. Ma non l’ha trovato. (È entrato all’improvviso).

DELLA: Detto, ti prego vai di là un attimo. (Detto esce). Se lo vengono a sapere i figli si scatena un putiferio per niente, lo sai. Del resto sei stata tu a mettere in piedi

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questa storia. Non l’ho bevuta la finta sceneggiata. Far finta di non sapere non ti salverà dalla verità.

NOTA: Dafne aveva il suo bel da fare col marito, era più il tempo che passava fuori che… e lei faceva quello che poteva. Ci siamo anche divertite, se ci tieni a saperlo! (Della si mette a ridere).

DELLA: Non mi far ridere, vi siete divertite … a sparlare degli altri forse … comunque sappi che quel foglio l’ho trovato in un posto insospettabile.


NOTA:


Dove, se è lecito?


DELLA:        Non te lo dirò mai! So per certo che i testi li scriveva Dafne e non tu … e


sai benissimo che non sono storie inventate . Sei una bugiarda, hai approfittato del fatto che lei era indaffarata coi figli per sottrarle i manoscritti di nascosto,me lo ha detto la Chochelet. Lo sai che erano piuttosto amiche e si incontravano spesso al circolo letterario.

NOTA: Cosa vai dicendo? Tu farnetichi, sei gelosa di me perché credi che lo voglia sposare. (Entrano Cloto e Teo, portano dei regali molto ingombranti).


TEO:


Dove li appoggio?


NOTA:


Mettili qui Teo.


CLOTO:        Cerchiamo di non spaccarli prima del tempo, sono fragili.(Gag a


piacere). Cosa fate qui? Della è tutto a posto, tivedo un po’ arrossata? Anche tuNota, sei strana, sembra quasi che stiate litigando.

TEO: Cloto, sei una psicologa per caso? Dai andiamo, abbiamo molte cose da sbrigare oggi. Lascia che le nostre amiche si scannino per bene. Le donne di una certa età hanno segreti incredibili.


CLOTO:


Adesso lo stai facendo tu lo psicologo.


NOTA:


Smettetela di dire sciocchezze. Che segreti abbiamo, sentiamo?


TEO:                Oh! Non posso parlare ora. (Lo dice per dire senza sapere nulla).


Altrimenti…

DELLA: (Crede di essere stata scoperta). Non mi potete accusare di niente io non ho rubato nulla, sia chiaro, non come qualcuna qui.

CLOTO:        Cosa vorresti dire Della? Mi sembra che tutto sia stato chiarito?

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DELLA:        Non proprio tutto, ci sono in sospeso delle questioni imbarazzanti.

Guarda queste carte Cloto. (Nota ha un brivido).

CLOTO: (Esamina attentamente e poi… Rientra anche Milo, Cloto scoppia in una sonora risata).

MILO: Beh! Cosa c’è di così divertente? Accidenti sono dovuto tornare indietro, non trovo le chiavi della macchina, le avrà nascoste papà. Papà, vieni un attimo.


DETTO:


Presente capitano! (Dalla tasca escono le chiavi, Milo gliele prende).


MILO:


Papà, quando la smetterai di farmi impazzire? Vado, a dopo.


CLOTO:        Fermati un attimo, leggi qua. (Milo legge e si mette a ridere pure lui,


Della e Nota cominciano a preoccuparsi non capendo).

DELLA:        Mi fate capire, vi rendete conto di quello che c’è scritto?

CLOTO: È per quello che ridiamo. (Nota ha un sussulto, capisce che ciò che è scritto riguarda lei ma nessuno ha capito esattamente di chi si tratta perché i nomi sono stati appositamente alterati. Solo Dafne potrebbe fare chiarezza ma ciò e impossibile).

MILO:               (Ride ancor di più). È quello che manca. (Si riferisce al foglio di Della).

DELLA:        (Piuttosto indispettita). L’ho trovato io in un libro, per caso.

TEO: Posso divertirmi anch’io? (Gli passano il foglio). Non vedo cosa ci sia da ridere, mi sembra una cosa seria, anzi drammatica. Parla di vostra madre in modo, direi, non edificante e voi ridete!

CLOTO:        Oh! I fatti o si conoscono o non si conoscono. È per questo motivo che

vistate scaldando voi due? Credevate di aver scoperto chissà cosa? Questi … come possiamo chiamarli … scritti … non appartengono né a mia madre, né a te. (Indica Nota). Pensavate di metterci in difficoltà? Cercate di finirla, vi state scannando perniente. Non ci siamo già chiarite?

DELLA:        Dimmi almeno cosa sono?

MILO: Ieri sera prima che andavate via ho visto Della che dapprima infilava una carta nella borsa e dopo la passava a Nota. Mi sono chiesto come mai. Dopo che ve ne siete andate abbiamo trovato tra le carte che erano rimaste sul tavolo, assieme a quella che ora ha Nota, tutte queste. Avendone scoperto il contenuto ho ritenuto insignificante la cosa. Quindi, se avete pensato male di qualcuno, ritornate sui vostri

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passi, perché non c’è niente di scandaloso. Ci sono delle vicende che non conoscete e che, anche noi, abbiamo scoperto proprio ieri. Quelli che voi ritenete “romanzi” di chissà chi, in realtà sono … ma lo dobbiamo proprio dire Cloto? Cara Nota non hai capito niente nemmeno tu.

NOTA: Non mi tenere sulle spine, per favore. È stata lei che mi ha chiamato per dirmi ‘ste fregnacce. (Sa bene che in mezzo agli scritti ci sono fatti che la riguardano).


DELLA:


Mi sento un verme! (Si mette a piangere, finge).


TEO: Smettetela, per favore, siete diventate bambine che si fanno le ripicche? Un po’ di dignità … signore … (Lo dice per prenderle in giro).

CLOTO:        Vi faccio una rivelazione! Siete pronte? I testi che tu credevi di mia


madre erano in realtà della signora … Mandarini. È lei che devi ringraziare, cara la mia poetessa! Guarda qui. (Le mostra un foglio, Nota capisce tutto e si accascia sul divano). Il vostro comportamento non è stato molto limpido sia nei confronti di miamadre sia nei vostri reciproci confronti, cercate di riappacificarvi subito. Giorni felici ci aspettano. E tu, Della, basta con le ripicche.

MILO: Avete capito adesso come sono andate le cose? Queste lettere non hanno nome, cara Della possono riguardare chiunque. Forse tu, forse Cloto o chissà chi. La signora Mandarini non è una semplice domestica ma una fine intellettuale caduta in disgrazia dopo l’esodo forzato degli italiani dalla Libia negli anni settanta. Quando tornò in Italia si dovette arrangiare alla bene meglio … ed eccola qui a nostro servizio … a scrivere romanzi di amanti sperduti nel “suo” deserto.

NOTA: (Si è accasciata sul divano in preda allo sconforto). Sono sbalordita, però non ho mai rubato niente, sia chiaro.

MANDARINI: (È entrata in quella). Sono al servizio del generale dal settantaquattro e non ho mai avuto problemi con nessuno. Le devo dire, signora Adornato, che la signora Dafne era al corrente delle sue esigenze di “letterata” e mi convinse a scrivere per lei. Se vuole vado a prendere tutti i miei scritti, ne ho una decina. Quelli che avete trovato sono tutti miei. Quelle lettere di cui state parlando mi sono del tutto sconosciute … con permesso.

CLOTO: Lasci signora, non è importante. Lei è una persona adorabile! (La Mandarini esce).

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DELLA: Sono una stupida, mi sono lasciata trascinare in questa vicenda per amore di vostro padre, volevo salvaguardarlo da questa scribacchina.

NOTA: Molti dei romanzi li ho scritti io, sia chiaro, non sono tutti di questa Mandarini … te lo già detto, la colpa è dell’editore …

TEO:                Bene, mi sembra tutto chiaro adesso … riprendiamo le nostre attività.

Abbiamo molte cose da organizzare. (Da una tasca gli esce un freno di bici, Detto entra in quella e vede la scena).

DETTO: Ottimo Pompetta, è il freno più bello che abbia mai visto. (Lo raccoglie e lo getta in cucina). Ci sono problemi, cari congiunti, ho sentito delle grida provenireda qui. Forse un altra guerra in vista? Signor ippopotamo, la cercano allo zoo di Roma, sono scappate le bertucce, corra. (Tutti cercano di distrarlo senza esito).

MILO: E’ tardi … In biblioteca andrò lunedì , papà, vieni di la che sistemiamo un po’ le tue cosa, forza! (Andando in camere si imbatte in Detto e per evitarlo fa un giro di danza con lui finché trova la porta, poco dopo escono anche gli altri alla spicciolata, sia Nota che Della sono molto meste, Nota si sofferma un attimo).

NOTA: (Tra sé). Mi piacerebbe proprio sapere dove ha trovato i fogli e cosa c’è scritto soprattutto … Mandarini … puah! Temo soprattutto per me. Loro non sanno che il mio amante veniva qui per incontrarmi … e Dafne faceva di tutto per evitare guai … un giorno o l’altro mi devo decidere a rovistare per bene. … Altro che tesoro! E’ vero che sono anonime … ma io so di chi sono … accidentaccio!(Esce, un attimo dopo entra Della).Se mi scoprono dico tutta la verità sulla “signora degli allori”.

DELLA: (La stava spiando).Lo so che stai cercando queste … “scrittrice”. Altro che romanzo. Tutti i nodi vengono al pettine ….Loro non sanno che quella di Algeri sei tu! Parlerò con la Mandarini. Sicuramente ha messo un altro nome su suggerimento tuo. … hai fatto mettere o hai messo tu stessa il nome di Dafne. … altro che anonime. (Rientra improvvisamente Nota).


NOTA:


Sei ancora qui … cosa hai in mano il tesoro …


DELLA:

tesoro.


Dipende … a volte un semplice pezzetto di carta può valere più di un


NOTA: Oggi parli per enigmi? Senti, facciamola finita, giù la maschera. Se mi devi dire qualcosa è il momento giusto.

DELLA:        Vedi, a volte nella vita succedono fatti che apparentemente sembrano


insignificanti e invece sono quelli che fanno la differenza tra le scemate e la verità.

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Con queste lettere ti posso mandare al tappeto … del resto tu ne conoscerai bene il contenuto … ti propongo uno scambio. Tu mi lasci sposare Detto e io ti do le lettere.

NOTA:           Aveva ragione Dafne: sei una miserabile ricattatrice.

DETTO: E’ vero mi ha ricattato fin dal primo giorno … non te li darò mai i francobolli di mio nonno. (E’ rientrato in mutande).

MILO: Ma dove scappi, dai che ti vesto … lo vedete, se ci fosse stato qualcuno di importante … ditemi voi … siete ancora qui. Pensavo che … avete litigato … insomma … via.


NOTA:

sospeso.


Chi litiga, stiamo concordando alcune questioni che sono rimaste in


DELLA:


Da troppo tempo …


DETTO:


Si è! Da troppo tempo, aveva ragione la Coccoloni …


MILO:


Sentiamo quest’altra trovata.


DETTO: Ricordo una cosa (Pensa, va a rovistare tra i libri, ne trae un documento).Ecco qua … (Lo passa a Milo).

MILO: Che diavolo è! Sembra un accordo .. vediamo un po’ … dunque …”Chiedo la somma di cinque milioni per tacere sulla questione della Dottoressa Adornato riguardante gli incontri segreti col Cavalier Bettis avvenuti in questa casa all’indomani del ritorno dall’Algeria … altrimenti dirò tutto alla signora Dafne.” E’ una lettera ricattatoria … chi l’ha scritta?


NOTA:


Questa è bella … Bettis il mio amante … è un delirio!


DETTO:


Colonnello Bettis a rapporto nel mio ufficio … è ancora vivo?


DELLA:


E’ proprio un delirio?


MILO:


Papà, questo Bettis chi è? Veniva qui a casa?


DETTO:        Certo, lo sanno tutti! Uscivano in giardino, a lui piaceva guardare per


aria: aveva paura degli aerei … durante la guerra gli è caduta in testa una bomba … veniva per una musicista e quell’altro per la signora dell’… li ho visti più di una volta … mah!

NOTA:           Vedete … è un delirio pensare che la donna possa essere io!

DELLA:        Già! (Capisce che quelle che ha trovato sono solo una parte).

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MILO: Le vostre “beghe” mi riguardano fino ad un certo punto quindi sapete cosa vi dico?Sistemo questo pazzo e corro in aeroporto perché arriva Silvia. Vieni papà! (Lo precede).

NOTA: Va bene sposati pure Detto .. dai … forza ,le lettere (Della gliele da).Amiche come prima? Mi spiace Detto hai perso l’occasione di divertirti oltremodo! Ti saresti potuto rifare ma ormai il cervello ….

DETTO: Ho la vaga sensazione di vivere in un pollaio … e Baffi non si vede ancora, lo sa che senza di lei sono perso, ma niente, si ostina ad assentarsi. Se continua così mi trovo costretto a riposarmi .. ma voi chi siete? Le nuove domestiche? No?


DELLA:


Detto, fra un po’ diverrò tua moglie, sei contento?


DETTO: Non sono mica scemo! (Esce di corsa dalla stanza, si chiude in camera, poi riappare). Per chi mi avete preso per un fico secco?

MILO:             Allora, la finisci di scappare. Guardatelo voi, io corro in aeroporto.


Voglio chiarire quella faccenda del Bettis … a domani!

NOTA: Non c’è niente da chiarire, Della è sovreccitata e confonde tutto. Quello sarà parte di un altro romanzo … dillo alla tua Mandarini!

DETTO:        Ora no! Dopo!

MILO:             Dopo cosa?

DETTO: I mandarini non li voglio … però … però … Il Bettis era un impiccione. Si, ricordo di un fatto grave … Dafne! (La chiama). Se arrivasse chiarirebbe tutto, invece niente mi costringe a …


NOTA:


Milo, vai che si fa tardi. (Lo scaccia per convenienza).


MILO:


Vado!


DELLA:


Vado pure io! A domani! (Nota resta solo con Detto)


DETTO: Lei non è la musicista di Bettis? (Gli ammalati di Alzheimer hanno dei momenti di lucidità tanto da sembrare normali). Certo che è lei! Mi sembra divederla sotto il tiglio di Baffi!

NOTA: Ha ragione Milo: vai ricoverato d’urgenza. Povera Della, si accolla un deficiente … contenta lei … Detto, questa storia delle lettere è meglio metterla nel dimenticatoio: vedi di cancellarla definitivamente da quel cranio bacato che hai! Ero

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contenta che fosse in uno stato confusionale e invece … (Lo dice tra se). Cosa sai di Bettis?

DETTO: Chi?Signora, non abbia paura. È morto … mia moglie ha cancellato tutto. L’algerino è stato qui ieri, in fin dei conti chi era?

NOTA:           Meglio così! (Si sente sollevata).Pensavo peggio.

Scena quinta

il mattino dopo

CLOTO: E così hai trovato una lettera minatoria scritta da un imprecisato soggetto. Secondo te chi potrebbe essere? La Mandarini non è a conoscenza … quelle due non hanno fatto altro che approfittarsi di mamma e ora di papà: credimi!

MILO: Papà ha tirato in ballo il Bettis: sono decenni che non c’è più. Ho controllato! Nota deve aver combinato tanti di quei guai che … mi piacerebbe tanto che si chiarisse tutto, non foss’altro per Silvia … pensa allo scandalo che ne scaturirebbe se trapelasse qualcosa il giorno del matrimonio. Papà in quello stato. Ora quelle due che … e se qualcuno degli invitati sapesse di questi fatti? … Ho invitato gente che era in contatto con noi.

TEO: Sarebbe fuori luogo spifferare in un occasione simile. Li terremo occupati parlando del nostro bambino … Dico … è mai possibile che nessuno di voi abbia mai rovistato in quello scaffale? Lasciate tutto in balia del primo fesso che entra. Siete dei menefreghisti o cosa?

MANDARINI: Dovete sapere che “quelle due” vogliono impossessarsi di vostro padre , l’una per mettere a tacere le dicerie e l’altra per i soldi.(E’ entrata per dire la sua).Signori io non sono a conoscenza di tutti i fatti ma ho capito bene chi sono levostre “amiche”. Vi prego solo di non accusarmi di aver approfittato della signora. In fin dei conti l’unica che non ha guadagnato niente da tutto ciò sono io!

CLOTO:        E’ vero … Stiamo a vedere come si mettono le cose.

MILO: Signora Mandarini, lo sappiamo: lei è stata molto corretta. Metteremo l’Adornato in condizione di non poter pubblicare il romanzo a suo nome. Se ci sarà una pubblicazione sarà a nome suo.

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MANDARINI: Non voglio nessun riconoscimento, mi basta solo che siano chiariti i fatti. Se mi posso permettere un consiglio, lo posso dare? (Rutti annuiscono). Non fate pubblicare niente! Con permesso!

DETTO: Ben detto … no ,Detto sono io. Voglio sposarmi … lo dico a voi che siete qui. (Nessuno gli da retta). Non si creda che Del Signore si debba considerare un idiota per il semplice fatto che non ha mai avuto una moglie …. Una moglie … come si deve.

CLOTO: Papà, il nemico attacca vai a vedere. (Detto esce e rientra spiando dalla porta) Secondo voi cosa ci fa quella lettera in casa nostra? Chi voleva riferire tutto aDafne? La mamma avrà pagato quella somma … e a favore di chi?

DETTO:        Certo che ha pagato.

MILO: Stai zitto … non sai nemmeno di cosa stiamo parlando … vai di la! Cosa possiamo fare per uscire da questo empasse …

TEO: Io lascerei correre .. tanto se dovessero parlare … noi smentiremo quello che dicono, vostro padre non è in grado di confermare o altro …


DETTO:


Bravi, smentite tutto! Soprattutto quello che ha fatto Baffi!


MILO:


Papà, non è uno scherzo … quella lettera che mi hai mostrato è vera?


DETTO:


Verissima, l’ho scritta io! Più vera di così. (Escono tutti).


MANDARINI: (Rientra). La malattia di quest’uomo è capitata a fagiolo. Quelle due hanno tutto l’interesse che non ricordi niente. I figli non vedono l’ora di

sbolognarlo. Purtroppo non saprò mai chi ha scritto quella lettera. Peccato: se avessi pensato bene l’avrei scritta io, se non altro mi sarei trovata con cinque milioni in più! Sono giunta al punto di rottura …. verrò accusata di qualcosa che non ho fatto, me lo

sento. Pensano di accollarmi un malato così come se niente fosse ,perché loro hanno i “personaggi” che passano per casa … e quando arrivano me lo fanno tenere quasi legato di la nello sgabuzzino … si sbagliano di grosso! (Dice tutto questo mentre spolvera pensando ad alta voce).

Scena sesta

Stacco di luci, sono passati dodici giorni. All’accensione sono in scena tutti, manca Detto. La cerimonia è finita, sono in giardino.

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DETTO:      (Attraversa furtivo la scena per entrare in camera, ridacchia).

MILO: È tutto pronto! Papà dov’è? Stanno arrivando gli ospiti, bada che non faccia il diavolo a quattro. Speriamo che non sia uscito in bici. Avete chiuso il cancello? Dopo il mio rientro dal viaggio di nozze lo facciamo ricoverare. Chi si prende la responsabilità? Se si fa male ci denunciano per abbandono di incapace.

CLOTO: È tranquillo, si vede che sta bene … è una cosa passeggera, vedrete , non è per niente malato … papà, papà … (Non risponde).

TEO: Sarà in bagno, ci mette ore a vestirsi. Impiega tre ore a legarsi la cravatta (Va a vedere). Non c’è.

CLOTO: Pensandoci bene, è da stamattina che non lo vedo, con tutto il marasma che c’era ci siamo dimenticati di lui. Speriamo di trovarlo in fretta.

NOTA:           Sarà in giardino ad intrattenere gli ospiti: gli racconterà qualche

avventura: è molto vispo in questo periodo, sarà per via del matrimonio … (Ha tutto l’interesse a controllare la situazione. Va a vedere, arrivano gli invitati, è pieno di gente, non lo vede). Non c’è.

DELLA:        In camera? Una volta l’ho trovato nell’armadio, non si sa mai. (Idem).

Non c’è.

MILO: Dove sarà? C’è da aspettarsi di tutto. Anche se … è vero … in questi giorni mi sembra più lucido del solito. Ci avrà preceduti o si sarà nascosto, lo fa spesso, crede di giocare a nascondino, come da bambini, ci fa gli scherzi.

NOTA:           È vero. Qualche mese fa si è nascosto dietro la porta, a momenti mi

viene un infarto … però in questi giorni è bello sveglio, ieri mi ha fatto un discorso, oserei dire ”commovente”.

MILO:             Sentite, io vado dagli ospiti. Nota, mi accompagni tu? Sto cercando

Silvia … (Dal giardino giungono voci festose).

DELLA: (Quando sono usciti tutti gli altri). Chissà perché sempre lei ,non lo capisco. (Escono tutti. ). Con tutto il casino che ha combinato! (esce).

DETTO: Finalmente! (Dopo aver fatto capolino entra con una donna coperta da uno specie di burqa, non si vedono che i piedi). Siediti qui. Ferma, eh! (Non sa dire il nome perché è troppo difficile).Come ti chiami… beh non fa niente, chi se ne frega

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…l’importante è che sei qui. (Si aggira furtivo, guarda fuori dalla porta che da sul giardino, lo fa alcune volte , vuol essere sicuro che nessuno veda)

DONNA:      Ma si può sapere cos’hai in mente?

DETTO:        Niente. (È furtivo, cerca di sistemare le cose al meglio non riesce). Poi ti

spiego, rimani li … immobile.

DONNA:   Ah, ecco,mi pareva … Ma guarda che cosa devo fare per ‘sto matto.

DETTO:        Che bello! Adesso arrivano e vedrai che sorpresa!

DONNA:   Oh... vedrai. Va’ a finire che vado anch’io in manicomio.

DETTO: (Spia dalla porta del giardino). Arriva il ciclista, è davanti a tutti eccolo che scatta …

DONNA:   Il ciclista, ma cosa dici? (Si affaccia alla porta del giardino). Oh, signor!

MANDARINI: (Entra all’improvviso e vede la donna che spia: capisce tutto). Me ne vado, stavolta è quella buona: qui finisce male! (La donna mascherata si volta per capire di chi si tratta ma non fa in tempo, la domestica é già uscita, rientra poco dopo con una valigia: è la sua, se ne va).C’è un limite a tutto.Se ci fosse ancora…non mi si faccia parlare … sono capaci di incolparmi per fatti loro … con tutte le porcherie che hanno fatto quelle … (Esce cercando di non farsi notare attendendo il momento propizio).

DONNA :  Cosa voleva la signora Man .. (Non fa in tempo a finire la frase perché).

TEO: (Entra un attimo ma non si accorge di nulla, deve andare in cucina nel mentre la donna si è messa a braccia aperte come crocifissa, Teo si ferma un attimo, cerca di capire ma ci rinuncia). Una scultura moderna … che sia un regalo? Boh!

DETTO: (Come entra Teo, Detto si getta a terra vicino al divano, Teo non lo vede, Detto si rialza in tutta fretta) Sss…nasconditi qui. (La mette dietro il lampadario a stelo). Dev’essere una sorpresaclamorosa, loro non sanno. (Lo dice tra se ed esce saltellando sulle punte dei piedi).

TEO: (Rientra con delle bottiglie e non vedendo più la figura a braccia aperte si ferma un attimo ripensando a quanto aveva visto prima ,si possono fare gag a piacere, ci rinuncia, esce).Un “mobile” art?

DONNA:   Deve durare tanto ‘sta storia? (Si comincia a spazientire).

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Poco dopo.

TEO:                Avete visto la Mandarini per caso? Non la trovo. (Stanno rientrando,

tutti dicono parole di circostanza). Quando c’è bisogno non c’è mai.

DELLA:        Se non mi sbaglio l’ho vista con delle valigie mentre usciva

sgattaiolando, non so: c’era qualcosa di strano.

NOTA: Sì, è vero, l’ho notato anch’io. Aveva in testa quel cappellaccio da Mary Poppins. Ha fatto il giro dietro le piante, saltando tra l’una e l’altra per non farsi notare, sembrava una gazzella.


TEO: Allora è grave. Quando fa così qualcosa di irreparabile.


è grave. Non vorrei che fosse successo


CLOTO: Bella cerimonia. Sono proprio contenta per Milo. (Si allunga sul divano). Certo che la contessa è veramente una rompina, non mi ha lasciato respirare un


attimo, lei e la sua mania di nobiltà .. avrà mille anni … adesso vuole organizzare una riunione per il riscatto dell’aristocrazia … ma vada al diavolo … (Ad un tratto entra in scena Detto che stava nascosto nella sua camera).


NOTA:


Eccolo il redivivo, ma perché non sei venuto alla cerimonia con noi?


DETTO:


A fare? Ho altro per la testa.


DELLA:


Si è sposato l’ippo … Milopotamo.


DETTO:


Non sono stato informato, signora.


TEO: Signor Generale, bella figura abbiamo fatto, tutti a chiedere: ma Detto dov’è? Non si vede più, come mai … è malato ... ditegli di venire al circolo...

DETTO:        Lo so, lo so, non si vede più. (Stringe le spalle come a dire: cosa


volete?). Ho il mio bel daffare, a gestire questo manicomio: credetemi, La famigliaDel signore è molto complicata .

DELLA: Ma chi? Ma cos’hai capito? (Si sente uno starnuto e un altro ancora, tutti si voltano per vedere chi sia stato credendo si tratti di uno dei presenti). Ma chi

èstato? (Naturalmente non è stato nessuno di loro, se ne sente un altro e capisce che c’è qualcuno dietro il lampadario). Venga fuori, ladrone che non è altro. Rubare adun povero malandato vecchio generale, in stato vegetativo. Venga fuori dal lenzuolo, si palesi. Prendo un bastone glielo fracasso in testa! Si faccia vedere, mascalzone.

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CLOTO:        Come sei entrato? Maledetto! Ha scelto un momento propizio, col caos

che c’è chi se ne sarebbe accorto … in galera ti mando, traditore … venga fuori . (fruga nella borsetta cercando qualche arnese per fronteggiare la situazione ma trova solo una penna che non esita a puntare contro il malcapitato).

TEO: Porca miseria, altro che statua .(Esce ed entra col mattarello). Chi ti ha mandato? Parla! Lo so cosa stai cercando, lo sanno tutti soprattutto quelle … (Non riesce a finire la frase).

DONNA: L’avete voluto voi, signori. (Si avvicinano tutti lasciando la donna invisibile al pubblico. La donna si scopre, tutti fanno un passo indietro guardandosi in faccia tra loro mentre la donna si ricopre).


DELLA:


O signore, signore.


NOTA:


(Idem). Non ci posso credere.


CLOTO:


(Non dice niente).


TEO:

ricostruire).


O signore. Ecco perché. (Fa il gesto del crocifisso cercando di


DETTO:


Amen. Avete finito di pregare?


CLOTO:

dimostrare?


Non ti sembra di esagerare un po’ con queste buffonate? Cosa vuoi


DETTO:

vanno).


Niente. (Entra Milo, è solo, si sente che sta salutando gli ospiti che se ne


MILO:             Grazie di cuore per tutto … ne sono onorato professore, detto da voi fa


piacere … contessa Della torre, la ringrazio molto per lo splendido regalo … (È raggiante).

DETTO: (Si avvicina alla donna, la porta al centro della scena. Milo, non si accorge di quello che sta facendo Detto,è di spalle sulla porta del giardino, si gira all’improvviso, Detto scopre la donna).

MILO: Dov’eri finita Silvia? (Silvia allarga le braccia in segno di rassegnazione).E’ mezz’ora che ti cerco!Sono perfino uscito in strada a cercarti.

SILVIA:        Non dire niente, per favore. ( Finalmente si è liberata della veste).

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DETTO:        Signori, mia moglie Baffi, madre dell’ippopotamo, amico della bertuccia

e del pompetta, di cotto, di doremifasol e della Della. (Non ricorda altro, Silvia si getta tra le braccia di Milo).

TUTTI IN CORO:              Detto, Detto.

DETTO:        Fatto. (Indica Silvia come si fa al circo gongolando come un bambino, si

mette sull’attenti, ad uno ad uno escono tutti, si avvicina al proscenio). Che stranagente, le fai una sorpresa e si offendono … figuriamoci se sposavo una di quelle matte! (Si commuove). Il mio rammarico è che sono rimasto solo … ho perso tutti i compagni: Bettis, Coccoloni, Balconi, Capitini , Carpov… Bettis? Ma non era l’amante di quella musicista che c’è di la? Mi sembra di vederlo sotto il tiglio farfugliare … o forse no! Lo era di quell’altra vagabonda? … No, Agnese era l’amante di Bettis. Dafne era l’amante di quel tale russo … questi due qui saranno figli di Capitini! No, sono di Balconi … e certo li accompagnava a scuola. Mi sembra di vederlo con le cartelle in mano! (Si gira per andarsene poi ci ripensa). Fortunatamente io di figli miei non ne ho mai avuti!

FINE

Ogni riferimento a fatti, luoghi e persone è puramente casuale.

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